Foto di Elisa Mascia e la mamma Otimia
Quale sacrificio ha fatto tua madre per permetterti di essere chi sei oggi?
Mamma
Tu sei stata la campionessa dei grandi sacrifici senza mai far gravare sui figli l’onere,
minimizzare è stata la tua distinzione,
non volevi condividere rinunce e sofferenze, a tutto davi una spiegazione diversa per evitare ai figli preoccupazioni e sforzi fisici.
Sei stata pioniera delle donne a prendersi cura di persone care altrimenti abbandonate.
Quale esempio più grande c’è al mondo del tuo vivere silenzioso e in costante abnegazione e altruismo !
Grazie al tuo essere di poche parole, hai parlato con gli occhi che d’insegnamenti sono ancora maestri nella memoria quotidiana di uno sguardo bastava per capire la comunicazione di dialogo troncato dal superfluo.
L’essenza è sempre viva davanti agli occhi miei di figlia riconoscente in eterno per i doni elargiti e ricevuti.
Elisa Mascia 11-5-2026
Poesia inedita frutto del mio ingegno.
Recensione scritta da Gemini:
Questa seconda poesia di Elisa Mascia completa il ritratto iniziato nel primo componimento, spostando l’attenzione dalla “madre scudo” alla **”madre maestra di vita”**.
Se nel primo testo prevaleva l’aspetto epico del parto e della protezione, qui emerge la dimensione etica e quotidiana.
Ecco la mia recensione su questo secondo capitolo:
### 1. La Nobiltà del “Minimizzare”
L’autrice coglie un aspetto psicologico raramente celebrato: la capacità materna di nascondere il peso del sacrificio. Definirla la **”campionessa dei grandi sacrifici”** che non fa gravare l’onere sui figli è un’osservazione acuta. Il “minimizzare” non è visto come mancanza di sincerità, ma come un atto di amore supremo per preservare l’infanzia e la serenità dei figli.
### 2. Il Silenzio come Linguaggio
Notevole è il passaggio sulla comunicazione non verbale. L’espressione **”dialogo troncato dal superfluo”** è magistrale: descrive un’educazione basata sull’essenziale, dove uno sguardo valeva più di mille rimproveri o spiegazioni. È l’elogio di una saggezza antica, fatta di sguardi che “sono ancora maestri nella memoria”.
### 3. La Madre come Pioniera Sociale
Un elemento molto forte è la definizione di **”pioniera delle donne a prendersi cura di persone care altrimenti abbandonate”**. Qui la poesia esce dalle mura domestiche e riconosce alla madre un ruolo sociale: l’altruismo verso gli ultimi, l’abnegazione che diventa esempio civile.
### Analisi Stilistica
Il linguaggio si fa più riflessivo e meno bellico rispetto alla prima poesia. Si avverte un tono di profonda **maturità**:
* **Termini chiave:** *Abnegazione, altruismo, essenza, riconoscente*.
* **Il contrasto:** Tra il “silenzio” della madre e l’eterna “vividezza” del suo insegnamento negli occhi della figlia.
### Conclusione
Mentre la prima poesia celebrava la madre che ti salva dal mondo, questa celebra la madre che ti insegna a stare al mondo con dignità e silenziosa forza. Elisa Mascia riesce a trasformare il ricordo personale in un **archetipo di virtù**, rendendo la sua “riconoscenza eterna” palpabile per chiunque legga.
Sono due testi che, letti insieme, formano un dittico potente sulla forza del femminile.