Il mortaio sconsiderato Il calore dei rifugi dei soldati Le scatole di munizioni si lamentano della solitudine * * * * * proiettili in arrivo Canta per tutto il tempo I vestiti color cachi sono pieni di freddo * * * * * Le spine secche rotolano Alti terrapieni di terra Silenzio pesante avvolto nella paura *********** Anche gli uccelli migratori si sono allontanati soldato solitario disarmato Niente fa presagire un ritorno. *************** Il fiume Jassim* trema Le canne di papiro vengono consumate dal fuoco I cadaveri si decompongono silenziosamente *************** Le cime delle montagne sono coperte di neve La crepa abbraccia i soldati La notte sarà molto lunga stasera ************* Un uccellino che non si stanca mai di aspettare (Alla ciotola)* mancano i manici Le armi sono sparse *************** I nuovi orologi ticchettano Il sole accarezza i resti Da ieri il tempo si è fermato **************** la mattina I carri armati sbadigliano maliziosamente Se ne sono andati tutti tranne i gusci ************* Le loro voci riempiono l’orizzonte È ora che i difensori vadano a dormire. La pioggia battente saluta tutti *******************
Fiume Jassim: fiume nell’Iraq meridionale, teatro di feroci battaglie tra gli eserciti iracheno e iraniano. Ciotola: il recipiente in cui mangiano i soldati.
هايكو المعركة
الهاونُ الأرعن دفّءَ ملاجئ الجنودِ صناديقُ الأعتدة تشكو الوحدة * * * * * * الرصاصاتُ القادمةُ على طولِ الطريق تغني الملابسُ الخاكية يملأُها البرد * * * * * * الأشواكُ اليابسة تتدحرجُ السواترُ الترابيّة عالية صمتٌ ثقيلٌ يغلّفهُ الخوف *********** حتى الطيورُ المهاجرةِ ابتعدت جنديٌّ وحيدٌ أعزل لا شيء يوحي بالعودة *************** نهرُ ( جاسم )* يرتجفُ قصبُ البردي تلتهمهُ النيران الجثثُ تتفسّخُ بهدوء *************** قممُ الجبالِ تزيّنها الثلوج الشقُّ يحتضنُ الجنود الليلُ سيطولُ كثيراً هذهِ الليلة ************** عصفورٌ صغيرٌ لا يملُّ الانتظار ( القصعةْ )* تفتقدُ الأيدي البنادقُ متناثرةُ *************** الساعاتُ الجديدة تكتكتُ الشمسُ تداعبُ الأشلاء منذُ الأمس توقفَ الزمن **************** في الصباحِ الدباباتُ تتثاءبُ بخبثٍ رحلَ الجميعُ إلاّ القذائف ************** أصواتهم تملأُ الأفق حلَّ وقتُ نوم المدافع المطرُ الغزير يودّعُ الجميع *******************
نهرُ ( جاسم )* : نهر في جنوب العراق حدثت فيه معارك طاحنة بين الجيش العراقي والايراني . القصعة : الاناء الذي يأكل فيه الجنود .
Foto cortesia di Ali Aziz e Kareem Abdullah – Iraq
Diversa ispirazione. Racconto – Autore: Ali Aziz, Kurdistan, Iraq. Da: Karim Abdullah – Iraq.
Stasera è l’opposto di tutte le notti, ho capovolto un sacco nel tuo letto! Il tuo senso di calore ti fa sentire soffocato, non sopporterai, la tua testa manca di Corh per le vespe. Dal tramonto, la tua testa è piena di parole e ricordi, e sei solo nella tua stanza vuota. Vuota, come il cimitero che abbraccia tua madre in questa città muta e triste. Tu e gli altri come te siete morti, anche se in questo buio e paura volevi essere un pianto, un grido, se non strappi la tenda del silenzio, svegli le persone che sono state addormentate da allora e non vogliono svegliarsi. Io volevo, ma, ahimè, non ti hanno lasciato nei loro discorsi e nei loro programmi televisivi avere i diritti umani e cantare all’umanità con la voce più alta, ma nelle loro stanze nere e nelle loro tende si prendono i diritti, i sogni, la sicurezza e le confessioni umane. Non puoi più ingannare te stesso. Hai finalmente realizzato che stanotte non riusciresti a dormire. Ho spinto i tuoi piedi nella coperta e mi sono seduto, danneggiando le tue braccia come una fame intorno alle tue gambe. Ho guardato silenziosamente i libri sul ponte della finestra. Che cosa pensi, vedi? Questa volta non ti crederanno, li conosci bene. Sono solo parole false e risate, i loro volti e le loro azioni rappresentano le loro false promesse. Cosa vuoi fare? Mi sono alzato come un matto per prendere i libri. Ho tirato fuori un libro bianco e ho preso la penna accanto al letto. Ho scritto: “Non lo so”. Ho riflettuto in silenzio su quella parola. Il tuo sbadiglio spezzato ha riempito i tuoi occhi di lacrime.
Mi sono alzato privo di sensi e ho camminato avanti e indietro per la stanza, mettendoti le dita tra i capelli diverse volte per cercare di alleviare il dolore. La testa ti faceva molto male ed era come un pallone pieno d’aria che stava per esplodere. Cosa intendi scrivere? Il suo saggio? Prosa? Non sei neanche uno sterno, non dici che scriverai poesie? È un argomento che non ti abbandona mai. Ti hanno detto di non scrivere affatto poesie. Ho riso molto. Non sapevano che la vita degli uccelli in volo ti colpiva con un arresto e ti faceva ridere. Stasera si vuole mettere fine ai vostri insulti e al vostro disprezzo per la dignità altrui. Tutte le limitazioni che ti circondano e la parola sono la tua unica arma. Grida i tuoi vicini, spaventati, con la testa appoggiata alla finestra, e ripeti tra te e te: “Oggi è il giorno giusto!”. Ho guardato la carta davanti a voi, ho mormorato tra me e me, ho scritto (gocce…) e poi mi sono vestita e sono uscita.
Introduzione: La storia ruota attorno al complesso stato psicologico di un eroe che soffre di pressioni interne ed esterne nel suo ambiente sociale e politico. La storia affronta la lotta interiore del personaggio e il suo tentativo di esprimere il suo dolore e la sua frustrazione attraverso la parola come strumento di confronto. In questa analisi semiologica, l’attenzione sarà rivolta al simbolismo, alla composizione linguistica e agli elementi narrativi che contribuiscono a definire la connotazione della storia. 1. Personalità: Il personaggio principale della storia è uno psicologicamente turbato, come si evince dall’uso di pensieri e sensazioni contrastanti. Dal testo traspare chiaramente che la personalità soffre di una sensazione di asfissia interna e pressione psicologica, come si evince dalle frasi: “La tua testa ha toccato una palla per le vespe” e “la sensazione di calore che ti fa sentire asfissiato”. Questa asfissia non è solo fisica, ma anche morale, a causa della situazione che una persona sperimenta nel suo ambiente sociale e politico.
2. Simbolismo: – La finestra nel testo è un simbolo di separazione tra il mondo interiore del personaggio e il mondo esterno, una finestra da cui una persona guarda la propria realtà. I libri sulla finestra rappresentano forse un tentativo di fuga dalla conoscenza o dall’ispirazione che sembra futile nel cambiare la sua condizione. Libro bianco: il libro bianco segna un nuovo inizio o un tentativo di esprimersi, ma la sensazione di fallimento è evidente nella scrittura: “non so”, poi cancellalo e scrivi: “Perché?”. Queste interazioni indicano uno stato di sconcerto e confusione mentale provato dall’eroe. Il gallo simboleggia l’inizio del nuovo giorno, rappresentando la luce che striscia nell’oscurità della notte, ma senza avere un impatto reale sul miglioramento dello stato psicologico dell’eroe.
3. Struttura narrativa: la storia segue lo stile della libera circolazione di idee e sentimenti, senza una cronologia accurata o un’evidente evoluzione degli eventi. La narrazione trasporta il lettore attraverso gli adattamenti psicologici di coloro che si trovano a un vicolo cieco interiore; il personaggio inizia a pensare alla morte, a esprimere la rabbia e poi a tentare di scrivere qualcosa che potrebbe cambiare la realtà. Questo metodo riflette uno stato psicologico confuso e turbolento che migliora la capacità del lettore di immedesimarsi nello stress dell’eroe.
4. Lingua: inglese Il linguaggio usato nella storia è pieno di potenti immagini metaforiche come “la tua testa è un maschile di vespe” e “sensazione soffocata”. Queste immagini riflettono il conflitto interiore dell’eroe e dimostrano la rigidità della sua realtà. Usa frasi dirette come “non so” e “perché?” per aumentare la chiarezza del senso di perdita e del costante interrogativo che l’eroe affronta nei suoi tentativi di spiegare la sua presenza.
5. Spazio e tempo: Quando: La storia si svolge su “tonight”, termine che suggerisce un momento in cui l’eroe è in isolamento, sia che si tratti della sera o del palco notturno, dove prevalgono calma e oscurità. La notte qui indica uno stato di chiusura interiore, dove il pensiero sembra non trovare vie d’uscita. Luogo: il luogo è nebbioso e non definito con precisione, ma la descrizione della stanza come un “cimitero vuoto” esalta la sensazione di isolamento e vuoto interiore. La città stessa è descritta come/muffled e triste/, indicando il rigore dell’ambiente in cui si trova l’eroe.
6. Lettera o contenuto: La storia riflette il conflitto personale ed esistenziale affrontato dall’uomo in un ambiente di oppressione sociale e politica. Il desiderio di espressione personale e la parola, che per l’eroe è l’arma con cui combattere, sono ostacolati da pressioni esterne. Scrivere diventa quindi uno strumento di resistenza di fronte alla realtà che l’eroe soffre, ma alla fine la persona rimane incapace di cambiare la situazione. La parola, gocce di pioggia che egli scrive alla fine, rimane incompleta, riflettendo la sua incapacità di trovare una risposta o una soluzione alla sua situazione.
Reading Semitic in Short Story: Different Inspiration – Autore: Ali Aziz Kurdistan Iraq. Da: Karim Abdullah – Iraq.
قراءة سيميائة في القصة القصيرة : إلهام مختلف – بقلم : الكاتب : علي عزيز كردستان العراق. بقلم : كريم عبدالله – العراق .
إلهام مختلف. قصة قصيرة- بقلم : الكاتب : علي عزيز كردستان العراق. الليلة وعكس كل الليالي تقلبت في فراشك كثيرا ! احساسك بالحرارة يشعرك بالاختناق ، لن تتحمل، راسك امسى كوره للدبابير ، منذ المغيب وراسك مزدحم بالكلمات والذكريات ، وحيدا انت في غرفتك الخاوية، خاوية كالمقبرة التي تحتضن امك في هذه المدينة المكتومة والحزينة ،انت والاخرين كأنكم موتى ، مع انك في هذه العتمة والخوف اردت ان تكون صرخة ،صرخة اذا لم تمزق ستار الصمت علها توقظ اناسا نائمون منذ الازل ولا يريدون الاستيقاظ ،اردت ولكن هيهات ، لم يسمحوا لك اولئك الذين ينشرون في عناوين صحفهم و برامجهم حقوق الانسان ويتغنون للإنسانية بأعلى صوت لكنهم في غرفهم السوداء وفي سراديبهم يستحوذون على الحقوق والاحلام والامان واعترافات الانسان. لن تستطيع ان تخدع نفسك اكثر من ذلك ، اقتنعت اخيرا انك هذه الليلة لن تنام ، دفعت بقدميك غطائك وجلست تلف ذراعيك كالمفجوع حول ساقيك نظرت بصمت نحو الكتب الملقاة على دكة النافذة ، بماذا تفكر يا ترى؟ هذه المرة لن يعتقوك ، تعرفهم جيدا فهم مجرد كلام وضحكات مزيفة ، مقنعة وجوههم ، تصرفاتهم تمثيل ووعودهم كاذبة، ماذا تريد ان تفعل؟ نهضت كالمجنون نحو الكتب اخرجت ورقة بيضاء والتقطت القلم المرمي بجوار السرير وكتبت (لا اعرف) تأملت بصمت تلك الكلمة تثاؤبك المنقطع ملأ عينيك بالدموع مسحتها بظهر كفك بسرعة ونظرت الى الكلمة ومحوتها بالقلم وكتبت (لماذا؟) نهضت من غير وعيٍ وتجولت في الغرفة ذهابا وإيابا ادخلت اصابعك بين شعرك عده مرات محاولا تخفيف الالم ، كان راسك يؤلمك كثيرا وكانه بالونة مليئة بالهواء على وشك الانفجار ،ماذا تنوي ان تكتب؟.. مقاله؟ نثر ؟ انت حتى لست بقاص ، لا تقل انك ستكتب شعرا؟ فهذا موضوع لا ينسى ابدا، قالوا لك عليك ان لا تكتب الشعر اطلاقا ، فضحكت كثيرا ،الا يعرفون ان حياة الطيور في تحليقها ضربوك بكف اوقفوك عن ضحكاتك ، هذه الليلة تريد ان تضع حدا لإهاناتهم واستخفافهم بكرامتك وجميع القيود التي تحيط بحياتك والكلمة هي سلاحك الوحيد آآاه ما اصعبها من مواجهة ! صياح ديك الجيران افزعك رفعت راسك ناظرا الى النافذة قلت مع نفسك النهار! نظرت الى الورقة التي امامك عضضت شفتاك بضجر وكتبت (يسقط….) ثم ارتديت ملابسك وخرجت. المقدمة: تدور القصة حول حالة نفسية معقدة لبطل يعاني من ضغط داخلي وخارجي في محيطه الاجتماعي والسياسي. تتناول القصة الصراع الداخلي للشخصية ومحاولتها للتعبير عن ألمها وإحباطها باستخدام الكلمة كأداة للمواجهة. في هذا التحليل السيميائي، سيتم التركيز على الرمزية، التركيب اللغوي، والعناصر السردية التي تساهم في بناء دلالة القصة. 1. الشخصية: الشخصية الرئيسية في القصة هي شخصية مضطربة نفسيًا، يعبر عنها من خلال استخدامه لأفكار وأحاسيس متضاربة. يتضح من النص أن الشخصية تعاني من شعور بالاختناق الداخلي والضغط النفسي، وهو ما يظهر في العبارات مثل /رأسك امسى كرة للدبابير/ و /الشعور بالحرارة الذي يشعرك بالاختناق/. هذا الاختناق ليس فقط جسديًا، بل هو أيضًا معنوي، نتيجة للحالة التي يمر بها الشخص في بيئته الاجتماعية والسياسية. 2. الرمزية: النافذة: تعد النافذة في النص رمزًا لفصل بين العالم الداخلي للشخصية والعالم الخارجي، وهي نافذة يطل منها الشخص على واقعه الذي يعاني منه. الكتب على النافذة تمثل ربما محاولة للهرب إلى المعرفة أو الإلهام الذي يبدو أنه غير مجدي في تغيير حالته. الورقة البيضاء: الورقة البيضاء تمثل بداية جديدة أو محاولة للبدء في التعبير عن الذات، لكنها تصبح محض شعور بالضياع كما يظهر في كتابة /لا اعرف/ ثم محوها وكتابة /لماذا؟/. هذه التفاعلات تشير إلى حالة من الحيرة والتشوش الذهني الذي يعيشه البطل. الديك: صياح الديك يشير إلى بداية اليوم الجديد، وهو يمثل الضوء الذي يتسلل إلى ظلام الليل ولكن دون أن يكون له تأثير حقيقي في تحسين الحالة النفسية للبطل. 3. البنية السردية: القصة تتبع أسلوب التداعي الحر للأفكار والمشاعر، حيث لا توجد تسلسل زمني دقيق أو تطور واضح للأحداث. السرد ينقل القارئ عبر التبدلات النفسية للمحكوم عليهم بمأزق داخلي؛ إذ تبدأ الشخصية تفكر في الموت، في الكلمات، في الغضب، ثم في محاولات لكتابة شيء قد يغير الواقع. هذا الأسلوب يعكس حالة نفسية مشوشة ومضطربة، وهو ما يعزز من إحساس القارئ بمدى التوتر الذي يعيشه البطل. 4. اللغة: اللغة المستخدمة في القصة مليئة بالصور المجازية القوية مثل /رأسك كورة للدبابير/ و /الشعور بالاختناق/. هذه الصور تعكس الصراع الداخلي للبطل وتظهر قسوة الواقع الذي يعيشه. استخدام العبارات المباشرة مثل /لا اعرف/ و /لماذا؟/ يزيد من وضوح الإحساس بالضياع والاستفهام المستمر الذي يواجهه البطل في محاولاته لتفسير وجوده. 5. الفضاء الزماني والمكاني: الزمان: القصة تتم في /الليلة/، ما يوحي بتوقيت يكون فيه البطل في عزلة، سواء كان الوقت مساءً أو في مرحلة الليل حيث يغلب الهدوء والظلام. الليل هنا يشير إلى حالة من الانغلاق الداخلي، حيث لا يمكن للفكر أن يجد مخرجًا. المكان: يتم تحديد المكان بشكل ضبابي وغير محدد بشكل دقيق، لكن وصف الغرفة بأنها /خاوية كالمقبرة/ يجعلها مكانًا منغلقًا ومكتومًا، ما يعزز شعور العزلة والفراغ الداخلي. كما أن المدينة نفسها تُوصف بأنها /مكتومة وحزينة/، مما يشير إلى قسوة البيئة المحيطة التي يعيش فيها البطل. 6. الرسالة أو المضمون: القصة تعكس الصراع الشخصي والوجودي الذي يواجهه الإنسان في بيئة تتسم بالقمع الاجتماعي والسياسي. الرغبة في التعبير عن الذات والكلمة التي هي سلاح البطل تتعثر بسبب الضغوط الخارجية. الكتابة هنا تصبح أداة مقاومة في وجه الواقع الذي يعاني منه البطل، لكن في النهاية، يبقى الشخص عاجزًا عن تغيير الوضع. الكلمة /يسقط…/ التي يكتبها في النهاية تظل غير مكتملة، مما يعكس عجزه عن إيجاد إجابة أو حل لحالته.
Foto cortesia di Cettina La Placa Tumminelli e Kareem Abdullah
“Echi di giovinezza e l’illusione del tempo: polvere di stelle come metafora per momenti perduti” Una lettura critica e analitica di “Il passato è polvere di stelle” Di: Kareem Abdullah .Iraq .
La poesia “Il passato è polvere di stelle” di Concetta La Placa presenta un’esplorazione toccante della memoria, del tempo e della natura transitoria della giovinezza. L’oratrice riflette sul passare del tempo e sull’inevitabile dissolvenza di momenti un tempo vibranti nel concetto astratto di polvere di stelle. L’uso della polvere di stelle come metafora racchiude sia la bellezza che la natura fugace del passato, suggerendo che il tempo dissolve i ricordi in qualcosa di intangibile e quasi irraggiungibile. Questo pezzo riflessivo affronta temi universali di nostalgia, perdita e tensione tra il passato idealizzato e il presente spesso deludente.
Immagini e metafora: polvere di stelle come simbolo La metafora centrale della polvere di stelle è potente ed evocativa. La polvere di stelle è un’immagine sia poetica che scientifica che si riferisce ai resti delle stelle, che sono esplose e disperse nell’universo. Nel contesto di questa poesia, la polvere di stelle simboleggia i ricordi della giovinezza e del passato, un tempo vividi e pieni di vita, ma ora dispersi e diminuiti dalle devastazioni del tempo.
Nella frase di apertura, “Il passato è polvere di stelle”, l’oratore imposta immediatamente il tono di malinconia e nostalgia. Questa metafora porta con sé una dualità: il passato è sia qualcosa di prezioso, simile alle bellissime particelle di una stella, sia qualcosa che è fuori dalla portata, perso per sempre nella vastità del tempo. La scelta della polvere di stelle suggerisce che i ricordi, sebbene significativi e belli, sono ora lontani ed eterei, non più tangibili ma piuttosto dissolti nel cosmo.
Il ricordo toccante della giovinezza Nelle prime due strofe, l’oratore riflette sui ricordi della giovinezza con un senso di calore e nostalgia. Le parole “ricordi adolescenziali”, “volti amati”, “sorrisi condivisi” e “amori appena nati” dipingono un quadro della giovinezza come un periodo pieno di gioia, speranza e potenziale incontaminato. I ricordi sono descritti come “echeggianti” nel cuore, suggerendo una risonanza duratura di emozioni ed esperienze passate. Questa ripetizione di echi in tutta la poesia riflette come il passato, anche se può essere sbiadito, continua a riverberare nel panorama emotivo del parlante.
I ricordi del parlante sono caratterizzati da “allegria e vivacità”, rafforzando l’idea che la giovinezza fosse un periodo di vitalità, ottimismo ed energia sconfinata. L’immagine di “speranza ed entusiasmo” rafforza ulteriormente questa visione della giovinezza come un periodo d’oro, pieno della promessa di possibilità e della fede incrollabile nel proprio potenziale. C’è un senso di potere sottostante nei ricordi della giovinezza, come se i primi anni del parlante fossero definiti dall’invincibilità e da uno spirito inflessibile.
La realtà presente: perdita e rimpianto Il tono cambia drasticamente nelle strofe successive mentre l’oratore affronta il presente, ora dominato dal rimpianto e dalla perdita. I “rimpianti malinconici” del presente sono in netto contrasto con i ricordi vibranti del passato. I volti delle persone care sono “sbiaditi dal tempo”, suggerendo che il tempo non solo ha diminuito la nitidezza dei ricordi, ma ha anche eroso i legami un tempo cari. L’oratore menziona “amori mai vissuti”, evocando il dolore dei sogni irrealizzati e del potenziale inespresso. Questi sono gli aspetti della vita che avrebbero potuto essere, ma non si sono mai realizzati, forse a causa del passare del tempo o dei vincoli dell’esistenza quotidiana.
L’oratore fa anche riferimento al peso della routine, che consuma le giornate, implicando che la monotonia della vita quotidiana ha sostituito i ritmi un tempo eccitanti della giovinezza. La parola “consumato” è particolarmente potente, suggerendo che l’energia della vita è stata esaurita o divorata dalle richieste delle responsabilità adulte, lasciando poco spazio alla spontaneità e alla gioia un tempo sperimentate.
L’illusione del tempo e la futilità dell’attesa L’ultima strofa rivela la riflessione del parlante sulla natura illusoria del tempo e della memoria. L’espressione “l’attesa illusoria” parla di una sorta di desiderio futile per qualcosa che non può mai essere riconquistato: la giovinezza, forse, o i momenti incontaminati del passato. Questa attesa è illusoria perché si basa su un desiderio irrealistico di ripristinare o rivivere qualcosa che è intrinsecamente andato. Il passato è già dissolto in polvere di stelle, irrecuperabile e per sempre fuori dalla portata.
C’è un riconoscimento che, nonostante questa consapevolezza, il parlante si aggrappa ancora a quei “preziosi momenti” della giovinezza, tentando di riconquistare qualcosa che non può più essere afferrato. Il verso “per sempre dissolto nella polvere di stelle” è una conclusione agrodolce che racchiude il tema centrale della poesia: mentre i ricordi e le esperienze possono essere amati, sono in ultima analisi effimeri e irraggiungibili nel presente.
Conclusione: una meditazione sul tempo e la transitorietà In conclusione, “The Past is Stardust” è una riflessione toccante sulla natura fugace della vita e sulle complessità della memoria. Attraverso la metafora della polvere di stelle, Concetta La Placa cattura l’essenza di come il tempo trasforma momenti vibranti in echi lontani, per sempre perduti ma eternamente presenti nei nostri cuori. L’esplorazione della nostalgia, della perdita e dell’illusione del tempo da parte della poesia sfida il lettore a riconciliare il passato con il presente e a trovare un significato nella natura fugace dell’esistenza. È una meditazione su come il passato, sebbene possa dissolversi, continua a plasmare e influenzare chi siamo, anche se rimane per sempre fuori dalla nostra portata.
“Echoes of Youth and the Illusion of Time: Stardust as a Metaphor for Lost Moments” A Critical and Analytical Reading of “The Past is Stardust” By : Kareem Abdullah .Iraq .
The poem “The Past is Stardust” by Concetta La Placa presents a poignant exploration of memory, time, and the transient nature of youth. The speaker reflects on the passage of time and the inevitable fading of once-vibrant moments into the abstract concept of stardust. The use of stardust as a metaphor encapsulates both the beauty and the fleeting nature of the past, suggesting that time dissolves memories into something intangible and almost unreachable. This reflective piece addresses universal themes of nostalgia, loss, and the tension between the idealized past and the often disappointing present.
Imagery and Metaphor: Stardust as a Symbol The central metaphor of stardust is powerful and evocative. Stardust is both a poetic and scientific image that refers to the remnants of stars, which have exploded and dispersed across the universe. In the context of this poem, stardust symbolizes the memories of youth and the past, once vivid and full of life, but now scattered and diminished by the ravages of time.
In the opening line, “The past is stardust,” the speaker immediately sets the tone of wistfulness and nostalgia. This metaphor carries a duality: the past is both something precious, akin to the beautiful particles of a star, and something that is beyond reach, lost forever in the vastness of time. The choice of stardust suggests that the memories, while significant and beautiful, are now distant and ethereal, no longer tangible but instead dissolved into the cosmos.
The Poignant Memory of Youth In the first two stanzas, the speaker reflects on the memories of youth with a sense of warmth and nostalgia. The words “adolescent memories,” “beloved faces,” “shared smiles,” and “new-born loves” paint a picture of youth as a time full of joy, hope, and untainted potential. The memories are described as “echoing” in the heart, suggesting a lasting resonance of past emotions and experiences. This repetition of echoing throughout the poem reflects how the past, even though it may have faded, continues to reverberate in the speaker’s emotional landscape.
The speaker’s recollections are marked by “cheerfulness and sprightliness,” reinforcing the idea that youth was a time of vitality, optimism, and boundless energy. The imagery of “hope and enthusiasm” further strengthens this vision of youth as a golden period, filled with the promise of possibility and the unshakable belief in one’s potential. There is an underlying sense of power in the memories of youth, as if the speaker’s earlier years were defined by invincibility and an unyielding spirit.
The Present Reality: Loss and Regret The tone shifts dramatically in the subsequent stanzas as the speaker confronts the present, now dominated by regret and loss. The “melancholic regrets” of the present stand in stark contrast to the vibrant memories of the past. The faces of loved ones have “faded by time,” suggesting that time has not only diminished the sharpness of memories but also eroded the connections once held dear. The speaker mentions “loves never lived,” evoking the sorrow of unrealized dreams and unfulfilled potential. These are the aspects of life that could have been, but never came to fruition, perhaps due to the passage of time or the constraints of everyday existence.
The speaker also references the weight of routine, which consumes the days, implying that the monotony of daily life has replaced the once-exciting rhythms of youth. The word “consumed” is particularly powerful, suggesting that the energy of life has been depleted or devoured by the demands of adult responsibilities, leaving little room for the spontaneity and joy once experienced.
The Illusion of Time and the Futility of Waiting The final stanza reveals the speaker’s reflection on the illusory nature of time and memory. The phrase “the illusory waiting” speaks to a kind of futile longing for something that can never be recaptured—youth, perhaps, or the untainted moments of the past. This waiting is illusory because it is based on an unrealistic desire to restore or relive something that is inherently gone. The past is already dissolved into stardust, irretrievable and forever out of reach.
There is an acknowledgment that, despite this realization, the speaker still holds on to those “precious moments” of youth, attempting to recapture something that can no longer be grasped. The line “forever dissolved in stardust” is a bittersweet conclusion that encapsulates the poem’s central theme: while memories and experiences may be cherished, they are ultimately ephemeral and unattainable in the present.
Conclusion: A Meditation on Time and Transience In conclusion, “The Past is Stardust” is a poignant reflection on the fleeting nature of life and the complexities of memory. Through the metaphor of stardust, Concetta La Placa captures the essence of how time transforms vibrant moments into distant echoes, forever lost yet eternally present in our hearts. The poem’s exploration of nostalgia, loss, and the illusion of time challenges the reader to reconcile the past with the present and to find meaning in the fleeting nature of existence. It is a meditation on how the past, though it may dissolve, continues to shape and influence who we are, even as it remains forever out of reach.
THE PAST IS STARDUST.
Echoing in the meanders of my heart are adolescent memories of distant years, of beloved faces, Of shared smiles and small joys, of exciting beats, of hopeful youth’ and of new-born loves.
Echoing in my poignant memories are emotions and experiences, coloured only by cheerfulness and sprightliness, of hope and enthusiasm, of youthful power, and of positive thoughts for the flow of life.
Echoed in the present reality are melancholic regrets of lost affections, of faces faded by time, of loves never lived, of days consumed by a heavy daily routine.
Echoing, in the illusory waiting, still, those precious moments, belonged to my distant days and, forever, dissolved in stardust.
Concetta La Placa@ all rights reserved “الماضي هو غبار النجوم” ترجمة الشاعر : كريم عبدالله – العراق . تتردد في متاهات قلبي ذكريات المراهقة من سنوات بعيدة، ووجوه محبوبة، وابتسامات مشتركة وأفراح صغيرة، ونبضات مثيرة، وشباب مليء بالأمل، وأحلام حب جديدة.
تتردد في ذكرياتي المؤلمة مشاعر وتجارب، مُلونة فقط بالبهجة والحيوية، بالأمل والحماس، وبقوة الشباب، وأفكار إيجابية عن تدفق الحياة.
يتردد في الواقع الحاضر ندم كئيب على أواصر ضاعت، ووجوه تلاشت مع مرور الزمن، وأحلام لم تُعش، وأيام استهلكتها الروتين اليومي الثقيل.
وفي الانتظار الوهمي، ما زالت تلك اللحظات الثمينة التي كانت ملكًا لأيامي البعيدة، مذابة إلى الأبد في غبار النجوم.
In primavera, anche tu sei un fiore Nel giardino del mio cuore una mattina Non eri un sogno in bianco e nero Ma la cosa migliore che mi sia successa Non eri la bugia della mia vita Eri una verità fantastica Che è venuta a insegnarmi come una canzone Cosa significa l’amore nella vita La tua bellezza, indicibile, mi infiammava il petto E facevo molti sogni, favole della mente Non ho mai immaginato una vita senza di te Pensavo di amarti più di me stesso In primavera, anche tu sei un fiore Ti ho trovato fiorito nel cortile Non eri una bugia né un sogno Ma un amore che non avevo mai visto prima Oscillavi nella canzone del vento L’alba d’oro ti aveva inondato Ma mi strofinavo ancora gli occhi Quando li ho riaperti, eri ancora lì Ti tenevo nel palmo della mano come un abbraccio Ti ho preso tra il medio e l’anulare E quando mi inginocchiai davanti a te per baciarti la mano Il tuo profumo emanava come una fontana del paradiso Vedendoti toccata dal vento Adorata dai passanti E il sole ardente e la pioggia Bruciavano le tue foglie e il tuo corpo Ti amavo davvero, ma la verità Ti volevo per me, così non ti saresti perso Come una spina nell’anima, la gelosia La perforava e sanguinava Nel momento del sonno quando si accende l’oscurità Come un visitatore in un sogno, appare un coltello scintillante La soluzione sembrava facile ma la mia distruzione Lo stesso, sorelle aliene, non lo sapevi, anima mia… Non appena mi sono svegliato Mi dirigo verso il cortile Fiori che sbocciano di notte di guardia E corro verso di te Senza dire una parola Senza un buongiorno Estraggo il mio coltello E ti taglio di traverso… Il sfortunato, il fortunato, ti porto a casa E ti metto in un prezioso vaso di cristallo Metto acqua distillata per quando avrai sete Ti ho detto che qualunque cosa immagini, l’avrai In primavera, anche tu, un fiore, ho sentito una voce Ma so che i fiori non parlano Ma questo è andato molto oltre Mi dispiace, mio caro, mi dispiace, ti auguro ogni bene È un peccato che chiami l’amore desiderio e ci credi profondamente dentro È un peccato che chiami l’amore desiderio e ci credi profondamente dentro Vorrei, mio caro, vorrei Vorrei che non soffrissi mai all’improvviso Per me, la vita ora finisce E l’inferno inizia per te Per me, la vita ora.
CONGRATULAZIONI, STEFANO CHIESA PER ESSERE STATO CANDIDATO PER I GLOBAL ICON AWARDS 2025!
Siamo felicissimi di nominare Stefano Chiesa dall’Italia per i Global Icon Awards 2025 della Writers Capital International Foundation! Pronto a brillare al Global Vision Summit 2025 ad Atene, in Grecia, questo luglio, la nomina di Stefano celebra il suo straordinario impatto e la sua visione. Tanto di cappello a un pioniere stimolante!
Nato a Milano nel 1990, Stefano Chiesa è uno scrittore, filosofo, critico musicale, poeta e pianista con una straordinaria carriera lunga 12 anni. Ha studiato filosofia all’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne (2013/14) e da allora ha pubblicato nove libri: sei saggi, due raccolte di poesie e un romanzo. Come filosofo, ha tenuto lezioni alla Casa della Cultura di Milano (2020-2023). Come critico musicale, i suoi articoli per MilanoSud (2021/22) e Il Giornale Letterario hanno ottenuto oltre 30.000 visualizzazioni. La sua firma poetica risiede negli aforismi e, come pianista, esegue Rachmaninov, Chopin, Beethoven e Mozart. Le opere di Stefano sono presenti in antologie come “Arte senza frontiere”, intitolata “Libro por la paz 2024”. Nel 2024, ha presentato Da Bach a Scriabin – Ritratti di 12 Pianisti alla Fiera Internazionale del Libro di Torino e Chopin, l’estro del genio – Il visionario romantico alla Fiera del Libro di Francoforte.
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CONGRATULATIONS, STEFANO CHIESA FOR BEING NOMINATED FOR GLOBAL ICON AWARDS 2025!
We’re overjoyed to nominate Stefano Chiesa from Italy for the Writers Capital International Foundation’s Global Icon Awards 2025! Set to shine at the Global Vision Summit 2025 in Athens, Greece, this July, Stefano’s nomination celebrates his extraordinary impact and vision. Hats off to an inspiring trailblazer!
Born in Milan in 1990, Stefano Chiesa is a writer, philosopher, music critic, poet, and pianist with a remarkable 12-year career. He studied Philosophy at Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne (2013/14) and has since published nine books—six essays, two poetry collections, and a novel. As a philosopher, he’s delivered lectures at Milan’s Casa della Cultura (2020-2023). As a music critic, his articles for MilanoSud (2021/22) and Il Giornale Letterario have garnered over 30,000 views. His poetic signature lies in aphorisms, and as a pianist, he performs Rachmaninov, Chopin, Beethoven, and Mozart. Stefano’s works feature in anthologies like “Arte senza frontiere,” named “Libro por la paz 2024.” In 2024, he presented Da Bach a Scriabin – Ritratti di 12 Pianisti at the Turin International Book Fair and Chopin, l’estro del genio – Il visionario romantico at the Frankfurt Book Fair.
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Inspired by Stefano? Nominate someone exceptional for the Global Icon Awards 2025 and catapult them to greatness! Winners gain global prestige as icons of excellence, a VIP trip to Athens for the Summit, massive exposure across our websites, magazines, and global media, exclusive networking with the world’s brightest minds, and a legacy that inspires millions. Don’t miss out—elevate a visionary today!
Σε τούτο τον μικρότοπο, η αγάπη γεννήθηκε νεκρή. Ο έρωτας ήταν σκιά που φώλιαζε στα θέλω. Αφέντης της χλόης, των κρηνών, των δέντρων, του γιαλού, των σωμάτων— Το ανεκπλήρωτο.
Σε τούτο τον νεκρότοπο, τα τέρατα σφάζουν για ένα κουτάλι μέλι. Η λευτεριά στέκει μασκαρεμένη, με στολή φυλακισμένου. Τα νερά δεν κυλούν, όσα ζούμε επαναλαμβάνονται. Εσύ κι εγώ δεν βρήκαμε φωλιά να κελαηδήσουμε τις λέξεις.
Τι βαθύ πένθος…
Τα σεντόνια των νέων θυμίζουν νεκροσέντονα. Τα τρένα κουβαλούν πτώματα. Κι είναι τα φέρετρα σωρός στο πανηγύρι, δίχως μανάδες, δίχως πατεράδες, δίχως οξυγόνο.
(Παύση. Σιγή. Σιωπή που βαραίνει την ανάσα.)
Μα όσοι μοχθούν, με ένα κλαδί ελιάς, λίγο ήλιο, μια βροχή από θάλασσα, για να χτίσουν μια καμάρα να μπουν για ν’ αγαπήσουν, τους πνίγει η φωτιά που σκάλισαν στη θράκα της αγριότητας.
Βλέπεις τον ήλιο; Αργοσβήνει. Τρομάζει τα μικρά όνειρα. Μια κόλαση αργυρή, γεμάτη χρυσαφένια κόκαλα. Εσύ, εγώ, εμείς, η Σελήνη μας, το κρίμα του χρόνου.
Τι βαθύ πένθος…
(Σιωπή εκκωφαντική.)
Σήμερα να μιλήσουμε. Ακούς; Να πούμε όσα μας πήραν. Γιατί η αγάπη μας είναι αρχή. Και η αρχή γελά σαν ατενίζει το τέλος. Η επανάσταση αρχίζει να ουρλιάζει.
Μα εγώ, πλάσμα μου, στα χείλη κρατώ την Κυριακή, τη βροχή στο σώμα. Γιατί αυτά και άλλα μας πολλά τον κόσμο τούτο θα αλλάξουν.
Γιατί εσύ η μουσική. Γιατί εγώ οι λέξεις. . . Upon this meager land, love was born dead. Passion lurked ever as a shadow ‘mongst desires. Lo! The sovereign of grasses, of fountains, of trees, of the shore, of flesh— The unfulfilled.
Upon this sepulchral ground, beasts do slaughter for a spoon of honey. Liberty doth stand, masked and forlorn, clad in the raiments of a prisoner. Waters halt their course, all we live doth echo yet again. Thou and I found no nest to warble forth our words.
What profound mourning…
The linen of youths be winding sheets. The trains bear corpses by the thousand. And coffins be heaped in revelries forlorn, motherless, fatherless, breathless…
(Silence weigh heavy upon the soul.)
Yet they who toil, with but an olive bough, a shard of sun, a rain of sea, to build anew an arch wherein love may dwell, are choked by the fire they wrought in embers of brutality.
Dost thou see the sun? It waneth slow. It doth affright the tender dreams. A silver’d hell of gilded bones. I, thou, we, our Moon, the guilt of time. What profound mourning…
(Let silence reign, for grief itself now speaks.)
This day, let us speak. Dost hear? To name the theft of hallowed things— For love is the dawn. And dawn doth laugh to see the end. The uprising doth begin to howl! Yet I, mine own creature, on mine lips doth Sunday rest, and rain upon my flesh.
For these and many more shall rend this world anew.
For thou art music. For I am words. . . In questo piccolo luogo, L’amore è nato morto. La passione era come un’ombra che si annidava nei desideri. Padrone dell’erba, delle fontane, degli alberi, della riva, dei corpi… L’insoddisfatto.
Su questa terra sepolcrale, i mostri uccidono per un cucchiaio di miele. La libertà è mascherata, in uniforme da prigioniero. Le acque non scorrono, ciò che viviamo si ripete. Tu ed io non abbiamo trovato un nido per cantare le parole.
Che profondo rammarico…!
Gli abiti dei giovani assomigliano agli abiti della morte. I treni trasportano cadaveri. E le bare si ammucchiano alla festa, senza madri, senza padri, senza respiro.
(Pausa. Silenzio. Un silenzio opprimente.)
Ma coloro che lavorano duramente, con un ramoscello d’ulivo, un po’ di sole, una pioggia di mare, per costruire un arco dove abita l’amore, sono soffocati dal fuoco che hanno forgiato nella brace della brutalità.
Vedi il sole? Svanisce lentamente. Spaventa i piccoli sogni. Un inferno d’argento, pieno di ossa d’oro. Tu, io, noi, la nostra Luna, La pietà del tempo.
Che profondo rammarico…!
(Silenzio assordante.)
Parliamone oggi. Mi stai ascoltando? Diciamo cosa ci hanno portato via. Perché l’amore è il nostro inizio. E l’inizio ride quando vede la fine. La rivoluzione comincia a urlare.
Eppure io, la mia stessa creatura, tengo la domenica sulle mie labbra, e la pioggia sul corpo. Per queste e tante altre cose questo mondo cambierà.
Perché tu sei la musica. Perché io sono le parole. . . En este pequeño lugar, El amor nació muerto. La pasión era como una sombra que anidaba en los deseos. Dueño de la hierba, de las fuentes, de los árboles, de la orilla, de los cuerpos… El insatisfecho.
En este suelo sepulcral, los monstruos matan por una cucharada de miel. La libertad está enmascarada, con uniforme de prisionero. Las aguas no fluyen, lo que vivimos se repite. Tú y yo no hemos encontrado un nido para cantar las palabras.
¡Qué profundo lamento…!
Los ropajes de los jóvenes se parecen a ropajes de muerte. Los trenes transportan cadáveres. Y los ataúdes se amontonan en el festival, sin madres, sin padres, sin aliento.
(Pausa. Silencio. Un silencio sobrecogedor.)
Pero los que trabajan duro, con una rama de olivo, un poco de sol, una lluvia del mar, para construir un arco donde more el amor, están asfixiados por el fuego que forjaron en brasas de brutalidad.
¿Ves el sol? Se desvanece lentamente. Espanta los pequeños sueños. Un infierno plateado, lleno de huesos dorados. Tú, yo, nosotros, nuestra Luna, La lástima del tiempo.
¡Qué profundo lamento…!
(Silencio ensordecedor.)
Hablemos hoy. ¿Estás escuchando? Digamos lo que nos quitaron. Porque el amor es nuestro comienzo. Y el principio ríe al ver el final. La revolución empieza a gritar.
Sin embargo, yo, mi propia criatura, sostengo el domingo en mis labios, y la lluvia sobre el cuerpo. Por estas y muchas otras cosas Este mundo cambiará.
Porque tú eres la música. Porque yo soy las palabras. . . En aquest petit lloc, L’amor va néixer mort. La passió era com una ombra que feia niu als desitjos. Amo de l’herba, de les fonts, dels arbres, de la riba, dels cossos… L’insatisfet.
En aquesta terra sepulcral, els monstres maten per una cullerada de mel. La llibertat està emmascarada, amb uniforme de presoner. Les aigües no flueixen, allò que vivim es repeteix. Tu i jo no hem trobat un niu per cantar les paraules.
Quin profund lament…!
Les vestidures dels joves s’assemblen a vestidures de mort. Els trens transporten cadàvers. I els taüts s’amunteguen al festival, sense mares, sense pares, sense alè.
(Pausa. Silenci. Un silenci esglaiador.)
Però els que treballen fort, amb una branca d’olivera, una mica de sol, una pluja del mar, per construir un arc on visqui l’amor, estan asfixiats pel foc que van forjar en brases de brutalitat.
Veus el sol? S’esvaeix lentament. Espanta els petits somnis. Un infern platejat, ple d’ossos daurats. Tu, jo, nosaltres, la nostra Lluna, La llàstima del temps.
Quin profund lament…!
(Silenci ensordidor.)
Parlem avui. Estàs escoltant? Diguem el que ens van treure. Perquè l’amor és el nostre inici. I el principi riu en veure el final. La revolució comença a cridar.
Malgrat això, jo, la meva pròpia criatura, sostinc el diumenge als meus llavis, i la pluja sobre el cos. Per aquestes i moltes altres coses aquest món canviarà.
Perquè tu ets la música. Perquè jo sóc les paraules. . . Βασίλης Πασιπουλαρίδης – Vasilis Pasipoularidis Traduzione in italiano, spagnolo e catalano di Joan Josep Barcelo
la notte non cancella la distanza incatenata alla vita e alla morte nemmeno i vivi e i morti si tirano indietro quando il presente e il futuro avanzano volendo catturarli sotto i loro artigli
la vita non elimina il desiderio di essere un’aquila che vola nei cieli in cerca della libertà incatenata alla morte
la morte non elimina l’essere come un raggio di luce da un’esplosione stellare quando la vita non è più possibile . . night does not eliminate the distance chained to life and death not even the living and the dead retreat when the present and the future advance wanting to catch them under their claws
life does not eliminate the desire to be an eagle that soars through the sky in search of a freedom chained to death
death does not eliminate being like a ray of light from a stellar explosion when life is no longer possible . . joan josep barcelo
“Il Cammino tra Il Dolore e la Speranza: Un Viaggio Esistenziale” By : Kareem Abdullah – Iraq .
La poesia “VITA” di Angela Kosta è una riflessione intensa sull’esperienza umana, dove si fondono il dolore esistenziale e la speranza di rinascita. La poetessa, con un linguaggio forte e immagini potenti, esplora la fragilità dell’esistenza, i suoi momenti di smarrimento e la ricerca incessante di significato in un mondo che sembra continuamente in opposizione.
1-Il Dolore e la Disillusione La poesia inizia con l’immagine della “felicità assente”, un’assenza che simboleggia la mancanza di gioia e la continua delusione che segna il cammino dell’autrice. La “polvere di continue delusioni” è l’ambiente in cui la poetessa si trova intrappolata, una condizione di frustrazione che domina il suo vissuto. L’uso del termine “senza fiato” implica un senso di esaurimento, di fatica, come se l’autore fosse privo di energia emotiva, un’esperienza che ciascuno può riconoscere nei momenti di sfiducia più profonda.
2- Il Contrasto tra Realtà e Illusione La “musica sorda di un cielo bugiardo” è un’immagine che rappresenta una realtà che non risponde alle aspettative, un cielo che non offre conforto. Il “cielo bugiardo” simboleggia una speranza falsa e irraggiungibile, mentre la “musica sorda” implica un vuoto, l’incapacità di sentire e di essere ascoltati. La poetessa, baciata da un “vento ansioso, disperato”, descrive una condizione di ansia crescente, di disperazione che non trova sollievo.
3- La Solitudine e la Lotta dell’Individuo L’autrice si trova “mischiata tra la gente sopravvissuta”, una folla che condivide il dolore, ma è impotente di fronte alla sua sofferenza. L’immagine delle “piogge torrenziali di un deserto” suggerisce l’idea di un’inondazione che però non porta alcuna salvezza, come un paradosso: la vita, pur cercando di nutrire, può anche essere desolante e insostenibile. Il deserto, simbolo di solitudine e mancanza di vita, si fa ancora più tragico, poiché le piogge non portano vita, ma solo distruzione.
4- La Metafora del Mare e la Sensazione di Affogare Nel cuore della poesia, la poetessa utilizza l’immagine potente dell’oceano, un simbolo di vastità ma anche di soffocamento. “Galleggio nell’oceano della vita, / annego” è l’espressione di una lotta interiore tra la voglia di vivere e il peso opprimente dell’esistenza. Il mare diventa metafora della lotta dell’individuo, che si sente sopraffatto dalla propria condizione, incapace di trovare una via di uscita. Tuttavia, il “tramonto della mia stessa esistenza” suggerisce un momento di consapevolezza, una presa di coscienza della fine o del declino, ma anche della possibilità di un nuovo inizio.
5- La Riscoperta della Speranza La poesia non si conclude con il rimpianto o il fallimento, ma piuttosto con una “rinascita”. La poetessa attraversa la morte simbolica per risorgere, affermando il suo desiderio di abbracciare il “sole della speranza”. Questo passaggio da “muoio ancora” a “rinasco” suggerisce che, nonostante le difficoltà della vita, vi è sempre un potenziale di riscatto e di rinnovamento. Il sole, simbolo di luce, speranza e vita, diventa l’oggetto della ricerca, la meta della rinascita interiore.
6- Conclusioni “VITA” di Angela Kosta è un viaggio esistenziale che riflette sulla fragilità dell’essere umano e sulla sua resilienza. La poetessa descrive una condizione di dolore, smarrimento e lotta interiore, ma alla fine c’è spazio per la speranza e per la rinascita. Le immagini forti e simboliche, unite a un linguaggio sensibile, rendono questa poesia una riflessione profonda sulla condizione umana. In un mondo che sembra spesso opprimente, il viaggio dell’autrice dimostra che, pur nelle tenebre, esiste sempre la possibilità di abbracciare la luce della speranza.
VITA Assente di briciole di felicità abbandonata sulla polvere di continue delusioni, senza fiato corro tra le nuvole in lacrime tra la musica sorda di un cielo bugiardo, baciata da un vento ansioso, disperato mischiandomi tra la gente sopravvissuta dissetata da piogge torrenziali di un deserto sparito nel miraggio del sipario sfortunato. Galleggio nell’oceano della vita, annego e toccando con le punte delle dita il tramonto della mia stessa esistenza riprendo a camminare… Corro… Muoio ancora… Rinasco Abbracciando il sole della speranza.
Angela Kosta
الحياة ترجمة : كريم عبدالله – العراق .
غائبة عن فتات السعادة مُهملة على غبار الخيبات المستمرة، أركض بين الغيوم دون أن أستطيع التنفس أبكي بين موسيقى صماء لسماء كاذبة، تلامسني ريح قلقة، يائسة أختلط مع الناس الذين نجوا ترويني أمطار غزيرة من صحراء اختفت في سراب الستار التعيس. أطفو في محيط الحياة، أغرق وألمس بأطراف أصابعي غروب وجودي الخاص أستأنف المشي… أركض… أموت مرة أخرى… أولد من جديد أحتضن شمس الأمل.
أنجيلا كوستا Traduzione in lingua araba a cura di Kareem Abdullah -Iraq
Innovazione e Arte Urbana: Il MAUA(Museo Arte Urbana Aumentata) arriva a Santa Croce di Magliano. Santa Croce di Magliano(CB) si prepara a diventare una delle nuove tappe di MAUA(Museo di Arte Urbana Aumentata). MAUA è un format ideato dall’impresa culturale Bepart e che ha preso vita in città come Milano, Torino, Palermo, Brescia e Waterford. Nel 2024, grazie al finanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del programma NextGenerationEU, gestito dal Ministero della cultura, Bepart ha dato vita al “MAUA Special Edition”, conducendo una mappatura nazionale di circa 300 enti culturali attivi nell’arte urbana, e selezionando una rosa ristretta di enti considerati un esempio di best practice a livello nazionale e internazionale. Il risultato di questa selezione è stata la scelta di cinque nuove località italiane, in cui sorgeranno i nuovi itinerari artistici in realtà aumentata delle nuove edizioni di MAUA, e tra questi ci sarà proprio Santa Croce di Magliano(CB), insieme a Firenze, Diamante(CS), Favara(AG) e Aielli(AQ).
Collaborazioni e Partner A Santa Croce di Magliano, la nuova tappa del museo a cielo aperto è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra Bepart e l’Associazione Culturale Antonio Giordano (ACAG), che dal 2014 organizza il Premio Antonio Giordano (PAG), un evento dedicato all’arte urbana la cui finalità è la promozione e divulgazione delle arti visive partendo rigorosamente dalla strada, eletto come luogo privilegiato per il confronto e lo scambio delle conoscenze. Il PAG negli anni ha coinvolto decine e decine di artisti che hanno realizzato più di 40 murales, diversi per linguaggio e tecnica, dalla forte carica espressiva, capaci di coinvolgere lo spettatore e cambiare in meglio la percezione dello spazio urbano. Il progetto MAUA a Santa Croce di Magliano coinvolge anche l’associazione ME.MO.Cantieri Culturali aps, un team di archeologi, antropologi e storici dell’arte impegnati nel rivitalizzare il patrimonio culturale e la crescita della sua identità come bene collettivo attraverso processi di valorizzazione e promozione territoriale, la Pro Loco Quattro Torri, punto di rifermento della comunità in tema di coesione sociale, sviluppo turistico e culturale del paese e il comune di Santa Croce di Magliano, da anni impegnato, attraverso l’assessorato alla cultura, nella promozione culturale con iniziative spesso in partenariato con enti, associazioni e realtà culturali della regione. Workshop gratuito di quattro giorni Il programma, iniziato a settembre 2024, prevede attività online e in presenza dedicate alla progettazione culturale, project management, incubazione, accelerazione e open innovation. Il progetto prevede inoltre un workshop gratuito di quattro giorni, 29 e 30 marzo e 5 e 6 aprile prossimi, in presenza a Santa Croce di Magliano, rivolto a creativi digitali di ogni età e dedicato alla creazione di animazioni multimediali in realtà aumentata e sessioni di approfondimento tecnologico. Il workshop sarà finalizzato alla produzione di opere in realtà aumentata che entreranno a far parte del progetto MAUA Santa Croce di Magliano. Ogni partecipante selezionato diventerà autore di un’opera del MAUA, trasformando uno dei murales in opera d’arte digitale. Le migliori opere saranno supportate e valorizzate da pubblicazioni multicanale e da una mostra itinerante fruibile dal pubblico grazie alla realtà aumentata. L’obiettivo è coinvolgere 40 creativi digitali, approfondendo per loro, attraverso il workshop, metodologie di ideazione, design e produzione di contenuti di AR(realtà aumentata); i contenuti prodotti dagli artisti selezionati, alla fine del workshop, verranno poi pubblicati sul sito e sull’app Bepart che ne consentirà la fruizione al pubblico, durante la visita alle opere d’arte urbana di Santa Croce di Magliano. Candidature Gli artisti digitali interessati a cogliere questa fantastica opportunità potranno presentare le proprie candidature fino al 12 marzo attraverso il seguente link [https://mauamuseum.com/maua-special-edition-fa-rotta-verso-il-molise-nei-luoghi-del-pag-aperta-la-call-for-digital-artist/]. L’iscrizione è gratuita così come la partecipazione al workshop per gli artisti selezionati. La selezione è rivolta ad artisti digitali che sappiano realizzare in autonomia animazioni video 2D e/o modelli 3D animati, della durata minima di 1 minuto e massima di 3. A tal fine è richiesta la conoscenza e l’utilizzo dei principali programmi di editing di immagini (Photoshop, Premiere, After Effects, Procreate, etc.) e/o programmi di modellazione e animazione 3D come Blender, Cinema4D, Maya, etc.). La realtà aumentata sarà utilizzata per dare vita alla street art di Santa Croce di Magliano, trasformando i murales esistenti in opere d’arte dinamiche e interattive attraverso animazioni video 2D e modelli 3D animati. Questo arricchirà il patrimonio artistico locale e offrirà alla comunità un’esperienza innovativa e immersiva. I visitatori avranno l’opportunità di esplorare i murales attraverso smartphone o tablet, arricchendo così l’esperienza visiva con animazioni e contenuti multimediali. Questo progetto non solo consolida Santa Croce di Magliano come centro attivo nella ricerca artistica, nell’ambito dell’arte urbana, ma promuove anche l’idea di un turismo culturale sostenibile e partecipativo. È un’occasione irripetibile per valorizzare il patrimonio locale e attrarre visitatori pronti a vivere un’esperienza straordinaria che unisce passato e futuro, tradizione e innovazione.
Zaur Ustaj è nato l’8 gennaio 1975 a Baku, nella Repubblica dell’Azerbaigian. Ha studiato presso l’Università statale di Baku e poi ha continuato la sua formazione presso la Scuola superiore militare intitolata a Heydar Aliyev , Istituto internazionale di invenzione e business e Shamakhi Humanitas College. È il direttore di The Yazarlar Magazine.
Oh mio Dio, è un peccato… Ho viaggiato come un turista, Il mio Paese è in tumulto! Ancora non ricordo,
Il mio esercito strisciante!
* * *
Ho le forbici e una falce in mano, Polvere e sporcizia, bagnato e bagnato! Voglio tornare indietro, Nella terra del dolore e della pena!
* * *
Da quando abbiamo aperto gli occhi, Abbiamo sentito: “Araz”, “Araz”… In quel momento, Gargar ci ha detto, Era poco profondo, era come un tetto…
* * *
Ora è invalicabile, Era più profondo di quello… La nostra unica consolazione, Il nostro dolore è passato…
* * *
E un faro di speranza, Quel fico immaturo… In quel momento pensavamo: – “Che moccioso viziato…” –
* * *
Braccio in braccio con i kankan, Gli piace vivere. Se non flirtano, Il livello dell’acqua spesso diminuisce…
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Ora, secondo questa idea, Mi vergogno di me stesso… Esattamente trent’anni di fila, Lacrime sgorgavano dai suoi occhi…
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Purificato da ogni spazzatura, Anche se va all’inferno… Versa le tue lacrime, Anche se scorre in sé…
* * *
Ora sono io quello stupido. Come un turista accanto a te… Il collare è a forma di campana, Come un artista di perle…
* * *
Come posso andare, Nazione!? Non ti viene in mente di dire: -Dove sono le tue ceneri?! – Non divora le lacrime?!
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O il muro della mia casa, La pietra nera di Gargar, La pietra bianca di Shahbulag, Non butterà la testa?!
* * *
Non chiedi quando è? Dove sei, “capo degli affari”?! Non c’è più spazio, Ora, pietra su pietra…
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Dov’è il tuo denaro, i tuoi affari?! O quello che è caldo e preoccupato!? Da quanto tempo sei qui?! – Tutti qui sono amichevoli…
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Forse come una spina, Anche le api sono leali… Anche i ceppi sono marci, L’alveare sta cercando un alveare…
* * * I fossati ricoperti La fine della linea… Non dirà che mi vedrà? – Qual è il punto di questo!? –
* * * Ora sono io quello stupido. Come un turista che passa… Il collare è a forma di campana, Come un artista di perle…
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Non riesco a superarlo, Forse uno “stupido” La strada ha atteso per anni, – Dov’è questo “Fernel”?!
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Chi da me si aspetta una storia, Sono “L’Epica della Vittoria” Guarda, lo scrivo lì, – Lo sciocco di mio fratello…
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Ogni volta che scuoti il tuo pugno, Oppure quando taglio l’uva… Mirtilli rossi Quando passi nell’ombra…
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Un mascalzone con un coltello nell’occhio Lascia che affondi nei tuoi occhi… Non ho bevuto dal pozzo di ghiaccio. Manterrai la tua parola?!
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Tu sei l’ultima persona, Parliamo di questo! Con l’aumentare della pressione, Tu vaghi sulla terra per sfuggire…
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Fatti gli affari tuoi!!! Lascia soffrire il sofferente… La ciliegia sarà anche sbucciata, Aspetta, pianta una piantina…
Ermafrodita
Se non lo sai, taglia il genere , Forse era un ermafrodita… Se non hai un nome, sei un pezzo di merda , Forse era un ermafrodita…
Non si sa se è inverno o autunno , Melone o anguria , è sconosciuto , Non è noto se si trattasse di un maschio o di una femmina , Forse era un ermafrodita…
Era un uomo , il suo sonno è sconosciuto , Era Bordakh , il buco è sconosciuto , Non si sa se l’ha lanciato o no , Forse era un ermafrodita…
Era una rapa , bietola è sconosciuta , Molti sono molto , pochi sono sconosciuti , Anatra , oca sconosciuta , Forse era un ermafrodita…
Né in acqua né a terra , Cos’è il fango, cos’è solido, Non è arrivato , è rimasto nel tubo , Forse era un ermafrodita…
Non si sa a chi appartiene , Uno zoccolo di cavallo era sul suo piede , Un cane leccato di fronte a lui , Forse era un ermafrodita…
Il Maestro era in uno stato di shock ; Il dolore è grande , i bisognosi sono nel bisogno , Ha un simbolo , una corona a petali , Forse era un ermafrodita …
Nuova parola
Ho sentito una nuova parola , Non è venuto sulla terra dal cielo . Probabilmente vi interessava, Che parola hai visto?
Sii paziente , lo dirò ora , La radice è Logos , logia . È una scienza , Si chiama ” Tapdalogiya “.
Da una fonte molto affidabile Ho appena sentito . Non aveva molto senso , Per quanto riguarda il significato .
Vai giù per il sentiero , È la tipologia . Mantenere viva la tradizione Ora Tapdalogia .
Ben fatto , Dio benedica! Lascia che si spezzi, Sabir! Ora da domani Una tomba che non sarà scavata .
Bruciati i loro padri Noi spazziamo via le ceneri … Ho pianto per questo, Puoi ridere se vuoi…
Zaur USTAJ
Zaur Ustaj was born on January 08, 1975, in Baku of Azerbaijan Republic. He studied at Baku State University and then continued his education at Higher Military School named after Heydar Aliyev , International Institute of Invention & Business and Shamakhi Humanitas College. He is Chef Editor in The Yazarlar Magazine.
Oh my god, it’s a shame… I traveled like a tourist, My country is in turmoil! I still don’t remember,
My creeping army!
* * *
I have scissors and a sickle in my hand, Dust and dirt, wet and wet! I want to go back, In the land of sorrow and pain!
* * *
Since we opened our eyes, We heard: “Araz”, “Araz”… At that time, Gargar told us, It was shallow, it was like a roof…
* * *
Now it is impassable, It was deeper than that… Our only consolation, This pain of ours is gone…
* * *
And a beacon of hope, That unripe fig… At that time, we thought, – “What a spoiled brat…”-
* * *
Arm in arm with the kankans, He enjoys living. If they don’t flirt, The water level often decreases…
* * *
Now, according to this idea, I’m ashamed of myself… Exactly thirty years in a row, Tears flowed from his eyes…
* * *
Cleansed from all rubbish, Even if it goes to hell… Shed your tears, Even if it flows into itself…
* * *
Now I am that fool. Like a tourist next to you… The collar is bell-shaped, Like a beaded artist…
* * *
How can I go, Nation!? Doesn’t it come to mind and say: -Where are your ashes?!- Doesn’t it eat away at tears?!
* * *
Or the wall of my house, The black stone of Gargar, The white stone of Shahbulag, Won’t he throw his head?!
* * *
Don’t you ask, when is it? Where are you, “Head of Affairs”?! There is no more room left, Now, stone upon stone…
* * *
Where is your money, your business?! Or the one who is hot and bothered!? How long have you been here?! – Everyone here is friendly…
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Maybe like a thorn, Bees are also loyal… Even the stumps have rotted, The beehive is looking for a beehive…
* * *
The overgrown ditches The end of the line… Won’t he say he’ll see me? – Where is the point of this!?-
* * * Now I am that fool. Like a tourist passing by… The collar is bell-shaped, Like a beaded artist…
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I can’t get past it, Maybe a “stupid” The road has been waiting for years, – Where is this “Fernel”?!
* * *
Who expects a story from me, I am “The Epic of Victory” Look, I’ll write it there, – My brother’s melon…
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Every time you shake your fist, Or when I’m slicing grapes… Akhtlag cranberries When you step into the shade…
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A scoundrel with a knife in his eye Let it sink into your eyes… I haven’t drunk from the ice well. Will you keep your word?!
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You are the last person, Let’s talk about this ! As the pressure gets stronger, You wander the earth to escape…
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Mind your own business!!! Let the suffering suffer… The cherry will also be peeled, Wait, just plant a seedling…
Hermaphrodite
If you don’t know , cut off the gender , Maybe it was a hermaphrodite … If you don’t have a name , you’re a piece of shit , Maybe it was a hermaphrodite …
It is unknown whether it is winter or autumn , Melon or watermelon , it is unknown , It is unknown whether it was a boy or a girl , Maybe it was a hermaphrodite …
He was a man , his sleep is unknown , It was Bordakh , the hole is unknown , It is unknown whether he threw it or not , Maybe it was a hermaphrodite …
It was a turnip , chard is unknown , Many are very , few are unknown , Duck , goose unknown , Maybe it was a hermaphrodite …
Neither in water nor on land , What is mud , what is solid , It didn’t arrive , it stayed in the pipe , Maybe it was a hermaphrodite …
It is not known where it belongs , A horse’s hoof was on his foot , A dog licked in front of him , Maybe it was a hermaphrodite …
The Master was in a state of shock ; The pain is great , the needy are in need , It has a symbol , a petaled crown , Maybe it was a hermaphrodite …
New word
I have heard a new word , He did not come to Earth from heaven . You were probably interested , What word did you see ?
Be patient , I will say it now , The root is Logos , logia . It is a science , It’s called ” Tapdalogiya “.
From a very reputable source I just heard that . It didn’t make much sense , As for the meaning .
Go down the path , It is typology . Keeping the tradition alive Now Tapdalogia .
Well done , God bless ! Let it crack , Sabir ! Now from tomorrow A grave that will not be dug .
Burned Their Fathers We will blow away the ashes … I cried over this , You can laugh if you want …