Menotti Lerro riceve le congratulazioni da Jon Fosse in occasione dell’uscita dell’antologia dedicata ai Poeti Empatici Italiani (Genesi, 2025).
di Bartolomeo Di Giovanni
La barca dei Poeti Empatici naviga sull’oceano dell’Arte, attraccando dove sembra quasi impossibile, è l’impegno che vede quell’oltre con l’occhio dello spirito mischiato con il gioco serio delle parole. Menotti Lerro, fondatore della Scuola Empatica, diffonde per aggregare, perché il mondo ha bisogno di bellezza e di coraggio. Intimità ispiratrice e dovere morale si esternano con realismo raro e non è in verità pessimismo pensare che su questo pianeta siamo solo in transito, che il lasso di tempo concesso ad ognuno bisogna dunque plasmarlo con quel “bello” che è anche “buono”. Se talvolta sembra esserci silenzio, in verità qualcosa di nuovo sta arrivando, ed è Il Logos che crea spazio dove l’eternità si lascia intravedere, ed è l’artista, svincolato dal suo Ego, capace di elargire la parte del tutto, che è l’opera d’arte. Jon Fosse, premio Nobel per la letteratura (2023), si è congratulato con l’ideatore dell’Empatismo, Menotti Lerro, capace di riuscire a cucire la trama di ciò che l’animo umano è spesso distratto dalla velocità e dall’ ingordigia della possessione. Siamo Empatici nel momento in cui l’altro è in noi sentendone profondamente le sue emozioni, e allora la voce interiore sollecita la creatività. Tutti possiamo essere artisti? Difficile rispondere… Ma per certo tutti possiamo essere seguaci e oggi niente sembra essere più entusiasmante da seguire che il Movimento Empatico che giorno dopo giorno si struttura in bellezza e concretezza. L’avallo di Jon Fosse a Menotti Lerro ha un sapore antico, di autenticità tra uomini veri e grandi che si sono stimati dopo aver scambiato poche parole. Tra l’altro è noto a tutti di quanto Lerro sia capace di arrivare al cuore dei grandi… Un fatto straordinario, dunque, che sa anche di grande storia. “Gli empatici” sono ora una vera e propria categoria della letteratura italiana e, oserei dire, una delle più belle di sempre.
AUTUNNO 122) I colori autunnali ripercorrono la sublime malinconia dell’uomo che riflette sulla sua condizione esistenziale. 123) I colori autunnali lasciano sorgere opere che celebrano la decadenza della bellezza della vita. 125) Cade una foglia e sorge una nuova ispirazione poetica. 128) L’autunno custodisce il culto dei morti: un inno a coloro che non sono più, ma che sempre saranno, grazie al nostro ricordo. 129) L’autunno sfocia nell’inverno, durante una maratona, in cui gli lascia il “testimone” della Natura.
INVERNO 131) L’inverno, nell’impeto delle sue tempeste, travolge la terra, esponendo la sua forza intrinsecamente costitutiva. 132) Il tramonto invernale inghiotte la terra in un’oscurità temibile e seduttiva al tempo stesso. 133) Il paesaggio invernale può rinviare ad un quadro foriero di decadenza. 135) Le foglie degli alberi invernali cadono con una lentezza che è pari alla lentezza della vita. 136) La brezza mattutina, sottile e impalpabile, accompagna dolcemente la natura, al suo risveglio.
PRIMAVERA 141) La primavera sancisce la morte imminente del gelo e procrastina il deterioramento della bellezza dell’autunno, essendo meravigliosamente transeunte. 143) Lo sconvolgimento emotivo “spetta allo spettatore” che contempla la fioritura della primavera. 144) La primavera realizza interi pleniluni al chiaro di luna, la cui immagine viene impreziosita di increspature ondeggianti. 146) I fiori di pesco primaverili hanno la stessa delicatezza del volto di una donna. 147) La primavera ripristina l’equilibrio del creato, con la rinascita della maternità della Natura.
ESTATE 151) L’estate è l’esplosione prorompente della gioia delle stagioni. 153) Il calore estivo induce a buttarsi nella freschezza del mare, in cui si trova rifugio, per l’infinità della sua continua estensione. 155) L’estate può essere nostalgica, là dove il mare custodisca un segreto che alberga nel cuore della terra ed è depositato nell’oscurità dei suoi fondali. 156) Estate è gioia di vivere; inverno è momento per riflettere. 158) “Estate” è mare dell’anima, lago del pensiero e montagna dell’assoluto. . . “Las 4 estaciones”
OTOÑO 122) Los colores otoñales reflejan la sublime melancolía del hombre que reflexiona sobre su condición existencial. 123) Los colores otoñales dejan surgir obras que celebran la decadencia de la belleza de la vida. 125) Cae una hoja y surge una nueva inspiración poética. 128) El otoño acoge el culto a los muertos: un himno a los que ya no están, pero que siempre estarán, gracias a nuestro recuerdo. 129) El otoño da paso al invierno, durante un maratón, al que le deja el “testigo” de la Naturaleza.
INVIERNO 131) El invierno, con el ímpetu de sus tormentas, abruma la tierra, exponiendo su fuerza intrínsecamente constitutiva. 132) El atardecer invernal engulle la tierra en una oscuridad que es a la vez aterradora y seductora. 133) El paisaje invernal puede hacer referencia a un cuadro presagio de decadencia. 135) Las hojas de los árboles invernales caen con una lentitud semejante a la lentitud de la vida. 136) La brisa de la mañana, sutil e impalpable, acompaña suavemente a la naturaleza en su despertar.
PRIMAVERA 141) La primavera sentencia la muerte inminente del hielo y pospone el deterioro de la belleza del otoño, siendo maravillosamente transitoria. 143) La conmoción emocional “corresponde al espectador” que contempla el florecimiento de la primavera. 144) La primavera crea enteros plenilunios a la luz de la luna, cuya imagen está embellecida con ondulaciones ondulantes. 146) Las flores de melocotón primaverales tienen la misma delicadeza que el rostro de una mujer. 147) La primavera restablece el equilibrio de la creación, con el renacimiento de la maternidad de la Naturaleza.
VERANO 151) El verano es la explosión del estallido de la alegría de las estaciones. 153) El calor del verano induce a arrojarse a la frescura del mar, en el que se encuentra refugio, debido a la infinitud de su extensión continua. 155) El verano puede ser nostálgico, donde el mar guarda un secreto que habita en el corazón de la tierra y se deposita en la oscuridad de sus profundidades. 156) Verano es alegría de vivir; el invierno es tiempo de reflexión. 158) “Verano” es el mar del alma, lago del pensamiento y montaña del absoluto. . . “Les 4 estacions”
TARDOR 122) Els colors de la tardor ressegueixen la sublim malenconia de l’home que reflexiona sobre la seva condició existencial. 123) Els colors de la tardor deixen sorgir obres que celebren la decadència de la bellesa de la vida. 125) Cau una fulla i sorgeix una nova inspiració poètica. 128) La tardor acull el culte als morts: un himne als que ja no ho són, però que sempre hi seran, gràcies a la nostra memòria. 129) La tardor desemboca en l’hivern, durant una marató, al qual li deixa el “testimoni” de la Natura.
HIVERN 131) L’hivern, amb l’ímpetu de les seves tempestes, aclapara la terra, deixant al descobert la seva força intrínsecament constitutiva. 132) La posta de sol d’hivern engoleix la terra en una foscor alhora temible i seductora. 133) El paisatge hivernal pot referir-se a un quadre presagi de la decadència. 135) Les fulles dels arbres d’hivern cauen amb una lentitud que és semblant a la lentitud de la vida. 136) La brisa matinal, subtil i impalpable, acompanya suaument la natura en el seu despertar.
PRIMAVERA 141) La primavera sentencia la mort imminent del gel i posposa el deteriorament de la bellesa de la tardor, sent meravellosament transitòria. 143) El trasbals emocional “depèn de l’espectador” que contempla la floració de la primavera. 144) La primavera crea sencers plenilunis a la llum de la lluna, la imatge dels quals està adornada amb ondulacions onejants. 146) Les flors de préssec primaverals tenen la mateixa delicadesa que el rostre d’una dona. 147) La primavera restableix l’equilibri de la creació, amb el renaixement de la maternitat de la Natura.
ESTIU 151) L’estiu és l’explosió esclatant de l’alegria de les estacions. 153) La calor de l’estiu indueix a llançar-se a la frescor del mar, en el qual s’hi refugia, per la infinitat de la seva contínua extensió. 155) L’estiu pot ser nostàlgic, on el mar guarda un secret que habita al cor de la terra i es diposita en la foscor de les seves profunditats. 156) Estiu és l’alegria de viure; l’hivern és temps de reflexió. 158) “Estiu” és el mar de l’ànima, llac del pensament i muntanya de l’absolut. . . Stefano Chiesa
Foto cortesia di Khallokova figlia di Sevara Azamat
Una rivoluzione grassa nel tuo corpo sovrappeso
Uno dei problemi globali odierni è l’obesità. In particolare, l’obesità tra i giovani sta diventando sempre più diffusa. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un adolescente su cinque nel mondo è in sovrappeso. Questo problema è diffuso non solo nei paesi sviluppati, ma anche nei paesi in via di sviluppo. L’Uzbekistan non fa eccezione. Il tasso di obesità tra i giovani sta aumentando a causa di un’alimentazione scorretta e dell’inattività. Metà della popolazione di età compresa tra 18 e 64 anni nel nostro paese è in sovrappeso e il 20% soffre di obesità. L’obesità è una malattia caratterizzata dall’accumulo di grasso in eccesso nel corpo, che rappresenta una grave minaccia per la salute. Le principali cause dell’obesità sono: 1. Alimentazione scorretta: consumo di prodotti ad alto contenuto calorico e ad alto contenuto di zucchero. Mangiare fast food e prodotti 1-2 volte al giorno è anche un fattore importante che porta all’obesità. 2. Mancanza di mobilità: sebbene le tecnologie moderne abbiano reso la vita più facile, le persone sono meno mobili. Stare seduti per lunghi periodi di tempo al lavoro porta a una diminuzione dell’attività fisica. 3. Stress e condizioni psicologiche: molte persone sono in uno stato di stress o depressione a causa del loro lavoro. Ecco perché mangiano troppo. 4. Fattori genetici: alcune persone sono inclini all’obesità a causa dell’ereditarietà. Esistono diversi modi per uscire da questa situazione. 5. Problemi ormonali: anche il diabete acquisito, le malattie della tiroide e altri problemi del sistema endocrino possono causare obesità. Per risolvere il problema del sovrappeso, è necessario adottare diverse misure. 1. È necessario eliminare da una dieta sana i prodotti veloci e semi-preparati con un alto contenuto di zucchero, le bevande gassate e colorate e mangiare invece cibi naturali e nutrienti. 2. Aumentare l’attività fisica: dopo aver mangiato, si consiglia di fare una passeggiata all’aria aperta, fare esercizio per 15-20 minuti al giorno. È necessario fare esercizio ogni 1 ora per non stare seduti molto durante l’orario di lavoro. Si consiglia di uscire in auto, in bicicletta o a piedi. Formare uno stile di vita sano – È necessario smettere di fumare e di bere alcolici. Questi fattori dannosi influenzano seriamente il funzionamento del sistema epatico e danneggiano il fegato. Abbandonando questi prodotti, il fegato verrà purificato e ripristinerà la sua funzione. Dormire a sufficienza – il sonno è il fattore più necessario per il corpo umano. La mancanza di sonno e i modelli di sonno disturbati porteranno all’obesità. Organizzare un sonno sano è una delle azioni importanti per combattere l’obesità. A questo proposito, è necessaria anche la gestione dello stress. Lo stress eccessivo ha un effetto significativo non solo sul sistema nervoso umano, ma anche sull’attività fisica. Per evitare lo stress, organizzare correttamente la routine quotidiana e adottare un approccio responsabile e ordinato alle attività lavorative ridurrà lo stress. Supporto educativo medico e consulenza sulle conseguenze dannose dell’obesità tra la popolazione È necessario spiegare correttamente le informazioni e attuare le misure preventive necessarie per prevenire la condizione. Dovresti vedere un medico e un nutrizionista in tempo e farti visitare da loro. Si consiglia di seguire i loro consigli. Colpisce l’economia di ogni paese per miliardi di dollari all’anno. Ciò causa gravi danni agli indicatori del prodotto interno lordo e abbassa l’indicatore dell’economia statale. Oggi, il sovrappeso è considerato un problema serio di ogni paese e, per combatterlo, è necessario concentrarsi su misure come un’alimentazione sana, l’aumento dell’attività fisica, un sonno sano, il supporto medico ed educativo. Solo allora si possono ridurre le conseguenze negative del sovrappeso e si può formare una società sana. Si dovrebbe prestare particolare attenzione alla dieta!
Khallokova è la figlia di Sevara Azamat Studentessa del 3° anno dell’Università pedagogica statale di Tashkent intitolata a Nizomiy
A fat revolution in your overweight body
One of today’s global problems is obesity. In particular, obesity among young people is becoming more and more widespread. According to the World Health Organization, every fifth teenager worldwide is overweight. This problem is widespread not only in developed countries, but also in developing countries. Uzbekistan is no exception. The rate of obesity among young people is increasing due to improper nutrition and inactivity. Half of the population aged 18-64 in our country is overweight, and 20% suffer from obesity. Obesity is a disease characterized by the accumulation of excess fat in the body, which poses a serious threat to health. The main causes of obesity are: 1. Improper nutrition – consumption of high-calorie and high-sugar products. Eating fast food and products 1-2 times a day is also an important factor that leads to obesity. 2. Lack of mobility – Although modern technologies have made life easier, people are less mobile. Sitting for long periods of time at work leads to a decrease in physical activity. 3. Stress and psychological conditions – many people are in a state of stress or depression due to their work. That’s why they overeat. 4. Genetic factors – some people are prone to obesity due to heredity. There are several ways to get out of this situation. 5. Hormonal problems – acquired diabetes, thyroid gland diseases and other problems of the endocrine system can also cause obesity. To solve the problem of excess weight, it is necessary to take several measures. 1. It is necessary to remove fast and semi-prepared products with a high content of sugar, carbonated and colored drinks from a healthy diet and eat natural, nutritious foods instead. 2. Increase physical activity – After eating, it is recommended to go for a walk in the open air, exercise for 15-20 minutes a day. It is necessary to exercise every 1 hour in order not to sit a lot during work hours. It is recommended to go outside by car, by bicycle or on foot. Forming a healthy lifestyle – It is necessary to give up smoking and alcohol. These harmful factors seriously affect the functioning of the liver system and damage the liver. By abandoning these products, the liver will be cleansed and restore its function. Getting enough sleep – sleep is the most necessary factor for the human body. Lack of sleep and disturbed sleep patterns will lead to obesity. organizing a healthy sleep is one of the important actions to fight against obesity. In this regard, stress management is also required. Excessive stress has a significant effect not only on the human nervous system, but also on physical activity. To avoid stress, properly organizing the daily routine and taking a responsible and orderly approach to work activities will reduce stress. Medical educational support and advice on the harmful consequences of obesity among the population It is necessary to properly explain the information and carry out the necessary preventive measures to prevent the condition. You should see a doctor and a nutritionist in time and be examined by them. It is recommended to follow their advice. It affects the economy of every country in the amount of billions of dollars per year. This causes serious damage to the indicators of the gross domestic product and lowers the indicator of the state economy. Today, overweight is considered a serious problem of every country, and in order to combat it, it is necessary to focus on measures such as healthy nutrition, increasing physical activity, healthy sleep, medical and educational support. Only then can the negative consequences of excess weight be reduced and a healthy society can be formed. special attention should be paid to the diet!
Khallokova is the daughter of Sevara Azamat 3rd year student of Tashkent State Pedagogical University named after Nizomiy
Una lettura critica sufi del percorso di Marlene Pasini dall’oscurità alla luce attraverso la lente di “The Dance of Shadows and the Light of Eternity” Di: kareem Abdullah – Iraq.
La poesia di Marlene Pasini, in particolare nella sua raccolta Path from Darkness to Light, risuona profondamente con il misticismo sufi, riflettendo un viaggio interiore di trasformazione spirituale. La poesia alterna immagini di oscurità, sofferenza e confusione, eppure la poetessa è sempre attratta dalla luce, dalla trasformazione e dal risveglio spirituale. Il titolo proposto, The Dance of Shadows and the Light of Eternity, incapsula opportunamente la tensione in corso tra le lotte temporali del sé e la verità eterna che si trova oltre.
The Dance of Shadows: The Path of Uncertainty and Transformation Nel primo estratto, Pasini inizia con un profondo senso di incertezza esistenziale, “Cado prima della nebbia”, una potente metafora per la confusione spirituale o l’oscurità. La nebbia qui simboleggia un velo, un concetto centrale sufi, che oscura la visione del ricercatore. L’incertezza della poetessa, “Dove dovrei dirigere i miei passi?” riecheggia la ricerca mistica del divino, un viaggio irto di dubbi e mancanza di chiarezza, caratteristica delle fasi iniziali del risveglio spirituale. La nozione sufi di “nebbia” è parallela al concetto di ghaflah (disattenzione spirituale), dove l’anima è annebbiata e inconsapevole del suo vero scopo.
Il riferimento della Pasini all’essere “avvolti nel rosso del sangue” enfatizza le lotte fisiche ed emotive che il ricercatore affronta. Il corpo, tremante e silenzioso, riflette uno stato di umiltà, affine alla pratica sufi di rinunciare a se stessi. Il battito cardiaco ritmico, descritto come un “fiume infinito”, suggerisce il flusso continuo della vita e il suo inevitabile ritorno alla fonte, riecheggiando l’idea sufi del ritorno al Divino.
L’inversione di tempo e memoria, dove gli “alberi del tempo sono radici invertite nella mia memoria”, segnala la visione sufi della natura non lineare del tempo. Il tempo, nel pensiero sufi, non è semplicemente una successione di momenti, ma un ciclo ricorrente, dove l’anima, nel suo viaggio, può sperimentare momenti di rinascita spirituale e rinnovamento. Pasini evidenzia il tema della fede che “è inesauribile”, che si allinea con il concetto sufi di tawakkul (fiducia assoluta in Dio) e la continua purificazione dell’anima.
La luce dell’eternità: rivelazione mistica e unità con il divino La seconda poesia amplia il tema della ricerca mistica. “Passo dopo passo avanzo nel misticismo…” suggerisce un approccio graduale e deliberato verso l’illuminazione. L’esperienza mistica, nel sufismo, è spesso descritta come un percorso di pazienza e disciplina, dove il ricercatore deve sopportare prove per ottenere l’intuizione divina. L’immagine della “danza dei lupi” che insegue la poetessa riflette le sfide che sorgono sotto forma di conflitti interiori e tentazioni esterne. L'”albero del silenzio”, un simbolo potente, rappresenta la quiete necessaria per accedere a verità più profonde, una pratica centrale nella meditazione sufi.
Il verso poetico della Pasini “non c’è tempo per vivere nella luce” allude al concetto di fana, l’annientamento dell’ego in presenza del Divino. La natura senza tempo ed eterna dell’anima è in contrasto con la natura fugace ed effimera dell’esistenza mondana, un paradosso che viene spesso esplorato nella poesia sufi. L'”aspide dei segreti” che morde la “musica senza tempo dell’universo” evoca l’idea sufi che l’universo è pieno di significati nascosti e misteri divini, accessibili solo a coloro che cercano con un cuore puro.
Lottare nel labirinto: le domande più profonde dell’anima Nella terza poesia, Pasini riflette la lotta interiore del ricercatore. “Voglio trovare la fine del filo” evoca l’immagine della silsilah, la discendenza spirituale o il filo che collega il ricercatore al Divino. Il filo suggerisce anche il viaggio dell’anima dall’ignoranza alla conoscenza. Tuttavia, il viaggio non è privo di difficoltà. Pasini parla di essere intrappolati in un “labirinto di cammino angosciato”, alludendo all’idea sufi di perplessità spirituale, bala (prove divine), che sfida il ricercatore a confrontarsi e trascendere i propri limiti interiori.
L'”irrealtà di ogni fantasia” parla della natura illusoria del mondo materiale, un principio centrale nel pensiero sufi. Il disorientamento sperimentato dal poeta – “3D mi intrappola nel parossismo” – rispecchia la nozione sufi di maya (illusione), in cui il ricercatore deve liberarsi dal mondo sensoriale per raggiungere la chiarezza spirituale.
The Sea of Shadows: The Struggle Against the Current of Life Nella quinta poesia, Pasini evoca un’immagine vivida della navigazione “nel mare delle ombre”. Il mare, una metafora ricorrente nel sufismo, simboleggia gli aspetti vasti e sconosciuti dell’esistenza e del viaggio spirituale. “Non ci sono acque calme in questo mondo pericoloso” si allinea con la visione sufi secondo cui la vita è intrinsecamente piena di prove e sfide. La “tempesta” rappresenta lo stato emotivo e spirituale tumultuoso che il ricercatore deve sopportare.
A Sufi Critical Reading of Marlene Pasini’s Path from Darkness to Light Through the Lens of “The Dance of Shadows and the Light of Eternity” By : kareem Abdullah – Iraq.
Marlene Pasini’s poetry, especially within her collection Path from Darkness to Light, resonates deeply with Sufi mysticism, reflecting an internal journey of spiritual transformation. The poem cycles between imagery of darkness, suffering, and confusion, yet the poet is always drawn toward light, transformation, and spiritual awakening. The proposed title, The Dance of Shadows and the Light of Eternity, aptly encapsulates the ongoing tension between the temporal struggles of the self and the eternal truth that lies beyond.
The Dance of Shadows: The Path of Uncertainty and Transformation In the first excerpt, Pasini begins with a profound sense of existential uncertainty, “I fall before the fog,” a powerful metaphor for spiritual confusion or darkness. The fog here symbolizes a veil, a central Sufi concept, which obscures the vision of the seeker. The poet’s uncertainty, “Where should I direct my steps?” echoes the mystical search for the divine, a journey fraught with doubt and a lack of clarity, characteristic of the initial stages of spiritual awakening. The Sufi notion of “the fog” parallels the concept of ghaflah (spiritual heedlessness), where the soul is clouded and unaware of its true purpose.
Pasini’s reference to being “enveloped in the red of the blood” emphasizes the physical and emotional struggles the seeker faces. The body, trembling and silent, reflects a state of humility, akin to the Sufi practice of renouncing the self. The rhythmic heartbeat, described as an “infinite river,” suggests the continuous flow of life and its inevitable return to the source—echoing the Sufi idea of the return to the Divine.
The inversion of time and memory, where the “trees of time are inverted roots in my memory,” signals the Sufi view of the non-linear nature of time. Time, in Sufi thought, is not merely a succession of moments, but a recurring cycle, where the soul, in its journey, may experience moments of spiritual rebirth and renewal. Pasini highlights the theme of faith that “is inexhaustible,” which aligns with the Sufi concept of tawakkul (absolute trust in God) and the continuous purification of the soul.
The Light of Eternity: Mystical Revelation and Unity with the Divine The second poem expands on the theme of mystical seeking. “Step by step I advance in mysticism…” suggests a gradual and deliberate approach toward enlightenment. The mystical experience, in Sufism, is often described as a path of patience and discipline, where the seeker must endure trials in order to gain divine insight. The image of “the dance of wolves” stalking the poet reflects the challenges that arise in the form of inner conflicts and external temptations. The “tree of silence,” a potent symbol, represents the stillness required to access deeper truths, a practice central to Sufi meditation.
Pasini’s line “there is no time to live in light” alludes to the concept of fana—the annihilation of the ego in the presence of the Divine. The timeless, eternal nature of the soul is contrasted with the fleeting, ephemeral nature of the worldly existence, a paradox that is often explored in Sufi poetry. The “asp of secrets” biting the “timeless music of the universe” evokes the Sufi idea that the universe is full of hidden meanings and divine mysteries, only accessible to those who seek with a pure heart.
Struggling in the Labyrinth: The Soul’s Deepest Questions In the third poem, Pasini reflects the inward struggle of the seeker. “I want to find the end of the thread” evokes the image of the silsilah, the spiritual lineage or thread that connects the seeker to the Divine. The thread also suggests the journey of the soul from ignorance to knowledge. However, the journey is not without its difficulties. Pasini speaks of being trapped in a “labyrinth of anguished walking,” alluding to the Sufi idea of spiritual perplexity, bala (divine trials), which challenges the seeker to confront and transcend their inner limitations.
The “unreality of all fantasy” speaks to the illusory nature of the material world, a central tenet in Sufi thought. The disorientation experienced by the poet—”3D traps me in paroxysm”—mirrors the Sufi notion of maya (illusion), where the seeker must break free from the sensory world to attain spiritual clarity.
The Sea of Shadows: The Struggle Against the Current of Life In the fifth poem, Pasini invokes a vivid image of navigating “the sea of shadows.” The sea, a recurring metaphor in Sufism, symbolizes the vast, unknown aspects of existence and the spiritual journey. “No calm waters in this hazardous world” aligns with the Sufi view that life is inherently filled with trials and challenges. The “storm” represents the tumultuous emotional and spiritual state the seeker must endure.
Il mio intervento: al Gran Artium: Assembly of artist at Panorama International Literature. 15 febbraio 2025. Ore 15.00 in Italia.
Grazie infinte per l’encomiabile lavoro che svolgete: al Presidente Preeth Padmanabhan Nambiar – Irene Doura-Cavadia. A Silla Maria Campanini a Elisa Mascia A tutti gli organizzatori.
Buonasera a tutti voi, saluto in particolare Silla alla quale devo l’onore di essere qui con voi tutti, saluto tutto il team della Fondazione International Literature Panorama art festival 2025. Ringrazio per l’invito. Per me, essere qui è importante, mi sento onorata di essere parte di questo evento. Ciò che esprimo nella mia opera, l’acqua, che è il tema che caratterizza il contesto, è legato al sacro e alla simbologia nel suo significato più intrinseco. Sono sarda, come saprete, la Sardegna essendo un’isola è circondata dal mare, il mare che ci invidiano in tutto il mondo per la limpidezza delle sue acque. Oltre al mare, la Sardegna è ricca di fiumi ruscelli e laghi, l’elemento acqua è presente in ogni lembo della mia terra, è parte integrante di ciò che siamo, l’acqua è il principio di tutte le cose. Questo pensiero, risale a Talete che era convinto che l’acqua è principio di vita, inseparabile da questa: MA LA VITA È PRESENTE IN TUTTA LA REALTA’, E’ L’ELEMENTO CHE UNIFICA OGNI COSA. In Sardegna si possono trovare tante Fonti Sacre e Pozzi Sacri, dove l’acqua è l’elemento primario e divinizzato, che testimonia quanto sia un elemento vitale e importante per l’essere umano, fin dalle sue origini. Anche nella mitologia esisteva una fonte Sacra. La fonte di Castalia, particolarmente venerata durante l’antichità, considerata la Fonte Sacra delle Muse. Anche il Parnaso era consacrato al culto del dio Apollo e alle Nove Muse, secondo la mitologia greca, su questo monte era situata una fonte sacra alle muse. Sull’acqua si è scritto e dipinto tanto in ogni era, ma l’acqua può avere diversi e molteplici aspetti di cui parlo nella mia poesia.
L’ACQUA Sei acqua bella, quando tu nasci al mondo sottoforma di stella, splendi sotto la luce tua, brillante raccogliendo in te i colori del mondo. Ora sei verde come i prati verdi oppure sei marrone come la terra arsa, a volte blu come il tuo cielo si riflette da lassù, riflette sull’acqua del mare e sulle onde. Quella sei tu, Acqua. Sei cara utile, rinfranchi gli assetati nutri di beni ogni tuo bagnante. Trasformi anche in crudele morte mietendo vittime, galleggiano nel tuo giardino. A volte salvi vite, cullandole nel tuo lettino trasportandoli a riva, salvandoli al lor destino giovani vite ancor, lasciando in vita. I tuoi acquazzoni, inondazioni e altro di danni fanno all’uom fino a morire, ma salvi ancor col tuo tanto gioire accarezzando i volti, spesso molte membra che stanno immersi dentro i tanti lidi che scroscianti scuotono quel tuo solo lido. Di bellezze sei ricca dentro e fuori acqua rigeneri i tuoi tanti fiori.
Una delle poesie più famose pronunciate nella storia della resistenza algerina tra il 1850 e il 1924
#Article_of_Folk_Heritage dal suo proprietario, il famoso poeta Mohamed Belkhair 1830////1895, scritta con desiderio, desiderio e supplica per il suo sceicco, il giusto santo Sidi Sheikha, chiamandolo Rahel Al-Bayda, che significa il cavaliere del cavallo bianco
#His_Life dal suo proprietario, il poeta Mohamed Belkhair della tribù Rizeigat, il ramo di Awlad Daoud, nacque secondo le stime tra il 1830 e il 1832 d.C. a Wadi Al-Maleh, sobborghi di Ain Temouchent, il che significa che nacque all’inizio dell’occupazione francese dell’Algeria, e questo è dimostrato dal suo detto, i Romani sono sconvolti e io sono a Sarbat Al-Ziyada, e la tribù Rizeigat in cui è cresciuto il poeta fa parte del gruppo di tribù “Aghouat Kassal” i cui accampamenti si trovano a est della città di #El-Bayadh, e conducono una vita nomade caratterizzata dal nomadismo, rifugiandosi in tende e praticando la professione di pastori. E la cavalleria e la poesia popolare, il poeta Mohamed Belkhair, che visse la sua infanzia e parte della sua adolescenza nel nord, ma crebbe con lo stile di vita della sua tribù e la sua personalità fu influenzata dal suo ambiente, la cui gente, nonostante la sua durezza, è caratterizzata da molte qualità e caratteristiche come la generosità, la lealtà al patto, l’amore per la libertà, la pazienza nelle avversità, la difesa della terra e dell’onore e la lotta all’ingiustizia indipendentemente dalla sua fonte, questo ambiente gli fece guadagnare molte esperienze e competenze, quindi il suo genio poetico fu celebrato presto e i suoi numerosi viaggi durante questo periodo nelle regioni degli altipiani e tra il deserto e la collina (nord), e il suo sedersi con giuristi e studiosi, e le sue poesie erano caratterizzate da lodi e monoteismo e lodava lo sceicco, il proprietario dell’ordine Sheikhi che si diramava dall’ordine Shadhili
. #Il_suo_ruolo_nella_resistenza_popolare Dopo la rivoluzione dei figli di Sidi Sheikh e delle tribù che si ribellarono con essa l’8 aprile 1864 contro la presenza francese nella regione, il poeta Mohamed Belkhair fu tra le fila dei rivoluzionari e svolse un ruolo di primo piano. In questa resistenza, ne fu il portavoce e svolse il ruolo e la missione di un organo di stampa, attraverso il suo orgoglio per l’eroismo dei rivoluzionari e l’elogio delle loro vittorie sugli altri francesi fino alla firma del trattato di pace di Brezina il 20 maggio 1883 tra i leader dei rivoluzionari e le autorità francesi. Per porre fine ai combattimenti tra le due parti, Mohamed Belkheir rifiutò questa pace nella sua interezza e si separò dal campo di Si Kaddour Ben Hamza, il quarto leader della rivoluzione di Ouled Sidi Sheikh, nonostante i tentativi di convincerlo e placarlo con tutti i mezzi, così si recò a El Menia nel tentativo di radunare sostenitori e raccogliere denaro e armi per rinnovare la rivoluzione e continuare la jihad, ma fallì fino a quando non fu arrestato intorno al 1886 ed esiliato a Calvi, sull’isola di Corsica, per decisione del governo del 18 gennaio 1887 con l’accusa di “disobbedienza” e incitamento alla rivoluzione contro la presenza francese nella regione. Fu imprigionato lì per 7 anni e poi rilasciato fino alla sua morte nel 1895.
#Fama_del_poema_come_canzone dopo l’indipendenza Questa poesia è stata una delle poesie più famose cantate dagli sceicchi della Kasbah e del Qallal durante gli anni Sessanta, e dopo che l’arte dell’opinione è diventata famosa negli anni Settanta, molti artisti l’hanno riportata in auge, il più famoso dei quali è Cheb Mami, perché è il figlio dello stato di Saida 1994 nel suo famoso album “Dalali” che è diventato famoso dopo quello ed è stato cantato nei più grandi teatri internazionali
Estratti dalla poesia “Andò ad Al-Bayda” del poeta Mohamed Belkhair Andò ad Al-Bayda Per l’amor di Dio, il tuo onore è una vergogna, non dimenticarmi Ti abbiamo portato la rettitudine Dove vagavano in ogni paese Mandami via, mio padrone, per l’onore dell’Arj, il padrone di Baghdad Mandami via, mio signore, così possiamo vedere la tua patria e la mia patria E chiedo di quelli che erano ancora i tuoi vicini Allora ero un professionista Dove hai costruito le tue cupole I miei vicini e restiamo vittoriosi con la giovinezza del tuo onore e le virtù dei tuoi figli, mio signore, vergogna di Dio, non mancarmi e non dimenticarmi Siamo d’accordo sull’amore, l’intenzione e la jihad, mio signore, vergogna di Dio, non mettermi in imbarazzo di fronte ai miei pari Sei il garante del mio onore e del mio onore E le barche.
Mohamed Rahal
One of the most famous poems that were said in the history of the Algerian resistance between 1850 ____ 1924
#Article_of_Folk_Heritage by its owner, the popular poet Mohamed Belkhair 1830////1895, written with longing, yearning and supplication for his sheikh, the righteous saint Sidi Sheikha, calling him Rahel Al-Bayda, meaning the rider of the white horse
#His_Life by its owner, the poet Mohamed Belkhair from the Rizeigat tribe, the branch of Awlad Daoud, was born according to estimates between 1830-1832 AD in Wadi Al-Maleh, the suburbs of Ain Temouchent, meaning that he was born at the beginning of the French occupation of Algeria, and this is evidenced by his saying, the Romans are upset and I am in Sarbat Al-Ziyada, and the Rizeigat tribe in which the poet grew up is one of the group of tribes “Aghouat Kassal” whose camps are located to the east of the city of #El-Bayadh, living a nomadic life characterized by nomadism, shelter in tents, and practicing the profession of herding. And chivalry and folk poetry, the poet Mohamed Belkhair, who lived his childhood and some of his adolescence in the north, but grew up on the lifestyle of his tribe and his personality was influenced by its environment, whose people, despite its harshness, are characterized by many qualities and characteristics such as generosity, loyalty to the covenant, love of freedom, patience in adversity, defense of land and honor, and fighting injustice no matter what its source, this environment gained him many experiences and expertise, so his poetic genius was celebrated early and his many travels during this period in the regions of the high plateaus and between the desert and the hill (north), and his sitting with jurists and scholars, and his poems were characterized by praise and monotheism and he praised the Sheikh, the owner of the Sheikhi order branching from the Shadhili order
. #His_role_in_the_popular_resistance After the revolution of the sons of Sidi Sheikh and the tribes that revolted with it on April 8, 1864 against the French presence in the region, the poet Mohamed Belkhair was among the ranks of the revolutionaries and played a prominent role In this resistance, he was its mouthpiece, and played the role and mission of a media outlet, through his pride in the heroism of the revolutionaries and praising their victories over the other French until the signing of the Brezina Peace Treaty on May 20, 1883 between the leaders of the revolutionaries and the French authorities. To end the fighting between the two parties, Mohamed Belkheir rejected this peace in its entirety, and separated from the camp of Si Kaddour Ben Hamza, the fourth leader of the Ouled Sidi Sheikh revolution, despite attempts to convince him and appease him by all means, so he traveled to El Menia in an attempt to rally supporters and collect money and weapons to renew the revolution, and continue the jihad, but he failed until he was arrested around 1886 and exiled to Calvi on the island of Corsica by a government decision on January 18, 1887 on charges of “disobedience” and inciting revolution against the French presence in the region. He was imprisoned there for 7 years and then released until he died in 1895.
#Fame_of_the_poem_as_a_song after independence This poem was one of the most famous poems sung by the sheikhs of the Kasbah and the Qallal during the sixties, and after the art of opinion became famous in the seventies, many artists brought it back, the most famous of whom is Cheb Mami, because he is the son of the state of Saida 1994 in his famous album “Dalali” which became famous after that and was sung in the largest international theaters
Excerpts from the poem “He went to Al-Bayda” by the poet Mohamed Belkhair He went to Al-Bayda For God’s sake, your honor is a disgrace, do not forget me We brought you righteousness Where did they roam in every country Send me away, my master, by the honor of the Arj, the master of Baghdad Send me away, my master, so that we may see your homeland and my homelands And I ask about the ones who were still your neighbors Then I was a professional Where did you build your domes My neighbors and we remain victorious with the youth of your honor and the virtues of your children, my master, God’s disgrace, do not miss me and forget me We agree on love, intention and jihad, my master, God’s disgrace, do not embarrass me in front of my peers You are the guarantor of my honor and my honor And the boats
GRAZIE PER AVER RESO IL PILF 2025 INDIMENTICABILE!
Mentre il Panorama International Literature Festival 2025 si conclude, esprimiamo la nostra più profonda gratitudine a ogni delegato, artista, coordinatore e sostenitore che ha reso questo festival una delle celebrazioni letterarie più memorabili di tutti i tempi. I vostri contributi hanno arricchito questa piattaforma globale, unendo voci, culture ed espressioni artistiche.
Ma il PILF non finisce qui! A differenza di altri festival, in cui le presentazioni svaniscono dopo l’ultimo giorno, le vostre opere vivranno, ispirando le generazioni future. Nei prossimi giorni, le presentazioni video dei nostri delegati saranno condivise in tutto il web, garantendo la massima visibilità e popolarità.
Nel frattempo, tutte le candidature vengono ora inviate alla giuria internazionale, presieduta dall’illustre Prof. Nuccio Mula, per la valutazione. Gli attesissimi Panorama International Literary Awards 2025 saranno annunciati entro la fine del mese!
E ora, mentre un capitolo si chiude, un altro inizia! Siamo entusiasti di annunciare l’imminente Panorama International Book Festival 2025, che si terrà dal 1° al 30 aprile 2025. Questo festival del libro di durata record è progettato per amplificare le voci degli autori, promuovere l’eccellenza letteraria e garantire che i libri raggiungano un pubblico globale. Se sei un autore che desidera elevare il proprio lavoro su un palcoscenico internazionale, questa è la tua opportunità!
PILF è più di un festival: è un’eredità. Il tuo lavoro, la tua voce e il tuo impatto rimarranno impressi nella storia letteraria per gli anni a venire. Grazie per aver preso parte a questo straordinario viaggio!
As the Panorama International Literature Festival 2025 concludes, we extend our deepest gratitude to every delegate, artist, coordinator, and supporter who made this festival one of the most memorable literary celebrations of all time. Your contributions have enriched this global platform, uniting voices, cultures, and artistic expressions.
But PILF doesn’t end here! Unlike other festivals, where presentations fade after the final day, your works will live on, inspiring generations to come. In the coming days, the video presentations of our delegates will be shared across the worldwide web, ensuring maximum visibility and popularity.
Meanwhile, all submissions are now being sent to the international jury, chaired by the esteemed Prof. Nuccio Mula, for evaluation. The much-anticipated Panorama International Literary Awards 2025 will be announced by the end of the month!
And now, as one chapter closes, another begins! We are thrilled to announce the upcoming Panorama International Book Festival 2025, taking place from April 1–30, 2025. This world-record-length book festival is designed to amplify the voices of authors, promote literary excellence, and ensure books reach a global audience. If you are an author looking to elevate your work on an international stage, this is your opportunity!
PILF is more than a festival—it is a legacy. Your work, your voice, and your impact will remain etched in literary history for years to come. Thank you for being part of this extraordinary journey!
✨🎙️41 Personalità distinte in Nove Pagine compresa la copertina, lasciano la loro eredità al mondo. Record mondiale. Poesie nelle CARTE DELLA PACE di Humanity Magazine Global si moltiplicano su Humanity Diary Global. Auguri a Tutti ✨ 🕊️ Oscar Pacheco Natalie Bisso Luis Guillermo Villasana Virguez Sara Potosi Sabrina Morelli Elisa Mascia Javier Olarte Mendoza Carolina Rodríguez Pereira Martín Sebastián Azanza Elsa Patterer Adalee Moreno William Taleno Mejía Orlando Simiele Ada Rizzo Stefano Chiesa Scrittore Angela Kosta Luisa Camere Antonio Arrue Aziz Mountassir Fernando Matos Author Til Kumari Sharma Ivan Pozzoni Taghrid BouMerhi Miguel Leonardo Gamarra Quiroz Aidana Gamarra. Niña Prodigio de la poesía y de la palabra Aidana Victoria Milagros Gamarra Peña Tamali Neogi Marco Nodari Angelo Felice Morelli Hassane Yarti Cettina La Placa Tumminelli Cristiano Ronaldo Thomas Bergersen Eva Lianou Petropoulou
✨🎙️Si dà il via libera alla consegna dei Certificati di Riconoscimento Internazionale per la partecipazione alle Carte di Pace nel mondo. Presto PREMIO MONDIALE CARTE DI PACE 2025 a tutte le Personalità che hanno lasciato il segno dal giorno 01.
“La libertà è accompagnata da sussurri del vento e sogni frenetici che si addormentano all’orizzonte cercando la pace nella vita con coraggio, il coraggio si risveglia nella lotta, la mia fiaccola accesa, non si arrende mai”. Dra Hc Maria Elena Ramirez Diritti riservati
✨🎙️41 personalidades distintas en nueve páginas, incluida la portada, dejan su legado al mundo. Récord mundial. Los poemas de las TARJETAS DE PAZ de Humanity Magazine Global se multiplican en Humanity Diary Global. Mis mejores deseos para todos ✨ 🕊️ Oscar Pacheco Natalie Bisso Luis Guillermo Villasana Virguez Sara Potosi Sabrina Morelli Elisa Mascia Javier Olarte Mendoza Carolina Rodríguez Pereira Martín Sebastián Azanza Elsa Patterer Adalee Moreno William Taleno Mejía Orlando Simiele Ada Rizzo Stefano Chiesa Escritora Angela Kosta Luisa Camere Antonio Arrue Aziz Mountassir Fernando Matos Autor Til Kumari Sharma Ivan Pozzoni Taghrid BouMerhi Miguel Leonardo Gamarra Quiroz Aidana Gamarra. Niña prodigio de la poesía y la palabra Aidana Victoria Milagros Gamarra Peña Tamali Neogi Marco Nodari Angelo Felice Morelli Hassane Yarti Cettina La Placa Tumminelli Cristiano Ronaldo Thomas Bergersen Eva Lianou Petropoulou
✨🎙️Se da luz verde a la entrega de Certificados de Reconocimiento Internacional por la participación en las Cartas de la Paz en el mundo. Próximamente PREMIO TARJETAS DE LA PAZ MUNDIAL 2025 a todas las Personalidades que han dejado su huella desde el día 01.
“La libertad va acompañada de susurros del viento y sueños frenéticos que se duermen en el horizonte buscando la paz en la vida con valentía, la valentía despierta en la lucha, mi antorcha encendida, nunca se rinde.” Dra. Hc María Elena Ramírez Reservados todos los derechos
Foto cortesia condivise dalla Dra Hc Maria Elena Ramirez
Namik Delidagli, noto per il suo stile distintivo nella poesia moderna azera, è riconosciuto come un poeta che ha creato opere letterarie significative. Oggi, direi che il suo lavoro non è solo promosso in Azerbaigian ma in tutto il mondo turco. Come scrittore, N. Delidagli contribuisce in modo significativo alla letteratura riflettendo i suoi pensieri profondi, le sue riflessioni filosofiche e la ricchezza emotiva nella sua poesia. Le sue opere, che riecheggiano profondamente la vita, la cultura e la storia del popolo, hanno la capacità di affascinare i lettori attraverso periodi diversi. Tra i temi comuni della sua poesia vi sono le lotte interiori degli esseri umani, il tema senza tempo dell’amore, della libertà e dell’amore per la patria. Usa il potere delle parole per influenzare profondamente la mente dei suoi lettori e creare un’atmosfera emotiva con espressioni letterarie delicate. Nelle sue poesie, la lotta tra luce e oscurità e il toccare di questioni umane eterne riflettono la ricchezza filosofica dell’arte del poeta. In molte delle sue poesie, egli presenta al lettore non solo la bellezza ma anche profondi pensieri sociologici e filosofici. Nella poesia di Namik vediamo riflessioni profonde sul mondo interiore dell’essere umano, sull’amarezza della vita e sulla mancanza di senso dell’esistenza. Le sue poesie hanno un peso emotivo e una profondità filosofica. Nel poema che segue, il poeta descrive splendidamente gli sconvolgimenti spirituali dell’uomo moderno e le pene della vita attraverso il linguaggio artistico. Fa male: Mostrami un posto, andrò, Non posso vivere, mio Dio. Non posso nemmeno accarezzare Mio caro dolore, mio Dio.
Nel poema “My God”, il poeta descrive la lotta per affrontare il peso della vita, cercando di portare quel fardello. Il poema inizia con una supplica a Dio, mostrando non l’impotenza del poeta davanti a Lui, ma piuttosto la sua accettazione delle difficoltà che la vita gli ha dato. Presenta anche la lotta interna del l’individuo, dettagliando la sua protesta e il suo conflitto interiore. Esprimendo l’impotenza dell’uomo e il peso della sua vita, il poeta esorta il lettore a riflettere e a valutare la propria vita.
Questo dolore non diminuisce, cresce più lo sopporto. All’esterno, mi rimpicciolisco, ma dentro, il mio dolore cresce.
In “Questo dolore”, il poeta sottolinea la confusione psicologica e l’impotenza dell’individuo quando affronta lotte emotive. Il dolore è mostrato come una forza sempre crescente nella vita del poeta, che disturba il suo mondo interiore.
Non guardare indietro, non ho detto, Non ho detto destino, guardalo, Non ho detto che non c’è niente che voglio, Ho dato tutto quello che avevo, cresce.
Di fronte alle difficoltà che la vita gli pone, il poeta non ha altra scelta che accettarle, eppure cerca un barlume di speranza nel suo dolore. Ma, a mio parere, non può ancora sfuggire al pessimismo e alla tristezza. In questa poesia, la lotta contro il proprio destino e talvolta la necessità di inchinarsi ad esso è espressa con delicatezza.
… Per chi non vuole arrendersi alla morte, la loro vittoria è suicidio; l’ultimo grido di chi ha sete del proprio sangue è suicidio; tutte le proteste sono la voce della verità, il suicidio; l’improvviso respiro dei sentimenti tagliati è suicidio.
Nel poema “Pensieri suicidi”, il poeta presenta una prospettiva complessa, ma diversa sui temi della morte e del suicidio. Le sue riflessioni sul suicidio rivelano come si riconcilia con i fardelli e le pene della vita. In questa poesia, il suicidio è raffigurato come una sorta di “vittoria.” Questa “vittoria” non è la fine della vita, ma piuttosto una separazione che simboleggia un’irreversibile dipartita.
… La morte ha un debito verso coloro che si suicidano. Il suicidio non è morte, il suicidio non è morire, è solo una separazione: ma non può essere invertita.
Direi anche che questa poesia è una chiamata a riconoscere i pensieri suicidi come fase finale della riconciliazione con la vita e la separazione. Simboleggia che il desiderio di morte è solo un trucco delle lotte della vita, e il personaggio sta cercando di trovare un modo per riconnettersi con l’esistenza.
Uomo autunno, questa stagione è appesa sulle spalle come un cappotto vecchio stile. Non ho visto la pelliccia invernale. Ho atteso nei tuoi occhi per quattro anni, bloccati in una stagione: in un colore opaco. Uomo autunno! Questa stagione che indossi è vecchio. Tu cammini verso i tuoi ricordi, appesantiti dai desideri che sono caduti dal tuo cuore. Per il momento… Nel poema “Autumn Man”, la stagione autunnale è ritratta come metafora del riflesso della vita umana. L’autunno simboleggia anche i desideri consumati e il passato dentro una persona. Attraverso l’immagine dell’ “uomo d’autunno” il poeta descrive il movimento della vita e del tempo, e come una persona può sentirsi gravata dal peso del passato. L’autunno, associato al silenzioso passaggio del tempo del poeta, rappresenta anche il suo attaccamento al passato e come esso lo radichi nei ricordi.
Mi hai mandato una foto… In quell’immagine, tutto ha la sua propria immagine: Il tuo sguardo ha la sua immagine, il tuo cuore ha la sua immagine… … Mi hai mandato una foto, quanto era colorato… Cospargerebbe di sale i miei dolori doloranti, e essere “unguento” per loro… Le mie pene sarebbero diventate blu, non guariscono, rimangono umidi. Da ora in poi, ogni volta Guardo quella foto, i miei occhi si intossicherebbero, i miei sguardi brucerebbero…
Nel poema “The Picture Poem”, il poeta usa un’immagine come mezzo attraverso il quale le proprie emozioni, il dolore della nostalgia e la separazione, e il modo in cui il passato viene rianimato sono vividamente rappresentati. Per il poeta, l’immagine non è solo una memoria o rappresentazione visiva, ma anche uno strumento che espone i dolori del cuore e le tracce del passato. Il poema illustra come tutto dentro una persona si riflette attraverso l’immagine-dolore, la bruciatura del passato e nostalgia-tutti sono trasmessi attraverso questa immagine. Questa poesia dimostra il potere dei dettagli artistici e come essi sono collegati al mondo interno dell’individuo.
In breve, questa poesia descrive il rapporto nostalgico del poeta con il passato:
A volte ti ritrovi sulla strada, a questo “posto rovinato”- Quanto tempo è passato, un sospetto, Mi sono aggrappata alla mia speranza.
Quando dico rovinato, Intendo questa città. La sua aria, la sua acqua senza di te, Intendo questo veleno.
In questa poesia, la città colpita dalla partenza dell’amato, che ora si sente come una “rovina” per l’amante, è magistralmente raffigurata attraverso le parole, come l’individuo cerca rifugio nella solitudine all’interno di questa città. Il poeta sottolinea l’attaccamento al passato, come il tempo sfugge e il dolore che questa partenza porta. Il dolore della separazione e il rimpianto associato al passare del tempo sono al centro della poesia.
“Un inviato è venuto a voi, e siamo stati lasciati con la separazione” Questa poesia presenta l’intenso stato emotivo dell’amore e della separazione. Attraverso l’immagine dell'”inviato”, il poeta raffigura la separazione come una sorta di decreto, illustrando la battaglia contro di essa. Qui, la separazione è rappresentata sia come un dolore fisico che emotivo. Il poema affronta il tema della separazione con dolore, ma anche con un tono naturale.
Una sera la tua porta è stata sbattuta, Un inviato è venuto a voi, e siamo stati lasciati con la separazione. Ancora una volta, non aveva cambiato la sua intenzione, una nuova separazione in un vecchio indumento.
Nella poesia di Namik Delidagli, il tema principale ruota attorno al mondo interiore dell’essere umano, alle difficoltà che incontra la vita e alla forza di non lasciarsi sconfiggere da esse. Lo stile artistico del poeta presenta in modo molto efficace le profondità del cuore e lo stato angosciato dell’anima. Le metafore nelle sue poesie riflettono la profondità delle emozioni e dei pensieri filosofici sull’esistenza umana. Ogni poesia mette il lettore di fronte al suo mondo interiore e gli mostra sia i lati naturali che a volte dolorosi della vita.
Delidagli incarna anche la storia, la cultura e lo spirito di lotta del popolo azero nelle sue opere. L’amore per la patria nella sua poesia non riflette semplicemente uno spazio geografico; descrive anche in modo bello l’antico spirito, cultura, moralità e fiducia in se stessi delle persone. Nei suoi poemi, l’amore per la patria non è solo sui confini fisici ma è anche legato alla storia della nazione e al suo futuro. Namik Delidagli, promuovendo l’identità nazionale del suo popolo, si sforza di trasmetterla alle generazioni future attraverso le parole e la letteratura.
Fino ad oggi, la creatività del poeta non è passata inosservata, ed è stata valutata in vari modi, con questo riconoscimento che continua nel tempo presente. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e ha raggiunto il successo sia a livello locale che internazionale. Le sue poesie sono state tradotte e diffuse in vari paesi stranieri.
Oggi, Namik Delidagli continua a contribuire allo sviluppo della letteratura azera con la sua creatività, cercando di migliorare il prestigio della vera letteratura e promuoverla in altri paesi. Le innovazioni poetiche che ha introdotto fin dalle prime fasi della sua carriera riflettono la ricchezza e la profondità del suo stile letterario. Namik Delidagli conserva i principi fondamentali della poesia classica azera, introducendo nuovi elementi, e ha anche assorbito la letteratura mondiale contemporanea nel suo modo unico.
La finezza linguistica, la ricchezza poetica e il simbolismo delle sue poesie sono molto apprezzate sia dai critici che dagli studiosi letterari. Una delle conquiste letterarie di Namik Delidagli è che le sue opere sono apprezzate non solo dagli amanti della poesia ma anche dai circoli accademici. Il poeta sta compiendo la sua missione nello sviluppo della poesia azera con dignità. Il suo impegno per creare un patrimonio letterario di valore per le generazioni future non passa inosservato.
Il successo del poeta continua a crescere. Crediamo che le sue opere ispireranno le generazioni future e serviranno come parte essenziale della letteratura azera per molti anni a venire. Delidagli, non solo come poeta ma anche come pensatore, filosofo e giornalista, serve la letteratura e la parola.
Il successo di Namik Delidagli non si limita al suo lavoro creativo personale. Egli è anche molto prezioso per il suo inestimabile contributo allo sviluppo della letteratura e della cultura nazionali. Le sue opere, sempre in risposta alle esigenze della nuova era e riflettendo lo spirito del popolo, portano speranza per il futuro luminoso della letteratura azera.
Namik Delidagli è una figura importante nella letteratura azera, sia con la sua personalità che con le sue opere. I profondi strati filosofici ed emotivi della sua poesia, come pure le sue analisi dell’amore per la patria e il mondo interiore degli uomini, lo hanno reso una delle figure più importanti della letteratura moderna. Valutare la sua creatività e il suo patrimonio letterario, trasmetterlo alle generazioni future e arricchire ulteriormente la letteratura azera in conformità con le esigenze dei tempi dovrebbe essere uno degli obiettivi chiave della letteratura contemporanea. Abbiamo infinite speranze per il successo di Namik Delidagli e siamo fiduciosi che le sue opere guideranno gli amanti della letteratura in futuro.
Jakhongir NOMOZOV, Membro del comitato editoriale del giornale “Butov Azerbaijan”, Rappresentante della rivista “YAZARLAR” in Uzbekistan, Membro del l’Unione dei giornalisti del l’Azerbaigian.
HE SEEKS THE LIGHT OF HOPE EVEN IN THE PAIN
Namik Delidagli, known for his distinctive style in modern Azerbaijani poetry, is recognized as a poet who has created significant literary works. Today, I would say that his work is not only promoted in Azerbaijan but across the entire Turkish world. As a writer, N. Delidagli contributes significantly to literature by reflecting his deep thoughts, philosophical reflections, and emotional richness in his poetry. His works, deeply echoing the life, culture, and history of the people, have the ability to captivate readers across different periods. Common themes in his poetry include the inner struggles of humans, the timeless subject of love, freedom, and love for the homeland. He uses the power of words to deeply affect the minds of his readers and create an emotional atmosphere with delicate literary expressions. In his poems, the struggle between light and darkness and touching on eternal human issues reflect the philosophical richness of the poet’s art. In many of his poems, he presents not only beauty but also deep sociological and philosophical thoughts to the reader. In Namik’s poetry, we see profound reflections on the inner world of the human being, the bitterness of life, and the meaninglessness of existence. His poems carry both emotional weight and philosophical depth. In the following poem, the poet beautifully depicts the spiritual upheavals of modern man and the pains of life through artistic language. It hurts: Show me a place, I’ll go, I can’t live, my God. I can’t even caress my dearest pain, my God.
In the poem “My God,” the poet describes the struggle of confronting the weight of life, trying to carry that burden. The poem begins with a plea to God, showing not the poet’s helplessness before Him, but rather his acceptance of the difficulties life has given him. It also presents the internal struggle of the individual, detailing his protest and inner conflict. By expressing the human’s helplessness and the weight of his life, the poet urges the reader to reflect and value their own life.
This pain doesn’t decrease, it grows the more I bear it. On the outside, I shrink, but inside, my pain grows.
In “This Pain,” the poet emphasizes the psychological turmoil and helplessness of the individual when facing emotional struggles. The pain is shown as an ever-growing force in the poet’s life, disturbing his inner world.
Don’t look back, I didn’t say, I didn’t say fate, look at it, I didn’t say there is nothing I want, I gave everything I had, it grows.
Faced with the difficulties life brings, the poet has no choice but to accept them, yet he searches for a glimmer of hope within his pain. But, in my opinion, he still cannot escape from pessimism and sorrow. In this poem, the struggle against one’s own fate and sometimes the necessity to bow to it is delicately expressed.
…For those who don’t want to surrender to death, their victory is suicide; the last cry of those thirsty for their own blood is suicide; all protests are the voice of truth, suicide; the sudden gasp of feelings cut off is suicide.
In the poem “Suicidal Thoughts,” the poet presents a complex, yet different perspective on the topics of death and suicide. His reflections on suicide reveal how he reconciles with the burdens and sorrows of life. In this poem, suicide is depicted as a kind of “victory.” This “victory” is not the end of life but rather portrayed as a separation, symbolizing an irreversible departure.
…Death owes a debt to those who commit suicide. Suicide is not death, suicide is not to die, it’s just a separation: but one that cannot be reversed.
I would also say that this poem is a call to recognize suicidal thoughts as a final stage of reconciliation with life and separation. It symbolizes that the desire for death is merely a trick of life’s struggles, and the character is trying to find a way to reconnect with existence.
Autumn man, this season is hanging on your shoulders like an old-fashioned coat. I haven’t seen the winter fur. I’ve been waiting in your eyes for four years, stuck in one season: in a dull color. Autumn man! This season you wear is old. You walk towards your memories, burdened by the desires that have fallen from your heart. For now… In the Poem “Autumn Man”, the autumn season is portrayed as a metaphor for the reflection of human life. Autumn also symbolizes the worn-out desires and the past within a person. Through the image of the “autumn man,” the poet describes the movement of life and time, and how a person may feel burdened by the weight of the past. The autumn, associated with the poet’s silent passage of time, also represents one’s attachment to the past and how it roots them in memories.
You sent me a picture… In that picture, everything has its own image: Your gaze has its own image, your heart has its own image… … You sent me a picture, how colorful it was… It would sprinkle salt on my aching pains, and be “ointment” for them… My pains would turn blue, they wouldn’t heal, they would remain moist. From now on, every time I look at that picture, my eyes would intoxicate, my glances would burn…
In the poem “The Picture Poem,” the poet uses a picture as a medium through which one’s emotions, the pain of longing and separation, and the way the past is revived are vividly portrayed. For the poet, the picture is not just a memory or visual representation, but also a tool that exposes the pains of the heart and the traces of the past. The poem illustrates how everything inside a person is reflected through the picture—pain, the burn of the past, and longing—all are conveyed through this image. This poem demonstrates the power of artistic details and how they are connected to the internal world of the individual.
In short, this poem describes the poet’s nostalgic relationship with the past:
Sometimes you find yourself on the road, to this “ruined place”— How long has it been, a suspicion, I have clung to my hope.
When I say ruined, I mean this city. Its air, its water without you, I mean this poison.
In this poem, the city affected by the departure of the beloved, which now feels like a “ruin” to the lover, is masterfully depicted through words, as the individual seeks refuge in the loneliness within this city. The poet emphasizes the attachment to the past, how time slips away, and the sorrow that this departure brings. The pain of separation and the regret associated with the passing of time take center stage in the poem.
“An Envoy Came to You, and We Were Left with Separation” This poem presents the intense emotional state of love and separation. Through the image of the “envoy,” the poet depicts separation as a kind of decree, illustrating the battle against it. Here, separation is represented as both a physical and emotional pain. The poem approaches the theme of separation with sorrow, but also with a somewhat natural tone.
One evening, your door was knocked, an envoy came to you, and we were left with separation. Again, it hadn’t changed its intention, a new separation in an old garment.
In Namik Delidagli’s poetry, the main theme revolves around the inner world of the human being, the difficulties faced in life, and the strength to not be defeated by them. The poet’s artistic style presents the depths of the heart and the anguished state of the soul in a highly effective way. The metaphors in his poems reflect the depth of emotions and the philosophical thoughts about human existence. Every poem confronts the reader with their inner world and shows them both the natural and sometimes painful sides of life.
Delidagli also embodies the history, culture, and spirit of struggle of the Azerbaijani people in his works. The love for the homeland in his poetry doesn’t merely reflect a geographical space; it also beautifully describes the ancient spirit, culture, morality, and self-confidence of the people. In his poems, the love for the homeland is not only about physical borders but is also related to the nation’s history and its future. Namik Delidagli, by promoting his people’s national identity, strives to pass it down to future generations through words and literature.
Until now, the poet’s creativity has not gone unnoticed, and it has been evaluated in various ways, with this recognition continuing in the present time. He has been honored with many awards and achieved success both locally and internationally. His poems have been translated and spread in various foreign countries.
Today, Namik Delidagli continues to contribute to the development of Azerbaijani literature with his creativity, striving to enhance the prestige of true literature and promote it in other countries. The poetic innovations he has introduced since the early stages of his career reflect the richness and depth of his literary style. Namik Delidagli preserves the foundational principles of classical Azerbaijani poetry while introducing new elements, and he has also absorbed contemporary world literature in his own unique way.
The linguistic finesse, poetic richness, and symbolism in his poems are highly appreciated by critics and literary scholars alike. One of Namik Delidagli’s achievements in literature is that his works are valued not only by poetry lovers but also in academic circles. The poet is fulfilling his mission in the development of Azerbaijani poetry with dignity. His efforts to create a valuable literary heritage for future generations do not go unnoticed.
The poet’s success continues to grow. We believe that his works will inspire future generations and serve as an essential part of Azerbaijani literature for many years to come. Delidagli, not only as a poet but also as a thinker, philosopher, and journalist, serves literature and the word.
Namik Delidagli’s success is not limited to his personal creative work. He is also highly valuable for his priceless contribution to the development of national literature and culture. His works, always responding to the demands of the new era and reflecting the spirit of the people, bring hope for the bright future of Azerbaijani literature.
Namik Delidagli is a significant figure in Azerbaijani literature, both with his personality and his works. The profound philosophical and emotional layers of his poetry, as well as his analyses of love for the homeland and the inner world of humans, have made him one of the prominent figures in modern literature. Evaluating his creativity and literary legacy, passing it on to future generations, and further enriching Azerbaijani literature in accordance with the demands of the times should be one of the key goals of contemporary literature. We have endless hopes for Namik Delidagli’s continued success, and we are confident that his works will guide literature lovers in the future.
Jakhongir NOMOZOV, Member of the editorial board of “Butov Azerbaijan” newspaper, Representative of “YAZARLAR” magazine in Uzbekistan, Member of the Azerbaijan Journalists Union.
I can’t reach you, you are miles away, but those cool leaves from lambent lotuses that penetrate you are mine. I want to capture them for ever in the overcast sky and give them my name. When I feel lonely, to take heart of your smile, to create in my mind two sacred worlds. When I hear you, to become a river of molten brass and flow with the words that jump out of your lips; to gather them them to sweet arrival to dedicate it to you at night just before I fall asleep with you figure gravened on the maps of mind that magnetizes the p6y6yqoles of soul. A beam of light I become for you that I desire, impetuous passion, and if you ever come to touch me, then I will surrender without a fight, without hesitation… . . FASCINO -ΣΑΓΗΝΗ
Non posso raggiungerti, sei a miglia di distanza, ma quelle foglie fresche di loti lambenti che ti penetrano sono mie. Voglio catturarle per sempre nel cielo nuvoloso e dar loro il mio nome. Quando mi sento solo, per prendere il cuore del tuo sorriso, per creare nella mia mente due mondi sacri. Quando ti sento, per diventare un fiume di ottone fuso e scorrere con le parole che saltano fuori dalle tue labbra; per raccoglierle in un dolce arrivo per dedicartele di notte appena prima di addormentarmi con la tua figura scolpita sulle mappe della mente che magnetizza le p6y6yqoles dell’anima. Divento un raggio di luce per te quello che desidero, passione impetuosa, e se mai verrai a toccarmi, allora mi arrenderò senza combattere, senza esitazione… . . ENCANTO -ΣΑΓΗΝΗ
No puedo alcanzarte, estás a millas de distancia, pero esas hojas frescas de lotos brillantes que te penetran son mías. Quiero capturarlas para siempre en el cielo nublado y darles mi nombre. Cuando me siento solo, para tomar el corazón de tu sonrisa, para crear en mi mente dos mundos sagrados. Cuando te escucho, para convertirme en un río de bronce fundido y fluir con las palabras que saltan de tus labios; para recogerlas en una dulce llegada para dedicártelas en la noche justo antes de dormirme con tu figura grabada en los mapas de la mente que magnetiza los p6y6yqoles del alma. Me convierto en un rayo de luz por ti a quien deseo, pasión impetuosa, y si alguna vez vienes a tocarme, entonces me rendiré sin luchar, sin dudarlo… . . ENCÍS -ΣΑΓΗΝΗ
No et puc arribar, ets a milles de distància, però aquelles fulles fresques dels lotus brillants que et penetren són meves. Vull capturar-les per sempre al cel ennuvolat i donar-les el meu nom. Quan em sento sol, per agafar el cor del teu somriure, per a crear en la meva ment dos mons sagrats. Quan t’escolto, per a convertir-te en un riu de llautó fos i fluir amb les paraules que et surten dels llavis; per a recollir-les en una dolça arribada per a dedicar-te-les a la nit just abans d’adormir-me amb la teva figura gravada als mapes de la ment que magnetitza els p6y6yqoles de l’ànima. Em converteixo en un feix de llum per tu a qui desitjo, passió impetuosa, i si alguna vegada vens a tocar-me, llavors em rendiré sense lluitar, sense dubtar… . . Antonis Filippeos