Partecipazione letteraria a dialoghi e conferenze… Opinioni e conclusioniResoconto di Ali Sahin Abdul AzizIn tutte le indagini o i dialoghi culturali, letterari e persino sociali, c’è un punto di reciprocità fondamentale: sono dialoghi interattivi.

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La nostra raccolta settimanale
Un ringraziamento e un apprezzamento speciali ai nostri colleghi della redazione:
Giornale Al-Nahar
Dottor Hassan Jumaa
Sig. Abdul Amir Al-Majidi
Signor Sabti Jumaa
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Rivista culturale internazionale Al-Manar
Prof. Azhar Suleiman
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Agenzia di stampa Al-Kashef
La signora Shaimaa Al-Jaf
::::
Agenzia di stampa Dhafaaf
La signora Shaimaa Karim
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I nostri partecipanti:
Dott.ssa Amal Bou Harb/Tunisia
Dottor Alaa Karim
Dottor Malek Ben Farhat/Tunisia
Dottor Duraid Al-Tai
Dottor Risala Al-Hassan
Sig.ra Hanan Zaghwati/Marocco
Sig.ra Najia Ammari/Marocco
Sig.ra Ghada Qantar/Libano
Signor Ahmed Saleh Al-Tamimi
Sig. Essam Sami Naji/Egitto
Sig. Nidal Al-Azzawi
Sig. Khaled Al-Bashq
A. Ali Al-Shaer
A. Elisa Mascia/Italia
A. Ali Jaber Al-Banafsej
A. Kamel Al-Kaabi
A. Maria Vasquale Saverio/Sudan
A. Naama Al-Azzawi
A. Alaa Al-Wardi
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Partecipazione letteraria a dialoghi e conferenze… Opinioni e conclusioni
Resoconto di Ali Sahin Abdul Aziz
In tutte le indagini o i dialoghi culturali, letterari e persino sociali, c’è un punto di reciprocità fondamentale: sono dialoghi interattivi. Lo scrittore si sforza di garantire che non siano unilaterali, per evitare che perdano il loro spirito e si trasformino in semplici lezioni che impartiscono sermoni e lezioni morali. Al contrario, la partecipazione ai dialoghi mira a dissolvere tutte le differenze tra lo scrittore e i partecipanti, impedendo che la relazione si esaurisca culturalmente. Nella partecipazione e nel dialogo, i partecipanti diventano partner nel plasmare l’idea o l’obiettivo dell’autore.

(Al-Nahar Newspaper / Al-Manar International Cultural Magazine / Al-Kashef News Agency / Dhifaf News Agency) È stato condotto un sondaggio con un gruppo selezionato di partecipanti iracheni, arabi e internazionali, ponendo la seguente domanda: Ritenete che i dialoghi o le discussioni vengano utilizzati dagli autori per imporre la propria autorità intellettuale, culturale o sociale, oppure li considerate un mezzo per scambiare opinioni e promuovere un’empatia positiva, costruendo un ponte di comprensione umana e culturale condivisa e creando uno spazio di riflessione e confronto? Queste sono state le risposte ricevute.

Approfondire la comprensione
Dott.ssa Amal Bou Harb/Tunisia: Credo che un dialogo autentico non imponga autorità a nessuno, perché apre uno spazio condiviso per lo scambio di opinioni, l’approfondimento della comprensione e la costruzione di un’empatia umana e culturale che rende la differenza una fonte di arricchimento, non un motivo di esclusione.

S.

Imposizione di autorità intellettuale
Dott. Alaa Karim / Scrittore e critico teatrale: Il dialogo è un invito a sedersi allo stesso tavolo, ad esempio, dove ognuno presenta le proprie idee. Se poi c’è empatia e sensibilità culturale, si otterranno risultati che andranno a beneficio di tutti. Questa è la prova del successo del dialogo. Se invece c’è contraddizione e rifiuto dell’altro, ciò conferma il fallimento del dialogo. Pertanto, non è giusto imporre l’autorità intellettuale sugli altri. Affinché il processo dialogico abbia successo, deve esserci uno scambio reciproco.

Diversità culturale

Dott. Malek Ben Farhat, ricercatore di letteratura araba, Tunisia: Un’opinione univoca non porta alcun beneficio, né in letteratura né in altri campi. I grandi scrittori della letteratura araba e mondiale non sarebbero diventati dei geni se non avessero attinto alle esperienze altrui, siano essi predecessori o contemporanei. Lo scrittore creativo è il prodotto di un ambiente basato sulla diversità culturale, su una cultura del dialogo e sull’accettazione dell’altro. Una cultura di custodia intellettuale e di imposizione di un’opinione univoca è incompatibile con la creatività. Pertanto, gli scrittori non dovrebbero considerare gli incontri letterari come occasioni di autopromozione, autoaffermazione o arroganza, ma piuttosto come opportunità per arricchire e affinare il proprio lavoro ascoltando valutazioni e opinioni diverse.

Uno spazio partecipativo

Dott.ssa Duraid Al-Ta’i: Crediamo fermamente che i dialoghi letterari e culturali siano un mezzo autentico per scambiare opinioni e costruire ponti umani, liberi da qualsiasi forma di controllo. Sono uno spazio partecipativo efficace per arricchire le idee e creare una comunicazione profonda che unisce tutti in uno spirito di amore e riflessione condivisa. Gestire le differenze attraverso la conoscenza
Dott.ssa Risala Al-Hassan: I dialoghi culturali sono un mezzo per scambiare opinioni e idee. Sono dialoghi interattivi basati sull’ascolto, la discussione e il rispetto per i diversi punti di vista. Non sono un mezzo per imporre l’egemonia intellettuale sugli altri. Nel dialogo interattivo, ogni parte presenta la propria opinione e ascolta l’altra con rispetto, eventualmente anche rivedendo le proprie idee attraverso la discussione e lo scambio di opinioni. L’obiettivo è arricchire il pensiero, non dimostrare che una parte detenga la verità assoluta. Un vero dialogo culturale non significa l’assenza dell’altro, ma piuttosto la gestione delle differenze attraverso la conoscenza, il ragionamento e il rispetto. Un dialogo efficace non impone idee né crea seguaci; al contrario, offre uno spazio di riflessione. Una cultura che teme il confronto diventa indottrinamento, mentre una cultura che accetta la differenza diventa un mezzo di costruzione.

Dott.ssa Risala Al-Hassan: I dialoghi culturali sono un mezzo per scambiare opinioni e idee. Rispettare la diversità.
Hanan Zaghwati / Poeta / Marocco: Nella presenza della differenza, nasce il dialogo. Un vero dialogo non è una piattaforma in cui una parte parla e l’altra ascolta, ma piuttosto uno spazio in cui anime e idee si incontrano prima ancora che emergano le parole. Chi scrive non impone la propria volontà al lettore, ma apre molteplici prospettive, riconoscendo alla differenza il diritto di essere parte integrante della bellezza dell’idea. Quando il dialogo si fonda sull’ascolto e sul rispetto della diversità, si trasforma in un ponte umano e culturale, illuminando nuove aree di riflessione e talvolta conducendoci a interrogativi più profondi di quelli iniziali. L’obiettivo di chi scrive, attraverso dialoghi e contributi, è quello di favorire lo scambio di opinioni e idee, affinché il beneficio derivante dall’argomento trattato sia diffuso. Pertanto, è fondamentale un buon ascolto, seguito dalla risposta e dall’accettazione dell’idea. Non affrettarsi a giudicare è un piacere diverso: immergersi nel mare della conoscenza per un tempo indefinito, che può durare un’ora, due ore o anche di più. Attraverso il dialogo, le persone possono esprimere i propri punti di vista e condividere le proprie opinioni su argomenti specifici, giungendo alla comprensione reciproca. Si arriva inoltre a numerose soluzioni, conclusioni utili e nuovi orizzonti. In breve, attraverso il dialogo si impara a conoscere le differenze altrui.


Hanan Zaghwati / Poeta / Marocco Scambio di opinioni
Najia Ammari / Artista visiva e poetessa / Marocco: Constatiamo che i dialoghi e gli scambi di successo non mirano a imporre un’egemonia intellettuale, culturale o sociale, ma piuttosto cercano di scambiare opinioni, rafforzare l’empatia umana e costruire ponti tra le culture. Questo offre al destinatario uno spazio per la riflessione e la discussione, arricchendo la consapevolezza ben lontana dall’indottrinamento e dalla tutela.

Scambio culturale
Ghada Qantar / Poeta e scrittrice / Libano:
Gli scambi letterari e intellettuali di ogni genere sono una forma di diffusione della conoscenza attraverso il dialogo, essenziale per trasmettere idee e informazioni in modo raffinato. Questo approccio può variare da persona a persona; alcuni lo considerano un’imposizione e, in questo modo, il dialogo si trasforma in litigio e alienazione, rendendo insignificanti le informazioni. Tuttavia, se il dialogo tra scrittore e lettore è coinvolgente e mirato, volto a diffondere la conoscenza e lo scambio culturale il più possibile all’interno della società, allora la parola acquisisce valore, tramandandosi di generazione in generazione attraverso un dialogo raffinato e una consapevolezza intellettuale.


L’illusione di possedere un significato
Ahmed Saleh Al-Tamimi / Scrittore e autore: Il libero pensiero e il dialogo autentico ci permettono di entrare nel regno delle possibilità, spogliati dell’illusione di possedere un significato. Un’idea non è un trono su cui siede il suo sostenitore, né il disaccordo è ribellione, ma piuttosto una necessità per vedere le sfaccettature della verità oscurate dalla certezza. Una mente che invoca gli altri per confermare le proprie convinzioni non sta dialogando, ma sta piuttosto replicando la propria immagine negli specchi altrui. Il libero pensiero, invece, cerca la domanda che ne scuote le fondamenta, non l’applauso che lo protegge. Perché un’idea che ha bisogno di mettere a tacere i suoi oppositori non è forte; sa nel profondo che può sopravvivere solo attraverso il silenzio.

Ahmed Saleh Al-Tamimi / Scrittore e autore: Il libero pensiero e il dialogo autentico ci permettono di entrare nel regno delle possibilità, spogliati dell’illusione di possedere un significato. Evitare il linguaggio retorico
Essam Sami Naji / Poeta e scrittore / Egitto:
Un poeta o uno scrittore non è un predicatore, e una buona scrittura letteraria è quella che evita un linguaggio retorico, didattico o brutalmente diretto. Uno scrittore si sforza sempre di costruire ponti con il lettore, con il quale condivide un terreno comune. Inoltre, lo scrittore non è un custode del lettore, né cerca di guidarlo in una direzione particolare. Piuttosto, presenta la sua visione e ciò che crede sia giusto, e il lettore ha completa libertà di accettarla o rifiutarla. Deve esserci fiducia tra lettore e scrittore, e questa fiducia nasce quando lo scrittore possiede una credibilità che il lettore percepisce.

Trovare un terreno comune
Nidal Al-Azzawi: Scrittore e giornalista: Credo che ogni scrittore abbia un’idea e cerchi di trovare un terreno comune per esprimerla.






Scambio di idee
Kamel Al-Kaabi, scrittore e giornalista: Crediamo che un dialogo autentico non si basi sulla tutela intellettuale o sull’imposizione di opinioni, bensì sullo scambio di idee e sul rispetto delle differenze. Un confronto culturale efficace apre una finestra sulla riflessione, costruisce un ponte di empatia umana e produce idee condivise più profonde e ricche.

Promuovere l’empatia umana
Alaa Al-Wardi, critica e ricercatrice: Credo che i dialoghi e gli scambi efficaci non mirino a imporre una tutela intellettuale, culturale o sociale, ma cerchino piuttosto di scambiare opinioni, promuovere l’empatia umana e costruire ponti tra le culture. Questo offre ai partecipanti uno spazio per la riflessione e la discussione, arricchendo la consapevolezza e superando l’indottrinamento e la tutela. Diversità di opinioni
Maria Vasquale Severio / Poetessa e scrittrice / Sudan: I dialoghi tra individui o gruppi non raggiungono i loro obiettivi sociali se le parti coinvolte non desiderano dialogare e cooperare su un terreno comune. Ciò richiede ai partecipanti: rispetto reciproco, anche in caso di disaccordo sulle idee altrui; L’ascolto attivo per comprendere, non solo per rispondere, e l’accettazione delle differenze sono fondamentali. La diversità di opinioni è fonte di forza, non di debolezza. Chiarezza, onestà ed espressione di opinioni senza attacchi o ambiguità sono essenziali, concentrandosi sulle questioni, non sulle persone, e criticando le idee, non i loro sostenitori. Il dialogo dovrebbe essere incentrato sulle idee principali, evitando digressioni e perdite di tempo su dettagli secondari o argomenti estranei all’ambito della discussione. Molti dialoghi non raggiungono i loro obiettivi, e talvolta producono persino risultati contrari, a causa della mancanza di comprensione dei metodi e delle regole del dialogo. Il dialogo è un mezzo per scambiare opinioni e promuovere un’empatia umana e culturale positiva e condivisa. È l’arte del dialogo culturale, non un semplice scambio di parole o fugaci convenevoli tra due culture. Piuttosto, è un equilibrio intellettuale, una forte consapevolezza e una presenza di identità. Il dialogo culturale… consiste nell’entrare nella discussione con solide basi e principi chiari, presentando le proprie idee non per annullarle, mostrando la propria cultura non per scusarsene, e ascoltando non per seguire ma per comprendere. Questo perché si tratta di un’interazione intellettuale raffinata, finalizzata all’articolazione, non all’alienazione; alla comprensione reciproca, non al compromesso; e al rispetto, non all’assimilazione.

Elevare il livello culturale

Na’ma Al-Azzawi / Poeta e scrittore: Tra i follower si riscontra la tendenza a interagire con gli altri in modo improduttivo, conducendoli su un percorso che non sviluppa le loro capacità intellettuali né eleva il loro livello culturale. Tali reazioni provengono persino dagli amministratori dei gruppi e da intellettuali di spicco. Chiedo scusa a voi che cercate di accrescere la vostra presenza online; perché un poeta raggiunge l’apice del successo solo attraverso la critica, e uno scrittore ottiene il suo status solo attraverso i suoi critici. Perché la costruzione di edifici è valida solo con la verità, e io non vedo altro strumento che la distruzione.


Convincere il pubblico
Adnan Al-Maksoosi / Professionista dei media e scrittore: Il dialogo è un approccio civile e il linguaggio della discussione offre a tutte le parti coinvolte pari opportunità di scambiarsi visioni e idee, raggiungendo così un punto di convergenza. Questo permette a uno scrittore di successo di presentare l’argomento e convincere i partecipanti e gli ascoltatori delle proprie tesi. Il fondamento del successo risiede nello scambio di opinioni, non nel semplice ascolto. Pertanto, la partecipazione attiva è la base del successo in ogni dialogo.

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Chiediamo a tutti i partecipanti di condividere questo post sulle proprie pagine principali.

Con gratitudine

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حصادنا الأسبوعي
كل الشكر والتقدير إلى الزملاء في أسرة التحرير:
جريدة النهار
د. حسن جمعة
ا. عبد الأمير الماجدي
ا. سبتي جمعة
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مجلة المنار الثقافية الدولية
ا.د ازهر سليمان
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وكالة الكاشف نيوز الأخبارية
ا. شيماء الجاف
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وكالة ضفاف نيوز الأخبارية
ا. شيماء كريم
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المشاركين والمشاركات معنا :
د. آمال بو حرب/ تونس
د. علاء كريم
د. مالك بن فرحات / تونس
د. دريد الطائي
د. رسالة الحسن
ا. حنان زغواطي / المغرب
ا. نجية عماري / المغرب
ا. غادة قنطار/ لبنان
ا. احمد صالح التميمي
ا. عصام سامي ناجي/ مصر
ا. نضال العزاوي
ا. خالد الباشق
ا. علي الشاعر
ا. اليزا ماسكيا/ إيطاليا
ا. علي جابر البنفسج
ا. كامل الكعبي
ا. ماريا فاسكوال سفريو/ السودان
ا. نعمة العزاوي
ا. علاء الوردي
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المشاركة الأدبية في الحوارات والمحاضرات ….آراء وأستنتاجات
تحقيق / علي صحن عبد العزيز
في كل التحقيقات أو الحوارات الثقافية أو الأدبية وحتى الأجتماعية منها ثمة نقطة رئيسية متبادلة أنها حوارات تفاعلية يسعى الكاتب من خلالها بأن لا تكون من طرف واحد حتى لا تفقد روحها وتصبح على شكل محاضرة تلقى فيها المواعظ والعبر ، بينما المشاركات أو الحوارات تسعى إلى اذابة كل الفوارق بين الكاتب والمشاركين أو المشاركات لكي لا تكون العلاقة بين الطرفين مستلهكة ثقافيًا ، بينما في المشاركات والحوارات يكونون شركاء في صنع الفكرة أو الغاية لدى الكاتب.
(جريدة النهار / مجلة المنار الثقافية الدولية / وكالةالكاشف نيوز وكالة ضفاف نيوز الأخبارية) استطلعت آراء نخبة من المشاركين والمشاركات عراقيًا وعربيًا ودوليًا وطرحت عليهم هذا التساؤل : هل تعتقد بأن الحوارات أو المشاركات يسعى من خلالها الكاتب إلى فرض وصايته الفكرية وحتى الثقافية أو الأجتماعية عليهم ، أم ترى أنها وسيلة لتبادل الآراء والتعاطف الإيجابي من أجل خلق جسر من التعاطف الإنساني والثقافي المشترك بغية ايجاد نافذة للتأمل والنقاش ، وكانت هذه الآراء الواردة.
تعميق الفهم
د. آمال بو حرب/ تونس : أرى أن الحوار الحقّ لا يُمارس وصايةً على أحد لانه يفتح مساحةً مشتركة لتبادل الرأي، وتعميق الفهم، وبناء تعاطفٍ إنساني وثقافي يجعل الأختلاف مصدرَ ثراءٍ وليس سببًا  للإقصاء.
فرض السلطة الفكرية
د. علاء كريم / كاتب وناقد مسرحي: الحوار دعوة للجلوس على نفس الطاولة، مثلًا كل واحد يضع أفكاره، ومن ثم ستكون هنالك مخرجات تخدم الجميع إذا كان هناك تعاطف إنساني وتجاوب ثقافي ،وهذا دليل على نجاح الحوار، وإذا كان هناك تناقض ورفض الآخر، هذا ما يؤكد فشل الحوار وعليه، ليس من الصحيح فرض السلطة الفكرية على الآخرين، لابد وأن يكون هناك حوار متبادل لتتم عملية الحوار بنجاح.
تنوع ثقافي
د /مالك بن فرحات باحث في الأدب العربي/ تونس : الرأي الواحد لا تنتج عنه فائدة في الأدب و في غير الأدب ، والكتاب الأفذاذ في الأدب العربي و العالمي ما كانوا ليصيروا نوابغ لولا أنهم نهلوا من تجارب غيرهم سواء أكانوا سابقين لهم أم معاصرين ، والكاتب المبدع هو وليد البيئة التي تقوم على التنوع الثقافي و ثقافة الحوار و قبول الآخر ، أما ثقافة الوصاية الفكرية و الرأي الواحد فلا تجتمع مع الإبداع ، لهذا يلزم على الكاتب ألا يتعامل مع الملتقيات الأدبية باعتبارها مناسبة للبروز و إثبات الذات و التعالي، بل عليه أن يراها فرصة لإثراء إنتاجه و تجويده باستماع التقييمات و الآراء المتنوعة.
مساحة تشاركية
د/ دريد الطائي : نرى تماماً أن الحوارات الأدبية والثقافية وسيلة حقيقية لتبادل الآراء وبناء الجسور الإنسانية بعيدًا عن أشكال الوصاية ، إنها مساحة تشاركية فاعلة لإثراء الأفكار وخلق تواصل عميق يجمع الجميع بروح المحبة والتأمل المشترك.
إدارة الاختلاف بالمعرفة
د/ رسالة الحسن: الحوارات الثقافية هي عبارة عن وسيلة لتبادل الآراء والأفكار وتعتبر حوارات تفاعلية مبنية على الاستماع والمناقشة واحترام الرأي الآخر وهي ليست وسيلة لفرض وصاية فكرية على الآخرين فالحوار التفاعلي يطرح فيه كل طرف رأيه ويستمع للآخر بكل أحترام وربّما يراجع أفكاره من خلال النقاش والحوار وتبادل الآراء فالهدف منها هو إثراء الفكرة وليس اثبات ان طرفاواحدا يمتلك الحقيقة الكاملة فالحوار الثقافي الحقيقي لا يعني غياب الآخر بل يعني إدارة الاختلاف بالمعرفة والحجة والأحترام فالحوار الناجح لايفرض أفكارا ولا يصنع تابعين بل يعطي مساحة للتفكير لأن الثقافة التي تخشى النقاش تتحول الى تلقين بينما الثقافة التي تقبل الاختلاف تصبح وسيلة للبناء.
أحترام التعدد
حنان زغواطي / شاعرة / المغرب  : في حضرة الأختلاف يولد الحوارالحوار الحقيقي ليس منبرًا يتحدث فيه طرف ويصغي الآخر، بل فضاءً تتلاقى فيه الأرواح والأفكار قبل الكلمات ، فالكاتب لا يمارس وصايته على المتلقي، وإنما يفتح نوافذ متعددة للرؤية، ويمنح الاختلاف حقه في أن يكون جزءًا من جمال الفكرة، وحين يقوم الحوار على الإصغاء واحترام التعدد، يتحول إلى جسر إنساني وثقافي، يضيء مساحات جديدة للتأمل، ويقودنا أحيانًا إلى أسئلة أعمق من تلك التي بدأنا بها ، والغاية لدى الكاتب من الحوارات والمشاركات هي وسيلة لتبادل الآراء والأفكار لتعم الفائدة من الموضوع المطروح لذلك يستوجب حسن الإستماع ثم الرد وقبول الفكرة عدم التسرع في الحكم هي متعة من نوع آخر الغوص في بحر المعرفة في زمن غير محدد قد يطول لساعة أو ساعتين أو أكثر ، ومن خلال الحوار، يتمكن الأشخاص من التعبير عن وجهات نظرهم ومشاركة آرائهم حول مواضيع معينة،  وتحقيق التفاهم كذلك نصل إلى حلول عديدة وخلاصة مفيدة وآفاق جديدة خلاصة القول نتعرف من خلاله على أختلافات الآخرين.
تبادل الآراء
نجية عماري / فنانة تشكيلية وشاعرة/المغرب: نرى الحوارات والمشاركات الناجحة لا تهدف إلى فرض وصاية فكرية أو ثقافية أو اجتماعية، بل تسعى إلى تبادل الآراء وتعزيز التعاطف الإنساني، وفتح جسور مشتركة بين الثقافات، بما يتيح للمتلقي مساحة للتأمل والنقاش، ويثري الوعي بعيدًا عن التلقين والوصاية.
تبادل ثقافي
غادة قنطار / شاعرة وأديبة/ لبنان :
المشاركات الأدبية والفكرية بكل أنواعها هي نوع من أنواع بث المعرفة للآخر عن طريق الحوار الذي يعد ضروري لايصال الفكرة والمعلومات بأسلوب راقي ، وقد تختلف من إنسان لاخر فالبعض يعتبرها فرض وبهذه الطريقة يتحول الحوار إلى جدال وتباعد فلا يعود للمعلومة اي أهمية ، لكن إذا كان الحوار بين الكاتب والقارئ بأسلوب محبب وهادف لغاية نشر المعرفة والتبادل الثقافي بقدر الإمكان في المجتمع فهنا يكون للكلمة قيمة تنتقل عبر الاجيال بالحوار الراقي والوعي الفكري.
وهم أمتلاك المعنى
احمد صالح التميمي/ أديب وكاتب: الفكر الحر والحوار الحقيقي أن ندخل جميعًا أرضَ الاحتمال مجردين من وهم امتلاك المعنى ، فلا تكون الفكرة عرشًا يجلس عليه صاحبها، ولا يكون الاختلاف عصيانًا، بل ضرورةً كي ترى الحقيقة وجوهها التي يحجبها اليقين ، فالعقل الذي يستدعي الآخرين لتأكيد قناعته لا يحاور، وإنما يستنسخ صورته في مرايا الآخرين ، أما الفكر الحر  فيطلب السؤال الذي يزلزل بنيانه، لا التصفيق الذي يحرسه ، لأن الفكرة التي تحتاج إلى إسكات مخالفيها ليست قوية ، إنها تعرف في أعماقها أنها لا تستطيع النجاة إلا بالصمت.
الابتعاد عن اللغة الخطابية
عصام سامي ناجي/ شاعر وأديب/ مصر:
الشاعر أو الأديب ليس واعظاً والكتابة الأدبية الجيدة هي تلك التي تكون بعيدة عن اللغة الخطابية أو التقريرية أو المباشرة الفجة والأديب يسعى دائماً لصنع جسور مع المتلقى الذي تجمعه به قواسم مشتركة، وهو أيضًا ليس وصيًا على ذلك المتلقى ولا يسعى لتوجيهه في الطريق الذي يريده بل يطرح عليه رؤيته وما يراه صواب والمتلقي له مطلق الحرية في الأخذ بها أو تركها ، ولا بد أن تتوفر الثقة بين الطرفين المتلقي والكاتب ، وهذه الثقة تأتي عندما تكون لدي الكاتب مصداقية يشعر بها المتلقى.
ايجاد نقاط مشتركة
نضال العزاوي : كاتبة وصحفية : اعتقد ان كل  كاتب لديه فكرة ويحاول أن يجد لهذه الفكرة  آراء ومجموعة افكار من خلال المشاركات في الاستطلاع ، فهي ليست وصاية بل مشاركة في ايجاد بعض النقاط والحلول ، وكما تعلمنا من أجدادنا ان تكون شورى بين المجموعة يستطيع الكاتب من خلالها فتح آفاق أوسع أمام القارئ وهذا يحسب له ،افضل من ان يكتب في جانب واحد فالمشاركة تكون اجمل واوسع سواء كانت اجتماعية أو إنسانية  في الاول والاخير ليستفيد القارء من خلال المجموعة.
إثراء الوعي المشترك
خالد الباشق / شاعر : من خلال تجاربنا البسيطة نرى أن الحوار الحقيقي لا يقوم على الوصاية أو فرض الأفكار ، وهذا معتقد عند البعض ، بل على تبادل الرؤى واحترام الاختلاف ، في كل ما يخص الادب شعرًا ونثرًا ، فالمشاركة الثقافية الصادقة تفتح نوافذ للتأمل ، وتؤسس جسورًا من التعاطف الإنساني والفهم الروحي ،وكذلك تثري الوعي المشترك بتجارب مختلفة ، وتمنح الجميع فرصة للتعبير والفهم ، ولكي نمنع فرض وصاية البعض علينا بتجاهلهم ومنح من يستحق الاهتمام والاحترام.
غياب الاهلية
علي الشاعر / كاتب وأعلامي : هنالك مشكلة في الوسط الثقافي وهي غياب الحلقات النقاشية، ولهذا نجد أغلب الحوارات تكون عبارة عن أستضافة لشخصية بحضور المقربين منه والمحبين لأعماله مع وجود مجموعة لاهم لها سوى التواجد حيث يطرح الضيف أفكاره وتصوراته ويترك الامر للحضور من خلال طرح الاسئلة بوقت محدود لا يترك مجال لمناقشة ما تم طرحه ، ولذا نجد البعض يتزحزح عن فكرته دون أي وصاية بل تجاهل كل مايطرح من أفكار ، ولهذا نجد أغلب الحوارات تغيب عنها المشاركة في الآراء والافكار وتحضر المجاملات لغياب الاهلية التي تفرض نفسها المضيف والمستضيف والمشارك رغم وجود نوع من التفاعل وربما حتى الانفعال ، والشيء الاخر ان البعض من المحاضرين يعتقدون أنهم اكثر وعيًا وفهمًا وادراكا من الحضور وهذا مايجعلهم يعتقدون ان افكارهم قاعدة وكل مايطرح بالضد استثناء.
تعزيز النمو الشخصي
إليزا ماسكيا: مُروّجة ثقافية / إيطاليا : نشكركم على إتاحة فرصة المشاركة لنا في هذا الاستطلاع ونقول : يكتب الكُتّاب مقالاتٍ يعبّرون فيها عن أفكارهم؛ وهذا ما يفعله على أفضل وجه أولئك الذين يحافظون على التوازن دون فرض سلطتهم الفكرية أو الثقافية أو الاجتماعية بمحاولة التأثير على أفكار القارئ ، وبشكل عام: أعتبرهم مُبادرين ومُثيرين للتفكير، ينقلون أفكاراً مُتعاطفة بطاقة إيجابية. وهذا يُساعد على بناء جسور التواصل بين الثقافات المختلفة، ويُعزز النمو الشخصي والاجتماعي، وهو أمرٌ ضروري للخروج من العزلة ، ومن المُستحسن، بالإضافة إلى التأمل، خلق نقاشات وحوارات من أجل حوارٍ حضاري، حتى نخرج منه مُتغيرين نحو الأفضل وأكثر “خفةً”، لأن الحوار يُنير الروح.
إستغلال وقت الندوات
علي جابر البنفسج / شاعر ورئيس تحرير مجلة البنفسج : الندوات الثقافية ومنهجية التشارك أو التفاعل الجاد بين المحاور والحضور ومّالها من أثر إيجابي على توسيع دائرة الحوار والأستفاضة بماهية الموضوع ونشر المفهوم والفائدة التي تخرج بها الندوة للجميع ، وكثيرًا مانحضر ندوات ومحاضرات ومهرجانات شتى ثقافية أدبية نرى البعض ممن يدير الندوة أو بعض الحضور المشاركين يستغل الندوة لأبراز وأظهار خلفيته الثقافية وكأنه محاضر في مدرسة وعلى جميع الحضور أن يستمعو إليه حتى النهاية ، وهذا ما يؤثر أو يستقطع من الوقت الكثير وفي النتيجة ربّما لا تخرج الندوة بجدوتها أو أسس ماجاءت به وعقدت لأجله ، بسبب عدم أعطاء الحضور الوقت والمساحة لأبداء الرأي والمشاركة بالحوار وبالحقيقة نحن نرى مثل هذه الندوات يجب ان تكون لها خطة ومنهج اكثر تشاركية وفسح المجال لأكثر عدد ممكن من الجمهور الحاضر لكي نخرج بنتائج ونستمع لآراء أكثر وكثرة النقاش والآراء هي مصب مهم في مجرى الندوة وحيثياتها التي عقدت من اجلها.
تبادل الأفكار
كامل الكعبي :كاتب وصحفي : نرى الحوار الحقيقي لا يقوم على الوصاية الفكرية أو فرض الرأي، بل على تبادل الأفكار وأحترام الأختلاف. فالمشاركة الثقافية الناجحة تفتح نافذة للتأمل، وتبني جسرًا من التعاطف الإنساني، وتنتج أفكارًا مشتركة أكثر عمقًا وثراءً.
تعزيز التعاطف الإنساني
علاء الوردي/ ناقد وباحث: أرى أن الحوارات والمشاركات الناجحة لا تهدف إلى فرض وصاية فكرية أو ثقافية أو أجتماعية، بل تسعى إلى تبادل الآراء، وتعزيز التعاطف الإنساني، وفتح جسور مشتركة بين الثقافات، بما يتيح للمتلقي مساحة للتأمل والنقاش، ويثري الوعي بعيدًا عن التلقين والوصاية.
تنوع الآراء
مارايا فاسكوال سفريو/ شاعرة وأديبة/ السودان: الحوارات بين الأفراد أو الجماعات لا تحقق أهدافها المجتمعية إذا لم يكن لدى الأطراف رغبة بالحوار والتعاون على المشتركات بينهم ، وهذا يتطلب من المتحاورين : الأحترام المتبادل حتى عند الأختلاف مع أفكارهم، وكذلك الأستماع الفعّال للفهم لا للرد فقط فقط وتقبّل الأختلاف، فالتنوع في الآراء مصدر قوة لا ضعف ، والوضوح والصدق والتعبير عن الرأي دون تهجّم أو مواربة مع التركيز على القضايا لا الأشخاص ونقد الفكرة لا صاحبها ، وتركيز تركيز الحوار حول الأفكار الرئيسية وعدم تشتيت الحوار و إضاعة الوقت بتفاصيل جزئية ، ومحاور خارج موضوع الحوار أو جلسة الحوار ، وهنالك كثيرة تفشل في تحقيق أهدافها ، وأحيانًا تكون نتيجتها معاكسة لأهدافها ، لعدم أدراكنا لطريقة الحوار وقواعده ، فهي وسيلة للتبادل الآراء والتعاطف الإيجابي الإنساني الثقافي المشترك
فنّ الحوار الثقافي ، وليس مجرّد تبادل كلمات ولا مجاملة عابرة بين ثقافتين، بل هو ميزان عقل، وقوة وعي، وحضور هوية ، فالحوار الثقافي هو أن تدخل النقاش وأنت ثابت الجذور، واضح المعالم، تعرض فكرك لا لتذوب، وتُبيّن ثقافتك لا لتعتذر عنها، وتستمع لا لتتبع بل لتفهم ،لأنها تفاعل فكري راقٍ غايته البيان لا الاستلاب، والتعارف لا التنازل، والأحترام لا الذوبان.
رفع المستوى الثقافي
نعمة العزاوي / شاعر وأديب: هناك حالةٌ يدفع إليها المتابعون غاية التَّفاعل مع الغير، لا تؤتي أُكُلَها، بل تنحدر بهم إلى ما لا يُنمِّي قدراتِهم الذِّهنيَّة ولا يرفعُ من مستوياتهم الثَّقافيَّة. تلك ردودٌ تأتي حتَّى من المسؤولين في المجموعات وأعلامٍ من المثقفين بالإيجاب ، ألتمس منكم عذراً أيها الراغبون برفع مؤشرات صفحاتكم البيانيَّة؛ إذ لا يبلغ الشاعرُ قمَّة سُلَّمِ النَّجاحات إلَّا بالنَّقد، وما نالَ الأديبُ صفتَه إلَّا بناقدِه؛ لأنَّ بناءَ الأصروحِ لا يصحُّ إلَّا بالصَّواب، وما أجدُ لغيرِ هذه الأداةِ إلَّا الهدْمَ.
إقناع الحضور
عدنان المكصوصي / إعلامي وكاتب: الحوار أسلوب حضاري ولغة التحاور تتيح للاطراف المجتمعة فرصة متساوية من خلال تبادل الرؤى والأفكار ومن ثم الوصول الى نقطة التقاء تجعل من الكاتب الناجح طرح الموضوع واقناع الحاضرين والمستمعين بما يتكلم ، أساس النجاح يكمن في تبادل الأراء وليس الأستماع فقط، وعليه فالمشاركة الفاعلة أساس النجاح في كل حوار.
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Poesia di Danijela Cuk

Foto cortesia di Danijela Cuk – Croazia

LA DONNA: UNA ROSA CHE MERITA DI FIORIRE

Custodiscila…
Lasciala fiorire,
la donna è l’anima di questo mondo,
quella che riesce sia quando va avanti, sia quando si ferma,
che spegne ogni incendio quando divampa…

Non essere la causa del suo dolore,
sii colui che la apprezza e la ama,
non dirle parole che la spingano verso il fondo,
perché lei non merita questo.

Curala come il fiore più bello,
lei rende più bello questo mondo,
inalfiala d’amore ogni giorno,
e non distruggere mai il suo sogno.

Non affondare la sua forza,
ma goditi quel tesoro,
che ti offre così gioiosamente,
lei è tua, sii anche tu la sua anima.

La donna può andare oltre se stessa,
con la sua forza cancella ogni debolezza in un istante,
custodiscila come una goccia d’acqua sul palmo della mano,
risveglia un sorriso in ogni suo giorno.

Non trascurarla, proteggila dal male,
che nei suoi occhi brilli sempre la vita,
non lasciare che appassisca come una rosa triste,
donale il meglio della tua anima.

La donna può tutto,
anche quando pensi che sia impossibile,
la sua forza ti sorprende,
perciò custodiscila come il tesoro più grande.

Danijela Ćuk
Croazia

Luna piena settembrina poesia di Elisa Mascia -Italia e recensione di Kareem Abdullah -Iraq

Foto IA

LUNA SETTEMBRINA.

Luna piena settembrina
brilli più che mai.
Rischiari il buio della sera
quando, nell’alzar lo sguardo,
ti ammiro, in cielo, splendida.
Posata, sembri, proprio sopra di me.
Incantata resto per molto tempo
scoprendo nella rotondità
perfetto cerchio dell’amore
che si chiude
nel momento in cui comprendo
che sei tu a mancare.
Presente nella vita mia
ed aver la perfezione
di quel che da sempre
ovunque si ricerca
felice poi d’averlo trovato.
Guardo ancora la luna finché c’è.
Poi, al suo mancar,
lo so e ben capisco
che mancherai anche te.


Elisa Mascia
16/9/2016



” Una poesia delicata e profondamente emozionante, dove la luna di settembre diventa simbolo di un amore che vive tra presenza e assenza.
La sua luce illumina la notte, ma anche i sentimenti più nascosti dell’anima, fino a quel momento in cui il suo scomparire diventa presagio di un’altra mancanza.
Versi semplici e raffinati, capaci di trasformare la luna in uno specchio del cuore. “


Kareem Abdullah 18-9-2026



Carlos Javier Jarquin intervista Marlene Pasini

Marlene Pasini è una viaggiatrice instancabile che ha scritto diversi libri ispirati ai suoi viaggi in varie regioni del mondo. Foto: per gentile concessione di Marlene Pasini.

Marlene Pasini: artista, poetessa, editrice ed egittologa messicana

Di Carlos Javier Jarquín


Ci sono persone che sanno sfruttare il tempo in modo sorprendente, tanto da suscitare ammirazione o persino invidia. Sanno dividere il tempo, sanno sfruttarlo al massimo e così riescono a valorizzare i loro talenti e portarli ad un livello molto alto rispetto alla maggior parte. Una maggioranza che, purtroppo, non sempre sviluppa questa abilità per coltivare le proprie capacità con notevole successo.

Oggi ho il piacere di condividere con voi un’intervista che ho fatto all’artista messicana Marlene Pasini. È poetessa, scrittrice, editrice, artista visiva, compilatrice, gestora culturale e psicoterapeuta, la cui opera si è sviluppata tra poesia, saggio, romanzo e riflessione spirituale. Oltre al suo lavoro come creatrice, è comunicatrice, specialista in medicina alternativa, maestra di letteratura ispanoamericana e ha studi in storia, egittologia, geroglifici, religioni comparate e misticismo. La sua opera letteraria e artistica possiede quel magico colore universale che la rende un’artista poliedrica di autentica e genuina ammirazione.
La nostra ospite è una donna che sprigiona talento, carisma, bellezza e soprattutto umanità. Nel corso della sua vita ha progettato un’eredità ammirevole, sia nella sua opera letteraria che in quella artistica. È autrice di 20 libri tra poesia, romanzo, saggio, articoli e ha anche realizzato innumerevoli esposizioni d’arte, sia virtuali che in presenza. Marlene è coautrice dell’antologia CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, Volume I, (H.C EDITORES, 2023).
Al seguente link, Marlene legge una sua poesia tratta da Canto Planetario: https://youtu.be/bc1i0Hmy2u4?si=zKr26VH1rOC9Yxfb

In questa intervista ci parla del suo ultimo libro pubblicato, intitolato :
” Memorie di viaggi e misticismo nell’antico Egitto”, opera che presenterà ufficialmente durante questo mese di settembre al Cairo, Egitto. Ci parla anche di come divide il suo tempo da casalinga, madre, artista e, ovviamente, di come dedica del tempo ai suoi animali domestici. Inoltre, dal suo punto di vista, condivide con noi la sua prospettiva su come investire il tempo sui social media e come trarre il massimo da quelle piattaforme che, per molti, diventano una dipendenza; per altri, addirittura, una sorta di schiavitù digitale.
Ci parla anche delle sue passioni: l’arte, la conoscenza, i viaggi e, naturalmente, i suoi libri. Lei, come viaggiatrice instancabile, ha scritto diverse opere ispirate ai suoi viaggi in diverse regioni del mondo. Ci racconta qual è il messaggio principale che trasmette – o aspira a trasmettere – attraverso la sua opera pittorica. E, per concludere, ci congeda con un messaggio al mondo dal Messico: un messaggio di pace, di speranza, di amore; un invito profondo alla riflessione come solo lei sa fare dal suo mondo così vario e colorato.

Intervista

Quale momento o esperienza della sua infanzia l’ha segnata di più?

Molti momenti della mia vita sono stati speciali, momenti che come accade in questo mondo portano gioie ma anche tristezze, ma tutti mi hanno aiutato a sviluppare un processo di lavoro personale orientato verso la spiritualità.
Fin da bambina ho avuto una grande inclinazione per la scrittura e per la lettura, soprattutto per quei libri legati al misticismo e allo sviluppo umano. La storia e le culture ancestrali sono sempre state anche le mie grandi passioni. Credo che quella inquietudine e quella ricerca di conoscenza che erano presenti fin dall’infanzia hanno gettato le basi di ciò che in seguito sarebbe diventato la mia carriera come scrittrice, poetessa, artista e studiosa della saggezza antica.

Cosa l’ha spinta a studiare storia, egizia, geroglifici, religioni comparate e misticismo?

Sono sempre stata una donna inquieta, desiderosa di conoscenza, di ricerche, di conoscere la storia delle grandi civiltà che hanno lasciato un’impronta importante sull’umanità. Così fin da giovane ho sentito una particolare inclinazione per l’antico Egitto. Nel corso degli anni, e dopo aver studiato due corsi universitari: Scienze della Comunicazione e Psicoterapia Transpersonale, ho conseguito un master in Letteratura Ispanoamericana e un diploma in Storia del Rinascimento. Più tardi, dopo aver viaggiato in Egitto per la prima volta nel 2017, ho sentito il bisogno di scrivere un libro su questo e fu da lì che decisi di formalizzare i miei studi di Egittologia, incorporando anche lo studio dei geroglifici.

La sua opera più recente si intitola Memorie di viaggio e misticismo nell’antico Egitto. Può parlarci di questo libro?

Proprio dopo aver studiato Egittologia e aver visitato l’Egitto tre volte, mi è venuta la preoccupazione di lasciare una propria impronta all’interno di questo affascinante campo. Sapendo che esistono molti libri sull’antico Egitto, ho voluto fare qualcosa di diverso tra lo storico, l’esoterico e il mistico, integrando la mia esperienza personale durante i miei viaggi in Egitto, non come turista, ma come sacerdotessa del tempo.
Il libro è stato finalmente pubblicato, e sono profondamente felice perché nel corso di questo mese di settembre avrò l’opportunità di fare la sua presentazione formale in Egitto, in quella terra che, senza dubbio, ha aperto un orizzonte profondamente significativo nella mia carriera di scrittrice, poeta, artista, psicoterapeuta e egittologa.

Cosa ha significato per lei che il prologuista di quest’opera sia stato il dottor Hussein Bassir, direttore del Museo delle Antichità della Biblioteca di Alessandria?

Ho avuto l’opportunità di conoscere il dottor Hussein Bassir alcuni anni fa. Fin dal nostro primo incontro si è interessata al lavoro che ho svolto nel corso della mia carriera di scrittrice e poetessa.
Nel 2019 mi ha invitato a presentare il mio libro di poesie: Claroscuro, tradotto in arabo dalla mia traduttrice ufficiale in Egitto, la Dr. Raghda Maged, e rivisto dal professore ispanista Abdellah Aghzaf del Marocco.
La presentazione ha avuto luogo presso la biblioteca del Museo delle Antichità della Biblioteca di Alessandria, che è stato un evento estremamente importante nella mia carriera letteraria.
Considerando inoltre che il Dr. Hussein Bassir è un eminente egittologo, ho deciso di invitarlo a scrivere la prefazione del mio libro: Memorie di viaggio e misticismo nell’antico Egitto. Per me, il fatto che una figura di tale rilievo abbia accettato di far parte di questo progetto rappresenta un enorme onore e ha un significato molto speciale all’interno della mia carriera.
Inoltre, il libro contiene anche una recensione del dottor Tarek El Khouly, un eminente politico egiziano che è stato parlamentare al Cairo. Tutto ciò fa sì che quest’opera abbia un sostegno molto significativo. La partecipazione di queste personalità conferisce al libro una rilevanza speciale e rappresenta, per me, un momento molto importante nel mio percorso come scrittrice.


Cosa significa per lei il fatto che questo sia il suo primo libro pubblicato come egittologa e presentato al Cairo?

Certamente, per qualsiasi scrittore o egittologo che abbia dedicato un’opera allo studio dell’antico Egitto, avere la possibilità di presentare il proprio libro al Cairo rappresenta qualcosa di incalcolabile. Per me, significa sostenere la mia carriera non solo come egittologa, ma anche come scrittrice.
Questa opportunità è stata resa possibile grazie al coordinamento e al sostegno della dottoressa Taghrid Fayyad, presidente del Forum culturale Fayyad Egitto-Libano, che inoltre da diversi anni mi ha onorato nominandomi consulente culturale di questa istituzione.
Il Forum svolge un importante lavoro di promozione della letteratura e della cultura attraverso incontri, eventi letterari e letture poetiche, ed è stato per me molto significativo poter svolgere lì la mia funzione di consulente culturale. Pertanto, presentare il mio primo libro come egittologa al Cairo ha un enorme significato per la mia carriera letteraria e culturale. Sto portando un’opera che è nata da anni di studio, ricerca, esperienza ed esperienze personali.


Ha viaggiato in vari Paesi e questi viaggi sono stati motivo di ispirazione per scrivere alcune delle sue opere. Può parlarci brevemente di loro?

Fortunatamente, la vita mi ha dato la possibilità di viaggiare in diversi Paesi, e alcuni di questi viaggi sono diventati una fonte molto importante di ispirazione per il mio lavoro. Mi interessa la letteratura di viaggio non solo dall’esperienza del turista che conosce nuovi luoghi, ma da uno sguardo profondo, che lascia una testimonianza inestimabile.
Dai miei viaggi in Medio Oriente e nel Nord Africa, come il Marocco, la Tunisia, la Terra Santa e l’Egitto, è nato il mio libro: Memorie nomadi dal Medio Oriente al Nord Africa.
Anche altri Paesi hanno fatto parte di questo bagaglio creativo, la Spagna ha dato origine al mio libro di haiku: Memorias de Andalucía.
Attualmente sto lavorando anche su un nuovo poemario che riunirà poesie e haiku ispirati a diversi Paesi che ho visitato nel corso degli anni. Sarà un percorso poetico attraverso diverse geografie e le esperienze che quei luoghi hanno lasciato in me.


Qual è l’asse tematico del suo libro Il linguaggio segreto delle anime: Berkana una luce nella parola 2023?

Questo libro fa parte della mia raccolta di poesie, che attualmente comprende nove dei miei venti libri, e nasce da un momento in cui ho sperimentato una profonda connessione con gli aspetti sacri e con una speciale intimità con la mia anima.
Sento che il linguaggio segreto delle anime è stato, una rivelazione. Ciò che l’anima può percepire, esprimere o rivelare oltre le parole convenzionali.
Con queste poesie ho avuto esperienze di connessione spirituale che potrebbero essere interpretate come incontri con esseri di luce, con altre anime o anche con Dio. Sono esperienze che mi sono arrivate e che hanno trovato nella poesia una forma di espressione.
Il libro nasce anche in un momento storico che molte persone percepiscono come particolarmente complesso, anche con una sensazione quasi apocalittica. Perciò lo considero un poemario forte, non solo per il suo contenuto poetico, ma perché affronta le inquietudini dell’essere umano da una prospettiva di rivelazione mistica e sacra.
C’è in lui una ricerca spirituale che evoca l’esperienza visionaria come lo fu per molti mistici.

Data la sua preoccupazione di coltivare diverse discipline dell’arte, cosa significa per lei la conoscenza?

Più che parlare di conoscenza, io parlerei di saggezza, perché c’è una differenza tra accumulare conoscenza e raggiungere veramente la saggezza.
La conoscenza può essere acquisita attraverso i libri, lo studio e l’esperienza accademica. La saggezza, invece, implica una comprensione molto più profonda della vita e dell’essere umano. È anche un’eredità che riceviamo dalle grandi culture ancestrali del mondo.

Può parlarci del suo ruolo di specialista in medicina alternativa?

Il secondo corso che ho studiato a livello universitario è stato Psicoterapia Transpersonale, con una specializzazione in Educazione. Per diversi anni ho assistito pazienti in ambulatorio privato, e ho sentito il bisogno di integrare la mia formazione con vari strumenti legati alla medicina alternativa.
Ritengo che queste discipline possano offrire risorse complementari per avvicinarci all’essere umano da una prospettiva integrale, tenendo conto non solo della sua dimensione psicologica, ma anche delle sue emozioni, del suo mondo interiore e della sua dimensione spirituale.
Nel corso di questo processo mi sono formata su diversi strumenti, tra cui la terapia floreale, la sonoterapia con ciotole tibetane, la ruota medica Lakota, la gestione del pendolo e la radiestesia, ecc.
Tutto questo è stato importante sia per la mia carriera che per il mio sviluppo personale.
Attualmente, anche se non sto più esercitando, queste conoscenze ed esperienze sono una parte completa della mia carriera letteraria e artistica.


In un mondo saturo di social media, cosa suggerisce per non esserne schiavi?

Oggi viviamo in un mondo dominato dalle reti sociali e dalla tecnologia, inclusa l’intelligenza artificiale, e siamo sempre più legati a questi mezzi di comunicazione, e rischiamo di dipendere da essi.
Credo che un modo per evitarlo sia quello di recuperare l’interesse per quelle attività che ci attirano l’attenzione e ci nutrono… l’arte, la scrittura, la lettura, la storia, la musica, lo sport o qualsiasi altra attività o disciplina che risveglia la nostra sensibilità e la nostra creatività.
Dobbiamo imparare a fare un uso migliore del tempo che abbiamo e non perdere di vista ciò che realmente dà senso alla nostra esistenza. Dobbiamo riconnetterci con la natura, con la divinità e con tutto ciò che consideriamo sacro.
Vivere di più con le persone che amiamo, con la nostra famiglia e con i nostri animali domestici. Queste connessioni affettive e profonde possono aiutarci a non perderci in un mondo virtuale che, pur avendo enormi possibilità, può anche assorbire gran parte della nostra vita.

Tra le tante attività che svolge, come fa a dividere il suo tempo e, ovviamente, a dedicarlo anche alla sua famiglia?

È un po’ complicato, perché ho davvero molto poco tempo a disposizione e ci sono molte attività che devo svolgere.
Una parte importante del mio tempo è dedicata alla mia famiglia e casa. Come molte donne, sono casalinga, madre e mi occupo anche dei lavori quotidiani: la casa, la cucina e tutto ciò che implica mantenere una casa.
Il tempo che mi resta lo dedico alla pittura, ai miei progetti letterari, alle presentazioni, alla promozione dei miei libri e a tutte le attività legate al mio percorso.
Dedico del tempo anche ai miei animali da compagnia, che sono una parte molto importante della mia vita. E devo ammettere che dormo poco, perché cerco sempre di trovare uno spazio per tutto.
C’è anche una parte della mia vita che si trova nel mondo virtuale. La mia comunità sui social media, in particolare su Facebook, è cresciuta molto nel corso degli anni. E per me, molte delle persone che mi seguono non sono più semplicemente follower, sono amici, colleghi e, in molti casi, fanno parte della mia famiglia virtuale. I social media per me sono un supporto di diffusione per la mia carriera. Quindi, dedico anche loro del tempo.

Quali sono i temi principali che affronta nella sua opera letteraria?

La mia opera ruota attorno a temi legati alla spiritualità, al misticismo e a quella testimonianza che si va lasciando attraverso i miei viaggi e le mie esperienze personali.
C’è anche un profondo amore per il sacro e per la storia, che appare in vari modi nei miei libri. Ad esempio, nel mio romanzo storico “Sulla prua del tempo”, affronto l’epoca delle grandi scoperte marittime di Spagna e Portogallo, così come alcuni dei momenti storici legati all’Inquisizione, all’alchimia.
Ho scritto anche saggi legati alla donna e al femminile, come il mio libro: “La donna e il sacro” o legati a diverse tradizioni mistiche. Un esempio è il mio libro: “Un viaggio sulla via dell’amore”, ispirato al sufismo. Altri argomenti riguardano anche lo sviluppo personale, come il mio libro: “Essential coaching, a journey to success and transcendence”.

Ha compilato diverse antologie. Com’è stata la sua esperienza di lavoro con poeti provenienti da tutto il mondo?

Come molti scrittori, nel corso del mio percorso ho esplorato diversi ambiti della letteratura. Avendo anche un marchio editoriale, è nata in me la preoccupazione di contribuire a promuovere la letteratura e l’arte.
Fu così che iniziai ad antologizzare e compilare opere sia di poesia che di arti visive, riunendo creatori da diverse parti del mondo.
Per me è stata un’esperienza molto arricchente, ma non si tratta di un compito semplice. La realizzazione di queste antologie ha richiesto un importante investimento personale, sia economico che di tempo e sforzo. Sono stati progetti che ho finanziato personalmente e che, inoltre, ho sviluppato gratuitamente per i partecipanti.
Queste antologie sono ancora disponibili su Amazon e fanno parte del mio progetto: Consciousness and Transformation. Ho deciso di mettere in pausa questo progetto, proprio perché richiede un grande impegno di tempo, lavoro e risorse.

Nel suo lavoro di artista visivo, quale messaggio trasmette attraverso i suoi dipinti?

Una delle cose che ho cercato di integrare nella mia opera visiva è proprio quell’universo della spiritualità e del sacro che è presente anche nella mia letteratura.
Lavoro con diverse tecniche, tra cui l’olio, l’acquerello e l’acrilico, e nel corso della mia carriera di artista ho sperimentato diversi linguaggi e processi. Ho attraversato l’arte figurativa e successivamente anche l’arte astratta, permettendomi di esplorare diverse forme di espressione.
In molte occasioni la mia opera pittorica e la mia opera letteraria sono intrecciate.
Nel corso della mia carriera ho partecipato a più di 350 mostre d’arte, sia virtuali che in presenza, in oltre 34 Paesi.

Dal Messico, quale messaggio vorrebbe condividere con il mondo?

Credo che stiamo vivendo tempi complessi, non solo in Messico, ma praticamente in tutto il mondo.
Lo vediamo nelle guerre, negli effetti del cambiamento climatico, nei disastri e nelle aggressioni della natura, nella divisione sociale, nella violenza e nel crimine. Tutto questo ci parla di un momento di profondi cambiamenti per l’umanità.
Credo che proprio per questo abbiamo bisogno di riavvicinarci alla nostra anima e alla nostra spiritualità; tornare al nostro punto d’origine, che è la connessione con il sacro, con la natura e con il divino.
Dobbiamo anche recuperare i nostri valori umani più essenziali e agire con etica, consapevolezza e responsabilità. Ognuno di noi può dare qualcosa dal proprio spazio, dalle proprie capacità, dalla propria professione e dal modo in cui si relaziona con gli altri.
Credo che dobbiamo iniziare da noi stessi se vogliamo davvero contribuire alla trasformazione di questo mondo. E anche se spesso sentiamo di vivere in un mondo che sembra crollare, credo anche profondamente che ogni crisi possa diventare un’opportunità per risvegliare e trasformare la nostra coscienza.
Il mio affetto, come sempre, per tutti, e le mie benedizioni.
E ringrazio soprattutto te, caro Carlos Jarquín, per questa intervista e per l’importante lavoro che svolgi attraverso le tue antologie e il tuo Canto Planetario, contribuendo anche a promuovere la poesia, la letteratura e l’unione tra creatori di diversi luoghi del mondo.

Cara Marlene, da queste linee ricevi i miei sinceri complimenti per tutto quel grande lavoro che hai fatto e che svolgi. Ti auguriamo molto successo in ciascuno dei tuoi progetti, letterari, artistici e in tutto ciò che stai intraprendendo. Grazie per averci dato l’opportunità di far conoscere e diffondere il tuo eccellente lavoro.

I miei cari amici e complici sono invitati a fare la conoscenza di questa meravigliosa artista messicana.


L’intervistatore, è uno scrittore nicaraguense residente in Costa Rica.
Contatto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es

Marlene Pasini: artista, poeta, editora y egiptóloga mexicana


Por Carlos Javier Jarquín


Existen personas que saben aprovechar el tiempo de manera sorprendente, de tal forma que despiertan admiración o incluso envidia. Saben dividir el tiempo, saben aprovecharlo al máximo y así logran potenciar sus talentos y llevarlos a un nivel muy alto en comparación con la mayoría. Una mayoría que, lamentablemente, no siempre desarrolla esa habilidad para cultivar sus propias capacidades con éxito notable.
Hoy tengo el placer de compartir con ustedes una entrevista que le he realizado a la artista mexicana Marlene Pasini. Es poeta, escritora, editora, artista visual, compiladora, gestora cultural y psicoterapeuta, cuya obra se ha desarrollado entre la poesía, el ensayo, la novela y la reflexión espiritual. Además de su labor como creadora, es comunicóloga, especialista en medicina alternativa, maestra en Literatura Hispanoamericana y tiene estudios en Historia, Egiptología, jeroglíficos, religiones comparadas y misticismo. Su obra literaria y artística posee ese mágico color universal que la convierte en una artista polifacética de auténtica y genuina admiración.
Nuestra invitada es una mujer que desborda talento, carisma, belleza y, sobre todo, humanidad. A lo largo de su vida ha diseñado un legado admirable, tanto en su obra literaria como en su obra artística. Es autora de 20 libros entre poesía, novela, ensayo, artículos, y también ha realizado incontables exposiciones de arte, tanto virtuales como presenciales. Marlene es coautora de la antología CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, Volumen I, (H.C EDITORES, 2023).
En el siguiente enlace, Marlene lee un poema de su autoría, extraído de Canto Planetario: https://youtu.be/bc1i0Hmy2u4?si=zKr26VH1rOC9Yxfb

En esta entrevista nos comenta acerca de su último libro publicado, titulado Memorias de viajes y misticismo en el Antiguo Egipto, obra que presentará oficialmente durante este mes de septiembre en El Cairo, Egipto. También nos habla de cómo divide su tiempo como ama de casa, como madre, como artista y, por supuesto, cómo dedica tiempo a sus animales de compañía. Asimismo, desde su opinión, nos comparte su perspectiva sobre cómo saber invertir el tiempo en las redes sociales y cómo sacarles el máximo provecho a esas plataformas que, para muchos, se convierten en una dependencia; para otros, incluso, en una especie de esclavitud digital.
Nos habla también de sus pasiones: el arte, el conocimiento, los viajes y, por supuesto, sus libros. Ella, como viajera incansable, ha escrito varias obras inspiradas en sus recorridos por diferentes regiones del mundo. Nos comparte cuál es el mensaje principal que transmite —o aspira a transmitir— a través de su trabajo pictórico. Y, para cerrar, nos despide con un mensaje al mundo desde México: un mensaje de paz, de esperanza, de amor; una invitación profunda a la reflexión como solo ella lo sabe hacer desde su mundo tan diverso y colorido.

Entrevista

¿Qué momento o vivencia de su infancia la marcó más?


Muchos momentos de mi vida han sido especiales, momentos que como pasa en este mundo traen alegrías, pero también tristezas, pero todos me han ayudado a desarrollar un proceso de trabajo personal orientado hacia la espiritualidad.
Desde niña tuve una gran inclinación por la escritura y por la lectura, especialmente por aquellos libros relacionados con el misticismo y el desarrollo humano. La historia y las culturas ancestrales también han sido siempre mis grandes pasiones. Creo que esa inquietud y esa búsqueda de conocimiento que estuvieron presentes desde mi infancia fueron sembrando las bases de lo que posteriormente se convertiría en mi trayectoria como escritora, poeta, artista y estudiosa de la sabiduría antigua.


¿Qué la motivó a estudiar historia, egiptología, jeroglíficos, religiones comparadas y misticismo?


Siempre fui una mujer inquieta, ávida de conocimiento, de búsquedas, de conocer la historia de las grandes civilizaciones que han dejado una huella importante en la humanidad. Así que desde temprana edad sentí una especial inclinación por el Antiguo Egipto. Con el paso de los años, y después de haber estudiado dos carreras universitarias: Ciencias de la Comunicación y Psicoterapia Transpersonal, realicé una maestría en Literatura Hispanoamericana y un diplomado en Historia Renacentista. Más adelante, después de viajar a Egipto por primera vez en 2017, sentí la necesidad de escribir un libro sobre esto y fue a partir de allí, cuando decidí  formalizar mis estudios de Egiptología, incorporando también el estudio de los jeroglíficos.

Su obra más reciente se titula Memorias de viajes y misticismo en el Antiguo Egipto. ¿Puede hablarnos de este libro?


Precisamente después de estudiar Egiptología y de haber visitado Egipto en tres ocasiones, surgió en mí la inquietud de dejar una huella propia dentro de este fascinante campo. Sabiendo que existen muchos libros sobre el Antiguo Egipto quise hacer algo diferente entre lo histórico, lo esotérico y lo místico, integrando mi propia experiencia personal durante mis viajes por Egipto, no como turista, sino como sacerdotisa del tiempo.
El libro finalmente está publicado, y me siento profundamente feliz porque durante este mes de septiembre, tendré la oportunidad de realizar su presentación formal en Egipto, en esa tierra que, sin duda, ha abierto un horizonte profundamente significativo dentro de mi trayectoria como escritora, poeta, artista, psicoterapeuta y egiptóloga.

¿Qué significó para usted que el prologuista de esta obra haya sido el Dr. Hussein Bassir, director del Museo de Antigüedades de la Biblioteca de Alejandría?


Tuve la oportunidad de conocer al Dr. Hussein Bassir hace algunos años. Desde nuestro primer encuentro se interesó por el trabajo que he venido desarrollando a lo largo de mi trayectoria como escritora y poeta.
En 2019 me invitó a presentar mi libro de poesía: Claroscuro, traducido al árabe por mi traductora oficial en Egipto, la Dra. Raghda Maged, y revisado por el profesor hispanista Abdellah Aghzaf, de Marruecos.
La presentación tuvo lugar en la biblioteca del Museo de Antigüedades de la Biblioteca de Alejandría, lo cual fue un suceso sumamente importante dentro de mi carrera literaria.
Considerando además que el Dr. Hussein Bassir es un eminente egiptólogo, decidí invitarlo a escribir el prólogo de mi libro: Memorias de viajes y misticismo en el Antiguo Egipto. Para mí, que una figura de su relevancia haya aceptado formar parte de este proyecto representa un enorme honor y tiene un significado muy especial dentro de mi trayectoria.
Además, el libro cuenta también con una reseña del Dr. Tarek El Khouly, un destacado político egipcio y quien ha sido parlamentario en El Cairo. Todo ello hace que esta obra tenga un respaldo muy significativo. La participación de estas personalidades le otorga al libro una relevancia especial y representa, para mí, un momento muy importante en mi camino como escritora.


¿Qué representa para usted que este sea su primer libro publicado como egiptóloga y que lo presente en El Cairo?

Definitivamente, para cualquier escritor o egiptólogo que haya dedicado una obra al estudio del Antiguo Egipto, tener la posibilidad de presentar su libro en El Cairo representa algo de una importancia incalculable. Para mí, significa un respaldo a mi trayectoria, no solamente como egiptóloga, sino también como escritora.
Esta oportunidad ha sido posible, gracias a la coordinación y al apoyo de la Dra.Taghrid Fayyad, presidenta del Foro Cultural Fayyad Egipto-Líbano, quien además, desde hace varios años, me ha honrado al nombrarme asesora cultural de esta institución.
El Foro desarrolla una importante labor de promoción de la literatura y la cultura mediante encuentros, eventos literarios y lecturas poéticas, y para mí ha sido muy significativo poder desempeñar allí mi función como asesora cultural. Por ello, presentar en El Cairo mi primer libro como egiptóloga tiene un significado enorme dentro de mi carrera literaria y cultural. Estoy llevando una obra que nació de años de estudio, investigación, experiencia y vivencias personales.


Ha viajado por varios países y estos viajes han sido motivo de inspiración para escribir algunas de sus obras. ¿Puede hablarnos brevemente de ellas?


Afortunadamente, la vida me ha dado la posibilidad de viajar por distintos países, y algunos de esos viajes se han convertido en una fuente muy importante de inspiración para mi obra. Me interesa la literatura de viajes no solamente desde la experiencia del turista que conoce nuevos lugares, sino desde una mirada profunda, que deja un testimonio invaluable.
De mis viajes por Medio Oriente y el norte de África, como Marruecos, Túnez, Tierra Santa y,  Egipto, surgió mi libro: Memorias nómadas del Medio Oriente al norte de África.
También otros países han formado parte de ese bagaje creativo, España, dio origen a mi libro de haikus: Memorias de Andalucía.
Actualmente estoy trabajando también en un nuevo poemario que reunirá poemas y haikus inspirados en varios de los países que he visitado a lo largo de los años. Será un recorrido poético por distintas geografías y las experiencias que esos lugares han dejado en mí.


¿Cuál es el eje temático de su libro El lenguaje secreto de las almas: Berkana una luz en la palabra 2023?


Este libro forma parte de mi colección de poesía, que actualmente está integrada por nueve de mis veinte libros, y nace de un momento en el que experimenté una profunda conexión con aspectos sagrados y con una intimidad especial con mi propia alma.
Siento que El lenguaje secreto de las almas fue, una revelación. Aquello que el alma puede percibir, expresar o revelar más allá de las palabras convencionales.
Con estos poemas tuve experiencias de conexión espiritual que podrían interpretarse como encuentros con seres de luz, con otras almas o incluso con Dios. Son experiencias que llegaron a mí y que encontraron en la poesía una forma de expresión.
El libro también nace en un momento histórico que muchas personas perciben como particularmente complejo, incluso con una sensación casi apocalíptica. Por ello considero que es un poemario fuerte, no solamente por su contenido poético, sino porque aborda las inquietudes del ser humano desde una perspectiva de revelación mística y sagrada.
Hay en él una búsqueda espiritual que evoca la experiencia visionaria como lo fue para muchos místicos.

Dada su inquietud por cultivar diversas disciplinas del arte, ¿qué significa el conocimiento para usted?

Más que hablar de conocimiento, yo hablaría de sabiduría, porque que existe una diferencia entre acumular conocimientos y alcanzar verdaderamente la sabiduría.
El conocimiento puede obtenerse a través de los libros, del estudio y de la experiencia académica. La sabiduría, en cambio, implica una comprensión mucho más profunda de la vida y del ser humano. Es también un legado que recibimos de las grandes culturas ancestrales del mundo.

¿Podría hablarnos de su faceta como especialista en medicina alternativa?


La segunda carrera que estudié a nivel universitario fue Psicoterapia Transpersonal, con una especialidad en Educación. Por varios años atendí pacientes en consulta privada, y sentí la necesidad de complementar mi formación con distintas herramientas relacionadas con la medicina alternativa.
Considero que estas disciplinas pueden ofrecer recursos complementarios para acercarnos al ser humano desde una perspectiva integral, tomando en cuenta no solamente su dimensión psicológica, sino también sus emociones, su mundo interior y su dimensión espiritual.
A lo largo de ese proceso me formé en diferentes herramientas, entre ellas la terapia floral, la sonoterapia con cuencos tibetanos, la rueda de medicina Lakota, el manejo del péndulo y la radiestesia, etc.
Todo ello ha sido importante tanto en lo profesional como en mi propio proceso de desarrollo personal.
Actualmente aunque ya no estoy ejerciendo, estos conocimientos y experiencias son una parte completamentaria a mi trayectoria literaria y de arte.


En un mundo saturado de redes sociales, ¿qué sugiere para no ser esclavos de ellas?

Actualmente vivimos inmersos en un mundo dominado por las redes sociales y la tecnología, incluida la inteligencia artificial y cada vez estamos más apegados a estos medios y, corremos el riesgo de ser dependientes de ellos.
Creo que una manera de evitarlo es recuperar el interés por aquellas actividades que nos llaman la atención y nos nutren… el arte, la escritura, la lectura, la historia, la música, el deporte o cualquier actividad o disciplina que despierte nuestra sensibilidad y nuestra creatividad.
Debemos aprender a aprovechar mejor el tiempo que tenemos y no perder de vista aquello que realmente le da sentido a nuestra existencia. Necesitamos conectarnos nuevamente con la naturaleza, con la divinidad y con todo aquello que consideramos sagrado.
Convivir más con las personas que amamos, con nuestra familia y con nuestros animales de compañía. Esas conexiones afectivas y profundas pueden ayudarnos a no perdernos en un mundo virtual que, aunque tiene enormes posibilidades, también puede absorber gran parte de nuestra vida.

Entre tantas actividades que realiza, ¿cómo hace para dividir su tiempo y, por supuesto, dedicarlo también a su familia?

Es algo complicado, porque realmente tengo muy poco tiempo disponible y son muchas las actividades que debo atender.
Una parte importante de mi tiempo está dedicada a mi familia y a mi hogar. Como muchas mujeres, soy ama de casa, madre y también me ocupo de las labores cotidianas: la casa, la cocina y todo lo que implica mantener un hogar.
Después, el tiempo que me queda lo dedico a pintar, a mis proyectos literarios, a las presentaciones, a la promoción de mis libros y a todas las actividades relacionadas con mi trayectoria.
También dedico tiempo a mis animales de compañía, que son una parte muy importante de mi vida. Y, debo confesarlo, duermo poco, porque siempre intento encontrar un espacio para todo.
Hay además una parte de mi vida que se encuentra en el mundo virtual. Mi comunidad en redes sociales, particularmente en Facebook, ha crecido mucho a lo largo de los años. Y para mí, muchas de las personas que me siguen han dejado de ser simplemente seguidores, son amigos, colegas y, en muchos casos, forman parte de mi familia virtual. Las redes sociales para mí, son un apoyo de difusión para mi trayectoria profesional. Así que, también les dedico tiempo.

¿Cuáles son los temas principales que aborda en su obra literaria?


Mi obra gira alrededor de temas relacionados con la espiritualidad, el misticismo y ese testimonio que va quedando a través de mis viajes y de mis experiencias personales.
Existe también un profundo amor por lo sagrado y por la historia, que aparece de distintas maneras en mis libros. Por ejemplo, en mi novela histórica “En la proa del tiempo”, abordo la época de los grandes descubrimientos marítimos de España y Portugal, así como algunos de los momentos históricos relacionados con la Inquisición, la alquimia.
También he escrito ensayos relacionados con la mujer y lo femenino, como mi libro: “La mujer y lo sagrado” o vinculadas con distintas tradiciones místicas. Un ejemplo es mi libro: “Un viaje por el camino del amor”, inspirado en el sufismo. Otros temas también abarcan el desarrollo personal, como mi libro: “Coaching esencial, un viaje hacia el éxito y la trascendencia”.

Ha compilado varias antologías. ¿Cómo ha sido su experiencia al trabajar con poetas de distintas partes del mundo?


Como ocurre con muchos escritores, a lo largo de mi trayectoria he ido incursionando en diferentes ámbitos de la literatura. Al contar además con un sello editorial, surgió en mí la inquietud de contribuir a promover la literatura y el arte.
Así fue como comencé a antologar y compilar trabajos tanto de poesía como de artes visuales, reuniendo a creadores de distintas partes del mundo.
Para mí ha sido una experiencia muy enriquecedora, sin embargo, no es una labor sencilla. La realización de estas antologías ha requerido una importante inversión personal, tanto económica como de tiempo y esfuerzo. Han sido proyectos que he financiado personalmente y que, además, he desarrollado de manera gratuita para los participantes.
Estas antologías continúan disponibles a través de Amazon y forman parte de mi proyecto: Consciousness and Transformation. Actualmente he decidido poner este proyecto en pausa, precisamente porque requiere una gran dedicación de tiempo, trabajo y recursos.

En su obra como artista visual, ¿qué mensaje transmite a través de sus pinturas?


Una de las cosas que he tratado de integrar en mi obra visual es precisamente ese universo de la espiritualidad y de lo sagrado que también está presente en mi literatura.
Trabajo con diferentes técnicas, entre ellas el óleo, la acuarela y el acrílico, y a lo largo de mi trayectoria como artista he experimentado con diferentes lenguajes y procesos. He transitado por el arte figurativo y posteriormente también por el arte abstracto, permitiéndome explorar distintas formas de expresión.
En muchas ocasiones mi obra pictórica y mi obra literaria van entrelazadas.
A lo largo de mi trayectoria he participado en más de 350 exhibiciones de arte, tanto virtuales como presenciales, en más de 34 países.

Desde México, ¿qué mensaje le gustaría compartir con el mundo?


Creo que actualmente estamos viviendo tiempos complejos, no solamente en México, sino en prácticamente todo el mundo.
Lo vemos en las guerras, en los efectos del cambio climático, en los desastres y las agresiones de la naturaleza, en la división social, en la violencia y en la delincuencia. Todo ello nos habla de un momento de profundos cambios para la humanidad.
Considero que precisamente por eso necesitamos acercarnos nuevamente a nuestra alma y a nuestra espiritualidad; volver a nuestro punto de origen, que es la conexión con lo sagrado, con la naturaleza y con lo divino.
También necesitamos recuperar nuestros valores humanos más esenciales y actuar con ética, conciencia y responsabilidad. Cada uno de nosotros puede aportar algo desde su propio espacio, desde sus capacidades, desde su profesión y desde su manera de relacionarse con los demás.
Creo que debemos comenzar por nosotros mismos si realmente queremos contribuir a la transformación de este mundo. Y aunque muchas veces sentimos que vivimos en un mundo que parece encontrarse en colapso, también creo profundamente que toda crisis puede convertirse en una oportunidad para despertar y transformar nuestra conciencia.
Mi cariño, como siempre, para todos, y mis bendiciones.
Y agradecerte especialmente a ti, querido Carlos Jarquín, por esta entrevista y por la importante labor que realizas a través de tus antologías y de tu Canto Planetario, contribuyendo también a promover la poesía, la literatura y la unión entre creadores de diferentes lugares del mundo.

Estimada Marlene, desde estas líneas recibe mis sinceras felicitaciones por todo ese trabajo grandioso que has realizado y que realizas. Te deseamos mucho éxito en cada uno de tus proyectos, literarios, artísticos y en todo aquello en lo que estés emprendiendo. Gracias por darnos la oportunidad de dar a conocer y difundir tu excelente trabajo.

Mis queridos amigos y cómplices están invitados a darse la oportunidad de conocer a esta maravillosa artista mexicana.


El entrevistador, es escritor nicaragüense radicado en Costa Rica.
Contacto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es

Foto cortesia del poeta giornalista Carlos Javier Jarquin

Poesia di Hany Alfham- Yemen

Foto cortesia di Hany Alfham”
Yemen









(Le mie leggende dicevano…e poi!)

– Gli inizi strani mi turbavano.
Mi asciugava con il suo fazzoletto bagnato…le sue lacrime,
Poi mi avrebbe condotto al Creatore.

Quando ho percepito alcune delle stranezze della città,
Ho perso la mia rozzezza.
Così mi nascose come sabbia mitica, guidata dal vento in un turbine di fuoco…

Avrei voluto che i resti di Roma emergessero e mi rubassero
Sulle loro spade prima del mio tempo.
– Le mie leggende infinite dicevano:
I soli mi avrebbero asciugato e io mi sarei “piegato” in nuvole,
I venti li avrebbero spinti fino alla fine degli inizi,
Finché non mi sono spezzato come una lacrima che cade,
E le palpebre della terra si fermerebbero…
E io continuai a cercare le rovine dell’acqua…
Per il dolore della terra; affinché io non muoia…
La tua argilla ha resistito e ha teso una mano;
Per proteggermi su una montagna che abbracciava un sospiro come acqua…
E ho visto la tua faccia, accigliata come un inferno…
E continuavo a rievocare nella mia memoria la nostra ultima unione…
Quando ti ho incontrato e abbiamo chiacchierato,
La mia femminilità stava fuggendo,
E un vento impetuoso mi conduceva da te.

E continuavo a disegnare come un bambino due palme,
E una barca che viene con due remi dalle vene d’acqua più remote,
Fino a quando non mi sono svegliato con la luce accesa della mia prima candela
Nella tua lontana oscurità.

– Le mie leggende infinite dicevano:
Continuerò a sciogliermi tra le fiamme, così da poter rivelare ciò che il tuo fiammifero nasconde nel candore della neve,
E dalla mia ferita che mi hai fatto sanguinare sgorghi una cera nuova che non si scioglierà.

Le mie leggende infinite dicevano:
Sicuramente farò cadere una candela dopo l’altra.
E lascia che i fili della mia ardente passione scorrano
Ciò penetrerà il dolore che è stato riparato nel tuo eco…
Tutti i desideri passeranno… i fuochi…
Il battito della mia rima… e tu,
E disperderò il tuo dolore sepolto
Nelle storie d’amore e di infatuazione…
Layla… Buthayna… lo spirito di “Elsa”…
Chi di noi ha visto la propria nave affondare sulla riva dell’amore?

Di’ a “Ibn Zaydun”, colui che per un certo tempo cantò nel nostro palazzo di marmo e poi vagò:
E il suo amico pazzo, quello che “si è lasciato coinvolgere nel giorno di Darat Jaljal” e ha dimenticato di piangere sulla candela di marmo:
I vicoli della città si riempirono di ubriachi…
I calici di vino si sono ubriacati sulle mie labbra,

Il “verde della neve” si sciolse e l’annegato si suicidò,
E non c’era nessun’altra se non “Zuleikha” che, con tradimento, tagliava la camicia del tuo Profeta da dietro e piangeva. Le mie leggende parlarono… e io ne fui affascinato:
La spuma delle candele… il profumo della canfora…
La dolcezza del latte… le ciliegie delle dita quando si seccano…
Il linguaggio dei gigli e lo scricchiolio dei narcisi…
Il tocco delle dita sui bordi della neve
E la lampada con la sua luce rotta…
Come se l’olio del suo fuoco fosse neve che vola in tutte le direzioni!

“La Didymoune” non si scioglie più le trecce

E l’antico dolore in “Otello” non sbadiglia
Il viaggio per raggiungere i suoi confini più remoti è irto di apprensione e sottomissione.
Le mie leggende parlarono… e poi:
La donna cade come una candela appena accesa…
Scatole provenienti dalla “Danimarca” con latte fresco…
Pezzi di formaggio avvolti nel latte,
E lei continua a cadere come grasso e il calore delle calorie nel corpo congelato…
E lei continua a cadere…
Poi cade…
Poi cade…

©®Hani Al-Fahham / Yemen



Poesia di Ahmed Miqdad dal titolo: ” L’ultimo sopravvissuto” .

Foto cortesia di Ahmed Miqdad

L’unico sopravvissuto

In un batter d’occhio,
un lampo improvviso apparve,
poi l’oscurità inghiottì tutto intorno a me.

Detriti piovvero su di noi,
la polvere soffocante mi riempì i polmoni,
e il silenzio si insinuò come un fantasma,
rotto solo da deboli voci,
a malapena in grado di pronunciare parole.

Eravamo intrappolati sotto le macerie,
incapaci di muoverci,
incapaci di fuggire.

Il mio sole era tramontato,
e la voce della mia luna giungeva da lontano,
sussurrando addii spezzati.

Le mie stelle non poterono resistere,
ai razzi spietati,
e alle schegge affilate come rasoi.

Furono disperse in innumerevoli pezzi.

Urlai con tutte le mie forze,
ma il mio universo non poté né udire,
né rispondere,
era diventato sordo e muto.

Poi, da qualche parte in lontananza,
echeggiò la voce di un soccorritore:
“C’è ancora qualcuno vivo?”

Avrei voluto andare con loro,
chiudendo per sempre il capitolo doloroso della mia vita.

Ma il destino ha decretato
che dovessi rimanere solo.

Chi farà sorgere di nuovo il mio sole?
Chi riporterà la mia luna nel mio cielo?
Chi permetterà ai miei fratelli, simili a stelle,
di danzare intorno a me come farfalle ancora una volta?

Sono l’unico sopravvissuto,
vagando in questo universo oscuro e ingiusto,
inciampando avanti
senza la mia famiglia.

Ahmed Miqdad

The Only Survivor


In the blink of an eye,
A sudden flash appeared,
Then darkness swallowed everything around me.
Debris rained down upon us,
The choking dust filled my lungs,
And silence crept in like a ghost,
Broken only by faint voices
Barely able to utter words.
We were trapped beneath the rubble,
Unable to move,
Unable to escape.
My sun had set,
And my moon’s voice drifted from afar,
Whispering broken farewells.
My stars could not withstand
The merciless rockets
And the razor-sharp shrapnel.
They were scattered into countless pieces.
I screamed with all my strength,
But my universe could neither hear
Nor answer
It had become deaf and mute.
Then, from somewhere in the distance,
A rescuer’s voice echoed:
“Is anyone still alive?”
I wished I had gone with them,
Closing the sorrowful chapter of my life forever.
But destiny decreed
That I should remain alone.
Who will make my sun rise again?
Who will bring my moon back to my sky?
Who will let my star-like siblings
Dance around me like butterflies once more?
I am the only survivor,
Wandering through this dark and unjust universe,
Stumbling onward
Without my family.
Ahmed Miqdad

Poesia Due desideri ” di Gordana Saric – Montenegro

Foto cortesia di Gordana Saric – Montenegro


“La magia dell’amore che non teme nulla e nessuno.”


Elisa Mascia -Italia



DUE DESIDERI


Siamo due desideri come due stelle,
splendenti, brillanti, irraggiungibili,
siamo due bramosie scritte nel cielo,
appassionate, ardenti e tenere.

E l’intero universo è tra noi,
invano tutti gli angeli bianchi
vogliono che colmiamo la distanza come un’onda,
e abbracciamo con le nostre anime l’intero faro della speranza.

Siamo solo una brillante illusione,
i pensieri sono la nostra luminosa dimora,
inebriati dall’estasi del respiro divino,
viviamo l’amore nel nostro mondo magico.


Gordana Saric – Montenegro



” Una bellissima canzone su due anime separate dall’intero universo, eppure unite dall’amore, dalla nostalgia e dalla speranza. Ogni strofa trasmette una tenerezza e una luce speciali. “


Kareem Abdullah -Iraq





” Čarolija ljubavi koja se ničega i nikoga ne boji.”
Elisa Mascia -Italia



DVIJE ŽELJE
Mi smo dvije želje kao dvije zvijezde ,
blistave, uzavrele, nedostižne,
dvije smo čežnje u nebo zapisane
strasne, plamene i nježne.

A čitav je svemir izmedju nas
uzalud svi andjeli bijeli
žele da premostimo daljine talas
i dušom obgrlimo svetionik nade cijeli.

Mi smo samo sjajna  iluzija,
misli su naš svjetlosni dom ,
opijeni zanosom božanskoga daha
živimo ljubav u čarobnom svijetu svom.


GORDANA SARIC
MONTENEGRO


” Predivna pjesma o dvije duše koje razdvaja cijeli svemir, a ipak ih spaja ljubav, čežnja i nada. Svaki stih nosi posebnu nježnost i svjetlost. Bravo, draga prijateljice! “


Kareem Abdullah -Iraq

Il poeta Santosh Kumar Pokharel – Nepal ha redatto la relazione: ” L’arte della traduzione” e l’ha presentata al Secondo Congresso Internazionale degli Scrittori di Mosca, nel settembre 2025.

Foto cortesia del poeta Santosh Kumar Pokharel- Nepal ed Elisa Mascia – Italia

Ringrazio l’illustre poeta promotore culturale Santosh Kumar Pokharel- Nepal per avermi menzionato al Secondo Congresso Internazionale degli Scrittori di Mosca, nel settembre 2025
durante la lettura della relazione che ha presentato.
Elisa Mascia – Italy

L’arte della traduzione

Di Santosh Kumar Pokharel, Nepal

1. Introduzione
La traduzione è sia un’arte che una scienza. È il punto d’incontro tra le rigide regole della lingua e l’intuizione creativa. Questa analisi esamina gli aspetti chiave della traduzione, combinando teoria ed esperienza pratica.

2. Perdita e guadagno
Nella traduzione si perde sempre qualcosa: un’ironia culturale, un ritmo, una sfumatura di significato. Ma un buon traduttore può anche creare dei vantaggi, trovando nuovi modi per rendere l’opera efficace per un pubblico diverso. L’obiettivo è rimanere fedeli alla voce dell’autore originale, adattandola al contempo alla nuova lingua.

3. L’etica della traduzione
Il traduttore è un ponte culturale. Questo lavoro richiede umiltà e rispetto, soprattutto quando si traducono opere provenienti da altre culture. Il dovere del traduttore è rispettare la storia dell’opera originale e non sostituirla con la propria.

4. Il traduttore come co-creatore Un traduttore è più di un semplice copista; è un partner creativo.  Questo è particolarmente evidente nella poesia e nella letteratura, dove stile e sentimento sono tutto. Un traduttore deve ricostruire l’opera, catturandone l’anima, non solo il significato letterale.

5. La sfida della poesia Tradurre un semplice paragrafo in prosa è relativamente semplice rispetto all’immensa difficoltà di tradurre una poesia in rima e con un ritmo preciso. Il traduttore si trova costantemente di fronte al timore: se mantiene perfettamente la rima e il ritmo, rischia di perdere il significato originale. Se traduce il significato parola per parola, distrugge la poesia stessa. È un delicato e spesso frustrante gioco di equilibrio.

6. Diversi stili di traduzione Le culture affrontano la traduzione in modo diverso:

· Americana: spesso si concentra sul rendere il testo facile e piacevole da leggere.

· Europea: cerca di bilanciare la teoria con l’accuratezza culturale.

· Russa: nota per essere precisa e profondamente poetica.

Ogni stile offre soluzioni utili a problemi comuni.

7. L’uomo contro la macchina La tecnologia può tradurre le parole rapidamente, ma non può comprenderne il significato.  La sottigliezza della poesia, dell’ironia e delle sfumature culturali necessita ancora dell’apporto emotivo di un traduttore umano.

8. La responsabilità del traduttore: I traduttori trasportano il significato oltre i confini. Devono fare attenzione a non spiegare eccessivamente, abbellire o distorcere l’opera originale. Alcune parole, cariche di significato culturale o storico, richiedono estrema cautela.

9. Sostegno ai traduttori: sovvenzioni, programmi di formazione e infrastrutture di trasporto e logistica sono importanti. Contribuiscono a sostenere i traduttori, a proteggere le lingue meno rappresentate e a mantenere un’elevata qualità.

10. La traduzione come diplomazia: i traduttori sono diplomatici silenziosi. Il loro lavoro aiuta le nazioni a comprendersi a vicenda, ad attenuare i pregiudizi e a costruire empatia, un libro alla volta.

11. Una visione per il futuro: dovremmo costruire una rete globale di traduttori per condividere risorse e sostenersi a vicenda. Ciò unirebbe la velocità della tecnologia alla delicatezza umana.

12. Voci dal campo: i traduttori di oggi

Una comunità globale di traduttori è attiva oggi. Fanno molto più che cambiare le parole; curano il dialogo culturale. Eccone alcuni:

· Taghrid Bou Merhi (Libano/Brasile): traduce la letteratura araba in cinque lingue e porta opere globali in arabo, creando un ponte tra il Levante e l’America Latina.

• Elisa Mascia (Italia): Porta la narrativa cinese contemporanea al pubblico italiano, concentrandosi su storie di cambiamento personale e sociale.

• Zhang Zhi (Cina): Introduce il pubblico cinese alla poesia internazionale attraverso le sue traduzioni.

• Santosh Kumar Pokharel (Nepal): Poeta e traduttore poliglotta che costruisce ponti letterari tra le tradizioni russa, nepalese, inglese e hindi.

• James Tian (Filippine): Valorizza le narrazioni del Sud-est asiatico traducendole in inglese.

• Marjetta Shatro Rrapaz (Albania): Traduce la letteratura albanese in inglese e francese, condividendo con il mondo la voce unica dei Balcani.

• Don Mee Choi (Corea del Sud/USA): Utilizza la traduzione come forma di testimonianza femminista e politica.

• Sawad Hussain (Regno Unito): Sostenitore della letteratura araba, arricchisce la lingua inglese con diverse narrazioni provenienti dal mondo arabo.

Traduttori russi contemporanei:

· Boris Dralyuk (Ucraina/USA): Apprezzato per le sue traduzioni precise ed eleganti di autori russi e ucraini come Isaac Babel.

· Marian Schwartz (USA): Traduttrice prolifica di classici russi e romanzi contemporanei, nota per la sua meticolosa ricerca.

· Lisa Hayden (USA): Specializzata in letteratura russa moderna, apprezzata per la sua capacità di renderla accessibile ed emotivamente coinvolgente.

· Max Lawton (USA): Noto per aver colto lo stile provocatorio e sperimentale di autori come Vladimir Sorokin.

· Robert Chandler (Regno Unito): Traduttore di fama internazionale di poesia e prosa russa, lodato per il suo lavoro lirico e culturalmente sensibile.

Traduttori cinesi contemporanei: Tra i traduttori di poesia cinese più noti figurano Zhang Zhi, Zhang Zhizhong, Yan Haifeng, Li Zhengshuan, Shi Yonghao, Ding Liqun, Zhang Qiong, Ma Tingting e Cheng Yanjun.

13. Conclusione In fondo, la traduzione riguarda il desiderio umano di connettersi e comprendere. La tecnologia fornisce nuovi strumenti, ma il nucleo della traduzione rimarrà sempre umano: un connubio di arte, empatia ed etica. I traduttori intrecciano le storie del nostro mondo in un insieme più coeso.

I thank the distinguished poet and cultural promoter Santosh Kumar Pokharel of Nepal for mentioning me at the Second International Writers’ Congress in Moscow in September 2025
during the reading of his paper.
Elisa Mascia – Italy

The Art of Translation
      -By Santosh Kumar Pokharel, Nepal.

1. Introduction
Translation is both an art and a science.It’s where the strict rules of language meet creative intuition. This analysis looks at the key parts of translation, mixing theory with practical experience.

2. Loss and Gain
Something is always lost in translation—a cultural joke,a rhythmic sound, a subtle meaning. But a good translator can also create gains, finding new ways to make the work powerful for a different audience. The goal is to stay true to the original author’s voice while making it work in a new language.

3. The Ethics of Translation
A translator is a cultural bridge.This job requires humility and respect, especially when translating works from other cultures. The translator’s duty is to respect the original work’s story, and not to replace it with their own.

4. The Translator as Co-Creator A translator is more than a copier; they are a creative partner. This is most clear in poetry and literature, where style and feeling are everything. A translator must rebuild the work, capturing its soul, not just its dictionary meaning.

5. The Challenge of Poetry Translating a simple prose paragraph is straightforward compared to the immense difficulty of translating a rhymed and metered poem.The translator faces a constant fear: if they perfectly keep the rhyme and rhythm, they might lose the exact meaning. If they translate the meaning word-for-word, they destroy the poetry itself. It is a delicate and often frustrating balancing act.

6. Different Translation Styles Cultures approach translation differently:

· American: Often focuses on making the text easy and engaging to read.
· European: Tries to balance theory with cultural accuracy.
· Russian: Known for being both precise and deeply poetic.

Each style offers useful solutions to common problems.

7. The Human vs. The Machine Technology can translate words quickly,but it cannot understand meaning. The subtlety of poetry, irony, and cultural nuance still needs a human translator’s emotional input.

8. A Translator’s Responsibility Translators carry meaning across borders.They must be careful not to over-explain, embellish, or distort the original work. Some words, heavy with cultural or historical meaning, require extreme care.

9. Support for Translators Grants,training programs, and transportation and logistics  facilities are important. They help support translators, protect underrepresented languages, and maintain high quality.

10. Translation as Diplomacy Translators are quiet diplomats.Their work helps nations understand each other, softens prejudices, and builds empathy, one book at a time.

11. A Vision for the Future
We should build a global network for translators to share resources and support each other.This would blend technology’s speed with human subtlety.

12. Voices from the Field: Translators Today

A global community of translators is working today.They do more than change words; they curate cultural dialogue. Here are a few of them:

· Taghrid Bou Merhi (Lebanon/Brazil): Translates Arabic literature into five languages and brings global works into Arabic, creating a bridge between the Levant and Latin America.
· Elisa Mascia (Italy): Brings contemporary Chinese fiction to Italian readers, focusing on stories of personal and social change.
· Zhang Zhi (China): Introduces Chinese audiences to international poetry through his translations.
· Santosh Kumar Pokharel (Nepal): A multilingual poet and translator who builds literary bridges between Russian, Nepali, English, and Hindi traditions.
· James Tian (Philippines): Elevates Southeast Asian narratives by translating them into English.
· Marjetta Shatro Rrapaz (Albania): Renders Albanian literature into English and French, sharing the unique voice of the Balkans with the world.
· Don Mee Choi (South Korea/US): Uses translation as a form of feminist and political testimony.
· Sawad Hussain (UK): A champion of Arabic literature, enriching English with diverse narratives from the Arab world.

Contemporary Russian Translators:

· Boris Dralyuk (Ukraine/US): Acclaimed for his precise and stylish translations of Russian and Ukrainian authors like Isaac Babel.
· Marian Schwartz (US): A prolific translator of Russian classics and contemporary novels, known for her meticulous research.
· Lisa Hayden (US): Specializes in modern Russian literature, celebrated for making it accessible and emotionally resonant.
· Max Lawton (US): Known for capturing the provocative and experimental style of authors like Vladimir Sorokin.
· Robert Chandler (UK): A renowned translator of Russian poetry and prose, praised for his lyrical and culturally sensitive work.

Contemporary Chinese Translators: Notable Chinese poetry translators include Zhang Zhi,Zhang Zhizhong, Yan Haifeng, Li Zhengshuan, Shi Yonghao, Ding Liqun, Zhang Qiong, Ma Tingting, and Cheng Yanjun.

13. Conclusion At its heart,translation is about a human desire to connect and understand. Technology provides new tools, but the core of translation will always be human: a mix of artistry, empathy, and ethics. Translators weave our world’s stories into a more connected whole.

Incontro Agorai a Rotello

Foto cortesia della locandina dell’ evento in Rotello


Nuovo appuntamento con *AGORAI*
 Spazi per generare salute mentale
Dal saluto e riflessioni inviate dal Dottor Gentile letto dalla psicologa Carla Ciamarra:

….Non pazienti da una parte, servizi dall’altra e comunità intorno.
Ma persone, servizi e territori dentro uno stesso processo di recovery e rigenerazione.
E allora vorrei lasciarvi non con una conclusione, ma con una domanda:

” Se per tanti anni ci siamo raccontati attraverso ciò che stavamo perdendo, cosa potrebbe accadere alla nostra salute mentale e alle nostre comunità se cominciassimo, insieme, a raccontarci e a costruirci a partire da ciò che ancora ci unisce, da ciò che possiamo accogliere e da ciò che possiamo generare?”

Accogliendo l’ampia apertura della domanda di seguito l’intervento di Elisa Mascia referente del Filo dei Sogni

” Noi del Filo dei Sogni siamo onorate di essere qui con voi dell’ Agorai per affermare il nostro pensiero fondamentale della Condivisione e della partecipazione senza le quali si rimane nella solitudine che è auspicabile soltanto per momenti di riflessione personale ma non dev’essere un habitus di vita poiché sappiamo bene, per esperienza diretta o indiretta, quanto sia nociva per la salute mentale nella società odierna più di sempre.
Voglio esprimere il pensiero che è il nostro ” filo” conduttore del ritrovarci insieme per creare oggetti con le nostre mani: chiacchierino, uncinetto, ed altro a fine di condividere in eventi sociali e celebrativi come la giornata delle donne, domenica delle palme, Pasqua, la festa delle mamme, la giornata prossimo due ottobre che ricorda l’importanza dei nonni nella famiglia e nella società, il momento più atteso ormai da alcuni anni è la giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre quando abbiamo un evento tutto nostro insieme all’ Associazione Vivere a Colori presidente Nicola Nardelli che ci affianca in ogni incontro e progetto sempre con finalità di volontariato e fratellanza.
Ribadisco, insieme alle mie amiche e a Loredana che si occupa della gestione quotidiana del Filo dei Sogni, che il nostro stare insieme è vera “terapia espletata tramite la creatività” e quest’anno abbiamo realizzato un progetto arduo della realizzazione di una coperta in lana che oltre ad essere primo premio per la lotteria di Natale porta con sé un messaggio di calore per difenderci dal freddo ma soprattutto perché è simbolo di calore umano emanato dalle mani che l’hanno realizzata e custodita come fuoco di spiritualità per chiunque la otterrà in premio.
Restiamo uniti frequentando questi incontri Agorai di crescita personale e sociale.
Grazie ancora e congratulazioni per aver organizzato questo incontro.
Rotello, 14 settembre 2026

 Lunedì *14 settembre – Rotello*

Nuovo appuntamento con *AGORAI*
 Spazi per generare salute mentale

presso piazza Italia (ex Chiesa san Rocco) di  Rotello
 Ore *18.00/19.30* AGORAI: incontro aperto di condivisione e partecipazione
 *a seguire*: aperitivo conviviale

*AGORAI è*:
* un movimento nazionale che, dal maggio 2024, sta aprendo in tante città italiane spazi di ascolto e confronto sulla salute mentale
* ⁠Un luogo aperto e gentile, fatto di partecipazione alla pari, parole condivise e ascolto autentico.

✨ Vieni, ascolta, partecipa.
Non mancare!

Foto per gentile concessione di Elisa Mascia

Poesia: ” Pace nel mondo” della poetessa Nataša RadanovićSerbia – Sweden

Foto cortesia di Nataša Radanović
Serbia – Sweden

PACE NEL MONDO

La pace non inizia
dove finisce la guerra.
La pace inizia dentro l’uomo,
in quel luogo invisibile
dove nasce un pensiero
prima che diventi una parola,
e una parola
prima che diventi una ferita.

Per secoli, l’uomo ha
cercato un nemico al di fuori di sé,
e non si è accorto
che la guerra più grande
si combatte nel suo stesso cuore.

Ha eretto confini tra i popoli,
e poi li ha chiamati stati.

Ha eretto muri,
e poi li ha chiamati sicurezza.

Ha alzato la voce contro un altro,
e poi ha chiamato il suo odio verità.

Ma nessuna bandiera
può essere più grande di un uomo.

E nessuna idea
deve essere più preziosa
di una vita umana.

Cosa abbiamo guadagnato
se abbiamo perso la capacità
di salvarci a vicenda?

Cosa significa essere potenti
se abbiamo bisogno
che qualcun altro sia debole
per sentire la nostra grandezza?

Forse la forza più grande risiede proprio nella mano che può ferire eppure sceglie di perdonare.

Forse la vittoria più grande è perdonare quando la vendetta sarebbe più facile.

Perché un uomo non diventa grande quando sconfigge un altro uomo.

Diventa grande quando sconfigge l’oscurità che dentro di lui lo convince a non considerare un altro uomo come tale.

Ecco perché non cerchiamo la pace solo tra le nazioni.

La cerchiamo dentro di noi.

Perché il mondo non migliorerà quando tutti saranno d’accordo.

Migliorerà quando un uomo comprenderà che essere diverso non è meno prezioso.

E forse allora, per la prima volta, la storia smetterà di chiedersi:

Chi ha vinto?

E inizierà a chiedersi:

Chi ha salvato l’umanità?

Tutti i diritti riservati

Nataša Radanović
Serbia-Svezia
🇷🇸🇸🇪





MIR U SVETU

Mir ne počinje
tamo gde prestaje rat.
Mir počinje u čoveku —
u onom nevidljivom mestu
gde se rađa misao
pre nego što postane reč,
i reč
pre nego što postane rana.

Čovek je vekovima
tražio neprijatelja izvan sebe,
a nije primetio
da najveći rat
nosi u sopstvenom srcu.

Podizao je granice između ljudi,
a zatim ih nazvao državama.
Podizao je zidove,
a zatim ih nazvao sigurnošću.
Podizao je glas protiv drugoga,
a zatim svoju mržnju
nazvao istinom.

Ali nijedna zastava
ne može biti veća od čoveka.

I nijedna ideja
ne sme biti vrednija
od jednog ljudskog života.

Šta smo osvojili
ako smo izgubili sposobnost
da sačuvamo jedni druge?

Šta znači biti moćan
ako nam je potrebno
da neko drugi bude slab
da bismo osetili sopstvenu veličinu?

Možda je najveća snaga
upravo u ruci
koja može da povredi,
a ipak bira da pomiluje.

Možda je najveća pobeda
oprostiti onda
kada bi osveta bila lakša.

Jer čovek ne postaje velik
kada pobedi drugog čoveka.

Postaje velik
kada pobedi ono mračno
što ga iznutra nagovara
da drugoga ne smatra čovekom.

Zato ne tražimo mir
samo među narodima.

Tražimo ga
u sebi.

Jer svet neće postati bolji
kada se svi ljudi slože.

Postaće bolji
kada čovek shvati
da drugačiji
nije manje vredan.

I možda će tada
istorija prvi put
prestati da pita:

Ko je pobedio?

I početi da pita:

Ko je sačuvao čoveka?

Sva autorska prava zadržana.

Autor: Nataša Radanović
Srbija – Švedska
🇷🇸 🇸🇪

PEACE IN THE WORLD

Peace does not begin
where war comes to an end.
Peace begins within the human being —
in that invisible place
where a thought is born
before it becomes a word,
and a word
before it becomes a wound.

For centuries, humanity
has searched for an enemy beyond itself,
never noticing
that the greatest war
is carried within the human heart.

We built borders between people,
then called them nations.
We built walls,
then called them security.
We raised our voices against one another,
then called our hatred
the truth.

But no flag
can ever be greater than a human being.

And no idea
should ever be worth more
than a human life.

What have we conquered
if we have lost the ability
to protect one another?

What does it mean to be powerful
if we need someone else to be weak
in order to feel our own greatness?

Perhaps the greatest strength
lives in the hand
that has the power to wound —
yet chooses to caress.

Perhaps the greatest victory
is to forgive
when revenge would be easier.

For a human being does not become great
by defeating another human being.

We become great
when we defeat the darkness
that whispers within us
that another human being
is less human than we are.

So let us not seek peace
only among nations.

Let us seek it
within ourselves.

For the world will not become better
when all people agree.

It will become better
when humanity understands
that being different
does not make anyone less worthy.

And perhaps, then,
for the first time,
history will cease to ask:

Who won?

And begin to ask:

Who saved the human being?

All rights reserved.

Author: Nataša Radanović
Serbia – Sweden
🇷🇸 🇸🇪

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