Donia Sahib intervista

Foto cortesia dell’ artista e musicista di fama mondiale Naseer Shanna

Un dialogo filosofico: con l’artista e musicista di fama mondiale Naseer Shamma

I segreti dei colori archetipici ispirati alle manifestazioni delle leggi cosmiche

Intervistatrice: Donia Sahib – Iraq

L’artista e musicista di fama mondiale Naseer Shamma, attraverso la sua nuova visione filosofica ed espressiva, infonde nei suoi dipinti tocchi astratti ricchi di calma e serenità. Attraverso queste opere, egli riflette le leggi cosmiche in spazi estesi, dove le emozioni si intrecciano con la fisica e l’astronomia. Crea motivi cosmici con una visione simbolica metafisica, traendo ispirazione dalla psicologia dei colori dello spettro solare e sviluppando precise gradazioni cromatiche basate su principi scientifici, volte a evocare un’esperienza meditativa prima delle rappresentazioni della natura e delle formazioni galattiche.

I suoi dipinti non sono semplici colori su tela; costituiscono un sistema artistico che interpreta i fenomeni metafisici attraverso l’astrazione del colore. Presenta inoltre una visione unica della creazione umana dal nulla all’esistenza, fondata sul suo studio approfondito delle teorie filosofiche sufi. La sua visione si è ampliata fino a comprendere molteplici percorsi artistici e filosofici, tra cui l’estetica —la scienza della bellezza— manifestata tra lo stadio della realtà e quello dell’immaginazione, con blocchi di colore e miscele che esprimono i sentimenti della sua anima trasparente. Ogni dipinto è realizzato seguendo meticolosi esercizi su sottili note musicali, armonizzando scientificamente colori e musica per permettere allo spettatore di immergersi in profondi spazi cosmici.

Le sue opere, spogliate di ogni illusione di vita fugace, catturano l’attenzione visiva in momenti tranquilli, lontani dal clamore del mondo. Gli spettatori si riuniscono attorno alle sue incantevoli composizioni cosmiche, dove il cielo infinito rivela i suoi segreti davanti ai loro occhi. Le sue opere raffigurano universi e pianeti lontani che ruotano in orbite maestose, combinando suono e colore con una fluidità artistica stimolante. I suoi motivi cosmici ricordano un viaggio esplorativo nelle profondità dell’universo, dove le sfumature tropicali dei suoi colori suggeriscono regni nascosti oltre la natura e la realtà materiale, immergendo gli spettatori in dettagli evocativi che innescano vaste visioni immaginarie, elevandoli a una quinta dimensione spirituale oltre il mondo materiale e fisico.

Naseer Shamma è da tempo celebrato per la sua pittura evocativa e la sua magistrale musica improvvisata. Porta gli spettatori in un viaggio spirituale, dove i suoi colori astratti archetipici e le sue composizioni musicali aiutano a liberare gli attaccamenti alla vita mondana e ad abbandonare desideri e passioni, dirigendo l’attenzione verso la dimora eterna dell’anima nel regno celeste e promuovendo l’adesione alle virtù umane e agli ideali superiori.

Nelle sue altre opere musicali, fonde colori freddi con toni vellutati e texture iridescenti per creare segnali visivi riflessivi che indicano la connessione diretta e completa dell’umanità con il Creatore. Illustra inoltre l’armonia umana con ogni particella dell’ambiente cosmico, incarnando attraverso le sue opere e i suoi messaggi artistici la filosofia dell’unità sufi dell’esistenza, derivante dai suoi pensieri illuminati e dalla sua vasta conoscenza.

Questo dialogo è stato condotto in un’atmosfera contemplativa sufi, dove abbiamo discusso dell’importanza di insegnare alle giovani generazioni i principi del misticismo islamico, trasmettendo i significati spirituali e filosofici dell’arte e della profonda esperienza umana.




• Definire l’alfabeto della propria filosofia nel vasto mondo artistico per quanto riguarda la fusione tra musica e arte visiva?

Il mio approccio alla fusione tra musica e arte visiva si basa sull’idea di armonia cosmica tra i sensi, dove la musica trascende i semplici suoni per diventare impulsi tangibili, mentre i colori si trasformano in note vibranti. Questa relazione tra tono e colore, ritmo e spazio, genera un mondo parallelo, consentendo all’espressione artistica di crescere in direzioni inaspettate. In questa prospettiva, l’arte è in un continuo stato di trasformazione, nutrendosi a vicenda, affinché ogni forma d’arte risieda dentro e completi l’altra.





• Quali tecniche moderne utilizzi per dipingere le tue opere d’arte?

Nei miei dipinti utilizzo materiali riciclati, trasformandoli in miscele concentrate e colori invecchiati attraverso sperimentazioni prolungate. Queste tecniche mi danno un senso del tempo e della profondità, dove materiali semplici si trasformano in ricche texture che raccontano contemporaneamente la storia sia del tangibile che dell’astratto, facendo respirare a ogni dipinto la propria storia.





• Il movimento modernista ha influenzato il tuo stile artistico musicale e visivo? Tra autenticità e modernità, quale posizione adotti?

Il movimento modernista mi ha incoraggiato a esplorare nuove dimensioni nella musica e nelle arti visive, aprendo orizzonti alla libera espressione e alla sperimentazione oltre i vincoli tradizionali. Tuttavia, considero l’autenticità una parte inseparabile della mia identità artistica. Vedo la modernità non come una rottura con il passato, ma come un mezzo per reinterpretarla in modo innovativo. Di fronte alla sfida tra autenticità e modernità, adotto un approccio equilibrato: impiego tecniche e idee moderne, preservando al contempo l’essenza delle tradizioni artistiche precedenti. Per me questo equilibrio crea un mondo artistico senza tempo in cui il vecchio risuona con la nuova vita.




• C’è differenza nella tua visione espressiva astratta tra un dipinto e l’altro? Chiarire l’idea del contenuto.

Sì, c’è una differenza significativa nella mia visione espressiva astratta tra ogni dipinto, poiché ogni opera deriva da un’esperienza o da un concetto diverso. Tratto ogni dipinto come un mondo indipendente, in cui il suo contenuto si forma in base allo stato emotivo e ai simboli che desidero trasmettere. A volte l’astrazione riflette il conflitto interiore o l’equilibrio tra caos e ordine; altre volte celebra la vita semplice o la natura. Il contenuto del dipinto cambia a seconda dell’esperienza, rendendo ogni opera un messaggio unico aperto a molteplici interpretazioni.





• Qual è la tua “formula magica” per fondere composizioni di colori freddi con gradazioni influenzate dall’illuminazione nei tuoi dipinti?

La mia formula per miscelare i colori si basa su fasi precise, a partire dalla stratificazione, utilizzando miscele di materiali riciclati e pigmenti invecchiati. Cerco una profonda armonia tra i colori, in cui ogni colore mantenga il proprio spazio senza perdere la connessione con gli altri. Nei miei dipinti, i colori freddi non solo riflettono la calma dell’universo ma si armonizzano anche con la sua vastità. Vedo il blu, il verde e il grigio come estensioni dello spazio infinito, di profondità illimitate dalla distanza e di onde luminose che si irradiano dal sole, dalla luce della luna e dalle stelle lontane. Integro i materiali naturali come parte inseparabile della mia visione, poiché ogni consistenza e materiale porta l’impronta di questo vasto mondo. Attraverso questa fusione, il mio obiettivo è esprimere la relazione tra gli esseri umani e il cosmo, dove i colori freddi si armonizzano con le materie prime per rappresentare pianeti, galassie e forse persino l’impronta dell’umanità nell’universo. L’illuminazione è una parte essenziale del “teatro” del dipinto; tratto la luce come un elemento che guida l’emozione, evidenziando o nascondendo determinati dettagli, creando tensione visiva e sensazione dinamica che permette al dipinto di respirare in momenti diversi.




• Un dialogo musicale con colori caldi sotto forma di decorazione cosmica—qual è il segreto dietro questa creatività innovativa nella tua arte visiva?

Il segreto del dialogo tra musica e colori caldi nelle mie opere sta nel creare armonia tra sensi visivi e uditivi. Per me i colori caldi non sono semplici sfumature: sono impulsi vivi che trasportano lo spirito della musica. Quando mescolo colori come il rosso, l’arancione e l’oro, evoco il calore delle melodie e trasformo ogni pennellata in una nota visibile. Questi colori assomigliano a composizioni musicali che salgono gradualmente, portando lo spettatore in un viaggio sensoriale pieno di gioia. La decorazione cosmica nelle mie opere riflette la mia convinzione che l’universo sia pieno di ritmo e ordine; ogni elemento della natura, che sia una nota o un colore, fa parte di uno schema eterno e interconnesso. I colori caldi creano questo dialogo cosmico all’interno del dipinto, fondendo il senso della musica con l’armonia visiva, rendendo il dipinto una sinfonia di movimento e flusso. Questo approccio innovativo nasce dal mio desiderio di trascendere i confini artistici tradizionali, creando un linguaggio che parli sia all’anima che alla mente, trasformando il dipinto in un’esperienza sensoriale completa che abbraccia lo spettatore, proprio come la musica abbraccia e ravviva l’ascoltatore.





• Dove sta andando la tua vasta esperienza artistica, intrisa di musica?

Il mio percorso artistico è orientato all’esplorazione dello spazio tra i pianeti e del rapporto della Terra con l’ambiente cosmico circostante, dove trovo una fonte inesauribile di ispirazione. Unendo la musica all’arte visiva, il mio obiettivo è creare dipinti che trasmettano la sensazione di immersione in questo vasto spazio, raffigurando luoghi immaginari che consentono agli spettatori di viaggiare tra regni diversi. Ogni opera d’arte che presento è un invito a esplorare questi spazi cosmici, dove colori e ritmi caldi e freddi formano elementi interconnessi che rappresentano l’armonia tra la Terra e l’universo esterno. Credo che l’arte possa esprimere questo spazio, rendendolo un’arena di riflessione e di autoesplorazione. I dipinti che creo riflettono questa profonda relazione, in cui ogni colore e ogni pennellata esprimono la spinta verso l’infinito e la diversità dell’universo, trasformando ogni opera in un’esperienza unica che porta con sé un nuovo “pianeta” di idee e visioni.





• Il tuo messaggio ispiratore che trasmette la trasparenza della logica umana—speri che raggiunga le generazioni future?

Il mio messaggio sottolinea l’importanza di ricercare la bellezza in ogni momento, sia esso musicale, visivo o testuale. Credo che le arti non siano semplici espressioni della realtà ma esperienze sensoriali che ci permettono di esplorare la profondità interiore e il nostro rapporto con l’universo. Esorto le generazioni ad abbracciare colori caldi e freddi che riflettano emozioni positive e vibranti, un senso di bellezza, energia, calma e pace, usandoli come strumenti per comunicare con il mondo che le circonda. L’arte dovrebbe essere un mezzo per interagire con sentimenti e idee, sforzandosi di offrire nuove interpretazioni della nostra realtà.





• L’eccezionale parola conclusiva del dialogo?

Attraverso esperienze artistiche che uniscono musica e arte visiva, ricreiamo momenti che ci consentono di confrontarci contemporaneamente con il caos e la bellezza. Infine, incoraggio tutti a esplorare lo spazio tra i Pianeti e a riflettere sul proprio ruolo come parte di questo vasto universo, dove ogni momento è un’opportunità di creatività e scoperta.











A Philosophical Dialogue: With the World-Renowned Artist and Musician Naseer Shamma

Secrets of Archetypal Colors Inspired by the Manifestations of Cosmic Laws

Interviewer: Donia Sahib – Iraq

The world-renowned artist and musician Naseer Shamma, through his new philosophical and expressive vision, infuses his paintings with abstract touches brimming with calmness and serenity. Through these works, he reflects the cosmic laws across expansive spaces, where emotion intertwines with physics and astronomy. He creates cosmic motifs with a metaphysical symbolic vision, drawing inspiration from the psychology of solar spectrum colors and developing precise color gradations based on scientific principles, aimed at evoking a meditative experience before depictions of nature and galactic formations.

His paintings are not merely colors on a canvas; they constitute an artistic system that interprets metaphysical phenomena through color abstraction. He also presents a unique vision of human creation from nothingness to existence, grounded in his in-depth study of Sufi philosophical theories. His vision has expanded to encompass multiple artistic and philosophical paths, including aesthetics—the science of beauty—manifested between the stage of reality and imagination, with color blocks and blends expressing the sentiments of his transparent soul. Each painting is created following meticulous exercises on subtle musical notes, harmonizing colors and music scientifically to allow the viewer to immerse themselves in profound cosmic spaces.

His artworks, stripped of all illusions of fleeting life, capture visual attention in quiet moments, far from the clamor of the world. Viewers gather around his enchanting cosmic compositions, where the infinite sky reveals its secrets before their eyes. His works depict distant universes and planets revolving in majestic orbits, combining sound and color with inspiring artistic fluidity. His cosmic motifs resemble an exploratory journey into the depths of the universe, where the tropical gradients of his colors suggest hidden realms beyond nature and material reality, immersing viewers in evocative details that spark vast imaginary visions, elevating them to a fifth spiritual dimension beyond the material and physical world.

Naseer Shamma has long been celebrated for his evocative painting and masterful improvisational music. He takes viewers on a spiritual journey, where his archetypal abstract colors and musical compositions help release attachments to worldly life and abandon desires and passions, directing attention to the eternal dwelling of the soul in the celestial realm, and promoting adherence to human virtues and higher ideals.

In his other musical works, he blends cool colors with velvety tones and iridescent textures to create reflective visual cues indicating humanity’s direct and complete connection with the Creator. He also illustrates human harmony with every particle in the cosmic environment, embodying through his artworks and artistic messages the philosophy of Sufi unity of existence, arising from his enlightened thoughts and vast knowledge.

This dialogue was conducted in a Sufi contemplative atmosphere, where we discussed the importance of teaching younger generations the principles of Islamic mysticism, conveying the spiritual and philosophical meanings of art and deep human experience.




• Define the alphabet of your philosophy in your broad artistic world regarding the fusion of music and visual art?

My approach to fusing music and visual art is based on the idea of cosmic harmony among the senses, where music transcends mere sounds to become tangible pulses, while colors transform into vibrant notes. This relationship between tone and color, rhythm and space, generates a parallel world, allowing artistic expression to grow in unexpected directions. From this perspective, art is in a continuous state of transformation, nourishing each other, so that each form of art resides within and completes the other.





• What modern techniques do you use in painting your artworks?

In my paintings, I use recycled materials, transforming them into concentrated mixtures and aged colors through prolonged experimentation. These techniques give me a sense of time and depth, where simple materials turn into rich textures telling the story of both the tangible and the abstract simultaneously, making each painting breathe its own history.





• Has the Modernist movement influenced your musical and visual artistic style? Between authenticity and modernity, what stance do you adopt?

The Modernist movement encouraged me to explore new dimensions in music and visual art, opening horizons for free expression and experimentation beyond traditional constraints. However, I consider authenticity an inseparable part of my artistic identity. I see modernity not as a break from the past, but as a means to reinterpret it innovatively. Facing the challenge between authenticity and modernity, I adopt a balanced approach; I employ modern techniques and ideas while preserving the essence of preceding artistic traditions. For me, this balance creates a timeless artistic world where the old resonates with new life.





• Is there a difference in your abstract expressive vision between one painting and another? Clarify the idea of the content.

Yes, there is a significant difference in my abstract expressive vision between each painting, as every work stems from a different experience or concept. I treat each painting as an independent world, where its content forms according to the emotional state and symbols I wish to convey. Sometimes abstraction reflects inner conflict or the balance between chaos and order; other times, it celebrates simple life or nature. The content of the painting changes according to experience, making each work a unique message open to multiple interpretations.





• What is your “magical formula” for blending cold color compositions with gradations influenced by lighting in your paintings?

My formula for blending colors relies on precise stages, starting with layering, using mixtures of recycled materials and aged pigments. I seek deep harmony among colors, where each color maintains its own space without losing connection with others. In my paintings, cool colors not only reflect the calm of the universe but also harmonize with its vastness. I see blue, green, and gray as extensions of infinite space, of depths unbounded by distance, and of light waves radiating from the sun, moonlight, and distant stars. I integrate natural materials as an inseparable part of my vision, as each texture and material carries the imprint of this vast world. Through this blending, I aim to express the relationship between humans and the cosmos, where cool colors harmonize with raw materials to represent planets, galaxies, and perhaps even humanity’s imprint in the universe. Lighting is an essential part of the “theater” of the painting; I treat light as an element guiding emotion, highlighting or concealing certain details, creating visual tension and dynamic feeling that allows the painting to breathe at different moments.





• A musical dialogue with warm colors in the form of cosmic decoration—what is the secret behind this innovative creativity in your visual art?

The secret behind the dialogue of music and warm colors in my works lies in creating harmony between visual and auditory senses. Warm colors, for me, are not mere shades; they are living pulses carrying the spirit of music. When I blend colors like red, orange, and gold, I evoke the warmth of melodies and turn every brushstroke into a visible note. These colors resemble musical compositions that ascend gradually, taking the viewer on a sensory journey filled with delight. The cosmic decoration in my works reflects my belief that the universe is full of rhythm and order; every element in nature, whether a note or a color, is part of an eternal, interconnected pattern. Warm colors create this cosmic dialogue within the painting, merging the sense of music with visual harmony, making the painting a symphony of movement and flow. This innovative approach stems from my desire to transcend traditional artistic boundaries, creating a language that speaks to both the soul and the mind, turning the painting into a complete sensory experience that embraces the viewer, much like music embraces and enlivens the listener.





• Where is your broad artistic experience, infused with music, heading?

My artistic journey is directed toward exploring the space between planets and the Earth’s relationship with its cosmic surroundings, where I find an inexhaustible source of inspiration. By merging music with visual art, I aim to create paintings that convey the sensation of immersion in this vast space, depicting imagined locations allowing viewers to travel between different realms. Each artwork I present is an invitation to explore these cosmic spaces, where warm and cool colors and rhythms form interconnected elements representing harmony between Earth and the external universe. I believe art can express this space, making it an arena for reflection and self-exploration. The paintings I create reflect this profound relationship, with each color and brushstroke expressing the pull toward infinity and the universe’s diversity, transforming every work into a unique experience carrying a new “planet” of ideas and visions.





• Your inspiring message that conveys the transparency of human logic—do you hope it reaches future generations?

My message emphasizes the importance of seeking beauty in every moment, whether musical, visual, or textual. I believe the arts are not mere expressions of reality but sensory experiences that allow us to explore the inner depth and our relationship with the universe. I urge generations to embrace warm and cool colors that reflect positive, vibrant emotions, a sense of beauty, energy, calm, and peace, using them as tools to communicate with the world around them. Art should be a means of engaging with feelings and ideas, striving to offer new interpretations of our reality.





• The exceptional closing word of the dialogue?

Through artistic experiences combining music and visual art, we recreate moments, allowing us to confront both chaos and beauty simultaneously. Finally, I encourage everyone to explore the space between planets and reflect on their role as part of this vast universe, where every moment is an opportunity for creativity and discovery.




Leggi anche 👇
https://alessandria.today/2025/08/31/la-giornalista-donia-sahib-iraq-intervista-lartista-e-musicista-di-fama-mondiale-naseer-shamma-pubblicazione-di-elisa-mascia-italia/

Foto cortesia di Naseer Shanna e alcune sue opere d’arte

La giornalista e poetessa Donia Sahib – Iraq intervista Azza Al Qubaisi: l’artista visiva che ha reinventato il patrimonio emiratino attraverso l’arte contemporanea

Foto cortesia di Azza Al Qubaisi

Azza Al Qubaisi: l’artista visiva che ha reinventato il patrimonio emiratino attraverso l’arte contemporanea

Intervista di: Donia Sahib – Iraq

L’artista e designer emiratina Azza Al Qubaisi è un esempio vivente del potere creativo e dell’innovazione delle donne emiratine. Attraverso le sue diverse opere —che spaziano da gioielli e sculture interattive a installazioni su larga scala— ha messo in risalto l’estetica del patrimonio emiratino presentandola in uno spirito contemporaneo che si armonizza con il design dell’arte moderna.

La sua partecipazione a importanti mostre internazionali come Expo Milano ed Expo Dubai ha segnato tappe fondamentali, rafforzando la sua presenza artistica e introducendo il mondo all’identità emiratina attraverso una rinnovata lente creativa. Con una visione che fonde belle arti e artigianato tradizionale, Al Qubaisi si è assicurato un posto di rilievo tra i principali nomi artistici degli Emirati Arabi Uniti e della regione del Golfo.

Traendo ispirazione dall’ambiente locale —dal burqa e dalle fronde di palma alle dune del deserto— trasforma questi elementi in opere interattive che portano l’identità del luogo ed evidenziano il rapporto tra gli esseri umani e il loro ambiente. Il suo viaggio è diventato così un ponte culturale, trasportando il patrimonio emiratino nel regno dell’arte globale, espresso in un linguaggio visivo contemporaneo che risuona universalmente.

La conversazione con lei si è svolta in modo interattivo, andando oltre le semplici domande fino a un dialogo coinvolgente sulle tappe fondamentali del suo percorso artistico e creativo. Ciò ha conferito all’intervista uno spirito vibrante che riflette sia la profondità della sua esperienza sia la ricchezza della sua visione.




• Chi è Azza Al Qubaisi come persona, prima di diventare artista, designer di gioielli e scultrice?

Prima di diventare un’artista, ero una bambina che vedeva la bellezza nei piccoli dettagli, collezionava oggetti del deserto e del mare e amava trasformarli in qualcosa di significativo. Nel profondo, ero sempre alla ricerca di espressione—un modo per dire chi sono senza parole. L’arte è diventata il ponte tra me e il mondo.





• Quali sono le tappe più significative del tuo percorso artistico che hanno plasmato la tua distinta identità di artista visivo, designer di gioielli e scultrice?

La mia formazione a Londra nel 1997 mi ha dato il mio primo vero inizio e da lì ho iniziato a plasmare una visione artistica che portava la mia impronta digitale. Partecipare a mostre internazionali, progettare premi nazionali come la “Coppa Mubadala” e rappresentare il mio Paese in forum artistici globali sono stati momenti decisivi che hanno consolidato la mia identità artistica, dove ho potuto fondere la mia eredità emiratina con la mia voce personale di artista.





• Le tue opere spesso fondono l’autentica eredità emiratina con la visione contemporanea. Come interpreti questa dualità nella tua filosofia artistica?

Credo che la vera arte non cancelli il passato né rimanga confinata in esso—si basa su di esso. Traggo ispirazione dal patrimonio degli Emirati, che fa parte della nostra memoria collettiva, e lo riformulo attraverso una visione contemporanea che parla al nostro presente e apre finestre verso il futuro. Per me questa dualità non è una contraddizione ma un’armonia.





• Molte delle tue opere combinano solidità e morbidezza, e materiali naturali con un design raffinato. Cosa esprime questa miscela nella tua visione e che impatto ha sulle generazioni più giovani?

Le mie opere bilanciano i contrasti: la solidità del metallo con la morbidezza della forma, la ruvidità della natura con la delicatezza del design. Questo equilibrio riflette la mia prospettiva sulla vita di donna emiratina —forte e sensibile. Credo che questo simbolismo ispiri le generazioni più giovani ad apprezzare la bellezza nei contrasti e a comprendere che l’identità può essere espressa in molte forme diverse.




• Hai lanciato l’iniziativa “Tocco di creatività” per sostenere i giovani talenti. Qual è l’importanza di questa iniziativa e quali sono stati finora i suoi principali risultati?

“Touch of Creativity” è nato dalla mia profonda convinzione nella necessità di aprire le porte alle generazioni future. L’iniziativa ha dato ai giovani la possibilità di scoprire le proprie capacità creative e di realizzare opere che riflettano chi sono. Ciò che mi rende più felice è che alcuni di loro hanno continuato su questa strada e hanno avviato i propri progetti. Può essere un piccolo contributo, ma ha un impatto duraturo nel coltivare una generazione creativa.





• Come si sviluppa solitamente un’idea progettuale? Deriva da un momento di ispirazione o da una pianificazione deliberata?

A volte l’idea nasce come una scintilla improvvisa, altre volte come risultato di un lungo viaggio di riflessione. Osservo, ascolto e sento— a volte un pezzo di fronda di palma o un’ombra sulla sabbia aprono la porta a un nuovo design. Ma dopo quel momento iniziale, c’è ricerca, pianificazione e sperimentazione fino a quando il pezzo raggiunge la sua forma finale, in equilibrio tra concetto ed esecuzione.





• Quali sono le tue ambizioni future? Hai progetti imminenti attraverso i quali miri a lasciare un nuovo segno?

Aspiro ad espandermi ulteriormente nelle sculture dello spazio pubblico, a creare opere che interagiscano con le comunità e arricchiscano il paesaggio visivo delle città. Ho progetti in programma a livello locale, regionale e internazionale e spero che ognuno di essi diventi un nuovo ponte tra me e le persone.





• Come definiresti il tuo messaggio artistico?

Il mio messaggio artistico è un dialogo continuo tra passato e presente. È uno specchio che riflette la mia identità di emiratino, musulmano, donna ed essere umano. Credo che l’arte non sia solo un mezzo di espressione ma anche un mezzo di trasformazione —di avvicinare le culture e di piantare semi di rispetto e apprezzamento per l’altro.








Azza Al Qubaisi: The Visual Artist Who Reimagined Emirati Heritage Through Contemporary Art

Interview by: Donia Sahib – Iraq

The Emirati artist and designer Azza Al Qubaisi stands as a living example of the creative power and innovation of Emirati women. Through her diverse works—ranging from jewelry and interactive sculptures to large-scale installations—she has highlighted the aesthetics of Emirati heritage while presenting it in a contemporary spirit that harmonizes with modern art design.

Her participation in major international exhibitions such as Expo Milano and Expo Dubai marked pivotal milestones, reinforcing her artistic presence and introducing the world to the Emirati identity through a renewed creative lens. With a vision that fuses fine arts and traditional crafts, Al Qubaisi has secured a distinguished place among the leading artistic names in the UAE and the Gulf region.

Drawing inspiration from the local environment—from the burqa and palm fronds to desert dunes—she transforms these elements into interactive works that carry the identity of place and highlight the relationship between human beings and their environment. Her journey thus became a cultural bridge, transporting Emirati heritage into the realm of global art, expressed in a contemporary visual language that resonates universally.

The conversation with her unfolded interactively, going beyond mere questions to an engaging dialogue about the milestones of her artistic and creative journey. This gave the interview a vibrant spirit reflecting both the depth of her experience and the richness of her vision.




• Who is Azza Al Qubaisi as a person, before being an artist, jewelry designer, and sculptor?

Before I became an artist, I was a child who saw beauty in small details, collecting things from the desert and the sea, and loving to transform them into something meaningful. Deep inside, I was always searching for expression—a way to say who I am without words. Art became the bridge between me and the world.





• What are the most significant milestones in your artistic journey that shaped your distinct identity as a visual artist, jewelry designer, and sculptor?

My education in London in 1997 gave me my first true beginning, and from there I started to shape an artistic vision that bore my own fingerprint. Participating in international exhibitions, designing national awards such as the “Mubadala Cup,” and representing my country in global artistic forums were defining moments that solidified my artistic identity, where I was able to merge my Emirati heritage with my personal voice as an artist.





• Your works often merge authentic Emirati heritage with contemporary vision. How do you interpret this duality in your artistic philosophy?

I believe that true art neither erases the past nor remains confined within it—it builds upon it. I draw inspiration from Emirati heritage, which forms part of our collective memory, and reframe it through a contemporary vision that speaks to our present and opens windows toward the future. For me, this duality is not a contradiction but a harmony.





• Many of your works combine solidity with softness, and natural materials with refined design. What does this blend express in your vision, and how does it impact younger generations?

My works balance contrasts: the solidity of metal with the softness of form, the roughness of nature with the delicacy of design. This equilibrium reflects my perspective on life as an Emirati woman—both strong and sensitive. I believe this symbolism inspires younger generations to appreciate beauty in contrasts, and to understand that identity can be expressed in many different forms.





• You launched the “Touch of Creativity” initiative to support young talents. What is the importance of this initiative, and what have been its key outcomes so far?

“Touch of Creativity” was born from my deep belief in the need to open doors for future generations. The initiative gave young people the chance to discover their creative abilities and produce works that reflect who they are. What makes me happiest is that some of them continued on this path and established their own projects. It may be a small contribution, but it has a lasting impact in nurturing a creative generation.





• How do you usually develop a design idea? Does it stem from a moment of inspiration, or from deliberate planning?

Sometimes the idea comes like a sudden spark, and sometimes as the result of a long journey of reflection. I observe, listen, and feel—sometimes a piece of palm frond or a shadow on the sand opens the door to a new design. But after that initial moment, there is research, planning, and experimentation until the piece reaches its final form, balanced between concept and execution.





• What are your future ambitions? Do you have upcoming projects through which you aim to leave a new mark?

I aspire to expand further into public-space sculptures, to create works that interact with communities and enrich the visual landscape of cities. I have upcoming projects on local, regional, and international levels, and I hope each of them becomes a new bridge between me and people.





• How would you define your artistic message?

My artistic message is a continuous dialogue between past and present. It is a mirror that reflects my identity as an Emirati, a Muslim, a woman, and a human being. I believe that art is not only a means of expression but also a means of transformation—of bringing cultures closer together, and of planting seeds of respect and appreciation for the other.



Leggi anche 👇
https://alessandria.today/2025/08/31/lintervista-della-giornalista-donia-sahib-iraq-ad-azza-al-qubaisi-lartista-visiva-che-ha-reinventato-il-patrimonio-emiratino-attraverso-larte-contemporanea-pubblicazione-di-elisa-mascia-itali/

La giornalista irachena Donia Sahib intervista la designer e artista di tende irachena Sawsan Al-Gailani“Sawsan Al-Gailani: Ogni finestra racconta una storia e ogni tenda è un dipinto che riflette lo spirito del luogo e la visione culturale del suo proprietario.”

Foto cortesia della designer e artista di tende irachena Sawsan Al-Gailani

Intervista con la designer e artista di tende irachena Sawsan Al-Gailani

Intervistata da: Donia Sahib – Iraq

“Sawsan Al-Gailani: Ogni finestra racconta una storia e ogni tenda è un dipinto che riflette lo spirito del luogo e la visione culturale del suo proprietario.”




“Sawsan Al-Gailani: La mia storia di successo fonde l’autenticità dell’artigianato iracheno con la raffinatezza dei design moderni globali.”




La designer irachena Sawsan Al-Gailani ha iniziato il suo percorso creativo nel mondo del design di tende, fondendo modernità ed eleganza e incarnando uno spirito contemporaneo attraverso eccezionali innovazioni artistiche che si armonizzano con l’arredamento e l’arredamento d’interni. Per lei, una tenda non è semplicemente un pezzo di tessuto che drappeggia su una finestra, ma piuttosto un’opera d’arte vibrante che porta l’impronta personale del proprietario di casa e riflette la sua identità culturale.

Grazie alla sua vasta competenza e al suo gusto raffinato a livello internazionale, è riuscita a far diventare Gailani Designs Inc. un nome illustre nel design di tende. La sua esperienza artistica e culturale, durata decenni, ha messo radici durante la sua migrazione negli Stati Uniti e il suo insediamento a Chicago —un’esperienza che l’ha arricchita con una profonda conoscenza di due culture distinte.

Attualmente, mira ad espandere la sua attività in altri Paesi, offrendo le sue lussuose collezioni di design di tende, con tessuti pregiati accuratamente selezionati e design innovativi che integrano le ultime tecnologie, creando un’esperienza umana ed estetica moderna e raffinata.




• Per cominciare, potresti raccontarci il tuo percorso personale e professionale e come ha influenzato il tuo ingresso nel mondo della progettazione di tende?

Mi chiamo Sawsan Al-Gailani. Sono nata e cresciuta nell’amata Baghdad, dove ho completato gli studi secondari. Il destino mi ha portato a sposare e accompagnare mio marito, che era uno studente dell’Università della California e stava proseguendo gli studi universitari.
. Ho colto l’occasione e ho fatto domanda per gli studi, conseguendo la laurea presso il California College of the Arts, specializzandomi in Architettura d’interni.


Ho proseguito gli studi post-laurea per due anni con l’ambizione di conseguire un Master, ma il destino mi ha benedetta con il mio primo figlio, che ha spostato la mia attenzione dagli studi accademici alla maternità a tempo pieno. Quando i miei figli sono cresciuti, ho deciso di lavorare in un’azienda la cui produzione principale erano le tende —è stato allora che mi sono innamorata di questo settore. Poco dopo ho deciso di avviare un’attività in proprio e ho fondato Gailani Designs Inc.




• In che modo il gusto e la personalità di un cliente influenzano il design delle tende e la scelta del tessuto?

Durante il primo incontro —che di solito è un po’ lungo— ascolto attentamente tutte le esigenze e i desideri del cliente, do un’occhiata dettagliata alle stanze, ai mobili esistenti e alle forme delle finestre e valuto se ci sono dettagli architettonici o elementi unici che possono essere incorporati nel progetto finale. In seguito abbozzo le mie idee, che spesso vengono perfezionate o ulteriormente dettagliate. Poi seleziono i tessuti appropriati e presento le opzioni al cliente.


Ogni casa ha la sua personalità. Mobili, tende e accessori devono essere coordinati in modo da riflettere tale personalità ed esprimere l’individualità dei suoi residenti. Per me ogni finestra è una tela bianca in attesa della creatività di un pittore, o un pezzo di argilla in attesa delle mani dello scultore. Ogni tenda deve portare tocchi speciali che incarnano l’essenza del proprietario di casa.




• Come si determina il tipo di tessuto giusto per ogni modello di tenda? Qual è la differenza tra l’utilizzo di tessuti leggeri rispetto a quelli pesanti?

Nella maggior parte dei casi, inizio dal design e poi scelgo i tessuti che si abbinano ad esso in termini di qualità, colore, consistenza e motivo. Ad esempio, i tessuti leggeri sono adatti per tantissime pieghe, mentre i tessuti pesanti sono più adatti per rivestimenti e drappeggi strutturati.





• Hai progettato tende che bilanciano eleganza ed efficienza ambientale, come l’isolamento termico o acustico? Come si ottiene questo risultato?

SÌ. Le considerazioni ambientali sono cruciali in termini di risparmio energetico. Il nostro obiettivo è sempre quello di ridurre la perdita di calore o di aria fredda. Ciò richiede l’uso di tessuti e rivestimenti isolanti, l’aggiunta di strati extra per l’isolamento e la garanzia di opzioni di oscuramento nelle camere da letto per i clienti che preferiscono l’oscurità completa —in particolare quelli che dormono fino a tardi nei fine settimana.


Per l’isolamento acustico, utilizziamo spesso tende a triplo strato con fodera pesante oltre a impiegare un dispositivo White Noise per ridurre al minimo il rumore esterno.




• In base alla tua esperienza nel mercato statunitense, in particolare a Chicago, quali tipi di clienti sono maggiormente attratti dai tuoi progetti di tende? In che cosa le loro preferenze differiscono dalle altre?

In generale, gli americani tendono alla semplicità nel gusto e nella scelta. Ciò che rende distintivo un design, ad esempio, potrebbe essere la stampa del cognome o della firma del cliente sul tessuto della tenda —soprattutto negli uffici— o l’utilizzo di una colonna in pietra o materiale simile come punto focale.


A volte aggiungiamo quello che io chiamo “l’elemento sorpresa”—, come tende motorizzate che si aprono per qualche minuto al suono di una dolce musica classica, o faretti che illuminano la base della tenda con colori accentati che esaltano la tavolozza generale.

La maggior parte dei miei clienti sono professionisti aziendali che prestano grande attenzione ai dettagli delle loro case o dei loro luoghi di lavoro, poiché l’ambiente in cui vivono riflette il loro successo e la loro identità personale.




• In che modo il design delle vostre tende contribuisce a esprimere l’identità culturale e a reintrodurre il patrimonio iracheno in modo contemporaneo?

Questa domanda mi ha fatto molto piacere. Molti clienti mi hanno detto che il mio lavoro è distintivo —anche quando semplice— e che supera ciò che offrono altre case di tende e concorrenti. . Non credo nei modelli già pronti o nei modelli di riciclaggio. Ogni casa ha la sua anima e il design deve essere in linea con questo spirito.


A volte, dopo aver completato un progetto, do un’ultima occhiata prima di andarmene e all’improvviso noto alcuni dettagli. In quel momento mi rendo conto che parte del mio background culturale mesopotamico si è manifestato sottilmente nel design. Essendo irachena e araba, incorporo naturalmente elementi come specchi, cristalli, accenti imbottiti, catene metalliche e motivi ad arco per infondere identità e unicità in ogni spazio.




• Hai avuto un’esperienza di design che ha trasceso l’estetica e la funzionalità per diventare un messaggio umano o culturale?

SÌ. Diversi anni fa, un centro per la cura del cancro mi contattò chiedendomi se fossi disposta ad aiutare una giovane donna che lottava contro un tumore maligno al seno. Mi sono offerta volontaria per arredare e progettare le tende per due delle sue stanze—la camera degli ospiti e la sala da pranzo.


Quando ho parlato del progetto a un’amica americana, lei si è offerta di condividere i costi. Ho presentato l’idea al mio staff e tutti si sono uniti con entusiasmo a questo sforzo umanitario. Abbiamo ricevuto sconti su tessuti, materiali e manodopera, mentre io personalmente ho coperto la maggior parte delle spese.

Insieme al mio amico e al mio team, abbiamo completato l’arredamento in modo splendido. Quando la paziente entrò in casa sua, scoppiò a piangere, mi abbracciò forte e ringraziò me e i collaboratori, pronunciando parole che ancora riecheggiano nel mio cuore: “Signora, lei ha creato un meraviglioso santuario di cui potrò godere per il resto della mia vita.”

È stato un momento profondamente toccante che ha commosso tutti fino alle lacrime.




• Qual è la tua opinione sull’integrazione della tecnologia moderna e dei sistemi intelligenti nella progettazione delle tende? Hai qualche esperienza in merito?

Al giorno d’oggi, nessuna casa è senza tecnologia intelligente. Le tende sono in prima linea in queste applicazioni. L’uso di elettricità o batterie per motorizzare le tende è molto comune, soprattutto per le famiglie con residenti anziani o persone con bisogni speciali.

Le tende possono essere programmate per aprirsi o chiudersi in orari specifici per proteggere i mobili dai danni del sole o per motivi di sicurezza durante il viaggio, facendo sembrare la casa occupata e riducendo i rischi di furto. A volte sono programmati per aprirsi prima dell’arrivo del proprietario di casa, in modo che la casa sembri accogliente e illuminata all’ingresso.




• Quali sono le tue aspirazioni future come designer di tende? Hai intenzione di espandere il tuo marchio nei mercati arabi e globali o di spostarti in altri settori dell’interior design?

Attualmente la maggior parte del mio lavoro si svolge a Chicago, con visite regolari negli stati vicini come l’Indiana e il Wisconsin. Senza dubbio, aspiro a partecipare a mercati e mostre globali, in particolare negli Emirati Arabi Uniti, per espandere la mia attività e mostrare le mie lussuose collezioni di tende a livello internazionale.





Biografia

Eredità familiare: la sua discendenza risale allo sceicco Abdul Qadir Al-Gailani, sepolto nel distretto di Bab Al-Sheikh a Baghdad.

Nascita ed educazione:
È nata e cresciuta nella famiglia di suo nonno, Abdul Rahman Al-Naqib, che era Naqib Al-Ashraf di Baghdad durante il dominio ottomano, e in seguito eletto primo Primo Ministro iracheno dopo la caduta dell’Impero Ottomano. Ha guidato il governo per tre mesi prima di dimettersi.

Percorso formativo e professionale:
Fin dall’infanzia, era appassionata di décor e interior design.

Dopo essere emigrata, scelse di studiare Architettura d’interni senza esitazione, basandosi sulle sue prime inclinazioni artistiche.









Interview with Iraqi Curtain Designer and Artist Sawsan Al-Gailani

Interviewed by: Donia Sahib – Iraq

“Sawsan Al-Gailani: Every window tells a story, and every curtain is a painting that reflects the spirit of the place and the cultural vision of its owner.”




“Sawsan Al-Gailani: My success story blends the authenticity of Iraqi craftsmanship with the sophistication of global modern designs.”




Iraqi designer Sawsan Al-Gailani began her creative journey in the world of curtain design, merging modernity with elegance, embodying a contemporary spirit through exceptional artistic innovations that harmonize with furniture and interior décor. For her, a curtain is not merely a piece of fabric that drapes across a window, but rather a vibrant work of art carrying the personal imprint of the homeowner and reflecting their cultural identity.

With extensive expertise and refined taste at an international level, she succeeded in making Gailani Designs Inc. a distinguished name in curtain design. Her artistic and cultural experience, spanning decades, took root during her migration to the United States and her settlement in Chicago—an experience that enriched her with deep knowledge of two distinct cultures.

Currently, she aims to expand her business into other countries, offering her luxurious collections in curtain design, with carefully selected fine fabrics and innovative designs that integrate the latest technologies, creating a modern and refined human and aesthetic experience.




• To begin with, could you tell us about your personal and professional journey and how it influenced your entry into the world of curtain design?

My name is Sawsan Al-Gailani. I was born and raised in beloved Baghdad, where I completed my secondary studies. Destiny led me to marry and accompany my husband, who was a student at the University of California pursuing graduate studies. I seized the opportunity and applied for studies, earning my Bachelor’s degree from the California College of the Arts, specializing in Interior Architecture.


I pursued postgraduate studies for two years with the ambition of obtaining a Master’s degree, but fate blessed me with my first son, which shifted my focus from academics to full-time motherhood. When my children grew older, I decided to work at a company whose main production was curtains—that’s when I fell in love with this field. Soon after, I decided to start my own business, and thus I founded Gailani Designs Inc.




• How do a client’s taste and personality influence curtain design and fabric selection?

During the first meeting—which is usually somewhat lengthy—I carefully listen to all of the client’s needs and desires, take a detailed look at the rooms, existing furniture, and window shapes, and consider whether there are any architectural details or unique elements that can be incorporated into the final design. Afterward, I sketch my ideas, which are often refined or further detailed. Then I select the appropriate fabrics and present the options to the client.


Every home has its own personality. Furniture, curtains, and accessories must be coordinated in a way that reflects that personality and expresses the individuality of its residents. To me, every window is a blank canvas waiting for a painter’s creativity, or a piece of clay awaiting the sculptor’s hands. Each curtain must carry special touches that embody the essence of the homeowner.




• How do you determine the right type of fabric for each curtain design? What is the difference between using light versus heavy fabrics?

Most of the time, I begin with the design, and then choose fabrics that match it in terms of quality, color, texture, and pattern. For example, light fabrics are suitable for pleating and folds, whereas heavy fabrics are better for upholstery and structured drapery.





• Have you designed curtains that balance elegance with environmental efficiency, such as thermal or acoustic insulation? How do you achieve this?

Yes. Environmental considerations are crucial in terms of energy conservation. Our goal is always to reduce the loss of heat or cool air. This requires using insulated fabrics and linings, adding extra layers for insulation, and ensuring blackout options in bedrooms for clients who prefer complete darkness—especially late sleepers on weekends.


For sound insulation, we often use triple-layered curtains with heavy lining in addition to employing a White Noise device to minimize external noise.




• Based on your experience in the U.S. market, particularly in Chicago, what type of clients are most drawn to your curtain designs? How do their preferences differ from others?

Generally, Americans lean toward simplicity in taste and choice. What makes a design distinctive, for example, could be printing the family name or client’s signature onto the curtain fabric—especially in offices—or using a column made of stone or a similar material as a focal point.


Sometimes we add what I call “the element of surprise”—like motorized curtains that open to the sound of soft classical music for a few minutes, or spotlights illuminating the curtain base in accent colors that enhance the overall palette.

Most of my clients are business professionals who pay great attention to the details of their homes or workplaces, as the environment they live in reflects their success and personal identity.




• How do your curtain designs contribute to expressing cultural identity and reintroducing Iraqi heritage in a contemporary way?

I was delighted by this question. Many clients have told me that my work is distinctive—even when simple—and that it surpasses what other curtain houses and competitors offer. I do not believe in ready-made templates or recycling models. Every home has its own soul, and the design must align with that spirit.


Sometimes, after completing a project, I take a last look before leaving, and suddenly notice certain details. At that moment, I realize that part of my cultural background from Mesopotamia has manifested itself subtly in the design. Being Iraqi and Arab, I naturally incorporate elements like mirrors, crystals, upholstered accents, metallic chains, and arch motifs to infuse identity and uniqueness into every space.




• Have you had a design experience that transcended aesthetics and functionality to become a human or cultural message?

Yes. Several years ago, a cancer treatment center contacted me, asking if I was willing to help a young woman battling malignant breast cancer. I volunteered to furnish and design curtains for two of her rooms—the guest room and the dining room.


When I mentioned the project to an American friend, she offered to share the costs. I presented the idea to my staff, and they all eagerly joined this humanitarian effort. We received discounts on fabrics, materials, and labor, while I personally covered the majority of the expenses.

Together with my friend and team, we completed the décor beautifully. When the patient entered her home, she burst into tears, hugged me tightly, and thanked me and the contributors, saying words that still echo in my heart: “Madam, you have created a beautiful sanctuary for me to enjoy for the rest of my life.”

It was a profoundly touching moment that moved everyone to tears.




• What is your view on integrating modern technology and smart systems into curtain design? Do you have any experience with this?

Nowadays, no home is without smart technology. Curtains are at the forefront of these applications. Using electricity or batteries to motorize curtains is very common, especially for households with elderly residents or people with special needs.


Curtains can be programmed to open or close at specific times to protect furniture from sun damage, or for security reasons while traveling, making the home appear occupied and reducing theft risks. Sometimes they’re programmed to open before the homeowner arrives, so the house feels welcoming and lit upon entry.




• What are your future aspirations as a curtain designer? Do you plan to expand your brand into Arab and global markets, or move into other areas of interior design?

Currently, most of my work is based in Chicago, with regular visits to neighboring states such as Indiana and Wisconsin. Without a doubt, I aspire to participate in global markets and exhibitions, particularly in the UAE, to expand my business and showcase my luxurious curtain collections internationally.





Biography

Family Heritage: Her lineage traces back to Sheikh Abdul Qadir Al-Gailani, buried in Baghdad’s Bab Al-Sheikh district.

Birth and Upbringing:
She was born and raised in the household of her grandfather, Mr. Abdul Rahman Al-Naqib, who was Baghdad’s Naqib Al-Ashraf during Ottoman rule, and later elected as Iraq’s first Prime Minister after the fall of the Ottoman Empire. He headed the government for three months before resigning.

Educational and Professional Path:
Since childhood, she was passionate about décor and interior design.

Upon emigrating, she chose to study Interior Architecture without hesitation, building upon her early artistic inclinations.



Leggi anche 👇
https://alessandria.today/2025/08/31/la-poetessa-e-giornalista-donia-sahib-iraq-ha-intervistato-la-famosa-designer-e-artista-di-tende-irachena-sawsan-al-gailani-pubblicazione-di-elisa-mascia-italia/

Foto cortesia delle tende create dalla designer e artista di tende irachena Sawsan Al-Gailani

Gabriela Franco omaggia Michael Jackson nel giorno del suo compleanno

Foto cortesia di Gabriela Franco – Ecuador

“Questo 29 agosto, il mondo degli amanti della musica pop ricorda con affetto il compleanno di Michael Jackson, iconico cantautore e ballerino, noto come “Il Re del Pop”.

Non componeva né cantava esclusivamente nel genere pop. La sua musica comprende un’ampia varietà di generi come pop, rhythm and blues (soul e funk), rock, disco e dance.
Michael Jackson è uno degli artisti musicali che, anche dopo la sua scomparsa, ha mantenuto le vendite più alte di tutti i tempi.
Sebbene alcuni aspetti della vita personale di Jackson, come il suo aspetto mutevole, le sue relazioni personali e altre situazioni abbiano generato controversie, dall’inizio della sua carriera fino ad oggi, ha goduto della sincera ammirazione e dell’affetto di persone in tutto il mondo.
E così, https://gabrielafranco.com/ Gabriela Franco, artista ecuadoriana con una brillante carriera musicale lunga 17 anni, pubblica questo 29 agosto 2025, che sarebbe stato il 67° compleanno del grande Michael Jackson, se fosse ancora vivo. Jackson, uno splendido tributo con la canzone “ALL MY LOVE IS YOU”, l’unica canzone in lingua spagnola registrata da Michael Jackson, con testi e produzione di Rubén Blades, Cantautrice latina di successo.
Gabriela Franco pubblica questa versione, prodotta interamente nel suo studio di registrazione. È il suo primo brano prodotto interamente come produttrice musicale, grazie alla sua laurea in ingegneria presso una prestigiosa università della capitale ecuadoriana.

Nota per la sua dedizione alla musica, Gabriela Franco ha prodotto digitalmente ciascuno degli strumenti del brano, mixandoli e masterizzandoli… registrazioni con la sua voce come solista principale… cori e ornamenti aggiunti anch’essi con la sua voce… oltre al mixaggio e al mastering dell’intero brano.
Il suo rispetto per il copyright, evidente in ogni cover che pubblica, è evidente anche in questa canzone, in cui ha eseguito il brano senza modificare, aggiungere o rimuovere alcuna parte del testo scritto da Blades per Jackson.
La cover è stata concessa in licenza dalla società responsabile della riscossione dei diritti d’autore. Autorizzazione agli editori che gestiscono i diritti d’autore.

Gabriela Franco è soddisfatta del lavoro svolto e vi invita ad ascoltarla e a seguirla su piattaforme digitali come Spotify, Deezer, Amazon, Google Play e YouTube Music, tra le più Importante.
Congratulazioni, Gabriela Franco!





“Este 29 de agosto, el mundo de los amantes de la música pop, recuerda con cariño, el natalicio de Michael Jackson, icónico cantautor y bailarín, llamado “El Rey del Pop”.
Él no compuso ni cantó únicamente en el género pop.  Su música incluye una amplia variedad de géneros como el pop, rhythm and blues (soul y funk), rock, disco y dance, 
Michael Jackson es uno de los artistas musicales que mantiene aún después de su transición de la tierra, las mayores ventas en todos los tiempos.
A pesar de que ciertos aspectos de la vida personal de Jackson, como su apariencia cambiante, sus relaciones personales y otras situaciones generaron controversia, cuenta desde inicios de su carrera hasta estos tiempos, con la admiración sincera y cariño de la gente en todo el mundo.
Y es así que https://gabrielafranco.com/ Gabriela Franco, artista ecuatoriana con 17 años de destacada trayectoria musical, lanza este 29 de agosto de 2025, en que cumpliría 67 años de edad –de estar vivo– el gran Michael Jackson, un hermoso tributo con la canción ”TODO MI AMOR ERES TÚ”, único tema en español grabado por Michael con letra y producción de Rubén Blades, exitoso cantautor latino.
Gabriela Franco, da a conocer esta versión realizada de manera integral, en su estudio de grabación.  Es su primera canción trabajada 100% como Productora Musical, gracias a su título de Ingeniera otorgado por una prestigiosa universidad de la capital del Ecuador.
Caracterizada por su dedicación a la música, Gabriela Franco ha realizado digitalmente, cada uno de los instrumentos para la pista, mixing y mastering de la misma… grabaciones con su voz como solista principal… coros y ornamentos agregados igualmente con su voz… así como mixing y mastering de la canción completa.
Su respeto por el copyright de las canciones, puesto de manifiesto en cada cover que lanza, está presente también en este tema en que ha realizado la interpretación en que no ha cambiado, agregado ni quitado ninguna parte de la letra escrita por Blades para Jackson.
El cover cuenta con la respectiva licencia de la empresa encargada de recabar la autorización a las editoras que manejan el copyright.
Gabriela Franco, se siente satisfecha del trabajo realizado y los invita a escucharlo, siguiéndola en las plataformas digitales, como Spotify, Deezer, Amazon, Google Play, Youtube Music, entre las más importantes.
Felicitaciones Gabriela Franco!”  

https://www.facebook.com/Gabriela.Franco.The.Singer/posts/pfbid032w87yhSiRseg9FrcbB1KDD9BhKCBbdDBQqWPPzBoRhvKehGbpfHwC9iuPSGfJyaRl?__cft__%5B0%5D=AZU2YmLJTDOwnbyfuwofCMJ3WvtwNdw-R8k_zjiuqpsp1LDrQJwikQco594l-icp_f8zgRTjnVOunEhUVtPS6RjsFrOaV4JRvR_dxgykYG3tn8StKWL5XgxstX50s5S3-GgZQYNHhYZwZ8vYf0plkABxuseg4t9eQ-KuMSbpxgzxL3ao6ZaqkHDVc5I4au0IJRQEB9gMMCm0Zfbo2toSt-Qv&__tn__=%2CO%2CP-R

Leggi anche 👇

La cantante ecuadoriana Gabriela Franco omaggia : ” Questo 29 agosto, il mondo degli amanti della musica pop ricorda con affetto il compleanno di Michael Jackson, iconico cantautore e ballerino, noto come “Il Re del Pop”, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Donia Sahib – Iraq intervista Nohad Wathiq Al-Samarrai- Iraq

Foto cortesia condivise dalla giornalista Donia Sahib – Iraq

Nohad Wathiq Al-Samarrai: trasformare 70 dipinti dell’artista Naseer Shamma in design di moda globali che incarnano il tessuto delle culture orientali con uno spirito contemporaneo

Intervista di: Donia Sahib – Iraq

Con passi sicuri, la scrittrice e stilista irachena Nohad Wathiq Al-Samarrai, in collaborazione con il musicista e artista di fama mondiale Naseer Shamma, intraprende un progetto rivoluzionario e senza precedenti. Settanta opere d’arte di Shamma vengono trasformate in pezzi di moda unici che irradiano la bellezza e la magia dell’Oriente, riflettendo la diversità delle sue culture attraverso design innovativi che trasmettono lo spirito dell’era moderna con un tocco femminile creativo, tessendo fili di autenticità nella loro forma più raffinata.

Questo progetto va oltre il solo ambito della moda, estendendosi alla creazione di mobili artistici e gioielli ispirati ai dipinti di Shamma, in un’armonia estetica che fonde tradizione e modernità con notevole fluidità e gusto. Il risultato è un nuovo linguaggio visivo che incarna l’identità culturale orientale attraverso una lente contemporanea.

In questa intervista esclusiva, Nohad Wathiq Al-Samarrai svela i dettagli di questa esperienza multidimensionale, che rappresenta una pietra miliare significativa nel suo percorso artistico. Condivide inoltre la sua ambiziosa visione di aprire nuovi orizzonti per il dialogo tra belle arti, fashion design e culture del mondo attraverso un progetto che reinterpreta l’arte visiva come un’espressione viva ricca di colori, simboli e significati —traducendo la musica in un impulso spirituale che trascende il tempo, plasmando i momenti attraverso ritmo e melodia, posizionando al contempo il fashion design come una forma d’arte espressiva che fonde forma, consistenza, e funzionano in un messaggio culturale ed estetico universale.




Come ti presenteresti al pubblico? Chi è Nohad Wathiq Al-Samarrai e quali sono state le fasi del tuo percorso professionale?

Sono Nohad Wathiq Al-Samarrai, stilista e scrittrice irachena. Ho studiato e mi sono specializzata in traduzione simultanea nel Regno Unito. Sono la figlia del defunto artista teatrale e architettonico Wathiq Al-Samarrai, uno dei pionieri del movimento teatrale negli Emirati Arabi Uniti. Sono nata il 13 settembre 1974 ad Abu Dhabi.

Ho iniziato la mia carriera nel settore petrolifero, lavorando con ADNOC e la International Petroleum Investment Company (IPIC) ad Abu Dhabi. Successivamente, nel 2020, mi sono avvicinata al mondo del fashion design e ho fondato nel Regno Unito Black Crown Label, una casa di moda dedicata alla creazione di design unici che uniscono autenticità e modernità.

Nel 2024 ho pubblicato un libro in due parti intitolato “Il viaggio di Al-Wathiq”, che documenta la vita di mio padre, Wathiq Al-Samarrai, e il suo ruolo pionieristico nella fondazione del teatro emiratino negli anni ’60. Il libro è stato presentato alla Biblioteca Mohammed bin Rashid di Dubai, alla presenza di illustri personalità della cultura e dei media, tra cui l’ambasciatore dell’Iraq negli Emirati Arabi Uniti, il dott. Muzafar Mustafa Al-Jubouri, e il dott. Habib Ghuloom, vicepresidente dello Youth Theatre for Arts.

Ho anche contribuito al libro “Theater in the UAE: Wathiq Al-Samarrai’s Experience in the 1960s and 1970s”, pubblicato dall’Arab Theater Authority. Documenta il viaggio di mio padre dal suo arrivo a Dubai il 22 aprile 1963 e il suo ruolo di primo piano nella creazione e nello sviluppo del movimento teatrale negli Emirati attraverso le sue esibizioni a Sharjah e Dubai.

Attraverso questo percorso, mi sforzo di preservare e documentare l’eredità culturale e artistica della mia famiglia, riflettendo al tempo stesso il mio profondo impegno per l’arte e la cultura sia negli Emirati Arabi Uniti che nella mia terra natale, l’Iraq.



Come descrivi la tua collaborazione con l’artista e musicista Naseer Shamma nella ridefinizione del rapporto tra belle arti, musica e fashion design? Consideri questo progetto l’inizio di una nuova scuola artistica nella moda?

È un’esperienza unica, la prima del suo genere sia nel mondo arabo che a livello internazionale. Il mondo della moda è stato testimone di uno spettacolo senza precedenti basato interamente sulle belle arti come unica fonte di ispirazione e design.

Settanta dipinti furono trasformati in settanta abiti—una straordinaria celebrazione del colore come vita, movimento e cultura. Lo spettacolo fungeva da ponte visivo che collegava molteplici culture —araba, indiana, giapponese, curda e altre— con il colore al centro come simbolo universale ed estetico che trascende i confini.

Ciò che davvero contraddistingue questa esperienza è che, per la prima volta, una sfilata di moda è stata costruita interamente sulle opere di un singolo artista. I dipinti si trasformarono in tessuti pulsanti di vita. Non si è trattato semplicemente di un evento di moda—, ma della nascita di una nuova consapevolezza che amplia il ruolo del dipinto e ne globalizza l’estetica, trasformando la moda in un mezzo di espressione dell’essenza della femminilità e del suo valore culturale e umano.




Quali tipi di tessuti hai scelto per riprodurre i colori e i motivi dei dipinti di Naseer Shamma e perché proprio questi materiali?

Abbiamo scelto con cura taffetà, chiffon, seta naturale, insieme a nuovi tessuti innovativi. Questi materiali sono stati selezionati per la loro flessibilità e capacità di mettere in risalto i dettagli intricati dei colori e dei motivi, aggiungendo un tocco artistico degno delle opere d’arte che li hanno ispirati.




Quali sono le prime fasi della presentazione di questi modelli di moda e dove si terranno le sfilate?

La prima vetrina privata avrà luogo per un gruppo selezionato di personaggi internazionali a World Island l’11 giugno, seguita da una mostra più ampia al The Agenda di Dubai il 15 giugno, alla quale parteciperanno importanti artisti e intellettuali del mondo arabo e non solo. Questa sfilata sarà la prima del suo genere a livello mondiale —sia in termini di numero di capi esposti, sia come prima sfilata di moda mai organizzata su un’isola.

Successivamente, lo spettacolo viaggerà a livello internazionale, iniziando con Alamein City, per poi spostarsi a Londra, Parigi, Milano e al Louvre Abu Dhabi, oltre che in Qatar e Tokyo. Tra queste tappe, l’Iraq sarà la più significativa, poiché segnerà la mia primissima visita in patria. Lì si terrà la più grande sfilata di moda del mondo —un evento straordinario in cui mi unirò al Maestro Naseer Shamma in una fusione di arte, musica e moda.




Come vedi l’impatto della presentazione di questi modelli nelle capitali della moda come Londra, Parigi, Milano e Tokyo?

Mi aspetto un impatto molto positivo, sia nel concetto che nell’esecuzione. Questo progetto non ha precedenti nel mondo della moda: traduce la creatività di un artista —Naseer Shamma— in una collezione di moda completa, in un modo che riflette accuratamente il suo spirito e le sue idee. Posso solo descriverlo come un nuovo “richiamo” o “grido” nel mondo della moda, soprattutto perché emerge da due figure irachene che portano questa visione nel mondo.




Cosa significa per te presentare la prima sfilata di moda in Iraq, la tua patria, insieme a Naseer Shamma?

Sono profondamente emozionata, perché tornare in Iraq e presentare questo progetto globale ha per me un significato molto speciale. Lo spettacolo sarà straordinario sotto tutti gli aspetti nel settore della moda.
Baghdad, la capitale dell’Iraq, sarà la prima città al mondo a ospitare una mostra con 100 capi di moda, tutti progettati a livello globale e interamente ispirati alle opere di un artista, lo stimato musicista e pittore Naseer Shamma —i suoi dipinti trasformati in modelli di moda pulsanti di creatività, arte e bellezza.

Per me quel momento sarà eccezionale sotto ogni aspetto. Non si tratta solo di partecipare a una sfilata di moda—, è un messaggio che punta i riflettori sull’Iraq, sull’arte irachena e sulla cultura irachena, restituendo loro il giusto posto sulla scena mondiale in un modo degno della storia e della creatività dell’Iraq.




Alla luce dei rapidi progressi tecnologici e della crescente dipendenza dall’intelligenza artificiale, come vedi l’impatto di queste tecnologie sul design della moda, sulla creazione di tessuti, sulla pittura e sulla composizione musicale? Credi che questi strumenti rappresentino una minaccia per l’autenticità e il tocco umano che esprimono le emozioni dell’anima nelle belle arti?

Credo nell’importanza di trarre vantaggio dall’intelligenza artificiale, ma entro certi limiti. L’intelligenza artificiale non svolgerà un ruolo importante nel lavoro artistico perché l’arte richiede sempre il tocco umano che trasmette l’anima, le emozioni e i pensieri dell’artista.

È l’intelligenza umana che sfrutta l’intelligenza artificiale per servire la creatività —non il contrario. Credo fermamente che l’IA sia uno strumento, ma non potrà mai sostituire completamente l’essere umano.




Esiste un progetto futuro per utilizzare i dipinti di Naseer Shamma nella progettazione di mobili?

Sì, assolutamente! Abbiamo già iniziato a lavorare per incorporare i disegni di Naseer Shamma nella progettazione dei mobili. Attualmente sto creando un pezzo che fonde tradizione e modernità, insieme a un progetto per stoviglie, ceramiche e gioielli. Tutti questi progetti sono interamente ispirati alle opere di Shamma e riflettono il suo spirito creativo in nuove forme artistiche.



Qual è il messaggio culturale ed estetico che intendete trasmettere attraverso questo progetto?

Il mio messaggio è quello di mettere in luce l’identità culturale e artistica delle donne arabe in un contesto contemporaneo, facendo rivivere il patrimonio con uno spirito rinnovato e presentando al contempo un’immagine olistica che incarna modestia, bellezza, eleganza e grazia. Aspiro a che i miei progetti siano uno specchio di questi valori, rappresentando le donne arabe con tutta l’autenticità, la dignità, l’orgoglio e la bellezza che portano con sé.










Nohad Wathiq Al-Samarrai: Transforming 70 Paintings by Artist Naseer Shamma into Global Fashion Designs that Embody the Fabric of Eastern Cultures with a Contemporary Spirit

Interview by: Donia Sahib – Iraq

With confident steps, Iraqi writer and fashion designer Nohad Wathiq Al-Samarrai, in collaboration with world-renowned musician and artist Naseer Shamma, embarks on a groundbreaking and unprecedented project. Seventy of Shamma’s artworks are being transformed into unique fashion pieces that radiate the beauty and magic of the East, reflecting the diversity of its cultures through innovative designs that carry the spirit of the modern era with a creative feminine touch, weaving threads of authenticity in their finest form.

This project goes beyond the realm of fashion alone, extending to the creation of artistic furniture pieces and jewelry inspired by Shamma’s paintings, in an aesthetic harmony that blends heritage with modernity with remarkable fluidity and taste. The result is a new visual language that embodies Eastern cultural identity through a contemporary lens.

In this exclusive interview, Nohad Wathiq Al-Samarrai reveals details of this multidimensional experience, which represents a significant milestone in her artistic journey. She also shares her ambitious vision of opening new horizons for dialogue between fine arts, fashion design, and world cultures through a project that reinterprets visual art as a living expression brimming with colors, symbols, and meanings—translating music into a spiritual pulse that transcends time, shaping moments through rhythm and melody, while positioning fashion design as an expressive art form that merges form, texture, and function into a universal cultural and aesthetic message.




How would you introduce yourself to the public? Who is Nohad Wathiq Al-Samarrai, and what have been the stages of your professional journey?

I am Nohad Wathiq Al-Samarrai, an Iraqi fashion designer and writer. I studied and specialized in simultaneous translation in the United Kingdom. I am the daughter of the late theatrical and architectural artist Wathiq Al-Samarrai, one of the pioneers of the theater movement in the United Arab Emirates. I was born on September 13, 1974, in Abu Dhabi.

I began my career in the oil sector, working with ADNOC and the International Petroleum Investment Company (IPIC) in Abu Dhabi. Later, I transitioned into the world of fashion design and founded Black Crown Label in the UK in 2020, a fashion house dedicated to creating unique designs that bridge authenticity and modernity.

In 2024, I published a two-part book titled “The Journey of Al-Wathiq”, documenting the life of my father, Wathiq Al-Samarrai, and his pioneering role in founding Emirati theater during the 1960s. The book was launched at the Mohammed bin Rashid Library in Dubai, attended by distinguished cultural and media figures, including the Ambassador of Iraq to the UAE, Dr. Muzafar Mustafa Al-Jubouri, and Dr. Habib Ghuloom, Vice President of the Youth Theatre for Arts.

I also contributed to the book “Theater in the UAE: Wathiq Al-Samarrai’s Experience in the 1960s and 1970s”, published by the Arab Theater Authority. It documents my father’s journey from his arrival in Dubai on April 22, 1963, and his prominent role in establishing and developing the theater movement in the Emirates through his performances in Sharjah and Dubai.

Through this path, I strive to preserve and document my family’s cultural and artistic legacy while reflecting my deep commitment to art and culture both in the UAE and in my homeland, Iraq.




How do you describe your collaboration with artist and musician Naseer Shamma in redefining the relationship between fine art, music, and fashion design? Do you consider this project the beginning of a new artistic school in fashion?

It is a unique experience, the first of its kind both in the Arab world and internationally. The fashion world witnessed an unprecedented show based entirely on fine art as its sole source of inspiration and design.

Seventy paintings were transformed into seventy dresses—an extraordinary celebration of color as life, movement, and culture. The show served as a visual bridge connecting multiple cultures—Arab, Indian, Japanese, Kurdish, and others—with color at its core as a universal and aesthetic symbol that transcends borders.

What truly distinguishes this experience is that, for the first time, a fashion show was built entirely on the works of a single artist. The paintings were transformed into fabrics pulsating with life. This was not merely a fashion event—it was the birth of a new awareness that expands the role of the painting and globalizes its aesthetics, turning fashion into a medium of expression for the essence of womanhood and her cultural and human value.




What types of fabrics did you select to carry the colors and motifs of Naseer Shamma’s paintings, and why these materials in particular?

We carefully chose taffeta, chiffon, natural silk, along with innovative new fabrics. These materials were selected for their flexibility and ability to highlight the intricate details of the colors and patterns, adding an artistic touch worthy of the artworks that inspired them.




What are the first stages of presenting these fashion designs, and where will the shows be held?

The first private showcase will take place for a select group of international figures on World Island on June 11, followed by a larger show at The Agenda in Dubai on June 15, attended by leading artists and intellectuals from the Arab world and beyond. This show will be the first of its kind globally—both in terms of the number of showcased pieces and as the first fashion show ever staged on an island.

Afterwards, the show will travel internationally, starting with Alamein City, then moving to London, Paris, Milan, and the Louvre Abu Dhabi, as well as Qatar and Tokyo. Among these stops, Iraq will be the most significant, as it will mark my very first visit to my homeland. There, the largest fashion show in the world will be held—an extraordinary event in which I will join Maestro Naseer Shamma in a fusion of art, music, and fashion.




How do you see the impact of showcasing these designs in fashion capitals such as London, Paris, Milan, and Tokyo?

I expect a highly positive impact, both in concept and execution. This project is unprecedented in the fashion world, translating the creativity of one artist—Naseer Shamma—into a full fashion collection in a way that accurately reflects his spirit and ideas. I can only describe it as a new “call” or “cry” in the fashion world, especially since it emerges from two Iraqi figures carrying this vision to the world.




What does it mean to you to present the first fashion show in Iraq, your homeland, alongside Naseer Shamma?

I am deeply excited, because returning to Iraq and presenting this global project holds a very special meaning for me. The show will be extraordinary by all measures in the fashion industry. Baghdad, the capital of Iraq, will be the first city in the world to host a show featuring 100 fashion pieces, all globally designed and entirely inspired by the works of one artist, the esteemed musician and painter Naseer Shamma—his paintings transformed into fashion designs pulsating with creativity, art, and beauty.

For me, that moment will be exceptional in every sense. It is not just participation in a fashion show—it is a message that shines a spotlight on Iraq, Iraqi art, and Iraqi culture, restoring their rightful place on the global stage in a manner worthy of Iraq’s history and creativity.




In light of the rapid technological advancements and the growing reliance on artificial intelligence, how do you view the impact of these technologies on fashion design, fabric creation, painting, and musical composition? Do you think these tools pose a threat to the authenticity and human touch that express the soul’s emotions in fine arts?

I believe in the value of benefiting from artificial intelligence, but within limits. AI will not play a major role in artistic work because art always requires the human touch that conveys the artist’s soul, emotions, and thoughts.

It is human intelligence that harnesses AI to serve creativity—not the other way around. I firmly believe AI is a tool, but it can never fully replace the human being.




Is there a future project to use Naseer Shamma’s paintings in furniture design?

Yes, absolutely! We have already begun working on incorporating Naseer Shamma’s drawings into furniture design. I am currently creating a piece that merges heritage with modernity, alongside a project for tableware, ceramics, and jewelry. All of these designs are entirely inspired by Shamma’s works, reflecting his spirit of creativity in new artistic forms.




What is the cultural and aesthetic message you aim to deliver through this project?

My message is to highlight the cultural and artistic identity of Arab women in a contemporary framework, reviving heritage with a renewed spirit while presenting a holistic image that embodies modesty, beauty, elegance, and grace. I aspire for my designs to be a mirror of these values, representing Arab women with all the authenticity, dignity, pride, and beauty they carry.




Leggi anche 👇
https://alessandria.today/2025/08/29/la-giornalista-poetessa-donia-sahib-nellaccurata-ed-esclusiva-intervista-alla-stilista-di-moda-nohad-wathiq-al-samarrai-iraq-pubblicazione-di-elisa-mascia-italia/

Foto cortesia condivise dalla giornalista Donia Sahib – Iraq

Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica dalla lettura della filosofia del linguaggio narrativo espressivo nella raccolta: Weaving the Conscience – della poetessa: Jamila Mazraani – Libano meridionale – Rayhanat Al Arab.

Foto cortesia della copertina del libro della poetessa Jamil Maazaran – Libano meridionale – Rayhanat Al Arab.


Una lettura della filosofia del linguaggio narrativo espressivo nella raccolta: Weaving the Conscience – della poetessa: Jamila Mazraani – Libano meridionale – Rayhanat Al Arab.
Di: Karim Abdullah – Iraq.

Prima di iniziare a scrivere un’introduzione alla raccolta di poesie della poetessa Jamila Mazraani, dobbiamo innanzitutto comprendere il concetto di “poesia narrativa espressiva”.
Se la narrazione nella prosa tradizionale significa narrazione o racconto, e assume la forma di un discorso, una lettera o una descrizione, allora la narrazione in poesia, in particolare nella poesia narrativa espressiva, è “narrazione non per lo scopo della narrazione”. È una narrazione che si oppone alla narrazione e resiste al tempo lineare. Non è intesa a trasmettere una storia o una narrazione, ma piuttosto è impiegata per scopi puramente suggestivi, simbolici ed emozionali, elevando il valore del linguaggio e liberandolo dalla sua funzione dichiarativa. Nella poesia narrativa espressiva, non troviamo un tema specifico, personaggi o un evento spaziotemporale chiaro come nella narrativa o nei romanzi. Piuttosto, ci troviamo di fronte a una manifestazione emotiva interiore, traboccante di linguaggio e spinta al limite dello stupore. Questo tipo di poesia si preoccupa meno di “ciò che viene detto” che di “come viene detto”, e di come il linguaggio sprigioni il suo massimo potenziale nel rappresentare emozioni e passioni.
Per quanto riguarda l’espressionismo, si tratta dell’uso di un linguaggio carico di emozioni e passioni, che trae la sua energia dal sé stesso del poeta. Parla del suo essere più profondo, della sua ansia, della sua gioia, dei suoi ricordi e delle sue ferite, attraverso un alto grado di condensazione linguistica e sorprendenti cambiamenti stilistici, aprendo al lettore finestre sul mondo interiore nascosto del sé creativo.
La poesia narrativa espressiva è scritta sotto forma di paragrafi in prosa coesi, senza divisioni, spazi o interruzioni. Piuttosto, emerge come una massa unica e coesa, orizzontale nella forma, verticale nel sentimento, densa nel suo immaginario poetico e traboccante di radiosa energia emotiva.
La raccolta di poesie della poetessa Jamila Mazraani è un esempio lampante di questa moderna tendenza poetica. È più di semplici testi poetici; è un’esperienza emotiva vibrante, che esprime un sé femminile ansioso e consapevole, permeato da un vivo senso di patriottismo e umanità. In questa raccolta, leggiamo gli specchi e le increspature del sé, la rivoluzione della memoria e la seduzione del linguaggio che si trasforma in uno strumento di resistenza e una voce di protesta e, allo stesso tempo, in un inno alla bellezza.
Questa raccolta è un invito aperto a lettori, critici e studiosi a esplorare, riflettere e approfondire l’estetica del linguaggio poetico intessuto dalla poetessa, dove il linguaggio si trasforma in un essere vivo e vibrante, capace di provocare la coscienza e rivelare gli aspetti nascosti del sé e dell’universo. Non c’è dubbio che questa raccolta, con la sua specificità formale e sostanziale, costituirà un importante punto di riferimento nello studio del poema narrativo espressivo e un fertile spazio critico per letture multidimensionali che dialogano con il linguaggio, il sé e il mondo da una nuova prospettiva poetica.

Introduzione:

Al cospetto della poesia, dove le parole pulsano con lo spirito del Sud, la poetessa Jamila Mazraani emerge come un fiore profumato, diffondendo la fragranza delle lettere lungo le rive della coscienza. Non è semplicemente una voce femminile che canta la bellezza o il desiderio, ma piuttosto la voce del dolore ereditato, l’eco della terra soffocata dal tradimento e il palpitare della memoria in un tempo che si affida al desiderio e non offre altro che perdita.
“Tessere la coscienza” non è semplicemente una raccolta di poesie; È un delicato tessuto di fili di dolore, consapevolezza e passione, intessuto con la cura delle dita della poetessa, una donna che porta con sé le preoccupazioni del Sud e vede con un terzo occhio la fragilità del momento, l’appassire della pioggia e il bruciore dell’infanzia. In ogni poesia, Mazraani ci presenta un linguaggio saturo di simbolismo, intriso di narrazione espressiva, dove la retorica si interseca con la biografia, il sé si fonde con la patria e l’inchiostro diventa un’estensione del sangue. In “La fragilità dell’attimo”, la poetessa afferra le redini del tempo fugace, osservandone le trasformazioni e mettendo a nudo i capitoli dell’assenza e dell’estinzione, come se stesse raccontando la fragilità dell’essere umano in un’epoca di perdite successive. Poi, in “L’eredità degli antenati”, la vediamo riversare il dolore dell’appartenenza e reclamare la patria dalle bocche dell’esilio, piantandola nei ricordi dei giovani e nei quaderni dell’infanzia, come se stesse scrivendo un ultimo inno di lealtà prima che il significato venga cancellato sotto le macerie dell’incuria. In “Ossessioni di sterilità”, Jamila Mazraani combina magistralmente la siccità naturale e spirituale, dove la pioggia simboleggia l’amore e la sterilità, metafora della perdita di sicurezza e di sentimenti sinceri. In “Il tuo suolo dorato”, compone un’elegia per la patria, a volte con l’orgoglio del vincitore, a volte con l’angoscia del lutto, gridando in faccia a coloro che hanno svenduto la terra e la storia: “Che chi piange per te, mia patria, non viva!”. In questa raccolta, la poetessa si affida a una profonda filosofia poetica, usando il linguaggio non come strumento di comunicazione, ma come atto di resistenza e arma per una rivelazione sincera. Si affida alla memoria come ultima terra ancora da confiscare e alla poesia come rifugio in un tempo in cui le coscienze sono state esiliate.
Ogni poesia qui è un capitolo nella storia di un dolore collettivo, che attraversa il cuore di una donna che scrive mentre respira, evocando il Sud non solo come geografia, ma come entità emotiva, storica e umana, pulsante di sangue, martiri, sorgenti e dolore.
“Tessere la coscienza” è un viaggio poetico per una persona stanca che non si stanca mai d’amore, per una patria la cui luce non svanisce mai negli occhi, per ricordi che non arrugginiscono mai e per una lettera che ha dato vita dal grembo della sofferenza a una lingua che non muore mai.
Congratulazioni alla poesia per una poetessa che custodisce le sue braci e non brucia mai, ricamando il desiderio in un tempo arido.
Karim Abdullah
Iraq – Baghdad
26 maggio 2025





قراءة في فلسفة اللغة السردية التعبيرية في ديوان : نسج الوجدان – للشاعرة : جميلة مزرعاني – لبنان الجنوب – ريحانة العرب.
بقلم : كريم عبدالله – العراق .
قبل البدء بكتابة مقدمة لديوان الشاعرة جميلة مزرعاني، لا بد من الوقوف أولًا على مفهوم “القصيدة السردية التعبيرية”.
فإذا كان السرد في النثر التقليدي يعني الحكي أو القصّ، ويأخذ شكل خطاب، رسالة، أو وصف، فإن السرد في الشعر، وتحديدًا في القصيدة السردية التعبيرية، هو “سرد لا بقصد السرد”. إنه السرد الذي يُمانع الحكاية ويقاوم الخطية الزمنية، حيث لا يُراد به إيصال قصة أو رواية، بل يُوظَّف لغايات إيحائية، رمزية، وشعورية بحتة، تُعلي من قيمة اللغة وتحرّرها من وظيفتها التقريرية.
في القصيدة السردية التعبيرية، لا نجد ثيمة محددة، ولا شخصيات، ولا حدثًا زمكانيًا واضحًا كما في السرد القصصي أو الروائي. بل إننا بإزاء تجلٍّ شعوريّ داخليّ، يفيض باللغة ويدفعها إلى تخوم الدهشة. إن هذا النوع من الشعر، لا يهتم بـ”ماذا يُقال” بقدر ما يُعنى بـ”كيف يُقال”، وكيف تُفجّر اللغة إمكاناتها القصوى في تصوير العاطفة والانفعال.
أما عن التعبيرية، فهي استخدام لغة مشحونة بالمشاعر والانفعالات، تستمد طاقتها من الذات الشاعرة نفسها، فتتحدث عن دواخلها، عن قلقها، فرحها، ذاكرتها، وجروحها، عبر تكثيف لغويّ عالي، وانزياحات أسلوبية مبهرة، تفتح أمام القارئ نوافذ على العالم الداخلي الخفيّ للذات المبدعة.
تُكتب القصيدة السردية التعبيرية على شكل فقرات نثرية متلاحمة دون تشطير أو بياضات أو تقطيعات، بل تأتي ككتلة واحدة متماسكة، أفقيّة الشكل، عامودية الشعور، عالية الكثافة في صورها الشعرية، وممتلئة بطاقة شعورية متوهّجة.
وديوان الشاعرة جميلة مزرعاني هو نموذج بارز لهذا الاتجاه الشعري الحديث. إنه أكثر من مجرد نصوص شعرية؛ بل هو تجربة شعورية طافحة، تعبّر عن ذات أنثوية قلقة، واعية، مشبعة بحس وطني وإنساني حادّ. نقرأ في ديوانها هذا مرايا الذات وتموجاتها، ثورة الذاكرة، وغواية اللغة حين تتحول إلى أداة مقاومة وصوت احتجاج، وفي الوقت نفسه إلى نشيد جمال.
هذا الديوان دعوة مفتوحة للقارئ، الناقد، والدارس، للاطلاع والتأمل، والاستزادة من جماليات اللغة الشعرية التي تنسجها الشاعرة، حيث تتحول اللغة إلى كائن حيّ، نابض، قادر على استفزاز الوعي وكشف المستور من النفس والكون.
ولا شك أن هذا الديوان، بما يحمله من خصوصية شكلية ومضمونية، سيكون مرجعًا مهمًا في دراسة القصيدة السردية التعبيرية، ومساحة نقدية خصبة لقراءات متعددة الأبعاد، تحاور اللغة، والذات، والعالم من منظور شعري جديد.
المقدمة :
في حضرة القصيدة، حيث تنبض الكلمات بروح الجنوب، تتجلى الشاعرة جميلة مزرعاني كريحانة تنثر عبق الحرف على ضفاف الوجدان. هي ليست مجرد صوت نسائي يُنشد الجمال أو الحنين، بل هي صوت الوجع المتوارث، وصدى الأرض حين تُخنق بالخذلان، ورفيف الذاكرة في زمن يتكئ على الحنين ولا يمنح سوى الفقد.
“نسج الوجدان” ليس مجرد ديوان شعري، بل هو نسيج دقيق من خيوط الألم والوعي والوجد، حاكته أنامل الشاعرة بعناية أنثى تحمل همّ الجنوب وتبصر بعينٍ ثالثة هشاشة اللحظة واحتباس المطر واحتراق الطفولة. في كل قصيدة تطالعنا مزرعاني بلغةٍ مشبعة بالرمز، موغلة في السرد التعبيري، حيث تتقاطع البلاغة مع السيرة، وتتماهى الذات بالوطن، ويصبح الحبر امتدادًا للدم.
في قصيدة “هشاشة اللحظة”، تمسك الشاعرة بزمام الزمن الهارب، تراقب تحوّلاته، وتعرّي فصول الغياب والانطفاء وكأنها تؤرّخ لانكسار الكائن الإنساني في عصر الخسارات المتلاحقة. ثم نراها في “إرث الجدود” تسكب وجع الانتماء وتسترجع الوطن من فم الغربة، تزرعه في ذاكرة الصغار ودفاتر الطفولة، كأنها تكتب نشيد الولاء الأخير قبل أن يُطمس المعنى تحت ركام التجاهل.
أما في “وساوس الجدب”، فتجيد جميلة مزرعاني المزاوجة بين القحط الطبيعي والروحي، حيث المطر رمز للحب، والجدب استعارة لفقدان الأمان والمشاعر الصادقة. وفي “ثراك الذهب”، تصوغ مرثية للوطن، تارة بفخر المنتصر، وتارةً بلوعة المكلوم، لتصرخ في وجه من باع الأرض والتاريخ: ما عاش من يبكيك يا وطني!
في هذا الديوان، تتكئ الشاعرة على فلسفة شعرية عميقة، تتوسّل اللغة لا كأداة تواصل، بل كفعل مقاومة، وسلاح للبوح الصادق. فهي تُراهن على الذاكرة كأرض أخيرة لم تُصادر بعد، وعلى القصيدة كملاذٍ في زمنٍ باتت فيه الضمائر منفية.
كل قصيدة هنا، فصل من سيرة وجع جماعي، يمر عبر قلب أنثى تكتب كما تتنفس، وتستحضر الجنوب لا كجغرافيا فحسب، بل ككيان عاطفي وتاريخي وإنساني، ينبض بالدماء والشهداء والينابيع والأسى.
“نسج الوجدان” هو سفرٌ شعريّ لمتعبٍ لا يكلّ من الحبّ، لوطنٍ لا يخبو نوره في العين، لذكريات لا تعرف الصدأ، ولحرفٍ أنجب من رحم المعاناة لغة لا تموت.
هنيئًا للقصيدة بشاعرة تُمسك بجمرها ولا تحترق، وتُطرّز الحنين في زمنٍ جاف.
كريم عبد الله
العراق – بغداد
26/5/ 2025

Leggi anche 👇
https://alessandria.today/2025/08/29/il-prof-kareem-abdullah-iraq-dalla-lettura-della-filosofia-del-linguaggio-narrativo-espressivo-nella-raccolta-weaving-the-conscience-della-poetessa-jamila-mazraani-libano-meridionale-rayhan/

Marcela Barrientos -Argentina condivide la poesia sulla Pace

Foto cortesia di Marcela Barrientos -Argentina


Titolo: Io sono la pace

Io sono la pace,
sono nata dal mormorio di un fiume che abbraccia le pietre
e del vento che non fa male, solo accarezza.
Cammino scalza tra i corpi stanchi,
il mio alito profuma di terra bagnata e pane appena sfornato.

Non grido, ma la mia voce si sente
nel silenzio dove l’altro non è un nemico,
ma uno specchio possibile.
La mia pelle non conosce confini,
il mio cuore non conosce razze,
batte in tutte le lingue dell’amore.

Mi nutro di piccoli atti:
una mano che non si chiude,
una parola che non umilia,
uno sguardo di conforto.
Dove c’è ascolto, io dimorerò.
Dove c’è tenerezza, io sboccio.

Non cerco eroi, ma anime disponibili
a seminarmi nei loro gesti quotidiani.
Sono l’ombra fresca sotto l’albero condiviso,
il filo invisibile che unisce senza legare,
l’inchiostro con cui si scrivono i futuri giusti.

Ma mi stanco anch’io.
Mi spezzano i proiettili che attraversano l’infanzia,
i muri che dividono,
le lingue affilate che strappano la dignità.
Non posso nascere dove regna il disprezzo.

A voi vengo a braccia aperte,
senza corone e bandiere,
solo con la speranza di un vestito.
Dammi spazio, dammi tempo,
Datemi gesti di bontà.

Io sono la pace.
E voglio far parte dell’umanità.

Marcela Barrientos 25-06-2025 Diritti di autore riservati Argentina
Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia



Título: Yo soy la paz

Yo soy la paz,
nací del murmullo de un río que abraza las piedras
y del viento que no hiere, solo acaricia.
Camino descalza entre los cuerpos cansados,
mi aliento huele a tierra mojada y pan recién horneado.

No grito, pero mi voz se escucha
en el silencio donde el otro no es un enemigo,
sino un espejo posible.
Mi piel no distingue fronteras,
mi corazón no sabe de razas,
late en todos los idiomas del amor.

Me alimento de actos pequeños:
una mano que no se cierra,
una palabra que no humilla,
una mirada que consuela.
Donde hay escucha, habito.
Donde hay ternura, florezco.

No busco héroes, sino almas dispuestas
a sembrarme en sus gestos cotidianos.
Soy la sombra fresca bajo el árbol compartido,
el hilo invisible que une sin atar,
la tinta con la que se escriben futuros justos.

Pero también me canso.
Me quiebran las balas que atraviesan la infancia,
los muros que dividen,
las lenguas afiladas que rasgan la dignidad.
No puedo nacer donde reina el desprecio.

A ustedes vengo con los brazos abiertos,
sin coronas ni banderas,
solo con la esperanza por vestido.
Denme espacio, denme tiempo,
denme gestos de bondad.

Yo soy la paz.
Y quiero ser parte de la humanidad.

Marcela Barrientos 25-06-2025                                                                                                                                               Derechos de autora reservados Argentina


https://alessandria.today/2025/08/26/una-poesia-per-la-pace-nel-mondo-di-marcela-barrientos-argentina-pubblicazione-di-elisa-mascia-italia/

Elisa Mascia scrive un articolo tradotto in azero dal giornalista Jahongir Mirzo e pubblicato sulla rivista Yazarlar

Foto di Elisa Mascia -Italia

Nel mondo odierno con le distanze abbattute dai mezzi di comunicazione e dalla tecnologia sempre più veloce per nuovi collegamenti verso orizzonti che anni fa erano impensabili ed oggi realtà che ci fa sentire ed essere più vicini da un Paese all’altro del mondo.

Io apprezzo molto vivere e relazionarmi nell’ Universo in questo Pianeta che pur se è sempre più sofferente per le catastrofi ambientali e guerre scardinatrici di ideali e progetti culturali, sociali, spirituali e tutto ciò di cui l’umanità ha bisogno per una vita dignitosa e alla portata del singolo essere umano, di coppia e di famiglia, tuttavia oltre al disagio che è tangibile vissuto in tutti i Paesi del mondo, per me che amo apprezzare ed evidenziare il lato positivo di tutte le cose anche quando è nascosto tirarlo fuori dal profondo e farlo emergere per portarlo all’attenzione del maggior numero di persone possibile, promuovo con convinzione la bellezza di tutto ciò che è creatività.

Sono poetessa, scrittrice, autrice di articoli in varie riviste e magazine nazionali e internazionali pertanto mi occupo di divulgazione di personalità importanti della cultura poetica e letteraria come anche di talenti emergenti nel panorama mondiale.
Questo mio impegno profuso a promuovere gli altri dà vero senso di realizzazione della mia vita e grande soddisfazione che pur non essendo remunerativa economicamente è fonte di arricchimento quotidiano per la mia crescita personale, culturale, sociale che mi dà oltretutto l’opportunità di comprendere le differenze tra le varie culture in vari paesi del mondo e di approfondire le differenze che partono dalle basi comuni per poi radicarsi alle singole realtà politiche, sociali, spirituali ereditati dagli antichi padri del pensiero letterario e filosofico sviluppando ciascuno secondo stili poetici e letterari, correnti artistiche nell’arte pittorica, sculture e così via.

Ho compreso che pur nella lontananza ciò che accomuna gli interessi culturali delle persone, poesia, romanzi, arte abbatte barriere e costruisce ponti di interscambio comunicativo per confrontarsi insieme e migliorarsi l’un l’altro.
Scrivendo la breve premessa per esprimere la mia esperienza culturale mondiale che mi ha condotta a condividere e pubblicare articoli, tra i tanti, anche con il poeta e scrittore nonché affermato giornalista Jahongir Mirzo dell’ Azerbaijan con il quale abbiamo subito stabilito una collaborazione culturale a carattere di volontariato che ha visto coinvolgere molte personalità importanti della poesia e letteratura provenienti, più che altri, dai nostri Paesi Italia e Azerbaijan.
Dalle letture delle sue interviste a esperti della poesia locale nomi tra i quali:
Rashad Majid, onorato lavoratore della cultura dell’Azerbaigian, poeta e giornalista, Sabir Rustamkhanli, poeta popolare dell’Azerbaigian, molti famosi poeti e scrittori azeri Akbar Goshali, Tarana Turan Rahimli, Salim Babullaoglu
ho avuto modo di comprendere l’attaccamento e l’amore con rispetto religioso per i poeti e scrittori che hanno fatto la loro storia nazionale e che si dibattono per continuare gli studi delle lettere anche oggi in piena epoca dell’ AI
Il mio invito è di leggere e approfondire gli argomenti culturali proposti con le domande formulate alle eminenti personalità della cultura contemporanea azera che è molto ricca di messaggi da recepire per riflettere e crescere con  la poesia e la letteratura vero nutrimento vitale per stare bene con sé stessi e con gli altri soprattutto oggi che si tende all’isolamento personale e sociale.

Elisa Mascia 21-8-2025


In today’s world with the distances broken down by the means of communication and increasingly faster technology for new connections towards horizons that were unthinkable years ago and today a reality that makes us feel and be closer from one country to another in the world.

I really appreciate living and relating in the Universe on this Planet which, even if it is increasingly suffering from environmental catastrophes and wars that undermine cultural, social, spiritual ideals and projects and everything that humanity needs for a dignified life and within the reach of the individual human being, as a couple and as a family, however, in addition to the discomfort that is tangible experienced in all countries of the world, for me who love to appreciate and highlight the positive side of all things even when it is hidden to bring it out from the depths and bring it out to bring it to the attention of the greatest number of people possible, I promote with conviction the beauty of everything that is creativity.

I am a poet, writer, author of articles in various national and international magazines and magazines, therefore I deal with the dissemination of important personalities of poetic and literary culture as well as emerging talents on the world scene.
This commitment of mine to promoting others gives a true sense of fulfillment of my life and great satisfaction which, despite not being economically profitable, is a source of daily enrichment for my personal, cultural growth social which also gives me the opportunity to understand the differences between the various cultures in various countries around the world and to delve deeper into the differences that start from the common bases and then take root in the individual political, social and spiritual realities inherited from the ancient fathers of literary thought and philosophical developing each according to poetic and literary styles, artistic currents in pictorial art, sculptures and so on.


I understood that despite the distance, what unites people’s cultural interests, poetry, novels, art, breaks down barriers and builds bridges of communicative exchange to compare and improve each other together.
Writing the brief premise to express my global cultural experience which led me to share and publish articles, among many, also with the poet and writer and established journalist Jahongir Mirzo from Azerbaijan with whom we immediately established a cultural collaboration of voluntary nature which involved many important personalities of poetry and literature from, more than others from our countries Italy and Azerbaijan.
From readings of his interviews with local poetry experts names including:
Rashad Majid, Honored Worker of Culture of Azerbaijan, poet and journalist, Sabir Rustamkhanli, People’s Poet of Azerbaijan, many famous Azerbaijani poets and writers Akbar Goshali, Tarana Turan Rahimli, Salim Babullaoglu
I had the opportunity to understand attachment and love with religious respect for the poets and writers who made their national history and who are struggling to continue their studies of literature even today in the midst of the AI era
My invitation is to read and delve deeper into the cultural topics proposed with the questions formulated to the eminent personalities of contemporary Azerbaijani culture which is very rich in messages to be received to reflect and grow with poetry and literature, a true vital nourishment for feeling good with oneself and with others, especially today when there is a tendency towards personal and social isolation.

Elisa Mascia 21-8-2025

Leggi anche
https://alessandria.today/2025/08/26/elisa-mascia-poetessa-scrittrice-redige-un-articolo-del-quale-il-giornalista-jahongir-nomozov-ha-curato-la-traduzione-nell-idioma-azero-e-ha-pubblicato-nella-rivista/


Foto cortesia del giornalista Jahongir Mirzo

Carlos Jarquin intervista la scrittrice Maria Beatriz Muñoz Ruiz

María Beatriz Muñoz Ruiz, conosciuta anche come la Dama Oscura, è originaria di Granada, in Spagna. È autrice di oltre 25 libri, tra romanzi e raccolte di poesie. È coautrice di CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA (Canto Planetario: Fratellanza sulla Terra), HC Editores, Costa Rica 2023.
Foto: 10 agosto 2025. Per gentile concessione.

“Il mio sogno non è sempre stato quello di scrivere”.
Intervista alla scrittrice spagnola María Beatriz Muñoz Ruiz

Di Carlos Javier Jarquín


Cari amici e lettori,


È sempre un piacere poter comunicare con voi attraverso questa piattaforma. Che meraviglia sapere che siamo connessi indipendentemente dalla distanza! Oggi ho il grande privilegio di presentarvi una donna brillante, scrittrice e poetessa che affascina con la sua creatività; un’amica, ma soprattutto, una donna dall’anima umanistica che ammiro moltissimo. Ho avuto l’onore di comunicare con lei per molti anni a distanza. Lei è Maria Beatriz Muñoz Ruiz, conosciuta anche come la Dama Oscura, originaria della bellissima città di Granada, in Spagna.
Questa intervista ha un approccio più vicino alle donne; mentre ci avviciniamo al mondo letterario, il discorso è breve ma molto arricchente. Maria Beatrice ci parla della sua vita personale, dei suoi pensieri sull’amicizia e ci racconta di suo nonno, un essere molto caro a lei, che ha sempre ammirato ciò che scriveva. Certo, ci parla anche di suo marito, di suo cugino, che considera come un fratello, e dei suoi hobby preferiti. Confessa che inizialmente la scrittura non era la sua prima scelta professionale, poiché desiderava studiare qualcosa di correlato all’area forense o sanitaria.
Maria Beatrice mi sorprende sempre. L’unica cosa che posso dire è che l’ ammiro enormemente perché sa come organizzare il suo tempo per dedicarsi alla lettura, alla famiglia, al lavoro e persino a fare TikTok, tutto mentre coltiva la sua passione per la scrittura. Scrive poesie, articoli di opinione, cronache e conduce interviste a scrittori, poeti e artisti.
Inoltre, Beatriz è direttrice della rivista letteraria e culturale che precedentemente si chiamava One Stop, e che quest’anno ha subito un cambiamento significativo, sia nella sua piattaforma web che nel suo nome: ora è One Stop New.
Questa rivista promuove scrittori, poeti e artisti di tutta l’America Latina e oltre. Si occupa della redazione degli articoli e dei contenuti che ricevono per la pubblicazione sul sito. Vi invito a visitare questa rivista e ad addentrarvi nell’affascinante mondo della cultura e della letteratura di oggi.
Maria Beatriz ci parla anche di ciò che ha significato per lei far parte dell’antologia poetica Canto Planetario: Fratellanza sulla Terra, HC Editores, Costa Rica, 2023. È autrice di oltre 25 libri, tra romanzi e poesie. A proposito, vi consiglio di acquistare il suo più recente libro di poesie intitolato Blue Wing Butterfly, disponibile su Amazon in formato cartaceo (pasta morbida) e digitale (Kindle).

Spero che questa conversazione sia di vostro gradimento:


Come ti sei sentita quando hai pubblicato il tuo primo romanzo?

Il mio primo romanzo è stato: ” Quando il destino ci ha uniti”, e la verità è che tengo particolarmente a quel romanzo per essere il primo, per aver osato fare quel passo e per aver conservato preziosi ricordi del processo di creazione. Ricordo di aver passato ai miei colleghi ogni capitolo che stavo finendo e la felicità che sentivo il giorno dopo quando le ascoltavo dire che avevano bisogno di più.

Qual è l’origine del tuo pseudonimo “Dark Lady”?

Quasi tutti i miei romanzi sono stati romantici, e dico quasi tutti, perché quando voglio uscire un po’ dagli standard stabiliti mi rifugio nella Dama Oscura, il mio pseudonimo per essere un altro tipo di scrittrice, ed è che sappiamo tutti che anche gli scrittori sono etichettati e i cambiamenti possono non piacere, ecco perché ho creato quella linea di luce e oscurità.
Nella mia vita ho sempre avuto ben presente quella moneta a due facce, la luce e l’oscurità che tutti portiamo, per cui è stata sempre riflessa nei miei romanzi, poesie o articoli di opinione.

Che cosa hai cercato di trasmettere o creare attraverso i tuoi romanzi?

Per quanto riguarda i miei romanzi, ho voluto creare un mondo magico in cui l’amore trionfa sempre, spero che quando il lettore arriva a casa dopo una giornata difficile, legga il mio romanzo e si trasporta in un mondo pieno di avventura, passione, erotismo e amore.

Cosa puoi dirci del tuo romanzo “Si cercano le Glam Girls”?

Come ho detto prima, sono particolarmente affezionato al mio primo romanzo, ma tra tutti i miei romanzi, ho anche un primo romanzo in un genere che non avevo mai usato prima; la commedia, intendo “si cerca le Glam Girls”, questo romanzo è molto speciale per me, perché è ispirato dalle mie compagne di lavoro, quelle che mi fanno sempre sorridere e con le quali andrei ovunque nel mondo. Secondo me, non ci sono lavori facili o difficili, ci sono colleghi facili o difficili che ti fanno amare il tuo lavoro o odiarlo, e grazie alle mie Glam Girls, ogni giorno vado al lavoro con un sorriso. Grazie, Lore, Isa, Encarni, Vane, Vero, Leo, Debo e Nadia, perché scrivere questo romanzo è stata un’avventura indimenticabile a cui avete partecipato essendo voi stesse, uniche e ineguagliabili.

Quali emozioni o sensazioni provi quando scrivi poesie?

Riguardo alle mie poesie… Devo confessare che sono piuttosto profonde e nella maggior parte delle occasioni piene di tristezza e malinconia, la ragione di questo è che quando sento che la tristezza stringe il mio petto e mi si fa un nodo che mi soffoca, ho bisogno di togliere quel dolore fuori da me. Se si analizza secondo la logica, potrebbe essere considerata una specie di terapia, ma io lo sento come la tavola di salvezza che mi fa rinascere ancora e ancora lasciandomi continuare a mantenere la mia essenza senza annegare in quel pozzo profondo e oscuro che a volte mi consuma. Luci e ombre, mantengo sempre quella lotta incessante tra le due me.
Il mio nuovo libro di poesie “Farfalla dalle ali blu” è un esempio delle mie luci e ombre, un libro di poesie che dedico alle persone che hanno giorni blu, ma battono le loro ali in silenzio e volano alto nonostante tutto.

Come descriveresti le tue poesie e i tuoi articoli di opinione?

Come nei miei romanzi, poesie e articoli di opinione, lascio vedere ciascuno degli stati d’animo con cui mi trovo in quel momento. Nei miei articoli sono critica, filosofica e talvolta abbastanza diretta. Nel corso di questi anni, i miei articoli si sono evoluti e hanno cambiato con me, perché le persone cambiano, e quello che pensi oggi su un argomento, lo stesso domani diverrà diverso. Io non mi contraddico mai; evolvo, erroneamente o giustamente, ma evolvo, perché le rughe dell’anima ti fanno imparare e cambiare.

Disprezzeresti mai una religione? Perché?

Ho studiato in una scuola cattolica, e anche se con gli anni e per certe circostanze della vita, ho smesso di essere cattolica, non disprezzerò mai una religione che è fondata sul concetto principale dell’amore. In uno dei miei articoli dicevo che non cambierei niente del mio passato, dato che ogni fase mi ha fatto essere chi sono, e non voglio essere un’altra persona, quindi non cancellerei nulla del mio passato, perché ogni strada mi ha insegnato qualcosa. Non capirò mai le persone che credono nel potere della verità e la saggezza infinita per appartenere a una determinata religione, il fondamento di qualsiasi religione è il rispetto, e per coloro che hanno dubbi; non è lo stesso tollerare di accettare e rispettare. Perché non può esistere un mondo in cui ogni credenza è rispettata e possiamo convivere in pace? Beh, che sciocchezza ho appena rilasciato dopo aver visto un mondo in guerra dove si preoccupano poco della vita umana.

Puoi condividere qualche aneddoto o ricordo speciale su tuo nonno?

Mio nonno era una delle persone più importanti della mia vita, lui condivideva la mia passione per la letteratura, ancora ricordo quando arrivava con l’ultimo libro romantico di qualche collezione che usciva e che sapeva sarebbe stato divorato in due giorni. Lui era la gioia personificata, l’infinita pazienza e la persona che era sempre lì per me. Mio padre mi ricorda molto mio nonno; paziente, silenzioso, ma presente ogni volta che ne ho bisogno.
Ogni volta che ricordo mio nonno, i momenti buoni e il suo sorriso affettuoso mi viene in mente un ricordo doloroso; non sono mai arrivata a dirgli addio perché i medici mi hanno consigliato che nella mia condizione era pericoloso andare all’ospedale e che avrei corso il rischio di mettermi in travaglio prima del tempo e perdere i miei bambini. Per loro ho dato e avrei dato tutto, i miei gemelli Guillermo e Paula sono ancora e saranno sempre la mia priorità, ma quel piccolo dettaglio ha segnato la mia vita, mi è mancato di dirgli quanto gli volevo bene e fondermi in un abbraccio infinito.

Ti consideri una persona più solitaria o familiare?

Non so se nei miei scritti l’ho trasmesso, ma, nonostante abbia un’anima solitaria, sono estremamente familiare, essi sono sempre stati il pilastro su cui mi sono appoggiata e coloro che mi hanno sostenuto qualunque cosa io faccia. A volte penso che la mia anima sia rimasta intrappolata in questo mondo e in questa vita per tutta quella gente che mi dice che mi ama.
La parola che ti amo è la parola più potente del mondo e quella che più ti lega alla terra.
Quando ho dato alla luce i miei gemelli, ho avuto una depressione postpartum piuttosto forte, non volevo continuare a vivere, e in quel momento quelli che mi hanno salvato sono stati i miei figli, per loro ho continuato a vivere, e per loro mi alzo ancora e ancora e continuo a camminare nonostante le mie ferite.

Quando sento che il mondo non mi capisce o sono io quella che non capisce il mondo, amo la solitudine, vorrei rinchiudermi nella torre più alta e che nessuno mi disturbi, vorrei sparire, essere invisibile e che il mondo mi dimentichi, quindi rispondendo alla tua domanda: Sono entrambe le persone, la solitaria e la familiare, sono sempre due facce della stessa medaglia, ma mostro sempre un’unica faccia per non preoccupare gli altri o non dare spiegazioni.
Salgo sempre la montagna con il mio zaino carico di pietre, e ad un certo punto della strada riesco a liberarne alcune e prendere aria per andare avanti.

In che modo tuo marito ha influenzato la tua vita?

Anche mio marito ha influito molto sulla mia vita, è sempre stato lui a darmi quella spinta che mi mancava quando la mia insicurezza mi fermava. Ci siamo incontrati il 15 agosto ad un matrimonio, mi hanno fatto sedere quasi obbligata a una tavola dove c’erano i giovani, odio che la gente faccia queste cose, ma grazie a questo ho conosciuto la persona con cui oggi condivido la mia vita. Da uno degli angoli del tavolo, mi guardò soffiare il gazpacho freddo che pensavo fosse consomé, guardai in giro e pensai che nessuno mi avesse visto, respirai sollevata, ma c’era qualcuno per cui quel gesto non passò inosservato, mio marito si innamorò di me in quel momento così goffo e così io, e da allora siamo insieme. Chi ci conosce sa che siamo due poli opposti, ma questo fa sì che ci completiamo e continuiamo a percorrere insieme quel cammino che a volte è stato seminato di difficoltà che abbiamo superato.

Come descriveresti te stessa e quanto sei selettiva con le tue amicizie?

Sono sempre stata una ragazza allegra ed estroversa, ma soprattutto, sono stata selettiva, se qualcuno non mi piace, me ne vado. In questo sono lo stesso, non mi piacciono i confronti, e col tempo ho capito che devo allontanarmi da tutto ciò che colpisce la mia pace mentale.
Quindi, attualmente mi circondo delle persone che realmente mi danno qualcosa. Non mi piacciono i grandi gruppi di amici, preferisco un piccolo gruppo con cui poter avere una conversazione interessante.

Ad un certo punto parli di un cugino che è stato per te come un fratello, qual è stato il momento più speciale che hai vissuto con tuo cugino durante la vostra infanzia insieme?

Sono figlia unica, ma, come ho detto prima, sono stata in una famiglia molto unita, quindi per me, mio cugino Gesù, il figlio di mia zia da parte di madre, è stato come un fratello. Passavamo la giornata insieme, e anche in certe date in cui i nostri genitori ci lasciavano con i nonni, vivevamo insieme. Io e mio cugino abbiamo combattuto come fratelli, abbiamo condiviso risate, confidenze e una vita intera insieme. Per i suoi figli io sono la zia Maria, e per i miei lui è lo zio Fandi.
Non so se si può dire che è stato il momento più speciale, ma è quello che ricordo con affetto, quindi, se dovessi scegliere un momento sarebbe il giorno del mio matrimonio, lui era sempre accanto a me e faceva parte della cerimonia portando gli anelli, ma soprattutto ricordo quando siamo usciti dalla chiesa e mi ha abbracciato, quell’abbraccio ha segnato un prima e un dopo, è stato come un saluto della vita che fino a quel momento conoscevamo, e, anche se la mia vita è rimasta quasi uguale, tutto è cambiato, era un addio a quella infanzia condivisa.

Perché per la tua famiglia sei Maria e per gli altri sei Bea?

Sì, mi sono riferita a me come Maria, ma in realtà solo la mia famiglia mi chiama Maria, per il resto del mondo io sono Bea, e tutto questo grazie all’idea che ha avuto mia madre di mettermi sul bavaglino della scuola: M. Beatrice, immaginate la faccia di mia madre quando le hanno chiesto  se sua figlia fosse sorda, che quando la chiamavano non rispondeva col suo nome. Così da piccola scoprii che per la mia famiglia sarei sempre stata Maria e per il resto della gente Beatriz.

Nonostante il tuo grande interesse per la mente umana e il settore sanitario, cosa ti ha portato a scoprire che la medicina non era la carriera giusta per te?

Il mio sogno non è sempre stato quello di scrivere, quando stavo decidendo per una carriera universitaria, ho desiderato entrare in medicina legale, meno male che non ho preso la nota necessaria, perché penso che non mi sarebbe piaciuto. Il fatto è che mi è sempre piaciuta la medicina, per questo ho voluto togliermi la spina dorsale togliendomi l’Assistente di infermiera e l’Assistente di psichiatria, e devo dire che mi appassiona la mente umana, mi sembra un mondo incredibile e imprevedibile, ma recentemente ho scoperto che sarei incapace di farlo, perché sono troppo empatica con la gente e mi sento male quando vedo qualcuno soffrire, quindi, dopo aver studiato varie cose del ramo sanitario, ho scoperto che semplicemente mi piace imparare ma non sono adatta per esercitare.
Nel mio lavoro attuale, una mattina è caduta una donna anziana sulle scale mobili, credo che a seguito di un ictus, sono andata a soccorrere dall’altra parte e tra una cliente che era infermiera ed io, abbiamo cercato di tenerla in vita fino a quando sono arrivati quelli dell’ambulanza. Forse le mie parole di conforto furono le ultime che sentì, dato che seppi che era morta in ospedale. Non è che non serva per esercitare il lavoro, è che alla fine della giornata la tristezza degli ammalati non mi lascerebbe essere felice, non sopporto perdere la gente, e so che neanche sarei capace di fuggire da quel momento, sarei di quelle che gli prendono la mano e non li lasciano, ma quello finirebbe con me.
Ho anche acquisito una certa formazione nel settore dell’educazione infantile e della psicologia infantile, ma non so se avrò mai il coraggio di scoprire se avrei la pazienza sufficiente per svolgere quel lavoro.

Quali aspetti del lavoro come Consumer Technician ti sono sembrati più gratificanti, e quali sfide hai incontrato esercitando il ruolo di Community Manager nella gestione dei social media?

Quello che mi è piaciuto studiare e praticare era Tecnico in consumo, amo trattare con la gente, sono brava nell’attenzione al pubblico e fin dal primo momento mi è piaciuto, ma purtroppo non c’è molto lavoro di quel ramo.
Il titolo di Community manager l’ho esercitato in privato e, nonostante mi sia piaciuto e abbia avuto una formazione nel marketing digitale, riconosco che i social network consumano molto e possono diventare un lavoro complicato in questo senso.
Amo il marketing digitale, è un po’ come la psicologia, un modo per dare visibilità al tuo contenuto e farlo apparire sui motori di ricerca di google, è una sfida continua e una vittoria se si ottiene.
Attualmente mi sto formando in marketing digitale attraverso l’università di Vitoria e sto applicando le mie conoscenze alla mia rivista culturale One Stop New, precedentemente chiamata One Stop.
One Stop è stato l’inizio di un bellissimo progetto che è nato come tutto nella mia vita, da quella frase che io di solito dico “Se altri possono io posso”. Era un progetto che ho iniziato con il sostegno delle mie amiche Carmen Mari e Carol, e in quel cammino ho trovato una delle persone che più mi hanno aiutato nel mio cammino letterario, ed è tu caro Carlos Javier, che sei diventato un referente per la cultura e che mi ha guidato in questo cammino incessante.
Jose Luis Ortiz fa anche parte di quel gruppo di amici che appaiono e ti offrono il loro aiuto incondizionato, Paloma Albarracín era anche agli inizi di One stop e la ringrazierò sempre per il suo sostegno.
Sarò sempre grata a tutti coloro che mi hanno incoraggiata all’inizio e hanno creduto in me, mi sento fortunata ad essere stata sempre circondata da brave persone.

Cosa ne pensi dell’amicizia?

Ho sempre pensato che le persone appaiono nella tua vita nel momento esatto e scompaiono per apparire nella vita di altre persone che possono averne più bisogno, per questo tengo con affetto nei miei ricordi quelle amiche che per circostanze del destino hanno seguito strade diverse. Nella mia vita ho avuto ottimi amici, e anche oggi li ho, ma c’è sempre stata un’amica che durante tutta la mia vita è stata lì vicina per quando ne avevo bisogno, quella è Soraya, una di quelle amicizie che passa il tempo, quando ci siamo incontrati ci sentivamo come se ci fossimo visti il giorno prima. Siamo Campanilla e Periwinkle, amiche di bevute, di lacrime, di risate e di confidenze.

Raccontaci i tuoi hobby preferiti?

Quando mi chiedono dei miei hobby, ho sempre faticato a rispondere brevemente, sono stata una persona che ha desiderato di fare tutto, anche se non ero brava, ma mi stanco rapidamente delle cose e di solito sperimento con altre. Mi piace pattinare, ma ho smesso quando ho saputo che non avrei mai imparato a cucinare, quindi ecco i miei pattini in linea nell’armadio, belli e luccicanti. Ho anche provato con lo skateboard, ma avevo lo stesso problema, così mi sono evoluta al pattino con manubrio, e quello sì che mi andava bene, ma poi sono apparsi gli elettrici, e su quelli non intendo cavalcare.
So giocare a tennis, e ogni tanto ho voglia di fare un po’ di tempo, ma non mi piace correre troppo, quindi, se non è doppio, mi stanco dopo venti minuti. Il paddle mi stressa, e non riesco a colpire la palla con quella pala così piccola, preferisco la racchetta da tennis.
Sì, mi piace ballare qualsiasi cosa, e sono brava a farlo, quindi con qualsiasi musica danzante o no, il mio corpo si muove e si adatta a qualsiasi ritmo.

Mi piace disegnare, in realtà, non sono entrata nel corso universitario di belle arti perché ho avuto pochissimo lavoro fuori, ma me ne pentirò sempre, avrebbe potuto essere molto buono, e ho anche dipinto alcuni quadri stile manga per le mie amiche.
Amo le piante e leggere sulle loro proprietà curative e magiche, la cosa strana è che di solito mi piacciono le piante semplici, quelle che non hanno fiori appariscenti, quelle che passano inosservate perché sono semplicemente meravigliose così come sono.
Il mio più grande hobby, come potete immaginare, è la lettura, da piccola ho divorato i libri, una volta ho perso la nozione del tempo nella biblioteca della scuola, hanno chiuso le porte e io non uscivo, i miei genitori quasi chiamano la polizia.

Cosa pensi della velocità con cui il tuo cervello collega milioni di idee e come questa abilità influenza la tua percezione del mondo e la tua concentrazione?

Non so se potrei essere considerato un difetto o una virtù, ma il mio cervello molte volte agisce in modo diverso da quello degli altri, lo stesso in millesimi di secondi collego rapidamente milioni di idee, che all’improvviso mi astratto in qualcosa e il mondo cessa di esistere per me, Credo di essere in grado di concentrarmi nel caos e creare il caos nel silenzio.



Che significato ha avuto per te far parte dell’antologia CANTO PLANETARIO?

Grazie a te caro Carlos Jarquín, per avermi invitato a questa incredibile esperienza di far parte di Canto Planetario, che è una meravigliosa compilazione letteraria con autori dei cinque Continenti che ci siamo uniti in una chiamata d’aiuto al nostro Pianeta. È stato fantastico far parte di qualcosa di così grande e bello, un progetto che ha richiesto molto lavoro e che ha dato come risultato un riferimento letterario. Dicono che il destino mette sulla tua strada persone che ti accompagnano e aiutano nel tuo cammino, una di queste persone è lui, perché ho potuto conoscere gente meravigliosa e crescere nella mia carriera grazie al loro aiuto.
In riferimento al nostro Pianeta, devo dire che amo gli animali, le loro anime sono migliori di quelle degli umani, non finirebbero con le risorse del Pianeta come noi, e anche gli animali più selvaggi cacciano per sopravvivere, Tuttavia, gli esseri umani sono predatori di noi stessi e del Pianeta per semplice ego.

Al seguente link Maria Beatriz Muñoz presenta il suo ultimo libro intitolato: “Farfalla dalle ali blu”, disponibile sulla piattaforma di Amazon:


https://youtu.be/oQy1FBLV27o?si=Qb_A0iba_U0Zraes

“Mi sueño no siempre fue la escritura”.
Entrevista a la escritora española María Beatriz Muñoz Ruiz

Por Carlos Javier Jarquín


Queridos amigos y lectores:


Es siempre un placer poder comunicarme con ustedes a través de esta plataforma. ¡Qué maravilla saber que estamos conectados sin importar la distancia! Hoy tengo el gran privilegio de presentarles a una mujer brillante, escritora y poeta que cautiva con su creatividad; una amiga, pero sobre todo, una mujer con alma humanista a quien admiro muchísimo. He tenido el honor de mantener comunicación con ella durante muchos años a la distancia. Ella es María Beatriz Muñoz Ruiz, también conocida como la Dama Oscura, originaria de la hermosa ciudad de Granada, España.
Esta entrevista tiene un enfoque más cercano a la mujer; si bien abordamos el mundo literario, la charla es breve, pero muy enriquecedora. María Beatriz nos habla sobre su vida personal, sus pensamientos acerca de la amistad y nos cuenta sobre su abuelo, un ser sumamente querido para ella, quien siempre admiró lo que ella escribía. Por supuesto, también nos habla de su esposo, de su primo, a quien considera como un hermano, y de sus aficiones favoritas. Confiesa que inicialmente la escritura no fue su primera opción profesional, ya que deseaba estudiar algo relacionado con el área forense o sanitaria.
María Beatriz siempre me sorprende. Lo único que puedo decir es que la admiro enormemente porque sabe cómo organizar su tiempo para dedicarse a la lectura, a la familia, al trabajo y hasta para hacer TikTok, todo mientras cultiva su pasión por la escritura. Ella escribe poesía, artículos de opinión, crónicas y realiza entrevistas a escritores, poetas y artistas.
Además, Beatriz es directora de la revista literaria y cultural que anteriormente se llamaba One Stop, y que este año ha experimentado un cambio significativo, tanto en su plataforma web como en su nombre: ahora es One Stop New. Esta revista promueve a escritores, poetas y artistas de toda Hispanoamérica y más allá. Ella se encarga de la edición de los artículos y contenidos que reciben para su publicación en la página web. Les invito a que visiten esta revista y se adentren en el fascinante mundo de la cultura y la literatura actual.
María Beatriz también nos habla de lo que significó para ella formar parte de la antología poética Canto Planetario: Hermandad en la Tierra, HC Editores, Costa Rica, 2023. Es autora de más de 25 libros, entre novelas y poemarios. Por cierto, les recomiendo adquirir su más reciente poemario titulado Mariposa de Alas Azules, disponible en Amazon en formato impreso (pasta blanda) y digital (Kindle).

Espero que puedan disfrutar mucho esta conversación:


¿Cómo te sentiste al publicar tu primera novela?


Mi primera novela fue Cuando el destino nos unió, y lo cierto es que le tengo especial cariño a esa novela por ser la primera, por atreverme a dar ese paso y por guardar preciosos recuerdos del proceso de creación. Recuerdo haber ido pasándoles a mis compañeras de trabajo cada uno de los capítulos que iba terminando y la felicidad que sentía al día siguiente cuando las escuchaba decir que necesitaban más.

¿Cuál es el origen de tu seudónimo “Dama Oscura”?


Casi todas mis novelas han sido románticas, y digo casi todas, porque cuando quiero salirme un poco de los estándares establecidos me refugio en la Dama Oscura, mi seudónimo para ser otro tipo de escritora, y es que todos sabemos que a los escritores también se les etiqueta y los cambios pueden no gustar, por eso creé esa línea de luz y oscuridad.
En mi vida siempre he tenido muy presente esa moneda de dos caras, la luz y la oscuridad que todos llevamos, por lo que siempre ha estado reflejada en mis novelas, poemas o artículos de opinión.
¿Qué has buscado transmitir o crear a través de tus novelas?
Con respecto a mis novelas, he querido crear un mundo mágico en el que siempre triunfe el amor, deseo que cuando el lector llegue a su casa después de un día difícil, lea mi novela y se transporte a un mundo lleno de aventura, pasión, erotismo y amor.


¿Qué nos puedes contar sobre tu novela “Se busca a las Glam Girls”?


Como he dicho antes, le tengo especial cariño a mi primera novela, pero de entre todas mis novelas, tengo también una primera novela en un género que nunca antes había usado; la comedia, me refiero a “Se busca a las Glam Girls”, esta novela es muy especial para mí, ya que está inspirada en mis compañeras de trabajo, esas que siempre me sacan una sonrisa y con las que me iría a cualquier sitio del mundo. En mi opinión, no hay trabajos fáciles o difíciles, hay compañeras fáciles o difíciles que hacen que ames tu trabajo o que lo odies, y gracias a mis Glam Girls, cada día voy con una sonrisa a trabajar. Gracias, Lore, Isa, Encarni, Vane, Vero, Leo, Debo y Nadia, porque el escribir esta novela ha sido una aventura inolvidable en la que habéis participado siendo vosotras mismas, únicas e inigualables.


¿Qué emociones o sensaciones experimentas al escribir poesía?


Con respecto a mis poemas… he de confesar que son bastante profundos y en la mayoría de las ocasiones llenos de tristeza y melancolía, la razón de ello es que cuando siento que la tristeza encoge mi pecho y se me hace un nudo que me ahoga, necesito sacar ese dolor fuera de mí. Si se analiza según la lógica, podría considerarse una especie de terapia, pero yo lo siento como la tabla de salvación que me hace renacer una y otra vez dejándome seguir manteniendo mi esencia sin ahogarme en ese pozo profundo y oscuro que en ocasiones me consume. Luces y sombras, siempre mantengo esa lucha incesante entre mis dos yo. Mi nuevo poemario “Mariposa de alas azules” es un ejemplo de mis luces y sombras, un poemario que dedico a las personas que tienen días azules, pero baten sus alas en silencio y vuelan alto a pesar de todo.

¿Cómo describirías tus poemas y tus artículos de opinión?


Al igual que en mis novelas, poemas, y artículos de opinión, dejo ver cada uno de los estados de ánimo con los que me encuentro en ese momento. En mis artículos soy crítica, filosófica y algunas veces bastante directa. A lo largo de estos años, mis artículos han evolucionado y han ido cambiando conmigo, porque las personas cambian, y lo que hoy piensas sobre un tema, lo mismo mañana difieres. Yo nunca me contradigo; evoluciono, equivocada o acertadamente, pero evoluciono, porque las arrugas del alma te hacen aprender y cambiar.

¿Alguna vez menospreciarías alguna religión? ¿Por qué?


Estudié en un colegio católico, y aunque con los años y por ciertas circunstancias de la vida, he dejado de ser católica, nunca menospreciaré una religión que está fundada bajo el concepto principal del amor. En uno de mis artículos decía que no cambiaría nada de mi pasado, puesto que cada etapa me ha hecho ser quien soy, y no quiero ser otra persona, por lo que no borraría nada de mi pasado, pues cada camino me ha enseñado algo. Nunca entenderé a la gente que se cree en poder de la verdad y la sabiduría infinita por pertenecer a una determinada religión, el fundamento de cualquier religión es el respeto, y para los que tengan duda; no es lo mismo tolerar que aceptar y respetar. ¿Por qué no puede existir un mundo en el que se respete cualquier creencia y podamos convivir en paz? Bueno, que absurdo acabo de soltar después de ver un mundo en guerra en el que les importa poco la vida humana.

¿Puedes compartir alguna anécdota o recuerdo especial sobre tu abuelo?


Mi abuelo era una de las personas más importantes de mi vida, él compartía mi afición a la literatura, aún recuerdo cuando venía con la última novela romántica de alguna colección que salía y que sabía iba a devorar en dos días. Él era la alegría personificada, la paciencia infinita y la persona que siempre estaba ahí para mí. Mi padre me recuerda mucho a mi abuelo; paciente, silencioso, pero presente siempre que me hace falta.
Siempre que recuerdo a mi abuelo, los momentos buenos y su entrañable sonrisa viene a mi mente un recuerdo doloroso; nunca llegué a despedirme de él porque los médicos me aconsejaron que en mi estado era peligroso ir al hospital y que podría ponerme de parto antes de tiempo y perder a mis bebés. Por ellos lo di y lo daría todo, mis mellizos Guillermo y Paula siguen siendo y siempre serán mi prioridad, pero ese pequeño detalle marcó mi vida, me faltó decirle lo mucho que lo quería y fundirme en un abrazo infinito.

¿Te consideras una persona más solitaria o familiar?


No sé si en mis escritos lo he transmitido, pero, a pesar de tener un alma solitaria, soy extremadamente familiar, ellos siempre han sido el pilar en el que me he sustentado y quienes me han apoyado haga lo que haga. A veces pienso que mi alma se quedó atrapada en este mundo y en esta vida por toda esa gente que me dice te quiero.
La palabra te quiero es la palabra más poderosa del mundo y la que más te ata a la tierra.
Cuando di a luz a mis mellizos, tuve una depresión posparto bastante fuerte, no quería seguir viviendo, y en ese momento los que me salvaron fueron mis hijos, por ellos seguí viviendo, y por ellos me levanto una y otra vez y sigo andando a pesar de mis heridas.
Cuando siento que el mundo no me entiende o soy yo la que no entiendo al mundo, amo la soledad, me gustaría encerrarme en la torre más alta y que nadie me molestase, me gustaría desaparecer, ser invisible y que el mundo me olvidara, así que respondiendo a tu pregunta: soy ambas personas, la solitaria y la familiar, siempre soy ambas caras de la misma moneda, pero siempre muestro una única cara por no preocupar a los demás o no dar explicaciones.
Siempre subo la montaña con mi mochila cargada de piedras, y en algún momento del camino consigo soltar unas cuantas y coger aire para seguir adelante.

¿De qué manera ha influido tu marido en tu vida?


Mi marido ha influido también mucho en mi vida, él ha sido siempre quien me ha dado ese empujoncito que me faltaba cuando mi inseguridad me detenía. Nos conocimos un 15 de agosto en una boda, me sentaron medio obligada en una mesa donde estaba la gente joven, odio que la gente haga esas cosas, pero gracias a eso conocí a la persona con la que hoy en día comparto mi vida. Desde una de las esquinas de la mesa, él me observó soplar al gazpacho frío que yo pensaba era consomé, miré hacia todos lados y creí que nadie me había visto, respiré aliviada, pero había alguien para el que no pasó desapercibido ese gesto, mi marido se enamoró de mí en ese momento tan torpe y tan yo, y desde entonces estamos juntos. Quien nos conoce sabe que somos dos polos opuestos, pero eso hace que nos complementemos y que sigamos andando juntos ese camino que en ocasiones ha estado sembrado de dificultades que hemos superado.

¿Cómo te describirías a ti misma y qué tan selectiva eres con tus amistades?


Siempre he sido una niña alegre y extrovertida, pero por encima de todo eso, he sido selectiva, si alguien no me gusta, me alejo. En eso sigo siendo igual, no me gustan las confrontaciones, y con el tiempo he comprendido que he de alejarme de todo lo que afecta a mi paz mental. Por lo tanto, actualmente me rodeo de la gente que realmente me aporta algo. No me gustan los grandes grupos de amigos, prefiero un grupo reducido con el que se pueda mantener una conversación interesante.

En algún momento hablas de un primo que ha sido para ti como un hermano, ¿cuál ha sido el momento más especial que viviste con tu primo durante vuestra infancia juntos?


Soy hija única, pero, como he dicho anteriormente, he estado en una familia muy unida, por lo que, para mí, mi primo Jesús, el hijo de mi tía por parte de madre, ha sido como un hermano. Pasábamos el día juntos, e incluso en determinadas fechas en las que nuestros padres nos dejaban con los abuelos, vivíamos juntos. Mi primo y yo nos hemos peleado como hermanos, hemos compartido risas, confidencias y toda una vida juntos. Para sus hijos yo soy la tita María, y para los míos, él es el tito Fandi.
No sé si se puede decir que fue el momento más especial, pero es el que recuerdo con cariño, así que, si tuviera que elegir un momento sería el día de mi boda, él estuvo siempre junto a mí y formó parte de la ceremonia llevando los anillos, pero especialmente recuerdo cuando salimos de la iglesia y me abrazó, ese abrazó marcó un antes y un después, fue como una despedida de la vida que hasta aquel momento conocíamos, y, aunque mi vida siguió casi igual, todo cambió, era un adiós a esa infancia compartida.

¿Por qué para tu familia eres María y para los demás eres Bea?


Sí, me he referido a mí como María, pero en realidad solo mi familia me llama María, para el resto del mundo soy Bea, y todo esto es gracias a la ocurrencia que tuvo mi madre de ponerme en el babero del cole: M. Beatriz, imaginaos la cara de mi madre cuando le dijeron que, si su hija era sorda, que cuando la llamaban no contestaba por su nombre. Así que desde pequeñita descubrí que para mi familia siempre sería María y para el resto de la gente Beatriz.

A pesar de tu gran interés en la mente humana y en la rama sanitaria, ¿qué te llevó a descubrir que la medicina no era la carrera adecuada para ti?


Mi sueño no siempre fue la escritura, cuando estaba decidiendo carrera universitaria, deseé meterme a forense, menos mal que no saqué la nota necesaria, porque no creo que me hubiese gustado. El caso es que siempre me ha gustado la medicina, por eso quise quitarme la espinita sacándome lo de Auxiliar de enfermería y Auxiliar de psiquiatría, y he de decir que me apasiona la mente humana, me parece un mundo increíble e impredecible, pero hace poco descubrí que sería incapaz de hacerlo, ya que empatizo demasiado con la gente y lo paso mal cuando veo a alguien sufrir, así que, después de estudiar varias cosas de la rama sanitaria, he descubierto que simplemente me gusta aprender pero no sirvo para ejercer.
En mi actual trabajo, una mañana se cayó una mujer mayor en las escaleras mecánicas, creo que a consecuencia de un ictus, salí a correr desde la otra punta y entre una clienta que era enfermera y yo, estuvimos intentando mantenerla con vida hasta que llegaron los de la ambulancia. Quizás mis palabras de consuelo fueron las últimas que escuchó, ya que me enteré que había fallecido en el hospital. No es que no sirva para ejercer el trabajo, es que al finalizar el día la tristeza de los enfermos no me dejaría ser feliz, no soporto perder a la gente, y sé que tampoco sería capaz de huir de ese momento, sería de las que les cogen la mano y no los sueltan, pero eso acabaría conmigo.
También he adquirido bastante formación de la rama de educación infantil y psicología infantil, pero no sé si alguna vez me atreveré a descubrir si tendría la paciencia suficiente para ejercer ese trabajo.

¿Qué aspectos del trabajo como Técnico en consumo te resultaron más gratificantes, y qué retos encontraste al ejercer como Community Manager en el manejo de redes sociales?


Lo que sí que me gustó estudiar y ejercer fue Técnico en consumo, me encanta tratar con la gente, se me da bien la atención al público y desde el primer momento lo disfruté, pero por desgracia no hay demasiado trabajo de esa rama.
La titulación de Community manager la ejercí de forma privada y, a pesar de gustarme y de haber tenido formación en marketing digital, reconozco que las redes sociales consumen muchísimo y puede llegar a ser un trabajo complicado en ese sentido.
Me encanta el marketing digital, es un poco como la psicología, una forma de dar visibilidad a tu contenido y que aparezca en los motores de búsqueda de google, es un continuo desafío y una victoria si se consigue.
Actualmente estoy formándome más en marketing digital a través de la universidad de Vitoria y estoy aplicando mis conocimientos a mi revista cultural One Stop New, anteriormente llamada One Stop.
One Stop fue el inicio de un hermoso proyecto que nació como todo en mi vida, de esa frase que yo suelo decir “Si otros pueden yo puedo”. Fue un proyecto que inicié con el apoyo de mis amigas Carmen Mari y Carol, y en ese camino encontré a una de las personas que más me han ayudado en mi camino literario, y eres tú estimado Carlos Javier, que te has convertido en referente para la cultura y que me ha guiado en este andar incesante.
Jose Luis Ortiz también forma parte de ese grupo de amigos que aparecen y te brindan su ayuda incondicional, Paloma Albarracín también estuvo en los inicios de One stop y siempre le agradeceré su apoyo.
Siempre agradeceré a todos los que me impulsaron en los inicios y creyeron en mí, me siento afortunada por haber estado rodeada siempre de buena gente.

¿Qué piensas sobre la amistad?

Siempre he pensado que la gente aparece en tu vida en el momento exacto y desaparecen para aparecer en la vida de otras personas que puede que las necesiten más, por eso guardo con cariño en mis recuerdos a esas amigas que por circunstancias del destino han seguido otros caminos. En mi vida he tenido muy buenas amigas, y hoy en día también las tengo, pero siempre ha habido una amiga que durante toda mi vida ha estado ahí cerquita para cuando la he necesitado, esa es Soraya, una de esas amistades que pase el tiempo que pase, cuando quedamos sentimos como si nos hubiésemos visto el día de antes. Somos campanilla y Periwinkle, amigas de copas, de lágrimas, de risas y de confidencias.

¿Cuéntanos sobre tus aficiones preferidas?


Cuando me preguntan por mis aficiones, siempre me ha costado trabajo responder brevemente, he sido una persona que ha deseado hacer de todo, aunque no se me diera bien, pero también me canso rápido de las cosas y suelo experimentar con otras. Me encanta patinar, pero desistí cuando supe que jamás iba a aprender a fretar, así que ahí tengo mis patines en línea en el armario, preciosos y relucientes. También probé con la patineta, pero, tenía el mismo problema, así que evolucioné al patín con manillar, y ese sí que se me daba bien, pero luego aparecieron los eléctricos, y en esos sí que no pienso montarme.
Sé jugar al tenis, y de vez en cuando me apetece echar un ratito, pero no me gusta correr demasiado, por lo que, si no es a dobles, me caso a los veinte minutos. El pádel me estresa, y no me sale darle a la pelota con esa pala tan pequeña, prefiero la raqueta de tenis.
Eso sí, me encanta bailar cualquier cosa, y se me da bien, por lo que con cualquier música bailable o no, mi cuerpo se mueve y se adapta a cualquier ritmo.
Me encanta dibujar, de hecho, no me metí a la carrera universitaria de Bellas artes porque tenía muy poca salida laboral, pero siempre me arrepentiré de ello, ya que podría haber sido muy buena, e incluso he pintado algunos cuadros estilo manga para mis amigas.
Me encantan las plantas y leer sobre sus propiedades curativas y mágicas, lo extraño es que me suelen gustar las plantas sencillas, aquellas que no tienen flores vistosas, las que pasan desapercibidas porque sencillamente son maravillosas tal como son.
Mi mayor afición, como imaginareis, es la lectura, desde pequeñita he devorado los libros, una vez perdí la noción del tiempo en la biblioteca del cole, cerraron las puertas y yo no salía, mis padres casi llaman a la policía.

¿Qué opinas sobre la velocidad con la que tu cerebro enlaza millones de ideas y cómo esta habilidad afecta tu percepción del mundo y tu concentración?


No sé si podría considerarse un defecto o una virtud, pero mi cerebro muchas veces actúa diferente al de los demás, igual en milésimas de segundos enlazo rápidamente millones de ideas, que de repente me abstraigo en algo y el mundo deja de existir para mí, creo que por eso soy capaz de concentrarme en medio del caos y de crear el caos dentro del silencio.




¿Qué significado tuvo para ti formar parte de la antología CANTO PLANETARIO?


Gracias a ti estimado Carlos Jarquín, por haberme invitado a esta experiencia increíble de formar parte de Canto Planetario, la cual es una maravillosa compilación literaria con autores de los cinco continentes que nos unimos en una llamada de auxilio para con nuestro planeta. Fue estupendo formar parte de algo tan grande y hermoso, un proyecto que llevó mucho trabajo y que dio como resultado un referente literario. Dicen que el destino pone en tu camino a personas que te acompañan y ayudan en tu camino, una de esas personas es él, ya que he podido conocer a gente maravillosa y crecer en mi carrera gracias a su ayuda.
En referencia a nuestro planeta, he de decir que amo a los animales, sus almas son mejores que las de los humanos, ellos no acabarían con los recursos del planeta como nosotros, e incluso los animales más salvajes, cazan para sobrevivir, sin embargo, los humanos somos depredadores con nosotros mismos y con el planeta por simple ego.

En el siguiente enlace María Beatriz Muñoz presenta su más reciente libro titulado Mariposa de alas azules, disponible en la plataforma de Amazon:
https://youtu.be/oQy1FBLV27o?si=Qb_A0iba_U0Zraes

Mariposa de Alas Azules (Farfalla dalle ali azzurre), disponibile su Amazon in formato cartaceo e digitale (Kindle). Foto: 6 agosto 2025. Per gentile concessione.

María Beatriz mostra la copertina della sua più recente raccolta di poesie, Mariposa de Alas Azules (Farfalla dalle ali azzurre), disponibile su Amazon in formato cartaceo e digitale (Kindle). Foto: 6 agosto 2025. Per gentile concessione.

Euranie Cryzz e la sua partecipazione al festival PIAF 2025

Foto cortesia di Euranie Cryzz

Anima Mundi
(Euranie Cryzz)
Saggio critico a cura di
Prof. Marangoni
Critico e Curatore d’Arte
New Digital Art Gallery SeaCity, Southampton, Hampshire, Regno Unito

L’opera si presenta come una potente allegoria visiva in cui la figura femminile, interamente costituita da acqua, emerge da un vortice oceanico e regge il pianeta Terra tra le mani. La scena è avvolta da un cosmo blu e violaceo, attraversato da bagliori e nebulose, in cui il mare e lo spazio si fondono in un continuum cromatico. La composizione adotta uno schema centripeto: il vortice conduce lo sguardo verso la mano e il globo, punto focale assoluto, reso con colori più vari e luminosi rispetto al resto dell’immagine. La luce proviene dal pianeta stesso, che irradia un’aureola attenuata sul volto della figura, creando un effetto di controluce morbido e avvolgente. La linea del corpo descrive un’ampia curva a “S” che armonizza dinamismo e grazia, mentre la capigliatura si dissolve in onde e spuma, conferendo continuità visiva tra figura e ambiente.

Il titolo rimanda alla tradizione filosofica dell’Anima Mundi, principio vitale che anima e unifica ogni parte dell’universo. Qui tale principio prende forma nell’acqua, elemento originario secondo Talete e simbolo universale di rigenerazione, purezza e ciclicità. La creatura non rappresenta una divinità antropomorfa del mare, ma l’acqua stessa, personificata come custode del globo.

Il pianeta, luminoso e sospeso nel palmo della mano, non è in posizione di dominio, bensì di protezione. L’immagine suggerisce un legame di reciproca dipendenza: l’acqua dà vita alla Terra e, allo stesso tempo, ne riceve la propria identità e ragione d’essere. Il vortice alla base diventa metafora del ciclo eterno di trasformazione marea, evaporazione, condensazione e della forza generativa che l’acqua esercita senza mai esaurirsi.

Riferimenti culturali e universali
L’opera si inserisce in un immaginario che attraversa culture e tempi:
Filosofia antica: l’acqua come arché, origine di ogni cosa.
Tradizioni religiose: simbolo di rinascita e purificazione.
Pensiero orientale: forza che vince per adattabilità e fluidità.
Ecologia contemporanea: richiamo alla fragilità degli equilibri idrici e alla responsabilità collettiva verso la salvaguardia delle risorse naturali.

Anima Mundi di Euranie Cryzz  si vuole distinguere per l’equilibrio tra rigore compositivo e potenza evocativa. L’autrice ha saputo coniugare maestria tecnica evidenziata nella resa luministica e nella fusione tra figura e ambiente con una visione universale che parla direttamente alla coscienza contemporanea. L’acqua, resa protagonista assoluta, non è soltanto elemento pittorico, ma veicolo di un messaggio filosofico ed ecologico di forte attualità.

Quest’opera capace di unire mito, scienza e sensibilità etica in un’unica immagine, desidera proporsi come simbolo del legame inscindibile tra umanità e pianeta, tra materia e spirito, tra vita indissolubilmente legata all’importanza dell’acqua.

Osservazione tecnica
Materia e resa: l’immagine appare realizzata con linguaggio pittorico di matrice digitale/illustrativa. Dominano velature luminose, sfumature continue e campiture trattate “ad aerografo”, con rim light intenso sul profilo della figura e micro-testure a spruzzo per la spuma.
Tavolozza: prevalgono blu, turchesi e ciano; controcampi di magenta-violetto nelle nebulose creano un contrasto caldo/freddo che porta lo sguardo al globo, unico pieno di verdi e ocra, così da far “respirare” il blu circostante.
Luce: sorgente principale interna (il pianeta) che irradia un’aureola; la controluce scandisce volumi e silhouette. La brillantezza della spuma è resa con alte luci quasi additive; le ombre restano morbide e profonde.
Tratto e texture: i filamenti d’acqua dei capelli e i bordi frastagliati delle onde alternano bordi duri (energia, direzione) a bordi morbidi (vapore, nebulosa). La continuità del segno genera unità formale tra mare, corpo e capigliatura.
Composizione
Impianto vorticoso: il corpo nasce da un gorgo; la spirale guida lo sguardo dalla base verso la mano e il globo. È una composizione centripeta, che concentra significato e luce nell’orbita terrestre.
Linea-S e dinamica: il profilo della figura descrive una S ampia, classico espediente per coniugare grazia e movimento. Il grande pieno a sinistra (onda/capigliatura) bilancia il vuoto cosmico a destra.
Gerarchia visiva: tre fuochi – volto in penombra, mano aperta, sfera terrestre. La scala monumentale della figura rispetto al pianeta accentua la metafora senza sacrificare la lettura del dettaglio geologico.
Dettagli iconografici legati all’Acqua
Capelli-onda: cresta e frangenti diventano chiome; la spuma funzione come “pennellata viva” che imprime direzione e tempo (l’attimo del frangersi).
Pelle liquida: pattern ondulati sul busto cancellano il confine tra figura e mare: la creatura è l’acqua stessa, non una donna immersa.
Vortice basale: forma a imbuto che richiama l’origine e la risalita dell’energia; sul piano pittorico, ancora lo spazio e previene la dispersione del blu.
Cosmo acquoreo: le nebulose hanno cromie marine; l’opera unifica oceano e spazio, ricordando la Terra come pianeta blu e connettendo micro e macro-cosmo.
Riferimenti culturali e simbolici dell’elemento Acqua
Filosofia antica: richiamo a Talete, per cui l’acqua è arché, principio di tutte le cose; la personificazione converge anche con figure mitiche del mare (Okeanos, Teti, Thalassa) e con archetipi di madri acquee presenti in molte culture (dal culto di fiumi sacri alle divinità protettrici dei naviganti).
Tradizioni religiose: l’acqua come purificazione e rinascita (immersione, lavacro, battesimo) trova eco nell’aura che avvolge il pianeta; luce e liquido coincidono come segno di vita rinnovata.
Pensiero orientale: la duttilità che vince per cedevolezza (topos taoista) è visualizzata nella morbidezza delle linee contrapposta alla forza delle onde.
Ecologia culturale: la centralità del globo in mano all’acqua esplicita la dipendenza della biosfera dai cicli idrici: la figura non “crea” la Terra, ma la mantiene. L’opera si presta così a una lettura contemporanea di responsabilità idrica e climatica.

Significato e lettura filosofica
Il titolo Anima Mundi evoca la tradizione platonico-stoica della “anima del mondo”, principio vitale che unifica il cosmo. Qui l’energia vitale è acqua personificata: non semplice elemento naturale, ma matrice generativa che sostiene il globo. La scelta di fare del pianeta una fonte di luce rovescia l’icona della torcia: è la Terra-acqua a illuminare la figura che la sorregge, in un circuito di reciproca dipendenza.
Il gorgo da cui nasce il corpo allude alla ciclicità (marea, evaporazione/condensazione) e alla capacità dell’acqua di trasformare senza perdere identità, rimando a idee alchemiche di solutio e rigenerazione. La postura raccolta e la mano a coppa suggeriscono cura più che dominio: un’etica della custodia, non dell’appropriazione.
Anima Mundi costruisce, con lessico luminoso e composizione a vortice, un’icona potente dell’Acqua come principio vitale, ciclico e relazionale. La coerenza tra scelta cromatica, direzione delle pennellate/filamenti e gerarchia luminosa rende persuasiva la metafora: la Terra vive perché è tenuta e letteralmente accesa dall’acqua. L’opera unisce immaginario mitico e sensibilità ecologica con una sintassi pittorica chiara, leggibile e tecnicamente raffinata.









Euranie Cryzz

Euranie Cryzz è un’artista digitale originaria di Chiavari (GE), ha intrapreso il suo viaggio creativo nel 2010 sotto la guida dellamentore Francesca Alessi. Successivamente, grazie all’insegnamento del Prof. Marangoni, il suo universo artistico si è aperto al contesto internazionale, trovando una propria voce distintiva all’interno della New Digital Art Gallery SeaCity, dove la sua capacità di fondere simbolismo, emozione e tecnica digitale ha conquistato il pubblico e la critica.
Quest’artista è riconosciuta per il suo stile visionario che fonde surrealismo, simbolismo e sperimentazione digitale. Predilige l’uso del bianco e nero con sfumature di grigio, creando atmosfere oniriche e introspettive. Le sue opere esplorano temi come la resilienza, la metamorfosi interiore e la connessione tra esseri viventi, spesso attraverso simbolismi legati alla natura e al mondo spirituale.  Utilizzando tecniche digitali avanzate, Cryzz crea composizioni che evocano emozioni profonde.
Tra le sue opere:
“Anima di Fuoco” (PIAF 2024): Il fuoco, simbolo centrale dell’opera, è tradizionalmente associato alla purificazione, alla distruzione e alla trasformazione. Qui, sembra rappresentare un processo di rinascita o metamorfosi, dove la figura umana, avvolta e quasi consumata dalle fiamme, emerge in una nuova forma.
“Fallen Angel (WFA 2024)”: Osservando quest’opera liberamente ispirata ai romanzi di Lauren Kate, si viene immediatamente colpiti dall’atmosfera cupa e misteriosa che pervade l’intera composizione. L’artista è riuscita a catturare un momento di grande intensità emotiva, che richiama chiaramente la drammaticità dei romanzi di Kate, in particolare la storia d’amore tormentata tra l’angelo caduto e l’umana.
“La Voce del Mare” (Expo 2025): L’opera digitale si fonda su un sapiente uso della pittura digitale illustrativa, che richiama lo stile narrativo delle grandi tavole fantasy ottocentesche, ma con una qualità cromatica e una luminosità che solo il mezzo digitale consente.
Euranie Cryzz si conferma come una delle voci più originali e riconoscibili dell’arte digitale contemporanea, dove l’effetto complessivo del suo stile artistico viene definito enigmatico e di ipnosi visiva. La sua capacità di fondere tecnica, simbolismo e introspezione emotiva le ha permesso di ottenere riconoscimenti prestigiosi e di lasciare un’impronta significativa nel panorama artistico internazionale. Tra questi ricordiamo:
New Digital Art Gallery SeaCity (UK 2024): Nuova opera “Spirito Libero” in Expo Digital.
Nation of Excellence Award PIAF 2024: Nomina Delegati Secondo Posto.
The 2024 World Fantasy Art Award: Primo Posto con l’opera “Fallen”.
Artistic Honors Certificates 2025: Riconoscimento de’ Artexhibtion

Opera d’arte di Euranie Cryzz

Leggi anche 👇

La partecipazione straordinaria al PIAF 2025 di Euranie Cryzz, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora