Il Panorama International Literature Festival 2024 inizia con “Illuminate Humanity: A Candlelit Pledge” / Notizie / Edizione degli scrittori
Atene (Grecia): l’attesissimo Panorama Internazionale Letteratura Festival 2024, ospitato dalla Writers Capital Foundation, ha intrapreso il suo viaggio letterario il 1° gennaio 2024, con un’inizio toccante e simbolico: il programma “Illuminate Humanity: A Candlelit Pledge”.
Questo evento inaugurale ha catturato l’essenza della collaborazione globale, poiché persone provenienti da diversi angoli del mondo, inclusi stimati delegati, si sono unite virtualmente per partecipare alla cerimonia a lume di candela. L’atto metaforico di accendere le candele è servito come impegno universale a diffondere gentilezza e compassione, dando il tono al tema generale del Festival di abbracciare l’umanità attraverso la letteratura.
Allo spettacolo luminoso hanno contribuito delegati e appassionati di letteratura provenienti da diversi paesi. L’incontro virtuale ha visto l’accensione di un caleidoscopio di candele, a simboleggiare l’impegno collettivo a illuminare il mondo con le virtù della gentilezza e della compassione.
Il Candlelit Pledge ha visto un’incoraggiante dimostrazione di unità, sottolineando la missione del Festival di unire le culture attraverso il linguaggio universale della letteratura. I partecipanti hanno condiviso i loro momenti a lume di candela sulle piattaforme dei social media, favorendo un senso di connessione globale.
“Il programma ‘Illuminate Humanity’ segna l’inaugurazione del Panorama International Literature Festival 2024 con un gesto profondo e simbolico. La letteratura ha il potere di trascendere i confini e questo programma esemplifica la nostra dedizione collettiva alla promozione di un mondo più compassionevole e comprensivo”, ha affermato Preeth Nambiar, Presidente della Writers Capital Foundation.
Man mano che il Festival si svolge, i partecipanti possono aspettarsi una serie di eventi letterari, discussioni approfondite e sessioni coinvolgenti che promettono di trascendere i confini culturali. Panorama International Literature Festival 2024 non è semplicemente una celebrazione delle parole ma un appuntamento globale per le menti desiderose di esplorare il vasto panorama delle esperienze umane attraverso il mezzo della letteratura.
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Panorama International Literature Festival 2024 Begins with “Illuminate Humanity: A Candlelit Pledge” / News / By Writers Edition
Athens (Greece): The much-anticipated Panorama International Literature Festival 2024, hosted by The Writers Capital Foundation, commenced its literary journey on January 1st, 2024, with a poignant and symbolic initiation— the “Illuminate Humanity: A Candlelit Pledge” program. This inaugural event captured the essence of global collaboration, as people from diverse corners of the world, including esteemed delegates, united virtually to participate in the candlelight ceremony. The metaphorical act of lighting candles served as a universal pledge to spread kindness and compassion, setting the tone for the festival’s overarching theme of embracing humanity through literature.
Delegates and literature enthusiasts from various countries contributed to the luminous spectacle. The virtual gathering witnessed a kaleidoscope of candles being lit, symbolizing a collective commitment to illuminating the world with the virtues of kindness and compassion.
The Candlelit Pledge saw a heartening display of unity, underscoring the festival’s mission to bridge cultures through the universal language of literature. Participants shared their candlelit moments on social media platforms, fostering a global sense of connection.
“The ‘Illuminate Humanity’ program marks the inauguration of Panorama International Literature Festival 2024 with a profound and symbolic gesture. Literature has the power to transcend borders, and this program exemplifies our collective dedication to fostering a more compassionate and understanding world,” said Preeth Nambiar, President of The Writers Capital Foundation.
As the festival unfolds, attendees can expect an array of literary events, insightful discussions, and engaging sessions that promise to transcend cultural boundaries. Panorama International Literature Festival 2024 is not merely a celebration of words but a global rendezvous for minds eager to explore the vast landscape of human experiences through the medium of literature.
Foto cortesia della Writers Capital Foundation International, grazie per la condivisione e pubblicazione al presidente Preeth Padmanabhan Nambiar
Inizio dell’anno 2024 con eccellente notizia per i vincitori del Premio alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale
Foto cortesia dalla Sede centrale della Writers Capital
Il 23 dicembre 2023 tramite la piattaforma di Zoom ha avuto luogo un incontro indimenticabile di artisti e poeti in collegamento da molti Paesi del mondo che hanno partecipato alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale 2023. L’incontro è stato condotto mirabilmente dalla segretaria generale della Writers Capital Foundation International, prof. Irene Doura-Kavadia, che ha invitato tutti i presenti ad esprimere i loro messaggi di pace in prossimità del Santo Natale e per rimarcare il grande successo dell’evento Biennale Agiografia Iconografia Internazionale invitando la sottoscritta ad esprimere un pensiero per l’esperienza vissuta nell’ambito dello stesso di seguito trascritto:
“Nel dare il Benvenuto a ciascuno di voi artisti e poeti partecipanti a questo incontro unico e speciale voglio innanzitutto esprimere la mia gratitudine al presidente della Writers Capital Foundation International dott. Preeth Nambiar per avermi affidato il compito di dirigere il maestoso evento della Biennale Agiografia Iconografia Internazionale in Italia che ho accolto con umile spirito di espletare una missione nel rispetto doveroso verso la promozione e divulgazione dell’arte e della cultura poetica e letteraria in funzione del lavoro di squadra continuativo con la segretaria generale Irene Doura-Kavadia e gli altri membri del team direttivo ma anche verso i tanti artisti, poeti e scrittori che posseggono grandi talenti e noi tutti siamo da anni impegnati a far emergere le opere da essi create. Ringrazio ugualmente l’Accademia Tiberina nelle persone di Antonietta Micali e Franco Spada per aver profuso impegno e affiancato il grandioso progetto della Writers Capital International Foundation. Profonda gratitudine ugualmente per il vescovo di Costantinopoli… Tutto ciò mi ha consentito di intraprendere una nuova esperienza nel mondo artistico e poetico non scisso ma che si intersecano spesso dando origine ad opere di unicità emozionale che trascende di spiritualità vissuta dai singolo e condivisa per uscire dalla particolarità e poter tendere il più possibile verso l’universalità. Come secondo punto importante di riferimento è stato senz’altro aver avuto l’opportunità di interagire con poeti e artisti di tutto il mondo ed entrare oltre che nella loro espressione artistica anche nella cultura e nelle tradizioni popolari impregnate di grande valore e spiritualità.” Elisa Mascia – Italia
Nel tardo pomeriggio del primo gennaio 2024 con grande sorpresa e immensa gioia è stata resa pubblica anche la classifica dei partecipanti premiati della Biennale Internazionale di Agiografia e Innografia 2023 che mi onora pubblicare e condividere sulle pagine di Alessandria today Magazine dove sono autrice da molti anni.
Artisti eccezionali premiati per i profondi contributi alle Arti Sacre
Foto cortesia della Biennale Agiografia Iconografia Internazionale pubblicata dalla Writers Capital
–” La Writers Capital International Foundation Italy ha pubblicato con orgoglio gli illustri vincitori della Biennale Internazionale di Agiografia e Innografia 2023, una celebrazione virtuale che ha riunito artisti eccezionali provenienti da tutto il mondo per riconoscere e onorare i contributi eccezionali alle ricche tradizioni delle Sacre Arti.” Dalla Sede centrale https://youtu.be/b-CsVvJc1T4
PREMIATI DELLA CATEGORIA IGNOGRAFIA: Premio: Kostas Vassilakos (Grecia) Dott.ssa Pipina Elles (Australia) Fotini Georgantaki-Psychogiou (Grecia) Soula Violari (Grecia) Premio Speciale della Giuria: Sandor Halimosi (Ungheria) Florena Iavarone (Italia) Christos Dikbasanis (Grecia) Premio Internazionale: Maruzzella Parodi (Cile) Margarita Salirrosas Sánchez (Perù) Raymond N. Whitaker Jr (Stati Uniti) Ivonne Sanchez Barea (Spagna) Martha Domínguez (Bolivia) Sofia Skleida (Grecia) Premio Giovani: Androniki Atzemoglou (Grecia) Pantelis Hatzis (Grecia) VINCITORI DELLA CATEGORIA AGIOGRAFIA/ICONOGRAFIA: Premio : Avgoustinos Velnidis (Grecia) Eleni Kanelli (Grecia) Nafsika Martzeli (Grecia) Konstantina Martzeli (Grecia) Eleni Gennimata Kamperi (Grecia) Panicos Panagi Hatzidakis (Cipro) Premio Speciale della Giuria: Stella Sorotou (Australia) Rosa Pappa-Vezyrtzi (Grecia) Matina Sioki (Grecia) Carmen Granda (Ecuador) Kiki Cheirakaki (Grecia) Premio Internazionale: Kyriaki Giagounidou Kasidou (Grecia) Argy Pappas Tsiota (Grecia) Safta Elena (Romania) Vasiliki Zahou (Grecia) Premio Giovani: Maria Gida (Grecia) Argyro Lyberopoulou (Grecia) Veroniki Hanusova (Repubblica Ceca) Efi Totta (Grecia) L’annuncio di questi stimati vincitori segna un momento significativo nel mondo delle Arti Sacre, mettendo in mostra la diversità e il profondo talento all’interno dei generi Agiografia e innografia. La Writers Capital International Foundation Italy esprime gratitudine a tutti i partecipanti per il loro prezioso contributo a questa celebrazione globale.
Inchiostri mitici: la Biennale di agiografia e innografia 2023 trascende i confini in uno spettacolo virtuale
La Writers Capital Intl Foundation organizzerà “Mythic Inks”: una grande celebrazione della Biennale di agiografia e innografia 2023
Immagine cortesia dalla Sede centrale della Writers Capital International Foundation
Le parole scritte libere o in rima sono perle preziose d’ispirazione nate dal cuore e asciugano lacrima esprimono dell’attimo l’emozione condivise nell’universo sono luce che benessere al fratello produce.
Dall’oscurità dell’odio e della guerra ciò che dal cuore nasce si trasforma nella pace dei semi nella fertile Terra dell’arte e del canto è misura e norma diffuse qual luce splendente di stelle fuoco scintillante di mille fiammelle.
Luce tra le mani viso illuminano buio non c’è nelle tenebre della notte spiraglio e speranza a chi è solo donano e l’augurio che non vi siano più lotte ciascuno sia specchio luminoso e il bene diventi un uragano vorticoso.
Elisa Mascia 1-1-2024
Quiero ser luz.
Palabras escritas libremente o en rima. son preciosas perlas de inspiración Nacido del corazón y lágrimas secas. expresan la emoción del momento compartido en el universo son la luz qué bienestar produce al hermano.
De la oscuridad del odio y la guerra lo que sale del corazón se transforma en la paz de las semillas en la fértil tierra del arte y el canto es la medida y norma se extiende como la luz brillante de las estrellas fuego que brilla con mil llamas.
La luz entre las manos ilumina la cara. No hay oscuridad en la oscuridad de la noche. Luz y esperanza da a los que están solos. y la esperanza de que no haya más peleas que cada uno sea un espejo luminoso y lo bueno se convierte en un huracán arremolinado.
Foto cortesia di Luca Pizzollitto Foto copertina del libro
Luca Pizzollitto, Getsemani (peQuod, 2023, prefazione di Roberto Deidier)
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Luglio qui si attende nelle crepe.
Scrivere è il mio secondo esilio. Tradito e perso l’istante esatto del fuoco ombra rubata al sole
la follia del sonno disfare le stanze in cui abbiamo vissuto
– ho cercato casa, riparo nel vento.
Spina di cardo bianco costato folle perdono del sangue
– mio padre è cieco, traccia la via solo col canto
Custodite, dici, custodite del ventre la piaga, il caldo respiro dei sassi, i corpi separati così vicini al morire.
Le vuote stanze di Dio misurati spazi in rumorosa
quiete.
Chi getta il tuo nome nell’abisso per trenta denari? Chi dorme durante la veglia? Chi stringe i polsi e ti spinge in catene?
Si spegne il canto perdono e rovina – gocce di sangue dal volto di Dio –
Nessuno torna innocente da questo Getsemani, nessuno è mai stato fedele davvero.
Luca Pizzolitto nasce a Torino il 12 febbraio 1980, città dove attualmente vive e lavora come educatore professionale. Da più di vent’anni si interessa ed occupa di poesia. Tra i suoi libri, figurano: Dove non sono mai stato (Campanotto), Il tempo fertile della solitudine (Campanotto), Tornando a casa (Puntoacapo). Con la casa editrice peQuod ha pubblicato, nella collana Rive: La ragione della polvere (2020), Crocevia dei cammini (2022), Getsemani (2023, prefazione di Roberto Deidier). Nel 2023, è stato inserito all’interno dell’antologia Nord i poeti, vol. II, edita da Macabor. Da fine 2021 dirige la collana di poesia Portosepolto, sempre per conto della casa editrice peQuod. È ideatore e redattore del blog poetico “Bottega Portosepolto”. Cura la rubrica Discreto sguardo per la rivista on line “Poesia del nostro tempo”, Nostos – ritorno alla parola per il blog L’Estroverso, Polaroid – istantanee di poesia per FaraPoesia.
Fin dal titolo Getsemani, ultima impresa di Luca Pizzolitto, introduce il lettore nel vivo, nel cuore Dolente della passione. Quello che accade nel giardino Evangelico non è il momento che precede, non è la sospensione, né l’attimo salvifico; nella vicenda che ci è giunta non c’è spazio per il kairòs, per la quiete prima della tempesta, prima che tutto precipiti. Quella sosta, che intima alla preghiera e alla riflessione, segna in modo evidente e decisivo l’avvio di un processo irreversibile, di una catastrofe già scritta nelle parole dei profeti, di un dramma altissimo che segna l’avvicendarsi delle storie umane e le accatasta in un prima e in un dopo, fino a quel momento impensabili. Non c’è grazia alcuna in quanto sta per accadere, ma solo uno scempio gratuito, sproporzionato. Nell’orto del Getsemani accade qualcosa di inaudito, ma in realtà accade per la seconda volta. Il deus absconditus si manifesta nella consapevolezza della prova imminente, ed è l’istante in cui la preghiera si fa supplica impossibile, tentativo di sottrarsi; è, in sostanza, il momento in cui quel dio ineffabile viene negato e la scena è interamente occupata dalla sua incarnazione, dal suo simulacro, che sembrerebbe ambire a una propria, improvvisa autonomia. Si è già verificato davanti al sepolcro di Lazzaro, a fianco del dolore dei parenti che prevale, con la sua forza affettiva ma anche con un inedito attaccamento terreno, sugli ideali di una vita celeste, sulla prospettiva di eternità. Perché richiamare tra i viventi chi ha già conquistato il dono più grande? Sono i due momenti del racconto evangelico in cui la Sofferenza, portata agli estremi, diventa il luogo limitrofo, la terra contigua tra vita e morte; e dei rispettivi ruoli si fa, senza necessità di investitura Alcuna, regista. Perché, in definitiva, quella sofferenza è già parte di una necessità, anch’essa ineffabile; è la prima tappa di un itinerario che prevede la discesa catartica, infine la liberazione; nella terribile Esperienza lì narrata, ma anche nella vita di ciascuno. Nessuna catastrofe è mai definitiva, suggerisce il Getsemani, anche nell’ora della prova più dura; ciò che dapprima si mostra in tutta la sua potenza distruttiva è in realtà il volto feroce di un evento rigenerativo. Vale ricordarlo, anche di fronte a questo nuovo libro, che non a caso è introdotto da una dedica, una breve epigrafe a qualcuno che ha passato il limite della vita per resistere solo come memoria, ma che ha saputo accompagnare la parabola di una tempesta culminata infine in un approdo. E proprio alle figurazioni dell’acqua rimanda il titolo della prima sezione, presenti qui per metonimia. Geografia della sete è il periplo di una mappa soggettiva, che si costruisce paradossalmente intorno a qualcosa di cui si avverte l’assenza e a qualcuno che sta per lasciarci. Ma questo è il miracolo della poesia: dare nuova forma a una forma che si consuma, portare questa volta non la realtà sul piano della metafora, ma al contrario la metafora dentro la realtà: «vuota memoria dell’acqua / dimenticanza
Di piccole, / trascurabili cose». Il fluido divenire Dell’elemento che per antonomasia identifica lo scorrere Del tempo, la sua inesorabilità e per converso il suo ultimo effetto, la finitudine; con questi pochi, ma fondanti tratti, Pizzolitto tesse la sua elegia del vuoto, fa della malattia un confine, un discrimine tra due dimensioni, quella del dicibile e quella del silenzio, indotto e necessario, di fronte alla contemplazione della morte. Non è, del resto, quanto esperisce il dio incarnato in quel remoto orto? Alla terribile richiesta del Getsemani, che avrebbe annullato ogni palingenesi, fa eco l’urlo finale sulla croce. Il padre tace di fronte al suo stesso sacrificarsi, ma adesso, nel culmine del nulla, «non Esiste parola». Che equivale a dire: non solo non c’è Parola che possa essere pronunciata nel pieno della sua Significazione, ma ogni parola che non sia passata al Filtro rigenerativo della poesia rischia di suonare Blasfema. In altri termini, la parola qui si ferma con Inedito pudore sulla soglia del distacco; la vita S’incarica di proseguire. Il testo mima la richiesta di Allontanare il male incombente, l’inverno simbolico in cui Perfino il vuoto trama la sua «accorta / casualità». La sequenza sovrappone quindi il male fisico alla passione Evangelica, ma al contrario di quanto è predestinato al di Là del tempo, qui dell’amore restano vaghe tracce. L’amato È costretto a svanire. Come l’uomo di Pascal caduto nella Storia e imprigionato nei suoi meandri, anche l’idea del Divino precipita nella realtà del corpo come un «dio Inatteso», ma solo per registrare, nell’impotenza di fronte Alla necessità che tutto governa, che l’oggetto, la res Extensa scompare nel vortice stesso del linguaggio, che è A sua volta materia. E il motore stesso della creazione Poetica, proprio l’amore, rischia di rimanere privo di ogni Referenzialità. Anche la «vita involontaria», in fondo, è un progetto del logos. Nella loro densa concentrazione, i componimenti di Getsemani sono grumi di pensieri e di immagini che Afferrano il lettore nella loro temibile consequenzialità. Sembra che un ferreo determinismo sovrintenda quest’ampia Dinamica di oblio dello sguardo (la cosa che si sottrae Per sempre) e di memoria della parola, al punto da lasciar Cadere persino tutta la rete simbolica dell’acqua come Elemento lustrale. Tutte le sue declinazioni, che si tratti Di «neve» o di «pioggia», non soddisfano né l’anelito a Una rigenerazione, né, tanto meno, il desiderio della Durata; al contrario indicano una fine, il nulla dove non Resta alcun segno. Quelle di Pizzolitto sono impressioni Che si consumano nell’istante del loro rivelarsi: «La vita Che attraversiamo / a mezz’ora dall’autogrill. / Fibra Minuta, fragile. // Il nostro umano non restare, cadere, / Farsi pioggia in aprile. // Lasciare». Ecco come una Lontana eco ungarettiana può riverberarsi in un minimalismo Quotidiano, abbandonando la divisa dell’originale: «fibra» Che si riconosce, in uno stesso afflato unanimistico, come Metafora vegetale di una fragilità condivisa. Sulla scia di questa condivisione il poeta esplicita le Fonti con cui dialoga: Lorand Gaspar, Philippe Jaccottet, tra gli altri, soprattutto i Salmi. E sono infatti questi ultimi i segni tangibili di una teleologia del male che percorre la vecchia e la nuova storia, come se l’episodio del Getsemani non ne rappresentasse il preludio al culmine, ma una forma di ripiegamento dell’io dentro sé stesso, che trascende il recente patto con la divinità e ne fa occasione di discesa tra le proprie ombre. La seconda delle quattro sezioni che compongono il libro, Nelle stanze senza fuoco, ribadisce nel titolo l’assenza dell’elemento a cui si riferisce ed è introdotta, ancora con una metonimia che passa attraverso la citazione, da uno degli effetti del ripiegamento, il pianto. Odisseas Elitis lo riecheggia proprio da una dimensione famigliare, affettiva. Il pianto ottunde la vista, prelude a una dimensione di oscurità. Infatti sono «Le strade sporche della / notte» a Rappresentare un «passato / vile come un’ombra», che Insegue il soggetto con l’inaudita e perseverante fedeltà Di un cane. Nella povertà di questa luce appena accennata, nell’«indistinto pudore» che lascia scorgere i segni dell’abbandono, una vita intera è dismessa e insieme con essa il suo doppio filiale; il pianto invita al compianto. «Ora il tempo / è un nome senza colpa». Come la passione Spezza in due la Storia, così la morte spezza il legame Fisico e la memoria delle azioni, la frantuma in mille Rivoli, in un caleidoscopio impossibile da ricomporre in Una sola figura. L’avverbio di tempo scandisce la terribilità di un presente che segue un passato sempre più Indicibile, se non per le prismatiche rifrazioni della Lingua della poesia. Getsemani è dunque il libro del dolore E del lutto, dell’espiazione definitiva, e soprattutto Della proiezione tra le due rappresentazioni, padre e Figlio, di uno stesso soggetto. E come nelle Scritture è Solo il secondo che può dare voce al primo, qui si ripete La stessa dinamica, per cui l’identità è data dalla Comunanza del logos che solo può oggettivare, sul piano Dei significati, la responsabilità da una parte e il Compito dall’altra. Il dio esiste e si rivela nella debolezza del figlio, infine nella sua accettazione del male («eterna resa»); lì una condanna a morte efferata, qui il lungo consumarsi del corpo, che lascia a chi resta una sete insoddisfatta.
( Roberto Deidier )
Documentazione inviata da Fabio Petrilli e pubblicata da Elisa Mascia amministratore del blog nonsoloarteepoesia Magiche Emozioni dell’Anima
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La Writers Capital Internazionale Fondazione organizzerà “Mythic Inks” – Una grande celebrazione della Biennale di Agiografia e Innografia 2023 / Notizie / Edizione degli scrittori
Italia, 23 dicembre 2023 — La Writers Capital Internazionale Fondazione ospita attualmente “Mythic Inks”, una celebrazione vibrante e continua della BIENNALE DI AGIOGRAFIA E HYMNOGRAPHY 2023. L’evento, inizierà sabato 23 dicembre alle 17:00 EST e 20:30 IST, si svolge come un accattivante tributo all’arte spirituale dell’Agiografia e dell’Innografia.
Appassionati d’arte e illustri delegati si stanno immergendo nelle profonde espressioni della divinità intessute in ogni pennellata. La celebrazione si estende oltre le arti visive, con la Fondazione che ha promosso un’esplorazione collettiva della spiritualità attraverso il linguaggio universale dell’arte.
Un aspetto significativo dei festeggiamenti in corso è l’inaugurazione digitale del sito web rinnovato della Writers Capital Intl Foundation. Sotto la guida visionaria del carismatico fondatore e CEO, Preeth Nambiar, la Fondazione presenta un rinnovato spazio online progettato per approfondire il legame con la loro missione di diffondere valori umanitari attraverso la letteratura.
Mentre la celebrazione continua, i partecipanti hanno il privilegio di assistere alla presentazione dei capolavori degli artisti di talento che partecipano alla BIENNALE 2023. Ogni opera funge da pennellata eloquente, arricchendo il tessuto culturale dell’evento e contribuendo alla sinfonia divina.
La Writers Capital Intl Foundation estende un invito aperto agli appassionati d’arte e agli individui di tutto il mondo per prendere parte a questa continua celebrazione dell’arte spirituale. Per ulteriori domande e per provare “Mythic Inks”, visita la Writers Capital Intl Foundation o contatta info@writerscapital.org.
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Writers Capital Intl Foundation To Hold ‘Mythic Inks’ – A Grand Celebration Of Biennale Of Hagiography & Hymnography 2023 / News / By Writers Edition
Italy, December 23, 2023 — Writers Capital Intl Foundation is currently hosting ‘Mythic Inks,’ a vibrant and ongoing celebration of the BIENNALE OF HAGIOGRAPHY & HYMNOGRAPHY 2023. The event, which commenced on Saturday, December 23rd at 5:00 pm EST and 8:30 pm IST, unfolds as a captivating tribute to the spiritual artistry of Hagiography and Hymnography.
Art enthusiasts and distinguished delegates are immersing themselves in the profound expressions of divinity woven into every brushstroke. The celebration extends beyond the visual arts, with the Foundation fostering a collective exploration of spirituality through the universal language of art.
A significant aspect of the ongoing festivities is the digital inauguration of the Writers Capital Intl Foundation’s revamped website. Under the visionary leadership of Founder and CEO, Preeth Nambiar, the Foundation showcases a renewed online space designed to deepen the connection with their mission of spreading humanitarian values through literature.
As the celebration continues, attendees have the privilege of witnessing the unveiling of masterpieces from gifted artists participating in BIENNALE 2023. Each piece serves as an eloquent brushstroke, enriching the cultural fabric of the event and contributing to the divine symphony.
Writers Capital Intl Foundation extends an open invitation to art enthusiasts and individuals globally to partake in this ongoing celebration of spiritual artistry. For further inquiries and to experience ‘Mythic Inks,’ visit Writers Capital Intl Foundation or contact info@writerscapital.org.
Foto cortesia di Marco Antonio Rodriguez Sequeiros – Bolivia
Elisa Mascia di San Giuliano di Puglia (Italia). poetessa, scrittrice, declamatrice, divulgatrice culturale nel mondo e Pietro La Barbera, conduttore radiofonico, scrittore e ideatore del progetto “La voce del buio” e “Teatro al buio” per dare la possibilità di vedere a chi non ha la possibilità di vedere, ascoltando Continuano la ricerca della “Vera Bellezza” conoscendo l’anima speciale di Marco Antonio Rodriguez Sequeiros, poeta, manager culturale della Bolivia presentato dalla nostra amica, segretaria generale della Fondazione Writers Capital International Irene Doura-Kavadia
BIOGRAFIA di Marco Antonio Rodriguez Sequeiros
Economista di professione, autore, poeta e scrittore boliviano. È nato nella città di Potosí, ha completato i suoi studi e la sua formazione nella città di Tarija. Docente universitario per 2 semestri presso l’Università Autonoma “Juan Misael Saracho Tarija Bolivia”. Ha lavorato per 20 anni presso l’Istituzione non governativa Acción Cultural Loyola (ACLO), di cui 10 anni come economista sul campo e 10 anni come amministratore della stessa Istituzione. Ha lavorato in un’azienda fotografica e dal 23 aprile 2013 nell’azienda agrochimica AGROCAMPO. Per 15 anni ha sostenuto il Catechismo familiare e per 12 anni la Formazione degli agenti di pastorale familiare, nella Chiesa cattolica. Giovanissimo cominciò a dedicarsi alle arti letterarie, scrivendo poesie, preghiere, articoli e riflessioni. Ha partecipato a Concorsi Letterari, Antologie e Festival. Parte della sua produzione è stata pubblicata in newsletter mensili, antologie, eventi letterari internazionali e sui social network. È membro di diversi gruppi letterari su Facebook. Svolge funzioni amministrative in due Gruppi Letterari: “Rose e Orchidee Poetiche” e “Unione Mondiale dei Poeti Scrittori, il Messico e il Mondo”. È membro esecutivo della Writers Capital Foundation. Parte delle sue creazioni sono state tradotte in altre lingue… Il suo primo libro: “L’isola della Sirenetta” è stato pubblicato dalla Writers International Edition.
DOMANDE E RISPOSTE 1. Se potessi avere un solo superpotere, quale sarebbe?
Superpotere: potere mentale che mi aiuta a calmare la mente e il cuore e anche a calmare le menti e i cuori eccitati di tutti coloro che sono alla mia portata. Irradiando così armonia personale e pace interiore nel mondo…
2. Dove ti vedi tra cinque anni?
Con grande emozione dopo aver concluso e pubblicato almeno altri 4 libri che avevo già in programma: – Città Foresta – Il mondo di Leira – Continente Bianco – Città automobilistica
3. C’è una storia che ti piace raccontare?
Il mio rapporto con la Natura, principalmente con gli uccelli. Ho sperimentato l’agricoltura biologica e il mio amore per la natura è aumentato. Ho scritto alcuni dei miei indimenticabili aneddoti con gli uccelli. Un giorno, pieno di problemi nella mente, arrivando a casa, sentii cantare in sottofondo ai rumori mentali che portavo. Ha attirato la mia attenzione, ma ho continuato ad entrare in casa attraverso uno stretto corridoio, in quel momento ho sentito due uccelli volare che facevano rumore con le ali, mi sono passati accanto alla testa… Come se mi dicessero “Ehi, non essere triste, stiamo cantando per te.”… Quell’esperienza ha cambiato la mia giornata e ha cambiato la mia vita. Da quel giorno ascoltai con attenzione il canto degli uccelli e divenni così amico di essi che mi lasciarono tante storie scritte nel cuore. L’esperienza più strana che ho avuto finora è l’amore che ho avuto per un millepiedi, siamo diventati amici…
4. Se potessi cambiare una cosa di te stesso, quale sarebbe?
Essere più socievole. Avere più relazioni sociali; avere amici, festeggiare, partecipare a feste e divertirmi. Sono situazioni da cui ho preso le distanze e sono diventato dipendente dal lavoro, tanto che se non sono impegnato in qualcosa, sdraiato, seduto o in piedi, mi addormento… Mi dico: “Sono una macchina da lavoro e ho lo spegnimento automatico… quando non lavoro”. Le esagerazioni non fanno bene, non importa quanto siano buone. Vorrei ridurre la dipendenza dal lavoro e godere così di altre situazioni e occupazioni…
5. Quale musica ti fa pensare ai momenti più felici della tua vita?
Mio padre mi ha insegnato ad apprezzare tutti i tipi di musica. Ciò che più mi ricorda lui è la musica classica, ascoltavo le grandi orchestre ad alto volume e mi piaceva accompagnarlo perché mi faceva vibrare di emozione. Ho sempre visto la soddisfazione che provava mia madre quando lo vedeva seduto davanti alle casse a godersi la sua musica. Provengo da un matrimonio solido e da una famiglia unita… I momenti che ho trascorso con la mia famiglia d’origine sono stati quelli che mi hanno formato e mi hanno regalato i momenti più felici.
6. In quale momento della tua vita ti sei vergognato di più?
Mi piaceva così tanto la musica che formai un gruppo di musica folk e andai in una scuola di musica per imparare a suonare il pianoforte. Il mio io papà mi diceva: “impara a suonare il violino, posso comprarti il violino, ma non il pianoforte”. Non l’ho ascoltato. Quando è stato il momento di scegliere una professione, mi ha chiesto cosa avrei studiato, gli ho detto che mi sarebbe piaciuto studiare musica. Mi ha detto: “prima la professione e poi la musica; “Pochi si guadagnano da vivere con la musica”, e aveva ragione. Sono entrato all’Università, alla Facoltà di Economia e ho avuto la prima dura esperienza nei miei studi. Ho prestato più attenzione agli impegni di gruppo che agli studi universitari e ho perso un intero semestre. Non l’ho detto a mio padre e nemmeno lui me lo ha chiesto, ma ho deciso di dimostrare a me stesso che posso andare avanti, la vergogna mi ha dato la spinta. Ho iniziato a frequentare più materie dei miei compagni di classe per mettermi al passo con loro, ho formato gruppi di studio e loro mi hanno aiutato a isolarmi dai miei amici, dal gruppo e dall’alcol. Mi è piaciuto così tanto il ritmo che ho preso che non solo ho raggiunto i miei compagni di classe, la mia laurea invece di 5 anni mi sono laureato in quattro anni e mezzo, avendo saltato il primo semestre.
7. Cosa apprezzi di più nelle tue amicizie?
Mi vergogno di rispondere a questa domanda perché non ho amici fisici. Sì, ho imparato ad apprezzare i miei amici virtuali. Agli esordi, dopo alcuni momenti difficili della vita, ho osato pubblicare su Facebook quelli che chiamavo “i miei gridi letterari” e ho sentito il sostegno e l’affetto di diversi poeti, mi sono sentito valorizzato e compreso. Quell’apprezzamento che ho provato mi ha trasformato in uno dei poeti più emozionanti, che semina e innaffia affetto che raccolgo. L’insegnamento del catechismo mi ha ricordato “avevano un cuore solo e un’anima sola”, quando si riferivano alle prime comunità cristiane, e ugualmente credo che nella comunità dei poeti nel mondo ci sosteniamo e cresciamo insieme.
8. Ti consideri una persona dotata di iniziativa o preferisci che siano gli altri a prenderla?
Non sto cercando di essere un leader. Dove entro, per la mia dedizione e le mie proposte, involontariamente ho rilevato l’attività… La mia dipendenza dal lavoro e non sempre mi sento a mio agio e penso che neanche gli altri si sentano nella capacità di prendere iniziative ma decidiamo insieme.
– MI SONO ABITUATO A TE Mi sono così abituato a te,… alla tua presenza, al tuo accompagnamento, al tuo sorriso, al tuo amore… Eri l’ombra di cui avevo bisogno… quando avevo caldo, la stufa che mi scaldava dal freddo, lo scalpello che ha scolpito il mio essere, quando ne avevo bisogno, la fucina che mi ha aiutato… per perfezionare lo stampo.
Sei penetrata così tanto nella mia mente, Non posso smettere di averti vicino a me… non importa quanto lontana sei andato. Non posso dimenticare i momenti meravigliosi che ho vissuto con te, né i momenti più difficili… che ho trascorso al tuo fianco. Avrei tanto da dirti e ringraziarti… e… non sei più…!
Hai lasciato un segno profondo nel mio essere e mi sarà impossibile cancellarlo. Hai impresso la tua firma sulla mia vita e sarò ciò che hai creato in me. Mi hai lasciato segnato dal tuo essere e seguirò la tua strada… Cara mamma…! Che Dio ti abbia al suo fianco per sempre E, dal cielo e accanto a Lui, continua ad illuminarmi.
– NÉ TU NÉ IO Tu non sei “tu”…io non sono “io”… Siamo la nostra relazione… Il mio mondo è diverso dal tuo Le tue convinzioni non mi convincono… nemmeno le mie a te… Le mie verità sono contrarie alle tue… La tua conoscenza è opposta alla mia… La tua scienza, la tua analisi fredda e calcolatrice… i tuoi numeri e le tue statistiche ti supportano e, forse hanno ragione. La mia esperienza, l’insegnamento indelebile che la vita mi ha dato… le cadute nel corso degli anni… e i valori che ho ricevuto… di generazione in generazione… danno sufficiente fermezza alla mia ragione. La verità è che ci troviamo di fronte… I tuoi pensieri contro i miei… I miei concetti contro i tuoi… Le tue convinzioni contro le mie… I miei diritti contro i tuoi I tuoi obblighi contro i miei… Tutto ciò ci porta a quelli che vengono chiamati conflitti! Conflitto di ruolo… Chi è chi? Conflitto d’interessi… Chi ha il diritto e l’obbligo di cosa? Conflitto di poteri… Chi ha o dovrebbe decidere cosa? E’ vero, non c’è nulla che non possa essere deciso legalmente. Credo nella giustizia terrena… Diffido della giustizia manipolabile… Credo nella Giustizia divina, non tu, perché sei il tuo Dio…! Io credo nella pace e tu credi nella guerra, Quindi: non c’è riconciliazione! Siamo di fronte! Ma c’è una soluzione… Tu decidi per la tua vita e io decido per la mia… …. Come vorrei che tu mi capissi e rispettassi le mie ragioni…!!! …Come vorrei entrare nelle tue ragioni e influenzare le tue decisioni…!!! Ma no… è come voler annaffiare nel deserto… E i nostri incontri…. Sono stati trovati…! Non sei tu… non sono io E nemmeno tu! Nemmeno io! Il tuo mondo e il MIO MONDO…
– VOGLIO LIBERARTI DA ME!!! Ho bevuto fino all’ultima goccia di sudore… Fino all’ultimo sforzo, ho semplicemente… involontariamente ho tolto loro la volontà… non ho permesso loro di assaporare il piacere di raccogliere i frutti del loro lavoro… È necessario che io prenda il volo, affinché le tue ali crescano e abbiano abbastanza forza per spiccare il volo. Non voglio sentirmi in colpa per l’atrofia della volontà e dello sforzo in te. Ho sbagliato… e la mia presenza nella tua vita non ti permette di volare… È necessario che li lasci sola… All’inizio sarà difficile per te ma, se ci mettiamo impegno e perseveranza, riusciremo ad andare avanti… allora sarò soddisfatto… sarò felice… non importa quanto sarò lontano.. . Rinuncio a essere un ostacolo alla tua libertà e indipendenza, voglio che ti assuma la responsabilità della propria vita. Voglio liberarti da me!!! perché la mia presenza non aiuta, promuove dipendenza La mia assenza… costringerà la responsabilità dormiente e la volontà dormiente a risvegliarsi in te. Non è un abbandono… è un grido di libertà. E’ vero che mi libero anche da te ma, l’importante è che tu ti liberi da una silenziosa dittatura della comodità!!! Forgerete nuove ali… non importa se siano di bronzo, argento o oro… l’importante è che ti senta vincitore in pieno volo… È il mio turno di trasformare le mie ali d’acciaio in ali dal piumaggio più leggero, per elevare la mia anima dove si trova Dio. Allora mi sentirò libero, allora griderò in silenzio che il mio volo era nel momento giusto, il mio addio era in orario!!!
*** Elisa Mascia de San Giuliano di Puglia (Italia). poetisa, escritora, declamadora, divulgadora cultural en el mundo. Continúan con Pietro La Barbera, locutor de radio, escritor y creador del proyecto “La voz de la oscuridad” y “el teatro en la oscuridad” para dar la oportunidad de ver a quien no tiene la oportunidad de ver, Escuchando. la búsqueda de la “Verdadera belleza” conociendo el alma especial de Marco Antonio Rodriguez Sequeiros, poeta, gestor cultural de Bolivia Presentado por nuestra amiga , secretaria generale de la Writers Capital International Foundation Irene Doura-Kavadia
BIOGRAFÍA Economista de profesión, Autor, poeta y escritor de Bolivia.
Nació en la ciudad de Potosí, realizó sus estudios y formación en la ciudad de Tarija.
Docente universitario durante 2 semestres en la “Universidad Autónoma Juan Misael Saracho Tarija Bolivia”.
Trabajó en una Institución no gubernamental Acción Cultural Loyola (ACLO) durante 20 años, 10 años como economista de campo y 10 años como Administrador de la misma Institución. Trabajó en una Empresa Fotográfica y desde el 23 de abril de 2013 en la Agroquímica, AGROCAMPO.
Durante 15 años apoyó a la Catequesis familiar y 12 años a la Formación de Agentes de Pastoral Familiar, en la Iglesia Católica.
De muy chico comenzó a dedicarse a las artes literarias, escribió poemas, oraciones, artículos y reflexiones. Participó en Concursos Literarios, Antologías y Festivales.
Parte de su producción ha sido publicado en Boletines mensuales, Antologías, Eventos literarios internacionales y en las Redes Sociales.
Es miembro de varios grupos literarios en Facebook. Cumple funciones de Administración en dos Grupos Literarios: “Rosas y Orquídeas Poéticas” y “Unión Mundial de Poetas escritores, México y el Mundo”. Es Miembro Ejecutivo de Writers Capital Foundation.
Parte de sus creaciones han sido traducidas a otros idiomas…
Su primer libro: “La Isla Sirenita” fue publicado en Writers International Edition.
RESPUESTAS
1. Si solo pudieras tener un superpoder, ¿cuál sería?
Superpoder: Poder mental que me ayude a tranquilizar mi mente y mi corazón y también calmar las mentes y los corazones exaltados, de todos los que estén a mi alcance. Así irradiar Armonía personal y paz interior en el mundo…
2. ¿Cómo te ves dentro de cinco años? Con mucha emoción después de concluir y publicar al menos 4 libros más que ya los tengo planificados:
– CiudadBosque
– El Mundo de Leira
– Continente Blanco – Ciudad automática
3. ¿Hay alguna historia que te guste contar?
Mi relación con la Naturaleza, principalmente con las aves. Experimenté la agricultura ecológica y aumentó mi amor por la naturaleza. Escribí algunas de mis anecdotas inolvidables con las aves. Un día, lleno de problemas en mi mente, llegando a casa, escuché cantos de fondo a los ruidos mentales que traía; me llamó la atención, pero seguí entrando a la casa por un pasillo angosto, en ese momento sentí a dos aves volando que hacían ruido con sus alas, pasaron rosando mi cabeza… Como diciéndome “Hey, no estés triste, para ti estamos cantando”… Esa experiencia cambio mi día y cambió mi vida. A partir de ese día escucho con atención el canto de las aves y me hice tan amigo de ellas que me dejaron muchas historias escritas en mi corazón. La experiencia más rara que me tocó vivir hasta el momento es el cariño que le tomé a un ciempiés, nos hicimos amigos…
4. Si pudieras cambiar algo de ti mismo, ¿qué sería? Ser más social. Tener más relación social; tener amigos, festejar, participar de fiestas y diversiones. Son situaciones de las que me alejé y me volví adicto al trabajo, tanto que si no estoy haciendo algo, echado, sentado o parado, me duermo… Yo mismo digo, “soy una máquina de trabajo y tengo apagado automático… cuando no estoy trabajando”. Las exageraciones no son buenas, por más buenas que sean. Quisiera reducir la adicción al trabajo y así disfrutar de otras situaciones y ocupaciones…
5. ¿Qué música te hace pensar en los momentos más felices de tu vida?
Mi papá me enseñó a apreciar toda clase de música. Lo que más me recuerda a él es la música clásica, Grandes Orquestas escuchaba con un volumen fuerte y me gustaba acompañarle porque me hacía vibrar de emoción. Siempre veía la satisfacción que tenía mi mamá cuando le veía sentado frente a los parlantes disfrutando de su música. Yo salí de un matrimonio sólido y una familia unida… Los momentos que pasé con mi familia de origen fueron los que me formaron y me dieron los momentos más felices.
6. ¿En qué momento de tu vida sentiste más vergüenza?
Me gustaba tanto la música que formé un conjunto de música folclórica y entre a una Escuela de música para aprender a tocar piano. Mi papá me dijo, “aprende a tocar violín, violín te lo puedo comprar, piano no”; no le escuche. Cuando me tocaba elegir la profesión me preguntó que iba a estudiar, le dije quisiera estudiar música. Él me dijo, “primero la profesión y después la música; con la música pocos se ganan la vida”, y tenía razón. Entré a la Universidad, a la Facultad de Economía y tuve la primera experiencia dura en mis estudios. Atendía más los compromisos de mi conjunto que los estudios de la Universidad y perdí un semestre completo. No se lo dije a mi padre y tampoco me pregunto, pero me propuse mostrarme a mí mismo que puedo salir adelante, la vergüenza me dio impulso. Comencé a tomar más materias que mis compañeros para nivelarme a ellos, formé un grupos de estudios y ellos me ayudaron a aislarme de mis amigos, el conjunto y el alcohol. Me gustó tanto el ritmo que tomé que no solo me nivelé a mis compañeros, mi carrera es de 5 años y egresé en cuatro años y medio, habiendo perdido el primer semestre.
7. ¿Qué es lo que más valoras de tus amistades?
Me da vergüenza responder esta pregunta porque no tengo amistades físicas. Sí, aprendí a valorar a mis amistades virtuales. En mis inicios, después algunos golpes de la vida, me atreví a publicar en el Facebook lo que llamé “mis gritos literarios” y sentí el apoyo y cariño de varios poetas, me sentí valorado y comprendido. Ese aprecio que sentí me convirtió en uno de los poetas más emotivos, que siembra y riega cariño; también cosecho. Me hizo recuerdo a mi catequesis “tenían un solo corazón y una sola alma”, cuando se referían a las primeras comunidades cristianas, y creo que en la comunidad de poetas del mundo nos apoyamos mutuamente y vamos creciendo juntos.
8. ¿Te consideras una persona con iniciativa o prefieres que otros la tomen?
No busco ser líder. Dónde ingreso, por mi entrega y propuestas, sin querer me adueñó de la actividad… Mi adicción al trabajo y no siempre me siento bien y creo que otros tampoco.
ME ACOSTUMBRÉ A TI
Me acostumbré tanto a ti,…
a tu presencia,
a tu acompañamiento,
a tu sonrisa, a tu cariño…
Fuiste la sombra que necesité…
cuando sentía calor,
el fogón que calentaba mi frio,
el cincel que esculpía mi ser,
cuando lo necesitaba,
la fragua que me ayudaba…
a un moldeado perfecto.
Te has penetrado tanto en mi mente,
que no puedo dejar de tenerte cerca de mí,…
por más lejos que te hayas ido.
No puedo olvidar los momentos maravillosos
que viví junto a ti,
tampoco los momentos más difíciles…
que pasé a tu lado.
Tengo tanto que decirte y agradecerte…
y… ¡ya no estas…!
Dejaste una huella profunda en mi ser
y me será imposible borrar.
Estampaste tu firma en mi vida
y seré lo que tú creaste en mí.
Me dejaste marcado por tu ser
y seguiré tu camino…
¡Mamita querida…!
Que Dios te tenga a su lado por siempre
Y, desde el cielo y junto a Él,
sígueme iluminando.
NI TÚ, NI YO
No eres “tú”… no soy “yo”…
Son nuestras relaciones…
Mi mundo es distinto al tuyo
Tus creencias no me convencen…
las mías tampoco a ti…
Mis verdades son contrarias a las tuyas…
Tu conocimiento está enfrentado al mío…
Tu ciencia, tus fríos y calculadores análisis…
tus números y estadísticas te respaldan y,
quizás te dan la razón.
Mi experiencia,
la imborrable enseñanza que me dio la vida…
las caídas en el paso de los años…
y los valores que he recibido…
de generación en generación…
dan la firmeza suficiente a mi razón.
Lo cierto es que estamos enfrentados…
Tus pensamientos contra los míos…
Mis conceptos contra los tuyos…
Tus creencias contra las mías…
Mis derechos contra los tuyos
Tus obligaciones contra las mías…
Todo esto nos lleva a lo que se llama ¡Conflictos!
Conflicto de roles… ¿Quién es quién?
Conflicto de intereses…
¿Quién tiene derecho y obligación a qué?
Conflicto de Poderes…
¿Quién tiene o debe decidir sobre qué?
Es cierto, no hay nada que no se pueda decidir jurídicamente.
Tú crees en la justicia terrena…
yo desconfío de una justicia manipulable…
Yo creo en la Justicia divina,
tú no, porque ¡Tú eres tu dios…!
Yo creo en la paz y tu crees en la guerra,
Por tanto: ¡No hay reconciliación!
¡Estamos enfrentados! Pero, hay solución…
Tú decides por tu vida y yo decido por la mía…
…. ¡Como quisiera que me comprendas
y respetes mis razones…!!!
… ¡Como quisiera entrar en tus razones
e influir en tus decisiones…!!!
Pero no… es como querer regar en el desierto ….
Y, nuestros encuentros…. ¡Están encontrados…!
No eres tu… no soy yo
¡Ni tú! ¡Ni yo!
Tu mundo y MI MUNDO…
¡QUIERO LIBERARLES DE MI!!!
Me bebí hasta la última gota de sudor…
Hasta el último esfuerzo, yo sólo…
Sin querer, les quité la voluntad… no les permití saborear el placer de cosechar los frutos del trabajo…
Es necesario que yo levante vuelo, para que las alas de ustedes crezcan y tengan la fortaleza suficiente para emprender vuelo
No quiero sentirme culpable de la atrofia de la voluntad y el esfuerzo en ustedes
Yo me equivoque… y mi presencia en sus vidas no les permite volar… Es urgente que les deje solos…
Al principio les costará pero, si le ponen empeño y perseverancia, lograrán salir adelante… entonces yo estaré satisfecho… yo estaré feliz… por más lejos que me encuentre…
Renuncio a seguir siendo un obstáculo en su libertad y en su independencia, quiero que asuman con responsabilidad sus vidas.
¡Quiero liberarles de mi!!! porque mi presencia no es ayuda, es fomentar la dependencia
Mi ausencia… obligará a despertar en ustedes, la responsabilidad dormida y la voluntad adormecida
No es un abandono… es un grito de libertad.
Es cierto yo también me libero de ustedes pero, lo importante, es que ¡ustedes se liberan de una silenciosa dictadura de la comodidad!!!
Ustedes forjarán nuevas alas… no importa si son de bronce, plata o de oro… lo que importa es que se sientan ganadores en pleno vuelo…
Me toca convertir mis alas de acero en alas del más liviano plumaje, para elevar mi alma hasta donde está Dios. ¡Entonces me sentiré libre, entonces gritaré en silencio que ¡Fue a tiempo mi vuelo, que fue a tiempo mi adiós!!!
Dedica da Irene a Marco Antonio Rodriguez Sequeiros
Quasi due anni fa ho avuto il piacere di incontrare un essere umano così speciale con virtù prevalse in altri secoli, che lo distinguevano dagli altri. Un gentiluomo pieno di affetto per tutta l’umanità, con un cuore colmo di nobili sentimenti rivolti verso tutti coloro che lo circondano. Il nostro incontro è avvenuto nel contesto del grande Festival Internazionale della Letteratura Panorama 2022 della Writers Capital Foundation dove lui è stato uno dei poeti partecipanti. La sua poesia era fantastica. La sua personalità ci ha subito colpito e ora fa parte della grande famiglia di Writers come membro esecutivo del Festival Letteratura Panorama all’interno del comitato organizzatore! Lui altri non è che Marco Antonio Rodríguez Sequeiros, autore di una magnifica opera letteraria. Un’opera che apre le porte ad un mondo oltre il nostro. Non solo perché non ha nulla della nostra era tecnologica, non ha rumori né veicoli né inquinamento, ma perché in questo mondo prevalgono valori quasi rari nel nostro tempo, come il rispetto di tutti gli esseri viventi e della natura, la tolleranza, la fratellanza … Di conseguenza, in questo mondo mistico e nascosto dominano l’armonia e la sintonia, che giocano un ruolo centrale in questa storia. Il racconto di questa storia inizia con un sogno del narratore e quel sogno lo porta su un’isola meravigliosa, che l’autore descrive come un’oasi all’interno del mondo inquinato in cui viviamo; un’oasi magica piena di vita dove tutto ha spirito, è vivo e può anche parlare! L’autore assorbe la magia di questo nuovo mondo; di questa nuova creazione, che invita a rinascere e a sentire tutto non solo con i tuoi cinque sensi ma con tutto il tuo essere! E man mano che il filo della storia si sviluppa, il narratore diventa un uomo nuovo! Un eroe pronto a salvare il suo pianeta in via di estinzione… Tra le pagine di questo affascinante racconto il lettore troverà un mondo che sembra un paradiso inaccessibile; In questo viaggio nel mondo della fantasia ti divertirai e ti sentirai leggero e libero come una rondine. Inoltre, rifletterà, si preoccuperà, filosoferà e alla fine incontrerà il proprio alter ego attraverso gli occhi dei protagonisti in totale sintonia con la sua anima interiore, che rimane sempre giovane e pura da tutta la sporcizia del nostro mondo imperfetto.
Congratulazioni per tutto quello che fai, Marco Antonio Rodríguez! Sono orgoglioso di te e della tua Isola della Sirenetta! Sono sicura che tutti i lettori apprezzeranno la tua storia e aspetteranno con impazienza di leggere lo sviluppo della trama e i personaggi principali nelle prossime parti della trilogia.
Irene Doura-Kavadia Letteraria, linguista Segretaria generale della Writers Capital Foundation Redattrice capo della Writers International Edition E soprattutto amica
INFORMAZIONI SUL PANORAMA
“Il Festival Internazionale della Letteratura Panorama 2024, riconosciuto come il più grande festival letterario del mondo, ha alzato ancora una volta il sipario!
Giunto alla sua quinta stagione, questo monumentale festival letterario, organizzato dalla Writers Capital Foundation e sostenuto dalle Nazioni Unite, si svolgerà nel gennaio 2024 e vedrà la partecipazione di oltre 87 paesi da tutto il mondo. Il festival, che detiene il record mondiale come festival di letteratura multilingue più longevo, è dedicato alla promozione dei valori umanitari, alla promozione degli scambi culturali e alla fornitura di una piattaforma per poeti e scrittori contemporanei di tutto il mondo. La Writers Capital Foundation, dedicata a diffondere i potenti valori dell’umanità attraverso la letteratura, mira a facilitare lo scambio culturale e aiutare gli scrittori ad ampliare i propri orizzonti. Il programma unico incoraggia gli scrittori a impegnarsi nella comunicazione interculturale, favorendo il dibattito e affermando il potere della parola scritta.
Il festival ha già esplorato temi come la natura, il vuoto, il caos, l’aria e il respiro. Il tema del festival di quest’anno è “Fire, the Spark”, che esplora la duplice natura del fuoco come forza di pensiero, passione, purificazione e distruzione.
Tema: Fuoco Nell’eterna danza dell’esistenza, l’antico simbolo del fuoco testimonia la duplice natura della vita: distruzione e creazione, caos e ordine, disperazione e speranza. Il Festival Internazionale della Letteratura Panorama 2024, intitolato ‘Agni: The Spark’, si ispira a questo dualismo. Il fuoco come concetto filosofico profondo: La scintilla della creatività illimitata: L’elemento Fuoco come pericolo che risuona con il riscaldamento globale: La fiamma come forza che accende la passione interiore:
Abbracciando la duplice natura del fuoco, ci imbarchiamo in un viaggio letterario che fonde distruzione e creazione. “Siamo fiduciosi che il festival non solo incoraggerà gli intellettuali ad approfondire gli aspetti filosofici più profondi dell’elemento fuoco, ma trasmetterà anche un messaggio globale sull’importanza di salvaguardare il nostro ambiente per le generazioni future”, ha affermato Preeth Nambiar, fondatore e presidente. della Fondazione International Writers Capital e Presidente del Festival Panorama.
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Dedicatoria de Irene para Marco
Hace casi dos años he tenido el placer de conocer a un ser humano tan especial con virtudes que prevalecían en otros siglos, que lo hacían destacar de los demás. Un caballero lleno de afecto para toda la humanidad, con un corazón pleno de sentimientos nobles dirigidos a todos alrededor de él. Nuestro encuentro era en el contexto del gran Panorama International Literature Festival 2022 by Writers Capital Foundation donde él era uno de los poetas participantes. Su poema era fantástico. Su personalidad nos impresionó inmediatamente y él forma ahora parte de la grande familia de Writers como miembro ejecutivo del Festival Panorama de la Literatura dentro del comité organizador! Él no es otro que Marco Antonio Rodríguez Sequeiros, el autor también de una obra literaria magnifica. Una obra que abre la puerta a un mundo más allá del nuestro. Un mundo místico y ocultado donde dominan la armonía y la sintonía, que juegan un papel central en esta historia. Dentro de las páginas de esta historia fascinante el lector va a encontrar un mundo que parece al paraíso inaccesible; se va a divertir y a sentir ligero y libre como una golondrina. Además, reflexionará, se preocupará, filosofará y al final conocerá a su propio alter ego a través de los ojos de los protagonistas. Felicitaciones por todo lo que haces, Marco Antonio Rodríguez! Estoy orgullosa de tí y de tu Isla Sirenita! Y también te lo agradezco todo tu apoyo en nuestro festival de Literatura Panorama.
SOBRE PANORAMA
“¡El Festival Internacional de Literatura Panorama 2024, reconocido como el festival literario más grande a nivel mundial, ha vuelto a levantar su telón!
En su quinta temporada, este monumental festival de literatura, organizado por la Writers Capital Foundation y respaldado por las Naciones Unidas, se llevará a cabo en enero de 2024 y contará con la participación de más de 87 países de todo el mundo. El festival, galardonado con el récord mundial como el festival de literatura multilingüe de mayor duración, está dedicado a promover valores humanitarios, fomentar intercambios culturales y proporcionar una plataforma para poetas y escritores contemporáneos de todo el mundo. La Writers Capital Foundation, dedicada a difundir los poderosos valores de la humanidad a través de la literatura, tiene como objetivo facilitar el intercambio cultural y ayudar a los escritores a ampliar sus horizontes. El programa exclusivo alienta a los escritores a participar en la comunicación intercultural, fomentando debates y afirmando el poder de la palabra escrita.
El festival ha explorado previamente temas como la naturaleza, el vacío, el caos, el aire y la respiración. El tema del festival de este año es ‘Fuego, la chispa’, que explora la naturaleza dual del fuego como fuerza de pensamiento, pasión, purificación y destrucción.
Tema: El fuego En la danza eterna de la existencia, el antiguo símbolo del fuego es evidencia de la doble naturaleza de la vida: destrucción y creación, caos y orden, desesperación y esperanza. El Festival Internacional de Literatura Panorama 2024, titulado ‘Agni: La chispa’, se inspira en este dualismo. El fuego como concepto filosófico profundo: La chispa de la creatividad ilimitada: El elemento Fuego como peligro que resuena en el calentamiento global: La llama como fuerza que enciende la pasión interior:
Abrazando la naturaleza dual del fuego, nos embarcamos en un viaje literario que fusiona la destrucción y la creación. “Confiamos en que el festival no sólo alentará a los intelectuales a profundizar en los aspectos filosóficos más profundos del elemento fuego, sino que también transmitirá un mensaje global sobre la importancia de salvaguardar nuestro medio ambiente para las generaciones futuras”, afirmó Preeth Nambiar, fundador y presidente de la Fundación Internacional Writers Capital y Presidente del Festival Panorama.
Biografia di Antonio Escobar Mendivez Sono nato nel centro termale “La Boca del Río”, nel distretto di Jequetepeque, sulle rive della Huaca “Dos Cabezas”. Mia madre, Maria Luisa Mendívez Rios, mi portò per mano tra gabbiani e pellicani.
Mio padre, don Ippolito Cassiano Escobar Urcia, ci ha donato affetto e calore. Aveva un piccolo appezzamento, lì costruì la nostra casetta di campagna accanto a un vecchio carrubo. Con lui ci ha dato la sua ombra, la sua forza e le sue parole affettuose. Era un eccellente narratore di storie.
Eravamo diciotto fratelli, sedici si sono imbarcati nella carrozza della morte, in viaggi interminabili di felici sogni, orizzontali e silenziosi. I due sopravvissuti, siamo a Trujillo, ad ascoltare le nostre voci in lontananza.
Mamma era una donna instancabile, contadina di padri panettieri, faceva partorire la terra con fatica e sudore. La piccola parcellita coltivata con le sue mani ci prodigava patate dolci, piselli, erba medica, cetrioli, mais, zucche. Il mare sempre così buono, riempiva i nostri canestri di ancochi, granchi, muimuyes, lumache, cialde e alghe; e il canale che passava accanto alla casa, ci dava gamberi e pesci, che cucinati da mia madre, con squisita stagionatura, erano una benedizione. La vita era allora, con i suoi limiti, un cielo celeste con stelle e nuvole, come coppette di cotone.
Poi dovremmo trasferirci a vivere a Jequetepeque, nella tranquillità delle sue strade, correndo e disegnando nella morbidezza della sua terra, le tracce dei miei piedi. Lì nella Scuola Nº 241 iniziai a studiare l’educazione elementare. Francisco Reyna, fu il mio primo maestro.
Era un vero artista. Le tele che dipinse per la decorazione della scuola e la musica del valzer “El Labriego”, che cantava accompagnato dal suo favoloso mandolino, furono incise, sia i suoi dipinti, che fino ad ora ricordo i fiori bianchi del paesaggio, il tenero cervo che beve l’acqua del ruscello e gli accordi della melodia di quel bel valzer. Aveva una risata contagiosa di risate rumorose. Il modo di insegnarci nuove conoscenze è stato per me molto importante, per questo ho terminato i miei studi al primo posto e sono stato amato da tutti gli insegnanti di quella vecchia scuola, che oggi con un altro nome, esiste nella mia terra natale. Nella Grande Unità Scolastica “José Andrés Rázuri” di San Pedro de Lloc ho studiato il primo e il secondo anno di liceo e nella Grande Unità Scolastica “Antonio Raimondi” di Pacasmayo, ho concluso la mia giornata studentesca. Con Andrés Ulffe Costilla (ora professore uscente) e il poeta Elqui Burgos (residente in Francia) scrivevamo e leggevamo diverse opere letterarie e formavamo circoli di studi. Mentre l’insegnante di matematica spiegava le lezioni, io divoravo, sotto la lavagna del raccoglitore, qualche opera letteraria.
Ho vissuto a Pacasmayo fino al 1965 a casa di mio cognato, il giornalista Ernesto Medina Mattovich, possessore di una bella biblioteca dove accanito ho letto, in particolare, i libri di poesia e narrazione.
Quando frequentavo il quarto anno di scuola superiore ho occupato il secondo posto nel concorso di poesia indetto dal Consiglio Provinciale del Pacasmayo in occasione del Centenario della Provincia del Pacasmayo, con il poemario “Pacasmayo Tributo”. Le poesie per questo concorso me le ha chieste il mio compagno di classe Marcelino Burga Alvarez, che le ha mandate al concorso, senza consultarmi; è una sorpresa la notizia sul quotidiano “La Unión de Pacasmayo. Al quinto anno di scuola superiore, il consiglio distrettuale di Chepén ha indetto un concorso letterario in occasione della sua VI settimana giubilare. Lì è stato premiato il poema “Miseria e fame”, con bottone d’oro e diploma d’onore e mille soli. Quello stesso anno il Centro Sociale del Dipendente di Pacasmayo, pubblicò le basi del Concorso letterario al quale presentai la mia poesia “Il mio amore è una sardina” colui che occupò il primo posto.
Sono autodidatta. Mi sono dedicato al lavoro e allo studio della sociologia e della letteratura, preparandomi alla vita. Ho fatto pittura pubblicitaria e lavorato in varie aziende.
A Jequetepeque, nel 1966, pubblichiamo con Noemi Arana Cortez e un gruppo di giovani la rivista letteraria “El Rio”. Nel 1968 con Nora Lingán Rodríguez e Alejandro Zamora Saavedra, la rivista letteraria “Dimension, e abbiamo propiziato la nascita del gruppo letterario “José Carlos Mariátegui”, con il quale abbiamo realizzato un ciclo di conferenze e recital nel porto di Pacasmayo.
Il 1º gennaio 1969 mi unii in matrimonio con la poetessa Noemi Arana Cortez, residente a Lima negli anni 1969 e 1970. A Bellavista (Callao, nasce mia figlia Natasha (1969). Nel 1970 pubblicò il mio primo libro “La Miseria y el Hambre” con prologo del vate ascopano Carlos del Río León e scrissi cronache e poesie per il quotidiano “La Unión” di Pacasmayo, del ricordato amauta del giornalismo don Manuel Pastor Ríos, nonché per il quotidiano “La Gaceta” di Trujillo e “Scoop” di Chepan. Nell’agosto 1970 nasce mio figlio Winston Pavel Boris Antonio. Colaboro con “Inkari” nel 1974, anno in cui nasce mio figlio Luis Karim Yuván. Ognuno dei miei figli inizia a dipingere dall’età di tre anni, motivati dal mio lavoro in quest’arte. Con loro ho realizzato esposizioni pittoriche in vari luoghi della Valle Jequetepeque e in qualche occasione con l’eccellente pittore costumbrista Eladio Ruíz, nella città di Guadalupe. Nel 1975 pubblicò il libro “Memoria dei Giorni” con la prefazione dell’avvocato e poeta Miguel Mendiburo Mendocilla. Il 7 luglio 1977 con Miguel Noriega Chiquilín, Carlos Horna Santa Cruz, Noemi Arana de Escobar, pubblichiamo il primo numero della rivista letteraria “Runakay”. Questa pubblicazione fatta a Semán (comprensione del distretto di Guadalupe, Provincia del Pacasmayo, Regione La Libertad) ha raggiunto dimensione internazionale, con i suoi 18 numeri e più di 65 separati di scrittori nazionali e stranieri.
Nel 1978 pubblica il libro “Rumor del Hambre”, nel 1979 il libro “Kurur” (“Ovillo”) con José Pinedo Pajuelo e Noemi Arana con prologo del poeta e narratore Oscar Colchado Lucio e il poeta Manuel Orlando Uceda Campos. Nello stesso anno in occasione dell’anniversario degli eroi civili guadalupani Fernando, Justo Albújar e Manuel Guarniz, pubblicò la distinta “Trilogia Luminosa”. Nel 1980, il poemario “Madre”. Nel 1982 con l’esposizione della rivista letteraria “Runakay” e recital poetico realizzato presso l’Istituto Regionale di Cultura di Chiclayo, ho presentato il poemario “Tre voci di Runakay” con Natasha Escobar Arana e Noemí Arana Cortez. Nel 1984, tutta la famiglia Escobar-Arana, ha partecipato al II Incontro Nazionale degli Scrittori di Letteratura Infantile e Giovanile, realizzato a Chiclayo. Nel 1984, con mio figlio Winston Pavel Boris Antonio, abbiamo partecipato al IV Incontro Nazionale degli Scrittori di Letteratura Infantile e Giovanile, realizzato ad Ica, dove ho presentato il libro di poesia infantile “El Grillito Serafín”. Freddy Gambetta, poeta taccagno, in una delle sue lettere alla fine di quell’anno, suggerisce l’idea di riunire tutti i poeti pubblicati da “Runakay” in un “Incontro” che servirebbe per scambiare esperienze e idee letterarie. Questo suggerimento si concretizza il 6,7 e l’8 giugno 1986, nel Primo Incontro Nazionale degli Scrittori svoltosi a Guadalupe, città che si vestì della parola bella, quando si riunì al Tigres Club, Club Union, Biblioteca Municipale e la Grande Unità Scolastica Nuestra Señora de Guadalupe, più di 70 poeti venuti da diverse parti della patria. Quest’anno pubblico con lo pseudonimo di José Luis Martin il poemario “Cuore di fuoco” e assisto al V Incontro Nazionale di Letteratura Infantile e Giovanile tenutosi a Trujillo. Nel 1988 ha pubblicato il libro “Ronda de Amor, poesia per bambini e mi è stato assegnato il premio alla qualità letteraria per i miei racconti “Huellas” presentato al concorso “Historia de mi organización” indetto dal Centro Servicios Educativo Rurales (SER) della città di Lima. Nel 1989 pubblica la decima “Canto e Cammino”, nel 1992 il libro “Remanso de Amor”. L’anno 2003 pubblica “Jequetepeque, Aurora nella Storia” (decime) e l’anno 2004, il libro “Al Compasso della Spinella” (decime). Nel 2007 “Poesie per tutti i giorni, recitiamo insieme” poesia per bambini.
Tra il 1980 e il 1984 saremo immersi nel giornalismo radiale con il notiziario “Foro 80” in radio “Albújar” di Guadalupe. All’epoca apparteneva al Circolo dei Giornalisti “José Carlos Mariátegui” della Provincia di Pacasmayo. In questo lasso di tempo apparve anche il programma radiofonico per bambini “La Barchetta di Carta” condotto dai miei figli Natasha, Winston Pável Boris Antonio e Luis Karim Yuván (5, 9 e 10 anni) Entrambi i programmi godettero di ampia sintonia nella Valle Jequetepeque. Dal 1987 al 1988 abbiamo diretto il programma radiale Surco, per radio San Sebastián de Chepén e pubblicato il bollettino con lo stesso nome. (Surco)
Dal 7 luglio 1977 apparve il numero iniziale della Rivista Letteraria “Runakay”, questa circolò tra studenti e studiosi della letteratura peruviana. Fino al luglio 1983, sono stati pubblicati 18 numeri della rivista che hanno avuto un itinerario glorioso in Perù e all’estero. In queste successive edizioni siamo riusciti a pubblicare opere di oltre millecinquecento scrittori e poeti romanzi e consacrati. Al momento della pubblicazione di questi numeri della rivista, apparve la serie di separati che vennero a costituirsi in edizioni personali di 68 scrittori dal Perù e dall’estero, oltre alla pubblicazione di altri libri e due della serie Maggiore di “Runakay” che abbiamo diretto con il poeta e scrittore Jesús Cabel Moscoso. La distinta Nº 46 “L’Arca di Carta” di Jesús Cabel, con le illustrazioni di Natasha, Winston Pável Boris Antonio e Luis Karim Yuván è stata riprodotta interamente a colori in Paraguay, dall’editrice Continental che pubblica il quotidiano “News” con un’ampia tiratura.
La vita mi ha dato la soddisfazione di incontrare molti artisti e intellettuali del Perù e dell’estero, amici di un’anima straordinaria. I miei figli sono riusciti a professionalizzarsi con successo. Natasha, che ha pubblicato “Antologia della poesia sovietica” è Biologo con maestria. Winston Pavel Boris Antonio che ha iniziato a dipingere e scrivere poesie, ha studiato musica nella specialità Chitarra Classica ed è laureato e magister in Management. Luis Karim Yuván, avvocato con master in diritto civile e commerciale e coltivatore di musica ed è professore universitario. Mia moglie, oltre che eccellente madre, ha studiato l’inglese, è poeta e narratrice; collabora e incoraggia l’attività letteraria, essendo la critica principale della mia opera.
Attualmente ho poesia e prosa inedite non raccolte in libro e pronto per la pubblicazione il libro di poesie per bambini “Uni versos de tenerura”, “Ballet de Amor” e “Entre el canto dell’acqua le orme del ricordo” (Cuentos). Nel 2006 il Consiglio distrettuale di Guadalupe ha pubblicato il mio libro di decima “Cantar de Cima” Nel 2008 ho pubblicato la seconda edizione del libro di poesia per bambini “El GRILLITO SERAFÍN”.
Ho lavorato alla Difesa Popolare del Centro di Sviluppo Runakay che ha prestato consulenza legale agli utenti delle aree marginali della Valle Jequetepeque gratuitamente. Ho anche prestato servizio nella Biblioteca dell’Università privata “Juan XX” e nella biblioteca dell’Università Nazionale di Trujillo con sede a Guadalupe.
Risiedo a Semán, simpatico centro abitato di Guadalupe, da dove comunico con il resto del mondo. I miei lavori sono pubblicati da giornali e riviste nazionali e sono stati commentati in Perù, Spagna, Messico, Argentina, Colombia, ecc. Scrivo su reti sociali virtuali di poesia. Sono in corrispondenza con scrittori nazionali e stranieri.
Ancora vivo con il rumore del mare nelle mie orecchie, il canto degli uccelli nel mio micro ecosistema semanense, circondati da batrazi, lucertole, aironi, il verde degli alberi, la musica del vento, con l’immenso amore dei miei figli, di mia moglie, che innalza l’aurora quotidiana nei nostri occhi.
Domande intervista ad Antonio Escobar Mendivez poeta
– Dove stai andando e cosa sei venuto a fare in questo mondo?
Vado dove devo andare, dove mi porta il destino stretto sulla strada, la gioia di vivere. Dove devo adempiere doveri del cittadino, poter stringere la mano a chi ha bisogno di aiuto. È lì che si muove la mia anima abbracciare il fratello.
Ho intenzione di seminare il seme d’amore e d’amicizia, coltivare la fraternità con il mio semplice sorriso. Vado a modellare l’argilla con uno sforzo assoluto, e vestirsi di bianco in lutto sempre con la voce pronta e dove trovo qualcosa di triste coltivare il dolce frutto.
Sono venuto al mondo e ho visto il mare con migliaia di domande, Ne leggo le onde profumate e lì ho cominciato a pescare. Poi ho iniziato a navigare per i giorni, per gli anni, Ho assaggiato il male, il danno e li ho chiusi nei miei versi. C’erano spine, erano lisce Sono andato su e giù per i gradini.
Coltivavo le risaie nella mia infanzia in una piccola città, e con la brezza divina Ho provato il bene e il male. Quindi tra spine e graal Sono riuscito a localizzarmi nel mondo, Avanzai meditativamente e l’amore mi ha catturato. Mi ha avvolto con il suo calore per assaporare il mondo.
– C’è sempre una verità o non c’è mai la certezza?
C’è una verità assoluta nella figura di Dio, La sua voce ci dice bene, indicandoci il percorso. La sua parola è apprezzata Intorno al mondo. L’universo con la sua camminata diversificata Ha costruito un altare dove puoi pregare, Gli parlo ogni giorno.
Anche la vita è vera e la morte misteriosa, una è la rosa profumata, l’altra è la luce perduta. È la verità fruttuosa cammina vedendo la luce, porta anche la croce del dolore quotidiano. Alza le mani e ringraziare Gesù.
– Cosa faresti se non avessi paura?
La paura è attaccata tra gli esseri viventi, È in tutte le persone, Sento il suo battito cardiaco. Chi è ferito ha paura tutti coloro che hanno paura di cadere, la donna ha paura, gli animali domestici, il leone, coloro che cercano il perdono e quelli che temono di perdere.
Se non avessi paura il mio mondo sarebbe diverso, Agirei d’istinto senza rispettare alcuna richiesta. Quello che non posso fare adesso Lo farei con coraggio, seminerebbe gioia in tutti i bisognosi e i corrotti sfortunati In prigione lo affonderei.
Prenderei alla leggera l’ingiustizia per tutti i miei fratelli. il pane sarebbe nelle loro mani come un fiore di giustizia. A tutte le sciocchezze Lo toglierei dall’universo, e tutti i diversi mali Lo avvolgerei con gentilezza. A tutta l’umanità Lo seminerei di versi.
– Quali sono i tuoi tre più grandi talenti?
Fin da quando ero molto giovane ho imparato ciò che il buon Dio ci dà, Mi ha dato umiltà Vivo e ho vissuto con lei. A casa mia ho concepito cosa vuol dire abitare il tuo tempio viveva l’esempio di unità e di lavoro. Sono riuscito ad avanzare dal basso e le virtù che contemplo.
Sono rimasto affascinato dal dipinto, i pennelli dei fiori, quei bellissimi colori che il cielo si affretta a darmi. La bellezza dell’acqua pura del mare e della sua schiuma. Trilli, piume colorate del canto delle rondini. Le aurore più belle la chiarezza e le nebbie.
Come sono nato in povertà Mi sono dedicato alla promozione della cultura. potrei vedere come canta la bellezza. Sono arrivato dolcemente verso ogni essere umano e quando tendo loro la mano Ho imparato la virtù che espira in salute essere sempre un buon cristiano.
Il creatore Dio mi ha dato la facoltà di scrittura la parola e produrre una poesia perlata. Qui sono sbalordito di quanto possa esprimere in versi e viceversa cosa succede nella vita. Di lesioni buone o cattive che la terra solitamente dà.
Umiltà, poesia, dipingere, quanto sono felice di coltivare questi talenti che mi riempiono di gioia. Mi danno armonia che mi permettono di vivere, per produrre un mucchio di speranze. Per formare un’alleanza con la vita e l’esistenza.
– Qual è la cosa più importante nella tua vita?
È sempre stato di contemplare la felicità costante andare oltre e navigare nelle sue acque. Voglio dire, è casa mia, famiglia, amicizia, tutto ciò che accade lì È un giardino profumato. Vivi con loro abbracciati questa è la mia felicità.
Qual è il tuo sogno da bambino che è rimasto insoddisfatto?
A scuola il profumo, dalle aule, l’amicizia è stato lasciato a metà quando lasciamo la stanza. la distanza ci separava e i registri si spensero dei sogni più costosi che da bambino volevo perché allora morì uno dei miei grandi sogni.
Volevo essere un insegnante vivere vicino ai bambini insegnare loro con amore tutto ciò che era nostro. Volevo dare loro il mio estro come la manna più dolce, essere in maestà di cuori ridenti parlare con i più piccoli e coltivare l’amicizia.
– Ti aggrappi qualche volta a ciò che dovresti lasciare andare?
Ho così tante cose che amo e altre che rivendico ma non riesco a trovarle. Non posso smettere di amare agli invidiosi e ai meschini, a chi la strada rannuvola perché l’orgoglio lo sente. Sono cose che inutilmente lasciarle, non immagino.
– Vivi la vita per essere felice o per rendere felici gli altri?
Credo che l’uomo mai smetterà ad essere felice si commette qualche errore per vivere in pace. Per questo è che agli altri Se prima non sei felice, per dire loro che ti amo riempi la tua anima d’amore, coltiva sempre il fiore come un eccellente pioniere.
Per questo ringrazio Dio che mi ha insegnato la grandezza della virtù e della bellezza con la lezione della sua voce. Ho potuto dire addio al male, all’egoismo, ed essere felice e ugualmente quando mi proietto nel mio fratello con amore fermo e umano e il linguaggio dell’ottimismo.
– Cosa cambieresti nella tua vita se sapessi che nessuno ti giudica?
La critica è presente attraverso tutti gli angoli e le fessure, sentirai sempre gli echi delle voci della gente. Giudicare è eloquente Ovunque tu vada, troverai anche tuo fratello che critica il bene o il male. Se non ti piace il tuo ideale È la sua parola fatale.
Sono soddisfatto di tutto perché ne sono certo Coltivo la bellezza nelle azioni che faccio. Ho ricevuto un buon pagamento e non mi pento di nulla, Ho viaggiato con il vento, Posso baciare il mare, Navigo felicemente a casa mia C’è il mio pensiero.
Credi in quello che fai o fai quello in cui credi?
Ho fiducia nel mio destino pieno di amore e di amicizia mi dà felicità per illuminare il mio cammino. Camminatore e pellegrino battezzato dall’arte ovunque si distribuisce fasci di poesia. Mi nutro di gioia e la mia anima la condivide.
Faccio anche quello in cui credo mi viene dal divino perché a volte immagino che in paradiso mi diverto. Nel crepuscolo vedo la bontà del redentore, e percepisco che il bagliore è una bellezza eterna. Mi dà la delicatezza che segna solo l’amore.
Non credi che la poesia sia intimamente radicata nell’universo?
È radicato nella luce dei tuoi occhi quando guardi, quando i versi delirano e canti a Gesù. Nel segno della croce, nella voce dei contadini, è in tutte le strade villaggi di uccelli, È nei gesti semplici di pellegrini stanchi.
È nel mare, nei suoi pesci, nei gabbiani viaggiatori, è nelle sorgenti nelle foreste trema. Lo guardi come fiorisce nei paesaggi e nei cieli, in corsi d’acqua nutrienti nei fiumi e la loro forza quando trema nella rugiada degli uccelli i loro voli.
È nella rosa in un bottone, in tutte le margherite, tra i petali vive nella fucina e nella sua stufa. Batte nel cuore dell’intero genere umano ed è la campana che suona con il suo suono in versi. vive nell’universo del mondo ogni mattina.
Poesie 1- In che momento vieni alla mia riva con l’aratro del tuo sentimento e apri i solchi del tuo pensiero e seminare il tuo seme con amore? Viaggiatrice illuminata Com’è delicata la tua voce si ripete sopra la rugiada! Sopra i rami canta il fiume ed è un bacio il tremore delle tue pupille Meravigliose ripetitive rose lilla e lo splendore delle dalie ti danno vigore.
Si sentono i tuoi passi sul nascere di trifogli e felci. Bellissimo tappeto! Ascolta il canto della tenera allodola cammina ondulata con un dolce trotto. Perché non andiamo a fare un giro in barca? Nella luce della sera, nella tua laguna? Ci baceranno le labbra della luna e la tua bocca di fragola sarà un lago dove la fiaccola dell’amore appago e si accende di nuovo la mia fortuna.
Antonio Escobar Mendivez
2- I bambini costruiscono con i giocattoli la loro infanzia indipendentemente dalla povertà il male, l’egoismo, la tristezza che arriva alle sue sponde con dei pacchi. E la loro infanzia sorride senza limiti di dolore, di parole malvagie nascoste nella loro anima silenziose che non hanno posto nella loro innocenza. E li vedrai spesso felici annusando il profumo delle rose.
Tu passi. Ti perseguiti e proclami per i bambini che si lamentano per un pane. È vero il tuo dolore, le ansie e le preoccupazioni per quei bambini per cui oggi proclami? O sei ateo della bellezza che reclami? Lascia fare a Dio che cammina al suo fianco di ogni bambino ora abbandonato e possa essere felice a Natale. La tua triste casa avrà chiarezza che Dio ha riservato a questa festa.
Antonio Escobar Mendivez
3- L’ho vista all’impiedi. Tenerezza i suoi aromi di gelsomini, rose, margherite, tutto il giardino profuma. Vedi? Si agita dolce volo di brezza e di colombe. I petali dorati, morbidi pomoli sulla sua pelle le luci dipingono la notte pezzi di stelle apre i suoi grandi occhi e le sue orme lampeggiano nel cielo. È la rugiada o il ruscello sospiro del fiume tra i giunchi teneri sono più belle?
Armonia di luci, dolci pianoforti arpeggi squisiti, la chitarra di Dio, ballate, canti. La lavagna in bianco, sorgenti delle mani dei trilli dorati. Gli umani lampi delle voci. La gioia della penna dei versi. Sinfonia, un concerto dell’ Aurora. Una ritirata che esce dalle labbra del poeta per farsi un mare di poesia.
Antonio Escobar Mendivez
ALLA RICERCA DELLA VERA BELLEZZA con Antonio Escobar Mendivez (Perù), Maria Margarita Salirrosas Sánchez ed Elisa Mascia – 10 dicembre 2023 https://www.youtube.com/watch?v=6RDE6C-uJlc
Auguri di buon compleanno dall’Italia a Costarica per Natalia Esquivel Benitez
Natalia Esquivel è coautrice dell’antologia CANTO PLANETARIO: FRATELLANZA SULLA TERRA, Volume I, compilato da Carlos Javier Jarquín, (H.C EDITORES, Amazon.com, 2023).
Poesie della poetessa costaricana Natalia Esquivel Benitez
Il canto della pioggia
Chi suona l’arpa della pioggia? Dolce María Loynaz
Con la pioggia sogna la terra canti del fiume, canti del mare, canti delle foglie portate dal vento.
Con la pioggia, i suoni, sono tamburi di cristallo e si spargono in aratri e in echi di una slitta.
Con la pioggia canta l’uccello, canta il bambino e il rosaio.
Con la pioggia i suoni, sono ritmi di umidità.
Tutti sognano con la pioggia con crisalidi di acqua, acque del fiume, acque del mare, acque di un’arpa che canta al ritmo.
Con la pioggia, i battiti sono solo voci, niente di più delle montagne cristalline di orizzonti d’acqu e sale.
Tesori del Sahara
Il vento fischia dal mio quartiere con suono acuto bussa alla porta. Dicono che porta le nuvole del deserto, colori dipinti e foschia secca.
Il vento corre molto veloce corre lungo i marciapiedi, svela i tesori del Sahara, svela i segreti di altre terre.
Lo sento dalla finestra con stupore, emozionata, che a puro colpo di tamburo magari canta in africano una poesia!
Il mondo è una canzone
“Il mondo è una canzone” Rodolfo Dada
Sogna e vola tra i colori, È lunga come il mare. Canterina e allegra come un bambino. Nota a nota o per caso.
Ahimè, il mondo rotola e canta! Canta e rotola senza fine. La melodia, alta nel giorno e di notte un serafino.
Porta le voci come fascino e gioie sulla pelle. La sua memoria è come un viaggio di suoni e pennelli.
Ahimè, il mondo rotola e canta! Canta e ruota in sinfonia. Sotto la pioggia, una melodia. E al sole, una poesia.
Cuore Cardellino “Tutti i bambini possono essere uccelli canori” Fernando Chavez R.
Il mio cuore cardellino svolazza sulle colline.
Se ne va molto lontano, e ritorna tra le braccia dei fiori e del vento.
Il mio cuore cardellino ha il suo nido nel mio petto. Parte domani, molto presto a innaffiare i canti di suoni e versi.
Il mio cuore cardellino al sole, in me stesso, salta e gioca in giardino, mentre le canzoni sognano di essere uccelli di luce.
Poesie tratte dal poemario inedito: “Il mondo è una canzone”.
Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia
Per quanto riguarda l’autrice: Natalia Esquivel Benitez (San José, Costa Rica, 15 dicembre 1973). È compositrice, chitarrista, cantautrice, poetessa, interprete, educatrice e ricercatrice, costaricana-spagnola. Ha la pubblicazione di produzioni musicali, libri educativi e poesie pubblicate. Tra i suoi ultimi libri pubblicati: Ponteggi a pioggia (Poiesis Edizioni, 2021), Arrullos de Sol y Mar (Editorial Club de libri, 2021), Canzoniere Nana della Luna: Poesie e Musica per cantare, giocare e sognare, Vol. 1. (Ocarina Edizioni, 2020). Natalia è coautrice dell’antologia CANTO PLANETARIO: FRATELLANZA SULLA TERRA, Volume I, compilation di Carlos Javier Jarquín, (H.C EDITORI, Amazon.com, 2023).
Foto cortesia de Natalia Esquivel, es coautora de la antología CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, Volumen I, compilación de Carlos Javier Jarquín, (H.C EDITORES, Amazon.com, 2023).
Poemas de la poeta costarricense Natalia Esquivel Benítez
La canción de la lluvia
¿Quién toca el arpa de la lluvia? Dulce María Loynaz
Con la lluvia sueña la tierra cantos del río, cantos del mar, cantos de hojas que por el viento van.
Con la lluvia, los sonidos, son tambores de cristal y se esparcen en arados y en los ecos de un trinar.
Con la lluvia canta el ave, canta el niño y el rosal.
Con la lluvia los sonidos, son cadencias de humedad.
Con la lluvia sueñan todos con crisálidas de agua, aguas del río, aguas del mar, aguas de un arpa que canta al compás.
Con la lluvia, los latidos son rumores, nada más de los montes cristalinos, de horizontes de agua y sal.
Tesoros del Sahara
El viento silba por mi barrio con voz aguda llama a la puerta. Dicen que trae nubes del desierto, colores pintones y bruma seca.
El viento pasa muy de prisa recorre las aceras, pregona tesoros del Sahara, sopla secretos de otras tierras.
Yo lo escucho desde la ventana con asombro, conmovida, que a puro golpe de tambor ¡a lo mejor canta en africano una poesía!
El mundo es una canción
“El mundo es una canción” Rodolfo Dada
Sueña y vuela entre colores, tan extensa como el mar. Cantarina y risueña. Nota a nota o al azar.
¡Ay, el mundo rueda y canta! Canta y rueda en un sinfín. La tonada, alta en el día y en la noche un serafín.
Lleva voces como encantos y alegrías en la piel. Su memoria es como un viaje de sonidos y pincel.
¡Ay, el mundo rueda y canta! Canta y rueda en sinfonía. En la lluvia, una tonada. Y en el sol, una poesía.
Corazón Jilguero “Todos los niños pueden ser pájaros cantores” Fernando Chávez R.
Mi corazón jilguero revolotea en los cerros.
Se va lejos, muy lejos y regresa en los brazos de las flores y el viento.
Mi corazón jilguero tiene su nido en mi pecho. Sale de mañana, muy temprano a rociar los cantos de sonidos y versos.
Mi corazón jilguero en sol, en mi, salta y juega en el jardín, mientras sueñan las canciones a ser pájaros de luz.
Poemas extraídos del poemario inédito: “El mundo es una canción”.
Sobre la autora: Natalia Esquivel Benítez (San José, Costa Rica, 15 de diciembre de 1973). Es compositora, guitarrista, cantautora, poetisa, intérprete, educadora e investigadora, costarricense-española. Cuenta con la publicación de producciones musicales, libros educativos y poemarios publicados. Entre sus últimos libros publicados están: Andamios de lluvia (Poiesis Ediciones, 2021), Arrullos de Sol y Mar (Editorial Club de libros, 2021), Cancionero Nana de la luna: Poemas y Música para cantar, jugar y soñar, Vol. 1. (Ocarina Ediciones, 2020). Natalia, es coautora de la antología CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, Volumen I, compilación de Carlos Javier Jarquín, (H.C EDITORES, Amazon.com, 2023).
Tutto quello che è in me lo apprezzo capisco quanto costa ogni giorno anche il male accolgo, non disprezzo fa parte del mondo che vibra intorno. Non so mentire per nulla direi una bugia trovo conforto, lo sai già, nella poesia.
Tu sei la mia originale ispirazione fluisce come fiume e leviga pietra abbraccia poi l’oceano con passione musica diviene dai bracci di cetra si eleva al cielo canto universale magico sentimento per noi ancestrale.
Quello che ho basta e con me lo porto per nulla in cambio neanche un po’ darei costruito con senso e l’essere accorto il male di negatività tosto scardinerei la tua cura soltanto voglio custodire e niente giammai mi potrà infastidire.
È il dono che sei stato per tante lune e continui sotto il cielo azzurro o quando il vento accumula nelle dune che tra la pioggia è voce di un sussurro la nostra favola poter raccontare a chiunque vuol saper la parola amare.
Lo grido con forza al mondo intero e allora sappi che nulla ci dividerà ho percepito dal tuo essere sincero che in noi ha radici profonde la felicità. Resteremo per sempre uniti il nostro vivere di sentimenti infiniti.
Elisa Mascia 7-12-2023
Recensione di Arcangelo Galante Intenso componimento, nel quale, l’autrice, esprime la sua riconoscenza per ciò che ha nella vita, compresi i momenti difficili, facenti parte del mondo che la circonda. La poesia è per lei fonte di ispirazione, trovando conforto nella sua musa, che la ispira e la eleva, in un sentimento magico e ancestrale. Bella poesia, rappresentante un’ode alla gratitudine, oltre all’idea che l’amore possa durare per sempre. Grazie per le belle condivisioni nel sito di Alidicarta, offrendoci occasioni di dialogare con pensieri capaci di stimolare processi di riflessioni umano-sentimentali. Salutando, auguro una serena e buona giornata, stimata poetessa del sito di Alidicarta!