Kareem Abdullah -Iraq scrive un’analisi poetica dettagliata alla poesia di Kristy Raines, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Kristy Raines


Lettura critica analitica della poesia “The One Who Can” di Kristy Raines.
Di: Kareem Abdullah – Iraq.

La poesia “The One Who Can” presenta una riflessione intima sulla fede, l’affidamento alla guida divina e la presenza confortante di Dio nei momenti di lotta e confusione. Attraverso espressioni semplici ma profonde, l’oratore comunica il suo viaggio dalla vulnerabilità alla pace attraverso la resa spirituale e la comprensione.

Struttura e forma:
La poesia segue una struttura in versi liberi, priva di uno schema di rima o metro regolare. Ciò crea un tono colloquiale e personale, che rispecchia il dialogo interiore dell’oratore. L’assenza di una forma rigida enfatizza la fluidità delle emozioni umane e la natura imprevedibile delle sfide della vita, rafforzando il tema della resa a un potere superiore.

Temi:
Fede e resa: il tema centrale della poesia ruota attorno alla fede in Dio, specialmente in tempi di difficoltà e dubbi personali.  Ogni strofa illustra il viaggio del parlante dall’impotenza al conforto, offrendo uno scorcio di come la fede possa offrire conforto quando gli sforzi umani falliscono. La poesia suggerisce che la preghiera, la Scrittura e il ricordo della presenza di Dio possono offrire pace quando le parole e le azioni falliscono.

“Quando le parole mi vengono meno mentre mi inchino in preghiera al mio Signore / Sono confortato dallo Spirito che parla per me”.

Questo verso trasmette l’ineffabilità della preghiera, una pratica spirituale in cui le parole diventano insufficienti, ma la fede trascende l’espressione verbale. Lo Spirito, qui, rappresenta una voce interiore o una presenza divina che riempie il vuoto lasciato dalle limitazioni umane.

Il divino come fonte costante di conforto: la poesia contrappone l’inadeguatezza umana alla costanza divina. Le circostanze intorno al parlante e l’incapacità degli altri di fornire supporto creano sentimenti di scoraggiamento, ma il parlante trova conforto nella presenza incrollabile di Dio.

“Quando le persone mi deludono e mi sento solo nelle mie circostanze / Mi ricordo che Dio è il mio migliore amico e mi consola”.  Nei momenti di isolamento sociale o emotivo, Dio emerge sia come una figura compassionevole che come un confidente personale, offrendo al parlante il conforto e l’amicizia che ad altri potrebbero mancare.

Sottomissione alla volontà divina: la poesia riconosce ripetutamente l’inutilità dei tentativi umani di controllare le circostanze esterne. Il parlante mette in discussione il caos che lo circonda, ma trova pace nella consapevolezza di non avere il controllo. Questa idea è rafforzata dalla voce che esorta il parlante a rinunciare al controllo.

“Una vocina mi dice che non sono io ad avere il controllo”.
La “vocina” rappresenta l’intervento o la guida divina, esortando il parlante ad accettare la volontà di Dio piuttosto che lottare per cambiare il mondo. Ciò riecheggia un comune motivo spirituale di resa: riconoscere i limiti umani e riporre fiducia in un potere superiore.

Empowerment tramite l’esempio: negli ultimi versi, l’oratore giunge a una profonda consapevolezza del proprio ruolo nel mondo:

“E quando combatto per cambiare il mondo intorno a me / Dio mi parla e mi ricorda che non posso / Ma posso essere un esempio di Colui che può.”

Il viaggio dell’oratore culmina nella comprensione che, sebbene non possa cambiare il mondo con la forza, può incarnare le qualità della divinità: amore, compassione e umiltà. Il messaggio qui è di empowerment passivo: vivendo secondo i principi divini, si possono influenzare gli altri tramite l’esempio piuttosto che tramite un intervento diretto.

Tono e immagini:
Il tono della poesia è riflessivo e meditativo. L’oratore è impegnato in una conversazione con il proprio sé interiore, esprimendo vulnerabilità ma anche un profondo senso di conforto e rassicurazione. Le immagini utilizzate sono radicate nel simbolismo religioso, come “preghiera”, “Spirito”, “Libro Sacro” e “Dio”, attingendo alle tradizioni cristiane.  Queste immagini radicano l’esperienza dell’oratore in un contesto spirituale e forniscono le basi per le sue riflessioni sulla fede e sul sostegno divino.

“Il Libro Sacro che siede accanto a me” – Questo fa riferimento alla Bibbia, un simbolo di saggezza e guida divine. La presenza del Libro Sacro al fianco dell’oratore sottolinea la continua accessibilità del sostegno spirituale, anche in tempi di dubbio.

“Dio mi parla” – Questo suggerisce una relazione dinamica e comunicativa con il divino, rafforzando l’idea di una presenza attiva e confortante che non lascia l’oratore solo nelle sue prove.

Conclusione:
“The One Who Can” esplora temi di fede, intervento divino e vulnerabilità umana. Attraverso semplici riflessioni personali, la poesia illustra come una profonda connessione con Dio possa fornire conforto e direzione di fronte alle sfide della vita. L’eventuale consapevolezza da parte dell’oratore che il suo ruolo è quello di essere un esempio vivente di amore divino offre un messaggio potente: sebbene non possiamo controllare il mondo, possiamo comunque incarnare e diffondere le qualità divine che trasformano le vite.  La poesia, con il suo tono contemplativo e le sue immagini spirituali, in ultima analisi invita alla resa, alla fiducia e a vivere una vita di esempio in allineamento.

Critical Analytical Reading of the Poem “The One Who Can” by Kristy Raines .
By : Kareem Abdullah – Iraq .

The poem “The One Who Can” presents an intimate reflection on faith, reliance on divine guidance, and the comforting presence of God in moments of struggle and confusion. Through simple yet profound expressions, the speaker communicates their journey from vulnerability to peace through spiritual surrender and understanding.

Structure and Form:
The poem follows a free verse structure, lacking a regular rhyme scheme or meter. This creates a conversational and personal tone, mirroring the speaker’s internal dialogue. The absence of rigid form emphasizes the fluidity of human emotions and the unpredictable nature of life’s challenges, reinforcing the theme of surrender to a higher power.

Themes:
Faith and Surrender: The central theme of the poem revolves around faith in God, especially in times of hardship and personal doubt. Each stanza illustrates the speaker’s journey from helplessness to solace, offering a glimpse of how faith can provide comfort when human effort falls short. The poem suggests that prayer, scripture, and the reminder of God’s presence can offer peace when words and actions fail.

“When words fail me as I bow in prayer to my Lord / I am comforted by the Spirit that speaks for me.”
This line conveys the ineffability of prayer — a spiritual practice where words become insufficient, yet faith transcends verbal expression. The Spirit, here, represents an inner voice or divine presence that fills the void left by human limitations.

The Divine as a Constant Source of Comfort: The poem contrasts human inadequacy with divine constancy. Circumstances around the speaker and the failure of others to provide support create feelings of discouragement, yet the speaker finds solace in the unshakable presence of God.

“When people fail me and I feel alone in my circumstances / I remind myself that God is my best friend and consoles me.”
In moments of social or emotional isolation, God emerges as both a compassionate figure and a personal confidant, offering the speaker the comfort and friendship that others may lack.

Submission to Divine Will: The poem repeatedly acknowledges the futility of human attempts to control external circumstances. The speaker questions the chaos around them but finds peace in the realization that they are not in control. This idea is reinforced through the voice that urges the speaker to relinquish control.

“A small voice tells me that it is not me who is in control.”
The “small voice” represents divine intervention or guidance, urging the speaker to accept God’s will rather than struggle to change the world. This echoes a common spiritual motif of surrender — acknowledging human limitations and placing trust in a higher power.

Empowerment through Example: In the final lines, the speaker comes to a profound realization about their role in the world:

“And when I fight to change the world around me / God speaks to me and reminds me that I can’t / But, I can be an example of the One who can.”
The speaker’s journey culminates in the understanding that, while they cannot change the world through force, they can embody the qualities of divinity — love, compassion, and humility. The message here is one of passive empowerment: by living according to divine principles, one can influence others through example rather than direct intervention.

Tone and Imagery:
The tone of the poem is reflective and meditative. The speaker is engaged in a conversation with their inner self, expressing vulnerability but also a deep sense of comfort and reassurance. The imagery used is rooted in religious symbolism, such as “prayer,” “Spirit,” “Holy Book,” and “God,” drawing upon Christian traditions. These images ground the speaker’s experience in a spiritual context and provide the foundation for their reflections on faith and divine support.

“The Holy Book that sits beside me” – This references the Bible, a symbol of divine wisdom and guidance. The presence of the Holy Book by the speaker’s side emphasizes the continuous accessibility of spiritual support, even in times of doubt.

“God speaks to me” – This suggests a dynamic, communicative relationship with the divine, reinforcing the idea of an active, comforting presence that does not leave the speaker alone in their trials.

Conclusion:
“The One Who Can” explores themes of faith, divine intervention, and human vulnerability. Through simple, personal reflections, the poem illustrates how a deep connection with God can provide solace and direction in the face of life’s challenges. The speaker’s eventual realization that their role is to be a living example of divine love offers a powerful message: while we cannot control the world, we can still embody and spread the divine qualities that transform lives. The poem, with its contemplative tone and spiritual imagery, ultimately calls for surrender, trust, and living a life of example in alignm

Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq

4^ sessione dei poeti italiani partecipanti al Festival PILF 2025

Foto cortesia della locandina dell’evento culturale mondiale condivisa dal presidente Preeth Padmanabhan Nambiar

PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL 2025: SESSIONE LIVE A CURA DI ELISA MASCIA

Siamo onorati di presentare la quarta sessione del Panorama International Arts Festival 2025, un accattivante evento letterario con stimati poeti italiani e non solo. A cura di Elisa Mascia, questa sessione celebra il potere della poesia come linguaggio universale che collega cuori e culture.

SULLA CURATORE
Elisa Mascia è una poetessa e curatrice letteraria italiana, nota per la sua dedizione alla promozione della poesia e della letteratura oltre i confini. Attraverso il suo lavoro, ha creato piattaforme artistiche significative, promuovendo il dialogo internazionale e la collaborazione tra poeti e scrittori.

I NOSTRI POETI
• Anna D’Auria (Italia)
• Klodiiana Ibrhaimi (Italia)
• Margherita Bonfilio (Italia)
• Chiara Domeniconi (Italia)
• Alessio Arena (Italia)
• Maria Pellino (Italia)

📅 Data: 9 febbraio 2025
🕠 Orario: 17:30 (Italia)
🌍 Modalità: Ibrida

Unisciti a noi per questa straordinaria sessione di poesia in cui le parole trascendono i confini, abbracciando la bellezza della letteratura e dell’espressione artistica.

🔗 Registrati qui: https://rzp.io/l/PILF2025Global

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🌐 http://www.writerscapital.org
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#PILF2025 #PanoramaLiterature #GlobalPoetry #PoetryFestival #PoetsOfItaly #ElisaMascia

PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL 2025: LIVE SESSION CURATED BY ELISA MASCIA

We are honored to present the 4th session of the Panorama International Arts Festival 2025, a captivating literary event featuring esteemed poets from Italy and beyond. Curated by Elisa Mascia, this session celebrates the power of poetry as a universal language that connects hearts and cultures.

ABOUT THE CURATOR
Elisa Mascia is a distinguished poet and literary curator from Italy, known for her dedication to promoting poetry and literature across borders. Through her work, she has created meaningful artistic platforms, fostering international dialogue and collaboration among poets and writers.

OUR POETS

  • Anna D’Auria (Italy)
  • Klodiiana Ibrhaimi (Italy)
  • Margherita Bonfilio (Italy)
  • Chiara Domeniconi (Italy)
  • Alessio Arena (Italy)
  • Maria Pellino (Italy)

📅 Date: 9th February 2025
🕠 Time: 17:30 (Italy)
🌍 Mode: Hybrid

Join us for this remarkable poetry session where words transcend boundaries, embracing the beauty of literature and artistic expression.

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PILF2025 #PanoramaLiterature #GlobalPoetry #PoetryFestival #PoetsOfItaly #ElisaMascia

Foto cortesia per gentile concessione del presidente della Writers Capital Foundation International Preeth Padmanabhan Nambiar

La poetessa Taghrid Bou Merhi e alcune sue poesie

Foto cortesia di Taghrid Bou Merhi

Tre poesie della poetessa e traduttrice libanese-brasiliana TAGHRID BOU MERHI.

L’ESILIATO

E si avvicina,
Come un’ombra smarrita
Tra le soglie dell’assenza,
Gettando sulle strade
Le sue spoglie destinate al vento,
E chiede alle onde infrante
Del suo volto annegato nella nebbia.

Era qui…
La sua finestra abbandonata giurò
Che lasciò dietro di sé
La sua canzone incompiuta
E desideri che non finirono il cammino,
Ma non tornò,
E la porta della taverna, appoggiata
Sulla spalla del tramonto,
Si apre ancora
Al ricordo dei suoi passi stanchi.

E si avvicina,
Come un uccello che ha perso le ali
E non conosce più il significato del cielo,
Cercando nei muri crepati
Il suo nome inciso nel fuoco,
Cercando il suo cadavere
Sospeso
Tra il silenzio e l’esplosione,
Cercando la sua voce
Inghiottita
Dal tempo,
Dalla forca,
E dalla polvere.

© Taghrid Bou Merhi – Libano – Brasile

HO DIMENTICATO IL MIO VOLTI

Ho cercato me stesso negli angoli della stanza, tra il tavolo inclinato e la tazza di caffè che ha dimenticato di raffreddarsi.
Ero lì, tra un’ombra in ritardo ad arrivare su un muro che non ricorda i nomi di chi è passato,
e una finestra che si affaccia su un vuoto che non conosce la differenza tra il giorno e la sera.

Ho teso la mano verso il mio volto, ma non ho trovato nulla,
come se fossi solo un’impronta lasciata dalle dita di qualcuno sconosciuto su un vetro impolverato.
Sono passato vicino allo specchio, ma non si è turbato, non ha corretto i miei lineamenti,
era lì, silenzioso come un cimitero che non conosce chi lo abita.

Fuori, i passanti camminavano in cerchi dimenticati,
i loro volti somigliavano a maschere che non sono mai state create per essere tolte,
e le strade inghiottivano i loro passi come il mare inghiotte le barche smarrite.
Mi sono chiesto: sono il fantasma di qualcuno che è partito tanto tempo fa e non ha mai finito di andarsene?

Nell’angolo, c’era una sedia senza ombra,
mi sono avvicinato e mi sono seduto, ma la sedia non ha percepito la mia presenza.
Allora ho capito che avevo dimenticato il mio volto da qualche parte,
forse l’ho lasciato nel sogno da cui non mi sono ancora svegliato,
o in una riga che non è stata ancora scritta su un vecchio muro.

Oggi uscirò in strada senza volto,
lascerò che il vento ridisegni i miei lineamenti,
e cercherò me stesso negli occhi degli sconosciuti,
forse qualcuno si ricorderà di me,
o per errore chiamerà il mio nome.

© Taghrid Bou Merhi – Libano – Brasile

PROMESSA…

Ho promesso le ultime spighe di grano
Agli uccelli assetati.
Sono tra coloro che mantengono la parola,
E ho affidato il primo raccolto alle nuvole.
… Chiedete di me alle stagioni della pioggia.

Ho donato l’azzurro del mare
Agli occhi stanchi dell’attesa.
Sono colei che ha offerto la sua ombra
Ai viandanti che hanno smarrito la strada.
… Chiedete di me al richiamo dei porti.

Ma una promessa non è altro che uno specchio del tempo,
Sfinito dall’attesa, rianimato dalla certezza.
Ogni dono porta in sé una perdita,
E ogni perdita è un cammino verso la pienezza.
Sono colei che ha imparato
Che l’orizzonte non finisce mai,
Ma si rinnova ad ogni passo,
E che la mano che dona non resta mai vuota.
© Taghrid Bou Merhi – Libano – Brasile

Kareem Abdullah scrive un’ analisi letteraria alla poesia di Letizia Caiazzo

Foto cortesia di Letizia Caiazzo e Kareem Abdullah -Iraq

“La Poesia come Ponte: La Critica di Kareem Abdullah e un’Inattesa Amicizia Virtuale”

Vorrei esprimere tutta la mia gratitudine per la critica letteraria  e analitica che Kareem Abdullah, poeta e scrittore iracheno ha dedicato alla mia poesia  “ Donna dai mille canti“                                                Le sue osservazioni sono state preziose, non solo per il loro spessore tecnico, ma anche per la                                                                                                                                                      generosità e la delicatezza con cui le ha condivise.

È sorprendente come un incontro virtuale, nato quasi per caso, si sia trasformato in un’amicizia così sincera e arricchente. Apprezzo profondamente la sua disponibilità, il modo in cui arricchisce ogni scambio con la sua cultura e sensibilità, e la fiducia che nutriamo per future collaborazioni.

Questo legame mi ha ricordato quanto sia bello connettersi attraverso l’arte, superando confini e distanze. Lo ringrazio per essere una presenza così luminosa e autentica nel mio percorso creativo.

Letizia Caiazzo

“L’Armonia dell’Anima Femminile: Un Viaggio nei Mille Canti di Donna”

 Una lettura critica e analitica By: Kareem Abdullah . Iraq .

 La poesia di Letizia Caiazzo, “Donna dai tanti canti,” presenta un ritratto ricco e sfaccettato della figura femminile, una figura che si trasforma, si moltiplica e si esprime attraverso molteplici emozioni, forze e identità. Il titolo stesso, “L’Armonia dell’Anima Femminile: Un Viaggio nei Mille Canti di Donna,” introduce un tema centrale del testo: l’idea che la donna è una somma di molteplici sfaccettature, ognuna delle quali emette un “canto” unico e diverso. La poesia celebra la donna non solo come un essere complesso, ma anche come una figura in continua evoluzione, che vive nell’armonia tra contraddizioni apparenti: forza e delicatezza, furia e serenità.

Le molteplicità della donna Il tema della molteplicità è presente in ogni verso della poesia. “Mille volti, mille canti” ci introduce subito a una donna che non si limita a un’unica forma o espressione. La donna è una pluralità, una combinazione di esperienze, emozioni e sensazioni che si manifestano attraverso i suoi “canti.” Questi canti sono simbolici delle sue diverse modalità di esprimersi e di vivere. Ogni “canto” è un pezzo di questa totalità, che si trasforma e si adatta al contesto.

 Contrasti ed equilibrio tra forza e fragilità L’opera gioca con i contrasti. La donna è descritta come “mare in tumulto,” simbolo di una forza indomabile, e come “canti melodiosi,” leggeri e sereni, che evocano grazia e delicatezza. Questa alternanza tra opposti—”violenti” e “dolci,” “furiosa” e “leggiadra,” “ghiaccio” e “abbraccio caldo”—mostra la sua complessità e l’impossibilità di ridurla a un solo aspetto. La sua forza non è solo fisica, ma anche emotiva e spirituale, mentre la sua delicatezza non è sinonimo di debolezza, ma di una bellezza che resiste e prospera nonostante le difficoltà.

 La donna come simbolo della natura e del cosmo In molti passaggi, la donna è associata agli elementi naturali, alla natura selvaggia e all’universo. I “canti” sono paragonati ai suoni e alle sensazioni prodotte dal vento, dalle stelle e dalle stagioni. La donna è rappresentata come un’entità che riflette e partecipa ai ritmi della natura, un riflesso di una forza universale che si manifesta nelle sue emozioni. È “luce tra foglie d’autunno,” simbolo di transizione e di rinnovamento, così come “stella cadente” che “bisbiglia desideri mai detti,” suggerendo un legame profondo con il mistero e la spiritualità.

Il tema dell’amore e della passione La passione è un tema che emerge con forza, specialmente quando la donna è descritta come “canti storie di mari lontani,” evocando un senso di lontananza e di desiderio. La “passione” che anima la donna la collega a un amore universale, come un “canto” che trascende il tempo e lo spazio. Questi “canti d’amore” sono sia una celebrazione di un legame romantico che una metafora della connessione profonda con la vita e l’universo. L’amore, in questa poesia, è un elemento che permea ogni aspetto dell’esistenza, da quello fisico a quello spirituale. 

L’armonia tra le diversità Il titolo della poesia fa riferimento a “un’armonia di mille sfumature,” che suggerisce un equilibrio tra le diverse dimensioni della donna. Nonostante le contraddizioni e le diversità che la compongono, la donna riesce a trovare un’armonia, una sinfonia di esperienze e sensazioni che sono tutte parti di un’unica entità. Il “canto” non è mai monotono, ma sempre variato, come una melodia che cambia a seconda dell’emozione e dell’esperienza. 

Conclusione In “Donna dai tanti canti,” Letizia Caiazzo esplora la complessità della figura femminile attraverso una serie di immagini che evocano sia la natura che l’universo. La poesia celebra una donna che è, allo stesso tempo, una forza in tempesta e una pace serena, una melodia dolce e un fuoco ardente. Questa donna è un’entità in continua evoluzione, ma sempre presente e viva, capace di adattarsi e di manifestarsi in mille modi diversi, proprio come i suoi “canti.” La sua essenza è quella di una creatura che abbraccia le sue contraddizioni, trovando bellezza e forza in ogni aspetto della sua esistenza.

 Mille volti, mille canti Donna dai tanti canti, una ma anche tante, sei mare in tumulto, canti fragorosi e tonanti sei leggiadra, danzi con le farfalle, canti melodiosi. Una folata di vento, diventi furiosa, son canti violenti, focosi, scintille di fuoco ardente. Nelle notti stellate, nei giorni lucenti, sei voce dai mille colori, sempre presente, con un’anima aperta, donna dai mille canti, dolce e sorprendente. Donna dai tanti canti, una ma anche tante, canti lievi, soffi del vento tra i pini, canti dolci, miele che scorre tra le dita, canti intensi, profumo delle rose, canti eterni, stelle nel cielo d’estate. Sei forza in tempesta e pace in sereno, nei giardini del tempo, eco di risa in un bosco felice. Sei luce tra foglie d’autunno, sei un abbraccio caldo, sei ghiaccio alla fine di un sogno. Sei languore, canti storie di mari lontani, sei passione, canti l’amore. Sei voce del vento, sussurri segreti, sei stella cadente bisbigli desideri mai detti. Donna dai tanti canti, armonia di mille sfumature, sei l’essenza della vita Letizia Caiazzo. 

                             Mille volti, mille canti

Donna dai tanti canti, una ma anche tante, 

sei mare in tumulto, canti fragorosi e tonanti 

sei leggiadra, danzi con le farfalle, canti melodiosi. 

Una folata di vento, diventi furiosa,

son canti violenti, focosi, scintille di fuoco ardente.

Nelle notti stellate, nei giorni lucenti, sei voce dai mille colori,

sempre presente, con un’anima aperta, donna dai mille canti,

dolce e sorprendente.

 Donna dai tanti canti, una ma anche tante,

canti lievi, soffi del vento tra i pini,

 canti dolci, miele che scorre tra le dita, 

canti intensi, profumo delle rose,

canti eterni, stelle nel cielo d’estate. 

Sei forza in tempesta e pace in sereno, 

nei giardini del tempo, eco di risa in un bosco felice. 

Sei luce tra foglie d’autunno, sei un abbraccio caldo,

sei ghiaccio alla fine di un sogno. 

Sei languore, canti storie di mari lontani, sei passione, canti l’amore.

Sei voce del vento, sussurri segreti,

sei stella cadente bisbigli desideri mai detti. 

Donna dai tanti canti,

armonia di mille sfumature, sei l’essenza della vita.

Kareem Abdullah, is an Iraqi poet and writer. He was born in Baghdad in 1962. Kareen Abdullah is the author of “Baghdad in Her New dress” ( 2015 Book House). His name had appeared in many imporant Arabian literary magazine and he won Tajdeed prose poetry prize in 2016.Kareem has eight poetry collections in Arabic and his poetry was translated for many languages.

Kareem Abdullah è un poeta e scrittore iracheno. È nato a Baghdad nel 1962. Kareen Abdullah è l’autore di “Baghdad in Her New dress” (2015 Book House). Il suo nome è apparso in molte importanti riviste letterarie arabe e ha vinto il premio di poesia in prosa Tajdeed nel 2016. Kareem ha otto raccolte di poesie in arabo e le sue poesie sono state tradotte in molte lingue.

Incontro poetico alla terza sessione del Festival PILF 2025

Foto cortesia della locandina dell’evento culturale

PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL 2025: SESSIONE LIVE A CURA DI ELISA MASCIA

Siamo onorati di presentare una straordinaria sessione di poesia, che riunisce poeti illustri in una celebrazione dell’eccellenza letteraria. A cura di Elisa Mascia e ospitata da Irene Doura Kavadia, questa sessione fa parte del Panorama International Literature Festival 2025, unendo voci dall’Italia e oltre.

SULLA CURATORE
Elisa Mascia è un’acclamata poetessa e figura letteraria italiana, nota per i suoi profondi contributi alla poesia e alla letteratura. Attraverso il suo lavoro, ha promosso il dialogo artistico e creato piattaforme per i poeti per condividere le loro voci su un palcoscenico internazionale. Le sue curatele portano profondità, significato e ricchezza culturale a ogni evento che dirige.

I NOSTRI POETI
• Antonietta Micali (Italia)
• Marica Pinardi (Italia)
• Sabrina Morelli (Italia)
• Irma Bacci (Italia)
• Anna Maria Lombardi (Italia)
• Maria Concetta Borgese (Italia)
• Eugenio Alaio (Italia)
• Theo Di Giovanni Bartolomeo (Italia)

📅 Data: 8 febbraio 2025
🕠 Ora: 17:30 (Italia)
🌍 Modalità: Ibrida
📺 Guarda in diretta: https://youtube.com/live/A3HbDKsKnts?feature=share

Unisciti a noi per questo accattivante incontro letterario mentre i poeti danno vita alle loro parole, abbracciando l’essenza della poesia come ponte tra culture, emozioni e l’umanità stessa.

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PANORAMA INTERNATIONAL LITERATURE FESTIVAL 2025: LIVE SESSION CURATED BY ELISA MASCIA

We are honored to present a remarkable session of poetry, bringing together distinguished poets in a celebration of literary excellence. Curated by Elisa Mascia and Hosted by Irene Doura Kavadia, this session is a part of the Panorama International Literature Festival 2025, uniting voices from Italy and beyond.

ABOUT THE CURATOR
Elisa Mascia is an acclaimed poet and literary figure from Italy, known for her profound contributions to poetry and literature. Through her work, she has fostered artistic dialogue and created platforms for poets to share their voices on an international stage. Her curations bring depth, meaning, and cultural richness to every event she leads.

OUR POETS

  • Antonietta Micali (Italy)
  • Marica Pinardi (Italy)
  • Sabrina Morelli (Italy)
  • Irma Bacci (Italy)
  • Anna Maria Lombardi (Italy)
  • Maria Concetta Borgese (Italy)
  • Eugenio Alaio (Italy)
  • Theo Di Giovanni Bartolomeo (Italy)

📅 Date: 8th February 2025
🕠 Time: 17:30 (Italy)
🌍 Mode: Hybrid
📺 Watch Live: https://youtube.com/live/A3HbDKsKnts?feature=share

Join us for this captivating literary gathering as poets bring their words to life, embracing the essence of poetry as a bridge between cultures, emotions, and humanity itself.

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Per la giornata dei calzini spaiati un articolo del prof. Bartolomeo Di Giovanni

Foto cortesia immagine della locandina della giornata dei calzini spaiati

STORIA CONTEMPORANEA

La giornata dei Calzini spaiati e del bullismo. Primo Circolo Didattico, R. Arfè, Somma Vesuviana

Articolo di Bartolomeo Di Giovanni 7 Febbraio 2025

“Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo” I. Kant

Insistere con le giornate dedicate ad una tematica è importante perché i giovani devono abituarsi a considerare la scuola, non solamente, come un luogo ove si apprendono le utili nozioni, c’è anche un’etica informativa e performativa quale seme da coltivare per il futuro.

La società è cosmopolitica ed oggi più che mai diverse culture si incontrano e allora è compito delle istituzioni educare alla diversità, ciò che, apparentemente, potrebbe sembrare antitetico al proprio modo di pensare, in realtà è il modo più diretto per confrontarsi con civiltà che arricchiscono il bagaglio culturale.

Che cosa significa Calzini spaiati , anzi che cosa intende trasmettere tale simbologia? Jung parlò molto di Simboli e delle loro trasformazioni attraverso il dialogo costruttivo, dove c’è il Di-verso C’è Poiesis: capacità creativa. È grazie alla multiculturalità che il progresso potrebbe giungere alla consapevolezza di porre fine ai conflitti distruttivi, creando solamente sofferenze tra i popoli. Una delle piaghe che con enorme difficoltà si cerca di cicatrizzare è il Bullismo e ancora di più, con l’avvento dell’era computazionale, è il cyberbullismo che in questi ultimi anni ha causato vittime tra i giovani. La scuola cerca di arginare il fenomeno attraverso lezioni interdisciplinari affinché il discente possa capire che nell’altro c’è una parte di ognuno.

Queste giornate, utili e significative, sono il compito principale della scuola e della famiglia, cooperare in modo costruttivo senza scontri ideologici. I Calzini spaiati rappresentano la diversità in ogni forma, lo scopo è di sensibilizzare bambine e bambini, ma anche gli adulti, a comprendere, accettare e rispettare l’altro per come è. Perché ciascuno è unico e speciale e le differenze sono fonte di ricchezza.

Il Primo Circolo Didattico Arfè, di Somma Vesuviana, anche oggi ha dato dimostrazione di accogliere le problematiche sociali e trasformarle secondo i canoni etici del dialogo. Ogni allievo ha portato un calzino che è stato appeso in classe rendendo così visibile la bellezza di una poetica, non ideale, non come pensiero fine a sé stesso, ma come segno ineludibile della propedeutica della multiculturalità.

La Dirigente, i docenti, cercano ogni giorno di sensibilizzare gli alunni perché crescano superando gli esempi contorti dalla liquidità dei social-media. Cosa ci si aspetta? C’è ancora una piccola lanterna di Speranza? Assolutamente Sì, altrimenti si vanifica tutto come un obbligo didattico che via via diventa come un albero che non produce più frutti. In-segnare è lasciare il segno a coloro che saranno i protagonisti della società del domani.

Partecipa al nuovo Concorso del Panorama Libro PRESENTAZIONE DEL GLOBAL PANORAMA BOOK FEST 2025: DOVE I TUOI LIBRI PREFERITI PRENDONO VITA!

Foto cortesia della locandina dell’evento culturale

PANORAMA FESTIVAL MONDIALE DEL LIBRO 2025

PRESENTAZIONE DEL GLOBAL PANORAMA BOOK FEST 2025:
DOVE I TUOI LIBRI PREFERITI PRENDONO VITA!
Siamo lieti di annunciare il Panorama Global Book Fest 2025, organizzato come parte del Panorama International Literature Festival 2025. Si tratta di una piattaforma unica in cui gli autori possono presentare i loro capolavori a un pubblico globale.
Il Panorama Global Book Fest non è solo un evento;  è una piattaforma internazionale ideata per celebrare gli autori e condividere il loro lavoro con i lettori di tutto il mondo.
Perché questa opportunità è imperdibile per gli autori:
• RAGGIUNGI UN PUBBLICO GLOBALE
Il lancio del tuo libro raggiungerà un pubblico internazionale, offrendoti una visibilità senza precedenti a un pubblico eterogeneo.  Gli autori possono ampliare il loro pubblico e mettersi in contatto con persone che altrimenti non avrebbero mai conosciuto le loro opere.
• CONNESSIONI PERSONALIZZATE AUTORE-LETTORE
Inviando un video di presentazione del tuo libro, puoi condividere l’essenza unica e l’ispirazione che si cela dietro il tuo lavoro, consentendo ai lettori di provare una connessione più profonda.  Questo tocco personale rende ogni storia più memorabile e accattivante.
• AUMENTA LA VISIBILITÀ E LE VENDITE
Ogni video includerà link per l’acquisto, rendendo più semplice per gli spettatori supportare direttamente i creatori.  Questa funzionalità non solo aumenta il coinvolgimento, ma apre anche nuove opportunità di vendita e visibilità.
• PRESTIGIO ATTRAVERSO I PANORAMA GOLDEN BOOK AWARDS
Tutti i libri presentati al festival saranno candidati al prestigioso Panorama Golden Book Awards, aggiungendo un ulteriore livello di riconoscimento e onore a questa esperienza.  È un’opportunità per gli autori di essere celebrati a livello internazionale.
Date del festival: 1-31 marzo 2025
Modalità: Ibrida |  Tema: Jalam – La goccia della vita
REGISTRATI ORA E PORTA IL TUO LIBRO IN TUTTO IL MONDO!
Globale: https://rzp.io/rzp/BookFestInt
Fai parte di questa eredità.  Fai risuonare la tua voce oltre i confini, tenendo il mondo come pubblico.
Panorama Festival Internazionale della Letteratura 2025
http://www.panoramafestival.org
wcifcentral@gmail.com

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Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Naser Qawasmi

Foto cortesia di Naser Qawasmi

يومًا ما
سأطالع المرآة
فلا يساورني الشك
بأن الذي فيها أحد سواي
يومًا ما
سأخرج من ظلّي
رغم أنفه
وأستعيد من الفراغ أناي
.
.
un giorno
mi guarderò allo specchio.
e non avrò dubbi
che non c’è nessun altro tranne me.
un giorno
uscirò dalla mia ombra
nonostante me
e mi riprenderò dal vuoto.
.
.
algún día
me miraré en el espejo
y no tendré ninguna duda
que no hay nadie más que yo.
algún día
saldré de mi sombra
a pesar de mí
y recuperaré mi yo del vacío.
.
.
algun dia
em miraré al mirall
i no tindré cap dubte
que no hi ha ningú més que jo.
algun dia
sortiré de la meva ombra
malgrat mi
i recuperaré el meu jo del buit.
.
.
ناصر قواسمي  
Naser Qawasmi

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Giovanni Ronzoni

Foto cortesia di Giovanni Ronzoni

Scrivere luce

Su buie pareti di pianti
di doveri
alle preghiere scritte sui sassi
deposti
per chi un dì vorrà rapirli
portandoli
nei sogni di insaziabili cammini
nella sete di conoscere
la bellezza
della possibile bellezza
riflessa in specchi crepati
da antiche verità
nelle rotte di consapevoli tempeste
dove tutto può mutare
e
magneti
uniscono sentimenti estremi

Padrona dei tuoi canti al di là dei sensi
nei ricami di simboli tribali
nel leggibile illeggibile
teorema di
esserci
nel tuo

Scrivere luce
.
.
Escribir luz

Sobre oscuros muros de lágrimas
de deberes
a las plegarias escritas en las piedras
depositados
para quien un día quiera secuestrarlos
llevándolos
en los sueños de caminos insaciables
en la sed de conocer
la belleza
de la posible belleza
reflejada en espejos rotos
de verdades antiguas
en las rutas de las tormentas conscientes
donde todo puede cambiar
y
imanes
unen sentimientos extremos

Señora de tus cánticos más allá de los sentidos
en el bordado de símbolos tribales
en lo legible ilegible
teorema de
estar
en el tuyo

Escribir luz
.
.
Escriure llum

Sobre fosques parets de llàgrimes
de deures
a les pregàries escrites a les pedres
dipositats
per a qui un dia els vulgui segrestar
portant-los
en els somnis de camins insaciables
en la set de conèixer
la bellesa
de la possible bellesa
reflectida en miralls esquerdats
de veritats antigues
en les rutes de les tempestes conscients
on tot pot canviar
i
imants
uneixen sentiments extrems

Senyora dels teus càntics més enllà dels sentits
en el brodat de símbols tribals
en el llegible il·legible
teorema de
ser-hi
en el teu

Escriure llum
.
.
Escrever luz

Em escuras paredes de lágrimas
de deveres
às orações escritas nas pedras
depositados
para quem um dia os quiser raptar
trazendo-os
nos sonhos de caminhos insaciáveis
na sede de conhecer
a beleza
da beleza possível
refletida em espelhos rachados
de verdades antigas
nas rotas das tempestades conscientes
onde tudo pode mudar
e
ímãs
unem sentimentos extremos

Senhora das suas canções para além dos sentidos
no bordado de símbolos tribais
no legível ilegível
teorema de
estar
no teu

Escrever luz
.
.
Giovanni Ronzoni

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Joan Josep Barcelo traduce i versi poetici di Mauro Pietro Paolo Montacchiesi

Foto cortesia di Mauro Pietro Paolo Montacchiesi

Impressione, levar del sole
(Oltre il velo della luce, oltre il tempo della forma)

Che bagliore tremante!
Che vibrazione azzurra e ardente!
Si schiude tra i veli del mattino.
Un palpito.
Umido.
Sfuggente.
Una carezza acquatica,
che non si lascia afferrare.

Le Havre?
Non c’è porto.
Non c’è città.
Solo un sussurro d’epoca,
un sospiro d’acciaio e fumo
che si dissolve.
Che si piega.
Alla febbre del colore.

Monet non dipinse l’alba.
Dipinse l’attimo prima che esista.
Il punto in cui tutto è soglia.
Dove il giorno ancora
non sa di essere giorno.

Il sole.
Quel sole!
Un occhio cieco.
Brucia il vuoto.
Un’arancia sospesa sull’acqua.
Una ferita aperta,
da cui sgorga
il tempo stesso.

E l’acqua?
Scivola.
Cancella i contorni.
Trascina le barche.
Inghiotte i riflessi.
Ma non affonda la memoria.

Qui la realtà sbiadisce.
Come un nome scritto sulla nebbia.
Come una voce troppo lieve per restare.
Eppure.
Si sente.
Si avverte.
Si incide sulla pelle.

L’impressione è tutto.
Il mondo non è che un’eco.
Una vibrazione.
Un’onda di luce che svanisce
mentre ancora
la stai guardando.

Monet.
Con un solo sguardo.
Con un solo gesto.
Ha dipinto l’invisibile.

Ha dipinto
il tempo.
.
.
Impresión, salida del sol
(Más allá del velo de la luz, más allá del tiempo de la forma)

¡Qué resplandor tan tembloroso!
¡Qué vibración azul y ardiente!
Se abre entre los velos de la mañana.
Un latido del corazón.
Húmedo.
Elusivo.
Una caricia acuática,
que no se puede comprender.

¿El Havre?
No hay puerto.
No hay ciudad
Sólo un susurro del tiempo,
un suspiro de acero y humo
que se disuelve.
Que se dobla.
A la fiebre del color.

Monet no pintó el amanecer.
Pintó el momento antes de que exista.
El punto donde todo es un umbral.
Donde el día todavía
no sabe que es día.

El sol.
¡Ese sol!
Un ojo ciego.
Quema el vacío.
Una naranja suspendida en el agua.
Una herida abierta,
de la cual fluye
el tiempo mismo.

¿Y el agua?
Resbala.
Borra los contornos.
Arrastra las barcas.
Se traga los reflejos.
Pero no hunde la memoria.

Aquí la realidad se desvanece.
Como un nombre escrito en la niebla.
Como una voz demasiado suave para permanecer.
Sin embargo.
Se siente.
Se advierte.
Incide en la piel.

La impresión lo es todo.
El mundo no es más que un eco.
Una vibración.
Una ola de luz que se desvanece
mientras aún
estás mirándola.

Monet.
Con sólo una mirada.
Con un solo gesto.
Pintó lo invisible.

Pintó
el tiempo.
.
.
Impressió, sortida del sol
(Més enllà del vel de la llum, més enllà del temps de la forma)

Quina resplendor més tremolosa!
Quina vibració més blava i ardent!
S’obre entre els vels de la matinada.
Un batec del cor.
Humit.
Esquivant.
Una carícia aquàtica,
que no es pot entendre.

Le Havre?
No hi ha port.
No hi ha ciutat.
Només un xiuxiueig dels temps,
un sospir d’acer i fum
que es dissol.
Que es doblega.
A la febre del color.

Monet no va pintar l’alba.
Va pintar el moment abans que existeixi.
El punt on tot és un llindar.
On encara el dia
no sap que és dia.

El sol.
Aquell sol!
Un ull cec.
Crema el buit.
Una taronja suspesa a l’aigua.
Una ferida oberta,
de la qual brolla
el temps mateix.

I l’aigua?
Rellisca.
Esborra els contorns.
Arrossega les barques.
S’empassa els reflexos.
Però no enfonsa la memòria.

Aquí la realitat s’esvaeix.
Com un nom escrit a la boira.
Com una veu massa suau per romandre.
Malgrat això.
Se sent.
S’adverteix.
Incideix a la pell.

La impressió ho és tot.
El món no és més que un ressò.
Una vibració.
Una onada de llum que s’esvaeix
mentre encara
estàs mirant-la.

Monet.
Amb només una mirada.
Amb un sol gest.
Va pintar l’invisible.

Va pintar
el temps.
.
.
Mauro Pietro Paolo Montacchiesi

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo
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