Luci dalla fine del mondo, il vortice delle città richiama le anime perdute in una danza di vetri spaccati.
Con dolcezza la vena si apre nel niente, il nodo scorsoio avvolge come una sciarpa nel freddo.
Nostra Signora dei Suicidi, dormiamo al sole e nulla vale la pena, nulla magnetico su cui poggiano le nostre vite.
Ma una torre e una stella salvino ancora i cavalieri della tavola dispersa
che c’è una coppa vuota, pronta a riempirsi di cielo – balsamo sulle ferite dell’Amore perduto tra le linee e il sisma dei tram.
Un altro viaggio ancora sui cavalli della grande mente porti noi alla riva di un tavolo, per ritrovare la parola insieme. . . Luces desde el final del mundo, el vórtice de las ciudades recuerda las almas perdidas en una danza de cristales rotos.
Con dulzura la vena se abre en la nada, el nudo corredizo envuelve como una bufanda en el frío.
Nuestra Señora de los Suicidios, dormimos al sol y nada vale la pena, nada magnético sobre el cual descansan nuestras vidas.
Pero una torre y una estrella salven de nuevo a los caballeros de la mesa dispersa
que hay una copa vacía, lista para llenarse de cielo – bálsamo sobre las heridas del Amor perdido entre las líneas y el seísmo de los tranvías.
Otro viaje todavía en los caballos de la gran mente nos lleve a la orilla de una mesa, para encontrar la palabra juntos. . . Llums des del final del món, el vòrtex de les ciutats recorda les ànimes perdudes en una dansa de vidres trencats.
Amb dolçor la vena s’obre al no-res, el nus escorredor envolta com una bufanda al fred.
Nostra Senyora dels Suïcidis, dormim al sol i res val la pena, res magnètic en què descansen les nostres vides.
Però una torre i una estrella salvin de nou els cavallers de la taula dispersa
que hi ha una copa buida, llesta per omplir-se de cel – bàlsam sobre les ferides de l’Amor perdut entre les línies i els sismes dels tramvies.
Un altre viatge encara sobre els cavalls de la gran ment ens porti a la vora d’una taula, per a trobar la paraula junts. . . Luzes do fim do mundo, o vórtice das cidades recorda as almas perdidas numa dança de vidros quebrados.
Com doçura a veia abre-se para o nada, o nó corrediço embrulha como um cachecol no frio.
A Nossa Senhora dos Suicídios, dormimos ao sol e nada vale a pena, nada magnético em que repousam as nossas vidas.
Mas uma torre e uma estrela salvem novamente os cavaleiros da mesa espalhada
que há um copo vazio, pronto para se preencher do céu – bálsamo nas feridas do Amor perdido entre as linhas e os sismos dos elétricos.
Outra viagem ainda nos cavalos da grande mente leve-nos à beira de uma mesa, para encontrar a palavra juntos. . . Matthias Ferrino
Foto cortesia di Jakhongir Nomozov Mirzo e Nazokat Bahodirova
L’ILLUMINAZIONE DELL’IMMAGINAZIONE E L’ESTINZIONE DELLA REALTÀ
(Analisi letteraria e interpretazione di “Immaginazione ingannevole” di Nazokat Bahodirova)
Il racconto di Nazokat Bakhodirova ritrae efficacemente le contraddizioni tra immaginazione umana, fantasia e realtà con un profondo senso di intuizione. La storia rivela quanto possano essere fragili e ingannevoli la fiducia e la sincerità di una persona. Il protagonista, un ragazzo, è guidato dalla sua immaginazione, che sembra una luce guida brillante, che lo conduce lungo il cammino della vita. Influenzato da un’immagine, idealizza una donna, immaginandola come la persona perfetta piena di luce e virtù. Costruisce un’immagine mentale di lei, non solo come una bella figura ma anche come una persona con alti valori morali. Tuttavia, la tragica fine della storia fa crollare questo sogno. Per 25 anni, il ragazzo aveva immaginato questa donna non solo come una bella figura fisica ma anche come una persona moralmente superiore. Ciò riflette la purezza del cuore del ragazzo e la sua natura fiduciosa. Ma quando la realtà si scontra con le sue illusioni, la luce nel suo cuore viene sostituita dall’oscurità della disillusione. La storia invita il lettore a contemplare due aspetti essenziali della natura umana: da un lato, la costruzione di sogni e ideali; e dall’altro, la loro inevitabile collisione con la dura realtà. La storia porta alle seguenti conclusioni chiave:
1. L’immaginazione può essere ingannevole. Quando una persona idealizza qualcuno nella sua mente, l’immagine spesso non corrisponde alla realtà della vita. La sincerità del ragazzo è stata costruita su tali immaginazioni ingannevoli.
2. La verità della vita dissipa le false illusioni. Il vero incontro del protagonista con la donna non solo ha infranto le sue illusioni, ma ha anche messo alla prova la sua fiducia nelle persone. La realtà della donna ha distrutto la falsa percezione che aveva costruito nella sua mente.
3. L’idealizzazione porta a errori e sofferenza. La storia esorta i lettori ad accettare la realtà così com’è, senza cedere a fantasie eccessive. Mette in guardia dal costruire ideali irraggiungibili che alla fine causano dolore emotivo e delusione.
Il contenuto della storia è altamente riconoscibile. Ognuno di noi può diventare vittima delle proprie illusioni. Tuttavia, questo non dovrebbe portarci a criticare gli altri, ma piuttosto a riflettere su noi stessi e a comprendere meglio sia noi stessi che gli altri. Nazokat Bakhodirova ha creato un’opera che contrappone i tratti umani alla realtà, trascinando il lettore in pensieri profondi.
Pertanto, è essenziale non attaccarsi eccessivamente a nessuna illusione nella vita, ma riconoscere la vera natura del comportamento di una persona. È nobile avere buone intenzioni e bei sogni, poiché sono tra le migliori qualità del cuore. Tuttavia, deve sempre esserci un limite. Ogni essere umano è una creazione e la perfezione appartiene solo al nostro Creatore.
Pertanto, spesso, attraverso i nostri errori, mettiamo le persone in posizioni irrealisticamente elevate nella nostra mente, senza conoscerle veramente o comprendere la loro vera natura. Quando alla fine ci rendiamo conto che non sono come li avevamo immaginati, non solo la nostra illusione va in frantumi, ma le nostre speranze e i nostri sogni si trasformano in vuoto. Di conseguenza, cadiamo vittime delle false illusioni e idealizzazioni che abbiamo creato.
In ogni cosa, la moderazione è la chiave. L’equilibrio della vita esiste nell’accettare i punti di forza e di debolezza di ogni persona. Ogni individuo vive entro i confini delle leggi umane e nessuno è esente da errori. Quindi, prima di mettere qualcuno su un piedistallo, dobbiamo capire il suo vero carattere e valutare il suo posto nella vita con obiettività.
Mi viene in mente un saggio detto: “L’idealizzazione eccessiva porta al dubbio e in seguito a una dolorosa delusione”. Pertanto, avvicinarsi a ogni persona in modo naturale, comprendendo la sua essenza come essere umano, è il fondamento di relazioni sane.
Avere intenzioni nobili e sogni belli arricchisce il cuore. Tuttavia, preservarli entro i loro limiti e mantenere la purezza di questi sogni è un segno di saggezza ed esperienza. “Deceptive Imagination” di Nazokat Bakhodirova è una storia potente che svela verità profonde sulla vita, offrendo lezioni preziose e un notevole esempio letterario.
Quest’opera influenza profondamente le fibre delicate del cuore umano, illustrando brillantemente le conseguenze dei sogni, delle fantasie e della loro collisione con la realtà. Il tema centrale della storia è come una persona diventa vittima di illusioni ingannevoli.
Spesso idealizziamo le persone da lontano, ammantandole di luce e perfezione, ma un incontro nella vita reale infrange questi ideali. Il protagonista ha mantenuto intatti nel suo cuore i suoi sentimenti sinceri per una donna nel corso degli anni, ma quando si è trovato di fronte alla realtà, l’aspetto e il comportamento della donna sono completamente diversi dall’immagine luminosa che aveva immaginato, il che ferisce il suo cuore.
Attraverso questa prova, il lettore viene ancora una volta ricordato di non immergersi troppo nelle fantasie e di affrontare ogni cosa con una prospettiva oggettiva. “Deceptive Imagination” è un eccellente esempio letterario per studiare la psiche umana.
Quest’opera non solo ci insegna a evitare illusioni ingannevoli, ma sottolinea anche l’importanza di un pensiero chiaro nella vita e di accettare ogni persona per la sua essenza naturale. Ogni lettore che incontra questa storia imparerà a riflettere criticamente sulle proprie fantasie e immaginazioni.
A mio parere, attraverso quest’opera, Nazokat Bakhodirova impartisce la seguente saggezza:
“Ogni idealizzazione che non è stata messa alla prova dalla vita è una vuota illusione”.
“La vera vita, l’aspetto e il comportamento di una persona, saranno sempre diversi dalle nostre immaginazioni”.
Inoltre, la storia ci insegna a mettere alla prova i nostri sogni, a pensare in modo oggettivo e a mantenere relazioni sane con tutti per preservare noi stessi. “Deceptive Imagination” occupa un posto nel nostro patrimonio letterario come scuola per confrontarsi con le realtà della vita.
Jakhongir NOMOZOV, Corrispondente del quotidiano “Butov Azerbaigian” in Uzbekistan Membro del comitato editoriale della rivista “Yazarlar”.
THE ILLUMINATION OF IMAGINATION AND THE EXTINCTION OF REALITY
(Literary Analysis and Interpretation of Nazokat Bahodirova’s “Deceptive Imagination”)
Nazokat Bakhodirova’s short story effectively portrays the contradictions between human imagination, fantasy, and reality with a deep sense of insight. The story reveals how fragile and deceptive a person’s trust and sincerity can be. The protagonist, a young boy, is led by his imagination, which seems like a bright guiding light, leading him along the path of life. Influenced by an image, he idealizes a woman, imagining her as the perfect person filled with light and virtue. He builds a mental image of her, not only as a beautiful figure but also as a person with high moral values. However, the tragic end of the story causes this dream to collapse. For 25 years, the boy had imagined this woman not only as physically beautiful but also as morally superior. This reflects the purity of the boy’s heart and his trusting nature. But when reality clashes with his illusions, the light in his heart is replaced by the darkness of disillusionment. The story invites the reader to contemplate two essential aspects of human nature: on one hand, the construction of dreams and ideals; and on the other hand, their inevitable collision with harsh realities. The story leads to the following key conclusions:
1. Imagination can be deceptive. When a person idealizes someone in their mind, the image often does not match the reality of life. The boy’s sincerity was built on such deceptive imaginings.
2. The truth of life dispels false illusions. The protagonist’s real encounter with the woman not only shattered his illusions but also tested his trust in people. The reality of the woman destroyed the false perception he had built in his mind.
3. Idealization leads to mistakes and suffering. The story urges readers to accept reality as it is, without giving in to excessive fantasies. It warns against building unattainable ideals that ultimately cause emotional pain and disappointment.
The content of the story is highly relatable. Each of us can become a victim of our own illusions. However, this should not lead us to criticize others, but rather to reflect on ourselves and understand both ourselves and others better. Nazokat Bakhodirova has created a work that contrasts human traits with reality, drawing the reader into deep thought.
Thus, it is essential not to become overly attached to any illusion in life but to recognize the true nature of a person’s behavior. It is noble to have good intentions and beautiful dreams, as they are among the best qualities of the heart. However, there must always be a limit. Every human being is a creation, and perfection belongs only to our Creator.
Therefore, we often, through our own mistakes, place people in unrealistically high positions in our minds, without truly knowing them or understanding their true nature. When we eventually realize that they are not as we imagined, not only is our illusion shattered, but our hopes and dreams turn into emptiness. As a result, we fall victim to the false illusions and idealizations we have created.
In everything, moderation is key. Life’s balance exists in accepting the strengths and weaknesses of each person. Every individual lives within the boundaries of human laws, and no one is free from mistakes. Thus, before placing someone on a pedestal, we must understand their true character and assess their place in life with objectivity.
A wise saying comes to mind: “Excessive idealization leads to doubt, and later to painful disappointment.” Therefore, approaching each person naturally, understanding their essence as a human being, is the foundation of healthy relationships.
Having noble intentions and beautiful dreams enriches the heart. However, preserving them within their limits, and maintaining the purity of these dreams, is a sign of wisdom and experience. Nazokat Bakhodirova’s “Deceptive Imagination” is a powerful story that uncovers profound truths about life, offering valuable lessons and a remarkable literary example.
This work deeply influences the delicate fibers of the human heart, brilliantly illustrating the consequences of dreams, fantasies, and their collision with reality. The central theme of the story is how a person becomes the victim of deceptive illusions.
We often idealize people from afar, cloaking them in light and perfection, but a real-life encounter shatters these ideals. The protagonist has kept his sincere feelings for a woman intact in his heart over the years, but when faced with reality, the woman’s appearance and behavior are completely different from the luminous image he had imagined, which wounds his heart.
Through this trial, the reader is once again reminded not to become overly immersed in fantasies and to approach everything with an objective perspective. “Deceptive Imagination” is an excellent literary example for studying the human psyche.
This work not only teaches us to avoid deceptive illusions but also emphasizes the importance of clear thinking in life and accepting each person for their natural essence. Every reader who encounters this story will learn to critically reflect on their own fantasies and imaginations.
In my opinion, through this work, Nazokat Bakhodirova imparts the following wisdom:
“Any idealization that has not been tested by life is a hollow illusion.”
“True life, a person’s appearance and behavior, will always differ from our imaginations.”
Moreover, the story teaches us to test our dreams, think objectively, and maintain healthy relationships with everyone to preserve ourselves. “Deceptive Imagination” occupies a place in our literary heritage as a school for confronting the realities of life.
Jakhongir NOMOZOV, Correspondent for “Butov Azerbaijan” newspaper in Uzbekistan Member of the editorial board of “Yazarlar” journal
Foto cortesia dell’evento culturale presentazione libri
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Presentazione dell’ospite d’onore Marie-Madeleine GLADIEU, professoressa emerita, Università di Reims, membro del gruppo di ricerca letteraria CIRLEP, cofondatrice del seminario Approches Interdisciplinaires de la Lecture (Approcci interdisciplinari alla lettura) e della rivista AIL. Specialista dell’opera di Mario Vargas Llosa e della letteratura e cultura peruviana e latinoamericana. Tesi di Master su Rómulo Gallegos. Dottorato del Terzo Ciclo su Miguel Ángel Asturias. Dottorato di Stato su Mario Vargas Llosa. Autore di Mario Vargas Llosa, L’Harmattan, Les défis de l’Indépendance en Amérique latine (1808-1910), PUF, La guerra alla fine del mondo, di Mario Vargas Llosa: histoire, histoires (Presses de l’Université de Reims ), Lezioni di Doña Barbara, di Romulo Gallegos e Lezioni di L’autunno del Patriarca, di Gabriel García Márquez, Presses Universitaires de Rennes 2, coautore di Lectures from The Deep Rivers, di José Maria Arguedas et Pouvoir et violenza en Amérique latine, Presses Universitaires de Rennes, L’arrière-texte, Peter Lang, ecc., e numerosi articoli su autori, narratori e poeti ispanoamericani.
Recensione di Marie Madeleine Gladieu a tre delle poesie di Carmen Flores
La poesia è sempre realismo magico. Così lo esprime Carmen Flores nei titoli delle sue raccolte di poesie e nella scrittura delle sue poesie. È l’intima coincidenza dell’essere con il suo ambiente, è la risonanza di sensazioni e sentimenti nella parte più profonda della persona e nella parte più estesa dell’universo. “Il seme della poesia s’incarna nel ventre del cosmo / perché è luce d’altra sponda”, scrive in “Semilla del Poem”. Una misteriosa somiglianza unisce la vita cosmica e quella umana, la terra fertile che prepara i raccolti e le vendemmie, la luce delle stelle e la donna che partorisce. L’oscurità della notte e del mare non fanno altro che preparare l’emergere della vita e della chiarezza. E il lavoro di Carmen Flores si ispira alla contemplazione di questi elementi primordiali, che secondo il libro della Genesi danno origine alla vita sulla nostra terra, e la scrittura, modo di creare dell’umanità, testimonia il mistero di tutto ciò che è nostro. Perché scrivere è guardare le forme esterne, indagare ciò che la profondità nasconde, contemplare ciò che molti vedono solo in modo superficiale, nella sua materialità, come se la materia non fosse all’origine di vibrazioni che i nostri sensi interpretano come forme e colori. La poesia è “vedere” per testimoniare. “Ho visto la poesia”, scrive Carmen Flores, contemplando i dettagli di ciò che la circonda. Vedere la poesia è “vedere” la vita.
Scrivere è ascoltare, afferma il premio Nobel norvegese Fosse. È essere attenti ai segni e alle voci del mondo, intuire e percepire i misteriosi messaggi che sono destinati a chi apre i sensi e la mente a tutto ciò che lo circonda. Carmen Flores ascolta il mormorio dell’oceano che risuona insieme al suo “mare interiore”, ai sentimenti e alla vita fisica. Ascolta come le piante crescono e la linfa nutre gli alberi, mentre una nuova vita si manifesta nelle loro viscere. Ascolta il palpito sereno della tua casa d’infanzia con una mamma protettiva o della tua casa di moglie e madre con la gioia e l’affetto dei tuoi figli, e vivi l’esperienza di una profonda armonia nel mondo. Ascolta il vento che disturba o crea una nuova armonia.
«Canto alla vite che incise le tue mani sulle sue foglie», scrive pensando al marito: una realtà fisica insieme a una corrispondenza che i libri di scienze naturali solitamente non menzionano. Quale oscuro destino unisce l’uomo agli alberi? o all’umile pascolo? La poesia, come sottolinea Elvira Ordóñez, rivela la verità profonda del mondo, che unifica l’universo materiale e sensibile: la materia conserva la memoria degli esseri viventi, per coloro che la contemplano. Il poeta protesta contro la distruzione dell’Amazzonia, la giungla crolla come crolla tutto nella piazza del mercato di Guernica, dove c’era l’“albero di Guernica” dove i re di Spagna giurarono di rispettare il fueros, cioè l’autonomia dei Paesi Baschi. Armonia incontaminata che la violenza di alcuni che “hanno sbagliato strada” distrugge. Ma il poeta non crede ad una vittoria definitiva delle forze del male, la luce trionfa sempre, nel paesaggio e nella mente umana. “L’alba conquista gli oceani della notte”, un verso speranzoso dell’ultima poesia dell’opera completa – speriamo incompleta – di Carmen Flores, perché “Dietro l’invisibile / una moltitudine di parole / lotta nel mio mondo”.
La poetessa si esprime anche come donna, parlando delle gioie, delle speranze e dei dolori di una vita femminile che partecipa pienamente all’opera creativa della Madre Terra e alla forza vitale dell’universo. La gioia dei primi movimenti dei bambini, delle loro prime parole, che riconduce alla risonanza interiore di un passato che resta vivo nella sensibilità del poeta, “nel mormorio del mio mare sento la voce infinita di mio padre / e Dal albero del mio sangue / si sprigiona una scintilla materna / che mi ha insegnato a toccare la vita con l’anima / e a trarre l’impeto degli oceani”, e poi il ricordo dell’amore per lo sposo, “Il tuo cuore e il mio insieme in uno stesso fiume / Sto scoprendo il la vita / negli occhi degli alberi / con questo amore che trionfa davanti all’ombra”. Le acque primordiali, oceano, fiume, mare interno, sono una presenza costante nelle raccolte di poesie di Carmen Flores. La mitologia afferma che Venere nacque dall’Oceano; È anche la prima stella che brilla al tramonto e l’ultima all’alba. Acqua e cosmo corrispondono così, e questo avviene anche nella poesia del nostro poeta. Al di là dello specchio d’acqua, nel quale Narciso annegò per non saper andare oltre la materia, e al di là degli specchi di casa, la poetessa tenta il salto verso l’ignoto e l’invisibile agli occhi del corpo, cerca il cosmico sorgente – il Cammino di Santiago, che qui chiamiamo Via Lattea, latte degli dei che precede l’acqua dei fiumi e dei mari – che deve condurre alla conquista spirituale del mondo. Non si tratta di prendere il potere per dominare materialmente, ma di conoscere la verità profonda e nascosta della vita per essere al posto giusto e meritato. Octavio Paz non cercava altro nelle sue poesie. Sarà la fonte che gli astrologi interrogheranno – fino al XVII secolo l’astrologia era considerata una scienza – per comprendere il presente, il carattere e le reazioni degli uomini, tenendo conto della posizione di tutte le stelle nel cosmo, e di ciò che ci riserva il futuro, una ricerca delle vie nascoste del destino che il Creatore lascia scoprire in parte a chi sa vedere e interpretare. I testi sacri non dicono forse che Dio è la Verità, la Via e la Vita? In questo senso le poesie di Carmen Flores progrediscono.
Le poesie: La casa della mia città Preoccupazione Alta colonna di ricordi
Le tre poesie di Carmen Flores
LA CASA DEL MIO VILLAGGIO
Sugli specchi minimi la casa del mio popolo si riflette Un gabbiano attraversa il mare della mia infanzia tra muri di sabbia una strada scoppia che conservano i miei passi infantili tra il fogliame Il giardiniere sta potando gli steli del tempo
La casa del mio popolo è fatta di muri di fuoco d’aria nei fili della memoria
Appendono le fotografie dei miei antenati Vedo una zia su un tappeto coperta di ali bianche e percepisco la sua anima toccata dalla luce
Nel mormorio del mio mare sento la voce infinita di mio padre e dall’albero genealogico del mio sangue si sprigiona una scintilla materna che mi ha insegnato a toccare la vita con la mia anima e traggo slancio dagli oceani
La luna gira sopra la casa piena di misteri Appare una ragazza con le trecce d’acqua come il sole che illumina l’anima una tavola rosicchiata dalla nostalgia sento il tintinnio dei piatti voci risate dei bambini
Ritorno al passaggio con muri spessi, le immagini svaniscono come una nave che si allontana nella nebbia.
PREOCCUPAZIONE
Che inquietudine di metafore nelle onde del mio mare la mia anima è un falò lancio le parole finché non sento il bordo della carta La scrittura danza, delineando i miei segni, germogliano scintille dal sapore di ghiaccio, le stelle girano prigioniere, la vertigine della luce sale alla scoperta, all’ossessione, alla tenacia di scoprire gli enigmi dello specchio
Vedo le costellazioni, forme che l’alfabeto ignora, il secolo è un istante che non riesco a comprendere
Dietro l’invisibile una moltitudine di parole lotta nel mio mondo Vedo sopra la tua bara La mia stella vacillante sotto un dolore profondo La mia anima è persa negli specchi infiniti
ALTA COLONNA DI RICORDI
Alta colonna di ricordi il sole spoglia i muri della tua assenza e svaniscono nel tuo crepuscolo ti parlerò con il linguaggio dell’anima chi conosce la pietra alla neve all’erba al sangue alla pioggia
Rispondimi con il rumore dell’acqua! Rispondimi nella bellezza delle stelle! Rispondimi con la tua canzone nel mio mondo! Sei una stella lontana, ho costruito un ponte con le mie lettere per sentire la tua voce. Carmen Flores
Biografia di Marie-Madeleine GLADIEU, Catedrática emérita, Universidad de Reims, miembro del grupo de investigación literaria CIRLEP, cofundadora del seminario Approches Interdisciplinaires de la Lecture (Acercamientos Interdisciplinarios a la Lectura) y de la revista AIL. Especialista en la obra de Mario Vargas Llosa, y literatura y culturas peruanas, e hispanoamericanas. Tesina de Maestría sobre Rómulo Gallegos. Doctorado de Tercer Ciclo sobre Miguel Ángel Asturias. Doctorado de Estado sobre Mario Vargas Llosa. Autora de Mario Vargas Llosa, L’Harmattan, Les défis de l’Indépendance en Amérique latine (1808-1910), PUF, La guerra del fin del mundo, de Mario Vargas Llosa : histoire, histoires (Presses de l’Université de Reims), Lectures de Doña Barbara, de Romulo Gallegos y de Lectures de El otoño del Patriarca, de Gabriel García Márquez, Presses Universitaires de Rennes 2, coautora de Lectures de Los rios profundos, de José Maria Arguedas et Pouvoir et violence en Amérique latine, Presses Universitaires de Rennes, L’arrière-texte, Peter Lang, etc., y de numerosos artículos sobre autores hispanoamericanos, narradores y poetas.
La poesía siempre es realismo mágico. Así lo expresa Carmen Flores en los títulos de sus poemarios y en la propia escritura de sus poemas. Es la íntima coincidencia del ser con su entorno, es la resonancia de sensaciones y sentimientos en lo más profundo de la persona y lo más extenso del universo. “La semilla del poema se encarna en el vientre del cosmos/ porque es luz de otra orilla”, escribe en “Semilla del poema”. Una misteriosa similitud une la vida cósmica y la humana, la tierra fértil que prepara cosechas y vendimias, la luz de los astros y la mujer que da a luz. La oscuridad de la noche y del mar sólo preparan el surgimiento de la vida y la claridad. Y la obra de Carmen Flores se inspira en la contemplación de estos elementos primordiales, que según el libro del Génesis dan origen a la vida en nuestra tierra, y la escritura, manera de crear que posee la humanidad, da un testimonio el misterio de todo lo nuestro. Porque escribir es mirar las formas exteriores indagando en lo que esconde la profundidad, para dar a contemplar lo que muchos sólo ven de una manera superficial, en su materialidad, como si la materia no estuviese al origen vibraciones que nuestros sentidos interpretan como formas y colores. La poesía es “ver” para testimoniar. “Vi la poesía”, escribe Carmen Flores contemplando los detalles de su entorno. Ver la poesía, es “ver” la vida.
Escribir es escuchar, dice el Nobel noruego Fosse. Es estar atento a los signos y a las voces del mundo, intuyendo y percibiendo los misteriosos mensajes que destinan a quien abre sentidos y mente a cuanto le rodea. Carmen Flores escucha el rumor del océano que suena a la par de su “mar interior”, sentimientos y vida física. Escucha cómo crecen las plantas y la savia nutre a los árboles, a la par de una nueva vida que se manifiesta en sus entrañas. Escucha la serena palpitación del hogar de su infancia con una madre protectora o bien de su hogar de esposa y madre con la alegría y el cariño de los hijos, y vive la experiencia de una armonía profunda del mundo. Escucha el viento que perturba o crea una nueva armonía.
“Canto a la vid que grabó tus manos en sus hojas”, escribe pensando en su esposo: una realidad física juntamente con una correspondencia que los libros de ciencias naturales ni suelen señalar. ¿Qué oscuro destino une al hombre con los árboles? ¿o al humilde pasto? La poesía, como le señala Elvira Ordóñez, revela la verdad profunda del mundo, la que unifica el universo material y sensible: la materia conserva los recuerdos de los seres vivos, para quien la contempla. La poeta protesta contra la destrucción de la Amazonía, la selva se derrumba como se derrumbó todo en la plaza del mercado de Guernica, donde estaba el “Guernica árbol” donde los Reyes de España juraban respetar los fueros o sea la autonomía del País Vasco. Armonía prístina que la violencia de algunos que “erraron el camino” destruye. Pero la poeta no cree en una victoria definitiva de las fuerzas del mal, siempre triunfa la luz, en el paisaje y en la mente humana. “El alba vence los océanos de la noche”, verso esperanzador del último poema de las obras completas – esperemos que sean incompletas – de Carmen Flores, porque “Detrás de lo invisible / una multitud de palabras / pugnan en mi mundo”. La poeta se expresa también como mujer, sobre las alegrías, esperanzas y penas de una vida femenina que participa plenamente de la obra creadora de la madre tierra y la fuerza vital del universo. Alegría de los primeros movimientos de los hijos, de sus primeras palabras, que lleva a la resonancia interior de un pasado que permanece vivo dentro de la sensibilidad de la poeta, “en el rumor de mi mar oigo la voz infinita de mi padre / y del árbol de mi sangre / se desprende una centella maternal / que me enseñó a tocar la vida con el alma / y sacar el ímpetu de los océanos”, y luego el recuerdo del amor al esposo, “Tu corazón y el mío juntos en un mismo río / voy descubriendo la vida / en los ojos de los árboles / con este amor que triunfa ante la sombra”. Las aguas primordiales, océano, río, mar interior, son una presencia constante en los poemarios de Carmen Flores. La mitología afirma que Venus nació del Océano; también es la primera estrella que brilla al anochecer y la última al amanecer. Agua y cosmos se corresponden así, y así también sucede en la poesía de nuestra poeta. Más allá del espejo del agua, en la que se ahogó Narciso por no saber ir más allá de lo material, y más allá de los espejos de la casa, la poeta intenta el salto hacia lo desconocido e invisible para los ojos del cuerpo, busca la fuente cósmica – el Camino de Santiago, que aquí llamamos Vía Láctea, leche de dioses que antecede el agua de ríos y mares – que ha de llevar a la conquista espiritual del mundo. No se trata de tomar el poder para dominar materialmente, sino de conocer la verdad profunda, oculta, de la vida para estar en el lugar justo y merecido. Octavio Paz no buscó otra cosa en sus poemas. Será la fuente que interrogan los astrólogos – hasta el siglo XVII, la astrología fue considerada como una ciencia – para entender el presente, el carácter y las reacciones de los hombres, teniendo en cuenta la posición de todos los astros en el cosmos, y lo que nos depara el futuro, búsqueda de las vías ocultas del destino que el Creador permite descubrir en parte a quien sabe ver e interpretar. ¿No dicen acaso los textos sagrados que Dios es la Verdad, la Vía y la Vida? Marie Madeleine Gladieu- France
En este sentido progresan los poemas de Carmen Flores.
Lectura de poemas: La casa de mi pueblo Inquietud Alta columna de recuerdos
LA CASA DE MI PUEBLO
Sobre mínimos espejos
se refleja la casa de mi pueblo
una gaviota cruza el mar de mi niñez
entre muros de arena
prorrumpe una calle
que retienen mis pasos infantiles
entre la fronda
el jardinero va podando los tallos del tiempo
La casa de mi pueblo son paredes
de fuego
de aire
en los hilos de la memoria
cuelgan fotografias de mis ancestros
veo una tía sobre una alfombra cubierta de alas blancas
y percibo su alma tocada por la luz
en el rumor de mi mar oigo la voz infinita de mi padre
y del árbol de mi sangre
se desprende una centella maternal
que me enseñó a tocar la vida con el alma
y sacar el impetu de los océanos
gira la luna sobre la casa inundada de misterios Aparece
una niña de trenzas de agua como el sol que ilumina el alma una mesa roida de nostalgia escucho el tintineo de las vajillas
voces risas infantiles
vuelvo al pasadizo de paredes grávidas se van diluyendo las imágenes como un navío que se aleja entre la niebla
INQUIETUD
Qué inquietud de metáforas en el oleaje de mi mar es una hoguera el alma arrojo las palabras hasta palpar la orilla del papel
Danza la escritura delineando mis signos brotan centellas con sabor a hielo giran cautivos los astros el vértigo de la luz asciende hasta el hallazgo obsesión tenacidad por descubrir los enigmas del espejo
Veo las constelaciones formas que ignora el alfabeto el siglo es un instante que no alcanzo a intuir
Detrás de lo invisible una multitud de palabras pugnan en mi mundo Veo sobre tu ataúd
mi claudicante estrella
bajo un dolor profundo
mi alma se pierde en los espejos infinitos
ALTA COLUMNA DE RECUERDOS
Alta columna de recuerdos el sol desnuda los muros de tu ausencia y se desvanecen en tu crepúsculo te hablaré con el lenguaje del alma
que conoce a la piedra
a la nieve
a la hierba
a la sangre
a la lluvia
¡Respóndeme con el chasquido del agua!
¡Respondeme en la belleza de las estrellas!
¡Respóndeme con tu canto en mi mundo! Eres lejanía de estrella he construido un puente con mis letras para oir tu voz.
Foto cortesia della copertina del libro Constellacion de Signos Foto cortesia di Carmen Flores -Perú
Locandina del programma Alla ricerca della vera bellezza
Biografia di Carmen Flores
È nata a San Vicente de Cañete Lima -Perù
È poetessa, insegnante e promotrice culturale. È membro della Commissione Scrittrici del PEN Internazionale del Perù e del Consiglio di Amministrazione della Società Peruviana dei Poeti. Appare nelle antologie: Per amore del pianeta, la poesia ci unisce 50 poeti peruviani, Parole senza frontiere. Confini senza parole. Antologia Internazionale Essenza Poetica IV – Angolo Culturale La Paz (Uruguay); V APU Anthology -Cile, 2024.
È stata ospite speciale al programma bilingue italiano-spagnolo “Alla ricerca della vera bellezza” con Pietro La Barbera ed Elisa Mascia che ha curato la traduzione in italiano delle sue poesie e seguente pubblicazione nel quotidiano online Alessandria today e nel blog nonsoloarteepoesia Magiche Emozioni dell’Anima di Elisa Mascia
Appaiono anche in Some Voices – Chilean Peruvian Poetry e nella rivista International.
Invitata dalla Casa del Poeta Cileno-Peruviano e dal Consolato Generale del Perù a Valparaíso (2007); ha partecipato all’Incontro Binazionale di Poesia Perù-Uruguay (2016); Ha ricevuto il Premio El Chasqui de Oro del Ministero dell’Istruzione (2008) e il Premio Estrella del Sur dell’Uruguay al Mondo (2023).
Nel 2024 è stata delegata del Perù al Festival Internazionale di Letteratura per la Fondazione Writers Capital International. Ha partecipato al Primo Congresso Mondiale della Pace e delle Arti organizzato dal Collettivo Culturale Internazionale Utopia Poetica I Più Grandi Poeti del Mondo Michoacán México e delegata Ambasciatrice della Pace Universale UPF. – in una Cerimonia tenutasi nell’Aula Magna “Alcides Carrión” del Congresso della Repubblica
Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie
Magia poetica (1999)
Profilo di donna (2001)
Amalgama (2004), Altro oltre la metafora (2006) e Cosmic Source (2017)
È stata eletta membro ufficiale della Ciesart dalla presidente Lily Baylon Escritora.
È stata ideatrice ed è coordinatrice dell’evento virtuale internazionale bilingue italiano-spagnolo “Poetic Voices Crossing Oceans” Recital Poetico mensile già all’undicesimo incontro.
Carmen Flores: risposte alle domande
1) Di cosa abbiamo bisogno in questa vita?
In questa vita abbiamo bisogno che regnino la Pace e l’amore universale, primordiali per la convivenza umana, affinché possiamo andare d’accordo tra di noi, di cui c’è tanto bisogno in questo mondo in cui viviamo.
2) Le persone cambiano?
Le persone cambiano con il passare del tempo. Gli esseri umani evolvono in diversi modi di pensiero, le mode e la letteratura cambiano sotto ogni aspetto. Tuttavia, anche con il notevole progresso della tecnologia e del modernismo, i valori si stanno perdendo.
3) Qual è il segreto per essere felici?
Il segreto per essere felice per me è costruire la felicità ogni giorno, ad esempio vedendo il buon comportamento dei nostri figli e vedere che la società non subisce tante ingiustizie, cercare di vivere in armonia con le persone, cercando di capire gli altri, sapendo ascoltare e non avere differenze di nessun tipo.
4) Dove trovi rifugio emotivo?
Trovo rifugio emotivo nella poesia, quando scrivo mi sento libera e sto imparando a conoscere me stessa.
È un andare e venire tra due mondi, quello interno e quello esterno.
5) abbiamo il controllo della nostra vita?
È relativo, l’importante è cercare di saper controllare le nostre emozioni, tuttavia il controllo della nostra vita è nelle mani di Dio.
6) È sufficiente una vita per sperimentare tutto ciò che ci siamo proposti di fare?
Non basta perché la vita umana è per natura effimera, oggi siamo qui e domani non lo sappiamo, per questo non possiamo raggiungere tutti i nostri obiettivi.
7) Devi sempre inseguire i tuoi sogni?
È sempre bene perseguire i propri sogni per non perdere l’illusione di vivere indipendentemente dall’età.
8) Se potessi avere un super potere, quale sarebbe?
Se potessi avere un superpotere, cambierei la mentalità disumana di molte persone che commettono ingiustizie e l’eccessiva ambizione di potere e ricchezza causa distruzione nel mondo come guerre, crimini e genocidi.
Hola Hola gente maravillosa!! ¡¡Feliz domingo!!
Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos.
Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida.
Junto a Pietro La Barbera continuamos nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza”. Hoy presentamos a nuestra querida amiga poeta peruana Carmen Flores quien nos presenta su libro: “Constellation of signs” que recoge todos los poemas escritos a lo largo de los años y nos acompaña la madrina de En busca de la verdadera belleza Luisa Camere quien lee la biografía de Carmen.
Biografía de Carmen Flores
Nació en San Vicente de Cañete Lima -Perú
Es poeta, docente y promotora cultural. Es miembro de la Comisión de Escritores del PEN Internacional del Perú y de la Junta Directiva de la Sociedad Peruana de Poetas. Aparece en las antologías: Por amor al planeta, la poesía nos une 50 poetas peruanos, Palabras sin fronteras. Fronteras sin palabras. Antología Internacional Esencia Poética IV – Rincón Cultural La Paz (Uruguay); V Antología APU – Chile, 2024.
Fue invitada especial al programa bilingüe italiano-español “En busca de la verdadera belleza” con Pietro La Barbera y Elisa Mascia, quienes supervisaron la traducción al italiano de sus poemas y su posterior publicación en el periódico online Alessandria Today y en el blog Nonsoloarteepoesia Magiche. Emociones del alma de Elisa Mascia
También aparecen en Algunas Voces – Poesía Peruana Chilena y revista Internacional.
Invitado por la Casa del Poeta Chileno-Peruano y por el Consulado General del Perú en Valparaíso (2007); participó en el Encuentro Binacional de Poesía Perú-Uruguay (2016); Recibió el Premio El Chasqui de Oro del Ministerio de Educación (2008).
Recibió el Premio Estrella del Sur de Uruguay al Mundo (2023).
En 2024 fue delegada del Perú al Festival Internacional de Literatura de la Fundación Internacional Writers Capital. Participó en el Primer Congreso Mundial de la Paz y las Artes organizado por el Colectivo Cultural Internacional Utopía Poética Los Más Grandes Poetas del Mundo Michoacán México y Embajadora delegada de la Paz Universal UPF. – en acto realizado en el Gran Salón “Alcides Carrión” del Congreso de la República
Ha publicado los siguientes poemarios
Magia poética (1999)
Perfil de una mujer (2001)
Amalgama (2004), Otros más allá de la metáfora (2006) y Fuente cósmica (2017)
Fue elegida miembro oficial de Ciesart por la presidenta Lily Baylon Escritora.
Fue creadora y coordinadora del evento virtual internacional bilingüe italiano-español “Voces Poéticas Cruzando Océanos” Recital Poético mensual ya en el undécimo encuentro.
Carmen Flores: Respuesta de las Preguntas
1 ) Qué necesitamos en esta vida?
En esta vida necesitamos que reine La Paz , y el Amor primordial para la convivencia humana para llevarnos bien unos a otros que nos hace tanta falta en el mundo que vivimos
2) La gente cambia?
La gente si cambia conforme pasa el tiempo los seres humanos evolucionan diferente manera de pensar, la moda, la literatura en todo aspecto.Sin embargo aún con el notable adelanto de la tecnología y el modernismo se están perdiendo los valores.
3) Cuál es el secreto para ser feliz ?
El secreto para mi, es construir la felicidad el día a día , por ejemplo ver el buen comportamiento de nuestros hijos y ver que la sociedad no sufra tantas injusticias, buscando vivir en armonía con las personas tratar de comprender a los demás , saber escuchar y no tener diferencias de cualquier índole.
4) Donde encuentras el refugio emocional?
El refugio emocional lo encuentro en la poesía, al escribir siento que me libero y me voy conociendo a mí misma es un ir y venir entre dos mundos el interno y externo.
5 ) Tenemos el Control de nuestra vida?
Es relativo, lo importante es saber o intentar controlar nuestras emociones, sin embargo el control de la vida no podemos tener porque somos seres efímeros nuestro destino está en las manos de Dios.
6) Es suficiente una vida para experimentar todo lo que nos proponemos?
No es suficiente porque la vida humana por naturaleza es efímera, hoy estamos y mañana no sabemos, por esta razón no podemos realizar todos nuestros objetivos.
7) Siempre tienes que perseguir tus sueños?
Siempre es bueno perseguir tus sueños para no perder la ilusión de vivir sin importar la edad
8) Si pudieras tener un Súper Poder cuál sería ?
Si tuviera un súper poder cambiaría la mentalidad inhumana de mucha gente que comete injusticia y la ambición desmedida del poder y riqueza origina destrucción en el mundo como son las guerras, crímenes y genocidios
PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL SCRITTORI IN EVIDENZA: SMARAGDI MITROPOULOU – UNA BRILLANTE LUMINARIA NELLA LETTERATURA E NELL’ARTE GRECA
Entra nell’ispirante mondo di Smaragdi Mitropoulou, una celebre autrice, poetessa, fotografa ed educatrice di Atene, Grecia. Con la sua profonda narrazione e la sua brillantezza creativa, Smaragdi ha toccato cuori e menti in tutto il mondo. Le sue opere, come The Lady of the Castle e Barsaat: The Dance of Rain, esplorano temi senza tempo di emozione, storia e cultura, guadagnandosi numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Golden Book Award 2023 e il Larry Niven Literary Award for Fiction. Oltre alla letteratura, la sua suggestiva fotografia e i suoi contributi accademici esemplificano ulteriormente il suo talento poliedrico e la sua dedizione alle arti.
Scopri di più sul suo straordinario viaggio e sui suoi duraturi contributi al mondo letterario e artistico.
Unisciti a noi al Panorama International Literature Festival 2025 per celebrare gli straordinari successi di Smaragdi Mitropoulou e il suo impatto duraturo sulla letteratura e l’arte.
Thank you so much Writers Capital Foundation PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL FEATURED WRITERS: SMARAGDI MITROPOULOU – A BRILLIANT LUMINARY IN GREEK LITERATURE AND ART
Step into the inspiring world of Smaragdi Mitropoulou, a celebrated author, poet, photographer, and educator from Athens, Greece. With her profound storytelling and creative brilliance, Smaragdi has touched hearts and minds across the globe. Her works, such as The Lady of the Castle and Barsaat: The Dance of Rain, explore timeless themes of emotion, history, and culture, earning her numerous accolades, including the prestigious Golden Book Award 2023 and the Larry Niven Literary Award for Fiction. Beyond literature, her evocative photography and academic contributions further exemplify her multifaceted talent and dedication to the arts.
Learn more about her remarkable journey and her lasting contributions to the literary and artistic world.
Join us at the Panorama International Literature Festival 2025 to celebrate Smaragdi Mitropoulou’s extraordinary achievements and her enduring impact on literature and art.
il mattino è spuntato senza chiedere permesso non c’è più niente da dire il tempo ha lentamente abbandonato tutto ciò che non sarà mai l’usignolo tra i rami degli alberi ha trillato con il suo bel canto di dolcezza la gioia di vivere in sogni incantati e i papaveri hanno ricoperto i campi di colori gli angeli l’hanno avvolto nella luce in un cielo azzurro e con i raggi del sole forse domani potremo sapere perché ogni mattina sorge un nuovo giorno . . the morning has sprung up without asking permission there is nothing more to say time has slowly let everything that will never be languishing the nightingale in the branches of the trees has trilled with its beautiful song of sweetness the joy of living in enchanted dreams and the poppies have covered the fields with colours the angels have wrapped it in light in a blue sky and with the rays of the sun maybe tomorrow we will be able to know why every morning a new day springs up . . joan josep barcelo
Non ho smesso d’amare neppure quando la bruma copriva il cielo e m’avvolgeva. Mai ho smesso di farlo anche se il dolore graffiava e l’anima si faceva largo a partorirmi di nuovo. Ho sorriso agli altri mantenendo la fiamma viva cercando d’illuminare la malinconia di quei giorni. Piegandomi mi sono guardata aspettando che nuove dolci folate di vento m’abbracciassero dentro riscaldandomi. Ho atteso ogni volta che la nebbia si diradasse e mostrasse il cielo azzurro simile a quello della mia infanzia. . . Amé incluso en la niebla
No dejé de amar ni siquiera cuando la niebla cubría el cielo y me envolvía. Nunca dejé de hacerlo aunque el dolor hería y el alma se abría paso para darme a luz de nuevo. Sonreí a los demás. manteniendo viva la llama tratando de iluminar la melancolía de aquellos días. Inclinándome me miré esperando que nuevas dulces ráfagas del viento me abrazasen por dentro calentándome. Esperé cada vez que la niebla se despejase y mostrase el cielo azul similar al de mi infancia. . . Vaig estimar fins i tot dins la boira
No he deixat d’estimar ni tan sols quan la boira cobria el cel i m’envoltava. Mai vaig deixar de fer-ho encara que el dolor feria i l’ànima es feia pas per tornar-me a parir. Vaig somriure als altres mantenint viva la flama intentant il·luminar la malenconia d’aquells dies. Ajupida em vaig mirar esperant que noves ràfegues dolces de vent m’abracessin per dins escalfant-me. Vaig esperar cada vegada que la boira s’aclarís i mostrés el cel blau semblant a la de la meva infantesa. . . Anna Maria Lombardi
El cel és gris, feixuc de plom. Només les branques tendres gosen trencar la boira. Rengleres grises ocupen els carrers. Hi ha un silenci espès, pressentiment del tro i aviat tot -cel, carrers, arbres- esclatarà en gris. . . Il cielo è grigio, pesante di piombo. Soltanto i rami teneri osano rompere la nebbia. File grigie occupano le strade. C’è un silenzio denso, presentimento del tuono e presto tutto – cielo, strade, alberi – esploderà in grigio. . . El cielo es gris, pesado de plomo. Sólo las ramas tiernas se atreven a romper la niebla. Hileras grises ocupan las calles. Hay un silencio denso, presentimiento del trueno y pronto todo -cielo, calles, árboles- estallará en gris. . . O céu está cinzento, pesado de chumbo. Só os ramos tenros ousam romper a névoa. Fileiras cinzentas ocupam as ruas. Há um silêncio denso, premonição do trovão e em breve tudo – céu, ruas, árvores – explodirá em cinzento. . . Lu celu è griggiu, pisanti di chiummu: sulamenti li rama tenniri cercanu di rumpiri la negghia. Filari griggi jinchinu li strati. C’è silenziu quagghiatu, prisintimentu di lu tronu e subbitu tuttu- celu, strati, arbuli. Scattia di griggiu . . Maria Rosa Llabrés (traduzione in siciliano: Emilia Merenda)
A green tapestry spread out in the vale of snowberry, Giving a happy day’s feeling to rainbow-colored trees, And to different ethnic rural dwellers, so weary, They toil in honeyed breaths of sunrise breeze.
Youthful honeysuckles have worn green robes, Celebrating joyously the spring’s sparkling festival. All birds of air and water played their unique roles, Like the rosy finch and snow bunting, seeming poetical.
Paying homage to mother Nature, a robin pair Was in a love affair with the lily dear flower. Baby bird, you might not have smelled this solemn air, And all these lovely wildlife marvels yet before.
The papillons winding above in the fields of blazing star Kissed awakening flowers with scented lips. A lonely balladeer’s violin sounds won my heart; His song was filled with waves of mystical murmurs.
The sweet evening shadows sailed; I started Beneath the wooden shacks, my own former thoughts Aided me, while wolfhounds made a din and ruckus, Like a foreigner, myself I felt in the realm of agitated vapors.
In the vale of snowberry, they scattered Amidst the tiny stars, in between those clowns, My focus of eyes was on those old-fashioned Shacks and hovels, the shadows and growls