Tauro il nuovo libro di Pietro La Barbera

Foto cortesia della locandina di presentazione del libro Tauro di Pietro La Barbera

Ci sono storie che non si leggono soltanto… si attraversano. Il 17 maggio sarà uno di quei momenti in cui le parole prendono vita, le emozioni si fanno condivise e il silenzio diventa ascolto profondo. “TAURO” di Pietro La Barbera non è solo un libro: è un viaggio interiore, una caduta e forse una rinascita. Un invito a guardarsi dentro, senza filtri, senza paura.  17 MAGGIO 2026 Ore 18:30
Museo Sacrocam – Santa Croce di Magliano. Sarà un’occasione per incontrarsi, dialogare, emozionarsi insieme all’autore e a chi accompagnerà questo percorso fatto di parole, musica e riflessioni. Perché certe storie meritano di essere vissute insieme.

Ti aspettiamo. 💫

Alla studiosa azera Prof.ssa-  Dr.ssa Təranə Turan Rahimli sono stati affidati due incarichi di rilievo: Vicepresidente dell’Unione degli Accademici Turchi e Presidente del Consiglio di Rappresentanza Internazionale.

Foto cortesia Dr. Izzeddin Özpolat – Dr. Ümmügülsüm Candeğer – Dr. Təranə Turan Rahimli


UNA NUOVA ERA NELL’UNIONE DEGLI ACCADEMICI TURCHI: NOMINE INTERNAZIONALI — UN’ACCADEMICA AZERBAIGIANA NOMINATA VICEPRESIDENTE E PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI RAPPRESENTANZA INTERNAZIONALE

Il 15 aprile 2026, l’Unione degli Accademici Turchi ha tenuto una riunione dal titolo “Presentazione del nuovo Consiglio Direttivo, Assegnazione delle mansioni, Relazione sulle attività e Piano di lavoro”. La riunione è iniziata con un discorso di apertura del Responsabile degli Affari Organizzativi dell’Unione, il Professor Associato Dr. Izzeddin Özpolat. Successivamente, la Presidente dell’Unione, la Professoressa Associata Dr. Ümmügülsüm Candeğer, ha tenuto un discorso in cui ha delineato gli obiettivi strategici per il nuovo mandato. I relatori hanno sottolineato le priorità chiave come l’espansione della cooperazione scientifica in tutto il mondo turco, il rafforzamento delle reti accademiche e l’aumento della visibilità internazionale.

In questo contesto, alla studiosa azera Professoressa Dr. Təranə Turan Rahimli sono stati affidati due incarichi di rilievo: Vicepresidente dell’Unione degli Accademici Turchi e Presidente del Consiglio di Rappresentanza Internazionale.

Come Vicepresidente, le è stato affidato il compito di coordinare i processi di governance interni, garantire l’attuazione dei piani di attività, supervisionare il lavoro delle unità strutturali e riferire regolarmente alla dirigenza. Tra le sue responsabilità rientrano anche la rappresentanza dell’organizzazione a livello ufficiale e la sostituzione del Presidente quando necessario.

Come Presidente del Consiglio di Rappresentanza Internazionale, la Professoressa Rahimli si impegna a garantire la rappresentanza della scienza turca in diversi Paesi, ad ampliare le collaborazioni accademiche internazionali e a migliorare la visibilità globale della comunità scientifica turca. Sotto la sua guida, le attività di divulgazione mediatica e accademica dell’Unione si sono estese a vari Paesi e la sua partecipazione a piattaforme scientifiche è aumentata significativamente.
Nell’ambito della relazione sulle attività, ha evidenziato che materiali sull’Unione degli Accademici Turchi sono stati pubblicati in diverse lingue dalla stampa di paesi come Italia, Kenya, Belgio, Turchia e Siria.  Ha inoltre sottolineato che sono state instaurate relazioni con i media per accrescere ulteriormente la visibilità internazionale dell’Unione. Numerose interviste condotte con i vertici dell’organizzazione sono state pubblicate su piattaforme internazionali, contribuendo a rafforzarne la reputazione accademica.

La professoressa Rahimli ha partecipato a incontri accademici e diplomatici tra l’Azerbaigian e la Turchia, rappresentando l’Unione in una riunione ufficiale tenutasi a Smirne, dove ha tenuto un discorso sulle opportunità di cooperazione internazionale.

Ha inoltre tenuto una presentazione al convegno sulla guerra di Çanakkale del 18 marzo, attirando l’attenzione del pubblico accademico sia con la sua conferenza che con una poesia dedicata all’argomento. Infine, ha rappresentato l’Unione all'”Incontro sulla letteratura dei popoli turchi” e alla presentazione dell'”Antologia di autori turani” presso l’Unione degli scrittori dell’Azerbaigian, contribuendo alla promozione internazionale della letteratura turca.

Inoltre, in riconoscimento del suo contributo allo sviluppo della letteratura e della lingua turca mondiale, le è stato conferito il “Premio per il Servizio alla Lingua Turca 2025” dall’Istituto di Letterature Turche Cipro-Iraq-Balcani-Eurasia, un traguardo significativo tra i suoi successi.

Durante il suo mandato, ha partecipato attivamente a tutte le riunioni ufficiali dell’Unione, ha condiviso regolarmente le sue attività sui social media e sulle piattaforme digitali e ha contribuito a migliorarne la visibilità istituzionale tramite Facebook, Instagram e WhatsApp. È stata inoltre realizzata un’intervista promozionale completa con i vertici dell’organizzazione, presentata a un pubblico internazionale su YouTube.

Nel complesso, queste attività hanno contribuito in modo significativo all’espansione della rete accademica internazionale dell’Unione degli Accademici Turchi, alla promozione della scienza turca su scala globale e al rafforzamento della capacità organizzativa dell’istituzione.  La professoressa Dr.ssa Təranə Turan Rahimli ha inoltre sottolineato che, nell’ambito del Consiglio di Rappresentanza Internazionale, sono state istituite nuove rappresentanze in paesi e regioni tra cui Macedonia del Nord, Albania, Azerbaigian, Germania, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan, Grecia (Tracia occidentale), Svezia, Turkestan orientale e Regno Unito, e sono stati compiuti i primi passi verso la collaborazione accademica con studiosi provenienti da queste regioni.




A NEW ERA IN THE UNION OF TURKIC ACADEMICIANS: INTERNATIONAL APPOINTMENTS — AN AZERBAIJANI SCHOLAR APPOINTED AS VICE PRESIDENT AND CHAIR OF THE INTERNATIONAL REPRESENTATION COUNCIL
On April 15, 2026, the Union of Turkic Academicians held a meeting titled “Presentation of the New Term Executive Board, Allocation of Duties, Activity Report, and Work Plan.” The meeting commenced with an opening speech by the Union’s Head of Organizational Affairs, Associate Professor Dr. Izzeddin Özpolat. Subsequently, the President of the Union, Associate Professor Dr. Ümmügülsüm Candeğer, delivered a speech outlining the strategic goals for the new term. The speakers emphasized key priorities such as expanding scientific cooperation across the Turkic world, strengthening academic networks, and increasing international visibility.
Within this framework, Azerbaijani scholar Professor Dr. Təranə Turan Rahimli was entrusted with two significant positions: Vice President of the Union of Turkic Academicians and Chair of the International Representation Council.
As Vice President, she has been tasked with coordinating internal governance processes, ensuring the implementation of activity plans, overseeing the work of structural units, and regularly reporting to the leadership. Her responsibilities also include representing the organization at the official level and deputizing for the President when necessary.
As Chair of the International Representation Council, Professor Rahimli works toward ensuring the representation of Turkic science across different countries, expanding international academic collaborations, and enhancing the global visibility of the Turkic scholarly community. Under her leadership, the Union’s media and academic outreach activities have been expanded across various countries, and its participation in scientific platforms has significantly increased.
Within the scope of the activity report, she noted that materials about the Union of Turkic Academicians have been published in multiple languages in the press of countries such as Italy, Kenya, Belgium, Türkiye, and Syria. She also highlighted that media relations have been established to further enhance the Union’s international visibility. Extensive interviews conducted with the organization’s leadership have been published on international platforms, contributing to the strengthening of its academic reputation.
Professor Rahimli has participated in academic and diplomatic meetings between Azerbaijan and Türkiye, representing the Union at an official meeting held in İzmir, where she delivered a speech on opportunities for international cooperation.
She also delivered a presentation at the March 18 Çanakkale War Panel, attracting the attention of the academic audience with both her scholarly lecture and a poem dedicated to the subject. Furthermore, she represented the Union at the “Meeting of Turkic Peoples’ Literature” and the presentation of the “Anthology of Turan Authors” held at the Azerbaijan Writers’ Union, contributing to the international promotion of Turkic literature.
In addition, in recognition of her contributions to the development of Turkic world literature and language, she was awarded the “2025 Service to the Turkic Language Award” by the Cyprus–Iraq–Balkans–Eurasia Turkic Literatures Institution, marking a significant achievement among her accomplishments.
Throughout her tenure, she has actively participated in all official meetings of the Union, regularly shared its activities on social media and digital platforms, and contributed to enhancing its institutional visibility via Facebook, Instagram, and WhatsApp. A comprehensive promotional interview with the organization’s leadership was also produced and presented to an international audience on YouTube.
Overall, these activities have made a significant contribution to expanding the international academic network of the Union of Turkic Academicians, promoting Turkic science on a global scale, and strengthening the institution’s organizational capacity. Professor Dr. Təranə Turan Rahimli also emphasized that, within the International Representation Council, new representations have been established in countries and regions including North Macedonia, Albania, Azerbaijan, Germany, Uzbekistan, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Greece (Western Thrace), Sweden, East Turkestan, and the United Kingdom, with initial steps taken toward academic collaboration with scholars from these regions.

Shafiga Rahimli Studentessa magistrale presso il Dipartimento di Pubblica Amministrazione dell’Istituto di Scienze Sociali dell’Università Dokuz Eylul, Turchia.

Foto cortesia della Studentessa Universitaria Shafiga Rahimli – Turchia

LA POLITICA AGRICOLA NELLA POLITICA AMBIENTALE DELL’UNIONE EUROPEA.

Questo studio esamina la relazione integrata tra la politica ambientale dell’Unione europea e la politica agricola comune (PAC), con particolare attenzione al processo attraverso il quale la sostenibilità ambientale è diventata una componente centrale della definizione delle politiche agricole. Il quadro politico ambientale dell’UE si basa sui principi dello sviluppo sostenibile, sul principio “chi inquina paga”, su misure preventive e su solide basi giuridiche. Nel corso del tempo, questi principi hanno influenzato in modo significativo gli obiettivi della PAC, soprattutto attraverso le riforme introdotte dopo il 1992, quando le considerazioni ambientali sono diventate una parte inseparabile dei meccanismi di sostegno agricolo.
Il quadro politico ambientale dell’UE si basa sullo sviluppo sostenibile, sul principio “chi inquina paga”, su misure preventive e su solide basi giuridiche. Nel corso del tempo, questi principi hanno influenzato in modo significativo gli obiettivi della PAC, soprattutto attraverso le riforme introdotte dopo il 1992, quando le considerazioni ambientali sono diventate una parte inseparabile dei meccanismi di sostegno agricolo.
L’Unione Europea, inizialmente istituita con l’obiettivo dell’integrazione economica, si è gradualmente evoluta in una struttura politica multidimensionale che comprende anche dimensioni sociali, ambientali e di sviluppo sostenibile. Uno dei riflessi più significativi di questa trasformazione può essere osservato nell’interazione tra politiche ambientali e politiche agricole. In Europa, il settore agricolo è uno dei settori in cui le risorse naturali vengono utilizzate intensamente e dove gli impatti ambientali sono più chiaramente visibili. Pertanto, l’integrazione delle politiche ambientali dell’UE nelle politiche agricole è al centro della sua visione di sviluppo sostenibile.
L’obiettivo principale è esaminare la relazione tra le politiche ambientali dell’Unione Europea e la politica agricola comune (PAC) e analizzare gli orientamenti strategici nelle pratiche agricole sensibili dal punto di vista ambientale, nella protezione delle risorse naturali, nella produzione sostenibile e nella sicurezza alimentare. Lo studio affronta gli effetti delle politiche ambientali sull’agricoltura nell’ambito dello sviluppo storico e degli attuali strumenti politici, mostrando come viene stabilito l’equilibrio tra sostenibilità, crescita economica e produzione agricola.
La produzione agricola influisce direttamente sul suolo, sull’acqua, sull’aria e sulla biodiversità, contribuendo anche a problemi ambientali come l’uso eccessivo di sostanze chimiche, l’erosione del suolo, l’inquinamento dell’acqua e le emissioni di carbonio. In risposta, le politiche ambientali mirano a trasformare il settore agricolo in una struttura più sostenibile, compatibile con la natura ed efficiente sotto il profilo delle risorse. In questo contesto, l’integrazione della politica ambientale nell’agricoltura è strategica non solo per la protezione ambientale ma anche per lo sviluppo rurale, la sicurezza alimentare e la mitigazione del cambiamento climatico.
Le politiche ambientali e agricole nell’UE erano inizialmente separate. La politica agricola comune, basata sul Trattato di Roma del 1957, è stata concepita per garantire la sicurezza alimentare, eliminare le carenze produttive e aumentare il benessere rurale. La priorità è stata data all’espansione della produzione e alla stabilità dei prezzi. Tuttavia, a partire dagli anni ’70, la sovrapproduzione, lo spreco di risorse e il degrado ambientale hanno spinto l’UE verso riforme orientate alla sostenibilità.
Con l’Atto unico europeo del 1987, l’ambiente è diventato un settore politico indipendente e il Trattato di Maastricht del 1992 ha reso obbligatoria l’integrazione della protezione ambientale in tutte le politiche dell’UE. Da questo periodo in poi, la PAC è stata ristrutturata per includere criteri ambientali e sono state introdotte pratiche agricole rispettose dell’ambiente e misure di sviluppo rurale.
Negli anni 2000, gli obiettivi ambientali sono stati rafforzati attraverso politiche di sviluppo rurale. L’uso sostenibile delle risorse naturali, la promozione dell’agricoltura biologica e la riduzione delle emissioni di carbonio sono diventati obiettivi centrali. La strategia di Lisbona (2000) e la strategia di Göteborg (2001) hanno stabilito la sostenibilità come obiettivo fondamentale dell’UE.
Negli ultimi anni, il Green Deal europeo e la strategia Farm to Fork hanno ulteriormente trasformato la politica agricola. L’agricoltura è ora vista come uno strumento per combattere il cambiamento climatico, ridurre l’uso di pesticidi e fertilizzanti, limitare le emissioni di carbonio ed espandere sistemi di produzione rispettosi dell’ambiente.
Il Green Deal europeo è una strategia globale adottata dalla Commissione europea nel 2019, che mira a far sì che l’UE diventi un continente climaticamente neutro entro il 2050. Questo accordo copre tutti i settori, tra cui energia, industria, trasporti, edilizia e agricoltura. La sua componente più importante per il settore agricolo è la strategia “Farm to Fork”.
Il Green Deal ha posto l’agricoltura al centro della politica ambientale perché l’agricoltura è sia vittima del cambiamento climatico che una delle sue cause. Le attività agricole sono responsabili di circa il 10% delle emissioni totali di gas serra dell’UE. Pertanto, la creazione di sistemi alimentari sostenibili è diventata essenziale sia per raggiungere gli obiettivi climatici sia per garantire la protezione delle risorse naturali.
La strategia “Farm to Fork” mira a migliorare gli standard ambientali e sanitari in ogni fase della produzione alimentare. Si propone di rendere sostenibile la filiera alimentare, ridurre l’uso di fertilizzanti chimici e pesticidi, promuovere l’agricoltura biologica e prevenire gli sprechi alimentari. Mira inoltre a garantire che i consumatori abbiano accesso a prodotti alimentari sani, sicuri e rispettosi dell’ambiente.
Gli obiettivi principali della strategia sono: ridurre l’uso di pesticidi del 50% entro il 2030,
Ridurre del 20% l’uso di fertilizzanti chimici,
Aumentare i terreni agricoli biologici al 25% del totale dei terreni agricoli,
Dimezzare gli sprechi alimentari.
Nell’ambito del Green Deal, la PAC è diventata non solo un sistema di sostegno al reddito degli agricoltori’, ma anche un meccanismo di tutela dell’ambiente. Misurare l’impronta di carbonio delle attività agricole, monitorare la salute del suolo e promuovere tecniche di irrigazione sostenibili sono pratiche concrete di questa nuova era. Questa strategia rappresenta una trasformazione strutturale globale che integra la politica ambientale e la politica agricola.
La politica agricola comune è uno dei settori politici più antichi dell’UE. Istituito sulla base del Trattato di Roma del 1957, inizialmente mirava a garantire la sicurezza alimentare, aumentare la produzione agricola e stabilizzare le economie rurali. Nel corso del tempo si è evoluto in un sistema che comprende la sostenibilità ambientale, la tutela della biodiversità e lo sviluppo rurale.
Dagli anni ’70 in poi, i problemi di sovrapproduzione e il degrado ambientale portarono a riforme strutturali. La riforma MacSharry del 1992 ha segnato un punto di svolta passando dai sussidi basati sulla produzione al sostegno diretto al reddito e introducendo incentivi agricoli rispettosi dell’ambiente.
La riforma di Berlino del 1999 (Agenda 2000) ha introdotto una struttura a due pilastri: Primo pilastro: regolamentazione del mercato e sostegno diretto al reddito
Secondo Pilastro: Sviluppo rurale e tutela ambientale
La riforma Fischler del 2003 ha introdotto il “disaccoppiamento”, il che significa che i sussidi non erano più legati ai livelli di produzione ma alla conformità ambientale. Gli agricoltori dovevano rispettare gli standard relativi alla protezione del suolo, alla gestione delle risorse idriche e al benessere degli animali.
La riforma della PAC del 2013 ha introdotto pratiche “di inverdimento”, che richiedono aree di interesse ecologico, rotazione delle colture e protezione dei pascoli.
La riforma 2021–2023 ha allineato la PAC al Green Deal europeo, rendendo l’azione per il clima, la protezione della biodiversità e la produzione sostenibile priorità centrali.
I meccanismi di condizionalità collegano i sussidi agricoli agli obblighi ambientali. Per ricevere i pagamenti, gli agricoltori devono rispettare le norme sulla protezione del suolo, sulla conservazione dell’acqua, sulla tutela della biodiversità e sull’uso di sostanze chimiche. Ciò garantisce che i finanziamenti pubblici sostengano un’agricoltura responsabile dal punto di vista ambientale.
I requisiti legali di gestione (SMR) e gli standard di buone condizioni agricole e ambientali (BCAA) costituiscono il nucleo di questi obblighi. Il mancato rispetto si traduce in una riduzione dei pagamenti, rendendo la tutela dell’ambiente un requisito vincolante piuttosto che una scelta volontaria.
L’interazione tra la politica ambientale dell’UE e la politica agricola è diventata sempre più integrata nel tempo. L’agricoltura è oggi considerata non solo un settore economico ma anche un attore chiave nella protezione ambientale e nella gestione sostenibile delle risorse. Questa integrazione è stata rafforzata dalla crescente consapevolezza ambientale, dalle pressioni sui cambiamenti climatici e dagli impegni internazionali come il Protocollo di Kyoto, l’Accordo di Parigi e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
Le attività agricole hanno impatti ambientali significativi, in particolare sull’acqua, sul suolo e sulla biodiversità. L’irrigazione intensiva aumenta la scarsità d’acqua, soprattutto nelle regioni mediterranee, mentre l’uso di pesticidi e fertilizzanti porta all’inquinamento idrico e all’eutrofizzazione. Il degrado del suolo causato da pratiche agricole intensive riduce la fertilità e contribuisce alla perdita di carbonio, mentre la biodiversità diminuisce a causa della distruzione dell’habitat e delle pratiche di monocoltura.
In risposta, l’UE ha sviluppato politiche volte a ridurre la pressione ambientale derivante dall’agricoltura. Tra queste rientrano strategie di gestione sostenibile del territorio, quadri di protezione del suolo e misure agroambientali concepite per sostenere la biodiversità e i servizi ecosistemici.
Il cambiamento climatico ha ulteriormente intensificato la necessità di integrazione delle politiche.



L’UE segue strategie sia di adattamento che di mitigazione in agricoltura. L’adattamento si concentra sul miglioramento della resilienza attraverso colture resistenti alla siccità, sistemi di gestione dell’acqua e strumenti di gestione del rischio come l’assicurazione agricola. La mitigazione si concentra sulla riduzione delle emissioni di gas serra, in particolare di metano proveniente dal bestiame e di protossido di azoto proveniente dai fertilizzanti.
Un concetto emergente chiave è “l’agricoltura del carbonio”, che mira a trasformare l’agricoltura in un pozzo di carbonio migliorando lo stoccaggio del carbonio nel suolo, proteggendo le praterie e promuovendo l’uso sostenibile del territorio. Ciò è direttamente in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e con gli obiettivi di neutralità climatica.
Gli strumenti finanziari dell’UE svolgono un ruolo cruciale nel sostenere questa trasformazione. Il programma LIFE finanzia progetti ambientali e legati al clima, tra cui il ripristino dell’habitat, la protezione dell’acqua e le pratiche agricole ecologiche. Horizon Europe sostiene la ricerca e l’innovazione nell’agricoltura resiliente al clima, nell’agricoltura di precisione, nell’agricoltura digitale e nei sistemi alimentari sostenibili.
Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) sostiene le politiche di sviluppo rurale nell’ambito del secondo pilastro della PAC. Finanzia l’agricoltura biologica, gli investimenti verdi, i progetti di energia rinnovabile nelle zone rurali, i programmi agroambientali e il sostegno ai giovani agricoltori. Questi fondi rafforzano sia la sostenibilità ambientale sia lo sviluppo economico rurale.
L’UE estende inoltre le sue politiche ambientali-agricole ai paesi in via di sviluppo attraverso meccanismi commerciali e di cooperazione. Le importazioni agricole sono sempre più soggette a standard ambientali quali la produzione senza deforestazione, le limitazioni dell’impronta di carbonio e le normative sui pesticidi. Il regolamento UE sulla deforestazione (EUDR) ne è un esempio chiave e prende di mira prodotti come cacao, caffè e olio di palma.
Attraverso programmi di sviluppo e fondi di cooperazione come il Fondo europeo di sviluppo, l’UE sostiene l’agricoltura sostenibile, il ripristino del suolo, la gestione dell’acqua e l’agricoltura resiliente al clima nei paesi in via di sviluppo. Ciò contribuisce alla governance ambientale globale e alle catene di approvvigionamento sostenibili.
La conclusione dello studio mostra che la sostenibilità ambientale è diventata un elemento strutturale della politica agricola dell’UE. La PAC si è evoluta da un sistema orientato alla produzione a un quadro orientato alla sostenibilità. I principi ambientali ora modellano la produzione agricola, i finanziamenti e le politiche commerciali.
L’agricoltura non è più vista esclusivamente come un’attività economica ma come parte della governance ambientale. L’integrazione delle politiche ambientali e agricole nell’UE rappresenta sia una trasformazione interna che un modello politico globale. Questo sistema posiziona l’UE come attore leader nell’agricoltura sostenibile e nella protezione ambientale in tutto il mondo.


SHAFIGA RAHIMLI,
Studentessa magistrale presso il Dipartimento di Pubblica Amministrazione dell’Istituto di Scienze Sociali dell’Università Dokuz Eylul, Turchia.

AGRICULTURAL POLICY IN THE ENVIRONMENTAL POLICY OF THE EUROPEAN UNION

This study examines the integrated relationship between the European Union’s environmental policy and the Common Agricultural Policy (CAP), with particular emphasis on the process through which environmental sustainability has become a central component of agricultural policymaking. The EU environmental policy framework is based on the principles of sustainable development, the polluter-pays principle, preventive measures, and strong legal foundations. Over time, these principles have significantly influenced the objectives of the CAP, especially through the reforms introduced after 1992, when environmental considerations became an inseparable part of agricultural support mechanisms.
The EU environmental policy framework is based on sustainable development, the polluter-pays principle, preventive measures, and strong legal foundations. Over time, these principles have significantly influenced the objectives of the CAP, especially through the reforms introduced after 1992, when environmental considerations became an inseparable part of agricultural support mechanisms.
The European Union, initially established with the aim of economic integration, has gradually evolved into a multidimensional political structure that also encompasses social, environmental, and sustainable development dimensions. One of the most significant reflections of this transformation can be observed in the interaction between environmental policies and agricultural policies. In Europe, the agricultural sector is one of the areas where natural resources are intensively used and where environmental impacts are most clearly visible. Therefore, the integration of the EU’s environmental policies into agricultural policies lies at the center of its vision for sustainable development.
The main objective is to examine the relationship between the European Union’s environmental policies and the Common Agricultural Policy (CAP), and to analyze strategic orientations in environmentally sensitive agricultural practices, protection of natural resources, sustainable production, and food security. The study addresses the effects of environmental policies on agriculture within historical development and current policy instruments, showing how balance is established between sustainability, economic growth, and agricultural production.
Agricultural production directly affects soil, water, air, and biodiversity, while also contributing to environmental problems such as excessive chemical use, soil erosion, water pollution, and carbon emissions. In response, environmental policies aim to transform the agricultural sector into a more sustainable, nature-compatible, and resource-efficient structure. In this context, integration of environmental policy into agriculture is strategic not only for environmental protection but also for rural development, food security, and climate change mitigation.
Environmental and agricultural policies in the EU were initially separate. The Common Agricultural Policy, based on the 1957 Treaty of Rome, was designed to ensure food security, eliminate production shortages, and increase rural welfare. Priority was given to production expansion and price stability. However, from the 1970s onward, overproduction, resource waste, and environmental degradation pushed the EU toward sustainability-oriented reforms.
With the Single European Act of 1987, the environment became an independent policy area, and the Maastricht Treaty of 1992 made environmental protection integration mandatory across all EU policies. From this period onward, CAP was restructured to include environmental criteria, and environmentally friendly farming practices and rural development measures were introduced.
In the 2000s, environmental objectives were strengthened through rural development policies. Sustainable use of natural resources, promotion of organic farming, and reduction of carbon emissions became central goals. The Lisbon Strategy (2000) and Gothenburg Strategy (2001) established sustainability as a core EU objective.
In recent years, the European Green Deal and the Farm to Fork Strategy have further transformed agricultural policy. Agriculture is now seen as an instrument in combating climate change, reducing pesticide and fertilizer use, limiting carbon emissions, and expanding environmentally friendly production systems.
The European Green Deal is a comprehensive strategy adopted by the European Commission in 2019, aiming for the EU to become a climate-neutral continent by 2050. This deal covers all sectors, including energy, industry, transport, construction, and agriculture. Its most important component for the agricultural sector is the “Farm to Fork” strategy.
The Green Deal has placed agriculture at the center of environmental policy because agriculture is both a victim of climate change and one of its causes. Agricultural activities account for approximately 10% of the EU’s total greenhouse gas emissions. Therefore, establishing sustainable food systems has become essential both for achieving climate targets and for ensuring the protection of natural resources.
The “Farm to Fork” strategy aims to improve environmental and health standards at every stage of food production. It seeks to make the food supply chain sustainable, reduce the use of chemical fertilizers and pesticides, promote organic farming, and prevent food waste. It also aims to ensure that consumers have access to healthy, safe, and environmentally friendly food products.
The main targets of the strategy are: Reducing pesticide use by 50% by 2030,
Reducing chemical fertilizer use by 20%,
Increasing organic farming land to 25% of total agricultural land,
Halving food waste.
Within the framework of the Green Deal, CAP has become not only a system that supports farmers’ income but also a mechanism that protects the environment. Measuring the carbon footprint of agricultural activities, monitoring soil health, and promoting sustainable irrigation techniques are concrete practices of this new era. This strategy represents a comprehensive structural transformation that integrates environmental policy and agricultural policy.
The Common Agricultural Policy is one of the oldest policy areas of the EU. Established on the basis of the 1957 Treaty of Rome, it initially aimed to ensure food security, increase agricultural production, and stabilize rural economies. Over time, it evolved into a system that includes environmental sustainability, biodiversity protection, and rural development.
From the 1970s onward, overproduction problems and environmental degradation led to structural reforms. The 1992 MacSharry Reform marked a turning point by shifting from production-based subsidies to direct income support and introducing environmentally friendly farming incentives.
The 1999 Berlin (Agenda 2000) Reform introduced a two-pillar structure: First Pillar: Market regulation and direct income support
Second Pillar: Rural development and environmental protection
The 2003 Fischler Reform introduced “decoupling,” meaning subsidies were no longer tied to production levels but to environmental compliance. Farmers had to meet standards related to soil protection, water management, and animal welfare.
The 2013 CAP Reform introduced “greening” practices, requiring ecological focus areas, crop rotation, and pasture protection.
The 2021–2023 reform aligned CAP with the European Green Deal, making climate action, biodiversity protection, and sustainable production central priorities.
Cross-compliance mechanisms link agricultural subsidies to environmental obligations. Farmers must comply with soil protection, water conservation, biodiversity protection, and chemical usage rules to receive payments. This ensures that public funding supports environmentally responsible agriculture.
Statutory Management Requirements (SMR) and Good Agricultural and Environmental Condition (GAEC) standards form the core of these obligations. Failure to comply results in reduced payments, making environmental protection a binding requirement rather than a voluntary choice.
The interaction between EU environmental policy and agricultural policy has become increasingly integrated over time. Agriculture is now considered not only an economic sector but also a key actor in environmental protection and sustainable resource management. This integration has been reinforced by rising environmental awareness, climate change pressures, and international commitments such as the Kyoto Protocol, the Paris Agreement, and the UN Sustainable Development Goals.
Agricultural activities have significant environmental impacts, particularly on water, soil, and biodiversity. Intensive irrigation increases water scarcity, especially in Mediterranean regions, while pesticide and fertilizer use leads to water pollution and eutrophication. Soil degradation caused by intensive farming practices reduces fertility and contributes to carbon loss, while biodiversity declines due to habitat destruction and monoculture practices.
In response, the EU has developed policies aimed at reducing environmental pressure from agriculture. These include sustainable land management strategies, soil protection frameworks, and agri-environmental measures designed to support biodiversity and ecosystem services.
Climate change has further intensified the need for policy integration. The EU follows both adaptation and mitigation strategies in agriculture. Adaptation focuses on improving resilience through drought-resistant crops, water management systems, and risk management tools such as agricultural insurance. Mitigation focuses on reducing greenhouse gas emissions, especially methane from livestock and nitrous oxide from fertilizers.
A key emerging concept is “carbon farming,” which aims to turn agriculture into a carbon sink by enhancing soil carbon storage, protecting grasslands, and promoting sustainable land use. This aligns directly with the objectives of the European Green Deal and climate neutrality goals.
EU financial instruments play a crucial role in supporting this transformation. The LIFE Programme funds environmental and climate-related projects, including habitat restoration, water protection, and ecological farming practices. Horizon Europe supports research and innovation in climate-resilient agriculture, precision farming, digital agriculture, and sustainable food systems.
The European Agricultural Fund for Rural Development (EAFRD) supports rural development policies under the second pillar of CAP. It finances organic farming, green investments, renewable energy projects in rural areas, agri-environmental schemes, and support for young farmers. These funds strengthen both environmental sustainability and rural economic development.
The EU also extends its environmental-agricultural policies to developing countries through trade and cooperation mechanisms. Agricultural imports are increasingly subject to environmental standards such as deforestation-free production, carbon footprint limitations, and pesticide regulations. The EU Deforestation Regulation (EUDR) is a key example, targeting commodities like cocoa, coffee, and palm oil.
Through development programs and cooperation funds such as the European Development Fund, the EU supports sustainable agriculture, soil restoration, water management, and climate-resilient farming in developing countries. This contributes to global environmental governance and sustainable supply chains.
The conclusion of the study shows that environmental sustainability has become a structural element of EU agricultural policy. CAP has evolved from a production-oriented system into a sustainability-driven framework. Environmental principles now shape agricultural production, funding, and trade policies.
Agriculture is no longer viewed solely as an economic activity but as part of environmental governance. The integration of environmental and agricultural policies in the EU represents both an internal transformation and a global policy model. This system positions the EU as a leading actor in sustainable agriculture and environmental protection worldwide.

SHAFIGA RAHIMLI,
Master’s student in the Department of Public Administration at the Institute of Social Sciences, Dokuz Eylul University, Türkiye.

La prof.ssa Terane Turan Rehimli cura la traduzione in turco di tre poesie e biografia della poetessa Taghrid BouMerhi

Foto cortesia della prof.ssa Terane Turan Rehimli e della poetessa Taghrid BouMerhi

Tre poesie e una breve biografia di Taghrid BouMerhi sono state tradotte in turco dalla prof.ssa dott.ssa dell’ Azerbaigian, Terane Turan Rehimli e pubblicate su Edebiyat Defteri.




TAGHRID BOU MERHI (Brezilya)

Taghrid Bou Merhi è una poetessa, scrittrice e traduttrice libanese che vive in Brasile.
Ha una laurea in legge. Ambasciatrice del team “International Cultural Salon Association” e rappresentante brasiliano della Rivista americana P.L.O.T.S.
È membro della WWWU (World Nations Writers’ Union) con sede in Kazakistan.
Nizar Sartawi ha vinto il Premio Internazionale di Traduzione Creativa nel campo della traduzione e della letteratura nel 2021.
È consulente country della piattaforma letteraria Al-Sham nel campo della traduzione letteraria.
2° nell’anno 2022 Zhengxin è stato insignito del Premio Internazionale del Poeta.
Editori su Al-Arabe Today, Rainbow, Literária Agareed, Al-Nil Walfurat, Literária e Allaylak.
Parla fluentemente francese, inglese, portoghese, italiano e spagnolo, compresa la sua lingua madre arabo.
Le sue poesie sono state pubblicate in numerose antologie internazionali, riviste letterarie e varie piattaforme culturali; le sue opere sono state tradotte in più di 24 lingue.
I suoi libri pubblicati:
1. Canzoni del desiderio
2. Chiavi della scienza: versi e manifestazioni
3. Filosofie sulla riva dell’anima
4. I fiori dell’amore
5. Ferite del cuore
6. La Esperanza ( in fase di revisione)
7. Quello che è mio non è mio

LA MIA FILOSOFIA

Ogni volta che parlo di filosofia
Mi sento come un vile verme che rosicchia le ossa dell’esistenza;
e quando realizzo la semplicità delle mie parole,
improvvisamente mi vedo trasformarmi in una mosca fastidiosa che infastidisce i miei pensieri o le mie illusioni.

Vieni con me, se vuoi, non è una scelta facile.
La distanza tra noi è bloccata tra doppie parentesi,
Tenendo d’occhio l’estinzione digitale.

Dato che non posso cambiare i nomi e sapendo di essere una preda facile,
Coglierò l’occasione e passerò alla Sua elevata presenza.

Dove mettere il fango appiccicoso,
e qual è la distanza più breve tra killer e maktul, per un respiro cieco?

La cosa saggia è aspettare che un altro filosofo esca dalla nebbia,
per ascoltarlo insieme.

Forse la sua voce è più bella dei suoi denti bianchi,
La sua mano è larga come i balconi del nostro giardino.

Haydi, bir bardak su isteyelim.
Facciamo finta di contare le stelle,
Raccogliamo la polvere del cielo.

E siccome tu sei la mia filosofia petrolifera,
da vecchi trucchi, puzzle, indovini, aerei da combattimento e macchine vivaci, che speravamo.

Quel cavolo di verme scava a fondo,
finché la coscienza non diventa uno scherzo;
E poi c’erano le pendenze.

COME SE ASPETTANDO

Dato che il sonno ha tagliato i fili,
Fluisci da te stesso a te stesso, aspettando te stesso.
Come un sangue segreto appena estratto dalle rive del tempo.

Ehi la persona che è stata portata in posti a cui sono stati tagliati gli arti
quando le tue palpebre cadono dalla separazione,
la tristezza scende dal sudore del cielo come sessanta tombe.

Mentre aspetti te stesso, pensa ai figli della morte e ai fuochi ardenti.
Dovresti morire così possiamo dormire
Dovresti mangiare il fuoco che ha catturato la tua attesa,
così posso scacciare i tuoi dolori e trasformarli in cenere.

Muori lentamente quando molli,
Come un mazzo di fiori gialli,
così posso sentire l’alienazione e la vuota solitudine.

Uccello che dorme su un aquilone di carta,
ha smesso di bruciare singhiozzando sui pali elettrici.
Le teste dei passanti lo guardavano solo.

E una macchina fotografica pazza si trova in mezzo alla strada:
“Oh la mia debolezza! ”

O l’aria tagliata dalla carta del tempo,
ci sono trucchi che proprio non passano,
Ci sono mani che cancellano il volto dei dispiaceri con l’inchiostro.

Ehi yolcu,
quando sei stanco di appoggiarti al bastone aspettando te stesso,
ricorda che in mezzo a questo fuoco stai ancora respirando,
tutto grazie alla preghiera cinque volte

UN VIAGGIO SENZA PORTO

Porto dentro di me città in cui non sono mai stato,
volti senza nomi e tracce,
discorsi che non hanno forma;
Sono come l’eco del vento e della pioggia.

Ci sono sagome che attraversano il sentiero della mia vita,
come un’ombra che trapela nei miei sogni.
Cercandoli con occhi desiderosi,
ma tutto ciò che rimane è un vuoto.

Sono sull’orlo del tempo e io,
Guardandola traboccare dal vuoto.
Lei fugge via da me come un’acqua di miraggio e sussurra:
“Non lo raggiungerai mai, lascialo scorrere. ”

Tornando sulle strade che ho percorso una volta,
Li trovo così come sono, senza cambiare.
Come se il mio viaggio non avesse fine,
è come se stessi vagando in cerchi di illusione e dubbio.

Scrivendo in silenzio le cose,
ombre dalle finestre che passano,
Illusione nelle strade affollate,
un sogno perduto che non torna più.

E io chiedo:
C’è una luce che si muove verso di noi,
o le distanze abbracciano l’oscurità?
Ogni percorso ci porta inevitabilmente alla fine della storia,
dove si dice “Passo”?

Tuttavia, sto andando avanti,
perché non c’è niente che ferma i miei passi,
non c’è niente che metta fine alla storia dentro di me.
Tengo ancora la mano sulla porta,
per dire addio con un ultimo tocco alla strada.





Traduzione in turco: Terane Turan Rehiml

ÇEVİRİ
TAGHRID BOU MERHI (Brezilya)

Taghrid Bou Merhi Brezilya’da yaşayan Lübnanlı bir şair, yazar ve çevirmendir.
Hukuk lisans derecesine sahiptir. “International Cultural Salon Association” ekibinin büyükelçisi ve American P.L.O.T.S. Magazine’in Brezilya temsilcisidir.
Kazakistan merkezli saygın platform WWWU (World Nations Writers’ Union) üyesidir.
2021 yılında çeviri ve edebiyat alanında Nizar Sartawi Uluslararası Yaratıcılık Çeviri Ödülü’nü kazanmıştır.
Edebi çeviri alanında Al-Sham Literary Platform’un ülke danışmanıdır.
2022 yılında 2. Zhengxin Uluslararası Şair Ödülü’ne layık görülmüştür.
Al-Arabe Today, Rainbow, Literária Agareed, Al-Nil Walfurat, Literária ve Allaylak dergilerinde editörlük yapmaktadır.
Ana dili Arapça olmak üzere Fransızca, İngilizce, Portekizce, İtalyanca ve İspanyolcayı akıcı biçimde konuşmaktadır.
Şiirleri çok sayıda uluslararası antolojide, edebiyat dergilerinde ve çeşitli kültürel platformlarda yayımlanmış; eserleri 24’ten fazla dile çevrilmiştir.
Yayımlanmış kitapları:
1. Özlemin Şarkıları
2. Bilimin Anahtarları: Dizeler ve Tezahürler
3. Ruhun Kıyısındaki Felsefeler
4. Aşkın Çiçekleri
5. Kalbin Yaraları
6. La Esperanza (inceleme aşamasında)
7. Benim Olan Benim Değil


BENİM FELSEFEM

Felsefeden her söz edişimde,
kendimi varoluşçuluğun kemiklerini kemiren aşağılık bir solucan gibi hissederim;
ve sözlerimin sıradanlığını fark ettiğimde,
bir anda düşüncelerimi ya da sanrılarımı rahatsız eden sinir bozucu bir sineğe dönüştüğümü görürüm.

Benimle gel, eğer istersen; kolay bir seçim değildir bu.
Aramızdaki mesafe, çift parantezlerin arasına sıkışmıştır,
dijital soyun tükenişini gözetleyerek.

İlk adları değiştiremediğime göre ve kolay bir av olduğumu bilerek,
fırsatı yakalayacak ve yüceltilmiş varlığından geçeceğim.

Yapışkan çamurunu nereye koymalıyım,
ve katille maktul arasındaki en kısa mesafe nedir, kör bir nefes için?

Bilgece olan, sislerin içinden başka bir filozofun çıkmasını beklemektir,
onu birlikte dinlemek için.

Belki sesi, bembeyaz dişlerinden daha güzel olur,
eli ise arka evimizin balkonları kadar geniş.

Haydi, bir bardak su isteyelim.
Yıldızları sayıyormuş gibi yapalım,
göğün geriye kalan tozunu toplayalım.

Ve sen benim petrol felsefem olduğun için,
eski hilelerden, kurmaca filmlerden, falcılardan, savaş uçaklarından ve ruhlu arabalardan medet umduk.

O lanetli solucan derinlere kazdı,
ta ki bilinç bir şakaya dönüşene dek;
ve o vakit yamaçlar vardı.


BEKLEMEK GİBİ

Uykunun iplerini kestiğine göre,
kendi benliğini beklerken, kendinden kendine doğru ak.
Zamanın kıyısından yeni çekilmiş gizli bir kan gibi.

Ey uzuvları kesilmiş mekânlara sürülmüş kişi,
gözkapakların ayrılıktan dökülürken,
hüzün, göğün terinden altmış mezar gibi damlar.

Kendini beklerken, ölümün çocuklarını ve yanan ateşleri düşün.
Biz uyuyabilelim diye ölmeliydin.
Bekleyişinden tutuşan ateşi yemeliydin,
acılarını kovup küle dönüştürebilmek için.

Kendinden çıktığında yavaşça öl,
sararmış bir çiçek demeti gibi,
ki yabancılığı ve boş yalnızlığı hissedebileyim.

Kâğıttan bir uçurtmanın üzerine uyuklayan kuş,
elektrik direklerinde ağıt yakmayı bıraktı.
Yoldan geçenlerin başları ona yalnızca geçici bir bakış attı.

Ve çılgın bir kamera yolun ortasında duruyor:
“Ah acizliğim!”

Ey zamanın kâğıdından kesilmiş hava,
geçemeyen hileler var,
mürekkeple hüzünlerin yüzünü silen eller var.

Ey yolcu,
kendini beklerken bastona yaslanmaktan yorulduğunda,
bu ateşin ortasında hâlâ nefes aldığını hatırla,
beş vakit namazın sayesinde.


LİMANI OLMAYAN BİR YOLCULUK

İçimde hiç gitmediğim şehirler taşıyorum,
adı ve izi olmayan yüzler,
hiç şekil bulmamış konuşmalar;
sanki rüzgârın ve yağmurun yankısıyım.

Hayatımın yolundan geçen siluetler var,
düşlerime sızan bir gölge gibi.
Onları hasretli gözlerle arıyorum,
ama geriye yalnızca boşluk kalıyor.

Kendimle zaman arasındaki eşiğin kenarında duruyorum,
onun boşlukla taşmasını izleyerek.
Bir serap suyu gibi benden kaçıyor ve fısıldıyor:
“Asla yetişemeyeceksin, bırak aksın.”

Bir zamanlar geçtiğim yollara dönüyorum,
onları değişmeden, olduğu gibi buluyorum.
Sanki yolculuğumun sonu yok,
sanki yanılsama ve kuşku dairelerinde dolaşıyorum.

Sessizce geçenleri yazıyorum,
geçip giden pencerelerdeki gölgeleri,
kalabalık caddelerdeki yanılsamayı,
bir daha dönmeyen kayıp bir düşü.

Ve soruyorum:
Bize doğru ilerleyen bir ışık var mı,
yoksa mesafeler karanlığı mı kucaklıyor?
Her yol kaçınılmaz olarak bizi hikâyenin sonuna mı götürür,
orada “Bitti” dedikleri yere?

Yine de ilerliyorum,
çünkü adımlarımı durduran hiçbir şey yok,
içimdeki hikâyeyi bitiren hiçbir şey yok.
Elimi hâlâ kapının üzerinde tutuyorum,
yola son bir dokunuşla veda edebilmek için.

Türk diline çeviri: Terane Turan Rehimli

Pietro La Barbera, direttore del Gruppo del Teatro al buio, ha registrato in audio il Primo Atto della commedia: ” La pazzia non è da tutti” di Pietro La Barbera

Foto cortesia della locandina creata da Pietro La Barbera

Gruppo del TEATRO AL BUIO, La pazzia non è da tutti di Pietro La Barbera, 28 aprile 2026 (I atto)

TEATRO AL BUIO, Ada Rizzo, Annalisa Palladino, Antonella Mucci, Antonio Palladino, Danila Cicchini, Elisa Mascia, Luigi D’Andrea, Pablo Giovanni Bonsignori, hanno condiviso, dato voce e cuore al testo La pazzia non è da tutti di Pietro La Barbera, 28 aprile 2026 (I atto)

Yannis Fikas, Fondatore e presidente dell’ Accademia di Farsala

Foto cortesia del prof. Yannis Fikas

“La filosofia conduce un uomo nel profondo di se stesso. »

“La filosofia purifica la durezza dell’anima e la rende sferica e radiosa, così come l’acqua del fiume leviga la rudezza della pietra sul fondo. »

“L’immaginazione solleva la coscienza dal mondo dei sensi al mondo dello spirito. »

“Il tempo dà all’uomo l’opportunità di apprezzare e pesare le cose. »

“Ama tutti, fidati di pochi, non fare del male a nessuno. »

“Ciò che non interessa all’ape non interessa nemmeno alle api. »

‘Niente di eccesso. »

“Pensieri giusti, percezioni giuste, decisioni giuste, sforzo giusto, azione giusta, comportamento giusto, discorso giusto, pensiero giusto. « »

“Il dolore libera e rinnova le forze interiori dell’uomo. »

“L’uomo eccellente ha in mente la sua virtù, l’uomo piccolo ha la sua terra. »

“L’uomo eccellente ha in mente la legge, l’uomo piccolo ha favore. « »

“L’uomo eccellente capisce ciò che è giusto, il piccolo capisce ciò che è redditizio. »

“L’eccellente è arrogante, ma non arrogante όχι il piccolo è arrogante, non arrogante. »

“L’uomo eccellente punta in alto, l’uomo piccolo punta in basso. »

“L’uomo eccellente prova vergogna se le sue parole vanno oltre le sue opere. »

“L’eccellente è orgoglioso e non finalista ˑ sociale e non arrogante. »

“Una persona eccellente è stabile perché ha dei principi, non perché è testardo. « »

“Ottenere i propri desideri non è sempre così bello,
Basta che tu riesca a fermarli quando necessario. »

«Perché gli atti dell’umanità non ritirarti né al tuo maestro né; non ingannare il tuo capo, anche se ti scontri con lui. »

“Le condizioni per la crescita spirituale sono dentro di noi e non fuori di noi e fortunatamente sono indipendenti dalle circostanze e dalle circostanze della vita terrena. »

“Tristezza, malinconia, fantasia e cattivo umore causano grandi turbolenze all’anima. »

“L’uomo, dopo aver trovato il punto di equilibrio degli opposti, deve sostituire il dolore con la gioia, il dolore con l’amore, la sconfitta con la vittoria. »

“È impossibile vivere una vita felice se la tua vita non ha cura, bellezza e giustizia; ed è impossibile che la tua vita abbia bellezza, giustizia e cura se non ha gioia. « »

“L’inquietudine dell’anima e l’apatia del corpo sono dolori statici (situazionali), mentre la gioia e l’esuberanza sono dolori attivi che si trovano in movimento (cinetici). »

“La virtù dell’Irrequietezza, oltre l’inazione – quiete ed eccesso è lo stato ideale dell’essere che porta all’Autosufficienza e alla Beatitudine. »

“Non tentare né il molto facile nelle amicizie né il molto esitante; bisogna però osare rischiare per amore dell’amicizia. »

“Dipende dall’uomo se cadrà in forme inferiori, che tendono agli animali; e dall’uomo se rinascerà in forme superiori che tendono al divino. « »

“Il coraggio, cioè evitare entrambi i fini, audacia e codardia, evitando eccessi e mancanze, ci porterà gradualmente alla saggezza. »

“Il coraggio aiuta l’uomo a sopportare le difficoltà, la giustizia a restare nei limiti, la prudenza a scegliere giustamente e la giustizia a premiare i giusti. »

“L’azione corretta, cioè l’azione essendo libera da ogni attaccamento, la piena determinazione, senza attaccamento ai frutti, senza intossicazione al successo, senza scoraggiamento al fallimento, diventerà in seguito una teoria con la filosofia stoica (la virtù ha valore in sé) e non può (per compiere il proprio dovere per il suo bene” di turno). »

“Le opere d’arte devono esprimere la parte migliore dell’artista e attivare la parte migliore dell’uomo. « »

Calma la mente e ascolta:

Ascoltando i rumori della cascata,
τη il mare che si infrange nelle rocce,
 le onde sulla riva,
 i pini ronzano nel vento,
ή i rumori del fuoco del camino. »

https://drive.google.com/drive/folders/1y2Am48tkJlhDG089vpheGwENf0DUBmNX

Foto cortesia

Poesie e biografia di Tasneem Hossain- Bangladesh

Foto cortesia di Tasneem HossainBangladesh

Balliamo!

Uno, due, allacciatevi le scarpe.

Tre, quattro, mettetevi in pista.

Cinque, sei, muovete i piedi.

Sette, otto, ballate a ritmo.

Nove, dieci, muovetevi come lo scricciolo.

Undici, dodici, rotolate come il cerbiatto.

Tredici, quattordici, ondeggiate come il cigno.

Quindici, sedici, dondolatevi a ritmo.

Girate di gioia, trascendete il tempo.

La danza, espressione di menti raffinate.

Sentite il ritmo e danzate divinamente.

Balliamo!

Danzate in tutto il mondo.

Danzate in tutto il mondo,

Ognuno lascia la propria impronta.

Il balletto, equilibrio, grazia impeccabile,

Otto arti del corpo in perfetto equilibrio,

Dall’Italia alla Francia si diffuse,

Angeli con le punte dei piedi che volteggiano in piroette sopra la testa,

Volando sulle nuvole, danzatrici incantevoli,

Ogni movimento un sogno, tenero e sciolto.

I sorrisi seducenti delle coppie di ballerini da sala,

Postura elegante, spalle che si muovono con stile, un flusso ininterrotto.

Dall’Europa agli Stati Uniti, figure sinuose, fianchi ondeggianti,

Spingimenti e sollevamenti; blocchi e cadute, volteggiano.

Una storia di passione raccontata silenziosamente, in sintesi.

Da San Francisco nacque la danza contemporanea,

Gli inizi della danza moderna, dove regnava la libertà.

Gambe forti e corpo controllato;

Contrazione, rilascio, audacia e coraggio.

Cambiamenti di ritmo, velocità improvvisa,

Lavoro a terra, cadute e recuperi in totale libertà.

Fiamme di flamenco dalla Spagna si levano,

Postura fiera, spirito inebriante.

Sguardi intensi si alternano a un fascino audace e raffinato;

Vongole vorticose degli abiti; braccia nude sollevate;

Gesti civettuoli, ritmi frettolosi e intensi;

Battendo le nacchere, si diffonde un prisma di fiamme danzanti.

Danza di strada, hip-hop, energia immensa.

Stile versatile e mutuato, il dado è tratto.

Tip tap, tango, jazz si susseguono.

Dagli spettacoli moderni europei, africani e americani.

Emozioni e stati d’animo plasmano i loro passi,

Piedi come tamburi, rapidi passi di danza.

Il lavoro di piedi e scarpe del ballerino, così intricato.

Salsa e rumba, giù a Cuba,

Fusione di danza e musica di Ganzá,

Mambo, cumbia, festejo.


Passi spezzati, piroette, movimenti energici e cadute.

Trinidad e Tobago ballano il Calypso.

Tutti ballano al ritmo della discoteca.

Buenos Aires vibra del calore del Tango.

Milonga, flamenco, i ritmi si incontrano.

Danza veloce e sensuale dall’Argentina;

Influenze dall’habanera cubana.

Samba brasiliana, ipnotica, luminosa.

La marimba del Guatemala danza nella notte.

Le bellezze egiziane ondeggiano con vigore.

Assolo dinamico e vibrante con torsioni del busto al chiaro di luna.

Ritmi mediorientali infiammano la scena.

Isolamento del busto, arte mostrata con le parti del corpo.

Affascinante e bellissima body art.


Dal cuore dell’India, la danza classica.

Il Bharatanatyam racconta storie in un solo sguardo.

Dal Tamil Nadu, India meridionale

I mudra delle mani raccontano una storia, questa è l’idea.

Kathakali: danza religiosa dell’India sudoccidentale.

Ispirata al Ramayana e alla storia d’amore di Shiva.

Le leggende del Ramayana.

Kathak: India settentrionale.

Una danza d’amore, i ghungroo (campanellini di riso) invocano.

Manipuri, dal Manipur, India nordorientale.

Tradizioni e rituali popolari, tratti dalla vita del dio Krishna.

Fluida e aggraziata, oh che carisma!

Andhra Pradesh: Kuchipudi, danza sensuale.

Aspersione di acqua santa, un rituale accompagnato dal canto.

Odissi, dall’Orissa, nell’India orientale.

Cinquanta mudra, danza lirica e sensuale.

Le dee si ergono, le divinità si stagliano all’orizzonte.

Dee abbaglianti e audaci, le divinità le inseguono.  La danza indiana eleva l’anima e incanta tutti.

I cuori si immergono in un romanticismo meraviglioso.

Bhangra, vibrante danza popolare del Punjab con movimenti marziali.

I danzatori di Jhumer danzano con le loro radici nel Punjab e nel Balochistan.

Dhali, danza di arti marziali a tema bellico con spade e scudi.

Baul, tradizione mistica con movimenti espressivi e temi spirituali,

l’anima viene guarita.

Le danze tribali Manipuri e Santal rivelano movimenti aggraziati e complessi.

Le danze festive del Bangladesh affascinano il pubblico, che ne rimane estasiato.

Metodiche, precise, eppure libere;

Danzano con passi leggeri e veloci a ritmo di musica, in perfetta armonia.

La perfezione, con emozioni appassionate che si accendono;

Alleviano la mente ed elevano verso la divinità, emozionando.


Abiti scintillanti brillano come onde tremolanti

Gioielli luccicanti brillano con un ritmo incalzante.

Gli occhi dei danzatori sono rapiti dall’estasi,

Un’aura straordinaria, un pubblico facile da conquistare

Danza da est a ovest, da nord a sud

Continenti con tradizioni e muse diverse.

Danza, danza! Danza a ritmo di musica

Muovi il tuo corpo, nel modo che conosci meglio

Lascia che tocchi il tuo cuore e la tua anima

Lascia che la musica ti sollevi e ti completi.

Lascia che gli spettatori applaudano e sorridano;

Lo stress svanirà, il tuo spirito canterà,

La poesia dà vita al canto e la danza prende il volo.



La poesia dà vita alla musica, al canto e alla danza.

La poesia dà vita, contrasti significativi.



Breve biografia di Tasneem Hossain

Tasneem Hossain, poetessa, autrice, educatrice, traduttrice e editorialista poliglotta del Bangladesh, ha lasciato un segno indelebile nel mondo letterario. Laureata in Lingua e Letteratura Inglese, è una scrittrice prolifica che compone poesie in inglese, bengalese e urdu. Le sue opere spaziano dalla poesia alla narrativa, dagli articoli di opinione alle traduzioni e ai testi didattici, rendendola una figura letteraria versatile e influente.

Si è immersa nell’essenza senza tempo della creazione letteraria. Crede che “la poesia sia musica attraverso le parole, un fiume che scorre incessantemente e riflette tutto ciò che ci circonda”. Tasneem scrive poesie solo quando la passione la pervade, e questo si può percepire nella potente fluidità del suo inchiostro.

Una presenza letteraria di spicco, è un’autrice poliedrica, un’anima talentuosa e dotata, un’educatrice esperta e una leader nel mondo degli affari.  I suoi scritti profondi ed emozionanti hanno conquistato i cuori e illuminato le vite di innumerevoli lettori in tutto il mondo. Le opere di Tasneem hanno trasceso i confini geografici, raggiungendo lettori di diverse culture e provenienze. I suoi scritti di grande impatto sono stati pubblicati in oltre 280 prestigiose antologie, riviste, quotidiani e periodici internazionali. Alcuni dei suoi libri sono disponibili in 40 paesi.

I suoi articoli di opinione e le sue rubriche sensibilizzano l’opinione pubblica su temi sociali e relativi ai diritti umani, tra cui la violenza domestica, la guerra e la pace. I suoi scritti rappresentano un potente appello all’umanità a opporsi all’ingiustizia e alla guerra. Come autrice di articoli di opinione, ha scritto più di 175 articoli.

Diversi suoi articoli e poesie sono utilizzati come materiale didattico in università e accademie in Bangladesh e Cina; alcuni sono stati inclusi in tesi di ricerca universitarie e altri sono stati citati in esse.

Conduce anche workshop internazionali sulla scrittura di haiku.

Inserita tra le “100 figure letterarie più influenti del 2025” da Barcelona Adibia, è la vincitrice del concorso Walt Whitman 2025 dell’International Literary Association Creative Tribune e si è classificata al primo posto nella categoria Lingua Inglese del “Concorso Letterario Internazionale Friedrich Schiller 2025” dell’International Literary Association Creative Tribune. Ha inoltre vinto il prestigioso Premio Giovanni Pascoli per il biennio 2026-2027 e il Premio Shahittyapata nel 2025 e nel 2026. Ha ricevuto numerosi altri premi e riconoscimenti da diverse associazioni letterarie di tutto il mondo. Le sue poesie sono state tradotte in 18 lingue e i suoi scritti di grande impatto appaiono regolarmente in prestigiose pubblicazioni internazionali. Membro della World Writers’ Union, è stata riconosciuta come una delle Scrittrici Contemporanee del Mondo nel 2024 e nel 2025 in diverse antologie ed è stata intervistata su numerose piattaforme letterarie in riconoscimento del suo contributo alla letteratura mondiale.  È stata inoltre riconosciuta come ambasciatrice di pace e delle discipline umanistiche dall’Organizzazione Internazionale Egiziana per gli Ambasciatori di Pace e delle Discipline Umanistiche.

È Ambasciatrice Editoriale per il Bangladesh della rinomata rivista letteraria internazionale Wordsmith International Editorial (USA) e Ambasciatrice per l’Alfabetizzazione e la Cultura della Fondazione Asih Sasami Indonesia (Indonesia) per un mandato di cinque anni (2025-2030).

Autrice di tre raccolte di poesie – Grass in Green, The Pearl Necklace e Floating

Feather – e di un libro di articoli intitolato Split and Splice, dirige anche un progetto e un gruppo di poesia internazionale chiamato Life in Lyrics. Inoltre, ha in programma la pubblicazione di altri quattro libri.

Ha insegnato Inglese Commerciale presso l’Università di Ingegneria e Tecnologia di Chittagong. Attualmente è direttrice di due importanti organizzazioni per lo sviluppo delle risorse umane: il Continuing Education Centre (Bangladesh) e Cansaz Services and Distribution LLC (Canada). Con 29 anni di esperienza, è una stimata consulente aziendale e formatrice in Lingua Inglese e Gestione della Comunicazione.  Partecipa attivamente a diverse attività sportive ogni volta che se ne presenta l’occasione. Ha anche partecipato ai campionati nazionali di badminton in Bangladesh. Per 10 anni ha lavorato come

conduttrice di telegiornali, lettrice di commenti, intervistatrice e presentatrice radiofonica per Radio Bangladesh. Ha anche diretto diverse opere teatrali, tra cui “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare.

Potete contattare Tasneem Hossain via email all’indirizzo cec.tasneem@gmail.com

LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/tasneem-hossain-280b891aa/




Let’s Dance

One, two, buckle your shoes.
Three, four get on the floor.
Five, six, step on your feet.
Seven, eight, dance on the beat.

Nine, ten, move like the wren.
Eleven, twelve, roll like the fawn.
Thirteen, fourteen sway like the swan
Fifteen, sixteen, swing on the tune.

Swirl with joy, transcend time.
Dance, the form of cultured minds.
Feel the rhythm and dance divine.

Let’s dance!


Dance Across the World

Dance across the world,
All leave their own trace.
Ballet, balanced, flawless grace,
Eight body limbs poised in perfect space,
From Italy to France it spread,
Angels with pointed toes waltzing pirouette overhead
Flying on clouds, ravishing danseuse,
Each movement a dream, tender and loose.

Ballroom couples’ alluring smiles that gleam,
Elegant posture, rolling shoulders in style, a flowing stream.
Europe to the USA curving patterns, swaying hips,
Thrusts and lifts; locks and drops they flip.
A story of passion silently told in a gist.

From San Francisco, the Contemporary began,
Beginnings of Modern Dance, where freedom ran.
Legwork strong and body controlled;
Contract, release, daring and bold.
Shifts of rhythm, sudden speed,
Floor work, fall and recovery freed.

Flamenco flames from Spain arise,
Posture proud are main, spirit flies.
Fierce glances turn with daring, artful charm;
Swirling flounces of dress; upheld naked arms;
Flirtatious gestures, hasty, heated rhythms;
Clapping the castanets, spread darting flame’s prism.

Street dance, hip-hop, energy vast.
Borrowed, versatile style, the die is cast.
Tap, tango, jazz dances flow.
From European, African, the American modern shows.
Emotions and moods to design their steps,
Feet like drums, rapid footwork sets.
Dancer’s foot and shoe work, so intricate.

Salsa and Rumba, down in Cuba,
Fusion of dance and music of Ganzá,
Mambo, Cumbia, Festejo roll.
Break steps, spins, loud moves and drops.
Trinidad and Tobago do the Calypso.
Everybody dances to the beat of the disco.

Buenos Aires hums with Tango’s heat,
Milonga, flamenco, rhythms meet.
Fast, sensual dance from Argentina;
Influences from the Cuban habanera.
Brazilian Samba, hypnotic, bright,
Guatemala’s Marimba dances the night.

Egyptian belles sway with might, 
Dynamic shaking solo with torso twists in moonlit light.
Middle Eastern rhythms ignite.
Torso isolates, artistry shown with body parts;
Fascinating, beautiful body art.

From India’s heart, classical dance,
Bharatanatyam tells tales at a glance.
From Tamil Nadu, southern India
Hand mudras tell a story that’s the idea.

Kathakali: southwestern India’s religious dance.
Inspiration from Ramayana and Shiva’s romance
Ramayana’s lore,
Kathak:  northern India,
A dance of love, ghungroos implore.
Manipuri from Manipur, northeastern India.
Folk traditions and rituals, from life of God Krishna.
Smooth and graceful, oh what charisma!
Andhra Pradesh: Kuchipudi, sensual dancing,
Sprinkling holy water, a ritual with singing.

Odissi, from Orissa in eastern India
Fifty mudras, lyrical, sensuous dance
Goddesses rise, deities loom.
Dazzling, daring goddesses, deities pursue.  

Indian dance lifts souls and leaves all in a trance.
Soulful hearts immerse in beautiful romance.

Bhangra, vibrant martial movements, folk dance from Punjab
Jhumer dancers sway folk dance with roots in Punjab, Balochistan,

Dhali, war- themed, martial arts dance with swords and shield
Baul, mystic tradition with expressive moves and spiritual themes,
soul is healed.
Manipuri, Santal tribal dances graceful and intricate moves revealed.
Festival dances from Bangladesh fascinate the audience; they beam.

Methodical, precise, yet free;
Dancing soft, swift feet to the beat in harmony.
Perfection with passionate emotions ignite;
Eases mind and lifts high to divinity, excites.

Glittering garments shine like tremulous waves
Sparkling trinkets sparkle with rhythmic display.
Dancers’ eyes ravish with rapture,
Amazing aura, audience easy to capture

Dance from east to west, north and south
Continents with diverse traditions and muse.

Dance, dance! Dance with the steps
Shake your body, the way you can best
Let it touch your heart and soul
Let music lift you and make you whole.
Let the onlooker applaud and smile;
Stress will fade, your spirit will sing,
Poetry births song, and dance takes wing.

Poetry gives birth to music, song and dance.
Poetry gives life, meaningful contrasts.

Brief Biography of Tasneem Hossain


Tasneem Hossain, a multi-lingual poet, author, educator, translator and columnist from Bangladesh has left an undeniable mark on the literary world. With a major in English language and Literature, she is a prolific writer who crafts poetry in English, Bengali and Urdu. Her works span from poetry, fiction, op-eds, translations and educational writings making her a versatile and influential literary figure.  


She has immersed herself in the timeless essence of literary creations. She believes, ‘poetry is music through words, an ever-flowing river reflecting all that surrounds us.’ Tasneem writes poetry only when her passion is aroused and this can be observed in the powerful flow of her ink. 


A strong literary presence, she is a multifaceted author, a talented and gifted soul, an experienced educator and a business leader. Her profound and emotive writings have captured the hearts and illuminated the lives of countless of readers worldwide. Tasneem’s works have transcended geographical boundaries, reaching readers from diverse cultures and backgrounds. Her impactful writings have been featured in more than 280 esteemed anthologies, journals, daily newspapers and international magazines worldwide. Some of her books are available in 40 countries.


Her op-eds and columns create awareness about social and human rights issues- including domestic abuse, war and peace. Her writings are a powerful call to humanity to stand against injustice and war. As an op-ed writer, she has written more than 175 articles.

Several of her articles and poems are utilized as teaching material in universities and academies in Bangladesh and China; some have found their way in university research papers and some have been referenced in university research papers.

She also conducts international workshops on haiku writing.

Adjudged the ‘100 most influential literary figures of 2025’, by Barcelona Adibia. She is the winner of The International Literary Association Creative Tribune, Walt Whitman 2025 Contest and first place holder in the English Language category of The International Literary Association CREATIVE TRIBUNA’s ” Friedrich Schiller International Literary competition 2025”. She has also won the prestigious Giovanni Pascoli Award for 2026-2027 and Shahittyapata Award 2025 and 2026. She has won many other awards and recognition from different literary groups around the world. Her poems have been translated in 18 languages and her powerful writings are regularly featured in esteemed publications around the globe. A member of World Writers’ Union, she has been recognized as World’s Contemporary Writers 2024 and 2025 in several anthologies and interviewed on several literary platforms in recognition of her contributions to world literature. She has also been recognized as ambassador of peace and Humanities by ‘The Egyptian International Organization for Ambassadors of Peace and Humanities’

She is the Editorial Ambassador, Bangladesh for the popular international literary magazine, Wordsmith International Editorial, USA and Board Ambassador of Literacy and Culture of the Asih Sasami Indonesia Foundation, Indonesia for five years (2025-2030).

An author of three poetry collections—Grass in Green, The Pearl Necklace, and Floating
Feather and a book of articles Split and Splice, she also leads an international poetry project and group called Life in Lyrics. Additionally, four more books are currently in progress.

She served as a faculty member of Business English at Chittagong University of Engineering and Technology. Currently, she is the director of the prominent human resource development
organizations, Continuing Education Centre (Bangladesh), and Cansaz Services and Distribution LLC (Canada). With 29 years of experience, she is a highly regarded Business consultant, and English Language and Communication Management trainer.

She actively participates in sports whenever the opportunity arises. She also participated in the national badminton championships in Bangladesh. For 10 years, she worked as a
newscaster, commentary reader, interviewer and radio presenter for Radio Bangladesh. She has also directed plays, including Shakespeare’s ‘A Midsummer Night’s Dream’.

You can connect with Tasneem Hossain through email: cec.tasneem@gmail.com
Linkedin: https://www.linkedin.com/in/tasneem-hossain-280b891aa/

Una dedica speciale da Danijela Cuk per una donna meravigliosa : ” Tihana”

Foto cortesia di Tihana e Danijela Cuk

Oggi è il 35 compleanno di una bellissima donna leonessa e combattente, così ho deciso di scrivere testi di sostegno per lei con il cuore …
Facciamole tutti gli auguri di cuore!

TESTO PER TIHANA ❤️

Buon compleanno cara Tihana,
che la forza angelica ti protegga sempre,
perché tu sei la nostra regina,
una bella e forte leonessa.

Sii coraggiosa e orgogliosa donna,
perché sei una donna per tutti i tempi,
lei che può fare tutto,
e rendere possibile l’impossibile.

Cara Tihana, sei la vincitrice, sappilo.
lascia che brilli viva sempre in te,
e al tuo fianco siamo tutti,
e non ti lasceremo.

Ti scrivo questi versi dal cuore,
augurando che nel tuo cuore galleggino solo barili di forza
per sopportare come sei fino ad ora tutto.
perché per Tihana l’impossibile non esiste, no.

La tua famiglia ti ama fino al cielo,
Sei quello di cui tutti abbiamo bisogno,
ecco perché tieni accesa la fiamma della vita anche per te,
perché Tihana è una donna che combatte davvero.

Abbiamo tutti bisogno del tuo bellissimo splendore,
con i versi vi mando un caloroso abbraccio,
augurandoti di sapere che non sei solo,
e si, una donna angelica sei.

PS. Questo mondo deve sapere
se ci fosse Tihana, il sole che non smette mai di splendere..
🥰

Daniela Cuck

Poesie del poeta Richard C. Bower

Foto cortesia di Richard C. Bower


Richard C. Bower

……

Poesia




La bellezza è ovunque


La bellezza è ovunque.


Dai un’occhiata fuori


È nei sogni che si costruiscono stanotte


È nei suoi denti che il cielo si staglia


C’è bellezza in una lacrima


È nel percorso che ti ha portato qui


È in un sorriso che trabocca


A chiunque voglia ascoltare


La bellezza è qui


L’ho visto


È nel filo di un vestito


È in una ciocca di capelli dorati


È negli occhi di un ubriaco


In una notte piovosa


Inseguire i sogni


Attraverso il cielo


Mentre uno sta in piedi


Cantare sotto la pioggia


La bellezza è qui


La bellezza è ovunque.

©® Richard C. Bower


……





Scrivo mentre piango


La morte mi ha portato qui


Una sensazione di isolamento


Del dolore e dell’emozione dipendente


Tutta questa incertezza rende la perdita di un genitore estremamente sconcertante.


Mia madre era un’infermiera


Mio padre, io e mia sorella


Mai previsto


Farla sentire a suo agio su un materasso senza punti di pressione.


Quello sarebbe poi diventato il suo letto di morte.


Lo ricordo chiaramente


Solo mesi prima


E avendo ricevuto la chiamata per tornare subito a casa


Scrivo io


Mentre piango


Ricordo i giorni prima della sua morte


In una conversazione straziante


Tenendomi la mano, mia madre mi ha detto che desiderava vedermi crescere e prosperare.


Ora sono seduto qui, senza di lei, e mi chiedo


Come ho fatto a superare tutto questo tempo?


La mia vita è instabile


Senza una direzione mi sento un fallito


In un panorama di perdite l’incertezza aumenta


Non sapere dove sto andando o chi sono


La morte della propria madre è una morte fuori dal tempo.


Sentendomi derubato del futuro, in cui lei era mia


Tutte le immagini che avevo della mia vita che includevano mia madre


Quando mi sono sposata, ho avuto figli, ora tutto questo non c’è più.


L’esperienza della perdita


Va dritto al cuore del significato profondo


Aggravamento del dolore


Ma scrivere questo è utile


Fornire terapia


In cui mi sento incoraggiato, affermato, riconosciuto e ascoltato


Connettersi e aiutare altre persone


Mi asciugo una lacrima dall’occhio


Riconoscere e affrontare la perdita


È visto come coraggioso e valoroso


E sono considerato una fonte di ispirazione


Ma io non la vedo in questo modo.


In fondo, voglio solo che la mamma torni.


E nel vuoto lasciato da quell’impossibilità


Penso a mia mamma


Immensamente bello, mozzafiato


Squisitamente umano


E in questo modo cresciamo, insieme.


E mia madre non verrà mai dimenticata.


©®Richard C.Bower





Biografia

Richard C. Bower è un poeta, saggista e ambasciatore culturale britannico la cui opera esamina i punti di incontro tra filosofia, letteratura e pensiero spirituale contemporaneo.

Avendo conseguito una laurea triennale in Filosofia e Scienze Sociali e una laurea magistrale in Giornalismo, la sua scrittura è informato da una rigorosa analisi socio-culturale e precisione narrativa. Recentemente concesso
riconoscimento dottorale per il suo contributo costante alla letteratura, Bower funge da Poeta laureato riconosciuto dall’UNESCO e membro dell’Authors’ Club. Le sue pubblicazioni raccolte, tra cui Pleasures In The Pathless Woods (2023) e Introspective Soliloquies (2025), esplorano i temi della coscienza morale e del recupero dell’attenzione in un’era della distrazione.
Il lavoro di Bower ha riscosso una notevole attenzione accademica internazionale, in particolare all’interno nel contesto delle traduzioni mondiali e della letteratura comparata. La sua poesia è stata tradotta in bengalese e appare frequentemente nelle discussioni accademiche insieme alle opere di
Rabindranath Tagore. Nel 2023, è stato invitato a tenere un discorso agli studiosi di Visva-Bharati Università – fondata da Tagore – sul ruolo del poeta nella società moderna. Posizionando
Considerata la poesia come strumento civico e pratica etica, Bower continua a contribuire ai dialoghi globali sull’umanesimo letterario e sul recupero dell’incanto delle narrazioni culturali.




Foto cortesia di Richard C. Bower

L’abito tradizionale algerino: un patrimonio culturale tramandato di generazione in generazione di Mohamed Rahal – Algeria

Foto cortesia di Mohamed Rahal dall’Algeria


Abito tradizionale algerino: un patrimonio culturale tramandato di generazione in generazione

Di Mohamed Rahal ✍️:

🔶#L’abito_tradizionale_algerino è un insieme di indumenti tramandati e preservati dagli algerini di generazione in generazione. Viene indossato soprattutto in occasioni come festività, matrimoni e cerimonie di circoncisione. L’autentico abito tradizionale è considerato un elemento culturale che sottolinea il legame dell’individuo algerino con la propria identità e il proprio patrimonio, profondamente radicato nella sua civiltà. Si possono distinguere gli stili urbani di Algeri e dei suoi sobborghi, quelli dell’est, intorno a Costantina e Annaba, e quelli dell’ovest, intorno a Orano e Tlemcen. Infine, ci sono gli stili rurali di una vasta regione, che comprende la Cabilia, i Monti dell’Aurès, l’Atlante sahariano, i Monti M’zab e il profondo Sahara.

Il caftano algerino

🔶#Caftano_algerino: una lunga veste o mantello che arriva fino alle ginocchia con ampie maniche lunghe che si estendono fino ai gomiti.  Si indossa sopra altri indumenti e varia da persona a persona e da regione a regione in termini di ricami e lavorazioni artigianali. Storicamente, era indossato esclusivamente da principi e sultani, ma divenne accessibile al grande pubblico durante l’epoca ottomana. Acquisì popolarità e si diffuse ampiamente tra gli algerini, e oggi è indossato sia da uomini che da donne. Ogni stile ha le sue varianti per le donne. Il caftano algerino apparve in Algeria a seguito della diffusione dell’Islam, in particolare durante il periodo ottomano, e non faceva parte del patrimonio algerino prima di allora. Il caftano rimane un indumento tradizionale in alcune città algerine, tra cui Tlemcen, Algeri, Orano e Blida.

L’haik

🔶#Haik:
L’haik è indossato in Algeria dalle donne nell’Algeria centrale, nella capitale e nelle aree circostanti (Boumerdès, Tipaza, ecc.), e in altre città (Boussaâda, Laghouat, Ghardaïa, ecc.), dove è chiamato “qambouz”.  Si indossa anche nell’Algeria occidentale (Tlemcen, Orano, ecc.), dove è spesso chiamato “ksa” o “ksa” (senza l’hamza finale), poiché gli algerini tendono a omettere l’hamza finale nel loro parlato, seguendo la regola di addolcire l’occlusiva glottidale.

Il Burnous

🔶#Burnous:
Il burnus può essere considerato un indumento nazionale. È un cappotto ampio e senza maniche che copre la testa ed è fatto di lana. Ne esistono diversi stili, modelli e ricami, soprattutto quelli indossati dalle donne.

🔶#Qashabiya:

Simile nel concetto al burnus, ma ha le maniche ed è fatto di lana bianca o marrone.

🔶#Gandoura_di_Costantino:

La gandoura di velluto, ricamata con filo d’oro, è indossata dalle donne di Costantina durante i matrimoni e le cerimonie di circoncisione.  È comunemente chiamata “gandoura di Costantina” o “gandoura Fergani”, in onore della famiglia Fergani, pioniera della sartoria a Costantina. Questa gandoura è un elemento essenziale del corredo di una sposa di Costantina. Si tratta di un lungo abito di velluto senza collo, con maniche staccabili. Le sue origini affondano nella fusione culturale che ha caratterizzato l’antica città di Costantina per secoli. È ricamata con filo d’oro utilizzando la tecnica “Majboud”. Questo indumento, tradizionalmente limitato a un profondo color bordeaux, ha subito diverse evoluzioni, soprattutto per quanto riguarda la varietà di colori e stili di ricamo. Oggi le spose possono scegliere tra diverse tonalità di verde, blu indaco e viola.

La preparazione di questa gandoura richiede il rispetto di alcune regole specifiche. Bisogna scegliere un disegno e posizionarlo su pelle conciata. Il disegno viene poi impresso sulla pelle e incollato. La fase finale consiste nel ricamo con filo “Majboud”.  Questo ricamo, che in genere raffigura motivi come rose, farfalle e uccelli, ricopre l’intera gandoura, a seconda del gusto personale. La gandoura tradizionale di Costantina, la cui preparazione può richiedere fino a un anno, si distingue per il suo disegno in tre parti, localmente noto come “kharatat”. Questo è l’unico modo per ottenere l’ampia apertura (stretta in alto e larga in basso). Le donne di Costantina indossano questa gandoura con una cintura fatta di monete d’oro di diverso valore, chiamata “mahzma al-louiz”.

🔶#Mlaya: Si tratta di un velo realizzato con un unico pezzo di tessuto che una donna indossa quando esce di casa. Di solito è accompagnato da un niqab (velo che copre il viso).


Traditional Algerian Dress: A Cultural Heritage Passed Down Through Generations

By Mohamed Rahal ✍️:

🔶#Traditional_Algerian_dress is a collection of garments passed down and preserved by Algerians from generation to generation. It is worn especially on occasions such as holidays, weddings, and circumcision ceremonies. Authentic traditional dress is considered a cultural element that highlights the Algerian individual’s attachment to their identity and heritage, deeply rooted in their civilization. One can distinguish urban styles from Algiers and its suburbs, those from the east around Constantine and Annaba, and those from the west around Oran and Tlemcen. Finally, there are rural styles from a vast region, including Kabylia, the Aurès Mountains, the Saharan Atlas, the M’zab Mountains, and the deep Sahara.

The Algerian Kaftan

🔶#Algerian_Kaftan: A long robe or cloak reaching to the knees with wide, long sleeves extending to the elbows. It is worn over other clothing and varies from person to person and from region to region in terms of embroidery and handwork. Historically, it was worn exclusively by princes and sultans, but became available to the general public during the Ottoman era. It gained popularity and widespread adoption among Algerians, and today it is worn by both men and women. Each style has its own variations for women. The Algerian kaftan appeared in Algeria as a result of the spread of Islam, particularly during the Ottoman period, and was not part of Algerian heritage before then. The kaftan remains a traditional garment in some Algerian cities, including Tlemcen, Algiers, Oran, and Blida.

The Haik

🔶#Haik:
The haik is worn in Algeria by women in central Algeria, in the capital and its surrounding areas (Boumerdès, Tipaza, etc.), and in (Boussaâda, Laghouat, Ghardaïa, etc.), where it is called a “qambouz.” It is also worn in western Algeria (Tlemcen, Oran, etc.), where it is often called a “ksa” or “ksa” (without the final hamza), as Algerians tend to omit the final hamza in their speech, following their rule of softening the glottal stop.

The Burnous

🔶#Burnous:
The burnous can be considered a national garment. It is a loose-fitting, sleeveless coat that covers the head and is made of wool. It comes in various styles, designs, and embroideries, especially those worn by women.

🔶#Qashabiya:

Similar in concept to the burnous, but it has sleeves and is made of white or brown wool.

🔶#Constantine_Gandoura:

The velvet gandoura, embroidered with gold thread, is worn by women in Constantine during weddings and circumcision ceremonies. It is commonly called the “Constantine gandoura” or “Fergani gandoura,” in honor of the pioneering Fergani family of tailors in Constantine. This gandoura is an essential part of a Constantine bride’s trousseau. It is a long, collarless velvet dress with detachable sleeves. Its origins lie in the cultural fusion that the ancient city of Constantine has witnessed for centuries. It is embroidered with gold thread using the “Majboud” technique. This garment, which was traditionally limited to a deep burgundy color, has undergone several changes, particularly in terms of the variety of colors and embroidery styles. Brides can now choose from shades of green, indigo blue, and purple.

Preparing this gandoura requires following several specific rules. A design must be chosen and placed on tanned leather. The design is then embossed onto the leather and glued in place. The final stage is embroidery using “majboud” thread. This embroidery, which typically consists of motifs like roses, butterflies, and birds, covers the entire gandoura, depending on personal taste. The traditional Constantine gandoura, which can take up to a year to prepare, is distinguished by its three-part design, known locally as “kharatat.” This is the only way to achieve the wide opening (narrow at the top and wide at the bottom). Women from Constantine wear this gandoura with a belt made of gold coins of varying values, called “mahzma al-louiz.”

🔶#Mlaya: This is a veil made of a single piece of fabric that a woman wears when leaving the house. It is usually accompanied by a niqab (face veil).

Foto cortesia di Mohamed Rahal dall’Algeria
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