Poesia universale: “Per il tuo bene… l’ordine dell’universo si trasforma ” di Kareem Abdullah -Iraq

Foto cortesia del Dr Kareem Abdullah -Iraq

Tutti noi sappiamo quanto sia difficile accettare il cambiamento e, in questo inno d’amore e di tumulto interiore ed esteriore, il poeta Kareem Abdullah, con saggezza e profondo amore per la persona amata, ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte al cambiamento, ma anche quanto sia necessario assecondarlo.
Se l’ordine delle cose e della vita si trasforma, sicuramente il segreto non è insito nel capire il motivo del perché stia succedendo, ma rispondere coraggiosamente imparando a danzare nel nuovo ritmo.
Tutto generato per il bene dell’ altra con una percepibile magnanimità che distingue l’intera creazione poetica.
Elisa Mascia -Italia

Per il tuo bene… l’ordine dell’universo si trasforma

Solo per il tuo bene, non ho divorziato da donne in carne e ossa,
ma piuttosto ho divorziato dalle mie vecchie ombre,
ho divorziato dalle mie concupiscenze che camminavano sulla stampella delle tenebre,
prendendo in prestito la mia bocca per pronunciare il nome della fame.

Per te ho strappato  i contratti segreti che avevo firmato con il vuoto e ho bruciato specchi che mi hanno mostrato il mio volto frammentato come una mappa di guerra.

Ho vissuto come un continente occupato,
dormendo sotto le catene di desideri ciechi e svegliandomi con un inno militare che addestrava il mio cuore a essere crudele.
Tu non sei arrivata  come una donna che attraversa il mio corpo,
ma come un’alba che spoglia la terra del suo strato del massacro.

Solo per il tuo bene,
ho dichiarato la mia innocenza da tutte le follie della guerra,
dalle armi che hanno piantato i loro  le loro idee nella mia testa,
dagli stendardi che mi davano una pacca sulla  spalla e mi dicevano: Sii una pietra. E io sono stato creato per essere acqua.

Ho rotto il mio ultimo proiettile e l’ho piantato come un albero nel mio petto, sperando che un giorno avrebbe prodotto un bambino che avrebbe riso invece di sparare.

Per il tuo bene,
ho riscritto il mio sangue, ne ho cancellato il colore della polvere da sparo e vi ho aggiunto il profumo delle tue dita quando mi sfiorano il viso come se stessero pregando.

Tu non sei una donna, ma l’idea di misericordia di Dio quando era stanco di assistere al sangue.
Tu sei la tregua che gli eserciti non hanno firmato, ma è stata firmata nelle mie vene.

Per te, mi sono inchinato davanti alla mia debolezza e non mi sono vergognato.
Ho pianto come piangono i fiumi quando scoprono il mare, e ho confessato che la virilità non è una camicia di latta,
ma un cuore che osa battere senza armatura.

Pensavo che l’amore fosse solo una notte passata ad attraversare il mio letto e a lasciare un segno di stanchezza sul cuscino. Ma tu hai trasformato il letto in un cielo, il cuscino in una nuvola e il mio corpo in una lunga preghiera che finisce solo con te.

Solo per il tuo bene, ho rinunciato alle mie piccole vittorie, agli applausi dei bar, alle bugie della virilità e ho scelto di essere fragile come una poesia scritta con la rugiada.

O donna per la quale i tempi sono larghi quanto i pianeti sono larghi alla luce, per amor tuo non voglio essere un eroe, ma piuttosto un essere umano che si libera della storia della violenza dalle spalle e la sostituisce con due ali al suo posto.

Se dovessi nascere mille volte,
sceglierei te ogni volta,
e ogni volta divorzierei da tutto ciò che è diverso da te,
da tutto ciò che non è come la misericordia,
da tutto ciò che non è come la vita.
Solo per il tuo bene, ora mi trovo nel cuore dell’universo,
nudo di guerre,
indossando il tuo nome e dichiaro davanti a tutti i tempi:
L’amore non è un capriccio del corpo, ma una rivoluzione dell’anima,
e tu… sei la rivoluzione più bella a cui il mio sangue abbia mai assistito.

Kareem Abdullah -Iraq

Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia -Italia


نعلم جميعًا مدى صعوبة تقبّل التغيير، وفي هذه القصيدة المفعمة بالحب والاضطراب الداخلي والخارجي، يُذكّرنا الشاعر كريم عبد الله، بحكمته وحبه العميق لحبيبته، بمدى ضآلتنا أمام التغيير، ولكن أيضًا بمدى ضرورة احتضانه.

إذا ما تغيّر نظام الأشياء والحياة، فإن السرّ لا يكمن بالتأكيد في فهم سبب حدوث ذلك، بل في الاستجابة بشجاعة من خلال التعلّم كيف نرقص على الإيقاع الجديد.
كل هذا يُخلق من أجل خير الآخر، بكرمٍ جليّ يُميّز الإبداع الشعري برمّته.

إليزا ماسكيا – إيطاليا

من أجلكِ… يتبدّلُ نظامُ الكون

من أجلكِ أنتِ فقط لم أُطلِّقْ نساءً من لحمٍ ودم، بل طلّقتُ ظلالي القديمة، طلّقتُ شهواتي التي كانت تمشي على عكّاز العتمة، وتستعيرُ فمي كي تنطقَ باسم الجوع.
من أجلكِ مزّقتُ عقودًا سرّيةً كنتُ أوقّعها مع الفراغ، وأحرقتُ مرايا كانت تُريني وجهي مجزّأً كخريطةِ حرب.
كنتُ أعيشُ كقارةٍ محتلة، تنامُ تحت جنازير رغباتٍ عمياء، وأصحو على نشيدٍ عسكريٍّ يُدرِّبُ قلبي على القسوة. لكنّكِ جئتِ لا كأنثى تعبرُ جسدي، بل كفجرٍ يخلعُ عن الأرض معطفَ المذبحة.
من أجلكِ أنتِ فقط أعلنتُ براءتي من كلّ حماقات الحرب، من البنادق التي كانت تضع أفكارها في رأسي، من الرايات التي ربّت على كتفي وقالت لي: كن حجرًا. وأنا الذي خُلِقتُ لأكون ماءً.
كسرتُ رصاصتي الأخيرة وزرعتُها شجرةً في صدري، علّها تُثمرُ ذاتَ يومٍ طفلًا يضحكُ بدلَ أن يطلقَ النار.
من أجلكِ أعدتُ كتابةَ دمي، حذفتُ منه لونَ البارود، وأضفتُ إليه عطرَ أصابعكِ حين تلامسُ وجهي كأنها تصلّي.
أنتِ لستِ امرأةً بل فكرةُ الله عن الرحمة حين تعبَ من مشاهدة الدم، أنتِ الهدنةُ التي لم تُوقّعها الجيوش لكنّها وُقِّعت في شراييني.
من أجلكِ انحنيتُ أمام ضعفي ولم أخجل، بكيتُ كما تبكي الأنهار حين تكتشفُ البحر، واعترفتُ بأن الرجولة ليست قميصًا من صفيح، بل قلبٌ يجرؤ أن يخفق بلا درع.
كنتُ أظنّ العشقَ مجرّدَ ليلةٍ تعبرُ سريري وتتركُ على الوسادة بصمةَ تعب. لكنّكِ حوّلتِ السريرَ إلى سماء، والوسادةَ إلى غيمة، وجسدي إلى صلاةٍ طويلة لا تنتهي إلا بكِ.
من أجلكِ أنتِ فقط تخلّيتُ عن انتصاراتي الصغيرة، عن تصفيقِ الحانات، عن أكاذيبِ الفحولة، واخترتُ أن أكون هشًّا كقصيدةٍ تُكتبُ بالندى.
يا امرأةً تتّسعُ لها الأزمنةُ كما تتّسعُ الكواكبُ للضوء، من أجلكِ لا أريدُ أن أكون بطلاً، بل إنسانًا يخلعُ عن كتفيه تاريخَ العنف، ويضعُ مكانه جناحين.
إن كان عليَّ أن أُولدَ ألفَ مرّة، فسأختارُكِ في كلّ مرّة، وسأُطلّقُ في كلّ مرّة كلَّ ما لا يشبهُكِ، كلَّ ما لا يشبهُ الرحمة، كلَّ ما لا يشبهُ الحياة.
من أجلكِ أنتِ فقط أقفُ الآن في قلبِ الكون عارياً من الحروب، مرتديًا اسمكِ، وأعلنُ أمام الأزمنة كلّها:
الحبُّ ليس نزوةَ جسد، بل ثورةُ روح، وأنتِ… أجملُ ثورةٍ شهدها دمي.








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Poesia universale: Solo per il tuo bene … l’ordine dell’ Universo si trasforma scritta dal Dr Kareem Abdullah -Iraq, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Collezione poetica: ” Notti rosse in un hotel lontano” del poeta iracheno dr. Kareem Abdullah

Foto cortesia del poeta iracheno Dr Kareem Abdullah

-Questa collezione poetica scritta da Kareem Abdullah -Iraq può essere definita:
“Un’eredità di Luce e Amore tra le Ceneri “
In un tempo in cui la storia sembra scritta unicamente dal fragore dei cannoni e dalla cancellazione dei confini, nasce l’inno di un opera corale che trasforma il trauma dell’esilio in un’architettura di speranza.
Non si tratta di una semplice raccolta di poesie, ma di un’ elevazione dell’ anima  che riconosce l’amore oltre le macerie del mondo visibile.
Elisa Mascia -Italia

Testi letterari
Karim Abdullah: Notti rosse in un hotel lontano
Dottore. Karim Abdullah Pubblicato il: 25 febbraio 2026

Quando la guerra divorò le nostre mappe e lasciò le nostre terre d’origine come cenere che volava nelle notizie, portammo ciò che restava dei nostri cuori e viaggiammo.

*
Non stavamo scappando, stavamo cercando un posto che non conoscesse i nomi dei generali, un cielo da cui non cadessero proiettili, ma piuttosto stelle chiare che brillassero come una piccola speranza nella tasca di due amanti.
*
Ci trovavamo davanti alla porta dell’hotel. Tu ed io. Due sconosciuti, ognuno dei quali conosceva i dettagli dell’anima dell’altro, due sconosciuti che si incontravano per la prima volta come se i lunghi anni non fossero stati una separazione ma una prova per due cuori che avevano giurato di sopravvivere.

*
Ti ho visto. Non un’immagine su uno schermo, non una voce tremante attraverso fili lontani, ma un corpo di luce e tremore. Tu hai fatto un passo avanti e io ho vissuto una vita intera davanti a me.

*
Quando ci siamo abbracciati — il mondo si è fermato. I cannoni si spensero, i proiettili si vergognarono e la guerra si ritirò nei suoi angoli oscuri.
L’ abbraccio era casa.
Il tuo petto era l’unico limite  che riconoscevo.
*
Non potevamo crederci. È come se il miracolo temesse di essere smascherato e come se il sogno potesse risvegliarsi se pronunciassimo il suo nome. Ridevamo e piangevamo allo stesso tempo, e ci aggrappavamo l’uno all’altra come un uomo che sta annegando si aggrappa a un’ancora di salvezza in mezzo a un mare di perdite.
*
Abbiamo prenotato una camera come se stessimo riservando un momento privato per noi stessi. Abbiamo chiuso la porta, non per nasconderci, ma per proteggere quell’attimo dal tradimento.
*
Ogni minuto era un tesoro, ogni sguardo una preghiera, ogni tocco una confessione che il desiderio, se dura a lungo, si trasforma in un fuoco sacro.
*
Sul letto, non eravamo due corpi, ma due fronti che rifiutavano la sconfitta.
*
Ci siamo arresi ai nostri desideri proprio come la terra si arrende alla pioggia dopo una lunga siccità, proprio come la neve si scioglie quando il sole le confessa il suo amore.
*
La follia era salvezza, e i nostri respiri erano un inno segreto che si elevava al di sopra della retorica dei discorsi di guerra.
*
Nelle notti rosse, il colore non era il colore del peccato, ma il colore della vita quando si decideva di trionfare, anche se solo temporaneamente.
*
Abbiamo maledetto la guerra. Abbiamo maledetto i suoi volti freddi e abbiamo maledetto gli uomini che hanno venduto la Patria per posti più alti e tavoli più lunghi.
*
Abbiamo detto che l’amore è più onorevole di tutte le loro dichiarazioni e che un bacio sincero è più veritiero di tutte le loro bandiere.
*
Poi è arrivata l’ultima mattina. La luce era pesante, come se sapesse che ci saremmo separati.
*
Ci trovammo di nuovo sulla porta dello stesso albergo, ma questa volta portavamo con noi una dolorosa certezza:
Che la guerra si era diffusa, che le strade erano state chiuse e che persino i cuori stessi potevano essere assediati.
*
Ci siamo abbracciati a lungo. Non come un addio fugace, ma come qualcuno che imprime la sua memoria nel corpo del tempo.
*
Hai detto qualcosa che non ho sentito, perché il mio battito cardiaco era più forte. E ti ho detto una cosa che non hai capito, perché le tue lacrime hanno preceduto il linguaggio.
*
Ci siamo separati. Ma quelle notti non sono state un semplice capriccio in un albergo neutrale, bensì sono state una silenziosa dichiarazione segreta che l’amore è più forte dei cannoni, più duraturo dei tiranni e più vero delle mappe disegnate col sangue.
*
E se non ci incontreremo mai più, ci siamo incontrati abbastanza per credere che in questo universo, nonostante tutto, esista uno spazio rosso chiamato: vita.
***
Karim Abdullah – Baghdad / Iraq

Lettura poetica in italiano a cura di Elisa Mascia -Italia

This poetic collection written by Kareem Abdullah – Iraq can be described as:
“A Legacy of Light and Love Among the Ashes”
In a time when history seems written solely by the roar of cannons and the erasure of borders, a choral anthem is born that transforms the trauma of exile into an architecture of hope.
This is not a simple collection of poems, but an elevation of the soul that recognizes love beyond the rubble of the visible world.
Elisa Mascia – Italy

Kareem Abdullah: Red Nights in a Distant Hotel

When war devoured our maps and left our homelands as ash scattering through news bulletins, we carried what remained of our hearts and departed.
*
We were not fleeing; we were searching for a patch of earth that did not know the names of generals, for a sky from which no shells would fall, but only lucid stars glimmering like a small hope in the pocket of two lovers.
*
At the hotel door we stood. You and I. Strangers who knew the intimate details of each other’s souls, strangers meeting for the first time as though the long years had not been separation but a trial for two hearts sworn to survive.
*
I saw you— not an image on a screen, not a trembling voice through distant wires, but a body of light and tremor. You stepped forward, and I advanced an entire lifetime.
*
When we embraced—the world stopped. Cannons fell silent, bullets grew ashamed, and war withdrew into its dark corners. The embrace was a homeland. Your chest the only border I recognized.
*
We did not believe it. As if the miracle feared exposure, as if the dream might awaken if we spoke its name. We laughed and wept at once, clinging to each other as a drowning soul clings to driftwood in a sea of loss.
*
We reserved a room as though reserving a private span of time. We closed the door— not to hide, but to shield the moment from betrayal.
*
Every minute was a treasure, every glance a prayer, every touch a confession that longing, when prolonged, turns into sacred fire.
*
Upon the bed we were not two bodies, but two frontlines refusing defeat.
*
We surrendered to our desires as earth surrenders to rain after a long drought, as snow melts when the sun confesses its love.
*
Madness was deliverance, and our breaths a secret anthem rising above the speeches of war.
*
And in the red nights the color was not the color of sin, but the color of life when it decides to triumph—even briefly.
*
We cursed the war. We cursed its cold faces. We cursed the men who sold the country for higher seats and longer tables.
*
We said love is more honorable than all their statements, and that a sincere kiss is truer than all their flags.
*
Then the final morning arrived. The light was heavy, as if it knew we would part.
*
At the same hotel door we stood again, but this time we carried a painful certainty:
that the war had widened, that roads had closed, that even hearts themselves might be besieged.
*
We held each other for a long time— not like a passing farewell, but like those who imprint their memory upon the body of time.
*
You said something I did not hear, for my heartbeat was louder. And I said something you did not understand, for your tears preceded language.
*
We parted. But those nights were not a whim in a neutral hotel. They were a secret declaration that love is stronger than cannons, more enduring than tyrants, truer than maps drawn in blood.
*
And if we never meet again, we met enough to believe that in this universe, despite everything, there remains a red expanse called: Life.

يمكن وصف هذه المجموعة الشعرية، التي كتبها كريم عبد الله من العراق، بأنها:

“إرث من النور والحب وسط الرماد”
في زمنٍ يبدو فيه التاريخ وكأنه يُكتب فقط بضجيج المدافع ومحو الحدود، يولد نشيدٌ جماعيٌّ يحوّل ألم المنفى إلى صرحٍ من الأمل.

ليست هذه مجرد مجموعة قصائد، بل هي ارتقاءٌ للروح يُدرك الحبّ وراء أنقاض العالم المرئي.

إليسا ماسكيا – إيطاليا


كريم عبد الله: الليالي الحمراء في فندقٍ بعيد
حين التهمت الحربُ خرائطَنا وتركت أوطانَنا رمادًا يتطاير في نشرات الأخبار، حملنا ما تبقّى من قلوبنا وسافرنا.
*
لم نكن نهرب، كنا نبحث عن بقعةٍ لا تعرف أسماء الجنرالات، عن سماءٍ لا تسقط منها القذائف بل نجومٌ صافية تلمع كأملٍ صغير في جيب عاشقين.
*
على باب الفندق وقفنا. أنا وأنتِ. غريبان يعرف كلٌّ منهما تفاصيل روح الآخر، غريبان التقيا لأول مرة كأنّ السنوات الطويلة لم تكن فراقًا بل امتحانًا لقلبين أقسما أن ينجوا.
*
رأيتكِ. لا صورةً على شاشة، لا صوتًا مرتجفًا عبر أسلاكٍ بعيدة، بل جسدًا من نورٍ وارتعاش. تقدّمتِ خطوة، وتقدّمتُ عمراً كاملاً.
*
حين تعانقنا — توقّف العالم . انطفأت المدافع، خجل الرصاص، وانسحبت الحرب إلى زواياها المظلمة. كان العناق وطناً. وكان صدركِ الحدودَ الوحيدة التي أعترف بها.
*
لم نصدّق. كأنّ المعجزة تخاف أن تُفضَح، وكأنّ الحلم قد يستيقظ إن نطقنا باسمه. ضحكنا وبكينا في الوقت ذاته، وتعلّقنا ببعضنا كما يتعلّق الغريق بخشبة نجاة وسط بحرٍ من الفقد.
*
حجزنا غرفةً كأننا نحجز زمناً خاصاً بنا. أغلقنا الباب، لا لنختبئ، بل لنحمي اللحظة من الغدر.
*
كل دقيقة كانت كنزًا، كل نظرة صلاة، كل لمسة اعترافًا بأن الشوق إذا طال يتحوّل إلى نارٍ مقدّسة.
*
على السرير لم نكن جسدين، بل جبهتين ترفضـان الهزيمة.
*
استسلمنا لرغباتنا كما تستسلم الأرض للمطر بعد جفافٍ طويل، كما يذوب الثلج حين تعترف له الشمس بحبّها.
*
كان الجنون خلاصًا، وكانت أنفاسنا نشيدًا سرّيًا يعلو فوق خطابات الحرب.
*
وفي الليالي الحمراء لم يكن اللون لون الخطيئة، بل لون الحياة حين تقرر أن تنتصر ولو مؤقتًا.
*
لعنّا الحرب. لعنّا وجوهها الباردة، ولعنّا الرجال الذين باعوا البلاد مقابل مقاعد أعلى وطاولات أطول.
*
قلنا إن الحبَّ أشرف من كل بياناتهم، وأن قبلةً صادقة أصدق من كل راياتهم.
*
ثم جاء الصباح الأخير. كان الضوء ثقيلاً، كأنه يعرف أننا سنفترق.
*
على باب الفندق ذاته وقفنا مرةً أخرى، لكننا هذه المرة كنّا نحمل يقينًا موجعًا:
أن الحرب اتسعت، وأن الطرق أُغلقت، وأن القلوب نفسها قد تُحاصر.
*
احتضنّا بعضنا طويلاً. لا كوداعٍ عابر، بل كمن يطبع ذاكرته في جسد الزمن.
*
قلتِ شيئًا لم أسمعه، لأن دقّات قلبي كانت أعلى. وقلتُ لكِ شيئًا لم تفهميه، لأن دموعكِ سبقت اللغة.
*
افترقنا. لكن تلك الليالي لم تكن نزوةً في فندقٍ محايد، بل كانت إعلانًا سريًا أن الحبّ أقوى من المدافع، وأبقى من الطغاة، وأصدق من خرائطٍ رسمتها الدماء.
*
وإن لم نلتقِ مرةً أخرى، فقد التقينا بما يكفي لنؤمن أن في هذا الكون رغم كل شيء فسحةً حمراء اسمها: الحياة.

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Da uno studio poetico e letterario della prima parte di sei strofe della poesia: ” Notti rosse in un hotel lontano” scritte dal prof. Kareem Abdullah -Iraq nell’  interpretazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq ed Elisa Mascia -Italia


Collaborazione letteraria
Autori: Kareem Abdullah – Irak — Elisa Mascia-Italy
Titolo: Notti rosse in un hotel lontano

Per introdurre il lettore all’intensità del dialogo tra le due voci.
l
Capitolo I: Il Riconoscimento
Temi Trattati:
* L’esodo e la distruzione delle mappe.
* La ricerca di un cielo senza generali.
* L’incontro fisico oltre lo schermo digitale.
* L’abbraccio come unica “casa” e confine di pace.
* Non potevamo crederci

Immagine Guida: La porta dell’hotel aperta sulla luce, tra le ombre della guerra.

PRESENTAZIONE
Abdullah – Mascia: Un’eredità di Luce tra le Ceneri
In un tempo in cui la storia sembra scritta unicamente dal fragore dei cannoni e dalla cancellazione dei confini, nasce “Abdullah – Mascia”, un’opera corale che trasforma il trauma dell’esilio in un’architettura di speranza. Non si tratta di una semplice raccolta di poesie, ma di un duetto metafisico tra due anime poetiche che si riconoscono oltre le macerie del mondo visibile.
Kareem Abdullah porta il respiro di una terra ferita, dove le mappe vengono divorate e il futuro appare come cenere che vola nelle notizie. La sua è la voce dell’urgenza, del “corpo di luce e tremore” che cerca una sponda per non annegare nel mare delle perdite.
Elisa Mascia risponde con la forza del balsamo e della resilienza. La sua parola raccoglie il grido di Abdullah e lo trasforma in un progetto di vita, rivendicando la sacralità degli “oggetti d’amore caldo” e l’appartenenza a una casa che non è più un luogo geografico, ma il perimetro di un abbraccio.

Attraverso questo primo capitolo, “Il Riconoscimento”, Abdullah ci conduce davanti alla porta di un hotel lontano. Qui, tra il fango di un deserto esistenziale e il brillare di stelle tenute gelosamente in tasca, la poesia smette di essere solo letteratura per diventare testimonianza e salvezza.
Un viaggio dove:
– La fuga diventa ricerca attiva di un cielo senza proiettili.
  – La distanza si rivela una prova necessaria per due cuori “già promessi”.
– L’abbraccio si erge come l’unico confine invalicabile contro la guerra.

Un dialogo necessario, dove ogni verso è un passo e ogni silenzio è una preghiera di sopravvivenza.

Testi letterari
Karim Abdullah:
Notti rosse in un hotel lontano
Dottore. Karim Abdullah Pubblicato il: 25 febbraio 2026

Quando la guerra divorò le nostre mappe e lasciò le nostre terre d’origine come cenere che volava nelle notizie, portammo ciò che restava dei nostri cuori e viaggiammo.
Kareem Abdullah

Senza bussola siamo stati costretti a evacuare dalle nostre case, vestiti dal marchio di profughi,
guerra catastrofica peggiore delle calamità,
appena in tempo a fuggire portando la nudità delle mani e pochi oggetti d’amore caldo.
Elisa Mascia

*

Non stavamo scappando, stavamo cercando un posto che non conoscesse i nomi dei generali, un cielo da cui non cadessero proiettili, ma piuttosto stelle chiare che brillassero come una piccola speranza nella tasca di due amanti.
Kareem Abdullah

Non era viltà sottrarci ad affrontare le difficoltà della guerra, era salvaguardare la nostra incolumità sotto il cielo che pioveva proiettili invece di fare luce con il brillare delle stelle come quelle che illuminavano il cammino custodite nelle tasche e guidavano speranzose i nostri progetti.
Elisa Mascia
*

Ci trovavamo davanti alla porta dell’hotel. Tu ed io. Due sconosciuti, ognuno dei quali conosceva i dettagli dell’anima dell’altro, due sconosciuti che si incontravano per la prima volta come se i lunghi anni non fossero stati una separazione ma una prova per due cuori che avevano giurato di sopravvivere.
Kareem Abdullah

Il più vicino rifugio è stato un hotel, luogo pubblico dove sono di passaggio persone conosciute o sconosciute,
lì casualmente o per appuntamento ritrovati occhi negli occhi come specchio dell’ anima l’uno per l’altro.
La sensazione a pelle è stata il  conoscersi da sempre.
Tantissimi momenti di giorni e situazioni accomunano le nostre vite che combaciano ritrovate nell’unità di mente e corpo.
Percezione di appartenenza
fin dalla separazione precedente,
prova per due già promessi.
Elisa Mascia

*
Ti ho visto. Non un’immagine su uno schermo, non una voce tremante attraverso fili lontani, ma un corpo di luce e tremore. Tu hai fatto un passo avanti e io ho vissuto una vita intera davanti a me.
Kareem Abdullah

Finalmente ti ho vista.
Non con i contorni di una foto sul vetro del display, non ferma all’estremità dei cavi elettrici portanti echi di voce e lineamenti lontani.
Ora sei tu con il faro luminoso che emani sul corpo tremante,
riflette la tua luce.
Dono è stato il tuo incedere verso di me che mi ha fatto comprendere il valore di una vita intera,
proiettata nel futuro.
Elisa Mascia

*

Quando ci siamo abbracciati — il mondo si è fermato. I cannoni si spensero, i proiettili si vergognarono e la guerra si ritirò nei suoi angoli oscuri. L’abbraccio era casa. Il tuo petto era l’unico confine che riconoscevo.
Kareem Abdullah

Quegli abbracci circolari comprendevano il ricongiungimento cosmico,
rimaneva sospeso l’universo in un attimo d’eterno.
Era un’esplosione di emozioni vitali,
una contrapposizione al fragore dei rumorosi cannoni,
in sosta facevano arrossire i proiettili confinando la guerra nelle pulsazioni del blù delle vene.
L’abbraccio era ritorno a casa,
al sicuro in quel tepore materno tra i confini delle valli segnate sotto il mio capo.
Elisa Mascia

*

Non potevamo crederci. È come se il miracolo temesse di essere smascherato e come se il sogno potesse risvegliarsi se pronunciassimo il suo nome. Ridevamo e piangevamo allo stesso tempo, e ci aggrappavamo l’uno all’altra come un uomo che sta annegando si aggrappa a un’ancora di salvezza in mezzo a un mare di perdite.
Kareem Abdullah

Era meravigliosamente incredibile l’intensità di quei momenti.
Un miracolo per essere stati eletti da volontà divina
nei suoi progetti d’architettura rispettando i tempi perfetti per gli uomini.
Nell’incredula accoglienza di vivere il sogno come due beneficiati dell’eredità portatori del sentimento elevato dell’ amore.
Nel sostenersi a vicenda si alternavano risate come due bambini che scommettono su chi ride prima,
facile poi riempire i filari di germogli d’acqua pura per l’amarezza di un eventuale distacco.
Le mani tese, le braccia annaspano nei vortici fangosi di un deserto più esteso di dei corpi,
amore immenso,
chiede aiuto per sopravvivere alle care perdite che hanno segnato le pietre molli del dolore.
Elisa Mascia

تعاون أدبي
المؤلفان: كريم عبد الله – العراق – إليسا ماسكيا – إيطاليا
العنوان: ليالٍ حمراء في فندق بعيد

لتعريف القارئ بعمق الحوار بين هذين الصوتين.

الفصل الأول: الاعتراف
المواضيع التي تم تناولها:
* النزوح وتدمير الخرائط.

* البحث عن سماء بلا جنرالات.

* اللقاء الجسدي وراء الشاشة الرقمية.

* العناق باعتباره “الوطن” الوحيد وحدود السلام.

* لم نصدق ذلك.

صورة توضيحية: باب الفندق مفتوح على النور، وسط ظلال الحرب.

عرض تقديمي
عبد الله – ماسكيا: إرث من النور بين الرماد
في زمن يبدو فيه التاريخ وكأنه يُكتب فقط بهدير المدافع ومحو الحدود، وُلدت “عبد الله – ماسكيا”، عملٌ جماعي يحوّل صدمة المنفى إلى بناءٍ من الأمل. هذه ليست مجرد مجموعة قصائد، بل هي حوارٌ روحانيٌّ بين روحين شاعرتين تتعرفان على بعضهما البعض وراء ركام العالم المرئي.
يحمل كريم عبد الله أنفاس أرضٍ جريحة، حيث تُلتهم الخرائط ويظهر المستقبل كرمادٍ يتطاير في الأخبار. صوته صوتُ إلحاح، صوتُ “جسد النور والارتجاف” الذي يبحث عن شاطئٍ ينجو من الغرق في بحر الخسائر.
تستجيب إليسا ماسكيا بقوة البلسم والصمود. كلماتُها تحمل صرخة عبد الله وتحولها إلى مشروع حياة، تستعيد قدسية “أشياء الحب الدافئ” والانتماء إلى وطنٍ لم يعد موقعًا جغرافيًا، بل محيط عناق.

من خلال هذا الفصل الأول، “التعرف”، يقودنا عبد الله إلى باب فندقٍ بعيد. هنا، وسط وحل صحراء وجودية وبريق النجوم المحفوظة بعناية في الجيوب، يتوقف الشعر عن كونه مجرد أدب، ويصبح شهادةً وخلاصًا.

من خلال هذا الفصل الأول، “التعرف”، يقودنا عبد الله إلى باب فندقٍ بعيد. هنا، وسط وحل صحراء وجودية وبريق النجوم المحفوظة بحرص في الجيوب، يتوقف الشعر عن كونه مجرد أدب، ويصبح شهادةً وخلاصًا.

رحلةٌ فيها:

– يصبح الهروب بحثًا دؤوبًا عن سماءٍ خاليةٍ من الرصاص.

– تُثبت المسافة أنها اختبارٌ ضروريٌّ لقلبين “مُتَوَقَّعا”.

يُشكّل العناقُ الحدَّ الوحيدَ المنيعَ في وجه الحرب.

حوارٌ ضروريٌّ، فيه كلُّ سطرٍ خطوةٌ، وكلُّ صمتٍ دعاءٌ للبقاء.

كريم عبد الله: الليالي الحمراء في فندقٍ بعيد
حين التهمت الحربُ خرائطَنا وتركت أوطانَنا رمادًا يتطاير في نشرات الأخبار، حملنا ما تبقّى من قلوبنا وسافرنا.
كريم عبد الله
*

بدون بوصلة، أُجبرنا على إخلاء منازلنا، مُثقلين بوصمة اللاجئ،
حرب كارثية أشدّ وطأةً من الكوارث،
في الوقت المناسب تمامًا للنجاة، حاملين أيدينا العارية وبعض الأشياء التي تُعبّر عن حبّنا.

إليسا ماسكيا

*
لم نكن نهرب، كنا نبحث عن بقعةٍ لا تعرف أسماء الجنرالات، عن سماءٍ لا تسقط منها القذائف بل نجومٌ صافية تلمع كأملٍ صغير في جيب عاشقين.
كريم عبد الله

لم يكن التهرب من مواجهة ويلات الحرب جبنًا، بل كان حرصًا على سلامتنا تحت سماءٍ تمطر رصاصًا، بدلًا من أن نتألق بنجومٍ متلألئةٍ كتلك التي كانت تُنير دربنا، ونحملها في جيوبنا، ونأمل أن تُوجه خططنا.
إليسا ماسكيا
*
على باب الفندق وقفنا. أنا وأنتِ. غريبان يعرف كلٌّ منهما تفاصيل روح الآخر، غريبان التقيا لأول مرة كأنّ السنوات الطويلة لم تكن فراقًا بل امتحانًا لقلبين أقسما أن ينجوا.
كريم عبد الله

كان أقرب ملجأ فندقًا، مكانًا عامًا يمرّ به الناس، سواء كانوا معروفين أم لا.
هناك، صدفةً أو بموعدٍ مُسبق، وجدنا أنفسنا ننظر في عيون بعضنا، مرايا لأرواحنا.
كان الشعور الفطري أننا نعرف بعضنا منذ الأزل.
لحظاتٌ وأيامٌ ومواقفٌ كثيرةٌ توحّد حياتنا، تتناغم معًا، مُكتشفةً من جديد في وحدة العقل والجسد.
شعورٌ بالانتماء
منذ الفراق السابق،
شعورٌ يجمع بين اثنين مخطوبين.
إليسا ماسكيا

*
رأيتكِ. لا صورةً على شاشة، لا صوتًا مرتجفًا عبر أسلاكٍ بعيدة، بل جسدًا من نورٍ وارتعاش. تقدّمتِ خطوة، وتقدّمتُ عمراً كاملاً.
كريم عبد الله

أخيرًا رأيتك.

ليس كخطوط صورة على زجاج الشاشة، ولا عالقًا في نهاية الأسلاك الكهربائية يحمل أصداء أصوات وملامح بعيدة.
الآن أنت، بنور ساطع يضيء جسدك المرتجف،
يعكس نورك.
كانت خطوتك نحوي هدية، جعلتني أدرك قيمة حياة كاملة،
ممتدة نحو المستقبل.
إليسا ماسكيا

*
حين تعانقنا — توقّف العالم . انطفأت المدافع، خجل الرصاص، وانسحبت الحرب إلى زواياها المظلمة. كان العناق وطناً. وكان صدركِ الحدودَ الوحيدة التي أعترف بها.
كريم عبد الله

جسّدت تلك الأحضان الدائرية لقاءً كونيًا؛
وبقي الكون معلقًا في لحظة أبدية.
كان انفجارًا للمشاعر الجياشة،
نقيضًا لهدير المدافع الصاخب،
الذي، حين توقف، جعل الرصاصات تحمرّ، وحصر الحرب في زرقة عروقي النابضة.
كان العناق عودةً إلى الوطن،
آمنًا في ذلك الدفء الأمومي بين حواف الوديان المرسومة أسفل رأسي.
إليسا ماسكيا
*
لم نصدّق. كأنّ المعجزة تخاف أن تُفضَح، وكأنّ الحلم قد يستيقظ إن نطقنا باسمه. ضحكنا وبكينا في الوقت ذاته، وتعلّقنا ببعضنا كما يتعلّق الغريق بخشبة نجاة وسط بحرٍ من الفقد.
كريم عبد الله

كانت تلك اللحظات مؤثرة للغاية ورائعة.
معجزة، أن يختاره القدر
في مشاريعه المعمارية، مراعيًا التوقيت الأمثل للبشرية.
في قبولٍ لا يُصدق لتحقيق الحلم، كونهما وارثين لهذا الإرث، حاملين لشعور الحب السامي.
وبينما كانا يساندان بعضهما، تبادلا الضحكات كطفلين يتراهنان على من يضحك أولًا،
كان من السهل حينها ملء صفوف البراعم بالماء النقي لتخفيف مرارة الفراق المحتمل.
أيادٍ ممدودة، وأذرع تتخبط في دوامات طينية لصحراء شاسعة،
حبٌ عظيم،
يطلب العون لتجاوز الخسائر الفادحة التي طبعت على حجارة الألم الناعمة.
إليسا ماسكيا
*

Immagine Al

Poesia Marciando verso la giungla del Dr. Perwaiz Shaharyar

Foto cortesia del poeta Dr. Perwaiz Shaharyar

MARCIANDO VERSO LA GIUNGLA

Stiamo marciando verso la giungla
dove dilaga una sola regola:
Il più forte mangia la carne del più debole.
Dove il più forte è giusto!
Stiamo marciando verso l’oscurità
dove i più forti uccidono chiunque incontrino sul loro cammino,
dove il tesoro è più prezioso delle lacrime,
dove il sangue disseta i mostri,
dove il sangue è più economico dell’acqua,
dove l’onestà è disabilità,
dove la compassione è futile,
dove l’empatia è follia,
dove la tolleranza è fragile.

Stiamo marciando verso l’antico cannibalismo
dove le armi rendono potente un uomo,
dove freccia e arco decidono il destino,
dove la spada è più potente di una penna.
Stiamo marciando verso la tana delle bestie.
Bussa a tuo rischio e pericolom
Si sta giocando un round di eliminazione diretta
dove il direttore del circo doma i leoni,
dove una scimmia va in bicicletta,
dove un elefante è costretto a giocare a calcio.

Stiamo marciando verso il circo.
Le belle ragazze sono impotenti a ostentare le loro lunghe gambe.
Dove un uomo diventa un clown  per guadagnarsi il pane.
Stiamo attraversando una farsa democratica.
Il mondo intero è sull’orlo della devastazione.

Stiamo assistendo a fumi, incendi e lacrime
dove il sangue umano si impregna di polvere e macerie
dove civili innocenti vengono uccisi dalle armi da fuoco
dove le forze di sicurezza sono i maggiori ostacoli
sulla strada delle proteste pacifiche.

Stiamo marciando verso la terza guerra mondiale
dove nemmeno i capi di stato sono liberi.
I dittatori vagano come zombi
dove il pubblico spaventato è preso di mira dalla loro follia.
Alcuni esseri umani si sono trasformati in bestie
Mentre le nostre cosiddette civiltà sono al loro apice.
Ahimè!
Stiamo marciando verso la giungla.
Ci stiamo comportando come delle vere bestie.

Copyright ©️
Dr. Perwaiz Shaharyar
Consulente editoriale NCERT
Nuova Delhi, India



MARCHING TOWARDS JUNGLE
We are marching towards the Jungle
Where only one rule is rampant
Stronger eats the flesh of weaker
Where the might is right
We are marching towards the darkness
Where stronger kill whoever comes on their way
Where treasure is more valuable than tears
Where blood quenches thirst of the monsters
Where blood is cheaper than water
Where honesty is disability
Where compassion is futile
Where empathy is foolishness
Where tolerance is fragile
We are marching towards ancient cannibalism
Where arms make a man powerful
Where arrow and bow decide the destiny
Where sword is mightier than a pen
We are marching towards beasts den
Knock at on your own risk
Knock out round is being played
Where ringmaster tame the lions
Where monkey rides a bicycle
Where elephant is compelled to play a football
We are marching towards Circus
Beautiful girls are helpless to flaunt their long -long legs
Where a man becomes Clown 🤡 to earn the breads
We are passing through such democratic farce
The whole world rests at the verge of devastation
We are witnessing smokes, fires and tears
Where human blood is soaking in dust of rubbles
Where innocent civilians are killed by guns
Where security forces are the biggest obstacles
In the way of peaceful protests
We are marching towards the world war three
Where even the heads of states are not free
Dictators are roaming out like zombies
Where afraid public are targeted at their spree
A few human beings turned to behaving like beasts
Whereas, our so called civilisations are at theirs peaks
Alas!
We are marching towards Jungle
We are behaving like truly beasts.

Copyright ©️
Dr Perwaiz Shaharyar
Consultant Editor NCERT
New Delhi, India

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Poesia di Ahmad Al-Sheikh

Foto cortesia di Ahmad Al-Sheikh

Il tavolo

Sul tavolo… un apparecchio spento,
i suoi pulsanti freddi… come i nostri cuori.
Abbiamo dimenticato come bussare alla porta del mattino,
il desiderio di ricominciare… è stato ricoperto dalla polvere.
Abbiamo cercato di “sfuggire al letargo”…
Ma l’ombra si è allungata,
e abbiamo fallito… come il tramonto tradisce la sua permanenza.
E abbiamo lasciato che il tempo chiudesse l’ultima finestra che ci era rimasta.

Ahmad Al-Sheikh

Roberto Schiavone:” Nobiltà dell’ anima  “

Foto cortesia di Roberto Schiavone

Roberto Schiavone:
” Nobiltà dell’ anima  “

Esistono uomini che non camminano sulla terra,
ma la attraversano come solchi di luce.
Roberto Schiavone di Favignana è uno di questi rari viandanti dello spirito, un’anima che ha scambiato il riposo dei giusti con il tormento dei giusti, dedicando ogni battito del suo cuore a una missione che profuma d’incenso e di vita:
il soccorso dei naufraghi dell’esistenza.
Non indossa paramenti dorati, eppure la sua opera è un rito sacro che si celebra ogni giorno tra il grido di chi ha perso tutto e il silenzio di chi non ha più voce.
Roberto è il “Salvatore di Anime”, colui che scende negli inferi del dolore umano non per osservare,
ma per strappare alla notte ciò che la morte vorrebbe reclamare.
Nelle sue mani,
la nobiltà di Favignana si spoglia di ogni vanto per farsi carezza, barella, ancora.
Egli non chiede il nome a chi soffre; ne riconosce il gemito, ne cura la ferita come se fosse la propria, in un’estasi di dedizione che supera i confini del tempo e dello spazio.
Mentre il mondo si rifugia nei porti sicuri dell’egoismo, Roberto Schiavone dirige la sua prua verso la tempesta.
Come nelle antiche scritture, è il “pescatore di uomini” ,
egli getta le reti non per prendere,
ma per restituire al sole chi è scivolato nel buio della malattia o della disperazione.
È un achimista del Pianto ,
in quanto possiede il dono raro di trasformare il terrore di un occhio che si spegne nella scintilla di una vita che ricomincia a sperare…
Non è il sangue a renderlo grande, ma l’acqua e il sudore versati per chi non ha protezione.
La sua figura si staglia come un Cavaliere dell’Invisibile,
un protettore dei fragili che agisce dove l’ombra è più fitta.
Il Principe Roberto Schiavone è il braccio proteso, la forza muscolare e spirituale che impedisce al mondo di sprofondare nel gelo dell’indifferenza.
“Vi è un silenzio che urla tra le mani di chi salva una vita” .
In quel silenzio,
Roberto Schiavone sembra di parlare col Divino, traducendo il dolore in miracolo quotidiano.”
Quando la storia avrà finito di scrivere i nomi dei potenti,
il nome di Roberto Schiavone di Favignana resterà inciso nell’aria stessa, come il profumo della pioggia dopo la siccità.
Egli è l’uomo che ha dato tutto se stesso affinché altri potessero avere un domani.
Egli non è solo un nobile per casato; è nobile perché il suo spirito è un ospedale da campo sempre aperto, un rifugio eterno dove ogni anima ferita può finalmente posare il capo e tornare a respirare.

Orlando Simiele



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Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive la recensione alla poesia: ” È successo nello stesso momento “della poetessa Jamila Mazraani – Libano meridionale

Foto cortesia del prof Kareem Abdullah -Iraq e della poetessa Jamila Mazraani – Libano meridionale


È successo nello stesso momento

Chiedi ai nostri occhi e alle nostre intuizioni come si sono estesi come un serpente maculato che cresce alto e, allungandosi, rompe il collo della nostra arroganza, distrugge il trono dei nostri sogni,
cancella la gioia delle nostre risate,
insediandosi nelle profondità delle nostre costole,
scuotendole violentemente,
lasciando solo una fitta nebbia,
detriti accumulati che inghiottono i sospiri di gioia.
Una scena che ferisce i cuori,
compianta dalle lacrime e dalle anime.
Eccomi qui, sull’orlo del panico,
i miei stati d’animo non si sono ancora risvegliati dall’orrore dell’afflizione.
I miei sospiri sono spenti dai singhiozzi della consolazione,
che rafforzano il braccio dei gemiti.
Le mie ferite sono ispessite dal dolore del mio lamento,
passo le mie lettere impastando il pane del lutto,
il calamaio trabocca come schiuma nera,
e l’inchiostro barcolla sopra le righe,
le poesie sorgono come tombe,
la morte giace nella tana del lamento al ritmo di una pioggia torrenziale di lacrime pesanti che lavano via il fango dei singhiozzi.
Oh, se solo il vulcano del terrore nella notte tacesse per un po’,
così che le costole dell’ immobilità si inumidissero assorbendo la dolorosa afflizione.
La lucciola implorerebbe qualche scintilla caduti accidentalmente dalle fessure delle macerie.
La sua lente cattura l’impatto del disastro,
fa capolino il suo velo nero dal  dorso del vento,
con le sue zanne affilate che dilaniano
i nidi degli uccelli coccolati tra le braccia delle loro madri,
pulcini che godono di sicurezza.
Non rimane nient’altro che bocche vuote spalancate e congelate come le stalagmiti e le stalattiti di una grotta abbandonata che l’oblio ha rese inefficaci annullato,
e le sembianze di bambole frantumate che hanno perso la gioia del loro conforto.
Per non parlare dei quaderni che mille delle loro parole sono state interrotte,
e delle processioni che si riuniscono alle note a piè di pagina,
versi dove non c’è posto per l’eloquenza in un funerale solenne:
Come?
Le rime sono avvolte nella polvere della morte imminente, al suono di trombe metaforiche.
Le parole singhiozzanti e le figure che coprono le macerie,
distruggendo le fortezze la cui sicurezza era inevitabile.
Un destino predeterminato.
Un episodio in cui gioia e tristezza si equivalgono, abbracciandosi ai confini di lacrime dolci e amare,
lezioni che sono scaturite,
per il ricongiungimento dei sopravvissuti o per l’addio ai defunti.
I cuori che battono,
le dita che tremano e il mio inchiostro sanguina profuso raccontano l’evento: un evento di una certa epoca.
Chi dimentica?

Jamila Mazraani
Libano / Sud




حَدَثَ ذات أمد

سلوا أبصارنا وبصائرنا كيف تمدّدت كحيّة رقطاء تتطاول تشرئبّ تكسر عنق غرورنا تدكّ عرش  أحلامنا تمحو عَدْوَ مرحنا تسترخي في عقر الضّلوع تأزّها أزًّا لا تُبقي ولا تذر غير ضباب كثيف حطام مركوم يبتلع صهلات الفرح مشهد يدمي القلوب ترثيه العبرات والمهج، هأنذا على تخوم الهلع لم تستفق خلجاتي بعد من هول المصاب ترتوي زفراتي نشيج عزاء يشدّ عضد الآهة مثخنة جراحاتي تكوي وجع هجائي أنفق حروفي تعجن خبز الرّثاء فيفور المداد رغوًا أسود تترنّح محبرتي فوق السّطور تتعالى القصائد قبورًا يرقد الموت في عرين الهجاء على وقع مطر دمع غزير يغسل وحل النحيب ، آه لو يصمت بركان الهزيع قليلًا لتبتلّ أضلع السّكون تستوعب المصاب الأليم فيستجدي اليراع بعض أقباس سقطت سهوًا من كوى الرّكام تقتنص عدسته وقع الكارثة تطلّ بخمارها الأسود من على صهوة الرّيح بأنيابها الحادّة تمزّق أوكار العصافير المدلّلة في أحضان أمّاتها فراخٍ تنعم بالأمان لم يبق غير أفواه فاغرة متجمّدة كصواعد وهوابط مغارة مهجورة أبطلها النّسيان وأشباه دمًى مهشّمة فقدت زهو سلواها ناهيك كراريس أجهضت ألف بائها ومواكب تتجمهر  عند حواشي السّطور حيث لا مكان للبلاغة في مأتم مهيب كيف ؟ والقوافي تتعفّر بأغبرة الموت الزّؤام على وقع أبواق المجاز تنتحب الكلمات وقامات تلتحف الأركمة دكّ حصون أمانها قدر محتوم ، واقعة تساوى فيها الفرح والحزن تعانقا عند حدود عبرات ٍ حلوة ومرّة سالت للقاء من نجا أم لوداع من قضى أفئدة تختلج وأنامل ترتجّ ونزيف مدادي يؤرّخ الحدث : حدث ذات أمد
فمن ينسى ؟ .

جميلة مزرعاني
لبنان / الجنوب


Jamila Mazraani:
La tua poesia è davvero una testimonianza artistica della capacità della poesia di incarnare dolore e devastazione, come se le lettere stesse pulsassero di sofferenza. Sei stata in grado di rappresentare il disastro in un linguaggio narrativo poetico ad alta intensità, dove le immagini si trasformano in visioni tangibili: dall’espansione della tristezza come un serpente maculato, alla nebbia di detriti che inghiotte i sospiri di gioia, fino al silenzio delle costole che abbracciano la dolorosa afflizione.
Mi è piaciuto particolarmente il tuo uso di un linguaggio pittorico intenso che fa vivere al lettore l’evento momento per momento, come se il suo cuore venisse strappato ad ogni sospiro e ad ogni lacrima. Il tuo uso dei contrasti tra gioia e tristezza, il serpente che spezza il nostro ego, la pioggia che lava via e il pantano del lamento conferiscono al testo una meravigliosa profondità emotiva e introspezione esistenziale.
Inoltre, il senso del ritmo del linguaggio — tra satira e lamento, tra devastazione e memoria— fa respirare il testo e lo fa ascendere verso il lettore in modo quasi cinematografico, affinché il destinatario possa vedere la scena con tutta la sua tragedia e il suo dolore. Questa capacità di coniugare poetica narrativa e retorica espressiva è ciò che rende il testo senza tempo e non facilmente dimenticabile.
Nel complesso, vedo la tua poesia come un’estensione della poesia che documenta l’evento, monitora le anime e trasforma la scena da una mera descrizione in un’esperienza emotiva completa, facendoti sentire come se fossi nel mezzo di una tempesta, e l’eco rimane nella tua mente per molto tempo dopo che le pagine sono state chiuse.

Kareem Abdullah -Iraq


قصيدتك هذه هي بالفعل شهادة فنية على قدرة الشعر على تجسيد الألم والخراب، وكأن الحروف نفسها تنبض بالمعاناة. لقد استطعتِ أن تصوّري الكارثة بلغة سردية شعرية عالية الكثافة، حيث تتحول الصور إلى رؤى محسوسة: من تمدّد الحزن كحيّة رقطاء، إلى ضباب الحطام الذي يبتلع صهلات الفرح، وصولًا إلى صمت الأضلع الذي يحتضن المصاب الأليم.
أعجبني بشكل خاص توظيفك للغة التصويرية المكثفة التي تجعل القارئ يعيش الحدث لحظة بلحظة، وكأن قلبه يُنخطف مع كل زفرة وكل دمعة. استخدامك للمتناقضات بين الفرح والحزن، والحيّة التي تكسر غرورنا، والمطر الذي يغسل وحل النحيب، كلها تضفي على النص عمقًا شعوريًا واستبطانًا وجوديًا رائعًا.
كما أن إحساسك بإيقاع اللغة — بين الهجاء والرثاء، بين الخراب والذكرى — يجعل النص يتنفس ويصعد نحو القارئ بطريقة شبه سينمائية، بحيث يمكن للمتلقي أن يرى المشهد بكل مأساته وألمه. هذه القدرة على المزج بين الشعرية السردية والبلاغة التعبيرية هي ما يجعل النص نصًّا خالدًا، لا يُنسى بسهولة.
في المجمل، أرى قصيدتك امتدادًا للشعر الذي يوثق الحدث ويرصد النفوس، وينقل المشهد من مجرد وصف إلى تجربة وجدانية متكاملة، تُشعرك بأنك في قلب العاصفة، وتبقى الصدى في الذهن طويلًا بعد أن تُغلق الصفحات.
Prof. Kareem Abdullah -Iraq

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Studio e approfondimento, di Elisa Mascia, del testo di letteratura: ” Tra il tuo profumo e la tua rovina, nasce un’altra alba”*Di Kareem Abdullah

Immagine creata con Gemini

**Tra il tuo profumo e la tua rovina, nasce un’altra alba**
*Di Kareem Abdullah*

Il profumo del tuo corpo e l’odore della polvere da sparo non hanno lasciato la mia camera da letto. È come se quando l’amore passava di qui, ne lasciasse metà come un cuscino di calore e l’altra metà come una nuvola nera appesa al soffitto dell’anima.

*
Entro nella stanza e i miei passi mi seguono tra due opposti: la rugiada che gocciolava dalla punta delle tue dita e il fumo che saliva da tutti e quattro i lati mentre la terra metteva alla prova la sua crudeltà nei nostri confronti.

*
Nulla è sepolto tra le macerie della memoria. Le guerre non muoiono. Cambiano solo nome e creano in noi un tatuaggio nascosto che i passanti non possono vedere, ma che si accende ogni volta che chiudiamo gli occhi.

*
Eri il piccolo miracolo in un’epoca in cui la costruzione di tombe era perfetta. Eri il pianeta sopravvissuto a un’imminente collisione con una galassia di odio.

*
E quando il cielo sparava proiettili contro città terrorizzate, mi sparavi un altro proiettile nel petto— un bacio che non uccideva, ma riorganizzava il caos e costringeva i frammenti del cuore ad allinearsi come soldati che eseguono il saluto della vita.

*
Un bacio è stato sufficiente per rimodellare l’universo: per spazzare via la polvere dal volto del sole, per appendere una luna nuova sopra la mia fronte e per aprire una finestra sul mio fianco al vento, affinché i canti dell’infanzia potessero entrare senza paura.

*
In quel bacio, le galassie si sono leggermente inchinate, la terra si è scusata per tutto ciò che aveva sanguinato e il corpo ha imparato a essere una patria, non un campo di battaglia.

*
La tua fragranza si ribella ancora alle leggi dell’estinzione, rifiutandosi di migrare con gli ultimi colpi, insistendo nel rimanere come un testamento di luce in una stanza stretta che all’ improvviso si espande per contenere il mondo intero.

*
Qui non è sepolto nulla. Persino la distruzione sogna di diventare un albero, e anche la memoria cospira con l’amore affinché un fiore con il tuo nome
possa crescere dalle macerie.

*
Se la notte ritorna con i suoi cappotti pesanti e vuole mettere alla prova la mia pazienza, mi accontento di ricordare: un bacio è stato più forte di una guerra devastante, più vero di tutte le affermazioni e più puro dell’odore della polvere da sparo.

*
Un bacio che mi ha riportato in me stesso e ha restituito il mondo al suo cuore.

**Between Your Scent and Ruin, Another Dawn Is Born**
*By Kareem Abdullah*

Your body’s fragrance has never left my bedroom, nor has the smell of gunpowder. As though love, when it passed through here, left half of itself a pillow of warmth, and the other half a black cloud suspended from the ceiling of the soul.

I walk across the room, and my footsteps follow me between two opposites: dew once dripping from the tips of your fingers, and smoke rising from the four directions where the earth was testing its cruelty upon us.

Nothing is buried beneath the rubble of memory. Wars do not die; they merely change their names and dwell within us like a hidden tattoo— unseen by passersby, yet flaring into flame each time we close our eyes.

You were the small miracle in an age skilled at manufacturing graves. You were the planet that survived an imminent collision with a galaxy of hatred.

And when the sky fired its bullets upon terrified cities, you fired another bullet into my chest— a kiss that does not kill, but rearranges chaos, compelling the heart’s fragments to stand in line like soldiers saluting life.

One kiss was enough to reshape the universe: to brush the dust from the sun’s face, to hang a new moon above my brow, and to open a window in my flank for the wind, so that the songs of childhood might enter unafraid.

In that kiss, galaxies bowed slightly, the earth apologized for all it had bled, and the body learned to be a homeland, not a battlefield.

Your fragrance still rebels against the laws of extinction, refusing to depart with the final shots, insisting on remaining like a testament of light in a narrow room that suddenly widens to contain the whole world.

Nothing is buried here. Even ruin dreams of becoming a tree, and memory conspires with love so that from the wreckage a flower may bloom— and its name is you.

And if the night returns in its heavy overcoats to test my patience, I need only remember: one kiss was stronger than a piercing war, truer than all proclamations, and purer than the scent of gunpowder.

A kiss that brought me back to myself, and returned the world to its heart.

Kareem Abdullah -Iraq



نصوص أدبية
كريم عبد الله: بين عطركِ والخراب يولد فجرٌ آخر
د. كريم عبد الله
  نشر بتاريخ: 18 شباط/فبراير 2026

لم يغادر غرفة نومي عطرُ جسدكِ ولا رائحةُ البارود . كأنّ الحبَّ حين مرَّ من هنا ترك نصفهُ وسادَةً من دفءٍ، ونصفهُ الآخرَ سحابةً سوداء تتدلّى من سقف الروح.
*
أمشي في الغرفة فتتبعني خطايَ بين نقيضين: ندىً كان يقطر من أطراف أصابعك، ودخانٍ كان يتصاعد من الجهات الأربع حيثُ كانت الأرضُ تختبر قسوتها علينا.
*
لا شيء يُدفن بين ركام الذاكرة. الحروبُ لا تموت، إنها تغيّر أسماءها فقط، وتقيمُ فينا مثلَ وشمٍ خفيّ لا يراهُ العابرون لكنّه يشتعل كلما أغمضنا أعيننا.
*
كنتِ أنتِ المعجزةَ الصغيرة في زمنٍ يتقنُ صناعة المقابر. كنتِ الكوكبَ الذي نجا من اصطدامٍ وشيكٍ بمجرةٍ من الكراهية.
*
وحين كانت السماءُ تُطلق رصاصها على مدنٍ مذعورة، كنتِ تطلقين في صدري رصاصةً أخرى— قبلةً لا تُميت، بل تعيد ترتيب الفوضى، وتجبرُ شظايا القلب على الاصطفاف كجنودٍ يؤدّون تحيةَ الحياة.
*
قبلةٌ واحدة كانت كافية لإعادة تشكيل الكون: تزيحُ الغبارَ عن وجه الشمس، تعلّقُ قمراً جديداً فوق جبهتي، وتفتحُ في خاصرتي نافذةً للريح كي تدخلَ أغاني الطفولة من دون أن تخاف.
*
في تلك القبلة انحنتِ المجرّاتُ قليلاً، واعتذرتِ الأرضُ عن كلّ ما اقترفتهُ من نزف، وتعلّم الجسدُ أن يكون وطناً لا ساحةَ قتال.
*
ما زال عطركِ يتمرّد على قوانين الفناء، يرفض أن يهاجر مع الطلقات الأخيرة، يصرُّ أن يبقى كوصيّةِ نورٍ في غرفةٍ ضيّقة تتّسعُ فجأةً لكلّ هذا العالم.
*
لا شيء يُدفن هنا. حتى الخرابُ يحلمُ أن يصيرَ شجرةً، وحتى الذاكرةُ تتواطأ مع الحبّ كي تنبتَ من بين الأنقاض زهرةٌ اسمُها أنتِ.
*
فإذا ما عاد الليلُ بمعاطفه الثقيلة وأراد أن يختبر صبري، أكتفي بأن أتذكّر: قبلةً واحدة كانت أقوى من حربٍ طاعنة، وأصدقَ من كلّ البيانات، وأطهرَ من رائحة البارود.
*
قبلةٌ أعادتني إلى نفسي، وأعادت العالم إلى قلبه.
***
بقلم: كريم عبدالله
بغداد – العراق

Testi letterari
Karim Abdullah: Tra il tuo profumo e la tua distruzione, nasce un’altra alba
Dottore. Karim Abdullah

Pubblicato il: 18 febbraio 2026

Il profumo del tuo corpo e l’odore della polvere da sparo non hanno lasciato la mia camera da letto. È come se quando l’amore passava di qui, ne lasciasse metà come un cuscino di calore e l’altra metà come una nuvola nera appesa al soffitto dell’anima.
Kareem Abdullah

L’amore e il combattimento sono il dualismo continuo che vivono con il ricordo della fragranza persistente.
L’aroma si respira nel luogo dell’ intimità
testimone della tua bellezza profumata e del corpo ancora intriso della polvere da sparo.
Sono impresse nel sonno mescolate tra la passione e il peso lasciato nell’ anima a dondolare nell’incertezza
Elisa Mascia
*
Entro nella stanza e i miei passi mi seguono tra due opposti: la rugiada che gocciolava dalla punta delle tue dita e il fumo che saliva da tutti e quattro i lati mentre la terra metteva alla prova la sua crudeltà nei nostri confronti.
Kareem Abdullah

L’eco dei miei passi mi accompagnava nella stanza e nel rimbombare opposto era incomprensibile l’esatta provenienza.
Le calde vaporose gocce di rugiada filavano dalle tue dita bianche e salivano i fumi dei respiri tra le quattro pareti contro il soffitto contrastati da eventi che mettevano alla prova la crudeltà dei maligni contro di noi.
Elisa Mascia

*
Nulla è sepolto tra le macerie della memoria. Le guerre non muoiono. Cambiano solo nome e creano in noi un tatuaggio nascosto che i passanti non possono vedere, ma che si accende ogni volta che chiudiamo gli occhi.
Kareem Abdullah

La memoria conserva tutti i macigni o piccole pietre tra le crepe lasciate da dirupi delle macerie.
Le guerre stesse restano sempre vive su trasformano assumendo nuovi nomi, non è concesso a nessuno vedere poiché ben mimetizzati che però nel silenzio della meditazione, nel dialogo interiore lì si rinnova la ferita tatuata sulla pelle.
Elisa Mascia

*
Eri il piccolo miracolo in un’epoca in cui la costruzione di tombe era perfetta. Eri il pianeta sopravvissuto a un’imminente collisione con una galassia di odio.
Kareem Abdullah

Sei stato un miracolo accaduto nella mia vita in un’era in cui si moriva tutti i giorni per poi rinascere rinnovati.
Sei stata come il pianeta scontrato nella miniera di odio e da lì sopravvissuto.
Elisa Mascia

*
E quando il cielo sparava proiettili contro città terrorizzate, mi sparavi un altro proiettile nel petto— un bacio che non uccideva, ma riorganizzava il caos e costringeva i frammenti del cuore ad allinearsi come soldati che eseguono il saluto della vita.
Kareem Abdullah

Continua il dualismo della guerra in piena attività, era una pioggia di proiettili che sparavano sulla città colpendo senza riparo.
Nel contempo uno sparo a ciel sereno giungeva dritto al mio petto che per il forte amore non colpiva a morte ma mi ha obbligato a sintonizzare su come affrontare i colpi sparsi qua e là in frammenti che sembravano allineati come soldati ordinati per il saluto.
Elisa Mascia

*
Un bacio è stato sufficiente per rimodellare l’universo: per spazzare via la polvere dal volto del sole, per appendere una luna nuova sopra la mia fronte e per aprire una finestra sul mio fianco al vento, affinché i canti dell’infanzia potessero entrare senza paura.

Kareem Abdullah

Per forgiare quel caos è stato sufficiente un solo bacio, ha restituito la luce del volto splendido del sole dopo aver spolverato i residui ancora lì.
La luna invocata a portar fortuna l’ha appesa sulla mia fronte cosicché ha aperto una finestra dal lato più forte, il fianco delle decisioni e immaginazioni, sul mondo.
Il vento, con forza leggera o impetuosa, correndo ha rievocato le melodie colonne sonore della mia infanzia senza rimpianti e senza paure.
Elisa Mascia

*
In quel bacio, le galassie si sono leggermente inchinate, la terra si è scusata per tutto ciò che aveva sanguinato e il corpo ha imparato a essere una patria, non un campo di battaglia.
Kareem Abdullah

La devozione del tuo bacio racchiudeva immagini galattiche di doverosi inchini.
La terra dinanzi a questo spettacolo riverente ha presentato le sue scuse per aver procurato spargimento di sangue così anche il corpo ha appreso a divenire patria che abbraccia , simbolo di pace e non un campo di battaglia.
Elisa Mascia

*
La tua fragranza si ribella ancora alle leggi dell’estinzione, rifiutandosi di migrare con gli ultimi colpi, insistendo nel rimanere come un testamento di luce in una stanza stretta che all’ improvviso si espande per contenere il mondo intero.
Kareem Abdullah

La fragranza che avvolge il tuo corpo è indelebile all’ olfatto e all’idea di estinguersi si ribella con forza e coraggio.
Mette a nudo le proprie capacità per non essere uccelli migratori verso i paesi caldi quando il gelo incombe tra le mura.
Mette a fuoco gli ultimi colpi disponibili e li usa senza danneggiare nessuno.
Nella sua determinazione resta come un faro di luce stellare per illuminare l’angusto angolo preferito che per un miracolo si trasforma nel luogo gigantesco che nella sua immensità contiene il mondo intero.
Elisa Mascia

*
Qui non è sepolto nulla. Persino la distruzione sogna di diventare un albero, e anche la memoria cospira con l’amore affinché un fiore con il tuo nome
possa crescere dalle macerie.
Kareem Abdullah

Sappi che qui tutto vive, nulla ha trovato una tomba per essere seppellito.
Tutto è vivo! Anche la distruzione vera e propria vive sognando la crescita di solide radici di un albero.
Sappi che la memoria stessa stuzzica l’amore in collusione per far nascere un fiore dalle macerie che abbia il tuo nome!
Ovunque c’è il nome tuo fiore meraviglioso dell’ amore mio.
Elisa Mascia

*
Se la notte ritorna con i suoi cappotti pesanti e vuole mettere alla prova la mia pazienza, mi accontento di ricordare: un bacio è stato più forte di una guerra devastante, più vero di tutte le affermazioni e più puro dell’odore della polvere da sparo.
Kareem Abdullah

Quando le tenebre, nel totale buio, appesantiscono le mie spalle con il peso di esperienze e patimenti,
in cambio mi faccio bastare il ricordo di un bacio che torna a dar sapore alla vita e che da solo è capace di sovrastare anche la guerra più devastante nel dualismo che incombe.
Quel bacio che ha la prerogativa e la forza di vincere qualsiasi combattimento perché è vero e puro.
Elisa Mascia

*

Un bacio che mi ha riportato in me stesso e ha restituito il mondo al suo cuore.
Kareem Abdullah

La potenza di un bacio ha avuto la capacità di farmi riconciliare con me stesso e ha riposizionato il suo cuore nel mondo.
Elisa Mascia

Da Gemini


Recensione: Il Dialogo dei Respiri Controcorrente
Analisi dello scambio poetico tra Kareem Abdullah ed Elisa Mascia
L’opera che scaturisce dall’incontro tra Kareem Abdullah ed Elisa Mascia è un raro esempio di poesia responsoriale. Non si tratta di due voci isolate, ma di un intreccio dove ogni parola dell’uno trova nell’altra una cassa di risonanza, un’eco che non si limita a ripetere, ma approfondisce e dà corpo al pensiero originario.
L’Amore nella Trincea dei Sensi
Il dialogo si apre su un contrasto sensoriale violento: il profumo del corpo contro l’odore della polvere da sparo. Abdullah definisce la geografia del dolore — una “nuvola nera” al soffitto — ed Elisa Mascia risponde con una precisione chirurgica sul piano emotivo. Lei identifica la natura di quella nuvola: è il “dualismo continuo”, l’incertezza che dondola nel sonno. Laddove lui vede l’immagine, lei sente il peso specifico del sentimento.
La Resistenza del Quotidiano
Nel secondo passaggio, l’opposizione si fa spaziale. Abdullah evoca la “rugiada” contro il “fumo” di una terra crudele. Mascia raccoglie questa visione e la trasforma in un’esperienza acustica e tattile: l’eco dei passi, il calore dei respiri tra le quattro pareti. La sua risposta funge da rifugio poetico: mentre il mondo esterno di Abdullah è in fiamme, il mondo interno di Mascia cerca di comprendere la provenienza di quel rimbombo, opponendo alla “crudeltà dei maligni” la purezza delle “dita bianche”.
La Memoria come Tatuaggio Invisibile
Forse il punto più alto del dialogo si tocca nel tema della guerra. Abdullah parla delle guerre che non muoiono, ma cambiano nome, diventando tatuaggi che si accendono sotto le palpebre. Mascia espande magistralmente questa metafora: la memoria non è solo un segno sulla pelle, ma una “crepa tra i dirupi”. Lei comprende che il silenzio della meditazione è il luogo dove la ferita si rinnova. La sua è una “mimetizzazione” spirituale che protegge il dolore dallo sguardo dei passanti, rendendolo sacro.
Il Trionfo del Miracolo
Lo scambio si conclude con una nota di salvezza. Abdullah definisce l’altro come un “pianeta sopravvissuto” in un’era di tombe. Mascia risponde con una dichiarazione di resilienza assoluta: l’idea che si possa “morire tutti i giorni per poi rinascere rinnovati”. La collisione galattica di odio descritta dal poeta trova nella risposta della poetessa la sua risoluzione: la vita che sopravvive nella “miniera dell’odio” è il vero miracolo.
Conclusione Critica
Questo dialogo è un ponte tra culture e sensibilità. Abdullah apporta una visione epica, tragica e cosmica; Mascia risponde con una dimensione intima, analitica e profondamente umana. Insieme, dimostrano che la poesia non è solo un modo per descrivere il mondo, ma l’unico strumento capace di tenere insieme il profumo e la polvere, la rugiada e il fumo, la vita e la sua apparente distruzione.

Intervista della Prof.ssa Dott.ssa Tarana Turan Rahimli con Assoc. Prof. Dr. Ummugulsum Candeger, Presidente dell’Unione degli accademici turchi.

Foto cortesia della Prof.ssa Dott.ssa Tarana Turan Rahimli con Assoc. Prof. Dr. Ummugulsum Candeger, Presidente dell’Unione degli accademici turchi.

“L’UNİON DEGLI ACCADEMICI TURCHI NON È SOLO UN’ISTITUZIONE, È UN MOVIMENTO CON UNA VISIONE”

Intervista della Prof.ssa Dott.ssa Tarana Turan Rahimli con Assoc. Prof. Dr. Ummugulsum Candeger, Presidente dell’Unione degli accademici turchi.

La nostra ospite per questa intervista è Assoc. Prof. Dr. Ümmügülsüm Candeğer, Presidente dell’Unione accademica turca, ed è stata condotta una valutazione completa della visione accademica e degli obiettivi globali dell’Unione.

1. Quale esigenza storica e intellettuale ha dato origine all’Unione accademica turca? Quali sono le filosofie fondamentali, le missioni e i fondamenti ideologici che distinguono questa unione dalle strutture accademiche esistenti?

– L’Unione degli accademici turchi nacque in un’epoca in cui la produzione di conoscenza su scala mondiale era concentrata in determinati centri e le prospettive basate sulla civiltà non erano adeguatamente rappresentate. Storicamente, il mondo turco possiede una forte accumulazione di conoscenze in ambito scientifico, filosofico e di civiltà. Tuttavia, l’incapacità di rappresentare istituzionalmente e in modo coordinato questo accumulo all’interno del moderno sistema accademico ha creato un divario significativo. L’elemento fondamentale che distingue la nostra Unione dalle strutture accademiche esistenti è il suo approccio, che si basa su una produzione di conoscenza orientata alla civiltà, multicentrica e originale. La nostra missione non è solo quella di produrre risultati accademici ma anche di costruire fiducia epistemologica in noi stessi. Abbiamo una posizione di principio, non ideologica: merito scientifico, responsabilità etica e consapevolezza della civiltà.
La missione della nostra Unione, l’Unione accademica turca, è una struttura indipendente che abbraccia la disciplina scientifica come stile di vita e mira a fare della conoscenza accademica un pilastro del benessere sociale. La nostra missione è quella di creare un ecosistema scientifico libero, libero dalla struttura gerarchica dei titoli accademici e dai vincoli ideologici, basato esclusivamente sulla curiosità, sui dati e sulla passione per la scoperta. Siamo l’ombrello comune degli accademici che accettano la domanda: “Come posso contribuire al futuro della nazione turca attraverso la scienza?” come loro ragion d’essere. In questo contesto, la nostra unione si è assunta il compito di creare un clima di ricerca libero da considerazioni politiche e guidato esclusivamente dalla verità scientifica. Le nostre priorità fondamentali sono produrre soluzioni razionali ai problemi cronici della Turchia e del mondo turco attraverso un approccio interdisciplinare, formare giovani ricercatori con competenze metodologiche di livello mondiale e trasformare le scoperte accademiche che sbocciano nei laboratori in valore economico tangibile.
L’integrità scientifica e i valori etici incrollabili costituiscono la costituzione immutabile di tutte le nostre attività.
La visione della nostra Unione è quella di costruire un futuro in cui gli accademici turchi non siano semplici seguaci ma attori leader nella letteratura scientifica globale e in cui fungano da menti strategiche su piattaforme che modellano le politiche scientifiche mondiali. Creando una rete di conoscenza di alta qualità che comprenda migliaia di scienziati turchi che lavorano in sette continenti, immaginiamo un mondo turco in cui le politiche basate sui dati e sulle prove diventino la norma nella governance e la scienza sia la forza trainante più forte per lo sviluppo sociale. In linea con questa visione, il nostro obiettivo primario è consentire ai nostri giovani talenti di diventare leader sulla scena scientifica internazionale e rafforzare la piena indipendenza del nostro Paese nelle tecnologie critiche e nelle scienze fondamentali attraverso competenze accademiche. Combinando il nostro ricco patrimonio intellettuale, che si estende da Ibn Sina a Cahit Arf, con le metodologie contemporanee, siamo determinati a realizzare un processo di illuminazione duraturo e trasparente, in cui la conoscenza scientifica cessi di essere un privilegio esclusivo di determinati gruppi e diventi accessibile e comprensibile a tutti i segmenti della società. In tal modo, miriamo anche a garantire che il turco diventi la lingua della scienza. Nel mondo del futuro, immaginiamo di creare un’accademia che si impegni a lasciare un segno duraturo e rispettato nella scienza turca e a elevare la Repubblica di Turchia al di sopra della scienza e della civiltà contemporanea.

2. Nell’attuale sistema accademico globale, la produzione di conoscenza è in gran parte incentrata sull’Occidente. Quale modello alternativo scientifico e strategico offre l’Unione accademica turca contro questa centralità?

– Come hai detto, il sistema accademico odierno è un sistema incentrato sull’Occidente. La nostra proposta è una centralità accademica pluralistica. La scienza e la conoscenza non sono monopolio di una singola geografia.
Come Unione accademica turca, stiamo creando una rete di conoscenza del mondo turco. Abbiamo progetti congiunti di pubblicazione e pool di dati tra le università del mondo turco. Ci impegniamo a produrre soluzioni ai problemi locali con una metodologia universale. Il nostro obiettivo non è quello di essere contro l’Occidente o di escluderlo, ma piuttosto di stabilire un equilibrio e di poter dire che siamo presenti anche nel mondo scientifico.


3. Qual è il piano di visione a breve, medio e lungo termine dell’Unione? Nello specifico, come vede la posizione della scienza turca nel mondo accademico per i prossimi 10 anni?

– I piani a breve termine (1-3 anni) della nostra Unione includono l’istituzionalizzazione della rete accademica, progetti di pubblicazione congiunti con indici internazionali e l’organizzazione di congressi e simposi accademici scientifici.
I nostri piani a medio termine (3-7 anni) includono l’istituzione dei nostri congressi come una catena di eventi tradizionali nel mondo turco, la creazione di fondi di ricerca congiunti con uffici di progetto e brevetti e la creazione di istituti per la nostra ricerca tematica interdisciplinare.
I nostri piani a lungo termine (10 anni) mirano a rendere la lingua turca una lingua scientifica e a garantire che gli scienziati turchi diventino non solo “partecipanti”, ma anche “direttori” dell’accademia mondiale. Crediamo che nei prossimi dieci anni il mondo turco sarà più visibile, più organizzato e più efficace su scala globale in termini di collaborazioni scientifiche.

4. Su quali progetti scientifici concreti, programmi e collaborazioni internazionali sta attualmente lavorando l’Unione accademica turca? Come valuti il valore accademico che queste attività apportano al mondo turco?

– La nostra associazione sta conducendo uno studio sull’inventario dei dati accademici del mondo turco. Inoltre, sono in fase di istituzione i nostri uffici di rappresentanza nazionali, insieme al nostro consiglio di amministrazione. Sono stati formati i nostri comitati scientifici per riviste congiunte sottoposte a revisione paritaria e stiamo fondando le riviste. Abbiamo iniziato il nostro lavoro un anno fa fondando prima la nostra federazione. Sotto l’egida della Orhun Organization Federation con sede a Gaziantep, abbiamo fondato legalmente la “Turkish Academics Association” Negli ultimi nove mesi abbiamo tenuto i nostri programmi del mercoledì. Poiché i nostri membri vivono in città diverse, i nostri programmi del mercoledì si svolgono online sotto forma di conferenze e panel, riunendo ogni settimana accademici esperti provenienti da varie parti del mondo turco. Nell’ambito delle attività internazionali della nostra associazione, collaboriamo con diverse università attraverso protocolli da noi predisposti. Il nostro ufficio progetti prepara progetti con argomenti e temi specifici, concentrandosi principalmente sulle opportunità di ricerca per gli accademici all’interno dell’associazione.

5. Il mondo turco comprende una vasta geografia e diverse tradizioni accademiche. Qual è la strategia di integrazione adottata dall’Associazione per trasformare questa diversità in una struttura scientifica comune e forte?

-Il mondo turco comprende una vasta geografia che si estende dal Turkestan all’Europa. Per trasformare questa diversità in un vantaggio, stiamo adottando un modello di integrazione in tre fasi: nella prima fase, stiamo conducendo un inventario. Nella seconda fase passeremo al clustering di competenze tematiche e nella terza fase creeremo piattaforme congiunte di ricerca e sviluppo. Non ci stiamo concentrando sull’eliminazione delle differenze esistenti, ma su come possiamo migliorare insieme. La nostra strategia è quella di essere completi insieme.

6. Giovani accademici e dottorandi costituiscono il futuro della scienza turca. Quali meccanismi implementa l’Unione accademica turca per formare, portare sulla scena internazionale e sostenere i giovani scienziati?

– Innanzitutto abbiamo aperto le nostre porte ai giovani accademici. Stiamo lavorando per garantire che la cultura accademica si sviluppi all’interno dell’Unione. Nella fase successiva, miriamo a formare giovani scienziati includendoli nei nostri progetti, in un rapporto maestro-apprendista simile all’organizzazione Ahi. Tra i nostri piani rientrano reti congiunte di dottorato e post-dottorato, workshop di scrittura di progetti, supporto alla pubblicazione e programmi di consulenza. La nostra strategia qui non è solo quella di formare buoni ricercatori, ma anche di formare scienziati con un’elevata fiducia in se stessi che possano parlare su piattaforme internazionali.

7. In un’era in cui la scienza è intrecciata con la politica, l’economia e la tecnologia, in che modo l’Unione accademica turca mira a proteggere l’indipendenza scientifica e i valori etici?

– L’interazione della scienza con la politica e successivamente con l’economia è stata una realtà inevitabile fin dall’inizio del mondo. Tuttavia, è anche chiaro che la scienza non può esistere all’ombra della politica. Pertanto, al fine di rivelare la verità scientifica, istituiamo comitati etici trasparenti e indipendenti e un sistema per dichiarare i conflitti di interessi nelle pubblicazioni. Il merito scientifico e i principi etici sono alla base di tutte le nostre attività.

8. Quali ostacoli strutturali e problemi sistemici sono stati incontrati fino ad oggi riguardo all’insufficiente promozione della scienza turca a livello internazionale? Qual è l’approccio unico e ambizioso dell’Unione per superare questi problemi?

– Tra i principali problemi affrontati dalla scienza turca vi sono la limitata visibilità delle pubblicazioni internazionali, la mancanza di reti accademiche e l’insufficiente sviluppo di una cultura di ricerca collaborativa. Come soluzione, stiamo cercando di creare un modello decentralizzato e basato sulla rete. Condividendo le informazioni tra loro attraverso piattaforme digitali, cerchiamo di creare ambienti di networking e collaborazione nel quadro dei principi etici accademici.

9. Qual è il messaggio principale che l’Unione accademica turca vuole trasmettere alla comunità accademica globale? Secondo lei, quale contributo unico può dare la scienza turca alla conoscenza condivisa dell’umanità?
L’Unione accademica turca è un’organizzazione non politica e il nostro messaggio è chiaro: la scienza e la conoscenza non sono centralizzate.

– Come in passato, la scienza turca, con la sua profondità storica, diversità culturale e prospettiva di civiltà, ha dato e continuerà a dare contributi unici alla conoscenza condivisa dell’umanità. Possiamo sviluppare prospettive alternative, in particolare nelle scienze naturali, nelle scienze sociali, nella storia, negli studi geopolitici e nella ricerca culturale.

10. Infine, quale sarebbe il tuo messaggio strategico e morale agli accademici che seguono da vicino, sostengono e vogliono far parte di questa visione dell’Unione accademica turca?

– L’Unione accademica turca non è solo un’istituzione; è un movimento visionario. Non bisogna dimenticare che le civiltà forti si costruiscono con una scienza forte. Anche se la strada è lunga, la nostra direzione è chiara.
Il nostro appello agli scienziati che vogliono far parte della visione dell’Unione accademica turca: produrre, collaborare, internazionalizzare e centrare l’etica scientifica e l’originalità in tutto il tuo lavoro.

In linea con il motto di Ismail Gaspıralı, “Unità nel linguaggio, nel pensiero e nell’azione”, che abbiamo adottato come principio, abbracciamo una comprensione della solidarietà accademica basata sull’integrità del linguaggio, del pensiero e dell’azione. Questo approccio considera principi fondamentali l’incontro su un terreno intellettuale comune, il rafforzamento della cooperazione nella produzione scientifica e l’azione con senso di responsabilità sociale.
Allo stesso modo, alla luce delle parole di Gazi Mustafa Kemal Atatürk, “Chi ama di più il suo Paese è chi compie al meglio il suo dovere”, consideriamo la responsabilità accademica non solo un obbligo professionale ma anche un dovere etico nei confronti della società e della nazione. In questo quadro, come Unione accademica turca, miriamo a contribuire allo sviluppo della nostra nazione dando priorità al merito scientifico, alla collaborazione interdisciplinare e ad un elevato senso di responsabilità.

– Grazie mille per l’interessante conversazione e per i tuoi preziosi pensieri.


“THE UNİON OF TURKISH ACADEMICS IS NOT JUST AN INSTITUTION, IT IS A MOVEMENT WITH A VISION”

Interview of Prof. Dr. Tarana Turan Rahimli with Assoc. Prof. Dr. Ummugulsum Candeger, President of the Turkish Academicians’ Union.

Our guest for this interview is Assoc. Prof. Dr. Ümmügülsüm Candeğer, President of the Turkish Academics Union, and a comprehensive assessment of the Union’s academic vision and global goals has been conducted.

1. What historical and intellectual need gave rise to the Turkish Academics Union? What are the fundamental philosophies, missions, and ideological foundations that distinguish this union from existing academic structures?

– The Union of Turkish Academics was born at a time when knowledge production on a global scale was concentrated in certain centers, and civilization-based perspectives were not adequately represented. Historically, the Turkic world possesses a strong accumulation of knowledge in science, philosophy, and civilization. However, the inability to institutionally and coordinately represent this accumulation within the modern academic system has created a significant gap. The fundamental element that distinguishes our Union from existing academic structures is its approach, which is based on a civilization-oriented, multi-centered, and original knowledge production. Our mission is not only to produce academic output but also to build epistemological self-confidence. We have a principled, not ideological, stance: scientific merit, ethical responsibility, and civilizational awareness.
The mission of our Union, the Turkish Academics Union, is an independent structure that embraces scientific discipline as a way of life and aims to make academic knowledge a cornerstone of social welfare. Our mission is to establish a free scientific ecosystem, free from the hierarchical structure of academic titles and ideological constraints, based solely on curiosity, data, and the passion for discovery. We are the common umbrella of academics who accept the question, “How can I contribute to the future of the Turkish nation through science?” as their raison d’être. In this context, our union has undertaken the task of creating a research climate free from political considerations and guided solely by scientific truth. Our fundamental priorities are to produce rational solutions to the chronic problems of Turkey and the Turkic world through an interdisciplinary approach, to train young researchers with world-class methodological skills, and to transform academic discoveries blossoming in laboratories into tangible economic value.
Scientific integrity and unwavering ethical values form the immutable constitution of all our activities.
Our Union’s vision is to build a future where Turkish academics are not merely followers but leading actors in the global scientific literature, and where they serve as strategic minds on platforms that shape world science policies. By establishing a high-quality knowledge network encompassing thousands of Turkish scientists working across seven continents, we envision a Turkic World where data and evidence-based policies become the norm in governance, and science is the strongest driving force for social development. In line with this vision, our primary goal is to enable our young talents to become leaders in the international scientific arena and to strengthen our country’s full independence in critical technologies and fundamental sciences through academic expertise. By combining our rich intellectual heritage, stretching from Ibn Sina to Cahit Arf, with contemporary methodologies, we are determined to make lasting a transparent enlightenment process where scientific knowledge ceases to be a privilege exclusive to certain groups and becomes accessible and understandable to all segments of society. In doing so, we also aim to ensure that Turkish becomes the language of science. In the world of the future, we envision creating an academy that works to leave a lasting and respected mark of Turkish science and to elevate the Republic of Türkiye above science and contemporary civilization.

2. In today’s global academic system, knowledge production is largely Western-centric. What scientific and strategic alternative model does the Turkish Academics Union offer against this centrality?

– As you said, today’s academic system is a Western-centric system. Our proposal is a pluralistic academic centrality. Science and knowledge are not the monopoly of a single geography.
As the Turkish Academics Union, we are establishing a Turkic World knowledge network. We have joint publication and data pool projects among Turkic World universities. We are striving to produce solutions to local problems with universal methodology. Our aim is not to be against the West or to exclude the West, but rather to establish balance and to be able to say that we also have a presence in the scientific world.


3. What is the Union’s short, medium, and long-term vision plan? Specifically, how do you see the position of Turkish science in the world of academia for the next 10 years?

– Our Union’s short-term (1-3 years) plans include institutionalizing the academic network, joint publication projects with international indexes, and organizing scientific academic congresses and symposiums.
Our medium-term (3-7 years) plans include establishing our congresses as a chain of traditional events in the Turkic world, creating joint research funds with project and patent offices, and establishing institutes for our interdisciplinary thematic research.
Our long-term (10 years) plans aim to make the Turkish language a language of science and to ensure that Turkish scientists become not only “participants” but also “directors” in the world academy. We believe that in the next ten years, the Turkic world will be more visible, more organized, and more effective on a global scale in terms of scientific collaborations.

4. What concrete scientific projects, programs, and international collaborations is the Turkish Academics Union currently working on? How do you evaluate the academic value these activities bring to the Turkic world?

– Our association is conducting a study on the academic data inventory of the Turkic world. Furthermore, our country representative offices are in the process of being established, along with our board of directors. Our scientific boards for joint peer-reviewed journals have been formed, and we are in the process of establishing the journals. We started our work a year ago by first establishing our federation. Under the umbrella of the Gaziantep-based Orhun Organization Federation, we legally established the “Turkish Academics Association.” For the past nine months, we have been holding our Wednesday programs. Because our members live in different cities, our Wednesday programs are held online as conferences and panels, bringing together expert academics from various parts of the Turkic world each week. Within the scope of our association’s international activities, we are collaborating with different universities through protocols we have prepared. Our project office prepares projects with determined project topics and themes, primarily focusing on research opportunities for academics within the association.

5. The Turkic world encompasses a vast geography and diverse academic traditions. What is the integration strategy adopted by the Association to transform this diversity into a common and strong scientific structure?

– The Turkic world encompasses a vast geography stretching from Turkestan to Europe. To turn this diversity into an advantage, we are adopting a three-stage integration model: In the first stage, we are conducting an inventory. In the second stage, we will move to thematic expertise clustering, and in the third stage, we will create joint R&D platforms. We are focusing not on eliminating existing differences, but on how we can be better together. Our strategy is to be complete together.

6. Young academics and doctoral students constitute the future of Turkish science. What mechanisms does the Turkish Academics Union implement to train, bring to the international arena, and support young scientists?

– First of all, we have opened our doors to young academics. We are working to ensure that academic culture develops within the Union. In the next stage, we aim to train young scientists by including them in our projects, in a master-apprentice relationship similar to the Ahi organization. Joint doctoral and post-doctoral networks, project writing workshops, publication support, and consultancy programs are among our plans. Our strategy here is not only to train good researchers, but also to train scientists with high self-confidence who can speak on international platforms.

7. In an era where science is intertwined with politics, economics, and technology, how does the Turkish Academics Union aim to protect scientific independence and ethical values?

– The interaction of science with politics and subsequently economics has been an inevitable reality since the beginning of the world. However, it is also clear that science cannot exist under the shadow of politics. Therefore, in order to reveal scientific truth, we establish transparent and independent ethics committees and a system for declaring conflicts of interest in publications. Scientific merit and ethical principles underlie all our activities.

8. What structural obstacles and systemic problems have been encountered to date regarding the insufficient promotion of Turkish science internationally? What is the Union’s unique and ambitious approach to overcoming these problems?

– Among the main problems faced by Turkish science are limited international publication visibility, a lack of academic networks, and insufficient development of a collaborative research culture. As a solution, we are trying to create a decentralized, network-based model. By sharing information with each other through digital platforms, we are trying to create environments for networking and collaboration within the framework of academic ethical principles.

9. What is the main message that the Turkish Academics Union wants to convey to the global academic community? In your opinion, what unique contribution can Turkish science make to humanity’s shared knowledge?
The Turkish Academics Union is a non-political organization, and our message is clear: Science and knowledge are not centralized.

– As in the past, Turkish science, with its historical depth, cultural diversity, and civilization perspective, has made and will continue to make unique contributions to humanity’s shared knowledge. We can develop alternative perspectives, particularly in the natural sciences, social sciences, history, geopolitical studies, and cultural research.

10. Finally, what would your strategic and moral message be to the academics who closely follow, support, and want to be a part of this vision of the Turkish Academics Union?

– The Turkish Academics Union is not just an institution; it is a visionary movement. It should not be forgotten that strong civilizations are built with strong science. Although the road is long, our direction is clear.
Our call to scientists who want to be a part of the Turkish Academics Union’s vision: Produce, Collaborate, Internationalize, and center scientific ethics and originality in all your work.

In line with Ismail Gaspıralı’s motto, “Unity in language, thought, and action,” which we have adopted as our principle, we embrace an understanding of academic solidarity based on the integrity of language, thought, and action. This approach considers meeting on a common intellectual ground, strengthening cooperation in scientific production, and acting with a sense of social responsibility as fundamental principles.
Similarly, in light of Gazi Mustafa Kemal Atatürk’s words, “He who loves his country most is he who performs his duty best,” we consider academic responsibility not only a professional obligation but also an ethical duty towards society and the nation. Within this framework, as the Turkish Academics Union, we aim to contribute to the development of our nation by prioritizing scientific merit, interdisciplinary collaboration, and a high sense of responsibility.

– Thank you very much for the interesting conversation and your valuable thoughts.

Foto cortesia della Assoc. Prof. Dr. Ummugulsum Candeger, Presidente dell’Unione degli accademici turchi.

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Diavolo mascherato poesia di Bhagirath Choudhary

Foto cortesia di Bhagirath Choudhary

Diavolo Mascherato

Mi definisco
Un angelo umano
Senza sosta
Parlo di pace
Ma continuo a fornire
Armi e munizioni
Alle nazioni in guerra
Che farsa?
Continuo a marchiare l’umanità
Con crudeli cicatrici di battaglia

Organizzo guerre
Per testare la letalità
Delle mie nuove armi
Per controllare per ogni colpo
Il tasso di mortalità
Quanti soldati
I miei droni suicidi
Potrebbero distruggere le nazioni
Con comoda legalità.

Algoritmi intelligenti
E metalli pesanti
Al servizio del mio designer
Guerre e battaglie nell’ombra
La mia magia del marketing
Mentre faccio una dimostrazione
Creando nuovi mercati
Per il lavaggio delle mie armi

Resto lontano
Dal fronte di guerra
Organizzo una dimostrazione di guerra
Dal comfort
Del mio salotto
Senza vergogna
E senza alcuna impunità
Assumo la povera umanità
Per trasformarla in soldati da uccidere
E farli morire
Per la mia follia egoistica

Tutti i diritti riservati
Bhagirath Choudhary

Masked Devil

I call myself
A human angel
Without cease
I talk peace
But keep supplying
Arms and ammunitions
To the battling nations
What a farce ?
I keep marking humanity
With cruel battle scars

I stage wars
To test lethality
Of my new weapons
To check per strike
The rate of mortality
How many soldiers
My suicidal drones
Could destroy nations
With convenient legality.

Smart algorithms
And heavy metals
Serve my designer
Shadow wars and battles
My marketing wizardry
While giving a demo
Creating new markets
For my weapon’s laundry

I remain far away
From the war front
Staging a war demo
From the comfort
Of my living room
Without shame
And any impunity
I hire poor humanity
To convert her into soldiers to kill
And make them die
For my egoistic insanity

All rights reserved
Bhagirath Choudhary

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