Michela Maisti : Transizione energetica e tutela del territorio: il Consigliere Marco Protopapa commenta le recenti novità sugli impianti foto-agrivoltaici: INTERESSANTI SVILUPPI CHE NECESSITANO ANCORA DI MIGLIORAMENTI SUL TEMA DELLA TUTELA PAESAGGISTICA DEI TERRITORI

Michela Maisti : Transizione energetica e tutela del territorio: il Consigliere Marco Protopapa commenta le recenti novità sugli impianti foto-agrivoltaici: INTERESSANTI SVILUPPI CHE NECESSITANO ANCORA DI MIGLIORAMENTI SUL TEMA DELLA TUTELA PAESAGGISTICA DEI TERRITORI


Transizione energetica e tutela del territorio: il Consigliere Marco Protopapa commenta le recenti novità sugli impianti foto-agrivoltaici:
INTERESSANTI SVILUPPI CHE NECESSITANO ANCORA DI MIGLIORAMENTI SUL TEMA DELLA TUTELA PAESAGGISTICA DEI TERRITORI.


A pochi giorni di distanza sono stati pubblicati due provvedimenti decisivi per la gestione degli impianti rinnovabili:
1) Le Linee Guida ISPRA di ottobre 2025, che introducono criteri tecnici uniformi per gli studi ambientali, per la valutazione degli impatti e per la definizione delle misure di mitigazione. Queste Linee Guida rappresentano uno strumento fondamentale per garantire omogeneità nella valutazione dei progetti, ridurre criticità, semplificare il permitting e orientare lo sviluppo degli impianti verso soluzioni compatibili con l’agricoltura e il paesaggio. Esse costituiscono un riferimento tecnico imprescindibile sia per le autorità competenti sia per i progettisti.
2) Il Decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175 (correttivo del D.lgs. 190/2024), che ridefinisce le aree idonee all’installazione di impianti rinnovabili, sia a terra che sospesi, mantenendo vincoli a tutela del paesaggio, dei beni culturali e del suolo agricolo produttivo.

Questi strumenti segnano un avanzamento significativo nella chiarezza regolatoria, pur rendendo necessario un forte coordinamento con le Regioni per evitare interpretazioni difformi e garantire l’applicazione coerente delle nuove norme e soprattutto per dare maggior potenzialità decisionale alle amministrazioni territoriali.

“Il nuovo Decreto Legge sulla Transizione 5.0 e sulle energie rinnovabili rappresenta un passo importante per la tutela delle nostre aree agricole. Finalmente la normativa nazionale si allinea alla direzione intrapresa dal Piemonte già due anni fa, quando scegliemmo di consentire in zona agricola solo impianti agrivoltaici realmente compatibili con la produzione agricola”, commenta il Consigliere Marco Protopapa.

Il decreto riduce l’area installabile intorno agli impianti industriali, evitando che piccole attività vengano usate come pretesto per realizzare grandi parchi fotovoltaici. Inoltre, dà a Regioni e Comuni la possibilità di stabilire un limite massimo di superficie agricola destinabile al fotovoltaico, prevenendo concentrazioni eccessive sul territorio. Viene poi chiarito che l’agrivoltaico deve essere progettato in funzione delle reali esigenze agricole e non può diventare una semplice installazione industriale in area rurale.

Prosegue Protopapa:
“Accolgo queste scelte, che confermano la validità del percorso già avviato dal Piemonte con le azioni della scorsa legislatura. La transizione energetica deve andare di pari passo con la difesa del paesaggio e dell’agricoltura, impedendo speculazioni che nulla hanno a che fare con l’autoconsumo o con l’interesse delle comunità locali.”

Restano tuttavia alcuni aspetti da migliorare in fase di conversione, in particolare:
l’incertezza riguardo alle procedure avviate tra fine 2024 e novembre 2025;
l’assenza di una quota minima di autoconsumo per le Comunità Energetiche, che rischia di snaturarne il ruolo.

Protopapa aggiunge:
“È inoltre necessario affrontare il tema del possibile deprezzamento delle proprietà confinanti con i grandi impianti fotovoltaici. Se queste installazioni vengono favorite dallo Stato per il loro valore pubblico, è giusto che anche gli eventuali danni ai cittadini siano riconosciuti e valutati già nei procedimenti autorizzativi, garantendo così una transizione energetica equa, sostenibile e rispettosa delle comunità locali.”

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Patrizia Orsini: NOVI MUSICA FESTIVAL 25 – 23 dicembre TEATRO ROMUALDO MARENCO -GRAN GALA D’INVERNO 2025

Foto cortesia della locandina dell’evento Gran Gala d’ inverno 2025

Patrizia Orsini: NOVI MUSICA FESTIVAL 25 – 23 dicembre TEATRO ROMUALDO MARENCO -GRAN GALA D’INVERNO 2025





L’anno 2025 volge al termine e la nostra Associazione sta organizzando, per concludere con il botto.., il decimo concerto

DEL NOSTRO NOVI MUSICA FESTIVAL 25
   il Gran Gala d’inverno, il NOSTRO SESTO  GALA D’INVERNO.

   Martedi’ 23 dicembre

quindi un concerto natalizio e…… sarà nuovamente al Teatro Romualdo Marenco, in collaborazione con la Fondazione Marenco.





COSTO DEI BIGLIETTI

INTERO € 35

RIDOTTO € 25 (per i FRIENDS DELL’ASSOCIAZIONE- ISCRITTI UNITRE-  SOCI CENTRO DANZA BORELLO – ABBONATI TEATRO)

TARIFFA YOUNG € 10 (UNDER 14)



Il Gala d’inverno concluderà questo nostro “anno musicale” piuttosto impegnativo

Il 2025 ci ha portato  il consolidamento del rapporto con la Fondazione Marenco e  con il Teatro Carlo Felice, della collaborazione con l’Ambasciata (con  la conferma del patrocinio morale per tutta la manifestazione)

A conferma della nostra sensibilità ai problemi del sociale, destineremo parte del ricavato per acquisto di attrezzature mediche

per la S.C. MEDICINA INTERNA DELL’OSPEDALE SAN GIACOMO

PROMUOVEREMO QUESTO PROGETTO IN COLLABORAZIONE CON IL LIONS INTERNATIONAL DI NOVI LIGURE







La biglietteria è gestita dalla Fondazione, ma la gestione dei posti è dell’Associazione Novi Musica e Cultura

Quindi prego GLI interessati di PRENOTARE a

novimusicaecultura.direzione@gmail.com

OPPURE

W APP A

al   cell 380 5827986 (cellulare dell’Associazione)



ORARI DI PREVENDITA IN LOCANDINA



GLI ARTISTI

Excelsior Musica Ensemble, composto da 36 professori  dell’Orchestra Sinfonica della Rai, diretti da  Maurizio Billi con la presenza dell’oboista Carlo Romano, del soprano Anna Kazlova, del tenore Aldo Caputo, del clarinettista  Enrico Maria Baroni, del cornista Ettore Bongiovanni e del fagottista Francesco Giussani.(IN ALLEGATO LE BIOGRAFIE)



In tale occasione sarà consegnato l’Excelsior d’oro 25. Il gioiello, il cui destinatario sarà svelato solo  durante il concerto, sarà consegnato dalla   pronipote di Romualdo Marenco,  Maria Rita Marenco, che ha già confermato la loro presenza.

Sarà presente anche María Jesús García Miguel, Console Onorario del Regno di Spagna per il Piemonte e la Val d’Aosta, in rappresentanza dell’Ambasciata di Spagna, che ha ha conferito il proprio patrocino morale al Festival.



SI RICORDA CHE IL FESTIVAL E’ SOSTENUTO DA

REGIONE PIEMONTE

CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI ALESSANDRIA

FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TORINO

COMUNE DI NOVI LIGURE

COMUNE DI POZZOLO FORMIGARO

COMUNE DI BOSCO MARENGO

E DA NUMEROSE AZIENDE DEL TERRITORIO



Il luogo del concerto è accessibile alle persone con disabilità, certificato anche dal logo presente nel materiale informativo.,

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Patrizia Orsini: NOVI MUSICA FESTIVAL 25 – 23 dicembre TEATRO ROMUALDO MARENCO -GRAN GALA D’INVERNO 2025, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Quartiere Cristo : Da Oggi ALBERO DI NATALE E LUMINARIE ACCESE, TORNA UN NATALE CHE VALE AL QUARTIERE CRISTO

Foto cortesia della locandina dell’evento il NATALE CHE VALE

Quartiere Cristo : Da Oggi ALBERO DI NATALE E LUMINARIE ACCESE, TORNA UN NATALE CHE VALE AL QUARTIERE CRISTO




Torna anche quest’anno il NATALE CHE VALE, evento promosso dal’Associazione dei Commercianti del Quartiere Cristo con la Citta’ di Alessandria, l’associazione Alessandria Sud, la Fondazione Cra e diverse associazioni del Quartiere.

Un ricco programma come illustrato dal presidente dei commercianti ENZO CIRIMELE “Anche quest’anno abbiamo pensato ad un Natale Itinerante rivolto a tutti bambini, famiglie e anziani. Oltre a questo calendario diverse saranno le iniziative proposte dalle varie associazioni del Territorio. Stiamo già lavorando al 2026 con un ricco programma che presenteremo nel mese di dicembre”




UN NATALE CHE VALE…AL QUARTIERE CRISTO




· Giovedi 27 Novembre : Accensione ALBERO DI NATALE  Clown e giocolieri, ore 10,00 con le scuole  in Piazza Zanzi.

L’ Albero resterà acceso sino al 6 gennaio 2026  



· Sabato 6 dicembre.

Dalle ore 15.00 alle 18.00 Esibizione itinerante de “Gli Zampognari di Vottignasco”
presso i negozi di Corso Acqui, per diffondere l’atmosfera natalizia con le loro tradizionali melodie.    



· Domenica 7 e Lunedi 8 dicembre :     MAGIE DI NATALE – Musiche, Mercatini e Sapori invernali

Orario:      11 alle 18

Luogo:       DLF – LOSTECCO  – via Carlo Alberto n.1 (sotto cavalcavia)

Organizzato da: ASSOCIAZIONE ATTIVITA’ e COMMERCIO –QUARTIERE CRISTO ALESSANDRIA, DLF ALESSANDRIA, LOSTECCO, STUDIO FENICE

L’evento si svolgerà all’aperto nel giardino del locale Lostecco.

Presenti nelle due giornate i MERCATINI di NATALE, oltre 10 stand di hobbisti, artigiani che proporranno idee per i regali di Natale

Casa di Babbo Natale dove i bimbi potranno fare foto ed imbucare la loro letterina di Natale.

Food: proposto da Lostecco, con cibo caldo, dalla polenta al vin brule’, alla pasta e fagioli, alla carne alla brace….

Musica:

DOMENICA 7/12  a partire dalle ore 12, VIAGGIO NEL TEMPO – dagli anni 50’ al 2000:

si alterneranno sul palco DJ, con vinile, live band anni 50/70 (Thunderbirds), anni 70/80 (Disconnessi)

LUNEDI 8/12  a partire dalle ore 12, NATALE IN SWING, accompagnamento con DJ, esibizione live di Serena Bricco con le SWEETDOLLS dalle ore 15 alle 17

Sport:



·       Torneo di Calcetto dei Babbi Natale

·       I Babbi Natale con la palla ovale

Nel corso dell’evento raccolta fondi per USPIDALET.dicembre







· Babbo Natale in sosta con click zucchero e magia

Un piccolo angolo del Quartiere si accende per i bambini.

Babbo Natale vi aspetta

* Foto ricordo a cura di Foto La Greca, una stampa omaggio per ogni bambino

* Zucchero filato omaggio con Laura Borghino parrucchieri

* Cioccolata calda omaggio con Gelateria Naturalia

* ⁠Lacabon omaggio con Tecnocasa

* Spazio e illuminazione grazie ad Autorevisioni Alessandria

Quando? 13 dicembre 2025

Orario:  Dalle 17 alle 19

Dove

Incrocio Corso Acqui – Via De Antoni

(Area davanti ad Autorevisioni – ex distributore)

Ingresso libero

Un momento di collaborazione tra le attività dell’incrocio per portare un sorriso alle famiglie del quartiere.







· Sabato 20 dicembre 2025
Animazione pomeridiana in Piazza Zanzi – 20 dicembre 2025 Dalle ore 15.00 alle 18.00 “IL VILLAGGIO DI BABBO NATALE”
· Presenza di Babbo Natale e due Folletti Natalizi che animeranno la piazza con giochi e divertimento.

· Allestimento di un “Villaggio di Natale”, con postazioni di giochi in legno per adulti, ragazzi e bambini.

· Realizzazione della “Casa di Babbo Natale” con cassetta per le letterine.

· Allestimento di un angolo fotografico con cornice per selfie insieme a Babbo Natale.





· Sabato 20 dicembre 2025 ore 21,00 Auditorium San Baudolino, Via Bonardi 13: UN NATALE NEI PANNI DEGLI ALTRI

Lettura dal vivo del racconto, per riscoprire insieme il valore dell’empatia (da 8 anni in su) di e con Luca Genzianella Cacciabue. Parte del ricavato verrà devoluto a: AUTITECH – Percorsi di Formazione Inclusiva

Una rassegna di eventi pensata per condividere momenti di gioia, musica e tradizione, in un’atmosfera calda e accogliente per grandi e piccini.

infoline 370/1128366

info@quartierecristonelcuore.it

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Quartiere Cristo : Da Oggi ALBERO DI NATALE E LUMINARIE ACCESE, TORNA UN NATALE CHE VALE AL QUARTIERE CRISTO, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Lettura interpretativa della poesia “Il Cecchino di Luce” della poetessa Jamila Mazraani del Dott. Karim Abdullah

Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq e Jamila Mazraani-Libano meridionale


Letture critiche
Karim Abdullah: Una lettura interpretativa della poesia “Il Cecchino di Luce” della poetessa Jamila Mazraani
Del Dott. Karim Abdullah, 11 maggio 2025

Il Cecchino di Luce

Splendi all’orizzonte della fatica,
danza sulle vette della gloria,
o stella radiosa delle difficoltà.
Ondeggia tra i pianeti con orgoglio e gioia.
Ti ho circondato con le braccia della fatica perpetua,
da ogni occhio invidioso,
da ogni cuore pieno di odio.
Ti ho fortificato con la certezza della mia verità,
dall’astuzia dell’onda che sale verso di te, spegnendo il bagliore delle tue scintille splendenti.
Ondeggia sul dorso del tuo destriero, forgiato dalle difficoltà,
affinché la cultura degli occhi possa accendersi.
Spargi nella distesa del cuore brezze di fragranza e orgoglio.
O frutto di una vita, portato sul ponte della fatica,
all’ultimo gradino della scala del conseguimento,
il sultano del tuo splendore ha brillato. Librati al di sopra dell’orgoglio delle aspirazioni,
perché nessun fulmine può smorzare il tuo splendore,
né nuvole o cecchini possono nascondere il tuo splendore.
Dietro le aperture della malizia, colpiscono furtivamente il cuore della vittoria.

Rubano la creatività, spogliandoti della veste di luce e del cappello della speranza,
per scagliare le loro frecce sulle vette stesse.

Jamila Mazraani – Libano meridionale / Il profumo degli arabi

………………..

Lettura:
In un’epoca in cui la luce si disperde lungo i bordi dell’orizzonte, dove le ombre delle guerre silenziose incontrano il debole raggio di speranza, la poesia della poetessa Jamila Mazraani emerge come un rinnovato appello all’instancabile e incrollabile spirito di resistenza. “Il cecchino della luce” non è solo parole tessute sulla carta; è un dialogo continuo tra luce e oscurità, tra coraggio e paure latenti.

La poetessa si insinua nel nostro mondo come chi riversa splendore nell’oscurità della notte. Una finestra si apre su una nuova visione: la luce, spesso percepita come irraggiungibile, diventa ora un’arma contro l’oscurità. La luce non è solo un simbolo di innocenza o bontà, ma un’idea ribelle, una forza duratura, un’intenzione pura che sfida la vendetta e il tradimento. La poetessa, attraverso la sua padronanza del linguaggio, smaschera i “cecchini della luce”, quelle forze che tentano di spegnere la bellezza, di distorcere la luce prima che possa brillare.

Ma sullo sfondo di questa poesia, c’è qualcos’altro su cui riflettere: la luce non muore. Anche quando il bersaglio sono le frecce dell’odio, anche quando il nemico invia il suo tradimento attraverso i “portali della malizia”, la luce rimane custodita nella poetessa stessa, circondata da un muro di “vera certezza”, come se stesse scrivendo un destino che nessuna onda può alterare. Perché la luce in questa poesia non è sonnolenta o alla deriva nel cielo, ma una lotta quotidiana, una danza ai margini del dolore, un’oscillazione sulla schiena della stanchezza umana.

La poetessa come “cecchino”:

Qui, la poetessa non è semplicemente un’osservatrice esterna della vita, ma la cecchina stessa, che vive in costante conflitto con l’oscurità interiore ed esteriore. Scrive e osserva, irradiando la sua luce nonostante i venti che sferzano le sue ombre. Questa cecchina di luce è quella memoria resiliente che aleggia nel cielo della guerra interiore dell’umanità, dove bellezza e umanità rimangono un bersaglio scelto tra i proiettili del tempo, continuando a illuminare il cammino degli altri.

L’immagine simbolica scelta dalla poetessa è un’immagine cosmica di una guerra tra “luce” e “oscurità”. Ma questa guerra non è una battaglia esteriore; piuttosto, è una resistenza nascosta che si accende nel profondo di noi nei momenti di debolezza e sconfitta. La poetessa non grida nella sua poesia, ma piuttosto grida a tutti noi che la luce è dentro di noi e, nonostante tutto, il suo barlume rimane la speranza nel nostro lungo cammino.

La luce, in definitiva, è vittoria:

Tuttavia, ciò che fa sì che la poesia trascenda la tradizione è la qualità mistica che la pervade. La luce non è semplicemente una risposta all’oscurità; è la risposta che esprime la nostra identità di esseri umani, come se ogni vetta, per quanto elevata, fosse semplicemente un punto sul cammino verso questa luce eterna che arde dentro di noi. La luce non è una destinazione finale; è un viaggio, un sogno realizzato con ogni raggio di luce.

Quindi, tra le righe della poetessa, scopriamo che l’oscurità non è il nemico immediato. Il nemico più grande è il silenzio che permette all’oscurità di diffondersi. Il “cecchino della luce” è colui che rifiuta questo silenzio, che si rifiuta di lasciare che la luce venga pugnalata nel suo cuore, che si rifiuta di lasciare che la creatività venga assassinata nelle sue fasi nascenti. È un invito alla lotta, alla vittoria in questa battaglia continua, a trasformare ogni colpo alla vita in una fonte di forza.

Il potere magico della poesia:

Se la poesia celebra la luce e ci spinge ad affrontare l’oscurità a testa alta, allora usciamo dal campo di battaglia con una presa ancora più forte sui nostri sogni. Perché, semplicemente, trasforma le parole in armi, i sogni in carburante e le ferite in percorsi di espressione. Contiene una creatività che si accende dentro di noi, dandoci la forza di affrontare le pressioni che ci circondano con incrollabile determinazione.

Conclusione:

La poetessa del Libano meridionale, Jamila Mazraani, non si limita a offrirci parole in rima; ci dà un ritmo su cui danzare, nonostante tutti i cecchini che potrebbero mirare ai nostri cuori. La sua poesia ci porta in un luogo lontano dalla paura, un luogo dove sappiamo che la luce non svanisce mai, anche se siamo dilaniati dai colpi dell’oscurità.

La luce viene rubata solo per rinascere.

***
Di: Karim Abdullah – Iraq
Lettura in italiano di Elisa Mascia



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قراءات نقدية
كريم عبد الله: قراءة تأويلية في قصيدة “قنّاصة النّور” للشاعرة جميلة مزرعاني
د. كريم عبد الله  نشر بتاريخ: 11 أيار 2025

قنّاصة النّور

تلألئي في أفق الكدّ تراقصي على قمم المجد يا نجمة الشّقاء السّاطعة تهادي بين الكواكب بزهو ومرح حوّطتك بسواعد الكدح المستديم من كلّ عين تحسد من كلّ قلب حاقد حصّنتك بيقين صدقي من مكر الموج يشرئبّ صوبك يطفئ وهج قبساتك اللّامعة تمايلي على متن فلاحك المسبوك بالنّصب لتشتعل ثقافة المقل تناثري في رحاب الفؤاد تناسيم عطر وفخار. يا نتاج عمر على جسر التّعب أثمر عند آخر سلّم الوصول سلطان ضيائك توهّج اشمخي فوق كبرياء المنى فلا يحبط انبهارك صواعق ولا يخفي سطوعك سحب أو قنّاصة خلف منافذ الضّغائن يضرب خلسة في عقر الفوز

يسترق الإبداع ينزع عنك ثوب النّور وقبّعة الرّجاء ليصيب سهامه في أوج القمم.

***

جميلة مزرعاني – لبنان الجنوب / ريحانة العرب

………………..

القراءة: في الزمان الذي يتناثر فيه الضوء على أطراف الأفق، حيث تلتقي ظلال الحروب الصامتة مع شعاع الأمل الضعيف، تطل قصيدة الشاعرة جميلة مزرعاني كأنها نداء متجدد لروح المقاومة التي لا تكلّ، لا تملّ. “قنّاصة النّور” ليست مجرد كلمات تُنسَج على الورق؛ هي خطاب مستمرّ بين النور والظلام، بين الشجاعة والمخاوف المتربصة.

الشاعرة تتسلل إلى عالمنا كمن يسكب بريقًا في عتمة الليل. تفتح نافذة لرؤية جديدة: النور، الذي غالبًا ما يتصور أنه بعيد عن متناول اليد، يصبح الآن سلاحًا في وجه العتمة. النور ليس فقط إشارة إلى البراءة أو الطيبة، بل هو الفكرة المتمردة، القوة التي تصمد، النية الصافية التي تتحدى الانتقام والخيانة. والشاعرة، بقدرتها على الحرف، تكشف عن “قنّاصة النّور” تلك القوى التي تحاول أن تقتل الجمال، أن تشوه الأنوار قبل أن تضيء.

لكن في خلفية هذه القصيدة، هناك أمر آخر يبعث على التأمل: النور لا يموت. حتى حين يكون الهدف مرمى لسهام الحقد، حتى حين يرسل العدو غدره عبر “منافذ الضغائن”، يبقى النور مرصعًا داخل الشاعرة نفسها، محاطًا بسور من “يقين صدقي” وكأنها تكتب مصيرًا لا يمكن للموج أن يغيره. فالنور في هذه القصيدة ليس ناعسًا أو هائمًا في السماء، بل هو صراع يومي، رقص على أطراف الألم، تمايل على ظهر تعب الإنسان.

الشاعرة كـ”قنّاصة” في حد ذاتها:

الشاعرة هنا ليست مجرد مراقب خارجي للحياة، بل هي القنّاصة نفسها، التي تعيش في صراع دائم مع الظلام داخلها وخارجها. تكتب وتترقب، تبثّ إشعاعاتها رغم الرياح التي تعصف بظلالها. وقنّاصة النّور هي تلك الذاكرة المقاومة التي ترفرف في سماء الحرب الداخلية للإنسان، حيث يظل الجمال والإنسانية هدفًا يتم اصطفاؤه وسط رصاصات الأيام، ليظل يضيء الطريق للآخرين.

التصورات الرمزية التي اختارتها الشاعرة هي صورة كونية لحرب بين “النور” و”الظلام”، ولكن الحرب هنا ليست معركة خارجة عن الذات، بل هي مقاومة خفية تشتعل في أعماقنا في لحظات الضعف والانكسار. الشاعرة لا تنادي في قصيدتها، بل تصرخ فينا جميعًا بأن النور في داخلنا، ورغم كل شيء، يظل وميضه هو الأمل في طريقنا الطويل.

النور، في النهاية، هو النصر:

لكن، ما يجعل القصيدة تخرج عن التقليدية هو الطابع الصوفي الذي يلتف حولها. فالنور ليس فقط جوابًا للظلام، بل هو الجواب الذي يعبر عن هويتنا كإنسان، كما لو أن كل قمة، مهما عتت، هي مجرد نقطة في الطريق نحو هذا النور الأبدي الذي يحترق فينا. النور ليس هدفًا نهائيًا؛ بل هو رحلة، هو الحلم الذي يتحقق على بُعد كل شعاع.

هكذا، بين سطور الشاعرة، نجد أن الظلام ليس العدو المباشر. العدو الأكبر هو الصمت الذي يسمح للظلام بالانتشار. “قنّاصة النّور” هي من يرفض هذا الصمت، يرفض أن يُطعن النور في قلبه، ويرفض أن يُغتال الإبداع في مراحله الأولية. إنها دعوة إلى النضال، إلى الانتصار في تلك المعركة المتواصلة، إلى تحويل كل ضربة للحياة إلى مصدر قوة.

الطاقة السحرية للقصيدة:

إذا كانت القصيدة تحتفل بالنور وتستفزنا لملاقاة الظلام وجهًا لوجه، فإننا لا نغادر ساحة المعركة إلا ونحن أكثر تمسكًا بأحلامنا. لأنها، وببساطة، تحوّل الكلمات إلى أسلحة، والأحلام إلى وقود، والجراح إلى طرقات تعبير. فيها من الإبداع ما يشعل فينا الفتيل، ويجعلنا نواجه الضغوط التي تحيط بنا بأرواحٍ ملؤها العزيمة.

الخاتمة:

شاعرة لبنان الجنوب، جميلة مزرعاني، لا تقدم لنا مجرد كلمات موزونة؛ هي تمنحنا إيقاعًا نرقص عليه رغم كل القنّاصة التي قد تصوّب نحو قلوبنا. قصيدتها تأخذنا إلى مكان بعيد عن الخوف، مكان نعرف فيه أن النور لا يتوقف أبدًا، حتى لو تقطعت أوصالنا تحت ضربات الظلام.

النور لا يُخطف إلا ليُعاد خلقه من جديد.

***

بقلم: كريم عبد الله – العراق

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Una lettura interpretativa della poesia “Il Cecchino di Luce” della poetessa Jamila Mazraanidel Dott. Karim Abdullah, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Valbona Jakova cura la traduzione dall’ albanese all’ italiano di quattro poesie del poeta Stefan Çapaliku (Scutari), pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Stefan Çapaliku (Scutari)


I miei versi – Prima poesia
Pochi sono stati quelli riusciti,
gli altri restano lì,
senza speranza,
in quel campo di concentramento,
anzi, detto tra noi
la maggior parte sono morti.
Quelli che ne uscirono sani
dovettero sottoscrivere
patti di collaborazione.
Pochi accettarono le condizioni,
gli altri restano là dentro,
malati,
inariditi,
senza sepoltura.
Temo che solo con la mia morte
loro usciranno e assaliranno,
così, senza ordine,
invisibili,
nebulizzanti.
I miei versi
saranno la banda musicale
che mi accompagna
i carnevali che annunciano
l’inizio di una grande quaresima,
e che mai finirà!.

Significato complessivo
In Vargjet e mia, Stefan Çapaliku riflette sul potere e sulla fragilità della parola poetica.
I versi diventano prigionieri del tempo, della censura, del trauma e della paura; ma anche testimoni di una verità che resiste.
La poesia è quindi un atto di testimonianza e liberazione:
un modo per restituire voce a ciò che è stato taciuto — e per trasformare la sofferenza in memoria.











Vargjet e mia

Pak qenë ato që ia dolën
të tjerat rrinë aty
të pashpresa
në atë kamp perqëndrimi
madje e thanë midis nesh
shumica kanë vdekë.

atyne që dolën shëndosh
iu desh me nënshkrue
dokumente bashkpunimi.

pak qenë ato që pranuen kushtet,
të tjerat rrijnë aty brenda
të smunda
të fishkuna
të pakalluna.

kam frikë se veç në vdekjen time
ato do dalin e do mësyjnë
ashtu pa rradhë
të padukshme
avull.

vargjet e mia
do jenë banda muzikore
që do më përcjellë
karnevalet që do shënojnë
fillimin e nji krezhme të madhe
e të pafund.
















Qualcuno come me.

un altro come me,
si china
soffia nel bicchiere d’acqua stagnante
sopra il mio tavolo da scrittura.

Un cerchio si forma sull’acqua,
poi un altro,
qualcuno come me
sente come dolore i giorni infiniti

che sprofondano l’uno nell’altro
come bicchieri usa e getta,
come lo sprofondare delle notti
nel cielo pesante di piombo
o nel candore vergine
del campo che lui ha nella mente.

L’altro come me mi dice che
è di nuovo primavera:
ci sono fiori, uccelli e speranza.
Poi diventa inverno,
di nuovo primavera,
e lui, come me,
resta alla finestra,
pieno di speranza,
sorridente
e bello come silenzio
di fronte alla finestra della propria mente —
il campo incolto
e selvaggio
dove più nulla si muove.

Più avanti,
qualcuno come me,
anni dopo,
cominciò ad avere angosce:
gli pareva di essersi trasformato
in un asino bianco,
impazzito dalle idee
che asinamente brancolano nell’infinità del campo selvaggio.

Titolo originale: Tjetri si unë
Traduzione: L’altro come me
Il titolo stabilisce fin da subito un rapporto di specchio: c’è un “altro”, ma è “come me”.
Questa duplicità — io e l’altro — diventa la chiave di tutta la poesia: una meditazione sull’identità, sulla memoria e sull’atto stesso della creazione.
Il testo è una lenta sequenza di immagini oniriche e malinconiche, in cui il poeta osserva il mondo esterno (il paesaggio, le stagioni, la casa) fino a riconoscersi nell’altro, nell’ombra che geme, e infine sedersi a scrivere.


Dikush si unë 

nji tjetër si unë
përkulet
fryn në gotën me ujë të ndenjun
mbi tryezën teme të shkrimit.

Nji rreth krijohet mbi ujë
e mandej nji tjetër
dikush si unë
i ndjen si dhimbje ditët e pafundme

që zhytën në njena tjetrën
si gota njipërdorimshe
siç zhyten edhe netët
në qiellin e randë plumb
apo në bardhësinë e virgjën
të fushës që ai ka në mendje.

Tjetri si unë më thotë se
asht përsëri pranverë
ka lule zogj dhe shpresë
mandej bahet dimën
pranverë përsëri
dhe ai
si unë
në dritare
rri plot shpresë
i qeshun
dhe i bukur si heshtje
përballë dritares së mendjes së tij
fusha djerrë
e egër
ku asgja nuk lëvizë.

Ma vonë
dikush si unë
vite më vonë
nisi të ketë ankthe
i dukej vetja se qe kthye
në nji gomar të bardhë
të çmendun nga idetë
që gomaron në pafundësinë e fushës së egër.

Ho bisogno
Ho bisogno di vedere la sedia
volare fuori dalla finestra.
Ho bisogno di sentire le schegge del vetro
cadermi sulla testa.
Ho bisogno di vedere tutti gli orologi
girare al contrario.
Ho bisogno di vedere tutti spogliarsi
per un vento che entra all’improvviso
nell’unica taverna del nostro caro villaggio.
Ho bisogno di vedere le candele spegnersi insieme
soffiate dall’alitare di una donna ubriaca fradicia.
Ho bisogno di vedere le mele dividersi in due
senza cadere dall’albero.
Ho bisogno di vedere una danza circolare fatta di cani
dalle code mozzicate.
Ho bisogno di vedere il macellaio, con le mani insanguinate,
suonare miracolosamente un violoncello.
Ho bisogno di vedere le ruspe demolire
tutte le farmacie.
Ho bisogno di vedere gli ulivi allineati per la guerra.
Perché solo dopo aver visto un sogno così
potrò svegliarmi migliore e riconoscente.


Titolo originale: Kam nevojë
Traduzione: Ho bisogno
Già dal titolo, Çapaliku esprime una urgenza interiore: il “bisogno” non è materiale, ma esistenziale e visionario.
La poesia elenca una serie di immagini paradossali, violente o surreali — una sedia che vola, mele che si dividono senza cadere, cani che danzano in cerchio, con code morsicate — che costruiscono una sorta di sogno rovesciato del reale, una “epifania del disordine”.


Kam nevojë  – OK

kam nevojë ta shoh karrigën
duke fluturu nga dritarja

kam nevojë të ndjej ciflat e xhamave
mbi kryet tem

kam nevojë të shoh të gjitha orët
duke u rrotullu përsëmbrapshti

kam nevojë me i pa të gjithë të zgaqun
prej një ere që hyn papritë

në tavernën e vetme të katundit tonë të dashtun

kam nevojë me pa qirinjtë të fiken njëherësh
prej bulshinjve të një grueje të dehun tapë

kam nevojë me pa mollët sesi ndahen më dysh
pa ra nga pema

kam nevojë me pa një valle rrethore qenjsh
të bamë prej bishtash të kafshuem

kam nevojë me pa kasapin me duer të përgjakuna
duke i ra mrekullisht nji violonçeli

kam nevojë me pa rruspa duke shembë
të gjitha farmacitë
kam nevojë të shoh ullinjtë të rreshtuem për luftë

se vetëm mbasi të shoh një andërr kësisoj
mund të zgjohem ma i mirë dhe falenderues



Senza orologio
Non sopporto le stanze
senza orologio a muro.
In esse mi sento di essere perduto,
fuori dal tempo.
Voglio testimoniare la mia vita
così com’è accaduta.
Voglio sapere in che ora sono
uscito dalla camera da letto alla cucina,
quando ho fumato l’ultima sigaretta,
quando ha iniziato a piovere
oltre la finestra che dà sulla strada,
quanto tempo mi è rimasto per  prendere le medicine.
Poiché io sono una stazione
dove passano senza fine
idee,
sogni,
angosce,
desideri,
ancora idee,
qualche concetto,
o progetto,
forse.
Io sono una stazione senza orologio al muro,
senza tempo misurabile,
senza tempo presente,
senza tabella di orari.
Perciò nella mia testa,
nella mia stanza,
le idee si scontrano con i desideri,
le angosce con le impossibilità.
Io sono una sirena d’allarme
che urla per tutto il tempo,
sono metà luce e mezzo buio
che gira e gira,
e non sa mai, fermarsi.

Titolo originale: Pa orë
Traduzione: Senza orologio
Il titolo pone subito al centro il tempo — o meglio, la sua assenza.
Essere “senza orologio” non è solo una condizione fisica, ma una condizione esistenziale: il poeta si scopre privo di un riferimento che gli permetta di orientarsi nel flusso dell’esistenza.
La poesia esplora la crisi del tempo interiore, la sensazione di smarrimento e sospensione tipica dell’uomo moderno, ma anche di chi vive in isolamento, in malattia o in una condizione di attesa.


Pa orë
nuk i duroj dhomat pa orë muri
në to më duket vetja i humbun
pa kohë

du ta dëshmoj jetën teme
siç dhe kur ka ndodhë
du ta di se kur qe koha kur dola
nga dhoma e gjumit në kuzhinë
kur piva të fundmen cigare
kur nisi me ra shi
matanë dritares që sheh mbi rrugë
sa kohë më ka ngelë për të pi ilaçet

se unë jam nji stacion
ku kalojnë pa fund
ide
andrrime
brenga
dëshira
prapë ide
ndonji koncept
apo projekt
ndoshta

unë jam nji stacion pa orë muri
pa kohë të matshme
pa kohë të tashme
pa tabelë oraresh

prandaj në kokën teme
në dhomën teme
idetë përplasen me dëshirat
brengat me pamundësitë

unë jam nji sirenë alarmi
që gjithë kohën uluret
jam nji gjysëm dritë e gjysëm terr
që rrotullohet e rrotullohet
e s’di me u ndalë


Traduzione di Valbona Jakova


Stefan Çapaliku (Scutari, 10 marzo 1965) è uno scrittore, drammaturgo e studioso albanese. Laureato in Lingua e Letteratura Albanese presso l’Università di Tirana (1988), ha completato studi di specializzazione in Italia, Repubblica Ceca e Regno Unito. Nel 1996 ha conseguito il titolo di Dottore in Scienze Filologiche.
Dal 1993 al 1998 ha diretto il Dipartimento di Letteratura dell’Università di Scutari. Tra il 1998 e il 2005 ha ricoperto incarichi dirigenziali presso il Ministero della Cultura dell’Albania, occupandosi delle politiche culturali relative ai settori editoriali, bibliotecari e archivistici. Nel 2007–2008 è stato Professore Titolare di Storia della Letteratura e della Civiltà Albanese presso l’Università di Belgrado. È attualmente ricercatore presso l’Accademia degli Studi Albanologici e, fino al 2015, è stato docente di Estetica e Teoria del Dramma all’Università delle Arti di Tirana.
Le sue opere teatrali hanno ottenuto premi nazionali e internazionali è sono tradotte in diverse lingue europee. È stato nominato per l’Europa Prize for Theater – New Theatrical Realities e ha ricevuto più volte il premio come miglior autore albanese (1995, 2003, 2007, 2012, 2016).
Tra le sue opere principali figurano la trilogia Secili çmendet simbas mënyrës së vet, Tregimet e tranzicionit, nonché monografie dedicate a Serafin Fanku, Tef Palushi e Gjergj Fishta. Tra i libri pubblicati si ricordano Un angelo vestito in frac, Serafin Fanku, Shtjefën Palushi e 5 drammi. I titoli pubblicati in prosa e poesia sono stati tradotti in inglese, tedesco, francese, italiano, romeno, polacco, bulgaro, serbo, macedone e turco.

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Foto cortesia di Valbona Jakova e Stefan Çapaliku (Scutari)

Kassem Azzam scrive Una lettura analitica e critica della poesia di Amal Zakaria:Il capitolo dell’Esistenza

Foto cortesia di Kassem Azzam


Kassem Azzam scrive
Una lettura analitica e critica della poesia di Amal Zakaria:
Il capitolo dell’Esistenza
Amal Zakaria

Quando te ne vai, l’esistenza si dissolve e la vita svanisce.
Da quando la primavera sorrise al volto di mia madre e mio padre le donò il nucleo della sua anima,
mi sono purificata con il tuo nettare.
Ti ho cercata tra la mia lingua e il mio gioco.
O prima lettera che hai inumidito la mia lingua,
profumando lo spazio della mia chiamata.
Abbiamo corso a carponi fino al mio primo passo.
Ci siamo appoggiati al muro dell’eternità,
abbiamo succhiato il latte dei nostri antenati,
per vivere nelle ombre dell’esistenza,
affinché io possa leggere nei tuoi occhi la Sura dell’Esistenza.
Con te, oltrepasso i confini della mia immaginazione.
Sei la mia ispirazione sconfinata.
Mi rifugio nel tuo cielo,
traboccante di nuvole,
gravida di canti di eternità,
raccontando la meraviglia della terra,
quando le lacrime delle donne si sono asciugate.
Da un arcobaleno, cantiamo una melodia,
Venti che si risvegliano, Il desiderio gravava pesantemente su di lei
Per i colori rubati della sua infanzia
Oh, un desiderio che infuria attraverso i secoli
Oh, io, un’anima persa che dormiva dopo ogni gloria
Sui confini.

Vieni…
Lascia che ti racconti
Dello scintillio dei tuoi occhi nella mia ombra
Dello splendore del tuo viso nei miei lineamenti
Cerco le dita della tua familiarità
Per adornare il mio collo stanco con il tuo polso
Dei sospiri del tuo liuto nel mio cuscino
Delle fluttuazioni dei tuoi tremori
Mentre ti avventuri nelle tue conquiste
Della purezza della tua saliva che asciuga lo specchio del mio fantasma
Così sento il richiamo del tuo desiderio nelle pieghe del mio desiderio
Così rispondo…
Correndo con la mia femminilità, immagazzinata prima della mia creazione, una goccia di seme
La verso come vulcani nelle tue vene
Sciogliendo il nucleo della lava
Bruciamo e bruciamo
Finché le fiamme
Si contorcono sulle braci del piacere
Un abbraccio senza rimprovero
O prati di passione, colora la mia primavera
O compagno d’amore
Versa il vino
Recita canti
Inebriami d’amore
Bagnami con la pioggia della passione
Così inebriato dalla pioggia d’amore
che prolunga la vita di due vite


Il Capitolo dell’Esistenza
di Amāl Zakaria
In questa luminosa meditazione sull’amore, la vita e l’essere, Amāl Zakaria dipinge l’esistenza stessa come un arazzo di desiderio, memoria e nostalgia. Ogni verso scorre come un battito del cuore, invitando il lettore a dimorare nello spazio sacro tra anima e mondo.
Quando sei assente, l’esistenza si dissolve.
La vita stessa svanisce nell’ombra.
Fin dalla primavera ho sorriso al volto di mia madre,
e mio padre le ha offerto il crogiolo dell’anima.
Mi sono immerso nella tua essenza come in un nettare sacro.
Ti ho cercato tra le sillabe della mia lingua e del mio gioco.
O prima lettera che hai inumidito la mia lingua,
il profumo della mia chiamata ha riempito l’aria.
Abbiamo corso d’amore fino al mio primo passo.
Ci siamo appoggiati al muro dell’eternità. Abbiamo bevuto il latte dei nostri antenati,
per vivere sotto il baldacchino dell’esistenza.
Nei tuoi occhi, leggo il capitolo dell’esistenza.
Attraverso i confini della mia immaginazione con te.
Sei la mia ispirazione senza limiti.
Mi riparo sotto il tuo cielo,
carico di nuvole,
gravido di canti d’immortalità.
Racconta lo stupore della terra,
quando le lacrime delle donne si asciugarono.
Da un arcobaleno, cantammo una melodia,
risvegliando venti carichi di desiderio
per i colori della mia infanzia rubata.
Tale fervore si leva, ribelle attraverso l’espansione.
O me stesso, perso eppure sveglio dopo ogni gloria,
che riposa sui margini dell’esistenza.
Vieni.
Ti parlerò
dello scintillio nei tuoi occhi sotto la mia ombra,
dello splendore del tuo viso nei miei contorni.
Cerco le dita della tua intimità,
per adornare il tuo polso con la mia mano stanca.
Per i sospiri del tuo tocco sul mio cuscino,
per i tremori delle tue audaci conquiste,
per la purezza del tuo respiro sullo specchio della mia visione.
Sento il richiamo del tuo desiderio tra le pieghe del mio desiderio,
e rispondo.
Corro con la femminilità immagazzinata prima della mia creazione,
versandola come fiumi fusi nelle tue vene.
Fonde il nucleo stesso del fuoco.
Bruciamo, e bruciamo,
fino alla fiamma,
torcendoci sulle braci del piacere.
Un abbraccio senza rimprovero.
O prati di passione, dipingimi con la tua primavera.
O compagna dell’ardore, versa il vino,
canta gli inni,
inebriami d’amore.
Bagnami nelle piogge del desiderio,
nel diluvio del nettare dell’amore,
allungando la vita in due vite.

Kassem Azzam, Surat al-Wujud: La femminilità manifestata nella teologia dell’amore e nella metafisica dell’unione con l’altro

Una lettura analitica e critica della poesia di Amal Zakaria:

Primo: Un’introduzione alla visione esistenziale:

Nella sua poesia “Surat al-Wujud”, la poetessa Amal Zakaria presenta una profonda esperienza poetica che trascende la cornice emotiva per raggiungere un orizzonte filosofico in cui il sé si fonde con l’altro e l’amore con l’esistenza. Fin dall’inizio, la poetessa stabilisce una profonda consapevolezza esistenziale che collega presenza e assenza, affermando:

“Quando sei assente, l’esistenza si dissipa / E la vita svanisce”. Questo inizio pone il lettore di fronte a un’equazione esistenziale il cui significato è che l’altro è la condizione per la percezione e il significato. Perché l’amore qui non è un’emozione sentimentale, ma piuttosto un atto cosmico che conferisce significato alla vita e riempie l’esistenza di spirito. Attraverso questa lente, la poesia emerge come una ricerca dell’essenza dell’essere attraverso l’esperienza dell’amore.

Secondo: L’infanzia e la ricerca dell’origine:

Nelle strofe iniziali, la poetessa evoca i ricordi d’infanzia, trasformandoli in un simbolo di inizio e purezza, e collegando la coscienza primordiale al linguaggio e all’amore. Dice:
“Ti cercavo tra il mio linguaggio e il mio gioco / O prima lettera che inumidisti la mia lingua”. Qui, l’amato diventa simbolo dell’origine primordiale, del linguaggio da cui il sé si forma e scopre la propria esistenza. In questa connessione tra infanzia e amore, la poetessa ridefinisce la relazione umana come una seconda nascita, in cui l’una si rinnova nell’altra, proprio come la primavera si rinnova nel ciclo della vita. Il testo assume così la forma di un viaggio circolare dall’infanzia alla coscienza, dalla ricerca alla realizzazione.

Terzo: L’amore come energia cosmica:

Nella seconda sezione della poesia, il ritmo emotivo si intensifica, diventando uno stato di ardore interiore, che la poetessa esprime in un linguaggio carico di simboli infuocati.





سُورةّ الوجودِ

آمال زكريا

حينِ غيابكّ يتبددْ الوجودْ
وتغيبُ الحياةَ
مذ ابتسمَ الربيعُ في وجهِ أمي
وأهداها ابي صُلب الروحِ
توضأتُ بكَ رحيقاً
كنتُ أبحثُ عنكَ بين لغتي و لعبي
يا أولَ حرفٍ بلَلَ لساني
عطّر فضاءَ ندائي
تسابقنا الحبّو حتى خطوتي الأُولى
أستندنا على جدارِ الأزلِ
رضعنا حليبَ الجدودِ
لنحيا في ظلالِ الوجودِ
كي اقرأ في عينيِكِ سورةَ الوجودِ
اعبرُ بكَ في خيالي الحدودِ
انت لي الهام  بلا حدودِ
أستظلُ بسمائكِ
المترعةِ بالغيمِ
الحبلى بأغنياتِ الخلودِ
تروي دهشةَ الأرضِ
إذ جفَتْ مدامعَ النساءِ
من قوسَ قزحٍ نرتلُ لحناً
توقظُ رياحاً أثقلها الحنينْ
لألوانِ طفولتي المسروقةَ
يالهفةٌ ثائرةً على طولِ المدى
يا أنا يا لي من تائهةٍ نامتْ بعدَ كل مجدِ
على الحدودِ.

تعالْ..
أحدثكَ
عن بريقِ عينيكِ في ظلي
عن أشراقةَ وجهكَ في تقاسيمي
أفتشَ عن أصابعِ ألفتكَ
ليزينَ معصمكَ جيدي المنهكِ
عن أهاتِ ربابتكَ في وسادتي
عن تقلباتْ ارتعاشاتكَ
وانت تُجازفَ في فتوحاتكِ
عن طهر لعابكَ وهو يمسحُ مرآةَ طيفي
فأسمعُ نداءَ شهوتكَ في ثنايا رغبتي
فألبِِي…..
مهرولةٌ بأنوثتي المدخرةَ قبلَ خِلّقي نطفةٍ
أسكبَها  براكين في عروقكَ
تَصهرُ بؤرةَ الحممِ
نحترقُ و نحترقْ
حتى اللهيبِ
نتلَوى على جمراتِ اللذةِ
عناقٌ دون عتابِ
يامروجَ الهوى لوِني ربيعي
يا نديمَ الغرامَ
صُبَ النبيذَ
رتلْ الأناشيدَ
اثملنّْي بالعشقِ
بللني بأمطارِ الهوى
فسكرةَ غيثَ الحبِ
تُطيلُ العمرُ عمرينَ

سُورةّ الوجودِ                                                       






The Chapter of Existence
by Amāl Zakaria
In this luminous meditation on love, life, and being, Amāl Zakaria paints existence itself as a tapestry of longing, memory, and desire. Each line flows like a pulse of the heart, inviting the reader to dwell in the sacred space between soul and world.
When you are absent, existence dissolves.
Life itself fades into shadow.
Since spring smiled upon my mother’s face,
and my father offered her the crucible of the soul.
I bathed in your essence like sacred nectar.
I sought you between the syllables of my language and my play.
O first letter that moistened my tongue,
fragrance of my calling filled the air.
We raced with love until my very first step.
We leaned upon the wall of eternity.
We drank the milk of our ancestors,
to live beneath the canopy of existence.
In your eyes, I read the chapter of existence.
I traverse the boundaries of my imagination with you.
You are to me inspiration without limits.
I shelter beneath your sky,
laden with clouds,
pregnant with songs of immortality.
It tells of the earth’s astonishment,
when the tears of women ran dry.
From a rainbow, we chant a melody,
awakening winds weighed with longing
for the colors of my stolen childhood.
Such fervor rises, rebellious across the expanse.
O self of mine, lost yet awake after every glory,
resting upon the edges of existence.
Come.
I shall speak to you
of the sparkle in your eyes beneath my shadow,
of the radiance of your face in my contours.
I search for the fingers of your intimacy,
to adorn your wrist with my weary hand.
For the sighs of your touch upon my pillow,
for the tremors of your daring conquests,
for the purity of your breath upon the mirror of my vision.
I hear the call of your desire within the folds of my longing,
and I respond.
I run with the stored femininity from before my creation,
pouring it like molten rivers into your veins.
It melts the very core of fire.
We burn, and burn,
even unto the flame,
twisting upon the embers of delight.
An embrace without reproach.
O meadows of passion, paint me with your spring.
O companion of ardor, pour the wine,
chant the hymns,
intoxicate me with love.
Bathe me in the rains of desire,
in the downpour of love’s nectar,
stretching life into two lifetimes.                                        Kassem Azzamسورة الوجود : أنوثة تتجلّى في لاهوت الحبّ وميتافيزيقا الالتحام بالآخر
قراءة تحليلية نقدية في قصيدة آمال زكريا :
أولاً: مدخل إلى الرؤية الوجودية :
تقدّم الشاعرة آمال زكريا في قصيدتها «سورة الوجود» تجربة شعرية عميقة تتجاوز الإطار العاطفي إلى أفق فلسفي تتماهى فيه الذات بالآخر، والحبّ بالوجود. منذ المطلع تؤسس الشاعرة لوعي وجودي حادّ يربط بين الحضور والغياب، فتقول:
«حينِ غيابكّ يتبددْ الوجودْ / وتغيبُ الحياةَ»
هذا الاستهلال يضع القارئ أمام معادلة وجودية مفادها أن الآخر هو شرط الإدراك والمعنى. فالحبّ هنا ليس انفعالاً وجدانيّاً بل هو فعل كونيّ يهب الحياة معناها، ويجعل الوجود ممتلئاً بالروح. من خلال هذا التصور، تتبدى القصيدة كبحث عن جوهر الكينونة من خلال تجربة العشق.
ثانياً: الطفولة والبحث عن الأصل :
تستعيد الشاعرة في مقاطعها الأولى ذاكرة الطفولة لتجعل منها رمزاً للبداية والنقاء، وتربط بين الوعي الأول واللغة والحبّ. تقول:
«كنتُ أبحثُ عنكَ بين لغتي و لعبي / يا أولَ حرفٍ بلَلَ لساني»
الحبيب هنا يتحول إلى رمز للأصل الأول، إلى اللغة التي منها تتخلّق الذات وتكتشف وجودها. في هذا الربط بين الطفولة والحبّ، تعيد الشاعرة تعريف العلاقة الإنسانية على نحو يجعلها ولادة ثانية، يتجدد فيها الإنسان بالآخر كما يتجدد الربيع في دورة الحياة. يتشكل النص إذن على هيئة رحلة دائرية من الطفولة إلى الوعي، ومن البحث إلى الاكتمال.
ثالثاً: العشق كطاقة كونية :
في القسم الثاني من القصيدة يتصاعد الإيقاع العاطفي ليغدو حالة احتراق داخلي، تعبّر عنها الشاعرة بلغة مشحونة بالرموز النارية

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Una poesia di Jamila Mazraani – Libano meridionale

Foto cortesia della poetessa Jamila Mazraani-Libano meridionale

Asserito

Asserito per la pace
Per la sicurezza
Per la riunione
E di armonia
Per il sorgere dell’ alba di un giorno puro
Incorona le colline e gli altipiani
Per il canto di una mattina limpida
E i sussurri di una brezza rugiadosa
che accoglie il sole
in mezzo al suo splendore
Asserito
Per i cuori con l’amore che fermenta tra le loro pieghe
dove le luci brillano nei suoi segreti
Di una mano che stringe la mano senza odio
dalle cui vene trasuda la bontà
Tesa senza limiti
di un sorriso puro
come una dolce sorgente
che  ti mostra il suo volto radioso di gioia
ai sussurri dei fiori
ricco di  nettare
sussurra alle farfalle
ballando al ritmo dei profumi
verso una luna liberata dalla prigionia
splendente negli angoli della bocca
Si sveglia con gli occhi tristi
per una pioggia generosa
che ravviva i respiri della vita
per la pupilla deliziosa dei miei occhi
che si rilassa sopra un cuscino di conforto
Ti addormenti nei sogni
E ti svegli a un festa!

Jamila Mazraani
Libano meridionale
Rihanna degli arabi


Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia -Italia

طاب مساؤك بالخير والعافية أستاذتي الحبيبة
آخر ما كتبت .ولم ينشر بعد
هل ينشر على أمازون؟ 

القصيدة

عَطَاشَى

عَطَاشَى للسَّلام
للأَمَان
للتَّلاقِي
والوِئَام
لانْبِلاجِ فَجْرٍ نَقيّ
يُكَلِّلُ الرُّبَى والهِضاب
لتَغْريدَةِ صُبْحٍ جَلِيّ
وَوَشْوَشاتِ نسيمٍ نَدِيّ
يُغازِلُ الشّمسَ
في غَمْرَةِ اللَّمَعان
عَطَاشَى
لقلوبٍ يَتَخَمَّرُ في ثَناياها الحُبّ
يُلَعْلِعُ في خَوابِيها الأَنوار
ليدٍ تُصافِحُ بلا أَحْقاد
يَرْشَحُ من عُروقِها الخير
مَبْسوطةٍ بلا ضفاف
لبسمةٍ صافية
كَسَلْسَبيلٍ عَذْبٍ
يُريكَ وَجْهَكَ بالفرحِ جَذْلان
لتَمْتَماتِ الزَّهْرِ
يَمُوجُ بالرَّحيقِ
يهمسُ للفَراشِ
تتراقصُ على وقْعِ الأَعْطار
لقمرٍ أُعْتِقَ من الأَسْرِ
يَتَلَأْلَأُ في رُبُوعِ المَآقي
يَفْقَأُ عُيُونَ الأَشْجان
لمَطْرةٍ سَخِيَّة
تُحْيِي أنْفاسَ الحياة
لِقَرَّةِ عَيْنٍ
تَهْنَأُ على وِسَادَةِ الرَّاحة
تَغْفُو على أَحْلام
وتَصْحُو على مِهْرَجان

جميلة مزرعاني
لبنان الجنوب
ريحانة العرب

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Una poesia della poetessa libanese Jamila Mazraani, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

La giornalista Donia Sahib-Iraq presenta, Umm Kulthum… uno spettacolo teatrale che riporta il tempo alla sua scenaScritto da: Naseer Shamma – Artista dell’UNESCO per la Pace

Foto cortesia di Naseer Shamma – Artista dell’UNESCO per la Pace

Umm Kulthum… uno spettacolo teatrale che riporta il tempo alla sua scena
Scritto da: Naseer Shamma – Artista dell’UNESCO per la Pace

Luogo: Città della Produzione Mediatica – Teatro
Data: Giovedì 13 novembre 2025

Non appena abbiamo superato il tavolo dei biglietti, è sembrato che non stessimo entrando in un teatro, ma attraversando la porta di un’epoca intera;
l’epoca di Umm Kulthum, con la sua gente, i suoi poeti, i suoi compositori e le sue estetiche che hanno formato la sensibilità di intere generazioni.
Un solo attimo è bastato perché lo spettatore tornasse all’età d’oro della canzone araba, a quelle origini in cui la passione si trasformò in identità e il talento in immortalità.

Uno spettacolo elegante… colmo di sensibilità e precisione
La pièce è giunta con un ritmo veloce, una struttura agile, aprendo costantemente le sue finestre sulle tappe più importanti della vita della signora Umm Kulthum, dai dettagli della sua infanzia fino all’apice della sua presenza nell’immaginario arabo.

L’opera non presenta soltanto una biografia artistica, ma offre uno stato completo che richiama la memoria di chi ha vissuto l’epoca della signora e dona a chi è venuto dopo una chiave per comprendere un fenomeno irripetibile.

Una scenografia che rianima la memoria sul palcoscenico
Il regista Ahmed Fouad ha guidato l’opera con evidente sicurezza tra documento e immaginazione, narrazione e simbolo.

La scenografia è stata parte integrante della storia stessa: una luce calibrata, movimenti precisi, un décor che tocca l’anima e brevi danze che hanno conferito allo spettacolo il suo ritmo particolare.

Ogni dettaglio ha svolto una funzione chiara: far vedere alla nuova generazione “Umm Kulthum” come se la vedesse per la prima volta — e permettere alla generazione più anziana di incontrare i propri ricordi senza che il loro eco cambiasse.

Tra i momenti più belli dello spettacolo vi sono quei monologhi in cui Umm Kulthum parla con la sua anima, in un legame magnifico tra due epoche, ponendo le domande dell’arte e dell’eternità con la voce del passato e quella del presente insieme.

L’interpretazione e la musica… un successo completo
La musica, gli arrangiamenti e le performance vocali sono apparsi ai massimi livelli di armonia e riuscita.
L’interpretazione del personaggio di Umm Kulthum sul palcoscenico è stata uno degli elementi più riusciti: un’energia recitativa e vocale capace di portare il peso e la responsabilità del personaggio.

L’intera opera è stata una proposta artistica nuova: quasi un’opera lirica dal carattere autenticamente arabo, dove testo, canto, musica, narrazione e danza si uniscono in una forma teatrale coesa e promettente.

Lo scrittore Medhat El-Adl ha donato al testo la sua energia e la sua anima, aprendo la porta a un grande gruppo di giovani talenti che appaiono per la prima volta, rivelandosi una scommessa riuscita e intelligente.




I nomi dei partecipanti (in ordine di apparizione)

Come riportato nel dossier dello spettacolo:

• Umm Kulthum (bambina): Malak Ahmed
• Umm Kulthum (adulta): Aseel Al-Jammal
• Ahmed Rami: Saeed Suleiman
• Mohammed Abdel Wahab: Ahmed Al-Haggar
• Monira Al-Mahdiyya: Lidia Luciano
• Riyad Al-Sunbati: Hani Abdel Nasser
• Mohammed Al-Qasabji: Youssef Salama
• Sheikh Abu Al-Ala Mohammed: Abed Ismail
• Huda, moglie di Ahmed Rami: Hadeer El-Sherif
• Ibrahim Al-Baltaji (padre): Omar Salah El-Din
• Sayyida Al-Baltaji (sorella): Manar El-Shazly
• Khaled Al-Baltaji (fratello): Ismail El-Sayed
• Baligh Hamdi: Fathi Nasser
• Mohammed Fawzi: Mohammed Amin
• Omar Al-Khayyam: Ahmed Abdel Aziz
• Il giornalista Mohammed Abdel Majeed: Osama Magdy
• Il giornalista Saleh Al-Sayed: Ahmed Mohsen
• Capo degli strumentisti: Hosni Robiel

Accanto a loro è emersa la presenza delle figure storiche che hanno costruito una parte fondamentale dei tratti della musica araba:
Ibrahim Al-Baltaji, Ahmed Rami, Mohammed Al-Qasabji, Riyad Al-Sunbati, Monira Al-Mahdiyya, Mohammed Abdel Wahab, Baligh Hamdi e Abu Al-Ala Mohammed.




Il momento finale… quando la macchina del tempo si è fermata

Lo spettacolo è terminato. Il pubblico ha applaudito a lungo.
Abbiamo applaudito molto… e le nostre emozioni precedevano le nostre mani.

E quando “Umm Kulthum” è salita nell’ultima scena, è sembrato che il tempo si fermasse un attimo per dire, con voce silenziosa:
“L’arte non invecchia… l’arte si eleva.”

Grazie di cuore all’amico Medhat El-Adl, autore e produttore dell’opera, alla famiglia El-Adl Group Studios e a tutta la squadra che ci ha restituito quello stato artistico di cui oggi abbiamo bisogno…
e che ha restituito a Umm Kulthum un po’ del suo cielo.

أم كلثوم… عرضٌ مسرحي يُعيد الزمن إلى خشبته
بقلم: نصير شمه – فنان اليونسكو للسلام

المكان: مدينة الإنتاج الإعلامي – المسرح
الزمان: الخميس 13 نوفمبر 2025

ما إن تجاوزنا طاولة التذاكر حتى بدا أننا لا ندخل مسرحاً، بل نعبر بوابة زمنٍ
كامل؛ زمن أم كلثوم، بأهله، وشعرائه، وملحّنيه، وجمالياته التي صنعت وجدان
أجيالٍ كاملة. لحظة واحدة كانت كافية ليعود المشاهد إلى العصر الذهبي للأغنية
العربية، إلى تلك البدايات التي تحوّل فيها الشغف إلى هوية، والموهبة إلى خلود.

عرضٌ رشيق… مفعم بالحسّ والدقة
المسرحية جاءت سريعة الإيقاع، رشيقة التكوين، تُفتح نوافذها باستمرار على أهم
محطات حياة السيدة أم كلثوم، من تفصيلة طفولتها الأولى إلى قمّة حضورها في
الوجدان العربي.

العمل لا يقدم سيرة فنية فحسب، بل يقدم حالة كاملة تستدعي ذاكرة من عاش زمن
السيدة، وتمنح من جاء بعدها مفتاحاً لفهم ظاهرة لا تتكرر.

سينوغرافيا تحيي الذاكرة على الخشبة
قاد المخرج أحمد فؤاد العمل بثقة واضحة بين الوثيقة والخيال، وبين الرواية
والرمز.

السينوغرافيا كانت جزءاً من الحكاية نفسها: ضوء محسوب، حركة دقيقة، ديكور
يلمس الروح، ورقصات قصيرة منحت العرض إيقاعه الخاص.

كل تفصيلة أدت وظيفة واضحة: أن يرى الجيل الجديد “أم كلثوم” كما لو يراها
للمرة الأولى — وأن يلتقي الجيل القديم بذكرياته دون أن يتغير صداها.

ومن أجمل ما في العمل تلك المونولوجات التي تتحدث فيها أم كلثوم مع روحها،
في ربط بديع بين زمنين، يطرح أسئلة الفن والخلود بصوت الماضي وصوت
الحاضر معاً.

الأداء والموسيقى… نجاحٌ متكامل
ظهرت الموسيقى والتوزيعات والأداءات الصوتية في أعلى درجات التوفيق، وكان
تجسيد شخصية أم كلثوم على الخشبة من أبرز عناصر النجاح؛ طاقة تمثيل وغناء
استطاعت حمل ثقل الشخصية ومسؤوليتها.

العمل كله كان اقتراحاً فنياً جديداً: ما يشبه أوبرا ذات طابع عربي أصيل، حيث
يجتمع النص، والغناء، والموسيقى، والحكاية، والرقصات في قالب مسرحي
متماسك وواعد.

وقد منح الكاتب مدحت العدل النص طاقته وروحه، وفتح الباب أمام مجموعة
كبيرة من المواهب الشابة التي تظهر لأول مرة، فكان رهاناً ناجحاً وذكياً.




الأسماء المشاركة (حسب الظهور)

كما وردت في ملف المسرحية:

• أم كلثوم (صغيرة): ملك أحمد
• أم كلثوم (كبيرة): أسيل الجمل
• أحمد رامي: سعيد سليمان
• محمد عبد الوهاب: أحمد الحجار
• منيرة المهدية: ليديا لوتشيانو
• رياض السنباطي: هاني عبد الناصر
• محمد القصبجي: يوسف سلامة
• الشيخ أبو العلا محمد: عابد إسماعيل
• هدى زوجة أحمد رامي: هدير الشريف
• إبراهيم البلتاجي (الأب): عمر صلاح الدين
• سيدة البلتاجي (الأخت): منار الشاذلي
• خالد البلتاجي (الأخ): إسماعيل السيد
• بليغ حمدي: فتحي ناصر
• محمد فوزي: محمد أمين
• عمر الخيام: أحمد عبد العزيز
• الصحفي محمد عبد المجيد: أسامة مجدي
• الصحفي صالح السيد: أحمد محسن
• زعيم الآلاتية: حسني روبيل

وإلى جانبهم برز حضور الشخصيات التاريخية التي صنعت جزءاً كبيراً من
ملامح الموسيقى العربية:
إبراهيم البلتاجي، أحمد رامي، محمد القصبجي، رياض السنباطي، منيرة المهدية،
محمد عبد الوهاب، بليغ حمدي، وأبو العلا محمد.




لحظة الختام… حين توقفت آلة الزمن

انتهى العرض. صفق الجمهور طويلاً.
صفقنا كثيراً… وكانت مشاعرنا تسبق أيدينا.

وحين صعدت “أم كلثوم” في المشهد الأخير، بدا وكأن الزمن توقف لحظة ليقول
السيدة:

“الفن لا يشيخ… الفن يعلو.”

شكراً من القلب للصديق مدحت العدل مؤلف العمل ومنتجه، ولأسرة العدل جروب
ستديـوز، ولكل الفريق الذي أعاد لنا تلك الحالة الفنية التي نحتاجها اليوم… وأعاد لأم كلثوم بعضاً من سمائها.

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Mohamed Rahal dall’Algeria condivide: ” 201 documentari, 86 film internazionali e 35 film d’animazione eleggibili per gli Oscar 2026″.

Foto cortesia condivisa da Mohamed Rahal – Algeria

 201 documentari, 86 film internazionali e 35 film d’animazione eleggibili per gli Oscar 2026

Mohammad Rahal ✍️:

L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha annunciato che 201 documentari, 86 film internazionali e 35 film d’animazione sono eleggibili per gli Oscar di questa stagione, rispettivamente nelle categorie Miglior Documentario, Miglior Lungometraggio Internazionale e Miglior Lungometraggio d’Animazione.

L’unica volta in cui un numero maggiore di documentari è stato ritenuto eleggibile – 238 film – è stato l’anno in cui la pandemia ha esteso il periodo di eleggibilità da 12 a 14 mesi (dal 1° gennaio 2020 al 28 febbraio 2021), e sono stati presi in considerazione anche i documentari non ancora usciti nelle sale.

La rosa dei documentari ammissibili di quest’anno include titoli che hanno dominato i precedenti premi della Documentary Film Society, come *The Perfect Neighbor* e *Tropical Apocalypse* di Netflix, *Come Look at Me in the Light* di Apple e *Orwell: 2 + 2 = 5* di Neon.

La lista include anche due film acclamati di registi famosi sui loro genitori: *My Mother Jane* della HBO e *Steller & Myra: Nothing Is Lost* della Apple, diretti rispettivamente da Mariska Hargitay e Ben Stiller.

Ci sono anche diversi film che affrontano i recenti disordini in Medio Oriente, tra cui *Ripped: The Israeli-Palestinian Poster War in the Streets of New York City* di Hemdale/Metallux, *Coexistence*, *My Ass!*, *Carrying Liat* e *Put Your Soul in Your Hands and Walk*.  L’elenco dei film internazionali ammissibili include cinque film acclamati dalla critica e distribuiti negli Stati Uniti da Neon, il finanziatore di Parasite, tutti candidati con buone probabilità: Sentimental Value dalla Norvegia, The Secret Agent dal Brasile, No Other Choice dalla Corea del Sud, Sirāt dalla Spagna e It Was Just an Accident dalla Francia.

It Was Just an Accident, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes, è stato diretto da Jafar Panahi, un regista iraniano, ma non offre un’immagine positiva del Paese. Di conseguenza, l’Iran ha presentato il meno noto Cause of Death: Unknown, mentre la Francia ha presentato un “minor accident”, dato che una parte significativa del finanziamento del film è stata francese.

Un altro Paese con una candidatura interessante è il Giappone (Kokoho, prodotto da GKIDS, un film sugli artisti kabuki, che ora è il film non animato con il maggior incasso di tutti i tempi). Iraq (“The President’s Cake” di Sony Classics ha vinto due premi a Cannes);  Belgio (“Young Mothers” dei Music Box, di Jean-Pierre e Luc Dardenne, potrebbe essere la loro prima nomination all’Oscar nella loro illustre carriera); e Taiwan (“Left-Handed Girl” di Netflix, co-sceneggiato dal premio Oscar Sean Baker per “Anora”).

Nel frattempo, almeno tre paesi hanno presentato documentari premiati per il Miglior Documentario Internazionale: Ucraina (“2,000 Meters to Andriyivka” della PBS, un documentario sulla battaglia di un’unità ucraina per riconquistare una città dagli invasori russi, diretto da Mstislav Chernov, che aveva vinto l’Oscar per il Miglior Documentario due anni prima); Macedonia del Nord (“The Story of Silian” del National Geographic, della regista Tamara Kotevska, il cui film del 2019 “Honeyland” è stato candidato all’Oscar come Miglior Documentario Internazionale); e Danimarca (Mr. Nobody Against Him, un film sugli sforzi propagandistici di Vladimir Putin, che è ancora in attesa di distribuzione negli Stati Uniti).

La selezione di film d’animazione include successi di grande successo come “Demon Slayer: Castle of Infinity” di Crunchyroll, attualmente il film giapponese con il maggior incasso di tutti i tempi, il film internazionale con il maggior incasso di tutti i tempi negli Stati Uniti e il quinto film con il maggior incasso del 2025; successi dello streaming come “K-Pop Demon Hunters” di Netflix, attualmente il film più visto sulla piattaforma di streaming; acclamati film indipendenti come “Arco” di Nyon, un film francese acclamato dalla critica i cui produttori includono Natalie Portman; e film molto attesi come “Zootropolis 2” della Disney.

Le categorie documentari e film internazionali saranno selezionate prima delle nomination, mentre la categoria film d’animazione sarà nominata direttamente.

La votazione per le shortlist si svolgerà dall’8 al 12 dicembre 2025 e le shortlist saranno annunciate il 16 dicembre.

La votazione per le candidature in tutte le categorie si svolgerà dal 12 al 16 gennaio 2026 e le candidature saranno annunciate il 22 gennaio 2026.

 201 Documentaries, 86 International Films, and 35 Animated Films Eligible for the 2026 Oscars

Mohammad Rahal ✍️:

The Academy of Motion Picture Arts and Sciences announced that 201 documentaries, 86 international films, and 35 animated films are eligible for this season’s Oscars in the categories of Best Documentary Feature, Best International Feature Film, and Best Animated Feature, respectively.

The only time a larger number of documentaries were deemed eligible—238 films—was the year the pandemic extended the eligibility period from 12 to 14 months (from January 1, 2020, to February 28, 2021), and documentaries that had not yet been released in theaters were considered.

This year’s shortlist of eligible documentaries includes titles that have dominated previous Documentary Film Society awards, such as Netflix’s *The Perfect Neighbor* and *Tropical Apocalypse*, Apple’s *Come Look at Me in the Light*, and Neon’s *Orwell: 2 + 2 = 5*.

The list also features two acclaimed films by celebrity directors about their parents: HBO’s *My Mother Jane* and Apple’s *Steller & Myra: Nothing Is Lost*, directed by Mariska Hargitay and Ben Stiller, respectively.

There are also several films addressing recent unrest in the Middle East, including Hemdale/Metallux’s *Ripped: The Israeli-Palestinian Poster War in the Streets of New York City*, *Coexistence*, *My Ass!*, *Carrying Liat*, and *Put Your Soul in Your Hands and Walk*. The list of eligible international films includes five critically acclaimed films distributed in the US by Neon, the backer of Parasite, all of which are likely to receive nominations: Sentimental Value from Norway, The Secret Agent from Brazil, No Other Choice from South Korea, Sirāt from Spain, and It Was Just an Accident from France.

It Was Just an Accident, which won the Palme d’Or at the Cannes Film Festival, was directed by Jafar Panahi, an Iranian filmmaker, but it doesn’t portray a positive image of the country. Consequently, Iran submitted the less well-known Cause of Death: Unknown, while France submitted a minor accident, given that a significant portion of the film’s financing was French.

Another country with an interesting nomination is Japan (Kokoho, produced by GKIDS, a film about Kabuki artists, which is now the highest-grossing non-animated film of all time). Iraq (Sony Classics’ “The President’s Cake” won two awards at Cannes); Belgium (Music Box’s “Young Mothers,” by Jean-Pierre and Luc Dardenne, could be their first Oscar nomination in their illustrious careers); and Taiwan (Netflix’s “Left-Handed Girl,” co-written by Oscar winner Sean Baker for “Anora”).

Meanwhile, at least three countries submitted award-winning documentaries for Best International Documentary: Ukraine (PBS’s “2,000 Meters to Andriyivka,” a documentary about a Ukrainian unit’s battle to retake a city from Russian invaders, directed by Mstislav Chernov, who won the Oscar for Best Documentary two years prior); North Macedonia (National Geographic’s “The Story of Silian,” by director Tamara Kotevska, whose 2019 film “Honeyland” was nominated for an Academy Award for Best International Documentary Feature); and Denmark (Mr. Nobody Against Him, a film about Vladimir Putin’s propaganda efforts, which is still seeking distribution in the United States).

The animated film lineup includes blockbuster hits like Crunchyroll’s “Demon Slayer: Castle of Infinity,” now the highest-grossing Japanese film of all time, the highest-grossing international film of all time in the US, and the fifth highest-grossing film of 2025; streaming hits like Netflix’s “K-Pop Demon Hunters,” now the most-watched film on the streaming platform; acclaimed independent films like Nyon’s “Arco,” a critically acclaimed French film whose producers include Natalie Portman; and highly anticipated films like Disney’s “Zootopia 2.”

The documentary and international film categories will be shortlisted before nominations, while the animated film category will be nominated directly.

Voting on the shortlists will take place from December 8 to 12, 2025, and the shortlists will be announced on December 16.

Voting on nominations in all categories will take place from January 12 to 16, 2026, and the nominations will be announced on January 22, 2026

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Foto cortesia condivisa da Mohamed Rahal dall’Algeria

Orlando Simiele :Registrato nell’ Albo d’ Oro ” Principe della Poesia, Poeta di Fama Internazionale e Senatore Accademico d’ Onore”

Foto cortesia di Orlando Simiele

Orlando Simiele :
Registrato nell’ Albo d’ Oro
” Principe della Poesia,
Poeta di Fama Internazionale
e Senatore Accademico d’ Onore”








Esiste una perla rara , ovvero ” Giovanni Formaggio “, Principe Nobiliare, Poeta, scrittore e soprattutto  persona del ” massimo onore” . Sapete? La sua Casata  è antichissima ed è riconosciuta da tutti i tribunali Nobiliari Internazionali e apparteneva alla nobiltà di Aosta , dove tutt’ oggi esiste nella cinta muraria la Tour Fromage, ” Torre Formaggio ” , utilizzata dalla Città per mostre , convegni ecc… Inoltre, Giovanni Formaggio , è Cavaliere della Repubblica Italiana , Membro Onorario  dei Cavalieri della Repubblica , Cittadino Onorario di Asigliano Veneto (paese natio) , Cittadino Benemerito di Canegrate (dove risiede) , Colonnello Onorario dello Stato del Kentucky (USA) .È soprattutto un gran poeta e scrittore.  Per quanto riguarda la poesia , ha ottenuto circa* 300* premi in tutto il mondo e i suoi magnifici versi sono stati  incisi su bronzo nel Comune di Pero (MI), le sue poesie sono state  tradotte in francese, spagnolo, portoghese, rumeno, ungherese e in dialetto Veneto e riportate su svariate antologie e vengono insegnate persino  in diverse scuole primarie e portate alle tesi scolastiche.  Inoltre , è  Presidente di una prestigiosa  Associazione ” La Lanterna “situata a Canegrate ( MI ) dove sono stato inserito nell’ Albo d’Oro ,dato l’ Altissimo valore morale, sociale e umano che si denotano nei miei versi e quindi premiato del titolo di ” Principe della Poesia e Poeta di Fama Internazionale “.Sono particolarmente onorato di avere ricevuto questo titolo così ambito.Il mio cuore trabocca di gioia.
Che dire! Sotto quest’ultimo aspetto siamo ,viviamo in simbiosi…
Sì, la poesia, la letteratura, incorporate alla radicata stima,all’innata amicizia  ci legano nel massimo rispetto quotidianamente, tremendamente…
Poi ,successivamente sono stato premiato sempre con la medesima  Associazione ” La Lanterna “, con il titolo massimo Accademico di ” Senatore Accademico d’ Onore “per gli altissimi meriti poetici e letterari.
Recentemente sono stato  selezionato proprio dalla sua persona entrando a far parte dell’ Unione Nazionale  Insigniti al Merito della Repubblica Italiana ( UNIMRI ) come socio Simpatizzante , altrettanto una rinomata e riconosciuta Associazione di cui ringrazio profondamente anche il Presidente Nazionale ” Gianni Porcaro “.
È proprio vero ! Esistono sorti di magie che viaggiano nell’aria e si trasformano nella realtà di certi valori come questi…legami  che saranno per sempre indelebili…
Sì, è così…valori indissolubili oltre il tempo…
Questi, rappresentano uno scrigno prezioso e radioso che custodiro’  sempre nel mio cuore e nella mia mente  e ne sarò sempre riconoscente “.

Di  Orlando Simiele

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