Poesia di Danijela Cuk

Foto cortesia di Danijela Cuk

NON MI ARRENDO

Non mi arrendo nemmeno nei momenti
in cui tutto diventa più difficile,
né quando le pietre della vita cadono su di me;
anzi, proprio allora divento più forte,
perché dentro di me esiste sempre la speranza.

Non mi arrendo nemmeno quando il pesante piede
dei brutti momenti mi calpesta,
non permetto che questo mi sconfigga,
perché i miei passi vincono ogni cosa,
anche quando penso che sia impossibile.

Perché dovrei arrendermi quando posso combattere,
quando con la mia forza posso affrontare anche le battaglie più dure,
grata al buon Dio per essere viva
e perché dentro di me c’è amore per ogni giorno che nasce.

Non conosco la resa, perché la vita è una sola,
e per questo non mi permetto di arrendermi;
è vero, molte volte sono caduta sul fondo,
ma eccomi qui… non mi sono arresa.

Quando una persona cade fino in fondo,
spesso pensa che sia finita,
ma non c’è fine finché desideri combattere
e liberarti dalle pesanti catene che ti imprigionano.

Combatto finché sono viva,
il sole della vita mi accarezza ogni giorno,
e anche se qualche nuvola arriva,
è soltanto passeggera… perché nella vita tutto passa.

Non ho paura della tempesta, no,
perché l’amore per la vita è molto più forte!

Danijela Ćuk
Croazia

Tesori addormentati solleticano tra fiori di raso(Poesia narrativa espressionista – La poesia in un paragrafo) ( Kareem Abdullah – Iraq) – Camelie rosa e bianco raso poesia di Elisa Mascia – Italia

Immagine web

Tesori addormentati solleticano tra fiori di raso
(Poesia narrativa espressionista – La poesia in un paragrafo) ( Kareem Abdullah -Iraq)

Quanti tesori giacciono addormentati, perfezionando il gioco dell’ ultima scomparsa, il gioco del timido svanire sotto il raso.

Turbati sono i fiori del desiderio, piantati in profondità e in piena fioritura, le orecchie tremanti schizzate in una primavera senza respiro, toccate da una sorgente che non è uno stelo della mia anima, che invoca  le tue farfalle sospese nella memoria.

Le rane dei raccolti della nostalgia riproduttiva tessono ritmi che brillano intensamente nei nostri seni più pieni, placando la sete del decadente autunno della gioia.

Un torrente di profumi adornerà le vetrine dei giorni bianchi.

Promette di risvegliare i miei colori ciechi, abbagliare la mia terra polverosa, tormentare il tremore delle fontane delle relazioni.

Sono stato devastato dall’uva; le labbra del dio gridavano per un abbraccio,

sollevate come il profumo di un brivido di primavera, aprendosi precisamente alle porte della mia innocenza,

travolgendomi.


Kareem Abdullah -Iraq
3-6-2025

Camelie rosa e bianco raso


I tesori custoditi restano statici e pur se si addormentano fanno il dolce solletico tra i fiori intagliati nel prezioso giardino di raso.
Essi giacciono in quiescenza dopo l’ultima volta prima della scomparsa nel ludico timido svanire sotto il pregiato tessuto di raso.


In turbamento camelie rosa e rose rosse, radicate nelle profondità recondite e lì copiose fioriscono.
L’acutezza del sentire innesca un tremore sottile, è la stagione primaverile del risveglio nelle tane,

batticuore senza respiro.
Esplosione della sorgente nascente rugiada nell’ anima è coltivato lo stelo pressante sui fiori ardenti.


Adesso è il momento di rimembrare in adorazione le variopinte farfalle liberate in un battito silente d’ali bramose di catene per un attimo d’eternità.
Le sentinelle nei campi intessono nostalgici tempi imbattibile forza di memoria per seminare tra i profumi di raso e fiori nella ritmica comandata dalla sete implacabile.


Era  Paradiso di gioia deviando il cammino verso l’ inebriante stagione multicolore dell’ autunno.
Scorre il torrente senza sosta nei giorni della nostalgia di rugiada vibrante tra i cristalli nel bruno materno.

Esala il grigiore nebbioso per lasciare nel trionfo abbagliante la terra polverosa per le strade e città dopo la resa o la vittoria non conta tra la ricostruzione delle relazioni che scorrono come fontane di acque tormentate.

Nella vitalità è stato devastato l’ io interiore, le labbra secche gridavano imploranti un abbraccio e guardavano al cielo per far piovere primavera ed aprirsi assetate per l’inizio di innocenti bramose evasioni.


E sopravvissuto, dopo essere stato travolto nell’uragano di camelie rosa e raso bianco.


Elisa Mascia
3-6-2026

Una delle poesie più famose del patrimonio popolare sufi algerino, le cui parole sono attribuite al grande poeta Muhammad ibn Musayyib, noto anche come Abu Abdullah Muhammad ibn Musayyib, di una famiglia andalusa che si stabilì a Tlemcen.

Foto cortesia di Mohamed Rahal dall’Algeria

🔴#Preghiamo_insieme_per_il_Profeta

Una delle poesie più famose del patrimonio popolare sufi algerino 🇩🇿, le cui parole sono attribuite al grande poeta Muhammad ibn Musayyib, noto anche come Abu Abdullah Muhammad ibn Musayyib, di una famiglia andalusa che si stabilì a Tlemcen.

🔴#Sheikh_Muhammad_ibn_Musayyib: Uno dei più grandi giganti della poesia popolare.

La sua poesia si distingue per l’estrema tenerezza e la straordinaria ricchezza artistica. Proveniva da una famiglia andalusa e nacque e visse a Tlemcen nel XVIII secolo d.C.

Tra le poche cose che sappiamo della vita del nostro poeta, ricordiamo che era un tessitore e che amava una ragazza di nome Aisha, immortalando il suo nome in bellissime poesie che diffusero la sua fama in lungo e in largo. Dopo aver compiuto il pellegrinaggio dell’Hajj, dichiarò il suo pentimento e scrisse splendide poesie a riguardo.  La sua poesia religiosa non è meno bella delle sue poesie d’amore. Nacque alla fine del XVII secolo, nel 1698, e morì nel 1768. Compose poesie d’amore, per poi dedicarsi alla composizione di poesie di lode al Profeta Maometto, pace e benedizioni su di lui. Dopo aver compiuto il pellegrinaggio dell’Hajj, compose molte celebri poesie di lode, tra cui:

1. O Popolo di Dio
2. O Colombe
4. Abu Alam
5. I miei desideri si sono risvegliati nel pensiero
6. Sono stanco di biasimare
7. A te mi lamento
9. Questo è ciò che Egli ha voluto e destinato
10. Nel nome dell’Eterno Grande
11. Visitate, o amanti, visitate

Le sue poesie sono considerate un punto di riferimento fondamentale nella storia del patrimonio popolare algerino, in particolare nella poesia sufi, in cui eccelse.

Una panoramica del patrimonio popolare sufi

Il sufismo in Nord Africa rappresenta un pilastro fondamentale della formazione psicologica dei musulmani in questa regione.  È risaputo che la maggior parte dei santi e dei sufi risiede in Algeria, soprattutto nell’Algeria occidentale, considerata la regione con la più alta concentrazione di santi del Nord Africa. Le tradizioni sufi sono profondamente radicate nel loro patrimonio popolare e vengono celebrate in tutti i loro usi e costumi, dai matrimoni e dalle feste popolari ai banchetti e alle promesse.

Il sufismo è parte essenziale del quale è la lode al Profeta, ed è noto che la musica in generale rimane la costante compagna della lode al Profeta. La poesia popolare, fin dall’antichità, è stata la forma poetica più conosciuta per commemorare il Profeta, e veniva cantata ai matrimoni popolari da sceicchi e donne. Si è evoluta nel tempo ed è poi diventata nota come musica Rai algerina, che ha raggiunto la fama negli anni Settanta. A prima vista potrebbe sembrare lontana da questa atmosfera religiosa, ma chi studia la storia di quest’arte scopre che essa si fonda sull’utilizzo del patrimonio popolare.  Si tratta di un movimento musicale e vocale nato nell’Algeria occidentale alla fine degli anni Sessanta, le cui origini risalgono agli sceicchi del canto beduino, e le cui radici antiche affondano in quella che in Algeria viene chiamata la tradizione degli sceicchi. La lingua dei canti beduini deriva da un dialetto colloquiale vicino all’arabo beduino, e trae ispirazione principalmente da canti religiosi e problematiche sociali. Durante il periodo coloniale francese, l’attenzione si concentrò sulla narrazione delle tragedie degli abitanti, dalle difficoltà della vita ai mali sociali, nel tentativo di sensibilizzare i colonizzatori. La regione di Tlemcen è considerata la regione più poetica dell’Algeria 🇩🇿, contraddistinta da questo stile. Una delle sue figure più importanti è il poeta Sheikh Mohamed Ben Messaib.

🔴#Fama_del_canto: Questa poesia divenne molto famosa e fu cantata per secoli nell’Algeria occidentale 🇩🇿.  Quando la musica Rai algerina divenne popolare, questo brano fu riproposto da artisti Rai come Cheb Khaled Hadj Ibrahim, Cheb Mami, il compianto Jalal e Cheb Anwar. Cheb Khaled fu il primo a interpretarlo e a riportarlo in auge in quel periodo.

Italiano: Testo:

Prega con noi **** sul Profeta, in cui risiede la nostra guarigione
Prega: Aumenta **** sul Profeta, mio maestro Muhammad

Cammino e prego **** desiderando visitare il mio maestro Muhammad
O Messaggero di Dio ***** nostro intercessore, tu sei il nostro Profeta

Prega con noi **** sul Profeta, in cui risiede la nostra guarigione
Prega: Aumenta **** sul Profeta, l’intercessore per i morti

Un sorso di acqua di Zamzam **** sul Profeta, preghiamo e ci sottomettiamo
Mio maestro Muhammad ***** Il tuo nome è caro al mio cuore

Prega con noi **** sul Profeta, in cui risiede la nostra guarigione
Prega: Aumenta **** sul Profeta, l’intercessore per i morti

Benedetto colui che visita ***** la tomba del Profeta Eletto
Lode al popolo ***** il maestro del Profeta, l’amato degli Arabi

Prega con noi **** sul Profeta, in cui risiede la nostra guarigione
Prega: Aumenta **** sul Profeta, l’intercessore per i morti  morto

Camminiamo e desideriamo ardentemente ****, volendo visitare la tomba del Profeta
Camminiamo e desideriamo ardentemente ******, volendo visitare la tomba del Messaggero

Prega con noi **** sul Profeta, in cui è la nostra guarigione
Prega: Aumenta **** sul Profeta, l’intercessore per i morti

Camminiamo e desideriamo ardentemente ****, volendo visitare la tomba del Profeta
Prega per lui ****** amato, volendo andare da lui


**




🔴#Pray_with_us_for_the_Prophet

One of the most famous poems of Algerian Sufi folk heritage 🇩🇿, its words are attributed to the great poet Muhammad ibn Musayyib, also known as Abu Abdullah Muhammad ibn Musayyib, from an Andalusian family that settled in Tlemcen.

🔴#Sheikh_Muhammad_ibn_Musayyib: One of the greatest giants of folk poetry.

His poetry is distinguished by its extreme tenderness and dazzling artistic richness. He was from an Andalusian family and was born and lived in Tlemcen in the 18th century AD.

Among the little we know about our poet’s life is that he was a weaver and that he loved a girl named Aisha, immortalizing her name in beautiful poems that spread his fame far and wide. He declared his repentance after performing the Hajj pilgrimage and wrote beautiful poems about it. His religious poetry is no less beautiful than his love poems. He was born in the late 17th century in 1698 and died in 1768. He composed love poems, then turned to composing poems praising the Prophet Muhammad, peace and blessings be upon him. After performing the Hajj pilgrimage, he composed many popular poems of praise, including:

1. O People of God
2. O Doves
4. Abu Alam
5. My Longings Stirred in Thought
6. I Am Weary of Blaming
7. To You I Complain
9. This Is What He Willed and Destined
10. In the Name of the Everlasting Great One
11. Visit, O Lovers, Visit

His poems are considered a major reference in the history of Algerian folk heritage, particularly Sufi poetry, in which he excelled.

An Overview of Sufi Folk Heritage

Sufism in North Africa represents a fundamental pillar of the psychological makeup of Muslims in this region. It is well-known that most of the saints and Sufis reside in Algeria, especially in western Algeria, which is considered the region with the highest concentration of saints in North Africa. Sufi traditions are deeply rooted in their popular heritage and are celebrated in all their customs and traditions, from weddings and popular celebrations to feasts and promises.

Sufism is an essential part of which is praise of the Prophet, and it is known that music in general remains the constant companion of praise of the Prophet. Popular poetry since ancient times was the most well-known type of poetry written for the purpose of remembrance of the Prophet, which was sung at popular weddings in the form of sheikhs and women’s interventions. It developed over time and was later known in the art of Algerian Rai music, which became famous in the seventies. It may seem at first glance to be far from this religious atmosphere, but the student of the history of this art finds that it is based on employing popular heritage in it. It is a musical and vocal movement that originated in western Algeria in the late sixties, and its origins go back to the sheikhs of Bedouin song, and its ancient roots go back to what is called the sheikhs in Algeria. The language of Bedouin songs is from the colloquial dialect close to Bedouin Arabic, and it takes most of its themes from religious praise and social problems. During the French colonial period, her focus was on narrating the tragedies of the inhabitants, from the hardships of life to social ills, attempting to raise awareness among the colonizers. The Tlemcen region is considered the most poetic region in Algeria 🇩🇿, distinguished by this style. One of its most prominent figures is the poet Sheikh Mohamed Ben Messaib.

🔴#Fame_of_the_Song: This poem became very famous and was sung for centuries in western Algeria 🇩🇿. When Algerian Rai music became popular, this song was revived by Rai artists such as Cheb Khaled Hadj Ibrahim, Cheb Mami, the late Jalal, and Cheb Anwar. Cheb Khaled was the first to perform and revive it at that time.

Lyrics:

Pray with us **** upon the Prophet, in whom is our cure
Pray: Increase **** upon the Prophet, my master Muhammad

I walk and pray **** wanting to visit my master Muhammad
O Messenger of God ***** our intercessor, you are our Prophet

Pray with us **** Upon the Prophet, in whom is our cure
Pray: Increase **** upon the Prophet, the intercessor for the dead

A drink from Zamzam **** upon the Prophet, we pray and submit
My master Muhammad ***** Your name is dear to my heart

Pray with us **** upon the Prophet, in whom is our cure
Pray: Increase **** upon the Prophet, the intercessor for the dead

Blessed is he who visits ***** the grave of the Chosen Prophet
Praise be to the people ***** the master of the Prophet, the beloved of the Arabs

Pray with us **** upon the Prophet, in whom is our cure
Pray: Increase **** upon the Prophet, the intercessor for the dead

We walk and yearn **** wanting to visit the Prophet’s grave
We walk and yearn ****** wanting to visit the Messenger’s grave

Pray with us **** upon the Prophet, in whom is our cure
Pray: Increase **** upon the Prophet, the intercessor for the dead

We walk and yearn **** wanting to visit the Prophet’s grave
Pray upon him ****** beloved, wanting to go to him

Pubblicazione del libro raccolta poetica del poeta e scrittore prof Kareem Abdullah -Iraq dal titolo: ” Il luogo dove Dio pianse” .

Foto cortesia della copertina del libro condivisa dall’ autore prof. Kareem Abdullah -Iraq

Da Dar Al-Mutan per la stampa e la grafica
La nuova raccolta di poesie del poeta e scrittore iracheno Karim Abdullah:
Il luogo dove Dio pianse
Prima edizione — 2026
415 pagine | 200 poesie | 14 x 21 cm


In un’epoca in cui lo spirito è logorato dal peso delle guerre e della devastazione, la raccolta ” Il luogo dove Dio pianse” emerge come una rara testimonianza poetica della fragilità umana, dell’isolamento e di interrogativi profondi.


È un’opera poetica visionaria che descrive il mondo dai suoi confini più remoti, dove i miti della creazione si mescolano all’odore della polvere da sparo, i ricordi d’infanzia si affiancano alle rovine delle città e l’amore – solo e nudo – si confronta con la macchina della morte.


In queste poesie, la devastazione non è presentata come un evento politico passeggero, ma come una ferita cosmica che tocca il significato stesso dell’esistenza. Dalle ceneri si levano le voci delle madri, i canti delle zingare, i sussurri degli amanti e le grida delle anime esiliate, restituendo al mondo parte del suo calore umano perduto.
In quest’opera, Karim Abdullah si muove verso uno stile poetico dall’orizzonte umanistico e metafisico, dove la poesia diventa una preghiera finale per l’umanità, un tentativo di interrogare i cieli stessi e una ricerca nell’oscurità del “luogo dove Dio pianse”.
La raccolta comprende duecento poesie scritte con uno spirito che oscilla tra contemplazione filosofica, visione poetica e una profonda umanità, avvalendosi di un linguaggio denso e di immagini cosmiche che evocano memoria, mito, sogno e rovina, tutto allo stesso tempo.


” Il luogo dove Dio pianse” non è una raccolta che parla solo di guerra, né solo d’amore, ma della lotta dell’umanità per preservare il proprio spirito in un mondo in rovina.
Questa raccolta di poesie consolida la posizione di Karim Abdullah come una delle voci poetiche arabe aperte a profonde domande esistenziali e impegnate a riscoprire l’umanità attraverso la poesia.


Ora pubblicato — Prima edizione 2026
A cura di Dar Al-Mutan per la stampa e la grafica.

عن دار المتن للطباعة والتصميم
صدر للشاعر والكاتب العراقي
كريم عبد الله
ديوانه الشعري الجديد:

«الجهةُ التي بكى فيها الله»

الطبعة الأولى — 2026
415 صفحة | 200 قصيدة | قياس 14×21 سم

في زمنٍ تتآكل فيه الروح تحت وطأة الحروب والخراب، يأتي ديوان «الجهةُ التي بكى فيها الله» بوصفه شهادةً شعريةً نادرة على هشاشة الإنسان وعزلته وأسئلته الكبرى.

إنه عملٌ شعريّ واسع الرؤية، يكتب العالم من حافته الأخيرة؛ حيث تختلطُ أساطيرُ الخليقة برائحة البارود، وتتجاورُ ذاكرةُ الطفولة مع أنقاض المدن، ويقف الحبُّ ــ وحيدًا وعاريًا ــ في مواجهة آلة الموت.

في هذه القصائد، لا يظهر الخراب بوصفه حدثًا سياسيًا عابرًا، بل كجرحٍ كونيّ يمسُّ معنى الوجود نفسه. ومن بين الرماد، تنهض أصواتُ الأمهات، وأغنياتُ الغجريات، وهمساتُ الحبيبات، ونداءاتُ الأرواح المنفية، لتعيد إلى العالم شيئًا من دفئه الإنساني المفقود.

يمضي كريم عبد الله في هذا المنجز نحو كتابةٍ شعريةٍ ذات أفق إنساني وميتافيزيقي، حيث يتحول الشعر إلى صلاةٍ أخيرة من أجل الإنسان، وإلى محاولةٍ لمساءلة السماء نفسها، والبحث وسط العتمة عن «الجهة التي بكى فيها الله».

يضم الديوان مائتي قصيدة كتبت بروحٍ تتأرجح بين التأمل الفلسفي، والرؤيا الشعرية، والنبرة الإنسانية العميقة، مستندةً إلى لغةٍ كثيفة وصورٍ ذات طابع كونيّ تستدعي الذاكرة والأسطورة والحلم والخراب معًا.

«الجهةُ التي بكى فيها الله»
ليس ديوانًا عن الحرب وحدها، ولا عن الحب وحده، بل عن الإنسان وهو يحاول النجاة بروحه في عالمٍ يتداعى.

ديوانٌ يرسّخ تجربة كريم عبد الله بوصفها واحدة من الأصوات الشعرية العربية المنفتحة على الأسئلة الوجودية الكبرى، والساعية إلى إعادة اكتشاف الإنسان عبر الشعر.

صدر الآن — الطبعة الأولى 2026
عن دار المتن للطباعة والتصميم.

Published by Al-Mutan Publishing & Design House
A new poetry collection by the Iraqi poet and writer
Kareem Abdullah
“The Place Where God Wept”
First Edition — 2026
415 Pages | 200 Poems | 14 × 21 cm

At a time when the human soul is being eroded beneath the weight of wars and devastation, “The Place Where God Wept” emerges as a rare poetic testimony to human fragility, isolation, and the great existential questions of our age.
It is a visionary poetic work that writes the world from its furthest edge; where the myths of creation mingle with the smell of gunpowder, where the memory of childhood stands beside the ruins of cities, and where love — lonely and stripped bare — confronts the machinery of death.
In these poems, destruction does not appear merely as a passing political event, but as a cosmic wound that touches the very meaning of existence itself. From within the ashes rise the voices of mothers, the songs of gypsy women, the whispers of beloveds, and the cries of exiled souls, all striving to restore something of the world’s lost human warmth.
Through this remarkable work, Kareem Abdullah moves toward a poetic vision with profound humanistic and metaphysical dimensions, where poetry becomes a final prayer for humanity, an attempt to question the heavens themselves, and a search within the darkness for “the place where God wept.”
The collection contains two hundred poems written in a spirit that moves between philosophical contemplation, poetic revelation, and deep human resonance, sustained by a dense language and cosmic imagery that invoke memory, myth, dream, and ruin all at once.
“The Place Where God Wept”
is not merely a collection about war, nor solely about love, but about the human being struggling to save the soul in a collapsing world.

This collection further establishes Kareem Abdullah’s literary experience as one of the contemporary Arab poetic voices deeply engaged with the great existential questions, and committed to rediscovering humanity through poetry.
Now available — First Edition 2026
Published by Al-Mutan Publishing & Design House.

Potrebbe mai… poesia di Kareem Abdullah -Iraq e Le corde del cuore  poesia di Elisa Mascia -Italia

Foto associata da Gemini

” Potrebbe mai la chitarra cantare il suo canto, se non fosse per la tua ombra nei miei pensieri? Ogni corda confessa soltanto ciò che il mio cuore ha battuto per te. E mentre mi chino sulla melodia, ti cerco tra le note. Non essere gelosa, battito della mia anima, perché ogni melodia che suono. la scrivo con il tuo nome.”


Kareem Abdullah


Le corde del cuore


Senza di te si fermerebbero le corde del cuore a suonare dolcemente le melodie ispirate dalla tua ombra dorata, aura spirituale e angelica riflessa nei preludi misteriosi della mente musicale.
Ogni corda è mossa dalla danza che confessa quante battute sulla scala del pentagramma ha respirato per te.
In adorazione tra le melodie in segno di rispetto cerco le note del tuo strascico fragrante.


Oh mia amata che non ti sfiori l’idea della tossica gelosia perché il mio battito del cuore è un respiro sincronizzato al tuo nome dolce certezza del trono della sincerità di un sentimento che risuona nell’ aria in ogni festa si balla con la danza che solo tu conosci.


Elisa Mascia 28-5-2026

“E da quando…” poesia di Kareem Abdullah -Iraq e la poesia di Elisa Mascia -Italia

Immagine associata da Gemini

” E da quando ti ho conosciuto, non sono più stato un setaccio… Sono diventato una galassia le cui stelle, tutte, ruotano attorno al tuo nome.”


Kareem Abdullah



Il miracolo e il segreto

Dal momento in cui è avvenuta la tua conoscenza non sono stato più la stessa persona.
Il mio corpo da setaccio umano si è trasformato assumendo forme luminose nel Cosmo,

galassie e schieramenti di stelle che sono attratte da una luce universale una stella cometa che ha scritto a caratteri dorati il tuo bel nome.

Elisa Mascia 24-5-2026

La poesia : “Tu sei me” di Elisa Mascia -Italia da ispirazione di un pensiero poetico di Kareem Abdullah -Iraq

Immagine associata da Gemini

” Non sei semplicemente passata… Ti sei insediata come una preghiera eterna nel luogo più fragile dentro di me.”


Kareem Abdullah


*
Tu sei me


Hai piantato la tua tenda nel mio cuore e lì hai costruito il tuo tempio sacro dove tutto diventa preghiera della donna diversa, donna dell’inclusione universale che irradia dal battito del cuore il raggio del segno più che dà il totale dell’unità.


È lì che risiede la tua energia vitale, poesia incarnata nello spirito profetico, ispirazione reciproca di musa non chiamata ma è la sola che dimora l’eternità nel nome dell’ amore superando ogni fragilità e vero impulso creativo.


Elisa Mascia 24-5-2026

*

” Ora so perché…” di Kareem Abdullah -Iraq — Un angelo sulla Terra di Elisa Mascia -Italia

Foto di Gemini

” Ora so perché tutte le altre donne mi sono passate accanto: perché il mio cuore si stava allenando per te. Stavo imparando a tollerare una donna diversa che non assomigliava alle altre, una donna il cui sorriso avrebbe aperto un’ ulteriore finestra per gli angeli in cielo.”


Kareem Abdullah – Irak

Un angelo sulla terra


Finalmente ho con me la spiegazione del motivo per cui le donne sfioravano la mia vita e passavano accanto a me.
Loro sono state necessarie per gli esercizi che mi hanno condotto a te con la consapevolezza di aver raggiunto una muscolatura da atleta dell’ amore.
Il cuore dall’ esterno ha studiato il comportamento delle donne cosicché ha praticato il valore della tolleranza ed essere pronto ad accogliere dentro di sé la donna diversa che è risultata quella da sempre sognata.
Non assomigliava a nessuna, il suo sorriso dalla dolcezza unica è stato capace di aprire una finestra nell’universo per poter ammirare gli angeli e somigliare a un angelo caduto sulla terra.


Elisa Mascia 24-5-2026

*

Continua il canto poetico di Kareem Abdullah -Iraq ed Elisa Mascia -Italia

Foto di Gemini

” Tu non sei una donna… Tu sei la confusione dei primi elementi prima che l’universo fosse messo in ordine. Nei tuoi occhi ho visto galassie cambiare le loro orbite, e ho visto il tempo inciampare sul tuo vestito, e cadere in ginocchio come un amante terrorizzato.”


Kareem Abdullah

La nostalgia del tempo


Il caos universale esistente prima della tua creazione ti identifica in questo subbuglio cosmico e non in una donna.
Poi è arrivato l’ordine della tranquillità che stravolge puntualmente la rotta delle galassie nei tuoi occhi che sono cambiate.
La nostalgia del tempo in meditazione spesso mi ha procurato inciampi tra le pieghe del tuo sontuoso vestito per cadere inchinato dinanzi al tuo splendore con uno stato d’animo intimorito fino ad essere amante terrorizzato dalla tua imperiosa bellezza.

Elisa Mascia 24-5-2026

Canto poetico di Elisa Mascia -Italia e Kareem Abdullah -Iraq

Foto di Gemini

” Tu non sei una donna… Tu sei la confusione dei primi elementi prima che l’universo fosse messo in ordine. Nei tuoi occhi ho visto galassie cambiare le loro orbite, e ho visto il tempo inciampare sul tuo vestito, e cadere in ginocchio come un amante terrorizzato.”


Kareem Abdullah

La nostalgia del tempo


Il caos universale esistente prima della tua creazione ti identifica in questo subbuglio cosmico e non in una donna.
Poi è arrivato l’ordine della tranquillità che stravolge puntualmente la rotta delle galassie nei tuoi occhi che sono cambiate.
La nostalgia del tempo in meditazione spesso mi ha procurato inciampi tra le pieghe del tuo sontuoso vestito per cadere inchinato dinanzi al tuo splendore con uno stato d’animo intimorito fino ad essere amante terrorizzato dalla tua imperiosa bellezza.

Elisa Mascia 24-5-2026

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