Un ordine silenzioso e sovrano aveva spogliato la materia, reso chiaro spazio e tempo in un solo battito di ciglia. C’era un unico luogo, un unico istante; saldi e congiunti nel braciere del presente. La gravità era luce, luce che richiama a sé la carovana notturna degli esseri, una pura e intatta luce che attraversa il fluido delle cose senza scuotimenti e senza strappi.
(Un’occhiata rapidissima – sprazzo e baleno di fotogramma immerso in un film – frizione e schiocco di pietre focaie.)
E poi… e poi la sottrazione… Ora un segno negativo senza più polo opposto chiude la mano aperta in un pugno, e la punta della matita traccia a memoria un’urgente mappa del tesoro. . . Un orden silencioso y soberano había despojado la materia, dejado claro espacio y tiempo en un solo parpadeo. Solo había un lugar, un único instante; saldos y conjuntos en el brasero del presente. La gravedad era luz, luz que se refiere a sí misma como la caravana nocturna de los seres, una luz pura e intacta que atraviesa el fluido de las cosas sin sacudidas y sin desgarros.
(Un vistazo muy rápido – centelleo y destello de fotograma inmerso en una película – fricción y estallido de pedernales.)
Y luego… y luego la sustracción… Ahora un signo negativo sin ningún polo opuesto más cierra la mano abierta en un puño, y la punta del lápiz traza de memoria un urgente mapa del tesoro. . . Un ordre silenciós i sobirà havia despullat la matèria, deixat clar espai i temps en un sol parpelleig. Només hi havia un lloc, un únic instant; saldos i conjunts al braser del present. La gravetat era llum, llum que es refereix a si mateixa com a la caravana nocturna dels éssers, una llum pura i intacta que travessa el fluid de les coses sense sacsejades i sense esquinços.
(Un cop d’ull molt ràpid – espurna i flaix de fotograma immers en una pel·lícula – fricció i esclat de pedres fogueres.)
I després… i després la sostracció… Ara un signe negatiu sense més pol oposat tanca la mà oberta en un puny, i la punta del llapis traça de memòria un urgent mapa del tresor. . . Matthias Ferrino
Foto cortesia di Lily Baylon Escritora – Spagna e Kareem Abdullah -Iraq
Analisi critica stilistica della poesia “Senza un finto addio…” di Lily Baylon Escritora – Spagna, Barcellona . By : Kareem Abdullah – Iraq .
La poesia “Senza un finto addio…” della scrittrice spagnola Lily Baylon è una riflessione profonda sull’amore, sulla sua essenza e sulle sue espressioni più autentiche. Attraverso un linguaggio ricco di immagini sensoriali, la poetessa crea un’atmosfera che invita il lettore a entrare in contatto con il cuore dell’esperienza amorosa, libera da convenzioni sociali e convenzionali.
1- Titolo e struttura del testo Il titolo “Senza un finto addio…” anticipa fin dall’inizio il tema centrale della poesia: l’autenticità nei sentimenti e la critica verso le finzioni che spesso accompagnano le relazioni. L’uso della parola “finto” implica una riflessione sulla falsità di molte separazioni o conclusioni nelle relazioni, suggerendo che l’amore autentico non necessita di addii finti o di chiusure apparenti. La struttura del testo è ripetitiva, ma non monotona, e questa ripetizione rispecchia il tema della continuità e della presenza costante dell’amore.
2- Immagini sensoriali e metafore L’autrice utilizza immagini sensoriali per rendere tangibile l’amore e le sue manifestazioni. In particolare, il concetto di “un’anima che ama” è un’immagine centrale che viene ripetuta e sviluppata attraverso varie metafore: “si sente sulla pelle,” “è danza, è magia,” “è come dolce miele.” Ogni metafora qui è scelta con cura per evocare non solo l’intensità, ma anche la dolcezza e la delicatezza dell’amore. La pelle, la danza, la magia e il miele sono simboli di un amore che si manifesta nei sensi, che si vive con il corpo e l’anima in modo concreto e non intellettuale.
3- Contrasti e opposizioni Un altro elemento stilistico interessante è l’uso dei contrasti. La poetessa contrappone concetti come “senza voce, senza paure, senza dubbi” alla dimensione dell’amore puro, che è privo di incertezze e non si esprime attraverso parole, ma attraverso la presenza. Questi contrasti sottolineano la distinzione tra l’amore autentico e le sovrastrutture sociali e emotive che spesso lo contengono.
4- Semplicità e profondità Il linguaggio utilizzato è semplice e diretto, ma non per questo meno profondo. La poetessa evita di ricorrere a un lessico complesso, preferendo una scrittura che parla direttamente al cuore del lettore. La bellezza di questa poesia sta proprio nella sua capacità di trasmettere una sensazione universale di amore in modo immediato e coinvolgente, senza necessitare di un eccessivo apparato di artifici stilistici.
5- Il ritmo e la musicalità Il ritmo della poesia, fluido e delicato, si presta molto bene alla rappresentazione di un amore che è sia energia che tranquillità. Le parole scorrono con una musicalità naturale che si riflette nella ripetizione di suoni e concetti, dando alla poesia un carattere lirico e melodioso. La rima, sebbene non sempre regolare, contribuisce a dare un senso di continuità e di ciclicità, come se l’amore fosse un flusso incessante che non conosce interruzioni.
6-La dimensione universale Infine, la poesia di Lily Baylon ha una qualità universale, un’abilità di comunicare emozioni che trascendono le barriere linguistiche e culturali. Il tema dell’amore, trattato in modo così intimo e sincero, è universale. La poetessa riesce a rappresentare un sentimento che parla direttamente a chiunque abbia mai sperimentato l’intensità e la purezza dell’amore.
Conclusione “Senza un finto addio…” è una poesia che esplora l’amore in modo semplice, ma profondo, utilizzando immagini sensoriali potenti e metafore evocative. Lily Baylon Escritora ci invita a riflettere sull’autenticità dei sentimenti e sull’importanza di vivere l’amore senza maschere o finzioni. La bellezza di questa poesia risiede nella sua capacità di parlare direttamente al cuore del lettore, facendo vibrare le corde più intime dell’esperienza umana.
Senza un finto addio…
Un’anima che ama ti guarda in modo diverso, i suoi occhi riflettono affetto e istinto. Un’anima che ama comprende senza voce, senza paure, senza dubbi senza un finto addio.
Un’anima che ama si sente sulla pelle, è danza, è magia, è come dolce miele. è ridere, è brezza, è pura emozione, è un sogno che batte dentro il cuore.
Lily Baylon Escritora
التحليل النقدي الأسلوبي لقصيدة – من دون وداع زائف – للشاعرة ليلي بايلون إسكريتورا – اسبانيا – برشلونا . بقلم : كريم عبدالله – العراق .
قصيدة / من دون وداع زائف/ – للشاعرة الإسبانية ليلي بايلون هي تأمل عميق في الحب، جوهره وأشكاله الأكثر صدقًا. من خلال لغة غنية بالصور الحسية، تخلق الشاعرة جوًا يدعو القارئ للاتصال بقلب التجربة العاطفية، بعيدًا عن التقاليد الاجتماعية والاصطناعية.
1. العنوان وبنية النص العنوان “Senza un finto addio…” (من دون وداع زائف…) يسبق النص ويُظهر منذ البداية الموضوع المركزي للقصيدة: الأصالة في المشاعر والنقد للأقنعة التي ترافق العلاقات في كثير من الأحيان. كلمة “finto” (زائف) تلمح إلى تفكير في زيف العديد من الوداعات أو الخواتيم في العلاقات، مشيرةً إلى أن الحب الحقيقي لا يحتاج إلى وداعات زائفة أو نهايات مصطنعة. هيكل النص متكرر ولكن ليس مملًا، وهذه التكرار يعكس موضوع الاستمرارية ووجود الحب بشكل دائم.
2. الصور الحسية والاستعارات تستخدم الشاعرة الصور الحسية لتجعل الحب وتجلياته أكثر ملموسية. بشكل خاص، تُعتبر فكرة “الروح التي تحب” صورة مركزية تتكرر وتتطور من خلال استعارات متعددة: “تُحس على الجلد”، “هي رقص، هي سحر”، “هي مثل العسل الحلو”. كل استعارة هنا تم اختيارها بعناية لتمثيل ليس فقط شدة الحب ولكن أيضًا حلاوته ونعومته. الجلد، الرقص، السحر والعسل هي رموز لحب يُعيش بالحواس، ويُختبر بالجسد والروح بشكل ملموس وليس فكريًا.
3. التباينات والتناقضات عنصر أسلوبي آخر مثير للاهتمام هو استخدام التباينات. تقابل الشاعرة مفاهيم مثل “بلا صوت، بلا مخاوف، بلا شكوك” مع بعد الحب الحقيقي، الذي لا يحتوي على شكوك أو كلمات، بل يتجلى في الحضور. هذه التباينات تبرز التميز بين الحب الأصيل والبنى الاجتماعية والعاطفية التي غالبًا ما تحده.
4. البساطة والعمق اللغة المستخدمة بسيطة ومباشرة، لكنها ليست أقل عمقًا. تتجنب الشاعرة استخدام لغة معقدة، مفضلة كتابة تتحدث مباشرة إلى قلب القارئ. جمال هذه القصيدة يكمن في قدرتها على نقل شعور عالمي عن الحب بطريقة فورية وشاملة، دون الحاجة إلى أدوات بلاغية معقدة.
5. الإيقاع والموسيقية الإيقاع في القصيدة، السلس والدقيق، يتناسب بشكل جيد مع تمثيل الحب الذي هو طاقة وهدوء في آن واحد. تتدفق الكلمات بموسيقية طبيعية تنعكس في تكرار الأصوات والمفاهيم، مما يمنح القصيدة طابعًا غنائيًا وموسيقيًا. على الرغم من أن القافية ليست منتظمة دائمًا، إلا أن ذلك يساهم في منح القصيدة إحساسًا بالاستمرارية والدورية، كما لو أن الحب هو تدفق لا يتوقف.
6. البُعد الكوني أخيرًا، تتمتع قصيدة ليلي بايلون بجودة عالمية، وقدرة على نقل العواطف التي تتجاوز الحواجز اللغوية والثقافية. موضوع الحب، الذي يعالج بطريقة حميمة وصادقة، هو موضوع عالمي. الشاعرة قادرة على تمثيل شعور يتحدث مباشرة إلى أي شخص اختبر شدة ونقاء الحب.
الخاتمة قصيدة ” من دون وداع زائف…” هي قصيدة تستكشف الحب بطريقة بسيطة، ولكن عميقة، مستخدمةً صورًا حسية قوية واستعارات مليئة بالمعاني. تدعو ليلي بايلون إسكريتورا القارئ للتأمل في الأصالة في المشاعر وأهمية عيش الحب دون أقنعة أو تصنع. جمال هذه القصيدة يكمن في قدرتها على التحدث مباشرة إلى قلب القارئ، مما يثير الأوتار الأكثر حميمية في التجربة الإنسانية. من دون وداع زائف
روح تحب تنظر إليك بطريقة مختلفة، عيونها تعكس المحبة والغريزة. روح تحب تفهم دون صوت، دون خوف، دون شكوك دون وداع زائف.
روح تحب تحس على الجلد، هي رقص، هي سحر، هي مثل العسل الحلو. هي ضحك، هي نسيم، هي عاطفة خالصة، هي حلم ينبض داخل القلب.
ليلي بايلون، كاتبة
Análisis crítico estilístico del poema “Sin un falso adiós…” de Lily Baylon Escritora – España, Barcelona . Por: Kareem Abdullah – Irak .
El poema “Sin un falso adiós…” de la escritora española Lily Baylon es una reflexión profunda sobre el amor, su esencia y sus expresiones más auténticas. A través de un lenguaje rico en imágenes sensoriales, la poetisa crea una atmósfera que invita al lector a entrar en contacto con el corazón de la experiencia amorosa, libre de convenciones sociales y convencionales.
1- Título y estructura del texto El título “Sin un falso adiós…” anticipa desde el principio el tema central de la poesía: la autenticidad en los sentimientos y la crítica hacia las ficciones que a menudo acompañan las relaciones. El uso de la palabra “falso” implica una reflexión sobre la falsedad de muchas separaciones o conclusiones en las relaciones, sugiriendo que el amor auténtico no necesita despedidas falsas ni cierres aparentes. La estructura del texto es repetitiva, pero no monótona, y esta repetición refleja el tema de la continuidad y la presencia constante del amor.
2- Imágenes sensoriales y metáforas La autora utiliza imágenes sensoriales para hacer tangible el amor y sus manifestaciones. En particular, el concepto de “un alma que ama” es una imagen central que se repite y desarrolla a través de varias metáforas: “se siente en la piel,” “es danza, es magia,” “es como dulce miel.” Cada metáfora aquí es cuidadosamente elegida para evocar no solo la intensidad, sino también la dulzura y delicadeza del amor. La piel, la danza, la magia y la miel son símbolos de un amor que se manifiesta en los sentidos, que se vive con el cuerpo y el alma de manera concreta y no intelectual.
3- Contrastes y oposiciones Otro elemento estilístico interesante es el uso de los contrastes. La poetisa contrapone conceptos como “sin voz, sin miedos, sin dudas” a la dimensión del amor puro, que está libre de incertidumbres y no se expresa a través de las palabras, sino a través de la presencia. Estos contrastes subrayan la distinción entre el amor auténtico y las superestructuras sociales y emocionales que a menudo lo contienen.
4- Simplicidad y profundidad El lenguaje utilizado es simple y directo, pero no por ello menos profundo. La poetisa evita recurrir a un léxico complejo, prefiriendo una escritura que habla directamente al corazón del lector. La belleza de este poema radica precisamente en su capacidad para transmitir una sensación universal de amor de manera inmediata y atractiva, sin necesidad de un excesivo aparato de artificios estilísticos.
5- El ritmo y la musicalidad El ritmo de la poesía, fluido y delicado, se presta muy bien a la representación de un amor que es tanto energía como tranquilidad. Las palabras fluyen con una musicalidad natural que se refleja en la repetición de sonidos y conceptos, dando a la poesía un carácter lírico y melódico. La rima, aunque no siempre regular, contribuye a dar un sentido de continuidad y de ciclicidad, como si el amor fuera un flujo incesante que no conoce interrupciones.
6-La dimensión universal Por último, la poesía de Lily Baylon tiene una cualidad universal, una habilidad para comunicar emociones que trascienden las barreras lingüísticas y culturales. El tema del amor, tratado de manera tan íntima y sincera, es universal. La poetisa logra representar un sentimiento que habla directamente a cualquiera que haya experimentado la intensidad y pureza del amor.
Conclusión “Sin un falso adiós…” es un poema que explora el amor de una manera simple pero profunda, utilizando imágenes sensoriales poderosas y metáforas evocadoras. Lily Baylon Escritora nos invita a reflexionar sobre la autenticidad de los sentimientos y sobre la importancia de vivir el amor sin máscaras ni fingimientos. La belleza de este poema radica en su capacidad para hablar directamente al corazón del lector, haciendo vibrar las cuerdas más íntimas de la experiencia humana.
Sin un falso adiós…
Un alma que ama te mira distinto, sus ojos reflejan cariño e instinto. Un alma que ama comprende sin voz, sin miedos, sin dudas, sin un falso adiós.
Un alma que ama se siente en la piel, es danza, es magia, es como dulce miel. es risa, es brisa, es pura emoción, es sueño que late dentro del corazón.
Foto con Pietro La Barbera -Ramón de Jesús Núñez Duval – Elisa Mascia
Hola gente maravillosa!! ¡¡Feliz domingo!! Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos. Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida. Junto a Pietro La Barbera continuamos nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza” conociendo el alma especial de Ramón de Jesús Núñez Duval – Republica Dominicana presentado de nuestro amigo poeta gestore cultural Carlos Jarquin a quien cordialmente saludo y agradezco su disponibilidad y colaboración para presentarnos a personas especiales
Ramón de Jesús Núñez Duval, nace en Neyba, Provincia Bahoruco, República Dominicana, escritor, gestor cultural, poeta, narrador, historiador, actor, conferencista, dramaturgo, comunicador, conferencista, filántropo y cinematógrafo, Vicepresidente Global de Ciesart, escogido por Editorial Hispana USA entre los mejores 100 escritores de Iberoamérica y el Caribe, sus escritos han sido traducidos a varios idiomas y más luego difundidos en España, Estados Unidos y Londres, forma parte de 61 antologías nacionales e internacionales. El Centro Cultural San Francisco Solano de la ciudad de Argentina traduce a los idiomas: inglés, francés, italiano, ruso y portugués, el poema de su autoría “Volvamos a Renacer”. Sus escritos han sido difundidos por el escritor Alberto Camargo, a través del programa de radio “Aires”, de la hermana República de Colombia. Escogido en fecha 25/01/25 como Orgullo Dominicano, por la Dirección de Estrategia y Comunicación Gubernamental (DIECOM), órgano de la Presidencia de República Dominicana. El Consulado General Dominicano en Zúrich, Suiza, presentó un audiovisual en el 181 aniversario de la Independencia Nacional, conteniendo el poema de su autoría” Alma Dominicana”, leído por el mismo. Núñez Duval es certificado como Investigador en el Primer Congreso Internacional de Certificación Historiográfica, desarrollado por la Red Académica Internacional Historia a Debate, de la Universidad de Santiago de Compostela de España e invitado por la Academia de Ciencias de la República Dominicana, la Universidad Autónoma de Santo Domingo (UASD) y Pontificia Universidad Católica Madre y Maestra (PUCMM), a participar en el 4to Simposio Interdisciplinario de Lingüística y Literatura. Autor de los libros: Piel Desnuda (poesía, 2016), Breve reseña histórica de la provincia Bahoruco (ensayo, 2020), Huellas de versos (poesía, 2020), Entretiempo (poesía, 2022), Más allá de la piel (relatos, 2024) y Apuntes Históricos de la ciudad de Neyba (folleto, 2024).
Preguntas
1- ¿Por qué empezaste a escribir? ¿Hay una imagen en tu memoria que conecta con el momento en que decidió convertirse en poeta?
Desde muy temprana edad tuve la motivación de escribir. Escribir es un don natural que no todos los seres humanos tienen. Es algo que llevas muy dentro de ti. Tengo grabada en mi mente la imagen de un cuaderno azul donde escribia todos los escritos, frutos de mi inspiración.
2- Cuéntanos tu relación con la escritura y cómo ha cambiado a lo largo del tiempo. ¿Qué significa escribir hoy en día, y qué significaba al principio? ¿Qué queda, qué has perdido y qué has ganado?
La relación con la escritura es sagrada, porque cada palabra, cada verso, es producida por esa comunión que se da internamente, y que, a lo largo del tiempo ha ido evolucionado de forma excelente. Escribir hoy en día es un gran desafío, porque el entorno literario está muy competitivo y debes esmerarte para construir una obra apegada a las normas de calidad, mientras que escribir al principio era un pasatiempo, que nunca pasó por nuestra mente, que se iba a desarrollar de esta manera. Siento plenamente que no he perdido, sino ganado, y que aún queda la esencia que me motivó.
3- ¿Cuál es tu público ideal? ¿A qué lector piensas cuando escribes?
No tengo un público definido, escribo muchos géneros: Poesía, narrativa, ensayo, teatro y cinematografía, cualquier lector no importa su edad, cuando lee mi escrito lo interpreta según su forma de ver la realidad.
4- ¿Cuál es la relación entre la escritura y la sociedad, con tus influencias políticas y culturales? Y cómo conviven estos aspectos en tu producción literaria?
La relación entre escritura y sociedad es muy estrecha, porque una existe por la otra, y se complementan. El aspecto escritura-sociedad es muy latente en mis escritos, porque los escritores somos arquitectos de la palabra y partiendo desde el elemento observación de la realidad, damos forma a la palabra y le inyectamos vida.
5- ¿En qué medida los encuentros (con otros escritores, poetas, intelectuales) han influido en tu poética?
Participar en varios encuentros literarios con escritores, poetas e intelectuales, en lugares como: México, Orlando, Boston, Lowell, Lawrence, Madrid, Barcelona, Asturias y Castilla La Mancha, me han permitido crecer como escritor, porque esa oportunidad de poder socializar e interactuar con hermanos de letras, te hace experimentar una riqueza que no se puede describir.
6- ¿Qué autores te han formado más y cómo llegaste a ellos?
Los autores que me han formado como escritor son: Miguel de Cervantes Saavedra, Juan Bosch, Marcio Veloz Maggiolo y Gabriel García Márquez, llego a estos autores por mi espíritu inquieto de conocer a profundidad a los reales protagonistas del mundo literario.
7- La historia está llena de libros rechazados por las editoriales y de libros que no han sido inmediatamente comprendidos por los lectores. ¿Cuál es tu relación con el rechazo? ¿Y cómo ha cambiado con el tiempo? ¿Cuánto cuenta, hoy en día, la apreciación de la obra en tu enfoque del texto, y qué relación tienes con el mercado?
No tengo ninguna relación con esta circunstancia, pero siento que a medida que pasa el tiempo el escritor trata de superarse a si mismo, en cada obra que crea. Hoy en día cada autor cuenta con su público, y este valora su obra, leyéndola e interpretando cada texto de acuerdo a su enfoque. El mercado es muy diverso, la misma vida enseña al escritor a diseñar sus propias estrategias para difundir su obra y que esta llegue a los lectores.
8- ¿Qué relación tienes con el mundo literario? ¿Existe todavía un lugar ideal de encuentro/enfrentamiento entre autores?
La relación que tengo con el mundo literario es muy profunda, porque la literatura forma parte de mi identidad y forma de pensar. Siento que me ayuda a ver el mundo desde diferentes perspectivas, como el mundo cotidiano, el mundo realista, el mundo fantástico, el mundo utópico, el mundo maravilloso y el mundo legendario. Cuando suelo reunirme con otros hermanos escritores, es usualmente en tertulias, festivales, encuentros, ferias de libros y conferencias.
Poemas 1- ¡OH, VIDAǃ
¡Tu esbelta figuraǃ, ¡oh vidaǃ, camina en pedregales de la lira cubriendo de besos irrigados el corazón de la estrella que con radiante luz ilumina.
¡No te marches!, le dije a la luna, hay en tus ojos el verde esmeralda que viste de lentejuelas doradas la pasión recóndita y excitante de la aurora en tierra mojada.
Contemplar tu reflejo en la brisa es fluir manantial de caricias, donde la castidad del otoño te vuelve alma indomable, haciendo del tiempo albricias.
Se esfuma en el ocaso la utopía, divisando a lo lejos lo que unía, penumbra y luz aquel día, flamante brasa que atiza, devolviendo el sentido que origina.
Autor: Ramón de Jesús Núñez Duval País: República Dominicana Derechos reservados del autor
2- MUJER SUPREMA
Tallar tu mirada en la aurora, sobre destellos de diamante viste el amanecer de primavera, en azucenas que te cantan… ¡mujer suprema!
Corolas de bronce son tus ojos vestigios íntimos de antojos, con el ropaje de la plácida desnudez que como diosa cautivaste al edén.
Sortilegio de amor es tu encanto, entre luces que hechizan el candor del rocío hecho piel en la alcoba al compás del deseo que estalló.
Entre el garbo y la sombra, ¡tu silueta!, de la magia que envuelve el reflejo y el misterio hecho verso tras la luna derramó en tu esencia lo que siento.
Autor: Ramón de Jesús Núñez Duval País: República Dominicana Derechos reservados del autor
3- MI SENTIR TE ANSÍA
Vestí tus sentimientos desnudos al amanecer, naufragando por las aguas de tu espíritu encantado, plasmando en el lienzo de los recuerdos la vida del ayer, que dejó su huella marcada como referente para iniciar lo anhelado.
Eres aroma que envuelve mi ser, desde mis adentros de hombre mortal que ansía ser cautivado por el derroche de dulzura que posees, ¡oh divina mujer! en tus tiernas interioridades, tu cariño destila gotas de ambrosía.
Deseo murmurarte al oído, la ilusión, de que mis brazos pueden ser el abrigo de la frialdad, de tus deshabitadas noches que suelen ser quietamente perdurables en tu lecho virginal, donde con mi aliento amor mitigo.
Ansiando poder entregarte el alma desnuda, poniendo en tus manos de formas que agradan ramilletes de margaritas florecidas, vivir solo para ti, haciendo fecunda nuestra unión y amando tras el perfume de tu piel lo que aún perdura del alma pura.
Autor: Ramón de Jesús Núñez Duval Pais: República Dominicana Derechos reservados del autor
Ramón de Jesús Núñez Duval, nato a Neyba, provincia di Bahoruco, Repubblica Dominicana, scrittore, responsabile culturale, poeta, narratore, storico, attore, conferenziere, drammaturgo, comunicatore, conferenziere, filantropo e direttore della fotografia, vicepresidente globale di Ciesart, scelto da Editorial Hispana USA tra i 100 migliori scrittori dell’America Latina e dei Caraibi, i suoi scritti sono stati tradotti in diversi idiomi e successivamente diffusi in Spagna, Stati Uniti e Londra, fa parte di 61 antologie nazionali e internazionali. Il Centro Culturale San Francisco Solano nella città argentina traduce la poesia da lui scritta, “Rinnoviamoci di nuovo”, in inglese, francese, italiano, russo e portoghese. I suoi scritti sono stati diffusi dallo scrittore Alberto Camargo, attraverso il programma radiofonico “Aires”, della sorella Repubblica di Colombia. Scelto il 25 gennaio 2025 come Orgoglio Dominicano dalla Direzione di Strategia e Comunicazione del Governo (DIECOM), agenzia della Presidenza della Repubblica Dominicana. Il Consolato generale dominicano a Zurigo, in Svizzera, ha presentato un filmato in occasione del 181° anniversario dell’Indipendenza nazionale, contenente la poesia di suo autore “Alma Dominicana”, letta da lui stesso. Núñez Duval è certificata come Ricercatrice presso il Primo Congresso Internazionale di Certificazione Storiografica, organizzato dall’International Academic Network Historia a Debate dell’Università di Santiago de Compostela in Spagna e invitata dall’Accademia delle Scienze della Repubblica Dominicana, dall’Università Autonoma di Santo Domingo (UASD) e dalla Pontificia Universidad Católica Madre y Maestra (PUCMM), a partecipare al IV Simposio Interdisciplinare di Linguistica e Letteratura.
Autore dei libri: Naked Skin (poesia, 2016), Breve rassegna storica della provincia di Bahoruco (saggio, 2020), Tracce di versi (poesia, 2020), Tra i tempi (poesia, 2022), Oltre la pelle (racconti, 2024) e Appunti storici della città di Neyba (opuscolo, 2024).
Domande -1- Perché hai iniziato a scrivere? C’è un’immagine nella tua memoria che si collega al momento in cui hai deciso di diventare poeta?
Fin da piccolo sono stato motivato a scrivere. La scrittura è un dono naturale che non tutti gli esseri umani possiedono. È qualcosa che porti dentro di te. Ho impresso nella mia mente l’immagine di un quaderno blu dove ho scritto tutti gli scritti, frutti della mia ispirazione.
2- Raccontaci del tuo rapporto con la scrittura e di come è cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi e cosa significava all’inizio? Cosa resta, cosa hai perso e cosa hai guadagnato?
Il rapporto con la scrittura è sacro, perché ogni parola, ogni verso, è prodotto da quella comunione che avviene interiormente e che, nel tempo, si è evoluta in modo eccellente. Scrivere oggi è una sfida enorme, perché l’ambiente letterario è molto competitivo e bisogna impegnarsi per creare un’opera che rispetti degli standard qualitativi, mentre all’inizio scrivere era un hobby e non ci sarebbe mai passato per la testa che si sarebbe sviluppato in questo modo. Sono pienamente consapevole di non aver perso, ma guadagnato, e che l’essenza che mi ha motivato è ancora presente.
3- Chi è il tuo pubblico ideale? A quale lettore pensi quando scrivi?
Non ho un pubblico definito, scrivo di molti generi: poesia, narrativa, saggi, teatro e cinematografia. Ogni lettore, indipendentemente dall’età, quando legge i miei scritti li interpreta secondo il suo modo di vedere la realtà.
4- Qual è il rapporto tra scrittura e società, con le tue influenze politiche e culturali? E come convivono questi aspetti nella tua produzione letteraria?
Il rapporto tra scrittura e società è molto stretto, perché l’una esiste attraverso l’altra e si completano a vicenda. L’aspetto scrittura-società è molto latente nei miei scritti, perché noi scrittori siamo architetti della parola e, partendo dall’elemento dell’osservazione della realtà, diamo forma alla parola e le iniettiamo vita.
5- In che misura i tuoi incontri (con altri scrittori, poeti, intellettuali) hanno influenzato la tua poetica?
La partecipazione a vari incontri letterari con scrittori, poeti e intellettuali in luoghi come Città del Messico, Orlando, Boston, Lowell, Lawrence, Madrid, Barcellona, Asturie e Castiglia-La Mancia mi ha permesso di crescere come scrittore. Questa opportunità di socializzare e interagire con altri scrittori mi regala una ricchezza che non può essere descritta.
6- Quali autori ti hanno maggiormente influenzato e come li hai conosciuti?
Gli autori che mi hanno formato come scrittore sono: Miguel de Cervantes Saavedra, Juan Bosch, Marcio Veloz Maggiolo e Gabriel García Márquez. Sono arrivato a questi autori spinto dal mio spirito inquieto di conoscere a fondo i veri protagonisti del mondo letterario.
7- La storia è piena di libri rifiutati dagli editori e di libri che non sono stati immediatamente compresi dai lettori. Che rapporto hai con il rifiuto? E come è cambiato nel tempo? Quanto conta l’apprezzamento dell’opera nel tuo approccio al testo oggi e qual è il tuo rapporto con il mercato?
Non ho nulla a che fare con questa circostanza, ma ho la sensazione che, con il passare del tempo, lo scrittore cerchi di superare se stesso in ogni opera che crea. Oggigiorno ogni autore ha il suo pubblico e apprezza il suo lavoro, leggendo e interpretando ogni testo secondo la sua prospettiva. Il mercato è molto diversificato; la vita stessa insegna agli scrittori a progettare le proprie strategie per diffondere il proprio lavoro e garantire che raggiunga i lettori.
8- Che rapporto hai con il mondo letterario? Esiste ancora un luogo ideale in cui gli autori possono incontrarsi/confrontarsi?
Il mio rapporto con il mondo letterario è molto profondo, perché la letteratura fa parte della mia identità e del mio modo di pensare. Penso che mi aiuti a vedere il mondo da diverse prospettive: il mondo quotidiano, il mondo realistico, il mondo fantastico, il mondo utopico, il mondo meraviglioso e il mondo leggendario. Di solito incontro altri scrittori in occasione di raduni, festival, incontri, fiere del libro e conferenze.
1- OH, LA VITA!
La tua figura snella, oh vita, cammina sul terreno sassoso della lira coprendo di baci irrigati il cuore della stella che illumina con luce radiosa.
Non andare! Ho detto alla luna: C’è verde smeraldo nei tuoi occhi che si veste di paillettes dorate la passione nascosta ed eccitante dell’alba sulla terra bagnata.
Contempla il tuo riflesso nella brezza è una sorgente fluente di carezze, dove la castità dell’autunno ti rende un’anima indomabile, rendendo buona la notizia del tempo.
L’utopia svanisce nel crepuscolo, vedendo in lontananza ciò che univa, oscurità e luce quel giorno, nuova brace che si agita, ripristinando il significato da cui ha origine.
Autore: Ramón de Jesús Núñez Duval Paese: Repubblica Dominicana Copyright dell’autore
2- DONNA SUPREMA
Scolpisci il tuo sguardo nell’alba, su scintille di diamanti hai visto l’alba primaverile, nei gigli che cantano a te… donna suprema!
I tuoi occhi sono corolle di bronzo vestigia intime di desideri, con l’abito della placida nudità che come una dea hai conquistato l’Eden.
Il tuo fascino è un incantesimo d’amore, tra luci che ammaliano il candore della pelle fatta di rugiada nella camera da letto al ritmo del desiderio che esplode.
Tra grazia e ombra, la tua silhouette! della magia che circonda il riflesso e il mistero si trasformò in verso dietro la luna Ho riversato nella tua essenza ciò che sento.
Autore: Ramón de Jesús Núñez Duval Paese: Repubblica Dominicana Copyright dell’autore
3- I MIEI SENTIMENTI TI DESIDERANO
Ho vestito i tuoi sentimenti nudi all’alba, naufragato sulle acque del tuo spirito incantato, catturando sulla tela dei ricordi la vita di ieri, che ha lasciato il segno come riferimento per iniziare ciò che era desiderato.
Tu sei l’aroma che avvolge il mio essere, da dentro di me come un uomo mortale che desidera essere catturato dall’effusione della dolcezza che tu possiedi, o donna divina! Nei tuoi teneri interni, il tuo affetto distilla gocce di ambrosia.
Vorrei sussurrarti all’orecchio l’illusione, che le mie braccia possano essere il riparo del freddo, delle tue notti disabitate che di solito durano silenziose nel tuo letto verginale, dove col mio respiro mitigo l’amore.
Desideroso di poterti dare la mia anima nuda, deponendo nelle tue mani, in modo gradevole, mazzi di margherite fiorite, vivendo solo per te, rendendo feconda e amorosa la nostra unione dietro il profumo della tua pelle ciò che ancora rimane dell’anima pura.
Autore: Ramón de Jesús Núñez Duval Paese: Repubblica Dominicana Copyright dell’autore
Tra le vie rattoppate di grigio fragile oltre due argini di muretto a secco sfocia il cielo mai visto del silenzio frane di nubi in sterminati greggi contorsioni, visi colorati a metà: un bianco disegna oceani morbidi e il grido dell’uomo diviene tramonto. . . Al Sur
Entre las calles remendadas de frágil gris más allá de dos terraplenes de muro de piedra seca fluye el cielo nunca visto del silencio deslizamientos de nubes en bandadas interminables contorsiones, caras medio coloreadas: un blanco dibuja océanos suaves y el grito del hombre se convirtió en atardecer. . . Al Sud
Entre els carrers apedaçats de gris fràgil més enllà de dos terraplens de mur de pedra seca flueix el cel mai vist del silenci esllavissades de núvols en estols interminables contorsions, cares mig acolorides: un blanc dibuixa oceans suaus i el crit de l’home es va convertir en posta de sol. . . A Sul
Entre as ruas remendadas com cinzento frágil além de dois aterros de muros de pedra seca flui o céu nunca visto do silêncio deslizamentos de nuvens em bandos intermináveis contorções, rostos meio coloridos: um branco desenha oceanos suaves e o grito do homem tornou-se pôr do sol. . . Gianpaolo G. Mastropasqua
Foto cortesia dello screenshot inizio programma bilingue italiano-spagnolo Alla ricerca della vera bellezza
Biografia di Yanira Suondy (06-11-64, El Salvador) Scrittrice, poetessa, avvocato e notaio. Membro effettivo dell’Accademia salvadoregna della lingua, corrispondente alla Reale Accademia Spagnola. È riconosciuta come poetessa e scrittrice, nonché per il suo intenso lavoro in difesa dei diritti delle persone con disabilità in El Salvador.
La scrittrice e poetessa Scrive poesie, prose, romanzi, racconti e altri generi letterari. La sua poesia e i suoi vari racconti sono stati insigniti di premi e riconoscimenti nazionali e internazionali. È stata riconosciuta come scrittrice salvadoregna e la sua opera come patrimonio culturale salvadoregno attraverso l’accordo n. 16-0137 della Sezione Istruzione del Ministero dell’Istruzione, pubblicato giovedì 6 ottobre 2005 nel volume n. 369, numero 185, pagina 4 della Gazzetta Ufficiale di El Salvador. Produce letteratura in formati accessibili per bambini sordi, bambini ipovedenti, ciechi, con problemi di attenzione e bambini in generale. Il design dei suoi racconti stampati incoraggia la lettura e, grazie all’audio registrato, abbatte le barriere dell’oscurità. Attraverso i contenuti dei suoi racconti per bambini, l’autrice insegna ed educa a valori sociali quali l’empatia, l’amicizia, la solidarietà, l’amore, il perdono, la famiglia, l’onestà e il rispetto per le persone, la diversità, gli animali, la natura e il pianeta Terra. Dal 2020 ad oggi ha sviluppato diverse raccolte letterarie nei generi poesia, racconti e narrativa; libri accademici, video con interpretazione nella lingua dei segni salvadoregna e nella lingua dei segni americana e audio. Tra le sue collezioni ci sono: “Rayitos de Sol” con disegni e adattamenti per bambini ipovedenti (40 libri di racconti), “Audiocuentos” per non vedenti, “Voces de colores” per persone con disabilità uditive e “Mi Planeta Azul” con temi educativi sui cambiamenti climatici, l’estinzione delle specie, l’inquinamento e la distruzione del pianeta, la flora e la fauna (5 libri di racconti).
Ad oggi ha all’attivo 82 opere stampate, altre in formato digitale, online e su giornali di varie epoche. Molti dei suoi testi sono stati interpretati nella lingua dei segni salvadoregna e nella lingua dei segni americana, altri in Braille, inglese e francese. Attualmente continua a pubblicare le sue creazioni e sta scrivendo diversi libri di poesie e racconti.
La sua poesia e i suoi vari racconti sono stati insigniti di premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.
Produce letteratura per bambini, giovani e adulti, in formati accessibili alla popolazione sorda, ipovedente, cieca e con problemi di attenzione. Il design delle loro raccolte di racconti e poesie stampate stimola la lettura; e con gli audio registrati, rompe le barriere dell’oscurità.
Attraverso i contenuti dei suoi racconti per bambini, l’autrice insegna ed educa a valori sociali quali l’empatia, l’amicizia, la solidarietà, l’amore, il perdono, la famiglia, l’onestà e il rispetto per le persone, la diversità, gli animali, la natura e il pianeta Terra.
Dal 2020 al 2025 ha prodotto diverse raccolte letterarie nei generi poesia, racconti e narrativa; libri accademici, video con interpretazione nella lingua dei segni salvadoregna e nella lingua dei segni americana e audio. Le collezioni includono: “Rayitos de Sol” (Piccoli raggi di sole), con disegni e adattamenti per bambini ipovedenti; “Audio Stories” (Storie Audio) per i non vedenti; “Voces de Colores” (Voci di Colori) per non udenti; e “Mi Planeta Azul” (Il mio pianeta blu), con temi educativi sui cambiamenti climatici, l’estinzione delle specie, l’inquinamento e la distruzione del pianeta, della sua flora e fauna. Attualmente continua a pubblicare le sue creazioni e sta scrivendo diversi libri di poesie e racconti.
Domande e Risposte all’ intervista Yanira Suono
1-Dovremmo sempre sorprenderci degli altri? Non necessariamente. Non è bene aspettarsi niente da nessuno.
2-Siamo più felici quando ci innamoriamo? Le persone che si innamorano di solito lo fanno durante la gioventù e sono felici per un attimo. A 15 anni sperimentiamo la pienezza della passione e dell’infatuazione; dopo i 30 anni diventiamo razionali e realisti.
3- È meglio creare divertendosi? Svolgo il mio lavoro di scrittrice per disciplina, impegno sociale e soddisfazione personale. Quando faccio dei lavoretti, lo faccio per divertimento.
4- È più appropriato dire di no e comportarsi come se avessimo detto di sì? Se dici “no”, è “no”. Comportarsi come se avessimo detto “sì” sarebbe ipocrita.
5- Nella vita, come in amore, è meglio che vinca la fantasia? Nella vita e nell’amore non è consigliabile essere fantasiosi; se credi che “i predatori ti mangeranno”.
6-È più sano riuscire a dimenticare? La cosa sana da fare è perdonare e prendere le distanze da chi ci offende o ci ferisce. Se lo dimentichi, potresti cadere in trappole mortali.
7-Riesci sempre a realizzare ciò che sogni? Esistono diversi tipi di sogni (non fantasie). Ci sono cose che sono impossibili da realizzare a causa di circostanze esterne, e altre che si ottengono attraverso duro lavoro e perseveranza.
8-I risultati determinano la nostra forza? La forza determina i risultati.
9-Scrivi per essere felice o per rendere felici gli altri? Nella poesia scrivo per liberare ciò che sento e penso, affinché quei sentimenti e pensieri possano prendere il volo e annidarsi in qualche luogo di luce. Le mie storie, invece, servono a combattere la violenza sociale; Insegnaci a rispettare il nostro pianeta, le specie in via di estinzione, a comprendere il cambiamento climatico e il valore della famiglia, dell’empatia, dell’amicizia, del perdono e della solidarietà, tra le altre cose.
10- Inseguire i propri sogni per tutta la vita aiuta a rimanere giovani? Aiuta a sopravvivere e ad avere salute mentale.
Poesie 1- La casa vuota Di Yanira Soundy
Pareti spoglie: occhi bianchi che parlano di addio. Un corridoio nostalgico che si estende nel cortile umido sotto un tetto che perde le rughe dei suoi anni. Lampade di sogni e chimere, immagini sul pavimento accanto alle gonne delle loro voci assenti. Nostalgia dei fili dorati e dei calzini bianchi. Dolore e silenzio, un’eco che mi chiama con la sua risata di bambù. La casa è vuota. Io pulisco e organizzo i miei ricordi. Mio padre rientra dopo una lunga giornata di lavoro. Mia madre lo aspetta seduta sulla sua poltrona, cucendo e scucendo i calzini. Mio padre sorride e mi prende tra le sue braccia. Portami una quesadilla ( tipo di carne) al cocco dolce e calda.
Mio fratello studia nella sua stanza, non dobbiamo interromperlo. Quando andrò all’asilo? Lidia ha già preparato la cena, È tempo di parlare e ascoltare. Tutto è pronto, sono stato iscritto. Blacky corre a giocare con Mimi, il tempo passa velocemente.
Il mio primo bacio, i suoi occhi neri e quell’addio.
Il dolore di sapere che non sarebbe durato per sempre.
Sogni di volare verso altri cieli per scrivere in montagna
Aprile, la tua agonia e la tua morte, padre, affrontare la vita. Lavorare, studiare, soffrire. Bugie, matrimonio e non sapere come vivere. La prima figlia, la seconda. Il maschio. L’amore della nonna. Vita nella fede. La mia lotta nel deserto. La casa vuota. Le finestre aperte. Quell’armadio di cui ti sei preso tanta cura. Il cortile è stato piantato oggi. Le mie mani piene di terra… La tua tristezza, malattia lancinante, il ghiaccio della tua agonia. Quel Natale anticipato, l’albero e la Natività in ottobre. Il mio compleanno pieno di domande. Il tuo sorriso, il tuo amore, il mio dolore nel sapere che ti stavo perdendo. La casa e quel tuo odore anche dopo tanto tempo. Ti cerco, mamma, e tutto ciò che trovo è la tua borsetta nera. quel fazzoletto che hai riempito di profumo, il tuo trucco da Diva. Foto di mia nonna Carlotta e di mio zio Riccardo, ritagli di eventi mondani e manoscritti di intellettuali famosi. Oggi ho letto il tuo quaderno di poesie e ho conservato i fiori che hai sistemato in piccoli vasi d’argento ma tu non ci sei. Non posso toccare la tua piccola mano né accarezzarti con i miei versi la sera, Fuori la strada è la stessa anche se le persone cambiano. Sapete? Oggi c’è stato il trasferimento presidenziale e ho lasciato di nuovo casa, Cerco di dimenticare la tua morte e pensarti come una madre eterna. La casa con i suoi occhi bianchi mi dice addio,
Lei non capisce che per me non è una casa, È la mia casa con te e il battito del tuo cuore vive per sempre nei miei ricordi.
Tutti i diritti riservati.
2- Donne Di Yanira Soundy
Donna con un bastone e una voce, persa tra le montagne, silenzio e lampada in un lago azzurro. Donna frutto e sapore di una casa polverosa, nascondi che non sei ancora nata, donna di marmo. Dimenticanza su schiena nuda. Donna degli orologi fermi e degli spettri senza palpebre. La noia che si aggrappa alle ghirlande. Lacrime sotto le lapidi. Donna assassinata con radici insonni, sospiro e sangue, fuggiasco nel fuoco. Donna sotterranea, filato negli specchi. Spavento e intossicazione da schiuma, vergogna o favo all’alba. Annegato nelle tue stesse acque, diventi un giglio e una talpa celeste. Donna che desidera notti sdolcinate e confonde le lettere. Donna che scrive e si tappa le orecchie alle tovaglie bianche. Il segreto è mettere la lingua tra le lenzuola. Svegliati Donna irraggiungibile, maestosa, semplice. Riva di mani, nido spezzato, donna invisibile e dimenticata. Ritorno. Donna che abortisce tra le lacrime, rimorso che trema e uccide. Erba, banderuola e melma oscura, siete un muro di ali sinistre e sconfitte. Svegliati. Donna che si isola dallo sguardo, per inquietarsi tra le foglie. Notturno e vergine, demone o santo. Donna emigrante, che sviene nel tuo autoesilio. Mantieni la serenità nel miracolo di non essere rimpatriato. Oggi metti a frutto la tua forza. Donna che giace nel sorriso, sei libertà, poesia, musica e pampa aperta. Donna vita, incinta, rimani infinita. Ritorno. Donna costiera, oscurità e lutto, luna e vele rotonde. Una donna di creme da notte e trucco, che continua a vivere nella memoria. Donna di spessore e di morte, superstiziosa, quasi sempre sola.
Porta nei cortili, scopa negli angoli, fiore appassito in bicchieri senza acqua, straccio che lava via lo sporco. Casa disabitata, schiava di te stessa. Svegliati. Donna senza pieghe né tagli, retroilluminato, quasi nessun colore, sempre bianco. Donna di greggi e di fatica. Donna di orchidee e rose nei templi, ramo in tutti i ricordi.
Ritorno. Donna ubriaca e vagabonda, dalla prigione e con le bandiere al vento. Donna che turba il cielo degli uccelli, impazzita e dannosa. Donna senza luce. Svegliati. Donna che asciuga le sue lacrime e generosa sboccia nella nostra morte. Donna, madre, compagna, sorella, figlia. Ritorno. Donna distrutta nell’ombra. Donna dello stagno, donna dell’edera. Petali aperti, un boschetto tra le ombre. Ansia e agonia. Svegliati. La donna pentita diventa nostalgica. Inestinguibile ed eterno. Sei un’ostrica clandestina, lacrime versate, che apre tutte le serrature. Fortezza d’acqua. Donna che risplende di risata, sei coraggio, cuore, ferro e patria. Ritorno. Giardino di ruote, canne e cartelli. Donna cigno, donna di luce, donna di silenzio. Cammini nei sogni, sei luce nella giustizia e il bordo morbido della foglia. Donna che singhiozza nell’anima. Silk Raven, lutto e falsità. Desolato, robusto e devastato, sei una ferita ineffabile di tristezza. Svegliati. Trasformi la tua debolezza in forza, Sfidi il mondo e il suo senso di colpa. Donna senza legami, catene o possibilità. Impegnato, caloroso e trasparente. Ritorno. Avanziamo in gloriosi aloni, di successo, vibrante e senza paura. Appassionato nella fiamma dell’amore puro, senza l’angoscia di essere ciò che ci è stato imposto. Donne ombreggiate da colossali smeraldi, ideali e sogni, senza miti o favole. Molto più di nonne, madri, figlie o sorelle, Siamo ispirazione e scienza, un fuoco ardente. Beviamo dalla rugiada di un’anima straniera, albero o fiore aperto sul sentiero. Nebbia crepuscolare, picco o alta montagna. Donne dei lunghi fiumi, così pure e sagge. Avanziamo in gloriosi aloni, Senza pregiudizi, ora gratuito, semplice e sicuro. Nella ribellione dei nostri occhi puliti.
Tutti i diritti riservati.
3- Per favore, fermati alla prossima stazione! Di Yanira Soundy
Tu tra le mie braccia e nei tuoi occhi l’ardore dei miei sensi.
Il maestoso treno corre veloce alla ricerca della valle della vita.
Non mi dici niente. Neanch’io parlo.
Memorizzo il tuo corpo e da tutto ciò emerge qualcosa di profondo. Dalla finestra osservo i vulcani, le piantagioni di caffè e i campi di canna da zucchero che tagliano l’orizzonte.
Mi baci come nessuno mi ha mai baciato prima.
Io tra le tue braccia e sulle mie labbra un “sì” avvolto nelle fiamme.
Mi ami di un amore che nasce agitato e forte.
Passeggero del tempo di una vita più piena, dove il cuore è il fischio di una locomotiva in movimento.
Amore per la brace. Quante belle cose dice un uomo quando ama! Come sa raccontare storie snocciolando le parole!
Così le notti sul treno. Le donne di tanto in tanto ridevano con le loro risatine irrequiete, gli uomini bevevano e chiacchieravano. Alcuni avevano un’espressione triste dopo aver salutato le loro mogli alle stazioni. Artisti, bohémien, intere famiglie, tutto in un sussurro di voci lontane.
***
Il vento del mattino soffia, il nostro viaggio è finito. Un dolore nascosto si riversa fuori in lacrime. Ti guardo mentre sei avvolta tra le lenzuola mentre esco in punta di piedi in silenzio.
Scendo dal treno sperando di svelare il tuo ricordo, ma le stazioni e i treni mi spezzano come il vetro e arrivano solo giorni tristi.
Amore di brace, guardo il cielo e piango.
Oggi le stelle mi hanno parlato del tuo nome e il fischio delle locomotive ha pianto la tua assenza.
Te ne sei andato con il pomeriggio -un pomeriggio qualsiasi- e il tuo ricordo oggi naufraga e si prolunga, si dissolve in fumo e rinasce eterno.
Sei stato immortalato per sempre, immortalato in un volo di uccelli primaverili.
***
In ogni stagione è rimasto qualcosa di noi, negli addii, negli occhi, nelle nostre bocche.
Arriva il mistero dell’assenza. I giorni e le notti, le ore e i secondi trascorsi seduto in una carrozza, mentre penso a tutto quello che mi sono lasciato alle spalle.
Sapere? Le nostre vite sono come ferrovie, con i loro corpi vaganti, che rompono i silenzi e le montagne.
Siamo tornati più e più volte sui binari sconfortati dei nostri cuori erranti, e le notti fuggono, silenziose, stupite e sole.
In ogni stagione è rimasto qualcosa di nostro, nelle parole, nella voce, nelle nostre mani. Siamo stati fiumi tra le montagne e schiuma eterna nei mari. Ma oggi tu vai in città, io vado in montagna. Tu cammini lontano dall’inquietudine delle vele, io affondo il viso nelle correnti dell’aria. Tu vai a nord, io vado a sud. Tu insegui i gabbiani, io cerco l’ombra nelle mangrovie.
Chissà se ci incontreremo mai più?
Senza il dolore dell’impossibile o la stanchezza di non perderci.
Lontano da questa vita che scivola via indefinitamente, dove le mie orecchie non cessano mai di cercarti in ogni fischio delle locomotive e in ogni fuochista che curva l’orizzonte. Dimenticherai il mio volto, i miei campi, le montagne, i fiumi e il mio odore di tristezza e pioggia? Non lo so.
Io, io penso ancora a te. Nel tuo ricordo che cade, scivola e mi accarezza. Nel desiderio che riesce a nascondere la mia tristezza tra altre braccia. E tu ritorni…
Mi dici che ci fermeremo in altre stazioni, con altri sospiri nel petto, un’altra passione, un altro desiderio.
Stagioni di fontane e risate sulle labbra. Stagioni di nidificazione secche e desertiche. Ma i sogni svaniscono e le nostre vite diventano treni che lentamente muoiono.
E tu te ne vai… E mentre tu vai a sud, io torno a nord.
Scoprirai le sabbie e le collane di schiuma. Io semino la terra.
Tu ti precipiti nei ruscelli, io nuoto alla luce delle stelle.
Chissà se ci incontreremo mai più?
E quasi senza voce, fuggo tra due paralleli neri, congelato dal freddo e dalla solitudine.
Amore per le stagioni, gli addii e i contorni strani. Vivo aspettando il miracolo di incontrarti su qualche binario del treno e di poterti finalmente amare senza più catene. I brequeros agitano le loro lanterne verdi e rosse e gli alberi alzano le braccia verso le stelle. Ho dimenticato i miei bagagli e il mio biglietto tra i tuoi dubbi e oggi ti saluto da lontano. Per favore, fermati alla prossima stazione!
Tutti i diritti riservati.
Hola Hola gente maravillosa!! ¡¡Feliz domingo!! Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos. Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida. Junto a Pietro La Barbera continuamos nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza” conociendo el alma especial de Yanira Soundy – El Salvador presentado de nuestro amigo poeta gestore cultural Carlos Jarquin a quien agradezco su disponibilidad y colaboración para presentarnos a personas especiales Biografía: Yanira Soundy (06-11-64, El Salvador)
Escritora, poeta, abogada y notario. Académica de Número, Academia Salvadoreña de la Lengua, correspondiente a la Real Academia Española. Es reconocida como poeta y escritora, y por su intensa labor en la defensa de los derechos de las personas con discapacidad en El Salvador.
La escritora y poeta
Escribe poesía, prosa, novela, cuento y otros géneros literarios. Su poesía y diversas narrativas han sido galardonadas con premios y reconocimientos a nivel nacional e internacional. Fue reconocida como escritora de El Salvador y su obra como patrimonio cultural salvadoreño mediante acuerdo No.16-0137 en el Ramo de Educación, del Ministerio de Educación, publicado el jueves 6 de octubre de 2005, en el Tomo N.º 369, número 185, página 4 del Diario Oficial de El Salvador. Realiza literatura en formatos accesibles para la niñez sorda, con baja visión, ceguera, problemas de atención, y niñez en general. El diseño de sus cuentos impresos estimula la lectura y con los audios grabados, rompe las barreras de la oscuridad. En los contenidos de sus cuentos infantiles, la autora enseña y educa en valores sociales como la empatía, la amistad, solidaridad, amor, perdón, familia, honestidad y el respeto a las personas, la diversidad, los animales, la naturaleza y el planeta Tierra.
Del año 2020 a la fecha, ha desarrollado diversas colecciones literarias en los géneros de poesía, cuento y narrativa; libros académicos, videos con interpretación en Lengua de Señas Salvadoreña y Lengua de Señas Americana y audios.
Entre sus colecciones se destacan: “Rayitos de Sol” con diseños y ajustes para la niñez con baja visión (40 libros de cuentos), “Audiocuentos” para personas ciegas, “Voces de colores” para personas con discapacidad auditiva y “Mi Planeta Azul” con temas educativos sobre el Cambio Climático, la extinción de las especies, la contaminación y la destrucción del planeta, la flora y la fauna (5 libros de cuentos).
A la fecha posee 82 obras impresas, y otras en formatos digitales, internet y periódicos de diversas épocas. Varios textos de su autoría han sido interpretados en Lengua de Señas Salvadoreña y Lengua de Señas Americana, y otros en Braille, inglés y francés. Actualmente continúa publicando sus creaciones y tiene en proceso de escritura varios libros de poesías y relatos breves. Su poesía y diversas narrativas han sido galardonadas con premios y reconocimientos a nivel nacional e internacional. Realiza literatura para la niñez, la juventud y adultez, en formatos accesibles para la población sorda, con baja visión, ceguera y problemas de atención. El diseño de sus colecciones de cuentos y poesías impresos estimula la lectura; y con los audios grabados, rompe las barreras de la oscuridad. En los contenidos de sus cuentos infantiles, la autora enseña y educa en valores sociales como la empatía, la amistad, solidaridad, amor, perdón, familia, honestidad y el respeto a las personas, la diversidad, los animales, la naturaleza y el planeta Tierra. Del año 2020 al 2025 realizó varias colecciones literarias en los géneros de poesía, cuento y narrativa; libros académicos, videos con interpretación en Lengua de Señas Salvadoreña y Lengua de Señas Americana y audios. Entre las colecciones se destacan: “Rayitos de Sol” con diseños y ajustes para la niñez con baja visión, “Audiocuentos” para personas ciegas, “Voces de colores” para personas con discapacidad auditiva y “Mi Planeta Azul” con temas educativos sobre el Cambio Climático, la extinción de las especies, la contaminación y la destrucción del planeta, la flora y la fauna. Actualmente, continúa publicando sus creaciones y tiene en proceso de escritura varios libros de poesías y relatos breves.
Respuestas a entrevista. Yanira Soundy
1-¿Debemos siempre sorprendernos por los demás? No necesariamente. No es bueno esperar nada de nadie.
2-¿Somos más felices cuando nos enamoramos? Las personas que se enamoran, generalmente lo hacen en su juventud y son felices de forma momentánea . A los 15 años se vive esa plenitud en la pasión y enamoramiento, pasados los treinta somos racionales y realistas.
3-¿Es mejor crear mientras te diviertes? Mi oficio de escritora lo realizo por disciplina, compromiso social y satisfacción personal. Cuando realizo artes manuales, lo hago por diversión.
4- ¿Es más apropiado decir no y actuar como si hubiéramos dicho sí? Si dices “no”, es “no”. Actuar como si hubiésemos dicho “si” sería hipócrita.
5- ¿En la vida, como en el amor, es mejor que gane la fantasía? En la vida y el amor no es conveniente ser fantasiosos, si crees eso “te comen los depredadores”.
6-¿Es más sano poder olvidar? Lo sano es perdonar y alejarse de quién te ofende o hace daño. Si olvidas, puedes caer en trampas mortales.
7-¿Siempre puedes hacer lo que sueñas? Hay diferentes tipos de sueños (no fantasías). Hay algunos que no son posibles de realizar por situaciones externas, y otros, que se logran gracias al trabajo y la perseverancia.
8-¿Los resultados determinan nuestra fuerza? La fuerza determina los resultados.
9-¿Escribes para ser feliz o para hacer felices a los demás? En la poesía escribo para poner en libertad lo que siento y pienso, y que esos sentimientos y pensamientos puedan alzar el vuelo y anidar en algún lugar de luz. Mis cuentos en cambio, son para combatir la violencia social; enseñar a respetar nuestro planeta, las especies en peligro de extinción, conocer el cambio climático y el valor de la familia, la empatía, amistad, perdón y solidaridad entre otros.
10- ¿Perseguir sueños a lo largo de la vida ayuda a mantenerse joven? Ayuda a sobrevivir y tener salud mental.
Poemas 1- La Casa Vacía
Por Yanira Soundy
Paredes desnudas: ojos blancos que hablan del adiós. Un corredor de nostalgia extendido al patio húmedo bajo un techo con goteras, arrugas de sus años. Lámparas de sueños y quimeras, cuadros en el piso junto a las faldas de sus voces ausentes. Nostalgia de hilos dorados y calcetines blancos. Dolor y silencio, un eco que me llama con su risita de bambú. La casa, está vacía. Yo la limpio y ordeno mis recuerdos. Entra mi padre luego de un día largo de trabajo. Mi madre lo espera, sentada en su sillón, cose y descose calcetines. Mi padre sonríe y me levanta entre sus brazos. Me trae quesadilla caliente y dulce de coco. Mi hermano estudia en su cuarto, no hay que interrumpirlo. ¿Cuándo iré al Kinder? Lidia ya preparó la cena, es hora de platicar y escuchar . Ya está todo listo, me han matriculado. Blacky corre a jugar con Mimi, el tiempo pasa rápidamente.
Mi primer beso, sus ojos negros y aquella despedida. El dolor de saber que no sería para siempre. Los sueños de volar a otros cielos para escribir en las montañas
Abril, tu agonía y tu muerte padre, enfrentarme a la vida. Trabajar, estudiar, sufrir. La mentira, el matrimonio y no saber vivir. La primera hija, la segunda. El varón. El amor de la abuela. La vida en la fe. Mi lucha en el desierto. La casa vacía. Los ventanales abiertos. Aquel closet que tanto cuidaste. El traspatio hoy plantado. Mis manos llenas de tierra… Tu tristeza, punzante enfermedad, el hielo de tu agonía. Aquella Navidad anticipada, el árbol y el Nacimiento en octubre. Mi cumpleaños cargado de preguntas. Tu sonrisa, tu amor, mi dolor al saber que te perdía. La casa y ese olor a ti aún después de tanto tiempo. Te busco mamá y sólo encuentro tu carterita negra, aquel pañuelo que llenaste de perfume, tu maquillaje de Diva. Las fotos de mi abuela Carlota y tío Ricardo,
los recortes de eventos sociales y manuscritos de intelectuales famosos. Hoy, he leído tu cuaderno de poemas y guardé las flores que arreglaste en pequeños floreros de plata pero no estás tú. No puedo tocar tu mano pequeña ni acariciarte con mis versos por las tardes, afuera la calle es la misma aunque la gente cambie. ¿Sabes? Hoy fue el traspaso presidencial y he vuelto a irme de casa, intento olvidar tu muerte y pensar en ti como una madre eterna. La casa con sus ojos blancos me dice adiós, ella no entiende qué para mí, no es una casa, es mi hogar con ustedes y el latido que vive por siempre en mis recuerdos.
Derechos reservados.
2- Mujer Por Yanira Soundy
Mujer de bastón y voz, perdida en la montaña, silencio y lámpara en un lago azul. Mujer fruta y sabor de una casa polvorienta, oculta que estás sin nacer, mujer de mármol.
Olvido en una espalda desnuda. Mujer de relojes detenidos y espectros sin párpados. Hastío que se ciñe a las guirnaldas.
Lágrima bajo las lápidas. Mujer asesinada y de raíces insomnes, suspiro y sangre, fugitiva en la lumbre. Mujer subterránea, estambre en los espejos.
Espanto y embriaguez de espuma, vergüenza o panal de madrugada. Ahogada bajo tus propias aguas, te conviertes en lirio y lunar celeste.
Mujer que anhelas noches cursis y confundes las letras. Mujer que escribes y tapas tus oídos a los manteles blancos. Secreto que posas tu lengua entre las sábanas. Despierta
Mujer inalcanzable, majestuosa, sencilla. Orilla de unas manos, nido roto, mujer invisible y olvidada. Regresa.
Mujer que abortas entre las lágrimas, remordimiento que tiembla y mata. Hierba, veleta y limo oscuro, eres muro de alas torvas y derrotadas. Despierta.
Mujer que te aíslas de las miradas, para crecer inquieta entre las hojas. Nocturna y virgen, demonio o santa.
Mujer emigrante, desfallecida en tu autoexilio. Conservas la serenidad en el milagro, de no ser repatriada. Hoy giras en tu fuerza.
Mujer que yaces en la sonrisa, eres libertad, poesía, música y pampa abierta. Mujer vida, embarazada, permaneces infinita. Regresa.
Mujer costa, oscuridad y duelo, luna y velas redondas. Mujer de cremas y maquillajes nocturnos, que perduras en el recuerdo.
Mujer de espesura y muerte, supersticiosa, casi siempre sola. Puerta en los patios, escoba en los rincones, flor marchita en vasos sin agua, trapo que lava inmundicies. Casa deshabitada, esclava de ti misma. Despierta.
Mujer sin pliegues ni cortes, a trasluz, apenas sin color, siempre blanca. Mujer de rebaños y cansancios. Mujer de orquídeas y rosas en los templos, rama en todos los recuerdos. Regresa.
Mujer ebria y errante, de cárcel y banderas al viento. Mujer que turbas el celeste de los pájaros, enloquecida y dañina. Mujer sin luz. Despierta.
Mujer que seca sus lágrimas, y generosa florece en nuestra muerte. Mujer madre, compañera, hermana, hija. Regresa.
Mujer trizada en las penumbras. Mujer de estanque, mujer hiedra. Pétalos abiertos, arboleda entre las sombras. Ansia y agonía. Despierta.
Mujer arrepentida hecha nostalgia. Inextinguible y eterna. Eres ostra clandestina, llanto derramado, que abre todos los cerrojos. Fortaleza de agua.
Mujer que brillas en la risa, eres entraña, corazón, hierro y patria. Regresa.
Vergel de ruedas, bastones y señas. Mujer cisne, mujer luz, mujer silencio. Caminas en los sueños, eres luz en la justicia y canto blando de hoja. Mujer que sollozas en el alma. Cuervo de seda, duelo y falsedad. Desolada, robusta y devastada, eres herida inefable de tristeza. Despierta.
Transformas tu debilidad en fortaleza, Desafías el mundo y sus culpas. Mujer sin cuerdas, cadenas ni acasos. Comprometida, tibia y transparente. Regresa.
Avancemos en halos gloriosos, triunfadoras , vibrantes y sin miedos. Apasionadas en la llama de un amor puro, sin la agonía de ser lo que nos han impuesto. Mujeres matizadas de colosales esmeraldas, ideales y sueños, sin mitos ni fábulas. Mucho más que abuelas, madres , hijas o hermanas, somos inspiración y ciencia, fuego que abrasa.
Bebamos del rocío de un alma extraña, árbol o flor abierta en el sendero. Bruma del crepúsculo, espiga o alta montaña. Mujeres de largos ríos, tan puras y sabias. Avancemos en halos gloriosos, Sin prejuicios ya libres, sencillas y salvas. En la rebelión de nuestros ojos limpios.
Derechos reservados.
3- ¡Favor detente en la próxima estación! Por Yanira Soundy
Tú en mis brazos y en tus ojos el ardor de mis sentidos. El majestuoso tren corre aprisa buscando el valle de la vida. No me dices nada. Yo tampoco hablo. Aprendo de memoria tu cuerpo y de todo emerge un algo profundo. En la ventana miro volcanes, cafetales y cañales que cortan el horizonte. Me besas como nunca alguien me ha besado antes. Yo en tus brazos y en mis labios un “si” envuelto en llamas. Me amas con un amor que brota agitado y fuerte. Pasajero del tiempo de una vida más plena, donde el corazón es el silbido de una locomotora en marcha. Amor de brasas. ¡Cuántas cosas hermosas dice el hombre cuando ama! ¡Cómo sabe contar historias desmadejando palabras! Así las noches en el tren. Las mujeres reían de cuando en vez con sus risitas inquietas, los hombres tomaban y charlaban. Algunos ponían gestos sombríos después de despedirse de sus mujeres en las estaciones. Artistas, bohemios, familias enteras, todos en un susurro de voces distantes. *** Azota el viento de la mañana, ha terminado nuestro viaje. Una pena oculta se derrama en lágrimas. Te miro arropado entre las sábanas mientras escapo de puntillas en silencio. Bajo del tren con la esperanza de poder destrenzar tu recuerdo, pero las estaciones y los trenes me quiebran como vidrio y sólo vienen días tristes. Amor de brasas, miro el cielo y lloro. Hoy las estrellas me hablaron de tu nombre y el silbido de las locomotoras lloró por tu ausencia. Te fuiste con la tarde -una tarde cualquiera- y tu recuerdo hoy naufraga y se prolonga, se deshace en el humo y nace nuevamente eterno. Has quedado grabado para siempre, eternizado en un vuelo de pájaros primaverales. *** En cada estación se ha quedado algo nuestro, en las despedidas, en los ojos, en nuestras bocas. Viene el misterio de la ausencia. Los días y las noches, las horas y segundos sumidos en una silla de vagón, mientras pienso en todo lo que he dejado atrás. ¿Sabes? Nuestras vidas son como los ferrocarriles, con sus cuerpos vagabundos, que rompen los silencios y los montes. Hemos vuelto una y otra vez a los rieles sin consuelo de nuestros corazones errantes y las noches escapan mudas, asombradas y solas. En cada estación se ha quedado algo nuestro, en las palabras, en la voz, en nuestras manos. Hemos sido ríos en la sierra y espuma eterna dentro de los mares. Pero hoy, tú vas a las ciudades, yo a los montes. Tú caminas lejos de la inquietud de los velámenes, yo hundo mi rostro en las corrientes de los aires. Tú te pierdes al norte, yo voy al sur. Tú persigues a las gaviotas, yo busco la sombra en los manglares. ¿Pienso en si volveremos algún día a encontrarnos? Sin el dolor de lo imposible ni el cansancio al no perdernos. Lejos de esta vida que se escapa indefinidamente, donde mis oídos no cesan de buscarte en cada silbido de las locomotoras y en cada fogonero que curva el horizonte. ¿Olvidarás mi rostro, mis campos, las montañas, los ríos y mi olor a pena y lluvia? No sé. Yo, sigo pensando en ti. En tu recuerdo que cae, se resbala y me acaricia. En el deseo que llega largamente a disfrazar mi tristeza entre otros brazos. Y regresas… Me dices que nos detendremos en otras estaciones, con otros suspiros en el pecho, otra fogocidad, otro deseo. Estaciones de fuentes y risas en los labios. Estaciones secas y de nidos desiertos. Pero se alejan los sueños y nuestras vidas se vuelven trenes que mueren poco a poco. Y te marchas… Y mientras tú vas al sur, yo vuelvo al norte. Tú descubres las arenas y los collares de espuma. Yo siembro la tierra. Tú te precipitas en los arroyos, yo nado en la luz de las estrellas. ¿Pienso en si volveremos algún día a encontrarnos? Y casi sin voz, huyo entre dos paralelas negras, aterida por el frío y la soledad. Amor de estaciones, despedidas y contornos extraños. Vivo aguardando el milagro de coincidir contigo en las vías de algún tren y poder amarte al fin sin más cadenas. Los brequeros agitan sus lámparas verdes y rojas y los árboles elevan sus brazos hacia las estrellas. He olvidado mi equipaje y mi boleto dentro de tus dudas y hoy te digo hasta pronto en la distancia. ¡Favor detente en la próxima estación!
dans l’anonymat de cette chambre un siècle ou deux de mémoire aujourd’hui là, debout, je ne suis pas n’étais pas prévue
mais à la manière d’un roman trente-cinq ans plus tard notre enfant fait homme le fil de l’eau entre nous, je le tiens errante, égarée, une histoire laquelle
les mots de la fin se précipitent le mystère, la douleur ouvrir, ouvrir, comme on le dit de l’espoir mais tes paupières résistent
le jour reste noir le froid, les larmes c’est l’épouvante malgré le bleu, l’extrême bleu
soudain j’exige, je crie un peu de sens au verbe mourir . . nell’anonimato di questa stanza un secolo o due di memoria oggi lì, in piedi, non ci sono più non era previsto
ma come un romanzo trentacinque anni dopo il nostro figlio fatto uomo il filo dell’acqua tra noi, ce l’ho errante, perso, una storia in cui
le ultime parole precipitano il mistero, il dolore aprire, aprire, come si dice della speranza ma le tue palpebre resistono
il giorno rimane buio il freddo, le lacrime è lo spavento nonostante il blu, il blu estremo
all’improvviso esigo, urlo un po’ di senso al verbo morire . . en el anonimato de esta habitación un siglo o dos de memoria hoy allí, de pie, no estoy no estaba previsto
pero como una novela treinta y cinco años después nuestro hijo hecho hombre el hilo de agua entre nosotros, lo sostengo errante, perdido, una historia en la cual
las últimas palabras se precipitan el misterio, el dolor abrir, abrir, como se dice de la esperanza pero tus párpados resisten
el día permanece oscuro el frío, las lágrimas es el espanto a pesar del azul, el azul extremo.
de repente exijo, grito un poco de sentido al verbo morir . . en l’anonimat d’aquesta cambra un segle o dos de memòria avui allà, dempeus, no hi soc no estava previst
però com una novel·la trenta-cinc anys després el nostre fill fet home el fil d’aigua entre nosaltres, ho sostinc errant, perdut, una història en la qual
les últimes paraules es precipiten el misteri, el dolor obrir, obrir, com es diu de l’esperança però les teves parpelles resisteixen
el dia roman fosc el fred, les llàgrimes és l’espant malgrat el blau, el blau extrem
de sobte exigeixo, crido un poc de sentit al verb morir . . Denise Desautels
Foto cortesia di Elham Hamedi-Iran, il dipinto e Kareem Abdullah -Iraq
Una lettura analitica critica del dipinto: “Frammento” – dalla poetessa e artista: Elham Hamedi – Iran. Di: kareem Abdullah – Iraq .
Il dipinto intitolato “Fragment” di Elham Hamedi, realizzato con olio su tela, dimensioni 180×135 cm, nel 2018, è una potente rappresentazione visiva della frammentazione, dell’identità e della profondità emotiva dell’esperienza umana. Attraverso la sua rappresentazione non convenzionale della forma umana e l’uso di elementi simbolici, il pezzo incoraggia una profonda riflessione sulla natura della disintegrazione, della perdita e della condizione umana.
Analisi formale: Composizione e struttura: il punto centrale del dipinto è un corpo femminile frammentato, con elementi della figura lasciati incompleti o distorti. La parte superiore del corpo della donna è raffigurata con un focus esagerato sui seni, un’accentuazione insolita e inquietante che contribuisce al senso di oggettificazione o alla tensione tra il personale e il sociale. Il suo volto è incompleto, mostrando solo un occhio, che aggiunge alla qualità inquietante e surreale dell’immagine. Questa parzialità può simboleggiare un frazionato senso di identità o una percezione distorta del sé.
L’uso del simbolismo: Oltre al corpo frammentato, la presenza di un appendiabiti con i vestiti appesi aggiunge un altro livello di simbolismo. L’abbigliamento, spesso associato a ruoli sociali, identità e occultamento, contrasta fortemente con il corpo esposto. La donna semivuota, quasi disincarnata, rappresenta una tensione tra presentazione pubblica e vulnerabilità privata. L’abbigliamento è sospeso, un lato del gancio attaccato, mentre l’altro lato è libero-galleggiante, suggerendo instabilità, libertà, o un senso di squilibrio. Ciò potrebbe essere interpretato come una metafora di come l’identità e i ruoli nella società possano sentirsi distaccati o instabili.
Fisicità e movimento: Un dettaglio sorprendente è il piede della ballerina solitaria nella parte inferiore del dipinto. La posizione graziosa ma solitaria del piede potrebbe simboleggiare il fragile equilibrio tra controllo e caos, o la lotta tra il mantenimento della compostezza e la realtà del disordine interiore. Il piede del balletto, tipicamente associato alla disciplina e alla perfezione, contrasta con le parti disgiunte e rotte del resto del corpo. Ciò suggerisce una forma di conflitto interno o lo sforzo di mantenere la grazia e il controllo nonostante un senso di sé fratturato.
Frammentazione e assenza: il corpo incompleto, le parti mancanti, trasmette fortemente un senso di assenza o perdita. Il corpo appare come se fosse stato reciso o spezzato con uno strumento affilato, che esalta la crudezza emotiva del lavoro. La deliberata enfasi sull’assenza di parti del corpo potrebbe simboleggiare la frammentazione psicologica o emotiva, in cui lo spettatore è invitato a considerare come le forze esterne (società, lotte personali, traumi) possono rompere un individuo in pezzi. Questo tema della disintegrazione riflette su come l’identità personale può sentirsi spezzata o incompleta di fronte a pressioni sociali schiaccianti.
Atmosfera e Mood: La tavolozza dei colori e la texture, implicita nella tecnica dell’olio su tela, contribuiscono al mood del pezzo. La mancanza di calore nei colori può evocare un senso di distacco, alienazione o freddezza, che aumenta ulteriormente la sensazione di dislocazione emotiva o fisica. Il galleggiante, in particolare, sembra sfidare la gravità, che può simboleggiare l’incapacità di trovare un terreno solido o un senso stabile di sé in un mondo sempre più caotico.
Implicazioni psicologiche e socioculturali: Il dipinto parla non solo della frammentazione della forma umana, ma anche degli stati psicologici ed emotivi che accompagnano tale disgregazione. Si tratta di un commento su come la società spesso riduca gli individui, in particolare le donne, in pezzi frammentati, sia fisicamente che psicologicamente. L’enfasi sulle parti del corpo-seni, un singolo occhio, il piede di una ballerina-può rappresentare come la società oggettifica o compartimenta il corpo femminile, spogliandolo della sua interezza e umanità.
Inoltre, il volto e il corpo incompleti trasmettono un tema più profondo di alienazione esistenziale, in cui l’individuo è lasciato in uno stato di incompletezza, lottando per riconciliare le varie parti di se stessi che potrebbero non adattarsi pienamente insieme. I vestiti appesi al gancio, galleggianti a mezz’aria, potrebbero simboleggiare il ruolo che le aspettative della società giocano nel plasmare l’identità, eppure questi ruoli sono spesso arbitrari, inappropriati o irraggiungibili.
Conclusione: Il frammento di Elham Hamedi è un’opera d’arte stimolante ed emotivamente intensa che cattura le complessità dell’identità, dell’oggettificazione e della frammentazione emotiva. Attraverso la rappresentazione disarticolata della forma femminile, l’artista invita gli spettatori a contemplare i modi in cui sperimentiamo la disgregazione personale e sociale. Il dipinto ci sfida a riflettere su come gli individui, in particolare le donne, navigano la tensione tra le aspettative esterne e il proprio senso di sé frazionato. In ultima analisi, Fragment sottolinea la vulnerabilità della condizione umana, esponendo il caos interno sotto la superficie e la lotta per l’integrità in un mondo spesso frammentato.
A critical analytical reading of the painting: “Fragment” – by the poet and artist: Elham Hamedi – Iran. By : kareem Abdullah – Iraq .
The painting titled “Fragment” by Elham Hamedi, created using oil on canvas, dimensions 180×135 cm, in 2018, is a powerful visual representation of fragmentation, identity, and the emotional depth of the human experience. Through its unconventional portrayal of the human form and use of symbolic elements, the piece encourages deep reflection on the nature of disintegration, loss, and the human condition.
Formal Analysis: Composition and Structure: The central focus of the painting is a fragmented female body, with elements of the figure left incomplete or distorted. The woman’s upper body is depicted with exaggerated focus on the breasts, an unusual and unsettling emphasis that contributes to the sense of objectification or the tension between the personal and the societal. Her face is incomplete, showing only one eye, which adds to the unsettling and surreal quality of the image. This partiality may symbolize a fractured sense of identity or a distorted perception of self.
The Use of Symbolism: In addition to the fragmented body, the presence of a clothing hanger with clothes hanging from it adds another layer of symbolism. Clothing, often associated with societal roles, identity, and concealment, contrasts sharply with the exposed body. The half-visible, almost disembodied woman represents a tension between public presentation and private vulnerability. The clothing is suspended, one side of the hanger attached, while the other side is free-floating, suggesting instability, freedom, or a sense of imbalance. This could be interpreted as a metaphor for how identity and roles in society can feel detached or unstable.
Physicality and Movement: One striking detail is the lone ballet dancer’s foot at the bottom of the painting. The graceful yet solitary positioning of the foot could symbolize the fragile balance between control and chaos, or the struggle between maintaining composure and the reality of inner turmoil. The ballet foot, typically associated with discipline and perfection, contrasts with the disjointed, broken parts of the rest of the body. This suggests a form of internal conflict or the effort to hold onto grace and control despite a fractured sense of self.
Fragmentation and Absence: The incomplete body—the missing parts—strongly conveys a sense of absence or loss. The body appears as though it has been severed or broken with a sharp instrument, which enhances the emotional rawness of the work. The deliberate emphasis on the absence of parts of the body could symbolize psychological or emotional fragmentation, where the viewer is invited to consider how external forces (society, personal struggles, trauma) can break an individual into pieces. This theme of disintegration reflects on how personal identity can feel broken or incomplete in the face of overwhelming societal pressures.
Atmosphere and Mood: The color palette and texture, implied by the technique of oil on canvas, contribute to the mood of the piece. The lack of warmth in the colors may evoke a sense of detachment, alienation, or coldness, which further enhances the feeling of emotional or physical dislocation. The free-floating hanger, in particular, seems to defy gravity, which may symbolize an inability to find solid ground or a stable sense of self in an increasingly chaotic world.
Psychological and Sociocultural Implications: The painting speaks not only to the fragmentation of the human form but also to the psychological and emotional states that accompany such disintegration. It is a commentary on how society often reduces individuals—particularly women—into fragmented pieces, both physically and psychologically. The emphasis on body parts—breasts, a single eye, a dancer’s foot—may represent how society objectifies or compartmentalizes the female body, stripping it of its wholeness and humanity.
Furthermore, the incomplete face and body convey a deeper theme of existential alienation, where the individual is left in a state of incompleteness, struggling to reconcile the various parts of themselves that may not fully fit together. The clothes hanging on the hanger, floating in mid-air, could symbolize the role that societal expectations play in shaping identity, yet these roles are often arbitrary, ill-fitting, or unattainable.
Conclusion: Elham Hamedi’s Fragment is a thought-provoking and emotionally intense work of art that captures the complexities of identity, objectification, and emotional fragmentation. Through the disjointed depiction of the female form, the artist invites viewers to contemplate the ways in which we experience personal and societal disintegration. The painting challenges us to reflect on how individuals, particularly women, navigate the tension between external expectations and their own fractured sense of self. Ultimately, Fragment underscores the vulnerability of the human condition, exposing the internal chaos beneath the surface and the struggle for wholeness in an often fragmented world.
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Foto cortesia di Terane Turan Rahimlie Jahongir Nomozov-Azerbaigian
LA LETTERATURA È SEMPRE IL LEADER DELLA CULTURA
Il nostro interlocutore è la nota poetessa azero, giornalista, letterato, professore associato e membro dell’Unione degli scrittori dell’Azerbaigian e dell’Unione dei giornalisti dell’Azerbaigian, Tə ranə Turan Rə himli. La nostra conversazione ha riguardato la letteratura e la poesia, i processi letterari attuali, l’arte della traduzione, la letteratura azera, la cultura delle biblioteche, le opinioni personali e il ruolo dei poeti e degli scrittori nella società.
1.- Cosa significa per te essere un poeta?
– Essere un poeta non è una forma d’arte che si può scegliere, non qualcosa che si può entrare leggendo e aumentando il proprio intelletto, espandendo la propria visione del mondo, o dalla propria volontà o passione. La poesia è un dono di Dio, un’autorità speciale data dal Creatore per esprimere le proprie emozioni, osservazioni, lungimiranza, cose che si sentono diversamente da tutti gli altri, tutto ciò che è vissuto e anche quelle cose che non sono state vissute, con un modo di pensare che sta al di sopra del tempo, dirigere il tempo e l’era stessa. Iniziare a scrivere senza pensare alla scrittura, scrivere senza risolvere il segreto della forza che ti spinge a scrivere, ritrovarti improvvisamente in una magia la cui fonte non capisci, sperimentare l’invasione dei versi nella tua mente anche quando non vuoi scrivere, costringendoti a SCRIVERE… Non è tutto questo strano? L’essenza di questa stranezza è non essere in grado di risolverlo – questo è ciò che la poesia è.
2.- Quali sono i temi che più ti ispirano come poeta?
— Non riconosco la limitazione dei temi. Credo che per un poeta, tutti gli oggetti e gli eventi della vita possano essere temi. In generale, l’idea stessa di pensare a quale tema sia più stimolante mi sembra assurda. La vita continua con il suo flusso, incontriamo eventi inaspettati, situazioni e circostanze. Qualche volta la gioia che non ci entra dentro diventa una poesia, come la vittoria della guerra di 44 giorni, e qualche volta la profonda tristezza e lo shock del terremoto in Turchia, che rimane una tragedia del secolo, si riversa in versi. Oppure le azioni eroiche del pilota e dell’hostess morti in un incidente aereo diventano poesia. In quel momento, stiamo scrivendo solo a causa dell’ispirazione data dal dolore, dal dolore e dalla sofferenza? No! Il fatto è che nella nascita della poesia dalle emozioni e dai sentimenti più profondi del poeta, la prospettiva da cui osservano e la profondità della loro influenza sono anche di grande importanza. Anche l’ispirazione stessa ha classificazioni. Sezai Karakoç anche definito i colori di ispirazione: bianco, nero ispirazione, e chiarito il momento: sublime, celeste, divina ispirazione… Platone ha dichiarato che il poeta, attraverso l’ispirazione, raggiunge una conoscenza che supera la ragione. In generale, è innegabile il contributo dell’ispirazione nel processo di creazione nell’opera del poeta. Il tema, tuttavia, è condizionale, variabile, quindi non posso mai distinguere quale tema sia più stimolante. 3.- Come si esprime come poeta o scrittore? – L’apprezzato lettore lo sa meglio di tutti. La scala di equilibrio del lettore misura il livello di espressione del poeta o dello scrittore più accuratamente. Inoltre, critica letteraria… La critica corretta è il faro di un’opera e di uno scrittore. Tuttavia, a volte la critica è seriamente influenzata dalla valutazione del lettore e diventa persino dipendente da essa. Se chiedete se sono soddisfatto del mio modo di esprimermi o dei miei scritti, ho una risposta a questa domanda: non porto mai al pubblico un’opera che non mi soddisfi pienamente. Ma questo non significa che tutti i miei scritti esprimano perfettamente la mia anima poetica o il mio modo di pensare artistico. Ho sempre, e avrò, critiche di me stesso. 4.-Qual è il fattore più importante per voi quando create un’opera? — Avvicinarsi alle parole con responsabilità, non offuscare le acque dell’oceano letterario! La poesia è chiarezza, purezza, dove non c’è posto per nulla falso o artificiale. Quando si scrive poesia, una persona sale alla elevazione più innocente, più pura della sua spiritualità. Se anche la più piccola parte di aria “sporca” si mescola in questa alta atmosfera, il poeta stesso sarà il primo a soffocare. Sono sempre un fervente difensore della conservazione di quella purezza nella pubblicazione del libro; sono contro ingannare il lettore con scarabocchi che solo appesantiranno la loro mente. Una volta, ho letto una dichiarazione del nostro stimato poeta Salam Sarvan nel suo libro. Gli hanno chiesto perché il volume del suo libro era così piccolo. Egli rispose: “Perché io non annaffio il latte.” Ogni volta che preparo i miei libri per la pubblicazione, ricordo quel pensiero e penso che “annaffiare il latte” significa presentare scarabocchi mediocri, insoddisfacenti accanto a una buona poesia, che porta disprezzo al poeta. 5.- Che cosa pensa dello stato attuale della letteratura azera? Quale dovrebbe essere il ruolo degli scrittori e dei poeti nella società? — La letteratura azera si sta attualmente sviluppando in vari generi e direzioni. Se c’è sviluppo, significa che la letteratura è viva. Questo sviluppo porta alla soddisfazione? Quali sono le lacune? Oppure possiamo chiamare “opere” tutti gli scritti pubblicati e presentati ai lettori in nome della letteratura? Tutti questi sono argomenti che richiedono un’ampia discussione. Per rimanere sul punto, posso dire che oggi vengono scritte opere potenti che rappresenteranno la letteratura azera con dignità in tutto il mondo. Sia in poesia, prosa, o dramma, ci sono magnifici esempi artistici di letteratura azera contemporanea. Guardo al futuro della nostra letteratura con grande speranza perché il suo glorioso passato e il suo luminoso presente forniscono uno stimolo per questo. Per quanto riguarda il ruolo degli scrittori e dei poeti nella società, vorrei sottolineare che la gente si fida di loro, crede in loro. Per non perdere questa fiducia e non minare questa convinzione, l’artista deve prevedere come ciascuna delle loro parole risuonerà.
Certo, ci sono quelli che, per il gusto di un sensazionalismo a buon mercato o per rimanere sotto i riflettori, macchiano la loro arte. Uno scrittore, un poeta o una persona di parola è un individuo rispettato e influente, le cui parole sono preziose come l’oro. Ecco perché tutti vogliono vedere questa persona come un modello del loro lavoro nella loro vita personale. Solo allora il poeta o lo scrittore può avere un impatto sui loro contemporanei e sulla società nel suo insieme. Considerate questo: un poeta che celebra la patria in tutte le sue poesie si nasconde durante i tempi di guerra, o uno scrittore che promuove sempre i valori morali nazionali nei suoi romanzi diventa noto per l’immoralità. Chi si fiderebbe di una tale parola-una persona la cui identità nella vita reale contraddice il “io” nelle loro opere? La loro mancanza di rispetto nella società non influenzerebbe il loro ruolo nella società? Lasciatemi aggiungere una nota a margine. Quando ho iniziato a lavorare all’Università Pedagogica dello Stato dell’Azerbaigian, ho continuato a sentire una frase da tutti: “È un peccato che tu non l’abbia visto quando Ismail Shikhli lavorava qui.” Naturalmente, tutti sanno quanto grande uno scrittore Ismail Shikhli era. Ciò che mi ha sorpreso è stato che quando si parla delle sue chiare qualità personali, tutti hanno usato l’espressione “Non c’è mai stata una persona così etica come insegnante Ismail.” Era diventato non solo uno scrittore, ma anche un simbolo di un uomo molto etico e onorevole azero nella memoria della gente. Lavorare in un’università dove questo grande scrittore e rinomato studioso ha lasciato segni profondi nei ricordi è stata una lezione enorme in termini di chiarire i miei criteri personali. Perciò, quando parlo del ruolo di uno scrittore o di un poeta nella società, lo collego alla totalità della loro personalità. E grazie a Dio, oggi abbiamo ancora tali individui-scrittori e poeti-la cui influenza sulla società azera è principalmente attraverso la conservazione e la promozione dei nostri valori nazionali e morali. 6.- Le vostre opere sono sempre portatrici di un’idea o di un concetto specifico, oppure preferite la piena libertà nella vostra creatività? – Naturalmente, c’è un’idea. Anche nelle opere più liberamente scritte che rompono e distruggono le norme artistiche accettate, c’è senza dubbio un’idea o un concetto. Amo profondamente le tradizioni della nostra letteratura nazionale e scrivo rimanendo fedele a quelle tradizioni. Non solo il pensiero nazionale, ma anche i valori intellettuali e morali unici dei secoli-questi sono Questioni importanti a cui attribuisco grande importanza. Anche la forma poetica, la struttura in cui trasmetto il pensiero e l’idea artistica, riflette questa devozione. L’idea è l’essenza del lavoro, lo scopo che spinge l’autore a scrivere. Senza pensiero e idea artistica, nessun lavoro può nascere. Mancanza di un’idea significa mancanza di principio, fondamento e scopo. Tuttavia, anche un’opera con una forte idea non può coprire i suoi altri difetti. L’opera acquista anche atemporalità attraverso i suoi problemi universali artistico-filosofici. Nella storia della letteratura mondiale, le opere scritte secoli fa, che rimangono ancora oggi rilevanti, devono la loro longevità non solo alle loro idee ma anche alle loro universali questioni artistico-filosofiche. Per esempio, “Les Misérables” di Victor Hugo, “Il gobbo di Notre-Dame”, “Guerra e pace” di Leo Tolstoy, “Anna Karenina”… Oggi, un giovane della metropolitana di Tokyo, incapace di distogliere lo sguardo dal “Crimine e punizione” di Dostoevskij e un pastore in un remoto villaggio di montagna norvegese, che trova la pace nella “Jennie Gerhardt” di Theodore Dreiser, entrambi amano queste opere a causa dei loro problemi universali. 7.-Come gli eventi nella vostra vita personale o le conversazioni con gli altri si riflettono nella vostra creatività? — Ogni poeta scrive da sé. Potrebbe trattarsi di un evento che hanno vissuto personalmente, l’impatto di una conversazione con qualcuno o una situazione osservata da lontano con sensibilità. È lo stesso nella mia creatività; ci sono momenti autobiografici, l’influenza delle conversazioni e cose che ho osservato da lontano. Ciò che conta è quanto tutti questi scuotono lo scrittore, come passano attraverso il loro mondo interiore, li internalizzano e poi si riversano in parole, trovando la luce. Un poeta, uno scrittore è un figlio del loro tempo, ambiente, nazione, il luogo in cui vivono e, più in generale, il mondo. Qualunque cosa scrivano, saranno senza dubbio influenzati dallo stato attuale del mondo, dal loro ambiente e dalla loro epoca. Oggi, vivo nella mia patria, l’Azerbaigian, ma in ogni mia poesia (e anche nel lavoro di tutti noi) c’è il grido dei bambini uccisi a Gaza, il dolore delle vite distrutte dalle bombe in Siria, i volti dolorosi delle famiglie sfollate dall’Ucraina, le immagini dolorose di case in rovina, le vite e le perdite devastate dal terremoto in Turchia… le perdite… la ferita che lasciano dietro. E, col passare del tempo, mentre gli oggetti e i soggetti di queste influenze possono cambiare, la sensibilità che creano, l’inondazione di emozioni che evocano, rimarrà invariata. 8.- Qual è l’interesse attuale per la letteratura? Come scrittore, come accetta le nuove forme e piattaforme della letteratura legate allo sviluppo della scienza e della tecnologia? — La letteratura è sempre stata il leader della cultura, il campo che guida e spinge lo sviluppo. Lo sviluppo dell’opera senza libretto, il cinema senza sceneggiatura, il teatro senza dramma e le canzoni senza poesia sono tutti inimmaginabili. Quindi, quando si discute l’interesse per la letteratura, è sbagliato riferirsi solo alla lettura di opere da libri. I programmi televisivi, le serie, i documentari e i film che guardiamo ogni sera sono anche indicatori di interesse per la letteratura. Tenendo conto di tutto questo, posso dire che oggi l’interesse per la letteratura è a un livello degno di ammirazione. I lettori di riviste e siti web on-line si sono espansi in misura incredibile, il che dimostra chiaramente quanto sia grande l’interesse per le opere letterarie pubblicate su periodici. Non sto nemmeno menzionando la richiesta dei lettori per i capolavori della letteratura mondiale nei centri di vendita di libri internazionali. Come molti dei miei contemporanei, non condivido l’opinione che l’interesse per la letteratura stia diminuendo. Al contrario, penso che il lettore di oggi sia più perspicace, più attento a ciò che legge. E questo lettore non può essere ingannato. Per quanto riguarda la seconda parte della sua domanda, vorrei sottolineare che la letteratura è in continua evoluzione e si arricchisce di nuove forme. Lo sviluppo della tecnologia ha accelerato questo cambiamento, e questa ricchezza si manifesta in varie sfumature. La letteratura di rete, gli esempi letterari virtuali attirano l’attenzione tanto quanto le opere scritte a penna e pubblicate su carta. Viviamo in un’epoca in cui anche il postmodernismo comincia a essere considerato come storia, e la letteratura di rete si sta sviluppando sfruttando appieno tutte le opportunità offerte dalla tecnologia. Naturalmente, ci sono aspetti oggettivi e soggettivi di questo sviluppo che non accettiamo incondizionatamente. Tuttavia, lo sviluppo della letteratura in questo modo apre nuove opportunità sia per il lettore che per lo scrittore e influenza significativamente lo sviluppo della cultura, del l’intelletto, della coscienza pubblica e della società nel suo complesso. 9.-Che sentimenti si manifestano quando una poesia è completata per te? Come scrittore, come gestisci le opere incompiute? — Un lavoro incompiuto, per me, è una frase che non ho ancora terminato. In altre parole, se lo ritenessi necessario, finirei quella frase, non la lascerei a metà. Ma quando non ho il cuore per finire quella frase incompleta o poesia incompiuta, ho pensato a come li avrei trattati. Nel mio primo libro di poesie, “Il sussurro del dolore,” c’è un titolo: “Cinque tre righe rimangono nella battaglia delle parole / Dire addio alle poesie morenti.” Sotto quel titolo, ho incluso versi dalle mie poesie incompiute. E è stato accolto molto bene. Infatti, anche un solo verso può creare una profonda impressione. Ecco perché, a volte, ciò che è incompiuto per l’autore può essere un lavoro completo per il lettore. 10-Secondo lei, quale ruolo svolge la traduzione nella creazione del linguaggio letterario universale? – La traduzione è importante non solo per costruire ponti letterari, ma anche per ampliare il contesto dello sviluppo della letteratura e determinarne l’ampiezza. Talvolta, tuttavia, una traduzione scadente può macchiare la letteratura, danneggiare la reputazione del l’autore e mettere in dubbio il suo talento. La creazione di un linguaggio universale per la letteratura è un argomento molto ampio. Uno dei maggiori rappresentanti del postmodernismo, John Fowles, ha scritto nella sua raccolta di saggi filosofici “Aristos” che un linguaggio universale deve soddisfare quattro criteri. Il primo è che la lingua universale dovrebbe essere basata su una lingua già esistente e ampiamente diffusa. In secondo luogo, dovrebbe essere analitico e non sintetico. In terzo luogo, questa lingua deve avere un sistema fonetico costituito da un numero limitato di simboli per scrivere le parole. Quarto, pur dovendo essere efficace e semplice, dovrebbe anche essere flessibile e in grado di facilitare la comunicazione a livelli più complessi. Quando ricordiamo che linguaggi creati artificialmente come l’esperanto e l’ido hanno fallito, vediamo quanto siano importanti i criteri di John Fowles per un linguaggio universale. E la lingua fallisce se non ha letteratura. Secondo il pensiero di Fowles, tra tutte le lingue del mondo, l’inglese è la meno sintetica, ed è per questo che leggerlo, impararlo e capirlo è facile. L’inglese era la lingua più adatta ai requisiti di una lingua universale. Da questo possiamo dedurre che la lingua universale della letteratura potrebbe essere l’inglese. Noi traduciamo le nostre opere in inglese per presentarle al mondo. Più tardi, li traduciamo in altre lingue… Nonostante il fatto che nel mondo moderno, il cinese, lo spagnolo e altre lingue sono anche dominanti, le opere in inglese possono aiutare gli autori ad ottenere un sufficiente riconoscimento. Oggi, gli scrittori di tutto il mondo leggono le opere degli altri in inglese. Pertanto, credo che la letteratura abbia già un linguaggio universale. E le traduzioni trovano facilmente la loro strada da questa lingua ad altre. Dato che la tua domanda riguarda le traduzioni, vorrei condividere un altro pensiero. La traduzione è un campo responsabile, ma di recente ci siamo imbattuti in alcune firme e testi molto poveri che mostrano traduttori, per qualche interesse personale, stanno traducendo sciocchezze in nome della letteratura. Presentare una traduzione goffa al pubblico mondiale come un’opera letteraria è una mancanza di rispetto per la vera letteratura.
Intervistata da: Jakhongir NOMOZOV, Membro del comitato editoriale del giornale azerbaigiano Butov, rivista “YAZARLAR”, rappresentante in Uzbekistan. Membro dell’Unione dei giornalisti azeri.
LITERATURE IS ALWAYS THE LEADER OF CULTURE Our conversation partner is the renowned Azerbaijani poet, journalist, literary scholar, Doctor of Philology, associate professor, and member of the Azerbaijan Writers’ Union and Azerbaijan Journalists’ Union, Təranə Turan Rəhimli. Our conversation revolved around literature and poetry, the current literary processes, the art of translation, Azerbaijani literature, library culture, personal views, and the role of poets and writers in society. 1.— What does being a poet mean to you? — Being a poet is not an art form that one can choose, not something that can be entered by reading and increasing one’s intellect, expanding one’s worldview, or by one’s own will or passion. Poetry is a gift from God, a special authority given by the Creator to express one’s emotions, observations, foresight, things that are felt differently from everyone else, everything lived, and even those things that have not been lived, with a way of thinking that stands above time, directing the time and era itself. To begin writing without thinking about writing, to write without solving the secret of the force that compels you to write, to suddenly find yourself in a magic whose source you do not understand, to experience the invasion of verses into your mind even when you don’t want to write, forcing yourself to WRITE… Isn’t all this strange? The essence of this strangeness is not being able to solve it — this is what poetry is. 2.— What themes inspire you the most as a poet? — I do not recognize the limitation of themes. I believe that for a poet, all objects and events of life can be themes. In general, the very idea of thinking about which theme is more inspiring seems absurd to me. Life goes on with its flow, we encounter unexpected events, situations, and circumstances. Sometimes the joy that cannot fit within us becomes a poem, like the victory of the 44-day Homeland War, and sometimes the deep sadness and shock of the earthquake in Turkey, which remains a tragedy of the century, pours into verses. Or the heroic actions of the pilot and stewardess who perished in a plane crash become poetry. At that time, are we writing only because of the inspiration given by sorrow, pain, and suffering? No! The matter is that in the birth of poetry from the deepest emotions and feelings of the poet, the perspective from which they observe and the depth of their influence is also of great importance. Even inspiration itself has classifications. Sezai Karakoç even defined the colors of inspiration: white, black inspiration, and clarified the moment: sublime, celestial, and divine inspiration… Plato stated that the poet, through inspiration, reaches a knowledge that surpasses reason. In general, the contribution of inspiration in the process of creation in the poet’s work is undeniable. The theme, however, is conditional, variable, so I can never differentiate which theme is more inspiring. 3.— How do you express yourself as a poet or writer? — The esteemed reader knows that best. The balance scale of the reader measures the level of expression of the poet or writer more accurately. Also, literary criticism… Proper criticism is the beacon of a work and a writer. However, sometimes criticism is seriously influenced by the reader’s evaluation and even becomes dependent on it. If you are asking whether I am satisfied with my own mode of expression or my writings, I have one answer to this question: I never bring out a work to the public that I am not fully satisfied with. But this does not mean that all my writings perfectly express my poetic soul or my artistic way of thinking. I always have, and will have, criticisms of myself. 4.—What is the most important factor for you when creating a work? — To approach words with responsibility, not to cloud the waters of the literary ocean! Poetry is clarity, purity, where there is no place for anything false or artificial. When writing poetry, a person ascends to the most innocent, most pure elevation of their spirituality. If even the smallest bit of “dirty” air mixes into that high atmosphere, the poet themselves will be the first to suffocate. I am always a staunch defender of preserving that purity in book publishing; I am against deceiving the reader with scribbles that will only burden their mind. Once, I read a statement by our esteemed poet Salam Sarvan in his book. They asked him why the volume of his book was so small. He replied, “Because I do not water down the milk.” Every time I prepare my books for publication, I remember that thought and think that “watering down the milk” means presenting mediocre, unsatisfactory scribbles alongside good poetry, which brings disrespect to the poet. 5.—What do you think about the current state of Azerbaijani literature? What should be the role of writers and poets in society? — Azerbaijani literature is currently developing in various genres and directions. If there is development, it means literature is alive. Does this development lead to satisfaction? What are the shortcomings? Or can we call all the writings published and presented to readers in the name of literature “works”? All of these are topics that require extensive discussion. To stick to the point, I can say that today, powerful works are being written that will represent Azerbaijani literature with dignity around the world. Whether in poetry, prose, or drama, there are magnificent artistic examples of contemporary Azerbaijani literature. I look to the future of our literature with great hope because its glorious past and bright present provide a stimulus for this. As for the role of writers and poets in society, I would like to note that people trust them, they believe in them. In order not to lose this trust and not to undermine this belief, the artist must foresee how each of their words will resonate. Of course, there are those who, for the sake of cheap sensationalism or staying in the spotlight, tarnish their art. A writer, poet, or word person is a respected and influential individual, whose words are as valuable as gold. That’s why everyone wants to see this person as a paragon of their work in their personal life too. Only then can that poet or writer have an impact on their contemporaries and society as a whole. Consider this: a poet who celebrates the homeland in all their poems goes into hiding during wartime, or a writer who always promotes national moral values in their novels becomes notorious for immorality. Who would trust such a word person—one whose real-life identity contradicts the “I” in their works? Wouldn’t their lack of respect in society affect their role in society? Let me add a side note. When I first started working at the Azerbaijan State Pedagogical University, I kept hearing one sentence from everyone: “It’s a pity you didn’t see it when Ismail Shikhli worked here.” Of course, everyone knows how great a writer Ismail Shikhli was. What surprised me was that when talking about his clear personal qualities, everyone used the expression “There has never been a person as ethical as Ismail teacher.” He had become not just a writer, but also a symbol of a very ethical, honorable Azerbaijani man in the memories of people. Working in a university where this great writer and renowned scholar left deep marks in the memories was a huge lesson in terms of clarifying my personal criteria. Therefore, when I speak about the role of a writer or poet in society, I link it to the totality of their personality. And thank God, today we still have such individuals—writers and poets—whose influence on Azerbaijani society is primarily through preserving and promoting our national and moral values. 6.—Do your works always carry a specific idea or concept, or do you prefer complete freedom in your creativity? — Naturally, there is an idea. Even in the most freely written works that break and destroy accepted artistic norms, there is undoubtedly an idea or concept. I love the traditions of our national literature deeply and write while remaining faithful to those traditions. Not only national thinking, but also the unique intellectual and moral values of centuries—these are significant matters I give great importance to. Even the poetic form, the structure in which I convey artistic thought and idea, reflects this devotion. The idea is the essence of the work, the purpose that drives the author to write. Without artistic thought and idea, no work can be born. Lack of an idea means lack of principle, foundation, and purpose. However, even a work with a strong idea cannot cover up its other flaws. The work also gains timelessness through its universal artistic-philosophical problems. In the history of world literature, works written centuries ago, which still remain relevant today, owe their longevity not only to their ideas but also to their universal artistic-philosophical issues. For example, Victor Hugo’s “Les Misérables,” “The Hunchback of Notre-Dame,” Leo Tolstoy’s “War and Peace,” “Anna Karenina”… Today, a young person in Tokyo’s metro, unable to take their eyes off Dostoevsky’s “Crime and Punishment,” and a shepherd in a remote Norwegian mountain village, finding peace in Theodore Dreiser’s “Jennie Gerhardt,” both love these works because of their universal problems. 7.—How do events in your personal life or conversations with others reflect in your creativity? — Every poet writes themselves. It could be an event they personally experienced, the impact of a conversation with someone, or a situation they observed from afar with sensitivity. It’s the same in my creativity; there are autobiographical moments, the influence of conversations, and things I’ve observed from a distance. What matters is how much all of these shake the writer, how they pass through their inner world, internalize them, and then spill out into words, finding light. A poet, a writer is a child of their time, environment, nation, the place they live, and, more broadly, the world. Whatever they write, they will undoubtedly be influenced by the current state of the world, their surroundings, and their time. Today, I live in my homeland, Azerbaijan, but in every one of my poems (and indeed in the work of all of us) there is the cry of children killed in Gaza, the pain of lives destroyed by bombs in Syria, the sorrowful faces of families displaced from Ukraine, the mournful images of ruined homes, the lives and losses devastated by the earthquake in Turkey… losses… the wound they leave behind. And, as time passes, while the objects and subjects of these influences may change, the sensitivity they create, the flood of emotions they evoke, will remain unchanged. 8.—What is the current interest in literature? As a writer, how do you accept the new forms and platforms of literature related to the development of science and technology? — Literature has always been the leader of culture, the field that guides and drives development. The development of opera without a libretto, cinema without a screenplay, theater without a drama, and songs without poetry are all unimaginable. So, when discussing the interest in literature, it’s wrong to only refer to reading works from books. The television shows, series, documentaries, and films we watch every evening are also indicators of interest in literature. Taking all of this into account, I can say that today the interest in literature is at a level worthy of admiration. The readership of online journals and websites has expanded to an unbelievable extent, which clearly demonstrates how great the interest is in literary works published in periodicals. I’m not even mentioning the demand from readers for the masterpieces of world literature in international book sales centers. Like many of my contemporaries, I do not share the opinion that interest in literature is decreasing. On the contrary, I think today’s reader is more discerning, more thoughtful about what they read. And this reader cannot be deceived. Regarding the second part of your question, I would like to note that literature is constantly evolving and becoming richer with new forms. The development of technology has accelerated this change, and this richness manifests itself in various shades. Network literature, virtual literary examples attract just as much attention as works written with a pen and published on paper. We live in an era where even postmodernism is beginning to be seen as history, and network literature is developing by making full use of all the opportunities provided by technology. Of course, there are objective and subjective aspects of this development that we do not accept unconditionally. However, the development of literature in this way opens new opportunities for both the reader and the writer, and significantly influences the development of culture, intellect, public consciousness, and society as a whole. 9.—What feelings arise when a poem is completed for you? As a writer, how do you manage unfinished works? — An unfinished work, for me, is a sentence I have not yet completed. In other words, if I deem it necessary, I would finish that sentence, I wouldn’t leave it halfway. But when I don’t have the heart to finish that incomplete sentence or unfinished poem, I have thought about how I would treat them. In my first poetry book, “The Whisper of Pain,” there is a title: “Five-three lines remain in the battle of words / Saying farewell to dying poems.” Under that title, I included verses from my unfinished poems. And it was received very well. In fact, even a single verse can create a deep impression. That’s why, sometimes, what is unfinished for the author may be a complete work for the reader. 10—What role do you think translation plays in creating the universal language of literature? — Translation is not only important in building literary bridges but also in broadening the context of the development of literature and determining its scale. Sometimes, however, a poor translation can tarnish literature, damage the author’s reputation, and cast doubt on their talent. Creating a universal language for literature is a very broad topic for discussion. One of the major representatives of postmodernism, John Fowles, wrote in his philosophical essay collection “Aristos” that a universal language must meet four criteria. The first is that the universal language should be based on an already existing and widely spread language. Second, it should be analytical, not synthetic. Third, this language must have a phonetic system made up of a limited number of symbols to write words. Fourth, while it must be effective and simple, it should also be flexible and able to facilitate communication at more complex levels. When we recall that artificially created languages like Esperanto and Ido have failed, we see how important the criteria John Fowles set for a universal language are. And the language fails if it does not have literature. According to Fowles’ thinking, among all world languages, English is the least synthetic, which is why reading, learning, and understanding it is easy. He found English to be the most suitable language for the requirements of a universal language. From this, we can deduce that the universal language of literature could be English. We translate our works into English to present them to the world. Later, we translate them into other languages… Despite the fact that in the modern world, Chinese, Spanish, and other languages are also dominant, works in English can help authors gain sufficient recognition. Today, writers around the world read each other’s works in English. Therefore, I believe that literature already has a universal language. And translations easily find their way from this language to others. Since your question is about translations, I would like to share one more thought. Translation is a responsible field, but recently, we’ve come across some signatures and very poor texts that show translators, for some personal interest, are translating nonsense in the name of literature. Presenting a clumsy translation to the world audience as a work of literature is a disrespect to true literature.
Interviewed by: Jakhongir NOMOZOV, Member of the editorial board of Butov Azerbaijan newspaper, “YAZARLAR” magazine, Representative in Uzbekistan. Member of the Azerbaijan Journalists’ Union.
Foto cortesia di Coşkun Qarabulut– Turchia e Jahongir Nomozov- Azerbaigian
IL MIO PIÙ GRANDE PRINCIPIO È:
Il nostro interlocutore è il noto poeta, giornalista e traduttore turco Coşkun Qarabulut. La nostra discussione ruotava intorno alla letteratura, alla poesia, alle opinioni personali e al ruolo dei poeti e degli scrittori nella società odierna.
-Come percepisci il rapporto tra ispirazione e stato mentale nel processo di scrittura della poesia?
—Secondo me, l’ispirazione è l’essenza dell’esistenza della poesia, anche se è solo una parola che ti sussurra all’orecchio. L’ispirazione è come un tocco divino alla poesia. L’anima della poesia è nascosta in questa ispirazione. Ci sono poeti che scrivono con esperienza e accumulazione di conoscenza, naturalmente. Ma credo che tali poesie mancano di anima. La poesia, come un essere umano, deve avere sia un’anima che un corpo. L’ispirazione è ascoltare una voce che proviene dalle profondità dell’anima, e l’esistenza di quella voce costituisce il significato della poesia. La poesia dovrebbe esistere nella traccia di un cuore, non solo con la mente ma anche con la voce del cuore.
-Quali ostacoli incontrate più spesso nel vostro processo creativo?
—Nessun ostacolo può fermarmi nel processo di scrittura. Finché la mia capacità di pensare, mente e cuore sono sani, niente può impedirmi. Tuttavia, il processo di preparazione di un libro è una storia completamente diversa. Pubblicare un libro è davvero un’impresa costosa. Inoltre, il numero di lettori è piuttosto piccolo, soprattutto quando si tratta di generi come la poesia e gli scritti filosofici. I libri popolari vendono molto, ma la poesia, i pensieri profondi o i testi che toccano l’anima umana raramente attirano l’attenzione. Tuttavia, nonostante le difficoltà di questo processo, continuare a scrivere è un modo per me di far emergere la verità dentro di me. A volte la scrittura è fatta solo per trovare se stessi.
-Come poeta, come definiresti i concetti di umanità ed etica? Come li incorpori nella tua poesia?
—Il mio più grande principio è di essere un primo umano. Essere virtuosi, vivere con coscienza e verità, e solo allora diventare un poeta, scrittore, artista o qualsiasi professione si scelga. Una persona deve innanzitutto essere umana. Se un poeta non crede in ciò che scrive e non vive secondo esso, allora le sue parole sono prive di significato. Le parole di un poeta sono l’eco della sua anima; se quell’anima non è genuina e sincera, il lettore la sentirà. La scrittura non è solo la danza delle parole, è l’espressione di un’anima.
-Qual è la più alta virtù umana per te, e come cerchi di preservarla?
—La sincerità è la cosa più importante per me. Non voglio mai usare nessuno o agire per interesse personale nei miei scritti, pensieri o vita. Essere sinceri, esprimere le cose dal cuore e con onestà, è molto importante. La vera sincerità richiede una vita libera dal materialismo o dall’egoismo. Credo che riflettendo il mio vero io, sto seguendo la strada giusta sia come persona che come artista. La sincerità è per me la caratteristica più essenziale della scrittura.
-Quale ruolo giocano gli amici e la famiglia nella tua vita di creatore?
—Uno dei principali fattori che influenzano uno stato creativo è la capacità di una persona di trovare la sua armonia interiore. Un ambiente fisico confortevole aiuta i pensieri a fluire liberamente. Per una persona creativa, il ruolo della famiglia e degli amici è significativo; essi non solo forniscono sostegno ma servono anche come fonti di ispirazione. L’ambiente familiare è cruciale per una persona creativa per esprimersi e trovare la pace interiore. Una famiglia pacifica è la prima fonte che nutre lo spirito creativo. Così, lo sviluppo del pensiero creativo è strettamente collegato non solo all’ambiente esterno, ma anche alle persone intorno a te.
-Come si riflette il mondo interiore e l’umore di un poeta nella loro poesia? In che modo questi stati d’animo modellano le tue poesie?
—Un poeta non dovrebbe scrivere senza regolare il proprio umore, perché il poeta deve prima avere uno stato d’animo che sarà un esempio. Devono aver deciso come passare dal transitorio e temporaneo all’eterno e assoluto, all’ultimo, all’infinito, in se stessi, per rifletterlo nelle loro opere ed essere una guida. In caso contrario, nessuno ha il tempo di affrontare lo stato d’animo sparso di un poeta.
-Chi sono i rappresentanti della letteratura turca che ti ispirano di più? In che modo le loro opere hanno influenzato il tuo processo creativo?
—Dai classici, Yunus Emre, Ali Shir Nevai e Ahmet Yesevi mi hanno ispirato a scoprire la bellezza eterna e la verità della vita, non i suoi aspetti temporanei. Le loro parole piene di sapienza toccano il profondo dell’anima umana. Per quanto riguarda i moderni, le poesie sociali di Nazım Hikmet, i riferimenti di Özdemir Asaf al mondo interiore di un essere umano, i pensieri di Melih Cevdet Anday sulle difficoltà del mondo moderno e la ricerca del senso della vita attraverso il sorriso di Sunay Akın hanno plasmato il mio stile poetico. Questi poeti hanno avuto un impatto significativo su di me sia in termini di linguaggio che di significato.
-Qual è la cosa più importante per voi quando esprimete i vostri pensieri personali in letteratura?
-La poesia è una ricerca di luce che cerca IL MIO PIÙ GRANDE PRINCIPIO È
Il nostro interlocutore è il noto poeta, giornalista e traduttore turco Coşkun Qarabulut. La nostra discussione ruotava intorno alla letteratura, alla poesia, alle opinioni personali e al ruolo dei poeti e degli scrittori nella società odierna.
-Come percepisci il rapporto tra ispirazione e stato mentale nel processo di scrittura della poesia?
—Secondo me, l’ispirazione è l’essenza dell’esistenza della poesia, anche se è solo una parola che ti sussurra all’orecchio. L’ispirazione è come un tocco divino alla poesia. L’anima della poesia è nascosta in questa ispirazione. Ci sono poeti che scrivono con esperienza e accumulo di conoscenza, naturalmente. Ma io credo che tali poesie mancano di anima. La poesia, come un essere umano, deve avere sia un’anima che un corpo. L’ispirazione è ascoltare una voce che proviene dalle profondità dell’anima, e l’esistenza di quella voce costituisce il significato della poesia. La poesia dovrebbe esistere nella traccia di un cuore, non solo con la mente ma anche con la voce del cuore.
-Quali ostacoli incontrate più spesso nel vostro processo creativo?
—Nessun ostacolo può fermarmi nel processo di scrittura. Finché la mia capacità di pensare, mente e cuore sono sani, niente può impedirmi. Tuttavia, il processo di preparazione di un libro è una storia completamente diversa. Pubblicare un libro è davvero un’impresa costosa. Inoltre, il numero di lettori è piuttosto piccolo, soprattutto quando si tratta di generi come la poesia e gli scritti filosofici. I libri popolari vendono molto, ma la poesia, i pensieri profondi o i testi che toccano l’anima umana raramente attirano l’attenzione. Tuttavia, nonostante le difficoltà di questo processo, continuare a scrivere è un modo per me di far emergere la verità dentro di me. A volte la scrittura è fatta solo per trovare se stessi.
-Come poeta, come definiresti i concetti di umanità ed etica? Come li incorpori nella tua poesia?
—Il mio più grande principio è di essere un primo umano. Essere virtuosi, vivere con coscienza e verità, e solo allora diventare un poeta, uno scrittore, un artista o qualsiasi altra professione si scelga. Una persona deve innanzitutto essere umana. Se un poeta non crede in ciò che scrive e non vive secondo esso, allora le sue parole sono prive di significato. Le parole di un poeta sono l’eco della sua anima; se quell’anima non è genuina e sincera, il lettore la sentirà. La scrittura non è solo la danza delle parole, è l’espressione di un’anima.
-Qual è la più alta virtù umana per te, e come cerchi di preservarla?
—La sincerità è la cosa più importante per me. Non voglio mai usare nessuno o agire per interesse personale nei miei scritti, pensieri o vita. Essere sinceri, esprimere le cose dal cuore e con onestà, è molto importante. La vera sincerità richiede una vita libera dal materialismo o dall’egoismo. Credo che riflettendo il mio vero io, sto seguendo la strada giusta sia come persona che come artista. La sincerità è per me la caratteristica più essenziale della scrittura.
-Quale ruolo giocano gli amici e la famiglia nella tua vita di creatore?
—Uno dei principali fattori che influenzano uno stato creativo è la capacità di una persona di trovare la sua armonia interiore. Un ambiente fisico confortevole aiuta i pensieri a fluire liberamente. Per una persona creativa, il ruolo della famiglia e degli amici è significativo; essi non solo forniscono sostegno ma servono anche come fonti di ispirazione. L’ambiente familiare è cruciale per una persona creativa per esprimersi e trovare la pace interiore. Una famiglia pacifica è la prima fonte che nutre lo spirito creativo. Così, lo sviluppo del pensiero creativo è strettamente collegato non solo con l’ambiente esterno, ma anche per le persone intorno a voi.
-Come si riflette il mondo interiore e l’umore di un poeta nella loro poesia? In che modo questi stati d’animo modellano le tue poesie?
—Un poeta non dovrebbe scrivere senza regolare il proprio umore, perché il poeta deve prima avere uno stato d’animo che sarà un esempio. Devono aver deciso come passare dal transitorio e temporaneo all’eterno e assoluto, all’ultimo, all’infinito, in se stessi, per rifletterlo nelle loro opere ed essere una guida. In caso contrario, nessuno ha il tempo di affrontare lo stato d’animo sparso di un poeta.
-Qual è la cosa più importante per voi quando esprimete i vostri pensieri personali in letteratura?
—La poesia è una ricerca di luce che cerca di rivelare gli strati nascosti della vita. È il desiderio di trovare le verità che stanno dietro ciò che è visibile e lasciano una traccia nell’infinito del tempo. Un poeta vuole accendere questa fiamma non solo nel proprio mondo interiore, ma anche nell’anima del lettore. Le parole sono desideri che sono pronti a ricostruire le loro ali e volare; ciascuno è una finestra che conduce ad un percorso, una realtà. Amare le profondità della vita, aprire gli occhi a quelle profondità e mostrarle alle persone è, in un certo senso, l’essenza stessa dell’esistenza.
-Quali sono le più grandi prove e difficoltà che hai affrontato? Come hanno influenzato queste esperienze il tuo processo creativo?
—Il più grande problema che ho affrontato nella mia vita è l’eccitazione di acquisire ricchezza e proprietà, anche da parte di coloro che dovrebbero sapere meglio che questo mondo è temporaneo, come le figure religiose che credono che rimarranno per sempre in questo mondo. Tuttavia, tutto ha una fine. L’esistenza in questo mondo è breve e fugace come una fiaba. La vera ricchezza si trova nella scoperta dell’eterno in questo mondo transitorio. Il più grande dovere di un poeta è quello di cercare la via verso l’eternità con un corpo mortale e invitare i suoi lettori a percorrere anche questa via. La vita è transitoria, ma in ogni momento di questo mondo transitorio, l’immortalità è nascosta. Il poeta chiama i suoi lettori a trovare un significato: “Realizzando il transitorio, sentire l’eterno.” Perciò, ogni poeta pone la sua esistenza non solo in questo mondo fugace ma anche per scoprire le verità oltre il tempo. Ogni parola, ogni passo, ogni ala, è un passo compiuto sul sentiero dell’eternità.
Intervistato da: Cahangir NAMAZOV, Membro della redazione del giornale “Butov Azerbaijan” e della rivista “YAZARLAR”, rappresentante per l’Uzbekistan. Membro del l’Unione dei giornalisti del l’Azerbaigian.
MY GREATEST PRINCIPLE IS TO BE A HUMAN FIRST
Our conversation partner is the well-known Turkish poet, journalist, and translator, Coşkun Qarabulut. Our discussion revolved around literature, poetry, personal views, and the role of poets and writers in today’s society.
—How do you perceive the relationship between inspiration and mental state in the process of writing poetry?
—In my opinion, inspiration is the essence of poetry’s existence, even if it’s just a single word whispering in your ear. Inspiration is like a divine touch to poetry. The soul of poetry is hidden within this inspiration. There are poets who write with experience and knowledge accumulation, of course. But I believe that such poems lack soul. Poetry, like a human being, must have both a soul and a body. Inspiration is hearing a voice coming from the depths of the soul, and that voice’s existence forms the meaning of the poem. Poetry should exist in the trace of a heart, not only with the mind but also with the voice of the heart.
—What obstacles do you most often face in your creative process?
—No obstacle can stop me in the writing process. As long as my thinking ability, mind, and heart are healthy, nothing can hinder me. However, the process of preparing a book is an entirely different story. Publishing a book is really an expensive endeavor. Plus, the number of readers is quite small, especially when it comes to genres like poetry and philosophical writings. Popular books sell a lot, but poetry, deep thoughts, or texts that touch the human soul rarely attract attention. Nevertheless, despite the difficulties of this process, continuing to write is a way for me to bring out the truth within me. Writing is sometimes done just to find oneself.
—As a poet, how would you define the concepts of humanity and ethics? How do you incorporate them into your poetry?
—My greatest principle is to be a human first. Being virtuous, living with conscience and truth, and only then becoming a poet, writer, artist, or whatever profession one chooses. A person must first and foremost be human. If a poet does not believe in what they write and does not live according to it, then their words are meaningless. A poet’s words are the echo of their soul; if that soul is not genuine and sincere, the reader will feel it. Writing is not just the dance of words, it is the expression of a soul.
—What is the highest human virtue for you, and how do you try to preserve it?
—Sincerity is the most important thing for me. I never want to use anyone or act out of self-interest in my writings, thoughts, or life. Being sincere, expressing things from the heart and with honesty, is very important. True sincerity requires a life free from materialism or selfishness. I believe that by reflecting my true self, I am following the right path both as a person and as an artist. Sincerity is the most essential characteristic of writing for me.
—What role do friends and family play in your life as a creator?
—One of the main factors influencing a creative state is a person’s ability to find their inner harmony. A comfortable physical environment helps thoughts flow freely. For a creative person, the role of family and friends is significant; they not only provide support but also serve as sources of inspiration. The family environment is crucial for a creative person to express themselves and find inner peace. A peaceful family is the first source that nourishes the creative spirit. Thus, the development of creative thought is closely connected not only to the external environment but also to the people around you.
—How does a poet’s inner world and mood reflect in their poetry? How do these moods shape your poems?
—A poet should not write without setting their mood right, because the poet must first have a state of mind that will be an example. They must have resolved how to move from the transient and temporary to the eternal and absolute, to the ultimate, to infinity, in themselves, in order to reflect this in their works and be a guide. Otherwise, no one has time to deal with the scattered state of mind of a poet.
—Who are the representatives of Turkish literature who inspire you the most? How have their works influenced your creative process?
—From the classics, Yunus Emre, Ali Shir Nevai, and Ahmet Yesevi have inspired me in discovering the eternal beauty and truth of life, not its temporary aspects. Their wisdom-filled words touch the depths of the human soul. As for the moderns, Nazım Hikmet’s social poems, Özdemir Asaf’s references to the inner world of a human being, Melih Cevdet Anday’s thoughts on the difficulties of the modern world, and Sunay Akın’s search for the meaning of life through creating a smile have shaped my poetic style. These poets have had a significant impact on me both in terms of language and meaning.
—What is the most important thing for you when expressing your personal thoughts in literature?
—Poetry is a search for light that tries MY GREATEST PRINCIPLE IS TO BE A HUMAN FIRST
Our conversation partner is the well-known Turkish poet, journalist, and translator, Coşkun Qarabulut. Our discussion revolved around literature, poetry, personal views, and the role of poets and writers in today’s society.
—How do you perceive the relationship between inspiration and mental state in the process of writing poetry?
—In my opinion, inspiration is the essence of poetry’s existence, even if it’s just a single word whispering in your ear. Inspiration is like a divine touch to poetry. The soul of poetry is hidden within this inspiration. There are poets who write with experience and knowledge accumulation, of course. But I believe that such poems lack soul. Poetry, like a human being, must have both a soul and a body. Inspiration is hearing a voice coming from the depths of the soul, and that voice’s existence forms the meaning of the poem. Poetry should exist in the trace of a heart, not only with the mind but also with the voice of the heart.
—What obstacles do you most often face in your creative process?
—No obstacle can stop me in the writing process. As long as my thinking ability, mind, and heart are healthy, nothing can hinder me. However, the process of preparing a book is an entirely different story. Publishing a book is really an expensive endeavor. Plus, the number of readers is quite small, especially when it comes to genres like poetry and philosophical writings. Popular books sell a lot, but poetry, deep thoughts, or texts that touch the human soul rarely attract attention. Nevertheless, despite the difficulties of this process, continuing to write is a way for me to bring out the truth within me. Writing is sometimes done just to find oneself.
—As a poet, how would you define the concepts of humanity and ethics? How do you incorporate them into your poetry?
—My greatest principle is to be a human first. Being virtuous, living with conscience and truth, and only then becoming a poet, writer, artist, or whatever profession one chooses. A person must first and foremost be human. If a poet does not believe in what they write and does not live according to it, then their words are meaningless. A poet’s words are the echo of their soul; if that soul is not genuine and sincere, the reader will feel it. Writing is not just the dance of words, it is the expression of a soul.
—What is the highest human virtue for you, and how do you try to preserve it?
—Sincerity is the most important thing for me. I never want to use anyone or act out of self-interest in my writings, thoughts, or life. Being sincere, expressing things from the heart and with honesty, is very important. True sincerity requires a life free from materialism or selfishness. I believe that by reflecting my true self, I am following the right path both as a person and as an artist. Sincerity is the most essential characteristic of writing for me.
—What role do friends and family play in your life as a creator?
—One of the main factors influencing a creative state is a person’s ability to find their inner harmony. A comfortable physical environment helps thoughts flow freely. For a creative person, the role of family and friends is significant; they not only provide support but also serve as sources of inspiration. The family environment is crucial for a creative person to express themselves and find inner peace. A peaceful family is the first source that nourishes the creative spirit. Thus, the development of creative thought is closely connected not only to the external environment but also to the people around you.
—How does a poet’s inner world and mood reflect in their poetry? How do these moods shape your poems?
—A poet should not write without setting their mood right, because the poet must first have a state of mind that will be an example. They must have resolved how to move from the transient and temporary to the eternal and absolute, to the ultimate, to infinity, in themselves, in order to reflect this in their works and be a guide. Otherwise, no one has time to deal with the scattered state of mind of a poet.
—What is the most important thing for you when expressing your personal thoughts in literature?
—Poetry is a search for light that tries to reveal the hidden layers of life. It is the desire to find the truths that lie behind what is visible and leave a trace in the infinity of time. A poet wants to light this flame not only in their own inner world but also in the soul of the reader. Words are desires that are prepared to restore their wings and fly; each one is a window leading to a path, a reality. To love the depths of life, to open one’s eyes to those depths, and to show them to people is, in a way, the essence of existence itself.
—What are the biggest trials and difficulties you have faced? How did these experiences affect your creative process?
—The biggest problem I have faced in my life is the excitement of acquiring wealth and property, eve MY GREATEST PRINCIPLE IS TO BE A HUMAN FIRST
Our conversation partner is the well-known Turkish poet, journalist, and translator, Coşkun Qarabulut. Our discussion revolved around literature, poetry, personal views, and the role of poets and writers in today’s society.
—How do you perceive the relationship between inspiration and mental state in the process of writing poetry?
—In my opinion, inspiration is the essence of poetry’s existence, even if it’s just a single word whispering in your ear. Inspiration is like a divine touch to poetry. The soul of poetry is hidden within this inspiration. There are poets who write with experience and knowledge accumulation, of course. But I believe that such poems lack soul. Poetry, like a human being, must have both a soul and a body. Inspiration is hearing a voice coming from the depths of the soul, and that voice’s existence forms the meaning of the poem. Poetry should exist in the trace of a heart, not only with the mind but also with the voice of the heart.
—What obstacles do you most often face in your creative process?
—No obstacle can stop me in the writing process. As long as my thinking ability, mind, and heart are healthy, nothing can hinder me. However, the process of preparing a book is an entirely different story. Publishing a book is really an expensive endeavor. Plus, the number of readers is quite small, especially when it comes to genres like poetry and philosophical writings. Popular books sell a lot, but poetry, deep thoughts, or texts that touch the human soul rarely attract attention. Nevertheless, despite the difficulties of this process, continuing to write is a way for me to bring out the truth within me. Writing is sometimes done just to find oneself.
—As a poet, how would you define the concepts of humanity and ethics? How do you incorporate them into your poetry?
—My greatest principle is to be a human first. Being virtuous, living with conscience and truth, and only then becoming a poet, writer, artist, or whatever profession one chooses. A person must first and foremost be human. If a poet does not believe in what they write and does not live according to it, then their words are meaningless. A poet’s words are the echo of their soul; if that soul is not genuine and sincere, the reader will feel it. Writing is not just the dance of words, it is the expression of a soul.
—What is the highest human virtue for you, and how do you try to preserve it?
—Sincerity is the most important thing for me. I never want to use anyone or act out of self-interest in my writings, thoughts, or life. Being sincere, expressing things from the heart and with honesty, is very important. True sincerity requires a life free from materialism or selfishness. I believe that by reflecting my true self, I am following the right path both as a person and as an artist. Sincerity is the most essential characteristic of writing for me.
—What role do friends and family play in your life as a creator?
—One of the main factors influencing a creative state is a person’s ability to find their inner harmony. A comfortable physical environment helps thoughts flow freely. For a creative person, the role of family and friends is significant; they not only provide support but also serve as sources of inspiration. The family environment is crucial for a creative person to express themselves and find inner peace. A peaceful family is the first source that nourishes the creative spirit. Thus, the development of creative thought is closely connected not only to the external environment but also to the people around you. —How does a poet’s inner world and mood reflect in their poetry? How do these moods shape your poems?
—A poet should not write without setting their mood right, because the poet must first have a state of mind that will be an example. They must have resolved how to move from the transient and temporary to the eternal and absolute, to the ultimate, to infinity, in themselves, in order to reflect this in their works and be a guide. Otherwise, no one has time to deal with the scattered state of mind of a poet.
—Who are the representatives of Turkish literature who inspire you the most? How have their works influenced your creative process?
—From the classics, Yunus Emre, Ali Shir Nevai, and Ahmet Yesevi have inspired me in discovering the eternal beauty and truth of life, not its temporary aspects. Their wisdom-filled words touch the depths of the human soul. As for the moderns, Nazım Hikmet’s social poems, Özdemir Asaf’s references to the inner world of a human being, Melih Cevdet Anday’s thoughts on the difficulties of the modern world, and Sunay Akın’s search for the meaning of life through creating a smile have shaped my poetic style. These poets have had a significant impact on me both in terms of language and meaning.
—What is the most important thing for you when expressing your personal thoughts in literature?
—Poetry is a search for light that tries to reveal the hidden layers of life. It is the desire to find the truths that lie behind what is visible and leave a trace in the infinity of time. A poet wants to light this flame not only in their own inner world but also in the soul of the reader. Words are desires that are prepared to restore their wings and fly; each one is a window leading to a path, a reality. To love the depths of life, to open one’s eyes to those depths, and to show them to people is, in a way, the essence of existence itself.
—What are the biggest trials and difficulties you have faced? How did these experiences affect your creative process?
—The biggest problem I have faced in my life is the excitement of acquiring wealth and property, even by those who should know best that this world is temporary, such as religious figures who believe they will remain forever in this world. However, everything has an end. Existence in this world is as short and fleeting as a fairy tale. True wealth is found in discovering the eternal in this transient world. The greatest duty of a poet is to search for the path to eternity with a mortal body and invite their readers to walk this path as well. Life is transient, but within every moment in this transient world, immortality is hidden. The poet calls their readers to find meaning: “By realizing the transient, feel the eternal.” Therefore, every poet places their existence not only in this fleeting world but also to discover the truths beyond time. Each word, each step, each wing, is a step taken on the path to eternity.
Interviewed by: Cahangir NAMAZOV, A member of the editorial team of “Butov Azerbaijan” newspaper and “YAZARLAR” magazine, representative for Uzbekistan. Member of the Azerbaijan Journalists Union.