Bhagirath ChoudharyFondatore di Global Literary Society annuncia la recensione del critico letterario Himanshu Jena alla poesia : ” Promesse” di Elisa Mascia -Italia

Foto di Elisa Mascia -Italia

Cari amici,

Sono lieto di informarvi che il nostro stimato recensore della GLS, il signor Himanshu Jena, ha svolto un ottimo lavoro di recensione della poesia di oggi.

La poesia di oggi è della nostra celebre poetessa Elisa Mascia.

Congratulazioni di cuore e i migliori auguri a entrambi.

Con affetto,

Bhagirath Choudhary
Fondatore
Global Literary Society



**
Promesse.

La giostra della vita,
in mezzo al mare,
con difficoltà infinita
prezzo da pagare.
Come d’incanto,
nel mantener promesse
vivere in eterno accanto
amor che cuori elesse.
Segue il suo destriero,
libertà trionfa finalmente,
dimora del loro desiderio
anime che son contente.
Con la criniera al vento
raggiungono la riva,
senza alcun spavento
in segreta direttiva
la promessa è ora decisiva.

Elisa Mascia 24-8-2019

Stimata Elisa Mascia,

La sua poesia intitolata “Promesse” è una straordinaria opera poetica che rivela l’impegno a lottare con tenacia per marciare insieme verso la meta con uno spirito missionario, superando le tempeste del tempo. La vita non è un’impresa prestabilita, bensì una dinamica serie di azioni avventurose. Qui sopravvive solo l’eroe e il codardo muore. Chi è dotato di uno spirito indomabile e infinito e agisce con libertà e responsabilità è il vincitore nella lotta per l’esistenza e il divenire. Pertanto, si può cambiare il proprio destino essendo profondamente determinati. Se la decisione è presa dall’incredibile legame di amore e fiducia, la vita è destinata a raggiungere l’obiettivo desiderato con una celestiale serenità. La poetessa ha utilizzato immagini magiche e metafore di altissimo livello per descrivere la determinazione ad affrontare le realtà della vita con coraggio e fiducia. Complimenti, stimata poetessa, per aver composto una poesia così unica sull’eterna risolutezza in mezzo alle tempeste della lotta e delle difficoltà.


Tutti i diritti riservati.
Himanshu Bhushan Jena
Recensore, Global Literary Society
27 agosto 2019




My dear friends,

Very happy to inform you that our GLS family Reviewer honourable Mr Himanshu Jena has done a great job of reviewing poem of today.

Today’s poem is by our  celebrated honourable Poetess Elisa Mascia

Hearty congratulations and best wishes to both.

Love and light,

Bhagirath Choudhary
Founder
Global Literary Society

Esteemed Elisa Mascia ji,

Your poem entitled “Promises” is an outstanding poetic grace that reveals the commitment to struggle hard to march together towards the destination with a missionary spirit overcoming the tempests of time. Life is not a pre-fixed proposition rather a dynamic series of adventurous action .Here only a hero survives and a coward dies.One who is endowed with infinite indomitable spirit and acts with freedom and responsibility is a winner in the struggle for being and becoming. Thus, one can change one’s destiny being decisive to the core. If the decision is made by the incredible bond of love and trust, life is obliged to reach the desired goal with a heavenly contentment. The poetess has used magical imagery and metaphor of the highest order to sketch the determination to face the realities of life with courage and confidence. Kudos to you, revered poetess for composing such a unique poem on eternal resolution amid storms of struggle and hardship.

Copyrights all reserved
Himanshu Bhushan Jena
Reviewer, Global Literary Society
27 August, 2019

Promises.

The carousel of life,
in the middle of the sea,
with infinite difficulty
price to pay.
As if by magic,
in keeping promises
live eternally beside
love that hearts elected.
His steed follows,
freedom finally triumphs,
abode of their desire
souls who are happy.
With the mane in the wind
they reach the shore,
without any fear
in secret directive
the promise is now decisive.

Elisa Mascia 24-8-2019

L’autore Omprakash S. Jawara “Amla” alias Om Jawara ॥*  _Ricercatore spirituale indiano, filosofo, critico, poeta, amante della letteratura, educatore, attivista sociale e pensatore_scrive analisi e studi filosofici alla poesia di Elisa Mascia: ” Sono partita” .

Foto cortesia dell’ Autore: Omprakash S. Jawara “Amla” alias Om JawaraIndia

Sono partita
La tua lungimiranza rigorosa
Conta i granelli di deserto associati a gocce dell’ oceano.
Arrivata al soggiorno di cura
Ovunque risuona la voce del cuore.

Nell’ aria frizzante dei sette cieli l’eco:
Tu, tu soltanto nel tempio della sorgente.
Piedi bagnati di verde rugiada.
È la conquista della rinascita.

Elisa Mascia 24-8-2026




*॥ Autore: Omprakash S. Jawara “Amla” alias Om Jawara ॥* 
_Ricercatore spirituale indiano, filosofo, critico, poeta, amante della letteratura, educatore, attivista sociale e pensatore_ 
_© Tutti i diritti riservati_

*॥ Commento scritturale sulla composizione di Elisa Mascia ॥* 
_Dall’incontro tra la visione cosmica Indiana e quella Occidentale_

*1. Verso: “Sono partita – मैं चल पड़ी”* 
*Visione Indiana*: Questo è il _Prasthan_ – la partenza. Le _Upanishad_ proclamano: `Charaiveti Charaiveti` – “Continua a camminare”. Il viaggio dell’anima va dal piacere allo Yoga, dal mondo alla _Sorgente_. 
*Visione Occidentale*: Il “Viaggio dell’Anima” di Platone – l’ascesa dell’anima dalla caverna alla luce. 
*Nota grammaticale*: “Sono partita” – femminile, singolare. È il primo voto della sadhana personale, dall’individuo al tutto.
*2. Verso: “La tua lungimiranza rigorosa conta i granelli di deserto associati a gocce dell’oceano”* 
*Essenza dei Veda*: `Rig Veda 10.129` – `Ekam Sat Vipra Bahudha Vadanti` – La Verità è Una, i saggi la chiamano con molti nomi. 
Sabbia = _elemento Terra_, Goccia = _elemento Acqua_. L’unità non-duale dei Pancha Mahabhuta. 
*Essenza delle Upanishad*: `Chandogya Upanishad 6.1.4` – `Yatha Saumya Ekena Mrttikena Sarvam Mrnmayam Vijnatam Syat` – Conoscendo un grumo di argilla si conosce tutto ciò che è di argilla. 
*Mistero profondo*: Rigoroso = _Tapas_. Quando la visione del Rishi si risveglia, vede la vita nel deserto e l’atomo nel cosmo. Questa è la _Sukshma-darshita_ – la visione sottile.
*3. Verso: “Arrivata al soggiorno di cura, ovunque risuona la voce del cuore”* 
*Visione Indiana*: Questo è il _Vanaprastha Ashram_. _Manusmriti_ – dopo la vita di casalingo, il tempo di studio, contemplazione e auto-guarigione. 
`Brihadaranyaka Upanishad 4.4.5` – `Atmanastu Kamaya Sarvam Priyam Bhavati` – Tutto è caro per amore del Sé. Andando dentro, l'”Io” svanisce e si ode “Lui”. 
*Visione Occidentale*: L'”Individuazione” di Carl Jung – il processo di guarigione della psiche. Lì risuona la Voce Interiore.
*4. Verso: “Nell’aria frizzante dei sette cieli l’eco: Tu, tu soltanto”* 
*Essenza dei Veda*: I _Saptaloka_ – Bhuh, Bhuvah, Swah, Mahah, Janah, Tapah, Satyam. In tutte e sette le dimensioni risuona un solo _Nada Brahma_. `OM` è quell’eco originale. 
*Essenza delle Upanishad*: `Katha Upanishad 2.2.15` – `Tameva Bhantamanubhati Sarvam Tasya Bhasa Sarvamidam Vibhati` – Tutto brilla grazie alla Sua luce. 
*Mistero profondo*: “Tu” = _Tat_ = Quel Brahman. È la dichiarazione di _Advaita_. La dualità si dissolve, rimane solo l’Uno.
*5. Verso: “Piedi bagnati di verde rugiada. È la conquista della rinascita”* 
*Essenza delle Scritture*: Rugiada = _Amrita_. L’_Atharva Veda_ chiama la rugiada “datrice di vita”. Verde = _Sattva Guna, Natura, Novità_. 
`Bhagavad Gita 2.22` – `Vasamsi Jirnani Yatha Vihaya` – Come si abbandonano vesti logore per indossarne di nuove. 
*Rinascita*: Qui non è la rinascita del corpo, ma della _Coscienza_ – la morte dell’ego e la nascita dell’Amore. 
*Visione Occidentale*: Il “Battesimo” Cristiano – purificazione con l’acqua e nuova vita.
*॥ Riepilogo Generale ॥*
**Dimensione** **Scritture Indiane** **Filosofia Occidentale** **In questa composizione**
**Viaggio** Charaiveti, Pellegrinaggio Soul’s Ascent Il viaggio dell’anima verso la Sorgente
**Visione** Rishi dalla visione sottile Visionary Insight Vedere l’oceano nel granello di sabbia
**Guarigione** Ashram, Studio Healing, Therapy Ascoltare la voce del cuore
**Verità** Ekam Sat, Advaita The One, Monad “Tu, solo Tu”
**Rinascita** Liberazione tramite Conoscenza Rebirth, Resurrection Piedi bagnati di rugiada
*॥ L’ultimo Mistero Profondo ॥* 
_Di Om Jawara “Amla”_

Questa poesia è un _edificio a quattro piani_:
1. *Piano esterno*: Il viaggio nel mondo fisico 
2. *Piano mentale*: Guarigione, contemplazione e studio 
3. *Piano spirituale*: L’esperienza di un’unica Realtà nei sette cieli 
4. *Piano essenziale*: Dissolvere corpo-mente e fondersi nella “Sorgente”. Questa è _Rinascita_.

`I Veda proclamano`: `Neti Neti` – Non questo, non questo. Lascia andare tutto. 
`Questa poesia risponde`: Dopo aver lasciato andare tutto, ciò che resta è – “Tu”.

_॥ Dove anche la sabbia canta la canzone dell’oceano, 
e in ogni respiro risuona l’eco di “Tu” — 
lì c’è la vera guarigione, lì c’è la vera nascita ॥_
*© Omprakash S. Jawara “Amla” alias Om Jawara* 
_Tutti i diritti riservati per la conservazione della cultura e del pensiero spirituale indiano_


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*”Nel Tempio della Sorgente”* 
*Compilato da: Omprakash S Jawara Amla alias Om Jawara* 
_Basato sulla poesia di Elisa Mascia_

*॥ MEDITAZIONE DI 9 MINUTI PER LA RINASCITA ॥*

*॥ Introduzione ॥*
Questo è il viaggio da _”Io”_ a _”Tu”_ e da _”Tu”_ a _”Uno”_. 
_Scopo_: Fine della dualità, guarigione del cuore, rinascita della coscienza.
*॥ LA MEDITAZIONE ॥*

*0. Preparazione – 1 minuto | L’Intenzione*
Posizione: comoda, schiena dritta. Occhi chiusi. 
3 respiri profondi. 
Con ogni respiro ripeti dentro di te: *”Sono partita – Vado verso la Sorgente”*

*1. Fase: Unità Sabbia-Oceano – 2 minuti | Dal Sottile al Vasto* 
*Sentimento*: _”La tua lungimiranza rigorosa conta i granelli di deserto associati a gocce dell’ oceano”_ 
*Metodo*: 
Immagina di essere nel deserto. Ogni granello di sabbia brilla al sole. 
Ora guarda: dentro ogni granello c’è un intero oceano. 
*Mantra del respiro*: Inspira – *”Sottile”* | Espira – *”Vasto”* 
*Frutto*: Il nodo della mente si scioglie. Scompare la differenza tra “piccolo e grande”.

*2. Fase: Il Luogo di Cura – 2 minuti | Risveglio del Cuore* 
*Sentimento*: _”Ovunque risuona la voce del cuore”_ 
*Metodo*: 
Metti la mano destra sul cuore. Silenzia il rumore esterno. 
Ascolta solo il battito – _toc… toc…_ 
Ad ogni battito ripeti dentro: *”Tu”* 
*Frutto*: Il chakra Anahata si purifica. Nascono compassione e perdono. Senti la voce di Dio dentro.

*3. Fase: I Sette Cieli – 2 minuti | Purificazione dei Chakra* 
*Sentimento*: _”Nell’ aria frizzante dei sette cieli l’eco: Tu, tu soltanto”_ 
*Metodo*: 
Canta 7 volte *”OM”* profondo. 432 Hz. 
Ad ogni “OM” visualizza un cielo: 
1. Bhur  2. Bhuvah 3. Swah 4. Mahah 5. Janah 6. Tapah 7. Satyam 
Dopo il 7° “OM” resta 30 secondi in silenzio. Ascolta l’eco: *”Tu… Tu…”* 
*Frutto*: Pulizia dei 7 chakra. Esperienza del Nada Brahma – il Suono Divino.

*4. Fase: Bagno di Rugiada – Rinascita – 2 minuti | Nuova Vita* 
*Sentimento*: _”Piedi bagnati di verde rugiada. È la conquista della rinascita”_ 
*Metodo*: 
Immagina: è l’alba. I tuoi piedi sono sull’erba verde. Gocce di rugiada verde-oro scendono dalla corona. 
Ad ogni goccia ripeti: *”Il vecchio se n’è andato – Il nuovo è arrivato”* 
*Frutto*: I nodi karmici si sciolgono. L’amrita piove dal Sahasrara.

*5. Conclusione: Stato Turiya – 1 minuto* 
Non fare nulla. Non pensare. Non chiedere. Sii solo _Testimone_. 
Ripeti piano 3 volte: *”Om Purnamadah Purnamidam Om Shanti Shanti Shanti”* 
Apri gli occhi.

*॥ Note del Compilatore – Om Jawada ॥*
1. *Orario*: All’alba o alle 21:00 di sera
2. *Durata*: 21 giorni consecutivi. Il 22° giorno diventerai tu stesso la poesia
3. *Regole*: Cibo sattvico, silenzio, servizio
4. *Chiavi segrete*: 
   Sabbia-Oceano = Non-dualità | Voce del Cuore = Devozione | 7 OM = Yoga | Rugiada Verde = Saggezza

_॥ Verso dei Veda ॥_ 
*”Tamaso Ma Jyotir Gamaya”* – “Dall’oscurità conducimi alla Luce”

Questa meditazione è proprio quel viaggio verso la Luce.







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*॥ Sadhana Rit-Garbha ॥* 
_Sottotitolo: “Nel Tempio della Sorgente” – Meditazione di 21 minuti basata su Tantra-Yoga-Scienza_ 
*Compilatore: Omprakash S. Jawara Amla alias Om Jawara* 
_Basata sulla poesia di Elisa Mascia_
*॥ Fondamento Scientifico-Sciastrico ॥*
1. *Risveglio dei 9 Chakra* – 7 principali + 2 segreti: Chakra Manas e Chakra Soma 
2. *Attraversamento dei 4 Stati* – Veglia, Sogno, Sonno Profondo, Turiya 
3. *Regola dei 21 giorni* – Neuroplasticità. Il cervello crea nuovi percorsi

*॥ Metodo della Sadhana – Compilato da Om Jawada ॥*

*0. Introduzione – 1 minuto | Elemento Terra | Muladhara*
*Posizione*: Siddhasana. Colonna vertebrale a 90°. Occhi chiusi. 
*Scienza*: Si attiva il sistema nervoso parasimpatico. Il corpo entra nel riposo. 
*Mantra di Intento*: Ripeti 3 volte nella mente – *”Sono partita”* 
*Intenzione*: Lascia qui il vecchio “io”, i vecchi karma, le vecchie ferite.

*Fase 1: Unione Sabbia-Mare – 5 minuti | Elemento Acqua-Fuoco | Swadhisthana-Manipura* 
*Sentimento*: _”I granelli di sabbia = le gocce del mare”_ 
*Tecnica – Respiro Olografico*:
1. *Inspira 4 secondi* – Visualizza: ogni granello del deserto del Thar illuminato come il sole
2. *Trattieni 4 secondi* – Visualizza: dentro ogni granello c’è l’intero Universo
3. *Espira 4 secondi* – Visualizza: tutti i granelli si uniscono in un Oceano infinito 
*Fonte Sciastica*: `Yoga Vasistha` – _”Yat Pinde Tat Brahmande”_ – Ciò che è nel microcosmo è nel macrocosmo 
*Psicologia*: Gestalt Therapy – Vedere il Tutto nella parte. Il nodo della dualità si scioglie. 
*Mantra Seme*: Inspira *”Anu”* – Trattieni *”Brahma”* – Espira *”Ekam”*
*Fase 2: La Dimora della Guarigione – 5 minuti | Elemento Aria | Anahata-Vishuddhi* 
*Sentimento*: _”Ovunque risuona la voce del cuore”_ 
*Tecnica – Coerenza Cardiaca Heart Coherence*:
1. Mano destra sul cuore. Mano sinistra sull’ombelico. 
2. *Inspira 5 secondi, espira 5 secondi*. 6 respiri al minuto. 
3. Ad ogni battito pensa *”Tu”*. Dopo 60 secondi lascia anche le parole, resta solo la vibrazione. 
*Scienza*: Respiro a 0.1 Hz aumenta l’HRV. Diminuisce il cortisolo. Aumenta l’ossitocina. 
*Fonte Sciastica*: `Brihadaranyaka Upanishad 4.4.5` – _”Esa ta Atma Antaryamyamritah”_ 
*Segreto Profondo*: Qui muore l’ego del “io”. Rimane solo “Tu”. Questa è la Bhakti pura.

*Fase 3: Ascensione ai Sette Mondi – 7 minuti | Elemento Etere | Ajna-Sahasrara-Manas-Soma* 
*Sentimento*: _”Nei sette cieli l’eco: Tu, solo Tu”_ 
*Tecnica – Kundalini + Nada Yoga*:
Recita *OM* 7 volte. Con ogni OM un Mondo + un Chakra:
N. OM Loka Chakra Bija Esperienza
1 OM Bhuh Muladhara Lam Stabilità
2 OM Bhuvah Swadhisthana Vam Flusso
3 OM Swah Manipura Ram Potere
4 OM Mahah Anahata Yam Amore
5 OM Janah Vishuddhi Ham Verità
6 OM Tapah Ajna OM Visione Divina
7 OM Satyam Sahasrara Silenzio “Tu”
*Dopo il 7° OM, 2 minuti di Silenzio Totale – Nada Anusandhana*. Ascolta il suono interiore. 
*Scienza*: 7 OM = Frequenza cosmica 432 Hz. Il cervello entra in onde Gamma. 
*Fonte Sciastica*: `Mandukya Upanishad` – OM è l’essenza dei quattro stati.
*Fase 4: Bagno di Nettare e Rinascita – 3 minuti | Elemento Soma | Sahasrara* 
*Sentimento*: _”I piedi bagnati dalla rugiada verde – La Vittoria della Rinascita”_ 
*Tecnica – Meditazione della Rugiada di Soma*:
1. Visualizza: dal Sahasrara cadono gocce di nettare verde-dorato. 
2. Le gocce scorrono: Testa → Gola → Cuore → Ombelico → Piedi. 
3. Con ogni goccia l’intento: *”Il vecchio karma è lavato via. È nata una nuova vita”* 
*Fonte Sciastica*: `Atharvaveda 1.33` – Rugiada = Soma = Nettare 
*Psicologia*: Morte e Rinascita Simbolica. Individuazione di Jung. 
*Mantra Seme*: Inspira *”Amrita”*, Espira *”Io me ne vado”*
*Conclusione: Stato di Turiya – 1 minuto* 
Non fare nulla. Non pensare. Solo sii _Testimone_. 
Piano, 3 volte: *”OM Purnamadah Purnamidam OM Shantih Shantih Shantih”* 
Apri gli occhi.

*॥ 4 Segreti Profondi – Secondo Om Jawada ॥*
1. *Segreto Scientifico*: 21 giorni = Reset della DMN. L’ego si allenta. Le abitudini cambiano.
2. *Segreto dello Yoga*: Fusione di Laya Yoga + Nada Yoga + Raja Yoga.
3. *Segreto del Tantra*: Sabbia = Principio Shiva, Mare = Principio Shakti. La loro unione = Nascita della Creazione.
4. *Segreto Filosofico*: “Tu, solo Tu” = Advaita. Colui che pratica, la pratica e la Meta sono Uno.

*॥ Regole – Istruzioni di Om Jawara ॥*
1. *Orario*: Brahmamuhurta 4-6 del mattino oppure 9-11 di sera
2. *Durata*: 21 giorni ininterrotti. Non interrompere. 
3. *Cibo e Stile di Vita*: Sattvico. 1 ora prima e dopo la pratica solo acqua.
4. *Segnali Interiori*:
   – 11° giorno – I sogni diventano puri
   – 18° giorno – Leggere vibrazioni nel corpo
   – 21° giorno – Il silenzio arriva da sé

_॥ Ultime Parole del Compilatore ॥_ 
Le parole ti hanno portato alla Porta. 
Ora sta a te aprire la Porta. 
E al di là della Porta… ci sei Tu.

*॥ Iti Rit-Garbha Dhyana Sadhana Sampurna ॥* 
*Compilazione: Omprakash S. Jawara Amla alias Om Jawara*

*Nota*:


*॥ Benefici della Sadhana Rit-Garbha ॥* 
_Compilatore: Omprakash S. Jawara Amla alias Om Jawara_

Questa meditazione basata sulla poesia di *Elisa Mascia* porta benefici su 4 livelli:
*॥ 1. Benefici Fisici ॥*
1. *Riduzione dello stress*: La Coerenza Cardiaca + 432 Hz abbassa il cortisolo e la pressione sanguigna
2. *Sonno profondo*: “La Dimora della Guarigione” resetta il sistema nervoso. L’insonnia diminuisce
3. *Sistema immunitario forte*: Il “Bagno di Nettare” attiva il Soma = ringiovanimento cellulare
4. *Energia vitale*: L’attivazione dei 9 Chakra rimuove i blocchi energetici

*॥ 2. Benefici Mentali e Psicologici ॥*
1. *Fine dell’ansia e depressione*: “Unione Sabbia-Mare” insegna a vedere il Tutto. I problemi diventano piccoli
2. *Chiarezza e Focus*: 7 OM = onde Gamma. La mente diventa nitida. Decisioni migliori
3. *Guarigione delle ferite*: “Rinascita” = morte simbolica del vecchio “io”. Jung Individuazione
4. *Intuizione*: “La voce del Cuore” si fa più forte. Sai cosa è giusto per te

*॥ 3. Benefici Spirituali ॥*
1. *Dissoluzione dell’ego*: “Tu, solo Tu” = l’Advaita. Gelosia e confronto svaniscono
2. *Apertura del Cuore*: Anahata si attiva. Nascono compassione, perdono e amore incondizionato
3. *Connessione con la Sorgente*: Sperimenti che “ciò che è nel microcosmo è nel macrocosmo”
4. *Paura della morte*: Svanisce. Comprendi il ciclo di “morte e rinascita”

*॥ 4. Benefici Sociali e Relazionali ॥*
1. *Relazioni armoniose*: Chi guarisce dentro, guarisce anche fuori. Meno conflitti in famiglia
2. *Creatività*: “Vedere l’oceano nel granello” = pensiero creativo. Utile in lavoro, arte, studio
3. *Campo Morfico*: 1 persona in 432 Hz calma 10 persone intorno a sé. La pace si diffonde

*॥ Benefici diretti dai versi della poesia ॥*
Verso della poesia Beneficio che porta
**”Sono partita”** Rompe la stagnazione. Coraggio di iniziare cose nuove
**”Sabbia = Mare”** Trovi speranza anche nel deserto. Dà significato alla vita
**”Voce del Cuore”** L’intuizione diventa guida. Meno confusione
**”Tu, solo Tu”** Fine del confronto. Nasce gratitudine e contentezza
**”Rugiada verde”** Nuovo inizio. I vecchi schemi si sciolgono
**”Vittoria della Rinascita”** Forza di ricominciare dopo una caduta

*॥ Segnali dopo 21 giorni – secondo Om Jawada ॥*
– *11° giorno*: I sogni diventano luminosi e chiari
– *18° giorno*: Senti leggere vibrazioni nel corpo durante la meditazione 
– *21° giorno*: Il silenzio arriva da solo. La mente tace

_॥ In sintesi ॥_ 
Questa non è una medicina, è *uno specchio*. 
Questa non è un’azione, è *un Ritorno* – Ritorno alla Sorgente.

Quando una persona cambia, cambia una famiglia. 
Quando una famiglia cambia, cambia la società.

`Veda`: _”Lokah Samastah Sukhino Bhavantu”_ – Che tutti gli esseri siano felici.

Benefici della Sadhana Rit-Garbha ॥* 
_Compilatore: Omprakash S. Jawara Amla alias Om Jawara_
25-8-2026

Il poeta – giornalista Carlos Javier Jarquin intervista Alice S. Yousef: Poetessa Palestinese.

Foto cortesia di Alice S. YousefPalestina

Alice S. Yousef: Poetessa Palestinese tra Poesia, Traduzione, Viaggio e Resilienza

Di Carlos Javier Jarquín


Cari Amici Planetari:
Oggi ho il piacere di condividere una splendida intervista che ho realizzato con la poetessa, traduttrice e interprete palestinese Alice S. Yousef. Nata il 9 dicembre 1990 a Gerusalemme, una città bellissima e complessa: piena di dolore, ma anche profondamente ispiratrice, essendo una delle più antiche del mondo, la cui magia si riflette in una moltitudine di colori.

Alice è poetessa, scrittrice, traduttrice letteraria e giuridica, editrice e ricercatrice che lavora tra l’arabo e l’inglese. La sua carriera si concentra sulla traduzione di testi giuridici, opere letterarie e poesie. Ha conseguito una laurea in Lingua e Letteratura Inglese e Traduzione, con lode, presso l’Università di Birzeit (2008-2011). Ha conseguito un Master in Scrittura Creativa presso l’Università di Warwick (Regno Unito) nel 2014 ed è stata membro dell’International Writing Program dell’Università dell’Iowa nel 2016. Oltre alla traduzione, afferma: “Sono appassionata di scrittura creativa, ricerca e narrazione, con un particolare interesse per i diritti umani, il genere, i diritti delle persone con disabilità, la migrazione e la letteratura. Il mio lavoro attinge a un ricco background culturale e a una prospettiva globale, che mi permette di affrontare narrazioni complesse con precisione ed empatia. Attualmente vivo in Palestina e mi dedico a dare voce attraverso il linguaggio, l’interpretazione, la ricerca, la difesa dei diritti, la rappresentazione visiva e la parola scritta”.
Oltre ad essere un’avida lettrice, ama le lingue, viaggiare e ballare salsa e bachata. Quest’anno si è recata in Colombia per il Festival Internazionale di Poesia di Medellín, giunto alla sua 36ª edizione dal 4 all’11 luglio, sul tema “Verso una Primavera Umana”. In questa intervista, condivide la sua meravigliosa esperienza di viaggio in quel Paese sudamericano. Ha viaggiato in oltre 20 Paesi. Parla quattro lingue: l’arabo, la sua lingua madre, l’inglese, il francese e lo spagnolo.

Parliamo di vari argomenti. Ci racconta del suo libro preferito e dell’influenza che i suoi genitori hanno avuto nel farla diventare un’avida lettrice. Ci parla anche del suo stile letterario: di come lo ha sviluppato e di come ha trovato la sua voce. Discute i temi principali che esplora nei suoi scritti.
Ha anche condiviso la bella notizia che la prossima estate pubblicherà la sua prima raccolta di poesie con una casa editrice britannica, che sarà in inglese.

In conclusione, Alice si congeda, inviando un messaggio all’umanità da quella regione ferita e sofferente del Pianeta. Sono passati decenni e a volte sembra che il mondo si sia dimenticato della Palestina; quando guardiamo i telegiornali, sembra che molti non si ricordino nemmeno che la Palestina esista…

Intervista:


Cosa ricordi più spesso della tua infanzia?

Sono cresciuta come la prima nipote di una famiglia numerosa; ricordo spesso più i momenti quotidiani che quelli straordinari: le riunioni di famiglia, il ritmo della vita di tutti i giorni e le storie che venivano raccontate intorno a me. Ricordo di aver giocato all’aperto nei campi, di aver visitato la Città Vecchia per la prima volta e di averla percepita come un labirinto, mia nonna che preparava torte in cucina, i miei genitori che mi leggevano delle storie. Ricordo anche molta paura a causa del panorama politico in continua evoluzione e di aver assistito alla guerra. Crescere a Gerusalemme ha significato anche crescere con la consapevolezza che persino i luoghi ordinari custodiscono strati di storia e memoria. Ripensandoci, mi rendo conto che molti di quei piccoli momenti sono poi confluiti nella mia poesia.

Qual è il ricordo più caro delle tue prime letture?

Ricordo la sensazione di scoprire che i libri potevano trasportarmi in luoghi che non avevo mai visto e, allo stesso tempo, aiutarmi a comprendere i luoghi che già conoscevo. Ricordo “solo un altro capitolo” o “un’altra storia prima di andare a letto”. I miei genitori mi leggevano; ricordo anche di essermi nascosta sotto la luce della lampada da comodino per leggere, finché mia madre non si arrese e disse: “Ti rovinerai la vista”. Aveva ragione. Ricordo anche di avere questo dono magico di raccontare la stessa storia in modi diversi a seconda di chi la raccontava in famiglia. Credo che sia lì che abbia iniziato a germogliare il seme della mia vocazione di scrittrice.

Di tutti i libri che hai letto, hai scelto Il cacciatore di aquiloni come il tuo preferito. Perché?

Ho scelto Il cacciatore di aquiloni per il modo in cui Khaled Hosseini combina un’intima storia umana con temi più ampi come la colpa, la memoria, l’amicizia, lo sradicamento e la redenzione. Come scrittore, ammiro particolarmente il suo stile: lirico ma sobrio, emotivamente preciso e privo di inutili orpelli. Sa come far sì che piccoli dettagli e momenti abbiano un enorme peso emotivo, intrecciando una storia profondamente personale con la più ampia storia dell’Afghanistan. Per me, è questo che rende il romanzo così potente: è radicato in un luogo e in una storia ben precisi, eppure parla di qualcosa di profondamente universale sulla memoria, il rimorso e il nostro desiderio di redenzione.

Cosa ti ha spinto a diventare poliglotta?

La curiosità, prima di tutto. Ogni lingua apre una nuova prospettiva sul mondo. Sono affascinata dalle parole e dal loro potenziale di cambiare il modo in cui vediamo e comprendiamo il mondo che ci circonda. Amo anche leggere e, prima o poi, vorrei essere in grado di leggere i miei autori preferiti nelle loro lingue madri. Imparare le lingue mi ha permesso non solo di comunicare con persone di culture diverse, ma anche di capire come idee, emozioni e storie cambiano passando da una lingua all’altra. Come traduttrice vedo la lingua come un ponte non come una barriera.

Potrebbe riassumere la sua esperienza nella traduzione e interpretariato giuridico tra inglese e arabo, specificando i documenti (ad esempio, sentenze, progetti di legge), le tipologie di interpretariato simultaneo, il suo contributo alla riforma giudiziaria e il modo in cui integra la prospettiva di genere e i tribunali religiosi?

Sono una traduttrice e interprete giuridica certificata con oltre dieci anni di esperienza nel collegamento tra lingue e culture.

Sono specializzata nella traduzione di documenti giuridici di alto livello, note informative e testi legislativi tra inglese e arabo.

Offro servizi di interpretariato di alto livello (consecutivo e simultaneo) per incontri, seminari e consultazioni legali e giudiziarie, facilitando discussioni cruciali su governance, riforma della giustizia e assistenza legale.

Grazie all’esperienza pratica nella traduzione e interpretariato giuridico, ho acquisito una conoscenza approfondita dello stato di diritto, dell’assistenza legale, della formazione giuridica, dell’integrazione di genere e del sistema giudiziario religioso (tribunali per la famiglia). Svolgo un ruolo chiave nella comunicazione giuridica multilingue, garantendo chiarezza nei procedimenti giudiziari, nei dialoghi politici e nelle interazioni con le parti interessate. Lavoro con un alto grado di autonomia, gestendo documentazione legale delicata e contribuendo a discussioni strategiche nel settore della giustizia.

Da dove nasce la tua passione per l’esplorazione di nuove destinazioni?

Credo che la mia passione per la scoperta di nuovi luoghi sia nata naturalmente dal mio amore per la letteratura. Molto prima di avere l’opportunità di viaggiare, i libri mi hanno permesso di oltrepassare i confini. La lettura mi ha insegnato che ogni luogo ha le sue storie, ma anche che le emozioni al centro di queste storie sono straordinariamente universali. Quando finalmente ho iniziato a viaggiare, mi sono resa conto che, in un certo senso, stavo incontrando luoghi che già conoscevo attraverso la letteratura. Ciò che prima esisteva solo nella mia immaginazione improvvisamente aveva volti, voci, paesaggi e conversazioni. Viaggiare è diventato più che visitare nuove destinazioni; è diventato un’opportunità per ascoltare, imparare e stringere autentici legami umani.

Qual è stata la lezione principale che hai imparato durante il tuo periodo a Warwick?

Warwick mi ha insegnato lezioni personali e professionali che mi accompagneranno per tutta la vita. La più importante è stata trovare la mia voce: sia sulla pagina che di persona. Ho imparato che scrivere è sia un’arte che una conversazione. Mi ha incoraggiato a sperimentare, a mettere in discussione i miei presupposti e a leggere con maggiore apertura, al di là delle differenze culturali. Forse, cosa ancora più importante, mi ha dato la sicurezza di fidarmi della mia voce, pur rimanendo aperta ad imparare dagli altri.

Durante il tuo periodo nel Regno Unito, hai vissuto vicino alla casa natale di William Shakespeare. Cosa hai provato quando te ne sei resa conto?

È stata una sensazione surreale. L’opera di Shakespeare ha attraversato secoli e lingue, quindi essere vicino al luogo in cui è nato mi ha ricordato che la letteratura può sopravvivere al suo tempo e al suo spazio. Come scrittrice, ha rafforzato la mia convinzione che le storie appartengono a coloro che continuano a leggerle e a reinterpretarle. È diventato presto il mio rifugio preferito per sfuggire alle lunghe e faticose sessioni di studio.

Cosa ha significato la borsa di studio all’Università dell’Iowa per la tua vita personale e professionale?

Il Programma Internazionale di Scrittura dell’Università dell’Iowa è stata un’esperienza trasformativa. Ha riunito scrittori provenienti da tutto il mondo e ha creato uno spazio in cui lingue, tradizioni e prospettive diverse potevano incontrarsi su un piano di parità. A livello personale, ha ampliato la mia comprensione della comunità letteraria globale. A livello professionale, ha rafforzato il mio impegno per lo scambio culturale internazionale e mi ha regalato amicizie e collaborazioni durature che continuano a ispirare il mio lavoro anche a distanza di anni. È stata un’esperienza davvero arricchente.

Quando prevedi di pubblicare la tua prima raccolta di poesie e in quale lingua?

La mia prima raccolta di poesie uscirà la prossima estate per la casa editrice indipendente britannica Broken Sleep Books; la raccolta sarà pubblicata in inglese. Mi piacerebbe molto vederla tradotta in altre lingue.

Quali sono i temi principali della tua poesia?

La mia poesia esplora la memoria, l’identità, il linguaggio, il mondo delle donne, lo sradicamento, l’amore e i modi silenziosi in cui le realtà politiche plasmano la vita quotidiana. Mi interessa come oggetti e momenti ordinari possano racchiudere uno straordinario peso emotivo. Anche la traduzione influenza profondamente la mia scrittura, perché vedo la poesia come un altro modo per superare i confini e far dialogare mondi diversi.

All’inizio di luglio di quest’anno, hai partecipato al Festival di Poesia di Medellín, in Colombia. Cosa ha significato per te quell’invito?

È stato un onore immenso e un’esperienza profondamente significativa per me. Il Festival Internazionale di Poesia di Medellín è uno dei più importanti eventi poetici al mondo, con una lunga storia di incontri tra poeti in una città che ha vissuto profonde violenze e trasformazioni. Salire su quel palco come una delle poche poetesse palestinesi partecipanti ha avuto un significato speciale. Sentivo di portare non solo il mio lavoro, ma anche la presenza e le voci delle poetesse palestinesi, troppo spesso assenti dai principali spazi letterari internazionali. Partecipare a un festival di portata globale mi ha dato l’opportunità di inserire la poesia palestinese in un dialogo poetico molto più ampio e di parlare delle nostre esperienze, della nostra storia e del nostro presente dal nostro punto di vista. È stato un privilegio e una responsabilità, un’esperienza che porterò con me a lungo.

Come descriveresti il tuo soggiorno in Colombia? Avevi mai immaginato di visitare la terra di García Márquez?

La Colombia ha superato ogni mia aspettativa. È un paese vibrante, risorto da un periodo di grande oscurità. Mi sono sentito a casa. Sono rimasto profondamente colpito dal calore e dalla generosità della gente, dalla ricchezza della loro cultura e dal genuino amore per la poesia che ho riscontrato ovunque. Sognavo da tempo di visitare la Colombia, e trovarmi letteralmente alle porte della terra di Márquez è stato un momento davvero emozionante. Da ammiratore di lunga data di Gabriel García Márquez, visitare la Colombia è stato quasi come entrare in un paesaggio letterario che ha popolato la mia immaginazione per anni. È stato un bellissimo promemoria del fatto che la letteratura può ispirarci molto prima di arrivare fisicamente in un luogo.

Quali impressioni ti ha portato l’America Latina da condividere al tuo ritorno a casa?

La mia prima impressione è stata: è così verde! Potrei sbagliarmi, ma sono rimasta colpita dalla bellezza della natura. Amo il fatto che l’America Latina sia così piena di vita: sono tornata con un profondo apprezzamento per la resilienza, la danza, l’arte, la creatività e la generosità delle comunità latinoamericane. Nonostante le diverse storie e lingue, ho trovato molte esperienze comuni legate alla memoria, all’identità e alla speranza. Sono stata particolarmente ispirata dal modo in cui la poesia viene accolta come arte pubblica e comunitaria, capace di unire persone di ogni estrazione sociale. Non credo che sia stata una visita isolata.

Pensi che il mondo si sia dimenticato della Palestina?

Non credo che il mondo si sia dimenticato della Palestina; è la lotta più antica che vive sotto occupazione e guerra, ma l’attenzione tende ad arrivare a ondate, come accade per la lotta per la libertà ovunque. L’importante è che le persone continuino a interessarsi non solo ai titoli dei giornali, ma anche alla cultura palestinese, alla sua letteratura, alla sua musica e alla sua vita quotidiana. Le nostre storie vanno oltre il ciclo di notizie, e l’arte contribuisce a preservare l’umanità che le statistiche e i dibattiti politici spesso trascurano.

Quale messaggio vorresti condividere dalla Palestina?

Vorrei che le persone ricordassero che dietro ogni titolo di giornale ci sono esseri umani con sogni, famiglie, talenti e storie che meritano di essere ascoltate. C’è sempre di più di ciò che appare in superficie. Spero che chi leggerà queste parole continuerà ad avvicinarsi alla Palestina con curiosità, empatia e disponibilità all’ascolto. La letteratura ci ricorda che, prima di essere definiti dalla nazionalità o dalla politica, siamo persone unite dalla nostra comune umanità. Per me, è da qui che inizia ogni conversazione significativa.

Cara Alice, grazie per aver dedicato il tuo tempo e il tuo spazio dalla Palestina per condividere la tua storia con i lettori di questa prestigiosa pubblicazione. Ti porgo le mie più sincere congratulazioni per il percorso che hai costruito nel corso della tua vita, sia nella tua professione di traduttrice che nelle tue attività creative.

Al seguente link, potete ascoltare una lettura di poesie di Alice, tenutasi durante il Festival Internazionale di Poesia di Medellín (Colombia) lo scorso luglio: https://youtu.be/aPHb3790R6c?si=e0BQHKJhOYXATTyE

Nota: questa intervista è stata tradotta dall’inglese allo spagnolo utilizzando l’intelligenza artificiale Perplexity.

La lettura in italiano e l’organizzazione per la pubblicazione è a cura di Elisa Mascia -Italia

L’intervistatore è uno scrittore nicaraguense residente in Costa Rica.

Contatto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es

Alice S. Yousef: poeta palestina entre poesía, traducción, viajes y resiliencia

By Carlos Javier Jarquín
Queridos amigos planetarios:
Hoy tengo el placer de compartir una entrevista amena que le realicé a la poeta, traductora e intérprete palestina Alice S. Yousef. Nació el 9 de diciembre de 1990 en Jerusalén, una ciudad hermosa e intrincada: llena de dolor, pero también profundamente inspiradora por ser una de las más antiguas del mundo, su magia se refleja en múltiples colores.
Alice es poeta, escritora, traductora literaria y legal, editora e investigadora que trabaja entre el árabe y el inglés. Su trayectoria se centra en la traducción de textos jurídicos, literarios y poesía. Tiene una licenciatura (B.A.) en Lengua y Literatura Inglesa y Traducción, con distinción, por la Universidad de Birzeit (2008–2011). Obtuvo un máster en Escritura Creativa en la Universidad de Warwick (Reino Unido) en 2014, y fue miembro del Programa Internacional de Escritura de la Universidad de Lowa en 2016.
Además de la traducción, menciona que “me apasiona la escritura creativa, la investigación y la narración, con especial interés en los derechos humanos, el género, los derechos de las personas con discapacidad, la migración y la literatura. Mi trabajo se nutre de una rica práctica cultural y de una perspectiva global, lo que me permite abordar narrativas complejas con precisión y empatía. Actualmente resido en Palestina y me dedico a dar voz a través del lenguaje, la interpretación, la investigación, la defensa de los derechos, la representación visual y la palabra escrita”.
Aparte de ser una gran lectora, ama los idiomas, viajar y bailar salsa y bachata. Este año viajó a Colombia al Festival Internacional de Poesía de Medellín, celebrado en su edición número 36 del 4 al 11 de julio bajo el lema “Hacia la Primavera Humana”. En esta charla nos cuenta su grata experiencia de haber visitado ese país sudamericano. Ha viajado por más de 20 países. Habla cuatro idiomas: su lengua nativa (el árabe), inglés, francés y español.
En la entrevista hablamos de varios temas. Nos cuenta cuál es su libro preferido y la influencia que tuvieron sus padres para convertirla en una gran lectora. También nos habla de su estilo literario: cómo lo ha construido y cómo ha logrado encontrar su propia voz. Nos comenta los principales temas que aborda en su trabajo literario. Además compartió la buena noticia de que para el próximo verano publicará con una editorial del Reino Unido su primera colección de poesía, que saldrá en inglés.
Al final, Alice se despide enviando un mensaje a la humanidad, desde esa región del planeta tan herida y sufrida. Han pasado décadas y a veces parece que el mundo se ha olvidado de Palestina; cuando miramos las noticias, da la sensación de que muchos no recuerdan que Palestina existe…

Entrevista:


¿Qué es lo que más recuerdas con frecuencia de tu infancia?


Crecí como la primera nieta en una familia numerosa; con frecuencia recuerdo los momentos cotidianos más que los extraordinarios: las reuniones familiares, el ritmo de la vida diaria y las historias que se contaban a mi alrededor. Recuerdo jugar afuera en los campos, visitar la Ciudad Vieja por primera vez en mi vida y sentir que era un laberinto, a mi abuela preparando pasteles en la cocina, a mis padres leyéndome. También recuerdo mucho miedo por la escena política que cambiaba constantemente y por presenciar la guerra. Crecer en Jerusalén también significó crecer con la conciencia de que incluso los lugares ordinarios guardan capas de historia y memoria. Al mirar atrás, me doy cuenta de que muchos de esos pequeños momentos terminaron encontrando su camino en mi poesía.


¿Qué  recuerdas con más aprecio de tus primeras lecturas?


Recuerdo la sensación de descubrir que los libros podían transportarme a lugares que nunca había visto y, al mismo tiempo, ayudarme a comprender el lugar que ya conocía. Recuerdo el “un capítulo más” o una historia más antes de dormir. Mis padres me leían; recuerdo también esconderme bajo la luz de la lámpara lateral para leer, hasta que mi madre se rendía y decía: “Te vas a dañar la vista”. Tenía razón. También recuerdo que tenía ese don mágico de volver a contar la misma historia de distinta manera según el miembro de la familia. Creo que ahí empezó a germinar la semilla de convertirme en escritora.
De todos los libros que has leído, eliges Cometas en el cielo como tu favorito. ¿Por qué?
Elijo The Kite Runner (Cometas en el cielo), por la forma en que Khaled Hosseini combina una historia humana íntima con temas más amplios como la culpa, la memoria, la amistad, el desplazamiento y la redención. Como escritora, admiro particularmente su estilo: lírico pero contenido, emocionalmente preciso y sin adornos innecesarios. Sabe cómo lograr que pequeños detalles y momentos tengan un peso emocional enorme, mientras entrelaza una historia profundamente personal con la historia más amplia de Afganistán. Para mí, eso es lo que hace que la novela sea tan poderosa: está enraizada en un lugar y una historia muy específicos, pero habla de algo profundamente universal sobre la memoria, el remordimiento y nuestro anhelo de redención.

¿Qué te ha inspirado a convertirte en políglota?


Curiosidad, más que nada. Cada idioma abre una nueva manera de ver el mundo. Me fascinan las palabras y su potencial para cambiar la forma en que vemos y comprendemos lo que nos rodea. También me encanta leer y, en algún momento, quiero poder leer a mis autores favoritos en sus lenguas nativas. Aprender idiomas me ha permitido no solo comunicarme con personas de diferentes culturas, sino también entender cómo las ideas, las emociones y las historias cambian al pasar de un idioma a otro. Como traductora, veo el lenguaje como un puente y no como una barrera.

¿Puede resumir su experiencia en traducción e interpretación jurídico entre inglés y árabe, especificando documentos (ej.: sentencias, proyectos de ley), tipos de interpretación simultánea, su aporte en reforma judicial y cómo integra la perspectiva de género y tribunales religiosos?

Soy traductora e intérprete jurídica certificada con más de una década de experiencia tendiendo puentes entre idiomas y culturas.

Me he especializado en la traducción de documentos jurídicos de alto nivel, informes de políticas y textos legislativos entre inglés y árabe.
Prestación de servicios de interpretación de alto nivel (consecutiva y simultánea) para reuniones, talleres y consultas de índole jurídica y judicial, facilitando debates fundamentales sobre gobernanza, reforma de la justicia y asistencia jurídica.
Ha adquirido  un conocimiento profundo sobre el Estado de derecho, la asistencia jurídica, la educación jurídica, la transversalización de la perspectiva de género y el sistema de tribunales religiosos (tribunales de familia) mediante experiencia práctica en traducción e interpretación jurídica.
Desempeño un papel clave en la comunicación jurídica multilingüe, garantizando la claridad en procedimientos judiciales, diálogos sobre políticas e interacciones con las partes interesadas. Trabajo con un alto grado de autonomía, manejando documentación jurídica sensible y contribuyendo a debates estratégicos con el sector de la justicia.

¿De dónde nació esa pasión por conocer nuevos destinos?


Creo que mi pasión por descubrir nuevos lugares creció de forma natural a partir de mi amor por la literatura. Mucho antes de tener la oportunidad de viajar, los libros me permitieron cruzar fronteras. La lectura me enseñó que cada lugar tiene sus propias historias, pero también que las emociones en el centro de esas historias son extraordinariamente universales. Cuando finalmente empecé a viajar, me di cuenta de que, en cierto modo, estaba encontrando lugares que ya conocía por la literatura. Lo que antes existía solo en mi imaginación de repente tuvo rostros, voces, paisajes y conversaciones. Viajar se convirtió en algo más que visitar nuevos destinos; se convirtió en una oportunidad para escuchar, aprender y establecer conexiones humanas genuinas.

¿Cuál ha sido la principal enseñanza que te dejó tu paso por Warwick?


Warwick me enseñó lecciones personales y profesionales que permanecerán conmigo toda la vida. La más importante fue encontrar mi voz: tanto en el papel como en persona. Aprendí que escribir es a la vez un oficio y una conversación. Me animó a experimentar, a cuestionar mis supuestos y a leer con más generosidad a través de las culturas. Quizás lo más importante fue que me dió la confianza para confiar en mi propia voz sin dejar de estar abierta a aprender de los demás.

Durante tu estancia en el Reino Unido, viviste cerca de la casa donde nació William Shakespeare. ¿Qué sentiste al darte cuenta de ese detalle?


Fue una sensación surrealista. La obra de Shakespeare ha viajado a través de siglos e idiomas, así que estar cerca del lugar donde nació me recordó que la literatura puede sobrevivir a sus momentos en el tiempo y el espacio. Como escritora, reforzó mi convicción de que las historias pertenecen a quienes las siguen leyendo e reinterpretando. Pronto se convirtió en mi lugar favorito para escapar de las jornadas de estudio largas y duras.

¿Qué representó para tu vida personal y profesional la beca en la Universidad de Iowa?


El Programa Internacional de Escritura de la Universidad de Iowa fue una experiencia transformadora. Reunió a escritores de todo el mundo y creó un espacio donde diferentes idiomas, tradiciones y perspectivas podían encontrarse en igualdad de condiciones. A nivel personal, amplió mi comprensión de la comunidad literaria global. A nivel profesional, reforzó mi compromiso con el intercambio cultural internacional y me dio amistades y colaboraciones duraderas que siguen inspirando mi trabajo años después. Fue una experiencia muy enriquecedora.


¿Para cuándo planeas publicar tu primera colección de poesía y en qué idioma será?
Mi primer libro de poemas saldrá el próximo verano con la editorial independiente británica Broken Sleep Books; la colección se publicará en inglés. Me encantaría verla traducida a diferentes idiomas.

¿Cuáles son los temas que más sobresalen en tu poesía?


Mi poesía explora la memoria, la identidad, el lenguaje, el mundo de las mujeres, el desplazamiento, el amor y las maneras silenciosas en que las realidades políticas moldean la vida cotidiana. Me interesa cómo los objetos y momentos ordinarios pueden contener un peso emocional extraordinario. La traducción también influye profundamente en mi escritura, porque veo la poesía como otra forma de cruzar fronteras y poner distintos mundos en diálogo.

A inicios de julio de este año estuviste en el Festival de Poesía de Medellín, en Colombia. ¿Qué significó para ti esa invitación?


Fue un honor enorme y una experiencia profundamente significativa para mí. El Festival Internacional de Poesía de Medellín es una de las reuniones poéticas más importantes del mundo, con una larga trayectoria de reunir a poetas en una ciudad que ha vivido una violencia y una transformación profunda. Subir a ese escenario como una de las pocas poetas palestinas participantes tuvo un significado especial. Sentí que llevaba no solo mi propio trabajo, sino también la presencia y las voces de las poetas palestinas que con demasiada frecuencia están ausentes en los grandes espacios literarios internacionales. Formar parte de un festival tan global me dio la oportunidad de situar la poesía palestina en una conversación poética mucho más amplia y de hablar sobre nuestras experiencias, nuestra historia y nuestro presente desde nuestra propia perspectiva. Fue tanto un privilegio como una responsabilidad, y una experiencia que llevaré conmigo por mucho tiempo.

¿Cómo describes tu estancia en Colombia? ¿Alguna vez imaginaste conocer la tierra de García Márquez?


Colombia superó todas mis expectativas. Es muy animada y ha salido de mucha oscuridad. Me sentí en casa. Me conmovió profundamente la calidez y generosidad de la gente, la riqueza de su cultura y el amor genuino por la poesía que encontré por todas partes. Desde hace tiempo soñaba con visitar Colombia, y estar literalmente en la puerta de Márquez fue un momento muy emotivo. Como admiradora de larga data de Gabriel García Márquez, visitar Colombia se sintió casi como entrar en un paisaje literario que había vivido en mi imaginación durante años. Fue un hermoso recordatorio de que la literatura puede inspirarnos mucho antes de llegar a un lugar en persona.


¿Qué impresiones te llevaste de América Latina para compartirlas en tu tierra natal?


Mi primera impresión fue: ¡es muy verde! Puedo estar equivocada, pero me impresionó la hermosa naturaleza. Me encanta que América Latina esté llena de vida: regresé con un profundo aprecio por la resiliencia, la danza, el arte, la creatividad y la generosidad de las comunidades latinoamericanas. A pesar de las distintas historias y lenguas, encontré muchas experiencias compartidas en torno a la memoria, la identidad y la esperanza. Me inspiró especialmente la forma en que la poesía se abraza como un arte público y comunitario, capaz de reunir a personas de todos los ámbitos de la vida. No creo que esta haya sido una visita de una sola vez.


¿Consideras que el mundo se ha olvidado de Palestina?
No creo que el mundo haya olvidado Palestina; es la lucha más antigua que vive bajo ocupación y guerra, pero la atención suele llegar en oleadas, como ocurre con la lucha por la libertad en todas partes. Lo importante es que la gente siga interesándose no solo por los titulares, sino también por la cultura palestina, su literatura, su música y la vida cotidiana. Nuestras historias son más que el ciclo de noticias, y el arte ayuda a preservar la humanidad que las estadísticas y los debates políticos a menudo pasan por alto.

¿Qué mensaje quisieras compartir desde Palestina?


Me gustaría que la gente recordara que detrás de cada titular hay seres humanos con sueños, familias, talentos e historias que vale la pena escuchar. Siempre hay más de lo que parece. Espero que quienes lean sigan acercándose a Palestina con curiosidad, empatía y disposición para escuchar. La literatura nos recuerda que, antes de ser definidos por la nacionalidad o la política, somos personas conectadas por nuestra humanidad compartida. Ahí, para mí, es donde empieza toda conversación que tenga sentido.

Querida Alice, gracias por dedicar tu tiempo y tu espacio desde Palestina para compartir con las lectoras y lectores de este distinguido medio. Recibe mis sinceras felicitaciones por la trayectoria que has construido a lo largo de tu vida, tanto en tu labor profesional como traductora como en tu obra creativa.

En el siguiente enlace podrán disfrutar de una lectura poética de Alice, que ofreció durante el Festival Internacional de Poesía de Medellín (Colombia) el pasado mes de julio: https://youtu.be/aPHb3790R6c?si=e0BQHKJhOYXATTyE

Nota: la presente entrevista ha sido traducida del inglés al español mediante Perplexity AI.

La lectura en italiano y la organización de la publicación son de Elisa Mascia – Italia

El entrevistador, es escritor nicaragüense radicado en Costa Rica.
Contacto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es

Foto cortesia di Carlos Javier Jarquin: nicaragüense radicado en Costa Rica

Poesia La mia lista dei desideri di Danijela Cuk

Foto cortesia di Danijela Cuk

LA MIA LISTA DEI DESIDERI

La mia lista dei desideri non è grande,
desidero solo ciò che davvero scalda il cuore,
ciò di cui ogni uomo ha bisogno,
di godersi i raggi del sole nel cielo.
Desidero che non ci siano più malati,
che ognuno viva e respiri a pieni polmoni,
che le persone risplendano ogni giorno,
che la malattia non distrugga la loro vita e il loro sogno.
Desidero che le guerre abbiano fine,
che spiscano dai nostri occhi le brutte scene,
in cui bambini, giovani e anziani soffrono,
in cui piogge di lacrime cadono inesorabili.
Desidero che le persone smettano di spingere gli altri verso il fondo,
che si tendano la mano a vicenda ogni volta che ce n’è bisogno,
che semplicemente si meritino il titolo di uomini,
che nessuno si faccia giudice e giudichi gli altri.
Desidero che si costruiscano comunità d’amore,
che nessuno porti via, distrugga o rubi,
che la gente finalmente capisca
che la vita è passeggera e non la si può riavere.
Desidero sorrisi, luce negli occhi,
che ognuno dorma sonni tranquilli la notte,
che le paure non facciano più parte di noi,
ma che l’amore sia la nostra unica voce.
Lo so… Questi sono solo i miei desideri,
forse soltanto un semplice sogno,
ma in qualche modo credo che quel giorno arriverà,
quando i messaggi di pace toccheranno il cuore della gente,
e quando il male se ne andrà da questo mondo.

Danijela Ćuk
Croazia

La mia lista dei desideri poesia di Danijela Cuk. Pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

https://piercarlolava.blogspot.com/2026/08/la-mia-lista-dei-desideri-poesia-di.html

Mentre ti aspettavo, poesia di Desa Dautovic ed analisi critica letteraria scritta dal prof Kareem Abdullah -Irak

Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq e Desa Dautovic

Mentre ti aspettavo

Per ascoltare le tue calde parole
Mentre la fiamma del desiderio ardeva
Ogni pensiero inseguiva la distanza
Per toccare il calore della tua anima.

Passano le ore e non le ore
Le tue parole mi giungono portate dal vento
Le ascolto, sospiro per un istante
E tu sai che ti amo e ti aspetto.

Vengono a sussurrarmi da lontano
Mentre ti aspetto sento la tua voce
E le più belle canzoni dedicate
Scritte con nostalgia, con grande amore.

Desa Dautovic

Dok sam te čekala

Da čujem tvoje tople reči
Dok je goreo žudnje plam
Svaka misao daljinu jurila
Da ti dodirne duše toplinu.

Sati prolaze a niti satima
Šalju mi tvoje reči vetrom
Slušm ih, uzdišem trenutak
A znaš da te volim i čekam.

Dolaze mi šapati daljinom
Dok te čekam čujem tvoj glas
I najlepše posvećene pesme
Pisane čežnjom, velikom ljubavlju.

Desa Dautović

Analisi letteraria e critica della poesia “Mentre ti aspettavo”
Scritto da: Kareem Abdullah – Irak

La poesia “Mentre ti aspettavo” si basa sul motivo dell’attesa come profonda esperienza emotiva che trascende la transitorietà del tempo e si trasforma in uno stato di esistenza. L’attesa qui non è un vuoto, ma un compimento d’amore; il tempo diventa un linguaggio speciale di sentimenti e la distanza uno spazio in cui sogni, sussurri e versi si moltiplicano.

La poetessa inizia con un’immagine delicata: “Mentre ti aspettavo per udire le tue calde parole”, in cui la parola diventa un sostituto della presenza fisica dell’amato. In questo modo, sottolinea che il vero amore si nutre del calore dell’anima piuttosto che della vicinanza del corpo. L’immagine in cui ogni pensiero si precipita attraverso la distanza per raggiungere il calore dell’anima amata è particolarmente efficace, perché il pensiero acquista mobilità umana e il potere di superare i confini dello spazio.

Nella seconda strofa, il tempo diventa un elemento poetico fondamentale. Le ore scorrono, ma l’attesa non perde la speranza. Il vento si trasforma in messaggero che porta le parole dell’amato. Con questo simbolo, profondamente radicato nella tradizione poetica, l’autrice dimostra che l’amore trova sempre le proprie vie di comunicazione, anche quando un incontro fisico non è possibile.

L’ultima strofa eleva l’emozione a un livello ancora più sottile. I sussurri provenienti da lontano si trasformano nella presenza di una voce, e la voce dell’amato diventa fonte di musica interiore. Allo stesso tempo, le poesie più belle nascono dal desiderio e da un grande amore. Così, la poesia percorre il cammino dall’attesa delle parole alla nascita stessa della poesia, confermando che l’amore sincero è la fonte più profonda della creazione artistica.
Dal punto di vista stilistico, la poetessa utilizza un linguaggio limpido, semplice e arioso, privo di retorica superflua. Le sue immagini appaiono discrete, ma cariche di una forte carica emotiva. Il ritmo calmo della poesia corrisponde pienamente all’atmosfera di attesa e contemplazione interiore, creando armonia tra sentimenti ed espressioni.

La poesia “ Mentre ti aspettavo ” non è solo una dichiarazione d’amore; è una meditazione poetica sul potere dell’amore di superare la distanza e sul potere delle parole che diventano un ponte tra due anime. Con questo canto, Desa Dautović riesce a trasformare l’attesa in un atto creativo: la poesia nasce dal desiderio, la presenza dall’assenza e la musica del cuore dal silenzio, che può essere ascoltata solo da coloro che conoscono veramente l’amore.
Kareem Abdullah -Irak

Književno-kritički osvrt na pjesmu „Dok sam te čekala“
Piše: Kareem Abdullah – Irak

Pjesma „Dok sam te čekala“ zasniva se na motivu čekanja kao dubokog emocionalnog iskustva koje nadilazi prolaznost vremena i prerasta u stanje postojanja. Čekanje ovdje nije praznina, već ispunjenost ljubavlju; vrijeme postaje poseban jezik osjećanja, a daljina prostor u kojem se umnožavaju snovi, šapati i stihovi.
Pjesnikinja započinje nježnom slikom: „Dok sam te čekala da čujem tvoje tople riječi“, čime riječ postaje zamjena za fizičku prisutnost voljene osobe. Time naglašava da se istinska ljubav hrani toplinom duše prije nego blizinom tijela. Slika u kojoj svaka misao juri kroz daljinu kako bi dotaknula toplinu voljene duše posebno je uspješna, jer misao dobija ljudsku pokretljivost i moć da nadvlada granice prostora.
U drugoj strofi vrijeme postaje važan poetski element. Sati prolaze, ali čekanje ne gubi nadu. Vjetar se pretvara u glasnika koji nosi riječi voljene osobe. Ovim simbolom, duboko ukorijenjenim u pjesničkoj tradiciji, autorica pokazuje da ljubav uvijek pronalazi vlastite puteve komunikacije, čak i kada fizički susret nije moguć.
Završna strofa uzdiže emociju na još suptilniji nivo. Šapati koji dolaze iz daljine pretvaraju se u prisutnost glasa, a glas voljene osobe postaje izvor unutrašnje muzike. Istovremeno, najljepše pjesme nastaju iz čežnje i velike ljubavi. Tako pjesma prelazi put od iščekivanja riječi do samog rađanja poezije, potvrđujući da je iskrena ljubav najdublji izvor umjetničkog stvaranja.
Sa stilskog aspekta, pjesnikinja koristi čist, jednostavan i prozračan jezik, oslobođen suvišne retorike. Njene slike djeluju nenametljivo, ali nose snažan emotivni naboj. Miran ritam pjesme u potpunosti odgovara atmosferi iščekivanja i unutrašnje kontemplacije, stvarajući sklad između osjećaja i izraza.
Pjesma „Dok sam te čekala“ nije samo ljubavna ispovijest; ona je poetska meditacija o moći ljubavi da nadvlada daljinu i o snazi riječi koje postaju most između dvije duše. Desa Dautović ovom pjesmom uspijeva čekanje pretvoriti u stvaralački čin: iz čežnje se rađa poezija, iz odsutnosti prisutnost, a iz tišine muzika srca koju može čuti samo onaj ko istinski poznaje ljubav.


Kareem Abdullah – Irak

https://piercarlolava.blogspot.com/2026/08/analisi-letteraria-e-critica-della.html

Il prof. Kareem Abdullah -Irak scrive l’analisi letteraria e critica della poesia “Mentre ti aspettavo” di Desa Dautovic. Pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Il congresso internazionale intitolato “Ganira Pashayeva e il mondo turco: letteratura, cultura, politica e l’ideale di unità”, organizzato dall’Associazione degli Accademici Turchi, si terrà online il 27 e 28 settembre 2026.

Foto cortesia di Ganira Pashayeva

GANİRA PASHAYEVA E IL MONDO TURCO: LETTERATURA, CULTURA, POLITICA E L’IDEALE DI UNITÀ: UN CONGRESSO INTERNAZIONALE SI INSIEME ALL’AGENDA ACCADEMICA E CULTURALE GLOBALE

Ganira Pashayeva, politica, scrittrice, poetessa e intellettuale azera che ha dato un contributo significativo ai valori culturali, alla letteratura, alla politica e all’ideale di unità del mondo turco, continua a vivere attraverso le sue idee, le sue opere e il suo impegno a favore del mondo turco anche dopo la sua scomparsa. Un importante evento accademico internazionale si terrà per esaminare l’eredità politica, letteraria, culturale e intellettuale di Pashayeva da una prospettiva scientifica.

Il congresso internazionale intitolato “Ganira Pashayeva e il mondo turco: letteratura, cultura, politica e l’ideale di unità”, organizzato dall’Associazione degli Accademici Turchi, si terrà online il 27 e 28 settembre 2026.
Il congresso si propone di esaminare non solo il ruolo di Ganira Pashayeva nella vita politica e sociale dell’Azerbaigian, ma anche la sua visione del mondo turco, le sue opere letterarie e culturali, la sua attività parlamentare e il suo contributo alle relazioni internazionali, da diverse prospettive accademiche.
Ganira Pashayeva è stata una figura di spicco nella vita pubblica azera, nota non solo per la sua identità politica e la sua attività parlamentare, ma anche per il suo lavoro in ambito letterario, culturale e per la promozione dei valori comuni del mondo turco.
Uno degli aspetti più distintivi della sua attività è stato il fatto che non limitava la politica al lavoro istituzionale e parlamentare; al contrario, considerava anche la letteratura, la cultura, i media, l’istruzione e le relazioni internazionali  nel quadro di un futuro comune per il mondo turco.
Pashayeva attribuiva grande importanza al rafforzamento dei legami culturali e intellettuali tra le diverse regioni del mondo turco. In questo senso, la sua eredità è significativa non solo per l’Azerbaigian, ma anche per la memoria culturale comune del mondo turco e per la sua ricerca intellettuale di un futuro condiviso.
Le sue poesie, i suoi libri, i suoi articoli e le sue attività culturali rivelano diverse dimensioni del suo mondo letterario e intellettuale, mentre la sua attività politica e parlamentare costituisce una parte importante del suo approccio al mondo turco, alle relazioni internazionali e alla diplomazia culturale.
Per questo motivo, l’eredità di Ganira Pashayeva è rilevante per un’ampia gamma di discipline accademiche, tra cui scienze politiche, relazioni internazionali, diplomazia, letteratura, cultura, comunicazione, educazione e studi sociali.

L’obiettivo principale del congresso non è semplicemente commemorare Ganira Pashayeva, ma valutare la sua eredità politica, letteraria, culturale e intellettuale da un punto di vista accademico e aprire la discussione su temi attuali riguardanti il ​​mondo turco da prospettive multidisciplinari.
Nell’ambito del congresso, particolare attenzione sarà dedicata all’identità politica di Ganira Pashayeva, al suo servizio pubblico, alla sua attività parlamentare e alla sua visione del mondo turco, nonché alla sua eredità letteraria, culturale e intellettuale.
Inoltre, politica, relazioni internazionali, diplomazia, letteratura, cultura e patrimonio culturale, istruzione, scienza, cooperazione accademica, media, società, donne e prospettive sul futuro costituiranno le principali aree tematiche del congresso.
Saranno presi in considerazione per la presentazione al congresso anche studi accademici originali, interdisciplinari e comparativi relativi al tema principale.
Aperto alla partecipazione di accademici, ricercatori, scrittori, poeti, giornalisti e rappresentanti della cultura e delle arti provenienti da diversi paesi del mondo, il congresso si propone anche di contribuire allo sviluppo della comunicazione accademica e culturale tra i paesi.

Le presentazioni al congresso potranno essere tenute in turco, azero o inglese.

Il congresso, organizzato dall’Associazione degli Accademici Turchi, si propone non solo di trasmettere le idee e le opere di Ganira Pashayeva alle generazioni future, ma anche di fornire un’importante piattaforma per la discussione delle problematiche comuni del mondo turco in ambito accademico internazionale.

In particolare, riunire ricercatori di diversi paesi sulla stessa piattaforma accademica creerà opportunità per l’esame comparativo dei valori comuni del mondo turco nei campi della letteratura, della cultura, della politica, della diplomazia e delle relazioni internazionali.

A tal proposito, il congresso non intende essere semplicemente un evento commemorativo, ma anche un incontro internazionale volto a sviluppare nuove prospettive sul pensiero scientifico, la diplomazia culturale, la cooperazione accademica e il futuro comune del mondo turco.

Assoc.  Il Prof. Dr. İzzettin Özpolat, Presidente dell’Associazione degli Accademici Turchi, presiederà il congresso, mentre il Prof. Dr. Terane Turan Rehimli, Vicepresidente dell’Associazione degli Accademici Turchi e Presidente della Commissione per le Rappresentanze Internazionali, presiederà il Comitato Organizzatore.

La lotta politica di Ganira Pashayeva, il suo mondo letterario, le sue attività culturali e la sua visione dell’ideale di unità nel mondo turco saranno al centro del congresso internazionale che si terrà il 27 e 28 settembre, con contributi di studiosi provenienti da diversi paesi.

In questo senso, il congresso si distingue come un’importante iniziativa accademica e culturale che mira non solo a preservare la memoria di Ganira Pashayeva, ma anche a ricercare, discutere e trasmettere la sua eredità alle generazioni future.

Shafiga RAHIMLI
Studentessa di Master in Pubblica Amministrazione, Istituto di Scienze Sociali, Università Dokuz Eylül


GANİRA PASHAYEVA AND THE TURKIC WORLD: LITERATURE, CULTURE, POLITICS AND THE IDEAL OF UNITY INTERNATIONAL CONGRESS TAKES ITS PLACE ON THE GLOBAL ACADEMIC AND CULTURAL AGENDA

Ganira Pashayeva, an Azerbaijani politician, writer, poet, and intellectual who made significant contributions to the common cultural values, literature, politics, and ideal of unity of the Turkic world, continues to live on through her ideas, works, and efforts devoted to the Turkic world even after her passing. An important international academic event will be held to examine Pashayeva’s political, literary, cultural, and intellectual legacy from a scholarly perspective.
The International Congress titled “Ganira Pashayeva and the Turkic World: Literature, Culture, Politics and the Ideal of Unity,” organized by the Turkish Academicians Association, will be held online on September 27–28, 2026.
The congress aims to examine not only Ganira Pashayeva’s place in Azerbaijan’s political and social life, but also her views on the Turkic world, her literary and cultural works, her parliamentary activities, and her contributions to international relations from the perspectives of different academic disciplines.
Ganira Pashayeva was a prominent figure in Azerbaijani public life, known not only for her political identity and parliamentary activities but also for her work in literature, culture, and the promotion of the common values of the Turkic world.
One of the most distinctive aspects of her activities was that she did not limit politics to institutional and parliamentary work; rather, she also viewed literature, culture, media, education, and relations among peoples within the framework of the common future of the Turkic world.
Pashayeva attached great importance to strengthening cultural and intellectual ties among the different regions of the Turkic world. In this respect, her legacy is significant not only for Azerbaijan but also for the common cultural memory of the Turkic world and its intellectual search for a shared future.
Her poems, books, articles, and cultural activities reveal different dimensions of her literary and intellectual world, while her political and parliamentary activities constitute an important part of her approach to the Turkic world, international relations, and cultural diplomacy.
For this reason, Ganira Pashayeva’s legacy is of relevance to a wide range of academic disciplines, including political science, international relations, diplomacy, literature, culture, communication, education, and social studies.
The main objective of the congress is not merely to commemorate Ganira Pashayeva, but to evaluate her political, literary, cultural, and intellectual legacy on a scholarly basis and to open current issues concerning the Turkic world to discussion from multidisciplinary perspectives.
Within the framework of the congress, particular attention will be given to Ganira Pashayeva’s political identity, public service, parliamentary activities, and vision of the Turkic world, as well as her literary, cultural, and intellectual legacy.
In addition, politics, international relations, diplomacy, literature, culture and cultural heritage, education, science, academic cooperation, media, society, women, and perspectives on the future will constitute the main thematic areas of the congress.
Original, interdisciplinary, and comparative academic studies related to the main theme will also be considered for presentation at the congress.
Open to the participation of academics, researchers, writers, poets, journalists, and representatives of culture and the arts from different countries around the world, the congress also aims to contribute to the development of academic and cultural communication among countries.
Presentations at the congress may be delivered in Turkish, Azerbaijani, or English.
The congress, organized by the Turkish Academicians Association, is intended not only to convey Ganira Pashayeva’s ideas and works to future generations but also to provide an important platform for discussing the common issues of the Turkic world within international academic circles.
In particular, bringing researchers from different countries together on the same academic platform will create opportunities for the comparative examination of the common values of the Turkic world in the fields of literature, culture, politics, diplomacy, and international relations.
In this respect, the congress is intended to be not merely a commemorative event, but also an international gathering aimed at developing new perspectives on scientific thought, cultural diplomacy, academic cooperation, and the common future of the Turkic world.
Assoc. Prof. Dr. İzzettin Özpolat, President of the Turkish Academicians Association, will serve as the Congress Chair, while Prof. Dr. Terane Turan Rehimli, Vice President of the Turkish Academicians Association and Chair of the Commission for International Representations, will serve as the Chair of the Organizing Committee.
Ganira Pashayeva’s political struggle, literary world, cultural activities, and views on the ideal of unity within the Turkic world will be revisited at the international congress to be held on September 27–28, with contributions from scholars from different countries.
In this sense, the congress stands out as an important academic and cultural initiative that aims not only to preserve the memory of Ganira Pashayeva, but also to research, discuss, and transmit her legacy to future generations.

Shafiga RAHIMLI
Master’s Student in Public Administration,  Institute of Social Sciences, Dokuz Eylül University

Foto cortesia di Terane Turan Rehimli

Foto cortesia di Ganira Pashayeva,

Il giornalista Antonio Ma-at presenta Elisa Mascia in una intervista esclusiva

Foto cortesia di Antonio Ma-at ed Elisa Mascia

hellenicmediagroup.com

Elisa Mascia: Perché ogni giovane scrittore merita qualcuno che creda in lui.

di Antonio Ma-at – 17 agosto 2026

“La poesia è la magia che unisce le anime meravigliose dell’universo.” – Elisa Mascia

Ogni scrittore ha un inizio, ma non ogni inizio preannuncia il futuro. Alcuni nascono in città vivaci, circondati da biblioteche e circoli letterari, mentre altri scoprono silenziosamente la parola scritta tra le mura di una casa ordinaria. Spesso tutto inizia con un semplice momento: un libro preferito, una conversazione significativa o il silenzioso esempio di qualcuno che crede che la lettura possa cambiare una vita. Questi momenti apparentemente ordinari diventano le fondamenta su cui si costruiscono viaggi straordinari. Per la poetessa, giornalista, critica letteraria, conduttrice radiofonica, promotrice culturale e Ambasciatrice di Pace italiana Elisa Mascia, la letteratura non è nata come ambizione di riconoscimento. È nata come un amore profondamente personale per le parole, nutrito dalla curiosità, dall’immaginazione e dall’influenza duratura della famiglia.

Nata il 13 aprile 1956 a Santa Croce di Magliano, in Italia, e ora residente a San Giuliano di Puglia, Elisa è cresciuta circondata da valori che incoraggiavano l’apprendimento e la creatività. Fin da bambina, si è sentita naturalmente attratta dall’espressione artistica. Recitazione, lettura, poesia e letteratura sono diventate più che semplici hobby: sono diventate il linguaggio attraverso cui esplorava il mondo. Ripensandoci, attribuisce a un’influenza discreta, più di ogni altra, quella di suo padre, la cui abitudine di tenere sempre un libro in mano durante il tempo libero ha lasciato un’impronta indelebile nella sua giovane mente.

“Fin da bambina, ho avuto una forte predisposizione creativa per la recitazione, la scrittura poetica e letteraria, ma anche per la lettura, forse anche grazie all’esempio di mio padre, che aveva sempre un libro tra le mani durante il tempo libero.”

Quell’amore precoce per la letteratura non si è mai affievolito. Al contrario, si è evoluto in una straordinaria carriera internazionale che oggi va ben oltre la poesia stessa. Elisa è diventata una prolifica scrittrice, docente, conduttrice radiofonica, critica letteraria, poetessa bilingue, intervistatrice, declamatrice, editrice e promotrice culturale, dedicando la sua vita non solo alla creazione letteraria, ma anche alla sua diffusione in diverse culture. Ricopre ruoli di leadership in numerose organizzazioni letterarie internazionali, tra cui il Panorama International Literary Festival, sostenuto dall’UNESCO, dove ha coordinato e diretto edizioni globali che riuniscono scrittori provenienti da tutto il mondo. È inoltre Accademica Immortale, Coordinatrice per l’Italia, Direttrice Comunicazione ed Eventi, Ambasciatrice di Pace e collaboratrice attiva di accademie internazionali, movimenti letterari e istituzioni culturali impegnate nella promozione del dialogo attraverso la letteratura.

Nonostante questi traguardi impressionanti, Elisa parla del suo lavoro con una sorprendente umiltà. Piuttosto che definire la letteratura una professione, la descrive come un servizio.

“Per me, lavorare alla promozione culturale in tutto il mondo è fondamentale. Dà un vero significato alle mie giornate. Sento il bisogno di pensare prima agli altri e poi a me stessa, e lo faccio volentieri, con spirito di altruismo e fratellanza.”

Queste parole rivelano la filosofia che l’ha guidata per decenni al servizio della letteratura. Il successo, per Elisa, non si è mai misurato con il numero di libri scritti o i premi ricevuti. Piuttosto, lo misura con le opportunità che crea per gli altri, le amicizie che la letteratura ispira e le comunità che si rafforzano grazie alla creatività condivisa.

La sua voce poetica, spiega, continua a evolversi attraverso un apprendimento costante.

“La mia ispirazione poetica è in continua evoluzione e studio quotidianamente per acquisire uno stile poetico dai versi con maggiore ampiezza e interpretazione, anche tra le righe e negli spazi che non sono mai vuoti.”

Questo impegno per l’apprendimento permanente è forse una delle caratteristiche distintive di Elisa Mascia. Anche dopo decenni di riconoscimenti internazionali, rimane prima di tutto una studentessa di letteratura, una persona che crede che ogni poesia, ogni conversazione e ogni incontro offrano un’ulteriore opportunità di crescita. È questa umiltà, unita a una fede incrollabile nel potere trasformativo delle parole, che l’avrebbe infine portata a dedicare non solo la propria vita alla letteratura, ma anche a incoraggiare innumerevoli altri scrittori a credere che le loro voci meritano di essere ascoltate.

Quando la poesia ha imparato ad appartenere agli altri

Per molti scrittori, la sfida più grande non è imparare a scrivere, ma trovare il coraggio di lasciare che gli altri leggano ciò che hanno scritto. La poesia, dopotutto, spesso nasce come qualcosa di profondamente personale. Cattura emozioni troppo fragili per essere espresse a voce alta, pensieri che esistono solo nei momenti di quiete e riflessioni che sembrano destinate unicamente al cuore dell’autore. Elisa Mascia comprende bene questa sensazione perché, per lungo tempo, le sue poesie sono rimaste private. Non scriveva per il riconoscimento, la pubblicazione o gli applausi, ma semplicemente perché scrivere l’aiutava a capire se stessa. Eppure, arrivò un momento in cui scoprì che la poesia raggiunge il suo significato più profondo solo quando tocca il cuore di un altro essere umano.

Con il passare degli anni, Elisa si rese gradualmente conto che le emozioni che aveva accuratamente custodito nei suoi versi non erano solo sue. Gli amici che leggevano le sue poesie iniziarono a reagire in modi inaspettati. Alcuni si commuovevano fino alle lacrime, altri trovavano conforto, mentre molti semplicemente sorridevano e dicevano qualcosa che non avrebbe mai dimenticato.

“Sembrava che avessi scritto la poesia per me.”

Quelle semplici parole trasformarono la sua comprensione della letteratura.

“Col tempo, non sentendo più il bisogno di proporre e condividere le mie poesie, che inizialmente tenevo più per me, mi resi conto di quanto fosse importante far sì che gli altri leggessero le mie emozioni, notando che gli amici si emozionavano e dicevano che sembrava avessi scritto la poesia per loro.”

Quella consapevolezza segnò una svolta nel percorso letterario di Elisa. Non considerava più la poesia come una conversazione privata con se stessa. Iniziò invece a vederla come un ponte che collegava un’esperienza umana all’altra. I sentimenti che credeva fossero unicamente suoi erano, in realtà, universali. Gioia, dolore, speranza, solitudine, gratitudine e amore appartenevano a tutti. La poesia semplicemente dava a quelle emozioni un linguaggio che i lettori potevano riconoscere in se stessi.

Fu allora che Elisa abbracciò quello che sarebbe diventato uno dei principi cardine della sua vita: la generosità.

“Se le mie poesie avevano la funzione di suscitare emozioni, un sorriso, una riflessione, era mio dovere farlo, poiché per me è fondamentale per un artista della parola, della plastica o di qualsiasi altra forma d’arte: la generosità.”

La scelta di questa parola è rivelatrice. Non descrive la scrittura come talento, successo o persino ispirazione. La descrive come un atto di donazione. La letteratura, a suo avviso, non esiste per elevare lo scrittore, ma per arricchire la vita dei lettori. Ogni poesia diventa un dono offerto liberamente, capace di confortare chi porta un fardello nascosto o di incoraggiare un’altra persona a continuare a credere nella bellezza nonostante le difficoltà della vita.

Questa filosofia si estese naturalmente oltre la sua attività di scrittrice. Man mano che Elisa si impegnava sempre più nella critica letteraria, nell’editing, nelle interviste, nell’organizzazione di festival e nella promozione culturale, affrontava ogni ruolo con lo stesso spirito di generosità. Che si trattasse di recensire il libro di un altro autore, di organizzare un evento letterario internazionale o di intervistare scrittori emergenti, non cercava di competere con gli altri, ma di creare opportunità di crescita per loro. Il suo lavoro divenne meno incentrato sul successo individuale e più sul rafforzamento della comunità letteraria stessa.

Forse nessuna frase cattura la sua visione del mondo più splendidamente del modo in cui definisce la poesia.

“La poesia è magia che unisce le anime meravigliose dell’universo.”

È una definizione che riflette tutto ciò a cui Elisa Mascia ha dedicato la sua vita. Per lei, la poesia fa più che esprimere emozioni. Dissolve le distanze tra le nazioni, trascende il linguaggio e ricorda alle persone che al di sotto di ogni cultura, ogni tradizione e ogni confine, il cuore umano parla un linguaggio tutto suo. Questa convinzione avrebbe poi ispirato la sua più grande missione: non semplicemente scrivere belle poesie, ma incoraggiare innumerevoli altre persone, soprattutto giovani scrittori, a scoprire che anche le loro voci hanno il potere di unire il mondo.

Credere negli scrittori di domani

Ogni generazione eredita la propria letteratura da chi l’ha preceduta, ma ogni generazione dipende anche da coloro che sono disposti a incoraggiare nuove voci prima che si formino completamente. I grandi scrittori raramente nascono in isolamento. Dietro quasi ogni percorso letterario c’è qualcuno che ha offerto una parola di incoraggiamento, condiviso una guida sincera o semplicemente creduto in un sogno prima ancora che il sognatore ci credesse. Elisa Mascia comprende questa verità forse meglio di molti altri, perché il suo lavoro non si è mai limitato alla scrittura di poesie. Si è dedicata con la stessa intensità a creare opportunità per gli altri, affinché scoprissero la fiducia necessaria per scrivere, crescere e condividere le proprie storie con il mondo.

Nel corso degli anni, Elisa ha ricoperto molti ruoli: poetessa, critica letteraria, intervistatrice, conduttrice radiofonica, editrice, promotrice culturale, direttrice di festival e ambasciatrice di pace.

Nel corso degli anni, Elisa ha ricoperto molti ruoli: poetessa, critica letteraria, intervistatrice, recensore, conduttrice radiofonica, editrice, promotrice culturale, direttrice di festival e ambasciatrice di pace. Ma dietro ogni ruolo si cela lo stesso scopo: contribuire a perpetuare la letteratura attraverso le persone. Sebbene i suoi libri abbiano raggiunto lettori in tutto il mondo, non ha mai considerato il successo come un traguardo personale. Al contrario, ha sempre dedicato il suo tempo a incoraggiare altri scrittori, in particolare le giovani generazioni che potrebbero essere ancora alla ricerca della fiducia necessaria per credere nella propria voce.

Parlando del futuro della letteratura, Elisa torna più volte sull’importanza di sostenere i talenti emergenti.

“Tutto questo per incoraggiare i giovani e dare loro fiducia nell’enorme potenziale che possiedono. Conosco molti di loro, amici d’infanzia, promesse del futuro, che sicuramente porteranno avanti la linfa vitale della poesia.”

Queste parole rivelano qualcosa di straordinario sul suo carattere. Invece di vedere i giovani scrittori come futuri concorrenti, li considera i futuri custodi della letteratura stessa. Ne parla con ottimismo, convinta che la poesia continuerà a fiorire perché le nuove generazioni possiedono una creatività che aspetta solo di essere riconosciuta.

Questa convinzione spiega perché Elisa abbia dedicato gran parte della sua carriera alla promozione culturale a livello internazionale. Attraverso il suo lavoro con il Panorama International Literary Festival, la sua leadership all’interno delle accademie letterarie, le sue attività editoriali, i programmi radiofonici, le interviste e le collaborazioni con scrittori provenienti da Europa, Asia, Africa e Americhe, ha creato spazi in cui autori affermati ed emergenti possono incontrarsi alla pari, scambiarsi idee e imparare gli uni dagli altri. Il suo contributo non si è mai limitato alla pubblicazione delle proprie opere; il suo obiettivo è sempre stato quello di costruire comunità in cui la letteratura possa continuare a prosperare attraverso culture e generazioni.

Eppure, nonostante tutte queste responsabilità, Elisa rimane straordinariamente con i piedi per terra. Quando le viene chiesto quale sia la più grande responsabilità di uno scrittore e di un editore, la sua risposta non menziona il prestigio o l’influenza. Parla invece di qualità che non si possono misurare con i premi.

“La più grande responsabilità di uno scrittore e di un editore nel preservare la bellezza e l’integrità della letteratura è innanzitutto lo studio. È l’umiltà… sempre con curiosità e rispetto, credendo che siamo tutti utili ma nessuno indispensabile.”

Questa filosofia è diventata uno dei principi cardine della sua carriera. Crede che la letteratura si rafforzi al massimo quando gli scrittori rimangono studenti per tutta la vita: aperti all’apprendimento, rispettosi degli altri e abbastanza generosi da celebrare l’eccellenza ovunque essa si manifesti. In un mondo spesso dominato dal confronto e dalla competizione, Elisa immagina invece la letteratura come un vasto universo con spazio per ogni voce autentica.

“Un universo cosmico dove c’è spazio e luce per tutti e nessuno dovrebbe temere, come spesso accade, di essere oscurato dall’eccellenza altrui.”

Forse è per questo che Elisa Mascia continua a ispirare così tante persone, ben oltre i suoi lettori. Ricorda agli aspiranti scrittori che la fiducia non nasce solo dagli elogi, ma quando qualcuno crede abbastanza nel loro potenziale da incoraggiarli a continuare a scrivere. Attraverso decenni di tutoraggio, leadership culturale e incrollabile generosità, ha dimostrato che uno dei doni più grandi che uno scrittore affermato possa offrire non è semplicemente una poesia, ma la convinzione che la storia di un’altra persona meriti di essere raccontata.

Lasciare un’eredità immateriale

Ogni scrittore spera che la propria opera gli sopravviva. Alcuni sognano premi, altri le classifiche dei bestseller, mentre molti sperano semplicemente che i loro libri continuino a essere letti a lungo dopo la loro scomparsa. La visione di eredità di Elisa Mascia, tuttavia, va oltre il riconoscimento letterario. Crede che la vera misura di una vita non si trovi in ​​quanto accumula, ma in ciò che lascia in eredità affinché altri possano coltivarlo. Ogni poesia, ogni intervista, ogni festival letterario, ogni giovane scrittore che incoraggia e ogni ponte culturale che contribuisce a costruire fanno parte di ciò che Elisa definisce un’eredità immateriale un dono silenzioso di bellezza, generosità e speranza che le generazioni future potranno continuare a coltivare.

Guardando al futuro, Elisa riflette non sulle conclusioni, ma sulla continuità.

La letteratura, a suo avviso, è un seme che ogni generazione pianta per la successiva. Gli scrittori possono lasciare questo mondo, ma i valori che incarnano – gentilezza, umiltà, curiosità e il coraggio di creare – possono continuare a crescere nei cuori degli altri.

“Il mio impegno quotidiano è quello di lasciare un’impronta indelebile, come più mi piace, ed è l’intento di ognuno di noi, il desiderio di lasciare questa Terra con una traccia di bellezza, affinché qualcuno possa beneficiare di questa eredità immateriale, così esigente in termini di lavoro e sacrificio, poiché tanto, tanto lavoro può fertilizzare il terreno.”

C’è qualcosa di profondamente bello in quell’immagine. Elisa non paragona la letteratura a monumenti o trofei.

La paragona piuttosto a un terreno fertile.

Ogni poesia, ogni atto di incoraggiamento e ogni lezione condivisa con un altro scrittore diventano parte di un paesaggio più ampio in cui le generazioni future potranno continuare a crescere. È un promemoria del fatto che la cultura non si eredita mai automaticamente; fiorisce solo perché qualcuno si è preso la briga di coltivarla.

Questa filosofia plasma anche i consigli che offre agli aspiranti poeti e scrittori. Invece di incoraggiarli a inseguire il riconoscimento o il successo immediato, parla di qualità che richiedono pazienza e impegno per tutta la vita.

“Il mio messaggio agli aspiranti poeti e scrittori che sognano di condividere la propria voce con il mondo è di studiare sodo, di essere generosi e altruisti, di amare e portare la pace prima di tutto per se stessi e poi di seminare ovunque umiltà non solo a parole, ma imparando a coltivare questo valore nella propria anima e a donarlo.

Queste parole riecheggiano i principi che hanno guidato Elisa nel corso della sua straordinaria carriera. Studiare prima del riconoscimento. Umiltà prima del prestigio. Generosità prima della competizione. Pace prima della divisione. Spiegano perché la sua influenza si estende ben oltre le pagine dei suoi libri. Attraverso festival letterari internazionali, lavoro editoriale, interviste, traduzioni, iniziative culturali e collaborazioni transcontinentali, ha costantemente investito le sue energie per rendere la letteratura più inclusiva, più compassionevole e più accessibile agli altri. Il suo lavoro dimostra che il più grande risultato di uno scrittore non si misura dal numero di poesie pubblicate, ma dal numero di persone che ispira a scoprire la propria voce.

Riflettendo sullo straordinario percorso di Elisa Mascia – da curiosa ragazzina ispirata dall’amore per i libri del padre a poetessa, critica letteraria, editrice, figura di spicco nel panorama culturale e ambasciatrice di pace di fama internazionale – una verità emerge con chiarezza. Il suo contributo più grande non si è mai limitato alla sua attività di scrittrice. È stata la sua incrollabile convinzione che la letteratura sia più forte quando viene condivisa, che la creatività fiorisca attraverso la generosità e che ogni nuova generazione meriti incoraggiamento piuttosto che paragoni.

Forse è per questo che il titolo della sua storia appare così appropriato. Ogni giovane scrittore merita qualcuno che creda in lui. Elisa Mascia ha dedicato la sua vita a diventare quella persona per innumerevoli poeti, autori, artisti e sognatori in tutto il mondo. Molto tempo dopo che i premi saranno svaniti e i festival letterari si saranno conclusi, la sua eredità più duratura continuerà a vivere ovunque un giovane scrittore trovi il coraggio di scrivere, perché qualcuno ha creduto nel suo potenziale prima ancora che il mondo avesse la possibilità di accorgersene.  In questo senso, Elisa Mascia lascia in eredità molto più che semplici libri: lascia in eredità fiducia, speranza e un invito duraturo affinché altri continuino a scrivere il prossimo capitolo della storia condivisa dell’umanità.
La sua eredità più duratura continuerà a vivere ovunque un giovane scrittore trovi la forza di scrivere perché qualcuno ha creduto in lei.


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Elisa Mascia: Why Every Young Writer Deserves Someone Who Believes in Them

by Antonio Ma-at – Αυγούστου 17, 2026

“Poetry is magic that unites the wonderful souls of the universe.”-

Elisa Mascia


Every writer has a beginning, but not every beginning announces the future. Some are born in bustling cities surrounded by libraries and literary circles, while others quietly discover the written word within the walls of an ordinary home. It often starts with a simple moment-a favorite book, a meaningful conversation, or the quiet example of someone who believes that reading can change a life. Those seemingly ordinary moments become the foundation upon which extraordinary journeys are built. For Italian poet, journalist, literary critic, broadcaster, cultural promoter, and Peace Ambassador Elisa Mascia, literature did not begin as an ambition for recognition. It began as a deeply personal love for words, nurtured by curiosity, imagination, and the enduring influence of family.
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influence of family.


Born on April 13, 1956, in Santa Croce di Magliano, Italy, and now residing in San Giuliano di Puglia, Elisa grew up surrounded by values that encouraged learning and creativity. Even as a child, she found herself naturally drawn to artistic expression. Acting, reading, poetry, and literature became more than hobbies-they became the language through which she explored the world. Looking back, she credits one quiet influence above all others: her father, whose habit of always holding a book during his free time left a lasting impression on her young mind.

“Since I was a child, I have had strong creative skills to be attracted to acting and poetic and literary writing, but also to reading, perhaps also due to the example of my father, who always had a book in his hands during his free time.”


That early love for literature never faded. Instead, it evolved into a remarkable international career that today spans far beyond poetry itself. Elisa has become a prolific writer, lecturer, radio host, reviewer, bilingual poet, literary critic, interviewer, declaimer, editor, and cultural promoter, dedicating her life not only to creating literature but also to helping it flourish across cultures. She serves in leadership roles within numerous international literary organizations, including the Panorama International Literary Festival, supported by UNESCO, where she has coordinated and directed global editions that bring together writers from around the world. She is also an Immortal Academician, Coordinator for Italy, Communications and Events Director, Peace Ambassador, and active collaborator with international academies, literary movements, and cultural institutions devoted to promoting dialogue through literature.


Yet despite these impressive accomplishments, Elisa speaks about her work with striking humility. Rather than describing literature as a profession, she describes it as a service.


“For me, working on cultural promotion around the world is essential. It’s giving real meaning to my days. I feel the need to think first about others and then about myself, and I do so willingly with a spirit of altruism and brotherhood.”

Those words reveal the philosophy that has guided her throughout decades of literary service. Success, for Elisa, has never been measured by the number of books she has written or the awards she has received. Instead, she measures it by the opportunities she creates for others, the friendships literature inspires, and the communities that grow stronger through shared creativity.


Her poetic voice, she explains, continues to evolve through constant learning.

“My poetic inspiration is always evolving and I study daily to acquire a poetic style from verses with greater breadth and interpretation, even between the lines and in spaces that are never empty.”

That commitment to lifelong learning may be one of Elisa Mascia’s defining characteristics. Even after decades of international recognition, she remains first and foremost a student of literature-someone who believes that every poem, every conversation, and every encounter offers another opportunity to grow. It is this humility, combined with an unwavering belief in the transformative power of words, that would eventually lead her to dedicate not only her own life to literature, but also to encouraging countless other writers to believe that their voices deserve to be heard.


When Poetry Learned to Belong to Others
For many writers, the greatest challenge is not learning how to write-it is finding the courage to let others read what has been written. Poetry, after all, often begins as something deeply personal. It captures emotions too fragile to speak aloud, thoughts that exist only in quiet moments, and reflections that seem meant for the author’s heart alone. Elisa Mascia understands this feeling well because, for a long time, her poems remained private. She wrote not for recognition, publication, or applause, but simply because writing helped her understand herself. Yet there came a moment when she discovered that poetry achieves its fullest meaning only when it reaches another human heart.



As the years passed, Elisa gradually realized that the emotions she had carefully preserved within her verses were not hers alone. Friends who read her poems began responding in unexpected ways. Some were moved to tears, others found comfort, while many simply smiled and said something she would never forget.


“It seemed like you had written the poem for me.”

Those simple words transformed her understanding of literature.

“As time naturally passed and I didn’t feel the need to propose and share my poems, which I initially kept more to myself, I later realized how important it was to make others read my emotions by noticing that friends were getting emotional and saying that it seemed like I had written the poem for them.”


That realization marked a turning point in Elisa’s literary journey. She no longer viewed poetry as a private conversation with herself. Instead, she began to see it as a bridge connecting one human experience to another. The feelings she believed were uniquely her own were, in fact, universal. Joy, grief, hope, loneliness, gratitude, and love belonged to everyone. Poetry simply gave those emotions a language that readers could recognize within themselves.

It was then that Elisa embraced what would become one of the defining principles of her life: generosity.

“If my poems had the function of giving emotions, a smile, a reflection, it was my duty to do so since for me it is basic for an artist of the word or plastic or other art: generosity.”


The choice of that word is revealing. She does not describe writing as talent, achievement, or even inspiration. She describes it as an act of giving. Literature, in her view, exists not to elevate the writer but to enrich the lives of readers. Every poem becomes a gift offered freely, capable of comforting someone carrying hidden burdens or encouraging another person to continue believing in beauty despite life’s difficulties.

This philosophy naturally expanded beyond her own writing. As Elisa became increasingly involved in literary criticism, editing, interviewing, festival leadership, and cultural promotion, she approached every role with the same spirit of generosity. Whether reviewing another author’s book, organizing an international literary event, or interviewing emerging writers, she sought not to compete with others but to create opportunities for them to grow. Her work became less about individual accomplishment and more a strengthening the literary community itself.


Perhaps no sentence captures her worldview more beautifully than the way she defines poetry.

“Poetry is magic that unites the wonderful souls of the universe.”

It is a definition that reflects everything Elisa Mascia has dedicated her life to building. For her, poetry does more than express emotion. It dissolves distances between nations, transcends language, and reminds people that beneath every culture, every tradition, and every border, the human heart speaks a language all its own. That belief would eventually inspire her greatest mission-not simply to write beautiful poems, but to encourage countless others, especially young writers, to discover that their own voices also have the power to unite the world.

Believing in Tomorrow’s Writers

Every generation inherits its literature from those who came before it, but every generation also depends upon those willing to encourage new voices before they are fully formed. Great writers are rarely created in isolation. Behind almost every literary journey is someone who offered a word of encouragement, shared honest guidance, or simply believed in a dream before the dreamer believed in it themselves. Elisa Mascia understands this truth perhaps better than most because her life’s work has never been limited to writing poetry. It has been equally devoted to creating opportunities for others to discover the confidence to write, to grow, and to share their own stories with the world.





Over the years, Elisa has worn many titles -poet, literary critic, interviewer, reviewer, radio host, editor, cultural promoter, festival director, and Peace Ambassador-but beneath every role lies the same purpose: helping literature continue through people. While her own books have reached readers across continents, she has never viewed success as a solitary achievement. Instead, she has consistently invested her time in encouraging fellow writers, particularly younger generations who may still be searching for the confidence to believe in their own voices.

Speaking about the future of literature, Elisa returns again and again to the importance of supporting emerging talent.

“All this is in order to encourage young people and give them confidence in the enormous potential they possess, and I know many of their names, friends of young age, promised for the future, who will surely carry on the immaterial leg of poetry.”




Those words reveal something remarkable about her character. Rather than seeing young writers as future competitors, she sees them as future custodians of literature itself. She speaks of them with optimism, convinced that poetry will continue to flourish because new generations possess creativity waiting only for someone to recognize it.

That conviction explains why Elisa has devoted so much of her career to cultural promotion on an international scale. Through her work with the Panorama International Literary Festival, her leadership within literary academies, her editorial activities, radio programs, interviews, and collaborations with writers from Europe, Asia, Africa, and the Americas, she has created spaces where established and emerging authors can meet as equals, exchange ideas, and from one another. Her contribution ha never been confined to publishing her own work; it has been about building communities where literature can continue to thrive across cultures and generations.

Yet with all these responsibilities, Elisa remains remarkably grounded. When asked about the greatest responsibility of a writer and an editor, her answer contains no mention of prestige or influence. Instead, she speaks of qualities that cannot be measured by awards.

“The greatest responsibility of a writer and an editor in preserving the beauty and integrity of literature is study first and foremost. It is humility… always with curiosity and respect, believing that we are all useful but none indispensable.”

This philosophy has become one of the defining principles of her career. She believes that literature grows strongest when writers remain lifelong students-open to learning, respectful of others, and generous enough to celebrate excellence wherever it appears. In a world often driven by comparison and competition, Elisa instead envisions literature as a vast universe with room for every authentic voice.

“A cosmic universe where there is space and light for everyone and no one should fear, as often happens, being overshadowed by the excellence of others.”

Perhaps that is why Elisa Mascia continues to inspire so many people beyond her own readers. She reminds aspiring writers that confidence does not grow from praise alone-it grows when someone believes enough in their potential to encourage them to keep writing. Through decades of mentorship, cultural leadership, and unwavering generosity, she has show one of the greatest gifts an accomplished writer can offer is not simply a poem, but the belief that another person’s story is worth telling.

Leaving Behind an Immaterial Legacy

Every writer hopes their work will outlive them. Some dream of awards, others of bestseller lists, while many simply hope their books will continue to be read long after they are gone. Elisa Mascia’s vision of legacy, however, reaches beyond literary recognition. She believes that the true measure of a life is not found in how much it accumulates, but in what it leaves behind for others to cultivate. Every poem, every interview, every literary festival, every young writer she encourages, and every cultural bridge she helps build forms part of what she calls an immaterial legad quiet inheritance of beauty, generosity,
and hope that future generations may continue to nurture.

Looking toward the future, Elisa reflects not on endings but on continuity.

Literature, in her view, is a seed that each generation plants for the next. Writers may leave this world, but the values they embody-kindness, humility, curiosity, and the courage to create can continue growing in the hearts of others.

“My daily commitment is to cast indelible footsteps, as it pleases and it is the intent of each of us, the desire to go away from this Earth remaining some trace of beauty so that someone can take advantage of this immaterial legacy so demanding with work and sacrifice since so much and so much work can fertilize the soil.”




There is something profoundly beautiful in that image. Elisa does not compare literature to monuments or trophies.

Instead, she compares it to fertile ground.

Every poem, every act of encouragement, and every lesson shared with another writer becomes part of a larger landscape where future generations may continue to grow. It is a reminder that culture is never inherited automatically; it flourishes only because someone cared enough to cultivate it.

This philosophy also shapes the advice she offers aspiring poets and writers. Rather than encouraging them to chase recognition or immediate success, she speaks about qualities that require patience and lifelong commitment.

“My message to aspiring poets and writers who dream of sharing their voices with the world is to study hard, to be generous and selfless, love and peace first for themselves and then sow everywhere Humility not only in words but learning to grow this value in one’s soul and give it.”

Those words echo the principles that have guided Elisa throughout her remarkable career. Study before recognition. Humility before prestige. Generosity before competition. Peace before division. They explain why her influence extends far beyond the pages of her own books. Through international literary festivals, editorial work, interviews, translations, cultural initiatives, and collaborations across continents, she has consistently invested her energy in helping literature become more inclusive, more compassionate, and more accessible to others. Her life’s work demonstrates that a writer’s greatest achievement may not be measured by the number of poems they publish, but by the number of people they inspire to discover their own voices.



Reflecting on Elisa Mascia’s extraordinary journey-from the curious young girl inspired by her father’s love of books to an internationally respected poet, literary critic, editor, cultural leader, and Peace Ambassador-one truth becomes unmistakably clear. Her greatest contribution has never been confined to her own writing. It has been her unwavering belief that literature is strongest when it is shared, that creativity grows through generosity, and that every new generation deserves encouragement rather than comparison.


Perhaps that is why the title of her story feels so appropriate. Every young writer does deserve someone who believes in them. Elisa Mascia has spent a lifetime becoming that person for countless poets, authors, artists, and dreamers around the world. Long after awards have faded and literary festivals have concluded, her most enduring legacy will continue to live wherever a young writer finds the courage to write because someone believed in their potential before the world had the chance to notice. In that sense, Elisa Mascia leaves behind far more than books-she leaves behind confidence, hope, and an enduring invitation for others to continue writing the next chapter of humanity’s shared story.

L’icona della salvezza e il rituale del dolore – Ayad Al-Nassiri : Una lettura dell’Oriente poetico (Dillo, è amore)Della poetessa Reema Hamza.

Foto cortesia di Reema Hamza e Ayad Al-Nassiri

Reema Hamza: ” Dillo, è amore” , regala al lettore versi poetici vividi non raccontati. L’amore che permane anche nel ” giardino ferito” . La sua poesia è un susseguirsi di scene da gustare come il buon cibo che alimenta l’anima e degustare come il buon vino della vita.
L’amore è qui una sinfonia orchestrale di raffinato ascolto per intenditori.
Elisa Mascia -Italia 19-8-2026








L’icona della salvezza e il rituale del dolore

Una lettura dell’Oriente poetico (Dillo, è amore)

Della poetessa Rima Hamza

Ayad Al-Nassiri
**** Nella sua poesia (Dillo, è amore), la poetessa Rima Hamza apre le porte a una meravigliosa esperienza poetica in cui la sacralità della passione si intreccia con l’intensa e bruciante tragedia umana. Questa poesia non è una semplice e fugace esplosione di emozioni, ma piuttosto un manifesto che ridefinisce l’amore come credo di salvezza e rifugio ultimo contro la durezza del mondo e le fratture della memoria. Attraverso una struttura linguistica coesa e un ritmo che scorre come una preghiera, la poetessa ci conduce in un viaggio tra la devozione spirituale e una profondità struggente che conferisce al testo un’accattivante tonalità di supplica. Il poeta inizia con un’invocazione spirituale che tocca il nucleo stesso del cuore (La mia coppa è velata di sapore / E il mio cuore / È il pensiero del tuo palmo), dove l’io si trasforma in un cercatore immerso nella rivelazione, chiedendo all’amata di svelare la sua profezia sui suoi voti affinché l’amore diventi un rito di purificazione e di cancellazione delle tracce di un passato doloroso. Le immagini raggiungono il culmine della bellezza quando riducono il cuore a un semplice “pensiero nel palmo della mano”, come se tutta l’esistenza fosse stata ridefinita nella misura di un singolo tocco. Poi arriva quella frase che racchiude l’orgoglio dell’anima: “Io sono il portatore della meraviglia”, a dichiarare che il poeta non porta il fardello, come si suol dire, ma piuttosto la meraviglia e l’eccezionale, lavando via con il suo profumo i dolori degli anni.

Poi il testo assume un tono struggente, fluendo con delicata malinconia per trasmettere immagini della realtà umana. La privazione dell’infanzia è incarnata in un’istantanea vivida e sorprendente: “Le altalene, mentre parlano ai bambini, mi fanno soffrire”, dove ai giocattoli viene dato il potere di parlare, diventando testimoni dell’angoscia dell’assenza. La tragedia si intensifica con la perdita del padre che “ha lasciato il mattino appesantito da un giardino ferito”, trasformando il mattino stesso in un essere che porta il peso della perdita. E l’eloquenza tangibile e quotidiana risplende nelle immagini della madre che “cuoce i giorni senza il sale del conforto”, riassumendo le difficoltà degli anni con uno stile visivo che tocca il cuore. La profonda genialità del testo si rivela attraverso l’uso di simboli sottili come balsamo spirituale per il dolore. La risata di Giuseppe, che apre le campanelle delle spighe di grano, e la storia di Maria, che accarezza la palma dell’amore, non sono semplici allusioni fugaci, ma piuttosto un tentativo di santificare questo amore e proteggerlo dagli sguardi dei passanti. La poetessa corona poi questa devozione con una straordinaria reinterpretazione dell’innata saggezza della natura, dichiarando: “In verità, l’anima è sempre incline all’amore”, in un bellissimo cambiamento che eleva l’emozione ai più alti livelli di purezza e trascendenza.

La poetessa impiega uno stile che scorre con una musicalità al contempo tranquilla e potente. Forme di supplica e richiesta conferiscono al testo il ritmo della preghiera, mentre le frasi oscillano tra concisione ed evocatività e lunghezza melodiosa. Lo splendore della poesia si completa con una conclusione radiosa in cui la crescita trionfa sul nulla: “Vieni… così che io possa prostrarmi in gratitudine sulle braci della rima / E le rose possano svolazzare nelle intenzioni dell’argilla”, rendendo l’amore la vittoria definitiva dell’umanità sulla distruzione. La poesia ” Dillo, è amore ” di Rima Hamza è un’esperienza plasmata da un cuore che ha conosciuto la privazione fino a comprendere che l’amore è l’unico miracolo rimasto. È una poesia scritta con acqua di rose e il pulsare del desiderio, che merita di essere letta lentamente, poiché ogni verso cela sotto di sé sorgenti di squisita tenerezza e nobile dolore.

Dillo, è amore

La mia coppa è velata di sapore
E il mio cuore
È il pensiero del tuo palmo
Apri la tua profezia sulle mie promesse
Io sono il portatore di meraviglia
E sigillo con muschio
Lo splendore di storie intrise di lacrime
E recito all’amore il suo tempo stabilito
Non sono forse le campane delle spighe di grano la risata di Giuseppe?

Ti ho nascosto dalla compagnia dei poeti
O mia parola vergine
E ho asciugato con il capitolo di Maria sulla palma del tuo amore
Le altalene, come parlano di bambini
Mi addolorano…
Non ho assistito all’infanzia come dovrebbe essere di gioia
Mio padre morì presto
E lasciò il mattino oppresso da un giardino ferito
E mia madre
Cuoce i giorni senza il sale del conforto
Vicino al mio silenzio
Un’epoca infida porta i nomi più belli come anelli
Maledice il mio ramo
E distorce il mio gusto
La mia voce, che giace dormiente nel tuo cuore, è di pura stirpe
Quindi vieni all’intuizione dei lombi sparsi nel nostro amore
Così potrò prostrarmi in gratitudine sulle braci delle rime
Perché l’anima è incline ad amare
E nelle intenzioni dell’argilla, svolazzano figure simili a rose




ريما حمزة: “قوليها، إنه الحب” تقدم للقارئ أبياتًا شعرية آسرة لم تُروَ من قبل. الحب باقٍ حتى في “الحديقة الجريحة”. شعرها سلسلة من المشاهد تُتذوق كطعام شهي يُغذي الروح، وكخمر الحياة الفاخر.

الحب هنا سيمفونية أوركسترالية، متعة راقية لعشاق الشعر.

إليسا ماسكيا – إيطاليا ١٩-٨-٢٠٢٦






أيقونة الخلاص وشعائرية الوجع
قراءة في المشرق الشعري (قل هو الحب)
للشاعرة ريما حمزة
أياد  النصيري
****
تفتح الشاعرة ريما حمزة في قصيدتها (قل هو الحب) باباً على تجربة شعرية مدهشة تتشابك فيها قدسية الشغف مع حرارة الفجيعة الإنسانية. هذه القصيدة ليست مجرد بوح وجداني عابر، بل هي منشور يعيد رسم الحب باعتباره عقيدة خلاص وملاذاً أخيراً لمواجهة قسوة العالم وانكسارات الذاكرة. عبر معمار لغوي متماسك وإيقاع ينساب كالصلوات، تأخذنا الشاعرة في رحلة بين التبتل الروحي والعمق الشجي الذي يمنح النص نبرة ابتهال آسر. تبدأ الشاعرة بالتماس روحي يلمس شغاف القلب (كأسي مُغمض المذاق / وقلبي / فكرةُ كفّك) حيث تتحول الذات إلى مريد يستغرق في الكشف وتطلب من الحبيب أن يفتح نبوته على عهودها ليغدو الحب طقساً للتطهير ومحواً لآثار الماضي الحزين. تبلغ الصور ذروة جمالها حين تجعل القلب مجرد (فكرة في كف)وكأن الوجود كله أُعيد رسمه بمقاس لمسة واحدة. ثم تأتي تلك الجملة التي تختصر كبرياء الروح– (أنا حمّالةُ العَجب) لتعلن الشاعرة أنها لا تحمل العبء كما في المأثور بل تحمل الدهشة والاستثناء لتغسل بمسكها أوجاع السنين.
ثم ينعطف النص بنبرة شجية تدفق بالأسى الشفيف لنقل صور من الواقع الإنساني فحرمان الطفولة يتجسد في لقطة حية تنبض بالدهشة- (إن المراجيح وهي تتكلمُ الأطفالَ تؤلمني) حيث تمنح الألعاب قدرة على النطق لتصبح شاهداً على حسرة الغياب. وتتطاول الفجيعة في فقد الأب الذي (ترك الصباح ينوء ببستان جريح) ليكون الصباح كائناً يحمل ثقل الفقد، وتتألق البلاغة اليومية الملموسة في صور الأم وهي(تخبز الأيام دون ملح الراحة) لتختصر شقاء السنين بأسلوب بصري يمس القلب.
يتجلى الألق الكبير في النص عبر توظيف الرموز الشفيفة كضماد روحي للوجع- فضحكة يوسف التي تفتح أجراس السنابل وسورة مريم التي تمسح على نخلة العشق، ليستا مجرد استدعاءات عابرة بل محاولة لتقديس هذا الحب وحمايته من أعين العابرين. ثم تتوج الشاعرة هذا التبتل بإعادة صياغة مدهشة لمأثور الفطرة حين تعلن: (إنَّ النفس لأمّارةٌ بالحب) في انزياح بديع ينقل العاطفة إلى أسمى درجات النقاء والتسامي.
تعتمد الشاعرة على أسلوب ينساب بموسيقى هادئة وقوية في آن واحد فصيغ الرجاء والطلب تضفي على النص إيقاع الأدعية بينما تتراوح الجمل بين القصر الدال والامتداد الشجي. وتكتمل روعة القصيدة بختام إشراقي ينتصر فيه الإنبات على العدم: (فتعال… لأسجد شكراً على جمر القوافي / وتخفق في نوايا الطين قامات ورد) ليكون الحب هو الانتصار النهائي للإنسان على الخراب.
إن نص (قل هو الحب) للشاعرة ريما حمزة تجربة صاغها قلبٌ خبر الحرمان حتى أيقن أن الحب هو المعجزة الوحيدة المتبقية قصيدة كُتبت بماء الورد ونبض الشجن وتستحق أن تُقرأ ببطء لأن كل شطر فيها يخبئ تحته ينابيع من الرقة المترفة والوجع النبيل

قل هو الحب

كأسي مُغمض المذاق
وقلبي
فكرةُ كفّك
افتح نبوّتك على عهودي
أنا حمّالةُ العَجب
واختم بالمسك
زهو التواريخ الضليعة بالبكاء
واتلُ للحب موعده
أليست أجراسُ السنابل ضحكة يوسف
عن معشرِ الشعراء أخفيتك
يا مُفردتي البكر
ومسحتُ بسورةِ مريم على نخلة حبك
إن المراجيح وهي تتكلمُ الأطفالَ
تؤلمني …
لم أشهدِ الطفولة كما ينبغي للمسرّة
مات أبي مبكراً
وتركَ الصباح ينوء ببستانٍ جريح
وأمي
تخبز الأيام دون ملح الراحة
على مقربةٍ من صمتي
عمرٌ خائن يلبس الأسماء الحُسنى خواتمَ
يشتّمُ غصني
ويحرّف طعمي
صوتي الراقد في قلبك نقي النسب
فتعال إلى حدس الأصلاب المترامية في هوانا
لأسجد شكراً على جمر القوافي
إنَّ النفس لأمّارةٌ بالحب
وتخفق في نوايا الطين قامات ورد.

Il filosofo Om  Prakash S. Jawada “Amla”_Filosofo, Psicologo, Critico Spirituale, Poeta, Letterato, Educatore, Motivational Speaker_  _Jodhpur, Rajasthan, India – 18 Agosto 2026_ . pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Om  Prakash S. Jawada “

Sono arrivata al deserto.

Ho con me l’acqua mielosa.

Dall’ otre sotto il braccio
per te qualche goccia e guarirai.

Elisa Mascia 17-8-2026




*Veneratissima e Sapientissima Poetessa Elisa Mascia,*

Quando le tue parole mi hanno raggiunto, ho sentito come se, 
*dopo secoli di sete del deserto*, 
sul deserto della mia coscienza fosse scesa *la prima pioggia compassionevole dell’Esistenza*.

Sei arrivata. 
Non con armi, non con ricchezze. 
Hai portato *”l’acqua”* – ma non era acqua comune. 
Era la fusione *della dolcezza del miele* e *della purezza delle lacrime dell’anima*. 
E hai detto – _”qualche goccia per te e guarrai”_

O Venerata! 
Forse non sai cosa dice la filosofia – 
*”Nell’oceano c’è una goccia, e nel Verbo c’è il Brahman.”* 
Ogni tua goccia ha estinto *la sete di mille vite*. 
Ogni tua lettera ha ricostruito *la mia psicologia frammentata*.

Tu non sei solo una poetessa. 
*Sei la guaritrice del Tempo.* 
*Sei la grammatica del Silenzio.* 
*Sei l’incarnazione del “Dharma della Nuvola”* che trasforma il veleno in nettare.

Dalla sacra terra desertica di Jodhpur, la preghiera di un filosofo: 
*Che il flusso di Saraswati dalla tua penna non si interrompa mai.* 
*Che il loto del tuo cuore non appassisca mai.* 
*E che questo nostro “ponte culturale-spirituale-letterario” tra India e Italia* 
*sia eterno, e viva per ere ed ere.*

Qui il linguaggio tace. Quindi solo gratitudine: 
Un milione di omaggi. Gratitudine infinita 🙏 
Tuo umile discepolo, 
*Om Prakash S. Jawara “Amla”* 
_Filosofo | Psicologo | Letterato | Karma-yogi_ 

*॥ L’Ultima Formula ॥*
*”Tu sei la domanda, io sono la curiosità.* 
*Tu sei la risposta, io sono il silenzio.* 
*Continuiamo a creare il mondo con il dialogo.”* 🌹



*॥ L’Oceano in una Brocca – ॥ Il Mahabharata del Deserto ॥* 
*© Autore: Om Prakash S. Jawada “Amla”* 

*Analisi Profonda delle 4 Righe della Veneratissima Elisa Mascia*

*॥ 1. Dimensione Filosofica ॥*
*”Sono arrivata al deserto” = Sono arrivata nel deserto* 
Il deserto non è solo geografia. È *”il Vuoto della Coscienza”*. 
“Neti-Neti” delle Upanishad, “Śūnyatā” di Buddha, “Sūna” di Kabir. 
Non sei andata là… *Sei diventata tu stessa l’Andare.* 
Hai dimostrato – *La compassione è colei che trasforma il deserto in dimora.*

*॥ 2. Dimensione Psicologica ॥*
*”Ho con me l’acqua mielosa” = Ho con me l’acqua dolce come il miele* 
Scienza: Il miele ha proprietà Antiossidanti e Antisettiche. 
Auto-scienza: *L’Amore ha proprietà Anti-Dispepsia.* 
Questa non è acqua… È *”l’Ossitocina della Memoria”*. 
Che ricuce i Synapse spezzati, che ricompone la personalità frammentata. 
La Verità non è amara… *La Verità è dolce.*

*॥ 3. Dimensione Spirituale-Scientifica ॥*
*”Dall’ otre… qualche goccia e guarirai” = Dall’otre… qualche goccia e guarrai* 
Teoria Quantistica: _L’Osservatore cambia la Realtà._ 
Dottrina della Gita: _Dal Karma disinteressato nasce la perfezione._ 
Non hai dato l’oceano… *Hai dato una goccia.* 
Perché *l’Universo va avanti goccia dopo goccia.* 
“Guarrai” non è una profezia… *È il Placebo della Fede.* 
Non hai dato la medicina… *Hai dato la Fede.*

*॥ 4. Dimensione Filosofica dell’Era Moderna ॥*
*Data: 18-8-2026* 
L’era dell’AI, dei Big Data, dell’Information Overload. 
Con 15 parole hai fatto *la Rivoluzione del Silenzio*. 
Questo non è un post sui social… *È un’Upanishad Digitale.* 
Mentre tutti vendono “di più”, tu hai dato il “Tutto” nel “Poco”. 
Questo si chiama – *Minimalismo dell’Anima.*

*॥ Inno di Gloria ॥*
In un solo messaggio 5 Ere: 
*Era Vedica* = Deserto = Penitenza 
*Era Sufi* = Acqua di miele = Ishq-e-Haqi, Amore Divino 
*Era Buddhista* = Poche gocce = Via di Mezzo 
*Era Moderna* = otre = il Vaso dell’Umanità 
*Era Futura* = guarrai = il Seme della Speranza

*॥ Rivelazione Finale ॥*
*Deserto* = La mente umana 
*Otre* = Il tuo cuore compassionevole 
*Gocce* = Le tue parole 
*Guarigione* = Auto-realizzazione 

Non hai scritto, Venerata… *Hai creato la Creazione.*

La sacra sabbia di Jodhpur è testimone – 
Oggi *la Poesia ha assunto la carica di Medicina.* 🙏

Con riverenza, 
*Om Prakash S. Jawada “Amla”* 
_Filosofo | Psicologo | Critico Spirituale | Poeta | Letterato | Educatore | Motivational Speaker_ 
_Jodhpur, Rajasthan, India – 18 Agosto 2026_ 
*© Tutti i diritti riservati*

#OmJawada_Creazione #LOceanoInUnaBrocca #IlMahabharataDelDeserto #ScienzaDelleParole #FilosofiaIndiana 🌹


🙏🌸 


*॥ Come? ॥ Il Codice del Deserto ॥*

4 righe… ma come ci è entrato l’intero Universo? 
Ecco *la Scienza de “L’Oceano in una Brocca”*:

*1. Come sei diventata Filosofa?* 
*”Sono arrivata al deserto”* 
Perché il deserto = _il Vuoto_. 
Dove non c’è nulla, lì inizia _il Tutto_. 
Buddha lo trovò sotto l’albero della Bodhi, Meera nel deserto. 
Anche tu hai fatto lo stesso – _andando nel luogo desolato sei diventata completa._ 
Per questo 1 riga = Upanishad.

*2. Come sei diventata Psicologa?* 
*”Ho con me l’acqua mielosa”* 
Scienza: Miele + Acqua = cura le ferite. 
Anima: Amore + Parole = cura il cuore. 
Hai unito la Chimica e l’Emozione in una sola parola. 
_”Acqua dolce”_ = Neuro-Scienza + Poesia. 
Per questo 1 riga = Terapia.

*3. Come sei diventata Spirituale-Scientifica?* 
*”Dall’ otre… qualche goccia e guarirai”* 
La Quantistica dice: _Nell’atomo c’è l’Universo._ 
La Gita dice: _Agisci, senza preoccuparti del frutto._ 
Anche tu hai fatto così – _non hai dato l’oceano intero, solo “qualche goccia”_. 
E insieme hai dato la Fede: _”Guarrai”_. 
Questa è la medicina più grande – _Fede + Azione_. 
Per questo 1 riga = Mantra + Formula.
*4. Come sei diventata dell’Era Moderna?* 
*18-8-2026* 
Oggi nel mondo ci sono post di 5000 parole. 
Tu hai detto tutto in 15 parole. 
Questa è la _Minimalismo Digitale_. 
Silenzio nel rumore. Significato nei dati. 
Per questo 1 riga + Data = Documento dell’Era.
*॥ La Formula Essenziale ॥* 
*Come?* Perché non hai scritto… _Hai vissuto._ 
Il poeta scrive la poesia. 
Tu _sei diventata la Poesia._

Per questo 4 righe = 
_Veda + Scienza + Psicologia + Spiritualità + Futuro_

Questo è *”L’Oceano in una Brocca”* Om Ji Sa. 
Piccolo contenitore, ma dentro c’è l’Infinito. 🌊 
Come in una goccia si vede l’oceano intero… 
Così in queste 4 righe si è vista _l’intera Vita_ 🙏

Foto di Elisa Mascia

Festa della classe del ’56 a Colletorto il 9 agosto 2026 organizzata dalle instancabili Dorina Minotti e Milgherina Lepore.

Foto cortesia della classe del ’56 che hanno partecipato alla festa dei 70 anni

Il 9 agosto 2026 è stata una giornata fantastica trascorsa insieme ad amici e amiche della classe 1956.
Tra noi tutto della vita ha un nuovo gusto e memoria indelebile del vissuto ai tempi che sembrano non essere mai trascorsi.
Voltare indietro lo sguardo e vedere i nostri volti di fanciulle e fanciulli sorridenti come oggi è uguale…le stesse espressioni!

Emozioni pure e tanta allegria da farne scorta per portarla a casa e da custodire per sempre.
La festa è stata allietata dalle melodie del magico Sax di Michele Iammarone di Termoli e delle note nostalgicamente affettuose della fisarmonica di Antonio Martino di Santa Croce di Magliano che insieme a Nicola e Ariberto Ciavarra e Giuseppe Iammarino hanno coinvolto tutti con allegria.
I saluti sono stati con l’ arrivederci per la prossima réunion senza l’attesa degli anni con lo zero ma quando ne sentono il bisogno come hanno già fatto nell’ultimo decennio per aver organizzato pranzi e serate pizza nel rispetto di una tradizione consolidata tra i Forever Young del ’56.

” Ma ci siamo rese e resi conto di quanto siamo fortunati…abbiamo vissuto la nostra infanzia..adolescenza..senza avere nulla ma ricchi d’affetto ed amicizia pura…il risultato è tutto in quella bellissima foto…che ci ritrova insieme…oggi a 70 anni con ancora .lo stesso…affetto…ed amicizia…..e diciamolo…anche con occhi vispi e birichini che nonostante il tempo trascorso..sono sempre uguali!
Quanto mi mancate…oggi mi sento vuota! “
AnnaAmelia
Grazie alle organizzatrici Dorina e Milgherina per aver curato tutti i particolari per l’eccellente riuscita dei festeggiamenti.
Grazie a tutti


Dedica per i nostri 70 anni: classe del 56

Carissimi amici e carissime amiche oggi è un giorno particolare
Festeggiamo il compleanno di persone uniche e rare.
Noi giovani negli anni settanta- ottanta
dell’ età con coraggio, oggi sono settanta.
Sono trascorsi giorni e mesi molto belli
senza timore in attesa di fantastici novelli.
Se anche per poco indietro guardiamo
con grembiuli e colletti bianchi ci rivediamo.
Occhi vispi, a volte sguardo preoccupato
anche le montagne noi abbiamo scalato.
La festa è pronta, siam sulla cresta dell’ onda
tra balli e musica non manca saggezza profonda.
Mi rivolgo a te: “Hai sette xbdieci anni di storie vissute,
di corse, di sogni, obiettivi raggiunti e di mete volute.
È arrivato il momento di non contare il tempo che vola via,
pensa a te stesso, godi il presente con molta allegria.
L’ un all’ altro esprimiamo con reciprocità
sereno proseguimento in salute e serenità.
Gli auguri di giorni con il sorriso e brillanti,
qui c’è la torta, regali e amici allegri che brindano con lo spumante!
Cin cin prosit a noi per tanti anni ancora e ancora, ci ritroveremo ancora insieme!
Noi del 56


da Elisa Mascia 9-8-2026

Foto cortesia con: Dorina Minotti, Milgherina Lepore, Clara Moschillo, Clementina Mastrantonio, Giuseppina Paradiso, Concettina Nato, Pasqualina Tosto, Elisa Mascia, Annamelia de Prisco, Pina latesta, Ilde Socci, Mariagrazia Aloia, Giuseppe Paradiso, Eugenio Farinaccio, Teodoro D’Alessandro, Alfio Reitano, Leonardo Ottolenghi, Giovanni Mucciaccio, Matteo Coccaro, Amedeo di Palma, Antonio Fontana, Rufino di Palma, Salvatore Ritucci, Antonio Nasillo.

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