Le poesie di Graciela Diana Pucci presentate da Angela Kosta che ne ha curato la traduzione

Foto cortesia di Angela Kosta e Graciela Diana Pucci

POESIE DA GRACIELA DIANA PUCCI (ARGENTINA)

Graciela Diana Pucci Fontana è nata a Buenos Aires, in Argentina, dove risiede ancora oggi.
Lei è di nazionalità: Italo – Argentina.
Graciela è l’editore della sua rivista Letteraria e d’Arte “Literarte”, dichiarata con interesse culturale dall’Onorevole Consiglio Deliberativo di Vicente López, Buenos Aires, Argentina (2002) nonché dal Segretario alla Cultura della Presidenza della Nazione Argentina (2010).
Il primo numero è stato pubblicato nel novembre 2001 e può essere trovato sul sito web:

http://www.revistaliterartedigital.blogspot.com

Nel novembre 2003,  Graciela ha fondato “Bohemias de Literarte”, un incontro culturale che si tiene mensilmente nella città di Vicente López-Argentina, dove si incontrano scrittori, artisti, musicisti e altri rappresentanti di varie discipline artistiche.
Insieme a due colleghi, Graciela ha dato il benvenuto a “Gente de Literarte” su Radio FM Signos de Munro, Provincia di Buenos Aires, questo programma dedicato all’arte in generale. Nel 2003, Graciela ha ricevuto il premio Ratelco (in Radio e Televisione per la Comunità” e il Premio Pilas 2004, entrambi in ambito culturale.
Nel 2000 ha iniziato come presentatrice radiofonica nel programma chiamato “Queja urbana” su FM Instituto de Olivos.
Nel 2002, Graciela ha diretto “La voz de Cartelera”, il programma di interesse generale del FM Fénix de Martínez.
Nello stesso anno, ha co-organizzato “Un café, el arte y Usted”, un programma culturale trasmesso quotidianamente da FM Manantial nella città di Olivos.
Nel 2006 iniziò a collaborare al programma radiofonico Cultura y Diversión en Acción, trasmesso da Radio Valladollid nello Yucatán, in Messico. Le prime poesie, Graciela le scrisse durante la sua adolescenza.
Nel 1996 ha iniziato a frequentare una rivista letteraria e, incoraggiata dal coordinatore, ha pubblicato le sue prime creazioni sui media locali e su diversi giornali delle province argentine. Alcune delle sue poesie sono state tradotte in: portoghese, inglese, catalano e italiano, trasmesse in varie trasmissioni radiofoniche.

A GUELFO PUCCI

Sei qui
-come quando bambina-
ti vedevo soltanto la sera
il giorno
una successione di bambole senza senso
non c’eri
e c’eri nell’odore del cuscino
nei pantaloni impeccabilmente appesi
nella giacca che abbracciavo
quando mi faceva male al di là del petto.

Sei qui
-come quando ero adolescente-
il tuo sguardo da uccello mutilato
faceva nido nei miei occhi
-Impotente davanti all’autorità
che disapprovava-

Sei qui
-come quando ero quasi adulta-
mi rifiutai di vestire di bianco
(ti ricordi?)
tacesti di nuovo
cos’altro potevi fare?
la tua anima fu d’accordo con la mia
complice di uno sbaglio

Sei qui
-come quando ti regalai tre soli-
illuminarono il duro lavoro che t’impose la vita
trascinavi dolori antichi
ferivano i tuoi sogni
cancellavano il tuo sorriso

ti regalai anche le mie parole
trasformate in poemi
-le feci volare insieme al tuo nome-
arrivarono a destinazione, senza ritardi

Oggi non ci sei
ma sei con me
accompagni il mio sonno – inquieto come il tuo-
la tua figura mi guida ancora
sei accanto a me

Perché dicono che non sei vivo?

LAMPI E PAZZIA

Affiorano in me scure sensazioni
             e
ritorno nell’albergo di infortuni
mi rifiuto di restare
il sangue evade sentieri
-scorre senza senso-
altera pensieri
stravolge emozioni

Mi vedo
sbriciolata e infima
Le mie mani afferrano
lampi di lucidità
delle labbra
sputano parole profane

Cado

Sprofondata nella pazzia
(senza carezze guaritrici
né braccia che mi riscattino)
trovo quell’altro essere

non mi impietosisco

lo uccido

Il mio cuore batte con sangue nuovo
soltanto una tristezza dimora nell’anima
è il dolore pagano
lo sfratto
sorrido.

ISTINTO DA LUPO

Brandendo solitudini ferisco la notte
essa si dissangua in paesaggi estranei

io nottambula e assetata – come uccello imbavagliato
vago in ombre
-pazza diranno alcuni-
non m’intimidiscono

sconfiggo le mie corazze
ridono? No
nemmeno piangono
abbozzano uno stupore osceno
e
fanno traboccare la mia insonnia

voglio dormire

poi
svegliarmi nelle sinuosità del mio tempo
dove le carezze non disperino
ed i baci si spargano nella mia bocca
senza domande con risposte certe

dormo

un miagolio di gatto in calore scuote il letargo
è la mia altra voce – istinto da lupo

mi scortico

allora
vesto il corpo con antico abbigliamento
e assisto alla nascita
di quella che sono sempre stata

A cura di Angela Kosta Direttore Esecutivo della Rivista MIRIADE Accademica, giornalista, poetessa, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice, promotrice

http://revistaliterartedigital.blogspot.com/?m=1

Una poesia di Bruno Mattu

Foto cortesia di Bruno Mattu

“Ci sono case”:

Ci sono case
che non ci appartengono
nonostante il vissuto
passato dentro,
sono quelle
della nostra infanzia,
dove abbiamo
trascorso gli anni migliori,
ma di cui le poche tracce
sbiadiscono nel tempo,
nonostante ci siano rimaste
impresse nel profondo.
È la nostalgia dolce
della vita che ci accompagna,
mentre tutto lentamente
scompare.

BM 01/08/2024

“A CHE PENSA UN GIRASOLE” (Përse mendohet një luledielli?) LIBRO BILINGUE: Di Teuta Dhima

Foto cortesia di Teuta Dhima

Biografia di Teuta  Dhima

Teuta Dhima (Valona, ​​1974) ha completato gli studi pre-universitari presso la scuola secondaria pedagogica “17 Nëntori” di Tirana (sezione insegnanti). Ha conseguito gli studi universitari presso l’Università di Tirana, Facoltà di Filologia, sezione di Lingua e Letteratura Albanese. Ha completato la Scuola Nazionale di Biblioteconomia e il corso di specializzazione di 1 anno presso la Biblioteca Nazionale . Dal 2017 lavora come bibliografa presso la Biblioteca pubblica di Durazzo. Ha collaborato con recensioni, articoli, reportage, saggi e analisi sui giornali: “Dyrrah”, “Sintagma”, “Fjala”, “Nacional”, “Liberale”, “ExLibris”. Ha redatto, corretto e fatto recensioni di tanti libri di poesie e romanzi, per le case editrici “2M” e “Jozef”. Ha partecipato a Seminari e Convegni: Seminario Internazionale di Lingua e Letteratura a Pristina, Convegno presso l’Università “Dhimitër Xhuvani” e “Aleksandër Moisiu”. Ha pubblicato due volumi di poesie: “Lus Tokën” “Prego la Terra” (2021); ” A che pensa un girasole”“Përse mendohet një luledielli”  (2023). Progetta e modera le attività organizzate dalla biblioteca, dedicate al libro. Organizza e modera gli incontri del Club del Libro “Gjergj Vlashi” e molte tante altre attività culturali.

Prefazione di Alisa Velaj del libro:” A che pensa un girasole” di Teuta Dhima

In ogni poesia di un autore, nella sua specificità, ognuno di noi, si ritrova in modo diverso. Ci sono poesie in cui senti l’oblio, ce ne sono altre in cui provi un amore sconfinato per l’umanità. Poi ci sono poesie che provocano calde correnti di pensiero nel cervello e nel cuore. La poesia di Teuta Çiku (Dhima) mi dà quest’ultima sensazione, in relazione all’amore, alla natura, alla bellezza e a tutto ciò che è umano. Sono discorsi genuini, integri, pieni di sensazioni di aromi, di petali sparsi qua e là, nell’aria tra due esseri. L’aria tra una persona e un fiore. L’aria tra l’uomo e le acque. Importante è che ci sia aria in spazi infiniti e amore senza limiti declinato in tutte le sue svariate forme.

“Perché pensa un girasole” è il titolo di questo volume. Come mai un fiore sta lì a pensare? Per di più un girasole, come mai anche lei si mette a pensare come se fosse in grado di ragionare e in seguito di essere così somigliante agli esseri viventi? Non basti che sia esatamente il fiore del sole? Le domande nei titoli sono decisamente retoriche. L’importante è che la domanda generi altre domande e quindi continuare in questa linea senza finire fino alla fine. Come il pensiero, come i fiori, come le calde correnti del pensiero quando ti fermi e vedi un intero prato di girasoli. Il girasole è proprio la donna con il suo sguardo che emerge dalla profondità dell’anima, dall’amore.

Di che cosa pensa un girasole

mai qualcuno riuscirà a capire.

Col tempo il sole i suoi frutti maturerà

prosperoso come la ragazza giovane, si rallegrerà!

È l’amore che fa maturare i frutti dei sogni di una donna, e d’altra parte, l’amore matura e fiorisce più magnificamente dentro ad una bella donna. Flusso di gioia, flusso di prosperità e pienezza, come la ragazza, quella ragazza che diventi donna,  lei, esile femmina alla luce dell’amore, come un fiore di raggi.

Nella poesia “Il Ruscello” si canta ai due amanti che dondolano nella culla di Eros. Leggiamo i versi:  “Il Ruscello” Il letto lo separava un ruscello /i corpi sotto istinto uniti,/a spruzzi si trovano bagnati./Scossi da tremiti, uniti, divisi/come due pesci rimasti sulla ghiaia. 

I pesci della ghiaia sono spesso un po’ abbagliati dal calore del sole.

Come gli amanti che bevono tutti i flussi stregati delle passioni impazzite per placare la sete di corpi. Per placare la sete di quel confine limite più profondo delle acque incandescenti dell’amore. Sì, la donna può essere perduta e in seguito cadere in uno stato strano di dimenticanza e la sua canzone in questo caso, diventa un po’ triste e malinconnica. Ma il suo spirito rigenerativo non lo permette. Poiché la donna del canto e il canto della donna non devono essere abbandonate dai rinnovamenti.

“Chiedi l’autunno quanto ti dolgono le foglie cadute,

domandi, e la stagione riderà di te.

La loro caduta, è la sua esistenza.

L’autunno, come te non si dimentica mai

donna che rigeneri memorie.     

L’autunno sa perché è autunno. Quindi una donna dovrebbe sapere perché è una donna. L’autunno sa che il cerchio ciclico della vita sarà completato e che le è capitata di avere la missione più difficile: appassire. Ma perché la natura possa rinascere, deve prima passare dall’autunno e dall’inverno. 

I rinnovi sono più belli dopo l’oblio di sé in due stagioni. Si può dimenticare l’autunno, ma la donna in nessun modo. Lei deve camminare con una memoria primaverile anche quando le foglie cadono e cadono. Perché il discorso della donna, nella vita e nella poesia, è più caldo, più bello, molto più vicino all’amore, proprio quando scorre tra i petali. Che siano girasoli o qualsiasi altro fiore.

RISPECCHIO 

Si vedono gli alberi sopra lo stagno

la corteccia squamosa ruvida,

prende il suo splendore.  

Si rompono i corpi alti

sullo specchio torbido

che il venticello fa ondeggiare poco e piano. 

Si vedono gli alberi sopra lo stagno

Assomigliano alle donne con i capelli sciolti al vento

che si pettinano e s’abbelliscono.

Sussurrando, chiedono alla brezza:

– Siamo belle? –

E lei non risponde, 

soffia solo lievemente agitando i rami

che si inarcano come braccia in un avvincere.

Accarezza loro i corpi, 

che, nel tempo, rimangono solidi.

Fischia l’assenso in un elogio per dire: sì!

che si diffonde e va lontano con il zefiro.

Si vedono gli alberi sullo stagno.

Davvero belli:

questo loro lo sanno…

Traduzione in italiano a cura di Valbona Jakova

Foto cortesia di Valbona Jakova

Biografi: Teuta  Dhima

Teuta Dhima ( Vlorë, 1974)Ka kryer studimet parauniversitare pranë shkollës  së mesme pedagogjike “17 Nëntori” në Tiranë (dega mësuesi).Studimet Universitare pranë Universitetit të Tiranës, Fakulteti Filologjik, dega Gjuhë dhe letërsi shqipe. Ka kryer Shkollën Kombëtare të Bibliotekonomisë dhe kursin 1-vjeçar të specializimit, pranë BKSh- së. Që prej vitit 2017- e në vazhdim, punon si bibliografe pranë Bibliotekës Publike Durrës. Ka bashkëpunuar me recensione, artikuj, reportazhe, ese, dhe analiza në gazetat: “Dyrrah”, “Sintagma”, “Fjala”, “Nacional”, “Liberale”, “ExLibris”.Ka redaktuar, korrektuar e recensionuar  libra me poezi, romane, për shtëpitë botuese“2M” dhe “Jozef”.Pjesëmarrëse në Seminare e Konferenca: Seminari Ndërkombëtar i Gjuhës dhe i Letërsisë në Prishtinë,Koferenca pranë Universitetit “Dhimitër Xhuvani” dhe “Aleksandër Moisiu”.    Ka botuar dy vëllime me poezi: “Lus Tokën”(2021); “Përse mendohet një luledielli” (2023).Ideon dhe moderon veprimtaritë që organizon biblioteka, kushtuar librit. Organizon dhe  moderon takimet e Klubit të Librit “Gjergj Vlashi” si edhe  shumë veprimtari të tjera kulturore.

Parathënia nga : Alisa Velaj. Libri i Teuta Dhima me titull “Përse mendohet një lule dielli”

Në secilën poezi të një autori e gjen veten në mënyra të ndryshme. Ka poezi ku ndjen harrimin, ka të tjera ku ndjen dashurinë e pakufi ndaj njerëzores. Ka pastaj poezi, që të shkaktojnë ca rryma të ngrohta mendimi në tru e në zemër. Poezia e Teuta Çikut (Dhimës) më jep këtë të fundit ndjesi, në lidhje me dashurinë, natyrën, të bukurën e gjithçka tjetër njerëzore. Janë ligjërime të çiltra, plot ndjesi aromash, prej petalesh të hapërdara andej-këtej, nëpër ajrinë mes dy qenieve. Ajrinë mes njeriut dhe një luleje. Ajrinë mes njeriut dhe ujërave…E rëndësishme është se ka ajër dhe dashuri pa kufizim. 

“Përse mendohet një luledielli” është titulli i këtij vëllimi. Po përse mendohet një lule? Për me tepër një luledielli përse u dashka të mendohet dhe ajo? A nuk i mjafton që është lulja e diellit? Pyetjet nëpër tituj patjetër se janë retorike. E rëndësishme është se pyetja lind pyetjen dhe kështu nuk merr dot fund gjer në fund. Si mendimi, si lulet, si rrymat e ngrohta të mendimit kur sheh një lëndinë të tërë me luledielli. Luledielli është femra me vështrimin e saj nga shpirti, nga dashuria.

“Përse një lulediell mendohet,
asnjëherë nuk do ta kuptojë njeri.
Frytet do t’ia pjekë dielli
e plotë dhe e begatë do t’i gëzohet atij.” 

Është dashuria që ia pjek femrës frytet e ëndrrave të saj dhe në anë tjetër, ajo dashuria, piqet e lulëzon më bukur brenda një gruaje të bukur. Rrymë gëzimi, rrymë begatie e plotnie, si femra në dritën e dashurisë, si lulja e rrezeve.

Në poezinë “Përroi” i këndohet dy të dashuruarve që përkunden në djepin e Erosit. Lexojmë vargjet: “Shtratin ua ndante një përrua,/trupat nën instikt  bashkuar/lagur janë prej stërkalash./Rrëqethur, bashkuar, ndarë/si dy peshq të mbetur në zall”. Peshqit e zajeve janë shpesh paksa të zalisur nga ngrohtësia e diellit. Si të dashuruarit që pijnë tërë përrenjtë e harbuar të pasioneve çmendurake. Duke shuar etjen për trupa. Duke shuar etjen për kufirin më të thellë të ujërave të ndezura të dashurisë. Po gruaja mund të përhumbet nëpër vetharrime dhe kënga e saj të pikëllohet paksa. Nuk duhet. Sepse gruan e kënges dhe këngën e gruas nuk duhet ta braktisin përtëritjet.

“Pa pyete vjeshtën nëse i dhimbsen gjethet e rrëzuara,
pyete dhe ajo do të qeshet me ty.
Rënia e tyre, është egzistenca e saj.

Vjeshta asnjëherë s’e harron veten, si ti.
Grua veteharruar…” (Grua vetëharruar)

Vjeshta e di pse është vjeshtë. Ashtu gruaja duhet ta di pse është grua. Vjeshta e di se rrethi ciklik i jetës do kryhet dhe se asaj i ka ndodhur të ketë misionin më të vështirë: vyshkjen. Po që natyra të rilindë, duhet të kalojë mes vjeshtës e dimrit më parë. Përtëritjet janë më të bukura pas vetharrimeve në dy stinë. Mund të vetharrohet pra vjeshta, por kurrsesi gruaja. Ajo le te ecë me kujtesë të pranëvertë edhe kur gjethet rrëzohen e rrëzohen. Sepse ligjërimi i gruas, në jetë dhe në poezi është më i ngrohtë, më i bukur, më i afërt për dashurinë, atëherë kur rrjedh nëpër petale. Qofshin ato luledielli apo të çfarëdo luleje tjetër.

Pasqyrim

Shihen pemët mbi pellg,

lëvorja e ashpër rreshkë

shkëqimin e tij mori.

Thyhen trupat shtatlartë

mbi pasqyrën e turbullt

që puhiza valëzon nga pak e ngadalë.

Shihen pemët mbi pellg,

ngjajnë me gra flokëlëshuara në erë

që krihen e zbukurohen.

Duke fërshfëritur pyesin erën:

A jemi të bukura?

E ajo nuk iu përgjigjet,

veç fryn e lehtë dhe iu trazon degët

që harkohen si krahë në përqafim.

Ua përkëdhel trupat,

që kohës i qëndrojnë solid.

E fishkëllen në një pooo miradie,

që përhapet e shkon larg me puhizën.

Shihen pemët mbi pellg…

Janë me të vërtetë të bukura

dhe ato këtë e dinë…

Foto cortesia della copertina del libro di Teuta Dhima

Zebiniso Meiliyeva presenta la giovane poetessa Bozorboyeva Muhlisa Amanovna

Foto cortesia di Bozorboyeva Muhlisa Amanovna

Bozorboyeva Muhlisa Amanovna. Studentessa del 3° anno dell’Accademia delle Arti dell’Uzbekistan, Istituto Nazionale di Pittura e Design intitolato a Kamoliddin Begzod. Responsabile del club “Kizlarjon” presso l’istituto.
Vincitrice di numerosi concorsi e forum internazionali: 1° classificata del concorso internazionale “Russian Talents” tenutosi nel 2024, vincitrice del Gran Premio del concorso internazionale “Young Artist” nel 2023. Vincitrice del forum “Legendary Youth” tenutosi a Tashkent il 5-6-7 settembre 2023. “Oriental Diamonds” è un gruppo di giovani artisti le cui poesie sono pubblicate sulla rivista internazionale “MT.Kenya Times”. Partecipa regolarmente al festival “Fine and Applied Arts” tenutosi a Tashkent ogni anno e occupa un posto d’onore.
Insegnanti: Yigitali Tursunnazarov
Kamoliddin Khazratkulov





Bozorboyeva Muhlisa Amanovna. 3rd year student of the Academy of Arts of Uzbekistan, National Institute of Painting and Design named after Kamoliddin Begzod. Head of the “Kizlarjon” club at the institute.
The winner of many international competitions and forums: the 1st place winner of the international competition “Russian Talents” held in 2024, the winner of the Grand Prix of the international competition “Young Artist” in 2023. The winner of the “Legendary Youth” forum held in Tashkent on September 5-6-7, 2023. “Oriental Diamonds” is a group of young artists whose poems are published in “MT.Kenya Times” international magazine. He regularly participates in the “Fine and Applied Arts” festival held in Tashkent every year and takes pride of place.
Teachers: Yigitali Tursunnazarov
Kamoliddin Khazratkulov

Zebiniso Meiliyeva presenta la giovane poetessa Olimova Muslima

Foto cortesia di Olimova Muslima

Olimova Muslima è nata il 7 agosto 2007 nella città di Asaka, nella regione di Andijan. Attualmente è una studentessa del 1° anno presso la Tashkent University of Information Technologies. Ha molti certificati e una medaglia d’oro.

La fede dei miei genitori mi ha dato forza.
Sono nato ad Asaka, nella regione di Andijan, in una famiglia di intellettuali.
Tutti i miei successi odierni sono dovuti al sostegno dei miei genitori fin dall’infanzia.
I miei genitori mi hanno insegnato a leggere e scrivere, mi portavano libri ogni settimana.
La mia infanzia è stata trascorsa nell’attività sociale, lavorando su me stesso. Le porte chiuse in faccia
mi hanno incoraggiato a essere più forte, ad andare più audacemente verso il mio obiettivo e
ho raggiunto tutto questo.
Il premio non è importante per me, è importante che io possa farlo ed essere riconosciuto.
Mi ha reso una persona forte quando ero uno studente. Durante questo periodo, mi sento come una persona
riscoperta come Sebbene io sia una persona positiva, sono un candidato
il primo anno è stato un po’ difficile. Ma il processo di adattamento è nella mia psiche
ha aperto nuovi orizzonti. Ho dedicato il mio tempo ad imparare di più. Studio, ricerca
I miei sforzi non sono stati vani.
Per la prima volta, con l’intenzione di andare all’estero, ho seguito un corso in una materia che avevo studiato poco. Varie
Il fatto di aver acquisito esperienza in questi ambiti ha avuto un ruolo importante nel mio diventare finanziariamente indipendente.
I miei genitori hanno un ruolo importante in tutto. Fin dall’infanzia, tutto è sempre il meglio
Aspiravo. Nessuno mi ha fatto pressione, non mi ha posto limiti dicendo: “Sei una ragazza”.
Ringrazio i miei genitori.
“Ovunque sia mia figlia, sa cosa dire e quale strada percorrere
sa”, dicono.
I miei genitori hanno un ruolo importante nel mio successo.
Essendo onesta e fedele ai miei genitori e lavorando su me stessa costantemente, ogni momento
ho imparato a usarlo in modo efficace. Pertanto, dal punto di vista finanziario, nessuno
non mi sono preoccupata.
Da quando avevo 16 anni, ho cercato di mantenermi e coprire i miei bisogni.
Il mio stile di vita, i miei sogni e i miei obiettivi, che mi sono sempre promessa, mi danno forza
danno motivazione.



Olimova Muslima was born on August 7, 2007 in the city of Asaka, Andijan region. She is currently a 1st-year student at the Tashkent University of Information Technologies. She has many certificates and a gold medal.


My parents’ faith gave me strength.
I was born in Asaka, Andijan region, in a family of intellectuals.
All my achievements today are due to the support of my parents since childhood.
My parents taught me to read and write, they brought me books every week.
My childhood was spent in social activity, working on myself. Doors closed in my face
encouraged me to be stronger, to move more boldly towards my goal and
I have achieved all these.
The award is not important for me, it is important that I can do it and be recognized.
It made me a strong person when I was a student. During this period, I feel like a person
rediscovered as Although I am a positive person, I am an applicant
the first year was somewhat difficult. But the process of adaptation is in my psyche
opened up new horizons. I devoted my time to learning more. Study, research
My efforts were not in vain.
For the first time, with the intention of going abroad, I took a course in the subject that I had studied little. Various
The fact that I gained experience in these areas played a big role in my becoming financially independent.
My parents have a big role in everything. From childhood, everything is always the best
I aspired. No one put pressure on me, did not set limits saying, “You are a girl.”
I thank my parents.
“Wherever my daughter is, she knows what to say and what path to walk
knows”, they say.
My parents have a great role in my success.
Being honest and true to my parents and working on myself constantly, every moment
I learned to use it effectively. Therefore, from the financial side, none
I didn’t bother.
Since I was 16 years old, I tried to support myself and cover my needs.
My lifestyle, dreams and goals, which I have always promised myself, give me strength
gives motivation.

Zebiniso Meiliyeva presenta la giovane poetessa Jumanazarova Dilnoza Rustem

Foto cortesia di Jumanazarova Dilnoza Rustem


Jumanazarova, figlia di Dilnoza Rustem. È nata il 31 luglio 2005 nel distretto di Karaozak della Repubblica del Karakalpakstan.
Si è diplomata alla scuola creativa intitolata a Ibrayim Yusupov, situata a Nukus, con ottimi voti.
Le opere creative della poetessa, ovvero molte poesie, sono state pubblicate in antologie e raccolte e in giornali per ragazzi.
Attualmente, studia lingua e letteratura straniera presso l’istituto pedagogico statale di Nukus intitolato ad Ajiniyaz. Oggi, i suoi articoli scientifici e giornalistici sono stati pubblicati nel paese africano del Kenya, in India, negli Stati Uniti, a Bangkok, a Pattaya, a Share e in Thailandia.

Il posto del libro nella nostra vita
Nel mondo frenetico di oggi, la vita delle persone sta diventando sempre più bella come se fosse scritta nei libri. I libri sono i nostri beni preziosi che ci informano sul nostro passato e ci informano sulle novità del presente. I libri sono molto importanti nella vita delle persone. Stiamo costruendo il nostro futuro attraverso di loro. Una delle migliori caratteristiche del libro è che rafforza le persone in un modo diverso. Se ci affidiamo ai dati psicologici, leggendo libri, una persona può uscire rapidamente da situazioni negative come depressione e ansia e aiutano una persona a calmarsi. Leggendo libri, la nostra memoria si rafforza, il nostro livello di pensiero migliora, il nostro QI si sviluppa e diventiamo persone dalla mente acuta. Le persone che si sono innamorate dei libri in giovane età trascorrono sempre molto tempo a leggere libri. Il libro arricchisce il nostro mondo spirituale, ci aiuta a pensare in modo creativo e a creare cose nuove. I libri sono sempre un amico e un compagno felice per le persone. Nell’era in via di sviluppo di oggi, i dispositivi di comunicazione mobile stanno gradualmente sostituendo i libri.  Perché in passato le persone passavano molto tempo a leggere libri e a ricercare informazioni. Oggigiorno le persone passano molto tempo sui social network. La cosa più importante è che non abbiamo tempo per leggere libri. L’amore che diamo agli smartphone non è abbastanza per le persone. Ci esprimiamo con degli adesivi. Non è un segreto che puoi vedere l’eleganza speciale dei volti delle persone che attrae le persone a sé dai messaggi video che ci inviamo a vicenda sui siti Instagram e Telegram. Le persone stanno diventando insensibili sotto l’influenza dei dispositivi di comunicazione mobile e non pensano ad altro che ai propri interessi. Il libro è un tesoro pari all’oro. La conoscenza in esso contenuta soddisfa persino i deserti in mezzo al deserto. Le persone ne godono il piacere. Ogni riga è scritta da cuore a cuore. In un’epoca in cui la scienza e la tecnologia si stanno sviluppando sempre di più, le persone sono abituate a leggere libri in versione elettronica sugli smartphone. Che senso ha tenere un libro in mano, sentirlo, sentire l’odore delle pagine e leggere senza essere sopraffatti dalla gioia?!  Il motivo è che i raggi infrarossi emessi dagli smartphone hanno un effetto negativo sul corpo umano, in particolare sul cervello, sulla psiche e sui nostri occhi, che sono i nostri specchi. A questo punto, possiamo dire che gli smartphone hanno una modalità di lettura. Tuttavia, un uso eccessivo ha più svantaggi che benefici. Al posto delle informazioni, è necessario menzionare che per migliorare l’alfabetizzazione dei giovani, secondo il decreto del nostro presidente del 12 aprile 2019, l’introduzione del concorso “Young Reader” è stata una notizia molto felice per molti lettori. Concentrarsi sulla lettura aiuterà sicuramente il nostro paese e il nostro potenziale. Perché al tempo dei nostri grandi antenati, che sono il nostro orgoglio, come Ibn Sina, Beruni, Khorezmi, conosciuti in tutto il mondo, c’erano solo libri. Sono diventati grandi persone grazie al loro duro lavoro e alla loro dura fatica. In conclusione, dovremmo menzionare che il libro è una benedizione sacra. La persona che lo ha scritto gli ha dato i suoi sentimenti e la sua conoscenza, quindi dovremmo leggerlo il più velocemente possibile.  Affinché le generazioni dopo di noi siano più istruite di noi!

Jumanazarova Dilnoza Rustem’s daughter.  She was born on July 31, 2005 in the Karaozak district of the Republic of Karakalpakstan.
She graduated from the creative school named after Ibrayim Yusupov, located in Nukus, with high grades.
The creative works of the poetess, that is, many poems, have been published in anthologies and collections, and in youth newspapers.
Currently, she is studying foreign language and literature at the Nukus State Pedagogical Institute named after Ajiniyaz. Today, her  scientific and journalistic articles have been published in the African country of Kenya, India, USA, Bangkok, Pattaya, Share and Thailand.

The place of the book in our life
In today’s fast-paced world, people’s lives are becoming more and more beautiful as written in books. Books are our precious possessions that inform us about our past and inform us about the news of the present. Books are very important in people’s lives. We are building our future through them. One of the best features of the book is that it empowers people in a different way.   If we rely on psychological data, by reading books, a person can quickly get out of negative situations such as depression and anxiety, and they help a person to calm down. By reading books, our memory is strengthened, our level of thinking is improved, our IQ is developed, and we become a sharp minded person. People who fell in love with books at a young age always spend a lot of time reading books. The book enriches our spiritual world, helps us think creatively and create new things. Books are always a friend and happy companion for people. In today’s developing era, mobile communication devices are gradually replacing books. Because in the past, people spent a lot of time reading books and researching knowledge. Nowadays, people spend a lot of time on social networks. The most important part of this is that we don’t have time to read books. The love we give to smartphones is not enough for people. we express ourselves with some stickers. It’s no secret that you can see the special elegance of people’s faces that attracts people to themselves from the video messages we send to each other on the Instagram and Telegram sites. People are becoming insensible under the influence of mobile communication devices and thinking about nothing but their own interests. The book is a treasure equal to gold. The knowledge in it satisfies even the deserts in the middle of the desert. People enjoy its pleasure. Every lines are written from heart to heart.  At a time when science and technology are developing more and more, people are used to reading books in electronic version on smartphones. What’s the point of holding a book in your hand, feeling it, smelling the smell of the pages, and reading without being overwhelmed with joy?!
The reason is that the infrared rays emitted by smartphones have a bad effect on the human body, especially on the brain, psyche, and our eyes, which are our mirrors. At this point, we can say that smartphones have a reading mode. However, excessive use has more disadvantages than benefits. In place of information, it is necessary to mention that in order to improve the literacy of young people, according to the decree of our president on April 12, 2019, the introduction of the “Young Reader” contest was a very happy news for many readers.Focusing on reading will definitely help our country and our own potential. Because in the time of our great ancestors, who are our pride, such as Ibn Sina, Beruni, Khorezmi, known to the whole world, there were only books. They became great people because of their hard work and hard work.
In conclusion, we should mention that the book is a holy blessing. The person who wrote it gave him his feelings and knowledge, so we should read it as fast as possible. So that the generations after us will be more educated than us!

Zebiniso Meiliyeva presenta la giovane poetessa Halima Khudayberdiyeva,

Foto cortesia di Halima Khudayberdiyeva,


Studentessa dell’Università di Alfraganus
Yuldasheva Barnokhanim Maribzhanovna
Al Farghani, Halima Khudayberdiyeva, scienziata che ha combinato tre medicine, professoressa accademica, Dott. Alijon Zhodiy, vincitrice del distintivo. 2023-2024 Giovane artista, coordinatrice del club “Medical Leaders”

Cosa vi è successo, gente!

Questa vita è un gioco per qualcuno,
Verità amara per qualcuno,
La vita di qualcuno è un soldo,
Cosa vi è successo, gente!

Cari fegati sanguinari,
Poveri ma malvagi,
La sposa è una schiava, zie egoiste,
Cosa vi è successo, gente!

Lunga vita ai pugni,
Piccole anime piene di contributi,
Patrigni, matrigne,
Cosa vi è successo, gente!

I voti sono stati fatti prima del matrimonio.
Dopo il matrimonio, le promesse sono morte,
Lo straniero era pieno di lacrime,
Cosa vi è successo, gente!

Corpo senza coltello,
Cieco con gli occhi aperti
Caverne sacrificate all’amore,
Cosa vi è successo, gente!

Coscienza venduta per denaro,
Il denaro è un pasticcio,
La persona è da biasimare per tutto
Cosa vi è successo, gente!

Se cadi, rialzati senza allungare la mano,
Gli amici sono peggio degli animali
Un pugnale conficcato nel petto,
Cosa vi è successo, gente!


Student of Alfraganus University
Yuldasheva Barnokhanim Maribzhanovna
Al Farghani, Halima Khudayberdiyeva, scientist who combined three medicine, academic professor, Dr. Alijon Zhodiy, laureate of the badge.  2023-2024 Young artist, coordinator of the “Medical Leaders” club


What happened to you people!

This life is a game for someone,
Bitter truth to someone,
Someone’s life is a penny,
What happened to you people!

Dear bloody livers,
Poor but wicked,
The bride is a slave, ego aunts,
What happened to you people!

Long live the fists,
Little souls full of contributions,
Stepfathers, stepmothers,
What happened to you people!

The vows were made before the wedding.
After the wedding, the promises died,
The stranger was filled with tears,
What happened to you people!

Body without a knife,
Blind with open eyes
Caves sacrificed to love,
What happened to you people!

Conscience sold for money,
Money is a hot mess,
The person is to blame for everything
What happened to you people!

If you fall, get back up without reaching out,
Friends are worse than animals
A dagger stuck in the chest,
What happened to you people!

Nikolas Alexandrinos -Grecia e la sua poesia musicata

Foto cortesia

“IL PICCOLO GRECO PER LA FESTA DELL’AMICIZIA”

La nostra musa desidera scrivere due versi
Per l’Amicizia, onore ai compagni di viaggio
Quello che Cristo ha identificato con il sacrificio di sé
Ci racconterà una storia del genere

Quello che hanno perpetuato
Grandi storici*
Così fanno i filosofi
Da quanto scritto si dice
La musa era il tempo
Quando a Siracusa
Il tiranno Dioniso
Ha governato il posto

Due amici pitagorici, Damone e Fidia
Anche loro si trovavano lì nell’immortalità
Tutto è iniziato a quanto pare dal secondo degli amici
Come cospiratore il Tiranno vuole crocifiggerlo

Un favore di Dioniso
Desiderio ristretto
Sospensione della crocifissione
chiede Fidia
Per “ragioni pitagoriche”
Oppure per salutarci
Si chiama la sua gente
E finché non torna

Damon ha garantito la posizione al suo Amico
Si è offerto volentieri anche se non torna
Anche i file conosciuti possono essere uccisi
In questo sono tutti d’accordo senza dubbio

https://www.youtube.com/watch?v=rkzc1ySDE0M

O prima che fosse fatto, parlarono
Ecco perché i due Amici
O se fosse un requisito
Il tiranno sarà
Uno sicuro come la luce
E ovviamente vero
La fiducia che hai dimostrato
Demone a Fidia

Il Principio è il grande primo di ogni Amicizia
Introiezioni, riflette la musa
Intanto il Tiranno dopo l’affare
Lasciando Fidia libero per ore

“L’APPLAUSO DI DIONISO”

Dopo l’avvertimento
Se non fosse tornato
All’ora stabilita
Lo avrebbe giustiziato
Anche se non ci è voluto molto
La sua morale da mostrare
Ed esattamente come sembra
Non poteva nascondersi

Entra con gioia l’Amico di Fidia
Ma anche la sacra Philia pitagorica
Ma sei così stupido che ci credi davvero
Il tuo Amico tornerà, oh! Gli dice Demona

Chissà dov’è
In questo momento lui
Felicissimo di essere risparmiato
Lasciandoti indietro
Il Tiranno si diverte
Saluti
E’ come se stesse diventando psicopatico
Ma Damon il Fidia

Difendere con fede e forza incrollabili
Dire a Dioniso che tornerà
Che i pitagorici ne siano sicuri lo sa
Che mantengano la parola data arriverà col tempo

Mentre si avvicinava
E anche Fidia
Molte persone si sono radunate
Ce lo dicono i libri
Quando arrivò il momento
Il predefinito
E Damon non morto
Verso la croce va

Nessuno ci credeva, tutti lo videro sorpresi
Lascia che Fidia arrivi lì su una sedia.
Anche il suo Amico giustificava l’onore della Parola
E se non altro, ha conquistato l’ammirazione del mondo

Ma non è ancora finita
Questa è la storia
L’ideale divino
Della santa Amicizia
I due Pitagorici
Filosofi e amici
In pratica lo hanno dimostrato
Come Fidia venne

Va subito a prendere la posizione postuma
Ed è successo l’incredibile, Damon reagisce
Si rifiuta di non cedere il posto a Fidia
Il suo amato Amico ci racconta la storia

Insiste per essere giustiziato
Con finzione e ragione
Per salvare il suo Amico
Il passare del tempo
Come è arrivato tardi?
Deve liberarsene
E lascialo uccidere
Damon insiste

Fidia reagisce immediatamente e rifiuta
E senza dubbio si oppose al suo Amico
Anche se era in ritardo, è riuscito a tornare
E nessuno accetta questa condanna

Lascia che sia il suo amico a pagarlo
Perdere la vita
E mentre Damonas persiste
La folla riunita
Osserva con ammirazione
E il signore del posto
Il tiranno Dioniso
Amici che litigano

Chi morirà affinché l’altro possa essere salvato affinché possa vivere
Una scena che farà piangere il mondo
Anche il Tiranno è profondamente commosso
Come se lui stesso si fosse piegato dopo quello che aveva visto

Ci dicono cosa c’è scritto
Dalla categoria
Come Fidia se ne è sbarazzato
E libertà
Che ha dato loro
Dopo le loro vite
La loro gelosa amicizia
Ammirandolo

Si dice che abbia chiesto ai due filosofi
Accettarlo come loro amico, ma per alcune ragioni
Hanno detto a Dioniso che non si può fare
Gli Amici Pitagorici lasciarono Siracusa

Questo è tutto qui
Alla fine della sua vita
Lasciamo che sia il Tiranno a raccontare la storia
Nella città di Corinto
Ditelo ad Aristosseno
Testimoniare
E il filosofo greco
Storia sulla terra

Come molti* storici, lo perpetuerà
E sempre da quello che scrive e non da quello che pensa
La nostra musa canta in lode dell’Amicizia
Dei due Pitagorici Damone e Fidia.-

NICOLA ALESSANDRINO ©

*Fonti storiche: Diodoro Sikeliotis, Valerios Maximos,
Cicerone, Gaio Giulio Igino, Giamblico, Porfirio, il filosofo Aristosseno…

Y C: Questa poesia con un grande Grazie di tutto, dal profondo del mio cuore, ai miei compagni di viaggio.-

Y C: Ho il piacere di informarti che tutte le mie poesie seguono sempre un ritmo musicale e le 15 sillabe della mia preferita, quella di ‘Erotokritos’, godono di versi in armonia musicale di Erotokritos nel video qui sotto.-

Dalla Croazia la poesia di Jasna Gugic, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di JASNA GUGIĆ-

RIMANI


Coprimi con la tua bellezza
Riempi le crepe nel mio cuore
Senza di te
Sono una fonte inaridita
Un fiume stagnante
Sono la strada
che non porta da nessuna parte
Silenzioso nell’impotenza
Tutto solo senza uno splendore
Visioni impersonali
Fissano ieri
Non vedo  futuro
Quindi, non andare via
Volgi  lo sguardo
resta vicino
La notte sta scendendo
È troppo buia e ho paura
delle ombre nell’oscurità
Resta con me
Sii il fuoco della vita
che risplende in me.


JASNA GUGIĆ – Croatia


STAY


Cover me with your beauty
Fill the cracks in my heart
Without you
I’m a dried up source
A standing river
I’m the road which
Leads to nowhere
Silent in helplessness
All alone without a splendour
Impersonal views
Staring at yesterday
Blind for tomorrow
So, don’t leave without
Turning your eyes around
Stay close
The night is descending
It’s too black and I fear
The shadows of darkness
Stay with me
Be the fire of life
That shines in me.

JASNA GUGIĆ- CROATIA

Elisa Mascia e Pietro La Barbera presentano la poetessa di Porto Rico Azula, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia della locandina del programma realizzata da Pietro La Barbera

Biografia

 Tania Anaid Ramos González,

conosciuta a livello internazionale come Azula, è nata a San Juan, Porto Rico.  È docente universitaria, poetessa, scrittrice e editorialista in vari campi.  giornali e riviste digitali dell’America Latina ed è stata ballerina e coreografa. Ha un dottorato in Filosofia e Lettere presso l’Università di Porto Rico (UPR) del Campus di Rio Piedras.  È stata professoressa part-time presso l’Università di Porto Rico a Río Piedras, Carolina, Hayamón e, attualmente, presso l’Università di Porto Rico a Humacao.  È stata revisore di bozze per la rivista Hapánicor Studies Magazine (1996-1999) e l’Apuesta Journal of Politics and Culture (2005-2010).  Ha diretto il programma THINK Testing presso il College Board di Porto Rico e America Latina per due anni e lo è stata per 16 anni.  Coordinatrice, specialista e gestore dei test di spagnolo per l’ammissione all’università a Porto Rico e in America Latina.  La sua ricerca accademica si concentra principalmente sul genere della poesia.  Nel 2002 ha vinto il Premio Gertrudis Gómez de Avellaneda assegnato dall’UNESCO per la sua ricerca dedicata all’idea della morte nella poesia dell’uruguaiano Idea Vilariño.

 Ha pubblicato poesie individuali e prosa poetica su giornali portoricani e in antologie internazionali.  È autrice delle raccolte di poesie AZULA (pubblicata online nel 2011), Invisibilities (Editorial Areté Boricua, 2020) e Llueve (Ediciones Kuelap, 2021).  Questi ultimi libri hanno ottenuto la menzione d’onore al Puerto Rico International PEN Contest rispettivamente nel 2014 e nel 2022.  Inoltre, pubblicherà presto un libro di racconti intitolato Piso 13 e una serie di racconti per bambini intitolata C’era una ragazza a Boriquén.

 Attualmente è Presidente dell’Associazione dei Professionisti della Danza di Porto Rico (APRODANZA), editorialista della rivista Posdata Digital di Santa Fe, Argentina, e dei giornali El Sol della Colombia e El Siglo del Guatemala.  Inoltre, ha collaborato con i seguenti giornali e riviste internazionali: Semanario Universidad (Costa Rica), Revista Primacie (Barcellona, Spagna), Diario La comarca de Puertollano (Spagna), Periódico El querendon de Pereira (Colombia) , Periódico El Sol de las Américas (Santo Domingo, Repubblica Dominicana), Boletin Academia, College Board (Porto Rico), PostAntillano Newspaper (Porto Rico), One Stop Magazine (Spagna), Siete Artes Cultural Magazine (Buenos Aires, Argentina) e Agora 127 Magazine (Guadalajara), Messico).

Tania Anaid Ramos Gonzàlez in arte AZULA (Puerto Rico), presentata da Carlos Jarquin, 28-07-2024

1- È meglio approfondire la nostra personalità per conoscere noi stessi?

 Conoscere se stessi è un lavoro vitale e quotidiano, è una responsabilità e un processo necessario.  Ti racconto un aneddoto di quando ero piccola.  All’età di otto anni ho iniziato a pormi domande esistenziali senza sapere veramente cosa significassero.  Mi chiedevo costantemente, chi era?  e dov’era?  Non capivo la vita, penso che ci siano ancora tante cose che non capisco.  Insomma, quell’interrogarsi incessante era un mantra che apriva, nella mia immaginazione infantile, una larga porta e io cominciavo a scomparire, mi trasformavo in granelli di polvere, sentivo come mi staccavo dal mio corpo, come un alone di luce ovunque, e questo mi ha spaventato.  E ho chiesto a mia madre se fosse normale, e neanche lei ha capito.  Sono arrivata a rappresentare ciò che mi stava accadendo.  Mia madre, con uno sguardo di orrore e preoccupazione, ha cercato uno psicologo.  Sono sicura di non essere l’unica persona che ha sperimentato, fin dall’infanzia, questo tipo di domande o che ha avuto questo tipo di esperienza.  Perchè ti sto dicendo questo?  perché da quando abbiamo coscienza, il percorso, forzato o meno, circostanziale o volontario, è conoscere noi stessi.  Ci sono persone che vivono dando le spalle a se stesse.  Una vita passata a rifiutare di “guardarsi” l’un l’altro.  Non sono pronte a visitare le loro luci e le loro ombre.  Non sto dicendo che sia facile accendere una lampadina e guardarsi;  ma capisco che sia un lavoro fondamentale per tutti e, ovviamente, individuale.  Sapere chi siamo, conoscere noi stessi, ci aiuta a prendere decisioni intelligenti, a controllare il nostro carattere e ad avere una migliore interazione con gli altri.  Il rilascio dell’ego si ottiene solo attraverso la conoscenza di sé, la riflessione e l’autocritica, quindi dobbiamo anche approfondire la nostra personalità per conoscere noi stessi.

  2- Ciò che fai dovrebbe riflettere ciò che pensi?

 È un bel dibattito: pensiero contro azione.  A livello conscio ci deve essere coerenza tra ciò che pensiamo e ciò che facciamo, ma è una corda tesa.  Nei momenti di lucidità e compostezza, le emozioni sono focalizzate e può esserci una corrispondenza tra ciò che facciamo e ciò che pensiamo, ma un’emozione intensa può intervenire e rompere quella corrispondenza.  L’essere umano vagherà sempre tra ciò che pensa e ciò che fa, a meno che non abbia una supercoscienza da cui armonizzare la sua vita.  Ciò che dobbiamo fare è sviluppare o rafforzare il pensiero critico.  Ecco perché educare te stesso è così importante perché suscita domande.  Ed è tutto nell’imparare, conoscere te stesso e il mondo.  Ma cosa fare?: leggere, perché leggere aiuta a pensare meglio e pensare aiuta a leggere meglio.  Esiste una corrispondenza intelligente tra pensare e fare.

 3- Il desiderio è il padre di tutte le delusioni?

 Il desiderio, pensato freudianamente, è una forza costante che non si sazia mai, quindi ha un carattere di permanente irrealizzabilità, eterno, diciamo;  diverso dall’appetito, dalla volontà, dall’impulso o dalla domanda che può essere soddisfatto, motivo per cui, ancora una volta, nasce la necessità di spostarsi per raggiungere un altro “oggetto” o “soggetto” del desiderio, e non il desiderio stesso, perché ciò non può essere raggiunto secondo Freud.  D’altronde cos’è la delusione se non una verità smantellata o infranta, quindi in questo senso più presente del desiderio?  Forse poiché il desiderio è irraggiungibile, la verità che il desiderio contiene o conoscerlo ci dà una sensazione di delusione totale.

 4- Quanto è importante essere speciale per qualcuno?

 Essere speciali, credo, è direttamente correlato all’essere amati.  Perché per me è l’amore che ci rende speciali.  Il fatto che qualcuno ti ami e ti apprezzi ti rende speciale, almeno per quella persona.  In questo senso è vitale.

 5- La cultura porta sempre luce alle nostre anime?

 La cultura porta credenze, conoscenze, modi di vivere, di vedere il mondo;  Siamo condizionati dalla cultura.  La dimensione della luce dipende dall’estensione della bontà e dell’amore di coloro che condividono quella conoscenza e quell’apprendimento.

  6-.È più comprensibile abbandonare un sogno per vivere?

 Sogno inteso come desiderio o obiettivo da seguire, è importante raggiungerlo, abbandonarlo quando fa male o genera un male comune, ma le aspirazioni personali sono costruzioni, motori che ci muovono per raggiungere ciò che in qualche modo desideriamo.  Fanno parte della vita, non c’è motivo di abbandonarli in questo senso.

7- La vera libertà non chiede nulla?

 La libertà è una costruzione che è stata decostruita;  un’idea antica che ci aiuta a pensare e sentire che siamo completi.  Sul piano sociale la libertà, se la personificassimo, sarebbe un corpo mutilato e ferito.  Senza dubbio è una facoltà, ma parzialmente acquisita.  Si salvano spazi di libertà nella vita quotidiana e nelle lotte sociali.  L’essere umano è colui che chiede, desidera, sogna, vive, ma la libertà, come la coscienza di pensare e agire secondo la propria volontà (che è la definizione condivisa e generalizzata) è soggetta a molti fattori e tra questi alla cultura e alla società.  Nemmeno la cosiddetta libertà di espressione, possiamo dire, è completa, la storia ci ha già mostrato cosa succede quando un popolo si ribella e decide di chiedere allo Stato (Governo) di non violare le leggi e i diritti da esso creati.  A livello politico, è essenziale che i paesi siano “liberi”, nel senso che non siano condizionati dai capricci e dai bisogni economici di altri paesi.  Questo tipo di libertà chiede, è richiesto e deve essere fatto affinché possa essere raggiunto.  In effetti, è l’unico modo in cui la maggior parte delle nazioni del mondo hanno acquisito la propria sovranità.  Quindi è davvero un paradosso il fatto stesso che la libertà debba essere chiesta, debba essere vissuta, sentita, essere, ma non è così.

 Ora, della metafisica, della libertà, della sua idea, della sensazione di pienezza e di benessere, c’è gente che l’ha sperimentata a livello personale e può essere simile a quello che ho citato nella prima domanda, perché anche il corpo è un limite.  Ciò che siamo non è libero, è contenuto nel corpo fisico, quindi forse la morte è uno stato di libertà, non so se è assoluto, ma posso pensare che sia uno stato di libertà.

 8- Cosa ti manca? Per cosa senti la mancanza?

 Mi mancano i miei genitori.  Alla fine di agosto ricorre un anno dalla morte di mio padre, che è stato il più grande consenziente e l’uomo che ha portato più felicità nella mia vita.

 Mia madre invece ha l’Alzheimer.  Ci sono giorni in cui mi riconosce, a volte, ce ne sono altri in cui no.  Molto tempo fa ha smesso di essere mia madre ed è diventata mia figlia.  Mi mancano davvero le mie conversazioni con lei, i suoi consigli, ma ho imparato ad amarla nella sua parziale assenza.   Si impara a convivere con le assenze temporanee e permanenti.  Fa parte della vita.  Condivido con te una poesia che ho scritto diversi anni fa che parla di quell’apprendimento: https://www.youtube.com/watch?v=h8r_tas0nc4&t=2s

POESIE

TANIA ANAID RAMOS GONZÁLEZ

AZULA PUERTO RICO

LIBRO PIOVE

1- PIOVE FORTE

Piove impetuosamente

e la certezza del bene si bagna, e il terreno della mia gola. e il prefisso che pronuncio legato alla follia di una tempesta, e mi inonda la penombra di un sospiro perduto e di un amore consumato dalla pioggia.

DIMMI CHE NON È PIÙ

Dimmi che no… che questa pioggia già non ti muove più, la mia pioggia, che non senti più come ogni notte mi distruggo il futuro, 

la radice avanzata della mia follia, 

Il pezzo di panico che pende appeso dalle mie pupille.

Dimmelo… e non nasconderlo se in ogni soffio di vento tuo già non c’è più, 

non ci sarà più pioggia mia. 

Dimmi che non hai bisogno di parole, almeno di un po’ di dubbio con la sua alba oscura.

NON VOGLIO

Non voglio essere un luogo di contemplazione fugace 

dove posate lo sguardo e ricreate i sensi, 

né il transito sublime di una prelibatezza effimera, 

che va distruggendo il corpo e alimentando un capriccio. 

Né brocca, né anfora, 

né territorio feudale di un vecchio spazio nel tempo sperduto e deserto,

né delirio articolato di una parola addormentata 

che tra vecchi scaffali rimane intrappolata in un libro. 

Non voglio e NO, 

per essere luna spezzata in silenzio o reliquia visitata di un monastero perduto, 

non voglio, no, per cosa… 

notte oscura dimenticata,

dove l’anima è solita passare per le dimore;

miglior torrente di pioggia che risuona nell’oceano o raggio ardente, tra ombre, che palpitano all’alba;

 non sono preda del lupo che sussurra nel suo alibi 

per soffocare implacabile con feroce arroganza, 

né le mie orecchie luogo da depositare la rabbia, 

né vado chiedendo, tra le bocche, elemosine al cuore.

LIBRO DELLE INVISIBILITÀ

Digli 

Digli che la notte mi apre il petto, svelando rischi e solitudini: dietro di una lampada oscura, 

dietro un antico verso. 

Digli che l’alba mi apre il petto,

come una fessura senza limiti che fa scorrere l’ostruzione nascente del labbro, la rabbia e la paura. 

Digli che la sera mi apre il petto, 

come linfa che si inzuppa, 

come candela spenta 

di un paese senza corpo. 

Digli che nei lampioni della notte mi si apre il petto. 

Mi si apre il petto, 

tra le rive e i tessuti,

tra silenzi e morti.

Digli, per favore, che il tempo mi apre il petto.

INVISIBILI

Un uomo invisibile

Si percepisce dal suono della sua voce, dalla grandezza della sua anima 

e dal colore della sua luce. 

Cerca negli angoli del pensiero, indecifrando il ricordo colorato.

Una donna invisibile 

si percepisce, invece, 

dall’odore della sua nostalgia 

e dal gemito del cuore 

e dal viaggio ondulante dei suoi sogni, brucia la luce che precede le parole

e la sua ricerca senza limiti

lascia tracce come ceneri in serie.

Una notte assente

emula le carovane di satelliti sterili

che con un filo d’ombra addormentano l’alba

Un paese nascosto, 

assente e invisibile,

non si percepisce;

la dimensione.

ha perso la traccia, 

il tono, 

la dimensione,

la luce. 

la nostalgia, 

i sogni e il cuore.

Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia-Italia 

Hola Hola gente maravillosa!!  ¡¡Feliz domingo!!

 Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos.

 Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida.

Junto a Pietro La Barbera continuamos  nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza” conociendo el alma especial de  Tania Anaid Ramos González, 

conocida internacionalmente como Azula quien nos presentó el poeta, periodista Carlos Jarquín, creador y coautor del Canto Planetario al que saludamos con un abrazo planetario.

Biografia

Tania Anaid Ramos González, conocida internacionalmente como Azula nació en San Juan, Puerto Rico. Es profesora universitaria, poeta, escritora, columnista en diversos. periódicos y revistas digitales de Hispanoamérica y fue bailarina y coreógrafa, Posee un doctorado en Filosofia y Letras de la Universidad de Puerto Rico (UPR) del Recinto de Rio Piedras. Ha sido profesora a tiempo parcial en la Universidad de Puerto Rico en Río Piedras, Carolina, Hayamón y, actualmente, en la Universidad de Puerto Rico en Humacao. Fue correctora de pruebas de la Revista de Estudios Hapánicor (1996-1999) y de la Revista de politica y cultura Apuesta (2005-2010). Dirigió durante dos años el Programa de Pruebas PIENSE en el College Board de Puerto Rico y América Latina y fue durante 16 años. coordinadora, especialista y gerente de pruebas de español de la prucha para la admisión universitaria en Puerto Rico y Latinoamérica. Sus investigaciones académicas se centran, principalmente, en el género de la poesía. En el 2002, ganó el Premio Gertnidis Gómez de Avellaneda otorgado por la UNESCO por su investigación dedicada a la idea de muerte en la poesia de la uruguaya Idea Vilariño.

Ha publicado poemas sueltos y prosa poética en periódicos de Puerto Rico y en antologias internacionales. Es autora de los poemarios AZULA (publicado en la red en el 2011), Invisibilidades (Editorial Areté Boricua, 2020) y Llueve (Ediciones Kuelap, 2021). Estos últimos libros obtuvieron mención honorifica en el Certamen del PEN de Puerto Rico Internacional en el 2014 y 2022 respectivamente. Además, pronto publicará un libro de cuentos titulado Piso 13 y una serie de cuentos infantil-juvenil titulada Érase una niña en Boriquén

Actualmente, es Presidente de la Asociación de Profesionales de la Danza de Puerto Rico (APRODANZA), y columnista de la revista Posdata Digital de Santa Fe, Argentina, y de los periódicos El Sol de Colombia y El Siglo de Guatemala. Además, ha sido colaboradora de los siguientes periódicos y revistas internacionales: Semanario Universidad (Costa Rica), Revista Primacie (Barcelona, España), Diario La comarca de Puertollano (España), Periódico El querendon de Pereira (Colombia), Periódico El Sol de las Américas (Santo Domingo, República Dominicana), Boletin Academia, College Board (Puerto Rico), Periódico PostAntillano (Puerto Rico), Revista One Stop (España), Revista Cultural Siete Artes (Buenos Aires, Argentina) y Revista Agora 127 (Guadalajara, Mexico), entre otras.

Tania Anaid Ramos Gonzàlez alias AZULA (Puerto Rico), presentada por Carlos Jarquin, 28-07-2024

 1-  ¿Es mejor profundizar en nuestra personalidad para conocernos a nosotros mismos?

Conocerse es un trabajo vital y diario, es una responsabilidad y un proceso necesario. Les cuento una anécdota de cuando era pequeña. A los ocho años comencé a hacerme preguntas existencialistas sin saber bien lo que significaban. Me preguntaba constantemente ¿quién era? y ¿dónde estaba? No entendía la vida, creo que aún hay mucho que no entiendo. En fin, era esa interrogación incesante un mantra que abría, en mi imaginario infantil, una puerta ancha y yo comenzaba a desaparecer, me convertía en partículas de polvo, sentía cómo me desprendía del cuerpo, como un halo de luz hacia todas partes, y eso me daba miedo. Y le preguntaba a mi madre si eso era normal, y ella no entendía tampoco. Llegué a representarle lo que me sucedía. Mi madre, con cara de espanto y preocupación, me buscó un psicólogo. Estoy segura de no ser la única persona que ha experimentado, desde la niñez, con este tipo de cuestionamientos o que ha tenido este tipo de experiencia. Por qué les comento esto; porque desde que tenemos conciencia,  el camino, forzado o no, circunstancial o voluntario, es el de conocerse. Hay gente que vive de espaldas a sí mismos. Toda una vida negándose a “mirarse” a hallarse. No están listos para visitar sus luces y sus sombras. No digo que sea fácil encender un foco y mirarse; pero entiendo que es un trabajo fundamental para todos y, por supuesto, individual. Saber quiénes somos, conocernos, nos ayuda a tomar decisiones inteligentes, a controlar nuestro carácter y a tener una mejor interacción con los demás. Soltar el ego solo se logra a través del autoconocimiento,  la reflexión y la autocrítica, así que sí también hay que profundizar en nuestra personalidad para conocernos.

 2- ¿Lo que haces debe reflejar lo que piensas?

Ese es un buen debate: el pensamiento versus la acción. A nivel consciente debe haber coherencia entre lo que pensamos y hacemos, pero es una cuerda floja. En los momentos de lucidez y aplomo las emociones se centran y puede haber una correspondencia entre lo que hacemos y pensamos, pero una emoción intensa puede interponerse y quebrar esa correspondencia. El ser humano divagará siempre entre lo que piensa y lo que hace, a menos que tenga una supraconsciencia desde la cual armonizar su vida. Lo que sí debemos hacer es desarrollar o fortalecer el pensamiento crítico. Por eso, educarse es tan importante porque enciende las preguntas. Y en el aprendizaje está todo, el conocerse a sí mismo  y al mundo. Pero ¿qué hacer?: leer, pues la lectura nos ayuda a pensar mejor y el pensar nos ayuda a su vez a leer mejor. He ahí una correspondencia inteligente entre el pensar y el hacer.

3-  ¿Es el deseo el padre de todas las decepciones?

El deseo, pensado de forma freudiana, es una fuerza constante que nunca se satisface, por lo tanto, tiene un carácter irrealizable de forma permanente, eterno, digamos; distinto al apetito, voluntad, impulso o a la demanda que es posible satisfacer, por eso surge, nuevamente, la necesidad de moverse a alcanzar otro “objeto” o “sujeto” del deseo, no el deseo en sí, porque ese no se puede alcanzar según Freud. Por otro lado, qué es la decepción, sino una verdad que ha sido desmontada o rota, así que en ese sentido está más presente que el deseo. Quizá como el deseo es inalcanzable, esa verdad que encierra el deseo o conocerla nos da una sensación de decepción totalizadora.

4- ¿Qué tan importante es ser especial para alguien?

Ser especial, creo que está directamente relacionado con ser amado. Porque, para mí, es el amor lo que nos hace especiales. El hecho de que alguien te ame y te valore te hace especial, al menos para esa persona. En ese sentido es vital.

5- ¿La cultura siempre trae luz a nuestras almas?

La cultura trae creencias, conocimientos, formas de vivir, de ver el mundo; estamos condicionados por la cultura. La dimensión de la luz depende de la extensión de la bondad y del amor de quienes compartan ese conocimiento y aprendizaje.

 6-.¿Es más comprensible abandonar un sueño para vivir?

Sueño entendido como anhelo o meta a seguir, es importante alcanzarlo, abandonarlo siempre y cuando te haga daño o genere un mal común, pero las aspiraciones personales son construcciones, motores que nos mueven a alcanzar lo que de alguna forma deseamos. Son parte de la vida, no hay por qué abandonarlos en ese sentido.

 7- ¿La verdadera libertad no pide nada?

La libertad es una construcción, que se ha deconstruido; una idea milenaria que nos ayuda a pensar y sentir que somos plenos. A nivel social, la libertad, si la personificamos sería un cuerpo mutilado y herido. Sin lugar a dudas, es una facultad, pero que se alcanza parcialmente. Se rescatan espacios de libertad en la cotidianidad y en las luchas sociales. Los seres humanos somos los que pedimos, anhelamos, soñamos, vivimos, pero la libertad, como la conciencia para pensar y obrar según nuestra voluntad (que es la definición acordada y generalizada) está supeditada a muchos factores y entre ellos a la cultura y la sociedad. Ni siquiera la llamada libertad de expresión, podemos decir, que es plena, ya la historia nos ha dado cuenta de qué pasa cuando un pueblo se rebela y decide pedirle al Estado (Gobierno) que no viole las leyes y los derechos que ha creado. A nivel político, es fundamental que los países sean “libres”, en el sentido de que no estén condicionados a los caprichos y necesidades económicas de otros países. Ese tipo de libertad, sí pide, sí se exige, y tiene que hacerlo para que se logre. De hecho, es la única manera en que la mayoría de las naciones del mundo han adquirido su soberanía. Entonces realmente es una paradoja el hecho mismo de que la libertad tenga que pedirse, debería vivirse, sentirse, ser, pero no es así.

Ahora bien, desde la metafísica, la libertad, su idea, la sensación de plenitud y bienestar hay gente que la ha experimentado a nivel personal y puede que se parezca a lo que mencionaba en la primera pregunta, porque el cuerpo también es un límite. Lo que somos no es libre, está contenido en el cuerpo físico, por lo tanto, quizá la muerte es un estado de libertad, no sé si absoluta, pero puedo pensar que un estado de libertad sí.

8- ¿Qué es lo que echas de menos, qué extrañas?

Extraño a mis padres. A finales de agosto, se cumple un año de la muerte de mi padre, que fue el consentidor más grande y el hombre que más felicidad le ha dado a mi vida.

Por otra parte, mi madre tiene Alzheimer. Hay días que me reconoce, por momentos, hay otros que no. Hace mucho dejó de ser mi madre para convertirse en mi hija. Extraño mucho mis conversaciones con ella, sus consejos, pero he aprendido a quererla en su ausencia parcial.  Aprende uno a vivir  con las ausencias transitorias y las permanentes. Es parte de la vida. Te comparto un poema que escribí hace varios años que habla de ese aprendizaje: https://www.youtube.com/watch?v=h8r_tas0nc4&t=2s

POEMAS

TANIA ANAID RAMOS GONZÁLEZ

AZULA PUERTO RICO

LIBRO LLUEVE

1- LLUEVE IMPETUOSAMENTE

Llueve impetuosamente

y la certeza de lo bueno se moja,

y el suelo de mi garganta. 

y el prefijo que pronuncio 

atado a la locura de una tempestad…

y me inunda la penumbra de un suspiro perdido 

y de una querencia consumida por la lluvia.

DIME QUE YA NO

Dime que ya no… 

que ya no te mueve esta lluvia, mi lluvia, que ya no sientes ni como me destrozo cada noche el porvenir, 

la raiz avanzada de mi locura, 

el trozo de espanto colgado 

y colgando en mis pupilas.

Dime… y no lo ocultes 

si en cada bocanada de viento tuyo 

ya no hay más, ya no habrá más lluvia mia. 

Dime que no te hacen falta las palabras, al menos el tanteo de ellas o 

el de la duda con su oscuro amanecer.

2- NO QUIERO

No quiero ser paraje de contemplación fugaz 

en donde posas la mirada y recreas los sentidos,

 ni trânsito sublime de un efimero manjar, 

que va quebrando el cuerpo y alimentando un capricho. 

Ni cântaro, ni ánfora, ni territorio feudal de un viejo espacio en el tiempo desamparado y baldio, 

ni delirio articulado de una palabra dormida 

que entre unos viejos estantes queda atrapada en un libro. 

No quiero y NO, para que…

ser luna rota en silencio 

o reliquia visitada de un monasterio perdido; 

no quiero, no, para qué… oscura noche olvidada,

por donde suele pasar el alma por las moradas;

mejor torrente de lluvia que repique en el océano 

o rayo ardiente, entre sombras, que palpita en la madrugada; 

no soy presa del lobo que susurra en su coartada

para asfixiar implacable con arrogancia feroz, 

ni mis oidos lugar do depositas la rabia, ni voy pidiendo, entre bocas, limosnas al corazón.

LIBRO INVISIBILIDADES

3- DILE

Dile que la noche me abre el pecho descosiendo riesgos y soledades: detrás de un candil oscuro, 

detrás de un antiguo verso. 

Dile que el amanecer me abre el pecho, como un resquicio sin limite descorriendo la oquedad en ciernes 

del labio, la rabia y el miedo. 

Dile que la tarde me abre el pecho, 

como linfa anegándose, 

como bujia apagada 

de un pais sin cuerpo. 

Dile que en los fanales de la noche se me abre el pecho. 

se me abre el pecho, 

entre orillas y tejidos,

entre silencios y muertos.

Dile, por favor, que el tiempo me abre el pecho.

INVISIBLES

4- Un hombre invisible

se percibe por el fono de su voz, 

el tamaño de su alma 

y el derroche de su luz. 

Husmea en las esquinas del pensamiento indescifrando el teñido recuerdo.

Una mujer invisible 

se percibe, en cambio, 

por el olor de su nostalgia, 

por el gemido del corazón 

y el viaje ondulante de sus sueños, quema la luz con la que encabalga las palabras

y su búsqueda sin limites

deja rastros como cenizas en serie 

Una noche ausente

emula las caravanas de satélites estériles

que adormecen con un filo de sombra el amanecer

Un pais escondido, 

ausente e invisible,

no se percibe;

ha perdido el rastro, 

el tono

el tamaño,

la luz,

la nostalgia, 

los sueños y el corazón.

Foto cortesia di Azula

All’interno del programma il video del saluto e presentazione del poeta Carlos Jarquin 👇

Video cortesia di Carlos Jarquin che ringrazio
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