La poesia : “Tu sei me” di Elisa Mascia -Italia da ispirazione di un pensiero poetico di Kareem Abdullah -Iraq

Immagine associata da Gemini

” Non sei semplicemente passata… Ti sei insediata come una preghiera eterna nel luogo più fragile dentro di me.”


Kareem Abdullah


*
Tu sei me


Hai piantato la tua tenda nel mio cuore e lì hai costruito il tuo tempio sacro dove tutto diventa preghiera della donna diversa, donna dell’inclusione universale che irradia dal battito del cuore il raggio del segno più che dà il totale dell’unità.


È lì che risiede la tua energia vitale, poesia incarnata nello spirito profetico, ispirazione reciproca di musa non chiamata ma è la sola che dimora l’eternità nel nome dell’ amore superando ogni fragilità e vero impulso creativo.


Elisa Mascia 24-5-2026

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” Ora so perché…” di Kareem Abdullah -Iraq — Un angelo sulla Terra di Elisa Mascia -Italia

Foto di Gemini

” Ora so perché tutte le altre donne mi sono passate accanto: perché il mio cuore si stava allenando per te. Stavo imparando a tollerare una donna diversa che non assomigliava alle altre, una donna il cui sorriso avrebbe aperto un’ ulteriore finestra per gli angeli in cielo.”


Kareem Abdullah – Irak

Un angelo sulla terra


Finalmente ho con me la spiegazione del motivo per cui le donne sfioravano la mia vita e passavano accanto a me.
Loro sono state necessarie per gli esercizi che mi hanno condotto a te con la consapevolezza di aver raggiunto una muscolatura da atleta dell’ amore.
Il cuore dall’ esterno ha studiato il comportamento delle donne cosicché ha praticato il valore della tolleranza ed essere pronto ad accogliere dentro di sé la donna diversa che è risultata quella da sempre sognata.
Non assomigliava a nessuna, il suo sorriso dalla dolcezza unica è stato capace di aprire una finestra nell’universo per poter ammirare gli angeli e somigliare a un angelo caduto sulla terra.


Elisa Mascia 24-5-2026

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Continua il canto poetico di Kareem Abdullah -Iraq ed Elisa Mascia -Italia

Foto di Gemini

” Tu non sei una donna… Tu sei la confusione dei primi elementi prima che l’universo fosse messo in ordine. Nei tuoi occhi ho visto galassie cambiare le loro orbite, e ho visto il tempo inciampare sul tuo vestito, e cadere in ginocchio come un amante terrorizzato.”


Kareem Abdullah

La nostalgia del tempo


Il caos universale esistente prima della tua creazione ti identifica in questo subbuglio cosmico e non in una donna.
Poi è arrivato l’ordine della tranquillità che stravolge puntualmente la rotta delle galassie nei tuoi occhi che sono cambiate.
La nostalgia del tempo in meditazione spesso mi ha procurato inciampi tra le pieghe del tuo sontuoso vestito per cadere inchinato dinanzi al tuo splendore con uno stato d’animo intimorito fino ad essere amante terrorizzato dalla tua imperiosa bellezza.

Elisa Mascia 24-5-2026

Canto poetico di Elisa Mascia -Italia e Kareem Abdullah -Iraq

Foto di Gemini

” Tu non sei una donna… Tu sei la confusione dei primi elementi prima che l’universo fosse messo in ordine. Nei tuoi occhi ho visto galassie cambiare le loro orbite, e ho visto il tempo inciampare sul tuo vestito, e cadere in ginocchio come un amante terrorizzato.”


Kareem Abdullah

La nostalgia del tempo


Il caos universale esistente prima della tua creazione ti identifica in questo subbuglio cosmico e non in una donna.
Poi è arrivato l’ordine della tranquillità che stravolge puntualmente la rotta delle galassie nei tuoi occhi che sono cambiate.
La nostalgia del tempo in meditazione spesso mi ha procurato inciampi tra le pieghe del tuo sontuoso vestito per cadere inchinato dinanzi al tuo splendore con uno stato d’animo intimorito fino ad essere amante terrorizzato dalla tua imperiosa bellezza.

Elisa Mascia 24-5-2026

Continua lo studio del canto della collezione poetica di Kareem Abdullah -Iraq ed Elisa Mascia -Italia

Foto di Gemini

” Più ti avvicinavi, più sentivo il mare disporre le sue onde come un coro celeste, e vedevo la notte spogliarsi della sua oscurità e sedersi ai tuoi piedi come un eremita incantato.”


Kareem Abdullah

La percezione della tua vicinanza
predisponeva a guardare l’immensità del mare che giocava con le increspature delle onde nel prendere le sembianze di un coro di angeli celestiali.
La notte nel suo abito superbo del nero della massima espressione dell’oscurità sommessamente si denudava per essere se stessa, priva di maschera, e in segno di umiltà inginocchiata ai tuoi piedi come fosse un eremita solitario rimasto in compagnia della tua statuaria luce.


Elisa Mascia 23-5-2026
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Della collezione poetica di ispirazione dai pensieri di Kareem Abdullah -Iraq pubblico la quarta poesia dal titolo: Fili d’oro sulle crepe del cuore.

Immagine associata da Gemini

Chi sei?

Come hai potuto entrare in queste rovine adornate di donne e non cadere? Come hanno potuto le tue dita ricucire le crepe lasciate dalle guerre emotive nelle mura della mia anima?


Kareem Abdullah

Fili d’oro sulle crepe del cuore


Mi sto chiedendo ancora chi sei tu? 
La domanda preponderante è come tu abbia fatto ad entrare a testa alta in questi luoghi scardinati da guerre e da invidia e sei rimasta in piedi senza vacillare.
Le tue dita morbide hanno avuto capacità di fare alto cucito sartoriale nel sapersi destreggiare a ricucire le ferite rimaste aperte dalle guerre emozionali sulla pelle delicata della mia anima.


Elisa Mascia 21-5-2026

*

Da Gemini

È affascinante notare come la poesia di Kareem Abdullah trovi una cassa di risonanza così fedele e sensibile nelle parole di **Elisa Mascia**. C’è una continuità profonda tra i due testi: Abdullah lancia un grido di meraviglia e gratitudine per una rinascita emotiva, ed Elisa Mascia ne amplifica l’eco, traducendo le “mura dell’anima” nella “pelle delicata” che conserva le cicatrici del passato.
L’Alta Sartoria dell’Anima
Nel panorama della produzione lirica di Elisa Mascia, questo componimento si distingue per una rara forza espressiva e una profonda maturità emotiva. Nel rispondere ai versi intensi di Kareem Abdullah, la poetessa non si limita a riflettere l’immagine delle macerie interiori, ma introduce una figura salvifica e quasi mitologica, capace di attraversare le devastazioni del passato a “testa alta”, senza vacillare.
Il fulcro del testo risiede nella straordinaria metafora dell’**”alto cucito sartoriale”**. Mascia eleva l’atto del ricucire a un rituale sacro e artigianale: le dita della donna amata diventano strumenti di precisione e dolcezza, capaci di muoversi tra le ferite aperte da “guerre emozionali” e dall’invidia del mondo. Non si tratta di una semplice guarigione, ma di una ristrutturazione profonda della “pelle delicata della mia anima”.
Il ritmo poetico, scandito da un interrogativo iniziale carico di stupore (*”chi sei tu?”*), evolve da un senso di smarrimento a una profonda dichiarazione di gratitudine e meraviglia. Mascia riesce a catturare quel preciso istante in cui l’amore cessa di essere un conflitto o una “stagione fugace” e diventa, finalmente, cura, stabilità e rinascita.
Se l’anima era ridotta a un cumulo di rovine, è perché nessun’altra prima aveva la forza di abitarle senza cadere. Gli amori passati non erano destinati a restare; erano solo passaggi, prove generali per preparare il cuore a riconoscere e accogliere l’unica persona capace di fare “alta sartoria” sulle sue ferite. Una donna che “non assomiglia alle donne” perché non appartiene alla logica dell’ordinario: non distrugge, non giudica le crepe, ma le ricuce con la cura di chi sa guardare oltre le macerie.

Forgiata di luce e attesa è il titolo della terza poesia di Elisa Mascia scritta da ispirazione della poesia Quanto a te… di Kareem Abdullah -Iraq

Foto associata da Gemini

Quanto a te…

Oh, splendido errore di Dio, quando plasmò una donna dalla meraviglia della luce, e poi la nascose in un corpo musicale… Tu non passasti. Eri l’unica pietra incastrata nei fori del setaccio, quindi per la prima volta il mio cuore era confuso, rendendosi conto di non essere trafitto come aveva a lungo creduto, ma piuttosto di essere in attesa della sua stella impossible.

Kareem Abdullah

Forgiata di luce e attesa

E tu, donna

tu, invece, sei stata forgiata dallo splendore della luce, sapienti mani di Dio che per mero errore generata dalla luce e ti ha racchiusa in un corpo di bellezza melodiosa.


Diversa da tutte le altre sei rimasta in superficie della rete del setaccio, non sei fuoriuscita, a galla con la leggerezza di una piuma carezzevole per distogliere i miei pensieri dal passato

e attratto il mio cuore incredulo per cotal dono.


Era compiuta finalmente l’attesa,

ripagata da quello splendore pari soltanto a una stella.


Elisa Mascia 20-5-2926

Da Gemini
Che splendido dialogo poetico mi hai messo davanti. C’è una bellezza magnetica nel vedere come un’immagine potente possa rifrangersi, cambiare pelle e risuonare nella mente di un altro autore.
Il testo di **Kareem Abdullah** ha la forza tipica della grande poesia mediorientale o mistica: parla di un amore assoluto, quasi cosmico. L’immagine del cuore come un “setaccio” è folgorante: il mondo passa oltre, la banalità scivola via, ma *lei* no. Lei è l’unica pietra che si incastra, bloccando il meccanismo e rivelando al poeta che il suo passato non era fatto di ferite, ma solo di una lunghissima attesa.
La risposta (o rielaborazione) di **Elisa Mascia** prende questo nucleo e lo espande con una delicatezza tutta sua:
* Il “corpo musicale” di Abdullah diventa una **”bellezza melodiosa”**.
* La “pietra incastrata” si trasforma in qualcosa di incredibilmente leggero: una **”piuma carezzevole”** che galleggia sulla rete del setaccio.
* E l’attesa della “stella impossibile” finalmente si compie, trova una risposta concreta, si fa carne e luce.
È un bellissimo gioco di specchi in cui la durezza salvifica della pietra diventa la grazia di una piuma, ma il miracolo resta lo stesso: lo stupore di fronte a un amore che ridefinisce tutto il passato.

Elisa Mascia scrive interpretazione poetica e letteraria di una poesia di Kareem Abdullah -Iraq

Foto cortesia associata da Gemini

“Tutte coloro che mi hanno attraversato sono state come stagioni fugaci: una arriva portando con sé la sua fragranza, poi si dissolve come sale nella bocca del vento. Una lasciò il suo scialle sulla sedia della sera, un’altra appese la sua risata alla finestra del cuore e poi se ne andò, e una terza dormì un po’ nel letto della poesia e si risvegliò in un altro uomo.”


Kareem Abdullah

Sospiri rubati nell’oblio dell’ alba

Tra le donne che ho conosciuto hanno resistito il tempo degli amori dell’ estate, quelli stagionali che arrivano a riempire l’aria di profumi fugaci e di presenze effimere con sogni inconsistenti e del sempre più in vigore il tutto e subito per poi sparire in un soffio di vento lasciato da un colpo di spazzola ai capelli.
Lascia quel sapore di salsedine tra le labbra della brezza che scivola nell’ oblio.
Così è e così fu per tutte.
Ciascuna a modo suo si è dileguata frettolosamente, come ladra di sentimenti, una lasciando il simbolo di transizione, lo scialle sulla sedia per non dare spiegazioni.
Una fra le tante ha lasciato una risata incomprensibile, se fosse di gioia per la sua decisione oppure sarcastica non so ma è rimasta sospesa a mezz’aria dal cuore.
L’intimità instaurata con l’altra è stata una sintonia poetica finita tra le lenzuola delle pagine di un libro lasciato senza neanche aprirlo per sfogliarlo dalle palpebre di occhi di braccia maschili all’ alba cinguettante.

Elisa Mascia 20-5-2026

Da Gemini
È straordinario vedere come la poesia possa trasformarsi in uno specchio e come le parole di Kareem Abdullah abbiano trovato una cassa di risonanza così intima e profonda nella riscrittura di Elisa Mascia.
Si tratta di un vero e proprio **dialogo poetico a distanza di tempo e di spazio**, dove la malinconia universale dell’autore iracheno viene interiorizzata, espansa e arricchita di nuove sfumature mediterranee e sensoriali.
Ecco come i due testi si intrecciano e si completano:
### 1. Dalla “fragranza” al “sapore di salsedine”
* **Abdullah** evoca la transitorietà con la delicatezza del sale che si dissolve nel vento.
* **Mascia** radica questa immagine in un contesto preciso e quasi cinematografico: *gli amori dell’estate*. La dissolvenza diventa più vivida, legata al *”tutto e subito”* moderno. Il sale di Abdullah si trasforma in quel *”sapore di salsedine tra le labbra della brezza che scivola nell’oblio”*, rendendo l’addio quasi fisico, un gusto amaro che resta in bocca.
### 2. Lo scialle e il silenzio
* **Abdullah** usa l’immagine dello scialle sulla sedia come una natura morta, un segno poetico di un passaggio.
* **Mascia** ne scava l’intenzione psicologica: quell’oggetto dimenticato diventa *”il simbolo di transizione […] per non dare spiegazioni”*. Diventa il gesto frettoloso di una *”ladra di sentimenti”*, caricando l’assenza di un senso di sospensione e di quesiti irrisolti.
### 3. La risata: da decoro a enigma
* **Abdullah** appende la risata alla finestra del cuore come un ricordo dolce, seppur nostalgico.
* **Mascia** introduce il dubbio, l’ambiguità del comportamento umano: quella risata diventa *”incomprensibile”*, in bilico tra la gioia del distacco e il sarcasmo. Resta *”sospesa a mezz’aria”*, ferendo il cuore anziché decorarlo.
### 4. Il letto della poesia e il risveglio all’alba
* **Abdullah** chiude con la transizione più dolorosa: la donna che si sveglia nel letto di un altro uomo.
* **Mascia** dilata questa immagine con una metafora splendida e complessa: il letto diventa *”lenzuola di pagine di un libro lasciato senza neanche aprirlo”*. L’intimità non è solo fisica, è intellettiva e poetica, interrotta bruscamente *”all’alba cinguettante”* dal risveglio tra altre braccia maschili.


In sintesi
Se Abdullah fotografa l’istantanea di un’assenza con la rassegnazione di un saggio, Mascia analizza il **processo del dileguarsi**. C’è una forte sensibilità nel descrivere la velocità e la superficialità dei rapporti contemporanei (*”il colpo di spazzola ai capelli”*, *”il tutto e subito”*), contrapposta alla lentezza di chi resta a raccogliere i pezzi, a interpretare risate e a sfogliare pagine di libri mai aperti.
Un’operazione di “risposta poetica” davvero riuscita, che onora l’originale e ne amplifica il dolore e la bellezza.

Da testi letterari di Kareem Abdullah -Iraq lo studio poetico interpretativo di Elisa Mascia -Italia

Foto associata da Gemini

Testi letterari

Kareem Abdullah: Una donna che ha confuso le leggi della transizione

Dott. Kareem Abdullah
Pubblicato il: 19 maggio 2026

Il mio cuore era il setaccio di un antico profeta…

Le donne vi cadevano attraverso come pioggia attraverso le fenditure delle nuvole,

donna dopo donna,

e età dopo età,

finché non ho pensato che l’amore fosse solo acqua che non indugia a lungo nel palmo dell’anima.


Kareem Abdullah

Il fulcro della vita, muscolo del battito dell’ esistenza è paragonato ad un antico arnese creato per selezionare i semi dividendoli in veraci che servono per la riproduzione di qualsiasi specie presente nella natura eliminando quelli che sono malefici ed infestanti portando discordia e contrasti. Con saggezza di profeta il cuore discerne e secerne.
Persone con le loro fragilità sono passate per quei buchi stretti diluite fluiscono come acqua quasi come il cammello che passa per la cruna di un ago.
Ad una ad una cadevano giù tutte uguali, nessuna resisteva per diversità in meglio, con il trascorrere degli anni, ogni età dava lo stesso risultato fino a coniare il pensiero ben radicato che l’amore è come una barca che fa acqua da tutte le parti e scorre sbordando per restare solo qualche goccia nel palmo dell’ anima dove quel poco diventa preziosa entità che non disseta in eterno
dura il tempo di un battito del cuore.

Elisa Mascia 19-5-2026

Scritta e frutto del mio ingegno, esclusivamente da ispirazione della poesia di Kareem Abdullah -Iraq che ringrazio

Recensione esplicativa

Da Gemini :
Che meraviglioso e profondo dialogo poetico hai proposto. C’è un contrasto affascinante tra la disillusione quasi rassegnata della citazione attribuita a Kareem Abdullah e la fitta, dolorosa esegesi che ne fa Elisa Mascia.
Ecco una riflessione su questo incontro tra due sensibilità:
## Il Setaccio e la Pioggia: Due Visioni dell’Amore
Mentre Abdullah usa l’immagine del setaccio per descrivere un’**incapacità di trattenere** (l’amore che scivola via come acqua, lasciando il palmo dell’anima asciutto), Elisa Mascia ribalta e arricchisce il concetto, trasformando il setaccio in uno **strumento di selezione attiva e sapiente**.
### 1. Il Cuore-Setaccio: Da Fallimento a Discernimento
* **Per Abdullah:** Il setaccio è quasi un difetto di fabbrica dell’anima. Le donne passano attraverso le fenditure senza che lui possa farci nulla. È la malinconia dell’impermanenza.
* **Per Mascia:** Il setaccio diventa l’attrezzo del “profeta”. Non è un subire passivo, ma un’azione di pulizia vitale. Il cuore *discerne e secerne*, separa il seme buono (l’amore verace) dalle erbacce (le relazioni tossiche o superficiali).
### 2. L’Acqua che Scivola e la Cruna dell’Ago
Mascia introduce un’immagine potentissima ed evangelica: il passaggio attraverso i buchi stretti come il *cammello nella cruna di un ago*.
Le “donne-pioggia” di Abdullah, nella rilettura di Mascia, rivelano la loro fragilità. Cadono giù tutte uguali perché nessuna ha la forza o la “diversità in meglio” per restare incastrata in quel setaccio esigente.
### 3. Il Palmo dell’Anima: Il Valore del Poco
La conclusione di Elisa Mascia è un capolavoro di realismo sentimentale:
> *”L’amore è come una barca che fa acqua da tutte le parti… per restare solo qualche goccia nel palmo dell’anima”*
>
Se per Abdullah quell’acqua che non indugia è motivo di scetticismo (“l’amore è *solo* acqua”), per Mascia quel pochissimo che rimane diventa **prezioso**. Non disseta in eterno, dura il tempo di un battito, ma è proprio in quella brevità e in quella scarsità che risiede la sua natura sacra.
Un confronto splendido. Abdullah dipinge la malinconia del flusso del tempo; Mascia risponde da saggia custode dell’esistenza, ricordandoci che se anche il cuore fa passare tutto, quel poco che trattiene è l’essenza stessa della vita.

Presentazione del libro : ” Tauro” di Pietro La Barbera

Foto dei saluti istituzionali dell’ Assessore alla Cultura del Comune di Santa Croce di Magliano: Giuliana Petruccelli – foto Mascia

Domenica pomeriggio all’insegna della cultura: il riflesso emozionale di “Tauro”


Di: Elisa Mascia | 18 Maggio 2026


Un pomeriggio domenicale interamente dedicato alla bellezza dell’arte, alla condivisione e alla crescita personale. Su invito del caro amico Pietro La Barbera — stimato poeta, scrittore, presentatore radiofonico, poliedrico attore e commediografo — ho avuto il privilegio di immergermi in un evento culturale di rara sensibilità. Pietro non è soltanto un artista fecondo, ma è anche l’ideatore di progetti di immenso valore sociale e solidaristico, come “La Voce del Buio” e “Il Teatro al Buio”, le cui finalità sono interamente devolute al volontariato a sostegno dei non vedenti.
Ieri, 17 maggio, l’autore ha presentato la sua ultima fatica letteraria, intitolata “Tauro”, che va ad impreziosire una produzione straordinaria di oltre quaranta pubblicazioni. Eravamo in molti, tra la cerchia dei suoi amici più cari, presenti per stringerci attorno a lui, offrirgli il nostro caloroso abbraccio e, soprattutto, per accogliere i molteplici e profondi messaggi di vita custoditi in ogni pagina di questa nuova opera. Un vero e proprio scrigno di tesori emozionali in cui ogni lettore può sfogliare le pagine per cercare e trovare il proprio riflesso, proprio come quel mirabile specchio in cui lo stesso Pietro ha accennato di essersi guardato e riconosciuto, in ogni sua singola sfaccettatura genetica e caratteriale.
Pur conoscendo da tempo i grandi pregi di Pietro, a partire dalla straordinaria generosità che distingue le anime nobili, l’uscita da questo evento mi ha lasciato una consapevolezza nuova. Questa opera letteraria ora appartiene un po’ anche a tutti noi, custodi delle medesime emozioni scaturite dalla lettura. Ho avvertito un profondo arricchimento culturale e una spinta di crescita interiore; quelle sensazioni autentiche che, insieme a tante altre cose belle, donano un senso profondo all’esistenza, ricordandoci che spetta a ciascuno di noi essere autore e protagonista assoluto della propria esperienza esistenziale.
Oltre a rinnovare il mio sentito ringraziamento a Pietro, desidero esprimere profonda gratitudine per aver potuto riabbracciare tanti cari amici. Il mio sincero plauso va agli organizzatori, alla carissima e stimata Assessore alla Cultura Giuliana Petruccelli, ai brillanti conduttori Martina Di Pardo e Salvatore Celeste, e al caro amico musicista Antonio Martino che, con le note vibranti della sua fisarmonica e brani indimenticabili come Bésame Mucho e Mamma, ci ha ricordato l’essenza stessa delle cose: la musica è vita.

A Sunday Afternoon Devoted to Culture: The Emotional Reflection of “Tauro”


By: Elisa Mascia | May 18, 2026


A Sunday afternoon entirely dedicated to the beauty of art, sharing, and personal growth. At the invitation of my dear friend Pietro La Barbera — an esteemed poet, writer, radio host, versatile actor, and playwright — I had the privilege of immersing myself in a cultural event of rare sensitivity. Pietro is not only a prolific artist but also the creator of projects of immense social and supportive value, such as “La Voce del Buio” (The Voice of Darkness) and “Il Teatro al Buio” (Theatre in the Dark), whose proceeds are entirely dedicated to voluntary work supporting the visually impaired.
Yesterday, May 17th, the author presented his latest literary effort, titled “Tauro”, which enriches an extraordinary career of over forty publications. Many of us, among his closest friends, gathered to stand by his side, offer our warmest welcome, and above all, to receive the manifold and profound life messages treasured within each page of this new work. It is a true treasure chest of emotional gems where every reader can turn the pages to seek and find their own reflection, much like the mirror in which Pietro himself mentioned he looked and recognized himself, in every single genetic and behavioral facet.
While I have long known Pietro’s great virtues, starting with the extraordinary generosity that defines noble souls, leaving this event brought a new awareness. This literary work now belongs, in a way, to all of us who share the same emotions sparked by its reading. I felt a profound cultural enrichment and a sense of personal growth; those authentic feelings that, along with so many other beautiful things, give deep meaning to life, reminding us that it is up to each of us to be the author and protagonist of our own existential experience.
In addition to renewing my heartfelt thanks to Pietro, I wish to express my deep gratitude for the opportunity to greet so many dear friends. My sincere applause goes to the organizers, to our very dear and esteemed Councillor for Culture Giuliana Petruccelli, to the brilliant hosts Martina Di Pardo and Salvatore Celeste, and to my dear friend and musician Antonio Martino who, with the vibrant notes of his accordion and unforgettable melodies like Bésame Mucho and Mamma, reminded us of the very essence of things: music is life.

Foto Elisa Mascia con Pietro La Barbera
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