II Recital Poético Internacional “Voces Poéticas Cruzando Océanos” – 25 febbraio 2024
Domenica 25 febbraio 2024, alle ore 22:00 in Italia, alle ore 18.00. in Uruguay, alle ore 18.00. in Argentina, alle ore 16:00. in Perù – L’Angolo Culturale La Paz-(Uruguay) insieme al format “Alla ricerca della vera bellezza” (Italia) INVITANO tutti al 2° Recital Internazionale di Poesia “Voci Poetiche che Attraversano gli Oceani” – COORDINANO: Carmen Flores (Perù) e Yanni Tugores (Uruguay) – PRESENTANO e TRADUCONO: Pietro La Barbera (Italia) e Elisa Mascia (Italia) – OSPITI: prof.ssa Laura Bolli (Argentina), dott. Marcos Martos (Perù), prof. Nelson Guerra (Uruguay), Rocìo Cardozo (Uruguary) – La cultura ha la virtù di abbellire il mondo – La diretta potrà essere seguita su Facebook (https://www.facebook.com/pietro.labarbera.7) e YouTube (https://www.youtube.com/@laltrosonoio5795/featured)…
II Recital Poético Internacional “Voces Poéticas Cruzando Océanos” – 25 de febrero de 2024
Domingo 25 de febrero de 2024, a las 22.00 horas en Italia, a las 18.00 horas en Uruguay, a las 18.00 horas en Argentina, a las 16.00 horas en Perú – Esquina Cultural La Paz (Uruguay) junto al formato “En busca de la verdadera belleza” (Italia) INVITAN A TODOS al 2do Recital Poético Internacional “Voces Poéticas Cruzando Océanos” – COORDINAN: Carmen Flores (Perú) y Yanni Tugores (Uruguay) – PRESENTACIÓN y TRADUCCIÓN: Pietro La Barbera (Italia) y Elisa Mascia (Italia) – INVITADOS: prof. Laura Bolli (Argentina), dr. Marcos Martos (Perú), prof. Nelson Guerra (Uruguay), Rocìo Cardozo (Uruguay) – La cultura tiene la virtud de embellecer el mundo – La transmisión en vivo podrá seguirse en Facebook (https://www.facebook.com/pietro.labarbera.7) y YouTube (https ://www.youtube.com/@laltrosonoio5795/featured)…
II Poético Internacional Recital “Voces Poéticas Cruzando Océanos” – 25 February 2024
Sunday 25 February 2024, at 10.00 pm in Italy, at 6.00 pm in Uruguay, at 6.00 pm in Argentina, at 4:00 pm in Peru – The La Paz Cultural Corner (Uruguay) together with the format “In search of true beauty” (Italy) INVITE everyone to the 2nd International Poetry Recital “Poetic Voices that Cross the Oceans” – COORDINATED: Carmen Flores (Peru ) and Yanni Tugores (Uruguay) – PRESENTING and TRANSLATING: Pietro La Barbera (Italy) and Elisa Mascia (Italy) – GUESTS: prof. Laura Bolli (Argentina), dr. Marcos Martos (Peru), prof. Nelson Guerra (Uruguay), Rocìo Cardozo (Uruguary) – Culture has the virtue of beautifying the world – The live broadcast can be followed on Facebook (https://www.facebook.com/pietro.labarbera.7) and YouTube (https ://www.youtube.com/@laltrosonoio5795/featured)…
Pietro La Barbera ed Elisa Mascia continuano il viaggio “Alla ricerca della vera bellezza” con Florena Iavarone, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso
“Florena Iavarone, una luminare della pittoresca città di Pescara, nel centro Italia, ha tessuto un ricco arazzo di risultati nel suo viaggio diversificato e appassionato. Con oltre 25 anni dedicati all’insegnamento ai bambini, Florena non è solo un’educatrice ma un’abile pianista, attrice e artista poliedrica. Il suo percorso accademico, caratterizzato da risultati eccezionali, riflette il suo impegno per l’apprendimento continuo e l’innovazione nelle metodologie di insegnamento.Al di là delle aule, gli sforzi artistici di Florena brillano. Il suo coinvolgimento nella musica contemporanea, nel teatro e nel cinema mette in mostra la sua creatività dinamica. Dalla registrazione di musica per pianoforte contemporanea alla partecipazione a musical e film, naviga senza soluzione di continuità nei regni del suono e della performance. In particolare, il suo ruolo nel film “Lilium”, che affronta il tema del femminicidio, e la sua prossima apparizione in una serie italiana che uscirà in Cina sottolineano la sua presenza di grande impatto nel mondo del cinema.Gli impegni internazionali di Florena Iavarone, in particolare la sua partecipazione al programma di mobilità “Eu-Reading Circle” nei paesi europei, mostrano la sua dedizione alla collaborazione interculturale nell’istruzione. In qualità di delegata per l’Italia al Festival Internazionale della Letteratura Panorama 2023 e con il suo coinvolgimento nei progetti ERASMUS+, contribuisce allo scambio globale di idee e metodologie didattiche. Inoltre, il suo riconoscimento in antologie ed eventi letterari internazionali, come la “Biennale Internazionale di Agiografia e Innografia 2023”, il Festival di poesia della Writers Capital Foundation nel 2023 e 2024 e la Fiera Internazionale del libro del Cairo, riflette la sua abilità come forza letteraria che trascende i confini.
È socia dal 2023 e 2024 dell’associazione civile ANCESTRALES della città di San Lorenzo-Argentina con numerose pubblicazioni di poesie e racconti in antologie.
In qualità di ambasciatrice culturale, Florena si impegna attivamente in varie iniziative letterarie e artistiche. Il suo ruolo di narratrice di videopoesie, conduttrice e moderatrice di eventi letterari e la partecipazione attiva a festival culturali evidenziano il suo contributo significativo al tessuto culturale pescarese e non solo. L’impegno di Florena per la consapevolezza dell’alfabetizzazione è evidente nel suo coinvolgimento nella campagna “Maggio dei libri”, dove ha collaborato con il famoso scrittore internazionale Sergio Bambaren.Florena Iavarone, con il suo sconfinato entusiasmo per l’istruzione, l’arte e la cultura, è un simbolo vibrante di creatività e impegno intellettuale nel cuore di Pescara. Il suo viaggio riflette non solo i risultati personali, ma una profonda dedizione nel coltivare le menti del futuro e nel promuovere lo scambio culturale su scala globale.”
Florena Iavarone, una luminaria de la pintoresca ciudad de Pescara en el centro de Italia, ha tejido un rico tapiz de logros en su diverso y apasionado viaje. Con más de 25 años dedicados a la enseñanza de niños, Florena no es sólo una educadora sino también una experta pianista, actriz y artista polifacética. Su trayectoria académica, caracterizada por resultados excepcionales, refleja su compromiso con el aprendizaje continuo y la innovación en las metodologías de enseñanza.
Más allá del aula, los esfuerzos artísticos de Florena brillan. Su participación en la música, el teatro y el cine contemporáneos muestra su dinámica creatividad. Desde grabar música de piano contemporánea hasta participar en musicales y películas, navega sin problemas por los reinos del sonido y la interpretación. En particular, su papel en la película “Lilium”, que aborda el tema del feminicidio, y su próxima aparición en una serie italiana que se estrenará en China subrayan su impactante presencia en el mundo del cine.
Los compromisos internacionales de Florena Iavarone, especialmente su participación en el programa de movilidad “Eu-Reading Circle” en países europeos, muestran su dedicación a la colaboración intercultural en la educación. Como delegada de Italia en el Festival Internacional de Literatura Panorama 2023 y con su implicación en proyectos ERASMUS+, contribuye al intercambio global de ideas y metodologías de enseñanza. Además, su reconocimiento en antologías y eventos literarios internacionales, como la “Bienal Internacional de Hagiografía e Himnografía 2023” y la Feria Internacional del Libro de El Cairo, refleja su destreza como fuerza literaria que trasciende fronteras.
Como embajadora cultural, Florena participa activamente en diversas iniciativas literarias y artísticas. Su papel como narradora de videopoemas, presentadora y moderadora de eventos literarios y participación activa en festivales culturales resalta su importante contribución al tejido cultural de Pescara y más allá. El compromiso de Florena con la alfabetización es evidente en su participación en la campaña “Mayo de los Libros”, donde colaboró con el reconocido escritor internacional Sergio Bambaren.
Florena Iavarone, con su entusiasmo ilimitado por la educación, el arte y la cultura, es un símbolo vibrante de creatividad y compromiso intelectual en el corazón de Pescara. Su viaje refleja no sólo logros personales, sino también una profunda dedicación para cultivar las mentes del futuro y promover el intercambio cultural a escala global”.
Florena Iavarone (Italia) 18-2-2024
Sei sicura che quelli che la nostra società propone siano i valori migliori per te stessa?
A quali valori ti riferisci? Quali sono i valori che per te, Pietro, sono proposti dalla nostra società? Per me, a prescindere dal periodo storico che sto vivendo, già dalla più tenera età, avevo in alta considerazione il valore della salute, dell’amore, dell’amicizia, della famiglia, della correttezza, dell’onestà, della trasparenza, della competenza, dell’entusiasmo, dell’umorismo, del rispetto… Sentire che la propria vita ha un significato ha un valore, la sicurezza personale ha un valore…
Ho sempre cercato di autoanalizzarmi, ho ritenuto importante impegnarmi nella vita, ho cercato di comportarmi al meglio, spero di esserci riuscita, di chiedermi che tipo di persona avrei voluto essere, quali aspetti del mio io e qualità sviluppare.
A dire il vero, ho cercato anche persone che si ispirassero e si esprimessero con intenti similari così da affrontare un dialogo, condividere pensieri.
In passato avrei potuto anche rimanerci male per dei modi, a mio parere, non affini e non in linea con il mio pensiero, il mio sentire, ma nel tempo ho imparato a smorzare e ad accettare di più anche chi mi fa un torto, rimango meno permeabile e vulnerabile.
Rimangono per me comunque poco consoni dei comportamenti lontani dal rispetto della persona, qualsiasi il genere o l’età, degli esseri viventi, della natura, dell’ambiente…
Non dico di essere infallibile, ma cerco, nel mio piccolo ambito, di pormi domande etiche su quelli che sono i comportamenti diretti alla correttezza e al rispetto, all’umanità, al volersi bene, a tendere al prossimo, alla sensibilità, all’equità, alla capacità di entrare in sintonia.
Quei valori ti rendono veramente felice?
La salute, la libertà di pensiero e parola e quei valori di cui ti ho parlato prima; vorrei un mondo forse idilliaco, ma mi rendono felice i gesti e gli incontri inaspettati, quelle occasioni di ritrovo a distanza di tempo, la nascita di una nuova vita, la crescita di un bambino, di un nipote…
In questo caso nutro tenerezza e protezione, ma nel contempo una sorte di melanconia per il tempo che passa ed un nodo in gola per il pensiero sulla vita, di un bene a scadenza che ha un foto finish e, pensandoci, vorrei rallentare i minuti…
Cosa sta dando senso alla tua vita?
L’amore, la famiglia, la salute e la saggezza, la leggerezza del vivere mi rendono tranquilla, appagata. La cultura poi e la realizzazione di percorsi di fiducia da parte di chi mi conosce e di chi, con una stretta di mano, mi mostra empatia e legame limpido, che si percepisce già dagli occhi, in modo vicendevole… e la consapevolezza di occasioni e di incontri fortunati, ricchi di umanità…
– Quanto tempo/energie/risorse stai dedicando all’esplorazione del tuo mondo interiore, delle tue passioni e delle tue capacità professionali?
Dedico molto tempo agli affetti che, devo dire, sono tanti anche se con diverso peso specifico, ma ognuno mi offre uno spaccato di vita che mi arricchisce e mi apre al mondo e alla scoperta dell’altro: delusioni, soddisfazioni, emozioni, risorse mi hanno permesso con il tempo di crescere e vivere, sicuramente verso gli aspetti meno edificanti, ritengo in modo più maturo e disincantato, ma comunque non meno passionale e di pancia perché apprezzo ancora di più l’onestà dei rapporti, dei sentimenti che accolgo ancora più pienamente e con beatitudine conscia della fortuna che ho e che mi arricchisce di quel plusvalore che neutralizza o mitiga eventuali delusioni.
Sono in continua esplorazione del mio “IO”, del mio mondo interiore, penso di aver raggiunto un equilibrio consapevole, di minore ansietà, ma di scoperta delle passioni e delle mie capacità professionali che mi rendono aperta a nuove scoperte e a nuovi incontri, a nuovi percorsi di vita, a sensazioni nuove e a mie nuove potenzialità espressive, è un mettermi in gioco e un non arretrare per ritrosia o per pudicizia… Certo una sorta di timidezza rimane latente ma, per contro, prevale questo file rouge di intenti e di condivisione del proprio sentire, per chi avesse l’accortezza, la volotà e la bontà di ascoltarlo.
Qual è il tuo livello di connessione con l’arte oggi?
Il mio livello di connessione con l’arte è una riscoperta perché, dopo un lungo periodo di dedizione alle nuove generazioni, per altro dedizione mai abbandonata ho intrapreso, con un nuovo spirito di ricerca, nuovi orizzonti tutti da scoprire per poi, con la speranza di arricchirmi umanamente, culturalmente e artisticamente, condividere con loro risorse nuove ed entusiaste.
Quanto sei soddisfatta dei tuoi talenti artistici?
Avrei potuto fare di più ispirandomi alla mia creatività che ho sopito per tanti anni, ma l’ho recuperata con una maturità diversa e sono soddisfatta quando vedo i miei alunni e i miei nipoti, in generale i ragazzi o che, curino i loro talenti e che le loro velleità con impegno e dedizione, senza scoraggiarsi, siano coltivate.
Quanto spazio di miglioramento c’è ancora?
Si può sempre e costantemente migliorare; penso che non si finisca mai di imparare, anche dai più piccoli
Quali sono le storie che ti racconti più spesso… storie di gioia o di dolore? Di abbondanza o di scarsità? Di amore o di odio?
Sono il dritto e il rovescio della stessa medaglia, il bene e il male si completano a vicenda, non ci sarebbe il bene se non si avesse conoscenza del male, ma adoro la velata malinconia del tempo che sfugge e che determina uno stato di riconoscenza verso il passato, quella dolcezza che mi farebbe ritornare ai tempi che furono, ma che, non potendoli vivere, mi danno una sensazione di rapimento del tempo presente con ogni mia più piccola particella dell’esistenza.
A volte aprono, altre volte no e comunque mi portano all’autoriflessione e alla percezione di me.
Florena Iavarone, una luminaria de la pintoresca ciudad de Pescara en el centro de Italia, ha tejido un rico tapiz de logros en su diverso y apasionado viaje. Con más de 25 años dedicados a la enseñanza de niños, Florena no es sólo una educadora sino también una consumada pianista, actriz y artista polifacética. Su trayectoria académica, caracterizada por resultados excepcionales, refleja su compromiso con el aprendizaje continuo y la innovación en las metodologías de enseñanza.
Más allá del aula, los esfuerzos artísticos de Florena brillan. Su participación en la música, el teatro y el cine contemporáneos muestra su dinámica creatividad. Desde grabar música de piano contemporánea hasta participar en musicales y películas, navega sin problemas por los reinos del sonido y la interpretación. En particular, su papel en la película “Lilium”, que aborda el tema del feminicidio, y su próxima aparición en una serie italiana que se estrenará en China subrayan su impactante presencia en el mundo del cine.
Los compromisos internacionales de Florena Iavarone, especialmente su participación en el programa de movilidad “Eu-Reading Circle” en países europeos, muestran su dedicación a la colaboración intercultural en la educación. Como delegada de Italia en el Festival Internacional de Literatura Panorama 2023 y con su implicación en proyectos ERASMUS+, contribuye al intercambio global de ideas y metodologías de enseñanza. Además, su reconocimiento en antologías y eventos literarios internacionales, como la “Bienal Internacional de Hagiografía e Himnografía 2023”, el Festival de Poesía de la Writers Capital Foundation en el 2023 y 2024 y la Feria Internacional del Libro de El Cairo, refleja su destreza como fuerza literaria que trasciende fronteras.
Ella es una socia desde 2023 e 2024 de l’Asociación civil ANCESTRALES de la ciudad de San Lorenzo- Argentina con numerosas publicaciones de poemas y cuentos en antologías.
Como embajadora cultural, Florena participa activamente en diversas iniciativas literarias y artísticas. Su papel como narradora de videopoemas, presentadora y moderadora de eventos literarios y participación activa en festivales culturales resalta su importante contribución al tejido cultural de Pescara y más allá. El compromiso de Florena con la alfabetización es evidente en su participación en la campaña “Mayo de los Libros”, donde colaboró con el reconocido escritor internacional Sergio Bambaren.
Florena Iavarone, con su entusiasmo ilimitado por la educación, el arte y la cultura, es un símbolo vibrante de creatividad y compromiso intelectual en el corazón de Pescara. Su viaje refleja no sólo logros personales, sino también una profunda dedicación para cultivar las mentes del futuro y promover el intercambio cultural a escala global”.
Preguntas
¿Estás segura de que los que ofrece nuestra sociedad son los mejores valores para ti?
¿A qué valores te refieres? ¿Cuáles son los valores que para ti, Pietro, propone nuestra sociedad? Para mí, independientemente del período histórico que estoy viviendo, ya desde muy joven tenía en alta estima el valor de la salud, el amor, la amistad, la familia, la corrección, la honestidad, la transparencia, la competencia, el entusiasmo, el humor, el respeto. .. Sentir que tu vida tiene un sentido tiene un valor, la seguridad personal tiene un valor…
Siempre he tratado de autoanalizarme, consideraba importante comprometerme con la vida, traté de comportarme lo mejor que pude, espero haberlo logrado, de preguntarme qué tipo de persona me gustaría ser, qué aspectos de mi yo y cualidades a desarrollar.
A decir verdad, también busqué personas que se inspiraran y expresaran con intenciones similares para dialogar y compartir pensamientos.
En el pasado incluso podría haberme molestado por formas que, en mi opinión, no eran similares y no estaban en línea con mis pensamientos, mis sentimientos, pero con el tiempo he aprendido a bajar el tono y aceptar más incluso a aquellos que me hacen mal, siguen siendo menos permeables y vulnerables.
Sin embargo, para mí, los comportamientos que se alejan del respeto a la persona, independientemente de su sexo o edad, a los seres vivos, a la naturaleza, al medio ambiente, siguen siendo inadecuados para mí…
No digo que sea infalible, pero intento, en mi pequeño ámbito, plantearme cuestiones éticas sobre comportamientos orientados a la corrección y al respeto, a la humanidad, al amor mutuo, al cuidado de los demás, a la sensibilidad, a la justicia, a la capacidad. para conectar.
¿Esos valores realmente te hacen feliz?
Salud, libertad de pensamiento y expresión y esos valores de los que os hablé antes; Me gustaría un mundo tal vez idílico, pero que me hagan feliz los gestos y los encuentros inesperados, esas oportunidades de reencuentro después de mucho tiempo, el nacimiento de una nueva vida, el crecimiento de un hijo, de un nieto…
En este caso siento ternura y protección, pero al mismo tiempo una especie de melancolía por el paso del tiempo y un nudo en la garganta por el pensamiento de la vida, de un bien expirante que tiene un acabado fotográfico y, al pensarlo, Me gustaría ralentizar los minutos…
¿Qué está dando sentido a tu vida?
El amor, la familia, la salud y la sabiduría, la ligereza de vivir me hacen sentir tranquilo, satisfecho. La cultura entonces y la creación de caminos de confianza por parte de quienes me conocen y de quienes, con un apretón de manos, me muestran empatía y un vínculo claro, que ya se percibe con los ojos, de manera mutua… y la conciencia de las oportunidades y de los encuentros afortunados, ricos en humanidad…
¿Cuánto tiempo/energía/recursos estás dedicando a explorar tu mundo interior, tus pasiones y tus habilidades profesionales?
Dedico mucho tiempo a afectos que, debo decir, son muchos aunque con diferente peso específico, pero cada uno me ofrece un trozo de vida que me enriquece y me abre al mundo y al descubrimiento de los demás: las decepciones. , satisfacciones, emociones, recursos nos han permitido crecer y vivir en el tiempo, ciertamente hacia los aspectos menos edificantes, creo de una manera más madura y desencantada, pero en cualquier caso no menos apasionada y visceral porque aprecio aún más la honestidad de las relaciones, de sentimientos que acojo aún más plena y felizmente consciente de la fortuna que tengo y que me enriquece con esa plusvalía que neutraliza o mitiga las decepciones.
Estoy constantemente explorando mi “yo”, mi mundo interior, creo que he alcanzado un equilibrio consciente, de menos ansiedad, pero de descubrimiento de pasiones y de mis habilidades profesionales que me abren a nuevos descubrimientos y nuevos encuentros, a nuevos caminos de vida. , a nuevas sensaciones y a mi nuevo potencial expresivo, es exponerme y no retirarme por desgana o por pudor… Por supuesto, una especie de timidez permanece latente pero, por otra parte, este tema subyacente de las intenciones y del compartir los propios sentimientos, para quien tiene la previsión, la voluntad y la bondad de escucharlo.
¿Cuál es tu nivel de conexión con el arte hoy en día?
Mi nivel de vinculación con el arte es un redescubrimiento porque, después de un largo período de dedicación a las nuevas generaciones, dedicación que nunca ha sido abandonada, he emprendido, con un nuevo espíritu de investigación, nuevos horizontes por descubrir y luego, con la esperanza de enriquecerme humana, cultural y artísticamente, para compartir con ellos nuevos y entusiastas recursos.
¿Qué tan satisfecho estás con tus talentos artísticos?
Podría haber hecho más inspirándome en mi creatividad que tuve latente durante muchos años, pero la recuperé con una madurez diferente y me siento satisfecho cuando veo a mis alumnos y a mis nietos, en general a los niños, que cuidan de sus talentos y que cultivan sus ambiciones con compromiso y dedicación, sin desanimarse.
¿Cuánto margen de mejora queda todavía?
Siempre y constantemente puedes mejorar; Creo que nunca se deja de aprender, incluso de los más pequeños.
¿Cuáles son las historias que te cuentas con más frecuencia… historias de alegría o de dolor? ¿De abundancia o escasez? ¿De amor o de odio?
Son el anverso y el reverso de una misma moneda, el bien y el mal se complementan, no habría bien si no se tuviera conocimiento del mal, pero amo la melancolía velada del tiempo que se escapa y que determina un estado de gratitud hacia el pasado, esa dulzura que me haría volver a los tiempos que fueron, pero que, al no poder vivirlos, me dan una sensación de arrobamiento del tiempo presente con cada partícula más pequeña de mi existencia.
¿Son estas historias las que abren o cierran posibilidades?
A veces se abren, otras no y en cualquier caso me llevan a la autorreflexión y a la autopercepción.
Le poesie di Florena Iavarone
– TANGO DI RESPIRI
In quest’ultimo scomparto
di un treno in corsa,
timbro aloni di fiato caldo
su un finestrino.
La mia tempia vi si posa lieve,
ed assorta
contemplo il film della vita
oltre i riflessi di luce sul vetro gelido.
Librano i miei pensieri
tra gli echi delle tue parole,
sussurrate,
che mutano in faville danzanti.
Penetra così inatteso il calore della tua pelle,
essenza di neroli e ginepro
e in quell’attimo,
ad occhi chiusi,
rubo l’aria che ti appartiene…
brace per i miei sensi.
E tu,
racconta
come conchiglia dischiusa
storie del tuo oceano,
sulla mia silenziosa sponda.
Prolunga
il brusio delle tue foglie,
sui miei dolci declivi.
Scolpisci
a fuoco musica di parole appassionate,
sul marmo bianco della mia pelle.
Amami
come vento il grano,
assaporami
come ciliegie mature,
consumami di fiamma
come legno d’ulivo.
E baciami,
baciami ancora
e ancora,
e poi ancora,
infine avvolgimi a tempesta.
In questo tango
di respiri di fuoco,
della pelle di donna
e della pelle di uomo,
la Morte non avrà l’ultima parola…
ma intenerita,
ne subirà l’incanto.
Florena Iavarone (Italy)
– CONTROLUCE
Ormai lontani
i giorni
sospesi
nella calura di fine agosto
avvolti
dal canto delle cicale.
Ricordo la strada ferrata
del treno
che portava a nord
verso terre di lavoro.
E di fianco
isolato
il capanno di vite.
Pampini accartocciati
in esili cauli
e grappoli rubini
come cerase
si stagliavano al sole.
Inebrianti i profumi
degli acini scivolosi
sull’erba.
All’imbrunire
il rosso
di quel vino
nel bicchiere paterno
in controluce
sul tavolo
posto in cantone del capanno
s’intingeva del calore
dei tramonti divini
e del cuore filiare.
Malinconia sopita
dei momenti
che in braccio a te
ti ho coperto di baci.
FLORENA IAVARONE
(ITALY)
ILUMINAR DESDE EL FONDO
Lejos ahora
los días
suspendido
en el calor de finales de agosto
envuelto
por el canto de las cigarras.
recuerdo el ferrocarril
del tren
que llevaba al norte
a las tierras de trabajo.
y en el lado
aislado
el cobertizo de la vid.
Hojas de parra arrugadas
en cauli delgado
y racimos de rubíes
como cereza
se destacaban al sol.
Los olores son embriagadores
uvas resbaladizas
sobre la hierba.
Al anochecer
el rojo
de ese vino
en el vaso paterno
contra la luz
en la mesa
ubicado en el cantón del galpón
estaba empapado en el calor
de atardeceres divinos
y del corazón filial.
melancolía durmiente
de momentos
que en tus brazos
Te cubrí de besos.
FLORENA IAVARONE
(ITALY)
– I pomodori
Ah, che bella consuetudine
ai tempi della fanciullezza
quando mia mamma
mi chiamava dalla finestra
del balcone della cucina
all’ora della merenda.
Ed io correvo con il fiato corto
per la via
tra tutti i profumi provenienti dalle case
che si preparavano per la cena.
Un pochino, un pezzetto
di fetta di pane abbrustolito.
E sul pane
mamma
ci strusciava i pomodori
dell’orto di papà.
L’olio, il sale
e una foglia di mentuccia
che sprizzava un’aroma…
Quei pomodori avevano
una forza briosa
un colore Ferrari
ed un profumo di erba…
I ragazzi di adesso non riescono a capirlo
non sanno cosa sia.
E mi rattrista che i giovani
non possano comprenderlo.
In questi tempi tutto mi pare
più annacquato ed insipido.
Mio padre
neanche il verderame ci spruzzava
ma già quelle belle fronde
mi mettevano una voglia
che quando dopo li mangiavo
mi ricreavo
e mi arrampicavo
per la ringhiera del cancello
come una freccia.
E così
quando ci ripenso
mi sale dalla pancia il ricordo
un sentimento di malinconia
che mi riporta ai tempi che furono.
E divento rossa
come quei pomodori
LOS TOMATES
Ah, qué hermosa costumbre
en los tiempos de la infancia
cuando mi madre
me llamaba desde la ventana
del balcón de la cocina
a la hora de la merienda.
Y yo corría con la respiración corta
por el camino
entre todos los perfumes de las casas
que se preparaban para la cena.
Un poco, un pedacito
de una rebanada de pan tostado.
Y sobre el pan
mamá
nos frotaba los tomates
del huerto de papá.
El aceite, la sal
y una hoja de menta
que desprendía un aroma…
Esos tomates tenían
una fuerza brillante
un color Ferrari
y un olor a hierba…
Los chicos de ahora no pueden entenderlo
no saben lo que es.
Y me entristece que los jóvenes
no pueden entenderlo.
En estos tiempos todo me parece
más aguado e insípido.
Mi padre
ni siquiera el verde nos rocía
pero ya esas hermosas frondas
me ponían una marca de nacimiento
que cuando después los comía
me recreaba
y subía
para la barandilla de la puerta
como una flecha.
Y así
cuando pienso en ello
Me sale de la panza el recuerdo
un sentimiento de melancolía
que me lleva a los tiempos que fueron.
Y me pongo roja
como esos tomates.
Florena Iavarone (Italia)
Taghrid Boumeri e le sue poesie, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso
TEMPESTA…!
Come hai potuto fare questo?
E il linguaggio della tempesta non ha suono se non il rompersi del vento.
Sono passati due anni magri
E il tuo addio, inciso nel cortile del mio cuore, colpisce incessantemente i dettagli delle tristezze
a un prezzo misero!
Forse sono le delusioni successive,
Quando si solidificano con interpretazione e il sale dell’assenza.
Forse persistono in un angolo remota
Lontano dagli incantesimi dei veggenti
E le storie degli antichi,
Accanto a una foschia con margini dispersi…
Come se i bordi della memoria stessero restituendo i primi passi al fango.
Ero solito giocare con il vento
Pieno di immaginazione che implora i tratti del destino!
Ed eccoli, alla fine della luce
Sospiri ansimanti…
Occupando gli spazi dei miei sogni nelle stagioni del lutto…!
©® TAGHRID BOU MERHI – LIBANO BRASILE
CHIAMATA VISIVA!
Forse era vuoto
Quel tono triste mentre sfuggiva dalla fessura della memoria…
Spesso ho affrontato la solitudine con un bacio nell’aria
E un sorriso e una risata, fingendo gioia…
L’anima cercava come un migrante, mormorando desiderio di un abbraccio che fosse rifugio per l’eternità
Ma la mia tenacia sciupava le fibre del cuore
E permetteva la sconfitta fino all’ultimo respiro
Il fallimento nel vedere cadere una stella cadente dal cielo
Mi pesava sulle spalle
E la sua voce, mia madre
Una preghiera, sfidava le distanze inaccettabili
Che confusione qui, nei dettagli delle chiamate video
Le mie mani si sono stancate di aspettare
e la voce ha scavato tra i rimpianti
E io, non padroneggiando l’arte del grido…
Se solo fossi
Se solo fossi brava a recitare
O a simulare desiderio con indifferenza
Davanti al suo viso ottantenne, il mio desiderio di baciarlo attraverso lo schermo rivelava
la mia debolezza e la mia mancanza di ingegno
E spesso fallivo nell’auto-consolarmi davanti alle sue chiamate e quando offrivo
un’anima per guardare il volto del mio amato
Ma fallivo
e non credo tu lo sapessi
Facevo l’abluzione dopo ogni chiamata
Le mie braccia si abbracciavano con desiderio e nostalgia intorno a me, consolando un abbraccio
Versavo il dolore su fogli di addio
e tessevo un legame con Dio, dove la speranza non si spezza!
©® TAGHRID BOU MERHI – LIBANO / BRASILE
BIOGRAFIA:
TAGHRID BOU MERHI, una poetessa, scrittrice, giornalista e traduttrice multilingue libanese residente in Brasile. Ha pubblicato 18 libri e tre enciclopedie, tradotto 23 libri fino ad oggi, scritto 80 articoli, presentato 24 libri (12 in lingua araba e 12 internazionali) e ha partecipato a più di 60 libri in lingua araba e più di 75 antologie internazionali. È un membro attivo di varie piattaforme letterarie e creative e redattrice di 10 Magazine Arabo. È un membro consulente di poesia internazionale tra i dieci consultori internazionali scelti dal gigante dei media cinese CCTV. È consulente dell’Unione Internazionale degli Intellettuali Arabi, nell’Autorità Media per le questioni di traduzione e consulente per la piattaforma letteraria Al-Sham per la traduzione letteraria. È ambasciatrice internazionale per l’organizzazione della creatività per la pace a Londra. Insegna arabo a non madrelingua e ha una laurea in legge. Ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui il Premio Internazionale per la Creatività Nizar Sartawi nel 2021, il Premio Naji Numan in letteratura nel 2023 e il Premio Memoriale SahityaPata Kazi Nazrul Islam nel 2022. Taghrid è stata onorata per l’eccellenza giornalistica e ha vinto il primo premio come “Zheng Nian Cup” nel 2023. Premio Internazionale per la Medaglia della Pace, Premio per la Pace, certificato per il libro Hyperpoem (un libro di poesie che pubblica 2000 poeti) e un premio onorario dalla Global Poetic Brotherhood in Texas, USA, per la traduzione di poesie globali in arabo, francese e italiano. Taghrid è stata onorata con il Premio Internazionale Poet Zhen Xin nel 2022 e 2023 ed è stata premiata con il “Premio World Leaders” tra 140 personalità globali da WORLD GALA e il SAHITO INTERNACIONAL AWARD FOR LITERATURE “VINCITORI DEL PREMIO GIURIA PER LA LETTERATURA 2023”. Ha ricevuto lo Scudo per l’Eccellenza Giornalistica dal Nile and Euphrates Paper Magazine nel 2022 e 2023. Taghrid è stata anche riconosciuta con certificati onorari come giornalista da Mubadara Magazine, Mirror of International Life Agency e Innovators Magazine. I suoi scritti fanno parte di diverse riviste nazionali e internazionali, giornali, riviste e antologie. Le sue poesie sono state tradotte in 47 lingue, studiate da critici letterari e trasmesse su stazioni radio internazionali. Parla cinque lingue.
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Il poeta Alì Imran – Washington pubblicato da Elisa Mascia – Italia
Poesia: Dov’è la luce?
Dov’è la luce che stavo cercando?
I tempi si stanno oscurando
L’anima umana viene schiacciata.
La luce del sole, le luci delle stelle e le luci della città
Sembrano fare poco
Per illuminare il cuore umano.
Mi congelerò nel nulla
E lascerò che il vuoto mi riempia di paura?
Preferirei dare il massimo
Scavare in profondità per ravvivare il mio spirito
E cantare di nuovo canti di libertà
Perché la libertà dà espressione alla vita
Allora la vita emana luce.
Se cadrò mi rialzerò ancora e ancora
Per riempire la mia tazza traballante
Con quella bevanda che afferma la vita
per cercare la luce incastonata nel mio cuore
E negli occhi e nel cuore della mia gente.
Mai mi arrenderó.
Copyright: Ali Imran Ali Imran
Traduzione di Maria Miraglia
Ali Imran è un poeta con sede a Washington D.C. Nelle sue opere, Imran esplora le idee filosofiche dei pensatori del mondo orientale e occidentale. Avendo vissuto e lavorato come giornalista nell’Asia meridionale, in Europa e negli Stati Uniti, Imran ha sviluppato una prospettiva unica su una serie di sfide come le disconnessioni umane, il cambiamento climatico, la natura, l’anima umana e la vita cittadina, i misteri universali e immigrati. Si avvicina a temi moderni con una miscela di stili poetici meta moderni, mistici e romantici. Le sue poesie sono apparse su riviste e antologie letterarie americane e internazionali.
La poesia di Imran sull’affinità per la pace è stata selezionata per una performance drammatica dalla World Consciousness Alliance durante il loro evento annuale a Washington D.C. Recentemente, l’Università americana di Washington ha scelto la sua poesia La Convivencia per il nostro Times per
lettura come parte di una discussione sullo stato delle arti e della cultura nei paesi a maggioranza musulmana.
***
Poem: Where is the Light?
Where is the light I’ve been looking for!
The times are darkening
The human soul being crushed.
The sunlight, starlights and the city lights
Seem to do little
To light up the human heart.
Will I freeze into nothingness
And let emptiness fill me with fear?
I would rather go all out
Dig deep to revive my spirits
And sing anew songs of liberty
For liberty gives expression to life
Then life emanates light.
If I fall I will rise again and again
To fill my wobbly cup
With that life-affirming drink
to seek out the light embedded in my heart
And In the eyes and hearts of my people.
Never shalI I give up.
By Ali Imran
Ali Imran is a poet based in Washington D.C. In his works, Imran explores the philosophical ideas of thinkers in the Eastern and Western worlds. Having lived and worked in South Asia, Europe, and the United States as a journalist, Imran has developed a unique perspective on an array of challenges like human disconnects, climate change, Nature, the human soul and the city life, universal mysteries, and immigrants. He approaches modern themes with a blend of metamodern, mystic, and romantic poetic styles. His poems have appeared in American and international literary magazines and anthologies.
Imran’s poem on affinity for peace was selected for a dramatic performance by the World Consciousness Alliance at their annual event in Washington D.C. Recently, the American University in Washington picked his poem La Convivencia for our Times for
reading as part of a discussion on the state of arts and culture in Muslim-majority countries.
Fabio Petrilli presenta Ilaria Amodio, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso
Biografia
Ilaria Amodio è nata l’8 febbraio 1994 a Milano. Vive nell’entroterra di Rimini dall’età di nove anni. Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’università di Bologna, nel 2017 è finalista al 15° Premio Nazionale Biennale di Poesia Agostino Venanzio Reali per la sezione giovani. Nel 2019 è vincitrice del Premio Nazionale di Poesia E. Cantone riservato ai giovani e vincitrice del Premio di Poesia Vita alla Vita under 30. Suoi testi sono apparsi su “Atelier Poesia online”, “Laboratori Poesia”, “Poeti Oggi”. Foglia e Radice è la sua opera prima.
Prefazione di Clery Celeste
Foglia e Radice è la prima prova poetica di Ilaria Amodio, una prova che si fa subito solida sin dai primi testi che troverete in questa raccolta. L’autrice emerge nei versi tra un io e un noi che si fa strada tra la terra, i vicoli e le finestre, quasi fossero un unico nucleo condiviso. Un territorio onnipresente che racchiude la geografia dei sentimenti; attraverso la terra, tra queste foglie e queste radici, troviamo la mappa dell’esistenza.
Un esserci che si esprime proprio nella compresenza con il territorio, una poesia quindi che offre al lettore tutto il fluttuare delle moltissime sfumature emotive, degli sguardi che hanno diverse gradazioni di intensità; il lettore può vedere il mondo con occhi nuovi, entrare dentro l’iride dell’autrice e da qui venire scarcerato, collocato in nuove visioni, finalmente liberato dalla percezione individuale, mono oculare. La mappatura delle radici non si costringe a un luogo perimetrato, specifico e chiuso, ma spazia tra stati diversi, i confini assumono il carattere dei banchi di nebbia, si spostano esattamente come noi ci muoviamo.
“C’è una mappa nelle nostre mani/ e nell’unirsi, forse ignorano/ già d’appartenersi”: nella terza sezione, la mappa da cartografia di mondi esistenti e lontani si fa minuscola, ritorna alla superficie del palmo delle mani, tutto può rientrare e contenersi, appartenersi di nuovo. Ilaria Amodio ha una poesia che cerca costantemente di ritornare alla terra, alla materia, a una sonorità che sia tangibile, che si possa toccare. Ed ecco che il silenzio diventa “cocci sparsi in terra”, diviene solido; ogni verso è un tentativo – riuscito – di dare forma solida a ciò che per sua natura appartiene all’interno, all’emozione e alla percezione. L’atto del comporre il verso è un atto di creazione, si cerca di nominare le cose per dargli forma, per creare uno spazio visibile e tangibile da occupare, far sì che i silenzi abbiano un posto nel mondo esattamente come i cocci sparsi in terra. Sono lì, li puoi toccare e ti puoi tagliare, è un fatto. Il corpo stesso si fa radice e foglia, se il contenuto emotivo trabocca come fiumi in piena ed esce del suo abituale confine imposto dalla società, l’autrice qui si espande e diventa la natura stessa. Il corpo si dilata e rientra nel ciclo naturale, diventa albero e torrente, cerca di uscire dal particolare per entrare in un flusso cosmico: “per spogliarsi un’etichetta/ come il frassino a ottobre/ la sua fronda”.
L’umano quindi si spoglia di etichette, va a ricercare una confluenza originaria, apparentemente perduta, dove in realtà basta poco per rientrare dentro un flusso naturale, essere paesaggio e fronda, foglia e radice.
Testi:
***
E mi trafigge il tuo silenzio
che dice e non dice
dei cocci sparsi in terra
– voci taglienti, rischiose
l’eco della vita
che non abbiamo vissuto
Scegliere è un privilegio,
e una condanna allo stesso tempo
mai sapremo l’esistenza scartata
ma avvertiremo l’onda
del fiume che scorre parallelo
e che attraversa ad ogni foce
***
Mi sfiori il grembo come mio padre
sfiorò il grembo di mia madre
e nella carezza le voci
di fanciulli, tinte di paesaggi
crepuscoli e lune che verranno
c’è una mappa nelle nostre mani
e nell’unirsi, forse ignorano
già d’appartenersi
***
Tutto si riduce
a un frammento di passi
un grido remoto ormeggia
nei nostri volti,
odori e suoni scavano la pelle
lo sguardo di chi ancora non sa
che il viaggio ti spoglia
e riveste la gioia e la rovina
del mondo

Congratulazioni alla professoressa Irene Doura-Kavadia Segretaria Generale della Writers Capital International Foundation
CONGRATULAZIONI PROF. IRENE DOURA KAVADIA!
Siamo entusiasti di condividere un’intervista profonda con Irene Doura Kavadia, Segretaria Generale e Capo Coordinatore del Panorama International Arts & Literature Festival, pubblicata da The Hans India!
Congratulazioni a Irene Doura Kavadia per aver rappresentato eloquentemente la visione della Writers Capital International Foundation di promuovere lo scambio artistico e letterario globale. La tua saggezza ispira tutti noi! Grazie di cuore a The Hans India per aver amplificato le voci che celebrano la creatività e il dialogo culturale.
Uniamoci la mano per diffondere i possenti valori dell’umanità in tutto il mondo attraverso l’arte e la letteratura!
Presidente Preeth Padmanabhan Nambiar e il
Team Writers Capital Foundation
http://www.writerscapital.org
wcifcentral@gmail.com
#IreneDouraKavadia #Literature #Art #PanoramaFestival #WritersCapitalInternational #TheHansIndia #CultureExchange
LUNEDI 12 FEBBRAIO 2024 | L’HANS INDIA | HYDERABAD Womenia
*Una sinfonia di parole: intervista con Irene Doura-Kavadia*
Nel regno della letteratura, della lingua e della diplomazia culturale, Irene Doura-Kavadia emerge come una forza formidabile, i cui contributi hanno avuto risonanza in tutti i Continenti, ispirando dialogo, empatia e comprensione. Dalle sue radici ad Atene, in Grecia, il viaggio di Irene attraversa i corridoi del mondo accademico, le pagine della letteratura e le arene dello scambio culturale, lasciando un segno indelebile sulla scena globale. Come linguista, educatrice e scrittrice, la sua passione per la comprensione interculturale e la promozione della pace l’ha portata a dirigere Writers Capital Hellas e la Writers Capital International Foundation, orchestrando iniziative che celebrano la diversità e promuovono la solidarietà globale. Attraverso la sua leadership editoriale e il suo sostegno, Irene esemplifica il potere di trasformazione del linguaggio e della letteratura nel colmare le divisioni e coltivare le connessioni, incarnando l’etica di una vera Ambasciatrice visionaria e culturale.
Il tuo viaggio abbraccia il mondo accademico, la letteratura e la diplomazia culturale. Come percepisci l’interconnessione di questi regni e cosa ti ha ispirato ad attraversare ambiti così diversi?
L’interconnessione tra mondo accademico, letteratura e diplomazia culturale costituisce la pietra angolare del mio percorso personale e professionale. Le attività accademiche, l’approfondimento della lingua e della letteratura, si intrecciano perfettamente con il vivace regno dello scambio culturale e della diplomazia. La mia ispirazione risiede nella convinzione che la lingua e la cultura fungano da ponti, trascendendo i confini per favorire la comprensione e il dialogo. Attraverso la letteratura, esploriamo le molteplici dimensioni dell’esperienza umana, coltivando l’empatia e la connessione attraverso paesaggi diversi. La diplomazia culturale fornisce una piattaforma per il dialogo e la collaborazione, celebrando la diversità e promuovendo il rispetto reciproco. Il mio impegno in questi ambiti è radicato nella convinzione che attraverso il dialogo e la comprensione possiamo coltivare una comunità globale più armoniosa e interconnessa.
Come linguista, educatrice e scrittrice, hai attraversato vari ruoli e responsabilità. Potresti condividere con noi un momento o un’esperienza decisiva che ha plasmato il tuo percorso professionale e la tua visione filosofica nei confronti della lingua e della letteratura?
Un momento cruciale che ha profondamente plasmato il mio percorso professionale e la mia visione filosofica nei confronti della lingua e della letteratura si è verificato durante il mio percorso accademico, dove ho incontrato il potere di trasformazione delle parole per trascendere i confini e illuminare l’esperienza umana. È stato attraverso l’esplorazione delle sfumature del linguaggio, delle complessità della letteratura e della ricchezza dello scambio culturale che ho realizzato il profondo impatto della narrazione e del dialogo nel promuovere l’empatia e la comprensione. Questa consapevolezza ha alimentato la mia passione per la linguistica, l’educazione e l’espressione creativa, ispirandomi a intraprendere un viaggio sfaccettato volto a colmare le divisioni culturali e promuovere il dialogo interculturale attraverso la parola scritta.
I tuoi ruoli di leadership all’interno di Writers Capital Hellas e della Writers Capital International Foundation sottolineano il tuo impegno nel promuovere la diversità culturale e la pace nel mondo attraverso la letteratura. Potresti approfondire alcune delle iniziative o dei progetti che hai guidato per promuovere questi ideali su scala globale?
Nei miei ruoli all’interno di Writers Capital Hellas e della Writers Capital International Foundation, sotto la guida visionaria del poeta e umanitario di fama internazionale Preeth Nambiar, ho avuto l’onore di sostenere iniziative volte a promuovere la diversità culturale, l’umanitarismo e la pace nel mondo attraverso la letteratura e lo scambio culturale. Uno dei progetti chiave che ho guidato prevede l’organizzazione di concorsi letterari internazionali e il coordinamento di mostre di belle arti, fornendo piattaforme ad artisti e scrittori di diversa estrazione per mostrare i loro talenti e prospettive. Inoltre, sotto la guida di Preeth Nambiar, la nostra Fondazione ha collaborato con varie organizzazioni letterarie e istituzioni culturali in tutto il mondo per facilitare il dialogo e la collaborazione tra intellettuali, scrittori e artisti. Attraverso queste iniziative, miriamo a coltivare una comunità globale fondata sul rispetto reciproco, sulla comprensione e sull’apprezzamento per la diversità culturale, promuovendo una visione condivisa di pace e solidarietà oltre i confini.
EOM
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CONGRATULATIONS, PROF. IRENE DOURA KAVADIA!
We are thrilled to share an insightful interview with Irene Doura Kavadia, Secretary General and Chief Coordinator of Panorama International Arts & Literature Festival, published by The Hans India!
Congratulations to Irene Doura Kavadia for eloquently representing Writers Capital International Foundation’s vision of fostering global literary and artistic exchange. Your wisdom inspires us all! A heartfelt thanks to The Hans India for amplifying voices that celebrate creativity and cultural dialogue.
Let’s join hands to spread the mighty values of humanity across the world through the medium of arts and literature!
Team Writers Capital Foundation
http://www.writerscapital.org
wcifcentral@gmail.com
#IreneDouraKavadia #Literature #Art #PanoramaFestival #WritersCapitalInternational #TheHansIndia #CultureExchange
*A Symphony of Words: An Interview with Irene Doura-Kavadia*
In the realm of literature, language, and cultural diplomacy, Irene Doura-Kavadia emerges as a formidable force, whose contributions have resonated across continents, inspiring dialogue, empathy, and understanding. From her roots in Athens, Greece, Irene’s journey traverses the corridors of academia, the pages of literature, and the arenas of cultural exchange, leaving an indelible mark on the global stage. As a linguist, educator, and writer, her passion for cross-cultural understanding and promotion of peace has led her to helm Writers Capital Hellas and the Writers Capital International Foundation, orchestrating initiatives that celebrate diversity and foster global solidarity. Through her editorial leadership and advocacy, Irene exemplifies the transformative power of language and literature in bridging divides and nurturing connections, embodying the ethos of a true visionary and cultural ambassador.
Your journey spans academia, literature, and cultural diplomacy. How do you perceive the interconnectedness of these realms, and what inspired you to traverse such diverse domains?
The interconnectedness of academia, literature, and cultural diplomacy forms the cornerstone of my personal and professional journey. Academic pursuits, delving into language and literature, intertwine seamlessly with the vibrant realm of cultural exchange and diplomacy. My inspiration lies in the belief that language and culture serve as bridges, transcending boundaries to foster understanding and dialogue. Through literature, we explore the multifaceted dimensions of human experience, nurturing empathy and connection across diverse landscapes. Cultural diplomacy provides a platform for dialogue and collaboration, celebrating diversity and promoting mutual respect. My commitment to these domains is rooted in the conviction that through dialogue and understanding, we can cultivate a more harmonious and interconnected global community.
As a linguist, educator, and writer, you’ve navigated through various roles and responsibilities. Could you share with us a defining moment or experience that shaped your career trajectory and philosophical outlook towards language and literature?
A pivotal moment that profoundly shaped my career trajectory and philosophical outlook towards language and literature occurred during my academic journey, where I encountered the transformative power of words to transcend borders and illuminate the human experience. It was through the exploration of language’s nuances, the intricacies of literature, and the richness of cultural exchange that I realized the profound impact of storytelling and dialogue in fostering empathy and understanding. This realization fueled my passion for linguistics, education, and creative expression, inspiring me to embark on a multifaceted journey aimed at bridging cultural divides and promoting cross-cultural dialogue through the written word.
Your leadership roles within Writers Capital Hellas and the Writers Capital International Foundation underscore your commitment to fostering cultural diversity and world peace through literature. Could you elaborate on some of the initiatives or projects you’ve spearheaded to promote these ideals on a global scale?
In my roles within Writers Capital Hellas and the Writers Capital International Foundation, under the visionary guidance of internationally acclaimed poet and humanitarian Preeth Nambiar, I’ve had the honor of championing initiatives aimed at promoting cultural diversity, humanitarianism, and world peace through literature and cultural exchange. One of the pivotal projects I’ve spearheaded involves organizing international literary competitions and coordinating Fine Arts Exhibitions, providing platforms for artists and writers from diverse backgrounds to showcase their talents and perspectives. Additionally, under Preeth Nambiar’s mentorship, our foundation has collaborated with various literary organizations and cultural institutions worldwide to facilitate dialogue and collaboration among intellectuals, writers, and artists. Through these initiatives, we aim to cultivate a global community grounded in mutual respect, understanding, and appreciation for cultural diversity, fostering a shared vision of peace and solidarity across borders.
EOM
Pietro La Barbera ed Elisa Mascia ” Alla ricerca della vera bellezza” con Francisco Magallanes -Argentina
Biografia di
Francesco Magellano
È nato a La Plata nel 1981. Ha pubblicato Los impuntuales (Club Hem, 2014; 2021), El observatorio (Fa editora 2016), El Palomar (Club Hem 2021) e A legend of Botafogo (Of. Permbulante, 2023). El Palomar (2023) è stato tradotto in italiano da Raul Schenardi e pubblicato nella Collana di Letteratura Latinoamericana “Gli Eccentrici” diretta da Loris Tassi. Una leggenda del Botafogo è stato tradotto da Antonella Di Nobile e pubblicato nell’antologia “Overlook Loop” della Collana Trema diretta da Emanuela Cocco, ed entrambi pubblicati dalle Edizioni Arcobaleno.
È stato finalista nel 2015 dell’VIII Concorso di racconti brevi Haroldo Conti.
Ha partecipato a diverse antologie della regione come Textos 1 (La Comuna 2017).
Coordina Las Hamacas Voladoras, uno spazio laboratorio di scrittura e lettura. Ha implementato il progetto artistico DKDA HEM a cui hanno partecipato editori, scrittori, musicisti, registi, designer e che ha viaggiato per migliaia di chilometri.
È fondatore della casa editrice indipendente Club Hem, del Collettivo Editoriale Malisia e di El Espacio, una casa culturale a La Plata, dove questi e altri progetti vengono riuniti, collettivamente e in cooperazione.
Dal 2016 ospita la Fiera EDITA.
Domande per l’intervista a Francesco Magellano
Come credi sarà il mondo fra 100 anni?
In Argentina è molto difficile prevedere come sarà il prossimo mese. Ma se parliamo del mondo, oltre alle guerre e alle disuguaglianze, è in arrivo una rivoluzione tecnologica che cerca di isolarci sempre di più gli uni dagli altri. I libri come dispositivo analogico e la lettura come dispositivo dell’immaginazione saranno fondamentali per non vivere alienati dalle macchine. La scrittura è la grande invenzione dell’umanità, perché tutto è fatto di scrittura.
Quali desideri esprimeresti al genio della lampada?
Da quando ho memoria esprimo sempre il desiderio di rivedere il campione del Gimnasia. Le altre due cose che chiederei sarebbero la salute e il lavoro, anche per la famiglia, che è quello che affido sempre a Gauchito Gil.
(Gauchito Gil, Difunta Correa, San Expedito, Ceferino Namuncurá, Gilda, Rodrigo, tutti, tra molti altri, sono santificati dal popolo. Ladri, cristiani, peccatori, viaggiatori, battezzati cattolici, non ci sono restrizioni: tutti pregano Antonio Mamerto Gil Nuñez, meglio conosciuto come Gauchito Gil. Lo ringraziano, gli chiedono protezione, che dia loro una mano, «un piccolo favore», proprio come si chiederebbe a un amico. I devoti non dimenticano mai di suonare il clacson quando passano davanti a uno dei migliaia di piccoli altari che si erigono ai margini delle strade argentine. Molti si fermano e scendono, accendono una candela, gli portano delle sigarette o gli offrono un sorso di vino che qualunque assetato di passaggio nella zona può prendere e ritornare più tardi.)
Se potessi scambiare il tuo corpo con qualcun altro, chi sceglieresti?
Diego Armando Maradona, ogni argentino sognava di essere Maradona prima o poi.
Chiedi mai aiuto se sei in difficoltà?
La cosa più difficile per me è chiedere aiuto. Tuttavia, so di avere familiari e amici che sono lì se ho bisogno di aiuto. È importante avere quella sicurezza per vivere meglio.
Per cosa ti batti più accanitamente nella vita?
Lotto per fare ciò che mi appassiona. Quando stavo per terminare la laurea in Comunicazione, l’ho lasciata per dedicarmi alla scrittura. È successo 20 anni fa e non sono riuscito a smettere di scrivere. Ci sono anche gli altri progetti che partono dalla scrittura. Las Hamacas Voladoras, il laboratorio di scrittura e lettura che coordino dal 2014, è molto importante per lo sviluppo della mia scrittura. Ho gruppi ogni giorno della settimana in cui riflettiamo sulla scrittura, sulla lettura e sulla vita. Ciò mi permette di pensare e mettere in discussione tutto. Poi i progetti collettivi, il fare con gli altri, il Collettivo Editoriale Malisia, l’Edita Fair, Espacio e Club Hem sono progetti di vita.
Se fossi un politico con un importante potere decisionale, quale sarebbe il tuo primo pensiero per il Paese?
Reindustrializzare il Paese. Penso che sia l’unico modo per recuperare un Paese che ha avuto la minore disuguaglianza in America dall’emergere del peronismo. Questo progetto Paese è stato interrotto dalla globalizzazione e deve essere riattivato al più presto per recuperare gli stipendi dei lavoratori e rafforzare il mercato interno.
Piangi mai davanti ad altre persone?
Sì, oltre a piangere per la morte dei familiari, ho sempre pianto sui campi di calcio, per la gioia o per la tristezza. Ma ne ricordo uno molto bello, quando siamo diventati campioni con l’Atlético Ruta 11 nel 2015. È una squadra che abbiamo fondato con amici e che quest’anno compie 20 anni. È un vero tesoro.
Se potessi, cambieresti un ricordo del passato?
Modifichiamo costantemente i ricordi del passato. Oppure li stiamo riscrivendo permanentemente. La memoria è anche un dispositivo che crea ricordi come se fossero veri. Certo, ad un certo punto lo sono, ma le stesse esperienze che ho avuto con gli amici, ognuna racconta in modo diverso. I ricordi sono come il rumore del mare che credi di sentire dentro una lumaca.
È più importante l’esperienza in sé o i ricordi che ne rimangono quando questa è conclusa?
Se rimaniamo immersi nei ricordi, ciò che muore è proprio l’esperienza. L’importante è sempre l’oggi, quello che sta per succedere, l’esperienza del vivere.
Di seguito qualche pagina del romanzo con la traduzione in italiano di Raul Schenardi
… ” Non sono mai stato così vicino a Dio come quella notte. Siamo andati io e lo Smilzo e abbiamo portato il Pisello. Siamo saliti fino in cielo con un ascensore di vetro. Già alla base del grattacielo, il vento gelido ci sferzava. Lo Svitato ci aveva passato l’informazio-ne per scomparire. Uno in ogni gargolla e la guardia ci ha persi di vista. Poi se ne sono andati tutti ed è ar-rivata la notte. Che flash vedere le luci della città dall’alto. Lo Smilzo ha tirato fuori la prima bottiglia di gin e abbiamo brindato all’amicizia e al Gimnasia campione. Ci siamo scolati il gin in tre lunghi sorsi per scacciare il freddo. La seconda bottiglia l’abbiamo mischiata con la Coca-Cola. Avete visto la raffineria YPF là all’orizzonte? Ha domandato lo Smilzo e l’abbiamo guardato perché andasse avanti. Vi siete accorti che è uguale a un Mazinga di Led? Mi è sem-brata una scemenza ma era vero. Allora il fiammifero gigante è una palla di fuoco che cade dal cielo, ha detto il Pisello in tono di burla. Proprio così Pisellino, ha esclamato esaltato lo Smilzo, una palla di fuoco che non smette mai di cadere, come nelle puntate 17 Tornado è il soprannome dell’uruguaiano Diego Alonso, attaccante del Gimnasia e poi allenatore della nazionale dell’Uruguay tra il 2021 e il 2022. El Enano è Franco Niell, alto appena 1 metro e 63, che se-gnò due gol di testa nei tempi supplementari salvando il Gimnasia dalla retrocessione di Mazinga. Ricordate? Io ero affascinato da Mazinga ma poi ci siamo resi conto che il Pisello ne era turbato. Io quello che mi ricordo è quando si è ammazzato il Negro Olmedo18. Il mio vecchio lo ha pianto come se fosse un amico, e credo che per tutti in casa mia era qualcosa del genere. Il mio vecchio rideva a crepapelle davanti alla tele e a me piaceva quando scop-piava nella sua risata. Dicono che il Negro Olmedo era strafatto e voleva fare uno scherzo. Ma il proble-ma non è stato né lo scherzo né la droga. Fate attenzione, ha detto il Pisello e si è alzato. Lo guardavamo senza poter indovinare che cosa aveva in mente. O senza volerci pensare, perché si è avvicinato al corni-cione e prima che potessimo reagire è scomparso con una mossa dalla nostra vista. Subito ho pensato al peggio, ma il Pisello era appeso alle sue braccia a 80 metri d’altezza. Il vento lo faceva dondolare di qua e di là e da un momento all’altro lo risucchiava giù. Ogni tanto avevo le vertigini guardando plaza Moreno e mi veniva voglia di saltare, ma le urla dello Smil-zo mi salvavano. Abbiamo cercato di afferrarlo per le braccia per sollevarlo ma il Pisello è stato categorico. Se mi toccate mi lascio cadere. Ti ammazzerai coglione, gli ha urlato lo Smilzo. Fate attenzione, ha detto e ha cominciato a issarsi con la forza delle braccia. Una mossa impressionante, il Pisello era un vero atleta. Una volta in salvo lo abbiamo abbraccia-to e lui ha iniziato a scompisciarsi dalle risate attaccato alla bottiglia di gin con la Coca-Cola finché l’ha svuotata. A uccidere il Negro Olmedo è stata la forza di gravità e non avere queste braccia da lavora-tore. Abbiamo passato tutta la notte a bere senza sa-pere che non lo avremmo più rivisto.
Il Maledetto lo ha fatto fuori bruciandolo. Lo ha mandato all’ospedale tutto carbonizzato. Lì ha lottato per la vita finché ha smesso di resistere. Adesso il Maledetto accompagna il Maglietta, che non pensa di vendicare il Pisello. Bel pezzo di merda si è rivelato il Maglietta. Smilzo io al Pisello volevo bene come te, era mio fratello e vendicherò la sua morte, però in questo affare se non sei sveglio muori. Lo so amico ma il Pisellino era uno dei miei tesori. Quello che non si può comprare. Quello che vale davvero. Oggi quella che vale è la nostra vita Smilzo. Approfittare dell’occasione. È che io voglio la mia parte sulla terra Smilzo, e per questo lavoro tutti i giorni, salgo in macchina e ci sto ore e ore, perché il Paraguaiano non vuole darmi il 35 per cento, si scorda che ha at-traversato il fiume con l’acqua alla cintura, ma non è colpa sua, tutti gli imbecilli si scordano quello che co-sta, e lo fanno pagare agli altri, perché giustificare l’importante significa assicurare la continuità delle giornate. Ti confondi con quelli che vivono di sus-sidi, Smilzo e che tu non viva di sussidi che cazzo cambia! Che io sgobbi tutti i giorni che cazzo cambia Smilzo…”
***
Biografía de
Francisco Magallanes
Nació en La Plata en 1981. Publicó Los impuntuales (Club Hem, 2014; 2021) El observatorio (Fa editora 2016), El Palomar (Club Hem 2021) y Una leyenda de Botafogo (Of. Permbulante, 2023). El Palomar (2023) fue traducida al italiano por Raul Schenardi y publicada en la Colección de Literatura Latinoamericana “Gli Eccentricci” dirigida por Loris Tassi. Una leyenda de Botafogo fue traducida por Antonella Di Nobile y publicada en la antología “Overlook Loop” en la Colección Trema dirigida por Emanuela Cocco, y ambas publicadas por Edizioni Arcoiris. Fue finalista en 2015 del VIII Concurso de Cuentos Haroldo Conti. Participó en diferentes antologías de la región como Textos 1 (La Comuna 2017). Coordina Las Hamacas Voladoras, espacio de taller de escritura y lectura. Desplegó el proyecto artístico DKDA HEM donde participaron editores, escritores, músicos, cineastas, diseñadores y que recorrió miles de kilómetros. Es fundador de la editorial independiente Club Hem, del Colectivo Editorial Malisia y de El Espacio, una casa cultural en La Plata, donde se nuclean estos proyectos y otros, de manera colectiva y cooperativa. Desde 2016 realiza la Feria EDITA.
Preguntas
¿Cómo crees que será el mundo dentro de 100 años?
En Argentina es muy difícil adivinar cómo será el próximo mes. Pero si hablamos del mundo, además de las guerras y la desigualdad, se viene una revolución tecnológica que busca aislarnos cada vez más del otro. Los libros como dispositivo analógico y la lectura como dispositivo de la imaginación serán claves para no vivir alienados por las máquinas. La escritura es el gran invento de la humanidad, porque todo está hecho de escritura.
¿Qué deseos le expresarías al genio de la lámpara?
Desde que tengo recuerdo siempre pido el deseo de volver a ver campeón a Gimnasia. Los otros dos que pediría serían salud y trabajo, también para la familia, que es lo que siempre le encomiendo al Gauchito Gil.
( Al Gauchito Gil, a la Difunta Correa, a San Expedito, a Ceferino Namuncurá, a Gilda, a Rodrigo, a todos ellos, entre muchos otros, los santifica el pueblo. Ladrones, cristianos, pecadores, viajeros, católicos bautizados, no hay restricciones: todos le rezan a Antonio Mamerto Gil Nuñez, más conocido como el Gauchito Gil. Le agradecen, le piden protección, que les dé una mano, “un favorcito”, igual que se le pide a un amigo. Los devotos jamás se olvidan de tocar bocina al pasar por alguno de los miles de pequeños altares que se edifican en las banquinas de las rutas argentinas. Muchos se detienen y bajan, le prenden una vela, le acercan unos cigarros o le convidan un trago de vino que cualquier sediento que pase por la zona podrá tomar y devolver luego.)
Si pudieras cambiar tu cuerpo con alguien más ¿a quién elegirías?
Diego Armando Maradona, todo argentino soñó con ser Maradona alguna vez.
¿Alguna vez pides ayuda si estás en problemas?
Lo que más me cuesta es pedir ayuda. Sin embargo se que tengo a la familia y los amigos que si necesito ayuda están. Es importante contar con esa seguridad para vivir mejor.
¿Por qué luchas más ferozmente en la vida?
Lucho por hacer lo que me apasiona. Cuando estaba por terminar la carrera de Comunicación la dejé para dedicarme a la escritura. Eso pasó hace 20 años y no he podido dejar de escribir. También están los otros proyectos que parten de la escritura. Las Hamacas Voladoras, el laboratorio de escritura y lectura que coordino desde 2014, es muy importante para el despliegue de mi escritura. Tengo grupos todos los días de la semana donde reflexionamos sobre la escritura, la lectura y la vida. Eso me permite pensar y cuestionarme todo. Después los proyectos colectivos, hacer con otros, el Colectivo Editorial Malisia, la Feria Edita, el Espacio y Club Hem son proyectos de vida.
Si usted fuera un político con importante poder de decisión, ¿cuál sería su primer pensamiento para el país?
Reindustrializar el país. Creo que es la única forma de recuperar un país que tuvo la menor desigualdad de América desde la irrupción del peronismo. Ese proyecto de país fue interrumpido por la globalización, y tiene que volver a activarse cuanto antes para que el salario de los trabajadores se recupere y se potencie el mercado interno.
¿Alguna vez lloraste delante de otras personas?
Sí, además de llorar por la muerte de familiares, siempre he llorado en las canchas de fútbol, por alegrías y por tristezas. Pero recuerdo una muy hermosa que fue cuando salimos campeones con el Atlético Ruta 11 en 2015. Es un equipo que fundamos con amigos y que este año cumple 20 años. Es un verdadero tesoro.
Si pudieras, ¿cambiarías un recuerdo del pasado?
Todo el tiempo estamos modificando los recuerdos del pasado. O los estamos reescribiendo permanentemente. La memoria también es un dispositivo que crea los recuerdos como si fueran ciertos. Por supuesto que en algún punto lo son, pero las mismas vivencias que tuve con amigos, cada uno las cuenta diferente. Los recuerdos son como el sonido del mar que uno cree escuchar dentro de un caracol.
¿Es más importante la experiencia en sí o los recuerdos que quedan una vez terminada?
Si nos quedamos hundidos en los recuerdos lo que muere justamente es la experiencia. Siempre lo importante es hoy, lo que está por pasar, la experiencia de vivir.
https://alessandria.today/2024/02/13/pietro-la-barbera-ed-elisa-mascia-continuano-il-viaggio-culturale-alla-ricerca-della-vera-bellezza-con-francisco-magallanes-argentina-pubblicazione-di-elisa-mascia-da-san-giuliano-di-puglia-cam/

Zeki Ce, biografia e poesie – dalla Turchia, pubblicato da Elisa Mascia -Italia
Biografia di
ZEKİ ÇELİK, RAPPRESENTANTE PROVINCIALE DI Türkiye ILESAM,
ASSOCIAZIONE GBYŞ, Fondatore della CASA DELLA CULTURA E DELL’ARTE DI ZEKİCE. PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE DI TUTTI GLI ARTISTI ISPARTA BURDUR, editorialista del NEWS NEWSPAPER.
Nel 2014 ho aperto la mia Zekice Culture and Art House, che contiene migliaia dei miei archivi, con la partecipazione di poeti e scrittori internazionali, e l’ho presentata al pubblico. L’ho presentato anche ai bisogni dei miei compagni fatidici amici che ho conosciuto a causa del mio cancro. All’inaugurazione ho distribuito ai visitatori il mio libro “La vittoria della perseveranza dal sogno alla realtà” e continuo a distribuirlo ancora oggi.
I MIEI ALTRI LIBRI PUBBLICATI IN ORDINE DI PUBBLICAZIONE:
RACCONTI DELLO SCERIFFO ALI, POESIE DI IPARTA, NUOVE POESIE PER BAMBINI, DONNE, TERRA D’AMORE, POESIE DI ATATURK, RACCONTI DI ZEKİCE, SENTIMENTI DI ESEMPIO, COMMENTI DI ZEKİCE, EMOZIONI SIGNIFICATIVE, CANCRO SIMEZEZERSERIS ANA Ciao Ciao, RICORDA, DOMANDE DI LOGICA, PERLA NELL’ANGOLO. MUOIO PER QUESTA HATLAND, LA MIA TURCHIA, PERDO IL TUO CUORE PER QUESTA PATRIA, PAROLE E PENSIERI DIVINI, OTTIENI SALUTE, STORIE DI SOGNI ROSA, STORIE DI MEMORIA DAL VIVO, Motivazione morale, KOMİKİNE YAĞAZARA, MY HKAYA HAYEAR. DETECTIVE VOLONTARIO, BORSA MISTERIOSA, RACCONTI DELLA CITTÀ ROSA DELLA TURCHIA, RACCONTI PER BAMBINI, LA SERIE L’ACQUA DELL’AMORE: 1- LA REGIONE DEI SENTIMENTI 2- POESIE DA LEGGERE, 3- RIFLESSI DAL CERVELLO, 4- DUESIN GULAR. Nota. Sto scrivendo di più. Ci sono più di 1000 poesie nella stessa misura in ciascuno dei miei libri sull’oceano d’amore. Il mio obiettivo è il record del mondo. Ho un TOTALE di circa 40 libri pubblicati. Ho opere in più di 100 diverse antologie in Turchia e a livello internazionale. Ho molti altri lavori pronti per essere pubblicati. SPERO CHE LA MIA VITA CONTINUI COSÌ TANTA. IL MIO DOVERE DI RAPPRESENTANTE PROVINCIALE DI Türkiye ILESAM ISPARTA. Sono editorialista per il quotidiano Haber, sono il presidente dell’Associazione All San di Isparta, Burdur, sono il fondatore di Zekice Culture and Art House.
PER CONTRIBUIRE ALLA CULTURA MONDIALE TURCA, CONTINUERÒ A SCRIVERE E A SERVIRE CON IL PERMESSO DI DIO FINO A QUANDO VIVRÒ. COMPLIMENTI ALL’AUTORE E A TUTTI I LETTORI.
Tel: 05063449909 smart32ce@hotmail.com Il mio indirizzo: ZEKİ ÇELİK (Art House) IŞIK KENT NEIGHBORHOOD 5726 STREET NO: 5 (Di fronte alle Angel Houses) ISPARTA
***** AMORE DEL BULBOLO *****
Sbatte le ali mentre si posa sul ramo,
Il bocciolo della rosa ammicca compiaciuto,
Il suo becco si allunga e bacia la foglia,
La rosa è innamorata dell’usignolo, l’usignolo è innamorato.
Ammirando il suono dell’usignolo tra le rose,
Finché dura l’armonia, la festa si fa,
L’universo abbraccia entrambi,
La rosa è innamorata dell’usignolo, l’usignolo è innamorato.
Aspettando con ansia la stagione primaverile,
I fiori sbocciano di sette tipi,
Verità felici trasparentemente visibili,
La rosa è innamorata dell’usignolo, l’usignolo è innamorato.
Il muschio che prende è un piacere per la sua anima,
Entrambe le creature hanno una vita breve,
Il genere dell’usignolo è maschio o femmina.
La rosa è innamorata dell’usignolo, l’usignolo è innamorato.
icona di bellezza essere colorato,
La salute migliora con i prodotti alla rosa,
L’umanità intelligente ama la natura,
La rosa è innamorata dell’usignolo, l’usignolo è innamorato.
***** TI AMO *****
Salpai per il mare dell’amore,
Sono scappato velocemente dall’incidente, dal problema,
Ho bevuto il sorbetto dell’amore,
Prendimi, abbracciami, amami amore mio.
Non potevo fermarmi, il mio cuore batte forte
È memorizzato, il mio cervello lo trattiene,
Mi basta stare mano nella mano, a braccetto,
Prendimi, abbracciami, amami amore mio.
L’avventura della vita lo richiede,
La mia lingua dice di stare zitto alla triste risposta,
Il mio cuore dice di arrendersi al vento del desiderio,
Prendimi, abbracciami, amami amore mio.
Lascia che i tuoi occhi siano concentrati su di me,
Lascia che i tuoi volti sorridano con uno sguardo amorevole,
Lascia che i tuoi segreti rimangano dentro di me come un segreto,
Prendimi, abbracciami, amami amore mio.
I sentimenti soffiano come un vento caldo,
Lascia che le buone voci entrino nelle tue orecchie,
Smart nutre anche tutta la vita,
Prendimi, abbracciami, amami amore mio.
FIDATI DELL’AMICO POLIZIA TURCA
***** POLIZIA TURCA *****
Il sentimento di compassione ti avvolge,
Protegge la sua privacy, confidente in ogni modo,
Quando decidi di arrenderti,
Abbi fiducia nella polizia turca, amico.
Se c’è un sospetto, verrà segnalato,
Sarà ritenuto colpevole, sarà innocente,
La giustizia troverà sicuramente il suo posto,
Abbi fiducia nella polizia turca, amico.
Lascia che gli incubi e le paure finiscano nel tuo cervello,
Il cuore ti interroga senza spezzare cuori,
Applica un atteggiamento esemplare nel mondo,
Abbi fiducia nella polizia turca, amico.
Mobesa sta guardando la telecamera,
Il traffico segue sempre le strade,
I nazionali e gli stranieri sono al sicuro,
Abbi fiducia nella polizia turca, amico.
Capisce la persona sbagliata a causa della sua faccia,
Previene incidenti, guai, litigi,
Nessuna razza, nessuna setta. Religioni intelligenti.
Abbi fiducia nella polizia turca, amico.
***** POLIZIA *****
Il suo scopo è portare la pace nella nazione,
Circondare la società con amore,
Scaricare proiettili non è perdono,
I poliziotti attaccano il terrore e il traditore,
L’amore della patria, la bandiera è nascosta con loro,
Sono sinceri con te e con noi,
Innocente, vittima, inginocchiata nella strada sconosciuta,
I poliziotti aggiungono una paghetta.
La notte è giorno, il giorno è notte,
Non abbastanza lettere, sillabe per lodarli,
Che nostro Signore benedica sempre
I poliziotti sono sempre in agguato.
Da un momento all’altro la sua testa vaga sul divano,
Raggiungono luoghi impraticabili,
Funziona in serie in ventiquattro ore,
I poliziotti mettono in prigione anche il criminale.
È necessario comprendere il linguaggio della legge,
Può usare la sua autorità,
Percorri la tua strada umanamente, correttamente,
Se non sei intelligente, lo faranno i poliziotti.
***
ZEKİ ÇELİK, Türkiye ILESAM PROVINCIAL REPRESENTATIVE,
GBYŞ ASSOCIATION, Founder of ZEKİCE CULTURE AND ART HOUSE. PRESIDENT OF ALL ARTISTS ASSOCIATION ISPARTA BURDUR, columnist for NEWS NEWSPAPER.
In 2014, I opened my Zekice Culture and Art House, which contains thousands of my archives, with the participation of international poets and writers, and presented it to the public. I also presented it to the needs of my fellow fateful friends I met due to my cancer. At the opening, I distributed my book The Victory of Perseverance from Dreams to Reality to the visitors and I still continue to distribute it. MY OTHER PUBLISHED BOOKS IN ORDER OF MY OTHER PUBLISHED BOOKS, SHERIFF ALI TALES, IPARTA POEMS, NEW CHILDREN’S POEMS, WOMEN, LAND OF LOVE, ATATURK’S POEMS, TALES FROM ZEKİCE, EXAMPLE FEELINGS, COMMENTS BY ZEKİCE, SIGNIFICANT EMOTIONS, CANCER SIMEZEZERSERIS ANA Bye Bye, REMEMBER, LOGIC QUESTIONS, PEARL IN THE CORNER. I DIE FOR THIS HATLAND, MY TURKEY, LOSE YOUR HEART FOR THIS HOMELAND, DIVINE WORDS AND THOUGHTS, GET HEALTH, PINK DREAMS STORIES, LIVE MEMORY STORIES, Moral motivation, KOMİKİNE YAĞAZARA, MY HKAYA HAYEAR. VOLUNTEER DETECTIVE, MYSTERIOUS BAG, TURKEY’S ROSE CITY TALES, TALES FOR CHILDREN, THE WATER OF LOVE SERIES: 1- THE REGION OF FEELINGS 2- POEMS TO READ, 3- REFLECTIONS FROM THE BRAIN, 4- GULAR DUESIN. Note. I am writing more. There are more than 1000 poems in the same measure in each of my books of the ocean of love. My goal is the world record. I have a TOTAL of around 40 published books. I have works in more than 100 different anthologies in Türkiye and internationally. I have many more works ready to be published. I HOPE THAT MY LIFE WILL CONTINUE AS MUCH. MY DUTY OF Türkiye ILESAM ISPARTA PROVINCIAL REPRESENTATIVE. I am a columnist for Haber Newspaper, I am the president of the All San Association in Isparta, Burdur, I am the founder of Zekice Culture and Art House. TO CONTRIBUTE TO TURKISH WORLD CULTURE, I WILL CONTINUE TO WRITE AND SERVE WITH GOD’S PERMISSION AS LONG AS I LIFE. CONGRATULATIONS TO ALL THE AUTHOR AND READERS. Tel : 05063449909 smart32ce@hotmail.com My Address : ZEKİ ÇELİK ( Art House ) IŞIK KENT NEIGHBORHOOD 5726 STREET NO : 5 ( Opposite Angel Houses ) ISPARTA
***** BULBUL LOVE *****
It flaps its wing as it lands on its branch,
Bud rose winks pleased,
Its beak stretches out and kisses the leaf,
The rose is in love with the nightingale, the nightingale is in love.
Admiring the sound of the nightingale in roses,
As long as the harmony lasts, the feast is making,
The universe embraces both,
The rose is in love with the nightingale, the nightingale is in love.
Waiting eagerly for the spring season,
Flowers bloom of seven types,
Transparently visible happy truths,
The rose is in love with the nightingale, the nightingale is in love.
The musk he takes is a pleasure for his soul,
Both creatures have a short lifespan,
Nightingale’s gender is male or female.
The rose is in love with the nightingale, the nightingale is in love.
beauty icon colorful being,
Health improves with rose products,
Intelligent humanity loves nature,
The rose is in love with the nightingale, the nightingale is in love.
***** I LOVE YOU *****
I set sail to the sea of love,
I quickly ran away from the accident, the trouble,
I drank the sherbet of love,
Take me, hug me, love me my love.
Couldn’t stop, my heart is beating
It’s memorized, my brain is holding it,
It’s enough for me to stand hand in hand, arm in arm,
Take me, hug me, love me my love.
The adventure of life demands it,
My tongue says shut up to the sad answer,
My heart says give up on the wind of longing,
Take me, hug me, love me my love.
Let your eyes be focused on me,
Let your faces smile with a loving look,
Let your secrets remain inside me like a secret,
Take me, hug me, love me my love.
Feelings blowing like a warm wind,
Let the good voices enter your ears,
Smart also feeds a lifetime,
Take me, hug me, love me my love.
TRUST THE TURKISH POLICE FRIEND
***** TURKISH POLICE *****
The feeling of compassion envelops you,
Protects his privacy, confidant in every way,
When you decide to surrender,
Trust the Turkish police, friend.
If there is a suspect, it will be reported,
He will be taken guilty, he will be innocent,
Justice will surely find its place,
Trust the Turkish police, friend.
Let the nightmares and fears end in your brain,
The heart questions you without breaking hearts,
Applies an exemplary attitude in the world,
Trust the Turkish police, friend.
Mobesa is watching the camera,
Traffic is always following on the roads,
Domestic and foreigners are safe,
Trust the Turkish police, friend.
He understands the wrong person because of his face,
It prevents accident, trouble, quarrel,
No race, no sect. Intelligent religions.
Trust the Turkish police, friend.
***** POLICES *****
Its purpose is to bring peace to the nation,
To surround the society with love,
Unloading bullets is not forgiveness,
Cops attack terror and traitor,
The love of the homeland, the flag is hidden with them,
They are sincere with you and us,
Innocent, victim, kneeling in the strange street,
Cops add pocket money.
Night is day, day is night,
Not enough letters, syllables to praise them,
May our Lord always bless
Cops always lie in wait.
His head wanders on the sofa at any moment,
They reach impassable places,
It works serially in twenty-four hours,
The cops also throw the criminal in jail.
It is necessary to understand the language of the law,
He can use his authority,
Walk your way humanely, properly,
If you’re not smart, the cops will.
Carlos Jarquin presenta le poesie del poeta nicaraguense Marvin Salvador Calero
Poesie del poeta nicaraguense Marvin Salvador Calero
DI FRONTE ALLA VERGOGNA, CON CARATTERE IMPERIALE DA SECOLI, IL CAVALLO PIANGE
Invano Bellerofonte sconfigge la Chimera che cavalca Pegaso. Se le sue conquiste incarnano l’ambizione, gli dei alla fine detestano questo atteggiamento.
Nella putrefazione del tempo, la speranza nasce come un giglio.
Nel mezzo della pace, ho sentito parlare di un’asina che parlava al suo padrone nelle terre di Canaan. E di un poeta che esalta le perfezioni del suo asino mettendolo in prima persona.
Caligola sposò il suo cavallo
Incitato alla bella Penelope di Roma. Ma il giorno in cui i cavalli, per il loro carattere imperiale, piansero per la vergogna, i crisantemi gettarono la loro sorte nello stagno dell’oblio.
È strano che Nietzsche si metta a piangere sul collo di un cavallo prima di impazzire.
─ «Mamma, sono stupido» – disse prima di morire.
Il dubbio prepara un’imboscata in ciascuna delle affermazioni, è inevitabile che il cavallo pianga dall’interno dell’uomo.
COMPRENDI LA RESPONSABILITÀ DI TRASPORTARE I QUATTRO CAVALIERI DELL’APOCALISSE, MENTRE IL SANGUE OCRA E PESTILE DI ARMAGEDDON RAGGIUNGE LE TUE CRINIERE
E così vidi in visione i cavalli e i loro cavalieri, che avevano corazze di fuoco, zaffiro e zolfo. E le teste dei cavalli erano come teste di leoni; e dalla sua bocca uscirono fuoco, fumo e zolfo.
Apocalisse 9:17
La barca è un verso che deriva dal fiume ocra e pestilenziale del sangue degli uomini, mutilato dal filo metallico delle armi affilate brandite da esseri terribilmente spietati.
Nel naufragio contro la scogliera, la disperazione scioglie i remi dell’inevitabile.
La stella che punta a nord per i marinai è diventata una supernova.
Nel mezzo dell’oscurità, la cartografia è l’insolito design di Thanatos.
Anche i versi profetici diventano sopiti nel tempo, c’è chi afferma il dispiacere di bere le acque del Lete e preferisce sorseggiare il barbasco di dubbi e apatia.
C’è chi, al contrario, prevede ogni notte l’arrivo dei quattro cavalieri dell’apocalisse nell’Armageddon dell’umanità.
La conquista non ha mai avuto altro scopo che quello di arricchire pochi,
soprattutto quando c’è un tempo di scadenza per le cose.
Ora, le strutture doriche, ioniche e corinzie ricordano i giorni di gloria della Grecia. Ora, si esprimono nel postmodernismo e nel neobarocco, c’è chi si proclama (neo)rinascimentale e parla di Góngora e Quevedo, mentre nella battaglia finale risuona il kéras, la truppa di bestie d’acciaio eretta da arcigni generali di guerra in tempi in cui gli dei si fanno beffe dell’umanità.
Nel silenzio non resta altro che la speranza del vaso di Pandora, semmai il dio barbaro ha pietà degli uomini, in fondo si è autoproclamato “agnello”.
UNA PIANTINA DI OLIVO SI ESPRIME COME ANTITESI DEL CAVALLO E DELLA CONQUISTA NATA DALLA NUDITÀ DELLA DEA
Pallade crea l’Ulivo prima del potere del cavallo di Poseidone.
Omero decide di esaltare il cavallo ed Esiodo di conciliarlo.
Conosco un poeta che a volte parlava dell'”olivo della pace” dell’invasione di una superpotenza.
Se Esiodo si prende cura della piantina dell’olivo deve aspettaretre anni per godere dei suoi frutti.
Tre anni sono un tempo ragionevole, in tre anni si potrà scrivere la Teogonia.
Dicono che esiste un Dio che ha creato l’universo in sette giorni.
Georges Lemaître, creò la teoria del Big Bang e postula un universo giovane di 13.000.000.000 di anni.
Eraclito postula l’Arché del fuoco.
Racconti di Mileto dall’acqua.
Anassimene lo pensa dal cielo.
Senofane della terra.
Forse il concetto di Kairos interpreta al meglio la volontà degli dei.
─Postulo la creazione dalla poesia.
Circa l’autore:
Marvin Salvador Calero Molina (Juigalpa, Chontales, Nicaragua, 28 dicembre 1983). È un membro del clan intellettuale Chontales. Apparteneva alla Nuova Generazione Letteraria di Chontales. Attualmente è professore di Filosofia e di Lingua e Letteratura presso l’Università Nazionale Agraria, campus universitario Juigalpa “Jofiel Acuña Cruz”. Dirige i laboratori di creazione letteraria del Movimento di Poesia, Arte e Storia “Gregorio Aguilar Barea”.
Le sue poesie e racconti sono stati pubblicati in antologie, riviste, giornali e media elettronici in Romania, Spagna, Olanda, Costa Rica, Messico, Perù, Bolivia e Stati Uniti.
Libri pubblicati:
Non conosco la tua storia (Juigalpa, 2000), Elegia a Rubén Darío e Canto a la muerte (Società nicaraguense dei giovani scrittori, 2016), Storie minerarie (Crow’s Nest, Nicaragua, 2017), Cento modi per tagliare l’orizzonte (Tra le linee, Miami, USA, 2019). La lotta degli dei nella foresta delle ninfe (L’arco e la freccia, Oregon, USA, 2023), Un dettaglio per Alfonso Cortes (Editoriale, Fondo de Ediciones Espiral, Juigalpa, 2023).
Riconoscimenti:
Premio Nazionale di Poesia del Centro di Educazione alla Democrazia (CED, Managua, 2001).
Premio Universitario dell’UNIVERSITÀ NAZIONALE AUTONOMA DEL NICARAGUA, MANAGUA, FAREM-CHONTALES “Cornelio Silva Argüello” (2007)
Premio Internazionale di Narrativa, Rivista El Parnaso Nuevo Mundo (Perù, 2016).
Premio Estrella del Sur alla carriera letteraria (Uruguay, 2019).
Menzione d’onore del Premio Nazionale Alfonso Cortes (2020)
Menzione d’onore del Premio Internazionale Sor Juana Inés de la Cruz (Messico, 2022)
I Premio Nazionale per le pubblicazioni educative, Nicaragua Index Magazine 2023
*****
Poemas del poeta nicaragüense Marvin Salvador Calero
ANTE LA VERGÜENZA, CON TALANTE DE EMPERADOR DE SIGLOS, EL CABALLO LLORA
En vano, Belerofonte vence a la Quimera montado en Pegaso. Si sus conquistas encarnan la ambición, al cabo los dioses aborrecen esa actitud.
En la putrefacción del tiempo, nace la esperanza como un lirio.
En medio del relente, escuché de una asna que le habló a su amo en tierras de Canaán. Y de un poeta que exalta las perfecciones de su burro poniéndolo en primera persona.
También Calígula casó a su caballo Incitato con la bella Penélope de Roma. Pero, el día que los caballos lloraron ante la vergüenza de su talante imperial, los crisantemos echaron su suerte en el estanque del olvido.
Es extraño, que Nietzsche se eche a llorar sobre el cuello de un caballo antes de perder sus cabales
─ «Madre, soy tonto» — dijo antes de morir.
La duda prepara una emboscada en cada una de las afirmaciones, es inevitable que el caballo llore desde el interior del hombre.
COMPRENDE LA RESPONSABILIDAD DE LLEVAR A CUESTAS A LOS CUATRO JINETES DEL APOCALIPSIS, MIENTRAS LA SANGRE OCRE Y PESTILENTE DEL ARMAGEDÓN LLEGA HASTA SUS CRINES
Y así vi en visión los caballos y a sus jinetes, los cuales tenían corazas de fuego, de zafiro y de azufre. Y las cabezas de los caballos eran como cabezas de leones; y de su boca salían fuego, humo y azufre.
Apocalipsis 9:17
El esquife es un verso que deriva sobre el río ocre y pestilente de la sangre de los hombres, mutilados por el filo metálico de las agudas armas que empuñan seres terriblemente despiadados.
En el naufragio contra el despeñadero, la desesperación suelta los remos de lo inevitable.
La estrella que señala el norte a los marineros, se ha convertido en supernova.
En medio de la oscuridad la cartografía es el inusitado designio de Thanatos.
También los versos proféticos se aletargan en el tiempo, hay quien afirma el desagrado de beber las aguas del Leteo y prefiere sorber el barbasco
de la duda y la desidia. Hay quien, por el contrario, avizora todas las noches la llegada de los cuatro jinetes del apocalipsis en el Armagedón de la humanidad.
Nunca la conquista ha tenido otro propósito que enriquecer a unos cuantos,
sobre todo, cuando hay un tiempo de caducidad para las cosas.
Ahora, las estructuras dóricas, jónicas y corintias, rememoran los tiempos de gloria de Grecia. Ahora, se expresan en la posmodernidad y el neobarroco, hay quien se proclama (neo) renacentista y habla de Góngora y Quevedo, mientras el kéras, resuena en la batalla final, el tropel de bestias aceradas erigidas por adustos generales de guerra en tiempos en que los dioses se burlan de la humanidad.
En el silencio, no queda más que la esperanza de la caja de pandora, si acaso, el dios bárbaro se apiada de los hombres, al fin y al cabo, se ha autoproclamado «cordero».
UNA PLÁNTULA DE OLIVO SE EXPRESA COMO LA ANTÍTESIS DEL CABALLO Y LA CONQUISTA NACIDA DE LA DESNUDEZ DE LA DIOSA
Palas crea el Olivo ante el poderío del caballo de Poseidón.
Homero decide exaltar al caballo y Hesíodo a la concordia.
Conozco un poeta que habló del «olivo de paz», en tiempos
de la invasión de una superpotencia.
Si Hesíodo cuida la plántula de olivo, deberá esperar durante
tres años, para aprovechar sus frutos. Tres años es un tiempo prudencial,
en tres años, se puede escribir la Teogonía.
Cuentan que hay un dios que creó el universo en siete días.
Georges Lemaître, crea la teoría del Big Bang
y postula un universo joven de 13 000 000 000 de años.
Heráclito postula el Arjé del fuego.
Tales de Mileto del agua.
Anaxímenes piensa que del aire.
Jenófanes de la tierra.
Quizás, el concepto de Kairós interpreta mejor la voluntad de los dioses.
─Yo postulo la creación a partir del poema.
Sobre el autor:
Marvin Salvador Calero Molina (Juigalpa, Chontales, Nicaragua, 28 de diciembre de 1983). Es miembro del Clan Intelectual de Chontales. Perteneció a la Nueva Generación Literaria de Chontales. Actualmente, es profesor de Filosofía, y de Lengua y Literatura de la Universidad Nacional Agraria sede universitaria Juigalpa «Jofiel Acuña Cruz». Dirige los talleres de creación literaria del Movimiento de Poesía, Arte e Historia “Gregorio Aguilar Barea”.
Su poesía y cuentos han sido publicados en antologías, revistas, periódicos y medios electrónicos en Rumania, España, Holanda, Costa Rica, México, Perú, Bolivia y Estados Unidos.
Libros publicados:
Yo no conozco tu historia (Juigalpa, 2000), Elegía a Rubén Darío y Canto a la muerte (Sociedad Nicaragüense de Jóvenes Escritores, 2016), Cuentos de Minería (Nido de cuervos, Nicaragua, 2017), Cien maneras de cortar el horizonte (Entre Líneas, Miami, EEUU, 2019). Pugna de los dioses en el bosque de las ninfas (El Arco y la flecha, Oregón, EEUU, 2023), Un detalle para Alfonso Cortes (Editorial, Fondo de Ediciones Espiral, Juigalpa, 2023).
Reconocimientos:
Premio Nacional de Poesía del Centro de Educación para la Democracia (CED, Managua, 2001).
Premio Universitario de la UNIVERSIDAD NACIONAL AUTONOMA DE NICARAGUA, MANAGUA, FAREM-CHONTALES “Cornelio Silva Argüello” (2007)
Premio Internacional de Narrativa, Revista El Parnaso Nuevo Mundo (Perú, 2016).
Premio Estrella del sur a la trayectoria literaria (Uruguay, 2019).
Mención de honor del Premio Nacional Alfonso Cortes (2020)
Mención de honor del Premio Internacional Sor Juana Inés de la Cruz (México, 2022)
I Premio Nacional de Publicaciones Educativas, Revista Índice Nicaragua 2023
Fabio Petrilli presenta il libro del poeta Gianni Antonio Palumbo, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

GIANNI ANTONIO PALUMBO (giannipalumbo78@virgilio.it)
Alfiere del Lavoro, nato a Molfetta nel 1978. Abilitato a professore di seconda fascia in Italianistica (10 F/1) e Filologia italiana (10 F/3), è ricercatore in “Letteratura italiana” presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, dove insegna “Filologia della letteratura italiana” e “Metodologia della critica letteraria” (LM “Filologia, Letterature e Storia”) e “Letteratura italiana” (LT “Scienze dell’Educazione e della Formazione”). Ha incentrato la sua attività di ricerca sull’Umanesimo-Rinascimento e sulla seconda metà dell’Ottocento. Ha curato l’edizione critica di opere di Giovan Battista della Porta, Jacopo Filippo Pellenegra, Benedetto Cocorella; è in corso di stampa l’edizione critica dei racconti di Antonio Fogazzaro. È socio fondatore e membro del direttivo del Centro Internazionale di Studi “Giovan Battista della Porta” ed è membro dell’Edizione Nazionale dell’opera di Giovan Battista della Porta, presieduta dal professor Francesco Tateo. Direttore artistico della “Notte bianca della Poesia” giunta alla tredicesima edizione, è pubblicista e redattore di “Menabò” (per cui cura la rubrica “Nobel e no”), di Quindici e “Luce e Vita” (per la quale cura la rubrica di poesia metafisica “Riflessi”), oltre che saggista, poeta, autore teatrale e romanziere. I suoi lavori più recenti sono l’edizione delle Rime di Isabella Morra per la Stilo (2019) e de “La Grazia” di Dino Terra (Marsilio, 2023), il romanzo “Per Luigi non odio né amore” (2020) con l’editore Scatole Parlanti, il testo teatrale “Le ombre”, la silloge poetica “Il tempo della carestia” (Tabula Fati, 2023). Con lo pseudonimo di Giano bifronte critico, è artefice del blog di critica militante https://gianobifrontecritico.wordpress.com/
SINOSSI DI “IL TEMPO DELLA CARESTIA” DI GIANNI ANTONIO PALUMBO.
La silloge Il tempo della carestia raccoglie momenti di un ventennio della produzione dell’autore.
Motivo ispiratore il sentimento della crisi, avvertita nel duplice versante pubblico e privato.
L’opera è suddivisa in nove sezioni, in ossequio a un gusto numerologico radicato nella tradizione letteraria europea.
La prima, “L’autoaprentesi apertura”, recupera un termine heideggeriano a sancire lo sguardo sul mondo dell’io lirico, che avverte il perdurare del “tempo della carestia”. Il senso di colpa di una generazione che stenta a cogliere le ragioni delle tragedie verificatesi dall’inizio del Novecento si esprime nel poemetto iniziale, composto per il giorno della Memoria del 2019 parallelamente al consumarsi dell’ennesima disfatta della civiltà, la morte degli ‘ultimi’ nelle acque del Mediterraneo. Il testo iniziale dà avvio a un’alternanza di poesia civile (Limes, contro la politica di Trump; Maestro Lukács; Sul ciglio della strada sulla tratta delle donne africane) e di componimenti di carattere gnomico.
Un tono tra il profetico, lo stralunato e il dolente accompagna le visioni delle Variazioni di Selene, che muovono dalla gioiosa figura del fool Astolfo per virare verso la riflessione civile dei testi conclusivi e la sconsolata constatazione dell’oscura natura dell’uomo, in Alla notte.
Segue un riflusso nel privato, con la delineazione del fallimento di un amore nei testi di Non alla luna, non al vento di marzo e l’esplorazione dei Luoghi cari all’autore (Molfetta, la città natale, con il porto e la bellissima muraglia; Bari, il capoluogo degli studi universitari; Brindisi, teatro dell’infanzia del poeta). La sezione successiva rievoca Lari e miti, in uno scenario che dalla pervasiva presenza del Diavolo che trasporta i morti muove al ricordo della figura micenea di Achille e del mitico cantore Orfeo (di cui Palumbo, servendosi dell’eteronimo di un poeta folle, ripercorre le vicende, in un incubo postmodernista). Non manca un cenno alla terra d’Arcadia, filtrata da un’ottica più che altro sannazariana e tassiana.
La sesta sezione, Familiares, è consacrata agli affetti, dalla famiglia (la moglie Anna, le figlie Lia e Maddalena) alle amicizie (su tutte la figura celata dal senhal Luce); la settima è dedicata ai Canti spirituali. Ne emerge una religiosità inquieta, tutt’altro che pacificata, in costante oscillazione tra slanci di misticismo e momenti di buio assoluto. Non mancano meditazioni su temi come il celibato dei chierici, al quale è dedicato uno dei componimenti.
I Trionfi costituiscono un omaggio postmoderno a Petrarca; l’esperienza della Morte è assunta nella dimensione collettiva del terremoto di Amatrice, il canto della fama è visto dalla prospettiva dei poeti vinti, condannati all’oblio da un’industria culturale che li respinge nel limbo.
La silloge si conclude con il poemetto L’asfalto e la grazia, esplorazione di zone degradate della cittadina molfettese, in cui la controra fa fiorire il demone meridiano del sesso e della violenza.
CANTICO DEL CONTROSAMARITANO
Parte prima. Desolazione
Dove sono le donne di Auschwitz?
Dove le madri smistate a Berger-Belsen?
Dov’è Ester dalle lunghe trecce nere?
E dove siamo noi che non morimmo
e siamo vivi a stento,
per la vergogna che coprì le nostre case?
E dove sono io,
l’italiano che, salendo da Gerico a Gerusalemme,
non si volse e passò oltre?
Lasciai morire un uomo per ignavia.
Dov’è il suo grido
che si spegneva nella valle?
Dov’è il mio grido
quando, alzando gli occhi al cielo,
piansi la morte delle stelle?
E dov’è Ester? e la madre?
Con ogni cura preparava il suo corredo
e nel corredo c’era un fazzoletto azzurro.
Quando Ester fu portata a Berger-Belsen
non aveva fazzoletto né nastrini.
Quando Ester morì a Berger-Belsen
per le strade profumava il gelsomino.
Maria, la sua vicina ariana,
s’annodava il fazzoletto azzurro al collo.
Sei generazioni di sue figlie
piangeranno l’onta
dell’empietà civetta d’una donna.
Dov’è ora Maria? E dove Ester?
E dove sono io?
Salendo da Gerico a Gerusalemme
voltai la testa altrove
non unsi d’olio e vino
quei corpi
che ora inerti
copriranno di vergogna
la mia casa.
Parte seconda: L’eterno ritorno
E voi, lasciate che un silenzio amaro
ora distenda il suo velo di ghiaccio
sulle nostre vite.
Noi che gridammo
“Marschieren im Geist in unseren Reihen mit”.
Che violammo il fiore delle donne d’Abissinia.
Chiamatela desolazione questa morte
che abbiamo accarezzato giorno dopo giorno.
Chiamatelo sepolcro questo mare che si chiude
sulle vittime di noi controsamaritani.
Chiamate barbarie il furore della razza
che proclama la purezza dell’impuro.
E poi chiamate Ester Judith Moishele
Nathan Rachel Sara e Abele.
Non vi risponderanno.
Sono fumo sulla collina di Mauthausen.
Puoi vederli?
Allora sappi che saremo fumo anche noi
e che il vento ci disperderà lontano
noi che assistemmo allo scempio dell’umano
col ciglio arido e il volto della Sfinge
cantando “SA marschiert mit ruhig festem Schritt”.
Vento, squassa il nostro passo
ché la memoria lenta già si spegne.
Riportaci a Fossoli o alla Buna,
che il dolore di Primo sia anche il mio
che la morte di Maida sia la morte del mio cuore
come il naufragio di quegli umili
è la cancrena di quest’occidente marcio.
Mare, che dissolvi e scorri,
rendici l’anima che non abbiamo,
dacci la vergogna della nostra indifferenza,
culla quel silenzio inerte
a lacerarci il cuore.
Parte terza: IL VERDETTO
Prego come te, poeta, che pensasti
forse di pendere da un albero di pino
ma molto più di noi eri innocente
io molto meno
loro come me.
Prego e pregate Dio
che tutti possa e voglia assolvere.
Ma meritiamo poi l’assoluzione
noi che passammo accanto alla Morte
tante volte e che non siamo morti
neanche un giorno, neanche un poco?
Meritiamo poi l’assoluzione noi
che inginocchiati sugli altari
denunciammo il vicino celato in cantina
e accendemmo ceri ai santi
per la spoglia opima che ne ricavammo?
E meritiamo poi l’assoluzione
noi che danzammo al ritmo degli Schweine Juden
e cedemmo al serpente
perché troppo scomodo era scernere il buono dal cattivo?
Relitti di un cielo reietto
stame di stagioni morte
senza storia né memoria.
Non domandateci che cancerosa insania
ci sconvolse ci tradì.
Solo pregate Dio
che tutti voglia e possa assolvere.
Congedo
Risuonò nel frastuono la voce di Dio.
Tacquero allora i faggi e le stelle.
Il verdetto scivolò a precipizio in una forra.
La sentenza è oggi nel respiro d’un sasso.
Il fiore della muraglia.
Un fiore sulla muraglia
non nasce tutti i giorni.
Il fiore della muraglia
sboccia in estate.
Quel fiore della muraglia
s’arrampica.
Cerca il cielo.
E se questa estate che muore
non hai visto la muraglia,
non tornarci d’inverno.
Aspetta che fiorisca.
Ma al calice non dire
che la sua stagione dura un’ora.
Digli che è sempre tempo
di sbocciare.
E il fiore della muraglia
ti apparterrà.
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