Il critico letterario prof Pietro Seddio scrive “La concezione artistica nell’opera diLetizia Caiazzo”

Foto cortesia del prof critico artistico e letterario Pietro Seddio




La concezione artistica nell’opera di
Letizia Caiazzo
di
Pietro Seddio

Per entrare nel meraviglioso mondo artistico di questa importante artista, bisogna iniziare a chiedersi cosa vuol dire arte, nel senso che la proposizione artistica offerta dalle innumerevoli opere di Letizia, hanno una identità unica e quasi irripetibile che non può e non deve prescindere dal concetto d’arte.
Ecco allora che occorre evidenziare questo particolare aspetto che rappresenta la base interpretativa e creativa delle sue opere
Il concetto che noi associamo comunemente al termine “Arte” non apparteneva al mondo dell’antica Grecia che, infatti, non contemplava e non riconosceva nel processo creativo il desiderio di espressione del singolo esecutore, attraverso canoni squisitamente estetici o secondo modalità individuali, il quale doveva invece attenersi alle richieste del committente, rivolgendosi al contesto sociale e culturale di appartenenza.


La lingua greca antica utilizzava la parola téchne per indicare una particolare competenza tecnica, come la radice indoeuropea tek (s)– tende a chiarire in quanto ascrivibile ai verbi “congiungere e adattare”, alludendo, come nel caso della radice ar- dalla quale si origina il latino ars, al significato che per noi assume il termine mestiere.
corpo umano fu, quindi, concepito in termini matematici, individuando nella proporzione che lo caratterizzava l’ordine del mondo e, di conseguenza, il riflesso dell’ordine divino del cosmo, in accordo con la visione della cultura classica.
Il concetto di bellezza per i Greci si rivelava, dunque, nella correlazione espressa tra il principio di mimesis e l’ordine divino della natura, affinché il manufatto prodotto potesse identificarsi secondo la propria funzione specifica, assolvendo un preciso compito in relazione al contesto entro il quale era stato inserito.
I primi ad associare l’idea del bello al significato di armonia e di proporzione furono, infatti, i pitagorici i quali intesero, attraverso lo studio delle note musicali, i rapporti matematici come strumento per comprendere il kosmos in quanto ordine calcolabile numericamente.
Il corpo umano, inteso come proporzione tra le parti, si rivelava essere dunque il vero protagonista nella ricerca che i Greci perseguirono fin dall’età arcaica e che troverà compimento con la scultura del V secolo a. C., quando la forma acquisirà uno spazio ben preciso e misurabile in relazione armonica all’ordine del mondo.
La particolare attenzione riservata alla realizzazione dei vari manufatti rifletteva, inoltre, la grande rilevanza che l’immagine assumeva per la cultura greca, la quale era caratterizzata dalla dimensione visiva in maniera molto maggiore rispetto alla nostra.
Aristotele affermava nel De anima, a tale riscontro, che “L’anima non pensa mai senza immagini” e nel De memoria et reminiscentia che “Non si può pensare senza immagini …”.
Le immagini fornivano determinate informazioni in base ad un linguaggio codificato e condiviso. La loro lettura era, dunque, possibile grazie ad un vocabolario iconografico che permetteva al ricevente di riconoscere gli “schemi” in esse contenuti, in modo da decifrarne il significato e di coglierne il messaggio.
Possiamo anche dire che si riscontrano elementi che sono stati importanti per l’opera di Joseph Svoboda che nel campo teatrale ha utilizzato la “luce” come elemento base per le sue innumerevoli produzioni. Luce che la Nostra utilizza tutte le volte che inizia a creare un’opera che assimila i migliori elementi che la natura mette a disposizione di chi nasce vero artista.
Risulta, infine, utile comprendere quanto e in che modo l’arte greca sia stata intesa nei secoli seguenti, fino alla nostra epoca, ripercorrendo seppur brevemente e in maniera sintetica le più rilevanti proposte interpretative avanzate durante le diverse fasi storiche e attraverso le varie correnti di pensiero. C’è nelle opere di questa artista il fulcro creativo che compendia il substrato della concezione non solo creativa ma anche espressiva perché ogni traccia che si concretizza nelle sue opere assume un valore particolare e si può affermare che è la vita stessa a scorrere e a diventare non solo materia ma vita, vera arte.
Già altri saggisti si sono espressi sull’arte della Caiazzo e tutti concorsi nell’affermare che il concetto d’arte pura assume un ruolo d’avanguardia perché sono riscontrabili tanti elementi quali policromie, colori, luci, prospettive, significati profondi che s’incuneano in tessuti evolutivi capaci di ribaltare, a volte, proprio il concetto d’arte e questo appartiene ai grandi che hanno saputo imprimere nelle opere delle proprietà complesse quanto vive e significative.
Diciamo che l’arte, in questo contesto, si veste di splendore che s’irradia in maniera armoniosa tanto che coloro i quali si trovano ad ammirare i quadri dell’artista avvertono un senso profondo che li investe ed è a quel punto che l’arte, le figure, l’insieme, si materializza, si accaparra di un’anima capace di librarsi nel cosmo artistico affermando in questo modo la sua autenticità e la propria immortalità.











Molto acutamente è stato scritto che “Letizia Caiazzo è una poetessa italiana nota per la sua sensibilità e profondità emotiva.
Vive e lavora in penisola sorrentina, ha esplorato diverse forme d’arte, spaziando dalla poesia alla pittura.
“Le sue opere spesso trattano temi di amore, nostalgia e bellezza della natura, offrendo ai lettori un viaggio emozionale profondo”.
Proprio il connubio con la sua poesia ci porta a stabilire che tutta l’opera è poesia e come tale si libra nel cielo, concetto questo espresso da Carlo Bo quando ha scritto dell’opera di Federico Garcia Lorca. Il mondo poetico offre spunti che, come note sinfoniche, si irradiano e diventano cellule viventi capaci di rendere l’universo migliore ed eternamente godibile. Concludo questa analisi sintetica, ma credo profonda nella sua identità artistica, quanto ha scritto la prof. Carmela Trimarchi che suggerisce per chi osserva le sue opere:
“… che deve mirarle e rimirarle per ritrovar sempre nuovi spunti critici affinché vita e mito vogliono offrire quella vera ricerca dell’identità culturale che ha un proprio substrato della analisi dei bisogni e dell’origine di provenienza diversa da ognuno che le guarda con sospetto o con ardore da tale impressione recepita e che vuole tramandare.


Circa l’artista
   Letizia Caiazzo
versatile artista visiva multimediale, vive in penisola sorrentina, Piano di Sorrento NA, Italia. Dopo aver completato gli studi secondari presso l’Istituto “Santa Dorotea” di Napoli, ha conseguito un diploma accademico in Servizio Sociale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli “Federico II”. L’arte è sempre stata una passione per Letizia, una passione che ha generosamente condiviso come educatrice per decenni, ispirando innumerevoli giovani menti. Il suo profondo apprezzamento per varie espressioni artistiche l’ha portata a esplorare tecniche e media diversi nel suo lavoro. Il suo percorso artistico, caratterizzato da resilienza e determinazione, le ha permesso di partecipare a mostre prestigiose. Non solo ha esposto la sua arte, ma ha anche assunto ruoli di organizzatrice e collaboratrice per mostre d’arte ed eventi con pubblicazioni associate, promuovendo arte, letteratura, pace e solidarietà. Oltre alla sua arte visiva, Letizia Caiazzo è riconosciuta come talentuosa poetessa e scrittrice, guadagnandosi un posto di rilievo in Italia e nel mondo. Letizia Caiazzo ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo contributo alle arti. È stata nominata Accademica “honoris causa” dall’Accademia Internazionale degli Empedoclei, l’Istituto Superiore di Studi Filosofici di Agrigento. Ha inoltre ricevuto una laurea honoris causa dall’Accademia Internazionale dei Dioscuri di Taranto. Tra i suoi riconoscimenti più prestigiosi vi è il Premio Internazionale “Alexsander” nel 2017, conferito dall’Ateneo Svizzero “International University of Peace”, sotto l’Alto Patrocinio della “Universum Academy Switzerland”, dove è stata anche nominata Accademica Honoris Causa. Inoltre, ha ricevuto il Premio ACAMANTE E FILLIDE 2021 dall’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento e il Gran Premio “Eccellenze dell’Arte Italiana 2022” dall’Accademia Internazionale dei Dioscuri.
Premio alla Carriera Universum (sezione Arte) – International Universum Academy (Svizzera)
Panorama Golden Book Awards 2024 per il libro “Sul Filo di un Feeling”.
Premio Letterario Internazionale Universum (1° Premio Sezione A).



Circa l’autore critico letterario
PIETRO SEDDIO
agrigentino, ma residente da molti anni in Verrua Po, provincia di Pavia, da oltre cinquant’anni (ha iniziato a pubblicare nel 1965) si interessa di attività culturali e letterarie. Regista, drammaturgo, scrittore, poeta, romanziere, saggista, attivo nel panorama culturale italiano e internazionale. Per meriti letterari è stato nominato: Membro Accademico Benemerito dell’Accademia “Giosuè Carducci”, Socio dell’Unione Operatori Culturali, Socio dell’Ordine Nazionale Autori e Scrittori, Socio dell’Associazione Nazionale Poeti e Autori d’Italia, Membro del Centro Studi Accademia Internazionale “Accademia”, Socio Onorario e Membro Effettivo della Accademia Internazionale “G. Pitrè”, ed ultima-mente è stato nominato Membro della International Writers and Artists Association che ha sede negli Stati Uniti, presso il Bluffon College.

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Foto cortesia di Letizia Caiazzo – Italia

COMUNICATO STAMPAMostra collettiva internazionale di arti visive“UNA GRECIA DI LUCE! Con la gioia della creazione sotto lo sguardo della Marina Militare di Vatikiotis” organizzato da Konstantina Farmaki

Foto cortesia della locandina dell’evento artistico “UNA GRECIA DI LUCE! Con la gioia della creazione sotto lo sguardo della Marina Militare di Vatikiotis”


Mostra collettiva internazionale di arti visive
“UNA GRECIA DI LUCE! Con la gioia della creazione sotto lo sguardo della Marina Militare di Vatikiotis”

Elisa Mascia: artista, poetessa, scrive:


Un’eccellente amica e collaboratrice, la storica critica d’arte Konstantina Farmaki, partendo dal suo laboratorio artistico KONSFARM ART ATELIER NÖ in Austria, e dopo eventi di successo in importanti città europee come Vienna, Norimberga e Maiorca, organizza un’altra mostra collettiva internazionale di arti visive nella sua terra natale, questa volta sul tema che caratterizza il suo amore per la Grecia e che è anche il titolo del suo programma radiofonico “Una Grecia di Luce!”.

Dal 18 al 28/09/2025, “Una Grecia di Luce! Con la gioia della creazione sotto lo sguardo della Marina Vatikiotis” accoglierà i visitatori amanti dell’arte a Neapoli, in Laconia, nell’atrio di un edificio emblematico della città, la Galleria d’Arte “Achilleas Varvaresou”.
Personalmente, sono onorata e felice di partecipare a questa mostra !

La Grecia accoglie la comunità artistica mondiale alla nuova mostra collettiva internazionale di arti visive intitolata “UNA GRECIA DI LUCE! Con la gioia della creazione sotto lo sguardo della Marina Militare di Vatikiotis”.

La mostra, patrocinata dal Comune di Monemvasia, dal Gruppo UNESCO per le Arti, la Letteratura e le Scienze della Grecia e dall’Organizzazione Culturale Greca “NOSTOS” di Buenos Aires, Argentina, è sostenuta dalla Società Ellenica Austriaca e dall’Associazione dei Medici e degli Scienziati Affini d’Austria “Asclepius”, nonché dalla Filarmonica della Repubblica Ellenica. Neapolis, l’Associazione Napoletana “ta Vatika”, l’Associazione Culturale Vatika, l’Accademia di Danza “Finix Dance Academy” e, dai negozi di Neapolis Vion, la Confetteria “Neraida” di Pantelis Meimetis e Antonis Damianakis, “tzivaeri” e “MARKET IN”.

La mostra è inoltre accolta e sostenuta da media internazionali: Hellenic News of America, The Panhellenic Post, NEOS KOSMOS, Alessandria Today, Elliniki Gnomi, Greek News & Radio Florida, Hellenic Media Group, S.D.W Radio, dall’Unione Internazionale dei Giornalisti Cretesi e da giornali locali.
La mostra sarà ospitata presso la GALLERIA D’ARTE “Achilleas Varvaressos”, Akti Vion 48, sulla spiaggia di Neapolis e presenterà opere di artisti provenienti da diversi paesi del mondo, evidenziando il ricco dialogo culturale e lo scambio creativo. L’organizzazione mira a mettere in evidenza la luce e la bellezza uniche della Grecia, attraverso gli occhi di artisti internazionali, celebrando al contempo l’importanza dell’arte come mezzo di espressione e comunicazione.
Il tema della mostra ispira rinomati artisti visivi a esplorare e valorizzare la storia, la natura e il patrimonio culturale della Grecia, con opere di diversi stili e correnti artistiche, realizzate con stili e materiali diversi, con un’enfasi sulla presenza simbolica della Marina Militare Olandese.
La mostra si terrà dal 18 al 28 Settembre 2025 e sarà accompagnata da eventi paralleli: balli latini dell’Accademia “Finix Dance Academy” e brani dei complessi musicali della Filarmonica D.E. Boion, sotto la direzione del direttore d’orchestra Fani Ferdianakis, con la conferenza “Bella Vista – ART THERAPY” con la relatrice MCa Vicky Tsianika, con lo spettacolo teatrale “Xantippe, la moglie di Socrate” con sceneggiatura e regia di Giorgos A. Christodoulou, con laboratori artistici, con la presentazione della raccolta di poesie “Paths of Love” di Marita Ritzi, nonché con le presentazioni del libro “Tsakonian Flavors” di Eleni Manou e della fiaba di Anneta Psarrou-Kourkoulis, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo interculturale.

Invitiamo i residenti e i visitatori di Vatika a scoprire la bellezza e la luce della Grecia attraverso gli occhi di artisti provenienti da diversi Paesi del mondo. La responsabilità dell’organizzazione e della curatela della mostra, in stretta collaborazione con il Comune di Monemvasia e l’Assessore alla Cultura Panagiota Aliferi, è affidata alla storica e critica d’arte Konstantina Farmaki, che garantisce l’alta qualità e la visione artistica dell’evento.

ARTISTI PARTECIPANTI:

1. ATZEMI ELENI                                         2. GARIFALLOS KOSTAS                             3. DIAKOVASILI DESPOINA                        4. DIAKOVASILI NINA                                  5. THYMIOPOULOU MATINA                       6. KARATSOUNI KATERINA                       7. KASTELLI HAROULA             
8. LAFAZANI VANA                                       9. MATINOPOULOS PANAG                         10. MAGIAKI ANASTASIA                            11. MAHAIRA THEODORA                          12. BAKLI KLEIO                                          13. NASTA CRISTINA
14. PAPAKYRIAKOU OLGA        
15. SALIS MARKOS        
16. ATHINA STRATIDAKI
17. TSILIS TIMOLEON        
18. TSISMALIDOU TZORTZINA
19. FARMAKI KONSTANTINA
20. FRAGOULIS MANOS
21. FOTIKA DIMITRA
22. EL ARABI JOMANA
23. GORANOVA NIKI
24. KAZEMI MICHAEL
25. LEVENTERIS LIDIA
26. MASCIA ELISA
27. MICHUDIS CORA
28. PFAFF M. ALEXANDROS
29. PORAS SANTANA MARIELA

                                                                   KONSTANTINA FARMAKI
                                                                        Storico-Critico/Artista dell’arte

Contatto: Konsfarm Art Atelier NÖ / Konstantina Farmaki
E-mail: kunsthistorikerin10356@gmail.com

INCONTRA L’ORGANIZZATORE

BIOGRAFIA DI KONSTANTINAS FARMAKI
Konstantina Farmaki è una storica e critica d’arte, diplomata presso la Scuola d’Arte di Atene.
È nata a Kardama, Nea Ilia, nel 1956 ed è cresciuta a Egaleo, in Attica.
Vive e lavora in Austria.
Ha presentato 10 mostre personali e partecipato a numerose collettive.
Le sue opere si trovano in collezioni private in Austria, Grecia, Cipro, Italia, Sardegna, Paesi Bassi, Germania, Ungheria, Spagna, Mallorca, Argentina, America e Madagascar.
È giornalista e produttrice radiofonica e si occupa anche di articoli, critica, organizzazione e presentazione di mostre d’arte in Europa, spettacoli teatrali, opere letterarie ed eventi culturali di Comuni e Comunità.
Ha svolto un’intensa attività di attivista e volontariato in organizzazioni scientifiche, culturali e sociali che hanno come fulcro un bambino.
Addetto Culturale per l’Austria del Gruppo UNESCO per le Arti e le Scienze Greche
Coordinatrice austriaca della Fondazione Internazionale Writers Capital
Membro dell’Ufficio per il Networking Culturale del Governo della Bassa Austria (Kulturvernetzung NÖ).
Membro del Consiglio Culturale di GREEK NEWS e di Greek Radio, Florida. America.
Membro dell’Accademia di Farsala.
Socia artistica del teatro “4 Epoches-Yiannis Mortzos” di Atene.
Socia speciale dell’Hellenic Media Group e di numerose testate giornalistiche in Europa e America.
È stata premiata per il suo lavoro di volontariato e il suo contributo da:
A) la Federazione Panellenica delle Persone con Anemia Mediterranea nel 1998.
B) il Comitato dei Giochi Paralimpici del 2004.
C) il Comitato Special Olympics del 2011 e da numerosi club e organizzazioni.
Candidata alle elezioni europee nel 2019.

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Luisa Camere Quiroz  stimata poetessa, ambasciatrice culturale ed educatrice visionaria, in rappresentanza del Perù e degli Stati Uniti, alla Biennale di Hagiografia Internazionale, Iconografia e Innografia 2025.

Foto cortesia di Luisa Camere Quiroz -Perú creazione del presidente della Writers Capital Foundation International Preeth Padmanabhan Nambiar – India

BIENNALE DI AGIOGRAFIA INTERNAZIONALE, ICONOGRAFIA E INNOGRAFIA 2025
BENVENUTA LUISA C ÁMERE QUIROZ COME DELEGATA

Siamo onorati di dare il benvenuto a Luisa Cámere Quiroz, stimata poetessa, ambasciatrice culturale ed educatrice visionaria, in rappresentanza del Perù e degli Stati Uniti, alla Biennale di Hagiografia Internazionale, Iconografia e Innografia 2025.

Nata a Lima nel 1951, il viaggio di Luisa attraversa continenti e culture, dagli anni fondativi in Perù alla leadership educativa trasformativa in California. Come acclamata autrice sia di poesia che di prosa – tra cui Mujer de Roble, Mutilada de mil maneras e Cargadito de Amor – ha dato voce alla resilienza, al patrimonio e alla connessione umana.

È Presidente di CIESART USA, Presidente globale del Circolo Internazionale degli Ambasciatori Culturali e amministratore di Universal Poetic Utopia, promuovendo lo scambio culturale globale attraverso le arti. Destinataria del dott. Honoris Causa dall’AEADO e molteplici onorificenze tra cui il titolo onorario di Giavanese DI KMA, Luisa continua a ispirare con un impegno instancabile per la pace, l’educazione e l’anima poetica dell’umanità.

📅 Date dell’evento: 1 – 30 agosto 2025
📍 Luogo: modalità ibrida

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Fondazione Internazionale degli Scrittori Capital
🌐 http://www.writerscapital.org
📧 wcifcentral@gmail.com

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BIENAL DE HAGIOGRAFÍA, ICONOGRAFÍA E HIMNOGRAFÍA INTERNACIONALES 2025
BIENVENIDA A LUISA CÁMERE QUIROZ COMO DELEGADA

Nos sentimos honrados de dar la bienvenida a Luisa Cámere Quiroz, estimada poeta, embajadora cultural y educadora visionaria, en representación del Perú y los Estados Unidos en la Bienal Internacional de Hagiografía, Iconografía e Himnografía 2025.

Nacida en Lima en 1951, el recorrido de Luisa abarca continentes y culturas, desde sus años de fundación en Perú hasta su liderazgo educativo transformador en California. Como autora aclamada de poesía y prosa, incluyendo Mujer de Roble, Mutilada de mil maneras y Cargadito de Amor, ha dado voz a la resiliencia, la herencia y la conexión humana.

Es presidente de CIESART USA, presidente global del Círculo Internacional de Embajadores Culturales y fideicomisario de Universal Poetic Utopia, que promueve el intercambio cultural global a través de las artes. Recipiente del título de Dra. Honoris Causa de la AEADO y de múltiples honores, incluido el título honorario de DI KMA javanesa, Luisa continúa inspirando con un compromiso incansable con la paz, la educación y el alma poética de la humanidad.

📅 Fechas del evento: del 1 al 30 de agosto de 2025
📍 Ubicación: Modo híbrido

🔗 Regístrate aquí:
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Fundación Internacional de Escritores Capital
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La scrittrice artista Letizia Caiazzo scrive la recensione del libro:” KOLEKTIVNE NSEAE” di Ivan Pozzoni

Foto cortesia di Letizia Caiazzo e Ivan Pozzoni

Caro Ivan,
Mi hai chiesto cosa pensassi del tuo ultimo libro. Ebbene, te lo dico subito: leggere KOLEKTIVNE NSEAE è come affacciarsi su un dirupo interiore. Non offri conforto, non cerchi compromessi: la tua voce è un bisturi che seziona le illusioni del nostro tempo. Ciò che emerge – e che hai percepito con lucidità – è un naufragio sistematico di ogni certezza. Amore, giustizia, creatività, persino la follia come atto ribelle… tutto sembra sgretolarsi sotto il peso di un mondo ridotto a “format economici”, come scrivi tu.
Hai forgiato un’opera necessaria ma impervia; ci costringe a fare i conti con il naufragio della civiltà occidentale, usando un linguaggio che è esso stesso ferita. Se a tratti il progetto soccombe al proprio cerebralismo, resta un monolite poetico che sfida l’afasia del nostro tempo. La sua grandezza sta nel rifiutare ogni giustificazione: è poesia come atto di resistenza estrema. Non ti parlerò dello stile – so che altri l’hanno fatto con maestria – ma di ciò che ho sentito scavarmi addosso pagina dopo pagina. Hai messo a nudo una verità che molti fingono di non vedere: siamo diventati fantasmi in cerca di un corpo. Ne “Gli uomini senza cognome” li riconosco: sono quelli che coltivano l’orticello di due stanze e un bagno, sopravvivendo tra condoni e silenzi. Li vedo ogni giorno, Ivan: siamo noi quando abbassiamo lo sguardo davanti alle ingiustizie, quando scegliamo il comodo anziché il coraggio. Tu li chiami “spartiti di sole semibiscrome”: note mute, appena abbozzate. Ci hai visto giusto.
Poi ci sei tu. O meglio, l’uomo che urla in queste poesie. Quell’”egocentrismo” che qualcuno potrebbe rimproverarti (come in RINO) a me sembra altro: è la solitudine di chi si accorge di essere l’unico a tenere gli occhi aperti in una stanza di dormienti. Quando scrivi: “Battere, battere, battere i tasti / coll’emergenza di acuti scoliasti”, non è narcisismo: è la disperazione di chi sa di essere inascoltato, eppure martella la tastiera come un naufrago il segnale d’emergenza.
E l’amore… Dio, l’amore. In “Il nostro bimbo avrebbe avuto occhi belli” mi hai spezzato. Quella vita mai nata, “schiava d’un qualche Durex lubrificato”, è il simbolo di tutte le nostre rinunce. Quel figlio immaginato – con gli occhi tuoi, i diavoli tra i capelli, il dialogo con gli animali – è tutto ciò che abbiamo ucciso per paura. Quando lo chiudi in un “diaframma cardiotoracico immerso nell’arsenico”, è chiaro: è la metafora di un futuro avvelenato prima ancora di nascere.
In “Ridatemi i miei versi” gridi qualcosa che va oltre la poesia: “mamma, amavo una donna prima che fosse nata”. Ecco, questa è la chiave. Non cerchi più risposte, Ivan. Sei arrivato al punto in cui le domande stesse sono diventate macerie. La serotonina abbandonata, i neuroni come un anacoluto, il nodo scorsoio come unica via d’uscita… Non è disfattismo: è la cronaca di un naufragio interiore.
So che alcuni ti accusano di oscurità. Ma io quelle oscurità le capisco benissimo:
Quando in “Franceschiello” sputi sull’”amore eterno” chiamandolo “corda d’oppio”, è perché hai visto troppi tradimenti mascherati da eternità.
Quando in “Le lacrime di un diavolo” preferisci la camera oscura ai colori del mondo, è perché la luce ormai brucia.
Quando evochi “anime gemelle come figurine doppie” per poi descrivere un amore come “bronchopneumonia”, è perché hai capito che anche l’amore è diventato una malattia da nascondere.
Ma perché continuare a scrivere, allora? Per lo stesso motivo per cui si accende una candela in una miniera crollata: non per vedere la via d’uscita, ma per dire: “Io sono qui. E questo buio è reale”.
La tua forza, Ivan, non sta nella speranza che non offri. Sta nel coraggio di inchiodarci allo specchio. Mentre il mondo gioca a burattinai – guerre, pandemie, violenze, algoritmi che ci comandano – tu ci mostri il volto dei burattini. Senza pietà, ma con una compassione feroce.
Se questo libro fosse un quadro, sarebbe un Goya nero: corpi che affondano nel fango, occhi sbarrati nel vuoto. Eppure, proprio lì – nella totale assenza di consolazione – trovo una verità preziosa: solo chi ha amato il mondo fino a soffrirne, può accusarlo con tanta precisione.
Grazie per non aver regalato nessun finale consolatorio. per ogni verso che brucia come una ferita aperta, per non fingere. Grazie per questo grido.
Con stima
7 luglio 2025                                                                     Letizia Caiazzo
                                                                         che ha riconosciuto le sue domande nelle tue

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La poetessa Biljana Chelik e la sua poesia: ” Mio fratello” e la sua biografia

Foto cortesia della poetessa Biljana Chelik

MIO FRATELLO

Mio fratello…
L’odore dell’amore sincero, della gioia infinita, della grande felicità.
Odora di primavera nell’anima,
un mare calmo d’estate.
Odora di autunno dorato
e puro candore invernale.

Mio fratello…
Con occhi come perle nere che brillano nell’oscurità più buia,
Occhi che parlano nel silenzio più profondo.
Occhi che mi guardano ogni giorno con amore infinito.

Mio fratello…
Con un cuore grande come l’Universo.
Un cuore che mi tiene nel profondo.
E, un’anima infinitamente grande,
Un’anima che trema per me, per ogni mio sospiro.

Mio fratello profuma di fratello,
L’odore della vita.
Una parte della mia anima,
Il polso del mio cuore.
Mio fratello è il miglior fratello del mondo intero!

B.CHELIK
Tutti i diritti riservati.

BIOGRAFIA

Biljana Chelik è una poetessa macedone, maestra di diritto, che scrive fin dalle elementari.
Ha ricevuto il suo primo premio di poesia all’età di 9 anni, il PRIMO premio al concorso di poesia per bambini “KURIRCHE” per la poesia “Jas znam edno ime” dedicata a JB. Tito, che gli lesse personalmente durante una manifestazione a Belgrado il 25 maggio.
Ha lavorato per molti anni come avvocato penalista.
Si è sposata in Turchia a Izmir.
Il suo grande amore per i bambini e il polso dell’umanità hanno superato le sue attività professionali e ha aperto una fondazione – “Mamini dushi” – Annenin ruhları, che comprende una casa per orfani dall’infanzia all’età adulta, dove la fondazione si prende cura della loro salute, cibo, vestiti, istruzione, vacanze annuali e dopo la laurea aiutarli a trovare lavoro.

In Macedonia e Turchia ha organizzato in modo indipendente azioni umanitarie a favore delle famiglie socialmente svantaggiate, delle vittime di violenza domestica, nonché dei malati, degli anziani e delle persone fragili.
Per molti anni ha collaborato con persone affette dalla sindrome di Down e dalla paralisi cerebrale.

Scrive poesie patriottiche, amorose e spirituali. I suoi libri sono stati tradotti in inglese, russo, turco, francese.
Possiede 7 raccolte di poesie e un gran numero di opere inedite.
I libri sono stati promossi a Istanbul nella chiesa “Aya Irina” – Santa Irina, ad Ankara e Izmir.
Sono stati promossi anche a Mosca nell’Associazione degli scrittori di Mosca, in Francia a Parigi, in Canada e in Australia.
Sono stati promossi in Serbia a Belgrado e in Croazia a Fiume, Zagabria.
Dice di sé: “Non vivo di poesia, vivo per la poesia e non vendo i miei libri, li regalo”.

La sua poesia è presente in numerose antologie in Turchia, Russia, Inghilterra e Albania.

Biljana Chelik dice sempre: “Per me la ricompensa più grande sono i miei lettori e i loro messaggi che mi chiedono quando uscirà un nuovo libro.
Ciò che scrivo è un dono di Dio per il quale gli sono infinitamente grato, sono solo un conduttore dei suoi messaggi che traduco in poesia”.

Afferma inoltre: “Per me la Macedonia è piccola, il mio limite è il cielo. Collaboro con scrittori di diverse nazioni, religioni, colori della pelle… Poiché l’unica divisione secondo i miei valori morali, familiari e umani è tra il bene e il male e la differenza tra uomo e donna, tutto il resto è inaccettabile per me ed è così che lavoro. Ecco perché sono ricca di amici macedoni, turchi, bosniaci, rom, valacchi, serbi… per citarne alcuni”.

È membro dell’Associazione degli scrittori di Izmir e presidente onorario dell’Associazione degli emigranti turchi dalla Macedonia.

Ha ricevuto un attestato di apprezzamento per lo sviluppo della cultura a livello internazionale dalla Repubblica di Cina, un attestato di apprezzamento dalla Federazione Russa per il suo contributo allo sviluppo della cultura a livello internazionale e un attestato di apprezzamento dalla Turchia per l’affermazione della cultura, della storia e della tradizione turca, con il quale è stata nominata ambasciatrice onoraria della cultura turca.

Ha ricevuto numerosi premi di questo tipo dalla Macedonia e dall’estero, gli ultimi ricevuti di recente sono stati dalla Repubblica di Cina al festival internazionale per il miglior poeta del 2024, ha ricevuto il poeta del 2024 al festival Ohrid Pearl e un riconoscimento dall’Istituto europeo di diritto, management e diplomazia per il suo contributo speciale.

Fondatrice e Vicepresidente della “World Poetry Federation” – Federazione Mondiale di Poesia e suo Segretario Generale per l’Europa, all’interno della quale organizzano ogni anno un festival tradizionale internazionale in occasione della Giornata Mondiale della Lingua Madre.

Membro del Congresso mondiale macedone e membro della presidenza di lavoro.

Bijana Chelik è vicepresidente (comitato etico supervisore) e consulente accademico dell’International Art Education & Therapy Development Academic Association (IAETDAA).

Attualmente sto preparando due libri, uno con poesia spirituale e l’altro con poesia patriottica.

È attivamente coinvolta in tutte le attività nazionali e internazionali sui diritti umani.

Fondatrice e presidente dell’associazione culturale umanitaria PHOENIX, con la quale lavora per proteggere la cultura, la storia, i costumi, le tradizioni macedoni e la conoscenza reciproca della storia, dei costumi e della cultura di altri popoli del mondo.
Organizza inoltre azioni umanitarie in Macedonia e all’estero.
Con l’associazione ha pubblicato
8 almanacchi con poesie di autori del gruppo in un anno, hanno organizzato festival internazionali di poesia tradizionale: “SKOPJE POETRY EVENINGS”, “The Power of Love – Peace” e “Together We Are Stronger”.

È autrice di un programma culturale su EM TV intitolato “Macedonian Phoenix”




MY BROTHER

My brother…
The smell of sincere love, endless joy, great happiness.
It smells of spring in the soul,
a calm sea in the summer.
It smells of golden autumn
and pure winter whiteness.

My brother…
With eyes like black pearls that shine in the deepest darkness,
Eyes that speak in the deepest silence.
Eyes that look at me every day with endless love.

My brother…
With a heart as big as the universe.
A heart that keeps me deep inside it.
And, an infinitely big soul,
A soul that trembles for me, for my every sigh.

My brother smells like a brother,
The smell of life.
A part of my soul,
The pulse of my heart.
My brother is the best brother in the whole world!

B.CHELIK
All rights reserved.

BIOGRAPHY

Biljana Chelik  is a Macedonian poet, a Master of Laws who has been writing since elementary school.
She received her first poetry award at the age of 9, the FIRST prize at the children’s poetry competition “KURIRCHE” for the poem “Jas znam edno ime” dedicated to J.B. Tito, which she read to him personally at a rally in Belgrade on May 25.

She worked as a criminal law lawyer for many years.
She got married in Turkey in Izmir.
Her great love for children and the pulse of humanity surpassed her professional activities and she opened a foundation – “Mamini dushi” – Annenin ruhları, which includes a home for orphans from infancy to adulthood, where the foundation takes care of their health, food, clothing, education, annual vacation, and after graduation help them find employment.

In Macedonia and Turkey, she has independently organized humanitarian actions for socially disadvantaged families, victims of domestic violence, as well as sick, elderly and frail people.
For many years, she has collaborated with people with Down syndrome and Cerebral Palsy.

She writes patriotic, love and spiritual poetry. Her books have been translated into English, Russian, Turkish, French.
She has 7 collections of poetry and a large number of unpublished works.
The books have been promoted in Istanbul in the church “Aya Irina” – St. Irina, in Ankara and Izmir.
They have also been promoted in Moscow in the Moscow Writers’ Association,  in France in Paris, in Canada and Australia.
They have been promoted in Serbia in Belgrade and in Croatia in Rijeka, Zagreb.
She says about herself: “I do not live from poetry, I live for poetry and I do not sell my books, I give them away”.

Her poetry is represented in several anthologies in Turkey, Russia, England, and Albania.

Biljana Chelik always says: “For me, the greatest reward is my readers and their messages asking me when there will be a new book.
What I write is a gift from God for which I am infinitely grateful to him, I am only a conductor of his messages which I translate into poetry”.

She further says: “For me, Macedonia is small, my limit is the sky. I collaborate with writers from different nations, religions, skin color… Since the only division according to my moral, family and human values is between good and bad and the difference between man and woman, everything else is unacceptable to me and that is how I function. That is why I am rich in friends who are Macedonians, Turks, Bosniaks, Roma, Vlachs, Serbs…..to name a few”.

She is a member of the Izmir Writers’ Association and Honorary President of the Association of Turkish Emigrants from Macedonia.

She is the recipient of a certificate of appreciation for the development of culture at an international level by the Republic of China, a certificate of appreciation by the Russian Federation for her contribution to the development of culture at an international level and a certificate of appreciation by Turkey for the affirmation of Turkish culture, history, tradition, with which she was named an honorary ambassador of Turkish culture.

She is the recipient of many such awards from Macedonia and abroad, the last ones she received recently were from the Republic of China at the international festival for the best poet for 2024, she is the recipient of the poet of 2024 at the Ohrid Pearl festival and a Recognition from the European Institute of Law, Management and Diplomacy for special contribution.

Founder and Vice President of the “World Poetry Federation” – World Poetry Federation and its General Secretary for Europe, within which they organize an international traditional festival every year on the occasion of the World Mother Language Day.

Member of the World Macedonian Congress and member of the working presidency.

Bijana Chelik is Vice President (Supervising Ethics Committee) and Academic Advisors in International Art Education & Therapy Development Academic Association (IAETDAA).

Currently preparing two books, one of which will be with spiritual and the other with patriotic poetry.

She is actively involved in all domestic and international human rights activities.

Founder and President of the Humanitarian Cultural PHOENIX association, with which she works to protect Macedonian culture, history, customs, tradition and mutual acquaintance with the history, customs, culture of other peoples in the world.
She also organizes humanitarian actions in Macedonia and abroad.
With the association, she has published
8 almanacs with poetry by group authors in one year, organized international traditional poetry festivals: “SKOPJE POETRY EVENINGS “, “The Power of Love – Peace” and “Together We Are Stronger”.

She is the author of a cultural show on EM TV entitled “Macedonian Phoenix”.

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https://alessandria.today/2025/07/27/la-poetessa-biljana-chelik-e-la-sua-poesia-mio-fratello-pubblicazione-di-elisa-mascia-italia/

Il ruolo degli strumenti digitali nell’insegnamento della lingua inglese: da Zoom a ChatGPT di Surayyo Nosirova Elyor qizi-Uzbekistan

Foto cortesia di Surayyo Nosirova Elyor qizi-Uzbekistan

Il ruolo degli strumenti digitali nell’insegnamento della lingua inglese: da Zoom a ChatGPT

Annotazione:

Questo articolo esplora il ruolo significativo che gli strumenti digitali svolgono nell’insegnamento della lingua inglese (ELT), soprattutto nell’era post-pandemica. Fornisce un’analisi completa di piattaforme come Zoom, Google Classroom, Kahoot e strumenti basati sull’intelligenza artificiale come ChatGPT. L’articolo ne discute l’efficacia, le sfide e le implicazioni pedagogiche per insegnanti e studenti, sottolineando come gli strumenti digitali abbiano rimodellato le dinamiche di classe e l’autonomia degli studenti.

Parole chiave:

Strumenti digitali, insegnamento della lingua inglese, Zoom, ChatGPT, apprendimento online, intelligenza artificiale nell’istruzione, autonomia degli studenti, apprendimento misto

Introduzione

Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia di COVID-19, l’uso degli strumenti digitali nell’istruzione è passato dall’essere un’opzione a una necessità. Nell’insegnamento della lingua inglese (ELT), le piattaforme digitali hanno rivoluzionato il modo in cui gli studenti interagiscono con la lingua, interagiscono con gli insegnanti e accedono ai materiali didattici.  Dalle piattaforme di videoconferenza agli assistenti linguistici basati sull’intelligenza artificiale, gli strumenti digitali sono diventati una componente essenziale della moderna classe di inglese.

L’ascesa degli strumenti di apprendimento online

Uno degli sviluppi più significativi nell’insegnamento dell’inglese come seconda lingua (ELT) è stata l’adozione diffusa di piattaforme di videoconferenza come Zoom e Microsoft Teams. Queste piattaforme hanno permesso agli insegnanti di mantenere la continuità nell’insegnamento delle lingue anche durante il lockdown. Gli strumenti di apprendimento online consentono l’interazione in tempo reale, la condivisione dello schermo, stanze di discussione di gruppo e lavagne integrate, facilitando la comunicazione e la collaborazione, essenziali per l’apprendimento delle lingue.

Piattaforme come Google Classroom e Moodle hanno semplificato la gestione dei compiti, la condivisione delle risorse e il feedback degli insegnanti in modo organizzato. Questi strumenti non solo hanno migliorato l’efficienza dell’insegnamento, ma hanno anche permesso agli studenti di prendere il controllo del proprio apprendimento.

Strumenti di gamification e coinvolgimento

Piattaforme di gamification come Kahoot, Quizlet e Wordwall hanno aumentato significativamente la motivazione e il coinvolgimento degli studenti. Questi strumenti trasformano i tradizionali esercizi di lingua in sfide divertenti e interattive che stimolano la competizione e la partecipazione attiva.

Ad esempio, gli insegnanti possono creare giochi di vocabolario, quiz grammaticali e attività di comprensione orale visivamente coinvolgenti e con un limite di tempo. Queste funzionalità migliorano l’attenzione, la memorizzazione e l’apprendimento attivo, soprattutto tra gli studenti più giovani o principianti.

Apprendimento misto e classi ibride

Gli strumenti digitali hanno anche facilitato l’ascesa dell’apprendimento misto, un modello che combina l’insegnamento in presenza e online. Questo approccio ibrido consente agli studenti di rivedere le videolezioni a casa (metodo della classe capovolta) e di utilizzare il tempo in classe per discussioni, esercitazioni e applicazioni pratiche.

Con l’aiuto di strumenti come Edpuzzle (per i video interattivi) e Padlet (per il lavoro collaborativo), gli studenti sono incoraggiati a interagire con i contenuti in modi diversi, adattandosi a diversi stili di apprendimento: visivo, uditivo.

Intelligenza artificiale nell’insegnamento dell’inglese come lingua straniera: ChatGPT e oltre

Uno degli sviluppi più rivoluzionari nell’insegnamento dell’inglese come lingua straniera è l’emergere di strumenti di intelligenza artificiale come ChatGPT.  Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale offrono agli studenti di lingue un supporto immediato nella correzione grammaticale, nell’ampliamento del vocabolario, nella stesura di saggi e persino nella pratica conversazionale.

Vantaggi di ChatGPT:

Feedback personalizzato

Opportunità di pratica illimitate

Accessibilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7

Esposizione linguistica tramite input dal suono naturale

Gli strumenti di intelligenza artificiale aiutano anche gli insegnanti a risparmiare tempo generando prompt, controllando i saggi e creando materiali. Tuttavia, il ruolo degli insegnanti rimane insostituibile, soprattutto nella gestione delle sfumature, della cultura, delle emozioni e dell’interazione umana nell’apprendimento delle lingue.

Sfide e limiti

Nonostante gli evidenti vantaggi, gli strumenti digitali nell’insegnamento dell’inglese come seconda lingua non sono privi di sfide:

1. Divario digitale: non tutti gli studenti hanno accesso a Internet o a dispositivi affidabili.

2. Eccessiva dipendenza dalla tecnologia: può ridurre l’interazione umana e la comunicazione orale.
3. Preparazione degli insegnanti: alcuni insegnanti non hanno familiarità o non si sentono a proprio agio con l’utilizzo delle nuove tecnologie.

4. Controllo di qualità: non tutte le app o le piattaforme forniscono un input linguistico accurato o efficace.

Queste sfide devono essere affrontate attraverso la formazione degli insegnanti, la riprogettazione dei programmi di studio e la garanzia di un accesso equo alle risorse digitali.

Il ruolo dell’insegnante nell’era digitale

In un ambiente ricco di tecnologia, gli insegnanti non sono più gli unici fornitori di conoscenza. Piuttosto, svolgono il ruolo di facilitatori, guide e curatori delle esperienze di apprendimento. Gli insegnanti devono adattarsi alle nuove competenze digitali, tra cui:

Valutare gli strumenti digitali per l’uso in classe

Progettare attività online coinvolgenti

Gestire le interazioni virtuali

Incoraggiare un uso critico ed etico dell’IA

Autonomia dello studente e alfabetizzazione digitale

Gli strumenti digitali hanno permesso agli studenti di diventare studenti più autonomi. Con risorse come tutorial su YouTube, Duolingo e podcast di lingua, gli studenti possono imparare.


Biografia
Surayyo Nosirova Elyor qizi è nata il 13 maggio 2006 nel distretto di Narpay, nella regione di Samarcanda, in Uzbekistan. Fin da piccola, ha mostrato un profondo interesse per la letteratura, le lingue e l’espressione creativa. La sua passione per l’apprendimento e la scrittura è diventata evidente durante gli anni scolastici, dove ha partecipato attivamente a diverse attività accademiche, letterarie e culturali.

Attualmente, Surayyo frequenta il secondo anno presso l’Università Statale di Lingue del Mondo dell’Uzbekistan, specializzandosi in Filologia Inglese e Didattica. È nota per i suoi ottimi risultati accademici e per la sua dedizione alla padronanza della lingua inglese. Il suo impegno per l’istruzione si estende oltre l’aula: è autrice di tre libri pubblicati: “Pensieri di Cuore”, “Voci nella Scrittura” e “Oltre le Parole: Padroneggiare l’Inglese”. Ognuno di questi lavori riflette la sua intuizione sull’apprendimento delle lingue, le capacità di scrittura e la profondità emotiva della vita studentesca.

Oltre ai suoi libri, Surayyo ha scritto numerosi articoli e racconti che sono stati pubblicati su diverse piattaforme letterarie e riviste online.  Partecipa attivamente a programmi di sviluppo giovanile, concorsi letterari e laboratori creativi, inclusi campi come l’Anim Camp organizzato dall’Agenzia per gli Affari Giovanili dell’Uzbekistan.

Surayyo guida e contribuisce anche a diverse iniziative studentesche, tra cui concorsi di lettura e progetti motivazionali come il “Campionato dei Lettori”, che incoraggia i giovani a confrontarsi con la letteratura in modi innovativi.

Attraverso la sua scrittura, la sua leadership e i suoi successi accademici, Surayyo continua a ispirare i suoi coetanei e le giovani generazioni. È un’appassionata sostenitrice dell’istruzione, dell’espressione personale e dell’apprendimento permanente, con l’obiettivo di avere un impatto significativo sulla sua comunità e sul futuro dell’educazione linguistica in Uzbekistan.






The Role of Digital Tools in English Language Teaching: From Zoom to ChatGPT

Annotation:

This article explores the significant role digital tools play in English Language Teaching (ELT), especially in the post-pandemic era. It provides a comprehensive analysis of platforms such as Zoom, Google Classroom, Kahoot, and AI-based tools like ChatGPT. The article discusses their effectiveness, challenges, and pedagogical implications for teachers and learners alike, emphasizing how digital tools have reshaped classroom dynamics and learner autonomy.

Keywords:

Digital tools, English language teaching, Zoom, ChatGPT, online learning, AI in education, learner autonomy, blended learning

Introduction

In recent years, especially after the COVID-19 pandemic, the use of digital tools in education has shifted from being an option to a necessity. In English Language Teaching (ELT), digital platforms have revolutionized how students engage with language, interact with teachers, and access learning materials. From video conferencing platforms to AI-powered language assistants, digital tools have become an essential component of the modern English classroom.

The Rise of Online Learning Tools

One of the most significant developments in ELT has been the widespread adoption of video conferencing platforms such as Zoom and Microsoft Teams. These platforms have enabled teachers to maintain continuity in language instruction even during lockdowns. Online learning tools allow for real-time interaction, screen sharing, breakout rooms for group discussions, and integrated whiteboards—facilitating communication and collaboration, which are essential for language learning.

Platforms like Google Classroom and Moodle have made it easier for teachers to manage assignments, share resources, and provide feedback in an organized manner. These tools have not only enhanced teaching efficiency but also empowered learners to take control of their learning progress.


Gamification and Engagement Tools

Gamified platforms such as Kahoot, Quizlet, and Wordwall have significantly increased student motivation and engagement. These tools turn traditional language exercises into fun, interactive challenges that stimulate competition and active participation.

For instance, teachers can create vocabulary games, grammar quizzes, and listening comprehension tasks that are visually engaging and time-bound. These features enhance attention, recall, and active learning, especially among younger or beginner-level learners.

Blended Learning and Hybrid Classrooms

Digital tools have also facilitated the rise of blended learning—a model that combines face-to-face and online instruction. This hybrid approach enables students to review video lessons at home (flipped classroom method) and use class time for discussion, practice, and application.

With the help of tools like Edpuzzle (for interactive videos) and Padlet (for collaborative work), learners are encouraged to engage with content in diverse ways, catering to different learning styles—visual, auditory.

Artificial Intelligence in ELT: ChatGPT and Beyond

One of the most groundbreaking developments in ELT is the emergence of AI tools like ChatGPT. AI-driven tools provide language learners with instant support in grammar correction, vocabulary expansion, essay drafting, and even conversational practice.

Benefits of ChatGPT:

Personalized feedback

Unlimited practice opportunities

24/7 accessibility

Language exposure through natural-sounding input


AI tools also help teachers save time by generating prompts, checking essays, and creating materials. However, the role of teachers remains irreplaceable, especially in managing nuance, culture, emotion, and human interaction in language learning.

Challenges and Limitations

Despite the clear advantages, digital tools in ELT are not without challenges:

1. Digital divide – Not all students have access to reliable internet or devices.


2. Overreliance on technology – May reduce human interaction and oral communication.
3. Teacher readiness – Some educators are unfamiliar or uncomfortable with using new technologies.


4. Quality control – Not all apps or platforms provide accurate or effective language input.

These challenges must be addressed through teacher training, curriculum redesign, and ensuring equitable access to digital resources.

Teacher’s Role in the Digital Age

In a tech-rich environment, teachers are no longer the sole providers of knowledge. Instead, they serve as facilitators, guides, and curators of learning experiences. Teachers must adapt to new digital competencies, including:

Evaluating digital tools for classroom use

Designing engaging online tasks

Managing virtual interactions

Encouraging critical and ethical use of AI

Learner Autonomy and Digital Literacy

Digital tools have empowered students to become more autonomous learners. With resources like YouTube tutorials, Duolingo, and language podcasts, students can learn at



Surayyo Nosirova Elyor qizi was born on May 13, 2006, in the Narpay district of the Samarkand region, Uzbekistan. From an early age, she showed a deep interest in literature, languages, and creative expression. Her passion for learning and writing became evident during her school years, where she actively participated in various academic, literary, and cultural activities.

Currently, Surayyo is a sophomore student at the Uzbekistan State  World Languages university, specializing in English Philology and Teaching. She is known for her strong academic performance and her dedication to mastering the English language. Her commitment to education extends beyond the classroom—she is the author of three published books: Heartfelt Thoughts, Voices in Writing, and Beyond Words: Mastering English. Each of these works reflects her insights into language learning, writing skills, and the emotional depth of student life.

In addition to her books, Surayyo has written numerous articles and short stories that have been featured on various literary platforms and online magazines. She is an active participant in youth development programs, literary competitions, and creative workshops, including camps such as the Anim Camp organized by the Youth Affairs Agency of Uzbekistan.

Surayyo also leads and contributes to several student initiatives, including reading competitions and motivational projects like the “Readers’ Championship,” which encourages young people to engage with literature in innovative ways.

Through her writing, leadership, and academic achievements, Surayyo continues to inspire her peers and the younger generation. She is a passionate advocate for education, self-expression, and lifelong learning, aiming to make a meaningful impact on her community and the future of language education in Uzbekistan.


Itʼs my biography

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Dall’Uzbekistan Muattar Ikromjon qizi Tursunboyeva – Uzbekistan

Foto cortesia di Muattar Ikromjon qizi Tursunboyeva Uzbekistan



SVILUPPARE QUALITÀ CREATIVE NELL’EDUCAZIONE LETTERARIA

Istituto pedagogico statale di Namangan
Dipartimento di lingua e letteratura uzbeka, studente del primo anno di master
Muattar Tursunboyeva

Astratto:
Questo articolo affronta lo sviluppo del pensiero creativo, del ragionamento indipendente e degli approcci innovativi negli studenti attraverso l’educazione letteraria. Analizza metodi didattici moderni, tecniche interattive e attività volte a migliorare la creatività nelle lezioni di letteratura. L’articolo delinea inoltre modalità per promuovere le competenze creative attraverso l’analisi del testo, l’interpretazione dei personaggi e la comprensione del messaggio dell’autore. Inoltre, fa riferimento a pratiche internazionali avanzate.

Parole chiave: educazione letteraria, creatività, approccio creativo, personaggio, metodi interattivi, analisi del testo, competenza.

1. Scopo e obiettivi dell’educazione letteraria

Nel mondo globalizzato di oggi, uno degli obiettivi principali dell’istruzione è formare individui in grado di pensare in modo creativo e indipendente. L’educazione letteraria svolge un ruolo cruciale in questo processo. I corsi di letteratura non solo coltivano il gusto estetico, ma approfondiscono anche il pensiero, stimolano l’immaginazione e incoraggiano approcci creativi. Ogni semestre di insegnamento ha i suoi obiettivi specifici.

L’obiettivo principale dell’educazione letteraria è sviluppare le capacità degli studenti nell’analisi dei testi letterari, nella comprensione delle idee dell’autore attraverso i personaggi e nella valutazione estetica. L’insegnante svolge un ruolo fondamentale in questo, ampliando il pensiero degli studenti attraverso approcci metodologici.

2. Che cos’è la creatività e come si forma?

La creatività è la capacità di affrontare le questioni in modi nuovi, di risolverle in modo non convenzionale e di pensare in modo innovativo. Nell’educazione letteraria, i seguenti metodi possono essere utilizzati per promuovere queste qualità:

Analisi di metafore ed espressioni simboliche;

Lettura dialogica;

Esercizi di gioco di ruolo;

Compiti di creatività scritta (saggi, racconti, estratti).

3. Metodi interattivi e approcci creativi

Oggigiorno, gli insegnanti arricchiscono la loro pratica con metodi interattivi quali:

“Diagramma a spina di pesce”,

“Editore moderno”,

“Presentazione basata sulla discussione”,

“Mappatura concettuale”.


Queste tecniche migliorano l’impegno degli studenti nella conoscenza e promuovono un atteggiamento creativo nei confronti dei testi letterari.

4. Criteri per la valutazione della creatività

Nella valutazione del lavoro creativo degli studenti vengono presi in considerazione i seguenti aspetti:

Novità di idee;

Espressione dei caratteri;

Ricchezza del linguaggio;

Capacità di trarre conclusioni autonome.

5. Esperienza internazionale e approcci innovativi

Programmi come PISA e PIRLS enfatizzano l’alfabetizzazione letteraria e il pensiero creativo come criteri importanti. In paesi come Finlandia, Corea del Sud e Giappone, si presta particolare attenzione alla formazione della visione del mondo degli studenti attraverso le opere letterarie.

Nelle lezioni di letteratura, l’insegnante seleziona i metodi in base all’argomento. Ad esempio, il metodo del “Brainstorming”, noto anche come metodo del “Mental Attack” nella seconda parte della pubblicazione del 2022 “Metodologia dell’insegnamento della letteratura”, è ampiamente utilizzato. Anche la sinonimia gioca un ruolo importante nell’educazione letteraria.

Conclusione

Promuovere la creatività nell’educazione letteraria non solo aumenta l’efficacia dell’apprendimento, ma contribuisce anche allo sviluppo personale degli studenti. Queste qualità aiutano i giovani a diventare individui indipendenti, creativi e riflessivi. Pertanto, ogni insegnante dovrebbe integrare metodi innovativi e creativi nella propria pratica.

RIFERIMENTI

1. A. Hasanov, Fondamenti del pensiero creativo, 2020. Bukhara: Zamon Press. p.118.
2. D. Xoliqova, Tecnologie innovative nell’istruzione, 2021. Samarcanda: Ilm-Ziyo. p.132.
3. Q. Husonboyeva & R. Niyozmetova, Metodologia dell’insegnamento della letteratura, Tashkent: Inavatsiya Ziyo. p.159.
4. S. Nazarova, Pensiero teorico letterario e riflessione figurativa, 2023. Tashkent: Fan va Texnologiya. p.153.
5. Z. Abdullayeva, Approccio creativo nelle lezioni di letteratura, 2022. Tashkent: O’qituvchi. p.145.

Muattar Ikromjon qizi Tursunboyeva è nata il 6 agosto 2000 nel distretto di Toraqo’rg’on, nella regione di Namangan. Si è diplomata presso il Collegio Statale Specializzato n. 18 della città di Namangan e in seguito ha completato gli studi in lingua uzbeka presso l’Università Statale di Namangan. Attualmente è studentessa al primo anno di master presso l’Istituto Pedagogico Statale di Namangan. Fin da piccola, Muattar ha coltivato la passione per la poesia e la letteratura. Le sue poesie e i suoi articoli su vari argomenti vengono pubblicati regolarmente sui media. L’obiettivo di Muattar è diventare una specialista altamente qualificata nel suo campo e condividere le preziose conoscenze acquisite con le generazioni future.

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Il prof Kareem Abdullah -Iraq e la lettura sufi della poesia: Briciole dall’abbraccio di dicembre – della poetessa: Salwa Hussein Ali / Regione del Kurdistan iracheno.

Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq e Salwa Hussein Ali Regione del Kurdistan iracheno

Lettura sufi della poesia: Briciole dall’abbraccio di dicembre – della poetessa: Salwa Hussein Ali / Regione del Kurdistan iracheno.

Scritto da: Karim Abdullah – Iraq.

In un momento in cui il desiderio si incrocia con la metafora e la poesia diventa non solo un linguaggio ma un’estasi spirituale verso il metafisico, la poetessa Salwa Hussein Ali dà alla luce, nel profondo di dicembre, un testo che non viene letto ma contemplato. La poesia “Briciole dall’abbraccio di dicembre” non è né un lusso linguistico né un inno emotivo, bensì una stazione spirituale in cui la parola ascende per indossare il mantello dei dervisci e danza con la pioggia al ritmo di un fuoco silenzioso sotto il cuore.


Nell’introduzione al testo, dove l’albero secco sbadiglia nell’abbraccio di dicembre, non vediamo un albero, ma piuttosto il sé contemplativo in cui le stagioni si sono spente e in cui l’amore si è congelato sulla soglia di un gelo interiore. Ma lei è ancora alla ricerca di un filo, di un disegno, di un “canto macchiato dalla rugiada dell’anima”. Qui la poesia inizia, non descrivendo il mondo, ma rimodellandolo dall’interno, dalle emanazioni del silenzio, dalle ceneri della speranza e dal calore del desiderio quando diventa una lancia che si erge verso l’alto e fa piovere stelle.


Nella poesia non c’è alcun dizionario temporale che tenga insieme il testo. Dicembre qui non è un mese, ma uno stato mistico di rivelazione ed estinzione, di presenza e annientamento, di assenza e unione. Si tratta di un incontro poetico in cui lo spirito e l’ombra si abbracciano e in cui i grandi temi dell’amore sono presenti come specchio del desiderio di perfezione e di unità con l’assoluto.

La poesia non solo è abitata dall’altro, ma è incisa su di lui, come se l’amato fosse la tavoletta conservata su cui vengono recitati i segreti del sé poetico. “O padrone dei miei dolori”, dice la poetessa, non come un uomo, ma come un essere spirituale seduto in mezzo tra perdita e speranza. Egli è lo specchio amato, che trascende il corpo fino all’identità poetica stessa.


In questa poesia il linguaggio non è un mezzo ma un fine rituale. Quando dice:


“La mia città è murata dai dervisci dell’amore”

Non leggiamo di una città, ma entriamo in una presenza, in un ascetismo poetico sufi adorno di luce e che sussurra alle nuvole di prostrarsi.

E quando sussurri:

“Briciole delle tue luci”

Scrive dal limite della luce, dai resti delle scoperte, dall’eco della presenza, non dal clamore dell’emozione.


La poesia è carica di simboli trascendentali:


I miei fari eterni non sono la luce, ma la visione.


Le tue “farfalle fenicie” non sono esseri, ma anime alienate che cercano la rinascita nel corpo del significato.


Le “preghiere di connessione” non sono una supplica, ma uno stato di manifestazione cosmica tra “sé/altro/Dio”.


Questa è una poesia non da recitare, ma da pregare. Ha un’impronta sufi che lo rende un dialogo inespresso con Ibn al-Farid, al-Hallaj, Rabia e al-Jili. Allo stesso tempo, è una poesia dal carattere femminile che non imita gli uomini, ma li crea dal grembo della sofferenza e fa del desiderio una struttura universale per la creazione poetica.


«O tu che hai fatto dimorare il mio cuore, o re d’amore»: questo non è un discorso sensuale, ma piuttosto la confessione di un patto spirituale scritto nell’invisibile. Ci troviamo di fronte a un testo che trasforma l’amore in una posizione, la memoria in un rituale e la poetessa in un adoratore nel santuario del significato.


In “Briciole dall’abbraccio di dicembre”, la poetessa non sfugge alla realtà, ma piuttosto si eleva al di sopra di essa, costruendo città interiori, facendo dell’inverno una lampada di gratitudine e dell’amore un passaggio verso Dio.


Conclusione del sussurro:

Ciò che ha scritto Salwa Hussein Ali non è un testo da analizzare criticamente, ma piuttosto da assaporare come un’uva dai vigneti della metafora sufi. La sua poesia è uno specchio per coloro che vogliono vedere la verità nello scintillio di una lacrima, in un tremito di impazienza o in una preghiera dolorosa sotto un cielo da cui piove desiderio.


Briciole dall’abbraccio di dicembre

Un albero secco sbadiglia nell’abbraccio di dicembre, incapace di disegnare tra i frammenti del passato e i suoi artigli colorati adornati d’amore. Cercando il filo del desiderio per lanciare le frecce dei suoi respiri crescenti che piovono con stelle d’istmo, i sali dei suoi sogni intermittenti tra lo stupore e le soglie del silenzio, per cantare una canzone tinta della rugiada della sua anima e della sua testa alta che abbraccia il sole in un altro capitolo tra le città di una storia eterna contenuta in mille poesie che svelano i segreti dei canti della pioggia tra le profondità della morte e il calamaio dei sogni profumato di frammenti di un raggio danzante che riflette l’incantesimo dei desideri che divorano le distanze rumorose nelle vene della strada per arrivarci. 

Sente i suoi sospiri colorati dalle sue preoccupazioni ogni volta che i suoi rami raccontano delle sue città fino a bruciare e dei suoi piccoli dettagli luminosi dentro le città dell’assenza e delle notizie dell’essere della sua follia quando l’alba accarezza l’ansia dell’anima per l’anima negli infiniti cieli azzurri della sua trasparente fragranza, carica del desiderio affollato al suo interno. 

La ferita della sua anima si aggrava e lui grida: “Quando Dio mi riunirà a te, a te con cui parlo segretamente nelle mie poesie?” E non ho alcun potere o forza quando mi chiedo: “Quando ci incontreremo, aia della gioia e delle mie feste?” La mia breve e profonda conversazione con te?! 

Lo guardo negli occhi con mille fascini e chiacchiero con lui. Non scrivo parole per nessun altro che per te, tra il flusso della mia poesia quando volo, oh mia città murata, con i dervisci dell’amore e le luci delle verità dei tuoi costumi, con il piacere del desiderio quando penetra le distanze ogni sera, tra i miei fiori che sono freschi di te. 

O tu che scaturisci dalla mia anima bambina, gioia dell’esistenza e il suo nucleo e il gioco dei suoi uccelli tra i mondi delle preoccupazioni, vieni affinché io ti pianti come una sorgente tra i miei eterni fari e i fichi del crescente desiderio per le tue stanche farfalle fenicie sull’orlo del desiderio. 

SÌ! Oh padrone dei miei dolori, ecco dicembre che ancora una volta mi chiede di te quando il tuo amore imperituro è tra lo splendore dei miei occhi ogni volta che il mio cuore tocca le costole del fuoco del cuore con mille pulsazioni e desiderio per i miei profondi segreti invecchiati dalla follia sotto le melodie della pioggia e i sussurri del cielo e le mie poesie gitane tra le preghiere di unione e le briciole delle tue luci. 

O tu che hai fatto abitare il mio cuore, o re dell’amore, ti ho incoronato tra le pieghe dei canti di dicembre e la rondine dei suoi ricordi sul petto della mappa dell’eterno desiderio con la corona dell’amore del paziente.

Salwa Hussein Ali / Regione del Kurdistan iracheno

Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia

قراءة صوفية في قصيدة : فتافیت من أحضان ديسمبر – للشاعرة : سلوی حسین علي/ اقلیم كردستان العراق .
بقلم : كريم عبدالله – العراق .
في لحظةٍ يتقاطع فيها الشوق مع المجاز، ويغدو فيها الشعر ليس فقط لغة بل انخطافًا روحيًا نحو الماورائي، تستولد الشاعرة سلوى حسين علي من خاصرة ديسمبر نصًا لا يُقرأ بل يُتأمَّل. قصيدة “فتافيت من أحضان ديسمبر” ليست ترفًا لغويًا ولا نشيدًا عاطفيًا، بل مقامٌ روحيٌ تصعد فيه الكلمة لتلبس عباءة الدراويش، وترقص مع المطر على إيقاع نارٍ هادئةٍ تحت القلب.
في مدخل النص، حيث الشجرة اليابسة تتثاءب في حضن ديسمبر، لا نرى شجرة، بل نُبصرُ الذات المتأملة وقد انطفأت فيها المواسم، وتجمد فيها العشق على أعتاب صقيعٍ داخلي. لكنها لا تزال تبحث عن خيط، عن رسم، عن “أغنية مخضبة بندى الروح”. هنا تبدأ القصيدة لا بوصف العالم، بل بإعادة تشكيله من الداخل، من انبعاثات الصمت، ومن رماد الأمل، ومن دفء الشوق حين يصير رمحًا يصعد إلى الأعالي ويُمطر بالنجوم.
في القصيدة، لا معجم زمني يُمسك بالنص. ديسمبر هنا ليس شهرًا، بل حالة صوفية من التجلّي والانطفاء، من الحضرة والفناء، من الغياب والوصال. إنّه محفلٌ شعريّ تتعانق فيه الروح والظل، وتحضر فيه العناوين الكبرى للحبّ بوصفه مرآةً للرغبة في الكمال، وفي التوحد مع المطلق.
القصيدة ليست مسكونة بالآخر فحسب، بل منقوشة عليه، كأن الحبيب هو اللوح المحفوظ الذي تتلى عليه أسرار الذات الشاعرة. “يا سيد مواجعي”، تقول الشاعرة، لا بوصفه رجلاً، بل ككائنٍ روحي يتربع في منتصف الفقد والأمل. إنّه المحبوب-المرآة، الذي يتجاوز الجسد إلى الهُوية الشعرية ذاتها.
اللغة في هذه القصيدة ليست وسيلة بل غاية شعائرية. فحين تقول:
“مدينتي المسورة بدراويش العشق”،
فنحن لا نقرأ عن مدينة، بل ندخل في حضرة، في زهدٍ شعريٍّ صوفيّ يتوشح بالنور ويهمس للغيم بأن يسجد.
وحين تهمس:
“فتافيت أضوائك”،
فهي تكتب من حافة الضوء، من بقايا الكشوف، من صدى الحضرة، لا من صخب العاطفة.
القصيدة محمّلة برموز عابرة للحواس:
“فناراتي الأبدية” ليست ضواءً، بل رؤية.
“فراشاتك الفينيقية” ليست كائنات، بل أرواح مغتربة تبحث عن بعثها في جسد المعنى.
“صلوات الوصال” ليست دعاء، بل حالة تجلي كوني بين “الذات/الآخر/الله”.
هذه قصيدة لا تقال بل تُصلّى. فيها من النبض الصوفي ما يجعلها حوارًا غير معلن مع ابن الفارض والحلاج ورابعة والجيلي. وهي في الوقت ذاته قصيدة ذات خصوصية أنثوية لا تحاكي الرجل بل تخلقه من رحم المعاناة، وتجعل من الشوق بنيةً كونيةً للخلق الشعري.
“يا من أسكنتك قلبي يا مليك العشق” — هذا ليس خطابًا حسيًا، بل اعتراف بعهد روحي مكتوبٍ في الغيب. نحن إزاء نصٍّ يحوّل العشق إلى مقام، والذكرى إلى طقس، والشاعر إلى متعبد في محراب المعنى.
في “فتافيت من أحضان ديسمبر”، لا تهرب الشاعرة من الواقع، بل ترتقي عليه، تبني مدنًا داخلية، تصنع من الشتاء قنديلًا للعرفان، ومن الحب ممرًا نحو الله.
خاتمة الهامس:
ما كتبته سلوى حسين علي، ليس نصًا يُشرَّح نقديًا بل يتذوق كحبة عنبٍ من كروم المجاز الصوفي. قصيدتها مرآة لمن أراد أن يرى الحقيقة في بريق دمعة، في رعشة لهفة، أو في دعاء موجعٍ تحت سماء تمطر شوقًا.
فتافیت من أحضان ديسمبر
شجرة يابسة تتثاوب بين أحضان ديسمبر، لا تجيد الرسم بين شظايا الماضي وأضافره الملونة المزدانة بالعشق. تبحث عن خيط الشوق لتطلق سهام أنفاسها الصاعدة الماطرة بنجوم برزخية، أملاح أحلامها المتقطعة بين الذهول وأعتاب الصمت، لتغني أغنية مخضبة بندي روحها وهامتها الشامخة التي تعانق الشمس بفصل آخر بين مدائن قصة أزلية تحتويها ألف قصيدة تفتح أسرار أغنيات المطر بين عمق المنايا ومحبرة الأحلام المعطرة بشذرات شعاع راقص يعكس تعويذة أشواق تلتهم المسافات الصاخبة في عروق الطريق إليه. 
هي تسمع آهاتها الملونة بهمومها كلما يحدث أغصانها عن مدنه حد الاحتراق وتفاصيله الصغيرة المتوهجة داخل مدن الغياب وأخبار كينونة جنونه حين يداعب الفجر بلهفة الروح للروح في سماوات لازوردية لا منتهية لعطرها الشفيف، المثقل بالشوق المزدحم بها. 
يتعاظم جرح روحه ويصرخ متى يجمعني الله بك يا من أحدثك سراً بين قصائدي، وأنا لا حول لي ولا قوة حين أتساءل متى اللقاء يا بيدر الفرح وأعيادي حديثي الصغيرة العميقة بك؟! 
تتأمل عينيه بألف سحر وتسامره، أنا لا أكتب الكلمات لسواك بين تدفق أشعاري حين التحليق يا مدينتي المسورة بدراويش العشق وأنوار حقائق جمرك بلذة الشوق حين يخترق المسافات كل مساء بين أزهاري الندية بك. 
يا من تنبثق من روحي طفلاً يااااااسر الوجود ونواته ولهو عصافيره بين عوالم الهموم، تعال لأزرعك ينبوعاً بين فناراتي الأبدية ووتين الشوق المتعاظم لفراشاتك الفينيقية التعبانة فوق شفير الشوق. 
آه! يا سيد مواجعي، ها هو ديسمبر مرة أخرى يسألني عنك حين حبك اللامتلاشي بين إشراقات عيني كلما لامس قلبي أضلع نيران القلب بألف نبض وشوق لأسراري العميقة المعتقة بالجنون تحت أنغام المطر وهمس السماء وقصائدي الغجرية ما بين صلوات الوصال وفتافيت أضوائك. 
يا من أسكنتك قلبي يا مليك العشق، توجتك بين ثنايا أهازيج ديسمبر وسنونوة ذكرياته على صدر خارطة شوق أزلي بتاج عشق الصابرين.
سلوی حسین علي/ اقلیم كردستان العراق


https://alessandria.today/2025/07/23/il-prof-kareem-abdullah-iraq-e-la-lettura-sufi-della-poesia-briciole-dallabbraccio-di-dicembre-della-poetessa-salwa-hussein-ali-regione-del-kurdistan-iracheno/

Amal Fares

Foto: Per gentile concessione di Amal Fares



Amal Fares è una scrittrice e traduttrice siro-venezuelana. Attualmente risiede a New York.

Poesie e biografia della poetessa e traduttrice siro-venezuelana Amal Fares


Colonia di punizione

Ho dovuto andarmene.
E come se ne va una donna araba?
dalla terra del dolore
alla terra del lutto,
senza essere spezzati dall’eredità del deserto?

Anaco, Venezuela, 2011




L’ora della libertà

Ho difeso l’onore della mia tribù
per tutta la vita,
e quando scoccò l’ora della libertà,
il tempo si è fermato all’improvviso
e il mondo si capovolse:
Sono diventata un esule.

Anaco, Venezuela, 2015



Amore in Oriente

Tu eri lì.
A diciassette anni non ti capivo bene.
In quel luogo ti ho dato il mio cuore,
Te l’ho gettato nelle mani e sono scappata via:

quel bambino ferito dalle nostre anime,
che nasceva silenziosamente dal traboccare del desiderio,
come quelli nati in prigione,
non ha aperto gli occhi
perché era già morto.

Siamo stupiti dall’idea di essere ancora vivi.

Caracas, Venezuela, 2015


Il silenzio
Io, quella che nessuno ha salvato,

Ho camminato dietro il mio cadavere
come camminano le donne ai funerali.

Urlavo dentro di me e nessuno riusciva a sentirmi.
Scrivo per il silenzio
È l’ultima cosa che mi resta del linguaggio.

Venezuela 2015


Le dimissioni

Sono la donna single che ha conosciuto la morte
in una piccola stanza senza specchi.
Ho rinunciato all’idea di “appartenenza”
e ho scritto di nuovo a me stessa
proprio come sono:

metà nuvola, metà fuoco,
pienamente donna.

Latticini, Venezuela 2016


Amore

Innamorata, ero il tunnel,
e tutti sono passati attraverso di me per essere salvati.

Tutti quelli che mi hanno detto “ti amo”
Cercavano una via d’uscita,
e chi non l’ha detto
mi ha guardato bruciare

finché non sono diventata leggera.


Rochester, New York 2020


Confessione

Povero amore mio
Fu ucciso due volte dal proiettile della confessione:
uno, quando non lo raggiunse,
e un altro, quando lo fece
dopo la morte.

Rochester, New York, 2021



Festival jazz


È iniziato il Jazz Festival sulle rive del lago Ontario:
-Come ti chiami?
mi ha chiesto il sassofonista.

Non ho risposto.

Quel giorno ero muta,
e il mio cuore, come quella roccia,
bruciato ancora e ancora,
mentre la barca da pesca, sola come lui, giaceva sulla riva.


Parco Ontario, Rochester, New York, 2023


Braci del desiderio

Ho scritto i nomi delle vittime:
Eman, Silvia, Nayyira, Raneen, Diyaa, Lubna…
e Sarah, quella britannica.
Ho letto di nuovo i loro nomi.
e ho dimenticato di dire che la causa di tutto ciò era il corpo.

E’ la brace delle rivoluzioni, del desiderio,
e anche la storia dell’infanticidio femminile


Texas, Houston, 2023



La mia mano e ciò che resta

Stringo la mano a persone che non conosco,
e sanno tutto di me.
Faccio un cenno con la mano alla lingua inglese che mi ha esaurito.
mentre cercava di prendere il suo posto nel mio essere.
Faccio un cenno con la mano alle leggi di Trump che ci perseguitano.
e pronunciano le loro sentenze senza pietà.

Saluto con la mano gli uomini che mi scrivono “come stai?”
subito dopo avermi aggiunto.
E a coloro che inviano fiori e odi poetiche

(Non sto esagerando, sono delle vere e proprie odi pendenti).

Saluto coloro che condividono la mia foto,
e nemmeno io so chi siano.
Stringo la mano a coloro che mi inviano i loro libri.
e si lamentano che non li leggo,
senza conoscere la lunga lista di letture che devo completare.
Faccio un cenno con la mano alla signora Reyes,

che segue il mio progresso accademico
e invia i tuoi report mensili.

Faccio un gesto con la mano verso la neve che ha seppellito
l’intero quartiere di Monroe
e non ci ha lasciato neanche una scintilla di energia per sopravvivere.

Faccio un gesto con la mano verso la verità che è scomparsa
sulla strada per il miraggio,
e tutti lo seguirono.

Faccio cenno con la mano alle mie mille donne,
quelli che mi hanno sfinito.
Faccio un gesto con la mano per chiedere silenzio dopo ogni riunione,
e ti prometto che sarà l’ultima.
Faccio un cenno con la mano a chi è lontano e a chi è vicino,

e vi ringrazio entrambi per essere rimasti e per essere andati via.
Agito la mia mano con tutta la gioia che mi è rimasta
di fronte alla tempesta,

e faccio quello che una volta disse Martin Luther King: “Corro quando non posso volare,

Cammino quando non posso correre,

e gattono quando camminare non è più possibile.

Ma qualunque cosa accada, non mi fermo mai.”

New York City, 2024



Informazioni sull’autrice:

Amal Fares è una scrittrice e traduttrice siro-venezuelana. Attualmente risiede a New York. Ottiene una laurea biennale in arti liberali e scienze presso il Dipartimento di arti e discipline umanistiche del Monroe College. Nel 2024 e nel 2025 le è stata conferita una menzione d’onore nella Dean’s List.

È editorialista della rivista trimestrale Intercambios USA e pubblica traduzioni di poesia siriana moderna sulla rivista Círculo de Poesía (Messico). Ha collaborato alla realizzazione di interviste con organi di stampa come Awrak e Banipal, tra gli altri.

È membro dell’American Translators Association (ATA), della società d’onore Phi Theta Kappa (PTK) e della Syrian Writers Association.

Traduzioni pubblicate:

Colloqui annunciati, 2018

Le mutazioni, 2020 (Jorge Comensal)

Una lettera a Stalin, 2021 (Fernando Arrabal)
Malak Al-Jalil (Sweet Company), 2022 (Laura Restrepo)
Scuse e rifiuto, 2024 (Ernesto Sábato)
Lo scandalo del secolo, 2025 (Gabriel García Márquez)

Se vuoi saperne di più su Amal, visita il suo sito web (https://www.amal-fares-h.com/about)







Poemas y biografía de la poeta y traductora sirio-venezolana Amal Fares


Colonia del castigo

Tuve que marcharme.
¿Y cómo se marcha una mujer árabe
de la tierra del dolor
a la tierra del luto,
sin que la quiebre la herencia del desierto?

Anaco, Venezuela, 2011



La hora de la libertad

He defendido el honor de mi tribu
durante toda la vida,
y, cuando sonó la hora de la libertad,
el tiempo se detuvo de repente
y el mundo se volcó:
me convertí en exiliada.

Anaco, Venezuela, 2015


Amor en Oriente

Estabas ahí.
A los diecisiete años, no te comprendía bien.
En aquel lugar, yo te entregaba mi corazón,
lo arrojaba en tus manos y huía:
aquel bebé dolido de nuestras almas,
que nació callado del desborde del deseo,
como aquellos nacidos en prisión,
no abrió los ojos
porque ya había muerto.
Nos asombra la idea de que aún estemos vivos.

Caracas, Venezuela, 2015

El silencio

Yo, la que nadie salvó,
caminé detrás de mi propio cadáver
como caminan las mujeres en los funerales.
Gritaba por dentro y nadie me oía.
Escribo porque el silencio
es lo último que me queda del lenguaje.

Venezuela 2015

La renuncia

Soy la soltera que conoció la muerte
en una pequeña habitación sin espejos.
Renuncié a la idea de la “pertenencia”
y volví a escribirme
tal como soy:
mitad nube, mitad fuego,
plenamente mujer.

Lechería, Venezuela 2016

Amor

En el amor, yo era el túnel,
y todos pasaban por mí para salvarse.
Cada uno que me dijo “te amo”
buscaba una salida,
y quien no lo dijo
me miraba arder
hasta que me convertía en luz.

Rochester, Nueva york 2020

Confesión

Pobre de mi amor
Fue asesinado por la bala de la confesión dos veces:
una, cuando no lo alcanzó,
y otra, cuando lo hizo
después de la muerte.

Rochester, Nueva York, 2021


Festival de Jazz

Comenzó el Festival de Jazz a orillas del lago Ontario:
—¿Cómo te llamas?
me preguntó el saxofonista.
No respondí.
Ese día estaba muda,
y mi corazón, como aquella roca,
ardía una y otra vez,
mientras la barca de pesca, tan solitaria como él, yacía en la orilla.

Ontario Park, Rochester, Nueva York, 2023

Brasas del deseo

Escribí los nombres de las víctimas:
Eman, Silvia, Nayyira, Raneen, Diyaa, Lubna…
y Sarah, la británica.
Volví a leer sus nombres
y olvidé decir que el cuerpo fue la causa de todo aquello.
Es la brasa de las revoluciones, del deseo,
y también de la historia del infanticidio femenino

Texas, Houston, 2023


Mi mano, y lo que queda

Agito la mano a quienes no conozco,
y ellos saben todo sobre mí.
Agito la mano al idioma inglés, que me ha agotado
mientras intenta tomar su lugar en mi ser.
Agito la mano a las leyes de Trump, que nos acechan
y dictan sus sentencias sin piedad.
Agito la mano a los hombres que envían “¿cómo estás?”
justo después de agregarme.
Y a quienes envían flores y odas poéticas
(no exagero, son verdaderas odas colgantes).
Agito la mano a quienes comparten mi foto,
y ni siquiera yo sé quiénes son.
Agito la mano a los que me envían sus libros
y se quejan de que no los leo,
sin saber la larga lista de lecturas que debo cumplir.
Agito la mano a la señora Reyes,
que sigue mi progreso académico
y envía sus informes mensuales.
Agito la mano a la nieve que enterró
todo el barrio Monroe
y no nos dejó ni una chispa de energía para sobrevivir.
Agito la mano a la verdad que se desvaneció
en el camino hacia el espejismo,
y que todos siguieron.
Agito la mano a mis mil mujeres,
las que me agotaron.
Agito la mano al silencio tras cada encuentro,
y le prometo que será el último.
Agito la mano a los lejanos y cercanos,
y les agradezco tanto por quedarse como por irse.
Agito la mano con toda la alegría que me queda
frente a la tormenta,
y hago lo que dijo alguna vez Martin Luther King: “Corro cuando no puedo volar,
camino cuando no puedo correr,
y me arrástro cuando caminar ya no sea posible.
Pero pase lo que pase, nunca me detengo”.

Ciudad de Nueva York, 2024


Sobre la autora:
Amal Fares es escritora y traductora sirio-venezolana. Actualmente reside en Nueva York. Estudia un Grado Asociado en Artes Liberales y Ciencias en el Departamento de Artes y Humanidades de Monroe College. En 2024 y 2025 fue distinguida con una mención honorífica en el Dean’s List.
Es columnista en la revista trimestral Intercambios USA y publica traducciones de poesía siria moderna en la revista Círculo de Poesía (México). Ha colaborado en entrevistas con medios como Awrak, Banipal entre otros.
Es miembro de la Asociación Estadounidense de Traductores (ATA), de la sociedad de honor Phi Theta Kappa (PTK) y de la Syrian Writers Association.
Traducciones publicadas:
Charlas anunciadas, 2018
Las mutaciones, 2020 (Jorge Comensal)
Una carta a Stalin, 2021 (Fernando Arrabal)
Malak Al-Jalil (Dulce compañía), 2022 (Laura Restrepo)
Apología y rechazos, 2024 (Ernesto Sábato)
El escándalo del siglo, 2025 (Gabriel García Márquez)

Si deseas conocer más de Amal, visite su Pagina web, (https://www.amal-fares-h.com/about)

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La studentessa Marjona Baxtiyorovna Jo’rayeva- Uzbekistan condivide lo studio riguardo a:”I giovani e lo spazio dell’informazione moderna: un’opportunità o una minaccia?

Foto cortesia di Marjona Baxtiyorovna Jo’rayeva Uzbekistan


I giovani e lo spazio dell’informazione moderna: un’opportunità o una minaccia?
Nell’era attuale della globalizzazione, lo spazio informativo moderno si sta espandendo rapidamente ed è diventato parte integrante della vita umana. Una parte significativa degli utenti di Internet è costituita da giovani. Il loro coinvolgimento attivo con piattaforme come Internet, social network, YouTube, Telegram e TikTok solleva un interrogativo importante: queste tecnologie rappresentano un’opportunità o una minaccia per i giovani d’oggi? Da un lato, Internet permette ai giovani di accedere alle informazioni in modo rapido e semplice. Possono trovare risposte a qualsiasi domanda, in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo. Corsi online, libri di testo digitali e videolezioni offrono grande comodità agli studenti. Frequentare lezioni extra da casa fa risparmiare tempo e denaro. Attraverso i social network, i giovani possono mettere in mostra le proprie competenze in vari campi e utilizzare il proprio talento in modo significativo e produttivo. Vedono i successi dei loro coetanei, comunicano con loro e si motivano a migliorarsi. Questo amplia la loro visione del mondo, li aiuta a guardare la vita da una nuova prospettiva e li guida verso il raggiungimento di posizioni di leadership qualificate nei loro campi. Tuttavia, come ogni strumento potente, lo spazio informativo moderno ha anche i suoi svantaggi. A volte, i giovani potrebbero non sfruttare queste opportunità in modo saggio. Potrebbero credere a informazioni false o fuorvianti. Spesso passano troppo tempo a guardare video banali o a consumare contenuti inutili. Questo non solo danneggia il loro processo di apprendimento, ma influisce anche sulla loro salute fisica, causando affaticamento degli occhi, mal di testa e affaticamento. Un’altra seria preoccupazione è l’esposizione a contenuti dannosi, come violenza o immoralità, che possono influenzare negativamente il loro sviluppo morale se non vengono adeguatamente guidati. Pertanto, la società deve promuovere l’uso positivo delle tecnologie dell’informazione. I media dovrebbero incoraggiare esempi responsabili, le famiglie devono fornire supervisione e guida e le scuole dovrebbero concentrarsi sull’insegnamento dell’uso corretto e sicuro degli strumenti digitali. Aumentare l’alfabetizzazione digitale è fondamentale per ottenere risultati positivi. Lo spazio informativo moderno è solo uno strumento: il modo in cui viene utilizzato dipende dall’individuo. Se usato correttamente, diventa un’opportunità; se usato impropriamente, diventa una minaccia. Ogni giovane dovrebbe fare un uso saggio di queste risorse digitali ed essere consapevole dei pericoli che possono rappresentare. Il nostro futuro è nelle nostre mani e le decisioni sagge ci porteranno al successo.


Marjona Baxtiyorovna Jo’rayeva è nata il 18 ottobre 2003 nel distretto di Termiz, regione di Surkhandarya, Repubblica dell’Uzbekistan.
Ha studiato presso la scuola n. 6 del suo distretto dal 2010 al 2021. Dalla quinta all’undicesima classe, ha partecipato attivamente alle “Gare della Conoscenza” e alle “Olimpiadi delle Materia” nella lingua e letteratura uzbeka, classificandosi al primo posto nelle fasi distrettuali e vincendo a livello regionale. Si è diplomata con lode e medaglia d’oro.
Nel 2022 è stata ammessa al programma di Lingua e Letteratura Uzbeka presso la Facoltà di Filologia dell’Istituto Pedagogico Statale di Termiz con una borsa di studio statale. Attualmente frequenta il terzo anno dell’istituto ed è anche coordinatrice del Club “Mushoira” (Poesia).

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