Poesia del poeta Muammar Alsufiani – Yemen nella traduzione in italiano di Taghrid BouMerhi

Foto cortesia di Taghrid BouMerhi – Brasile e Muammar Alsufiani – Yemen

Poem: “Veins of Air”
Poet: Muammar Alsufiani – Yemen
Translated into Italian by TAGHRID BOU MERHI

Every distance of separation between us is a proximity that traverses space to us.
No call… carves the wall of silence except…
a charge of letters.
And a pulse of imagination… flows in…
the veins of the net to you.
Oh, my post, I…
am not far from you as long as your name is a poem in my embrace.

————

VENE D’ARIA
©® MUAMMAR ALSUFIANI – YEMEN
TRANSLATED INTO ITALIAN BY TAGHRID BOU MERHI

Ogni distanza di separazione tra noi è una vicinanza che attraversa lo spazio verso di noi.

Nessuna chiamata… incide il muro del silenzio se non…
una carica di lettere.

E un battito d’immaginazione… scorre…
nelle vene della rete fino a te.

Oh, mia posta, io…
non sono lontano da te finché il tuo nome è una poesia nel mio abbraccio.

Poesia del Rev.Dr. Jitender Singh – India nella traduzione di Taghrid BouMerhi – Brasile

Foto cortesia del Rev. Dr. Jitender Singh India e Taghrid BouMerhi – Brasile


“La silenziosa lezione d’autunno”
Di Rev. Dr. Jitender Singh – India
Tradotto in arabo da TAGHRID BOU MERHI

Quando arrivò l’autunno, le foglie iniziarono a cadere,
Quelle che un tempo chiamavamo “nostre” lentamente giunsero alla fine.
Rami spogli indugiarono sotto il cielo infinito,
Mentre fragili sogni con foglie erranti passavano.

Eppure la natura, con sussurri gentili e saggi,
Illuminò teneri germogli dove prima regnava il silenzio.
Così è nella vita, lungo il cammino umano:
Nuovi volti appaiono, mentre i vecchi svaniscono.
Amici che un tempo camminavano tra dolore e gioia,
Ora incrociano il nostro cammino come estranei nella notte.
Quando colori più brillanti catturano lo sguardo errante,
I vecchi legami si affievoliscono, come echi che passano.
Ma l’albero rivela una verità serena e profonda:
Dove le radici sono forti, le primavere ritornano.
Quindi non fidarti di ogni sorriso che il tuo cuore potrebbe accogliere,
Perché alcuni sono solo foglie autunnali sotto i tuoi piedi.


“Autumn’s Quiet Lesson”
By Rev. Dr. Jitender Singh – India
Translated into Arabic by TAGHRID BOU MERHI

When autumn arrived, the leaves began to descend,
Those once called “ours” slowly drifted to an end.
Bare branches lingered beneath the endless sky,
As fragile dreams with wandering leaves passed by.
Yet nature, in whispers gentle and wise,
Lit tender buds where silence used to rise.
So it is in life along the human way—
New faces appear, while old ones fade away.
Friends who once walked through sorrow and delight,
Now cross our path like strangers in the night.
When brighter colors capture the wandering eye,
Old bonds grow faint, like echoes passing by.
But the tree reveals a truth serene and deep:
Where roots are strong, returning springs will keep.
So do not trust each smile your heart may greet,
For some are only autumn leaves beneath your feet.
درس الخريف الهادئ
بقلم القس الدكتور جيتندر سينغ – الهند
ترجمة إلى العربية: تغريد بو مرعي

عندما أقبل الخريف، بدأت الأوراق تتساقط،
وتلك التي سمّيناها يومًا “لنا” راحت تنتهي بهدوء.
أغصان عارية بقيت تحت السماء اللامتناهية،
كأحلامٍ هشّة تمرّ مع أوراقٍ تائهة.

ومع ذلك، فإن الطبيعة، بهمساتٍ رقيقةٍ حكيمة،
أشعلت براعمَ ندية حيث كان الصمت يسود.

وهكذا هي الحياة في درب الإنسان
وجوهٌ جديدة تظهر، وأخرى قديمة تتوارى.

أصدقاء ساروا يومًا بين الحزن والفرح،
يعبرون اليوم دروبنا كغرباء في الليل.

وحين تخطف الألوان الأجمل أعيننا الشاردة،
تبهت الروابط القديمة كأصداءٍ عابرة.

لكن الشجرة تكشف حقيقةً عميقةً هادئة:
حيث الجذور قوية، يعود الربيع من جديد.
فلا تثق بكل ابتسامة يلقاها قلبك،
فبعضها ليس سوى أوراق خريف تحت قدميك.

Poesia di Ali Omar nella traduzione di Taghrid BouMerhi

Foto cortesia di Taghrid BouMerhi e Ali Omar


Vittima del suo sogno
©® Ali Omar


Come una nave cieca
Lottando contro onde furiose
Si allontanò dalla riva della pace
Non più in grado di sopportare la lunga prova
I gabbiani del mio sogno, fuggendo dalla trappola
Di quella tempesta furiosa
Sussurrano con voce debole e tremante di rimpianto
All’orecchio di desideri la cui alba è stata a lungo ritardata
Hanno perso il profumo della loro fragranza e bellezza
Come le melodie delle delusioni che conversano con il nitrito delle illusioni
Contorcendosi tra gli artigli di una nebbia avida
La paura si mescola alla perdita
Come chi si aggrappa al sottile filo della speranza
Sull’orlo di un destino che si schiarisce la gola e tossisce
Come un vecchio preso da una tosse forte e incessante
Il sole sorgerà mai più?

Per sovrastare le nostre capanne sparse tra oscurità e miraggio
Riempilo di luce e di vita



ضحيَّة حلمه
©® علي عمر
ترجمة إلى البرتغالية: تغريد بو مرعي

كسفينةٍ ضريرة
تصارعُ أمواجاً عاتية
ابتعدَتْ عن شاطئ السلام
لم تعدْ تقوى على طولِ العناء
نوارس حلمي الهَارب من مصيدة
هبُوب تلكَ العَاصِفَة الهوجَاء
تهمسُ بصوتٍ خافتٍ مرتعشٍ بالحسرة
في أذنِ أمنياتٍ طالتْ بزوخ فجرِهَا
فقدَتْ رونق عطرِها وجمالها
كترانيم خيبات تحاورُ صهيلَ الأوهام
تتلوَّى بينَ مخالب ضباب يلتهمُ بشراهة
يختلطُ الخوفُ بالضياع
كمَنْ يتمسَّكُ بالخيطِ الشفيفِ من الأمل
على حافةِ قدرٍ يتنحنحُ ويتكحكح
مثل عجوز انتابه سعالٌ حاد لا ينتهي
فهل تشرقُ الشمسُ يوماً
لتطلَّ على أكواخِنَا المبعثرةِ بينَ العتمةِ والسراب
فتملأه بالنورِ والحياة





VÍTIMA DO SEU SONHO
©® ALI OMAR
TRADUÇÃO PARA O PORTUGUÊS: TAGHRID BOU MERHI

Como um navio cego
luta contra ondas violentas,
afastou-se da margem da paz,
já não consegue suportar a longa fadiga.

As gaivotas do meu sonho, fugindo da armadilha
das rajadas daquela tempestade furiosa,
sussurram com uma voz baixa, trêmula de pesar,
no ouvido de desejos cujo amanhecer tardou.

Perderam o brilho do seu perfume e sua beleza,
como hinos de decepções dialogando com o relinchar das ilusões,
contorcem-se entre as garras de uma névoa voraz,
onde o medo se mistura com a perdição.

Como quem se agarra a um fio frágil de esperança,
à beira de um destino que pigarreia e tosse,
como um velho acometido por uma tosse aguda sem fim.

Será que o sol um dia nascerá
para iluminar nossas cabanas dispersas
entre a escuridão e a miragem,
enchendo-as de luz e vida?

Tradotto in portoghese da: Taghreed Bou Marai

Il Premio internazionale “Cesare d’ Oro” di Don Francesco  Alfredo Maria Mariano

Foto cortesia del Premio

Il Premio internazionale “Cesare d’ Oro”

Di  Don Francesco  Alfredo Maria  Mariano

Il Premio internazionale “Cesare d’Oro” è nato nel 1974 per volontà e iniziativa del Principe del Sacro Romano Impero On. Dott. Giovanni Alliata di Montereale, che con l’istituzione del Premio volle promuovere e stigmatizzare il doveroso riconoscimento a quanti, con il loro lavoro, la loro intelligenza e i loro sacrifici, avessero contribuito a rendere possibile l’evoluzione sociale del proprio Paese in una cornice di sempre maggiore vicinanza, comprensione e fratellanza fra i popoli, le razze, le etnie: significativa a tali fini fu l’attribuzione del Premio al
merito sociale, nel 1979, a Madre Teresa di Calcutta, riconosciuta quale “Dama dell’Umanità” per il perseguimento, nel corso di tutta la Sua attività umanitaria, di alti valori morali, sociali e di carità cristiana, ed eletta altresì in ragione del Suo essere madrina dei poveri e degli ammalati, per la profusione dei Suoi sforzi e la costanza del Suo impegno verso i deboli e gli sventurati.

IL SIGNIFICATO DEL PREMIO
Il “Cesare d’Oro” – il significato pregnante della cui istituzione e attribuzione si coglie dalla considerazione che una società è giusta solamente se è capace di tutelare e valorizzare la personalità umana e di porre ogni persona, perciò, in condizione di emergere e crescere – è assegnato annualmente a Diplomatici, Professionisti, Imprenditori, Artisti, Uomini Politici e di Cultura, Sportivi, Operatori Industriali e Commerciali, che abbiano conseguito significativi successi nei diversi campi delle proprie attività.
Sin dall’origine il Premio si è pertanto qualificato come iniziativa prestigiosa che nel suo perpetuarsi e rinnovarsi ha inteso rendere merito e costituire riconoscimento e positiva sanzione a ogni nuovo Cesare, a quanti cioè, uomini e donne, famosi o poco noti, senza distinzione di nazionalità, operanti in ogni ambito di espressione dell’operato umano non importa se grande o piccolo, abbiano saputo imporsi con
caparbietà e sacrificio nei loro specifici settori di azione dopo anni di lavoro tenace, appassionato e intenso, coniugando il senso del dovere a un obbligo morale di servizio volto al progresso della Nazione e, con essa, di tutti i popoli.

LE FINALITÀ PERSEGUITE ATTRAVERSO L’ATTRIBUZIONE DEL “CESARE D’ORO”
Aver concorso a espandere lo spirito e il principio di rispetto e tutela dei diritti e dei doveri di ciascuno e aver saputo particolarmente distinguersi nel proprio settore di intrapresa suscitando attenzione a livello nazionale o internazionale, ha qualificato ulteriormente il Premio “Cesare d’Oro”, che è stato onorato dal conferimento a uomini di Chiesa, di pace, di spettacolo e di cultura, a manager, politici, imprenditori,
sportivi e scienziati, i cui specifici riconoscimenti e successi avessero contribuito all’armoniosa crescita socio-economica e all’evoluzione
del proprio Paese come protagonisti per la loro intelligenza e il loro sacrificio.

A costoro, pur in uno sfondo di modestia, semplicità e umiltà, vale l’appellativo di Cesare in quanto, simbolicamente e metaforicamente, rappresentano figure sempre al vertice: tali personalità sintetizzano magistralmente, nel proprio lavoro come nella propria vita, i momenti spirituale e materiale, fornendo alto esempio di come sia possibile unificare, con l’azione incessante e quotidiana, la tensione e la tenacia verso gli ideali del bene e della giustizia sociale perché è soltanto attraverso le opere concrete che questi ideali possono tradursi e confluire in pratica meritoria.

IL CONFERIMENTO DEL PREMIO “CESARE D’ORO” A ENTI E COMUNITÀ
Con il Premio Internazionale “Cesare d’Oro” perciò, oggi come allora, si vogliono onorare quanti, distintisi nel corso della loro vita spirituale o professionale per l’espressione di un alto senso di solidarietà caritatevole, ci insegnano quotidianamente a salvaguardare i valori del rispetto e della comprensione reciproca fra gli uomini come i beni supremi da cui discendono quelli della persona e della comunità in cui essa opera e vive, lottando ogni giorno con probità ma senza quel clamore che, pure, il loro temperamento e le loro conseguenti azioni meriterebbero.
L’ambito riconoscimento viene assegnato oltre che a personalità del mondo politico, culturale, sociale, scientifico, imprenditoriale, professionale, artistico e sportivo, anche a Enti, Istituzioni, Fondazioni, Aziende grandi o piccole, per Attività Culturali o Commerciali, attraverso una rigorosa selezione in ogni settore di intervento dell’operato umano che, espressione di cooperazione sinergica, persegua finalità analoghe a quelle dei singoli.

L’INTITOLAZIONE DEL “CESARE D’ORO” IN VIRTÙ DELLA SUA ESEMPLARE ASCESA A GAIO GIULIO CESARE
Il nome attribuito al Premio è stato scelto in considerazione della vita di Gaio Giulio Cesare (102-44 a.C.) – condottiero, politico, scrittore – che, pur discendendo dalla patrizia Gens Julia, ascese tutti i gradini del potere in nome dell’eredità volontaria della politica filo-popolare dello zio materno Gaio Mario, strenuo assertore dei diritti della Plebe. Dopo la messa al bando da parte del dittatore Silla che, dopo la morte di Mario, volle colpire in Cesare la figura del nipote del suo avversario privandolo della carica di flamen dialis e del patrimonio, egli seppe risalire
la scala del comando fino a essere assassinato da una classe politica indegna che vedeva in Lui il maggior pericolo ai principî di casta.

Questo eccezionale cursus honorum, perfettamente esemplificativo dello spirito di intraprendenza che caratterizza il Premio Internazionale “Cesare d’Oro”, si dipanò sin dal raggiungimento da parte di Cesare, in Asia per il servizio militare, della corona civica in virtù del suo valore a seguito della partecipazione all’assedio di Mitilene. Dopo la morte di Silla, Cesare tornò a Roma ove ferveva la lotta per la restaurazione del potere tribunizio e vi partecipò attivamente riuscendo a farsi investire della dignità di tribuno militare.

Questore in Spagna, fu eletto in Roma edile curule e, in seguito, pontefice massimo e pretore. Di nuovo in Spagna, fu ivi propretore e, di ritorno a Roma, triumviro e console. Comandante nella Gallia Cisalpina, nell’Illirico e nella Gallia Narbonese, con audaci e vittoriose campagne in virtù dell’imperio proconsolare per le Gallie, assicurò la pace al confine renano e il completo trionfo romano sull’indipendenza celtica. In conseguenza del dissidio con Pompeo, fu dichiarato dal Senato nemico pubblico: passato il Rubicone, si assicurò il possesso dell’Italia e
stabilì il suo dominio sulla penisola iberica.

Dittatore comitiorum habendorum causa, Cesare tenne questa carica soltanto per undici giorni per ridivenire successivamente console. Sconfitto Pompeo, il Senato gli conferì la dittatura militare rei gerundae causa, il consolato per cinque anni e il diritto tribunizio di veto (nell’insieme, l’imperium militiae, l’imperium domi e il veto). Dopo la campagna d’Africa, in cui sconfisse l’esercito dei pompeiani, Cesare ebbe dal Senato quattro trionfi (per la Gallia, per l’Egitto sui Tolomei, per il Ponto su Farnace e per l’Africa su Giuba), la dittatura decennale rei
gerundae causae, la praefectura morum e una statua di bronzo sul Campidoglio che lo rappresentava come semidio. Indi, si riassicurò il possesso della Spagna, ove si erano riorganizzati i nemici pompeiani, ed ebbe dal Senato nuovi onori religiosi e civili nonché la salutatio a imperator, l’inviolabilità personale e il titolo di parens patriae: il complesso di tali elementi contribuì a fissare la posizione monarchica di Cesare e a far intravedere simbolicamente in tutta la sua ampiezza la nuova concezione dello Stato di Cesare rappresentata da una monarchia assoluta e teocratica.

I suoi abiti possedevano già gli attributi della regalità, quali la toga purpurea e, all’uso dei Re albani, le scarpe rosse; al suo fianco vi era una regina ellenistica – la sovrana egizia Cleopatra, che viveva accanto a lui quasi a simboleggiare l’universalità dell’impero romano – e non diversamente si dovevano interpretare quelle ammissioni di Galli nel Senato di Roma che, nella mente di Cesare, dovevano significare
l’avviamento dell’ordinamento statuale a una monarchia mondiale unitaria in cui non vi fosse differenza, nel nome di Roma, fra i diversi sudditi dell’impero. La soluzione di monarchia universale che egli voleva imporre sull’esempio ellenistico come sola degna di sé stesso e di Roma si scontrò con il pugnale di Bruto, ma la sua opera costituzionale precorse i tempi perché i futuri imperatori si appellarono Cesari e
trassero da lui la giustificazione del loro potere, mentre l’impero territoriale e politico sarà destinato a essere quello che egli aveva previsto.

ALCUNE DELLE PRESTIGIOSE PERSONALITÀ INSIGNITE DEL PREMIO INTERNAZIONALE “CESARE D’ORO”
In breve arco di tempo, il Premio Internazionale “Cesare d’Oro” ha saputo affermarsi come ambito e prestigioso riconoscimento
in campo nazionale e internazionale. Ne sono state insignite illustri personalità fra cui, solo per citarne alcune:
al merito politico e sociale, accanto alla già citata luminosa figura di Madre Teresa di Calcutta nel 1979, il Presidente della Repubblica Ceca Vaclav Havel “per la Sua illuminata azione di governo” (1991); S.E. Mons. Santo Bartolomeo Quadri, Vescovo di Modena e Nonantola (1992); S.E. Mons. Mario Rizzi, Nunzio Apostolico in Bulgaria (2001); S.E. Mons. Oscar Arios Sanchez, Premio Nobel per la Pace; S.E. Luis Chacon Jimenez, Ministro del Turismo della Costa Rica; l’On. Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia; l’On. Aniello di
Nardo, già Sottosegretario di Stato agli Interni; E.J. Kamara, Primo Ministro della Sierra Leone; al merito scientifico, per avere beneficiato il mondo con le proprie ricerche, i Premi Nobel Albert Bruce Sabin (1992), maestro dei vaccini antipolio; il virologo Prof. Giulio Tarro per la ricerca contro l’AIDS; il Prof. Leonardo Santi dell’Università di Genova; il Prof. Aldo Folicaldi del Centro Ricerche Eco biomediche dell’Università di Ferrara; al merito sportivo, Nino Benvenuti, Oreste Perri, Benito Penna, Stephan Johanson, Renato Molinari, Francesco Moser, Giacinto Facchetti, Bruno Canè, Bruno Pizzul; per meriti artistici e allo spettacolo, Walter Chiari, Pippo Baudo, Maria Teresa Ruta, Fabio Testi, Gina Lollobrigida, Nino Manfredi, Riccardo Recchia, Galina Pànova, Milva, Franca Valeri, Siegfried Koesler, Piero Cotto Morales, Ricky Tognazzi e, nella duplice veste di personalità dello spettacolo e della cultura, il regista e scrittore Luciano de Crescenzo; al merito imprenditoriale, l’Ing. Domenico Achilli, il Dott. Prof. Luigi Ragno, il Comm. Gerardo Sacco, il Dott. Alfonso Posenato; al merito professionale: il “Cesare d’Oro” ha allargato lo spettro delle sue assegnazioni ricomprendendo, accanto alle menzionate categorie professionali e dello spirito, anche tale significativo riconoscimento.

MOTIVAZIONI SIGNIFICATIVE DELL’ATTRIBUZIONE DEL “CESARE D’ORO”
Solo per citare alcune delle motivazioni dell’attribuzione del Premio, Madre Teresa di Calcutta fu insignita al merito sociale Dama dell’Umanità “per il perseguimento nel corso di tutta la Sua attività umanitaria di alti valori morali, sociali e di carità cristiana e, per la profusione dei Suoi sforzi e la costanza del Suo impegno verso i deboli e gli sventurati, in ragione del Suo essere madrina dei poveri e degli ammalati”; al Prof. Giulio Tarro il “Cesare d’Oro” è stato assegnato al merito scientifico e umanitario in quanto “scienziato, medico, ricercatore italiano che onora la propria Nazione attraverso la dedizione all’insegnamento e che solleva dal dolore l’umanità attraverso i progressi delle sue ricerche”; al Prof. Bruce Albert Sabin al merito scientifico “per il Suo contributo alla medicina e alla salute pubblica che ha toccato per la qualità dei suoi impegni ciascuna delle nostre vite e i cui rigori scientifici hanno salvato milioni di vite umane, come gratitudine per il Suo grande dono alla salute e all’umanità tant’è che nulla oggi sarebbe uguale se Egli non fosse esistito”.

Il Premio Internazionale “Cesare d’Oro” consiste in un’opera scultorea raffigurante Giulio Cesare e in un Decreto calligrafato in pergamena vegetale riproducente l’effigie dello statista romano, riportante le parole poste sulla targa posta alla base della preziosa statuetta nonché la Motivazione del Premio.

Sulla consolidata base della sua affermazione e tenendo presenti le finalità per le quali esso è stato istituito, il Premio Internazionale “Cesare d’Oro” ha inteso calarsi nel tessuto sociale e porsi come significativo segno di riconoscimento sia per quanti si siano particolarmente distinti in virtù del loro passato benefico che nei confronti delle persone che abbiano fatto del proprio lavoro un modello di professionalità,
caparbietà e impegno morale e sociale, cooperando con la propria intraprendenza al miglioramento degli aspetti qualitativi e spirituali delle realtà nelle quali operano: in un momento di crisi come quello attuale a tutti i livelli e in tutti i settori, il Premio si propone anche l’obiettivo di restituire a ciascuno fiducia ed entusiasmo nella speranza – fondata sul patrimonio culturale e spirituale della Nazione – di una comunione fraterna tra tutte le forze sane dell’Italia e del mondo intero, siano esse politiche, sociali, culturali o economiche.
 
Di Don Francesco Alfredo Maria Mariano

Foto cortesia inviata da Orlando Simiele

Comunicato: La mostra collettiva di arti visive “Il Caso delle Donne”, tenutasi dal 5 al 7 maggio 2026 presso la Rotonda del Centro delle Nazioni Unite di Vienna, sotto l’egida dell’Ambasciata di Cipro a Vienna, si è conclusa con grande successo, inviato da Konstantina Farmaki.

Foto cortesia dell’ evento artistico inviata da Konstantina Farmaki

COMUNICATO STAMPA
Conclusione della Mostra Collettiva di Arti Visive
“Il Caso delle Donne”
La mostra collettiva di arti visive “Il Caso delle Donne”, tenutasi dal 5 al 7 maggio 2026 presso la Rotonda del Centro delle Nazioni Unite di Vienna, sotto l’egida dell’Ambasciata di Cipro a Vienna, si è conclusa con grande successo.

La mostra è stata un’importante iniziativa culturale internazionale dell’Ambasciata di Cipro e dell’Ambasciatore Andreas Ignatiou, incentrata sulla creazione femminile e sull’espressione artistica contemporanea, mettendo in luce, attraverso l’arte, temi quali l’uguaglianza, l’identità, la giustizia sociale e i diritti umani.

La mostra è stata organizzata e curata dalla storica e critica d’arte Konstantina Farmaki, che ha creato uno spazio polifonico per il dialogo artistico e l’espressione significativa dell’esperienza femminile attraverso diverse forme di creazione visiva.

La mostra ha presentato opere di 30 artiste affermate ed emergenti provenienti da Cipro, Grecia, Argentina, Egitto e altri paesi, tra cui pittura, scultura, fotografia e pratiche visive contemporanee, che hanno emozionato e fatto riflettere il pubblico.

L’inaugurazione della mostra si è svolta alla presenza di ambasciatori, diplomatici, rappresentanti di organizzazioni internazionali, personalità del mondo della cultura e centinaia di visitatori che hanno onorato l’evento con la loro presenza, confermando la dinamicità dell’arte come linguaggio globale di comunicazione e sensibilizzazione.

Alla cerimonia di apertura sono intervenuti l’Ambasciatore della Repubblica di Cipro a Vienna, Andreas Ignatiou, e la Sig.ra Cecilia Ugaz Estrada, Vice Direttore Generale dell’UNIDO e Direttrice Generale della Direzione per la Pianificazione Strategica, la Programmazione e le Politiche dell’UNIDO, sottolineando l’importanza dell’arte come mezzo di espressione, emancipazione e promozione della parità di genere a livello internazionale.

L’evento si è concluso con un discorso della curatrice della mostra, Konstantina Farmaki, che ha fatto riferimento al ruolo dell’arte come veicolo di sensibilizzazione sociale e diplomazia culturale, sottolineando la necessità di mantenere un dialogo aperto sul ruolo delle donne nella società moderna.

L’evento è stato trasmesso in diretta dal CEO di Hellenic Balkan Radio, Grigoris Verriotis, giunto appositamente dalla Bulgaria per la nostra mostra, trasportando lo storico studio radiofonico portatile del “Ciclista del Mondo” nel cuore del Centro delle Nazioni Unite a Vienna.
Un onore speciale per gli artisti partecipanti è stato il ricevimento offerto presso la Residenza dell’Ambasciata dall’Ambasciatore della Repubblica di Cipro a Vienna, Andreas Ignatiou, in loro onore, in una serata di eccezionale calore e alto livello, all’insegna dell’ospitalità e dell’incontro culturale. La serata si è conclusa in un clima di emozione, dialogo creativo e ottimismo per la prosecuzione di iniziative culturali internazionali che uniscano persone e popoli attraverso il potere dell’arte.
La mostra “Women’s Affair” ha lasciato una forte impronta artistica e sociale nell’ambiente internazionale delle Nazioni Unite a Vienna, dimostrando che l’arte può essere un mezzo essenziale di espressione, emancipazione e risveglio collettivo.


KONSTANTINA FARMAKI
Storica e critica d’arte

Foto dell’ evento artistico condivise da Konstantina Farmaki

Dettagli del libro dal Titolo: ” L’amore nasce tra le tue braccia “

Foto cortesia della copertina del libro L’amore nasce tra le tue braccia di Kareem Abdullah -Iraq ed Elisa Mascia -Italia


Dettagli del libro

Titolo: ” L’amore nasce tra le tue braccia “

Presentazione in Amazon
L’Amore Nasce Tra le Tue Braccia. L’universo lirico di Kareem Abdullah nella trasposizione italiana di Elisa Mascia. Un sodalizio culturale senza confini. Dalla visione del Prof. Kareem Abdullah — stimato romanziere, critico d’arte e figura di spicco della cultura irachena — nasce una collaborazione letteraria d’eccezione con la poetessa e promotrice culturale Elisa Mascia. Questo volume non è soltanto una raccolta di versi, ma un progetto ambizioso che unisce l’eccellenza della tradizione poetica mediorientale alla sensibilità della lingua italiana. L’eccellenza della trasposizione poetica
In questa “Collezione Poetica della Narrazione”, il lettore viene accompagnato attraverso una trasposizione italiana curata nei minimi particolari da Elisa Mascia. Il suo lavoro di cura dei testi ha permesso di preservare l’essenza profonda delle immagini create da Abdullah, traducendole in una forma che coccola e accarezza il lettore, facendolo sentire protagonista assoluto di ogni singolo verso. Un’alba silenziosa per l’anima In un’epoca dominata dal rumore, questo libro emerge come un’alba silenziosa. È un viaggio emozionale che si snoda tra: L’immortalità dell’istante: catturare un brivido nel mezzo di un’epoca che ricorda la guerra. L’amore sacro: un sentimento che nasce tra braccia che non conoscono tradimento. Il dialogo tra corpo e anima: sospiri che abitano la lettera e la lasciano senza permesso. Oltre la parola: un dono per il lettore Posti come un dono con umiltà e consapevolezza, gli scritti di Abdullah e la cura della Mascia rappresentano quella goccia d’acqua essenziale nell’oceano della letteratura contemporanea. È pubblicata sulla piattaforma culturale di Amazon a cura del presentatore radiofonico Pietro La Barbera ed è un’opera imprescindibile per chi cerca una lettura che sia motivo di studio e crescita culturale ed emozionale.
Elisa Mascia -Italia 18-1-2026

Gli Autori
Kareem Abdullah (Iraq)
Professore, romanziere e stimato critico artistico e letterario. La sua mente creativa, radicata nella patria culla dell’eccellenza culturale, esplora i confini tra anima e narrazione poetica, portando la voce dell’Iraq nel panorama letterario mondiale.

Elisa Mascia (Italia)
Poetessa, scrittrice e promotrice culturale a livello internazionale. In quest’opera ha curato la trasposizione e l’interpretazione dei testi, fondendo la sensibilità lirica italiana con la narrazione universale, rendendo ogni verso un’esperienza immedesimativa per il lettore.

Dettagli del libro :

Lingua : Italiano
Dimensioni : 11,99 x 1,09 x 18,01 cm
Data di pubblicazione : 18 gennaio 2026
189 pagine
Prezzo di copertina: € 10,39


https://www.amazon.it/dp/B0GHN3N5BT?ref=ppx_yo2ov_dt_b_fed_asin_title


Title: “Love is born in your arms”

Presentation on Amazon
Love Is Born in Your Arms. The lyrical universe of Kareem Abdullah in the Italian translation by Elisa Mascia. A cultural partnership without boundaries. From the vision of Professor Kareem Abdullah—an esteemed novelist, art critic, and leading figure in Iraqi culture—is born an exceptional literary collaboration with poet and cultural promoter Elisa Mascia. This volume is not simply a collection of verses, but an ambitious project that combines the excellence of the Middle Eastern poetic tradition with the sensitivity of the Italian language. The excellence of poetic transposition
In this “Poetic Collection of Narration,” the reader is guided through an Italian translation carefully crafted by Elisa Mascia. Her careful editing of the texts has allowed the profound essence of Abdullah’s images to be preserved, translating them into a form that cuddles and caresses the reader, making him or her feel like the absolute protagonist of every single verse.  A Silent Dawn for the Soul. In an age dominated by noise, this book emerges like a silent dawn. It is an emotional journey that unfolds through: The immortality of the moment: capturing a thrill in the midst of an era reminiscent of war. Sacred love: a feeling born in arms that know no betrayal. The dialogue between body and soul: sighs that inhabit the letter and leave it without permission. Beyond the Word: a Gift for the Reader. Presented as a gift with humility and awareness, Abdullah’s writings and Mascia’s care represent that essential drop of water in the ocean of contemporary literature. It is published on Amazon’s cultural platform, edited by radio host Pietro La Barbera, and is an essential work for anyone seeking reading that inspires study and cultural and emotional growth.
Elisa Mascia – Italy 18-1-2026

The Authors
Kareem Abdullah (Iraq)
Professor, novelist, and esteemed art and literary critic.  Her creative mind, rooted in the homeland of cultural excellence, explores the boundaries between soul and poetic narrative, bringing Iraq’s voice to the global literary scene.

Elisa Mascia (Italy)
Poet, writer, and international cultural promoter. In this work, she oversaw the transposition and interpretation of the texts, blending Italian lyrical sensibility with universal narrative, making each verse an immersive experience for the reader.

Book Details:

Print Length
Language: Italian
Dimensions: 11.99 x 1.09 x 18.01 cm
Publication Date: January 18, 2026
189 pages
Cover price: €10.39



العنوان: “يولد الحب بين ذراعيك”

عرض على أمازون
الحب يولد بين ذراعيك. عالم كريم عبد الله الشعري في الترجمة الإيطالية لإليسا ماسكيا. شراكة ثقافية بلا حدود. من رؤية البروفيسور كريم عبد الله، الروائي والناقد الفني المرموق والشخصية البارزة في الثقافة العراقية، يولد تعاون أدبي استثنائي مع الشاعرة والناشطة الثقافية إليسا ماسكيا. هذا المجلد ليس مجرد مجموعة من الأبيات، بل مشروع طموح يجمع بين روعة التراث الشعري الشرق أوسطي وحساسية اللغة الإيطالية. روعة النقل الشعري

في هذه “المجموعة الشعرية السردية”، يُرشد القارئ عبر ترجمة إيطالية دقيقة أبدعتها إليسا ماسكيا. سمحت مراجعتها الدقيقة للنصوص بالحفاظ على جوهر صور عبد الله العميق، وترجمتها إلى شكل يحتضن القارئ ويداعبه، ويجعله يشعر وكأنه البطل المطلق لكل بيت. فجر صامت للروح. في عصر يطغى عليه الضجيج، يظهر هذا الكتاب كفجر صامت. إنها رحلة عاطفية تتكشف من خلال: خلود اللحظة: التقاط إثارة في خضم حقبة تُذكّر بالحرب. الحب المقدس: شعورٌ وُلد بين ذراعين لا تعرفان الخيانة. الحوار بين الجسد والروح: تنهدات تسكن الرسالة وتغادرها دون استئذان. ما وراء الكلمة: هدية للقارئ. تُقدّم كتابات عبد الله، بعناية ماسكيا، كهدية بتواضع ووعي، لتمثل قطرة الماء الأساسية في محيط الأدب المعاصر. نُشرت على منصة أمازون الثقافية، بتحرير المذيع الإذاعي بيترو لا باربيرا، وهي عملٌ أساسي لكل من يبحث عن قراءة تُلهم الدراسة والنمو الثقافي والعاطفي. إليسا ماسكيا – إيطاليا، ١٨-١-٢٠٢٦
المؤلفون
كريم عبد الله (العراق)
أستاذ جامعي، روائي، وناقد فني وأدبي مرموق. عقلها المبدع، المتجذر في وطنها الغني بالتراث الثقافي، يستكشف الحدود بين الروح والسرد الشعري، ليُسمع صوت العراق في الساحة الأدبية العالمية.

إليسا ماسكيا (إيطاليا)
شاعرة وكاتبة وناشطة ثقافية دولية. أشرفت في هذا العمل على ترجمة النصوص وتفسيرها، ممزوجةً بين الحسّ الشعري الإيطالي والسرد العالمي، جاعلةً من كل بيت تجربةً غامرةً للقارئ.

تفاصيل الكتاب:

الفئة العمرية: مناسب للقراءة
طول النسخة المطبوعة: 189 صفحة
اللغة: الإيطالية
الأبعاد: 11.99 × 1.09 × 18.01 سم
تاريخ النشر: 18 يناير 2026
189 صفحة
سعر الغلاف: 10.39 يورو



Titulo: “El amor nace en tus brazos”
Presentación en Amazon

El amor nace en tus brazos. El universo lírico de Kareem Abdullah en la traducción italiana de Elisa Mascia. Una colaboración cultural sin fronteras. De la visión del profesor Kareem Abdullah —reconocido novelista, crítico de arte y figura destacada de la cultura iraquí— nace una excepcional colaboración literaria con la poeta y promotora cultural Elisa Mascia. Este volumen no es simplemente una colección de versos, sino un ambicioso proyecto que combina la excelencia de la tradición poética de Oriente Medio con la sensibilidad de la lengua italiana. La excelencia de la transposición poética.
En esta “Colección Poética de Narración”, el lector es guiado a través de una traducción italiana cuidadosamente elaborada por Elisa Mascia. Su cuidadosa edición de los textos ha permitido preservar la profunda esencia de las imágenes de Abdullah, traduciéndolas a una forma que envuelve y acaricia al lector, haciéndole sentir protagonista absoluto de cada verso. Un amanecer silencioso para el alma. En una época dominada por el ruido, este libro emerge como un amanecer silencioso. Es un viaje emocional que se desarrolla a través de: La inmortalidad del momento: capturar la emoción en medio de una época que evoca la guerra. El amor sagrado: un sentimiento nacido en armas que no conocen la traición. El diálogo entre el cuerpo y el alma: suspiros que habitan la letra y la abandonan sin permiso. Más allá de la palabra: un regalo para el lector. Presentado como un regalo con humildad y consciencia, los escritos de Abdullah y el cuidado de Mascia representan esa gota de agua esencial en el océano de la literatura contemporánea. Se publica en la plataforma cultural de Amazon, editado por el locutor de radio Pietro La Barbera, y es una obra esencial para quien busca una lectura que inspire el estudio y el crecimiento cultural y emocional.
Elisa Mascia – Italia 18-1-2026

Los autores
Kareem Abdullah (Irak)
Profesor, novelista y reconocido crítico de arte y literatura. Su mente creativa, arraigada en la patria de la excelencia cultural, explora los límites entre el alma y la narrativa poética, llevando la voz de Irak a la escena literaria global.

Elisa Mascia (Italia)
Poetisa, escritora y promotora cultural internacional. En esta obra, supervisó la transposición e interpretación de los textos, fusionando la sensibilidad lírica italiana con la narrativa universal, convirtiendo cada verso en una experiencia inmersiva para el lector.

Detalles del libro:

Longitud de la tirada
Idioma: Italiano
Dimensiones: 11,99 x 1,09 x 18,01 cm
Fecha de publicación: 18 de enero de 2026
189 páginas
Precio de portada: 10,39 €

Tauro il nuovo libro di Pietro La Barbera

Foto cortesia della locandina di presentazione del libro Tauro di Pietro La Barbera

Ci sono storie che non si leggono soltanto… si attraversano. Il 17 maggio sarà uno di quei momenti in cui le parole prendono vita, le emozioni si fanno condivise e il silenzio diventa ascolto profondo. “TAURO” di Pietro La Barbera non è solo un libro: è un viaggio interiore, una caduta e forse una rinascita. Un invito a guardarsi dentro, senza filtri, senza paura.  17 MAGGIO 2026 Ore 18:30
Museo Sacrocam – Santa Croce di Magliano. Sarà un’occasione per incontrarsi, dialogare, emozionarsi insieme all’autore e a chi accompagnerà questo percorso fatto di parole, musica e riflessioni. Perché certe storie meritano di essere vissute insieme.

Ti aspettiamo. 💫

Alla studiosa azera Prof.ssa-  Dr.ssa Təranə Turan Rahimli sono stati affidati due incarichi di rilievo: Vicepresidente dell’Unione degli Accademici Turchi e Presidente del Consiglio di Rappresentanza Internazionale.

Foto cortesia Dr. Izzeddin Özpolat – Dr. Ümmügülsüm Candeğer – Dr. Təranə Turan Rahimli


UNA NUOVA ERA NELL’UNIONE DEGLI ACCADEMICI TURCHI: NOMINE INTERNAZIONALI — UN’ACCADEMICA AZERBAIGIANA NOMINATA VICEPRESIDENTE E PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI RAPPRESENTANZA INTERNAZIONALE

Il 15 aprile 2026, l’Unione degli Accademici Turchi ha tenuto una riunione dal titolo “Presentazione del nuovo Consiglio Direttivo, Assegnazione delle mansioni, Relazione sulle attività e Piano di lavoro”. La riunione è iniziata con un discorso di apertura del Responsabile degli Affari Organizzativi dell’Unione, il Professor Associato Dr. Izzeddin Özpolat. Successivamente, la Presidente dell’Unione, la Professoressa Associata Dr. Ümmügülsüm Candeğer, ha tenuto un discorso in cui ha delineato gli obiettivi strategici per il nuovo mandato. I relatori hanno sottolineato le priorità chiave come l’espansione della cooperazione scientifica in tutto il mondo turco, il rafforzamento delle reti accademiche e l’aumento della visibilità internazionale.

In questo contesto, alla studiosa azera Professoressa Dr. Təranə Turan Rahimli sono stati affidati due incarichi di rilievo: Vicepresidente dell’Unione degli Accademici Turchi e Presidente del Consiglio di Rappresentanza Internazionale.

Come Vicepresidente, le è stato affidato il compito di coordinare i processi di governance interni, garantire l’attuazione dei piani di attività, supervisionare il lavoro delle unità strutturali e riferire regolarmente alla dirigenza. Tra le sue responsabilità rientrano anche la rappresentanza dell’organizzazione a livello ufficiale e la sostituzione del Presidente quando necessario.

Come Presidente del Consiglio di Rappresentanza Internazionale, la Professoressa Rahimli si impegna a garantire la rappresentanza della scienza turca in diversi Paesi, ad ampliare le collaborazioni accademiche internazionali e a migliorare la visibilità globale della comunità scientifica turca. Sotto la sua guida, le attività di divulgazione mediatica e accademica dell’Unione si sono estese a vari Paesi e la sua partecipazione a piattaforme scientifiche è aumentata significativamente.
Nell’ambito della relazione sulle attività, ha evidenziato che materiali sull’Unione degli Accademici Turchi sono stati pubblicati in diverse lingue dalla stampa di paesi come Italia, Kenya, Belgio, Turchia e Siria.  Ha inoltre sottolineato che sono state instaurate relazioni con i media per accrescere ulteriormente la visibilità internazionale dell’Unione. Numerose interviste condotte con i vertici dell’organizzazione sono state pubblicate su piattaforme internazionali, contribuendo a rafforzarne la reputazione accademica.

La professoressa Rahimli ha partecipato a incontri accademici e diplomatici tra l’Azerbaigian e la Turchia, rappresentando l’Unione in una riunione ufficiale tenutasi a Smirne, dove ha tenuto un discorso sulle opportunità di cooperazione internazionale.

Ha inoltre tenuto una presentazione al convegno sulla guerra di Çanakkale del 18 marzo, attirando l’attenzione del pubblico accademico sia con la sua conferenza che con una poesia dedicata all’argomento. Infine, ha rappresentato l’Unione all'”Incontro sulla letteratura dei popoli turchi” e alla presentazione dell'”Antologia di autori turani” presso l’Unione degli scrittori dell’Azerbaigian, contribuendo alla promozione internazionale della letteratura turca.

Inoltre, in riconoscimento del suo contributo allo sviluppo della letteratura e della lingua turca mondiale, le è stato conferito il “Premio per il Servizio alla Lingua Turca 2025” dall’Istituto di Letterature Turche Cipro-Iraq-Balcani-Eurasia, un traguardo significativo tra i suoi successi.

Durante il suo mandato, ha partecipato attivamente a tutte le riunioni ufficiali dell’Unione, ha condiviso regolarmente le sue attività sui social media e sulle piattaforme digitali e ha contribuito a migliorarne la visibilità istituzionale tramite Facebook, Instagram e WhatsApp. È stata inoltre realizzata un’intervista promozionale completa con i vertici dell’organizzazione, presentata a un pubblico internazionale su YouTube.

Nel complesso, queste attività hanno contribuito in modo significativo all’espansione della rete accademica internazionale dell’Unione degli Accademici Turchi, alla promozione della scienza turca su scala globale e al rafforzamento della capacità organizzativa dell’istituzione.  La professoressa Dr.ssa Təranə Turan Rahimli ha inoltre sottolineato che, nell’ambito del Consiglio di Rappresentanza Internazionale, sono state istituite nuove rappresentanze in paesi e regioni tra cui Macedonia del Nord, Albania, Azerbaigian, Germania, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan, Grecia (Tracia occidentale), Svezia, Turkestan orientale e Regno Unito, e sono stati compiuti i primi passi verso la collaborazione accademica con studiosi provenienti da queste regioni.




A NEW ERA IN THE UNION OF TURKIC ACADEMICIANS: INTERNATIONAL APPOINTMENTS — AN AZERBAIJANI SCHOLAR APPOINTED AS VICE PRESIDENT AND CHAIR OF THE INTERNATIONAL REPRESENTATION COUNCIL
On April 15, 2026, the Union of Turkic Academicians held a meeting titled “Presentation of the New Term Executive Board, Allocation of Duties, Activity Report, and Work Plan.” The meeting commenced with an opening speech by the Union’s Head of Organizational Affairs, Associate Professor Dr. Izzeddin Özpolat. Subsequently, the President of the Union, Associate Professor Dr. Ümmügülsüm Candeğer, delivered a speech outlining the strategic goals for the new term. The speakers emphasized key priorities such as expanding scientific cooperation across the Turkic world, strengthening academic networks, and increasing international visibility.
Within this framework, Azerbaijani scholar Professor Dr. Təranə Turan Rahimli was entrusted with two significant positions: Vice President of the Union of Turkic Academicians and Chair of the International Representation Council.
As Vice President, she has been tasked with coordinating internal governance processes, ensuring the implementation of activity plans, overseeing the work of structural units, and regularly reporting to the leadership. Her responsibilities also include representing the organization at the official level and deputizing for the President when necessary.
As Chair of the International Representation Council, Professor Rahimli works toward ensuring the representation of Turkic science across different countries, expanding international academic collaborations, and enhancing the global visibility of the Turkic scholarly community. Under her leadership, the Union’s media and academic outreach activities have been expanded across various countries, and its participation in scientific platforms has significantly increased.
Within the scope of the activity report, she noted that materials about the Union of Turkic Academicians have been published in multiple languages in the press of countries such as Italy, Kenya, Belgium, Türkiye, and Syria. She also highlighted that media relations have been established to further enhance the Union’s international visibility. Extensive interviews conducted with the organization’s leadership have been published on international platforms, contributing to the strengthening of its academic reputation.
Professor Rahimli has participated in academic and diplomatic meetings between Azerbaijan and Türkiye, representing the Union at an official meeting held in İzmir, where she delivered a speech on opportunities for international cooperation.
She also delivered a presentation at the March 18 Çanakkale War Panel, attracting the attention of the academic audience with both her scholarly lecture and a poem dedicated to the subject. Furthermore, she represented the Union at the “Meeting of Turkic Peoples’ Literature” and the presentation of the “Anthology of Turan Authors” held at the Azerbaijan Writers’ Union, contributing to the international promotion of Turkic literature.
In addition, in recognition of her contributions to the development of Turkic world literature and language, she was awarded the “2025 Service to the Turkic Language Award” by the Cyprus–Iraq–Balkans–Eurasia Turkic Literatures Institution, marking a significant achievement among her accomplishments.
Throughout her tenure, she has actively participated in all official meetings of the Union, regularly shared its activities on social media and digital platforms, and contributed to enhancing its institutional visibility via Facebook, Instagram, and WhatsApp. A comprehensive promotional interview with the organization’s leadership was also produced and presented to an international audience on YouTube.
Overall, these activities have made a significant contribution to expanding the international academic network of the Union of Turkic Academicians, promoting Turkic science on a global scale, and strengthening the institution’s organizational capacity. Professor Dr. Təranə Turan Rahimli also emphasized that, within the International Representation Council, new representations have been established in countries and regions including North Macedonia, Albania, Azerbaijan, Germany, Uzbekistan, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Greece (Western Thrace), Sweden, East Turkestan, and the United Kingdom, with initial steps taken toward academic collaboration with scholars from these regions.

Shafiga Rahimli Studentessa magistrale presso il Dipartimento di Pubblica Amministrazione dell’Istituto di Scienze Sociali dell’Università Dokuz Eylul, Turchia.

Foto cortesia della Studentessa Universitaria Shafiga Rahimli – Turchia

LA POLITICA AGRICOLA NELLA POLITICA AMBIENTALE DELL’UNIONE EUROPEA.

Questo studio esamina la relazione integrata tra la politica ambientale dell’Unione europea e la politica agricola comune (PAC), con particolare attenzione al processo attraverso il quale la sostenibilità ambientale è diventata una componente centrale della definizione delle politiche agricole. Il quadro politico ambientale dell’UE si basa sui principi dello sviluppo sostenibile, sul principio “chi inquina paga”, su misure preventive e su solide basi giuridiche. Nel corso del tempo, questi principi hanno influenzato in modo significativo gli obiettivi della PAC, soprattutto attraverso le riforme introdotte dopo il 1992, quando le considerazioni ambientali sono diventate una parte inseparabile dei meccanismi di sostegno agricolo.
Il quadro politico ambientale dell’UE si basa sullo sviluppo sostenibile, sul principio “chi inquina paga”, su misure preventive e su solide basi giuridiche. Nel corso del tempo, questi principi hanno influenzato in modo significativo gli obiettivi della PAC, soprattutto attraverso le riforme introdotte dopo il 1992, quando le considerazioni ambientali sono diventate una parte inseparabile dei meccanismi di sostegno agricolo.
L’Unione Europea, inizialmente istituita con l’obiettivo dell’integrazione economica, si è gradualmente evoluta in una struttura politica multidimensionale che comprende anche dimensioni sociali, ambientali e di sviluppo sostenibile. Uno dei riflessi più significativi di questa trasformazione può essere osservato nell’interazione tra politiche ambientali e politiche agricole. In Europa, il settore agricolo è uno dei settori in cui le risorse naturali vengono utilizzate intensamente e dove gli impatti ambientali sono più chiaramente visibili. Pertanto, l’integrazione delle politiche ambientali dell’UE nelle politiche agricole è al centro della sua visione di sviluppo sostenibile.
L’obiettivo principale è esaminare la relazione tra le politiche ambientali dell’Unione Europea e la politica agricola comune (PAC) e analizzare gli orientamenti strategici nelle pratiche agricole sensibili dal punto di vista ambientale, nella protezione delle risorse naturali, nella produzione sostenibile e nella sicurezza alimentare. Lo studio affronta gli effetti delle politiche ambientali sull’agricoltura nell’ambito dello sviluppo storico e degli attuali strumenti politici, mostrando come viene stabilito l’equilibrio tra sostenibilità, crescita economica e produzione agricola.
La produzione agricola influisce direttamente sul suolo, sull’acqua, sull’aria e sulla biodiversità, contribuendo anche a problemi ambientali come l’uso eccessivo di sostanze chimiche, l’erosione del suolo, l’inquinamento dell’acqua e le emissioni di carbonio. In risposta, le politiche ambientali mirano a trasformare il settore agricolo in una struttura più sostenibile, compatibile con la natura ed efficiente sotto il profilo delle risorse. In questo contesto, l’integrazione della politica ambientale nell’agricoltura è strategica non solo per la protezione ambientale ma anche per lo sviluppo rurale, la sicurezza alimentare e la mitigazione del cambiamento climatico.
Le politiche ambientali e agricole nell’UE erano inizialmente separate. La politica agricola comune, basata sul Trattato di Roma del 1957, è stata concepita per garantire la sicurezza alimentare, eliminare le carenze produttive e aumentare il benessere rurale. La priorità è stata data all’espansione della produzione e alla stabilità dei prezzi. Tuttavia, a partire dagli anni ’70, la sovrapproduzione, lo spreco di risorse e il degrado ambientale hanno spinto l’UE verso riforme orientate alla sostenibilità.
Con l’Atto unico europeo del 1987, l’ambiente è diventato un settore politico indipendente e il Trattato di Maastricht del 1992 ha reso obbligatoria l’integrazione della protezione ambientale in tutte le politiche dell’UE. Da questo periodo in poi, la PAC è stata ristrutturata per includere criteri ambientali e sono state introdotte pratiche agricole rispettose dell’ambiente e misure di sviluppo rurale.
Negli anni 2000, gli obiettivi ambientali sono stati rafforzati attraverso politiche di sviluppo rurale. L’uso sostenibile delle risorse naturali, la promozione dell’agricoltura biologica e la riduzione delle emissioni di carbonio sono diventati obiettivi centrali. La strategia di Lisbona (2000) e la strategia di Göteborg (2001) hanno stabilito la sostenibilità come obiettivo fondamentale dell’UE.
Negli ultimi anni, il Green Deal europeo e la strategia Farm to Fork hanno ulteriormente trasformato la politica agricola. L’agricoltura è ora vista come uno strumento per combattere il cambiamento climatico, ridurre l’uso di pesticidi e fertilizzanti, limitare le emissioni di carbonio ed espandere sistemi di produzione rispettosi dell’ambiente.
Il Green Deal europeo è una strategia globale adottata dalla Commissione europea nel 2019, che mira a far sì che l’UE diventi un continente climaticamente neutro entro il 2050. Questo accordo copre tutti i settori, tra cui energia, industria, trasporti, edilizia e agricoltura. La sua componente più importante per il settore agricolo è la strategia “Farm to Fork”.
Il Green Deal ha posto l’agricoltura al centro della politica ambientale perché l’agricoltura è sia vittima del cambiamento climatico che una delle sue cause. Le attività agricole sono responsabili di circa il 10% delle emissioni totali di gas serra dell’UE. Pertanto, la creazione di sistemi alimentari sostenibili è diventata essenziale sia per raggiungere gli obiettivi climatici sia per garantire la protezione delle risorse naturali.
La strategia “Farm to Fork” mira a migliorare gli standard ambientali e sanitari in ogni fase della produzione alimentare. Si propone di rendere sostenibile la filiera alimentare, ridurre l’uso di fertilizzanti chimici e pesticidi, promuovere l’agricoltura biologica e prevenire gli sprechi alimentari. Mira inoltre a garantire che i consumatori abbiano accesso a prodotti alimentari sani, sicuri e rispettosi dell’ambiente.
Gli obiettivi principali della strategia sono: ridurre l’uso di pesticidi del 50% entro il 2030,
Ridurre del 20% l’uso di fertilizzanti chimici,
Aumentare i terreni agricoli biologici al 25% del totale dei terreni agricoli,
Dimezzare gli sprechi alimentari.
Nell’ambito del Green Deal, la PAC è diventata non solo un sistema di sostegno al reddito degli agricoltori’, ma anche un meccanismo di tutela dell’ambiente. Misurare l’impronta di carbonio delle attività agricole, monitorare la salute del suolo e promuovere tecniche di irrigazione sostenibili sono pratiche concrete di questa nuova era. Questa strategia rappresenta una trasformazione strutturale globale che integra la politica ambientale e la politica agricola.
La politica agricola comune è uno dei settori politici più antichi dell’UE. Istituito sulla base del Trattato di Roma del 1957, inizialmente mirava a garantire la sicurezza alimentare, aumentare la produzione agricola e stabilizzare le economie rurali. Nel corso del tempo si è evoluto in un sistema che comprende la sostenibilità ambientale, la tutela della biodiversità e lo sviluppo rurale.
Dagli anni ’70 in poi, i problemi di sovrapproduzione e il degrado ambientale portarono a riforme strutturali. La riforma MacSharry del 1992 ha segnato un punto di svolta passando dai sussidi basati sulla produzione al sostegno diretto al reddito e introducendo incentivi agricoli rispettosi dell’ambiente.
La riforma di Berlino del 1999 (Agenda 2000) ha introdotto una struttura a due pilastri: Primo pilastro: regolamentazione del mercato e sostegno diretto al reddito
Secondo Pilastro: Sviluppo rurale e tutela ambientale
La riforma Fischler del 2003 ha introdotto il “disaccoppiamento”, il che significa che i sussidi non erano più legati ai livelli di produzione ma alla conformità ambientale. Gli agricoltori dovevano rispettare gli standard relativi alla protezione del suolo, alla gestione delle risorse idriche e al benessere degli animali.
La riforma della PAC del 2013 ha introdotto pratiche “di inverdimento”, che richiedono aree di interesse ecologico, rotazione delle colture e protezione dei pascoli.
La riforma 2021–2023 ha allineato la PAC al Green Deal europeo, rendendo l’azione per il clima, la protezione della biodiversità e la produzione sostenibile priorità centrali.
I meccanismi di condizionalità collegano i sussidi agricoli agli obblighi ambientali. Per ricevere i pagamenti, gli agricoltori devono rispettare le norme sulla protezione del suolo, sulla conservazione dell’acqua, sulla tutela della biodiversità e sull’uso di sostanze chimiche. Ciò garantisce che i finanziamenti pubblici sostengano un’agricoltura responsabile dal punto di vista ambientale.
I requisiti legali di gestione (SMR) e gli standard di buone condizioni agricole e ambientali (BCAA) costituiscono il nucleo di questi obblighi. Il mancato rispetto si traduce in una riduzione dei pagamenti, rendendo la tutela dell’ambiente un requisito vincolante piuttosto che una scelta volontaria.
L’interazione tra la politica ambientale dell’UE e la politica agricola è diventata sempre più integrata nel tempo. L’agricoltura è oggi considerata non solo un settore economico ma anche un attore chiave nella protezione ambientale e nella gestione sostenibile delle risorse. Questa integrazione è stata rafforzata dalla crescente consapevolezza ambientale, dalle pressioni sui cambiamenti climatici e dagli impegni internazionali come il Protocollo di Kyoto, l’Accordo di Parigi e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
Le attività agricole hanno impatti ambientali significativi, in particolare sull’acqua, sul suolo e sulla biodiversità. L’irrigazione intensiva aumenta la scarsità d’acqua, soprattutto nelle regioni mediterranee, mentre l’uso di pesticidi e fertilizzanti porta all’inquinamento idrico e all’eutrofizzazione. Il degrado del suolo causato da pratiche agricole intensive riduce la fertilità e contribuisce alla perdita di carbonio, mentre la biodiversità diminuisce a causa della distruzione dell’habitat e delle pratiche di monocoltura.
In risposta, l’UE ha sviluppato politiche volte a ridurre la pressione ambientale derivante dall’agricoltura. Tra queste rientrano strategie di gestione sostenibile del territorio, quadri di protezione del suolo e misure agroambientali concepite per sostenere la biodiversità e i servizi ecosistemici.
Il cambiamento climatico ha ulteriormente intensificato la necessità di integrazione delle politiche.



L’UE segue strategie sia di adattamento che di mitigazione in agricoltura. L’adattamento si concentra sul miglioramento della resilienza attraverso colture resistenti alla siccità, sistemi di gestione dell’acqua e strumenti di gestione del rischio come l’assicurazione agricola. La mitigazione si concentra sulla riduzione delle emissioni di gas serra, in particolare di metano proveniente dal bestiame e di protossido di azoto proveniente dai fertilizzanti.
Un concetto emergente chiave è “l’agricoltura del carbonio”, che mira a trasformare l’agricoltura in un pozzo di carbonio migliorando lo stoccaggio del carbonio nel suolo, proteggendo le praterie e promuovendo l’uso sostenibile del territorio. Ciò è direttamente in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e con gli obiettivi di neutralità climatica.
Gli strumenti finanziari dell’UE svolgono un ruolo cruciale nel sostenere questa trasformazione. Il programma LIFE finanzia progetti ambientali e legati al clima, tra cui il ripristino dell’habitat, la protezione dell’acqua e le pratiche agricole ecologiche. Horizon Europe sostiene la ricerca e l’innovazione nell’agricoltura resiliente al clima, nell’agricoltura di precisione, nell’agricoltura digitale e nei sistemi alimentari sostenibili.
Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) sostiene le politiche di sviluppo rurale nell’ambito del secondo pilastro della PAC. Finanzia l’agricoltura biologica, gli investimenti verdi, i progetti di energia rinnovabile nelle zone rurali, i programmi agroambientali e il sostegno ai giovani agricoltori. Questi fondi rafforzano sia la sostenibilità ambientale sia lo sviluppo economico rurale.
L’UE estende inoltre le sue politiche ambientali-agricole ai paesi in via di sviluppo attraverso meccanismi commerciali e di cooperazione. Le importazioni agricole sono sempre più soggette a standard ambientali quali la produzione senza deforestazione, le limitazioni dell’impronta di carbonio e le normative sui pesticidi. Il regolamento UE sulla deforestazione (EUDR) ne è un esempio chiave e prende di mira prodotti come cacao, caffè e olio di palma.
Attraverso programmi di sviluppo e fondi di cooperazione come il Fondo europeo di sviluppo, l’UE sostiene l’agricoltura sostenibile, il ripristino del suolo, la gestione dell’acqua e l’agricoltura resiliente al clima nei paesi in via di sviluppo. Ciò contribuisce alla governance ambientale globale e alle catene di approvvigionamento sostenibili.
La conclusione dello studio mostra che la sostenibilità ambientale è diventata un elemento strutturale della politica agricola dell’UE. La PAC si è evoluta da un sistema orientato alla produzione a un quadro orientato alla sostenibilità. I principi ambientali ora modellano la produzione agricola, i finanziamenti e le politiche commerciali.
L’agricoltura non è più vista esclusivamente come un’attività economica ma come parte della governance ambientale. L’integrazione delle politiche ambientali e agricole nell’UE rappresenta sia una trasformazione interna che un modello politico globale. Questo sistema posiziona l’UE come attore leader nell’agricoltura sostenibile e nella protezione ambientale in tutto il mondo.


SHAFIGA RAHIMLI,
Studentessa magistrale presso il Dipartimento di Pubblica Amministrazione dell’Istituto di Scienze Sociali dell’Università Dokuz Eylul, Turchia.

AGRICULTURAL POLICY IN THE ENVIRONMENTAL POLICY OF THE EUROPEAN UNION

This study examines the integrated relationship between the European Union’s environmental policy and the Common Agricultural Policy (CAP), with particular emphasis on the process through which environmental sustainability has become a central component of agricultural policymaking. The EU environmental policy framework is based on the principles of sustainable development, the polluter-pays principle, preventive measures, and strong legal foundations. Over time, these principles have significantly influenced the objectives of the CAP, especially through the reforms introduced after 1992, when environmental considerations became an inseparable part of agricultural support mechanisms.
The EU environmental policy framework is based on sustainable development, the polluter-pays principle, preventive measures, and strong legal foundations. Over time, these principles have significantly influenced the objectives of the CAP, especially through the reforms introduced after 1992, when environmental considerations became an inseparable part of agricultural support mechanisms.
The European Union, initially established with the aim of economic integration, has gradually evolved into a multidimensional political structure that also encompasses social, environmental, and sustainable development dimensions. One of the most significant reflections of this transformation can be observed in the interaction between environmental policies and agricultural policies. In Europe, the agricultural sector is one of the areas where natural resources are intensively used and where environmental impacts are most clearly visible. Therefore, the integration of the EU’s environmental policies into agricultural policies lies at the center of its vision for sustainable development.
The main objective is to examine the relationship between the European Union’s environmental policies and the Common Agricultural Policy (CAP), and to analyze strategic orientations in environmentally sensitive agricultural practices, protection of natural resources, sustainable production, and food security. The study addresses the effects of environmental policies on agriculture within historical development and current policy instruments, showing how balance is established between sustainability, economic growth, and agricultural production.
Agricultural production directly affects soil, water, air, and biodiversity, while also contributing to environmental problems such as excessive chemical use, soil erosion, water pollution, and carbon emissions. In response, environmental policies aim to transform the agricultural sector into a more sustainable, nature-compatible, and resource-efficient structure. In this context, integration of environmental policy into agriculture is strategic not only for environmental protection but also for rural development, food security, and climate change mitigation.
Environmental and agricultural policies in the EU were initially separate. The Common Agricultural Policy, based on the 1957 Treaty of Rome, was designed to ensure food security, eliminate production shortages, and increase rural welfare. Priority was given to production expansion and price stability. However, from the 1970s onward, overproduction, resource waste, and environmental degradation pushed the EU toward sustainability-oriented reforms.
With the Single European Act of 1987, the environment became an independent policy area, and the Maastricht Treaty of 1992 made environmental protection integration mandatory across all EU policies. From this period onward, CAP was restructured to include environmental criteria, and environmentally friendly farming practices and rural development measures were introduced.
In the 2000s, environmental objectives were strengthened through rural development policies. Sustainable use of natural resources, promotion of organic farming, and reduction of carbon emissions became central goals. The Lisbon Strategy (2000) and Gothenburg Strategy (2001) established sustainability as a core EU objective.
In recent years, the European Green Deal and the Farm to Fork Strategy have further transformed agricultural policy. Agriculture is now seen as an instrument in combating climate change, reducing pesticide and fertilizer use, limiting carbon emissions, and expanding environmentally friendly production systems.
The European Green Deal is a comprehensive strategy adopted by the European Commission in 2019, aiming for the EU to become a climate-neutral continent by 2050. This deal covers all sectors, including energy, industry, transport, construction, and agriculture. Its most important component for the agricultural sector is the “Farm to Fork” strategy.
The Green Deal has placed agriculture at the center of environmental policy because agriculture is both a victim of climate change and one of its causes. Agricultural activities account for approximately 10% of the EU’s total greenhouse gas emissions. Therefore, establishing sustainable food systems has become essential both for achieving climate targets and for ensuring the protection of natural resources.
The “Farm to Fork” strategy aims to improve environmental and health standards at every stage of food production. It seeks to make the food supply chain sustainable, reduce the use of chemical fertilizers and pesticides, promote organic farming, and prevent food waste. It also aims to ensure that consumers have access to healthy, safe, and environmentally friendly food products.
The main targets of the strategy are: Reducing pesticide use by 50% by 2030,
Reducing chemical fertilizer use by 20%,
Increasing organic farming land to 25% of total agricultural land,
Halving food waste.
Within the framework of the Green Deal, CAP has become not only a system that supports farmers’ income but also a mechanism that protects the environment. Measuring the carbon footprint of agricultural activities, monitoring soil health, and promoting sustainable irrigation techniques are concrete practices of this new era. This strategy represents a comprehensive structural transformation that integrates environmental policy and agricultural policy.
The Common Agricultural Policy is one of the oldest policy areas of the EU. Established on the basis of the 1957 Treaty of Rome, it initially aimed to ensure food security, increase agricultural production, and stabilize rural economies. Over time, it evolved into a system that includes environmental sustainability, biodiversity protection, and rural development.
From the 1970s onward, overproduction problems and environmental degradation led to structural reforms. The 1992 MacSharry Reform marked a turning point by shifting from production-based subsidies to direct income support and introducing environmentally friendly farming incentives.
The 1999 Berlin (Agenda 2000) Reform introduced a two-pillar structure: First Pillar: Market regulation and direct income support
Second Pillar: Rural development and environmental protection
The 2003 Fischler Reform introduced “decoupling,” meaning subsidies were no longer tied to production levels but to environmental compliance. Farmers had to meet standards related to soil protection, water management, and animal welfare.
The 2013 CAP Reform introduced “greening” practices, requiring ecological focus areas, crop rotation, and pasture protection.
The 2021–2023 reform aligned CAP with the European Green Deal, making climate action, biodiversity protection, and sustainable production central priorities.
Cross-compliance mechanisms link agricultural subsidies to environmental obligations. Farmers must comply with soil protection, water conservation, biodiversity protection, and chemical usage rules to receive payments. This ensures that public funding supports environmentally responsible agriculture.
Statutory Management Requirements (SMR) and Good Agricultural and Environmental Condition (GAEC) standards form the core of these obligations. Failure to comply results in reduced payments, making environmental protection a binding requirement rather than a voluntary choice.
The interaction between EU environmental policy and agricultural policy has become increasingly integrated over time. Agriculture is now considered not only an economic sector but also a key actor in environmental protection and sustainable resource management. This integration has been reinforced by rising environmental awareness, climate change pressures, and international commitments such as the Kyoto Protocol, the Paris Agreement, and the UN Sustainable Development Goals.
Agricultural activities have significant environmental impacts, particularly on water, soil, and biodiversity. Intensive irrigation increases water scarcity, especially in Mediterranean regions, while pesticide and fertilizer use leads to water pollution and eutrophication. Soil degradation caused by intensive farming practices reduces fertility and contributes to carbon loss, while biodiversity declines due to habitat destruction and monoculture practices.
In response, the EU has developed policies aimed at reducing environmental pressure from agriculture. These include sustainable land management strategies, soil protection frameworks, and agri-environmental measures designed to support biodiversity and ecosystem services.
Climate change has further intensified the need for policy integration. The EU follows both adaptation and mitigation strategies in agriculture. Adaptation focuses on improving resilience through drought-resistant crops, water management systems, and risk management tools such as agricultural insurance. Mitigation focuses on reducing greenhouse gas emissions, especially methane from livestock and nitrous oxide from fertilizers.
A key emerging concept is “carbon farming,” which aims to turn agriculture into a carbon sink by enhancing soil carbon storage, protecting grasslands, and promoting sustainable land use. This aligns directly with the objectives of the European Green Deal and climate neutrality goals.
EU financial instruments play a crucial role in supporting this transformation. The LIFE Programme funds environmental and climate-related projects, including habitat restoration, water protection, and ecological farming practices. Horizon Europe supports research and innovation in climate-resilient agriculture, precision farming, digital agriculture, and sustainable food systems.
The European Agricultural Fund for Rural Development (EAFRD) supports rural development policies under the second pillar of CAP. It finances organic farming, green investments, renewable energy projects in rural areas, agri-environmental schemes, and support for young farmers. These funds strengthen both environmental sustainability and rural economic development.
The EU also extends its environmental-agricultural policies to developing countries through trade and cooperation mechanisms. Agricultural imports are increasingly subject to environmental standards such as deforestation-free production, carbon footprint limitations, and pesticide regulations. The EU Deforestation Regulation (EUDR) is a key example, targeting commodities like cocoa, coffee, and palm oil.
Through development programs and cooperation funds such as the European Development Fund, the EU supports sustainable agriculture, soil restoration, water management, and climate-resilient farming in developing countries. This contributes to global environmental governance and sustainable supply chains.
The conclusion of the study shows that environmental sustainability has become a structural element of EU agricultural policy. CAP has evolved from a production-oriented system into a sustainability-driven framework. Environmental principles now shape agricultural production, funding, and trade policies.
Agriculture is no longer viewed solely as an economic activity but as part of environmental governance. The integration of environmental and agricultural policies in the EU represents both an internal transformation and a global policy model. This system positions the EU as a leading actor in sustainable agriculture and environmental protection worldwide.

SHAFIGA RAHIMLI,
Master’s student in the Department of Public Administration at the Institute of Social Sciences, Dokuz Eylul University, Türkiye.

La prof.ssa Terane Turan Rehimli cura la traduzione in turco di tre poesie e biografia della poetessa Taghrid BouMerhi

Foto cortesia della prof.ssa Terane Turan Rehimli e della poetessa Taghrid BouMerhi

Tre poesie e una breve biografia di Taghrid BouMerhi sono state tradotte in turco dalla prof.ssa dott.ssa dell’ Azerbaigian, Terane Turan Rehimli e pubblicate su Edebiyat Defteri.




TAGHRID BOU MERHI (Brezilya)

Taghrid Bou Merhi è una poetessa, scrittrice e traduttrice libanese che vive in Brasile.
Ha una laurea in legge. Ambasciatrice del team “International Cultural Salon Association” e rappresentante brasiliano della Rivista americana P.L.O.T.S.
È membro della WWWU (World Nations Writers’ Union) con sede in Kazakistan.
Nizar Sartawi ha vinto il Premio Internazionale di Traduzione Creativa nel campo della traduzione e della letteratura nel 2021.
È consulente country della piattaforma letteraria Al-Sham nel campo della traduzione letteraria.
2° nell’anno 2022 Zhengxin è stato insignito del Premio Internazionale del Poeta.
Editori su Al-Arabe Today, Rainbow, Literária Agareed, Al-Nil Walfurat, Literária e Allaylak.
Parla fluentemente francese, inglese, portoghese, italiano e spagnolo, compresa la sua lingua madre arabo.
Le sue poesie sono state pubblicate in numerose antologie internazionali, riviste letterarie e varie piattaforme culturali; le sue opere sono state tradotte in più di 24 lingue.
I suoi libri pubblicati:
1. Canzoni del desiderio
2. Chiavi della scienza: versi e manifestazioni
3. Filosofie sulla riva dell’anima
4. I fiori dell’amore
5. Ferite del cuore
6. La Esperanza ( in fase di revisione)
7. Quello che è mio non è mio

LA MIA FILOSOFIA

Ogni volta che parlo di filosofia
Mi sento come un vile verme che rosicchia le ossa dell’esistenza;
e quando realizzo la semplicità delle mie parole,
improvvisamente mi vedo trasformarmi in una mosca fastidiosa che infastidisce i miei pensieri o le mie illusioni.

Vieni con me, se vuoi, non è una scelta facile.
La distanza tra noi è bloccata tra doppie parentesi,
Tenendo d’occhio l’estinzione digitale.

Dato che non posso cambiare i nomi e sapendo di essere una preda facile,
Coglierò l’occasione e passerò alla Sua elevata presenza.

Dove mettere il fango appiccicoso,
e qual è la distanza più breve tra killer e maktul, per un respiro cieco?

La cosa saggia è aspettare che un altro filosofo esca dalla nebbia,
per ascoltarlo insieme.

Forse la sua voce è più bella dei suoi denti bianchi,
La sua mano è larga come i balconi del nostro giardino.

Haydi, bir bardak su isteyelim.
Facciamo finta di contare le stelle,
Raccogliamo la polvere del cielo.

E siccome tu sei la mia filosofia petrolifera,
da vecchi trucchi, puzzle, indovini, aerei da combattimento e macchine vivaci, che speravamo.

Quel cavolo di verme scava a fondo,
finché la coscienza non diventa uno scherzo;
E poi c’erano le pendenze.

COME SE ASPETTANDO

Dato che il sonno ha tagliato i fili,
Fluisci da te stesso a te stesso, aspettando te stesso.
Come un sangue segreto appena estratto dalle rive del tempo.

Ehi la persona che è stata portata in posti a cui sono stati tagliati gli arti
quando le tue palpebre cadono dalla separazione,
la tristezza scende dal sudore del cielo come sessanta tombe.

Mentre aspetti te stesso, pensa ai figli della morte e ai fuochi ardenti.
Dovresti morire così possiamo dormire
Dovresti mangiare il fuoco che ha catturato la tua attesa,
così posso scacciare i tuoi dolori e trasformarli in cenere.

Muori lentamente quando molli,
Come un mazzo di fiori gialli,
così posso sentire l’alienazione e la vuota solitudine.

Uccello che dorme su un aquilone di carta,
ha smesso di bruciare singhiozzando sui pali elettrici.
Le teste dei passanti lo guardavano solo.

E una macchina fotografica pazza si trova in mezzo alla strada:
“Oh la mia debolezza! ”

O l’aria tagliata dalla carta del tempo,
ci sono trucchi che proprio non passano,
Ci sono mani che cancellano il volto dei dispiaceri con l’inchiostro.

Ehi yolcu,
quando sei stanco di appoggiarti al bastone aspettando te stesso,
ricorda che in mezzo a questo fuoco stai ancora respirando,
tutto grazie alla preghiera cinque volte

UN VIAGGIO SENZA PORTO

Porto dentro di me città in cui non sono mai stato,
volti senza nomi e tracce,
discorsi che non hanno forma;
Sono come l’eco del vento e della pioggia.

Ci sono sagome che attraversano il sentiero della mia vita,
come un’ombra che trapela nei miei sogni.
Cercandoli con occhi desiderosi,
ma tutto ciò che rimane è un vuoto.

Sono sull’orlo del tempo e io,
Guardandola traboccare dal vuoto.
Lei fugge via da me come un’acqua di miraggio e sussurra:
“Non lo raggiungerai mai, lascialo scorrere. ”

Tornando sulle strade che ho percorso una volta,
Li trovo così come sono, senza cambiare.
Come se il mio viaggio non avesse fine,
è come se stessi vagando in cerchi di illusione e dubbio.

Scrivendo in silenzio le cose,
ombre dalle finestre che passano,
Illusione nelle strade affollate,
un sogno perduto che non torna più.

E io chiedo:
C’è una luce che si muove verso di noi,
o le distanze abbracciano l’oscurità?
Ogni percorso ci porta inevitabilmente alla fine della storia,
dove si dice “Passo”?

Tuttavia, sto andando avanti,
perché non c’è niente che ferma i miei passi,
non c’è niente che metta fine alla storia dentro di me.
Tengo ancora la mano sulla porta,
per dire addio con un ultimo tocco alla strada.





Traduzione in turco: Terane Turan Rehiml

ÇEVİRİ
TAGHRID BOU MERHI (Brezilya)

Taghrid Bou Merhi Brezilya’da yaşayan Lübnanlı bir şair, yazar ve çevirmendir.
Hukuk lisans derecesine sahiptir. “International Cultural Salon Association” ekibinin büyükelçisi ve American P.L.O.T.S. Magazine’in Brezilya temsilcisidir.
Kazakistan merkezli saygın platform WWWU (World Nations Writers’ Union) üyesidir.
2021 yılında çeviri ve edebiyat alanında Nizar Sartawi Uluslararası Yaratıcılık Çeviri Ödülü’nü kazanmıştır.
Edebi çeviri alanında Al-Sham Literary Platform’un ülke danışmanıdır.
2022 yılında 2. Zhengxin Uluslararası Şair Ödülü’ne layık görülmüştür.
Al-Arabe Today, Rainbow, Literária Agareed, Al-Nil Walfurat, Literária ve Allaylak dergilerinde editörlük yapmaktadır.
Ana dili Arapça olmak üzere Fransızca, İngilizce, Portekizce, İtalyanca ve İspanyolcayı akıcı biçimde konuşmaktadır.
Şiirleri çok sayıda uluslararası antolojide, edebiyat dergilerinde ve çeşitli kültürel platformlarda yayımlanmış; eserleri 24’ten fazla dile çevrilmiştir.
Yayımlanmış kitapları:
1. Özlemin Şarkıları
2. Bilimin Anahtarları: Dizeler ve Tezahürler
3. Ruhun Kıyısındaki Felsefeler
4. Aşkın Çiçekleri
5. Kalbin Yaraları
6. La Esperanza (inceleme aşamasında)
7. Benim Olan Benim Değil


BENİM FELSEFEM

Felsefeden her söz edişimde,
kendimi varoluşçuluğun kemiklerini kemiren aşağılık bir solucan gibi hissederim;
ve sözlerimin sıradanlığını fark ettiğimde,
bir anda düşüncelerimi ya da sanrılarımı rahatsız eden sinir bozucu bir sineğe dönüştüğümü görürüm.

Benimle gel, eğer istersen; kolay bir seçim değildir bu.
Aramızdaki mesafe, çift parantezlerin arasına sıkışmıştır,
dijital soyun tükenişini gözetleyerek.

İlk adları değiştiremediğime göre ve kolay bir av olduğumu bilerek,
fırsatı yakalayacak ve yüceltilmiş varlığından geçeceğim.

Yapışkan çamurunu nereye koymalıyım,
ve katille maktul arasındaki en kısa mesafe nedir, kör bir nefes için?

Bilgece olan, sislerin içinden başka bir filozofun çıkmasını beklemektir,
onu birlikte dinlemek için.

Belki sesi, bembeyaz dişlerinden daha güzel olur,
eli ise arka evimizin balkonları kadar geniş.

Haydi, bir bardak su isteyelim.
Yıldızları sayıyormuş gibi yapalım,
göğün geriye kalan tozunu toplayalım.

Ve sen benim petrol felsefem olduğun için,
eski hilelerden, kurmaca filmlerden, falcılardan, savaş uçaklarından ve ruhlu arabalardan medet umduk.

O lanetli solucan derinlere kazdı,
ta ki bilinç bir şakaya dönüşene dek;
ve o vakit yamaçlar vardı.


BEKLEMEK GİBİ

Uykunun iplerini kestiğine göre,
kendi benliğini beklerken, kendinden kendine doğru ak.
Zamanın kıyısından yeni çekilmiş gizli bir kan gibi.

Ey uzuvları kesilmiş mekânlara sürülmüş kişi,
gözkapakların ayrılıktan dökülürken,
hüzün, göğün terinden altmış mezar gibi damlar.

Kendini beklerken, ölümün çocuklarını ve yanan ateşleri düşün.
Biz uyuyabilelim diye ölmeliydin.
Bekleyişinden tutuşan ateşi yemeliydin,
acılarını kovup küle dönüştürebilmek için.

Kendinden çıktığında yavaşça öl,
sararmış bir çiçek demeti gibi,
ki yabancılığı ve boş yalnızlığı hissedebileyim.

Kâğıttan bir uçurtmanın üzerine uyuklayan kuş,
elektrik direklerinde ağıt yakmayı bıraktı.
Yoldan geçenlerin başları ona yalnızca geçici bir bakış attı.

Ve çılgın bir kamera yolun ortasında duruyor:
“Ah acizliğim!”

Ey zamanın kâğıdından kesilmiş hava,
geçemeyen hileler var,
mürekkeple hüzünlerin yüzünü silen eller var.

Ey yolcu,
kendini beklerken bastona yaslanmaktan yorulduğunda,
bu ateşin ortasında hâlâ nefes aldığını hatırla,
beş vakit namazın sayesinde.


LİMANI OLMAYAN BİR YOLCULUK

İçimde hiç gitmediğim şehirler taşıyorum,
adı ve izi olmayan yüzler,
hiç şekil bulmamış konuşmalar;
sanki rüzgârın ve yağmurun yankısıyım.

Hayatımın yolundan geçen siluetler var,
düşlerime sızan bir gölge gibi.
Onları hasretli gözlerle arıyorum,
ama geriye yalnızca boşluk kalıyor.

Kendimle zaman arasındaki eşiğin kenarında duruyorum,
onun boşlukla taşmasını izleyerek.
Bir serap suyu gibi benden kaçıyor ve fısıldıyor:
“Asla yetişemeyeceksin, bırak aksın.”

Bir zamanlar geçtiğim yollara dönüyorum,
onları değişmeden, olduğu gibi buluyorum.
Sanki yolculuğumun sonu yok,
sanki yanılsama ve kuşku dairelerinde dolaşıyorum.

Sessizce geçenleri yazıyorum,
geçip giden pencerelerdeki gölgeleri,
kalabalık caddelerdeki yanılsamayı,
bir daha dönmeyen kayıp bir düşü.

Ve soruyorum:
Bize doğru ilerleyen bir ışık var mı,
yoksa mesafeler karanlığı mı kucaklıyor?
Her yol kaçınılmaz olarak bizi hikâyenin sonuna mı götürür,
orada “Bitti” dedikleri yere?

Yine de ilerliyorum,
çünkü adımlarımı durduran hiçbir şey yok,
içimdeki hikâyeyi bitiren hiçbir şey yok.
Elimi hâlâ kapının üzerinde tutuyorum,
yola son bir dokunuşla veda edebilmek için.

Türk diline çeviri: Terane Turan Rehimli

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