Foto screenshot dell’ inizio del programma Alla ricerca della vera bellezza con Pietro La Barbera, Elisa Mascia e Konstantinos Fais
Biografia:
Konstantinos N. Fais è un artista, ricercatore e autore Greco. Nato nel 1987 nella città di Ioannina in Grecia, ha studiato presso il Dipartimento di Ingegneria Civile del Politecnico di Bari in Italia (POLIBA), mentre nel 2016 ha ottenuto un certificato di specializzazione in Amministrazione Finanziaria e Gestione di Unità presso il Dipartimento di Economia dell’ Università di Ioannina. È autodidatta e il suo lavoro artistico è legato alla Storia e al settore marittimo e dal 2017, studiando la Letteratura greco-romana e attraverso alcune attività, cerca di trasmettere l’ evoluzione della Civiltà umana, concentrandosi sulla Grecia e sul Mediterraneo. È un artista Masterclass dell’ UNESCO e dell’ International Action Art Fair, partner culturale dell’ HERMES Expo International e dell’ Hellenic News of America dagli USA e detiene il titolo di “Distinguished Scholar” nell’ International Academy of Ethics in India (IAE). La sua scultura ‘’Smilodon of Uruguay’’ è diventata famosa a livello internazionale nel 2021 e inoltre ha opere d’ arte nel metodo PIAF per i non vedenti. Avendo un interesse molto profondo per il mito greco di Eracle, compreso il suo equivalente Romano Ercole e le altre sue versioni correlate in altre civiltà del Mediterraneo (Ercole, Ogmia, Ogmio, Melqarth, Gilgamesh e anche oltre), negli ultimi cinque anni e’ stato concentrato sulle sue informazioni biografiche studiando tutti i riferimenti della letteratura antica Greca, Romana e Bizantina, oltre a quelli dell’ epoca rinascimentale e degli accademici moderni. Per questo motivo sta conducendo una campagna, chiamata “Via di Eracle”, avendo come ispirazione, il Port Hercule nel Principato di Monaco.
1. In che modo la tua identità greca influenza la tua visione artistica nel mondo contemporaneo?
Mi influenza in modo assoluto, quasi irreale. Nel senso che ha una tale influenza sul mio temperamento che mi considero un anello intermedio nel passaggio da allora a oggi. Cerco quindi di stare in equilibrio in modo responsabile, cercando di trasmettere la loro conoscenza e gloria nel modo più neutrale possibile. Lo ritengo un dovere nei confronti delle vecchie generazioni e quelle del futuro.
2. Cosa significa per te creare arte in un paese intriso di memoria storica e mitologia?
Innanzitutto, vorrei dire che entrambi gli ambiti, mitologia e storia, hanno per me un carattere particolare. La mitologia è stata creata sulla base di eventi e fenomeni naturali e persone reali.
-Guerra di Troia, uno dei più grandi eventi geopolitici del mondo antico e punto di riferimento cronologico della mitologia greco-romana,
-Campagna argonautica, cioè l’ azione di prospezione e di estrazione mineraria nel Mar Nero
-Eroi epici e la loro genealogia. Ercole e il suo raggio d’azione, Achille, il ritorno di Odisseo…
-tutti questi capitoli contengono per me un nucleo storico, che ci fornisce informazioni sulla preistoria dei Greci in modo allegorico.
-Poi la storia registrata a sua volta, cioè dall’ 800 a.C. in poi, dal secolo omerico in poi, ci insegna a tutti i livelli sia le conquiste dei nostri antenati sia i loro errori.
-Per tutti questi motivi, quindi, per me è senza dubbio una forma di magia. Una sorta di iniziazione a un altro meccanismo sociale, con altri valori e ideali, ma che è stato la base per l’odierno.
-Fonte di ispirazione davvero inesauribile, la leterratura grecoromana e suoi artifici sia la mitologia che la storia registrata, sono posseduto dal fascino di catturare i culti dei miei antenati, culti che hanno plasmato la storia del mondo in misura molto grande. Si noti che l’ Odissea, dopo un sondaggio della stazione televisiva britannica BBC del 2018, è stata nominata il miglior racconto letterario di tutti i tempi nella storia dell’umanità stessa.
3. Ti senti in conflitto tra il peso del passato e l’urgenza del presente nella tua pratica artistica?
Sì, la verità è che… i tempi sono cambiati molto da allora in termini di percezione del nostro patrimonio e ciò che mi spaventa della cultura greco-romana nel suo complesso è che le generazioni moderni non mostrano lo stesso interesse per la sua promozione. È questo che sto cercando di fare, colmare questo divario nel campo dell’ informazione attraverso la mia arte, che ha chiaramente una forte base scientifica e di ricerca.
4. Qual è il ruolo del trauma collettivo – storico o attuale – nella tua produzione?
Innanzitutto, va detto che il trauma collettivo dà forma alla memoria collettiva, che nel corso della storia è stata usata innumerevoli volte per controllare e plasmare la direzione di popoli interi. Dall’antichità ai giorni nostri. Nel mio caso, il mio amore per la cattura del passato distante è ben radicato, è qualcosa che in genere faccio dall’ età di 5 anni. Tuttavia, ho vissuto questo processo emotivo anche quando ero ancora in Italia, allo scoppio della crisi finanziaria. Immagino ricordate che la Grecia era uno dei paesi al centro di questa situazione. Questa messa in discussione della cultura greca a più livelli mi ha stimolato intensamente e alla fine mi ha portato a quello che sto facendo oggi, ovvero immortalare l’eredità dei miei antenati proprio per contribuire a mia volta alla sua promozione. Pertanto, è stato probabilmente il trauma collettivo che alla fine, anche se in modo informale, ha contribuito alla nascita della mia attività culturale.
5. Come trasformi la tensione tra bellezza classica e disincanto moderno nella tua opera?
Sarò sincero con lei, non la trasformo, nel senso che insisto sulla bellezza arcaica in quanto tale, che considero autentica al massimo grado. La trasferisco da allora a oggi, cerco di trasferire la sua forza filosofica all’oggi. Significa rompere questo incolore, impersonale e industriale tipo del’ arte che prevale in molti casi. Eliza, l’arte arcaica e successivamente quella classica della civiltà greca e più in generale quella greco-romana, sono il distillato di una transizione culturale dell’uomo dall’età del ferro ai cosiddetti e Secoli Oscuri o’ Eta’ den Ferro. Stiamo parlando del periodo che va dalla caduta dell’ Età del Bronzo, nel XII secolo a.C., all’VIII secolo a.C.. In altre parole, stiamo parlando di un’ intera filosofia di vita: gli uomini di quel periodo, a causa della mancanza di beni, furono costretti a scoprire il loro potere spirituale e in seguito a esprimerlo attraverso la letteratura e l’architettura. Naturalmente sono favorevole all’evoluzione… Non nego che ci siano forme di filosofia e contemplazione nell’arte moderna. Voglio dire che la trasferisco puramente da allora a oggi, sotto una prospettiva pragmatica.
6.Qual è la tua posizione sull’esilio, volontario o imposto, come condizione dell’artista?
Per me non c’è questa domanda, cioè non credo che ci debba essere una prospettiva di scelta per la carriera di un artista. Anche perché ho risieduto in Italia per 7 anni, questo non ha influito sul mio temperamento artistico. In generale, un artista dovrebbe avere una base, una sede… per sviluppare le sue idee e i suoi vari progetti. Al di là di questo, è chiaramente necessario agire al di fuori dei confini, di persona o attraverso la tecnologia, ma l’esilio è un altra casa.
7.Credi che l’arte possa ancora generare catarsi, come nell’antico teatro greco?
Per cominciare, la catarsi avveniva soprattutto nelle tragedie, e in alcuni casi la carica emotiva era così forte che gli spettatori si rifiutavano di finire di guardarla, quindi il teatro, la rappresentazione dal vivo ha un potere. Inoltre, in molte circostanze lo spettatore osserva la propria realtà da una prospettiva esterna ed è sottoposto a una psicoterapia indiretta. Cioè, rivive esperienze di sofferenza e dolore. Aristotele ha posto particolare enfasi sulla catarsi attraverso la tragedia. La catarsi, nel teatro dei tempi moderni, è un fenomeno molto raro perché la vita umana si è evoluta in uno stato complesso e inoltre è richiesta la corrispondente qualità dell’attività teatrale che, devo ammettere, è ben lontana da quella antica. Ma l’arte in generale, ovviamente credo che possa portare una catarsi dentro di noi… oltre a molti altri benefici, come la consapevolezza di sé e il miglioramento della comunicazione. Inoltre, l’arte visiva, è 4 volte più antica dell’età della civiltà umana. Le prime pitture rupestri che riflettono esattamente la vita degli esseri umani e le loro ansie risalgono a 40.000 anni fa, mentre la rivoluzione agricola, quindi l’invenzione della civiltà, risale a 12.000 anni fa. In altre parole, l’arte precede il ragionamento umano avanzato.
8.Cosa resta sacro per te nell’atto del creare, in un’epoca che sembra desacralizzare tutto?
Ma di mantenere il più possibile inalterate le informazioni della letteratura greco-romana, nel processo di visualizzazione dell’idea sulla carta e nello spazio. Cioè, rispettare gli scritti dei nostri antenati in modo tale che, come ho detto prima, io possa essere considerato una fonte affidabile di trasmissione di informazioni e stimoli. Voglio anche astenermi da cornici politiche e fanatismi, che non rientrano nella promozione della cultura.
9- Hai scelto il personaggio di Ercole, come base fondamentale per la tua ricerca e azione. Puoi spiegarci il perche’?
Ercole, il figlio di Alcmene, un mito che risale a 3000 anni fa, era venerato come un dio sceso in Terra per aiutare gli uomini, e sulla via sacra a lui dedicata nessuno poteva subire ingiustizie. Si chiamava Herkle per gli Etruschi, Eracles per gli abitanti della Magna Grecia, Hercules fra i Romani. Si tratta dell’eroe pio glorioso nella mitologia. Lo dimostrano una serie di fatti che non ritroviamo in quasi nessun altro eroe, o alcuni di essi non in questo grado, ossia:
1) Il suo raggio d’ azione che. Dalle coste a ovest delle Colonne Erculeane all’ India e dagli Iperborei alla Libia,cioè al Nord Africa.
2) È l’ unico eroe che si è trasferito nell’ Ade, catturando il Cerbero. poi ha salvato Alcestis combattendo Caronte stesso e poi ha salvato un altro eroe, Ateniese questa volta, Teseo. E alla fine raggiunge l’ Olimpo e vive con gli altri Olimpi. In altre parole, è l’unico ad essere stato divinizzato.
3) Partecipò alla Gigantomachia (Guerra deiGiganti).
4) Fu introdotto nella mitologia romana.
5) Anche con la transizione dalle religioni antiche al cristianesimo, fu un modello di ippotismo e moralità durante il Medioevoe il Rinascimento.
6) Tradizionalmente, era considerato il progenito re di intere nazioni e dinastie reali. Come i Celti.
7) Diede il suo nome a numerose città e porti delbacino del Mediterraneo, del Mar Nero e del Vicino Oriente.
8) Molti eventi della sua vita furono collegati all’ astronomia, per esempio la formazione della Via Lattea, e la costellazione di Ercole. 9) E’ stato correlato con la rivoluzione dell’ ideale Atletico che ha dato origine all’istituzione dei Giochi Olimpici, essendo lui stesso iI loro fondatore
La decima fatica, la cattura dei bestiami di Gerione,nell’isola di Erizia a penisola iberica, ha creato la famosa Via di Ercole che partiva dalla penisola Iberica, arrivò sui Pirenei, I quali a proposito furono costruiti proprio dall’ eroe, e da lì alla Liguria. Lì si scontrò con due briganti, figli di Poseidone, costruì un porto di importanza strategica proprio li, il famoso Hercules Portus Monoeci ed un santuario pure. Ercole di lì valicò le Alpi e entrò nella penisola Italiana. Proseguì in Etruria e si fermò sulle rive del Tevere, dove, ospite del re Evandro, uccise il mostruoso Caco. Nel contesto della letteratura romana, Ercole ha il compito di rendere abitabile il sito di Roma. Proprio su quel terreno e’ stata preparata la fondazione della Roma stessa. Da lì arrivava in Sicilia.
La Via di Eracle in pratica, collega Gades (Cadice in Spagna moderna) con la città di Roma, una via sacra e piena di santuari. Dal 230 a.C. in poi, Roma raffigurò Ercole sulle sue monete di bronzo. Oltre ad Augusto, ci furono altri imperatori che cercarono di associarsi all’eroe. Traiano coltivò con cura una stretta relazione tra sé e l’eroe, Adriano emise un gran numero di monete raffiguranti Ercole, Commodo ha mobilitato tutti i mezzi per presentarsi come il nuovo Ercole.
Ercole unisce gli stati
“Ercole”
Semidio,
Sei nato con una volontà d’acciaio fin da bambino.
Non conquistò il potere.
Gli è stato dato in un respiro
Scoperto fin da piccolo
Quell’avventura era nel suo codice
Una voce interiore lo chiamava a scoprire la sua strada.
Via Irakleous,
C’era una volta in cui conosceva l’amore
E’ stato dato,
Divenne più coraggioso,
Ecco il compito
Più grande
I 12 atleti lo chiamavano
per tornare indietro sul sentiero.
dove non c’era passato,
Nessun futuro,
Solo il presente
in un movimento costante
per unire la Terra e il Cielo…
©®Eva Petropoulos Lianos
………
2 -L’OMBRA DEL LEONE
Zervas
Maja Milojkovic
(Tradotto dal serbo)
Vestito con la pelle di leone, sta immobile,
il suo sguardo: un fuoco che arde attraverso i secoli.
Nella sua presa il mondo trema,
eppure il suo cuore parla solo in silenzio.
Non un eroe, ma un’ombra di sfida,
né dio, né uomo senza strada.
In ogni tendine — una ferita nascosta,
nel suo sorriso — il crepuscolo di un tempo.
Ha portato il peso che il mondo gli ha conferito,
ma non lasciare mai che i suoi sogni si corrodano.
Per Eracle non è solo forza —
egli è la fiamma che percorre il cammino oscuro.
3- Ercole, figlio di Zeus
E la mortale Alcmena,
Le donne aggraziate sono le più belle.
L’epoca.
Semidio soprannaturale
Forze e passioni, amate dagli dei,
Tranne i jjubone Qui, che sono
Il bambino è stato portato in adozione fraudolentemente
Mentre dormiva.
Il ragazzo è forte.
Le tirò il latte, così che
partorì con un grido e dal latte versato,
Si sta creando una via lattea, qualcuno ha assaggiato il latte
Il suo latte e così lui la ottiene, un sogno bellissimo.
Il parente malvagio Euristeo dà
i miei dodici compiti difficili
Il quale il semidio Rissio, armato d’arco,
E con una freccia, una clava d’ulivo
Vestito con la pelle impenetrabile di un Nemeo
Lava. Dopo tutte le imprese, gli dei
lo portano all’Olimpo e sposano la figlia di Era Ebom.
Con la costellazione di Ercole, è la quinta più grande nel cielo.
Melita Mely Ratkovic
Disegno Schizzo
Konstantinos Fais
Progetto
Sulle tracce di Eracle
Biografía:
Konstantinos N. Fais es un artista, investigador y autor griego. Nacido en 1987 en la ciudad de Ioannina en Grecia, estudió en el Departamento de Ingeniería Civil de la Universidad Politécnica de Bari en Italia (POLIBA), mientras que en 2016 obtuvo un certificado de especialización en Administración Financiera y Gestión de Unidades en el Departamento de Economía de la Universidad de Ioannina. Es autodidacta y su obra artística está relacionada con la Historia y el sector marítimo y desde 2017, estudiando Literatura Grecorromana y a través de algunas actividades, intenta transmitir la evolución de la civilización humana, centrándose en Grecia y el Mediterráneo. Es Artista Masterclass de la UNESCO y de la Feria Internacional de Arte de Acción, Socio Cultural de HERMES Expo International y Hellenic News of America de EE.UU. y posee el título de “Académico Distinguido” en la Academia Internacional de Ética de la India (IAE). Su escultura “Esmilodón del Uruguay” se hizo famosa internacionalmente en 2021 y también tiene obras del método PIAF para ciegos. Teniendo un profundo interés en el mito griego de Hércules, incluyendo su equivalente romano Hércules y sus versiones relacionadas en otras civilizaciones mediterráneas (Hércules, Ogmia, Ogmio, Melqarth, Gilgamesh e incluso más allá), en los últimos cinco años se ha centrado en su información biográfica estudiando todas las referencias en la literatura griega, romana y bizantina antigua, así como las de la época del Renacimiento y la academia moderna. Por este motivo, está llevando a cabo una campaña, llamada “Via di Ercole”, inspirándose en el Puerto Hércules del Principado de Mónaco.
1. ¿Cómo influye tu identidad griega en tu visión artística en el mundo contemporáneo?
Me afecta de una manera absoluta, casi irreal. En el sentido de que tiene tal influencia en mi temperamento que me considero un eslabón intermedio en la transición de entonces a hoy. Así que trato de equilibrarlo responsablemente, tratando de transmitir su conocimiento y gloria de la manera más neutral posible. Lo considero un deber hacia las generaciones mayores y las del futuro.
2. ¿Qué significa para usted crear arte en un país lleno de memoria histórica y mitología?
En primer lugar, me gustaría decir que ambos campos, la mitología y la historia, tienen para mí un carácter particular. La mitología se creó basándose en acontecimientos y fenómenos naturales y personas reales.
-Guerra de Troya, uno de los mayores acontecimientos geopolíticos del mundo antiguo y un punto de referencia cronológico en la mitología grecorromana,
-Campaña argonáutica, es decir, la acción de prospección y minería en el Mar Negro.
-Héroes épicos y su genealogía. Hércules y su cordillera, Aquiles, el regreso de Odiseo…
-Todos estos capítulos contienen para mí un núcleo histórico, que nos proporciona información sobre la prehistoria de los griegos de forma alegórica.
-Luego se registró la historia misma, es decir, a partir del año 800 a.C. en adelante, a partir del siglo homérico, nos enseña a todos los niveles tanto las conquistas de nuestros antepasados como sus errores.
-Por todas estas razones pues, para mí es sin duda una forma de magia. Una especie de iniciación a otro mecanismo social, con otros valores e ideales, pero que fue la base hasta el día de hoy.
-Una fuente de inspiración verdaderamente inagotable, la literatura grecorromana y sus artificios, tanto la mitología como la historia registrada, estoy poseído por la fascinación de capturar los cultos de mis antepasados, cultos que han dado forma a la historia del mundo en gran medida. Cabe señalar que La Odisea, después de una encuesta realizada por la cadena de televisión británica BBC en 2018, fue nombrada la mejor historia literaria de todos los tiempos en la historia de la humanidad.
3. ¿Te sientes en conflicto entre el peso del pasado y la urgencia del presente en tu práctica artística?
Sí, la verdad es que… los tiempos han cambiado mucho desde entonces en cuanto a la percepción de nuestra herencia y lo que me asusta de la cultura grecorromana en su conjunto es que las generaciones modernas no muestran el mismo interés en promoverla. Esto es lo que estoy intentando hacer: cerrar esta brecha en el campo de la información a través de mi arte, que claramente tiene una fuerte base científica y de investigación.
4. ¿Cuál es el papel del trauma colectivo –histórico o actual– en su producción?
En primer lugar, hay que decir que el trauma colectivo configura la memoria colectiva, que a lo largo de la historia se ha utilizado innumerables veces para controlar y dar forma a la dirección de pueblos enteros. Desde la antigüedad hasta nuestros días. En mi caso, mi amor por capturar el pasado lejano está muy arraigado, es algo que llevo haciendo desde que tenía unos 5 años. Sin embargo, viví este proceso emocional incluso cuando todavía estaba en Italia, cuando estalló la crisis financiera. Supongo que recordarás que Grecia fue uno de los países en el centro de esta situación. Este cuestionamiento de la cultura griega en muchos niveles me desafió intensamente y finalmente me llevó a lo que estoy haciendo hoy, que es inmortalizar el legado de mis antepasados para contribuir yo mismo a su promoción. Por lo tanto, fue probablemente el trauma colectivo el que en última instancia, aunque de manera informal, contribuyó al nacimiento de mi actividad cultural.
5. ¿Cómo transformas la tensión entre la belleza clásica y el desencanto moderno en tu obra?
Seré sincero con ella: no la transformo, en el sentido de que insisto en la belleza arcaica como tal, que considero auténtica al más alto grado. Lo traslado de entonces a hoy, trato de trasladar su fuerza filosófica a hoy. Se trata de romper con ese tipo de arte descolorido, impersonal e industrial que prevalece en muchos casos. Eliza, el arte arcaico y posteriormente el arte clásico de la civilización griega y más generalmente grecorromana, son el destilado de una transición cultural del hombre desde la Edad de Hierro a la llamada Edad Oscura o ‘Edad de Hierro’. Hablamos del periodo comprendido entre la caída de la Edad del Bronce, en el siglo XII a.C., hasta el siglo VIII a.C. En otras palabras, estamos hablando de toda una filosofía de vida: los hombres de aquella época, ante la falta de bienes, se vieron obligados a descubrir su poder espiritual y luego a expresarlo a través de la literatura y la arquitectura. Por supuesto que estoy a favor de la evolución… No niego que haya formas de filosofía y contemplación en el arte moderno. Quiero decir, lo transfiero puramente de entonces a ahora, desde una perspectiva pragmática.
6.¿Cuál es su posición respecto del exilio, voluntario o impuesto, como condición del artista?
Para mí no existe tal cuestión, es decir, no creo que deba existir una perspectiva de elección en la carrera de un artista. Además, como viví en Italia durante 7 años, esto no afectó mi temperamento artístico. En general, un artista debe tener una base, un lugar… para desarrollar sus ideas y sus diversos proyectos. Más allá de esto, claramente hay una necesidad de actuar fuera de las fronteras, en persona o a través de la tecnología, pero el exilio es otro hogar.
7.¿Crees que el arte todavía puede generar catarsis, como en el antiguo teatro griego?
Para empezar, la catarsis se daba sobre todo en las tragedias, y en algunos casos la carga emocional era tan fuerte que los espectadores se negaban a terminar de verla, por eso el teatro, la representación en vivo, tiene un poder. Además, en muchas circunstancias el espectador observa su propia realidad desde una perspectiva externa y es sometido a una psicoterapia indirecta. Es decir, revive experiencias de sufrimiento y dolor. Aristóteles puso especial énfasis en la catarsis a través de la tragedia. La catarsis, en el teatro moderno, es un fenómeno muy raro porque la vida humana ha evolucionado hacia un estado complejo y además se requiere la correspondiente calidad de actividad teatral que, debo admitirlo, dista mucho de la antigua. Pero el arte en general, por supuesto creo que puede generar una catarsis dentro de nosotros… además de muchos otros beneficios, como el autoconocimiento y una mejor comunicación. Además, el arte visual es cuatro veces más antiguo que la edad de la civilización humana. Las primeras pinturas rupestres que reflejan fielmente la vida del hombre y sus angustias datan de hace 40.000 años, mientras que la revolución agrícola, y por tanto la invención de la civilización, se remonta a hace 12.000 años. En otras palabras, el arte precede al razonamiento humano avanzado.
8. ¿Qué sigue siendo sagrado para usted en el acto de crear, en una época que parece desacralizarlo todo?
Pero mantener lo más inalterada posible la información de la literatura grecorromana, en el proceso de visualización de la idea en el papel y en el espacio. Es decir, respetar los escritos de nuestros antepasados para que, como dije antes, pueda ser considerado una fuente confiable de transmisión de información y estímulos. También quiero abstenerme de marcos políticos y fanatismos, que no entran dentro de la promoción de la cultura.
9- Has elegido el personaje de Hércules, como base fundamental para tu investigación y acción. ¿Puedes explicar por qué?
Hércules, hijo de Alcmena, mito que se remonta a 3000 años atrás, era venerado como un dios que bajaba a la Tierra para ayudar a los hombres, y en el camino sagrado dedicado a él nadie podía sufrir injusticias. Su nombre era Herkle para los etruscos, Heracles para los habitantes de la Magna Grecia, Hércules entre los romanos. Éste es el glorioso héroe piadoso de la mitología. Esto lo demuestran una serie de hechos que no encontramos en casi ningún otro héroe, o algunos de ellos no a este nivel, a saber:
1) Su rango de acción es que. Desde las costas al oeste de las Columnas Hercúleas hasta la India y desde las Hiperbóreas hasta Libia, es decir, el norte de África.
2) Es el único héroe que se trasladó al Hades, capturando a Cerbero. Luego salvó a Alcestis luchando contra Caronte y luego salvó a otro héroe, un ateniense esta vez, Teseo. Y finalmente llega al Olimpo y vive con los demás olímpicos. En otras palabras, él es el único que ha sido deificado.
3) Participó en la Gigantomaquia (Guerra de los Gigantes).
4) Fue introducido en la mitología romana.
5) Incluso con la transición de las religiones antiguas al cristianismo, fue un modelo de hipocresía y moralidad durante la Edad Media y el Renacimiento.
6) Tradicionalmente, se le consideraba el rey progenitor de naciones enteras y dinastías reales. Como los celtas.
7) Dio su nombre a numerosas ciudades y puertos de la cuenca del Mediterráneo, el Mar Negro y Oriente Próximo.
8) Muchos acontecimientos de su vida estuvieron relacionados con la astronomía, por ejemplo, la formación de la Vía Láctea y la constelación de Hércules. 9) Estuvo asociado a la revolución del ideal atlético que dio origen a la institución de los Juegos Olímpicos, siendo él mismo su fundador.
El décimo trabajo, la captura del ganado de Gerión en la isla de Eritea en la península Ibérica, creó el famoso Camino de Hércules, que partiendo de la península Ibérica, llegaba a los Pirineos, que por cierto fueron construidos por el propio héroe, y de allí a Liguria. Allí se enfrentó a dos bandidos, hijos de Poseidón, y construyó allí mismo un puerto de importancia estratégica, el famoso Hércules Portus Monoeci, y también un santuario. Desde allí Hércules cruzó los Alpes y entró en la península italiana. Continuó hacia Etruria y se detuvo en las orillas del Tíber, donde, como invitado del rey Evandro, mató al monstruoso Caco. En el contexto de la literatura romana, a Hércules se le encomienda la tarea de hacer habitable el sitio de Roma. Fue en esa misma tierra donde se preparó la fundación de la propia Roma. Desde allí llegó a Sicilia.
La Vía de Heracles en la práctica, conecta Gades (Cádiz en la actual España) con la ciudad de Roma, una vía sagrada repleta de santuarios. A partir del año 230 a.C. Roma representó a Hércules en sus monedas de bronce. Además de Augusto, hubo otros emperadores que intentaron asociarse con el héroe. Trajano cultivó cuidadosamente una estrecha relación entre él y el héroe, Adriano emitió una gran cantidad de monedas que representaban a Hércules, Cómodo movilizó todos los medios para presentarse como el nuevo Hércules.
Hércules une los estados
“Hércules”
Semidiós,
Naciste con una voluntad de acero desde niño.
No ganó poder.
Se le dio en un suspiro
Descubierto a temprana edad
Esa aventura estaba en su código.
Una voz interior lo llamó a descubrir su camino.
Calle Irakleous,
Hubo un tiempo en que conoció el amor.
Se le dio,
Se volvió más valiente,
Aquí está la tarea
Más grande
Los 12 atletas lo llamaron
para volver al camino.
donde no había pasado,
Sin futuro,
Sólo el presente
en constante movimiento
para unir la Tierra y el Cielo…
©®Eva Petropoulos Lianos
………
2 -LA SOMBRA DEL LEÓN
Zervas
Maja Milojkovic
(Traducido del serbio)
Vestido con una piel de león, permanece inmóvil,
su mirada: un fuego que arde a través de los siglos.
En sus manos el mundo tiembla,
Sin embargo, su corazón sólo habla en silencio.
No es un héroe, sino una sombra de desafío,
Ni dios ni hombre sin camino.
En cada tendón hay una herida oculta,
en su sonrisa — el crepúsculo de un tiempo.
Él llevó la carga que el mundo puso sobre él,
pero nunca dejes que sus sueños se corroan.
Para Hércules no es sólo fuerza,
Él es la llama que camina por el camino oscuro.
3- Hércules, hijo de Zeus
Y la mortal Alcmena,
Las mujeres agraciadas son las más bellas.
La era.
Semidiós sobrenatural
Fuerzas y pasiones, amadas por los dioses,
Excepto los jjubones de aquí, que son
El niño fue puesto en adopción fraudulentamente
Mientras dormía.
El niño es fuerte.
Le extrajo la leche para que…
Ella dio a luz con llanto y con leche derramada,
Se está creando una Vía Láctea, ¿alguien ha probado la leche?
Su leche y así la obtiene, un hermoso sueño.
El pariente malvado Euristeo da
Mis doce tareas difíciles
Que el semidiós Rissio, armado con un arco,
Y con una flecha, un garrote de olivo
Vestido con la piel impenetrable de un Nemea
Lava. Después de todas las hazañas, los dioses
Lo llevan al Olimpo y se casan con Ebom, la hija de Hera.
Junto con la constelación de Hércules, es la quinta más grande del cielo.
Melita Mely Ratkovic
https://www.youtube.com/live/vE3i5FefMe0
Pietro La Barbera ed Elisa Mascia continuano “Alla ricerca della vera bellezza” incontrando l’artista greco Konstantinos Fais, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia