Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq e Irma Nimbe -Mexico
L’eco silenzioso dell’oblio: una riflessione sul tempo e sulla memoria
Lettura critica e analitica della poesia “Historia de café” della poetessa Irma Nimbe.
Di: Kareem Abdullah. Iraq .
La poesia Historia de café della poetessa Irma Nimbe è un viaggio emotivo e filosofico attraverso il tempo, la memoria e l’esistenza. In quest’opera, l’autrice fonde elementi di riflessione personale con un profondo simbolismo sulla natura fugace dell’essere e sull’inevitabilità dell’oblio, creando uno spazio in cui le certezze vengono messe in discussione e i limiti dell’esperienza umana vengono esplorati.
1-La permanenza del cambiamento e l’incertezza temporale:
La poesia inizia con una riflessione sulla “perenne impermanenza” (impermanenza eterna), suggerendo un senso di cambiamento costante e ininterrotto. Questa visione del mondo come qualcosa di fluido e in continua trasformazione instaura un tono di incertezza (incertezza costante), in cui la stabilità sembra irraggiungibile. La “linea invisibile” che viene dipinta senza poterla attraversare funziona come metafora delle barriere invisibili che separano l’individuo dai suoi desideri o addirittura dalla sua vera essenza.
2- Equilibrio e attesa:
La poetessa introduce poi l’idea di “equilibrio” (equanimità), valore fondamentale di fronte alle incertezze della vita. Questo equilibrio è presentato come una forza immobile, uno stato di calma e resistenza alla temporalità, in attesa del “raro secondo di un altro minuto che si rivela essere tempo senza tempo”. Questo concetto di tempo sospeso riflette l’impossibilità di afferrare il presente, creando la sensazione che il tempo sia un’entità intangibile che sfugge costantemente.
3- La lingua come strumento congelato:
La poesia prosegue descrivendo come le “parole fredde” diventino “congelate”, rappresentando come il linguaggio a volte perda la sua capacità di comunicazione autentica. I testi che “ascoltano senza riconoscere” o “pronunciano il silenzio” sembrano esprimere la disconnessione emotiva e l’incapacità degli esseri umani di trasmettere i propri sentimenti in modo autentico. Questo “eco senza senso” sottolinea una profonda alienazione nella comunicazione, un congelamento emotivo che si riflette anche nell’uso di “frost”, che aggiunge un senso di freddezza e distanza.
4- L’oblio come forza distruttiva:
L’oblio è presentato come una forza implacabile che “attende senza pietà nelle mani del movimento eterno”. Questa dimenticanza, che è allo stesso tempo cosmica e personale, ci racconta della caducità delle esperienze e del modo in cui il tempo cancella le tracce del presente. L’“istantanea del presente” diventa qualcosa che svanisce rapidamente, trasformandosi in “carta seppia dal sapore antico”, un’immagine che rimanda all’usura e alla diluizione dei ricordi, che diventano diffusi e spogliati della loro vitalità originaria.
5-La ricerca di un posto nell’oblio:
Le lettere, che prima sembravano sparse e disorientate, lentamente “cercano il loro posto in un angolo sconosciuto”, simboleggiando la ricerca dell’essere per trovare la propria identità in un mondo in continuo cambiamento. Questo “cassetto che non si apre mai” rappresenta la sensazione di essere intrappolati, di non poter accedere a risposte o significati, il che rafforza l’immagine di una ricerca infinita e infruttuosa.
6- La scrittura come testimonianza dell’essere:
La poesia si concentra poi sulla scrittura come forma di testimonianza e resistenza. Le “lettere macchiate di inchiostro nero con coraggio” ci parlano di una verità senza vergogna, una rivelazione cruda che non è nascosta o mascherata. La scrittrice si presenta attraverso una scrittura che si configura come un atto di coraggio, un’esposizione spoglia di ciò che è essenziale nell’essere umano: il valore della verità e dell’autenticità.
7-Tempo e amore consumato:
Una delle immagini più potenti della poesia è la rappresentazione delle lettere come “ferro lavorato segnato da una vecchia tastiera”, che allude alla ripetizione del passato attraverso la scrittura e all’usura di ciò che un tempo era intenso, come un amore “roso” dal tempo. Questo riferimento a un “ricordo ambrato” rimanda alla nostalgia, a un ricordo divenuto fragile e in rovina, vittima di un tempo crudele che si allontana sempre di più.
8- Conclusione:
Attraverso Historia de café, Irma Nimbe solleva profondi interrogativi filosofici sul tempo, la memoria e l’esistenza umana. Il poeta presenta il tempo come un concetto che svanisce, in cui il presente si dissolve rapidamente e le esperienze, anche le più intense, diventano ricordi che sbiadiscono come l’inchiostro sulla carta vecchia. La poesia esprime la fragilità della vita umana e l’inevitabilità dell’oblio, proponendo una riflessione sulla natura fugace delle nostre emozioni, dei nostri pensieri e dei nostri momenti.
Historia de café è una testimonianza lirica della lotta interiore degli esseri umani per comprendere il loro passaggio nel mondo, mentre si confrontano con l’inevitabile presenza del tempo e dell’oblio. Attraverso immagini ricche di simbolismo ed emozione, Nimbe ci invita a riflettere su come la nostra esperienza di vita sia segnata dalla transitorietà e su come, in ultima analisi, di ciò che abbiamo vissuto rimangano solo gli echi.
Storia del caffè
È istruttivo vivere in una perenne impermanenza,
incertezza costante,
linea invisibile che viene tracciata senza poterla attraversare
/
equanimità edificante, incrollabile,
aspetta un secondo scarso di un altro minuto che si rivela essere
sii il tempo senza tempo
/
Le parole fredde gelano, le lettere che ascoltano senza riconoscersi, pronunciano il silenzio, risuonano senza senso e con gelo
/
L’oblio attende senza pietà nelle mani del movimento eterno, l’istantanea dell’adesso diventa carta seppia dal sapore antico
/
A poco a poco, queste lettere trovano il loro posto in un angolo sconosciuto, un cassetto che non si apre mai, lettere macchiate di inchiostro nero con coraggio, verità senza vergogna
/
la storia scritta da due mani e un cuore, lettere che si ripetono con lo stesso scopo, verde acqua, il colore dell’umidità pietrificata
/
Lettere manoscritte in allegorie, sonetti cantati, metafore dipinte e cancellate, resta solo una lettera con memoria, pelle e ossa sbiadite
/
A volte lettere come lavori in ferro segnati da una vecchia tastiera, ricordo ambrato di un amore divorato
vittima arrugginita del tempo crudele di un altro tempo
Irma Nimbe
Città del Messico
2025
El Eco Silente del Olvido: Una Reflexión sobre el Tiempo y la Memoria
Lectura crítica y analítica del poema “Historia de café” de la poeta Irma Nimbe.
By : Kareem Abdullah . Iraq .
El poema Historia de café de la poeta Irma Nimbe es un recorrido emocional y filosófico a través del tiempo, la memoria y la existencia. En esta obra, la autora fusiona elementos de reflexión personal con una simbología profunda sobre la fugacidad del ser y la inevitabilidad del olvido, creando un espacio donde se cuestionan las certidumbres y se exploran los límites de la experiencia humana.
1-La permanencia del cambio y la incertidumbre temporal:
El poema comienza con una reflexión sobre la “impermanencia perenne” (impermanencia eterna), lo que sugiere una sensación de cambio constante e ininterrumpido. Esta visión del mundo como algo fluido y en constante transformación establece un tono de incertidumbre (incertidumbre constante), donde la estabilidad parece inalcanzable. El “línea invisible” que se pinta sin poder cruzar funciona como una metáfora de las barreras invisibles que separan al individuo de sus deseos o incluso de su verdadera esencia.
2- Equilibrio y espera:
A continuación, la poeta introduce la idea del “equilibrio” (ecuanimidad), un valor fundamental ante las incertidumbres de la vida. Este equilibrio se presenta como una fuerza inamovible, un estado de calma y resistencia ante la temporalidad, esperando el “escaso segundo de otro minuto que resulta ser el tiempo sin tiempo”. Este concepto de tiempo suspendido refleja la imposibilidad de apoderarse del presente, creando la sensación de que el tiempo es una entidad intangible que se escapa constantemente.
3- El lenguaje como herramienta congelada:
El poema avanza describiendo cómo las “palabras frías” se “congelan”, representando cómo el lenguaje, en ocasiones, pierde su capacidad de comunicación genuina. Las letras que “escuchan sin reconocerse” o “pronuncian silencio” parecen expresar la desconexión emocional y la incapacidad de los seres humanos para transmitir sus sentimientos de forma auténtica. Este “eco sin sentido” subraya una profunda alienación en la comunicación, una congelación emocional que se refleja también en el uso de “escarcha”, que añade una sensación de frialdad y distanciamiento.
4- El olvido como fuerza destructiva:
El olvido se presenta como una fuerza implacable que “aguarda sin piedad en las manecillas del movimiento eterno”. Este olvido que es tanto cósmico como personal, nos habla de la transitoriedad de las experiencias y la manera en que el tiempo borra las huellas del presente. La “instantánea del ahora” se convierte en algo que rápidamente se desvanece, transformándose en “papel sepia sabor a viejo”, una imagen que remite al desgaste y la dilución de las memorias, que se tornan difusas y despojadas de su vitalidad original.
5-La búsqueda de un lugar en el olvido:
Las letras, que antes parecían dispersas y desorientadas, lentamente “buscan su lugar en un rincón desconocido”, simbolizando la búsqueda del ser por encontrar su identidad en un mundo que cambia constantemente. Este “cajón que nunca se abre” representa la sensación de estar atrapado, de no poder acceder a respuestas o al sentido, lo que refuerza la imagen de una búsqueda interminable e infructuosa.
6- Escritura como testimonio del ser:
El poema luego se enfoca en la escritura como una forma de testimonio y resistencia. Las “letras manchadas de tinta negra con valor” nos hablan de una verdad sin pudor, una revelación cruda que no se oculta ni se disfraza. La escritora se presenta a través de una escritura que se configura como un acto de valentía, una exposición sin adornos de lo que es esencial en el ser humano: el valor de la verdad y la autenticidad.
7-El tiempo y el amor desgastado:
Una de las imágenes más potentes en el poema es la representación de las letras como “herrajes marcadas con teclado viejo”, lo que alude a la repetición del pasado a través de la escritura y al desgaste de lo que alguna vez fue intenso, como un amor “carcomido” por el tiempo. Esta referencia a un “recuerdo ámbar” remite a la nostalgia, a una memoria que se ha vuelto frágil y desmoronada, víctima de un tiempo cruel que se aleja aún más.
8- Conclusión:
A través de Historia de café, Irma Nimbe plantea preguntas filosóficas profundas sobre el tiempo, la memoria y la existencia humana. La poeta presenta el tiempo como un concepto desvanecido, donde el presente se disuelve rápidamente, y las experiencias, incluso las más intensas, se convierten en recuerdos que se desvanecen como tinta en papel viejo. El poema expresa la fragilidad de la vida humana y la inevitabilidad del olvido, proponiendo una reflexión sobre la fugacidad de nuestras emociones, pensamientos y momentos.
Historia de café es un testimonio lírico de la lucha interna del ser humano por comprender su paso por el mundo, mientras se enfrenta a la ineludible presencia del tiempo y el olvido. A través de imágenes ricas en simbolismo y emoción, Nimbe invita a la reflexión sobre cómo nuestra experiencia de la vida está marcada por la transitoriedad y cómo, en última instancia, solo quedan los ecos de lo vivido.
Historia de café
Aleccionador vivir en la impermanencia perenne,
incertidumbre constante,
línea invisible que se pinta sin poder cruzar
/
edificante la ecuanimidad, inamovible,
aguardar un escaso segundo de otro minuto que resulta
ser el tiempo sin tiempo
/
palabras frías se congelan, letras que escuchan sin reconocerse, pronuncian silencio, hacen eco sin sentido y con escarcha
/
el olvido aguarda sin piedad en las manecillas del movimiento eterno, la instantánea del ahora, se vuelve papel sepia sabor a viejo
/
de poco a poco buscan esas letras su lugar en un rincón desconocido, cajón que nunca se abre, letras manchadas de tinta negra con valor, verdad sin pudor
/
historia escrita a dos manos y un sólo corazón, epístolas que se repiten con el mismo fin, verde agua, color a humedad petrificada
/
letras manuscritas en alegorías, cantados sonetos, metáforas pintadas y borradas, sólo queda una carta con memoria, piel y huesos deslavados
/
En ocasiones letras como herrajes marcadas con teclado viejo, recuerdo ámbar de un amor carcomido
víctima oxidada del cruel tiempo de otro tiempo
Irma Nimbe
Mx City
2025
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Kareem Abdullah, critico letterario, redige un’analisi poetica dettagliata alla poesia di Irma Nimbe, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia