Ester Abreu Vieira De Oliveira presidente dell’accademia Espirito-Santense, poesia ” Anamnesi”

Foto cortesia di Ester Abreu Vieira De Oliveira

ANAMNESI
custode
     di tesori
           immaginari.

Il passato
       e le immagini
             si fronteggiano
quando l’attrattiva estetica
  sorge
dai fondi imperscrutabili.

Quella successione inesorabile di cose
porta
    pace nella precisione 
                        cercata invano.

Evanescente.
Attrito costante.

Il tempo distrugge la malinconia.

La memoria chiama il testo.

Si cerca il piacere
           nell’ esattezza
                naturalmente imprecisa.

Ester Abreu Vieira de Oliveira



ANAMNESIS
guardián
    de tesoros
          imaginarios .

El pasado
      y las imágenes
            se enfrentan
cuando la apelación estética
surge
de los fondos inescrutables.

Esa inexorable sucesión de las cosas
trae
   la paz en la exactitud 
                       buscada en vano.

Evanescente.
Rozamiento constante.

El tiempo destruye la melancolía.

La memoria llama al texto.

Se busca el placer
          en la exactitud
               naturalmente inexacta.

Ester Abreu Vieira de Oliveira

Leggi anche 👇
https://alessandria.today/2025/03/08/ester-abreu-vieira-de-oliveira-presidente-dellaccademia-espirito-santense-condivide-la-poesia-anamnesi-pubblicazione-di-elisa-mascia-italia/

Il poeta nicaraguense Fernando José Martinez condivide biografia e poesie, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Fernando José Martinez – Nicaragua


Poesie e biografia del poeta nicaraguense Fernando José Martínez



Mi manchi

Mi manchi come una canzone manca a un ballerino

che non sa più girare al ritmo,

Ogni nota mi ricorda la tua assenza

e la melodia fluttua nell’aria

senza motivo, senza corpo

senza la bussola che un tempo ci univa;

Mi manchi con ogni accordo che risuona

come se la musica medesima stesse piangendo per te.






Destinazione

Oggi ho voluto fermarmi davanti al volto incerto del destino,

colui che non ascolta né obbedisce,

e nell’attesa di risposte che non arrivano mai,

mi sono diretto verso il mio rifugio, il bar Jarro Café.

Lì, tra il mormorio dei tavoli e i canti che trasportano  storie,

ho trovato il peso di ciò che ho vissuto,

ciò che ha già un nome,

ma batte ancora nel petto come se fosse nuovo.


Ho acceso una sigaretta, non per abitudine, ma per patto:

Un saluto alla vita, quella che mi è sempre sfuggita,

come se la mia ambizione di addomesticarla la spaventasse.

Chiacchierare con un amico ha reso l’attesa più facile,

finché l’orologio non ha suonato il suo verdetto: mezzanotte.

Il cameriere stellato, con la cortesia di chi sa che è la fine

Indicò la porta,

E io, senza una direzione precisa, salii su un taxi,

affidando alla memoria il compito di trovare la mia casa.


Per dovere ho nominato il mio vecchio indirizzo,

e arrivando davanti a quella vecchia casa,

L’ho riconosciuto, non per nostalgia, ma per caso;

Esitai, non osando abbastanza bussare alla sua porta,

e ho continuato la mia marcia irregolare

come se il destino ridesse dietro i miei passi.


Un altro taxi, un altro indirizzo, questa volta quello giusto;

e in quel viaggio assurdo, ho offerto il mio tempo al destino,

colui che non si inchina mai,

che detta la sua legge senza riguardo ai miei desideri.


La codardia non bussava alla porta della mia vecchia casa,

ma il tempo, giudice immutabile,

ho assistito ai momenti in cui i miei occhi erano ancorati a un punto fisso,

cercando nel vuoto risposte che non avrei mai voluto dire.


Oggi sono ancora lo stesso,

con medie eccezionali che non mi calmano la fame,

perché il destino, altezzoso e sordo,

si fa beffe dei miei tentativi di addomesticarlo.


E così, tra taxi vaganti e ricordi disparati,

ho scoperto che non è il destino a governare,

ma il vuoto lasciato dal non contestarlo.


Forse sono solo un viaggiatore nel tuo labirinto,

ma se so una cosa, è che alla fine del viaggio

rimane solo la linea di ciò che ho osato affrontare.





Devo lasciarti andare


E il cielo era coperto di fredde pietre.

come se l’universo piangesse in silenzio,

un orizzonte immenso e senza meta,

dove la mia anima, naufraga, grida il tuo nome.


Vorrei liberarmi della mia memoria come un albero in inverno,

per strappare il peso della tua assenza,

grida ai miei pensieri di dimenticarti,

ma il mio cuore si aggrappa all’immagine della tua ombra.

L’oblio mi perseguita con il suo mantello oscuro,

Ed io, codardo, non voglio abbracciarlo.


La tua immagine svanisce, trasparente come l’aria,

un film rotto che cerco di costruire;

Cerco di pensare a cosa mi riserva il futuro,

Ma senza di te tutto diventa vuoto,

una terra arida dove i sogni si spezzano prima di germogliare.


Devo essere forte e lasciar andare quella catena,

chiudiamo il libro di questa storia che non è mai stata nostra.

Non pensi a me, non sogni di me, non mi ami,

ed io, sfinito, mi perdo in una devozione inutile.

È tempo di porre fine a tutto questo,

per iniziare una nuova trama nella solitudine del mio petto.


Imparerò ad amare me stesso con ciò che mi resta,

di perdonarmi per ciò che ho dato senza misura;

Lascerò che il tempo guarisca,

Che il vento accarezzi le rovine di questo amore,

e anche se il cielo è di nuovo coperto di pietre,

Camminerò sotto il suo peso finché non troverò me stesso.


Perché amarti è stato meraviglioso,

ma lasciarti sarà una disgrazia;

Ti ho lasciata andare, non per dimenticanza o per odio,

ma poiché ora devo tornare in me stesso,

e nello specchio della mia solitudine,

vedrò un uomo che ha imparato a guarire.



Informazioni sull’autore:


Fernando José Martínez Rojas, nato il 24 aprile 2000 a Morrito, Río San Juan, Nicaragua, è un giovane insegnante e scrittore appassionato.  A 24 anni eccelle nella poesia e nella declamazione, vincendo importanti premi in questi campi.  Nel 2024 ha raccolto le opere Il portale dei sogni, Un dettaglio che non ho mai detto e Intrappolato nell’oscurità, progetti letterari creati in collaborazione con i suoi studenti nell’ambito del suo lavoro didattico.  Riconosciuto per la sua proattività, Fernando è una persona devota ai suoi valori di onestà, rispetto e dedizione.  La sua capacità di ispirare e motivare i giovani è una testimonianza del suo amore per l’insegnamento e della sua convinzione nel potere della scrittura di trasformare le vite.  Autore del libro “Un appuntamento d’amore al Café El Jarro”, questo libro è composto da due fasi che approfondiscono la parola universale Amore e la sua contraddizione con un prologo di Jader González.



Contatto: fernandojosemartinezrojas32@gmail.com


Poemas y biografía del poeta nicaragüense Fernando José Martínez





Te extraño

Te extraño como la canción extraña una bailarina
que ya no sabe cómo girar al ritmo,
cada nota me recuerda a tu ausencia
y la melodía se queda flotando en el aire
sin rumbo, sin cuerpo
sin el compás que una vez nos unió;
te extraño con cada acorde que resuena
como si la música misma llorara por ti.





Destino

Hoy quise detenerme frente al rostro incierto del destino,
ese que no escucha ni obedece,
y mientras aguardaba respuestas que nunca llegan,
caminé hacia mi refugio, el bar Jarro Café.

Allí, entre el murmullo de las mesas y las canciones que cargan
historias,
encontré el peso de lo vivido,
aquello que ya tiene nombre,
pero que aún late en el pecho como si fuese nuevo.

Encendí un cigarrillo, no por costumbre, sino por pacto:
un saludo a la vida, esa que siempre me ha rehuido,
como si le espantara mi ambición de domarla.
Charlar con un amigo hizo más leve la espera,
hasta que el reloj marcó su veredicto: medianoche.
El mesero estrella, con la cortesía de quien sabe que es el final
señaló la puerta,
y yo, sin rumbo claro, abordé un taxi,
ofreciendo a la memoria la tarea de encontrar mi casa.

Por compromiso nombré mi antigua dirección,
y al llegar frente a aquel hogar viejo,
lo reconocí, no por nostalgia, sino por azar;
titubeé, sin valor de tocar su puerta,
y continué mi marcha errática
como si el destino riera detrás de mis pasos.

Otro taxi, otra dirección, esta vez la correcta;
y en ese viaje absurdo, le ofrecí mi tiempo al destino,
ese que nunca se inclina,
que dicta su ley sin reparar en mis deseos.

Cobardía fue no tocar la puerta de mi viejo hogar,
pero el tiempo, ese juez inmutable,
atestiguó las veces que mis ojos se anclaron en un punto fijo,
buscando en el vacío respuestas que nunca quise pronunciar.

Hoy sigo siendo el mismo,
con promedios sobresalientes que no calman mi hambre,
porque el destino, altivo y sordo,
se burla de mis intentos por domarlo.

Y así, entre taxis errantes y recuerdos dispares,
descubrí que no es el destino quien manda,
sino el vacío que dejo al no desafiarlo.

Quizá no soy más que un viajero en su laberinto,
pero si algo sé, es que al final del trayecto
solo queda la línea de lo que me atreví a enfrentar.




Debo soltarte

Y el cielo se cubrió de piedras frías.
como si el universo llorara en silencio,
un horizonte inmenso y sin rumbo,
donde mi alma, naufragada, grita tu nombre.

Quisiera deshojar mi memoria como un árbol en invierno,
arrancar de raíz el peso de tu ausencia,
gritarle a mi pensamiento que te olvide,
pero mi corazón se aferra a la imagen de tu sombra.
El olvido me acecha con su manto sombrío,
y yo, cobarde, no quiero abrazarlo.

Tu imagen se desvanece, transparente como el aire,
una película rota que intento construir;
intento pensar en lo que el futuro guarda para mí,
pero, sin ti, todo se vuelve vacío,
una tierra yerma donde los sueños se quiebran antes de germinar.

Debo ser fuerte y soltar esa cadena,
cerrar el libro de esta historia que nunca fue nuestra.
Tú no me piensas, no me sueñas, no me amas,
y yo, desgastado, me pierdo en la devoción inútil.
Es hora de poner un punto final,
de empezar una nueva trama en la soledad de mi pecho.

Voy a aprender a amarme con lo que queda,
a perdonarme por lo que di sin medida;
dejaré que el tiempo cure,
que el viento acaricie las ruinas de este amor,
y aunque el cielo vuelva a cubrirse de piedras,
caminaré bajo su peso hasta encontrarme.

Porque amarte fue maravilla,
pero dejarte será una desdicha;
te dejo ir, no por olvido ni por odio,
sino porque, ahora, debo volver a mí,
y en el espejo de mi soledad,
veré un hombre que aprendió a sanar.


Sobre el autor:

Fernando José Martínez Rojas, nacido el 24 de abril de 2000 en Morrito, Río San Juan, Nicaragua, es un joven docente y apasionado escritor. A los 24 años, ha destacado en la poesía y la declamación, logrando importantes premios en estos campos. En 2024, compiló las obras El portal de los sueños, Un detalle que nunca dije y Atrapados en la penumbra, proyectos literarios creados en colaboración con sus estudiantes como parte de su labor educativa. Reconocido por su proactividad, Fernando es una persona comprometida con sus valores de honestidad, respeto y dedicación. Su capacidad para inspirar y motivar a los jóvenes es un testimonio de su amor por la enseñanza y su creencia en el poder de la escritura para transformar vidas. Autor del libro “Una cita de amor en El Jarro Café”, este libro compuesto por dos fases que se sumergen a la palabra universal Amor y su contradicción con prólogo de Jader González.


Contacto: fernandojosemartinezrojas32@gmail.com

Leggi anche 👇
https://alessandria.today/2025/03/08/il-poeta-carlos-jarquin-presenta-il-poeta-nicaraguense-fernando-jose-martinez-pubblicazione-di-elisa-mascia-italia/

Jahongir Nomozov Mirzo condivide un racconto di vita dai molteplici messaggi da recepire, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Jahongir Nomozov Mirzo Azerbaijan


LA GEOGRAFIA DEL CUORE

C’era una volta, in una terra lontana, un giovane di nome Mehmet che non riusciva mai a comprendere appieno le emozioni dentro di lui. Il suo cuore era come un clima in continuo cambiamento, a volte calmo, a volte tempestoso. Non riusciva mai a capire da dove provenissero questi sentimenti o perché cambiassero. Ogni volta che trovava la pace, questa svaniva all’improvviso e ogni volta che sentiva calore, si trasformava in fuoco ardente. Nel suo cuore c’era una specie di geografia sconosciuta: una direzione era incerta e un’altra era inaspettatamente buia.
Un giorno, decise di avventurarsi nel profondo della foresta fuori dal suo villaggio. Credeva che solo la natura potesse aiutarlo a trovare la pace. Mentre camminava lentamente, percepì la vastità della foresta con un solo sguardo. Gli alberi sembravano volergli dire qualcosa. A ogni passo, mentre camminava tra gli alberi, le voci dentro di lui diventavano più profonde.
Dopo un po’, raggiunse il bordo di un ruscello. L’acqua scorreva limpida e calma. Mehmet si sedette vicino a un albero e chiuse gli occhi.  In quel momento, sentì la tempesta dentro di sé. Il suo cuore era di nuovo nel caos. Ma questa volta, c’era qualcos’altro. Un profondo senso di pace. L’acqua sembrava riflettere non solo il mondo esterno, ma anche il suo mondo interiore. Rimase seduto lì per un po’, guardando l’acqua, e pensò:
“Il cuore è una geografia. Quando una persona non conosce il suo clima, o brucia o si congela.”
Queste parole affondarono nella sua anima come un segreto. Si rese conto che senza comprendere il clima del suo cuore e fare pace con esso, non avrebbe mai potuto trovare la vera tranquillità. Non importa quanto una persona cerchi la pace nel mondo esterno, finché non cambia il clima interiore, nulla sarà permanente. Se il mare interiore non è calmo, nessun oceano può portare la pace. Se le montagne interiori sono scure, nessun sole può fornire calore.
Mehmet aprì gli occhi e guardò il cielo. In quel momento, un uccello volò sopra di lui.  Lo seguì con gli occhi e, appena prima che l’uccello scomparisse, un’altra voce dentro di lui disse:
“Ogni cosa ha il suo percorso, figlio mio. Imparerai anche questo. Quando scoprirai la geografia dentro di te, il mondo esterno darà un senso alla tua vita.”
Mehmet rimase seduto lì ancora per un po’. Le tempeste che un tempo sentiva dentro di sé erano ora sostituite dalla pace. Quando scoprì il clima interiore, capì che tutto nel mondo esterno aveva un senso. Ogni pensiero, ogni sentimento, anche se può passare come il vento, diventa paziente e pacifico quando una persona impara a rimanere in equilibrio interiore.
Alla fine, accettando tutte le incertezze dentro di sé, lasciò la foresta. Conoscere il clima del suo cuore gli aveva concesso una grande saggezza. Ora, la pioggia che cadeva fuori illuminava ancora di più le tempeste oscure dentro di lui. C’era pace nel suo cuore, perché quella pace non era venuta dal mondo esterno, ma dalla scoperta della geografia dentro di sé.
E un giorno, Mehmet capì veramente: conoscere il clima del tuo cuore è come comprendere il mondo. Tutto ciò che serve è pazienza e pace interiore per continuare il viaggio.

Jakhongir NOMOZOV,
Membro del
Unione dei giornalisti dell’Azerbaigian.

THE GEOGRAPHY OF THE HEART

Once upon a time, in a distant land, there was a young man named Mehmet who could never quite understand the emotions within him. His heart was like a constantly changing climate—sometimes calm, sometimes stormy. He could never figure out where these feelings came from or why they changed. Whenever he found peace, it would suddenly fade, and whenever he felt warmth, it would turn into burning fire. In his heart, there was a kind of unknown geography—one direction was uncertain, and another was unexpectedly dark.
One day, he decided to venture deep into the forest outside his village. He believed that only nature could help him find peace. As he walked slowly, he felt the vastness of the forest with just a glance. The trees seemed to want to tell him something. With each step, as he walked through the trees, the voices within him grew deeper.
After a while, he reached the edge of a stream. The water flowed clearly and calmly. Mehmet sat by a tree and closed his eyes. At that moment, he felt the storm inside him. His heart was in chaos again. But this time, there was something else. A deep sense of peace. The water seemed to reflect not just the outside world but also his inner world. He sat there for a while, looking at the water, and thought:
“The heart is a geography. When a person doesn’t know its climate, they either burn or freeze.”
These words sank into his soul like a secret. He realized that without understanding the climate of his heart and making peace with it, he could never find true tranquility. No matter how much a person searches for peace in the outer world, as long as they don’t change the climate within, nothing will be permanent. If the sea inside is not calm, no ocean can bring peace. If the mountains inside are dark, no sun can provide warmth.
Mehmet opened his eyes and looked up at the sky. At that moment, a bird flew over him. He followed it with his eyes, and just before the bird disappeared, another voice within him said:
“Everything has its own path, my child. You will learn this too. When you discover the geography inside yourself, the outside world will give meaning to your life.”
Mehmet sat there for a while longer. The storms he once felt inside his heart were now replaced with peace. When he discovered the climate within, he realized that everything in the outer world had meaning. Every thought, every feeling, though it may pass like the wind, becomes patient and peaceful when a person learns to stay balanced within.
Finally, accepting all the uncertainties within himself, he left the forest. Knowing the climate of his heart had granted him great wisdom. Now, the rain falling outside illuminated the dark storms inside him even more. There was peace in his heart, because that peace had not come from the outside world but from discovering the geography within himself.
And one day, Mehmet truly understood: Knowing the climate of your heart is like understanding the world. All it takes is patience and inner peace to continue the journey.

Jakhongir NOMOZOV,
Member of the
Jurnalists’ Union of Azerbaijan.

Kareem Abdullah, critico letterario famoso nel mondo, ha scritto l’analisi letteraria della poesia: ” Ritratto di una donna” di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq e di Elisa Mascia -Italia

Analisi Critica e Interpretativa della Poesia della Poetessa Elisa Mascia – Italia.
“Ritratto di una donna”
Di Karim Abdullah – Iraq.

La poesia “Ritratto di una donna” di Elisa Mascia presenta un ritratto intimo e profondo dell’essenza femminile, tracciando la sua trasformazione e il suo potere intrinseco di rinnovamento e amore. Attraverso un linguaggio delicato ma ricco di immagini forti, la poetessa riesce a catturare la complessità emotiva e spirituale della donna, utilizzando metafore potenti e una musicalità che accentuano la bellezza dei suoi versi.

1-L’Inizio del Viaggio Interiore: “Nasce un dipinto”
La poesia si apre con l’immagine di una donna che, nel silenzio e nella riflessione, dà vita a un “dipinto”. L’idea di “nascere” un dipinto suggerisce una creazione non solo estetica, ma anche emotiva e spirituale. La donna, nel suo spazio di solitudine, diventa arte, come se la sua esistenza fosse un’opera in continuo divenire. Qui, la poetessa ci invita a vedere la donna come un’entità in perenne evoluzione, un processo che si auto-rivela attraverso il silenzio e la riflessione.

2-Il Dialogo Interiore: “Mente e anima iniziano a dialogare”
Mascia presenta una donna che, sola con se stessa, inizia un dialogo interiore tra mente e anima. Questo passaggio ci parla della profondità della psiche femminile, che riflette su sé stessa e sul mondo circostante. La connessione che nasce tra la mente e l’anima non è solo un atto intellettuale, ma un atto di ascolto profondo, quasi mistico, che racconta i “segreti del saper amare”. L’amore qui non è solo un sentimento, ma un’arte che si impara attraverso l’esperienza e la consapevolezza, un segreto che solo la donna sa custodire e rivelare.

3-L’Amore come Emotività e Saggezza: “In cuore ha racchiuso grande emozione”
Nella seconda strofa, l’autrice introduce un’altra dimensione della donna: quella della saggezza e dell’emotività che si fondono nel suo cuore. La donna non solo sente, ma sa donare, suggerendo che l’amore femminile è un atto consapevole e volontario, che scaturisce dalla conoscenza profonda di sé e del mondo. L’immagine della “magica effusione” dell’universo simboleggia l’infinito potenziale della donna, che è in sintonia con il cosmo e con la sua capacità di cambiare e trasformarsi in modo naturale.

4- La Trasformazione: “Catartica si trasforma come farfalla”
Il passaggio dalla sofferenza alla rinascita è un tema classico che la poetessa esplora con maestria. La donna si trasforma in una “farfalla”, un simbolo universale di metamorfosi. La farfalla rappresenta non solo la leggerezza e la bellezza, ma anche il cambiamento profondo, quasi catartico. L’immagine del cambiamento “naturale” della donna è particolarmente potente, suggerendo che il processo di trasformazione è parte del suo essere, radicato nel suo essere femminile.

5- Un’Essenza Multicolore: “È multicolore affascinante incanta”
In questo verso, la poetessa accentua la diversità e la complessità dell’animo femminile. La donna è “multicolore”, un concetto che fa riferimento alla sua ricchezza interiore, alla sua capacità di incarnare più sfaccettature della vita. La sua essenza affascina e incanta chi la osserva, poiché la sua varietà è una forma di bellezza che trasforma ogni aspetto della sua vita in qualcosa di straordinario.

6- Il Contrasto tra Profondità e Superficialità: “Spesso più affonda e più viene a galla”
La poetessa suggerisce una contraddizione che è al cuore della condizione femminile: più la donna affronta le difficoltà e le sfide della vita, più riesce a risorgere, emergendo più forte e più luminosa. Questo può essere visto come un commento sulla resilienza femminile, sulla capacità di affrontare le avversità e continuare a brillare, nonostante tutto.

7- La Luce e il Ruolo della Donna nelle Sue Differenti Età: “Lei che col suo dire di luce ammanta”
L’ultima parte della poesia celebra la luce che la donna emana, sia nei momenti di dolcezza che di forza. La donna è “bambina, mamma, nonna o dolce sposa”, ricoprendo ruoli che variano ma che tutte esprimono un aspetto della stessa essenza di luce e amore. La luce qui simboleggia la guida, la speranza e la bellezza che la donna porta nel mondo, in ogni fase della sua vita.

Conclusioni
La poesia di Elisa Mascia, “Ritratto di una donna”, è un inno alla forza trasformativa e alla bellezza della donna. Attraverso immagini poetiche potenti e una narrazione ricca di significato, l’autrice dipinge una donna che, attraverso il silenzio e la riflessione, riesce a manifestare il suo potenziale infinito. La poesia celebra l’essenza della femminilità come un viaggio continuo di cambiamento, trasformazione e, soprattutto, di amore. Con una scrittura che mescola delicatezza e forza, Mascia ci invita a vedere la donna come una figura complessa, capace di meraviglia e bellezza in ogni sua forma.

Ritratto di una donna


Nasce un dipinto
Quando donna nel silenzio in riflessione
sola, mente e anima iniziano a dialogare
in ascolto per piacevole connessione
raccontano i segreti del saper amare.

In cuore ha racchiuso grande emozione
con sapienza e solo lei sa donare
è dell’universo in magica effusione
naturale è il suo fantastico cambiare.

Catartica si trasforma come farfalla
è multicolore affascinante incanta
quadro magico in cornice preziosa

spesso più affonda e più viene a galla
lei che col suo dire di luce ammanta,
bambina, mamma, nonna o dolce sposa.

Elisa Mascia 8-3-2025

Leggi anche

Il prof. Kareem Abdullah- Iraq, poeta e critico letterario scrive un’analisi letteraria alla poesia ” Ritratto di una donna” di Elisa Mascia -Italia

Kareem Abdullah critico letterario scrive un’analisi poetica dettagliata alla poesia “Ironia del fato” di Cinzia Rota

Foto cortesia di Cinzia Rota -Italia e Kareem Abdullah – Iraq

“L’Inganno del Destino: Resilienza tra Sogno e Realtà”
Lettura critica stilistica della poesia: “IRONIA DEL FATO” – della poetessa Cinzia Rota
Di: Karim Abdullah – Iraq

La poesia “Ironia del Fato” di Cinzia Rota è una riflessione profonda sull’incertezza, la resilienza e l’inevitabilità degli eventi che sfuggono al nostro controllo. La poetessa gioca con il contrasto tra l’ordine delle nostre aspettative e il caos che la vita ci riserva, utilizzando un linguaggio ricco di immagini e simbolismi per trasmettere il suo messaggio.

1- Il tema dell’attesa e dell’incertezza
Il tema centrale della poesia è l’attesa, che viene descritta come una condizione che non solo riguarda il tempo, ma anche le emozioni e le scelte. La poetessa scrive: “Si resta in attesa, come se il tempo potesse fermarsi”, suggerendo che l’attesa congela la realtà e ci pone in uno stato di sospensione, come se il tempo stesso fosse sotto il nostro controllo. Tuttavia, questa illusione di controllo viene immediatamente smentita dalla “beffarda” irruzione dell’imprevisto, simbolizzato dall’“amico imprevisto” che ride mentre “spezza la trama alle nostre spalle”. L’ironia qui è chiara: nonostante i nostri sforzi per pianificare ogni dettaglio, la vita ci sorprende con eventi che non possiamo prevedere.

2- Il contrasto tra volontà e destino
L’idea della volontà umana viene messa in discussione, come evidenziato nel verso: “Inutile programmare, solo le azioni sigillano la volontà”. Le azioni, infatti, sono ciò che definisce veramente il nostro cammino, ma anche esse possono essere ostacolate dal destino, rappresentato come una forza invisibile e inesorabile. L’affermazione che “nell’amor non conosciamo rabbia” suggerisce che anche nelle situazioni più difficili, l’amore, nella sua forma più pura, agisce come una forza che mitiga il dolore e le emozioni negative.

3- Il dolore come trasformazione
Il dolore, tema ricorrente, non è mai presentato come una fine, ma come un processo di trasformazione. “Rispondiamo alle scuse con un sorriso, dentro un dispiacere muto che devasta l’anima” esplora la dolorosa contraddizione tra il nostro comportamento esteriore e il tumulto interiore. Questo contrasto fra esterno e interno è raffigurato come un’onda che devasta l’anima, una metafora potente per il conflitto tra le nostre emozioni represse e l’apparente calma che cerchiamo di mantenere.

4- Il tempo e la riflessione
Il tempo diventa un tema centrale, non solo come entità che scorre, ma anche come spazio di riflessione. “L’attesa scioglie il tempo che si distende / sullo spazio infinito delle riflessioni” suggerisce che, durante l’attesa, il tempo perde la sua rigidità e diventa un veicolo di introspezione, un momento di analisi che ci permette di navigare tra desideri e realtà. Tuttavia, la speranza, che inizialmente si presenta come una luce guida, lentamente “si annulla” per adattarsi a una nuova forma di consapevolezza, simbolizzata dai “sogni di tulle”. Il tulle, materiale delicato e trasparente, simboleggia l’effimero, la fragilità dei sogni che, purtroppo, si dissolvono con il passare del tempo.

5- Resilienza e accettazione
Il concetto di resilienza emerge come una risposta alla realtà che ci sfugge. “La pazienza si trasforma in consapevolezza / nell’equilibrio tra il desiderio e la realtà”. La pazienza non è più una semplice attesa passiva, ma un processo attivo di consapevolezza, che ci permette di vedere oltre il dolore. La resilienza non significa solo accettare il destino, ma essere in grado di abbracciarlo senza perdere la propria essenza.

6- L’ironia del fato e la luce nascente
L’ironia del fato è il cuore pulsante della poesia: l’idea che, nonostante i nostri sforzi e le nostre scelte, il destino sia sempre imprevedibile. La luce nascente, che l’autrice abbraccia come “difesa”, rappresenta la forza interiore che ci permette di affrontare le sfide della vita. La luce è anche un simbolo di speranza, di una passione invulnerabile che, pur nell’incertezza, continua a brillare, proteggendoci dalle sorprese del destino.

Conclusioni stilistiche
Dal punto di vista stilistico, Cinzia Rota utilizza un linguaggio ricco di metafore e immagini evocative che danno profondità al tema della resilienza e dell’imprevedibilità della vita. La poetessa gioca con il contrasto tra luce e oscurità, tra desiderio e realtà, creando una tensione che attraversa tutta la composizione. La struttura della poesia è fluida, con versi che si snodano senza un rigido schema metrico, riflettendo l’incertezza e la fluidità del tema trattato.

In sintesi, “Ironia del Fato” è una riflessione sulla condizione umana, sulla difficoltà di prevedere e controllare il futuro, e sulla forza interiore necessaria per accettare le sfide della vita. La poesia ci invita a riconoscere e abbracciare l’imprevedibile con resilienza, senza perdere mai la capacità di sperare e di amare, anche di fronte all’incertezza.

IRONIA DEL FATO

Si resta in attesa,
come se il tempo potesse fermarsi,
ogni dettaglio programmato, un attimo scolpito,
quando beffardo l’amico imprevisto ride
mentre spezza la trama alle nostre spalle…

Inutile programmare,
solo le azioni sigillano la volontà
confermano le nostre scelte,
ché nell’amor non conosciamo rabbia.

Rispondiamo alle scuse con un sorriso,
dentro un dispiacere muto che devasta
l’anima, come l’onda in piena tempesta.

L’attesa scioglie il tempo che si distende
sullo spazio infinito delle riflessioni,
mentre la speranza piano piano s’annulla
adattandosi alle carezze di sogni di tulle…

Così scivolano, dolci sentimenti educati
la pazienza si trasforma in consapevolezza
nell’equilibrio tra il desiderio e la realtà,
nella capacità di vedere, oltre il dolore…

Ironia del fato, resilienza, accettazione…

Abbracciamo la luce nascente, per difesa,
nell’attesa di vedere l’essenza:
quella passion inattaccabile,
nonostante l’imprevedibile.

©️ ️ Cinzia Rota 2025 Copyright –
Legge sulla proprietà intellettuale. n. 633 del 22.04.1941


Leggi anche
https://alessandria.today/2025/03/07/il-critico-letterario-kareem-abdullah-scrive-lanalisi-dettagliata-della-poesia-ironia-del-fato-di-cinzia-rota-pubblicazione-di-elisa-mascia-italia/

Per la giornata della donna Alicia Susana López scrive una dedica alla sua carissima amica Luisa Camere Quiroz, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Alicia Susana López- Argentina e Luisa Camere Quiroz -Perú

Buona festa della donna!
Luisa Camere

Il più grande miracolo del mondo.
Og Mandino

Donna…

La tua voce è il sussurro del vento.
È il suono del silenzio.
Tu sei creatore di vita.
Energia vitale, forza attiva dell’onnipotente.

Tu sei un atomo di vita, una cellula, un nucleo e un nucleolo.
Scrigno sacro. 
Creazione sublime d’ agosto.
Anima mellificata.

Sinfonia femminile, adagio, concerto divino.
Amore sacro di Dio.
Aroma inebriante di luna e sole.

Donna…
Opera d’arte, poesia abbagliante.
Canzone celestiale.
Spirito di Cristo.
Essenza sublime.

Per te, donna…
Le muse di Zeus danzano gelose.
Polimnia, Talia, Melpomene.

E tu, nobile donna.
Al suono di una musica celestiale
ci uniamo alla danza rituale
a tutte le donne del mondo.
Quelle che gridano amore, giustizia, uguaglianza, pace e libertà.

Perché tu, Donna
sei la prescelta.
Degna figlia del Re dei Re.
Luisa Camere…
Sei il più grande miracolo del mondo.

Alicia Susana López Argentina.
Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia -Italia

FELIZ DIA DE LA MUJER.
LUISA CAMERE.

El milagro más grande del mundo.
Og Mandino.

Mujer…

Tu voz es susurro del viento.
Es sonido del silencio.
Eres hacedora de vida.
Energía vital, fuerza activa del todo poderoso.

Eres átomo de vida, célula, núcleo y nucleolo.
Cofre sagrado. Augusta y excelsa creación.
Alma melificada.

Mujer sinfonía, adagio, divino concierto.
Amor sacrosanto de Dios.
Aroma embriagante de luna y de sol.

Mujer…
Obra de arte, poema deslumbrante.
Cántico celestial.
Espíritu Cristico.
Sublime esencia.

Por tí Mujer…
Danzan celosas las musas de Zeus.
Polimnia, Talia, Melpomene.

Y tú noble Mujer.
Al son de la música celestial.
Te unes en danza ritual.
A todas las mujeres del mundo.
Las que claman por amor,
Justicia, igualdad, Paz y Libertad.

Porque tú Mujer.
Eres la elegida.
Digna hija del Rey de Reyes.
Luisa Camere…
Eres el milagro más grande del mundo.

Alicia Susana López Argentina.

Pietro La Barbera il giorno 8 marzo 2025 presenta il suo libro ” Le cose che sanno di buono”

Foto cortesia di Pietro La Barbera

sinossi
Il romanzo “Le cose che sanno di BUONO” di Pietro La Barbera narra la storia di Cecilia, una giovane donna che lotta con le sue insicurezze e il difficile rapporto con la madre, che non ha mai accettato la sua personalità. Cecilia lavora in una libreria e trova conforto nei libri, ma la sua vita cambia quando incontra Eric, un artista cieco. Nonostante le sue fragilità, tra i due nasce un amore profondo, ma il passato di Eric con Iolanda, la sua ex fidanzata, crea tensioni. Cecilia si sente spesso inadeguata e teme di non essere all’altezza di Eric, ma lui la ama per ciò che è. La storia esplora temi di accettazione, amore e crescita personale, culminando in un matrimonio tra Cecilia ed Eric, che rappresenta una nuova vita e una nuova famiglia, con la nascita della loro figlia Viola. La narrazione evidenzia il percorso di Cecilia verso la felicità e l’accettazione di sé, mentre affronta le ombre del suo passato e costruisce un futuro luminoso con Eric e Viola.

Al tavolo per la presentazione, oltre all’autore, ci sarà la moglie Florence Della Valle (non vedente ed esperta in tiflologia), Maria Cristina Guidone (insegnante), Michele Vincelli (fisarmonicista), Sara Fantini (ukulele)…

Foto cortesia della locandina dell’evento culturale

Leggi anche 👇

Pietro La Barbera, sabato 8 marzo 2025, presenta il suo libro “Le cose che sanno di buono”, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Zebiniso Meiliyeva presenta la poetessa Sug’diyona Mehriddinova

Foto cortesia di Sug’diyona Mehriddinova


Le sfide della traduzione degli omonimi tra inglese e uzbeko
Sug’diyona Mehriddinova
Studentessa del secondo anno presso l’Uzbekistan State World Languages University, Tashkent, Uzbekistan

Abstract
La traduzione degli omonimi tra inglese e uzbeko presenta problemi distinti a causa dell’ambiguità intrinseca di termini con ortografia o pronuncia simili ma significati diversi. Entrambe le lingue hanno omonimi, ma la loro frequenza, struttura e utilizzo possono variare notevolmente, portando potenzialmente a idee sbagliate nella traduzione. Questo studio esamina i problemi della traduzione degli omonimi tra inglese e uzbeko, concentrandosi sulle variabili linguistiche e culturali che contribuiscono a queste sfide. La ricerca comparativa e gli studi di caso dello studio mirano a fare luce sulle procedure di traduzione efficaci per navigare queste complessità linguistiche.
Parole chiave: Omonimi, Sfide di traduzione, Traduzione inglese-uzbeko, Ambiguità linguistica, Linguistica comparata.  Introduzione
Gli omonimi, ovvero parole con la stessa ortografia o suono ma significati diversi, possono causare incomprensioni in qualsiasi lingua. Gli omonimi possono essere difficili da gestire nella traduzione, in particolare in lingue diverse come l’inglese e l’uzbeko. Comprendere la natura e l’applicazione degli omonimi in entrambe le lingue è essenziale per una traduzione corretta e una comunicazione efficiente.
Tipi di omonimi in inglese e uzbeko
Gli omonimi possono essere suddivisi in tre tipi:
1. Gli omofoni sono parole che hanno lo stesso suono ma significati e ortografie diversi (ad esempio, “flower” e “flour” in inglese).
2. Omografi: parole con la stessa ortografia ma significati e pronunce diversi (ad esempio, “lead” come verbo che significa guidare e “lead” come sostantivo che si riferisce al metallo).
3. Omonimi assoluti: parole con la stessa ortografia e pronuncia ma significati diversi (ad esempio, “bank” come organizzazione finanziaria e “bank” come lato di un fiume).
Categorie simili esistono in uzbeko, tuttavia la loro prevalenza e le loro istanze possono variare a causa delle differenze linguistiche e culturali.
Sfide nella traduzione degli omonimi
La traduzione degli omonimi tra inglese e uzbeko comporta diverse sfide:
Ambiguità lessicale: un omonimo nella lingua di partenza può avere diversi significati, rendendo difficile selezionare l’equivalente appropriato nella lingua di arrivo senza il contesto appropriato
Differenze culturali: alcuni omonimi possono essere culturalmente distintivi, senza una controparte diretta nella lingua di arrivo. Ad esempio, affermazioni colloquiali o giochi di parole con omonimi potrebbero non essere tradotti bene
Differenze strutturali: le strutture grammaticali dell’inglese e dell’uzbeko differiscono, influenzando il modo in cui gli omonimi vengono impiegati e compresi in ciascuna lingua.
Risultati e conclusioni
L’analisi rivela che: 1. Frequenza e tipi: rispetto all’uzbeko, l’inglese ha una maggiore frequenza di omonimi, in particolare omofoni e omografi. Questa distinzione può portare a maggiori incomprensioni nelle traduzioni dall’inglese all’uzbeko.
2. Dipendenza dal contesto: entrambe le lingue si basano sostanzialmente sul contesto per distinguere gli omonimi. Tuttavia, poiché gli indizi contestuali cambiano tra le lingue, i traduttori devono avere una conoscenza approfondita sia delle impostazioni linguistiche che culturali.
3. Tattiche di traduzione: le tattiche di traduzione efficaci includono l’aggiunta di ulteriori informazioni, l’impiego di note esplicative o l’uso di termini alternativi nella lingua di destinazione per comunicare il significato desiderato.

Discussione
Le differenze di fonetica, ortografia e sintassi tra inglese e uzbeko rendono la traduzione degli omonimi ancora più impegnativa. I traduttori devono essere attenti a qualsiasi ambiguità e utilizzare tattiche come l’analisi contestuale e la comunicazione con i madrelingua per garantire la correttezza.
Conclusione
La traduzione degli omonimi tra inglese e uzbeko è un’impresa difficile che richiede un’attenta considerazione delle sfumature linguistiche e del contesto culturale. I traduttori possono migliorare la comunicazione interlinguistica comprendendo la natura degli omonimi in entrambe le lingue e utilizzando procedure di traduzione efficienti.  Riferimenti
1. Boboyeva, N. I., & Mahanova, M. N. (2024). Analisi comparativa degli omonimi delle lingue inglese e uzbeka per scopi metodologici. International Journal of Scientific Research, 5(2), 1275-1280.
2. Anvarjonova, Z. A. (2024). Sfide nella traduzione del vocabolario uzbeko e delle espressioni idiomatiche. Atti della conferenza internazionale sulla ricerca scientifica nelle scienze naturali e sociali, 3(6), 285-289.
3. Chinmirzaev, F., & Mamatova, F. (2023). Omonimi nelle lingue inglese e uzbeka: comprensione del loro utilizzo e impatto sulla comunicazione. Costruttori del futuro, 1(01).
4. Kenjayeva, U. O., & Djumabayeva, J. S. (2020).  Studio comparativo degli aggettivi che indicano il colore nelle lingue inglese e uzbeka. Theoretical & Applied Science, (2), 127-130.
5. Holliday, A. (2024). Consapevolezza culturale nell’insegnamento della lingua inglese: affrontare la sfida della diversità. ELT Journal, 78(1), 21-38.

Sug’diyona Mehriddinova

Studentessa del secondo anno presso l’Università statale delle lingue mondiali dell’Uzbekistan, facoltà di filologia inglese





The Challenges of Translating Homonyms between English and Uzbek
Sug’diyona Mehriddinova
Second-year student at Uzbekistan State World Languages University, Tashkent, Uzbekistan

Abstract
Translating homonyms between English and Uzbek provides distinct issues due to the inherent ambiguity of terms with similar spelling or pronunciation but different meanings. Both languages have homonyms, but their frequency, structure, and usage can vary greatly, potentially leading to misconceptions in translation. This study investigates the problems of translating homonyms between English and Uzbek, focussing on the language and cultural variables that contribute to these challenges. The study’s comparative research and case studies aim to provide light on effective translation procedures for navigating these linguistic complexities.
Keywords: Homonyms, Translation challenges, English-Uzbek translation, Linguistic ambiguity, Comparative linguistics.
Introduction
Homonyms, or words with the same spelling or sound but different meanings, can cause misunderstanding in any language. Homonyms can be difficult to deal with in translation, particularly across languages as different as English and Uzbek. Understanding the nature and application of homonyms in both languages is essential for correct translation and efficient communication.
Types of Homonyms in English and Uzbek
Homonyms can be divided into three types:
1. Homophones are words that sound the same but have different meanings and spellings (for example, “flower” and “flour” in English).
2. Homographs: Words have the same spelling but different meanings and pronunciations (for example, “lead” as a verb meaning to guide and “lead” as a noun referring to the metal).
3. Absolute Homonyms: Words with the same spelling and pronunciation but different meanings (for example, “bank” as a financial organisation and “bank” as the side of a river).
Similar categories exist in Uzbek, however their prevalence and instances may vary due to language and cultural differences.
Challenges in Translating Homonyms
Translating homonyms between English and Uzbek involves several challenges:
Lexical Ambiguity: A homonym in the source language can have several meanings, making it difficult to select the appropriate equivalent in the target language without proper context
Cultural Differences: Certain homonyms may be culturally distinctive, with no direct counterpart in the target language. For example, colloquial statements or puns with homonyms may not translate well
Structural Differences: The grammatical structures of English and Uzbek differ, influencing how homonyms are employed and understood in each language.
Findings and Results
The analysis reveals that:1. Frequency and Types: Compared to Uzbek, English has a larger frequency of homonyms, especially homophones and homographs. This distinction can lead to greater misunderstanding in English-to-Uzbek translations.
2. Context Dependence: Both languages rely substantially on context to distinguish homonyms. However, because contextual cues change between languages, translators must have a thorough awareness of both linguistic and cultural settings.
3. Translation tactics: Effective translation tactics include adding more information, employing explanatory notes, or using alternative terms in the target language to communicate the desired meaning.


Discussion
Differences in phonetics, spelling, and syntax between English and Uzbek make translating homonyms even more challenging. Translators must be alert for any ambiguities and use tactics like contextual analysis and communication with native speakers to assure correctness.
Conclusion
Translating homonyms between English and Uzbek is a difficult undertaking that necessitates careful consideration of linguistic nuances and cultural context. Translators can improve cross-linguistic communication by understanding the nature of homonyms in both languages and using efficient translation procedures.
References
1. Boboyeva, N. I., & Mahanova, M. N. (2024). Comparative Analysis of Homonyms of English and Uzbek Languages for Methodological Purposes. International Journal of Scientific Research, 5(2), 1275-1280.
2. Anvarjonova, Z. A. (2024). Challenges in Translating Uzbek Vocabulary and Idiomatic Expressions. Proceedings of International Conference on Scientific Research in Natural and Social Sciences, 3(6), 285-289.
3. Chinmirzaev, F., & Mamatova, F. (2023). Homonyms in English and Uzbek Languages: Understanding Their Usage and Impact on Communication. Builders of the Future, 1(01).
4. Kenjayeva, U. O., & Djumabayeva, J. S. (2020). The Comparative Study of the Adjectives Denoting Color in English and Uzbek Languages. Theoretical & Applied Science, (2), 127-130.
5. Holliday, A. (2024). Cultural Awareness in English Language Teaching: Addressing the Diversity Challenge. ELT Journal, 78(1), 21-38.


Sug’diyona Mehriddinova

Second-year student at Uzbekistan State World Languages University, English philology faculty

Mohamed Rahal dall’Algeria invia 97th_Oscars_Awards

Foto cortesia inviate da Mohamed Rahal

97th_Oscars_Awards

Presentati dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS), il 2 marzo 2025,

al Dolby Theatre di Hollywood, Los Angeles Durante la cerimonia, l’Academy ha presentato gli Oscar in 24 categorie in onore dei film usciti nel 2024. La cerimonia è stata trasmessa in televisione negli Stati Uniti da ABC e trasmessa in diretta su Hulu negli Stati Uniti e su Dubai One, MBC 2 e sulla piattaforma Shahid in Medio Oriente e Nord Africa, ed è la prima cerimonia degli Academy Awards ad essere trasmessa su 🔴 #Stream_Platform.

I candidati per i 97th Academy Awards sono stati annunciati il 23 gennaio 2025, al Samuel Goldwyn Theater di Beverly Hills, dall’attrice Rachel Snott e Bowen Yang.

🔴#Premi

Emilia Perez ha ricevuto il maggior numero di nomination agli Oscar per un film non in lingua inglese con 13, superando La tigre e il dragone (2000) e Roma (2018).

Il comico Conan O’Brien ha presentato la cerimonia per la prima volta, con Raj Kapoor e Katie Mullan di nuovo come produttori esecutivi.

Il film di Emilia Perez ha ricevuto il maggior numero di nomination, con 13, seguito da The Wild and Wicked, con 10 ciascuno.

🔴#Anora_Domina_I_Principali_Awards_Durante_La_Cerimonia,🔴 #Oscar_2025.

🔲 Oltre a vincere il premio per il miglior film, Sean Baker ha vinto il premio per il miglior regista e Mickey Madison ha vinto il premio per la migliore attrice.

🔲 🔴#Anora è un film drammatico di genere commedia nera, su una giovane ballerina che incontra il figlio di un ricco russo che si innamora di lei e la loro avventura inizia insieme.

🔲 Nel frattempo, Adrien Brody ha vinto l’Oscar come miglior attore per la seconda volta per il suo ruolo nel film “The Brutalist”.

Mohamed Rahal





97th_Oscars_Awards

Presented by the Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS), on March 2, 2025,

at the Dolby Theatre in Hollywood, Los Angeles During the ceremony, the Academy presented Oscars in 24 categories honoring films released in 2024. The ceremony was televised in the United States by ABC and broadcast live on Hulu in the United States and Dubai One, MBC 2 and Shahid platform in the Middle East and North Africa, and it is the first Academy Awards ceremony to be broadcast on 🔴 #Stream_Platform.

The nominees for the 97th Academy Awards were announced on January 23, 2025, at the Samuel Goldwyn Theater in Beverly Hills, by actress Rachel Snott and Bowen Yang.

🔴#Awards

Emilia Perez has received the most Oscar nominations for a non-English-language film with 13, surpassing Crouching Tiger, Hidden Dragon (2000) and Roma (2018).

Comedian Conan O’Brien hosted the ceremony for the first time, with Raj Kapoor and Katie Mullan returning as executive producers.

Emilia Perez’s film received the most nominations, with 13, followed by The Wild and Wicked, with 10 each.

🔴#Anora_Dominates_The_Main_Awards_During_The_Ceremony,🔴 #Oscars_2025.

🔲 In addition to winning Best Picture, Sean Baker won Best Director, and Mickey Madison won Best Actress.

🔲 🔴#Anora is a black comedy drama film, about a young dancer who meets the son of a wealthy Russian who falls in love with her and their adventure begins together.

🔲 Meanwhile, Adrien Brody won the Oscar for Best Actor for the second time for his role in the movie “The Brutalist”.

Mohamed Rahal

Amici carissimi siete invitati tutti a partecipare e a fare partecipare i vostri amici e amiche.INGRESSO LIBEROAnna Maria Lombardi

Foto cortesia della locandina dell’evento culturale




“L’ETICA DELLA PAROLA” Arte e Cultura: il senso della riflessione

BONATE SOTTO – sabato 22 MARZO ore 20.30

L’ETICA DELLA SCRITTURA

Sala Civica via S. Sebastiano, 3

“La trasparenza della comunicazione nella cultura, nell’arte e nei vari ambiti della vita”.

Relatori:

Prof. Roberto Flauto, Docente Università Federico II di Napoli Rossella Tirimacco, Scrittrice e Critico Musicale

Presentazione del libro “Oltre misura” di Roberto Flauto

Espone il Pittore:
Filippo Lampasone

Conduce: Dott.ssa
Anna Maria Lombardi Intrattenimento musicale:
M° Emanuele Grazioli e M° Giorgio Santangelo


BONATE SOTTO – sabato 22 MARZO ore 20.30

L’ETICA DELLA SCRITTURA

Sala Civica via S. Sebastiano, 3

Relatori:

Prof. Roberto Flauto, Docente Università Federico II di Napoli Rossella Tirimacco, Scrittrice e Critico Musicale

Presentazione del libro “Oltre misura” di Roberto Flauto

Espone il Pittore: Filippo Lampasone

Conduce: Dott.ssa Anna Maria Lombardi

Intrattenimento musicale: M Emanuele Grazioli e M” Giorgio Santangelo

Altre date da leggere dalla locandina allegata

Foto cortesia di Anna Maria Lombardi

Leggi anche

Anna Maria Lombardi invita a partecipare agli eventi come dalla locandina, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora