Un romanzo di vita vissuta scritto dallo scrittore Wilson Rogelio Enciso – Colombia

Foto cortesia dello scrittore Wilson Rogelio Enciso – Colombia

Una storia d’amore.
Di Wilson Rogelio Enciso
3 maggio 2026

Arroccato su ripide colline battute dal vento nel sud Italia, in Molise, vicino all’incantevole Adriatico e crocevia dei magnifici Balcani, sorge l’affascinante borgo rurale di Santa Croce di Magliano.

Dal 2013, anno in cui vi è stato istituito il Premio Antonio Giordano, questo bucolico borgo è diventato un rifugio per artisti. Qui, virtuosi trovano nuova ispirazione per le loro creazioni, insieme al calore e all’ospitalità dei suoi quasi cinquemila abitanti. Da allora, ogni estate cresce il numero di gallerie d’arte a cielo aperto, con esposizioni sulle facciate delle case, nelle piazze, sulle scalinate e ovunque. La creatività sembra contagiare chiunque si imbatta, si aggiri, si nasconda, trovi rifugio o nidifichi a Santa Croce di Magliano.

Lì, settant’anni fa, il 13 aprile 1956, “…l’anno in cui la primavera fu la generosità dell’inverno…” che avvolse completamente le strade di quel paradiso municipale nascosto, nacque Elisa Mascia, la preziosa figlia di Otimia Ada Maria Verillo e Pasquale Mascia. Una coppia singolare che merita una menzione a parte, non solo per la differenza di età di dieci anni tra loro – lui nato nel 1916, lei nel 1926 – ma anche per altri sorprendenti contrasti, come l’affettuosa origine del nome: Elisa!, che quel veterano della Seconda Guerra Mondiale diede alla figlia, nonostante e contro il volere della sua bellissima moglie, Doña Otimia. Una bellezza che, secondo alcuni compatrioti sopravvissuti che la conobbero e altri più giovani che ne hanno sentito parlare dai loro antenati e che ancora oggi ne sentono parlare qua e là, e che si può scorgere in vecchie fotografie, possedeva la grazia tipica delle donne di quel gioiello del Mediterraneo (l’Adriatico), forgiata con l’eleganza e la ricchezza culturale e storica dei suoi vicini balcanici… come Mirka Epifanía Vilicih, l’amore fugace di Icardo Ardila Jardín durante quel… quasi onirico viaggio intorno al mondo che intrapresero insieme per salvaguardare l’ambiente e la vita in questo angolo blu dell’Universo che ci è stato concesso in prestito.

Uno spirito combattivo e un’eleganza femminile che, come è evidente e facilmente percepibile, Elisa Mascia ha ereditato e conserva dai suoi genitori e dai suoi lontani antenati jugoslavi, in particolare dagli Arbëreshë.

Durante l’infanzia, Elisa imparò ad amare e a godere della primavera che per sempre le infuse il cuore di poesia, così come del “gelido inverno” che plasmò e rafforzò il suo carattere e la sua comprensione del complesso mondo che avrebbe dovuto affrontare. Ma fu solo durante l’adolescenza che percepì e accolse nella sua anima “il profumo e il colore delle rose color pesca e dei fiori di mandorlo…”. Essenze e prospettive che, da allora, hanno ispirato e profumato la sua scrittura, i suoi versi e le sue attività artistiche. E l’hanno anche guidata verso la nobile professione dell’insegnamento, si è dedicata interamente all’educazione dei bambini che ha sempre amato e sostenuto, come fa tuttora, in qualche modo e ogni volta che se ne presenta l’occasione o quando è necessario.

Nella foto, a sinistra, si vede la casa dove Elisa Mascia è nata il 13 aprile 1956 a Santa Croce di Magliano, in Italia. In alto, a destra, la piazzetta dove Elisa trascorreva il tempo giocando ai tradizionali giochi campana con la palla insieme alle amiche, al gioco di madre e figli. In basso, Elisa Mascia posa accanto alla porta della casa della sua infanzia. Le foto sono state scattate il 27 aprile 2026. Foto per gentile concessione di Elisa Mascia.

Un tocco artistico e un sentimento umanista che Elisa ha coltivato e condiviso con il mondo dopo essersi ritirata e aver dedicato completamente la sua vita alla complessa, impegnativa e generalmente ingrata professione di scrittrice e ad altre attività affini nel campo della comunicazione, della traduzione e dell’arte. Si trattava di ruoli silenziosi che, pur svolti dietro le quinte, tra lavoro e maternità, attendevano pazientemente il loro momento. Soprattutto quelli legati, oltre all'”amore per i bambini e per l’insegnamento…”, ai suoi “…sogni più cari fin da quando ero piccola e a scuola la mia maestra mi faceva recitare poesie; le piaceva la mia recitazione, che è migliorata nel corso degli anni, e oggi recito in video… per molti amici.”

L’incoraggiamento e il sostegno culturale della sua insegnante, che ora, dopo aver compiuto settant’anni, vive nella tranquilla cittadina di San Giuliano di Puglia, vicino alla sua amata città natale, non solo le hanno fruttato meriti durante tutta la sua carriera di insegnante, ma hanno anche prodotto una preziosa collezione di risultati inestimabili: più di tredici opere pubblicate, quasi venti antologie, tra cui Canto Planetario: Hermandad en la Tierra (HC EDITORES, 2023); una dozzina di prestigiosi premi e riconoscimenti; contributi teatrali; traduzioni letterarie; programmi radiofonici e interviste; e numerosi altri contributi alla cultura che hanno avuto ampia diffusione; oltre a ruoli di leadership legati alla promozione e al sostegno della poesia e delle belle arti.

Ciascuno di questi successi e incarichi, come nel suo periodo di insegnante, reca l’impronta personale e l’aura contagiosa di amore che Elisa Mascia infonde in tutto ciò che fa e che diffonde ovunque, sia che parli o scriva in italiano, la sua lingua madre, sia in spagnolo, poiché è bilingue e un’eccellente traduttrice.

Quell’impronta di compassione e affetto è sicuramente impressa nella sua anima, un ricordo materno indelebile di quando, come ha recentemente affermato: “Mia madre diceva di aver allattato al seno altri due neonati con abbondante latte, e da questo ricordo ho associato l’assimilazione, attraverso questo nobile atto di altruismo, del vero significato della mia vita, che si fonda sul valore della generosità. Tutto ritorna prima o poi nei legami e nelle connessioni delle nostre menti interconnesse…”.

Il periodo trascorso nella scuola dove ricevette una lodevole borsa di studio, data la sua umile provenienza, non solo le diede il primo passo verso la carriera di insegnante – diventando insegnante! – uno dei suoi traguardi più cari e indimenticabili e uno dei suoi maggiori contributi alla comunità; ma la preparò anche alla maternità. Sarebbe diventata madre per ben quattro volte: con Nunzio, Pasquale, Maria Giuseppina e Giovanni Mario. In seguito, è diventata suocera due volte, una delle sue figlie originaria dell’Ecuador, e ha avuto anche l’immensa gioia di diventare nonna di due preziosissimi gioielli della sua vita adulta: Elisa e Alessandro.

Senza forse rendersene conto, o se se ne accorge ma sembra ignorarlo, Elisa Mascia, quando osservata o interrogata indirettamente da qualche giornalista sotto copertura o da qualche sfuggente ricercatore culturale, appare felice, molto felice! È anche soddisfatta di aver fatto bene il suo lavoro, di essere stata insegnante per tutta la vita, di essere riuscita, insieme al marito Umberto Persichillo, nonostante tante vicissitudini, scontri e successi, a crescere una famiglia, a poter continuare a ballare, cantare, recitare e declamare, di tanto in tanto, altre passioni nascoste, e ad avere amici ovunque; molti dei quali a distanza, cioè virtuali, grazie all’onnipresente rete digitale globale.

La foto in alto ritrae un’alba del 21 ottobre 2019 a San Giuliano di Puglia, in Italia. Nell’immagine in basso, sullo sfondo, si vede Colletorto, dove Elisa Mascia ha studiato tra il 1967 e il 1974. Entrambe le foto sono state scattate dal balcone di casa di Elisa Mascia. La seconda foto è stata scattata il 30 aprile 2026. Per gentile concessione di Elisa Mascia.

Si sente appagata per aver compiuto il suo dovere e per aver portato felicità a coloro che ha incontrato lungo il cammino, qualcosa che continuerà a fare ovunque andrà o attraverso i social media, che, in questi tempi fragili e binari, offrono la massima facilità di interazione con chiunque, ovunque.

Con quel sorriso accattivante e sfuggente che la caratterizza e che magnetizza il suo viso chiaro e levigato, italo-balcanico, forse consapevole o immaginando il motivo letterario, e con “…un bicchiere mezzo pieno, magari di buon vino rosso invecchiato in botti di rovere, così possiamo brindare alla felicità…”, ci ha lasciato questo messaggio esplicito affinché il giornalista e i ricercatori che l’hanno intervistata potessero trasmetterlo a noi:

“Ringrazio tutti coloro che mi amano, specialmente coloro che mi sono sempre stati vicini, soprattutto nei momenti più difficili, a prescindere dalla distanza.”

Studentessa Elisa Mascia, ci auguriamo di vederla celebrare molti altri anniversari con la stessa vitalità fisica, mentale, compassionevole e artistica di questi sette anni. Vi preghiamo di accettare la nostra immensa gratitudine e il nostro apprezzamento per la vostra esistenza, i vostri scritti, la vostra appartenenza al Collettivo Internazionale Letterario e Artistico del XXI Secolo (CLAI XXI) e per aver, senza volerlo né saperlo, ispirato (incarnato) l’enigmatica signora del Lago di Como, in Lombardia; una delle co-protagoniste di un romanzo attualmente in fase di pubblicazione, scritto da un autore sfuggente che avete recentemente intervistato e di cui avete tradotto e pubblicato alcuni articoli.

Nota:

Questo resoconto include estratti tra virgolette di Elisa Mascia, nonché informazioni frammentarie fornite dal responsabile culturale nicaraguense ed esperto di esegesi Carlos Javier Jarquín, residente in Costa Rica; dall’anonimo ricercatore culturale di Chaguaní, Colombia, Agapito Téllez Meléndez; e dal discreto giornalista barese Lorenzo Orcini Colonna, detto “El Loco” (Il Pazzo).

L’autore è uno scrittore e romanziere colombiano, autore di oltre 15 romanzi pubblicati e disponibili su Amazon.

Semblanza de amor.
Por Wilson Rogelio  Enciso
mayo 3, 2026

Sobre unas colinas escarpadas y venteadas, al sur de Italia, en la región del Molise, cerca del hechicero Adriático y ‘cruce de caminos’ hacia los encomiables Balcanes centro-orientales, se erige un bonito pueblo agrícola de nombre Santa Croce di Magliano.

Desde el 2013, cuando allá se instauró el Premio Antonio Giordano, ese bucólico villorrio se convirtió en ‘residencia de artistas’. Por aquellos lares los virtuosos encuentran inspiración fresca para sus creaciones, además de la calidad y la hospitalidad de sus cerca de cinco mil habitantes. A partir de entonces, en cada verano aumentan las salas de arte al aire libre, con exhibición en las fachadas de las casas, las plazas, las escaleras y por doquiera sea. La creatividad pareciese contagiar a todo aquel que por Santa Croce di Magliano se tope, merodee, se esconda, refugie o anide.

Allá, setenta años atrás, el 13 de abril de 1956, ‘…el año en que la primavera fue la generosidad de un invierno…’ que arropó por completo las calles de aquel escondido paraíso municipal, nació Elisa Mascia, la preciada hija de Otimia Ada María Verillo y Pascuale Mascia. Pareja simpar que merece semblanza aparte, no solo por los diez años de diferencia en sus calendarios: él de 1916, ella de 1926; también, por otros tantos contrastes impactantes, como el del pretérito origen afectivo del nombre: ¡Elisa!, que aquel veterano de la Segunda Guerra Mundial le colocó a su hija, tan a pesar y en contra de lo que opinaba y sentía en su corazón y alma su bella esposa doña Otimia. Beldad que, para entonces, según algunos contados coterráneos sobrevivientes que la conocieron y otros más jóvenes que lo escucharon de sus ancestros y algo todavía por ahí cuentan, y se aprecia en fotos más que refundidas, poseía al unísono la donosura propia de las oriundas de aquella joya mediterránea (el Adríatico), fraguada con la esbeltez y la riqueza cultural e histórica de sus vecinas balcánicas… como Mirka Epifanía Vilicih, el amor difuso de Icardo Ardila Jardín durante ese… algo así como un viaje de ensueño por el mundo que emprenderían a la siga de la salvaguarda del medio ambiente y la vida en este granito azul del Universo que tenemos en préstamo.

Arrojo combativo y femeninas galas que, como es obvio y saltan a la vista, Elisa Mascia heredó y conserva de sus progenitores y lejanos ancestros yugoslavos, en especial de los arbëreshë.

Durante su infancia Elisa aprendió a amar y disfrutar la primavera que impregnó por siempre su corazón de poesía, al igual que al ‘invierno helado’ que le delineó y fortaleció su carácter y la concepción del mundo complejo que habría de enfrentar. Pero, solo fue durante su adolescencia que percibió y adoptó en su alma ‘El aroma y el color de las rosas de melocotón y de los almendros en flor…’. Esencias y prismas que, desde entonces, inspiran y perfuman sus letras, versos y artísticos quehaceres. Además de indicarle y conducirla hacia la benemérita docencia, entregándose por completo a la formación de los niños que siempre amó y apoyó, como aún lo hace, de alguna forma y cada que se le presenta la oportunidad o es preciso hacerlo.

Pinceladas artísticas y sentimientos humanistas que Elisa acrecentó y difundió por el mundo tras pensionarse y dedicarse de lleno al complejo, duro y por lo general ingrato oficio de la literatura y otros quehaceres afines con la comunicación, la traducción y el arte. Roles taciturnos que, aunque ejercía en segundo plano, tras las bambalinas de sus actividades laborales y temprana maternidad, estos esperaban con paciencia su turno. En especial, aquellos que tenían que ver con, además de ‘El amor por los niños y por la enseñanza…’, sus ‘…sueños más codiciados desde que era pequeña y en la escuela mi maestra me hacía recitar poemas, le gustaba mi declamación mejorada con el paso de los años y hoy recito en video… para muchos amigos’.

Impulso y apoyo cultural de su maestra que ahora; tras cumplir setenta años, allá, en el apacible San Giuliano di Puglia, circunvecino de su amado pueblo natal; amén de los méritos cosechados durante su labor docente, se evidencian en un precioso ramillete de resultados invaluables: más de trece obras publicadas, cerca de veinte antologías; una de ellas: Canto Planetario: Hermandad en la Tierra (HC EDITORES, 2023); una decena de prestigiosos premios y galardones, contribuciones teatrales, traducciones literarias, programas y entrevistas en radio y otros tantos aportes a la cultura que circulan por ahí; además de encargos directivos asociados con la difusión y el apoyo de la poesía y las bellas artes.

Cada uno de estos logros y encargos, como cuando fue docente, tienen la rúbrica y la impronta personal de esa contagiosa semblanza de amor que Elisa Mascia a todo le imprime y que por doquiera contagia, así hable o escriba en italiano, su lengua natal, o en español, porque es bilingüe y excelente traductora.

Huella solidaria y afectiva aquella, seguramente, esculpida en su alma y remembranza maternal indeleble desde cuando, como lo comentó hace poco: ‘Decía mi madre que, con leche abundante, había alimentado a otros dos recién nacidos y de este recuerdo he asociado el haber absorbido, por este noble gesto de altruismo, el verdadero sentido de mi vida que está edificado sobre el valor de la generosidad. Todo regresa tarde o temprano en los lazos y las conexiones de la interconexión mental…’.

Su paso por el colegio donde se formó, gracias a una ‘beca encomiable’, al ella provenir de una familia humilde, no solo le dio la primera hoja de los pergaminos para ejercer la docencia: ¡ser profesora!, uno de sus más caros e inolvidables logros y mayores aportes para su entorno social; también, pasó ‘las pruebas para ser madre’. Que lo sería por cuatro veces con Nunzio, Pascuale, María Giuseppina y Giovanni Marco. Luego, suegra por partida doble, una de estas de una ecuatoriana, así como haber tenido la dicha inmensurable de ser abuela de dos rubíes invaluables para su adultez: Elisa y Alessandro.

Sin que tal vez lo sepa, o si se percata pareciese hacer caso omiso de esto, Elisa Mascia al ser observada o preguntada indirectamente por algún periodista camuflado o por uno que otro escurridizo investigador cultural, luce y se muestra feliz, ¡muy feliz!, además de satisfecha de haber hecho bien las cosas, de haber sido docente durante toda una vida, de haber logrado, junto con su esposo Umberto Persichillo, a pesar de tantas vicisitudes, confrontaciones y también logros, sacar avante a una familia, de poder seguir bailando, cantando, actuando y declamando, de cuando en vez, otras de sus pasiones escondidas, así como de tener amigos por doquiera sea; un buen número de estos a la distancia, es decir, virtuales, gracias a la ineluctable telaraña digital mundial.

Se siente satisfecha del deber cumplido y de haber hecho felices a quienes en su camino encontró, lo que seguirá haciendo por doquiera vaya o a través de las redes y medios, que es por donde, en estos frágiles tiempos binarios, mayor facilidad existe para interactuar con quien y donde quiera sea.

Con esa cautivante sonrisa esquiva que la caracteriza y le magnetiza su blanca y tersa faz ítalo-balcánica, tal vez sabiendo o imaginando el literario motivo y con ‘…un vaso medio lleno, quizás de buen vino rojo envejecido en barriles de roble para poder brindar por la felicidad…’, por ahí nos dejó explícito este mensaje para que el periodista y los investigadores que la auscultaron durante un tiempo nos lo hiciesen llegar:

‘Doy las gracias a todos los que me quieren, de modo especial a quienes han estado siempre presentes, sobre todo en los días más difícil es, independientemente de la distancia’.

Honorable maestra Elisa Mascia, esperamos verla celebrar muchos más aniversarios con la plenitud física, mental, solidaria y artística como en estos ‘siete-cero’. Reciba, por favor, nuestro inmensurable reconocimiento y sentimiento grato por existir, por escribir, por hacer parte del Colectivo Literario Artístico Internacional siglo XXI (CLAI XXI), así como por, sin proponérselo ni saberlo, haber inspirado (encarnado) a la sigilosa dama del Lago de Como, en la región de Lombardía; una de las coprotagonistas de cierta novela en proceso de publicación, escrita por un autor deslizadizo que hace poco usted entrevistó y a quien le ha traducido y publicado varios de sus artículos.

Nota:

Este relato incluye apartes escritos entre comillas de Elisa Mascia, así como datos fragmentarios suministrados por el exegético gestor cultural planetario nicaragüense Carlos Javier Jarquín, residente en Costa Rica, del casi imperceptible investigador cultural chaguaniceño (Chaguaní, Colombia) Agapito Téllez Meléndez y del sigiloso periodista barés (Bari, Italia) Lorenzo Orcini Colonna, el LOCO.
El autor es un escritor y novelista colombiano, autor de más de 15 novelas publicadas, disponibles en la plataforma de Amazon.

Poesia di Gordana Saric – Montenegro

Foto cortesia di Gordana Saric – Montenegro

È una grande gioia per me ricevere parole così magiche per la mia poesia, che significano tanto per me e mi danno forza.

GRAZIE al rispettato poeta di fama mondiale, critico letterario, regista teatrale e psicoanalista Kareem Abdullah dall’Iraq.
“Questa poesia si basa su un bellissimo paradosso emotivo: la distanza che separa due amanti nello spazio si trasforma in uno spazio che approfondisce la loro presenza nell’anima, finché le parole diventano ponti che attraversano ciò che i passi non possono raggiungere. La particolare tenerezza della poesia si cela nelle sue immagini poetiche, soprattutto nel sole che sorge dal cuore dell’amato e nel cielo che anela alla sua luce. In queste immagini, l’amore si fonde con la nostalgia e la parola diventa un bisogno vitale, quasi necessario come l’aria stessa. La ripetizione dei motivi della distanza, del respiro e del cielo conferisce alla poesia integrità emotiva, mentre l’attesa si trasforma in un’intima esperienza di respiro attraverso le parole amate, e non solo nell’anticipazione dell’incontro. Questa è una poesia sulla bellezza dell’amore a distanza, in cui la vicinanza non si misura con la presenza fisica, ma con il potere della voce poetica di guarire l’assenza e trasformarlo in una presenza radiosa nell’anima.



DESIDERIO DELLE TUE PAROLE


La distanza piena di assenza
ha steso il suo manto splendente,
e ci ha avvolti attraverso l’universo,
e ci ha riscaldati nei nostri sogni e nella vita diurna.

Nel suo abbraccio spazioso
e nella beatitudine della nostra vicinanza
aspetto il mattino, il sole del tuo cuore
per illuminare il mio cielo con raggi di tenerezza.

La distanza che unisce anime desiderose,
è incisa in ogni parola con un canto,
e noi, con la forza del desiderio di una radiosità divina,
la colmiamo con pensieri pieni di sospiri.

Desiderio delle tue parole come un cielo scuro illuminato dalla luce del sole
Le assorbo avidamente con ogni respiro del cielo,
Respiro e vivo in esse all’infinito,
e ho bisogno di ogni tuo verso come dell’aria.

Gordana Saric






Velika mi je radost dobiti ovako čarobne riječi za moju pjesmu koje mi beskrajno mnogo znače i snagu daju
   HVALA uvaženi svjetski pjesniče,književni kritičaru,pozorišni reditelju i psihoanalitičaru Kareem Abdullah iz IRAKA
      “Ova pjesma počiva na prelijepom emotivnom paradoksu: udaljenost koja razdvaja dvoje zaljubljenih u prostoru pretvara se u prostor koji produbljuje njihovu prisutnost u duši, sve dok riječi ne postanu mostovi koji prelaze ono što koraci ne mogu dosegnuti. Posebna nježnost pjesme krije se u njenim poetskim slikama, naročito u suncu koje izlazi iz srca voljenog i nebu koje žudi za njegovom svjetlošću. U tim slikama ljubav se stapa s čežnjom, a riječ postaje životna potreba, gotovo jednako neophodna kao i sam zrak. Ponavljanje motiva daljine, daha i neba daje pjesmi osjećajnu cjelovitost, dok čekanje pretvara u intimno iskustvo disanja kroz voljene riječi, a ne samo u iščekivanje susreta. Ovo je pjesma o ljepoti ljubavi na daljinu, u kojoj se bliskost ne mjeri fizičkom prisutnošću, već snagom poetskog glasa da izliječi odsutnost i pretvori je u blistavu prisutnost u duši.”

ŽELJNA TVOJIH RIJEČI


Daljina puna odsutnosti
prostrla je svoj plašt blještavi,
pa nas preko vasione ogrnula,
i  toplo nam u snu i na javi.

U njenom prostranom zagrljaju
i blaženstvu naše bliskosti
čekam jutro da sunce tvog srca
obasja mi nebo zracima nježnosti.

Daljina što duše žudne spaja,
u svaku riječ pjesmom je urezana,
a mi snagom čežnja božanskoga sjaja
premošćujemo je mislima punim uzdisaja.

Željna tvojih riječi ko tamno nebo sunčevoga sjaja
žedno ih upijam svakim dahom neba,
njima dišem i živim do beskraja,
a tvoj svaki stih ko vazduh mi treba.

Pitta Rosso Rosa Parade a San Giuliano di Puglia organizzato da Giuliana Blanco. Numerosi i partecipanti tra cui anche bambini

Foto cortesia della referente di San Giuliano di Puglia Giuliana Blanco

PittaRosso Pink Parade
San Giuliano di Puglia — Ore 10:00
Ottobre Rosa

La referente dell’ evento nazionale a San Giuliano di Puglia è Giuliana Blanco che ha saputo organizzare e coordinare nei dettagli l’ Onda Rosa o Parada Rosa come più piace definire la riunione di tante donne, bambine e anche al presidente dell’ Associazione Vivere a Colori Nicola Nardelli e al grande amico di tutti e sostenitore Pino Serrecchia che insieme al Sindaco, Antonello Nardelli, hanno dato sostegno al gruppo sangiulianese.
Dai saluti alle congratulazioni per l’ evento in una piccola realtà che oggi corre per il nobile gesto di solidarietà e volontariato per sostenere la Ricerca della Fondazione Veronesi.
Tutti in rosa fin dalla mattinata domenicale ci siamo ritrovati al negozio di Giuliana che ci ha  accolti con il caffè, biscotti, dolcetti e brioches come se volesse addolcire il sorriso e darci più energia prima di intraprendere la camminata per un percorso circoscritto per le strade del paese oggi illuminato da un sole caldo a risaltare quel rosa delle magliette e delle borse.

Tra i saluti di Nicola e del Sindaco Giuliana ha chiesto a me di raccontare in sintesi la mia a testimonianza che riporto di seguito.

Care amiche e amici,

siamo qui per l’Ottobre Rosa, un mese dedicato a noi donne che abbiamo vissuto, chi più chi meno, l’esperienza di un intervento ai linfonodi, di un carcinoma o di un’altra diagnosi che comunque ci ha costretto ad affrontare una malattia.

In questi momenti ho capito quanto vale l’amicizia. Ed eccoci oggi, tante amiche, molte accomunate dallo stesso percorso.

Voglio raccontarvi una cosa per me importantissima: il giorno prima del mio intervento, in sala d’attesa per la scintigrafia, ho conosciuto una donna. Subito c’è stata empatia tra noi. È diventata una grande amica, un sollievo e una guida reciproca durante tutto l’intervento, la convalescenza e le radioterapie. La sua amicizia sincera e discreta è stata un grande supporto. Per me è stata un angelo.

Alla base di tutto c’è stata la fiducia nei dottori e negli infermieri, tutti disponibilissimi e rispettosi. Mi sono affidata alle loro cure e ho collaborato, perché collaborare è fondamentale per il decorso.

Mi hanno accompagnato ogni giorno la fede e la speranza, e una preghiera ricorrente, non solo per me, ma per la Ricerca, perché si trovi una terapia anche per quella percentuale di casi che ancora non ha una cura di mantenimento.

Da tanti anni, per altruismo e fratellanza, donavo già un contributo annuale per la ricerca. Da 4 anni, da quando vivo questa esperienza in prima persona, continuo a donare con una consapevolezza ancora più grande. La ricerca fa passi da gigante grazie alla sensibilità di milioni di persone, a cui va una gratitudine immensa.

Ieri leggevo che pochi mesi fa, al Policlinico Tor Vergata di Roma, è stata eseguita la prima mastectomia endoscopica con la paziente completamente sveglia, senza anestesia generale e senza incisioni sulla mammella. Un intervento rivoluzionario che apre nuove strade.

Il mio messaggio è questo: cerchiamo questi momenti di aggregazione per non lasciare nessuna da sola. Condividiamo le gioie, i momenti belli della vita, ma soprattutto cerchiamo di essere noi stesse un dono di amicizia e di presenza nelle situazioni di sofferenza. Perché anche se scopriamo di avere una forza da vere combattenti, in quei momenti siamo più vulnerabili.

Elisa

Grazie a tutti voi, agli organizzatori, a Pitta Rosso e grazie alla nostra Giuliana

#PPP2026 #PittaRossoPinkParade #FondazioneVeronesi e di taggare @fondazioneumbertoveronesi,


Foto cortesia di alcuni momenti della mattinata Rosa Parade – Ricerca Fondazione Veronesi

Invito a partecipare: Mostra personale di pittura5–10 novembre 2026 | Centro Culturale di KalamataInaugurazione: venerdì 6 novembre 2026, ore 19:00Curatela e presentazione: Konstantina Farmaki, Storica e Critica d’Arte.

Foto cortesia di Konstantina Farmaki, Storica e Critica d’Arte – Grecia

COMUNICATO STAMPA
«PERCORSI SENZA LIMITI»
«Απεριόριστες Διαδρομές»
Chrysoula Vamvouka-Vlachonikolou presenta a Kalamata un percorso artistico tra arte, memoria e impegno sociale


Mostra personale di pittura
5–10 novembre 2026 | Centro Culturale di Kalamata
Inaugurazione: venerdì 6 novembre 2026, ore 19:00
Curatela e presentazione: Konstantina Farmaki, Storica e Critica d’Arte
La città di Kalamata ospiterà, dal 5 al 10 novembre 2026, presso il proprio Centro Culturale, la mostra personale di pittura dell’artista Chrysoula Vamvouka-Vlachonikolou, dal titolo simbolico «Percorsi senza limiti».


Si tratta di un evento artistico dal carattere culturale e sociale, realizzato sotto il patrocinio del Gruppo per l’UNESCO delle Arti, delle Lettere e delle Scienze della Grecia, con il sostegno mediatico di organi di informazione greci e internazionali.
L’inaugurazione ufficiale si terrà venerdì 6 novembre 2026, alle ore 19:00, presso il Centro Culturale di Kalamata, via Aristomenous 33, 24100 Kalamata, Grecia.
La mostra è introdotta, curata e presentata da Konstantina Farmaki, Storica e Critica d’Arte, fondatrice e direttrice del KONSFARM ART ATELIER NÖ – Austria e Rappresentante Culturale dell’Austria per il Gruppo per l’UNESCO delle Arti, delle Lettere e delle Scienze della Grecia.


Il titolo «Percorsi senza limiti» non rappresenta semplicemente il nome della mostra, ma ne racchiude la filosofia e costituisce il filo conduttore attorno al quale si sviluppa l’intera esposizione.
Sono i percorsi dell’essere umano attraverso il tempo e la memoria, la natura e la quotidianità, la fede e il dubbio, le difficoltà e la speranza. Percorsi personali e, al tempo stesso, universali, poiché dietro la diversità delle esperienze esistono sentimenti che ci accomunano.
La mostra riunisce opere di diversa tematica, collegate tra loro da un comune filo interiore. Figure umane, paesaggi, momenti di vita quotidiana, immagini della natura, composizioni simboliche, riferimenti alla fede e opere dedicate alla riflessione sociale danno vita a una narrazione artistica articolata su più livelli.
Come nella vita stessa, questi percorsi si incrociano, si allontanano, ritornano e si ridefiniscono.
L’approccio curatoriale organizza le opere in sezioni tematiche e concettuali, consentendo al visitatore non soltanto di osservare una successione di dipinti, ma di intraprendere il proprio percorso personale all’interno della mostra.
L’artista Chrysoula Vamvouka-Vlachonikolou è originaria di Creta e ha legato la propria vita e il proprio percorso creativo alla Messenia.
La sua pittura trae ispirazione da ciò che la circonda e da ciò che la coinvolge emotivamente: l’essere umano, la natura, il mare, la famiglia, la quotidianità, la memoria, la fede e le questioni sociali.
Nelle sue opere, il familiare incontra spesso il simbolico. Una figura umana, uno sguardo, un paesaggio, un fiore, un oggetto o persino un semplice gesto possono diventare il punto di partenza di una narrazione più ampia.
L’osservazione della realtà convive con la dimensione emotiva dell’immagine. La sua pittura, pertanto, non si esaurisce nella rappresentazione del visibile, ma cerca di trasmettere esperienze vissute, ricordi e condizioni umane, lasciando allo spettatore lo spazio necessario per una lettura e un’interpretazione personali.


L’ARTE AL SERVIZIO DELLA SOLIDARIETÀ


«Percorsi senza limiti» non si limita alla presentazione di un percorso artistico. La mostra intende promuovere un dialogo autentico tra l’Arte, l’essere umano e la società.
Per questo motivo, la sua dimensione sociale occupa un posto particolarmente importante.
Nell’ambito della mostra, tre opere selezionate dell’artista sono simbolicamente dedicate all’impegno sociale e alla solidarietà.
L’iniziativa mira a sensibilizzare il pubblico e a valorizzare l’importante attività svolta dal Gruppo di Volontariato O.A.K. della Messenia e dall’organizzazione «Il Sorriso del Bambino» («To Chamogelo tou Paidiou»).
Attraverso questa iniziativa, la creazione artistica supera i confini dello spazio espositivo e acquisisce un’ulteriore dimensione: quella della solidarietà, della sensibilità sociale e dell’impegno concreto verso il prossimo.
L’Arte, infatti, non esiste separatamente dalla società. Può emozionare, stimolare la riflessione e risvegliare le coscienze, ma può anche trasformare l’emozione in azione e la sensibilità umana in un gesto di generosità.


PATROCINIO E PARTNER MEDIATICI


La mostra «Percorsi senza limiti» si svolge sotto il patrocinio del Gruppo per l’UNESCO delle Arti, delle Lettere e delle Scienze della Grecia.
L’evento è accompagnato da un’ampia rete di partner mediatici che contribuiscono alla sua promozione nella Messenia, nel resto della Grecia e all’estero.


Media partner:
GREEK NEWS AND RADIO FLORIDA, ALESSANDRIA POST, ITALIA NEWS, MESOGEIOS TV, KALAMATA JOURNAL, ART VIEWS, ART PORTAL, MESSINIA LIVE, ELEFTHERIA, ELEFTHERIA ONLINE, KONSFARM ART NÖ, THARROS NEWS, FARE NEWS.GR, BEST TV.
Il sostegno mediatico di testate greche e internazionali permette al messaggio della mostra di superare i confini geografici di Kalamata, creando ponti culturali tra la Grecia, l’Europa e gli Stati Uniti d’America.
Questa collaborazione contribuisce a far conoscere a un pubblico più vasto la creazione artistica contemporanea, la riflessione sociale e il valore della solidarietà.


LA VISIONE DELLA CURATRICE


La curatrice della mostra, Konstantina Farmaki, dichiara:
«Percorsi senza limiti è un viaggio tra ciò che è visibile e ciò che è vissuto. Ogni opera rappresenta una tappa diversa: un ricordo, una presenza umana, una traccia della natura, un momento di inquietudine, di fede o di speranza.
E tutti questi piccoli percorsi si uniscono, infine, in un cammino più grande: quello dell’essere umano verso un altro essere umano.
Perché l’Arte, quando acquisisce la forza del dono e della solidarietà, smette di appartenere soltanto al suo creatore e diventa un’esperienza condivisa.»
La mostra «Percorsi senza limiti» invita il pubblico di Kalamata e dell’intera Messenia a conoscere l’opera di Chrysoula Vamvouka-Vlachonikolou e a seguire un itinerario artistico in cui l’immagine incontra la memoria, il racconto personale si intreccia con la riflessione sociale e l’Arte si avvicina alla solidarietà.
Una mostra che non chiede semplicemente al visitatore di guardare, ma di fermarsi, sentire, ricordare, cercare e, infine, intraprendere il proprio «percorso senza limiti».

INFORMAZIONI SULLA MOSTRA


Titolo: «Percorsi senza limiti» («Απεριόριστες Διαδρομές»)
Artista: Chrysoula Vamvouka-Vlachonikolou
Periodo: da giovedì 5 a martedì 10 novembre 2026
Inaugurazione: venerdì 6 novembre 2026, ore 19:00
Sede: Centro Culturale di Kalamata
Indirizzo: via Aristomenous 33, 24100 Kalamata, Grecia
Ingresso: gratuito

Per conoscere l’organizzatrice:

BIOGRAFIA DI KONSTANTINA FARMAKI
Konstantina Farmaki è una storica e critica d’arte, laureata all’Accademia di Belle Arti di Atene.
Nata a Kardama, Ilia, nel 1956, è cresciuta a Egaleo, in Attica. Vive e lavora in Austria.
Ha allestito 10 mostre personali e ha partecipato a numerose mostre collettive.
È giornalista e produttrice radiofonica, scrive articoli e recensioni, organizza e presenta mostre d’arte in Europa, nonché spettacoli teatrali, opere letterarie ed eventi culturali in comuni e comunità.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro di volontariato e il suo contributo da:
A) la Federazione Panellenica delle Persone con Anemia Mediterranea nel 1998.
B) il Comitato dei Giochi Paralimpici del 2004.
C) il Comitato Special Olympics del 2011 e numerose associazioni e organizzazioni.
Candidata al Parlamento europeo nel 2019.
Email: kunsthistorikerin10356@gmail.com


Curatela e presentazione:
Konstantina Farmaki
Storica e Critica d’Arte
Rappresentante Culturale dell’Austria
per il Gruppo per l’UNESCO delle Arti, delle Lettere e delle Scienze della Grecia
Fondatrice e Direttrice del KONSFARM ART ATELIER NÖ – Austria

Foto cortesia di alcune opere d’arte condivise  dalla Gallerista Konstantina Farmaki – Grecia

Il peccato del giudizio poesia della poetessa Dr.ssa Priyanka Jalan

Foto cortesia della Dr.ssa Priyanka Jalan


IL PECCATO DEL GIUDIZIO


Un peccatore può cadere,
eppure rialzarsi tra le sue lacrime,
e ritrovare il suo paradiso perduto al di là di ogni sua paura.

Ma la lingua che condanna la caduta altrui
può costruire una prigione nella propria anima.
Chi sa quale oscurità porti un altro cuore,
quale silenzioso rimorso si nasconda nelle lacrime?
Quindi non giudicate i caduti che vagano soli:
la pietra che scagliate all’esterno potrebbe frantumare la vostra.
Perché il peccato non è solo il momento in cui cadiamo;
il peccato più grande è rifiutare la chiamata di un altro.
Quando la misericordia se ne va e la compassione svanisce,
il peccatore può inciampare,
ma il giudice continua.
@P@J
Data: 14/10/26
Scritto da: Dr.ssa Priyanka Jalan




THE SIN OF JUDGMENT
A sinner may fall, yet rise through his tears,
And find his lost heaven beyond all his fears.
But the tongue that condemns another’s fall
May build a prison within its own soul.
Who knows what darkness another heart bears,
What silent remorse is hidden in tears?
So judge not the fallen who wander alone—
The stone you cast outward may shatter your own.
For sin is not merely the moment we fall;
The greater sin is refusing another’s call.
When mercy departs and compassion is gone,
The sinner may stumble—
but the judge carries on
@P@J
Date-14 /10/ 26
Written by- Dr Priyanka Jalan

Presentazione del romanzo “Cenere e Miele” di Tatiana SerranoDi Carlos Javier Jarquín.

Tatiana Serrano mostra la copertina del suo romanzo Cenere e miele (Uruk Editores, 2026). Foto per gentile concessione di Tatiana Serrano.


Presentazione del romanzo “Cenere e Miele” di Tatiana Serrano
Di Carlos Javier Jarquín

Lunedì 21 settembre, a partire dalle ore 18:00, si è tenuta la presentazione ufficiale del romanzo “Cenere e Miele” (Uruk Editores, 2026) dell’autrice costaricana Tatiana Serrano presso il Museo Dr. Rafael Ángel Calderón Guardia di San José.

Durante la presentazione, la commentatrice è stata la poetessa costaricana Julieta Dobles Yzaguirre. Nel suo intervento, ha osservato che “Cenere e Miele” “merita di essere letto con calma e gustato con piacere, poiché delizia ogni tipo di lettore. Con una copertina divertente e fantasiosa come il romanzo stesso, e che ritrae l’autrice, qui presente oggi appena arrivata, realizzata dall’artista costaricana Marcia Salas, il libro cattura immediatamente l’attenzione dei potenziali lettori”.

Ha inoltre espresso la sua ammirazione e ha commentato:

“È sorprendente che l’autrice riesca a raccontare la storia della famiglia Patay usando un narratore in prima persona che sta entrando nell’adolescenza. Il giovane, Tomás, meglio conosciuto come Tomasito, il cui cognome, Patay, deriva da sua madre, è figlio di una delle figlie del nonno. Suo padre è stato assente dalla sua vita e non lo ha mai riconosciuto; quindi, alla fine, il nonno è contento di sapere che questo ragazzo porta il cognome Patay e porterà avanti la tradizione di famiglia, anche se non è stato riconosciuto dal padre… Ma mi ha sorpreso che una giovane scrittrice al suo primo romanzo possa raggiungere un tale livello di profondità emotiva per il lettore, tanto da permettergli di immergersi completamente nella storia e leggerla con la stessa entusiasmo con cui l’ho fatto io. L’ho letto in pochi giorni. Tra i personaggi creati dall’autrice, così ricchi di significato, possiamo riconoscere alcuni archetipi comuni alla nostra società, sia tra gli uomini che tra le donne del romanzo…”

Per saperne di più su Cenere e Miele, ho contattato Tatiana, che ha gentilmente risposto alle mie domande, riporta di seguito le sue risposte.

Cara Tatiana: Qual è il tema centrale di “Cenere e Miele” e a quale pubblico si rivolge il romanzo?

“Cenere e Miele” introduce il lettore nel mondo della famiglia Patay. Si tratta di un clan in cui vita e morte, affetto, memoria e legami familiari coesistono con naturalezza, tenerezza, umorismo e ironia.

Attraverso personaggi accattivanti, contraddizioni realistiche e un equilibrio tra umorismo, tenerezza e ironia, l’opera riflette su ciò che ereditiamo e sulle storie familiari che plasmano la nostra identità.

Questa è una storia costruita attorno a ciò che ereditiamo, alle persone che ci hanno preceduto e alle narrazioni familiari che, in un modo o nell’altro, finiscono per diventare parte di ciò che siamo. “Cenere e Miele” si rivolge a chi apprezza le storie di relazioni, memoria, famiglia e l’impronta lasciata dalle generazioni precedenti su ogni individuo all’interno di questo gruppo sociale.

Il romanzo risuona in particolare con coloro che apprezzano personaggi accattivanti, le contraddizioni umane e un umorismo che accompagna anche i momenti difficili.

“Cenere e miele” è il tuo romanzo d’esordio. Quali impressioni hai ricevuto dai tuoi primi lettori e cosa ha significato per te questo debutto nel genere romanzesco?


I lettori hanno accolto il romanzo con grande entusiasmo. Molti mi hanno confidato di averlo trovato originale, coinvolgente e piacevole. Un aspetto su cui la maggior parte concorda è che si tratta di un romanzo diverso da qualsiasi altra opera presente sul mercato e da qualsiasi altra proposta letteraria. I lettori affermano di essersi sentiti in sintonia con la storia fin dalle prime pagine e che il finale è molto personale. Sottolineano come i personaggi rimangano impressi nella memoria. Vi è un consenso generale tra i lettori sul fatto che il romanzo risulti naturale, credibile, verosimile e ricco di significato.

Fin dalla sua presentazione alla Fiera Internazionale del Libro del Costa Rica, Cenere e Miele ha attirato l’attenzione di lettori e media culturali. La Nación lo ha incluso tra le “Cinque Gemme Imperdibili” della Fiera Internazionale del Libro, mentre Semanario Universidad lo ha segnalato tra i tre romanzi di autrici pubblicati da Uruk Editores.

Questo debutto nel genere romanzesco è stata un’esperienza molto importante per me, perché Cenere e Miele è composto da tredici storie interconnesse. Ogni capitolo è un episodio a sé stante, ma la somma delle storie forma il romanzo della famiglia Patay. Ogni capitolo è una porta d’accesso a un momento specifico della storia del clan.

Mi piace pensarlo come un piatto in cui ogni capitolo contribuisce con un aroma, un sapore e un colore particolari, ma tutti insieme creano un’esplosione di sapori.

Ho scelto una struttura frammentata perché i ricordi non sono lineari. Inoltre, lo stesso evento può diventare una storia completamente diversa a seconda di chi lo ricorda o lo racconta. Pertanto, l’unità del libro non è cronologica: si costruisce sui personaggi, sui legami familiari e sugli elementi che riappaiono nel corso del romanzo.
Scrivere un romanzo a partire da storie interconnesse è stata un’impresa ambiziosa, perché volevo preservare l’intensità del racconto breve, un genere che amo per la sua precisione, la sua sobrietà e la scelta consapevole di ogni parola, sfruttando al contempo la libertà del romanzo, che permette di costruire l’impatto con piccoli colpi di scena cumulativi.

Il 21 settembre ho presentato ufficialmente Ceneri e Miele al Museo Dr. Rafael Ángel Calderón Guardia. Cosa ha significato per lei presentare il suo libro in questo museo?

Le presentazioni di libri rappresentano sempre un momento culminante nel processo editoriale di qualsiasi opera. Sono momenti da vivere appieno perché permettono di condividere i dettagli del lavoro con un pubblico eterogeneo, dal processo creativo alle decisioni, alle selezioni e alla storia stessa.
Presentare “Cenere e Miele” al Museo Dr. Rafael Ángel Calderón Guardia è stato, oltre che presentare un libro in uno spazio culturale, l’incontro tra un romanzo incentrato sulla memoria, la famiglia e le tracce del passato e un luogo che custodisce anch’esso la memoria storica.

Durante la presentazione, la poetessa Julieta Dobles ha commentato il suo lavoro. Cosa ha significato per lei avere la sua voce e la sua lettura al lancio del suo primo romanzo?

Avere la voce e la lettura di Julieta Dobles alla presentazione di “Cenere e Miele” è stato un onore davvero speciale. Julieta Dobles è una delle voci più riconosciute e amate della poesia contemporanea costaricana. Il suo lavoro nell’ambito della didattica universitaria e dei laboratori è fondamentale. La sua carriera letteraria, la sua sensibilità e il suo costante contributo alla cultura nazionale la rendono una figura di grande importanza nella letteratura costaricana. Ha dedicato la sua vita alla scrittura, all’insegnamento e alla riflessione poetica, e la sua opera è parte integrante del panorama letterario del paese.

Pertanto, la sua lettura e il suo commento al mio primo romanzo hanno rivestito un profondo significato emotivo e simbolico.

La sua prospettiva non solo ha offerto una lettura sensibile e generosa dell’opera, ma ha anche accompagnato questo debutto da un punto di vista di esperienza, autorevolezza letteraria e profonda connessione umana. Per me, la sua presenza ha rappresentato una sorta di benvenuto al genere romanzesco da parte di una scrittrice ammirata, un’autrice le cui parole hanno peso, memoria e un’enorme legittimità nella letteratura costaricana.

L’intervistatore è uno scrittore nicaraguense residente in Costa Rica.

L’intervistatore è uno scrittore nicaraguense residente in Costa Rica. Contatto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es





Presentación de la novela “Ceniza y Miel”, de Tatiana Serrano
Por Carlos Javier Jarquín
El pasado lunes 21 de septiembre, a partir de las 6:00 p. m., se presentó oficialmente la novela Ceniza y Miel (Uruk Editores, 2026), de la autora costarricense Tatiana Serrano, en el Museo Dr. Rafael Ángel Calderón Guardia, en San José.
Durante la presentación, la comentarista fue la poeta costarricense Julieta Dobles Yzaguirre. En su intervención, señaló que Ceniza y Miel “merece leerse con calma y disfrutarla con tiempo, pues hace las delicias de todo tipo. Con una portada tan divertida y loca como la novela, la autora que está aquí presente, acaba de llegar, de la artista plásica y visual costarricense Marcia Salas, el libro llama inmediatamente la atención de sus posibles lectores”.
También expresó su admiración y comentó:
“Es sorprendente que su autora pueda escribir la historia de la familia Patay usando a un narrador testigo que apenas se inicia en la adolescencia. Muchachito, Tomás, mejor conocido como Tomasito, cuyo apellido, Patay, le viene de madre, es hijo de una de las hijas del abuelo. Su padre fue ausente en su vida y nunca lo reconoció; entonces, el abuelo, al final, se complace de saber que ese niño tiene el apellido Patay y va a seguir adelante con la familia, aunque no haya sido reconocido por su padre… Pero sí me ha sorprendido que una escritora joven que publica su primera novela logre tal grado de experiencia vital para el lector, que este pueda lanzarse de cabeza a su lectura y lea con la avidez con que yo lo hice. Yo la leí en muy pocos días. Entre los personajes creados por la autora, plenos de significado, podemos reconocer algunos prototipos comunes en nuestra sociedad, tanto entre los hombres como entre las mujeres de la novela…”.

Para conocer más detalles de Ceniza y Miel, me comuniqué con Tatiana, quien amablemente respondió las preguntas que le hice. A continuación, comparto sus respuestas.
Estimada Tatiana: ¿Cuál es la temática central que aborda en Ceniza y miel y a qué público está dirigida la novela?
Ceniza y Miel introduce al lector en el universo de la familia Patay. Este es un clan donde la vida y la muerte, los afectos, la memoria y los vínculos familiares conviven con naturalidad, ternura, humor e ironía.
A través de personajes entrañables, contradicciones reconocibles y un equilibrio entre humor, ternura e ironía, la obra reflexiona sobre aquello que heredamos y sobre las historias familiares que moldean nuestra identidad.
Esta es una historia construida alrededor de aquello que heredamos, de las personas que nos precedieron y de los relatos familiares que, de una manera u otra, terminan formando parte de quienes somos.
Ceniza y Miel está dirigida a personas que disfrutan de las historias sobre los vínculos, la memoria, las familias y las huellas que dejan las generaciones anteriores en cada una de las personas que conforman este grupo social.
La novela conecta especialmente con quienes aprecian personajes entrañables, contradicciones humanas y un humor que acompaña incluso los momentos difíciles.

Ceniza y miel es su primera novela. ¿Qué impresiones ha recibido de sus primeros lectores y qué ha significado para usted este debut en el género de novela?

Los lectores han sido muy generosos en la recepción de la novela. Muchos se han acercado para comentar que la novela les resultó refrescante, amena y agradable. Uno de los aspectos en los que la mayoría coincide es que se trata de una novela diferente a lo que está en el mercado y a las propuestas literarias. Comentan que conectan con la historia desde el inicio y que al final resulta entrañable. Destacan que los personajes permanecen con ellos. Existe una coincidencia entre los lectores en que la novela se percibe natural, creíble que cuenta con verosimilitud y sentido.
Desde su presentación inicial en el marco de la Feria Internacional del Libro de Costa Rica, Ceniza y miel llamó la atención de lectores y medios culturales. La Nación la incluyó entre las “Cinco joyitas imperdibles” de la Feria Internacional del Libro, mientras que Semanario Universidad la destacó entre tres novelas de mujeres publicadas por Uruk Editores.
Este debut en el género de novela ha significado una experiencia muy importante para mí, porque Ceniza y miel está construida a partir de trece relatos interconectados.
Cada capítulo se sostiene como un episodio completo, pero la suma de las historias conforma la novela de la familia Patay; cada capítulo es una puerta a un momento determinado en el clan.
Me gusta concebirla como un platillo en el que cada capítulo aporta un aroma, un sabor y un color particular, pero todos juntos producen una explosión de sabores.
Elegí una estructura fragmentaria porque los recuerdos no son lineales. Además, un mismo acontecimiento puede convertirse en una historia completamente distinta dependiendo de quién lo recuerde o lo cuente. Por eso, la unidad del libro no es cronológica: se construye a partir de los personajes, los vínculos familiares y los elementos que reaparecen a lo largo de la novela.
Escribir una novela a partir de relatos interconectados fue una apuesta ambiciosa, porque quería conservar la intensidad del cuento, un género que me apasiona por su precisión, su contención y la elección muy consciente de cada palabra, y al mismo tiempo aprovechar las libertades de la novela, que permite construir efecto con pequeños golpes acumulativos.

El pasado 21 de septiembre presentó oficialmente Ceniza y miel en el Museo Dr. Rafael Ángel Calderón Guardia. ¿Qué significó para usted presentar su libro en este museo?
Las presentaciones de obra siempre son un pináculo dentro del proceso de publicación que acompaña a todo texto. Son momentos que se disfrutan porque se trata de compartir con diferentes sectores los detalles de la obra, desde el proceso creativo hasta las decisiones, selecciones e historia de la misma historia.
Presentar Ceniza y Miel en el Museo Dr. Rafael Ángel Calderón Guardia fue, además de la presentación de un libro en un espacio cultural, el encuentro de una novela construida alrededor de la memoria, la familia y las huellas del pasado con un lugar que también resguarda memoria histórica.

En esa presentación, la poeta Julieta Dobles fue la comentarista de su obra. ¿Qué representó para usted contar con su voz y su lectura en el lanzamiento de su primera novela?
Contar con la voz y la lectura de Julieta Dobles en la presentación de Ceniza y miel fue un honor muy especial. Doña Julieta Dobles es una de las voces más reconocidas y queridas de la poesía costarricense contemporánea. La labor que ella ha desarrollado a través de la formación en universidades y talleres es fundamental. Su trayectoria literaria, su sensibilidad y su aporte sostenido a la cultura nacional la convierten en una figura de gran relevancia dentro de las letras costarricenses. Ella ha dedicado su vida a la escritura, la docencia y la reflexión poética, y su obra forma parte esencial del panorama literario del país.
Por eso, que ella leyera y comentara mi primera novela tuvo un significado profundamente emotivo y simbólico.
Su mirada no solo aportó una lectura sensible y generosa de la obra, sino que también acompañó este debut desde un lugar de experiencia, autoridad literaria y cercanía humana. Para mí, su presencia representó una especie de bienvenida al género de la novela por parte de una escritora admirada, una autora cuya palabra tiene peso, memoria y una enorme legitimidad dentro de la literatura costarricense.

El entrevistador, es escritor nicaragüense radicado en Costa Rica.
Contacto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es

Lunedì 21 settembre è stato presentato ufficialmente al Museo Dr. Rafael Ángel Calderón Guardia di San José, Costa Rica, il romanzo Ceneri e miele (Uruk Editores, 2026), dell’autrice costaricana Tatiana Serrano. Foto per gentile concessione di Carlos Jarquín.

Congresso Internazionale: Evento, dedicato al nome e all’eredità intellettuale di Ganira Pashayeva e primo congresso accademico internazionale a lei dedicato, ha riunito oltre 200 studiosi, accademici, ricercatori, poeti, scrittori e personalità del mondo culturale provenienti da 23 Paesi.

Foto cortesia della locandina dell’ evento Congresso Internazionale su Ganira Pashayeva

Il Congresso Internazionale su Ganira Pashayeva ha riunito studiosi provenienti da 23 Paesi

Il Congresso Internazionale dal titolo “Ganira Pashayeva e il mondo turco: letteratura, cultura, politica e l’ideale di unità” si è concluso con successo dopo un ricco programma accademico di due giorni. L’evento, dedicato al nome e all’eredità intellettuale di Ganira Pashayeva e primo congresso accademico internazionale a lei dedicato, ha riunito oltre 200 studiosi, accademici, ricercatori, poeti, scrittori e personalità del mondo culturale provenienti da 23 Paesi.

Organizzato online dall’Unione degli Accademici Turchi il 27 e 28 settembre 2026, il congresso ha esaminato, da diverse prospettive accademiche, la vita, le idee, l’eredità letteraria e culturale di Ganira Pashayeva, eminente politica, giornalista, scrittrice e sostenitrice del mondo turco dell’Azerbaigian, nonché le sue attività e i suoi contributi relativi al mondo turco.

In quanto primo congresso accademico internazionale dedicato a Ganira Pashayeva, l’evento ha assunto un particolare significato accademico, culturale e storico. Il congresso ha offerto l’opportunità di documentare, attraverso la ricerca accademica, le molteplici attività di Pashayeva e di esaminare le sue idee sul mondo turco dal punto di vista di ricercatori provenienti da diversi paesi.
Hanno partecipato al congresso studiosi provenienti da Azerbaigian, Turchia, Australia, Germania, Algeria, Inghilterra, India, Iran, Iraq, Svezia, Italia, Cipro del Nord, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Kosovo, Kirghizistan, Kazakistan, Malesia, Russia, Serbia, Turkmenistan, Uzbekistan e Grecia. Nel corso di due giorni, sono stati presentati complessivamente 201 interventi in sette sessioni accademiche parallele, tenutesi in cinque sale virtuali separate.
Il programma accademico ha riunito numerosi ambiti, tra cui letteratura, cultura, storia, politica, relazioni internazionali, istruzione, sociologia, economia, comunicazione, studi di genere, tecnologia e patrimonio culturale.  Pertanto, l’eredità di Ganira Pashayeva è stata esaminata in modo multidimensionale, non solo come figura politica, ma anche attraverso le sue identità di poetessa, scrittrice, giornalista, leader femminile, figura culturale e sostenitrice del mondo turco.

Le cerimonie di apertura e chiusura del congresso sono state moderate dal Prof. Dr. Vahap Tekin, Capo Dipartimento dell’Università Dokuz Eylul. Alla cerimonia di apertura hanno partecipato il Prof. Associato Dr. Izzettin Ozpolat, Presidente dell’Unione degli Accademici Turchi e Presidente del Congresso; Rashad Majid, Vicepresidente dell’Unione degli Scrittori Azeri; la Prof.ssa Associata Dr. Tarana Turan Rahimli, Presidente del Comitato Organizzatore del Congresso e Vicepresidente dell’Unione degli Accademici Turchi; Zeynel Beksach, Caporedattrice della rivista kosovara Turkchem; Vugar Agayev, Direttore di AjMedia; e Kamala Pashayeva, sorella di Ganira Pashayeva.

Uno dei momenti più toccanti del programma di apertura è stato il discorso pronunciato da Kamala Pashayeva, sorella di Ganira Pashayeva. Kamala Pashayeva ha tenuto il suo discorso dalla tomba di Ganira Pashayeva. Le sue sincere riflessioni sulla vita, la personalità e i valori che Ganira Pashayeva ha lasciato in eredità hanno suscitato un’impressione particolarmente profonda nei partecipanti al congresso.

Durante le sessioni accademiche, tenutesi nell’arco di due giorni, le idee di Ganira Pashayeva sul mondo turco sono state esaminate attraverso le prospettive della letteratura, della cultura, della politica, della diplomazia, degli studi di genere, della storia, dell’istruzione e delle relazioni internazionali.
Le questioni relative alle donne, alla leadership e all’identità sociale hanno occupato un posto di rilievo nel congresso. L’identità di Ganira Pashayeva come donna, la sua attività politica e pubblica, il ruolo delle donne nella vita pubblica e la leadership femminile nel mondo turco sono stati analizzati da diverse prospettive accademiche.
L’unità politica nel mondo turco, la diplomazia, la sicurezza e l’identità comune sono stati anch’essi tra i temi principali del congresso. Oltre alla diplomazia parlamentare, alla diplomazia culturale, alla sicurezza regionale, all’identità collettiva e alla cooperazione internazionale, sono stati presentati interventi su Shusha, il Karabakh, il Caucaso meridionale, i turchi residenti in Europa e le relazioni tra gli stati turchi.
La ricerca in ambito letterario e culturale ha costituito un’altra dimensione fondamentale del congresso.  Sebbene nelle poesie e nelle opere di Ganira Pashayeva siano stati esaminati temi quali la patria, la madre, la donna, la storia, l’identità e l’idea del mondo turco, il programma ha toccato anche una vasta gamma di argomenti, spaziando dal Libro di Dede Korkut e dai racconti di Aghiska a proverbi ed espressioni idiomatiche, nonché alla letteratura azera e uzbeka e al patrimonio culturale kazako e turkmeno.
Una delle caratteristiche più notevoli del congresso è stata la combinazione di studi turcologici e culturali classici con questioni tecnologiche e sociali contemporanee all’interno dello stesso programma accademico. Gli studiosi hanno inoltre esaminato temi di attualità come l’intelligenza artificiale nell’istruzione, l’insegnamento del turco come lingua straniera, la preparazione di materiali digitali, la formazione online, i social media, la diplomazia digitale, la sicurezza delle informazioni, la sicurezza informatica e la sovranità tecnologica.
Durante le sessioni del secondo giorno, sono stati discussi argomenti quali lingue e dialetti turchi, folklore, storia, architettura e museologia, insieme a temi di geopolitica contemporanea in Asia centrale, il Corridoio Medio, la sicurezza idrica, il cambiamento climatico, la competizione tra le grandi potenze e la cooperazione accademica.  In questo modo, il congresso ha creato un’ampia piattaforma accademica che ha esaminato il mondo turco non solo nel contesto storico e culturale, ma anche in quello scientifico, tecnologico e internazionale contemporaneo.
L’interesse internazionale per il congresso è stato inoltre notevole. Articoli e interviste sul congresso sono stati pubblicati su stampa, canali televisivi, siti di notizie online e diverse piattaforme mediatiche in numerosi paesi. Notizie sul congresso sono apparse in Azerbaigian, Turchia, Macedonia del Nord, Italia, Pakistan, Albania, Germania, Belgio, Inghilterra, Paesi Bassi, Giappone, Kenya e molti altri paesi.
A seguito del ricco programma accademico di due giorni, la cerimonia di chiusura ha visto gli interventi del Presidente del Congresso, Prof. Associato Dr. Izzettin Ozpolat, della Prof.ssa Dr. Tarana Turan Rahimli, del Presidente dell’Associazione Culturale di Kirkuk, Shemseddin Kuzechi, e dei membri del Comitato Organizzatore, Prof.ssa Dr. Zehra Gencel Efe, Prof.ssa Associata Dr. Minara Aliyeva, Dr. Bedri Shahin e Dr. Alsu Shamsutova.

Durante la cerimonia di chiusura, la recitazione della poesia “Così si vive”, dedicata da Tarana Turan Rahimli alla memoria di Ganira Pashayeva, ha conferito una dimensione particolarmente emozionante alla conclusione del congresso.

I discorsi di chiusura hanno sottolineato come questo primo congresso accademico internazionale dedicato a Ganira Pashayeva rappresenti un importante inizio per lo studio, la documentazione e la trasmissione alle generazioni future del suo patrimonio intellettuale, letterario e culturale.
Riunendo oltre 200 studiosi provenienti da 23 paesi sotto un comune ombrello accademico, il congresso è passato alla storia come il primo congresso accademico internazionale dedicato a Ganira Pashayeva. Ha offerto l’opportunità di esaminare la sua eredità multiforme in un’ampia gamma di discipline accademiche.
Il congresso si è concluso dimostrando che le idee di Ganira Pashayeva sul mondo turco non sono semplicemente un’eredità del passato, ma costituiscono piuttosto un tema multidimensionale che può continuare ad essere esplorato in campi diversi come l’istruzione, la scienza, la cultura, la letteratura, la tecnologia, la cooperazione accademica e le relazioni internazionali.

Fin dal giorno in cui il congresso è stato annunciato, centinaia di articoli a riguardo sono stati pubblicati dai media internazionali. Dopo il congresso, i media turchi gli hanno dedicato un’ampia copertura con titoli come “Un congresso che ha fatto scalpore in tutto il mondo”, “Il congresso di cui il mondo parlava” e “Il congresso che ha battuto ogni record in Turchia in termini di partecipazione e impatto internazionale”, tra gli altri.

Ulviya Abulfazgizi





The International Congress on Ganira Pashayeva Brought Together Scholars from 23 Countries


The International Congress titled “Ganira Pashayeva and the Turkic World: Literature, Culture, Politics and the Ideal of Unity” successfully concluded following a rich two-day academic programme. The event, dedicated to the name and intellectual legacy of Ganira Pashayeva and representing the first international academic congress devoted to her, brought together more than 200 scholars, academics, researchers, poets, writers and cultural figures from 23 countries.
Organized online by the Union of Turkish Academicians on 27–28 September 2026, the congress examined, from the perspectives of various academic disciplines, the life, ideas, literary and cultural legacy of Ganira Pashayeva—an eminent Azerbaijani politician, journalist, writer and advocate of the Turkic world—as well as her activities and contributions related to the Turkic world.
As the first international academic congress devoted to Ganira Pashayeva, the event acquired particular academic, cultural and historical significance. The congress created an opportunity to document, through scholarly research, Pashayeva’s multifaceted activities and to examine her ideas concerning the Turkic world from the perspectives of researchers from different countries.
Participants from Azerbaijan, Türkiye, Australia, Germany, Algeria, England, India, Iran, Iraq, Sweden, Italy, Northern Cyprus, the Netherlands, North Macedonia, Kosovo, Kyrgyzstan, Kazakhstan, Malaysia, Russia, Serbia, Turkmenistan, Uzbekistan and Greece took part in the congress. Over the course of two days, a total of 201 papers were presented in seven parallel academic sessions held in five separate virtual halls.
The academic programme brought together numerous fields, including literature, culture, history, politics, international relations, education, sociology, economics, communications, women’s studies, technology and cultural heritage. Thus, Ganira Pashayeva’s legacy was examined in a multidimensional manner not only as that of a political figure, but also through her identities as a poet, writer, journalist, woman leader, cultural figure and advocate of the Turkic world.
The opening and closing programmes of the congress were moderated by Prof. Dr. Vahap Tekin, Head of Department at Dokuz Eylul University. The opening programme featured Assoc. Prof. Dr. Izzettin Ozpolat, President of the Union of Turkish Academicians and President of the Congress; Rashad Majid, Vice President of the Union of Azerbaijani Writers; Assoc. Prof. Dr. Tarana Turan Rahimli, Chair of the Congress Organizing Committee and Vice President of the Union of Turkish Academicians; Zeynel Beksach, Editor-in-Chief of Kosovo’s Turkchem magazine; Vugar Agayev, Editor of AjMedia; and Kamala Pashayeva, sister of Ganira Pashayeva.
One of the most emotional moments of the opening programme was the speech delivered by Kamala Pashayeva, sister of Ganira Pashayeva. Kamala Pashayeva delivered her speech from Ganira Pashayeva’s graveside. Her heartfelt reflections on Ganira Pashayeva’s life, personality and the values she left behind made a particularly deep impression on the participants of the congress.
During the academic sessions held over two days, Ganira Pashayeva’s ideas concerning the Turkic world were examined through the perspectives of literature, culture, politics, diplomacy, women’s studies, history, education and international relations.
Issues related to women, leadership and social identity occupied an important place in the congress. Ganira Pashayeva’s identity as a woman, her political and public activities, the role of women in public life, and women’s leadership in the Turkic world were examined from various academic perspectives.
Political unity in the Turkic world, diplomacy, security and common identity were also among the principal themes of the congress. In addition to parliamentary diplomacy, cultural diplomacy, regional security, collective identity and international cooperation, papers addressed Shusha, Karabakh, the South Caucasus, Turks living in Europe, and relations among Turkic states.
Research on literature and culture constituted another major dimension of the congress. While themes of homeland, mother, woman, history, identity and the idea of the Turkic world in Ganira Pashayeva’s poems and works were examined, the programme also covered a broad range of subjects extending from The Book of Dede Korkut and Aghiska tales to proverbs and expressions, as well as Azerbaijani and Uzbek literature and Kazakh and Turkmen cultural heritage.
One of the notable features of the congress was the bringing together of classical Turkological and cultural studies with contemporary technological and social issues within the same academic programme. Scholars also examined current topics such as artificial intelligence in education, teaching Turkish as a foreign language, the preparation of digital materials, online education, social media, digital diplomacy, information security, cybersecurity and technological sovereignty.
During the sessions held on the second day, topics including Turkic languages and dialects, folklore, history, architecture and museology were discussed alongside contemporary geopolitics in Central Asia, the Middle Corridor, water security, climate change, competition among major powers and academic cooperation. In this way, the congress created a wide-ranging academic platform that examined the Turkic world not only in the context of history and culture, but also within contemporary scientific, technological and international affairs.
The international interest in the congress was also noteworthy. News reports and interviews about the congress were published in the press, television channels, online news outlets and various media platforms in numerous countries. News about the congress appeared in Azerbaijan, Türkiye, North Macedonia, Italy, Pakistan, Albania, Germany, Belgium, England, the Netherlands, Japan, Kenya and many other countries.
Following the rich two-day academic programme, the closing ceremony featured speeches by Congress President Assoc. Prof. Dr. Izzettin Ozpolat, Prof. Dr. Tarana Turan Rahimli, Chairman of the Kirkuk Cultural Association Shemseddin Kuzechi, as well as members of the Organizing Committee, Prof. Dr. Zehra Gencel Efe, Assoc. Prof. Dr. Minara Aliyeva, Dr. Bedri Shahin and Dr. Alsu Shamsutova.
During the closing programme, the recitation of the poem “This Is How Life Is Lived”, dedicated by Tarana Turan Rahimli to the memory of Ganira Pashayeva, added a particularly emotional dimension to the conclusion of the congress.
The closing speeches emphasized that this first international academic congress devoted to Ganira Pashayeva represented an important beginning in the study, documentation and transmission to future generations of her intellectual, literary and cultural legacy.
Bringing together more than 200 scholars from 23 countries under a common academic umbrella, the congress went down in history as the first international academic congress dedicated to Ganira Pashayeva. It provided an opportunity to examine her multifaceted legacy across a wide range of academic disciplines.
The congress concluded by demonstrating that Ganira Pashayeva’s ideas concerning the Turkic world are not merely a legacy belonging to the past, but rather constitute a multidimensional subject that can continue to be explored in such diverse fields as education, science, culture, literature, technology, academic cooperation and international relations.
From the date the congress was first announced, hundreds of reports about it were published in the international media. Following the congress, Turkish media outlets carried extensive coverage under headlines such as “A Congress That Made Waves Around the World,” “The Congress the World Was Talking About,” and “The Congress That Broke a Record in Türkiye in Terms of Participation and International Impact,” among others.

Ulviya Abulfazgizi

Foto cortesia dell’ evento condivise dalla prof. Terane Turan Rehimli

Le poetesse Dr- Tania Rahman Toni ed Elisa Mascia scrivono una poesia dedicata a Giulietta e Romeo

Foto cortesia con la Dr – Tania Rahman Toni ed Elisa Mascia

Dott.ssa Tania Rahman Toni

Ginecologa e Chirurga | Poetessa e Scrittrice | Bangladesh

La Dott.ssa Tania Rahman Toni è una ginecologa, chirurga, poetessa e scrittrice bilingue del Bangladesh. Parallelamente alla sua professione medica, coltiva la sua passione per la letteratura da quasi 25 anni. Scrive poesie sia in bengalese che in inglese, continuando a sviluppare la sua voce creativa in entrambe le lingue.

Elisa Mascia – Italia
Scrittrice, declamatrice, conduttrice radiofonica, interprete di poesia, critica letteraria, poetessa bilingue (italiano-spagnolo), critica letteraria, giurata di concorsi di poesia, intervistatrice e promotrice culturale. È inoltre specializzata nell’editing e nell’organizzazione di materiale per la pubblicazione di libri. Prologuista.p
Elisa si è affermata come figura di spicco nel mondo della letteratura e della cultura.

La forza travolgente dell’amore.

La notte parla al sospiro eterno di Verona con le labbra dell’Oscurità.
Tu, amata mia, resti in silenzio, ascoltando il fluire dell’alba negli istanti che precedono il riflesso oscuro degli occhi quando ci divide con forza.

Poi il cielo ci riveste della stessa luce:
due anime pure perse nel giardino,
condotte lì da un unico soffio del destino.

Il balcone di pietra rossa è il nostro unico altare,
l’ombra complice custodisce ogni promessa;
sotto c’è un cortile gremito di messaggi d’amore, e Giulietta vive nella statua di bronzo.

Elisa Mascia – Italia 27-9-2026

Romeo chiama il tuo nome sotto il cielo illuminato dalla luna,
Mentre Giulietta sogna dove giacciono rose silenziose.
Due cuori sfidano i muri che li tengono lontani,
E trovano la loro strada sotto un’unica stella guida.
Anche se il tempo può rubare le rose dalla vite,
Il loro amore fiorisce ancora oltre i confini del tempo.

Nessuna ombra può cancellare le promesse che si sono scambiati,
nessun gelo invernale può spegnere la loro passione.
Se il destino dovesse separarci, che il cielo veda,
che il nostro amore vive per sempre, selvaggio e libero.

Dott.ssa Tania Rahman Toni
Naogaon, Bangladesh 






Dr. Tania Rahman Toni

Gynae Practitioner & Surgeon | Poet & Writer | Bangladesh

Dr. Tania Rahman Toni is a Bangladeshi gynae practitioner, surgeon, bilingual poet, and writer. Alongside her medical profession, she has been pursuing her passion for literature for nearly 25 years. She writes poetry in both Bengali and English, continuing to develop her creative voice across two languages.

Elisa Mascia – Italy
Writer, speaker, radio host, poetry performer, reviewer, bilingual poet (Italian-Spanish), literary critic, poetry contest juror, interviewer, and cultural promoter. She also specializes in editing and organizing material for book publication. Prologue writer
Elisa has established herself as a prominent figure in the world of literature and culture.

The overwhelming force of love.

The night speaks to Verona’s eternal sigh with the lips of the Dark.
You, my beloved, remain silent, listening to the dawn’s flow in the moments before the dark reflection of the eyes when it forcefully divides us.

Then the sky dresses us in the same light:
two pure souls lost in the garden,
led there by a single breath of destiny.
The balcony of red stone is our only altar,
the complicit shadow guards every promise;
below is a courtyard crowded with messages of love, and Juliet lives in the bronze statue.

Elisa Mascia – Italy 27-9-2026

Romeo calls your name beneath the moonlit sky,
While Juliet dreams where silent roses lie.
Two hearts defy the walls that keep them far,
And find their way beneath one guiding star.
Though time may steal the roses from the vine,
Their love still blooms beyond the edge of time.
No shadow can erase the vows they made,
No winter chill can make their passion fade.
If fate should part us, let the heavens see,
That love lives on, forever wild and free.

Dr-Tania Rahman Toni
Naogaon, Bangladesh 

Foto poesia creato da Dr-Tania Rahman Toni ed Elisa Mascia -Italia

https://piercarlolava.blogspot.com/2026/09/quando-si-incontrano-due-poetesse-la.html

Yannis FikasPresidente dell’Accademia di Farsala presenta alcune opere da leggere nella rappresentazione simbolica di seguito pubblicata da Elisa Mascia – Italia

Foto cortesia del presidente dell’ Accademia di Farsala prof. Yannis Fikas

La rappresentazione simbolica della forza contrapposta alla saggezza è presentata da Paolo Veronese nel suo dipinto “L’allegoria della forza e della saggezza” nella figura di Ercole che guarda il mondo terreno e nella figura della Saggezza nella figura di una donna che guarda verso il mondo celeste e spirituale. Ercole simboleggia la forza solare e spirituale, mentre la Saggezza simboleggia la maturità e la luce spirituale durante il Medioevo in Europa. La “Primavera” (Sandro Botticelli) è composta da due parti in armonia, attorno a un asse centrale definito dalla dea Afrodite. Queste due parti esprimono le due sfaccettature distinte della dea, Afrodite Pandemos e Afrodite Ourania. Flora rappresenta l’Afrodite terrena o Pandemos, l’eterna portatrice di vita, mentre Zefiro, che irrompe con forza nel dipinto afferrando la ninfa Clori, simboleggia la passione sfrenata. Alla fine del dipinto, Ermes dichiara l’obiettivo ultimo dell’amore, l’unione con lo spirito.  Ermes ha voltato le spalle al mondo naturale e si rivolge all’essere autentico. Insieme a Zefiro, costituiscono forme complementari.

Nel dipinto (di Tiziano) le due figure femminili incarnano i due principi distinti della bellezza. Rappresentano i due lati di Afrodite. La figura nuda che regge la coppa di fuoco è Afrodite Urania, simbolo della bellezza ecumenica, eterna e puramente spirituale. L’altra donna è Afrodite Pandemos, simbolo del potere vivificante che crea le icone mortali, ma visibili e tangibili, della bellezza sulla terra. Al centro, tra le due figure di Afrodite, Eros, che agita l’acqua cristallina della fontana, funge da intermediario tra il cielo e la terra.
L’allegoria Marte e Venere uniti dall’amore (1570) del Veronese.  In questo dipinto, che faceva parte della collezione dell’imperatore Rodolfo II a Praga, Eros lega con un nastro Ares, il dio della guerra e del potere, alla nuda Afrodite, dea della bellezza, della passione e dell’amore. Dall’unione di Ares, il dio della guerra, e Afrodite, la dea dell’amore, nacque Armonia, incarnazione del concetto che l’armonia è la sintesi di forze opposte.

Yannis Fikas
Presidente dell’Accademia di Farsala

The symbolic depiction of strength towards wisdom is presented by Paolo Veronese in his painting The Allegory of Strength and Wisdom in the figure of Hercules looking at the earthly world, and Wisdom in the figure of a woman looking up in the celestial and spiritual world. Hercules symbolizes the solar and spiritual strength, while Wisdom symbolizes the maturity and the spiritual light during the Middle Ages in Europe.  
Primavera (Sandro Botticelli) consists of two parts which are in harmony, around a central axis which is defined by goddess Aphrodite. These two parts express the two separate facets of the goddess, Aphrodite Pandemos and Aphrodite Ourania. Flora represents the earthly or Pandemos Aphrodite, the eternal bearer of life, while Zephyrus, who enters forcefully into the painting, seizing the Nymph Chloris, symbolizes the unbridled passion. At the end of the painting Hermes declares the ultimate goal of love, the union with the spirit. Hermes has turned his back to the natural world and looks at the true being. Along with Zephyrus, they constitute complementary forms.
In the painting (Titian) the two female figures incarnate the two distinct principles of beauty. They constitute the two sides of Aphrodite. The nude figure that is holding the cup with fire is the Aphrodite Ourania, a symbol of the ecumenical, eternal, purely spiritual beauty. The other woman is the Aphrodite Pandemos, a symbol of the life-giving power that creates the mortal but visible and tangible icons of beauty on earth. In the centre between the two figures of Aphrodite, Eros who is stirring the crystal water of the fountain is the intermediary between the heaven and the earth.
The allegory Mars and Venus United by Love (1570) by Veronese. In this painting, which formed part of the collection of Emperor Rudolph II in Prague, Eros is tying with a ribbon Ares, the god of war and power, to the nude Aphrodite, the goddess of beauty, passion and love. From the union of Ares, the god of war, and Aphrodite, the goddess of love, Armonia was born as embodiment of the concept that harmony is the synthesis of opposing forces.

Yannis Fikas
President Academy Farsala

Secondo Forum Internazionale sull’Intelligenza Artificiale e il Cambio Quantico in Letteratura, Arte, Medicina e Poesia, che si terrà a Kazan, in Russia 🇷🇺

Foto cortesia condivisa dal promotore culturale Rahal Mohamed – Algeria


Vi auguro una splendida giornata, miei cari e amici dalla 🔴#Russia 🇷🇺

Ho appena ricevuto il 🔴#Programma_Completo del

🔴#Secondo_Forum_Internazionale_sull_Intelligenza_Artificiale_e_il_Cambio_Quantico_in_Letteratura, Arte, Medicina e Poesia, che si terrà a Kazan, in Russia 🇷🇺

🔴📢 Annuncio

Vi invitiamo a partecipare al seminario dal titolo:
“Il Cambio Quantico”

📅 Data: 25 settembre 2026

⏰ Ora: 12:00 (ora di Mosca)

🔗 Link alla riunione:

https://telemost.yandex.ru/j/02033479390386

Tramite la piattaforma internazionale Yandex Telemost

Unitevi a noi!

🔴#Partecipanti_internazionali (a distanza e in presenza)

🔴#Beatriz_Saavedra_Gastélum (🔶#Messico)🇲🇽

Scrittrice, ricercatrice e poetessa. Ha conseguito due master e tre dottorati honoris causa. È autrice di 26 raccolte di poesie e quattro raccolte di saggi. Le sue opere sono state tradotte in oltre 10 lingue. Ha ricevuto numerosi premi (in Russia, Spagna, Italia e Messico). Scrive articoli per *Diario* (Madrid) e *El Capitalino* (Messico) e conduce il programma radiofonico “Women on Stage” su IMER. È inoltre direttrice del Centro di Studi Femministi e del Festival Internazionale delle Scrittrici presso l’Accademia Nazionale di Storia e Geografia (Università Nazionale Autonoma del Messico).


🔴#Mohamed_Rahal (🔶#Algeria)🇩🇿

Poeta folk, traduttore, artista, cantautore e ricercatore del patrimonio culturale. Professionista dei media e caporedattore di diverse riviste arabe e internazionali. Collabora regolarmente con la rivista *Roll* in Brasile🇧🇷, è ambasciatore internazionale di pace per diverse organizzazioni, responsabile dell’organizzazione “Cezart” in Algeria 🇩🇿, ambasciatore culturale e coordinatore della Federazione Mondiale della Poesia (WPF). Ha pubblicato 50 articoli sul patrimonio culturale e 20 studi accademici di critica, tradotti in 10 lingue, mentre la sua opera complessiva è stata tradotta in 38 lingue. Il suo portfolio artistico comprende 13 canzoni distribuite in cinque album.


🔴 #Dott.ssa_Aisha_Al_Khader (Luna Amer) (🔶 #Siria) 🇸🇾

Fondatrice e Presidente dell’Unione Araba per la Cultura (AUC), un’organizzazione con sede in Austria e registrata presso il Consiglio Arabo-Africano per l’Integrazione e le Nazioni Unite. È poetessa, ambasciatrice internazionale di pace e ambasciatrice per i diritti umani. Autrice di numerose raccolte di poesie tradotte in nove lingue straniere, ha conseguito un dottorato di ricerca in Studi sui Media.


🔴 #Vo_Thi_Nhu_Mai 🔶 #Australia 🇦🇺 (🔶 #Vietnam) 🇻🇳
Ricercatrice vietnamita

Laurea triennale in Letteratura inglese, Università di Da Lat, Vietnam
Diploma di specializzazione in Educazione (Scuola primaria), Edith Cowan University, Australia Occidentale
Laurea magistrale in Letteratura, Edith Cowan University, Australia Occidentale

2° Simposio scientifico e creativo internazionale: “Un salto quantico: l’intelligenza artificiale nell’educazione, nell’arte e nella medicina”

Il 25 settembre 2026 si terrà un importante evento ibrido (che combina la partecipazione in presenza e online), dedicato a uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il ruolo dell’intelligenza artificiale in diverse sfere della vita umana.

Formato e sede dell’evento:

Il simposio si terrà in formato ibrido, combinando la partecipazione in presenza con la partecipazione online.  L’evento in presenza si terrà presso la sede del Partito Russia Unita di Supporto Pubblico nella Repubblica del Tatarstan (Kazan, via Karl Marx 31/7).

È possibile partecipare anche online tramite la piattaforma Yandex Telemost.

Orario: dalle 12:00 alle 14:00 (ora di Mosca).

Cosa aspettarsi?

Il programma del simposio si preannuncia ricco e variegato, riunendo diverse discipline.

Gli organizzatori e moderatori di sessione Anastasia Georgievna Isaeva e Alexander Gennadyevich Voronin hanno preparato un mix unico di scienza, arte e applicazione pratica. Momenti salienti del programma:

🔷· Apertura teatrale intitolata “Reboot”, presentata dalla compagnia teatrale di poesia “Dialogue” di Kazan.

🔷· Un concorso unico intitolato “Poeti contro l’IA”: “Codice e conclusione: una svolta poetica nella realtà” (presentato da Olga Georgievna Levadnaya).  🔷 · Una tavola rotonda dal titolo “Intelligenza Artificiale: Pro e Contro”, con esperti dell’Università Statale di Medicina di Kazan (KSMU) per discutere gli aspetti etici, medici e psicologici dell’implementazione dell’IA.

🔴 Relatori da tutto il mondo:
I partecipanti rappresentano una vasta gamma geografica, dal Messico all’Australia, dalla Siria all’Algeria.

· Beatriz Saavedra Gastélum (Messico): Discuterà del rapporto tra letteratura e IA nella sua presentazione “Lo specchio che legge”.

· 🔷 Dott.ssa Aisha Al-Khader (Siria 🇸🇾): Affronterà il tema del dialogo interculturale in un’era di trasformazioni globali.

· 🔷 Vo Thi Nhu Mai (Australia/Vietnam 🇰🇾🇻🇳): Presenterà un documento sulla preservazione dell’identità culturale e delle tradizioni orali nell’era dell’IA.


· 🔷 Mohamed Rahal (Algeria 🇩🇿): Condividerà la sua prospettiva sul ruolo dell’IA nella cultura, nella musica e nell’arte a livello internazionale.

🔴 Gli esperti russi discuteranno di:

🔷 Aspetti etici e morali dell’utilizzo dell’IA (R. T. Khaf)




Wishing you a wonderful day, my loved ones and friends from 🔴#Russia 🇷🇺

I have just received the 🔴#Full_Program for the

🔴#Second_International_Forum_on_Artificial_Intelligence_and_the_Quantum_Shift in Literature, Art, Medicine, and Poetry, taking place in Kazan, Russia 🇷🇺

🔴📢 Announcement

We invite you to attend the seminar titled:
“The Quantum Shift”

📅 Date: September 25, 2026

⏰ Time: 12:00 PM (Moscow time)

🔗 Meeting Link:

https://telemost.yandex.ru/j/02033479390386

Via the international platform Yandex Telemost

Join us!

🔴#International_Participants (Remote and In-person)

🔴#Beatriz_Saavedra_Gastélum (🔶#Mexico)🇲🇽

Writer, researcher, and poet. She holds two master’s degrees and three honorary doctorates. She has authored 26 poetry collections and four essay collections. Her works have been translated into over 10 languages. She has received numerous awards (in Russia, Spain, Italy, and Mexico). She writes columns for *Diario* (Madrid) and *El Capitalino* (Mexico) and hosts the radio program “Women on Stage” on IMER. She also serves as Director of the Center for Women’s Studies and the International Women Writers’ Festival at the National Academy of History and Geography (National Autonomous University of Mexico).

🔴#Mohamed_Rahal (🔶#Algeria)🇩🇿

Folk poet, translator, artist, songwriter, and heritage researcher. A media professional and editor-in-chief of various Arab and international magazines. He is a regular columnist for *Roll* magazine in Brazil🇧🇷 , an international peace ambassador for several organizations, head of the “Cezart” organization in Algeria 🇩🇿, a cultural ambassador, and a coordinator for the World Poetry Federation (WPF). He has published 50 articles on heritage and authored 20 critical academic studies—which have been translated into 10 languages—while his broader body of work has been translated into 38 languages. His artistic portfolio includes 13 songs across five albums.

🔴 #Dr_Aisha_Al_Khader (Luna Amer) (🔶 #Syria) 🇸🇾

Founder and President of the Arab Union for Culture (AUC)—an organization licensed in Austria and registered with the Arab-African Council for Integration and the United Nations. She is a poet, an international peace ambassador, and a human rights ambassador. Author of numerous poetry collections translated into nine foreign languages; holds a PhD in Media Studies.

🔴 #Vo_Thi_Nhu_Mai 🔶 #Australia 🇦🇺 (🔶 #Vietnam) 🇻🇳
Vietnamese Researcher

Bachelor’s degree in English Literature, Da Lat University, Vietnam
Graduate Diploma in Education (Primary Education), Edith Cowan University, Western Australia
Master’s degree in Literature, Edith Cowan University, Western Australia

The 2nd International Scientific and Creative Symposium: “A Quantum Leap: Artificial Intelligence in Education, Art, and Medicine”

On September 25, 2026, a major hybrid event (combining in-person and virtual attendance) will be held, dedicated to one of the most pressing topics of our time: the role of artificial intelligence in various spheres of human life.

Event Format and Venue:

The symposium will be held in a hybrid format, combining in-person attendance with online participation. The in-person venue will be the “United Russia Party Public Support Headquarters” in the Republic of Tatarstan (Kazan, 31/7 Karl Marx Street).

Online participation is also available via the “Yandex Telemost” platform.
Time: 12:00 to 14:00 (Moscow time).

What to Expect?

The symposium program promises to be rich and diverse, bringing together various disciplines.

Organizers and session moderators Anastasia Georgievna Isaeva and Alexander Gennadyevich Voronin have prepared a unique blend of science, art, and practical application. Program Highlights:

🔷· A theatrical opening titled “Reboot,” presented by the “Dialogue” poetry theater troupe from Kazan.

🔷· A unique competition titled “Poets vs. AI”: “Code and Conclusion: A Poetic Breakthrough into Reality” (presented by Olga Georgievna Levadnaya).

🔷· A panel discussion titled “Artificial Intelligence: Pros and Cons,” featuring experts from Kazan State Medical University (KSMU) to discuss the ethical, medical, and psychological aspects of AI implementation.

🔴Speakers from around the world:
The participants represent a diverse geographical range, spanning from Mexico to Australia, Syria, and Algeria.

· Beatriz Saavedra Gastélum (Mexico): Will discuss the relationship between literature and AI in her presentation, “The Mirror That Reads.”

· 🔷 Dr. Aisha Al-Khader (Syria 🇸🇾): Will address the topic of intercultural dialogue in an era of global transformations.

· 🔷 Vo Thi Nhu Mai (Australia/Vietnam 🇰🇾🇻🇳): Will present a paper on preserving cultural identity and oral traditions in the age of AI.

· 🔷 Mohamed Rahal (Algeria 🇩🇿): Will share his perspective on the role of AI in culture, music, and art on an international level.

🔴Russian experts will discuss:

🔷· Ethical and moral aspects of AI usage (R. T. Khaf

Foto cortesia di Olga Levadnaya e Mohamed Rahal
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