Il poeta prof Kareem Abdullah -Iraq ha redatto “Lettura Analitica e Stilistica dell’opera dal titolo: Volto Ancestrale.

Foto cortesia di

Lettura Analitica e Stilistica dell’opera dal titolo: Volto Ancestrale.
L’artista e poetessa messicana: Marlene Pasini.
Di: Kareem Abdullah – Iraq .

Il dipinto Ancestral Face dell’artista e poetessa messicana Marlene Pasini è molto più di un ritratto di una donna. È una rappresentazione simbolica della memoria ancestrale, un’evocazione visiva dell’identità femminile legata al mito, alla spiritualità e alle radici culturali profonde dell’America Latina.

Elementi visivi e significati simbolici
1- Il viso femminile con i capelli lunghi e due piume sopra la testa
La figura centrale è una donna dai capelli lunghi e sciolti, simbolo tradizionale di libertà, connessione con la natura e saggezza femminile. Le due piume sopra la sua testa rimandano alle culture originarie del Messico e dell’America, in cui l’uso delle piume è legato al sacro, all’elevazione spirituale e alla comunicazione con gli antenati. La donna si trasforma così in un’icona sciamanica, una custode della memoria e del lignaggio.

2- Il fondo vuoto dell’opera
L’assenza di dettagli sullo sfondo elimina qualsiasi distrazione, portando lo spettatore a concentrarsi esclusivamente sul volto e sui suoi elementi simbolici. Questa tecnica intensifica il carico emotivo dell’opera e decontestualizza la figura, conferendole un’aria di atemporalità e universalità. La donna nel quadro non appartiene a un posto specifico: è tutte le donne, ed è una sola allo stesso tempo.

3-La somiglianza con l’artista
L’evidente somiglianza tra la donna rappresentata nell’opera e la stessa Marlene Pasini suggerisce un autoritratto simbolico. Non si tratta semplicemente di riflettere la sua immagine fisica, ma di proiettare la sua identità interiore: la poetessa, l’artista, la donna portatrice di storie e simboli. I suoi capelli, il suo viso, il suo sguardo silenzioso: tutto parla di una connessione intima con la sua stirpe spirituale.

Stile artístico
Pasini usa uno stile sobrio ma carico di risonanza. Le linee sono morbide e decise; i colori, anche se morbidi, portano un peso simbolico denso.Si muove con disinvoltura tra il figurativo e il simbolico, tra il reale e il mitico. Non c’è eccesso, ma una raffinatezza visiva che accentua l’essenziale.
Lo stile trasmette una poesia visiva contenuta, come se ogni tratto fosse un verso.

Dimensione spirituale e femminile
L’opera non solo rappresenta una donna, ma il femminile come energia primordiale. Non c’è sensualità esplicita, ma un’aura di forza silenziosa, di saggezza millenaria. Il viso non mostra emozioni evidenti; in cambio, irradia presenza, attesa, resistenza. È una donna che ha ascoltato gli antenati e ora guarda la sua parola in silenzio.

Conclusione
Rostro Ancestral è un canto visivo alla memoria collettiva. L’artista converte il suo volto in simbolo, e la sua arte in un ponte tra il presente e il passato spirituale. È un’opera che invita a guardare con gli occhi dell’anima, ad ascoltare i sussurri degli antenati e a ricordare che l’identità non solo si eredita, anche si onora.

Una pittura che non solo si osserva, ma che si medita.
Un poema in colori e simboli.
Una donna che, guardandoci, non ricorda chi siamo.






Lectura Analítica y Estilística de la obra: Se llama: Rostro Ancestral.
De la artista y poeta mexicana: Marlene Pasini.
Por: Kareem Abdullah – Irak .

La pintura Rostro Ancestral de la artista y poeta mexicana Marlene Pasini es mucho más que un retrato de una mujer. Es una representación simbólica de la memoria ancestral, una evocación visual de la identidad femenina ligada al mito, a lo espiritual y a las raíces culturales profundas de América Latina.

Elementos visuales y significados simbólicos
1- El rostro femenino con cabello largo y dos plumas sobre la cabeza
La figura central es una mujer de cabellera larga y suelta, símbolo tradicional de libertad, conexión con la naturaleza y sabiduría femenina. Las dos plumas sobre su cabeza remiten a las culturas originarias de México y América, en las que el uso de plumas se vincula con lo sagrado, con la elevación espiritual y la comunicación con los ancestros. La mujer se transforma así en un ícono chamánico, una guardiana de la memoria y del linaje.

2- El fondo vacío de la obra
La ausencia de detalles en el fondo elimina cualquier distracción, llevando al espectador a centrarse exclusivamente en el rostro y sus elementos simbólicos. Esta técnica intensifica la carga emocional de la obra y descontextualiza la figura, otorgándole un aire de atemporalidad y universalidad. La mujer en el cuadro no pertenece a un lugar específico: es todas las mujeres, y es una sola al mismo tiempo.

3-La semejanza con la artista
El parecido evidente entre la mujer representada en la obra y la misma Marlene Pasini sugiere un autorretrato simbólico. No se trata simplemente de reflejar su imagen física, sino de proyectar su identidad interior: la poeta, la artista, la mujer portadora de historias y símbolos. Su cabello, su rostro, su mirada silenciosa: todo habla de una conexión íntima con su linaje espiritual.

Estilo artístico
Pasini emplea un estilo sobrio pero cargado de resonancia. Las líneas son suaves y decididas; los colores, aunque suaves, llevan un peso simbólico denso. Se mueve con soltura entre lo figurativo y lo simbólico, lo real y lo mítico. No hay exceso, sino una depuración visual que acentúa lo esencial. El estilo transmite una poesía visual contenida, como si cada trazo fuese un verso.

Dimensión espiritual y femenina
La obra no sólo representa una mujer, sino lo femenino como energía primordial. No hay sensualidad explícita, sino un aura de fuerza silenciosa, de sabiduría milenaria. El rostro no muestra emociones evidentes; en cambio, irradia presencia, espera, resistencia. Es una mujer que ha escuchado a los ancestros y ahora guarda su palabra en silencio.

Conclusión
Rostro Ancestral es un canto visual a la memoria colectiva. La artista convierte su rostro en símbolo, y su arte en puente entre el presente y el pasado espiritual. Es una obra que invita a mirar con ojos del alma, a escuchar los susurros de los antepasados y a recordar que la identidad no sólo se hereda, también se honra.

Una pintura que no sólo se observa, sino que se medita.
Un poema en colores y símbolos.
Una mujer que, al mirarnos, nos recuerda quiénes somos.

قراءة تحليلية أسلوبية في لوحة: الوجه الأسطوري – للفنانة والشاعرة المكسيكية : مارلينه باسيني .
بقلم: كريم عبد الله – العراق .

اللوحة (الوجه الأسطوري أو الوجه العتيق) للفنانة والشاعرة المكسيكية مارلينه باسيني ، تمثل أكثر من مجرد بورتريه لامرأة. إنها تمثيل بصري عميق لجذور الهوية، وارتباط الذات الأنثوية بالمقدّس، والأسطوري، والتراثي. فهي تستحضر في لحظة صمتٍ بصري، صخب قرون من الذاكرة الروحية والثقافية التي تنتمي إليها الفنانة.
ملامح اللوحة ودلالاتها الرمزية:
1. المرأة ذات الشعر الطويل والريشتين على الرأس: نلحظ أن الشعر الطويل الذي ينسدل بحرية يرمز في العديد من الثقافات إلى الحرية، القوة الأنثوية، والحكمة. أما الريشتان الموضوعتان على رأس المرأة فهما لا تختصران المعنى الجمالي فقط، بل تُحيلان إلى تقاليد السكان الأصليين في أمريكا اللاتينية، حيث تُستخدم الريشات كرمز للاتصال مع الأرواح، والنقاء، والكرامة. الريش هنا يستحضر ذاكرة الأجداد، ويُعطي للوجه طابعًا قدسيًا يجعل من المرأة أشبه بكاهنة أو حارسة للذاكرة.
2. الخلفية الفارغة من التفاصيل: الخلفية الخالية من أي ملامح أو عناصر تُسهم في تركيز المتلقي على الوجه والرموز الموضوعة فيه. هذا الأسلوب يعزل الشخصية، ويرفعها من سياقها الزمني والمكاني لتتحول إلى صورة أيقونية، صوفية، تتحدث باسم الأنوثة الكونية والهوية الجماعية.

3. الشبه بين المرأة في اللوحة والفنانة نفسها: لا يمكن تجاهل التقاطع البصري بين ملامح المرأة في اللوحة وملامح مارلينه باسيني ، وهذا ما يدفعنا لافتراض أن العمل هو بمثابة بورتريه رمزي ذاتي. لقد وظفت الفنانة ملامحها لتكون قناة اتصال مع عمق داخلي يتجاوز الذات الفردية إلى الذات الجمعية، وكأنها تقول إن الهوية ليست فقط ما نراه، بل ما نحمله من رموز، ذاكرة، وأرواح الأجداد.
الأسلوب الفني:
أسلوب Pasini في هذه اللوحة يجمع بين البساطة المتقشفة والرمزية الغنية. الخطوط ناعمة لكنها حاسمة، الألوان هادئة لكن دلالاتها عنيفة في عمقها. هناك توازن بين الواقعي والتجريدي، فالشكل واقعي في بنيته، رمزي في تأويله. هذه المزاوجة بين السطح الظاهر والبعد العميق هي ما يجعل العمل يفتح أبوابًا للتأمل.
البعد الصوفي والأنثوي:
اللوحة تعبّر أيضاً عن أنوثةٍ لا تُختزل في الجمال الجسدي، بل تنبع من حكمة الأسلاف وقوة الروح. الوجه هنا لا يبتسم ولا يبكي، إنه ينتظر، وهذا الانتظار يحمل شحنة زمنية طويلة، كما لو أن المرأة تنتظر أن يُفهم تاريخها من جديد، أو يُروى بصوتها هذه المرة، لا بصوت الآخر.
خاتمة:
لوحة الوجه الأسطوري أو الوجه العتيق ليست مجرد رسمٍ لوجهٍ نسوي، بل هي قصيدة بصرية، مرآة لهويةٍ تبحث عن جذورها، وصوتٌ أنثوي يخرج من صمت القرون ليعيد كتابة السرد بلغة الجمال والرمز.
إنها شهادة بصرية على قوة الذاكرة، ونداء للعودة إلى الأصل، ليس بغرض الحنين، بل بهدف استحضار ما نحتاجه لنواصل.

Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica all’opera d’arte dal titolo: ” Cristo in croce” di Letizia Caiazzo, artista e poetessa

Fotomontaggio creato da Elisa Mascia con foto cortesia di Letizia Caiazzo – Italia e Kareem Abdullah -Iraq

Commento alla pittura: “Cristo in croce” dell’artista Letizia Caiazzo – Italia
A cura del poeta: Karim Abdullah – Iraq

La tela “Cristo in croce” di Letizia Caiazzo non è solo un’opera pittorica, ma un grido silenzioso inciso nella materia stessa dei colori. Il Cristo, inchiodato nel centro della composizione, non è un simbolo passivo, bensì un cuore vivo che pulsa dolore e redenzione insieme.

Il silenzio che emana la figura del Crocifisso è più forte di mille parole: è un silenzio che urla, un vuoto che si riempie della sofferenza del mondo. Le nubi oscure che lo circondano sembrano voler inghiottire la luce, ma dal suo sacrificio nasce un’eco che attraversa il tempo e lo spazio.

Letizia Caiazzo riesce, con pochi tratti decisi ma pieni di sentimento, a cogliere l’essenza del martirio e della misericordia. L’espressione del volto, le mani inchiodate, la tensione del corpo: tutto parla allo spettatore, tutto lo invita a comprendere, a riflettere, a seguire.

Questa crocifissione non è fine a sé stessa. È un seme di redenzione, come scrive nella poesia l’autrice. È un invito spirituale, universale, eterno.

Una pittura che non si guarda soltanto con gli occhi, ma si ascolta con l’anima.

Cristo in croce
Cristo, inchiodato, silenzio di dolore,
urlo che squarcia nubi oscure.

Il tuo sacrificio, eco di sofferenza,
ci chiama a comprendere,

a seguire le tue orme, parole e gesti,
seme di redenzione.
15 aprile 2025
@letiziacaiazzo

Dott.ssa Frieda Norma Dela Cruz-Filippine poetessa e la poesia: “I miei tre mondi”

Foto cortesia della dott.ssa Frieda Norma Dela Cruz-Filippine


🙏Ispirata da queste parole🙏
Hai una vita pubblica, una vita privata e una vita segreta. Scegli le persone giuste per ognuna.

🌹I miei tre mondi🌹

La data è passata, un anno è volato,
Ma la verità della sapienza è ancora sola.
Tre regni che deteniamo, distinti e profondi,
La compagnia che frequentiamo, i semi che seminiamo e raccogliamo.

Per lo sguardo pubblico, una grazia raffinata,
Dove i ruoli sono interpretati con ritmo misurato.
Seleziona con cura il volto amichevole,
Che comprende questo spazio sociale.

Poi viene il privato, dominio del cuore,
Dove i muri crollano e le verità rimangono.
Scegli anime che sopportano gioia e dolore,
Pochi fidati, sotto al sole e alla pioggia.

Ma più in profondità, un nucleo nascosto,
Dove pensieri inespressi si librano per sempre.
Forse da soli, chiudiamo la porta,
Il nostro io segreto, e nient’altro.

Dr. Frieda Norma Dela Cruz
Pianure verdi, Calumpit, Bulacan
Filippine🇵🇭
13 aprile 2025

Traduzione poetica a cura di Elisa Mascia, scrittrice, poetessa, Promotrice culturale -Italia




Dott.ssa Frieda Norma Dela Cruz
Green Plains, Calumpit, Bulacan
Filippine
13 aprile 2025

🙏Inspired by these Words🙏
You have a public life, a private life, and a secret life. Choose the right people for each one.

🌹My Three Worlds🌹

The date has passed, a year has flown,
But wisdom’s truth still stands alone.
Three realms we hold, distinct and deep,
The company we keep, the seeds we sow and reap.

For public gaze, a polished grace,
Where roles are played with measured pace.
Select with care the friendly face,
That understands this social space.

Then comes the private, heart’s domain,
Where walls come down, and truths remain.
Choose souls who weather joy and pain,
A trusted few, in sun and rain.

But deepest down, a hidden core,
Where thoughts untold forever soar.
Perhaps alone, we lock the door,
Our secret self, and nothing more.

Dr. Frieda Norma Dela Cruz
Green Plains, Calumpit, Bulacan
Philippines🇵🇭
April 13, 2025

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Premio Segni di Pace 15-4-2025

Locandina dell’evento Segni di Pace 15-4-2025

Premio Segni di Pace 2025

Premio Segni di Pace 2025 – Giornata del Made in Italy: una celebrazione globale dell’eccellenza italiana

Ogni anno, il 15 aprile, il mondo si riunisce per celebrare la Giornata del Made in Italy, onorando il patrimonio, l’artigianalità e l’innovazione che definiscono l’eccellenza italiana.

Con oltre 300 eventi in tutto il mondo, questa giornata speciale mette in luce i migliori contributi dell’Italia alla moda, al design, alla cucina, all’arte e alla tecnologia, rafforzando l’impatto duraturo del Paese sulla cultura e sul commercio globali.

Dalle degustazioni esclusive di autentico cibo italiano alle mostre di artigianato di lusso, la Giornata del Made in Italy è un omaggio all’influenza culturale ed economica dell’Italia. Esplora gli eventi vicino a te, scopri i marchi italiani innovativi e vivi la magia della vera qualità italiana.

Diplomazia culturale

La diplomazia culturale svolge un ruolo fondamentale nel promuovere la comprensione e la cooperazione tra le nazioni.  Promuovendo scambi culturali, collaborazioni artistiche e iniziative educative, i paesi possono costruire ponti che trascendono le barriere politiche e sociali.

Questa forma di diplomazia non solo rafforza il rispetto reciproco e l’apprezzamento per le diverse culture, ma aiuta anche ad affrontare le sfide globali attraverso il dialogo e i valori condivisi.

Inoltre, la diplomazia culturale può rafforzare il soft power, consentendo alle nazioni di influenzare positivamente gli altri e creare un ambiente internazionale più pacifico. In definitiva, incoraggia un senso di cittadinanza globale e di interconnessione, essenziale per affrontare le complessità del mondo odierno.

Quando si celebra il Made in Italy Day?

Il 15 aprile si celebra ufficialmente il Made in Italy Day, scelto per onorare la nascita di Leonardo da Vinci e l’enorme contributo dell’Italia all’arte, alla scienza e all’innovazione.

L’eredità della Pax Romana: la pace come pilastro della civiltà

La Pax Romana (27 a.C. – 180 d.C.) rappresenta un’epoca d’oro di pace, stabilità e prosperità che plasmò l’Impero Romano e pose le basi per la moderna governance e diplomazia. Istituito dall’imperatore Augusto, questo periodo di oltre 200 anni permise a Roma di prosperare, favorendo la crescita economica, le conquiste culturali e i progressi giuridici.

Durante questo periodo, l’impero espanse la sua portata mantenendo la stabilità attraverso un’amministrazione efficiente, una forte presenza militare e un’ampia infrastruttura. Le rotte commerciali fiorirono, collegando regioni lontane, mentre il diritto romano divenne un modello di giustizia e ordine.

La Pax Romana ispirò anche notevoli progressi nell’arte, nella letteratura, nell’architettura e nella scienza, con figure come Virgilio, Seneca e Galeno che plasmarono l’eredità intellettuale e culturale del mondo occidentale.  Monumenti iconici come il Colosseo e il Pantheon sono simboli duraturi della forza e della visione di Roma.

Sebbene l’era della Pax Romana sia terminata alla fine del II secolo d.C., la sua eredità continua a influenzare la governance globale, la diplomazia e lo sviluppo culturale. Il Signs of Peace Award 2025 trae ispirazione da questo precedente storico, riconoscendo individui e iniziative che promuovono la pace, la cooperazione e lo scambio culturale nello spirito del Made in Italy.

 Perché il Made in Italy è importante

Il Made in Italy incarna una tradizione di eccellenza, artigianalità e innovazione, che abbraccia diversi settori come la moda, la gastronomia, l’arte e il design. Sostenere questi valori significa preservare l’identità unica dell’Italia promuovendone al contempo l’importanza culturale globale.

LINGUA ITALIANA

15 aprile 2025

Signs of Peace Award 2025
Signs of Peace Award 2025 – Made in Italy Day: A Global Celebration of Italian Excellence
Every year on April 15, the world comes together to celebrate the Made in Italy Day, honoring the heritage, craftsmanship, and innovation that define Italian excellence.

With over 300 events worldwide, this special day highlights Italy’s finest contributions to fashion, design, cuisine, art, and technology, reinforcing the country’s enduring impact on global culture and commerce.

From exclusive tastings of authentic Italian food to exhibitions of luxury craftsmanship, the Made in Italy Day serves as a tribute to Italy’s cultural and economic influence. Explore events near you, discover innovative Italian brands, and experience the magic of true Italian quality.

Cultural diplomacy
Cultural diplomacy plays a vital role in fostering understanding and cooperation among nations. By promoting cultural exchanges, artistic collaborations, and educational initiatives, countries can build bridges that transcend political and social barriers.

This form of diplomacy not only enhances mutual respect and appreciation for diverse cultures but also helps to address global challenges through dialogue and shared values.

Additionally, cultural diplomacy can strengthen soft power, allowing nations to influence others positively and create a more peaceful international environment. Ultimately, it encourages a sense of global citizenship and interconnectedness, essential for addressing the complexities of today’s world.

When is Made in Italy Day?
April 15 marks the official Made in Italy Day, chosen to honor Leonardo da Vinci’s birth and Italy’s vast contributions to art, science, and innovation.

The Legacy of Pax Romana: Peace as a Pillar of Civilization
The Pax Romana (27 BC – 180 AD) represents a golden era of peace, stability, and prosperity that shaped the Roman Empire and laid the foundations for modern governance and diplomacy. Established by Emperor Augustus, this period of more than 200 years allowed Rome to flourish, fostering economic growth, cultural achievements, and legal advancements.

During this time, the empire expanded its reach while maintaining stability through efficient administration, a strong military presence, and an extensive infrastructure. Trade routes flourished, connecting distant regions, while Roman law became a model for justice and order.

The Pax Romana also inspired remarkable advancements in art, literature, architecture, and science, with figures like Virgil, Seneca, and Galen shaping the intellectual and cultural legacy of the Western world. Iconic landmarks such as the Colosseum and the Pantheon stand as enduring symbols of Roman strength and vision.

Though the Pax Romana era ended in the late 2nd century AD, its legacy continues to influence global governance, diplomacy, and cultural development. The Signs of Peace Award 2025 draws inspiration from this historical precedent, recognizing individuals and initiatives that promote peace, cooperation, and cultural exchange in the spirit of Made in Italy.

 Why Made in Italy Matters
The Made in Italy label embodies a tradition of excellence, craftsmanship, and innovation, spanning diverse fields such as fashion, gastronomy, art, and design. Upholding these values means preserving Italy’s unique identity while promoting its global cultural significance.

ITALIAN LANGUAGE
April 15, 2025

Premio Segni di Pace 25-4-2025, pubblicazione dell’ autrice Elisa Mascia -Italia

Il critico letterario prof Kareem Abdullah -Iraq ha redatto l’analisi critica della poesia: “La strage degli innocenti” di Franca Colozzo

Fotomontaggio creato da Elisa Mascia -Italia con le foto cortesia di Franca Colozzo – Italia e del prof Kareem Abdullah -Iraq

Analisi critica di “La strage degli innocenti” di Franca Colozzo – Italia.
A cura di: Kareem Abdullah – Iraq.

1- Titolo e allusione biblica


Il titolo della poesia, “La strage degli innocenti”, è un’allusione biblica carica di significato. Fa riferimento alla strage degli innocenti ordinata da Re Erode, come narrato nel Vangelo di Matteo, in cui i neonati maschi di Betlemme furono uccisi nel tentativo di eliminare il bambino Gesù. Invocando questa sacra tragedia storica, Colozzo eleva la sofferenza dei bambini di Gaza ad archetipo universale dell’ingiustizia divina, del martirio e della ciclica brutalità del potere. Prepara il lettore a una poesia intrisa sia di immagini sacre che di atrocità moderne.

2- L’immaginario dell’Ascensione e dell’Innocenza


“Ali spiegate al vento, si alzano / In una processione silenziosa, / Fluttuando come piume…”
I versi iniziali staccano immediatamente i corpi dalla terra. Attraverso immagini delicate ed eteree – ali, piume, volo – la poetessa eleva le anime delle vittime al di sopra del regno della violenza. Queste immagini implicano purezza, trascendenza e l’innaturale immobilità della morte.
La “processione silenziosa” evoca la solennità dei riti funebri, ma questo funerale non è ancorato ad alcuna tradizione culturale o religiosa. Diventa piuttosto un’ascensione ultraterrena, un allontanamento da un mondo indegno dei suoi figli. Il verso “Dall’ospedale di Gaza” ci riporta alla brutale realtà: un luogo destinato a guarire è diventato un punto di partenza per la morte.

3- Contrasti: Angeli contro Corvi, Luce contro Tenebre


“Si alzano tutti insieme come Serafini / Rubati ai giochi di un altro tempo.”  I bambini sono paragonati ai Serafini, esseri angelici di luce e purezza. Questo paragone divino sottolinea la loro innocenza e suggerisce che il loro posto non è tra le rovine terrene, ma tra la santità celeste. Eppure, la parola “rubati” aggiunge un tocco tragico, ricordandoci che il loro tempo è stato abbreviato, la loro innocenza dirottata da forze al di là della comprensione.
“Ali di corvo volano sopra le rovine, / sfiorando ali d’angelo nel cielo”.

Qui, Colozzo crea una giustapposizione vivida e surreale. I corvi – tradizionali messaggeri di morte e decadenza – sfiorano i bambini angelici e spettrali che ascendono. Il simbolismo è netto: la morte perseguita la vita, proprio mentre l’innocenza cerca di sfuggirvi. Questo contrasto accentua la tragedia, dimostrando che il divino non è immune dalla crudeltà umana: deve coesistere, persino sfiorarla.

4- Paesaggio emozionale: dolore, silenzio e la futilità della morte


“Solo le macerie piangono i morti, / Morti senza una vera ragione”.
In questi versi inquietanti, il dolore è reso impersonale e universale. Le macerie – detriti senza vita – sono le uniche a piangere, a sottolineare il silenzio e la complicità del mondo. I morti, suggerisce la poesia, non erano vittime di guerra in senso convenzionale, ma vittime di una brutalità insensata.
Il verso “Morti senza una vera ragione” è profondamente politico nella sua semplicità.  Sfida qualsiasi giustificazione della guerra, qualsiasi pretesa di necessità. Questi non sono soldati; sono bambini. La loro morte resiste a qualsiasi spiegazione morale o strategica.

5 – La trasformazione della paura e il ruolo sacro delle madri


“I bambini non hanno più paura…”
C’è un’accettazione inquietante qui: la morte è diventata così costante che persino la paura è svanita. Questo verso può essere interpretato sia letteralmente (i bambini sono ora morti e al di là della paura) che metaforicamente (erano già stati desensibilizzati al terrore).
“Le loro creazioni sono offerte a Dio / Dalle madri in lutto come dono”.
Questo è forse il momento più tragico della poesia. Le opere creative dei bambini – disegni, giocattoli, forse sogni – si trasformano in offerte su un altare di dolore. Le madri, le ultime portatrici di dolore, diventano sacerdotesse in un rituale oscuro e blasfemo che non hanno scelto.
L’atto dell'”offerta” è religioso, ma qui è invertito.  Questi sono sacrifici di dolore, non di adorazione, offerti a un Dio che sembra dolorosamente silenzioso.

6- Caino e l’eredità morale della violenza
“Una terra sacrilega rivela / L’infame progenie di Caino”.


Colozzo conclude con un potente riferimento biblico a Caino, il primo assassino. Così facendo, presenta gli autori di questa violenza come discendenti morali di Caino, ripetendo il peccato originale del fratricidio. Gaza diventa non solo una zona di guerra, ma un palcoscenico per un antico, archetipico tradimento: fratello che uccide fratello in nome del potere, del territorio, dell’ideologia.
L’espressione “terra sacrilega” può riferirsi sia alla terra profanata di Gaza sia alla blasfemia morale di coloro che compiono tali omicidi. La poesia amplia così la sua critica: non si tratta solo di politica o di conflitto, ma della corruzione dell’anima umana. 


Conclusione: Un lamento per l’umanità
“La strage degli innocenti” non è solo un’elegia per i bambini di Gaza, è un’accusa poetica contro tutti i sistemi che perpetuano la violenza contro i vulnerabili. Franca Colozzo intreccia magistralmente immagini sacre con l’orrore contemporaneo, dando vita a un lamento che appare al tempo stesso senza tempo e di una straziante attualità.
Questa è una poesia che non grida, ma piange. Non politicizza, umanizza. E così facendo, diventa una voce silenziosa ma bruciante della coscienza, che ci spinge a chiederci:
Che tipo di mondo permette che una tale innocenza venga sacrificata ancora e ancora?

LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

Ali spiegate al vento, si alzano
In una processione silenziosa,
Vagando come piume,
Si alzano in volo
Dall’ospedale di Gaza,
Colpiti al suolo da un missile,
Che ne squarcia il cuore antico.

Si alzano tutti insieme come Serafini
Rubati dai giochi di un altro tempo.
Il gioco del massacro ora non conosce fine.
Ali di corvo volano sulle rovine,
Sfiorando ali d’angelo nel cielo.

La sera impallidisce
Tra figure spettrali.
Solo le macerie piangono i morti,
Morti senza una vera ragione,
Resta una sepoltura comune
Per le membra sparse.

I bambini non hanno più paura,
I ruggiti infernali tacciono,
La fame e la sete tacciono.
Le loro creazioni sono offerte a Dio
Come dono dalle madri in lutto.  Dagli altari di luce, un’immagine oscura,
una terra sacrilega rivela
l’infame progenie di Caino.

©Franca Colozzo

Critical Analysis of “The Slaughter of the Innocents” by Franca Colozzo – Italia.
By : Kareem Abdullah – Iraq .

1- Title and Biblical Allusion
The poem’s title, “The Slaughter of the Innocents,” is a loaded biblical allusion. It references the Massacre of the Innocents ordered by King Herod, as recounted in the Gospel of Matthew, where male infants in Bethlehem were killed in an attempt to eliminate the infant Jesus. By invoking this sacred, historical tragedy, Colozzo elevates the suffering of the children in Gaza to a universal archetype of divine injustice, martyrdom, and the cyclical brutality of power. It prepares the reader for a poem steeped in both sacred imagery and modern atrocity.
2- The Imagery of Ascension and Innocence
“Wings spread to the wind, they rise / In a silent procession, / Drifting like feathers…”
The opening lines immediately detach the bodies from the earth. Through delicate, ethereal imagery—wings, feathers, flight—the poet lifts the souls of the victims above the realm of violence. These images imply purity, transcendence, and the unnatural stillness of death.
The “silent procession” evokes the solemnity of funeral rites, but this funeral is not anchored in any cultural or religious tradition. Instead, it becomes an otherworldly ascension—a departure from a world unworthy of its children. The line “From the hospital in Gaza” jolts us back into the brutal reality: a place meant to heal has become a launching point for death.
3- Contrasts: Angels vs. Crows, Light vs. Darkness
“They all rise together like Seraphim / Stolen from the games of another time.”
The children are likened to Seraphim—angelic beings of light and purity. This divine comparison underscores their innocence and suggests that their place is not among earthly ruins but among celestial sanctity. Yet, the word “stolen” adds a tragic layer, reminding us that their time was cut short, their innocence hijacked by forces beyond comprehension.
“Crow’s wings fly over the ruins, / Brushing against angel wings in the sky.”
Here, Colozzo sets up a vivid, surreal juxtaposition. The crows—traditional harbingers of death and decay—brush against the angelic, ghostly children ascending. The symbolism is stark: death haunts life, even as innocence tries to escape. This contrast enhances the tragedy by showing that the divine is not untouched by human cruelty—it must coexist, even brush up against it.
4- Emotional Landscape: Grief, Silence, and the Futility of Death
“Only the rubble mourns the dead, / Dead without a true reason.”
In these haunting lines, grief is rendered impersonal and universal. The rubble—lifeless debris—is the only mourner, emphasizing the world’s silence and complicity. The dead, the poem suggests, were not casualties of war in the conventional sense, but victims of senseless brutality.
The line “Dead without a true reason” is profoundly political in its simplicity. It challenges any justification of war, any pretense of necessity. These are not soldiers; they are children. Their deaths resist moral or strategic explanation.
5-The Transformation of Fear and the Sacred Role of Mothers
“The children are no longer afraid…”
There’s an unsettling acceptance here—death has become so constant that even fear has faded. This line can be interpreted both literally (the children are now dead and beyond fear) and metaphorically (they had already been desensitized to terror).
“Their creations are offered to God / By grieving mothers as a gift.”
This is perhaps the poem’s most tragic moment. The creative works of children—drawings, toys, perhaps dreams—are transformed into offerings on an altar of sorrow. The mothers, the ultimate bearers of grief, become priestesses in a dark, blasphemous ritual not of their choosing.
The act of “offering” is religious, but here it’s inverted. These are sacrifices of pain, not worship, made to a God who seems painfully silent.
6- Cain and the Moral Legacy of Violence
“A sacrilegious land reveals / The infamous offspring of Cain.”
Colozzo ends with a powerful biblical reference to Cain, the first murderer. In doing so, she casts the perpetrators of this violence as moral descendants of Cain, repeating the original sin of fratricide. Gaza becomes not just a warzone, but a stage for ancient, archetypal betrayal—brother killing brother in the name of power, territory, ideology.
The phrase “sacrilegious land” may refer both to the desecrated land of Gaza and the moral blasphemy of those who carry out such killings. The poem thus broadens its critique: this is not just about politics or conflict—it’s about the corruption of the human soul.
Conclusion: A Lament for Humanity
“The Slaughter of the Innocents” is not just an elegy for the children of Gaza—it is a poetic indictment of all systems that perpetuate violence against the vulnerable. Franca Colozzo masterfully weaves sacred imagery with present-day horror, crafting a lament that feels both timeless and heartbreakingly current.
This is a poem that does not shout—it mourns. It does not politicize—it humanizes. And in doing so, it becomes a quiet yet searing voice of conscience, compelling us to ask:
What kind of world allows such innocence to be sacrificed again and again?

THE SLAUGHTER OF THE INNOCENTS
 
Wings spread to the wind, they rise
In a silent procession,
Drifting like feathers,
They ascend into flight
From the hospital in Gaza,
Struck to the ground by a missile,
Tearing through its ancient heart.

They all rise together like Seraphim
Stolen from the games of another time.
The game of massacre now knows no end.
Crow’s wings fly over the ruins,
Brushing against angel wings in the sky.

The evening turns pale
Amidst ghostly figures.
Only the rubble mourns the dead,
Dead without a true reason,
A common burial remains
For scattered limbs.

The children are no longer afraid,
The hellish roars fall silent,
Hunger and thirst fall silent.
Their creations are offered to God
By grieving mothers as a gift.
From the altars of light, a dark image,
A sacrilegious land reveals
The infamous offspring of Cain.
©Franca Colozzo

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Silvana Dimitrieska poetessa, scrittrice condivide la sua poesia Il treno, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Silvana Dimitrieska- Macedonia del Nord


Silvana Dimitrievska/ Macedonia del Nord

IL TRENO

È primavera. Siamo seduti sul treno,

un uomo, una donna e un bambino.

Guardiamo tutti attraverso lo stesso finestrino.

La donna guarda l’albero.

Ammira la sua grandezza,

immagina i secoli che ha attraversato,

riesce quasi a percepire

quanto siano profonde le sue radici.

Vede la sua crescita.

È primavera. È un piccolo seme addormentato nell’oscurità.

I cicli solari e lunari si susseguono.

La Terra ruota sul suo asse.

Ora è una casa in cui riposa

tutta la storia nata e non nata.

Ora è la dimora celeste degli uccelli.

L’uomo guarda il cielo,

ammira la sua grandezza.

Immagina la nascita delle stelle.

Riesce quasi a vedere il potere,

la luce necessaria all’oscurità

affinché il giorno nasca.

È primavera. È il grembo del tuono e del vento,

pioggia feconda che accarezza dolcemente i campi.

È una casa dove riposa

tutta la storia nata e non nata.

Il bambino vede l’uccello.

E ne ammira la grandezza.

Riesce a immaginarla nascere dall’uovo,

e poi conquistare i cieli con potenza,

La vede costruita in un nido in cui custodire

tutto l’amore nato e non nato.

Poi, si erge fiero verso il sole.

È primavera. Li porta nel becco

i semi di tutti gli alberi e di tutti i fiori.

Tutta la storia nata e non nata.

Improvvisamente il clacson del treno
forte e penetrante
assorda le loro orecchie,

all’uomo, alla donna, al bambino.

Eccitata e ansimante, l’anziana signora entra di corsa, felice

di aver preso l’ultimo treno.

Silvana Dimitrievska è nata nel 1981 a Skopje. Si è laureata presso la Facoltà di Filologia “Blaze Koneski” di Skopje, presso il Dipartimento di Letteratura Generale e Comparata in lingua macedone, e in seguito ha completato la Scuola Annuale per Giornalisti presso il MIM (Istituto Macedone per i Media). È stata coordinatrice del circolo letterario “Mugri” e curatrice dell’omonimo almanacco poetico. È organizzatrice di diverse letture e promozioni poetiche. Silvana scrive poesie, brevi prose, saggi e haiku pubblicati sulla prima rivista macedone di haiku, Mravka. È autrice dell’antologia “Angeli con cinque ali”, pubblicata nell’ambito delle serate poetiche di Struga. È recensora di diverse raccolte di poesie di giovani autori, ma anche di autori già affermati.  Ha vinto il secondo e il terzo premio “Blaze Koneski” per un saggio scientifico. Per la sua prima raccolta di poesie, “Tu, che sei uscito da una canzone”, ha vinto il prestigioso premio nazionale “Atso Karamanov”. Per il racconto “Gonna a farfalla” ha vinto il primo premio al concorso nazionale “Racconto una foto 2021”. Ha vinto il terzo premio al festival internazionale di poesia “Veglia di Kokinski Mugri 2022” e il secondo premio allo stesso festival di poesia nel 2023. Nel 2023 ha vinto il secondo premio al festival internazionale di poesia per ragazzi “Stihuvalki”. Nel 2023, al festival internazionale di poesia “Scintille letterarie 2023”, ha vinto anche il secondo premio, e allo stesso festival di poesia nel 2024 ha vinto nuovamente il secondo premio.  Nel 2023 è stata dichiarata tra i vincitori del prestigioso premio mondiale di poesia “Naji Naaman” e le è stato conferito il titolo di membro onorario dell’omonima Accademia di Cultura in Libano. Nel 2023 ha vinto il terzo premio di poesia al festival internazionale di poesia “Tafil Kelmendi” in Kosovo. Nel 2024 ha vinto anche il terzo premio al festival internazionale di poesia “Antevo slovo”. Nel 2024 è stata proclamata tra i vincitori del prestigioso Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea “Lucius Anaeus Seneca” dell’Accademia di Arti e Scienze Filosofiche, Italia.




Silvana Dimitrievska/ North Macedonia

THE TRAIN

It’s spring. We are sitting on the train,
one man, one woman and one child.
We are all looking through the same window.
The woman looks at the tree.
She admires his greatness,
imagines the centuries through which it has endured,
she can almost feel it
how deep his roots are.
She sees his growth.
It’s spring. He is a little seed asleep in darkness.
Solar and lunar cycles pass.
The earth rotates on its axis.
Now he is a house in which it rests
all born and unborn history.
It is now the heavenly home of the birds.
The man looks at the sky,
admires his greatness.
It imagines the birth of the stars.
He can almost see the power,
the light needed by darkness
for the day to be born.
It’s spring. It is the womb of thunder and wind,
fruitful rain gently caressing the fields.
It is a house where it rests
all born and unborn history.
The child sees the bird.
And admires the greatness.
He can imagine her being born from the egg,
and then conquers the heavens mightily,
He sees her making a nest in which she keep
all born and unborn love.
Then, it proudly rises towards the sun.
It’s spring. She carries them in her beak
the seeds of all trees and all flowers.
All born and unborn history.
Suddenly the train horn
it deafens their ears loudly and piercingly,
on the man, on the woman, on the child.
Excited and panting, through the door
the old woman rushes in, happy
that she caught the last train.


Silvana Dimitrievska was born in 1981. in Skopje. She graduated from the Faculty of Philology ‘Blaze Koneski’ – Skopje at the Department of General and Comparative Literature in the Macedonian language, and later she also completed the One-Year School for Journalists at MIM (Macedonian Media Institute). She was the coordinator of the literary circle ‘Mugri’ and the editor of the poetry almanac of the same name. She is the organizer of several poetry readings and promotions. Silvana writes poetry, short prose, essays and haiku verses published in the first Macedonian haiku magazine Mravka. She is the author of the anthology Angels with five wings, published as part of Struga evenings of poetry. She appears as a reviewer of several collections of poetry by young, but also by already renowned authors. She is the winner of the second and third ‘Blaze Koneski’ prize for a scientific essay. For her first collection of poetry, “You, who came out of a song”, she won the prestigious national award ‘Atso Karamanov’. For her short story ‘Butterfly Skirt’ she won the first prize at the national competition ‘I tell a photo 2021’. She is the winner of the third prize at the international poetry festival ‘Vigil of Kokinski Mugri 2022’ and the second prize at the same poetry festival for 2023. In 2023, she won the second prize at the international poetry festival for children’s poetry ‘Stihuvalki’. In 2023, at the international poetry festival ‘Literary Sparks 2023’, she was also the winner of the second prize, and at the same poetry festival in 2024, she was again the winner of the second prize. In 2023, she was declared one of the laureates of the prestigious ‘Naji Naaman’ world prize for poetry and was awarded the title of honorary member of the Academy of Culture of the same name in Lebanon. In 2023, she won the third prize for poetry at the international poetry festival ‘Tafil Kelmendi’ in Kosovo. In 2024, she was also the winner of the third prize at the international poetry festival ‘Antevo slovo’. In 2024 she was announced as one of the winners of the prestigue International Academic Award of Contemporay Literature “Lucius Anaeus Seneca” from Academy of Philosophical Arts and Sience, Italy.

Preparazione articolo a cura di Elisa Mascia -Italia

Il poeta giornalista Jahongir Mirzo presenta alcune poesie del poeta Nijat Hunalp- Azerbaigian

Foto cortesia di Nijat Hunalp – Azerbaigian


Nijat Hunalp è un poeta e scrittore azero. È nato nel 1996 nella città di Mingachevir. È membro dell’Unione degli Scrittori dell’Azerbaigian e dell’Unione Mondiale dei Giovani Scrittori Turchi. Le sue poesie si sono classificate al terzo posto al premio letterario “Fergana” e sono state inserite nella long list del premio “Vagif Samadoglu”.  Le sue poesie e i suoi racconti sono stati pubblicati sui portali nazionali “Kulis.az”, “Edabiyyat.az”, “Letteratura e Arte”, “Partizan.az”, Manera.az, Dalidag.az”, “Zerif Kölgeler”, “525”, “Edabi – Eks Seda”, “Butov Azerbaijan”, sulle riviste turche “Yaşam Fanzin”, “Güfte Edabiyyat”, “An”, “Yitik Bavul”, “Bayguş”, “İhtilal”, Taşköprü, sul quotidiano “Krymın Sesi”, sui portali “Dibace.net”, “Dergizan.com”, sul quotidiano iraniano Sanjak, sui quotidiani uzbeki “Ezgulik” e “Adobiyyat Olami”.
Le sue poesie sono state tradotte in inglese e uzbeko.

MARCIA DELLA MORTE

Nella città delle persone sole  sono nel seminterrato
della stanza chiamata
disperazione.
E le pupille dei miei occhi
sembrano la talpa
che può vedere la luce da
molto lontano
per molti chilometri.
I miei vestiti odorano di morte
passo dopo passo.
Ho tracannato l’aceto
che avevo comprato ieri.
Come lo schiavo egiziano assetato
fraternizzo con la morte
tra le mura umide dell’ospedale.
Il faggio soffia via le foglie dal cielo
nel cortile.
Le mie sorelle e i miei fratelli
nascono dal mio spirito silenzioso e solitario.
E ogni nascita porta con sé
le lacrime.


IL CIELO È LA DIMORA DEGLI SPIRITI

Come nessuno sulla Terra
anche il poeta non fu fortunato.
Ho colto un fiore dal mio cuore
per l’ape che era rimasta senza fiore.

Le corde del mio cuore sono amiche del dolore
Per me, per portare il dolore quando morirò.
Non ho lasciato che i miei desideri invecchiassero
Di essere una ragazza single.

Niente è più alto della morte
Il corpo senza spirito non è nulla.
Il cielo è la dimora dello spirito
Si rifugiano presso Dio.


DOVE I CAVALLI PORTARONO I PADRI?

Sia la spada che la freccia
si mescolarono alla terra,
Dove i cavalli portarono i padri?
Quelle urla, quei lamenti risuonano ancora nelle mie orecchie
Dove i cavalli portarono i padri?

Quei cavalli più gagliardi avevano visto molti combattimenti
Le criniere dei cavalli imbrigliati erano coperte di sangue
Quei cavalli corsero verso la morte
Dove i cavalli portarono i padri?

Infuriavano nei combattimenti o nelle battaglie
Erano infuriati nelle battaglie. 
Erano più veloci del vento,
erano come uccelli.
Dove hanno portato i cavalli i padri?

Dove sono quei cavalli dei desideri,
dove sono i cavalli della fortuna?
Dove sono i khakan delle proprietà,
i cavalli dei troni?
I secoli hanno trasformato quei cavalli in storia.
Dove hanno portato i cavalli i padri?

I figli che sono morti lasciando le spade nel fodero,
I figli il cui destino li ha delusi.
Ehi, figli coraggiosi, se lo sapete, ditemelo anche voi.
Dove hanno portato i cavalli i padri?

Il mondo e i cavalli hanno la stessa età.
I cavalli sono sempre stati gli amici dei combattenti.
Ehi, mia memoria di cavallo, sussurrami all’orecchio:
Dove hanno portato i cavalli i padri?

In quali direzioni hanno svoltato quelle strade e quel sentiero?
Quanto è difficile reggere il peso della storia
Ehi, chiama il mio cavallo pazzo, mio cavallo da corsa,
Dove i cavalli hanno portato i padri?

I loro corpi sono sulla Terra,
ma i loro spiriti sono in cielo,
Ci sono paura e ansia nei loro occhi.
I cavalli hanno seguito le tracce dei padri
Dove i padri hanno portato i cavalli?
Dove i cavalli hanno portato i padri?

Nijat HUNALP,
Tradotto da: Sevil GULTEN




Nijat Hunalp is an Azerbaijani poet and writer. He was born in 1996 in the city of Mingachevir. He is a member of the Azerbaijan Writers’ Union and the World Young Turk Writers’ Union. His poems were awarded third place in the “Fergana” literary award and were included in the long list of the “Vagif Samadoglu” award. His poems and stories have been published on the country’s “Kulis.az”, “Edabiyyat.az”, “Literature and Art”, “Partizan.az”, Manera.az, Dalidag.az”, “Zerif Kölgeler” portals, “525”, “Edabi – Eks Seda”, “Butov Azerbaijan” newspapers, Turkey’s “Yaşam Fanzin”, “Güfte Edabiyyat”, “An”, “Yitik Bavul”, “Bayguş”, “İhtilal” magazines, Taşköprü, “Krymın Sesi” newspaper, “Dibace.net”, “Dergizan.com” portals, Iran’s Sanjak newspaper, Uzbekistan’s “Ezgulik”, “Adobiyyat Olami” newspapers.
His poems have been translated into English and Uzbek.


DEATH MARCH

In the city of lonely people
I am in the basement
of the room called as
hopelessness.
And the apples of my eyes
look like the mole
which can  see the light  from
the  far distance
for many miles.
My clothes smell death
step after step.
I gulped the vinegar
that I had bought yesterday.
Like the thirsty Egyptian slave
I fraternize with the death
among the  damp walls of the  hospital.
The beech tree blows its leaves off the sky
in the yard.
My sisters and brothers 
are born from my silent and  lonely spirit.
And each birth brings tears
with itself.


THE SKY IS THE HOME OF SPIRITS

As nobody on the earth
The poet also wasn’t lucky.
I picked a flower from my heart
For the bee that was left without flower.

The strings of my heart are the friend of grief
For me to take  the grief when I die.
I didn’t let my wishes to get older
To be spinsters like the girls.

Nothing is higher than the death
The body without spirit is nothing.
The sky is the home of the spirit
They  took shelter at the God.

WHERE DID THE HORSES TAKE THE FATHERS?

Both the sword and arrow mixed with the soil,
Where did the horses take the fathers?
Those screams, moaning still are ringing in my ears
Where did the horses take the fathers?

Those courser horses had seen a lot of fights
The manes of the bridled horses were covered with blood
Those horses ran towards the death
Where did the horses take the fathers?

They raged in the fights or battles
They were infuriated in the battles.
They were faster than the wind, they were like birds
Where did the  horses take the fathers?

Where are those wish horses, where are luck horses?
Where are the khakans of properties, horses of thrones?
The centuries turned those horses into the history
Where did the  horses take the fathers?

The sons who died leaving their swords in the scabbard,
The sons whose fates made them let down.
Hey, brave sons, if you know tell me too
Where did the horses take the fathers?

The  world and the  horses are at the same age
The horses were always the friends of the fighters.
Hey, my horse memory, whisper into my ears,
Where did the horses take the fathers?

Into which directions did these roads and path turn?
How hard is holding the load of the history
Hey, my crazy horse , my course horse,  call
Where did the horses take the fathers?

Their bodies are on the earth, but their spirits are on the heaven,
There are  fear and anxiety in their eyes.
The horses followed the traces of the fathers
Where did the fathers take the horses?
Where did the horses take the fathers?

Nijat HUNALP,
Translated by: Sevil GULTEN

Kareem Abdullah -Iraq, prof. critico letterario, scrive l’analisi tematica e stilistica della poesia: ” APPELLO PER LA PACE” di Zineta (Alibašić) Kurtović – Serbia, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Fotomontaggio creato da Elisa Mascia delle foto cortesia di Zineta (Alibašić) Kurtović – Serbia e del prof Kareem Abdullah -Iraq


Analisi critica stilistica della poesia “APPELLO PER LA PACE” di Zineta (Alibašić) Kurtović – Serbia.

Di: Kareem Abdullah – Iraq.


La canzone “APPEL ZA MIR” di Zineta Kurtović porta con sé un messaggio chiaro e forte di pace, di opposizione alle guerre e al male che si sta diffondendo nel mondo. Attraverso il testo della poesia, la poetessa esprime profonda preoccupazione per la situazione mondiale e fa appello a tutti i popoli affinché si uniscano per un obiettivo comune: la pace. Analizzando i versi, si può osservare come l’autrice utilizzi diverse figure stilistiche ed espressioni per trasmettere il suo messaggio.


1- Analisi tematica

La canzone affronta il tema della pace globale, delle guerre e di un mondo che soffre a causa dell’ingiustizia e del male. I versetti iniziali sono un campanello d’allarme, che invita i lettori a ribellarsi al male e ad agire per porre fine alle guerre e alla violenza. La crescente preoccupazione della poesia per il destino del mondo assume un tono pessimista, evidenziando l’aumento della sofferenza e della sfortuna.


Versi come:


“Temo che il male / ci distruggerà tutti un giorno” i


“Ci sono sempre più ferite nel mondo”


Esse mostrano la preoccupazione e il pessimismo del poeta, sebbene l’intera poesia contenga un invito all’azione e al cambiamento.


2- Stile e linguaggio

Il linguaggio della canzone è semplice, ma profondamente emozionante. È scritto in prima persona plurale (un invito al risveglio e all’azione collettivi), il che sottolinea ulteriormente l’universalità del messaggio. L’autrice usa un linguaggio diretto, parlando di cose che non possono essere ignorate, come il male, la guerra e la sofferenza.


Versi come:


“Gridiamo con tutte le nostre voci / Per fermare tutti i combattimenti.” dimostrano il fervore e l’energia che l’autore infonde nella poesia. L’invito a svegliarsi e ad agire è chiaro e forte.


3- Figure stilistiche

La poesia è ricca di figure stilistiche che servono a sottolineare le emozioni e il peso del messaggio.


Epiteti – L’autrice usa epiteti come “lotta mondiale”, “lotta di guerra”, “sempre più ferite”, che sottolineano ulteriormente la sofferenza e la violenza.


Allitterazione – L’uso di suoni ripetuti aggiunge ritmo a una poesia e ne aumenta la potenza sonora. Ad esempio, nel versetto “PACE, PACE, gridiamo forte!!!” si pone l’accento sulla simmetria del suono che invita all’azione.


Ripetizione – La ripetizione della parola “PACE” alla fine della poesia crea un effetto potente e ricorda il tema principale e il messaggio. Questo procedimento stilistico conferisce forza alla poesia e mette in evidenza l’obiettivo più importante: un appello alla pace.


4- Simbolismo

“PACE” è il simbolo chiave della canzone, che ne racchiude tutta la filosofia. Il simbolismo della pace ricorre in tutta la poesia come ideale, desiderio di fine dei conflitti, di armonia e di coesistenza. La Terra è raffigurata come una vasta sfera, a simboleggiare che lo spazio per la pace e la cooperazione è illimitato, ma che, a causa dell’avidità e del potere, la pace è spesso irraggiungibile.


Versi:

“La terra è un vasto globo, / c’è posto per tutti su di esso” indica che c’è abbastanza spazio per tutte le persone, sottintendendo che i conflitti e le guerre non sono inevitabili, ma sono il risultato delle decisioni di qualcuno.


5- Analisi ritmica e metrica

La poesia è scritta in versi liberi, il che le consente una maggiore espressione emotiva e flessibilità nell’organizzazione. La struttura ritmica non è strettamente formalizzata, ma possiede comunque una ritmicità che invita all’azione, come nel caso della ripetizione della parola “PACE” alla fine della canzone.


6- Conclusioni

La canzone “APPEL ZA PEACE” di Zineta Kurtović porta con sé un forte messaggio di pace e un invito all’azione globale. L’autrice usa un linguaggio semplice ma profondamente emozionante per esprimere la sua preoccupazione per un mondo in cui il male, le guerre e la sofferenza stanno diventando sempre più diffusi. Attraverso figure stilistiche come la ripetizione, l’allitterazione e il simbolismo, crea un testo ritmico e sonoro che invita all’unificazione di tutti i popoli per raggiungere la pace. La poesia è quindi un appello alla coscienza collettiva e al cambiamento, un appello del tutto pertinente al mondo contemporaneo.



APPELLO PER LA PACE

Forza, mondo, alziamoci in piedi,

Contro tutti nel mondo del male,

Gridiamo a squarciagola

Per porre fine a tutti i combattimenti bellici.


In questo mondo manca la pace,

La guerra irrita tutti,

La volontà dei “potenti” sta divorando il mondo.

È peggio di quanto sembri.


Ho paura che il male ci colpisca.

Distruggi tutto un giorno,

Questo terreno soffre molto,

Ci sono sempre più ferite nel mondo.


La terra è una vasta sfera,

C’è spazio per tutto su di esso,

Perché la pace non viene cercata su Google?

Affinché sia meglio per tutti.


Alziamoci tutti dai nostri posti,

Cerchiamo la PACE all’unanimità,

Bene, tutti gli otto miliardi:

PACE, PACE, gridiamolo forte!!!

Zineta (Alibasic) Kurtovic

Kritička stilistička analiza pesme “APEL ZA MIR” autorice Zineta (Alibašić) Kurtović – Srbija .
By : Kareem Abdullah – Iraq .

Pesma “APEL ZA MIR” autorice Zinete Kurtović nosi jasnu i snažnu poruku mira, protivljenja ratovima i zlu koje se širi svetom. Kroz stihove pesme, pesnikinja izražava duboko zabrinutost zbog stanja u svetu i apelujući na sve ljude da se ujedine za zajednički cilj – mir. Kroz analizu stihova, može se videti kako autorka koristi različite stilističke figure i izraze kako bi prenela svoju poruku.

1- Tematska analiza
Pesma se bavi temom globalnog mira, ratova, i sveta koji pati zbog nepravde i zla. Početni stihovi pozivaju na buđenje, tražeći od čitatelja da se usmjere protiv zla i da se usmjere ka okončanju ratova i nasilja. Pojačana zabrinutost za sudbinu sveta kroz pesmu iznosi pesimistički ton, ukazujući na sve veće patnje i nesreće.

Stihovi poput:

“Bojim se da će nas zlo / Sve uništit jednog dana” i

“U svetu je sve više rana”

pokazuju pesnikininu zabrinutost i pesimizam, iako cela pesma nosi poziv na akciju i promene.

2- Stil i jezik
Jezik pesme je jednostavan, ali duboko emotivan. Pisan je u prvom licu množine (poziv na kolektivno buđenje i akciju), što dodatno naglašava univerzalnost poruke. Autorka koristi direktan jezik, govoreći o stvarima koje se ne mogu ignorisati, kao što su zlo, rat, i patnja.

Stihovi kao što su:

“Iz sveg glasa poviknimo / Da prestane ratna borba sva.” pokazuju žar i energičnost koju autorka unosi u pesmu. Poziv na buđenje i akciju je jasan i snažan.

3- Stilističke figure
Pesma je bogata stilističkim figurama koje služe za naglašavanje emocija i težine poruke.

Epiteti – Autorka koristi epiteti kao što su “svetska borba”, “ratna borba”, “sve više rana”, koji dodatno naglašavaju patnju i nasilje.

Aliteracija – Korišćenje ponavljajućih zvukova dodaje ritmičnost pesmi i povećava njenu zvučnu snagu. Na primer, u stihu “MIR, MIR, jasno uzviknimo!!!” dolazi do naglašavanja zvučne simetrije što daje poziv na akciju.

Ponavljanje – Ponavljanje reči “MIR” na kraju pesme stvara snažan efekat i podsjeća na glavnu temu i poruku. Ovaj stilistički postupak daje pesmi snagu i ističe najvažniji cilj: poziv na mir.

4- Simbolika
“MIR” je ključni simbol pesme, u kojem je sadržana cela njena filozofija. Simbolika mira se pojavljuje kroz čitavu pesmu kao ideal, želja za okončanjem konflikata, za harmonijom i koegzistencijom. Zemlja se prikazuje kao prostrana kugla, što simbolizuje da je prostor za mir i saradnju neograničen, a ipak, zbog pohlepe i moći, mir je često nedostižan.

Stihovi:

“Prostrana je zemlja kugla, / Na njoj mjesta za sve ima,” ukazuju na to da postoji dovoljno prostora za sve ljude, što implicira da sukobi i ratovi nisu neizbežni, već su rezultat nečijeg odlučivanja.

5- Ritmička i metrumska analiza
Pesma je napisana u slobodnom stihu, što joj omogućava veći emotivni izraz i fleksibilnost u organizaciji. Ritmička struktura nije strogo formalisana, ali i dalje ima ritmičnost koja poziva na akciju, kao što je slučaj sa ponavljanjem reči “MIR” na kraju pesme.

6- Zaključak
Pesma “APEL ZA MIR” Zinete Kurtović nosi snažnu poruku mira i poziv na globalnu akciju. Autorka koristi jednostavan jezik, ali duboko emotivan, da bi prenela zabrinutost zbog sveta u kojem zlo, ratovi i patnja postaju sve prisutniji. Kroz stilističke figure poput ponavljanja, aliteracije, i simbolike, ona stvara ritmičan i zvučan tekst koji poziva na ujedinjenje svih ljudi u cilju postizanja mira. Pesma je, dakle, apel na kolektivnu svest i promenu, apel koji je u potpunosti relevantan za savremeni svet.


APEL ZA MIR

Hajde svijete ustanimo,
Protiv svakoga na svijetu zla,
Iz sveg glasa poviknimo
Da prestane ratna borba sva.

Ovom svijetu mira fali,
Rat svakoga iritira,
Volja “moćnih” svijet izjeda
Još je gore nego što izgleda.

Bojim se da će nas zlo
Sve uništit jednog dana,
Mnogo trpi ovo tlo,
U svijetu je sve više rana.

Prostrana je zemlja kugla,
Na njoj mjesta za sve ima,
Zašto se mir ne izgugla,
Pa da bolje bude svima.

Dignimo se svi iz mjesta,
Jednoglasno MIR tražimo,
Pa svih osam milijardi:
MIR, MIR, jasno uzviknimo!!!

Zineta (Alibašić) Kurtović

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La poetessa Tuliyeva Sarvinoz presenta Ziyoyeva Iroda – Uzbekistan

Foto cortesia di Ziyoyeva Iroda
Uzbekistan

Mia meravigliosa patria, dove la pace è degna

Quando sento il tuo nome, il mio cuore sussulta,
Questo corpo e questa anima sono pronti a servirti.
Dico, ovunque io sia, sarò il tuo sostegno,
Mia meravigliosa patria, più cara della mia anima.

Con te, il mio cammino è radioso,
Ogni parte del mio corpo, destra e sinistra, fiorisce di pace.
Non importa quanto lontano io vada, torno sempre,
La mia unica meravigliosa patria al mondo.

Sei tu che mi accarezzavi la testa quando soffrivo,
Questi tuoi due occhi sono gentili come mia madre,
La generazione perfetta è anche la tua impronta,
Sei le mie ali per volare, la mia patria.

Onnipotente, i contadini cercano la libertà,
Avlani ardeva solo per l’illuminazione.
Compassione senza condanna,
La mia patria, che ha attraversato l’oscurità da sola.

Per quanti secoli hai cercato questa libertà,
Se non hai venduto il tuo orgoglio, allora i castelli saranno costruiti.  Oggi mi ergo a testa alta e ripeto:
Sei libera, sei la mia splendida patria.

Tutta l’Asia è bella con te,
Quando mangerò il tuo pane, tornerò di nuovo.
Più ti onoro, meno ti sembrerà,
Mia splendida, nobile e splendida patria.

Dal cuore alla lingua, oggi la nostra libertà è passata,
La tua lode si diffonde con benedizioni.
Il nostro amore per te non si spegnerà mai,
Mia splendida patria, la cui pace è degna.

Ziyoyeva Iroda
Uzbekistan
Master presso l’Istituto Denov di Imprenditorialità e Pedagogia





My beautiful homeland, where peace is fitting

When I hear your name, my heart leaps,
This body and soul are ready to serve you.
I say, wherever I am, I will be your support,
My beautiful homeland, dearer than my soul.

With you, my path is radiant,
Every right and left of my body blooms with peace.
No matter how far I go, I always return,
My only beautiful homeland in the world.

You are the one who caressed my head when I was in pain,
These two eyes of yours are as kind as my mother,
The perfect generation is also your footprint,
You are my wings to fly, my homeland.

Almighty, The peasants seek freedom,
Avlani only burned for enlightenment.
Compassion without condemnation,
My homeland, which passed through darkness alone.

How many centuries have you sought this freedom,
If you did not sell your pride, then the castles will be built.
Today I stand tall and say again,
You are free, you are my beautiful homeland.

All of Asia is beautiful with you,
When I eat your bread, I will return again.
The more I honor you, the less it seems,
My beautiful, noble, and beautiful homeland.

From heart to tongue, today our freedom has passed,
Your praise spreads with blessings.
Our love for you will never be extinguished,
My beautiful homeland, whose peace is worthy.

Ziyoyeva Iroda
Uzbekistan
Master of Denov Institute of Entrepreneurship and Pedagogy

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Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica della poesia: ” Sorrisi per te” di Gordana Sarić-Croazia, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Fotomontaggio di Elisa Mascia -Italia con Gordana Saric – Croazia e prof. Kareem Abdullah -Iraq


Lettura critica e analitica della poesia “OSMIJESI ZA TEBE” di Gordana Šarić.

Di: Kareem Abdullah – Iraq.

La canzone “SORRISI PER TE ” di Gordana Šarić è una meditazione emotivamente ricca sull’amore, sulla perdita e sulla memoria amorosa. Attraverso un linguaggio semplice ma profondamente emozionante, la poetessa ci offre uno spaccato dei suoi sentimenti più profondi per la persona amata. La poesia è carica di simbolismo e ogni verso è scritto con cura per illuminare la lotta interiore, la tenerezza e il desiderio del narratore.


1- Simbolismo ed espressioni dell’amore

La poesia è dominata dal simbolismo del “sorriso” e della “farfalla”, usati per descrivere i momenti teneri e fugaci dell’amore. La prima strofa “Ho raccolto tutti i miei sorrisi, / te li ho inviati in farfalle” suggerisce che l’amore è qualcosa di svolazzante e fragile, come le farfalle, che possono essere facilmente catturate, ma anche scomparire. In questo contesto, il termine “sorriso” rappresenta i momenti più belli e teneri dell’amore, sempre presenti ma che possono anche essere facilmente dimenticati. Questo motivo iniziale crea un sentimento di nostalgia e il desiderio di preservare quei momenti preziosi.


2- Il tema della tristezza e dell’allontanamento

La poesia esplora anche il tema della distanza fisica o emotiva, quando il narratore menziona “quando non possiamo stare insieme”. Questo versetto indica un amore presente ma non realizzato in ogni momento. C’è una distanza, fisica o emotiva, che crea tensione nella poesia. Tuttavia, questa distanza non è un ostacolo all’amore; al contrario, diventa uno stimolo per un’espressione ancora più profonda dei sentimenti. Il narratore, quindi, non si abbandona alla disperazione, ma canalizza l’energia dell’amore nel dono e nell’atto dell’amore.


3-Esprimere le emozioni attraverso la poesia

Il poeta usa un forte simbolismo emotivo nel verso “Ho raccolto i teneri sentimenti dell’anima / Ne farò una coperta per te”. Qui, “tenerezza” e “copertura” sono percepiti come un’espressione di protezione e cura, come qualcosa che fornisce conforto fisico ed emotivo alla persona amata. “Blanket” simboleggia la protezione nelle notti fredde e, allo stesso tempo, questi versi indicano che l’amore può essere un rifugio anche quando i confini fisici dell’amore sono inaccessibili.


4- Tentare parole non dette

Il verso “Ho intrecciato desideri in una poesia / ti ho presentato le parole del mio cuore” mostra l’espressione poetica come mezzo attraverso il quale il narratore presenta i suoi sentimenti inespressi. La poesia appare come un ponte tra il mondo interiore e il mondo esteriore. Qui il poeta dona “parole del cuore” alla persona amata, perché in qualche modo sono inespresse e nascoste in emozioni che solo l’amore può comprendere.


5- Scoprire le profondità sconosciute dell’amore

Alla fine della canzone, nel verso “so you will find out what you never knew / how much I once loved you”, c’è la rivelazione di un amore che potrebbe essere rimasto non riconosciuto o non pienamente espresso. Questo momento di “scoperta” porta con sé nostalgia, ma anche tristezza perché in quel momento l’amore non è stato pienamente compreso o ricambiato. Questo versetto finale suggerisce che l’amore ha profondità che potrebbero non essere mai pienamente comprese, ma ciò non ne sminuisce l’importanza. L’amore rimane presente, anche quando non può essere espresso completamente.


Conclusione

La canzone “SMILES FOR YOU” di Gordana Šarić è una canzone che parla di amore, perdita, desiderio ed emozioni inespresse. L’autrice si avvale di una ricchezza di simboli ed espressioni tenere per esprimere un profondo legame emotivo e il desiderio di preservare l’amore in tutte le sue forme, anche quando è presente una distanza fisica o emotiva. Attraverso la canzone, sottolinea la forza dell’amore che non si perde nemmeno nei momenti di separazione e che si trasmette attraverso i ricordi, la tenerezza e le parole non dette, ma che restano profondamente impresse nel cuore.


SORRISI PER TE

Ho radunato tutti i miei sorrisi,

Te li ho mandati attraverso le farfalle

per conservarli a lungo nei tuoi ricordi

affinché non mi avresti mai dimenticato.

Ho raccolto anche la tenerezza dell’anima

Creerò una coperta con queste attenzioni

per tenerti al caldo nelle notti fredde

quando non potremo stare insieme.

Ho intrecciato desideri nella canzone.

Ti ho affidato le parole del mio cuore

così potrai scoprire ciò che non hai mai saputo :

“Quanto ti ho amato una volta.”

Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia -Italia, poetessa, scrittrice bilingue italiano-spagnolo.


Kritičko i analitičko čitanje pesme “OSMIJESI ZA TEBE” Gordane Šarić .
By : kareem Abdullah – Iraq .

Pesma “OSMIJESI ZA TEBE” Gordane Šarić predstavlja emocionalno bogatu meditaciju o ljubavi, gubitku i ljubavnom sećanju. Kroz jednostavan, ali duboko emotivan jezik, pesnikinja nam pruža uvid u srž svojih osećanja prema voljenoj osobi. Pesma je ispunjena simbolikom, u kojoj je svaki stih pažljivo ispisan da osvetli unutrašnju borbu, nežnost i čežnju naratora.

1- Simbolika i izrazi ljubavi
U pesmi dominira simbolika “osmijeha” i “leptira”, koja se koristi kako bi se prikazali nežni i prolazni trenuci ljubavi. Prva strofa “Skupila sam sve moje osmijehe, / po leptirima ih poslala tebi” sugeriše da je ljubav nešto lepršavo i krhko, kao leptiri, koji se lako mogu uhvatiti, ali i nestati. “Osmijeh” u ovom kontekstu predstavlja najlepše, najnežnije trenutke ljubavi koji su uvek prisutni, ali i lako mogu biti zaboravljeni. Ovaj početni motiv stvara osećaj nostalgije i želje za očuvanjem tih dragocenih trenutaka.

2- Tema tuge i distanciranja
Pesma takođe istražuje temu fizičke ili emotivne distanciranosti, kada narator spominje “kad zajedno ne možemo biti”. Ovaj stih ukazuje na ljubav koja je prisutna, ali nije ostvarena u svakom trenutku. Postoji razdaljina, bilo fizička ili emotivna, koja stvara napetost u pesmi. Međutim, ta distanca nije prepreka za ljubav; naprotiv, ona postaje podsticaj za još dublje izražavanje osećanja. Narator se, dakle, ne prepušta očaju, već ljubavnu energiju kanalizuje u darivanje i čin ljubavi.

3-Prelivanje emocija kroz poeziju
Pesnikinja koristi snažnu emocionalnu simboliku u stihu “Skupila sam i nježnosti duše / od njih ću ti pokrivač praviti”. Ovdje se “nježnost” i “pokrivač” doživljavaju kao izraz zaštite i pažnje, kao nešto što pruža fizičku i emotivnu udobnost voljenoj osobi. “Pokrivač” simbolizuje zaštitu u hladnim noćima, dok u isto vreme, ovi stihovi ukazuju na to da ljubav može biti utočište, čak i kada su fizičke granice ljubavi nepristupačne.

4- Pokušaj neizgovorenih reči
Stih “U pjesmu sam utkala čežnje / riječi srca tebi poklonila” prikazuje pesnički izraz kao sredstvo kojim narator predočava svoja neizgovorena osećanja. Pjesma se pojavljuje kao most između unutrašnjeg sveta i spoljnog sveta. Ovdje, pesnikinja daje “riječi srca” kao dar voljenoj osobi, jer su one na neki način neizgovorene i skrivene u emocijama koje samo ljubav može razumeti.

5- Razotkrivanje nepoznatih dubina ljubavi
Na kraju pesme, u stihu “pa ćeš saznat što nikad znao nisi / koliko sam te nekad voljela”, dolazi do otkrivanja ljubavi koja je možda bila neprepoznata ili neizražena u potpunosti. Ovaj trenutak “otkrića” dolazi sa nostalgijom, ali i sa tugom što ljubav nije mogla biti potpuno shvaćena ili uzvraćena u trenutku. Ovaj završni stih ukazuje na to da ljubav ima dubine koje možda nikada neće biti u potpunosti shvaćene, ali to ne umanjuje njen značaj. Ljubav ostaje prisutna, čak i kada se ne može u potpunosti izraziti.

Zaključak
Pesma “OSMIJESI ZA TEBE” Gordane Šarić je pesma o ljubavi, gubitku, čežnji i neizgovorenim emocijama. Autorica koristi bogatstvo simbola i nežnih izraza da izrazi duboku emocionalnu povezanost i želju za očuvanjem ljubavi u svim njenim oblicima, čak i kada je fizička ili emocionalna distanca prisutna. Kroz pesmu, ona naglašava snagu ljubavi koja se ne gubi ni u trenucima razdvojenosti, i koja se prenosi kroz sećanja, nežnosti i reči koje se ne izgovaraju, ali ostaju duboko urezane u srcu.

OSMIJESI ZA TEBE
Skupila sam sve moje osmijehe,
po leptirima ih poslala tebi
da ih dugo čuvaš sjećanjima
da me nikad zaboravio ne bi.
Skupila sam i  nježnosti duše
od njih ću ti pokrivač praviti
da te grije u hladnim noćima
kad zajedno ne možemo biti.
U pjesmu sam utkala  čežnje
riječi srca tebi poklonila
pa ćeš saznat što nikad znao nisi
koliko sam te nekad voljela.

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