Lettera di Papa Francesco ai poeti “Aiutateci ad aprire la nostra immaginazione perché vada oltre gli angusti confini dell’io… perché sia disponibile anche ad aprirsi al santo mistero di Dio”

Foto cortesia di Papa Francesco

Papa Francesco ai poeti: “Aiutateci ad aprire la nostra immaginazione perché vada oltre gli angusti confini dell’io… perché sia disponibile anche ad aprirsi al santo mistero di Dio”Papa Francesco ai poeti: “Aiutateci ad aprire la nostra immaginazione perché vada oltre gli angusti confini dell’io… perché sia disponibile anche ad aprirsi al santo mistero di Dio”
PAPA
Il Papa: Cari poeti, aiutateci a sognare
Pubblichiamo la Lettera che Papa Francesco ha scritto per il libro “Versetti a Dio.  Antologia di poesia religiosa” (Crocetti editore), a cura di Davide Brullo, Antonio Spadaro e Nicola Crocetti, e che sarà disponibile nelle librerie a partire da martedì 12 novembre.
Francesco

Cari poeti, so che siete affamati di senso, ed è per questo che riflettete anche su come la fede sfida la vita.  Questo “senso” non si può ridurre a un concetto, no.  È un significato totale che acquista poesia, simbolo, sentimento.  Il vero significato non è quello del dizionario: quello è il significato della parola, e la parola è strumento di tutto ciò che è dentro di noi.  Ho amato molti poeti e scrittori nella mia vita, tra i quali ricordo soprattutto Dante, Dostoevskij e altri.  Devo ringraziare anche i miei studenti del Collegio de la Inmaculada Concepción de Santa Fe, con i quali da giovane condividevo le mie letture e insegnavo letteratura.  Le parole degli scrittori mi hanno aiutato a capire me stesso, il mondo, la mia gente;  ma anche per andare più a fondo nel cuore umano, nella mia personale vita di fede, e anche nel mio compito pastorale, anche adesso in questo ministero.  Per questo la parola letteraria è come una spina nel cuore che muove alla contemplazione e ci mette in cammino.  La poesia è aperta, ti catapulta altrove.

Alla luce di questa esperienza personale, vorrei oggi condividere con voi alcune considerazioni sull’importanza del vostro servizio.

La prima la vorrei esprimere così: siete occhi che guardano e sognano.  Non solo guardano, ma sognano anche.  Una persona che ha perso la capacità di sognare manca di poesia e la vita senza poesia non funziona.  L’essere umano aspira ad un mondo nuovo che probabilmente non vedremo pienamente con i nostri occhi, ma lo desideriamo, lo cerchiamo, lo sogniamo.  Uno scrittore latinoamericano diceva che abbiamo due occhi: uno di carne e l’altro di vetro.  Con quello di carne guardiamo ciò che vediamo, con quello di vetro guardiamo ciò che sogniamo.  Guai a noi se smettiamo di sognare, guai a noi!

L’artista è l’uomo che guarda con gli occhi e allo stesso tempo sogna, vede più profondamente, profetizza, annuncia un modo diverso di vedere e comprendere le cose che abbiamo davanti agli occhi.  La poesia, infatti, non parla della realtà basandosi su principi astratti, ma ascoltando la realtà stessa: il lavoro, l’amore, la morte e tutte le piccole grandi cose che riempiono la vita.  Il loro è, per citare Paul Claudel, un “occhio in ascolto”.  L’arte è un antidoto alla mentalità del calcolo e dell’uniformità;  È una sfida alla nostra immaginazione, al nostro modo di vedere e comprendere le cose.  E in questo senso il Vangelo stesso è una sfida artistica.  Ha quella carica “rivoluzionaria”, che tu conosci bene, ed esprimi grazie al tuo genio con una parola che protesta, chiama, grida.  Anche la Chiesa ha bisogno del suo genio, perché ha bisogno di protestare, di chiamare e di gridare.

Vorrei però dire una seconda cosa: sono anche la voce delle preoccupazioni umane.  Molte volte le preoccupazioni sono sepolte nel profondo del cuore.  Sai bene che l’ispirazione artistica non è solo confortante, ma anche inquietante, perché presenta sia le belle realtà della vita che quelle tragiche.  L’arte è il terreno fertile in cui si esprimono le “opposizioni polari” della realtà – come le chiamava Romano Guardini – che richiedono sempre un linguaggio creativo e non rigido, capace di trasmettere messaggi e visioni potenti.  Consideriamo ad esempio quando Dostoevskij ne I fratelli Karamazov racconta di un ragazzino, figlio di un servo, che lancia un sasso e colpisce la zampa di uno dei cani del padrone.  Quindi il proprietario mette tutti i cani contro il ragazzo.  Fugge e cerca di salvarsi dalla furia del branco, ma finisce dilaniato davanti allo sguardo soddisfatto del generale e a quello disperato della madre.

Questa scena ha un enorme potere artistico e politico: parla della realtà di ieri e di oggi, delle guerre, dei conflitti sociali, del nostro egoismo personale.  Per citare solo un passaggio poetico che ci interpella.  E non mi riferisco solo alla critica sociale di quella canzone.  Mi riferisco alle tensioni dell’anima, alla complessità delle decisioni, alla contraddittorietà dell’esistenza.  Ci sono cose nella vita che, a volte, non riusciamo nemmeno a comprendere o per le quali non riusciamo a trovare le parole giuste: questo è il tuo terreno fertile, il tuo campo d’azione.

E questo è anche il luogo dove spesso si sperimenta Dio.  Un’esperienza sempre “traboccante”: non puoi prenderla, la senti e va oltre;  È sempre traboccante, l’esperienza di Dio, come una vasca dove l’acqua cade continuamente e, dopo un po’, si riempie e l’acqua trabocca, trabocca.

Questo è ciò che vorrei chiedervi anche oggi: andare oltre i confini chiusi e definiti, essere creativi, senza addomesticare le ansie vostre e quelle dell’umanità.  Ho paura di questo processo di addomesticamento, perché mi toglie la creatività, mi toglie la poesia.  Con la parola della poesia raccogli i desideri inquieti che abitano nel cuore dell’uomo, affinché non si raffreddino e non si spengano.  Quest’opera permette allo Spirito di agire, creare armonia nelle tensioni e contraddizioni della vita umana, mantenere vivo il fuoco delle buone passioni e contribuire alla crescita della bellezza in tutte le sue forme, quella bellezza che si esprime proprio attraverso la ricchezza delle arti .

Questo è il  lavoro dei poeti: dare vita, dare corpo, dare parole a tutto ciò che gli esseri umani sperimentano, sentono, sognano, soffrono, creando armonia e bellezza.  È un lavoro che può aiutarci anche a comprendere meglio Dio come il grande “poeta” dell’umanità.  Ti criticheranno?  Bene, sopporta il peso delle critiche e allo stesso tempo cerca di imparare da esse.  Ma anche così, non smettere di essere originale, creativo.  Non perdere la meraviglia di essere vivo.

Quindi: occhi che sognano, voci di preoccupazioni umane;  e quindi hanno anche una grande responsabilità.  E cos’è?  Questa è la terza cosa che vorrei dirti: sei tra coloro che danno forma al nostro immaginario.  Il tuo lavoro ha conseguenze per l’immaginazione spirituale delle persone del nostro tempo.  E oggi serve la genialità di un linguaggio nuovo, di storie e immagini potenti.

Sento anche, lo confesso, il bisogno di poeti capaci di gridare al mondo il messaggio evangelico, di farci vedere Gesù, di farlo toccare, di farlo sentire subito vicino a noi, di donarcelo come vivere la realtà, e farci cogliere la bellezza della sua promessa.  Il loro lavoro può aiutarci a guarire la nostra immaginazione da tutto ciò che ne oscura il volto o, peggio ancora, da tutto ciò che la vuole domare.  Domare il volto di Cristo, metterlo in una cornice e appenderlo al muro, significa distruggere la sua immagine.  La sua promessa, invece, aiuta la nostra fantasia: ci aiuta a immaginare in modo nuovo la nostra vita, la nostra storia e il nostro futuro.  E qui mi viene in mente ancora una volta un altro capolavoro di Dostoevskij, piccolo ma che ha tutte queste cose dentro: Memorie dal sottosuolo.  Ci sono tutta la grandezza dell’umanità e tutti i dolori dell’umanità, tutte le miserie, insieme.  Questa è la strada.

Cari poeti, grazie per il vostro servizio.  Continuate a sognare, a preoccuparvi, a immaginare parole e visioni che ci aiutino a comprendere il mistero della vita umana e guidino le nostre società verso la bellezza e la fraternità universale.

Aiutaci ad aprire la nostra immaginazione affinché vada oltre gli angusti confini dell’io, e si apra alla realtà nella sua interezza, nella pluralità delle sue sfaccettature: in questo modo sarà disponibile anche ad aprirsi al mistero santo di Dio, Andare avanti, senza stancarsi, con creatività e coraggio!

Ti benedico.



* Papa Francesco ha voluto prevedere per questa pubblicazione una riflessione sulla poesia, ripercorrendo un suo discorso originariamente concepito come discorso pronunciato nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico il 27 maggio 2023. Oggi ha voluto confermare le espressioni allora usate , adattandoli sotto forma di “Lettera ai Poeti”.  Cfr. Discorso rivolto ai partecipanti al convegno promosso da “La Civiltà Cattolica” con la Georgetown University.

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Il tuo contributo ad una grande missione: sostenerci per portare la parola del Papa in ogni casa
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10 novembre 2024, 13:24
Conferenza stampa
12-12-2024 11:30
Conferenza stampa
Dalla Sala Stampa della Santa Sede, Conferenza stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 58a Giornata Mondiale della Pace, che si terrà il 1° gennaio 2025, dal titolo “Rimetti a noi i nostri debiti: donaci la tua pace”.

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Papa Francisco a los poetas: “Ayúdanos a abrir nuestra imaginación para que vaya más allá de los estrechos confines del ego… para que esté también disponible para abrirse al santo misterio de Dios”Papa Francisco a los poetas: “Ayúdanos a abrir nuestra imaginación para que vaya más allá de los estrechos confines del ego… para que esté también disponible para abrirse al santo misterio de Dios”
PAPA
El Papa: Queridos poetas, ayúdennos a soñar
Publicamos la Carta que el Papa Francisco escribió para el libro “Versos a Dios. Antología de la poesía religiosa” (Crocetti editore), editado por Davide Brullo, Antonio Spadaro y Nicola Crocetti, y que estará disponible en las librerías a partir del martes 12 de noviembre.
Francisco

Queridos poetas, sé que están hambrientos de sentido, y por eso reflexionan también sobre cómo la fe interpela la vida. Este “sentido” no se puede reducir a un concepto, no. Es un significado total que adquiere poesía, símbolo, sentimientos. El verdadero significado no es el del diccionario: ese es el significado de la palabra, y la palabra es instrumento de todo lo que hay en nuestro interior. He amado a muchos poetas y escritores en mi vida, entre los que recuerdo especialmente a Dante, Dostoievski y otros. También tengo que agradecer a mis alumnos del Colegio de la Inmaculada Concepción de Santa Fe, con quienes compartía mis lecturas cuando era joven y enseñaba literatura. Las palabras de los escritores me ayudaron a comprenderme a mí mismo, al mundo, a mi gente; pero también para profundizar en el corazón humano, en mi vida personal de fe, e incluso en mi tarea pastoral, incluso ahora en este ministerio. Por eso, la palabra literaria es como una espina en el corazón que mueve a la contemplación y pone en camino. La poesía es abierta, te lanza a otro lugar.

A la luz de esta experiencia personal, hoy quisiera compartir con ustedes algunas consideraciones sobre la importancia de su servicio.

Quisiera expresar el primero así: sois ojos que miran y sueñan. No sólo miran, sino que también sueñan. Una persona que ha perdido la capacidad de soñar carece de poesía y la vida sin poesía no funciona. Los seres humanos anhelamos un mundo nuevo que probablemente no veremos plenamente con nuestros ojos, pero lo deseamos, lo buscamos, lo soñamos. Decía un escritor latinoamericano que tenemos dos ojos: uno de carne y otro de cristal. Con el de carne miramos lo que vemos, con el de cristal miramos lo que soñamos. ¡Pobres de nosotros si dejamos de soñar, pobres de nosotros!

El artista es el hombre que mira con los ojos y al mismo tiempo sueña, ve más profundamente, profetiza, anuncia una forma diferente de ver y comprender las cosas que tenemos ante nuestros ojos. De hecho, la poesía no habla de la realidad a partir de principios abstractos, sino escuchando la realidad misma: el trabajo, el amor, la muerte y todas las pequeñas grandes cosas que llenan la vida. El suyo es, para citar a Paul Claudel, un “ojo que escucha”. El arte es un antídoto contra la mentalidad de cálculo y uniformidad; es un desafío a nuestra imaginación, a nuestra forma de ver y entender las cosas. Y en este sentido el Evangelio mismo es un desafío artístico. Posee esa carga “revolucionaria”, que tú conoces bien, y expresas gracias a tu genio con una palabra que protesta, llama, grita. La Iglesia también necesita de su genio, porque necesita protestar, llamar y gritar.

Sin embargo, quisiera decir una segunda cosa: son también la voz de las inquietudes humanas. Muchas veces las preocupaciones están enterradas en lo más profundo del corazón. Sabes bien que la inspiración artística no sólo es reconfortante, sino también inquietante, porque presenta tanto las bellas realidades de la vida como las trágicas. El arte es el terreno fértil en el que se expresan las “oposiciones polares” de la realidad -como las llamó Romano Guardini-, que requieren siempre un lenguaje creativo y no rígido, capaz de transmitir mensajes y visiones potentes. Por ejemplo, pensemos en cuando Dostoievski en Los hermanos Karamazov habla de un niño pequeño, hijo de un sirviente, que arroja una piedra y golpea la pata de uno de los perros del amo. Entonces el dueño pone a todos los perros en contra del niño. Huye e intenta salvarse de la furia de la manada, pero acaba despedazado ante la mirada satisfecha del general y la mirada desesperada de su madre.

Esta escena tiene un tremendo poder artístico y político: habla de la realidad de ayer y de hoy, de las guerras, de los conflictos sociales, de nuestro egoísmo personal. Por citar sólo un pasaje poético que nos desafía. Y no me refiero sólo a la crítica social de esa canción. Me refiero a las tensiones del alma, a la complejidad de las decisiones, a la naturaleza contradictoria de la existencia. Hay cosas en la vida que, a veces, ni siquiera podemos comprender o para las que no encontramos las palabras adecuadas: este es tu terreno fértil, tu campo de acción.

Y este es también el lugar donde muchas veces se experimenta a Dios. Una experiencia que siempre está “desbordante”: no puedes tomarla, la sientes y va más allá; siempre está rebosante, la experiencia de Dios, como una tina donde el agua cae continuamente y, al cabo de un rato, se llena y el agua se desborda, se desborda.

Esto es lo que quisiera pedirles también hoy: ir más allá de las fronteras cerradas y definidas, ser creativos, sin domar sus ansiedades y las de la humanidad. Tengo miedo de este proceso de domesticación, porque me quita creatividad, me quita poesía. Con la palabra de la poesía, reúne los deseos inquietos que habitan en el corazón del hombre, para que no se enfríen y no se apaguen. Esta obra permite al Espíritu actuar, crear armonía en las tensiones y contradicciones de la vida humana, mantener vivo el fuego de las buenas pasiones y contribuir al crecimiento de la belleza en todas sus formas, esa belleza que se expresa precisamente a través de la riqueza de las artes.

Ésta es su labor como poetas: dar vida, dar cuerpo, dar palabra a todo lo que el ser humano experimenta, siente, sueña, sufre, creando armonía y belleza. Es un trabajo que también puede ayudarnos a comprender mejor a Dios como el gran “poeta” de la humanidad. ¿Te criticarán? Bien, soporta la peor parte de las críticas y al mismo tiempo intenta aprender de ellas. Pero aun así no dejes de ser original, creativo. No pierdas la maravilla de estar vivo.

Por eso: ojos que sueñan, voces de inquietudes humanas; y por tanto también tienen una gran responsabilidad. ¿Y qué es? Esta es la tercera cosa que me gustaría decirles: estás entre los que dan forma a nuestra imaginación. Su trabajo tiene consecuencias en la imaginación espiritual de la gente de nuestro tiempo. Y hoy necesitamos la genialidad de un nuevo lenguaje, de historias e imágenes poderosas.

También yo siento, lo confieso, la necesidad de poetas capaces de gritar al mundo el mensaje evangélico, de hacernos ver a Jesús, de hacernos tocarlo, de hacernos sentirlo inmediatamente cerca de nosotros, de entregárnoslo como una realidad viva, y haciéndonos captar la belleza de su promesa. Su trabajo puede ayudarnos a sanar nuestra imaginación de todo aquello que oscurece su rostro o, peor aún, de todo lo que quiere domarla. Domar el rostro de Cristo, colocarlo en un marco y colgarlo en la pared, significa destruir su imagen. Su promesa, en cambio, ayuda a nuestra imaginación: nos ayuda a imaginar nuestra vida, nuestra historia y nuestro futuro de una manera nueva. Y aquí vuelvo a recordar otra obra maestra de Dostoievski, pequeña pero que tiene todas estas cosas dentro: Memorias del subsuelo. Allí están toda la grandeza de la humanidad y todos los dolores de la humanidad, todas las miserias, juntas. Este es el camino.

Queridos poetas, gracias por su servicio. Continuar soñando, preocupándonos, imaginando palabras y visiones que nos ayuden a comprender el misterio de la vida humana y a orientar nuestras sociedades hacia la belleza y la fraternidad universal.

Ayúdanos a abrir nuestra imaginación para que vaya más allá de los estrechos confines del ego, y se abra a la realidad en su totalidad, en la pluralidad de sus facetas: de esta manera estará disponible también para abrirse al santo misterio de la ¡Dios, sigue adelante, sin cansarte, con creatividad y valentía!

Los bendigo.



* El Papa Francisco ha querido entregar para esta publicación una reflexión sobre la poesía, revisionando un discurso suyo concebido originalmente como discurso que fue pronunciado en la Sala Clementina del Palacio Apostólico el 27 de mayo de 2023. Hoy ha querido confirmar las expresiones utilizadas entonces, adaptándolas en forma de «Carta a los poetas». Cf. Discurso dirigido a los participantes en la conferencia promovida por «La Civiltà Cattolica» con la Universidad de Georgetown.

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Su contribución a una gran misión: apoyarnos para llevar la palabra del Papa a todos los hogares
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Papa Francisco

10 noviembre 2024, 13:24
Press Conference
12-12-2024 11:30
Press Conference
From the Holy See Press Office, Press Conference to present the Message of the Holy Father for the 58th World Day of Peace, to be held on 1 January 2025, entitled “Forgive us our trespasses: grant us your peace”.

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Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Shoshana Vegh

Foto cortesia di Shoshana Vegh

For me

The muses silent
penetrate from another world
like enchantment that destroys my memory.
My body is growing rusty scaffolding,
My mind is empty of poems.
I thought this was the disease
A cancer that was killing the poet I would have been,
But this pill,
The doctor added
That I take once a day
Suppresses my desire.
.
.
Per Me

Le muse silenziose
penetrano da un altro mondo
come un incantesimo che distrugge la mia memoria.
Il mio corpo sta diventando un’impalcatura arrugginita,
La mia mente è vuota di poesie.
Pensavo che fosse questa la malattia
Un cancro che stava uccidendo la poetessa che sarei stata,
Ma questa pillola,
che il dottore aggiunse
Che prendo una volta al giorno
Sopprime il mio desiderio.
.
.
Para mí

Las musas silenciosas
penetran desde otro mundo
como encantamiento que destruye mi memoria.
Mi cuerpo se está volviendo un andamio oxidado,
Mi mente está vacía de poemas.
Pensé que esta era la enfermedad
Un cáncer que estaba matando al poeta que habría sido,
Pero esta pastilla,
Que añadió el médico
Que tomo una vez al día
Suprime mi deseo.
.
.
Per mi

Les muses silencioses
penetren des d’un altre món
com un encantament que destrueix la meva memòria.
El meu cos s’està tornant una bastida rovellada,
La meva ment està buida de poemes.
Vaig pensar que aquesta era la malaltia
Un càncer que matava la poeta jo hauria estat,
Però aquesta píndola,
Que va afegir el metge
Que prenc un cop al dia
Suprimeix el meu desig.
.
.
Shoshana Vegh

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Adriana De Carvalho Masi

Foto cortesia di Adriana De Carvalho Masi

Il ramo secco brucerà nel vento
pian piano si consumerà nel niente
e non sarà che polvere
senza semenza.
Frutto di sé non volle dare in vita,
la gemma dell’innesto inaridì
senza sbocciare
e il ramo pende grigio
dalla riva del lago in cui si specchia
e non è attesa, è solo solitudine
il grigiore del legno che lo veste.
.
.
La rama seca arderá en el viento
lentamente se desvanecerá en la nada
y no será más que polvo
sin semilla.
Fruto de sí mismo no quiso dar en vida,
el brote del injerto se secó
sin florecer
y la rama cuelga gris
desde la orilla del lago en la que se refleja
y no es esperada, es solo soledad
el gris de la madera que lo viste.
.
.
La branca seca cremarà al vent
lentament s’esvairà en el no-res
i no serà més que pols
sense llavor.
Fruit de si mateix no va voler donar en vida,
el brot de l’empelt es va assecar
sense florir
i la branca penja grisa
des de la riba del llac on es reflecteix
i no és esperada, només és solitud
la grisor de la fusta que el vesteix.
.
.
O ramo seco queimará ao vento
desaparecerá lentamente no nada
e não será senão pó
sem semente.
Fruto de si não quis dar em vida,
o botão do enxerto secou
sem florir
e o ramo pende cinzento
da margem do lago em que se reflete
e não há espera, é apenas solidão
o cinza da madeira que o reveste.
.
.
Adriana De Carvalho Masi

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Caterina Tagliani

Foto cortesia di Caterina Tagliani

E ci son giorni in cui, il cuore chiede pace.
Giorni amari, duri, giorni da dimenticare.
Giorni felici che vorresti non fosser mai passati,
duro il presente da accettare, dura la lotta per non ricordare.

E ci son giorni in cui non rimane
che arrendersi ai ricordi, tristi o dolci, che importa,
se il cuore tuo ancora sopporta,
lascia che scorrano come fiume in pena

che fuor dall’argine dilaga, oltre i sentieri tortuosi
dell’anima smarrita. Non darti mai per vinta,
la vita ancor non è finita.
Altri giorni verranno, interminabili
e aspetterai ancora, che passino incerti, come ora.
.
.
Y hay días en que el corazón pide paz.
Días amargos, duros, días para olvidar.
Días felices que desearías que nunca hubieran pasado,
duro de aceptar el presente, dura la lucha para no recordar.

Y hay días en los que lo único que queda
es rendirse a los recuerdos, tristes o dulces, qué importa,
si tu corazón aún lo soporta,
déjalos fluir como un río en pena

que fuera de la orilla se extiende, más allá de los tortuosos caminos
del alma perdida. No te des nunca por vencida,
la vida aún no ha terminado.
Vendrán otros días, interminables
y esperarás todavía, que pasen inciertos, como ahora.
.
.
I hi ha dies que el cor demana pau.
Dies amargs, durs, dies per oblidar.
Dies feliços que voldries no haguessin passat mai,
dur d’acceptar el present, dura la lluita per no recordar.

I hi ha dies en què només queda
lliurar-se als records, tristos o dolços, que importa,
si el teu cor encara ho suporta,
deixa’ls fluir com un riu en pena

que fora de la vorera s’estén, més enllà dels tortuosos camins
de l’ànima perduda. No et donis mai per vençuda,
la vida encara no s’ha acabat.
Vindran altres dies, interminables
i esperaràs encara, que passin incerts, com ara.
.
.
Caterina Tagliani

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Le poesie di Natalie Bisso tradotte da Joan Josep Barcelo

Foto cortesia di Natalie Bisso

House In The Mountains

I’m on my own here.
I’ll light the fireplace and sit in the armchair,
Let it buzz with an epiphany in the pipe,
Everything that has risen in my thoughts like a flame.

No need, not in a hurry now,
My path will be traversed,
The filigree of the refinement of phrases,
And it will allow you to cling to the essence.
.
.
Casa In Montagna

Sono qui per me stessa.
Accenderò il camino e mi siederò in poltrona,
Lasciate ronzare con un’epifania nella pipa,
Tutto ciò che è sorto nei miei pensieri come una fiamma.

Non c’è bisogno, non ho fretta adesso,
Il mio cammino sarà percorso,
La filigrana della raffinatezza delle frasi,
E ti permetterà di aggrapparti all’essenza.
.
.
Casa En Las Montañas

Estoy aquí por mí misma.
Encenderé la chimenea y me sentaré en el sillón.
Dejad zumbar con una epifanía en la pipa,
Todo lo que ha surgido en mis pensamientos como una llama.

No es necesario, no tengo prisa ahora
Mi camino será recorrido,
La filigrana del refinamiento de las frases,
Y te permitirá aferrarte a la esencia.
.
.
Casa A Les Muntanyes

Estic aquí per l mi mateixa.
Encendré la xemeneia i m’asseuré a la butaca,
Deixeu brunzir amb una epifania a la pipa,
Tot el que ha sorgit en els meus pensaments com una flama.

No cal, no tinc pressa ara,
El meu camí serà recorregut,
La filigrana del refinament de les frases,
I et permetrà aferrar-te a l’essència.
.
.
Natalie Bisso

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Fabio Petrilli presenta l’evento “L’abete si veste d’amore” 1°Memorial Andrea Santangelo

Foto cortesia della locandina dell’evento poetico


Manifestazione Culturale
L’Abete si veste d’Amore: Memorial Andrea Santangelo.

Si è svolta venerdì 6 dicembre presso L’Auditorium della Chiesa Santa Madre di Dio di  Maddaloni
la manifestazione culturale “ l’Abete si veste d’amore” ideata e curata da Giovanna Santangelo promotrice culturale e  poetessa.
Ai numerosi  partecipanti, soprattutto studenti delle scuole di ogni ordine e grado:
Liceo Segrè di Marano di Napoli, I.C. G. Giusti dia Terzigno, I.C. G. Ammendola-De Amicis di San Giuseppe Vesuviano, Convitto Nazionale Statale Giordano Bruno,
Liceo scientifico Nino Cortese,
Liceo scientifico E. Segrè  di Mugnano e Marano di Napoli.
Liceo statale don Gnocchi,
Istituto comprensivo Luigi Settembrini Maddaloni,
IC Maddaloni Valle 2

sono state conferite onorificenze inerenti agli elaborati svolti. Giovanna essendo una persona conosciuta nell’itinerario Campano e soprattutto di Maddaloni, ha pensato di estendere la partecipazione anche agli adulti in modo da rendere possibile il connubio con i giovani che in questo ultimo  decennio sta vacillando a causa di cambiamenti  linguistici: “…gli adulti devono accogliere la trasformazione e considerarla come ricchezza, ciò è segno di evoluzione sociale” questo il pensiero di Theo Bartolomeo Di Giovanni:  filosofo e poeta, conosciuto come Theo scalzo 44.
Theo ha voluto precisare che dobbiamo andare verso e  con i giovani, quando una società arriva al culmine il cambiamento è  inevitabile.
Nota della serata è stata l’esibizione degli allievi di Domenico Carfora, coreografo,  ballerino e docente di danza,
durante la premiazione c’è stato il conferimento di attestati di merito a coloro che  si occupano di letteratura, di pittura, di canto e di arte nelle sue varie forme:

Alessandro Casadei,
Paolo Zarantonello,
Giuseppe Piluso,
Marco Fumagalli,
Fabio Avena,
Alfonso Celestino,
Maurizio Taurino,
Amalia Ammirati
Pina Giugliano
Sandro Barbuscia,
e alla docente Marianna Boccia, del Primo Circolo Didattico, Plesso Belvedere, di San Giuseppe Vesuviano, prima scuola italiana che ha aderito alla Repubblica dei Poeti.
Inoltre riconoscimenti per l’impegno alla cultura conferiti a:
Ferdinando Catapano, pittore e scultore,
Federico Faccioli, filosofo e poeta,
Eliran Dayan, poeta israeliano,
Kenoby Dema, docente, autore e traduttore.
Angelo Barraco, scrittori e giornalista.
Alberto Cerqua, imprenditore.

Premiati i libri:
“Respiro con il Cuore”
Di Fabio Petrilli ed Elisa Mascia,

“Anime Dissonanti”
Di Marco Fumagalli.

Apoteosi dell’arte che ha stupito il pubblico, che ha reso felice tutta l’organizzazione.
Si ringraziano:
Comune di Maddaloni, Comune di Cesena, Repubblica dei Poeti, WikiPoesia, WikiPace, ApplEtica, YogaPoetry, e tutti coloro che vi hanno partecipato.

Elisa Mascia e Pietro La Barbera conducono il programma bilingue italiano-spagnolo Alla ricerca della vera bellezza con ospiti Marco Antonio Rodriguez Sequeiros e l’ intervistata Kari Krenn-Argentina

Foto cortesia dell’inizio del programma Alla ricerca della vera bellezza

Biografia di KARI KRENN-ARGENTINA 

Nata a Córdoba, Argentina nel 1970. Insegnante in contesti urbani rurali e marginali, per 28 anni. Scrittrice e poetessa, ha operato come promotrice culturale specializzata in contesti sociali vulnerabili, promuovendo l’espressione poetica dei gruppi sociali e il loro accesso alla conoscenza dei grandi autori della poesia latinoamericana. 

Viaggiatrice instancabile, unisce nei suoi ricordi fotografici i paesaggi e le attività della gente. Porta la sua parola di pace e di buona volontà, cercando la fraternità tra i popoli.

 Dal suo contatto con la vita quotidiana di persone che vivono in luoghi lontani ed esotici del mondo, nasce la sua poesia, che cerca di promuovere l’amore e il rispetto tra tutti gli esseri umani.

Prestazioni attuali:

*Presidente della Commissione per la Riduzione delle Disuguaglianze in Sud America e nei Caraibi, UNAccc LATAM.

*Presidente nazionale, sezione argentina, della Federazione Globale di Leadership e Alta Intelligenza. a.C.

*Presidente degli Amici di Cordoba per il popolo Saharawi.

Squadre a cui ha aderito, partecipazioni:

*Associato internazionale del team “Brave Voices Poetry Journal”, Africa. Ampiamente pubblicato con articoli sui diritti delle donne e delle persone con disabilità.

*Membro del team Womawoords Hall of Fame, piattaforma internazionale dell’Africa, in rappresentanza del Sud America.

*Ambasciatrice della Fondazione ALMA CÓRDOBA (Associazione per la lotta contro l’Alzheimer e le demenze associate), partecipa alla divulgazione dell’impatto di questa malattia sulle famiglie e sulla società (2017-2023).

*AICHYCI Ambasciatrice di buona volontà, Messico, 2020.

*Invitato alla Fiera Internazionale del Libro dell’Avana, Cuba 2019 e 2020.

*Partecipante al Primo incontro di poeti, scrittori, filosofi e artisti – Mozambico 2019.

*Partecipante a Sarau Literario Agora em Mozambique, presso il Centro Culturale Brasile-Mozambico. Maputo (2019).

*Partecipante al Festival Internazionale della Poesia, Bangladesh 2020

 *Partecipante al Kirstrech International Poetry Festival, Kenya 2020.

*Invitata alla Fiera Internazionale del Libro – A cura dell’Istituto Cubano del Libro. L’Avana Cuba.

*Partecipante al Festival Internazionale di Poesia “Parola del Mondo” (2020)

*Partecipante a “Grai Românesc” “Pentru promovarealiteraturü în lume” Romania 2020.

*Partecipante all’Incontro Virtuale di Poesia dell’Avana, Cuba (2020).

*Partecipante al Formosa International Poetry Festival, Tamsui, Taiwan (2020).

*Partecipante al Panorama International Literary Festival, 2020 organizzato da Induss Scroll Press, India, in associazione con Writers Capital International Foundations, Grecia. Rappresentare il Sud America. 

*Partecipante al Festival Internazionale di Poesia “Coffee with Letters”, Kerala, India 2020.

*Partecipante al Festival Internazionale di Poesia, Darpan Puja Sankha, India 2020.

*Invitata come leader culturale, in rappresentanza dell’Argentina, al 6° Incontro Internazionale della Creatività: “Designing Mexico 2020”.

*Partecipante all’ “Incontro Poetico del Sud”, Venezuela 2020.

*Partecipante al “FIPBB, Educazione Poetica per il Festival Mondiale Internacional del Biobío”, Cile 2020.

*Co-conduttrice del programma “Horizontes de Nuestra América”, trasmesso da Cabina 11 Cadena Global e canale 952 ENI Newookrs TV, Messico.

Pubblicazioni: 

*Romanzo “Inmarcesible”, Argentina 2017.

*Poesia: “Poémame, tra Angustias ed Esperanzas”, 2019.

*Poesia: “Il filo che pendeva dalla luna”, 2021.

* Trilogia: “Congruencias” (Triade di poesie in omaggio al Che, per il Festival della Poesia dell’Avana). 2021.

*Poesia “A due voci di distanza” (co-autore con Alejandro González Bermúdez), Editoriale José Martí, Cuba 2023.

Antologia “La migliore poesia del mondo”, Edizioni Nobel. Spagna, 2018.

* Antologia “Alejandra Pizarnik”, Biblioteca delle Grandi Nazioni, Paesi Baschi (2019).

*Tempo del poeta: Il secondo Nome della Terra è Pace. Womawords, Zimbabwe, Africa 2019.

*Omaggio in edizione antologica a Sara Hegy, Biblioteca delle Grandi Nazioni, Paesi Baschi, 2020.

*Antologia “Lock Down”, India 2020.

*Pubblicato su “Cuba Ala Décima”, Cuba 2020.

*Antologia Internazionale Formosa “Poetry Feeling in sea and land” – Festival 2020. Taiwan.

*Antologia “Caffè con libri” Battente del mondo. Speciale internazionale di poesia, India 2020.

*Antologia di poesie “Riflessioni durante il periodo di pandemia” Kistrech Theatre International, Kenya 2020.

*Antologia “Pesnici Sveta”, Serbia 2021.

*Antologia “Era di luce delle donne”, Portogallo 2021.

*Collaboratrice della sezione Arte e Cultura del CONAICOP (Consiglio Nazionale ed Internazionale della Comunicazione Popolare) MPPRE. Collettivi e Comunicatori Scientifici Socialisti Popolari nel mondo.

*Antologia “Atunis Galaxy 2022” Demer Press 2022.

*Antologia “Luna e stelle per un Sahara Libero”. 2022.

*Antologia “Dal fiume Suquía al fiume d’Oro”. Compilatore. 2024.

Studi:

*Insegnante di livello iniziale.

*Tecnico in Gestione delle Istituzioni Educative.

*Diploma in Diritti Umani, con specializzazione in sicurezza del cittadino.

*Esperto in analisi di politica internazionale.

Premi-riconoscimenti:

*Medaglia d’oro per la migliore media. Istituto Superiore Cattolico degli Insegnanti.

* Menzione speciale Concorso di racconti, Zona 1159, Ministero della Pubblica Istruzione Córdoba (2018).

*Primo Premio del III Concorso di Poesia Radiofonica “Letras del Paraná” (2019).

*Primo Premio VII Concorso Internazionale di Poesia Romantica Pleamar- Necochea, Buenos Aires (2019).

*Riconoscimento per la poesia all’evento “Save the Planet” – Costa Rica (2019).

*Finalista del premio Jovellanos 2018, nella sezione “La migliore poesia del mondo”, Edizioni Nobel, con la sua poesia “Yuyariway” (in lingua quechua).

* Menzione speciale, concorso internazionale di poesia “Donne di oggi”, organizzato da UMPPL e L’Isola Felice Associazione Culturale, Italia 2020.

*Uno dei sette vincitori del Festival Internazionale DARPAN 2020, India 2020

*Dottorato onorario in Pace, Missione Umanitaria e Creatività, assegnato da AICHYCI, 2020 (accreditato Fnaydak 43/2018, registrazione 2011165903516).

*Ambasciatrice di buona volontà argentino, presso la International Aid Federation UTEF, Türkiye 2020.

*Vincitrice del premio: “GLOBAL ICON AWARDS 2020” (Persone eminenti che hanno contribuito molto all’umanità).

Premiato dalla Writers Capital International Foundation, ai migliori scrittori del mondo, che hanno fatto la differenza nella società attraverso le loro opere potenti.

*Delegata in Argentina di CulturAmbiente, Roma-Italia, 2021. Associazione Internazionale Centro per la Pace- Premio San Francisco de Asis.

*Ambasciatrice internazionale di pace, premiato dal Forum internazionale per la pace e i diritti umani WLPFH, Dr. Santosh Kumar del Regno del Bhutan, 2021.

*Vincitrice del Premio San Francisco de Asís 2020. La comunicazione come strumento di pace. Guidonia Montecello, Roma-Italia.

*Vincitrice del “Premio internazionale per una sana coesistenza tra le nazioni per la pace 2021”. L’opinione internazionale si è pronunciata a favore di AHCASA INTERNACIONAL. Approvato dall’IFCH.

*Consigliere per la previdenza sociale del Comitato internazionale indù di lotta internazionale.

*Dottorato onorario “Sana convivenza tra le nazioni 2021”.

*Vincitrice del Premio “Sahitto Awards 2021”. India.

*Vincitrice del 6° posto, European Excellence Award per l’opera pubblicata: “Tra le Parole e L’Infinito”, Napoli-Italia. 2021

* Scelta come una delle “50 donne latinoamericane memorabili” nell’ambito del progetto Stoccolma 2033, per il suo lavoro a favore dei diritti umani.

*Visitatore Illustre della Città di Tarija, Bolivia, 2024, premiata dall’Onorevole Consiglio Comunale.

*Premio “Nelson Mandela” per il suo lavoro a favore della pace. Tra i 10 vincitori al mondo. Italia 2024.

Collegamenti web su Kari Krenn:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=274223021004642&id=113660283727584

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=220651259773123&id=100054847505446

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10221055265714296&id=1322607480

https://miombopublishing.org/2020/06/09/prolific-kari-krenn-ferments-poetry-in-pots-of-reason/

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3608619879256252&id=100003248278407

https://www.facebook.com/IndusScrollsPress/videos/982310562262067/

https://www.facebook.com/tamsui.poetry/videos/1186471201732735/

https://www.facebook.com/radiovos1035/videos/680392302426812/

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10218874894046367&id=1322607480

Domande  Kari Krenn (Argentina) 08-12-2024

 • 1- Perché hai iniziato a scrivere? 

 Ci sono immagini nella tua memoria che ti collegano al momento in cui hai deciso di voler diventare un poeta?

La mia infanzia è stata segnata dall’appartenenza a una famiglia di lettori. L’immagine che ricordo era quella dei miei genitori seduti, leggendo, per ore.  Era consuetudine andare il sabato mattina, in libreria, a comprare libri.

Anche mia nonna materna era una poetessa e scriveva le sue colonne letterarie in un quotidiano molto conosciuto qui, dell’epoca, che si chiamava “I Principi”.

 • 2- Raccontaci il tuo rapporto con la scrittura e come è cambiato nel tempo.  Cosa significa scrivere oggi e cosa significava all’inizio?  Cosa resta, cosa hai perso e cosa hai guadagnato?

La mia vita è stata tutta intorno alla scrittura, in principio dal piacere della mia infanzia di scrivere piccole poesie. Poi con la mia professione di insegnante e attualmente in pieno nel mio ruolo di scrittrice.

Non considero di aver perso nulla. Come ogni processo nella vita, si matura in esperienza, si diventa un po’ più saggi e ci si gode quello che si fa in modo più meditato e lento.

Ho vinto nel fatto di imparare a godermi i miei testi, a sentirmi a mio agio e conforme con essi.

• 3- Chi è il tuo pubblico ideale?  A quale lettore pensi quando scrivi?

Non penso a un gruppo determinato, ma piuttosto bene: scrivo dall’anima, per le anime. In questa sensibilità umana si produce l’incontro e per questo i miei testi sono letti da persone di età e culture diverse.

 • 4- Che rapporto c’è tra la scrittura e la società, con le tue influenze politiche e culturali?  Come si combinano questi aspetti nella tua produzione letteraria?

La poesia non è ingenua e in questi momenti critici della società, dove la scala di valori è distorta, dove vediamo quotidianamente che i diritti umani sono violati in molte parti del mondo, ritengo che il poeta debba lottare con l’arma che ha: la parola. 

Parola che implica un impegno e un posizionamento. La tiepidezza nel dire, già significa stare dalla parte di quelli che non si giocano a difendere le giuste cause.

I miei scritti riflettono un impegno non solo verso la società, ma anche verso le mie convinzioni e la fede che professo. 

 • 5- In che misura gli incontri (con altri scrittori, poeti, intellettuali) hanno influenzato la tua poetica?

Non mi influenzano. La mia poetica ha a che fare con aver trovato il proprio cammino nelle mie lettere. Penso che questo sia il compito che ogni poeta dovrebbe intraprendere: più che lasciarsi influenzare, evitare di essere influenzato. Trovare la propria sfumatura, il proprio tocco personale che faccia sì che le persone leggano il tuo testo e sappiano che gli appartiene.

 • 6- Quali autori ti hanno colpito di più e come sei arrivato a loro?

Mi hanno segnato grandi donne, poetesse latinoamericane: suor Juana Inés de la Cruz, Olga Orozco, Ida Vitale, Idea Vilariño Gabriela Mistral, Juana de Ibarburú, Alejandra Pizarnik.

Di poeti uomini, il mozambicano Mia Couto, con cui ho avuto l’onore di condividere la nostra poesia nel suo evento a Maputo, nel 2019.

 Li ho raggiunti leggendoli.

 • 7- La storia è piena di libri respinti dalle case editrici e di libri che non sono stati immediatamente compresi dai lettori.  Che rapporto hai con il rifiuto?  E come è cambiato nel tempo?  Quale importanza ha oggi la valutazione del lavoro nel suo approccio al testo e quale relazione ha con il mercato?

Non scrivo per essere accettata o rifiutata.

Io scrivo solo, fluisco.

Se i miei libri sono accettati o no, è una questione del lettore. Fa parte del suo universo, non il mio.

Smetti di vendere i best seller e di fare da spalla in un mercato che, a volte, non ha nulla a che vedere con il valore di un’opera o il talento di uno scrittore.

Senza andare oltre, i premi Nobel per la letteratura hanno a che fare più con gli interessi sottostanti che con il riconoscimento reale del talento di uno scrittore. Al caso, Jorge Luis Borges, magnifico scrittore argentino, che MAI ha vinto il Nobel per la letteratura.

In verità questa questione del successo misurato dall’accettazione o dal rifiuto, non mi rivela.

 • 8- Qual è lo stato attuale della letteratura moderna?  Vedi qualche carenza rispetto al passato? Le sembra che ci siano dei dettagli interessanti?

La letteratura non sfugge al momento storico.

Come ha detto Zygmund Bauman, viviamo in una società liquida: tutto è veloce, accelerato, usa e getta, effimero, liquido.

Ed è possibile apprezzarlo in persone che, per il solo fatto di essere alfabetizzate, e saper scrivere sulle righe, si credono già poeti.

Si leggono testi in cui manca non solo il talento per la scrittura, ma anche la conoscenza della gestione grammaticale o sintattica.

Si vedono orrori.

Molti si nascondono nell’idea che “l’arte è tutto ciò che intende essere” ed è così che appaiono scritti che non hanno né piedi né testa e, peggio ancora, non arrivano a mobilitare il lettore sotto nessun aspetto.

Non solo la gente ormai quasi non legge, dato che in questa società consumistica e veloce, i testi che consumano sono corti, ma quelli che scrivono, molti, scrivono al “delivery”. ( Alla consegna)

Ma la cosa peggiore è che non leggono.

Per me uno scrittore è innanzitutto un grande lettore, assiduo e fervente.

Poesie 

1- Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere, per esempio: «La notte è stellata, e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza.»

 (Pablo Neruda) 

ODE ALLA TUA ASSENZA

Posso scrivere,

annegare tra le parole,

quelle che nominano il tuo oblio.

Affermare che non è affatto accresciuta,

ha sepolto gli astri 

e i morti,

gli uccelli,

i nidi.

Niente brilla più in tua assenza:

Te ne vai!

Come se ne va la primavera,

il primo bacio,

il tempo,

la coscienza e il cammino.

Io sentirò la solitudine 

colpire all’improvviso,

il fiume gelido del mio sangue contro un filo

di rimpianti infiniti.

Te ne vai…

Mi sento sola…

Tra versi tristi nella notte

e sono io quella che sta tremando.

“Che modo silenzioso

lei mi entra sorridendo

come se fosse la primavera!

Io, che muoio!

(Nicolas Guillén)

2- RICORDO DEL TUO INCONTRO

Non ti ho invocato:

Sei apparso tu!

Come appare l’alba che spezza,

d’arancione,

la gelida angoscia dell’oscurità.

Sei apparso un giorno,

cercando di salvarmi nelle mie fatiche,

la scusa era un foglio di carta,

un evento imprevisto,

un errore involontario del destino…

Sopraffatta da te,

senza altre pretese che sentirti,

con il tuo profumo di terra fresca

e anima nobile,

con la tua tranquillità a traino,

quale lago di quiete,

come l’assoluto silenzio del deserto.

Sei venuto tu!

Di una maniera silenziosa sei apparso…

E tu, 

presenza austera,

selvaggiamente tenera e decisa,

mi hai assaggiato balsamo

e hai fiorito primavere

nel mio inverno.

Sei venuto tu!

Hai sorriso…

e ti sei immerso,

in questo cuore stanco

di affittare spazio a tanti affanni.

Hai sorriso…

e hai impiegato tempo a capire

l’algoritmo delle mie labbra,

quelle che hanno provato a pronunciare qualche

“Ti amo”, una volta,

come a disattenzione

e io, morendo…

“Non mi abbraccerai mai

come quella notte, mai.

Non ti toccherò mai più

Non ti vedrò morire”

(Idea di Vilariño)

3-NO

No.

Non sarò lì,

non sarai con me.

Non prenderò la tua mano

con la mia anima in fiore,

supponendo allora

che gli atomi si ordinano

e che tu resti…

Vicino a me (così vicino),

con l’amore allo stato incandescente.

No.

Non vedrò mai l’alba della vita,

aggrappata a un bordo della tua schiena,

né potrò ancorarmi alle tue difficoltà 

o al momento in cui si trasforma

il sogno in verso,

la pelle in bacio…

No.

Non sarà vero, né possibile, né probabile,

vederti di nuovo,

attraversando il sentiero del destino

e abbracciarti.

Non schermirai il tuo leggero sorriso

che frusta la mia nostalgia,

né ti accorgerai del dolore

(ostinato a spezzarmi),

quando te ne vai.

No.

Non sarai più con me.

Non sarò più in te.

Non lo saremo. non tornerò a toccarti più.

Non ti vedrò morire.

Traduzione poetica in italiano di Elisa Mascia -Italia 

***

Hola Hola gente maravillosa!!  ¡¡Feliz domingo!!

 Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos.

 Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida.

Junto a Pietro La Barbera continuamos  nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza” conociendo el alma especial de 

Kari Krenn- Argentina presentada de nuestro amigo poeta gestore cultural de Bolivia Marco Antonio Rodriguez Sequeiros a quien agradezco su disponibilidad y colaboración para presentarnos a personas especiales

BIOGRAFIA DE KARI KRENN

Nacida en Córdoba, Argentina en 1970. Profesora de contextos urbanos rurales y marginales durante 28 años. Escritora y poetisa, ha actuado como promotora cultural especializada en contextos sociales vulnerables, promoviendo la expresión poética de los grupos sociales y su acceso al conocimiento de los grandes autores de la poesía latinoamericana. 

Viajero incansable, combina en sus recuerdos fotográficos los paisajes y las actividades de la gente. Lleva su palabra de paz y buena voluntad, buscando la fraternidad entre los pueblos.

 De su contacto con la vida cotidiana de personas que viven en lugares lejanos y exóticos del mundo, nace su poesía, que busca promover el amor y el respeto entre todos los seres humanos.

Prestaciones actuales:

*Presidente de la Comisión para la Reducción de las Desigualdades en América del Sur y el Caribe, UNAccc LATAM.

*Presidente nacional, sección argentina, de la Federación Global de Liderazgo y Alta Inteligencia. a.C.

*Presidente de los Amigos de Córdoba para el pueblo saharaui.

Equipos a los que se ha unido, participación:

*Asociado internacional del equipo “Brave Voices Poetry Journal”, áfrica. Ampliamente publicado con artículos sobre los derechos de las mujeres y las personas con discapacidad.

*Miembro del equipo de Womawoords Hall of Fame, plataforma internacional de África, en representación de América del Sur.

*Embajador de la Fundación ALMA CÓRDOBA (Asociación para la lucha contra el Alzheimer y las demencias asociadas), participa en la divulgación del impacto de esta enfermedad sobre las familias y la sociedad (2017-2023).

*AICHYCI Embajador de buena voluntad, México, 2020.

*Invitado a la Feria Internacional del Libro de La Habana, Cuba 2019 y 2020.

*Participante en el primer encuentro de poetas, escritores, filósofos y artistas – Mozambique 2019.

*Participante en el Sarau Literario Agora em Mozambique, en el Centro Cultural Brasil-Mozambique. Maputo (2019).

*Participante en el Festival Internacional de Poesía, Bangladesh 2020

*Participante en el Festival Internacional de Poesía Kirstrech, Kenia 2020.

 *Invitado a la Feria Internacional del Libro – Organizada por el Instituto Cubano del Libro.  La Habana Cuba.

 *Participante en el Festival Internacional de Poesía “Parola del Mondo” (2020)

 *Participante en “Grai Românesc” “Pentru promovarealiteraturü în lume” Rumania 2020.

 *Participante del Encuentro Virtual de Poesía en La Habana, Cuba (2020).

 *Participante en el Festival Internacional de Poesía de Formosa, Tamsui, Taiwán (2020).

 *Participante en el Festival Literario Internacional Panorama, 2020 organizado por Induss Scroll Press, India, en asociación con Writers Capital International Foundations, Grecia.  Representando a Sudamérica. 

 *Participante en el Festival Internacional de Poesía “Café con Letras”, Kerala, India 2020.

 *Participante en el Festival Internacional de Poesía, Darpan Puja Sankha, India 2020.

 *Invitado como líder cultural, en representación de Argentina, al 6° Encuentro Internacional de Creatividad: “Diseñando México 2020”.

 *Participante del “Encuentro Poético del Sur”, Venezuela 2020.

 *Participante del “FIPBB, Educación Poética para el Festival Internacional Mundial del Biobío”, Chile 2020.

 *Copresentadora del programa “Horizontes de Nuestra América”, transmitido por Cabina 11 Cadena Global y canal 952 ENI Newookrs TV, México.

Publicaciones: 

*Novela “Inmarcesible”, Argentina 2017.

*Poesía: “Poémame, entre Angustias y Esperanzas”, 2019.

*Poesía: “El hilo que pendía de la luna”, 2021.

* Trilogía: “Congruencias” (Triada de poemas en homenaje al Che, para el Festival de Poesía de La Habana). 2021.

*Poesía “A dos voces de distancia” (co-autor con Alejandro González Bermúdez), Editorial José Martí, Cuba 2023.

Antología “La mejor poesía del mundo”, Ediciones Nobel. España, 2018.

* Antología “Alejandra Pizarnik”, Biblioteca de las Grandes Naciones, País Vasco (2019).

*Tiempo del poeta: El segundo nombre de la tierra es paz. Womawords, Zimbabwe, áfrica 2019.

*Homenaje en edición antológica a Sara Hegy, Biblioteca de las Grandes Naciones, País Vasco, 2020.

*Antología “Lock Down”, India 2020.

*Publicado en “Cuba Ala Décima”, Cuba 2020.

*Antología Internacional Formosa “Poetry Feeling in sea and land” – Festival 2020. Taiwán.

*Antología “Café con libros” Batente del mundo. Especial internacional de poesía, India 2020.

*Antología de poesía “Reflexiones durante un período de pandemia” Kistrech Theatre International, Kenia 2020.

*Antología “Pesnici Sveta”, Serbia 2021.

*Antología “Era de luz de las mujeres”, Portugal 2021.

*Colaborador de la sección Arte y Cultura del CONAICOP (Consejo Nacional e Internacional de la Comunicación Popular) MPPRE. Colectivos y comunicadores científicos socialistas populares en el mundo.

*Antología “Atunis Galaxy 2022” Demer Press 2022.

*Antología “Luna y estrellas para un Sahara libre”. 2022.

*Antología “Del río Suquía al río de Oro”. Compilador. 2024.

Estudios de investigación:

*Profesor de nivel inicial.

*Técnico en Gestión de Instituciones Educativas.

*Diploma en Derechos Humanos, con especialización en seguridad ciudadana.

*Experto en análisis político internacional.

 Premios-reconocimientos:

 *Medalla de oro al mejor promedio.  Instituto Superior de Profesores Católicos.

 * Mención Especial Concurso de Cuento, Zona 1159, Ministerio de Educación Córdoba (2018).

 *Primer Premio del III Concurso de Poesía Radiofónica “Letras del Paraná” (2019).

 *Primer Premio VII Concurso Internacional de Poesía Romántica Pleamar-Necochea, Buenos Aires (2019).

 *Reconocimiento a la poesía en el evento “Salvar el Planeta” – Costa Rica (2019).

 *Finalista del premio Jovellanos 2018, en la sección “La mejor poesía del mundo”, Ediciones Nobel, con su poema “Yuyariway” (en idioma quechua).

 * Mención especial, concurso internacional de poesía “Mujeres de hoy”, organizado por la UMPPL y L’Isola Felice Associazione Culturale, Italia 2020.

 *Uno de los siete ganadores del Festival Internacional DARPAN 2020, India 2020

 *Doctorado Honoris Causa en Paz, Misión Humanitaria y Creatividad, otorgado por AICHYCI, 2020 (acreditado Fnaydak 43/2018, registro 2011165903516).

 *Embajadora de Buena Voluntad Argentina, en la Federación Internacional de Ayuda UTEF, Türkiye 2020.

 *Ganador del premio: “GLOBAL ICON AWARDS 2020” (Personas eminentes que han aportado mucho a la humanidad).

 Otorgado por la Fundación Internacional Writers Capital, a los mejores escritores del mundo, que han marcado una diferencia en la sociedad a través de sus poderosas obras.

 *Delegada en Argentina de CulturAmbiente, Roma-Italia, 2021. Asociación Internacional Centro para la Paz – Premio San Francisco de Asís.

 *Embajador Internacional de la Paz, otorgado por el Foro Internacional de Paz y Derechos Humanos WLPFH, Dr. Santosh Kumar del Reino de Bután, 2021.

 *Ganador del Premio San Francisco de Asís 2020. La comunicación como instrumento de paz.  Guidonia Montecello, Roma-Italia.

 *Ganador del “Premio Internacional a la Saludable Convivencia entre Naciones para la Paz 2021”.  La opinión internacional se ha pronunciado a favor de AHCASA INTERNACIONAL.  Aprobado por IFCH.

 *Asesor de Bienestar Social del Comité Hindú de Lucha Internacional.

 *Doctor Honoris Causa “Sana convivencia entre las naciones 2021”.

 *Ganador de los “Premios Sahitto 2021”.  India.

 *Ganador del 6º lugar, Premio a la Excelencia Europea por la obra publicada: “Tra le Parole e L’Infinito”, Nápoles-Italia.  2021

 * Elegida como una de las “50 Mujeres Latinoamericanas Memorables” en el proyecto Estocolmo 2033, por su trabajo en pro de los derechos humanos.

 *Visitante Distinguido de la Ciudad de Tarija, Bolivia, 2024, otorgado por el Honorable Ayuntamiento.

 *Premio Nelson Mandela por su trabajo por la paz.  Entre los 10 ganadores del mundo.  Italia 2024.

Preguntas 

 Kari Krenn (Argentina) 08-12-2024

 • 1- ¿Por qué empezaste a escribir? 

 ¿Hay alguna imagen en tu memoria que te conecte con el momento en el que decidiste que querías ser poeta?

Mi infancia estuvo marcada por pertenecer a una familia de lectores. La imagen que recuerdo era ver a mis padres sentados, leyendo, durante horas.  Era habitual ir los sábados a la mañana, a la librería, a comprar libros.

También mi abuela materna era poeta y escribía sus columnas literarias en un diario muy conocido aquí, de la época, que se llamaba “Los Principios”.

 • 2- Cuéntanos tu relación con la escritura y cómo ha cambiado con el tiempo.  ¿Qué significa escribir hoy y qué significaba en sus inicios?  ¿Qué queda, qué has perdido y qué has ganado?

MI vida ha girado en torno a la escritura, en principio desde el placer en mi niñez, de escribir pequeños poemas. Luego con mi profesión de docente y actualmente de lleno en mi rol de escritora.

No considero haber perdido nada. Como todo proceso en la vida, uno va madurando en experiencia, se torna un poco más sabio y disfruta de lo que hace de un modo más meditado y pausado.

He ganado en el hecho de aprender a disfrutar mis textos, a sentirme a gusto y conforme con ellos.

 • 3- ¿Quién es tu público ideal?  ¿En qué lector piensas cuando escribes?

No pienso en un grupo determinado, sino antes bien: escribo desde el alma, para las almas. En esa sensibilidad humana es que se produce el encuentro y por eso es que mis textos son leídos por personas de variadas edades y culturas.

 • 4- ¿Qué relación existe entre la escritura y la sociedad, con tus influencias políticas y culturales?  ¿Y cómo conviven estos aspectos en tu producción literaria?

La poesía no es ingenua y en estos momentos críticos de la sociedad, donde la escala de valores está tergiversada, donde  vemos a diario que se vulneran los derechos humanos en muchas partes del mundo, considero que el poeta debe luchar con el arma que tiene: la palabra. Palabra que implica un compromiso y un posicionamiento. La tibieza en el decir, ya significa pararse del lado de los que no se juegan en defender las causas justas.

Mis escritos reflejan un compromiso no solo con la sociedad, sino también con mis propias creencias y la fe que profeso. 

 • 5- ¿En qué medida los encuentros (con otros escritores, poetas, intelectuales) han influido en tu poética?

No me influyen. Mi poética tiene que ver con haber encontrado en propio camino en mis letras. Pienso que esa es la tarea que todo poeta debería emprender: más que dejarse influir, evitar ser influenciado. Buscar su propio matiz, su impronta personal que haga que la gente lea su texto y sepa que es suyo.

 • 6- ¿Qué autores te marcaron más y cómo llegaste a ellos?

Me marcaron grandes mujeres, poetas latinoamericanas: Sor Juana Inés de la Cruz, Olga Orozco, Ida Vitale, Idea Vilariño  Gabriela Mistral, Juana de Ibarburú, Alejandra Pizarnik.

De poetas  hombres, el mozambiqueño Mía Couto, con quien tuve el honor de compartir nuestra poesía en su evento en Maputo, en 2019.

 A ellos llegué leyéndolos.

 • 7- La historia está llena de libros rechazados por las editoriales y de libros que no fueron comprendidos inmediatamente por los lectores.  ¿Qué relación tienes con el rechazo?  ¿Y cómo ha cambiado con el tiempo?  ¿Qué importancia tiene hoy la valoración del trabajo en su aproximación al texto y qué relación tiene con el mercado?

Definitivamente no escribo para ser aceptada o rechazada.

Yo solo escribo, fluyo.

Si mis libros son o no aceptados, ya es una cuestión del lector. Forma parte de su universo, no del mío.

Descreo de los best seller y la parafernalia de un mercado que, en ocasiones, nada tienen que ver con el valor de una obra o el talento de un escritor.

Sin ir más lejos, los premios Nobel de Literatura, tienen que ver más con intereses que subyacen que con el reconocimiento real del talento de un escritor. Al caso, Jorge Luis Borges, magnífico escritor argentino, que JAMÁS ganó el Nobel de literatura.

En verdad esta cuestión del éxito medido por la aceptación o el rechazo, no me desvela.

 • 8- ¿En qué estado se encuentra hoy la literatura moderna?  ¿Ve usted alguna deficiencia en comparación con el pasado? ¿Le parece que hay algún detalle interesante?

La literatura no escapa al momento histórico.

Como planteaba Zygmund  Bauman, estamos viviendo en una sociedad líquida: todo es rápido, acelerado, descartable, efímero, líquido.

Y uno puede apreciarlo en gente que, por el solo hecho de estar alfabetizados, y saber escribir sobre los renglones, ya se creen poetas.

Una lee textos en donde hay una carencia no solo de talento para escribir, sino de conocimiento del manejo gramático o sintáctico.

Se ven horrores.

Muchos se escudan en la idea de que el “arte es todo lo que tiene la intención de serlo” y es así que aparecen escritos que no tienen ni pies ni cabeza y, lo que es peor, no llegan a movilizar al lector bajo ningún aspecto.

No solo que la gente ya casi no lee, puesto que en esta sociedad consumista y veloz, los textos que consumen son cortos, sino que los que escriben, muchos, escriben  al “delivery”.

Y lo que es peor: no leen.

Para mí un escritor es primeramente, un gran lector, asiduo y ferviente.

 Puedo escribir los versos

más tristes esta noche.

Escribir por ejemplo:

“La noche está estrellada

y tiritan, azules, los astros a lo lejos”

 (Pablo Neruda)

ODA A TU AUSENCIA

Puedo escribir,

ahogar entre palabras,

aquellas que nombran a tu olvido.

Afirmar que esta nada acrecentada,

ha enterrado los astros

y los muertos,

los pájaros,

los nidos.

Ya no brilla nada ante tu ausencia:

¡Te irás!

Como se va la primavera,

el primer beso,

el tiempo,

la conciencia y el camino.

Yo sentiré la soledad 

golpear de pronto,

el torrente helado de mi sangre contra un hilo

de lamentos infinitos.

Te vas…

Me quedo sola…

Entre versos tristes en la noche

y soy yo la que tirito.

“¡De qué callada manera

se me adentra usted sonriendo

como si fuera la primavera!

¡Yo, muriendo!

(Nicolás Guillén)

REMEMBRANZA DE TU ENCUENTRO

Yo no te invoqué:

¡Apareciste!

Como aparece el amanecer que rompe,

anaranjado,

la gélida angustia de lo oscuro.

Apareciste un día,

tratando de salvarme en mis afanes,

la excusa fue un papel,

un imprevisto,

un error involuntario del destino…

Sobrecogida de ti,

sin otras pretensiones que sentirte,

con tu olor a tierra fresca

y alma noble,

con tu tranquilidad a cuestas,

cual lago en calma,

como el absoluto silencio del desierto.

¡Apareciste!

De qué callada manera apareciste…

Y tú,

presencia austera,

salvajemente tierno y contundente,

te me antojaste bálsamo

y floreciste primaveras

en mi invierno.

¡Apareciste!

Sonreíste…

y te adentraste,

en este corazón cansado

de alquilarle espacio a tantas penas.

Sonreíste…

y demoraste en descifrar

el algoritmo de mis labios,

esos que intentaron pronunciarte algún

“Te amo”, alguna vez,

como al descuido

y yo, muriendo…

“No me abrazarás nunca

como esa noche, nunca.

No volveré a tocarte

No te veré morir”

(Idea Vilariño)

NO

No.

No estaré allí,

ni estarás conmigo.

No tomaré tu mano

con mi alma en flor,

suponiendo entonces

que los átomos se ordenan

y que te quedas…

Cerca de mí (tan cerca),

con el amor en estado incandescente.

No.

No veré amanecer jamás la vida,

aferrada a una orilla de tu espalda,

ni podré anclarme a tus apuros

o al momento que convierte

el sueño en verso,

la piel en beso…

No.

No será cierto, ni posible, ni probable,

verte otra vez,

cruzando la vereda del destino

y abrazarte.

No esgrimirás tu leve sonrisa

que azogue mi nostalgia,

ni habrás de enterarte del dolor

(obstinado en quebrantarme),

cuando partas.

No.

No serás más conmigo.

No seré más en ti.

No seremos. No volveré a tocarte.

No te veré morir.

Comunicato stampa per l’apertura di CathArt Gallery, uno spazio dedicato all’arte contemporanea nel cuore di Varese, ideato e fortemente voluto dall’artista Carla Pugliano, inviato dall’ amica Angela Kosta promotrice culturale nel mondo

Foto cortesia della locandina

COMUNCATO STAMPA

Opening CathArt Gallery di Carla Pugliano

Con entusiasmo e vivo coinvolgimento si annuncia l’apertura di CathArt Gallery, uno spazio dedicato all’arte contemporanea nel cuore di Varese, ideato e fortemente voluto dall’artista Carla Pugliano. L’opening è previsto per il 14 dicembre 2024 alle ore 16.00, in Piazza Giovanni XXIII.

CathArt Gallery nasce come atelier e rifugio di ispirazione, un luogo pronto ad accogliere artisti, appassionati e curiosi che desiderano immergersi in un universo creativo dove la bellezza diventa veicolo di riflessione e scoperta. Questo spazio si propone anche quale nuovo punto d’incontro e condivisione per l’arte e la cultura contemporanea. Con l’apertura di CathArt Gallery, Carla avvia un nuovo progetto artistico che ha richiesto impegno e dedizione e che arricchisce ulteriormente il suo percorso.  “Ho scelto il nome CathArt Gallery perché rispecchia ciò che l’arte rappresenta per me: una catarsi complessa e profonda, una forma di liberazione emotiva che passa attraverso la creazione e la fruizione artistica e dove il colore e la materia diventano strumenti per sondare l’animo umano ” spiega Carla Pugliano. 

Durante l’inaugurazione del 14 e nella giornata di domenica 15, oltre a scoprire gli spazi di Cathart Gallery, i visitatori avranno l’opportunità di immergersi nelle opere dell’artista e di dialogare direttamente con lei, scoprendo le storie e i segreti custoditi dietro ogni sua creazione. L’esposizione  prevede una selezione di lavori che rappresentano uno spaccato significativo del suo percorso e della sua ricerca, inclusi  i quadri più recenti che testimoniano il desiderio di sperimentare e confrontarsi con tecniche e materiali innovativi, esplorando un linguaggio espressivo più informale e contemporaneo, esigenza così espressa  da Carla “Dalla tradizione alla modernità, è questo un ponte che mi è necessario attraversare, dove la spinta iniziale dell’arte classica, che resta sempre un cardine dei miei lavori, fornisce quegli strumenti necessari di indagine e tecnica, determinanti per qualsiasi svolta ed evoluzione” 

Ad impreziosire l’inaugurazione della Cathart Gallery e della Mostra Personale dell’artista, interverrà il giornalista scrittore e critico d’arte Andrea Barretta, attivo nell’ambito delle arti visive moderne e contemporanee.  Barretta ha curato numerose esposizioni in Italia e all’estero, tra cui mostre dedicate a icone della Pop Art come Andy Warhol, e ha avuto un ruolo cruciale nella valorizzazione di artisti italiani contemporanei come Enrico Baj, Mimmo Rotella, e Mario Schifano.  Autore di diversi saggi e monografie, ha ricevuto  riconoscimenti internazionali, con opere richieste dal Metropolitan Museum di New York. Fa parte del comitato critico del Catalogo dell’Arte Moderna di Mondadori e ha contribuito a testi importanti sulla critica e la storia dell’arte. 

Dettagli dell’evento

• Data:  Inaugurazione il 14 dicembre 2024  alle ore 16:00 /  Apertura Domenica 15 dicembre  dalle ore 16:00

• Intervento critico : 14 dicembre ore 16:30

• Luogo: CathArt Gallery, Piazza Giovanni XXIII, 11  – ingresso da Via Salvo D’Acquisto – Varese

• Ingresso: Libero

Questo evento giunge al culmine di un anno eccezionale per Carla Pugliano, un’artista che ha saputo conquistare la scena internazionale con traguardi prestigiosi, tra cui:

  • LEONE D’ORO alla Triennale di Venezia Mostra internazionale con Stefania Pieralice come presidente di giuria e già curatrice alla Biennale di Venezia.
  • Partecipazione alla 60* BIENNALE DI VENEZIA presso il Padiglione Nazionale del Grenada con il curatore Daniele Radini Tedeschi; 
  • Premio ARTE E CULTURA  2024 presso la CAMERA DEI DEPUTATI a cura di Art Global; 
  • PREMIO ALLA CARRIERA 2024 presso PALAZZO MALASPINA a Firenze con il Patrocinio della Regione Toscana. 
  • Premio della Giuria NONANTOLARTE 2024 Presso il Museo di Nonantola.  
  • MOSTRA PERSONALE “Catarsi Evolutiva”, ospitata nella storica Sala Fontana, inserendosi nella tradizione dei maestri come Baj e lo stesso Fontana, che in passato hanno esposto in questo luogo. 

Pugliano è apprezzata per la sua capacità di mescolare elementi visivi con narrazioni profonde, in un connubio armonioso tra classicismo e innovazione, spesso supportata da curatori e critici di prestigio come Daniele Radini Tedeschi e Vittorio Sgarbi.

CathArt Gallery vi invita a celebrare insieme l’arte, a guardare oltre, in un viaggio che unisce l’intimo al collettivo, che intreccia il tangibile con l’etereo, attraverso quella bellezza pura che solo l’arte sa rivelare.

Contatti e informazioni:

Email: myartcharlotte@gmail.com

Telefono: 392 8081554

https://www.instagram.com/carla_pugliano/

https://www.facebook.com/carla.puglian/

https://carlapuglianoartist.com/

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Foto cortesia dell’evento

Il poeta, scrittore, promotore culturale Jakhongir NOMOZOV, Membro dell’Unione Internazionale dei Talenti del MondoVincitore della Medaglia AbayMembro del Consiglio di Redazione della Rivista YAZARLAR, Rappresentante dell’Uzbekistan, ha curato la presentazione della biografia e poesie di Mustafa Özke

Foto cortesia di Mustafa Özke

LA LUCE NASCOSTA NELL’ANIMA DELLE PAROLE

Mustafa Özke è nato il 13 gennaio 1969 ad Adana, in Turchia, da una famiglia con radici a Salonicco. Questa ricca storia e tradizione culturale hanno permeato la sua arte di una profonda anima. Özke non è semplicemente un poeta o un narratore; è una figura unica nella letteratura turca, che intreccia magistralmente valori personali e sociali nelle sue opere.
Il suo viaggio letterario è stato parallelo alla sua carriera nel giornalismo, iniziata nel 1989 presso il quotidiano Yeni Adana. Le sue spiccate capacità di osservazione e la sensibilità per le storie umane che ha coltivato come giornalista hanno conferito alle sue opere letterarie una profondità senza pari. Che si tratti di documentari o saggi, le sue opere portano l’impronta di esperienze vissute.
Le creazioni di Özke traggono ispirazione dagli orizzonti sconfinati di Çukurova, dai sogni della sua gente e dalla resilienza forgiata nelle loro lotte. Tuttavia, la sua penna non rimane confinata al locale;  funge da ponte verso l’universale. In opere come A Candlelight in Pitch Darkness, “la ricerca della luce nell’oscurità” è una metafora non solo per il desiderio individuale, ma anche per la ricerca condivisa della speranza da parte dell’umanità.
Artista poliedrico, Mustafa Özke ha lasciato una ricca eredità nella letteratura turca attraverso poesie, racconti, sceneggiature di documentari e saggi. Nella sua poesia, le emozioni personali e le realtà sociali si fondono senza soluzione di continuità. Poesie come The Slingshot e The Lighthouse narrano il viaggio interiore dell’individuo mentre riflettono lo specchio collettivo della società.
Le sue opere hanno trovato voce anche nella musica. Poesie come Is There Anything Like Istanbul? si sono trasformate in canzoni, creando un’armoniosa miscela di parole e melodie che catturano il pubblico. In questo senso, Özke non è solo uno scrittore, ma anche un artigiano che unisce vari rami dell’arte.
Profondamente legato alle persone e alla storia della sua terra natale, Özke trascende i confini geografici con la sua penna.  Le sue storie navigano la sottile linea tra il mondo interiore dell’individuo e le dinamiche della società. La sua capacità di articolare il locale con una voce universale eleva la sua letteratura oltre il tempo e lo spazio.
In progetti come il documentario Children of the Republic, Özke si assume una responsabilità storica, mentre in storie come The Hearth e Sand Trucks, si addentra nelle profondità dell’anima umana. Così facendo, crea un ponte tra il passato e il presente, illuminando il percorso verso il futuro.
L’abilità letteraria di Mustafa Özke è stata confermata da numerosi riconoscimenti. Il suo racconto Lacework gli è valso l’Hacı Bektaş-ı Veli Award, mentre la sua poesia The Slingshot ha ricevuto il Kaygusuz Abdal Special Award, sottolineando la profondità e l’universalità delle sue opere. Questi riconoscimenti sono una testimonianza del suo potere letterario e della sua responsabilità sociale.
Nella letteratura turca, Mustafa Özke occupa un posto speciale con la sua posizione, le sue opere e la sua incrollabile devozione alle arti.  La sua vita letteraria intreccia la profondità emotiva dell’individuo con i valori condivisi della società. Non è solo uno scrittore, ma anche un narratore, uno storico e un artista con una missione.
La sua penna è un respiro che tocca il cuore e una voce che risuona nel mondo della letteratura. Özke continua a scrivere non solo la storia della terra in cui vive, ma la storia condivisa dello spirito umano.
La luce della sua penna continuerà a illuminare la letteratura turca per gli anni a venire.

Jakhongir NOMOZOV
Membro dell’Unione Internazionale dei Talenti del Mondo
Vincitore della Medaglia Abay
Membro del Consiglio di Redazione della Rivista YAZARLAR, Rappresentante dell’Uzbekistan

Biografia di Mustafa Özke

Mustafa Özke è nato il 13 gennaio 1969 ad Adana, in Turchia, con radici che risalgono a Salonicco. Ha completato la sua istruzione primaria, media e superiore ad Adana.  Dopo aver lasciato la Facoltà di Economia aziendale dell’Università di Anadolu al secondo anno, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1989 presso il quotidiano Yeni Adana. Dopo aver ricoperto ruoli in vari giornali, si è ritirato dal giornalismo per concentrarsi sulla letteratura. Özke ha contribuito come sceneggiatore a progetti importanti come il documentario From Büyüksaat to Taşköprü, finalista all’Adana Golden Boll Film Festival, e Children of the Republic, preparato per il centenario di Seyhanspor. I suoi racconti, tra cui Cem Alfabesi (L’alfabeto di Cem), Kum Kamyonları (Camion della sabbia), İğne Oyası (Lacework), Dışarıdaki Ben (The Me Outside), Mor Penalı Mandolin (Il mandolino con la custodia viola) e Umut Tohumları (Semi di speranza), sono stati narrati da varie figure letterarie.  In qualità di titolare della “Permanent Press Card”, Özke ha visto le sue opere letterarie Var mı İstanbul Kadar (C’è qualcosa come Istanbul?) e Yalnız Kal Anla (Resta solo per capire) musicate dal famoso compositore e cantautore Serhan Kelleözü.

Oltre alle sue attività letterarie, Özke ha partecipato a progetti fotografici in Bosnia-Erzegovina, Siria e Cipro del Nord.  È autore di tre libri: Çatırya (The Shack), Zifiri Karanlıkta Bir Mum Işığı (A Candlelight in Pitch Darkness) e Kısa Öyküler Uzun Yaşamlar (Short Stories, Long Lives).
Destinatario dei premi Puduhepa e Hacı Bektaş-ı Veli
I riconoscimenti di Mustafa Özke includono il Puduhepa Honor Award 2018 ad Adana, il Premio Hacı Bektaş-ı Veli per la sua storia İğne Oyası a Nevşehir e il Premio speciale Kaygusuz Abdal per la sua poesia Sapan ad Antalya. 
Ha inoltre ricevuto:
Il Premio Speciale M. Cemal Şenadam a Osmaniye per la sua poesia Nisan Yağmurları (Piogge d’aprile).
Il Sennur Sezer Achievement Award a Istanbul per la sua storia Karpuz Çekirdeğinden Entariler (Vestiti dai semi di anguria).
Primo premio ad Adana per il suo articolo Kendini Sevmekle Başla Hayata (Inizia la vita amando te stesso).
Secondo premio ad Ankara per la sua intervista Zifiri Karanlıkta Bir Mum Işığı.
Secondo Premio Vahittin Bozgeyik a Gaziantep per la sua poesia Canevi.
Una menzione ad Adana per la sua rubrica Cimri (L’avaro).
Terzo premio a Osmaniye per la sua poesia Deniz Feneri (Faro).
Il Premio per il Successo a Malatya per la sua storia Umut Tohumları.
Una menzione a Mersin per la sua poesia Silifke.
Il Success Award a Malatya per il suo racconto 128 Ramiz.
Un Encouragement Award a Kütahya per la sua poesia Papatyalar (Margherite).
Il Success Award a Osmaniye per la sua poesia Burgazada.
Con il suo ricco corpus di opere e numerosi riconoscimenti, Mustafa Özke continua a illuminare entrambi  letteratura e giornalismo con la sua narrazione profonda ed evocativa.

Al primo gabbiano

Lancia un pezzo di simit
al primo gabbiano che arriva!
Guarda come gli altri seguono,
sfidando il vento con risolutezza…

La casa del cuore

Con la faccia appoggiata sull’acqua,
il cipresso 
l’ombra fresca degli alberi
era amata dai passeri.

Le folaghe,
sfuggendo al calore giallo,
cercarono rifugio tra le canne,
una alla volta.

Ho imparato che
una pietra che rotola nell’acqua
non raccoglie mai muschio.

E anche un umano,
dicono,
ama far crescere il muschio,
se solo trova un cuore a cui aggrapparsi.

Sii un passero,
sii una folaga,
sii muschio.
Apri la casa del tuo cuore agli altri;
i beni del mondo non valgono di più.

Due  Tazze

Sulle mie labbra,
la fiamma dell’inchiostro,
sulle mie ginocchia, i gabbiani!

Con te,
anche due tazze hanno un sapore diverso:
la Torre della Fanciulla in una,
un sorso di Üsküdar nell’altra!

Segreto

Eri come le navi
che navigavano nella notte…

No,  nessuno ha mai saputo
che tu fossi passato attraverso il mio cuore!




THE LIGHT HIDDEN IN THE SOUL OF WORDS

Mustafa Özke was born on January 13, 1969, in Adana, Turkey, to a family with roots in Thessaloniki. This rich history and cultural heritage imbued his art with a profound soulfulness. Özke is not merely a poet or storyteller; he is a unique figure in Turkish literature, masterfully weaving personal and societal values into his works.
His literary journey ran parallel to his career in journalism, which began in 1989 at Yeni Adana newspaper. The keen observational skills and sensitivity to human stories he cultivated as a journalist lent his literary works an unparalleled depth. Whether in his documentaries or essays, his works carry the imprint of lived experiences.
Özke’s creations draw inspiration from the boundless horizons of Çukurova, the dreams of its people, and the resilience forged in their struggles. Yet his pen does not remain confined to the local; it serves as a bridge to the universal. In works such as A Candlelight in Pitch Darkness, the quest for light in the darkness is a metaphor not only for individual longing but also for humanity’s shared pursuit of hope.
A multifaceted artist, Mustafa Özke has left a rich legacy in Turkish literature through poetry, stories, documentary scripts, and essays. In his poetry, personal emotions and societal realities merge seamlessly. Poems like The Slingshot and The Lighthouse narrate the individual’s inner journey while reflecting the society’s collective mirror.
His works have also found a voice in music. Poems like Is There Anything Like Istanbul? transformed into songs, creating a harmonious blend of words and melodies that captivate audiences. In this respect, Özke is not only a writer but also a craftsman who unites various branches of art.
Deeply connected to the people and history of his homeland, Özke transcends geographical boundaries with his pen. His stories navigate the fine line between the individual’s inner world and the dynamics of society. His ability to articulate the local with a universal voice elevates his literature beyond time and space.
In projects like the documentary Children of the Republic, Özke undertakes a historical responsibility, while in stories like The Hearth and Sand Trucks, he delves into the depths of the human soul. In doing so, he creates a bridge between the past and the present, illuminating the path to the future.
Mustafa Özke’s literary prowess has been affirmed by numerous accolades. His story Lacework earned him the Hacı Bektaş-ı Veli Award, while his poem The Slingshot received the Kaygusuz Abdal Special Award, underscoring the depth and universality of his works. These honors are a testament to his literary power and societal responsibility.
In Turkish literature, Mustafa Özke holds a special place with his stance, his works, and his unwavering devotion to the arts. His literary life intertwines the emotional depth of the individual with the shared values of society. He is not only a writer but also a narrator, a historian, and an artist with a mission.
His pen is a breath that touches the heart and a voice that resonates in the world of literature. Özke continues to write not just the story of the land he inhabits but the shared story of the human spirit.
The light of his pen will continue to illuminate Turkish literature for years to come.

Jakhongir NOMOZOV
Member of the International Union of World Talents
Recipient of the Abay Medal
Editorial Board Member of YAZARLAR Magazine, Representative of Uzbekistan

Mustafa Özke’s Biography

Mustafa Özke was born on January 13, 1969, in Adana, Turkey, with roots tracing back to Thessaloniki. He completed his primary, middle, and high school education in Adana. After leaving Anadolu University’s Faculty of Business Administration in his second year, he began his journalism career in 1989 at Yeni Adana newspaper. Following roles in various newspapers, he retired from journalism to focus on literature.
Özke contributed as a scriptwriter for significant projects such as the documentary From Büyüksaat to Taşköprü, which was a finalist at the Adana Golden Boll Film Festival, and Children of the Republic, prepared for the centennial of Seyhanspor. His short stories, including Cem Alfabesi (The Alphabet of Cem), Kum Kamyonları (Sand Trucks), İğne Oyası (Lacework), Dışarıdaki Ben (The Me Outside), Mor Penalı Mandolin (The Mandolin with a Purple Case), and Umut Tohumları (Seeds of Hope), have been narrated by various literary figures.
As a holder of the “Permanent Press Card,” Özke has seen his literary works Var mı İstanbul Kadar (Is There Anything Like Istanbul?) and Yalnız Kal Anla (Stay Alone to Understand) set to music by the famous composer and songwriter Serhan Kelleözü.
In addition to his literary pursuits, Özke has participated in photography projects in Bosnia-Herzegovina, Syria, and Northern Cyprus. He is the author of three books: Çatırya (The Shack), Zifiri Karanlıkta Bir Mum Işığı (A Candlelight in Pitch Darkness), and Kısa Öyküler Uzun Yaşamlar (Short Stories, Long Lives).
Recipient of Puduhepa and Hacı Bektaş-ı Veli Awards
Mustafa Özke’s accolades include the 2018 Puduhepa Honor Award in Adana, the Hacı Bektaş-ı Veli Award for his story İğne Oyası in Nevşehir, and the Kaygusuz Abdal Special Award for his poem Sapan in Antalya. He also received:
The M. Cemal Şenadam Special Award in Osmaniye for his poem Nisan Yağmurları (April Rains).
The Sennur Sezer Achievement Award in Istanbul for his story Karpuz Çekirdeğinden Entariler (Dresses from Watermelon Seeds).
First prize in Adana for his article Kendini Sevmekle Başla Hayata (Begin Life by Loving Yourself).
Second prize in Ankara for his interview Zifiri Karanlıkta Bir Mum Işığı.
The Vahittin Bozgeyik Second Prize in Gaziantep for his poem Canevi.
A mention in Adana for his column Cimri (The Miser).
Third prize in Osmaniye for his poem Deniz Feneri (Lighthouse).
The Success Award in Malatya for his story Umut Tohumları.
A mention in Mersin for his poem Silifke.
The Success Award in Malatya for his story 128 Ramiz.
An Encouragement Award in Kütahya for his poem Papatyalar (Daisies).
The Success Award in Osmaniye for his poem Burgazada.
With his rich body of work and numerous accolades, Mustafa Özke continues to illuminate both literature and journalism with his profound and evocative storytelling.

To the First Seagull

Throw a piece of simit
to the first seagull that comes!
Watch how the others follow,
defying the wind with resolve…

Heart’s Home

With its face resting on the water,
the cypress trees’ cool shade
was loved by sparrows.

The coots,
escaping the yellow heat,
sought refuge in reeds,
one by one.

I learned,
a stone rolling in the flood
never gathers moss.

And a human too,
they say,
loves to grow moss—
if only they find a heart to cling to.

Be a sparrow,
be a coot,
be moss.
Open your heart’s home to others;
the world’s possessions are not worth more.

Two Cups

On my lips,
the ink’s blaze,
on my knees, the seagulls!

With you,
even two cups taste different—
Maiden’s Tower in one,
a sip of Üsküdar in the other!

Secret

You were like the ships
sailing through the night…

No one ever knew
you passed through my heart!

Foto cortesia di Jakhongir NOMOZOV
Membro dell’Unione Internazionale dei Talenti del Mondo
Vincitore della Medaglia Abay
Membro del Consiglio di Redazione della Rivista YAZARLAR, Rappresentante dell’Uzbekistan

I versi poetici di Fabio Petrilli nella traduzione di Joan Josep Barcelo

Foto cortesia di Fabio Petrilli

La mia stella

Ti ho vista
lucente, sfavillante
regina incontrastata di questo cielo sconfinato.
Nel silenzio della notte,
dove il tempo sembra essersi fermato
dove il cielo appare più bello
perché osservo il tuo tracciato.
Ho scelto te.
.
.
Mi estrella

Te vi
brillante, resplandeciente
reina indiscutible de este cielo sin límites.
En el silencio de la noche,
donde el tiempo parece haberse detenido
donde el cielo aparece más hermoso
porque observo tu camino.
Yo te elegí.
.
.
La meva estrella

Et vaig veure
brillant, enlluernadora
reina indiscutible d’aquest cel sense límits.
En el silenci de la nit,
on el temps sembla haver-se aturat
on el cel apareix més bell
perquè observo el teu camí.
Jo et vaig triar.
.
.
A minha estrela

Eu vi-te
brilhante, cintilante
rainha indiscutível deste céu sem limites.
No silêncio da noite,
onde o tempo parece ter parado
onde o céu aparece mais lindo
porque observo o teu caminho.
Eu escolhi-te.
.
.
My star

I saw you
shiny, sparkling
undisputed queen of this boundless sky.
In the silence of the night,
where time seems to have stopped
where the sky appears more beautiful
because I observe your path.
I chose you.
.
.
Fabio Petrilli

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo
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