Olivier Pascalin presenta il suo libro: ” El caso es que” Thriller Psicologico.

Foto cortesia della locandina dell’evento culturale per la presentazione del libro:”El caso es que” Thriller Psicologico di Olivier Pascalin

Olivier Pascalin ci presenta un vero e proprio romanzo grafico, nello specifico un thriller psicologico, in cui il suspense e il mistero segnano una storia coinvolgente con la quale offre al lettore un’esperienza di lettura e il piacere di godere di un disegno con paratextos carichi di significati.
“Il detective e criminologo Leonard viene a sapere che il corpo di sua figlia è stato scoperto nella capitale inglese. Morgan è stata brutalmente mutilata, abbandonata e gettata nel Tamigi a Londra. Senza pensarci, lascia tutto per andare lì, deciso a capire che è successo dall’ultima volta che l’ha accompagnata all’aeroporto per iniziare il tour in Europa che le aveva offerto per il suo 18esimo compleanno.”
Il lettore sarà sedotto da un racconto che lo rende partecipe direttamente a partire da elementi grafici che compongono indizi e interazioni.
In questo viaggio si mettono sul tavolo questioni profonde, filosofiche, spirituali, mentre la storia ti affascina e per un momento intensifica il suspense.
Leonard sarà in grado di risolvere gli enigmi?
Mentre la trama si oscura e le pagine si dipingono di sangue ti chiedi… Scriverà qui il suo ultimo viaggio?

Leonel Alvarez
Città di Santa Fe Capitale

Olivier Pascalin nos presenta una genuina novela gráfica, específicamente un thriller psicológico, en donde el suspenso y el misterio signan una historia atrapante con la que ofrece al lector una experiencia de lectura y el placer de disfrutar de un diseño con paratextos cargados de significados.
“El detective y criminólogo Leonard se entera que el cuerpo de su hija fue descubierto en la capital inglesa. Morgan fue brutalmente mutilada, abandonada y arrojada al Támesis en Londres. Sin pensarlo, lo deja todo para ir allí, decidido a entender que ha pasado desde la última vez que la acompañó al aeropuerto para comenzar la gira por Europa que le había ofrecido por su cumpleaños número 18.”
El lector quedará seducido por un relato que lo hace partícipe directo a partir de elementos gráficos que conforman pistas e interacción.
En este viaje se ponen sobre la mesa cuestiones profundas, filosóficas, espirituales, mientras la historia te cautiva y por momentos intensifica el suspenso.
¿Podrá Leonard resolver los enigmas?
Mientras la trama se oscurece y las páginas se pintan de sangre te preguntas… ¿Se escribirá aquí su último viaje?

Leonel Alvarez
Ciudad de Santa Fe Capital

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Lancio del nuovo libro di Olivier Pascalin: “El caso es que” Thriller Psicologico, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Rajashree Mohapatra©Bhubaneswar, Odisha, India

Foto cortesia di Rajashree Mohapatra -India

ORA SEI INNAMORATO.

Una stella lontana, persa in un passato remoto
svelata, silenziosamente entra nel mio cuore.

In una valle cieca, danzano fiori selvatici
La notte sente nell’aria la tua fragranza.

Un ruscello lamentoso cerca il mare
Tu attraversi le barriere per cercarmi.

Canta la canzone del tuo amore appassionato
intonata a quest’ora sulla riva tormentata.

Ama le onde dell’amore che si sollevano nella vita
L’aroma dei nostri sogni stanotte mi culla

Sei innamorato, sussurra il vento
sul tuo viso luminoso, appare un sorriso raro.

Insieme cerchiamo le lacrime cristalline incastonate
nella culla della solitudine che si ravvivano all’ora del sonno.

Rajashree Mohapatra©
Bhubaneswar, Odisha, India

ORIGAMI D’AMORE

Proprio dall’altra parte del ruscello…
Quando i tuoi occhi incontrano i miei…
Le mie cavigliere tintinnano, i miei braccialetti suonano.

I fiori selvatici sussurrano quando le tue parole fluttuano
nei campi cristallini di un mistero senza fine.

Il cielo è silenzioso, la luna è assente
Le nuvole scure avvolgono i nostri sogni stellati

Gli uccellini innamorati osservano gli alberi addormentati.
Il vento notturno ruggisce contro l’arrogante scogliera.

Il silenzioso linguaggio dell’amore non poteva rivelare la storia.
Le onde rimasero assetate nel loro mare.

Rajashree Mohapatra©
Bhubaneswar, Odisha, India

NOW YOU ARE IN LOVE.

A distant star lost in remote past
Unveiled silently enters my heart.

In a blind valley wild flowers dance
Night sence in air your fragrance.

Lamenting stream seeks the sea
You cross the barriers to seek me .

Sing the song of your passionate love
Tuned at this hour at the tormented shore .

Love the waves of love surging in life
Aroma of our dreams cradles to-night.

You are in love , wind whispers
On your glowing face , a rare smile appears.

Together we search the crystalline tears embedded
In the cradle of solitude enliven on the time of bed .

Rajashree Mohapatra©
Bhubaneswar, Odisha, India

ORIGAMI  OF LOVE

Just across the stream …
When your eyes meet mine …
My anklets jingle ,My bracelets tinkle .

Wild flowers whisper when your words float
in the crystal fields of never ending mystery .

The sky is silent ,the moon is absent
The dark clouds wrap our starry dreams

The love birds watch the sleeping trees.
The night wind roars against the arrogant cliff

The silent language of love couldn’t reveal the story.
The  waves remained thirsty in their own sea.

Rajashree Mohapatra©
Bhubaneswar, Odisha, India

Una poesia di Fiorella Giovannelli

Foto cortesia di Fiorella Giovannelli

Requiem

Requiem a te anima mia,che non hai avuto parole di addio.
Non ti ho chiesto perdono,né ti ho portato fiori
quando la tua luce è svanita senza rumore.

Ho voluto credere
che fossi ancora tra i giorni che sfiorano l’anima,
che ogni passo fosse un ritorno,
che ogni silenzio ti parlasse.

Ma ora ti trovo nei respiri corti, in
quelle ombre che si allungano
come memorie che non vogliono farsi dimenticare.

Non ho versato lacrime,per paura di perderti davvero.
Ed ora, sola, ti lascio andar via
con il cuore che non ha più domande né risposte.


Fiorella Giovannelli, nata in un borgo medievale dell’Alto Lazio, ama la scrittura da sempre. Dopo i primi premi giovanili, riprende a scrivere in età matura, ottenendo nuovi riconoscimenti. Ha fondato l’Associazione L@Nuov@ Mus@, con cui per 25 anni ha organizzato reading e concorsi poetici internazionali. Le sue poesie sono lette da una radio messicana in tre lingue. Ama l’arte in ogni sua forma.

Maria Teresa Infante presenta il suo nuovo libro “La Sconosciuta” a San Severo (FG)

Foto cortesia della copertina del libro ” La Sconosciuta “

Maria Teresa Infante La Marca presenta “La Sconosciuta” a San Severo (FG)


La Sconosciuta, Genesi Editrice è il romanzo della scrittrice di San Severo, Maria Teresa Infante La Marca pubblicato nel 2022 con Genesi Editrice (TO) di Eleonora e Sandro Gros-Pietro.

Il romanzo – 23esima pubblicazione dell’Autrice – sarà presentato a San Severo (FG), sabato 3 maggio 2025, presso la Sala Basso di Palazzo Celestini (Comune) con inizio alle ore 18:15. 
Pietro Frisi, dottore in Lettere Moderne e Filologia, dialogherà con l’autrice, in veste di relatore, un binomio già collaudato con successo presso il Circolo Unione di Lucera e con l’Associazione Eureka di Apricena.
Il reading sarà affidato all’artista Nazario Vasciarelli, attore, autore, cantautore, il cui talento interpretativo è di indubbio e collaudato spessore.

La Sconosciuta, grazie all’ottimo riscontro della critica letteraria, è stato presentato in anteprima assoluta presso la Sala conferenze del Museo Miniucchi – Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario a Rocca Sinibalda (Rieti) – a cura della giornalista Maria Grazia Di Mario, saggista e scrittrice, con la partecipazione del poeta-critico letterario Sandro Angelucci in veste di relatore.
Dopo varie presentazioni anche sul territorio (Foggia, Lucera, Apricena…), M. Teresa Infante La Marca finalmente potrà circondarsi dell’affetto dei suoi concittadini.

“Ho inteso celebrare il più nobile dei sentimenti, l’Amore, sempre puro, innocente anche quando arriva con una tale potenza, a volte devastante, da sconvolgere le esistenze, mettendo a nudo i limiti e le fragilità umane costretti a scontrarsi con la realtà dei pregiudizi, delle apparenze, delle ipocrisie e dei dettami della società. Un Amore che non conosce destinazione o meta, che abbatte le barriere spazio-temporali, che non nasce e non muore, non ha inizio o fine, esiste, oltre il nostro esserci.
Un’opera romanzata ma non incasellabile in un genere letterario per il suo essere fuori dai consueti canoni stilistici, soprattutto per la stesura quasi interamente in prosa poetica, definita successivamente da più note critiche di lettura “una poesia in cento pagine”.
(L’Autrice)

Il romanzo si avvale della prefazione di Sandro Angelucci, con postfazioni di Maria Grazia Di Mario e Mauro Paolo Pietro Montacchiesi di cui si riportano brevi passaggi critici esaustivi:

C’è un eros di una finezza, di una gradevolezza più uniche che rare: così innocente da indurci a credere che il paradiso esista realmente, qui terrestre. (Sandro Angelucci, poeta, critico letterario)

Un libro che fa riflettere, non facile nei contenuti anche per uno stile originale che lega la scrittura narrativa alla poesia. Romanzo ben scritto, nella forma e nel contenuto non scontato, adatto per poeti e per pensatori, filosofi e psicologi. (Maria Grazia Di Mario, giornalista, scrittrice, saggista)

La Infante ha creato un ibrido lirico-narrativo di singolare tecnica. LUI, LEI vivono un amore assoluto ma il vero protagonista è il Destino. (Mauro Paolo Pietro Montacchiesi, saggista, critico letterario)

La cittadinanza è invitata

Foto cortesia di Maria Teresa Infante e il libro

Interessante reportage fotografico del Prof. Kareem Abdullah e i suoi cari amiciche celebra l’ incontro di arte e cultura poetica e letteraria tra amici.

Foto cortesia del prof Kareem Abdullah -Iraq


Bellissimo reportage fotografico del
Prof. Kareem Abdullah e i suoi cari amici
che celebra l’ incontro di arte e cultura poetica e letteraria tra amici che è vero cibo per l’anima, gioia nella condivisione di pensieri e opinioni, momenti di scambio artistico e letterario.

Per riflettere insieme sull’importanza dei luoghi della cultura oggi come nei tempi antichi il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive alcuni pensieri dell’ esperienza culturale con l’incontro degli amici e condivide la vera essenza dell’amicizia nel  racconto di una giornata vissuta diversamente dalla solita routine quotidiana.

Elisa Mascia – autrice

” Dopo una lunga pausa sono tornato oggi per visitare Al-Mutanabbi Street, un luogo che sempre rinfranca lo spirito.
In mezzo al meraviglioso caos di libri e opere creative, ho avuto il piacere di incontrare cari amici: il poeta Fadel Hatim, le cui parole cantano ciò che non può essere espresso, e il critico Jumaa Abdullah, maestro nell’arte di evidenziare le bellezze nascoste tra le righe.
Al-Mutanabbi Street è sempre un rifugio per i creativi e, durante ogni visita, con la sua profondità e la sua anima è un arricchimento culturale ulteriore.
L’incontro di oggi è stato più di un semplice ritrovarsi tra amici; è stato un rinnovamento nel rievocare dei ricordi e la riscoperta di momenti indimenticabili nel mondo della letteratura e della cultura.
Il commiato tra noi amici è avvenuto con l’ augurio di salute e successo a tutti e ringraziando Dio per la benedizione per avermi permesso di essere presente in questo luogo colmo di pensieri e riflessioni e di tanta creatività.”


Prof Kareem Abdullah -Iraq

Beautiful photographic reportage by
Prof. Kareem Abdullah and his dear friends
that celebrates the meeting of art and poetic and literary culture between friends that is true food for the soul, joy in sharing thoughts and opinions, moments of artistic and literary exchange.

To reflect together on the importance of places of culture today as in ancient times, Prof. Kareem Abdullah -Iraq writes some thoughts of the cultural experience with the meeting of friends and shares the true essence of friendship in the story of a day lived differently from the usual daily routine.

Elisa Mascia Author

“After a long break, I returned today to visit Al-Mutanabbi Street, a place that always refreshes the spirit.
Amidst the wonderful chaos of books and creative works, I had the pleasure of meeting dear friends: the poet Fadel Hatim, whose words sing of what cannot be expressed, and the critic Jumaa Abdullah, a master in the art of highlighting the beauty hidden between the lines.
Al-Mutanabbi Street is always a haven for creative people and, during each visit, with its depth and soul, it is an additional cultural enrichment.
Today’s meeting was more than just a meeting among friends; it was a renewal in recalling memories and rediscovering unforgettable moments in the world of literature and culture.
The farewell among us friends took place with the wish of health and success to all and with thanks to God for the blessing of allowing me to be present in this place filled with thoughts and reflections and so much creativity.”


Prof Kareem Abdullah -Iraq

Foto cortesia

Foto cortesia

Signora dei baci caldi! è la creazione poetica del prof Kareem Abdullah -Iraq nell’idioma originario arabo e in italiano

Foto cortesia del prof Kareem Abdullah -Iraq

Signora dei baci caldi!

Il tuo viso accoglie il mattino e mi invia il tuo dolce sorriso che spezza le catene della mia tristezza.
Quanto è bello il primo sguardo  nell’ amore?!
Come posso disegnare il calore del tuo sorriso in parole?!
Da quando tu ed io abitiamo nei miei occhi, ogni volta che prendo la tua mano,
la mia anima sboccia e canta per te, danzando.
Finora ho rassicurato i miei occhi ammirando le tue foto.
La notte abitava il mio cuore,  da quando ci sei tu il sole ha lasciato il cielo e vive nella mia anima.
Non sai che il tuo sorriso vince l’oscurità?!
La morte non ci sconfiggerà mentre siamo insieme.
Non mi ricordo di te poiché sei sempre con me e vivi in questo cuore.
Ogni volta che soffia lo zefiro,
il tuo ricordo ritorna come una leggera brezza che mi accarezza il viso.
Ti cerco in ogni angolo della mia anima e ti trovo lì, disegnata sulle pareti del mio cuore.
Sei la storia che riecheggia nei miei giorni,
continuerò ad essere affascinato restando prigioniero del calore del tuo amore fino a quando il mondo non scomparirà e il mio cuore continuerà a desiderarti.

Kareem Abdullah – Iraq

سيّدةُ القُبلاتِ الدافئة
وجهُكِ يرحبُ بالصباحِ ويبعثُ ابتسامتَكِ الحلوةَ التي تفكُّ أغلالَ حزني، ما أجملَ أولَ نظرةٍ في العشق؟! وكيفَ لي أنْ أرسمَ دفءَ ابتسامتِكِ بالكلمات؟! مُذْ كنّا وأنتِ تسكنينَ عيوني، كلما أُمسِكُ يدَكِ، أزهرتْ روحي وغنّتْ لكِ راقصةً. للآنَ أُطمئنُ عيوني برؤيةِ تصاويرِكِ. الليلُ يسكنُ قلبي مُذْ فارقتْ شمسُكِ سماءَ روحي. ألا تعلمينَ بأنَّ ابتسامتَكِ تهزمُ العتمة؟! لنْ يهزمنا الموت ونحنُ معاً. أنا لا أتذكركِ لأنكِ معي دائماً تسكنينَ هذا القلب. فكلما هبَّ النسيم، تعودُ ذكراكِ كنسمةٍ تُلامسُ وجهي. فأبحثُ عنكِ في كلِّ زاويةٍ من نفسي، وأجدُكِ هناك، تُرتسمينَ على جدرانِ قلبي. أنتِ الحكايةُ التي تترددُ في صدى أيامي، وسأظلُّ أسيرَ دفءِ حبِّكِ إلى أن يغيبَ العالمُ، ويظلُّ قلبي يشتاقُ لكِ.

كريم عبدالله – العرا

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Nell’ angolo poetico la poesia del prof Kareem Abdullah -Iraq, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Danijela Cuk e una sua poesia

Foto cortesia di Danijela Cuk


SII UMILE

La modestia è una virtù delle grandi persone,
Perciò sii sempre umile e modesto,
Non lasciarti sedurre dalla falsa bellezza,
e non si lancia con leggerezza nelle sue fauci.

Non chiedere troppo alla vita perché sai,
niente è eterno, tutto ha una fine,
Che ciò che guadagni con le tue azioni sia adornato di splendore umano,
valorizza te stesso e gli altri.

Qualcuno non ha nemmeno quello che hai tu,
Se avessi anche solo una frazione di tutto ciò, darei tutto al mondo,
avere un pezzo di pane al giorno,
Questo è il suo sogno più grande.

E avere un tetto sopra la testa,
non dormire sotto la copertura di un cielo sereno,
Il suo unico desiderio è esattamente questo,
e quindi…sii felice se hai quanto sopra.

Vivere non è avere tutto,
ma avere ciò che basta per la pace,
quando non devi preoccuparti di dove sarai domani,
e ti spezzeranno i nuovi mattini.

Daniela Cuk

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Per l’angolo poetico Danijela Cuk ha inviato la sua poesia

Il prof Kareem Abdullah -Iraq dalla lettura critica scrive l’analisi della poesia: ” Lo spazio dell’anima” di Ali Imran

Foto cortesia di Ali Imran e Kareem Abdullah

Alla ricerca dell’infinito:
Lettura critica e analitica della poesia dal titolo: “Lo spazio dell’anima” del poeta Ali Amran
Redatta dal critico letterario: Kareem Abdallah – Iraq.

” La complessità del sé, dell’esistenza e la ricerca della fonte di energia “

Il poema di Ali Imran “Lo spazio dell’anima ” porta il lettore in un viaggio profondo e introspettivo, che trascende i confini dell’esistenza ordinaria, esplorando la natura sfuggente dell’anima e l’eterna ricerca dell’illuminazione spirituale.

Attraverso il linguaggio simbolico, i riferimenti metafisici e la ricchezza di immagini, il poema esplora le profonde complessità dell’io, dell’esistenza e della ricerca della fonte di energia che guida l’universo.

Al centro del poema c’è il tema della lotta esistenziale. L’oratore inizia interrogandosi su dove andare di fronte a misteri esistenziali che affrontano e sfidano la comprensione umana, spingendo contro i limiti della filosofia e della scienza. Questa domanda mette in luce il mistero profondo dell’esistenza umana, uno che non può essere pienamente spiegato o compreso attraverso il pensiero razionale. Lo “spazio dell’anima” diventa la metafora per questo regno sfuggente e spesso inaccessibile, rappresentando un luogo oltre l’intelletto e la comprensione dove il sé cerca di comprendere la sua vera natura.

Il desiderio del parlante di trascendere i limiti dell’esistenza umana è catturato attraverso la metafora di Seastar, una creatura capace di rigenerazione. Questa immagine funge da potente simbolo di trasformazione e rinnovamento. L’oratore immagina di immergersi nella “sorgente primordiale” della vita e dell’energia, desiderando riconnettersi con l’essenza fondamentale che sostiene tutta la vita. In questo desiderio, vediamo un anelito a ritornare ad uno stato più puro dell’essere, a trascendere le ferite fisiche ed emotive e a guarire l’anima mentre la stella marina rigenera i suoi arti rotti.

Il viaggio di ritorno alla spiaggia, l’interazione tra acqua, terra, aria e fuoco, riflette l’interconnessione degli elementi della natura e la loro rilevanza simbolica per l’esperienza umana. L’acqua simboleggia la profondità emotiva e la guarigione, la terra rappresenta la solidità e l’esistenza fisica, l’aria si collega all’intelletto e al respiro, e il fuoco incarna la passione e l’energia.

Questi elementi servono come metafore per le fasi di auto-realizzazione e risveglio spirituale. Il cuore inquieto dell’oratore, spinto dalle fiamme della passione e del desiderio, parla del tumulto interiore che spesso accompagna la ricerca della verità e del significato.

In tutto il poema, la ricerca dell’auto-illuminazione diventa sinonimo della ricerca di una verità spirituale superiore. Il riferimento al campo quantistico, con la sua suggestione dell’interconnessione di tutte le cose a livello subatomico, introduce l’idea che il viaggio spirituale del parlante non è solo personale ma universale. Abbracciando le particelle del campo quantistico, l’oratore cerca di armonizzarsi con il tessuto stesso del cosmo, immergendo il sé nella “luce” che simboleggia sia l’energia divina che l’amore.

L’interazione tra luce e amore è centrale nel poema. La luce è rappresentata come un agente che ispira amore, mentre l’amore, a sua volta, diffonde la luce. Questa relazione reciproca tra amore e luce suggerisce che la vera illuminazione spirituale nasce da una trasformazione interiore – un processo di abbracciare l’amore come fonte ultima dell’energia cosmica. Il desiderio dell’oratore di assimilare questa luce ad ogni respiro rivela una fame insaziabile per l’unità con il divino, una ricerca infinita di illuminazione che rimane sempre sfuggente ma profondamente desiderata.

La natura paradossale dell’energia divina è centrale per l’esplorazione filosofica del poema. L’oratore riconosce che la fonte di energia, anche se “misteriosa e ineffabile”, pulsa attraverso tutta l’esistenza. Questo paradosso – qualcosa di accessibile e inaccessibile, visibile ma invisibile – riflette la complessità del viaggio spirituale. Sottolinea che l’ultima verità o fonte di energia può essere vissuta a un livello intimo ma rimane al di là della piena comprensione, incarnando l’ineffabilità del divino.

L’impegno dell’oratore a lottare per questa illuminazione spirituale è incrollabile. La ripetizione della frase “io” segnala una ricerca attiva, uno sforzo continuo che trascende il riposo. La ricerca dell’amore e della luce diventa uno sforzo che dura tutta la vita, guidato da un bisogno che è sia infinito che insaziabile. Attraverso questa determinazione, l’oratore fa eco alla condizione umana universale: un desiderio irrequieto di connettersi con qualcosa di più grande di se stessi.

In conclusione, “Lo spazio dell’anima” di Ali Imran è una profonda meditazione sulla ricerca umana del significato, della realizzazione di sé e della connessione con il divino. Le immagini vivide, la profondità filosofica e la ricchezza simbolica della poesia offrono un’esplorazione della natura sfuggente dell’anima, il potere rigeneratore dell’amore e l’infinita ricerca dell’illuminazione. Attraverso la sua focalizzazione sulla natura ineffabile e paradossale dell’esistenza, la poesia parla del desiderio umano universale per la trascendenza spirituale e l’unità con il cosmo.

Lo Spazio dell’Anima
Dove dovrei andare
Se i miei misteri esistenziali
Continuassero a sfidare
tutte le filosofie e le scienze,
Mentre lo spazio dell’anima rimane sfuggente?
A volte, desidero essere una stella marina
Immergermi nelle profondità della fonte primordiale
di vita ed energia
Nuotare come un amante estatico,
Di fronte al dolore
Rigenerare le mie ali spezzate
come una stella marina.
Ritrovare la strada per la spiaggia
Dall’acqua alla terra
Dalla terra all’aria
Dall’aria al fuoco
Fuoco nel mio cuore inquieto
Per cercare le mie corde sonore
Turbo come un mistico
Oh, mi impegnerò
Per arricchire la mia aura interiore
Abbracciare ogni particella
Nel campo quantico
Immergere tutto il mio essere nella luce
Per vedere come la luce ispira amore
E come l’amore diffonde la luce.  Non mi fermerò, ma cercherò
la fonte della mia energia –
Misteriosa e ineffabile,
Eppure pulsante in tutto il mio essere,
Accessibile ma inaccessibile,
Visibile ma invisibile – tutto in una volta.
Assimilerò la luce dell’amore
Con ogni respiro
Infinitamente
Insaziabilmente.


Kareem Abdullah è un rinomato critico letterario e poeta iracheno, le cui opere trattano i temi dell’amore, della vita, del senso di isolamento e delle connessioni spirituali nella vita moderna. Le sue poesie sono apparse in diverse lingue.

Seeking the Infinite: Critical and analytical reading of the poem entitled: “The space of the soul” by the poet Ali Amran
Written by the literary critic: Kareem Abdallah – Iraq.

The complexities of self, existence, and the search for the source of energy.

Ali Imran’s poem “The Soul Space” takes the reader on a profound and introspective journey, one that transcends the boundaries of ordinary existence, exploring the elusive nature of the soul and the eternal quest for spiritual enlightenment.

Through symbolic language, metaphysical references, and rich imagery, the poem delves into the deep complexities of self, existence, and the search for the source of energy that drives the universe.

At the heart of the poem lies the theme of existential struggle. The speaker begins by questioning where to go when faced with existential mysteries that challenge and defy human understanding, pushing against the limits of philosophy and science. This query highlights the profound mystery of human existence, one that cannot be fully explained or grasped through rational thought. The “soul space” becomes the metaphor for this elusive and often inaccessible realm, representing a place beyond intellect and comprehension where the self seeks understanding of its true nature.

The speaker’s desire to transcend the limitations of human existence is captured through the metaphor of Seastar, a creature capable of regeneration. This image serves as a powerful symbol of transformation and renewal. The speaker imagines diving into the “primordial source” of life and energy, wishing to reconnect with the fundamental essence that sustains all life. In this desire, we see a yearning to return to a purer state of being, to transcend physical and emotional wounds, and to heal the soul as the starfish regenerates its broken limbs.

The journey back to the beach, the interplay between water, earth, air, and fire, reflects the interconnectedness of the elements of nature and their symbolic relevance to the human experience. Water symbolizes emotional depth and healing, earth represents groundedness and physical existence, air connects to intellect and breath, and fire embodies passion and energy.

These elements serve as metaphors for the stages of self-realization and spiritual awakening. The speaker’s restless heart, driven by the flames of passion and yearning, speaks to the inner turmoil that often accompanies the search for truth and meaning.

Throughout the poem, the quest for self-enlightenment becomes synonymous with the search for a higher spiritual truth. The reference to the quantum field, with its suggestion of the interconnectedness of all things at the subatomic level, introduces the idea that the speaker’s spiritual journey is not just personal but universal. By embracing the particles of the quantum field, the speaker seeks to harmonize with the fabric of the cosmos itself, immersing the self in the “light” that symbolizes both divine energy and love.

The interplay between light and love is pivotal in the poem. Light is portrayed as an agent that inspires love, while love, in turn, spreads the light. This reciprocal relationship between love and light suggests that true spiritual illumination arises from an inner transformation — a process of embracing love as the ultimate source of cosmic energy. The speaker’s longing to assimilate this light with each breath reveals an insatiable hunger for unity with the divine, an endless quest for enlightenment that remains ever elusive yet deeply desired.

The paradoxical nature of the divine energy is central to the poem’s philosophical exploration. The speaker acknowledges that the source of energy, though “mysterious and ineffable,” pulsates through all of existence. This paradox — something both accessible and inaccessible, visible yet invisible — reflects the spiritual journey’s complexity. It emphasizes that the ultimate truth or source of energy can be experienced on an intimate level yet remains beyond full comprehension, embodying the ineffability of the divine.

The speaker’s commitment to striving for this spiritual enlightenment is unwavering. The repetition of the phrase “I will” signals an active pursuit, an ongoing effort that transcends rest. The quest for love and light becomes a lifelong endeavor, driven by a need that is both infinite and insatiable. Through this determination, the speaker echoes the universal human condition: a restless yearning to connect with something greater than oneself.

In conclusion, Ali Imran’s “The Soul Space” is a profound meditation on the human search for meaning, self-realization, and connection with the divine. The poem’s vivid imagery, philosophical depth, and symbolic richness offer an exploration of the elusive nature of the soul, the regenerative power of love, and the endless quest for enlightenment. Through its focus on the ineffable and paradoxical nature of existence, the poem speaks to the universal human longing for spiritual transcendence and unity with the cosmos.

The Soul Space
The Soul Space
Where should I go
If my existential mysteries
Continue to defy
All philosophies and sciences,
While the soul space remains elusive?
Sometimes, I wish to be a seastar
Dip deep into the primordial source
Of life and energy
Swim like an ecstatic lover,
In the face of hurt
Regenerate my broken wings
Like a starfish.
Find my way back to the beach
Water to earth
Earth to air
Air to fire
Fire in my restless heart
Search my sonoric strings
Whirl like a mystic
Oh, I will strive
To enrich my inner aura
Embrace each particle
In the quantum field
Immerse all my being in the light
To see how the light inspires love
And how love spreads the light.
I will not rest but seek
The source of my energy –
Mysterious and ineffable,
Yet pulsating in all my being,
Accessible yet inaccessible,
Visible yet invisible – all at once.
I will assimilate the light of love
With each breath
Endlessly
Insatiably.


Kareem Abdullah is a renowned Iraqi literary critic and poet, whose works deal with the themes of love, life, feelings of isolation, and spiritual connections in modern life. His poems have appeared in several languages.

Marx Bauzà dall’Argentina condivide la video poesia: “Quel vuoto”

Foto cortesia di Marx Bauzà – Argentina

*“Quel vuoto”*
*Videopoesia di Marx Bauzá*

In *Dovremmo prenderci carico di questo vuoto*, Marx Bauzá condensa l’urgenza politica in una poesia che si scompone e si ripete come una preghiera laica, un incantesimo civico. La voce parla, insiste, si riduce all’essenziale, come il fumo che si espande senza meta ma occupa tutto: si insinua nelle crepe del linguaggio, negli interstizi del disincanto.
 
La poesia non cerca di abbellire o spiegare. È vuoto ed è fame. È fumo ed è eco. 
Ciò che i partiti politici lasciano dietro di sé non è solo un vuoto istituzionale, ma una tempesta emotiva, una domanda senza risposta. 

E in quell’assenza che arde senza fuoco, la poesia si trasforma in territorio da occupare, in bisogno sociale, in urgenza che diventa poesia.

—

*Dovremmo farci carico di questo vuoto.*

Dovremmo prenderci carico della situazione.
Come cittadini dovremmo assumerci le nostre responsabilità.
Prendere in carico i partiti politici.
Dobbiamo prendere in mano la situazione e colmare una volta per tutte il vuoto lasciato dai partiti politici.
Dobbiamo prendere in mano la situazione e colmare il vuoto lasciato dai partiti politici.
Dobbiamo prendere in mano la situazione e riempire il vuoto lasciato dai politici.
Dobbiamo prendere in mano la situazione e colmare una volta per tutte il vuoto lasciato dai politici.
Dobbiamo prenderci carico di loro e colmare il vuoto che hanno lasciato.
Dobbiamo prenderci carico di loro e colmare il vuoto che hanno lasciato.
Avremmo dovuto colmare il vuoto che avevano lasciato.
Riempi il vuoto che hanno lasciato dietro di sé.
Quello spazio vuoto lasciato dai partiti politici.
Hanno lasciato un vuoto enorme.
Quel vuoto che.
Quel vuoto.
Un vuoto enorme e abbiamo fame.
Abbiamo fame e sentiamo questo enorme vuoto, ma non abbiamo nemmeno un fuoco.

*Marx Bauzá.*


*“Ese vacío”*
*Videopoema de Marx Bauzá*

En *Tendríamos que hacernos cargo de este vacío*, Marx Bauzá condensa la urgencia política en un poema que se descompone y se repite como un rezo laico, un conjuro cívico. La voz dice, insiste, se reduce a lo esencial, como el humo que se expande sin rumbo pero lo ocupa todo: se cuela por las grietas del lenguaje, por los intersticios del desencanto.
 
El poema no busca adornar ni explicar. Es vacío y es hambre. Es humo y es eco. 
Lo que dejaron los partidos políticos no es sólo un hueco institucional, sino una intemperie afectiva, una pregunta sin respuesta. 

Y en esa ausencia que arde sin fuego, el poema se transforma en territorio a ocupar, en necesidad social, en urgencia que se hace poema.

—

*Tendríamos que hacernos cargo de este vacío.*

Tendríamos que hacernos cargo.
Como ciudadanos tendríamos que hacernos cargo.
Hacernos cargo de los partidos políticos.
Tendríamos que hacernos cargo y ocupar de una vez por todas ese espacio vacío que dejaron los partidos políticos.
Tendríamos que hacernos cargo y ocupar de una vez ese espacio vacío que dejaron los partidos políticos.
Tendríamos que hacernos cargo y ocupar de una vez ese espacio vacío que dejaron los políticos.
Tendríamos que hacernos cargo y ocupar de una vez ese vacío que dejaron los políticos.
Tendríamos que hacernos cargo y ocupar de una vez ese vacío que dejaron.
Tendríamos que hacernos cargo y ocupar ese vacío que dejaron.
Tendríamos que ocupar ese vacío que dejaron.
Ocupar ese vacío que dejaron.
Ese espacio vacío que dejaron los partidos políticos.
Un vacío enorme dejaron.
Ese vacío que.
Ese vacío.
Un vacío enorme y nosotros con hambre.
Nosotros con hambre y este vacío enorme pero ni siquiera tenemos fuego.

*Marx Bauzá.*

https://youtu.be/quHx3Fv9yTc?si=mtMUcnv8hkUbRGES

Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica e stilistica

Foto cortesia di Kristy Raines e Kareem Abdullah

Lettura critica e analitica della poesia dal titolo: “Una brezza primaverile che chiama” della poetessa : Kristy Raines
Redatta dal critico letterario: Kareem Abdullah- – Iraq.

La poesia “Una brezza primaverile che chiama” è un bellissimo e toccante lavoro che cattura magistralmente le emozioni dell’amore, del desiderio e della ricerca di speranza. Attraverso immagini vivide e una miscela armoniosa di natura e sentimenti umani, il poema risuona profondamente e lascia un’impressione duratura.
Si apre con una suggestiva immagine visiva dell’eroina come un gabbiano solitario che vola sopra una terra lontana alla ricerca del suo amato.
Questa immagine riflette con forza la solitudine e l’isolamento emotivo che sperimenta, divisa tra speranza e disperazione, tra perdita e anticipazione. Il gabbiano, che lotta per rimanere in alto, riflette il suo fragile stato emotivo: le sue ali di speranza a malapena la tengono mentre cerca ciò che sembra essere fuori dalla sua portata.

Man mano che la poesia si sviluppa, gli elementi naturali si intrecciano con livelli emozionali più profondi. Il profumo della brezza primaverile diventa un simbolo di rinnovamento e speranza, una chiamata sottile ma potente a qualcosa di più grande.
La brezza non è solo un elemento della natura, ma una metafora per il silenzio, spesso trascurato segni di amore e ispirazione. È come se il vento portasse con sé la possibilità del risveglio, del perdono e dell’amore in attesa di essere riscoperto.

Il poema si trasforma in un’esperienza musicale e sensoriale, dove la melodia dell’amore e le parole formate come una melodia da un flauto cavo portano un ulteriore strato di profondità. Questa immagine amplifica la connessione tra suono, emozione e il desiderio che riempie l’aria. Il cuore anelante dell’amante raggiunge oltre le nuvole, cantando il suo nome attraverso le lacrime che cadono-una squisita raffigurazione di devozione e passione non detta.

La chiusa della poesia  è allo stesso tempo tenera e potente, poiché l’abbraccio condiviso tra gli amanti viene descritto come una storia che le parole non potrebbero mai catturare completamente. Questa toccante conclusione rafforza l’idea che l’amore trascende il linguaggio e può essere veramente compreso solo attraverso la connessione più profonda tra due cuori.

Nel complesso, “Una brezza primaverile che chiama ” è un viaggio poetico che mescola magistralmente la bellezza della natura con le complessità delle emozioni umane. Il linguaggio è lirico, evocativo e pieno di un profondo senso di desiderio e soddisfazione. È un tributo alla capacità dell’amore di trascendere distanza, tempo e persino parole, lasciando un potente impatto emotivo sul lettore.

Kareem Abdullah

Una brezza primaverile che chiama

Come un gabbiano solitario che vola sopra una terra lontana
cerca colui che l’aspetta
Ali solitarie la tenevano a malapena in aria mentre cercava
incapace di trovarlo a terra sotto un cielo grigio
Come un cuore così ferito che si sentiva destinato ad arrendersi
scopre una fragranza in una brezza primaverile che chiama…
Lei sentì la melodia del suo amore mentre lui la cercava
desiderando la carezza che avrebbe confortato il suo cuore
Il canto la trovò sopra il suono delle onde che si infrangono
con parole formate come una melodia da un flauto vuoto
Il suo cuore desideroso la trovò oltre le nuvole
e cantò il suo nome attraverso le lacrime che gli rigavano il viso…
Il loro abbraccio raccontava una storia che le parole non avrebbero mai potuto esprimere.

©️Kristy Raines




Critical and analytical reading of the poem entitled: “A Spring Breeze Calling” by the poet: Kristy Raines
Written by the literary critic: Kareem Abdullah – Iraq.

The poem “A Spring Breeze Calling” is a beautiful and poignant work that masterfully captures the emotions of love, longing, and the quest for hope. Through vivid imagery and a harmonious blending of nature and human feelings, the poem resonates deeply and leaves a lasting impression.

It opens with a striking visual image of the heroine as a solitary seagull flying over a distant land in search of her beloved. This image powerfully reflects the solitude and emotional isolation she experiences, torn between hope and despair, between loss and anticipation. The seagull, struggling to stay aloft, mirrors her fragile emotional state—her wings of hope barely holding her as she searches for what seems to be beyond her reach.

As the poem unfolds, the natural elements intertwine with deeper emotional layers. The scent of the spring breeze becomes a symbol of renewal and hope, a subtle, yet powerful call to something greater. The breeze is not just an element of nature but a metaphor for the quiet, often overlooked signs of love and inspiration. It’s as though the wind carries with it the possibility of revival, of forgiveness, and of love waiting to be rediscovered.

The poem beautifully transitions into a musical and sensory experience, where the tune of love and the words formed like a melody from a hollow flute bring an added layer of depth. This image amplifies the connection between sound, emotion, and the longing that fills the air. The yearning heart of the lover reaches beyond the clouds, singing her name through the tears that fall—an exquisite depiction of unspoken devotion and passion.

The poem’s ending is both tender and powerful, as the embrace shared between the lovers is described as a story that words could never fully capture. This poignant conclusion reinforces the idea that love transcends language and can only truly be understood through the deepest connection between two hearts.

Overall, “A Spring Breeze Calling” is a poetic journey that masterfully blends nature’s beauty with the complexities of human emotion. The language is lyrical, evocative, and filled with a deep sense of yearning and fulfillment. It’s a tribute to love’s ability to transcend distance, time, and even words, leaving a powerful emotional impact on the reader.



A Spring Breeze Calling

Like a single seagull flying over a distant land
she seeks for he who would be waiting for her
Lonely wings barely held her in the air as she searched
unable to find him on the ground below a gray sky
As a heart so wounded felt destined to give up
it discovers a fragrance in a spring breeze calling…
She heard the tune of her love as he searched for her
longing for the caress that would comfort his heart
The song found her over the sounds of crashing waves
with words formed like a melody from a hollowed-out flute
His yearning heart found her beyond the clouds above
and sang her name through the tears rolling down his face…
Their embrace told a story no words could ever express.

©️Kristy Raines

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