Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica alla poesia: “Il Racconto delle Parole” del poeta Niloy Rafik – Bangladesh

Foto cortesia del prof Kareem Abdullah -Iraq e Niloy Rafik – Bangladesh

Il Racconto delle Parole
Di Niloy Rafiq – Bangladesh .
Una sottile riflessione sul linguaggio e l’immaginazione
Di Kareem Abdullah, Iraq .

La poesia di Niloy Rafiq ” Il Racconto delle Parole ” sembra trasportarci in un mondo quasi onirico dove linguaggio, natura ed emozioni umane si intersecano. Le prime battute hanno immediatamente creato una scena vivida: “Come l’onda d’urto della marea di un fiume da sogno”. Questa ondata metaforica, che simboleggia la natura fugace dei sogni e delle emozioni, trasporta dolcemente il lettore in un’esplorazione più profonda della connessione umana e dell’espressione. La cosa notevole è come questa “onda” ci riporti alla sua origine, proprio come una “luna nuova” ritorna nel suo spazio, suggerendo cicli di rinnovamento e riflessione.

La nozione di tempo ciclico emerge anche chiaramente nel secondo verso: “Ritorna alla sua origine, una luna nuova a dimorare”. È come se la poesia stessa riecheggiasse la natura eterna delle emozioni e dei ricordi: anche loro hanno i loro cicli, che si muovono tra gioiosi ricongiungimenti e momenti di nostalgia. Qui, la “luna nuova” potrebbe simboleggiare la speranza o un nuovo inizio, ma evoca anche della tranquilla solitudine che spesso troviamo nella riflessione. È la bellezza degli opposti: che si uniscono e poi si separano di nuovo.

Mentre la poesia procede, si percepisce un senso palpabile di armonia nel modo in cui le emozioni si fondono. “In unione esultante, le emozioni si fondono così dolcemente” sembra quasi musicale, come la melodia di vecchi amici che si riuniscono. Conosciamo tutti quella sensazione di connessione inespressa quando volti familiari si incontrano nella felicità. Il verso evoca una certa nostalgia, ma non del tipo malinconico; celebra piuttosto la gioia di riscoprire legami un tempo ritenuti perduti o dimenticati.

Le immagini in “Ospiti adornati con amore, cura e delizia” approfondiscono questo tema, facendo pensare al lettore di un raduno, un invito a un mondo di calore, apertura e ospitalità. Le porte sono “spalancate”, lasciando entrare non solo ospiti letterali ma anche elementi astratti come la comprensione, la pace e il rispetto reciproco. I “colori vividi e luminosi” evocano una celebrazione della vita, un momento in cui tutto si sente al suo apice, vivo e puro.

Una delle immagini più accattivanti della poesia, tuttavia, è come gli “occhi del sognatore” ci permettano di vedere il mondo attraverso una lente diversa. Questi “occhi” non sono solo un passaggio verso la realtà esterna, ma un canale per le verità interiori: “ciò che è più caro appare.” Questo sembra quasi un riconoscimento del fatto che le parti più preziose della vita sono spesso invisibili agli occhi e rivelate solo attraverso la nostra visione interiore.

Nel momento in cui la poesia ci porta alla strofa finale, veniamo introdotti ad un’immagine surreale, quasi ossessionante di “cigni insonni” nella tana ombreggiata della foresta. Questo potrebbe simboleggiare la ricerca implacabile di arte o del significato: “creature che sono costantemente svegli”, in costante ricerca. L’ambientazione qui è molto lontana dalla celebrazione iniziale di luce e calore, offrendo un contrasto che enfatizza il peso della creazione, la fatica dell’ impegno artistico. I cigni, spesso simboli di bellezza e grazia, sembrano qui appesantiti dalla loro stessa esistenza incessante.

I versi finali,  in cui ” si dipana una storia dove il tempo e l’arte collidono”, presentano una profonda meditazione sulla natura stessa dell’esistenza. Forse, in questo verso, Niloy Rafiq, non si riferisce solo alla collisione di due concetti astratti ma alla lotta perpetua nel tentativo di catturare gli attimi fugaci della vita, momenti che scivolano via anche mentre cerchiamo di trattenerli. È il punto d’incontro tra percezione (tempo) ed espressione (arte), dove entrambi trascendono l’ordinario e si insinuano nel regno dell’eterno.

In questo modo, la poesia di Rafiq sembra dirci che il linguaggio stesso è un ponte tra i momenti fugaci e i loro eterni echi, tra il visibile e l’occulto. Il Racconto delle Parole è sia una celebrazione della connessione umana che una riflessione tranquilla sui limiti della comprensione. Le parole, le emozioni, i paesaggi: tutto sembra esistere in un equilibrio delicato, dove nulla è statico, e tutto è connesso, eppure sempre mutevole.

Il Racconto delle Parole
Niloy Rafiq

Come l’onda d’urto di un fiume di sogni,
Ritorna alle sue origini, una luna nuova da dimorare.
Nell’unione giubilante, le emozioni si fondono così dolcemente,
Volti familiari, amati, nella gioia si incontrano.

Gli ospiti adornati  d’ amore, cura e delizia,
Porte spalancate, colori vivaci e luminosi.
Attraverso gli occhi del sognatore appare ciò che è più caro,
Nel racconto delle parole, antiche grotte custodiscono la bellezza che incanta.

Leggendo mezzo addormentato sotto il bagliore ardente del sole,
Poesia ancora in attesa, con il canto degli uccellini nell’aria.
Nella tana ombreggiata della foresta dimorano cigni insonni,
Una storia si dipana dove il tempo e l’arte collidono.

Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia



The Tale of Words
By Niloy Rafiq – Bangladesh .
A Subtle Reflection on Language and Imagination
By Kareem Abdullah, Iraq .

Niloy Rafiq’s poem “The Tale of Words” seems to draw us into an almost dreamlike world where language, nature, and human emotions intersect. The opening lines immediately set a vivid scene—“Like the breaking surge of a dream-river’s tide”. This metaphorical surge, which symbolizes the fleeting nature of dreams and emotions, gently carries the reader into a deeper exploration of human connection and expression. What’s remarkable is how this “surge” pulls us back toward its origin, just as a “new moon” returns to its own space, suggesting cycles of renewal and reflection.

The notion of cyclical time also emerges clearly in the second line: “Returns to its origin, a new moon to abide”. It’s as though the poem itself echoes the eternal nature of emotions and memories—how they, too, have their cycles, moving between joyous reunions and moments of longing. Here, the “new moon” could symbolize hope or a fresh beginning, yet it also speaks to the quiet solitude we often find in reflection. It’s the beauty of opposites—coming together and separating again.

As the poem transitions, there’s a palpable sense of harmony in the way emotions merge. “In jubilant union, emotions blend so sweet” feels almost musical, like the melody of old friends reuniting. We all know that feeling—the unspoken connection when familiar faces meet in happiness. The line evokes a certain nostalgia, but not of the melancholic kind; rather, it celebrates the joy of rediscovering bonds once thought lost or forgotten.

The imagery in “Guests adorned with love, care, and delight” expands on this theme, making the reader think of a gathering, an invitation to a world of warmth, openness, and hospitality. The doors are “wide open,” letting in not just literal guests but also abstract elements like understanding, peace, and mutual respect. The “vivid and bright colors” bring to mind a celebration of life, a moment where everything feels at its peak, vivid and pure.

One of the most compelling images in the poem, though, is how the “dreamer’s eyes” allow us to see the world through a different lens. These “eyes” are not just a passage into external reality but a conduit for internal truths—the “dearest appears.” This feels like an acknowledgment that the most cherished parts of life are often invisible to the eye and only revealed through our inner vision.

By the time the poem takes us to the final stanza, we are introduced to a surreal, almost haunting image of “sleepless swans” in the shadowed lair of the forest. This might symbolize the unrelenting pursuit of art or meaning—creatures that are constantly awake, constantly seeking. The setting here is far removed from the initial celebration of light and warmth, offering a contrast that emphasizes the weight of creation, the fatigue of artistic endeavor. Swans, often symbols of beauty and grace, here seem burdened by their own ceaseless existence.

The final lines, where “a story unfolds where time and art collide,” present a profound meditation on the nature of existence itself. Perhaps, in this line, Niloy Rafiq is not just talking about the collision of two abstract concepts but the perpetual struggle of trying to capture the fleeting moments of life—moments that slip away even as we try to hold on to them. It is the meeting point between perception (time) and expression (art), where both transcend the ordinary and move into the realm of the eternal.

In this way, Rafiq’s poetry seems to tell us that language itself is a bridge between fleeting moments and their eternal echoes, between the visible and the hidden. The Tale of Words is both a celebration of human connection and a quiet reflection on the limits of understanding. The words, the emotions, the landscapes—all seem to exist in a delicate balance, where nothing is static, and everything is connected, yet always shifting.

The Tale of Words
Niloy Rafiq

Like the breaking surge of a dream-river’s tide,
Returns to its origin, a new moon to abide.
In jubilant union, emotions blend so sweet,
Familiar faces, beloved, in joy they meet.

Guests adorned with love, care, and delight,
Doors wide open, colors vivid and bright.
Through the dreamer’s eyes, the dearest appears,
In the tale of words, ancient caves hold beauty that endears.

Reading half-asleep beneath the blazing sun’s glare,
Poetry still expectant, with birdsong in the air.
In the forest’s shadowed lair, sleepless swans reside,
A story unfolds where time and art collide.

Translator: Nurul  Hoque

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Il prof Kareem Abdullah -Iraq dalla lettura critica della poesia: “Il Racconto delle Parole” di Niloy Rafik – Bangladesh, scrive: “Una sottile riflessione sul linguaggio e l’immaginazione”. Pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

“Voci del cuore  un viaggio tra sentimenti e speranze”…di Karim Abdullah ed Elisa Mascia

Immagine del profilo Uruk newspaper

” Voci del cuore”  – un viaggio tra sentimenti e speranze”.. Nuovo Karim Abdullah

Recentemente pubblicato in Italia il libro critico “Le voci del cuore – Un viaggio tra emozioni e speranze – Letture critiche” scritto dal critico e poeta Karim Abdullah. Dove offre una lettura critica approfondita della poetessa italiana Elisa Mascia.
Questo libro ci porta nel mondo della poetessa italiana Elisa Mascia, dove il critico Karim Abdullah presenta una lettura critica che evidenzia la profondità dei significati di poesie i cui temi variano tra le diverse emozioni umane di amore, memoria, speranza e pace. Il libro non è solo uno studio critico, ma rappresenta un ponte culturale che collega letteratura araba e italiana, promuovendo la comune comprensione tra le due culture.
Attraverso il suo caratteristico stile analitico, Karim Abdullah ci offre una nuova finestra sulla comprensione di Elisa Mascia, dove le parole abitano emozioni umane universali che trascendono i confini geografici.
Uruk newspaper

“أصوات القلب – رحلة عبر المشاعر والآمال”.. جديد كريم عبدالله

صدر مؤخرا في إيطاليا الكتاب النقدي “أصوات القلب – رحلة عبر العواطف والآمال – قراءات نقدية” للناقد والشاعر كريم عبد الله. حيث تقدم قراءة نقدية معمقة للشاعرة الإيطالية إليسا ماسيا.
يأخذنا هذا الكتاب إلى عالم الشاعرة الإيطالية إليسا ماسيا، حيث يقدم الناقد كريم عبد الله قراءة نقدية تسلط الضوء على عمق معاني القصائد التي تتنوع موضوعاتها بين المشاعر الإنسانية المختلفة من حب وذاكرة وأمل وسلام. والكتاب ليس دراسة نقدية فحسب، بل هو جسر ثقافي يربط بين الأدب العربي والإيطالي، ويعزز التفاهم المشترك بين الثقافتين.
ومن خلال أسلوبه التحليلي المميز، يقدم لنا كريم عبد الله نافذة جديدة لفهم الديوان الماسي، حيث تسكن الكلمات مشاعر إنسانية عالمية تتجاوز الحدود الجغرافية.


Il Quotidiano principale del Ministero della Cultura, Uruk, ha pubblicato il libro critico, “Voci del cuore – Un viaggio tra sentimenti e speranze” scritto dal critico letterario prof Kareem Abdullah alle mie poesie in seguito alla sua intuizione e ideazione di una collaborazione culturale irachena e italiana di un progetto oltre confini che dimostra come la poesia e la letteratura siano “magia” che unisce nella condivisione di emozioni e che pur parlando idiomi diversi sono esse a parlare dei valori umani essenziali per una sempre più forte esigenza di amore e pace nel mondo.
Il progetto culturale proposto dallo stimato e lungimirante prof Kareem Abdullah è stato pubblicato in Amazon da NoiQui di Luciano Zampini il 18-6-2025
Elisa Mascia

نشرت صحيفة أوروك اليومية الرئيسية لوزارة الثقافة كتابًا نقديًا بعنوان “أصوات القلب – رحلة عبر المشاعر والآمال” كتبه الناقد الأدبي الأستاذ كريم عبد الله لقصائدي بعد حدسه وفكرته حول تعاون ثقافي عراقي وإيطالي في مشروع يتجاوز الحدود يوضح كيف أن الشعر والأدب “سحر” يتحدان في مشاركة المشاعر وأنهما على الرغم من أنهما يتحدثان لغات مختلفة إلا أنهما من يتحدثون عن القيم الإنسانية الأساسية من أجل حاجة أقوى إلى الحب والسلام في العالم.
المشروع الثقافي الذي اقترحه الأستاذ الموقر وصاحب الرؤية الثاقبة. تم نشر كتاب كريم عبد الله على أمازون بواسطة NoiQui بواسطة لوتشيانو زامبيني في 18-6-2025
إليسا ماسيا

Desidero esprimere i miei più sinceri ringraziamenti e la mia riconoscenza al quotidiano principale del Ministero della Cultura, Uruk, per il meraviglioso impegno profuso nel pubblicare il mio libro critico, “Voci del cuore – Un viaggio tra sentimenti e speranze”.

Il tuo contributo alla valorizzazione del libro è stato per me un evento significativo, poiché hai trasmesso le parole di quest’opera a tanti cari lettori, realizzando così un dialogo culturale di alto livello tra la letteratura araba e quella italiana.

Questo libro si propone di aprire le porte alla comprensione reciproca e all’interazione tra le culture e riflette un’espressione sincera dei sentimenti umani espressi dalla poetessa italiana Elisa Mascia nella sua raccolta di poesie. Spero che questo studio critico possa fungere da ponte culturale tra poeti e scrittori di lingue e culture diverse.

Grazie per il vostro continuo supporto e la vostra dedizione alla promozione della cultura letteraria e intellettuale. Che tu possa stare bene e in sicurezza.

Karim Abdullah

شكر وتقدير لجريدة “Uruk”

أود أن أتقدم بجزيل الشكر والتقدير لجريدة “Uruk” المركزية لوزارة الثقافة، على جهودهم الرائعة في نشر كتابي النقدي “أصوات القلب – رحلة بين المشاعر والآمال”.

لقد كانت مساهمتكم في تسليط الضوء على الكتاب حدثًا مهمًا بالنسبة لي، حيث قمتم بنقل كلمات هذا العمل إلى العديد من القراء الأعزاء، محققين بذلك تواصلًا ثقافيًا رفيع المستوى بين الأدبين العربي والإيطالي.

إن هذا الكتاب يهدف إلى فتح أبواب الفهم المشترك والتفاعل بين الثقافات، كما يعكس تعبيرًا صادقًا عن مشاعر إنسانية تُعبّر عنها الشاعرة الإيطالية إليسا ماسيا في ديوانها. وأتمنى أن تكون هذه الدراسة النقدية بمثابة جسر ثقافي بين الشعراء والأدباء من مختلف اللغات والثقافات.

شكراً لكم على دعمكم المستمر وحرصكم على تعزيز الثقافة الأدبية والفكرية. دمتم في خير وسلام.

كريم عبدالله

Foto profilo facebook Uruk newspaper che ringrazio per la cortese attenzione
Foto copertina del libro:”Voci del cuore”

Una poesia di Danijela Cuk

Foto cortesia di Danijela Cuk



SEMPRE MIA

Non mi arrendo mai a me stessa,
nemmeno dalla mia vita,
perché in essa vive tutta la bellezza possibile,
Vedo il buono in ogni cosa,
e non cedo mai ai miei.

Io vivo nella luce, non nell’oscurità,
La forza è il mio secondo nome,
Il sole splende sempre nel mio cuore,
Lì non arriva mai inverno.

L’amore è ciò che mi adorna,
Amo la vita e le altre persone,
Non giudico nessuno perché non sono un giudice,
e lascio che altri giudichino se vogliono.

Io sono sempre me stessa, non sono la copia di nessuno,
perché l’originale vale sempre di più,
Porto dentro di me il diamante dell’amore,
che dura per sempre, il cui splendore non svanisce.

Accetto ciò che è buono,
Ignoro il male perché non fa per me,
Sono felice di quello che ho,
tutto il resto è irrilevante.

Daniela Cuk



UVIJEK SVOJA

Nikad ne odustajem od sebe,
ni od svog života,
jer u njemu živi sva moguća ljepota,
u svemu ono dobro gledam,
i na svoje nikad ne dam.

Živim u svjetlosti a ne u tami,
snaga je moje drugo ime,
u mom srcu uvijek sija sunce,
u njemu nikad nema zime.

Ljubav je ono što me krasi,
volim život i druge ljude,
nikome ne sudim jer nisam sudac,
a drugi ako žele, neka sude.

Uvijek sam svoja, ničija kopija nisam,
jer original uvijek više vrijedi,
nosim u sebi dijamant ljubavi,
koji vječno traje, čiji sjaj ne blijedi.

Prihvaćam ono što je dobro,
ignoriram loše jer nije za mene to,
sretna sam s onim što imam,
sve drugo je nebitno.

Danijela Ćuk

Eva Lianou Petropoulou e una sua poesia

Foto cortesia di Eva Lianou Petropoulou -Grecia


DELL’AUTRICE DI LETTERATURA PER RAGAZZI EVA PETROPOULOU-LIANOU

Nei pezzi rotti della mente
di un’esistenza in lutto
uno è il sogno,
per distinguere tra risata e amore.

*

Una farfalla volò,
seduta su un mandorlo
e lo ha fatto
fiori profumati.

*

Mi sono persa…
sei perso…
ci siamo persi…
e c’era una lunga strada per arrivare alla Luna
e partiamo per lo Stretto di Moira.

*

Ti è piaciuto?
Se è così, allora hai il diritto di provare dolore.
Altrimenti vai in Paradiso.
e tornare con i piedi per terra quando perdi le ali.

*

Dio
mi ha dato tutte le prove del mondo,
ma non mi ha mai dato te.

*
Eva Petropoulou Lianou



ΑΠΟ ΤΗ ΣΥΓΓΡΑΦΕΑ ΠΑΙΔΙΚΗΣ ΛΟΓΟΤΕΧΝΙΑΣ ΕΥΑ ΠΕΤΡΟΠΟΥΛΟΥ-ΛΙΑΝΟΥ
Στα σαθρά κομμάτια του μυαλού
μιας ύπαρξης με πένθος
ένα είναι το όνειρο,
να ξεχωρίζεις το γέλιο και την αγάπη.

*

Μια πεταλούδα πέταξε,
κάθισε σε μια αμυγδαλιά
και εκείνη έκανε
λουλούδια ευωδιαστά.

*

Χάθηκα…
χάθηκες…
χαθήκαμε …
κι ήταν μακρύς ο δρόμος για τη Σελήνη
και κινήσαμε για τα στενά της Μοίρας.

*

Αγάπησες;
Εάν ναι, τότε έχεις το δικαίωμα να πονέσεις.
Εάν όχι, τότε ανέβα στον παράδεισο
και κατέβα πάλι στη γη όταν χάσεις τα φτερά σου.

*

Ο Θεός
μου έδωσε όλες τις δοκιμασίες του κόσμου,
αλλα ποτέ δεν μου έδωσε Eσένα.

*
Εύα Πετροπουλου Λιανού

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Una poesia della poetessa greca Eva Lianou Petropoulou, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Il poeta giornalista Carlos Jarquin scrive e condivide l’articolo:  “Passione e disciplina possono trasformare la vita” e presenta Violeta Calerò Díaz

Violeta Calero Díaz: Foto 12/06/25 per gentile concessione di Violeta Calero

Passione e disciplina possono trasformare la vita

Di Carlos Javier Jarquín

Viviamo in tempi difficili, in cui il rumore e la fretta costanti sembrano distruggere i valori che un tempo ci guidavano. È doloroso osservare come intere generazioni, dagli anni Novanta a oggi, abbiano imboccato strade che promettono gratificazioni immediate, ma lasciano cicatrici profonde e, spesso, cicatrici difficili da guarire. L’incertezza riguarda tutti noi, ma colpisce in modo particolarmente duro le donne, che devono affrontare sfide invisibili ai più.

Tuttavia, anche nel mezzo della tempesta, ci sono luci che si rifiutano di spegnersi. Sono quelle anime coraggiose che, con disciplina e passione, navigano nell’oceano della conoscenza digitale e trasformano la tecnologia in un alleato per la propria crescita personale e per il bene comune. Oggi voglio condividere la storia di una di queste luci: la nicaraguense Violeta Isabel Calero Díaz.

Nata nei primi anni Novanta, Violeta è una brillante eccezione in un mondo in cui molti giovani inseguono la fama passeggera o il denaro facile. Fin da bambina, la sua vita è stata un continuo percorso di apprendimento e dedizione. Il suo sguardo riflette una rara nobiltà e il suo sorriso, delicato e pieno di speranza, illumina qualsiasi luogo si trovi.

Parlare con lei è un vero dono. La sua saggezza invita a una profonda riflessione e la sua presenza ci ispira a riprendere quei sogni che, per paura o per conforto, a volte mettiamo in attesa. Violeta non cerca di impressionare; vive con la convinzione che la sua missione in questo mondo sia unica e significativa. Non ha mai dubitato del contributo che può dare alla società attraverso ciò che la appassiona.

Nel corso dei suoi 35 anni, Violeta ha dovuto affrontare sfide che avrebbero abbattuto molti, ma la sua fede e la sua forza l’hanno sempre risollevata. Oggi, con tre lauree universitarie (una in Teologia, una in Medicina generale, una in Medicina naturale e ortopedica e una in Ingegneria zootecnica) e un’iniziativa imprenditoriale di successo condita da generosità, è un esempio vivente che passione e disciplina possono trasformare la vita.

La sua storia ci ricorda che la giovinezza non è un periodo da sprecare, ma un’opportunità per piantare i semi di un futuro promettente. In un mondo saturo di distrazioni e “virus” digitali che spesso danneggiano la mente, ha scelto di nutrire il suo spirito con la conoscenza, l’arte, la spiritualità e l’amore per la natura.

A tutte le giovani donne che, come Violeta, dedicano la loro vita alla crescita personale e allo studio, dico: il mondo ha bisogno di voi. C’è bisogno di donne coraggiose e indipendenti che, con il loro impegno e i loro sorrisi, diano speranza e luce. La vostra dedizione è un atto d’amore non solo verso voi stessi, ma verso tutta l’umanità. Forse non immagini l’influenza che puoi avere su coloro che vengono a conoscenza della tua eredità. Sarai l’orgoglio delle generazioni future. Non aver paura: osa conquistare i tuoi sogni.

Non permettere a nessuno di offuscare la tua luce o di farti credere che i tuoi sogni siano impossibili. Ricorda che ogni traguardo richiede sacrificio e disciplina, ma è anche la chiave che apre porte che sembrano chiuse. Approfitta di ogni giorno per imparare, esplorare nuovi mondi e scoprire talenti nascosti. Oggigiorno le vie per acquisire conoscenza sono infiniti; Non perderti nei social media, che spesso avvelenano più di quanto nutrano.

Voi, giovani, siete la speranza di cui questo mondo ha bisogno per trasformarsi ed evolversi con trasparenza e amore. Sono pienamente convinto che la sua eredità sarà luminosa e duratura. Questo messaggio, pieno di ammirazione e speranza, è rivolto a tutti voi che, con la vostra luce, abbellite questa fase chiamata vita.

Godetevi ogni istante di questo viaggio terreno, ma soprattutto lasciate tracce profonde che le generazioni future prenderanno come riferimento. Non lasciare che la vita ti scivoli via dalle mani e che il passare del tempo ti lasci l’amaro sapore delle opportunità perse. Non lasciarti sedurre dai piaceri fugaci che hanno solo effetti distruttivi, in un mondo che, sebbene apparentemente stimolante, può rivelarsi una trappola.

Vi invito a riflettere sulla vostra vita e a usare questo messaggio come luce sul vostro cammino. Ricorda: la giovinezza, l’energia, la passione e la forza non sono eterne. Verrà il momento in cui le tue energie appassiranno; Pertanto, il momento giusto per iniziare a scrivere la tua storia è adesso. Chi non sa apprezzare il presente vivrà un domani legato a ciò che avrà lasciato passare.

L’autore è uno scrittore, poeta e editorialista nicaraguense.

Contatto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es

Violeta Calero Díaz, attualmente studia la sua terza carriera professionale; è Ingegneria in Zootecnia. Foto: 12/06/25 per gentile concessione di Violeta Calero

La pasión y la disciplina pueden transformar vidas


Por Carlos Javier Jarquín


Vivimos tiempos desafiantes, donde el ruido constante y la prisa parecen arrasar con los valores que alguna vez nos guiaron. Es doloroso observar cómo generaciones enteras, desde los años noventa hasta hoy, han transitado por caminos que prometen gratificación instantánea, pero dejan huellas profundas y, a menudo, cicatrices difíciles de sanar. La incertidumbre nos alcanza a todos, pero golpea con especial fuerza a las mujeres, quienes enfrentan retos invisibles para muchos.
Sin embargo, incluso en medio de la tormenta, existen luces que se resisten a apagarse. Son esas almas valientes que, con disciplina y pasión, navegan el océano del conocimiento digital y transforman la tecnología en una aliada para su propio crecimiento y el bien común. Hoy quiero compartir la historia de una de esas luces: la nicaragüense Violeta Isabel Calero Díaz.
Nacida a principios de los noventa, Violeta es una excepción luminosa en un mundo donde muchos jóvenes persiguen la fama efímera o el dinero fácil. Desde pequeña, su vida ha sido un viaje constante de aprendizaje y entrega. Su mirada refleja una nobleza poco común, y su sonrisa, delicada y llena de esperanza, ilumina cualquier lugar donde se encuentre.
Conversar con ella es un verdadero regalo. Su sabiduría invita a la reflexión profunda, y su presencia inspira a retomar esos sueños que, por miedo o comodidad, a veces dejamos en pausa. Violeta no busca impresionar; vive con la convicción de que su misión en este mundo es única y significativa. Nunca ha dudado de lo que puede aportar a la sociedad desde aquello que la apasiona.
A lo largo de sus 35 años, Violeta ha enfrentado desafíos que habrían derribado a muchos, pero su fe y fortaleza la han levantado una y otra vez. Hoy, con tres carreras universitarias —Licenciatura en Humanidades con mención en Teología, Medicina General Naturó Ortopática e Ingeniería en Zootecnia— y un emprendimiento exitoso bordado con generosidad, es un ejemplo vivo de que la pasión y la disciplina pueden transformar vidas.
Su historia nos recuerda que la juventud no es un tiempo para desperdiciar, sino una oportunidad para sembrar las semillas de un futuro prometedor. En un mundo saturado de distracciones y “virus” digitales que a menudo dañan la mente, ella ha elegido alimentar su espíritu con conocimiento, arte, espiritualidad y amor por la naturaleza.
A todas las jóvenes que, como Violeta, dedican su vida al crecimiento personal y al estudio, les digo: el mundo las necesita. Necesita mujeres valientes, independientes, que con su esfuerzo y su sonrisa regalen esperanza y luz. Su dedicación es un acto de amor, no solo hacia ustedes mismas, sino hacia toda la humanidad. Tal vez no imaginen la influencia que pueden ejercer en quienes conozcan su legado. Ustedes serán el orgullo de las generaciones venideras. No tengan miedo: atrévanse a conquistar sus sueños.
No permitan que nadie apague su luz ni les haga creer que sus sueños son imposibles. Recuerden que todo logro exige sacrificio y disciplina, pero también es la llave que abre puertas que parecen cerradas. Aprovechen cada día para aprender, explorar nuevos mundos y descubrir talentos ocultos. Hoy, las formas de adquirir conocimiento son infinitas; no se pierdan en redes sociales que, a menudo, intoxican más de lo que nutren.
Ustedes, jóvenes, son la esperanza que este mundo necesita para transformarse y evolucionar con transparencia y amor. Confío plenamente en que su legado será brillante y duradero. Este mensaje, lleno de admiración y esperanza, es para todas ustedes que, con su luz, embellecen este escenario llamado vida.
Disfruten cada instante de este viaje terrenal, pero sobre todo, dejen huellas profundas que las generaciones futuras tomarán como referencia. No permitan que la vida se les escape entre los dedos, ni que el paso del tiempo les deje el amargo sabor de las oportunidades perdidas. No se dejen seducir por placeres efímeros que solo destruyen, en un mundo que, aunque parece inspirador, puede ser una trampa.
Las invito a reflexionar sobre su vida y a tomar este mensaje como una luz en su camino. Recuerden: la juventud, la energía, la pasión y la fuerza no son eternas. Llegará el momento en que sus energías se marchiten; por eso, la oportunidad de comenzar a escribir su historia es ahora. Quien no sabe apreciar el presente, vivirá un mañana atado a lo que dejó pasar.

Carlos Javier Jarquín, scrittore nicaraguense residente in Costa Rica.  Foto: 12/06/25

El autor es escritor, poeta y columnista nicaragüense.
Contacto: carlosjavierjarquin2690@yahoo.es

La poesia: ” La tua voce” del poeta, scrittore, critico letterario Kareem Abdullah -Iraq

Foto cortesia del prof Kareem Abdullah -Iraq

La tua voce


La tua voce è un fiore selvatico il cui profumo non appassisce,
il suo profumo è una musica gitana che danza sulle note dei sogni,
gli uccelli muti gareggiano per origliare,
forse per rubare un frammento del tuo timido bagliore
che restituisca loro la voce.

La tua voce è un fiore selvatico svelato dal silenzio,
le farfalle corrono a circondarla come ancelle,
e senza vergogna rubano qualche tuo colore.

La tua voce è una nota cosmica suonata dal vento quando soffia,
tocca un po’ del tuo aroma.

Kareem Abdullah -Iraq

Biografia

Kareem Abdullah è un poeta, romanziere, drammaturgo e critico letterario iracheno. È nato a Baghdad nel 1962. È autore del libro “Baghdad in Its New Clothes” (2015, Book House), nonché di numerose altre raccolte di poesie, romanzi e opere teatrali. Il suo nome è apparso sulle principali riviste letterarie arabe e nel 2016 ha vinto il Premio Tajdeed per la poesia in prosa. Kareem ha otto raccolte di poesie in arabo e le sue poesie sono state tradotte in diverse lingue.

Dal prof Kareem Abdullah -Iraq – Lettura decostruita della poesia: “Vicina al mio tramonto” – della poetessa: Luisa Cámere Quiroz -Perú

Foto cortesia di Luisa Camere Quiroz -Perú e del prof Kareem Abdullah -Iraq

Lettura decostruita della poesia: “Vicina al mio tramonto” – della poetessa: Luisa Cámere Quiroz
Da : Karim Abdullah – Iraq .

Quando leggiamo la poesia “Vicina al mio tramonto”, ci troviamo di fronte a un momento di consapevolezza tardiva, ma pieno di vitalità e slancio. Queste parole, che all’inizio possono sembrare inondate di nostalgia e desiderio per il passato, rivelano un ampio spazio per una nuova lettura attraverso la lente della decostruzione, dove il significato si dissolve in tempi multipli e l’essere si rivela in strane transizioni tra principio e fine.

La  poesia e l’inizio della decostruzione

La poesia inizia con uno scontro decisivo: “Ora che sono vicina al mio tramonto”. Questa semplice frase porta dentro di sé una trasformazione radicale nel concetto del tempo, poiché “il tramonto” non è visto come la fine, ma come uno spazio aperto che riflette sia l’inizio che la fine. La poetessa inizia rompendo la logica temporale convenzionale; è “vicina al tramonto”, ma allo stesso tempo celebra la vita: desidera sentirsi “fresca” come “un gelsomino radicato” che non è limitato dal concetto di tempo, ma si fonde con la terra, con la natura nel suo stato primordiale. In questo punto si manifesta la decostruzione; il tramonto non è la fine della vita, ma uno stato di permanenza, un transito tra stadi di fiori e purezza. Più si avvicina alla fine, più desidera vivere.

Il corpo tra desiderio e rinascita

Nei versi seguenti, la poesia diventa una simulazione delle emozioni del corpo mentre si avvicina alla fine. Non c’è una fine o morte definitiva, ma un desiderio veemente di rinascita; “voglio correre come una gazzella, nel mio campo profumato”.
Così il corpo si libera dal tempo, risponde all’istante e si adatta al desiderio: non è semplicemente un essere materiale che passa attraverso il tempo, ma un corpo che transita tra immagini sensoriali e soddisfa il suo essere con nuove soluzioni, desiderando tornare alle prime fasi della vita, “voglio essere Eva”. Il corpo si decostruisce dal suo posto temporale e diventa un’immagine diffusa tra la gioia e il bisogno di rinnovarsi.

La poesia tra la fede nell’amore e i finali

Ciò che colpisce qui è come la poesia si trasforma in un luogo di ricerca dell’amore anche negli ultimi momenti. ” Voglio rivivere il mio primo bacio, che mi avvolse assetata di amori giovanili”. L’amore nella poesia non diventa solo un ricordo, ma l’elisir che restituisce l’anima e accende la speranza, anche in momenti di decadimento. In questa sorprendente transizione tra memoria e realtà, sembra che la poetessa si ricostruisca attraverso l’amore, e lo ricuperi come una forza. Inoltre, i concetti di “smagliature” e “solchi” diventano luoghi di concentrazione, dove l’anima non solo si manifesta nel corpo, ma anche in un amore persistente, anche se i sensi hanno paura di fuggire o di scomparire.

Decostruzione tra l’essere e il nulla

La lettura decostruita apre la porta a domande profonde sulle contraddizioni intrecciate in questa poesia: È davvero una fine? O è un nuovo inizio che sfida l’inevitabile? ” Vicino al tramonto” diventa una domanda aperta sull’essere: dov’è il luogo che separa la vita dalla morte? È possibile che l’essere abiti in questo spazio grigio che mediava tra il bordo della vita e la morte? La poetessa qui decostruisce il tempo e lo spazio, così i momenti in cui una persona si avvicina alla sua fine non portano con sé sconfitta o rottura, ma diventano uno scenario in cui si ricreano la ribellione e il bisogno delle cose primarie: l’aria, la terra, il corpo e le emozioni. Tutto è interlacciato per essere riconfigurato.

Il linguaggio e le immagini: dispersione e trasformazione

La poetessa non solo presenta una descrizione dell’essere, ma costruisce un insieme di immagini che si intercalano e si mescolano per formare un mondo parallelo. ” Voglio essere Eva” e “Ballare con Bacco” sono immagini che fondono il mitico con il corporeo, l’eterno con il fugace. La poetessa cerca di liberarsi dai limiti convenzionali e cerca di reinterpretare la natura attraverso il suo continuo desiderio di rinnovamento dell’anima.

Chiusura: ritorno all’essere

La poesia si muove da un ricordo a un desiderio, da una nostalgia a un rinnovamento. Così, “il adesso” nella poesia è l’istante in cui il tempo si libera dal suo dominio, e la nostalgia appare non come una perdita, ma come una possibilità continua di ritornare all’essere. Il “tramonto” è un momento di rinnovata connessione con la vita, è il ponte attraverso il quale l’essere transita tra le sue molteplici sfaccettature: tra conscio e inconscio, tra passato e futuro, tra amore e ricordi.

Nota finale:

Mentre la  poesia, in superficie, racconta una storia soggetta a una conclusione temporale, in fondo parla di come ribellarsi contro tale conclusione. La vita non è limitata dall’età o dal corpo, ma è una relazione costante tra l’essere e l’esistenza, tra il passato e il futuro, tra l’amore e i ricordi.

Vicina al mio tramonto

Ora che sono vicina al mio tramonto
voglio sentirmi fresca
come un gelsomino radicato. 
Che mi avvolga
con il suo profumo aromatico,
odore di giovane.

Ora che sono vicina al mio tramonto

Voglio respirare l’aria delle mie colline.
Che la sua brezza
tocchi i miei capelli,
disegni il mio volto, 
che mi trasporta come
nuvola che viaggia verso le cime
delle mie forze.

Ora che sono vicina al mio tramonto

voglio correre
come una gazzella, 
nel mio campo profumato.
Cadere arresa alla sua terra fertile, 
annusare il suo humus,
la tua pancia palpitare
nelle mie viscere.

Ora che sono vicina al mio tramonto

voglio essere Eva,  
coprirmi di viti, 
nascondermi tra le tue viti
color giada, cremisi,
ballando con Bacco
bere il loro succo
cadendo arresa nei suoi grappoli,
sorseggiare a poco a poco
il suo elisir divino. 

Ora che sono vicina al tramonto

voglio rivivere il mio primo bacio,
che mi avvolse assetata
di amori giovanili, 
sotto le ombre dei meli, 
mentre i nostri corpi rotolavano sotto la pioggia tra questi e abbracci di begli amori.

Ora che sono vicina al tramonto

piena di striature, rughe, solchi,
è quando più lussureggiante
la mia anima giovane, ti reclama
perché crede ancora nell’amore.
Guardami, baciami e basta
abbracciami, accendi
con furia folle e cammina assetato,
ogni poro, piega della mia pelle
che ardentemente spera, 
che tu possa amarla di nuovo
come nei nostri anni giovanili.
Reinventarmi, che muoio poco a poco,
prima che mi dimentichi
che sono già vicina al mio tramonto.

Luisa Cámere Quiroz
Tutti i diritti riservati

Lettura poetica e traduzione in italiano a cura di Elisa Mascia scrittrice e poetessa bilingue italiano-spagnolo, promotrice culturale nel mondo

Lectura Deconstruida del poema: “Cerca de mi ocaso” – por la poeta: Luisa Cámere Quiroz
Por: Karim Abdullah – Irak .

Cuando leemos el poema “Cerca de mi ocaso”, nos encontramos ante un momento de conciencia tardía, pero lleno de vitalidad y impulso. Estas palabras, que al principio pueden parecer inundadas de nostalgia y anhelo por el pasado, revelan un amplio espacio para una nueva lectura a través del lente de la deconstrucción, donde el significado se disuelve en múltiples tiempos y el ser se revela en extrañas transiciones entre el principio y el fin.

El poema y el comienzo de la deconstrucción

El poema comienza con un enfrentamiento decisivo: “Ahora que ya estoy cerca de mi ocaso”. Esa simple frase lleva en su interior una transformación radical en el concepto del tiempo, ya que “el ocaso” no se ve como el fin, sino como un espacio abierto que refleja tanto el comienzo como el final. La poetisa inicia rompiendo la lógica temporal convencional; está “cerca del ocaso”, pero al mismo tiempo celebra la vida: desea sentirse “fresca” como “un jazmín enraizado” que no está limitado por el concepto de tiempo, sino que se fusiona con la tierra, con la naturaleza en su estado primordial. En este punto, se manifiesta la deconstrucción; el ocaso no es el final de la vida, sino un estado de permanencia, un tránsito entre etapas de flores y pureza. Cuanto más se acerca al final, más desea vivir.

El cuerpo entre el deseo y el renacimiento

En los versos siguientes, el poema se convierte en una simulación de las emociones del cuerpo al acercarse al final. No existe un final o muerte definitiva, sino un deseo vehemente de renacimiento; “quiero correr como una gacela, en mi fragante campo”. Así, el cuerpo se libera del tiempo, responde al instante y se ajusta al deseo: no es simplemente un ser material que pasa por el tiempo, sino un cuerpo que transita entre imágenes sensoriales y satisface su ser con nuevas soluciones, anhelando regresar a las primeras etapas de la vida, “quiero ser Eva”. El cuerpo se deconstruye de su lugar temporal y se convierte en una imagen difusa entre el gozo y la necesidad de renovarse.

La poesía entre la fe en el amor y los finales

Lo que llama la atención aquí es cómo el poema se transforma en un lugar de búsqueda del amor incluso en los momentos finales. “Quiero revivir mi primer beso, que me envolvió sedienta de amores juveniles”. El amor en el poema no se convierte solo en un recuerdo, sino en el elixir que devuelve el alma y enciende la esperanza, incluso en momentos de decaimiento. En esta transición asombrosa entre recuerdos y realidad, parece que la poetisa se reconstruye a través del amor, y lo recupera como una fuerza. Además, los conceptos de “estrías” y “surcos” se convierten en lugares de concentración, donde el alma no solo se manifiesta en el cuerpo, sino también en un amor persistente, aunque los sentidos tengan miedo de huir o de desaparecer.

Deconstrucción entre el ser y la nada

La lectura deconstruida abre la puerta a preguntas profundas sobre las contradicciones entrelazadas en este poema: ¿Realmente es un fin? ¿O es un nuevo comienzo que desafía lo inevitable? “Cerca del ocaso” se convierte en una pregunta abierta sobre el ser: ¿Dónde está el lugar que separa la vida de la muerte? ¿Es posible que el ser habite en este espacio gris que media entre el borde de la vida y la muerte? La poetisa aquí deconstruye el tiempo y el espacio, así que los momentos en los que una persona se acerca a su final no llevan consigo derrota ni quiebre, sino que se convierten en un escenario donde se re-crean la rebeldía y la necesidad de las cosas primarias: el aire, la tierra, el cuerpo y la emoción. Todo se entrelaza para reconfigurarse.

El lenguaje y las imágenes: dispersión y transformación

La poetisa no solo presenta una descripción del ser, sino que construye un conjunto de imágenes que se intercalan y se mezclan para formar un mundo paralelo. “Quiero ser Eva” y “Bailar con Baco” son imágenes que fusionan lo mítico con lo corporal, lo eterno con lo fugaz. La poetisa busca liberarse de los límites convencionales e intenta reinterpretar la naturaleza a través de su continuo deseo de renovación del alma.

Cierre: regreso al ser

El poema se mueve de un recuerdo a un deseo, de una añoranza a una renovación. Así, “el ahora” en el poema es el instante en que el tiempo se libera de su dominio, y aparece la nostalgia no como una pérdida, sino como una posibilidad continua de regresar al ser. El “ocaso” es un momento de conexión renovada con la vida, es el puente por el cual el ser transita entre sus múltiples facetas: entre lo consciente y lo inconsciente, entre el pasado y el futuro, entre el amor y los recuerdos.

Nota final:

Si bien el poema en su superficie relata una historia sujeta a una conclusión temporal, en el fondo habla de cómo rebelarse contra esa conclusión. La vida no está limitada por la edad o el cuerpo, sino que es una relación constante entre el ser y la existencia, entre el pasado y el futuro, entre el amor y los recuerdos.

Cerca de mi ocaso

Ahora que ya estoy cerca de mi ocaso
quiero sentirme fresca
como un jazmín enraizado. 
Que me envuelva
con su perfume aromatizado,
oler a joven.

Ahora que ya estoy cerca de mi ocaso

quiero respirar el aire de mis cerros.
Que su brisa
roce mis cabellos,
dibuje mi rostro, 
que me transporte como
nube viajera a las cumbres
de mis poderíos.

Ahora que ya estoy cerca de mi ocaso

quiero correr
como una gacela, 
en mi fragante campo.
Caer rendida a su tierra fértil, 
oler su humus,
tu vientre palpitar
en mis entrañas.

Ahora que ya estoy cerca de mi ocaso

quiero ser Eva,  
cubrirme de parras, 
esconderme entre tus vides
color jade, carmesí,
danzando con Baco
beber sus zumos
caer rendida en sus racimos,
sorber de a pocos,
su elixir divino. 

Ahora que ya estoy cerca del ocaso

quiero revivir mi primer beso,
que me envolvió sedienta
de amores juveniles, 
bajo las sombras de manzanos, 
mientras nuestros cuerpos rodaban bajo la lluvia entre estos y abrazos de amores finos.

Ahora que ya estoy cerca del ocaso

llena de estrías, arrugas, surcos,
es cuando más lozana
mi alma de joven, te reclama
porque aún en el amor cree.
Solo mírame, bésame,
abrázame, enardece
con furia loca y recorre sediento,
cada poro, pliegue de mi piel
que ávida espera, 
que la vuelvas a amar
como en nuestros años juveniles.
Reinventarme, que muero de a pocos,
antes de que olvide
que ya estoy cerca de mi ocaso.

Luisa Cámere Quiroz
Derechos reservados

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https://alessandria.today/2025/06/16/analisi-critica-letteraria-della-poesia/

Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive: Il carattere della parola in : “Alberi che ansimano all’aperto” del poeta: Dr. Saad Yassin Youssef – Iraq.

Foto cortesia del prof. Kareem Abdullah -Iraq e del dott. Saad Yassin Youssef – Iraq

Il carattere della parola in : “Alberi che ansimano all’aperto” del poeta: Dr. Saad Yassin Youssef – Iraq.
Scritto da: Karim Abdullah – Baghdad – Iraq.

(La parola sotto la penna del grande poeta ha un carattere speciale che trae la sua potenza dalla forza della sua personalità, ed è influenzata dalla vitalità della sua indole e dall’efficacia del suo controllo)*.

La parola è il primo nucleo nella formazione del tessuto della poesia, i suoi legami si estendono verso ciò che è adiacente ad essa di altre parole, per formare per noi un tessuto stretto, attraverso il quale emergono idee, sentimenti ed emozioni e l’immaginazione scorre fertile e produttiva, danzando sulle melodie della sua musica, nata luminosa con molteplici colori, inviando nell’anima esausta più piacere, bellezza e purezza, suscitando la confusione del lettore nascondendo le sue intenzioni a volte tra paragrafi e righe, e sviluppando il gusto e il piacere della lettura produttiva e la passione per essa e la ricchezza del godimento, ha la capacità di manifestarsi nell’anima del poeta, quindi la invia come messaggi vivi, rinnovati, vivaci e fecondi, carichi di preoccupazioni, idee e piaceri, la sua voce è forte, occupando uno spazio nel gusto del destinatario, facendolo pensare, interpretare e cercare il suo piacere perduto, profondo e difficile, affollato di molta sofferenza in mezzo a un torrente travolgente di parole eleganti e ornate, tentatrici da leggere e sollecitanti. Il lettore serio dovrebbe attingere alle sue fonti pure e lo incoraggia a entrare nei suoi mondi lontani. Esprime un significato attraverso un altro accezione e la sua bellezza è nascosta dietro altre estetiche.
Una poesia è una raccolta di parole e paragrafi che esprimono le idee, le convinzioni e il comportamento di un individuo, di una società o di un ambiente, che esprimono la personalità del poeta e le emozioni, i sentimenti, le opinioni e le posizioni che lo caratterizzano. La perdita di una delle caratteristiche di una poesia porta a un disturbo e a un difetto nella sua struttura, che la rende un bersaglio da scartare e oggetto di critiche, influendo sul merito del poeta.
In questa raccolta troviamo la parola che si forma e si rafforza con il resto delle parole utilizzate dal poeta. Il Dott. Saad Yassin Youssef ha fatto del suo meglio per liberare il potenziale della lingua ed è riuscito a:

1- Abbandonare la tendenza personale:

cioè deve esserci un processo di separazione tra il poeta e la poesia, cioè separazione tra la parola e il cuore, attraverso le emozioni impersonali impetuose, e rivolgendosi alla pura immaginazione, e potendo esprimere tutti gli stati emotivi che una persona può provare, e spogliarsi della soggettività della tendenza umana. Leggiamo questi passaggi da alcune delle sue poesie… Nella poesia :” Erba del Paradiso” /Heaven’s Grass/.. prima di scomparire / sotto il cielo di fulmini / fece un cenno ai ponti le cui schiene / erano piegate dall’antica attesa / mentre ispezionavano ogni giorno / i loro cesti di fiori bianchi / fissando l’albero del cielo / lungo il filo di fumo / e ogni volta che stavano per appassire / soffiavano dentro di loro dalle loro rose / e suggerivano alle loro luci / mentre l’ossessione / del tramonto li sopraffaceva… E lo vediamo come in questo passaggio dalla sua poesia / The Linf Prays
…il fiore…. / che fu generato / dalle preghiere degli angeli / che discesero / per deporlo tra le due ali / e le due ali. Lei sprigionò la sua musica / E si elevò verso i cieli / Mandando le sue radici in profondità… ben radicate  / Nelle vene e coprendo / Con i suoi colori, i giorni, le canzoni, le sere, / Illuminando con l’olio della sua anima i passaggi del tempio.

2- Concentrazione e consapevolezza della forma:

non è tanto importante la ricchezza degli argomenti trattati dal poeta, quanto la misura in cui li tratta. Il poeta ha lavorato sul tema degli alberi, perfezionandolo e rifinendolo, dandogli vita e dimostrando una grande abilità nell’utilizzarlo in modo creativo; per questo è stato definito il poeta degli alberi. Lo troviamo evidente in questo passaggio della poesia / Ascesa / … Da quando quest’albero ha messo radici nella terra / E il limite del suo verde si estendeva fino al cielo / Ha fatto cenno alle colombe del suo dolore / Di vestirmi con il tuo colore bianco / Lasciando a coloro che cercano la sua ombra / Il frutto della gioia … E allo stesso modo in questo passaggio della poesia / Alberi che ansimano all’aperto / …. E senza vestiti, la mia anima scivola / I rami e cade / Ramo su ramo / Su ramo / Sul dolore. Finché i bottoni del cielo non furono strappati / E i suoi seni pendevano / E lei si affrettò alla ricerca di un alito di verde / Di ciò che restava dell’albero dei profeti…

3- Dare vita e magia al linguaggio:

ogni verso della poesia si trasforma in energia e potenza tonale che aumenta l’impatto del contenuto, e le forme sonore composte da ritmi armoniosi o accordi tra consonanti e vocali incantano l’orecchio con la loro risonanza accattivante. Lo notiamo in questa sezione della poesia:
/Il Sufi/ … colui che implora / la lama di andare sempre più in profondità / Non per essere tentato dal dolore / Né per violare il suo solito stupore / Mentre fissa la luce, abbagliato / Da mille ali / Del regno dell’orizzonte più alto / Piuttosto, il suo più grande desiderio / È che la lama perfori i veli / Per risiedere negli spazi del paradiso perduto. E ancora, come in questa sezione della poesia / Orizzonte cieco / Le mie poesie ti desiderano / Un ritmo segreto e un tema che né i narratori / Né i poeti zajal / Né i suonatori di flauto / non capiscono / Al tramonto / Quando il sole concede loro / I suoi ultimi segreti.

4- Uso intelligente per alimentare l’immaginazione creativa:

è un tentativo di evadere dalla realtà e di liberarla dalla sua prigionia, e di liberarla dal suo realismo attraverso un sogno o un linguaggio proveniente da oltre il sogno. Lo troviamo in questa sezione della poesia / Occhi di Cactus / .. dal gemito di una persona in lutto / nessun ansimare che raggiunga il trono / le cui radici sono sogni dolci. Cuori, il cui polso li ha abbandonati / Recitate i vostri versi. Sotto le macerie dei capricci / La misericordia piove su di te / E la misericordia è un albero / Che non lascia più foglie sulla terra / Per ombreggiare… / Questo diluvio. E inoltre, come in questo passaggio della poesia / Non solo immaginazione / … Chi ha detto: / Che ciò che è trascorso / del tempo i cui piedi sono stati erosi / sulle braci dei nostri dolori / era vero? . Basta chiudere gli occhi e contemplarlo. Quegli anni che sono colati / come acqua ….. / dalle tue mani, dove sono le loro gioie / e quanta tristezza hanno immagazzinato / e depositato in noi / per svanire, lasciando / le loro ferite, le loro cicatrici / ampie, profonde.

5- Era interessato alla decostruzione e alla formazione:

l’immaginazione…
La creatività decostruisce il mondo, lo ricostruisce, lo organizza e lo crea sotto forma di un mondo nuovo e con leggi che emanano dalle profondità dell’io umano, cioè costruendo un mondo irreale a causa della necessità di evadere dalla realtà ristretta, a differenza delle copie esistenti della realtà così com’è, che assomigliano alla fotografia. E lo troviamo come in questo passaggio della poesia / Biglietti / .. La notte / che stava per / aprirci il tesoro dei suoi incanti / perse le chiavi del canto / e ci gettò con violazioni di sospetti / dopo che le spighe di grano si erano abituate / al suono del suo liuto per mano di falci che / leggevano bene le storie della nostra impazienza e scavavano nei colli / Quale limite raggiungerà l’ora il minareto dell’attesa / affinché la roccia possa parlare / con l’acqua della tua immagine che / le sabbie hanno stancato …. E anche come in questo passaggio della poesia / La caduta / … delle tue ali / con cui hai sempre / volato in alto / negli spazi della mia anima / le loro piume caddero / e ti lasciarono, abbandonandoti  / a bordo di una nuvola di pietra / perché capirono / il segreto di cui … / ti trovi ora!!! .

6- Volare in alto nei mondi dell’irrealtà sensoriale:

dove ogni parola o frase che parla di realtà distorta possiede una qualità sensoriale, e queste si uniscono e si armonizzano tra loro, producendo per noi formazioni irrealistiche. Lo troviamo come in questa sezione della poesia / Non ha… i suoi anni. Ho superato le caverne / e i muri del dolore e i racconti / e le date disegnate dalle trincee / e continuo a farlo. Beve il primo sangue / Colora con esso il volto del cielo che / ha privato col sole / e trafitto con pugnalate. E anche in questa sezione della poesia / Hai scelto di stare così / .. O crocifisso / O tu che voli / Senza volto .. Ti hanno scelto per ucciderti?? / No… / Hai scelto di stare così / Quanto hai cantato con tristezza e rimpianto / Oh, se solo fossimo… / Così vinceremmo, per Dio, eccoti qui, hai vinto con tutta la maestosità di Karbala / Facendo a pezzi il silenzio del vuoto / Tra l’acqua e il cielo.
La parola è come l’impasto: il vero poeta può sempre cambiarla e darle forma. Ha un ritmo speciale, che armonizza lettere, suoni e ritmo per trasmettere il significato al destinatario e influenzarlo. Dev’ essere gravido di connotazioni, simboli, suggestioni e stranezze e suscitare stupore. Ciò dipende dalla sua capacità di creare, innovare e controllare il ritmo interno della poesia.
Il poeta Dr. Saad Yassin Youssef ha voluto uscire da questa realtà e liberarla dalla sua essenza e creare per noi una fantastica diversa che assomiglia a un sogno profondo, come risultato del trattamento oggettivo di questa realtà e di ciò che porta con sé di una visione chiara come risultato del suo bagaglio di conoscenze e della sua padronanza del segreto del linguaggio e plasmandolo come voleva per produrre per noi tutta questa bellezza. Il vocabolario di questa raccolta esprime la personalità del poeta con la sua sicurezza in sé, in quanto è un poeta esperto e abile nello scrivere poesie in prosa in modo creativo. Esprime anche la sua personalità flessibile, poiché scopriamo che il suo linguaggio delicato diffonde su di noi la sua dolcezza e freschezza. La sua personalità era ambiziosa grazie al suo profondo vocabolario che possedeva una bellezza artistica. Il suo vocabolario è stato in grado di descriverci una tappa importante delle tappe dell’Iraq, e questo indica la sua personalità che apprezza la responsabilità verso il suo popolo e il suo Paese. La sua personalità era efficace e influente, e questo è ciò che abbiamo percepito leggendo.
La raccolta che ci ha scosso l’anima e ci ha fatto interagire positivamente con le poesie.

Fonti
1- Le origini della psicologia freudiana – Kelvin Hall.
2- La storia completa della letteratura araba – Hanna Fakhoury.
3- Cartesio e la filosofia razionale – Dott. Rawya Abdel Moneim.
4- Karim Abdullah e la narrazione espressiva – Dott. Anwar Ghani Al-Moussawi

Lettura in italiano di Elisa Mascia poetessa, scrittrice, promotrice culturale nel mondo

شخصيّة المفردة في ( أشجارٌ لاهثةٌ في العَراء ) للشاعر : د. سعد ياسين يوسف – العراق .
بقلم : كريم عبدالله – بغداد – العراق.
( المفردة تحت قلم الشاعر القدير ذات شخصيّة خاصة تستمدّ قوّتها من قوّة شخصيّته , وتؤثّر بحيويّة شخصيّته وفعّالية سيطرته )* .
المفردة هي النواة الأولى في تكوين نسيج القصيدة , تمتدّ أواصرها نحو مع ما يجاورها من مفردات أخرى , لتشكّل لنا نسيجاً محكماً , تنبعث من خلاله الأفكار والأحاسيس والمشاعر ويتدفق الخيال خصباً منتجاً يتراقص على أنغام موسيقاها , تولد زاهية ذات ألوان متعددة , تبعث في النفس المرهقة مزيداً من المتعة والجمال والنقاء , تثير حيرة القارئ بإخفاء مقاصدها حيناً ما بين الفقرات والسطور , وتنمّي الذائقة ولذّة القراءة المنتجة والشغف بها وثراء الاستمتاع , لها القدرة على التجلّي في روح الشاعر فيبعثها كرسائل حيّة متجددة حيّة مثمرة , مثقلة بالهموم والأفكار والمسرّات , صوتها عال يحتلّ مساحة من ذائقة المتلقي , تجعله يفكّر ويؤوّل ويبحث عن ضالته في المتعة , عميقة صعبة تكتظّ بالمعاناة الكثيرة وسط سيل جارف من الكلمات المنمّقة الرشيقة , تغري بالقراءة وتستحثّ القارئ الجاد أن ينهل من منابعها الصافية , وتشجعه على الولوج الى عوالمها البعيدة , تعبّر عن معنى من خلال معني آخر , تتوارى جماليتها وراء جماليات أخرى .
القصيدة مجموعة من المفردات والفقرات تعبّر عن الأفكار والمعتقدات والسلوك للفرد او المجتمع او البيئة , والتي تعبّر عن شخصية الشاعر وما يعتريها من عواطف وانفعالات ومشاعر وآراء ومواقف يتّسم بها , وان فقدان احدى خصائص القصيدة يؤدي الى حدوث اضطراب وخلل في بنائها مما يجعلها غرضا يُرمى وتتعرض للانتقادات وتؤثر على رصيد الشاعر .
في هذا الديوان نجد المفردة والتي تتشكّل وتتعاضد مع باقي المفردات استخدمها الشاعر د. سعد ياسين يوسف كأقصى ما يمكن من أجل تفجير طاقات اللغة , فأستطاع أن :
1- يتخلّي عن النزعة الشخصية : اي ان تكون هناك عملية فصل ما بين الشاعر والشعر اي الفصل بين الكلمة والقلب , عن طريق العواطف الغير شخصية المتأججة , والانصراف الى المخيّلة الناصعة , وان تكون قادرة على التعبير عن كل الأحوال الوجدانيّة التي يمكن أن يحسّ بها الأنسان , والتجرّد من الذاتيّة الى النزعة البشريّة . لنقرأ هذه المقاطع لبعض قصائده … في قصيدة / عشبة السماء / .. قبل أن يختفي / تحت سماء البرق / أومأ الى الجسور التي / أحنى ظهرها انتظار عتيق / وهي تتفقد كلّ يوم / سلال زهورها البيضاء / المحدّقة في شجرة السماء / على امتداد خيط الدخان / وكلّما آلت الى الذبول / نفخت فيها من وردها / وأوحت الى أنوارها / إذ استبدّ بها هاجس / الأفول … وكذلك نرى هذا كما في هذا المقطع من قصيدته / تهجّد النسغ
… الزهرة …. / تلك التي أنبتها / صلوات الملائكة / الذين تنزّلوا / ليودعوها بين الرفيف / والرفيف . أطلقت موسيقاها / وارتفعت الى عنان السماء / مرسلة جذورها عميقا .. عميقاً / في الشرايين وغطّت / بألوانها , النهارات , الأغاني , الأمسيات , / منيرة بزيت روحها طلمة ممرات المعبد .
2- التركيز والوعي بالشكل : ليس مهما خصوبة المواضيع التي يتناولها الشاعر بقدر المدى الذي يتناولها , فموضوعة الاشجار ظلّ الشاعر يدور في فلكها يهذّبها وينقّحها ويبعث فيها الروح , ويجيد استخدامها بطريقة ابداعية حتى قيل عنه ب شاعر الأشجار . ونجد ذلك متجلّيا كما في هذا المقطع من قصيدة / ارتقاء / … منذ أن تجذّرت في الأرض / هذه الشجرة / وامتدّ للسماء طرف خضرتها / أومأت ليمامات حزنها / أن اكتسي بلونك الأبيض / تاركة لمن استظلّوا بها / ثمر المسرّة … وكذلك في هذا المقطع من قصيدة / أشجار لاهثة في العَراء / …. وبلا ثياب , تنسلّ روحي / الغصون وتسّاقط / غصناً فوق غصن / فوق غصن / فوق غصّة . حتى تقطّعت أزرار السماء / وتدلّى ثديها / وتدافعت بحثاً عن نفسٍ من خضرة / لما تبقّى من شجرة الأنبياء …
3- بعث الروح والسحر في اللغة : كل بيت في القصيدة يتحوّل الى طاقة وقوّة نغمية تزيد من تأثير المضمون , وكانت الأشكال الصوتية المؤلفة من إيقاعات متجانسة أو توافقات بين الحروف الساكنة والمتحركة تسحر الأذن برنينها الأخّاذ . ونلاحظ هذا كما في هذا المقطع من قصيدة
/ المتصوّف / … ذلك الذي يتضرّع / الى النّصل أن يوغل أكثر , فأكثر / ليس غواية في الألم / ولا في خرقا لمألوف دهشته / وهو يحدّق بالنور منبهرا / بألف جناح / لملكوت الأفق الأعلى / غير أنّ جُلّ مبتغاه / أن يخترق النّصل الحُجُبَ / ليحلّ بفضاءات الفردوس المفقود . وكذلك كما في هذا المقطع من قصيدة / أفقٌ أعمى / تشتهيكِ قصائدي / إيقاعاً سرّياً وثيمة لا يدركها الرواة / ولا الزّجّالون / ولا عازفو النايات / عند المغيب / حينما تمنحهم / الشمس آخر إسرارها .
4- استخدام ذكي في تأجيج الخيال الخلاّق : هي محاولة الافلات من الواقع والخروج من أسره , وتخليص الواقع من واقعيته بالحلم او اللغة القادمة مما وراء الحلم . ونجد ذلك كما في هذا المقطع من قصيدة / عيون الصّبّار / .. من أنين مفجوع / لا هثاً يصل العرش / جذوره أحلام ناعمة . قلوب , غادرها النبض / تتلو آياتك . تحت ركام النزوات / تستمطرك الرحمة / والرحمة شجرة / ما عادت تورق في الأرض / لتظلّل … / هذا الطوفان . وكذلك كما في هذا المقطع من قصيدة / ليس مجرّد خيال / … مَنْ قال : / إنّ ما مرّ / مِنْ زمن تآكلت أقدامه / على جمر أحزاننا / كان حقيقة ؟ . أغمضي عينيك فقط / وتأمّليها . تلك السنين التي تسرّبت / كالماء ….. / من بين يديك اين مسرّاتها / وكم من الحزن اختزنت / وأودعت فينا / لتتلاشى تاركة / جراحاتها , ندوبها / عميقا عميقا .
5- لقد كان حريصا على التفكيك والتشكيل : انّ المخيلة ال
ابداعية تفكك العالم وتعيد بناءه وتنظيمه وخلقه على شكل عالم جديد وبقوانين تنبعث من أعماق الذات الإنسانية , اي بناء عالم غير واقعي بسبب الحاجة للهروب من الواقع الضيّق عكس ما موجود من نسخ للواقع كما هو وبما يشبه التصوير الفوتوغرافي . ونجد ذلك كما في هذا المقطع من قصيدة / تذاكر / .. الليلة / التي أوشكتْ / أن تفتح لنا خزانة مفاتنها / اضاعت مفاتيح الغناء / ورمتنا بانتهاكات الظنون / مِن بعدما ألفت السنابل / انحناءة عودها على يد المناجل التي / قرأت جيدا تواريخ لهفتنا فأوغلت في الرقاب / أيّ حدٍّ تبلغ الساعة مئذنة الترقب / كي ينطق الصخر / بماء صورتك التي / أتعبتها الرمال …. وايضا كما في هذا المقطع من قصيدة / تساقط / … أجنحتك / التي طالما / حلّقت بها عاليا / في فضاءات روحي / تساقط ريشها / وغادرتك تاركة اياك / على متن غيمة من حجر / لأنها أدركت / سرّ الذي … / أنت فيه الآن !!! .
6- التحليق عاليا في عوالم اللاواقعية الحسّية : حيث كانت كل مفردة او عبارة تتحدث عن الواقع المشوّه تمتلك كيفية حسّية , وهذه الأخيرة تتحدّ وتتآلف فيما بينها , وتنتج لنا تكوينات لا واقعيّة . ونجدها كما في هذا المقطع من قصيدة / اللا هوَ … سنواته . تجاوزت الكهوف / وجدران الأسى والحكايات / والتواريخ المسحوبة بالسُرفات / وما يزال . يشرب الدم الأول / يلوّن به وجه السماء التي / أثكلها بالشمس / وثقّبها بالطعنات . وكذلك في هذا المقطع من قصيدة / أنت اصطفيت وقوفك هكذا / .. يا أيّها المصلوب / يا أيّها المحلّق / بلا وجوهٍ .. هم اصفوك ليقتلوك ؟؟/ لا … / أنت اصطفيت وقوفك هكذا / فلكمْ أنشدتً حزناً , حسرةً / يا ليتنا …. / فنفوز والله ها أنت فزتَ بكل مهابة كربلاء / ممزّقاً صمت الفراغ / ما بين ماءٍ وسماء .
انّ المفردة تشبه العجينة يستطيع الشاعر الحقيقي تغيّرها وتشكيلها دائما , فهي تمتلك إيقاعا خاصا تتناغم حرفا وصوتا وايقاعا من اجل ايصال المعنى الى المتلقي والتأثير فيه , فلابدّ ان تكون حبلى بالدلالات والرموز والايحاء والغرابة وتثير الدهشة , ويعتمد ذلك على مقدرته في الخلق والابداع وضبط الإيقاع الداخلي في القصيدة .
لقد استطاع الشاعر د. سعد ياسين يوسف ان يخرج من هذا الواقع وتخليصه من واقعيته وخلق لنا واقعا مغايرا أخر يشبه الحلم العميق , نتيجة المعالجة الموضوعية لهذا الواقع ولما يحمله من رؤيا واضحة نتيجة خزينه المعرفي واجادة سرّ اللغة وتشكيلها كيفما يشاء لينتج لنا كلّ هذا الجمال . لقد كانت المفردة في هذا الديوان تعبّر عن شخصية الشاعر بما تمتلكه من ثقة بالنفس كونه شاعر متمرّس يجيد كتابة القصيدة النثرية بطريقة خلاّقة , وكذلك عبّرت عن شخصيته المرنة حيث وجدنا لغته الرهيفة تذر علينا حلاوتها وطراوتها , ولقد كانت شخصيته طموحة نتيجة المفردات العميقة التي تمتلك جمالا فنيّا , واستطاعت مفرداته ان تصوّر لنا مرحلة مهمة من مراحل العراق وهذا يدلّ على شخصيته المقدّرة للمسؤولية اتجاه شعبه ووطنه , وكانت شخصيته فعّالة ومؤثّرة وهذا ما لمسناه من خلال قراءة
الديوان الذي هزّ أعماقنا وجعلنا نتفاعل ايجابيا مع القصائد .

المصادر
1- أصول علم النفس الفرويدي – كلفن هال .
2- الجامع في تاريخ الأدب العربي – حنّا فاخوري .
3- ديكارت والفلسفة العقلية – د. راوية عبد المنعم .
4- كريم عبدالله والسرد التعبيري – د. انور غني الموسوي

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Opera d’arte e poesia di Letizia Caiazzo, recensione di F.C.

Foto cortesia della poetessa, artista Letizia Caiazzo e dell’opera d’arte: “Pescatori”

RITORNO ALL’ALBA

Tornano i pescatori.
Barche solcano
il respiro del mare.
Facce stanche scolpite dal vento,
occhi vigili – sfidano l’abisso.
Reti piene di argento vivo,
tesori bagnati di fatica.
La notte – un gioco col rischio:
ogni onda – un vero pericolo.
L’alba sorge come perdono,
dona luce ai gesti antichi.
Come la vita: se non sfidi,
il raccolto è vuoto.
Vale il rischiare:
nel pericolo – un’alba più gloriosa.
Reti piene, cuori forti –
il vento canta nei volti
il pescato dal mare e dalla vita.








Questa poesia, Ritorno all’alba, della mia amica Letizia Caiazzo, mi ha colpito per la sua onestà. Non cerca orpelli, non vuole stupire: parla di fatica, di rischio, di una bellezza dura e vera. È come se tu avessi preso il grigio del mare di notte e l’oro dell’alba, e li avessi mescolati con le mani sporche di sale.
Il tema è chiaro—il ritorno dei pescatori—ma ciò che mi commuove è come diventi metafora di tutte le nostre battaglie. Quelle “facce stanche scolpite dal vento” non sono solo volti di uomini: sono chiunque abbia lottato per qualcosa. E quando dici che “la notte è stata un gioco col rischio / ogni onda era un vero pericolo”, sento il coraggio fragile di chi sa che potrebbe perdere tutto, eppure rema ugualmente.
Lo stile è sobrio, ma pieno di immagini che respirano: “reti piene di argento vivo” (che splendore, questa vita che luccica tra le maglie!), “l’alba sorge come un perdono” (quanto è vero che la luce ci assolve dalle paure della notte). Non ci sono rime forzate, solo versi liberi che seguono il ritmo del mare—a volte corti e spezzati, a volte più fluidi, come le onde che si allungano sulla riva.
E poi c’è il cuore della poesia, quelle due righe che fanno tremare: “Come la vita, se non sfidi l’oscurità, / il tuo raccolto è vuoto”. È qui che tutto si lega. Non è una lezione, non è retorica: è una verità nuda, detta con la semplicità di chi ha visto il fondo del mare e ne è tornato.
Chiudi con un’immagine che mi resta addosso: “il vento canta nei volti / il pescato dal mare e dalla vita”. È un verso che sa di speranza. Di cicatrici, sì, ma anche di conquista. Mi fa pensare che forse, alla fine, non sono i pesci l’unico tesoro. È la forza che ci siamo guadagnati, onda dopo onda.
È una poesia che onora la fatica senza mitizzarla. Che non nasconde il pericolo, ma neanche la bellezza del rischio. Senti che ogni parola è stata vissuta, non solo scritta. E forse, proprio per questo, arriva dritta al cuore.
Grazie per avermela fatta leggere. Sembra di sentire ancora l’odore delle reti bagnate.
F.C. un amico

RETURN AT DAWN


The fishermen return.
Boats furrow
the sea’s breath.
Faces weary, wind-carved,
watchful eyes – defy the abyss.
Nets full of quicksilver,
treasures drenched in toil.
The night – a game with risk:
every wave – a true danger.
Dawn rises like forgiveness,
gives light to ancient gestures.
Like life: if you don’t dare,
your harvest is empty.
The risk is worth it:
in peril – a more glorious dawn.
Full nets, strong hearts –
the wind sings on their faces
the harvest from sea and life.

This poem, Return at Dawn, of my friend Letizia Caiazzo, struck me with its honesty. It doesn’t seek ornament, doesn’t aim to dazzle: it speaks of toil, risk, of a hard and true beauty. It’s as if you took the grey of the sea at night and the gold of dawn, and mixed them with hands stained by salt.
The theme is clear—the fishermen’s return—but what moves me is how it becomes a metaphor for all our battles. Those wind-carved weary faces aren’t just men’s faces: they’re anyone who has fought for something. And when you say “the night was a game with risk / every wave was a true danger,” I feel the fragile courage of those who know they could lose everything yet row anyway.
The style is spare, yet full of breathing images: “nets full of quicksilver” (what splendor, this life shimmering in the meshes!), “dawn rises like forgiveness” (how true that light absolves us from night’s fears). There are no forced rhymes, just free verse following the sea’s rhythm—sometimes short and broken, sometimes fluid, like waves stretching onto the shore.
Then there’s the heart of the poem, those two lines that make one tremble: “Like life, if you don’t challenge the darkness, / your harvest is empty.” Here, everything connects. It’s not a lesson, not rhetoric: it’s a naked truth, spoken with the simplicity of one who has seen the sea’s depths and returned.
You close with an image that stays with me: “the wind sings on their faces / the harvest from sea and life.” It’s a line that tastes of hope. Of scars, yes, but also conquest. It makes me think that perhaps, in the end, the fish aren’t the only treasure. It’s the strength we’ve earned, wave by wave.
This is a poem that honors toil without romanticizing it. That hides neither the danger nor the beauty of risk. You feel every word was lived, not just written. And perhaps precisely for this, it goes straight to the heart.
Thank you for letting me read it. I can still smell the damp nets.

REGRESO AL AMANECER


Vuelven los pescadores.
Barcas surcan
el aliento del mar.
Rostros cansados, esculpidos por el viento,
ojos vigilantes – desafían el abismo.
Redes llenas de plata viva,
tesoros bañados en fatiga.
La noche – un juego con el riesgo:
cada ola – un verdadero peligro.
El alba surge como perdón,
da luz a gestos ancestrales.
Como la vida: si no desafías,
la cosecha está vacía.
Vale la pena arriesgar:
en el peligro – un amanecer más glorioso.
Redes llenas, corazones fuertes –
el viento canta en los rostros
la cosecha del mar y de la vida.
Este poema, Regreso al Amanecer, de mi amiga Letizia Caiazzo,  me impactó por su honestidad. No busca ornamento, no quiere deslumbrar: habla de fatiga, de riesgo, de una belleza dura y verdadera. Es como si hubieras tomado el gris del mar de noche y el oro del amanecer, y los hubieras mezclado con manos manchadas de sal.
El tema es claro —el regreso de los pescadores— pero lo que me conmueve es cómo se convierte en metáfora de todas nuestras batallas. Esos rostros cansados esculpidos por el viento no son solo caras de hombres: son cualquiera que haya luchado por algo. Y cuando dices que “la noche fue un juego con el riesgo / cada ola era un verdadero peligro”, siento el coraje frágil de quien sabe que podría perderlo todo, y sin embargo rema igual.
El estilo es sobrio, pero lleno de imágenes que respiran: “redes llenas de plata viva” (¡qué esplendor, esa vida que brilla entre las mallas!), “el alba surge como perdón” (cuán cierto que la luz nos absuelve de los miedos de la noche). No hay rimas forzadas, solo versos libres que siguen el ritmo del mar —a veces cortos y quebrados, a veces fluidos, como olas que se alargan en la orilla.
Y luego está el corazón del poema, esos dos versos que hacen temblar: “Como la vida, si no desafías la oscuridad, / tu cosecha está vacía”. Aquí todo se conecta. No es una lección, no es retórica: es una verdad desnuda, dicha con la simplicidad de quien ha visto el fondo del mar y ha regresado.
Cierras con una imagen que se me queda grabada: “el viento canta en los rostros / la cosecha del mar y de la vida”. Es un verso que sabe a esperanza. De cicatrices, sí, pero también de conquista. Me hace pensar que quizás, al final, los peces no son el único tesoro. Es la fuerza que nos hemos ganado, ola tras ola.
Es un poema que honra la fatiga sin mitificarla. Que no oculta el peligro, pero tampoco la belleza del riesgo. Sientes que cada palabra ha sido vivida, no solo escrita. Y quizá, precisamente por eso, llega derecho al corazón.
Gracias por permitirme leerlo. Parece que aún huelo las redes húmedas.

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Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica della poesia: ” Al tramonto” della poetessa Edith Fernández Caruso – Argentina

Fotomontaggio con il prof Kareem Abdullah -Iraq e la poetessa Edith Fernández Caruso – Argentina

Lettura critica secondo l’approccio stilistico di “Al tramonto ” di Edith Fernández Caruso.
Di: Karim Abdullah – Iraq.

La poesia di Edith Fernández Caruso in  ” Al tramonto” si distingue per la gestione sottile e precisa delle risorse stilistiche, che creano un’atmosfera carica di simbolismo ed emozione. La poesia è strutturata in una serie di strofe che ruotano attorno a un unico tempo e spazio: il tramonto, che non è solo un momento della giornata, ma un simbolo che permea l’intera esperienza espressa.

Da un punto di vista lessicale, la scelta delle parole propende verso termini carichi di connotazioni religiose e spirituali, come “salmi”, “shofar”, “mandato” e “santuario”. Si crea così una trama verbale che evoca solennità e contemplazione, collegando il momento naturale del tramonto a una tradizione sacra. La ripetizione della frase “al tramonto” all’inizio di ogni strofa funziona come un’anafora che sottolinea l’importanza del momento e gli conferisce un ritmo quasi liturgico.

Un altro aspetto degno di nota è l’uso di immagini sensoriali. I “candelabri”, i “fiori d’arancio”, le “rose” e le “tuberose” non solo decorano la scena, ma introducono anche una tavolozza visiva e olfattiva che contribuisce a creare un’atmosfera intima e reverente. Inoltre, la metafora della “tovaglia” che “oggi è un mantello” suggerisce la trasformazione del quotidiano in qualcosa di sacro e protettivo, un gesto di sacralizzazione del tempo e dello spazio.

Dal punto di vista sintattico predominano le frasi semplici e coordinate, che garantiscono chiarezza e fluidità. Tuttavia, in alcuni versi si percepisce un ritmo più frammentato, come in “un suono distinto come una lacrima”, dove il paragone intensifica l’emozione e la tensione interna del verso.

Altro elemento stilistico fondamentale è il connubio tra tradizione e modernità, visibile nel richiamo alle pratiche ancestrali (lo shofar, i salmi) insieme all’espressione di sentimenti universali come la guerra, il dolore e la speranza. La dicotomia tra sacro e profano, tra festa e tragedia, è presente nel contrappunto tra danza e guerra, tra canto nuovo e “dolore e derisione”.

Infine, la poesia invita alla partecipazione attiva del lettore, soprattutto nell’ultima strofa, dove il “fratello” è chiamato ad aprire la strada e a continuare la musica del santuario. Questo appello rafforza la dimensione comunitaria della poesia, che trascende l’individuo per connettersi con un sentimento collettivo.

In breve, ” Al tramonto” è una poesia che, attraverso un linguaggio attento e una struttura ritmica ripetitiva, riesce a combinare il simbolico con il tangibile, lo spirituale con l’umano, creando uno spazio in cui il tramonto diventa metafora di rinnovamento e resistenza.

AL TRAMONTO

Al tramonto, i candelabri
adornando la tavola, lampade bianche,
fiori d’arancio e rose e alcune tuberose,
sulla tovaglia pulita, che oggi è un mantello.

Al tramonto leggerò tre salmi
quando risuona il sacro squillo dello shofar,
un suono distinto come uno strappo,
al tramonto verrà annunciato.

Al tramonto è sabato
È riposo e gloria al santo nome,
È il pane e il vino del suo comando
e balla come un bambino scalzo.

Al tramonto con il tamburello,
Canterò una nuova canzone,
a colui che può tutto, a colui che ha dato tutto
al tramonto nel luogo sacro.

Al tramonto, se siamo qui
Guarderò verso est, che amo tanto
Se l’ombelico del mondo è già in guerra
il mondo intero è in guerra, nel dolore e nella derisione.

Al tramonto andrò a ballare
nonostante l’infamia e il piano
ciò che il cielo odia, ciò che è condannato
al tramonto andrò cantando.

Al tramonto, una nuova canzone,
le orecchie che guardano sentiranno
una lacrima tremenda con dolori del parto,
esplosione d’amore, tanto attesa.

Al tramonto, se sei mio fratello
apri un solco per il cammino, cammino santo
gli accordi si sentono dal santuario
al tramonto, sull’alta montagna!

Edith Fernández Caruso
©Tutti i diritti riservati
Buenos Aires – Argentina

Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia poetessa bilingue, scrittrice, promotrice culturale nel mondo

Lectura crítica según el enfoque estilístico de “A LA PUESTA DE SOL” de Edith Fernández Caruso .
Por: Karim Abdullah – Irak.

La poesía de Edith Fernández Caruso en A la puesta de sol se destaca por un manejo sutil y preciso de los recursos estilísticos que construyen una atmósfera cargada de simbolismo y emoción. El poema se estructura en una serie de estrofas que giran alrededor de un mismo tiempo y espacio: la puesta de sol, que no es solo un momento del día, sino un símbolo que atraviesa toda la experiencia expresada.

Desde un punto de vista léxico, la elección de palabras se inclina hacia términos cargados de connotaciones religiosas y espirituales, como “salmos”, “shofar”, “mandato” y “santuario”. Esto crea una textura verbal que remite a la solemnidad y al recogimiento, vinculando el instante natural del ocaso con una tradición sagrada. La repetición del sintagma “a la puesta de sol” al inicio de cada estrofa funciona como un anáfora que enfatiza la importancia del momento y le confiere un ritmo casi litúrgico.

El uso de imágenes sensoriales es otro aspecto destacable. Los “candelabros”, “azahares”, “rosas” y “nardos” no solo decoran la escena sino que también introducen una paleta visual y olfativa que contribuye a crear un ambiente íntimo y reverente. Además, la metáfora del “mantel” que “hoy es un manto” sugiere la transformación de lo cotidiano en algo sagrado y protector, un gesto de sacralización del tiempo y espacio.

Desde el punto de vista sintáctico, predominan oraciones simples y coordinadas, que aportan claridad y fluidez. Sin embargo, en algunas líneas se percibe un ritmo más fragmentado, como en “un sonido distinto como un desgarro”, donde la comparación intensifica la emoción y la tensión interna del verso.

Otro elemento estilístico fundamental es la combinación entre la tradición y la modernidad, visible en la alusión a prácticas ancestrales (el shofar, los salmos) junto a la expresión de sentimientos universales como la guerra, el dolor y la esperanza. La dicotomía entre lo sagrado y lo profano, lo festivo y lo trágico, está presente en el contrapunto entre el baile y la guerra, el canto nuevo y el “dolor y escarnio”.

Finalmente, el poema invita a la participación activa del lector, especialmente en la última estrofa, donde se llama al “hermano” a abrir camino y a continuar la música del santuario. Esta apelación refuerza la dimensión comunitaria del poema, que trasciende lo individual para conectarse con un sentir colectivo.

En suma, A la puesta de sol es un poema que, a través de un lenguaje cuidado y una estructura rítmica repetitiva, logra conjugar lo simbólico con lo tangible, lo espiritual con lo humano, creando un espacio donde el ocaso se vuelve metáfora de renovación y resistencia.

A LA PUESTA DE SOL

A la puesta de sol, los candelabros
adornanando la mesa, candiles blancos,
los azahares y rosas y algunos nardos,
sobre el limpio mantel, que hoy es un manto.
A la puesta de sol leeré tres salmos
cuando suene el shofar toque sagrado,
un sonido distinto como un desgarro,
a la puesta de sol será anunciado.

A la puesta de sol, es día sábado
es reposo y es gloria al nombre santo,
es el pan y es el vino de su mandato
y es bailar como un niño de pies descalzos.
A la puesta de sol con el pandero,
una nueva canción yo iré entonando,
al que todo lo puede, al que todo lo ha dado
a la puesta de sol en el sitio santo.

A la puesta de sol, si aquí estamos
miraré hacia el oriente, que tanto amo
si el ombligo del mundo ya está en guerra
todo el mundo está en guerra, dolor y escarnio.
A la puesta de sol iré danzando
a pesar de la infamia y lo planeado
lo que el cielo aborrece, lo que está condenado
a la puesta de sol yo iré cantando.

A la puesta de sol, un canto nuevo,
oirán los oídos que están velando
un desgarro tremendo con dolores de parto,
arrebato de amor, tan esperado.
A la puesta de sol, si eres mi hermano
abre surco al camino, camino santo
los acordes se escuchan desde el santuario
a la puesta de sol, en el monte alto !

Edith Fernández Caruso
©Derechos Reservados
Buenos Aires – Argentina

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