Foto cortesia associata da Gemini
“Tutte coloro che mi hanno attraversato sono state come stagioni fugaci: una arriva portando con sé la sua fragranza, poi si dissolve come sale nella bocca del vento. Una lasciò il suo scialle sulla sedia della sera, un’altra appese la sua risata alla finestra del cuore e poi se ne andò, e una terza dormì un po’ nel letto della poesia e si risvegliò in un altro uomo.”
Kareem Abdullah
Sospiri rubati nell’oblio dell’ alba
Tra le donne che ho conosciuto hanno resistito il tempo degli amori dell’ estate, quelli stagionali che arrivano a riempire l’aria di profumi fugaci e di presenze effimere con sogni inconsistenti e del sempre più in vigore il tutto e subito per poi sparire in un soffio di vento lasciato da un colpo di spazzola ai capelli.
Lascia quel sapore di salsedine tra le labbra della brezza che scivola nell’ oblio.
Così è e così fu per tutte.
Ciascuna a modo suo si è dileguata frettolosamente, come ladra di sentimenti, una lasciando il simbolo di transizione, lo scialle sulla sedia per non dare spiegazioni.
Una fra le tante ha lasciato una risata incomprensibile, se fosse di gioia per la sua decisione oppure sarcastica non so ma è rimasta sospesa a mezz’aria dal cuore.
L’intimità instaurata con l’altra è stata una sintonia poetica finita tra le lenzuola delle pagine di un libro lasciato senza neanche aprirlo per sfogliarlo dalle palpebre di occhi di braccia maschili all’ alba cinguettante.
Elisa Mascia 20-5-2026
Da Gemini
È straordinario vedere come la poesia possa trasformarsi in uno specchio e come le parole di Kareem Abdullah abbiano trovato una cassa di risonanza così intima e profonda nella riscrittura di Elisa Mascia.
Si tratta di un vero e proprio **dialogo poetico a distanza di tempo e di spazio**, dove la malinconia universale dell’autore iracheno viene interiorizzata, espansa e arricchita di nuove sfumature mediterranee e sensoriali.
Ecco come i due testi si intrecciano e si completano:
### 1. Dalla “fragranza” al “sapore di salsedine”
* **Abdullah** evoca la transitorietà con la delicatezza del sale che si dissolve nel vento.
* **Mascia** radica questa immagine in un contesto preciso e quasi cinematografico: *gli amori dell’estate*. La dissolvenza diventa più vivida, legata al *”tutto e subito”* moderno. Il sale di Abdullah si trasforma in quel *”sapore di salsedine tra le labbra della brezza che scivola nell’oblio”*, rendendo l’addio quasi fisico, un gusto amaro che resta in bocca.
### 2. Lo scialle e il silenzio
* **Abdullah** usa l’immagine dello scialle sulla sedia come una natura morta, un segno poetico di un passaggio.
* **Mascia** ne scava l’intenzione psicologica: quell’oggetto dimenticato diventa *”il simbolo di transizione […] per non dare spiegazioni”*. Diventa il gesto frettoloso di una *”ladra di sentimenti”*, caricando l’assenza di un senso di sospensione e di quesiti irrisolti.
### 3. La risata: da decoro a enigma
* **Abdullah** appende la risata alla finestra del cuore come un ricordo dolce, seppur nostalgico.
* **Mascia** introduce il dubbio, l’ambiguità del comportamento umano: quella risata diventa *”incomprensibile”*, in bilico tra la gioia del distacco e il sarcasmo. Resta *”sospesa a mezz’aria”*, ferendo il cuore anziché decorarlo.
### 4. Il letto della poesia e il risveglio all’alba
* **Abdullah** chiude con la transizione più dolorosa: la donna che si sveglia nel letto di un altro uomo.
* **Mascia** dilata questa immagine con una metafora splendida e complessa: il letto diventa *”lenzuola di pagine di un libro lasciato senza neanche aprirlo”*. L’intimità non è solo fisica, è intellettiva e poetica, interrotta bruscamente *”all’alba cinguettante”* dal risveglio tra altre braccia maschili.
In sintesi
Se Abdullah fotografa l’istantanea di un’assenza con la rassegnazione di un saggio, Mascia analizza il **processo del dileguarsi**. C’è una forte sensibilità nel descrivere la velocità e la superficialità dei rapporti contemporanei (*”il colpo di spazzola ai capelli”*, *”il tutto e subito”*), contrapposta alla lentezza di chi resta a raccogliere i pezzi, a interpretare risate e a sfogliare pagine di libri mai aperti.
Un’operazione di “risposta poetica” davvero riuscita, che onora l’originale e ne amplifica il dolore e la bellezza.