Il dott. Mark Macleod è uno scrittore e redattore per bambini e professore associato presso la Charles Sturt University. Ha insegnato letteratura per bambini, letteratura australiana e scrittura creativa presso Università in Australia e in tutto il mondo, più di recente in India presso la Mumbai University e la Sikkim University. La sua carriera editoriale si concentra sui testi narrativi come agenti di cambiamento.
È stato direttore editoriale presso Random House, editore presso Hachette Australia, presidente e direttore editoriale della casa editrice indipendente di libri illustrati Dirt Lane Press e redattore freelance per editori tra cui Walker Books Australia, University of Queensland Press, Omnibus Books, ABC Books e Queer Ink, India. Mark è noto per i suoi commenti sui libri per giovani lettori in televisione, radio e sui media stampati.
I suoi attuali interessi di ricerca sono la diversità nella narrativa per i giovani, la consapevolezza e l’insegnamento della giustizia sociale e l’adattamento dei testi per bambini. Ex presidente nazionale del Children’s Book Council of Australia e presidente di TasWriters, il centro per scrittori di Hobart, Tasmania, Mark ha vinto premi per il suo servizio distinto alla letteratura per bambini e per i titoli pubblicati con la sua casa editrice, Mark Macleod Books. Per molti anni è stato direttore esecutivo della rivista International Research in Children’s Literature, pubblicata dall’Università di Edimburgo, ed è direttore esecutivo di Queer Ink, India. Nel 2023 ha organizzato Storygig, il primo festival della Tasmania dedicato alla narrazione per, sui e dai giovani. Mark è autore di poesie per adulti e bambini e di libri illustrati per bambini. Il suo libro più recente è una raccolta di poesie per bambini, The Secret Boat, illustrata da Hélène Magisson e pubblicata da WestWords nel 2023.
DINNERTIME
Coccodrillo, che scivola, vedo i tuoi occhi e il tuo muso. Coccodrillo, si chiede perché non ci sia nessun altro in giro. Coccodrillo, solo un sorriso che galleggia sul fiume. C’è solo un nuotatore qui. Tutti gli altri sono la cena!
CERCHI
I cerchi sono rotondi e sono tutti intorno a noi: il sole nel cielo, le ruote dell’autobus, la luna piena di notte, un anello al dito, il coperchio di un barattolo, un piatto per la cena. Traccia una linea nella sabbia attorno a un cerchio di amici che si tengono tutti per mano – la linea non finisce mai.
APRI LA FINESTRA
Apri di più la finestra. Ho bisogno di sentire la brezza. Lascia andare la tristezza, Lascia che piova o nevichi. Apri la finestra, per favore!
Apri di più la finestra Lascia entrare il sole e il cielo Lascia entrare il mare E una barca per me O un aereo che io possa pilotare.
L’UNICA
I miei piedi sono troppo grandi Il mio petto è troppo piatto Le mie unghie sono troppo corte Il mio sedere è troppo grosso Ho un mento grande Quando sussurro urlo Le mie gambe sono sottili E le mie orecchie sporgenti Manca un dente E mi fa balbettare Ho provato a fischiare – sono le labbra dalla forma sbagliata. I miei occhi sono azzurri E mi sarebbero piaciuti castani I miei capelli sono rizzati Quando dovrebbero stare giù Rido troppo forte Quando mi diverto Non c’è nessuno come me – Sono unico. Ed è per questo che tutti i miei amici mi amano!
SULLA SPIAGGIA
Accatasta le tue preoccupazioni in questa barca Poi spingila fuori dalla riva Costruiamo un castello sulla sabbia E dimentichiamo la guerra.
Scaveremo un fossato intorno Per prenderci cura di tutti i nostri amici E se la marea dovesse abbatterlo Possiamo ricostruirlo di nuovo.
OCCHIO ALLA PALLA
Lanciala Lanciala Calciala Rotolala Dribbla, passa e Schiacciala. Colpiscila di testa Curvala Fai girare la palla Seguila. Tieni d’occhio la palla se vuoi vincere.
Dr Mark Macleod is a writer and editor for children, and Adjunct Senior Lecturer at Charles Sturt University. He has taught Children’s Literature, Australian Literature and Creative Writing at universities in Australia and around the world, most recently in India at Mumbai University and Sikkim University. His publishing career focuses on narrative texts as agents for change.
He has been Publishing Director at Random House, Publisher at Hachette Australia, President and Publishing Director of independent picture book publisher Dirt Lane Press, and freelance editor for publishers including Walker Books Australia, University of Queensland Press, Omnibus Books, ABC Books and Queer Ink, India. Mark is well known for his commentary on books for young readers on television, radio and in print media.
His current research interests are diversity in narrative for young people, the awareness and teaching of social justice and the adaptation of children’s texts. A former national president of the Children’s Book Council of Australia, and Chair of TasWriters, the writers’ centre in Hobart, Tasmania, Mark has won awards for distinguished service to Children’s Literature and for titles published under his own name imprint, Mark Macleod Books. For many years, he was Executive Editor of the journal International Research in Children’s Literature, published by Edinburgh University, and is Executive Editor for Queer Ink, India. In 2023 he convened Storygig, Tasmania’s first festival of storytelling for, about and by young people. Mark is the author of poems for adults and children, and picture books for children. His most recent book is a collection of poems for children, The Secret Boat, illustrated by Hélène Magisson, and published by WestWords in 2023.
DINNERTIME
Crocodile, sliding by, I can see your eyes and snout. Crocodile, wondering why there’s no one else about. Crocodile, just a smile floating on the river. There’s only one swimmer here. Everyone else is dinner!
CIRCLES
Circles are round and they’re all around us: the sun in the sky, the wheels on the bus, the full moon at night, a ring on your finger, the lid from a jar, a plate for your dinner. Draw a line in the sand round a circle of friends all holding hands – the line never ends.
OPEN THE WINDOW
Open the window wider. I need to feel the breeze. Let the sadness go, Let it rain or snow. Open the window, please!
Open the window wider Let in the sun and the sky Let in the sea And a boat for me Or a plane that I can fly.
THE ONLY ONE
My feet are too big My chest’s too flat My nails are too short My bottom’s too fat I’ve got a big chin When I whisper I shout My legs are thin And my ears stick out One tooth’s missing And it makes me lisp I’ve tried to whistle – they’re the wrong shaped lips. My eyes are light blue And I would have liked brown My hair sticks up When it should stay down I laugh too loudly When I’m having fun There’s no one like me – I’m the only one. And that’s why my friends all love me!
ON THE BEACH
Pile your worries into this boat Then push it out from the shore Let’s build a castle on the sand And forget about the war.
We’ll dig a moat around it To look after all our friends And if the tide should knock it down We can build it up again.
EYE ON THE BALL
Pitch it Bowl it Kick it Roll it Dribble, pass and Slam it in. Head it Curve it Spin it Serve it. Keep your eye on the ball if you want to win.
Foto cortesia di Irene Doura Kavadia, Bartolomeo Theo Di Giovanni e Fabio Petrilli
A tu per tu con Theo Scalzo 44, nella dinamica del linguaggio esistenzialista.
La poesia muore e risorge nel medesimo istante, in questo passaggio metafisico si sintetizza la lingua con il linguaggio universale, che collega l’uomo con l’essere ed il tempo, pertanto, l’esistenzialismo filosofico si risolve nell’attimo in cui l’uomo è colto dalla ispirazione nel momento preciso della osservazione del mondo come dimora dell’essere. TheoScalzo 44 è il poeta che orbita attorno a vocaboli che sono parte integrante della sua poetica, che giorno dopo giorno riesce a conquistare quelle nazioni che per poesia non sono seconde all’ Italia, stavolta è arrivato in Grecia conquistando il cuore di chi ne ha tradotto alcuni delle centinaia di migliaia di versi, che in questo decennio hanno riempito settantasei maxi-quaderni. Ma Theo cosa pensa di lui come poeta? Io non riesco a definirmi, credo di essere un uomo che ha fatto pace con sé stesso attraverso la parola, che poi siano poesia, prosa, prosimetri, versi filosofici, non mi importa molto, sono uno sperimentatore di vocaboli, cioè mi piace il vocabolo in sé e per sé perché cela lo sviluppo stesso dell’essere umano. Mi appassiona l’etimologia e inserire quella determinata parola in un contesto puramente coscienziale. Mi chiedo sempre quale sia l’intenzione della coscienza che ha voglia di comunicare attraverso quel determinato coro di consonanti e vocali. Sicuramente c’è una cernita di utilizzo, ovvero, in ciò che scrivo si fa riferimento sempre a contesti che esprimono il divino: tabernacolo, albero, suono, canto, altare, amore, sigillo, destino, cuore etc. La cantante Anna Ugolini un giorno mi scrisse che sono una persona che non risparmia neanche sé stessa dall’esame di coscienza, è tutto vero, sono solito esaminare il mio spirito e donarlo alla vita con tutte le possibili conseguenze. Osservo la vita, il suo divenire, le trasformazioni ed i simboli che da essa si fissano non come verità assolute ma prolegomeni utili alle indagini.
Cosa pensi di questo periodo storico? Mi infastidisce, quasi mi addolora, l’indifferenza verso lo sgretolamento dei valori universali, ho detto in altre sedi che l’amore ha subito la condanna dai consumisti dei sentimenti, i punti di incontro sono rappresaglie intenzionate ad imprimere il pensiero unico e l’assoggettamento della facoltà di pensiero. Forse è l’uomo che sente il bisogno di sentirsi sottomesso ai suoi stessi desideri; infatti, quella libertà di cui si parla è schiavitù: paura di invecchiare, terrore di un aspetto fisico che non segue gli standard contemporanei, si è persa la ricerca della bellezza nei particolari, si tende ad assomigliarsi, vedo tanti soldatini uguali senza una propria immagine.
Sei felice che le tue opere siano tradotte in diverse lingue? Assolutamente si, ma il mio è un tentativo di creare sinergie, disperdere l’Io, ritrovandosi con un Sé che danza all’unisono, ma le passerelle sono affollate da prime donne, io amo i simposi, dove l’uno cede con sentimento una parte del proprio spirito, temo, per dirla alla Ionesco, che stiamo diventando tante scatolette di sardine l’una accanto all’altra, una sottospecie di monadi, o come mosche che credono di guidare la diligenza. Colgo l’occasione per esprimere gratitudine sia a te, che a Elisa Mascia, e soprattutto a Irene che ha tradotto i miei versi, sono onorato dai suoi elogi. Io spero sempre nelle vive collaborazioni, beh la Grecia è la madre della poesia occidentale.
POETA BARTOLOMEO THEO DI GIOVANNI
Ti troverò anche/ Dietro la finestra /Sigillata di un monastero. /Tra le grate potrei portarti carezze e baci sulle mani. /Potremmo guardare il cielo e le sue cento sfumature. / Raccoglierei un frammento di nuvola per offrirti acqua di stelle, / e la piuma di un angelo per scrivere il mio nome sulla tua fronte. /Aspetterò il giorno, per consegnarti l’invito di un’altra notte, /è così per tutti i giorni del tempo terreno. /Adesso godiamo di questo dono, pianterò un albero di cedro, / dai rami costruirò una lira per suonare libere note che andranno dove la ragione non arriva. /È possibile tutto se a ragionare è la tesa corda d’argento, /e i nodi del filo rosso degli innamorati.
I will find you even Behind the sealed window Of a monastery. Through the bars, I could bring you caresses and kisses on your hands. We could gaze at the sky and its hundred shades. I would gather a fragment of a cloud to offer you water from the stars, and the feather of an angel to write my name on your forehead. I will wait for the day to deliver you the invitation of another night, and so it will be for all the days of earthly time. Now let’s enjoy this gift; I will plant a cedar tree, from its branches I will craft a lyre to play free notes that will go where reason cannot reach. Everything is possible if it’s the tense silver string that reasons, and the knots of the red thread of lovers. Translated into English by Irene Doura Kavadia
Ποιητής Βαρθολομαίος Τζιοβάννι
Θα σε βρω ακόμα και πίσω από το σφραγισμένο παράθυρο Ενός μοναστηριού. Μέσα από τα κάγκελα θα μπορούσα να σε χαϊδέψω και να σου φιλήσω τα χέρια. Θα μπορούσαμε να κοιτάξουμε τον ουρανό και τις εκατό αποχρώσεις του. Θα μάζευα ένα κομμάτι σύννεφου για να σου προσφέρω νερό από τ’ άστρα, και το φτερό ενός αγγέλου για να γράψω το όνομά μου στο μέτωπό σου. Θα περιμένω την ημέρα για να σου παραδώσω την πρόσκληση μιας άλλης νύχτας, κι έτσι θα είναι για όλες τις μέρες του γήινου χρόνου. Τώρα, ας απολαύσουμε αυτό το δώρο· θα φυτέψω έναν κέδρο, από τα κλαδιά του θα φτιάξω μια λύρα για να παίζει ελεύθερες νότες που θα πάνε εκεί όπου η λογική δεν μπορεί να φτάσει. Όλα είναι δυνατά αν είναι η τεντωμένη ασημένια χορδή που λογάται, και οι κόμποι της κόκκινης κλωστής των ερωτευμένων.
Απόδοση στην Ελληνική : Ειρήνη Ντούρα-Καββαδία A CURA DI FABIO PETRILLI
Laddove l’azzurro s’incontra con l’infinito, il mare sussurra storie antiche
Le onde danzano, un respiro profondo, ricami di spuma che giocano e si frangono,
ogni risacca un segreto svelato, un canto dolce portato dal vento.
Conchiglie, tesori sulla battigia, sogni rinchiusi, brillanti di vita, a raccontare di viaggi lontani, di onde da domare.
All’alba e al tramonto, il sole dipinge arazzi di oro su sfondi cangianti, con pennelli di menta e rosmarino A sera il mare si veste di blu e nel suo abbraccio, l’anima si placa.
A volte e’ ribelle, Il vento agita un canto di tempesta, nel suo ruggito potente la forza della natura è sempre presente.
In ogni goccia, un eco di divinità, cordone invisibile che unisce realtà, il mare, amico, un dialogo muto, eterno, nel suo respiro, troviamo il nostro interno.
Ascolta il suo canto, respira, lasciati andare …e’ la magia del mare. . . LA MAGIA DEL MAR
Allí donde el azul se encuentra con el infinito, el mar susurra historias antiguas
Las olas danzan, una respiración profunda, bordados de espuma que juegan y se rompen,
cada resaca un secreto revelado, un dulce canto llevado por el viento.
Conchas, tesoros en la costa, sueños encerrados, brillantes de vida, para contar viajes lejanos, de olas para domar.
Al amanecer y al anochecer, el sol pinta tapices de oro sobre fondos iridiscentes, con pinceles de menta y romero Por la tarde el mar se vuelve azul y en su abrazo, el alma se calma.
A veces es rebelde El viento agita una canción de tormenta, en su potente rugido la fuerza de la naturaleza está siempre presente.
En cada gota, un eco de divinidad, cordón invisible que une realidades, el mar, amigo, un diálogo mudo, eterno, en su aliento encontramos nuestro interior.
Escucha su canto, respira, déjate llevar…es la magia del mar. . . LA MÀGIA DEL MAR
Allà on el blau es troba amb l’infinit, el mar xiuxiueja històries antigues
Les ones ballen, un alenar profund, brodats d’escuma que juguen i es trenquen,
cada ressaca un secret revelat, un dolç cant portat pel vent.
Petxines, tresors a la costa, somnis tancats, brillants de vida, per contar viatges llunyans, d’ones per domar.
A l’alba i al capvespre, el sol pinta tapissos d’or sobre fons iridescents, amb pinzells de menta i romaní Al vespre el mar es torna blau i en la seva abraçada, l’ànima es calma.
De vegades és rebel, El vent remou un cant de tempesta, en el seu rugit poderós la força de la natura és sempre present.
A cada gota, un ressò de divinitat, cordó invisible que uneix realitats, el mar, amic, un diàleg silenciós, etern, en el seu alè, trobem el nostre interior.
Escolta el seu cant, respira, deixa’t anar… és la màgia del mar. . . Ada Rizzo
Tra le vie rattoppate di grigio fragile oltre due argini di muretto a secco sfocia il cielo mai visto del silenzio frane di nubi in sterminati greggi contorsioni, visi colorati a metà: un bianco disegna oceani morbidi e il grido dell’uomo diviene tramonto. . . Al Sur
Entre las calles cubiertas de frágil gris más allá de dos terraplenes de pared seca fluye el cielo nunca visto del silencio desprendimientos de nubes en bandadas interminables contorsionadas, rostros medio coloreados: un blanco dibuja suaves océanos y el grito del hombre se convierte en atardecer. . . Al Sud
Entre els carrers coberts de gris fràgil més enllà de dos marges de murs de pedra seca flueix el cel mai vist del silenci esllavissades de núvols en interminables estols contorsionats, rostres mig acolorits: un blanc dibuixa oceans suaus i el crit de l’home es converteix en posta de sol. . . A Sul
Entre as ruas cobertas de cinzento frágil além de duas margens de muros de pedra seca flui o céu de silêncio nunca visto deslizamentos de nuvens em bandos intermináveis contorcidos, rostos meio-coloridos: um branco desenha oceanos suaves e o grito do homem transforma-se em pôr do sol. . . Gianpaolo G. Mastropasqua
Voglio parlare del silenzio. Ma in silenzio. Che non si senta neanche il suono della mia voce. Voglio che tu cerchi di ascoltare ciò che dice la mia anima in silenzio. Voglio essere come il sole o la luna. Importanti nella loro funzione ma agendo in silenzio. Essere come l’albero, come il fiore. Che non si vantano di quello che danno. Che non piangono quando muoiono. Tutto lo danno in silenzio. Essere come la nuvola che scorre nel cielo, in silenzio. Essere come i neuroni che eseguono la loro sinapsi, stabilendo un ponte chimico, in silenzio. Voglio essere il silenzio stesso. Perché in silenzio si sente meglio la voce dello spirito. Perché in silenzio, la musa invade il mio cuore di poeta. Voglio amare in silenzio. E il silenzio non mi lascia. Le parole sfuggono dalla mia bocca per dire. Ti amo…! Voglio essere tutto ciò che è stato detto prima. Ma sono una donna estremamente innamorata. E se dico un. Ti amo …! Che non posso custodire nel silenzio.
Alicia Susana López Argentina. 11 novembre 2024. Traduzione poetica a cura di Elisa Mascia -Italia
En silencio.
Quiero hablar del silencio. Pero en silencio. Que no se escuche ni el sonido de mí voz. Quiero que trates de escuchar lo que dice mí alma en silencio. Quiero ser como el sol o la luna. Importantes en su función pero obrando en silencio. Ser como el árbol, como la flor. Que no se jactan por lo que dan. Que no lloran cuando mueren. Todo lo otorgan en silencio. Ser como la nube que riela en el cielo, en silencio. Ser como las neuronas que realizan su sinapsis, estableciendo un puente químico, en silencio. Quiero ser el silencio mismo. Porque en silencio se escucha mejor la voz del espíritu. Porque en silencio, la musa invade mi corazón de poeta. Quiero amar en silencio. Y el silencio no me deja. Las palabras se escapan de mí boca para decir. Te amo…! Quiero ser todo eso antes mencionado. Pero soy una mujer sumamente enamorada. Y se escapa un. Te amo…! Que no puedo guardar en silencio.
Alicia Susana López Argentina. 11 de noviembre 2024.
Una delle più famose poesie popolari algerine recitate durante il periodo coloniale
Il grande poeta popolare Abdelkader El Khaldi originario dello Stato di Mascara, nato nel 1896 e morto nel 1964,
I versi della poesia Why Do You Blame Me risalgono al poeta popolare Abdelkader El Khaldi, che scrisse durante il periodo coloniale francese prima dello scoppio della rivoluzione, con le sue poesie più belle che furono cantate ed è una poesia emozionante che fu una delle più belle poesie cantate nella storia del patrimonio popolare algerino durante il periodo coloniale,
Tra queste poesie ci sono “Oran Oran” Ya Hawil Al-Raqba, Al-Ghazal e la poesia “Why Do You Blame Me”
Poiché la poesia “Oran Oran” era una storia che raccontava dell’alienazione tra un padre e un figlio, la poesia Why Do You Blame Me era una poesia emozionante che era cantata.
La storia di questa poesia racconta il rimprovero degli amanti innamorati dell’amata del poeta, che il poeta stava raccontando tutto
È stato detto nell’anno 1951, finché il poeta Abdelkader Al-Khalidi è stato influenzato dai poeti che lo hanno preceduto, il più famoso dei quali è il grande poeta Mustafa bin Ibrahim
#Fame_of_the_poem: La poesia è diventata famosa come una canzone nello stile dell’eredità wahrani ed è stata la prima ad eseguirla dal grande artista Ahmed Wahbi, che ne ha sentito parlare e l’ha apprezzata negli anni Cinquanta del secolo scorso, come sapete che il grande artista Ahmed Wahbi ha trascorso il suo periodo di immigrazione a Parigi, quando si è unito all’Istituto di musica di Parigi nel 1947, fino al 1957, e lì è stato saturo dei capolavori della musica mondiale e ha sviluppato la sua energia e il suo talento artistico
Ha anche eseguito la poesia Oran Oran dello stesso poeta, e molte poesie, e la poesia “Perché dai la colpa me” era tra le poesie più famose cantate al tempo della rivoluzione algerina
Dopo l’indipendenza dell’Algeria, le poesie del patrimonio popolare algerino divennero famose, soprattutto nell’Algeria occidentale, molte ripetendole nelle canzoni del folklore wahrani, e quando l’arte rai iniziò alla fine degli anni Settanta, Apparentemente, la poesia “Perché mi dai la colpa” era tra le poesie popolari che venivano cantate nelle canzoni rai, naturalmente non fu cantata fino a quando il rai non divenne famoso a livello internazionale,
Fu cantata nello stile delle canzoni rai emozionali e fu eseguita da molti artisti, tra cui Cheb Hasni e Cheb Nasro, nei primi anni Novanta
Nel 1999, Khaled scelse questa poesia per riproporla nell’album “Kenza”, in onore dell’artista Ahmed Wahbi e del poeta Abdelkader El Khaldi, che la intitolò come la sua seconda figlia specificamente nel dicembre 1999 alla Universal Music Company, a Oropa che ricevette la certificazione d’oro dell’album secondo l’Unione nazionale di produzione fonografica. L’album è stato ripubblicato da Ark 21 negli USA e New Year’s Records nel 2000
Testo della poesia/canzone
Intelligence
L’amante non è da biasimare, non è da biasimare E l’amore è destinato all’amante, oh Layla L’amante non è da biasimare, e l’amore è destinato all’amante
E colui che lo ha bruciato E colui che lo ha bruciato con il suo fuoco Sì, colui che lo ha bruciato con il suo fuoco
Perché mi dai la colpa, il mio cuore la desidera e tu mi hai odiato. E mi odiavi e mi odiavi Per lei, non possiamo, non possiamo
Non possiamo cambiare il mio primo amore
Gli amanti non ci sono più, gli amanti non ci sono più Yasser, vivi da solo con loro, giovanotto Vivi e lasciali vivere, oh, e mi danno la colpa E mi danno la colpa e mi danno la colpa per lei Non possiamo… Oh, mio Signore
Per lei, non possiamo, non possiamo
Non possiamo cambiare il mio primo amore
Mohamed Rahhal ✍️
Why_Do_You_Blame_Me”
One of the most famous Algerian folk poems that were said during the colonial period
The great folk poet Abdelkader El Khaldi A native of the state of Mascara who was born in 1896 and died in 1964,
The verses of the poem Why Do You Blame Me go back to the folk poet Abdelkader El Khaldi, which he wrote during the French colonial period before the outbreak of the revolution, with his most beautiful poems that were sung and it is an emotional poem that was one of the most beautiful poems sung in the history of Algerian folk heritage during the colonial period,
Among these poems are “Oran Oran” Ya Hawil Al-Raqba, Al-Ghazal and the poem “Why Do You Blame Me”
As the poem “Oran Oran” was a story that told the story of alienation between a father and a son, the poem Why Do You Blame Me was an emotional poem that was sung in
The story of this poem tells the reproach of lovers in love with the poet’s beloved, which the poet was telling everything
It was said in the year 1951, as long as the poet Abdelkader Al-Khalidi was influenced by the poets who preceded him, the most famous of whom is the great poet Mustafa bin Ibrahim
#Fame_of_the_poem: The poem became famous as a song in the style of Wahrani heritage and was the first to perform it by the great artist Ahmed Wahbi, who heard about it and liked it in the fifties of the last century, as you know that the great artist Ahmed Wahbi spent his period of immigration in Paris, as he joined the Institute of Music in Paris in 1947, until 1957, and there he was saturated with the masterpieces of world music and developed his energy and artistic talent
He also performed the poem Oran Oran by the same poet, and many poems, and the poem “Why do you blame me” was among the most famous poems sung at the time of the Algerian revolution
After Algeria’s independence, the poems of Algerian folk heritage became famous, especially in western Algeria, a lot by repeating them in songs in Wahrani folklore, and when Rai art began in the late seventies, Apparently, the poem “Why do you blame me” was among the popular poems that were sung in rai songs, of course it was not sung until after rai became famous internationally,
It was sung in the style of emotional rai songs and was performed by many artists, including Cheb Hasni and Cheb Nasro, in the early nineties
In 1999, Khaled chose this poem to re-enact it in the album “Kenza”, in honor of the artist Ahmed Wahbi and the poet Abdelkader El Khaldi, who named it after his second daughter specifically in December 1999 at Universal Music Company, in Oropa which received the album gold certification according to the National Union of Phonographic Production. The album was re-released by Ark 21 in the USA and New Year’s Records in 2000
Lyrics of the poem/song Intelligence
The lover is not to blame, he is not to blame And love is destined for the lover, oh Layla The lover is not to blame, and love is destined for the lover
And the one who burned him And the one who burned him with his fire Yes, the one who burned him with his fire
Why do you blame me, my heart wants her and you hated me. And you hated me and you hated me For her, we can’t, we can’t
We can’t change my first love
The lovers are no longer, the lovers are no longer Yasser, live alone with them, young man Live and let them, oh, and they blame me And they blame me and blame me for her We can’t… Oh, my Lord
Nella mia testa ogni viso è un viso. Nulla che sia parola. Ogni voce è smarrita, prende impeto e affiora da chissà quale parte di me dove soltanto la mia rimane sepolta. Dopo è dimenticare che ogni cosa smetta la sua illusione; ma l’abisso è allontanarsi, proni a un morire sempre secondario. «Tempo» chiamate i corpi ammassati in un vuoto che copia e moltiplica, lingue conficcate nelle orbite, ogni origine che si ingabbi. . . En mi cabeza cada rostro es un rostro. Nada que sea palabra. Cada voz se pierde, toma impulso y aflora de quién sabe qué parte de mí donde solo la mía permanece enterrada. Después hay que olvidar que todo cese su ilusión; pero el abismo es alejarse, proclives a un morir siempre secundario. “Tiempo” llamad a los cuerpos amontonados en un vacío que se copia y multiplica, lenguas atrapadas en las órbitas, cada origen que se enjaula. . . Al meu cap cada rostre és un rostre. Res que sigui paraula. Cada veu es perd, pren impuls i emergeix de qui sap quina part de mi on només queda enterrada la meva. Després s’ha d’oblidar que tot cessa la seva il·lusió; però l’abisme és allunyar-se, propensos a un morir sempre secundari. “Temps” anomeneu els cossos amuntegats en un buit que es copia i es multiplica, llengües enganxades a les òrbites, cada origen que s’engabia. . . Na minha cabeça cada rosto é um rosto. Nada que seja palavra. Cada voz perde-se, ganha impulso e emerge quem sabe de que parte de mim onde apenas a minha permanece enterrada. Depois é esquecer que tudo cessa a sua ilusão; mas o abismo está a afastar-se, propensos a um morrer sempre secundário. “Tempo” chamai os corpos amontoados num vazio que se cópia e multiplica, línguas presas nas órbitas, toda a origem que se enjaula. . . Pietro Romano
Non mischiarti a coloro che credi ti somiglino poiché nella somiglianza t’ingannano, impara invece dal diverso, la luce infinita dell’universo, la distanza, l’abbrivio stellare, la quiete delle nebulose, l’assenza d’amore e d’odio, l’inumano, altissimo, inespugnabile. Infiniti multipli divisi nello spazio aperto di solitudini, infiniti mondi in uno. Guardati riflessa in tutte le galassie, fa che almeno una si salvi. . . No te mezcles con aquellos que crees se parecen a ti porque en la semejanza te engañan, aprende más bien de lo diferente, la luz infinita del universo, la distancia, el avance estelar, la quietud de las nebulosas, la ausencia de amor y odio, lo inhumano, muy alto, inexpugnable. Múltiples infinitos divididos en el espacio abierto de soledades, mundos infinitos en uno. Mírate reflejada en todas las galaxias, que al menos una se salve. . . No et barregis amb els que creus s’assemblen a tu perquè en la semblança t’enganyen, aprèn més bé del diferent, la llum infinita de l’univers, la distància, el progrés estel·lar, la quietud de les nebuloses, l’absència d’amor i d’odi, l’inhumà, molt alt, inexpugnable. Infinits múltiples dividits en l’espai obert de solituds, mons infinits en un. Mira’t reflectida en totes les galàxies, que se’n salvi almenys una. . . Ilaria Palomba
Foto cortesia dello screenshot del programma Alla ricerca della vera bellezza
Jenny Mounzon Oporto- Bolivia
BREVE BIOGRAFIA
Lic. Jenny Mounzón Porto
È nata in un’incantevole valle nel Nord di Potosí-Bolivia, il 9 dicembre 1955 (attualmente risiede a Cochabamba). I suoi genitori erano il prof. Rómulo Alfonso Mounzón Thellaeche e la signora Matilde Oporto Castro.
Studi Superiori: Collegio Superiore Magistrali “Mariscal Sucre”. Ha conseguito due lauree: Scienze dell’Educazione e Educazione Interculturale Bilingue, entrambe presso l’Universidad Mayor de San Simón. Due studi post-laurea in Amministrazione Educativa: all’ISER e all’Università del VALLE con mezza borsa di studio dell’UNESCO (nella quale si è distinta con un buon punteggio); Ha tenuto corsi di aggiornamento su tematiche curriculari e gestionali per Direttori di Unità Formative.
Ha ricoperto il ruolo di Supervisore della Rete nel Programma di Alfabetizzazione “YO SI PUEDO”, Direttrice della Rete Educativa, Direttrice in diverse Unità Educative, Insegnante di Lingua Secondaria, Letteratura e Sociale.
Scrittrice, poetessa e drammaturga. Ha pubblicato 17 opere nei generi: narrativa, poesia e dramma; alcuni rivolti a bambini, ragazzi e adulti. I suoi racconti e poesie sono presenti in puntate letterarie della stampa, Riviste e in numerose antologie nazionali ed internazionali. Alcuni di loro facevano parte da diversi anni di progetti educativi per promuovere la lettura integrale. Alcuni dei suoi lavori pubblicati sono: Tales of Always, Beyond Time, Juancho, Why Are You Hitting Me?, Voices from Beyond, The Awakening of Memories; I vermi Las Pícaras, Primavera (racconti per bambini con strategie di lettura-scrittura); Rose autunnali, Petali di cristallo, Versi che giocano, Brezze del tempo, Menta e cioccolato (poesie); Arturo e Clementina (teatro), Acti…attori (teatro). Ha 8 libri inediti.
Membro della Società degli Scrittori della Bolivia (SODESBO), membro attivo del Comitato di Letteratura per l’Infanzia e la Gioventù di Cochabamba (CLIJCO), partner e parte del consiglio direttivo di Escritores Unidos (ESUN). Membro onorario degli Scrittori Boliviani (ESCRIBO); fa parte da alcuni anni dell’IBBY Bolivia e di altri collettivi letterari internazionali.
Premi e riconoscimenti recenti: Medaglia del primo posto e titolo “III Reyna” dell’International Tertulia “Romance Idísimo desde el Pilcomayo” (2021), primo e secondo posto (2020); Riconoscimento come Professionisti d’Arte Meritori dello Stato Plurinazionale della Bolivia concesso dall’Assemblea Legislativa Plurinazionale della Camera dei Deputati della Bolivia (2024); Riconoscimento internazionale per la partecipazione eccezionale e il significato internazionale come scrittrice concesso dal Club Letterario Internazionale “Versos desde el Pilcomayo” (2024); Riconoscimento per una conferenza letteraria di rilievo da parte dell’Unione Boliviana dei Club del Libro (2023); Riconoscimento per l’eccellente partecipazione e qualità poetica concesso dai Grandi Poeti Iberoamericani (2023); Riconoscimento per contributo letterario in antologie internazionali (2020); Diploma d’Onore per la sua coraggiosa dedizione alla vita nella sua vita quotidiana e l’apertura di spirito in ciascuna delle sue espressioni culturali e artistiche da parte del Governo Municipale e Culturale Autonomo di Cochabamba (2018); Riconoscimento al merito per la sua eccezionale carriera e impegno nella scrittura assegnato dalla Brigata dei Membri dell’Assemblea Plurinazionale di Cochabamba (2018); Onore al merito e riconoscimento di Insegnante benemerito dello Stato plurinazionale della Bolivia, concesso dall’Assemblea Legislativa Plurinazionale della Bolivia (2012); Riconoscimento da parte della Direzione Dipartimentale dell’Educazione di Cercado II e Quillacollo; dalla Rete 1 dei Genitori e molti altri per il loro eccezionale lavoro educativo, il loro sostegno all’istruzione inclusiva, all’arte, al talento, alla letteratura e alla cultura.
Cochabamba-Bolivia del 2024
Jenny Mounzòn Oporto (Bolivia), presentata da Marco Antonio Rodriguez Sequeiros,
10-11-2024
DOMANDE E RISPOSTE
Pietro La Barbera ed Elisa Mascia a(Italia)- a Jenny Mounzón Porto (Bolivia)
1 – Fai quello che fai nel miglior modo possibile, ricercando l’eccellenza?
R. L’eccellenza è uno dei miei obiettivi principali nelle cose che faccio nel corso della mia vita, sia a livello personale che familiare e professionale.
2 – Ti assumi sempre la piena responsabilità dei tuoi fallimenti?
R. Sì, quando gli insuccessi sono dovuti a mia responsabilità. Ma, quando intervengono cause che vanno oltre ogni mio sforzo, piango per qualche istante di impotenza per poi ritornare con nuovi tentativi.
3 – Quale nuova abitudine “positiva” hai acquisito ultimamente?
R. Per ringraziare infinitamente il Signore per le tante prove difficili che mi ha dato, per andare avanti con forza e fede nella mia vita quotidiana.
4 – Cosa rappresenta per te un sorriso?
R. È un atto quasi naturale che è necessario esprimere agli altri per dare loro fiducia, sicurezza nel proprio trattamento e maggiore connessione, soprattutto con i bambini. Ad esempio, mi è difficile sorridere; Per loro e per gli anziani, però, la situazione è diversa.
5 – Come cambierebbe la tua vita se diventassi consapevole che sei l’unica responsabile della tua felicità?
R. È ancora molto difficile per me prendere coscienza di questa responsabilità, quando vedo ovunque bambini, anziani, donne e altri esseri della natura che vivono in mezzo al dolore, alla fame e, peggio ancora, alla crudeltà umana. Dare per scontato che siamo gli unici responsabili della nostra felicità è complicato per me. Forse a causa della mia estrema sensibilità che mi ha causato seri problemi.
6 – Cosa cambieresti nella tua vita se fosse un esempio per tutta l’umanità?
R. Essere più positiva, lavorare molto di più sui miei punti di forza se so che con questi atteggiamenti aiuterei gli altri. Come quando ero insegnante (prima di andare in pensione) ero un esempio per i miei studenti e avevo l’opportunità di influenzare il loro sviluppo e miglioramento personale.
7- Vivi con la convinzione che tutto accada per una ragione?
R. Ebbene sì, le cose accadono per un motivo che può essere divino, soprannaturale o come conseguenza di azioni positive o negative proprie o di altri.
8 – Quante volte al giorno dici “grazie”?
R. Tutte le volte che è necessario esprimerle. È una parola così semplice che migliorerebbe le relazioni umane se praticata correttamente.
POESIE DI JENNY MOUNZÓN PORTO
1- SFOGLIANDO VERSI
Percorro sentieri di sogni
sfogliando le illusioni nei versi,
li porto lungo sentieri sottili
imbottiti con stelle civettuole
che mi accompagnano nelle notti
di nostalgie e ricordi.
In quel viaggio di lontane voci
porto sospiri ricamati e brevi
attraversando per dolori e gioie
tra fragranze che con entusiasmo
aspiro alle eterne albe
o nei malinconici tramonti.
Attraverso un fiume di emozioni
la mia anima cammina,
in una sinfonia di trilli fugaci
porta le mie esperienze cattive
ondeggia nella brezza impetuosa.
Trilli e vellutati fiori
illuminano il mio cammino lungo le strade
tortuosi o sentieri pianeggianti,
si dipingono con colori sfumati
con graziose e calde bollicine
che saltano in una danza ritmata
da ramo in ramo o da foglia a foglia
disegnando cascate cristalline
che cantano al ritmo dei miei versi
ispirati in rivista per i cuori
innamorati della vita e dei suoi bemolli.
***
2- STRANA ESISTENZA
Come un bocciolo di rosa di colore violaceo
sono arrivata in un legame mistico con il mondo,
la mia esistenza piccola e delicata
era un pensiero sottile e fruttuoso.
Cresceva in me la sensibilità eterna
e con timidezza e tenerezza silenziosa
la purezza della mia anima sbocciò
ricoprendola di infinita dolcezza.
Ho raffinato i versi con vite fantastiche
tra esseri reali, magici e immaginari
nei castelli di fatti e storie autentiche,
oppure esistenze oniriche e paesaggi visionari.
In cascata cristallina di messaggi divini
ho nutrito il mio carattere e i miei pensieri
tra illusioni e sogni pellegrini
intrecciati con tristezze e sofferenze.
Questa rara esistenza ha segnato le mie giornate
con triste ed estasiante impalcatura
di difficile navigare o realtà vuote
che rendono più strana la mia carrozza.
Così mi sono coperta con i capelli grigi di donna sognatrice.
e mi illuminavo il volto coi raggi della luna
nei rossori aggraziati dell’eterna aldora,
note di fantasia e speranza senza fortuna.
Oggi!, l’aria e la rugiada di ogni alba
rinfrescano il mio stanco e sereno cammino
sotto le nuvole della fresca sera,
tra i battiti del tempo senza approfondire.
Viaggiano in perle cristalline
e calde tra i solchi del mio volto,
accanto al vento delle voci di Granada
come impronte lasciate senza staccarsi.
Il campo di grano dei ricordi salvati
profumano lentamente i miei pensieri,
linguaggio sottile del cuore, sgusciato
in sublimi e argentati sentimenti.
***
3- VERSI DI CRISTALLO
I miei versi di iridescente cristallo
scorrono tra poeti trovatori,
compositori altezzosi e forti,
e tenori in concerto immortale
Iridescenza, esaltazione totale
in azzurro infinito e di colori
la mia parola con voce dei tricolori
cielo, è un soave recital.
Come Lope de Vega, il mio sonetto
tra le bellissime sfumature ho creato
e trascendono in lettere di terzetto.
Ciò senza molto ritardo è terminato
per realizzare la mia sfida iridescente
con versi di cristallo allucinati.
4- FOCOLARE E CANNELLA
Sveglia l’alba nella valle
tra festoni di fumo reale
che adornano i tuoi capelli mattinieri
usciti dai fornelli,
nei profumi va la grazia agile
cannella squisita e fumante
per ricamare la cucina con il formaggio
di pecora e tostato dal colore sfumato.
Tra risate e voci piacevoli si riversa
nelle ciotole il calderone ottuagenario
il tuo delizioso preparato alla cannella
dalle mani di una nonna centenaria
com’è agile e di saggezza delicata
alla famiglia nei sapori consapevoli.
Trilli provenienti da rami frondosi
di pigne e pini gradiscono
la nuova alba tra le nuvole
che il sole e la giornata frettolosa offrono
per iniziare la raccolta o la semina
di raccolti in un sottile tappeto.
Camini in graziosa competizione
catturano danze scintillanti
tronchi in cucina di ricca fragranza
e condite con aperivi e antipasti fumanti.
Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia
Hola Hola gente maravillosa!! ¡¡Feliz domingo!!
Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos.
Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida.
Junto a Pietro La Barbera continuamos nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza” conociendo el alma especial de
NORMA MAYORGA presentada de nuestro amigo poeta gestore cultural de Bolivia Marco Antonio Rodriguez Sequeiros.
BIOGRAFÍA BREVE
Lic. Jenny Mounzón Oporto
Nació en un valle encantador del Norte de Potosí-Bolivia, un 09 de diciembre de 1955, (actualmente reside en Cochabamba). Sus padres fueron el Prof. Rómulo Alfonso Mounzón Thellaeche y Dña. Matilde Oporto Castro.
Estudios Superiores: Normal Superior de Maestros “Mariscal Sucre”. Realizó dos Licenciaturas: Ciencias de la Educación y Educación Intercultural Bilingüe, ambas en la Universidad Mayor de San Simón. Dos estudios de Postgrado en Administración Educativa: En ISER y en la Universidad del VALLE con media beca de la UNESCO (en la que se destacó con buen puntaje); hizo cursos de actualización en temas Curriculares y de Gestión para Directores de Unidades Educativas. Cargos desempeñados: Ha desempeñado el cargo de Supervisora de Red en el Programa de Alfabetización “YO SI PUEDO”, Directora Red Educativa, Directora en varias Unidades Educativas, Docente de Lenguaje, Literatura y Sociales Secundaria.
Escritora, Poeta y Dramaturga. Ha publicado 17 obras en los géneros: Narrativo, poesía y dramático; dirigido a niños, jóvenes y adultos. Sus cuentos y poesías están presentes en fascículos literarios de la prensa, Revistas y en muchísimas Antologías nacionales e internacionales. Algunos de ellos formaron parte de Proyectos educativos de promoción de la lectura comprensiva por varios años. Algunas de sus obras editadas son: Cuentos de siempre, Más allá del tiempo, Juancho, ¿Por qué me pegas?, Voces del más allá, El despertar de los recuerdos; Las Pícaras lombrices, Primavera (cuentos infantiles con estrategias de lecto-escritura); Rosas de otoño, Pétalos de cristal, Versos que juegan, Brisas del tiempo, Menta y chocolate (poemas); Arturo y Clementina (Guión de teatro), Acti…actores (teatro). Tiene 8 libros inéditos.
Integrante de la Sociedad de Escritores de Bolivia (SODESBO), Miembro activo del Comité de Literatura Infantil – Juvenil Cochabamba (CLIJCO), socia y parte del directorio de Escritores Unidos (ESUN). Socia honoraria de Escritores bolivianos (ESCRIBO); parte del IBBY Bolivia por algunos años y otros colectivos literarios internacionales.
Premios y Reconocimientos recientes: Medalla primer lugar y título “III Reyna” de Tertulia Internacional “Romance Idílico desde el Pilcomayo” (2021), primer y segundo lugar el (2020); Reconocimiento como Profesionales del Arte Meritorio del Estado Plurinacional de Bolivia otorgado por Asamblea Legislativa Plurinacional de Bolivia Cámara de Diputados (2024); Reconocimiento Internacional por destacada participación y trascendencia internacional como escritora otorgado por Club Literario Internacional “Versos desde el Pilcomayo” (2024); Reconocimiento por conferencia magistral de literatura por la Unión Boliviana de Clubes de Libros (2023); Reconocimiento por su excelente participación y calidad poética otorgado por Grandes Poetas Iberoamericanos (2023); Reconocimiento al aporte literario en Antologías internacionales (2020); Diploma de Honor por su valiente entrega a la vida en su diario vivir y apertura de espíritu en cada una de sus expresiones culturales y artísticas por el Gobierno Autónomo Municipal y de Cultura Cochabamba (2018); Reconocimiento en Mérito a su destacada trayectoria y compromiso por la escritura otorgado por la Brigada de Asambleístas Plurinacionales de Cochabamba (2018); Honor al Mérito y reconocimiento Maestra Meritoria del Estado Plurinacional de Bolivia, otorgado por la Asamblea Legislativa Plurinacional de Bolivia (2012); Reconocimiento de la Dirección Departamental de Educación de Cercado II y de Quillacollo; de la Red 1 de Padres de Familia y muchos otros por su destacada labor educativa, su apoyo a la educación inclusiva, al arte, al talento, a la literatura y la cultura.
Cochabamba-Bolivia del 2024
PREGUNTAS Y RESPUESTAS
Pietro La Barbera ed Elisa Mascia (Italia)-Jenny Mounzón Oporto (Bolivia)
1 – ¿Haces lo que haces de la mejor manera posible, buscando la excelencia?
R. La excelencia es una de mis principales metas en las cosas que hago a lo largo de mi vida, tanto en lo personal, familiar como profesional.
2 – ¿Siempre asumes toda la responsabilidad por tus fracasos?
R. Sí, cuando los fracasos son a causa de mi responsabilidad. Pero, cuando intervienen causas ajenas a todo mi esfuerzo, lloro de impotencia por unos instantes para después volver con nuevos intentos.
3 – ¿Qué nuevo hábito “positivo” has adquirido últimamente?
R. Agradecer infinitamente al Señor de las muchas pruebas difíciles que me ha dado, seguir adelante con fortaleza y fe en mi diario vivir.
4 – ¿Qué representa para ti la sonrisa?
R. Es un acto casi natural que es necesario expresar ante los demás para darles confianza, seguridad en tu trato y mayor conexión, sobre todo con los niños. A mí por ejemplo me cuesta sonreír; sin embargo, con ellos y los ancianos es distinto.
5 – ¿Cómo cambiaría tu vida si tomaras conciencia de que eres el único responsable de tu felicidad?
R. A mí me sigue costando mucho tomar conciencia de esa responsabilidad, cuando veo por todo lado, niños, ancianos, mujeres y otros seres de la naturaleza vivir en medio del dolor, hambre y peor aún, crueldad humana. Asumirla como únicos responsables de nuestra felicidad, para mí es complicado. Quizás por mi extrema sensibilidad que me ha causado serios problemas.
6 – ¿Qué cambiarías en tu vida si fuera un ejemplo para toda la humanidad?
R. Ser más positiva, trabajar mucho más mis fortalezas si sé que con estas actitudes ayudo a los demás. Como en la época de maestra (antes de jubilarme) fui ejemplo de mis estudiantes y tuve la oportunidad de influir en su desarrollo personal y superación.
7- ¿Vives con la creencia de que todo sucede por una razón?
R. Bueno, sí, las cosas suceden por una razón que puede ser divina, sobrenatural o por efecto de las acciones positivas o negativas de uno mismo o de los demás.
8 – ¿Cuántas veces al día dices “gracias”?
R. Todas las veces que son necesarias expresarlas. Es una palabra tan sencilla que mejoraría las relaciones humanas si las practicáramos debidamente.