A poche ore dall’apertura della Porta Santa del Giubileo della speranza coincidenza della parola “speranza” adoperata dal critico letterario Kareem Abdullah -Iraq della poesia di Elisa Mascia  “Voglio essere luce”

Foto cortesia di Elisa Mascia e Kareem Abdullah

“Raggio di speranza: la luce nelle ombre della guerra e dell’odio”

Analisi critica e lettura della poesia “Raggio di speranza: la luce nelle ombre della guerra e dell’odio”

La poesia “Voglio essere luce” di Elisa Mascia si caratterizza per il suo messaggio di speranza, di pace e di illuminazione, affrontando temi universali come l’amore, la guerra, e la forza trasformativa della luce. Il titolo, “Raggio di speranza”, suggerisce immediatamente l’intento della poetessa di trasmettere un messaggio positivo, orientato verso la luce che emerge dal buio, simbolo di un mondo migliore.

Tema e Significato
Il tema centrale della poesia è la contrapposizione tra la luce e l’oscurità, una metafora della lotta tra il bene e il male. La poetessa desidera essere “luce”, non solo come una forma di espressione artistica, ma come un faro di speranza e di serenità per chi è immerso nell’oscurità della sofferenza e dell’odio. Le parole diventano “perle preziose d’ispirazione”, un mezzo potente per comunicare emozioni profonde e per offrire sollievo a chi soffre. La luce, nelle sue varie forme, è quindi il motore che trasforma la realtà, che eleva l’animo umano e che dà senso all’esistenza.

L’idea che le parole possano “asciugare lacrima” è simbolica della potenza curativa e salvifica della poesia e dell’arte in generale. La poesia diventa un atto di generosità, poiché “condivisa nell’universo”, produce “benessere al fratello”, un richiamo al valore universale dell’arte che unisce gli esseri umani.

Struttura e Linguaggio
La struttura della poesia è fluida e armoniosa, con un uso delicato della rima e del ritmo che esalta il messaggio di speranza e di bellezza. La poesia si sviluppa in una successione di immagini che evocano la luce come simbolo di purezza, bontà e cambiamento positivo. La scrittura è semplice, ma potente, e il linguaggio si fonde con il contenuto, creando un impatto emotivo diretto sul lettore.

L’uso della ripetizione della parola “luce” in vari contesti rafforza il concetto che questa luce non è solo un’immagine poetica, ma un principio che può trasformare il mondo. “Luce” non è solo metafora della poesia stessa, ma diventa una forza tangibile che, attraverso l’arte, ha la capacità di dissipare le tenebre: “buio non c’è nelle tenebre della notte”.

Simbolismo e Metafore
Il contrasto tra luce e oscurità, pace e guerra, amore e odio, è una costante metafora che percorre tutta la poesia. La luce rappresenta la verità, l’amore, e la bellezza, mentre l’oscurità è associata alla guerra, all’odio e alla sofferenza. La poetessa vede l’arte come un mezzo di salvezza e di trasformazione, un seme che cresce “nella fertile Terra” e che, come una stella che brilla, illumina la strada verso un futuro migliore.

La metafora della luce che illumina il viso, che “spiraglio e speranza a chi è solo donano”, suggerisce un atto di altruismo e di vicinanza, un raggio di speranza che si estende verso gli altri, specialmente verso coloro che si sentono persi o abbandonati. La luce diventa quindi il simbolo della condivisione, della solidarietà e dell’amore fraterno.

Messaggio e Finalità
Il messaggio che emerge da questa poesia è forte e chiaro: la bellezza dell’arte, e in particolare della poesia, è una forza che può cambiare il mondo. L’invito finale a diventare “specchio luminoso” implica una responsabilità collettiva: ogni individuo ha il potere di essere una fonte di luce, di diffondere il bene e contribuire a un mondo migliore. La poetessa auspica che la bontà si trasformi in un “uragano vorticoso”, un’immagine di grande potenza che simboleggia l’intensità e la diffusione dell’amore e della pace.

Conclusione
La poesia di Elisa Mascia è un inno alla speranza e alla luce come simboli di trasformazione e di salvezza. Attraverso un linguaggio delicato e ricco di metafore, l’autrice ci invita a riflettere sulla potenza delle parole e dell’arte nel superare le difficoltà e nel costruire un mondo migliore. La luce, in tutte le sue forme, diventa il messaggio principale che attraversa la poesia, illuminando l’animo umano e portando speranza nelle tenebre.

Kareem Abdullah -Iraq

Voglio essere luce.

Le parole scritte libere o in rima
sono perle preziose d’ispirazione
nate dal cuore e asciugano lacrima
esprimono dell’attimo l’emozione
condivise nell’universo sono luce
che benessere al fratello produce.

Dall’oscurità dell’odio e della guerra
ciò che dal cuore nasce si trasforma
nella pace dei semi nella fertile Terra
dell’arte e del canto è misura e norma
diffuse qual luce splendente di stelle
fuoco scintillante di mille fiammelle.

Luce tra le mani  viso illuminano
buio non c’è nelle tenebre della notte
spiraglio e speranza a chi è solo donano
e l’augurio che non vi siano più lotte
ciascuno sia specchio luminoso
e il bene diventi un uragano vorticoso.

Elisa Mascia

Kareem Abdullah -Iraq

Foto cortesia di Elisa Mascia e Kareem Abdullah

(Humrat Schwarskov)*- del poeta – Karim Abdullah – Baghdad – Iraq.
Il linguaggio degli specchi e il testo del mosaico.

Le armi di distruzione di massa hanno un sapore. I furetti rabbiosi hanno osato cavalcare gli oceani lontani e riempire gli spazi di locuste nere. Seminarono l’AIDS nella terra di Maitreya* con feroci malattie piene di amare melodie, convinti della fattibilità del gioco e dell’usurpazione dei sogni futuri.  Chiude gli occhi voraci, divorando il rumore delle strade, delle botteghe (turbolenza del mercato)* e dei fiori del Tigri.  Ivi nei villaggi scatenarono i loro cavalli sumeri dal petto bruno, i loro fuochi si diffusero soddisfatti di concentrare le loro conchiglie rosse, demolendo i sigilli cilindrici sulle selle dorate di Inanna, aprirono le porte dell’inferno per divorare allo stesso modo il  legno verde e quello secco.
Lei salta, accoglie il mattino. L’oscura cripta della notte finge il chiarore della luna.  Sui loro  aspri cavalcamenti trasporta il rumore e le testate nucleari,  la sua volgare immaginazione si vanta diffondendo la sua anarchia, i nani che fracassano le ali del toro* dietro le barriere di Nimrod* dove i loro discorsi insensati si allineano, bombardando la storia con clown, i loro abusi sono musei stagnanti, dove i corvi combattono e si arrotolano.  I loro sussurri, immersi nelle vesti della sedizione, stanno morendo.
*Schwarzkov: comandante generale delle forze americane nella Guerra del Golfo contro l’Iraq.

*Maitreya: L’Insegnante Universale.
Sug Haraj: Mercato del pandemonio Al-Haraj: uno dei mercati affollati nel centro di Baghdad.

*Inanna: Figlia di Ann, Signore del Cielo, a Uruk.

*Si mangia cibo verde al prezzo della terraferma: un proverbio popolare iracheno.

*Ali di toro: un toro alato. Il toro alato distrutto dai selvaggi dell’ Isis

*Nimrud: situato in Iraq, specificatamente a sud della città irachena di Mosul.
Una poesia di Kareem Abdullah tradotta in italiano da Elisa Mascia dall’inglese John H. Smith

“Schwarzkopf’s Hummers”
The language of mirrors and themosaic text.
The Mass Destruction Weapons have a flavor emboldened the frantic hummers to ride the distant oceans, fill the spaces with black locusts, sow AIDs in Maitreya’s land with diseased fierce, to discover the maps of hamburger the mouths of the cities stuffed with bitter melodies convinced of the game utility and the rape of the coming dreams. She closes her voracious eyes devouring thenoises of thestreets, Suq Harraj shops and the flowers of the Tigris.Thevillages, over there, unleashed their Sumerian horses with their dark chests, spreading rampantfires satisfied withconcentrating their red shells demolishing the cylinder seals on Inanna’s gilded saddles, opening the doors of Hell todevour green and dry wood alike. She leaps, pokes the morning in the cellars of the gloomy night, and falsifies the moon shine. Ontheirharsh squaws noises and nuclear warheads are borne whose vulgar knight is bragging spreading its anarchy dwarfs smashing the wings of the bull behind Nimrod barricades where their mindless bombed speeches lined besieging history with the clowns whose vices are rotten museums warring crows sprinkling hallucinations fully obsessed in the robe of sedition dying.
Schwarzkopf: General Commander of US forces in the Gulf War against Iraq.
Maitreya: the World Teacher.
Sug Haraj: Pandemonium market.
Inanna: the daughter of Ann Lord of heaven in the Uruk.
Eat green b price everybody: from the Iraqi folk sayings.
Wings of the Bull: the winged bull destroyed by Isis savages.
Nimrod: Location in Iraq, and specifically to the south of the Iraqi city of Mosul;
A poem by Kareem Abdullah Translated by me John H. Smith

(همرات شوارسكوف)*- للشاعر – كريم عبدالله – بغداد- العراق.

لــ أسلحةِ الدمارِ الشاملِ نكهة  جرّأتِ الهمراتِ المسعورةِ تركبُ المحيطاتِ البعيدةَ وتملأُ الفضاءاتِ بـ الجرادِ الأسودِ تبذرُ الأيدزَ في أرضِ (مايتريا)* بضراوةٍ معتلّةٍ لـتكتشفَ خرائطُ الهمبركرِ أفواهَ المدنِ المملوءة الحاناً مريرةً مقتنعةً بــجدوى اللعبةِ واغتصابِ الأحلامِ القادمةِ تُغمِضُ عيونَها الشرهةَ ملتهمةً ضجيجَ الشوارعِ ومحلَّاتِ (سوق الهرج)* وأزهارَ دجلةَ. القرى الهناكَ أطلقتْ عنانَ خيولِها السومريّةِ بــصدورِها السمرِ تتفشّى نيرانُها مستكفيةً تُركِّزُ قذائفَها الحمرَ تُهشِّمُ الأختامَ الأسطوانيّةَ على سُرُوجِ (إنانا)* المذهّبةِ فاتحةً أبوابَ جهنمَ (تأكلُ الأخضرَ بـسعرِ اليابسِ)* تتواثبُ تحشرُ الصباحَ في سردابِ الليلِ المكفهرِ تزيّفُ ضوءَ القمرِ . على هوادجِها القاسيةِ تحملُ الضجيجَ ورؤوساً نوويّةً خيالها المبتذلُ يتبجحُ تبثُ فوضاها أقزاماً يحطّمونَ (أجنحة الثورِ)* خلفَ حواجزِ (نمرود)* تصطفُّ خطبُهُم الرعناءُ مفخّخةً تسوّرُ التاريخَ  بـالمهرجينَ إساءاتُهُم متاحفُ آسنةٍ تتناحرُ فيها الغربانُ فـتُشمِّرُ وساوسَها مستغرقةً في ثيابِ الفتنةِ تحتضرُ .

*شوارسكوف: القائد العام للقوات الاميركية في حرب الخليج ضد العراق.

*مايتريا : المعلم العالمي .

*سوق الهرج: من الاسواق المزدحمة في وسط بغداد.

*إنانا: ابنة لـ آن رب السماء في أوروك.

*تأكلُ الأخضرَ بـسعرِ اليابس: من الأمثال الشعبية العراقية.

*أجنحة الثورِ: الثور المجنح.

*نمرود: تقع في العراق، وتحديدا إلى الجنوب من مدينة الموصل العراقية؛

Kareem Abdullah – Iraq

Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Concetta La Placa

Foto cortesia di Concetta La Placa

ERA D’ESTATE

Era d’estate
in un pomeriggio
di una Sicilia rovente,

Nella mia vita,
tu arrivasti
inaspettatamente.

Quella stretta di mano
e quegli incroci di sguardi
legarono i nostri cuori
in una eterna passione.

La sera ballai con te il nostro primo tango
e sentii che le nostre anime vibravano,
seguendo il ritmo musicale
di questo grande amore.

La mia giovinezza e la tua,
furono le fondamenta di una speranza,
che spari insieme ai raggi del sole
di un lontano tramonto siciliano.

La nostra vita insieme non ha continuato la sua corsa,
come acqua azzurra sotto i ponti,
mentre quei nostri sguardi sono rimasti ricordi
intrappolati nei nostri cuori.
.
.
ERA VERANO

Era verano
en una tarde
de una Sicilia abrasadora,

En mi vida,
llegaste
inesperadamente.

Aquel apretón de manos
y esas miradas cruzadas
ataron nuestros corazones
en una eterna pasión.

Por la noche bailé contigo nuestro primer tango
y sentí que nuestras almas vibraban,
siguiendo el ritmo musical
de este gran amor.

Mi juventud y la tuya,
fueron los cimientos de una esperanza,
que desapareció junto con los rayos del sol
de un lejano atardecer siciliano.

Nuestra vida juntos no siguió su curso,
como agua azul bajo los puentes,
mientras aquellas miradas nuestras quedaron como recuerdos
atrapados en nuestros corazones.
.
.
ERA ESTIU

Era estiu
en una tarda
d’una Sicília abrasadora,

A la meva vida,
vas arribar
inesperadament.

Aquella encaixada de mans
i aquelles mirades creuades
ens van lligar el cor
en una passió eterna.

Al vespre vaig ballar amb tu el nostre primer tango
i vaig sentir que les nostres ànimes vibraven,
seguint el ritme musical
d’aquest gran amor.

La meva joventut i la teva,
van ser els fonaments d’una esperança,
que va desaparèixer juntament amb la besllum
d’una llunyana posta de sol siciliana.

La nostra vida junts no va continuar el seu curs,
com l’aigua blava sota els ponts,
mentre aquelles mirades nostres van quedar com a records
atrapats als nostres cors.
.
.
Concetta La Placa

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Maggiorina Tassi

Foto cortesia di Maggiorina Tassi

Non avrò paura

Quando sul mare infuriato
della mia esistenza, cesserà il vento,
non avrò paura del gran silenzio,
che arriverà dallo spazio infinito.

Nella calma ritrovata della bonaccia,
senza nessuna increspatura,
vedrò specchiarsi e sorridere
il cielo in tutta la grandezza.

È l’ora di tornare dove ero stata un giorno,
a misurare a palmi, il giardino ritrovato,
accarezzando piano l’anima ferita,
spogliata dell’inutile vestito.

Vedrò Colui che mi ha chiamato per nome
prima che nascessi.
Lo sentirò parlare sottovoce,
per non svegliare dal sonno le margherite.

Camminerò dove non serve terra
per poggiare il passo,
e il cielo senza fine
sarà unico tetto.

Porterò con me
solo pensieri d’amore,
infilati con un ago e doppi nodi di fili
per non farli cadere.

Sarò vestita di luce, come cipria,
sarò libera come falena,
felice di esser vissuta una sola notte,
lontano da tutti e vicini alle stelle.
.
.
No tendré miedo

Cuando en el mar enfurecido
de mi existencia, cesará el viento,
no tendré miedo del gran silencio,
que vendrá del espacio infinito.

En la calma redescubierta de la calma,
sin ninguna ondulación,
veré reflejarse y sonreír
el cielo en toda su grandeza.

Es hora de volver a donde una vez estuve,
a medir a palmos, el jardín redescubierto,
acariciando lentamente el alma herida,
despojada del inútil vestido.

Veré al que me llamó por el nombre
antes de que naciera.
Lo oiré hablar en voz baja,
para no despertar del sueño a las margaritas.

Caminaré donde no se necesita tierra
para marcar el paso,
y el cielo sin fin
será el único techo.

Llevaré conmigo
sólo pensamientos de amor,
enhebrados con una aguja y nudos dobles de hilos
para que no se caigan.

Estaré vestida de luz, como polvo,
seré libre como una polilla,
feliz de haber vivido solo una noche,
lejos de todos y cerca de las estrellas.
.
.
No tindré por

Quan al mar enfurismat
de la meva existència, cessarà el vent,
no tindré por del gran silenci,
que arribarà de l’espai infinit.

En la calma redescoberta de la calma,
sense cap ondulació,
veuré reflectir-se i somriure
el cel en tota la seva grandesa.

És hora de tornar a on vaig ser abans,
a mesurar a pams, el jardí redescobert,
acariciant lentament l’ànima ferida,
despullada de l’inútil vestit.

Veuré el que em va cridar pel nom
abans que naixés.
El sentiré parlar en veu baixa,
per no despertar de la son a les margarides.

Caminaré per on no es necessita terra
per marcar el pas,
i el cel sense fi
serà l’únic sostre.

Portaré amb mi
només pensaments d’amor,
enfilats amb una agulla i dobles nusos de fils
perquè no caiguin.

Estaré vestida de llum, com a pols,
seré lliure com una arna,
feliç d’haver viscut només una nit,
lluny de tothom i a prop de les estrelles.
.
.
Maggiorina Tassi

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Angela Kosta intervista il direttore di Alessandria today Pier Carlo Lava

Foto cortesia della pubblicazione dell’intervista

Oggi sulla Gazeta Nacional tra vari articoli tra cui: poesia, prosa, saggi, studi, ecc., si pubblica anche l’intervista di Angela Kosta con il manager ed editore di Alessandria Today, Dott. Pier Carlo Lava, promotore internazionale di letteratura, arte e cultura. Il Giornale Nacional si distribuisce in tutte le edicole in: Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro ed è presente alla Rassegna Stampa sui canali: 24 News, Report TV, Fax News, ABC, ecc. Si ringrazia con profonda gratitudine per la pubblicazione il Direttore Dr. Mujo Buçpapaj.

Angela Kosta

Le poesie di Eva Lianou Petropoulou

Foto cortesia di Eva Lianou Petropoulou

Devo scrivere una poesia
Una poesia che servirà come pacificatore
Tra il Dio e l’umanità
Tra fratelli e sorelle
Tra me e il mio umore

Ho bisogno di trovare i versi
Essere completamente diversi dal passato
E così nuovi per adattarsi al presente

Ho bisogno di una verità
giustificativa e accettata

Necessità di scrivere una nuova storia
Un nuovo libro sulla vita

Ogni giorno è una nuova scoperta
La gente diventa malvagia
muove fallimenti in tanti livelli
e l’amore è sostituito con il cibo

La gente è divisa
fra chi ama il cibo
fra chi ama l’umanità

Ho bisogno di scrivere una poesia sulla paura e il buio

Ma molte stelle brillano
Così non deve temere l’oscurità.
Ma sicuramente bisogno di riorganizzare nella nostra mente com’è l’ignoto?

La gente è divisa
fra chi ama il cibo
fra chi ama l’umanità

Così, è difficile pensare con lo stomaco pieno
La gente si è dimenticata di amare
e schiavi del loro stomaco
sono piccoli servitori di questo grande stomaco
che non può filtrare nulla.

La poesia unisce le persone
La poesia viaggia più veloce delle parole sconosciute, non nate che rimangono
nella mente di un autore…

Bisogno di scrivere una poesia
Sulla felicità
Il sorriso dei bambini
Il viaggio che non finisce mai….

Chi è il capitano della barca?

©®Eva Petropoulou Lianou

Ovunque
Dio esiste

Ma gli esseri umani si sono dimenticati di Lui
Da est a ovest

La gente piange e dispera per questo mondo che ha dimenticato di essere gentile

Ovunque guardiamo

Attraverso lo specchio schiacciato dalla bruttezza di una parola che non ha più valore

Ovunque
Da nessuna parte

Nessuno può ascoltare il battito del cuore quando è profondamente in amore

I volti non sorridono
La gente invecchia
Chiude
Apre gli occhi
in un movimento spontaneo

Finché non diventiamo anime vecchie
senza memoria.

©EVA Petropoulou Lianou 

Tutti i diritti riservati

Traduzione poetica in italiano di Elisa Mascia – Italia

I need to write a poem
A poem that will serve as peacekeeper
Between the God And Humanity
Between the brothers and sisters
Between my self and my mood

I need to find the verses
Be completely different from the past
And so new to fit in the present

Need to have one truth
Justified and accepted

Need to write a new story
A new book about the life

Every single day is a new discovery
People become evil
Failure earn in so many levels
And love is replaced with food

People are divided
Between those who love the food
Between those who love the humanity

Need to write a poem about the fear
And the dark

But many of stars are shining
So must not affraid of darkness. But definitely need to re organize in our mind what the unknown is like?

People are divided
Between those who love the food
Between those who love the humanity

Is so, difficult to think with the stomach full
People forgot to love and they become
Slaves of their stomach
Little servants of this great stomach
That cannot filtre anything

Poetry unites people
Poetry travels more fast than the unknown words, that remain unborn
In the mind of an author…

Need to write a poem
About the happiness
The smile of the childrens

The journey that never ends….

Who is the captain of the boat??

©®Eva Petropoulou Lianou

Everywhere

God exists

But humans beings forgot Him

From the East to West

People cry and despair about this world who forgot to be kind

Everywhere we look

Through mirror smashed by the ugliness of

A word that has no value anymore

Everywhere

Nowhere

Nobody can listen the sound of heart when is deeply inlove

Faces are not smiling

People get old

Close

Open eyes

A movement spontaneous

Until we become old souls

With no memories

©EVA Petropoulou Lianou 

All rights reserved

Joan Josep Barcelo e una sua poesia

Foto cortesia della foto poesia

sacrifice

I want to shout about evil and death
on the cross that is between heaven and earth
like a shadow in search of the day
like a promise of eternal life

I follow the cross as a symbol of victory
image of strength and hope
in dreams that perhaps are not mine

there is a crown of thorns in the wind
with the wounds of the darkest night
when tears stop the light

stop pilgrim before the cross
because in your sacrifice you will find dreams
.
.
sacrificio

voglio gridare il male e la morte
sulla croce che sta tra cielo e terra
come un’ombra in cerca del giorno
come una promessa di vita eterna

seguo la croce come simbolo di vittoria
immagine di forza e speranza
nei sogni che forse non sono miei

c’è una corona di spine nel vento
con le ferite della notte più buia
quando le lacrime fermano la luce

fermati pellegrino davanti alla croce
perché nel tuo sacrificio troverai i sogni
.
.
sacrifici

vull cridar sobre el mal i la mort
a la creu que hi ha entre el cel i la terra
com una ombra a la recerca del dia
com una promesa de vida eterna

segueixo la creu com a símbol de victòria
imatge de força i esperança
en somnis que potser no són meus

hi ha una corona d’espines al vent
amb les ferides de la nit més fosca
quan les llàgrimes detenen la llum

atura’t pelegrí davant la creu
perquè en el teu sacrifici trobaràs els somnis
.
.
sacrificio

quiero gritar sobre el mal y la muerte
en la cruz que está entre el cielo y la tierra
como una sombra en busca del día
como una promesa de vida eterna

sigo la cruz como símbolo de victoria
imagen de fuerza y esperanza
en sueños que quizás no son míos

hay una corona de espinas en el viento
con las heridas de la noche más oscura
cuando las lágrimas detienen la luz

detente peregrino ante la cruz
porque en tu sacrificio encontrarás los sueños
.
.
joan josep barcelo

Mario Faccone di Ripabottoni nel Molise condivide sul suo profilo di facebook una ricetta della tradizione

Foto cortesia di Mario Faccone

Per far la prova usate la dose di due uova per fare una crostata o biscotti e se rimarrete soddisfatti usate quella intera.
In alcuni dolci nella frolla metto anche la cannella ma questo lo lascio alla vostra fantasia.


PASTA FROLLA ai tempi della nonna.


1 kg farina 00–400 gr zucchero–400gr strutto–1/2 bustina lievito per dolci–5 uova–1 limone grattugiato— mischiare prima il secco con lo strutto così diventa uno sbriciolato e alla fine le uova facendo un bel panetto.
Ho messo alcune foto per capire come si può usare questa pasta frolla oltre a crostate di vario genere

Mario Faccone

Foto cortesia esplicative della ricetta di Mario Faccone che ringrazio

Joan Josep Barcelo traduce una poesia di Elisa Mascia

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo ed Elisa Mascia

NOSTALGIA

Nel silenzio della notte
le membra stanche implorano
di ricordi sempre più ghiotte
sospese lacrime e sollievo donano.
Dell’anima benefico ristoro
d’intorno aromatico alloro
di tempi andati, fuggevoli,
circondati da attimi piacevoli.
Nostalgico ripercorrere nell’oscurità
compagnia di voli pindarici
in dubbio se amanti o amici
in continua ricerca di serenità
auspicando l’essere felici
cielo di stelle amorevole
cura di cicatrici.
.
.
NOSTALGIA

En el silencio de la noche
los miembros cansados imploran
recuerdos cada vez más ávidos
lágrimas suspendidas y que den alivio.
Refresco benéfico para el alma
rodeado de aromáticos laureles
de tiempos pasados, fugaces,
rodeados de gratos momentos.
Nostálgico recorrido en la oscuridad
en compañía de vuelos de fantasía.
en duda si amantes o amigos
en constante búsqueda de serenidad
deseando ser felices
en un cielo de estrellas amorosas
cuidadoso de cicatrices.
.
.
NOSTALGIA

En el silenci de la nit
els membres cansats imploren
records cada cop més àvids
llàgrimes suspeses i que donin alleujament.
Refresc beneficiós per a l’ànima
envoltat de llorers aromàtics
de temps passats, fugaços,
envoltats de moments agradables.
Nostàlgic recorregut a la foscor
amb companyia de vols de fantasia
amb dubte si amants o amics
a la recerca constant de la serenitat
desitjant ser feliços
en un cel d’estrelles amoroses
a cura de cicatrius.
.
.
NOSTALGIA

No silêncio da noite
os membros cansados imploram
memórias cada vez mais ansiosas
lágrimas suspensas e dando alívio.
Refresco benéfico para a alma
rodeado de louros aromáticos
de tempos passados, fugazes,
rodeados de momentos agradáveis.
Nostálgico percurso na escuridão
na companhia dos voos da fantasia
na dúvida se amantes ou amigos
em busca constante de serenidade
desejando ser felizes
num céu de estrelas amorosas
para cuidar as cicatrizes.
.
.
Elisa Mascia

Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Jona – Aldo Gallina

Foto cortesia di Jona – Aldo Gallina

PROFONDITÀ

Ti temo
come un’insensata violenza
come un cieco scippato di riferimenti
come profondità oscurate da riflessi lunari.

Ti temo
ma sotto le mie paure
so che sei mare
sei vita.
.
.
PROFUNDIDAD

Te temo
como una violencia sin sentido
como un ciego arrebatado de referencias
como profundidades oscurecidas por los reflejos lunares.

Te temo
pero bajo mis miedos
sé que eres mar
eres vida.
.
.
PROFUNDITAT

Et temo
com una violència sense sentit
com un cec arrabassat de referències
com a profunditats enfosquides pels reflexos lunars.

Et temo
però sota les meves pors
sé que ets mar
ets vida.
.
.
PROFUNDIDADE

Eu temo-te
como uma violência sem sentido
como um cego roubado de referências
como profundezas obscurecidas pelos reflexos lunares.

Eu temo-te
mas sob os meus medos
sei que és mar
tu és vida.
.
.
Aldo Gallina – Jona

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo
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