Evento artistico mondiale: il prof. Preeth Padmanabhan Nambiar conferisce il Premio alla carriera all’artista Silla Maria Campanini, di Elisa Mascia

Faro d’ispirazione per le generazioni future: Silla Maria Campanini – artista

SILLA MARIA CAMPANINI: DIPINGERE SOGNI, DARE FORMA A REALTÀ – UNA VITA DI BRILLANTEZZA ARTISTICA: DICHIARAZIONE DEL PREMIO

È con immenso onore e profondo rispetto che conferiamo il prestigioso Premio alla carriera a Silla Maria Campanini al Panorama International Arts Festival (PIAF) 2023. Questo riconoscimento costituisce la testimonianza di una vita dedicata con passione all’arte, trascendendo i confini convenzionali dell’arte, della creatività e introducendo gli spettatori in un regno in cui l’immaginazione danza con la realtà.

Nata tra i pittoreschi paesaggi della Bologna italiana, il viaggio di Silla nel mondo dell’arte è iniziato con un innato fascino per le sfumature della terra e la vivacità dei colori. Fin dai suoi primi giorni ha mostrato una rara affinità con il pennello e la tela, manifestando un legame unico con l’essenza metafisica dell’arte.

L’odissea artistica di Silla non solo l’ha portata a creare capolavori ma anche a condividere la sua saggezza. Come educatrice d’immagine e consulente di pittura, ha trasmesso conoscenza e ispirazione a generazioni, promuovendo un’eredità che risuona ben oltre le sue coste natali. La sua influenza si è estesa a tutte le istituzioni pubbliche, dove la sua esperienza ha illuminato il percorso degli aspiranti artisti.

La sua tela, un santuario di pensiero innovativo, dipingeva narrazioni di pace e fratellanza, trascendendo i confini geografici. Ad ogni tratto, intrecciava storie che armonizzavano il subconscio collettivo, invitando gli spettatori in un’incantevole spedizione alla scoperta di sé.

Acclamate a livello internazionale, le sue opere hanno trovato il loro giusto posto in libri d’arte, cataloghi, gallerie prestigiose e stimati musei, diventando una fonte di ispirazione per gli appassionati d’arte di tutto il mondo. Alfredo Pasolino, luminare del mondo dell’arte, ha catturato succintamente l’essenza delle sue creazioni:

“Opere pittoriche realistiche, metafisiche, simboliste che rivelano la tensione autobiografica dell’artista, in una forma narrativa fantastico-realistica ricca di presagi e intuizioni”.

Eppure, al di là della sua genialità individuale, Silla è diventata la spina dorsale della Writers Capital International Foundation e del Panorama Festival. I suoi instancabili sforzi e la sua dedizione disinteressata hanno forgiato instancabilmente connessioni, riunendo una comunità diversificata di artisti e scrittori sotto la nostra bandiera condivisa. I suoi contributi sono stati la pietra angolare su cui sono fioriti i nostri Festival, diventando fari di creatività e scambio culturale.

Nell’onorare Silla Maria Campanini con il Premio alla carriera, riconosciamo non solo il suo genio artistico ma anche il suo inestimabile ruolo come forza unificante nella comunità artistica globale. Possa la sua eredità continuare a ispirare generazioni, ricordando a tutti noi il potere di trasformazione dell’arte.

Presentato con la più profonda ammirazione e gratitudine,

PREETH PADMANABHAN NAMBIAR

Presidente del Comitato per il Premio del Panorama International Arts Festival

Fondatore e CEO della Fondazione Writers Capital International

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wcifcentral@gmail.com

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SILLA MARIA CAMPANINI: PAINTING DREAMS, SHAPING REALITIES – A LIFETIME OF ARTISTIC BRILLIANCE: AWARD STATEMENT

It is with immense honour and deep respect that we bestow the prestigious Lifetime Achievement Award upon Silla Maria Campanini at the Panorama International Arts Festival (PIAF) 2023. This accolade stands as a testament to a life devoted passionately to art, transcending the conventional boundaries of creativity and ushering viewers into a realm where imagination dances with reality.

Born amidst the picturesque landscapes of Italy’s Bologna, Silla’s journey into the world of art commenced with an innate fascination for the hues of the earth and the vibrancy of colours. From her earliest days, she displayed a rare affinity for the brush and canvas, manifesting a unique connection with the metaphysical essence of art.

Silla’s artistic odyssey not only led her to create masterpieces but also to share her wisdom. As an image educator and painting consultant, she imparted knowledge and inspiration to generations, fostering a legacy that resonates far beyond her native shores. Her influence stretched across public institutions, where her expertise illuminated the path for aspiring artists.

Her canvas, a sanctuary of innovative thought, painted narratives of peace and brotherhood, transcending geographical confines. With each stroke, she wove stories that harmonized the collective subconscious, inviting beholders on an enchanting expedition of self-discovery.

Internationally acclaimed, her works found their rightful places in art books, catalogues, prestigious galleries, and esteemed museums, becoming a source of inspiration for art enthusiasts globally. Alfredo Pasolino, a luminary in the art world, succinctly captured the essence of her creations – “Realistic, metaphysical, symbolist pictorial works that reveal the artist’s autobiographical tension, in a fantastic-realistic narrative form full of omens and intuitions.”

Yet, beyond her individual brilliance, Silla became the backbone of the Writers Capital International Foundation and Panorama Festival. Her tireless efforts and selfless dedication tirelessly forged connections, gathering a diverse community of artists and writers under our shared banner. Her contributions have been the cornerstone upon which our festivals have flourished, becoming beacons of creativity and cultural exchange.

In honouring Silla Maria Campanini with the Lifetime Achievement Award, we recognize not only her artistic genius but also her invaluable role as a unifying force in the global artistic community. May her legacy continue to inspire generations, reminding us all of the transformative power of art.

Presented with deepest admiration and gratitude,

PREETH PADMANABHAN NAMBIAR

Chairman, Panorama International Arts Festival Award Committee

Founder & CEO, Writers Capital International Foundation

Read here: https://www.writersedition.com/silla-maria-campanini-painting-dreams-shaping-realities-a-lifetime-of-artistic-brilliance-award-statement/

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Evento artistico della Writers Capital Foundation International di premiazione alla carriera di Silla Maria Campanini – Italia

AWARDS 2023 DEL FESTIVAL DELL’ARTE – WRITERS CAPITAL FOUNDATION INTERNATIONAL, di Elisa Mascia

Cerimonia di Premiazione dei vincitori Awards 2023

IL PANORAMA INTERNATIONAL ARTS FESTIVAL CELEBRA I TALENTI ECCEZIONALI: PIAF AWARDS 2023

Complimenti ai partecipanti e ai vincitori del Premio del Festival dell’arte indetto dalla Writers Capital Foundation International.

Molti i nomi prestigiosi che hanno esposto le loro creazioni artistiche in questa vetrina mondiale sempre attenta alla divulgazione delle Arti in generale.

Oltre alla partecipazione è essenziale, poter avere l’opportunità di condividere le proprie opere con la consapevolezza che ciò è meravigliosamente gratificante per inviare messaggi che ciascuno recepisce secondo le proprie emozioni ed è positivo il riscontro del mettersi in “ascolto dell’altro” in una chiave universale che apre a 360° le conoscenze e il conseguente arricchimento personale e sociale.

Nell’augurare ed esprimere le congratulazioni a tutti indistintamente,

“Sempre uniti dall’arte e dalle emozioni trasmesse e recepite”, si pensa già al prossimo Evento del Festival della Poesia 2024.

Grazie alla Writers Capital Foundation International per essere presente e vicina agli artisti, poeti, musicisti ecc. di tutto il mondo per promuovere e diffondere arte e poesia.

Autrice: Elisa Mascia

PANORAMA INTERNATIONAL YOUTH AWARD FOR ARTS 2023 🏆

Tra i vincitori c’è anche il nome di :

• Fabio Petrilli / San Bartolomeo in Galdo ( BN) / Italy 🇮🇹

che si esprime così:

” Ringrazio immensamente tutto lo staff della Writers Capital Foundation per avermi concesso l’opportunità di partecipare a questo prestigioso Panorama Internazionale delle Arti 2023 . Sono onorato di ricevere questo importantissimo premio come vincitore da parte della giuria. Un ringraziamento speciale va a Joan Josep Barcelo, Irene Doura-Kavadia e al Presidente Preeth Padmanabhan Nambiar.

Auguri a tutti.”

https://fb.watch/nVRLff7t5J/

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Evento artistico per la Premiazione dei vincitori al Festival PIAF 2023 della Writers Capital Foundation International, di Elisa Mascia

Evento culturale mondiale – Antologie a tema della Salvaguardia dell’ambiente, di Elisa Mascia

Canto Planetario ideato e realizzato da Carlos Jarquin

Prologo del CANTO PLANETARIO.

Canto Planetario : FRATELLANZA SULLA TERRA, è un progetto indipendente, gestito interamente dal suo compilatore. Quest’opera è stata pubblicata dalla casa Editrice Costaricana H.C EDITORES, è stata inizialmente pubblicata sulla piattaforma Amazon ed è disponibile in formato digitale e con copertina morbida. Si compone di due volumi. Nel primo ci sono i partecipanti provenienti da Africa, America e Oceania. Nel secondo, quelli provenienti dall’Asia e dall’Europa. Il formato digitale è stato pubblicato in un volume unico e senza immagini, se non quelle minime indispensabili.

Si tratta di un progetto multilingue, multiartistico e multiculturale: un CANTO PLANETARIO in tutta la sua estensione che promuove la pace e la fratellanza globale, attraverso l’espressione artistica e letteraria dei partecipanti provenienti da 110 paesi in 77 lingue. Il suo tema centrale è l’ambiente e dove l’ idioma spagnolo è l’ospite e il connettore universale.
La novità più grande di questo progetto è il numero di lingue coperte. Dei 20 più parlati al mondo nel 2023, 18 sono presenti qui. Inoltre, include un inno intitolato “La mia canzone planetaria”, eseguito in spagnolo da sei cantanti di varie nazionalità, con sottotitoli in inglese. È stato anche tradotto e interpretato in ebraico, portoghese e italiano.

Di seguito condividiamo il prologo del CANTO PLANETARIO realizzato dallo scrittore e poeta cileno Luis Arias Manzo.

Apprezzo il cordiale invito dello scrittore nicaraguense e compilatore di CANTO PLANETARIO Carlos Javier Jarquín, a scrivere il Prologo di questa storica raccolta letteraria. Lo apprezzo perché questo progetto letterario va nella direzione dello sforzo iniziato con la fondazione del Movimento Poeti del Mondo nel 2005. All’inizio era un sogno, ma presto, molto presto, Poeti del Mondo è diventata un’organizzazione di poeti che hanno superato tutte le mie aspettative.
Canto Planetario fa parte della lotta che ho iniziato in quel momento. È come se tutto fosse in armonia, è come se ogni ingranaggio che muove l’essere umano avesse a che fare con la missione dell’“essere” che trova il suo equilibrio nella parola che ha senso, nella voce profonda o nel sussurro che colpisce la consapevolezza di essere buoni.
Canto Planetario ha unito scrittori, poeti e artisti contemporanei provenienti da più di cento paesi di tutti i Continenti del Pianeta, e sono settantasette gli idiomi che sono presenti. Tutti questi idiomi sono stati tradotti in spagnolo, testi che appaiono nella loro lingua originale e nella nostra lingua spagnola. Ma non è solo questo, gli scrittori che partecipano a questo libro bello e impegnato lo fanno con testi che hanno un profondo senso ecologico e di denuncia, con tutto ciò che distrugge la nostra casa comune e che mette a rischio la sopravvivenza stessa dell’uomo.

Canto Planetario è un appello all’azione, è speranza, è pace ed è amore per l’umanità.
In questi tempi si annuncia una catastrofe senza precedenti, che ha a che fare con il riscaldamento globale, che causerà grandi spostamenti. Intere
popolazioni fuggiranno in cerca di cibo, cioè in cerca di sopravvivenza; queste migrazioni vengono chiamate “Migranti climatici”. Per questo, e per difendere e tutelare la vita, dobbiamo trasformare la parola in una forza reale capace di influenzare i destini del mondo e gli equilibri del Pianeta minacciato. Quando poi la nostra voce risuona nei freddi e grandi palazzi del potere e raggiunge anche il quartiere che il poeta non può smettere di visitare, dobbiamo essere capaci di proporre una via che ci porti fuori dallo stato di decadenza che stanno vivendo le nostre società. Anche il Canto Planetario è un passo verso questo obiettivo comune.

In questo compito futuristico il soggetto sociale è il poeta, e questo poeta messaggero deve nutrirsi della realtà sociale, coinvolgersi in essa ed essere capace di abbandonare l’ego. Qualunque luogo in cui lo scrittore si sviluppa è una trincea di lotta, perché ovunque c’è declino, ovunque vediamo sofferenza e il pericolo latente di una realtà climatica di non ritorno.

Il poeta è un’entità speciale : ha il dono di rendere la parola in qualcosa di bello che trascende il semplice significato quando è nuda. Il poeta la veste in un modo che la rende forte, spettacolare, bella, la fa andare oltre le stelle o oltre la nostra stessa coscienza. Il poeta, nel suo delirio cosmico, è capace di spezzarci i timpani quando lancia un grido di ribellione. Per i tempi in cui viviamo, è necessario che gli uomini sappiano capirsi attraverso il dialogo, ma il rumore dei cannoni impedisce di ascoltarci, quindi è imperativo che la voce superi il rombo delle armi, e il poeta lo sa.
Il poeta non può essere lasciato indietro, perché come diceva Vicente Huidobro, “il poeta è un piccolo dio” e, in questo caso, solo qualcosa di più dell’uomo comune può salvarci dal disastro. Ecco perché sostengo, e non mi stanco di ripeterlo, che il poeta deve essere in prima fila nella lotta per la vita. I poeti del Canto Planetario sono i messaggeri di cui il mondo ha bisogno in questi tempi di crisi delle civiltà. L’inchiostro della nostra scrittura è il sangue stesso delle nostre anime, ecco perché la poesia emerge dall’interno come un mostro rabbioso e assetato di giustizia.

Il Pianeta e la continuità della vita possono essere possibili solo se il dialogo riesce a superare il rumore dei cannoni e, in questo, il poeta ha il suo ruolo. Il dialogo tra i popoli attraverso le parole sarà capace di integrare le Nazioni in questa indispensabile integrazione dei popoli. L’integrazione è qualcosa che può essere raggiunto solo attraverso gli scambi culturali, la presa di coscienza delle nostre società, la vera integrazione, quella di cui il mondo ha bisogno, viene fatta dalle persone attraverso il linguaggio universale che è l’arte e, soprattutto, l’arte delle parole. Ecco perché è imperativo che Canto Planetario sia distribuito massicciamente nelle scuole, nelle Università e in tutte le Associazioni e centri studi. Il Movimento Mondiale dei Poeti promuoverà questo libro in tutti gli spazi dove potremo arrivare e utilizzerà i social network e i moderni meccanismi di comunicazione affinché Canto Planetario sia conosciuto nei 143 paesi in cui siamo rappresentati, e anche oltre, perché conforme al nostro proposito.

Grazie mille, Carlos Jarquín, per la tua brillante idea!
Grazie HC Editores e a tutti i poeti e artisti che hanno aderito a questa eccellente iniziativa.
Adesso mi sento meno solo!
Autore: Luis Arias Manzo (Cile)
Fondatore – Segretario Generale
Movimento dei Poeti del mondo.



Prólogo de CANTO PLANETARIO

CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, es un proyecto independiente, gestionado en su totalidad por su compilador. Esta obra ha sido editada por el sello editorial costarricense H.C EDITORES, se ha publicado inicialmente en la plataforma de Amazon, está disponible en los formatos digital y de tapa blanda. Consta de dos volúmenes. En el primero están los participantes de África, América y Oceanía. En el segundo, los de Asia y Europa. El formato digital se ha publicado en un solo volumen y sin imágenes, excepto las mínimas necesarias.

Este es un proyecto multilingüe, multi artístico y multicultural: un CANTO PLANETARIO en toda la extensión que promueve la paz y la hermandad global, a través de la expresión artística y literaria de participantes provenientes de 110 países en 77 idiomas. Su temática central es el medioambiente y en donde el idioma ESPAÑOL es el anfitrión y conector universal.

La mayor novedad de este proyecto es la cantidad de idiomas abarcados. De los 20 más hablados en el mundo en el 2023, aquí hacen presencia 18 de estos. Además, incluye un himno titulado ‘Mi canto planetario’, interpretado en español por seis cantantes de varias nacionalidades, con subtítulos en inglés. También ha sido traducido e interpretado al hebreo, portugués e italiano.

A continuación compartimos el prólogo de CANTO PLANETARIO realizado por el escritor y poeta chileno Luis Arias Manzo.

Agradezco la cordial invitación del escritor nicaragüense y compilador de CANTO PLANETARIO Carlos Javier Jarquín, a escribir el prólogo de esta histórica compilación literaria. Lo agradezco porque este proyecto literario va en la dirección del esfuerzo que se iniciara al fundar el Movimiento Poetas del Mundo en el año 2005. Al inicio se trataba de un sueño, pero pronto, muy pronto, poetas del mundo se fue convirtiendo en una organización de poetas que superó todas mis expectativas.

CANTO PLANETARIO se inscribe en la lucha que inicié por aquella época. Es como si todo estuviese en sintonía, es como si cada engranaje que mueve al ser humano tuviese que ver con la misión del “ser” que encuentra su equilibrio en la palabra que tiene sentido, en la voz profunda o en el susurro que golpea la conciencia del ser bueno.

CANTO PLANETARIO ha unido a escritores, poetas y artistas contemporáneos de más de cien países de todos los continentes del planeta, y son setenta y siete idiomas que han estado presentes. Todos estos idiomas han sido traducidos al español, textos que aparecen en su idioma original y en nuestra lengua española. Pero no es sólo eso, los escritores y escritoras que participan en este hermoso y comprometido libro, lo hacen con textos que tienen un profundo sentido ecológico y de denuncia, con todo aquello que destruye nuestra casa común y que pone en riesgo la misma supervivencia de los seres humanos. CANTO PLANETARIO es un alegato en acción, es esperanza, es paz y es amor por la humanidad.

En estos tiempos se anuncia una inédita catástrofe, y tiene que ver con el calentamiento global, lo que provocará grandes desplazamientos. Poblaciones enteras huirán en busca de alimento, es decir, en busca de la sobrevivencia, a estas migraciones se les está llamando “Migrantes Climáticos”. Por eso, y para defender y proteger la vida, es que debemos convertir la palabra en una fuerza real capaz de influir en los destinos del mundo y en el equilibrio del amenazado planeta. Luego, cuando nuestra voz resuene en los fríos y grandes palacios del poder y llegue también al barrio que el poeta no puede dejar de visitar, debemos ser capaces de proponer una vía que nos saque del estado de decadencia que viven nuestras sociedades. Canto Planetario, es también un paso hacia ese objetivo común.

En esta tarea futurista el sujeto social es el poeta, y este poeta mensajero debe nutrirse de la realidad social, involucrarse en ella y ser capaz de abandonar el ego. Cualquier lugar donde se desarrolle el escritor, es una trinchera de lucha, porque en todas partes hay declive, por todas partes vemos el sufrimiento, y el latente peligro de una realidad climática sin retorno.

El poeta es un ente especial; tiene el don de hacer de la palabra algo bello que trasciende el sentido simple cuando ésta está desnuda. El poeta la viste de una manera que la hace fuerte, espectacular, bella, la hace ir más allá de las estrellas o más acá de nuestra propia conciencia. El poeta, en su delirio cósmico es capaz de romper nuestros tímpanos cuando lanza un grito de rebeldía. Para los tiempos que vivimos es necesario que el hombre logre entenderse a través del diálogo, pero el ruido de los cañones impide que nos escuchemos, entonces, se necesita imperiosamente que la voz sobrepase al retumbar de las armas, y el poeta sabe de eso.

El poeta no se puede quedar atrás, porque como decía Vicente Huidobro, “el poeta es un pequeño dios” y, en este caso, sólo algo más que el hombre ordinario nos podrá salvar del descalabro. Por eso es que mantengo, y no me canso de repetir, que el poeta debe ir en primera fila del combate por la vida. Los poetas de Canto Planetario son los mensajeros que el mundo necesita en estos tiempos de crisis de civilizaciones. La tinta de nuestra escritura es la sangre misma de nuestras almas, por eso es que el poema surge del interior como un monstruo rabioso hambriento de justicia.

El planeta y la continuidad de la vida sólo podrá ser posible si el diálogo es capaz de sobrepasar el ruido de los cañones y, en esto, el poeta tiene su rol. El diálogo entre los pueblos a través de la palabra será capaz de integrar las naciones en esta indispensable integración de los pueblos. La integración es algo que sólo se puede conseguir a través de los intercambios culturales, de la toma de conciencia de nuestras sociedades, la verdadera integración, esa que necesita el mundo, la hacen los pueblos a través del lenguaje universal que es el arte y, sobre todo, el arte de la palabra. Por eso es imperioso que CANTO PLANETARIO sea distribuido masivamente en los colegios, universidades, y toda asociación y centros de estudios. El Movimiento Poetas del Mundo promocionará este libro en todos los espacios donde nos es posible llegar y usará las redes sociales y los mecanismos modernos de comunicación para que Canto Planetario sea conocido en los 143 países donde tenemos representación, y aún más allá, porque cumple con nuestro propósito.

¡Muchas gracias, Carlos Jarquín, por tu brillante idea! Gracias HC Editores y a todos los poetas y artistas que se han sumado a esta excelente iniciativa. ¡Ahora, me siento menos solo!

Autor: Luis Arias Manzo (Chile)

Fundador – Secretario General

Movimiento Poetas del Mundo.

Prologue of CANTO PLANETARIO

CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, is an independent project, managed entirely by its compiler. This work has been published by the Costa Rican publishing label H.C EDITORES, it has been initially published on the Amazon platform, and is available in digital and softcover formats. It consists of two volumes. In the first are the participants from Africa, America and Oceania. In the second, those from Asia and Europe. The digital format has been published in a single volume and without images, except for the minimum necessary ones.

This is a multilingual, multi-artistic and multicultural project: a PLANETARY SONG in all its extension that promotes peace and global brotherhood, through the artistic and literary expression of participants from 110 countries in 77 languages. Its central theme is the environment and where the SPANISH language is the host and universal connector.

The biggest novelty of this project is the number of languages covered. Of the 20 most talked about in the world in 2023, 18 of them are present here. In addition, it includes a hymn titled ‘My planetary song’, performed in Spanish by six singers of various nationalities, with English subtitles. It has also been translated and interpreted into Hebrew, Portuguese and Italian.

Below we share the prologue of CANTO PLANETARIO made by the Chilean writer and poet Luis Arias Manzo.

I am grateful for the cordial invitation of the Nicaraguan writer and compiler of CANTO PLANETARIO, Carlos Javier Jarquín, to write the prologue to this historic literary compilation. I am grateful because this literary project goes in the direction of the effort that began with the founding of the Movement “Poets of the World” in 2005. At the beginning it was a dream, but soon, very soon, Poets of the World became an organization of poets that surpassed all my expectations.

CANTO PLANETARIO is part of the struggle I started at that time. It is as if everything were in tune, as if each gear that moves the human being had to do with the mission of the “being” that finds its balance in the word that makes sense, in the deep voice or in the whisper that strikes the conscience of the good being.

CANTO PLANETARIO has brought together contemporary writers, poets and artists from more than one hundred countries from all the continents of the planet, and seventy-seven languages have been present. All these languages have been translated into Spanish, texts that appear in their original language and in our Spanish language. But it is not only that, the writers who participate in this beautiful and committed book, do so with texts that have a profound ecological sense and denounce everything that destroys our common home and puts at risk the very survival of human beings. CANTO PLANETARIO is a plea in action, it is hope, it is peace and it is love for humanity.

In these times an unprecedented catastrophe is announced, and it has to do with global warming, which will provoke great displacements. Entire populations will flee in search of food, in search of survival, and these migrations are being called “Climate Migrants”. For this reason, and in order to defend and protect life, we must turn the word into a real force capable of influencing the destinies of the world and the balance of the threatened planet. Then, when our voice resound in the cold and great palaces of power and also reaches the neighborhood that the poet cannot fail to visit, we must be able to propose a way out of the state of decadence in which our societies live. Canto Planetario is also a step towards this common goal.

In this futuristic task the social subject is the poet, and this poet messenger must be nourished by social reality, be involved in it and be able to abandon the ego. Wherever the writer develops, it is a trench of struggle, because everywhere there is decline, everywhere we see suffering, and the latent danger of a climatic reality of no return.

The poet is a special entity; he has the gift of making the word into something beautiful that transcends the simple meaning when it is naked. The poet dresses it in a way that makes it strong, spectacular, beautiful, makes it go beyond the stars or beyond our own consciousness. The poet, in his cosmic delirium, is capable of breaking our eardrums when he launches a cry of rebellion. For the times we live in, it is necessary for man to be able to understand each other through dialogue, but the noise of the cannons prevents us from listening to each other, so it is imperative that the voice overcomes the roar of the guns, and the poet knows this.

The poet cannot be left behind, because as Vicente Huidobro said, “the poet is a little god” and, in this case, only something more than the ordinary man can save us from disaster. That is why I maintain, and I’m never tired of repeating, that the poet must be at the forefront of the fight for life. The poets of Canto Planetario are the messengers that the world needs in these times of crisis of civilisations. The ink of our writing is the blood of our souls, that is why the poem emerges from within like a rabid monster hungry for justice.

The planet and the continuity of life will only be possible if dialogue is able to surpass the noise of the cannons and, in this, the poet has a role to play. Dialogue between peoples through words will be able to integrate nations in this indispensable integration of peoples. Integration is something that can only be achieved through cultural exchanges, through the awareness of our societies. True integration, that which the world needs, is achieved by the peoples through the universal language that is art and, above all, the art of the word. That is why it is imperative that CANTO PLANETARIO be massively distributed in schools, universities, and all associations and study centers. The Poets of the World Movement will promote this book in all the places where we can reach and will use social networks and modern communication mechanisms to make Canto Planetario known in the 143 countries where we are represented, and even beyond, because it fulfills our purpose.

Thank you very much, Carlos Jarquín, for your brilliant idea! Thanks to HC Editores and to all the poets and artists who have joined this excellent initiative. Now, I feel less alone!

Translation from spanish to english: Teresa Mascarenhas (España)

Author: Luis Arias Manzo (Chile)

Founder – General Secretary

Poets of the World Movement.

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Grandioso evento artistico – culturale e musicale del Canto Planetario, Progetto realizzato in due Antologie, di Elisa Mascia

Antonio Victor Guevara Escobar – Perú presenta il suo libro ” Jaque al Silencio” in un’intervista bilingue italiano-spagnolo con Pietro La Barbera, articolo di Elisa Mascia

Ciao, Ciao persone meravigliose!! Buona giornata!! Sono Elisa Mascia di San Giuliano di Puglia (Italia). poetessa, scrittrice, declamatrice, divulgatrice culturale nel mondo.

Pietro La Barbera, conduttore radiofonico, scrittore e ideatore del progetto “La voce del Buio ” e “Teatro al buio” per dare la possibilità di vedere a chi non ha la possibilità di vedere, ascoltando.

Continuano ” Alla ricerca della Vera Bellezza” conoscendo l’animo speciale di Antonio Víctor Gabriel Guevara, Giovane poeta del (Perù), autore del libro “Jaque al Silencio”

Dati biografici di Antonio Víctor Gabriel Guevara.

Antonio Victor Gabriel Guevara Escobar è nato a Trujillo il 6 dicembre 2004. I suoi studi iniziali, primari e secondari si sono completati presso l’Istituto Educativo “Rafael Narváez Cadenillas”, dell’Università Nazionale di Trujillo.

Fin dal terzo anno delle scuole superiori partecipa al Progetto Letterario “POESIA JOVEN”, diretto da vent’anni dal prestigioso intellettuale e poeta Manuel Medina Velásquez.

Ha completato gli studi FOTEM presso il Conservatorio Regionale di Musica “Carlos Valderrama”, nel quale ha ottenuto una menzione d’onore al Concorso Nazionale “Pianisti del Futuro”. Ha partecipato a recital pianistici e al Primo Incontro di Scrittori del Nord intitolato “JUAN PAREDES CARBONELL. Ha partecipato ad alcune antologie letterarie pubblicate dal Young Poetry Project.

Ha seguito i corsi di giornalismo e di scrittura di racconti condotti dalla casa editrice INFOLECTURA, guidati dall’editorialista del quotidiano La República, Eloy Jauregui. È redattore della rivista Spaziale, Arte e Scienza “FRONTERA ESPACIAL” in Spagna e ha una Menzione d’Onore al Concorso Poetico Letterario Regionale per il Bicentenario della città di Trujillo.

Sinossi del libro:

“Controlla il silenzio” è una raccolta di poesie scritte dal giovane poeta di Trujillo Antonio Guevara Escobar. Antonio gestisce con successo versi liberi e tropi. Ciò significa che Antonio Guevara ha letto con grande attenzione le poesie dei grandi poeti peruviani e stranieri. In Controlla il silenzio osserviamo la presenza di due temi fondamentali: povertà ed esistenzialismo. “Perché non ascoltano la voce dei poveri?” è un verso chiave che il poeta utilizza per sviluppare la povertà che attraversano milioni di persone che, anche se marciano, protestano, gridano o versano il loro sangue per le strade rivendicando i loro diritti, non saranno mai ascoltati dai governanti al potere, anzi li metteranno a tacere con l’etere delle armi.L’altro tema è l’esistenzialismo: “Il fiume della vita è corrente e il suo corso è tempestoso”. poeta con questo verso significa che la nostra vita, giorno dopo giorno, si spegne come la luce di una candela e che, in quel periodo della vita, possono sorgere spine che ci causeranno un dolore profondo. Congratulazioni poeta Antonio Guevara. Hai cominciato a camminare letteralmente con il piede giusto.

Andrés Díaz Núñez

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Domande di Pietro La Barbera

Sei più abituato ad avere risposte o più abituato a fare domande?

Cerco di avere più domande, di avere più risposte. Penso che sia qualcosa che l’uomo fa inconsciamente.

Dobbiamo sempre meravigliarci degli altri o dobbiamo sempre meravigliarci di noi stessi?

Ci sono momenti di solitudine, dove non c’è altra scrupolo che essere orgogliosi di noi stessi. Personalmente però provo più soddisfazione quando vedo, soprattutto gli amici, le meraviglie che riescono a realizzare da soli.

Smetti di credere nei sogni quando invecchi o invecchi quando smetti di sognare?

Infatti, è quando invecchi che ti rendi conto di quanto devi ancora ottenere e nasce l’impulso a sentirti di nuovo giovane. Non invecchi quando smetti di sognare, muori.

Sei fortunato perché sei felice o sei felice perché sei fortunato?

La Provvidenza può forse essere un derivato della felicità. Ogni persona considera il casuale come qualcosa di buono o cattivo a seconda del tempo e del contesto. Logicamente, chi è felice guarderà sempre con favore alla fortuna. Potrebbero esserci momenti in cui mi sento felice di essere fortunato, ma non credo che nessuno sia fortunato per essere felice. Vedi alcune persone che, essendo infelici, sono fortunate e, nonostante ciò, non riescono a raggiungere quell’emozione che tanto cercano.

È più facile dare il cattivo esempio o è più difficile dare il buon esempio?

Ci sono molti cattivi esempi. La cosa difficile è dare il buon esempio. O meglio, è difficile essere un buon esempio.

È più difficile realizzare una buona idea o convincere gli altri che l’idea da realizzare è una buona idea?

Fa parte del processo. Per prima cosa devi realizzare una buona idea, il che è di per sé difficile. Se la tua idea è abbastanza buona, non sarà difficile e nemmeno necessario convincere gli altri a seguire il tuo modello.

È meglio farlo o è meglio farne a meno?

Immagino che sarebbe meglio provare. Ciò che viene dopo è un risultato soggettivo.

La vita dovrebbe essere giudicata da ciò che raccogli o da ciò che pianti?

Se pianti male, il raccolto sarà cattivo. Ci sono però persone che, per puro caso, ottengono un ottimo raccolto, anche quando trascurano le loro piante. Mi vedo a un bivio dal quale solo l’esperienza potrà tirarmi fuori.

Cosa manca nella malinconia, tenendo conto che la malinconia è la felicità di sentirsi tristi?

Solitudine. Essere in pace con se stessi, con la malinconia, è, secondo me, la migliore esperienza di questa vita.

La bellezza va consumata o protetta?

Protetta, la qualità non è abbondante.

È quasi estinta.

Di seguito 3 poesie del poeta Antonio Victor Guevara Escobar

Giostra

La giostra della vita gira e salta da epoche instabili inseguendo il superfluo incauto, forse alcuni di loro cadranno.

La giostra della morte è un volume di graffi, quando bacchette d’acciaio bruciate, bambole solitarie contemplano l’andirivieni della vita e il miraggio della morte, Che succede!

Si sa che il dolore di chi soffre è la gloria dell’eterno; Che la bellezza di una Rosa è la spina di altre mani, la formula perfetta del dolore, le frecce lontane, del nostro sangue.

E la vita e la morte sono come una giostra, una giostra che, dopo aver masticato tanti bersagli, affetti, suppliche e grida, decide di affrettare il trotto, e di rallentare il passo.

***

Controlla il silenzio

Silenzio.

Nelle case, nelle grida e nelle urla.

Nella parola tremula e senza sorriso, imbavagliata quando vuole reclamare: Perché non ascoltano la voce del povero? Tace quando di marcia in marcia, in mezzo al sangue ribollente, non suona.

più dell’acqua.

Silenzio,

onnipresente,

nei templi, nelle ali cadute di Dio,

o nel corpo ardente,

cosparso di bianca cenere,

di un cuore abbattuto di schiuma.

Non odi il silenzio?

Certo,

d’inverno i poeti la combattono.

Ho paura.

Ti temo perché

Non posso piegare i tuoi aratri,

o macchiano di sangue i loro campi,

o addirittura concludono un requiem,

con le loro matite.

***

Esistenza

Non esiste,

La morte è una bugia.

sì, il delirio di non nascere,

di non esistere,

di non vivere,

di non sentire, di non amare.

La morte è una chimera,

c’è la sofferenza della mezzanotte,

del giovedì nel tramonto rosso.

nei parchi,

quando due rose si tagliano e le loro spine strappano il manto dell’amore.

Quello che vedi,

Non c’è la morte, c’è il fuoco, il fuoco delle sorgenti, quello che si vede sulle alture, e sui tetti nell’ora che tramonta, il vento.

Non esiste la morte, forse è solo un miraggio nascosto che,

sotto i pilastri dei palazzi,

ci perseguita.

E chissà, se un giorno,

le nostre ombre

si ritroveranno sui tetti, e si scopre che la morte sono io.

***

Hola Hola Gente maravillosa !! Buen dia!! Soy Elisa Mascia de San Giuliano di Puglia (Italia). poetisa, escritora, declamadora, divulgadora cultural en el mundo.

Continúan con

Pietro La Barbera, locutor de radio, escritor y creador del proyecto “La voz de la oscuridad” y “el teatro en la oscuridad” para dar la oportunidad de ver a quien no tiene la oportunidad de ver, Escuchando.

la búsqueda de la “Verdadera belleza” conociendo el alma especial de Antonio Víctor Gabriel Guevara, Joven poeta de (Perù), autor del libro “Jaque al Silencio”

que hoy presenta

Preguntas :

¿Estás más acostumbrado a tener respuestas o más a hacer preguntas?

Busco tener más preguntas, para lograr tener más respuestas. Creo que es algo que el hombre hace inconscientemente.

¿Deberíamos siempre maravillarnos de los demás o deberíamos siempre maravillarnos de nosotros mismos?

Hay momentos de soledad, donde no queda otro reparo que el de enorgullecernos de nosotros mismos. Sin embargo, personalmente siento más satisfacción al ver, en especial a amigos, las maravillas que logran por cuenta propia.

¿Dejas de creer en los sueños cuando envejeces o envejeces cuando dejas de soñar?

De hecho, es cuando envejeces que te das cuenta lo mucho que te falta por lograr, y sucede ese impulso de sentirse joven de nuevo. No se envejece cuando se deja de soñar, se muere.

¿Tienes suerte porque eres feliz o eres feliz porque tienes suerte?

La providencia tal vez puede que sea un derivado de la felicidad. Cada persona toma al azar como algo bueno o malo según el tiempo y contexto. Lógicamente alguien feliz, siempre verá con buena cara a la suerte. Posiblemente, haya momentos en los que me sienta feliz por tener suerte, pero no creo que alguien tenga suerte por ser feliz. Véase algunas personas, que siendo infelices tienen suerte, y aun así, no pueden llegar hacia esa emoción que tanto buscan.

¿Es más fácil dar un mal ejemplo o es más difícil dar un buen ejemplo?

Ejemplos malos, hay por montones. Lo difícil es dar un buen ejemplo. O mejor dicho, es difícil ser un buen ejemplo.

¿Es más difícil implementar una buena idea o convencer a otros de que la idea a implementar es una buena idea?

Es parte del proceso. Primero hay que implementar una buena idea, que es de por sí difícil. Si tu idea es lo suficientemente buena, no será difícil e incluso necesario convencer a los demás de seguir tu modelo.

¿Es mejor hacerlo o es mejor prescindir?

Supongo que sería mejor intentarlo. Lo que venga después, es un resultado subjetivo.

¿Debería juzgarse la vida por lo que cosechas o lo que plantas?

Si plantas mal, la cosecha será mala. Sin embargo, hay gente que por mero azar, su cosecha es excelente, aun cuando despreocupo sus plantas. Me veo en una encrucijada del que solo la experiencia me hara salir.

¿Qué se echa de menos en la melancolía, teniendo en cuenta que la melancolía es la felicidad de sentirse triste?

La soledad. Estar en paz con uno mismo, melancólicamente es, a juicio mío, la mejor experiencia en esta vida.

¿La belleza debe consumirse o protegerse?

Protegerse, la calidad no abunda. Está casi extinta.

***

Datos biográficos de Antonio Víctor Gabriel Guevara.

Antonio Victor Gabriel Guevara Escobar nació en Trujillo el seis de diciembre del año dos mil cuatro. Sus estudios de inicial, primaria y secundaria los ha realizado en la Institución Educativa “Rafael Narváez Cadenillas”, de la Universidad Nacional de Trujillo.

Desde el tercer año de secundaria participa del Proyecto Literario “POESIA JOVEN”, dirigida desde hace veinte años por el prestigioso intelectual y poeta Manuel Medina Velásquez.

Ha realizado estudios de FOTEM en el Conservatorio Regional de Música “Carlos Valderrama”, en lo que ha obtenido una mención honrosa en el Concurso Nacional “Pianistas del Futuro”. Ha participado en recitales de piano y en el Primer Encuentro Norteño de escritores denominado “JUAN PAREDES CARBONELL. Ha participado en algunas antologías literarias publicadas por el Proyecto Poesía Joven.

Siguió cursos de periodismo y redacción de cuentos realizados por la editorial INFOLECTURA, a cargo del columnista del diario La República, Eloy Jauregui. Es redactor de la revista de Noticias Espaciales, Arte y Ciencia “FRONTERA ESPACIAL” de España y tiene una Mención Honrosa en el Concurso Literario Poético Regional por el Bicentenario en la ciudad de Trujillo.

***

“Jaque al silencio”, es un poemario escrito por el joven poeta trujillano Antonio Guevara Escobar. Antonio maneja acertadamente el verso libre y los tropos. Esto significa que Antonio Guevara, ha leído con mucha aten- ción los poemas de los grandes poetas peruanos y extranjeros. En Jaque al silencio, observamos la presencia de dos temas fundamentales: la pobre- za y el existencialismo. ¿Por qué al pobre no atienden su voz?”, es verso clave que usa el poeta, para desarrollar la pobreza por la que atraviesan millones de personas las cuales, aunque marchen, protesten, griten o derramen su sangre por las calles reclamando sus derechos, jamás serán escuchadas por los gobernantes de turno, y, más bien, éstos les silenciarán con el éter de las armas. El otro tema es el existencialismo: “El río de la vida es corriente y su cauce tormentoso”. El poeta con este verso nos quiere decir que nuestra vida, día a día, se va apagando como la luz de una vela y que, durante ese tiempo de vida, pueden surgir espinas que nos causarán profundos hincones. Felicitaciones poeta Antonio Guevara. Has empeza- do a caminar literariamente con pie derecho.

Andrés Díaz Núñez

Carrousel

El carrousel de la vida da vueltas y salta de entrecortadas edades acechando incautos supérfluos, capaz alguno cae.

El carrousel de la muerte, es volumen de arañazos, cuando cañas de acero quemando muñecas contemplan solitarias el vaivén de la vida y el espejismo de la muerte, ¡Qué va!

Se sabe que el dolor del sufrido, es la gloria del eterno; Que la belleza de una Rosa, es la espina de otras manos la fórmula perfecta del dolor, las flechas distantes, de nuestra sangre.

Y la vida y la muerte son como carrousel, un carrousel que de tanto mascar dianas, cariños, súplicas y llantos, decide jadear su trote, y su paso relajar.

****

Jaque al silencio

Silencio.

En las casas, en los llantos tarjando gritos.

En la trémula palabra sin sonrisa, amordazada cuando quiere reclamar, ¿Por qué al pobre no atienden su voz?, calla cuando de marcha en marcha, entre sangre hirviente, no suena

más que agua.

Silencio,

omnipresente,

en los templos, en las alas caídas de Dios, o en el cuerpo encendido, salpicado de blanca ceniza, de un corazón derribado de espuma.

¿No odias al silencio?

Ciertamente, de invierno los poetas lo combaten.

Le temo.

Le temo porque

no puedo arrugar sus arados,

o manchar de sangre sus campos, o siquiera concluir en un réquiem, de sus lápices.

***

Existencia

No existe,

La muerte es mentira.

sí el delirio de no nacer,

de no existir,

de no vivir, de no sentir, de no amar.

La muerte es quimera,

existe el sufrimiento de las doce,

los jueves en el rojo atardecer. en parques, cuando dos rosas se cortan, y sus espinas rasgan el manto del amor.

Lo que se ve,

No existe la muerte, sí el fuego, el fuego de manantiales, el que se ve en los altos, y azoteas a la hora que se oculta, el viento.

No existe la muerte, tal vez es solo espejismo oculto, que, bajo pilares de casonas, nos persigue. Y quién sabe, si algún día, nuestras sombras encuentren

azoteas, y resulte que la muerte, sea yo.

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Invito alla Pace, poesia dell’ Ambasciatrice Universale UPF Alicia Antonia Muñoz Verri, Guainy dall’Argentina

“Pace”

Come Ambasciatrice di Pace dell’UPF Argentina, ti invito con affetto ad abbracciarci, in un *Grande abbraccio di solidarietà* in tutto il mondo, augurandoti che la *Pace* non sia solo una parola o un augurio. Agiamo dai nostri luoghi, affinché la *Fine della Guerra e l’Uguaglianza Sociale siano possibili* Grazie per accompagnarmi sempre incondizionatamente.

Un abbraccio Alicia Antonia Muñoz Verri.

Guainy International Art in Movement Organization.

POESIA DI Guainy

“PACE “

Pace,

quella parola

in piccoli versi sparsi

regolata

Pace, un desiderio, una speranza,

un anelito

Pace onorevole incontro di un uomo,

che desidera il bene scartando le guerre cullando i sogni,

nuovo, più giusto, sincero

L’universo sentirà la pace mentre abbraccia tra le sue braccia l’individuo onesto,

il bambino che aspetta il nobile abbraccio dei nuovi tempi.

***

Como Embajadora de la Paz de UPF Argentina, los invito con amor a estrecharnos, en un *Gran abrazo solidario*en el mundo entero , deseando que la *Paz* no sea solo una palabra o un deseo.Accionemos desde nuestros lugares, para que sea posible el *Fin de la Guerra y la Igualdad Social* Gracias por acompañarme siempre de manera incondicional .Abrazos Alicia Antonia Muñoz Verri. Organización Internacional Arte en Movimiento de Guainy.

POEMA DE Guainy

“PAZ “

Paz esa palabra

pequeña desparramada en versos

ajustada

Paz un deseo una esperanza un anhelo

Paz honorable

encuentro de un hombre deseando lo bueno desechando guerras acunando sueños

nuevo

más justo

sincero

Paz sentirá el universo al estrechar en sus brazos al individuo honesto al niño que espera el abrazo noble de los nuevos tiempos.

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Le interviste di Pietro La Barbera: oggi presenta il poeta Fabio Petrilli, di Elisa Mascia

“Alla ricerca della vera bellezza” con Fabio Petrilli

Intervista di Pietro La Barbera al poeta Fabio Petrilli

1 ) Se il genio della lampada dice che puoi solo esprimere tre desideri e non più, puoi usare uno di questi per desiderare un altro genio?

R- Se il genio della lampada dice che posso esprimere solo tre desideri , allora io desidero : una famiglia , un lavoro onesto e la salute .

2 ) Perché sogniamo?

R- “ La vida es sueño “ scriveva nel 1635 Pedro Calderón de la Barca. A parer mio quando sogniamo passiamo a un’altra verità nascosta nel sogno : l’inconscio .

Sognate sempre , ma soprattutto non abbandonate mai i vostri sogni!

3) Dal giorno in cui sei nato fino ad oggi, riesci a percepire più Bellezza nel mondo?

R – Se per “ Bellezza” si intende qualcosa che ci dona soddisfazione a tutti i sensi e non si limita a compiacere la sfera fisica ma invade anche la nostra anima, allora posso dire che nel mondo si sta perdendo molto questa bellezza. Ci ritroviamo in una società dove essere e apparire coincidono , in una “società dell’immagine “ senza dare priorità ai doni e ai talenti che il buon Dio ha dato ad ognuno di noi.

4) A cosa vuoi dedicare la tua vita?

R- Desidero fermamente dedicare il mio tempo , la mia vita alle persone che mi amano e mi rispettano , alle mie passioni e naturalmente alla cultura poetica nazionale e internazionale.

5 ) Quale eredità vuoi lasciare al mondo?

R- “ Eredità “ è un parolone , più che altro mi sento di consigliare soprattutto ai giovani di inseguire i propri sogni e di lottare sempre per realizzarli in qualsiasi àmbito e contesto culturale si trovino .

“ Si vis potes “ riprendendo il detto baconiano dove si evidenzia l’importanza della componente volontaristica presente in ognuno di noi .

6) Qual è l’argomento al quale pensi più spesso?

R- Non ho una tematica ben precisa a cui pensare , però nella mia scrittura poetica prediligo la tematica amorosa .

7 ) Quali di questi aspetti reputi più importanti e quali “secondari”: felicità, amore, denaro, lavoro, famiglia, “vivere il qui e ora“, salute?

R- L’aspetto che reputo più importante è la salute anche perché senza di essa non vi è nulla .

8 ) Rispetto ad un anno fa in cosa sei migliorato a “vista d’occhio“?

R- Facendo riferimento alla poesia e in particolar modo alla mia scrittura poetica sto imparando a scegliere i vocaboli giusti , la metrica giusta , ad effettuare un Labor Limae all’insegna dei grandi Poetae Novi come Gaio Valerio Catullo .

Quindi posso affermare di trovarmi in una fase di maturità poetica che con il tempo deve sempre più migliorare e perfezionarsi.

Fabio Petrilli

I miei versi :

Appaion leggeri i miei versi d’Amore .

Lentamente aleggiano

tra i mille colori della natura ,

trasportati dal vento diventan maturi.

Parlano del mare , del sole

di donne , di un tramonto , non solo d’amore.

Rispecchiano la mia vita ,

sono il mio futuro .

Fabio Petrilli

• Biografia di Fabio Petrilli

Sono nato a Foggia il 9/3/2000. Ho frequentato il Liceo Scientifico E. Medi di San Bartolomeo in Galdo, una cittadina situata in provincia di Benevento dove sono cresciuto e attualmente vivo. Ho intrapreso la facoltà di Lettere e Beni Culturali presso l’Università degli Studi del Molise. Le mie poesie sono state tradotte in francese dalla poetessa Irène Duboeuf , in greco dalla poetessa e scrittrice greca

Irene Doura -Kavadia e in spagnolo e catalano dal poeta Joan Josep Barcelò i Bauçà . I miei componimenti sono presenti nelle seguenti riviste letterarie nazionali quali:

Rivista letteraria Poetrydream del poeta napoletano Antonio Spagnuolo

Rivista letteraria Alla volta di Lèucade del Professor Nazario Pardini

Leggere Poesia di Michela Zanarella

Blog letterario Borderliber di Martino Ciano

Rivista Letteraria “DI Sesta e Settima Grandezza – Avvistamenti di poesia” dell’illustre poeta Alfredo Rienzi

Rivista letteraria Transiti Poetici del poeta Giuseppe Vetromile.

Associazione socio- culturale, rivista Thetis

L’Altrove – Appunti di poesia di Daniela Leone.

Rivista letteraria Limina Mundi di Loredana Semantica e Deborah Mega

Nel IV numero – giugno 2023 – della rivista letteraria online Circolare Poesia di Mattia Cattaneo.

Giornale quotidiano letterario della città di Alessandria Alessandria Today.

Circolo Letterario Vento Adriatico , inserito nella sezione “ Poeti contemporanei “ .

Ho partecipato come delegato ( delegate ) al Panorama Internazionale delle Arti 2023 ricevendo menzioni di merito .

Inoltre con le mie poesie sono presente nella rivista letteraria bimestrale e internazionale “Kenavò” di Fausta Genziana Le Piane insieme ad illustri poeti contemporanei. Sono presente In lingua inglese nella rivista letteraria internazionale di poesie dal titolo Writers Capital International Foundation.

Foto cortesia di Pietro La Barbera

• Breve presentazione dell’intervistatore :

Sono Pietro La Barbera, nato a maggio del 1966 a Casacalenda (Cb), nel mio TEMPO LIBERO mi cimento come sceneggiatore (più di 35 opere personali messe in scena), attore, speaker radiofonico e nella lettura di libri, con Florence (mia moglie) ai bambini presso la libreria Giunti di Campobasso, al fine di trasmettere la passione per l’ascolto. Realizzo opere teatrali, nonché il TEATRO AL BUIO. Sono stato a contatto con i migliori attori del nostro tempo. Giurato del Premio Letterario Nazionale “Costa Edizioni” e del Premio Letterario Nazionale “Francesco Giampietri”. Ho partecipato a molte trasmissioni televisive e pubblicato vari libri, ma le mie vere grandi passioni sono la RADIO, le interviste, la comunicazione attraverso l’ascolto reciproco.

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Evento culturale: Fabio Petrilli presenta il libro di poesie della poetessa francese Irene Duboeuf, di Elisa Mascia

Per conoscere Poeti e poesie

Foto: Irene Duboeuf – “Credito fotografico Yannis Buliard” – municipio di Bourg- Lès – Valence ( France)

” Il poeta Fabio Petrilli presenta il libro della poetessa francese Irène Duboeuf “

Alcune poesie in francese e italiano contenute nel libro Palpable en un baiser (Percettibile in un bacio)

Le choix

Des nuages d’oiseaux

éclatent dans le soir

une feuille brûle

dans les replis du temps

dans l’alchimie sacrée

d’une étreinte de feu

tu as encore le choix

entre les feuilles mortes

et l’éclosion inespérée

et incandescente des roses

La scelta

Nuvole di uccelli

esplodono nella sera

una foglia brucia

nelle pieghe del tempo

nell’alchimia sacra

d’un abbraccio di fuoco

puoi ancora scegliere

tra le foglie morte

e l’inaspettato e incandescente

sbocciare delle rose.

Sans tempo ni mesure

En écoutant Satie

1re gnosienne

Quand les lumières du soir veillent aux fenêtres

je viens à toi

accompagnée d’un air un peu triste, un peu fou.

C’est un air hors du temps

qui s’en va claudicant

sans tempo ni mesure

un air qui nous tutoie sans même nous connaître

hante nos pas

et d’une voix aimante semble parler de nous

Senza tempo né misura

Ascoltando Satie, 1ère gnosienne

Quando alle finestre vegliano le luci della sera

ti raggiungo

accompagnata da un’ aria un po’ triste, un po’ folle.

È un’aria fuori tempo

che se ne va claudicando

senza tempo né misura

un’aria che ci da del tu senza conoscerci

che segue tutti i nostri passi

e, con voce tenera, sembra parlare di noi.

Vertige noir

Après avoir lu I figli dei cani, de Enrico Marià

Vertige noir

sueur des mots d’ombre et de sang

un goût de sperme et de silence

que perce parfois le parfum d’une rose

et ce cri de mort ce cri d’amour

d’un enfant triste aux yeux de nuit

cherchant au fond de l’abîme

la vérité du soleil

Vertigine nera

Dopo avere letto I figli dei cani, di Enrico Marià

Vertigine nera

sudore di parole d’ombra e di sangue

un sapore di sperma e di silenzio

forato ogni tanto dal profumo di una rosa

e questo grido di morte ques

to grido d’amore

d’un bambino triste dagli occhi di notte

che cerca nel fondo dell’abisso

la verità del sole.

Bibliografia

Irène Dubœuf è una poetessa francese. È nata a Saint-Etienne e vive dal 2022 vicino a Valence (Drôme). Ha pubblicato le raccolte Le pas de l’ombre, Encres vives, 2008; La trace silencieuse, Voix d’encre, 2010 (Premio Marie Noël, Premio Amélie Murat e Premio Georges Riguet, 2011); Triptyque de l’aube, Voix d’encre, 2013 (Gran Premio di Poesia della città di Béziers); Roma, Encres vives, 2015; Cendre lissée de vent, Unicité, 2017 (finalista del Prix des Trouvères); Bords de Loire et Volcan, libri d’artista collezione Daniel Leuwers, 2019; Effacement des seuils, Unicité 2019; Un rivage qui embrase le jour, Éditions du Cygne, 2021; Palpable en un baiser, Éditions du Cygne, 2023.

Come traduttrice, collabora con riviste francesi, belghe e italiane e ha partecipato all’antologia Babel, stati di alterazione, di Enzo Campi, Bertoni Editore, 2022. Del poeta Amedeo Anelli ha pubblicato in francese: Neige pensée, Liberia Ticinum editore, 2020; L’Alphabet du monde, Éditions du Cygne, 2020, Invernale e altre temperature/Hivernales et autres températures, pubblicazione bilingue, Libreria Ticinum editore, 2022; Quatuors, Libreria Ticinum editore, 2023; Des voix enrobées de silence, Éditions du Cygne, 2023. Del poeta Luigi Carotenuto, ha pubblicato Krankenhaus suivi de Carnet hollandais et autres inédits, Éditions du Cygne, 2021.

Le sue poesie sono tradotte in italiano, spagnolo, arabo e cinese e pubblicate, in Italia, sul sito del Presidio Poetico APS e nelle riviste Poeti e Poesia, Le voci della luna, l’EstroVerso, Il Notiziario dell’Academia internazionale d’Arte Moderna di Roma, La Repubblica. Nel Perù, sono presenti nella rivista Kamestas, e, in Cina, in Panorama of Chinese Nationalities.

Parecchie sue poesie hanno suscitato composizioni musicali: quelle di Bruno Lucenti (Francia), Alexander Papas (Grecia), Christian Romaric (Francia) e Luigi Carotenuto (Italia). Quest’ultimo definisce la sua poesia come segue:

« Lo sposalizio dei quattro elementi, la verginità dello sguardo, la delicatezza nel porgere accostamenti semplici e arditi al tempo stesso, attraverso metafore, similitudini, immagini nutrite di simbolismo. Come in una biblica lotta con l’angelo, la poesia di Irène Dubœuf ingaggia una strenua, coraggiosa, lotta con il visibile e l’invisibile, un dialogo a volte placido altre impetuoso, alla maniera del fiume che straripa dagli argini. Emozione e pensiero, sentimento e azione, immobilità e frenesia, nel divenire filosofico e sapiente dei suoi versi, trovano e lasciano spazio anche al silenzio della pagina, all’ascolto di chi legge, al respiro della poesia che lascia vuoti pieni di luce, in cui ogni riga, parola, pausa, diventano estatica contemplazione del mondo ed esperienza conoscitiva sempre nuova, crocevia di incontri col numinoso. » (scritto per la Feria del Libro Cartagena de Indias, 2021)

Sito dell’autrice: https://irene-duboeuf.jimdofree.com

Irène Dubœuf, Palpable en un baiser

Amedeo Anelli (recensione pubblicata in Il Cittadino, 6 luglio 2023)

Sono questi della Dubœuf versi di estrema eleganza con un senso vivo degli affetti e della natura, in un’unione stretta fra materiale e immateriale. «Al riparo dal mondo / nei giorni indocili / che nulla viene a spegnere / nemmeno la notte / ogni cosa si misura alla sua lentezza». La trama del sensibile e del mentale si fondono in immagini levigate mosse e contrastate dalla meditazione e dal ricordo dal tema della presenza e dell’abbandono, della presenza nell’abbandono. «Nell’oratorio / segreto / della poesia / l’aria brucia in silenzio / passo dopo passo / scrivo / sempre più vicino a te. // Sai che la pelle delle parole // freme sotto le mie dita?». Anche la materia amorosa messa in filigrana assume una dimensione metafisica: fra visibile ed invisibile, fra padronanza e spossessamento, fra essere e nulla, tipica della tradizione di appartenenza. «Nelle nostre montagne / fiorisce d’estate la primavera / il passare dei giorni / avvolge il tempo in petali di rose. // Qui hai fatto un patto con la terra. / In cambio lei ti lascia intravedere / il volto delle cose». Alla terrestrità di ciò che è terreno si uniscono poi empiti di silenzio, una rilkiana rinascita delle cose e dell’umano nell’immagine. Netto è anche l’uso delle temporalità, che nella stratificazione assolutizzano la perennità degli affetti, una perennità che s’invera nella carnalità dell’immagine, un’eco come in Hölderlin e in Rilke della poesia come inveramento e fondamento della realtà, di contro alla nullità del mondano e della chiacchiera. Ed infine “Vivere”: «Sostanziale, il sogno, / diafano e leggero come la nebbia / in riva ai fiumi / nelle mani dell’inverno, / perché sognare è vivere / senza possedere nulla / amare nel clamore del silenzio».

Irène Dubœuf, Palpable en un baiser (Percettibile in un bacio), Editions du Cygne (2023), pp. 60 – € 10,00.

Irène Dubœuf, Palpable en un baiser

Amedeo Anelli

De ces vers d’Irène Dubœuf, d’une extrême élégance, émane un sens aigu des sentiments et de la nature, dans une étroite union entre matériel et immatériel « en retrait du monde / dans des jours indociles / que rien ne vient éteindre / pas même la nuit / chaque chose se mesure à sa lenteur ». Les fibres du sensible et du mental se fondent dans des images lissées, mouvantes et contrastées par la méditation et le souvenir, le thème de la présence et de l’abandon, de la présence dans l’abandon. « Dans l’oratoire / secret / du poème / l’air brûle en silence / pas à pas / j’écris / au plus près de toi. // Sais-tu que la peau des mots // frissonne sous mes doigts ?» Même la matérialité émotionnelle présente en filigrane prend une dimension métaphysique : « Dans nos montagnes/ le printemps ne fleurit qu’en été/ les jours passent/ enveloppant le temps de pétales de roses. // Ici tu as passé un pacte avec la terre. / En échange, elle te laisse entrevoir / le visage des choses ». À la matérialité du terrestre vient s’unir, dans les images, le souffle ardant du silence, une renaissance rilkienne des choses et de l’humain. De même l’usage des temporalités qui, dans la stratification, rend absolue la pérennité des affects, une pérennité qui prend vie dans la dimension charnelle de l’image, un écho, comme chez Hölderlin et chez Rilke, de la poésie en tant que véracité et fondement de la réalité, à l’encontre de la vacuité du snobisme et du bavardage. Et enfin “Vivre” : «Substantiel, le rêve, / diaphane et léger comme la brume / au bord des fleuves/ dans les mains de l’hiver, / parce que rêver c’est vivre / sans rien posséder / aimer dans la clameur du silence».

Foto copertina del libro

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Yozot nome d’arte di Angelo Mattu rap Latino antico, di Elisa Mascia

YOZOT

Angelo Mattu, nome d’arte Yozot.

BIO – YOZOT

Angelo Mattu, in arte Yozot, è un artista italiano classe 1997. Nasce a Roma e cresce nel quartiere popolare di Tor Bella Monaca. Fin da giovanissimo scopre la sua passione per l’arte, in particolare: per la musica, per la pittura rinascimentale e per l’architettura classica. A quindici anni, durante la sua formazione presso il liceo artistico, entra in contatto con la cultura rap. A diciannove anni pubblica il suo primo brano ufficiale, “Rapper Occasionali”. A questa prima release seguono i singoli: “La Torre Silente”, “Canzoni Mute”, “Favonivs” e “Lode Al Vate”. Nel 2019 l’artista pubblica il suo primo album, “Roma Mea”, progetto attraverso il quale riesce a farsi notare per la sua scrittura in latino classico. Tra le release dell’artista ricordiamo anche i due successivi album: “Decadente” e “Enpc2021”, pubblicati rispettivamente nel 2020 e nel 2021.

Il suo scopo è trasformare il rap, incanalandolo nei binari della Cultura, trascinando i giovani alla riscoperta delle antiche radici che abbiamo la fortuna di incontrare tra i reperti e i monumenti della meravigliosa città di Roma

La lingua innanzitutto, ma il Latino che si parlava tra il I sec.a.C. e il I sec. d.C. e non modificato dalla pronuncia ecclesiastica.

Dal 2019 ha iniziato a pubblicare i suoi brani su You Tube e poi si è iscritto alla SIAE ed ha pubblicato circa ottanta brani anche sulle varie piattaforme (Spotify, Apple Music, etc). La sua particolarità è l’utilizzo del Latino antico per la maggior parte delle sue composizioni. Latino che ha studiato da autodidatta quando era ancora agli ultimi anni del Liceo.

Sta cercando di emergere, ma non riesce ad avere feedback dalle etichette musicali, che lo ritengono troppo di nicchia. Il suo brano ANIMULA VAGVLA BLANDULA, dedicato all’Imperatore Adriano ha superato le 300.000 visualizzazioni su You Tube.

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Marx Bauzá: “La mia pizza preferita è quella alla rucola ma con difficoltà e con qualche fatica riesco ad acquistare quella speciale”, di Elisa Mascia

Dall’Argentina all’Italia torna il trap Marx Bauzá

Foto cortesia di Marx Bauzá

Cari amici vi avevo promesso nuova musica e l’ho mantenuta. Vi riporto qui un nuovo brano tratto dall’album “Oro”. Per molti anni ho osservato come le politiche imposte dal Fondo Monetario Internazionale influenzano la vita di milioni di persone, non solo in Argentina ma in molti altri paesi del mondo. È una relazione piuttosto malsana. Alcuni potrebbero addirittura indicarlo come tossico.

Con un pizzico di ironia mostro alcuni fili che ci legano a istituzioni perverse come questa, il cui unico obiettivo è che tutto esploda o crolli per farci precipitare nella povertà.

Auguro un buon giorno. Cercate di accompagnarvi a vicenda in questi tempi difficili. A volte basta essere gentili con chi ci circonda.

Marx Bauza.


Biografia:

Marx Bauza. Sono nato a San Miguel de Tucumán, in Argentina, in una calda e piovosa domenica di novembre del 1980, lo stesso anno in cui venne assassinato John Lennon, nel pieno della più sanguinosa dittatura militare Argentina. Vivo alla periferia di Las Talitas, vicino a una foresta di yunga. Il mio lavoro orbita attorno a una costellazione che comprende poesia, narrativa, arte contemporanea, umorismo, musica e cinema.

Faccio trap dalla periferia della scena, sempre al limite con gli altri generi musicali; come il folk o la milonga. Nel mio album Gold esploro le finzioni basate sulla mia vita personale e sociale, come l’impegno per cause giuste, nobili e belle. A volte bevo birra. La mia pizza preferita è quella alla rucola ma con difficoltà e con qualche fatica riesco ad acquistare quella speciale. Nell’album rendo omaggio alla storia della musica e cito personaggi imprescindibili per la cultura generale, come le figure di Eva Perón o Cristina Fernández de Kirchner. Ciò è chiaro senza smettere di puntare il dito contro istituzioni nefaste e perverse come il Fondo monetario internazionale.

***

Les prometí nueva música y cumplí. Les traigo aquí un nuevo track del disco “Oro”. Desde hace muchos años que observo como las políticas impuestas desde el Fondo Monetario Internacional afectan la vida de millones de personas, no sólo en Argentina sino en muchos otros países del globo. Es una relación bastante enfermiza. Algunos hasta podrían señalarla como tóxica.

Con un dejo de ironía muestro algunos hilos que nos atan a instituciones perversas como ésta, que lo único que buscan es que todo estalle o se derrumbe para sumirnos en la pobreza.

Espero tengan un lindo día. Traten de acompañase en estos tiempos difíciles. A veces, basta con ser amables con quiénes están cerca nuestro.

Marx Bauzá.

https://youtu.be/X3_6OPFXfyg?si=j28c725rfwtWJGtw


Biografía:

Marx Bauzá. Nací en San Miguel de Tucumán, Argentina, un caluroso y lluvioso domingo de noviembre de 1980, el mismo año en que asesinaron a John Lennon, en medio de la más sangrienta dictadura militar argentina. Vivo en las afueras de Las Talitas, cerca de un bosque de yungas. Mi obra orbita en torno a una constelación que incluye a la poesía, la narrativa, el arte contemporáneo, el humor, la música y el cine.

Hago trap desde la periferia de la escena, siempre en derredor de los límites con otros géneros musicales; como el folk o la milonga. En mi disco Oro exploro ficciones basadas en mi vida personal y social, como ser comprometido con las causas justas, nobles y lindas. A veces tomo birra. Mi pizza favorita es la de rúcula pero a duras penas y con cierto esfuerzo puedo comprar la especial. En el disco hago sendos homenajes a la historia de la música y menciono a personas ineludibles para la cultura general, como las figuras de Eva Perón o Cristina Fernández de Kirchner. Esto claro sin dejar de señalar con el dedo a nefastas instituciones perversas como el Fondo Monetario Internacional.

Foto della copertina del video

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Comunicato stampa: 2 Parchi Piemontesi tra i top 25 Parchi Nazionali d’Italia del 2023, di Elisa Mascia

Monaco di Baviera, 11 ottobre 2023

I migliori Parchi Nazionali d’Italia del 2023

I parchi nazionali più apprezzati e con più sentieri d’Italia secondo lo studio di Holidu.it

Con l’avvento dell’autunno si rafforza il richiamo della natura con le sue imperdibili meraviglie di cui il nostro Paese è pieno; se da un lato gli agriturismi risultano gettonatissimi in questa stagione, ne sono testimonianza anche i meravigliosi Parchi Nazionali che da nord a sud caratterizzano la nostra penisola. Ma quali sono i migliori Parchi Nazionali italiani? Holidu, uno dei maggiori portali di prenotazione di case e appartamenti vacanza d’Europa, ha realizzato la classifica dei top 25 Parchi Nazionali d’Italia del 2023 per numero di sentieri e gradimento.

Posizione

Nome Parco Nazionale

Regioni

N. di sentieri

Punteggio su G Maps

1

P.N. dello Stelvio

Trentino-A.A. – Lombardia

215

4,8

2

P.N delle Foreste Casentinesi

Toscana – Emilia-Romagna

128

4,8

3

P. N. del Gran Paradiso

Valle d’Aosta – Piemonte

102

4,8

4

P.N. dell’Appennino Tosco-Emiliano

Toscana – Emilia-Romagna

237

4,7

5

P.N. dei Monti Sibillini

Marche – Umbria

97

4,8

6-24

25

P.N. dell’Appennino Lucano

Basilicata

8

4,4


Fonte e classifica completa di posizioni, dati intermedi e località di ciascun Parco Nazionale sono disponibili alla pagina: https://www.holidu.it/f/agriturismi-italia#migliori-parchi-nazionali

Stelvio Foreste Casentinesi e Gran Paradiso sul podio

Ogni parco nazionale offre un’opportunità unica per esplorare la bellezza naturale e la biodiversità dell’Italia, con paesaggi e habitat vari che invitano gli amanti della natura e gli escursionisti a scoprire la ricchezza del patrimonio naturale del nostro Paese.

Al primo posto della classifica si piazza il Parco Nazionale dello Stelvio, situato nelle Alpi Orientali tra Trentino-Alto Adige e Lombardia, nonché il più grande parco nazionale d’Italia che comprende una vasta area montuosa con paesaggi spettacolari e una ricca fauna selvatica, ben 215 sentieri e un punteggio di 4,8 su Google Maps. Medaglia d’argento è invece il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna sito tra Toscana ed Emilia-Romagna e noto per le sue foreste antiche, con alberi secolari e un ambiente naturale incontaminato oltre che per i suoi 128 sentieri e una valutazione di 4,8 su Maps. Terzo gradino del Podio è invece del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il quale si estende tra Piemonte e Valle d’Aosta e che è noto per la sua popolazione di stambecchi e camosci, per i suoi 102 sentieri e per i suoi paesaggi alpini davvero mozzafiato. Al quarto posto si posiziona invece il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano caratterizzato da una varietà di ecosistemi, una ricca biodiversità e dal maggior numero di sentieri per un Parco Nazionale italiano (ben 237), leggermente penalizzato dal punteggio su Maps che è di 4,7. A chiudere la top 5 troviamo il Parco Nazionale dei Monti Sibillini tra Marche e Umbria, con il suo imperdibile mix di montagne e altipiani, paesaggi naturali unici, tra cui spicca letteralmente il Monte Vettore, la vetta più alta della regione e 97 sentieri imperdibili. 

Toscana, Lazio, Sardegna e Abruzzo col numero maggiore di Parchi Nazionali

Sono quattro le regioni italiane nel cui territorio sono presenti ben 3 Parchi Nazionali: una di queste regioni la Toscana (Foreste Cantinesi al secondo posto, Tosco-Emiliano al quarto e Arcipelago Toscano al 23mo), un’altra è il Lazio (Gran Sasso al sesto posto in comune con Abruzzo e Marche e il Parco Nazionale in comune con Molise e Abruzzo al settimo), l’Abruzzo (oltre ai due in comune con il Lazio, anche quello della Maiella al decimo posto) e la Sardegna (Orosei e Gennargentu al nono posto, La Maddalena all’11mo posto e Asinara al 20mo).

Altre 7 regioni hanno 2 Parchi Nazionali ciascuna: Emilia-Romagna (Foreste Casentinesi e Tosco-Emiliano), Piemonte (Gran Paradiso e Val Grande al 17mo posto), Marche (Monti Sibillini al quinto posto e Gran Sasso al sesto), Puglia (Gargano al 13mo posto e Alta Murgia al 19mo posto), Campania (Cilento, Vallo di Diano e Alburni al 14mo posto e Vesuvio al 22mo posto), Calabria (Pollino al 15mo posto e Aspromonte al 24mo) e Basilicata (Pollino al 15mo posto e Appennino Lucano al 25mo).

Altre 8 regioni con un Parco Nazionale ciascuna, tra cui segnaliamo il Parco nazionale dell’Isola di Pantelleria in Sicilia.

La classifica completa dei top 25 Parchi Nazionali italiani con i dati intermedi e le rispettive località sono disponibili alla pagina: https://www.holidu.it/f/agriturismi-italia#migliori-parchi-nazionali

Metodologia:

La classifica è stata elaborata dal team di esperti di Holidu a partire dalla lista completa dei Parchi Nazionali italiani attualmente in funzione. Per questa lista sono state stilate due classifiche: la prima riguardante il numero di sentieri presenti in ciascun parco e la seconda sulla base del punteggio conseguito da ciascun parco su Google Maps. A parità di punteggio su Google Maps è stata data priorità ai Parchi con maggiore estensione. La classifica finale è stata elaborata come media dei dati delle due classifiche parziali. Prima di recarti in uno qualunque dei Parchi Nazionali, assicurati di informarti sulle regole, sugli animali e le piante in essi presenti e ai comportamenti migliori per preservarli al meglio. Inoltre, per la tua sicurezza, tieni d’occhio i pericoli, porta l’equipaggiamento giusto e informa l’ente responsabile del Parco dei tuoi piani.

A proposito di Holidu:

La missione di Holidu è quella di consentire agli host e agli ospiti di trarre il massimo beneficio da

una casa vacanze rendendo semplici sia la ricezione da parte degli host che la prenotazione da

parte degli ospiti. L’azienda offre un ampio catalogo di case vacanza ben curate e verificate al fine di

rendere la prenotazione per gli ospiti libera da dubbi e piena unicamente della gioia che ogni viaggio

sa regalare. Con il marchio Bookiply, la piattaforma di software e servizi consente ai proprietari di

attirare più prenotazioni riducendo al minimo gli sforzi. I fratelli Johannes e Michael Siebers hanno

fondato Holidu nel 2014. L’azienda, in rapida crescita, impiega 500 persone e ha sede a Monaco di

Baviera. Inoltre può contare su uffici locali nelle più gettonate destinazioni di viaggio d’Europa.

www.holidu.it e www.bookiply.it

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