Il giornalista Antonio Ma-at presenta Elisa Mascia in una intervista esclusiva

Foto cortesia di Antonio Ma-at ed Elisa Mascia

hellenicmediagroup.com

Elisa Mascia: Perché ogni giovane scrittore merita qualcuno che creda in lui.

di Antonio Ma-at – 17 agosto 2026

“La poesia è la magia che unisce le anime meravigliose dell’universo.” – Elisa Mascia

Ogni scrittore ha un inizio, ma non ogni inizio preannuncia il futuro. Alcuni nascono in città vivaci, circondati da biblioteche e circoli letterari, mentre altri scoprono silenziosamente la parola scritta tra le mura di una casa ordinaria. Spesso tutto inizia con un semplice momento: un libro preferito, una conversazione significativa o il silenzioso esempio di qualcuno che crede che la lettura possa cambiare una vita. Questi momenti apparentemente ordinari diventano le fondamenta su cui si costruiscono viaggi straordinari. Per la poetessa, giornalista, critica letteraria, conduttrice radiofonica, promotrice culturale e Ambasciatrice di Pace italiana Elisa Mascia, la letteratura non è nata come ambizione di riconoscimento. È nata come un amore profondamente personale per le parole, nutrito dalla curiosità, dall’immaginazione e dall’influenza duratura della famiglia.

Nata il 13 aprile 1956 a Santa Croce di Magliano, in Italia, e ora residente a San Giuliano di Puglia, Elisa è cresciuta circondata da valori che incoraggiavano l’apprendimento e la creatività. Fin da bambina, si è sentita naturalmente attratta dall’espressione artistica. Recitazione, lettura, poesia e letteratura sono diventate più che semplici hobby: sono diventate il linguaggio attraverso cui esplorava il mondo. Ripensandoci, attribuisce a un’influenza discreta, più di ogni altra, quella di suo padre, la cui abitudine di tenere sempre un libro in mano durante il tempo libero ha lasciato un’impronta indelebile nella sua giovane mente.

“Fin da bambina, ho avuto una forte predisposizione creativa per la recitazione, la scrittura poetica e letteraria, ma anche per la lettura, forse anche grazie all’esempio di mio padre, che aveva sempre un libro tra le mani durante il tempo libero.”

Quell’amore precoce per la letteratura non si è mai affievolito. Al contrario, si è evoluto in una straordinaria carriera internazionale che oggi va ben oltre la poesia stessa. Elisa è diventata una prolifica scrittrice, docente, conduttrice radiofonica, critica letteraria, poetessa bilingue, intervistatrice, declamatrice, editrice e promotrice culturale, dedicando la sua vita non solo alla creazione letteraria, ma anche alla sua diffusione in diverse culture. Ricopre ruoli di leadership in numerose organizzazioni letterarie internazionali, tra cui il Panorama International Literary Festival, sostenuto dall’UNESCO, dove ha coordinato e diretto edizioni globali che riuniscono scrittori provenienti da tutto il mondo. È inoltre Accademica Immortale, Coordinatrice per l’Italia, Direttrice Comunicazione ed Eventi, Ambasciatrice di Pace e collaboratrice attiva di accademie internazionali, movimenti letterari e istituzioni culturali impegnate nella promozione del dialogo attraverso la letteratura.

Nonostante questi traguardi impressionanti, Elisa parla del suo lavoro con una sorprendente umiltà. Piuttosto che definire la letteratura una professione, la descrive come un servizio.

“Per me, lavorare alla promozione culturale in tutto il mondo è fondamentale. Dà un vero significato alle mie giornate. Sento il bisogno di pensare prima agli altri e poi a me stessa, e lo faccio volentieri, con spirito di altruismo e fratellanza.”

Queste parole rivelano la filosofia che l’ha guidata per decenni al servizio della letteratura. Il successo, per Elisa, non si è mai misurato con il numero di libri scritti o i premi ricevuti. Piuttosto, lo misura con le opportunità che crea per gli altri, le amicizie che la letteratura ispira e le comunità che si rafforzano grazie alla creatività condivisa.

La sua voce poetica, spiega, continua a evolversi attraverso un apprendimento costante.

“La mia ispirazione poetica è in continua evoluzione e studio quotidianamente per acquisire uno stile poetico dai versi con maggiore ampiezza e interpretazione, anche tra le righe e negli spazi che non sono mai vuoti.”

Questo impegno per l’apprendimento permanente è forse una delle caratteristiche distintive di Elisa Mascia. Anche dopo decenni di riconoscimenti internazionali, rimane prima di tutto una studentessa di letteratura, una persona che crede che ogni poesia, ogni conversazione e ogni incontro offrano un’ulteriore opportunità di crescita. È questa umiltà, unita a una fede incrollabile nel potere trasformativo delle parole, che l’avrebbe infine portata a dedicare non solo la propria vita alla letteratura, ma anche a incoraggiare innumerevoli altri scrittori a credere che le loro voci meritano di essere ascoltate.

Quando la poesia ha imparato ad appartenere agli altri

Per molti scrittori, la sfida più grande non è imparare a scrivere, ma trovare il coraggio di lasciare che gli altri leggano ciò che hanno scritto. La poesia, dopotutto, spesso nasce come qualcosa di profondamente personale. Cattura emozioni troppo fragili per essere espresse a voce alta, pensieri che esistono solo nei momenti di quiete e riflessioni che sembrano destinate unicamente al cuore dell’autore. Elisa Mascia comprende bene questa sensazione perché, per lungo tempo, le sue poesie sono rimaste private. Non scriveva per il riconoscimento, la pubblicazione o gli applausi, ma semplicemente perché scrivere l’aiutava a capire se stessa. Eppure, arrivò un momento in cui scoprì che la poesia raggiunge il suo significato più profondo solo quando tocca il cuore di un altro essere umano.

Con il passare degli anni, Elisa si rese gradualmente conto che le emozioni che aveva accuratamente custodito nei suoi versi non erano solo sue. Gli amici che leggevano le sue poesie iniziarono a reagire in modi inaspettati. Alcuni si commuovevano fino alle lacrime, altri trovavano conforto, mentre molti semplicemente sorridevano e dicevano qualcosa che non avrebbe mai dimenticato.

“Sembrava che avessi scritto la poesia per me.”

Quelle semplici parole trasformarono la sua comprensione della letteratura.

“Col tempo, non sentendo più il bisogno di proporre e condividere le mie poesie, che inizialmente tenevo più per me, mi resi conto di quanto fosse importante far sì che gli altri leggessero le mie emozioni, notando che gli amici si emozionavano e dicevano che sembrava avessi scritto la poesia per loro.”

Quella consapevolezza segnò una svolta nel percorso letterario di Elisa. Non considerava più la poesia come una conversazione privata con se stessa. Iniziò invece a vederla come un ponte che collegava un’esperienza umana all’altra. I sentimenti che credeva fossero unicamente suoi erano, in realtà, universali. Gioia, dolore, speranza, solitudine, gratitudine e amore appartenevano a tutti. La poesia semplicemente dava a quelle emozioni un linguaggio che i lettori potevano riconoscere in se stessi.

Fu allora che Elisa abbracciò quello che sarebbe diventato uno dei principi cardine della sua vita: la generosità.

“Se le mie poesie avevano la funzione di suscitare emozioni, un sorriso, una riflessione, era mio dovere farlo, poiché per me è fondamentale per un artista della parola, della plastica o di qualsiasi altra forma d’arte: la generosità.”

La scelta di questa parola è rivelatrice. Non descrive la scrittura come talento, successo o persino ispirazione. La descrive come un atto di donazione. La letteratura, a suo avviso, non esiste per elevare lo scrittore, ma per arricchire la vita dei lettori. Ogni poesia diventa un dono offerto liberamente, capace di confortare chi porta un fardello nascosto o di incoraggiare un’altra persona a continuare a credere nella bellezza nonostante le difficoltà della vita.

Questa filosofia si estese naturalmente oltre la sua attività di scrittrice. Man mano che Elisa si impegnava sempre più nella critica letteraria, nell’editing, nelle interviste, nell’organizzazione di festival e nella promozione culturale, affrontava ogni ruolo con lo stesso spirito di generosità. Che si trattasse di recensire il libro di un altro autore, di organizzare un evento letterario internazionale o di intervistare scrittori emergenti, non cercava di competere con gli altri, ma di creare opportunità di crescita per loro. Il suo lavoro divenne meno incentrato sul successo individuale e più sul rafforzamento della comunità letteraria stessa.

Forse nessuna frase cattura la sua visione del mondo più splendidamente del modo in cui definisce la poesia.

“La poesia è magia che unisce le anime meravigliose dell’universo.”

È una definizione che riflette tutto ciò a cui Elisa Mascia ha dedicato la sua vita. Per lei, la poesia fa più che esprimere emozioni. Dissolve le distanze tra le nazioni, trascende il linguaggio e ricorda alle persone che al di sotto di ogni cultura, ogni tradizione e ogni confine, il cuore umano parla un linguaggio tutto suo. Questa convinzione avrebbe poi ispirato la sua più grande missione: non semplicemente scrivere belle poesie, ma incoraggiare innumerevoli altre persone, soprattutto giovani scrittori, a scoprire che anche le loro voci hanno il potere di unire il mondo.

Credere negli scrittori di domani

Ogni generazione eredita la propria letteratura da chi l’ha preceduta, ma ogni generazione dipende anche da coloro che sono disposti a incoraggiare nuove voci prima che si formino completamente. I grandi scrittori raramente nascono in isolamento. Dietro quasi ogni percorso letterario c’è qualcuno che ha offerto una parola di incoraggiamento, condiviso una guida sincera o semplicemente creduto in un sogno prima ancora che il sognatore ci credesse. Elisa Mascia comprende questa verità forse meglio di molti altri, perché il suo lavoro non si è mai limitato alla scrittura di poesie. Si è dedicata con la stessa intensità a creare opportunità per gli altri, affinché scoprissero la fiducia necessaria per scrivere, crescere e condividere le proprie storie con il mondo.

Nel corso degli anni, Elisa ha ricoperto molti ruoli: poetessa, critica letteraria, intervistatrice, conduttrice radiofonica, editrice, promotrice culturale, direttrice di festival e ambasciatrice di pace.

Nel corso degli anni, Elisa ha ricoperto molti ruoli: poetessa, critica letteraria, intervistatrice, recensore, conduttrice radiofonica, editrice, promotrice culturale, direttrice di festival e ambasciatrice di pace. Ma dietro ogni ruolo si cela lo stesso scopo: contribuire a perpetuare la letteratura attraverso le persone. Sebbene i suoi libri abbiano raggiunto lettori in tutto il mondo, non ha mai considerato il successo come un traguardo personale. Al contrario, ha sempre dedicato il suo tempo a incoraggiare altri scrittori, in particolare le giovani generazioni che potrebbero essere ancora alla ricerca della fiducia necessaria per credere nella propria voce.

Parlando del futuro della letteratura, Elisa torna più volte sull’importanza di sostenere i talenti emergenti.

“Tutto questo per incoraggiare i giovani e dare loro fiducia nell’enorme potenziale che possiedono. Conosco molti di loro, amici d’infanzia, promesse del futuro, che sicuramente porteranno avanti la linfa vitale della poesia.”

Queste parole rivelano qualcosa di straordinario sul suo carattere. Invece di vedere i giovani scrittori come futuri concorrenti, li considera i futuri custodi della letteratura stessa. Ne parla con ottimismo, convinta che la poesia continuerà a fiorire perché le nuove generazioni possiedono una creatività che aspetta solo di essere riconosciuta.

Questa convinzione spiega perché Elisa abbia dedicato gran parte della sua carriera alla promozione culturale a livello internazionale. Attraverso il suo lavoro con il Panorama International Literary Festival, la sua leadership all’interno delle accademie letterarie, le sue attività editoriali, i programmi radiofonici, le interviste e le collaborazioni con scrittori provenienti da Europa, Asia, Africa e Americhe, ha creato spazi in cui autori affermati ed emergenti possono incontrarsi alla pari, scambiarsi idee e imparare gli uni dagli altri. Il suo contributo non si è mai limitato alla pubblicazione delle proprie opere; il suo obiettivo è sempre stato quello di costruire comunità in cui la letteratura possa continuare a prosperare attraverso culture e generazioni.

Eppure, nonostante tutte queste responsabilità, Elisa rimane straordinariamente con i piedi per terra. Quando le viene chiesto quale sia la più grande responsabilità di uno scrittore e di un editore, la sua risposta non menziona il prestigio o l’influenza. Parla invece di qualità che non si possono misurare con i premi.

“La più grande responsabilità di uno scrittore e di un editore nel preservare la bellezza e l’integrità della letteratura è innanzitutto lo studio. È l’umiltà… sempre con curiosità e rispetto, credendo che siamo tutti utili ma nessuno indispensabile.”

Questa filosofia è diventata uno dei principi cardine della sua carriera. Crede che la letteratura si rafforzi al massimo quando gli scrittori rimangono studenti per tutta la vita: aperti all’apprendimento, rispettosi degli altri e abbastanza generosi da celebrare l’eccellenza ovunque essa si manifesti. In un mondo spesso dominato dal confronto e dalla competizione, Elisa immagina invece la letteratura come un vasto universo con spazio per ogni voce autentica.

“Un universo cosmico dove c’è spazio e luce per tutti e nessuno dovrebbe temere, come spesso accade, di essere oscurato dall’eccellenza altrui.”

Forse è per questo che Elisa Mascia continua a ispirare così tante persone, ben oltre i suoi lettori. Ricorda agli aspiranti scrittori che la fiducia non nasce solo dagli elogi, ma quando qualcuno crede abbastanza nel loro potenziale da incoraggiarli a continuare a scrivere. Attraverso decenni di tutoraggio, leadership culturale e incrollabile generosità, ha dimostrato che uno dei doni più grandi che uno scrittore affermato possa offrire non è semplicemente una poesia, ma la convinzione che la storia di un’altra persona meriti di essere raccontata.

Lasciare un’eredità immateriale

Ogni scrittore spera che la propria opera gli sopravviva. Alcuni sognano premi, altri le classifiche dei bestseller, mentre molti sperano semplicemente che i loro libri continuino a essere letti a lungo dopo la loro scomparsa. La visione di eredità di Elisa Mascia, tuttavia, va oltre il riconoscimento letterario. Crede che la vera misura di una vita non si trovi in ​​quanto accumula, ma in ciò che lascia in eredità affinché altri possano coltivarlo. Ogni poesia, ogni intervista, ogni festival letterario, ogni giovane scrittore che incoraggia e ogni ponte culturale che contribuisce a costruire fanno parte di ciò che Elisa definisce un’eredità immateriale un dono silenzioso di bellezza, generosità e speranza che le generazioni future potranno continuare a coltivare.

Guardando al futuro, Elisa riflette non sulle conclusioni, ma sulla continuità.

La letteratura, a suo avviso, è un seme che ogni generazione pianta per la successiva. Gli scrittori possono lasciare questo mondo, ma i valori che incarnano – gentilezza, umiltà, curiosità e il coraggio di creare – possono continuare a crescere nei cuori degli altri.

“Il mio impegno quotidiano è quello di lasciare un’impronta indelebile, come più mi piace, ed è l’intento di ognuno di noi, il desiderio di lasciare questa Terra con una traccia di bellezza, affinché qualcuno possa beneficiare di questa eredità immateriale, così esigente in termini di lavoro e sacrificio, poiché tanto, tanto lavoro può fertilizzare il terreno.”

C’è qualcosa di profondamente bello in quell’immagine. Elisa non paragona la letteratura a monumenti o trofei.

La paragona piuttosto a un terreno fertile.

Ogni poesia, ogni atto di incoraggiamento e ogni lezione condivisa con un altro scrittore diventano parte di un paesaggio più ampio in cui le generazioni future potranno continuare a crescere. È un promemoria del fatto che la cultura non si eredita mai automaticamente; fiorisce solo perché qualcuno si è preso la briga di coltivarla.

Questa filosofia plasma anche i consigli che offre agli aspiranti poeti e scrittori. Invece di incoraggiarli a inseguire il riconoscimento o il successo immediato, parla di qualità che richiedono pazienza e impegno per tutta la vita.

“Il mio messaggio agli aspiranti poeti e scrittori che sognano di condividere la propria voce con il mondo è di studiare sodo, di essere generosi e altruisti, di amare e portare la pace prima di tutto per se stessi e poi di seminare ovunque umiltà non solo a parole, ma imparando a coltivare questo valore nella propria anima e a donarlo.

Queste parole riecheggiano i principi che hanno guidato Elisa nel corso della sua straordinaria carriera. Studiare prima del riconoscimento. Umiltà prima del prestigio. Generosità prima della competizione. Pace prima della divisione. Spiegano perché la sua influenza si estende ben oltre le pagine dei suoi libri. Attraverso festival letterari internazionali, lavoro editoriale, interviste, traduzioni, iniziative culturali e collaborazioni transcontinentali, ha costantemente investito le sue energie per rendere la letteratura più inclusiva, più compassionevole e più accessibile agli altri. Il suo lavoro dimostra che il più grande risultato di uno scrittore non si misura dal numero di poesie pubblicate, ma dal numero di persone che ispira a scoprire la propria voce.

Riflettendo sullo straordinario percorso di Elisa Mascia – da curiosa ragazzina ispirata dall’amore per i libri del padre a poetessa, critica letteraria, editrice, figura di spicco nel panorama culturale e ambasciatrice di pace di fama internazionale – una verità emerge con chiarezza. Il suo contributo più grande non si è mai limitato alla sua attività di scrittrice. È stata la sua incrollabile convinzione che la letteratura sia più forte quando viene condivisa, che la creatività fiorisca attraverso la generosità e che ogni nuova generazione meriti incoraggiamento piuttosto che paragoni.

Forse è per questo che il titolo della sua storia appare così appropriato. Ogni giovane scrittore merita qualcuno che creda in lui. Elisa Mascia ha dedicato la sua vita a diventare quella persona per innumerevoli poeti, autori, artisti e sognatori in tutto il mondo. Molto tempo dopo che i premi saranno svaniti e i festival letterari si saranno conclusi, la sua eredità più duratura continuerà a vivere ovunque un giovane scrittore trovi il coraggio di scrivere, perché qualcuno ha creduto nel suo potenziale prima ancora che il mondo avesse la possibilità di accorgersene.  In questo senso, Elisa Mascia lascia in eredità molto più che semplici libri: lascia in eredità fiducia, speranza e un invito duraturo affinché altri continuino a scrivere il prossimo capitolo della storia condivisa dell’umanità.
La sua eredità più duratura continuerà a vivere ovunque un giovane scrittore trovi la forza di scrivere perché qualcuno ha creduto in lei.


hellenicmediagroup.com

Elisa Mascia: Why Every Young Writer Deserves Someone Who Believes in Them

by Antonio Ma-at – Αυγούστου 17, 2026

“Poetry is magic that unites the wonderful souls of the universe.”-

Elisa Mascia


Every writer has a beginning, but not every beginning announces the future. Some are born in bustling cities surrounded by libraries and literary circles, while others quietly discover the written word within the walls of an ordinary home. It often starts with a simple moment-a favorite book, a meaningful conversation, or the quiet example of someone who believes that reading can change a life. Those seemingly ordinary moments become the foundation upon which extraordinary journeys are built. For Italian poet, journalist, literary critic, broadcaster, cultural promoter, and Peace Ambassador Elisa Mascia, literature did not begin as an ambition for recognition. It began as a deeply personal love for words, nurtured by curiosity, imagination, and the enduring influence of family.
10:50

X

hellenicmediagroup.com

influence of family.


Born on April 13, 1956, in Santa Croce di Magliano, Italy, and now residing in San Giuliano di Puglia, Elisa grew up surrounded by values that encouraged learning and creativity. Even as a child, she found herself naturally drawn to artistic expression. Acting, reading, poetry, and literature became more than hobbies-they became the language through which she explored the world. Looking back, she credits one quiet influence above all others: her father, whose habit of always holding a book during his free time left a lasting impression on her young mind.

“Since I was a child, I have had strong creative skills to be attracted to acting and poetic and literary writing, but also to reading, perhaps also due to the example of my father, who always had a book in his hands during his free time.”


That early love for literature never faded. Instead, it evolved into a remarkable international career that today spans far beyond poetry itself. Elisa has become a prolific writer, lecturer, radio host, reviewer, bilingual poet, literary critic, interviewer, declaimer, editor, and cultural promoter, dedicating her life not only to creating literature but also to helping it flourish across cultures. She serves in leadership roles within numerous international literary organizations, including the Panorama International Literary Festival, supported by UNESCO, where she has coordinated and directed global editions that bring together writers from around the world. She is also an Immortal Academician, Coordinator for Italy, Communications and Events Director, Peace Ambassador, and active collaborator with international academies, literary movements, and cultural institutions devoted to promoting dialogue through literature.


Yet despite these impressive accomplishments, Elisa speaks about her work with striking humility. Rather than describing literature as a profession, she describes it as a service.


“For me, working on cultural promotion around the world is essential. It’s giving real meaning to my days. I feel the need to think first about others and then about myself, and I do so willingly with a spirit of altruism and brotherhood.”

Those words reveal the philosophy that has guided her throughout decades of literary service. Success, for Elisa, has never been measured by the number of books she has written or the awards she has received. Instead, she measures it by the opportunities she creates for others, the friendships literature inspires, and the communities that grow stronger through shared creativity.


Her poetic voice, she explains, continues to evolve through constant learning.

“My poetic inspiration is always evolving and I study daily to acquire a poetic style from verses with greater breadth and interpretation, even between the lines and in spaces that are never empty.”

That commitment to lifelong learning may be one of Elisa Mascia’s defining characteristics. Even after decades of international recognition, she remains first and foremost a student of literature-someone who believes that every poem, every conversation, and every encounter offers another opportunity to grow. It is this humility, combined with an unwavering belief in the transformative power of words, that would eventually lead her to dedicate not only her own life to literature, but also to encouraging countless other writers to believe that their voices deserve to be heard.


When Poetry Learned to Belong to Others
For many writers, the greatest challenge is not learning how to write-it is finding the courage to let others read what has been written. Poetry, after all, often begins as something deeply personal. It captures emotions too fragile to speak aloud, thoughts that exist only in quiet moments, and reflections that seem meant for the author’s heart alone. Elisa Mascia understands this feeling well because, for a long time, her poems remained private. She wrote not for recognition, publication, or applause, but simply because writing helped her understand herself. Yet there came a moment when she discovered that poetry achieves its fullest meaning only when it reaches another human heart.



As the years passed, Elisa gradually realized that the emotions she had carefully preserved within her verses were not hers alone. Friends who read her poems began responding in unexpected ways. Some were moved to tears, others found comfort, while many simply smiled and said something she would never forget.


“It seemed like you had written the poem for me.”

Those simple words transformed her understanding of literature.

“As time naturally passed and I didn’t feel the need to propose and share my poems, which I initially kept more to myself, I later realized how important it was to make others read my emotions by noticing that friends were getting emotional and saying that it seemed like I had written the poem for them.”


That realization marked a turning point in Elisa’s literary journey. She no longer viewed poetry as a private conversation with herself. Instead, she began to see it as a bridge connecting one human experience to another. The feelings she believed were uniquely her own were, in fact, universal. Joy, grief, hope, loneliness, gratitude, and love belonged to everyone. Poetry simply gave those emotions a language that readers could recognize within themselves.

It was then that Elisa embraced what would become one of the defining principles of her life: generosity.

“If my poems had the function of giving emotions, a smile, a reflection, it was my duty to do so since for me it is basic for an artist of the word or plastic or other art: generosity.”


The choice of that word is revealing. She does not describe writing as talent, achievement, or even inspiration. She describes it as an act of giving. Literature, in her view, exists not to elevate the writer but to enrich the lives of readers. Every poem becomes a gift offered freely, capable of comforting someone carrying hidden burdens or encouraging another person to continue believing in beauty despite life’s difficulties.

This philosophy naturally expanded beyond her own writing. As Elisa became increasingly involved in literary criticism, editing, interviewing, festival leadership, and cultural promotion, she approached every role with the same spirit of generosity. Whether reviewing another author’s book, organizing an international literary event, or interviewing emerging writers, she sought not to compete with others but to create opportunities for them to grow. Her work became less about individual accomplishment and more a strengthening the literary community itself.


Perhaps no sentence captures her worldview more beautifully than the way she defines poetry.

“Poetry is magic that unites the wonderful souls of the universe.”

It is a definition that reflects everything Elisa Mascia has dedicated her life to building. For her, poetry does more than express emotion. It dissolves distances between nations, transcends language, and reminds people that beneath every culture, every tradition, and every border, the human heart speaks a language all its own. That belief would eventually inspire her greatest mission-not simply to write beautiful poems, but to encourage countless others, especially young writers, to discover that their own voices also have the power to unite the world.

Believing in Tomorrow’s Writers

Every generation inherits its literature from those who came before it, but every generation also depends upon those willing to encourage new voices before they are fully formed. Great writers are rarely created in isolation. Behind almost every literary journey is someone who offered a word of encouragement, shared honest guidance, or simply believed in a dream before the dreamer believed in it themselves. Elisa Mascia understands this truth perhaps better than most because her life’s work has never been limited to writing poetry. It has been equally devoted to creating opportunities for others to discover the confidence to write, to grow, and to share their own stories with the world.





Over the years, Elisa has worn many titles -poet, literary critic, interviewer, reviewer, radio host, editor, cultural promoter, festival director, and Peace Ambassador-but beneath every role lies the same purpose: helping literature continue through people. While her own books have reached readers across continents, she has never viewed success as a solitary achievement. Instead, she has consistently invested her time in encouraging fellow writers, particularly younger generations who may still be searching for the confidence to believe in their own voices.

Speaking about the future of literature, Elisa returns again and again to the importance of supporting emerging talent.

“All this is in order to encourage young people and give them confidence in the enormous potential they possess, and I know many of their names, friends of young age, promised for the future, who will surely carry on the immaterial leg of poetry.”




Those words reveal something remarkable about her character. Rather than seeing young writers as future competitors, she sees them as future custodians of literature itself. She speaks of them with optimism, convinced that poetry will continue to flourish because new generations possess creativity waiting only for someone to recognize it.

That conviction explains why Elisa has devoted so much of her career to cultural promotion on an international scale. Through her work with the Panorama International Literary Festival, her leadership within literary academies, her editorial activities, radio programs, interviews, and collaborations with writers from Europe, Asia, Africa, and the Americas, she has created spaces where established and emerging authors can meet as equals, exchange ideas, and from one another. Her contribution ha never been confined to publishing her own work; it has been about building communities where literature can continue to thrive across cultures and generations.

Yet with all these responsibilities, Elisa remains remarkably grounded. When asked about the greatest responsibility of a writer and an editor, her answer contains no mention of prestige or influence. Instead, she speaks of qualities that cannot be measured by awards.

“The greatest responsibility of a writer and an editor in preserving the beauty and integrity of literature is study first and foremost. It is humility… always with curiosity and respect, believing that we are all useful but none indispensable.”

This philosophy has become one of the defining principles of her career. She believes that literature grows strongest when writers remain lifelong students-open to learning, respectful of others, and generous enough to celebrate excellence wherever it appears. In a world often driven by comparison and competition, Elisa instead envisions literature as a vast universe with room for every authentic voice.

“A cosmic universe where there is space and light for everyone and no one should fear, as often happens, being overshadowed by the excellence of others.”

Perhaps that is why Elisa Mascia continues to inspire so many people beyond her own readers. She reminds aspiring writers that confidence does not grow from praise alone-it grows when someone believes enough in their potential to encourage them to keep writing. Through decades of mentorship, cultural leadership, and unwavering generosity, she has show one of the greatest gifts an accomplished writer can offer is not simply a poem, but the belief that another person’s story is worth telling.

Leaving Behind an Immaterial Legacy

Every writer hopes their work will outlive them. Some dream of awards, others of bestseller lists, while many simply hope their books will continue to be read long after they are gone. Elisa Mascia’s vision of legacy, however, reaches beyond literary recognition. She believes that the true measure of a life is not found in how much it accumulates, but in what it leaves behind for others to cultivate. Every poem, every interview, every literary festival, every young writer she encourages, and every cultural bridge she helps build forms part of what she calls an immaterial legad quiet inheritance of beauty, generosity,
and hope that future generations may continue to nurture.

Looking toward the future, Elisa reflects not on endings but on continuity.

Literature, in her view, is a seed that each generation plants for the next. Writers may leave this world, but the values they embody-kindness, humility, curiosity, and the courage to create can continue growing in the hearts of others.

“My daily commitment is to cast indelible footsteps, as it pleases and it is the intent of each of us, the desire to go away from this Earth remaining some trace of beauty so that someone can take advantage of this immaterial legacy so demanding with work and sacrifice since so much and so much work can fertilize the soil.”




There is something profoundly beautiful in that image. Elisa does not compare literature to monuments or trophies.

Instead, she compares it to fertile ground.

Every poem, every act of encouragement, and every lesson shared with another writer becomes part of a larger landscape where future generations may continue to grow. It is a reminder that culture is never inherited automatically; it flourishes only because someone cared enough to cultivate it.

This philosophy also shapes the advice she offers aspiring poets and writers. Rather than encouraging them to chase recognition or immediate success, she speaks about qualities that require patience and lifelong commitment.

“My message to aspiring poets and writers who dream of sharing their voices with the world is to study hard, to be generous and selfless, love and peace first for themselves and then sow everywhere Humility not only in words but learning to grow this value in one’s soul and give it.”

Those words echo the principles that have guided Elisa throughout her remarkable career. Study before recognition. Humility before prestige. Generosity before competition. Peace before division. They explain why her influence extends far beyond the pages of her own books. Through international literary festivals, editorial work, interviews, translations, cultural initiatives, and collaborations across continents, she has consistently invested her energy in helping literature become more inclusive, more compassionate, and more accessible to others. Her life’s work demonstrates that a writer’s greatest achievement may not be measured by the number of poems they publish, but by the number of people they inspire to discover their own voices.



Reflecting on Elisa Mascia’s extraordinary journey-from the curious young girl inspired by her father’s love of books to an internationally respected poet, literary critic, editor, cultural leader, and Peace Ambassador-one truth becomes unmistakably clear. Her greatest contribution has never been confined to her own writing. It has been her unwavering belief that literature is strongest when it is shared, that creativity grows through generosity, and that every new generation deserves encouragement rather than comparison.


Perhaps that is why the title of her story feels so appropriate. Every young writer does deserve someone who believes in them. Elisa Mascia has spent a lifetime becoming that person for countless poets, authors, artists, and dreamers around the world. Long after awards have faded and literary festivals have concluded, her most enduring legacy will continue to live wherever a young writer finds the courage to write because someone believed in their potential before the world had the chance to notice. In that sense, Elisa Mascia leaves behind far more than books-she leaves behind confidence, hope, and an enduring invitation for others to continue writing the next chapter of humanity’s shared story.

L’icona della salvezza e il rituale del dolore – Ayad Al-Nassiri : Una lettura dell’Oriente poetico (Dillo, è amore)Della poetessa Reema Hamza.

Foto cortesia di Reema Hamza e Ayad Al-Nassiri

Reema Hamza: ” Dillo, è amore” , regala al lettore versi poetici vividi non raccontati. L’amore che permane anche nel ” giardino ferito” . La sua poesia è un susseguirsi di scene da gustare come il buon cibo che alimenta l’anima e degustare come il buon vino della vita.
L’amore è qui una sinfonia orchestrale di raffinato ascolto per intenditori.
Elisa Mascia -Italia 19-8-2026








L’icona della salvezza e il rituale del dolore

Una lettura dell’Oriente poetico (Dillo, è amore)

Della poetessa Rima Hamza

Ayad Al-Nassiri
**** Nella sua poesia (Dillo, è amore), la poetessa Rima Hamza apre le porte a una meravigliosa esperienza poetica in cui la sacralità della passione si intreccia con l’intensa e bruciante tragedia umana. Questa poesia non è una semplice e fugace esplosione di emozioni, ma piuttosto un manifesto che ridefinisce l’amore come credo di salvezza e rifugio ultimo contro la durezza del mondo e le fratture della memoria. Attraverso una struttura linguistica coesa e un ritmo che scorre come una preghiera, la poetessa ci conduce in un viaggio tra la devozione spirituale e una profondità struggente che conferisce al testo un’accattivante tonalità di supplica. Il poeta inizia con un’invocazione spirituale che tocca il nucleo stesso del cuore (La mia coppa è velata di sapore / E il mio cuore / È il pensiero del tuo palmo), dove l’io si trasforma in un cercatore immerso nella rivelazione, chiedendo all’amata di svelare la sua profezia sui suoi voti affinché l’amore diventi un rito di purificazione e di cancellazione delle tracce di un passato doloroso. Le immagini raggiungono il culmine della bellezza quando riducono il cuore a un semplice “pensiero nel palmo della mano”, come se tutta l’esistenza fosse stata ridefinita nella misura di un singolo tocco. Poi arriva quella frase che racchiude l’orgoglio dell’anima: “Io sono il portatore della meraviglia”, a dichiarare che il poeta non porta il fardello, come si suol dire, ma piuttosto la meraviglia e l’eccezionale, lavando via con il suo profumo i dolori degli anni.

Poi il testo assume un tono struggente, fluendo con delicata malinconia per trasmettere immagini della realtà umana. La privazione dell’infanzia è incarnata in un’istantanea vivida e sorprendente: “Le altalene, mentre parlano ai bambini, mi fanno soffrire”, dove ai giocattoli viene dato il potere di parlare, diventando testimoni dell’angoscia dell’assenza. La tragedia si intensifica con la perdita del padre che “ha lasciato il mattino appesantito da un giardino ferito”, trasformando il mattino stesso in un essere che porta il peso della perdita. E l’eloquenza tangibile e quotidiana risplende nelle immagini della madre che “cuoce i giorni senza il sale del conforto”, riassumendo le difficoltà degli anni con uno stile visivo che tocca il cuore. La profonda genialità del testo si rivela attraverso l’uso di simboli sottili come balsamo spirituale per il dolore. La risata di Giuseppe, che apre le campanelle delle spighe di grano, e la storia di Maria, che accarezza la palma dell’amore, non sono semplici allusioni fugaci, ma piuttosto un tentativo di santificare questo amore e proteggerlo dagli sguardi dei passanti. La poetessa corona poi questa devozione con una straordinaria reinterpretazione dell’innata saggezza della natura, dichiarando: “In verità, l’anima è sempre incline all’amore”, in un bellissimo cambiamento che eleva l’emozione ai più alti livelli di purezza e trascendenza.

La poetessa impiega uno stile che scorre con una musicalità al contempo tranquilla e potente. Forme di supplica e richiesta conferiscono al testo il ritmo della preghiera, mentre le frasi oscillano tra concisione ed evocatività e lunghezza melodiosa. Lo splendore della poesia si completa con una conclusione radiosa in cui la crescita trionfa sul nulla: “Vieni… così che io possa prostrarmi in gratitudine sulle braci della rima / E le rose possano svolazzare nelle intenzioni dell’argilla”, rendendo l’amore la vittoria definitiva dell’umanità sulla distruzione. La poesia ” Dillo, è amore ” di Rima Hamza è un’esperienza plasmata da un cuore che ha conosciuto la privazione fino a comprendere che l’amore è l’unico miracolo rimasto. È una poesia scritta con acqua di rose e il pulsare del desiderio, che merita di essere letta lentamente, poiché ogni verso cela sotto di sé sorgenti di squisita tenerezza e nobile dolore.

Dillo, è amore

La mia coppa è velata di sapore
E il mio cuore
È il pensiero del tuo palmo
Apri la tua profezia sulle mie promesse
Io sono il portatore di meraviglia
E sigillo con muschio
Lo splendore di storie intrise di lacrime
E recito all’amore il suo tempo stabilito
Non sono forse le campane delle spighe di grano la risata di Giuseppe?

Ti ho nascosto dalla compagnia dei poeti
O mia parola vergine
E ho asciugato con il capitolo di Maria sulla palma del tuo amore
Le altalene, come parlano di bambini
Mi addolorano…
Non ho assistito all’infanzia come dovrebbe essere di gioia
Mio padre morì presto
E lasciò il mattino oppresso da un giardino ferito
E mia madre
Cuoce i giorni senza il sale del conforto
Vicino al mio silenzio
Un’epoca infida porta i nomi più belli come anelli
Maledice il mio ramo
E distorce il mio gusto
La mia voce, che giace dormiente nel tuo cuore, è di pura stirpe
Quindi vieni all’intuizione dei lombi sparsi nel nostro amore
Così potrò prostrarmi in gratitudine sulle braci delle rime
Perché l’anima è incline ad amare
E nelle intenzioni dell’argilla, svolazzano figure simili a rose




ريما حمزة: “قوليها، إنه الحب” تقدم للقارئ أبياتًا شعرية آسرة لم تُروَ من قبل. الحب باقٍ حتى في “الحديقة الجريحة”. شعرها سلسلة من المشاهد تُتذوق كطعام شهي يُغذي الروح، وكخمر الحياة الفاخر.

الحب هنا سيمفونية أوركسترالية، متعة راقية لعشاق الشعر.

إليسا ماسكيا – إيطاليا ١٩-٨-٢٠٢٦






أيقونة الخلاص وشعائرية الوجع
قراءة في المشرق الشعري (قل هو الحب)
للشاعرة ريما حمزة
أياد  النصيري
****
تفتح الشاعرة ريما حمزة في قصيدتها (قل هو الحب) باباً على تجربة شعرية مدهشة تتشابك فيها قدسية الشغف مع حرارة الفجيعة الإنسانية. هذه القصيدة ليست مجرد بوح وجداني عابر، بل هي منشور يعيد رسم الحب باعتباره عقيدة خلاص وملاذاً أخيراً لمواجهة قسوة العالم وانكسارات الذاكرة. عبر معمار لغوي متماسك وإيقاع ينساب كالصلوات، تأخذنا الشاعرة في رحلة بين التبتل الروحي والعمق الشجي الذي يمنح النص نبرة ابتهال آسر. تبدأ الشاعرة بالتماس روحي يلمس شغاف القلب (كأسي مُغمض المذاق / وقلبي / فكرةُ كفّك) حيث تتحول الذات إلى مريد يستغرق في الكشف وتطلب من الحبيب أن يفتح نبوته على عهودها ليغدو الحب طقساً للتطهير ومحواً لآثار الماضي الحزين. تبلغ الصور ذروة جمالها حين تجعل القلب مجرد (فكرة في كف)وكأن الوجود كله أُعيد رسمه بمقاس لمسة واحدة. ثم تأتي تلك الجملة التي تختصر كبرياء الروح– (أنا حمّالةُ العَجب) لتعلن الشاعرة أنها لا تحمل العبء كما في المأثور بل تحمل الدهشة والاستثناء لتغسل بمسكها أوجاع السنين.
ثم ينعطف النص بنبرة شجية تدفق بالأسى الشفيف لنقل صور من الواقع الإنساني فحرمان الطفولة يتجسد في لقطة حية تنبض بالدهشة- (إن المراجيح وهي تتكلمُ الأطفالَ تؤلمني) حيث تمنح الألعاب قدرة على النطق لتصبح شاهداً على حسرة الغياب. وتتطاول الفجيعة في فقد الأب الذي (ترك الصباح ينوء ببستان جريح) ليكون الصباح كائناً يحمل ثقل الفقد، وتتألق البلاغة اليومية الملموسة في صور الأم وهي(تخبز الأيام دون ملح الراحة) لتختصر شقاء السنين بأسلوب بصري يمس القلب.
يتجلى الألق الكبير في النص عبر توظيف الرموز الشفيفة كضماد روحي للوجع- فضحكة يوسف التي تفتح أجراس السنابل وسورة مريم التي تمسح على نخلة العشق، ليستا مجرد استدعاءات عابرة بل محاولة لتقديس هذا الحب وحمايته من أعين العابرين. ثم تتوج الشاعرة هذا التبتل بإعادة صياغة مدهشة لمأثور الفطرة حين تعلن: (إنَّ النفس لأمّارةٌ بالحب) في انزياح بديع ينقل العاطفة إلى أسمى درجات النقاء والتسامي.
تعتمد الشاعرة على أسلوب ينساب بموسيقى هادئة وقوية في آن واحد فصيغ الرجاء والطلب تضفي على النص إيقاع الأدعية بينما تتراوح الجمل بين القصر الدال والامتداد الشجي. وتكتمل روعة القصيدة بختام إشراقي ينتصر فيه الإنبات على العدم: (فتعال… لأسجد شكراً على جمر القوافي / وتخفق في نوايا الطين قامات ورد) ليكون الحب هو الانتصار النهائي للإنسان على الخراب.
إن نص (قل هو الحب) للشاعرة ريما حمزة تجربة صاغها قلبٌ خبر الحرمان حتى أيقن أن الحب هو المعجزة الوحيدة المتبقية قصيدة كُتبت بماء الورد ونبض الشجن وتستحق أن تُقرأ ببطء لأن كل شطر فيها يخبئ تحته ينابيع من الرقة المترفة والوجع النبيل

قل هو الحب

كأسي مُغمض المذاق
وقلبي
فكرةُ كفّك
افتح نبوّتك على عهودي
أنا حمّالةُ العَجب
واختم بالمسك
زهو التواريخ الضليعة بالبكاء
واتلُ للحب موعده
أليست أجراسُ السنابل ضحكة يوسف
عن معشرِ الشعراء أخفيتك
يا مُفردتي البكر
ومسحتُ بسورةِ مريم على نخلة حبك
إن المراجيح وهي تتكلمُ الأطفالَ
تؤلمني …
لم أشهدِ الطفولة كما ينبغي للمسرّة
مات أبي مبكراً
وتركَ الصباح ينوء ببستانٍ جريح
وأمي
تخبز الأيام دون ملح الراحة
على مقربةٍ من صمتي
عمرٌ خائن يلبس الأسماء الحُسنى خواتمَ
يشتّمُ غصني
ويحرّف طعمي
صوتي الراقد في قلبك نقي النسب
فتعال إلى حدس الأصلاب المترامية في هوانا
لأسجد شكراً على جمر القوافي
إنَّ النفس لأمّارةٌ بالحب
وتخفق في نوايا الطين قامات ورد.

Il filosofo Om  Prakash S. Jawada “Amla”_Filosofo, Psicologo, Critico Spirituale, Poeta, Letterato, Educatore, Motivational Speaker_  _Jodhpur, Rajasthan, India – 18 Agosto 2026_ . pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Om  Prakash S. Jawada “

Sono arrivata al deserto.

Ho con me l’acqua mielosa.

Dall’ otre sotto il braccio
per te qualche goccia e guarirai.

Elisa Mascia 17-8-2026




*Veneratissima e Sapientissima Poetessa Elisa Mascia,*

Quando le tue parole mi hanno raggiunto, ho sentito come se, 
*dopo secoli di sete del deserto*, 
sul deserto della mia coscienza fosse scesa *la prima pioggia compassionevole dell’Esistenza*.

Sei arrivata. 
Non con armi, non con ricchezze. 
Hai portato *”l’acqua”* – ma non era acqua comune. 
Era la fusione *della dolcezza del miele* e *della purezza delle lacrime dell’anima*. 
E hai detto – _”qualche goccia per te e guarrai”_

O Venerata! 
Forse non sai cosa dice la filosofia – 
*”Nell’oceano c’è una goccia, e nel Verbo c’è il Brahman.”* 
Ogni tua goccia ha estinto *la sete di mille vite*. 
Ogni tua lettera ha ricostruito *la mia psicologia frammentata*.

Tu non sei solo una poetessa. 
*Sei la guaritrice del Tempo.* 
*Sei la grammatica del Silenzio.* 
*Sei l’incarnazione del “Dharma della Nuvola”* che trasforma il veleno in nettare.

Dalla sacra terra desertica di Jodhpur, la preghiera di un filosofo: 
*Che il flusso di Saraswati dalla tua penna non si interrompa mai.* 
*Che il loto del tuo cuore non appassisca mai.* 
*E che questo nostro “ponte culturale-spirituale-letterario” tra India e Italia* 
*sia eterno, e viva per ere ed ere.*

Qui il linguaggio tace. Quindi solo gratitudine: 
Un milione di omaggi. Gratitudine infinita 🙏 
Tuo umile discepolo, 
*Om Prakash S. Jawara “Amla”* 
_Filosofo | Psicologo | Letterato | Karma-yogi_ 

*॥ L’Ultima Formula ॥*
*”Tu sei la domanda, io sono la curiosità.* 
*Tu sei la risposta, io sono il silenzio.* 
*Continuiamo a creare il mondo con il dialogo.”* 🌹



*॥ L’Oceano in una Brocca – ॥ Il Mahabharata del Deserto ॥* 
*© Autore: Om Prakash S. Jawada “Amla”* 

*Analisi Profonda delle 4 Righe della Veneratissima Elisa Mascia*

*॥ 1. Dimensione Filosofica ॥*
*”Sono arrivata al deserto” = Sono arrivata nel deserto* 
Il deserto non è solo geografia. È *”il Vuoto della Coscienza”*. 
“Neti-Neti” delle Upanishad, “Śūnyatā” di Buddha, “Sūna” di Kabir. 
Non sei andata là… *Sei diventata tu stessa l’Andare.* 
Hai dimostrato – *La compassione è colei che trasforma il deserto in dimora.*

*॥ 2. Dimensione Psicologica ॥*
*”Ho con me l’acqua mielosa” = Ho con me l’acqua dolce come il miele* 
Scienza: Il miele ha proprietà Antiossidanti e Antisettiche. 
Auto-scienza: *L’Amore ha proprietà Anti-Dispepsia.* 
Questa non è acqua… È *”l’Ossitocina della Memoria”*. 
Che ricuce i Synapse spezzati, che ricompone la personalità frammentata. 
La Verità non è amara… *La Verità è dolce.*

*॥ 3. Dimensione Spirituale-Scientifica ॥*
*”Dall’ otre… qualche goccia e guarirai” = Dall’otre… qualche goccia e guarrai* 
Teoria Quantistica: _L’Osservatore cambia la Realtà._ 
Dottrina della Gita: _Dal Karma disinteressato nasce la perfezione._ 
Non hai dato l’oceano… *Hai dato una goccia.* 
Perché *l’Universo va avanti goccia dopo goccia.* 
“Guarrai” non è una profezia… *È il Placebo della Fede.* 
Non hai dato la medicina… *Hai dato la Fede.*

*॥ 4. Dimensione Filosofica dell’Era Moderna ॥*
*Data: 18-8-2026* 
L’era dell’AI, dei Big Data, dell’Information Overload. 
Con 15 parole hai fatto *la Rivoluzione del Silenzio*. 
Questo non è un post sui social… *È un’Upanishad Digitale.* 
Mentre tutti vendono “di più”, tu hai dato il “Tutto” nel “Poco”. 
Questo si chiama – *Minimalismo dell’Anima.*

*॥ Inno di Gloria ॥*
In un solo messaggio 5 Ere: 
*Era Vedica* = Deserto = Penitenza 
*Era Sufi* = Acqua di miele = Ishq-e-Haqi, Amore Divino 
*Era Buddhista* = Poche gocce = Via di Mezzo 
*Era Moderna* = otre = il Vaso dell’Umanità 
*Era Futura* = guarrai = il Seme della Speranza

*॥ Rivelazione Finale ॥*
*Deserto* = La mente umana 
*Otre* = Il tuo cuore compassionevole 
*Gocce* = Le tue parole 
*Guarigione* = Auto-realizzazione 

Non hai scritto, Venerata… *Hai creato la Creazione.*

La sacra sabbia di Jodhpur è testimone – 
Oggi *la Poesia ha assunto la carica di Medicina.* 🙏

Con riverenza, 
*Om Prakash S. Jawada “Amla”* 
_Filosofo | Psicologo | Critico Spirituale | Poeta | Letterato | Educatore | Motivational Speaker_ 
_Jodhpur, Rajasthan, India – 18 Agosto 2026_ 
*© Tutti i diritti riservati*

#OmJawada_Creazione #LOceanoInUnaBrocca #IlMahabharataDelDeserto #ScienzaDelleParole #FilosofiaIndiana 🌹


🙏🌸 


*॥ Come? ॥ Il Codice del Deserto ॥*

4 righe… ma come ci è entrato l’intero Universo? 
Ecco *la Scienza de “L’Oceano in una Brocca”*:

*1. Come sei diventata Filosofa?* 
*”Sono arrivata al deserto”* 
Perché il deserto = _il Vuoto_. 
Dove non c’è nulla, lì inizia _il Tutto_. 
Buddha lo trovò sotto l’albero della Bodhi, Meera nel deserto. 
Anche tu hai fatto lo stesso – _andando nel luogo desolato sei diventata completa._ 
Per questo 1 riga = Upanishad.

*2. Come sei diventata Psicologa?* 
*”Ho con me l’acqua mielosa”* 
Scienza: Miele + Acqua = cura le ferite. 
Anima: Amore + Parole = cura il cuore. 
Hai unito la Chimica e l’Emozione in una sola parola. 
_”Acqua dolce”_ = Neuro-Scienza + Poesia. 
Per questo 1 riga = Terapia.

*3. Come sei diventata Spirituale-Scientifica?* 
*”Dall’ otre… qualche goccia e guarirai”* 
La Quantistica dice: _Nell’atomo c’è l’Universo._ 
La Gita dice: _Agisci, senza preoccuparti del frutto._ 
Anche tu hai fatto così – _non hai dato l’oceano intero, solo “qualche goccia”_. 
E insieme hai dato la Fede: _”Guarrai”_. 
Questa è la medicina più grande – _Fede + Azione_. 
Per questo 1 riga = Mantra + Formula.
*4. Come sei diventata dell’Era Moderna?* 
*18-8-2026* 
Oggi nel mondo ci sono post di 5000 parole. 
Tu hai detto tutto in 15 parole. 
Questa è la _Minimalismo Digitale_. 
Silenzio nel rumore. Significato nei dati. 
Per questo 1 riga + Data = Documento dell’Era.
*॥ La Formula Essenziale ॥* 
*Come?* Perché non hai scritto… _Hai vissuto._ 
Il poeta scrive la poesia. 
Tu _sei diventata la Poesia._

Per questo 4 righe = 
_Veda + Scienza + Psicologia + Spiritualità + Futuro_

Questo è *”L’Oceano in una Brocca”* Om Ji Sa. 
Piccolo contenitore, ma dentro c’è l’Infinito. 🌊 
Come in una goccia si vede l’oceano intero… 
Così in queste 4 righe si è vista _l’intera Vita_ 🙏

Foto di Elisa Mascia

Festa della classe del ’56 a Colletorto il 9 agosto 2026 organizzata dalle instancabili Dorina Minotti e Milgherina Lepore.

Foto cortesia della classe del ’56 che hanno partecipato alla festa dei 70 anni

Il 9 agosto 2026 è stata una giornata fantastica trascorsa insieme ad amici e amiche della classe 1956.
Tra noi tutto della vita ha un nuovo gusto e memoria indelebile del vissuto ai tempi che sembrano non essere mai trascorsi.
Voltare indietro lo sguardo e vedere i nostri volti di fanciulle e fanciulli sorridenti come oggi è uguale…le stesse espressioni!

Emozioni pure e tanta allegria da farne scorta per portarla a casa e da custodire per sempre.
La festa è stata allietata dalle melodie del magico Sax di Michele Iammarone di Termoli e delle note nostalgicamente affettuose della fisarmonica di Antonio Martino di Santa Croce di Magliano che insieme a Nicola e Ariberto Ciavarra e Giuseppe Iammarino hanno coinvolto tutti con allegria.
I saluti sono stati con l’ arrivederci per la prossima réunion senza l’attesa degli anni con lo zero ma quando ne sentono il bisogno come hanno già fatto nell’ultimo decennio per aver organizzato pranzi e serate pizza nel rispetto di una tradizione consolidata tra i Forever Young del ’56.

” Ma ci siamo rese e resi conto di quanto siamo fortunati…abbiamo vissuto la nostra infanzia..adolescenza..senza avere nulla ma ricchi d’affetto ed amicizia pura…il risultato è tutto in quella bellissima foto…che ci ritrova insieme…oggi a 70 anni con ancora .lo stesso…affetto…ed amicizia…..e diciamolo…anche con occhi vispi e birichini che nonostante il tempo trascorso..sono sempre uguali!
Quanto mi mancate…oggi mi sento vuota! “
AnnaAmelia
Grazie alle organizzatrici Dorina e Milgherina per aver curato tutti i particolari per l’eccellente riuscita dei festeggiamenti.
Grazie a tutti


Dedica per i nostri 70 anni: classe del 56

Carissimi amici e carissime amiche oggi è un giorno particolare
Festeggiamo il compleanno di persone uniche e rare.
Noi giovani negli anni settanta- ottanta
dell’ età con coraggio, oggi sono settanta.
Sono trascorsi giorni e mesi molto belli
senza timore in attesa di fantastici novelli.
Se anche per poco indietro guardiamo
con grembiuli e colletti bianchi ci rivediamo.
Occhi vispi, a volte sguardo preoccupato
anche le montagne noi abbiamo scalato.
La festa è pronta, siam sulla cresta dell’ onda
tra balli e musica non manca saggezza profonda.
Mi rivolgo a te: “Hai sette xbdieci anni di storie vissute,
di corse, di sogni, obiettivi raggiunti e di mete volute.
È arrivato il momento di non contare il tempo che vola via,
pensa a te stesso, godi il presente con molta allegria.
L’ un all’ altro esprimiamo con reciprocità
sereno proseguimento in salute e serenità.
Gli auguri di giorni con il sorriso e brillanti,
qui c’è la torta, regali e amici allegri che brindano con lo spumante!
Cin cin prosit a noi per tanti anni ancora e ancora, ci ritroveremo ancora insieme!
Noi del 56


da Elisa Mascia 9-8-2026

Foto cortesia con: Dorina Minotti, Milgherina Lepore, Clara Moschillo, Clementina Mastrantonio, Giuseppina Paradiso, Concettina Nato, Pasqualina Tosto, Elisa Mascia, Annamelia de Prisco, Pina latesta, Ilde Socci, Mariagrazia Aloia, Giuseppe Paradiso, Eugenio Farinaccio, Teodoro D’Alessandro, Alfio Reitano, Leonardo Ottolenghi, Giovanni Mucciaccio, Matteo Coccaro, Amedeo di Palma, Antonio Fontana, Rufino di Palma, Salvatore Ritucci, Antonio Nasillo.

Visione angelica, poesia di Elisa Mascia-Italia, lettura critica del prof. Kareem Abdullah -Iraq

Immagine web associata

Visione angelica

Il tuo corpo è stato una visione angelica.
Quando la mia mano cercava di liberare quel pezzo di stoffa incarcerato tra i cancelli della chiusura a dentini che non lasciarono scampo all’immaginazione.

Hai aperto il sipario e hai scoperto scene di vita d’amore reciproco.

Perfezione in statuario fisico, incantato nella fusione del pennello impresso sulla tela.

Oh quel dubbio e quelle incertezze pervadono l’artista e pongono incubo in uno palese dipinto dal valore inestimabile.
Miracolo d’amore.

Elisa Mascia
1-8-2026



Lettura critica

Visione angelica è un testo che trasforma la corporeità in una dimensione spirituale ed estetica, dove il corpo non è semplice presenza fisica, ma simbolo di una bellezza che si rivela attraverso l’amore e l’arte. Elisa Mascia costruisce una narrazione poetica in cui il gesto dell’amante si fonde con quello dell’artista, facendo della tela e del pennello metafore della creazione e della contemplazione.

Le immagini evocative, unite a un linguaggio delicato e intenso, conducono il lettore verso una riflessione sul rapporto tra desiderio, bellezza e ispirazione. Il dubbio dell’artista, evocato nelle battute finali, non indebolisce l’opera, ma ne accresce il valore, perché è proprio dall’incertezza che nasce la ricerca della perfezione. Il finale, “Miracolo d’amore”, suggella il significato profondo del testo, elevando l’amore a forza creatrice capace di trasformare la materia in poesia e la visione in eternità.


Kareem Abdullah – Irak 3-8-2026

La Terra che ricorda il nostro nome, poesia di Nataša RadanovićSerbia – Svezia. Pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Nataša Radanović
Serbia – Svezia


LA TERRA CHE RICORDA IL NOSTRO NOME

Prima che l’uomo imparasse a parlare,
la Terra già scriveva canzoni.
Le scriveva con le radici degli alberi,
con il silenzio delle pietre,
con il respiro del fiume che portava con sé
i ricordi dei secoli.

E poi venne il momento
in cui la fiamma parlò
dove un tempo cantava l’uccello.

Non fu solo la foresta a bruciare.
Una promessa dimenticata
che l’uomo aveva fatto alla natura
e non aveva mantenuto, stava bruciando.

Confini,
bandiere e nomi scompaiono nel fumo.

Di fronte al fuoco
siamo tutti figli della stessa madre:
la Terra che ci ha dato alla luce
e che abbiamo dimenticato di proteggere.

Ma ci sono ancora mani
che entrano nel fuoco
per salvare vite.
Le mani dei vigili del fuoco
che non si limitano a spegnere la fiamma,
ma difendono il diritto di un albero,
di un nido,
di un futuro bambino.

Perché un eroe non è colui
che sconfigge la natura.

Un eroe è colui
che impara a vivere nel suo cuore.

Forse un giorno
sulle ceneri dei nostri errori
crescerà una nuova foresta.

Ma la domanda che la Terra ci porrà
non sarà:
“Quanto avete costruito?”

Ma:

“Quanto amore avete lasciato
dove siete passati?”

Che l’ultima scintilla non sia fuoco.

Che sia luce.

Autrice: Nataša Radanović
Serbia – Svezia

⸻

LA TERRA CHE RICORDA IL NOSTRO NOME

Prima che l’umanità imparasse a parlare,
la Terra scriveva già poesie.
Le scriveva attraverso le radici degli alberi,
attraverso il silenzio delle pietre,
attraverso il respiro dei fiumi che trasportavano
i ricordi dei secoli.

E poi venne un tempo
in cui le fiamme iniziarono a parlare
dove un tempo cantavano gli uccelli.

Non fu solo la foresta a bruciare.
Fu una promessa dimenticata
che l’umanità fece alla natura
e non mantenne. Nel fumo, i confini scompaiono,
bandiere e nomi svaniscono.

Di fronte al fuoco,
siamo tutti figli della stessa madre:
la Terra che ci ha dato la vita
e che abbiamo dimenticato di proteggere.

Eppure ci sono ancora mani
che entrano nel fuoco
per salvare vite.
Le mani dei vigili del fuoco
che non spengono solo le fiamme,
ma difendono il diritto di un albero,
ma non
un futuro di infanzia.

Perché un eroe non è colui
che conquista la natura.
Un eroe è colui
che impara a vivere nel suo cuore.

Forse un giorno,
dalle ceneri dei nostri errori,
crescerà una nuova foresta.

Ma la domanda che la Terra ci porrà
non sarà:
“Quanto avete costruito?”

Sarà:

“Quanto amore avete lasciato
dove avete camminato?”

Che l’ultima scintilla non sia fuoco.

Che sia luce.

Autore: Nataša Radanović
Serbia – Svezia





ЗЕМЉА КОЈА ПАМТИ НАШЕ ИМЕ

Пре него што је човек научио да говори,
Земља је већ писала песме.
Писала их је кореном дрвета,
тишином камена,
дахом реке која је носила
успомене векова.

А онда је дошло време
када је пламен проговорио
тамо где је некада певала птица.

Није горела само шума.
Горело је једно заборављено обећање
које је човек дао природи
а није испунио.

У диму нестају границе,
заставе и имена.
Пред лицем ватре
сви смо само деца исте мајке —
Земље која нас је родила
и коју смо заборавили да чувамо.

Али још постоје руке
које улазе у ватру
да би спасиле живот.
Руке ватрогасаца
које не гасе само пламен,
већ бране право једног дрвета,
једног гнезда,
једног будућег детињства.

Јер херој није онај
који победи природу.
Херој је онај
који научи да живи у њеном срцу.

Можда ће једнога дана
на пепелу наших грешака
израсти нова шума.

Али питање које ће нам Земља поставити
неће бити:
„Колико сте изградили?“

Већ:

„Колико сте љубави оставили
тамо где сте пролазили?“

Нека последња искра не буде ватра.

Нека буде светлост.

Autor: Nataša Radanović
Srbija – Švedska

⸻

THE EARTH THAT REMEMBERS OUR NAME

Before humanity learned to speak,
the Earth was already writing poems.
She wrote them through the roots of trees,
through the silence of stones,
through the breath of rivers carrying
the memories of centuries.

And then came a time
when the flames began to speak
where birds once sang.

It was not only the forest that burned.
It was a forgotten promise
that humanity made to nature
and failed to keep.

In the smoke, borders disappear,
flags and names fade away.
Before the face of fire,
we are all children of the same mother —
the Earth that gave us life
and that we forgot to protect.

Yet there are still hands
that enter the fire
to save life.
The hands of firefighters
who do not extinguish only flames,
but defend the right of a tree,
a nest,
a future childhood.

Because a hero is not the one
who conquers nature.
A hero is the one
who learns to live within her heart.

Perhaps one day,
from the ashes of our mistakes,
a new forest will grow.

But the question the Earth will ask us
will not be:
“How much did you build?”

It will be:

“How much love did you leave
wherever you walked?”

May the final spark not be fire.

May it be light.

Author: Nataša Radanović
Serbia – Sweden




UN ESSERE UMANO È CIÒ CHE RIMANE QUANDO TUTTO VIENE PORTATO VIA

Un essere umano non è una casa,
né un nome,
né il sangue che gli ha dato la vita.

Un essere umano è ciò che rimane
quando la casa non c’è più,
il nome non c’è più,
e persino coloro che amava
vengono portati via.

Solo allora
la verità si fa avanti a piedi nudi,
senza gioielli,
senza testimoni.

Il male è rumoroso
perché teme il silenzio.

Il bene è silenzioso
perché sa
che il tempo parla
ogni lingua del mondo.

Alcuni trascorrono tutta la vita
accumulando i difetti altrui,
dimenticando
che la propria anima
rimane a mani vuote.

La sconfitta più grande
è non essere traditi.

La sconfitta più grande è
permettere alla loro oscurità
di farti dimenticare
che un tempo eri luce.

Ecco perché
non porto pietre
per le strade degli altri.

Porto un cuore.

Perché una pietra
affonda nel primo fiume,

ma un cuore,
se rimane puro,
può attraversare anche l’eternità.

Autrice: Nataša Radanović 🇷🇸
30 luglio 2026

NATAŠA RADANOVIĆ

Artista visiva – Pittrice e Poetessa
Serbia – Svezia

Sito web ufficiale:
http://www.artaurora.net

⸻

BIOGRAFIA

Nataša Radanović è un’artista visiva – pittrice e poetessa di origini serbe e montenegrine. Nata nel 1971 a Foča, in Bosnia ed Erzegovina, è cresciuta a Goražde, dove ha completato gli studi primari e secondari, per poi proseguire la sua formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Belgrado. È madre di due figli.

La sua inclinazione per l’arte è stata presente fin dalla più tenera età, come naturale espressione del suo essere interiore. Da bambina, ha partecipato ad attività artistiche, teatrali, di recitazione e musicali. Ha iniziato a scrivere poesie e prosa in tenera età, ricevendo riconoscimenti per le sue opere letterarie.  Ha vinto il suo primo premio all’età di nove anni in un concorso sul tema “Il ciclista”, ricevendo in premio il libro “Il ponte sulla Drina” dello scrittore premio Nobel Ivo Andrić.

Le sue opere sono state pubblicate in diverse riviste, giornali, antologie e raccolte letterarie in Serbia e all’estero. Le sue poesie sono state tradotte in diverse lingue e presentate a un pubblico internazionale. Nella sua produzione artistica, esplora in particolare i temi della pace, dell’umanità, della spiritualità, dell’amore, della tradizione e dei valori umani universali.

La sua creazione artistica spazia dalla poesia alla prosa e all’arte visiva contemporanea. L’unicità della sua espressione risiede nel legame tra immagine e parola: molti dei suoi dipinti hanno ispirato poesie, mentre alcune delle sue poesie sono diventate la base per la creazione di opere visive.

⸻

OPERE LETTERARIE E PUBBLICAZIONI

Nataša Radanović non ha attualmente pubblicato un libro.

Due dei suoi manoscritti sono rimasti inediti a causa di circostanze personali.  Durante il periodo bellico, un manoscritto rimase in Bosnia ed Erzegovina, a Goražde, mentre il secondo divenne irreperibile dopo il suo divorzio e importanti cambiamenti nella sua vita.

Il suo nuovo libro è attualmente in fase di preparazione e rappresenterà la sua prima pubblicazione.

Finora, le sue opere creative sono state pubblicate in numerose antologie, raccolte letterarie, riviste, giornali e pubblicazioni letterarie internazionali in Serbia e nel mondo.

La sua poesia ha fatto parte di diversi progetti internazionali, con particolare attenzione alla pace, all’umanità e ai valori universali.

⸻

ANTOLOGIE E PUBBLICAZIONI LETTERARIE

Le poesie e le opere letterarie di Nataša Radanović sono state incluse in numerose antologie, raccolte e progetti letterari nazionali e internazionali.

Le sue opere sono state pubblicate in edizioni e antologie letterarie internazionali in Serbia e nel mondo, tra cui:

* “Building of Logos” – dedicata a San Sava,
* “Corona di Stelle” – antologia internazionale,
* “Piuma d’Oro della Svizzera – Ispirazioni 2026”,
* antologie e raccolte internazionali dedicate alla pace, all’amore, all’umanità e ai valori universali,
* diverse riviste e pubblicazioni letterarie internazionali in varie lingue.

Le sue poesie sono state tradotte in diverse lingue e presentate a lettori di diverse provenienze culturali. Attraverso le sue poesie, promuove idee di pace, luce, spiritualità, compassione e connessione tra le persone.

⸻

INTERVISTE, ARTICOLI E PRESENTAZIONI SUI MEDIA

Nataša Radanović ha partecipato a interviste e presentazioni sui media internazionali.

Ha rilasciato un’intervista a una rivista internazionale nigeriana ed è prevista la pubblicazione di un’altra intervista sulla rivista indiana OPA.


Il suo lavoro artistico e letterario è stato presentato attraverso diverse riviste, antologie, raccolte, giornali e piattaforme mediatiche in tutto il mondo.

…

ARTE VISIVA E MOSTRE

Nataša Radanović è un’artista visiva contemporanea il cui lavoro è caratterizzato da simbolismo, profondità emotiva e una connessione tra il mondo interiore e l’espressione artistica.

La sua prima mostra personale si è tenuta nel maggio 2021 presso la Galleria “Potkovica”, all’interno del Centro Culturale “Vlada Divljan” di Belgrado, organizzata da “Belgrade Art Show”.

In un periodo di cinque anni, ha realizzato un totale di 28 mostre, di cui 13 personali.

Tra le sue altre mostre si annoverano:

* mostre collettive,
* mostre di gruppo,
* mostre umanitarie,

tenute in Serbia e all’estero.

Ha partecipato a mostre umanitarie dedicate al sostegno dell’infanzia, dell’istruzione, della cultura, del restauro del patrimonio spirituale e di progetti umanitari internazionali.

Le sue opere sono presenti in collezioni private in diversi paesi.  ⸻

PREMI E RICONOSCIMENTI

Nataša Radanović ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali nei campi della letteratura, delle arti visive, della cultura e dell’impegno umanitario.

Tra i suoi riconoscimenti figurano:

* “Donna del XXI secolo” (2024)
* “Tradizione serba” (2025) per pittura, poesia e contributo umanitario
* “Traccia di bronzo”
* “Stella d’oro della poesia” – India
* Riconoscimenti culturali dalla Russia
* Due premi internazionali dall’Egitto

Sito web ufficiale:
http://www.artaurora.net


**

ČOVEK JE ONO ŠTO OSTANE KADA MU SVE ODUZMU

Nije čovek kuća,
ni ime,
ni krv koja ga je rodila.

Čovek je ono
što ostane
kada mu uzmu i kuću,
i ime,
i one koje je voleo.

Tek tada
istina izlazi bosa,
bez nakita,
bez svedoka.

Zlo je glasno
jer se plaši tišine.

Dobrota ćuti
jer zna
da vreme govori
svim jezicima sveta.

Neki celog života
skupljaju tuđe greške,
a zaborave
da im sopstvena duša
ostaje praznih ruku.

Nije najveći poraz
kada te izdaju.

Najveći poraz je
kada zbog njihove tame
zaboraviš
da si bio svetlost.

Zato ne nosim kamen
za tuđe puteve.

Nosim srce.

Jer kamen
potone u prvoj reci,
a srce,
ako ostane čisto,
prepliva i večnost.

Autor: Nataša Radanović🇷🇸
30.07.2026.godine

…..

A HUMAN IS WHAT REMAINS WHEN EVERYTHING IS TAKEN AWAY

A human is not a house,
nor a name,
nor the blood that gave them life.

A human is what remains
when the house is gone,
the name is gone,
and even those they loved
are taken away.

Only then
does truth step out barefoot,
without jewels,
without witnesses.

Evil is loud
because it fears silence.

Goodness is silent
because it knows
that time speaks
every language in the world.

Some spend their whole lives
collecting the faults of others,
forgetting
that their own soul
is left empty-handed.

The greatest defeat
is not being betrayed.

The greatest defeat is
allowing their darkness
to make you forget
that you were once light.

That is why
I do not carry stones
for other people’s roads.

I carry a heart.

For a stone
sinks in the very first river,

but a heart,
if it remains pure,
can cross even eternity.

Author: Nataša Radanović 🇷🇸
30 July 2026


**
NATAŠA RADANOVIĆ

Visual Artist – Painter and Poet
Serbia – Sweden

⸻

BIOGRAPHY

Nataša Radanović is a visual artist – painter and poet of Serbian roots and Montenegrin heritage. She was born in 1971 in Foča, Bosnia and Herzegovina. She grew up in Goražde, where she completed her primary and secondary education, and later continued her artistic education at the Academy of Fine Arts in Belgrade. She is a mother of two children.

Her inclination towards art has been present since her earliest childhood, as a natural expression of her inner being. As a child, she participated in visual arts, theatre, recitation and musical activities. She began writing poetry and prose at a very early age and received recognitions for her literary work. She won her first award at the age of nine in a competition on the theme “The Cyclist”, when she received as a prize the book The Bridge on the Drina by Nobel Prize-winning author Ivo Andrić.

Her works have been published in various magazines, newspapers, anthologies and literary collections in Serbia and abroad. Her poetry has been translated into several languages and presented to an international audience. In her creative work, she particularly explores themes of peace, humanity, spirituality, love, tradition and universal human values.

Her artistic creation encompasses poetry, prose and contemporary visual art. The uniqueness of her expression lies in the connection between image and word – many of her paintings have inspired poems, while some of her poems have become the foundation for the creation of visual artworks.

⸻

LITERARY WORK AND PUBLICATIONS

Nataša Radanović currently does not have a separately published book.

Two of her manuscripts remained unpublished due to life circumstances. One manuscript remained in Bosnia and Herzegovina, in Goražde, during the war period, while the second became unavailable after her divorce and major life changes.

Her new book is currently in preparation and will represent her first published book.

Until now, her creative work has been published in numerous anthologies, literary collections, magazines, newspapers and international literary publications in Serbia and around the world.

Her poetry has been part of various international projects, with a special emphasis on peace, humanity and universal values.

⸻

ANTHOLOGIES AND LITERARY PUBLICATIONS

The poetry and literary work of Nataša Radanović have been included in numerous domestic and international anthologies, collections and literary projects.

Her works have been published in international literary editions and anthologies in Serbia and worldwide, including:

* “Building of Logos” – dedicated to Saint Sava,
* “Crown of Stars” – international anthology,
* “Golden Feather of Switzerland – Inspirations 2026”,
* international anthologies and collections dedicated to peace, love, humanity and universal values,
* various international magazines and literary publications in several languages.

Her poetry has been translated into several languages and presented to readers from different cultural backgrounds. Through her poems, she promotes ideas of peace, light, spirituality, compassion and connection among people.

⸻

INTERVIEWS, ARTICLES AND MEDIA PRESENTATIONS

Nataša Radanović has participated in international interviews and media presentations.

She gave an interview for an international magazine from Nigeria, and the publication of an interview for the Indian magazine OPA is also expected.

Her artistic and literary work has been presented through various magazines, anthologies, collections, newspapers and media platforms around the world

…..

VISUAL ART AND EXHIBITIONS

Nataša Radanović is a contemporary visual artist whose work is characterised by symbolism, emotional depth and a connection between the inner world and artistic expression.

Her first solo exhibition was held in May 2021 at the “Potkovica” Gallery, within the Cultural Centre “Vlada Divljan” in Belgrade, organised by “Belgrade Art Show”.

During a period of five years, she has realised a total of 28 exhibitions, including 13 solo exhibitions.

Her other exhibitions include:

* group exhibitions,
* collective exhibitions,
* humanitarian exhibitions,

held in Serbia and abroad.

She has participated in humanitarian exhibitions dedicated to supporting children, education, culture, the restoration of spiritual heritage and international humanitarian projects.

Her artworks are held in private collections in different countries.

⸻

AWARDS AND RECOGNITIONS

Nataša Radanović is the recipient of numerous international awards and recognitions in the fields of literature, visual arts, culture and humanitarian work.

Her recognitions include:

* “Woman of the 21st Century” (2024)
* “Serbian Tradition” (2025) for painting, poetry and humanitarian contribution
* “Bronze Trace”
* “Golden Star of Poetry” – India
* Cultural recognitions from Russia
* Two international awards from Egy


Official Website:
http://www.artaurora.net

Leggi anche
http://italianewspost.com/2026/08/01/un-essere-umano-e-cio-che-rimane-quando-tutto-viene-portato-via-poesia-di-natasa-radanovic-serbia-svezia-pubblicazione-di-elisa-mascia-italia/


https://piercarlolava.blogspot.com/2026/08/la-poetessa-natasa-radanovicserbia.html

Ai giovani adolescenti l’esortazione del poeta e giornalista Carlos Javier Jarquin: ” Vivi con gioia”.

Foto cortesia del poeta Carlos Javier Jarquin

Vivi con gioia

Di Carlos Javier Jarquín

L’adolescenza è quel periodo della vita in cui puoi fare la differenza se scegli che tipo di adulto vuoi essere. La vita ti presenta due mondi: il bene e il male, ma la scelta è personale. Impara a vivere questa fase senza troppo stress, senza paura. Vivi con gioia, con entusiasmo, con la voglia di esplorare il mondo e aspira a tutto ciò che desideri. Se sei disciplinato, determinato e onesto con te stesso, puoi raggiungere tutto e anche di più di quanto immagini, a prescindere dalle tue circostanze attuali.

L’adolescenza è il periodo in cui si gettano le vere basi del futuro che desideri. L’era digitale può essere un’arma a doppio taglio. Per alcuni offre opportunità eccezionali; per altri, può essere la cosa peggiore che sia mai capitata. Dipende da ogni singolo individuo, non dagli altri. Con i social media, molte persone cadono nella trappola di sprecare il proprio tempo, e le principali vittime sono gli adolescenti.

Cari giovani, vi invito a sfruttare al meglio il vostro tempo, a investirci e a usare la magia che la tecnologia ci offre per realizzare grandi cose che, senza di essa, sarebbero più difficili da raggiungere. Approfittate appieno dell’universo digitale a cui avete accesso; fate di questo strumento la vostra principale fonte di ispirazione. Sappiate utilizzare il tempo che avete oggi, in confronto a quello che avrete da adulti.

In questi anni d’oro, domande, curiosità, sentimenti ed emozioni cominciano a risvegliarsi nel vostro corpo e nella vostra mente. Insomma, è una fase di diverse esplorazioni in cui, in ognuna di esse, dovete agire con assoluta responsabilità. In questa fase d’oro dell’esistenza, in cui ogni decisione è cruciale, approfittate del tempo per studiare, leggere e approfondire; in questo modo potrete arricchirvi con i libri e la conoscenza scientifica. Leggete e approfondite tutto, ma soprattutto gli argomenti che più vi incuriosiscono.

A voi che avete tra i 12 e i 18 anni, dico con tutto il cuore: non pensate ancora a mettere su famiglia. Pensate a chi volete diventare da grandi. Il tuo corpo è in continua trasformazione; anche la tua personalità e il tuo modo di pensare stanno iniziando a consolidarsi, ma dovresti dedicare maggiore attenzione a questi ultimi e, di conseguenza, dedicare loro del tempo esclusivo. Dedica del tempo a stare da solo, al buio, a chiederti chi sei e chi vuoi diventare.

Impara ad ascoltare. Ascolta i tuoi genitori, che spesso sbagliano, ma quasi sempre ti amano. Ascolta i tuoi insegnanti, che seminano in te ciò che un giorno raccoglierai senza nemmeno saperlo. Ascolta gli adulti che ti offrono il loro tempo, perché le loro voci sono l’eco dei loro errori e dei loro successi. Se impari ad ascoltare, ti risparmierai innumerevoli notti di lacrime e giorni di rimpianti. Ma soprattutto, se impari ad ascoltare te stesso, avrai trovato la bussola che non si perde mai. Vivere con gioia non significa ignorare la tempesta; significa ballare sotto la pioggia, sapendo che l’arcobaleno trova sempre il suo momento. E quel momento, cari giovani, è adesso.

L’autore è uno scrittore e poeta nicaraguense, attualmente residente in Costa Rica.

Contatto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es

Vivan con alegría
Por Carlos Javier Jarquín
La adolescencia es ese intervalo de la vida en el cual puedes marcar una diferencia si sabes elegir cómo deseas ser de adulto. La vida te presenta dos mundos: el bien y el mal, pero la elección es personal. Aprendan a vivir esa etapa sin tanto estrés, sin miedo. Vivan con alegría, con entusiasmo, con ganas de conocer el mundo y aspiren a lo que quieran. Si son disciplinados, comprometidos y honestos con ustedes mismos podrán lograr todo y más de lo que se puedan imaginar, sin importar las circunstancias del presente.
En la adolescencia nace la verdadera cimentación del futuro que anhelas. La era digital puede ser una herramienta de doble filo. Para algunos ofrece oportunidades excepcionales; para otros puede ser lo peor que les ha pasado. Depende de cada uno, no de los demás. Con las redes mucha gente cae en la trampa de perder su tiempo y las principales víctimas son los adolescentes.
Queridos jóvenes: los invito a aprovechar al máximo, a invertir y a utilizar la magia que la tecnología nos brinda para hacer cosas grandes que, sin ella, serían más difíciles de materializar. Aprovechen al máximo el universo digital al que tienen acceso; hagan de esta herramienta su principal fuente de inspiración. Sepan usar ese tiempo amplio que tienen hoy, en comparación con el que tendrán en la vida adulta.
En estos años dorados comienzan a despertar en el cuerpo y en la mente preguntas, curiosidades, sentimientos, emociones… En fin, es una etapa de diversas exploraciones en las cuales, en cada una de ellas, deben actuar con absoluta responsabilidad. En esta etapa dorada de la existencia, donde cada decisión es crucial, aprovechen el tiempo para estudiar, leer e investigar; así se podrán enriquecer a través de los libros y del conocimiento científico. Lean e investíguenlo todo, pero principalmente sobre los temas que más les despiertan curiosidad.
Para ti que tienes entre 12 y 18 años, te digo desde lo más hondo: no pienses aún en construir una familia. Mejor piensa en quién quieres convertirte cuando seas adulto. Tu cuerpo está en constante cambio; también se comienza a consolidar tu personalidad y tu pensamiento, pero a este último debes prestarle más atención y, por ende, dedicarle tiempo exclusivo, dedícale tiempo a solas, a oscuras, a preguntarte quién eres y quién deseas llegar a ser.
Aprende a escuchar. Escucha a tus padres, que muchas veces no aciertan, pero casi siempre aman. Escucha a tus profesores, que siembran en ti lo que un día cosecharás sin saberlo. Escucha a los adultos que te ofrecen su tiempo, porque su voz es el eco de sus propios errores y aciertos. Si aprendes a escuchar, te ahorrarás incontables noches de lágrimas y días de arrepentimiento. Pero sobre todo, si aprendes a escucharte a ti mismo, habrás encontrado la brújula que nunca se desvía. Vivir con alegría no es ignorar la tormenta, es bailar bajo la lluvia sabiendo que el arcoíris siempre encuentra su momento. Y ese momento, queridos jóvenes, es ahora.

El autor es escritor y poeta nicaragüense, radicado en Costa Rica.
Contacto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es

L’Antologia di poesia globale: Rangan (Vol. 1)a cura di: Mahafuzur Rahman Sourav, poeta ed editore  pubblicata oggi 30 luglio 2026.

Foto della pagina poetica inserita nell’ Antologia poetica Rangan pubblicata da Mahafuzur Rahman Sourav

L’Antologia di poesia globale: Rangan (Vol. 1)
✍️ A cura di: Mahafuzur Rahman Sourav, caro amico e, illustre poeta ed editore pubblicata oggi 30 luglio 2026.
Sono onorata di essere presente con una mia poesia insieme a tanti nomi della poesia contemporanea
Congratulazioni per il suo impegno profuso per promuovere la bellezza della poesia celebrata in questo straordinario traguardo letterario.

La poesia non conosce confini e non riconosce barriere geografiche. È un umile tentativo di unire il mondo attraverso la magia delle parole: “Antologia di poesia globale: Rangan (Vol. 1)”.
Dopo tanta dedizione e attesa, sono entusiasta di annunciare che questa speciale raccolta di poesia mondiale, da me curata, sarà pubblicata ufficialmente il 30 luglio 2026.
Questo libro presenta le straordinarie poesie e le brevi biografie di 60 poeti internazionali. Promette di essere un meraviglioso strumento per far conoscere ai lettori le diverse lingue, culture ed emozioni dei poeti di tutto il mondo.
Spero sinceramente che questa antologia sarà apprezzata dagli amanti della poesia e dagli appassionati di letteratura. Confido nel vostro continuo supporto e nei vostri migliori auguri. 📖 Titolo del libro: Antologia di poesia globale: Rangan (Vol. 1)
✍️ A cura di: Mahafuzur Rahman Sourav
📅 Data di pubblicazione: 30 luglio 2026

AntologiaDiPoesiaGlobale #Rangan #RaccoltaDiPoesia #UscitaLibro #PoesiaMondiale #VitaDaEditore #MahafuzurRahmanSourav

The Global Poetry Anthology: Rangan (Vol. 1)
✍️ Edited by: Mahafuzur Rahman Sourav, dear friend, distinguished poet, and publisher, published today, July 30, 2026.
I am honored to be featured with one of my poems alongside so many names in contemporary poetry.
Congratulations on your dedication to promoting the beauty of poetry celebrated in this extraordinary literary achievement.

Poetry knows no boundaries and recognizes no geographical barriers. It is a humble attempt to unite the world through the magic of words: “Global Poetry Anthology: Rangan (Vol. 1)”.
After much dedication and anticipation, I am thrilled to announce that this special collection of world poetry, edited by me, will be officially published on July 30, 2026.
This book presents the extraordinary poems and short biographies of 60 international poets.  It promises to be a wonderful tool for introducing readers to the diverse languages, cultures, and emotions of poets from around the world.
I sincerely hope that this anthology will be appreciated by poetry lovers and literature enthusiasts. I count on your continued support and best wishes. 📖 Book Title: Global Poetry Anthology: Rangan (Vol. 1)
✍️ Edited by: Mahafuzur Rahman Sourav
📅 Publication Date: July 30, 2026
#GlobalPoetryAnthology #Rangan #PoetryCollection #BookRelease #WorldPoetry #PublisherLife #MahafuzurRahmanSourav

Poesia: ” Per la Pace nel mondo” di Danijela Cuk – Croazia

Foto cortesia di Danijela Cuk – Croazia

PER LA PACE NEL MONDO

Che la pace rifiorisca nel mondo,
che il sole ci riscaldi e dissolva le nuvole grigie e oscure.
Abbiamo sete di sorrisi, di felicità e di libertà;
che siano i sentieri dell’amore a guidare i nostri passi verso la luce.

Lasciate, o uomini, che la natura fiorisca,
perché anch’essa è parte dell’anima di questo mondo.
Non distruggetela: ciò che donate alla terra,
la terra, un giorno, saprà restituirvelo,
anche quando i vostri occhi non sapranno più vedere.

Lasciate che i giovani vivano i loro sogni,
che non si nascondano nell’ombra del dolore.
Non insegnate loro a odiarsi gli uni con gli altri,
perché dall’odio nascono soltanto sofferenza e tristezza.

Lasciate ai bambini la meraviglia dell’infanzia;
insegnate loro ad amare e ad accogliere l’amore.
Ogni bambino merita la sua oasi di pace,
non un mondo che ferisca senza pietà la sua innocenza.

Donatevi la pace gli uni gli altri.
Se togliete luce al mondo, il mondo spegnerà anche la vostra.
Siate grati, umili, e custodite il dono della vita,
perché nessuno ha il diritto di rubare la pace di un altro.

Liberatevi dal dolore e dall’odio.
A che cosa servono queste catene?
La pace è il bene più prezioso di cui tutti abbiamo bisogno.
Perché scegliere l’odio,
trasformando questo mondo in una terra di schiavitù e di tristezza?

Viva la pace!
Che i vostri cuori custodiscano la loro luce.
Non serve molto, basta un piccolo gesto:
un abbraccio sincero, profondamente umano.

Danijela Ćuk
Croazia

Terza edizione del Festival Internazionale di Poesia Tradizionale “SKOPJE POETICAL EVENINGS”, dedicato al catastrofico terremoto di Skopje del 26 luglio 1963.

Foto cortesia della presidente dell’ Associazione PHOENIX, Biljana Chelik


Il 25 luglio 2026, organizzato dall’ONG “Humanitarian-Cultural PHOENIX”, la Sala Grande del “Museo della Lotta Rivoluzionaria Macedone” ha ospitato, nella sala gremita, la terza edizione del Festival Internazionale di Poesia Tradizionale “SKOPJE POETICAL EVENINGS”, dedicato al catastrofico terremoto di Skopje del 26 luglio 1963.

Prima dell’inizio del festival, la Presidente dell’associazione PHOENIX, Biljana Chelik, ha ringraziato tutti gli scrittori e le guide presenti. Al festival hanno partecipato parte del corpo diplomatico in Macedonia e rappresentanti del governo del paese.

297 autori provenienti da 57 paesi hanno partecipato al concorso; la redazione ne ha selezionati 148 che hanno poi conteso i premi.

La giuria internazionale era composta da:

1) Dott. ZHANG ZHI – Cina
Presidente dell’Unione Mondiale delle Riviste di Poesia
Direttore responsabile di Rendition of International Poetry Quarterly
Direttore responsabile di World Poetry Yearbook
Consigliere del Centro per la Globalizzazione della Poesia Cinese presso l’Università di Nankai

2) ALIKI TALESKU – Cipro
Poetessa e psicologa

3) ALEXEY KALAKUTIN – Russia
Poeta, filologo, ambasciatore internazionale per la pace

4) Katerina Mitkovska – Macedonia, pedagoga, poetessa, Presidente dell’Associazione degli Insegnanti della Città di Skopje

5) Prof. Dott. JOSEPH S. SPENCE – USA
Poeta, umanitario, fondatore di Trilogy Poetry e PWRI

Il festival ha conferito il Premio alla Carriera “Fenice Macedone” al gigante della recitazione macedone Risto Shishkov.

Il vincitore del premio “Fenice d’Oro” è il poeta cinese LUO QICHAO.

Nella categoria degli scrittori stranieri, i vincitori sono:
Primo posto:
Ibrahim Honjo (Canada)
Secondo posto:
Olga Levadnaya (Russia) e
Taghrid BouMerhi (Libanese-Brasiliana)
Terzo posto:
Niels Hav (Danimarca) e
Birgül Sevil Tekinay (Turchia)

La poetessa montenegrina Gordana Sarić ha vinto il premio “Fenice senza frontiere”
per il suo contributo al dialogo poetico tra poeti di tutto il mondo.

Il premio “Gjorgija Pulevski” per la migliore giovane poetessa del festival è stato assegnato a Mila Bojčeska.

Nel concorso per giovani poeti, i premi assegnati sono stati i seguenti:
Primo posto:
Kostatina Andonova
Secondo posto:
Blagoja Georgievski
Terzo posto: Milena Stojkovska.

Premi per i poeti della diaspora:
Il primo posto è andato a Ilina Jovanović Jakovčevska dalla Germania.

Il secondo posto è andato a Violeta Ristevska dall’Australia.

Il terzo posto è stato condiviso da Vaska Nikolovska dalla Svizzera e
Viktor Radun dalla Serbia.

Nella categoria poeti macedoni:
Il primo posto è andato a
Sašo Hristovski Lipski.

Il secondo posto è andato a
Emilija Aleksovska.

Il terzo posto è andato a Mejrem Kajoli Tuša e
Blagica Stojkovska.

Il premio “VOCE DELLA FENICE DELL’Eternità” per la migliore poesia spirituale è stato assegnato ad Aleksandar Atanasovski per la poesia “Testimonianze viventi”.


Il premio “VOCE DELLA FENICE” per la poesia dedicata alla Fenice è stato assegnato alla poetessa cinese Lan Xin.

Il premio “PENNA DELLA FENICE” per la migliore raccolta di poesie pubblicata dall’associazione tra le due edizioni del festival è andato alla raccolta “Slovo na duša” dell’autore Safet Kamber.

Il festival ha inoltre conferito le Targhe della FENICE per il contributo speciale alla cultura a:
1) Dana Tembeleska
2) Dzemail Bajrami
3) Slavjanka Dimova
4) Merita Shefket Abazi
5) Gjorgji Debarliev

Il gruppo folcloristico dell’Associazione dei Pensionati Militari di Skopje ha partecipato al programma culturale e artistico.






On July 25, 2026, organized by the NGO “Humanitarian-Cultural PHOENIX”,  the full Grand Hall of the “Museum of the Macedonian Revolutionary Struggle” held the third International Traditional Poetry Festival “SKOPJE POETICAL EVENINGS” dedicated to the catastrophic earthquake in Skopje on July 26, 1963.

Before the start of the festival, the President of the PHOENIX association, Biljana Chelik, thanked all the writers and present guides. The festival was attended by part of the diplomatic corps in Macedonia, representatives of the government in the country.

297 authors from 57 countries applied to the competition, from the editorial board selected 148 who entered the competition for awards.

The international jury consisted of:

1) Dr. ZHANG ZHI – China
President of the World Union of Poetry Magazines
Editor-in-Chief of Rendition of International Poetry Quarterly
Editor-in-Chief of World Poetry Yearbook
Advisor of the Center for Globalization of Chinese Poetry at Nankai University

2) ALIKI TALESKU – Cyprus
Poet and psychologist

3) ALEXEY KALAKUTIN – Russia
Poet, philologist, international ambassador for peace

4) Katerina Mitkovska – Macedonia, pedagogue, poet, President of the “Association of Educators of the City of Skopje”

5) Prof. Dr. JOSEPH S. SPENCE – USA
Poet, humanitarian, founder of Trilogy Poetry and PWRI

The festival awarded the Lifetime Achievement Award “Macedonian Phoenix” to the Giant of Macedonian Acting Risto Shishkov.

The laureate and winner of the “Golden Phoenix” award is the Chinese poet LUO QICHAO.

In the category of foreign writers, the winners are:
First place:
Ibrahim Honjo Canada
Second place:
Olga Levadnaya Russia and
Taghrid BouMerhi Lebanese-Brazilian poet
Third place
Niels Hav Denmark and
Birgül Sevil Tekinay Turkey .

Montenegrin poet Gordana Sarić is the winner of the “PHOENIX WITHOUT BORDERS” award
for her contribution to the poetic connection of poets from all over the world.

The “Gjorgija Pulevski” award for the best young poet at the festival went to Mila Bojčeska.

In the competition for young poets, the following were awarded:
First place:
Kostatina Andonova
Second place:
Blagoja Georgievski
Third place Milena Stojkovska.

Awarded poets from the diaspora:
First place went to Ilina Jovanović Jakovčevska from Germany.
Second place went to Violeta Ristevska from Australia.
Third place was shared by Vaska Nikolovska from Switzerland and
Viktor Radun from Serbia.

In the Macedonian poets category:
First place went to
Sašo Hristovski Lipski.
Second place went to
Emilija Aleksovska.
Third place went to Mejrem Kajoli Tuša and
Blagica Stojkovska.

The “PHOENIX VOICE OF Eternity” award for best spiritual poetry went to Aleksandar Atanasovski for the poem “Living Testimonies”.

The award “VOICE OF THE PHOENIX” for poetry dedicated to the Phoenix was for the Chinese poetess Lan Xin

The “PHOENIX PEN” award for the best poetry collection between the two festivals published by the association went to the poetry collection “Slovo na duša” by the author Safet Kamber.

The festival also awarded PHOENIX Plaques for special contribution to culture to:
1) Dana Tembeleska
2) Dzemail Bajrami
3) Slavjanka Dimova
4) Merita Shefket Abazi
5) Gjorgji Debarliev

The folklore group of the Association of Military Pensioners of Skopje participated in the cultural and artistic program.




Leggi anche
http://italianewspost.com/2026/07/29/prima-dell-inizio-della-terza-edizione-del-festival-internazionale-di-poesia-tradizionale-skopje-poetical-evenings-dedicato-al-catastrofico-terremoto-di-skopje-del-26-luglio-1963-la-presidente/


https://piercarlolava.blogspot.com/2026/07/il-25-luglio-2026-organizzato-dallong.html


Foto cortesia condivise dalla Presidente dell’ Associazione PHOENIX Dott.ssa Bilijana Chelik
Foto cortesia con Gordana Saric e Bilijana Chelik

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora