Martha Crosby Crosby ospite di Pietro La Barbera ed Elisa Mascia nel programma bilingue italiano-spagnolo: “Alla ricerca della vera bellezza”.

Foto cortesia di Martha Crosby Crosby, Pietro La Barbera ed Elisa Mascia


DATI BIOGRAFICI
Dott.ssa Martha Crosby Crosby (LIMA- PERÙ), Poeta, scrittrice, attrice e psicologa specializzata in Psiconeuroimmunologia e in Clinica e Salute, Master in Psicologia, diplomata in Psicooncologia;  Membro dello staff della Clinica Tezza e dell’Ospedale Rebagliati, professoressa laureata ESSALUD presso l’Università Nazionale di San Marcos.
È fondatrice, presidente e direttrice della SOCIETÀ PERUVIANA DEI POETI e membro del consiglio direttivo del Comitato delle scrittrici dell’International Pen Club in Perù.  Membro della Società degli Autori e Compositori Drammatici (SACD) e dell’Unione degli Artisti e Interpreti del Perù.  (SAIP) tra gli altri.
Opere letterarie: Raccolte di poesie LETTERE PER TE -1989- FRANCIA 1994- Ristampato a cura di  San Marcos nel 1994, Libro di poesie TI AMO-1998 – autrice e compositrice del CD poesie per Te (2008), libro di poesie DIALOGO DEGLI SPECCHI – PIUME DI PIETRA (2010), POSSONO PRENDERMI TUTTO E ALTRE POESIE (2023) LA GIOIA DI VIVERE NELLA POESIA (2024). Autore e compositore dell’inno ufficiale del Collegio degli psicologi del Perù (2006) Con più di 60 libri di antologia collettiva pubblicati attraverso la SOCIETÀ PERUVIANA DEI POETI
.Antologizzato in prestigiosi libri e riviste letterarie nazionali e internazionali come Rondinelas diretto dal Poeta e Dottore in Letteratura César Toro Montalvo. (1985) PAROLA SENZA FRONTIERE-CONFINI SENZA PAROLE” DELL’UNIVERSITÀ RICARDO PALMA (2010 al 2016) NEL LIBRO ANTOLOGICO DEL CONSIGLIO NAZIONALE I SANGUE DI OGGI, in VIVA POESIA VIVA DI JOSE BELTRAN PEÑA, nell’edizione.  Da “La mela morsicata” di Carlos Zúñiga, nel libro antologico “Sinfonia lirica” di Edit.  Vizio Perpetuo Vizio Perfetto, nel “Movimento Poeti del Mondo” in Cile, in LA VOCE DELLA PAROLA SCRITTA INTERNAZIONALE a MADRID – SPAGNA, nella Rivista Basta Ya, di Córdoba, Argentina.   Distinzione di eccellenza letteraria dall’Università di Bio Bio – Cile.  (2013), NELLA CASA DEL POETA dell’Uruguay, 2015, tra gli altri.  Le sue opere sono state tradotte in inglese, francese, ungherese, greco e italiano.
Rappresenta la SOCIETÀ PERUVIANA DEI POETI presso l’Università di Oviedo, Asturie. Co-fondatore della Capitale mondiale della poesia nelle Asturie.  2022
Riconoscimento da parte della Facoltà di Lettere e Umanità dell’Università di Bio Bio in Cile per la sua carriera poetica e letteraria. Riconoscimento e partecipazione a un’antologia a Cordova, Argentina.  Premio letterario internazionale Dr. Manuel Equihua Estrella del collettivo culturale internazionale Utopia Poética Universal. Riconoscimento 2024 da parte dell’Associazione letteraria del XXI secolo di Valencia, Venezuela

Medaglia civica della città di Jesús María per la sua carriera letteraria e culturale in Perù, Riceve il Chasqui de Oro dal Ministero dell’Istruzione per la sua opera poetica e culturale, il Trilce de Oro dal Comune di Santiago de Chuco (luogo di nascita del poeta universale Cesar Vallejo) per la sua opera poetica, Medaglia e distinzione dalla Commissione delle Dame del Congresso della Repubblica, 2014 per la sua carriera culturale, Riconoscimento alla carriera poetica e culturale del Fondo editoriale del Congresso della Repubblica 2022, Riconoscimento della Direzione della Cultura del Comune di Lima per la sua carriera e opera poetica, (2024) diplomi e statuette del Circolo dei giornalisti radiofonici e televisivi nonché membro onorario di detta istituzione, Riconoscimento della Direzione della Cultura del Comune di Lima per la sua opera letteraria e gestione culturale, tra gli altri riconoscimenti.

Domande
1- L’inferno è davvero privo di amore?
Sì, l’inferno rappresenta l’indifferenza, la mancanza di amore, l’egoismo e tutti i mali che derivano dalla mancanza di amore.  L’amore è vita, costruzione, la mancanza di amore è morte, è distruzione. Una persona che non ha amore non è capace di dare amore e quindi, non dando, non potrà riceverlo, tutto ciò lo rende vuoto, arido, spesso amareggiato e può portarlo a causare sofferenze letali verso se stesso e verso gli altri.

2-  È più vero che non cambierai mai la tua vita finché non cambierai qualcosa che fai ogni giorno?
È verissimo che per ottenere risultati diversi nella tua vita personale devi fare cose diverse per ottenere i cambiamenti che vuoi apportare. Se voglio diventare un traduttore di lingue, per esempio, e non cambio la mia routine di guardare sempre i miei programmi televisivi per quattro ore e non li sostituisco con quattro ore di lezioni di lingua, non cambierò il mio stato attuale e non inizierò i miei studi per diventare un traduttore di lingue.     Non possiamo aspettarci di avere molti amici, ad esempio, se non socializziamo con le persone, se non ci incontriamo e non parliamo attraverso tutti i mezzi disponibili, sia virtualmente che di persona, o se non accettiamo alcun invito.

3- Per esprimere un desiderio, devi guardare dentro te stesso?
Sì, dobbiamo sapere cosa desidera il nostro cuore. Quale bisogno dobbiamo soddisfare urgentemente.  Per esempio, se ho un figlio malato e il mio amore materno desidera intensamente la sua guarigione, allora esprimerò questo desiderio.  La richiesta di un desiderio inizia sempre con un’introspezione che può portarci a chiedere qualcosa che soddisfi i nostri bisogni e/o quelli degli altri.

4-  Dovremmo governare la mente?
Ovviamente.  Dobbiamo imparare a governare, controllare e dirigere la nostra mente, svilupparla e rafforzarla per raggiungere i nostri obiettivi, risolvere diversi problemi, agire correttamente, con prudenza, con ragionamento e ottenere l’equilibrio e la pace spirituale di cui ognuno di noi ha bisogno per mantenere, 

5- È più importante sapere di più?
Sì, la conoscenza è molto importante, ma l’ignoranza ci porta a commettere imprudenze ed errori nella vita che avremmo potuto evitare con la conoscenza.  L’esperienza ci aiuta ad avere una maggiore conoscenza e saggezza quando impariamo da essa. Suggerisco che cerchiamo prima di tutto di conoscere noi stessi.

6- Non sbagli mai quando fai la cosa giusta?
Se fai la cosa giusta, non potremo sbagliare.  Per fare la cosa giusta dobbiamo prima conoscere tutti gli aspetti coinvolti nella nostra azione.  Se colleghiamo ciò che è corretto al contesto in cui ci troviamo, allora stiamo riducendo i margini di errore che potrebbero verificarsi e quindi non commettiamo errori.

7-  La paura di perdere sta diventando sempre più forte?
È vero che c’è sempre più competizione in tutti o quasi tutti gli aspetti della vita, intendo dall’ottenere una posizione in un’azienda al fallimento di qualsiasi progetto di vita, incluso il mantenimento di una relazione adeguata.
  L’incertezza di riuscire o meno a vincere o ottenere ciò che speriamo e desideriamo ottenere deriva dalla lotta ancestrale per la sopravvivenza e questa lotta con il passare del tempo diventa sempre più stressante man mano che vediamo tattiche e strategie diverse e pericolose di coloro che consideriamo rivali o avversari disposti a usare qualsiasi mezzo per competere in modo astuto e imbrogliante. Questa paura.  Si forma anche a causa dell’insicurezza di sé, di sentimenti di inferiorità che si traducono nella paura di non essere sufficientemente preparati, nella paura del rifiuto, nella paura di fallire, nella paura di essere indipendenti, ecc.

8-  Sta diventando sempre più difficile capire chi siamo?
Penso che sia più difficile capire chi siamo nella misura della complessità degli studi filosofici e delle teorie opposte che emergono sulle nostre origini e per argomenti che vanno di pari passo con le nuove scoperte sulla fisica quantistica, la genetica, l’astrofisica, tra gli altri. Penso che possiamo scoprire e comprendere meglio chi siamo cercando dentro noi stessi attraverso l’autoconoscenza, l’introspezione e la meditazione profonda, dove troveremo la nostra vera essenza dell’Essere.

Poesie
MARTA CROSBY CROSBY

1- SETE
Il fiele del mio sangue mi fa male,
le mie arterie, le mie vene
l’essenza della vita
piangono le mie lacrime,
non ci sono stati,
piangono i miei muscoli danneggiati,
le mie gambe, la mia gola,
il mio pensiero gelido,
che non capisce perché
abbiamo dei genitori maledetti
che distruggono i loro figli
con asce taglienti
nella mente e nel corpo,
come i lupi scuoiano
le loro prede,
altri corrono, anch’io,
ognuno per la sua parte…

E grido! Fratelli, unitevi a me!
Vi salverò, ma non è possibile,
sono già molto spaventati,
fuggono spaventati.
Voglio uccidere gli sfrattati
che ci hanno reso strani e tristi,
angosciati, assetati d’amore.

2- SE POTESSI

Se solo potessi
fermare il tempo
con le mie braccia
e tagliare i legami
del corpo
tra le catene,

combattere la rabbia
del valore
fatto a pezzi,
indietro le mie mani
nel dolore dell’universo.

Se solo potessi
rivelare l’alfa della stella
e darla ai miei fratelli,

la mia visita sarebbe
un allegro divenire
di arcobaleni e diademi,

paziente luce
dell’amore tra praterie,

flusso di saggi fruttiferi
nelle vene della terra,

caverne di cristalli massicci
vegliando tiepidi risvegli.
Se potessi offrirlo nelle mie mani,
allora la mia visita…
non sarebbe più vana!

3- DONNA
Mi piace la donna
acciaio e sabbia
di avorio e quarzo,
materna e paterna,
di luce e canto.

Di miele e rugiada,
la luna che bagna
d’argento e rame
un bambino che abbraccia.

Mi piace la donna
forza e sfida,
interminabile tela
senza brividi del vento.

Di sete che cammina,
brucia nel suo corpo
l’amore per la prole
e di notte in preghiera.

Di tenero rovere,
con il sapore di madre,
in immagine curata
e rossore di sera.

Estasiata, accarezzando… baciando
quanto mi piace la donna di carne!
Piume di pietra, 2010

4-MISTERO
Permettimi di amarti
senza volerti avere
amarti senza che tu ti leghi a me.
Dedicare una poesia a te,
parla di mille argomenti,
portami dentro,
del mio cuore sorridente.
Provare qualcosa per te, amata con tenerezza,
forse senza passione e senza follia,
come una bambina che guarda accanto a te
e un dolce gli regali per fortuna.
Guardarti in silenzio
senza possederti
senza condizioni o privilegi
con amore sublime e profondo
ricevi in questo giorno di mistero
la mia eterna ammirazione
anche se sei lontano
e il mio fervido desiderio
di essere felice in questo mondo.





BIODATA
Dra. Martha Crosby Crosby (LIMA- PERU), Poeta, escritora, Actriz y Psicóloga especializada en Psiconeuroinmunologia y en Clínica y de la Salud, Magister en Psicología, diplomada en Psicooncologia; Miembro del Staff de la Clínica Tezza y del Hospital Rebagliati,ESSALUD Catedrática de Posgrado de la Universidad Nacional Mayor de San Marcos.
Es Fundadora – Presidenta y Directora de la SOCIEDAD PERUANA DE POETAS, Miembro Directivo del Comité de Escritoras del Pen Club Internacional en Perú. Miembro de la Societè de Auteurs et Compositeurs Dramatiques (SACD), del Sindicado de Artistas e Intérpretes del Perú. (SAIP) entre otros.
Obras Literarias: Poemarios CARTAS PARA TI -1989-  FRANCIA 1994-  Reeditada por edt. San marcos en 1994, Poemario YO TE AMO-1998 – autora y compositora del CD poemas para Ti (2008), poemario DIALOGO DE ESPEJOS -PLUMAS DE PIEDRA(2010), TODO ME PODRAN QUITAR Y OTROS POEMAS ( 2023) LA ALEGRIA DE VIVIR EN POESIA (2024)  .Autora y Compositora del Himno Oficial del Colegio de Psicólogos del Perú (2006) Con más 6O libros de antología colectiva publicados a través de la SOCIEDAD PERUANA DE POETAS
.Antalogada en prestigiosos libros y revistas literarias nacionales e internacionales  tales como como Rondinelas dirigida por el Poeta y Doctor en Literatura César Toro Montalvo .(1985) PALABRA SIN FRONTERAS-FRONTERAS SIN PALABRAS” DE LA UNIVERSIDAD RICARDO PALMA (2010 al 2016) EN EL LIBRO DE ANTOLOGÌA DEL CONSEJO NACIONAL TODAS LAS SANGRES, en VIVA POESIA VIVA DE JOSE BELTRAN PEÑA, en la edit. De “la Manzana Mordida”, de Carlos Zúñiga, en Libro de Antología “Sinfonía Lirica” de Edit. Vicio Perpetuo Vicio Perfecto, en el “Movimiento Poetas del Mundo “en Chile, en  LA VOZ DE LA PALABRA ESCRITA INTERNACIONAL en  MADRID – ESPAÑA, en la Revista Basta Ya, de Córdova Argentina.  Distinción de Excelencia Literaria por la Universidad de Bio Bio – Chile. (2013), EN LA CASA DEL POETA de Uruguay, 2015, entre otros. Sus obras han sido traducidas al inglés, francés, húngaro, griego e   italiano.
Representa a la SOCIEDAD PERUANA DE POETAS en la Universidad de Oviedo Asturias Co- Fundadora de la Capital Mundial de la Poesía en Asturias. 2022
Reconocimiento por la Facultad de Letras y Humanidades de la Universidad de Bio Bio en Chile a la trayectoria poética y literaria Reconocimiento y participación en antología en Cordova Argentina. Premio Internacional de Literatura Dr. Manuel Equihua Estrella por el Colectivo Cultural Internacional Utopia Poética Universal.2024 Reconocimiento por la Asociación Literaria siglo XXI en Valencia Venezuela

Medalla Cívica de la Ciudad de Jesús María por trayectoria literaria y cultural en el Perú, Recibe el Chasqui de Oro del Ministerio de Educación por su Obra Poética y cultural, , el Trilce de Oro de la Municipalidad de Santiago de Chuco(cuna del vate Universal Cesar Vallejo) por su obra poética,  Medalla y distinción  de la Comisión de  Damas del Congreso de la República,2014 por trayectoria cultural, Reconocimiento por Trayectoria Poética y Cultural  Del Fondo Editorial del Congreso de la Repúbica 2022,  Reconocimiento por la Dirección de Cultura de la Municipalidad de lima a la Trayectora y Obra Poética,(2024) diplomas y estatuillas del Círculo de Periodistas de Radio y Televisión así como Miembro Honorario de dicha institución,  Reconocimiento por la Dirección de Cultura de la Municipalidad de Lima por su Obra literaria y gestión cultural ,   entre otros reconocimientos.

Preguntas
1- ¿El verdadero infierno es no amar?
Si, el infierno representa la indiferencia, el desamor, el egoísmo, y todos los males que resultan a consecuencia de la falta de amor. El Amor es vida, construcción , la falta de amor es muerte, es destrucción.Una persona que no tiene amor no es capaz de dar amor y por lo mismo al  no darlo tampoco lo podrá recibir, todo ello  lo vuelve  vacío, árido, muchas veces  amargado  y puede llevarlo  a  provocar un sufrimiento letal  hacia si mismo y hacia  los demás .

2- ¿Es más cierto que nunca cambiarás tu vida hasta que cambies algo que haces todos los días?
Es muy cierto que para obtener resultados diferentes en la vida personal debes  hacer cosas diferentes para lograr los cambios que deseas realizar  Si deseo ser traductora de idiomas por ejemplo y no cambio mi rutina de ver siempre mis programas de televisión durante cuatro  horas y no las reemplazo por cuatro  horas de   clases   de idiomas  no cambiaré mi estado actual y no  iniciare mis estudios para  llegar  a ser Traductora de idiomas.    No podemos pretender tener por ejemplo  muchos amigos si no socializamos con las personas, si no nos reunimos y conversamos por cualquier medio disponible ya sea en forma virtual o presencial , o si no acepto ninguna invitación.

3- Para pedir un deseo ¿hay que mirar dentro de uno mismo?
Si, hay que saber que desea nuestro  corazón Que necesidad nos urge satisfacer. Por  ejemplo si tengo un hijo  que está enfermo y mi amor de madre desea intensamente su recuperación  entonces pediré este deseo . Siempre se inicia el pedido de un deseo con la introspección que puede llevarnos a pedir  algo  que sea  para satisfacer nuestras propias necesidade y/o para el de  los demas

4- ¿Debemos gobernar la mente?
Claro que si. Debemos aprender a gobernar, controlar y dirigir nuestra  mente , desarrollarla y fortalecerla para   alcanzar nuestras metas ,  resolver diferentes problemas  ,actuar con acierto, con  prudencia, con razonamiento  y obtener el equilibrio y la paz espiritual que cada uno de nosotros  necesitamos mantener , 

5- ¿Es más importante saber más?
Si Es muy  importante el conocimiento,, la ignorancia nos lleva a cometer imprudencias y errores en la vida que pudiéramos haber evitado con el conocimiento. La experiencia nos ayuda a tener mayor conocimiento y sapiencia cuando aprendemos de ella ,  Sugiero que primero busquemos conocernos a nosotros mismos

6- ¿Nunca te equivocas cuando haces lo correcto?
Si haces lo correcto, no sería posible equivocarnos. Para hacer lo correcto debemos primero conocer todos los aspectos que involucra nuestra acción. Si vinculamos lo correcto en el contexto donde nos encontramos entonces estamos reduciendo  los márgenes de error que pudieran  aparecer para no equivocarnos..

7- ¿El miedo a perder es cada vez más fuerte?
Es verdad que cada vez hay más competencia en todos o casi todos  los quehaceres de la vida, me refiero a obtener desde un puesto en una empresa hasta a fracasar en cualquier proyecto de vida incluyendo mantener  una adecuada relación de pareja .
La incertidumbre de lograr o no lograr  ganar u obtener lo que esperamos y   deseamos conseguir  proviene de la lucha ancestral por la supervivencia y está lucha  con el correr del tiempo se hace cada vez  más estresante   en la medida que vemos    diversas y peligrosas  tácticas y estrategias de quienes   consideramos  rivales o adversarios  dispuestos a valerse de cualquier medio para competir en forma artera y con trampas  Este miedo . también se forma  como resultado de la inseguridad en  si mismo, sentimientos de inferioridad que trae como consecuencia el miedo a no estar lo suficientemente preparado, temor al rechazo, miedo al fracaso, temor a ser independiente etc etc .

8- ¿Es cada vez más difícil entender quiénes somos?
Creo que  es más difícil entender quienes somos   en la medida de la complejidad de los estudios filosóficos y teorías contrapuestas que aparecen  sobre nuestros orígenes y por    temas  que van de la mano con los nuevos  descubrimientos sobre  la física cuántica,  la genética, la astrofísica entre otros Pienso que  podemos descubrir y entender mejor  quienes somos  buscando en nosotros mismos a través del autoconocimiento,  de la introspección y de la meditación profunda dónde encontraremos nuestra verdadera esencia de Ser.




Poemas
MARTHA CROSBY CROSBY

1- SED

Me duele la hiel de mi sangre,
me duelen las arterias,
las venas,
la esencia de la vida,
lloran mis lágrimas
no habidas,
lloran mis músculos dañados,
mis piernas, mis garganta,
mi pensamiento helado,
que no entiende porqué
tenemos padres malditos,
que destrozan a sus hijos,
con hachas filudas,
en la mente y en el cuerpo,
como lobos despellejan
sus colmillos asesinos,
otros corren, yo también,
cada uno por su lado…

Y grito !Hermanos, únanse a mí!
!yo los salvaré!
pero no es posible,
ya están muy asustados,
huyen despavoridos,
quiero matar a los desahuciados,
que nos hicieron
extraños y tristes…
angustiados…
sedientos de AMOR.


2- SI YO PUDIERA

Si yo pudiera
detener el tiempo
con mis brazos
Y cortar los lazos
del cuerpo
entre cadenas,

Pelear la furia
del valor
hecho pedazos
Retroceder mis manos
En el dolor del Universo

Si yo pudiera
Develar el alfa de la estrella
y entregarla  a mis  hermanos

Mi visita serìa
Un alegre devenir
De arco iris y diademas

Paciente luz
Del amor entre praderas

Fluir de sabios frutales
En las venas de la tierra

Cavernas de macizos cristales
Velando tibios despertares…
si yo pudiera todo eso
ofrecerlo de mis manos

entonces, mi visita…

¡ya no sería en vano!

3- MUJER
Me gusta la mujer
de acero y arena
de marfil y de cuarzo
materna y paterna
de luz y de canto

De miel y rocío
la luna bañando
de plata y de cobre
a un niño abrazando

Me gusta la mujer
de fuerza y desafío
interminable lienzo
sin viento escalofrío

De sed caminando
ardiendo en su cuerpo
el amor a la prole
y por las noches orando

De tierno roble
con sabor a madre
en curtida imagen
y rubor de tarde.

Extasiada… acariciando…besando
¡Cuánto me gusta…
la mujer de carne
Plumas de piedra, 2010

4- MISTERIO
Permíteme amarte
sin querer tenerte
quererte sin tener
que atarte.
Dedicarte un poema
hablar de mil temas
llevarte dentro
de mi corazón sonriente.
Sentirme por ti
querida con ternura
tal vez, sin pasión y sin locura
como a una niña que a tu lado miras
y un dulce le regalas por ventura.
Mirarte en silencio
sin posesiones
sin condiciones, ni privilegios
con amor sublime y profundo
recibe en este día de misterio

mi eterna admiración
aunque estés lejos
y mi ferviente anhelo
de saberte feliz en este mundo

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Pietro La Barbera ed Elisa Mascia continuano il programma bilingue italiano-spagnolo: “Alla ricerca della vera bellezza” con Martha Crosby Crosby, pubblicazione di Elisa Mascia

Kareem Abdullah scrive l’analisi critica dettagliata della poesia: “Mantenere viva la passione” di Rita Chugh -India

Foto cortesia di Rita Chugh -India e Kareem Abdullah -Iraq

Analisi critica di mantenere la passione viva da Rita Chugh –   India .
Di : Kareem Abdullah . Iraq .
Introduzione:

Il poema di Rita Chugh Keep Passion Alive è un pezzo motivazionale che sottolinea l’importanza della passione, dell’entusiasmo e della determinazione nel raggiungimento del successo. La poesia offre un messaggio chiaro e diretto, esortando i lettori a mantenere la loro passione e persistere nei loro sforzi verso i loro obiettivi. Attraverso immagini vivide e un linguaggio semplice ma potente, il poeta trasmette che la passione non è solo un’emozione, ma una forza motrice che può portare al successo e alla realizzazione nella vita.

Tema della Passione:

Al suo centro, il poema ruota attorno al tema della passione. Il poeta inizia istruendo il lettore a “Mantenere la tua passione sempre viva”, rafforzando l’idea che la passione dovrebbe essere una forza costante e incrollabile nella propria vita. La passione è rappresentata come un’energia dinamica che alimenta la ricerca dei sogni, guidando gli individui verso il raggiungimento. La prima riga della poesia dà il tono per l’intero lavoro, affermando che la passione è essenziale per il successo.

L’idea ricorrente che la passione non dovrebbe “tramontare” in nessuna circostanza implica che è il fondamento su cui tutti gli sforzi dovrebbero essere costruiti. La passione, in questo senso, è più che entusiasmo; è la forza trainante della creatività, della resilienza e della perseveranza. Chugh descrive la passione come “il nucleo di nuovi inizi”, rafforzando la nozione che la passione è necessaria per il progresso e la trasformazione. Il poeta suggerisce che coloro che possiedono la passione possono affrontare le sfide con ottimismo e fiducia, con un “passo grazioso” che indica un viaggio calmo e composto verso i loro obiettivi.

Immagini e linguaggio:

La poetessa utilizza immagini vibranti in tutto il poema per sottolineare la potenza e l’influenza della passione. Frasi come “La passione suscita grandi vibrazioni” e “nuove creazioni di colore” evocano la natura dinamica e trasformativa della passione. La passione è rappresentata come una forza che non solo dà energia all’individuo, ma porta anche alla creazione di qualcosa di nuovo e significativo. Questa trasformazione è ulteriormente simboleggiata da “nuovi inizi” e dall’entusiasmo per l’apprendimento, entrambi indicano che la passione apre le porte alla crescita personale e alle opportunità.

L’immagine della passione come “luce” che “splende luminosa” è significativa. La luce spesso simboleggia chiarezza, speranza e guida, suggerendo che la passione fornisce direzione e illuminazione in tempi di incertezza. L’immagine della luce implica anche che la passione ha il potenziale di ispirare gli altri, in quanto attira l’attenzione e irradia positività.

Inoltre, la poetessa usa un senso di movimento e azione per descrivere la ricerca della passione. Linee come “marciare in avanti con la testa alta” e “dare ai tuoi sogni ali d’oro per volare” suggeriscono che si deve perseguire attivamente le proprie passioni, con coraggio e determinazione. Questo movimento riflette un senso di agenzia, in cui l’individuo non è passivo ma forma attivamente il proprio futuro.

Struttura e tono:

Il poema segue una struttura semplice, con ogni stanza che si basa su quella precedente. Il semplice schema di rima (ABAB) e il flusso ritmico contribuiscono al tono motivazionale ed edificante della poesia. Questa regolarità nella forma rispecchia il messaggio della poesia-passione, persistenza ed energia positiva dovrebbe essere costante e inflessibile.

Il tono della poesia è incoraggiante, ottimista e stimolante. Il poeta esorta costantemente il lettore a prendere il controllo del proprio destino, rimanere motivato e rimanere concentrato sui propri obiettivi. La ripetizione di frasi come “mantenere viva la passione” e “tenere i propri sogni” crea un senso di rinforzo, sottolineando l’importanza di rimanere impegnati con le proprie aspirazioni.

Ottimismo e resilienza:

Il messaggio della poesia è di resilienza. Chugh incoraggia il lettore a perseguire la propria passione “con entusiasmo” e fiducia, “tenere i propri sogni,” e di “rimanere motivati.” Queste linee trasmettono l’idea che la resilienza di fronte alle avversità è essenziale per il successo. La nozione di “ali d’oro” implica che con passione e determinazione, si può superare le sfide e i limiti, metaforicamente “toccare il cielo” e raggiungere l’apparentemente impossibile.

La poetessa sottolinea anche l’idea che raggiungere i propri obiettivi non riguarda solo le ricompense esterne, ma la soddisfazione interiore e la gioia che deriva dal perseguire la propria passione. La linea “Per ottenere soddisfazione e immenso piacere” implica che il successo non è semplicemente un riconoscimento o riconoscimenti, ma l’adempimento intrinseco che viene con fare qualcosa di cui ci si preoccupa veramente.

Collegamento al lettore:

Il poema di Chugh è scritto in un modo che parla direttamente al lettore, esortandolo ad agire e perseguire i propri sogni con zelo. Il tono è personale e motivante, rivolgendosi al lettore come se il poeta gli stesse dando guida e incoraggiamento. Invocando concetti universali come “sogni”, “obiettivi” e “successo”, il poema stabilisce un collegamento con un vasto pubblico, rendendolo relatable a chiunque cerchi di perseguire la loro passione o aspirazioni.

Conclusione:

In Keep Passion Alive, Rita Chugh utilizza efficacemente immagini vivide, un linguaggio diretto e una struttura coerente per trasmettere un messaggio motivazionale sul potere della passione. La poesia incoraggia i lettori a mantenere il loro entusiasmo, perseguire i loro sogni e rimanere resilienti di fronte alle sfide. Sottolineando il potere trasformativo della passione, Chugh ci ricorda che la passione non è solo un’emozione fugace ma una forza che ci spinge verso la crescita personale e il successo. In definitiva, la poesia serve come un potente promemoria che la passione è la chiave per raggiungere i propri obiettivi e vivere una vita piena e significativa.

Mantenere viva la passione

Mantieni sempre viva la tua Passione
Non lasciare mai che per qualsiasi motivo si affievolisca
Perché se hai passione luminosa
Vincerai sempre con passo grazioso

La passione suscita grandi vibrazioni
Con fervore infinito, colorare nuove creazioni
La passione è il cuore di nuovi inizi
Entusiasmo per imparare con grandi sentimenti

Impostare pochi obiettivi per raggiungere i vostri premi
Rimanere motivati, per ottenere premi abbondanti
Aggrappati ai tuoi sogni, lascia che la tua luce risplenda
Sii ottimista e cammina in avanti con la testa alta

Segui la tua passione con entusiasmo
Per ottenere soddisfazione e immenso piacere
La fiducia è la chiave per procurare
Il tuo obiettivo con ardente impegno

Dai ai tuoi sogni ali dorate per volare
Con determinazione toccherai il cielo
Rendi molta energia alla tua passione
Con lo zelo e la determinazione si vince la battaglia.

©® Rita Chugh
            India







Critical Analysis of Keep Passion Alive by Rita Chugh –   India .
By : Kareem Abdullah . Iraq .
Introduction:

Rita Chugh’s poem Keep Passion Alive is a motivational piece that emphasizes the importance of passion, enthusiasm, and determination in achieving success. The poem delivers a clear and direct message, urging readers to maintain their passion and to persist in their efforts toward their goals. Through vivid imagery and simple yet powerful language, the poet conveys that passion is not just an emotion but a driving force that can lead to success and fulfillment in life.

Theme of Passion:

At its core, the poem revolves around the theme of passion. The poet begins by instructing the reader to “Keep your Passion always alive,” reinforcing the idea that passion should be a constant and unwavering force in one’s life. Passion is portrayed as a dynamic energy that fuels the pursuit of dreams, guiding individuals toward achievement. The first line of the poem sets the tone for the entire work, asserting that passion is essential for success.

The recurring idea that passion should not “subside” under any circumstance implies that it is the foundation upon which all efforts should be built. Passion, in this sense, is more than just enthusiasm; it is the driving force behind creativity, resilience, and perseverance. Chugh describes passion as “the core to new beginnings,” reinforcing the notion that passion is necessary for progress and transformation. The poet suggests that those who possess passion can approach challenges with optimism and confidence, with a “graceful stride” that indicates a calm and composed journey toward their goals.

Imagery and Language:

The poet employs vibrant imagery throughout the poem to emphasize the power and influence of passion. Phrases such as “Passion arouses great vibrations” and “colour new creations” evoke the dynamic and transformative nature of passion. Passion is depicted as a force that not only energizes the individual but also leads to the creation of something new and meaningful. This transformation is further symbolized by “new beginnings” and the enthusiasm to learn, both of which indicate that passion opens doors to personal growth and opportunity.

The imagery of passion as a “light” that “shines bright” is significant. Light often symbolizes clarity, hope, and guidance, suggesting that passion provides direction and illumination in times of uncertainty. The image of light also implies that passion has the potential to inspire others, as it draws attention and radiates positivity.

In addition, the poet uses a sense of movement and action to depict the pursuit of passion. Lines such as “march forward with your head held high” and “give your dreams golden wings to fly” suggest that one must actively pursue their passions, with courage and determination. This movement reflects a sense of agency, where the individual is not passive but actively shaping their own future.

Structure and Tone:

The poem follows a straightforward structure, with each stanza building upon the previous one. The simple rhyme scheme (ABAB) and rhythmic flow contribute to the motivational and uplifting tone of the poem. This regularity in form mirrors the message of the poem—passion, persistence, and positive energy should be constant and unyielding.

The tone of the poem is encouraging, optimistic, and empowering. The poet consistently urges the reader to take control of their destiny, stay motivated, and remain focused on their goals. The repetition of phrases such as “keep passion alive” and “hold onto your dreams” creates a sense of reinforcement, emphasizing the importance of staying committed to one’s aspirations.

Optimism and Resilience:

The poem’s message is one of resilience. Chugh encourages the reader to pursue their passion “with enthusiasm” and confidence, to “hold onto your dreams,” and to “stay motivated.” These lines convey the idea that resilience in the face of adversity is essential for success. The notion of “golden wings” implies that with passion and determination, one can rise above challenges and limitations, metaphorically “touching the sky” and achieving the seemingly impossible.

The poet also emphasizes the idea that achieving one’s goals is not just about external rewards but about the inner satisfaction and joy that comes with pursuing one’s passion. The line “To get satisfaction and immense pleasure” implies that success is not merely about recognition or accolades but about the intrinsic fulfillment that comes with doing something one truly cares about.

Connection to the Reader:

Chugh’s poem is written in a way that directly speaks to the reader, urging them to take action and pursue their dreams with zeal. The tone is personal and motivating, addressing the reader as if the poet is giving them guidance and encouragement. By invoking universal concepts such as “dreams,” “goals,” and “success,” the poem establishes a connection with a wide audience, making it relatable to anyone who seeks to pursue their passion or aspirations.

Conclusion:

In Keep Passion Alive, Rita Chugh effectively uses vivid imagery, direct language, and a consistent structure to deliver a motivational message about the power of passion. The poem encourages readers to maintain their enthusiasm, pursue their dreams, and stay resilient in the face of challenges. By emphasizing the transformative power of passion, Chugh reminds us that passion is not just a fleeting emotion but a force that drives us toward personal growth and success. Ultimately, the poem serves as a powerful reminder that passion is the key to achieving one’s goals and living a fulfilled, meaningful life.

Keep Passion Alive

Keep your Passion always alive
Never let it for any reason subside
For if you have passion bright
You will always win with graceful stride

Passion arouses great vibrations
With unending fervour,  colour new creations
Passion is the core to new beginnings
Enthusiasm to learn with great feelings

Set few goals to achieve your rewards
Stay motivated, to get bountiful awards
Hold onto your dreams, let your light shine bright
Be optimistic and march forward with your head held high

Pursue your passion with enthusiasm
To get satisfaction and immense pleasure
Confidence is the key to procure
Your aim with ardent endeavour

Give your dreams golden wings to fly
With determination you will touch the sky
Render much energy to your passion
With Zeal and determination you will win the battle.

©® Rita Chugh
            India

Una poesia di Abeera Mirza

Foto cortesia di Abeera Mirza

FERMA AL SEMAFORO ROSSO

Ho ignorato le luci brillanti che lampeggiavano chiaramente di rosso,
Segnali di avvertimento ovunque, ma ho continuato ad andare avanti,

Avevo una mia filosofia; non avevo bisogno del consiglio di nessuno,
O almeno questo è quello che pensavo, e ne ho quasi pagato il prezzo,

L’ira di Dio si abbatte su coloro che deliberatamente
disobbediscono,
Quindi, finché ne avevo la possibilità, ho chiesto a Dio di perdonarmi
e di aiutarmi ad andarmene
da chiunque e da tutti coloro che non mi volevano bene.
Lui ha risposto, e mi ha anche permesso di risorgere in presenza
di coloro che non hanno mai creduto che potessi farlo!

©Abeera Mirza

“La scrittura è lo strumento della guarigione emotiva”. Incontra Abeera Mirza, medaglia d’oro della letteratura inglese, insegnante e poetessa di talento. Ha vinto numerosi premi per la sua passione per le parole. La sua poesia “Sorry” ha ispirato i lettori a guarire. Ha iniziato con la poesia ed è progredita fino alla prosa. Abeera ha contribuito a più di 200 antologie e molte Riviste Internazionali come Raven Cage (Germania), Barcelona Magazine (Spagna), Pencraft Literary Magazine (Bangladesh), International Literature Language Journal (USA), Alessandria Today (Italia), Cultural Reverence WordPress (India), Orfeu. Al (Albania), Fatehpur Resolution Blogspot (India) e Poetic Essence Publications (India). La sua intervista è stata pubblicata su The Mount Kenya Times e Poetic Essence Publications (India). Ha vinto molti titoli come Miss Literary Critic dalla sua università (Università di Lahore, Pakistan). La sua pace interiore è accesa dalla lettura e dai viaggi.  È membro della giuria per la Maverick Writing Community, India, in cui aiuta gli scrittori emergenti a crescere. La sua prospettiva è ampliata da una variegata esplorazione poetica. La sua passione per l’apprendimento è infinita. Cerca sempre di imparare di più oltre i confini. Lo stile di scrittura di Abeera ha toccato innumerevoli vite. Offre una profonda comprensione delle parole e della loro capacità di apportare cambiamenti. È rinomata per la guarigione dei cuori. Possano le sue parole aiutare a guarire.


Email: abeera.quotes@gmail.com
Facebook|Instagram: @abeera_quotes

STOP AT A RED LIGHT

I ignored the bright lights that were clearly flashing red,
Warning signs all around, but I proceeded forward instead,

I had a philosophy of my own; I didn’t need anyone’s advice,
Or at least that’s what I thought, and I almost paid the price,

The wrath of God comes upon those, who deliberately
disobey,  
So, while I had the chance, I asked God to forgive me
and help me walk away,

From anyone and everything that meant me no good,
He answered, plus allowed me to rise in the presence
of those who never believed I could!

©Abeera Mirza

“Writing is the tool of emotional healing”. Meet Abeera Mirza, an English literature gold medalist, teacher and gifted poet. She won numerous awards for her passion for words. Her poem “Sorry” has inspired readers to heal. It started with poetry and progressed to prose. Abeera has contributed to more than 200 anthologies and many international magazines such as Raven Cage (Germany), Barcelona Magazine (Spain), Pencraft Literary Magazine (Bangladesh), International Literature Language Journal (USA),  Alessandra Today, (Italy) Cultural Reverence WordPress,  (India) Orfeu. Al,  (Albania), Fatehpur Resolution Blogspot (India) and Poetic Essence Publications (India). Her interview has been published on The Mount Kenya Times and Poetic Essence Publications (India). She has won many titles such as Miss Literary Critic by her university. (University of Lahore, Pakistan). Her inner peace is ignited by reading and traveling. She is serving as a jury member for Maverick Writing Community, India where she helps emerging writers to grow. Her perspective is expanded by diverse poetic exploration. Her passion for learning is endless. She is always looking to learn more beyond boundaries. Abeera’s writing style has touched countless lives.  It gives a deep understanding of words and their ability to bring change. She is renowned for healing hearts. May her words help in healing.
Email: abeera.quotes@gmail.com
Facebook|Instagram: @abeera_quotes

Nguyễn Thị Thúy Hạnh e la sua poesia

Foto cortesia di Nguyễn Thị Thúy Hạnh

Autrice: Nguyen ThiThuyHanh
Data di nascita: 9 novembre 1987
Nazionalità: vietnamita

È nota come poetessa, ricercatrice letteraria e traduttrice letteraria in Vietnam. Attualmente lavora presso l’Institute of Literature (IoL), Vietnam Academy of Social Sciences (VASS)
I suoi lavori pubblicati: Moving words, l’unica raccolta di poesie nominata per la Vietnam Writer’s Association nel 2017. Ha anche numerose opere pubblicate su prestigiose riviste letterarie in Vietnam.
Premio: New Pen Poetry Award 2009; Premi: categoria poesia della rivista Military Literary 2019;  il suo lavoro Moving words è stato presentato al FLE book festival 2018 (a Vientiane, Laos)

The lover/Opened doors

I tuoi sogni mi hanno riempito i polmoni
sulla soglia, un usignolo nudo
che canta una melodia incalzante
e mi taglia il corpo
lacerando l’atmosfera con un ciuffo di capelli arruffati

In biblioteca
la bibliotecaria si è appisolata
mentre sognavo
di una fila di barche ancorate come una striscia di sciarpa
avvolta attorno al collo del fiume
le tue tre pieghe

So che verrà
dietro la porta aperta
le sue labbra saranno rosse come una bandiera nazionale sventolante
mi bacia





Author: Nguyen ThiThuyHanh
Date of birth: November 9th, 1987
Nationality: Vietnamese
She is known as a poet, a literary researcher and a literary translator in Vietnam. At present she is working at Institute of Literature (IoL),Vietnam Academy of Social Sciences (VASS)
Her published work: Moving words – which was the only poetry collection nominated for Vietnam Writer’s Association in 2017. She also has numerous works published inprestigiousliterary magazines in Vietnam.
Award: New Pen Poetry Award 2009; Awards – poetry category of the Military Literary magazine 2019; her work Moving words was introduced in FLE book festival 2018 (in Vientiane, Laos)

The lover/Opened doors

Your dreams filledup my lung
in the doorway, a naked nightingale
singing a running tune
and cuttingacross my body
tearing the atmosphere by a wisp of tangled hair

In the library
the librarian drowsed away
while I was dreaming
about a row of boats anchoring like a strip of scarf
wrapped around the neck of the river
your three folds

I know that she will come
behind the opened door
her lips will be red as a fluttering national flag
kisses
me

Nguyễn Thị Thúy Hạnh

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Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica dettagliata della poesia “Trucco del sangue” di Elham Hamedi-Iran

Foto cortesia di Elham Hamedi-Iran e Kareem Abdullah -Iraq

Una profonda critica analitica sufi del “bloody makeup” di Elham Hamedi – Iran .
Di: kareem Abdullah – Iraq .

Il poema di Elham Hamedi “bloody makeup” intreccia in modo intricato temi di sofferenza, bellezza, trasformazione e risveglio spirituale, tutti i quali invitano a una ricca interpretazione stratificata, soprattutto attraverso una lente sufi. Nel Sufismo, il viaggio mistico comporta spesso una profonda e dolorosa purificazione dell’anima, dove l’io è raffinato sia attraverso la sofferenza che l’estasi. Il poema esplora il potere trasformativo del dolore, della rabbia e dei simboli del sangue che, da una prospettiva sufi, possono indicare un viaggio verso l’unità divina, la trascendenza e la bellezza ultima che nasce dalle prove della vita.
1-Il sangue come simbolo di trasformazione e sofferenza:
La poesia inizia con una potente affermazione:
“Solo il sangue della strada può versare sul mio viso.”
Qui il “sangue della strada” può essere interpretato come la sofferenza del popolo, simbolo del dolore collettivo dell’umanità. Nel pensiero sufi, il sangue spesso simboleggia la forza vitale, vitalità e persino sacrificio. Il riferimento alla “strada” suggerisce un ambiente urbano, forse caotico, immerso nelle lotte dell’esistenza quotidiana e dell’ingiustizia. Questa è una rappresentazione potente di come il divino può essere ricercato attraverso il dolore, in quanto la sofferenza nel Sufismo è vista come un processo purificante che porta alla crescita spirituale.
Nella tradizione sufi, l’anima spesso subisce una metaforica “morte” al fine di raggiungere la rinascita in uno stato superiore dell’essere. L’idea di avere “sangue versato sul mio viso” si allinea con questo concetto di purificazione spirituale-dove l’anima deve prima essere immersa nella sofferenza prima di poter intravedere il divino. Così, il sangue della strada, simbolo di difficoltà e tormento, è il primo passo in questo processo di risveglio spirituale e illuminazione.

2- Bellezza dolorosa” e paradosso divino:
La frase “Prescrivendo una prescrizione ingiusta, una profonda iniezione di una bellezza dolorosa” riecheggia un paradosso centrale nell’esperienza sufi: la convergenza di dolore e bellezza. Nel sufismo, la bellezza spesso non è un concetto superficiale o estetico, ma uno che emerge dalla profonda e intima connessione con il Divino. La “bellezza dolorosa” è un’idea che risuona con la metafisica sufi, dove la vera bellezza viene spesso scoperta attraverso le prove e le tribolazioni dell’anima.
Ad esempio, la “prescrizione ingiusta” potrebbe simboleggiare l’ingiustizia percepita nella vita o le difficoltà che si devono sopportare per crescere spiritualmente. La “profonda iniezione” di questa bellezza è paradossale: suggerisce che il percorso verso l’illuminazione spesso comporta una profonda sofferenza, un concetto che è centrale nel pensiero sufi. In un contesto sufi, la bellezza si rivela attraverso il crogiolo delle lotte della vita, ed è solo attraverso l’abbraccio della sofferenza che si può raggiungere la vera comprensione e la vicinanza al divino.


3- Rabbia e sangue come espressione di malcontento spirituale:
La poesia continua:
“Solo il sangue può mostrare rabbia.”
Nella tradizione sufi, la rabbia è spesso vista come una forza emotiva grezza che deve essere raffinata e trasmutata in qualcosa di più alto. La rabbia, quando purificata, può diventare espressione della giustizia divina o del desiderio dell’anima di unità con l’Amato. L’idea che il “sangue-trucco” possa esprimere rabbia riflette l’idea che le emozioni umane, in particolare quelle associate al dolore o alla frustrazione, sono forze potenti che possono rivelare verità più profonde sul sé e sul divino. Attraverso questa rabbia, si può sperimentare l’intensità della separazione dal divino, ma alla fine, questa stessa intensità può portare al risveglio spirituale.

Nel Sufismo, questa rabbia non deve essere repressa o ignorata, ma riconosciuta come parte del viaggio dell’anima verso la purificazione. L’idea che il “trucco di sangue” sia necessario per rivelare questa rabbia implica che solo affrontando queste emozioni grezze l’anima può essere completamente purificata.

4- Il sangue verde dell’albero: una metafora per la vita divina e la rinascita:
Nella frase “Solo il sangue verde di un albero può urlare nelle mie vene ferite”, il poeta invoca un potente simbolo sufi: l’albero. Gli alberi sono comunemente usati nella letteratura sufi per rappresentare la vita, la crescita e la presenza del Divino nel mondo naturale. Il verde, in particolare, rappresenta la vitalità, la fertilità e il rinnovamento della vita. Il “sangue verde” dell’albero è una forza vitale che non solo sostiene il corpo, ma collega l’individuo con il più grande ordine cosmico.

Nella filosofia sufi, l’anima è spesso rappresentata come un albero, le cui radici raggiungono il divino e i cui rami si estendono verso l’esterno in cerca della verità. Le “vene ferite” simboleggiano il dolore che accompagna il viaggio della crescita spirituale. Il “sangue verde” dell’albero nelle vene del parlante suggerisce che, nonostante la ferita, l’anima è connessa alla forza vitale del Divino. Questa metafora evoca l’idea sufi di fana (auto-annientamento) e baqa (sussistenza spirituale), dove il dolore individuale è assorbito nel più grande flusso rinnovatore di vita ed energia divina.

5-Sangue come bandiera della rivoluzione e rinascita spirituale:
Nella frase “Solo il mio sangue può intessere una bandiera e innalzarla sopra tutti gli alberi sepolti”, il poeta introduce l’immagine del sangue come simbolo di rivoluzione e rinnovamento. La “bandiera” può essere intesa come una rappresentazione della fedeltà dell’anima a una verità superiore o a uno scopo divino. Nel misticismo sufi, l’anima è spesso raffigurata come in uno stato di lotta costante, cercando di allinearsi con la volontà divina. La “bandiera” alzata sopra gli “alberi sepolti” suggerisce una vittoria del sé spirituale sui vincoli dei desideri terreni, che sono rappresentati dagli “alberi sepolti.” Gli alberi sepolti potrebbero simboleggiare gli aspetti trascurati o dimenticati dell’anima, o le vite che sono state soffocate dalle pressioni sociali ed esistenziali.
La bandiera fatta di “mio sangue” può così essere interpretata come simbolo della rinascita dell’anima attraverso il sacrificio personale, dove l’individuo subisce una profonda trasformazione ed emerge come faro di resistenza spirituale e illuminazione.
6- La trasformazione del sangue: dalle ferite alle rose:
La natura trasformativa del sangue nel poema culmina nelle righe:
“Questa macchia di sangue diventerà un sorriso di un bacio / Sulle guance schiaffeggiate della gente.”
Nella tradizione sufi, un bacio dall’Amato è segno di affetto e intimità divina. Il sangue, una volta associato a sofferenze e ferite, è ora un simbolo di amore e grazia. Nel sentiero sufi, la sofferenza è spesso vista come una preparazione per ricevere l’amore divino. La trasformazione del sangue in un “bacio” indica l’unione finale tra l’anima e il divino, dove anche le esperienze più dure sono infuse di amore e scopo divino.
Inoltre, la riga “Questa macchia di sangue riempirà tutte le ferite con l’odore delle rose” invoca la nozione sufi di ishq (amore divino) che guarisce le ferite dell’anima. Le rose, nella poesia sufi, sono spesso associate all’amore, alla bellezza e al rapporto del mistico con il Divino. L’idea che la macchia di sangue si trasformi nel profumo delle rose illustra il processo alchemico della purificazione spirituale, dove dolore e sofferenza sono trasmutati in bellezza e amore divino.

7- Oltre il libro sacro: la trascendenza della dottrina religiosa:
Infine, il poema si conclude con la frase:
“Questa macchia di sangue sarà interpretata al di là di un libro sacro.”
Questa linea sfida le interpretazioni tradizionali e letterali dei testi religiosi e punta ad una comprensione più mistica e personale della spiritualità. Nel misticismo sufi, il vero significato della vita e dell’esistenza non può essere pienamente catturato dalla sola scrittura esterna. Il viaggio spirituale è profondamente personale e trascende la parola scritta. La “macchia di sangue” qui simboleggia l’esperienza vissuta del cercatore, l’esperienza diretta e intima del Divino che non può essere contenuta nei limiti dei testi religiosi convenzionali.
La chiamata a “crederci!” non è semplicemente un comando per accettare il dogma, ma una richiesta di capire e sperimentare il Divino oltre i confini dei sistemi di credenze strutturati. Invita il lettore a un impegno più esperienziale e mistico con la spiritualità, dove la verità viene scoperta attraverso la realizzazione personale, non una semplice recitazione.

Conclusione:
Attraverso questa lente Sufi, “bloody makeup” è una profonda meditazione sul potere trasformativo della sofferenza, il processo alchemico di purificazione spirituale e il viaggio dell’anima verso l’unione divina. L’immagine del sangue, del dolore e della trasformazione riflette l’idea mistica Sufi che attraverso il sacrificio e la purificazione, l’anima può trascendere la sofferenza terrena e trovare bellezza, amore e verità divina.
Il sangue, tradizionalmente visto come simbolo di sofferenza e violenza, diventa qui un mezzo sacro attraverso il quale l’anima rinasce ed è elevata ad una comprensione superiore. Il poeta, attraverso questo viaggio mistico, ci invita a percepire il mondo con occhi spirituali, dove ogni ferita è una potenziale porta d’accesso all’amore divino e alla trascendenza ultima.

“Trucco del sangue”

Solo il sangue della strada può riversarsi sul mio volto
prescrivendomi una pena ingiusta, un’iniezione profonda di una bellezza dolorosa
solo il trucco del sangue può mostrare rabbia
solo il sangue verde di un albero può urlare nelle mie vene ferite
solo il mio sangue può intessere una bandiera e innalzarla sopra tutti gli alberi sepolti
questa macchia di sangue diventerà un sorriso di un bacio
sulle guance schiaffeggiate del popolo
questa macchia di sangue riempirà tutte le ferite con l’odore delle rose
questa macchia di sangue sarà interpretata oltre un libro sacro
credici!
Credici!

Elham Hamedi
Tutti i diritti riservati














A Deep Sufi Analytical Critique of “bloody makeup” by Elham Hamedi – Iran .
By : kareem Abdullah – Iraq .

Elham Hamedi’s poem “bloody makeup” intricately weaves together themes of suffering, beauty, transformation, and spiritual awakening, all of which invite a rich, layered interpretation, especially through a Sufi lens. In Sufism, the mystical journey often involves a deep, painful purification of the soul, where the self is refined through both suffering and ecstasy. The poem explores the transformative power of pain, anger, and blood—symbols that, from a Sufi perspective, may indicate a journey toward divine unity, transcendence, and the ultimate beauty that arises from the trials of life.
1-Blood as a Symbol of Transformation and Suffering:
The poem begins with a powerful statement:
“Only the blood of the street can poured on my face.”
Here, the “blood of the street” can be interpreted as the suffering of the people, a symbol of the collective pain of humanity. In Sufi thought, blood often symbolizes life force, vitality, and even sacrifice. The reference to “the street” suggests an urban, perhaps chaotic environment, one steeped in the struggles of daily existence and injustice. This is a powerful representation of how the divine can be sought through pain, as suffering in Sufism is seen as a purifying process that leads to spiritual growth.
In the Sufi tradition, the soul often undergoes a metaphorical “death” in order to achieve rebirth into a higher state of being. The idea of having “blood poured on my face” aligns with this concept of spiritual purification—where the soul must first be immersed in suffering before it can glimpse the divine. Thus, the blood of the street, symbolic of hardship and torment, is the first step in this process of spiritual awakening and enlightenment.
2- Painful Beauty” and Divine Paradox:
The phrase “By prescribing an unfair prescription, a deep injection of a painful beauty” echoes a paradox central to the Sufi experience—the convergence of pain and beauty. In Sufism, beauty is often not a superficial or aesthetic concept but one that emerges from the deep, intimate connection with the Divine. The “painful beauty” is an idea that resonates with Sufi metaphysics, where true beauty is often discovered through the trials and tribulations of the soul.
For instance, the “unfair prescription” could symbolize the perceived injustice in life or the hardship that one must endure in order to grow spiritually. The “deep injection” of this beauty is paradoxical: it suggests that the path to enlightenment often involves profound suffering, a concept that is central to Sufi thought. In a Sufi context, beauty is revealed through the crucible of life’s struggles, and it is only through embracing suffering that one can attain true understanding and closeness to the divine.
3- Anger and Blood as an Expression of Spiritual Discontent:
The poem continues:
“Only blood makeup can show anger.”
In the Sufi tradition, anger is often viewed as a raw emotional force that must be refined and transmuted into something higher. Anger, when purified, can become an expression of divine justice or the soul’s longing for unity with the Beloved. The idea that “blood makeup” can express anger reflects the idea that human emotions—particularly those associated with pain or frustration—are potent forces that can reveal deeper truths about the self and the divine. Through this anger, one can experience the intensity of separation from the divine, but ultimately, this very intensity can lead to spiritual awakening.

In Sufism, this anger is not to be repressed or ignored, but acknowledged as a part of the soul’s journey toward purification. The idea that “blood makeup” is needed to reveal this anger implies that only by confronting these raw emotions can the soul be fully cleansed.
4- The Green Blood of the Tree: A Metaphor for Divine Life and Rebirth:
In the line “Only the green blood of a tree can scream in my wounded veins,” the poet invokes a powerful Sufi symbol—the tree. Trees are commonly used in Sufi literature to represent life, growth, and the presence of the Divine in the natural world. Green, specifically, represents vitality, fertility, and the renewal of life. The tree’s “green blood” is a life force that not only sustains the body but connects the individual with the larger cosmic order.

In Sufi philosophy, the soul is often depicted as a tree, whose roots reach deep into the divine, and whose branches reach outward in search of truth. The “wounded veins” symbolize the pain that accompanies the journey of spiritual growth. The tree’s “green blood” in the speaker’s veins suggests that despite the wound, the soul is connected to the life force of the Divine. This metaphor invokes the Sufi idea of fana (self-annihilation) and baqa (spiritual subsistence), where one’s individual pain is absorbed into the greater, renewing flow of life and divine energy.
5-Blood as the Flag of Revolution and Spiritual Rebirth:
In the line “Only my blood can weave a flag and raise it above all the buried trees,” the poet introduces the image of blood as a symbol of revolution and renewal. The “flag” can be understood as a representation of the soul’s allegiance to a higher truth or divine purpose. In Sufi mysticism, the soul is often portrayed as being in a state of constant struggle, trying to align itself with the divine will. The “flag” raised above “buried trees” suggests a victory of the spiritual self over the constraints of earthly desires, which are represented by the “buried trees.” The buried trees could symbolize the neglected or forgotten aspects of the soul, or the lives that have been stifled by societal and existential pressures.
The flag made from “my blood” can thus be interpreted as a symbol of the soul’s rebirth through personal sacrifice, where the individual undergoes a profound transformation and emerges as a beacon of spiritual resistance and illumination.
6- The Transformation of Blood: From Wounds to Roses:
The transformative nature of the blood in the poem culminates in the lines:
“This blood stain will become a smile of a kiss / On the slapped cheeks of the people.”
In Sufi tradition, a kiss from the Beloved is a sign of divine affection and intimacy. The blood, once associated with suffering and wounds, is now a symbol of love and grace. In the Sufi path, suffering is often seen as a preparation for receiving divine love. The transformation of blood into a “kiss” points to the ultimate union between the soul and the divine, where even the harshest of experiences are infused with love and divine purpose.
Furthermore, the line “This blood stain will fill all the wounds with the smell of roses” invokes the Sufi notion of ishq (divine love) healing the wounds of the soul. Roses, in Sufi poetry, are often associated with love, beauty, and the mystic’s relationship with the Divine. The idea that the blood stain transforms into the scent of roses illustrates the alchemical process of spiritual purification, where pain and suffering are transmuted into beauty and divine love.

7- Beyond the Holy Book: The Transcendence of Religious Doctrine:
Finally, the poem concludes with the line:
“This blood stain will be interpreted beyond a holy book.”
This line challenges the traditional, literal interpretations of religious texts and points to a more mystical and personal understanding of spirituality. In Sufi mysticism, the true meaning of life and existence cannot be fully captured by external scripture alone. The spiritual journey is deeply personal and transcends the written word. The “blood stain” here symbolizes the lived experience of the seeker—the direct, intimate experience of the Divine that cannot be contained within the bounds of conventional religious texts.
The call to “believe it!” is not simply a command to accept dogma, but a plea to understand and experience the Divine beyond the confines of structured belief systems. It invites the reader into a more experiential, mystical engagement with spirituality, where truth is discovered through personal realization, not mere recitation.
Conclusion:
Through this Sufi lens, “bloody makeup” is a profound meditation on the transformative power of suffering, the alchemical process of spiritual purification, and the journey of the soul toward divine union. The poem’s imagery of blood, pain, and transformation reflects the mystical Sufi idea that through sacrifice and purification, the soul can transcend earthly suffering and find beauty, love, and divine truth. Blood, traditionally seen as a symbol of suffering and violence, here becomes a sacred medium through which the soul is reborn and elevated to a higher understanding. The poet, through this mystic journey, invites us to perceive the world with spiritual eyes, where every wound is a potential doorway to divine love and ultimate transcendence.

“bloody makeup”

Only the blood of the street can poured on my face
By prescribing an unfair prescription, a deep injection of a painful beauty
Only blood makeup can show anger
Only the green blood of a tree can scream in my wounded veins
Only my blood can weave a flag and raise it above all the buried trees
This blood stain will become a smile of a kiss
On the slapped cheeks of the people
This blood stain will fill all the wounds with the smell of roses
‎‏This blood stain will be interpreted beyond a holy book
Believe it!
Believe it!

Elham Hamedi
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Miriam Meldolesi è una Custode della Meraviglia

Foto cortesia di Miriam Meldolesi

Custode della Meraviglia di  Primavera

Chi è una Custode della Meraviglia?

 Colei che fa in modo che la Meraviglia per l’universo diventi quotidiana, alla portata di tutti.
 Colei che mette in risalto la Bellezza della vita, ovunque, al lavoro, a casa, con gli amici, mentre muove emozioni.
 Colei che è in grado di ammirare ciò che gli sta intorno, rimanendo a bocca aperta di fronte alle lucciole sul sentiero, ai cristalli di neve lungo la via, al respiro che danza, alla quiete dell’alba

È dalla Meraviglia che nascono poi le domande, in modo tale che si possa intraprendere un

Qualità della Custode della Meraviglia: Attenzione, Ascolto, Profondità, Rispetto, Responsabilità, Cura, Gentilezza, Integrità.

Le stesse Qualità che abbiamo cercato e trovato nella Custode che sostiene il secondo incontro di Primavera

Miriam Meldolesi
Gemmologa, ricercatrice, Crystal Therapist, Wellness designer, creatrice di profumi botanici.
Ideatrice della gemmocosmesi MINERALMA® e di protocolli per l’utilizzo dei minerali per uomo, animali e riequilibrio dell’habitat, ha ideato il profumo per il XVII Festival Internazionale della Pace di Assisi. Sostiene progetti per i diritti umani e a supporto di donne con diagnosi oncologica. Ha sfiorato la morte a seguito di un incidente e di un carcinoma, prima di rinascere in una nuova primavera.

Che cos’è per Miriam la Meraviglia?

Meraviglia  è laincanto del creato, fluire nella vastità dell’universo, polvere di stelle ed energia condensata guidate da una scintilla di luce attraverso le stagioni della nostra vita.
Meraviglia è stupirci delle piccole cose, scoprendo che ogni molecola contiene il dono della vita.
Meraviglia è un profumo inafferrabile che evoca emozioni e ricordi, il mondo microscopico all’interno di ciascun minerale.

Meraviglia è la forza della solidarietà e della compassione, la forza dell’ amore e della vita.

Ascoltiamo le parole che accompagnano l’intimo video, anticipo del secondo incontro di Primavera  della Quarta Edizione de Il Tempo delle meraviglie

La Meraviglia della vastità

Insieme:
 una Fiaba
 due Cantastorie, Angelica Pellarini e Roberta Berno
 una Bibliotecaria, Viola Viteritti

QUANDO?

Mercoledì 26 marzo

A CHE ORA?
Alle ore 20:30

DOVE?
Live on zoom

﫶 Un incontro per abbracciare l’immensità

Ti aspettiamo 

http://www.iltempodellemeraviglie.it
info @iltempodellemeraviglie.it

Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica della poesia “Lettere profumate” di Parvinder Nagi

Foto cortesia di Parvinder Nagi e Kareem Abdullah

Lettura critica analitica di LETTERE PROFUMATE di Parvinder Nagi.
Di : Kareem Abdullah . Iraq .

Introduzione: LETTERE PROFUMATE di Parvinder Nagi esplora il potere emotivo e sensuale dell’amore trasmesso attraverso le lettere scritte. Il poema cattura l’intimità, la nostalgia e la profonda connessione che le parole scritte, in particolare le lettere d’amore, possono offrire. Attraverso una combinazione di immagini, simbolismo e linguaggio sensoriale, Nagi presenta un vivido ritratto del desiderio e della trascendenza dei legami emozionali attraverso la comunicazione scritta. Il poema esplora sia i regni fisici che emotivi della connessione, presentando le lettere come più di semplici parole, ma come portatori di profondo affetto.

Immagini sensoriali: fin dalle prime righe, Nagi immerge il lettore in esperienze sensoriali. La fragranza del profumo delle lettere stabilisce un forte legame emotivo con il lettore. La “fragranza” del profumo non è solo un senso esterno, ma un veicolo di memoria e affetto. L’olfatto gioca un ruolo chiave nel poema, evocando nostalgia e desiderio. La descrizione di “baci illimitati così caldi” trasmette l’intensità e il calore del legame emotivo. L’uso di immagini tattili e visive, come “Toccare ogni curva così bella” e “Penetrare nelle profondità della mia pelle”, porta in primo piano la fisicità delle sensazioni della poetessa, richiamare l’attenzione sull’erotismo e la passione insiti nell’atto di leggere queste lettere.

Metafora e simbolismo: le lettere del poema non sono solo oggetti fisici, ma simboli di amore, intimità e memoria. Sono descritti come “profumati”, che possono essere compresi come rappresentanti sia la fragranza dell’affetto e la dolcezza dei ricordi che persistono. La “penna” a cui la poetessa fa riferimento nella riga “Amo il tocco della tua penna così inebriante” eleva ulteriormente l’atto di scrivere a qualcosa di più magico e seducente, elevando il processo di scrittura e lettura ad un’arte di connessione.
L'”inchiostro” che la poetessa attende con ansia serve come un altro potente simbolo di amore, che “ha viaggiato miglia attraverso “. L’inchiostro della lettera non è solo un materiale, ma rappresenta la persistenza dell’amore che trascende il tempo e la distanza.

Temi di amore e nostalgia: al suo centro, LETTERE PROFUMATE è una poesia sull’amore, la connessione e il desiderio. La poesia sottolinea l’impatto emotivo e psicologico delle lettere d’amore. Il “blushing” della poetessa mentre legge le parole “ti amo” racchiude la tenera vulnerabilità di essere innamorati, mentre l’atto di amare ogni parola sottolinea ulteriormente l’importanza di queste lettere nel sostenere il legame emotivo. Le immagini ricorrenti delle “rose” e dei “petali secchi” ritrovate nelle lettere mettono in evidenza il passare del tempo e la permanenza della memoria dell’amore, anche quando svanisce o si trasforma. Attraverso queste metafore, Nagi esplora sottilmente come l’amore rimanga impresso nel cuore a lungo dopo che la presenza fisica della persona amata è andata via.

Nostalgia e assenza di lettere: Un tema particolarmente toccante nel poema è il senso di perdita e nostalgia. La frase “Perché viviamo in un mondo dove le lettere non esistono” suggerisce il desiderio di un tempo in cui l’amore potesse essere espresso più profondamente attraverso la corrispondenza scritta. Questa linea parla dell’età moderna, dove la comunicazione è spesso ridotta a messaggi digitali fugaci che mancano l’intimità e la profondità emotiva delle lettere scritte a mano. Il desiderio dell’oratore per un tempo in cui le lettere erano espressioni tangibili di amore dimostra un senso di lutto per una forma di comunicazione perduta, più sentita.

Appello personale e universale: mentre il poema trasmette emozioni profondamente personali, i suoi temi sono universali. Il lettore può facilmente relazionarsi con la nostalgia, la gioia di ricevere lettere sentite dal cuore e la nostalgia agrodolce per un tempo in cui le lettere d’amore erano più comuni. L’esperienza personale del poeta è universalizzata attraverso la focalizzazione sui dettagli sensoriali ed emozionali che risuonano con i lettori in tutte le culture e tempi. Le ultime righe, in cui il poeta promette di custodire le lettere “fino all’ultimo respiro sigillato con un bacio caldo e accogliente”, riflettono sia la permanenza dell’amore che il desiderio di conservare preziosi ricordi.

Conclusione: SCENTED LETTERS è una poesia lirica, ricca di emozioni che esplora splendidamente i temi dell’amore, dell’intimità e della nostalgia. Attraverso immagini vivide e l’uso di dettagli sensoriali, Parvinder Nagi evidenzia la profonda connessione emotiva che le lettere, in particolare le lettere d’amore, possono evocare. La poesia serve anche come meditazione sulla natura mutevole della comunicazione e la perdita di una forma più intima di connessione nei tempi moderni. In definitiva, la poesia afferma il potere dell’amore di trascendere tempo e spazio, lasciando un segno indelebile sul cuore.

LETTERE PROFUMATE

Riesco ancora a sentire la fragranza
del tuo profumo
da tutte le lettere che hai inviato

Quelle lettere profumate che portano
baci illimitati così caldi

Toccano ogni curva così bella
Fantastiche sensazioni folli

Ahh!  quanto amo il tocco della tua
penna così inebriante

Elettrizzando i miei sensi così profondamente
Penetrando nelle profondità della mia pelle

Rivelando storie segrete d’amore
Ogni lettera porta con sé un legame così forte

Seduta sul davanzale della finestra
Aspettando la consegna
delle tue lettere

Non vedevo l’ora
di posarci sopra la mano
e di leggere così dolcemente

Sussurrando in silenzio
Leggendo le due parole: “Ti amo”
ai venti che accarezzano le mie trecce

Arrossendo apprezzo ogni tua parola
Ancorando i tuoi sogni nei portali dei miei occhi

Trovando i petali secchi delle rose
dalle pagine dei tuoi appunti

Annegandomi nella nostalgia
delle profondità del mio cuore

Alcuni sogni nascosti
che non potevo esprimere

Mi mancano le tue lettere dorate
che toccano nel profondo del mio cuore

Perché viviamo nel  mondo
dove le lettere non esistono

L’inchiostro del tuo amore vale la pena di essere conservato
perché ha viaggiato per miglia

Custodirò le tue lettere fino al mio ultimo respiro sigillato con un caldo bacio accogliente!

Copyright: Parvinder Nagi










Analytical Critical Reading of SCENTED LETTERS by Parvinder Nagi.
By : Kareem Abdullah . Iraq .
Introduction: SCENTED LETTERS by Parvinder Nagi explores the emotional and sensual power of love conveyed through written letters. The poem captures the intimacy, nostalgia, and the profound connection that written words—specifically love letters—can offer. Through a combination of imagery, symbolism, and sensory language, Nagi presents a vivid portrayal of longing and the transcendence of emotional bonds via written communication. The poem explores both the physical and emotional realms of connection, presenting letters as more than mere words, but as carriers of deep affection.

Sensory Imagery: From the very first lines, Nagi immerses the reader in sensory experiences. The scent of the perfume from the letters establishes a strong emotional connection with the reader. The “fragrance” of the perfume is not just an external sense, but a vehicle for memory and affection. The sense of smell plays a key role in the poem, evoking nostalgia and longing. The description of “unlimited kisses so warm” conveys the intensity and warmth of the emotional bond. The use of tactile and visual imagery, such as “Touching every curve so beautiful” and “Penetrating into the depths of my skin,” brings the physicality of the poet’s sensations to the forefront, drawing attention to the eroticism and passion inherent in the act of reading these letters.

Metaphor and Symbolism: The letters in the poem are not just physical objects, but symbols of love, intimacy, and memory. They are described as “scented,” which can be understood as representing both the fragrance of affection and the sweetness of memories that linger. The “quill” that the poet refers to in the line “I love the touch of your quill so intoxicating” further elevates the act of writing to something more magical and seductive, elevating the process of writing and reading to an art of connection. The “ink” that the poet eagerly awaits serves as another powerful symbol of love, which “has travelled miles across.” The ink of the letter is not just a material but represents the persistence of love that transcends time and distance.

Themes of Love and Longing: At its core, SCENTED LETTERS is a poem about love, connection, and yearning. The poem emphasizes the emotional and psychological impact of love letters. The poet’s “blushing” as she reads the words “I love you” encapsulates the tender vulnerability of being in love, while the act of cherishing each word further emphasizes the importance of these letters in sustaining the emotional bond. The recurring imagery of “roses” and the “dried petals” found in the letters highlights the passage of time and the permanence of love’s memory, even as it fades or transforms. Through these metaphors, Nagi subtly explores how love remains etched in the heart long after the physical presence of the loved one is gone.

Nostalgia and the Absence of Letters: A particularly poignant theme in the poem is the sense of loss and nostalgia. The line, “For we live in the world where letters do not exist,” suggests a longing for a time when love could be more deeply expressed through written correspondence. This line speaks to the modern age, where communication is often reduced to fleeting digital messages that lack the intimacy and emotional depth of handwritten letters. The speaker’s longing for a time when letters were tangible expressions of love demonstrates a sense of mourning for a lost, more heartfelt form of communication.

Personal and Universal Appeal: While the poem conveys deeply personal emotions, its themes are universal. The reader can easily relate to the longing, the joy of receiving heartfelt letters, and the bittersweet nostalgia for a time when love letters were more common. The poet’s personal experience is universalized through the focus on sensory and emotional details that resonate with readers across cultures and times. The closing lines, in which the poet pledges to cherish the letters “till my last breath sealed with a cosy warm kiss,” reflects both the permanence of love and the desire to preserve precious memories.

Conclusion: SCENTED LETTERS is a lyrical, emotionally rich poem that beautifully explores the themes of love, intimacy, and nostalgia. Through vivid imagery and the use of sensory details, Parvinder Nagi highlights the deep emotional connection that letters, particularly love letters, can evoke. The poem also serves as a meditation on the changing nature of communication and the loss of a more intimate form of connection in modern times. Ultimately, the poem affirms the power of love to transcend time and space, leaving an indelible mark on the heart.

SCENTED LETTERS

I can still feel the fragrance
of your perfume
From all the letters you sent

Those scented letters bringing
Unlimited kisses so warm

Touching every curve so beautiful
Freaking the sensations mad

Ahh! how I love the touch of your
Quill so intoxicating

Electrifying my senses so deep
Penetrating into the depths of my skin

Revealing secret tales of love
Each letter carries the bond so strong

Sitting at the window sill
Waiting for the delivery
of your ink

I could not wait
To lay my hand on it
And go through the read so sweet

Whispering in silence
Reading your three letters,’ I love you ‘
to the winds caressing my tresses

Blushing I cherish each word of yours
Anchoring your dreams in portals of my eyes

Finding the dried petals of roses
From the pages of your notes

Drowning me in nostalgia
In the depths of my heart

Some dreams tucked away
That I could not express

I miss your golden letters
Touching the core of my heart

For we live in the world
Where letters do not exist

The ink of your love is worth preserving
For it has travelled miles across

I’ll cherish your letters till my last breath sealed with a cosy warm kiss!

Copyright: Parvinder Nagi

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Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica dettagliata della poesia “Cercami” di Domenica Alati – Italia

Foto cortesia di Domenica Alati -Italia e Kareem Abdullah -Iraq

Analisi critica della poesia “CERCAMI” di Domenica Alati . Italia.
By : Kareem Abdullah . Iraq .

La poesia CERCAMI di Domenica Alati è un viaggio profondo e suggestivo nell’anima e nella memoria. Con una scrittura che alterna delicatezza e intensità emotiva, la poetessa esplora temi universali come l’amore, la ricerca dell’identità e la transitorietà del tempo. La poesia si configura come una sorta di invito, un appello a cercare la poetessa stessa, ma al contempo ad esplorare le dimensioni più intime dell’esistenza.

Struttura e linguaggio
La poesia si sviluppa come una lunga invocazione, divisa in strofe che sembrano essere frammenti di pensieri e riflessioni che si intersecano e si moltiplicano. Il linguaggio è ricco di immagini sensoriali e simboliche che trasmettono una forte intensità emotiva. Le immagini di “terra” e “cielo”, di “sigillo d’amore” e “soffio d’aquile”, evocano una dimensione metafisica, suggerendo che la ricerca non è solo fisica, ma anche spirituale.

L’uso dei verbi imperativi (“Cercami”, “Rompi”, “Non parlare”) e l’invito costante a cercare e trovare la poetessa nei luoghi più nascosti, conferiscono un senso di urgenza e di intimità al testo. La poetessa non si offre direttamente, ma chiede di essere cercata nei luoghi più profondi e complessi dell’esistenza: nelle cose lasciate, nelle sue poesie, nei suoi dolori, nei suoi ricordi.

Il tema della ricerca
Il leitmotiv centrale della poesia è la ricerca, intesa come un processo interiore che va oltre l’apparenza. La poetessa invita l’altro a cercarla “dove non penserai mai di trovarmi”, suggerendo che la vera conoscenza di sé non è superficiale o immediata, ma si trova nei luoghi nascosti della propria esistenza. Qui, la poesia diventa un atto di introspezione, dove il lettore è spinto a cercare la poetessa non solo nel mondo esteriore, ma anche in un universo interiore fatto di esperienze, sogni e illusioni.

Le “cose lasciate” che “parlano di me” rimandano all’idea che la poetessa stessa non è mai veramente lontana; la sua essenza è incisa negli oggetti, nelle parole non dette, nei gesti del passato. La ricerca si svolge anche nelle “pagine” delle poesie, che sono anch’esse un luogo dove la poetessa si manifesta, in un continuo gioco tra presenza e assenza.

La dualità tra luce e oscurità
Un altro elemento fondamentale della poesia è la dualità tra luce e oscurità. La poetessa descrive la propria presenza in luoghi simbolici e contrastanti: “tra gli scogli”, dove le “acquemarine” si vestono di “antica luce”, ma anche “nell’oscurità”, dove le sue tracce si intrecciano con i “lunghi abbracci” della notte. Queste immagini suggeriscono un’esistenza che non è mai del tutto visibile, ma che si nasconde e si rivela in modo sfuggente. La poetessa è tanto luce quanto ombra, un’entità che non può essere definita né posseduta completamente.

L’immagine della luna che “accarezza il mare” è un altro simbolo di questa interconnessione tra luce e oscurità. La luna, pallida e distante, rappresenta la delicatezza e l’inaccessibilità, mentre il mare, in continuo movimento, simboleggia la vastità e la profondità dell’anima umana.

Il concetto di tempo
Il tema del tempo è trattato con grande intensità. La poetessa afferma che “il mio ieri non esiste”, sottolineando l’effimero della propria esistenza. La temporalità viene dissolta in un “attimo per l’eternità”, dove il passato non ha più valore, e l’unico tempo che conta è quello presente, fugace e irreversibile. Questo concetto di tempo sospeso e fluido rimanda a una visione della vita come un continuo divenire, dove l’essenza dell’individuo non è mai fissa, ma è in perenne trasformazione.

Conclusioni
In CERCAMI, Domenica Alati costruisce un’opera complessa e densa di significati, dove l’amore, la ricerca dell’identità e la riflessione sulla vita e sul tempo si intrecciano in un linguaggio evocativo e simbolico. La poetessa ci invita a guardare oltre la superficie, a cercarla nei luoghi più nascosti della nostra esistenza, nel nostro stesso dolore e nelle nostre esperienze. La poesia diventa così un atto di resistenza alla dimenticanza, un tentativo di fermare il tempo e di lasciare una traccia indelebile nell’anima di chi la legge.

CERCAMI

Non mi cercare
al confine tra la terra
e il cielo

rompi quel sigillo d’amore
che si rinchiude
tra i versi
dell’anima
che come soffio
d’aquile
rivelano sublime
contemplazione

Mi troverai tra le cose
che ho lasciato,
che parlano di me.

Tra le mie poesie
che sfogliano petali
di fiori sconosciuti.

Non parlare di me
al nulla
sarà il nulla a parlare
di me

delle mie beffarde illusioni
dei lamenti sconfinati
che piegano le pagine
di libri mai compiuti,

cercami laddove
non penserai
mai di trovarmi
nel tuo vagare
quando dietro ogni tuo
velo
scolpivo i passi
sulle tue orme,

cercami tra i tuoi dolori
mentre lenivo le tue
ferite

come balsamo d’amore
tra le pieghe della tua
essenza
che confusa
mi stupiva ogni
volta
che la sfioravo come la luna
pallida
accarezza il mare.

Cercami tra gli scogli
dove le acquemarine
si vestono
di antica luce,

sulle rocce dove i piedi
coprirono le mie nudità
cercami dove l’oscurità
ha lasciato i suoi lunghi
abbracci
come etèrea fanciulla
portata via
dalla ràpida di un fiume,

mi troverai nelle labbra
di una donna
che ti guarderà
con i miei occhi,

gli stessi occhi che hanno
sfogliato le pagine
della mia memoria,

non racconterò ciò
che ero ieri
ma ciò che tu vedrai

perché il mio ieri
non esiste

ho vissuto solo un giorno
è stato un attimo
un attimo
per l’eternità.

Domenica Alati

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Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi stilistica e letteraria  della poesia di Luisa Camere Quiroz -Perú

Foto cortesia di Luisa Camere Quiroz -Perú e Kareem Abdullah -Iraq


Analisi stilistica e letteraria della poesia “Mujer / Raza / Voz” di Luisa Cámere Quiroz.
By: kareem Abdullah – Iraq .

La poesia di Luisa Cámere Quiroz, “Mujer / Raza / Voz”, è un’opera profondamente significativa che esplora la figura femminile da diverse prospettive: la donna come creatrice, simbolo di forza, bellezza ancestrale e vitalità. L’autrice non solo celebra la femminilità, ma attribuisce anche alla donna un’importanza centrale nella costruzione dell’identità culturale, razziale e spirituale. Attraverso un’analisi stilistica e letteraria, è possibile identificare diversi punti salienti di questa opera.

1- Struttura e ripetizione
La struttura della poesia è caratterizzata da una ripetizione costante della parola “donna”, che agisce come un leitmotiv in tutto il poema. Questa ripetizione enfatizza la figura femminile come l’asse centrale dell’opera. Ogni apparizione della parola “Donna” introduce una nuova faccia della sua identità, creando un senso di accumulo e di celebrazione progressiva. L’autrice usa l’anfora in modo efficace per evidenziare la diversità e la complessità della donna, e anche per generare un ritmo ipnotico che rafforza il messaggio di esaltazione.

2-Immagini e metafore
Il poema è pieno di immagini potenti e metafore che danno alla donna una dimensione mitica e universale. Per esempio, la donna è descritta come una “creazione divina onnipotente di fine orafo” e uno “sguardo celeste”, il che suggerisce che la donna sia un’opera perfetta e trascendentale, creata da un essere superiore. Il riferimento alla “donna” come “tesoro in pelle” e “bellezza millenaria” rafforza l’idea del suo valore eterno e profondo. Inoltre, utilizza metafore naturali come “lume dei miei sentieri”, “genio delle querce sagge” e “vulcano nei miei fiumi d’argento”, che associano la donna con elementi della natura, come fuoco, saggezza, forza e movimento, stabilendo una connessione tra femminilità e natura primordiale.

L’immagine della donna come “sorgente di acque sottili” e “delirio ricamato” mette in evidenza la sua capacità di dare vita e di portare bellezza, mentre “elisir divino d’amore” esprime la funzione nutriente e curativa che ha la donna nella vita del parlante.

3-Identità razziale e culturale
La poesia affronta anche il concetto di razza, fondendo l’identità femminile con la diversità culturale ed etnica. La donna è rappresentata come una figura che abbraccia diverse razze, culture e tradizioni, come si esprime nelle righe: “inca/ andina / costiera/ montana/ nera/ amazzonica”. L’autrice fa un appello all’unità e all’integrazione delle razze multiple, dicendo: “le mille razze / siamo una sola”. Questo versetto sottolinea l’idea di un’identità mista e multiculturale, che non solo celebra la diversità, ma sostiene anche la fusione e l’unione di tutte le culture.

4- Il potere della voce femminile
La frase finale del poema, “Donna, bravata di battaglie impossibili / non stare zitta/ piuttosto urla!” , sottolinea l’importanza della voce femminile come strumento di resistenza e potere. La donna è chiamata ad alzare la sua voce in mezzo alle lotte e alle difficoltà, sfidando il silenzio imposto. Questa chiamata a gridare finché “le strade risuonino i tuoi echi di gloria” sottolinea la forza della donna come agente di cambiamento e trasformazione, i cui echi di lotta sono eterni e inarrestabili.

5- Il simbolismo di forza e resistenza
In tutto il poema, la donna si presenta come un essere forte, che attraversa strade spezzate e affronta battaglie impossibili. Diventa un simbolo di resistenza e superamento, come lo esprime “forza / vita che brucia gli albori delle mattine”. Questo simbolismo della donna come combattente e guerriera è molto presente nel poema, che rafforza l’immagine della donna non solo come musa di bellezza, ma anche come una figura potente in grado di resistere alle avversità.

6- Linguaggio poetico e musicalità
Il linguaggio usato da Cámere Quiroz è ricco, evocativo e pieno di musicalità. L’autrice gioca con le sonorità delle parole, creando una poesia che non solo si legge, ma si ascolta. La disposizione dei versi, le pause e le immagini evocano sensazioni ed emozioni profonde, e la struttura ripetitiva aiuta a creare un flusso costante di energia che mantiene il lettore immerso nell’universo della poesia.

Conclusione
In breve, “Donna / Razza / Voce” è una poesia vibrante che celebra la figura femminile in tutte le sue dimensioni: fisica, spirituale, culturale e sociale. Luisa Cámere Quiroz utilizza uno stile poetico pieno di immagini potenti, metafore naturali e un forte focus sull’identità razziale e culturale, evidenziando la resistenza e la lotta delle donne. Attraverso la ripetizione, il simbolismo e un linguaggio evocativo, la poetessa non solo rende omaggio alla donna, ma le attribuisce anche un ruolo centrale nella costruzione della memoria collettiva e nella trasformazione della società
Donna / Razza / Voce

Donna/ divina creazione onnipotente di fine orafo / sguardo celeste Donna/ tesoro in pelle / bellezza millenaria / trecce intrecciate Donna / lume dei miei sentieri/ genio delle querce sagge / rami sereni. Donna / che percorri strade spezzate / tue le fucine di tenerezza Donna / di libellule / lucciole /  lumino di Atene nella mia ignoranza
Donna / forza  / vita che brucia le albe delle mattine.   Donna / elisir divino d’amore / calma delle mie amarezze. Donna / che percorri le mie vene nelle mie serene notti
Donna / vulcano nei miei fiumi d’argento / delicati mantelli. Donna / sorgente d’acqua fine / delirio ricamato Donna / amalgama di legati soleggiati con sangue di dèi Donna / piena di furore / bravura di bellezza / bellezza Donna / simbolo di vita / di pace infinita / reggiseno/ quiete immersa

Donna/ inca/ andina/ costiera/ montagna/ nera/ amazzonica/ le mille razze/ siamo una Donna/ di razza unica che entra in qualsiasi corpo/ essenza Donna/ energia pura dell’impossibile / sinergia / empatia, in molteplici realtà. Donna, bravata di battaglie impossibili/ non stare zitta
/ piuttosto urla! , fino a che le strade risuonino i tuoi echi di gloria / il tuo sangue di vittoria

Luisa Cámere Quiroz.







Análisis estilístico y literario de la poesía “Mujer / Raza / Voz” de Luisa Cámere Quiroz.
By : kareem Abdullah – Iraq .

La poesía de Luisa Cámere Quiroz, “Mujer / Raza / Voz”, es una obra profundamente significativa que explora la figura femenina desde diversas perspectivas: la mujer como creadora, símbolo de fuerza, belleza ancestral y vitalidad. La autora no solo celebra la feminidad, sino que también otorga a la mujer una importancia central en la construcción de la identidad cultural, racial y espiritual. A través de un análisis estilístico y literario, se pueden identificar varios aspectos destacados de esta obra.

1- Estructura y repetición
La estructura de la poesía se caracteriza por una repetición constante de la palabra “Mujer”, que actúa como un leitmotiv a lo largo del poema. Esta repetición enfatiza la figura femenina como el eje central de la obra. Cada aparición de la palabra “Mujer” introduce una nueva faceta de su identidad, creando una sensación de acumulación y de celebración progresiva. La autora emplea la anáfora de manera efectiva para resaltar la diversidad y complejidad de la mujer, y también para generar un ritmo hipnótico que refuerza el mensaje de exaltación.

2-Imágenes y metáforas
El poema está lleno de imágenes potentes y metáforas que otorgan a la mujer una dimensión mítica y universal. Por ejemplo, la mujer es descrita como una “divina creación omnipotente de fino orfebre” y una “mirada celestial”, lo que sugiere que la mujer es una obra perfecta y trascendental, creada por un ser superior. La referencia a la “mujer” como “tesoro en piel” y “belleza milenaria” refuerza la idea de su valor eterno y profundo. Además, utiliza metáforas naturales como “lumbre de mis senderos”, “genio de robles sabios”, y “volcán en mis ríos plateados”, que asocian a la mujer con elementos de la naturaleza, como fuego, sabiduría, fuerza y movimiento, estableciendo una conexión entre la feminidad y la naturaleza primordial.

La imagen de la mujer como “manantial de aguas finas” y “delirios bordados” destaca su capacidad de dar vida y de aportar belleza, mientras que “elixir divino de amor” expresa la función nutritiva y sanadora que tiene la mujer en la vida del hablante.

3-Identidad racial y cultural
El poema también aborda el concepto de raza, fusionando la identidad femenina con la diversidad cultural y étnica. La mujer es representada como una figura que abarca diversas razas, culturas y tradiciones, como se expresa en las líneas: “inca / andina / costeña / serrana / negra / amazónica”. La autora hace un llamado a la unidad y a la integración de las múltiples razas, diciendo: “las mil razas / seamos una”. Este verso subraya la idea de una identidad mestiza y multicultural, que no solo celebra la diversidad, sino que también aboga por la fusión y la unión de todas las culturas.

4- El poder de la voz femenina
La frase final del poema, “Mujer, bravía de batallas imposibles / no te calles / más bien ¡grita!”, resalta la importancia de la voz femenina como instrumento de resistencia y poder. La mujer es llamada a alzar su voz en medio de las luchas y dificultades, desafiando el silencio impuesto. Este llamado a gritar hasta que “las calles resuenen tus ecos de gloria” subraya la fuerza de la mujer como agente de cambio y transformación, cuyos ecos de lucha son eternos e imparables.

5- El simbolismo de la fuerza y la resistencia
A lo largo del poema, la mujer se presenta como un ser fuerte, que atraviesa caminos rotos y enfrenta batallas imposibles. Se convierte en un símbolo de resistencia y superación, como lo expresa “fuerza / vida que quema los albores de las madrugadas”. Este simbolismo de la mujer como luchadora y guerrera está muy presente en el poema, lo que refuerza la imagen de la mujer no solo como musa de belleza, sino también como una figura poderosa capaz de resistir la adversidad.

6- Lenguaje poético y musicalidad
El lenguaje utilizado por Cámere Quiroz es rico, evocador y lleno de musicalidad. La autora juega con las sonoridades de las palabras, creando una poesía que no solo se lee, sino que se escucha. La disposición de los versos, las pausas y las imágenes evocan sensaciones y emociones profundas, y la estructura repetitiva ayuda a crear un flujo de energía constante que mantiene al lector inmerso en el universo de la poesía.

Conclusión
En resumen, “Mujer / Raza / Voz” es una poesía vibrante que celebra la figura femenina en todas sus dimensiones: física, espiritual, cultural y social. Luisa Cámere Quiroz emplea un estilo poético lleno de imágenes poderosas, metáforas naturales y un fuerte enfoque en la identidad racial y cultural, al tiempo que destaca la resistencia y la lucha de la mujer. A través de la repetición, el simbolismo y un lenguaje evocador, la poeta no solo rinde homenaje a la mujer, sino que también le otorga un papel central en la construcción de la memoria colectiva y en la transformación de la sociedad
Mujer / Raza / Voz

Mujer/ divina creación omnipotente de fino orfebre / mirada celestial
Mujer/ tesoro en piel / belleza milenaria / trenzas entrelazadas 
Mujer / lumbre de mis senderos/ genio de robles sabios / ramas serenas. 
Mujer / que surcas caminos rotos  / tus las forjas de ternura 
Mujer / de libélulas  / luciérnagas /  lumbrera de Atenas en mi ignorancia
Mujer / fuerza  / vida que quema los albores de las madrugadas. 
Mujer / divino elixir de amor / calma de mis amarguras. 
Mujer / que recorres mis venas en mis noches serenas 

Mujer / volcán en mis ríos plateados / delicados mantos.
Mujer / manantial de aguas finas / delirios bordados 
Mujer / amalgama de legados soleados con sangre de dioses 
Mujer / colmada de furor / bravura de belleza / hermosura 
Mujer / símbolo de vida / de paz infinita / regazo / de quietud inmersa 

Mujer / inca / andina / costeña/ serrana / negra / amazónica/ las mil razas / seamos una
Mujer / de raza única que entra en cualquier cuerpo / esencia
Mujer / energía pura de lo imposible / sinergia / empatía, en múltiples realidades. 
Mujer, bravía de batallas imposibles / no te calles
/ más bien ¡grita!, hasta que las calles resuenen tus ecos de gloria / tu sangre de victoria

Luisa Cámere Quiroz.


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