Poesia di Ahmad Al-Sheikh

Foto cortesia di Ahmad Al-Sheikh

Il tavolo

Sul tavolo… un apparecchio spento,
i suoi pulsanti freddi… come i nostri cuori.
Abbiamo dimenticato come bussare alla porta del mattino,
il desiderio di ricominciare… è stato ricoperto dalla polvere.
Abbiamo cercato di “sfuggire al letargo”…
Ma l’ombra si è allungata,
e abbiamo fallito… come il tramonto tradisce la sua permanenza.
E abbiamo lasciato che il tempo chiudesse l’ultima finestra che ci era rimasta.

Ahmad Al-Sheikh

Roberto Schiavone:” Nobiltà dell’ anima  “

Foto cortesia di Roberto Schiavone

Roberto Schiavone:
” Nobiltà dell’ anima  “

Esistono uomini che non camminano sulla terra,
ma la attraversano come solchi di luce.
Roberto Schiavone di Favignana è uno di questi rari viandanti dello spirito, un’anima che ha scambiato il riposo dei giusti con il tormento dei giusti, dedicando ogni battito del suo cuore a una missione che profuma d’incenso e di vita:
il soccorso dei naufraghi dell’esistenza.
Non indossa paramenti dorati, eppure la sua opera è un rito sacro che si celebra ogni giorno tra il grido di chi ha perso tutto e il silenzio di chi non ha più voce.
Roberto è il “Salvatore di Anime”, colui che scende negli inferi del dolore umano non per osservare,
ma per strappare alla notte ciò che la morte vorrebbe reclamare.
Nelle sue mani,
la nobiltà di Favignana si spoglia di ogni vanto per farsi carezza, barella, ancora.
Egli non chiede il nome a chi soffre; ne riconosce il gemito, ne cura la ferita come se fosse la propria, in un’estasi di dedizione che supera i confini del tempo e dello spazio.
Mentre il mondo si rifugia nei porti sicuri dell’egoismo, Roberto Schiavone dirige la sua prua verso la tempesta.
Come nelle antiche scritture, è il “pescatore di uomini” ,
egli getta le reti non per prendere,
ma per restituire al sole chi è scivolato nel buio della malattia o della disperazione.
È un achimista del Pianto ,
in quanto possiede il dono raro di trasformare il terrore di un occhio che si spegne nella scintilla di una vita che ricomincia a sperare…
Non è il sangue a renderlo grande, ma l’acqua e il sudore versati per chi non ha protezione.
La sua figura si staglia come un Cavaliere dell’Invisibile,
un protettore dei fragili che agisce dove l’ombra è più fitta.
Il Principe Roberto Schiavone è il braccio proteso, la forza muscolare e spirituale che impedisce al mondo di sprofondare nel gelo dell’indifferenza.
“Vi è un silenzio che urla tra le mani di chi salva una vita” .
In quel silenzio,
Roberto Schiavone sembra di parlare col Divino, traducendo il dolore in miracolo quotidiano.”
Quando la storia avrà finito di scrivere i nomi dei potenti,
il nome di Roberto Schiavone di Favignana resterà inciso nell’aria stessa, come il profumo della pioggia dopo la siccità.
Egli è l’uomo che ha dato tutto se stesso affinché altri potessero avere un domani.
Egli non è solo un nobile per casato; è nobile perché il suo spirito è un ospedale da campo sempre aperto, un rifugio eterno dove ogni anima ferita può finalmente posare il capo e tornare a respirare.

Orlando Simiele



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Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive la recensione alla poesia: ” È successo nello stesso momento “della poetessa Jamila Mazraani – Libano meridionale

Foto cortesia del prof Kareem Abdullah -Iraq e della poetessa Jamila Mazraani – Libano meridionale


È successo nello stesso momento

Chiedi ai nostri occhi e alle nostre intuizioni come si sono estesi come un serpente maculato che cresce alto e, allungandosi, rompe il collo della nostra arroganza, distrugge il trono dei nostri sogni,
cancella la gioia delle nostre risate,
insediandosi nelle profondità delle nostre costole,
scuotendole violentemente,
lasciando solo una fitta nebbia,
detriti accumulati che inghiottono i sospiri di gioia.
Una scena che ferisce i cuori,
compianta dalle lacrime e dalle anime.
Eccomi qui, sull’orlo del panico,
i miei stati d’animo non si sono ancora risvegliati dall’orrore dell’afflizione.
I miei sospiri sono spenti dai singhiozzi della consolazione,
che rafforzano il braccio dei gemiti.
Le mie ferite sono ispessite dal dolore del mio lamento,
passo le mie lettere impastando il pane del lutto,
il calamaio trabocca come schiuma nera,
e l’inchiostro barcolla sopra le righe,
le poesie sorgono come tombe,
la morte giace nella tana del lamento al ritmo di una pioggia torrenziale di lacrime pesanti che lavano via il fango dei singhiozzi.
Oh, se solo il vulcano del terrore nella notte tacesse per un po’,
così che le costole dell’ immobilità si inumidissero assorbendo la dolorosa afflizione.
La lucciola implorerebbe qualche scintilla caduti accidentalmente dalle fessure delle macerie.
La sua lente cattura l’impatto del disastro,
fa capolino il suo velo nero dal  dorso del vento,
con le sue zanne affilate che dilaniano
i nidi degli uccelli coccolati tra le braccia delle loro madri,
pulcini che godono di sicurezza.
Non rimane nient’altro che bocche vuote spalancate e congelate come le stalagmiti e le stalattiti di una grotta abbandonata che l’oblio ha rese inefficaci annullato,
e le sembianze di bambole frantumate che hanno perso la gioia del loro conforto.
Per non parlare dei quaderni che mille delle loro parole sono state interrotte,
e delle processioni che si riuniscono alle note a piè di pagina,
versi dove non c’è posto per l’eloquenza in un funerale solenne:
Come?
Le rime sono avvolte nella polvere della morte imminente, al suono di trombe metaforiche.
Le parole singhiozzanti e le figure che coprono le macerie,
distruggendo le fortezze la cui sicurezza era inevitabile.
Un destino predeterminato.
Un episodio in cui gioia e tristezza si equivalgono, abbracciandosi ai confini di lacrime dolci e amare,
lezioni che sono scaturite,
per il ricongiungimento dei sopravvissuti o per l’addio ai defunti.
I cuori che battono,
le dita che tremano e il mio inchiostro sanguina profuso raccontano l’evento: un evento di una certa epoca.
Chi dimentica?

Jamila Mazraani
Libano / Sud




حَدَثَ ذات أمد

سلوا أبصارنا وبصائرنا كيف تمدّدت كحيّة رقطاء تتطاول تشرئبّ تكسر عنق غرورنا تدكّ عرش  أحلامنا تمحو عَدْوَ مرحنا تسترخي في عقر الضّلوع تأزّها أزًّا لا تُبقي ولا تذر غير ضباب كثيف حطام مركوم يبتلع صهلات الفرح مشهد يدمي القلوب ترثيه العبرات والمهج، هأنذا على تخوم الهلع لم تستفق خلجاتي بعد من هول المصاب ترتوي زفراتي نشيج عزاء يشدّ عضد الآهة مثخنة جراحاتي تكوي وجع هجائي أنفق حروفي تعجن خبز الرّثاء فيفور المداد رغوًا أسود تترنّح محبرتي فوق السّطور تتعالى القصائد قبورًا يرقد الموت في عرين الهجاء على وقع مطر دمع غزير يغسل وحل النحيب ، آه لو يصمت بركان الهزيع قليلًا لتبتلّ أضلع السّكون تستوعب المصاب الأليم فيستجدي اليراع بعض أقباس سقطت سهوًا من كوى الرّكام تقتنص عدسته وقع الكارثة تطلّ بخمارها الأسود من على صهوة الرّيح بأنيابها الحادّة تمزّق أوكار العصافير المدلّلة في أحضان أمّاتها فراخٍ تنعم بالأمان لم يبق غير أفواه فاغرة متجمّدة كصواعد وهوابط مغارة مهجورة أبطلها النّسيان وأشباه دمًى مهشّمة فقدت زهو سلواها ناهيك كراريس أجهضت ألف بائها ومواكب تتجمهر  عند حواشي السّطور حيث لا مكان للبلاغة في مأتم مهيب كيف ؟ والقوافي تتعفّر بأغبرة الموت الزّؤام على وقع أبواق المجاز تنتحب الكلمات وقامات تلتحف الأركمة دكّ حصون أمانها قدر محتوم ، واقعة تساوى فيها الفرح والحزن تعانقا عند حدود عبرات ٍ حلوة ومرّة سالت للقاء من نجا أم لوداع من قضى أفئدة تختلج وأنامل ترتجّ ونزيف مدادي يؤرّخ الحدث : حدث ذات أمد
فمن ينسى ؟ .

جميلة مزرعاني
لبنان / الجنوب


Jamila Mazraani:
La tua poesia è davvero una testimonianza artistica della capacità della poesia di incarnare dolore e devastazione, come se le lettere stesse pulsassero di sofferenza. Sei stata in grado di rappresentare il disastro in un linguaggio narrativo poetico ad alta intensità, dove le immagini si trasformano in visioni tangibili: dall’espansione della tristezza come un serpente maculato, alla nebbia di detriti che inghiotte i sospiri di gioia, fino al silenzio delle costole che abbracciano la dolorosa afflizione.
Mi è piaciuto particolarmente il tuo uso di un linguaggio pittorico intenso che fa vivere al lettore l’evento momento per momento, come se il suo cuore venisse strappato ad ogni sospiro e ad ogni lacrima. Il tuo uso dei contrasti tra gioia e tristezza, il serpente che spezza il nostro ego, la pioggia che lava via e il pantano del lamento conferiscono al testo una meravigliosa profondità emotiva e introspezione esistenziale.
Inoltre, il senso del ritmo del linguaggio — tra satira e lamento, tra devastazione e memoria— fa respirare il testo e lo fa ascendere verso il lettore in modo quasi cinematografico, affinché il destinatario possa vedere la scena con tutta la sua tragedia e il suo dolore. Questa capacità di coniugare poetica narrativa e retorica espressiva è ciò che rende il testo senza tempo e non facilmente dimenticabile.
Nel complesso, vedo la tua poesia come un’estensione della poesia che documenta l’evento, monitora le anime e trasforma la scena da una mera descrizione in un’esperienza emotiva completa, facendoti sentire come se fossi nel mezzo di una tempesta, e l’eco rimane nella tua mente per molto tempo dopo che le pagine sono state chiuse.

Kareem Abdullah -Iraq


قصيدتك هذه هي بالفعل شهادة فنية على قدرة الشعر على تجسيد الألم والخراب، وكأن الحروف نفسها تنبض بالمعاناة. لقد استطعتِ أن تصوّري الكارثة بلغة سردية شعرية عالية الكثافة، حيث تتحول الصور إلى رؤى محسوسة: من تمدّد الحزن كحيّة رقطاء، إلى ضباب الحطام الذي يبتلع صهلات الفرح، وصولًا إلى صمت الأضلع الذي يحتضن المصاب الأليم.
أعجبني بشكل خاص توظيفك للغة التصويرية المكثفة التي تجعل القارئ يعيش الحدث لحظة بلحظة، وكأن قلبه يُنخطف مع كل زفرة وكل دمعة. استخدامك للمتناقضات بين الفرح والحزن، والحيّة التي تكسر غرورنا، والمطر الذي يغسل وحل النحيب، كلها تضفي على النص عمقًا شعوريًا واستبطانًا وجوديًا رائعًا.
كما أن إحساسك بإيقاع اللغة — بين الهجاء والرثاء، بين الخراب والذكرى — يجعل النص يتنفس ويصعد نحو القارئ بطريقة شبه سينمائية، بحيث يمكن للمتلقي أن يرى المشهد بكل مأساته وألمه. هذه القدرة على المزج بين الشعرية السردية والبلاغة التعبيرية هي ما يجعل النص نصًّا خالدًا، لا يُنسى بسهولة.
في المجمل، أرى قصيدتك امتدادًا للشعر الذي يوثق الحدث ويرصد النفوس، وينقل المشهد من مجرد وصف إلى تجربة وجدانية متكاملة، تُشعرك بأنك في قلب العاصفة، وتبقى الصدى في الذهن طويلًا بعد أن تُغلق الصفحات.
Prof. Kareem Abdullah -Iraq

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Studio e approfondimento, di Elisa Mascia, del testo di letteratura: ” Tra il tuo profumo e la tua rovina, nasce un’altra alba”*Di Kareem Abdullah

Immagine creata con Gemini

**Tra il tuo profumo e la tua rovina, nasce un’altra alba**
*Di Kareem Abdullah*

Il profumo del tuo corpo e l’odore della polvere da sparo non hanno lasciato la mia camera da letto. È come se quando l’amore passava di qui, ne lasciasse metà come un cuscino di calore e l’altra metà come una nuvola nera appesa al soffitto dell’anima.

*
Entro nella stanza e i miei passi mi seguono tra due opposti: la rugiada che gocciolava dalla punta delle tue dita e il fumo che saliva da tutti e quattro i lati mentre la terra metteva alla prova la sua crudeltà nei nostri confronti.

*
Nulla è sepolto tra le macerie della memoria. Le guerre non muoiono. Cambiano solo nome e creano in noi un tatuaggio nascosto che i passanti non possono vedere, ma che si accende ogni volta che chiudiamo gli occhi.

*
Eri il piccolo miracolo in un’epoca in cui la costruzione di tombe era perfetta. Eri il pianeta sopravvissuto a un’imminente collisione con una galassia di odio.

*
E quando il cielo sparava proiettili contro città terrorizzate, mi sparavi un altro proiettile nel petto— un bacio che non uccideva, ma riorganizzava il caos e costringeva i frammenti del cuore ad allinearsi come soldati che eseguono il saluto della vita.

*
Un bacio è stato sufficiente per rimodellare l’universo: per spazzare via la polvere dal volto del sole, per appendere una luna nuova sopra la mia fronte e per aprire una finestra sul mio fianco al vento, affinché i canti dell’infanzia potessero entrare senza paura.

*
In quel bacio, le galassie si sono leggermente inchinate, la terra si è scusata per tutto ciò che aveva sanguinato e il corpo ha imparato a essere una patria, non un campo di battaglia.

*
La tua fragranza si ribella ancora alle leggi dell’estinzione, rifiutandosi di migrare con gli ultimi colpi, insistendo nel rimanere come un testamento di luce in una stanza stretta che all’ improvviso si espande per contenere il mondo intero.

*
Qui non è sepolto nulla. Persino la distruzione sogna di diventare un albero, e anche la memoria cospira con l’amore affinché un fiore con il tuo nome
possa crescere dalle macerie.

*
Se la notte ritorna con i suoi cappotti pesanti e vuole mettere alla prova la mia pazienza, mi accontento di ricordare: un bacio è stato più forte di una guerra devastante, più vero di tutte le affermazioni e più puro dell’odore della polvere da sparo.

*
Un bacio che mi ha riportato in me stesso e ha restituito il mondo al suo cuore.

**Between Your Scent and Ruin, Another Dawn Is Born**
*By Kareem Abdullah*

Your body’s fragrance has never left my bedroom, nor has the smell of gunpowder. As though love, when it passed through here, left half of itself a pillow of warmth, and the other half a black cloud suspended from the ceiling of the soul.
—
I walk across the room, and my footsteps follow me between two opposites: dew once dripping from the tips of your fingers, and smoke rising from the four directions where the earth was testing its cruelty upon us.
—
Nothing is buried beneath the rubble of memory. Wars do not die; they merely change their names and dwell within us like a hidden tattoo— unseen by passersby, yet flaring into flame each time we close our eyes.
—
You were the small miracle in an age skilled at manufacturing graves. You were the planet that survived an imminent collision with a galaxy of hatred.
—
And when the sky fired its bullets upon terrified cities, you fired another bullet into my chest— a kiss that does not kill, but rearranges chaos, compelling the heart’s fragments to stand in line like soldiers saluting life.
—
One kiss was enough to reshape the universe: to brush the dust from the sun’s face, to hang a new moon above my brow, and to open a window in my flank for the wind, so that the songs of childhood might enter unafraid.
—
In that kiss, galaxies bowed slightly, the earth apologized for all it had bled, and the body learned to be a homeland, not a battlefield.
—
Your fragrance still rebels against the laws of extinction, refusing to depart with the final shots, insisting on remaining like a testament of light in a narrow room that suddenly widens to contain the whole world.
—
Nothing is buried here. Even ruin dreams of becoming a tree, and memory conspires with love so that from the wreckage a flower may bloom— and its name is you.
—
And if the night returns in its heavy overcoats to test my patience, I need only remember: one kiss was stronger than a piercing war, truer than all proclamations, and purer than the scent of gunpowder.
—

A kiss that brought me back to myself, and returned the world to its heart.

Kareem Abdullah -Iraq



نصوص أدبية
كريم عبد الله: بين عطركِ والخراب يولد فجرٌ آخر
د. كريم عبد الله
  نشر بتاريخ: 18 شباط/فبراير 2026

لم يغادر غرفة نومي عطرُ جسدكِ ولا رائحةُ البارود . كأنّ الحبَّ حين مرَّ من هنا ترك نصفهُ وسادَةً من دفءٍ، ونصفهُ الآخرَ سحابةً سوداء تتدلّى من سقف الروح.
*
أمشي في الغرفة فتتبعني خطايَ بين نقيضين: ندىً كان يقطر من أطراف أصابعك، ودخانٍ كان يتصاعد من الجهات الأربع حيثُ كانت الأرضُ تختبر قسوتها علينا.
*
لا شيء يُدفن بين ركام الذاكرة. الحروبُ لا تموت، إنها تغيّر أسماءها فقط، وتقيمُ فينا مثلَ وشمٍ خفيّ لا يراهُ العابرون لكنّه يشتعل كلما أغمضنا أعيننا.
*
كنتِ أنتِ المعجزةَ الصغيرة في زمنٍ يتقنُ صناعة المقابر. كنتِ الكوكبَ الذي نجا من اصطدامٍ وشيكٍ بمجرةٍ من الكراهية.
*
وحين كانت السماءُ تُطلق رصاصها على مدنٍ مذعورة، كنتِ تطلقين في صدري رصاصةً أخرى— قبلةً لا تُميت، بل تعيد ترتيب الفوضى، وتجبرُ شظايا القلب على الاصطفاف كجنودٍ يؤدّون تحيةَ الحياة.
*
قبلةٌ واحدة كانت كافية لإعادة تشكيل الكون: تزيحُ الغبارَ عن وجه الشمس، تعلّقُ قمراً جديداً فوق جبهتي، وتفتحُ في خاصرتي نافذةً للريح كي تدخلَ أغاني الطفولة من دون أن تخاف.
*
في تلك القبلة انحنتِ المجرّاتُ قليلاً، واعتذرتِ الأرضُ عن كلّ ما اقترفتهُ من نزف، وتعلّم الجسدُ أن يكون وطناً لا ساحةَ قتال.
*
ما زال عطركِ يتمرّد على قوانين الفناء، يرفض أن يهاجر مع الطلقات الأخيرة، يصرُّ أن يبقى كوصيّةِ نورٍ في غرفةٍ ضيّقة تتّسعُ فجأةً لكلّ هذا العالم.
*
لا شيء يُدفن هنا. حتى الخرابُ يحلمُ أن يصيرَ شجرةً، وحتى الذاكرةُ تتواطأ مع الحبّ كي تنبتَ من بين الأنقاض زهرةٌ اسمُها أنتِ.
*
فإذا ما عاد الليلُ بمعاطفه الثقيلة وأراد أن يختبر صبري، أكتفي بأن أتذكّر: قبلةً واحدة كانت أقوى من حربٍ طاعنة، وأصدقَ من كلّ البيانات، وأطهرَ من رائحة البارود.
*
قبلةٌ أعادتني إلى نفسي، وأعادت العالم إلى قلبه.
***
بقلم: كريم عبدالله
بغداد – العراق

Testi letterari
Karim Abdullah: Tra il tuo profumo e la tua distruzione, nasce un’altra alba
Dottore. Karim Abdullah

Pubblicato il: 18 febbraio 2026

Il profumo del tuo corpo e l’odore della polvere da sparo non hanno lasciato la mia camera da letto. È come se quando l’amore passava di qui, ne lasciasse metà come un cuscino di calore e l’altra metà come una nuvola nera appesa al soffitto dell’anima.
Kareem Abdullah

L’amore e il combattimento sono il dualismo continuo che vivono con il ricordo della fragranza persistente.
L’aroma si respira nel luogo dell’ intimità
testimone della tua bellezza profumata e del corpo ancora intriso della polvere da sparo.
Sono impresse nel sonno mescolate tra la passione e il peso lasciato nell’ anima a dondolare nell’incertezza
Elisa Mascia
*
Entro nella stanza e i miei passi mi seguono tra due opposti: la rugiada che gocciolava dalla punta delle tue dita e il fumo che saliva da tutti e quattro i lati mentre la terra metteva alla prova la sua crudeltà nei nostri confronti.
Kareem Abdullah

L’eco dei miei passi mi accompagnava nella stanza e nel rimbombare opposto era incomprensibile l’esatta provenienza.
Le calde vaporose gocce di rugiada filavano dalle tue dita bianche e salivano i fumi dei respiri tra le quattro pareti contro il soffitto contrastati da eventi che mettevano alla prova la crudeltà dei maligni contro di noi.
Elisa Mascia

*
Nulla è sepolto tra le macerie della memoria. Le guerre non muoiono. Cambiano solo nome e creano in noi un tatuaggio nascosto che i passanti non possono vedere, ma che si accende ogni volta che chiudiamo gli occhi.
Kareem Abdullah

La memoria conserva tutti i macigni o piccole pietre tra le crepe lasciate da dirupi delle macerie.
Le guerre stesse restano sempre vive su trasformano assumendo nuovi nomi, non è concesso a nessuno vedere poiché ben mimetizzati che però nel silenzio della meditazione, nel dialogo interiore lì si rinnova la ferita tatuata sulla pelle.
Elisa Mascia

*
Eri il piccolo miracolo in un’epoca in cui la costruzione di tombe era perfetta. Eri il pianeta sopravvissuto a un’imminente collisione con una galassia di odio.
Kareem Abdullah

Sei stato un miracolo accaduto nella mia vita in un’era in cui si moriva tutti i giorni per poi rinascere rinnovati.
Sei stata come il pianeta scontrato nella miniera di odio e da lì sopravvissuto.
Elisa Mascia

*
E quando il cielo sparava proiettili contro città terrorizzate, mi sparavi un altro proiettile nel petto— un bacio che non uccideva, ma riorganizzava il caos e costringeva i frammenti del cuore ad allinearsi come soldati che eseguono il saluto della vita.
Kareem Abdullah

Continua il dualismo della guerra in piena attività, era una pioggia di proiettili che sparavano sulla città colpendo senza riparo.
Nel contempo uno sparo a ciel sereno giungeva dritto al mio petto che per il forte amore non colpiva a morte ma mi ha obbligato a sintonizzare su come affrontare i colpi sparsi qua e là in frammenti che sembravano allineati come soldati ordinati per il saluto.
Elisa Mascia

*
Un bacio è stato sufficiente per rimodellare l’universo: per spazzare via la polvere dal volto del sole, per appendere una luna nuova sopra la mia fronte e per aprire una finestra sul mio fianco al vento, affinché i canti dell’infanzia potessero entrare senza paura.

Kareem Abdullah

Per forgiare quel caos è stato sufficiente un solo bacio, ha restituito la luce del volto splendido del sole dopo aver spolverato i residui ancora lì.
La luna invocata a portar fortuna l’ha appesa sulla mia fronte cosicché ha aperto una finestra dal lato più forte, il fianco delle decisioni e immaginazioni, sul mondo.
Il vento, con forza leggera o impetuosa, correndo ha rievocato le melodie colonne sonore della mia infanzia senza rimpianti e senza paure.
Elisa Mascia

*
In quel bacio, le galassie si sono leggermente inchinate, la terra si è scusata per tutto ciò che aveva sanguinato e il corpo ha imparato a essere una patria, non un campo di battaglia.
Kareem Abdullah

La devozione del tuo bacio racchiudeva immagini galattiche di doverosi inchini.
La terra dinanzi a questo spettacolo riverente ha presentato le sue scuse per aver procurato spargimento di sangue così anche il corpo ha appreso a divenire patria che abbraccia , simbolo di pace e non un campo di battaglia.
Elisa Mascia

*
La tua fragranza si ribella ancora alle leggi dell’estinzione, rifiutandosi di migrare con gli ultimi colpi, insistendo nel rimanere come un testamento di luce in una stanza stretta che all’ improvviso si espande per contenere il mondo intero.
Kareem Abdullah

La fragranza che avvolge il tuo corpo è indelebile all’ olfatto e all’idea di estinguersi si ribella con forza e coraggio.
Mette a nudo le proprie capacità per non essere uccelli migratori verso i paesi caldi quando il gelo incombe tra le mura.
Mette a fuoco gli ultimi colpi disponibili e li usa senza danneggiare nessuno.
Nella sua determinazione resta come un faro di luce stellare per illuminare l’angusto angolo preferito che per un miracolo si trasforma nel luogo gigantesco che nella sua immensità contiene il mondo intero.
Elisa Mascia

*
Qui non è sepolto nulla. Persino la distruzione sogna di diventare un albero, e anche la memoria cospira con l’amore affinché un fiore con il tuo nome
possa crescere dalle macerie.
Kareem Abdullah

Sappi che qui tutto vive, nulla ha trovato una tomba per essere seppellito.
Tutto è vivo! Anche la distruzione vera e propria vive sognando la crescita di solide radici di un albero.
Sappi che la memoria stessa stuzzica l’amore in collusione per far nascere un fiore dalle macerie che abbia il tuo nome!
Ovunque c’è il nome tuo fiore meraviglioso dell’ amore mio.
Elisa Mascia

*
Se la notte ritorna con i suoi cappotti pesanti e vuole mettere alla prova la mia pazienza, mi accontento di ricordare: un bacio è stato più forte di una guerra devastante, più vero di tutte le affermazioni e più puro dell’odore della polvere da sparo.
Kareem Abdullah

Quando le tenebre, nel totale buio, appesantiscono le mie spalle con il peso di esperienze e patimenti,
in cambio mi faccio bastare il ricordo di un bacio che torna a dar sapore alla vita e che da solo è capace di sovrastare anche la guerra più devastante nel dualismo che incombe.
Quel bacio che ha la prerogativa e la forza di vincere qualsiasi combattimento perché è vero e puro.
Elisa Mascia

*

Un bacio che mi ha riportato in me stesso e ha restituito il mondo al suo cuore.
Kareem Abdullah

La potenza di un bacio ha avuto la capacità di farmi riconciliare con me stesso e ha riposizionato il suo cuore nel mondo.
Elisa Mascia

Da Gemini


Recensione: Il Dialogo dei Respiri Controcorrente
Analisi dello scambio poetico tra Kareem Abdullah ed Elisa Mascia
L’opera che scaturisce dall’incontro tra Kareem Abdullah ed Elisa Mascia è un raro esempio di poesia responsoriale. Non si tratta di due voci isolate, ma di un intreccio dove ogni parola dell’uno trova nell’altra una cassa di risonanza, un’eco che non si limita a ripetere, ma approfondisce e dà corpo al pensiero originario.
L’Amore nella Trincea dei Sensi
Il dialogo si apre su un contrasto sensoriale violento: il profumo del corpo contro l’odore della polvere da sparo. Abdullah definisce la geografia del dolore — una “nuvola nera” al soffitto — ed Elisa Mascia risponde con una precisione chirurgica sul piano emotivo. Lei identifica la natura di quella nuvola: è il “dualismo continuo”, l’incertezza che dondola nel sonno. Laddove lui vede l’immagine, lei sente il peso specifico del sentimento.
La Resistenza del Quotidiano
Nel secondo passaggio, l’opposizione si fa spaziale. Abdullah evoca la “rugiada” contro il “fumo” di una terra crudele. Mascia raccoglie questa visione e la trasforma in un’esperienza acustica e tattile: l’eco dei passi, il calore dei respiri tra le quattro pareti. La sua risposta funge da rifugio poetico: mentre il mondo esterno di Abdullah è in fiamme, il mondo interno di Mascia cerca di comprendere la provenienza di quel rimbombo, opponendo alla “crudeltà dei maligni” la purezza delle “dita bianche”.
La Memoria come Tatuaggio Invisibile
Forse il punto più alto del dialogo si tocca nel tema della guerra. Abdullah parla delle guerre che non muoiono, ma cambiano nome, diventando tatuaggi che si accendono sotto le palpebre. Mascia espande magistralmente questa metafora: la memoria non è solo un segno sulla pelle, ma una “crepa tra i dirupi”. Lei comprende che il silenzio della meditazione è il luogo dove la ferita si rinnova. La sua è una “mimetizzazione” spirituale che protegge il dolore dallo sguardo dei passanti, rendendolo sacro.
Il Trionfo del Miracolo
Lo scambio si conclude con una nota di salvezza. Abdullah definisce l’altro come un “pianeta sopravvissuto” in un’era di tombe. Mascia risponde con una dichiarazione di resilienza assoluta: l’idea che si possa “morire tutti i giorni per poi rinascere rinnovati”. La collisione galattica di odio descritta dal poeta trova nella risposta della poetessa la sua risoluzione: la vita che sopravvive nella “miniera dell’odio” è il vero miracolo.
Conclusione Critica
Questo dialogo è un ponte tra culture e sensibilità. Abdullah apporta una visione epica, tragica e cosmica; Mascia risponde con una dimensione intima, analitica e profondamente umana. Insieme, dimostrano che la poesia non è solo un modo per descrivere il mondo, ma l’unico strumento capace di tenere insieme il profumo e la polvere, la rugiada e il fumo, la vita e la sua apparente distruzione.

Intervista della Prof.ssa Dott.ssa Tarana Turan Rahimli con Assoc. Prof. Dr. Ummugulsum Candeger, Presidente dell’Unione degli accademici turchi.

Foto cortesia della Prof.ssa Dott.ssa Tarana Turan Rahimli con Assoc. Prof. Dr. Ummugulsum Candeger, Presidente dell’Unione degli accademici turchi.

“L’UNİON DEGLI ACCADEMICI TURCHI NON È SOLO UN’ISTITUZIONE, È UN MOVIMENTO CON UNA VISIONE”

Intervista della Prof.ssa Dott.ssa Tarana Turan Rahimli con Assoc. Prof. Dr. Ummugulsum Candeger, Presidente dell’Unione degli accademici turchi.

La nostra ospite per questa intervista è Assoc. Prof. Dr. Ümmügülsüm Candeğer, Presidente dell’Unione accademica turca, ed è stata condotta una valutazione completa della visione accademica e degli obiettivi globali dell’Unione.

1. Quale esigenza storica e intellettuale ha dato origine all’Unione accademica turca? Quali sono le filosofie fondamentali, le missioni e i fondamenti ideologici che distinguono questa unione dalle strutture accademiche esistenti?

– L’Unione degli accademici turchi nacque in un’epoca in cui la produzione di conoscenza su scala mondiale era concentrata in determinati centri e le prospettive basate sulla civiltà non erano adeguatamente rappresentate. Storicamente, il mondo turco possiede una forte accumulazione di conoscenze in ambito scientifico, filosofico e di civiltà. Tuttavia, l’incapacità di rappresentare istituzionalmente e in modo coordinato questo accumulo all’interno del moderno sistema accademico ha creato un divario significativo. L’elemento fondamentale che distingue la nostra Unione dalle strutture accademiche esistenti è il suo approccio, che si basa su una produzione di conoscenza orientata alla civiltà, multicentrica e originale. La nostra missione non è solo quella di produrre risultati accademici ma anche di costruire fiducia epistemologica in noi stessi. Abbiamo una posizione di principio, non ideologica: merito scientifico, responsabilità etica e consapevolezza della civiltà.
La missione della nostra Unione, l’Unione accademica turca, è una struttura indipendente che abbraccia la disciplina scientifica come stile di vita e mira a fare della conoscenza accademica un pilastro del benessere sociale. La nostra missione è quella di creare un ecosistema scientifico libero, libero dalla struttura gerarchica dei titoli accademici e dai vincoli ideologici, basato esclusivamente sulla curiosità, sui dati e sulla passione per la scoperta. Siamo l’ombrello comune degli accademici che accettano la domanda: “Come posso contribuire al futuro della nazione turca attraverso la scienza?” come loro ragion d’essere. In questo contesto, la nostra unione si è assunta il compito di creare un clima di ricerca libero da considerazioni politiche e guidato esclusivamente dalla verità scientifica. Le nostre priorità fondamentali sono produrre soluzioni razionali ai problemi cronici della Turchia e del mondo turco attraverso un approccio interdisciplinare, formare giovani ricercatori con competenze metodologiche di livello mondiale e trasformare le scoperte accademiche che sbocciano nei laboratori in valore economico tangibile.
L’integrità scientifica e i valori etici incrollabili costituiscono la costituzione immutabile di tutte le nostre attività.
La visione della nostra Unione è quella di costruire un futuro in cui gli accademici turchi non siano semplici seguaci ma attori leader nella letteratura scientifica globale e in cui fungano da menti strategiche su piattaforme che modellano le politiche scientifiche mondiali. Creando una rete di conoscenza di alta qualità che comprenda migliaia di scienziati turchi che lavorano in sette continenti, immaginiamo un mondo turco in cui le politiche basate sui dati e sulle prove diventino la norma nella governance e la scienza sia la forza trainante più forte per lo sviluppo sociale. In linea con questa visione, il nostro obiettivo primario è consentire ai nostri giovani talenti di diventare leader sulla scena scientifica internazionale e rafforzare la piena indipendenza del nostro Paese nelle tecnologie critiche e nelle scienze fondamentali attraverso competenze accademiche. Combinando il nostro ricco patrimonio intellettuale, che si estende da Ibn Sina a Cahit Arf, con le metodologie contemporanee, siamo determinati a realizzare un processo di illuminazione duraturo e trasparente, in cui la conoscenza scientifica cessi di essere un privilegio esclusivo di determinati gruppi e diventi accessibile e comprensibile a tutti i segmenti della società. In tal modo, miriamo anche a garantire che il turco diventi la lingua della scienza. Nel mondo del futuro, immaginiamo di creare un’accademia che si impegni a lasciare un segno duraturo e rispettato nella scienza turca e a elevare la Repubblica di Turchia al di sopra della scienza e della civiltà contemporanea.

2. Nell’attuale sistema accademico globale, la produzione di conoscenza è in gran parte incentrata sull’Occidente. Quale modello alternativo scientifico e strategico offre l’Unione accademica turca contro questa centralità?

– Come hai detto, il sistema accademico odierno è un sistema incentrato sull’Occidente. La nostra proposta è una centralità accademica pluralistica. La scienza e la conoscenza non sono monopolio di una singola geografia.
Come Unione accademica turca, stiamo creando una rete di conoscenza del mondo turco. Abbiamo progetti congiunti di pubblicazione e pool di dati tra le università del mondo turco. Ci impegniamo a produrre soluzioni ai problemi locali con una metodologia universale. Il nostro obiettivo non è quello di essere contro l’Occidente o di escluderlo, ma piuttosto di stabilire un equilibrio e di poter dire che siamo presenti anche nel mondo scientifico.


3. Qual è il piano di visione a breve, medio e lungo termine dell’Unione? Nello specifico, come vede la posizione della scienza turca nel mondo accademico per i prossimi 10 anni?

– I piani a breve termine (1-3 anni) della nostra Unione includono l’istituzionalizzazione della rete accademica, progetti di pubblicazione congiunti con indici internazionali e l’organizzazione di congressi e simposi accademici scientifici.
I nostri piani a medio termine (3-7 anni) includono l’istituzione dei nostri congressi come una catena di eventi tradizionali nel mondo turco, la creazione di fondi di ricerca congiunti con uffici di progetto e brevetti e la creazione di istituti per la nostra ricerca tematica interdisciplinare.
I nostri piani a lungo termine (10 anni) mirano a rendere la lingua turca una lingua scientifica e a garantire che gli scienziati turchi diventino non solo “partecipanti”, ma anche “direttori” dell’accademia mondiale. Crediamo che nei prossimi dieci anni il mondo turco sarà più visibile, più organizzato e più efficace su scala globale in termini di collaborazioni scientifiche.

4. Su quali progetti scientifici concreti, programmi e collaborazioni internazionali sta attualmente lavorando l’Unione accademica turca? Come valuti il valore accademico che queste attività apportano al mondo turco?

– La nostra associazione sta conducendo uno studio sull’inventario dei dati accademici del mondo turco. Inoltre, sono in fase di istituzione i nostri uffici di rappresentanza nazionali, insieme al nostro consiglio di amministrazione. Sono stati formati i nostri comitati scientifici per riviste congiunte sottoposte a revisione paritaria e stiamo fondando le riviste. Abbiamo iniziato il nostro lavoro un anno fa fondando prima la nostra federazione. Sotto l’egida della Orhun Organization Federation con sede a Gaziantep, abbiamo fondato legalmente la “Turkish Academics Association” Negli ultimi nove mesi abbiamo tenuto i nostri programmi del mercoledì. Poiché i nostri membri vivono in città diverse, i nostri programmi del mercoledì si svolgono online sotto forma di conferenze e panel, riunendo ogni settimana accademici esperti provenienti da varie parti del mondo turco. Nell’ambito delle attività internazionali della nostra associazione, collaboriamo con diverse università attraverso protocolli da noi predisposti. Il nostro ufficio progetti prepara progetti con argomenti e temi specifici, concentrandosi principalmente sulle opportunità di ricerca per gli accademici all’interno dell’associazione.

5. Il mondo turco comprende una vasta geografia e diverse tradizioni accademiche. Qual è la strategia di integrazione adottata dall’Associazione per trasformare questa diversità in una struttura scientifica comune e forte?

-Il mondo turco comprende una vasta geografia che si estende dal Turkestan all’Europa. Per trasformare questa diversità in un vantaggio, stiamo adottando un modello di integrazione in tre fasi: nella prima fase, stiamo conducendo un inventario. Nella seconda fase passeremo al clustering di competenze tematiche e nella terza fase creeremo piattaforme congiunte di ricerca e sviluppo. Non ci stiamo concentrando sull’eliminazione delle differenze esistenti, ma su come possiamo migliorare insieme. La nostra strategia è quella di essere completi insieme.

6. Giovani accademici e dottorandi costituiscono il futuro della scienza turca. Quali meccanismi implementa l’Unione accademica turca per formare, portare sulla scena internazionale e sostenere i giovani scienziati?

– Innanzitutto abbiamo aperto le nostre porte ai giovani accademici. Stiamo lavorando per garantire che la cultura accademica si sviluppi all’interno dell’Unione. Nella fase successiva, miriamo a formare giovani scienziati includendoli nei nostri progetti, in un rapporto maestro-apprendista simile all’organizzazione Ahi. Tra i nostri piani rientrano reti congiunte di dottorato e post-dottorato, workshop di scrittura di progetti, supporto alla pubblicazione e programmi di consulenza. La nostra strategia qui non è solo quella di formare buoni ricercatori, ma anche di formare scienziati con un’elevata fiducia in se stessi che possano parlare su piattaforme internazionali.

7. In un’era in cui la scienza è intrecciata con la politica, l’economia e la tecnologia, in che modo l’Unione accademica turca mira a proteggere l’indipendenza scientifica e i valori etici?

– L’interazione della scienza con la politica e successivamente con l’economia è stata una realtà inevitabile fin dall’inizio del mondo. Tuttavia, è anche chiaro che la scienza non può esistere all’ombra della politica. Pertanto, al fine di rivelare la verità scientifica, istituiamo comitati etici trasparenti e indipendenti e un sistema per dichiarare i conflitti di interessi nelle pubblicazioni. Il merito scientifico e i principi etici sono alla base di tutte le nostre attività.

8. Quali ostacoli strutturali e problemi sistemici sono stati incontrati fino ad oggi riguardo all’insufficiente promozione della scienza turca a livello internazionale? Qual è l’approccio unico e ambizioso dell’Unione per superare questi problemi?

– Tra i principali problemi affrontati dalla scienza turca vi sono la limitata visibilità delle pubblicazioni internazionali, la mancanza di reti accademiche e l’insufficiente sviluppo di una cultura di ricerca collaborativa. Come soluzione, stiamo cercando di creare un modello decentralizzato e basato sulla rete. Condividendo le informazioni tra loro attraverso piattaforme digitali, cerchiamo di creare ambienti di networking e collaborazione nel quadro dei principi etici accademici.

9. Qual è il messaggio principale che l’Unione accademica turca vuole trasmettere alla comunità accademica globale? Secondo lei, quale contributo unico può dare la scienza turca alla conoscenza condivisa dell’umanità?
L’Unione accademica turca è un’organizzazione non politica e il nostro messaggio è chiaro: la scienza e la conoscenza non sono centralizzate.

– Come in passato, la scienza turca, con la sua profondità storica, diversità culturale e prospettiva di civiltà, ha dato e continuerà a dare contributi unici alla conoscenza condivisa dell’umanità. Possiamo sviluppare prospettive alternative, in particolare nelle scienze naturali, nelle scienze sociali, nella storia, negli studi geopolitici e nella ricerca culturale.

10. Infine, quale sarebbe il tuo messaggio strategico e morale agli accademici che seguono da vicino, sostengono e vogliono far parte di questa visione dell’Unione accademica turca?

– L’Unione accademica turca non è solo un’istituzione; è un movimento visionario. Non bisogna dimenticare che le civiltà forti si costruiscono con una scienza forte. Anche se la strada è lunga, la nostra direzione è chiara.
Il nostro appello agli scienziati che vogliono far parte della visione dell’Unione accademica turca: produrre, collaborare, internazionalizzare e centrare l’etica scientifica e l’originalità in tutto il tuo lavoro.

In linea con il motto di Ismail Gaspıralı, “Unità nel linguaggio, nel pensiero e nell’azione”, che abbiamo adottato come principio, abbracciamo una comprensione della solidarietà accademica basata sull’integrità del linguaggio, del pensiero e dell’azione. Questo approccio considera principi fondamentali l’incontro su un terreno intellettuale comune, il rafforzamento della cooperazione nella produzione scientifica e l’azione con senso di responsabilità sociale.
Allo stesso modo, alla luce delle parole di Gazi Mustafa Kemal Atatürk, “Chi ama di più il suo Paese è chi compie al meglio il suo dovere”, consideriamo la responsabilità accademica non solo un obbligo professionale ma anche un dovere etico nei confronti della società e della nazione. In questo quadro, come Unione accademica turca, miriamo a contribuire allo sviluppo della nostra nazione dando priorità al merito scientifico, alla collaborazione interdisciplinare e ad un elevato senso di responsabilità.

– Grazie mille per l’interessante conversazione e per i tuoi preziosi pensieri.


“THE UNİON OF TURKISH ACADEMICS IS NOT JUST AN INSTITUTION, IT IS A MOVEMENT WITH A VISION”

Interview of Prof. Dr. Tarana Turan Rahimli with Assoc. Prof. Dr. Ummugulsum Candeger, President of the Turkish Academicians’ Union.

Our guest for this interview is Assoc. Prof. Dr. Ümmügülsüm Candeğer, President of the Turkish Academics Union, and a comprehensive assessment of the Union’s academic vision and global goals has been conducted.

1. What historical and intellectual need gave rise to the Turkish Academics Union? What are the fundamental philosophies, missions, and ideological foundations that distinguish this union from existing academic structures?

– The Union of Turkish Academics was born at a time when knowledge production on a global scale was concentrated in certain centers, and civilization-based perspectives were not adequately represented. Historically, the Turkic world possesses a strong accumulation of knowledge in science, philosophy, and civilization. However, the inability to institutionally and coordinately represent this accumulation within the modern academic system has created a significant gap. The fundamental element that distinguishes our Union from existing academic structures is its approach, which is based on a civilization-oriented, multi-centered, and original knowledge production. Our mission is not only to produce academic output but also to build epistemological self-confidence. We have a principled, not ideological, stance: scientific merit, ethical responsibility, and civilizational awareness.
The mission of our Union, the Turkish Academics Union, is an independent structure that embraces scientific discipline as a way of life and aims to make academic knowledge a cornerstone of social welfare. Our mission is to establish a free scientific ecosystem, free from the hierarchical structure of academic titles and ideological constraints, based solely on curiosity, data, and the passion for discovery. We are the common umbrella of academics who accept the question, “How can I contribute to the future of the Turkish nation through science?” as their raison d’être. In this context, our union has undertaken the task of creating a research climate free from political considerations and guided solely by scientific truth. Our fundamental priorities are to produce rational solutions to the chronic problems of Turkey and the Turkic world through an interdisciplinary approach, to train young researchers with world-class methodological skills, and to transform academic discoveries blossoming in laboratories into tangible economic value.
Scientific integrity and unwavering ethical values form the immutable constitution of all our activities.
Our Union’s vision is to build a future where Turkish academics are not merely followers but leading actors in the global scientific literature, and where they serve as strategic minds on platforms that shape world science policies. By establishing a high-quality knowledge network encompassing thousands of Turkish scientists working across seven continents, we envision a Turkic World where data and evidence-based policies become the norm in governance, and science is the strongest driving force for social development. In line with this vision, our primary goal is to enable our young talents to become leaders in the international scientific arena and to strengthen our country’s full independence in critical technologies and fundamental sciences through academic expertise. By combining our rich intellectual heritage, stretching from Ibn Sina to Cahit Arf, with contemporary methodologies, we are determined to make lasting a transparent enlightenment process where scientific knowledge ceases to be a privilege exclusive to certain groups and becomes accessible and understandable to all segments of society. In doing so, we also aim to ensure that Turkish becomes the language of science. In the world of the future, we envision creating an academy that works to leave a lasting and respected mark of Turkish science and to elevate the Republic of Türkiye above science and contemporary civilization.

2. In today’s global academic system, knowledge production is largely Western-centric. What scientific and strategic alternative model does the Turkish Academics Union offer against this centrality?

– As you said, today’s academic system is a Western-centric system. Our proposal is a pluralistic academic centrality. Science and knowledge are not the monopoly of a single geography.
As the Turkish Academics Union, we are establishing a Turkic World knowledge network. We have joint publication and data pool projects among Turkic World universities. We are striving to produce solutions to local problems with universal methodology. Our aim is not to be against the West or to exclude the West, but rather to establish balance and to be able to say that we also have a presence in the scientific world.


3. What is the Union’s short, medium, and long-term vision plan? Specifically, how do you see the position of Turkish science in the world of academia for the next 10 years?

– Our Union’s short-term (1-3 years) plans include institutionalizing the academic network, joint publication projects with international indexes, and organizing scientific academic congresses and symposiums.
Our medium-term (3-7 years) plans include establishing our congresses as a chain of traditional events in the Turkic world, creating joint research funds with project and patent offices, and establishing institutes for our interdisciplinary thematic research.
Our long-term (10 years) plans aim to make the Turkish language a language of science and to ensure that Turkish scientists become not only “participants” but also “directors” in the world academy. We believe that in the next ten years, the Turkic world will be more visible, more organized, and more effective on a global scale in terms of scientific collaborations.

4. What concrete scientific projects, programs, and international collaborations is the Turkish Academics Union currently working on? How do you evaluate the academic value these activities bring to the Turkic world?

– Our association is conducting a study on the academic data inventory of the Turkic world. Furthermore, our country representative offices are in the process of being established, along with our board of directors. Our scientific boards for joint peer-reviewed journals have been formed, and we are in the process of establishing the journals. We started our work a year ago by first establishing our federation. Under the umbrella of the Gaziantep-based Orhun Organization Federation, we legally established the “Turkish Academics Association.” For the past nine months, we have been holding our Wednesday programs. Because our members live in different cities, our Wednesday programs are held online as conferences and panels, bringing together expert academics from various parts of the Turkic world each week. Within the scope of our association’s international activities, we are collaborating with different universities through protocols we have prepared. Our project office prepares projects with determined project topics and themes, primarily focusing on research opportunities for academics within the association.

5. The Turkic world encompasses a vast geography and diverse academic traditions. What is the integration strategy adopted by the Association to transform this diversity into a common and strong scientific structure?

– The Turkic world encompasses a vast geography stretching from Turkestan to Europe. To turn this diversity into an advantage, we are adopting a three-stage integration model: In the first stage, we are conducting an inventory. In the second stage, we will move to thematic expertise clustering, and in the third stage, we will create joint R&D platforms. We are focusing not on eliminating existing differences, but on how we can be better together. Our strategy is to be complete together.

6. Young academics and doctoral students constitute the future of Turkish science. What mechanisms does the Turkish Academics Union implement to train, bring to the international arena, and support young scientists?

– First of all, we have opened our doors to young academics. We are working to ensure that academic culture develops within the Union. In the next stage, we aim to train young scientists by including them in our projects, in a master-apprentice relationship similar to the Ahi organization. Joint doctoral and post-doctoral networks, project writing workshops, publication support, and consultancy programs are among our plans. Our strategy here is not only to train good researchers, but also to train scientists with high self-confidence who can speak on international platforms.

7. In an era where science is intertwined with politics, economics, and technology, how does the Turkish Academics Union aim to protect scientific independence and ethical values?

– The interaction of science with politics and subsequently economics has been an inevitable reality since the beginning of the world. However, it is also clear that science cannot exist under the shadow of politics. Therefore, in order to reveal scientific truth, we establish transparent and independent ethics committees and a system for declaring conflicts of interest in publications. Scientific merit and ethical principles underlie all our activities.

8. What structural obstacles and systemic problems have been encountered to date regarding the insufficient promotion of Turkish science internationally? What is the Union’s unique and ambitious approach to overcoming these problems?

– Among the main problems faced by Turkish science are limited international publication visibility, a lack of academic networks, and insufficient development of a collaborative research culture. As a solution, we are trying to create a decentralized, network-based model. By sharing information with each other through digital platforms, we are trying to create environments for networking and collaboration within the framework of academic ethical principles.

9. What is the main message that the Turkish Academics Union wants to convey to the global academic community? In your opinion, what unique contribution can Turkish science make to humanity’s shared knowledge?
The Turkish Academics Union is a non-political organization, and our message is clear: Science and knowledge are not centralized.

– As in the past, Turkish science, with its historical depth, cultural diversity, and civilization perspective, has made and will continue to make unique contributions to humanity’s shared knowledge. We can develop alternative perspectives, particularly in the natural sciences, social sciences, history, geopolitical studies, and cultural research.

10. Finally, what would your strategic and moral message be to the academics who closely follow, support, and want to be a part of this vision of the Turkish Academics Union?

– The Turkish Academics Union is not just an institution; it is a visionary movement. It should not be forgotten that strong civilizations are built with strong science. Although the road is long, our direction is clear.
Our call to scientists who want to be a part of the Turkish Academics Union’s vision: Produce, Collaborate, Internationalize, and center scientific ethics and originality in all your work.

In line with Ismail Gaspıralı’s motto, “Unity in language, thought, and action,” which we have adopted as our principle, we embrace an understanding of academic solidarity based on the integrity of language, thought, and action. This approach considers meeting on a common intellectual ground, strengthening cooperation in scientific production, and acting with a sense of social responsibility as fundamental principles.
Similarly, in light of Gazi Mustafa Kemal Atatürk’s words, “He who loves his country most is he who performs his duty best,” we consider academic responsibility not only a professional obligation but also an ethical duty towards society and the nation. Within this framework, as the Turkish Academics Union, we aim to contribute to the development of our nation by prioritizing scientific merit, interdisciplinary collaboration, and a high sense of responsibility.

– Thank you very much for the interesting conversation and your valuable thoughts.

Foto cortesia della Assoc. Prof. Dr. Ummugulsum Candeger, Presidente dell’Unione degli accademici turchi.

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Diavolo mascherato poesia di Bhagirath Choudhary

Foto cortesia di Bhagirath Choudhary

Diavolo Mascherato

Mi definisco
Un angelo umano
Senza sosta
Parlo di pace
Ma continuo a fornire
Armi e munizioni
Alle nazioni in guerra
Che farsa?
Continuo a marchiare l’umanità
Con crudeli cicatrici di battaglia

Organizzo guerre
Per testare la letalità
Delle mie nuove armi
Per controllare per ogni colpo
Il tasso di mortalità
Quanti soldati
I miei droni suicidi
Potrebbero distruggere le nazioni
Con comoda legalità.

Algoritmi intelligenti
E metalli pesanti
Al servizio del mio designer
Guerre e battaglie nell’ombra
La mia magia del marketing
Mentre faccio una dimostrazione
Creando nuovi mercati
Per il lavaggio delle mie armi

Resto lontano
Dal fronte di guerra
Organizzo una dimostrazione di guerra
Dal comfort
Del mio salotto
Senza vergogna
E senza alcuna impunità
Assumo la povera umanità
Per trasformarla in soldati da uccidere
E farli morire
Per la mia follia egoistica

Tutti i diritti riservati
Bhagirath Choudhary

Masked Devil

I call myself
A human angel
Without cease
I talk peace
But keep supplying
Arms and ammunitions
To the battling nations
What a farce ?
I keep marking humanity
With cruel battle scars

I stage wars
To test lethality
Of my new weapons
To check per strike
The rate of mortality
How many soldiers
My suicidal drones
Could destroy nations
With convenient legality.

Smart algorithms
And heavy metals
Serve my designer
Shadow wars and battles
My marketing wizardry
While giving a demo
Creating new markets
For my weapon’s laundry

I remain far away
From the war front
Staging a war demo
From the comfort
Of my living room
Without shame
And any impunity
I hire poor humanity
To convert her into soldiers to kill
And make them die
For my egoistic insanity

All rights reserved
Bhagirath Choudhary

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O miei pensieri è una poesia di Gordana Saric

Foto cortesia di Gordana Saric

I MIEI PENSIERI


I miei pensieri sono campi profumati
ogni fiore ha il suo nome,
tenerezza, fede, rispetto
e l’amore che appartiene agli angeli

Lì crescono desideri e brame,
la luce li avvolge con un velo ammaliante
le stelle si coprono di rugiada con gocce d’argento
e il sole li piega in un’ala splendente.

Nei miei pensieri c’è un tesoro di nobiltà
l’intero universo ha preso forma
lì la dolcezza del chiaro di luna risplende nei miei occhi
e la bontà è in cima al trono.

Nei miei pensieri cantano i cieli
la mano di Dio è nelle mie mani
l’amore è il mio sacro amuleto
con cui prego per la pace nel mondo.


MOJE MISLI
Moje su  misli mirisna polja
svaki cvijet ime svoje ima,
nježnost, vjera ,poštovanje
i ljubav što pripada andjelima

Tu čežnje rastu i žudnje i želje,
svjetlost ih zanosna velom  ovija
zvijezde  rose srebrnim kapima
a sunce u sjajno krilo svija.

U mislima mojim riznica je plemenitosti
u njih je stala cijela vasiona
tu blagost mjesečine u očima sija
a dobrota je na vrhu trona.

U mislima mi pjevaju nebesa
božija je ruka u rukama  mojim
ljubav mi je sveta amajlija
s kojom se za mir u svijetu molim.
Gordana Saric – Montenegro

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In memoria di mia nonna è una poesia di Xasanova Aziza Kumushbek

Foto cortesia di Xasanova Aziza Kumushbek

In memoria di mia nonna


Il desiderio stesso è un dolore silenzioso,
Solo la riunione può guarirlo di nuovo.
Cosa posso fare? Il destino ha chiuso quella porta,
Eppure i vecchi tempi ritornano ancora una volta nel mio cuore.
Mia zia, mia madre ti assomigliano,
Ma nella mia anima, solo tu sei vero.
Non biasimo mai il percorso che percorro,
Ancora il desiderio mi graffia il petto dolorante.
Fin dall’infanzia rimane un ricordo chiaro:
I tuoi occhi erano chiari nei giorni più bui.
I dolci che hai dato, anche se non ne avevi,
Ancora sapore d’amore sulla mia lingua.
Mi manchi ogni respiro, ogni secondo di caduta,
Cosa posso fare? La riunione attende oltre ogni limite.
Il tuo viso luminoso non lascerà la mia vista,
Il rimpianto pesa, giorno e notte.
Tante primavere, tanti anni,
Tanti autunni, gelo e lacrime.
Un’anima buona non muore mai veramente,
Vive nella memoria, non mente mai.
Ora sono svuotato, il passato non verrà,
Quei giorni sono finiti, la loro eco è insensibile.
Il mio desiderio non ha una fine definitiva—
Chi se ne va non tornerà.
Mi manchi, nonna, ascolta la mia supplica,
Dall’alto del cielo, veglia su di me.
Se solo una volta sentissi la tua mano,
Un soffio di gioia mi farebbe guarire.
So che il mio Signore ha posto questa linea,
Eppure il mio cuore non riesce ancora a dimettersi.


Xasanova Aziza Kumushbek qizi. Nato il 1 ottobre 2004 a Chirchik, nella regione di Tashkent. Attualmente studente presso l’Università di Economia e Pedagogia di Tashkent. Il 1° marzo 2025 ha ricevuto il titolo di “Facoltà Zulfiya” in un concorso indetto dall’università. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici. Le sue poesie e i suoi racconti sono stati pubblicati su numerosi quotidiani, riviste e siti web in tutto il mondo. Le sue poesie,storie e opere sono costantemente pubblicate in paesi come Albania, Pakistan, Italia, America, Gran Bretagna, Germania, India, Argentina, Turchia, Arabia e Uzbekistan, Kenya, Africa, Corea, Bangladesh




In Memory of My Grandmother
Longing itself is a silent pain,
Only reunion can heal it again.
What can I do? Fate closed that door,
Yet old days return in my heart once more.
My aunt, my mother resemble you,
But in my soul, you alone are true.
I never blame the path I tread,
Still longing claws my aching chest.
From childhood, one clear memory stays:
Your eyes were light in darker days.
The sweets you gave, though you had none,
Still taste of love upon my tongue.
I miss you every breath, each second’s fall,
What can I do? Reunion waits beyond it all.
Your glowing face won’t leave my sight,
Regret weighs heavy, day and night.
So many springs, so many years,
So many autumns, frost, and tears.
A good soul never truly dies,
It lives in memory, it never lies.
I’m emptied now, the past won’t come,
Those days are gone, their echo numb.
My longing has no final end—
The one who leaves will not return.
I miss you, Grandma, hear my plea,
From heaven’s height, watch over me.
If only once your hand I’d feel,
One breath of joy would make me heal.
I know my Lord has set this line,
Yet still my heart cannot resign.


Xasanova Aziza Kumushbek qizi. Born on October 1, 2004 in Chirchik, Tashkent Region. Currently a student at Tashkent University of Economics and Pedagogy. On March 1, 2025, she received the title of “Faculty Zulfiya” in a competition held by the university. She has published several scientific articles.Her poems and stories have been published in many newspapers, magazines, and websites around the world. Her poems, stories, and works are constantly published in countries such as Albania, Pakistan, Italy, America, Great Britain, Germany, India, Argentina, Turkey, Arabia and Uzbekistan, Kenya, Africa, Korea,Bangladesh

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“Affetto e amore costituiscono il fondamento di relazioni umane stabili e di una famiglia felice”…del Dott. Muhammad Al-Rawi – Iraq

Foto cortesia del Dott. Muhammad Al-Rawi – Iraq

L’affetto è più profondo dell’amore

Dott. Muhammad Al-Rawi – Iraq

Affetto e amore costituiscono il fondamento di relazioni umane stabili e di una famiglia felice. Rappresentano aspetti complementari della vita emotiva: l’amore è un sentimento sentito, mentre l’affetto traduce quel sentimento in azioni e comportamenti tangibili, come rispetto e apprezzamento. Ogni persona, indipendentemente dall’età o dal sesso, ha bisogno dell’affetto degli altri. Gli esseri umani sono esseri sociali, intrinsecamente attratti dall’interazione, e la desiderano profondamente.
L’affetto non è una semplice parola nella legge delle relazioni umane: è amore che si manifesta attraverso azioni e comportamenti. Si esprime in cura, apprezzamento e compassione, rafforzati da parole gentili e comportamenti cortesi. È una sensazione meravigliosa, un senso di pace interiore. L’affetto non è qualcosa che si dice semplicemente; è uno stato d’animo che si vive. È il filo invisibile che unisce i cuori silenziosamente, senza rumore. È dare il beneficio del dubbio prima di chiedere, cercare scuse prima di rimproverare, scegliere la gentilezza quando si potrebbe essere duri.  Sta dicendo: “Ciò che condividiamo è più grande di questa difficoltà passeggera”.
L’affetto è un linguaggio che non ha bisogno di spiegazioni e una relazione che non richiede prove. È un sentimento sottile che cresce silenziosamente e persiste costantemente. Si fonda sul rispetto reciproco, sulla misericordia, sulla gentilezza, sulla tolleranza e sul desiderio di portare felicità all’altro senza condizioni. Forse il suo aspetto più bello è che non ha bisogno di essere annunciato: la sua presenza si vede nelle azioni, si percepisce in silenzio e si comprende attraverso uno sguardo. I segni di affetto genuino includono: l’assenza di una delle parti che lascia un segno duraturo, i disaccordi che non minano il rispetto e la distanza che non attenua mai i sentimenti.
L’affetto è più del semplice amore. Se l’amore è istintivo, allora l’affetto è l’abbraccio che lo nutre e lo approfondisce. È il segreto della coesione tra gli individui. L’affetto non può esistere senza amore; l’amore lo precede. L’affetto è il riflesso e il rafforzamento dell’amore; è il comportamento che nasce dall’amore. È più profondo dell’amore perché rappresenta la dimensione pratica e comportamentale dei sentimenti: è l’amore incarnato nell’azione.  È duraturo e stabile, il che lo rende un pilastro fondamentale per le relazioni a lungo termine.
L’amore è un’esperienza emotiva radicata nel cuore, caratterizzata da passione, desiderio, brama e attrazione. Spesso si accende rapidamente e intensamente, ma può svanire se non accompagnato da cure. L’affetto, d’altra parte, è la realizzazione pratica dell’amore. È amare qualcuno non perché è perfetto, ma perché il tuo cuore ha trovato casa in lui. Non è l’impeto impulsivo dei primi incontri, ma la fermezza di un cuore dopo anni di compagnia. La sua assenza è percepita come una perdita, e la sua presenza come un completamento insostituibile.
Come disse il poeta Jamil Buthaina:
“O Signore, rendila cara a me e concedimi
affetto da lei; Tu dai e Tu neghi”.
Egli distingue tra il dolore costante dell’amore e la realizzazione finale dell’affetto. L’affetto si rafforza nel tempo, si costruisce giorno dopo giorno, resistendo alle circostanze e dando alla relazione il suo vero significato. A differenza della passione romantica, l’affetto non si basa sul desiderio o sull’intensità;  incarna un senso di sicurezza e cura. Il Corano dice: “E pose tra voi tenerezza e misericordia” – non “amore e misericordia”. Questa espressione non è una mera coincidenza linguistica; racchiude un significato profondo. L’amore può coesistere con egoismo o possessività, mentre l’affetto esprime donazione, comprensione e il desiderio di rendere felice l’altro senza aspettative. Non è radicato in un’emozione passeggera, ma in una devozione incrollabile.
L’affetto è più profondo dell’amore perché è amore maturato, un cuore rasserenato, una relazione messa alla prova dal tempo. L’amore è un sentimento; l’affetto è una scelta. I sentimenti possono sorgere involontariamente, ma la scelta di coltivare l’affetto si rinnova ogni giorno.




Affection Is Deeper Than Love

Dr. Muhammad Al-Rawi – Iraq

Affection and love form the foundation for stable human relationships and a happy home. They represent complementary aspects of emotional life: love is a heartfelt feeling, while affection translates that feeling into tangible actions and behaviors, such as respect and appreciation. Every person, regardless of age or gender, needs affection from others. Humans are social beings, inherently drawn to interaction, and they yearn for it deeply.
Affection is not a mere word in the law of human relations—it is love manifested through deeds and conduct. It expresses itself in care, appreciation, and compassion, reinforced through kind words and courteous behavior. It is a beautiful feeling, a sense of inner peace. Affection is not something you merely say; it is a state that you live. It is the invisible thread that draws hearts together quietly, without noise. It is giving the benefit of the doubt before asking, seeking excuses before reproach, choosing gentleness when one could be harsh. It is saying, “What we share is greater than this passing difficulty.”
Affection is a language that needs no explanation and a relationship that requires no proof. It is a subtle feeling that grows quietly and persists steadily. It is founded on mutual respect, mercy, kindness, tolerance, and the desire to bring happiness to the other without conditions. Perhaps its most beautiful aspect is that it needs no announcement: its presence is seen in actions, felt in silence, and understood through a glance. Signs of genuine affection include: the absence of one party leaving a lasting impact, disagreements not undermining respect, and distance never diminishing the feelings.
Affection is more than mere love. If love is instinctive, then affection is the embrace that nurtures and deepens it. It is the secret of cohesion between individuals. Affection cannot exist without love; love precedes it. Affection is the reflection and strengthening of love; it is the behavior born of love. It is deeper than love because it represents the practical and behavioral dimension of feelings—it is love embodied in action. It is enduring and stable, making it a cornerstone for long-term relationships.
Love is an emotional experience rooted in the heart, characterized by passion, longing, desire, and attraction. It often ignites quickly and intensely, but may fade if not accompanied by care. Affection, on the other hand, is the practical realization of love. It is loving someone not because they are perfect, but because your heart has found a home with them. It is not the impulsive rush of early encounters but the steadfastness of a heart after years of companionship. Their absence is felt as a loss, and their presence as irreplaceable completion.
As the poet Jamil Buthaina said:
“O Lord, endear her to me and grant me
affection from her; You give and You withhold.”
He distinguishes between the constant ache of love and the ultimate fulfillment of affection. Affection strengthens over time, built day by day, enduring circumstances, and giving the relationship its true meaning. Unlike romantic passion, affection does not rely on desire or intensity; it embodies a sense of security and care. The Qur’an says, “And He placed between you affection and mercy”—not “love and mercy.” This phrasing is not mere linguistic coincidence; it carries profound meaning. Love may coexist with selfishness or possessiveness, whereas affection expresses giving, understanding, and the desire to make the other happy without expectation. It is rooted not in fleeting emotion but in steadfast devotion.
Affection is deeper than love because it is love matured, a heart calmed, a relationship tested by time. Love is a feeling; affection is a choice. Feelings may arise involuntarily, but the choice to nurture affection is renewed each day.


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Carlos Javier Jarquin intervista Franklin Calvo, appassionato di arti visive e insegnamento.

Foto cortesia di Franklin Calvo, meglio conosciuto come FranD’klin, nato a San José, in Costa Rica, è un artista visivo, scrittore, docente e gestore culturale.

Franklin Calvo, appassionato di arti visive e insegnamento

Di Carlos Javier Jarquín

L’arte, la cultura e le lettere mi hanno dato il privilegio di conoscere persone incredibili, degne di ammirazione. È un onore incontrarle, sia di persona che virtualmente. Oggi vi presento, attraverso questa intervista, Franklin Calvo Calvo meglio conosciuto come FranD’klin, nato a San José, in Costa Rica. È un artista artistico il cui lavoro ha viaggiato per numerosi Paesi; inoltre, è docente, scrittore e gestore culturale. Attualmente lavora presso il Ministero della Pubblica Istruzione (MEP), dove insegna pittura e spagnolo. L’Associazione Nazionale degli Educatori (ANDE) ha premiato la sua opera artistica in due occasioni: con una menzione d’onore e un primo posto nella pittura a livello nazionale.
Conosco Franklin da molti anni e, con il passare del tempo, la nostra amicizia si è rafforzata. Gli sarò sempre grato: durante il 2018 e il 2019, ha promosso il mio invito come giuria al Festival Studentesco delle Arti (FEA) della Scuola Rincón Grande, a Pavas, San José, dove insegna. È stato un onore condividere con questi bambini talentuosi; custodisco ricordi felici e indimenticabili. Esprimo anche da qui il mio sincero ringraziamento perché lui e i suoi allievi hanno letto e studiato alcune delle mie poesie ed articoli. Questo nobile gesto è, per me, il dono più bello che ho ricevuto.
Scopriamo di più su questo talentuoso artista costaricano. FranD’klin ha una formazione accademica internazionale e diversificata: ha studiato Pedagogia presso l’Università della Valle, dove si è laureato come professore per i cicli I e II. Inoltre, si è laureato alla Paramount Academy negli Stati Uniti, specializzandosi in pittura orientale, acquerello, acrilico e olio.
La sua passione per l’arte asiatica lo portò ad essere allievo di rinomati maestri orientali, con i quali perfezionò la tecnica del Sumi-e (pittura a inchiostro) e dell’acquerello orientale. Ha completato i suoi studi in Oriente e Occidente con un’esperienza che qualifica come fondamentale per comprendere l’ “artista interiore” e il rispetto dell’essere umano.
Colgo l’occasione per congratularmi con Franklin per il grande lavoro che ha svolto, sta svolgendo e continuerà a svolgere per l’arte, la cultura, l’educazione e la diffusione della conoscenza. In questa intervista, affrontiamo temi come la sua creatività, i motivi che ispirano le sue pitture, la sua scrittura, il suo lavoro educativo e la sua partecipazione come coautore nell’antologia poetica CANTO PLANETARIO. Sono sicuro che vi piacerà questa chiacchierata con questo artista eccellente. Vi invito a conoscere meglio la sua opera artistica e letteraria.

Intervista

A che età ha avuto il suo primo contatto con le arti plastiche?

Fin da bambino, è stato il tutto come un modellatore sperimentale, ma ritengo che l’artista nasce ed evolve con l’arte.

Da bambino, chi l’ha ispirato ad innamorarsi della pittura?

Lo stesso contorno in cui sono stato creato, poiché vivevo circondato dalla natura; ma, sempre spinto da mia madre e nonna materna, voglio anche ringraziare la grande signora Olga Espinach che ha seguito la mia arte fin da giovane.

Dove ha iniziato i suoi studi d’arte?

Ho iniziato i miei studi dalla scuola primaria e secondaria, quando ero adolescente la mia alma mater era la Casa dell’Artista – ora appartiene al Ministero della Cultura -, poi sono passato alla Paramount Academy con sede in Costa Rica, successivamente, sono stato allievo del famoso pittore Kan Yu Chien che mi ha istruito per 7 anni nella tecnica del Sumi-E e della pittura cinese, ho studiato arti plastiche per il I e II ciclo all’UNED e ho continuato con alcuni laboratori negli USA.

In cosa consiste la tecnica del Sumi-e?

Consiste nell’iniziare ad apprendere la tecnica dei 4 cavalieri menzionati con:
l’orchidea donando la bellezza,
il bambù che dà la forza,
il susino che esprime una delle stagioni dell’anno e
il crisantemo dando il movimento nella tecnica;
Questa tecnica è millenaria e tocca l’anima e lo spirito dell’artista, quando è capace di guardare attraverso il monocromo, i mille colori che ha la vita.

Quali sono i principali temi che affronta nei suoi dipinti e scritti?

I miei dipinti affrontano la natura in tutte le sue manifestazioni e i miei scritti contemplano la carità e l’umanità per mezzo di questi arrivare all’eterno.

Nei suoi primi anni di giovinezza, mostrò grande interesse per gli studi religiosi, ma rifiutò di continuare con questa carriera. Cosa lo ha spinto a dedicarsi maggiormente all’insegnamento e alle arti plastiche?

Mi ha ispirato un apostolato vivo tra le masse del contorno per poter apportare il mio granello di sabbia delle mie conoscenze.

In che modo pensi che l’intelligenza artificiale (AI) possa influenzare o beneficiare gli artisti?

Credo che tutto ciò che porta al bene non ha alcuna influenza sull’umanità e ritengo che l’IA sia un buono.strumento se sappiamo guidarlo.

Con la sua vasta esperienza nelle arti plastiche, come definisce la sua arte di dipingere?

Sono io stesso con porte aperte all’interpretazione che danno all’essere umano pace e tranquillità nel contemplare le mie opere, questo è il mio più grande sogno attraverso la mia arte.

In quali Paesi ha venduto di più le sue opere d’arte?

Le mie opere artistiche sono in diversi Paesi dell’America Centrale e negli Stati Uniti, ma il posto più venduto è nel mio Paese e negli Stati Uniti.

Com’è stata la sua esperienza come docente nelle aree della pittura e dello spagnolo con i suoi studenti?

Il sistema pedagogico ci invita ad essere creativi, a utilizzare assi trasversali e attraverso la pittura e il contorno con i miei studenti ho potuto implementare i miei insegnamenti come insegnante e con la mia poesia abbellire la materia dello spagnolo.

Cosa pensa della frase del fisico teorico Michio Kaku: “Tutti i bambini nascono geni, ma sono schiacciati dalla società e dall’istruzione”?

Tutto differisce, la società ti mette le opportunità, l’educazione le rialimenta, nulla schiacciava, se guardiamo alla vita con speranza sapendo che il rispetto per ciò che scrivono gli altri è primordiale e si contempla solo.

Cosa ha significato per lei far parte di Canto Planetario: Fratellanza sulla Terra (H.C. Editores, 2023)?

Ha rappresentato unirmi a un tutto, attraverso il Canto Planetario e contemplare in diverse poesie di pari la bellezza della vita e ispirarmi alla mente creativa di chi ha convocato il Canto Planetario.

Quale messaggio darebbe alle autorità costaricane affinché sostengano gli artisti e investano in un’istruzione di qualità?

Il messaggio che considero più corretto sarebbe: non estraete mai l’arte dai parametri pedagogici, l’arte è una sala di riposo nel corso della vita, apportando un progresso all’interno di un profilo diverso all’educazione costaricana.



L’intervistatore, è uno scrittore nicaraguense residente in Costa Rica.
Contatto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es









Franklin Calvo, apasionado de las artes visuales y la docencia

Por Carlos Javier Jarquín
El arte, la cultura y las letras me han brindado el privilegio de conocer a personas increíbles, dignas de admirar. Es un honor coincidir con ellas, ya sea presencialmente o virtualmente. Hoy les presento, a través de esta entrevista, a Franklin Calvo Calvo mejor conocido como FranD’klin, nació en San José, Costa Rica. Es un destacado artista plástico cuyo trabajo ha viajado por numerosos países; además, es docente, escritor y gestor cultural. Actualmente labora en el Ministerio de Educación Pública (MEP), donde imparte clases de pintura y español. La Asociación Nacional de Educadores (ANDE) ha premiado su obra artística en dos ocasiones: con una mención de honor y un primer lugar en pintura a nivel nacional.
Conozco a Franklin desde hace muchos años y, con el paso del tiempo, nuestra amistad se ha fortalecido. Siempre le estaré agradecido: durante 2018 y 2019, él impulsó mi invitación como jurado en el Festival Estudiantil de las Artes (FEA) de la Escuela Rincón Grande, en Pavas, San José, donde es docente. Fue un honor compartir con esos niños talentosos; guardo gratos e inolvidables recuerdos. También extiendo desde aquí mi sincero agradecimiento porque él y sus alumnos han leído y estudiado algunos de mis poemas y artículos. Este noble gesto es, para mí, el regalo más hermoso que he recibido.
Conozcamos más sobre este talentoso artista costarricense. FranD’klin cuenta con una formación académica internacional y diversa: estudió Pedagogía en la Universidad del Valle, donde se tituló como profesor para los ciclos I y II. Además, se graduó en la Paramount Academy de Estados Unidos, especializándose en pintura oriental, acuarela, acrílico y óleo. Su pasión por el arte asiático lo llevó a ser discípulo de reconocidos maestros orientales, con quienes perfeccionó la técnica del Sumi-e (pintura a tinta) y la acuarela oriental. Complementó sus estudios en Oriente y Occidente una experiencia que califica como fundamental para comprender el “artista interior” y el respeto por el ser humano.
Aprovecho esta ocasión para felicitar a Franklin por el gran trabajo que ha realizado, realiza y seguirá haciendo por el arte, la cultura, la educación y la difusión del conocimiento. En esta entrevista, abordamos temas como su creatividad, los motivos que inspiran sus pinturas, su escritura, su labor educativa y su participación como coautor en la antología poética CANTO PLANETARIO. Estoy seguro de que disfrutarán esta charla con este excelente artista. Los invito a conocer más sobre su obra artística y literaria

Entrevista

¿A qué edad tuvo su primer contacto con las artes plásticas?
Desde muy niño, fue el todo como un modelador experimental, pero, considero que el artista nace y evoluciona con el arte.

De pequeño, ¿quiénes lo inspiraron para que se enamorara de la pintura?

El mismo contorno en el que fui creado, ya que, vivía rodeado de naturaleza; pero, siempre me impulsó mi madre y abuela materna, también le quiero agradecer a la gran dama la señora Olga Espinach que dio seguimiento a mi arte desde muy joven.

¿Dónde inició sus estudios de arte?

Inicié mis estudios desde la primaria y secundaria, cuando era adolescente mi alma máter fue la Casa del Artista -ahora pertenece al Ministerio de Cultura-, luego pasé a la Paramount Academy con sede en Costa Rica, posteriormente, fui alumno del famoso pintor Kan Yu Chien quien fue el que me instruyó durante 7 años en la técnica del Sumi-E y la pintura china, estudié artes plásticas para I y II ciclo en la UNED y continué con algunos talleres en USA.

¿En qué consiste la técnica del Sumi-e?

Consiste en comenzar a aprender la técnica de los 4 caballeros referidos con:
la orquídea dando la belleza,
el bambú dando la fuerza,
el ciruelo expresando alguna de las estaciones del año y
el crisantemo dando el movimiento en la técnica;
Esta técnica es milenaria y toca el alma y espíritu del artista, cuando sea capaz de mirar a través del monocromo, los mil colores que tiene la vida.

¿Cuáles son los principales temas que aborda en sus pinturas y escritos?

Mis pinturas abordan la naturaleza en todas sus manifestaciones y mis escritos contemplan la caridad y humanidad para por medio de estos llegar a lo eterno.

En sus primeros años de juventud, mostró gran interés en los estudios religiosos, pero declinó continuar con esa carrera. ¿Qué lo motivó a dedicarse más a la docencia y las artes plásticas?

Me inclinó un apostolado vivo entre las masas del contorno para poder aportar mi grano de arena de mis conocimientos.

¿De qué manera cree que la Inteligencia Artificial (IA) puede afectar o beneficiar a los artistas?

Creo que todo lo que conduzca a lo bueno no tiene ninguna afectación a la humanidad y considero que la IA es un buen instrumento si lo sabemos direccionar.

Con su gran experiencia en las artes plásticas, ¿cómo define su arte de pintar?

Soy yo mismo con puertas abiertas a la interpretación que donen al ser humano paz y tranquilidad al contemplar mis obras, ese es mi mayor sueño a través de mi arte.

¿En qué países ha vendido más sus obras artísticas?

Mis obras artísticas están en varios países de Centroamérica y Estados Unidos, pero,nal en dónde más he vendido es en mi propio país y USA.

¿Cómo ha sido su experiencia como docente en las áreas de pintura y español con sus alumnos?

El sistema pedagógico nos invita a ser creativos, a utilizar ejes trasversales y a través de la pintura y el contorno con mis alumnos he podido implantar mis enseñanzas como docente y con mi poesía embellecer la materia del español.

¿Qué opinión le merece la frase del físico teórico Michio Kaku: “Todos los niños nacen genios, pero son aplastados por la sociedad y la educación”?

Todo difiere, la sociedad te pone las oportunidades, la educación las retroalimenta, nada aplasta, si vemos la vida con esperanza sabiendo que el respeto a lo que otros escriben es primordial y solo se contempla.

¿Qué representó para usted ser parte de Canto Planetario: Hermandad en la Tierra (H.C. Editores, 2023)?

Representó unirme a un todo, a través del Canto Planetario y a contemplar en diferentes poemas de iguales la belleza de la vida e inspirarme en la mente creativa de quién convocó al Canto Planetario.

¿Qué mensaje les compartiría a las autoridades costarricenses para que apoyen a los artistas e inviertan en una educación de calidad?

El mensaje que considero más correcto sería, no saquen nunca el arte de los parámetros pedagógicos, el arte es una sala de descanso en el correr de la vida, aportando un avance dentro de un perfil diferente a la educación costarricense.



El entrevistador, es escritor nicaragüense radicado en Costa Rica.
Contacto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es



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Foto cortesia dell’ intervistatore Carlos Javier Jarquin
Titolo: Fortezza interiore
Tecnica: Sumi-E, inchiostro cinese, 45×45
Anno: 2026
Autore: Franklin Calvo
Titolo: Un bel gelsomino al mio TAO
Tecnica: Acquerello 75×70
Anno: 2025
Autore: Franklin Calvo.
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