Una poesia di Stefano Chiesa contro la guerra

Foto cortesia di Stefano Chiesa

POESIA CONTRO LA GUERRA

Il tramonto inesistente
Avvolge gli animi umani…

“Guerra”, come secondo
Eraclito l’oscuro

Guerra come conflitto
Tipicamente disumano…

Una tenue alba
Si erge
Stravolta dal fumo
Di cio’ che c’era ieri
Ed oggi, non vi e’ piu’…

O umanita’ lacerata
O animi, feriti Nell’orgoglio e nel corpo

Come si puo’ giustificare
Tutto questo?

Ma Sant’Agostino afferma
Che da un Male iniziale
Scaturisce un bene maggiore

E allora, “spes, ultima dea”.

Non dimenticate la Luce offuscata dalle orride nubi
Non dimenticate i pianti di chi e’ stato tremendamente provato

Non dimenticate nulla…

E l’acqua, che permea di se’ il globo terrestre,
Vi verra’ incontro,

Quand’anche fosse una sola goccia…
Possiate sorridere almeno una volta
Davanti al fluido, quasi musicale, dispiegamento Dell’acqua

Anzi, ridere, piu’ volte.

Perche’ tutto ha una fine:
Anche la morte…

https://youtu.be/HxzWpZF1xTA?si=DwqA2pusLtAkmvb4

Il poeta, scrittore Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Vasilis Pasipoularidis (Βασίλης Πασιπουλαρίδης)

Foto cortesia di Vasilis Pasipoularidis (Βασίλης Πασιπουλαρίδης)

(Όλα μοιάζουν αστραπή
Οι φόβοι – οι εμμονές μου
Οι άγριες πληγές μου )

Σάββατο και Κυριακή
Φαντάζουν τα γένια μου – παιδικά χρώματα
– Τραπέζι που κανείς δεν λείπει –
Η ουτοπία μου – χτισμένη με χώματα
Πλανόδιοι αστέρες μου πούλησαν όνειρα
Μικρός υπερήρωας που σώζει την αγάπη
-Πεινασμένος πιτσιρικάς-
Στα χέρια η αθανασία – διάφανη απάτη

Περνούν τα χρόνια ρε γαμώτο…
– Δέκα και, ολόκληρα / ακούς; –
Και έχω θεέ μου ,τα πρότυπα μου, θαμμένα
Η γεύση μου – πένθους φορεσιά
Η πένα μου – φιδιού δαγκωματιά

Φορώ ακόμα τα παιδικά μου ρούχα
Παίζω με λουλούδια – σε λέξεις κόσμους πλάθω
Η ψυχή μου τσάντα σχολική, φθαρμένη
Η μπέρτα μου – τώρα πια – ματωμένη
Ακόμα μου μυρίζουν τα Χριστούγεννα, το Πάσχα, το κακοκαίρι …
Το χέρι που κρατούσα , νεκραστέρι
Εννόησα την ματαιότ-ηττα ,τη χώρεσα στη γόμα του μολυβιού μου
Τη σβήνω, τη γράφω / στην άδολη καρδιά μου

Αν την εξορίσω – ίσως πάψω να σφάζω την ύπαρξη μου
– γι’ αυτών που αγαπώ τα πληγωμένα κύτταρα

Εν τέλει , ο υπερήρωας απόθανε;
Η μπέρτα και η πένα του,
σε μουσείο σύγχρονων, ηλίθιο κι αχρείαστο έκθεμα…
.
.
(Tutto sembra un fulmine
Le mie paure, le mie ossessioni
Le mie ferite selvagge)

Sabato e domenica
Riescono a immaginare la mia barba – colori infantili
– Un tavolo dove non manca nessuno –
La mia utopia: costruita con la terra
Le stelle erranti mi hanno venduto sogni
Piccolo supereroe che salva l’amore
-Bambino affamato-
L’immortalità nelle mani: evidente frode

Gli anni passano, maledetto tutto…
– Dieci e, intero / mi senti? –
E mio Dio, i miei modelli sono sepolti
Il mio gusto: abito da lutto
La mia penna… morsi di serpente

Indosso ancora i miei vestiti da bambino
Gioco con i fiori, creo mondi con le parole.
La mia valigia scolastica dell’anima, logora
Il mio cappello, adesso, è insanguinato
Sento ancora il profumo del Natale, della Pasqua, del brutto tempo…
La mano che stringevo, stella della morte
Ho capito l’inutilità-sconfitta, l’ho messo sulla gomma della matita
Lo cancello, lo scrivo / nel mio cuore indistruttibile

Se la bandisco, forse smetterà di massacrare la mia esistenza.
– per chi ama le cellule ferite

Il supereroe è finalmente morto?
La sua valigia e la sua penna,
in un museo moderno, una mostra stupida e inutile…
.
.
(Todo parece un rayo
Mis miedos – mis obsesiones
Mis heridas salvajes)

Sábado y domingo
Se imaginan mi barba – colores infantiles
– Una mesa donde no falta nadie –
Mi utopía – construida con tierra
Las estrellas errantes me vendieron sueños
Pequeño superhéroe que salva el amor
-Niño hambriento-
La inmortalidad en las manos: fraude evidente

Los años van pasando, maldita sea…
– Diez y, entero / ¿me oyes? –
Y Dios mío, mis modelos a seguir, están enterrados
Mi gusto – vestido de luto
Mi pluma – mordeduras de serpiente

Todavía llevo mi ropa de bebé
Juego con flores – creo mundos con palabras.
Mi maleta escolar del alma, desgastada
Mi sombrero – ahora – sangriento
Todavía huelo la Navidad, la Semana Santa, el mal tiempo…
La mano que sostuve, estrella de la muerte
Comprendí la inutilidad-derrota, la puse en la goma de borrar de mi lápiz
Lo borro, lo escribo / en mi corazón inquebrantable

Si la destierro, tal vez deje de masacrar mi existencia.
– para aquellos que aman las células heridas

¿Finalmente, murió el superhéroe?
Su maleta y su pluma,
en un museo moderno, una exposición estúpida e inútil…
.
.
(Tot sembla un llamp
Les meves pors – les meves obsessions
Les meves ferides salvatges)

Dissabte i diumenge
S’imaginen la meva barba – colors infantils
– Una taula on no hi falta ningú –
La meva utopia – construïda amb terra
Els estels errants em van vendre somnis
Petit superheroi que salva l’amor
-Nen famolenc-
La immortalitat a les mans – frau evident
Passen els anys, maleït sigui…
– Deu i, enter / em sents? –
I Déu meu, els meus models a seguir estan enterrats
El meu gust – vestit de dol
La meva ploma – mossegades de serp

Encara porto la roba de nadó
Jugo amb les flors – creo mons amb paraules
La meva maleta de l’escola de l’ànima, desgastada
El meu barret – ara – sagnant
Encara oloro Nadal, la Pasqua, el mal temps…
La mà que vaig agafar, estrella de la mort
Vaig entendre la futilitat-derrota, la vaig posar a la goma d’esborrar del meu llapis
Ho esborro, ho escric / en el meu cor infrangible

Si la desterro – potser deixaré de massacrar la meva existència
– per aquells que estimen les cèl·lules ferides

Després de tot, va morir el superheroi?
La seva maleta i la seva ploma,
en un museu modern, una exposició estúpida i inútil…
.
.
Vasilis Pasipoularidis (Βασίλης Πασιπουλαρίδης)

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Ester Abreu Vieira de Oliveira presidente dell’accademia Espirito-Santense emerita professoressa condivide il seguente articolo

Foto cortesia di Ester Abreu Vieira de Oliveira


Il giornalista dell’Espírito Santo e l’arte dei suoni

Il critico musicale e giornalista José Roberto Santos Neves appartiene all’Academia Espírito-Santense de Letras, dove occupa la cattedra 26, e il suo predecessore è la scrittrice Marien Calixte, giornalista, conduttrice radiofonica e promotrice culturale

La natura della musica è enigmatica.  Ma la musica è la più antica ed elementare delle arti e nel tempo ha subito cambiamenti nelle sue presentazioni.  È considerato dai romantici il linguaggio dei sentimenti e da Wagner il “linguaggio del cuore umano”.  Si trova tra le varie pratiche magiche dei popoli primitivi, rappresentati come riflesso del mondo recondito.  Se rivolgiamo il nostro interesse alla cultura musicale dell’antica Grecia, vedremo che la parola musica ha le sue origini nel termine greco “Techne”, che significa tecnica, insieme a “Mousikê”, muse.  Cioè come tecnica o arte delle muse, o degli dei.

La musica era una sorta di unione tra uomini e divinità.  Nella mitologia greco-romana, le dee guidavano e ispiravano le scienze e le arti.  Apollo, considerato uno dei
i più grandi dei dell’Olimpo, era venerato come il dio della luce, della profezia, della guarigione, della giovinezza, della verità, del tiro al bersaglio, della peste, della poesia, delle arti e della musica.  È spesso associato al Sole, anche se, più precisamente, Helios era considerato il dio del sole.  Apollo suonava l’arpa.

Tuttavia, nella mitologia greca si possono citare altri miti che suonavano strumenti musicali.  Pan, rappresentato con le corna e le zampe di capra, dio dei boschi e della campagna, portava con sé nei suoi viaggi un flauto.  Orfeo, poeta e musicista, quando pizzicava le corde della lira incantava animali e persone.

Poiché la musica è un’arte così antica e ha miti attivi nell’essenza musicale, nel suonare i rispettivi strumenti e nell’essere considerati
come nucleo di tutte le cose, poeti, filosofi, esteti e musicisti furono portati a scriverne.  E, rispecchiata negli artisti (musicisti, cantanti e compositori), la musica è stata la ragione del lavoro di José Roberto Santos Neves, di Espírito Santo, che ha registrato, come batterista, “Hidden Melody”, della band The Rain, e “Todo dia é dia de blues”, della Big Bat Blues Band.

I molteplici mondi dello scrittore Reinaldo Santos Neves

So solo che è stato così: uno spettacolo per chi ha le orecchie aperte

“Insurreição do Queimado”, classico di Afonso Cláudio, compie 140 anni

Il critico musicale e giornalista José Roberto appartiene all’Academia Espírito-Santense de Letras, dove occupa la cattedra 26, e il suo predecessore è la scrittrice Marien Calixte, giornalista, conduttrice radiofonica e promotrice culturale.  José Roberto padroneggia l’arte dell’informazione, della riflessione e del pensiero critico e, da eccellente giornalista, reporter e amante della musica, ha pubblicato le opere: “Maysa”, dove registra la vita della cantante Maysa Matarazzo, la musa dagli occhi verdi;  “A MPB de Conversa em Conversa”, che raccoglie 40 interviste a nomi famosi della musica popolare brasiliana;  oltre a “Rockrise” e “Cronache musicali e ritagli di giornale”.
Nel 2021 José Roberto ha pubblicato l’opera “Os Sons da Memória”, e in essa, in 464 pagine, contrassegnate da testi di interviste, commenti e incisioni, ha registrato la sua lettura critica di 40 documenti che hanno segnato un’epoca nell’Espírito Santo.  Quest’opera, grazie alla sua vasta ricerca, diventa una lettura obbligatoria per il presente e il futuro per chiunque desideri conoscere cantanti, compositori, direttori d’orchestra, parolieri, gruppi musicali, orchestre strumentali e arrangiatori dell’Espírito Santo del XX secolo.

Secondo l’autore, nell’opera “Os Sons da Memória”, si cerca di “stabilirsi come obiettivo quello di far luce su musicisti i cui nomi rischiavano di scomparire nella polvere del tempo, nonostante la loro produzione rilevante per la scena dell’Espírito Santo”. “, e “illustrano una traiettoria ricca e diversificata, che abbraccia diversi generi musicali”.
Nel 2024, José Roberto, guardando ancora alla memoria musicale, ha lanciato l’opera “Diários do Rock in Rio”, di 120 pagine, edita da Editora Cândida, il cui contenuto, riassunto in copertina, illustra il contenuto: “Il dietro le quinte e interviste della terza edizione del più grande festival musicale del mondo attraverso gli occhi di un giornalista di Espírito Santo”.

Ma questo giornalista, se nell’opera “Os Sons da Memória”, del 2021, si concentrava sulla conservazione memorialista dell’Espírito Santo del mondo artistico musicale, ora, nel 2024, allarga lo sguardo a un orizzonte più ampio, per denunciare un evento che è avvenuto dal 12 al 21 gennaio 2001. Tuttavia, l’inizio della pubblicità per “Rock In Rio for a Better World” è avvenuto il 20 giugno 2000 e, secondo l’autore, la diffusione  “la gioventù di Espírito Santo rapidamente”.
L’inizio del prologo dà notizia dell’importanza di quanto verrà presentato nelle pagine successive: “Rock In Rio è molto più di un mega evento: rappresenta una pietra miliare generazionale e comportamentale nel Paese. È stato attraverso Rock In Rio che Il Brasile è entrato definitivamente nella mappa dei maggiori festival musicali internazionali”.

Quest’opera è una lettura obbligatoria per conoscere una generazione che “amava il rock”, per ottenere un modello di lavoro giornalistico, per sentire come questo stile musicale abbia incantato tanti giovani all’inizio del XXI secolo e, per coloro che hanno vissuto il momento, ricordalo.  Tuttavia, se con lo stile rock si intende vedere una novità musicale, si può dedurre che in questo ritmo prevale ancora il significato primario della parola musica: “tecnica delle muse”.



O jornalista capixaba e a arte dos sons
O crítico musical e jornalista José Roberto Santos Neves pertence à Academia Espírito-santense de Letras, onde ocupa a cadeira 26, e tem como antecessor o escritor Marien Calixte, jornalista, radialista e promotor cultural

A natureza da música é enigmática. Mas a música é a mais antiga e elementar das artes e sofreu alterações em suas apresentações no decorrer do tempo. Ela é considerada pelos românticos como a linguagem do sentimento e por Wagner como a “linguagem do coração humano”. Ela se encontra entre as várias práticas de magia de povos primitivos, representada como reflexo do recondito do mundo. Se voltarmos nosso interesse para a cultura musical da Grécia Antiga, verificaremos que a palavra música tem a sua origem no termo grego “Techne”, que significa técnica, junto a “Mousikê”, musas. Isto é, como técnica ou a arte das musas, ou dos deuses.

A música era uma espécie de união entre os homens e as divindades. Na mitologia greco- romana, as deusas guiavam e inspiravam as ciências e as artes. Apolo, considerado um dos
maiores deuses do Olimpo, era venerado como o deus da luz, da profecia, da cura, da juventude, da verdade, do tiro ao alvo, da peste, da poesia, das artes, e da música. Ele é frequentemente associado ao Sol, embora, mais precisamente, Hélios fosse considerado o deus-sol. Apolo tangia a harpa.

Ainda, na mitologia grega, podem ser citados outros mitos que executavam instrumentos musicais. Pan, representado com chifres e pernas de bode, deus dos bosques, do campo, levava em suas andanças uma flauta. Orfeu, poeta e músico, quando dedilhava as cordas da lira encantava animais e pessoas.

Sendo a música uma tão antiga arte e com mitos atuantes na essência musical, tocando respectivos instrumentos, e sendo considerada
como o âmago de todas as coisas, poetas, filósofos, estéticos e músicos foram levados a escrever sobre ela. E, espelhada nos artífices (músicos, cantores e compositores), a música foi o motivo de obras do capixaba José Roberto Santos Neves, que gravou, como baterista, “Hidden Melody”, da banda The Rain, e “Todo dia é dia de blues”, da Big Bat Blues Band.

Os múltiplos mundos do escritor Reinaldo Santos Neves

Só sei que foi assim: um espetáculo para quem está com os ouvidos abertos

“Insurreição do Queimado”, clássico de Afonso Cláudio, completa 140 anos

O crítico musical e jornalista José Roberto pertence à Academia Espírito-santense de Letras, onde ocupa a cadeira 26, e tem como antecessor o escritor Marien Calixte, jornalista, radialista e promotor cultural. José Roberto domina a arte da informação, da reflexão e do pensamento crítico e, como um excelente jornalista, repórter e amante da música, publicou as obras: “Maysa”, onde registra a vida da cantora Maysa Matarazzo, a musa de olhos verdes; “A MPB de Conversa em Conversa”, onde reúne 40 entrevistas com nomes famosos da música popular brasileira; além de “Rockrise” e “Crônicas Musicais e Recortes de Jornais”.
Em 2021 José Roberto lançou a obra “Os Sons da Memória”, e nela, em 464 páginas, marcadas com textos de entrevistas, comentários e gravuras, ele registrou sua leitura crítica de 40 discos que assinalaram época no Espírito Santo. Essa obra, pela extensa pesquisa, torna-se uma leitura obrigatória para o presente e para o futuro de quem procura conhecer cantores, compositores, regentes, letristas, bandas, orquestras instrumentais e arranjadores capixabas do século XX.

Segundo o autor, na obra “Os Sons da Memória”, ele busca “estabelecer como meta lançar luz sobre músicos cujos nomes corriam o risco de desaparecer na poeira do tempo, a despeito de sua relevante produção para o cenário capixaba”, e “ilustrar uma trajetória rica e diversa, que perpassa diferentes gêneros musicais”.
Em 2024, José Roberto, com vista ainda na memória musical, lançou a obra “Diários do Rock in Rio”, com 120 páginas, editada pela Editora Cândida, cujo teor, resumido na capa, ilustra o conteúdo: “Os bastidores e entrevistas da terceira edição do maior festival de música do mundo pelo olhar de um jornalista capixaba”.

Mas esse jornalista, se na obra “Os Sons da Memória”, de 2021, focou a preservação memorialista capixaba do mundo artístico musical, agora, em 2024, estendeu seu olhar para um maior horizonte, para relatar um fato ocorrido de 12 a 21 de janeiro de 2001. Porém, o início da divulgação para o “Rock In Rio por um Mundo Melhor” ocorreu em 20 de junho de 2000, e, segundo o autor, contagiando “rapidamente a juventude capixaba”.
O início do prólogo dá a notificação da importância do que será apresentado nas páginas seguintes: “O Rock In Rio é muito mais do que um megaevento: representa um marco geracional e comportamental no país. Foi através do Rock In Rio que o Brasil entrou definitivamente no mapa dos grandes festivais de música internacionais”.

Essa obra é leitura obrigatória para se ter um conhecimento de uma geração que “amou o rock”, para obter um modelo de uma obra jornalística, para sentir como esse estilo musical encantou a tantos jovens no início do século XXI e, para aqueles que viveram o momento, recordá-lo. Contudo, se com o estilo do rock se pretende ver uma novidade musical, pode-se depreender que, ainda, prevalece nesse ritmo o sentido primeiro da palavra música: “técnica das musas”.

Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Ilaria Palomba, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Ilaria Palomba

Le lingue dicono ciò che l’altra non vuole,
fatemi partecipe del vuoto, non so
correre sulle lische dimenticate, ancora pregne
di ruggine e mani, le vostre. Mi avete
accarezzato? L’umido mellifluo della menzogna
sulla pelle, nei muscoli, fino alle ossa.
Seguo con l’iride nera la donna che accartoccia
nei giornali residui di cibo, le stesse ossa.
Vivificare le preghiere, per tornare a casa:
un borgo che non ha più campo
snebbia nella bolgia del tempo,
lei raggomitolata raccoglie il fiato
per ricordare che si è stati qualcosa.
.
.
Las lenguas dicen lo que la otra no quiere,
dejadme ser partícipe del vacío, no sé
correr sobre espinas olvidadas, llenas aún
de óxido y de manos, las vuestras. ¿Me
acariciasteis? La melosa humedad de la mentira
sobre la piel, en los músculos, hasta los huesos.
Sigo con el iris negro a la mujer que arruga
en los periódicos restos de comida, los mismos huesos.
Vivificar las plegarias, para volver a casa:
un pueblo que ya no tiene campo
se empaña en el desorden del tiempo,
acurrucada toma aliento
para recordar que ella era algo.
.
.
Les llengües diuen el que l’altra no vol,
deixeu-me ser participant del buit, no sé
córrer sobre espines oblidades, encara plenes
d’òxid i mans, les vostres. M’heu
acaronat? La humitat melosa de la mentida
sobre la pell, als músculs, fins als ossos.
Segueixo amb l’iris negre a la dona que arruga
als diaris els residus de menjar, els mateixos ossos.
Vivificar les pregàries, per tornar a casa:
un poble que ja no té camp
s’emboira en el desordre del temps,
arreplegada agafa l’alè
per recordar que ella era alguna cosa.
.
.
As línguas dizem o que a outra não quer,
deixai-me ser participante do vazio, não sei
correr sobre espinhas esquecidas, ainda cheias
de ferrugem e de mãos, as vossas. Acariciastes-me?
A humidade melosa da mentira
na pele, nos músculos, até aos ossos.
Sigo com a íris negra a mulher que amassa
nos jornais restos de comida, os mesmos ossos.
Vivificar as orações, para regressar a casa:
uma aldeia que já não tem campo
enevoa-se na confusão do tempo,
encolhe-se e recupera o fôlego
para se lembrar que ela era alguma coisa.
.
.
Ilaria Palomba

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Taro Hokkyo e una poesia tradotta da Joan Josep Barcelo

Foto cortesia di Taro Hokkyo

海の月ひかりの道をつくりけり迷ふことなき一艘の舟
.
.
the moonlight
of the sea
makes a path of light
one boat that
never gets lost
.
.
il chiaro di luna
del mare
fa un sentiero di luce
una barca che
non si perde mai
.
.
la luz de la luna
del mar
hace un camino de luz
una barca que
nunca se pierde
.
.
el clar de lluna
del mar
fa un camí de llum
una barca que
mai es perd
.
.
Taro Hokkyo

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Rosalba Di Vona

Foto cortesia di Rosalba Di Vona

PENSIERI AMBULANTI 31

Tra le parole dolci ho incontrato
un oceano di dolore.
dici di amarmi ma
il tuo amore mi lascia ferite profonde.
Sogni di gioia recisi
momenti di felicità svaniti
Il sorriso nasconde lacrime
l’abbraccio illusione di calore.
Non so se riesco ancora a percorrere
questa strada fatta di promesse infrante
Il mio cuore desidera la pace
ma si perde nella tempesta.

Gioia e dolore
sono il gioco infinito
degli opposti che si attraggono
si annullano e
tornano a disegnare la vita
in eterno dissidio.

Mi dispiace non ricordare bene
ma
mi piace che tu
ricordi meglio.
.
.
PENSAMIENTOS AMBULANTES 31

Entre las dulces palabras encontré
un océano de dolor.
dices que me amas pero
tu amor me deja heridas profundas.
Sueños de alegría cortados
momentos de felicidad desaparecidos
La sonrisa esconde lágrimas
el abrazo ilusión de calidez.
No sé si todavía puedo caminar
este camino hecho de promesas incumplidas
Mi corazón anhela la paz
pero se pierde en la tormenta.

Alegría y dolor
son el juego infinito
de los opuestos que se atraen
se anulan y
vuelven a dibujar la vida
en eterno desacuerdo.

Me disgusta no recordar bien
pero
me gusta que tú
te acuerdes mejor.
.
.
PENSAMENTS AMBULANTS 31

Entre les paraules dolces que vaig trobar
un oceà de dolor.
dius que m’estimes però
el teu amor em deixa ferides profundes.
Somnis d’alegria tallats
moments de felicitat desapareguts
El somriure amaga les llàgrimes
l’abraçada il·lusió de calidesa.
No sé si encara puc caminar
aquest camí fet de promeses incomplertes
El meu cor anhela la pau
però es perd en la tempesta.

Alegria i dolor
són el joc infinit
dels oposats que s’atreuen
s’anul·len i
tornen a dibuixar la vida
en etern desacord.

Em sap greu no recordar bé
però
m’agrada que tu
recordis millor.
.
.
PENSAMENTOS AMBULANTES 31

Entre as palavras doces encontrei
um oceano de dor.
dizes que me amas mas
o teu amor deixa-me feridas profundas.
Sonhos de alegria cortados
momentos de felicidade desaparecidos
O sorriso esconde as lágrimas
o abraço a ilusão de calor.
Não sei se ainda consigo andar
esta estrada feita de promessas quebradas
O meu coração anseia a paz
mas perde-se na tempestade.

Alegria e dor
são o jogo infinito
de opostos atraindo-se
cancelam-se e
voltam a desenhar a vida
em eterno desacordo.

Sinto muito não me lembrar bem
mas
eu gosto que tu
lembres melhor.
.
.
Rosalba Di Vona

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

La poesia di Nasser Qawasmi e la traduzione di Joan Josep Barcelo, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Nasser Qawasmi

دائما
هناك شيء ما يدفعنا للحياة
شخص ما
مكان ما
فكرة ما
شيء على هذه الأرض يدفعنا للحياة
.
.
Sempre
c’è qualcosa che ci spinge a vivere
qualcuno
in qualche luogo
qualche idea
c’è qualcosa su questa terra che ci spinge a vivere
.
.
Siempre
hay algo que nos impulsa a vivir
alguien
en algún lugar
alguna idea
hay algo en esta tierra que nos impulsa a vivir
.
.
Sempre
hi ha alguna cosa que ens impulsa a viure
algú
en algun lloc
alguna idea
hi ha alguna cosa en aquesta terra que ens impulsa a viure
.
.
Nasser Qawasmi
ناصر قواسمي

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Continuano le registrazioni per il Festival della poesia PILF 2025

Foto cortesia della locandina del Festival PILF 2025

Diamo il benvenuto a delegati provenienti da molti paesi
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Damos la bienvenida a los delegados de muchos Países
que participarán en el Festival Internacional de Literatura PANORAMA (PILF) 2025, te invitamos a ser parte de este gran Evento.
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Participar en el Festival Literario Internacional Panorama (PILF) ofrece una plataforma global única para mostrar su trabajo creativo a una audiencia internacional. Es una oportunidad para compartir tus historias, poemas y arte con el mundo, asegurándote de que quienes importan escuchen tu voz.
Al unirte al PILF, podrás competir por los prestigiosos Premios Literarios Panorama Ganar uno de estos premios no sólo impulsará su carrera, sino que también agregará un enorme valor a su cartera.
Su participación también garantiza un reconocimiento eterno, ya que su trabajo aparecerá en “Quill Compendium 2025”, un libro exclusivo que se distribuirá a bibliotecas de todo el mundo, incluidas las Naciones Unidas. Esta es tu oportunidad de ser inmortalizado en una publicación que celebra las mentes creativas más brillantes del mundo.
PILF le ofrece la oportunidad de establecer conexiones inspiradoras con otros escritores, poetas y artistas de todo el mundo. Estas colaboraciones pueden abrir puertas a nuevas oportunidades y amistades duraderas.
Por último, PILF garantiza que su trabajo obtenga una mayor visibilidad en un escenario global, lo que le permitirá obtener reconocimiento por sus contribuciones creativas e inspirar a las generaciones futuras.
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Fechas del evento: del 1 al 31 de enero
Tema: La Gota de la Vida
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Al Festival della poesia PILF 2025 c’è Sabrina Morelli come Guest of Honour, pubblicazione di Elisa Mascia

Foto cortesia di Sabrina Morelli

PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL 2025: BENVENUTI SABRINA MORELLI COME OSPITE D’ONORE

Siamo onorati di dare il benvenuto a Sabrina Morelli come ospite d’onore al Panorama International Literature Festival 2025.

Sabrina Morelli, una figura distinta sia nel campo della cultura che dei media, è originaria di Roma, Italia. Dopo aver completato gli studi classici e conseguito una laurea in giurisprudenza, la passione di Sabrina si è spostata verso l’informatica, dove si è specializzata in linguaggi e sistemi di programmazione presso il Wall Street Institute di Roma. Attualmente è conduttrice radiofonica culturale su Radio Studio 107 a Milano e presentatrice televisiva per Lombardia TV.

I contributi accademici di Sabrina includono i suoi ruoli di membro del Senato accademico presso l’Accademia Culturale Internazionale Cartagine 2.0 e di Direttore del Dipartimento Radio presso l’Accademia Tiberina di Roma.  È membro a vita della Società Dante Alighieri, giurato per l’International Poetry Contest Lettere Al Sempione 2024 e vicepresidente dell’European Literary Prize Oscar Wilde 2024.

Oltre ai suoi ruoli distinti, Sabrina è stata riconosciuta per i suoi successi letterari, partecipando al Premio Strega Poesia 2023-2024 e al Premio Campiello 2023. Appassionata sostenitrice delle arti, continua a ispirare con il suo impegno per la cultura e la letteratura.

Unisciti a noi al Panorama International Literature Festival 2025 mentre celebriamo i contributi di Sabrina Morelli al mondo della cultura.

📅 Date dell’evento: 1-31 gennaio 2025
📍 Luogo: Hybrid Mode
Tema: Jalam: The Drop of Life (sull’elemento classico Acqua)

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#PILF2025 #SabrinaMorelli #CulturalExcellence #LiteraryLeadership

PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL 2025: WELCOME SABRINA MORELLI AS GUEST OF HONOUR

We are honored to welcome Sabrina Morelli as a Guest of Honour at the Panorama International Literature Festival 2025.

Sabrina Morelli, a distinguished figure in both the fields of culture and media, hails from Rome, Italy. After completing her classical studies and earning a law degree, Sabrina’s passion shifted toward information technology, where she specialized in programming languages and systems at the Wall Street Institute in Rome. She is currently a cultural radio host on Radio Studio 107 in Milan and a TV presenter for Lombardia TV.

Sabrina’s academic contributions include her roles as a member of the Academic Senate at the Accademia Culturale Internazionale Cartagine 2.0 and as the Director of the Radio Department at the Accademia Tiberina in Rome. She is a lifelong member of the Società Dante Alighieri, a juror for the International Poetry Contest Lettere Al Sempione 2024, and Vice President of the European Literary Prize Oscar Wilde 2024.

In addition to her distinguished roles, Sabrina has been recognized for her literary achievements, participating in the Premio Strega Poesia 2023-2024 and Premio Campiello 2023. A passionate advocate for the arts, she continues to inspire with her commitment to culture and literature.

Join us at Panorama International Literature Festival 2025 as we celebrate Sabrina Morelli’s contributions to the cultural world.

📅 Event Dates: 1-31 January 2025
📍 Venue: Hybrid Mode
Theme: Jalam: The Drop of Life (On the Classical Element Water)

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Fabio Petrilli condivide un interessante articolo di Theo Di Giovanni

Foto cortesia

                                Ermeneutica dell’arte:
            Sirio Serafini, l’arte come espressione dell’anima.
                                      
                                       
Spettacolare! Un disegno che lascia intravedere anche il dinamismo delle emozioni.
Dove sono queste emozioni?
Sono gli accenni di linee curvate,
dichiarazioni di un connubio tra l’uomo e l’opera ove l’intermediario
è la genuflessione davanti la bellezza sublime…
TheoScalzo44
Il concetto di Bello e Vero è sempre stato oggetto di discussione della filosofia tale che nel 1750 Baumgarten inaugura le fondamenta dell’Estetica, sarà poi Kant con le sue Critiche ad ampliarne il discorso. E’ indiscutibile che l’arte sia LINGUAGGIO, ma, interpellando la ragione è imprescindibile chiedersi, non solo la funzione, che paradossalmente se ne deduce la risposta prima ancora del grande quesito,
Il : “Che cosa è il Linguaggio?” Diverse le interpretazioni, è nella seconda parte del XX secolo che ritroviamo l’esaustività Hideggeriana nell’opera di Hans Georg Gadamer, “Verità e Metodo”. Gadamer partendo dalla definizione che l’Essere abita il linguaggio, deduce l’importanza del dinamismo sollevando una critica verso le scienze naturali poste come dato di fatto di verità universali. L’Ermeneutica smonta l’idea della Verità scientifica considerata unica via di certezza, la scienza non è garante della Verità ma dimostra il fatto nella sua attuabilità. Nn
Pertanto è lecito parlare di verità anche nella espressione delle arti : Pittura, scultura, installazioni, poesia, prosa, etc, l’arte,  ermeneuticamente,  significa attribuire all’arte stessa la funzione epifanica, rivelando l’essere quale parametro del dinamismo del pensiero. Con l’Ermeneutica l’uomo diventa osservatore tramite la propria sensibilità e non solo sul piano di una logica razionale. Pertanto, l’approccio ermeneutico alla verità non deve risultare dogmatico o metafisico. Intesa in tal modo, l’arte ermeneutica si propone al fruitore come l’offerta di un linguaggio rivelatore dell’Essere aperto al gioco dell’interpretazione personale. Ciò conferisce movimento tanto all’immagine quanto al suo fruitore, che è chiamato ad interpretare l’immagine stessa con quella che è la sua cultura individuale, la sua esperienza.
In questa sede ci si soffermerà su un artista che è riuscito a riportare il significato e l’idea di “maniera” (manierismo come definizione etimologica) nelle sue opere, cioè ha riaperto quella porta tra leggi, misure, proporzioni che conducono all’ idea di Bello-Vero come rivelazione delle funzioni che intercorrono tra ispirazione e artista.  Sirio Serafini, è l’artista che attraverso le sue opere dona al fruitore l’anima delle opere, egli stesso asserisce che: se l’artista non coglie l’espressione dell’anima l’opera non si avvale della sua funzione pedagogica. Essendo l’arte patrimonio di tutti allora tutti possiamo imparare ad esprimere il proprio fuoco interiore. Sirio, spazia dai ritratti ai disegni scorciati, alle planimetrie della architettura classica fino ai Manga, forma di arte giapponese che in un certo senso lo hanno appassionato fin da ragazzino.
Cosa ci comunica l’opera di Sirio Serafini? Intanto c’è l’uomo con le sue dinamiche emozionali, c’è soprattutto il senso dell’ eterno memorabile: l’ Amore, ciò che  non muore, e non può morire perché creato per oltrepassare le forme spazio-temporali. Dalle sue linee delicate, morbide, dinamiche si scorge il senso linguistico dell’ermeneutica, il dialogo tra creatore e creatura che divenendo espressione viva si nutre di tutte le possibilità interpretative.  Sirio è il poeta delle linee cromatiche, innamorato di quei volti della vita che non arretrano dalla rivelazione, che non temono di esprimere la scala musicale delle armonie e delle pause, dove queste ultime rivestono il ruolo principale della ispirazione. Il disegno della cupola della basilica di San Pietro è la rappresentazione simbolica dell’ascesa dell’uomo dove il duale diviene il punto di incontro del Tutto con la sua primigenia origine: L’ Uno. Nell’attimo della contemplazione i punti interrogativi si trasformano in esclamazione senza vocaboli: espressione del silenzio da dove ha origine l’ispirazione. Ecco la Bellezza, che non riguarda la formalità temporanea dei sensi ma è ciò che cattura lo spirito e risvegliando gli occhi della coscienza questa ne guarda il particolare che vivifica lo slancio verso l’incomunicabile comunicato.
Il giovane poeta Fabio Petrilli, uno degli autori che, nonostante l’età vilgurta è conosciuto perché tra i più tradotti del panorama poetico,  si è incantato dell’ arte di Sirio, ha percepito un invito a trascrivere dei versi che potessero entrare in risonanza con la magnificenza della cupola serafiniana. I versi esprimono la fragilità umana davanti alla sua stessa potenza. L’umanità è sì fragile ma al tempo stesso capace di eternizzare, attraverso l’arte, la vita.


Silenzio
Un tuffo nel silenziotra ricordi passati.Cerco nella memoria voci e pensieri, rumorosi.
Fermo il pensiero, nuoto nel silenzio: giungono verità.Ancora mi rifugio in tegiudice non sindacabile di questo mondo
percosso dal tempo.Fragile si scopre l’uomo.

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