Una dedica per il Santo Padre Papa Francesco giunge dall’ Iraq dal poeta, scrittore prof Kareem Abdullah, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia del prof Kareem Abdullah -Iraq

I cento dollari che rovesciarono il trono delle fiamme

Alla fine della montagna, dove la gloria si ritira dalle spalle degli uomini, e dove le finestre si chiudono sul silenzioso oro, c’era un uomo che camminava con passi che non si udivano, ma tutta la terra ascoltava. Non portava uno scettro, ma una croce di ferro, senza lucentezza, se non quella riflessa dal sole del suo cuore. Poteva vestire Roma con una camicia di zaffiro, versare olio sulle candele della sua ricchezza, piantare nei suoi versi un giardino di marmo, ma scelse di essere polvere su cui camminano i passi degli esclusi.

Nel suo taschino sinistro non c’era una carta di credito, ma una domanda: Chi sono io? Solo polvere che brilla nelle mani di Dio. Indossava una veste bianca come una parola pura, e scarpe nere come se portasse con sé i peccati del mondo, camminando verso il fiume per lavarli in silenzio. Era papa, ma non sedeva sulla sedia, sedeva ai piedi del mondo, asciugando le sue lacrime come si spolverano i salmi antichi.

Guardava i cento dollari come un mare che si vede solo da chi è immerso nell’anima. Preparava banchetti dal nulla, e nutriva i poveri con le briciole della solitudine. Volevano incoronarlo, ma si vestì di vento. Volevano farlo entrare nei palazzi del Vaticano, ma entrò nel cuore dei cuochi, mangiando con loro come mangiano gli angeli: con una gratitudine silenziosa, che non si sente, ma cambia tutto.

Dormiva su un letto di legno, ma sognava che l’universo fosse un unico letto, su cui riposa l’umanità stanca. Non scrisse un testamento, tranne che sulla fronte del tempo: nulla si prende, tranne ciò che è donato. Quante volte hai lavato i nostri volti con le tue lacrime invisibili? Quante volte hai spogliato il tuo corpo, per che noi lo indossassimo nel freddo dell’etica? Cuciniavi nelle pentole della misericordia, e le distribuivi a chi non trovava nella religione altro che una serratura sulle loro anime.

Ci hai lasciato i cento dollari, come se ci avessi lasciato un quinto Vangelo, scritto con l’inchiostro della fame, sigillato con il timbro degli sconosciuti. Quanto è povero il mondo quando il papa è più ricco di lui! E quanto è ricco l’uomo che sceglie di essere povero, per aprire con le sue mani nude le porte del cielo.

Oh monaco che piove dentro di noi, tu che camminasti scalzo sul significato delle rose della ricchezza, tu che piantasti santità nei resti del potere — i cento dollari rimarranno un fuoco bianco, che illumina per ogni viandante la via per tornare a se stesso.

Kareem Abdullah -Iraq

Il libro di Filippo Papa “Sono solo me stesso”

Foto cortesia della copertina del libro di Filippo Papa – Italia

Introduzione di Giacomo Bugliani

La parola scritta e, in specie, la poesia rappresentano da sempre un ponte
ideale tra la dimensione individuale e quella collettiva, un dialogo che, da
intimo, diventa così connotato da un’ottica universalistica. Filippo Papa, con
la sua raccolta “Sono solo me stesso”, ci conduce in un viaggio profondo che
si muove tra introspezione e riflessione, attraverso versi e aforismi che
parlano d’identità, d’amore, di memoria e di natura. Un’opera che affonda le
sue radici nelle corde più intime dell’animo, dal quale l’autore tra fonte
d’ispirazione e raccoglie tracce del suo vivere quotidiano.
In un tempo complesso come quello che stiamo vivendo, la poesia e la letteratura assumono un ruolo ancora più centrale: ci aiutano a comprendere la realtà, a interpretarla e a migliorarla, a costruire ponti tra generazioni e culture diverse, divenendo strumenti di libertà e di consapevolezza.

In questo contesto, si inserisce a pieno titolo l’opera di Filippo Papa.

Le sue poesie e i suoi aforismi sono un invito a riconoscersi con autenticità e
coraggio e divengono espressione compiuta di quel “γνῶθι σαυτόν” impresso
sul frontone del tempio di Delfi, che Diodoro Siculo (storico che ha le stesse
origini di Papa) con grande efficacia rielabora, invitandoci a respingere ogni
forma di superbia e ad approcciare con grande umiltà la nostra dimensione
intimistica, nella consapevolezza che solo la sorte è signora di tutti gli eventi
(“ἄνθρωπε, μὴ μέγα φρόνει, γνῶθι σαυτόν, ἰδὲ τὴν τύχην ἁπάντων οὖσαν
κυρίαν”).

Il progetto foto-performativo, che accompagna il volume di Filippo Papa,
aggiunge una dimensione visiva alla sua ricerca artistica, trasformando la sua
immagine in una riflessione sull’identità e sulla memoria nell’era digitale.

L’artista, infatti, utilizza il selfie, uno degli strumenti più iconici della
contemporaneità, per dare vita a una riflessione critica sulla percezione di sé
e sull’immagine che ciascuno di noi costruisce in quel mondo digitale che,
mai come oggi, per molti diviene la dimensione predominante della propria
esistenza.

Se nel passato il ritratto era uno mezzo per affermare status, identità e
memoria, oggi il selfie diventa un mezzo istantaneo (ed effimero) per
raccontarsi. Con questa “operazione artistica” Filippo Papa nobilita questo
strumento a forma d’arte, portando la fotografia performativa a un livello più
alto, convertendo quello che potremmo definire un “autoritratto della nostra
epoca” in atto di consapevolezza e costruzione dell’identità.

“Sono solo me stesso” non è soltanto una raccolta poetica e di immagini, ma
un’esperienza che stimola il lettore a porsi domande e a guardare l’esistente
con la profondità di occhi indagatori.

Un’opera che conferma il potere della poesia di illuminare il cammino di
ciascuno, avvalendosi della parola come chiave di accesso alla verità.

Una verità relativa, “a misura d’uomo”, che, in realtà, è una dichiarazione di
scoperta interiore, poiché l’autore, attraverso le sue esperienze, si libera dai
vincoli delle aspettative esterne per abbracciare pienamente la sua identità.

Cosa che si rende estremamente evidente nella lirica che dà il titolo all’opera:
“ho sempre cercato la luce/un raggio di sole caldo/una lampada nella notte/ho
sempre cercato una mano che mi accarezzasse la pelle/che mi accarezzasse
l’anima…ho trovato me stesso/solo me stesso”
.
Ciò che è chiaro al poeta è che la verità che ricerca è quella che gli permette
di approdare al porto più sicuro a cui ogni uomo anela: l’amore.

Un porto tranquillo solo in apparenza, perché è luogo che rende l’uomo
estremamente vulnerabile, una forza che lo espone a sentimenti fragili, ma
anche straordinariamente puri e autentici, “dolci come le carezze di una
madre” e “infiniti come i sogni più lontani”.

Il poeta è nudo, non solo e non tanto fisicamente, ma anche spiritualmente,
perché il suo corpo, “cattedrale dell’anima”, è il veicolo di accesso alla propria
dimensione metafisica.

La poesia, che è ispirazione di vita, diventa così un mezzo di rigenerazione
individuale e si rende strumento di vere e proprie rivoluzioni collettive, come
insegna Pablo Neruda quando inneggia alla “pace per le parole che mi
frugano più dentro e che dal mio sangue risalgono legando terra e amori con
l’antico canto”.

In un’epoca come la nostra, in cui la pace diventa aspirazione massima e
cogente dell’umanità, emerge ancora più forte il ruolo di un poeta come
Filippo Papa che, in ogni sua espressione artistica e letteraria, trova
nell’amore, colto in tutte le sue declinazioni, l’antidoto ai mali dell’individuo e a
quelli della società.

Giacomo Bugliani



Postfazione

Nel percorrere il sentiero strutturale di questa raccolta – catturantemente declinata in equilibrata alternanza di parola e di immagine – si rimane affascinati dalla capacità di scavo, interiore ed esteriore, dall’opera certosina
di svelamento, che il dettato poetico, così come quello aforistico, portano a
forma, a prius, paradigma, codice interpretativo, fondativo e fecondativo
dell’intera azione compositiva che, già dalla titolazione prescelta, in luziana
accezione, si rivela. In pienezza e in bellezza di maturità espressiva.

Un esordio, dunque, di eccellenza per Filippo Papa, artista dalle tante
riespressioni, meritamente pluripremiato e apprezzato e da pubblico e da
critica di settore, che in Sono solo me stesso, riesce ad attrarre,
conquistando, in virtù di una scrittura effervescente, mai in decrescita, carica
di sensazioni, di colorismi, di preziose osanze fonosimboliche, dove
l’immensità del particolare minimo, per riprendere Milosz, crea quadri di rara
impattanza visiva.

E la poesia, nelle mani sapienti di Papa, sa farsi canto, lieve quanto permeante: Quando usiamo il cuore/ Siamo cechi/ Siamo sordi/ Siamo fragili/
Ma siamo felicemente ingenui come i bambini/ Dolci come le carezze di una madre/ Infiniti come i sogni più lontani: Occhi di cuore, lirica dove l’ariosità
della parola disegna una dimensione edenica, non chimerica ma ricreabile;
ma anche graffio, spina: L’ansia della gelosia/ Rende il sangue bollente/
Come olio caldo: da Gelosia, breve e vibrante, dove l’amore, che ne è ossatura, si descrive nella sua immagine più vera, eternamente duellante fra
eros e thanatos, fra philìa e neikos; e, ancora, fotogramma metaforico:
Agosto è tempo indefinito/ Ci innamoriamo dell’orizzonte sul mare/ Ci bruciamo la pelle con il sale/ Ci perdiamo per strada abbagliati dal sole/ E
quando la temperatura sale/ Il corpo prende fuoco/ E l’anima si libera come fumo/ In un cielo color azzurro di nostalgie: Agosto, dove l’anafora, impeccabilmente utilizzata, ha valenza accentuativa.

Agile e suadente è il verso, prevalentemente ipometro, intarsiato da settenari
e novenari a infondere musicalità e armoniosità all’insieme.

Compiutissimo anche il secondo – e conclusivo – segmento dell’opera,
Aforismi e Riflessioni, dove si nota il rimando, elegantemente personalizzato,
alla tradizione nobile del genere aforistico, da Ippocrate a Santorio a Umberto
Saba fino ai recenti esempi psicoanalitici di Davide Lopez e di Cesare Viviani.

Filippo Papa usa con perizia e con scioltezza le figure retoriche che caratterizzano il genere, ossimori, chiasmi, simmetrie, antitesi,
compensazioni, paradossi. Chi sceglie di scrivere aforismi, sa di dover lavorare con la massima attenzione sulle possibilità offerte dalla lingua,
perché sa che ogni minimo mutamento di vocale, di consonante, di posizione,
di punteggiatura, può provocare inattese aperture e nuove prospettive di
senso. Papa dimostra piena padronanza di quest’arte funambolica, agente
per pressurizzazione e dinamizzazione della parole, donandoci un percorso
riflessivo di indiscutibile arrivanza.

A concludere, una convincente, riuscitissima, opera prima che sa prenderci saldamente per mano e condurci nel viaggio più complesso, più avvincente,
punto di arrivo e di eterna ripartenza: ultima meta, approdo cairologico, come,
in distico memorabile, Filippo Papa dichiara: Ho trovato me stesso/ Solo me
stesso.

Marina Pratici



BIOGRAFIA DI FILIPPO PAPA

Filippo Papa, nato a Leonforte (EN) il 24 ottobre 1986, è un artista noto per la sua ecletticità, abbracciando diverse forme d’arte come fotografia, performance, graphic design, videoarte, installazioni, pittura e scrittura, ed è attivo anche nella promozione culturale.
Si è laureato con il massimo dei voti in Graphic Design presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, dove ha anche ricoperto il ruolo di Cultore di materie grafiche. È stato Docente di Storia dell’Arte presso un istituto di formazione privato. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nel portare la sua arte oltre confini geografici e culturali, con mostre personali e performance che hanno lasciato il segno a livello internazionale.

Papa ha ricevuto numerosi premi, riconoscimenti e pubblicazioni internazionali. Nel 2012, una sua fotografia è stata selezionata a livello mondiale dal sito di Vogue. Tra il 2020 e il 2021, è stato inserito nell’Atlante dell’Arte Contemporanea edito da De Agostini e nel prestigioso “56° Catalogo dell’Arte Moderna” di Giorgio Mondadori. Nel 2023 ha vinto il primo posto nella categoria Fotografia Professionale – Architettura Astratta agli “International Photography Awards” di New York.



Prefazione di Joan Josep Barceló

Probabilmente la storia personale si sviluppa nella vita delle persone come parte di un’evoluzione che va oltre se stessi, ed è qui che ciò che c’è di più interno germoglia in qualche modo verso l’esterno, come se fosse qualcosa che si desidera condividere con gli altri. Sono solo me stesso è un’opera da gustare con lentezza, leggendo attentamente ciascuna delle poesie per entrare nel mondo poetico di Filippo Papa. In queste poesie ci immergiamo
nell’universo di un giovane autore, le cui parole risvegliano emozioni
profonde, piene di sensibilità e forza espressiva, trasportandoci verso
riflessioni sulla vita. Se volessimo fare una semplice descrizione dell’opera in
questione, basterebbe imbattersi direttamente in alcune delle poesie e delle
frasi più caratteristiche del suo contenuto – “Il cielo terso è di fronte a me. /
Tu sei sempre con me, nonostante tutto. / Natura.”.

Attraverso queste brevi poesie e aforismi, Filippo Papa ritrae se stesso e cattura l’ambiente, con tutta la potenza evocativa degli incanti racchiusi nei
concetti della vita. Le sue parole sono un rapporto costante dell’essere con il
mondo esterno e con la prospettiva dell’esistenza – “Sei vivo / Respira /
Goditi il sole / Assapora la pioggia / Mangia / Bevi / Fai l’amore / Ti basta solo
questo / Sorridi / Sei vivo / Vivi”. In un certo senso, c’è qualcosa di panta rei
nei versi, una visione del mondo in costante mutamento, un mondo che
cambia perché nulla resta immutato. Come ci dice Eraclito: “Nessun uomo si
bagna due volte nello stesso fiume”.

Così Filippo Papa, il poeta, si collega al pensiero di Eraclito di Efeso quando ci racconta della natura mutevole delle
cose e del suo grande senso d’impulsività nel linguaggio. E come il filosofo greco, si esprime con grande disinvoltura nel suo stile aforistico – “Un solo
sguardo / Mi scontro con la tua anima // Tutto cambia / Tutto nuovo // Le radici crollano / L’aria diventa neve / La luce mi inebria // La strada si stringe /
Vedo un prato / Il cuore esplode // Tutto cambia / Tutto nuovo / Tutto perso
nell’infinito”.

Queste sono le sue creazioni più personali, dove l’autore rivela intensamente una complessa gamma di sensibilità, avvolgendoci e
costringendoci ad andare avanti.

Cosa vuole comunicarci il poeta nelle sue poesie?

Si tratta di un giovane poeta convenzionale o di un poeta rivoluzionario?

La poesia di Filippo Papa nasce dall’essenza stessa dell’uomo,
marcatamente influenzata da un linguaggio fatto di ritmo e armonia, il tutto
racchiuso in un pensiero discorsivo. Filippo Papa scrive questo libro cercando
ispirazione e ritrovando se stesso – “Il silenzio di uno sguardo / Il silenzio diun abbraccio / Il silenzio di una carezza // Un silenzio assordante / Che lascia
il sospiro di un sogno // Sorridi / Non solo con la bocca / Non solo con gli
occhi / Ma con tutto il tuo corpo / Ma con tutta la tua anima”. Una ricerca
costante di qualcosa di primordiale, una ricerca della luce che illumina il
cammino, una tensione verso la bellezza e l’arte, un modo d’intendere l’amore. Tutto questo ci regala poesie che non si limitano a semplici
domande, ma aprono a una grande varietà di emozioni. Il poeta cerca… e
trova.

La poesia di Filippo Papa ha la capacità di mostrarci la sua personale realtà e visione della vita, con uno stile diretto e viscerale che colpisce con i suoi versi, inondando tutto di emozione. Tra i molti elementi che mi hanno colpito in questo lavoro c’è la diversità delle poesie e la loro forza comunicativa, come se ci rendessero parte della sua stessa vita, dei suoi pensieri,
dell’essenza dell’esistenza, della semplice percezione delle cose da guardare
con gli occhi del cuore – “Quando usiamo il cuore / Siamo ciechi / Siamo
sordi / Siamo fragili / Ma siamo felicemente ingenui come i bambini / Dolci
come le carezze di una madre / Infiniti come i sogni più lontani”.
Esiste una funzione poetica del linguaggio, una funzione estetica basata sullo stile
letterario per dare maggiore risalto alle parole.

Questo insieme di poesie e aforismi ci mostra chiaramente la posizione che
l’autore ha assunto di fronte al mondo nel corso della sua vita – “Non è una
stella / Non è la luna / Non è la terra / Non è un luogo // È un’emozione”. È un
essere carico d’immagini, capace con la sua forza evocativa di abbattere i
muri più solidi e immergerci nel quotidiano, riconducendoci alla nostra stessa
realtà. In questo libro, poesie e aforismi ci guidano nella riflessione, seguendo
le tracce lasciate dalle esperienze vissute – “La tua terra avvolge / La mia
terra mi brama / Le nostre vite intrecciate / Come edera che cresce sulle
nuvole // Cos’è il tempo? / Cos’è lo spazio? // Io sento solo emozioni”.

Con lui intraprendiamo un viaggio capace di far transitare emozioni, e di farci sentire come il linguaggio poetico sappia produrre in noi le vibrazioni più sottili e profonde della sensibilità. I suoi versi rivelano le parole attraverso
immagini potenti e un linguaggio appassionato: versi che sono un invito a
riflettere, concisi e chiari, senza inutili abbellimenti.

Anche i versi di questo
libro sono rami che crescono da un albero chiamato vita, in cui il poeta si
espone, si racconta, disegna un autoritratto condivisibile fatto di crescita e maturazione psichica – “Credo alla libertà di espressione che è alla basedell’essere umano. // Credo nella forza della vita, che nel bene o nel male è
un viaggio meraviglioso”.

Le due parti che compongono questo libro possono essere viste come due idee: ciascuna rappresenta un modo di comunicare con il lettore. La prima è una raccolta di poesie, la seconda di aforismi e pensieri. Nell’insieme ci
appare chiaro che l’autore riesce non solo a ritrovare se stesso, ma desidera
che siamo anche noi a trovarlo.

Joan Josep Barceló

La Dra Hc Maria Elena Ramirez continua con le pubblicazioni delle Carte della Pace

Foto cortesia della Dra Hc Maria Elena Ramirez


Dott.ssa H C María Elena Ramírez
Diamante. Musa mistica d’America.  E Humanity Magazine Global in onore della Giornata della Terra e della Giornata internazionale del libro. Rinnovare la missione affidatami, un contributo a beneficio dell’umanità.  Uniti nella spiritualità, nella fede e. Speranza per un mondo in pace.

Sono una scrittrice appassionata di lettere e impegnata a trasmettere messaggi che ispirano e trasformano. Grazie alla mia esperienza e creatività con Humanity Magazine Global, cerco di seminare la pace nei cuori dell’umanità.

LETTERE PER LA PACE NEL MONDO
È essenziale per la pace nel mondo, poiché implica un impegno verso la qualità, l’etica e la partecipazione continua di tutte le arti, della cultura, della letteratura universale e delle discipline umanistiche con personalità illustri in tutto il mondo.

FRATERNITÀ TRA LE NAZIONI
La Carta Mondiale della Pace rappresenta la fratellanza tra le Nazioni, unendo le voci dei diversi colori e della diversità culturale di tutto il mondo.

DIARIO DELL’UMANITÀ RIVISTA GLOBAL ESKHALERA E RIVISTA ESCLUSIVA KHATARSIS

Si uniscono a Humanity Magazine Global creando un’oasi globale di pace con motivazione totale.  Moltiplicazione delle carte della pace nel mondo.

Nuove edizioni di Humanity Magazine Global
Edizioni gloriose che rafforzano le Lettere per la Pace nel Mondo.

RIVISTA PER L’UMANITÀ
Immagini che illustrano il design creativo e innovativo di Humanity Magazine Global e delle sue splendide copertine e lettere sulla pace nel mondo.

Dott.ssa H. C. María Elena Ramírez
CEO E FONDATORE EDITORE DI HUMANITY MAGAZINE GLOBAL
#pace

Dra H C María Elena Ramírez
Diamante. Musa Mística De América.  Y Humanity Magazine Global  en Honor al Día De La Tierra y al Día Internacional Del Libro. Refresca la misión puesta en mis manos, un aporte en beneficio a la Humanidad.  Unidos en espiritualidad, la fe y la. Esperanza para un mundo en Paz.

Soy una escritora apasionada por las letras y comprometida con transmitir mensajes que inspiren y transformen. Con mi experiencia y creatividad con Humanity Magazine Global busco sembrar paz en los corazones de la Humanidad.

CARTAS DE PAZ MUNDIAL
Es esencial para la Paz en el mundo, ya que implica un compromiso con la calidad, la ética y la constante participación de todas las Artes, Cultura, Literatura Universal y Humanística con Ilustres Personalidades alrededor del mundo.

FRATERNIDAD ENTRE LAS NACIONES
Las Cartas De Paz Mundial es la fraternidad entre las Naciones, uniendo voces de distintos colores y diversidad cultural alrededor del mundo.

HUMANITY DIARY GLOBAL ESKHALERA MAGAZINE Y KHATARSIS EXCLUSIVE MAGAZINE

Se unen a Humanity Magazine Global creando un Oasis De Paz Mundial con Motivacion  Total.  Multiplicando Las Cartas De Paz Mundial.

Nuevas Ediciones De HUMANITY MAGAZINE GLOBAL
Ediciones Gloriosas que fortalecen las Cartas De Paz Mundial.

REVISTA PARA LA HUMANIDAD
Imágenes que ilustran el diseño creativo e innovador de Humanity Magazine Global y sus Gloriosas Portadas y Cartas De Paz Mundial.

Dra. H. C. María Elena Ramírez
CEO AND FOUNDER EDITOR OF HUMANITY MAGAZINE GLOBAL
#peace

Gordana Sarić- Montenegro e una sua poesia

Foto cortesia di Gordana Sarić- Montenegro

LA PATRIA DELLA MIA ANIMA è IL MONDO INTERO


Cerco un mondo dove l’amore si celebra
Dove la bella parola cresce nei campi della pace
Dove posso persino nascondere la mia ombra
Dalle tragiche vicende dei conflitti e delle agitazioni insensati.
Nel mio cuore di luce e sogno
C’è un tesoro d’amore per tutte le persone
E non riesco a capire il motivo dell’odio
Verso altre religioni e popoli.
Come una fiaccola dentro di me brucia un desiderio infuocato
Di amare e rispettare la diversità
Di parlare il linguaggio della riconciliazione
E di far risuonare l’armonia nell’intero cielo.
Un solo Dio, comunque lo si chiami
Ha creato il cuore per amare e volere bene
E per unirsi ad un altro cuore
Non importa a quale divinità si preghi

La patria della mia anima è il mondo intero
E la terra natia è dove risplende il sorriso luminoso
E abbraccio tutti gli sconosciuti che si amano
Desiderosi di abbracci caldi e amichevoli.


GORDANA SARIĆ.
MONTENEGRO

Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica della poesia di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia del prof Kareem Abdullah -Iraq e di Elisa Mascia -Italia

Analisi critica di : ” Un messaggio di pace” di Elisa Mascia– Italia.
A cura di: Kareem Abdullah – Iraq.

Le parole che emergono dal cuore di una poetessa come Elisa Mascia ci conducono in un viaggio profondo di riflessione sul vero significato della pace e sulla sua necessità nelle nostre vite. Nei suoi versi, troviamo un invito sincero e ispirato a superare i conflitti e a concentrarci sui valori spirituali che sono la base autentica per realizzare una pace interiore e mondiale.  Mascia ci apre una finestra di riflessione sulle vere ricchezze della vita, che non sono misurate solo dal denaro o dall’intelligenza umana, ma da ciò che offriamo in termini di doni spirituali e da ciò che contribuiamo a diffondere di pace tra gli esseri umani.

Quello che ella esprime nella sua poesia è una verità sorprendente: la pace non è semplicemente l’assenza di guerra, ma uno stato di equilibrio interiore che nasce dall’individuo e si espande per abbracciare il mondo intero. Con l’invito a “condividere la pace in ogni nostra azione quotidiana”,  Mascia lancia un messaggio forte e urgente sull’importanza di adottare il principio del dare senza limiti, ricordandoci che la pace non è fatta solo di parole, ma di azioni.

Come dice, sono i genitori a seminare i semi della pace nei cuori dei figli, e questa è una chiamata a considerare la pace come un’eredità nobile che si trasmette di generazione in generazione, che nasce dal singolo individuo nella sua casa e si espande per diventare un messaggio universale. Questa è la pace che ha il potere di cambiare il mondo: una pace che nasce dentro ognuno di noi e che si traduce in comportamenti e azioni quotidiane che influenzano gli altri.

Mascia, con le sue parole, ci ricorda che ogni piccolo gesto può essere un passo verso un mondo migliore. Il suo appello a “portare il segno della pace a tutto il mondo” è un invito che non si limita solo alle parole, ma invita all’azione, con l’auspicio di portare speranza e cambiamento positivo nelle nostre comunità.
Prof Kareem Abdullah -Iraq




Un messaggio di pace.

Se possiedi ricchezze materiali
non vivi bene è ormai risaputo
e anche se d’intelligenza arguto
devi aggiungere doni spirituali.

Si diffonde fin dalla nascita,
i genitori impartiscono
semi indistruttibili che fluiscono
della pace già  insita
nell’animo umano da donare al fratello.

È auspicabile il condividere
nella quotidianità, in ogni azione porgere
il segno di pace al mondo intero,
ne faccio doveroso appello.

Elisa Mascia



Análisis crítico de : “Un mensaje de paz” de Elisa Mascia- Italia.
Editado por: Kareem Abdullah – Iraq.

Las palabras que surgen del corazón de una poetisa como Elisa Mascia nos llevan en un profundo viaje de reflexión sobre el verdadero significado de la paz y su necesidad en nuestras vidas. En sus versos, encontramos una invitación sincera e inspirada a superar los conflictos y centrarnos en los valores espirituales que son la base auténtica para realizar una paz interior y mundial.  Mascia nos abre una ventana de reflexión sobre las verdaderas riquezas de la vida, que no se miden solo por el dinero o la inteligencia humana, sino por lo que ofrecemos en términos de dones espirituales y por lo que contribuimos a difundir de paz entre los seres humanos.

Lo que ella expresa en su poesía es una verdad sorprendente: la paz no es simplemente la ausencia de guerra, sino un estado de equilibrio interior que nace del individuo y se expande para abarcar el mundo entero. Con la invitación a “compartir la paz en todas nuestras acciones diarias”,  Mascia lanza un mensaje fuerte y urgente sobre la importancia de adoptar el principio del dar sin límites, recordándonos que la paz no está hecha solo de palabras, sino de acciones.

Como dice, son los padres los que siembran las semillas de la paz en los corazones de los hijos, y esta es una llamada a considerar la paz como una herencia noble que se transmite de generación en generación, Que nace del individuo individual en su casa y se expande para convertirse en un mensaje universal. Esta es la paz que tiene el poder de cambiar el mundo: una paz que nace dentro de cada uno de nosotros y que se traduce en comportamientos y acciones cotidianas que afectan a los demás.

Mascia, con sus palabras, nos recuerda que cada pequeño gesto puede ser un paso hacia un mundo mejor. Su llamado a “llevar el signo de la paz al mundo entero” es una invitación que no se limita a las palabras, sino que invita a la acción, con el deseo de traer esperanza y cambio positivo en nuestras comunidades.
Profesor Kareem Abdullah -Iraq





Un mensaje de paz.

Si tienes riqueza material
no vives bien ahora se sabe
e incluso de ingeniosa inteligencia
tienes que agregar dones espirituales.

Se propaga desde el nacimiento,
los padres imparten
semillas indestructibles que fluyen
de paz ya inherente
en el alma humana para dar a su hermano.

Compartir es deseable
en la vida cotidiana, en cada acción que ofreces
el signo de la paz para todo el mundo
Apelo a eso.

Elisa Mascia


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Elisa Tararà scrive una poesia dedicata al Santo Padre Francesco

Foto pexels modificata da Elisa Mascia

Requiem per Sancta Guida Papa Francesco

In questo sacro Lunedì dell’Angelo,
quando il silenzio avvolge l’alba,
un’anima benedetta si è elevata
nelle nuvole di grazia.

In un abbraccio d’ali gli angeli l’accolgono,
al cospetto dell’ Altissimo.
È il nostro amato Santo Padre,
che ha guidato la Chiesa con amore e dedizione
e ha offerto la vita
per il bene di ogni creatura
portando con umiltà luce e speranza all’umanità.

©®Elisa Tararà

21-04-2025

#PapaFrancesco
#Vaticanonews
#Avvenire
#lamicodelpopolo

Premiazione Panorama International Literature Award 2025 ad Elisa Mascia -Italia dalla Writers Capital Foundation International, dal presidente Preeth Padmanabhan Nambiar- India

Foto cortesia

Cara Elisa ,

La Writers Capital Foundation è lieta di porgerti le sue più sentite congratulazioni per aver ricevuto il prestigioso Panorama International Literature Award 2025. Il tuo eccezionale risultato al Panorama International Literature Festival esemplifica il tuo straordinario talento, la tua incrollabile dedizione e il tuo significativo contributo alle arti letterarie.

Siamo particolarmente orgogliosi di celebrare il vostro lavoro stimolante, che risuona profondamente per la sua creatività e il suo impatto culturale. Questo riconoscimento sottolinea il vostro impegno nel promuovere l’eccellenza letteraria e promuovere il dialogo interculturale, valori fondamentali della Writers Capital Foundation. Siamo certi che il vostro continuo impegno arricchirà la comunità letteraria globale e ispirerà aspiranti scrittori in tutto il mondo.

In allegato a questa e-mail troverai il certificato di premiazione e la dichiarazione ufficiale .

Ancora una volta, congratulazioni per questo meritatissimo onore. Le auguriamo un continuo successo nel suo percorso letterario.

Cordiali saluti,Preeth Padmanabhan NambiarPresidente e CEO, Writers Capital International FoundationPresidente, Panorama International Arts, Literature & Book Festivals

Irene Doura Kavadia

Segretario generale, Writers Capital International Foundation

Coordinatore capo , Panorama International Arts, Literature & Book FestivalsJohanna DevadayavuDirettore operativo, Writers Capital International FoundationCHRO, Panorama International Arts, Literature & Book Festivals

Elisa Mascia poetessa, scrittrice presenta il libro di poesie: ” Elevazioni dell’anima” bilingue italiano inglese pubblicato dalla Writers Capital Foundation International presidente Preeth Padmanabhan Nambiar – India

Fotomontaggio creato da Elisa Mascia

CELEBRIAMO UN TRAGUARDO LETTERARIO! “ELEVAZIONI DELL’ANIMA” DI ELISA MASCIA

Siamo felicissimi di annunciare che Elisa Mascia ha ricevuto la sua spedizione di “Elevazioni dell’Anima” e, a Pasqua, ha orgogliosamente tenuto in mano la sua splendida raccolta di poesie bilingue!

Writers International Edition, la divisione editoriale della Writers Capital International Foundation, è onorata di presentare quest’opera toccante. I versi evocativi di Elisa Mascia invitano i lettori a esplorare le emozioni più profonde della vita, a trovare conforto e a elevare il proprio spirito.

Acclamata poetessa, conferenziere, conduttrice radiofonica e ambasciatrice culturale, Elisa Mascia brilla come una voce letteraria globale. Congratulazioni, Elisa, per questa importante occasione!

www.writersedition.com
 info@writersedition.com

#ElevazioniDellAnima #ElisaMascia #WritersInternationalEdition #Poetry #LiteraryMilestone

CELEBRATING A LITERARY MILESTONE! “ELEVAZIONI DELL’ANIMA” (ELEVATIONS OF THE SOUL) BY ELISA MASCIA

We are overjoyed to share that Elisa Mascia has received her shipment of Elevazioni dell’Anima, and on Easter, she proudly held her beautiful bilingual poetry collection!

Writers International Edition, the publishing arm of Writers Capital International Foundation, is honored to present this soul-stirring work. Elisa Mascia’s evocative verses invite readers to explore life’s deepest emotions, find solace, and elevate their spirits.

A celebrated poet, lecturer, radio host, and cultural ambassador, Elisa Mascia shines as a global literary voice. Congratulations, Elisa, on this momentous occasion!

http://www.writersedition.com
 info@writersedition.com

#ElevazioniDellAnima #ElisaMascia #WritersInternationalEdition #Poetry #LiteraryMilestone

Il prof Kareem Abdullah -Iraq autore del romanzo “Quello che Sisifo non ha detto nelle sue pazze memorie” presenta il Primo episodio

Foto cortesia del prof Kareem Abdullah -Iraq e la copertina del libro:”Quello Sisifo non ha detto nelle sue pazze memorie”


Introduzione al romanzo (Il tradimento nelle circonvoluzioni della mente)

Si tratta di un romanzo polifonico con molteplici personaggi in dialogo, molteplici punti di vista e differenti visioni ideologiche. Si tratta di un romanzo pluralistico e dialogico che adotta un approccio democratico, poiché si libera dall’autorità del narratore assoluto e si libera dall’unilateralità di prospettive, linguaggio e stile. Si distingue per la relativa libertà dell’eroe e per l’indipendenza del personaggio nell’esprimere le sue posizioni con assoluta libertà e franchezza, anche se tali posizioni sono contrarie all’opinione dello scrittore. Contiene anche una molteplicità di modelli di coscienza, poiché questi personaggi esprimono diversi modelli di coscienza, in particolare la coscienza ideologica. Questa coscienza può essere negativa o positiva. Contiene inoltre una molteplicità di posizioni ideologiche, poiché ogni personaggio gode di una sorta di relativa indipendenza nell’esprimere i propri pensieri e nel rivelare i propri sentimenti emotivi, e difende le proprie convinzioni personali in completa libertà. Allo stesso modo, le lingue e gli stili sono molteplici, cosicché ogni parola è dialogica e bicanale. Contiene inoltre una molteplicità di sistemi narrativi, essendo un romanzo dalla struttura complessa in cui troviamo molteplici generi letterari quali racconti popolari, favole, miti, proverbi, poesia, teatro, viaggi, lettere, sermoni, giornalismo e media. Lo spazio di questo romanzo è uno spazio cronotopico, ovvero uno spazio di shock psicologici, crisi e sentimenti organici e psicologici, tali che i luoghi in cui si muove l’eroe sono luoghi terrificanti e aggressivi che suscitano ansia, disgusto, nausea e morte. Questo romanzo contiene anche uno spazio carnevalesco. Ciò significa grottesco, distorto, brutto, combinazione di opposti e contraddizioni e oscillazione tra serietà e umorismo. Il romanzo parla di una personalità patologica chiamata (Disturbo di Personalità Multipla), in cui il personaggio principale appare con tre personalità, una diversa dall’altra. Racconta cosa succede dietro le porte chiuse e nei corridoi bui degli ospedali psichiatrici. La maggior parte degli eventi sono realistici.

Primo episodio:


Chiacchiere nel titolo del romanzo “Quello che Sisifo non ha detto nelle sue pazze memorie”
– dallo scrittore iracheno: Kareem Abdullah

Il titolo del romanzo sembra molto eccitante. Sembra anche essere ispirato dal mito di Sisifo, che raffigura l’eterna punizione di un uomo condannato a spingere una roccia in cima ad una montagna solo per lavori forzati per tornare di nuovo sul fondo. Il titolo può essere un riferimento ad aspetti inimmaginabili o sconosciuti di questo mito, oppure può riflettere nuove dimensioni nella storia del personaggio.
Sicuramente il titolo “Quello che Sisyphus non ha detto nelle sue pazze memorie” può avere dimensioni letterarie e filosofiche più profonde. Ecco alcune riflessioni che possono aiutare a capire il significato di questo titolo più profondamente:

1. Esplorare il conflitto esistenziale:
Sisyphus, nel mito greco, rappresenta la lotta umana costante e ardua che sembra inutile, spingendo una roccia sulla cima di una montagna solo per rotolare giù. Se il romanzo parla di una “memoria folle”, ci può essere un’esplorazione della profondità del conflitto esistenziale e delle sfide psicologiche affrontate dall’uomo. Il titolo può indicare che ci sono aspetti o significati che non sono stati espressi o rivelati nell’eterna battaglia di Sisyphus, riflettendo idee su sfide personali e l’esperienza umana più profonda.

2. Esame dei segreti e delle esperienze non dichiarate:
Il titolo può anche riferirsi ad aspetti nascosti o non dichiarati della vita di Sisifo o all’esperienza umana in generale.  “A meno che non lo dice” può riferirsi ad esperienze, sentimenti o pensieri che non sono stati espressi o divulgati, possibilmente legati alla debolezza, dolore o risoluzione. Il titolo può simboleggiare un tentativo di esplorare le dimensioni psicologiche e filosofiche che possono essere invisibili o nascoste.

3. Analisi di esperienze pazze:
Se il romanzo si occupa di “memorie folli”, ci può essere un riferimento a uno stato mentale in evoluzione o diverso che rende difficile interpretare la realtà tradizionalmente. Il titolo può riflettere l’esplorazione psicologica di concetti come follia, coscienza e realtà attraverso una lente personale mentalmente instabile. Questo può aprire un’area per leggere il romanzo da una prospettiva unica che sfida la comprensione tradizionale.

4. Metafora filosofica:
Il titolo può essere una metafora filosofica per situazioni in cui domande e fatti non dichiarati sono più importanti delle risposte stesse. Il titolo può riflettere un dialogo sul senso della vita, sull’assurdità e sulla natura soggettiva dell’esistenza, in quanto ciò che è “non detto” diventa più rivelatore di ciò che è direttamente dichiarato.

5. Simbolismo e interpretazione letteraria:
Sisyphus può essere usato come un mero simbolo di una varietà di persistenti esperienze umane nonostante la mancanza di una fine chiara. “Memorie pazze” può riferirsi a una narrazione non convenzionale che interpreta o reinterpreta il mito in modo innovativo e diverso, consentendo di riflettere su nuove dimensioni del significato della lotta umana e dell’esperienza umana.
Cercando di leggerlo sessualmente
Quando pensiamo al titolo “Quello che Sisyphus non ha detto nel suo pazzo libro di memorie” da un punto di vista sessuale, ci possono essere diverse interpretazioni possibili basate sull’uso del mito come simbolo o metafora per argomenti relativi al sesso e all’identità. Ecco alcune idee che potrebbero aiutare a capire questo titolo da questa prospettiva:

1. Una metafora del conflitto sessuale:
Nella sofferenza persistente, Sisyphus può essere una metafora per i conflitti personali e interni legati al sesso. La spinta costante della roccia può riflettere il conflitto ricorrente e le difficoltà associate al consenso sessuale o all’autocomprensione nel contesto sessuale.  “Ciò che non ha detto” può riferirsi ad aspetti inspiegabili di queste esperienze, come sentimenti repressi o sfide personali che non vengono discusse pubblicamente.

2. Pazzia come simbolo di ribellione sessuale:
“Memorie folli” possono riflettere un viaggio personale verso l’emancipazione o l’espressione sessuale non convenzionale. Il titolo potrebbe trattare come la ricerca del consenso o dell’identità di genere possa essere incomprensibile o inaccettabile per la società, rendendo più chiare o controverse le esperienze e gli argomenti non dichiarati.

3. Il genere come parte della presenza:
Il mito può essere usato per evidenziare altri aspetti dell’esistenza, come il desiderio e la privazione. Interagire con il mito da una prospettiva sessuale può rivelare sentimenti e idee che non sono dette o dettagliate nell’espressione tradizionale, suggerendo che ci sono aspetti del desiderio e della relazione sessuale che tengono nascosti.

4. Testi e atteggiamenti sessuali nella letteratura:
Il romanzo può esplorare come i personaggi affrontano le questioni sessuali in modo esplicito o implicito, e come questi problemi possono influenzare la loro esperienza e sofferenza.
Cercando di leggerlo filosoficamente
Il romanzo “What Sisyphus Didn’t Say in His Crazy Memoir” di Karim Abdullah offre profonde riflessioni filosofiche sul significato della vita e dell’esistenza, ispirate alla leggenda di Sisyphus, che affronta la lotta dell’uomo con il suo assurdo destino. Utilizzando il mito come quadro di riferimento, lo scrittore esplora argomenti quali l’assurdità, l’esistenzialismo e la ricerca di obiettivi.

Dell’autore: Biografia:

Kareem Abdullah è un poeta, romanziere e critico letterario iracheno. È nato a Baghdad nel 1962. È membro dell’Unione Generale degli Scrittori e Poeti in Iraq. Lavora come specialista in riabilitazione psicoterapeutica.

Pubblicazioni letterarie:

Quindici raccolte di poesie.

Cinque romanzi.

Sette libri di critica.

Cinque opere teatrali psicodrammatiche.

Decine di documentari e film registrati.

Vincitore di numerosi premi nel campo della poesia.

Ha ricevuto numerosi attestati di stima sia in Iraq che all’estero.

La maggior parte delle sue opere è stata tradotta in diverse lingue internazionali.

Direttore della Fondazione Letteraria Tajdeed.

التعريف برواية ( خيانة في تلافيف العقل )
هي عبارة عن رواية بوليفونية تتعدد فيها الشخصيات المتحاورة , وتتعدد فيها وجهات النظر , وتختلف فيها الرؤى الايدلوجية , انها رواية حوارية تعددية , تنحى المنحى الديمقراطي , حيث تتحرر من سلطة الراوي المطلق , وتتخلص من آحادية النظور واللغة والاسلوب , وتمتاز بحرّية البطل النسبية , واستقلالية الشخصية في التعبير عن مواقفها بكل حرّية وصراحة , حتى لو كانت هذه المواقف مخالفة لرأي الكاتب . وفيها ايضا التعددية في أنماط الوعي حيث تعبّر هذه الشخصيات عن أنماط عدّة من الوعي خصوصا الوعي الايدلوجي , فقد يكون هذا الوعي سلبيا او ايجابيا , وفيها ايضا التعددية في المواقف الايدلوجية , فكل شخصية تتمتع بنوع من الاستقلالية النسبية في التعبير عن افكارها والافصاح عن مشاعرها الوجدانية , كما تدافع عن معتقداتها الشخصية بكل حرّية , وكذلك تتعدد فيها اللغات والاساليب بحيث تكون كل كلمة حوارية غيرية ومزدزجة الصوت , وكذلك فيها تعدد المنظومات السردية , فهي رواية ذات بناء مركّب نجد فيها اجناس ادبية متعددة مثل الحكاية الشعبية والخرافة والاسطورة والامثال والشعر والمسرح والرحلة والرسالة والخطبة والصحافة والاعلام , فضاء هذه الرواية هو عبارة عن فضاء كرونوطوبي وهو فضاء الصدمات النفسية والازمات والمشاعر العضوية والنفسية , بحيث ان الاماكن التي ينتقل عبرها البطل عبارة عن أماكن موحشة وعدوانية تثير القلق والاشمئزاز والغثيان والموت , وتحتوي هذه الرواية ايضا عن الفضاء الكرنفالي الذي يعني الكروتيسك والتشويه والقبح والجمع بين الاضاد والمتناقضات والتأرجح ما بين الجدّ والهزل . أنّ الرواية تتحدث عن شخصية مرضية تسمى (بـ أضطراب الشخصيّة المتعددة Multiple Persoality Disorder   ) , حيث تظهر الشخصية الرئيسية بشخصيات ثلاثة واحدة تختلف عن الاخرى , أنّها تتحدث عمّا يحدث وراء الأبواب المغلقة والدهاليز المظلمة في المصحات العقلية , اغلب الأحداث واقعية




الحلقة الأولى :
ثرثرة في عنوان رواية “ما لَمْ يقله سيزيف في مذكراته المجنونة” – للروائي العراقي : كريم  عبدالله .

يبدو عنوان الرواية مثيرًا للغاية. ويبدو ايضاً أنهه قد تستلهم من أسطورة سيزيف التي تصوّر العقوبة الأبدية لرجل محكوم عليه بدفع صخرة إلى قمة جبل فقط لتعود السخرة إلى القاع مرة بعد أخرى. وقد يكون العنوان إشارة إلى جوانب غير مُتَصَوَّرة أو غير معروفة من هذه الأسطورة، أو ربما يعبر عن أبعاد جديدة في قصة الشخصية.
بالتأكيد، يمكن أن يحمل عنوان “ما لَمْ يقله سيزيف في مذكراته المجنونة” أبعادًا أدبية وفلسفية أعمق. وإليك بعض التأملات التي قد تساعد في فهم مغزى هذا العنوان بشكل أعمق:

1. استكشاف الصراع الوجودي:
سيزيف، في الأسطورة اليونانية، يمثل النضال البشري المستمر والشاق الذي يبدو أنه بلا جدوى، حيث يدفع صخرة إلى قمة جبل فقط لتتدحرج إلى الأسفل مرة أخرى. إذا كانت الرواية تتحدث عن “مذكرات مجنونة”، فقد يكون هناك استكشاف لعمق الصراع الوجودي والتحديات النفسية التي يواجهها الإنسان. العنوان يمكن أن يشير إلى أن هناك جوانب أو معانٍ لم يتم التعبير عنها أو الكشف عنها في المعركة الأبدية لسيزيف، مما يعكس أفكارًا حول التحديات الشخصية والتجربة الإنسانية بشكل أعمق.

2. فحص الأسرار والتجارب غير المعلنة:
وقد يكون العنوان أيضًا إشارة إلى جوانب خفية أو غير معلنة من حياة سيزيف أو من التجربة الإنسانية بشكل عام. “ما لم يقله” يمكن أن يشير إلى تجارب، مشاعر، أو أفكار لم يتم التعبير عنها أو الكشف عنها، ربما تتعلق بالضعف، الألم، أو العزيمة. وقد يرمز العنوان إلى محاولة استكشاف الأبعاد النفسية والفلسفية التي قد تكون غير مرئية أو مخفية.

3. تحليل تجارب المجنون:
إذا كانت الرواية تتناول “مذكرات مجنونة”، فقد تكون هناك إشارة إلى حالة عقلية متطورة أو مختلفة تجعل من الصعب تفسير الواقع بشكل تقليدي. العنوان يمكن أن يعكس الاستكشاف النفسي لمفاهيم مثل الجنون، الوعي، والواقع من خلال عدسة شخصية غير مستقرة عقليًا. وهذا يمكن أن يفتح مجالًا لقراءة الرواية من منظور فريد يتحدى الفهم التقليدي.

4. استعارة فلسفية:
وقد يكون العنوان استعارة فلسفية تشير إلى الحالات التي تكون فيها الأسئلة والحقائق غير المعلنة أكثر أهمية من الإجابات نفسها. ويمكن أن يعكس العنوان حوارًا حول معنى الحياة، العبثية، والطبيعة الذاتية للوجود، حيث أن ما “لم يُقال” يصبح أكثر دلالة من ما يتم التصريح به مباشرة.

5. الرمزية والتفسير الأدبي:
الرواية قد تستخدم سيزيف كمجرد رمز لمجموعة متنوعة من التجارب البشرية التي تتسم بالإصرار رغم عدم وجود نهاية واضحة. “المذكرات المجنونة” قد تشير إلى سرد غير تقليدي يفسر أو يعيد تفسير الأسطورة بطريقة مبتكرة ومختلفة، مما يسمح بالتأمل في أبعاد جديدة من معنى الكفاح البشري والتجربة الإنسانية.
محاولة قراءتها بطريقة جنسية
عندما نفكر في العنوان “ما لَمْ يقله سيزيف في مذكراته المجنونة” من زاوية جنسية، قد يكون هناك عدة تفسيرات ممكنة تعتمد على استخدام الأسطورة كرمز أو استعارة لمواضيع متعلقة بالجنس والهوية. وإليك بعض الأفكار التي قد تساعد في فهم هذا العنوان من هذا المنظور:

1. استعارة للصراع الجنسي:
قد يمثل سيزيف، بمعاناته المستمرة، استعارة للصراعات الشخصية والداخلية المتعلقة بالجنس. الدفع المستمر للصخرة يمكن أن يعكس الصراع المتكرر والصعوبات المرتبطة بتحقيق الرضا الجنسي أو فهم الذات في السياق الجنسي. “ما لم يقله” يمكن أن يشير إلى الجوانب غير المُعَبَّر عنها من هذه التجارب، مثل المشاعر المكبوتة أو التحديات الشخصية التي لا يتم مناقشتها علنًا.

2. الجنون كرمز للتمرد الجنسي:
“المذكرات المجنونة” قد تعكس رحلة شخصية نحو التحرر أو التعبير الجنسي غير التقليدي. وقد يتناول العنوان كيف أن البحث عن الرضا أو الهوية الجنسية يمكن أن يكون غير مفهوم أو مرفوض من قبل المجتمع، مما يجعل التجارب والمواضيع غير المعلنة أكثر وضوحًا أو إثارة للجدل.

3. الجنسانية كجزء من الوجود:
الأسطورة يمكن أن تُستخدم لتسليط الضوء على جوانب أخرى من الوجود، مثل الرغبة والحرمان. التفاعل مع الأسطورة من منظور جنسي يمكن أن يكشف عن مشاعر وأفكار لا تُقال أو تُفَصَّل في التعبير التقليدي، مما يشير إلى أن هناك جوانب من الرغبة والعلاقة الجنسية التي تُبقي مخفية.

4. النصوص والمواقف الجنسية في الأدب:
قد تستكشف الرواية كيفية تعامل الشخصيات مع قضايا جنسية بشكل صريح أو ضمني، وكيف يمكن أن تؤثر هذه القضايا على تجربتهم ومعاناتهم.
محاولة قراءتها بطريقة فلسفية
رواية “ما لَمْ يقله سيزيف في مذكراته المجنونة” لـكاتبها كريم عبدالله تقدم تأملات فلسفية عميقة حول معنى الحياة والوجود، مستلهمة من أسطورة سيزيف، التي تتناول صراع الإنسان مع مصيره العبثي. باستخدام الأسطورة كإطار مرجعي، يستكشف الكاتب موضوعات مثل العبثية والوجودية والبحث عن الهدف.

السيرة الذاتية:

كريم عبد الله شاعر وروائي وناقد أدبي عراقي. وُلد في بغداد عام ١٩٦٢. عضو في الاتحاد العام للكتاب والشعراء في العراق. يعمل أخصائيًا في إعادة التأهيل النفسي.

المنشورات الأدبية:

خمسة عشر ديوانًا شعريًا.

خمس روايات.

سبعة كتب نقدية.

خمس مسرحيات دراما نفسية.

عشرات الأفلام الوثائقية والمسجلة.

حائز على العديد من الجوائز في مجال الشعر.

حاصل على العديد من شهادات التقدير من داخل العراق وخارجه.

تُرجمت معظم أعماله إلى عدة لغات عالمية.

مدير مؤسسة تجديد الأدبية.

Preparazione articolo a cura di Elisa Mascia, poetessa, scrittrice, promotrice culturale

Joan Josep Barcelo, artista e poeta condivide una sua poesia

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo – Barcelona

Connettività strumentale sotto la pioggia

Et egressus circa horam tertiam
vidit alios stantes in foro otiosos
et illis dixit: “Ite et vos in vineam;
et, quod iustum fuerit, dabo vobis”.
(Matteo 20.3-4)

Questo tempo è prigione,
interrogazione ribelle dello sintagma,
flagellazione
che spreca i sogni,
incoronazione cellulare che sgretola
la crocifissione.

È venerdì: passione, digiuno e astinenza,
l’adorazione della Croce,
l’attesa che ripara il silenzio
nello spazio che si scioglie.

Via Crucis solenne.

Oggi non assaggerai il mio corpo.

joan josep barcelo
da INRI. Edicions Saldonar. Barcelona 2022

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