Una poesia di Kareem Abdullah recensita da Elisa Mascia

Foto cortesia di Elisa Mascia -Italia e Kareem Abdullah – Iraq

Recensione a cura di Elisa Mascia -Italia, della poesia: ” Un altro anno di attesa” scritta dal poeta Kareem Abdullah – Iraq

Il carico delle energie negative causano un crollo per la realizzazione dei progetti di vita che vengono schiacciati durante la lunga attesa che diviene un peso oneroso insostenibile da parte del poeta Abdullah, ha un effetto estenuante l’attesa come accade in qualsiasi persona al mondo quando, pur possedendo una buona dose di pazienza, non può gestire le cause esterne.
Il poeta riesce con i suoi versi a personificare la tristezza derivante da quello stato di fatto al punto che immagina che venga trasportata sulle navi pronte a togliere gli ormeggi e iniziare la partenza.
Esprime il senso di impotenza dinanzi agli scenari di combattimento della guerra dove già “sulle rive ci sono sospiri che sopprimono il concepimento della paura” poiché nonostante tutto è necessario reagire dalle grida di dolore della schiacciante sconfitta.

Tra la descrizione di scene di guerra si evince il palpitare del cuore per il sogno di una passione che forte s’imprime tra le parole e il sentimento, le illusioni e la melodia  che risuona come fossero note inserite tra le linee del pentagramma lì imprigionata può ammirare che ” tu nuoti nuda, fritta ( è la polvere azzurra di una mescolanza per dipingere ceramiche), ferita dalle lance dell’insonnia” sull’uscio della contemplazione.

Il poeta Abdullah lancia un invito all’amata di vegliare durante il suo sonno per non soccombere nella solitudine del sogno è un sentito richiamo all’attenzione e cura che sono le fondamenta essenziali prima che tutto si dilegui in lontananza dal suo sguardo.
Continua con l’intrecciarsi di memorie di giorni bui intrisi da sconfitte e l’incognita oscurità del potere e l’accentuazione della passione che sfocia nell’oceano della chiusa della poesia: “Un’altro anno di attesa ” lascia viva la speranza dell’ affacciarsi all’ alba di un nuovo giorno simbolo di iniziare anche un percorso di vita con fede sperando che si realizzino con passione e amore con l’ auspicio di: “un fresco bacio”.

Un altro anno di attesa

Riparo il crollo dei miei programmi sotto il peso della difficile attesa.
Le navi della  mia tristezza salpano a loro piacimento.
Non arrivano alle grida  dei dolori della sconfitta.
Sono trasportate dalle lingue dell’ audace desiderio.
Sulle rive ci sono sospiri che sopprimono il concepimento della paura.
Ho navigato per ore pesanti, ho sentito i minuti di perdita per coloro che gemono e gridano aiuto,
e il sibilo della sconfitta. 
Il mio sogno innocente mi spaventa
Tu nuoti nuda, fritta ( polvere azzurra), ferita dalle lance dell’insonnia
In essa imprigioni le melodie della tua luce giovanile di cristallo
bussando alle porte della contemplazione
I rami delle sorgenti  del desiderio diffondono su di essi incantesimi luminosi dell’amore
Abbi cura della mia solitudine ogni volta che il sonno mi coglie
i piaceri si dileguano dagli occhi
Indossi una veste d’orgoglio che
inumidisce l’alienazione delle finestre dei germogli del desiderio…
Considera quanto tempo hanno sprecato gli anni di guerra feroce
Da noi bruciati i campi della speranza Seminate miseria nelle lontananze dell’incontro atteso
Schiacciate dalle sue palme i fiori
Lasciate le ceneri ad allinearsi sui ricordi
Così ti precipiti a rifugiarti
avvolgendo ciò che è rimasto del sogno
Tra le rovine passi i tuoi respiri che gocciolano sotto la mia camicia
Lotti contro il potere dell’oscurità
Così  l’alba timida splende sulla soglia di un fresco bacio!
Karim Abdullah
Traduzione poetica a cura di Elisa Mascia -Italia

Breve biografia di Kareem Abdullah

Kareem Abdullah è un poeta e scrittore iracheno. È nato a Baghdad nel 1962. Kareen Abdullah è l’autore di “Baghdad in Her New dress” (Book House 2015). Il suo nome è apparso in molte importanti riviste letterarie arabe e ha vinto il premio di poesia in prosa Tajdeed nel 2016. Kareem ha pubblicato otto raccolte di poesie in arabo e le sue poesie sono state tradotte in molte lingue.

Breve biografia: Elisa Mascia
Nata a Santa Croce di Magliano (CB) – Italia. Poetessa e scrittrice,
Conduttrice radiofonica, declamatrice di poesie bilingue in lingua italiana e spagnolo. Fotografa, Critica, Conferenziera e Recensionista. Lettrice di libri e donatrice di voce. Membro fondatore e Registrata in WikiPoesia e in Movimiento Poetas del Mundo. Autrice nel quotidiano Alessandria today Magazine con circa 2000 articoli, blogger di nonsoloarteepoesiablog Magiche Emozioni dell’anima
Divulgatrice dell’arte, della cultura poetica e letteraria nel mondo. Ha pubblicato 14 collezioni Poetiche e alcuni bilingue. Presente in WikiPoesia e Wikitia, in numerose Antologie mondiali.

عامٌ آخرَ مِنَ الانتظار
أرممُ انهيار جداولي تحتَ وطأةِ الانتظار العسير تجري بما تشاءُ مراكب حزني لا تفقهُ زفرات مواجع الانكسار تطوّحها ألسنةُ الرغبةِ الجموح وعلى الضفافِ آهاتٌ تكتمُ تناسلَ الخوف أشرعتها  ساعاتٌ ثقيلة ٌ تلهجُ  تستغيث  تسمعُ دقّاتَ الخسارات وهسهسة الانكسار . يخيفني حلمي البريء تسبحينَ عاريةً  مُقَلي تجرّحها رماحُ السهرِ فيهِ تحبسينَ أنغامَ بلّوركِ الفتيَّ يطرقُ ابوابَ التأملَ يُثقلُ أغصانَ نوافير الاشتهاء عليها تنشرينَ تعاويذَ العشقِ المضيئةِ تحنّط ُ وحدتي  كلّما داهمني الوسن يختلسُ اللذّات من العيونِ  تُلبسكِ رداءَ الكبرياء  يخضّلُ غربةَ نوافذ براعم الحنين … تأملي كمْ مِنَ الوقتِ ضيّعتْ منّا  سنواتُ الحربِ الضروس تحرقُ حقولَ الأمل تزرعُ الشقاءَ في مسافاتِ اللقاء المنتظر تسحقُ مصفّحاتها الزهورَ تتركُ الرمادَ يتنضدُ فوقَ الذكرياتِ  فـ تسارعينَ  تلوذينَ  تلفلفينَ  ما بقيَ مِنَ الحلمِ بينَ الأنقاضِ تمرّرينَ أنفاسكِ تترقرقُ  تحتَ قميصي  تكافحينَ سطوةَ الظلام  فــ يلمعُ الفجرَ الخجول على أعتابِ قُبلةٍ طازجة !
كريم عبدالله

Kareem Abdullah -Iraq scrive un’analisi poetica dettagliata alla poesia: “Il divino patto d’amore” di Frieda Norma Dela Cruz – Filippine.

Foto cortesia di Frieda Norma Dela Cruz – Filippine e Kareem Abdullah – Iraq

Il Divino Patto d’Amore: Devozione e Santità nelle Relazioni Umane”
Una lettura analitica critica di “Il sacro patto dell’amore” del Dr. Frieda Norma Dela Cruz – Filippine.
Di : Kareem Abdullah – Iraq .

Titolo: “L’alleanza divina d’amore: devozione e santità nelle relazioni umane”

Il poema della Dr. Frieda Norma Dela Cruz “La sacra alleanza dell’amore” esplora il concetto di amore incondizionato, intrecciando temi di devozione spirituale, purezza e connessione divina. Il poema presenta una visione idealizzata dell’amore che è trascendente, eterno e profondamente ancorato nella fede e nella comprensione. Attraverso questo, Dela Cruz sottolinea la natura sacra dell’amore, non solo come un sentimento personale ma come un patto divino che riflette verità superiori.

Le prime righe, “Amare qualcuno incondizionatamente, una devozione all’amore, un amore di affetto profondo, senza limiti, scuote la mia anima sopra,” impostare il tono per la poesia, dove l’amore non è legato da terreno alla relazione. Questo amore non è guidato da bisogni personali o da una passione fugace, ma si fonda sul rispetto reciproco e sulla realizzazione spirituale. La forza di questo amore, secondo il poeta, sta nella sua accettazione sia del bene che degli aspetti superiori dell’altro, segnalando una comprensione profonda che trascende il giudizio o l’aspettativa.

Il tema dell’amore divino è più importante nelle righe: “L’amore è divino, onorando la legge dell’amore, per sempre forte, Un legame che non vacilla mai, dove la comprensione appartiene.” Qui, l’amore non è solo un’emozione ma un principio divino, guidato da una legge superiore che favorisce la comprensione e la compassione. L’uso del termine “per sempre forte” trasmette la permanenza e la natura incrollabile di questo legame, in contrasto con la fragilità delle relazioni umane che possono vacillare a causa di incomprensioni o egoismo.

Dela Cruz porta anche l’idea di realizzazione spirituale attraverso l’amore. La frase “La beatitudine celeste scorre nel nostro amore, non il pungiglione del desiderio”, suggerisce che il vero amore, quando fondato su un legame sacro, è libero dal dolore o dal vuoto spesso associato ai desideri transitori. La connessione tra gli amanti crea un paradiso, uno spazio di beatitudine e contentezza, che simboleggia una forma rara e idealizzata di amore che è emotivamente appagante e spiritualmente edificante.

Nella stanza, “La contentezza tesse il nostro filo, un legame felice e sacro, un impulso coeso che ci lega, rompendo ogni menzogna mondana,” Dela Cruz dipinge un quadro dell’amore come un legame forte e infrangibile che lega gli individui. Questo “legame sacro” non è basato su desideri mondani o connessioni superficiali, ma è radicato in una comprensione superiore, quasi divina. La nozione di rompere “ogni menzogna mondana” suggerisce che questo amore è in netto contrasto con le idee sbagliate della società sull’amore, spesso guidate dal materialismo o dall’ego.

Inoltre, il poeta lega l’amore ad un più alto scopo divino nelle righe, “Un amore che si concentra sul disegno naturale di Dio, dove trovo la sua presenza, Il più grande rapporto esplorato, dove verità e onestà legano.” Questo rafforza l’idea che il vero amore non riguarda solo la connessione umana ma anche l’allineamento con la volontà divina di Dio, riconoscendo la Sua presenza nella relazione. L’amore qui non è solo spirituale ma anche radicato nella verità e nell’onestà, promuovendo l’aspetto sacro del patto.

Nelle righe finali, “La nostra devozione all’amore, lasciando che Dio indichi la via, le nostre preghiere a Lui, questo nostro amore non andrà mai fuori strada. L’amore nel mio cuore, per sempre tu, Io obbedisco e ondeggio, il mio corpo, la mente e l’anima seguiranno fedelmente la tua strada”, la poetessa sottolinea la resa del sé al divino e all’amante. L’obbedienza dell’amante non è ai desideri terreni, ma alla via divina, che suggerisce che questo amore trascende ogni guadagno personale, diventando una chiamata superiore per entrambi gli individui.

In conclusione, Il Sacro Patto d’Amore della Dr. Frieda Norma Dela Cruz è un’esplorazione poetica dell’amore come legame divino ed eterno. Attraverso temi di devozione spirituale, purezza e comprensione reciproca, il poema presenta una visione idealizzata e trascendente dell’amore, che si concentra non solo sulla connessione umana ma anche sull’allineamento divino e sulla verità. Ricorda al lettore che l’amore, quando è radicato in ideali superiori, diventa una forza potente che trascende la natura fugace degli attaccamenti mondani, creando un legame sacro ed eterno tra due anime.


Il sacro patto dell’amore
Amare qualcuno incondizionatamente, una devozione all’amore,
Un amore di affetto profondo, sconfinato, eccita la mia anima.
Il mio amore è puro, onesto e libero da ogni desiderio,
La sua forza sta nell’accettare tutto, sia il bene che l’alto.
L’amore è divino, onorando la legge dell’amore, per sempre forte,
Un legame che non vacilla mai, dove la comprensione appartiene.
La beatitudine celeste scorre nel nostro amore, non il pungiglione del desiderio appassionato,
La nostra profonda connessione costruisce un paradiso, una cosa così rara.
La contentezza tesse il nostro filo, un felice e sacro legame,
Un desiderio coesivo che ci lega, rompendo ogni menzogna mondana.
Un amore che si basa sul disegno naturale di Dio, dove trovo la Sua presenza,
La più grande relazione esplorata, dove verità e onestà si legano.
La nostra devozione all’amore, lasciando che Dio indichi la via,
Preghiere a Lui, questo nostro amore non andrà mai fuori strada.
L’amore nel mio cuore, per sempre tu, io obbedisco e ondeggio,
Il mio corpo, la mia mente e la mia anima seguiranno fedelmente la tua via.
Dr. Frieda Norma Dela Cruz
Filippine ©®
Diritti d’autore riservati
Data: 08.03.2025





The Divine Covenant of Love: Devotion and Sanctity in Human Relationships”
A Critical Analytical Reading of “Love’s Sacred Covenant” by Dr. Frieda Norma Dela Cruz – Philippines.
By : Kareem Abdullah – Iraq .

Title: “The Divine Covenant of Love: Devotion and Sanctity in Human Relationships”

Dr. Frieda Norma Dela Cruz’s poem Love’s Sacred Covenant explores the concept of unconditional love, intertwining themes of spiritual devotion, purity, and divine connection. The poem presents an idealized vision of love that is transcendent, eternal, and deeply anchored in faith and understanding. Through this, Dela Cruz emphasizes the sacred nature of love, not just as a personal feeling but as a divine covenant that reflects higher truths.

The opening lines, “Loving someone unconditionally, a devotion to love, A love of deep affection, boundless, stirs my soul above,” set the tone for the poem, where love is not bound by earthly  to the relationship. This love is not driven by personal needs or fleeting passion but is founded on mutual respect and spiritual fulfillment. The strength of this love, according to the poet, lies in its acceptance of both the good and the higher aspects of the other, signaling a deep understanding that transcends judgment or expectation.

The theme of divine love is most prominent in the lines: “Love is divine, honoring the law of love, forever strong, A bond that never falters, where understanding belongs.” Here, love is not just an emotion but a divine principle, guided by a higher law that fosters understanding and compassion. The use of the term “forever strong” conveys the permanence and unwavering nature of this bond, contrasting with the fragility of human relationships that may falter due to misunderstandings or selfishness.

Dela Cruz also brings in the idea of spiritual fulfillment through love. The line “Heavenly bliss flows in our love, no passionate desire’s sting,” suggests that true love, when founded on a sacred bond, is free from the pain or emptiness often associated with transient desires. The connection between the lovers creates a paradise, a space of bliss and contentment, symbolizing a rare and idealized form of love that is both emotionally fulfilling and spiritually uplifting.

In the stanza, “Contentment weaves our thread, a happy, sacred tie, A cohesive urge that binds us, breaking every worldly lie,” Dela Cruz paints a picture of love as a strong, unbreakable bond that ties the individuals together. This “sacred tie” is not based on worldly desires or superficial connections but is rooted in a higher, almost divine understanding. The notion of breaking “every worldly lie” suggests that this love stands in stark contrast to societal misconceptions of love, which are often driven by materialism or ego.

Furthermore, the poet ties love to a higher divine purpose in the lines, “A love that centers on God’s natural design, where His presence I find, The greatest relationship explored, where truth and honesty bind.” This reinforces the idea that true love is not just about the human connection but also about aligning with God’s divine will, recognizing His presence in the relationship. The love here is not only spiritual but also rooted in truth and honesty, furthering the sacred aspect of the covenant.

In the concluding lines, “Our devotion to love, letting God lead the way, Prayers to Him, this love of ours will never go astray. The love in my heart, forever you, I obey and sway, My body, mind, and soul will faithfully follow your way,” the poet emphasizes the surrendering of the self to the divine and the lover. The lover’s obedience is not to earthly desires but to the divine path, which suggests that this love transcends all personal gain, becoming a higher calling to both individuals.

In conclusion, Dr. Frieda Norma Dela Cruz’s Love’s Sacred Covenant is a poetic exploration of love as a divine, eternal bond. Through themes of spiritual devotion, purity, and mutual understanding, the poem presents an idealized and transcendent view of love, one that centers not only on human connection but also on divine alignment and truth. It reminds the reader that love, when rooted in higher ideals, becomes a powerful force that transcends the fleeting nature of worldly attachments, creating a sacred and everlasting bond between two souls.


Love’s Sacred Covenant
Loving someone unconditionally, a devotion to  love,
A love of deep affection, boundless, stirs my soul above.
My love is pure, honest, and free of all desire,
Its strength lies in accepting all, both good and higher.
Love is divine, honoring the law of love, forever strong,
A bond that never falters, where understanding belongs.
Heavenly bliss flows in our love, no passionate desire’s sting,
Our deep connection builds a paradise, so truly rare a thing.
Contentment weaves our thread, a happy, sacred tie,
A cohesive urge that binds us, breaking every worldly lie.
A love that centers on God’s natural design, where His presence I find,
The greatest relationship explored, where truth and honesty bind.
Our devotion to love, letting God lead the way,
Prayers to Him, this love of ours will never go astray.
The love in my heart, forever you, I obey and sway,
My body, mind, and soul will faithfully follow your way.
Dr. Frieda Norma Dela Cruz
Philippines ©®
Copyright Reserved
Date: 08.03.2025

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Stefano Chiesa intervista Dimitris P. Kraniotis -Grecia

Foto cortesia di Dimitris P. Kraniotis -Grecia e Stefano Chiesa – Italia




Dimitris P. KRANIOTIS: Presidente del CIESART/Grecia /”Dottore” in letteratura, “Dottore” nella vita

Di: Stefano Chiesa
6 mar 2025

-1) Per quanto riguarda l’educazione precoce, siete consapevoli dell’enorme contributo della Grecia antica alla nostra società attuale?

Sì, assolutamente sì! L’antica civiltà greca ha avuto un profondo impatto sull’istruzione precoce, e molte delle loro idee e contributi risuonano ancora nei sistemi educativi di oggi.
I Greci furono pionieri nello sviluppo della filosofia, della logica, della matematica e della retorica, tutti fattori che influenzarono la fondazione dell’istruzione moderna. I filosofi greci, in particolare Socrate, Platone e Aristotele, hanno contribuito in modo significativo alla teoria dell’istruzione. Aristotele ha avanzato lo studio della retorica. Questo studio della lingua e del parlare in pubblico è diventato una pietra miliare dell’istruzione occidentale, in particolare in campi come il diritto, la politica e la comunicazione. I Greci hanno anche dato contributi sostanziali alla matematica e alle scienze che hanno influenzato i sistemi educativi.
L’istruzione è stata vista come un mezzo per coltivare sia il corpo che la mente a beneficio dell’individuo e della comunità. La filosofia greca antica rimane una parte centrale dei programmi educativi di oggi, e molte delle loro idee sull’etica, sulla logica e sulla politica continuano a guidare l’educazione contemporanea.

-2) Come affermato Dottore, è possibile trovare un legame tra Poesia e Medicina?

Sì, c’è una connessione affascinante e ricca tra poesia e medicina. Sia la poesia che la medicina sono profondamente interessate alla condizione umana. La poesia esplora spesso le esperienze emotive, psicologiche ed esistenziali della vita, mentre la medicina è fondamentalmente interessata alla salute umana e alla guarigione.
Vi è anche una qualità terapeutica sia per la poesia che per la medicina. In medicina, il processo di guarigione si estende spesso al di là del trattamento fisico per la cura emotiva e psicologica.
Allo stesso modo, la poesia richiede empatia per creare rappresentazioni autentiche dell’esperienza umana.
In medicina, il corpo è visto attraverso una lente scientifica, ma nella poesia può essere esplorato attraverso la metafora, il simbolo e l’emozione. In sostanza, sia la poesia che la medicina cercano di comprendere l’essere umano, anche se in modi diversi: l’uno attraverso le parole e le emozioni, l’altro attraverso la scienza e l’azione.

-3) Hai scritto 11 libri e ricevuto tante traduzioni, in una grande varietà di lingue straniere: quali sono le più rilevanti?

Considero tutti i miei libri e tutte le mie traduzioni ugualmente rilevanti. Personalmente, non posso isolarne nessuno.
Sono autore di 11 libri di poesia in 7 lingue in Grecia e all’estero: “Traces” (in greco, 1985), “Clay Faces” (in greco, 1992), “Fictitious Line” (in greco, inglese e francese, 2005), “Dunes” (in francese e rumeno, 2007), “Endogram” (in greco, 2010), “Edda”  (in francese e rumeno, 2010), “Illusions” (in albanese, 2010), “Leaves Vowels” (in italiano, 2017), “Tie of Public Decency” (in greco, 2018), “Minus one” (in spagnolo, 2022) e “Wrinkles in the coffee” (in greco, 2024). Sono anche il redattore capo dell’antologia internazionale “World Poetry 2011” (in inglese, 2011) con 205 poeti provenienti da 65 paesi.
La mia poesia è stata tradotta in 36 lingue (inglese, francese, spagnolo, portoghese, russo, italiano, tedesco, polacco, olandese, serbo, albanese, rumeno, arabo, cinese-mandarino, bulgaro, turco, ceco, giapponese, bengalese, persiano-farsi, vietnamita, gujarati, curdo, kazako, slovacco, hindi, danese, tamil, swahili, ebraico, uzbeko, ungherese, estone, coreano, ucraino e slavo macedone) e pubblicato in antologie, libri e riviste in molti Paesi del mondo.
Ritengo che il numero di lingue suggerisca che la mia poesia risuona con lettori provenienti da culture diverse.

-4) Qual è il tuo ruolo internazionale, in “CIESART”?

Sono Presidente di CIESART Grecia e vicepresidente del Consiglio consultivo mondiale della Camera Internazionale degli scrittori e artisti CIESART con sede in Spagna.

-5) E le tue attività in Italia?

Nel 2008 sono diventato Accademico presso l’Accademia Internazionale Micenei di Reggio Calabria. Nel 2009 sono diventato Accademico presso l’Accademia Tiberina di Roma. Nel 2019 sono diventato Accademico presso l’Accademia di Sicilia a Palermo. Nel 2024, sono diventato un accademico presso l’Accademia di WikiPoesia (l’enciclopedia poetica). Nel 2024 sono diventato accademico presso l’Accademia Internazionale Leopold Sedar Senghor di Milano.
Nel 2017 il mio libro “Foglie vocali” [“Leaves vowels”] è stato pubblicato a Ferrara da Pluriversum Edizioni, con alcune poesie selezionate tradotte in italiano. Nel 2023 questo libro è stato insignito del Premio Accademico Internazionale per la Letteratura Contemporanea “Lucius Annaeus Seneca” dall’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche di Bari.

-6) Ti senti vicino alla cultura italiana?

Sento davvero un senso di vicinanza alla cultura italiana, considerando i profondi legami storici, culturali e geografici tra la Grecia e l’Italia. Posso evidenziare diverse ragioni per le quali la cultura greca e quella italiana hanno in comune elementi che mi farebbero naturalmente sentire un’affinità con l’Italia, trovando ispirazione nella sua lingua, letteratura e filosofia.
Le culture dei due Paesi hanno in comune molte cose: il patrimonio mediterraneo, la letteratura e la filosofia classica, i legami estetici e artistici nella scultura, nella pittura e nel teatro, la tradizione letteraria italiana, i collegamenti linguistici e gli scambi culturali.
Infine, lo stile di vita mediterraneo con la sua enfasi sulla comunità, la famiglia e godendo dei piaceri della vita, come il buon cibo, il vino e la musica, dà un senso extra di parentela tra le culture greca e italiana.

7) Qual è il suo impegno per la pace, come ambasciatore?

Il mio impegno per la pace come ambasciatore è radicato nell’idea che le parole e l’arte hanno il potere di trasformare i cuori e le menti.
Attraverso la loro espressione creativa, i poeti possono aiutare a costruire ponti tra le culture, difendere la giustizia e l’uguaglianza e sfidare la violenza. I poeti possono promuovere un mondo in cui la pace non sia solo un ideale, ma una realtà viva e respirabile, formata dalla compassione, dalla comprensione e dal rispetto reciproco.
Come Ambasciatore della pace uso la poesia come strumento per promuovere la comprensione, l’empatia e il dialogo tra le persone, le culture e le Nazioni. Proprio come gli Ambasciatori tradizionali lavorano per promuovere la diplomazia e risolvere i conflitti, un poeta come ambasciatore della pace può farlo attraverso il potere delle parole, dell’arte e dell’espressione creativa.
Come Ambasciatore per la pace, posso usare il mio lavoro di poesia per iniziare conversazioni importanti sul conflitto, sulla giustizia e sulla riconciliazione. Partecipo a letture pubbliche, discussioni e scambi culturali che incoraggiano il discorso pacifico. Attraverso scambi culturali, festival di poesia o collaborazioni internazionali, promuovo la convivenza pacifica tra le diverse società, incoraggiando il rispetto e la comprensione reciproci.

Infine: Un poema sulla pace
Questa è la mia poesia dal titolo: “Ode all’eroe della pace”

Tu sei nato una volta
Per mille rivoluzioni
Sei morto una volta
Con mille risurrezioni

Tu hai illuminato gli ideali eterni
In casse piene di sogni
Hai soffiato le parole dei poeti
Verso venti armoniosi

Sei stato ferito da ferite senza volto
E schiaffeggiato da ingiustizie
Hai combattuto per la libertà
E vinto per la pace

Biografia di Dimitris P. Kraniotis [Grecia]
Dimitris P. Kraniotis è nato nel 1966 nella prefettura di Larissa, nella Grecia centrale, ed è cresciuto a Stomio (Larissa). Ha studiato medicina presso l’Università Aristotele di Salonicco e ha conseguito un Master of Science (MSc) in medicina presso l’Università della Tessaglia (Grecia). Vive a Larissa (Grecia) e lavora come medico (specialista in medicina interna). È autore di 11 libri di poesia in Grecia e all’estero. Direttore di un’antologia internazionale in lingua inglese (205 poeti provenienti da 65 paesi). Ha vinto premi internazionali per la sua poesia che è stata tradotta in 36 lingue e pubblicata in antologie, libri e riviste in molti paesi. È stato invitato e ha partecipato come poeta ospite a Festival internazionali di poesia in tutto il mondo. Ha ricevuto il titolo di “Laureato Uomo di Lettere” dal l’United Poets Laureate International (USA). Dottore in lettere (Litt.D.), accademico in Italia, presidente emerito del Congresso mondiale dei poeti (UPLI), presidente del 22o Congresso mondiale dei poeti (Grecia 2011), presidente della World Poets Society (WPS), direttore del Mediterranean Poetry Festival (Larissa, Grecia), presidente del comitato degli scrittori per la pace di PEN Grecia, ambasciatore del movimento “Poetas del Mundo” in Grecia, presidente della camera internazionale degli scrittori e artisti CIESART in Grecia, Presidente del Comitato scientifico del Festival internazionale di poesia di Naoussa (Grecia), Ambasciatore della Pace Universale dell’Universal Ambassador Peace Circle e membro del Movimento mondiale di poesia (WPM) e dei poeti del pianeta (POP). È stato anche professore presso il Dipartimento di Infermeria del l’Università della Tessaglia (ex TEI di Larissa, Grecia). Il suo sito ufficiale: https://www.dimitriskraniotis.com/

Stefano Chiesa


               





     



Dimitris P. KRANIOTIS: President of CIESART/Greece /”Doctor” in Literature, “Doctor” in Life

DiStefano Chiesa
Mar 6, 2025

-1) As regards early Education, are you aware of the huge Ancient Greek contribution to our present society?
Yes, absolutely! Ancient Greek civilization had a profound impact on early education, and many of their ideas and contributions still resonate in today’s educational systems.
The Greeks were pioneers in the development of philosophy, logic, mathematics, and rhetoric, all of which influenced the foundation of modern education. Greek philosophers, especially Socrates, Plato and Aristotle, made significant contributions to educational theory. Aristotle advanced the study of rhetoric. This study of language and public speaking became a cornerstone of Western education, particularly in fields like law, politics, and communication. The Greeks also made substantial contributions to mathematics and science that influenced education systems.
Education was seen as a means to cultivate both the body and mind for the benefit of the individual and the community. Ancient Greek philosophy remains a central part of educational curricula today, and many of their ideas about ethics, logic, and politics continue to guide contemporary education.
-2) As an affirmed Doctor, is it possibile to find a link between Poetry and Medicine?
Yes, there is a fascinating and rich connection between poetry and medicine. Both poetry and medicine are deeply concerned with the human condition. Poetry often explores the emotional, psychological, and existential experiences of life, while medicine is fundamentally concerned with human health, and healing.
Τhere is also a therapeutic quality to both poetry and medicine. In medicine, the healing process often extends beyond physical treatment to emotional and psychological care. Similarly, poetry has long been recognized for its healing properties, offering catharsis and a sense of connection.
Both doctors and poets must possess a deep sense of empathy and understanding. In medicine, empathy allows doctors to connect with patients, understand their suffering, and provide care that takes into account not just the body but the individual’s emotional and psychological state. Similarly, poetry requires empathy to create authentic representations of human experience.
In medicine, the body is seen through a scientific lens, but in poetry, it may be explored through metaphor, symbol, and emotion. In essence, poetry and medicine both seek to understand the human being, though in different ways—one through words and emotions, and the other through science and action.

-3) You wrote 11 books and received lots of translations, in a huge variety of foreign languages: which are the most relevant?
I consider all my books and all my translations equally relevant. Personally, I can’t single out any.
I am the author of 11 poetry books in 7 languages in Greece and abroad: “Traces” (in Greek, 1985), “Clay Faces” (in Greek, 1992), “Fictitious Line” (in Greek, English and French, 2005), “Dunes” (in French and Romanian, 2007), “Endogram” (in Greek, 2010), “Edda” (in French and Romanian, 2010), “Illusions” (in Albanian, 2010), “Leaves Vowels” (in Italian, 2017), “Tie of Public Decency” (in Greek, 2018), “Minus one” (in Spanish, 2022) and “Wrinkles in the coffee” (in Greek, 2024). Also I am the Editor-in-chief of the international anthology “World Poetry 2011” (in English, 2011) with 205 poets from 65 countries.
My poetry has been translated into 36 languages (English, French, Spanish, Portuguese, Russian, Italian, German, Polish, Dutch, Serbian, Albanian, Romanian, Arabic, Chinese-Mandarin, Bulgarian, Turkish, Czech, Japanese, Bengali, Persian-Farsi, Vietnamese, Gujarati, Kurdish, Kazakh, Slovak, Hindi, Danish, Tamil, Swahili, Hebrew, Uzbek, Hungarian, Estonian, Korean, Ukrainian and Slavic Macedonian) and published in anthologies, books & magazines in many countries around the World.
I consider that number of languages suggests that my poetry resonates with readers across different cultures.
-4) What is your international role, in “CIESART”?
I am President of CIESART Greece and Vice President of the World Advisory Council of the International Chamber of Writers & Artists CIESART based in Spain.
-5) What about your activities in Italy?
In 2008, I became an Academician at the International Academy Micenei in Reggio Calabria. In 2009, I became an Academician at the Academy Tiberina in Rome. In 2019, I became Academician at the Academy of Sicily in Palermo. In 2024, I became an Academician at the Academy of WikiPoesia (the poetic encyclopedia). In 2024, I became an Academician at the International Academy Leopold Sedar Senghor in Milan.
In 2017 my book “Foglie vocali” [“Leaves vowels”] was published in Ferrara by Pluriversum Edizioni, with selected poems translated into Italian. In 2023 this book was awarded the International Academic Award for Contemporary Literature “Lucius Annaeus Seneca” by the Academy of Arts and Philosophical Sciences in Bari.
-6) Do you feel close to Italian Culture?
I indeed feel a sense of closeness to Italian culture, considering the deep historical, cultural, and geographical ties between Greece and Italy. I can highlight several reasons why Greek culture and Italian culture have commonalities that would naturally make me feel an affinity with Italy, finding inspiration in its language, literature and philosophy.
The cultures of the two countries share many things in common: the shared mediterranean heritage, the classical literature and philosophy, the aesthetic and artistic connections in sculpture, painting, and theater, the italian literary tradition, the language connections and the cultural exchanges.
Finally, the mediterranean lifestyle with its emphasis on community, family, and enjoying the pleasures of life, such as good food, wine and music- gives an extra sense of kinship between Greek and Italian cultures.

7) What is your Commitment to Peace, as Ambassador?
My commitment to peace as an ambassador is rooted in the idea that words and art have the power to transform hearts and minds.
Through their creative expression, poets can help build bridges between cultures, advocate for justice and equality, and challenge the violence. Poets can foster a world in which peace is not just an ideal but a living, breathing reality, shaped by compassion, understanding, and mutual respect.
As an ambassador for peace I uses poetry as a tool for fostering understanding, empathy, and dialogue between people, cultures, and nations. Just as traditional ambassadors work to promote diplomacy and resolve conflicts, a poet as an ambassador for peace can do so through the power of words, art, and creative expression.
As an ambassador for peace, I can use my poetry work to start important conversations about conflict, justice, and reconciliation. I participate in public readings, discussions, and cultural exchanges that encourage peaceful discourse. Through cultural exchanges, poetry festivals, or international collaborations, I promote peaceful coexistence between different societies, encouraging mutual respect and understanding.
8) Finally: A Poem about Peace This is my poem with the title: “Ode to the peace hero”
You were born once
For a thousand revolutions
You died once
With a thousand resurrections

You enlightened eternal ideals
Into chests full of dreams
You blew poets’ words
Into harmonious winds

You got hurt by faceless wounds
And slapped injustices
You fought for freedom
And won for peace

                Biography of Dimitris P. Kraniotis [Greece]
Dimitris P. Kraniotis was born in 1966 in Larissa Prefecture in central Greece and he grew up in Stomio (Larissa). He studied Medicine at the Aristotle University of Thessaloniki and obtained a Master of Science (MSc) in Medicine at the University of Thessaly (Greece). He lives in Larissa (Greece) and works as a medical doctor (internal medicine specialist). He is the author of 11 poetry books in Greece and abroad. Ηe is also the Editor-in-chief of an international anthology in English (205 poets from 65 countries). He has won international awards for his poetry which has been translated in 36 languages & published in anthologies, books & magazines in many countries. He has been invited and participated as guest poet in International Poetry Festivals around the World. He was awarded as “Laureate Man of Letters” by the United Poets Laureate International (USA). He is Doctor of Literature (Litt.D.), Academician in Italy, President Emeritus of the World Congress of Poets (UPLI), President of the 22nd World Congress of Poets (Greece 2011), President of the World Poets Society (WPS), Director of the Mediterranean Poetry Festival (Larissa, Greece), Chairman of the Writers for Peace Committee of PEN Greece, Ambassador of the Movement “Poetas del Mundo” in Greece, President of the International Chamber of Writers & Artists CIESART in Greece, President of the Scientific Committee of the International Poetry Festival of Naoussa (Greece), Universal Peace Ambassador by the Universal Ambassador Peace Circle and member of the World Poetry Movement (WPM) and Poets of the Planet (POP). He was also Professor of the Department of Nursing of the University of Thessaly (former TEI of Larissa, Greece). His official website: https://www.dimitriskraniotis.com/

Stefano Chiesa

Elisa Mascia insignita del prestigioso titolo di Membro Corrispondente dall’Accademia Espirito-Santense dall’ emerita professoressa Ester Abreu Vieira De Oliveira, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto di Elisa Mascia -Italia

Oltre ad essere un piacere è doveroso esprimere la mia gratitudine per l’onore ricevuto dalla presidente dell’Accademia Espirito-Santense emerita professoressa Ester Abreu Vieira De Oliveira che mi ha insignita del prestigioso Diploma del Titolo di Membro Corrispondente.
È arrivato al mio domicilio in doppio originale insieme al libro della celebrazione della ricorrenza del centenario della fondazione dell’Accademia.
Grande gioia ed emozione essere la destinataria di un “premio” che arriva oltreoceano e per me è particolarmente significativo perché è oltretutto suggello del sentimento che ci unisce dall’una all’altra parte del mondo.

Con l’occasione ringrazio ulteriormente il poeta, giornalista, promotore culturale Carlos Jarquín per aver curato il dialogo.

Además de ser un placer, es mi deber expresar mi agradecimiento por el honor recibido de la presidenta de la Academia Espirito-Santense, profesora emérita Ester Abreu Vieira De Oliveira, quien me otorgó el prestigioso Diploma del Título de Miembro Correspondiente.
Llegó a mi domicilio en un original doble junto con el libro de celebración del centenario de la fundación de la Academia.
Gran alegría y emoción ser destinatario de un “premio” que viene de ultramar y para mí es particularmente significativo porque es también un sello del sentimiento que nos une de una parte del mundo a la otra.

Aprovecho esta oportunidad para agradecer aún más al poeta, periodista y promotor cultural Carlos Jarquín por curar el diálogo.

#Todos #todosseguidores #tutti

Todos #everyonefollowers #tutti

Foto di Elisa Mascia -Italia

Kareem Abdullah -Iraq scrive un’analisi poetica dettagliata alla poesia di Rajashree Mohapatra-India

Foto cortesia di Rajashree Mohapatra-India e di Kareem Abdullah -Iraq

Critica analitica della poesia “SMOKE” di Rajashree Mohapatra – India.

Di Karim Abdullah – Iraq.

La poesia SMOKE di Rajashree Mohapatra approfondisce temi profondi di perdita, potere e l’impatto dell’ambizione sull’esistenza umana. Attraverso un esame lirico del fumo, il poeta evoca una potente metafora multiforme che riflette sull’annientamento dell’innocenza e sugli effetti corrosivi delle forze sociali. Il tono cupo della poesia, unito alle sue vivide immagini, presenta un crudo commento sulla condizione umana e sull’oscurità sempre più invadente del mondo.

Esplorazione tematica: ambizione e potere

La poesia si apre con il verso “Ambizione e potere hanno le loro storie”, introducendo immediatamente le doppie forze di ambizione e potere come temi centrali. Queste forze, secondo Mohapatra, portano narrazioni proprie, distinte e separate dal “vento selvaggio sconosciuto”.  Il paragone con il vento selvaggio allude a qualcosa di incontrollabile e distruttivo, posizionando ambizione e potere come elementi che sono ugualmente dirompenti per l’ordine naturale e morale. Questo sottile contrasto suggerisce che mentre ambizione e potere possono essere celebrati culturalmente, non sono immuni alle loro stesse conseguenze distruttive, riflesse nel caos causato dal fumo che invade il cielo.

Il simbolismo del fumo

Il fumo nella poesia si erge come un simbolo poliedrico. Innanzitutto, è descritto come “invadente il cielo”, implicando una forza travolgente, onnipresente e soffocante. Il fumo funge da metafora per gli effetti pervasivi di ambizione e potere, entrambi i quali oscurano la chiarezza, erodono l’innocenza e offuscano il giudizio. “Spazza via il sorriso dalle vite innocenti”, illustrando l’impatto di queste forze sugli individui più vulnerabili della società. Questa immagine evoca la perdita di purezza e gioia, mostrando come gli innocenti siano spesso vittime nella ricerca di un potere maggiore.

L’immagine successiva del “suono delle risate” che trascina l’innocente al “cimitero” approfondisce ulteriormente la metafora. La giustapposizione di risate e cimiteri crea un netto contrasto tra l’innocenza della gioia umana e la cupa definitività della morte. Mohapatra evoca qui un’immagine inquietante di come la ricerca del potere personale e politico possa sminuire la vita stessa, trasformando l’essenza del vivere in qualcosa di oscuro, inquietante e in definitiva fatale.

Perdita di amore e speranza

Man mano che la poesia procede, l’amore, un tema tradizionalmente associato alla speranza, al calore e alla positività, è ora relegato a un “sogno di mezzogiorno”. La frase suggerisce che l’amore, come un sogno che può essere solo fugace, è ora distante e irraggiungibile, sommerso sotto il peso del tumulto sociale. Questa immagine sottolinea il sentimento di desolazione e disperazione che permea la poesia.

Inoltre, l’immagine delle “strade con la luce della luna” che “rubano l’oscurità della mezzanotte” è un’altra metafora sorprendente. La luce della luna simboleggia tradizionalmente l’illuminazione e la chiarezza, ma in questa poesia sembra essere uno strumento di intrusione, che toglie la copertura protettiva dell’oscurità. Questa inversione dell’ordine naturale contribuisce ulteriormente al tema della poesia di un mondo capovolto da forze fuori controllo. La luce della luna, che dovrebbe portare pace e calma, ora amplifica l’assenza di oscurità, esponendo il mondo alle sue verità crude e inquietanti.

Struttura e linguaggio

La struttura della poesia è semplice, ma la sua brevità e le immagini nitide sono ciò che la rendono d’impatto. La mancanza di elaborazione eccessiva consente a ogni verso di colpire con intensità emotiva. La scelta del linguaggio di Mohapatra è precisa ed evocativa.  L’uso di parole come “invadere”, “spazzato via”, “cimitero” e “dilagante” crea un’atmosfera minacciosa, quasi distopica, rafforzando l’idea che la vita come era una volta, piena di innocenza e gioia, è ora invasa dalle forze tossiche dell’ambizione, del potere e dall’influenza pervasiva del fumo.

Conclusione

In SMOKE, Rajashree Mohapatra offre un ritratto agghiacciante di come l’ambizione e il potere possano distruggere l’essenza stessa dell’umanità, lasciandosi alle spalle un mondo in cui l’innocenza è soffocata, l’amore non è che un’illusione fugace e la speranza è un sogno del passato. Attraverso immagini vivide e simbolismo, la poesia riflette un mondo in subbuglio, evidenziando le conseguenze distruttive di forze sociali incontrollate. L’opera di Mohapatra funge da toccante promemoria della fragilità dell’esistenza umana di fronte a un potere schiacciante e alla tragica perdita che lo accompagna.

FUMO   

L’ambizione e il potere hanno le loro storie

A differenza della storia del vento selvaggio sconosciuto

Il fumo, che invade il cielo

Ha spazzato via il sorriso dalle vite innocenti.

Il suono delle risate

Li trascina al cimitero dove dilagano i pianti per una vita.

L’amore è ora un sogno di mezzogiorno.

Come le strade con la luce della luna

Rubano l’oscurità della mezzanotte.

Rajashree Mohapatra

Bhubaneswar, Odisha, India

Analytical Critique of the Poem “SMOKE” by Rajashree Mohapatra – India .
By Karim Abdullah – Iraq.

Rajashree Mohapatra’s poem SMOKE delves into profound themes of loss, power, and the impact of ambition on human existence. Through a lyrical examination of smoke, the poet evokes a powerful, multifaceted metaphor that reflects on the obliteration of innocence and the corrosive effects of societal forces. The poem’s somber tone, coupled with its vivid imagery, presents a stark commentary on the human condition and the world’s ever-encroaching darkness.

Thematic Exploration: Ambition and Power
The poem opens with the line, “Ambition and power have their own stories”, immediately introducing the dual forces of ambition and power as central themes. These forces, according to Mohapatra, carry narratives of their own, distinct and separate from the “unknown savage wind.” The comparison to the savage wind hints at something uncontrollable and destructive, positioning ambition and power as elements that are equally disruptive to the natural and moral order. This subtle contrast suggests that while ambition and power may be culturally celebrated, they are not immune to their own destructive consequences, reflected in the havoc caused by the smoke that invades the sky.

The Symbolism of Smoke
The smoke in the poem stands as a multifaceted symbol. First, it is described as “invading the sky,” implying an overwhelming force, one that is omnipresent and suffocating. The smoke acts as a metaphor for the pervasive effects of ambition and power—both of which obscure clarity, erode innocence, and cloud judgment. It “wipes away the smile from the innocent lives,” illustrating the impact of these forces on society’s most vulnerable individuals. This visual evokes the loss of purity and joy, showing how the innocent are often casualties in the pursuit of greater power.

The subsequent image of “the sound of laughter” dragging the innocent to “the burial ground” further deepens the metaphor. The juxtaposition of laughter and burial grounds creates a stark contrast between the innocence of human joy and the grim finality of death. Mohapatra here evokes a haunting image of how the pursuit of personal and political power can diminish life itself, transforming the essence of living into something dark, haunted, and ultimately fatal.

Loss of Love and Hope
As the poem progresses, love—a theme traditionally associated with hope, warmth, and positivity—is now relegated to a “midday dream.” The phrase suggests that love, like a dream that can only be fleeting, is now distant and unattainable, submerged under the weight of societal turmoil. This imagery underscores the feeling of desolation and hopelessness that permeates the poem.

Moreover, the imagery of “the streets with the moonlight” that “steal the darkness of midnight” is another striking metaphor. The moonlight traditionally symbolizes enlightenment and clarity, but in this poem, it seems to be an instrument of intrusion, taking away the protective cover of darkness. This inversion of the natural order further contributes to the poem’s theme of a world turned upside down by forces beyond control. The moonlight, which should bring peace and calm, now amplifies the absence of darkness, exposing the world to its raw, unsettling truths.

Structure and Language
The poem’s structure is simple, yet its brevity and sharp imagery are what make it impactful. The lack of excessive elaboration allows each line to hit with emotional intensity. Mohapatra’s choice of language is precise and evocative. The use of words like “invading,” “wiped away,” “burial ground,” and “rampant” creates an ominous, almost dystopian atmosphere, reinforcing the notion that life as it once was, full of innocence and joy, is now overrun by the toxic forces of ambition, power, and the pervasive influence of smoke.

Conclusion
In SMOKE, Rajashree Mohapatra offers a chilling portrayal of how ambition and power can destroy the very essence of humanity, leaving behind a world where innocence is suffocated, love is but a fleeting illusion, and hope is a dream of the past. Through vivid imagery and symbolism, the poem reflects a world in turmoil, highlighting the destructive consequences of unchecked societal forces. Mohapatra’s work serves as a poignant reminder of the fragility of human existence in the face of overwhelming power, and the tragic loss that accompanies it.

SMOKE   

Ambition and power have their own stories
Unlike the story of  the unknown savage wind

The smoke,  invading  the sky 
Has wiped away the  smile from the innocent lives .
The sound of the laughter
Drags them to the burial ground where cries for a life is rampant.

Love is now a midday dream.
As the streets  with the moon light
Steal the darkness of midnight.

Rajashree  Mohapatra
Bhubaneswar, Odisha, India

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Kareem Abdullah scrive l’analisi critica della poesia di Rajashree Mohapatra- India, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Grazie

Poesie di Cristiana Maria Purdescu, pubblicazione di Elisa Mascia

Foto cortesia di Cristiana Maria Purdescu


NEVE CHIARA

Stava nevicando molto,
ti aspetto alla finestra,
stava nevicando molto.  e piangevo.

Fiocchi di neve trasportati dal vento,
alle porte, sotto le porte,
stava nevicando molto…

Finestre insensibili
Nel freddo terribile,
impronte digitali anemiche
ballavano in modo caotico.
Stava nevicando molto…

Su strade scivolose, immagini scorrevoli,
le illusioni, quante mi hanno nutrito,
aspettavo che affondasse.
nell’anima.

Stava nevicando molto…

TEMPESTA DI NEVE

Tempesta di neve,
e ti aspetto,
bufera di neve.  E piangevo.

Fiocchi di neve nel vento
davanti alle porte, sotto le porte,
tempesta di neve…

Finestre smerigliate,
anime congelate,
impronte digitali anemiche
danza caotica,
tempeste di neve…

Strade scivolose, immagini luccicanti,
illusioni pesanti
verso il basso
nella mia anima,

tempeste di neve…

Cristiana Maria Purdescu, La solitudine permessa, Bucarest, 2003; traduzione in francese di Adina Vasilescu-Ivănescu e Vlad Vasilescu, Casa editrice “Cartea Romanianască”, 2003; copertina: Aurel Bulacu


NINGEA VISCOLIT

Ningea viscolit,
Eu te-așteptăm la un geam,
Ningea viscolit. Și plângeam.

Fulgii purtați de vânt, prin vânt,
La uși, pe sub uși,
Ningea viscolit…

Ferestre amorțite
În gerul cumplit,
Amprente anemice
Dansau haotic.
Ningea viscolit…

Pe străzi lunecoase, imagini lunecânde,
Iluziile, câte m-au hrănit,
Așteptam să se scufunde
În suflet.

Ningea viscolit…

TEMPÊTE DE NEIGE

Tempête de neige,
Et je t’ attends,
Tempête de neige. Et je pleurais.

Flocons de neige dans le vent
Devant les portes, sous les portes,
Tempête de neige…

Fenêtres glacées,
Âmes  gelées,
Ampreintes anémiques
Danse chaotique,
Tempêtes de neige…

Rues glissantes, images luisantes,
Illusions pesantes
Descendent
Dans mon âme,

Tempêtes de neige…

Cristiana Maria Purdescu-din volumul ”Singurătatea îngăduită”/Solitude permise”, București;
Traducere în limba franceză de Adina Vasilescu-Ivănescu și Vlad Vasilescu;
Editura “Cartea Românească “, 2003;
Coperta: Aurel Bulacu

Dalla poetessa Taghrid Bou Merhi una poesia dedicata alle donne

Foto cortesia di Taghrid Bou Merhi

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

L’8 marzo di ogni anno, il mondo celebra la Giornata Internazionale della Donna, onorando i successi femminili e il loro ruolo attivo nella costruzione delle società, riaffermando al contempo i loro diritti all’uguaglianza, alla libertà e alla creatività. È un giorno che mette in luce la loro forza, i loro sogni che si librano come ali di luce e la loro resilienza che non conosce sconfitta. In questa giornata, le voci che invocano giustizia si rinnovano e germogliano i boccioli della speranza per un futuro più luminoso, in cui le donne sono un pilastro essenziale di ogni progresso e successo.




FIGLIA DELLA LUCE

Sono figlia della luce, mai spenta,
pianto l’alba con le mie mani,
bevo la speranza dalla nebbia nascente,
e intreccio i miei sogni in fili dorati.

Sono il fiume, selvaggio e libero,
porto visioni sulla mia marea,
incido i miei canti nella brezza,
e lascio la mia forza silenziosa dimorare.

Sono il fiore, fiero e splendente,
sboccio contro i venti della paura,
sussurro i miei segreti alle onde,
e dipingo il cielo con ciò che è limpido.

Sono la roccia, saldo rimango,
rompo le catene delle vecchie credenze,
scrivo la mia storia sulla terra,
e risplendo come stelle oltre il dolore.

©® TAGHRID BOU MERHI – LIBANO – BRASILE



ALLE DONNE DELLA LUCE

Ecco l’alba, che intreccia la sua luce nelle trecce dell’erba,
mandando alla terra una canzone di passi materni.
Donne emerse dal grembo del vento,
portando negli occhi del tempo il filo degli inizi,
e nei palmi, lanterne di sogni
e nomi di città ancora da nascere.

Camminano,
accendono poesie dal dolore del silenzio,
e dal linguaggio del fuoco i colori dei campi.
Le loro ombre non si inchinano alla lama della paura,
né le loro mani si spezzano nella stretta della notte,
né l’erba cade sotto i loro passi,
perché sono i semi che ancora sfidano l’infinito.

Scrivono con le lacrime la mappa della terra,
scavano nella roccia del tempo il segreto dell’infanzia,
eppure i focolari divorano i loro nomi,
e i muri rubano le loro voci.
Allora gridano:
“Noi siamo il canto mai cantato,
noi siamo la vita che ancora si risveglia!”

© TAGHRID BOU MERHI – LIBANO – BRASILE

Che ogni anno le donne rimangano una luce inestinguibile!

TAGHRID BOU MERHI (Foz do Iguaçu – Paraná – Brasile)

Email: taghrid240@gmail.com

Taghrid Bou Merhi è una poetessa, scrittrice, giornalista, editrice, saggista e traduttrice libanese-brasiliana, fluente in più lingue. Laureata in giurisprudenza, insegna arabo ai non madrelingua e svolge il ruolo di formatrice per lo sviluppo presso la Sawa Development Association. Dirige la traduzione per 12 riviste arabe, Translators Without Borders (portoghese e italiano), Azahar Poetic in Spagna e Reverence Cultural Poetry.

È Presidente di CIESART in Libano, consulente per Sham Land Books e l’Unione Mondiale degli Intellettuali Arabi, rappresentante del Brasile in Creative (Germania) e consulente globale di poesia per CCTV (Cina). Nel 2024, è stata inserita tra le 50 Donne Asiatiche più Influenti nella Letteratura Moderna e tra i Top 20 Giornalisti Globali da Legacy Crown.

Vincitrice dei premi Nizar Sartawi, Naji Naaman e Zheng Xin, le sue opere, studiate da critici, sono state tradotte in 48 lingue. Ha pubblicato 23 libri, tradotto 42, scritto 125 articoli, presentato 44 libri e contribuito a oltre 210 antologie nazionali e internazionali.

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Taghrid Bou Merhi e una sua poesia dedicata alla giornata della donna, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Ester Abreu Vieira De Oliveira presidente dell’accademia Espirito-Santense, poesia ” Anamnesi”

Foto cortesia di Ester Abreu Vieira De Oliveira

ANAMNESI
custode
     di tesori
           immaginari.

Il passato
       e le immagini
             si fronteggiano
quando l’attrattiva estetica
  sorge
dai fondi imperscrutabili.

Quella successione inesorabile di cose
porta
    pace nella precisione 
                        cercata invano.

Evanescente.
Attrito costante.

Il tempo distrugge la malinconia.

La memoria chiama il testo.

Si cerca il piacere
           nell’ esattezza
                naturalmente imprecisa.

Ester Abreu Vieira de Oliveira



ANAMNESIS
guardián
    de tesoros
          imaginarios .

El pasado
      y las imágenes
            se enfrentan
cuando la apelación estética
surge
de los fondos inescrutables.

Esa inexorable sucesión de las cosas
trae
   la paz en la exactitud 
                       buscada en vano.

Evanescente.
Rozamiento constante.

El tiempo destruye la melancolía.

La memoria llama al texto.

Se busca el placer
          en la exactitud
               naturalmente inexacta.

Ester Abreu Vieira de Oliveira

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Il poeta nicaraguense Fernando José Martinez condivide biografia e poesie, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Fernando José Martinez – Nicaragua


Poesie e biografia del poeta nicaraguense Fernando José Martínez



Mi manchi

Mi manchi come una canzone manca a un ballerino

che non sa più girare al ritmo,

Ogni nota mi ricorda la tua assenza

e la melodia fluttua nell’aria

senza motivo, senza corpo

senza la bussola che un tempo ci univa;

Mi manchi con ogni accordo che risuona

come se la musica medesima stesse piangendo per te.






Destinazione

Oggi ho voluto fermarmi davanti al volto incerto del destino,

colui che non ascolta né obbedisce,

e nell’attesa di risposte che non arrivano mai,

mi sono diretto verso il mio rifugio, il bar Jarro Café.

Lì, tra il mormorio dei tavoli e i canti che trasportano  storie,

ho trovato il peso di ciò che ho vissuto,

ciò che ha già un nome,

ma batte ancora nel petto come se fosse nuovo.


Ho acceso una sigaretta, non per abitudine, ma per patto:

Un saluto alla vita, quella che mi è sempre sfuggita,

come se la mia ambizione di addomesticarla la spaventasse.

Chiacchierare con un amico ha reso l’attesa più facile,

finché l’orologio non ha suonato il suo verdetto: mezzanotte.

Il cameriere stellato, con la cortesia di chi sa che è la fine

Indicò la porta,

E io, senza una direzione precisa, salii su un taxi,

affidando alla memoria il compito di trovare la mia casa.


Per dovere ho nominato il mio vecchio indirizzo,

e arrivando davanti a quella vecchia casa,

L’ho riconosciuto, non per nostalgia, ma per caso;

Esitai, non osando abbastanza bussare alla sua porta,

e ho continuato la mia marcia irregolare

come se il destino ridesse dietro i miei passi.


Un altro taxi, un altro indirizzo, questa volta quello giusto;

e in quel viaggio assurdo, ho offerto il mio tempo al destino,

colui che non si inchina mai,

che detta la sua legge senza riguardo ai miei desideri.


La codardia non bussava alla porta della mia vecchia casa,

ma il tempo, giudice immutabile,

ho assistito ai momenti in cui i miei occhi erano ancorati a un punto fisso,

cercando nel vuoto risposte che non avrei mai voluto dire.


Oggi sono ancora lo stesso,

con medie eccezionali che non mi calmano la fame,

perché il destino, altezzoso e sordo,

si fa beffe dei miei tentativi di addomesticarlo.


E così, tra taxi vaganti e ricordi disparati,

ho scoperto che non è il destino a governare,

ma il vuoto lasciato dal non contestarlo.


Forse sono solo un viaggiatore nel tuo labirinto,

ma se so una cosa, è che alla fine del viaggio

rimane solo la linea di ciò che ho osato affrontare.





Devo lasciarti andare


E il cielo era coperto di fredde pietre.

come se l’universo piangesse in silenzio,

un orizzonte immenso e senza meta,

dove la mia anima, naufraga, grida il tuo nome.


Vorrei liberarmi della mia memoria come un albero in inverno,

per strappare il peso della tua assenza,

grida ai miei pensieri di dimenticarti,

ma il mio cuore si aggrappa all’immagine della tua ombra.

L’oblio mi perseguita con il suo mantello oscuro,

Ed io, codardo, non voglio abbracciarlo.


La tua immagine svanisce, trasparente come l’aria,

un film rotto che cerco di costruire;

Cerco di pensare a cosa mi riserva il futuro,

Ma senza di te tutto diventa vuoto,

una terra arida dove i sogni si spezzano prima di germogliare.


Devo essere forte e lasciar andare quella catena,

chiudiamo il libro di questa storia che non è mai stata nostra.

Non pensi a me, non sogni di me, non mi ami,

ed io, sfinito, mi perdo in una devozione inutile.

È tempo di porre fine a tutto questo,

per iniziare una nuova trama nella solitudine del mio petto.


Imparerò ad amare me stesso con ciò che mi resta,

di perdonarmi per ciò che ho dato senza misura;

Lascerò che il tempo guarisca,

Che il vento accarezzi le rovine di questo amore,

e anche se il cielo è di nuovo coperto di pietre,

Camminerò sotto il suo peso finché non troverò me stesso.


Perché amarti è stato meraviglioso,

ma lasciarti sarà una disgrazia;

Ti ho lasciata andare, non per dimenticanza o per odio,

ma poiché ora devo tornare in me stesso,

e nello specchio della mia solitudine,

vedrò un uomo che ha imparato a guarire.



Informazioni sull’autore:


Fernando José Martínez Rojas, nato il 24 aprile 2000 a Morrito, Río San Juan, Nicaragua, è un giovane insegnante e scrittore appassionato.  A 24 anni eccelle nella poesia e nella declamazione, vincendo importanti premi in questi campi.  Nel 2024 ha raccolto le opere Il portale dei sogni, Un dettaglio che non ho mai detto e Intrappolato nell’oscurità, progetti letterari creati in collaborazione con i suoi studenti nell’ambito del suo lavoro didattico.  Riconosciuto per la sua proattività, Fernando è una persona devota ai suoi valori di onestà, rispetto e dedizione.  La sua capacità di ispirare e motivare i giovani è una testimonianza del suo amore per l’insegnamento e della sua convinzione nel potere della scrittura di trasformare le vite.  Autore del libro “Un appuntamento d’amore al Café El Jarro”, questo libro è composto da due fasi che approfondiscono la parola universale Amore e la sua contraddizione con un prologo di Jader González.



Contatto: fernandojosemartinezrojas32@gmail.com


Poemas y biografía del poeta nicaragüense Fernando José Martínez





Te extraño

Te extraño como la canción extraña una bailarina
que ya no sabe cómo girar al ritmo,
cada nota me recuerda a tu ausencia
y la melodía se queda flotando en el aire
sin rumbo, sin cuerpo
sin el compás que una vez nos unió;
te extraño con cada acorde que resuena
como si la música misma llorara por ti.





Destino

Hoy quise detenerme frente al rostro incierto del destino,
ese que no escucha ni obedece,
y mientras aguardaba respuestas que nunca llegan,
caminé hacia mi refugio, el bar Jarro Café.

Allí, entre el murmullo de las mesas y las canciones que cargan
historias,
encontré el peso de lo vivido,
aquello que ya tiene nombre,
pero que aún late en el pecho como si fuese nuevo.

Encendí un cigarrillo, no por costumbre, sino por pacto:
un saludo a la vida, esa que siempre me ha rehuido,
como si le espantara mi ambición de domarla.
Charlar con un amigo hizo más leve la espera,
hasta que el reloj marcó su veredicto: medianoche.
El mesero estrella, con la cortesía de quien sabe que es el final
señaló la puerta,
y yo, sin rumbo claro, abordé un taxi,
ofreciendo a la memoria la tarea de encontrar mi casa.

Por compromiso nombré mi antigua dirección,
y al llegar frente a aquel hogar viejo,
lo reconocí, no por nostalgia, sino por azar;
titubeé, sin valor de tocar su puerta,
y continué mi marcha errática
como si el destino riera detrás de mis pasos.

Otro taxi, otra dirección, esta vez la correcta;
y en ese viaje absurdo, le ofrecí mi tiempo al destino,
ese que nunca se inclina,
que dicta su ley sin reparar en mis deseos.

Cobardía fue no tocar la puerta de mi viejo hogar,
pero el tiempo, ese juez inmutable,
atestiguó las veces que mis ojos se anclaron en un punto fijo,
buscando en el vacío respuestas que nunca quise pronunciar.

Hoy sigo siendo el mismo,
con promedios sobresalientes que no calman mi hambre,
porque el destino, altivo y sordo,
se burla de mis intentos por domarlo.

Y así, entre taxis errantes y recuerdos dispares,
descubrí que no es el destino quien manda,
sino el vacío que dejo al no desafiarlo.

Quizá no soy más que un viajero en su laberinto,
pero si algo sé, es que al final del trayecto
solo queda la línea de lo que me atreví a enfrentar.




Debo soltarte

Y el cielo se cubrió de piedras frías.
como si el universo llorara en silencio,
un horizonte inmenso y sin rumbo,
donde mi alma, naufragada, grita tu nombre.

Quisiera deshojar mi memoria como un árbol en invierno,
arrancar de raíz el peso de tu ausencia,
gritarle a mi pensamiento que te olvide,
pero mi corazón se aferra a la imagen de tu sombra.
El olvido me acecha con su manto sombrío,
y yo, cobarde, no quiero abrazarlo.

Tu imagen se desvanece, transparente como el aire,
una película rota que intento construir;
intento pensar en lo que el futuro guarda para mí,
pero, sin ti, todo se vuelve vacío,
una tierra yerma donde los sueños se quiebran antes de germinar.

Debo ser fuerte y soltar esa cadena,
cerrar el libro de esta historia que nunca fue nuestra.
Tú no me piensas, no me sueñas, no me amas,
y yo, desgastado, me pierdo en la devoción inútil.
Es hora de poner un punto final,
de empezar una nueva trama en la soledad de mi pecho.

Voy a aprender a amarme con lo que queda,
a perdonarme por lo que di sin medida;
dejaré que el tiempo cure,
que el viento acaricie las ruinas de este amor,
y aunque el cielo vuelva a cubrirse de piedras,
caminaré bajo su peso hasta encontrarme.

Porque amarte fue maravilla,
pero dejarte será una desdicha;
te dejo ir, no por olvido ni por odio,
sino porque, ahora, debo volver a mí,
y en el espejo de mi soledad,
veré un hombre que aprendió a sanar.


Sobre el autor:

Fernando José Martínez Rojas, nacido el 24 de abril de 2000 en Morrito, Río San Juan, Nicaragua, es un joven docente y apasionado escritor. A los 24 años, ha destacado en la poesía y la declamación, logrando importantes premios en estos campos. En 2024, compiló las obras El portal de los sueños, Un detalle que nunca dije y Atrapados en la penumbra, proyectos literarios creados en colaboración con sus estudiantes como parte de su labor educativa. Reconocido por su proactividad, Fernando es una persona comprometida con sus valores de honestidad, respeto y dedicación. Su capacidad para inspirar y motivar a los jóvenes es un testimonio de su amor por la enseñanza y su creencia en el poder de la escritura para transformar vidas. Autor del libro “Una cita de amor en El Jarro Café”, este libro compuesto por dos fases que se sumergen a la palabra universal Amor y su contradicción con prólogo de Jader González.


Contacto: fernandojosemartinezrojas32@gmail.com

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Jahongir Nomozov Mirzo condivide un racconto di vita dai molteplici messaggi da recepire, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Jahongir Nomozov Mirzo Azerbaijan


LA GEOGRAFIA DEL CUORE

C’era una volta, in una terra lontana, un giovane di nome Mehmet che non riusciva mai a comprendere appieno le emozioni dentro di lui. Il suo cuore era come un clima in continuo cambiamento, a volte calmo, a volte tempestoso. Non riusciva mai a capire da dove provenissero questi sentimenti o perché cambiassero. Ogni volta che trovava la pace, questa svaniva all’improvviso e ogni volta che sentiva calore, si trasformava in fuoco ardente. Nel suo cuore c’era una specie di geografia sconosciuta: una direzione era incerta e un’altra era inaspettatamente buia.
Un giorno, decise di avventurarsi nel profondo della foresta fuori dal suo villaggio. Credeva che solo la natura potesse aiutarlo a trovare la pace. Mentre camminava lentamente, percepì la vastità della foresta con un solo sguardo. Gli alberi sembravano volergli dire qualcosa. A ogni passo, mentre camminava tra gli alberi, le voci dentro di lui diventavano più profonde.
Dopo un po’, raggiunse il bordo di un ruscello. L’acqua scorreva limpida e calma. Mehmet si sedette vicino a un albero e chiuse gli occhi.  In quel momento, sentì la tempesta dentro di sé. Il suo cuore era di nuovo nel caos. Ma questa volta, c’era qualcos’altro. Un profondo senso di pace. L’acqua sembrava riflettere non solo il mondo esterno, ma anche il suo mondo interiore. Rimase seduto lì per un po’, guardando l’acqua, e pensò:
“Il cuore è una geografia. Quando una persona non conosce il suo clima, o brucia o si congela.”
Queste parole affondarono nella sua anima come un segreto. Si rese conto che senza comprendere il clima del suo cuore e fare pace con esso, non avrebbe mai potuto trovare la vera tranquillità. Non importa quanto una persona cerchi la pace nel mondo esterno, finché non cambia il clima interiore, nulla sarà permanente. Se il mare interiore non è calmo, nessun oceano può portare la pace. Se le montagne interiori sono scure, nessun sole può fornire calore.
Mehmet aprì gli occhi e guardò il cielo. In quel momento, un uccello volò sopra di lui.  Lo seguì con gli occhi e, appena prima che l’uccello scomparisse, un’altra voce dentro di lui disse:
“Ogni cosa ha il suo percorso, figlio mio. Imparerai anche questo. Quando scoprirai la geografia dentro di te, il mondo esterno darà un senso alla tua vita.”
Mehmet rimase seduto lì ancora per un po’. Le tempeste che un tempo sentiva dentro di sé erano ora sostituite dalla pace. Quando scoprì il clima interiore, capì che tutto nel mondo esterno aveva un senso. Ogni pensiero, ogni sentimento, anche se può passare come il vento, diventa paziente e pacifico quando una persona impara a rimanere in equilibrio interiore.
Alla fine, accettando tutte le incertezze dentro di sé, lasciò la foresta. Conoscere il clima del suo cuore gli aveva concesso una grande saggezza. Ora, la pioggia che cadeva fuori illuminava ancora di più le tempeste oscure dentro di lui. C’era pace nel suo cuore, perché quella pace non era venuta dal mondo esterno, ma dalla scoperta della geografia dentro di sé.
E un giorno, Mehmet capì veramente: conoscere il clima del tuo cuore è come comprendere il mondo. Tutto ciò che serve è pazienza e pace interiore per continuare il viaggio.

Jakhongir NOMOZOV,
Membro del
Unione dei giornalisti dell’Azerbaigian.

THE GEOGRAPHY OF THE HEART

Once upon a time, in a distant land, there was a young man named Mehmet who could never quite understand the emotions within him. His heart was like a constantly changing climate—sometimes calm, sometimes stormy. He could never figure out where these feelings came from or why they changed. Whenever he found peace, it would suddenly fade, and whenever he felt warmth, it would turn into burning fire. In his heart, there was a kind of unknown geography—one direction was uncertain, and another was unexpectedly dark.
One day, he decided to venture deep into the forest outside his village. He believed that only nature could help him find peace. As he walked slowly, he felt the vastness of the forest with just a glance. The trees seemed to want to tell him something. With each step, as he walked through the trees, the voices within him grew deeper.
After a while, he reached the edge of a stream. The water flowed clearly and calmly. Mehmet sat by a tree and closed his eyes. At that moment, he felt the storm inside him. His heart was in chaos again. But this time, there was something else. A deep sense of peace. The water seemed to reflect not just the outside world but also his inner world. He sat there for a while, looking at the water, and thought:
“The heart is a geography. When a person doesn’t know its climate, they either burn or freeze.”
These words sank into his soul like a secret. He realized that without understanding the climate of his heart and making peace with it, he could never find true tranquility. No matter how much a person searches for peace in the outer world, as long as they don’t change the climate within, nothing will be permanent. If the sea inside is not calm, no ocean can bring peace. If the mountains inside are dark, no sun can provide warmth.
Mehmet opened his eyes and looked up at the sky. At that moment, a bird flew over him. He followed it with his eyes, and just before the bird disappeared, another voice within him said:
“Everything has its own path, my child. You will learn this too. When you discover the geography inside yourself, the outside world will give meaning to your life.”
Mehmet sat there for a while longer. The storms he once felt inside his heart were now replaced with peace. When he discovered the climate within, he realized that everything in the outer world had meaning. Every thought, every feeling, though it may pass like the wind, becomes patient and peaceful when a person learns to stay balanced within.
Finally, accepting all the uncertainties within himself, he left the forest. Knowing the climate of his heart had granted him great wisdom. Now, the rain falling outside illuminated the dark storms inside him even more. There was peace in his heart, because that peace had not come from the outside world but from discovering the geography within himself.
And one day, Mehmet truly understood: Knowing the climate of your heart is like understanding the world. All it takes is patience and inner peace to continue the journey.

Jakhongir NOMOZOV,
Member of the
Jurnalists’ Union of Azerbaijan.

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