Luna piena settembrina brilli più che mai. Rischiari il buio della sera quando, nell’alzar lo sguardo, ti ammiro, in cielo, splendida. Posata, sembri, proprio sopra di me. Incantata resto per molto tempo scoprendo nella rotondità perfetto cerchio dell’amore che si chiude nel momento in cui comprendo che sei tu a mancare. Presente nella vita mia ed aver la perfezione di quel che da sempre ovunque si ricerca felice poi d’averlo trovato. Guardo ancora la luna finché c’è. Poi, al suo mancar, lo so e ben capisco che mancherai anche te.
Elisa Mascia 16/9/2016
” Una poesia delicata e profondamente emozionante, dove la luna di settembre diventa simbolo di un amore che vive tra presenza e assenza. La sua luce illumina la notte, ma anche i sentimenti più nascosti dell’anima, fino a quel momento in cui il suo scomparire diventa presagio di un’altra mancanza. Versi semplici e raffinati, capaci di trasformare la luna in uno specchio del cuore. “
Marlene Pasini è una viaggiatrice instancabile che ha scritto diversi libri ispirati ai suoi viaggi in varie regioni del mondo. Foto: per gentile concessione di Marlene Pasini.
Marlene Pasini: artista, poetessa, editrice ed egittologa messicana
Di Carlos Javier Jarquín
Ci sono persone che sanno sfruttare il tempo in modo sorprendente, tanto da suscitare ammirazione o persino invidia. Sanno dividere il tempo, sanno sfruttarlo al massimo e così riescono a valorizzare i loro talenti e portarli ad un livello molto alto rispetto alla maggior parte. Una maggioranza che, purtroppo, non sempre sviluppa questa abilità per coltivare le proprie capacità con notevole successo.
Oggi ho il piacere di condividere con voi un’intervista che ho fatto all’artista messicana Marlene Pasini. È poetessa, scrittrice, editrice, artista visiva, compilatrice, gestora culturale e psicoterapeuta, la cui opera si è sviluppata tra poesia, saggio, romanzo e riflessione spirituale. Oltre al suo lavoro come creatrice, è comunicatrice, specialista in medicina alternativa, maestra di letteratura ispanoamericana e ha studi in storia, egittologia, geroglifici, religioni comparate e misticismo. La sua opera letteraria e artistica possiede quel magico colore universale che la rende un’artista poliedrica di autentica e genuina ammirazione. La nostra ospite è una donna che sprigiona talento, carisma, bellezza e soprattutto umanità. Nel corso della sua vita ha progettato un’eredità ammirevole, sia nella sua opera letteraria che in quella artistica. È autrice di 20 libri tra poesia, romanzo, saggio, articoli e ha anche realizzato innumerevoli esposizioni d’arte, sia virtuali che in presenza. Marlene è coautrice dell’antologia CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, Volume I, (H.C EDITORES, 2023). Al seguente link, Marlene legge una sua poesia tratta da Canto Planetario: https://youtu.be/bc1i0Hmy2u4?si=zKr26VH1rOC9Yxfb
In questa intervista ci parla del suo ultimo libro pubblicato, intitolato : ” Memorie di viaggi e misticismo nell’antico Egitto”, opera che presenterà ufficialmente durante questo mese di settembre al Cairo, Egitto. Ci parla anche di come divide il suo tempo da casalinga, madre, artista e, ovviamente, di come dedica del tempo ai suoi animali domestici. Inoltre, dal suo punto di vista, condivide con noi la sua prospettiva su come investire il tempo sui social media e come trarre il massimo da quelle piattaforme che, per molti, diventano una dipendenza; per altri, addirittura, una sorta di schiavitù digitale. Ci parla anche delle sue passioni: l’arte, la conoscenza, i viaggi e, naturalmente, i suoi libri. Lei, come viaggiatrice instancabile, ha scritto diverse opere ispirate ai suoi viaggi in diverse regioni del mondo. Ci racconta qual è il messaggio principale che trasmette – o aspira a trasmettere – attraverso la sua opera pittorica. E, per concludere, ci congeda con un messaggio al mondo dal Messico: un messaggio di pace, di speranza, di amore; un invito profondo alla riflessione come solo lei sa fare dal suo mondo così vario e colorato.
Intervista
Quale momento o esperienza della sua infanzia l’ha segnata di più?
Molti momenti della mia vita sono stati speciali, momenti che come accade in questo mondo portano gioie ma anche tristezze, ma tutti mi hanno aiutato a sviluppare un processo di lavoro personale orientato verso la spiritualità. Fin da bambina ho avuto una grande inclinazione per la scrittura e per la lettura, soprattutto per quei libri legati al misticismo e allo sviluppo umano. La storia e le culture ancestrali sono sempre state anche le mie grandi passioni. Credo che quella inquietudine e quella ricerca di conoscenza che erano presenti fin dall’infanzia hanno gettato le basi di ciò che in seguito sarebbe diventato la mia carriera come scrittrice, poetessa, artista e studiosa della saggezza antica.
Cosa l’ha spinta a studiare storia, egizia, geroglifici, religioni comparate e misticismo?
Sono sempre stata una donna inquieta, desiderosa di conoscenza, di ricerche, di conoscere la storia delle grandi civiltà che hanno lasciato un’impronta importante sull’umanità. Così fin da giovane ho sentito una particolare inclinazione per l’antico Egitto. Nel corso degli anni, e dopo aver studiato due corsi universitari: Scienze della Comunicazione e Psicoterapia Transpersonale, ho conseguito un master in Letteratura Ispanoamericana e un diploma in Storia del Rinascimento. Più tardi, dopo aver viaggiato in Egitto per la prima volta nel 2017, ho sentito il bisogno di scrivere un libro su questo e fu da lì che decisi di formalizzare i miei studi di Egittologia, incorporando anche lo studio dei geroglifici.
La sua opera più recente si intitola Memorie di viaggio e misticismo nell’antico Egitto. Può parlarci di questo libro?
Proprio dopo aver studiato Egittologia e aver visitato l’Egitto tre volte, mi è venuta la preoccupazione di lasciare una propria impronta all’interno di questo affascinante campo. Sapendo che esistono molti libri sull’antico Egitto, ho voluto fare qualcosa di diverso tra lo storico, l’esoterico e il mistico, integrando la mia esperienza personale durante i miei viaggi in Egitto, non come turista, ma come sacerdotessa del tempo. Il libro è stato finalmente pubblicato, e sono profondamente felice perché nel corso di questo mese di settembre avrò l’opportunità di fare la sua presentazione formale in Egitto, in quella terra che, senza dubbio, ha aperto un orizzonte profondamente significativo nella mia carriera di scrittrice, poeta, artista, psicoterapeuta e egittologa.
Cosa ha significato per lei che il prologuista di quest’opera sia stato il dottor Hussein Bassir, direttore del Museo delle Antichità della Biblioteca di Alessandria?
Ho avuto l’opportunità di conoscere il dottor Hussein Bassir alcuni anni fa. Fin dal nostro primo incontro si è interessata al lavoro che ho svolto nel corso della mia carriera di scrittrice e poetessa. Nel 2019 mi ha invitato a presentare il mio libro di poesie: Claroscuro, tradotto in arabo dalla mia traduttrice ufficiale in Egitto, la Dr. Raghda Maged, e rivisto dal professore ispanista Abdellah Aghzaf del Marocco. La presentazione ha avuto luogo presso la biblioteca del Museo delle Antichità della Biblioteca di Alessandria, che è stato un evento estremamente importante nella mia carriera letteraria. Considerando inoltre che il Dr. Hussein Bassir è un eminente egittologo, ho deciso di invitarlo a scrivere la prefazione del mio libro: Memorie di viaggio e misticismo nell’antico Egitto. Per me, il fatto che una figura di tale rilievo abbia accettato di far parte di questo progetto rappresenta un enorme onore e ha un significato molto speciale all’interno della mia carriera. Inoltre, il libro contiene anche una recensione del dottor Tarek El Khouly, un eminente politico egiziano che è stato parlamentare al Cairo. Tutto ciò fa sì che quest’opera abbia un sostegno molto significativo. La partecipazione di queste personalità conferisce al libro una rilevanza speciale e rappresenta, per me, un momento molto importante nel mio percorso come scrittrice.
Cosa significa per lei il fatto che questo sia il suo primo libro pubblicato come egittologa e presentato al Cairo?
Certamente, per qualsiasi scrittore o egittologo che abbia dedicato un’opera allo studio dell’antico Egitto, avere la possibilità di presentare il proprio libro al Cairo rappresenta qualcosa di incalcolabile. Per me, significa sostenere la mia carriera non solo come egittologa, ma anche come scrittrice. Questa opportunità è stata resa possibile grazie al coordinamento e al sostegno della dottoressa Taghrid Fayyad, presidente del Forum culturale Fayyad Egitto-Libano, che inoltre da diversi anni mi ha onorato nominandomi consulente culturale di questa istituzione. Il Forum svolge un importante lavoro di promozione della letteratura e della cultura attraverso incontri, eventi letterari e letture poetiche, ed è stato per me molto significativo poter svolgere lì la mia funzione di consulente culturale. Pertanto, presentare il mio primo libro come egittologa al Cairo ha un enorme significato per la mia carriera letteraria e culturale. Sto portando un’opera che è nata da anni di studio, ricerca, esperienza ed esperienze personali.
Ha viaggiato in vari Paesi e questi viaggi sono stati motivo di ispirazione per scrivere alcune delle sue opere. Può parlarci brevemente di loro?
Fortunatamente, la vita mi ha dato la possibilità di viaggiare in diversi Paesi, e alcuni di questi viaggi sono diventati una fonte molto importante di ispirazione per il mio lavoro. Mi interessa la letteratura di viaggio non solo dall’esperienza del turista che conosce nuovi luoghi, ma da uno sguardo profondo, che lascia una testimonianza inestimabile. Dai miei viaggi in Medio Oriente e nel Nord Africa, come il Marocco, la Tunisia, la Terra Santa e l’Egitto, è nato il mio libro: Memorie nomadi dal Medio Oriente al Nord Africa. Anche altri Paesi hanno fatto parte di questo bagaglio creativo, la Spagna ha dato origine al mio libro di haiku: Memorias de Andalucía. Attualmente sto lavorando anche su un nuovo poemario che riunirà poesie e haiku ispirati a diversi Paesi che ho visitato nel corso degli anni. Sarà un percorso poetico attraverso diverse geografie e le esperienze che quei luoghi hanno lasciato in me.
Qual è l’asse tematico del suo libro Il linguaggio segreto delle anime: Berkana una luce nella parola 2023?
Questo libro fa parte della mia raccolta di poesie, che attualmente comprende nove dei miei venti libri, e nasce da un momento in cui ho sperimentato una profonda connessione con gli aspetti sacri e con una speciale intimità con la mia anima. Sento che il linguaggio segreto delle anime è stato, una rivelazione. Ciò che l’anima può percepire, esprimere o rivelare oltre le parole convenzionali. Con queste poesie ho avuto esperienze di connessione spirituale che potrebbero essere interpretate come incontri con esseri di luce, con altre anime o anche con Dio. Sono esperienze che mi sono arrivate e che hanno trovato nella poesia una forma di espressione. Il libro nasce anche in un momento storico che molte persone percepiscono come particolarmente complesso, anche con una sensazione quasi apocalittica. Perciò lo considero un poemario forte, non solo per il suo contenuto poetico, ma perché affronta le inquietudini dell’essere umano da una prospettiva di rivelazione mistica e sacra. C’è in lui una ricerca spirituale che evoca l’esperienza visionaria come lo fu per molti mistici.
Data la sua preoccupazione di coltivare diverse discipline dell’arte, cosa significa per lei la conoscenza?
Più che parlare di conoscenza, io parlerei di saggezza, perché c’è una differenza tra accumulare conoscenza e raggiungere veramente la saggezza. La conoscenza può essere acquisita attraverso i libri, lo studio e l’esperienza accademica. La saggezza, invece, implica una comprensione molto più profonda della vita e dell’essere umano. È anche un’eredità che riceviamo dalle grandi culture ancestrali del mondo.
Può parlarci del suo ruolo di specialista in medicina alternativa?
Il secondo corso che ho studiato a livello universitario è stato Psicoterapia Transpersonale, con una specializzazione in Educazione. Per diversi anni ho assistito pazienti in ambulatorio privato, e ho sentito il bisogno di integrare la mia formazione con vari strumenti legati alla medicina alternativa. Ritengo che queste discipline possano offrire risorse complementari per avvicinarci all’essere umano da una prospettiva integrale, tenendo conto non solo della sua dimensione psicologica, ma anche delle sue emozioni, del suo mondo interiore e della sua dimensione spirituale. Nel corso di questo processo mi sono formata su diversi strumenti, tra cui la terapia floreale, la sonoterapia con ciotole tibetane, la ruota medica Lakota, la gestione del pendolo e la radiestesia, ecc. Tutto questo è stato importante sia per la mia carriera che per il mio sviluppo personale. Attualmente, anche se non sto più esercitando, queste conoscenze ed esperienze sono una parte completa della mia carriera letteraria e artistica.
In un mondo saturo di social media, cosa suggerisce per non esserne schiavi?
Oggi viviamo in un mondo dominato dalle reti sociali e dalla tecnologia, inclusa l’intelligenza artificiale, e siamo sempre più legati a questi mezzi di comunicazione, e rischiamo di dipendere da essi. Credo che un modo per evitarlo sia quello di recuperare l’interesse per quelle attività che ci attirano l’attenzione e ci nutrono… l’arte, la scrittura, la lettura, la storia, la musica, lo sport o qualsiasi altra attività o disciplina che risveglia la nostra sensibilità e la nostra creatività. Dobbiamo imparare a fare un uso migliore del tempo che abbiamo e non perdere di vista ciò che realmente dà senso alla nostra esistenza. Dobbiamo riconnetterci con la natura, con la divinità e con tutto ciò che consideriamo sacro. Vivere di più con le persone che amiamo, con la nostra famiglia e con i nostri animali domestici. Queste connessioni affettive e profonde possono aiutarci a non perderci in un mondo virtuale che, pur avendo enormi possibilità, può anche assorbire gran parte della nostra vita.
Tra le tante attività che svolge, come fa a dividere il suo tempo e, ovviamente, a dedicarlo anche alla sua famiglia?
È un po’ complicato, perché ho davvero molto poco tempo a disposizione e ci sono molte attività che devo svolgere. Una parte importante del mio tempo è dedicata alla mia famiglia e casa. Come molte donne, sono casalinga, madre e mi occupo anche dei lavori quotidiani: la casa, la cucina e tutto ciò che implica mantenere una casa. Il tempo che mi resta lo dedico alla pittura, ai miei progetti letterari, alle presentazioni, alla promozione dei miei libri e a tutte le attività legate al mio percorso. Dedico del tempo anche ai miei animali da compagnia, che sono una parte molto importante della mia vita. E devo ammettere che dormo poco, perché cerco sempre di trovare uno spazio per tutto. C’è anche una parte della mia vita che si trova nel mondo virtuale. La mia comunità sui social media, in particolare su Facebook, è cresciuta molto nel corso degli anni. E per me, molte delle persone che mi seguono non sono più semplicemente follower, sono amici, colleghi e, in molti casi, fanno parte della mia famiglia virtuale. I social media per me sono un supporto di diffusione per la mia carriera. Quindi, dedico anche loro del tempo.
Quali sono i temi principali che affronta nella sua opera letteraria?
La mia opera ruota attorno a temi legati alla spiritualità, al misticismo e a quella testimonianza che si va lasciando attraverso i miei viaggi e le mie esperienze personali. C’è anche un profondo amore per il sacro e per la storia, che appare in vari modi nei miei libri. Ad esempio, nel mio romanzo storico “Sulla prua del tempo”, affronto l’epoca delle grandi scoperte marittime di Spagna e Portogallo, così come alcuni dei momenti storici legati all’Inquisizione, all’alchimia. Ho scritto anche saggi legati alla donna e al femminile, come il mio libro: “La donna e il sacro” o legati a diverse tradizioni mistiche. Un esempio è il mio libro: “Un viaggio sulla via dell’amore”, ispirato al sufismo. Altri argomenti riguardano anche lo sviluppo personale, come il mio libro: “Essential coaching, a journey to success and transcendence”.
Ha compilato diverse antologie. Com’è stata la sua esperienza di lavoro con poeti provenienti da tutto il mondo?
Come molti scrittori, nel corso del mio percorso ho esplorato diversi ambiti della letteratura. Avendo anche un marchio editoriale, è nata in me la preoccupazione di contribuire a promuovere la letteratura e l’arte. Fu così che iniziai ad antologizzare e compilare opere sia di poesia che di arti visive, riunendo creatori da diverse parti del mondo. Per me è stata un’esperienza molto arricchente, ma non si tratta di un compito semplice. La realizzazione di queste antologie ha richiesto un importante investimento personale, sia economico che di tempo e sforzo. Sono stati progetti che ho finanziato personalmente e che, inoltre, ho sviluppato gratuitamente per i partecipanti. Queste antologie sono ancora disponibili su Amazon e fanno parte del mio progetto: Consciousness and Transformation. Ho deciso di mettere in pausa questo progetto, proprio perché richiede un grande impegno di tempo, lavoro e risorse.
Nel suo lavoro di artista visivo, quale messaggio trasmette attraverso i suoi dipinti?
Una delle cose che ho cercato di integrare nella mia opera visiva è proprio quell’universo della spiritualità e del sacro che è presente anche nella mia letteratura. Lavoro con diverse tecniche, tra cui l’olio, l’acquerello e l’acrilico, e nel corso della mia carriera di artista ho sperimentato diversi linguaggi e processi. Ho attraversato l’arte figurativa e successivamente anche l’arte astratta, permettendomi di esplorare diverse forme di espressione. In molte occasioni la mia opera pittorica e la mia opera letteraria sono intrecciate. Nel corso della mia carriera ho partecipato a più di 350 mostre d’arte, sia virtuali che in presenza, in oltre 34 Paesi.
Dal Messico, quale messaggio vorrebbe condividere con il mondo?
Credo che stiamo vivendo tempi complessi, non solo in Messico, ma praticamente in tutto il mondo. Lo vediamo nelle guerre, negli effetti del cambiamento climatico, nei disastri e nelle aggressioni della natura, nella divisione sociale, nella violenza e nel crimine. Tutto questo ci parla di un momento di profondi cambiamenti per l’umanità. Credo che proprio per questo abbiamo bisogno di riavvicinarci alla nostra anima e alla nostra spiritualità; tornare al nostro punto d’origine, che è la connessione con il sacro, con la natura e con il divino. Dobbiamo anche recuperare i nostri valori umani più essenziali e agire con etica, consapevolezza e responsabilità. Ognuno di noi può dare qualcosa dal proprio spazio, dalle proprie capacità, dalla propria professione e dal modo in cui si relaziona con gli altri. Credo che dobbiamo iniziare da noi stessi se vogliamo davvero contribuire alla trasformazione di questo mondo. E anche se spesso sentiamo di vivere in un mondo che sembra crollare, credo anche profondamente che ogni crisi possa diventare un’opportunità per risvegliare e trasformare la nostra coscienza. Il mio affetto, come sempre, per tutti, e le mie benedizioni. E ringrazio soprattutto te, caro Carlos Jarquín, per questa intervista e per l’importante lavoro che svolgi attraverso le tue antologie e il tuo Canto Planetario, contribuendo anche a promuovere la poesia, la letteratura e l’unione tra creatori di diversi luoghi del mondo.
Cara Marlene, da queste linee ricevi i miei sinceri complimenti per tutto quel grande lavoro che hai fatto e che svolgi. Ti auguriamo molto successo in ciascuno dei tuoi progetti, letterari, artistici e in tutto ciò che stai intraprendendo. Grazie per averci dato l’opportunità di far conoscere e diffondere il tuo eccellente lavoro.
I miei cari amici e complici sono invitati a fare la conoscenza di questa meravigliosa artista messicana.
L’intervistatore, è uno scrittore nicaraguense residente in Costa Rica. Contatto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es
Marlene Pasini: artista, poeta, editora y egiptóloga mexicana
Por Carlos Javier Jarquín
Existen personas que saben aprovechar el tiempo de manera sorprendente, de tal forma que despiertan admiración o incluso envidia. Saben dividir el tiempo, saben aprovecharlo al máximo y así logran potenciar sus talentos y llevarlos a un nivel muy alto en comparación con la mayoría. Una mayoría que, lamentablemente, no siempre desarrolla esa habilidad para cultivar sus propias capacidades con éxito notable. Hoy tengo el placer de compartir con ustedes una entrevista que le he realizado a la artista mexicana Marlene Pasini. Es poeta, escritora, editora, artista visual, compiladora, gestora cultural y psicoterapeuta, cuya obra se ha desarrollado entre la poesía, el ensayo, la novela y la reflexión espiritual. Además de su labor como creadora, es comunicóloga, especialista en medicina alternativa, maestra en Literatura Hispanoamericana y tiene estudios en Historia, Egiptología, jeroglíficos, religiones comparadas y misticismo. Su obra literaria y artística posee ese mágico color universal que la convierte en una artista polifacética de auténtica y genuina admiración. Nuestra invitada es una mujer que desborda talento, carisma, belleza y, sobre todo, humanidad. A lo largo de su vida ha diseñado un legado admirable, tanto en su obra literaria como en su obra artística. Es autora de 20 libros entre poesía, novela, ensayo, artículos, y también ha realizado incontables exposiciones de arte, tanto virtuales como presenciales. Marlene es coautora de la antología CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, Volumen I, (H.C EDITORES, 2023). En el siguiente enlace, Marlene lee un poema de su autoría, extraído de Canto Planetario: https://youtu.be/bc1i0Hmy2u4?si=zKr26VH1rOC9Yxfb
En esta entrevista nos comenta acerca de su último libro publicado, titulado Memorias de viajes y misticismo en el Antiguo Egipto, obra que presentará oficialmente durante este mes de septiembre en El Cairo, Egipto. También nos habla de cómo divide su tiempo como ama de casa, como madre, como artista y, por supuesto, cómo dedica tiempo a sus animales de compañía. Asimismo, desde su opinión, nos comparte su perspectiva sobre cómo saber invertir el tiempo en las redes sociales y cómo sacarles el máximo provecho a esas plataformas que, para muchos, se convierten en una dependencia; para otros, incluso, en una especie de esclavitud digital. Nos habla también de sus pasiones: el arte, el conocimiento, los viajes y, por supuesto, sus libros. Ella, como viajera incansable, ha escrito varias obras inspiradas en sus recorridos por diferentes regiones del mundo. Nos comparte cuál es el mensaje principal que transmite —o aspira a transmitir— a través de su trabajo pictórico. Y, para cerrar, nos despide con un mensaje al mundo desde México: un mensaje de paz, de esperanza, de amor; una invitación profunda a la reflexión como solo ella lo sabe hacer desde su mundo tan diverso y colorido.
Entrevista
¿Qué momento o vivencia de su infancia la marcó más?
Muchos momentos de mi vida han sido especiales, momentos que como pasa en este mundo traen alegrías, pero también tristezas, pero todos me han ayudado a desarrollar un proceso de trabajo personal orientado hacia la espiritualidad. Desde niña tuve una gran inclinación por la escritura y por la lectura, especialmente por aquellos libros relacionados con el misticismo y el desarrollo humano. La historia y las culturas ancestrales también han sido siempre mis grandes pasiones. Creo que esa inquietud y esa búsqueda de conocimiento que estuvieron presentes desde mi infancia fueron sembrando las bases de lo que posteriormente se convertiría en mi trayectoria como escritora, poeta, artista y estudiosa de la sabiduría antigua.
¿Qué la motivó a estudiar historia, egiptología, jeroglíficos, religiones comparadas y misticismo?
Siempre fui una mujer inquieta, ávida de conocimiento, de búsquedas, de conocer la historia de las grandes civilizaciones que han dejado una huella importante en la humanidad. Así que desde temprana edad sentí una especial inclinación por el Antiguo Egipto. Con el paso de los años, y después de haber estudiado dos carreras universitarias: Ciencias de la Comunicación y Psicoterapia Transpersonal, realicé una maestría en Literatura Hispanoamericana y un diplomado en Historia Renacentista. Más adelante, después de viajar a Egipto por primera vez en 2017, sentí la necesidad de escribir un libro sobre esto y fue a partir de allí, cuando decidí formalizar mis estudios de Egiptología, incorporando también el estudio de los jeroglíficos.
Su obra más reciente se titula Memorias de viajes y misticismo en el Antiguo Egipto. ¿Puede hablarnos de este libro?
Precisamente después de estudiar Egiptología y de haber visitado Egipto en tres ocasiones, surgió en mí la inquietud de dejar una huella propia dentro de este fascinante campo. Sabiendo que existen muchos libros sobre el Antiguo Egipto quise hacer algo diferente entre lo histórico, lo esotérico y lo místico, integrando mi propia experiencia personal durante mis viajes por Egipto, no como turista, sino como sacerdotisa del tiempo. El libro finalmente está publicado, y me siento profundamente feliz porque durante este mes de septiembre, tendré la oportunidad de realizar su presentación formal en Egipto, en esa tierra que, sin duda, ha abierto un horizonte profundamente significativo dentro de mi trayectoria como escritora, poeta, artista, psicoterapeuta y egiptóloga.
¿Qué significó para usted que el prologuista de esta obra haya sido el Dr. Hussein Bassir, director del Museo de Antigüedades de la Biblioteca de Alejandría?
Tuve la oportunidad de conocer al Dr. Hussein Bassir hace algunos años. Desde nuestro primer encuentro se interesó por el trabajo que he venido desarrollando a lo largo de mi trayectoria como escritora y poeta. En 2019 me invitó a presentar mi libro de poesía: Claroscuro, traducido al árabe por mi traductora oficial en Egipto, la Dra. Raghda Maged, y revisado por el profesor hispanista Abdellah Aghzaf, de Marruecos. La presentación tuvo lugar en la biblioteca del Museo de Antigüedades de la Biblioteca de Alejandría, lo cual fue un suceso sumamente importante dentro de mi carrera literaria. Considerando además que el Dr. Hussein Bassir es un eminente egiptólogo, decidí invitarlo a escribir el prólogo de mi libro: Memorias de viajes y misticismo en el Antiguo Egipto. Para mí, que una figura de su relevancia haya aceptado formar parte de este proyecto representa un enorme honor y tiene un significado muy especial dentro de mi trayectoria. Además, el libro cuenta también con una reseña del Dr. Tarek El Khouly, un destacado político egipcio y quien ha sido parlamentario en El Cairo. Todo ello hace que esta obra tenga un respaldo muy significativo. La participación de estas personalidades le otorga al libro una relevancia especial y representa, para mí, un momento muy importante en mi camino como escritora.
¿Qué representa para usted que este sea su primer libro publicado como egiptóloga y que lo presente en El Cairo?
Definitivamente, para cualquier escritor o egiptólogo que haya dedicado una obra al estudio del Antiguo Egipto, tener la posibilidad de presentar su libro en El Cairo representa algo de una importancia incalculable. Para mí, significa un respaldo a mi trayectoria, no solamente como egiptóloga, sino también como escritora. Esta oportunidad ha sido posible, gracias a la coordinación y al apoyo de la Dra.Taghrid Fayyad, presidenta del Foro Cultural Fayyad Egipto-Líbano, quien además, desde hace varios años, me ha honrado al nombrarme asesora cultural de esta institución. El Foro desarrolla una importante labor de promoción de la literatura y la cultura mediante encuentros, eventos literarios y lecturas poéticas, y para mí ha sido muy significativo poder desempeñar allí mi función como asesora cultural. Por ello, presentar en El Cairo mi primer libro como egiptóloga tiene un significado enorme dentro de mi carrera literaria y cultural. Estoy llevando una obra que nació de años de estudio, investigación, experiencia y vivencias personales.
Ha viajado por varios países y estos viajes han sido motivo de inspiración para escribir algunas de sus obras. ¿Puede hablarnos brevemente de ellas?
Afortunadamente, la vida me ha dado la posibilidad de viajar por distintos países, y algunos de esos viajes se han convertido en una fuente muy importante de inspiración para mi obra. Me interesa la literatura de viajes no solamente desde la experiencia del turista que conoce nuevos lugares, sino desde una mirada profunda, que deja un testimonio invaluable. De mis viajes por Medio Oriente y el norte de África, como Marruecos, Túnez, Tierra Santa y, Egipto, surgió mi libro: Memorias nómadas del Medio Oriente al norte de África. También otros países han formado parte de ese bagaje creativo, España, dio origen a mi libro de haikus: Memorias de Andalucía. Actualmente estoy trabajando también en un nuevo poemario que reunirá poemas y haikus inspirados en varios de los países que he visitado a lo largo de los años. Será un recorrido poético por distintas geografías y las experiencias que esos lugares han dejado en mí.
¿Cuál es el eje temático de su libro El lenguaje secreto de las almas: Berkana una luz en la palabra 2023?
Este libro forma parte de mi colección de poesía, que actualmente está integrada por nueve de mis veinte libros, y nace de un momento en el que experimenté una profunda conexión con aspectos sagrados y con una intimidad especial con mi propia alma. Siento que El lenguaje secreto de las almas fue, una revelación. Aquello que el alma puede percibir, expresar o revelar más allá de las palabras convencionales. Con estos poemas tuve experiencias de conexión espiritual que podrían interpretarse como encuentros con seres de luz, con otras almas o incluso con Dios. Son experiencias que llegaron a mí y que encontraron en la poesía una forma de expresión. El libro también nace en un momento histórico que muchas personas perciben como particularmente complejo, incluso con una sensación casi apocalíptica. Por ello considero que es un poemario fuerte, no solamente por su contenido poético, sino porque aborda las inquietudes del ser humano desde una perspectiva de revelación mística y sagrada. Hay en él una búsqueda espiritual que evoca la experiencia visionaria como lo fue para muchos místicos.
Dada su inquietud por cultivar diversas disciplinas del arte, ¿qué significa el conocimiento para usted?
Más que hablar de conocimiento, yo hablaría de sabiduría, porque que existe una diferencia entre acumular conocimientos y alcanzar verdaderamente la sabiduría. El conocimiento puede obtenerse a través de los libros, del estudio y de la experiencia académica. La sabiduría, en cambio, implica una comprensión mucho más profunda de la vida y del ser humano. Es también un legado que recibimos de las grandes culturas ancestrales del mundo.
¿Podría hablarnos de su faceta como especialista en medicina alternativa?
La segunda carrera que estudié a nivel universitario fue Psicoterapia Transpersonal, con una especialidad en Educación. Por varios años atendí pacientes en consulta privada, y sentí la necesidad de complementar mi formación con distintas herramientas relacionadas con la medicina alternativa. Considero que estas disciplinas pueden ofrecer recursos complementarios para acercarnos al ser humano desde una perspectiva integral, tomando en cuenta no solamente su dimensión psicológica, sino también sus emociones, su mundo interior y su dimensión espiritual. A lo largo de ese proceso me formé en diferentes herramientas, entre ellas la terapia floral, la sonoterapia con cuencos tibetanos, la rueda de medicina Lakota, el manejo del péndulo y la radiestesia, etc. Todo ello ha sido importante tanto en lo profesional como en mi propio proceso de desarrollo personal. Actualmente aunque ya no estoy ejerciendo, estos conocimientos y experiencias son una parte completamentaria a mi trayectoria literaria y de arte.
En un mundo saturado de redes sociales, ¿qué sugiere para no ser esclavos de ellas?
Actualmente vivimos inmersos en un mundo dominado por las redes sociales y la tecnología, incluida la inteligencia artificial y cada vez estamos más apegados a estos medios y, corremos el riesgo de ser dependientes de ellos. Creo que una manera de evitarlo es recuperar el interés por aquellas actividades que nos llaman la atención y nos nutren… el arte, la escritura, la lectura, la historia, la música, el deporte o cualquier actividad o disciplina que despierte nuestra sensibilidad y nuestra creatividad. Debemos aprender a aprovechar mejor el tiempo que tenemos y no perder de vista aquello que realmente le da sentido a nuestra existencia. Necesitamos conectarnos nuevamente con la naturaleza, con la divinidad y con todo aquello que consideramos sagrado. Convivir más con las personas que amamos, con nuestra familia y con nuestros animales de compañía. Esas conexiones afectivas y profundas pueden ayudarnos a no perdernos en un mundo virtual que, aunque tiene enormes posibilidades, también puede absorber gran parte de nuestra vida.
Entre tantas actividades que realiza, ¿cómo hace para dividir su tiempo y, por supuesto, dedicarlo también a su familia?
Es algo complicado, porque realmente tengo muy poco tiempo disponible y son muchas las actividades que debo atender. Una parte importante de mi tiempo está dedicada a mi familia y a mi hogar. Como muchas mujeres, soy ama de casa, madre y también me ocupo de las labores cotidianas: la casa, la cocina y todo lo que implica mantener un hogar. Después, el tiempo que me queda lo dedico a pintar, a mis proyectos literarios, a las presentaciones, a la promoción de mis libros y a todas las actividades relacionadas con mi trayectoria. También dedico tiempo a mis animales de compañía, que son una parte muy importante de mi vida. Y, debo confesarlo, duermo poco, porque siempre intento encontrar un espacio para todo. Hay además una parte de mi vida que se encuentra en el mundo virtual. Mi comunidad en redes sociales, particularmente en Facebook, ha crecido mucho a lo largo de los años. Y para mí, muchas de las personas que me siguen han dejado de ser simplemente seguidores, son amigos, colegas y, en muchos casos, forman parte de mi familia virtual. Las redes sociales para mí, son un apoyo de difusión para mi trayectoria profesional. Así que, también les dedico tiempo.
¿Cuáles son los temas principales que aborda en su obra literaria?
Mi obra gira alrededor de temas relacionados con la espiritualidad, el misticismo y ese testimonio que va quedando a través de mis viajes y de mis experiencias personales. Existe también un profundo amor por lo sagrado y por la historia, que aparece de distintas maneras en mis libros. Por ejemplo, en mi novela histórica “En la proa del tiempo”, abordo la época de los grandes descubrimientos marítimos de España y Portugal, así como algunos de los momentos históricos relacionados con la Inquisición, la alquimia. También he escrito ensayos relacionados con la mujer y lo femenino, como mi libro: “La mujer y lo sagrado” o vinculadas con distintas tradiciones místicas. Un ejemplo es mi libro: “Un viaje por el camino del amor”, inspirado en el sufismo. Otros temas también abarcan el desarrollo personal, como mi libro: “Coaching esencial, un viaje hacia el éxito y la trascendencia”.
Ha compilado varias antologías. ¿Cómo ha sido su experiencia al trabajar con poetas de distintas partes del mundo?
Como ocurre con muchos escritores, a lo largo de mi trayectoria he ido incursionando en diferentes ámbitos de la literatura. Al contar además con un sello editorial, surgió en mí la inquietud de contribuir a promover la literatura y el arte. Así fue como comencé a antologar y compilar trabajos tanto de poesía como de artes visuales, reuniendo a creadores de distintas partes del mundo. Para mí ha sido una experiencia muy enriquecedora, sin embargo, no es una labor sencilla. La realización de estas antologías ha requerido una importante inversión personal, tanto económica como de tiempo y esfuerzo. Han sido proyectos que he financiado personalmente y que, además, he desarrollado de manera gratuita para los participantes. Estas antologías continúan disponibles a través de Amazon y forman parte de mi proyecto: Consciousness and Transformation. Actualmente he decidido poner este proyecto en pausa, precisamente porque requiere una gran dedicación de tiempo, trabajo y recursos.
En su obra como artista visual, ¿qué mensaje transmite a través de sus pinturas?
Una de las cosas que he tratado de integrar en mi obra visual es precisamente ese universo de la espiritualidad y de lo sagrado que también está presente en mi literatura. Trabajo con diferentes técnicas, entre ellas el óleo, la acuarela y el acrílico, y a lo largo de mi trayectoria como artista he experimentado con diferentes lenguajes y procesos. He transitado por el arte figurativo y posteriormente también por el arte abstracto, permitiéndome explorar distintas formas de expresión. En muchas ocasiones mi obra pictórica y mi obra literaria van entrelazadas. A lo largo de mi trayectoria he participado en más de 350 exhibiciones de arte, tanto virtuales como presenciales, en más de 34 países.
Desde México, ¿qué mensaje le gustaría compartir con el mundo?
Creo que actualmente estamos viviendo tiempos complejos, no solamente en México, sino en prácticamente todo el mundo. Lo vemos en las guerras, en los efectos del cambio climático, en los desastres y las agresiones de la naturaleza, en la división social, en la violencia y en la delincuencia. Todo ello nos habla de un momento de profundos cambios para la humanidad. Considero que precisamente por eso necesitamos acercarnos nuevamente a nuestra alma y a nuestra espiritualidad; volver a nuestro punto de origen, que es la conexión con lo sagrado, con la naturaleza y con lo divino. También necesitamos recuperar nuestros valores humanos más esenciales y actuar con ética, conciencia y responsabilidad. Cada uno de nosotros puede aportar algo desde su propio espacio, desde sus capacidades, desde su profesión y desde su manera de relacionarse con los demás. Creo que debemos comenzar por nosotros mismos si realmente queremos contribuir a la transformación de este mundo. Y aunque muchas veces sentimos que vivimos en un mundo que parece encontrarse en colapso, también creo profundamente que toda crisis puede convertirse en una oportunidad para despertar y transformar nuestra conciencia. Mi cariño, como siempre, para todos, y mis bendiciones. Y agradecerte especialmente a ti, querido Carlos Jarquín, por esta entrevista y por la importante labor que realizas a través de tus antologías y de tu Canto Planetario, contribuyendo también a promover la poesía, la literatura y la unión entre creadores de diferentes lugares del mundo.
Estimada Marlene, desde estas líneas recibe mis sinceras felicitaciones por todo ese trabajo grandioso que has realizado y que realizas. Te deseamos mucho éxito en cada uno de tus proyectos, literarios, artísticos y en todo aquello en lo que estés emprendiendo. Gracias por darnos la oportunidad de dar a conocer y difundir tu excelente trabajo.
Mis queridos amigos y cómplices están invitados a darse la oportunidad de conocer a esta maravillosa artista mexicana.
El entrevistador, es escritor nicaragüense radicado en Costa Rica. Contacto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es
Foto cortesia del poeta giornalista Carlos Javier Jarquin
– Gli inizi strani mi turbavano. Mi asciugava con il suo fazzoletto bagnato…le sue lacrime, Poi mi avrebbe condotto al Creatore.
Quando ho percepito alcune delle stranezze della città, Ho perso la mia rozzezza. Così mi nascose come sabbia mitica, guidata dal vento in un turbine di fuoco…
Avrei voluto che i resti di Roma emergessero e mi rubassero Sulle loro spade prima del mio tempo. – Le mie leggende infinite dicevano: I soli mi avrebbero asciugato e io mi sarei “piegato” in nuvole, I venti li avrebbero spinti fino alla fine degli inizi, Finché non mi sono spezzato come una lacrima che cade, E le palpebre della terra si fermerebbero… E io continuai a cercare le rovine dell’acqua… Per il dolore della terra; affinché io non muoia… La tua argilla ha resistito e ha teso una mano; Per proteggermi su una montagna che abbracciava un sospiro come acqua… E ho visto la tua faccia, accigliata come un inferno… E continuavo a rievocare nella mia memoria la nostra ultima unione… Quando ti ho incontrato e abbiamo chiacchierato, La mia femminilità stava fuggendo, E un vento impetuoso mi conduceva da te.
E continuavo a disegnare come un bambino due palme, E una barca che viene con due remi dalle vene d’acqua più remote, Fino a quando non mi sono svegliato con la luce accesa della mia prima candela Nella tua lontana oscurità.
– Le mie leggende infinite dicevano: Continuerò a sciogliermi tra le fiamme, così da poter rivelare ciò che il tuo fiammifero nasconde nel candore della neve, E dalla mia ferita che mi hai fatto sanguinare sgorghi una cera nuova che non si scioglierà.
Le mie leggende infinite dicevano: Sicuramente farò cadere una candela dopo l’altra. E lascia che i fili della mia ardente passione scorrano Ciò penetrerà il dolore che è stato riparato nel tuo eco… Tutti i desideri passeranno… i fuochi… Il battito della mia rima… e tu, E disperderò il tuo dolore sepolto Nelle storie d’amore e di infatuazione… Layla… Buthayna… lo spirito di “Elsa”… Chi di noi ha visto la propria nave affondare sulla riva dell’amore?
Di’ a “Ibn Zaydun”, colui che per un certo tempo cantò nel nostro palazzo di marmo e poi vagò: E il suo amico pazzo, quello che “si è lasciato coinvolgere nel giorno di Darat Jaljal” e ha dimenticato di piangere sulla candela di marmo: I vicoli della città si riempirono di ubriachi… I calici di vino si sono ubriacati sulle mie labbra,
Il “verde della neve” si sciolse e l’annegato si suicidò, E non c’era nessun’altra se non “Zuleikha” che, con tradimento, tagliava la camicia del tuo Profeta da dietro e piangeva. Le mie leggende parlarono… e io ne fui affascinato: La spuma delle candele… il profumo della canfora… La dolcezza del latte… le ciliegie delle dita quando si seccano… Il linguaggio dei gigli e lo scricchiolio dei narcisi… Il tocco delle dita sui bordi della neve E la lampada con la sua luce rotta… Come se l’olio del suo fuoco fosse neve che vola in tutte le direzioni!
“La Didymoune” non si scioglie più le trecce
E l’antico dolore in “Otello” non sbadiglia Il viaggio per raggiungere i suoi confini più remoti è irto di apprensione e sottomissione. Le mie leggende parlarono… e poi: La donna cade come una candela appena accesa… Scatole provenienti dalla “Danimarca” con latte fresco… Pezzi di formaggio avvolti nel latte, E lei continua a cadere come grasso e il calore delle calorie nel corpo congelato… E lei continua a cadere… Poi cade… Poi cade…
In un batter d’occhio, un lampo improvviso apparve, poi l’oscurità inghiottì tutto intorno a me.
Detriti piovvero su di noi, la polvere soffocante mi riempì i polmoni, e il silenzio si insinuò come un fantasma, rotto solo da deboli voci, a malapena in grado di pronunciare parole.
Eravamo intrappolati sotto le macerie, incapaci di muoverci, incapaci di fuggire.
Il mio sole era tramontato, e la voce della mia luna giungeva da lontano, sussurrando addii spezzati.
Le mie stelle non poterono resistere, ai razzi spietati, e alle schegge affilate come rasoi.
Furono disperse in innumerevoli pezzi.
Urlai con tutte le mie forze, ma il mio universo non poté né udire, né rispondere, era diventato sordo e muto.
Poi, da qualche parte in lontananza, echeggiò la voce di un soccorritore: “C’è ancora qualcuno vivo?”
Avrei voluto andare con loro, chiudendo per sempre il capitolo doloroso della mia vita.
Ma il destino ha decretato che dovessi rimanere solo.
Chi farà sorgere di nuovo il mio sole? Chi riporterà la mia luna nel mio cielo? Chi permetterà ai miei fratelli, simili a stelle, di danzare intorno a me come farfalle ancora una volta?
Sono l’unico sopravvissuto, vagando in questo universo oscuro e ingiusto, inciampando avanti senza la mia famiglia.
Ahmed Miqdad
The Only Survivor
In the blink of an eye, A sudden flash appeared, Then darkness swallowed everything around me. Debris rained down upon us, The choking dust filled my lungs, And silence crept in like a ghost, Broken only by faint voices Barely able to utter words. We were trapped beneath the rubble, Unable to move, Unable to escape. My sun had set, And my moon’s voice drifted from afar, Whispering broken farewells. My stars could not withstand The merciless rockets And the razor-sharp shrapnel. They were scattered into countless pieces. I screamed with all my strength, But my universe could neither hear Nor answer It had become deaf and mute. Then, from somewhere in the distance, A rescuer’s voice echoed: “Is anyone still alive?” I wished I had gone with them, Closing the sorrowful chapter of my life forever. But destiny decreed That I should remain alone. Who will make my sun rise again? Who will bring my moon back to my sky? Who will let my star-like siblings Dance around me like butterflies once more? I am the only survivor, Wandering through this dark and unjust universe, Stumbling onward Without my family. Ahmed Miqdad
“La magia dell’amore che non teme nulla e nessuno.”
Elisa Mascia -Italia
DUE DESIDERI
Siamo due desideri come due stelle, splendenti, brillanti, irraggiungibili, siamo due bramosie scritte nel cielo, appassionate, ardenti e tenere.
E l’intero universo è tra noi, invano tutti gli angeli bianchi vogliono che colmiamo la distanza come un’onda, e abbracciamo con le nostre anime l’intero faro della speranza.
Siamo solo una brillante illusione, i pensieri sono la nostra luminosa dimora, inebriati dall’estasi del respiro divino, viviamo l’amore nel nostro mondo magico.
Gordana Saric – Montenegro
” Una bellissima canzone su due anime separate dall’intero universo, eppure unite dall’amore, dalla nostalgia e dalla speranza. Ogni strofa trasmette una tenerezza e una luce speciali. “
Kareem Abdullah -Iraq
” Čarolija ljubavi koja se ničega i nikoga ne boji.” Elisa Mascia -Italia
DVIJE ŽELJE Mi smo dvije želje kao dvije zvijezde , blistave, uzavrele, nedostižne, dvije smo čežnje u nebo zapisane strasne, plamene i nježne.
A čitav je svemir izmedju nas uzalud svi andjeli bijeli žele da premostimo daljine talas i dušom obgrlimo svetionik nade cijeli.
Mi smo samo sjajna iluzija, misli su naš svjetlosni dom , opijeni zanosom božanskoga daha živimo ljubav u čarobnom svijetu svom.
GORDANA SARIC MONTENEGRO
” Predivna pjesma o dvije duše koje razdvaja cijeli svemir, a ipak ih spaja ljubav, čežnja i nada. Svaki stih nosi posebnu nježnost i svjetlost. Bravo, draga prijateljice! “
Foto cortesia del poeta Santosh Kumar Pokharel- Nepal ed Elisa Mascia – Italia
Ringrazio l’illustre poeta promotore culturale Santosh Kumar Pokharel- Nepal per avermi menzionato al Secondo Congresso Internazionale degli Scrittori di Mosca, nel settembre 2025 durante la lettura della relazione che ha presentato. Elisa Mascia – Italy
L’arte della traduzione
Di Santosh Kumar Pokharel, Nepal
1. Introduzione La traduzione è sia un’arte che una scienza. È il punto d’incontro tra le rigide regole della lingua e l’intuizione creativa. Questa analisi esamina gli aspetti chiave della traduzione, combinando teoria ed esperienza pratica.
2. Perdita e guadagno Nella traduzione si perde sempre qualcosa: un’ironia culturale, un ritmo, una sfumatura di significato. Ma un buon traduttore può anche creare dei vantaggi, trovando nuovi modi per rendere l’opera efficace per un pubblico diverso. L’obiettivo è rimanere fedeli alla voce dell’autore originale, adattandola al contempo alla nuova lingua.
3. L’etica della traduzione Il traduttore è un ponte culturale. Questo lavoro richiede umiltà e rispetto, soprattutto quando si traducono opere provenienti da altre culture. Il dovere del traduttore è rispettare la storia dell’opera originale e non sostituirla con la propria.
4. Il traduttore come co-creatore Un traduttore è più di un semplice copista; è un partner creativo. Questo è particolarmente evidente nella poesia e nella letteratura, dove stile e sentimento sono tutto. Un traduttore deve ricostruire l’opera, catturandone l’anima, non solo il significato letterale.
5. La sfida della poesia Tradurre un semplice paragrafo in prosa è relativamente semplice rispetto all’immensa difficoltà di tradurre una poesia in rima e con un ritmo preciso. Il traduttore si trova costantemente di fronte al timore: se mantiene perfettamente la rima e il ritmo, rischia di perdere il significato originale. Se traduce il significato parola per parola, distrugge la poesia stessa. È un delicato e spesso frustrante gioco di equilibrio.
6. Diversi stili di traduzione Le culture affrontano la traduzione in modo diverso:
· Americana: spesso si concentra sul rendere il testo facile e piacevole da leggere.
· Europea: cerca di bilanciare la teoria con l’accuratezza culturale.
· Russa: nota per essere precisa e profondamente poetica.
Ogni stile offre soluzioni utili a problemi comuni.
7. L’uomo contro la macchina La tecnologia può tradurre le parole rapidamente, ma non può comprenderne il significato. La sottigliezza della poesia, dell’ironia e delle sfumature culturali necessita ancora dell’apporto emotivo di un traduttore umano.
8. La responsabilità del traduttore: I traduttori trasportano il significato oltre i confini. Devono fare attenzione a non spiegare eccessivamente, abbellire o distorcere l’opera originale. Alcune parole, cariche di significato culturale o storico, richiedono estrema cautela.
9. Sostegno ai traduttori: sovvenzioni, programmi di formazione e infrastrutture di trasporto e logistica sono importanti. Contribuiscono a sostenere i traduttori, a proteggere le lingue meno rappresentate e a mantenere un’elevata qualità.
10. La traduzione come diplomazia: i traduttori sono diplomatici silenziosi. Il loro lavoro aiuta le nazioni a comprendersi a vicenda, ad attenuare i pregiudizi e a costruire empatia, un libro alla volta.
11. Una visione per il futuro: dovremmo costruire una rete globale di traduttori per condividere risorse e sostenersi a vicenda. Ciò unirebbe la velocità della tecnologia alla delicatezza umana.
12. Voci dal campo: i traduttori di oggi
Una comunità globale di traduttori è attiva oggi. Fanno molto più che cambiare le parole; curano il dialogo culturale. Eccone alcuni:
· Taghrid Bou Merhi (Libano/Brasile): traduce la letteratura araba in cinque lingue e porta opere globali in arabo, creando un ponte tra il Levante e l’America Latina.
• Elisa Mascia (Italia): Porta la narrativa cinese contemporanea al pubblico italiano, concentrandosi su storie di cambiamento personale e sociale.
• Zhang Zhi (Cina): Introduce il pubblico cinese alla poesia internazionale attraverso le sue traduzioni.
• Santosh Kumar Pokharel (Nepal): Poeta e traduttore poliglotta che costruisce ponti letterari tra le tradizioni russa, nepalese, inglese e hindi.
• James Tian (Filippine): Valorizza le narrazioni del Sud-est asiatico traducendole in inglese.
• Marjetta Shatro Rrapaz (Albania): Traduce la letteratura albanese in inglese e francese, condividendo con il mondo la voce unica dei Balcani.
• Don Mee Choi (Corea del Sud/USA): Utilizza la traduzione come forma di testimonianza femminista e politica.
• Sawad Hussain (Regno Unito): Sostenitore della letteratura araba, arricchisce la lingua inglese con diverse narrazioni provenienti dal mondo arabo.
Traduttori russi contemporanei:
· Boris Dralyuk (Ucraina/USA): Apprezzato per le sue traduzioni precise ed eleganti di autori russi e ucraini come Isaac Babel.
· Marian Schwartz (USA): Traduttrice prolifica di classici russi e romanzi contemporanei, nota per la sua meticolosa ricerca.
· Lisa Hayden (USA): Specializzata in letteratura russa moderna, apprezzata per la sua capacità di renderla accessibile ed emotivamente coinvolgente.
· Max Lawton (USA): Noto per aver colto lo stile provocatorio e sperimentale di autori come Vladimir Sorokin.
· Robert Chandler (Regno Unito): Traduttore di fama internazionale di poesia e prosa russa, lodato per il suo lavoro lirico e culturalmente sensibile.
Traduttori cinesi contemporanei: Tra i traduttori di poesia cinese più noti figurano Zhang Zhi, Zhang Zhizhong, Yan Haifeng, Li Zhengshuan, Shi Yonghao, Ding Liqun, Zhang Qiong, Ma Tingting e Cheng Yanjun.
13. Conclusione In fondo, la traduzione riguarda il desiderio umano di connettersi e comprendere. La tecnologia fornisce nuovi strumenti, ma il nucleo della traduzione rimarrà sempre umano: un connubio di arte, empatia ed etica. I traduttori intrecciano le storie del nostro mondo in un insieme più coeso.
I thank the distinguished poet and cultural promoter Santosh Kumar Pokharel of Nepal for mentioning me at the Second International Writers’ Congress in Moscow in September 2025 during the reading of his paper. Elisa Mascia – Italy
The Art of Translation -By Santosh Kumar Pokharel, Nepal.
1. Introduction Translation is both an art and a science.It’s where the strict rules of language meet creative intuition. This analysis looks at the key parts of translation, mixing theory with practical experience.
2. Loss and Gain Something is always lost in translation—a cultural joke,a rhythmic sound, a subtle meaning. But a good translator can also create gains, finding new ways to make the work powerful for a different audience. The goal is to stay true to the original author’s voice while making it work in a new language.
3. The Ethics of Translation A translator is a cultural bridge.This job requires humility and respect, especially when translating works from other cultures. The translator’s duty is to respect the original work’s story, and not to replace it with their own.
4. The Translator as Co-Creator A translator is more than a copier; they are a creative partner. This is most clear in poetry and literature, where style and feeling are everything. A translator must rebuild the work, capturing its soul, not just its dictionary meaning.
5. The Challenge of Poetry Translating a simple prose paragraph is straightforward compared to the immense difficulty of translating a rhymed and metered poem.The translator faces a constant fear: if they perfectly keep the rhyme and rhythm, they might lose the exact meaning. If they translate the meaning word-for-word, they destroy the poetry itself. It is a delicate and often frustrating balancing act.
6. Different Translation Styles Cultures approach translation differently:
· American: Often focuses on making the text easy and engaging to read. · European: Tries to balance theory with cultural accuracy. · Russian: Known for being both precise and deeply poetic.
Each style offers useful solutions to common problems.
7. The Human vs. The Machine Technology can translate words quickly,but it cannot understand meaning. The subtlety of poetry, irony, and cultural nuance still needs a human translator’s emotional input.
8. A Translator’s Responsibility Translators carry meaning across borders.They must be careful not to over-explain, embellish, or distort the original work. Some words, heavy with cultural or historical meaning, require extreme care.
9. Support for Translators Grants,training programs, and transportation and logistics facilities are important. They help support translators, protect underrepresented languages, and maintain high quality.
10. Translation as Diplomacy Translators are quiet diplomats.Their work helps nations understand each other, softens prejudices, and builds empathy, one book at a time.
11. A Vision for the Future We should build a global network for translators to share resources and support each other.This would blend technology’s speed with human subtlety.
12. Voices from the Field: Translators Today
A global community of translators is working today.They do more than change words; they curate cultural dialogue. Here are a few of them:
· Taghrid Bou Merhi (Lebanon/Brazil): Translates Arabic literature into five languages and brings global works into Arabic, creating a bridge between the Levant and Latin America. · Elisa Mascia (Italy): Brings contemporary Chinese fiction to Italian readers, focusing on stories of personal and social change. · Zhang Zhi (China): Introduces Chinese audiences to international poetry through his translations. · Santosh Kumar Pokharel (Nepal): A multilingual poet and translator who builds literary bridges between Russian, Nepali, English, and Hindi traditions. · James Tian (Philippines): Elevates Southeast Asian narratives by translating them into English. · Marjetta Shatro Rrapaz (Albania): Renders Albanian literature into English and French, sharing the unique voice of the Balkans with the world. · Don Mee Choi (South Korea/US): Uses translation as a form of feminist and political testimony. · Sawad Hussain (UK): A champion of Arabic literature, enriching English with diverse narratives from the Arab world.
Contemporary Russian Translators:
· Boris Dralyuk (Ukraine/US): Acclaimed for his precise and stylish translations of Russian and Ukrainian authors like Isaac Babel. · Marian Schwartz (US): A prolific translator of Russian classics and contemporary novels, known for her meticulous research. · Lisa Hayden (US): Specializes in modern Russian literature, celebrated for making it accessible and emotionally resonant. · Max Lawton (US): Known for capturing the provocative and experimental style of authors like Vladimir Sorokin. · Robert Chandler (UK): A renowned translator of Russian poetry and prose, praised for his lyrical and culturally sensitive work.
Contemporary Chinese Translators: Notable Chinese poetry translators include Zhang Zhi,Zhang Zhizhong, Yan Haifeng, Li Zhengshuan, Shi Yonghao, Ding Liqun, Zhang Qiong, Ma Tingting, and Cheng Yanjun.
13. Conclusion At its heart,translation is about a human desire to connect and understand. Technology provides new tools, but the core of translation will always be human: a mix of artistry, empathy, and ethics. Translators weave our world’s stories into a more connected whole.
Foto cortesia della locandina dell’ evento in Rotello
Nuovo appuntamento con *AGORAI* Spazi per generare salute mentale Dal saluto e riflessioni inviate dal Dottor Gentile letto dalla psicologa Carla Ciamarra:
….Non pazienti da una parte, servizi dall’altra e comunità intorno. Ma persone, servizi e territori dentro uno stesso processo di recovery e rigenerazione. E allora vorrei lasciarvi non con una conclusione, ma con una domanda:
” Se per tanti anni ci siamo raccontati attraverso ciò che stavamo perdendo, cosa potrebbe accadere alla nostra salute mentale e alle nostre comunità se cominciassimo, insieme, a raccontarci e a costruirci a partire da ciò che ancora ci unisce, da ciò che possiamo accogliere e da ciò che possiamo generare?”
Accogliendo l’ampia apertura della domanda di seguito l’intervento di Elisa Mascia referente del Filo dei Sogni
” Noi del Filo dei Sogni siamo onorate di essere qui con voi dell’ Agorai per affermare il nostro pensiero fondamentale della Condivisione e della partecipazione senza le quali si rimane nella solitudine che è auspicabile soltanto per momenti di riflessione personale ma non dev’essere un habitus di vita poiché sappiamo bene, per esperienza diretta o indiretta, quanto sia nociva per la salute mentale nella società odierna più di sempre. Voglio esprimere il pensiero che è il nostro ” filo” conduttore del ritrovarci insieme per creare oggetti con le nostre mani: chiacchierino, uncinetto, ed altro a fine di condividere in eventi sociali e celebrativi come la giornata delle donne, domenica delle palme, Pasqua, la festa delle mamme, la giornata prossimo due ottobre che ricorda l’importanza dei nonni nella famiglia e nella società, il momento più atteso ormai da alcuni anni è la giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre quando abbiamo un evento tutto nostro insieme all’ Associazione Vivere a Colori presidente Nicola Nardelli che ci affianca in ogni incontro e progetto sempre con finalità di volontariato e fratellanza. Ribadisco, insieme alle mie amiche e a Loredana che si occupa della gestione quotidiana del Filo dei Sogni, che il nostro stare insieme è vera “terapia espletata tramite la creatività” e quest’anno abbiamo realizzato un progetto arduo della realizzazione di una coperta in lana che oltre ad essere primo premio per la lotteria di Natale porta con sé un messaggio di calore per difenderci dal freddo ma soprattutto perché è simbolo di calore umano emanato dalle mani che l’hanno realizzata e custodita come fuoco di spiritualità per chiunque la otterrà in premio. Restiamo uniti frequentando questi incontri Agorai di crescita personale e sociale. Grazie ancora e congratulazioni per aver organizzato questo incontro. Rotello, 14 settembre 2026
Lunedì *14 settembre – Rotello*
Nuovo appuntamento con *AGORAI* Spazi per generare salute mentale
presso piazza Italia (ex Chiesa san Rocco) di Rotello Ore *18.00/19.30* AGORAI: incontro aperto di condivisione e partecipazione *a seguire*: aperitivo conviviale
*AGORAI è*: * un movimento nazionale che, dal maggio 2024, sta aprendo in tante città italiane spazi di ascolto e confronto sulla salute mentale * Un luogo aperto e gentile, fatto di partecipazione alla pari, parole condivise e ascolto autentico.
La pace non inizia dove finisce la guerra. La pace inizia dentro l’uomo, in quel luogo invisibile dove nasce un pensiero prima che diventi una parola, e una parola prima che diventi una ferita.
Per secoli, l’uomo ha cercato un nemico al di fuori di sé, e non si è accorto che la guerra più grande si combatte nel suo stesso cuore.
Ha eretto confini tra i popoli, e poi li ha chiamati stati.
Ha eretto muri, e poi li ha chiamati sicurezza.
Ha alzato la voce contro un altro, e poi ha chiamato il suo odio verità.
Ma nessuna bandiera può essere più grande di un uomo.
E nessuna idea deve essere più preziosa di una vita umana.
Cosa abbiamo guadagnato se abbiamo perso la capacità di salvarci a vicenda?
Cosa significa essere potenti se abbiamo bisogno che qualcun altro sia debole per sentire la nostra grandezza?
Forse la forza più grande risiede proprio nella mano che può ferire eppure sceglie di perdonare.
Forse la vittoria più grande è perdonare quando la vendetta sarebbe più facile.
Perché un uomo non diventa grande quando sconfigge un altro uomo.
Diventa grande quando sconfigge l’oscurità che dentro di lui lo convince a non considerare un altro uomo come tale.
Ecco perché non cerchiamo la pace solo tra le nazioni.
La cerchiamo dentro di noi.
Perché il mondo non migliorerà quando tutti saranno d’accordo.
Migliorerà quando un uomo comprenderà che essere diverso non è meno prezioso.
E forse allora, per la prima volta, la storia smetterà di chiedersi:
Chi ha vinto?
E inizierà a chiedersi:
Chi ha salvato l’umanità?
Tutti i diritti riservati
Nataša Radanović Serbia-Svezia 🇷🇸🇸🇪
…
MIR U SVETU
Mir ne počinje tamo gde prestaje rat. Mir počinje u čoveku — u onom nevidljivom mestu gde se rađa misao pre nego što postane reč, i reč pre nego što postane rana.
Čovek je vekovima tražio neprijatelja izvan sebe, a nije primetio da najveći rat nosi u sopstvenom srcu.
Podizao je granice između ljudi, a zatim ih nazvao državama. Podizao je zidove, a zatim ih nazvao sigurnošću. Podizao je glas protiv drugoga, a zatim svoju mržnju nazvao istinom.
Ali nijedna zastava ne može biti veća od čoveka.
I nijedna ideja ne sme biti vrednija od jednog ljudskog života.
Šta smo osvojili ako smo izgubili sposobnost da sačuvamo jedni druge?
Šta znači biti moćan ako nam je potrebno da neko drugi bude slab da bismo osetili sopstvenu veličinu?
Možda je najveća snaga upravo u ruci koja može da povredi, a ipak bira da pomiluje.
Možda je najveća pobeda oprostiti onda kada bi osveta bila lakša.
Jer čovek ne postaje velik kada pobedi drugog čoveka.
Postaje velik kada pobedi ono mračno što ga iznutra nagovara da drugoga ne smatra čovekom.
Zato ne tražimo mir samo među narodima.
Tražimo ga u sebi.
Jer svet neće postati bolji kada se svi ljudi slože.
Postaće bolji kada čovek shvati da drugačiji nije manje vredan.
I možda će tada istorija prvi put prestati da pita:
Ko je pobedio?
I početi da pita:
Ko je sačuvao čoveka?
Sva autorska prava zadržana.
Autor: Nataša Radanović Srbija – Švedska 🇷🇸 🇸🇪
PEACE IN THE WORLD
Peace does not begin where war comes to an end. Peace begins within the human being — in that invisible place where a thought is born before it becomes a word, and a word before it becomes a wound.
For centuries, humanity has searched for an enemy beyond itself, never noticing that the greatest war is carried within the human heart.
We built borders between people, then called them nations. We built walls, then called them security. We raised our voices against one another, then called our hatred the truth.
But no flag can ever be greater than a human being.
And no idea should ever be worth more than a human life.
What have we conquered if we have lost the ability to protect one another?
What does it mean to be powerful if we need someone else to be weak in order to feel our own greatness?
Perhaps the greatest strength lives in the hand that has the power to wound — yet chooses to caress.
Perhaps the greatest victory is to forgive when revenge would be easier.
For a human being does not become great by defeating another human being.
We become great when we defeat the darkness that whispers within us that another human being is less human than we are.
So let us not seek peace only among nations.
Let us seek it within ourselves.
For the world will not become better when all people agree.
It will become better when humanity understands that being different does not make anyone less worthy.
And perhaps, then, for the first time, history will cease to ask:
Foto cortesia condivisa dal Dott. Sajid Hussain – Pakistan con il prof Kareem Abdullah – Iraq ed Elisa Mascia – Italia
Collaborazione poetica, grande progetto culturale.
UNA COLLABORAZIONE POETICA PER LA PACE
Un addio alla guerra — Tre voci, tre Nazioni, una speranza umana
Oggi, tre poeti provenienti da Iraq, Italia e Pakistan si uniscono attraverso la poesia con un messaggio comune: la guerra non è mai la soluzione; la pace è l’unica vittoria duratura per l’umanità.
Karim Abdullah — Iraq “La guerra è abbastanza” parla dalle ferite di un mondo sfinito dalla violenza, invocando il silenzio delle armi, il ritorno dei bambini ai loro giochi e la rinascita della speranza dalle ceneri.
Elisa Mascia — Italia “Addio alla guerra” è un appello sentito a coloro che detengono il potere: aprite le porte dei vostri cuori, deponete le armi e riconoscete l’altro come un fratello degno d’amore.
Sajid Hussain — Pakistan “Pace” immagina l’umanità come operaia di un mondo pacifico, che raccoglie grazia e fratellanza invece di fumo, distruzione e ossa rotte.
Tre poeti. Tre nazioni. Tre voci poetiche. Un sogno universale.
Che le armi tacciano. Che l’odio si arrenda all’amore. Che i bambini ereditino giardini invece di campi di battaglia.
Che l’umanità impari finalmente che la pace non è debolezza, ma la nostra più grande forza. Che la poesia diventi un ponte dove la guerra ha eretto muri. Che ogni cuore diventi una cittadella di Pace.
A Farewell to War — Three Voices, Three Nations, One Human Hope
Today, three poets from Iraq, Italy, and Pakistan come together through poetry with one shared message: war is never the answer; peace is humanity’s only lasting victory.
Karim Abdullah — Iraq “War Is Enough” speaks from the wounds of a world exhausted by violence, calling for weapons to fall silent, children to return to their games, and hope to rise again from the ashes.
Elisa Mascia — Italy “Farewell to War” is a heartfelt appeal to those who hold power—to open the doors of their hearts, lay down their weapons, and recognize the other as a brother worthy of love.
Sajid Hussain — Pakistan “Peace” envisions humanity as the labourers of a peaceful world,harvesting grace and fellowship instead of smoke, destruction, and broken bones.
Three poets. Three nations. Three poetic voices. One universal dream. May the guns fall silent. May hatred surrender to love. May children inherit gardens instead of battlefields. May humanity finally learn that peace is not weakness—it is our greatest strength. Let poetry become a bridge where war has built walls. Let every heart become a citadel of Peace. Karim Abdullah — Iraq Elisa Mascia — Italy Sajid Hussain — Pakistan #PoetryForPeace #ThreeVoicesOneHope #FarewellToWar #WarIsEnough #Peace #PoetsForPeace #Iraq #Italy #Pakistan #Humanity #LoveAndPeace #PoetryUnites #NoMoreWar #LetPeacePrevail
Basta con la guerra
Ora basta, basta con la guerra! Il vento urla alla terra, Un sussurro di pace e amore: Che la tempesta spietata smetta di soffiare, Una tempesta che diffonde dolore. Che il rumore delle armi sia messo a tacere, E che i bambini tornino ai loro giochi. Che la speranza germogli, E che l’odio non regni più. Basta con le guerre infinite, Basta con questo fiume di lacrime e questa massa di sofferenza! Lasciamo che l’umanità viva in un mondo vero per prosperare.
Kareem Abdullah -Iraq
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Addio alla guerra (Non finisce più).
In tutto il mondo da anni si auspica che abbia fine l’assurda guerra che ormai è diventata nemica a tutti gli abitanti della Terra e non basta più alcuna preghiera che ciascuno rivolge da mattina a sera.
Uomini e potenti voi che avete il potere di cambiare delle genti la sorte comprendete che così non si può vivere che si aprano dei cuori le porte che siano deposte finalmente le armi e con amore il vicino e il lontano si ami
Svegliarsi un giorno e poter affermare che ci sia stata una sosta all’odio che fosse l’altro il fratello da amare la resa alle armi ad ogni guerra un addio. Che ciò non fosse auspicio o sogno comprendere che l’umanità ne ha bisogno.
Elisa Mascia
** PACE
Di Sajid Hussain – Pakistan
Oh, figli di questa argilla che respira, siamo operai nel fertile campo della Pace, non guerrieri intenti al fumo e alle ossa spezzate, ma mietitori di grazia e fratellanza. Intrecciamo i nostri destini con il suo divino, e viviamo come fratelli nati dall’anima, non dalla terra.
Poiché solo lei adorna il mondo di fiori, e guida le stelle tremanti in pazienti archi. Nessuna arte, nessun sogno, nessuna verità sopravvive alla sua caduta, nessun regno sorge dove la Pace non è intronizzata.
Finché ogni cuore non diventerà la sua cittadella, il mondo vacillarà nella febbre, lontano dalla grazia.
Sajid Hussain dal Pakistan
War is Enough
Enough is enough, war is enough! The wind cries out to the earth, A whisper of peace and love: May the merciless storm cease to blow, The storm that spreads pain. May the sound of weapons cease, And children return to their games. May hope sprout, And hatred no longer reign. Enough of endless wars, Enough of the flood of tears and the mass of suffering! Let humanity blossom in a true world.
Karim Abdullah-Irak
Farewell to War It never ends.
For years, people have hoped throughout the world for an end to the absurd war that has now become the enemy of all the inhabitants of the Earth and no prayer that each person prays from morning to night is enough.
Men and powerful people, you who have the power to change the fate of people, understand that we cannot live like this may the doors of hearts open may weapons finally be laid down and with love, near and far, may one love one another
To wake up one day and be able to say that there has been a halt to hatred that the other is the brother to be loved the surrender to arms, a farewell to every war. That this was not a wish or a dream to understand that humanity needs it. Elisa Mascia
PEACE
By Sajid Hussain – Pakistan
O let us, children of this breathing clay, Be labourers in Peace’s fruitful field, Not warriors bent on smoke and broken bone, But harvesters of grace and fellowship, Let us entwine our fates with hers divine, And dwell as kindred born of soul, not soil.
For she alone adorns the world with bloom, And guides the trembling stars in patient arcs, No art, no dream, no truth survives her fall, No kingdom climbs where Peace is not enthroned.
Till every heart becomes her citadel, The world shall reel in fever, far from grace.
Nella legge dell’assenza, la partenza non invalida il ritorno…
I vivi della nostra città non si appoggiano.
Io mi sarei appoggiato, e avrei allentato le mie riserve morali, e una pelle conciata in conceria, su un muro che avrebbe dovuto essere un muro su cui i viaggiatori appendevano i loro cuori, e proseguivano il cammino. In loro mancano le usanze della partenza, e l’ispirazione di partire, i loro occhi non vedono la strada tranne che in un curioso sguardo a un battito lontano che monitora il fallimento del tentativo…
2 La tua porzione leggibile dalla fine della riga, fino alla prima foglia caduta in autunno.
Passata di qui; il vento la spinge, la riporta indietro, strappandola da sotto i miei piedi, un clima privo di un singolo atomo d’aria umida, in cui non c’è perdita.
La mia anima è guarita dopo di lui, Come se fossi rinata dal domani, Una stirpe di violette selvatiche, Per il mattino, per la sera, Due flaconi con la stessa fragranza…
3
Io sono qui, E colui che mi sta di fronte sta contando il tempo. La clessidra è la regina delle spiagge. Due passi in un secondo non bastano per fuggire, E il terzo è pieno di possibilità; Come se fossi una roccia Sui cui bordi il vento si è sgretolato, O un gabbiano Ignaro delle leggi del mare; Il suo nuovo nido trabocca d’acqua, E le uova vi si aggrappano…
Raja Al-Ghanmi Iraq
1
لنبضٍ بعيد…..
في قانون الغياب، لا يفسد الرحيلُ للرجوعِ قضية..
الأحياءُ في مدينتنا لا يتكئون. كنتُ سأتكئُ، وأُرخي احتياطيَّ المعنويَّ، وجلداً مسحوباً من ماكينةِ الدباغ، على جدارٍ كان من المفترض أن يكون جداراً علَّقَ المسافرون أفئدتهم عليه، وساروا. مُغيَّبةٌ فيهم سننُ الرحيل، ووحيُ المغادرة، عيونُهم لا ترى الطريق إلَّا في التفاتٍ فضوليٍّ لنبضٍ بعيدٍ يرصدُ فشلَ المحاولة…..
2 جزؤك المقروءُ من آخرِ السطر، لأوّلِ ورقةٍ أسقطها الخريف. مرَّ من هنا؛ تدفعهُ الريح، تُعيدهُ، تُشاكسهُ من تحتِ قدمي، مناخٌ مجرّدٌ من ذرّةِ هواءٍ رطبة، لا خسارةَ فيه. معافاةٌ من بعدهِ روحي، وكأنّي وُلدتُ من هفوةٍ الغد، سلالاتُ بنفسجٍ برّيّ، للصباحِ، للمساءِ، زجاجتانِ بعطرِها الواحد..
3
أنا هنا، والواقفُ أمامي يحسبُ الوقتَ. الساعةُ الرمليةُ ملكُ الشواطئِ. خطوتانِ بثانيةٍ لا تصلحانِ للهربِ، والثالثةُ كثيرةُ الاحتمالاتِ؛ كأنْ أكونَ صخرةً تهاوتْ على أطرافِها الريحُ، أو نورساً لا يعرفُ قوانينَ البحرِ؛ عشُّه الجديدُ ينضحُ بالمياهِ، والبيضُ عوالقُ…..