Il poeta Azher S Saleh- Irak e la sua poesia: ” Partenza “.

Foto cortesia del poeta Azher S SalehIrak

Partenza
Azher S Saleh

So che ti stai allontanando da me
Verso l’ignoto.
So che le lacrime del desiderio
e il fuoco di un amore intenso
e l’abbraccio delle parole
si trasformeranno tutte in gocce di miraggio
alla ricerca di un orizzonte che è stato a lungo ucciso.
Su questa terra, il mio respiro mi dice addio
e tu non sei altro che un po’ di quel mio respiro
I tuoi occhi, tuttavia, sono nel cuore di Cristo
Che mi dà il sacramento della salvezza mentre sono crocifisso.
Mi fanno dimenticare il mio sangue che scorre
e mi rendono ignaro delle braci ardenti
sulle mie mani e sulle mie labbra
finché i tuoi mari non si trasformeranno in fragranze incessanti…
Finché i chiodi della crocifissione
si trasformeranno in calore nel cuore
E finché i miei lamenti non diventeranno
un segno eterno e indelebile
sulle tue labbra.
O mio salvatore-assassino
rimango in cima alle croci
Sì, rimarrò così
fino alla venuta della seconda morte.
Gesù tornerà sicuramente sulla Terra
Per portare il mio amore e il mio sacrificio crocifisso.
Azher S Saleh
Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia




Departure

Azher S Saleh

I know you are going away from me
Into the unknown.
I know that the tears of longing
The burning of intense love
And the embrace of words
Will all turn into droplets of mirage
Searching for a horizon that has long been killed.
On this earth, my breath bids me farewell
And you are naught but some of that breath of mine
Your eyes, however, are a Christ in the heart
Giving me the sacrament of salvation while being crucified.
They make me forget my trickling blood
And render me oblivious of the burning embers
On my hands and lips
Until your seas turn into never-ceasing fragrances..
Until the nails of crucifixion
Turn into warmth in the heart
And until my wails become
An eternal indelible mark
On your lips.
O my killer-saver
I shall remain atop the crosses
Yes, I shall remain thus
Until the coming of the second death.
Jesus will surely return to earth
To carry my crucified love and sacrifice.



اعرفُ انّكِ راحلة ٌعنّي
نحو المجهولْ
اعرفُ ان دموع َالشوق ِ
وحريق َالعشق ِ
وعناق َالكلمات ِتصيرُ
قطرات َسراب
تبحثُ عن افق ٍمقتولْ
انفاسي في الارض ِتودعني
ماأنتِ سوى بعض ٌمنها
لكن عيونك ِفي القلب ِيسوعْ
تمنحني في الصلب ِ
قرابين َخلاصي
تنسيني نزف َدمي
جمرة َالامي فوق كفوفي وفمي
لتصيرَ بحورُك عطراً
ليس يزولْ
لتصيرَ مساميرُ الصلب
دفئاً في القلب
وانيني يصبح ُفوق شفاهِك
وشماً ابديا
ياقاتلتي ومخلصتي
اني باق ٍ فوق الصلبانْ
بعد الموت ِالاول ِ
لاموتٌ ثانْ
سيعودُ يسوع الى الارض
كي يحملَ عشقي المقتول وقرباني.

ازهر سليمان
Azher S Saleh

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Giovanni Germano biografia e poesia: ” Tra canto e rinascita” 

Foto cortesia di Giovanni Germano

” Tra canto e rinascita “

Avevo tredici inverni,
un maestro severo,
mi plasmava tra spine,
mai con mani di cielo.
Le notti a cercare
il respiro,
il suono vero,
mentre il silenzio
mi cuciva un destino
sincero.
Poi il buio in un lampo,
un braccio che dorme,
ma l’anima intera
risalì le sue forme.
Tra note spezzate
e battiti lenti,
ho imparato a danzare
coi venti.
Ed io canto, respiro,
rinasco ogni giorno,
tra il sangue e la luce
che accende
il mio intorno.
La vita mi sfida,
ma io scelgo il volo,
che in ogni mia nota
c’è il senso del tutto,
la musica è il dono,
la voce è il mio fuoco.
Due anime piccole
che chiamano “papà”,
mi tengono vivo,
più forte che fa.
Nel petto un segreto
che arde da anni,
ma il canto lo scioglie,
lo porta lontani.
Un morbo sottile
mi veste di gelo,
ma ogni mattino
lo sfido col cielo.
Nell’eco di un’aria,
nei passi sul palco,
mi sento immortale,
anche quando manco.
Ed io canto, respiro,
rinasco ogni giorno,
tra il sangue e la luce
che accende
il mio intorno.
La vita mi sfida,
ma io scelgo il volo,
ché in ogni mia nota
c’è il senso del tutto,
la musica è il dono,
la voce è il mio fuoco.
Ho amato l’amore,
ho amato il dolore,
li ho fusi in un suono
che sa dove andare.
Nel verbo che vibra,
io trovo la pace,
dove la voce abita,
il tempo si tace.
Ed io canto,
respiro, rinasco
ogni giorno,
tra il pianto e la gioia,
disegno il mio giorno.
La vita mi sfida,
ma io sono il volo,
ché in ogni mia nota
c’è il senso del tutto,
la musica è il dono,
la voce è il mio fuoco.

Giovanni   Germano


Biografia:

Giovanni Germano nasce ad Eboli il 29/11/1989, stessa data della nascita di Gaetano Donizzetti e della morte di Giacomo Puccini, nonché della nascita di Carlo Levi, che ha dato lustro alla sua città natale. A 4 anni inizia a cantare e ad esibirsi. A 8 anni inizia a studiare canto pop e pianoforte. Prende la licenza in solfeggio al Conservatorio di Potenza a 14 anni e studia privatamente pianoforte. A 23 anni, a causa di un incidente, si iscrive a canto lirico dove, nel 2018, si laureerà con 110 lode e menzione speciale. Lavora dal 2015 al Teatro Giuseppe Verdi di Salerno e ha collaborato con direttori come Ennio Morricone, Daniel Oren, Donato Renzetti e tanti altri. Ha collaborato con numerosi artisti sia in campo lirico che pop, dove ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali. Insegna musica presso un instituito secondario di primo grado e canto privatamente. La sua voce è quella di lirico spinto/drammatico e ha debuttato ruoli importanti come Cavalleria Rusticana, Tosca e Pagliacci.

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Giocare con le lettere è una poesia di Inaam Al-Hamdani- Iraq

Foto cortesia di Inaam Al-Hamdani-Iraq

Giocare con le lettere ……

Maliziose
ni prendono in giro
Le lettere
su linee morbide
quelle lettere
vellutate e sonnolenti
mi attirano nella loro infatuazione
invadono la mia sacralità
piovono a dirotto
mi inondano…
Io le obbedisco di tanto in tanto
Loro uccidono la mia penna
che ha colto le ondate della mia ispirazione
È traditrice … Attirandomi… in un labirinto
mi incatena … a volte … la trattengo
È un giocatore che sa come violare le mie visioni
Ha compreso…  ha esagerato con la perfezione
Mi ha convinta abilmente
È penetrata nelle mie viscere
Con i colori dell’arcobaleno
Le sue dimensioni mi hanno sedotta
Mi sono riversata giù, svanendo
La mia magia è stata incantata
È scivolata docilmente
tra i miei polpastrelli
così è cresciuto nel vento
un fiore di margherita
La sua rugiada profumata è ancora lì,
ancora bagna la qualità delle lettere

Inaam Al-Hamdani
Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia






عبث الحروف ……

عابثة
تشاغبني
على سطور ناعمة
تلك الحروف
مخملية ناعسة
تجذبني الى هيامها
تستبيح قدسيتي
تنهمر ماطرة
تغدقني …
أطاوعها بين الحين والاخر
فتغتال قلمي
عَقَرتْ فيوض إنهِمارَ تَبَتُلي
غادرة … تمكر بي
تستدرجني  … متاهة
تصفدني …تارة … أصفدها
لعوبة تُجيد هتك رؤايّ
تَغلغَلتْ  … تمادت بإتقان
رَسَمتْ دورها
أقنعتني ماهرة
تنفذ دواخلي
بالوان قوس قزح
أغرتني أبعادها
انهمرتُ متلاشيةٌ
فأصابها سحري
أنّسَلتْ مطواعة
بين أناملي
فنَبَتُ على الريح
زهرة إقحوان
لم يزل ندى عطرها
يبلل جيّد الحروف

إنعام الحمداني

Inaam Al-Hamdani


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Interviste d’autore internazionali a cura della prof ssa Irene Doura Kavadia – Grecia

Foto cortesia di Irene Doura Kavadia – Grecia

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Siamo lieti di annunciare “Incontra le Leggende”, una prestigiosa serie di interviste curata dalla Writers Capital Foundation, con eminenti personalità del mondo della letteratura, dell’arte, della scienza, dell’istruzione e della cultura.

Queste conversazioni sono condotte dalla Prof.ssa Irene Doura Kavadia, Segretaria Generale della Writers Capital Foundation, rinomata poetessa, accademica e ambasciatrice culturale. Questa iniziativa non è una semplice intervista: è un omaggio, una documentazione di un’eredità e una celebrazione dell’influenza!

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Soliloquio su ‘Momenti andati, Narrazioni romantiche II’ dello scrittore Wilson Rogelio Enciso -Colombia

Foto cortesia dello scrittore Wilson Rogelio Enciso -Colombia

Soliloquio su ‘Momenti andati, Narrazioni romantiche II’

Di Wilson Rogelio Enciso

Dopo i saluti protocollari e le congratulazioni a distanza, via WhatsApp, che il nicaraguense ha presentato al sudamericano, i due sono entrati in altri argomenti che avevano all’ordine del giorno. Tuttavia, il pensiero fastidioso del secondo, per di più sfuggente e dato a occupare la sua mente su questioni diverse da quelle che usavano uscire dalle sue labbra in momenti come quelli, entrò in silenziosa riflessione, senza lasciare, in parte, di essere attento a ciò che il primo animato lo condivideva.
  «Per quello che dici, mio caro giovane amico virtuale (JAV) di lettere; o credo che significhi, cerchi di sapere o dove vuoi arrivare con il tuo commento e congratulazioni per questa nuova pubblicazione improvvisa e senza preavviso; sì, ‘Momenti andati’ è la seconda compilation che spolvera, autoedito e portato alla luce. La prima è stata nel 2017: ‘Ho amato in silenzio, e muoio in silenzio’, sempre con 43 narrazioni.
Quello di ‘Narrazioni romantiche’, sottotitolo che questo porta e così ho etichettato la prima compilazione, si può spiegare a partire dalle definizioni che i dizionari danno abitualmente a quelle due parole. Narrazione, che viene da Narrare, è Raccontare, riferire l’accaduto, o un fatto o una storia…, che è quello che faccio qui con gesta che ho vissuto, sapevo o mi sono inventato su di me, o all’improvviso di qualche conoscente o personaggio che ho ideato là fuori. L’intervallo che abbraccia ‘Momenti andati’, senza mantenere la sequenza, sarebbe stato da quando del mio Chaguaní partì, con l’etichetta: ‘Il giorno che me ne andai’, là nel novembre del ’68, fino ad oggi quando ho scarabocchiato proprio la narrazione che dà il nome a questo lavoro, insieme con ‘Poda de capullos’. In questo faccio una descrizione della barbarie, con bambini come carne da cannone. Le parole romantiche si riferiscono anche ai dizionari, in quanto sono scritte in una lingua derivata dal latino, come lo spagnolo… mero, mero.
Non so se sei a conoscenza, mio JAV, che queste 43 Narrazioni Romantiche erano state pubblicate quasi tutte su Revista Latina NC, un mezzo di informazione diretto da Citlali e Edgar Bernal nella città di Raleith, capitale della Carolina del Nord, Stati Uniti, dove ogni mese scrivo una colonna. Allo stesso modo, nelle mie pagine: Vetrina de libros/Historias cortas, in Escondite Literario Tropical e in wrenciso.com sono a disposizione per chi ha voglia di leggerle, in particolare per i bibliotecari del mondo che esorto a unirsi all’iniziativa ‘Un romanzo per ogni scuola’. Con questo intendo non solo mantenere viva la scintilla della lettura nell’infanzia e nella gioventù dall’aula, anche, insistere sullo spirito per la scrittura. Una e l’altra in via di estinzione, se non fare qualcosa già ora… domani potrebbe essere troppo tardi!
Riprendendo il mio riflettere del filo iniziale sulle vostre preoccupazioni in relazione a ‘Momenti andati’, mio caro JAV, i fatti o invenzioni qui raggruppati nel disordine, ripeto, potrebbero essere quattro o cinque… È anche possibile che il lettore inquieto trovi più fili e sentieri intervallati. Alcuni potrebbero essere associati con le mie esperienze, con i miei sentimenti, con i miei sogni e promesse, gran parte irrisolte. Ugualmente, , con il ‘Nostalgia Nativa’ e quella richiesta… che, sul calar della sera, i miei connazionali portino i miei versi… o in quest’altra: Che alla fine degli addii dell’oblio qualcuno disperda dappertutto le mie ceneri.
Un’altra fila potrebbe raggruppare quei sentimenti inerenti alla terra, alla famiglia, così come diverse persone incontrate nel mio cammino con certe grazie e sensibilità poetica, sempre più meschine. Per citare solo alcune dalle varie parti del mondo: Ester Abreu Vieira de Oliveira, di Espírito Santo, Brasile, María Teresa Casas Figueroa, del Cauca, Colombia, Irene Doura-Kadavia, di Atene, Grecia, Carmen Julia Chiguazuque de Jiménez, de Chaguaní, Colombia e José Luis Ortiz Güel, da Saragozza, Spagna. Questi ultimi, te lo dico, JAV, hanno scritto la prefazione e la recensione introduttiva di questa compilation.
La tematica inerente alla nostalgia sociale, naturalmente, non è presente solo in ‘Momenti andati, Narrazioni romantiche II’. Di questa enjundia sono unti tutte le mie storie pubblicate e inedite… alcune delle fresche credo che d’improvviso non riesca a pubblicarle prima di partire lontano, Giovane Amico Virtuale di lettere. Perciò, come te l’ho partecipato e invitato a, se a bene hai e tempo ti lasciano i tuoi progetti magistrali, occuparti di questo… o ad inviarti con un simile comando. Capirei, come fino ad ora, che tu voglia fare la rimozione di quel mulo resabiado con tale zavorra letteraria alla schiena, verso il trapiche… tu mi capisci.
Il filo di nostalgia sociale di cui già sai, si affaccia e lacera l’introspezione del lettore in quasi tutte queste narrazioni, ma specialmente in ‘Elegía social’ e dal suo primo paragrafo: Fino a poco tempo fa mi immaginavo, desiderava o, forse, teneva una briciola di speranza che finalmente l’intelletto di cui tra le specie si vanta la supremazia fosse messo interamente al servizio e a favore dell’umanità… e non contro di essa, come quasi sempre avviene, almeno da quando esiste memoria storica. ; con una fine che scorre il sangue: … Modello di vita come i bambini la idealizzano a sette anni quando spunta l’alba nelle loro menti immacolate, prima di cominciare a capire completamente e svelare tante cose oscure che li attende in questo mondo convulso divenendo adulti.
Come ne abbiamo parlato diverse volte a distanza, grazie a quell’ambiguo strumento tecnologico di Internet, la mia brama per grattare le cose che vedo, immagino, mi raccontano alcuni a metà strada o leggo nelle sfuggenti linguaggi corporei di altrettanti, ha un solo obiettivo: Lasciare traccia scritta per le prossime generazioni, se ce ne sono! , sul modo in cui pensava e agiva la gente della mia epoca, quella di fine Novecento: quella dell’ignominia, e primi decenni del XXI secolo: quella della precarietà globale. Sì, mio JAV, scrivo questi avvenimenti per evitarvi l’oblio e la sepoltura fredda e grigia nei volumi della manipolata storia dei vincitori della debacle… ¡ di averli! Spero che quelli che sopravvivono, anche se sento odore di ignoranza faranno, evitino di ripetere una storia così funesta in pochi lustri.
Ancora una volta ti ringrazio, don Carlos Javier Jarquín, per la fiducia, il sostegno e la diffusione del prodotto rupestre del mio lavoro agricolo di scrittore… Senza pretendere di esserlo, anche se sembra. Per quanto riguarda quella in relazione a ciò che non riuscirà a pubblicare mentre l’aria scorre nei miei polmoni, se un giorno te la fai sulla spalla, ti ringrazio in anticipo. Di non poterlo fare o volerlo fare, niente nervi, mio caro JAV! , sai che lo capirò, ovunque sarò per allora…».
In quel momento, senza specificare la maggior parte di ciò che l’americano centrale gli ha detto durante quella lunga telefonata di domenica, l’attenzione del sud americano è tornata completamente sulla scena. Aveva già del materiale per il video e la recensione promozionale della sua recente pubblicazione che lui all’inizio gli ha detto di fare per diffonderlo sui suoi canali e media in tutto il mondo.
Nel seguente video su YouTube, leggo un estratto di questo articolo: https://youtu.be/vtyYXxWPw5s?si=yBUjr9zLpm-DQsDV


Circa l’autore:
Wilson Rogelio Enciso (Colombia, 1958). Autore di 15 romanzi, 6 pubblicati da varie raccolte di narrazioni e racconti. È manager dell’iniziativa “Un romanzo per ogni scuola”. Premio Internazionale del Libro Latino (ILBA), 2° posto, 2019. Settimo Premio MICRORRELATOS REVISTA GUKA 2019 e menzione speciale in MICRORRELATOS REVISTA GUKA 2020. Wilson, è coautore dell’antologia CANTO PLANETARIO: FRATELLANZA SULLA TERRA, Volume I, raccolta di Carlos Javier Jarquín, (H.C EDITORES, Costa Rica, 2023).
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Soliloquio sobre ‘Momentos idos, Narraciones románticas II’

Por Wilson Rogelio Enciso

Tras los saludos protocolarios y las felicitaciones a distancia, vía WhatsApp, que el nicaragüense le presentó al suramericano, los dos entraron en otros temas que tenían en la agenda. Sin embargo, el quisquilloso pensamiento del segundo, por demás esquivo y dado a ocupar su mente en otros asuntos distintos a los que de sus labios solían salir en momentos como aquellos, entró en callada reflexión, sin dejar, en parte, de estar atento a lo que el primero animado le compartía.
  «Por lo que dices, mi estimado joven amigo virtual (JAV) de letras; o eso creo que significa, buscas saber o a donde quieres llegar con tu comentario y felicitación por esta nueva publicación repentina y sin aviso previo; sí, ‘Momentos idos’ es la segunda compilación que desempolvo, autoedito y saco a luz. La primera fue en 2017: ‘Amé en silencio, y en silencio muero’, también con 43 narraciones.
Lo de ‘Narraciones románticas’, subtítulo que esta trae y así rotulé la primera compilación, te lo puedes explicar a partir de las definiciones que los diccionarios suelen darles a esas dos palabras. Narración, que viene de Narrar, es Contar, referir lo sucedido, o un hecho o una historia…, que es lo que aquí hago con gestas que viví, supe o me inventé sobre mí, o de pronto de algún conocido o personaje que ideé por ahí. El lapso que abarca ‘Momentos idos’, sin guardar secuencia, vendría a ser desde cuando de mi Chaguaní partí, con el rótulo: ‘El día que me fui’, por allá en noviembre del 68, a la actualidad cuando garabateé precisamente la narración que le da su nombre a este trabajo, junto con ‘Poda de capullos’. En esta hago una descripción de la barbarie, con niños como carne de cañón. Lo de románticas se apega, también, a los diccionarios, en tanto están escritas en una Lengua derivada del latín, como el español…, mero, mero.
No sé si estés enterado, mi JAV, que estas 43 Narraciones románticas habían sido publicadas, casi todas, en Revista Latina NC, medio informativo dirigido por Citlali y Edgar Bernal en la ciudad de Raleith, capital de Carolina del Norte, Estados Unidos, donde cada mes escribo una columna. De igual manera, en mis páginas: Vitrina de libros/Historias cortas, en Escondite Literario Tropical y en wrenciso.com están disponibles para quien a bien tenga leerlas, en particular para los bibliotecarios del mundo a quienes exhorto a unirse a la iniciativa ‘Una novela para cada escuela’. Con esta pretendo, no solo mantener viva la chispa por la lectura en la niñez y la juventud desde el aula de clases, también, insistir en el espíritu por la escritura. Una y otra en vías de extinción, de no hacerse algo ya, ahora… ¡mañana podría ser demasiado tarde!
Retomando mi rumiado hilo inicial sobre tus inquietudes en relación con ‘Momentos idos’, mi querido JAV, los hechos o invenciones aquí agrupados en desorden, reitero, podrían ser cuatro o cinco… Hasta es posible que el lector inquieto encuentre más hebras y caminos entreverados. Algunos podrían ser asociados con mis vivencias, con mis sentires, con mis sueños y promesas, buena parte irresolutas. Igualmente, con la ‘Añoranza natal’ y esa petición …que, al caer la tarde, paisanos míos mis versos carguen… o en esta otra: Que al final de los adioses del olvido alguien disperse por doquiera mis cenizas.
Otra hilada podría agrupar aquellos sentires inherentes al terruño, a la familia, así como a varias personas encontradas en mi camino con ciertas gracias y sensibilidad poética, cada vez más escazas. Por citar solo algunas de varias partes del orbe: Ester Abreu Vieira de Oliveira, de Espírito Santo, Brasil, María Teresa Casas Figueroa, del Cauca, Colombia, Irene Doura-Kadavia, de Atenas, Grecia, Carmen Julia Chiguazuque de Jiménez, de Chaguaní, Colombia y José Luis Ortiz Güel, de Zaragoza, España. Estos últimos, te cuento, JAV, escribieron el prefacio y la reseña introductoria de esta compilación.
La temática inherente a la nostalgia social, desde luego, no solo está presente en ‘Momentos idos, Narraciones románticas II’. De esta enjundia están untadas todas mis historias publicadas e inéditas… algunas de las frescas creo que de pronto no alcance a publicarlas antes de partir a lontananza, Joven Amigo Virtual de letras. Por lo tanto, como te lo he participado e invitado a, si a bien tienes y tiempo te dejan tus proyectos magistrales, encargarte de esto… o a envainarte con semejante manda. Entendería, como hasta ahora, que quieras hacerle el quite a esa mula resabiada con semejante lastre literario al lomo, rumbo al trapiche… tú me entiendes.
El hilo de nostalgia social del que ya sabes, se asoma y lacera la introspección del lector en casi todas estas narraciones, pero en especial en ‘Elegía social’ y desde su primer párrafo: Hasta hace poco solía imaginarme, deseaba o, tal vez, mantenía una brizna de esperanza de que por fin el intelecto del que se precia supremo entre las especies se pusiera íntegramente al servicio y a favor de la humanidad… y no en su contra, como casi siempre ocurre, al menos desde cuando hay memoria histórica.; con un final que cuaja la sangre: …Modelo de vida como los niños la idealizan a los siete años al despuntarles el alba en sus impolutas mentes, antes de comenzar a entender por completo y develar tantas cosas oscuras que los aguarda en este convulso mundo al llegar a ser adultos.
Como lo hemos hablado varias veces a la distancia, gracias a esa ambigua herramienta tecnológica de la Internet, mi afán por garrapatear las cosas que veo, me imagino, me cuentan algunos a medias tintas o leo en los escurridizos lenguajes corporales de otros tantos, solo tiene un objetivo: Dejar constancia escrita para las próximas generaciones, ¡de haberlas!, sobre la manera como pensaba y actuaba la gente de mi época, la de finales del siglo XX: el de la ignominia, y primeras décadas del XXI: el de la precariedad global. Sí, mi JAV, escribo estos sucesos para evitarles el olvido y la sepultura fría y gris en los volúmenes de la manipulada historia de los vencedores de la debacle… ¡de haberlos! Ojalá los que sobrevivan, aunque me huele que caso omiso harán, eviten repetir tan funesta historia en unos cuantos lustros.
Una vez más te agradezco, don Carlos Javier Jarquín, por la confianza, apoyo y la difusión del rupestre producto de mi agropecuaria labor de escritor… sin pretenderlo ser, aunque parezca. En cuanto a la manda aquella en relación con lo que no alcance a publicar mientras aire fluya por mis pulmones, si algún día te la hechas al hombro, te doy las gracias por anticipado. De no poderlo o quererlo hacer, ¡nada de nervios, mi querido JAV!, sabes que lo entenderé, doquiera esté para entonces…».
En ese momento, sin precisar la mayor parte de lo que el centroamericano le comentó durante aquella larga llamada dominguera, la atención del suramericano entró de nuevo a escena por completo. Ya tenía material para el video y la reseña promocional de su reciente publicación que aquel le dijo al comienzo que hiciera para difundirlos en sus canales y medios alrededor del mundo.
En el siguiente vídeo de YouTube, leo un fragmento de este artículo: https://youtu.be/vtyYXxWPw5s?si=yBUjr9zLpm-DQsDV


Sobre el autor:
Wilson Rogelio Enciso (Colombia, 1958). Autor de 15 novelas, 6 publicadas de varias compilaciones de narraciones y relatos. Es gestor de la iniciativa “Una novela para cada escuela”. Premio Internacional del Libro Latino (ILBA), 2° puesto, 2019. Séptimo Premio MICRORRELATOS REVISTA GUKA 2019 y mención especial en MICRORRELATOS REVISTA GUKA 2020. Wilson, es coautor de la antología CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, Volumen I, compilación de Carlos Javier Jarquín, (H.C EDITORES, Costa Rica, 2023).
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100 ore per la Pace Partecipazione di  “L’arte dell’incontro” all’evento CIELAC

Foto dello screenshot di inizio incontro in zoom del 5-7-2025

Evento mondiale “100 ore per la Pace”

Partecipazione di  “L’arte dell’incontro” all’evento CIELAC 100 Ore per la Pace.

Partecipanti:
Rosa Isela Rocha Calderón e Juan José Montalvo dalla Bolivia,
Idinael Tejada e Paola Onzaga dalla Colombia,
Elisa Mascia dall’Italia,
Magda Santana dagli Stati Uniti,
Mayka Mendizàbal Blandón da Panama e Viviana Villalba dal Paraguay

Evento Mundial 100 horas por la paz

Participación de El Arte del Encuentro en el evento del CIELAC de 100 horas por la paz.
Participantes:
Rosa Isela Rocha Calderón y Juan José Montalvo desde Bolivia,
Idinael Tejada y Paola Onzaga de Colombia,
Elisa Mascia desde Italia,
Magda Santana desde Estados Unidos,
Mayka Mendizàbal Blandón de Panamá y Viviana Villalba de Paraguay

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Foto locandina dell’evento della Pace

Il critico letterario prof Pietro Seddio scrive “La concezione artistica nell’opera diLetizia Caiazzo”

Foto cortesia del prof critico artistico e letterario Pietro Seddio




La concezione artistica nell’opera di
Letizia Caiazzo
di
Pietro Seddio

Per entrare nel meraviglioso mondo artistico di questa importante artista, bisogna iniziare a chiedersi cosa vuol dire arte, nel senso che la proposizione artistica offerta dalle innumerevoli opere di Letizia, hanno una identità unica e quasi irripetibile che non può e non deve prescindere dal concetto d’arte.
Ecco allora che occorre evidenziare questo particolare aspetto che rappresenta la base interpretativa e creativa delle sue opere
Il concetto che noi associamo comunemente al termine “Arte” non apparteneva al mondo dell’antica Grecia che, infatti, non contemplava e non riconosceva nel processo creativo il desiderio di espressione del singolo esecutore, attraverso canoni squisitamente estetici o secondo modalità individuali, il quale doveva invece attenersi alle richieste del committente, rivolgendosi al contesto sociale e culturale di appartenenza.


La lingua greca antica utilizzava la parola téchne per indicare una particolare competenza tecnica, come la radice indoeuropea tek (s)– tende a chiarire in quanto ascrivibile ai verbi “congiungere e adattare”, alludendo, come nel caso della radice ar- dalla quale si origina il latino ars, al significato che per noi assume il termine mestiere.
corpo umano fu, quindi, concepito in termini matematici, individuando nella proporzione che lo caratterizzava l’ordine del mondo e, di conseguenza, il riflesso dell’ordine divino del cosmo, in accordo con la visione della cultura classica.
Il concetto di bellezza per i Greci si rivelava, dunque, nella correlazione espressa tra il principio di mimesis e l’ordine divino della natura, affinché il manufatto prodotto potesse identificarsi secondo la propria funzione specifica, assolvendo un preciso compito in relazione al contesto entro il quale era stato inserito.
I primi ad associare l’idea del bello al significato di armonia e di proporzione furono, infatti, i pitagorici i quali intesero, attraverso lo studio delle note musicali, i rapporti matematici come strumento per comprendere il kosmos in quanto ordine calcolabile numericamente.
Il corpo umano, inteso come proporzione tra le parti, si rivelava essere dunque il vero protagonista nella ricerca che i Greci perseguirono fin dall’età arcaica e che troverà compimento con la scultura del V secolo a. C., quando la forma acquisirà uno spazio ben preciso e misurabile in relazione armonica all’ordine del mondo.
La particolare attenzione riservata alla realizzazione dei vari manufatti rifletteva, inoltre, la grande rilevanza che l’immagine assumeva per la cultura greca, la quale era caratterizzata dalla dimensione visiva in maniera molto maggiore rispetto alla nostra.
Aristotele affermava nel De anima, a tale riscontro, che “L’anima non pensa mai senza immagini” e nel De memoria et reminiscentia che “Non si può pensare senza immagini …”.
Le immagini fornivano determinate informazioni in base ad un linguaggio codificato e condiviso. La loro lettura era, dunque, possibile grazie ad un vocabolario iconografico che permetteva al ricevente di riconoscere gli “schemi” in esse contenuti, in modo da decifrarne il significato e di coglierne il messaggio.
Possiamo anche dire che si riscontrano elementi che sono stati importanti per l’opera di Joseph Svoboda che nel campo teatrale ha utilizzato la “luce” come elemento base per le sue innumerevoli produzioni. Luce che la Nostra utilizza tutte le volte che inizia a creare un’opera che assimila i migliori elementi che la natura mette a disposizione di chi nasce vero artista.
Risulta, infine, utile comprendere quanto e in che modo l’arte greca sia stata intesa nei secoli seguenti, fino alla nostra epoca, ripercorrendo seppur brevemente e in maniera sintetica le più rilevanti proposte interpretative avanzate durante le diverse fasi storiche e attraverso le varie correnti di pensiero. C’è nelle opere di questa artista il fulcro creativo che compendia il substrato della concezione non solo creativa ma anche espressiva perché ogni traccia che si concretizza nelle sue opere assume un valore particolare e si può affermare che è la vita stessa a scorrere e a diventare non solo materia ma vita, vera arte.
Già altri saggisti si sono espressi sull’arte della Caiazzo e tutti concorsi nell’affermare che il concetto d’arte pura assume un ruolo d’avanguardia perché sono riscontrabili tanti elementi quali policromie, colori, luci, prospettive, significati profondi che s’incuneano in tessuti evolutivi capaci di ribaltare, a volte, proprio il concetto d’arte e questo appartiene ai grandi che hanno saputo imprimere nelle opere delle proprietà complesse quanto vive e significative.
Diciamo che l’arte, in questo contesto, si veste di splendore che s’irradia in maniera armoniosa tanto che coloro i quali si trovano ad ammirare i quadri dell’artista avvertono un senso profondo che li investe ed è a quel punto che l’arte, le figure, l’insieme, si materializza, si accaparra di un’anima capace di librarsi nel cosmo artistico affermando in questo modo la sua autenticità e la propria immortalità.











Molto acutamente è stato scritto che “Letizia Caiazzo è una poetessa italiana nota per la sua sensibilità e profondità emotiva.
Vive e lavora in penisola sorrentina, ha esplorato diverse forme d’arte, spaziando dalla poesia alla pittura.
“Le sue opere spesso trattano temi di amore, nostalgia e bellezza della natura, offrendo ai lettori un viaggio emozionale profondo”.
Proprio il connubio con la sua poesia ci porta a stabilire che tutta l’opera è poesia e come tale si libra nel cielo, concetto questo espresso da Carlo Bo quando ha scritto dell’opera di Federico Garcia Lorca. Il mondo poetico offre spunti che, come note sinfoniche, si irradiano e diventano cellule viventi capaci di rendere l’universo migliore ed eternamente godibile. Concludo questa analisi sintetica, ma credo profonda nella sua identità artistica, quanto ha scritto la prof. Carmela Trimarchi che suggerisce per chi osserva le sue opere:
“… che deve mirarle e rimirarle per ritrovar sempre nuovi spunti critici affinché vita e mito vogliono offrire quella vera ricerca dell’identità culturale che ha un proprio substrato della analisi dei bisogni e dell’origine di provenienza diversa da ognuno che le guarda con sospetto o con ardore da tale impressione recepita e che vuole tramandare.


Circa l’artista
   Letizia Caiazzo
versatile artista visiva multimediale, vive in penisola sorrentina, Piano di Sorrento NA, Italia. Dopo aver completato gli studi secondari presso l’Istituto “Santa Dorotea” di Napoli, ha conseguito un diploma accademico in Servizio Sociale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli “Federico II”. L’arte è sempre stata una passione per Letizia, una passione che ha generosamente condiviso come educatrice per decenni, ispirando innumerevoli giovani menti. Il suo profondo apprezzamento per varie espressioni artistiche l’ha portata a esplorare tecniche e media diversi nel suo lavoro. Il suo percorso artistico, caratterizzato da resilienza e determinazione, le ha permesso di partecipare a mostre prestigiose. Non solo ha esposto la sua arte, ma ha anche assunto ruoli di organizzatrice e collaboratrice per mostre d’arte ed eventi con pubblicazioni associate, promuovendo arte, letteratura, pace e solidarietà. Oltre alla sua arte visiva, Letizia Caiazzo è riconosciuta come talentuosa poetessa e scrittrice, guadagnandosi un posto di rilievo in Italia e nel mondo. Letizia Caiazzo ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo contributo alle arti. È stata nominata Accademica “honoris causa” dall’Accademia Internazionale degli Empedoclei, l’Istituto Superiore di Studi Filosofici di Agrigento. Ha inoltre ricevuto una laurea honoris causa dall’Accademia Internazionale dei Dioscuri di Taranto. Tra i suoi riconoscimenti più prestigiosi vi è il Premio Internazionale “Alexsander” nel 2017, conferito dall’Ateneo Svizzero “International University of Peace”, sotto l’Alto Patrocinio della “Universum Academy Switzerland”, dove è stata anche nominata Accademica Honoris Causa. Inoltre, ha ricevuto il Premio ACAMANTE E FILLIDE 2021 dall’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento e il Gran Premio “Eccellenze dell’Arte Italiana 2022” dall’Accademia Internazionale dei Dioscuri.
Premio alla Carriera Universum (sezione Arte) – International Universum Academy (Svizzera)
Panorama Golden Book Awards 2024 per il libro “Sul Filo di un Feeling”.
Premio Letterario Internazionale Universum (1° Premio Sezione A).



Circa l’autore critico letterario
PIETRO SEDDIO
agrigentino, ma residente da molti anni in Verrua Po, provincia di Pavia, da oltre cinquant’anni (ha iniziato a pubblicare nel 1965) si interessa di attività culturali e letterarie. Regista, drammaturgo, scrittore, poeta, romanziere, saggista, attivo nel panorama culturale italiano e internazionale. Per meriti letterari è stato nominato: Membro Accademico Benemerito dell’Accademia “Giosuè Carducci”, Socio dell’Unione Operatori Culturali, Socio dell’Ordine Nazionale Autori e Scrittori, Socio dell’Associazione Nazionale Poeti e Autori d’Italia, Membro del Centro Studi Accademia Internazionale “Accademia”, Socio Onorario e Membro Effettivo della Accademia Internazionale “G. Pitrè”, ed ultima-mente è stato nominato Membro della International Writers and Artists Association che ha sede negli Stati Uniti, presso il Bluffon College.

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Foto cortesia di Letizia Caiazzo – Italia

COMUNICATO STAMPAMostra collettiva internazionale di arti visive“UNA GRECIA DI LUCE! Con la gioia della creazione sotto lo sguardo della Marina Militare di Vatikiotis” organizzato da Konstantina Farmaki

Foto cortesia della locandina dell’evento artistico “UNA GRECIA DI LUCE! Con la gioia della creazione sotto lo sguardo della Marina Militare di Vatikiotis”


Mostra collettiva internazionale di arti visive
“UNA GRECIA DI LUCE! Con la gioia della creazione sotto lo sguardo della Marina Militare di Vatikiotis”

Elisa Mascia: artista, poetessa, scrive:


Un’eccellente amica e collaboratrice, la storica critica d’arte Konstantina Farmaki, partendo dal suo laboratorio artistico KONSFARM ART ATELIER NÖ in Austria, e dopo eventi di successo in importanti città europee come Vienna, Norimberga e Maiorca, organizza un’altra mostra collettiva internazionale di arti visive nella sua terra natale, questa volta sul tema che caratterizza il suo amore per la Grecia e che è anche il titolo del suo programma radiofonico “Una Grecia di Luce!”.

Dal 18 al 28/09/2025, “Una Grecia di Luce! Con la gioia della creazione sotto lo sguardo della Marina Vatikiotis” accoglierà i visitatori amanti dell’arte a Neapoli, in Laconia, nell’atrio di un edificio emblematico della città, la Galleria d’Arte “Achilleas Varvaresou”.
Personalmente, sono onorata e felice di partecipare a questa mostra !

La Grecia accoglie la comunità artistica mondiale alla nuova mostra collettiva internazionale di arti visive intitolata “UNA GRECIA DI LUCE! Con la gioia della creazione sotto lo sguardo della Marina Militare di Vatikiotis”.

La mostra, patrocinata dal Comune di Monemvasia, dal Gruppo UNESCO per le Arti, la Letteratura e le Scienze della Grecia e dall’Organizzazione Culturale Greca “NOSTOS” di Buenos Aires, Argentina, è sostenuta dalla Società Ellenica Austriaca e dall’Associazione dei Medici e degli Scienziati Affini d’Austria “Asclepius”, nonché dalla Filarmonica della Repubblica Ellenica. Neapolis, l’Associazione Napoletana “ta Vatika”, l’Associazione Culturale Vatika, l’Accademia di Danza “Finix Dance Academy” e, dai negozi di Neapolis Vion, la Confetteria “Neraida” di Pantelis Meimetis e Antonis Damianakis, “tzivaeri” e “MARKET IN”.

La mostra è inoltre accolta e sostenuta da media internazionali: Hellenic News of America, The Panhellenic Post, NEOS KOSMOS, Alessandria Today, Elliniki Gnomi, Greek News & Radio Florida, Hellenic Media Group, S.D.W Radio, dall’Unione Internazionale dei Giornalisti Cretesi e da giornali locali.
La mostra sarà ospitata presso la GALLERIA D’ARTE “Achilleas Varvaressos”, Akti Vion 48, sulla spiaggia di Neapolis e presenterà opere di artisti provenienti da diversi paesi del mondo, evidenziando il ricco dialogo culturale e lo scambio creativo. L’organizzazione mira a mettere in evidenza la luce e la bellezza uniche della Grecia, attraverso gli occhi di artisti internazionali, celebrando al contempo l’importanza dell’arte come mezzo di espressione e comunicazione.
Il tema della mostra ispira rinomati artisti visivi a esplorare e valorizzare la storia, la natura e il patrimonio culturale della Grecia, con opere di diversi stili e correnti artistiche, realizzate con stili e materiali diversi, con un’enfasi sulla presenza simbolica della Marina Militare Olandese.
La mostra si terrà dal 18 al 28 Settembre 2025 e sarà accompagnata da eventi paralleli: balli latini dell’Accademia “Finix Dance Academy” e brani dei complessi musicali della Filarmonica D.E. Boion, sotto la direzione del direttore d’orchestra Fani Ferdianakis, con la conferenza “Bella Vista – ART THERAPY” con la relatrice MCa Vicky Tsianika, con lo spettacolo teatrale “Xantippe, la moglie di Socrate” con sceneggiatura e regia di Giorgos A. Christodoulou, con laboratori artistici, con la presentazione della raccolta di poesie “Paths of Love” di Marita Ritzi, nonché con le presentazioni del libro “Tsakonian Flavors” di Eleni Manou e della fiaba di Anneta Psarrou-Kourkoulis, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo interculturale.

Invitiamo i residenti e i visitatori di Vatika a scoprire la bellezza e la luce della Grecia attraverso gli occhi di artisti provenienti da diversi Paesi del mondo. La responsabilità dell’organizzazione e della curatela della mostra, in stretta collaborazione con il Comune di Monemvasia e l’Assessore alla Cultura Panagiota Aliferi, è affidata alla storica e critica d’arte Konstantina Farmaki, che garantisce l’alta qualità e la visione artistica dell’evento.

ARTISTI PARTECIPANTI:

1. ATZEMI ELENI                                         2. GARIFALLOS KOSTAS                             3. DIAKOVASILI DESPOINA                        4. DIAKOVASILI NINA                                  5. THYMIOPOULOU MATINA                       6. KARATSOUNI KATERINA                       7. KASTELLI HAROULA             
8. LAFAZANI VANA                                       9. MATINOPOULOS PANAG                         10. MAGIAKI ANASTASIA                            11. MAHAIRA THEODORA                          12. BAKLI KLEIO                                          13. NASTA CRISTINA
14. PAPAKYRIAKOU OLGA        
15. SALIS MARKOS        
16. ATHINA STRATIDAKI
17. TSILIS TIMOLEON        
18. TSISMALIDOU TZORTZINA
19. FARMAKI KONSTANTINA
20. FRAGOULIS MANOS
21. FOTIKA DIMITRA
22. EL ARABI JOMANA
23. GORANOVA NIKI
24. KAZEMI MICHAEL
25. LEVENTERIS LIDIA
26. MASCIA ELISA
27. MICHUDIS CORA
28. PFAFF M. ALEXANDROS
29. PORAS SANTANA MARIELA

                                                                   KONSTANTINA FARMAKI
                                                                        Storico-Critico/Artista dell’arte

Contatto: Konsfarm Art Atelier NÖ / Konstantina Farmaki
E-mail: kunsthistorikerin10356@gmail.com

INCONTRA L’ORGANIZZATORE

BIOGRAFIA DI KONSTANTINAS FARMAKI
Konstantina Farmaki è una storica e critica d’arte, diplomata presso la Scuola d’Arte di Atene.
È nata a Kardama, Nea Ilia, nel 1956 ed è cresciuta a Egaleo, in Attica.
Vive e lavora in Austria.
Ha presentato 10 mostre personali e partecipato a numerose collettive.
Le sue opere si trovano in collezioni private in Austria, Grecia, Cipro, Italia, Sardegna, Paesi Bassi, Germania, Ungheria, Spagna, Mallorca, Argentina, America e Madagascar.
È giornalista e produttrice radiofonica e si occupa anche di articoli, critica, organizzazione e presentazione di mostre d’arte in Europa, spettacoli teatrali, opere letterarie ed eventi culturali di Comuni e Comunità.
Ha svolto un’intensa attività di attivista e volontariato in organizzazioni scientifiche, culturali e sociali che hanno come fulcro un bambino.
Addetto Culturale per l’Austria del Gruppo UNESCO per le Arti e le Scienze Greche
Coordinatrice austriaca della Fondazione Internazionale Writers Capital
Membro dell’Ufficio per il Networking Culturale del Governo della Bassa Austria (Kulturvernetzung NÖ).
Membro del Consiglio Culturale di GREEK NEWS e di Greek Radio, Florida. America.
Membro dell’Accademia di Farsala.
Socia artistica del teatro “4 Epoches-Yiannis Mortzos” di Atene.
Socia speciale dell’Hellenic Media Group e di numerose testate giornalistiche in Europa e America.
È stata premiata per il suo lavoro di volontariato e il suo contributo da:
A) la Federazione Panellenica delle Persone con Anemia Mediterranea nel 1998.
B) il Comitato dei Giochi Paralimpici del 2004.
C) il Comitato Special Olympics del 2011 e da numerosi club e organizzazioni.
Candidata alle elezioni europee nel 2019.

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Luisa Camere Quiroz  stimata poetessa, ambasciatrice culturale ed educatrice visionaria, in rappresentanza del Perù e degli Stati Uniti, alla Biennale di Hagiografia Internazionale, Iconografia e Innografia 2025.

Foto cortesia di Luisa Camere Quiroz -Perú creazione del presidente della Writers Capital Foundation International Preeth Padmanabhan Nambiar – India

BIENNALE DI AGIOGRAFIA INTERNAZIONALE, ICONOGRAFIA E INNOGRAFIA 2025
BENVENUTA LUISA C ÁMERE QUIROZ COME DELEGATA

Siamo onorati di dare il benvenuto a Luisa Cámere Quiroz, stimata poetessa, ambasciatrice culturale ed educatrice visionaria, in rappresentanza del Perù e degli Stati Uniti, alla Biennale di Hagiografia Internazionale, Iconografia e Innografia 2025.

Nata a Lima nel 1951, il viaggio di Luisa attraversa continenti e culture, dagli anni fondativi in Perù alla leadership educativa trasformativa in California. Come acclamata autrice sia di poesia che di prosa – tra cui Mujer de Roble, Mutilada de mil maneras e Cargadito de Amor – ha dato voce alla resilienza, al patrimonio e alla connessione umana.

È Presidente di CIESART USA, Presidente globale del Circolo Internazionale degli Ambasciatori Culturali e amministratore di Universal Poetic Utopia, promuovendo lo scambio culturale globale attraverso le arti. Destinataria del dott. Honoris Causa dall’AEADO e molteplici onorificenze tra cui il titolo onorario di Giavanese DI KMA, Luisa continua a ispirare con un impegno instancabile per la pace, l’educazione e l’anima poetica dell’umanità.

📅 Date dell’evento: 1 – 30 agosto 2025
📍 Luogo: modalità ibrida

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BIENAL DE HAGIOGRAFÍA, ICONOGRAFÍA E HIMNOGRAFÍA INTERNACIONALES 2025
BIENVENIDA A LUISA CÁMERE QUIROZ COMO DELEGADA

Nos sentimos honrados de dar la bienvenida a Luisa Cámere Quiroz, estimada poeta, embajadora cultural y educadora visionaria, en representación del Perú y los Estados Unidos en la Bienal Internacional de Hagiografía, Iconografía e Himnografía 2025.

Nacida en Lima en 1951, el recorrido de Luisa abarca continentes y culturas, desde sus años de fundación en Perú hasta su liderazgo educativo transformador en California. Como autora aclamada de poesía y prosa, incluyendo Mujer de Roble, Mutilada de mil maneras y Cargadito de Amor, ha dado voz a la resiliencia, la herencia y la conexión humana.

Es presidente de CIESART USA, presidente global del Círculo Internacional de Embajadores Culturales y fideicomisario de Universal Poetic Utopia, que promueve el intercambio cultural global a través de las artes. Recipiente del título de Dra. Honoris Causa de la AEADO y de múltiples honores, incluido el título honorario de DI KMA javanesa, Luisa continúa inspirando con un compromiso incansable con la paz, la educación y el alma poética de la humanidad.

📅 Fechas del evento: del 1 al 30 de agosto de 2025
📍 Ubicación: Modo híbrido

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La scrittrice artista Letizia Caiazzo scrive la recensione del libro:” KOLEKTIVNE NSEAE” di Ivan Pozzoni

Foto cortesia di Letizia Caiazzo e Ivan Pozzoni

Caro Ivan,
Mi hai chiesto cosa pensassi del tuo ultimo libro. Ebbene, te lo dico subito: leggere KOLEKTIVNE NSEAE è come affacciarsi su un dirupo interiore. Non offri conforto, non cerchi compromessi: la tua voce è un bisturi che seziona le illusioni del nostro tempo. Ciò che emerge – e che hai percepito con lucidità – è un naufragio sistematico di ogni certezza. Amore, giustizia, creatività, persino la follia come atto ribelle… tutto sembra sgretolarsi sotto il peso di un mondo ridotto a “format economici”, come scrivi tu.
Hai forgiato un’opera necessaria ma impervia; ci costringe a fare i conti con il naufragio della civiltà occidentale, usando un linguaggio che è esso stesso ferita. Se a tratti il progetto soccombe al proprio cerebralismo, resta un monolite poetico che sfida l’afasia del nostro tempo. La sua grandezza sta nel rifiutare ogni giustificazione: è poesia come atto di resistenza estrema. Non ti parlerò dello stile – so che altri l’hanno fatto con maestria – ma di ciò che ho sentito scavarmi addosso pagina dopo pagina. Hai messo a nudo una verità che molti fingono di non vedere: siamo diventati fantasmi in cerca di un corpo. Ne “Gli uomini senza cognome” li riconosco: sono quelli che coltivano l’orticello di due stanze e un bagno, sopravvivendo tra condoni e silenzi. Li vedo ogni giorno, Ivan: siamo noi quando abbassiamo lo sguardo davanti alle ingiustizie, quando scegliamo il comodo anziché il coraggio. Tu li chiami “spartiti di sole semibiscrome”: note mute, appena abbozzate. Ci hai visto giusto.
Poi ci sei tu. O meglio, l’uomo che urla in queste poesie. Quell’”egocentrismo” che qualcuno potrebbe rimproverarti (come in RINO) a me sembra altro: è la solitudine di chi si accorge di essere l’unico a tenere gli occhi aperti in una stanza di dormienti. Quando scrivi: “Battere, battere, battere i tasti / coll’emergenza di acuti scoliasti”, non è narcisismo: è la disperazione di chi sa di essere inascoltato, eppure martella la tastiera come un naufrago il segnale d’emergenza.
E l’amore… Dio, l’amore. In “Il nostro bimbo avrebbe avuto occhi belli” mi hai spezzato. Quella vita mai nata, “schiava d’un qualche Durex lubrificato”, è il simbolo di tutte le nostre rinunce. Quel figlio immaginato – con gli occhi tuoi, i diavoli tra i capelli, il dialogo con gli animali – è tutto ciò che abbiamo ucciso per paura. Quando lo chiudi in un “diaframma cardiotoracico immerso nell’arsenico”, è chiaro: è la metafora di un futuro avvelenato prima ancora di nascere.
In “Ridatemi i miei versi” gridi qualcosa che va oltre la poesia: “mamma, amavo una donna prima che fosse nata”. Ecco, questa è la chiave. Non cerchi più risposte, Ivan. Sei arrivato al punto in cui le domande stesse sono diventate macerie. La serotonina abbandonata, i neuroni come un anacoluto, il nodo scorsoio come unica via d’uscita… Non è disfattismo: è la cronaca di un naufragio interiore.
So che alcuni ti accusano di oscurità. Ma io quelle oscurità le capisco benissimo:
Quando in “Franceschiello” sputi sull’”amore eterno” chiamandolo “corda d’oppio”, è perché hai visto troppi tradimenti mascherati da eternità.
Quando in “Le lacrime di un diavolo” preferisci la camera oscura ai colori del mondo, è perché la luce ormai brucia.
Quando evochi “anime gemelle come figurine doppie” per poi descrivere un amore come “bronchopneumonia”, è perché hai capito che anche l’amore è diventato una malattia da nascondere.
Ma perché continuare a scrivere, allora? Per lo stesso motivo per cui si accende una candela in una miniera crollata: non per vedere la via d’uscita, ma per dire: “Io sono qui. E questo buio è reale”.
La tua forza, Ivan, non sta nella speranza che non offri. Sta nel coraggio di inchiodarci allo specchio. Mentre il mondo gioca a burattinai – guerre, pandemie, violenze, algoritmi che ci comandano – tu ci mostri il volto dei burattini. Senza pietà, ma con una compassione feroce.
Se questo libro fosse un quadro, sarebbe un Goya nero: corpi che affondano nel fango, occhi sbarrati nel vuoto. Eppure, proprio lì – nella totale assenza di consolazione – trovo una verità preziosa: solo chi ha amato il mondo fino a soffrirne, può accusarlo con tanta precisione.
Grazie per non aver regalato nessun finale consolatorio. per ogni verso che brucia come una ferita aperta, per non fingere. Grazie per questo grido.
Con stima
7 luglio 2025                                                                     Letizia Caiazzo
                                                                         che ha riconosciuto le sue domande nelle tue

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