Carlos Javier Jarquín, scrittore, poeta e editorialista nicaraguense residente in Costa Rica, intervistato da Pietro La Barbera ed Elisa Mascia durante il programma bilingue italiano-spagnolo “Alla ricerca della vera bellezza” il giorno 9-2-2025, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Carlos Javier Jarquin


Al programma bilingue italiano-spagnolo Alla ricerca della vera bellezza di Pietro La Barbera ed Elisa Mascia che ogni domenica, da inizio ottobre 2023, è diventato un appuntamento con poeti, scrittori, artisti, musicisti, cantanti dell’America Latina ma anche di altri Paesi che si collegano dal vivo in YouTube e Facebook per promuovere talenti e dare loro l’opportunità di presentarsi con la biografia, un’intervista con domande sempre diverse e la lettura di alcune poesie.
Domenica 9 febbraio, dopo aver presentato molti amici poeti, cantanti, musicisti, scrittori, per partecipare al programma, è stato presente per l’intervista e la lettura delle sue poesie il poeta, periodista Carlos Jarquin e di seguito è riportato l’intero svolgimento dell’incontro culturale ma anche per scoprire la sua bellezza dell’anima durante la indimenticabile chiacchierata.

Carlos Javier Jarquín (Rancho Grande, 26 giugno 1990) è uno scrittore, poeta, editorialista, manager, compilatore, promotore culturale e produttore musicale nicaraguense che vive attualmente in Costa Rica. Javier ha fatto importanti contributi alla letteratura e al giornalismo in America Latina e in Spagna. I suoi articoli sono pubblicati in vari giornali e riviste di tutto il mondo, sia in formato digitale che cartaceo. Scrive su vari argomenti, con maggiore enfasi sulla cultura e la letteratura; coltiva diversi generi e sottogeneri letterari e non, come poesia, cronache, articoli di opinione, prologhi, recensioni e interviste. Jarquín è il compilatore di due antologie entrambe disponibili su Amazon.com. Antologia del Bicentenario dell’America Centrale (Ayame Editorial Mexico/USA, 2021). CANTO PLANETARIO: FRATELLANZA SULLA TERRA (H.C EDITORES, Costa Rica, 2023).

Domande
1- Come sarebbe il tuo giorno perfetto?
— Per me, un giorno ideale è quel giorno che mi lascia molto per l’apprendimento, è quel giorno in cui condivido con persone che arricchiscono il mio mondo. È quel giorno in cui realizzo diverse attività sia in presenza che attraverso il virtuale e in ciascuna mi danno l’opportunità di continuare a scoprire i tanti misteri che la vita ha. Essere in questa intervista con te, cara Elisa, e con il nostro ammirabile Pietro e con tutti gli ascoltatori che si sintonizzano è un giorno ideale perché stiamo avendo una conversazione divertente e indimenticabile per me.

2- Cos’è che non sopporti della società contemporanea?
—Viviamo in una società di poca umanità, viviamo nell’era dove è ben marcato l’individualismo, viviamo tempi in cui tutto vogliamo veloce e facile, dove il consumismo è ben presente nella maggior parte della popolazione, Viviamo in un’epoca in cui la disuguaglianza è notevole per esempio com’ è possibile che un insegnante, medico o ricercatore ha  il suo salario minimo rispetto a quello di uno sportivo?
Sono molto deluso che in molti Paesi i loro leader politici non offrano ai giovani opportunità che siano davvero eccellenti in ciò che amano fare. È triste sapere che molti anziani sono abbandonati dai loro figli come fossero oggetti. Ci rammarichiamo che in diversi Paesi un cane sia trattato meglio di un essere umano, sia per la sua nazionalità, il colore della pelle o il suo livello accademico. Secondo l’ONU attualmente in più di 50 paesi c’è guerra, il più triste di questa complessa situazione è che le vittime sono persone innocenti e indifese.
Da quando esiste l’umanità abbiamo sempre vissuto con guerre e disuguaglianze ma in questo secolo è un po’ più esagerato con la differenza che ora la storia, ha tecnologia all’avanguardia in altre parole ha migliori maniere per mascherare.

3- Qual è la tua più grande qualità artistica?
—Non ritengo di avere qualità artistiche eccezionali. Il poco che ho fatto in questi ultimi anni nel mondo letterario è stata una bella esperienza e ho avuto molte soddisfazioni da ogni esperienza, poiché ognuna mi ha lasciato una notevole dose di conoscenze. In ogni attività o evento in cui mi sono coinvolto l’ho fatto con amore, passione e con l’unico obiettivo di dare un piccolo contributo a questa umanità contemporanea fratturata.

4- Quando eri piccolo, cosa volevi fare da grande?
—Forse da piccolo non avevo mai  pensato a cosa volessi fare da grande. Quando ho letto la biografia di grandi artisti, scienziati, inventori, poeti e scrittori mi ha colpito molto e dopo aver scoperto la letteratura sono rimasto affascinato dal modo in cui si lascia plasmare i propri pensieri e sentimenti. Beh, sto cercando di lasciare un ricordo attraverso la letteratura. Senza dimenticare di godermi il mio soggiorno in questa passeggiata terrena, come esseri mortali siamo tutti come un turista in questa terra benedetta.

5- Qual è la cosa più folle che hai fatto per l’arte?
—Forse la cosa più folle in cui ho avuto l’iniziativa è stata senza dubbio di intraprendere un progetto in formato antologia che sarebbe stato: multilingue, multiartistico e multiculturale chiamato CANTO PLANETARIO quando lo raccontai ad alcuni amici vicini che non credevano nell’idea, In effetti alcuni mi hanno definito “pazzo”, o altri hanno detto che stavo perdendo la ragione. Alla fine la cosa più importante è che tutti noi coinvolti in questa iniziativa ci siamo impegnati con molta passione, abbiamo lavorato duramente e insieme abbiamo reso possibile ciò che all’inizio era impossibile.  Il mio infinito ringraziamento a tutti coloro che hanno scommesso su questo lavoro includendo te cara Elisa. La mia eterna gratitudine al biologo costaricano Hámer Salazar per essere stato un vero complice nella realizzazione di CANTO PLANETARIO.

6- Pensi che l’arte possa cambiare il mondo?
—Credo fermamente che l’arte e l’educazione in generale possano fare un cambiamento significativo nella nostra storia. Il mio invito è per tutti i leader e imprenditori che investono in un’educazione di qualità; lo facciano senza egoismo, l’unico obiettivo comune dev’essere quello di ereditare un futuro migliore alle generazioni future con questo gesto di solidarietà, l’umanità potrebbe avere dei leader migliori dove forse potrebbero vivere in un mondo di meno guerre, di minore competizione, di meno odio. L’arte cambia la vita di tutti noi.

7 -Ti è facile fidarti degli altri?
—Ho avuto molte delusioni da persone che non avrei mai pensato potessero essere sleali con me, ma io credo ancora nelle persone e lo faccio perché nasce dal mio cuore. Sono abbastanza attento ai risultati, alle azioni e a ciò che dicono gli altri.
Penso che se vogliamo che questo mondo sia un po’ migliore dobbiamo lavorare prima individualmente e poi collettivamente,  lavorando insieme per il bene comune saremo meno vulnerabili quando si tratta di affrontare le complesse circostanze che siamo esposti a vivere come società.

8- Qual è il tuo rapporto con il mondo letterario? 
— La letteratura per me è un mondo fantastico, amo questa disciplina artistica da quando ci sono dentro, ho sfruttato le tecnologie del presente per far conoscere ciò che penso della vita e del mondo dalla finestra della mia prospettiva. A molti ho mostrato incondizionatamente la mia solidarietà nel sostenere il lavoro artistico e letterario che stanno realizzando in diverse parti del mondo, specialmente in tutta l’America Latina e oltre i suoi confini. Per ora mi godo al massimo la tappa che sto vivendo il mio desiderio è di continuare a intraprendere progetti letterari, artistici e multilingue in formati di antologie su temi molto interessanti a livello globale.

9- Esiste ancora un luogo ideale per gli autori di incontrarsi?
— Ogni luogo in cui c’è l’opportunità di riunire scrittori, poeti o artisti per parlare d’arte è un luogo perfetto ma personalmente un luogo ideale nel nostro tempo è attraverso il cyberspazio, Capisco perfettamente che molte persone non si sono ancora familiarizzate con gli incontri online, ma la tecnologia attuale è arrivata per restare e ognuno segue la sua evoluzione. Questa era globalizzata ci permette di connetterci in diretta e in tempo reale con persone provenienti da diversi angoli del Pianeta, indipendentemente dalla lingua o dalla cultura. Io che amo il multiculturale, il multilingue e il multiartistico mi diverto immensamente di questi incontri.

Cari Elisa e Pietro permettetemi di congratularmi a nome di tutti noi che amiamo l’arte e la cultura per l’eccellente iniziativa che avete avuto con questo programma bilingue: italiano-spagnolo giustamente chiamato ALLA RICERCA DELLA VERA BELLEZZA che promuove queste due preziose lingue e dove ogni domenica ci deliziate con un ospite di un Paese diverso, applaudo a questa iniziativa, il mio sincero riconoscimento per questo inestimabile lavoro.
Vi ringrazio ancora per l’invito a partecipare a questo programma.

Poesie di Carlos Javier Jarquín

1- LA POESIA

La poesia è sentire,
poesia è amare,
La poesia è vivere.
Il passato è poesia,
il presente, il futuro è poesia;
tu, mia signora, Poesia ti chiami.

Canto universale di poesia;
i canti degli uccelli ci danno poesia,
il bagliore delle stelle, la poesia scintilla;
con il suo splendore la luna veste la poesia.

Tutti in ogni momento distilliamo poesia
in tante forme; la poesia è luce e alba
della conoscenza; la poesia è lo specchio del nostro cerchio.

La poesia è voce del cuore;
la magia della poesia è che ti trasforma
in viaggiatore e esploratore
di tanti misteri.
Senza poesia la vita è pesantezza,
cielo senza le sue stelle,
arcobaleni di un solo colore,
mare senza pesci, giungla senza fauna.

La poesia è un accento radioso di amore e disamore, è il pianto di ogni dolore e gloria che dà la vita; la poesia si sperimenta in ogni istante,
come il sentimento.
Brindiamo alla poesia!

Poesie estratte dall’antologia: Voci attuali della poesia latinoamericana. Antologia in omaggio ad Alma del Campo. Edito da Alicia de León Epp., Ingleberto S. Robles Tello e Carlos García Óliver. Edizione generale di George Reyes. Edizioni Aphostrophes: Santiago, Cile, novembre 2018.

2- Sei la mia adorabile poesia

I fiori hanno molteplice
eleganza e
fragranza indicibile,
ma non si confronteranno mai
la tua pelle liscia e il tuo profumo,
la tua bella figura.
ispira lo stesso cielo,
e la luminosità delle stelle
è per la coesistenza del tuo
sorriso colorato, senza di te loro,
non sarebbero di nobile bellezza.
Il giorno in cui non ci sarai
nel nostro mondo,
l’Universo sarà illogico,
sicuri che smetteremo di vedere
il fascino della luna,
l’arcobaleno mai più
ci visiterà, i fiori
appassiranno, le stelle
perderebbero la loro grazia
e il cielo il suo colore naturale.
Solo pensare alla tua partenza,
il mio cuore si rattrista,
Vorrei morire prima io,
se lo fai tu,
morirei di fatale nostalgia,
oggi voglio morire, ma di piacere
e di indefinita passione,
sulla mappa del tuo corpo.
Lasciami scrivere versi,
nella tua pelle sensuale,
con le mie labbra farò arte
in ogni parte del tuo leggiadro corpo,
la tua voce è melodia
preferita della mia anima,
i tuoi gemiti sono echi,
che ispirano il mio cuore.
Sei la mia adorabile poesia,
i tuoi baci e le tue carezze
colorano di vera
pienezza la mia esistenza…
Voglio tatuarti l’anima
con dolci baci
e bei versi, sei la mia poesia
e tenera gioia,
delle mie esperienze
memorabile, sei
perfetta “opera d’arte”
e io naturalmente
sono il tuo eterno ammiratore,
Sei l’amore, del mio amore.

3- Sentimenti offuscati

L’umanità si sta affogando in un oceano di dolore,
sembra indefinita questa antipatia
tra la stessa specie;
Questa catastrofe si sta espandendo senza limiti.
Siamo dei veri pusillanimi
che docilmente,
ci lasciamo invadere
dai sentimenti offuscati,
Allontaniamoci da ciò che intossica l’anima.

Cerchiamo di unire gli ideali
che ci facciano respirare meglio,
così probabilmente ci divertiremmo
di un mondo che trabocca
pace, democrazia e libertà.
Lasciamoci andare
a coltivare felicità collettiva.

Puntiamo sempre sull’unità
come fanno le stelle
che più è nera la sua complice
più il bagliore ha un fascino notevole.
Non accettiamo che l’odio del minuscolo
sia letale disgrazia di massa,
non permettiamo che il virus maligno
Causi la fine dell’umanità.

Biografia
Carlos Javier Jarquín (Rancho Grande, Matagalpa, 26 de junio de 1990) es un escritor, poeta, columnista, gestor, compilador, promotor cultural y productor musical nicaragüense actualmente vive en Costa Rica. Javier ha realizado importantes contribuciones a la literatura y al periodismo en América Latina y España. Sus artículos se publican en diversos periódicos y revistas del mundo, tanto de forma digital como impresa. Escribe sobre variados temas, con mayor énfasis en lo cultural y literario; cultiva distintos géneros y subgéneros literarios y no literarios, tales como poesía, crónicas, artículos de opinión, prólogos, reseñas y entrevistas. Jarquín es compilador de dos antologías ambas disponibles en Amazon.com. Antología del Bicentenario de Centroamérica (Ayame Editorial México/USA, 2021). CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA (H.C EDITORES, Costa Rica, 2023).

1- ¿Cómo sería tu día perfecto?
— Para mí, un día ideal es ese día que me deja mucho aprendizaje, es ese día donde comparto con persona que enriquecen mi mundo. Es ese día donde realizo diversas actividades tanto presencialmente como a través de lo virtual y en cada una me dan la oportunidad de seguir descubriendo de los tantos misterios que tiene la vida. Estar en esta entrevista con usted querida Elisa y con nuestro admirable Pietro y con toda la audiencia que nos sintoniza es un día ideal porque estamos teniendo una charla amena e inolvidable para mí.

2- ¿Qué es lo que no soportas de la sociedad contemporánea?
—Vivimos en una sociedad de poca humanidad, vivimos en la era donde está bien marcado el individualismo, vivimos tiempos en donde todo lo queremos rápido y fácil, donde el consumismo está bien presente en la mayoría de la población, vivimos en unos tiempos donde la desigualdad es notable por ejemplo como es posible que un profesor, médico o investigador su salario sea mínimo en comparación al de un deportista. Me da mucha decepción que en muchos países sus líderes políticos no les brinden a los jóvenes oportunidades que realmente destaquen en lo que tanto aman hacer. Es triste saber que muchas personas de tercera edad sean abandonadas por sus hijos como si fueran objetos. Es lamentable enterarse que en distintos países tratan mejor a un perro que a un ser humano ya sea por su nacionalidad, color de piel o nivel académico. Según la ONU actualmente en más de 50 países hay guerra, los más triste de esta compleja situación es que las víctimas son personas inocentes e indefensas.
Desde que existe la humanidad siempre hemos vivido con guerras y desigualdades pero en este siglo ha sido un poco más exagerado con la diferencia que ahora la historia, cuenta con tecnología de punta en otras palabras tiene mejor maquillaje.

3- ¿Cuál crees que es tu mayor cualidad artística?
—Considero que no tengo ninguna cualidad artística excepcional. Lo poco que he hecho en estos últimos años en el mundo literario ha sido una experiencia hermosa y he disfrutado mucho de cada vivencia ya que cada una me ha dejado un cúmulo de aprendizaje. En cada actividad o evento en el que me he involucrado lo he realizado con amor, pasión y con el único objetivo de hacer un pequeño aporte a esta fracturada humanidad contemporánea.

4- ¿Cuándo eras pequeño, ¿qué querías ser cuando crecieras?
—Quizás de pequeño nunca visioné que era lo que realmente quería hacer de grande. Cuando leí la biografía de grandes artistas, científicos, inventores,  poetas y escritores sí me llamó mucho la atención y después que descubrí la literatura me quedé fascinado por la manera en que dejas plasmado tus pensamientos y sentimientos. Y bueno aquí estoy intentando de dejar un recuerdo a través de lo literario. Sin olvidarme de disfrutar mi estadía en este paseo terrenal, como seres mortales todos somos un turista más en esta bendita Tierra.

5- ¿Cuál es la cosa más loca que has hecho por el arte?
—Quizás lo más descabellado en donde he tenido la iniciativa sin duda alguna fue emprender un proyecto en formato antología en donde sería: multilingüe, multiartístico y multicultural llamado CANTO PLANETARIO cuando se lo comenté a unos amigos cercanos no creyeron en la idea, de hecho unos me tildaron de “loco”, u otros dijeron que estaba perdiendo la razón. Al final lo más importante fue que todos los que nos involucramos en esta iniciativa nos comprometimos con mucha pasión, trabajamos fuertemente y todos juntos hicimos posible lo que en un inicio era imposible.  Mi  infinito agradecimiento para todos los que apostaron por esta obra incluyéndote a ti querida Elisa. Mi eterno agradecimiento para el biólogo costarricense Hámer Salazar por haber sido un verdadero cómplice en la realización de CANTO PLANETARIO.

6- ¿Crees que el arte puede cambiar el mundo?
—Fielmente considero que el arte y la educación en general pueden hacer un cambio significativo en nuestra historia. Mi invitación es para todos los líderes y empresarios que inviertan en una educación de calidad; hágalo sin egoísmo, el único objetivo en común debe ser heredarles un mejor futuro a las venideras generaciones con ese gesto de solidaridad, la humanidad podría tener unos mejores líderes donde quizás puedan vivir en un mundo de menos guerra, de menos competencia de menos odio. El arte a todos nos cambia la vida.

7¿Te resulta fácil confiar en los demás?
—He tenido muchas decepciones de personas que jamás pensé que me podrían ser desleal, pero aún así creo en las personas y lo hago porque me nace del corazón. Soy bastante observador en los logros, acciones y lo que dicen los demás partiendo de ahí voy dando mi confianza. Pienso que si queremos que este mundo sea un poco mejor debemos trabajar primero de manera individual y después colectivamente,  trabajando unidos por un bien común seremos menos vulnerables a la hora de enfrentar complejas circunstancias que estamos expuestos a vivir como sociedad.

8¿Cuál es tu relación con el mundo literario? 
— Lo literario para mí es un mundo fantástico, amo esta disciplina artística desde que estoy en él, he aprovechado las tecnologías del presente para dar a conocer lo que pienso de la vida y del mundo desde la ventana de mi perspectiva. A muchos de manera incondicional les he demostrado mi solidaridad en apoyar el trabajo artístico y literario que están realizando en distintas partes del mundo especialmente a lo ancho y largo de Hispanoamérica y más allá de sus fronteras. Por ahora disfruto al máximo de la etapa que estoy viviendo mi anhelo es seguir emprendiendo proyectos literarios, artísticos y multilingües en formatos de antologías sobre temas muy interesantes a nivel global.

9- ¿Existe todavía un lugar ideal para que los autores puedan encontrarse?
— Todo lugar en donde exista una oportunidad que se reúnan escritores, poetas o artistas para hablar de arte es un lugar perfecto pero en lo personal un lugar ideal en nuestros tiempos es a través del ciberespacio, entiendo perfectamente que mucha gente aún no se familiariza con los encuentros en línea, pero la actual tecnología llegó para quedarse y cada sigue su evolución. Esta era globalizada nos permite a un clic conectarnos en vivo y en directo con personas de diferentes rincones del planeta sin importar idioma o cultura. Yo que amo lo multicultural, lo multilingüe y multiartístico disfruto inmensamente de estos encuentros.

Querida Elisa y Pietro permítanme felicitarlos en nombre de todos los que amamos el arte y la cultura por la excelente iniciativa que han tenido con este programa bilingüe: italiano-español llamado acertadamente EN  BUSCA DE LA VERDADERA BELLEZA donde promueven estos dos preciosos idiomas y donde cada domingo nos deleitan con un invitado de un país diferente aplaudo esta iniciativa mi sincero reconocimiento para ustedes por esta invaluable labor.
Reitero mi agradecimiento por esta invitación que amablemente me han hecho para estar en este distinguido programa.

Poemas de la autoría de Carlos Javier Jarquín

1- LA POESÍA

Poesía es sentir,
poesía es amar,
poesía es vivir. El pasado es poesía,
el presente, el futuro es poesía;
tú, mi dama, poesía te llamas.

Poesía universal canto;
los silbidos de aves nos dan poesía,
el brillar de estrellas poesía titila;
con su resplandor la luna viste a la poesía.

Todos en todo momento destilamos poesía
de tantas formas; poesía es luz y alba
del conocimiento; poesía es el espejo de nuestro círculo.

Poesía es voz del corazón;
la magia de la poesía es que te convierte
en viajero y explorador
de tantos misterios.
Sin poesía la vida es pesadumbre,
cielo sin sus estrellas,
arcoíris de un solo color,
mar sin peces, selva sin fauna.

Poesía es radiante acento de amor y desamor, es llanto de cada dolor y gloria que da la vida; la poesía se experimenta en todo instante,
al igual que el sentimiento.
¡Brindemos por la poesía!

Poemas extraído de la antología: Voces actuales de la poesía latinoamericana. Antología en homenaje a Alma del Campo. Editado por Alicia de León Epp., Ingleberto S. Robles Tello y Carlos García Óliver. Edición general de George Reyes. Ediciones Aphostrophes: Santiago, Chile, noviembre, 2018.

2- Eres mi adorable poesía

Las flores tienen múltiple
elegancia y
fragancia indecible,
pero jamás se compararan,
a tu tersa piel y aroma,
tu agraciada figura.
Inspira al mismo cielo,
y el brillo de las estrellas
es por el coexistir de tu
colorida sonrisa, sin ti ellas,
no lucieran noble belleza.
El día que no estés
en nuestro mundo,
el universo será ilógico,
seguro que dejaremos de ver
el encanto de la luna,
el arcoíris nunca más
nos visitará, las flores
se marchitarán, las estrellas
perderán su gracia
y el cielo su natural color.
Sólo pensar en tu partida,
mi corazón se entristece,
ojalá yo pueda morir primero,
si tu lo haces,
moriría de fatal nostalgia,
hoy quiero morir, pero de placer
y de indefinida pasión,
en el luciente mapa de tu cuerpo.
Déjame escribir versos,
en tu sensual piel,
con mis labios, haré arte
en cada parte, de tu vistoso cuerpo,
tu voz es la melodía
preferida de mi alma,
tus gemidos son ecos,
que inspiran a mi corazón.
Eres mi adorable poesía,
tus besos y caricias
colorean de verdadera
plenitud mi existencia…
Quiero tatuarte el alma
a dulces besos
y lindos versos, eres mi poesía
y tierna alegría,
de mis vivencias
memorables, eres
perfecta “obra de arte”
y yo naturalmente
soy tu eterno admirador,
eres el amor, de mi amor.

3- Nublados sentimientos

La humanidad se está
ahogando en un océano de pena,
pareciera indefinida esta antipatía
entre la misma especie;
tal catástrofe se expande sin límites.
Somos auténticos pusilánimes
que dócilmente,
nos dejamos invadir
por los nublados sentimientos,
alejémonos de lo que intoxica el alma.

Intentemos aunar ideales
que mejor nos hagan respirar,
así probablemente disfrutaríamos
de un mundo que desborde
paz, democracia y libertad.
Seamos libres
y cultivadores de felicidad colectiva.

Apostemos siempre por unidad
así como lo hacen las estrellas
que entre más negra es su cómplice
el resplandor tiene considerable encanto.
No aceptemos que el odio de lo minúsculo
sea letal desgracia masiva,
no permitamos que el virus maligno
provoque el final de la humanidad.

Zebiniso Meiliyeva presenta lo scrittore Qosimov Farruxbek-Uzbekistan

Foto cortesia di Qosimov Farruxbek-Uzbekistan

Qosimov Farruxbek Uzbekistan

Problemi di generazione illuminata e sviluppata in modo armonioso nelle attività dei Jadid

Annotazione: L’articolo fornisce informazioni sulle attività dei Jadid e sui loro punti di vista sui problemi di formazione di sviluppi sviluppati in modo armonioso.

Parole chiave: Jadid, Jadid, Sovry Surround, ideologia, Illuminismo, Esecuzione economica.

È noto che il movimento Jadids The Gadids Movies, non solo nello sviluppo politico, non solo nell’istruzione e nell’istruzione, nella riforma spirituale ed educativa della regione del Turkestan, non è stata una generazione di una generazione sviluppata in modo armonioso. Un round importante è stato giocato nella storia del popolo di LCA. Infatti, la parola Jadel (in arabo Jadid “- Kirghizistan, l’introduzione di nuove scuole moderne, la stampa, lo sviluppo nazionale, è il nome generale di questi sostenitori attuali. Jadidics è stata formata alla fine del XIX e nel primo quarto del XX secolo, l’ideologia nazionale del movimento nazionale per la libertà nel Turkestan, l’idea di indipendenza nazionale e illuminazione del paese.

Nel XIX secolo, quando illuminato dalle idee illuministe e sviluppato all’inizio del XX secolo, si è ulteriormente rafforzato in Creatività e Abdullon, Abdullon, Abdullon. Jadids ha promosso l’idea di unire i popoli nel Turkestan e lottare per l’indipendenza nazionale del paese.

Una caratteristica importante della formazione di una generazione sviluppata in modo armonioso ha fatto prima  essere il risultato della liberazione del turco, la costruzione del popolo, la costruzione dello stato nazionale, la costruzione e l’illuminazione di una società e una prosperità erano questioni.

Tali idee si riflettevano per la prima volta nell’unificazione nazionale, spirituale e ideologica delle giovani generazioni nel coinvolgimento di queste nel senso di coinvolgimento del paese nel paese. La principale via ideologica e oritica nel Turkestan Jadidilia è stata sollecitata da Benbudiy, Qori, Fitrat, Cholpon e ha offerto la costruzione del popolo del Turkestan e di condurre allo sviluppo moderno.

Turkestan Jadidian Gadidias, che si trova ad aquddahkir, ha gareggiato nella popolazione locale, inclusa l’età socio-politica e culturale ed educativa ed educativa, e i giovani in crescita, hanno gareggiato. Come ha detto Benuberk in Mahmud Khoja, l’Ith.-In Turkestan del paese e la sfida della cultura La scuola chimica della cultura è primaria nel Turkestan I media nazionali sono entrati nei giovani nel movimento dei giovani.  “

Gli insegnamenti di Jadids erano la vera dottrina del loro tempo. Perché non solo gli individui progressisti, ma anche le età dei giovani pensanti.

Jadids ha raccontato il futuro del Turkestan, dove dicono che saranno in grado di sbarazzarsi di diversi vizi. Ad esempio, il mahmudkhoja derivato da diversi vizi cattivi e le conseguenze delle sue conseguenze, ha informato gli studenti delle sue conseguenze e ha aperto i beni aperti dai russi a Samarcanda. Secondo lui, tali negozi sono vicino a moschee e madrasse e affermano che hanno un impatto negativo sui bambini. Mahmudkhoja Behybiya incoraggia tutti a crescere per essere sani. I nostri bambini sani e istruiti crescono e leggono, leggono e occupano la conoscenza e i clienti di un medico, economista e altri specialisti moderni.

Dopo aver studiato e studiato bambini sani da crescere e studiare, cosa più importante, cosa più importante, ha sottolineato che i genitori aiuteranno i loro figli nel loro tempo. Munavvarqori Abdurashidkhonov ha osservato che c’è un fatto  che potevano muoversi sulla responsabilità del bambino e muoversi il più possibile per essere illuminati dalla responsabilità genitoriale.

Jadids ha sottolineato che i genitori erano impegnati nell’educazione dei loro figli e li hanno indicati pronti per le scuole e le madrasse. Dopo aver studiato nelle scuole e nelle madrasse e essersi laureati, i giovani hanno detto loro che i paesi sviluppati hanno migliorato le loro conoscenze nelle istituzioni educative e occupando le scienze moderne. Secondo la letteratura, Birgudius insegna nelle università, folle e inglese, scienziati europei e la presenza di università militari, università materne, università materne. Si rammarica che la via del Turkestan sia alle nostre spalle.  harakati maorif parvaronlarini soyasida vujudga keldi”

Jadid, che sono stati lo scopo principale della riforma del sistema educativo in Turkestan, sono stati coinvolti nei problemi di dipendenza economica e politica, dove dovrebbero esserci colpi di conoscenza moderna.Jadid sognava di elevare la cultura del popolo a livello internazionale, per il quale consideravano i giovani da insegnare nelle migliori scuole d’Europa. Mahmudkhoja Behdriev scrisse nella finestra del matrimonio e del matrimonio, leggendo i giovani in una rivista straniera.DorilFunun e Dorullhuntsun vengono inviati ai piselli da allattamento. È noto che Munavvar Abdurashidkhonov era anche un ogni sforzo per essere un armaiolo.Dopo essersi diplomato alle scuole, la Turchia stava lavorando per aiutare gli studenti nascosti a Ufa, Ufa e Azerbaigian Jadid mans si è anche rivolto ai giovani

Qosimov Farruxbek Uzbekistan

Issues of enlightening and harmoniously developed generation in the activities of Jadids

Annotation: The article provides information on the activities of Jadids and their views on issues of training harmoniously developed developments.

Keywords: Jadid, Jadids, Sovry Surround, ideology, Enlightenment, Economic Execution.

It is known that the Jadids Movement The Gadids Movies, not only in the development of political, not only education and education, spiritual and educational reform of the Turkestan region, naught generation of a harmoniously developed generationThe important round was played in the history of the people of LCA.In fact, the word Jadel (Arabic Jadid “- Kyrgyzstan, the introduction of new modern schools, printing, national development, is the general name of these current supporters.Jadidics was formed in the late XIX and the first quarter of the XX century, the national ideology of the national-Freedom movement in Turkestan, the idea of national independent and enlightenment of the country. 

In the 19th century, when enlightened by enlightenment ideas and developed in the early twentieth century, it has further strengthened in Creativity and Abdullon, Abdullon, Abdullon.Jadids promoted the idea of uniting peoples in Turkestan and struggle for the national independence of the country.

An important feature of the training of a harmoniously developed generation did first be the result of the release of Turkish, the construction of the people, the construction of the national state, building and enlightening a society, and a prosperitywere issues.

Such ideas first reflected in national, spiritual and ideological unification of the younger generation in the involvement of them in the country’s sense of involvement in the country.The main ideological andoretical route in Turkestan Jadidilia was prompted by Benbudiy, Qori, Fitrat, Cholpon, and offered construction of the people of Turkestan and to lead to modern development.

Turkestan Jadidian Gadidias, who is in aquddahkir, competed in the local population, including the socio-political and cultural and educational and educational age, and the growing young people, competed.As Benuberk said in Mahmud Khoja, the country’s Ith.-In Turkestan, and the Challenge of the Culture The Chemical School of Culture is primary in TurkestanThe national media came into the youngsters in the young man’s movement. “

The teachings of Jadids was the real doctrine of their time.Because he can not only progressive individuals, but also the ages of thinking young people.

Jadids told the future of the Turkestan, where they say they will be able to get rid of different vices.For example, the mahmudkhoja derived from different bad vices, and the consequences of its consequences, informed students of its consequences, and opened the Goods opened by Russians in Samarkand.According to him, such stores are near mosques and madrassas and affirm that they have a negative impact on children.Mahmudkhoja Behybiya encourages everyone to grow up to be healthy.Our healthy, educated children grow up and read, read and occupy knowledge, and the customers of a doctor, economist and other modern specialists.

After studying and studying healthy children to raise and study, most importantly, most importantly, emphasized that parents will help their children in their time.Munavvarqori Abdurashidkhonov noted that there is a fact that they could move about the responsibility of the child and moved as much as they could to be enlightened by the parental responsibility.

Jadids pointed out that the parents were engaged in the upbringing of their children and pointed them ready for schools and madrassas.After studying in schools and madrassas and graduating, young people have told them that the developed countries have improved their knowledge in educational institutions and occupying modern sciences.According to the literature, Birgudius is teaching in universities, crowds and English, European scientists, and the presence of military universities, maternal universities, maternal universities.He regret that the way of Turkestan is behind us. harakati maorif parvaronlarini soyasida vujudga keldi”

Jadids, who have been the main purpose of reforming the education system in Turkestan, have been involved in the problems of economic and political dependence, where there should be modern knowledge shots.Jadids dreamed of raising the culture of the people to international level, for which they considered young people to teach in Europe’s best schools. Mahmudkhoja Behdriev wrote in the window of the wedding and the wedding, reading young people in a foreign magazine.DorilFunun and Dorullhuntsun are sent to the breastfeeding peas. It is known that Munavvar Abdurashidkhonov was also a every effort to be an armorist.After graduating from schools, Turkey was working to help the hidden students to the Ufa, Ufa and Azerbaijan Jadid mans also addressed the youth

Zebiniso Meiliyeva presenta la giovane scrittrice Mahmudova Sevinch Ulugbek,

Foto cortesia di Mahmudova Sevinch Ulugbek,

Usanze nazionali e monumenti storici dell’Uzbekistan

L’Uzbekistan è un paese situato nell’Asia centrale e il suo patrimonio storico e culturale è molto ricco. Migliaia di anni di tradizioni e usanze sono state preservate qui e occupano un posto importante nella vita di ogni uzbeko.
Innanzitutto, il rispetto e l’amore per la propria famiglia sono di grande importanza. I matrimoni e le altre festività si svolgono nello stile delle riunioni di famiglia. I matrimoni uzbeki conservano molte antiche tradizioni, tra cui i doni degli sposi, chiamati “sorik”, piatti speciali preparati per gli ospiti e balli.
Inoltre, anche gli abiti nazionali dell’Uzbekistan sono molto unici. Gli uomini indossavano spesso abiti tradizionali chiamati “dishdasha” e le donne si distinguevano per i colorati “atlas” e “abiti da sposa”. Oggigiorno, sono popolari anche gli abiti in raso. Tali abiti vengono indossati non solo ai matrimoni e alle festività, ma anche nella vita di tutti i giorni. Inoltre, la festa uzbeka Navruz è stata ampiamente celebrata il 21 marzo. La tavola di Nowruz è sempre decorata durante le festività.  Ci sarà sicuramente il sommacco sulla tavola. Il sumalak è un piatto a base di grano dal sapore unico. Viene preparato solo durante la festa di Nowruz. Il processo di preparazione del sumalak, a sua volta, è una delle antiche tradizioni e questo processo viene svolto insieme alla famiglia e ai parenti.
L’Uzbekistan è tra i paesi conosciuti al mondo per la sua ricca storia, cultura, tradizioni e monumenti architettonici. I piatti nazionali e i monumenti storici del nostro paese riflettono non solo l’antichità della nazione, ma anche la sua cultura unica.
La cucina nazionale uzbeka è un’arte culinaria unica che riflette la cultura, le tradizioni, la natura e lo stile di vita unici del popolo dell’Uzbekistan. Ad esempio, Pilov, Shashlik, Manti, Somsa e altri piatti vengono mangiati con amore. Anche i nostri compatrioti di altri paesi sono rimasti sorpresi dal loro sapore.
Per quanto riguarda i monumenti storici dell’Uzbekistan, sono famosi per la loro architettura unica, il design unico e la storia. In particolare, Samarcanda è la città storica più famosa dell’Uzbekistan e questa città è conosciuta al mondo per i suoi meravigliosi monumenti architettonici.  La piazza Registan situata in questa città è uno dei monumenti centrali di Samarcanda, contiene molti monumenti del periodo timuride. Ci sono anche molti monumenti come Shah-i Zinda e l’Osservatorio di Ulugbek. Un altro esempio di questo è la città di Bukhara. Ci sono monumenti del periodo dell’Emirato di Bukhara, come il Castello di Bukhara, la Torre Kalon e molti altri monumenti storici. Inoltre, le città di Khiva, Shahrisabz e Termiz non fanno eccezione. Ci sono anche molti monumenti storici e culturali in questi luoghi.
Il cibo riflette la cultura, le tradizioni e il duro lavoro dell’Uzbekistan, mentre i monumenti storici mostrano l’antichità del paese e il suo patrimonio culturale ricco di monumenti architettonici. La nostra ricca storia nei luoghi alti di questo mondo è anche interessante e vale la pena di essere appresa per le altre nazioni.
Naturalmente, voglio che tu visiti questi luoghi antichi e gusti i nostri piatti nazionali!

Figlia di Mahmudova Sevinch Ulugbek, studentessa del gruppo 201 del liceo accademico intitolato a ToshDOTAU.




National Customs and Historical Monuments of Uzbekistan

Uzbekistan is a country located in Central Asia, and its historical and cultural heritage is very rich. Thousands of years of traditions and customs have been preserved here, and they occupy an important place in the life of every Uzbek.
  First of all, respect and love for one’s family is of great importance. Weddings and other holidays are held in the style of family gatherings. Uzbek weddings preserve many ancient traditions, including the gifts of the bride and groom, called “sorik”, special dishes prepared for guests, and dances.
  In addition, the national clothes of Uzbekistan are also very unique.  Men often wore traditional clothes called “dishdasha”, and women were distinguished by colorful “atlas” and “bridal dresses”. Nowadays, dresses made of satin are also popular. Such clothes are worn not only at weddings and holidays, but also in everyday life.  In addition, the Uzbek Navruz holiday was widely celebrated on March 21.  Nowruz table is always decorated during the holidays.  There will definitely be sumac on the table.  Sumalak is a dish made from wheat with a unique taste.  It is prepared only during Nowruz holiday.  The process of preparing sumalak, in turn, is one of the ancient traditions, and this process is carried out together with family and relatives.
  Uzbekistan is among the countries known to the world for its rich history, culture, traditions and architectural monuments.  National dishes and historical monuments of our country reflect not only the antiquity of the nation, but also its unique culture.
  Uzbek national cuisine is a unique culinary art that reflects the unique culture, traditions, nature and lifestyle of the people of Uzbekistan.  For example, Pilov, Shashlik, Manti, Somsa and other dishes are eaten with love.  Even our compatriots from other countries were surprised with their taste.
  As for the historical monuments of Uzbekistan, they are famous for their unique architecture, unique design and history.  In particular, Samarkand is the most famous historical city of Uzbekistan, and this city is known to the world for its wonderful architectural monuments.  The Registan square located in this city is one of the central monuments of Samarkand, it contains many monuments from the Timurid period.  There are also many monuments such as Shah-i Zinda and Ulugbek Observatory.  Another example of this is the city of Bukhara.  There are monuments from the period of Bukhara Emirate, such as Bukhara Castle, Kalon Tower and many other historical monuments.  In addition, the cities of Khiva, Shahrisabz, and Termiz are no exception.  There are also many historical and cultural monuments in these places.
  Food reflects the culture, traditions and hard work of Uzbekistan, while historical monuments show the country’s antiquity and its cultural heritage rich in architectural monuments.  Our rich history in high places in this world is also interesting and worth learning for other nations.
  Of course, I want you to visit these ancient places and enjoy our national dishes!



  Daughter of Mahmudova Sevinch Ulugbek, student of group 201 of academic lyceum named after ToshDOTAU.

L’amico poeta, scrittore e critico letterario Kareem Abdullah -Iraq scrive un’analisi poetica dettagliata alla poesia di Cinzia Rota

Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq e Cinzia Rota – Italia


“Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine”
Di: Kareem Abdullah . Iraq.

Lettura critica analitica di “La Città del Vento” di Cinzia Rota: “Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine”

La poesia di Cinzia Rota “La Città del Vento” è una potente esplorazione dell’emozione, della perdita e dell’inevitabile attrazione tra attaccamento e distacco. Attraverso immagini vivide e metafore sfumate, Rota tesse una narrazione che ci porta attraverso i sentimenti turbolenti di desiderio, isolamento e inevitabile partenza, simboleggiati sia dalla città che dal mare. La poesia riflette sulla complessità dell’esperienza umana, dove bellezza e dolore coesistono e dove la nostalgia plasma l’essenza stessa del sé.

La grandezza della città e del mare: specchi del sé
La poesia si apre con un sorprendente paragone tra l’amante o l’oggetto desiderato e la città stessa: “Sei come questa città, / che vista mozza il fiato”. La città non è semplicemente un luogo, ma un’entità viva e pulsante, piena di fascino e potere. L’aggettivo “mozza il fiato” implica che la città, e, per estensione, la persona a cui ci si rivolge, è travolgente, in un modo che ispira sia soggezione che paura. Questa intensità emotiva è ulteriormente amplificata attraverso la metafora del vento: “Affascinante al suono del vento, / che soffia e mi trascina…”. Il vento diventa una forza che non solo cattura, ma anche trascina via chi parla, simboleggiando l’attrazione incontrollabile delle emozioni, così come il senso di impotenza di fronte a un desiderio profondo o a una perdita.

Il mare è anche un’immagine importante nella poesia, che rappresenta sia la bellezza che il pericolo. Il mare è descritto come “una carezz’ai fianchi della terra”, evocando un senso di seduzione, ma serve anche a ricordare l’impermanenza della connessione. Il mare è sia tenero che duro: la sua carezza è fugace e la sua vastità suggerisce una distanza eterna. Questa dualità rispecchia il conflitto interiore del parlante: il desiderio di qualcosa di irraggiungibile e l’eventuale crepacuore che ne consegue.

Desiderio e partenza: contraddizioni emotive
Uno dei temi centrali della poesia è l’esperienza simultanea di desiderio e partenza. La frase “Sei le navi in partenza, / quando spezzi’l contatto” (You are the ships departing, / when you break the contact) usa l’immagine di una nave in partenza per evocare sentimenti di abbandono e separazione. Le navi, in questo contesto, simboleggiano sia la distanza fisica che emotiva che cresce tra il parlante e la persona amata. La partenza non è solo un evento;  è un ciclo che si ripete: “tutte le volte che t’ho visto andar via…” (ogni volta che ti ho visto andare via). Questa ricorrenza di separazione crea un senso di inevitabilità, ma alimenta anche il profondo attaccamento emotivo del parlante.

La nostalgia emerge come un altro motivo potente, descritto come “la nostalgia, / un ritaglio di sole, maledetto” (nostalgia, / a piece of sun, cursed). Qui, la nostalgia è un’arma a doppio taglio: è sia bella che dolorosa. L’immagine della luce del sole suggerisce calore e gioia, ma la parola “maledetto” (cursed) rivela che questo ricordo, questo desiderio, ha un lato distruttivo. La nostalgia prima ferisce l’anima, ma poi “risorge” su strade vuote (“che prima ferisce l’anima / e poi risorge su strade vuote”). Questa natura ciclica del desiderio implica che il dolore del passato, sebbene ferisca, si rifiuta anche di svanire e continua a plasmare il presente.  Le strade, un tempo piene di vita e di connessioni, ora sono prive di significato, sottolineando l’isolamento che segue la perdita emotiva.

Solitudine e disconnessione: interazione con l’ambiente circostante
Il tema dell’isolamento è particolarmente toccante nel verso “Sola, cammino tra palazzi silenti”. La città, sebbene piena di attività, è vissuta dal parlante come un luogo sterile e vuoto. Gli “edifici silenziosi” sono simboli del mondo esterno che sembrano non offrire alcun conforto o connessione. Il parlante sta camminando attraverso uno spazio che è sia familiare che alieno, intrappolato in uno stato liminale tra presenza e assenza.

L’immagine dei colori che si riscaldano “fino al limite” trasmette un senso di emozione repressa, di una lotta interiore che non può manifestarsi completamente. Questi “colori discreti” (“colori discreti”) offrono un riflesso smorzato dei sentimenti sommessi del parlante. Sebbene il giorno vinca sulla malinconia (“mentre il giorno vince la malinconia”), la vittoria non è assoluta;  è un trionfo fragile, un momento fugace in cui il mondo esterno si allinea brevemente con il mondo interiore del parlante, ma la vittoria della luce del giorno non cancella il dolore sottostante.

Finalità e fuga da sé
L’ultimo verso della poesia, “Lo stesso sguardo, disertore”, racchiude il senso ultimo di abbandono emotivo

“Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine”
By: Kareem Abdullah . Iraq.

Analytical Critical Reading of “La Città del Vento” by Cinzia Rota: “Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine”

Cinzia Rota’s poem “La Città del Vento” is a powerful exploration of emotion, loss, and the inescapable pull between attachment and detachment. Through vivid imagery and nuanced metaphors, Rota weaves a narrative that takes us through the turbulent feelings of longing, isolation, and the inevitable departure, symbolized by both the city and the sea. The poem reflects on the complexity of human experience, where beauty and pain coexist, and where nostalgia shapes the very essence of the self.

The Grandeur of the City and Sea: Mirrors of the Self
The poem opens with a striking comparison between the lover or the desired object and the city itself: “Sei come questa città, / che vista mozza il fiato” (You are like this city, / which takes away the breath with its sight). The city is not merely a place but a living, breathing entity, full of allure and power. The adjective “mozza il fiato” (takes away the breath) implies that the city—and, by extension, the person being addressed—is overwhelming, in a way that inspires both awe and fear. This emotional intensity is further amplified through the metaphor of wind: “Affascinante al suono del vento, / che soffia e mi trascina…” (Fascinating to the sound of the wind, / which blows and pulls me…). The wind becomes a force that not only captivates but also sweeps the speaker away, symbolizing the uncontrollable pull of emotions, as well as the sense of helplessness when faced with deep desire or loss.

The sea is also a prominent image in the poem, representing both beauty and danger. The sea is described as “una carezz’ai fianchi della terra” (a caress on the sides of the earth), evoking a sense of seduction, yet it also serves as a reminder of the impermanence of connection. The sea is both tender and harsh—its caress is fleeting, and its vastness suggests an eternal distance. This duality mirrors the speaker’s internal conflict: the yearning for something unattainable and the eventual heartbreak that follows.

Longing and Departure: Emotional Contradictions
One of the central themes in the poem is the simultaneous experience of longing and departure. The phrase “Sei le navi in partenza, / quando spezzi’l contatto” (You are the ships departing, / when you break the contact) uses the image of a departing ship to evoke feelings of abandonment and separation. Ships, in this context, symbolize both the physical and emotional distance that grows between the speaker and the one they love. Departure is not just an event; it is a cycle that repeats: “tutte le volte che t’ho visto andar via…” (every time I saw you go away). This recurrence of parting creates a sense of inevitability, yet it also fuels the speaker’s deep emotional attachment.

Nostalgia emerges as another powerful motif, described as “la nostalgia, / un ritaglio di sole, maledetto” (nostalgia, / a piece of sun, cursed). Here, nostalgia is a double-edged sword: it is both beautiful and painful. The imagery of sunlight suggests warmth and joy, but the word “maledetto” (cursed) reveals that this memory, this longing, has a destructive side. Nostalgia first wounds the soul, but it then “rises again” on empty streets (“che prima ferisce l’anima / e poi risorge su strade vuote”). This cyclical nature of longing implies that the pain of the past, though it wounds, also refuses to fade, and it continues to shape the present. The streets, once full of life and connection, are now devoid of meaning, emphasizing the isolation that follows emotional loss.

Solitude and Disconnection: Interaction with the Surrounding Environment
The theme of isolation is particularly poignant in the line “Sola, cammino tra palazzi silenti” (Alone, I walk among silent buildings). The city, though filled with activity, is experienced by the speaker as a barren and empty place. The “silent buildings” are symbols of the external world that seem to offer no comfort or connection. The speaker is walking through a space that is both familiar and alien—caught in a liminal state between presence and absence.

The imagery of colors heating up “until the limit” conveys a sense of suppressed emotion, of an internal struggle that cannot fully manifest. These “discreet colors” (“colori discreti”) offer a muted reflection of the speaker’s own subdued feelings. Though the day wins over melancholy (“mentre il giorno vince la malinconia”), the victory is not absolute; it is a fragile triumph, a fleeting moment where the external world briefly aligns with the speaker’s inner world, but the victory of daylight does not erase the underlying sorrow.

Finality and the Escape from Self
The final line of the poem, “Lo stesso sguardo, disertore” (The same look, deserter), encapsulates the ultimate sense of emotional abandonment

LA CITTÀ DEL VENTO

Sei come questa città,
che vista mozza il fiato.
Affascinante al suono del vento,
che soffia e mi trascina…
Quel magico valzer che gira…
Sei questo mare
una carezz’ai fianchi della terra,
seducente visione al tramonto, un brivido
quando cede la pelle, un solletico malizioso
che gocciola vapore al cielo…
Sei le navi in partenza,
quando spezzi’l contatto,
tutte le volte che t’ho visto andar via…
Sei la nostalgia, 
un ritaglio di sole, maledetto,
che prima ferisce l’anima
e poi risorge su strade vuote.
Sola, cammino tra palazzi silenti, 
colori discreti che s’accendono, 
si riscaldano fino al limite, 
mentre il giorno vince la malinconia.
Lo stesso profumo, un intenso sapore…
Lo stesso sguardo, disertore.

©️ ️ Cinzia Rota 2025 Copyright –
Legge sulla proprietà intellettuale. n. 633 del 22.04.1941

THE CITY OF THE WIND

You are like this city,
Whose sight takes your breath away.
Charming to the sound of the wind,
Who blows me and takes me away…
That magic waltz that transforms…
You are this sea
A caress on the sides of the earth,
A seductive vision at sunset, a thrill
When the skin gives, a mischievous tickle
Dripping steam into the sky…
You are the ships departing,
When you break the moorings
Every time I saw you leave…
You are the nostalgia,
A sliver of sunshine, cursed,
That first hurts the soul
And then resurface in the empty streets.
Alone, I walk among silent buildings,
Discreet colors that illuminate,
Warm up to the limit,
While the day overcomes melancholy.
The same scent, an intense taste.
The same elusive look…

Traduzione a cura di Franca Colozzo

Incontro artistico organizzato dalla Global Coordinator Artist Project Silla Maria Campanini con il presidente Preeth Padmanabhan Nambiar ed Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Silla Maria Campanini condivisa dal presidente Preeth Nambiar


-Dal presidente Preeth Padmanabhan Nambiar
-Dalla Global Coordinator ( Artistic Project)) prof. Silla Maria Campanini :

“Gli stimati delegati, artisti aderenti al progetto artistico 2025, inserito nel prestigioso programma del Festival Letterario 2025,
sono invitati a partecipare e dare la loro adesione- Sessione della giornata di sabato della settimana corrente, ore 17 – Italia “
Rajko Ferk, Luciano Caria, Sebastiano Sechi, Elena Felicia Cimpian, Dragan Podovac, Marco Locatelli, Roberta Baldassano, Vera Dan, Sonia Boeri Adriano Deandreis, Alberto Luis Copello Cleger, Renuka Kesaramadu, Mihaela Craciun Viola Fusha,  Loredana Raciti Raciti, Franca Goldoni, Mario Antonio Pelosi, Christine Cézanne-Thauss, Tamikio L. Dooley,  Dina Montesu Rosa Del Forno SofiaHale, Carla Colombo, Bruna Starrantino Assaf Mousa Elisabetta Castello Art Studio – Letizia Caiazzo – 

GRAND ARTIUM: Assemblea di artisti al Panorama International Literature Festival 2025

Nella vasta tela dell’espressione umana, dove colori e parole si fondono in capolavori senza tempo, arte e letteratura sono sempre state intrecciate, ciascuna dando vita all’altra. Una delle parti principali del Panorama International Literature Festival di quest’anno è stato il progetto artistico, guidato dalla visione di Silla Maria Campanini, un’artista straordinaria e una delle figure più influenti dietro PILF e Writers Capital Foundation.

Siamo lieti di invitarvi tutti a ‘Grand Artium’, uno spettacolare evento in cui gli artisti che hanno partecipato al Panorama International Literature Festival si uniranno in un incontro stimolante. Sotto la distinta guida di Silla Maria Campanini, Global Coordinator (Artistic Project), questa assemblea onorerà gli spiriti creativi che hanno trasformato il festival in un’impareggiabile confluenza di arte e letteratura.
A questa straordinaria occasione si unirà Elisa Mascia, Direttrice della Writers Capital Foundation, Italia, arricchendo ulteriormente questo simposio artistico.

️ Data: sabato 15 febbraio 2025
⏰ Ora: 15:00 (ora italiana)
 Modalità: virtuale (tramite Zoom)

Guarda in diretta: https://www.youtube.com/live/3XohS058HZ8?si=y2ITYYV4WxWLBwdN

Partecipa a questa celebrazione storica in cui ARTE e LETTERATURA si uniscono per creare magia!

 Writers Capital International Foundation
http://www.writerscapital.org
 care@writerscapital.org

#GrandArtium #Panorama2025 #ArtMeetsLiterature #GlobalArtists #CreativeRevolution #LiteratureFestival #ArtisticExcellence

GRAND ARTIUM: Assembly of Artists at Panorama International Literature Festival 2025

In the vast canvas of human expression, where colors and words blend into timeless masterpieces, art and literature have always been intertwined—each breathing life into the other. One of the major parts of Panorama International Literature Festival this year was the artistic project, guided by the vision of Silla Maria Campanini, a remarkable artist and one of the most influential figures behind PILF and Writers Capital Foundation.

We are delighted to invite you all to ‘Grand Artium’—a spectacular event where the artists who participated in Panorama International Literature Festival will unite in an inspiring gathering. Under the distinguished leadership of Silla Maria Campanini, Global Coordinator (Artistic Project), this assembly will honor the creative spirits who have transformed the festival into an unparalleled confluence of art and literature. Joining this remarkable occasion will be Elisa Mascia, Director of Writers Capital Foundation, Italy, further enriching this artistic symposium.

️ Date: Saturday, 15th February 2025
⏰ Time: 3:00 PM (Italy Time)
 Mode: Virtual (Via Zoom)

Watch live: https://www.youtube.com/live/3XohS058HZ8?si=y2ITYYV4WxWLBwdN

Be part of this historic celebration where ART and LITERATURE unite to create magic!

 Writers Capital International Foundation
http://www.writerscapital.org
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#GrandArtium #Panorama2025 #ArtMeetsLiterature #GlobalArtists #CreativeRevolution #LiteratureFestival #ArtisticExcellence

Angela Kosta traduce i versi poetici di Slava Božičević

Foto cortesia di Slava Božičević

ANGELA KOSTA TRADUCE I VERSI DELLA POETESSA CROATA SLAVA BOŽIČEVIĆ

Slava Božičević è nata a Zagabria, Croazia. Lei si è laureata in medicina, giornalismo, medicina ecologica (miljőmedic. studie in Svezia, Univ). Slava ha lavorato come professionista su tutti i settori sopra menzionati sia in Croazia che in Svezia. Per 30 anni ha vissuto e insegnato nelle scuole della Svezia. Scrive: racconti, saggi, poesie, prose e articoli sui diritti umani, la pace nel mondo e l’ecologia.

Slava è autrice di quattro raccolte di poesie: due sono pubblicate in Svezia e le altre due in Croazia. L’ultimo libro “In Disfiance of Time” è stato tradotto in inglese e pubblicato nell’edizione Prodigy, Arizona, USA, 2023…

Le sue poesie si trovano in più di cento raccolte, antologie e libri pubblicati da case editrici in patria e all’estero. Le sue poesie sono tradotte in: svedese, inglese, tedesco, italiano, romancio, serbo, macedone, russo, greco, albanese.

Slava ha vinto molti premi per il suo lavoro. Inoltre ha ricevuto titoli di Dottore Honoris Causa per la literatura, (Serbia), per la Pace e i Diritti Umani in Libano, Germania ed il titolo di Ambasadore in diversi paesi.

IL TEMPO BENEDETTO

Mi hai vestito con la tua tenerezza…

Tu mi tieni al caldo con il tuo ardente amore,

Mi culli tra le braccia della felicità.

Tu hai costruito il nido per me

Tu vivi per me.

Ti ho dato il mio cuore come dono

Anche tu a me.

Amo scomparire tra le tue braccia

E dimenticare il tempo.

Tradotto da Angela Kosta Direttore Esecutivo delle Riviste: MIRIADE, NUANCES ON THE PANORAMIC CANVAS, BRIDGES OF LITERATURE, giornalista, poetessa, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice, promotrice

Kareem Abdullah -Iraq scrive un’analisi poetica dettagliata alla poesia di Kristy Raines, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Kristy Raines


Lettura critica analitica della poesia “The One Who Can” di Kristy Raines.
Di: Kareem Abdullah – Iraq.

La poesia “The One Who Can” presenta una riflessione intima sulla fede, l’affidamento alla guida divina e la presenza confortante di Dio nei momenti di lotta e confusione. Attraverso espressioni semplici ma profonde, l’oratore comunica il suo viaggio dalla vulnerabilità alla pace attraverso la resa spirituale e la comprensione.

Struttura e forma:
La poesia segue una struttura in versi liberi, priva di uno schema di rima o metro regolare. Ciò crea un tono colloquiale e personale, che rispecchia il dialogo interiore dell’oratore. L’assenza di una forma rigida enfatizza la fluidità delle emozioni umane e la natura imprevedibile delle sfide della vita, rafforzando il tema della resa a un potere superiore.

Temi:
Fede e resa: il tema centrale della poesia ruota attorno alla fede in Dio, specialmente in tempi di difficoltà e dubbi personali.  Ogni strofa illustra il viaggio del parlante dall’impotenza al conforto, offrendo uno scorcio di come la fede possa offrire conforto quando gli sforzi umani falliscono. La poesia suggerisce che la preghiera, la Scrittura e il ricordo della presenza di Dio possono offrire pace quando le parole e le azioni falliscono.

“Quando le parole mi vengono meno mentre mi inchino in preghiera al mio Signore / Sono confortato dallo Spirito che parla per me”.

Questo verso trasmette l’ineffabilità della preghiera, una pratica spirituale in cui le parole diventano insufficienti, ma la fede trascende l’espressione verbale. Lo Spirito, qui, rappresenta una voce interiore o una presenza divina che riempie il vuoto lasciato dalle limitazioni umane.

Il divino come fonte costante di conforto: la poesia contrappone l’inadeguatezza umana alla costanza divina. Le circostanze intorno al parlante e l’incapacità degli altri di fornire supporto creano sentimenti di scoraggiamento, ma il parlante trova conforto nella presenza incrollabile di Dio.

“Quando le persone mi deludono e mi sento solo nelle mie circostanze / Mi ricordo che Dio è il mio migliore amico e mi consola”.  Nei momenti di isolamento sociale o emotivo, Dio emerge sia come una figura compassionevole che come un confidente personale, offrendo al parlante il conforto e l’amicizia che ad altri potrebbero mancare.

Sottomissione alla volontà divina: la poesia riconosce ripetutamente l’inutilità dei tentativi umani di controllare le circostanze esterne. Il parlante mette in discussione il caos che lo circonda, ma trova pace nella consapevolezza di non avere il controllo. Questa idea è rafforzata dalla voce che esorta il parlante a rinunciare al controllo.

“Una vocina mi dice che non sono io ad avere il controllo”.
La “vocina” rappresenta l’intervento o la guida divina, esortando il parlante ad accettare la volontà di Dio piuttosto che lottare per cambiare il mondo. Ciò riecheggia un comune motivo spirituale di resa: riconoscere i limiti umani e riporre fiducia in un potere superiore.

Empowerment tramite l’esempio: negli ultimi versi, l’oratore giunge a una profonda consapevolezza del proprio ruolo nel mondo:

“E quando combatto per cambiare il mondo intorno a me / Dio mi parla e mi ricorda che non posso / Ma posso essere un esempio di Colui che può.”

Il viaggio dell’oratore culmina nella comprensione che, sebbene non possa cambiare il mondo con la forza, può incarnare le qualità della divinità: amore, compassione e umiltà. Il messaggio qui è di empowerment passivo: vivendo secondo i principi divini, si possono influenzare gli altri tramite l’esempio piuttosto che tramite un intervento diretto.

Tono e immagini:
Il tono della poesia è riflessivo e meditativo. L’oratore è impegnato in una conversazione con il proprio sé interiore, esprimendo vulnerabilità ma anche un profondo senso di conforto e rassicurazione. Le immagini utilizzate sono radicate nel simbolismo religioso, come “preghiera”, “Spirito”, “Libro Sacro” e “Dio”, attingendo alle tradizioni cristiane.  Queste immagini radicano l’esperienza dell’oratore in un contesto spirituale e forniscono le basi per le sue riflessioni sulla fede e sul sostegno divino.

“Il Libro Sacro che siede accanto a me” – Questo fa riferimento alla Bibbia, un simbolo di saggezza e guida divine. La presenza del Libro Sacro al fianco dell’oratore sottolinea la continua accessibilità del sostegno spirituale, anche in tempi di dubbio.

“Dio mi parla” – Questo suggerisce una relazione dinamica e comunicativa con il divino, rafforzando l’idea di una presenza attiva e confortante che non lascia l’oratore solo nelle sue prove.

Conclusione:
“The One Who Can” esplora temi di fede, intervento divino e vulnerabilità umana. Attraverso semplici riflessioni personali, la poesia illustra come una profonda connessione con Dio possa fornire conforto e direzione di fronte alle sfide della vita. L’eventuale consapevolezza da parte dell’oratore che il suo ruolo è quello di essere un esempio vivente di amore divino offre un messaggio potente: sebbene non possiamo controllare il mondo, possiamo comunque incarnare e diffondere le qualità divine che trasformano le vite.  La poesia, con il suo tono contemplativo e le sue immagini spirituali, in ultima analisi invita alla resa, alla fiducia e a vivere una vita di esempio in allineamento.

Critical Analytical Reading of the Poem “The One Who Can” by Kristy Raines .
By : Kareem Abdullah – Iraq .

The poem “The One Who Can” presents an intimate reflection on faith, reliance on divine guidance, and the comforting presence of God in moments of struggle and confusion. Through simple yet profound expressions, the speaker communicates their journey from vulnerability to peace through spiritual surrender and understanding.

Structure and Form:
The poem follows a free verse structure, lacking a regular rhyme scheme or meter. This creates a conversational and personal tone, mirroring the speaker’s internal dialogue. The absence of rigid form emphasizes the fluidity of human emotions and the unpredictable nature of life’s challenges, reinforcing the theme of surrender to a higher power.

Themes:
Faith and Surrender: The central theme of the poem revolves around faith in God, especially in times of hardship and personal doubt. Each stanza illustrates the speaker’s journey from helplessness to solace, offering a glimpse of how faith can provide comfort when human effort falls short. The poem suggests that prayer, scripture, and the reminder of God’s presence can offer peace when words and actions fail.

“When words fail me as I bow in prayer to my Lord / I am comforted by the Spirit that speaks for me.”
This line conveys the ineffability of prayer — a spiritual practice where words become insufficient, yet faith transcends verbal expression. The Spirit, here, represents an inner voice or divine presence that fills the void left by human limitations.

The Divine as a Constant Source of Comfort: The poem contrasts human inadequacy with divine constancy. Circumstances around the speaker and the failure of others to provide support create feelings of discouragement, yet the speaker finds solace in the unshakable presence of God.

“When people fail me and I feel alone in my circumstances / I remind myself that God is my best friend and consoles me.”
In moments of social or emotional isolation, God emerges as both a compassionate figure and a personal confidant, offering the speaker the comfort and friendship that others may lack.

Submission to Divine Will: The poem repeatedly acknowledges the futility of human attempts to control external circumstances. The speaker questions the chaos around them but finds peace in the realization that they are not in control. This idea is reinforced through the voice that urges the speaker to relinquish control.

“A small voice tells me that it is not me who is in control.”
The “small voice” represents divine intervention or guidance, urging the speaker to accept God’s will rather than struggle to change the world. This echoes a common spiritual motif of surrender — acknowledging human limitations and placing trust in a higher power.

Empowerment through Example: In the final lines, the speaker comes to a profound realization about their role in the world:

“And when I fight to change the world around me / God speaks to me and reminds me that I can’t / But, I can be an example of the One who can.”
The speaker’s journey culminates in the understanding that, while they cannot change the world through force, they can embody the qualities of divinity — love, compassion, and humility. The message here is one of passive empowerment: by living according to divine principles, one can influence others through example rather than direct intervention.

Tone and Imagery:
The tone of the poem is reflective and meditative. The speaker is engaged in a conversation with their inner self, expressing vulnerability but also a deep sense of comfort and reassurance. The imagery used is rooted in religious symbolism, such as “prayer,” “Spirit,” “Holy Book,” and “God,” drawing upon Christian traditions. These images ground the speaker’s experience in a spiritual context and provide the foundation for their reflections on faith and divine support.

“The Holy Book that sits beside me” – This references the Bible, a symbol of divine wisdom and guidance. The presence of the Holy Book by the speaker’s side emphasizes the continuous accessibility of spiritual support, even in times of doubt.

“God speaks to me” – This suggests a dynamic, communicative relationship with the divine, reinforcing the idea of an active, comforting presence that does not leave the speaker alone in their trials.

Conclusion:
“The One Who Can” explores themes of faith, divine intervention, and human vulnerability. Through simple, personal reflections, the poem illustrates how a deep connection with God can provide solace and direction in the face of life’s challenges. The speaker’s eventual realization that their role is to be a living example of divine love offers a powerful message: while we cannot control the world, we can still embody and spread the divine qualities that transform lives. The poem, with its contemplative tone and spiritual imagery, ultimately calls for surrender, trust, and living a life of example in alignm

Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq

4^ sessione dei poeti italiani partecipanti al Festival PILF 2025

Foto cortesia della locandina dell’evento culturale mondiale condivisa dal presidente Preeth Padmanabhan Nambiar

PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL 2025: SESSIONE LIVE A CURA DI ELISA MASCIA

Siamo onorati di presentare la quarta sessione del Panorama International Arts Festival 2025, un accattivante evento letterario con stimati poeti italiani e non solo. A cura di Elisa Mascia, questa sessione celebra il potere della poesia come linguaggio universale che collega cuori e culture.

SULLA CURATORE
Elisa Mascia è una poetessa e curatrice letteraria italiana, nota per la sua dedizione alla promozione della poesia e della letteratura oltre i confini. Attraverso il suo lavoro, ha creato piattaforme artistiche significative, promuovendo il dialogo internazionale e la collaborazione tra poeti e scrittori.

I NOSTRI POETI
• Anna D’Auria (Italia)
• Klodiiana Ibrhaimi (Italia)
• Margherita Bonfilio (Italia)
• Chiara Domeniconi (Italia)
• Alessio Arena (Italia)
• Maria Pellino (Italia)

📅 Data: 9 febbraio 2025
🕠 Orario: 17:30 (Italia)
🌍 Modalità: Ibrida

Unisciti a noi per questa straordinaria sessione di poesia in cui le parole trascendono i confini, abbracciando la bellezza della letteratura e dell’espressione artistica.

🔗 Registrati qui: https://rzp.io/l/PILF2025Global

Writers Capital International Foundation
🌐 http://www.writerscapital.org
📧 info.writersedition@gmail.com

#PILF2025 #PanoramaLiterature #GlobalPoetry #PoetryFestival #PoetsOfItaly #ElisaMascia

PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL 2025: LIVE SESSION CURATED BY ELISA MASCIA

We are honored to present the 4th session of the Panorama International Arts Festival 2025, a captivating literary event featuring esteemed poets from Italy and beyond. Curated by Elisa Mascia, this session celebrates the power of poetry as a universal language that connects hearts and cultures.

ABOUT THE CURATOR
Elisa Mascia is a distinguished poet and literary curator from Italy, known for her dedication to promoting poetry and literature across borders. Through her work, she has created meaningful artistic platforms, fostering international dialogue and collaboration among poets and writers.

OUR POETS

  • Anna D’Auria (Italy)
  • Klodiiana Ibrhaimi (Italy)
  • Margherita Bonfilio (Italy)
  • Chiara Domeniconi (Italy)
  • Alessio Arena (Italy)
  • Maria Pellino (Italy)

📅 Date: 9th February 2025
🕠 Time: 17:30 (Italy)
🌍 Mode: Hybrid

Join us for this remarkable poetry session where words transcend boundaries, embracing the beauty of literature and artistic expression.

🔗 Register Here: https://rzp.io/l/PILF2025Global

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🌐 http://www.writerscapital.org
📧 info.writersedition@gmail.com

PILF2025 #PanoramaLiterature #GlobalPoetry #PoetryFestival #PoetsOfItaly #ElisaMascia

Foto cortesia per gentile concessione del presidente della Writers Capital Foundation International Preeth Padmanabhan Nambiar

La poetessa Taghrid Bou Merhi e alcune sue poesie

Foto cortesia di Taghrid Bou Merhi

Tre poesie della poetessa e traduttrice libanese-brasiliana TAGHRID BOU MERHI.

L’ESILIATO

E si avvicina,
Come un’ombra smarrita
Tra le soglie dell’assenza,
Gettando sulle strade
Le sue spoglie destinate al vento,
E chiede alle onde infrante
Del suo volto annegato nella nebbia.

Era qui…
La sua finestra abbandonata giurò
Che lasciò dietro di sé
La sua canzone incompiuta
E desideri che non finirono il cammino,
Ma non tornò,
E la porta della taverna, appoggiata
Sulla spalla del tramonto,
Si apre ancora
Al ricordo dei suoi passi stanchi.

E si avvicina,
Come un uccello che ha perso le ali
E non conosce più il significato del cielo,
Cercando nei muri crepati
Il suo nome inciso nel fuoco,
Cercando il suo cadavere
Sospeso
Tra il silenzio e l’esplosione,
Cercando la sua voce
Inghiottita
Dal tempo,
Dalla forca,
E dalla polvere.

© Taghrid Bou Merhi – Libano – Brasile

HO DIMENTICATO IL MIO VOLTI

Ho cercato me stesso negli angoli della stanza, tra il tavolo inclinato e la tazza di caffè che ha dimenticato di raffreddarsi.
Ero lì, tra un’ombra in ritardo ad arrivare su un muro che non ricorda i nomi di chi è passato,
e una finestra che si affaccia su un vuoto che non conosce la differenza tra il giorno e la sera.

Ho teso la mano verso il mio volto, ma non ho trovato nulla,
come se fossi solo un’impronta lasciata dalle dita di qualcuno sconosciuto su un vetro impolverato.
Sono passato vicino allo specchio, ma non si è turbato, non ha corretto i miei lineamenti,
era lì, silenzioso come un cimitero che non conosce chi lo abita.

Fuori, i passanti camminavano in cerchi dimenticati,
i loro volti somigliavano a maschere che non sono mai state create per essere tolte,
e le strade inghiottivano i loro passi come il mare inghiotte le barche smarrite.
Mi sono chiesto: sono il fantasma di qualcuno che è partito tanto tempo fa e non ha mai finito di andarsene?

Nell’angolo, c’era una sedia senza ombra,
mi sono avvicinato e mi sono seduto, ma la sedia non ha percepito la mia presenza.
Allora ho capito che avevo dimenticato il mio volto da qualche parte,
forse l’ho lasciato nel sogno da cui non mi sono ancora svegliato,
o in una riga che non è stata ancora scritta su un vecchio muro.

Oggi uscirò in strada senza volto,
lascerò che il vento ridisegni i miei lineamenti,
e cercherò me stesso negli occhi degli sconosciuti,
forse qualcuno si ricorderà di me,
o per errore chiamerà il mio nome.

© Taghrid Bou Merhi – Libano – Brasile

PROMESSA…

Ho promesso le ultime spighe di grano
Agli uccelli assetati.
Sono tra coloro che mantengono la parola,
E ho affidato il primo raccolto alle nuvole.
… Chiedete di me alle stagioni della pioggia.

Ho donato l’azzurro del mare
Agli occhi stanchi dell’attesa.
Sono colei che ha offerto la sua ombra
Ai viandanti che hanno smarrito la strada.
… Chiedete di me al richiamo dei porti.

Ma una promessa non è altro che uno specchio del tempo,
Sfinito dall’attesa, rianimato dalla certezza.
Ogni dono porta in sé una perdita,
E ogni perdita è un cammino verso la pienezza.
Sono colei che ha imparato
Che l’orizzonte non finisce mai,
Ma si rinnova ad ogni passo,
E che la mano che dona non resta mai vuota.
© Taghrid Bou Merhi – Libano – Brasile

Kareem Abdullah scrive un’ analisi letteraria alla poesia di Letizia Caiazzo

Foto cortesia di Letizia Caiazzo e Kareem Abdullah -Iraq

“La Poesia come Ponte: La Critica di Kareem Abdullah e un’Inattesa Amicizia Virtuale”

Vorrei esprimere tutta la mia gratitudine per la critica letteraria  e analitica che Kareem Abdullah, poeta e scrittore iracheno ha dedicato alla mia poesia  “ Donna dai mille canti“                                                Le sue osservazioni sono state preziose, non solo per il loro spessore tecnico, ma anche per la                                                                                                                                                      generosità e la delicatezza con cui le ha condivise.

È sorprendente come un incontro virtuale, nato quasi per caso, si sia trasformato in un’amicizia così sincera e arricchente. Apprezzo profondamente la sua disponibilità, il modo in cui arricchisce ogni scambio con la sua cultura e sensibilità, e la fiducia che nutriamo per future collaborazioni.

Questo legame mi ha ricordato quanto sia bello connettersi attraverso l’arte, superando confini e distanze. Lo ringrazio per essere una presenza così luminosa e autentica nel mio percorso creativo.

Letizia Caiazzo

“L’Armonia dell’Anima Femminile: Un Viaggio nei Mille Canti di Donna”

 Una lettura critica e analitica By: Kareem Abdullah . Iraq .

 La poesia di Letizia Caiazzo, “Donna dai tanti canti,” presenta un ritratto ricco e sfaccettato della figura femminile, una figura che si trasforma, si moltiplica e si esprime attraverso molteplici emozioni, forze e identità. Il titolo stesso, “L’Armonia dell’Anima Femminile: Un Viaggio nei Mille Canti di Donna,” introduce un tema centrale del testo: l’idea che la donna è una somma di molteplici sfaccettature, ognuna delle quali emette un “canto” unico e diverso. La poesia celebra la donna non solo come un essere complesso, ma anche come una figura in continua evoluzione, che vive nell’armonia tra contraddizioni apparenti: forza e delicatezza, furia e serenità.

Le molteplicità della donna Il tema della molteplicità è presente in ogni verso della poesia. “Mille volti, mille canti” ci introduce subito a una donna che non si limita a un’unica forma o espressione. La donna è una pluralità, una combinazione di esperienze, emozioni e sensazioni che si manifestano attraverso i suoi “canti.” Questi canti sono simbolici delle sue diverse modalità di esprimersi e di vivere. Ogni “canto” è un pezzo di questa totalità, che si trasforma e si adatta al contesto.

 Contrasti ed equilibrio tra forza e fragilità L’opera gioca con i contrasti. La donna è descritta come “mare in tumulto,” simbolo di una forza indomabile, e come “canti melodiosi,” leggeri e sereni, che evocano grazia e delicatezza. Questa alternanza tra opposti—”violenti” e “dolci,” “furiosa” e “leggiadra,” “ghiaccio” e “abbraccio caldo”—mostra la sua complessità e l’impossibilità di ridurla a un solo aspetto. La sua forza non è solo fisica, ma anche emotiva e spirituale, mentre la sua delicatezza non è sinonimo di debolezza, ma di una bellezza che resiste e prospera nonostante le difficoltà.

 La donna come simbolo della natura e del cosmo In molti passaggi, la donna è associata agli elementi naturali, alla natura selvaggia e all’universo. I “canti” sono paragonati ai suoni e alle sensazioni prodotte dal vento, dalle stelle e dalle stagioni. La donna è rappresentata come un’entità che riflette e partecipa ai ritmi della natura, un riflesso di una forza universale che si manifesta nelle sue emozioni. È “luce tra foglie d’autunno,” simbolo di transizione e di rinnovamento, così come “stella cadente” che “bisbiglia desideri mai detti,” suggerendo un legame profondo con il mistero e la spiritualità.

Il tema dell’amore e della passione La passione è un tema che emerge con forza, specialmente quando la donna è descritta come “canti storie di mari lontani,” evocando un senso di lontananza e di desiderio. La “passione” che anima la donna la collega a un amore universale, come un “canto” che trascende il tempo e lo spazio. Questi “canti d’amore” sono sia una celebrazione di un legame romantico che una metafora della connessione profonda con la vita e l’universo. L’amore, in questa poesia, è un elemento che permea ogni aspetto dell’esistenza, da quello fisico a quello spirituale. 

L’armonia tra le diversità Il titolo della poesia fa riferimento a “un’armonia di mille sfumature,” che suggerisce un equilibrio tra le diverse dimensioni della donna. Nonostante le contraddizioni e le diversità che la compongono, la donna riesce a trovare un’armonia, una sinfonia di esperienze e sensazioni che sono tutte parti di un’unica entità. Il “canto” non è mai monotono, ma sempre variato, come una melodia che cambia a seconda dell’emozione e dell’esperienza. 

Conclusione In “Donna dai tanti canti,” Letizia Caiazzo esplora la complessità della figura femminile attraverso una serie di immagini che evocano sia la natura che l’universo. La poesia celebra una donna che è, allo stesso tempo, una forza in tempesta e una pace serena, una melodia dolce e un fuoco ardente. Questa donna è un’entità in continua evoluzione, ma sempre presente e viva, capace di adattarsi e di manifestarsi in mille modi diversi, proprio come i suoi “canti.” La sua essenza è quella di una creatura che abbraccia le sue contraddizioni, trovando bellezza e forza in ogni aspetto della sua esistenza.

 Mille volti, mille canti Donna dai tanti canti, una ma anche tante, sei mare in tumulto, canti fragorosi e tonanti sei leggiadra, danzi con le farfalle, canti melodiosi. Una folata di vento, diventi furiosa, son canti violenti, focosi, scintille di fuoco ardente. Nelle notti stellate, nei giorni lucenti, sei voce dai mille colori, sempre presente, con un’anima aperta, donna dai mille canti, dolce e sorprendente. Donna dai tanti canti, una ma anche tante, canti lievi, soffi del vento tra i pini, canti dolci, miele che scorre tra le dita, canti intensi, profumo delle rose, canti eterni, stelle nel cielo d’estate. Sei forza in tempesta e pace in sereno, nei giardini del tempo, eco di risa in un bosco felice. Sei luce tra foglie d’autunno, sei un abbraccio caldo, sei ghiaccio alla fine di un sogno. Sei languore, canti storie di mari lontani, sei passione, canti l’amore. Sei voce del vento, sussurri segreti, sei stella cadente bisbigli desideri mai detti. Donna dai tanti canti, armonia di mille sfumature, sei l’essenza della vita Letizia Caiazzo. 

                             Mille volti, mille canti

Donna dai tanti canti, una ma anche tante, 

sei mare in tumulto, canti fragorosi e tonanti 

sei leggiadra, danzi con le farfalle, canti melodiosi. 

Una folata di vento, diventi furiosa,

son canti violenti, focosi, scintille di fuoco ardente.

Nelle notti stellate, nei giorni lucenti, sei voce dai mille colori,

sempre presente, con un’anima aperta, donna dai mille canti,

dolce e sorprendente.

 Donna dai tanti canti, una ma anche tante,

canti lievi, soffi del vento tra i pini,

 canti dolci, miele che scorre tra le dita, 

canti intensi, profumo delle rose,

canti eterni, stelle nel cielo d’estate. 

Sei forza in tempesta e pace in sereno, 

nei giardini del tempo, eco di risa in un bosco felice. 

Sei luce tra foglie d’autunno, sei un abbraccio caldo,

sei ghiaccio alla fine di un sogno. 

Sei languore, canti storie di mari lontani, sei passione, canti l’amore.

Sei voce del vento, sussurri segreti,

sei stella cadente bisbigli desideri mai detti. 

Donna dai tanti canti,

armonia di mille sfumature, sei l’essenza della vita.

Kareem Abdullah, is an Iraqi poet and writer. He was born in Baghdad in 1962. Kareen Abdullah is the author of “Baghdad in Her New dress” ( 2015 Book House). His name had appeared in many imporant Arabian literary magazine and he won Tajdeed prose poetry prize in 2016.Kareem has eight poetry collections in Arabic and his poetry was translated for many languages.

Kareem Abdullah è un poeta e scrittore iracheno. È nato a Baghdad nel 1962. Kareen Abdullah è l’autore di “Baghdad in Her New dress” (2015 Book House). Il suo nome è apparso in molte importanti riviste letterarie arabe e ha vinto il premio di poesia in prosa Tajdeed nel 2016. Kareem ha otto raccolte di poesie in arabo e le sue poesie sono state tradotte in molte lingue.

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