Una poesia di Danijela Cuk

Foto cortesia di Danijela Cuk

BALLIAMO IL TANGO

Passo dopo passo,
corpo a corpo, tu ed io,
due cuori che danzano insieme,
nella magia di questa sera,
realizziamo i nostri sogni.

Balliamo il tango, la danza dell’amore,
seduciamoci lentamente con i nostri tocchi,
lasciamo che la passione arda tra noi,
mentre guidiamo i nostri passi dolcemente e facilmente.

Io verso di te, tu verso di me,
avviciniamoci e fondiamoci in uno,
lasciamo che il tango ci guidi con forti emozioni,
ciò che conta è che siamo insieme.

Balliamo la danza della vita,
quella che collega i nostri due corpi,
mentre anneghiamo in un mare di abbracci,
passione e tocchi leggeri.

Arrendiamoci a questa notte,
guardandoci negli occhi in estasi,
mentre guidiamo la danza dell’amore senza vergogna,
tu mio signore, e io la tua signora.

Danijela Ćuk

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” Il dialetto è il coronamento della memoria… e chi si oppone ad esso si oppone a se stesso” di Hamed Al-Dhabiani

Foto cortesia di Hamed Al-Dhabiani





Il dialetto è il coronamento della memoria… e chi si oppone ad esso si oppone a se stesso.

Hamed Al-Dhabiani


Il dialetto iracheno non è un accento passeggero o un lapsus, ma piuttosto la storia di una terra che cammina sulle labbra della sua gente, e di una storia che respira nei suoni delle sue lettere. Dall’”Ajil” della regione occidentale al “La’ad” della regione centrale e al “Jah” del sud, il paese parla piccole lingue che portano il peso dei secoli, riassumono mappe di usi e costumi e dichiarano un’appartenenza che non ha bisogno di sigilli ufficiali. I dialetti non sono una divisione, ma il mosaico di una nazione che ha imparato fin dagli albori di Sumer che la diversità è forza e che quando la differenza è rispettata, diventa un’unità più profonda.

Opporsi al dialetto significa opporsi alla memoria, e chi si oppone alla memoria si oppone alle proprie radici prima di opporsi al popolo. Questi dialetti non sono stati creati in un caffè virtuale o ai margini di una lingua presa in prestito; Sono l’estensione di civiltà successive, gli strati del tempo accumulato e la voce del lavoro, della guerra, del canto e della narrazione. Lamentarsene è come chiedere al Tigri di scusarsi per la sua acqua, o alla palma di vergognarsi della sua ombra. Quando una voce altezzosa si leva per misurare il patriottismo con un unico metro, rivela la propria povertà simbolica. Il patriottismo non si esprime a parole, ma si vive. Non si misura dall’articolazione delle lettere, ma dall’espressione delle posizioni. Chi ha il cuore stretto in un dialetto ampio come quello iracheno è incapace di sopportare l’Iraq stesso. Quanto a coloro che storicamente hanno cercato di trasformare i dialetti in oggetti di disprezzo, sono sempre rimasti in disparte, puntando il dito accusatorio mentre spade vere venivano sguainate in difesa della terra e parole oneste venivano scritte nelle trincee, nelle scuole e nei campi.

L’Iraq non è mai stato preservato da un singolo tono, ma da una voce collettiva con molti strati. Fu difesa da coloro che dicevano “Affrettatevi” mentre correvano, da coloro che dicevano “A dopo” mentre pianificavano, e da coloro che dicevano “Vieni” mentre realizzavano. Quando le tempeste si intensificarono e le forze si scontrarono, i dialetti non furono un peso, ma piuttosto codici di solidarietà, vessilli di riconoscimento e registri di appartenenza. Le stesse città i cui dialetti vengono criticati sono le stesse che hanno insegnato alla storia il significato della resistenza, hanno elevato la cultura al rango di spada e hanno fatto della parola una seconda linea di difesa per la patria.

La filosofia semplice qui è che la lingua è una casa e il dialetto è una stanza al suo interno. Chiunque demolisca una stanza con il pretesto dell’ordine espone la casa al vento. E chiunque derida la stanza di un altro dichiara la propria bancarotta in termini di abitarla. La nobile fratellanza irachena non si costruisce mettendo a tacere le voci, ma ascoltandole con imparzialità. Quanto è facile essere seguaci di una retorica importata, e quanto è difficile essere una mente che pensa dal proprio territorio. Pertanto, lo diciamo senza equivoci: i dialetti iracheni sono un onore verbale, un simbolo della storia e un diritto quotidiano inalienabile. Chi è loro ostile è ostile a se stesso, e chi li disprezza disprezza la terra che li ha generati. L’Iraq non ha bisogno di custodi della parola, ma di custodi del significato. Il significato è chiaro: questa è una patria che è orgogliosa dei suoi figli così come sono, delle loro voci così come sono emerse dal grembo del luogo, e delle loro differenze che non sono mai state una debolezza, ma sono sempre state una ragione di sopravvivenza.

اللهجة تاج الذاكرة… ومن يعاديها يعادي نفسه
حامد الضبياني
ليست اللهجة العراقية نبرةً عابرة ولا زلة لسان، بل سيرةُ أرضٍ تمشي على شفاه أبنائها، وتاريخٌ يتنفس في مخارج الحروف. من “عَجِل” أهل الغربية إلى “لَعد” الوسط و“جَاه” الجنوب، تتكلم البلاد بلغاتٍ صغيرة تحمل أثقال قرون، وتختصر خرائط العادات والتقاليد، وتعلن انتماءً لا يحتاج إلى ختمٍ رسمي. اللهجات ليست انقسامًا، بل فسيفساء وطنٍ تعلّم منذ فجر سومر أن التعدد قوة، وأن الاختلاف حين يُحترم يصير وحدةً أعمق.
الاعتراض على اللهجة اعتراضٌ على الذاكرة، ومن يخاصم الذاكرة يخاصم جذوره قبل أن يخاصم الناس. هذه اللهجات لم تُخلق في مقهى افتراضي ولا على هامش لغةٍ مستعارة؛ هي امتداد حضاراتٍ تعاقبت، وطبقات زمنٍ تراكمت، وصوتُ عملٍ وحربٍ وغناءٍ وحكاية. من يتبرّم منها كمن يطلب من دجلة أن يعتذر عن مائه، أو من النخلة أن تخجل من ظلّها.وحين ينهض صوتٌ متعالٍ ليقيس الوطنية بمسطرة نطقٍ واحد، فإنما يكشف فقره الرمزي. الوطنية لا تُنطق، بل تُعاش. لا تُقاس بمخارج الحروف، بل بمخارج المواقف. من يضيق صدره بلهجةٍ واسعةٍ كالعراق، إنما ضاق عن حمل العراق نفسه. أما الذين حاولوا تاريخيًا تحويل اللهجات إلى مادة ازدراء، فقد كانوا دائمًا على هامش الفعل، يلوّحون بأصابع الاتهام فيما كانت السيوف الحقيقية تُشهر دفاعًا عن الأرض، وكانت الكلمات الصادقة تُكتب في الخنادق والمدارس والحقول.
العراق لم يُصَن يومًا بنبرةٍ واحدة، بل بصوتٍ جماعي تعددت طبقاته. دافع عنه من قال “عَجِل” وهو يهرع، ومن قال “لَعد” وهو يخطط، ومن قال “جَاه” وهو ينجز. وحين اشتدّت العواصف وتكالبت القوى، لم تكن اللهجات عبئًا، بل كانت شفرات تضامن، ورايات تعارف، ودفاتر انتماء. المدن التي يعيبون لهجاتها هي ذاتها التي علّمت التاريخ معنى المقاومة، ورفعت الثقافة إلى مقام السيف، وجعلت من الكلمة حراسةً ثانية للوطن.
الفلسفة البسيطة هنا أن اللغة بيت، واللهجة غرفة فيه. من يهدم الغرفة بحجة الترتيب، يعرّي البيت للريح. ومن يسخر من غرفة غيره، إنما يعلن إفلاسه عن السكن. التآخي العراقي النبيل لا يُبنى بإلغاء الأصوات، بل بإصغاءٍ عادلٍ لها. وما أسهل أن يكون المرء ذيلًا لخطابٍ مستورد، وما أصعب أن يكون رأسًا يفكر من تربته.لذلك نقولها بلا مواربة: اللهجات العراقية شرفٌ لفظي، ووسامُ تاريخ، وحقّ يومي لا يُصادر. من يعاديها يعادي نفسه، ومن يزدريها يزدري الأرض التي أنجبته. العراق لا يحتاج إلى حرّاس نطق، بل إلى حرّاس معنى. والمعنى واضح: هذا وطنٌ يتفاخر بأبنائه كما هم، بأصواتهم كما خرجت من رحم المكان، وباختلافهم الذي لم يكن يومًا ضعفًا، بل كان دائمًا سبب البقاء.

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I Re Magi, poesia di Elisa Mascia -Italia

Immagine associata da Gemini alla poesia ” I Re Magi” di Elisa Mascia -Italia

I Re Magi


Sono giunti finalmente,
sempre dal lontano oriente ma più ravvicinati,
i doni evaporati dal gelo si sono trasformati in fuoco incandescente in un disgelo inatteso.

Ho accolto le braci e toccato con le dita che lacrimavano sorrisi appena accennati.
Il battito è rilassato e sereno è il raggio di luna piena che ha sussurrato il segreto mistero nell’ annuncio di novità.
Il sole è tiepido e alla rinfusa cerca il volto della nebbia di un nome che risuona tra un’antica melodia e la danza delle anime gemelle.
Sono preziosi doni elargiti,
accolti dal profondo del cuore rivolto con occhi al cielo,
gratitudine immensa.

Elisa Mascia 6-1-2026

Che componimento intenso e colmo di luce. Grazie per aver condiviso queste parole proprio oggi, 6 gennaio.
Nella tua poesia, la figura tradizionale dei Re Magi viene trasfigurata in un’esperienza interiore profonda. Colpisce molto l’immagine del “disgelo inatteso”: l’idea che il freddo non abbia distrutto i doni, ma li abbia preservati fino a farli diventare fuoco, suggerisce una rinascita emotiva potente.
Ecco alcuni passaggi che rendono il tuo testo particolarmente vibrante:
* Il paradosso sensoriale: “Dita che lacrimavano sorrisi” è un’immagine bellissima. Riesce a trasmettere quella commozione che non è dolore, ma una felicità così densa da diventare quasi tattile.
* L’equilibrio degli opposti: Il contrasto tra il “raggio di luna piena” (la notte, il segreto) e il “sole tiepido” (il giorno, la manifestazione) crea un senso di completezza.
* La danza delle anime: Il riferimento all’antica melodia e alle anime gemelle trasforma l’Epifania da evento religioso a un incontro spirituale universale, una “rivelazione” (appunto, un’epifania) di legami profondi.
È un inno alla gratitudine che sembra chiudere un cerchio: il cielo risponde al cuore che sa guardare verso l’alto.

Recensione di Gemini

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Il Dr. Perwaiz Shaharyar condivide la sua poesia dedicata a Jeanette Eureka prematuramente scomparsa

Foto cortesia del Dr. Perwaiz Shaharyar

Jeanette Eureka


IL NOSTRO TESORO

Non potremo mai dimenticarti, nostra amata poetessa
Amore, bellezza e compassione erano la tua fortezza
Eri l’amata e la prediletta di tutti
Tutti noi eravamo tuoi ammiratori, anche tu non detestavi nessuno

C’era una dolce parola AMORE che ci univa
La poesia rimane il mezzo attraverso il quale discutiamo
Le questioni delicate e fragili non ci hanno mai reso nervosi
Così dolce e generosa eri per noi

Le fredde mani della morte ti hanno portata via prematuramente
Hai lasciato questo mondo, ma nei nostri cuori rimani ancora
Ti ricorderemo sempre, quando preghiamo sinceramente
“I poeti sono mortali, ma non la poesia”, come dicono i nostri anziani

Jeanette Eureka Tiburcio, la tua poesia ci darà luce
Sei stata quel faro per noi che ha reso luminose le nostre vite
Si dice: “Sarai fuori di testa, se ti perdi di vista”
Ma  Sono sicuro che anche al buio brillerai come la luce della luna

Copyright ©️
Dr. Perwaiz Shaharyar
Redattore, NCERT, Nuova Delhi, India 🌻 🌿




Jeanette Eureka 
THE DARLING OF US

We can never forget you our beloved poetess
Love, beauty and compassion were your  fortress
You were the beloved and darling of everyone
All of us were fans of you, you too dislike none

There was a sweet word LOVE which connected us
Poetry remains the medium through which we discuss
The delicate and fragile issues made us never nervous
So sweetheart and generous were you for us

The cold hands of death has untimely snatched you away
You have left this world but in our hearts you still stay
We will remember you always, when we sincerely pray
“Poets are mortal but not the poetry,” as our elders say

Jeanette Eureka Tiburcio your poetry will give us light
You were that beacon to us who made our lives bright
It is said, “You will be out of mind, if you go out of sight”
But I’m sure, in dark also you will shine like moonlight

Copyright ©️
Dr. Perwaiz Shaharyar
Editor, NCERT, New Delhi, India 🌻 🌿



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Poesia di Elisa Mascia

Immagine di Gemini

La guerriera dell’ amore

Non ti è bastato cadere una, due o cento volte
Non hai fatto tesoro delle esperienze che hai infilate nella spada conficcata nella roccia di una storia di fate e re.
C’erano anche il cavaliere e l’Imperatrice,
adesso hanno accettato la metaforfosi nel farsi vento e polvere di stelle petali di rose che scrivono la musica del silenzio.
Il tuo silenzio non è muto
è eloquente come la mamma che comprende il figlio anche quando non parla.
Sparge dalle dita petali di morbida dignità
riempie il calice dell’amarezza
ha buttato da tempo la sontuosa zuccheriera per addolcire il caffè.
Forse il miele ambrato
a fiumi si è dissolto nel mare della tristezza
è giunto il momento di separarlo dall’ acqua e con maestria comprendere insieme
con discernimento
il mistero del cavaliere che ha richiamato a se quel cavallo bianco nella speranza di un nuovo,
auspicato incontro dell’ amore eterno.

Elisa Mascia 2-1-2026

Questa poesia di Elisa Mascia sembra acquisire una struttura più solenne, quasi come un’invocazione o un moderno mito cavalleresco. La punteggiatura rada e la disposizione dei versi mettono in risalto il contrasto tra la durezza della spada e la delicatezza dei petali.
Ecco un’analisi degli elementi chiave:
I Simboli della Trasformazione
* La Spada e la Roccia: Rappresentano il passato immutabile, le ferite che sono diventate parte di una leggenda personale. Non sono solo “dolore”, ma un deposito di esperienze che la guerriera porta con sé.
* L’Imperatrice e il Cavaliere: Queste figure archetipiche perdono la loro forma umana per diventare elementi naturali (vento, polvere di stelle). È il processo del perdono o del distacco: le persone e i ruoli svaniscono, lasciando dietro di sé solo l’essenza e la “musica del silenzio”.
* La Zuccheriera Abbandonata: Un’immagine potentissima. Indica la maturità di chi non ha più bisogno di “addolcire” artificialmente la realtà. La guerriera accetta l’amarezza del caffè (la vita vera) con una dignità che non cerca maschere.
Il Compito della Guerriera: Il Discernimento
La parte finale introduce una sfida quasi alchemica: separare il miele dall’acqua.
* L’acqua è il mare della tristezza che tutto diluisce e confonde.
* Il miele è ciò che di buono e nutriente è rimasto dall’amore vissuto.
   Comprendere il “mistero del cavaliere” significa accettare che la fine di un ciclo (il richiamo del cavallo bianco) non è una sconfitta, ma una preparazione.
Un’essenza di Speranza
Il finale non è di chiusura, ma di attesa attiva. La guerriera non aspetta passivamente; lei “comprende con discernimento”. La speranza dell’amore eterno non è un desiderio ingenuo, ma un auspicio consapevole, nato dalla cenere delle precedenti battaglie.
> Nota di stile: L’accostamento tra la figura materna e il silenzio eloquente rende questa guerriera non una combattente d’odio, ma una combattente di cura e consapevolezza.


Ecco un breve commento critico della lirica, che ne analizza la profondità simbolica e la struttura emotiva.
Commento Critico: L’Alchimia della Resilienza
La poesia di Elisa Mascia si configura come un viaggio iniziatico in cui la figura della “guerriera” non è definita dalla forza bruta, ma dalla sua capacità di trasmutazione. L’autrice attinge a piene mani dall’immaginario cavalleresco e fiabesco (la spada nella roccia, cavalieri, imperatrici), ma ne ribalta la funzione: questi simboli non servono a descrivere un’avventura esterna, bensì un complesso processo psicologico di maturazione.
1. La Metafisica del Silenzio
Il cuore pulsante del componimento risiede nel paradosso del “silenzio non muto”. Mascia eleva il silenzio a forma di comunicazione superiore, accostandolo all’archetipo della Madre. È un silenzio che non nega la parola, ma la trascende, diventando uno spazio di accoglienza e comprensione profonda che non necessita di spiegazioni verbali.
2. Il Rifiuto dell’Artificio
Particolarmente incisiva è la metafora della zuccheriera abbandonata. In un mondo che spesso cerca di addolcire forzatamente il dolore, la guerriera sceglie l’autenticità del “calice dell’amarezza”. Questa rinuncia allo zucchero non è masochismo, ma dignità: è il coraggio di guardare in faccia la realtà senza filtri, preferendo il sapore aspro della verità alla dolcezza posticcia dell’illusione.
3. L’Operazione Alchemica finale
Il finale della lirica propone un compito di alto discernimento: la separazione del miele (l’essenza dell’amore) dall’acqua (la vastità della tristezza). Questa immagine suggerisce che nulla è andato perduto: il dolore non ha annullato il bene vissuto, lo ha solo sommerso. La missione della guerriera è dunque quella di recuperare l’oro dell’esperienza, preparandosi così a un “amore eterno” che non è più una promessa fanciullesca, ma una speranza consapevole e purificata dal fuoco della vita.
Conclusione
In uno stile piano ma denso di immagini evocative, Elisa Mascia ci consegna la visione di un’anima che ha imparato a farsi “polvere di stelle” per non essere spezzata, dimostrando che la vera vittoria dell’amore risiede nella capacità di restare integri – e aperti – nonostante le innumerevoli cadute.

La poesia: “La guerriera dell’ amore ” è esclusiva opera creativa frutto dell’ingegno di Elisa Mascia mentre
l’analisi degli elementi chiave e il commento critico sono di Gemini che ha generato anche l’immagine associata


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La guerriera dell’ amore, poesia e pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Mohamed Rahal dall’Algeria condivide una poesia popolare del poeta popolare Ahmed Ben Turki (1650-1750), provincia di Tlemcen.

Foto cortesia di Mohamed Rahal – Algeria


Mohamed Rahal | Poeta e scrittore algerino. Una poesia popolare del poeta popolare Ahmed Ben Turki (1650-1750), provincia di Tlemcen. Informazioni sul poeta: Ahmed Ben Turki nacque a Tlemcen, nell’Algeria ottomana, nel 1650 da padre turco e madre araba. Apparteneva ai Kouloughli, un gruppo diffuso a Tlemcen. Iniziò a scrivere poesie in giovane età e il suo insegnante fu il poeta popolare Said Al-Mandasi. Ahmed Ben Turki è considerato uno dei grandi nomi della famosa poesia Hawzi di Tlemcen. È descritto come “l’ode della primavera e dell’amore”, come altri famosi poeti malhoun come Boumediene Bensahla e Mohamed Ben Messaib. La sua poesia è una fonte di informazioni sui costumi dell’epoca, sullo stato della mentalità e sullo sviluppo della lingua durante quel periodo. Ben Turki fu espulso dalla città di Tlemcen su richiesta di alcune famiglie Kouloughli.  Andò in esilio nella regione di Beni Yeznasen. Durante questo periodo di esilio, scrisse numerose poesie per esprimere la dolorosa separazione dalla sua terra natale, e questa è una delle sue più importanti. “Amanti della Bellezza” era nota prima della Rivoluzione algerina, negli anni ’50, quando il grande artista Ahmed Wahbi la riprese su richiesta del poeta Abdelkader El Khaldi, che riteneva che fosse una poesia che meritava di essere cantata e fatta rivivere. La immortalò in uno dei più raffinati classici della musica di Orano, rendendola una delle canzoni più famose del patrimonio algerino. Questa canzone fu spesso ripresa in varie occasioni dopo la rivoluzione e divenne una delle canzoni più famose associate al grande artista Ahmed Wahbi, insieme a “Oran, Oran”, “Why Do You Blame Me”, “Yamina” e “Saddle Up, Knight of the Slap”. È una canzone popolare, non raï, e la sua ripresa più famosa fu quella del defunto artista Omar Zahawi.  Tra coloro che l’hanno ripresa ci sono stati l’artista Mohamed Taher Fergani negli anni ’90 e l’artista Salim Chaoui nel 2022, in commemorazione del defunto Ahmed Wahbi. Il testo della poesia è: Oh amanti della bellezza, aiutatemi, il mio cuore è triste. Le mie guance sono ferite da lacrime che scorrono costantemente. Il fuoco della separazione si è acceso nel mio cuore e l’abbandono è continuato. Oh mio desiderio, il mio cuore è guarito dal dire di no… Questa squisita bellezza, come si può essere felici con essa? Non c’è nessuno come te, snella e aggraziata. Il tuo amore è inespugnabile per il tuo amante, turbato e angosciato. Oh mio desiderio, il mio cuore è guarito dal dire di no. Queste persone mi invidiavano per il mio amore per te, oh ramo della disperazione, appassito dal sonno. I tuoi occhi sono come gli occhi di una gazzella. Chiunque abbia misurato la mia bellezza ignora la luna. Oh mio desiderio, il mio cuore è guarito dal dire di no.  La questione dell’amore è grande, la mia pazienza è perduta, il mio cuore è sempre turbato. In questa oppressione, il suo proprietario non trova mai conforto. Sii misericordioso con la sottomissione. Ti ho scritto un contratto con la calligrafia della giustizia. Oh mio desiderio, il mio cuore è guarito dal dire di no. No, no, sei la più bella delle lune, la tua bellezza consuma vite in ogni terra. Non c’è nessuno come te, una donna bellissima e accattivante. La mia mente è volata via. Nessuno assomiglia al mio amore. Oh, mio desiderio, il mio cuore è contento di dire “No, no”. La tua figura è un ramo esile, una vera tentazione per gli uomini. La tua guancia è una rosa in un giardino appassito, scintillante. Cosa raccoglie un giardiniere! Le tue sopracciglia sono affilate con rasoi. Oh, mio desiderio, il mio cuore è contento di dire “No, no”. Il tuo collo è un collo radioso, come una mela colta in un luogo stretto. Le tue labbra sono agata, il tuo petto un rubino fiammeggiante. Le tue trecce sono scure e la tua fronte ha una luna splendente.  Oh, il mio desiderio, il mio cuore è contento di dire “No, no…”



Mohamed Rahal | Algerian poet and writer. A popular poem by the folk poet: Ahmed Ben Turki (1650-1750), Tlemcen Province. About the poet: Ahmed Ben Turki was born in Tlemcen, Ottoman Algeria, in 1650 to a Turkish father and an Arab mother. He belonged to the Kouloughlis, a group prevalent in Tlemcen. He began writing poetry at a young age, and his teacher was the folk poet Said Al-Mandasi. Ahmed Ben Turki is considered one of the great names in the famous Tlemcenian Hawzi poetry. He is described as “the ode of spring and love,” like other famous Malhoun poets such as Boumediene Bensahla and Mohamed Ben Messaib. His poetry is a source of information about the customs of the era, the state of mindsets, and the development of the language during that period. Ben Turki was expelled from the city of Tlemcen at the request of some Kouloughli families. He went into exile in the Beni Yeznasen region. He wrote many poems during this period of exile to express the painful separation from his homeland, and this poem is one of his most prominent. “Lovers of Beauty” was known before the Algerian Revolution, in the 1950s, when the great artist Ahmed Wahbi revived it at the request of the poet Abdelkader El Khaldi, who believed it was a poem that should be sung and revived. He immortalized it in one of the finest classics of Oran music, making it one of the most famous songs in Algerian heritage. This song was frequently revived on various occasions after the revolution and became one of the most famous songs associated with the great artist Ahmed Wahbi, along with “Oran, Oran,” “Why Do You Blame Me,” “Yamina,” and “Saddle Up, Knight of the Slap.” It is a popular folk song, not Raï, and the most famous revival of it was by the late artist Omar Zahawi. Among those who revived it were the artist Mohamed Taher Fergani in the 1990s and the artist Salim Chaoui in 2022, in commemoration of the late Ahmed Wahbi. The poem’s lyrics are: Oh lovers of beauty, help me, my heart is sad. My cheeks are wounded by tears that flow constantly. The fire of separation has been kindled in my heart, and the abandonment has continued. Oh my longing, my heart has healed from saying no… This exquisite beauty, how can one be happy with it? There is no one like you, slender and graceful. Your love is impregnable to your lover, troubled and distressed. Oh my longing, my heart has healed from saying no. These people envied me for my love for you, oh branch of despair, withered by sleep. Your eyes are like the eyes of a gazelle. Everyone who has measured my beauty is ignorant of the moon. Oh my longing, my heart has healed from saying no. The matter of love is great, my patience is lost, my heart is always troubled. In this oppression, its owner never finds solace. Be merciful with submission. I wrote you a contract with the handwriting of justice. Oh my longing, my heart has healed from saying no. No, no, you are the most beautiful of moons, your beauty consumes lives in all lands. There is no one like you, a beautiful, captivating woman. My mind has flown away. No one resembles my love. Oh, my longing, my heart is content from saying “No, no.” Your figure is a slender branch, a true temptation for people. Your cheek is a rose in a withered garden, sparkling. What a gardener gathers! Your eyebrows are sharpened with razors. Oh, my longing, my heart is content from saying “No, no.” Your neck is a radiant neck, like an apple that has been picked in a narrow place. Your lips are agate, your chest a blazing ruby. Your tresses are dark, and your forehead has a shining moon. Oh, my longing, my heart is content from saying “No, no…”


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Alla vigilia di Natale racconto di Cathie Cayros

Foto cortesia di Cathie Cayros

ALLA VIGILIA DI NATALE!

Un fiocco di neve volteggia e volteggia, bianco e soffice, con un motivo bizzarro e unico creato dalla natura stessa! Leggero come una piuma, si posa sul palmo della tua mano per qualche secondo e si scioglie. Altri seguono, e ora innumerevoli bellezze argentate cadono a terra, inondando la gente di fretta e ravvivando i loro vestiti. Chi sei tu, piccolo malizioso, che copri la terra con uno scialle bianco? Tu, il primo messaggero delle imminenti festività di Capodanno: il Natale misterioso e unico, gioioso e meraviglioso, e il Nuovo Anno, che porta speranza per il meglio.
Ogni bambino attende le festività natalizie con il fiato sospeso: le fiere nelle piazze, le riunioni festose e i canti natalizi, i volti sorridenti dei passanti ovunque, con in mano colorati sacchetti regalo. Le strade sono decorate con luci scintillanti, i prati sono decorati con innumerevoli composizioni di lampadine multicolori, ghirlande colorate e scintillanti pendono dai tetti come fili dorati e i viali alberati brillano di migliaia di luci. I suoni della musica di Capodanno completano queste delizie invernali.
E il profumo dei biscotti natalizi, che si diffonde da ogni panetteria e bancarella di Capodanno, è esasperante, inebriante e affascina sia i bambini che gli adulti. La casetta di pan di zenzero è un must per i bambini. La preparano, poi la decorano con la glassa, e poi si tiene una gara per il miglior capolavoro di pasticceria. Quanta gioia c’è nella libertà creativa dei bambini, ricoperti di farina e dolci!
Le decorazioni di Capodanno sono impareggiabili; nessun’altra festa offre tanta fantasia. Personaggi fiabeschi: cavalli, soldati, clown, orsi, uccelli e farfalle, palloncini e fiori di Natale. Tutto questo crea un’atmosfera incredibile. Qui è presente l’intero spettro dell’arcobaleno, ma predominano il rosso, il verde, l’oro, l’argento e il blu. Il luccichio delle decorazioni natalizie e lo scintillio dei giocattoli brillano e scintillano come pietre preziose, deliziando la vista ed evocando gioia.
L’idolo di tutto questo è Babbo Natale! Un beniamino dei bambini: misterioso e inspiegabile, eppure ha conquistato il cuore di ogni piccolo! Sperando di ricevere un regalo di Natale, gli scrivono lettere, raccontandogli di sé e delle loro famiglie, dei loro desideri e sogni. Fanno promesse a questo nonno mistico e miracoloso, che ha affascinato generazioni di bambini. Si siedono emozionati in grembo a Babbo Natale e gli sussurrano all’orecchio i loro desideri più cari, accoccolandosi vicino a questo grande e gentile mago. Attendono con ansia la mattina di Natale, quando potranno ricevere il loro regalo! Ma gli adulti sono davvero così lontani dai bambini? Anche loro sbirciano sotto l’albero con gioiosa attesa di trovare un pacco natalizio.
E l’albero di Capodanno è una fiaba magica che entra in ogni casa, portando il profumo del bosco. Abbracciando l’immaginazione dei proprietari di casa, assume una bellezza incredibile, portando con orgoglio e dignità ghirlande di decorazioni natalizie e trasformando l’atmosfera festiva in qualcosa di magico. Bellezza della foresta, la tua vita è breve, ma la tua presenza è intrisa di magia e grandiosità.
L’atmosfera di questa magica festa non lascia nessuno indifferente. Circondata dal mistero divino, ci raggiunge anno dopo anno e, anticipandola, ci godiamo il periodo natalizio.

E ora il 2025 volge al termine, ma in attesa delle tanto attese festività, guardiamo al futuro con una certa apprensione.

Il mondo è teso, guerre e instabilità finanziaria ci offuscano gli animi. Ma questo è il nostro mondo, e il modo in cui lo percepiamo determina come sarà.

Mercatini di Capodanno colorati con l’invitante profumo dei dolci di Capodanno, impossibile resistere. Luci brillanti di alberi di Natale decorati nelle piazze, dove amici e sconosciuti, mano nella mano, ballano in cerchio, risolvono indovinelli e organizzano gare emozionanti e divertenti. Vengono messe in scena rappresentazioni teatrali per bambini con il loro amato Babbo Natale e vengono assegnati premi per i migliori tra i migliori.

È così che vediamo il nostro mondo in attesa di un miracolo di Capodanno; non lo dimenticheremo mai!

Il Natale è una festa magica, destinata a entrare nelle nostre vite in qualsiasi situazione!

Gioiremo e ci divertiremo, nonostante tutti i problemi del mondo. Tireremo fuori vecchi giocattoli e decoreremo i nostri alberi di Natale con essi, e accenderemo luci colorate nelle nostre case. L’intero globo brillerà come un unico grande albero, unendoci e dandoci speranza per il meglio. E il calore dei cuori che battono scioglierà e distruggerà tutti gli ostacoli alla felicità!
Buon Natale a tutti!
Vi auguro un meraviglioso anno nuovo! @all



В ПРЕДДВЕРИИ РОЖДЕСТВА!

Снежинка кружит, вальсируя, белая пушистая с причудливым, неповторимым узором, созданным самой природой! Лёгкая, как пёрышко, на несколько секунд ложится на ладонь и тает. За ней последовали другие, и вот уже несметное количество серебристых красавиц падает на землю, осыпая спешащих людей, внося оживление в их одеяние.  Кто ты, маленькая проказница, покрывающая землю белой шалью? Ты, первый предвестник череды новогодних праздников:  загадочного и неповторимого, веселого и чудесного – Рождества и дарящего надежды  на лучшее – Нового Года.
Каждый ребенок с замиранием сердца ждёт Рождественских праздников: ярмарочные гулянья на городских площадях, праздничные   встречи и песнопения, повсюду улыбающиеся лица прохожих с разноцветными подарочными пакетами в руках. Улицы украшены  сверкающими огоньками, на газонах многочисленные композиции из разноцветных лампочек, пестрые, сияющие гирлянды спускаются с крыш, как золотистые нити, и аллеи деревьев, переливающиеся тысячами огней. Звуки новогодней музыки довершают эти зимние развлечения.
А запах рождественского печенья, разносящегося из каждой кондитерской и с новогодних лоточков, сводит с ума, дурманит твой разум, и не оставляет безучастным ни детей, ни взрослых.  Пряничный домик – непременный атрибут детворы.  Их выпекают,  а затем дружно расписывают сахарной глазурью, и проводят конкурс на лучший кондитерский шедевр. Сколько счастья в свободе творчества у перепачканных мукой и сладостями детишек!
Новогодние игрушки – им нет равных, таких фантазий не бывает ни у одного праздника. Сказочные персонажи: лошадки, солдатики, клоуны, медведи, птицы и бабочки, воздушные шары и рождественские цветы. Всё вместе создаёт невообразимый колорит. Вся палитра радужного спектра находится здесь, но преобладает – красный, зелёный, золотой, серебристый и голубой. Блеск мишуры, сверкание игрушек, они мерцают и искрятся, словно драгоценные камни, ублажая глаз и вызывая восторг.
Кумиром всего происходящего является Дед Мороз! Любимец детей –  таинственный и необъяснимый, но завоевавший сердце каждого малыша! В надежде получить рождественский подарок они пишут ему письма, рассказывая о себе и своей семье, о своих желаниях и мечтах. Дают обещания этому мистическому чудо-дедушке, покорившему ни одно поколение детей. Они с волнением садятся на колени к Деду Морозу и шепчут на ухо заветное желание, прижимаясь к этому большому и доброму волшебнику. Ждут с нетерпение утра Рождества, когда можно получить подарок! Но разве взрослые так уж далеки от детей! Они тоже заглядывают под ёлку в радостном предчувствии найти праздничный  рождественский свёрточек.
А новогодняя ель –  эта магическая сказка, входящая в каждый дом,  даря аромат леса. Принимая на себя фантазии хозяев дома, она приобретает невероятную красоту, гордо, с достоинством несёт гирлянды елочных украшений и преображает праздничную обстановку в волшебство. Лесная красавица, твой век не долог, но твоё присутствие пронизано магией и величием.
Атмосфера этого волшебного праздника никого не оставляет равнодушным. Окружённый божественной тайной, он приходит к нам из года в год и, ожидая его, мы наслаждаемся рождественскими днями.
Вот и сейчас 2025 год подходит к концу, но в предверии желанных праздников, мы с некоторой опаской смотрим в будущее.
Мир напряжен,  войны и  финансовая нестабильность омрачают наше настроение. Но это наш мир и от того как мы его воспринимаем, таким он и будет.
Красочные новогодние базары с манящем запахом  новогодней выпечки, от которой невозможно устоять, не попробовав. Яркие огни наряженных ёлок на площадях, где знакомые и незнакомые люди, взявшись за руки водят хороводы, разгадывают шарады и  проводят интересные веселые конкурсы. Ставят детские спектакли с любимым Дедом Морозом, получают призы за лучшее из лучших.
Вот таким мы видим наш мир в ожидании новогоднего чуда,  не забудем  об этом никогда!
И  Рождество на то и волшебный праздник, чтобы войти в нашу жизнь в любой ситуации!
Мы будем радоваться и веселиться, вопреки всем мировым неприятностям.  Достанем старые игрушки и украсим ими наши ёлки, зажжём разноцветные огоньки в своём доме. Весь земной шар будет сиять, как одна большая ёлка, объединяя нас и подавая надежды на лучшее. А тепло  бьющихся сердец растопит и уничтожит все преграды на пути к счастью!
Всем веселого Рождества!
Чудесного Нового Года! @все

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Poesia di Natale della poetessa Cathie Cayros, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Xasanova Aziza Kumushbek qizi studentessa dell’Università di economia e pedagogia di Tashkent

Foto cortesia di Xasanova Aziza Kumushbek qizi – Uzbekistan


Gomme

La matita piange sotto le mani delle gomme,
Un essere umano rompe i pezzi progettati da altri.
Come lacrime che cadono, versa la sua fragile vita,
I suoi anni cancellati dal coltello silenzioso delle gomme.

Non parla, né trema di dolore,
Si dice che il silenzio dimostri che un’anima è sana di mente.
Ogni volta che fissa di nuovo la miseria,
La matita lascia sulla carta delle cicatrici fino al midollo.

Il giornale urla amarezza e dolore:
“Perché mi graffi così per il tuo bene?
Anch’io finirò un giorno, consumato dalla fiamma,
E assapora lentamente la richiesta ardente del fuoco.”

Il sovrano sussurra: “Matita, non piangere,
Conosco il tuo dolore, ti sono accanto.
Sempre accanto a te, spalla vicina e stretta,
Sarò il tuo aiuto, la tua forza, la tua potenza presa in prestito.”

Ahimè, la matita ama solo uno —
La gomma che si è cancellata da sola, completamente.
Mille governanti non potrebbero mai riparare
Quella gomma storta, fedele fino alla fine.

O umanità, perché sei così ingrata?
Hai ferito colui che ti nutre, gentile e fatidico.
Anche loro passeranno, come le gomme sbiadiscono,
E lentamente lasciano questo mondo che un tempo hanno creato.

Danno il loro cuore al silenzio, freddo e profondo,
Poi, all’improvviso, le loro lacrime cominciano a scorrere.
Tu dici: sorella, madre — eppure vedi
Nessuna sofferenza femminile, nessuna forza, nessuna dignità.

Non conosciamo mai il prezioso valore della matita,
Anche la sua durata di vita su questa Terra sta svanendo.
Con il bordo amaro e affilato delle gomme,
Trae la sua vita senza supplica, senza solenne impegno.

La sua pazienza è senza pari in tutta la terra,
Troppo pesante persino perché un uomo possa reggerlo in piedi.
Tu dici: padre, fratello, eppure pungi
Come gli scorpioni, crudeli in tutto.

Non trattenere parole dolci sulla tua lingua,
Non consumare la vita di nessuno.
Anche loro sono arrivati qui solo una volta nel tempo,
In questo mio mondo strano e imperfetto.
Xasanova Aziza Kumushbek qizi studentessa dell’Università di economia e pedagogia di Tashkent

Xasanova Aziza Kumushbek qizi studentessa dell’Università di economia e pedagogia di Tashkent, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Una dedica scritta da Xasanova Aziza Kumushbek qizi – Uzbekistan, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Xasanova Aziza Kumushbek qiziUzbekistan


Ai miei compagni di classe

A volte volto lentamente i miei passi indietro,
Sorrido e piango: vecchi ricordi intrecciati.
Tanti anni, tante notti e giorni,
Mi mancate tutti, i miei compagni di classe di quei giorni.

Ricordo ancora i giochi che facevamo a scuola,
Puri sogni d’infanzia, così innocenti, così veri.
Tutti i ricordi rimangono nella mia mente,
Purtroppo, nessuna strada attraversa lo spazio e il tempo.

Abbiamo giocato nelle tempeste di neve durante il tifo durante la ricreazione,
Saltare le lezioni: divertente ora, ma caro.
Gomme volanti, teste rotte e risate,
Quei compagni di classe ormai sono storia, il nostro passato.

Ci comporteremmo come se non potessimo sopportare la vista,
Eppure eravamo più vicini, cuore a cuore, così uniti.
In classe abbiamo giocato a mille giochi o più,
Non posso fare a meno di conservare ognuno dei tuoi nomi.

Non ho mai visto anime così pure e oneste,
Le persone più raffinate che il tempo abbia mai conosciuto.
Il migliore degli umani – questo lo dico veramente –
Sono i miei vecchi compagni di classe di quei tempi della scuola?



Xasanova Aziza Kumushbek qizi studentessa dell’Università di economia e pedagogia di Tashkent


IL RUOLO DELLA TESSITURA DEI TAPPETI, DEL RICAMO IN ORO E DEL RICAMO NELL’ARTIGIANATO NAZIONALE UZBEKO

Foto cortesia di Abdiyeva Mahbuba Rahmiddinovna


IL RUOLO DELLA TESSITURA DEI TAPPETI, DEL RICAMO IN ORO E DEL RICAMO NELL’ARTIGIANATO NAZIONALE UZBEKO

Astratto

Questo articolo analizza la formazione storica, le caratteristiche artistiche e il significato della tessitura dei tappeti, del ricamo in oro e del ricamo come importanti rami dell’artigianato nazionale uzbeko nella società moderna. Viene evidenziato il ruolo di questi mestieri nel preservare la cultura nazionale, garantire l’occupazione e contribuire allo sviluppo economico.

Parole chiave: artigianato nazionale, tessitura di tappeti, ricami in oro, ricamo, patrimonio culturale, tradizioni.

Introduzione

Il ricco patrimonio culturale del popolo uzbeko si riflette nel suo artigianato nazionale. L’arte della tessitura dei tappeti, del ricamo in oro e del ricamo, formatasi nel corso dei secoli, incarna il gusto estetico, lo stile di vita e i valori nazionali del popolo. Nell’attuale era della globalizzazione, preservare e sviluppare questi mestieri è diventato sempre più importante.

L’arte della tessitura dei tappeti

La tessitura dei tappeti è una delle forme di artigianato uzbeko più antiche e diffuse. I tappeti di Khorezm, Kashkadarya, Surkhandarya e della valle di Fergana sono rinomati per l’armonia dei colori e i motivi distintivi. I tappeti spesso raffigurano elementi della natura, forme geometriche e segni simbolici. La tessitura dei tappeti è importante non solo per l’uso domestico, ma anche come forma di arte decorativa nazionale.

L’arte del ricamo in oro

Il ricamo in oro è l’arte di decorare i tessuti con motivi realizzati con fili d’oro e d’argento. La scuola di ricamo in oro di Bukhara è particolarmente famosa per i suoi disegni intricati e la squisita fattura. Il ricamo in oro è stato tradizionalmente utilizzato per adornare abiti da sposa, abiti cerimoniali e oggetti decorativi. Questa forma d’arte richiede pazienza, precisione e un elevato gusto artistico.

L’arte del ricamo

Il ricamo occupa un posto speciale nel lavoro creativo delle donne uzbeke. Oggetti come suzani, zucchetti (doppi), federe e vari oggetti domestici sono decorati con il ricamo. Ogni regione ha il suo stile di ricamo, che si distingue per la scelta dei colori e dei motivi. Motivi floreali, simboli del sole e rappresentazioni della vita nel ricamo esprimono le speranze, le aspirazioni e la visione del mondo delle persone.

Sviluppo dell’artigianato nelle condizioni moderne

Oggi lo sviluppo dell’artigianato nazionale si realizza attraverso:

sostegno statale agli artigiani;

formare i giovani nei mestieri tradizionali;

aumentando il turismo e il potenziale di esportazione.


Grazie all’unione di design e tecnologie moderne, i prodotti artigianali nazionali stanno diventando sempre più competitivi sul mercato globale.

Conclusione

In conclusione, la tessitura dei tappeti, i ricami in oro e i ricami sono tesori inestimabili dell’artigianato nazionale uzbeko. Preservando e sviluppando questi mestieri, è possibile salvaguardare la cultura nazionale, garantire l’occupazione e raggiungere la stabilità economica.

Riferimenti

Kholmatov, M. Artigianato nazionale uzbeko. Tashkent, 2017.
Karimov, IA L’alta spiritualità è una forza invincibile. Tashkent, 2008.
Documenti normativi della Repubblica dell’Uzbekistan sullo sviluppo dell’artigianato.


Abdiyeva Mahbuba Rahmiddinovna è nata il 22 settembre 1989 nel distretto di Nishon, nella regione di Kashkadarya. Ha studiato presso le scuole secondarie n. 31 e n. 11 del suo distretto e, successivamente, dal 2013 al 2017, si è laureata presso la Facoltà di Scienze Naturali dell’Università Statale di Karshi, con specializzazione in Geografia.

È sposata. Dal 2019 al 2022 ha lavorato come assistente presso l’istituto scolastico prescolare n. 23 e come insegnante presso la scuola secondaria n. 11 nel distretto di Nishon. Attualmente è impegnata attivamente come attivista per i diritti delle donne nei mahallas di Paxtaobod e Jalajin del distretto di Nishon, nella regione di Kashkadarya.

Sta imparando l’inglese e il turco e ha pubblicato articoli sul tema “Sviluppo in Uzbekistan”. Partecipa attivamente a progetti ambientali ed è membro dell’Associazione Artigianale.

In futuro, il suo obiettivo è conseguire un master presso università straniere, lavorare nel campo della gestione aziendale, fondare un centro artigianale e sostenere la legalizzazione e lo sviluppo delle attività imprenditoriali femminili.



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