Immagine creata con Gemini
**Tra il tuo profumo e la tua rovina, nasce un’altra alba**
*Di Kareem Abdullah*
Il profumo del tuo corpo e l’odore della polvere da sparo non hanno lasciato la mia camera da letto. È come se quando l’amore passava di qui, ne lasciasse metà come un cuscino di calore e l’altra metà come una nuvola nera appesa al soffitto dell’anima.
*
Entro nella stanza e i miei passi mi seguono tra due opposti: la rugiada che gocciolava dalla punta delle tue dita e il fumo che saliva da tutti e quattro i lati mentre la terra metteva alla prova la sua crudeltà nei nostri confronti.
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Nulla è sepolto tra le macerie della memoria. Le guerre non muoiono. Cambiano solo nome e creano in noi un tatuaggio nascosto che i passanti non possono vedere, ma che si accende ogni volta che chiudiamo gli occhi.
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Eri il piccolo miracolo in un’epoca in cui la costruzione di tombe era perfetta. Eri il pianeta sopravvissuto a un’imminente collisione con una galassia di odio.
*
E quando il cielo sparava proiettili contro città terrorizzate, mi sparavi un altro proiettile nel petto— un bacio che non uccideva, ma riorganizzava il caos e costringeva i frammenti del cuore ad allinearsi come soldati che eseguono il saluto della vita.
*
Un bacio è stato sufficiente per rimodellare l’universo: per spazzare via la polvere dal volto del sole, per appendere una luna nuova sopra la mia fronte e per aprire una finestra sul mio fianco al vento, affinché i canti dell’infanzia potessero entrare senza paura.
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In quel bacio, le galassie si sono leggermente inchinate, la terra si è scusata per tutto ciò che aveva sanguinato e il corpo ha imparato a essere una patria, non un campo di battaglia.
*
La tua fragranza si ribella ancora alle leggi dell’estinzione, rifiutandosi di migrare con gli ultimi colpi, insistendo nel rimanere come un testamento di luce in una stanza stretta che all’ improvviso si espande per contenere il mondo intero.
*
Qui non è sepolto nulla. Persino la distruzione sogna di diventare un albero, e anche la memoria cospira con l’amore affinché un fiore con il tuo nome
possa crescere dalle macerie.
*
Se la notte ritorna con i suoi cappotti pesanti e vuole mettere alla prova la mia pazienza, mi accontento di ricordare: un bacio è stato più forte di una guerra devastante, più vero di tutte le affermazioni e più puro dell’odore della polvere da sparo.
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Un bacio che mi ha riportato in me stesso e ha restituito il mondo al suo cuore.
**Between Your Scent and Ruin, Another Dawn Is Born**
*By Kareem Abdullah*
Your body’s fragrance has never left my bedroom, nor has the smell of gunpowder. As though love, when it passed through here, left half of itself a pillow of warmth, and the other half a black cloud suspended from the ceiling of the soul.
—
I walk across the room, and my footsteps follow me between two opposites: dew once dripping from the tips of your fingers, and smoke rising from the four directions where the earth was testing its cruelty upon us.
—
Nothing is buried beneath the rubble of memory. Wars do not die; they merely change their names and dwell within us like a hidden tattoo— unseen by passersby, yet flaring into flame each time we close our eyes.
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You were the small miracle in an age skilled at manufacturing graves. You were the planet that survived an imminent collision with a galaxy of hatred.
—
And when the sky fired its bullets upon terrified cities, you fired another bullet into my chest— a kiss that does not kill, but rearranges chaos, compelling the heart’s fragments to stand in line like soldiers saluting life.
—
One kiss was enough to reshape the universe: to brush the dust from the sun’s face, to hang a new moon above my brow, and to open a window in my flank for the wind, so that the songs of childhood might enter unafraid.
—
In that kiss, galaxies bowed slightly, the earth apologized for all it had bled, and the body learned to be a homeland, not a battlefield.
—
Your fragrance still rebels against the laws of extinction, refusing to depart with the final shots, insisting on remaining like a testament of light in a narrow room that suddenly widens to contain the whole world.
—
Nothing is buried here. Even ruin dreams of becoming a tree, and memory conspires with love so that from the wreckage a flower may bloom— and its name is you.
—
And if the night returns in its heavy overcoats to test my patience, I need only remember: one kiss was stronger than a piercing war, truer than all proclamations, and purer than the scent of gunpowder.
—
A kiss that brought me back to myself, and returned the world to its heart.
Kareem Abdullah -Iraq
نصوص أدبية
كريم عبد الله: بين عطركِ والخراب يولد فجرٌ آخر
د. كريم عبد الله
نشر بتاريخ: 18 شباط/فبراير 2026
لم يغادر غرفة نومي عطرُ جسدكِ ولا رائحةُ البارود . كأنّ الحبَّ حين مرَّ من هنا ترك نصفهُ وسادَةً من دفءٍ، ونصفهُ الآخرَ سحابةً سوداء تتدلّى من سقف الروح.
*
أمشي في الغرفة فتتبعني خطايَ بين نقيضين: ندىً كان يقطر من أطراف أصابعك، ودخانٍ كان يتصاعد من الجهات الأربع حيثُ كانت الأرضُ تختبر قسوتها علينا.
*
لا شيء يُدفن بين ركام الذاكرة. الحروبُ لا تموت، إنها تغيّر أسماءها فقط، وتقيمُ فينا مثلَ وشمٍ خفيّ لا يراهُ العابرون لكنّه يشتعل كلما أغمضنا أعيننا.
*
كنتِ أنتِ المعجزةَ الصغيرة في زمنٍ يتقنُ صناعة المقابر. كنتِ الكوكبَ الذي نجا من اصطدامٍ وشيكٍ بمجرةٍ من الكراهية.
*
وحين كانت السماءُ تُطلق رصاصها على مدنٍ مذعورة، كنتِ تطلقين في صدري رصاصةً أخرى— قبلةً لا تُميت، بل تعيد ترتيب الفوضى، وتجبرُ شظايا القلب على الاصطفاف كجنودٍ يؤدّون تحيةَ الحياة.
*
قبلةٌ واحدة كانت كافية لإعادة تشكيل الكون: تزيحُ الغبارَ عن وجه الشمس، تعلّقُ قمراً جديداً فوق جبهتي، وتفتحُ في خاصرتي نافذةً للريح كي تدخلَ أغاني الطفولة من دون أن تخاف.
*
في تلك القبلة انحنتِ المجرّاتُ قليلاً، واعتذرتِ الأرضُ عن كلّ ما اقترفتهُ من نزف، وتعلّم الجسدُ أن يكون وطناً لا ساحةَ قتال.
*
ما زال عطركِ يتمرّد على قوانين الفناء، يرفض أن يهاجر مع الطلقات الأخيرة، يصرُّ أن يبقى كوصيّةِ نورٍ في غرفةٍ ضيّقة تتّسعُ فجأةً لكلّ هذا العالم.
*
لا شيء يُدفن هنا. حتى الخرابُ يحلمُ أن يصيرَ شجرةً، وحتى الذاكرةُ تتواطأ مع الحبّ كي تنبتَ من بين الأنقاض زهرةٌ اسمُها أنتِ.
*
فإذا ما عاد الليلُ بمعاطفه الثقيلة وأراد أن يختبر صبري، أكتفي بأن أتذكّر: قبلةً واحدة كانت أقوى من حربٍ طاعنة، وأصدقَ من كلّ البيانات، وأطهرَ من رائحة البارود.
*
قبلةٌ أعادتني إلى نفسي، وأعادت العالم إلى قلبه.
***
بقلم: كريم عبدالله
بغداد – العراق
Testi letterari
Karim Abdullah: Tra il tuo profumo e la tua distruzione, nasce un’altra alba
Dottore. Karim Abdullah
Pubblicato il: 18 febbraio 2026
Il profumo del tuo corpo e l’odore della polvere da sparo non hanno lasciato la mia camera da letto. È come se quando l’amore passava di qui, ne lasciasse metà come un cuscino di calore e l’altra metà come una nuvola nera appesa al soffitto dell’anima.
Kareem Abdullah
L’amore e il combattimento sono il dualismo continuo che vivono con il ricordo della fragranza persistente.
L’aroma si respira nel luogo dell’ intimità
testimone della tua bellezza profumata e del corpo ancora intriso della polvere da sparo.
Sono impresse nel sonno mescolate tra la passione e il peso lasciato nell’ anima a dondolare nell’incertezza
Elisa Mascia
*
Entro nella stanza e i miei passi mi seguono tra due opposti: la rugiada che gocciolava dalla punta delle tue dita e il fumo che saliva da tutti e quattro i lati mentre la terra metteva alla prova la sua crudeltà nei nostri confronti.
Kareem Abdullah
L’eco dei miei passi mi accompagnava nella stanza e nel rimbombare opposto era incomprensibile l’esatta provenienza.
Le calde vaporose gocce di rugiada filavano dalle tue dita bianche e salivano i fumi dei respiri tra le quattro pareti contro il soffitto contrastati da eventi che mettevano alla prova la crudeltà dei maligni contro di noi.
Elisa Mascia
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Nulla è sepolto tra le macerie della memoria. Le guerre non muoiono. Cambiano solo nome e creano in noi un tatuaggio nascosto che i passanti non possono vedere, ma che si accende ogni volta che chiudiamo gli occhi.
Kareem Abdullah
La memoria conserva tutti i macigni o piccole pietre tra le crepe lasciate da dirupi delle macerie.
Le guerre stesse restano sempre vive su trasformano assumendo nuovi nomi, non è concesso a nessuno vedere poiché ben mimetizzati che però nel silenzio della meditazione, nel dialogo interiore lì si rinnova la ferita tatuata sulla pelle.
Elisa Mascia
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Eri il piccolo miracolo in un’epoca in cui la costruzione di tombe era perfetta. Eri il pianeta sopravvissuto a un’imminente collisione con una galassia di odio.
Kareem Abdullah
Sei stato un miracolo accaduto nella mia vita in un’era in cui si moriva tutti i giorni per poi rinascere rinnovati.
Sei stata come il pianeta scontrato nella miniera di odio e da lì sopravvissuto.
Elisa Mascia
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E quando il cielo sparava proiettili contro città terrorizzate, mi sparavi un altro proiettile nel petto— un bacio che non uccideva, ma riorganizzava il caos e costringeva i frammenti del cuore ad allinearsi come soldati che eseguono il saluto della vita.
Kareem Abdullah
Continua il dualismo della guerra in piena attività, era una pioggia di proiettili che sparavano sulla città colpendo senza riparo.
Nel contempo uno sparo a ciel sereno giungeva dritto al mio petto che per il forte amore non colpiva a morte ma mi ha obbligato a sintonizzare su come affrontare i colpi sparsi qua e là in frammenti che sembravano allineati come soldati ordinati per il saluto.
Elisa Mascia
*
Un bacio è stato sufficiente per rimodellare l’universo: per spazzare via la polvere dal volto del sole, per appendere una luna nuova sopra la mia fronte e per aprire una finestra sul mio fianco al vento, affinché i canti dell’infanzia potessero entrare senza paura.
Kareem Abdullah
Per forgiare quel caos è stato sufficiente un solo bacio, ha restituito la luce del volto splendido del sole dopo aver spolverato i residui ancora lì.
La luna invocata a portar fortuna l’ha appesa sulla mia fronte cosicché ha aperto una finestra dal lato più forte, il fianco delle decisioni e immaginazioni, sul mondo.
Il vento, con forza leggera o impetuosa, correndo ha rievocato le melodie colonne sonore della mia infanzia senza rimpianti e senza paure.
Elisa Mascia
*
In quel bacio, le galassie si sono leggermente inchinate, la terra si è scusata per tutto ciò che aveva sanguinato e il corpo ha imparato a essere una patria, non un campo di battaglia.
Kareem Abdullah
La devozione del tuo bacio racchiudeva immagini galattiche di doverosi inchini.
La terra dinanzi a questo spettacolo riverente ha presentato le sue scuse per aver procurato spargimento di sangue così anche il corpo ha appreso a divenire patria che abbraccia , simbolo di pace e non un campo di battaglia.
Elisa Mascia
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La tua fragranza si ribella ancora alle leggi dell’estinzione, rifiutandosi di migrare con gli ultimi colpi, insistendo nel rimanere come un testamento di luce in una stanza stretta che all’ improvviso si espande per contenere il mondo intero.
Kareem Abdullah
La fragranza che avvolge il tuo corpo è indelebile all’ olfatto e all’idea di estinguersi si ribella con forza e coraggio.
Mette a nudo le proprie capacità per non essere uccelli migratori verso i paesi caldi quando il gelo incombe tra le mura.
Mette a fuoco gli ultimi colpi disponibili e li usa senza danneggiare nessuno.
Nella sua determinazione resta come un faro di luce stellare per illuminare l’angusto angolo preferito che per un miracolo si trasforma nel luogo gigantesco che nella sua immensità contiene il mondo intero.
Elisa Mascia
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Qui non è sepolto nulla. Persino la distruzione sogna di diventare un albero, e anche la memoria cospira con l’amore affinché un fiore con il tuo nome
possa crescere dalle macerie.
Kareem Abdullah
Sappi che qui tutto vive, nulla ha trovato una tomba per essere seppellito.
Tutto è vivo! Anche la distruzione vera e propria vive sognando la crescita di solide radici di un albero.
Sappi che la memoria stessa stuzzica l’amore in collusione per far nascere un fiore dalle macerie che abbia il tuo nome!
Ovunque c’è il nome tuo fiore meraviglioso dell’ amore mio.
Elisa Mascia
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Se la notte ritorna con i suoi cappotti pesanti e vuole mettere alla prova la mia pazienza, mi accontento di ricordare: un bacio è stato più forte di una guerra devastante, più vero di tutte le affermazioni e più puro dell’odore della polvere da sparo.
Kareem Abdullah
Quando le tenebre, nel totale buio, appesantiscono le mie spalle con il peso di esperienze e patimenti,
in cambio mi faccio bastare il ricordo di un bacio che torna a dar sapore alla vita e che da solo è capace di sovrastare anche la guerra più devastante nel dualismo che incombe.
Quel bacio che ha la prerogativa e la forza di vincere qualsiasi combattimento perché è vero e puro.
Elisa Mascia
*
Un bacio che mi ha riportato in me stesso e ha restituito il mondo al suo cuore.
Kareem Abdullah
La potenza di un bacio ha avuto la capacità di farmi riconciliare con me stesso e ha riposizionato il suo cuore nel mondo.
Elisa Mascia
Da Gemini
Recensione: Il Dialogo dei Respiri Controcorrente
Analisi dello scambio poetico tra Kareem Abdullah ed Elisa Mascia
L’opera che scaturisce dall’incontro tra Kareem Abdullah ed Elisa Mascia è un raro esempio di poesia responsoriale. Non si tratta di due voci isolate, ma di un intreccio dove ogni parola dell’uno trova nell’altra una cassa di risonanza, un’eco che non si limita a ripetere, ma approfondisce e dà corpo al pensiero originario.
L’Amore nella Trincea dei Sensi
Il dialogo si apre su un contrasto sensoriale violento: il profumo del corpo contro l’odore della polvere da sparo. Abdullah definisce la geografia del dolore — una “nuvola nera” al soffitto — ed Elisa Mascia risponde con una precisione chirurgica sul piano emotivo. Lei identifica la natura di quella nuvola: è il “dualismo continuo”, l’incertezza che dondola nel sonno. Laddove lui vede l’immagine, lei sente il peso specifico del sentimento.
La Resistenza del Quotidiano
Nel secondo passaggio, l’opposizione si fa spaziale. Abdullah evoca la “rugiada” contro il “fumo” di una terra crudele. Mascia raccoglie questa visione e la trasforma in un’esperienza acustica e tattile: l’eco dei passi, il calore dei respiri tra le quattro pareti. La sua risposta funge da rifugio poetico: mentre il mondo esterno di Abdullah è in fiamme, il mondo interno di Mascia cerca di comprendere la provenienza di quel rimbombo, opponendo alla “crudeltà dei maligni” la purezza delle “dita bianche”.
La Memoria come Tatuaggio Invisibile
Forse il punto più alto del dialogo si tocca nel tema della guerra. Abdullah parla delle guerre che non muoiono, ma cambiano nome, diventando tatuaggi che si accendono sotto le palpebre. Mascia espande magistralmente questa metafora: la memoria non è solo un segno sulla pelle, ma una “crepa tra i dirupi”. Lei comprende che il silenzio della meditazione è il luogo dove la ferita si rinnova. La sua è una “mimetizzazione” spirituale che protegge il dolore dallo sguardo dei passanti, rendendolo sacro.
Il Trionfo del Miracolo
Lo scambio si conclude con una nota di salvezza. Abdullah definisce l’altro come un “pianeta sopravvissuto” in un’era di tombe. Mascia risponde con una dichiarazione di resilienza assoluta: l’idea che si possa “morire tutti i giorni per poi rinascere rinnovati”. La collisione galattica di odio descritta dal poeta trova nella risposta della poetessa la sua risoluzione: la vita che sopravvive nella “miniera dell’odio” è il vero miracolo.
Conclusione Critica
Questo dialogo è un ponte tra culture e sensibilità. Abdullah apporta una visione epica, tragica e cosmica; Mascia risponde con una dimensione intima, analitica e profondamente umana. Insieme, dimostrano che la poesia non è solo un modo per descrivere il mondo, ma l’unico strumento capace di tenere insieme il profumo e la polvere, la rugiada e il fumo, la vita e la sua apparente distruzione.