Gordana Sarić – Montenegro e la sua poesia: “Resta il desiderio d’amore”

Foto cortesia di Gordana Sarić
Montenegro

Resta il desiderio d’amore

Tutto passa come l’acqua che scorre,
tutto passa e niente dura per sempre,
la nostra unica vita va senza ritorno
e solo la passione d’amore rimane per sempre.

Rimane il desiderio che qualcuno ci ami,
parole: “non posso vivere senza di te”,
rimane l’attesa e la speranza inestinguibile
che il cuore di qualcuno batterà solo per noi.

Vogliamo un abbraccio quando l’amore si respira nella notte perlacea, quando le stelle bruciano al posto delle candele.
Vogliamo dirci ti amo con il canto del chiaro di luna, mentre il desiderio diventa sempre più grande.

Sogniamo una tenerezza calda e tremante,
mani infuocate per riscaldarci con passione,
per dimenticare tutto ciò che ci circonda
e perderci in alcuni occhi magici.

Il desiderio d’amore non finisce mai,
vive nell’anima di ogni momento,
con la primavera in noi rimane per sempre
e nell’abbraccio dell’anno dura senza tempo.

Gordana Sarić
Montenegro


THE DESIRE FOR LOVE REMAINS

Everything passes like flowing water,
everything passes and nothing lasts forever,
our only life goes to non return
only the desire for love remains forever.

The longing remains for someone to love us,
words: I can’t live without you,
there remains waiting and unextinguished hope
that someone’s heart will only beat for us.

We want a hug when love smells in the pearly night,
when stars burn instead of candles,
we want: I love you, with the moonlight song
while the craving grows bigger and bigger.

We dream of warm, trembling tenderness
fiery hands to warm us with passion
to forget everything around us
and get lost in some magical eyes.

The desire for love never ends
lives in the soul of every moment,
with spring in us forever remains
and in the embrace of the year lasts timelessly.

GORDANA SARIĆ
MONTENEGRO


Gordana Sarić, montenegrina, insegnante di francese e latino, ha pubblicato 25 libri di poesie, prose d’amore e per bambini. Le sue 30 poesie in ordine alfabetico vengono insegnate nelle scuole primarie. Ha ricevuto numerosi premi internazionali.
È un gigante della cultura mondiale, selezionata tra le 50 donne indimenticabili del mondo dall’Accademia dell’Alta Intelligenza, Presidente JEANETTE EUREKA TIBURCIO del Messico, vincitrice del PLATINASTIG AIGLE dell’UHE del Perù, Presidente Carlos Hugo Guerido Chalen,
Nel SENATO DI ROMA ha ricevuto il premio DONNA DIVINA per la sua poesia ECCEZIONALE e per il suo contributo alla cultura mondiale, alla pace, ecc.
È ambasciatrice della pace in molti Paesi: Belgio, Italia, Marocco, Romania, India, ecc.


Gordana Sarić, de Montenegro, profesora de francés y latín, ha publicado 25 libros de poesía y prosa de amor e infantil. Sus 30 poemas alfabéticos se enseñan en escuelas primarias. Ha recibido numerosos premios internacionales.
Es una gigante de la cultura mundial, seleccionada entre las 50 mujeres inolvidables del mundo por la Academia de Alta Inteligencia, Presidenta JEANETTE EUREKA TIBURCIO de México, ganadora de PLATINASTIG AIGLE de UHE de Perú, Presidente Carlos Hugo Guerido Chalen,
en el SENADO DE ROMA recibió el premio MUJER DIVINA por su poesía EXCEPCIONAL y su contribución a la cultura mundial y a la paz, etc.
Es embajador de la paz en muchos países, Bélgica, Italia, Moroco,Rumania, India, etc.

Leggi anche 👇
https://alessandria.today/2025/03/25/per-conoscere-meglio-la-poetessa-gordana-saric-montenegro-leggiamo-la-poesia-resta-il-desiderio-damore-pubblicazione-di-elisa-mascia-italia/

Il prof Kareem Abdullah -Iraq, critico letterario, scrive un’analisi letteraria alla poesia: ” L’orologio del vincitore” di Frieda Norma Dela Cruz – Filippine

Foto cortesia di Frieda Norma Dela Cruz- Filippine e Kareem Abdullah -Iraq

Un’analisi stilistica critica di “L’orologio del vincitore” dal Dott. Frieda Norma Dela Cruz- Filippine .
Di : Kareem Abdullah – Iraq .

Il poema della Dott. Frieda Norma Dela Cruz, “L’orologio del vincitore,” è una meditazione sul tempo, il ritmo di vita e la saggezza che accompagna il successo vero. La poesia presenta una riflessione filosofica sulla natura ciclica dell’esperienza umana, sottolineando l’importanza dell’equilibrio, della pazienza e della consapevolezza nel cammino verso la realizzazione. Attraverso le sue immagini, la struttura e la profondità tematica, il poema invita i lettori ad esplorare il concetto di tempo come risorsa preziosa, non da sprecare ma piuttosto da assaporare, mentre il “vincitore” impara a navigare nelle sue sfide.

Tema e messaggio
Il tema centrale di “L’orologio del vincitore” ruota attorno alla comprensione e alla padronanza del tempo. La metafora dell’orologio non significa un passaggio lineare e meccanico di ore, ma una connessione più profonda e spirituale con il tempo – una consapevolezza dei momenti giusti per agire, aspettare, parlare o rimanere in silenzio. Ogni stanza segna una fase distinta della vita, illustrando i diversi bisogni e le esperienze che si incontrano, dal dolore e la lotta alla gioia e la realizzazione.

Il messaggio del poema è chiaro: il vero successo non si trova nel l’azione frenetica e frettolosa o nel l’ozio passivo, ma in un ritmo misurato che abbraccia sia l’azione che la riflessione. L'”orologio del vincitore” non è per uccidere il tempo, ma per vivere in armonia con esso, riconoscere i suoi cicli e sfruttare al meglio ogni momento prezioso.

Immagini e simbolismo
Dela Cruz utilizza immagini ricche e basate sulla natura in tutto il poema. Il tempo è personificato attraverso la metafora di un orologio, ma questo orologio non è un orologio convenzionale; è uno che riflette i ritmi organici della vita. Il “vincitore” sa quando sbocciare, proprio come i fiori – non si affrettano, ma piuttosto si sviluppano nel loro tempo. Questa rappresentazione naturale si estende ad altre metafore come le “ombre” e la “luce”, che rappresentano diversi stati emotivi, e le “lacrime” e le “risate” che catturano l’esperienza umana di dolore e gioia.
L’immagine ricorrente dello “spazio” – dall'”abbraccio della solitudine” allo “spazio vuoto” in cui si trova la forza tranquilla – aggiunge un ulteriore strato alla riflessione del poema sul tempo. La solitudine non è presentata come isolamento ma come spazio di introspezione, un luogo in cui si coltiva la vera forza interiore, enfatizzando ulteriormente la filosofia dell’equilibrio del poema.

Struttura e forma
Il poema segue una struttura libera, lirica, con un ritmo regolare, utilizzando brevi linee evocative che trasmettono un senso del passaggio del tempo in modo controllato e meditativo. La qualità simile a un ritornello delle strofe – ognuna delle quali inizia con “A time for…” – crea un flusso ritmico, imitando il ticchettio di un orologio. Questa struttura rispecchia la natura ciclica e ricorrente delle varie fasi della vita, rafforzando l’idea che il tempo non è lineare ma iterativo.
L’uso del parallelismo di Dela Cruz, come si vede nella ripetizione delle frasi “Un tempo per…”, serve non solo ad unificare le idee del poema ma anche a evidenziare i contrasti intrinseci tra diversi aspetti della vita. Questi contrasti – tra azione e riposo, luce e ombra, lavoro e tempo libero – suggeriscono che tutti i momenti, gioiosi o dolorosi, sono parte integrante della comprensione olistica del tempo e della crescita personale.
Linguaggio e tono
Il linguaggio del poema è chiaro, accessibile e ricco di risonanza emotiva. L’uso di Dela Cruz di aggettivi descrittivi come “costante,” “assertivo,” e “delicatezza” attira l’attenzione sulle qualità sfumate che caratterizzano il “vincitore ideale.” Queste parole aiutano a stabilire un tono di saggezza, calma e riflessione, suggerendo che il vero successo non è un risultato forte o drammatico, ma una padronanza tranquilla e costante delle sottigliezze della vita.
Il tono della poesia è un equilibrio tra l’essere filosofico e l’essere intimo. Invita il lettore a riflettere sulle esperienze personali offrendo allo stesso tempo una visione universale della condizione umana. C’è una sollecitazione gentile verso la consapevolezza e la presenza, incapsulata nelle righe: “Ogni prezioso secondo, sentito e pienamente conosciuto, / Un seme di vita, che viene accuratamente seminato.”
Sfumature filosofiche
Al suo centro, il poema parla di una meditazione filosofica più profonda sul tempo e sull’esistenza. Riecheggia temi presenti in varie tradizioni filosofiche, tra cui lo stoicismo e il taoismo, dove l’idea di vivere in armonia con il momento presente è fondamentale. Il “vincitore” non corre semplicemente contro il tempo, ma piuttosto si allinea con esso, comprendendo il flusso e riflusso della vita. Il poema suggerisce che la vittoria non sta nel dominare il tempo, ma nel coesistere con esso – riconoscendo quando agire e quando ritirarsi, quando parlare e quando ascoltare.
Inoltre, il concetto di “pazienza” gioca un ruolo critico nella filosofia generale del poema. Il “vincitore” è qualcuno che capisce il valore di aspettare il momento giusto, e le ricompense che la pazienza può portare. Il riferimento del poema a “cose destinate” implica un senso di destino o ordine naturale, suggerendo che ci sono momenti nella vita che richiedono non solo l’azione ma anche un riconoscimento del tempo al di fuori del proprio controllo.
Conclusione
“L’orologio del vincitore” è un poema profondo e perspicace che esplora la relazione multiforme che gli esseri umani hanno con il tempo. Attraverso immagini ricche, un linguaggio riflessivo e una struttura organica, la dott. Frieda Norma Dela Cruz presenta una visione del successo che è radicata nell’equilibrio, nella pazienza e nella comprensione. La poesia ci ricorda che il tempo non è solo un orologio che ticchetta, ma un compagno prezioso che deve essere vissuto con consapevolezza e cura.
In definitiva, l'”orologio del vincitore” è un simbolo di vivere deliberatamente, facendo contare ogni momento e abbracciando sia il lato attivo che quello passivo della vita.
L’orologio del vincitore
Il mondo gira, un inseguimento costante e affrettato,
Ma i vincitori sanno, un ritmo diverso e misurato.
Non balzi frenetici, né ore inutili e sprecate,
Ma sapere quando sbocciare, come fiori pazienti.
Un tempo per alzarsi, con forza e mano ferma,
Voce assertiva, per prendere una giusta posizione.
E poi a cedere, quando la dolcezza è dovuta,
Alla pace passiva, dove nascono le verità più morbide.
Un tempo per le anime di intrecciarsi e fondersi,
Per la compagnia, un amico fedele e affettuoso.
E poi cercare, nell’abbraccio della solitudine,
La forza silenziosa, trovata in uno spazio vuoto.
Un tempo per le ombre, dove il cuore può piangere,
Per la giusta collera, che l’anima sia sollevata.
E poi per la luce, dove brucerà la fiamma pura dell’amore,
Un tocco tenero, a cui lo spirito anela.
Un tempo per il lavoro, dove i muscoli si distendono,
Per il lavoro artigianale, per resistere al sole e alla pioggia.
E poi per risata, dove gli spiriti si librano,
Per momenti giocosi, bussando alla porta.
Un tempo per le lacrime, per lavare via il dolore,
Per la marea del dolore, che svanisce e non resterà.
E poi per gioia, un bagliore luminoso e brillante,
Un sorriso radioso, un sogno luminoso e pieno di speranza.
Un tempo per affrontare con coraggio ciò che è sbagliato,
Stare in piedi e combattere, dove la giustizia ci rende forti.
E poi farsi da parte, quando le battaglie cessano,
Trovare rifugio, e conoscere un momento di pace.
Un tempo per le parole, per dire la verità onesta,
Condividere la saggezza di una gioventù vibrante.
E poi per il silenzio, dove risiedono i pensieri,
Ascoltare profondamente, dove si nascondono le risposte nascoste.
Un tempo per la fretta, quando i momenti svaniscono,
Per decisioni rapide, alla luce del giorno.
E poi per la pazienza, dove il cuore può aspettare,
Per le cose destinate, quel tempo sarà consacrato.
L’orologio del vincitore, un tesoro, capito,
Non uccidere il tempo, ma vivere come dovrebbero.
Ogni secondo prezioso, sentito e pienamente conosciuto,
Un seme di vita, che è accuratamente seminato.
Dr. Frieda Norma Dela Cruz
Filippine
Marzo 18, 2025









A Critical Stylistic Analysis of “The Winner’s Clock” by Dr. Frieda Norma Dela Cruz- Philippines .
By : Kareem Abdullah – Iraq .
Dr. Frieda Norma Dela Cruz’s poem, “The Winner’s Clock,” is a meditation on time, the rhythm of life, and the wisdom that accompanies true success. The poem presents a philosophical reflection on the cyclical nature of human experience, emphasizing the importance of balance, patience, and mindfulness in one’s journey toward fulfillment. Through its imagery, structure, and thematic depth, the poem invites readers to explore the concept of time as a precious resource, not to be squandered but rather savored, as the “winner” learns to navigate its challenges.
Theme and Message
The central theme of “The Winner’s Clock” revolves around the understanding and mastery of time. The clock metaphor signifies not a linear, mechanical passage of hours, but a deeper, more spiritual connection with time — an awareness of the right moments to act, wait, speak, or remain silent. Each stanza marks a distinct stage in life, illustrating the varying needs and experiences one encounters, from sorrow and struggle to joy and fulfillment.
The poem’s message is clear: true success is not found in frantic, hurried action or in passive idleness, but in a measured pace that embraces both action and reflection. The “winner’s clock” is not about killing time, but about living in harmony with it, recognizing its cycles and making the most of every precious moment.
Imagery and Symbolism
Dela Cruz employs rich, nature-based imagery throughout the poem. Time is personified through the metaphor of a clock, but this clock is not a conventional timepiece; it is one that reflects the organic rhythms of life. The “winner” knows when to bloom, just as flowers do — they do not rush, but rather unfold in their own time. This natural imagery extends to other metaphors like the “shadows” and the “light,” which represent different emotional states, and the “tears” and “laughter” that capture the human experience of both pain and joy.
The recurring image of “space” — from “solitude’s embrace” to the “empty space” in which one finds quiet strength — adds an additional layer to the poem’s reflection on time. Solitude is presented not as isolation but as a space of introspection, a place where true inner strength is cultivated, further emphasizing the poem’s philosophy of balance.
Structure and Form
The poem follows a loose, lyrical structure with a regular rhythm, using short, evocative lines that convey a sense of the passage of time in a controlled, meditative manner. The refrain-like quality of the stanzas — each beginning with “A time for…” — creates a rhythmic flow, mimicking the ticking of a clock. This structure mirrors the cyclical and recurring nature of life’s various phases, reinforcing the idea that time is not linear but iterative.
Dela Cruz’s use of parallelism, as seen in the repetition of “A time for…” phrases, serves not only to unify the poem’s ideas but also to highlight the inherent contrasts between different aspects of life. These contrasts — between action and rest, light and shadow, labor and leisure — suggest that all moments, whether joyful or painful, are integral to the holistic understanding of time and personal growth.
Language and Tone
The language of the poem is clear, accessible, and rich in emotional resonance. Dela Cruz’s use of descriptive adjectives such as “steady,” “assertive,” and “gentleness” draws attention to the nuanced qualities that characterize the ideal “winner.” These words help to establish a tone of wisdom, calm, and reflection, suggesting that true success is not a loud or dramatic achievement, but a quiet, steady mastery of life’s subtleties.
The tone of the poem balances between being philosophical and intimate. It invites the reader to reflect on personal experiences while offering universal insights into the human condition. There is a gentle urging toward mindfulness and presence, encapsulated in the lines: “Each precious second, felt and fully known, / A seed of life, that’s carefully sown.”
Philosophical Undertones
At its core, the poem speaks to a deeper philosophical meditation on time and existence. It echoes themes found in various philosophical traditions, including Stoicism and Taoism, where the idea of living in harmony with the present moment is key. The “winner” does not simply race against the clock, but rather aligns with it, understanding the ebb and flow of life. The poem suggests that victory lies not in dominating time, but in coexisting with it — recognizing when to act and when to withdraw, when to speak and when to listen.
Moreover, the concept of “patience” plays a critical role in the poem’s overarching philosophy. The “winner” is someone who understands the value of waiting for the right moment, and the rewards that patience can bring. The poem’s reference to “destined things” implies a sense of fate or natural order, suggesting that there are moments in life that require not just action but also an acknowledgment of timing beyond one’s control.
Conclusion
“The Winner’s Clock” is a profound and insightful poem that explores the multifaceted relationship humans have with time. Through rich imagery, reflective language, and an organic structure, Dr. Frieda Norma Dela Cruz presents a view of success that is rooted in balance, patience, and understanding. The poem reminds us that time is not merely a ticking clock, but a precious companion that must be lived with awareness and care. Ultimately, the “winner’s clock” is a symbol of living deliberately, making each moment count, and embracing both the active and the passive sides of life.
The Winner’s Clock
The world spins ‘round, a constant, hurried chase,
But winners know, a different, measured pace.
Not frantic leaps, nor idle, wasted hours,
But knowing when to bloom, like patient flowers.
A time to rise, with strength and steady hand,
Assertive voice, to take a rightful stand.
And then to yield, when gentleness is due,
To passive peace, where softest truths accrue.
A time for souls to intertwine and blend,
For fellowship, a loyal, loving friend.
And then to seek, in solitude’s embrace,
The quiet strength, found in an empty space.
A time for shadows, where the heart may grieve,
For righteous anger, that the soul is relieved.
And then for light, where love’s pure flame will burn,
A tender touch, for which the spirit yearns.
A time for labor, where the muscles strain,
For crafted work, to weather sun and rain.
And then for laughter, where the spirits soar,
For playful moments, knocking at the door.
A time for tears, to wash the pain away,
For sorrow’s tide, that ebbs and will not stay.
And then for joy, a bright and shining gleam,
A radiant smile, a waking, hopeful dream.
A time to face, with courage, what is wrong,
To stand and fight, where justice makes us strong.
And then to step aside, when battles cease,
To find retreat, and know a moment’s peace.
A time for words, to speak the honest truth,
To share the wisdom of a vibrant youth.
And then for silence, where the thoughts reside,
To listen deep, where hidden answers hide.
A time for haste, when moments slip away,
For swift decisions, in the light of day.
And then for patience, where the heart can wait,
For destined things, that time will consecrate.
The winner’s clock, a treasure, understood,
Not killing time, but living, as they should.
Each precious second, felt and fully known,
A seed of life, that’s carefully sown.
Dr. Frieda Norma Dela Cruz
Philippines
March 18, 2025

Dal Perù la celebrazione del  primo anniversario di CCi CCI UTOPIA POÉTICA UNIVERSAL THE GREATEST POETS IN THE WORLD PERU BRANCH, creato dal Presidente Fondatore Manuel Ekiwa Estrella e la Presidente Bertha Valencia della filiale CCI Utopia Perù. 

Foto cortesia dell’evento culturale Primo Anniversario di Utopia Poetica -Perú


97 FM Stereo ci ha regalato questo brillante contributo stampa del rinomato giornalista e scrittore Richard Morris Riofrio, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Giornalisti del Perù (ANP) e Direttore di Radio Santa Rosa, che abbiamo avuto l’onore di essere il nostro Maestro di Cerimonia del nostro Evento in presenza e allo stesso tempo ci congratuliamo con lui per aver narrato nei dettagli i momenti che si sono verificati durante la celebrazione del nostro primo anniversario di CCi CCI UTOPIA POÉTICA UNIVERSAL THE GREATEST POETS IN THE WORLD PERU BRANCH, creato dal nostro Presidente Fondatore Manuel Ekiwa Estrellaa e per aver nominato la nostra amata Presidente Bertha Valenciaa della nostra meravigliosa filiale CCI Utopia Perù.  .

Siamo onorati e orgogliosi della presenza di alti dignitari in rappresentanza di gruppi letterari di alto livello e di poeti rinomati che ci hanno portato i loro auguri per il primo anno di prosperità.

È stato un onore per me, in qualità di Presidente globale del Circolo degli Ambasciatori Culturali che rappresentano Utopia, presieduto dal nostro leader fondatore José Manuel Equihua Estrella, aver consegnato i Riconoscimenti come Ambasciatori Culturali del Perù al mondo nell’ambito del nostro primo anniversario di CBertha Valencial Perù, dove abbiamo reso omaggio alla nostra Presidente Bertha Valencia, al Vicepresidente Cesar Torres Cotillo e al Consiglio di Amministrazione.

Ho approfittato della preziosa presenza dei bambini, dei giovani, degli scrittori e poeti illustri che ci hanno accompagnato, conferendoci riconoscimenti sotto forma di medaglie e come ambasciatori culturali del Perù nel mondo.
Abbiamo potuto contare sulla preziosa presenza della Presidente della Camera di Commercio delle Donne, la Dott. ssa Diana Rodríguez Rodas, che ci ha consegnato i Diplomi per aver partecipato come relatrice al Forum Economico delle Donne del Perù e per il nostro lavoro e la nostra leadership come donne dedicate alla cultura a Bertha Valencia e a me.  È per noi motivo di grande orgoglio che abbiate colto l’opportunità di consegnarci i vostri regali durante questo grande evento.

Apprezzo la notevole dedizione e presenza delle ragazze menzionate nell’articolo, come Kiara Morris, che a 12 anni ha già condiviso il suo talento letterario attraverso la sua opera Once Upon a Time in Morris.
Siamo molto orgogliosi di questo privilegio e desidero esprimere il mio orgoglio e la mia gratitudine, poiché i bambini e i giovani sono stati i veri protagonisti del nostro evento.  Grazie a ciascuno dei poeti citati nell’articolo che hanno condiviso con noi, poeti tipici come la nostra Marinera Norteña, così come alla partecipazione della nostra bambina prodigio, Aidana Victoria Milagros Gamarra Peña.
conferendogli un tocco memorabile perché stiamo aprendo il nostro spazio culturale per promuovere nei bambini l’amore per la poesia e la narrativa.   Grazie mille per la vostra presenza e per i vostri saluti al CCI Universal Poetic Utopia.  I più grandi poeti del mondo, congratulazioni al nostro gruppo CCI Utopia Poética CCI Utopia Poética Universal.  I più grandi poeti del mondo.

Condivido con voi alcuni estratti del mio discorso di congratulazioni come conclusione.

Come Ambasciatrice di Pace, ci ha incoraggiato a essere Araldi del cambiamento sociale, Pellegrini con le ali.  Uniamo le nostre voci con una visione più umana e olistica, utilizzando la nostra Luisa Camere: il fuoco della parola.

“La letteratura è la nostra arma, l’educazione è la nostra strategia e l’amore è la nostra missione di vita.” Luisa Camere

Come direbbe Madre Teresa di Calcutta: “Chi non è nato per servire, non è adatto a vivere”.



La 97 FM Stereo  nos obsequió esta brillante contribución de Prensa de parte del renombrado Periodista y escritor Richard Morris Riofrio Presidente de la Asociación Nacional de Periodistas del Perú (ANP ) y Director de la Radio Santa Rosa,quien tuvimos el honor de que sea nuestro Maestro de Ceremonia de nuestro Evento Presencial y a la vez felicitarlo por haber narrado en  forma   pormenorizado los momentos acontecidos durante la celebración de nuestro Primer Aniversario de CCi CCI UTOPÍA POÉTICA UNIVERSAL LOS POETAS MÁS GRANDES DEL MUNDO FILIAL PERÚ.creado por nuestro Presidente FundadorManuel Ekiwa Estrellaa y por haber designado a nuestra querida PresidentaBertha Valenciaa  de nuestro maravilloso CCI Utopia filial Peru  de la Filial Peru. .

Nos sentimos muy honrados y orgullosos de haber tenido la presencia de altos dignatarios representantes del grupos Literarios de alto nivel y poetas reconocidos  quienes nos ofrecieron sus saludos por el Primer Año de Florecimiento.

Fue para mí un honor como Presidenta Global del Círculo de Embajadores Culturales represeJose Manuel Equihua Estrella Utopía quien preside nuestro líder Fundador Jose Manuel Equihua Estrella haber hecho entrega de los Reconocimientos como Embajadores  Culturales desde el Perú  al mundo durante el marco de nuestro Primer Aniversario de la CBertha Valencial Perú  donde  recoCesar Torres Cotillode nuestra Presidenta Bertha  Valencia , Vice Presidente Cesar Torres Cotillo y junta Directiva .

Aprovecho  la valiosa presencia de los niños, jóvenes , destacados escritores y poetas quienes nos acompañaron dándole un reconocimiento como medallas y como Embajadores Culturales desde el Perú al mundo .
Haber contado  con la valiosa presencia de  la Presidenta de la Camara de Comercio  de Mujeres  Dra, Diana Rodríguez Rodas,  quien nos hizo entrega de Diplomas  por haber participado en el  Women Economic Fórum Perú como oradora y por nuestra labor y liderazgo como mujeres dedicadas a la cultura a Bertha Valencia y a mi persona . Es motivo de mucho orgullo que se haya aprovechado de hacernos entrega durante este magno evento .

Agradezco esta significativa entrega y presencia de niñas mencionadas en el artículo como Kiara Morris , quien a sus 12 años ya ha compartido su talento literario a través de su obra , Érase una vez en Morris.
Nos sentimos muy orgullosos de este  privilegio y les ofrezco mi orgullo y gratitud ya que la niñez y la juventud fueron los verdaderos  protagonistas de nuestro evento. Gracias a cada uno de los poetas mencionados en el artículo que nos compartieronAidana Victoria Milagros Gamarra Peñatípicos como nuestra Marinera  Norteña , así como la participación de nuestra niña Prodigio Aidana Victoria Milagros Gamarra Peña
dándole un toque memorable porque estamos abriendo nuestro espacio cultural para promover en los niños el amor por la poesía y la narrativa.  Muchas gracias por su asistencia y por sus saludCCI Utopía Poética Universal. Los poetas mas grandes del mundoas de adherencia y felicitaciones a nuestro grupo CCI Utopía Poética CCI Utopía Poética Universal. Los poetas mas grandes del mundo .

Comparto fragmentos de mi discurso de felicitacion  cono colofón.

Como Embajadora de la Paz, los motivó a que seamos Heraldos  de un cambio social, Peregrinos con alas. Unamos nuestras voces con una visión más humana y holística, usando nuestrLuisa Camere: el fuego de la palabra.

“La literatura es nuestra arma, la educación , nuestra estrategia y el amor nuestra misión de vida.”Luisa Camere

Como la Madre Teresa de Calcuta diría: “El que no nace para servir, no sirve para vivir”

Foto cortesia per gentile concessione di Luisa Camere -Perú

Oggi l’analisi critica scritta da Kareem Abdullah è per la poesia: “Rivelazione” di Carmen Flores

Foto cortesia di Carmen Flores -Perú e Kareem Abdullah -Iraq

Lettura critica stilistica e analitica del poema: RIVELAZIONE – della poetessa Carmen Flores – Perù.
By: Kareem Abdullah – Iraq .

Il poema “RIVELAZIONE” dell’autrice peruviana Carmen Flores è un lavoro carico di immagini intense, emozioni profonde e un dialogo costante tra l’essere umano e il divino o trascendentale. In questa lettura critica e stilistica, si analizzeranno le risorse letterarie utilizzate, la simbologia e il tono generale utilizzato dalla poetessa per trasmettere il suo messaggio. Il poema è caratterizzato dalla sua ricchezza simbolica, dall’esplorazione dello spirituale e dal collegamento con l’irraggiungibile.

1- Il linguaggio e il ritmo:
La poetessa utilizza un linguaggio evocativo e poetico pieno di immagini sensoriali che permettono al lettore di entrare in un mondo intimo e profondo. La frase iniziale “Dentro i miei silenzi ti percepisco eterea” stabilisce fin dall’inizio un contrasto tra il silenzio e la presenza eterea, un essere che si percepisce oltre il fisico, nell’intangibile. Questo uso del “silenzio” non solo denota l’assenza di suono, ma anche uno spazio in cui emergono le rivelazioni più profonde.

Inoltre, si percepisce un ritmo fluido e lirico nell’opera, soprattutto nella ripetizione di frasi come “sento il tuo colpo di luce nelle mie lettere”, che apporta musicalità e rafforza l’idea di un flusso continuo di ispirazione o rivelazione. La ripetizione di questo verso agisce come un’eco che evidenzia l’intensità del sentimento dell’autrice e la trasformazione della parola scritta.

2-Il tono spirituale e di ricerca:
Il tono della poesia è introspettivo e di ricerca spirituale. Attraverso la frase “sono assetata della tua compagnia nei miei naufragi”, la poetessa trasmette una sensazione di desolazione emotiva, un desiderio profondo di trovare una compagnia trascendentale o divina in mezzo al caos della vita. Il “naufragio” è una potente metafora della sofferenza o della perdita, che l’autrice affronta mentre cerca uno scopo o una connessione al di là del mondano.

Questa sensazione di sete per la conoscenza o la rivelazione spirituale è rafforzata nella frase “palpo il pozzo che mi abita inondato di segreti”, dove il “pozzo” simboleggia sia uno spazio interiore profondo e oscuro, sia un luogo pieno di misteri da scoprire. L’autrice utilizza il corpo e i sensi come strumenti di conoscenza ed esperienza: palpare, sentire, udire.

3-Immagini sensoriali e metafore:
Una delle caratteristiche più importanti di questo poema è l’uso di immagini sensoriali che si rivolgono direttamente ai sensi del lettore. La poetessa parla di “galoppi sul mio petto”, che evoca una sensazione di movimento e di forza che non è solo fisica, ma emotiva. Questo galoppo sembra indicare una forza che si agita all’interno dell’essere dell’autrice, suggerendo una connessione viscerale con la rivelazione o la divinità.

Inoltre, il riferimento a “le mie dita palpano la vena del tuo sangue” non solo allude al contatto fisico, ma è anche carico di simbolismo. Il “sangue” può essere visto come un legame vitale, come l’essenza stessa dell’essere, e la “vena” come un accesso diretto al più profondo dell’esistenza di ciò che l’autrice cerca.

4- Il simbolismo della luce e delle ombre:
Nell’opera, la luce è una metafora ricorrente che simboleggia la rivelazione, la verità o l’ispirazione divina. Il “colpo di luce” menzionato ripetutamente è un simbolo di chiarezza, di un bagliore che illumina le lettere della poetessa e, per estensione, la sua coscienza. Questa luce non è solo un fenomeno visivo, ma anche un catalizzatore di trasformazione: “sento il tuo colpo di luce nelle mie lettere”, dove le parole acquisiscono un potere rivelatore e liberatorio.

Il contrasto tra la luce e l’oscurità si riflette in tutto il poema. Per esempio, il “pozzo inondato di segreti” evoca un mondo oscuro e profondo che contrasta con la luce della rivelazione. Questa lotta tra oscurità e luce è un conflitto continuo che si verifica all’interno dell’autore, un processo di auto-scoperta e comprensione.

5- La ricerca costante e l’ambiguità:
Il verso “I miei piedi cercano le tue orme per incontrarmi con i tuoi passi” riflette il costante desiderio dell’autrice di seguire un cammino, di trovare qualcosa che la guidi. Tuttavia, l’ambiguità di questa ricerca è notevole: anche se “cerca” e segue “tracce”, si riconosce che non è sicuro che lo faccia. Anche così, la poesia conclude con l’idea che, anche se l’autore non raggiunge l’obiettivo, la sua vita rimarrà una ricerca costante: “E anche se non ci riesco, vivrò cercando nei miei sogni”.

Questo atteggiamento riflette un concetto esistenziale profondo, dove la vita è un processo continuo di ricerca, senza una certezza definitiva di raggiungere la verità o la pienezza, ma con una dedizione costante ad esso. Qui si stabilisce una tensione tra il possibile e l’irraggiungibile, che rafforza il carattere filosofico ed esistenziale dell’opera.

6- L’uso del verso libero e la fluidità emotiva:
Il verso libero è un’altra caratteristica della poesia di Carmen Flores, che permette una maggiore libertà nell’espressione emotiva. L’assenza di una struttura rigida riflette la fluidità dei sentimenti dell’autrice e la sua connessione con un mondo di significati ambigui e fluttuanti. Il verso libero simboleggia anche la liberazione dalla forma tradizionale, permettendo alle emozioni di fluire in modo organico e naturale, come l’esperienza spirituale o creativa dell’autrice.

Conclusione:
RIVELAZIONE è un poema di esplorazione interiore, di ricerca spirituale e di connessione con l’irraggiungibile. La poetessa utilizza un linguaggio sensoriale e simbolico per creare un’atmosfera di mistero e rivelazione, in cui luce, oscurità e ricerca costante giocano un ruolo centrale. L’uso di immagini potenti e la ripetizione contribuiscono a dare profondità e risonanza emotiva al poema. Grazie al suo stile unico, Carmen Flores riesce a catturare la lotta interiore e l’ambiguità dell’essere umano di fronte al divino, all’ignoto e allo svelato.

RIVELAZIONE

Dentro i miei silenzi ti percepisco eterea
vieni dall’alto attraverso pianeti e oceani di secoli
Sono assetata della tua compagnia nei miei naufragi
palpo il pozzo che dimora in me inondato di segreti
Galoppi nel mio petto risvegli le brame
che ardono nelle mie vene
le mie dita palpano la venatura del tuo sangue
Sento il tuo colpo di luce nelle mie lettere
si eleva il mio spirito fino a raggiungere al tuo volto
Sento il tuo colpo di luce nelle mie lettere
Sento un canto nuovo come l’aria che mormora tra le foglie
Tocco le radici azzurre di questi versi poetici
Dove germoglia il fuoco e il sangue della poesia
I miei piedi cercano le tue orme per incontrarmi con i tuoi passi
E anche se non ci riesco,
vivrò cercandoti nei miei sogni.

Traduzione in italiano a cura di Elisa Mascia






Lectura crítica estilística y analítica del poema: REVELACIÓN – de la poetisa Carmen Flores – Perú.
By : Kareem Abdullah – Iraq .

El poema “REVELACIÓN” de la autora peruana Carmen Flores es una obra cargada de imágenes intensas, emociones profundas y un diálogo constante entre el ser humano y lo divino o trascendental. En esta lectura crítica y estilística, se analizarán los recursos literarios utilizados, la simbología, y el tono general que emplea la poeta para transmitir su mensaje. El poema se caracteriza por su riqueza simbólica, la exploración de lo espiritual y la conexión con lo inalcanzable.

1- El lenguaje y el ritmo:
La poetisa utiliza un lenguaje evocador y poético lleno de imágenes sensoriales que permiten al lector adentrarse en un mundo íntimo y profundo. La frase inicial “Dentro de mis silencios te percibo etérea” establece desde el principio un contraste entre el silencio y la presencia etérea, un ser que se percibe más allá de lo físico, en lo intangible. Este uso del “silencio” no solo denota la ausencia de sonido, sino también un espacio en el que surgen las revelaciones más profundas.

Además, se percibe un ritmo fluido y lírico en la obra, especialmente en la repetición de frases como “siento tu golpe de luz en mis letras”, lo que aporta musicalidad y refuerza la idea de un flujo continuo de inspiración o revelación. La repetición de este verso actúa como un eco que resalta la intensidad del sentimiento de la autora y la transformación de la palabra escrita.

2-El tono espiritual y de búsqueda:
El tono del poema es introspectivo y de búsqueda espiritual. A través de la frase “estoy sedienta de tu compañía en mis naufragios”, la poetisa transmite una sensación de desolación emocional, un deseo profundo de encontrar una compañía trascendental o divina en medio del caos de la vida. El “naufragio” es una metáfora potente del sufrimiento o la pérdida, que la autora enfrenta mientras busca un propósito o una conexión más allá de lo mundano.

Esta sensación de sed por el conocimiento o la revelación espiritual se ve reforzada en la frase “palpo el pozo que me habita inundado de secretos”, donde el “pozo” simboliza tanto un espacio interior profundo y oscuro, como un lugar lleno de misterios por descubrir. La autora utiliza el cuerpo y los sentidos como herramientas de conocimiento y experiencia: palpar, sentir, oír.

3-Las imágenes sensoriales y las metáforas:
Una de las características más destacadas de este poema es el uso de imágenes sensoriales que apelan directamente a los sentidos del lector. La poeta habla de “galopas en mi pecho”, lo que evoca una sensación de movimiento y de fuerza que no solo es física, sino emocional. Este galopar parece indicar una fuerza que se agita en el interior del ser de la autora, sugiriendo una conexión visceral con la revelación o la divinidad.

Asimismo, la referencia a “mis dedos palpan la veta de tu sangre” no solo alude al contacto físico, sino que también está cargada de simbolismo. La “sangre” puede ser vista como un vínculo vital, como la esencia misma del ser, y la “veta” como un acceso directo a lo más profundo de la existencia de lo que la autora busca.

4- El simbolismo de la luz y las sombras:
En la obra, la luz es una metáfora recurrente que simboliza la revelación, la verdad o la inspiración divina. El “golpe de luz” mencionado repetidamente es un símbolo de claridad, de un destello que ilumina las letras de la poeta, y por extensión, su conciencia. Esta luz no solo es un fenómeno visual, sino también un catalizador de transformación: “siento tu golpe de luz en mis letras”, donde las palabras adquieren un poder revelador y liberador.

El contraste entre luz y oscuridad se refleja a lo largo del poema. Por ejemplo, el “pozo inundado de secretos” evoca un mundo oscuro y profundo que contrasta con la luz de la revelación. Esta lucha entre la oscuridad y la luz es un conflicto continuo que ocurre dentro de la autora, un proceso de autodescubrimiento y comprensión.

5- La búsqueda constante y la ambigüedad:
El verso “Mis pies buscan tus huellas para encontrarme con tus pasos” refleja el constante deseo de la autora de seguir un camino, de encontrar algo que la guíe. Sin embargo, la ambigüedad de esta búsqueda es notable: a pesar de que “busca” y sigue “huellas”, se reconoce que no es seguro que lo logre. Aun así, el poema concluye con la idea de que, aunque la autora no consiga la meta, su vida seguirá siendo una búsqueda constante: “Y aunque no lo consiga, viviré buscándote en mis sueños”.

Esta actitud refleja un concepto existencial profundo, donde la vida es un proceso continuo de búsqueda, sin una certeza definitiva de alcanzar la verdad o la plenitud, pero con una dedicación constante a ello. Aquí se establece una tensión entre lo posible y lo inalcanzable, lo que refuerza el carácter filosófico y existencial de la obra.

6- El uso del verso libre y la fluidez emocional:
El verso libre es otra característica de la poesía de Carmen Flores, lo que permite una mayor libertad en la expresión emocional. La ausencia de una estructura rígida refleja la fluidez de los sentimientos de la autora y su conexión con un mundo de significados ambiguos y fluctuantes. El verso libre también simboliza la liberación de la forma tradicional, permitiendo que las emociones fluyan de manera orgánica y natural, tal como la experiencia espiritual o creativa de la autora.

Conclusión:
REVELACIÓN es un poema de exploración interna, de búsqueda espiritual y de conexión con lo inalcanzable. La poetisa utiliza un lenguaje sensorial y simbólico para crear una atmósfera de misterio y revelación, donde la luz, la oscuridad y la búsqueda constante juegan un papel central. El uso de imágenes poderosas y la repetición contribuyen a dar profundidad y resonancia emocional al poema. Gracias a su estilo único, Carmen Flores logra captar la lucha interna y la ambigüedad del ser humano frente a lo divino, lo desconocido y lo revelado.

REVELACIÓN

Dentro de mis silencios  te percibo etérea
vienes  de lo alto a través de planetas y océanos de siglos
estoy sedienta  de tu compañía  en mis naufragios
palpo el pozo que me  habita inundado de secretos
galopas en mi pecho  despiertas las ansias
que arden en mis venas
mis dedos palpan la veta de tu sangre
siento tu golpe de luz en mis letras
se eleva mi espíritu  hasta alcanzar  tu rostro
siento tu golpe de  luz en mis letras
Oigo un canto nuevo  como el aíre que murmura entre las hojas
Toco las raíces azules de estos versos
Donde germina  el fuego  y la sangre del poema
Mis pies buscan  tus huellas  para encontrarme  con tus pasos
Y aunque no lo consiga  viviré  buscándote en mis sueños

Carmen Flores

Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica alla poesia di Eva Lianou Petropoulou – Grecia

Foto cortesia di Eva Lianou Petropoulou -Grecia e Kareem Abdullah -Iraq


Lettura analitica critica di “Voci ” di Eva Lianou Petropoulou – Grecia .
Di : Kareem Abdullah – Iraq .

Introduzione: Il poema “Voci ” di Eva Lianou Petropoulou offre una profonda esplorazione della natura paradossale delle emozioni e delle risposte umane in diverse situazioni. Il poema presenta una serie di domande che stimolano la riflessione, attirando l’attenzione sulle complessità del comportamento umano di fronte alla gioia e alla sofferenza. Attraverso il suo tono introspettivo e la struttura concisa, il poema sfida il lettore a riflettere sulle profonde connessioni tra l’espressione emotiva, la mente umana e il concetto di libero arbitrio.

Analisi:

Titolo – “Voci”: Il titolo introduce immediatamente il tema della comunicazione e del dialogo interno. Le “voci” possono essere interpretate come un riferimento alle varie richieste di aiuto, libertà e pace che la gente fa, ma anche alle voci interne che dettano come reagiamo ai diversi stati emotivi. La forma plurale delle “Voci” suggerisce la molteplicità di prospettive ed esperienze, implicando che il poema non è solo sulle esperienze individuali ma anche sulle emozioni e le lotte umane collettive.

Tema della contraddizione nell’emozione umana: il tema centrale del poema ruota attorno alla contraddizione nelle risposte emotive umane. La poetessa chiede: “Ma perché piangiamo nei nostri momenti felici/ E ridiamo…… quando siamo in una situazione molto difficile?” Questa domanda retorica funge da potente paradosso che sfida le supposizioni del lettore sulla natura delle emozioni umane. In genere, il pianto è associato alla tristezza e la risata alla gioia; tuttavia, la poetessa interrompe queste associazioni per indicare come gli esseri umani a volte reagiscono in modi inaspettati. Ciò evidenzia la complessità della psicologia umana e i modi in cui le persone navigano nei loro paesaggi emozionali.

Autodifesa e istinti umani: la poetessa suggerisce che forse questo comportamento emotivo contraddittorio è una forma di auto-difesa. La linea “Forse questa è l’autodifesa del nostro organismo” introduce un interessante concetto psicologico: l’idea che le nostre emozioni, anche nelle loro forme paradossali, possano servire come meccanismi di protezione. Questa idea evoca la nozione della risposta lotta-o-fuga e i modi istintivi in cui gli esseri umani si proteggono dallo stress, dal trauma o dalla sopraffazione emotiva. Il riferimento a “autodifesa” potrebbe implicare che emozioni come piangere o ridere in contesti inappropriati potrebbero essere modi subconsci di affrontare pressioni interne o esterne.

Esplorazione del cervello umano: La frase “Ancora alla scoperta del cervello umano” rivela la consapevolezza della poetessa della ricerca in corso sulla cognizione e l’emozione umana. La dichiarazione mette in luce il mistero della mente umana, che è ancora in fase di esplorazione da parte della scienza. Suggerisce che nonostante i nostri progressi nella comprensione del cervello e del comportamento umano, c’è ancora molto da scoprire sui meccanismi complessi che governano i nostri pensieri, sentimenti e azioni.

Il concetto del libero arbitrio: la frase di chiusura, “Ciò che è certo… / È che abbiamo il libero arbitrio”, serve come momento cardine nella poesia. Dopo aver esplorato l’imprevedibilità delle emozioni umane, la poetessa afferma la certezza del libero arbitrio. Nonostante la natura paradossale delle risposte emotive umane, il poeta suggerisce che noi manteniamo ancora il potere di fare scelte ed esercitare controllo sulle nostre azioni. Questa linea introduce un elemento di empowerment, sottolineando che, indipendentemente da quanto complesse o contraddittorie possano essere le nostre emozioni, non siamo interamente alla loro mercé. L’affermazione del libero arbitrio serve a ricordare l’agire umano in un mondo che spesso può sembrare caotico e incontrollabile.

Conclusione: “Voci” di Eva Lianou Petropoulou offre una meditazione ricca e stimolante sulla complessità delle emozioni umane, i misteri del cervello e il ruolo del libero arbitrio nel plasmare le nostre risposte alle sfide della vita. Attraverso le sue affermazioni paradossali e domande retoriche, il poema invita il lettore a riflettere sulla natura più profonda, spesso contraddittoria, del comportamento umano. Il messaggio finale del poema, nonostante l’incertezza e l’imprevedibilità delle emozioni umane, è che noi, come individui, abbiamo la capacità di libero arbitrio e possiamo esercitare il controllo su come rispondiamo al mondo intorno a noi. In questo modo, il poema non solo si impegna con profonde questioni psicologiche e filosofiche, ma afferma anche la resilienza e l’agenzia dello spirito umano.

Voci
Tanta gente chiede aiuto
Grida per la libertà
Grida per la pace
Ma perché piangiamo nei nostri momenti felici
E
Ridiamo… quando siamo in una situazione molto difficile?
Forse questa è l’autodifesa del nostro organismo
Ancora alla scoperta del cervello umano
Cosa c’è di certo…
È che abbiamo il libero arbitrio
Eva Lianou Petropoulou (Grecia)

È una scrittrice e poetessa premiata dalla Grecia con più di 25 anni nel campo letterario ha pubblicato più di 10 libri.
Le sue poesie sono tradotte in più di 25 lingue. È presidente della creatività e dell’arte di Mil Mentes Por Mexico Association Grecia – Messico
Candidata Ufficiale al Premio Nobel per la Pace 2024




Critical Analytical Reading of “Voices” by Eva Lianou Petropoulou – Greece .
By : Kareem Abdullah – Iraq .

Introduction: Eva Lianou Petropoulou’s poem “Voices” offers a profound exploration of the paradoxical nature of human emotions and responses in different situations. The poem presents a series of thought-provoking questions, drawing attention to the complexities of human behavior in the face of both joy and suffering. Through its introspective tone and concise structure, the poem challenges the reader to reflect on the deep connections between emotional expression, the human mind, and the concept of free will.

Analysis:

Title – “Voices”: The title immediately introduces the theme of communication and internal dialogue. “Voices” can be interpreted as a reference to the various calls for help, freedom, and peace that people make, but also to the internal voices that dictate how we react to different emotional states. The plural form of “Voices” suggests the multiplicity of perspectives and experiences, implying that the poem is not only about individual experiences but also about collective human emotions and struggles.

Theme of Contradiction in Human Emotion: The central theme of the poem revolves around the contradiction in human emotional responses. The poet asks, “But why we cry in our happy moments / And laugh…..when we are in a very difficult situations?” This rhetorical question serves as a powerful paradox that challenges the reader’s assumptions about the nature of human emotions. Typically, crying is associated with sadness, and laughter with joy; however, the poet disrupts these associations to point out how human beings sometimes react in unexpected ways. This highlights the complexity of human psychology and the ways in which people navigate their emotional landscapes.

Self-Defense and Human Instincts: The poet suggests that perhaps this contradictory emotional behavior is a form of self-defense. The line, “Maybe this is the self defense of our organism,” introduces an interesting psychological concept: the idea that our emotions, even in their paradoxical forms, may serve as protective mechanisms. This idea evokes the notion of the fight-or-flight response and the instinctual ways in which humans protect themselves from stress, trauma, or emotional overwhelm. The reference to “self-defense” could imply that emotions such as crying or laughing in inappropriate contexts might be subconscious ways of coping with internal or external pressures.

Exploration of the Human Brain: The line, “Still discovering the human brain,” reveals the poet’s awareness of the ongoing research into human cognition and emotion. The statement highlights the mystery of the human mind, which is still being explored by science. It suggests that despite our advancements in understanding the brain and human behavior, there is still much to uncover about the complex mechanisms that govern our thoughts, feelings, and actions.

The Concept of Free Will: The closing line, “What is certain… / It is that we have free will,” serves as a pivotal moment in the poem. After exploring the unpredictability of human emotions, the poet affirms the certainty of free will. Despite the paradoxical nature of human emotional responses, the poet suggests that we still retain the power to make choices and exert control over our actions. This line introduces an element of empowerment, emphasizing that, regardless of how complex or contradictory our emotions may be, we are not entirely at their mercy. The affirmation of free will serves as a reminder of human agency in a world that can often feel chaotic and uncontrollable.

Conclusion: Eva Lianou Petropoulou’s “Voices” offers a rich and thought-provoking meditation on the complexity of human emotions, the mysteries of the brain, and the role of free will in shaping our responses to life’s challenges. Through its paradoxical statements and rhetorical questions, the poem invites the reader to reflect on the deeper, often contradictory, nature of human behavior. The poem’s ultimate message—despite the uncertainty and unpredictability of human emotions—is that we, as individuals, have the capacity for free will and can exercise control over how we respond to the world around us. In doing so, the poem not only engages with deep psychological and philosophical questions but also affirms the resilience and agency of the human spirit.

Voices
So many people cry for help
Cry for freedom
Cry for peace
But why we cry in our happy moments
And
Laugh…..when we are in a very difficult situations?
Maybe this is the self defense of our organism
Still discovering the human brain
What is certain…
It is that we have free will
Eva Lianou Petropoulou ( Greece )

She is an awarded author and poet from Greece with more than 25 years in the Literary field published more that 10 books.
Her poems are translated in more than 25 languages. She is President of creativity and art of Mil Mentes Por Mexico Association
Greece Mexico
Official candidate for Nobel Peace prize
2024

Leggi anche 👇

Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica alla poesia di Eva Lianou Petropoulou – Grecia, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Uomo meraviglioso è il titolo della dedica poetica che Kristy Raines ha scritto per il giovane Adeel

Foto cortesia di Kristy Raines

La mia poesia per la giornata mondiale della poesia.

La poesia

Anni fa ho incontrato un giovane uomo
che mi ha scritto da un’altra terra
Non ero un poeta noto prima di allora
ma il suo bel cuore mi ha dato un verso

Mi scriveva della sua terra
E in segno di amicizia, mi ha teso la mano
Mi accompagnava nella stanza dei bambini di suo padre
Con una videocamera, dove un verso sentito mi è venuto in mente

Dai suoi video di paesaggi e uccelli bellissimi
è nata la canzone più armoniosa che avessi mai sentito
Mi ha persino insegnato a preparare il paratha e il tè al latte
È stato così che ho incontrato la sua famiglia e la casa che condivideva ogni giorno con me

Sì, mi ha portato nel suo Paese, il Pakistan
con una videocamera e un grande amore per questa terra
È stato attraverso le nostre passeggiate che ho scritto una poesia
che ha vinto premi ed è così che l’ho conosciuto

“Beautiful Man”, era il nome della poesia
Adeel, sei ancora vicino a me come uno dei miei cari
Quindi in questa Giornata mondiale della poesia
l’onore va a te e non a me…

Il giorno,  “Beautiful Man” è nato.

©Kristy Raines

******

Beautiful Man

Come mi hai trovato?
Quando ho notato il potenziale in te?

La tua età è così giovane, ma la tua mente è quella dell’anima di qualcuno che ha viaggiato per il mondo.
Mi hai insegnato che ascoltare gli uccelli cantare per prima cosa al mattino è più prezioso della ricchezza.
Perché quelle melodie rimangono nella tua memoria e la ricchezza può essere persa in un momento.
Doni sempre e non prendi mai.
Quando mi lamento, tu zittisci le mie parole.
Mi stai aiutando a guarire.
Mi stai insegnando la pace.
Stai prendendo i miei “io voglio” e li stai trasformando in “cosa vuoi tu?”
Mi hai mostrato cosa sia veramente la gratitudine,
e non perdi mai la pazienza con me, mai.
Conosci solo l’amore e il fare del bene.
Amo il fatto che la famiglia sia importante per te e non sia mai considerata un peso.
Aiuti volentieri le persone intorno a te.
Conosci il valore del parlare e del ridere.
Fai tutto con un sorriso sul viso e la felicità nel cuore.
Il modo in cui parli, sembra le parole di un poeta senza nemmeno provarci ad esserlo.
Chi avrebbe mai pensato che qualcuno che vive in una terra così diversa dalla mia potesse avere più gioia di me, con meno?
Ora capisco com’ è possibile.
Perché non hai il lusso di scegliere in molte cose.
Ma è questo che ti ha reso così felice dentro.
Tutto ciò che ti circonda è un dono.
Apprezzi tutto ciò che hai.
Mi hai dimostrato che avere più cose non ti rende felice.
Non sapere cosa significhi avere più cose materiali ti ha mantenuto umile e ha riempito il tuo cuore di così tanto amore e compassione.
Apprezzi ciò che hai.
E mi stai insegnando con gentilezza e senza giudizio.
Sei entrato nel mio cuore e sei diventato il mio migliore amico.
Non credo ci sia nulla che tu non faresti per me o io per te, in nostro potere
La tua innocenza è affascinante ma allo stesso tempo
il tuo modo di fare maturo è quello di un gentiluomo.

Sei un uomo meraviglioso.

©Kristy Raines
Non possiedo i diritti della foto


My Poem for World Poetry Day.

The Poem

Years ago I met a young man
who wrote to me from another land
A known Poet I was not before that time
but his beautiful heart gave me a line

He used to write me about his land
And in friendship to me, held out his hand
He would walk me through his Father’s Nursery
With a video camera, where a heartfelt  verse came to me

From his videos of beautiful scenery and  birds
came the most harmonious song I had ever heard
He even taught me how to make paratha and milk tea
It was how I met his family and the home he daily shared with me

Yes, he took me to his country of Pakistan
with a video camera and a great love for this land
It was through our walks I wrote a poem
that won awards and how I got to know him

“Beautiful Man”, was the name of the poem
Adeel, you are still as close to me as one of my own
So on this World Day of Poetry
the honor goes to you and not to me….

The Day, “Beautiful Man” came to be.

©Kristy Raines

******

Beautiful Man

How did you find me?
When did it happen that I noticed the potential in you?
Your age is so young, but your mind is that of the soul of someone who has traveled the world.
You have taught me that hearing the birds sing first thing in the morning is more precious than wealth.
For those sounds stay in your memory and wealth can be lost in a moment.
You always give and never take.
When I complain, you hush my words.
You are helping me to heal. You are teaching me peace.
You are taking my, “I wants”, and are turning them into “what are your wants?”
You have shown me what thankfulness really is,
and you never lose patience with me, ever.
You only know love and doing good.
I love that Family is important to you and not ever considered a burden.
You help the people around you gladly.
You know the value of just talking and laughing.
You do everything with a smile on your face and happiness in your heart.
The way that you speak, sounds like the words of a poet without even trying.
Who would ever think that someone who lives in a land so different than mine could have more joy than me, with less?
I now understand how.
Because you do not have the luxury of choices in many things.
But that is what has made you so happy inside.
Everything around you is a gift.
You have an appreciation for everything you have.
You have shown me that having more things doesn’t make you happy.
Not knowing what having more material things is like has kept you humble and filled your heart with so much love and compassion.
You appreciate what you have.
And you are teaching me gently and without judgment.
You have entered my heart and have become my best friend.
I don’t think there is anything you wouldn’t do for me or I for you, within our power
Your innocence is charming but at the same time
your mature mannerism is that of a gentleman.

You are a Beautiful Man.

©Kristy Raines
I do not own the rights to the picture

Claudia Deyanira Aguane Tapia – Venezuela presenta il suo libro

Foto cortesia di Claudia Deyanira Aguane Tapia – Venezuela


Claudia Deyanira Aguane Tapia
Venezuela

Nata a Ciudad Bolívar – Stato di Bolívar – Venezuela
Autrice del mio primo libro, Ecoambiente y cris (Ecoambiente e cris), copyright di Claudia Aguane, tutti i diritti riservati. È una storia affascinante, ideale da godersi in famiglia e per tutti i pubblici. Promuove valori perduti, il recupero di un senso di appartenenza e la protezione del pianeta Terra per le generazioni presenti e future. Rafforza l’educazione ambientale. È un riferimento a una ragazza e ad altri personaggi e invita a seminare la consapevolezza ecologica.
Il mio slogan è “Diamo all’ambiente un tocco di efficienza”, testi, illustrazioni e interior design sono miei.
Oltre a ciò, ho sempre avuto una certa inclinazione per l’arte, faccio disegni, sono un’ artigiana, una creativa e una imprenditrice.
È un piacere partecipare alla Grande Maratona Poetica con la mia poesia “Credi in te”.


“I tempi di Dio sono perfetti… Se ti piacciono le avventure e sei appassionato di natura, questa storia è per te. Vi presento la mia storia ecologica Eco-ambiente e cris copyright di Claudia Aguane tutti i diritti riservati. È una storia affascinante, ideale da godersi in famiglia e con tutti i pubblici. Promuove valori che sono andati perduti, il salvataggio del senso di appartenenza, la protezione del pianeta Terra per le generazioni presenti e future… il mio slogan è Dai all’ambiente una svolta efficiente”. 

#daiefficienzaall’ambiente #credineltuopotenziale #educazioneambientale #follower @ecoambienteycris



Claudia Deyanira Aguane Tapia
Venezuela

Nacida en Ciudad Bolívar -Estado Bolivar – Venezuela
Escritora de mi primer libro Ecoambiente y cris copyright por Claudia Aguane todos los derechos reservados, es una historia fascinante, ideal para disfrutar en familia y toda audiencia, promueve valores que se han perdido el rescate del sentido de pertenencia, protección del planeta tierra para presentes y futuras generaciones, afianza la educación  ambiental, es referente a una niña y otros personajes, te invita a sembrar la conciencia ecológica.
Mi eslogan es “Dale un eficiente giro al Ambiente”, textos, ilustraciones , diseño interior de mi autoría.
Adicional a ello siempre he tenido inclinación por el arte, hago dibujos soy manualista, creativa y emprendedora.
Es grato tener está participación el Gran Maratón  Poético con mi poema “Creer en ti”.



Los Tiempos de Dios son perfectos…Si te gustan las aventuras y te apasiona la naturaleza este cuento es para ti te presento mi cuento Ecológico Ecoambiente y cris copyright por Claudia Aguane todos los Derechos Reservados es una historia fascinante ideal para disfrutar en familia y toda audiencia promueve valores que se han perdido rescate del sentido de pertenencia protección del planeta tierra para presentes y futuras generaciones….mi eslogan es Dale un eficiente giro al Ambiente. #daleuneficiemtegiroalambiente #creeentupotencial #educacionambiental #seguidores @ecoambienteycris

Leggi anche 👇

L’autrice Claudia Deyanira Aguane Tapia-Venezuela ha partecipato al Maraton Poetico Internazionale e presenta il suo libro, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Per la giornata della  poesia

Foto di Elisa Mascia -Italia

Quando sei presente

Quando nel cielo splende il sole
è riflesso dell’ altro che dal profondo
illumina e profuma di rose e viole 
è dentro di te e scalda il mondo.

Poesia dei sogni, risalita delle marzaiole
in novello volo d’ annuncio fecondo
tra punteggiatura lemmi fan capriole
espressioni di cuore vagabondo.

Signora dei miracoli mia cara amica
confidente d’istanti in cui si è soli
pensiero fuggitivo dalla mente s’imprime

nell’ eterna scrittura diviene unica
gloria a Dio per aver creato due soli
in cielo e nel cuore di chi vestirà tunica.

Elisa Mascia 21-3-2025

Vedi anche 👇

https://vm.tiktok.com/ZMBk1mqGk/

Elham Hamedi-Iran e la sua poesia nell’analisi critica letteraria del prof Kareem Abdullah -Iraq

Foto cortesia di Elham Hamedi-Iran e Kareem Abdullah -Iraq

Lettura stilistica analitica critica di “Rimuovere i cadaveri dalla mia faccia” da Elham Hamedi- Iran.
Di : Kareem Abdullah – Iraq .

Il poema di Elham Hamedi “Remove the Corpses from My Face” evoca un’atmosfera intensa e inquietante, mescolando immagini di vita, morte e rinnovamento. Attraverso il suo profondo linguaggio metaforico e l’uso innovativo della forma, il poema esamina la lotta per l’espressione personale e il peso delle pressioni sociali o esistenziali. In questa analisi critica, esploreremo le scelte stilistiche di Hamedi, gli elementi tematici e come lavorano insieme per creare un’esperienza complessa ed emotivamente risonante per il lettore.

1-Titolo e prime impressioni:
Il titolo, “Remove the Corpses from My Face,” introduce un paradosso immediato tra la vita e la morte, così come un profondo senso di perdita. La parola “cadaveri” non è solo letterale; evoca un’immagine di trauma passato, di repressione o dei resti di ciò che non è più vivo o autentico. La frase “dal mio volto” suggerisce che la persona è attivamente gravata da questi resti del passato, possibilmente aspettative esterne o dolore interiorizzato, che oscurano la loro vera identità. Questo evoca un senso di urgenza, come se la persona desiderasse liberarsi da questi pesi invisibili.

2- Immagini e simbolismo:
Il poema di Hamedi è ricco di linguaggio simbolico che contrappone la vita alla morte e la natura all’esistenza umana. Per esempio, la frase “I miei occhi respirano ancora” introduce un’immagine paradossale: gli occhi sono organi passivi, ma qui si attribuisce loro un’azione attiva e vivificante, la respirazione. Questo umanizza gli occhi, che sono spesso visti come recettori passivi del mondo che li circonda. Gli occhi che respirano suggeriscono che, nonostante il peso dei cadaveri, la persona ha ancora la capacità di interagire con il mondo.

L’immagine ricorrente dei “cadaveri” è centrale nella struttura tematica della poesia. L’immagine del cadavere nel poema suggerisce non solo la morte ma anche il decadimento, la stagnazione e forse i resti di vecchie versioni dell’io o precedenti imposizioni culturali, personali o politiche. Questa figura ricorrente implica anche che, anche se la persona può sembrare immobile o senza vita, rimane una vitalità di fondo-un tentativo di scartare ciò che non serve più.

Al contrario, le immagini naturali, come “I miei occhi possono ancora scalare il corpo di un albero” e “rivendicare un pezzo del cielo come loro attraverso le foglie”, introduce un senso di crescita, aspirazione e connessione con la natura. Queste linee implicano che, nonostante la presenza oppressiva dei “cadaveri”, il desiderio della persona per la libertà e la connessione con il mondo rimane ininterrotto. Arrampicarsi sul “corpo di un albero” metaforicamente si riferisce all’istinto umano di raggiungere l’alto, crescere e cercare significato. Il cielo, che simboleggia la possibilità illimitata, funge da metafora per l’io ideale, libero dal peso dei fardelli passati.

3- Struttura e ripetizione:
Uno dei più sorprendenti dispositivi stilistici in questo poema è la frase imperativa ripetuta “Rimuovere i cadaveri dalla mia faccia.” Questo ritornello ancora la poesia, fondandola in un desiderio coerente di liberazione. La ripetizione sottolinea l’urgenza e il peso emotivo della richiesta, come se la persona fosse in costante conflitto con il suo mondo esterno o interiore, cercando la liberazione. La richiesta di “rimuovere” non è semplicemente una richiesta, ma un disperato richiamo alla trasformazione, a uno spargimento del passato o delle forze oppressive che si sono accumulate nel tempo.

L’uso ripetuto di “My eyes” enfatizza la percezione visiva della persona, sottolineando l’idea che il loro sguardo e la prospettiva sono entrambi gravati e potenziati dalle loro esperienze. Gli occhi diventano il veicolo sia della sofferenza che del rilascio potenziale, in quanto sono capaci di “respirare” e “arrampicarsi sul corpo di un albero”, indicando sia una lotta presente che un potenziale di crescita.

4- Contrasto tra luce e buio:
Il contrasto tra luce e buio è significativo nel poema. Il sole e la luna sono giustapposti come fonti di illuminazione, ma rappresentano anche forze diverse. “Il sole moltiplica ancora il significato del giorno nei miei occhi” parla della vitalità e possibilità di vita, come il sole tradizionalmente simboleggia la luce, chiarezza e conoscenza. Tuttavia, questo è controbilanciato dall’immagine della luna, che “passa tra le mie sopracciglia / afferrando una parola / tra le mie labbra.” La passività della luna contrasta con la luminosità del sole, e la sua tranquilla “presa” di una parola può implicare che il significato sia imposto alla persona, piuttosto che scoperto liberamente. L’interazione tra il sole e la luna potrebbe essere interpretata come una rappresentazione del conflitto interno tra un desiderio di chiarezza e il peso schiacciante delle forze esterne.

5-Il tema del poema di soffocamento e rinascita:
Alla fine della poesia, Hamedi scrive: “Le parole sono soffocanti.” Questa frase introduce un senso improvviso di claustrofobia-le parole, solitamente gli strumenti della comunicazione e dell’autoespressione, qui diventano strumenti di oppressione. Riflette la tensione tra il desiderio di una voce autentica e l’imposizione schiacciante di vincoli sociali, culturali o personali che soffocano il sé.

Di fronte a parole soffocanti, gli occhi della persona rimangono “vivi” e ancora capaci di rivendicare “un pezzo di cielo”-suggerendo che nonostante sia soffocato, il potenziale di liberazione ed espressione non si perde mai del tutto.
L’immagine del soffocamento può essere simbolica della tensione tra la realtà attuale della persona e il suo desiderio di un’esistenza più autentica e libera.

6- Elementi stilistici e caratteristiche linguistiche:
L’uso di Hamedi di enjambment, in cui le frasi si estendono da una riga all’altra, crea un senso di fluidità e continuità. Questa tecnica rispecchia la natura implacabile e ciclica della lotta descritta nel poema: non c’è una chiara risoluzione, ma un continuo, urgente tentativo di liberarsi.

Il linguaggio semplice ma profondo esalta l’impatto emotivo della poesia. Attraverso linee brevi e dirette come “Rimuovi i cadaveri dal mio viso” e “Le parole sono soffocanti”, Hamedi cattura il dolore crudo e immediato della persona, usando un linguaggio sparso per trasmettere una profonda complessità emotiva. La sintassi è spesso frammentata, rispecchiando lo stato d’animo frammentato della persona, mentre la mancanza di punteggiatura aggiunge al senso di urgenza e disordine del poema.

Conclusione:
“Remove the Corpses from My Face” di Elham Hamedi è un poema profondamente evocativo e tematicamente ricco che esplora la tensione tra vita e morte, liberazione e oppressione, espressione di sé e costrizione sociale. Attraverso immagini naturali vivide, l’uso simbolico del sole e della luna e il ritornello ripetuto, Hamedi crea una narrazione toccante di lotta personale ed esistenziale. Il poema in definitiva suggerisce che anche di fronte al soffocamento e alla perdita, c’è ancora una scintilla di vitalità, e una possibilità di rinnovamento, per gli occhi che continuano a respirare e il cielo che rimane a portata di mano.


“Togli i cadaveri dalla mia faccia “

I miei occhi respirano ancora /
Rimuovi i cadaveri dal mio viso /
Il sole moltiplica ancora il significato del giorno nei miei occhi /
La luna passa tra le mie sopracciglia / Afferra una parola /
Tra le mie labbra /
E inizia una nuova interpretazione dell’umanità /
I miei occhi possono ancora scalare il tronco di un albero /
E reclamare un pezzo di cielo come loro attraverso le foglie /
Togli i cadaveri dalla mia faccia / Le parole sono soffocanti /

Elham Hamedi
Tutti i diritti riservati

Adattamento dal libro ; “UN COLPO ALLA TESTA ERA UNO ZAQBOOR”;Elham Hamedi; 2022; Terra d’ulivi Edizioni; Italia









Critical Analytical Stylistic Reading of “Remove the Corpses from My Face” by Elham Hamedi- Iran.
By : Kareem Abdullah – Iraq .

Elham Hamedi’s poem “Remove the Corpses from My Face” evokes an intense, haunting atmosphere, blending imagery of life, death, and renewal. Through its deep metaphorical language and innovative use of form, the poem examines the struggle for personal expression and the burden of societal or existential pressures. In this critical analysis, we will explore Hamedi’s stylistic choices, thematic elements, and how they work together to create a complex, emotionally resonant experience for the reader.

1-Title and First Impressions:
The title, “Remove the Corpses from My Face,” introduces an immediate paradox between life and death, as well as a profound sense of loss. The word “corpses” is not just literal; it evokes an image of past trauma, repression, or the remnants of what is no longer living or authentic. The phrase “from my face” suggests that the persona is actively burdened by these remnants of the past, possibly external expectations or internalized pain, which obscure their true identity. This evokes a sense of urgency, as if the persona longs for liberation from these invisible weights.

2- Imagery and Symbolism:
Hamedi’s poem is rich in symbolic language that contrasts life with death and nature with human existence. For instance, the line “My eyes are still breathing” introduces a paradoxical image—eyes are passive organs, but here they are ascribed an active, life-giving action, breathing. This humanizes the eyes, which are often seen as passive receivers of the world around them. The breathing eyes suggest that despite the weight of the corpses, the persona still holds the ability to engage with the world.

The recurring image of “corpses” is central to the thematic structure of the poem. Corpse imagery in the poem suggests not only death but also decay, stagnation, and perhaps the remnants of old versions of the self or previous cultural, personal, or political impositions. This recurring figure also implies that, even though the persona may seem still or lifeless, there remains an underlying vitality—an attempt to discard what no longer serves them.

In contrast, the natural imagery, such as “My eyes can still climb the body of a tree” and “claim a piece of the sky as their own through the leaves”, introduces a sense of growth, aspiration, and connection to nature. These lines imply that despite the oppressive presence of the “corpses,” the persona’s desire for freedom and connection to the world remains unbroken. Climbing the “body of a tree” metaphorically speaks to the human instinct to reach upward, to grow, and to seek meaning. The sky, symbolizing boundless possibility, serves as a metaphor for the ideal self, free from the weight of past burdens.

3- Structure and Repetition:
One of the most striking stylistic devices in this poem is the repeated imperative phrase “Remove the corpses from my face.” This refrain anchors the poem, grounding it in a consistent desire for liberation. The repetition emphasizes the urgency and emotional weight of the plea, as if the persona is in constant conflict with their external world or inner self, seeking release. The plea to “remove” is not merely a request but a desperate call for transformation, for a shedding of the past or oppressive forces that have accumulated over time.

The repeated use of “My eyes” emphasizes the visual perception of the persona, underlining the idea that their gaze and perspective are both burdened and empowered by their experiences. The eyes become the vehicle for both suffering and potential release, as they are capable of “breathing” and “climbing the body of a tree”—indicating both a present struggle and a potential for growth.

4- Contrast Between Light and Dark:
The contrast between light and dark is significant in the poem. The sun and moon are juxtaposed as sources of illumination but also represent different forces. “The sun still multiplies the meaning of day within my eyes” speaks to the vitality and possibility of life, as the sun traditionally symbolizes light, clarity, and knowledge. However, this is counterbalanced by the image of the moon, which “passes between my eyebrows / Seizing a word / Between my lips.” The moon’s passivity contrasts with the sun’s brightness, and its quiet “seizing” of a word may imply that meaning is being imposed upon the persona, rather than discovered freely. The interplay between the sun and the moon could be interpreted as a representation of the internal conflict between a desire for clarity and the overwhelming weight of external forces.

5-The Poem’s Theme of Suffocation and Rebirth:
At the conclusion of the poem, Hamedi writes: “The words are suffocating.” This phrase introduces a sudden sense of claustrophobia—words, usually the tools of communication and self-expression, here become instruments of oppression. It reflects the tension between the desire for authentic voice and the overwhelming imposition of societal, cultural, or personal constraints that suffocate the self.

In the face of suffocating words, the persona’s eyes remain “alive” and still capable of claiming “a piece of the sky”—suggesting that despite being stifled, the potential for liberation and expression is never fully lost. The imagery of suffocation may be symbolic of the tension between the persona’s current reality and their longing for a more authentic, free existence.

6- Stylistic Elements and Linguistic Features:
Hamedi’s use of enjambment, where sentences spill over from one line to the next, creates a sense of fluidity and continuity. This technique mirrors the relentless, cyclical nature of the struggle described in the poem—there is no clear resolution, but an ongoing, urgent attempt to break free.

The simple yet profound language enhances the emotional impact of the poem. Through short, direct lines such as “Remove the corpses from my face” and “The words are suffocating,” Hamedi captures the raw, immediate pain of the persona, using sparse language to convey deep emotional complexity. The syntax is often fragmented, mirroring the persona’s fragmented state of mind, while the lack of punctuation adds to the poem’s sense of urgency and disarray.

Conclusion:
“Remove the Corpses from My Face” by Elham Hamedi is a deeply evocative and thematically rich poem that explores the tension between life and death, liberation and oppression, self-expression and societal constraint. Through vivid natural imagery, symbolic use of the sun and moon, and the repeated refrain, Hamedi crafts a poignant narrative of personal and existential struggle. The poem ultimately suggests that even in the face of suffocation and loss, there is still a spark of vitality, and a possibility for renewal, for the eyes that continue to breathe and the sky that remains within reach.

“Remove the corpses from my face “
My eyes are still breathing /
Remove the corpses from my face /
The sun still multiplies the meaning of day within my eyes /
The moon passes between my eyebrows / Seizing a word /
Between my lips /
And begins a new interpretation of humanity /
My eyes can still climb the body of a tree /
And claim a piece of the sky as their own through the leaves /
Remove the corpses from my face / The words are suffocating /

Elham Hamedi
All Rights Reserved

Adapted from book ; “UN COLPO ALLA TESTA ERA UNO ZAQBOOR”;Elham Hamedi; 2022; Terra d’ulivi Edizioni; Italy

Leggi anche 👇

Elham Hamedi-Iran e la sua poesia ” Rimuovere i cadaveri dalla mia faccia” nell’analisi critica letteraria del prof Kareem Abdullah -Iraq, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Nguyễn Thị Thùy Linh e una sua poesia

Foto cortesia di Nguyễn Thị Thùy LinhVietnam

ENTRA NEL MONDO

Non so se sono un uccello verde
con le ali spiegate incrostate di gioielli
O un’anguilla scivolosa che si erge con la coda?
Entro nel mondo confusa
Mancando appassionatamente la tua terra.

Ho trattenuto il respiro nell’immaginazione per ore
Per vivere e superare l’irrequietezza dei germogli che fioriscono
Rotto questo silenzio
Con l’altro silenzio
Più silenzioso e profondo
Fammi sapere,
sono della stessa lunghezza d’onda?
Come quando piango
Il fiume rimane senza fiato per alcuni secondi.
Rimpiangendo l’auto-omicidio di una goccia d’acqua sull’erba.

Sulla fredda spiaggia di sabbia
Le onde stanno divorando i primi frutti maturi
Come se i miei occhi avessero appena pianto
Quando tremando dirò che
Di fronte alla terra assolutamente pura
Toglierò questo corpo sacro
Solo per diventare un piccolo fiore
Cresce sulla retina del mondo
E il sangue dai petali dei fiori
si riversa per la salvezza.

NGUYỄN THỊ THÙY LINH (Vietnam)

Nguyễn Thị Thùy Linh, nata nel 1991, è una poetessa e traduttrice letteraria che ora vive a Hai Phong City, in Vietnam. Ha conseguito la laurea triennale in Economia presso l’Università nazionale di economia di Hanoi.
Ha ricevuto il premio “The Gold Moon of 6-8 poetry Prize”, il più alto riconoscimento conferito da The Elder Newspaper e dal sito web lucbat.com (co-organizzatore), sotto gli auspici del Comitato centrale del Fronte della patria vietnamita e del Buddisht Sangha del Vietnam. Inoltre, ha vinto il secondo premio in un concorso di poesia assegnato dalla rivista letteraria “Văn nghệ quân đội” per gli anni 2015-2016.
Ha tradotto e pubblicato due libri, un libro per bambini intitolato “The twin dolls to the earth” (Casa editrice della Vietnam Writer’s Association, 2016) scritto da Milutin Đuričković (Serbia) e una raccolta di poesie intitolata “Wings of the darkness” (Casa editrice della Vietnam Writer’s Association, 2018) composta da Raed Aljishi (Arabia Saudita).  Nguyễn Thị Thùy Linh ha tradotto dall’inglese al vietnamita (e pubblicato su molti giornali e riviste vietnamiti) numerose poesie internazionali scritte dal Dott. Gjekë Marinaj (Albania – America), Raymond Keen (America), Lars Vargö (Svezia), Rati Saxena (India), Metin Cengiz e Müesser Yeniay (Turchia), Fethi Sassi (Tunisia), Asror Allayarov e Makhfuza Imamova (Uzbekistan), Dimitris P. Kraniotis (Grecia) e Raed Aljishi (Arabia Saudita)…





ENTER THE WORLD

I do not know whether I am a green bird
with spread wings encrusted jewels
Or a slippery eel standing up with her tail?
Bewilderedly enter the world
Missing your earth passionately.

I held my breath in imagination for hours
To live and overcome the restless of sprouting buds
Broken this silence
By the other silence
Quieter and deeper
Let me know,
are they the same wavelength?
Like when I cry
The river remains breathless for a few seconds.
Regretting for self-murder of water drop on the grass.

On the cold sand beach
Waves are eating the ripening first fruits
Like my eyes have just cried
When trembling saying that
In front of the absolutely pure ground
I will take off this sacred body
Just to become a little flower
Grows on the world’s retina
And the blood from petal of flowers 
spill for salvation.



NGUYỄN THỊ THÙY LINH (Vietnam)

Nguyễn Thị Thùy Linh, born in 1991,  is a poetess  and literary translator who now lives in Hai Phong City, Vietnam. She received her Bachelor’s Degree in Economics from Hanoi National Economic University.
She was awarded “The Gold Moon of 6-8 poetry Prize,” the highest prize given by The Elder Newspaper and Website lucbat.com (co-organizer), under the auspices of Vietnamese Fatherland Front Central Committee and Buddisht Sangha of Vietnam. In addition, she won the Second Prize in a poetry contest awarded by “Văn nghệ quân đội” literary magazine for the years of 2015-2016. 
She has translated and published two books, a children’s book titled “The twin dolls to the earth” (Publishing House of The Vietnam Writer’s Association, 2016) written by Milutin Đuričković (Serbia) and a poetry collection called “Wings of the darkness” (Publishing House of The Vietnam Writer’s Association, 2018) composed by Raed Aljishi (Saudi Arabia).
Nguyễn Thị Thùy Linh has translated from English into Vietnamese (and published in many Vietnamese newspapers and magazines) numerous international poems authored by Dr. Gjekë Marinaj (Albania – America), Raymond Keen (America), Lars Vargö (Sweden), Rati Saxena (India), Metin Cengiz and Müesser Yeniay (Turkey), Fethi Sassi (Tunisia), Asror Allayarov and Makhfuza Imamova (Uzbekistan), Dimitris P. Kraniotis (Greece), and Raed Aljishi (Saudi Arabia)…

Leggi anche

Una poesia di Nguyá»…n Thị Thùy Linh – Vietnam, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora