Conoscerti, come nel sonno la statura celeste dove giri, profeta dell’inaccessibile con la voce di cera. Penultima prima di finire, sulla sponda di un’orazione umana l’anima scura sfregia la lingua e sventola. Nessun altare, solo un altro tifone benedice la mente scossa da cori di spighe, fende l’impossibile. . . Conocerte, como en el sueño la estatura celeste donde giras, profeta de lo inaccesible con la voz de cera. Penúltima antes de terminar, al borde de una oración humana el alma oscura corta la lengua y ondea. Ningún altar, solo otro tifón bendice la mente sacudida por coros de espigas, corta lo imposible. . . Conèixer-te, com en el son l’estatura celeste on gires, profeta de l’inaccessible amb veu de cera. Penúltima abans d’acabar, a la vora d’una pregària humana l’ànima fosca talla la llengua i oneja. Cap altar, només un altre tifó beneeix la ment sacsejada per cors d’espigues, talla l’impossible. . . Silvia Bre
Eri nell’ombra che mortifica ogni cosa e stavi solo in quell’ombra più estesa della tua mano grandiosa, nel lungo trasvolo oltre la comunione dell’Uno – fuori dal cerchio – corrugando fino al seme nel marcio della cesta del frutto chiamato con nome di morte. . . Estabas en la sombra que todo lo mortifica y estabas solo en aquella sombra más grande que tu grandiosa mano, en el largo vuelo más allá de la comunión del Uno – fuera del círculo – arrugado hasta la semilla en la podredumbre de la cesta de frutas llamada con nombre de muerte. . . Estaves a l’ombra que ho mortifica tot i estaves només en aquella ombra més gran que la teva grandiosa mà, en el llarg vol més enllà de la comunió de l’Un – fora del cercle – arrugat fins a la llavor en la podridura de la cistella de fruites anomenada amb nom de mort. . . Estavas na sombra que mortifica tudo e estavas só naquela sombra maior da tua grandiosa mão, no longo voo para além da comunhão do Uno – fora do círculo – enrugado até a semente na podridão do cesto de frutas chamado pelo nome da morte. . . Matthias Ferrino
Le persone che ti hanno ostacolato e che tu le hai aiutate, non ti aiuteranno mai. È un codice morale…segreto. Cosa che tutti più o meno conosciamo o abbiamo sperimentato. Nella nostra vita, le persone vengono per insegnarci o per imparare loro delle cose o anche per darci delle lezioni. Abbiamo tutti una missione. E rimarremo in vita finché non lo avremo affrontatola. Tutti abbiamo il libero arbitrio, alcuni sono nati più fortunati, magari in famiglie finanziariamente indipendenti o in una posizione di grande potere, pertanto la missione sarà più facile da raggiungere e l’obiettivo da realizzare e la persona che avrà successo, potrà sperimentare alcuni piaceri. Per quanto riguarda il resto, ci vuole un duro lavoro per scoprire innanzitutto qual è la missione… e come la porteranno a termine. A volte le persone semplicemente esistono, sopravvivono all’interno di determinati stereotipi, senza la minima volontà di correre rischi… E questo perché hanno paura. La paura può tenere il sogno e l’obiettivo lontano dalla nostra coscienza. E rimanere legati a un certo modello di vita. Ci vuole molta forza nel nostro corpo. Fiducia nelle nostre forze e nei nostri talenti.. Un giorno l’aiuto arriverà anche per noi. Anche noi siamo tutti diversi quando si tratta di valori morali.
A tutti noi piace essere trattati con rispetto, gentilezza, amore e ammirazione. Così, persone sconosciute compaiono sul nostro cammino e ci danno una mano… diventano nostri amici… si prendono cura di noi e dei nostri bisogni. Sono inviati da Dio
Quando un obiettivo verrà raggiunto… queste persone scompariranno, proprio come sono apparse magicamente. Li chiamo Messaggeri di Dio. O semplicemente Angeli.
Quindi non importa se le persone che hai aiutato… ti hanno voltato le spalle o semplicemente hanno dimenticato rapidamente la tua esistenza..
Sii grato di essere stato di fronte a loro in quel particolare momento.. Perché hai mostrato la grandezza della tua anima Non lo dimenticheranno mai…non importa quanti anni passano.
Οι άνθρωποι που βρέθηκαν στο δρόμο σου και τους βοήθησες, δεν θα σε βοηθήσουν ποτέ. Είναι ένας ηθικός κανόνας.. κρυφός Που όλοι λίγο πολλοί το γνωρίζουμε ή το έχουμε συνειδητοποιήσει. Στη ζωή μας, οι άνθρωποι έρχονται για να μας μάθουν ή να τους μάθουμε πράγματα ή να μας διδάξουν μαθήματα. Όλοι έχουμε μια αποστολή. Και μένουμε ζωντανοί μέχρι να την διεκπεραίωσουμε. Έχουμε όλοι την ελεύθερη βούληση, μερικοί γεννήθηκαν πιο τυχεροί, ίσως με οικογενειες που είναι οικονομικά ανεξάρτητες η σε μεγάλη θέση εξουσίας, οπότε η αποστολή θα είναι πιο εύκολο να επιτευχθεί και να υλοποιηθεί ο σκοπός και ο άνθρωπος να καταφέρει, να ζήσει μερικές απολαύσεις. Όσο για τους υπόλοιπους, χρειαζεται σκληρή δουλειά, για να ανακαλύψετε πρώτον, ποια είναι η αποστολή..και με ποιον τρόπο θα την ολοκληρώσουν. Μερικές φορές οι άνθρωποι απλά υπάρχουν, επιβιώνουν μέσα σε συγκεκριμένα στερεότυπα, χωρίς την παραμικρή διάθεση, να ρισκάρουν… Κι αυτό γιατί φοβούνται. Ο φόβος μπορεί να κρατήσει το όνειρο και το στόχο μακρυά από την συνείδηση μας. Και να παραμείνουμε δεμένοι σε ένα συγκεκριμένο μοτίβο ζωής. Χρειάζεται μεγάλη δύναμη στον εύατο μας.. Εμπιστοσύνη στις δυνάμεις μας και στα ταλέντα μας.. Κάποτε θα έρθει και η βοήθεια και για εμάς. Όλοι είμαστε διαφορετικοί μας ίδιοι σε ότι αφορά τις ηθικές αξίες.
Σε όλους μας αρέσει να μας φέρονται με σεβασμό, καλοσύνη, αγάπη και θαυμασμό. Έτσι λοιπόν, άγνωστοι άνθρωποι εμφανίζονται στο δρόμο μας και μας δίνουν χέρι βοηθείας.. γίνονται φίλοι μας… νοιάζονται για εμάς και τα θέλω μας. Είναι σταλμένοι από τον Θεό
Όταν ένας στόχος επιτευχθεί… αυτοί οι άνθρωποι θα φύγουν , όπως μαγικά εμφανίστηκαν. Εγώ τους αποκαλώ, Αγγελιαφόρους του Θεού. Η απλά Αγγέλους.
Δεν πειράζει λοιπόν, εάν οι άνθρωποι που βοήθησες…σου γύρισαν την πλάτη ή απλά ξέχασαν τη ύπαρξη σου γρήγορα..
Να είσαι ευγνώμων που βρέθηκες μπροστά τους τη συγκεκριμένη στιγμή.. Γιατί έδειξες το μεγαλείο της ψυχής σου Αυτό δεν πρόκειται να το ξεχάσουν ποτέ..όσα χρόνια κι εάν περάσουν.
Dopo aver letto il libro “La legge dell’eternità”…
Di recente, ho letto l’opera “La legge dell’eternità” del famoso scrittore georgiano Nodar Dumbadze. Anche il titolo del libro attira il lettore e lo incoraggia a continuare a leggere. Il romanzo, con il suo significato complesso e la sua struttura profonda, invita il lettore a riflettere sull’umanità e sul suo destino. Questo romanzo non solo getta luce sulle esperienze di vita individuali, ma richiede anche lo studio delle leggi eterne dell’umanità. Attraverso quest’opera, lo scrittore descrive esperienze personali, tradizioni nazionali e lotte interiori degli individui, il che consente al lettore di riflettere sull’umanità e sui suoi valori eterni. Il tema centrale dell’opera sono le leggi eterne dell’umanità, poiché tutte le persone, indipendentemente dal tempo e dal luogo in cui vivono, condividono bisogni simili: amore, sofferenza, ricerca e realizzazione… Attraverso i tre personaggi principali del romanzo, l’autore dimostra vividamente la somiglianza di questi bisogni universali. Sebbene ogni personaggio abbia esperienze di vita uniche, le loro lotte, in generale, dimostrano l’interconnessione delle leggi eterne. Il romanzo invita il lettore a riflettere profondamente sulle leggi spirituali della vita e sulle lotte interiori dell’essere umano. Queste leggi, da un lato, consistono in principi divini e spirituali e, dall’altro, coinvolgono le lotte interiori degli esseri umani e la loro resistenza alle sfide della vita. Uno degli aspetti più forti dell’opera è la sua ampia descrizione di prospettive personali e lotte interiori. Durante la lettura, incontriamo tre diverse visioni del mondo: una accetta la vita con una visione negativa e insoddisfatta, un’altra la vede come un semplice fenomeno e la terza vive con attività spirituali. Queste differenze mostrano l’inscindibile connessione tra le loro lotte interiori, visioni della vita e valori. Ogni personaggio, attraverso le sue lotte interiori, spinge il lettore a pensare al vero scopo dell’esistenza umana e alle leggi eterne. Lo scrittore immagina l’eternità non solo come esistenza fisica, ma anche come continuità della condizione spirituale umana, del cuore e dei processi all’interno della mente. La lotta interiore e il cuore di una persona, in relazione al suo destino e ai suoi obiettivi eterni, possono diventare eternità. In questo modo, il romanzo rivela profondamente l’interconnessione tra vita e morte e la ricerca umana dell’eternità. Il fondamento filosofico del romanzo è finalizzato a comprendere le ricerche spirituali umane e il vero scopo della vita. In “La legge dell’eternità”, Nodar Dumbadze analizza profondamente la necessità delle lotte interiori e delle ricerche spirituali dell’umanità, aiutando anche il lettore a comprendere la vera essenza della vita. Critici letterari e scrittori come Boris Pasternak, Mikhail Bulgakov, Gafur Ghulom e Abdulla Qahhor hanno elogiato “La legge dell’eternità” di Dumbadze per il suo profondo contenuto spirituale e filosofico. Bulgakov considerava l’opera importante che affronta la ricerca dello spirito umano e la sua elevazione spirituale. Gafur Ghulom e Abdulla Qahhor hanno sottolineato che il romanzo è incentrato sulla ricerca umana di un significato spirituale e sulla ricerca del vero scopo della vita. Pasternak commentò l’opera: “L’eternità, il significato della vita umana e la sua essenza sono sempre stati al centro della letteratura. In questo romanzo, Nodar Dumbadze esplora esattamente queste domande e ci spinge a pensare e comprendere le vere leggi della vita. I creatori scoprono le eterne ricerche dell’umanità in tali opere”. “La legge dell’eternità” di Nodar Dumbadze occupa un posto speciale nella letteratura mondiale per il suo profondo contenuto sui valori eterni dell’umanità, lo scopo della vita e il destino. Quest’opera non è solo un pezzo di creazione artistica, ma anche un approccio alla comprensione della vita umana e delle sue leggi eterne. Leggendo questo romanzo, il lettore è in grado di analizzare la propria vita, la sua essenza e i valori eterni dell’umanità, acquisendo una nuova prospettiva sulla vita.
Jakhongir NOMOZOV Corrispondente del quotidiano Butov Azerbaijan in Uzbekistan. Membro dell’Unione Internazionale dei Talenti del Mondo.
Impressions and Analysis
After reading the book “The Law of Eternity”…
Recently, I read the famous Georgian writer Nodar Dumbadze’s work “The Law of Eternity.” Even the title of the book draws the reader in and encourages them to read further. The novel, with its complex meaning and deep structure, forces the reader to think about humanity and its fate. This novel not only sheds light on individual life experiences, but also calls for the study of the eternal laws of humanity. Through this work, the writer depicts personal experiences, national traditions, and the internal struggles of individuals, which allows the reader to reflect on humanity and its eternal values. The central theme of the work is the eternal laws of humanity, as all people, regardless of the time and place in which they live, share similar needs: love, suffering, searching, and fulfillment… Through the three main characters in the novel, the author vividly demonstrates the similarity of these universal needs. Though each character has unique life experiences, their struggles, in general, prove the interconnectedness of the eternal laws. The novel calls on the reader to deeply reflect on the spiritual laws of life and the inner struggles of the human being. These laws, on one hand, consist of divine and spiritual principles, and on the other, they involve the internal struggles of humans and their resistance to life’s challenges. One of the strongest aspects of the work is its broad depiction of personal perspectives and inner struggles. Throughout the reading, we encounter three different worldviews: one accepts life with a negative and dissatisfied view, another sees it as a simple phenomenon, and the third lives with spiritual pursuits. These differences show the inseparable connection between their internal struggles, views of life, and values. Each character, through their internal struggles, prompts the reader to think about the true purpose of human existence and the eternal laws. The writer imagines eternity not only as physical existence but also as the continuity of human spiritual condition, the heart, and the processes within the mind. A person’s inner struggle and heart, in connection with their destiny and eternal goals, can become eternity. In this way, the novel profoundly reveals the interconnection between life and death and the human pursuit of eternity. The philosophical foundation of the novel is aimed at understanding human spiritual pursuits and the true purpose of life. In “The Law of Eternity,” Nodar Dumbadze deeply analyzes the need for humanity’s inner struggles and spiritual searches, while also helping the reader understand the true essence of life. Literary critics and writers such as Boris Pasternak, Mikhail Bulgakov, Gafur Ghulom, and Abdulla Qahhor have praised Dumbadze’s “The Law of Eternity” for its profound spiritual and philosophical content. Bulgakov considered the work an important one that addresses the search for the human spirit and its spiritual elevation. Gafur Ghulom and Abdulla Qahhor emphasized that the novel is focused on the human search for spiritual meaning and the quest to find life’s true purpose. Pasternak commented on the work: “Eternity, the meaning of human life, and its essence have always been at the center of literature. In this novel, Nodar Dumbadze explores exactly these questions and urges us to think and understand the true laws of life. Creators discover the eternal searches of humanity in such works.” Nodar Dumbadze’s “The Law of Eternity” occupies a special place in world literature due to its profound content about humanity’s eternal values, the purpose of life, and fate. This work is not only a piece of artistic creation but also an approach to understanding human life and its eternal laws. By reading this novel, the reader is able to analyze their life, its essence, and humanity’s eternal values, gaining a fresh perspective on life.
Jakhongir NOMOZOV Correspondent for Butov Azerbaijan newspaper in Uzbekistan. Member of the International Union of World Talents.
Foto cortesia di Abdulbasset Abdulsalam Qassem ALsamadi
Luoghi Abdulbasset ALsamadi Abu Omaima Yemen
O tu che hai amato il tuo cammino e hai sparso foglie di melograno devo incontrarti e chiudere gli occhi in pace e prima del giorno ritorno ad abbracciarti nel mio petto abbracci e abbracci e vivere nella casa.
Oh donna, l’amore è il polso delle mie vene, e il tuo amore è più veloce del battito del cuore. Ti amo e ti desidero L’amore scorre nel mio cuore e nelle tue vene.
Voglio amarti Luoghi preparati per la tua presenza, l’amore sboccia nel tuo cuore e annusa il gelsomino nel mio petto
Se fossi in una terra avvolta da mille nuvole vorrei incontrarti e calciare davanti al cuore mille rocce
anche se fossi in una terra coperta di neve, vorrei stringerti al mio petto, e la primavera inizia a liberare le colline dalla neve.
Abdulbasset Abdulsalam Qassem ALsamadi _ Yemen
Places Abdulbasset ALsamadi Abu Omaima Yemen
O you who loved your path and spread pomegranate leaves I must meet you and close my eyes in peace and before the day I return to hug you in my chest hugs and hugs and live in the house.
Oh woman, love is the pulse of my veins, and your love is faster than the heartbeat. I love you and I want you Love flows through my heart and your veins.
I want to love you Places prepare for your presence, love blooms in your heart and smell jasmine in my chest
If you were in a land enveloped by a thousand clouds I want to meet you and kick in front of the heart a thousand rocks
even if I were in a land covered with snow, I want to hold you to my chest, and spring begins to clear the snow from the hills.
ANTEROOM TO HUMANITY MAGAZINE GLOBAL QUARTA EDIZIONE CONGRATULAZIONI A TUTTI!!!
Grazie ancora per tutta la ricettività che HUMANITY MAGAZINE GLOBAL International Magazine ha raggiunto in tutto il mondo. Vorrei che ogni messaggio delle LETTERE DI PACE sensibilizzasse i cuori là dove la tempesta minaccia l’umanità. Gridare ancora una volta la mia voce con questa fiaccola tra le mani, gridare LIBERTÀ!
Avremo come ospiti speciali Aidana Victoria Milagros Gamarra Peña, battezzata da Humanity Magazine Global come la prodigiosa declamatrice del Perù, è campionessa nazionale di oratoria e declamazione. Il Declamatore della Pachamama Kristen Yedani Barón, Al Trovatore di Spagna e ai Poeti L’Onorevole Poeta Jose Silvestre Rios Pedregosa all’Artista, Attore, Produttore del Progetto Culturale La Leyenda De Mi Pueblo, Antonio Arrue. Anche come ospite di lusso c’è il maestro pianista del Messico Alex Mercado. Ad accompagnarci in ogni edizione sono la leggenda del calcio Cristiano Ronaldo e il pianista norvegese Thomas Bergersen. Che fa parte del background musicale de La Anteala De Humanity Magazine Global e Humanity Diary Global.
Musica, Sport, Arte, Cultura e Letteratura vanno di pari passo con LETTERE DI PACE.
Presento con tutto l’onore e la gloria le Personalità Illustri, Scrittori, Poeti, Artisti, che hanno espresso i loro scritti ne LE LETTERE DELLA PACE. Lasciare una grande eredità al mondo per la pace nel mondo: Eva Lianou Petropoulou Miguel Leonardo Gamarra Quiroz Brizeida De Jesús Acosta María Norma Bischoff Marisa Plano Ada Rizzo Pietro la Barbera Elisa Mascia Luisa Camere Orlando Simiele Ivan Pozzoni Maria Errico
Humanity Magazine Global rappresenta le arti nella nostra società. Con argomenti che sono contributi necessari all’umanità. Diffondere la conoscenza globale delle LETTERE DELLA PACE MONDIALE, con l’inclusione di diverse personalità di tutte le arti compreso lo sport in tutte le sue espressioni.
L’obiettivo di Humanity Magazine Global è portare una riflessione in ogni sua edizione. Motivare l’essere umano affinché, nonostante le difficoltà della vita, c’è sempre un motivo per sorridere, suscitare speranza per una vita piena, esistendo felicemente. La pace è possibile.
HUMANITY MAGAZINE GLOBAL È UNA FINESTRA SULL’ARTE, APERTA AL MONDO DOVE FIORISCE LA PACE.
GRAZIE A TUTTI E BENVENUTI.
Dra Hc Maria Elena Ramirez Presidente e Amministratore Delegato Redattore Dalla rivista Humanity Global
✨️✨✨ANTESALA DE HUMANITY MAGAZINE GLOBAL CUARTA EDICIÓN.✨✨️ ✨️✨✨✨✨¡¡¡FELICIDADES A TODOS!!!✨️✨
Agradecer una vez más por toda la receptividad que HUMANITY MAGAZINE GLOBAL Revista Internacional, ha alcanzado a nivel mundial. Quisiera que cada mensaje en las CARTAS DE PAZ llegue a sensibilizar corazones donde la tormenta asecha a la Humanidad. Clamando mi voz una vez más con esta antorcha en mis manos, clamando ¡LIBERTAD!.
Tendremos como invitados especiales a Aidana Victoria Milagros Gamarra Peña , Bautizada por Humanity Magazine Global como La Declamadora Prodigio Del Perú, es Campeona Nacional en Oratoria y Declamación. La Declamadora De La Pachamama Kristen Yedani Barón, Al Trovador De España y De Poetas El Honorable Poeta Jose Silvestre Rios Pedregosa a, al Artista, Actor, Productor del Proyecto Cultural La Leyenda De Mi Pueblo, Antonio Arrue . También como Invitado de Lujo el Maestro Pianista de México Alex Mercado . Nos acompaña en cada edición la leyenda del fútbol Cristiano Ronaldo , y al Excelentísimo pianista noruego Thomas Bergersen . Quien forma parte del fondo musical de La Antesala De Humanity Magazine Global y Humanity Diary Global.
La Música, el Deporte, el Arte, La Cultura y La Literatura van de la mano con LAS CARTAS DE PAZ.
Presento con todo el honor y la gloria a las Ilustres Personalidades, Escritores, Poetas, Artistas, que plasmaron sus escritos en LAS CARTAS DE PAZ. Dejando un gran legado al mundo por la paz mundial: Eva Lianou Petropoulou Miguel Leonardo Gamarra Quiroz Brizeida De Jesús Acosta María Norma Bischoff Marisa Plano Ada Rizzo Pietro la Barbera Elisa Mascia Luisa Camere Orlando Simiele Ivan Pozzoni Maria Errico
Humanity Magazine Global representa las artes en nuestra sociedad. Con temas que son aportes necesarios para la humanidad. Difundiendo conocimiento global de las CARTAS DE PAZ MUNDIAL, con la inclusión de distintas personalidades de todas las artes incluyendo el deporte en toda su expresión.
El objetivo de Humanity Magazine Global es llevar una reflexión en cada edición de la misma. Motivar al ser humano que a pesar de las dificultades en la vida siempre hay una razón para sonreír, elevar esperanza de una vida plena, existiendo feliz. La paz es posible.
HUMANITY MAGAZINE GLOBAL ES UNA VENTANA DEL ARTE, ABIERTA AL MUNDO DONDE FLORECE LA PAZ.
GRACIAS A TODOS Y BIENVENIDOS.
Dra Hc Maria Elena Ramirez Presidenta Y Directora General Editora De HUMANITY MAGAZINE GLOBAL
لا وقت للتدرب على السقوط هي قفزة سنقفزها وليس ما تحتنا قطن أو ريش حمام . . Non c’è tempo per esercitarsi a cadere È un salto che faremo E sotto di noi non c’è cotone né piume di piccione . . No hay tiempo para practicar caer Es un salto que daremos Y debajo de nosotros no hay algodón ni plumas de paloma . . No hi ha temps per entrenar per caure És un salt que farem I sota nosaltres no hi ha cotó ni plomes de colom . . ناصر محمود
Evento Natale “Amicizia e Bellezza” Villa Fondi Sala Maiolicata Piano di Sorrento dal 17 al 21 dicembre 2024 Programma: Arte Visiva Musica Canto Danza Poesia
17 martedi ore 19,30 inaugurazione mostra d’Arte Contemporanea
Artisti partecipanti Giuseppe Caputo-Salvatore D’Alessandro-Carla De Gregorio Luisa Gargiulo-Antonietta lozzino-Madame Macramé-Marinka Rada Gioia Koleva-Nello Romano-Luigi Scavella-Reuven Shezen- Angela Vinaccia-Letizia Caiazzo -Claudio Morelli
Interveranno
Saluti istituzionali
“II pianoforte tra le canzoni natalizie che hanno segnato la storia in un mare di suoni estemporanei “a cura di Donato Meo new piano psychology
Valentina Cinque Cantante
18 mercoledi ore 15,30-19,30 Laboratorio creativo, varie attività per bambini e famiglie, tutti
19 giovedi ore 15,30-19,30 mercatino amicale, scambio di oggetti “tu me daje na’ cosà a me io te dò na’ cosà a te”
20 venerdì ore 15,30-19,300re 18,00 letture di poesie, favole, racconti sui temi dell’amicizia e dell’amore.
21 sabato ore 19,30 ACCADEMIA ON BROADWAY Musical Theatre & Dance Direzione artistica di Eleonora Di Maio-
Consegna degli attestati, scambio di auguri, condivisione di leccornie natalizie con musica e cori, tutti possono portare “una leccornia” da condividere, creando un momento di convivialità e di scambio.
Stefano Chiesa (Milano, 1990) è uno scrittore, filosofo, critico musicale, poeta e pianista. Studia Filosofia in “Erasmus”, a l’Université de “Paris1/Panthéon-Sorbonne” (2013/14). Come scrittore, ha pubblicato -negli ultimi 12 anni- 9 libri: 6 saggi, 2 sillogi e 1 romanzo. Come filosofo, ha tenuto conferenze presso la “Casa della Cultura” di Milano (2020, 2022, 2023).Come critico musicale, ha realizzato articoli, ottenendo oltre 30mila visualizzazioni, per il giornale “MilanoSud” (2021/22) e, successivamente (fino ad oggi), “Il Giornale Letterario”. Come poeta, la sua cifra compositiva ed espressiva è l’aforisma. Come pianista, suona Rachmaninov, Chopin, Beethoven e Mozart. Suoi racconti e poesie appartengono a varie Antologie, tra cui “Arte senza frontiere” (internazionale), insignita del titolo “Libro por la paz 2024”. Ha presentato il suo libro “Da Bach a Scriabin – Ritratti di 12 pianisti” (Edizioni “Helicon”) al SaloneInternazionale del Libro di Torino – Edizione 2024. Il suo “Chopin, l’estro del genio – Il visionario romantico” (Casa Editrice “Il Filo di Arianna”) è stato presentato alla Fiera del Libro di Francoforte/“Buchmesse” – Edizione 2024. Compare, in una sua “pagina” dedicata, sui seguenti siti: “International Institute Fryderyk Chopin” (“NIFC” – Varsavia), dove è stata inclusa l’Opera sopracitata; “WikiPoesia” e “WikiFilosofia”. Dal 2020 ad oggi, è risultato detentore di oltre 50 riconoscimenti letterari (più volte, tra poesia, narrativa e saggistica). Attualmente, si sta concentrando sulla sua produzione aforistica e su approfondimenti da proporre all’Istituto “Chopin” di Varsavia, dedicato al “poeta del pianoforte”. Stefano Chiesa
Ravel: Il pianoforte e le sonorità dell’acqua Maurice Ravel (1875-1937) è stato tra i più influenti compositori e pianisti francesi. In ragione dello stile e dei caratteri “definitori” delle sue opere, viene spesso denominato “impressionista”, come Claude Debussy (1862-1918). Si tratta dell’accostamento (da parte di entrambi) alla corrente pittorica propriamente detta (Monet, Renoir, Degas). Ciò che pone problemi nella critica d’arte e musicale, è che l’“impressione” presenta la caratteristica di “smorzare l’espressione”, con un carattere rapsodico, velato ed evanescente (si pensi al dipinto di Monet, la “Cathédrale de Rouen”, ispirazione per il Preludio di Debussy, “La cathédrale engloutie”). Nella musica di Ravel, invece, l’espressione “trova massima espressione”. I primi componimenti mettono in musica elementi riconducibili all’acqua, in modo “sfumato” (Impressionismo), ma potentemente evocativo. In tal senso, sarebbe (forse) più corretto situare Ravel al crocevia tra i due corrispettivi movimenti artistici (Impressionismo ed Espressionismo). Jeux d’eau (“fontane”; 1901) pare imitare gli echi generati dal soggetto rappresentato. La melodia è sottoposta a continui cambiamenti di tonalità; le sue variazioni armoniche, spesso, risultano “poco orecchiabili”. Vi è, inoltre, un richiamo a temi ed atmosfere orientali. Il brano si chiude in maniera speculare, rispetto agli inizi: degli arpeggi, lo rendono “sospeso”. Une barque sur l’océan (1906), appartenente alla più ampia raccolta dei Miroirs (“specchi”, 1904/5) mette in musica, in modo “ispirato”, una “barca sull’oceano”. Dei meravigliosi arpeggi della mano sinistra accompagnano il tema principale, suonato dalla destra, che lo ripete molte volte. Segue una parte centrale che dà luogo a sviluppi molto simili a Ondine (1° movimento di Gaspard de la nuit, 1908). Ravel getta le basi (consapevolmente, o meno) per la composizione di Ondine: attraverso la “barca sull’oceano”, sono già ben evidenti tanto il tema, quanto la conclusione del componimento sopracitato. Passando, quindi, a Ondine (“piccola onda”, personificata), come nella parte centrale della “barca”, il tema consiste in una sola nota (cui ne vengono aggiunte poche altre), che si sovrappone al moto oscillatorio della mano destra. Si crea una sorta di climax ascendente che, dopo aver toccato il culmine della tensione, si risolve nel “pianto” di Ondine: arpeggi eseguiti contemporaneamente, da entrambe le mani, secondo un’irregolarità ritmica che difficilmente si coglie, in altre opere pianistiche. La stessa Ondine “riproporrà” una successione di arpeggi dissonanti; per poi “ritirarsi”, in “coerenza simmetrica” con l’incipit. Il Concerto pour la main gauche (1929-30) viene composto per (e dedicato a) Paul Wittgenstein (1887-1961; fratello del filosofo Ludwig) che, dopo aver perso il braccio destro durante la Prima Guerra Mondiale, suona in prima assoluta, a Vienna, il 5 gennaio 1932. Dalla durata relativamente “breve” (circa 20 minuti), questo Concerto si distingue dagli altri, in quanto la mano sinistra è “chiamata” a suonare l’equivalente delle “due mani, messe insieme”. Dal punto di vista tecnico, la difficoltà si spinge fin (quasi) ai limiti, per via dei continui ed imprevedibili spostamenti della sola mano. Ciò accade, anche -e soprattutto- nei cambiamenti di armonia. L’introduzione, a carattere meramente strumentale, propone una successione di tonalità alquanto inusuali. Dopo qualche minuto, il pianoforte solo interviene, mettendo in luce buona parte dei temi, che verranno ripresi, sviluppati e/o sovrapposti. Come nei brani solistici da poco analizzati, sono presenti innumerevoli sonorità che rimandano all’acqua, oltre ad una sorta di “arabeschi” (con chiaro riferimento al mondo orientale), nonché di stile jazz (le influenze reciproche tra Ravel e Gershwin sono attestate dalla storia della musica). Tra estremo virtuosismo e momenti di totale abbandono, il Concerto si chiude con delle “ottave discendenti” che paiono ricordare Igor Stravinsky (1882-1971), nei Tre movimenti di Petrouchka (ispirato all’omonimo balletto e realizzato, come opera orchestrale, nel 1911). Infine, occorre precisare che, alla luce delle opere considerate, le componenti più specificamente “espressioniste” di Ravel possono essere colte non solo in alcune di esse, ma anche in altre, dalle quali emerge uno spirito esasperato, dissacratorio e decostruttivo della forma: les Valses nobles et sentimentales (1911), La Valse (1919-20), il Concerto in sol per piano e orchestra (1921-31) e, in parte, gli stessi Miroirs. Stefano Chiesa
Classe 1987. Di nazionalità cinese, viene insignita di svariati premi e riconoscimenti internazionali (tra cui il Gramophone Classic FM’s Young Artist of the Year, nel 2009). Quest’ultimo anno sancisce il suo “ingresso” nella casa discografica “Deutsche Grammophon”: da allora, ha inciso (fino ad oggi), una decina di CD; più altri ancora, per “Decca”, “Sony” ed “Erato”. Fra le più grandi virtuose vissute tra XX e XXI Secolo, termina i suoi concerti proponendo, al pubblico, dei “bis” tanto complessi, che solo pianisti del calibro di Vladimir Horowitz e Georges Cziffra riuscivano a realizzarli, nelle loro trascrizioni pianistiche (rispettivamente), di Bizet (“Carmen Fantasy”) e Rimsky-Korsakov (“Volo del calabrone”).
Pianista francese. 4° Posto al Concorso “Tchaikovsky” del 1986. Considerato tra i maggiori interpreti contemporanei di Ravel, di cui ha inciso l’“integrale” per pianoforte nel 2003.
Classe 1987. 1° Premio “International Franz Liszt Piano Competition” (Utrecht, 2008), 3° Premio “International Piano Competition” (Leeds, 2015). Acclamato dalla critica, come pianista “brillante e immaginativo” (secondo il celebre -nonché pluripremiato- Jeffrey Swann) e “dalla tecnica prodigiosa, con miriadi di sfumature […] In Ravel, Miroirs: delicatezza e sensibilità” (secondo il New York Times).
Tra i pianisti che hanno segnato l’epoca del Secolo scorso (e attuale). Si presenta al Concorso “Chopin” nel 1980 e, per via del suo talento straordinario e del suo “atteggiamento” (considerato irriverente da buona parte della giuria), non passa al turno della finale. Martha Argerich, membro di giuria, la abbandona, esprimendo indignazione. Da allora, inizia la carriera di Pogorelich, che firma il contratto con la “Deutsche Grammophon” e incide (prevalentemente) musiche di: Chopin, Liszt, Prokofiev, Scriabin e Ravel. Questa registrazione di “Ondine” è il coronamento dell’intensa e passionale ricerca artistica, che Pogorelich ha condiviso con la moglie, sua mentore, di circa 20 anni più anziana. Pare che questa pianista gli abbia insegnato i “princìpi cardine” per conseguire i risultati di una vita dedicata al pianoforte e all’amore, profondo e fusionale, tra i due. Stupiscono la maturità e la notevole “ricercatezza”, timbrica e sonora, di Pogorelich (allora, poco più che ventenne).