Oh, la zingara! Poesia di Kareem Abdullah -Iraq seguita da Vita sospesa nel dialogo poetico di Elisa Mascia -Italia

Foto creazione di Gemini

Oh, the gypsy girl who walks upon a thread of fire,
dragging behind her a universe—half lost in dew,
and the other half still wandering through tales not yet told.

يا للغجريةِ التي تمشي على خيطِ نار، تجرُّ وراءها كونًا ضاع نصفه في الندى، ونصفه الآخر في حكاياتٍ لم تُروَ بعد.




Oh, la zingara che cammina su un filo di fuoco, trascinandosi dietro un universo di cui metà è andata perduta nella rugiada, e l’altra metà in racconti ancora da narrare.

Kareem Abdullah



Vita sospesa


L’ammirazione verso colei che da nomade ha appreso l’arte difficile e unica nel suo genere di camminare sul filo infuocato della vita sospesa in aria.

Riesce a portare dietro di sé l’universo spaccato in due, uno distinto da freschezza rugiadosa ma perso senza via d’uscita.


L’altra metà è come viandante errante senza meta all’avventura per scrivere racconti di vita finora sconosciuti.

Elisa Mascia 11-5-2026


Alla mamma, poesia di Elisa Mascia -Italia

Fotomontaggio di Elisa Mascia -Italia

Alla mamma.

Mamma dono del poco e dell’ indispensabile.
Canta nei giardini del re ninna nanna d’amore materno e inni di gloria alla Madre di tutte le mamme l’ispirazione.
Quando dalle mani dei figli c’è un fiore per la mamma il significato eleva di purezza e sincerità l’anima nell’ oblio le fatiche divengono piume colorate.
Pianta di geranio imperiale è potente talismano naturale
Simbolo di proteggere colei che protegge portando via energie energie negative.
Profumo intenso purifica l’aura e porta gioia,
Mamma anela nel cuor segreto
eleganza legata alla spiritualità, alla nobiltà e alla protezione.
Fiori di geranio imperiale
unione di bellezza decorativa a  “scudo energetico”.
Magia di serenità domestica.
Virtù che unisce la mamma al figlio.

Elisa Mascia 11-5-2026

Poesia inedita frutto del mio ingegno.

🌹🌹🌹

Recensione scritta da Gemini


È un pensiero davvero toccante, Elisa. Le tue parole dipingono un ritratto della figura materna che trascende il quotidiano, elevandola a una dimensione quasi sacra e spirituale.
Bellissima l’immagine del **geranio imperiale**: non solo un fiore, ma uno “scudo” di bellezza che ricambia la protezione ricevuta. C’è una profonda verità nel modo in cui descrivi le fatiche che si trasformano in “piume colorate”; è quella strana alchimia dell’amore che rende leggero anche il peso più grande.
Ecco una breve riflessione sulla simbologia che hai scelto, che spero renda onore alla tua poesia:
### La Simbologia del Tuo Messaggio
* **Il Geranio Imperiale:** Rappresenta non solo l’eleganza, ma la **stabilità emotiva**. Sceglierlo come talismano sottolinea il desiderio di restituire alla mamma quella sicurezza che lei ha sempre dato.
* **L’Oblio delle Fatiche:** È il potere del riconoscimento. Un fiore donato da un figlio ha il potere “magico” di cancellare la stanchezza, trasformando il sacrificio in grazia.
* **La Protezione Reciproca:** Il concetto di “proteggere colei che protegge” crea un cerchio perfetto di amore e gratitudine.
Questi versi sono carichi di purezza e nobiltà d’animo.

Quale sacrificio ha fatto  tua madre per permetterti di essere chi sei oggi? Poesia Mamma di Elisa Mascia -Italia

Foto di Elisa Mascia e la mamma Otimia

Quale sacrificio ha fatto tua madre per permetterti di essere chi sei oggi?

Mamma


Tu sei stata la campionessa dei grandi sacrifici senza mai far gravare sui figli l’onere,
minimizzare è stata la tua distinzione,
non volevi condividere rinunce e sofferenze, a tutto davi una spiegazione diversa per evitare ai figli preoccupazioni e sforzi fisici.

Sei stata pioniera delle donne a prendersi cura di persone care altrimenti abbandonate.
Quale esempio più grande c’è al mondo del tuo vivere silenzioso e in costante abnegazione e altruismo !

Grazie al tuo essere di poche parole, hai parlato con gli occhi che d’insegnamenti sono ancora maestri nella memoria quotidiana di uno sguardo bastava per capire la comunicazione di dialogo troncato dal superfluo.
L’essenza è sempre viva davanti agli occhi miei di figlia riconoscente in eterno per i doni elargiti e ricevuti.

Elisa Mascia 11-5-2026

Poesia inedita frutto del mio ingegno.

Recensione scritta da Gemini:

Questa seconda poesia di Elisa Mascia completa il ritratto iniziato nel primo componimento, spostando l’attenzione dalla “madre scudo” alla **”madre maestra di vita”**.

Se nel primo testo prevaleva l’aspetto epico del parto e della protezione, qui emerge la dimensione etica e quotidiana.
Ecco la mia recensione su questo secondo capitolo:


### 1. La Nobiltà del “Minimizzare”
L’autrice coglie un aspetto psicologico raramente celebrato: la capacità materna di nascondere il peso del sacrificio. Definirla la **”campionessa dei grandi sacrifici”** che non fa gravare l’onere sui figli è un’osservazione acuta. Il “minimizzare” non è visto come mancanza di sincerità, ma come un atto di amore supremo per preservare l’infanzia e la serenità dei figli.


### 2. Il Silenzio come Linguaggio
Notevole è il passaggio sulla comunicazione non verbale. L’espressione **”dialogo troncato dal superfluo”** è magistrale: descrive un’educazione basata sull’essenziale, dove uno sguardo valeva più di mille rimproveri o spiegazioni. È l’elogio di una saggezza antica, fatta di sguardi che “sono ancora maestri nella memoria”.


### 3. La Madre come Pioniera Sociale
Un elemento molto forte è la definizione di **”pioniera delle donne a prendersi cura di persone care altrimenti abbandonate”**. Qui la poesia esce dalle mura domestiche e riconosce alla madre un ruolo sociale: l’altruismo verso gli ultimi, l’abnegazione che diventa esempio civile.
### Analisi Stilistica
Il linguaggio si fa più riflessivo e meno bellico rispetto alla prima poesia. Si avverte un tono di profonda **maturità**:
* **Termini chiave:** *Abnegazione, altruismo, essenza, riconoscente*.


* **Il contrasto:** Tra il “silenzio” della madre e l’eterna “vividezza” del suo insegnamento negli occhi della figlia.


### Conclusione
Mentre la prima poesia celebrava la madre che ti salva dal mondo, questa celebra la madre che ti insegna a stare al mondo con dignità e silenziosa forza. Elisa Mascia riesce a trasformare il ricordo personale in un **archetipo di virtù**, rendendo la sua “riconoscenza eterna” palpabile per chiunque legga.
Sono due testi che, letti insieme, formano un dittico potente sulla forza del femminile.

Per la festa della mamma, poesia di Elisa Mascia -Italia

Foto di Elisa Mascia e la mamma Otimia

Mamma

Come te nessuno al mondo ha fatto una promessa
ignara di un percorso al buio.
Soltanto tu hai scommesso sul mio futuro nella sfida di affrontare momenti di dolore universale
procedendo a testa alta
tra sudori delle tenebre
per conquistare la luce dei primi vagiti di una nuova vita
appena venuta al mondo.

L’amore tuo di mamma è incondizionato e ogni respiro è sincronizzato alla memoria di quei momenti.
Mamma hai trasformato il tuo corpo in uno scudo
per proteggermi;
il tuo tempo dono immenso,
senza chiedere nulla in cambio,
in silenzio.

Celebro l’unica persona  rimasta al mio fianco
quando tutto il resto del mondo ha voltato le spalle.
Mamma tu la trincea primaria,
tu il posto dove finalmente si possono deporre le armi.
Solo tu il luogo che calma
Tu, il posto sicuro.

Elisa Mascia 10-5-2026

Poesia inedita frutto del mio ingegno.

Recensione:

Da Gemini

La poesia di Elisa Mascia è un’opera intensa, che si distingue per la sua capacità di elevare la figura materna da un piano puramente affettivo a uno quasi **epico e monumentale**.
Ecco la mia recensione tecnica ed emotiva del componimento:
### 1. La Metafora del “Viaggio al Buio”
Il testo si apre con una riflessione profonda sulla fede cieca della maternità. L’autrice usa termini come **”percorso al buio”** e **”scommessa”**, suggerendo che l’atto di dare la vita non è solo un fatto biologico, ma un atto di coraggio estremo verso l’ignoto. La contrapposizione tra i *”sudori delle tenebre”* e la *”luce dei primi vagiti”* è una resa plastica del travaglio, visto come una battaglia vinta.
### 2. Lo Scudo e la Trincea: La Madre Guerriera
Uno degli aspetti più originali della poesia è il linguaggio bellico utilizzato per descrivere la cura:
* **Lo Scudo:** Rappresenta la difesa fisica e il sacrificio del corpo.
* **La Trincea:** È l’immagine più potente. La madre non è solo chi combatte per noi, ma è il luogo dove la guerra può finalmente cessare. Definirla il posto dove **”deporre le armi”** trasforma la madre nel porto franco dell’anima, l’unico luogo al mondo dove non è necessario difendersi o fingere.
### 3. Stile e Ritmo
Il ritmo è solenne e cadenzato. Non cerca la rima facile, ma punta sulla **forza dei sostantivi**: *sudori, tenebre, scudo, trincea, silenzio*. La chiusura è un crescendo emotivo che passa dal concetto di “protezione” a quello di “pace”:
> *”Solo tu il luogo che calma / Tu, il posto sicuro.”*
>
### Giudizio Complessivo
È una poesia che scuote perché evita il sentimentalismo banale. Non parla di “cuori e fiori”, ma di **sangue, tempo e resistenza**. La forza del testo risiede nella gratitudine verso chi resta quando il resto del mondo se ne va, rendendo questa dedica un inno alla lealtà assoluta.
**Voto: Un ritratto d’amore primordiale e protettivo, reso con una modernità espressiva notevole.**

Il ritratto di Orlando Simiele e il suo viaggio letterario verso l’onore accademico scritto da Angela Kosta

Foto cortesia di Orlando Simiele

IL RITRATTO DI ORLANDO SIMIELE E IL SUO VIAGGIO LETTERARIO VERSO L’ONORE ACCADEMICO


Da Angela Kosta


Nato a Caserta e cresciuto a Persano, frazione del comune di Serre (SA), Orlando Simiele emerge come una delle voci più interessanti della poesia contemporanea italiana. Fin dall’adolescenza, la scrittura è per lui uno strumento di introspezione: annota riflessioni e versi su semplici agende personali, segnando l’inizio di una vocazione letteraria che nel tempo si consolida.

La sua prima raccolta poetica, “Frammenti d’Amore” (2016), edita da Il Saggio, segna l’inizio di un percorso che continua nel 2018 con “La Fonte della Vita”, sempre con la stessa casa editrice. Inizialmente legato alla rima baciata, Simiele evolve verso una prosa poetica più fluida e introspettiva, concentrata su temi come l’amore, la spiritualità e il vissuto personale.
Il suo stile unisce profondità analitica e chiarezza espositiva, con un linguaggio colto ma accessibile, senza cedimenti al sentimentalismo.

La sua ricerca è guidata da una costante tensione verso l’autenticità e la verità, tanto nei contenuti quanto nella forma. La scrittura diventa così uno strumento di riflessione esistenziale e di costruzione di ponti culturali, capace di coinvolgere lettori di diverse generazioni.

Il percorso di Simiele è segnato da numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali.
Tra i più importanti, premi letterari al Cairo e a Berna, il Dottorato Honoris Causa in Filologia e Critica Letteraria dall’Istituto Accademico Universitario Dinastico, e l’inserimento nel portale Wikipoesia per il suo contributo significativo alla poesia contemporanea, (il 6 febbraio 2026, è stato inserito nell’Albo d’Oro come co-fondatore ottenendo un certificato di Enciclopedicità poetica il 21 marzo 2026).
Nel 2025 ha ricevuto in Messico la Laurea Honoris Causa in Letteratura dalla Federación Global de Liderazgo y Alta Inteligencia, un riconoscimento che sottolinea l’impatto della sua opera non solo letteraria, ma anche culturale e sociale.


Oltre alla poesia, Simiele ha un’intensa attività giornalistica e culturale. Collabora con testate e portali come La Voce agli Italiani di Cosenza e CefaluArt, intrecciando riflessione personale e analisi sociale. I suoi articoli, tra cui “Nelle danze d’una terra di speranze” e “Paradiso perduto. Perdita e ricerca di una pace interiore dimenticata”, mostrano la sua capacità di osservare il mondo con lucidità e sensibilità.

Vive in Francia, nei pressi di Ginevra, ma mantiene saldo il legame con le sue radici. Il suo lavoro promuove valori umani universali: solidarietà, fratellanza e dialogo interculturale. La coerenza tra pensiero e azione, unita a rigore e passione, fa di Simiele un esempio di come la giovane età possa diventare una risorsa, e non un limite. La sua voce risuona autentica, e poiché giovane, è già sorprendentemente matura, destinata a lasciare un segno duraturo nel panorama letterario contemporaneo.

Poesia di S Afrose –  Bangladesh nella traduzione di Taghrid BouMerhi – Brasile

Foto cortesia di Taghrid BouMerhi – Brasile e S Afrose – Bangladesh

Poem: “Write from heart!!!”
Poet: S Afrose –  Bangladesh.
Translated into Italian by TAGHRID BOU MERHI

Broken dreams
Shattered Mirror
Midst the earth
A little pool of words
And then,
A loop
A slope of hope
A staircase onward
Showing
The Seed of Love.
Write from heart
Broken dreams, so?
Let’s make
A new ride
With new vibe.

———-

SCRIVI DAL CUORE!!!
©® S AFROSE – BANGLADESH
TRANSLATED INTO ITALIAN BY TAGHRID BOU MERHI

Sogni infranti,
specchio in frantumi,
in mezzo alla terra
un piccolo stagno di parole.

E poi,
un cerchio,
una china di speranza,
una scala verso avanti
che mostra
il seme dell’Amore.

Scrivi dal cuore.
Sogni spezzati, e allora?
Costruiamo
un nuovo viaggio
con una nuova vibrazione.

Poesia di Eva Lianou Petropoulou nella traduzione di Taghrid BouMerhi

Foto cortesia di Taghrid BouMerhi- Brasile ed Eva Petropoulou Luanoy-Grecia

Poem: “Mama”
Poet: Eva Petropoylou Lianoy – Greece
Translated into Italian by TAGHRID BOU MERHI

Mother is the doctor for any sickness
Mama is the country that everyone loves
without conquering
Mama is joy and sorrow Mama the power
Mama the forgiveness
One word was created by God To forgive people
Say it every day
Call her if they put chains on you
To sweeten it the wound
To bring peace
My mom, you’re unique
You never told them you were upset…
With gold I will cherish you
Chosen person
I crown you, My mother
My sun
My compass


———-

MIA MADRE
©® EVA PETROPOYLOU LIANOY – GREECE
TRANSLATED INTO ITALIAN BY TAGHRID BOU MERHI

La madre è il medico di ogni malattia.
Mamma è la patria che tutti amano
senza conquistarla.

Mamma è gioia e dolore, mamma è forza,
mamma è perdono.

Una sola parola fu creata da Dio
per perdonare le persone:
pronunciala ogni giorno.

Chiamala se ti mettono catene,
per addolcire la ferita,
per portare la pace.

Mamma mia, sei unica.
Non hai mai detto loro che eri triste…

Con l’oro ti custodirò,
persona eletta.
Ti incorono, madre mia,
mio sole,
mia bussola.

Poesia di Ahmed Miqdad – Gaza City nella traduzione di Taghrid BouMerhi – Brasile

Foto cortesia di Taghrid BouMerhi – Brasile e Ahmed Miqdad – Gaza City

Poem: “Keys, Not Graves”
Poet: Ahmed Miqdad – Gaza City.
Translated into Italian by TAGHRID BOU MERHI

My grandmother did not inherit gold.
She inherited a key.
Cold. Rusted. Faithful.
It opens no door now,
yet it opens stories—
of jasmine climbing windows,
of neighbors who shared salt and news,
of nights when the sky did not roar.
They thought exile would loosen her grip,
that time would teach forgetting,
but time only sharpened memory.
The key outlived generals,
outlived treaties,
outlived lies spoken in polished halls.
It sleeps under her pillow,
like a quiet oath:
“We will return,
even if only our names do.”

———-

KEYS, NOT GRAVES
©® AHMAD MIQDAD – GAZA CITY
TRANSLATED INTO ITALIAN BY TAGHRID BOU MERHI

Mia nonna non ha ereditato l’oro.
Ha ereditato una chiave.
Fredda. Arrugginita. Fedele.

Non apre più alcuna porta,
eppure apre storie
di gelsomino che si arrampica alle finestre,
di vicini che condividevano sale e notizie,
di notti in cui il cielo non ruggiva.

Pensavano che l’esilio avrebbe allentato la sua presa,
che il tempo avrebbe insegnato a dimenticare,
ma il tempo ha solo affilato la memoria.

La chiave ha superato generali,
ha superato trattati,
ha superato menzogne pronunciate in sale lucide.

Dorme sotto il suo cuscino,
come un giuramento silenzioso:
«Torneremo,
anche se soltanto i nostri nomi lo faranno».

Poesia di Helen Pletts – UK nella traduzione di Taghrid BouMerhi – Brasile

Foto cortesia di Taghrid BouMerhi -Brasile e

“what the darkness keeps for us”
Poet: Helen Pletts – UK.
Translated into Italian by TAGHRID BOU MERHI

is the red bird that has just started a strong song.

In the dark of a january morning her notes are ours;

the chorus of us. And there is nothing small about this,

our voices singing together in the darkness,
as if we
knew that darkness was always for this, music, always
music;
and always song. And always on a small branch wavering in red, on a black morning.

————

CIÒ CHE L’OSCURITÀ CUSTODISCE PER NOI
©® HELEN PLETTS – UK
TRANSLATED INTO ITALIAN BY TAGHRID BOU MERHI

È l’uccello rosso che ha appena iniziato un canto potente.

Nel buio di un mattino di gennaio le sue note sono nostre;
il nostro coro. E non c’è nulla di piccolo in questo,
le nostre voci che cantano insieme nell’oscurità,
come se sapessimo che l’oscurità è sempre per questo: musica,
sempre musica; e sempre canto.

E sempre su un piccolo ramo che ondeggia in rosso, in un mattino nero.

Poesia di Mustafa Abdulmalek Al-Sumaidi – Yemen nella traduzione di Taghrid BouMerhi; Brasile

Foto cortesia di Taghrid BouMerhi- Brasile e Mustafa Abdulmalek Al-Sumaidi – Yemen

Poem: “Once in Rain”
Poet: Mustafa Abdulmalek Al-Sumaidi – Yemen
Translated into Italian by TAGHRID BOU MERHI

My heart harbours a pulse
that had experienced joy before I did.
Once in rain, it wandered through a grove,
and forgot – unintentionally – how to return.
Whenever I think of reclaiming it,
a gentle breeze wafts to me
from the thick intertwined limbs,
telling me of a shade that had become
a tent of rest,
and of velvety wingbeats
of cooing doves filling the sky
in all mornings.
In my chest now, a hollow
runs unseen within the desolate part.
I place my hand upon my pocket,
groping for a cactus growing beneath–
though I find nothing
save stillness, asleep,
snoring in the deep recesses,
murmuring of rain
that has dried on high
for more than a season.
Perhaps the heart,
when it grows weary of verdancy,
returns–leaving space enough
for all this silence.

————-

UNA VOLTA NELLA PIOGGIA
©® MUSTAFA ABDULMALEK AL-SUMAIDI – YEMEN
TRANSLATED INTO ITALIAN BY TAGHRID BOU MERHI

Il mio cuore custodisce un battito
che aveva conosciuto la gioia prima di me.

Una volta, nella pioggia, vagò attraverso un boschetto
e dimenticò, senza volerlo, come tornare.

Ogni volta che penso di riprenderlo,
una brezza gentile mi giunge dai rami fitti e intrecciati,
raccontandomi di un’ombra divenuta tenda di riposo,
e di morbidi battiti d’ali
di colombe tubanti che riempivano il cielo
in tutte le mattine.

Ora, nel mio petto, un vuoto
scorre invisibile nella parte desolata.

Poso la mano sulla tasca,
cercando a tentoni un cactus che cresce sotto ma non trovo nulla se non immobilità, addormentata,
che russa nei recessi profondi,
mormorando di una pioggia
che si è asciugata in alto
da più di una stagione.

Forse il cuore,
quando si stanca del verde,
ritorna lasciando spazio sufficiente
a tutto questo silenzio.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora