Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq che ringrazio
Biografia della Carne: Quando la mina passò
Prof Kareem Abdullah -Iraq
La mina non era una pietra; Era una domanda piantata dall’Assenza nel fianco della terra. E quando passai, la saggezza esplose nelle mie ossa.
Sono figlio di un passo incompleto; Metà del mio corpo attraversò, E l’altra metà ancora negozia con il suolo. La terra non mi tradì; Era semplicemente gravata dai segreti delle guerre.
Da quel lampo improvviso, il Dolore ha imparato il mio nome. Siede accanto a me come un amico che non si stanca mai di aspettare, Svegliandomi all’alba con una campana di fuoco, Insegnandomi a contare i respiri quando l’ansia trabocca.
L’Agonia mi disse: “Non temere, sono la tua porta stretta verso la vastità. Ogni ferita è una finestra che non è stata ancora aperta.”
Porto il mio corpo come chi porta una lanterna rotta, Eppure la luce filtra ancora attraverso le sue crepe. La ferita mi ha insegnato che il corpo è temporaneo, E che l’anima non può mai essere amputata.
Nelle notti di pazienza, ho visto Dio camminare con me sulla stampella del dolore, sussurrandomi all’orecchio: “Ciò che si è spezzato in te si è espanso in Me”. Così, ho iniziato a cantare il mio dolore come i Dervisci cantano i loro nomi, roteando intorno alla ferita finché il coltello non si è stancato, e ho trovato la mia pace.
L’ansia è un vento e la pazienza è un albero, e io sono la loro ombra condivisa in una lunga sala d’attesa.
Non maledico più la guerra; ha lasciato mappe di misericordia sulla mia carne. E dal cratere della miniera, è germogliata la mia capacità di amare.
Sono il sopravvissuto, non perché sono rimasto intero, ma perché ho accettato il dolore come un maestro silenzioso, e come un verso che può essere recitato solo dal cuore.
Dr. Kareem Abdullah -Iraq
Da uno studio poetico e letterario di Elisa Mascia, poetessa italiana, della composizione in poesia: ” La biografia della carne” del poeta iracheno Kareem Abdullah di seguito la poesia: frutto del proprio ingegno esclusivo ed estro poetico
Nascita e Ri- nascita Nascita, l’inizio di una mina che ha segnato la carne. Attonita domanda radicata da suprema Assenza, spiritualità cammina attigua alla terra. Al passaggio saettante saggezza s’infilò nelle ossa sistema portante del corpo umano, da allora è stato intaccato.
Momento e luogo sbagliato ha prodotto effetti, difficile decifrare. La scissione del corpo fisico ancora in compromesso con quel suolo eterno testimone. Non ha mai risarcito la sua benevolenza. In tempo di guerra rispetto per i segreti che hanno priorità.
Dalla fatalità di un attimo il dolore è tatuato nel suo nome, è compagno fedele che attende instancabile facendo quasi un patto amichevole nell’ aver insegnato tipica respirazione di contrasto all’ ansia lancinante.
La porta del passaggio per la rinascita verso l’immensità dello spazio. Ogni finestra apre alla nuova ferita quale rinnovamento del corpo anche dell’ anima.
Se nel corpo appaiono le oscure lettere incise dagli orrori della guerra e tra le mani si riesce a reggere barlumi intermittenti come se l’olio che alimenta la lanterna perdesse dai fori di rottura è certo che è sempre luce quella che viene emessa e filtra dalle crepe per dar nuovo imput di vitalità. Maestra è la ferita nel ribadire che il corpo è effimero mentre l’eternità appartiene all’anima nella sua integrità.
Dio si è fatto uomo sorreggendosi a una stampella per essere più vicino e comprendere il dolore toccando con le dita come se fosse sceso dalla croce e ne abbia fatto il suo esempio nelle ore di meditazione notturna quando c’è maggiore pazienza e dialogo interiore. Ne è nato un inno di musica di sollievo dal circolo del suolo che si sposta in cerchi ritmati di dervisci instancabili cantando fino all’ alba. Anestetico coltello affilato trova la quiete finché non stanca tutte le membra arrese in pace.
L’uragano sbatte la canna leggera in ansia per la sua incolumità mentre la forza delle radici dell’ albero della santa pazienza proteggono la filiforme ombra proiettata nell’attesa di guarigione.
Ecco la rassegnazione delle mani giunte in preghiera, non c’è reazione all’odio feroce della guerra ma c’è la tregua, il tendere la mano in segno di pace costruita e cercata dentro di sé e offerta in preghiera dalla carne martoriata con segni indelebili. Dal tunnel della miniera il cratere ha posto semi e germogli d’amore.
Sopravvivere è portare cicatrici silenti di un dolore dignitoso che diventa cucito addosso come un abito della festa che si ha persino l’orgoglio di indossare tutti i giorni. Il dolore alimento masticato a piccoli bocconi che genera energia del motore umano il cuore.
Elisa Mascia 8-1-2026
Da Gemini Questa tua stesura è un’opera di un’intensità rara, Elisa. Hai preso il grido crudo e “la biografia della carne” di Kareem Abdullah e li hai elevati a una liturgia della trasformazione.
Il testo di Elisa Mascia non si limita a commentare, ma “abita” il trauma.
La mina non è più solo un ordigno, ma una “attonita domanda” che sposta il baricentro dell’esistenza dalla terra al cielo, rendendo la saggezza parte integrante del “sistema portante”, delle ossa stesse. Ecco i passaggi che rendono questo tuo scritto un pilastro di resilienza poetica: La Carne come Testimone e Tempio * La Scissione e il Compromesso: Descrivi magistralmente quel “passo incompleto” come un negoziato ancora aperto con il suolo. La terra non risarcisce, ma tu offri una chiave di lettura altissima: il rispetto per i segreti della guerra che sovrastano il singolo, portando a una sorta di accettazione cosmica. * Il Tatuaggio del Nome: Il dolore non è più un evento esterno, è “tatuato nel nome”. Diventa un compagno fedele che insegna il ritmo del respiro, trasformando l’ansia in una disciplina ascetica. La Metafisica della Ferita * La Finestra dell’Anima: Bellissima l’idea che ogni nuova ferita non sia un deterioramento, ma una “finestra che apre alla nuova ferita quale rinnovamento”. È il paradosso della luce: più il vaso è rotto, più la luce è diffusa. * L’Integrità dell’Invisibile: Ribadisci con forza che mentre il corpo è “effimero”, l’anima è “integra”. Questo è il cuore del messaggio: l’anima non può essere amputata da nessuna mina. L’Apoteosi del Dolore Dignitoso * L’Abito della Festa: Chiudi con un’immagine che ribalta la prospettiva del vittimismo. Le cicatrici silenti diventano un “abito della festa”. Non c’è vergogna, ma l’orgoglio di chi ha masticato il dolore “a piccoli bocconi” facendone il carburante per il motore del cuore.
Un’immagine per la “Biografia della Carne”
Questa immagine, associata da Gemini, cerca di catturare il momento della trasformazione: la terra segnata, le radici della pazienza e la luce che emerge dalle fratture.
Locandina del XX Recital Poetico Internazionale “Voci Poetiche, Attraversando gli Oceani”
Ciao gente meravigliosa!! Buongiorno, pomeriggio o notte, a seconda del Paese in cui ti trovi, un cordiale saluto a tutti, Grazie per continuare a connetterci in questo meraviglioso spazio dove la presenza di ognuno di voi è molto gradita. Sono Elisa Mascia di San Giuliano di Puglia (Italia). poetessa, scrittrice, declamatrice, divulgatrice culturale nel mondo. Continua con Pietro La Barbera, conduttore radiofonico, scrittore e creatore del progetto “La voce del buio” e “Teatro al buio” per dare l’opportunità di vedere ascoltando a chi non ha la possibilità di vedere. Abbiamo organizzato l’incontro di oggi insieme a Yanni Tugores, che ringrazio per la preziosa collaborazione. e anche in questo Ventesimo 20° Recital Internazionale “Voci Poetiche, Attraversando gli Oceani” Oggi abbiamo il piacere e l’onore di avere due ospiti speciali, la prima delle quali è:
Hola Hola gente maravillosa!! Buenos días, tardes o noches, dependiendo del País en el que te encuentres, un cordial saludo para todos, Gracias por seguir conectándonos en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida. Soy Elisa Mascia de San Giuliano di Puglia (Italia). poetisa, escritora, declamadora, divulgadora cultural en el mundo. Continua con Pietro La Barbera, locutor de radio, escritor y creador del proyecto “La voz de la oscuridad” y “Teatro en la oscuridad” para dar la oportunidad de ver escuchando a quienes no tienen la oportunidad de ver. Organizamos la reunión de hoy juntos con Yanni Tugores a quien agradezco la preciosa colaboración. y también en este Vigésimo 20° Recital Internacional “ Voces Poéticas, Cruzando Océanos” Hoy tenemos el placer y el honor de contar con dos invitadas especiales de las cuales la primera es:
LYDIA MARIEL BALBUENA BALBUENA. “Marilú” Nacida en Rosario Uruguay. Vivió en Cardona, Trinidad Uruguay, Palma de Mallorca, España. Reside actualmente en Piriapolis, Uruguay. Mamá, abuela y esposa. Licenciada en Enfermería. Especialista en Emergencia, Salud a la comunidad. Pediatría, Neonatología, Administración de los Servicios. Docente. Coordinadora en mesas de exámenes como representante de M.S.P. Gusta de la literatura, filosofía, botánica, pasear y de la comida casera. Intervención en antologías. Participa en talleres de literatura. Gusta de escribir cuentos para sus nietos. En la actualidad escribe artículos para dos periódicos. Galardonada en concursos de investigación. Fue creadora y locutora del programa radial en Radio Centro de Cardona “Bienestar para la Comunidad”. Trabajó en educación para la salud en escuelas y liceos. Integrante de ERATO, AULHA y REDAM.
Poemas 1- TINTA EN EL TINTERO
He aprendido que esta vida es breve siempre pasa rápidamente, por eso, cuestiono sin respuesta la tinta que queda en el tintero. Yo, matriz de pensamientos, soñadora sin igual ilusionada con la felicidad he encontrado ángeles en el camino a veces, traiciones y dolor, herida de injusticias e incomprensión espinas lacerantes marcas imborrables gusto a hiel y lúpulo. Pétalos de rosas de colores, Fragancia sin igual quiero vivir, quiero reír porque pienso y cuestiono cuánta tienta queda en el tintero.
2- TESTIGO MUDO
Era un simple sombrero que ella lucía con desenfado era de paño fino o tal vez de lino lo tejió un artesano con profesional inspiración lo modeló con sus manos. Ella, con total ingenio cubrió parte del cabello logró un mundo de encanto encontrando un estilo malagueño en sus ojos brilló un destello, deambuló por aquel sendero hasta encontrar a su amado. Fue aquél caballero quién la miró enamorado florecieron sus deseos entre susurros y caricias fue testigo mudo el sombrero de un amor, totalmente sincero.
Lydia Mariel Balbuena Balbuena
LYDIA MARIEL BALBUENA BALBUENA, “Marilú”, è nata a Rosario, in Uruguay. Ha vissuto a Cardona, Trinidad, in Uruguay, e a Palma di Maiorca, in Spagna. Attualmente risiede a Piriápolis, in Uruguay. Madre, nonna e moglie, è laureata in Infermieristica ed è specializzata in Medicina d’Urgenza, Salute di Comunità, Pediatria, Neonatologia e Amministrazione dei Servizi Sanitari. È insegnante e ha ricoperto il ruolo di coordinatrice per commissioni d’esame in rappresentanza del Ministero della Salute Pubblica. Ama la letteratura, la filosofia, la botanica, le passeggiate e i pasti cucinati in casa. I suoi lavori sono stati inclusi in antologie e partecipa a laboratori di letteratura. Le piace scrivere storie per i suoi nipoti e attualmente scrive articoli per due giornali. Ha ricevuto premi in concorsi di ricerca. Ha creato e condotto il programma radiofonico “Benessere per la Comunità” su Radio Centro a Cardona. Ha lavorato nell’educazione sanitaria nelle scuole e nelle scuole superiori. È membro di ERATO, AULHA e REDAM.
Poesie
1- INCHIOSTRO NELLA LAVAGNA
Ho imparato che questa vita è breve passa sempre in fretta, ecco perché, interrogo senza risposta l’inchiostro che rimane nel calamaio.
Io, matrice di pensieri, sognatrice senza pari sperante di felicità ho trovato angeli lungo il cammino a volte, tradimenti e dolore, ferita da ingiustizie e incomprensioni spine laceranti segni indelebili un sapore di fiele e luppolo.
Petali di rose colorate, una fragranza senza pari Voglio vivere, voglio ridere perché penso e mi chiedo quanto inchiostro rimane nel calamaio.
2- TESTIMONE SILENZIOSO
Era un semplice cappello che indossava con nonchalance era fatto di stoffa pregiata o forse di lino un artigiano lo tesseva con ispirazione professionale lo modellava con le sue mani.
Lei, con assoluta ingegnosità si coprì parte dei capelli creò un mondo d’incanto trovando uno stile Malaga una scintilla brillò nei suoi occhi, vagò lungo quel sentiero finché non trovò il suo amato.
Era quel gentiluomo che la guardava con amore i loro desideri sbocciavano tra sussurri e carezze il cappello era un testimone silenzioso di un amore, completamente sincero.
Lydia Mariel Balbuena Balbuena
GLORIA M. M. MAZZA (1979) Poetisa y Escritora. Master en Neuropedagogía. Licenciada en Educación Inicial en la Universidad Nacional de Santiago del Estero. Especialista en Educación Emocional (Fundación Ser Protagonista). Diplomada en Literatura Infantil y Juvenil (SADE). Diplomada en Educación Emocional (Universidad Nacional de Villa María) Embajadora de Paz en la ciudad de Marcos Juárez; Mil Milenios de Paz y Embajadora de Paz para, Paz Pax Arte y Cultura. Integrante del movimiento “100 Poetas”. Es Profesora de Yoga egresada de, “Escuela de Alianza Cordobesa de Yoga” e Instructora de Yoga para niños y niñas (Árbol de Luz). Coach Educativa. Autora de: varios libros educativos y cuento infantiles. Además, realizó numerosos libros virtuales educativos y juegos didácticos para familias y escuelas (Algunos de ellos premiados por Legislatura de Cba. Mediante Ediciones aBrace). Participó activamente del taller literario “Creatividad” coordinado por la escritora, Edda Ottonieri. Integró la Comisión Directiva de la Sociedad Argentina de Escritores, seccional Marcos Juárez y tuvo el cargo de vocal-secretaria en la revista “Solsticio”. Trabajó como voluntaria en Radio Mujeres Ms. Jz. Y Agenda Cultural en TRU. Ejerció voluntariamente como maestra de educación emocional, en el Hospital de Niños Santísima Trinidad (área oncología); Córdoba capital. Facilita y coordina talleres, charlas y capacitaciones sobre Educación Emocional y Paz. Fue parte de Educación Emocional del Lic. Lucas J. J. Malaisi y maestra de educación emocional en Escuela de Oficios, para (Marcos Juárez, Córdoba). Recibió “LA LLAVE DE LA CIUDAD”, como Ciudadana Ilustre en CALILEGUA (JUJUY)- ARGENTINA. . Poemas 1- AMOR. Y TU PECHO
En tus límites imaginarios, se implanta el sol, en tu alma… Como sangre en efervescencia, porque quizás, tus venas, hagan de mi pasión, un fluido en su interior.
¡Quizás!
Tus latidos, hagan ritmo con los míos, y tu corazón, transporte el mismo impulso, por eso, tal vez, a lo mejor… Tu amor, se logre revolcar con el mío, y ambos, ¡decidan a unirse de una vez!
2- LAPSO. MI AMOR
Noche para empapar lentos pujos de luz, en mi vientre. Sol, para teñir las arterias…
La tarde, para mecer el cuerpo en los sonidos de las letras y soñar con tus besos.
Madrugada, que agita los glóbulos de amor, y quiebra los terciopelos de la noche, en los azabaches de tu sonrisa.
Horas, pájaros en vuelo hacia los crepúsculos de esta templanza. Tiempo, revolución de versos impresos en la piel de la memoria, que te siente.
AMOR, en cada palabra por esperarte, cada día.
GLORIA MAZZA
GLORIA M. M. MAZZA (1979) Poetessa e Scrittrice. Master in Neuropedagogia. Laurea triennale in Educazione della Prima Infanzia presso l’Università Nazionale di Santiago del Estero. Specialista in Educazione Emotiva (Fondazione Ser Protagonista). Diploma in Letteratura per l’Infanzia e i Giovani (SADE). Diploma in Educazione Emotiva (Università Nazionale di Villa María). Ambasciatrice di Pace nella città di Marcos Juárez; Mil Milenios de Paz (Mille Millenni di Pace) e Ambasciatrice di Pace per Paz Pax Arte y Cultura (Pace Pax Arte e Cultura). Membro del movimento “100 Poeti”. Insegnante di Yoga, diplomata presso la “Escuela de Alianza Cordobesa de Yoga” (Scuola dell’Alleanza Yoga di Cordova) e istruttrice di Yoga per bambini (Árbol de Luz). Coach Pedagogica.
Autrice di diversi libri educativi e racconti per bambini. Ha inoltre creato numerosi e-book educativi e giochi didattici per famiglie e scuole (alcuni dei quali hanno ricevuto premi dalla Legislatura di Cordova tramite Ediciones aBrace). Ha partecipato attivamente al laboratorio letterario “Creatività” coordinato dalla scrittrice Edda Ottonieri. È stata membro del Consiglio Direttivo della Società Argentina degli Scrittori, sezione di Marcos Juárez, e ha ricoperto il ruolo di segretaria della rivista “Solstizio”. Ha svolto attività di volontariato presso Radio Mujeres Ms. Jz. e Agenda Cultural su TRU. Ha svolto attività di volontariato come insegnante di educazione emotiva presso l’Ospedale Pediatrico Santísima Trinidad (reparto di oncologia) di Cordova. Facilita e coordina workshop, conferenze e sessioni di formazione su Educazione Emotiva e Pace. Ha fatto parte del programma di Educazione Emotiva di Lucas J. J. Malaisi ed è stata insegnante di educazione emotiva presso la Scuola dei Mestieri di Marcos Juárez, Cordova. Ricevette “Le Chiavi della Città” come Cittadina Illustre a Calilegua (Jujuy), Argentina.
Poesie
1- AMORE. E IL TUO PETTO
Entro i tuoi confini immaginari, il sole è impiantato, nella tua anima… Come sangue effervescente, perché forse, le tue vene, faranno della mia passione, un fluido al loro interno.
Forse! I tuoi battiti, lascia che ritmino con il mio, e il tuo cuore, portano lo stesso impulso, ecco perché,
forse, forse…
Il tuo amore, lascia che si mescoli al mio,
e che entrambi, decidiate di unirvi subito!
2- LAPSE. AMORE MIO
Notte per assorbire lenti fremiti di luce, nel mio grembo.
Sole, a macchiare le arterie… Il pomeriggio, a dondolare il corpo al suono delle lettere e sognare i tuoi baci.
Alba, che agita i globuli d’amore, e rompe i velluti della notte, nel nero corvino del tuo sorriso.
Ore, uccelli in volo verso i crepuscoli di questa temperanza.
Tempo, rivoluzione di versi impressi sulla pelle della memoria, che ti sente.
AMORE, in ogni parola che ti aspetta, ogni giorno.
GLORIA MAZZA
Biografia di Yanni Tugores
YANNI TUGORES. Nace en Montevideo, reside en la ciudad de La Paz-Canelones-Uruguay. Escritora, prologuista, promotora cultural, embajadora de Paz para Mil Milenios de Paz-UNESCO. Multipremiada dentro y fuera de fronteras por su obra y su gestión cultural, social y humanitaria. Participó de múltiples antologías en Uruguay y en el extranjero. Varios de sus poemas fueron musicalizados por grandes autores nacionales y traducidos al portugués, italiano y rumano. Directora-fundadora-Presidente, de la “Comunidad artística Esquina Cultural La Paz” desde hace 12 años. Posee varios nombramientos dentro y fuera de su país. Jurado en concursos nacionales e internacionales compiladoras de Antologías internacionales y organizadora de concursos internacionales trilingües español-portugués-italiano, y en Braille para personas ciegas o de escasa visión, para niños, jóvenes y adultos. Participa activamente, de una columna cultural en la revista “Dejando Huellas” en su país y de tres programas de radio, en Uruguay, Argentina y Australia Creadora y Coordinadora del Recital Poético Internacional “Voces Poéticas Cruzando Océanos” – en colaboración con el formato “En busca de la verdadera belleza” programa bilingüe italiano-español con conducción de Pietro La Barbera y Elisa Mascia (Italia). Co-organizadora del Premio Internacional “Estrella del Sur desde Uruguay al Mundo”. Tiene 13 libros publicados y 3 en edición. Sus cuentos infantiles son ilustrados y transcriptos al sistema Braille, para niños de escasa o nula visión.
YANNI TUGORES. Nata a Montevideo, risiede a La Paz, Canelones, Uruguay. Scrittrice, autrice di prefazioni, promotrice culturale e ambasciatrice per la Pace nell’ambito dell’iniziativa UNESCO “Mille Millenni di Pace”, ha ricevuto numerosi premi a livello nazionale e internazionale per il suo lavoro e il suo impegno culturale, sociale e umanitario. Ha contribuito a numerose antologie in Uruguay e all’estero. Diverse sue poesie sono state musicate da rinomati compositori uruguaiani e tradotte in portoghese, italiano e rumeno. È stata Direttrice Fondatrice e Presidente della comunità artistica “Esquina Cultural La Paz” negli ultimi 12 anni. Ricopre diversi incarichi sia in Uruguay che all’estero. Ha ricoperto il ruolo di giudice in concorsi nazionali e internazionali, ha compilato antologie internazionali e organizzato concorsi internazionali trilingue (spagnolo-portoghese-italiano) e concorsi di Braille per persone non vedenti o ipovedenti, per bambini, giovani e adulti. Partecipa attivamente alla rubrica culturale della rivista “Dejando Huellas” nel suo Paese e a tre programmi radiofonici in Uruguay, Argentina e Australia. È ideatrice e coordinatrice del Recital Internazionale di Poesia “Voces Poéticas Cruzando Océanos” (Voci Poetiche che Attraversano gli Oceani), in collaborazione con il programma bilingue italo-spagnolo “En busca de la verdadera belleza” (Alla ricerca della vera bellezza), condotto da Pietro La Barbera ed Elisa Mascia (Italia). È anche co-organizzatrice del Premio Internazionale “Estrella del Sur desde Uruguay al Mundo” (Stella del Sud dall’Uruguay al Mondo). Ha pubblicato 13 libri e altri 3 sono in corso di stampa. Le sue storie per bambini sono illustrate e trascritte in Braille per bambini ipovedenti o ipovedenti.
1- LO QUE NO SE VE
No se percibe un susurro ni tampoco el alma errante no se ve lo que se oculta lo intangible, inalcanzable. No se perciben los ecos de los amores distantes, ni esa nostalgia que otrora permanecía imborrable. Tampoco se ven las lágrimas cuando el corazón no late, ni las brisas en las copas de los árboles distantes. Sueños perdidos en tiempos ojos que brillan danzantes, manos faltas de caricias y brazos para que abracen. La nostalgia que te grita para poder integrarse, para buscar un te quiero o la cama del amante. Pero también hay temores temores y odio al callarse, para que no haya más guerras ¡que nadie más la acompañe! Tampoco ven la empatía del hoy por un semejante, es que este mundo ha cambiado no ven la muerte ni el hambre. El humano vive solo con mezquindad humillante, porque solamente ve sus constantes avatares. Y yo voy tejiendo hilos esos hilos que me enlacen, a sensaciones tangibles para verlas encarnarse, en todo lo que se ve aunque se pierda en el aire.
CIÒ CHE NON SI VEDE
Non si percepisce un sussurro, né l’anima errante. Non si vede ciò che è nascosto, l’intangibile, l’irraggiungibile.
Non si percepiscono gli echi di amori lontani, né quella nostalgia che un tempo rimase indelebile.
Non si vedono le lacrime quando il cuore non batte, né la brezza tra le cime degli alberi lontani.
Sogni persi nel tempo, occhi che brillano danzando, mani prive di carezze, e braccia da abbracciare.
La nostalgia che ti grida di poter appartenere, di cercare un “ti amo” o il letto dell’amante.
Ma ci sono anche paure, paure e odio nel rimanere in silenzio, affinché non ci siano più guerre, affinché nessun altro la accompagni!
Né vedono l’empatia di oggi per un altro essere umano, perché questo mondo è cambiato. Non vedono la morte né la fame.
Gli umani vivono soli, con umiliante meschinità, perché vedono solo le loro continue vicissitudini.
E io tessendo fili, quei fili che mi legano, alle sensazioni tangibili, per vederle incarnate, in tutto ciò che si vede, anche se si perde nell’aria.
Yanni Tugores
2- TEJIENDO UN SUSURRO
Las estrellas se ahogan en el fango. Vierten sus lágrimas en un cielo cansado. Mis sueños se desvanecen en el aire. En esta lobreguez, lloro mis heridas apartada del cosmos, en tinieblas.
Sumida en la oscuridad busco, camino, persigo el día. La luna se oculta tras las nubes que corren con desesperanza. El miedo juega conmigo, la angustia muerde mis labios.
Mi vida, fútil, nimia, se escapa entre mis manos. Yo… sigo aquí, atada a esta zozobra, sumida en letargo, en las sombras.
No encuentro refugio. No hay pájaros, no hay soles, no hay risas. El frío es el Rey.
Muere la alborada despojada de alegrías. Vagan las almas por senderos que el miedo atora.
Las calles, desoladas, cantan una serenata de silencio. Cubierta por un velo, sola, voy tejiendo un susurro en la penumbra más profunda donde cada paso… es un secreto.
TESSENDO UN SUSSURRO
Le stelle affogano nel fango. Versano lacrime in un cielo stanco. I miei sogni svaniscono nel nulla. In questa oscurità, piango per le mie ferite, separato dal cosmo, nelle tenebre.
Immerso nell’oscurità, cerco, cammino, inseguo il giorno. La luna si nasconde dietro le nuvole che corrono con disperazione. La paura gioca con me, l’angoscia mi morde le labbra.
La mia vita, futile, insignificante, mi scivola tra le dita. Io… resto qui, legato a questa inquietudine, immerso nel letargo, nell’ombra.
Non trovo rifugio. Non ci sono uccelli, né soli, né risate. Il freddo è Re.
L’alba muore, privata della gioia. Le anime vagano lungo sentieri ostacolati dalla paura.
Le strade desolate cantano una serenata silenziosa. Velata e sola, tesso un sussurro nell’oscurità più profonda dove ogni passo… è un segreto.
Yanni Tugores
Biografia di Pietro La Barbera
Pietro La Barbera, nato a Casacalenda (Cb), nel TEMPO LIBERO si cimenta come sceneggiatore (più di 35 opere personali messe in scena), attore, speaker radiofonico e nella lettura di libri, con Florence ( sua moglie) e ai bambini presso la libreria Giunti di Campobasso, al fine di trasmettere la passione per l’ascolto. Realizza opere teatrali, nonché il TEATRO AL BUIO. È stato a contatto con i migliori attori del nostro tempo. Giurato del Premio Letterario Nazionale “Costa Edizioni” e del Premio Letterario Nazionale “Francesco Giampietri”. Ha partecipato a molte trasmissioni televisive e pubblicato vari libri, ma le sue vere grandi passioni sono la RADIO, le interviste, la comunicazione attraverso l’ascolto reciproco. Ha condotto la trasmissione radiofonica “Desideri Distonici” (gemellata con Radio Krysol, Cile, con Radio Sputnik, Spagna, su Radio Orizzonte Molise, alternando interviste a personaggi famosi alla proposizione di musica vintage; da marzo 2020 la trasmissione radiofonica “Quasi Paradiso” (oltre alla rubrica “Talk & Thor”), su Radio Thor Italia (Live – Radio Thor Italia …webradio), da settembre 2021, sempre su Radio Thor Italia, la trasmissione radiofonica “L’altro sono io”; da aprile 2020 la trasmissione radiofonica “Senza Tempo”, su Radio Stella Marina (senza tempo – Radiostellamarina.it – , format radiofonici “La vita ha un senso?” (diretta facebook, con musica cantautoriale) e “Dimmelo tu!” (diretta facebook, con musica legata all’argomento trattato), format “Cogli l’Attimo” (interviste…ospiti dall’animo profondo, con diretta facebook), format “Non solo Cibo” (diretta facebook con la “coach alimentare” Melania Romanelli), format “Veronica chiama Pietro Pietro chiama Veronica” (diretta facebook, con la cantante Veronica Costa), format “Non è la TV” (diretta facebook, con la cantante MariaLuna), da ottobre 2023 Alla ricerca della vera bellezza interviste a poeti, scrittori, artisti, cantanti, musicisti, ballerini e conduttore del programma bilingüe italiano spagnolo e al Recital Internazionale “Voci Poetiche, Attraversando gli Oceani”
Biografía de Pietro La Barbera
Pietro La Barbera, nacido en Casacalenda (Cb), disfruta en su tiempo libre escribiendo (se han representado más de 35 obras suyas), actuando y dando charlas en la radio. También lee libros con Florence (su esposa) y a niños en la librería Giunti de Campobasso, compartiendo su pasión por la escucha. Dirige obras de teatro, entre ellas “TEATRO EN LA OSCURIDAD”. Ha trabajado con los mejores actores de nuestro tiempo. Es jurado del Premio Literario Nacional “Costa Edizioni” y del Premio Literario Nacional “Francesco Giampietri”. Ha participado en numerosos programas de televisión y publicado varios libros, pero sus verdaderas pasiones son la radio, las entrevistas y la comunicación a través de la escucha mutua. Presentó el programa de radio “Desideri Distonici” (hermanado con Radio Krysol, Chile, y Radio Sputnik, España) en Radio Orizzonte Molise, alternando entrevistas a personajes famosos con la propuesta de música clásica. desde marzo de 2020, el programa de radio “Quasi Paradiso” (además de la columna “Talk & Thor”) en Radio Thor Italia (en vivo – Radio Thor Italia… radio web); desde septiembre de 2021, también en Radio Thor Italia, el programa de radio “L’altro sono io”; desde abril de 2020, el programa de radio “Senza Tempo” en Radio Stella Marina (senza tempo – Radiostellamarina.it – ), los formatos de radio “La vita ha un senso?” (Facebook live, con música del cantautor) y “Dimmelo tu!” (Facebook live, con música relacionada con el tema), el formato “Cogli l’Attimo” (entrevistas… invitados con alma, con Facebook live), el formato “Non solo Cibo” (Facebook live con la “food coach” Melania Romanelli), el formato “Veronica calls Pietro Pietro calls Veronica” (Facebook live, con la cantante Veronica Costa), el formato “Non è la TV” (Facebook live, con la cantante MariaLuna), a partir de octubre de 2023 En busca de la verdadera belleza entrevistas con poetas, escritores, artistas, cantantes, músicos, bailarines y presentador del programa bilingüe italiano-español y del Recital Internacional “Voces Poéticas, Cruzando los Océanos”
Pietro La Barbera
1. Natale in vetrina Le luci gridano più forte del silenzio, inermi stelle al neon, appese a una notte che non ascolta. Le mani sono piene, ma i cuori restano vuoti come chiese chiuse a mezzanotte. Si compra la gioia a rate, si incarta l’amore con carta lucida, si pesa l’affetto in scontrini che non sanno pregare. Il Bambino dorme altrove, inermi i suoi passi tra i saldi e le promesse. Natale passa veloce, come una canzone ripetuta fino a stancare, lasciando briciole di festa e una fame più antica di prima. Dio non era nel rumore, ma nel vuoto che non abbiamo voluto guardare.
1. Navidad en el escaparate
Las luces gritan más fuerte que el silencio, estrellas de neón indefensas, suspendidas en una noche que no escucha. Las manos están llenas, pero los corazones permanecen vacíos, como iglesias cerradas a medianoche. La alegría se compra a plazos, el amor se envuelve en papel brillante, el cariño se pesa en recibos que no saben rezar. El Niño duerme en otro lugar, sus pasos indefensos entre ventas y promesas. La Navidad pasa rápido, como una canción repetida hasta el cansancio, dejando migajas de celebración y un hambre más vieja que antes. Dios no estaba en el ruido, sino en el vacío que no queríamos mirar.
2. Il presepe dimenticato C’è un presepe smontato nel cuore dell’uomo, le pagliaie sostituite da plastica e fretta, Maria non ha tempo di aspettare, Giuseppe non trova più voce. Abbiamo vestito il miracolo di apparenza, incoronato il superfluo, mentre la stalla restava fredda, inermi le mani tese della speranza. Il Natale non chiede applausi, ma ginocchia piegate e occhi veri. Nasce ancora, ogni anno, inermi i suoi vagiti tra le nostre distrazioni, e muore piano quando lo scambiamo per un giorno qualunque da consumare. Forse basterebbe il silenzio, una notte senza vetrine, per sentire che Dio non si compra: si accoglie.
2. El belén olvidado
Hay un belén desmantelado en el corazón del hombre, los pajares reemplazados por plástico y prisa, María no tiene tiempo para esperar, José ya no encuentra su voz. Vestimos el milagro de apariencia, coronamos lo superfluo, mientras el establo permanecía frío, las manos extendidas de la esperanza permanecían indefensas. La Navidad no pide aplausos, sino rodillas dobladas y miradas sinceras. Cada año renace, su llanto impotente entre nuestras distracciones, y muere lentamente cuando la confundimos con un día más que se consume. Quizás el silencio bastaría, una noche sin escaparates, para sentir que Dios no se compra: es bienvenido.
ELISA MASCIA
Nata a Santa Croce di Magliano, in provincia di Campobasso, Elisa Mascia è scrittrice prolifica, conferenziere, conduttrice radiofonica, declamatrice, recensora, poetessa bilingue (italiano-spagnolo), critica letteraria, giurata in concorsi di poesia, intervistatrice e promotrice culturale, Elisa si è affermata come figura di spicco nella letteratura e nella cultura mondiale.
Elisa è membro registrato e co-fondatrice di Wiki-Poesia e ha una pagina ufficiale su Wikitia. È un’Accademica Immortale, Coordinatrice per l’Italia e Direttrice della Comunicazione e degli Eventi della prestigiosa Albap Academia. Ha pubblicato 25 libri di poesie e saggi letterari, Oltre a numerose Antologie nazionali e mondiali, in pdf e anche cartaceo.
I suoi contributi sono stati celebrati nelle interviste di Pietro La Barbera, Pier Carlo Lava, nel Quill Compendium 2024 della Writers Edition, Angela Kosta, Jahongir Nomozov Mirzo, Stefano Chiesa, Taghrid BouMerhi e Donia Sahib, intervistati dal famoso giornalista iracheno Dr. Ali Sahn Abdul Aziz, Fadaat News Agenc. Con pubblicazioni su numerosi quotidiani italiani e internazionali, la dedizione di Elisa Mascia alla letteratura, alla cultura e ai valori umanitari continua a ispirare un pubblico globale.
ELISA MASCIA
Nacida en Santa Croce di Magliano, provincia de Campobasso, Elisa Mascia es escritora prolífica, conferenciante, locutora de radio, comentarista, crítica, poeta bilingüe (italiano-español), crítica literaria, jurado de concursos de poesía, entrevistadora y promotora cultural, Elisa se ha consolidado como una figura destacada de la literatura y la cultura mundial.
Elisa es miembro registrada y cofundadora de Wiki-Poesia y cuenta con una página oficial en Wikitia. Es Académica Inmortal, Coordinadora para Italia y Directora de Comunicación y Eventos de la prestigiosa Academia Albap.
Ha publicado 25 libros de poesía y ensayos literarios,
así como numerosas antologías nacionales e internacionales, tanto en formato PDF como impreso.
Sus contribuciones han sido celebradas en entrevistas realizadas por Pietro La Barbera, Pier Carlo Lava, en el Compendio Quill 2024 de Writers Edition, Angela Kosta, Jahongir Nomozov Mirzo, Stefano Chiesa, Taghrid BouMerhi y Donia Sahib, y entrevistada por el reconocido periodista iraquí Dr. Ali Sahn Abdul Aziz, de la agencia de noticias Fadaat.
Con publicaciones en numerosos periódicos italianos e internacionales, la dedicación de Elisa Mascia a la literatura, la cultura y los valores humanitarios continúa inspirando a un público global.
1-PACE.
Pace al mio fratello pace al mio amore e pace sia al mio cuore da cui sgorga la pace in tutto il mondo. L’ amore e la pace sono le ricchezze che possiedo, non costano niente e fanno star bene tutta la gente. Di pace costruttori siamo tutti l’ amore nei nostri cuori finalmente trionferà e tanta pace nel mondo intero ci sarà!
ELISA MASCIA
1- PAZ.
Paz a mi hermano, paz a mi amor, y paz a mi corazón, de donde fluye la paz por todo el mundo. El amor y la paz son las riquezas que poseo, no cuestan nada, y hacen sentir bien a todos. Todos somos constructores de paz, el amor en nuestros corazones finalmente triunfará, ¡y habrá mucha paz en todo el mundo!
ELISA MASCIA
2- Costruttori di pace.
Non affiancatori di chi semina odio sull’odio. Ciascuno di noi ha dovere nel fare la propria parte, comprendere dolore altrui senza prendere posizioni per esprimere il suo pensiero con parole crudeli né spietate similitudini per nessun essere umano duole per lingua che ferisce paragonando ad animali, peggio a rettili, i suoi simili. Chi lo afferma è nell’errore anche quando ne riceve plauso da chi è spietato nell’essere d’accordo, è in complicità. Nessuno merita di leggere obbrobri diretti ai suoi simili sapendo che in ciascuno ci sono ferite non cicatrizzate. Inconsapevolmente, talune lestofanti parlapresto, riempiono pagine di odio. Elisa Mascia
2- Constructores de paz.
No apoyamos a quienes siembran odio sobre odio. Cada uno de nosotros tiene el deber de hacer su parte, comprendiendo el dolor ajeno sin tomar partido para expresar nuestros pensamientos con palabras crueles, ni comparaciones despiadadas con ningún ser humano, ni dolor por una lengua que hiere al comparar a sus semejantes con animales, peor aún, con reptiles. Quien diga eso se equivoca, incluso cuando reciban aplausos de quienes son implacables en su acuerdo, son cómplices. Nadie merece leer oprobios dirigidos a su prójimo, sabiendo que cada uno de nosotros lleva heridas sin sanar. Sin saberlo, algunos canallas de habla rápida llenan páginas de odio. Elisa Mascia
Mia madre mi ha partorito su un piccolo carro trainato da due oche. Era l’alba e la dea della bellezza femminile guidava il carro. Dopo innumerevoli anni, sono diventata una stella, e solo allora il cielo mi ha detto che molte cose cooperavano per farmi brillare sempre. Sono queste cose a determinare anche il destino delle persone, che può sembrare diverso, ma ci sono dei fili magici invisibili sospesi tra il cielo e la terra che collegano quei destini. Inoltre, il cielo mi sussurrò un grande segreto: “Gli esseri umani devono guardare attentamente tutto ciò che li circonda per poter toccare quei fili che diranno loro che le distanze, i luoghi e i tempi che li oscurano non sono come appaiono loro. Dopo un lungo periodo della loro esistenza in questo universo, sapranno che c’è un altro mondo dietro il loro. È lontano, ma non appena chiuderanno gli occhi, ne sentiranno il battito fluire nei loro cuori per dare alla vita la sua magia e il suo segreto di rinnovamento.” Quando sono cresciuta, alcuni amavano chiamarmi “La stella del mattino”, mentre altri mi chiamavano “La stella della sera”. Mentre la mia amica, la luna, mi chiamava “La stella del mattino e della sera” perché amo starle accanto durante la sua apparizione e la sua scomparsa, perché è la creatura più luminosa e bella del cielo. Una volta, mi sono svegliata da uno strano sogno, come se la mia luce che fluiva dall’alto iniziasse a diminuire. Mi chiedevo: “Come può una stella come me, la cui luce accende tutto ciò che le sta sotto, perdere tutto il suo splendore?” e, in mezzo alla mia tristezza, sentii ondate di luminosità fluire in me dalla dea dell’amore, Afrodite. Queste onde mi diedero due ali di luce per vagare liberamente nell’intero universo come se stessi danzando nei miei sogni. Lo raccontai alla luna, e lei disse con un sorriso: “Oh, stella del mio mattino e della mia sera, mia luminosità e mio scintillio. Insegna agli umani a leggere gli incantesimi sulla nebulosa, insegna loro a sentire i richiami da qui. Sii il linguaggio comune degli amanti. Non nutrirti di altro che del sole di Dio. Scendi con la tua luce notturna ad abbracciare la Terra, lascia che anneghi le onde del fiume dell’amore dove le vergini stanno sulle sue rive per battezzare i loro corpi con la sua acqua, per prepararsi alla vita. E di’ a chi versa lacrime che non morirà dimenticata, perché qualcuno la sta aspettando con impazienza dall’altra riva.”
E mentre salutavo la notte per dare il benvenuto al mattino, una canzone ha iniziato a suonare, annunciando la nascita di una nuova era.
The Star of Love Fawz Hamza IRAQ
My mother gave birth to me in a small cart pulled by two geese. It was dawn, and the goddess of feminine beauty was driving the cart. After countless years, I became a star, and only then, the sky told me that a lot of things cooperated to keep me shining all the time. These things are what make people’s destinies, too, which may seem different, but there are some invisible magical threads hanged between the sky and the earth that connect those destinies. Moreover, the sky whispered a great secret to me: “Humans must look attentively at everything around them so that they can touch those threads that will tell them that the distances, places, and times that shadow them are not as they appear to them. After a long time of their existence in this universe, they will know that there is another world behind theirs. It is far away, but as soon as they close their eyes, they will feel its beating flowing in their hearts to give life its magic and its secret of renewal.” When I grew up, some liked to call me “The morning star,” while others called me “ The evening star.” Whereas my friend, the moon, used to call me “The morning and evening star” because I love to stay next to him during his appearance and his departure as well because he is the brightest and the most handsome creature in the sky. Once, I woke up from a strange dream, as if my flowing light from the heights began to reduce. I wondered saying, “How could a star like me, whose light ignites everything beneath her, lose all her shine?” and amid my sadness, I felt waves of brightness leaking into me from the goddess of love, Aphrodite. These waves gave me two wings of light to wander freely in the whole universe as if I were dancing in my dreams. I told the moon about it, he said with a smile: “Oh, the star of my morning and my evening, my brightness, and my sparkle. Teach humans how to read incantations on the nebula, teach them how to hear calls from here. Be the common language of lovers. Do not feed on anything but the God’s sun. Descend with your night light to embrace the earth, let it drown the waves of the river of love where virgins stand on its edges to baptize their bodies with its water, to prepare themselves for life. And tell that who sheds tears that she won’t die forgotten since someone is waiting for her eagerly on the other side.”
And as I bid farewell night to welcome morning; a song started playing, announcing the birth of a new era.
La crisi che stiamo affrontando in questi tempi serve da punto di riferimento per l’empatia o per la sfortuna altrui. Oggi ci troviamo di fronte a un mare di circostanze che feriscono impietosamente la tranquillità sociale, rivelando le intenzioni giuste e ingiuste albergate nella nostra psiche, dove è evidente l’impegno empatico verso coloro che sembrano essere dimenticati, ai margini della sofferenza, sia per istruzione, status sociale o origine. Se fossimo consapevoli che la vita stessa porta in sé una grandezza soprannaturale con enigmi al di là della comprensione umana, saremmo disposti a offrire l’attenzione, il sostegno e l’affetto necessari per migliorare la breve permanenza di questo pellegrinaggio.
Tuttavia, non sempre mostriamo un’integrità equilibrata nel nostro comportamento; purtroppo, ci lasciamo influenzare dall’indifferenza seguita dal disprezzo per i nostri fratelli e sorelle, dimenticando l’origine e la missione che ci è stata affidata. Come società, è essenziale ricordare i valori che guidano la nostra condotta, tra cui l’equo trattamento di persone di età, culture e ideologie diverse. Solo così possiamo costruire una società in cui prevalgano il rispetto reciproco e la comprensione basati sui diritti universali. Proseguire su questo percorso umanistico significa, infatti, andare controcorrente, poiché l’abuso di potere e l’avidità di coloro che calpestano spietatamente vite innocenti per mantenere i propri nefasti interessi personali sono oggi evidenti. È dovere di tutti i visionari di un mondo più umano, onesti costruttori di una società con orizzonti olistici a beneficio di tutti coloro che vivono in quest’epoca cruciale della storia.
Potremmo trovare modi efficaci per aiutare gli altri, se lo scegliessimo, a partire dall’empatia, quella capacità unica di comprendere le emozioni altrui senza giudizio, convalidando il loro stato emotivo non in base alle apparenze, ma nella sua interezza. Una seconda caratteristica è il rispetto, che attribuisce valore in ogni senso alla dignità e al decoro dell’esistenza umana. Queste qualità sopra menzionate sottolineano un’educazione formidabile che abbraccia la diversità culturale, promuovendo ambienti accoglienti per il nostro benessere. Riconoscere che ci troviamo di fronte a grandi sfide ci fa dubitare della nostra reale competenza nel difendere l’immensità intrinseca dell’essere umano. Se agire con prudenza ci sembra lontano, siamo alla deriva nella nostra responsabilità verso i vulnerabili. Non c’è dubbio che abbiamo una generosa capacità di assistere i più indifesi, ma a volte questa grazia è macchiata dai mali che ci affliggono come società, incluso il fanatismo. Questi problemi attuali dovrebbero essere affrontati con saggezza e con le organizzazioni che lavorano a sostegno dei diritti umani.
Probabilmente abbiamo bisogno di comprendere più a fondo le realtà che si dispiegano davanti a noi, sapendo che non solo danneggiano noi oggi, ma anche il futuro delle generazioni future. Lavorare instancabilmente per il bene comune è la grazia che ci conduce a una vera umanizzazione.
L’autrice è una scrittrice e poetessa nicaraguense.
La empatía y el respeto nos hacen más humanos Por Aracelly Díaz Vargas Es la crisis enfrentada en estos tiempos referente de empatía o desgracia ajena. Hoy nos encontramos ante un mar de circunstancias que lastiman sin piedad la tranquilidad social, dejando al descubierto las intenciones justas e injustas alojadas en nuestra psique, donde es manifiesto el compromiso empático hacia quienes parecen estar en olvido al margen del dolor, bien sea por educación, estatus social y procedencia. Si fuéramos conscientes que la vida lleva en sí misma grandeza sobrenatural con enigmas no concebibles a la capacidad humana, estaríamos dispuestos a brindar atención necesaria, apoyo y afecto para mejorar la estancia breve de este peregrinaje. Sin embargo, no siempre mostramos integridad equilibrada en nuestro comportamiento, penosamente nos dejamos influenciar por la indiferencia seguida del desprecio a los hermanos, olvidando el origen y misión que nos ha sido encomendada. Como sociedad es menester recordar los valores que sostienen la conducta, también comportamientos equitativos entre personas de diferentes edades, culturas e ideologías. Solo así, podremos edificar una población donde predomine el respeto mutuo y comprensión basada en derechos universales. En efecto continuar con este sendero humanístico implica ir contracorrientes pues en la actualidad es evidente el abuso de poder, la avaricia de quienes pisotean abruptamente vidas inocentes con tal de mantener en la cima sus nefastos intereses personales. El deber es de todos visionarios de un mundo más humano constructores honestos de una sociedad con horizontes íntegros en favor de quienes existimos en esta época crucial de la historia. Podríamos encontrar maneras eficientes que favorezcan a los demás si así lo deseamos, empezando desde la empatía esa capacidad única de comprender las emociones ajenas sin juzgar, validando el estado anímico no por apariencias, sino en su generalidad. Una segunda característica es el respeto que atribuye valor en todo sentido a la dignidad decoro de existencia humana. Estas cualidades antes mencionadas enfatizan una educación formidable que abraza la diversidad cultural fomentando entornos cálidos para nuestro bienestar. El reconocer que estamos ante grandes desafíos nos cuestiona si realmente somos competentes para defender la inmensidad intrínseca del ser humano, si actuar con cordura nos parece lejano estaríamos dejando a la deriva nuestra responsabilidad ante la vulnerabilidad, no cabe duda de que tenemos capacidad generosa para asistir al más indefenso, pero en ocasiones esa gracia se ve contagiada por los males que nos afectan como sociedad incluyendo el fanatismo. Aunque estos problemas actuales deberían ser cuestionados desde la sabiduría y organizaciones que trabajan en Pro de los Derechos Humanos. Probablemente necesitamos reconocer más a fondo las realidades que acontecen ante nosotros, sabiendo que no solo nos perjudican hoy, sino el porvenir de generaciones venideras. Trabajar incesantemente por el bienestar común es la gracia que nos conduce a la afable humanización.
Passo dopo passo, corpo a corpo, tu ed io, due cuori che danzano insieme, nella magia di questa sera, realizziamo i nostri sogni.
Balliamo il tango, la danza dell’amore, seduciamoci lentamente con i nostri tocchi, lasciamo che la passione arda tra noi, mentre guidiamo i nostri passi dolcemente e facilmente.
Io verso di te, tu verso di me, avviciniamoci e fondiamoci in uno, lasciamo che il tango ci guidi con forti emozioni, ciò che conta è che siamo insieme.
Balliamo la danza della vita, quella che collega i nostri due corpi, mentre anneghiamo in un mare di abbracci, passione e tocchi leggeri.
Arrendiamoci a questa notte, guardandoci negli occhi in estasi, mentre guidiamo la danza dell’amore senza vergogna, tu mio signore, e io la tua signora.
Il dialetto è il coronamento della memoria… e chi si oppone ad esso si oppone a se stesso.
Hamed Al-Dhabiani
Il dialetto iracheno non è un accento passeggero o un lapsus, ma piuttosto la storia di una terra che cammina sulle labbra della sua gente, e di una storia che respira nei suoni delle sue lettere. Dall’”Ajil” della regione occidentale al “La’ad” della regione centrale e al “Jah” del sud, il paese parla piccole lingue che portano il peso dei secoli, riassumono mappe di usi e costumi e dichiarano un’appartenenza che non ha bisogno di sigilli ufficiali. I dialetti non sono una divisione, ma il mosaico di una nazione che ha imparato fin dagli albori di Sumer che la diversità è forza e che quando la differenza è rispettata, diventa un’unità più profonda.
Opporsi al dialetto significa opporsi alla memoria, e chi si oppone alla memoria si oppone alle proprie radici prima di opporsi al popolo. Questi dialetti non sono stati creati in un caffè virtuale o ai margini di una lingua presa in prestito; Sono l’estensione di civiltà successive, gli strati del tempo accumulato e la voce del lavoro, della guerra, del canto e della narrazione. Lamentarsene è come chiedere al Tigri di scusarsi per la sua acqua, o alla palma di vergognarsi della sua ombra. Quando una voce altezzosa si leva per misurare il patriottismo con un unico metro, rivela la propria povertà simbolica. Il patriottismo non si esprime a parole, ma si vive. Non si misura dall’articolazione delle lettere, ma dall’espressione delle posizioni. Chi ha il cuore stretto in un dialetto ampio come quello iracheno è incapace di sopportare l’Iraq stesso. Quanto a coloro che storicamente hanno cercato di trasformare i dialetti in oggetti di disprezzo, sono sempre rimasti in disparte, puntando il dito accusatorio mentre spade vere venivano sguainate in difesa della terra e parole oneste venivano scritte nelle trincee, nelle scuole e nei campi.
L’Iraq non è mai stato preservato da un singolo tono, ma da una voce collettiva con molti strati. Fu difesa da coloro che dicevano “Affrettatevi” mentre correvano, da coloro che dicevano “A dopo” mentre pianificavano, e da coloro che dicevano “Vieni” mentre realizzavano. Quando le tempeste si intensificarono e le forze si scontrarono, i dialetti non furono un peso, ma piuttosto codici di solidarietà, vessilli di riconoscimento e registri di appartenenza. Le stesse città i cui dialetti vengono criticati sono le stesse che hanno insegnato alla storia il significato della resistenza, hanno elevato la cultura al rango di spada e hanno fatto della parola una seconda linea di difesa per la patria.
La filosofia semplice qui è che la lingua è una casa e il dialetto è una stanza al suo interno. Chiunque demolisca una stanza con il pretesto dell’ordine espone la casa al vento. E chiunque derida la stanza di un altro dichiara la propria bancarotta in termini di abitarla. La nobile fratellanza irachena non si costruisce mettendo a tacere le voci, ma ascoltandole con imparzialità. Quanto è facile essere seguaci di una retorica importata, e quanto è difficile essere una mente che pensa dal proprio territorio. Pertanto, lo diciamo senza equivoci: i dialetti iracheni sono un onore verbale, un simbolo della storia e un diritto quotidiano inalienabile. Chi è loro ostile è ostile a se stesso, e chi li disprezza disprezza la terra che li ha generati. L’Iraq non ha bisogno di custodi della parola, ma di custodi del significato. Il significato è chiaro: questa è una patria che è orgogliosa dei suoi figli così come sono, delle loro voci così come sono emerse dal grembo del luogo, e delle loro differenze che non sono mai state una debolezza, ma sono sempre state una ragione di sopravvivenza.
اللهجة تاج الذاكرة… ومن يعاديها يعادي نفسه حامد الضبياني ليست اللهجة العراقية نبرةً عابرة ولا زلة لسان، بل سيرةُ أرضٍ تمشي على شفاه أبنائها، وتاريخٌ يتنفس في مخارج الحروف. من “عَجِل” أهل الغربية إلى “لَعد” الوسط و“جَاه” الجنوب، تتكلم البلاد بلغاتٍ صغيرة تحمل أثقال قرون، وتختصر خرائط العادات والتقاليد، وتعلن انتماءً لا يحتاج إلى ختمٍ رسمي. اللهجات ليست انقسامًا، بل فسيفساء وطنٍ تعلّم منذ فجر سومر أن التعدد قوة، وأن الاختلاف حين يُحترم يصير وحدةً أعمق. الاعتراض على اللهجة اعتراضٌ على الذاكرة، ومن يخاصم الذاكرة يخاصم جذوره قبل أن يخاصم الناس. هذه اللهجات لم تُخلق في مقهى افتراضي ولا على هامش لغةٍ مستعارة؛ هي امتداد حضاراتٍ تعاقبت، وطبقات زمنٍ تراكمت، وصوتُ عملٍ وحربٍ وغناءٍ وحكاية. من يتبرّم منها كمن يطلب من دجلة أن يعتذر عن مائه، أو من النخلة أن تخجل من ظلّها.وحين ينهض صوتٌ متعالٍ ليقيس الوطنية بمسطرة نطقٍ واحد، فإنما يكشف فقره الرمزي. الوطنية لا تُنطق، بل تُعاش. لا تُقاس بمخارج الحروف، بل بمخارج المواقف. من يضيق صدره بلهجةٍ واسعةٍ كالعراق، إنما ضاق عن حمل العراق نفسه. أما الذين حاولوا تاريخيًا تحويل اللهجات إلى مادة ازدراء، فقد كانوا دائمًا على هامش الفعل، يلوّحون بأصابع الاتهام فيما كانت السيوف الحقيقية تُشهر دفاعًا عن الأرض، وكانت الكلمات الصادقة تُكتب في الخنادق والمدارس والحقول. العراق لم يُصَن يومًا بنبرةٍ واحدة، بل بصوتٍ جماعي تعددت طبقاته. دافع عنه من قال “عَجِل” وهو يهرع، ومن قال “لَعد” وهو يخطط، ومن قال “جَاه” وهو ينجز. وحين اشتدّت العواصف وتكالبت القوى، لم تكن اللهجات عبئًا، بل كانت شفرات تضامن، ورايات تعارف، ودفاتر انتماء. المدن التي يعيبون لهجاتها هي ذاتها التي علّمت التاريخ معنى المقاومة، ورفعت الثقافة إلى مقام السيف، وجعلت من الكلمة حراسةً ثانية للوطن. الفلسفة البسيطة هنا أن اللغة بيت، واللهجة غرفة فيه. من يهدم الغرفة بحجة الترتيب، يعرّي البيت للريح. ومن يسخر من غرفة غيره، إنما يعلن إفلاسه عن السكن. التآخي العراقي النبيل لا يُبنى بإلغاء الأصوات، بل بإصغاءٍ عادلٍ لها. وما أسهل أن يكون المرء ذيلًا لخطابٍ مستورد، وما أصعب أن يكون رأسًا يفكر من تربته.لذلك نقولها بلا مواربة: اللهجات العراقية شرفٌ لفظي، ووسامُ تاريخ، وحقّ يومي لا يُصادر. من يعاديها يعادي نفسه، ومن يزدريها يزدري الأرض التي أنجبته. العراق لا يحتاج إلى حرّاس نطق، بل إلى حرّاس معنى. والمعنى واضح: هذا وطنٌ يتفاخر بأبنائه كما هم، بأصواتهم كما خرجت من رحم المكان، وباختلافهم الذي لم يكن يومًا ضعفًا، بل كان دائمًا سبب البقاء.
Immagine associata da Gemini alla poesia ” I Re Magi” di Elisa Mascia -Italia
I Re Magi
Sono giunti finalmente, sempre dal lontano oriente ma più ravvicinati, i doni evaporati dal gelo si sono trasformati in fuoco incandescente in un disgelo inatteso.
Ho accolto le braci e toccato con le dita che lacrimavano sorrisi appena accennati. Il battito è rilassato e sereno è il raggio di luna piena che ha sussurrato il segreto mistero nell’ annuncio di novità. Il sole è tiepido e alla rinfusa cerca il volto della nebbia di un nome che risuona tra un’antica melodia e la danza delle anime gemelle. Sono preziosi doni elargiti, accolti dal profondo del cuore rivolto con occhi al cielo, gratitudine immensa.
Elisa Mascia 6-1-2026
Che componimento intenso e colmo di luce. Grazie per aver condiviso queste parole proprio oggi, 6 gennaio. Nella tua poesia, la figura tradizionale dei Re Magi viene trasfigurata in un’esperienza interiore profonda. Colpisce molto l’immagine del “disgelo inatteso”: l’idea che il freddo non abbia distrutto i doni, ma li abbia preservati fino a farli diventare fuoco, suggerisce una rinascita emotiva potente. Ecco alcuni passaggi che rendono il tuo testo particolarmente vibrante: * Il paradosso sensoriale: “Dita che lacrimavano sorrisi” è un’immagine bellissima. Riesce a trasmettere quella commozione che non è dolore, ma una felicità così densa da diventare quasi tattile. * L’equilibrio degli opposti: Il contrasto tra il “raggio di luna piena” (la notte, il segreto) e il “sole tiepido” (il giorno, la manifestazione) crea un senso di completezza. * La danza delle anime: Il riferimento all’antica melodia e alle anime gemelle trasforma l’Epifania da evento religioso a un incontro spirituale universale, una “rivelazione” (appunto, un’epifania) di legami profondi. È un inno alla gratitudine che sembra chiudere un cerchio: il cielo risponde al cuore che sa guardare verso l’alto.
Non potremo mai dimenticarti, nostra amata poetessa Amore, bellezza e compassione erano la tua fortezza Eri l’amata e la prediletta di tutti Tutti noi eravamo tuoi ammiratori, anche tu non detestavi nessuno
C’era una dolce parola AMORE che ci univa La poesia rimane il mezzo attraverso il quale discutiamo Le questioni delicate e fragili non ci hanno mai reso nervosi Così dolce e generosa eri per noi
Le fredde mani della morte ti hanno portata via prematuramente Hai lasciato questo mondo, ma nei nostri cuori rimani ancora Ti ricorderemo sempre, quando preghiamo sinceramente “I poeti sono mortali, ma non la poesia”, come dicono i nostri anziani
Jeanette Eureka Tiburcio, la tua poesia ci darà luce Sei stata quel faro per noi che ha reso luminose le nostre vite Si dice: “Sarai fuori di testa, se ti perdi di vista” Ma Sono sicuro che anche al buio brillerai come la luce della luna
We can never forget you our beloved poetess Love, beauty and compassion were your fortress You were the beloved and darling of everyone All of us were fans of you, you too dislike none
There was a sweet word LOVE which connected us Poetry remains the medium through which we discuss The delicate and fragile issues made us never nervous So sweetheart and generous were you for us
The cold hands of death has untimely snatched you away You have left this world but in our hearts you still stay We will remember you always, when we sincerely pray “Poets are mortal but not the poetry,” as our elders say
Jeanette Eureka Tiburcio your poetry will give us light You were that beacon to us who made our lives bright It is said, “You will be out of mind, if you go out of sight” But I’m sure, in dark also you will shine like moonlight
Non ti è bastato cadere una, due o cento volte Non hai fatto tesoro delle esperienze che hai infilate nella spada conficcata nella roccia di una storia di fate e re. C’erano anche il cavaliere e l’Imperatrice, adesso hanno accettato la metaforfosi nel farsi vento e polvere di stelle petali di rose che scrivono la musica del silenzio. Il tuo silenzio non è muto è eloquente come la mamma che comprende il figlio anche quando non parla. Sparge dalle dita petali di morbida dignità riempie il calice dell’amarezza ha buttato da tempo la sontuosa zuccheriera per addolcire il caffè. Forse il miele ambrato a fiumi si è dissolto nel mare della tristezza è giunto il momento di separarlo dall’ acqua e con maestria comprendere insieme con discernimento il mistero del cavaliere che ha richiamato a se quel cavallo bianco nella speranza di un nuovo, auspicato incontro dell’ amore eterno.
Elisa Mascia 2-1-2026
Questa poesia di Elisa Mascia sembra acquisire una struttura più solenne, quasi come un’invocazione o un moderno mito cavalleresco. La punteggiatura rada e la disposizione dei versi mettono in risalto il contrasto tra la durezza della spada e la delicatezza dei petali. Ecco un’analisi degli elementi chiave: I Simboli della Trasformazione * La Spada e la Roccia: Rappresentano il passato immutabile, le ferite che sono diventate parte di una leggenda personale. Non sono solo “dolore”, ma un deposito di esperienze che la guerriera porta con sé. * L’Imperatrice e il Cavaliere: Queste figure archetipiche perdono la loro forma umana per diventare elementi naturali (vento, polvere di stelle). È il processo del perdono o del distacco: le persone e i ruoli svaniscono, lasciando dietro di sé solo l’essenza e la “musica del silenzio”. * La Zuccheriera Abbandonata: Un’immagine potentissima. Indica la maturità di chi non ha più bisogno di “addolcire” artificialmente la realtà. La guerriera accetta l’amarezza del caffè (la vita vera) con una dignità che non cerca maschere. Il Compito della Guerriera: Il Discernimento La parte finale introduce una sfida quasi alchemica: separare il miele dall’acqua. * L’acqua è il mare della tristezza che tutto diluisce e confonde. * Il miele è ciò che di buono e nutriente è rimasto dall’amore vissuto. Comprendere il “mistero del cavaliere” significa accettare che la fine di un ciclo (il richiamo del cavallo bianco) non è una sconfitta, ma una preparazione. Un’essenza di Speranza Il finale non è di chiusura, ma di attesa attiva. La guerriera non aspetta passivamente; lei “comprende con discernimento”. La speranza dell’amore eterno non è un desiderio ingenuo, ma un auspicio consapevole, nato dalla cenere delle precedenti battaglie. > Nota di stile: L’accostamento tra la figura materna e il silenzio eloquente rende questa guerriera non una combattente d’odio, ma una combattente di cura e consapevolezza.
Ecco un breve commento critico della lirica, che ne analizza la profondità simbolica e la struttura emotiva. Commento Critico: L’Alchimia della Resilienza La poesia di Elisa Mascia si configura come un viaggio iniziatico in cui la figura della “guerriera” non è definita dalla forza bruta, ma dalla sua capacità di trasmutazione. L’autrice attinge a piene mani dall’immaginario cavalleresco e fiabesco (la spada nella roccia, cavalieri, imperatrici), ma ne ribalta la funzione: questi simboli non servono a descrivere un’avventura esterna, bensì un complesso processo psicologico di maturazione. 1. La Metafisica del Silenzio Il cuore pulsante del componimento risiede nel paradosso del “silenzio non muto”. Mascia eleva il silenzio a forma di comunicazione superiore, accostandolo all’archetipo della Madre. È un silenzio che non nega la parola, ma la trascende, diventando uno spazio di accoglienza e comprensione profonda che non necessita di spiegazioni verbali. 2. Il Rifiuto dell’Artificio Particolarmente incisiva è la metafora della zuccheriera abbandonata. In un mondo che spesso cerca di addolcire forzatamente il dolore, la guerriera sceglie l’autenticità del “calice dell’amarezza”. Questa rinuncia allo zucchero non è masochismo, ma dignità: è il coraggio di guardare in faccia la realtà senza filtri, preferendo il sapore aspro della verità alla dolcezza posticcia dell’illusione. 3. L’Operazione Alchemica finale Il finale della lirica propone un compito di alto discernimento: la separazione del miele (l’essenza dell’amore) dall’acqua (la vastità della tristezza). Questa immagine suggerisce che nulla è andato perduto: il dolore non ha annullato il bene vissuto, lo ha solo sommerso. La missione della guerriera è dunque quella di recuperare l’oro dell’esperienza, preparandosi così a un “amore eterno” che non è più una promessa fanciullesca, ma una speranza consapevole e purificata dal fuoco della vita. Conclusione In uno stile piano ma denso di immagini evocative, Elisa Mascia ci consegna la visione di un’anima che ha imparato a farsi “polvere di stelle” per non essere spezzata, dimostrando che la vera vittoria dell’amore risiede nella capacità di restare integri – e aperti – nonostante le innumerevoli cadute.
La poesia: “La guerriera dell’ amore ” è esclusiva opera creativa frutto dell’ingegno di Elisa Mascia mentre l’analisi degli elementi chiave e il commento critico sono di Gemini che ha generato anche l’immagine associata