Mohamed Rahal, accademico e poeta, ambasciatore internazionale, figura dei media culturali, ha partecipato a numerosi festival nazionali e internazionali, 19 studi accademici, funzionario culturale nei media store internazionali, e sono uno dei poeti culturalmente più famosi a livello internazionale.
Ti amiamo, mio Paese. Da quando sono nato in te
Ciò che desidero è il tuo amore nel mio cuore e non ha limiti
La terra di mio nonno. Sacrificatela con il mio sangue
La storia chiama. A novembre hanno iniziato
Così ho sentito l’eco che risuonava nella valle
Da noi e da Gadi. Che chiedeva la liberazione
Un fronte che chiede e sostiene A
Questi sono i miei padroni. Abbiate pietà di chi lo ha portato
Si stabilirà nella vostra terra
Non ho una direzione nella mia vita. A parte l’amore per il mio Paese e il fatto di viverci.
Il mio amore non ha limiti
La via Crucis scritta dal poeta maestro Antonio Escobar Mendivez, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso
VIA CRUCIS
Antonio Escobar Mendivez
INTROITO
I cristiani vivono nello stupore
della sua passione e morte, del supplizio
sofferto da Gesù, del sacrificio
immenso, di atti subumani
della crudele via crucis. tutte le mani
Si sono macchiati di sangue in questo processo
fatto dai malvagi. La pazzia
del male globale. Dei pazzi
traboccamenti di dolore, sentimenti
di quei passaggi ed eventi
che ci fanno sanguinare il cuore.
Ogni ferita si sente perché esisto
per adorare le tue ferite, Cristo Padre
perché faccio mia la tua passione.
PRIMA STAZIONE
GESÙ È CONDANNATO A MORTE
Lì nel Sinedrio “È condannato a morte”
– gridò la folla inferocita senza coscienza,
Non vedeva l’uomo in Gesù e la sua innocenza,
Vedendolo così, ride, si diverte
e Pilato sconvolto li avverte:
“Non posso biasimarlo.” Con veemenza
Sente la folla gridare. clemenza
Non è per il buon Gesù. L’odio è forte.
Crocifiggili! senti gridare
Se lo lasci andare sarà codardia,
nemico di Cesare, diventi.
Ha dato loro Gesù. Si lavò le mani.
È stato frustato. I loro volti disumani
Sono specchi del male spietato.
SECONDA STAZIONE
GESÙ CON LA CROCE
L’andare al pretorio è predestinato,
Lo portano a morte, porta la croce
Cammino verso il Calvario, il dolore mi opprime,
A causa della sua innocenza è stato condannato.
Una strada lunga e tortuosa
il peso della croce, la lunga punizione,
la plebe, il nemico, quanto è amaro
guarda il Nazareno così stanco!
Paghiamo per il peccato di Adamo ed Eva?
Dove ci porta il male, Gesù?
Con il tuo esempio, Signore, la vita cresce
senza dolore, senza pieno martirio
della sofferenza che è veleno letale,
viene acceso il pugnale fatale, infame.
TERZA STAZIONE
GESÙ CADE PER LA PRIMA VOLTA
Stava per compiere il suo infelice destino
che il peccato del mondo gli ha offerto,
in quest’ora infelice tormentata
per lo scherno e le spine della strada.
Il male si riflette in un colore giallastro
lo punisce, il tempo diventa d’acciaio,
nella loro carne resta disegnato
il prezzo del peccato Dio divino,
stanco e sudato va avanti,
il suo corpo non risponde, esitante
come se il mondo intero gli facesse del male.
Le sue spalle cedono, il legno
È una lancia che lo porta al macello
e Gesù inciampa. E’ la prima volta.
QUARTA STAZIONE
GESÙ RITROVA SUA MADRE
La strada verso il Calvario è una tortura
pieno di insulti. Quanto ha sofferto
vedere le persone dietro di Lui e immobili
il popolo, i soldati. L’amarezza,
angoscia, sofferenza, follia
per ritrovare la tristezza di Maria,
il suo volto sofferente. Quanto ha sofferto
quando la guardi con occhi di tenerezza!
Avrei voluto dire così tanto con un urlo
d’amore, un grido lunghissimo e infinito
poter unire le loro solitudini.
Gesù davanti alla Madre, penitente,
la bacia con dolore davanti alla gente
con un bacio di aromi e di verità.
QUINTA STAZIONE
GESÙ VIENE AIUTATO DAL CIRENEO
Gesù avanza debole ed esausto
davanti alla folla crudele, vile e omicida,
Di fronte a quella feccia, passeggiate celestiali
Per il cielo è un prigioniero illuminato.
Attraverso il rumore ha visto
con la sua esemplare umiltà e intuito
stanchezza mortale, la sua anima divina
Si avvicina alla luce dei condannati.
Il legno è posto sulla spalla
come un grande albero. con stupore
portando un’enorme croce triste lo vedo.
E Gesù stanco sospira,
nella sua stanchezza ritratta ammiro
la grandezza del nobile Cireneo.
SESTA STAZIONE
VERONICA ASCIUGA IL VOLTO DI GESÙ
Quanto sudore e sangue quel giorno
aveva coperto Gesù. dolori,
piangevano gli uccellini e i fiori
Nascondevano il loro aroma nell’agonia.
La folla se ne andò, con rabbia si alzò
la morte la sua falce e i suoi vapori,
il suo sudore sulla fronte del prigioniero
e una stanchezza mortale lo consumava.
Tra la folla, all’improvviso
Veronica uscì e si asciugò la fronte
di sangue, sudore e abusi.
Era disegnato sul suo mantello
il volto di Gesù, chiaro, delimitato
da buon pittore, bellissimo ritratto.
SETTIMA STAZIONE
GESÙ CADE PER LA SECONDA VOLTA
Vado verso il Calvario, infuriato,
la folla avanza in una corsa accanita
con l’immagine di Cristo imprigionato
per spegnere la sua luce, uccidere la sua vita.
Senti un male rauco,
fruste, scherma, sputi rissosi
oscurità sfrenata e vorrei
quella morte era definita.
Il Nazareno è stanco, il dolore cresce
e le sue gambe si piegano, sviene,
Al legno ferito, più si aggrappa.
Le forze non obbediscono, cercano invano
alzarsi. È già disumano
e per la seconda volta bacia la terra.
OTTAVA STAZIONE
GESÙ CONSOLA LE DONNE DI GERUSALEMME
Un gruppo di donne in tumulto
Gridano per la loro innocenza, determinati
Avanzano sudati, afflitti
e prostrati davanti a lui lo adorano.
Alzano la voce per chiedergli perdono,
Per Cristo dunque vengono interrotti,
piuttosto piangete per salvarvi la vita
non per la mia sofferenza, insulto umano.
Davanti ai suoi occhi con gli occhi fissi:
piangete per voi stessi e per i vostri figli
che oggi gemono per il peso del dolore.
E le donne che seguivano Gesù
la loro infinita tenerezza, hanno condiviso
e la nostalgia di Gesù li stringe.
NONA STAZIONE
GESÙ CADE PER LA TERZA VOLTA
Gesù è sfinito verso il Calvario
Ha ferite profonde sulla pelle,
il disprezzo e il sangue sul suo sudario
Lo fanno cadere per la terza volta.
Deridono il dolore, l’intero bestiario
Lo spingono, lo maltrattano e poi
guardare con compassione l’avversario
È arrivato lì con le sue gambe.
Così si adempirà la crudele sentenza
di quei peccatori di questa terra
ignorando l’essenza di Gesù.
La sua presenza si riflette nelle nuvole,
la sua grandezza di Dio, la sua onnipotenza
beato che ci manda dal cielo.
DECIMA STAZIONE
GESÙ È PRIVO DEI SUOI VESTITI
Gli diedero da bere mirra e vino
e Gesù la mise alla prova per cortesia
ma le pene che ho sofferto per te
Pesavano sul suo essere dolce e divino.
Il vento fischiava per tutte le strade
dove è stata vista la sua impronta
e nella sua coscienza c’era lucidità
grandezza dei loro atti di pellegrino.
Intorno alla montagna tristezza
un corvo nero, senza delicatezza
nelle mani di creature selvagge.
Tutti i pacchi caddero
che copriva il suo corpo. C’era del bottino
strappando le loro tenere vesti.
UNDICISTA STAZIONE
GESÙ È INCHIODATO SULLA CROCE
Tra i ladri viene giustiziato
Gesù di Nazaret, Agnello Santo,
inchiodato ad una croce, crocifisso
tra le braccia sacre dell’albero.
Mani e piedi il male ha lacerato
chiodi, martello di tutto il dolore,
il mondo lo ha portato al macello
per riscattarlo dal peccato.
Le stelle gridavano luce eterna,
la sua vita si stava spegnendo come una torcia elettrica
senza aver commesso un solo reato.
Con la croce è stato realizzato un monumento
con il sacro corpo di Gesù,
La sua divinità è l’infinito.
DODICESIMA STAZIONE
GESÙ MUORE SULLA CROCE
Tre lunghe ore soffre in agonia,
In quel periodo il Maestro ci insegna
un percorso di arpeggi e disegni
con le sue sette parole di luce e guida.
Gli oltraggi e gli scherni che ha subito
in tutto il mondo è servito da recensione
perché a causa del peccato va in pezzi
flusso di pestilenze e delitti.
Il suo corpo era un paesaggio pieno di ferite,
Non poteva sopportare il dolore, era rigido,
A causa di così tanto danno, la sua vita gli è sfuggita.
Era il figlio di Dio ed era morto
la triste morte lo portò via
e il mondo senza il suo amore era deserto.
TREDICESIMA STAZIONE
GESÙ MORTO TRA LE BRACCIA DI SUA MADRE
Sulla sua croce estesa già riposa,
e un soldato si ferisce al fianco,
il Nazareno ora illuminato
Non sente più la spinta della lancia.
Giuseppe d’Arimatea non si stanca
e con tenerezza Cristo viene deposto
con Nicodemo rimasero sgomenti
Lo abbassano, con voci tristi raggiungono
a Maria, corpo del suo amato figlio.
Lo benedisse teneramente e in lacrime
al germoglio immortale che era inerte.
Le sue braccia circondarono il martirio
del frutto del suo grembo, del suo delirio
che ora riposava con la morte.
Quattordicesima STAZIONE
GESÙ È SEPOLTO
Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea
Avvolsero Cristo in un mantello,
e Maria fece sentire il suo pianto
lacrime di dolore come un vero.
Alla tomba di Giuseppe desidera
depositare i loro resti. La rottura
è enorme in questo ambiente e nel frattempo
Gesù è sepolto. Il mondo vede.
Lo coprirono con una grossa pietra
e avviliti dal dolore marciarono
verso Gerusalemme. Tempo di attesa.
C’era la speranza che tornasse
il terzo giorno e affinché sua madre lo vedesse
quella primavera rinasceva.
QUINDICESIMA STAZIONE
GESÙ RISORGE DAI MORTI
Sabato, con Maria Maddalena
Marciarono verso la tomba angosciati
e quando sono arrivati hanno avuto paura,
Non c’era Gesù, il dolore traboccava.
Un angelo con la sua voce come una quena
vederli sorpresi e stanchi
li ha fatti controllare le voci
e videro il mattino in piena luce.
Gesù di Nazareth, crocifisso
Il terzo giorno è già risorto
disse loro l’angelo. Tutto è stato realizzato.
Il cielo si vestiva di primavera
con la luce di Gesù che è la luce
e il mondo con il suo padrone è il nostro nido.
*****
VIA CRUCIS
AAntonio Escobar Mendivez
INTROITO
Asombrados vivimos los cristianos
de su pasión y muerte, del suplicio
sufrido por Jesús, del sacrificio
inmenso, de los actos infrahumanos
del vía crucis cruel. Todas las manos
se mancharon de sangre en este juicio
hecho por los malvados. El desquicio
de la maldad mundial. De los insanos
desbordes del dolor, los sentimientos
de esos pasajes y acontecimientos
que nos hacen sangrar el corazón.
Cada herida se siente porque existo
para adorar tus llagas Padre Cristo
porque yo asiento mía tu pasión.
PRIMERA ESTACIÓN
JESÚS ES CONDENADO A MUERTE
Ahí en el Sanedrín “Reo es de muerte”
gritó la turba airada sin conciencia,
no vio en Jesús al hombr,e su inocencia,
al verlo así, se ríe, se divierte
y Pilatos alterado les advierte:
“No lo puedo culpar”. Con vehemencia
oye gritar la turba. La clemencia
no es para el buen Jesús. El odio es fuerte.
¡Crucifícales! Se oye gritería,
si lo sueltas será una cobardía,
enemigo del César, te conviertes.
Les entregó a Jesús. Lavó sus manos.
Se le azotó. Sus rostros inhumanos
son espejos de maldad inclemente.
SEGUNDA ESTACIÓN
JESÚS CON LA CRUZ A CUESTAS
Rumbo al pretorio va predestinado,
lo llevan a la muerte, la cruz carga
camino hacia el calvario, el dolor embarga,
por su inocencia ha sido condenado.
Un camino tortuoso, prolongado,
el peso de la cruz, la pena larga,
la chusma, el enemigo, ¡Cómo amarga
mirar al Nazareno tan cansado!
¿Pagamos el pecado de Adán y Eva?
¿A dónde la maldad, Jesús, nos lleva?
Con tu ejemplo Señor, crezca la vida
sin el dolor, sin el martirio pleno
de sufrimiento que es letal veneno,
daga fatal, infame, está encendida.
TERCERA ESTACIÓN
JESÚS CAE POR PRIMERA VEZ
Iba a cumplir con su infeliz destino
que el pecado del mundo le ha ofrendado,
en esta hora infeliz atormentado
por las burlas y espinas del camino.
La maldad reflejada en un cetrino
le castiga, se hace el tiempo acerado,
en sus carnes se queda dibujado
el precio del pecado Dios divino,
cansado y sudoroso va adelante,
su cuerpo no responde, vacilante
como si todo el mundo le doliera.
Sus hombros desfallecen, el madero
es lanza que lo lleva al matadero
y Jesús tropieza. Es la vez primera.
CUARTA ESTACIÓN
JESÚS ENCUENTRA A SU MADRE
El camino al calvario es la tortura
de insultos llena. Cómo padecía
al ver gente tras de Él y todavía
el pueblo, los soldados. La amargura,
la angustia, el sufrimiento, la locura
de encontrar la tristeza de María,
su rostro de dolor. ¡Cómo sufría
al mirarla con ojos de ternura!
Quería decirle tanto en un grito
de amor, un grito muy largo e infinito
para poder juntar sus soledades.
Jesús ante su Madre, penitente,
la besa adolorido ante la gente
con un beso de aromas y verdades.
QUINTA ESTACIÓN
JESÚS ES AYUDADO POR EL CIRINEO
Jesús avanza débil y agotado
ante la turba cruel, vil, asesina,
frente a esa escoria, celestial camina
para el cielo es un reo iluminado.
Por entre el vocerío ha divisado
con su humildad ejemplar y adivina
el cansancio mortal, su alma divina
se acerca hasta la luz del condenado.
Se coloca el madero sobre el hombro
como un árbol grandioso. Con asombro
cargando enorme cruz triste lo veo.
Y cansado Jesús lanza un suspiro,
en su cansancio retratado admiro
la grandeza del noble Cirineo.
SEXTA ESTACIÓN
VERÓNICA ENJUGA EL ROSTRO DE JESÚS
Cuánto sudor y sangre en aquel día
tenía a Jesús cubierto. dolores,
lloraban avecillas y las flores
escondían su aroma en la agonía.
Iba la multitud, con ira erguía
la muerte su guadaña y sus vapores,
en la frente del reo sus sudores
y un cansancio letal lo consumía.
Entre la muchedumbre, de repente
salió Verónica y enjugó su frente
de sangre, de sudor y de maltrato.
En su manto quedóse dibujado
el rostro de Jesús, nítido, orlado
como de un buen pintor, bello retrato.
SÉPTIMA ESTACIÓN
JESÚS CAE POR SEGUNDA VEZ
Camino hacia el calvario, enfurecida,
el tropel avanza en feroz carrera
con la estampa de Cristo prisionera
para apagar su luz, matar su vida.
Se escucha la maldad enronquecida,
azota, esgrime, escupe pendenciera
negrura desbocada y ya quisiera
que la muerte quedara definida.
Cansado el Nazareno, el dolor crece
y sus piernas se arquean, desfallece,
al madero dolido, más se aferra.
Las fuerzas no obedecen, busca en vano
permanecer de pie. Ya es inhumano
y por segunda vez besa la tierra.
OCTAVA ESTACIÓN
JESÚS CONSUELA A LAS MUJERES DE JERUSALEN
Un grupo de mujeres en tumulto
claman por su inocencia, decididas
avanzan sudorosas, afligidas
y postradas ante él le rinde culto.
Alzan su voz para pedir su indulto,
por Cristo entonces, son interrumpidas,
lloren más bien para salvar sus vidas
no por mi sufrimiento, humano insulto.
Ante sus ojos con sus ojos fijos:
por vosotras llorad y por sus hijos
que, por el peso del dolor, hoy gimen.
Y las mujeres que a Jesús seguían
su ternura infinita, repartían
y su nostalgia por Jesús exprimen.
NOVENA ESTACIÓN
JESUS CAE POR TERCERA VEZ
Jesús está extenuado hacia el calvario
lleva heridas profundas en su tez,
el escarnio y la sangre en su sudario
hacen que caiga por tercera vez.
Se mofan del dolor, todo el bestiario
lo empujan, lo maltratan y después
mira con compasión al adversario
ha llegado hasta ahí por propios pies.
Se va a cumplir así la cruel sentencia
de aquellos pecadores de este suelo
desconociendo de Jesús su esencia.
Se refleja en las nubes su presencia,
su grandeza de Dios, su omnipotencia
bendita que nos manda desde el cielo.
DÉCIMA ESTACIÓN
JESUS ES DESPOJADO DE SUS VESTIDURAS
Le dieron a beber mirra con vino
y Jesús la probó por cortesía
mas los dolores que por ti sufría
pesaban en su ser dulce y divino.
Silbaba el viento todos los caminos
por donde su pisada, se veía
y en su conciencia, lucidez había
grandeza de sus actos peregrinos.
Alrededor del monte la tristeza
un negro cuervo, sin delicadeza
en las manos de salvajes criaturas.
Fueron cayendo todos los manojos
que cubrían su cuerpo. Hubo despojos
al arrancar sus tiernas vestiduras.
UNDÉCIMA ESTACIÓN
JESÚS ES CLAVADO EN LA CRUZ
Entre ladrones es ajusticiado
Jesús de Nazaret, santo cordero,
clavado en una cruz, crucificado
en los brazos sagrados del madero.
Manos y pies el mal ha desgarrado
clavos, martillo del dolor entero,
el mundo lo llevó hasta el matadero
para que le redima del pacado.
Las estrellas lloraron luz eterna,
su vida se apagaba cual linterna
sin haber cometido ni un delito.
Un monumento se hizo con la cruz
con el cuerpo sagrado de Jesús,
su divinidad es el infinito.
DUODÉCIMA ESTACIÓN
JESÚS MUERE EN LA CRUZ
Tres largas horas sufre de agonía,
en ese lapso el Maestro nos enseña
un camino de arpegios y diseña
con sus siete palabras luz y guía.
Los ultrajes y escarnios que sufría
por el mundo sirvieron de reseña
porque por el pecado se despeña
caudal de plagas y de felonía.
Su cuerpo era un paisaje con heridas,
no soportó el dolor estaba yerto,
por tanto mal, se le escapó la vida.
Era el hijo de Dios y estaba muerto
se lo llevó la muerte compungida
y el mundo sin su amor quedó desierto.
DÉCIMA TERCERA ESTACIÓN
JESÚS MUERTO EN LOS BRAZOS DE SU MADRE
En su cruz extendida ya descansa,
y un soldado le hiere su costado,
el Nazareno ahora iluminado
ya no siente la hincada de la lanza.
José de Arimatea no se cansa
y con ternura Cristo es descolgado
con Nicodemo estaban consternados
lo bajan, con voces tristes alcanzan
a María, el cuerpo de su amado hijo.
Ella llorosa y tierna lo bendijo
al retoño inmortal que estaba inerte.
Sus brazos rodearon el martirio
del fruto de su vientre, su delirio
que ahora reposaba con la muerte.
DÉCIMA CUARTA ESTACIÓN
JESÚS ES SEPULTADO
Nicodemo y José de Arimatea
envolvieron a Cristo con un manto,
y María dejó escuchar su llanto
lágrimas de dolor como una rea.
En el sepulcro de José desea
depositar sus restos. El quebranto
es enorme en este ambiente y entretanto
Jesús es sepultado. El mundo vea.
Con una piedra grande lo taparon
y cabizbajos con dolor marcharon
hacia Jerusalén. Tiempo de espera.
Había la esperanza que volviera
al tercer día y que su madre viera
que volvía a nacer la primavera.
DÉCIMA QUINTA ESTACIÓN
JESÚS RESUCITA DE ENTRE LOS MUERTOS
Sábado, con María Magdalena
al sepulcro marcharon angustiadas
y al llegar se sintieron asustadas,
no hubo Jesús se desbordó la pena.
Un ángel con su voz como de quena
al verlas sorprendidas y cansadas
les hizo que revisen las entradas
y vieron la mañana con luz plena.
Jesús de Nazareth, crucificado
al tercer día, ya ha resucitado
les dijo el ángel. Todo se ha cumplido.
El cielo se vistió de primavera
con la luz de Jesús que es la lumbrera
y el mundo con su amor es nuestro nido.

Angela Kosta presenta la poetessa Diane Ouverney- Brasile
ANGELA KOSTA TRADUCE I VERSI DI DIANE OUVERNEY
DA ANGELA KOSTA
DIANE OUVERNEY è nata e vive a Nova Friburgo, RJ (Brasile). Lei è redattrice della prestigiosa rivista letteraria internazionale Netrazol. Le sue poesie sono state tradotte e pubblicate in diverse riviste nazionali ed internazionali.
LO SPLENDORE DEI MIEI OCCHI
Lo splendore dei miei occhi
È come un’eclissi lunare…
Risorge come la luna nuova
Testimone del vero amore
Come il Sole e la Luna.
Notte buia… cielo oscuro…
L’eclissi della luna nuova
Così bella e unica
Lo splendore del sole cattura
Incontro raro…
Tu il Sole… Io la Luna
Non guardare la luna solo in Eclissi
Spero di incontrarci di nuovo
Eclissi lunare.
Traduzione di Angela Kosta Accademica, giornalista, poetessa, saggista, critica letteraria, redattrice, traduttrice
La giornalista, traduttrice Angela Kosta ci fa conoscere la poetessa Yang Geum – Hee
ANGELA KOSTA TRADUCE I VERSI DI YANG GEUM-HEE
La poetessa Yang Geum-Hee è nata nel 1967 a Jeju, in Corea. Ha pubblicato due raccolte di libri di poesie, “Happiness Account – La Felicità Dell’acconto” e “Ieodo, Island of Legend and Existence – Ieodo, Isola Della Leggenda e Dell’Esistenza” oltre ad una raccolta di saggi intitolata “Happy Companion – Compagno Felice.” Yang è stata la prima Presidente della Ieodo Literature Association, Caporedattrice del Jejuin News e ha lavorato come ricercatrice presso la Society of Ieodo Research. Inoltre ha lavorato come ricercatrice presso il Jeju Sea Grand Center presso l’Università Nazionale di Jeju e come professoressa appositamente nominata presso l’Università Internazionale di Jeju.
Attualmente Yang è:
– Redattrice editoriale per il New Jeju Ilbo,
– Ricercatrice speciale presso l’Istituto di Scienze Sociali dell’Università Nazionale di Jeju,
– Vicepresidente del Comitato Regionale di Jeju del Centro PEN Coreano,
– Dirigente dell’Istituto di Jeju per l’Unificazione Coreana
– Dirigente dell’Associazione Coreana di Etica.
Yang Geum-Hee ha vinto sette premi letterari.
IL VENTO NON VUOLE SAPERE DELLA STRADA
Non importa quanto tempo passa
Il vento non invecchia mai
Anche se la brezza non ha bocca,
Dice sempre quello
Che vorrebbe dire
Anche se il vento non ha occhi,
Non perde mai la sua direzione
Quando affronta una storta faccia
Il vento soffia sempre da un’altra parte,
Senza graffiare o far male
Il Vento mai si ferma
anche se il viso tenero fosse
Quando sulla strada intricata della terra potrò correre
senza chiedere indicazioni.
Preparato e tradotto in italiano da Angela Kosta Accademica, giornalista, poetessa, saggista, critica letteraria, redattrice, traduttrice
Angela Kosta presenta l’artista Elizabeth Esguerra Castillo
ANGELAKOSTA TRADUCE – L’ARTE UN’ASTRAZIONE UTOPICA DI ELIZABETH E CASTILLO
DA ANGELA KOSTA
ELIZABETH ESGUERRA CASTILLO è nata nelle Filippine. Lei è Autrice, Poetessa, Artista dell’ Arte Visiva, Scrittrice, Giornalista, Blogger. Castillo è pubblicata e pluripremiata a livello internazionale.
Lei è:
- Ambasciatore di Pace e Buona Volontà nelle Filippine per Naciones delas Letras e Semillas Juventud (Argentina),
- Dottore in Lettere
- Dottore Honoris Causa
- Fondatrice/CEO di Art Heals di Elizabeth Esguerra Castillo
- Fondatore e proprietario di Special Quill English, servizi di scrittura, editing e coaching,
- Presidente CIESART (Camara Internacional de Escritores y Artistas) Sede centrale delle Filippine
-Membro del Consiglio Direttivo dell’Illustre Consiglio di Presidenza del CIESART
- Presidente, P.L.O.T.S-Creatives Magazine, (USA)
- Ambasciatore della Cultura nelle Filippine per Inner Child Press International
- Membro dell’American Authors Association (AAA)
- Membro, PEN International,
- Membro dell’Asia Pacific Writers and Translators (APWT)
- Membro dell’Associazione Mondiale degli Autori e dei Ricercatori (WAOAR)
Elizabeth Esguerra Castillo è autrice di:
“Seasons of Emotions – Stagioni di Emozioni” (Regno Unito)
“Inner Reflections of the Muse –
Riflessioni Interiori della Musa” (USA)
L’ARTICOLO: L’ARTE – UN’ASTRAZIONE UTOPICA
L’arte raffigura la tempesta che infuria nel nostro nucleo. Quelle emozioni represse che andavano fuori controllo. L’astrazione utopica, le cascate di tonalità messe in azione. Come un Selenofilo che adora la sua amata Luna, trovando una bellezza collaterale in mezzo al caos. Bellezza e follia raffigurate in una tela gigante, una sinfonia di colori, forme, simboli e texture. Dove la separazione porta all’armonia e alla beatitudine una volta che un capolavoro nasce dalla propria instancabile passione. L’arte colpisce l’eternità. È l’essenza stessa dell’essere. Perché anche il più piccolo sassolino sulla riva può essere parte di un quadro più grande, un ciottolo solitario che adorna una tela, pennellate che danno vita a quella che una volta era una pagina bianca. L’arte ci rende vulnerabili alla follia del mondo. Sconvolge i sensi, calma i nervi, calma un’anima stanca, ripara ciò che è rotto, placa la sete della verità. L’arte conduce all’utopia quando si vede veramente la bellezza nascosta sotto la superficie abominevole. L’arte non fa vedere solo fascino inerte, ma anche insegnargli come scoprire la bellezza pura in tutte le forme.
L’arte può essere intuitivamente astratta quando l’artista attinge alla sua intuizione creativa per produrre un capolavoro. Questo dà all’artista la libertà di esprimere le sue emozioni più intime attraverso il suo gioco di varie tonalità e pennellate. Secondo alcune ricerche, ricorrere all’arte intuitiva può anche aiutare a superare il “blocco dell’arte”. Conosciuta anche come arte sperimentale, è priva di giudizi perché è creata dal cuore dell’artista che si trasforma in sentimenti su una tela bianca.
ANELLO DI LUCE
(ispirato all'”Aleph” di Paulo Coelho)
Dal passato ti incontrai
In una delle mie reincarnazioni
Una questione incompiuta che dobbiamo affrontare
Un’anima frantumata dev’essere liberata
O essere incatenata fino all’eternità.
Una volta ancora al bivio ci incontrammo
La mia anima in un istante ti riconobbe
Dai vortici, scintille si accesero
Impostazioni delle costellazioni dall’alto,
Puntini cosmici che i nostri cuori intrecciano
Ad un certo punto da qualche altra parte,
Noi due seduti in una carrozza
Fino al punto di non ritornare
Un anello di luce
davanti ai nostri occhi lampeggia
Accecandoci per un momento.
Qui, l’Aleph cessa il tempo e lo spazio
Riportandoci dove i nostri occhi guardarono per la prima volta
I secoli sono passati ma le cicatrici rimangono,
Quando mai guariranno le ferite?
Il riscatto, la liberazione lo possiamo ancora sentire?
L’anello di luce ti dà le risposte,
Anche delle domande mai pronunciate
Il silenzio assordante tra due cuori
Le emozioni d’ira che ardono all’interno,
Lanciando un incantesimo mistico, liberandoti.
Preparato e tradotto in italiano da Angela Kosta Accademica, giornalista, poetessa, saggista, critica letteraria, redattrice, traduttrice
Angela Kosta intervista Elisa Mascia
ANGELA KOSTA INTERVISTA LA SCRITTRICE E DONNA POLIEDRICA ELISA MASCIA
Oggi presentiamo ai lettori Elisa Mascia nata a Santa Croce di Magliano – Campobasso, scrittrice, conferenziere, conduttrice radiofonica, declamatrice, recensore, poetessa bilingue (italiano – spagnolo), critica letteraria, giurata in concorsi di poesia, intervistatrice e promotrice culturale in Italia e nel mondo.
Le sue poesie e i racconti sono stati inseriti in molteplici antologie nazionali e mondiali. Elisa è madre di quattro figli e nonna di due nipoti.
Conosciamola meglio leggendo le sue risposte:
A. Kosta: Ciao Elisa. Sappiamo che lei è divulgatrice di Arte e Cultura Poetica e Letteraria Nel Mondo. Raccontaci com’è riuscita a creare questi ponti culturali.
– E. Mascia: Alcuni anni fa è venuto a mancare Erminio Girardo, colui che è stato il mio maestro per aver creduto in me apprezzando le mie poesie e recensioni (che scrivevo ai commenti delle sue poesie e dipinti) e mi ha incoraggiata a continuare a scrivere poesie e soprattutto a condividerle con gli altri tramite il mezzo più efficace di cui tutti disponiamo oggi e cioè Facebook.
Ebbene la sua dipartita all’inizio mi ha un po’ lasciata incredula e in riflessione e quasi non riuscivo più a scrivere ma dopo qualche mese animata da energia ho iniziato ad approfondire nuovi stili di scrittura e pubblicare i miei testi poetici in alcuni gruppi culturali.
Ho avuto l’opportunità di conoscere valide persone essenziali nel mio percorso culturale nel mondo ( Stefano Capasso- Italia e Asoke Kumar Mitra- India) dedicate alla promozione dell’arte e della poesia che sembra quasi mi abbiano presa per mano e presentata in numerosi gruppi mondiali di Arte e Poesia.
Ho sempre prestato attenzione agli altri per lo spirito di fratellanza presente nel mio animo fin da bambina però adesso mi sono sentita sospingere da un fuoco ardente per far conoscere in primis la umile persona di Erminio Girardo che meritava di essere presentato al mondo intero per le sue doti umane di altruismo, generosità, grande artista plastico, conoscitore di cinque idiomi scritti e parlati con padronanza assoluta e non c’era argomento di cui non fosse conoscitore esperto eppure affermava di non sapere nulla.
Mi sono sentita in dovere di portare con me il suo nome e così iscrivendomi casualmente nell’Accademia Albap, ignara che si dovesse scegliere il Patrono, mi sentii quasi guidata nel viaggio intrapreso e scelsi Erminio Girardo così ogni settimana che pubblico una mia poesia in Accademia accanto al mio nome c’ è il mio maestro Patrono.
Nella ferma convinzione che siamo atomi del Cosmo e legati da fili invisibili ma che prestando attenzione riusciamo a leggere l’attrazione tra anime che sono destinate a percorrere insieme l’ampia strada della vita e si riconoscono, ho preso anch’io per mano numerose persone che avevano bisogno di uno slancio di sicurezza per volare alto così com’era accaduto per me sono tornata a restituire il bene ricevuto e che si alimenta ogni attimo nella quotidianità nel dare, nell’essere dono e nella consapevolezza e gratitudine di ricevere dall’universo ciò che semino in positività e grande amore per tutti indistintamente.
Alla base di tutto ciò c’è sicuramente la predisposizione a mettere me stessa in secondo piano e dare spazio agli altri così posso continuare da dovuta distanza a costruire solidi ponti costituiti di arte, musica, poesia, letteratura e qualsiasi cosa è creatività.
A. Kosta: Qual è il suo percorso letterario ?
– E. Mascia: Da quando ero bambina prediligevo leggere e scrivere ma anche recitare poesie. La mia formazione umanistica oltreché con gli studi all’ Istituto Magistrale è stata accompagnata, di pari passo, da ricerca e approfondimento Artistico Letterario da autodidatta che quotidianamente è una vera e propria esigenza di vita per alimentare la mente e lo spirito.
Mi addentro in culture diverse dall’Italia per scoprirne tradizione e amore per la poesia, per l’arte così studio idiomi che mi permettono la comprensione soprattutto dei poeti e scrittori dell’America Latina, questa passione già iniziata durante il Covid con la presentazione di programmi radio online si è riaccesa con il programma bilingue italiano-spagnolo “Alla ricerca della vera bellezza” che inatteso è stato il successo fin dal primo incontro con poetesse del Perù che era nato come unico incontro domenicale per promuovere il loro libro invece è diventato un appuntamento settimanale molto seguito perché dà l’opportunità a poeti e scrittori di presentare i loro testi pubblicati e di conoscere la bellezza delle loro anime. Da questo è nata anche l’ideazione di un Recital Poetico Internazionale che ugualmente da un singolo incontro è diventato appuntamento mensile per divulgare quattro poeti durante il programma stesso.
A. Kosta: Cosa ispira la sua Musa verseggiando?
– E. Mascia: Alla base della mia ispirazione c’è positività, da qualsiasi cosa nella Natura o/e dalle persone dalle quali sono colpita per attrazione nei dettagli che poi originano creazioni poetiche cerco sempre e comunque di trasmettere uno o più messaggi dai quali traspira il massimo generatore dell’universo intero che si chiama amore, l’amore per un fiore, per una stella, per la luna e il sole, per l’acqua e l’oceano, per i monti, le rocce e le pietre.
Tutto è pervaso dall’amore, quello per gli animali, per i nonni, le mamme, le donne e l’amore espresso dall’amicizia, l’amore inteso come sentimento di passione e quello spirituale essenziale per ciascuno di noi.
A. Kosta: Come riesce a riconciliare il suo tempo – lavoro tra traduzione, divulgazione scrittura e la quotidianità?
– E. Mascia: Innanzitutto distribuisco il tempo disponibile dando sempre le priorità che sia la famiglia o la gestione della casa quanto alla cucina, pulizia, recarmi negli uffici pubblici, il rispetto dei controlli medici periodici e delle relazioni sociali e spirituali con la frequenza della chiesa in modo attivo con servizio altruista del gruppo lettori e coro parrocchiale.
Una buona e consistente parte del tempo quotidiano lo dedico a scrivere, studiare, disegnare e dipingere, esercizi di traduzione da italiano – spagnolo e viceversa tutti i giorni per non perdere la capacità acquisita e che come tutte le attività se non vengono esercitate si perdono di manualità e intuitività.
Tutto questo ed altro, come la lettura creativa nel gruppo del Teatro al Buio come donatrice di voce nel progetto di dare la possibilità di vedere con l’ascolto, con la massima flessibilità di orari e libertà di gestione.
Pensare sempre agli altri è importante e gratificante per me.
A. Kosta: Ha partecipato ai concorsi? Le è stato insignito qualche premio?
– E. Mascia: Sono contraria a partecipare a concorsi poetici e letterari, artistici poiché ritengo che essendo frutto di emozioni mente- cuore- anima non debbano essere sottoposti a giudizi e votazioni molte volte disqualificanti e che sono espressioni di attribuzione in graduatorie che rispettano modi del tutto soggettivi. Però a prescindere dal mio pensiero ho partecipato a molte edizioni ( nove) del Premio Histonium riportando targhe, coppa e menzioni così come in altri concorsi come di San Gerardo Maiella, di Alda Merini, del Federiciano e altri online come le molteplici partecipazioni al Festival della Writers Capital Foundation International sia di Poesia che di Arte.
A. Kosta: Ha pubblicato dei libri? Quali sono i temi principali?
– E. Mascia: Ho pubblicato 7 Sillogi Poetiche contenenti poesie di tanti argomenti.
– Magiche Emozioni dell’Anima
– Sogni Dipinti
– La grattugia della luna
– Melodia d’Amore
– Tra l’infinito e l’immenso
– Interconnessione mentale
Oltre a Savage Wind lettura poetica del medesimo titolo del poeta indiano Asoke Kumar Mitra che mi ha affidato l’interpretazione e pubblicazione in italiano.
Tema principale che accomuna numerose poesie è sicuramente il sentimento dell’amore declinato in tutti i sensi e in tutte le ispirazioni non trascurando i temi spirituali, sociali, dell’amicizia, della salvaguardia dell’ambiente e del clima, temi filosofici, ancestrali, della Pace.
A. Kosta: Cosa pensa della letteratura in generale e degli autori emergenti?
– E. Mascia: La letteratura è una delle discipline che forma e plasma con lo studio e l’assimilazione di contenuti che aiutano a riflettere e creare il pensiero personale pertanto è indispensabile per ciascuno di noi.
Siccome ritengo che siamo sempre tutti in continuo apprendistato e crescita c’è bisogno di studiare, studiare e studiare poiché non si è mai autore arrivato o affermato se si vive nella consapevolezza del concetto che ho descritto in precedenza ossia siamo in continuo divenire.
Kosta: Cosa vorrebbe dire a loro per avere maggior visibilità?
– E. Mascia: Tutti sentiamo la necessità di lasciare orme tangibili del passaggio in questo mondo pertanto dobbiamo sapere che nulla ci viene regalato ma dietro ogni “risultato visibile” c’è tanta fatica, impegno profuso, ore di studio e di ricerca in tutti i settori e assolutamente anche per coloro che si dedicano alla scrittura, all’arte e alla letteratura.
Posso affermare di non rincorrere chimere o sgomitare per arrivare sul podio cercando di raggiungere premi o primi posti poiché è meglio che siano gli altri a riconoscere i meriti raggiunti e sicuramente ci sarà chi ti cercherà per presentare al mondo il tuo valore.
A. Kosta: Quali sono i suoi autori preferiti?
– E. Mascia: Oltre agli autori riconosciuti come maestri da prendere a modello e oggetto di studio sia a scuola che nella vita e che sono i classici Dante, Petrarca, D’Annunzio, Pascoli, Carducci sicuramente ci sono alcuni contemporanei conosciuti nel web e anche personalmente come per me il poeta, scrittore, artista catalano Joan Josep Barcelo, un’altra poetessa scrittrice che mi piace moltissimo è Carolina Turroni, il già citato maestro Erminio Girardo e tanti altri che attraggono la mia curiosità e ammirazione per originalità di stile e di contenuti.
A. Kosta: Quali sono i suoi progetti futuri?
– E. Mascia: Tra realtà, sogni e progetti si svolge la mia vita sempre in continuo aggiornamento pensando oggi e realizzare in breve tempo possibile per alcuni progetti, altri sono più a lunga scadenza, li accarezzo vivendo ogni giorno pensando al sogno che quando si avvererà sarà sempre vissuto come una sorpresa.
I progetti a breve scadenza sono, oltre a voler fortemente imparare bene a disegnare e dipingere, ho il desiderio di pubblicare tutte le poesie scritte finora in Raccolte poetiche.
Vorrei dedicarmi alla revisione, integrazione e correzione della bozza del mio primo romanzo che giace già da qualche anno nel cassetto virtuale del PC.
A. Kosta: Grazie della bellissima intervista Elisa. Le auguro tanto successo nel suo percorso letterario e altro…
ELISA MASCIA è scrittrice, conferenziere conduttrice radiofonica, declamatrice, recensore, poetessa bilingue (italiano – spagnolo), critica letteraria, giurata in concorsi di poesia, intervistatrice e promotrice culturale in Italia e nel mondo.
Elisa Mascia è membro registrato e co-fondatore di Wiki-Poesía. Accademica Immortale, Coordinatrice dell’Italia e Direttrice di Comunicazioni ed Eventi dell’Accademia ALBAP.
Membro e Coordinatrice del Festival in quattro anni consecutivi dal 2021 – 22024 PILF e Festival 2022 e 2023 delle Arti e Sculture PIAF della Writers Capital Foundation e Writers editor. Elisa è stata nominata leader della Biennale Agiografia Iconografia Internazionale 2023 ed è stata Giurata del Panorama Italiano Golden Book Awards 2023- 2024, nonché poetessa selezionata mensile da maggio 2019-2024 e antologie annuali OPA archivio editor NilavroNill Shovro. Elisa disegna e dipinge da lezioni online impartite dall’artista, scultore e ceramista argentino Miguel Angel Guiñazu.
Collabora con il poeta periodico nicaraguense Carlos Jarquin e con Alicia Antonia Muñoz Verri – Guainy – Argentina.
Partecipa a concorsi ed eventi di poesie e racconti per bambini in Ancestralia Hijo del Sol di Stellamaris Sandoval – Argentina, ha ricevuto, dal Movimento “Pacis Nuntii”-Argentina, l’Attestato e la Bandiera Universale della Pace- Annunciatore e Costruttore della Pace. Ha ricevuto il Diploma di Nomina Premio World Award 2022 dal prof. Rahim Karim Karimov.
Elisa è stata inserita nella Rivista Azahar dal numero 121- 128 di José Louis Rubio Zarzuela e la pubblicazione in pdf di 50 poesie in italiano e spagnolo dal titolo “La luna sublime” in pdf.
Inoltre Elisa è autrice di Alessandria today Magazine con oltre 700 articoli pubblicati.
Il suo Blog personale è:
nonsoloarteepoesia Magiche Emozioni dell’Anima

Elisa ha pubblicato la Silloge poetica “La grattugia della luna” , “Savage Wind” (traduzione poetica del libro di Asoke Kumar Mitra), “Magiche Emozioni dell’Anima”, “Sogni Dipinti”, “Melodia d’amore” (2023) , “Tra l’infinito e l’immenso” (febbraio 2024) e “Interconnessione mentale” (marzo 2024)
A cura di Angela Kosta Accademica, giornalista, poetessa, saggista, critica letteraria, redattrice, traduttrice
La poetessa brasiliana Aura Esmeralda Barbosa presentata da Angela Kosta
ANGELA KOSTA TRADUCE I VERSI DELLA POETESSA BRAZILIANA AURA ESMERALDA BARBOSA
DA ANGELA KOSTA
AURORA ESMERALDA BARBOSA è nata in Brasile. Lei è poetessa e modella. Attualmente sta frequentando l’università.
LA LUCE DEL NOSTRO SGUARDO
Quando i miei occhi ti guardano,
È un dolce incanto,
I segreti si svelano
in un mantello di sussurro
Il tuo essere,
un enigma che desidero decifrare
In ogni sguardo, una storia da scoprire.
Nel bagliore intenso
Arde la fiamma del desiderio
Tra noi, un legame dove non è mai tardi.
Le tue labbra, invito alla danza della passione,
In versi romantici, il mio cuore batte
Nella morbida penombra
i nostri corpi si intrecciano
In una danza magica,
dove i desideri si abbracciano
I tuoi gesti, un invito senza fine,
In questo universo d’amore,
dove finalmente ci troviamo.
Nei tuoi occhi trovo il cielo e il mare,
Dove mi immergo senza paura di naufragare.
Sei il mio prescelto che ispira la mia poesia,
Ed in ogni verso, la nostra magia declamo.
Così quando i miei occhi ti guardano, Amore
È come se il tempo nella nostra vita si fermasse
Ed in questo eterno momento d’amore e d’incanto,
Ci siamo persi nel miraggio dei nostri Noi
Quando la luce dei tuoi occhi
e la luce dei miei occhi
In un attimo cosmico decidono di incontrarsi,
La galassia sembra cospirare a nostro favore,
E tutto intorno si trasforma in pura magia.
È come se il tempo rallentasse,
E lo spazio si piega intorno a noi,
In un incontro cosmico di anime unite,
Dove la connessione trascende le parole.
In questo momento, poesia in movimento siamo
Versi che si intrecciano in armonia,
Ogni sguardo, una strofa, ogni sorriso, un verso
E insieme, componiamo la più bella melodia.
La luce dei tuoi occhi, un faro all’orizzonte,
Guidandomi verso la dolce terra dell’amore,
E la luce dei miei occhi, un riflesso del tuo,
In uno specchio di desiderio e fervore.
Ecco come si disegna la trama del nostro romanzo,
Su una tela bianca, dove dipingiamo solo noi due,
Con pennellate di tenerezza e passione,
E l’amore come l’inchiostro che tutto colora.
Quando la luce dei tuoi occhi e la luce dei miei occhi,
Decidono di incontrarsi, è come se il mondo intero,
Si inchinasse alla grandezza di questi attimi,
E noi, solo noi,
ci perdiamo nella perenne d’amore.
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Angela Kosta presenta Biswananda Sinha- India
ANGELA KOSTA TRADUCE I VERSI DEL POETA INDIANO BISWANANDA
DA ANGELA KOSTA
BISWANANDA SINHA è nato in India, nella città di Silchar nel 1966.
Appassionato di letteratura, riuscì a diventare poeta e scrittore; ha pubblicato due romanzi scritti in bengalese. Ha anche scritto altri due libri di poesie e pubblicato in inglese: “Quando la mia anima parla” e “La luce sorride” Sono stati molto apprezzati dai lettori perché le opere dell’autore hanno attirato l’attenzione dei critici letterari in India, Europa e America. Biswananda Sinha è stato insignito del Rabindranath Tagore Literature Prize dal DRDC, Governo dell’India per il suo significativo contributo alla letteratura.
IL MIO APPUNTAMENTO CON IL DESTINO
E dopo come un fulmine
dalla verità non svelata
Sorpresi i miei occhi
Si confondono dal bagliore accecante
E si crea un abisso
Tra la verità e la sapienza
Fino a tutte le mie conoscenze
Laddove si manifesta l’ignoranza,
Che strano!
Nel modo luminoso del sole ad oriente,
Camminando per le strade del Tempo,
Sin dalla gioventù
Finalmente riuscii ad arrivare nell’Universo
Laddove semplicemente un tocco
Può cambiarti
Interamente dinnanzi al Destino,
E potresti imbatterti
In un’inaspettata curva
Ma di nuovo si presenta la strada
Laddove una mente più saggia
Può vedere la grandezza della troppa Verità.
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Pietro La Barbera ed Elisa Mascia continuano Alla ricerca della vera bellezza con Isabel Pisani-Argentina, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Biografia di Isabel Concepción Pisani
È nata intorno al 1952 nella provincia di Buenos Aires (Argentina) e risiede a CABA (Città Autonoma di Buenos Aires).
Ha conseguito i titoli di Insegnante Normale Nazionale e di Professoressa di Lingua e Letteratura. Ha studiato anche lingua inglese, musica e comunicazione.
Ha insegnato per quasi quattro decenni a livello secondario e per un anno a livello universitario, nella carriera di correttore di bozze letterario.
È membro dell’Ateneo Poetico Argentino “Alfonsina Stoni”, che si riunisce mensilmente presso la SADE (Società Argentina di Scrittori/CABA), dove collabora ai suoi incontri e convegni e ha partecipato con varie composizioni poetiche alle antologie “COLORE TANGO – Abrazo Colombo Argentino” e “Las Maestras de América” in onore delle poetesse Juana de Ibarbourou, Gabriela Mistral e del suo mentore Alfonsina Storni, che pur essendo nata a Sala Capriasca (Italia), ha studiato a Santa Fe, Argentina .
Nel 2023 ha fatto parte della raccolta lirica di autori latinoamericani attuali che ha reso omaggio alla grande poetessa argentina con “Alfonsina, corazón de rio, alma de mar”, per ricordare il suo periodo di maestra rurale nella provincia di Santa Fe. .
Ha presentato le sue poesie e racconti su riviste digitali e all’Expo-Colloquio del Suri Colectivo Cultural, insieme a musicisti, pittori e scultori del Sud America.
Ha partecipato a diverse antologie:
– Confluenze – Utopie 2020
Confluenza Letteraria di Ediciones del Parque (2021/2022/2023), con la quale ha realizzato giornate di lettura alla Fiera del Libro di Buenos Aires.
Nel 2021 ha pubblicato la raccolta di poesie “Desde Mi Rincón Sureño”, dove ha provato varie specie del genere lirico.
Nel 2023 ha partecipato a Vuelo Libre (Carmesi Editora) insieme a poeti e
narratori delle province argentine e in “Dialoghi tra Marocco e Argentina” dalla III Antologia dei Poeti Argentini Amici del Marocco, patrocinata dall’Ambasciata del Marocco,
dove cinquanta opere letterarie sono state ispirate a Dipinti marocchini. Quest’anno ha intrapreso una selezione delle sue storie per un nuovo libro.
Domande per Isabella Pisani – Argentina
1-Pensi di conoscere te stessa?
So solo quello che non voglio: l’ipocrisia, la violenza, la frivolezza malintenzionata, la corruzione. Cerco di indagare su me stessa ogni giorno, ma penso di essere ancora sorpresa dalle risposte ad eventi molto avversi che la vita mi ha presentato in età diverse (la morte prematura di mia madre, l’omicidio di mio padre, incidenti, circostanze familiari dolorose , eccetera…). Non so come abbia potuto risolverli senza morire ma provandoci. Penso di avere una forza ereditata dalle donne attraverso mia madre e mio padre. E soprattutto la fede in Dio, mio protettore e maestro.
2- Se potessi essere una celebrità per un giorno, chi saresti?
Non ho mai considerato le celebrità da imitare. Non rifuggo i miti popolari. Ma penso che Meryl Streep sia una donna con la lettera maiuscola. Ottima attrice per la sua professionalità e una rettitudine raramente riscontrate in un ambiente che divora tutti con le sue passioni e vizi mortali.
3-Quale scrittore contemporaneo trovi più interessante?
Jorge Luis Borges (1898-1986), perché tutti gli scrittori gli devono qualche pagina ispiratrice. Il suo ultraismo (al di là degli “ismi”, cioè dei movimenti letterari) lo ha portato a creare un proprio stile intriso di filosofia e metafisica.
Da Fervor de Buenos Aires a El Aleph, Ficciones, i suoi saggi e la sua critica letteraria hanno sempre puntato all’interletterarietà non perché la sua vasta cultura lo permettesse, ma perché nessuno può essere esente da altri discorsi quando pensa e scrive.
4- Se potessi rinascere, come rinasceresti?
Cosa o chi non è la stessa cosa. Vorrei rinascere in una rosa, ma come essere umano vorrei tornare ad essere insegnante. I bambini e gli adolescenti hanno un’energia molto nutriente.
5- Cosa ti rende sempre felice?
Scrivere opere letterarie, soprattutto poesie.
6- Quale libro ha avuto il maggiore impatto sulla tua vita?
È stato un romanzo che lessi in due giorni quando avevo vent’anni. Una descrizione della vita attualmente indiscutibile. In “Brave New World”, Aldous Huxley annuncia un futuro fantascientifico che non è fantascienza oggi. Era un libro censurato negli anni ’30 negli Stati Uniti, ma ora è un esempio realistico del 21° secolo non solo per i progressi tecnologici, ma per le trasformazioni che gli esseri umani stanno accettando a livello fisico, mentale e psicologico con tutte le loro conseguenze. L’amore, la politica, la filosofia, l’arte, la religione soccombono dopo una guerra devastante. E i leader mondiali decidono di annullare la violenza ferocemente ripetuta e la conseguente apocalisse attuando misure scientifiche e di programmazione a tutti i livelli.
7- Se potessi prevedere il futuro, cosa vorresti cambiare?
Avidità e orgoglio, peccati capitali che non cessano di provocare i mali della terra e la sofferenza.
8- Che tipo di persone trovi più fonte di ispirazione per il tuo percorso creativo?
Sono attratto dai dipinti, dalle fotografie e dalle sculture. Gli artisti plastici sono campioni del tempo e sanno come catturare l’attimo. La poesia è qualcosa di simile attraverso le parole, per questo va salvaguardata dalla maleducazione e dalla morte.

Biografia de
Isabel Concepción Pisani
Nació hacia 1952 en la provincia de Buenos Aires (Argentina) y reside en CABA (Ciudad Autónoma de Buenos Aires).
Ha obtenido los títulos de Maestra Normal Nacional y Profesora en Lengua y Literatura. También realizó estudios de idioma inglés, música y comunicación.
Ha ejercido la docencia durante casi cuatro décadas en el nivel secundario y un año en el universitario, en la carrera de Corrector Literario.
Es miembro del Ateneo Poético Argentino “Alfonsina Stoni”, que se reúne mensualmente en la SADE (Sociedad Argentina de Escritores/CABA), en donde colabora en sus tertulias y conferencias y ha intervenido con diversas composiciones poéticas en las antologias “COLOR TANGO – Abrazo Colombo Argentino” y “Las Maestras de América” en honor a las poetisas Juana de Ibarbourou, Gabriela Mistral y su mentora A.Storni, quien a pesar de haber nacido en Sala Capriasca (Italia), se educó en Santa Fe, Argentina.
En 2023, formó parte de la recopilación lírica de autores hispanoamericanos actuales que homenajeó a la gran poetisa argentina con “Alfonsina, corazón de río, alma de mar”, para recordar su paso como maestra rural en la provincia santafesina.
Ha presentado sus poemas y cuentos en revistas digitales y en el Expo-Coloquio del Suri Colectivo Cultural, junto a músicos, pintores y escultores de América del Sur.
Participó en varias antologías:
– Confluencias – Utopías 2020
Confluencia Literaria de Ediciones del Parque (2021/2022/2023), con las que realizó jornadas de lectura en la Feria del Libro de Buenos Aires.
En 2021 publicó el poemario “Desde Mi Rincón Sureño”, donde ha ensayado diversas especies del género lírico.
En 2023 intervino en Vuelo Libre (Carmesi Editora) junto a poetas y
narradores de las provincias argentinas, y en “Diálogos entre
Marruecos y Argentina” de la III Antología Poetas Argentinos Amigos de Marruecos, auspiciada por la Embajada de Marruecos,
donde se presentaron cincuenta obras literarias inspiradas en
pinturas marroquíes. Este año ha emprendido una selección de relatos propios para un nuevo libro.
Preguntas para Isabella Pisani (Argentina) 04-02-2024
***
Preguntas y respuestas de Isabel Pisani-Argentina
1-¿Crees que te conoces a ti misma?
Solo sé lo que no quiero: la hipocresía, la violencia, la frivolidad mal intencionada, la corrupción. Intento indagarme cada día, pero creo que aún me sorprenden las respuestas a hechos muy adversos que la vida me ha presentado a distintas edades ( la muerte temprana de mi madre, el asesinato de mi padre, accidentes, circunstancias familiares dolorosas, etc…) . No sé cómo pude resolverlas sin morir en el intento. Creo que tengo una fortaleza heredada de las mujeres vía materna y paterna. Y especialmente la fe en Dios, mi protector y maestro.
2- Si pudieras ser una celebridad por un día, ¿cuál serías?
Nunca consideré a las celebridades imitables. No reparo en mitos populares. Pero creo que Meryl Streep es una mujer con mayúsculas. Excelente actriz por su profesionalismo y una rectitud pocas veces vista en un ambiente que devora a todos con sus pasiones y vicios mortales.
3-¿Qué escritor contemporáneo te parece más interesante?
Jorge Luis Borges (1898-1986), porque todos los escritores le debemos alguna página inspiradora. Su ultraísmo (más allá de los “ismos” o sea de los movimientos literarios) lo llevó a crear su propio estilo imbuido de filosofía y metafísica. Desde Fervor de Buenos Aires hasta El Aleph, Ficciones, sus ensayos y críticas literarias siempre apuntó a la interliterariedad no porque su vasta cultura se lo permitía, sino porque nadie puede estar exento de otros discursos al pensar y escribir.
4- Si pudieras renacer, ¿en qué renacerías?
No es lo mismo qué o quién. Me gustaría renacer en una rosa, pero como ser humano , quisiera volver a ser docente. Los niños y adolescentes tienen una energía muy nutritiva.
5- ¿Qué te hace siempre alegre?
Escribir literariamente, especialmente, poesía.
6- ¿Qué libro ha tenido el mayor impacto en tu vida?
Fue una novela que leí en dos días a los veinte años. Una descripción de la vida actualmente indiscutible. En “Un Mundo Feliz”, Aldous Huxley anuncia un futuro de ciencia ficción que hoy no lo es. Fue un libro censurado durante la década del 30 en EEUU, pero ahora es una muestra realista del siglo XXI no solo por los avances tecnológicos, sino por las transformaciones que el ser humano está aceptando a nivel físico, mental y psíquico con todas sus consecuencias. El amor, la política, la filosofía, el arte, la religión sucumben después de una guerra devastadora. Y los líderes mundiales deciden anular la violencia ferozmente reiterada y su consiguiente apocalipsis instrumentando medidas desde la ciencia y la programación en todos los órdenes.
7- Si pudieras ver el futuro, ¿qué te gustaría cambiar?
La codicia y la soberbia, pecados capitales que no cesan de ocasionar los males de la tierra y los sufrimientos.
8- ¿Qué tipo de personas encuentras más inspiradoras para tu camino creativo?
Me atraen las pinturas, fotografías y esculturas. Los artistas plásticos son adalides del tiempo y saben captar el momento. La poesía es algo similar a través de la palabra, por eso hay que salvaguardarla de la grosería y la muerte.
*****
POEMAS DE ISABEL PISANI
1- LA SENDA
Amo los viajes y más aún la senda que el destino.
Amo el sol, la lluvia y hasta la niebla que me ciega.
Veo pájaros que vuelan y al que goza con su trino,
a la piedra que entorpece y la huerta solariega.
No me asusta el follaje ni las bestias que se ocultan.
No le temo a la noche ni a sus búhos penitentes.
Solo eludo luminarias que mis ojos no indultan
o las voces y los ruidos con señales estridentes.
Sueño con atravesar plena el ignoto camino
y secreteo con el puente, la curva y el pantano.
Si estoy en la escalada, atiendo el sermón del pino;
Si voy en descenso, afirmo los pies en el rellano.
No me importa se es en tren, en barco…o caminando;
a veces aspiro ilusionada el aire matutino
y en otras lagrimeo, porque el confín se va alejando.
…Pero amo los viajes y más aún la senda que el destino.
2- PIEL SANTA
Tengo el hambre santa de Él.
Sé que mi espíritu lo anida,
lo mece, lo alimenta
para que yo lo descubra desnudo
antes de partir.
No está en mi piel ni en la de otros.
Ella sólo lo contiene
hasta que se rompa y se derrame.
Ella sólo lo separa de las inmundicias
de la vida soez y precaria.
Ella envasa la sangre caliente
que lo lleva a las neuronas,
a los ojos, al oído ,
al corazón que lo acompasa.
Ella me cuida de su pérdida,
y susurra tiernamente sus secretos.
Ella sólo me contiene
hasta que me duerma…
y, liberado, se derrame.
3- POSEIDÓN EN LIMA
Azul derrama la brisa marina,
azul del cielo y el mar, que ennoblece
las barcas, las velas, los finos peces,
las piedras, el muelle, la playa amiga.
Poseidón enfurece y hunde el tridente,
desata tormentas y ríe del caos.
En Grecia protege diestro las naos.
En Lima, rescata a bellas durmientes.
El dios persigue al fuerte Odiseo,
vestido de astro y rayo divino.
En esta ribera convida el vino,
el gozo del sol tras el traqueteo.
4- LA PIEDAD
La mano de madre en gesto admonitorio
conforta a Jesús, quien ha cumplido el pacto;
su cuerpo sin dolor duerme en el regazo
y entero el mármol transmuta en oratorio.
El triángulo perfecto da perspectiva.
y nido a rezos puros y años aciagos
de María, que alumbró el fiel milagro,
aunque del rostro su pena huya furtiva.
Miguel Ángel esculpió la piedra dura
y prendió su nombre a la cintura amable
de esa mujer, luz e infinita ternura.
¡Oh, piadosa comunión glorificable,
ensalzas con arte y ubérrima dulzura
la profética muerte y el amor loable!
***
POESIE DI ISABEL PISANI
IL SENTIERO
Amo il viaggio e il percorso ancor più della meta.
Amo il sole, la pioggia e anche la nebbia che mi acceca.
Vedo gli uccelli che volano e quelli che godono del loro trillo,
alla pietra che ostacola e al giardino ancestrale.
Non ho paura del fogliame né degli animali nascosti.
Non ho paura della notte né dei suoi gufi penitenti.
Evito solo i luminari che i miei occhi non perdonano
oppure voci e rumori con segnali stridenti.
Sogno di attraversare pienamente il sentiero sconosciuto
e segreto col ponte, la curva e la palude.
Se sto scalando, ascolto il sermone del pino;
Se vado in discesa, pianto i piedi sul pianerottolo.
Non mi interessa se è in treno, in barca…o a piedi;
a volte respiro avidamente l’aria del mattino
e in altri lacrime, perché il confine si allontana.
…Ma amo il viaggio e il percorso ancor più della meta.
PELLE SANTA
Ho una santa fame di Lui.
So che il mio spirito lo annida,
lo culla, lo nutre
affinché io possa scoprirlo nudo
prima di partire.
Non è nella mia pelle né in quella degli altri.
Lo contiene e basta
finché non si rompe e si rovescia.
Lo separa solo dalla sporcizia
della vita volgare e precaria.
Lei racchiude il sangue caldo
che lo porta ai neuroni,
agli occhi, all’orecchio,
al cuore che lo accompagna.
Si prende cura di me dalla sua perdita,
e sussurra teneramente i suoi segreti.
Lei contiene solo me
Finché non mi addormento…
e, liberato, si rovescia.
POSEIDONE A LIMA
Il blu spruzza la brezza marina,
l’azzurro del cielo e del mare, che nobilita le barche, le vele, i pesci sottili,
le pietre, il molo, la spiaggia amica.
Poseidone infuria e affonda il tridente,
scatena tempeste e ride del caos.
In Grecia protegge bene le naos.
A Lima, salva delle belle addormentate.
Il dio insegue il forte Ulisse,
vestito da astro e raggio divino.
Su questa riva il vino,
la gioia del sole dietro il rumore.
LA PIETÀ
La mano di madre in gesto ammonitorio
conforta Gesù, che ha compiuto l’alleanza;
il suo corpo indolore dorme sul suo grembo
e l’intero marmo si trasmuta in oratorio.
Il triangolo perfetto dà prospettiva.
e annida a preghiere pure e anni malvagi
di Maria, che illuminò il fedele miracolo,
anche se il suo dolore fugge furtivamente dal suo volto.
Michelangelo scolpì la pietra dura
e ha dato il suo nome alla vita gentile
di quella donna, luce e tenerezza infinita
Oh, pia comunione glorificabile,
lodi con arte e dolcezza suprema
la morte profetica e l’amore lodevole!
Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia
Pietro La Barbera ha curato la pubblicazione del Primo Volume dell’antologia Anime belle, pubblicato da Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia – Campobasso

Foto copertina dell’Antologia Poetica Anime belle
Prefazione/presentazione dell’Antologia Poetica – Interviste e biografie di poeti partecipanti “Alla ricerca della vera bellezza” programma bilingue italiano-spagnolo di Pietro La Barbera ed Elisa Mascia
Voglio esprimere la mia più sincera gratitudine per avermi permesso di far parte di questa bellissima antologia poetica Anime belle. È un onore e un privilegio poter condividere i miei sentimenti con quelli di altri poeti e scrittori di talento che partecipano a questa polifonia di voci letterarie. Inizierò con una breve testimonianza perché ogni storia va raccontata come un omaggio, un canto alla vita, all’amore e all’amicizia. Due anime bellissime si sono ritrovate, hanno deciso di non restare sole in questo progetto. Con la nobiltà del loro spirito, avevano un sogno, creare un universo di voci che attraversassero mari e oceani, unendo paesi e continenti con un unico obiettivo: trovare più anime che abbiano il loro stesso flusso di bellezza. Nasce così questa meravigliosa impresa senza precedenti, dove Elisa Mascia e Pietro La Barbera, promotori delle espressioni artistiche letterarie, hanno stretto un’alleanza multiculturale, dove poesia, narrativa e musica si intravedono in modo piacevole e spontaneo attraverso interviste bilingue. che chiamano: Alla ricerca della vera bellezza dellanima. Nome di buon auspicio che riflette la loro anima generosa nell’offrire tempo e spazio ogni domenica per la diffusione bilingue, promuovendo un ambiente letterario arricchente dalla bella Italia al mondo. Vediamo come la musicalità delle parole di entrambe le lingue, italiano e spagnolo, si fondono, creando un amalgama di suoni che abbelliscono il panorama in modo unico e speciale, rendendo questo programma un’esperienza prodigiosa, che riflette la connessione tra entrambe le culture poiché noi hanno come base le stesse radici latine della lingua che ne rafforzano lintegrazione linguistico culturale. Troviamo in Elisa Mascia un’anima gentile, dolce, mistica e piena di fascino che sa tradurre l’arte in molteplici realtà. È un compendio di penne colte che sa trafiggere l’anima e raggiungere oceani nascosti, creando innumerevoli immagini di versi in cui ci immergiamo inebriati dalla bellezza della poesia e della sublime declamazione che ci offre con il suo cuore generoso, pieno di bontà. e impegnata nella sua missione altruistica di promuovere le arti in tutta la loro magnificenza. Allo stesso modo, salviamo la grande personalità che irradia il nostro direttore e conduttore del programma Pietro la Barbera, che illumina con la sua voce un positivismo che attrae, emoziona e arricchisce il programma, essendo l’anello di congiunzione tra Elisa e i poeti, conducendo il programma con ottimismo, riflettendo la sua anima gioiosa. , condividendo la loro arte e il loro patrimonio culturale. Mi considero molto onorata di aver fatto parte di questa genesi insieme a Margarita Salirrosas de Verdeguer poiché siamo stati i primi intervistati che mi riempie di un’emozione immensa solo a ricordarlo, questo momento ha segnato un preludio musicale affinché in seguito si unissero molte altre voci latinoamericane in una sincronia di eredità letterarie. Per concludere in bellezza questo omaggio, vorremmo esprimere a Elisa e Pietro la nostra eterna gratitudine per averci dato l’opportunità di avere le nostre opere suggellate in questo Cristomatismo di piume poetiche che riflettono la nostra essenza, la nostra voce, il sentimento, la filosofia di vita, pensiero e cammino, legami letterari che rafforzano la produzione di un ricco mix linguistico culturale globalizzato. Grazie mille, cari amici Elisa e Pietro, siete un duo meraviglioso che ha dato vita all’opera, lasciando risplendere le voci degli autori inseriti. Sono riusciti a conquistare il cuore di ogni intervistato per il loro carisma, professionalità, dedizione e dedizione incondizionata senza precedenti con un impegno per l’eccellenza che sono veri riflessi dell’anima divina! Il nostro ingegno poetico con i raffinati orafi sigillato in queste pagine per l’eternità.
Redatta dalla poetessa Luisa Camere Quiroz- Perù
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Prefacio/presentación de la Antología Poética – Entrevistas y biografías de los poetas participantes “En busca de la verdadera belleza” Programa bilingüe italiano-español de Pietro La Barbera y Elisa Mascia
Quiero expresar mi más sincero agradecimiento por permitirme ser parte de esta hermosa antología poética Almas bellas. Es un honor y un privilegio poder compartir mis sentimientos junto a las de otros talentosos poetas y escritores participantes de esta polifonía de voces literarias. Empezare con un breve testimonio ya que toda historia debe de ser narrada como un tributo, un canto a la vida, al amor y a la amistad. Dos almas bellas se encontraron, decidieron no estar solos en este proyecto. Con la nobleza de su espíritu , tuvieron un sueño, de crear un universo de voces cruzando mares y océanos, uniendo países y continentes con un solo objetivo de encontrar mas animas que tengan el mismo caudal de belleza como la de ellos. Fue así como se forjó esta gesta maravillosa sin precedentes donde Elisa Mascia y Pietro La Barbera , ambos amantes y promotores de las expresiones artísticas literarias formaron una alianza multicultural, donde la poesía , la narrativa, la música se vislumbran de una forma amena, espontánea a través de entrevistas bilingües que lo llamaron: En busca de la verdadera belleza del alma. Nombre propicio que refleja sus almas generosas de ofrendar su tiempo y espacio cada domingo para la difusión bilingüe promoviendo un ambiente literario enriquecedor desde la bella Italia al mundo . Vemos como la musicalidad de los vocablos de ambas lenguas el italiano y el castellano se fusionan creando una amalgama de sonidos que embellecen el panorama de una forma única y especial haciendo de este programa una experiencia prodigiosa , que reflejan la conexión entre ambas culturas ya que tenemos como base las mismas raíces latinas del idioma que fortalecen a su integración lingüística cultural. Encontramos en Elisa Mascia una alma apacible, dulce, mística llena de encanto que sabe plasmar el arte en múltiples realidades. Es un compendio de plumas letradas que sabe traspasar el alma y llegar a recónditos océanos creando innumerables imágenes de versos donde nos sumergimos embriagados con la belleza de la poesía y declamación excelsa que nos brinda con su corazón generoso lleno bondad y comprometida con su misión altruista de promover las artes en toda su magnificencia. Así mismo rescatamos la gran personalidad que irradia nuestro director y conductor del programa Pietro la Barbera, quien ilumina con su voz un positivismo que atrae, apasiona y enriquece el programa siendo el nexo entre Elisa y los poetas conduciendo el programa con optimismo reflejando su alma alegre , compartiendo su arte y su acervo cultural. Me considero muy enaltecida de haber sido parte de este génesis junto con Margarita Salirrosas de Verdeguer ya que fuimos las primeras entrevistadas que me llena de emoción inmensa el solo recordarlo , este instante marcó un preludio musical para que después se conecten muchos otras voces latinoamericanas en una sincronía de legados literarios. Para terminar con broche de oro este tributo deseamos expresarles a Elisa y Piero nuestra eterna gratitud por brindarnos esta oportunidad de quedar selladas nuestras obras en esta cristomatia de plumas poéticas que reflejan nuestra esencia, nuestra voz , sentimiento, filosofía de vida, de pensamiento y caminar literario fortaleciendo lazos produciendo una rica mezcla lingüística cultural globalizada . Gracias infinitas queridos amigos Elisa y Piero, ustedes son un dueto maravilloso que han dado vida a la obra permitiendo que brillen las voces de los autores incluidos . Han sabido ganarse el corazón de cada entrevistado por su carisma, profesionalismo, dedicación y entrega incondicional sin precedente con un compromiso a la excelencia que son verdaderos reflejos del alma divina! Nuestra ingenio poético com finos orfebres sellados en estas paginas por la eternidad.
Editado por la poetisa. Luisa Cámere Quiroz- Perù

Promotori del confronto Elisa Mascia (Italia) Pietro La Barbera (Italia)
Anime “belle”
Maria Margarita Salirrosas Sánchez (Perù)
Luisa Camere (Perù)
Carmen Flores (Perù)
Stella Maria Sandoval (Argentina)
Antonio Guevara Escobar (Perù)
Fabio Petrilli (Italia)
Marx Bauzà (Argentina)
Elizabeth Monopoli Acker (Perú)
Yanni Mara Tugores (Uruguay)
Marita Troiano (Perù)
Mirtha Verde-Ramo (Cile)
Gladys Camere (Perù)
Antonio Escobar Mendivez (Perù)
Marco Antonio Rodriguez Sequeiros (Bolivia)
Pietro La Barbera ha curato a Prima Antologia Alla ricerca della vera bellezza con poeti dal mondo, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso