Foto cortesia dell’opera d’arte di Letizia Caiazzo
لما قد أحتاج القدمين ولدي أجنحة لأطير/ و/أرسم الأزهار كي لا تموت: فريدا كاهلو . قراءة نقدية في تجريدية الألوان في لوحة : فريدا – للشاعرة والفنانة : ليتيزيا كايازو – ايطاليا . بقلم الشاعر : كريم عبدالله – بغداد – العراق . اللوحة التي تحتوي على تاج من الأزهار الملونة فوق رأس فريدا كاهلو ووجود قط أسود يشاركها نفس النظرة تعد مشهداً ذا رمزية عميقة في أعمال فريدا كاهلو. يمكن تفسير هذه الرمزية من خلال عدة محاور: الأزهار كرمز للحياة والموت: فريدا كانت تعرف بأنها تتعامل مع موضوعات الحياة والموت بشكل متكرر في أعمالها. الزهور في العديد من ثقافات العالم تمثل الحياة والنمو، لكن من خلال الألوان الزاهية التي تستخدمها كاهلو في أعمالها، قد تعكس أيضًا الألم الذي يعيشه الإنسان في مواجهة الموت أو الفقدان. من هنا، قد تكون الأزهار على رأسها رمزاً لصلابة الأمل والجمال في وجه الألم أو الظروف الصعبة. القط الأسود كرمز للغموض والحكمة: القط الأسود في الثقافة المكسيكية يرتبط بالغموض والسحر، ويمكن أن يرمز إلى الحكمة والقدرة على الرؤية خلف الظاهر. قد يكون هذا القط رمزاً للطاقة المستقلة لفريدا، إذ أنها كانت تعرف بطابعها الثائر والمستقل. كما أن القط في هذه اللوحة قد يعبّر عن كائن ملازم للألم أو الأجواء الغامضة التي عاشتها فريدا بسبب حوادثها الصحية وعلاقتها مع دييغو ريفيرا. التوأمة في النظرة: تشارك فريدا والقط نفس النظرة، ما يعزز فكرة التوازي بين الإنسان والحيوان في العالم الذي تنشده كاهلو. قد يشير هذا التوازي إلى التقدير العميق للجمال الذي يكمن في الأشياء الصغيرة والمخفيّة، أو ربما هو تعبير عن الوحدة والانعزال الذي كانت تشعر به فريدا في بعض مراحل حياتها. تاج الزهور ورمز القوة والتضحية: في الثقافات المكسيكية، الزهور تُستخدم أحيانًا كرمز للتضحية، كما هو الحال في الاحتفالات التي تخلّد ذكرى الموتى، مثل “دييا دي لوس مويرتوس” (يوم الموتى). تاج الزهور على رأسها قد يشير إلى استعداد فريدا لتحمل الألم والتضحية، وهو أمر يعكس بعضاً من آرائها عن قوتها الداخلية في مواجهة مصاعب الحياة. علاوة على ذلك، الزهور قد تكون رمزًا للانتصار على الأوقات العصيبة، كما تعبر عن رغبتها في الحفاظ على الجمال رغم الألم. خلاصة: بالتالي، فإن التاج من الأزهار مع القط الأسود يعبران عن تجاور بين الجمال والحزن، الحياة والموت، الغموض والقوة. فريدا كاهلو كانت فنانة تمزج بين العاطفة الشديدة والحكمة الفائقة، وقد نجحت في تجسيد معاناة الإنسان والعلاقة مع ذاته من خلال الرمزية العميقة التي تُستقى من ثقافتها الخاصة وعناصر الطبيعة.
“Perché dovrei avere bisogno dei piedi quando ho le ali per volare” e “Disegno i fiori affinché non muoiano”: Frida Kahlo Una lettura critica sull’astrazione dei colori nel dipinto: Frida – a cura della poetessa e artista Letizia Caiazzo – Italia. Di Karim Abdullah – Baghdad – Iraq.
Il dipinto che mostra una corona di fiori colorati sopra la testa di Frida Kahlo, con un gatto nero che condivide lo stesso sguardo, è una scena ricca di una simbolica profonda nelle opere di Frida Kahlo. Questa simbologia può essere interpretata attraverso vari punti di vista:
I fiori come simbolo di vita e morte: Frida era nota per trattare frequentemente i temi della vita e della morte nelle sue opere. I fiori, in molte culture del mondo, rappresentano la vita e la crescita, ma attraverso i colori vivaci che Kahlo usa nelle sue opere, possono anche riflettere il dolore che l’essere umano vive di fronte alla morte o alla perdita. In questo senso, i fiori sulla sua testa possono essere visti come simbolo di speranza e bellezza di fronte al dolore o alle difficoltà della vita.
Il gatto nero come simbolo di mistero e saggezza: Nella cultura messicana, il gatto nero è associato al mistero e alla magia, ed è spesso visto come simbolo di saggezza e della capacità di vedere oltre le apparenze. Questo gatto potrebbe rappresentare l’energia indipendente di Frida, che era conosciuta per il suo carattere ribelle e autonomo. Inoltre, il gatto in questo dipinto può simboleggiare una figura che accompagna il dolore o l’atmosfera misteriosa che Frida viveva a causa dei suoi problemi di salute e della sua relazione con Diego Rivera.
La simmetria nello sguardo: Frida e il gatto condividono lo stesso sguardo, il che rinforza l’idea di una simmetria tra l’uomo e l’animale nel mondo che Kahlo cerca di esprimere. Questa simmetria potrebbe indicare una profonda apprezzamento per la bellezza che si trova nelle piccole e nascoste cose, oppure potrebbe essere una metafora della solitudine e dell’isolamento che Frida ha provato in alcune fasi della sua vita.
La corona di fiori come simbolo di forza e sacrificio: Nelle culture messicane, i fiori sono talvolta usati come simbolo di sacrificio, come nelle celebrazioni che commemorano i defunti, come il “Día de los Muertos” (Giorno dei Morti). La corona di fiori sulla sua testa potrebbe indicare la volontà di Frida di sopportare il dolore e il sacrificio, un aspetto che riflette le sue idee sulla forza interiore nel fronteggiare le difficoltà della vita. Inoltre, i fiori potrebbero simboleggiare la vittoria sui momenti difficili, esprimendo il suo desiderio di mantenere la bellezza nonostante il dolore.
Conclusione: Pertanto, la corona di fiori insieme al gatto nero rappresentano un contrasto tra bellezza e tristezza, vita e morte, mistero e forza. Frida
Terminata circa un’ora fa la Convention in Videoconferenza, organizzata da Panorama International Literature Festival 2025, alla quale hanno preso parte una trentina di artisti selezionati da diverse nazioni: Italia, Romania, Austria, Slovenia, India, Cuba ed altre. Gli artisti hanno presentato una loro opera sul tema “JALAM: LA GOCCIA DELLA VITA”, oltre a titolo, tecnica e motivazione, vi era da legare al dipinto anche una poesia, scritta da loro, oppure gentilmente “prestata” da un poeta. Fra gli artisti presenti, anche il sottoscritto che ha presentato l’opera “Effervescenza” con la presentazione che segue.
Fin dai miei studi presso l’Istituto d’Arte di Sassari, ho dimostrato una notevole inclinazione per la pittura, influenzato da maestri di alto livello come Stanis Dessy, Gavino Tilocca, Zaza Calzia e Antonio Atza. La mia arte abbraccia una varietà di stili: dall’impressionismo al surrealismo e all’astrattismo, riflettendo il desiderio di esplorare nuove tecniche e forme di espressione. Dopo un periodo dedicato all’arte digitale, sono tornato alla pittura tradizionale, integrando influenze surrealiste e metafisiche. Ho consolidato la mia peculiarità di artista versatile e innovativo, caratterizzata da colori vivaci e composizioni dinamiche. “Effervescenza e Vita” Una delle mie opere più recenti e significative è “Effervescenza”, che rappresenta la vitalità della vita attraverso l’arte astratta. Le bollicine d’acqua nel bicchiere simboleggiano momenti di gioia e movimento, mentre il contrasto tra l’acqua effervescente e il liquido informale rappresenta la dualità dell’esistenza umana. Le bollicine d’acqua portano con sé un significato profondo. Ogni bollicina rappresenta un momento di effervescenza vitale, un istante di gioia e movimento. Le bollicine salgono velocemente verso la superficie, simbolo di vita e speranza, mostrando come anche nei momenti di quiete ci sia sempre dinamismo e cambiamento. L’acqua effervescente simboleggia la purezza e la vitalità, mentre il liquido informale dall’altro lato rappresenta la fluidità e l’adattabilità della vita stessa. Questo dualismo nell’opera riflette la natura mutevole e imprevedibile dell’esistenza umana. l’informale liquido rappresenta un approccio astratto e libero, che lascia spazio all’interpretazione personale e alla riflessione interiore. Questa vibrante composizione è inoltre legata ad una piccola poesia di Silla Maria Campanini che l’ha scritta con queste stupende parole:
“Ondeggiando tra le onde, è il flusso astratto di colori, energia fluente nell’acqua, forza vitale che scorre nelle vene, dove il mito prende vita. Come un vortice, emergono le onde dalle profondità del desiderio. In un bicchiere pieno d’acqua, si tuffa l’arsura dei deserti, goccia dopo goccia, scende il momento lucido, nel suono vibrante di parole, essenza di trasparenza e custode dei mari, alimento di vita, sogno degli assetati”.
Ringrazio Silla Maria Campanini per il sostegno e il supporto che mi ha dato in questa bellissima esperienza.
Fra non molto, una Giuria Internazionale sceglierà le opere più meritevoli. Silla Maria Campanini Elisa Mascia
Foto cortesia dell’opera d’arte di Sebastiano Sechi
ANGELA KOSTA TRADUCE I VERSI DELLA POLIGLOTTA E EDITORE RUMENA CORINA JUNGHIATU
Corina Junghiatu è nata a Bucarest, Romania. È poetessa, scrittrice e critica letteraria conosciuta in bilingue. Con un master in Filologia e Psicopedagogia e una laurea in Letteratura e Filosofia, Corina ha coltivato una profonda passione per la letteratura fin da giovane, iniziando il suo percorso poetico all’età di 12 anni. Parla cinque lingue e ha dato un contributo significativo al mondo letterario.
È autrice di due raccolte poetiche apprezzate: “L’esilio nella luce” e “Il rituale dell’alba”, con una terza raccolta attualmente in fase di pubblicazione. Oltre alla sua scrittura, Corina è una forza stimolante nella comunità letteraria globale. È Fondatrice e Caporedattrice della rivista letteraria Verseum e del Forum Letterario Verseum. Inoltre, ricopre il ruolo di Direttrice e Coordinatrice Globale delle Pubblicazioni per Motivational Stripes, il Forum di Scrittori più attivi nel mondo. Inoltre, è anche Il Capo Consigliera dell’Unione degli Scrittori delle Nazioni del Mondo in Kazakistan. I suoi successi letterari hanno guadagnato un ampio riconoscimento, inclusi premi prestigiosi come il premio “Gujarat Sahitya Akademi” nel 2020 e la Medaglia d’Ordine di Shakespeare nel 2021. È stata onorata anche con il PREMIO MUNDIAL 2020 “CESAR VALLEJO” (Eccellenza nella Letteratura), per il suo straordinario contributo in questo campo.
Le poesie di Corina sono state pubblicate in numerose riviste e antologie nazionali e internazionali. È una partecipante attiva nei festival mondiali di poesia e negli eventi culturali, spesso ricoprendo i ruoli di co-organizzatrice e moderatrice. Grazie al suo impegno instancabile per la letteratura e la cultura, Corina continua a ispirare e unire scrittori e lettori in tutto il mondo.
LA SPERANZA
La speranza non ha corpo, è solo un’eco e mancanza, un’ombra d’oro, un tetro sentiero che svanisce nel vuoto, una traccia sulla linea dell’orizzonte, perché mai sai se sta camminando o sognando?
La speranza è luce, un cerchio senza nucleo, un fiume che le montagne fangose dei sogni, scavalca.
La speranza è la nostra scelta di credere che ciò che non esiste possa in qualche modo diventare reale, in un gioco di illusioni, un gioco di cui anche lo scrigno di Pandora con ogni desiderio si apre, ove anche i demoni si nascondono sotto il mantello della promessa.
Da quel scrigno antico, nulla rimane… tranne la speranza, che come un miraggio nell’abisso della nostra follia ci trascina in un sogno, per un futuro che forse mai arriverà, ma in ogni istante, più reale di noi diventa.
Tradotto da: Angela Kosta Direttore Esecutivo delle Riviste: MIRIADE, NUANCES ON THE PANORAMIC CANVAS, BRIDGES OF LITERATURE, giornalista, poetessa, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice, promotrice
Foto cortesia di Hanan Yusuf-Libano e Kareem Abdullah -Iraq
Prima letteratura critica
Sogni di immigrati: “Il viaggio tra esilio e consapevolezza” Lettura analitica nel testo: Sogni di immigrati – della poetessa: Hanan Yusuf – Libano. Da: Karim Abdullah – Iraq. febbraio 13, 2025
Introduzione: Il testo/i sogni degli immigrati/la poetessa libanese Hanan Yusuf rappresenta un modello poetico che oscilla tra leggendario e umano, tra l’esperienza di sé e l’esperienza dell’assemblea che si intersecano in tempi di conflitto e spostamento. Attraverso il suo vocabolario e la sua visione, la poetessa mescola sensazioni di asilo e partenza con riferimenti a identità spezzate. Il poema si svolge nell’orbita dei sogni e della migrazione, e pone domande sul sé, sul luogo e sul tempo, toccando così una ferita palestinese e siriana insieme, la ferita dell’esilio.
Reclutamento simbolico dei sogni: La poetessa inizia il suo poema impiegando/dreams/come un simbolo chiave nel testo, dove i sogni si innalzano verso la luna, forse suggerendo l’idea di eterno desiderio di tornare o raggiungere uno stato di sublimità. Nella letteratura araba, la luna simboleggia nostalgia e serenità. Il poema è diventato un simbolo di auto-migrazione. Esprime le anomalie della poetessa in un mondo immaginario lontano da dure realtà. I sogni sono un insulto verso/lontano esilio/, ponendo il testo nel contesto dell’esperienza umana di perdita e smarrimento. L’esilio qui non è solo un luogo, è una condizione psicologica e intellettuale, come se la poetessa dice che il sé migra in un luogo intangibile, simile memoria distratta.
Poesie, immagini e vacanze: Le immagini della poesia nel testo sono molteplici, a partire da/ l’articolo è comune sulla traccia abbandono/, un quadro che indica la tristezza e il dolore della perdita e migrazione. / Gli inni di abbandono/Il testo dà una dimensione spirituale, come la migrazione diventa uno stato di glorificazione o meditazione. L’immagine qui porta un carico di dolore associato con essere lontano da casa o da se stessi. Inoltre/manca di occhi che riposano/percezione della vigilanza dopo aver sonnecchiato o dormito, un quadro metaforico che riflette la lotta tra il risveglio e il sogno, e la realtà dolorosa e l’immaginazione da cui l’uomo sfugge in cerca di conforto.
Luogo e orario: La poetessa elenca un luogo/strano/ma pieno di speranza e luce in/il Signore del suo promotore di luce/, in netto contrasto tra il luogo rappresentato/esiliato/e quello che suggerisce/coltello/. In questa variazione, troviamo solo la costante ricerca di un luogo interno che permetta al sé di stabilirsi. Il luogo qui rappresenta in un certo senso la fuga dalla realtà, e in un altro rappresenta la speranza costante di vivere liberamente nello spazio lontano dall’oppressione. Il tempo è fluido e indefinito, aggiungendo una dimensione filosofica al testo. / “Il sogno di una vita si manifesta/indica che un sogno non è solo un passato o una realtà, ma qualcosa che si manifesta e si rinnova con ogni momento di sofferenza.
Il rapporto tra l’io e l’altro: Attraverso formulazioni come/dissolversi nelle vite dei transienti/e/gettare nell’esistenza zuccherino/, si può percepire il rapporto del poeta con gli altri, rappresentato dagli spiriti di passaggio. Questo ego si interseca con l’altro in uno stato di perdita di massa, ma allo stesso tempo, questo/diabete/riflette una sorta di separazione soggettiva, dove il sé è immerso in altri mondi, forse in cerca di salvezza. Lingua e musica: Il linguaggio del poema è caratterizzato da un flusso poetico, dove atti contrastanti come/tahim/,/common/e/melt/abound, migliorano il senso di movimento duraturo nel testo. Queste azioni dinamizzano l’immagine poetica e permettono l’attivazione dei sentimenti di interruzione e di continuo movimento verso l’ignoto. Parole ripetute come/presence/e/light/, danno al testo un’unità melodica e ritmica, rendendo la lettura un’esperienza sensoriale multidimensionale. Tensione tra consapevolezza e assenza: Il poema solleva domande su cosa sono la consapevolezza e l’assenza, dal momento che/immigrant dreams/riflette uno stato di perdita materiale e morale, tra il sogno della vita e/a glimpse of the crescent’s absence/. Qui questo scorcio della mezzaluna rappresenta l’assenza eterna o la confusione psicologica, come la poetessa suggerisce che nulla è costante in questo universo, e tutto è condizionato al movimento costante tra coscienza e incoscienza, tra esistenza ed assenza. Interpretare la sofferenza e il senzatetto: Il poema, nella sua profondità simbolica, solleva indirettamente la questione dello spostamento umano, affrontando la migrazione come una situazione esistenziale che rompe i confini geografici, riflettendo il comune dolore umano. In questo modo la poetessa presenta l’esperienza dell’esilio come un caso di costante sofferenza, ma questa sofferenza non si trasforma in disperazione, ma si traduce in una vita/sogno rinnovato.
Conclusione: Testo/Sogni degli immigrati/Della poetessa Hanan Yusuf pone molte domande esistenziali su sé, luogo e tempo. Attraverso le sue ricche immagini metaforiche e ritmiche che riflettono una nostalgia duratura, la poetessa offre una visione poetica unica che oscilla tra coscienza e incoscienza, tra sogno e realtà. La poesia nella sua interezza non è una semplice riflessione personale, ma un’espressione della sofferenza collettiva incarnata nel sé attraverso l’emigrazione, l’esilio e la costante speranza di ritornare a se stessi.
Sogni dei migranti
Sogni che vagano verso la Luna Verso un lontano esilio Occhi sciiti Sulla traccia dell’ abbandono Sono stanco della passione Dove il silenzio è per il morso Le palpebre del sonno si aprono E stai annegando nel mio Signore. I suoi prati sono pieni di luce e si dissolve nelle anime dei passanti Negli orizzonti dell’immaginazione Ubriaco di vita Uccelli che volano in una gara la guida notturna ne era confusa Inseguendo la stazione di atterraggio della luce La fragranza dell’espressione Per tornare alle sorgenti del sé si manifesta il sogno di una vita Uno scorcio di insonnia scompare alla mezzaluna Hanan Yusuf – Libano.
azharalharf – مجلة أزهار الحرف الرئيسية أسرة التحرير البداية أدب النقد أحلام مهاجرة :رحلة بين الذات واليقظة لحنان يوسف بقلم /كريم عبد الله ناصر رمضان عبد الحميد by ناصر رمضان عبد الحميد فبراير 13, 2025
أحلامٌ مهاجرة: رحلة الذات بين المنفى واليقظة قراءة تحليلية في نصّ : أحلامٌ مهاجرةٌ – للشاعرة : حنان يوسف – لبنان . بقلم : كريم عبدالله – العراق . المقدمة: نص /أحلامٌ مهاجرة/ للشاعرة اللبنانية حنان يوسف يمثل نموذجاً شعرياً يتأرجح بين الأسطوري والإنساني، بين التجربة الذاتية والتجربة الجمعية التي تتقاطع في فترات الصراع والتشرد. من خلال مفرداتها ورؤاها، تمزج الشاعرة بين أحاسيس اللجوء والمغادرة وبين إشارات دالة إلى الهويات المنكسرة. تدور القصيدة في فلك الأحلام والهجرة، وتطرح أسئلة عن الذات والمكان والزمان، ملامسة بذلك جرحاً فلسطينياً وسورياً معاً، هو جرح المنفى.
التوظيف الرمزي للأحلام: تبدأ الشاعرة قصيدتها بتوظيف /الأحلام/ كرمز رئيسي في النص، حيث تتصاعد الأحلام نحو القمر، في تلميح ربما إلى فكرة الشوق الأبدي للعودة أو الوصول إلى حالة من السمو. يرمز القمر في الأدب العربي إلى الحنين والصفاء، وقد بات في القصيدة رمزاً للهجرة الذاتية، إذ يعبر عن تهويمات الشاعرة في عالم متخيل بعيد عن الواقع القاسي. الأحلام تهيم نحو /المنفى البعيد/، ما يضع النص في سياق التجربة الإنسانية للفقد والضياع. المنفى هنا ليس مجرد مكان، بل هو حالة نفسية وفكرية، وكأن الشاعرة تقول أن الذات تهاجر إلى مكان غير ملموس، يشبه الذاكرة المشتتة.
الصور الشعرية والمجازات: تتعدد الصور الشعرية في النص، بدءاً من /تشيّعُ المقلَ على تراتيلِ الهجر/، وهي صورة تشير إلى الحزن والألم الناتج عن الفقد والهجرة. /تراتيل الهجر/ تمنح النص بعداً روحياً، حيث تتحول الهجرة إلى حالة من التمجيد أو التأمل. الصورة هنا تحمل شحنة من الألم المرتبط بالبعد عن الوطن أو عن الذات. كما أن /تفتقُ أجفانَ الغفوة/ تصور اليقظة بعد الغفوة أو النوم، وهذه صورة مجازية تعكس الصراع بين الاستيقاظ والحلم، وبين الواقع المؤلم والخيال الذي يهرب منه الإنسان بحثاً عن الراحة.
المكان والزمان: تسرد الشاعرة مكاناً /غريباً/ لكنه مليء بالأمل والنور في /ربى مروجها من النور/، في تباين واضح بين المكان الذي يُمثل /المنفى/ والآخر الذي يوحي /بالسكينة/. في هذا التباين، لا نجد سوى البحث المستمر عن مكان داخلي يسمح للذات بأن تستقر. المكان هنا يمثل في إحدى صورته الهروب من الواقع، وفي صورة أخرى يمثل الأمل المستمر في العيش بحرية في فضاء بعيد عن القمع. أما الزمان، فهو مائع وغير محدد، مما يضيف بعداً فلسفياً للنص. /”تتجلى حلم حياة/ يشير إلى أن الحلم ليس مجرد ماضٍ أو واقع، بل هو شيء يتجلى ويتجدد مع كل لحظة من المعاناة.
العلاقة بين الذات والآخر: من خلال صياغات مثل /تذوب في أرواح العابرين/ و /ترتمي في الوجود سكرى/، يمكن استشعار علاقة الشاعرة بالآخرين، الذين تمثلهم الأرواح العابرة. تتقاطع هذه الأنا مع الآخر في حالة من الفقد الجماعي، ولكن في الوقت نفسه، تعكس هذه /السكرى/ نوعاً من الانفصال الذاتي، حيث تنغمس الذات في عوالم أخرى، ربما بحثاً عن الخلاص. اللغة والموسيقى: اللغة في القصيدة تتميز بالتدفق الشعري، حيث تكثر الأفعال المضارعة مثل /تهيم/ و/تشيّع/ و/تذوب/، ما يعزز من حس الحركة الدائمة في النص. هذه الأفعال تضفي طابعاً ديناميكياً على الصورة الشعرية وتسمح بتفعيل مشاعر الانقطاع والحركة المستمرة نحو المجهول. أما الألفاظ التي تتكرر مثل /الوجود/ و/النور/، فهي تمنح النص وحدة لحنية وإيقاعية، ما يجعل من القراءة تجربة حسية متعددة الأبعاد. التوتر بين اليقظة والغياب: القصيدة تثير تساؤلات حول ماهية اليقظة والغياب، حيث أن /أحلامٌ مهاجرة/ تعكس حالة من الفقد المادي والمعنوي، بين حلم الحياة وبين /لمحةٌ في السهد تغيب/. هنا، تمثل هذه اللمحة في السهد الغياب الأبدي أو التشوش النفسي، حيث أن الشاعرة تلمح إلى أنه لا شيء ثابت في هذا الكون، وكل شيء مشروط بالحركة المستمرة بين الوعي واللاوعي، وبين الوجود والغياب. تأويل المعاناة والتشرد: القصيدة، بعمقها الرمزي، تطرح قضية التشرد الإنساني بشكل غير مباشر، فهي تتناول الهجرة كحالة وجودية تكسر الحدود الجغرافية، لتعكس الألم الإنساني المشترك. وبذلك، تقدم الشاعرة تجربة الذات في المنفى كحالة من العذاب المستمر، غير أن هذا العذاب لا يتحول إلى يأس، بل يُترجم إلى /حلم حياة/ متجدد. الخاتمة: نص /أحلامٌ مهاجرة/ للشاعرة حنان يوسف يطرح الكثير من الأسئلة الوجودية المتعلقة بالذات والمكان والزمان. من خلال صورها المجازية الغنية وإيقاعها الذي يعكس الحنين الدائم، تقدم الشاعرة رؤية شعرية متفردة تتأرجح بين الوعي واللاوعي، بين الحلم والواقع. القصيدة في مجملها ليست مجرد تأملات شخصية، بل هي تعبير عن معاناة جماعية تجسدها الذات من خلال الهجرة، المنفى، والأمل المستمر في العودة إلى الذات.
أحلامٌ مهاجرةٌ
أحلامٌ تهيمُ للقمر نحو المنفى البعيد تشيّعُ المقلَ على تراتيلِ الهجر زهت من الوجدِ حيثُ السكون للقم تفتقُ أجفانَ الغفوة وتغورُ على ربى مروجها من النور وتذوب في أرواح العابرين في آفاق الخيال ترتمي في الوجود سكرى تسابقُ تحليق الطيور حارَ منها دليل الليل تلاحقُ مهبط النور وضوعَ العبير لِتعود إلى ينابيع الذات تتجلى حلم حياة ولمحةٌ في السهد تغيب حنان يوسف – لبنان .
Al programma bilingue italiano-spagnolo Alla ricerca della vera bellezza di Pietro La Barbera ed Elisa Mascia che ogni domenica, da inizio ottobre 2023, è diventato un appuntamento con poeti, scrittori, artisti, musicisti, cantanti dell’America Latina ma anche di altri Paesi che si collegano dal vivo in YouTube e Facebook per promuovere talenti e dare loro l’opportunità di presentarsi con la biografia, un’intervista con domande sempre diverse e la lettura di alcune poesie. Domenica 9 febbraio, dopo aver presentato molti amici poeti, cantanti, musicisti, scrittori, per partecipare al programma, è stato presente per l’intervista e la lettura delle sue poesie il poeta, periodista Carlos Jarquin e di seguito è riportato l’intero svolgimento dell’incontro culturale ma anche per scoprire la sua bellezza dell’anima durante la indimenticabile chiacchierata.
Carlos Javier Jarquín (Rancho Grande, 26 giugno 1990) è uno scrittore, poeta, editorialista, manager, compilatore, promotore culturale e produttore musicale nicaraguense che vive attualmente in Costa Rica. Javier ha fatto importanti contributi alla letteratura e al giornalismo in America Latina e in Spagna. I suoi articoli sono pubblicati in vari giornali e riviste di tutto il mondo, sia in formato digitale che cartaceo. Scrive su vari argomenti, con maggiore enfasi sulla cultura e la letteratura; coltiva diversi generi e sottogeneri letterari e non, come poesia, cronache, articoli di opinione, prologhi, recensioni e interviste. Jarquín è il compilatore di due antologie entrambe disponibili su Amazon.com. Antologia del Bicentenario dell’America Centrale (Ayame Editorial Mexico/USA, 2021). CANTO PLANETARIO: FRATELLANZA SULLA TERRA (H.C EDITORES, Costa Rica, 2023).
Domande 1- Come sarebbe il tuo giorno perfetto? — Per me, un giorno ideale è quel giorno che mi lascia molto per l’apprendimento, è quel giorno in cui condivido con persone che arricchiscono il mio mondo. È quel giorno in cui realizzo diverse attività sia in presenza che attraverso il virtuale e in ciascuna mi danno l’opportunità di continuare a scoprire i tanti misteri che la vita ha. Essere in questa intervista con te, cara Elisa, e con il nostro ammirabile Pietro e con tutti gli ascoltatori che si sintonizzano è un giorno ideale perché stiamo avendo una conversazione divertente e indimenticabile per me.
2- Cos’è che non sopporti della società contemporanea? —Viviamo in una società di poca umanità, viviamo nell’era dove è ben marcato l’individualismo, viviamo tempi in cui tutto vogliamo veloce e facile, dove il consumismo è ben presente nella maggior parte della popolazione, Viviamo in un’epoca in cui la disuguaglianza è notevole per esempio com’ è possibile che un insegnante, medico o ricercatore ha il suo salario minimo rispetto a quello di uno sportivo? Sono molto deluso che in molti Paesi i loro leader politici non offrano ai giovani opportunità che siano davvero eccellenti in ciò che amano fare. È triste sapere che molti anziani sono abbandonati dai loro figli come fossero oggetti. Ci rammarichiamo che in diversi Paesi un cane sia trattato meglio di un essere umano, sia per la sua nazionalità, il colore della pelle o il suo livello accademico. Secondo l’ONU attualmente in più di 50 paesi c’è guerra, il più triste di questa complessa situazione è che le vittime sono persone innocenti e indifese. Da quando esiste l’umanità abbiamo sempre vissuto con guerre e disuguaglianze ma in questo secolo è un po’ più esagerato con la differenza che ora la storia, ha tecnologia all’avanguardia in altre parole ha migliori maniere per mascherare.
3- Qual è la tua più grande qualità artistica? —Non ritengo di avere qualità artistiche eccezionali. Il poco che ho fatto in questi ultimi anni nel mondo letterario è stata una bella esperienza e ho avuto molte soddisfazioni da ogni esperienza, poiché ognuna mi ha lasciato una notevole dose di conoscenze. In ogni attività o evento in cui mi sono coinvolto l’ho fatto con amore, passione e con l’unico obiettivo di dare un piccolo contributo a questa umanità contemporanea fratturata.
4- Quando eri piccolo, cosa volevi fare da grande? —Forse da piccolo non avevo mai pensato a cosa volessi fare da grande. Quando ho letto la biografia di grandi artisti, scienziati, inventori, poeti e scrittori mi ha colpito molto e dopo aver scoperto la letteratura sono rimasto affascinato dal modo in cui si lascia plasmare i propri pensieri e sentimenti. Beh, sto cercando di lasciare un ricordo attraverso la letteratura. Senza dimenticare di godermi il mio soggiorno in questa passeggiata terrena, come esseri mortali siamo tutti come un turista in questa terra benedetta.
5- Qual è la cosa più folle che hai fatto per l’arte? —Forse la cosa più folle in cui ho avuto l’iniziativa è stata senza dubbio di intraprendere un progetto in formato antologia che sarebbe stato: multilingue, multiartistico e multiculturale chiamato CANTO PLANETARIO quando lo raccontai ad alcuni amici vicini che non credevano nell’idea, In effetti alcuni mi hanno definito “pazzo”, o altri hanno detto che stavo perdendo la ragione. Alla fine la cosa più importante è che tutti noi coinvolti in questa iniziativa ci siamo impegnati con molta passione, abbiamo lavorato duramente e insieme abbiamo reso possibile ciò che all’inizio era impossibile. Il mio infinito ringraziamento a tutti coloro che hanno scommesso su questo lavoro includendo te cara Elisa. La mia eterna gratitudine al biologo costaricano Hámer Salazar per essere stato un vero complice nella realizzazione di CANTO PLANETARIO.
6- Pensi che l’arte possa cambiare il mondo? —Credo fermamente che l’arte e l’educazione in generale possano fare un cambiamento significativo nella nostra storia. Il mio invito è per tutti i leader e imprenditori che investono in un’educazione di qualità; lo facciano senza egoismo, l’unico obiettivo comune dev’essere quello di ereditare un futuro migliore alle generazioni future con questo gesto di solidarietà, l’umanità potrebbe avere dei leader migliori dove forse potrebbero vivere in un mondo di meno guerre, di minore competizione, di meno odio. L’arte cambia la vita di tutti noi.
7 -Ti è facile fidarti degli altri? —Ho avuto molte delusioni da persone che non avrei mai pensato potessero essere sleali con me, ma io credo ancora nelle persone e lo faccio perché nasce dal mio cuore. Sono abbastanza attento ai risultati, alle azioni e a ciò che dicono gli altri. Penso che se vogliamo che questo mondo sia un po’ migliore dobbiamo lavorare prima individualmente e poi collettivamente, lavorando insieme per il bene comune saremo meno vulnerabili quando si tratta di affrontare le complesse circostanze che siamo esposti a vivere come società.
8- Qual è il tuo rapporto con il mondo letterario? — La letteratura per me è un mondo fantastico, amo questa disciplina artistica da quando ci sono dentro, ho sfruttato le tecnologie del presente per far conoscere ciò che penso della vita e del mondo dalla finestra della mia prospettiva. A molti ho mostrato incondizionatamente la mia solidarietà nel sostenere il lavoro artistico e letterario che stanno realizzando in diverse parti del mondo, specialmente in tutta l’America Latina e oltre i suoi confini. Per ora mi godo al massimo la tappa che sto vivendo il mio desiderio è di continuare a intraprendere progetti letterari, artistici e multilingue in formati di antologie su temi molto interessanti a livello globale.
9- Esiste ancora un luogo ideale per gli autori di incontrarsi? — Ogni luogo in cui c’è l’opportunità di riunire scrittori, poeti o artisti per parlare d’arte è un luogo perfetto ma personalmente un luogo ideale nel nostro tempo è attraverso il cyberspazio, Capisco perfettamente che molte persone non si sono ancora familiarizzate con gli incontri online, ma la tecnologia attuale è arrivata per restare e ognuno segue la sua evoluzione. Questa era globalizzata ci permette di connetterci in diretta e in tempo reale con persone provenienti da diversi angoli del Pianeta, indipendentemente dalla lingua o dalla cultura. Io che amo il multiculturale, il multilingue e il multiartistico mi diverto immensamente di questi incontri.
Cari Elisa e Pietro permettetemi di congratularmi a nome di tutti noi che amiamo l’arte e la cultura per l’eccellente iniziativa che avete avuto con questo programma bilingue: italiano-spagnolo giustamente chiamato ALLA RICERCA DELLA VERA BELLEZZA che promuove queste due preziose lingue e dove ogni domenica ci deliziate con un ospite di un Paese diverso, applaudo a questa iniziativa, il mio sincero riconoscimento per questo inestimabile lavoro. Vi ringrazio ancora per l’invito a partecipare a questo programma.
Poesie di Carlos Javier Jarquín
1- LA POESIA
La poesia è sentire, poesia è amare, La poesia è vivere. Il passato è poesia, il presente, il futuro è poesia; tu, mia signora, Poesia ti chiami.
Canto universale di poesia; i canti degli uccelli ci danno poesia, il bagliore delle stelle, la poesia scintilla; con il suo splendore la luna veste la poesia.
Tutti in ogni momento distilliamo poesia in tante forme; la poesia è luce e alba della conoscenza; la poesia è lo specchio del nostro cerchio.
La poesia è voce del cuore; la magia della poesia è che ti trasforma in viaggiatore e esploratore di tanti misteri. Senza poesia la vita è pesantezza, cielo senza le sue stelle, arcobaleni di un solo colore, mare senza pesci, giungla senza fauna.
La poesia è un accento radioso di amore e disamore, è il pianto di ogni dolore e gloria che dà la vita; la poesia si sperimenta in ogni istante, come il sentimento. Brindiamo alla poesia!
Poesie estratte dall’antologia: Voci attuali della poesia latinoamericana. Antologia in omaggio ad Alma del Campo. Edito da Alicia de León Epp., Ingleberto S. Robles Tello e Carlos García Óliver. Edizione generale di George Reyes. Edizioni Aphostrophes: Santiago, Cile, novembre 2018.
2- Sei la mia adorabile poesia
I fiori hanno molteplice eleganza e fragranza indicibile, ma non si confronteranno mai la tua pelle liscia e il tuo profumo, la tua bella figura. ispira lo stesso cielo, e la luminosità delle stelle è per la coesistenza del tuo sorriso colorato, senza di te loro, non sarebbero di nobile bellezza. Il giorno in cui non ci sarai nel nostro mondo, l’Universo sarà illogico, sicuri che smetteremo di vedere il fascino della luna, l’arcobaleno mai più ci visiterà, i fiori appassiranno, le stelle perderebbero la loro grazia e il cielo il suo colore naturale. Solo pensare alla tua partenza, il mio cuore si rattrista, Vorrei morire prima io, se lo fai tu, morirei di fatale nostalgia, oggi voglio morire, ma di piacere e di indefinita passione, sulla mappa del tuo corpo. Lasciami scrivere versi, nella tua pelle sensuale, con le mie labbra farò arte in ogni parte del tuo leggiadro corpo, la tua voce è melodia preferita della mia anima, i tuoi gemiti sono echi, che ispirano il mio cuore. Sei la mia adorabile poesia, i tuoi baci e le tue carezze colorano di vera pienezza la mia esistenza… Voglio tatuarti l’anima con dolci baci e bei versi, sei la mia poesia e tenera gioia, delle mie esperienze memorabile, sei perfetta “opera d’arte” e io naturalmente sono il tuo eterno ammiratore, Sei l’amore, del mio amore.
3- Sentimenti offuscati
L’umanità si sta affogando in un oceano di dolore, sembra indefinita questa antipatia tra la stessa specie; Questa catastrofe si sta espandendo senza limiti. Siamo dei veri pusillanimi che docilmente, ci lasciamo invadere dai sentimenti offuscati, Allontaniamoci da ciò che intossica l’anima.
Cerchiamo di unire gli ideali che ci facciano respirare meglio, così probabilmente ci divertiremmo di un mondo che trabocca pace, democrazia e libertà. Lasciamoci andare a coltivare felicità collettiva.
Puntiamo sempre sull’unità come fanno le stelle che più è nera la sua complice più il bagliore ha un fascino notevole. Non accettiamo che l’odio del minuscolo sia letale disgrazia di massa, non permettiamo che il virus maligno Causi la fine dell’umanità.
Biografia Carlos Javier Jarquín (Rancho Grande, Matagalpa, 26 de junio de 1990) es un escritor, poeta, columnista, gestor, compilador, promotor cultural y productor musical nicaragüense actualmente vive en Costa Rica. Javier ha realizado importantes contribuciones a la literatura y al periodismo en América Latina y España. Sus artículos se publican en diversos periódicos y revistas del mundo, tanto de forma digital como impresa. Escribe sobre variados temas, con mayor énfasis en lo cultural y literario; cultiva distintos géneros y subgéneros literarios y no literarios, tales como poesía, crónicas, artículos de opinión, prólogos, reseñas y entrevistas. Jarquín es compilador de dos antologías ambas disponibles en Amazon.com. Antología del Bicentenario de Centroamérica (Ayame Editorial México/USA, 2021). CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA (H.C EDITORES, Costa Rica, 2023).
1- ¿Cómo sería tu día perfecto? — Para mí, un día ideal es ese día que me deja mucho aprendizaje, es ese día donde comparto con persona que enriquecen mi mundo. Es ese día donde realizo diversas actividades tanto presencialmente como a través de lo virtual y en cada una me dan la oportunidad de seguir descubriendo de los tantos misterios que tiene la vida. Estar en esta entrevista con usted querida Elisa y con nuestro admirable Pietro y con toda la audiencia que nos sintoniza es un día ideal porque estamos teniendo una charla amena e inolvidable para mí.
2- ¿Qué es lo que no soportas de la sociedad contemporánea? —Vivimos en una sociedad de poca humanidad, vivimos en la era donde está bien marcado el individualismo, vivimos tiempos en donde todo lo queremos rápido y fácil, donde el consumismo está bien presente en la mayoría de la población, vivimos en unos tiempos donde la desigualdad es notable por ejemplo como es posible que un profesor, médico o investigador su salario sea mínimo en comparación al de un deportista. Me da mucha decepción que en muchos países sus líderes políticos no les brinden a los jóvenes oportunidades que realmente destaquen en lo que tanto aman hacer. Es triste saber que muchas personas de tercera edad sean abandonadas por sus hijos como si fueran objetos. Es lamentable enterarse que en distintos países tratan mejor a un perro que a un ser humano ya sea por su nacionalidad, color de piel o nivel académico. Según la ONU actualmente en más de 50 países hay guerra, los más triste de esta compleja situación es que las víctimas son personas inocentes e indefensas. Desde que existe la humanidad siempre hemos vivido con guerras y desigualdades pero en este siglo ha sido un poco más exagerado con la diferencia que ahora la historia, cuenta con tecnología de punta en otras palabras tiene mejor maquillaje.
3- ¿Cuál crees que es tu mayor cualidad artística? —Considero que no tengo ninguna cualidad artística excepcional. Lo poco que he hecho en estos últimos años en el mundo literario ha sido una experiencia hermosa y he disfrutado mucho de cada vivencia ya que cada una me ha dejado un cúmulo de aprendizaje. En cada actividad o evento en el que me he involucrado lo he realizado con amor, pasión y con el único objetivo de hacer un pequeño aporte a esta fracturada humanidad contemporánea.
4- ¿Cuándo eras pequeño, ¿qué querías ser cuando crecieras? —Quizás de pequeño nunca visioné que era lo que realmente quería hacer de grande. Cuando leí la biografía de grandes artistas, científicos, inventores, poetas y escritores sí me llamó mucho la atención y después que descubrí la literatura me quedé fascinado por la manera en que dejas plasmado tus pensamientos y sentimientos. Y bueno aquí estoy intentando de dejar un recuerdo a través de lo literario. Sin olvidarme de disfrutar mi estadía en este paseo terrenal, como seres mortales todos somos un turista más en esta bendita Tierra.
5- ¿Cuál es la cosa más loca que has hecho por el arte? —Quizás lo más descabellado en donde he tenido la iniciativa sin duda alguna fue emprender un proyecto en formato antología en donde sería: multilingüe, multiartístico y multicultural llamado CANTO PLANETARIO cuando se lo comenté a unos amigos cercanos no creyeron en la idea, de hecho unos me tildaron de “loco”, u otros dijeron que estaba perdiendo la razón. Al final lo más importante fue que todos los que nos involucramos en esta iniciativa nos comprometimos con mucha pasión, trabajamos fuertemente y todos juntos hicimos posible lo que en un inicio era imposible. Mi infinito agradecimiento para todos los que apostaron por esta obra incluyéndote a ti querida Elisa. Mi eterno agradecimiento para el biólogo costarricense Hámer Salazar por haber sido un verdadero cómplice en la realización de CANTO PLANETARIO.
6- ¿Crees que el arte puede cambiar el mundo? —Fielmente considero que el arte y la educación en general pueden hacer un cambio significativo en nuestra historia. Mi invitación es para todos los líderes y empresarios que inviertan en una educación de calidad; hágalo sin egoísmo, el único objetivo en común debe ser heredarles un mejor futuro a las venideras generaciones con ese gesto de solidaridad, la humanidad podría tener unos mejores líderes donde quizás puedan vivir en un mundo de menos guerra, de menos competencia de menos odio. El arte a todos nos cambia la vida.
7¿Te resulta fácil confiar en los demás? —He tenido muchas decepciones de personas que jamás pensé que me podrían ser desleal, pero aún así creo en las personas y lo hago porque me nace del corazón. Soy bastante observador en los logros, acciones y lo que dicen los demás partiendo de ahí voy dando mi confianza. Pienso que si queremos que este mundo sea un poco mejor debemos trabajar primero de manera individual y después colectivamente, trabajando unidos por un bien común seremos menos vulnerables a la hora de enfrentar complejas circunstancias que estamos expuestos a vivir como sociedad.
8¿Cuál es tu relación con el mundo literario? — Lo literario para mí es un mundo fantástico, amo esta disciplina artística desde que estoy en él, he aprovechado las tecnologías del presente para dar a conocer lo que pienso de la vida y del mundo desde la ventana de mi perspectiva. A muchos de manera incondicional les he demostrado mi solidaridad en apoyar el trabajo artístico y literario que están realizando en distintas partes del mundo especialmente a lo ancho y largo de Hispanoamérica y más allá de sus fronteras. Por ahora disfruto al máximo de la etapa que estoy viviendo mi anhelo es seguir emprendiendo proyectos literarios, artísticos y multilingües en formatos de antologías sobre temas muy interesantes a nivel global.
9- ¿Existe todavía un lugar ideal para que los autores puedan encontrarse? — Todo lugar en donde exista una oportunidad que se reúnan escritores, poetas o artistas para hablar de arte es un lugar perfecto pero en lo personal un lugar ideal en nuestros tiempos es a través del ciberespacio, entiendo perfectamente que mucha gente aún no se familiariza con los encuentros en línea, pero la actual tecnología llegó para quedarse y cada sigue su evolución. Esta era globalizada nos permite a un clic conectarnos en vivo y en directo con personas de diferentes rincones del planeta sin importar idioma o cultura. Yo que amo lo multicultural, lo multilingüe y multiartístico disfruto inmensamente de estos encuentros.
Querida Elisa y Pietro permítanme felicitarlos en nombre de todos los que amamos el arte y la cultura por la excelente iniciativa que han tenido con este programa bilingüe: italiano-español llamado acertadamente EN BUSCA DE LA VERDADERA BELLEZA donde promueven estos dos preciosos idiomas y donde cada domingo nos deleitan con un invitado de un país diferente aplaudo esta iniciativa mi sincero reconocimiento para ustedes por esta invaluable labor. Reitero mi agradecimiento por esta invitación que amablemente me han hecho para estar en este distinguido programa.
Poemas de la autoría de Carlos Javier Jarquín
1- LA POESÍA
Poesía es sentir, poesía es amar, poesía es vivir. El pasado es poesía, el presente, el futuro es poesía; tú, mi dama, poesía te llamas.
Poesía universal canto; los silbidos de aves nos dan poesía, el brillar de estrellas poesía titila; con su resplandor la luna viste a la poesía.
Todos en todo momento destilamos poesía de tantas formas; poesía es luz y alba del conocimiento; poesía es el espejo de nuestro círculo.
Poesía es voz del corazón; la magia de la poesía es que te convierte en viajero y explorador de tantos misterios. Sin poesía la vida es pesadumbre, cielo sin sus estrellas, arcoíris de un solo color, mar sin peces, selva sin fauna.
Poesía es radiante acento de amor y desamor, es llanto de cada dolor y gloria que da la vida; la poesía se experimenta en todo instante, al igual que el sentimiento. ¡Brindemos por la poesía!
Poemas extraído de la antología: Voces actuales de la poesía latinoamericana. Antología en homenaje a Alma del Campo. Editado por Alicia de León Epp., Ingleberto S. Robles Tello y Carlos García Óliver. Edición general de George Reyes. Ediciones Aphostrophes: Santiago, Chile, noviembre, 2018.
2- Eres mi adorable poesía
Las flores tienen múltiple elegancia y fragancia indecible, pero jamás se compararan, a tu tersa piel y aroma, tu agraciada figura. Inspira al mismo cielo, y el brillo de las estrellas es por el coexistir de tu colorida sonrisa, sin ti ellas, no lucieran noble belleza. El día que no estés en nuestro mundo, el universo será ilógico, seguro que dejaremos de ver el encanto de la luna, el arcoíris nunca más nos visitará, las flores se marchitarán, las estrellas perderán su gracia y el cielo su natural color. Sólo pensar en tu partida, mi corazón se entristece, ojalá yo pueda morir primero, si tu lo haces, moriría de fatal nostalgia, hoy quiero morir, pero de placer y de indefinida pasión, en el luciente mapa de tu cuerpo. Déjame escribir versos, en tu sensual piel, con mis labios, haré arte en cada parte, de tu vistoso cuerpo, tu voz es la melodía preferida de mi alma, tus gemidos son ecos, que inspiran a mi corazón. Eres mi adorable poesía, tus besos y caricias colorean de verdadera plenitud mi existencia… Quiero tatuarte el alma a dulces besos y lindos versos, eres mi poesía y tierna alegría, de mis vivencias memorables, eres perfecta “obra de arte” y yo naturalmente soy tu eterno admirador, eres el amor, de mi amor.
3- Nublados sentimientos
La humanidad se está ahogando en un océano de pena, pareciera indefinida esta antipatía entre la misma especie; tal catástrofe se expande sin límites. Somos auténticos pusilánimes que dócilmente, nos dejamos invadir por los nublados sentimientos, alejémonos de lo que intoxica el alma.
Intentemos aunar ideales que mejor nos hagan respirar, así probablemente disfrutaríamos de un mundo que desborde paz, democracia y libertad. Seamos libres y cultivadores de felicidad colectiva.
Apostemos siempre por unidad así como lo hacen las estrellas que entre más negra es su cómplice el resplandor tiene considerable encanto. No aceptemos que el odio de lo minúsculo sea letal desgracia masiva, no permitamos que el virus maligno provoque el final de la humanidad.
Problemi di generazione illuminata e sviluppata in modo armonioso nelle attività dei Jadid
Annotazione: L’articolo fornisce informazioni sulle attività dei Jadid e sui loro punti di vista sui problemi di formazione di sviluppi sviluppati in modo armonioso.
Parole chiave: Jadid, Jadid, Sovry Surround, ideologia, Illuminismo, Esecuzione economica.
È noto che il movimento Jadids The Gadids Movies, non solo nello sviluppo politico, non solo nell’istruzione e nell’istruzione, nella riforma spirituale ed educativa della regione del Turkestan, non è stata una generazione di una generazione sviluppata in modo armonioso. Un round importante è stato giocato nella storia del popolo di LCA. Infatti, la parola Jadel (in arabo Jadid “- Kirghizistan, l’introduzione di nuove scuole moderne, la stampa, lo sviluppo nazionale, è il nome generale di questi sostenitori attuali. Jadidics è stata formata alla fine del XIX e nel primo quarto del XX secolo, l’ideologia nazionale del movimento nazionale per la libertà nel Turkestan, l’idea di indipendenza nazionale e illuminazione del paese.
Nel XIX secolo, quando illuminato dalle idee illuministe e sviluppato all’inizio del XX secolo, si è ulteriormente rafforzato in Creatività e Abdullon, Abdullon, Abdullon. Jadids ha promosso l’idea di unire i popoli nel Turkestan e lottare per l’indipendenza nazionale del paese.
Una caratteristica importante della formazione di una generazione sviluppata in modo armonioso ha fatto prima essere il risultato della liberazione del turco, la costruzione del popolo, la costruzione dello stato nazionale, la costruzione e l’illuminazione di una società e una prosperità erano questioni.
Tali idee si riflettevano per la prima volta nell’unificazione nazionale, spirituale e ideologica delle giovani generazioni nel coinvolgimento di queste nel senso di coinvolgimento del paese nel paese. La principale via ideologica e oritica nel Turkestan Jadidilia è stata sollecitata da Benbudiy, Qori, Fitrat, Cholpon e ha offerto la costruzione del popolo del Turkestan e di condurre allo sviluppo moderno.
Turkestan Jadidian Gadidias, che si trova ad aquddahkir, ha gareggiato nella popolazione locale, inclusa l’età socio-politica e culturale ed educativa ed educativa, e i giovani in crescita, hanno gareggiato. Come ha detto Benuberk in Mahmud Khoja, l’Ith.-In Turkestan del paese e la sfida della cultura La scuola chimica della cultura è primaria nel Turkestan I media nazionali sono entrati nei giovani nel movimento dei giovani. “
Gli insegnamenti di Jadids erano la vera dottrina del loro tempo. Perché non solo gli individui progressisti, ma anche le età dei giovani pensanti.
Jadids ha raccontato il futuro del Turkestan, dove dicono che saranno in grado di sbarazzarsi di diversi vizi. Ad esempio, il mahmudkhoja derivato da diversi vizi cattivi e le conseguenze delle sue conseguenze, ha informato gli studenti delle sue conseguenze e ha aperto i beni aperti dai russi a Samarcanda. Secondo lui, tali negozi sono vicino a moschee e madrasse e affermano che hanno un impatto negativo sui bambini. Mahmudkhoja Behybiya incoraggia tutti a crescere per essere sani. I nostri bambini sani e istruiti crescono e leggono, leggono e occupano la conoscenza e i clienti di un medico, economista e altri specialisti moderni.
Dopo aver studiato e studiato bambini sani da crescere e studiare, cosa più importante, cosa più importante, ha sottolineato che i genitori aiuteranno i loro figli nel loro tempo. Munavvarqori Abdurashidkhonov ha osservato che c’è un fatto che potevano muoversi sulla responsabilità del bambino e muoversi il più possibile per essere illuminati dalla responsabilità genitoriale.
Jadids ha sottolineato che i genitori erano impegnati nell’educazione dei loro figli e li hanno indicati pronti per le scuole e le madrasse. Dopo aver studiato nelle scuole e nelle madrasse e essersi laureati, i giovani hanno detto loro che i paesi sviluppati hanno migliorato le loro conoscenze nelle istituzioni educative e occupando le scienze moderne. Secondo la letteratura, Birgudius insegna nelle università, folle e inglese, scienziati europei e la presenza di università militari, università materne, università materne. Si rammarica che la via del Turkestan sia alle nostre spalle. harakati maorif parvaronlarini soyasida vujudga keldi”
Jadid, che sono stati lo scopo principale della riforma del sistema educativo in Turkestan, sono stati coinvolti nei problemi di dipendenza economica e politica, dove dovrebbero esserci colpi di conoscenza moderna.Jadid sognava di elevare la cultura del popolo a livello internazionale, per il quale consideravano i giovani da insegnare nelle migliori scuole d’Europa. Mahmudkhoja Behdriev scrisse nella finestra del matrimonio e del matrimonio, leggendo i giovani in una rivista straniera.DorilFunun e Dorullhuntsun vengono inviati ai piselli da allattamento. È noto che Munavvar Abdurashidkhonov era anche un ogni sforzo per essere un armaiolo.Dopo essersi diplomato alle scuole, la Turchia stava lavorando per aiutare gli studenti nascosti a Ufa, Ufa e Azerbaigian Jadid mans si è anche rivolto ai giovani
Qosimov Farruxbek Uzbekistan
Issues of enlightening and harmoniously developed generation in the activities of Jadids
Annotation: The article provides information on the activities of Jadids and their views on issues of training harmoniously developed developments.
It is known that the Jadids Movement The Gadids Movies, not only in the development of political, not only education and education, spiritual and educational reform of the Turkestan region, naught generation of a harmoniously developed generationThe important round was played in the history of the people of LCA.In fact, the word Jadel (Arabic Jadid “- Kyrgyzstan, the introduction of new modern schools, printing, national development, is the general name of these current supporters.Jadidics was formed in the late XIX and the first quarter of the XX century, the national ideology of the national-Freedom movement in Turkestan, the idea of national independent and enlightenment of the country.
In the 19th century, when enlightened by enlightenment ideas and developed in the early twentieth century, it has further strengthened in Creativity and Abdullon, Abdullon, Abdullon.Jadids promoted the idea of uniting peoples in Turkestan and struggle for the national independence of the country.
An important feature of the training of a harmoniously developed generation did first be the result of the release of Turkish, the construction of the people, the construction of the national state, building and enlightening a society, and a prosperitywere issues.
Such ideas first reflected in national, spiritual and ideological unification of the younger generation in the involvement of them in the country’s sense of involvement in the country.The main ideological andoretical route in Turkestan Jadidilia was prompted by Benbudiy, Qori, Fitrat, Cholpon, and offered construction of the people of Turkestan and to lead to modern development.
Turkestan Jadidian Gadidias, who is in aquddahkir, competed in the local population, including the socio-political and cultural and educational and educational age, and the growing young people, competed.As Benuberk said in Mahmud Khoja, the country’s Ith.-In Turkestan, and the Challenge of the Culture The Chemical School of Culture is primary in TurkestanThe national media came into the youngsters in the young man’s movement. “
The teachings of Jadids was the real doctrine of their time.Because he can not only progressive individuals, but also the ages of thinking young people.
Jadids told the future of the Turkestan, where they say they will be able to get rid of different vices.For example, the mahmudkhoja derived from different bad vices, and the consequences of its consequences, informed students of its consequences, and opened the Goods opened by Russians in Samarkand.According to him, such stores are near mosques and madrassas and affirm that they have a negative impact on children.Mahmudkhoja Behybiya encourages everyone to grow up to be healthy.Our healthy, educated children grow up and read, read and occupy knowledge, and the customers of a doctor, economist and other modern specialists.
After studying and studying healthy children to raise and study, most importantly, most importantly, emphasized that parents will help their children in their time.Munavvarqori Abdurashidkhonov noted that there is a fact that they could move about the responsibility of the child and moved as much as they could to be enlightened by the parental responsibility.
Jadids pointed out that the parents were engaged in the upbringing of their children and pointed them ready for schools and madrassas.After studying in schools and madrassas and graduating, young people have told them that the developed countries have improved their knowledge in educational institutions and occupying modern sciences.According to the literature, Birgudius is teaching in universities, crowds and English, European scientists, and the presence of military universities, maternal universities, maternal universities.He regret that the way of Turkestan is behind us. harakati maorif parvaronlarini soyasida vujudga keldi”
Jadids, who have been the main purpose of reforming the education system in Turkestan, have been involved in the problems of economic and political dependence, where there should be modern knowledge shots.Jadids dreamed of raising the culture of the people to international level, for which they considered young people to teach in Europe’s best schools. Mahmudkhoja Behdriev wrote in the window of the wedding and the wedding, reading young people in a foreign magazine.DorilFunun and Dorullhuntsun are sent to the breastfeeding peas. It is known that Munavvar Abdurashidkhonov was also a every effort to be an armorist.After graduating from schools, Turkey was working to help the hidden students to the Ufa, Ufa and Azerbaijan Jadid mans also addressed the youth
Usanze nazionali e monumenti storici dell’Uzbekistan
L’Uzbekistan è un paese situato nell’Asia centrale e il suo patrimonio storico e culturale è molto ricco. Migliaia di anni di tradizioni e usanze sono state preservate qui e occupano un posto importante nella vita di ogni uzbeko. Innanzitutto, il rispetto e l’amore per la propria famiglia sono di grande importanza. I matrimoni e le altre festività si svolgono nello stile delle riunioni di famiglia. I matrimoni uzbeki conservano molte antiche tradizioni, tra cui i doni degli sposi, chiamati “sorik”, piatti speciali preparati per gli ospiti e balli. Inoltre, anche gli abiti nazionali dell’Uzbekistan sono molto unici. Gli uomini indossavano spesso abiti tradizionali chiamati “dishdasha” e le donne si distinguevano per i colorati “atlas” e “abiti da sposa”. Oggigiorno, sono popolari anche gli abiti in raso. Tali abiti vengono indossati non solo ai matrimoni e alle festività, ma anche nella vita di tutti i giorni. Inoltre, la festa uzbeka Navruz è stata ampiamente celebrata il 21 marzo. La tavola di Nowruz è sempre decorata durante le festività. Ci sarà sicuramente il sommacco sulla tavola. Il sumalak è un piatto a base di grano dal sapore unico. Viene preparato solo durante la festa di Nowruz. Il processo di preparazione del sumalak, a sua volta, è una delle antiche tradizioni e questo processo viene svolto insieme alla famiglia e ai parenti. L’Uzbekistan è tra i paesi conosciuti al mondo per la sua ricca storia, cultura, tradizioni e monumenti architettonici. I piatti nazionali e i monumenti storici del nostro paese riflettono non solo l’antichità della nazione, ma anche la sua cultura unica. La cucina nazionale uzbeka è un’arte culinaria unica che riflette la cultura, le tradizioni, la natura e lo stile di vita unici del popolo dell’Uzbekistan. Ad esempio, Pilov, Shashlik, Manti, Somsa e altri piatti vengono mangiati con amore. Anche i nostri compatrioti di altri paesi sono rimasti sorpresi dal loro sapore. Per quanto riguarda i monumenti storici dell’Uzbekistan, sono famosi per la loro architettura unica, il design unico e la storia. In particolare, Samarcanda è la città storica più famosa dell’Uzbekistan e questa città è conosciuta al mondo per i suoi meravigliosi monumenti architettonici. La piazza Registan situata in questa città è uno dei monumenti centrali di Samarcanda, contiene molti monumenti del periodo timuride. Ci sono anche molti monumenti come Shah-i Zinda e l’Osservatorio di Ulugbek. Un altro esempio di questo è la città di Bukhara. Ci sono monumenti del periodo dell’Emirato di Bukhara, come il Castello di Bukhara, la Torre Kalon e molti altri monumenti storici. Inoltre, le città di Khiva, Shahrisabz e Termiz non fanno eccezione. Ci sono anche molti monumenti storici e culturali in questi luoghi. Il cibo riflette la cultura, le tradizioni e il duro lavoro dell’Uzbekistan, mentre i monumenti storici mostrano l’antichità del paese e il suo patrimonio culturale ricco di monumenti architettonici. La nostra ricca storia nei luoghi alti di questo mondo è anche interessante e vale la pena di essere appresa per le altre nazioni. Naturalmente, voglio che tu visiti questi luoghi antichi e gusti i nostri piatti nazionali!
Figlia di Mahmudova Sevinch Ulugbek, studentessa del gruppo 201 del liceo accademico intitolato a ToshDOTAU.
National Customs and Historical Monuments of Uzbekistan
Uzbekistan is a country located in Central Asia, and its historical and cultural heritage is very rich. Thousands of years of traditions and customs have been preserved here, and they occupy an important place in the life of every Uzbek. First of all, respect and love for one’s family is of great importance. Weddings and other holidays are held in the style of family gatherings. Uzbek weddings preserve many ancient traditions, including the gifts of the bride and groom, called “sorik”, special dishes prepared for guests, and dances. In addition, the national clothes of Uzbekistan are also very unique. Men often wore traditional clothes called “dishdasha”, and women were distinguished by colorful “atlas” and “bridal dresses”. Nowadays, dresses made of satin are also popular. Such clothes are worn not only at weddings and holidays, but also in everyday life. In addition, the Uzbek Navruz holiday was widely celebrated on March 21. Nowruz table is always decorated during the holidays. There will definitely be sumac on the table. Sumalak is a dish made from wheat with a unique taste. It is prepared only during Nowruz holiday. The process of preparing sumalak, in turn, is one of the ancient traditions, and this process is carried out together with family and relatives. Uzbekistan is among the countries known to the world for its rich history, culture, traditions and architectural monuments. National dishes and historical monuments of our country reflect not only the antiquity of the nation, but also its unique culture. Uzbek national cuisine is a unique culinary art that reflects the unique culture, traditions, nature and lifestyle of the people of Uzbekistan. For example, Pilov, Shashlik, Manti, Somsa and other dishes are eaten with love. Even our compatriots from other countries were surprised with their taste. As for the historical monuments of Uzbekistan, they are famous for their unique architecture, unique design and history. In particular, Samarkand is the most famous historical city of Uzbekistan, and this city is known to the world for its wonderful architectural monuments. The Registan square located in this city is one of the central monuments of Samarkand, it contains many monuments from the Timurid period. There are also many monuments such as Shah-i Zinda and Ulugbek Observatory. Another example of this is the city of Bukhara. There are monuments from the period of Bukhara Emirate, such as Bukhara Castle, Kalon Tower and many other historical monuments. In addition, the cities of Khiva, Shahrisabz, and Termiz are no exception. There are also many historical and cultural monuments in these places. Food reflects the culture, traditions and hard work of Uzbekistan, while historical monuments show the country’s antiquity and its cultural heritage rich in architectural monuments. Our rich history in high places in this world is also interesting and worth learning for other nations. Of course, I want you to visit these ancient places and enjoy our national dishes!
Daughter of Mahmudova Sevinch Ulugbek, student of group 201 of academic lyceum named after ToshDOTAU.
Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq e Cinzia Rota – Italia
“Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine” Di: Kareem Abdullah . Iraq.
Lettura critica analitica di “La Città del Vento” di Cinzia Rota: “Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine”
La poesia di Cinzia Rota “La Città del Vento” è una potente esplorazione dell’emozione, della perdita e dell’inevitabile attrazione tra attaccamento e distacco. Attraverso immagini vivide e metafore sfumate, Rota tesse una narrazione che ci porta attraverso i sentimenti turbolenti di desiderio, isolamento e inevitabile partenza, simboleggiati sia dalla città che dal mare. La poesia riflette sulla complessità dell’esperienza umana, dove bellezza e dolore coesistono e dove la nostalgia plasma l’essenza stessa del sé.
La grandezza della città e del mare: specchi del sé La poesia si apre con un sorprendente paragone tra l’amante o l’oggetto desiderato e la città stessa: “Sei come questa città, / che vista mozza il fiato”. La città non è semplicemente un luogo, ma un’entità viva e pulsante, piena di fascino e potere. L’aggettivo “mozza il fiato” implica che la città, e, per estensione, la persona a cui ci si rivolge, è travolgente, in un modo che ispira sia soggezione che paura. Questa intensità emotiva è ulteriormente amplificata attraverso la metafora del vento: “Affascinante al suono del vento, / che soffia e mi trascina…”. Il vento diventa una forza che non solo cattura, ma anche trascina via chi parla, simboleggiando l’attrazione incontrollabile delle emozioni, così come il senso di impotenza di fronte a un desiderio profondo o a una perdita.
Il mare è anche un’immagine importante nella poesia, che rappresenta sia la bellezza che il pericolo. Il mare è descritto come “una carezz’ai fianchi della terra”, evocando un senso di seduzione, ma serve anche a ricordare l’impermanenza della connessione. Il mare è sia tenero che duro: la sua carezza è fugace e la sua vastità suggerisce una distanza eterna. Questa dualità rispecchia il conflitto interiore del parlante: il desiderio di qualcosa di irraggiungibile e l’eventuale crepacuore che ne consegue.
Desiderio e partenza: contraddizioni emotive Uno dei temi centrali della poesia è l’esperienza simultanea di desiderio e partenza. La frase “Sei le navi in partenza, / quando spezzi’l contatto” (You are the ships departing, / when you break the contact) usa l’immagine di una nave in partenza per evocare sentimenti di abbandono e separazione. Le navi, in questo contesto, simboleggiano sia la distanza fisica che emotiva che cresce tra il parlante e la persona amata. La partenza non è solo un evento; è un ciclo che si ripete: “tutte le volte che t’ho visto andar via…” (ogni volta che ti ho visto andare via). Questa ricorrenza di separazione crea un senso di inevitabilità, ma alimenta anche il profondo attaccamento emotivo del parlante.
La nostalgia emerge come un altro motivo potente, descritto come “la nostalgia, / un ritaglio di sole, maledetto” (nostalgia, / a piece of sun, cursed). Qui, la nostalgia è un’arma a doppio taglio: è sia bella che dolorosa. L’immagine della luce del sole suggerisce calore e gioia, ma la parola “maledetto” (cursed) rivela che questo ricordo, questo desiderio, ha un lato distruttivo. La nostalgia prima ferisce l’anima, ma poi “risorge” su strade vuote (“che prima ferisce l’anima / e poi risorge su strade vuote”). Questa natura ciclica del desiderio implica che il dolore del passato, sebbene ferisca, si rifiuta anche di svanire e continua a plasmare il presente. Le strade, un tempo piene di vita e di connessioni, ora sono prive di significato, sottolineando l’isolamento che segue la perdita emotiva.
Solitudine e disconnessione: interazione con l’ambiente circostante Il tema dell’isolamento è particolarmente toccante nel verso “Sola, cammino tra palazzi silenti”. La città, sebbene piena di attività, è vissuta dal parlante come un luogo sterile e vuoto. Gli “edifici silenziosi” sono simboli del mondo esterno che sembrano non offrire alcun conforto o connessione. Il parlante sta camminando attraverso uno spazio che è sia familiare che alieno, intrappolato in uno stato liminale tra presenza e assenza.
L’immagine dei colori che si riscaldano “fino al limite” trasmette un senso di emozione repressa, di una lotta interiore che non può manifestarsi completamente. Questi “colori discreti” (“colori discreti”) offrono un riflesso smorzato dei sentimenti sommessi del parlante. Sebbene il giorno vinca sulla malinconia (“mentre il giorno vince la malinconia”), la vittoria non è assoluta; è un trionfo fragile, un momento fugace in cui il mondo esterno si allinea brevemente con il mondo interiore del parlante, ma la vittoria della luce del giorno non cancella il dolore sottostante.
Finalità e fuga da sé L’ultimo verso della poesia, “Lo stesso sguardo, disertore”, racchiude il senso ultimo di abbandono emotivo
“Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine” By: Kareem Abdullah . Iraq.
Analytical Critical Reading of “La Città del Vento” by Cinzia Rota: “Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine”
Cinzia Rota’s poem “La Città del Vento” is a powerful exploration of emotion, loss, and the inescapable pull between attachment and detachment. Through vivid imagery and nuanced metaphors, Rota weaves a narrative that takes us through the turbulent feelings of longing, isolation, and the inevitable departure, symbolized by both the city and the sea. The poem reflects on the complexity of human experience, where beauty and pain coexist, and where nostalgia shapes the very essence of the self.
The Grandeur of the City and Sea: Mirrors of the Self The poem opens with a striking comparison between the lover or the desired object and the city itself: “Sei come questa città, / che vista mozza il fiato” (You are like this city, / which takes away the breath with its sight). The city is not merely a place but a living, breathing entity, full of allure and power. The adjective “mozza il fiato” (takes away the breath) implies that the city—and, by extension, the person being addressed—is overwhelming, in a way that inspires both awe and fear. This emotional intensity is further amplified through the metaphor of wind: “Affascinante al suono del vento, / che soffia e mi trascina…” (Fascinating to the sound of the wind, / which blows and pulls me…). The wind becomes a force that not only captivates but also sweeps the speaker away, symbolizing the uncontrollable pull of emotions, as well as the sense of helplessness when faced with deep desire or loss.
The sea is also a prominent image in the poem, representing both beauty and danger. The sea is described as “una carezz’ai fianchi della terra” (a caress on the sides of the earth), evoking a sense of seduction, yet it also serves as a reminder of the impermanence of connection. The sea is both tender and harsh—its caress is fleeting, and its vastness suggests an eternal distance. This duality mirrors the speaker’s internal conflict: the yearning for something unattainable and the eventual heartbreak that follows.
Longing and Departure: Emotional Contradictions One of the central themes in the poem is the simultaneous experience of longing and departure. The phrase “Sei le navi in partenza, / quando spezzi’l contatto” (You are the ships departing, / when you break the contact) uses the image of a departing ship to evoke feelings of abandonment and separation. Ships, in this context, symbolize both the physical and emotional distance that grows between the speaker and the one they love. Departure is not just an event; it is a cycle that repeats: “tutte le volte che t’ho visto andar via…” (every time I saw you go away). This recurrence of parting creates a sense of inevitability, yet it also fuels the speaker’s deep emotional attachment.
Nostalgia emerges as another powerful motif, described as “la nostalgia, / un ritaglio di sole, maledetto” (nostalgia, / a piece of sun, cursed). Here, nostalgia is a double-edged sword: it is both beautiful and painful. The imagery of sunlight suggests warmth and joy, but the word “maledetto” (cursed) reveals that this memory, this longing, has a destructive side. Nostalgia first wounds the soul, but it then “rises again” on empty streets (“che prima ferisce l’anima / e poi risorge su strade vuote”). This cyclical nature of longing implies that the pain of the past, though it wounds, also refuses to fade, and it continues to shape the present. The streets, once full of life and connection, are now devoid of meaning, emphasizing the isolation that follows emotional loss.
Solitude and Disconnection: Interaction with the Surrounding Environment The theme of isolation is particularly poignant in the line “Sola, cammino tra palazzi silenti” (Alone, I walk among silent buildings). The city, though filled with activity, is experienced by the speaker as a barren and empty place. The “silent buildings” are symbols of the external world that seem to offer no comfort or connection. The speaker is walking through a space that is both familiar and alien—caught in a liminal state between presence and absence.
The imagery of colors heating up “until the limit” conveys a sense of suppressed emotion, of an internal struggle that cannot fully manifest. These “discreet colors” (“colori discreti”) offer a muted reflection of the speaker’s own subdued feelings. Though the day wins over melancholy (“mentre il giorno vince la malinconia”), the victory is not absolute; it is a fragile triumph, a fleeting moment where the external world briefly aligns with the speaker’s inner world, but the victory of daylight does not erase the underlying sorrow.
Finality and the Escape from Self The final line of the poem, “Lo stesso sguardo, disertore” (The same look, deserter), encapsulates the ultimate sense of emotional abandonment
LA CITTÀ DEL VENTO
Sei come questa città, che vista mozza il fiato. Affascinante al suono del vento, che soffia e mi trascina… Quel magico valzer che gira… Sei questo mare una carezz’ai fianchi della terra, seducente visione al tramonto, un brivido quando cede la pelle, un solletico malizioso che gocciola vapore al cielo… Sei le navi in partenza, quando spezzi’l contatto, tutte le volte che t’ho visto andar via… Sei la nostalgia, un ritaglio di sole, maledetto, che prima ferisce l’anima e poi risorge su strade vuote. Sola, cammino tra palazzi silenti, colori discreti che s’accendono, si riscaldano fino al limite, mentre il giorno vince la malinconia. Lo stesso profumo, un intenso sapore… Lo stesso sguardo, disertore.
You are like this city, Whose sight takes your breath away. Charming to the sound of the wind, Who blows me and takes me away… That magic waltz that transforms… You are this sea A caress on the sides of the earth, A seductive vision at sunset, a thrill When the skin gives, a mischievous tickle Dripping steam into the sky… You are the ships departing, When you break the moorings Every time I saw you leave… You are the nostalgia, A sliver of sunshine, cursed, That first hurts the soul And then resurface in the empty streets. Alone, I walk among silent buildings, Discreet colors that illuminate, Warm up to the limit, While the day overcomes melancholy. The same scent, an intense taste. The same elusive look…
Foto cortesia di Silla Maria Campanini condivisa dal presidente Preeth Nambiar
-Dal presidente Preeth Padmanabhan Nambiar -Dalla Global Coordinator ( Artistic Project)) prof. Silla Maria Campanini :
“Gli stimati delegati, artisti aderenti al progetto artistico 2025, inserito nel prestigioso programma del Festival Letterario 2025, sono invitati a partecipare e dare la loro adesione- Sessione della giornata di sabato della settimana corrente, ore 17 – Italia “ Rajko Ferk, Luciano Caria, Sebastiano Sechi, Elena Felicia Cimpian, Dragan Podovac, Marco Locatelli, Roberta Baldassano, Vera Dan, Sonia Boeri Adriano Deandreis, Alberto Luis Copello Cleger, Renuka Kesaramadu, Mihaela Craciun Viola Fusha, Loredana Raciti Raciti, Franca Goldoni, Mario Antonio Pelosi, Christine Cézanne-Thauss, Tamikio L. Dooley, Dina Montesu Rosa Del Forno SofiaHale, Carla Colombo, Bruna Starrantino Assaf Mousa Elisabetta Castello Art Studio – Letizia Caiazzo –
GRAND ARTIUM: Assemblea di artisti al Panorama International Literature Festival 2025
Nella vasta tela dell’espressione umana, dove colori e parole si fondono in capolavori senza tempo, arte e letteratura sono sempre state intrecciate, ciascuna dando vita all’altra. Una delle parti principali del Panorama International Literature Festival di quest’anno è stato il progetto artistico, guidato dalla visione di Silla Maria Campanini, un’artista straordinaria e una delle figure più influenti dietro PILF e Writers Capital Foundation.
Siamo lieti di invitarvi tutti a ‘Grand Artium’, uno spettacolare evento in cui gli artisti che hanno partecipato al Panorama International Literature Festival si uniranno in un incontro stimolante. Sotto la distinta guida di Silla Maria Campanini, Global Coordinator (Artistic Project), questa assemblea onorerà gli spiriti creativi che hanno trasformato il festival in un’impareggiabile confluenza di arte e letteratura. A questa straordinaria occasione si unirà Elisa Mascia, Direttrice della Writers Capital Foundation, Italia, arricchendo ulteriormente questo simposio artistico.
GRAND ARTIUM: Assembly of Artists at Panorama International Literature Festival 2025
In the vast canvas of human expression, where colors and words blend into timeless masterpieces, art and literature have always been intertwined—each breathing life into the other. One of the major parts of Panorama International Literature Festival this year was the artistic project, guided by the vision of Silla Maria Campanini, a remarkable artist and one of the most influential figures behind PILF and Writers Capital Foundation.
We are delighted to invite you all to ‘Grand Artium’—a spectacular event where the artists who participated in Panorama International Literature Festival will unite in an inspiring gathering. Under the distinguished leadership of Silla Maria Campanini, Global Coordinator (Artistic Project), this assembly will honor the creative spirits who have transformed the festival into an unparalleled confluence of art and literature. Joining this remarkable occasion will be Elisa Mascia, Director of Writers Capital Foundation, Italy, further enriching this artistic symposium.
ANGELA KOSTA TRADUCE I VERSI DELLA POETESSA CROATA SLAVA BOŽIČEVIĆ
Slava Božičević è nata a Zagabria, Croazia. Lei si è laureata in medicina, giornalismo, medicina ecologica (miljőmedic. studie in Svezia, Univ). Slava ha lavorato come professionista su tutti i settori sopra menzionati sia in Croazia che in Svezia. Per 30 anni ha vissuto e insegnato nelle scuole della Svezia. Scrive: racconti, saggi, poesie, prose e articoli sui diritti umani, la pace nel mondo e l’ecologia.
Slava è autrice di quattro raccolte di poesie: due sono pubblicate in Svezia e le altre due in Croazia. L’ultimo libro “In Disfiance of Time” è stato tradotto in inglese e pubblicato nell’edizione Prodigy, Arizona, USA, 2023…
Le sue poesie si trovano in più di cento raccolte, antologie e libri pubblicati da case editrici in patria e all’estero. Le sue poesie sono tradotte in: svedese, inglese, tedesco, italiano, romancio, serbo, macedone, russo, greco, albanese.
Slava ha vinto molti premi per il suo lavoro. Inoltre ha ricevuto titoli di Dottore Honoris Causa per la literatura, (Serbia), per la Pace e i Diritti Umani in Libano, Germania ed il titolo di Ambasadore in diversi paesi.
IL TEMPO BENEDETTO
Mi hai vestito con la tua tenerezza…
Tu mi tieni al caldo con il tuo ardente amore,
Mi culli tra le braccia della felicità.
Tu hai costruito il nido per me
Tu vivi per me.
Ti ho dato il mio cuore come dono
Anche tu a me.
Amo scomparire tra le tue braccia
E dimenticare il tempo.
Tradotto da Angela Kosta Direttore Esecutivo delle Riviste: MIRIADE, NUANCES ON THE PANORAMIC CANVAS, BRIDGES OF LITERATURE, giornalista, poetessa, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice, promotrice