Le persone che ti hanno ostacolato e che tu le hai aiutate, non ti aiuteranno mai. È un codice morale…segreto. Cosa che tutti più o meno conosciamo o abbiamo sperimentato. Nella nostra vita, le persone vengono per insegnarci o per imparare loro delle cose o anche per darci delle lezioni. Abbiamo tutti una missione. E rimarremo in vita finché non lo avremo affrontatola. Tutti abbiamo il libero arbitrio, alcuni sono nati più fortunati, magari in famiglie finanziariamente indipendenti o in una posizione di grande potere, pertanto la missione sarà più facile da raggiungere e l’obiettivo da realizzare e la persona che avrà successo, potrà sperimentare alcuni piaceri. Per quanto riguarda il resto, ci vuole un duro lavoro per scoprire innanzitutto qual è la missione… e come la porteranno a termine. A volte le persone semplicemente esistono, sopravvivono all’interno di determinati stereotipi, senza la minima volontà di correre rischi… E questo perché hanno paura. La paura può tenere il sogno e l’obiettivo lontano dalla nostra coscienza. E rimanere legati a un certo modello di vita. Ci vuole molta forza nel nostro corpo. Fiducia nelle nostre forze e nei nostri talenti.. Un giorno l’aiuto arriverà anche per noi. Anche noi siamo tutti diversi quando si tratta di valori morali.
A tutti noi piace essere trattati con rispetto, gentilezza, amore e ammirazione. Così, persone sconosciute compaiono sul nostro cammino e ci danno una mano… diventano nostri amici… si prendono cura di noi e dei nostri bisogni. Sono inviati da Dio
Quando un obiettivo verrà raggiunto… queste persone scompariranno, proprio come sono apparse magicamente. Li chiamo Messaggeri di Dio. O semplicemente Angeli.
Quindi non importa se le persone che hai aiutato… ti hanno voltato le spalle o semplicemente hanno dimenticato rapidamente la tua esistenza..
Sii grato di essere stato di fronte a loro in quel particolare momento.. Perché hai mostrato la grandezza della tua anima Non lo dimenticheranno mai…non importa quanti anni passano.
Οι άνθρωποι που βρέθηκαν στο δρόμο σου και τους βοήθησες, δεν θα σε βοηθήσουν ποτέ. Είναι ένας ηθικός κανόνας.. κρυφός Που όλοι λίγο πολλοί το γνωρίζουμε ή το έχουμε συνειδητοποιήσει. Στη ζωή μας, οι άνθρωποι έρχονται για να μας μάθουν ή να τους μάθουμε πράγματα ή να μας διδάξουν μαθήματα. Όλοι έχουμε μια αποστολή. Και μένουμε ζωντανοί μέχρι να την διεκπεραίωσουμε. Έχουμε όλοι την ελεύθερη βούληση, μερικοί γεννήθηκαν πιο τυχεροί, ίσως με οικογενειες που είναι οικονομικά ανεξάρτητες η σε μεγάλη θέση εξουσίας, οπότε η αποστολή θα είναι πιο εύκολο να επιτευχθεί και να υλοποιηθεί ο σκοπός και ο άνθρωπος να καταφέρει, να ζήσει μερικές απολαύσεις. Όσο για τους υπόλοιπους, χρειαζεται σκληρή δουλειά, για να ανακαλύψετε πρώτον, ποια είναι η αποστολή..και με ποιον τρόπο θα την ολοκληρώσουν. Μερικές φορές οι άνθρωποι απλά υπάρχουν, επιβιώνουν μέσα σε συγκεκριμένα στερεότυπα, χωρίς την παραμικρή διάθεση, να ρισκάρουν… Κι αυτό γιατί φοβούνται. Ο φόβος μπορεί να κρατήσει το όνειρο και το στόχο μακρυά από την συνείδηση μας. Και να παραμείνουμε δεμένοι σε ένα συγκεκριμένο μοτίβο ζωής. Χρειάζεται μεγάλη δύναμη στον εύατο μας.. Εμπιστοσύνη στις δυνάμεις μας και στα ταλέντα μας.. Κάποτε θα έρθει και η βοήθεια και για εμάς. Όλοι είμαστε διαφορετικοί μας ίδιοι σε ότι αφορά τις ηθικές αξίες.
Σε όλους μας αρέσει να μας φέρονται με σεβασμό, καλοσύνη, αγάπη και θαυμασμό. Έτσι λοιπόν, άγνωστοι άνθρωποι εμφανίζονται στο δρόμο μας και μας δίνουν χέρι βοηθείας.. γίνονται φίλοι μας… νοιάζονται για εμάς και τα θέλω μας. Είναι σταλμένοι από τον Θεό
Όταν ένας στόχος επιτευχθεί… αυτοί οι άνθρωποι θα φύγουν , όπως μαγικά εμφανίστηκαν. Εγώ τους αποκαλώ, Αγγελιαφόρους του Θεού. Η απλά Αγγέλους.
Δεν πειράζει λοιπόν, εάν οι άνθρωποι που βοήθησες…σου γύρισαν την πλάτη ή απλά ξέχασαν τη ύπαρξη σου γρήγορα..
Να είσαι ευγνώμων που βρέθηκες μπροστά τους τη συγκεκριμένη στιγμή.. Γιατί έδειξες το μεγαλείο της ψυχής σου Αυτό δεν πρόκειται να το ξεχάσουν ποτέ..όσα χρόνια κι εάν περάσουν.
Dopo aver letto il libro “La legge dell’eternità”…
Di recente, ho letto l’opera “La legge dell’eternità” del famoso scrittore georgiano Nodar Dumbadze. Anche il titolo del libro attira il lettore e lo incoraggia a continuare a leggere. Il romanzo, con il suo significato complesso e la sua struttura profonda, invita il lettore a riflettere sull’umanità e sul suo destino. Questo romanzo non solo getta luce sulle esperienze di vita individuali, ma richiede anche lo studio delle leggi eterne dell’umanità. Attraverso quest’opera, lo scrittore descrive esperienze personali, tradizioni nazionali e lotte interiori degli individui, il che consente al lettore di riflettere sull’umanità e sui suoi valori eterni. Il tema centrale dell’opera sono le leggi eterne dell’umanità, poiché tutte le persone, indipendentemente dal tempo e dal luogo in cui vivono, condividono bisogni simili: amore, sofferenza, ricerca e realizzazione… Attraverso i tre personaggi principali del romanzo, l’autore dimostra vividamente la somiglianza di questi bisogni universali. Sebbene ogni personaggio abbia esperienze di vita uniche, le loro lotte, in generale, dimostrano l’interconnessione delle leggi eterne. Il romanzo invita il lettore a riflettere profondamente sulle leggi spirituali della vita e sulle lotte interiori dell’essere umano. Queste leggi, da un lato, consistono in principi divini e spirituali e, dall’altro, coinvolgono le lotte interiori degli esseri umani e la loro resistenza alle sfide della vita. Uno degli aspetti più forti dell’opera è la sua ampia descrizione di prospettive personali e lotte interiori. Durante la lettura, incontriamo tre diverse visioni del mondo: una accetta la vita con una visione negativa e insoddisfatta, un’altra la vede come un semplice fenomeno e la terza vive con attività spirituali. Queste differenze mostrano l’inscindibile connessione tra le loro lotte interiori, visioni della vita e valori. Ogni personaggio, attraverso le sue lotte interiori, spinge il lettore a pensare al vero scopo dell’esistenza umana e alle leggi eterne. Lo scrittore immagina l’eternità non solo come esistenza fisica, ma anche come continuità della condizione spirituale umana, del cuore e dei processi all’interno della mente. La lotta interiore e il cuore di una persona, in relazione al suo destino e ai suoi obiettivi eterni, possono diventare eternità. In questo modo, il romanzo rivela profondamente l’interconnessione tra vita e morte e la ricerca umana dell’eternità. Il fondamento filosofico del romanzo è finalizzato a comprendere le ricerche spirituali umane e il vero scopo della vita. In “La legge dell’eternità”, Nodar Dumbadze analizza profondamente la necessità delle lotte interiori e delle ricerche spirituali dell’umanità, aiutando anche il lettore a comprendere la vera essenza della vita. Critici letterari e scrittori come Boris Pasternak, Mikhail Bulgakov, Gafur Ghulom e Abdulla Qahhor hanno elogiato “La legge dell’eternità” di Dumbadze per il suo profondo contenuto spirituale e filosofico. Bulgakov considerava l’opera importante che affronta la ricerca dello spirito umano e la sua elevazione spirituale. Gafur Ghulom e Abdulla Qahhor hanno sottolineato che il romanzo è incentrato sulla ricerca umana di un significato spirituale e sulla ricerca del vero scopo della vita. Pasternak commentò l’opera: “L’eternità, il significato della vita umana e la sua essenza sono sempre stati al centro della letteratura. In questo romanzo, Nodar Dumbadze esplora esattamente queste domande e ci spinge a pensare e comprendere le vere leggi della vita. I creatori scoprono le eterne ricerche dell’umanità in tali opere”. “La legge dell’eternità” di Nodar Dumbadze occupa un posto speciale nella letteratura mondiale per il suo profondo contenuto sui valori eterni dell’umanità, lo scopo della vita e il destino. Quest’opera non è solo un pezzo di creazione artistica, ma anche un approccio alla comprensione della vita umana e delle sue leggi eterne. Leggendo questo romanzo, il lettore è in grado di analizzare la propria vita, la sua essenza e i valori eterni dell’umanità, acquisendo una nuova prospettiva sulla vita.
Jakhongir NOMOZOV Corrispondente del quotidiano Butov Azerbaijan in Uzbekistan. Membro dell’Unione Internazionale dei Talenti del Mondo.
Impressions and Analysis
After reading the book “The Law of Eternity”…
Recently, I read the famous Georgian writer Nodar Dumbadze’s work “The Law of Eternity.” Even the title of the book draws the reader in and encourages them to read further. The novel, with its complex meaning and deep structure, forces the reader to think about humanity and its fate. This novel not only sheds light on individual life experiences, but also calls for the study of the eternal laws of humanity. Through this work, the writer depicts personal experiences, national traditions, and the internal struggles of individuals, which allows the reader to reflect on humanity and its eternal values. The central theme of the work is the eternal laws of humanity, as all people, regardless of the time and place in which they live, share similar needs: love, suffering, searching, and fulfillment… Through the three main characters in the novel, the author vividly demonstrates the similarity of these universal needs. Though each character has unique life experiences, their struggles, in general, prove the interconnectedness of the eternal laws. The novel calls on the reader to deeply reflect on the spiritual laws of life and the inner struggles of the human being. These laws, on one hand, consist of divine and spiritual principles, and on the other, they involve the internal struggles of humans and their resistance to life’s challenges. One of the strongest aspects of the work is its broad depiction of personal perspectives and inner struggles. Throughout the reading, we encounter three different worldviews: one accepts life with a negative and dissatisfied view, another sees it as a simple phenomenon, and the third lives with spiritual pursuits. These differences show the inseparable connection between their internal struggles, views of life, and values. Each character, through their internal struggles, prompts the reader to think about the true purpose of human existence and the eternal laws. The writer imagines eternity not only as physical existence but also as the continuity of human spiritual condition, the heart, and the processes within the mind. A person’s inner struggle and heart, in connection with their destiny and eternal goals, can become eternity. In this way, the novel profoundly reveals the interconnection between life and death and the human pursuit of eternity. The philosophical foundation of the novel is aimed at understanding human spiritual pursuits and the true purpose of life. In “The Law of Eternity,” Nodar Dumbadze deeply analyzes the need for humanity’s inner struggles and spiritual searches, while also helping the reader understand the true essence of life. Literary critics and writers such as Boris Pasternak, Mikhail Bulgakov, Gafur Ghulom, and Abdulla Qahhor have praised Dumbadze’s “The Law of Eternity” for its profound spiritual and philosophical content. Bulgakov considered the work an important one that addresses the search for the human spirit and its spiritual elevation. Gafur Ghulom and Abdulla Qahhor emphasized that the novel is focused on the human search for spiritual meaning and the quest to find life’s true purpose. Pasternak commented on the work: “Eternity, the meaning of human life, and its essence have always been at the center of literature. In this novel, Nodar Dumbadze explores exactly these questions and urges us to think and understand the true laws of life. Creators discover the eternal searches of humanity in such works.” Nodar Dumbadze’s “The Law of Eternity” occupies a special place in world literature due to its profound content about humanity’s eternal values, the purpose of life, and fate. This work is not only a piece of artistic creation but also an approach to understanding human life and its eternal laws. By reading this novel, the reader is able to analyze their life, its essence, and humanity’s eternal values, gaining a fresh perspective on life.
Jakhongir NOMOZOV Correspondent for Butov Azerbaijan newspaper in Uzbekistan. Member of the International Union of World Talents.
Foto cortesia di Abdulbasset Abdulsalam Qassem ALsamadi
Luoghi Abdulbasset ALsamadi Abu Omaima Yemen
O tu che hai amato il tuo cammino e hai sparso foglie di melograno devo incontrarti e chiudere gli occhi in pace e prima del giorno ritorno ad abbracciarti nel mio petto abbracci e abbracci e vivere nella casa.
Oh donna, l’amore è il polso delle mie vene, e il tuo amore è più veloce del battito del cuore. Ti amo e ti desidero L’amore scorre nel mio cuore e nelle tue vene.
Voglio amarti Luoghi preparati per la tua presenza, l’amore sboccia nel tuo cuore e annusa il gelsomino nel mio petto
Se fossi in una terra avvolta da mille nuvole vorrei incontrarti e calciare davanti al cuore mille rocce
anche se fossi in una terra coperta di neve, vorrei stringerti al mio petto, e la primavera inizia a liberare le colline dalla neve.
Abdulbasset Abdulsalam Qassem ALsamadi _ Yemen
Places Abdulbasset ALsamadi Abu Omaima Yemen
O you who loved your path and spread pomegranate leaves I must meet you and close my eyes in peace and before the day I return to hug you in my chest hugs and hugs and live in the house.
Oh woman, love is the pulse of my veins, and your love is faster than the heartbeat. I love you and I want you Love flows through my heart and your veins.
I want to love you Places prepare for your presence, love blooms in your heart and smell jasmine in my chest
If you were in a land enveloped by a thousand clouds I want to meet you and kick in front of the heart a thousand rocks
even if I were in a land covered with snow, I want to hold you to my chest, and spring begins to clear the snow from the hills.
ANTEROOM TO HUMANITY MAGAZINE GLOBAL QUARTA EDIZIONE CONGRATULAZIONI A TUTTI!!!
Grazie ancora per tutta la ricettività che HUMANITY MAGAZINE GLOBAL International Magazine ha raggiunto in tutto il mondo. Vorrei che ogni messaggio delle LETTERE DI PACE sensibilizzasse i cuori là dove la tempesta minaccia l’umanità. Gridare ancora una volta la mia voce con questa fiaccola tra le mani, gridare LIBERTÀ!
Avremo come ospiti speciali Aidana Victoria Milagros Gamarra Peña, battezzata da Humanity Magazine Global come la prodigiosa declamatrice del Perù, è campionessa nazionale di oratoria e declamazione. Il Declamatore della Pachamama Kristen Yedani Barón, Al Trovatore di Spagna e ai Poeti L’Onorevole Poeta Jose Silvestre Rios Pedregosa all’Artista, Attore, Produttore del Progetto Culturale La Leyenda De Mi Pueblo, Antonio Arrue. Anche come ospite di lusso c’è il maestro pianista del Messico Alex Mercado. Ad accompagnarci in ogni edizione sono la leggenda del calcio Cristiano Ronaldo e il pianista norvegese Thomas Bergersen. Che fa parte del background musicale de La Anteala De Humanity Magazine Global e Humanity Diary Global.
Musica, Sport, Arte, Cultura e Letteratura vanno di pari passo con LETTERE DI PACE.
Presento con tutto l’onore e la gloria le Personalità Illustri, Scrittori, Poeti, Artisti, che hanno espresso i loro scritti ne LE LETTERE DELLA PACE. Lasciare una grande eredità al mondo per la pace nel mondo: Eva Lianou Petropoulou Miguel Leonardo Gamarra Quiroz Brizeida De Jesús Acosta María Norma Bischoff Marisa Plano Ada Rizzo Pietro la Barbera Elisa Mascia Luisa Camere Orlando Simiele Ivan Pozzoni Maria Errico
Humanity Magazine Global rappresenta le arti nella nostra società. Con argomenti che sono contributi necessari all’umanità. Diffondere la conoscenza globale delle LETTERE DELLA PACE MONDIALE, con l’inclusione di diverse personalità di tutte le arti compreso lo sport in tutte le sue espressioni.
L’obiettivo di Humanity Magazine Global è portare una riflessione in ogni sua edizione. Motivare l’essere umano affinché, nonostante le difficoltà della vita, c’è sempre un motivo per sorridere, suscitare speranza per una vita piena, esistendo felicemente. La pace è possibile.
HUMANITY MAGAZINE GLOBAL È UNA FINESTRA SULL’ARTE, APERTA AL MONDO DOVE FIORISCE LA PACE.
GRAZIE A TUTTI E BENVENUTI.
Dra Hc Maria Elena Ramirez Presidente e Amministratore Delegato Redattore Dalla rivista Humanity Global
✨️✨✨ANTESALA DE HUMANITY MAGAZINE GLOBAL CUARTA EDICIÓN.✨✨️ ✨️✨✨✨✨¡¡¡FELICIDADES A TODOS!!!✨️✨
Agradecer una vez más por toda la receptividad que HUMANITY MAGAZINE GLOBAL Revista Internacional, ha alcanzado a nivel mundial. Quisiera que cada mensaje en las CARTAS DE PAZ llegue a sensibilizar corazones donde la tormenta asecha a la Humanidad. Clamando mi voz una vez más con esta antorcha en mis manos, clamando ¡LIBERTAD!.
Tendremos como invitados especiales a Aidana Victoria Milagros Gamarra Peña , Bautizada por Humanity Magazine Global como La Declamadora Prodigio Del Perú, es Campeona Nacional en Oratoria y Declamación. La Declamadora De La Pachamama Kristen Yedani Barón, Al Trovador De España y De Poetas El Honorable Poeta Jose Silvestre Rios Pedregosa a, al Artista, Actor, Productor del Proyecto Cultural La Leyenda De Mi Pueblo, Antonio Arrue . También como Invitado de Lujo el Maestro Pianista de México Alex Mercado . Nos acompaña en cada edición la leyenda del fútbol Cristiano Ronaldo , y al Excelentísimo pianista noruego Thomas Bergersen . Quien forma parte del fondo musical de La Antesala De Humanity Magazine Global y Humanity Diary Global.
La Música, el Deporte, el Arte, La Cultura y La Literatura van de la mano con LAS CARTAS DE PAZ.
Presento con todo el honor y la gloria a las Ilustres Personalidades, Escritores, Poetas, Artistas, que plasmaron sus escritos en LAS CARTAS DE PAZ. Dejando un gran legado al mundo por la paz mundial: Eva Lianou Petropoulou Miguel Leonardo Gamarra Quiroz Brizeida De Jesús Acosta María Norma Bischoff Marisa Plano Ada Rizzo Pietro la Barbera Elisa Mascia Luisa Camere Orlando Simiele Ivan Pozzoni Maria Errico
Humanity Magazine Global representa las artes en nuestra sociedad. Con temas que son aportes necesarios para la humanidad. Difundiendo conocimiento global de las CARTAS DE PAZ MUNDIAL, con la inclusión de distintas personalidades de todas las artes incluyendo el deporte en toda su expresión.
El objetivo de Humanity Magazine Global es llevar una reflexión en cada edición de la misma. Motivar al ser humano que a pesar de las dificultades en la vida siempre hay una razón para sonreír, elevar esperanza de una vida plena, existiendo feliz. La paz es posible.
HUMANITY MAGAZINE GLOBAL ES UNA VENTANA DEL ARTE, ABIERTA AL MUNDO DONDE FLORECE LA PAZ.
GRACIAS A TODOS Y BIENVENIDOS.
Dra Hc Maria Elena Ramirez Presidenta Y Directora General Editora De HUMANITY MAGAZINE GLOBAL
لا وقت للتدرب على السقوط هي قفزة سنقفزها وليس ما تحتنا قطن أو ريش حمام . . Non c’è tempo per esercitarsi a cadere È un salto che faremo E sotto di noi non c’è cotone né piume di piccione . . No hay tiempo para practicar caer Es un salto que daremos Y debajo de nosotros no hay algodón ni plumas de paloma . . No hi ha temps per entrenar per caure És un salt que farem I sota nosaltres no hi ha cotó ni plomes de colom . . ناصر محمود
Evento Natale “Amicizia e Bellezza” Villa Fondi Sala Maiolicata Piano di Sorrento dal 17 al 21 dicembre 2024 Programma: Arte Visiva Musica Canto Danza Poesia
17 martedi ore 19,30 inaugurazione mostra d’Arte Contemporanea
Artisti partecipanti Giuseppe Caputo-Salvatore D’Alessandro-Carla De Gregorio Luisa Gargiulo-Antonietta lozzino-Madame Macramé-Marinka Rada Gioia Koleva-Nello Romano-Luigi Scavella-Reuven Shezen- Angela Vinaccia-Letizia Caiazzo -Claudio Morelli
Interveranno
Saluti istituzionali
“II pianoforte tra le canzoni natalizie che hanno segnato la storia in un mare di suoni estemporanei “a cura di Donato Meo new piano psychology
Valentina Cinque Cantante
18 mercoledi ore 15,30-19,30 Laboratorio creativo, varie attività per bambini e famiglie, tutti
19 giovedi ore 15,30-19,30 mercatino amicale, scambio di oggetti “tu me daje na’ cosà a me io te dò na’ cosà a te”
20 venerdì ore 15,30-19,300re 18,00 letture di poesie, favole, racconti sui temi dell’amicizia e dell’amore.
21 sabato ore 19,30 ACCADEMIA ON BROADWAY Musical Theatre & Dance Direzione artistica di Eleonora Di Maio-
Consegna degli attestati, scambio di auguri, condivisione di leccornie natalizie con musica e cori, tutti possono portare “una leccornia” da condividere, creando un momento di convivialità e di scambio.
Stefano Chiesa (Milano, 1990) è uno scrittore, filosofo, critico musicale, poeta e pianista. Studia Filosofia in “Erasmus”, a l’Université de “Paris1/Panthéon-Sorbonne” (2013/14). Come scrittore, ha pubblicato -negli ultimi 12 anni- 9 libri: 6 saggi, 2 sillogi e 1 romanzo. Come filosofo, ha tenuto conferenze presso la “Casa della Cultura” di Milano (2020, 2022, 2023).Come critico musicale, ha realizzato articoli, ottenendo oltre 30mila visualizzazioni, per il giornale “MilanoSud” (2021/22) e, successivamente (fino ad oggi), “Il Giornale Letterario”. Come poeta, la sua cifra compositiva ed espressiva è l’aforisma. Come pianista, suona Rachmaninov, Chopin, Beethoven e Mozart. Suoi racconti e poesie appartengono a varie Antologie, tra cui “Arte senza frontiere” (internazionale), insignita del titolo “Libro por la paz 2024”. Ha presentato il suo libro “Da Bach a Scriabin – Ritratti di 12 pianisti” (Edizioni “Helicon”) al SaloneInternazionale del Libro di Torino – Edizione 2024. Il suo “Chopin, l’estro del genio – Il visionario romantico” (Casa Editrice “Il Filo di Arianna”) è stato presentato alla Fiera del Libro di Francoforte/“Buchmesse” – Edizione 2024. Compare, in una sua “pagina” dedicata, sui seguenti siti: “International Institute Fryderyk Chopin” (“NIFC” – Varsavia), dove è stata inclusa l’Opera sopracitata; “WikiPoesia” e “WikiFilosofia”. Dal 2020 ad oggi, è risultato detentore di oltre 50 riconoscimenti letterari (più volte, tra poesia, narrativa e saggistica). Attualmente, si sta concentrando sulla sua produzione aforistica e su approfondimenti da proporre all’Istituto “Chopin” di Varsavia, dedicato al “poeta del pianoforte”. Stefano Chiesa
Ravel: Il pianoforte e le sonorità dell’acqua Maurice Ravel (1875-1937) è stato tra i più influenti compositori e pianisti francesi. In ragione dello stile e dei caratteri “definitori” delle sue opere, viene spesso denominato “impressionista”, come Claude Debussy (1862-1918). Si tratta dell’accostamento (da parte di entrambi) alla corrente pittorica propriamente detta (Monet, Renoir, Degas). Ciò che pone problemi nella critica d’arte e musicale, è che l’“impressione” presenta la caratteristica di “smorzare l’espressione”, con un carattere rapsodico, velato ed evanescente (si pensi al dipinto di Monet, la “Cathédrale de Rouen”, ispirazione per il Preludio di Debussy, “La cathédrale engloutie”). Nella musica di Ravel, invece, l’espressione “trova massima espressione”. I primi componimenti mettono in musica elementi riconducibili all’acqua, in modo “sfumato” (Impressionismo), ma potentemente evocativo. In tal senso, sarebbe (forse) più corretto situare Ravel al crocevia tra i due corrispettivi movimenti artistici (Impressionismo ed Espressionismo). Jeux d’eau (“fontane”; 1901) pare imitare gli echi generati dal soggetto rappresentato. La melodia è sottoposta a continui cambiamenti di tonalità; le sue variazioni armoniche, spesso, risultano “poco orecchiabili”. Vi è, inoltre, un richiamo a temi ed atmosfere orientali. Il brano si chiude in maniera speculare, rispetto agli inizi: degli arpeggi, lo rendono “sospeso”. Une barque sur l’océan (1906), appartenente alla più ampia raccolta dei Miroirs (“specchi”, 1904/5) mette in musica, in modo “ispirato”, una “barca sull’oceano”. Dei meravigliosi arpeggi della mano sinistra accompagnano il tema principale, suonato dalla destra, che lo ripete molte volte. Segue una parte centrale che dà luogo a sviluppi molto simili a Ondine (1° movimento di Gaspard de la nuit, 1908). Ravel getta le basi (consapevolmente, o meno) per la composizione di Ondine: attraverso la “barca sull’oceano”, sono già ben evidenti tanto il tema, quanto la conclusione del componimento sopracitato. Passando, quindi, a Ondine (“piccola onda”, personificata), come nella parte centrale della “barca”, il tema consiste in una sola nota (cui ne vengono aggiunte poche altre), che si sovrappone al moto oscillatorio della mano destra. Si crea una sorta di climax ascendente che, dopo aver toccato il culmine della tensione, si risolve nel “pianto” di Ondine: arpeggi eseguiti contemporaneamente, da entrambe le mani, secondo un’irregolarità ritmica che difficilmente si coglie, in altre opere pianistiche. La stessa Ondine “riproporrà” una successione di arpeggi dissonanti; per poi “ritirarsi”, in “coerenza simmetrica” con l’incipit. Il Concerto pour la main gauche (1929-30) viene composto per (e dedicato a) Paul Wittgenstein (1887-1961; fratello del filosofo Ludwig) che, dopo aver perso il braccio destro durante la Prima Guerra Mondiale, suona in prima assoluta, a Vienna, il 5 gennaio 1932. Dalla durata relativamente “breve” (circa 20 minuti), questo Concerto si distingue dagli altri, in quanto la mano sinistra è “chiamata” a suonare l’equivalente delle “due mani, messe insieme”. Dal punto di vista tecnico, la difficoltà si spinge fin (quasi) ai limiti, per via dei continui ed imprevedibili spostamenti della sola mano. Ciò accade, anche -e soprattutto- nei cambiamenti di armonia. L’introduzione, a carattere meramente strumentale, propone una successione di tonalità alquanto inusuali. Dopo qualche minuto, il pianoforte solo interviene, mettendo in luce buona parte dei temi, che verranno ripresi, sviluppati e/o sovrapposti. Come nei brani solistici da poco analizzati, sono presenti innumerevoli sonorità che rimandano all’acqua, oltre ad una sorta di “arabeschi” (con chiaro riferimento al mondo orientale), nonché di stile jazz (le influenze reciproche tra Ravel e Gershwin sono attestate dalla storia della musica). Tra estremo virtuosismo e momenti di totale abbandono, il Concerto si chiude con delle “ottave discendenti” che paiono ricordare Igor Stravinsky (1882-1971), nei Tre movimenti di Petrouchka (ispirato all’omonimo balletto e realizzato, come opera orchestrale, nel 1911). Infine, occorre precisare che, alla luce delle opere considerate, le componenti più specificamente “espressioniste” di Ravel possono essere colte non solo in alcune di esse, ma anche in altre, dalle quali emerge uno spirito esasperato, dissacratorio e decostruttivo della forma: les Valses nobles et sentimentales (1911), La Valse (1919-20), il Concerto in sol per piano e orchestra (1921-31) e, in parte, gli stessi Miroirs. Stefano Chiesa
Classe 1987. Di nazionalità cinese, viene insignita di svariati premi e riconoscimenti internazionali (tra cui il Gramophone Classic FM’s Young Artist of the Year, nel 2009). Quest’ultimo anno sancisce il suo “ingresso” nella casa discografica “Deutsche Grammophon”: da allora, ha inciso (fino ad oggi), una decina di CD; più altri ancora, per “Decca”, “Sony” ed “Erato”. Fra le più grandi virtuose vissute tra XX e XXI Secolo, termina i suoi concerti proponendo, al pubblico, dei “bis” tanto complessi, che solo pianisti del calibro di Vladimir Horowitz e Georges Cziffra riuscivano a realizzarli, nelle loro trascrizioni pianistiche (rispettivamente), di Bizet (“Carmen Fantasy”) e Rimsky-Korsakov (“Volo del calabrone”).
Pianista francese. 4° Posto al Concorso “Tchaikovsky” del 1986. Considerato tra i maggiori interpreti contemporanei di Ravel, di cui ha inciso l’“integrale” per pianoforte nel 2003.
Classe 1987. 1° Premio “International Franz Liszt Piano Competition” (Utrecht, 2008), 3° Premio “International Piano Competition” (Leeds, 2015). Acclamato dalla critica, come pianista “brillante e immaginativo” (secondo il celebre -nonché pluripremiato- Jeffrey Swann) e “dalla tecnica prodigiosa, con miriadi di sfumature […] In Ravel, Miroirs: delicatezza e sensibilità” (secondo il New York Times).
Tra i pianisti che hanno segnato l’epoca del Secolo scorso (e attuale). Si presenta al Concorso “Chopin” nel 1980 e, per via del suo talento straordinario e del suo “atteggiamento” (considerato irriverente da buona parte della giuria), non passa al turno della finale. Martha Argerich, membro di giuria, la abbandona, esprimendo indignazione. Da allora, inizia la carriera di Pogorelich, che firma il contratto con la “Deutsche Grammophon” e incide (prevalentemente) musiche di: Chopin, Liszt, Prokofiev, Scriabin e Ravel. Questa registrazione di “Ondine” è il coronamento dell’intensa e passionale ricerca artistica, che Pogorelich ha condiviso con la moglie, sua mentore, di circa 20 anni più anziana. Pare che questa pianista gli abbia insegnato i “princìpi cardine” per conseguire i risultati di una vita dedicata al pianoforte e all’amore, profondo e fusionale, tra i due. Stupiscono la maturità e la notevole “ricercatezza”, timbrica e sonora, di Pogorelich (allora, poco più che ventenne).
Papa Francesco ai poeti: “Aiutateci ad aprire la nostra immaginazione perché vada oltre gli angusti confini dell’io… perché sia disponibile anche ad aprirsi al santo mistero di Dio”Papa Francesco ai poeti: “Aiutateci ad aprire la nostra immaginazione perché vada oltre gli angusti confini dell’io… perché sia disponibile anche ad aprirsi al santo mistero di Dio” PAPA Il Papa: Cari poeti, aiutateci a sognare Pubblichiamo la Lettera che Papa Francesco ha scritto per il libro “Versetti a Dio. Antologia di poesia religiosa” (Crocetti editore), a cura di Davide Brullo, Antonio Spadaro e Nicola Crocetti, e che sarà disponibile nelle librerie a partire da martedì 12 novembre. Francesco
Cari poeti, so che siete affamati di senso, ed è per questo che riflettete anche su come la fede sfida la vita. Questo “senso” non si può ridurre a un concetto, no. È un significato totale che acquista poesia, simbolo, sentimento. Il vero significato non è quello del dizionario: quello è il significato della parola, e la parola è strumento di tutto ciò che è dentro di noi. Ho amato molti poeti e scrittori nella mia vita, tra i quali ricordo soprattutto Dante, Dostoevskij e altri. Devo ringraziare anche i miei studenti del Collegio de la Inmaculada Concepción de Santa Fe, con i quali da giovane condividevo le mie letture e insegnavo letteratura. Le parole degli scrittori mi hanno aiutato a capire me stesso, il mondo, la mia gente; ma anche per andare più a fondo nel cuore umano, nella mia personale vita di fede, e anche nel mio compito pastorale, anche adesso in questo ministero. Per questo la parola letteraria è come una spina nel cuore che muove alla contemplazione e ci mette in cammino. La poesia è aperta, ti catapulta altrove.
Alla luce di questa esperienza personale, vorrei oggi condividere con voi alcune considerazioni sull’importanza del vostro servizio.
La prima la vorrei esprimere così: siete occhi che guardano e sognano. Non solo guardano, ma sognano anche. Una persona che ha perso la capacità di sognare manca di poesia e la vita senza poesia non funziona. L’essere umano aspira ad un mondo nuovo che probabilmente non vedremo pienamente con i nostri occhi, ma lo desideriamo, lo cerchiamo, lo sogniamo. Uno scrittore latinoamericano diceva che abbiamo due occhi: uno di carne e l’altro di vetro. Con quello di carne guardiamo ciò che vediamo, con quello di vetro guardiamo ciò che sogniamo. Guai a noi se smettiamo di sognare, guai a noi!
L’artista è l’uomo che guarda con gli occhi e allo stesso tempo sogna, vede più profondamente, profetizza, annuncia un modo diverso di vedere e comprendere le cose che abbiamo davanti agli occhi. La poesia, infatti, non parla della realtà basandosi su principi astratti, ma ascoltando la realtà stessa: il lavoro, l’amore, la morte e tutte le piccole grandi cose che riempiono la vita. Il loro è, per citare Paul Claudel, un “occhio in ascolto”. L’arte è un antidoto alla mentalità del calcolo e dell’uniformità; È una sfida alla nostra immaginazione, al nostro modo di vedere e comprendere le cose. E in questo senso il Vangelo stesso è una sfida artistica. Ha quella carica “rivoluzionaria”, che tu conosci bene, ed esprimi grazie al tuo genio con una parola che protesta, chiama, grida. Anche la Chiesa ha bisogno del suo genio, perché ha bisogno di protestare, di chiamare e di gridare.
Vorrei però dire una seconda cosa: sono anche la voce delle preoccupazioni umane. Molte volte le preoccupazioni sono sepolte nel profondo del cuore. Sai bene che l’ispirazione artistica non è solo confortante, ma anche inquietante, perché presenta sia le belle realtà della vita che quelle tragiche. L’arte è il terreno fertile in cui si esprimono le “opposizioni polari” della realtà – come le chiamava Romano Guardini – che richiedono sempre un linguaggio creativo e non rigido, capace di trasmettere messaggi e visioni potenti. Consideriamo ad esempio quando Dostoevskij ne I fratelli Karamazov racconta di un ragazzino, figlio di un servo, che lancia un sasso e colpisce la zampa di uno dei cani del padrone. Quindi il proprietario mette tutti i cani contro il ragazzo. Fugge e cerca di salvarsi dalla furia del branco, ma finisce dilaniato davanti allo sguardo soddisfatto del generale e a quello disperato della madre.
Questa scena ha un enorme potere artistico e politico: parla della realtà di ieri e di oggi, delle guerre, dei conflitti sociali, del nostro egoismo personale. Per citare solo un passaggio poetico che ci interpella. E non mi riferisco solo alla critica sociale di quella canzone. Mi riferisco alle tensioni dell’anima, alla complessità delle decisioni, alla contraddittorietà dell’esistenza. Ci sono cose nella vita che, a volte, non riusciamo nemmeno a comprendere o per le quali non riusciamo a trovare le parole giuste: questo è il tuo terreno fertile, il tuo campo d’azione.
E questo è anche il luogo dove spesso si sperimenta Dio. Un’esperienza sempre “traboccante”: non puoi prenderla, la senti e va oltre; È sempre traboccante, l’esperienza di Dio, come una vasca dove l’acqua cade continuamente e, dopo un po’, si riempie e l’acqua trabocca, trabocca.
Questo è ciò che vorrei chiedervi anche oggi: andare oltre i confini chiusi e definiti, essere creativi, senza addomesticare le ansie vostre e quelle dell’umanità. Ho paura di questo processo di addomesticamento, perché mi toglie la creatività, mi toglie la poesia. Con la parola della poesia raccogli i desideri inquieti che abitano nel cuore dell’uomo, affinché non si raffreddino e non si spengano. Quest’opera permette allo Spirito di agire, creare armonia nelle tensioni e contraddizioni della vita umana, mantenere vivo il fuoco delle buone passioni e contribuire alla crescita della bellezza in tutte le sue forme, quella bellezza che si esprime proprio attraverso la ricchezza delle arti .
Questo è il lavoro dei poeti: dare vita, dare corpo, dare parole a tutto ciò che gli esseri umani sperimentano, sentono, sognano, soffrono, creando armonia e bellezza. È un lavoro che può aiutarci anche a comprendere meglio Dio come il grande “poeta” dell’umanità. Ti criticheranno? Bene, sopporta il peso delle critiche e allo stesso tempo cerca di imparare da esse. Ma anche così, non smettere di essere originale, creativo. Non perdere la meraviglia di essere vivo.
Quindi: occhi che sognano, voci di preoccupazioni umane; e quindi hanno anche una grande responsabilità. E cos’è? Questa è la terza cosa che vorrei dirti: sei tra coloro che danno forma al nostro immaginario. Il tuo lavoro ha conseguenze per l’immaginazione spirituale delle persone del nostro tempo. E oggi serve la genialità di un linguaggio nuovo, di storie e immagini potenti.
Sento anche, lo confesso, il bisogno di poeti capaci di gridare al mondo il messaggio evangelico, di farci vedere Gesù, di farlo toccare, di farlo sentire subito vicino a noi, di donarcelo come vivere la realtà, e farci cogliere la bellezza della sua promessa. Il loro lavoro può aiutarci a guarire la nostra immaginazione da tutto ciò che ne oscura il volto o, peggio ancora, da tutto ciò che la vuole domare. Domare il volto di Cristo, metterlo in una cornice e appenderlo al muro, significa distruggere la sua immagine. La sua promessa, invece, aiuta la nostra fantasia: ci aiuta a immaginare in modo nuovo la nostra vita, la nostra storia e il nostro futuro. E qui mi viene in mente ancora una volta un altro capolavoro di Dostoevskij, piccolo ma che ha tutte queste cose dentro: Memorie dal sottosuolo. Ci sono tutta la grandezza dell’umanità e tutti i dolori dell’umanità, tutte le miserie, insieme. Questa è la strada.
Cari poeti, grazie per il vostro servizio. Continuate a sognare, a preoccuparvi, a immaginare parole e visioni che ci aiutino a comprendere il mistero della vita umana e guidino le nostre società verso la bellezza e la fraternità universale.
Aiutaci ad aprire la nostra immaginazione affinché vada oltre gli angusti confini dell’io, e si apra alla realtà nella sua interezza, nella pluralità delle sue sfaccettature: in questo modo sarà disponibile anche ad aprirsi al mistero santo di Dio, Andare avanti, senza stancarsi, con creatività e coraggio!
Ti benedico.
* Papa Francesco ha voluto prevedere per questa pubblicazione una riflessione sulla poesia, ripercorrendo un suo discorso originariamente concepito come discorso pronunciato nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico il 27 maggio 2023. Oggi ha voluto confermare le espressioni allora usate , adattandoli sotto forma di “Lettera ai Poeti”. Cfr. Discorso rivolto ai partecipanti al convegno promosso da “La Civiltà Cattolica” con la Georgetown University.
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10 novembre 2024, 13:24 Conferenza stampa 12-12-2024 11:30 Conferenza stampa Dalla Sala Stampa della Santa Sede, Conferenza stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 58a Giornata Mondiale della Pace, che si terrà il 1° gennaio 2025, dal titolo “Rimetti a noi i nostri debiti: donaci la tua pace”.
Papa Francisco a los poetas: “Ayúdanos a abrir nuestra imaginación para que vaya más allá de los estrechos confines del ego… para que esté también disponible para abrirse al santo misterio de Dios”Papa Francisco a los poetas: “Ayúdanos a abrir nuestra imaginación para que vaya más allá de los estrechos confines del ego… para que esté también disponible para abrirse al santo misterio de Dios” PAPA El Papa: Queridos poetas, ayúdennos a soñar Publicamos la Carta que el Papa Francisco escribió para el libro “Versos a Dios. Antología de la poesía religiosa” (Crocetti editore), editado por Davide Brullo, Antonio Spadaro y Nicola Crocetti, y que estará disponible en las librerías a partir del martes 12 de noviembre. Francisco
Queridos poetas, sé que están hambrientos de sentido, y por eso reflexionan también sobre cómo la fe interpela la vida. Este “sentido” no se puede reducir a un concepto, no. Es un significado total que adquiere poesía, símbolo, sentimientos. El verdadero significado no es el del diccionario: ese es el significado de la palabra, y la palabra es instrumento de todo lo que hay en nuestro interior. He amado a muchos poetas y escritores en mi vida, entre los que recuerdo especialmente a Dante, Dostoievski y otros. También tengo que agradecer a mis alumnos del Colegio de la Inmaculada Concepción de Santa Fe, con quienes compartía mis lecturas cuando era joven y enseñaba literatura. Las palabras de los escritores me ayudaron a comprenderme a mí mismo, al mundo, a mi gente; pero también para profundizar en el corazón humano, en mi vida personal de fe, e incluso en mi tarea pastoral, incluso ahora en este ministerio. Por eso, la palabra literaria es como una espina en el corazón que mueve a la contemplación y pone en camino. La poesía es abierta, te lanza a otro lugar.
A la luz de esta experiencia personal, hoy quisiera compartir con ustedes algunas consideraciones sobre la importancia de su servicio.
Quisiera expresar el primero así: sois ojos que miran y sueñan. No sólo miran, sino que también sueñan. Una persona que ha perdido la capacidad de soñar carece de poesía y la vida sin poesía no funciona. Los seres humanos anhelamos un mundo nuevo que probablemente no veremos plenamente con nuestros ojos, pero lo deseamos, lo buscamos, lo soñamos. Decía un escritor latinoamericano que tenemos dos ojos: uno de carne y otro de cristal. Con el de carne miramos lo que vemos, con el de cristal miramos lo que soñamos. ¡Pobres de nosotros si dejamos de soñar, pobres de nosotros!
El artista es el hombre que mira con los ojos y al mismo tiempo sueña, ve más profundamente, profetiza, anuncia una forma diferente de ver y comprender las cosas que tenemos ante nuestros ojos. De hecho, la poesía no habla de la realidad a partir de principios abstractos, sino escuchando la realidad misma: el trabajo, el amor, la muerte y todas las pequeñas grandes cosas que llenan la vida. El suyo es, para citar a Paul Claudel, un “ojo que escucha”. El arte es un antídoto contra la mentalidad de cálculo y uniformidad; es un desafío a nuestra imaginación, a nuestra forma de ver y entender las cosas. Y en este sentido el Evangelio mismo es un desafío artístico. Posee esa carga “revolucionaria”, que tú conoces bien, y expresas gracias a tu genio con una palabra que protesta, llama, grita. La Iglesia también necesita de su genio, porque necesita protestar, llamar y gritar.
Sin embargo, quisiera decir una segunda cosa: son también la voz de las inquietudes humanas. Muchas veces las preocupaciones están enterradas en lo más profundo del corazón. Sabes bien que la inspiración artística no sólo es reconfortante, sino también inquietante, porque presenta tanto las bellas realidades de la vida como las trágicas. El arte es el terreno fértil en el que se expresan las “oposiciones polares” de la realidad -como las llamó Romano Guardini-, que requieren siempre un lenguaje creativo y no rígido, capaz de transmitir mensajes y visiones potentes. Por ejemplo, pensemos en cuando Dostoievski en Los hermanos Karamazov habla de un niño pequeño, hijo de un sirviente, que arroja una piedra y golpea la pata de uno de los perros del amo. Entonces el dueño pone a todos los perros en contra del niño. Huye e intenta salvarse de la furia de la manada, pero acaba despedazado ante la mirada satisfecha del general y la mirada desesperada de su madre.
Esta escena tiene un tremendo poder artístico y político: habla de la realidad de ayer y de hoy, de las guerras, de los conflictos sociales, de nuestro egoísmo personal. Por citar sólo un pasaje poético que nos desafía. Y no me refiero sólo a la crítica social de esa canción. Me refiero a las tensiones del alma, a la complejidad de las decisiones, a la naturaleza contradictoria de la existencia. Hay cosas en la vida que, a veces, ni siquiera podemos comprender o para las que no encontramos las palabras adecuadas: este es tu terreno fértil, tu campo de acción.
Y este es también el lugar donde muchas veces se experimenta a Dios. Una experiencia que siempre está “desbordante”: no puedes tomarla, la sientes y va más allá; siempre está rebosante, la experiencia de Dios, como una tina donde el agua cae continuamente y, al cabo de un rato, se llena y el agua se desborda, se desborda.
Esto es lo que quisiera pedirles también hoy: ir más allá de las fronteras cerradas y definidas, ser creativos, sin domar sus ansiedades y las de la humanidad. Tengo miedo de este proceso de domesticación, porque me quita creatividad, me quita poesía. Con la palabra de la poesía, reúne los deseos inquietos que habitan en el corazón del hombre, para que no se enfríen y no se apaguen. Esta obra permite al Espíritu actuar, crear armonía en las tensiones y contradicciones de la vida humana, mantener vivo el fuego de las buenas pasiones y contribuir al crecimiento de la belleza en todas sus formas, esa belleza que se expresa precisamente a través de la riqueza de las artes.
Ésta es su labor como poetas: dar vida, dar cuerpo, dar palabra a todo lo que el ser humano experimenta, siente, sueña, sufre, creando armonía y belleza. Es un trabajo que también puede ayudarnos a comprender mejor a Dios como el gran “poeta” de la humanidad. ¿Te criticarán? Bien, soporta la peor parte de las críticas y al mismo tiempo intenta aprender de ellas. Pero aun así no dejes de ser original, creativo. No pierdas la maravilla de estar vivo.
Por eso: ojos que sueñan, voces de inquietudes humanas; y por tanto también tienen una gran responsabilidad. ¿Y qué es? Esta es la tercera cosa que me gustaría decirles: estás entre los que dan forma a nuestra imaginación. Su trabajo tiene consecuencias en la imaginación espiritual de la gente de nuestro tiempo. Y hoy necesitamos la genialidad de un nuevo lenguaje, de historias e imágenes poderosas.
También yo siento, lo confieso, la necesidad de poetas capaces de gritar al mundo el mensaje evangélico, de hacernos ver a Jesús, de hacernos tocarlo, de hacernos sentirlo inmediatamente cerca de nosotros, de entregárnoslo como una realidad viva, y haciéndonos captar la belleza de su promesa. Su trabajo puede ayudarnos a sanar nuestra imaginación de todo aquello que oscurece su rostro o, peor aún, de todo lo que quiere domarla. Domar el rostro de Cristo, colocarlo en un marco y colgarlo en la pared, significa destruir su imagen. Su promesa, en cambio, ayuda a nuestra imaginación: nos ayuda a imaginar nuestra vida, nuestra historia y nuestro futuro de una manera nueva. Y aquí vuelvo a recordar otra obra maestra de Dostoievski, pequeña pero que tiene todas estas cosas dentro: Memorias del subsuelo. Allí están toda la grandeza de la humanidad y todos los dolores de la humanidad, todas las miserias, juntas. Este es el camino.
Queridos poetas, gracias por su servicio. Continuar soñando, preocupándonos, imaginando palabras y visiones que nos ayuden a comprender el misterio de la vida humana y a orientar nuestras sociedades hacia la belleza y la fraternidad universal.
Ayúdanos a abrir nuestra imaginación para que vaya más allá de los estrechos confines del ego, y se abra a la realidad en su totalidad, en la pluralidad de sus facetas: de esta manera estará disponible también para abrirse al santo misterio de la ¡Dios, sigue adelante, sin cansarte, con creatividad y valentía!
Los bendigo.
* El Papa Francisco ha querido entregar para esta publicación una reflexión sobre la poesía, revisionando un discurso suyo concebido originalmente como discurso que fue pronunciado en la Sala Clementina del Palacio Apostólico el 27 de mayo de 2023. Hoy ha querido confirmar las expresiones utilizadas entonces, adaptándolas en forma de «Carta a los poetas». Cf. Discurso dirigido a los participantes en la conferencia promovida por «La Civiltà Cattolica» con la Universidad de Georgetown.
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Papa Francisco
10 noviembre 2024, 13:24 Press Conference 12-12-2024 11:30 Press Conference From the Holy See Press Office, Press Conference to present the Message of the Holy Father for the 58th World Day of Peace, to be held on 1 January 2025, entitled “Forgive us our trespasses: grant us your peace”.
The muses silent penetrate from another world like enchantment that destroys my memory. My body is growing rusty scaffolding, My mind is empty of poems. I thought this was the disease A cancer that was killing the poet I would have been, But this pill, The doctor added That I take once a day Suppresses my desire. . . Per Me
Le muse silenziose penetrano da un altro mondo come un incantesimo che distrugge la mia memoria. Il mio corpo sta diventando un’impalcatura arrugginita, La mia mente è vuota di poesie. Pensavo che fosse questa la malattia Un cancro che stava uccidendo la poetessa che sarei stata, Ma questa pillola, che il dottore aggiunse Che prendo una volta al giorno Sopprime il mio desiderio. . . Para mí
Las musas silenciosas penetran desde otro mundo como encantamiento que destruye mi memoria. Mi cuerpo se está volviendo un andamio oxidado, Mi mente está vacía de poemas. Pensé que esta era la enfermedad Un cáncer que estaba matando al poeta que habría sido, Pero esta pastilla, Que añadió el médico Que tomo una vez al día Suprime mi deseo. . . Per mi
Les muses silencioses penetren des d’un altre món com un encantament que destrueix la meva memòria. El meu cos s’està tornant una bastida rovellada, La meva ment està buida de poemes. Vaig pensar que aquesta era la malaltia Un càncer que matava la poeta jo hauria estat, Però aquesta píndola, Que va afegir el metge Que prenc un cop al dia Suprimeix el meu desig. . . Shoshana Vegh
Il ramo secco brucerà nel vento pian piano si consumerà nel niente e non sarà che polvere senza semenza. Frutto di sé non volle dare in vita, la gemma dell’innesto inaridì senza sbocciare e il ramo pende grigio dalla riva del lago in cui si specchia e non è attesa, è solo solitudine il grigiore del legno che lo veste. . . La rama seca arderá en el viento lentamente se desvanecerá en la nada y no será más que polvo sin semilla. Fruto de sí mismo no quiso dar en vida, el brote del injerto se secó sin florecer y la rama cuelga gris desde la orilla del lago en la que se refleja y no es esperada, es solo soledad el gris de la madera que lo viste. . . La branca seca cremarà al vent lentament s’esvairà en el no-res i no serà més que pols sense llavor. Fruit de si mateix no va voler donar en vida, el brot de l’empelt es va assecar sense florir i la branca penja grisa des de la riba del llac on es reflecteix i no és esperada, només és solitud la grisor de la fusta que el vesteix. . . O ramo seco queimará ao vento desaparecerá lentamente no nada e não será senão pó sem semente. Fruto de si não quis dar em vida, o botão do enxerto secou sem florir e o ramo pende cinzento da margem do lago em que se reflete e não há espera, é apenas solidão o cinza da madeira que o reveste. . . Adriana De Carvalho Masi