Miriam Meldolesi è una Custode della Meraviglia

Foto cortesia di Miriam Meldolesi

Custode della Meraviglia di  Primavera

Chi è una Custode della Meraviglia?

 Colei che fa in modo che la Meraviglia per l’universo diventi quotidiana, alla portata di tutti.
 Colei che mette in risalto la Bellezza della vita, ovunque, al lavoro, a casa, con gli amici, mentre muove emozioni.
 Colei che è in grado di ammirare ciò che gli sta intorno, rimanendo a bocca aperta di fronte alle lucciole sul sentiero, ai cristalli di neve lungo la via, al respiro che danza, alla quiete dell’alba

È dalla Meraviglia che nascono poi le domande, in modo tale che si possa intraprendere un

Qualità della Custode della Meraviglia: Attenzione, Ascolto, Profondità, Rispetto, Responsabilità, Cura, Gentilezza, Integrità.

Le stesse Qualità che abbiamo cercato e trovato nella Custode che sostiene il secondo incontro di Primavera

Miriam Meldolesi
Gemmologa, ricercatrice, Crystal Therapist, Wellness designer, creatrice di profumi botanici.
Ideatrice della gemmocosmesi MINERALMA® e di protocolli per l’utilizzo dei minerali per uomo, animali e riequilibrio dell’habitat, ha ideato il profumo per il XVII Festival Internazionale della Pace di Assisi. Sostiene progetti per i diritti umani e a supporto di donne con diagnosi oncologica. Ha sfiorato la morte a seguito di un incidente e di un carcinoma, prima di rinascere in una nuova primavera.

Che cos’è per Miriam la Meraviglia?

Meraviglia  è laincanto del creato, fluire nella vastità dell’universo, polvere di stelle ed energia condensata guidate da una scintilla di luce attraverso le stagioni della nostra vita.
Meraviglia è stupirci delle piccole cose, scoprendo che ogni molecola contiene il dono della vita.
Meraviglia è un profumo inafferrabile che evoca emozioni e ricordi, il mondo microscopico all’interno di ciascun minerale.

Meraviglia è la forza della solidarietà e della compassione, la forza dell’ amore e della vita.

Ascoltiamo le parole che accompagnano l’intimo video, anticipo del secondo incontro di Primavera  della Quarta Edizione de Il Tempo delle meraviglie

La Meraviglia della vastità

Insieme:
 una Fiaba
 due Cantastorie, Angelica Pellarini e Roberta Berno
 una Bibliotecaria, Viola Viteritti

QUANDO?

Mercoledì 26 marzo

A CHE ORA?
Alle ore 20:30

DOVE?
Live on zoom

﫶 Un incontro per abbracciare l’immensità

Ti aspettiamo 

http://www.iltempodellemeraviglie.it
info @iltempodellemeraviglie.it

Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica della poesia “Lettere profumate” di Parvinder Nagi

Foto cortesia di Parvinder Nagi e Kareem Abdullah

Lettura critica analitica di LETTERE PROFUMATE di Parvinder Nagi.
Di : Kareem Abdullah . Iraq .

Introduzione: LETTERE PROFUMATE di Parvinder Nagi esplora il potere emotivo e sensuale dell’amore trasmesso attraverso le lettere scritte. Il poema cattura l’intimità, la nostalgia e la profonda connessione che le parole scritte, in particolare le lettere d’amore, possono offrire. Attraverso una combinazione di immagini, simbolismo e linguaggio sensoriale, Nagi presenta un vivido ritratto del desiderio e della trascendenza dei legami emozionali attraverso la comunicazione scritta. Il poema esplora sia i regni fisici che emotivi della connessione, presentando le lettere come più di semplici parole, ma come portatori di profondo affetto.

Immagini sensoriali: fin dalle prime righe, Nagi immerge il lettore in esperienze sensoriali. La fragranza del profumo delle lettere stabilisce un forte legame emotivo con il lettore. La “fragranza” del profumo non è solo un senso esterno, ma un veicolo di memoria e affetto. L’olfatto gioca un ruolo chiave nel poema, evocando nostalgia e desiderio. La descrizione di “baci illimitati così caldi” trasmette l’intensità e il calore del legame emotivo. L’uso di immagini tattili e visive, come “Toccare ogni curva così bella” e “Penetrare nelle profondità della mia pelle”, porta in primo piano la fisicità delle sensazioni della poetessa, richiamare l’attenzione sull’erotismo e la passione insiti nell’atto di leggere queste lettere.

Metafora e simbolismo: le lettere del poema non sono solo oggetti fisici, ma simboli di amore, intimità e memoria. Sono descritti come “profumati”, che possono essere compresi come rappresentanti sia la fragranza dell’affetto e la dolcezza dei ricordi che persistono. La “penna” a cui la poetessa fa riferimento nella riga “Amo il tocco della tua penna così inebriante” eleva ulteriormente l’atto di scrivere a qualcosa di più magico e seducente, elevando il processo di scrittura e lettura ad un’arte di connessione.
L'”inchiostro” che la poetessa attende con ansia serve come un altro potente simbolo di amore, che “ha viaggiato miglia attraverso “. L’inchiostro della lettera non è solo un materiale, ma rappresenta la persistenza dell’amore che trascende il tempo e la distanza.

Temi di amore e nostalgia: al suo centro, LETTERE PROFUMATE è una poesia sull’amore, la connessione e il desiderio. La poesia sottolinea l’impatto emotivo e psicologico delle lettere d’amore. Il “blushing” della poetessa mentre legge le parole “ti amo” racchiude la tenera vulnerabilità di essere innamorati, mentre l’atto di amare ogni parola sottolinea ulteriormente l’importanza di queste lettere nel sostenere il legame emotivo. Le immagini ricorrenti delle “rose” e dei “petali secchi” ritrovate nelle lettere mettono in evidenza il passare del tempo e la permanenza della memoria dell’amore, anche quando svanisce o si trasforma. Attraverso queste metafore, Nagi esplora sottilmente come l’amore rimanga impresso nel cuore a lungo dopo che la presenza fisica della persona amata è andata via.

Nostalgia e assenza di lettere: Un tema particolarmente toccante nel poema è il senso di perdita e nostalgia. La frase “Perché viviamo in un mondo dove le lettere non esistono” suggerisce il desiderio di un tempo in cui l’amore potesse essere espresso più profondamente attraverso la corrispondenza scritta. Questa linea parla dell’età moderna, dove la comunicazione è spesso ridotta a messaggi digitali fugaci che mancano l’intimità e la profondità emotiva delle lettere scritte a mano. Il desiderio dell’oratore per un tempo in cui le lettere erano espressioni tangibili di amore dimostra un senso di lutto per una forma di comunicazione perduta, più sentita.

Appello personale e universale: mentre il poema trasmette emozioni profondamente personali, i suoi temi sono universali. Il lettore può facilmente relazionarsi con la nostalgia, la gioia di ricevere lettere sentite dal cuore e la nostalgia agrodolce per un tempo in cui le lettere d’amore erano più comuni. L’esperienza personale del poeta è universalizzata attraverso la focalizzazione sui dettagli sensoriali ed emozionali che risuonano con i lettori in tutte le culture e tempi. Le ultime righe, in cui il poeta promette di custodire le lettere “fino all’ultimo respiro sigillato con un bacio caldo e accogliente”, riflettono sia la permanenza dell’amore che il desiderio di conservare preziosi ricordi.

Conclusione: SCENTED LETTERS è una poesia lirica, ricca di emozioni che esplora splendidamente i temi dell’amore, dell’intimità e della nostalgia. Attraverso immagini vivide e l’uso di dettagli sensoriali, Parvinder Nagi evidenzia la profonda connessione emotiva che le lettere, in particolare le lettere d’amore, possono evocare. La poesia serve anche come meditazione sulla natura mutevole della comunicazione e la perdita di una forma più intima di connessione nei tempi moderni. In definitiva, la poesia afferma il potere dell’amore di trascendere tempo e spazio, lasciando un segno indelebile sul cuore.

LETTERE PROFUMATE

Riesco ancora a sentire la fragranza
del tuo profumo
da tutte le lettere che hai inviato

Quelle lettere profumate che portano
baci illimitati così caldi

Toccano ogni curva così bella
Fantastiche sensazioni folli

Ahh!  quanto amo il tocco della tua
penna così inebriante

Elettrizzando i miei sensi così profondamente
Penetrando nelle profondità della mia pelle

Rivelando storie segrete d’amore
Ogni lettera porta con sé un legame così forte

Seduta sul davanzale della finestra
Aspettando la consegna
delle tue lettere

Non vedevo l’ora
di posarci sopra la mano
e di leggere così dolcemente

Sussurrando in silenzio
Leggendo le due parole: “Ti amo”
ai venti che accarezzano le mie trecce

Arrossendo apprezzo ogni tua parola
Ancorando i tuoi sogni nei portali dei miei occhi

Trovando i petali secchi delle rose
dalle pagine dei tuoi appunti

Annegandomi nella nostalgia
delle profondità del mio cuore

Alcuni sogni nascosti
che non potevo esprimere

Mi mancano le tue lettere dorate
che toccano nel profondo del mio cuore

Perché viviamo nel  mondo
dove le lettere non esistono

L’inchiostro del tuo amore vale la pena di essere conservato
perché ha viaggiato per miglia

Custodirò le tue lettere fino al mio ultimo respiro sigillato con un caldo bacio accogliente!

Copyright: Parvinder Nagi










Analytical Critical Reading of SCENTED LETTERS by Parvinder Nagi.
By : Kareem Abdullah . Iraq .
Introduction: SCENTED LETTERS by Parvinder Nagi explores the emotional and sensual power of love conveyed through written letters. The poem captures the intimacy, nostalgia, and the profound connection that written words—specifically love letters—can offer. Through a combination of imagery, symbolism, and sensory language, Nagi presents a vivid portrayal of longing and the transcendence of emotional bonds via written communication. The poem explores both the physical and emotional realms of connection, presenting letters as more than mere words, but as carriers of deep affection.

Sensory Imagery: From the very first lines, Nagi immerses the reader in sensory experiences. The scent of the perfume from the letters establishes a strong emotional connection with the reader. The “fragrance” of the perfume is not just an external sense, but a vehicle for memory and affection. The sense of smell plays a key role in the poem, evoking nostalgia and longing. The description of “unlimited kisses so warm” conveys the intensity and warmth of the emotional bond. The use of tactile and visual imagery, such as “Touching every curve so beautiful” and “Penetrating into the depths of my skin,” brings the physicality of the poet’s sensations to the forefront, drawing attention to the eroticism and passion inherent in the act of reading these letters.

Metaphor and Symbolism: The letters in the poem are not just physical objects, but symbols of love, intimacy, and memory. They are described as “scented,” which can be understood as representing both the fragrance of affection and the sweetness of memories that linger. The “quill” that the poet refers to in the line “I love the touch of your quill so intoxicating” further elevates the act of writing to something more magical and seductive, elevating the process of writing and reading to an art of connection. The “ink” that the poet eagerly awaits serves as another powerful symbol of love, which “has travelled miles across.” The ink of the letter is not just a material but represents the persistence of love that transcends time and distance.

Themes of Love and Longing: At its core, SCENTED LETTERS is a poem about love, connection, and yearning. The poem emphasizes the emotional and psychological impact of love letters. The poet’s “blushing” as she reads the words “I love you” encapsulates the tender vulnerability of being in love, while the act of cherishing each word further emphasizes the importance of these letters in sustaining the emotional bond. The recurring imagery of “roses” and the “dried petals” found in the letters highlights the passage of time and the permanence of love’s memory, even as it fades or transforms. Through these metaphors, Nagi subtly explores how love remains etched in the heart long after the physical presence of the loved one is gone.

Nostalgia and the Absence of Letters: A particularly poignant theme in the poem is the sense of loss and nostalgia. The line, “For we live in the world where letters do not exist,” suggests a longing for a time when love could be more deeply expressed through written correspondence. This line speaks to the modern age, where communication is often reduced to fleeting digital messages that lack the intimacy and emotional depth of handwritten letters. The speaker’s longing for a time when letters were tangible expressions of love demonstrates a sense of mourning for a lost, more heartfelt form of communication.

Personal and Universal Appeal: While the poem conveys deeply personal emotions, its themes are universal. The reader can easily relate to the longing, the joy of receiving heartfelt letters, and the bittersweet nostalgia for a time when love letters were more common. The poet’s personal experience is universalized through the focus on sensory and emotional details that resonate with readers across cultures and times. The closing lines, in which the poet pledges to cherish the letters “till my last breath sealed with a cosy warm kiss,” reflects both the permanence of love and the desire to preserve precious memories.

Conclusion: SCENTED LETTERS is a lyrical, emotionally rich poem that beautifully explores the themes of love, intimacy, and nostalgia. Through vivid imagery and the use of sensory details, Parvinder Nagi highlights the deep emotional connection that letters, particularly love letters, can evoke. The poem also serves as a meditation on the changing nature of communication and the loss of a more intimate form of connection in modern times. Ultimately, the poem affirms the power of love to transcend time and space, leaving an indelible mark on the heart.

SCENTED LETTERS

I can still feel the fragrance
of your perfume
From all the letters you sent

Those scented letters bringing
Unlimited kisses so warm

Touching every curve so beautiful
Freaking the sensations mad

Ahh! how I love the touch of your
Quill so intoxicating

Electrifying my senses so deep
Penetrating into the depths of my skin

Revealing secret tales of love
Each letter carries the bond so strong

Sitting at the window sill
Waiting for the delivery
of your ink

I could not wait
To lay my hand on it
And go through the read so sweet

Whispering in silence
Reading your three letters,’ I love you ‘
to the winds caressing my tresses

Blushing I cherish each word of yours
Anchoring your dreams in portals of my eyes

Finding the dried petals of roses
From the pages of your notes

Drowning me in nostalgia
In the depths of my heart

Some dreams tucked away
That I could not express

I miss your golden letters
Touching the core of my heart

For we live in the world
Where letters do not exist

The ink of your love is worth preserving
For it has travelled miles across

I’ll cherish your letters till my last breath sealed with a cosy warm kiss!

Copyright: Parvinder Nagi

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Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica dettagliata della poesia “Cercami” di Domenica Alati – Italia

Foto cortesia di Domenica Alati -Italia e Kareem Abdullah -Iraq

Analisi critica della poesia “CERCAMI” di Domenica Alati . Italia.
By : Kareem Abdullah . Iraq .

La poesia CERCAMI di Domenica Alati è un viaggio profondo e suggestivo nell’anima e nella memoria. Con una scrittura che alterna delicatezza e intensità emotiva, la poetessa esplora temi universali come l’amore, la ricerca dell’identità e la transitorietà del tempo. La poesia si configura come una sorta di invito, un appello a cercare la poetessa stessa, ma al contempo ad esplorare le dimensioni più intime dell’esistenza.

Struttura e linguaggio
La poesia si sviluppa come una lunga invocazione, divisa in strofe che sembrano essere frammenti di pensieri e riflessioni che si intersecano e si moltiplicano. Il linguaggio è ricco di immagini sensoriali e simboliche che trasmettono una forte intensità emotiva. Le immagini di “terra” e “cielo”, di “sigillo d’amore” e “soffio d’aquile”, evocano una dimensione metafisica, suggerendo che la ricerca non è solo fisica, ma anche spirituale.

L’uso dei verbi imperativi (“Cercami”, “Rompi”, “Non parlare”) e l’invito costante a cercare e trovare la poetessa nei luoghi più nascosti, conferiscono un senso di urgenza e di intimità al testo. La poetessa non si offre direttamente, ma chiede di essere cercata nei luoghi più profondi e complessi dell’esistenza: nelle cose lasciate, nelle sue poesie, nei suoi dolori, nei suoi ricordi.

Il tema della ricerca
Il leitmotiv centrale della poesia è la ricerca, intesa come un processo interiore che va oltre l’apparenza. La poetessa invita l’altro a cercarla “dove non penserai mai di trovarmi”, suggerendo che la vera conoscenza di sé non è superficiale o immediata, ma si trova nei luoghi nascosti della propria esistenza. Qui, la poesia diventa un atto di introspezione, dove il lettore è spinto a cercare la poetessa non solo nel mondo esteriore, ma anche in un universo interiore fatto di esperienze, sogni e illusioni.

Le “cose lasciate” che “parlano di me” rimandano all’idea che la poetessa stessa non è mai veramente lontana; la sua essenza è incisa negli oggetti, nelle parole non dette, nei gesti del passato. La ricerca si svolge anche nelle “pagine” delle poesie, che sono anch’esse un luogo dove la poetessa si manifesta, in un continuo gioco tra presenza e assenza.

La dualità tra luce e oscurità
Un altro elemento fondamentale della poesia è la dualità tra luce e oscurità. La poetessa descrive la propria presenza in luoghi simbolici e contrastanti: “tra gli scogli”, dove le “acquemarine” si vestono di “antica luce”, ma anche “nell’oscurità”, dove le sue tracce si intrecciano con i “lunghi abbracci” della notte. Queste immagini suggeriscono un’esistenza che non è mai del tutto visibile, ma che si nasconde e si rivela in modo sfuggente. La poetessa è tanto luce quanto ombra, un’entità che non può essere definita né posseduta completamente.

L’immagine della luna che “accarezza il mare” è un altro simbolo di questa interconnessione tra luce e oscurità. La luna, pallida e distante, rappresenta la delicatezza e l’inaccessibilità, mentre il mare, in continuo movimento, simboleggia la vastità e la profondità dell’anima umana.

Il concetto di tempo
Il tema del tempo è trattato con grande intensità. La poetessa afferma che “il mio ieri non esiste”, sottolineando l’effimero della propria esistenza. La temporalità viene dissolta in un “attimo per l’eternità”, dove il passato non ha più valore, e l’unico tempo che conta è quello presente, fugace e irreversibile. Questo concetto di tempo sospeso e fluido rimanda a una visione della vita come un continuo divenire, dove l’essenza dell’individuo non è mai fissa, ma è in perenne trasformazione.

Conclusioni
In CERCAMI, Domenica Alati costruisce un’opera complessa e densa di significati, dove l’amore, la ricerca dell’identità e la riflessione sulla vita e sul tempo si intrecciano in un linguaggio evocativo e simbolico. La poetessa ci invita a guardare oltre la superficie, a cercarla nei luoghi più nascosti della nostra esistenza, nel nostro stesso dolore e nelle nostre esperienze. La poesia diventa così un atto di resistenza alla dimenticanza, un tentativo di fermare il tempo e di lasciare una traccia indelebile nell’anima di chi la legge.

CERCAMI

Non mi cercare
al confine tra la terra
e il cielo

rompi quel sigillo d’amore
che si rinchiude
tra i versi
dell’anima
che come soffio
d’aquile
rivelano sublime
contemplazione

Mi troverai tra le cose
che ho lasciato,
che parlano di me.

Tra le mie poesie
che sfogliano petali
di fiori sconosciuti.

Non parlare di me
al nulla
sarà il nulla a parlare
di me

delle mie beffarde illusioni
dei lamenti sconfinati
che piegano le pagine
di libri mai compiuti,

cercami laddove
non penserai
mai di trovarmi
nel tuo vagare
quando dietro ogni tuo
velo
scolpivo i passi
sulle tue orme,

cercami tra i tuoi dolori
mentre lenivo le tue
ferite

come balsamo d’amore
tra le pieghe della tua
essenza
che confusa
mi stupiva ogni
volta
che la sfioravo come la luna
pallida
accarezza il mare.

Cercami tra gli scogli
dove le acquemarine
si vestono
di antica luce,

sulle rocce dove i piedi
coprirono le mie nudità
cercami dove l’oscurità
ha lasciato i suoi lunghi
abbracci
come etèrea fanciulla
portata via
dalla ràpida di un fiume,

mi troverai nelle labbra
di una donna
che ti guarderà
con i miei occhi,

gli stessi occhi che hanno
sfogliato le pagine
della mia memoria,

non racconterò ciò
che ero ieri
ma ciò che tu vedrai

perché il mio ieri
non esiste

ho vissuto solo un giorno
è stato un attimo
un attimo
per l’eternità.

Domenica Alati

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Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi stilistica e letteraria  della poesia di Luisa Camere Quiroz -Perú

Foto cortesia di Luisa Camere Quiroz -Perú e Kareem Abdullah -Iraq


Analisi stilistica e letteraria della poesia “Mujer / Raza / Voz” di Luisa Cámere Quiroz.
By: kareem Abdullah – Iraq .

La poesia di Luisa Cámere Quiroz, “Mujer / Raza / Voz”, è un’opera profondamente significativa che esplora la figura femminile da diverse prospettive: la donna come creatrice, simbolo di forza, bellezza ancestrale e vitalità. L’autrice non solo celebra la femminilità, ma attribuisce anche alla donna un’importanza centrale nella costruzione dell’identità culturale, razziale e spirituale. Attraverso un’analisi stilistica e letteraria, è possibile identificare diversi punti salienti di questa opera.

1- Struttura e ripetizione
La struttura della poesia è caratterizzata da una ripetizione costante della parola “donna”, che agisce come un leitmotiv in tutto il poema. Questa ripetizione enfatizza la figura femminile come l’asse centrale dell’opera. Ogni apparizione della parola “Donna” introduce una nuova faccia della sua identità, creando un senso di accumulo e di celebrazione progressiva. L’autrice usa l’anfora in modo efficace per evidenziare la diversità e la complessità della donna, e anche per generare un ritmo ipnotico che rafforza il messaggio di esaltazione.

2-Immagini e metafore
Il poema è pieno di immagini potenti e metafore che danno alla donna una dimensione mitica e universale. Per esempio, la donna è descritta come una “creazione divina onnipotente di fine orafo” e uno “sguardo celeste”, il che suggerisce che la donna sia un’opera perfetta e trascendentale, creata da un essere superiore. Il riferimento alla “donna” come “tesoro in pelle” e “bellezza millenaria” rafforza l’idea del suo valore eterno e profondo. Inoltre, utilizza metafore naturali come “lume dei miei sentieri”, “genio delle querce sagge” e “vulcano nei miei fiumi d’argento”, che associano la donna con elementi della natura, come fuoco, saggezza, forza e movimento, stabilendo una connessione tra femminilità e natura primordiale.

L’immagine della donna come “sorgente di acque sottili” e “delirio ricamato” mette in evidenza la sua capacità di dare vita e di portare bellezza, mentre “elisir divino d’amore” esprime la funzione nutriente e curativa che ha la donna nella vita del parlante.

3-Identità razziale e culturale
La poesia affronta anche il concetto di razza, fondendo l’identità femminile con la diversità culturale ed etnica. La donna è rappresentata come una figura che abbraccia diverse razze, culture e tradizioni, come si esprime nelle righe: “inca/ andina / costiera/ montana/ nera/ amazzonica”. L’autrice fa un appello all’unità e all’integrazione delle razze multiple, dicendo: “le mille razze / siamo una sola”. Questo versetto sottolinea l’idea di un’identità mista e multiculturale, che non solo celebra la diversità, ma sostiene anche la fusione e l’unione di tutte le culture.

4- Il potere della voce femminile
La frase finale del poema, “Donna, bravata di battaglie impossibili / non stare zitta/ piuttosto urla!” , sottolinea l’importanza della voce femminile come strumento di resistenza e potere. La donna è chiamata ad alzare la sua voce in mezzo alle lotte e alle difficoltà, sfidando il silenzio imposto. Questa chiamata a gridare finché “le strade risuonino i tuoi echi di gloria” sottolinea la forza della donna come agente di cambiamento e trasformazione, i cui echi di lotta sono eterni e inarrestabili.

5- Il simbolismo di forza e resistenza
In tutto il poema, la donna si presenta come un essere forte, che attraversa strade spezzate e affronta battaglie impossibili. Diventa un simbolo di resistenza e superamento, come lo esprime “forza / vita che brucia gli albori delle mattine”. Questo simbolismo della donna come combattente e guerriera è molto presente nel poema, che rafforza l’immagine della donna non solo come musa di bellezza, ma anche come una figura potente in grado di resistere alle avversità.

6- Linguaggio poetico e musicalità
Il linguaggio usato da Cámere Quiroz è ricco, evocativo e pieno di musicalità. L’autrice gioca con le sonorità delle parole, creando una poesia che non solo si legge, ma si ascolta. La disposizione dei versi, le pause e le immagini evocano sensazioni ed emozioni profonde, e la struttura ripetitiva aiuta a creare un flusso costante di energia che mantiene il lettore immerso nell’universo della poesia.

Conclusione
In breve, “Donna / Razza / Voce” è una poesia vibrante che celebra la figura femminile in tutte le sue dimensioni: fisica, spirituale, culturale e sociale. Luisa Cámere Quiroz utilizza uno stile poetico pieno di immagini potenti, metafore naturali e un forte focus sull’identità razziale e culturale, evidenziando la resistenza e la lotta delle donne. Attraverso la ripetizione, il simbolismo e un linguaggio evocativo, la poetessa non solo rende omaggio alla donna, ma le attribuisce anche un ruolo centrale nella costruzione della memoria collettiva e nella trasformazione della società
Donna / Razza / Voce

Donna/ divina creazione onnipotente di fine orafo / sguardo celeste Donna/ tesoro in pelle / bellezza millenaria / trecce intrecciate Donna / lume dei miei sentieri/ genio delle querce sagge / rami sereni. Donna / che percorri strade spezzate / tue le fucine di tenerezza Donna / di libellule / lucciole /  lumino di Atene nella mia ignoranza
Donna / forza  / vita che brucia le albe delle mattine.   Donna / elisir divino d’amore / calma delle mie amarezze. Donna / che percorri le mie vene nelle mie serene notti
Donna / vulcano nei miei fiumi d’argento / delicati mantelli. Donna / sorgente d’acqua fine / delirio ricamato Donna / amalgama di legati soleggiati con sangue di dèi Donna / piena di furore / bravura di bellezza / bellezza Donna / simbolo di vita / di pace infinita / reggiseno/ quiete immersa

Donna/ inca/ andina/ costiera/ montagna/ nera/ amazzonica/ le mille razze/ siamo una Donna/ di razza unica che entra in qualsiasi corpo/ essenza Donna/ energia pura dell’impossibile / sinergia / empatia, in molteplici realtà. Donna, bravata di battaglie impossibili/ non stare zitta
/ piuttosto urla! , fino a che le strade risuonino i tuoi echi di gloria / il tuo sangue di vittoria

Luisa Cámere Quiroz.







Análisis estilístico y literario de la poesía “Mujer / Raza / Voz” de Luisa Cámere Quiroz.
By : kareem Abdullah – Iraq .

La poesía de Luisa Cámere Quiroz, “Mujer / Raza / Voz”, es una obra profundamente significativa que explora la figura femenina desde diversas perspectivas: la mujer como creadora, símbolo de fuerza, belleza ancestral y vitalidad. La autora no solo celebra la feminidad, sino que también otorga a la mujer una importancia central en la construcción de la identidad cultural, racial y espiritual. A través de un análisis estilístico y literario, se pueden identificar varios aspectos destacados de esta obra.

1- Estructura y repetición
La estructura de la poesía se caracteriza por una repetición constante de la palabra “Mujer”, que actúa como un leitmotiv a lo largo del poema. Esta repetición enfatiza la figura femenina como el eje central de la obra. Cada aparición de la palabra “Mujer” introduce una nueva faceta de su identidad, creando una sensación de acumulación y de celebración progresiva. La autora emplea la anáfora de manera efectiva para resaltar la diversidad y complejidad de la mujer, y también para generar un ritmo hipnótico que refuerza el mensaje de exaltación.

2-Imágenes y metáforas
El poema está lleno de imágenes potentes y metáforas que otorgan a la mujer una dimensión mítica y universal. Por ejemplo, la mujer es descrita como una “divina creación omnipotente de fino orfebre” y una “mirada celestial”, lo que sugiere que la mujer es una obra perfecta y trascendental, creada por un ser superior. La referencia a la “mujer” como “tesoro en piel” y “belleza milenaria” refuerza la idea de su valor eterno y profundo. Además, utiliza metáforas naturales como “lumbre de mis senderos”, “genio de robles sabios”, y “volcán en mis ríos plateados”, que asocian a la mujer con elementos de la naturaleza, como fuego, sabiduría, fuerza y movimiento, estableciendo una conexión entre la feminidad y la naturaleza primordial.

La imagen de la mujer como “manantial de aguas finas” y “delirios bordados” destaca su capacidad de dar vida y de aportar belleza, mientras que “elixir divino de amor” expresa la función nutritiva y sanadora que tiene la mujer en la vida del hablante.

3-Identidad racial y cultural
El poema también aborda el concepto de raza, fusionando la identidad femenina con la diversidad cultural y étnica. La mujer es representada como una figura que abarca diversas razas, culturas y tradiciones, como se expresa en las líneas: “inca / andina / costeña / serrana / negra / amazónica”. La autora hace un llamado a la unidad y a la integración de las múltiples razas, diciendo: “las mil razas / seamos una”. Este verso subraya la idea de una identidad mestiza y multicultural, que no solo celebra la diversidad, sino que también aboga por la fusión y la unión de todas las culturas.

4- El poder de la voz femenina
La frase final del poema, “Mujer, bravía de batallas imposibles / no te calles / más bien ¡grita!”, resalta la importancia de la voz femenina como instrumento de resistencia y poder. La mujer es llamada a alzar su voz en medio de las luchas y dificultades, desafiando el silencio impuesto. Este llamado a gritar hasta que “las calles resuenen tus ecos de gloria” subraya la fuerza de la mujer como agente de cambio y transformación, cuyos ecos de lucha son eternos e imparables.

5- El simbolismo de la fuerza y la resistencia
A lo largo del poema, la mujer se presenta como un ser fuerte, que atraviesa caminos rotos y enfrenta batallas imposibles. Se convierte en un símbolo de resistencia y superación, como lo expresa “fuerza / vida que quema los albores de las madrugadas”. Este simbolismo de la mujer como luchadora y guerrera está muy presente en el poema, lo que refuerza la imagen de la mujer no solo como musa de belleza, sino también como una figura poderosa capaz de resistir la adversidad.

6- Lenguaje poético y musicalidad
El lenguaje utilizado por Cámere Quiroz es rico, evocador y lleno de musicalidad. La autora juega con las sonoridades de las palabras, creando una poesía que no solo se lee, sino que se escucha. La disposición de los versos, las pausas y las imágenes evocan sensaciones y emociones profundas, y la estructura repetitiva ayuda a crear un flujo de energía constante que mantiene al lector inmerso en el universo de la poesía.

Conclusión
En resumen, “Mujer / Raza / Voz” es una poesía vibrante que celebra la figura femenina en todas sus dimensiones: física, espiritual, cultural y social. Luisa Cámere Quiroz emplea un estilo poético lleno de imágenes poderosas, metáforas naturales y un fuerte enfoque en la identidad racial y cultural, al tiempo que destaca la resistencia y la lucha de la mujer. A través de la repetición, el simbolismo y un lenguaje evocador, la poeta no solo rinde homenaje a la mujer, sino que también le otorga un papel central en la construcción de la memoria colectiva y en la transformación de la sociedad
Mujer / Raza / Voz

Mujer/ divina creación omnipotente de fino orfebre / mirada celestial
Mujer/ tesoro en piel / belleza milenaria / trenzas entrelazadas 
Mujer / lumbre de mis senderos/ genio de robles sabios / ramas serenas. 
Mujer / que surcas caminos rotos  / tus las forjas de ternura 
Mujer / de libélulas  / luciérnagas /  lumbrera de Atenas en mi ignorancia
Mujer / fuerza  / vida que quema los albores de las madrugadas. 
Mujer / divino elixir de amor / calma de mis amarguras. 
Mujer / que recorres mis venas en mis noches serenas 

Mujer / volcán en mis ríos plateados / delicados mantos.
Mujer / manantial de aguas finas / delirios bordados 
Mujer / amalgama de legados soleados con sangre de dioses 
Mujer / colmada de furor / bravura de belleza / hermosura 
Mujer / símbolo de vida / de paz infinita / regazo / de quietud inmersa 

Mujer / inca / andina / costeña/ serrana / negra / amazónica/ las mil razas / seamos una
Mujer / de raza única que entra en cualquier cuerpo / esencia
Mujer / energía pura de lo imposible / sinergia / empatía, en múltiples realidades. 
Mujer, bravía de batallas imposibles / no te calles
/ más bien ¡grita!, hasta que las calles resuenen tus ecos de gloria / tu sangre de victoria

Luisa Cámere Quiroz.


Leggi  altri articoli dell’autrice Elisa Mascia -Italia, grazie
https://alessandria.today/?s=Elisa+Mascia

Kareem Abdullah -Iraq scrive un’analisi poetica dettagliata alla poesia di Nguyễn Thị Thuỳ Linh – Vietnam

Foto cortesia di Nguyễn Thị Thuỳ Linh – Vietnam e Kareem Abdullah -Iraq

Lettura critica analitica di LITTLE LA LA di Nguyễn Thị Thuỳ Linh .
Di : Kareem Abdullah . Iraq .
Introduzione:

LITTLE LA LA della poetessa vietnamita Nguyễn Thị Thuỳ Linh è un’opera commovente e suggestiva che intreccia i temi della vita, della nascita, della natura e le connessioni mistiche tra di loro. Il poema è ricco di immagini e metafore sensoriali che sfumano la linea tra il fisico e lo spirituale, creando un’atmosfera al tempo stesso delicata e profonda. Attraverso l’immagine ricorrente di La La come una piccola farfalla, la poetessa cattura la fragile bellezza della vita e la natura ciclica dell’esistenza, mescolando temi personali e universali.

Immagini e simbolismo:

Uno dei motivi centrali della poesia è la farfalla, che simboleggia la trasformazione, la fragilità e l’innocenza dell’infanzia. La La, descritta come una “piccola farfalla”, rappresenta uno stato di purezza e nuovi inizi, in quanto le farfalle sono spesso associate alla nascita e alla metamorfosi. Questa immagine di La La come una farfalla serve anche come metafora per la natura fluida e fugace della vita stessa.

Il poema utilizza anche forti immagini della natura per trasmettere i suoi temi, come “il terreno è pieno di impronte di fiori” e “l’erba morbida piena di gocce di rugiada.” Queste immagini evocano un senso di freschezza e novità, suggerendo una connessione con la terra e un ciclo di vita che si rinnova costantemente. Il “dolce aroma tutto nell’aria” rafforza il tema della bellezza naturale e delle esperienze sensoriali che si intrecciano con le fasi della vita.

Vita, morte e maternità:

Il poema si muove attraverso una serie di stadi, iniziando con l’innocenza, rappresentata dalla trasformazione di La La in farfalla, e poi progredendo verso temi più profondi e complessi della vita e della morte. C’è un notevole cambiamento di tono come il poema progredisce, soprattutto quando la poetessa scrive: “I venti diventano anche così intestini” e “Lei è qui! La madre è qui…” La menzione degli intestini come metafora del vento potrebbe suggerire una connessione più profonda con i processi fisici e biologici della vita, forse facendo riferimento alla nascita, al ruolo della madre e alla connessione tra il corpo e il mondo naturale.

La presenza della madre è una forza costante nel poema, che simboleggia la cura, la protezione e la natura ciclica della vita. L’arrivo della madre è segnato da urgenza e tenerezza, indicato da “Lei è qui! La madre è qui…” Questa linea significa non solo l’arrivo letterale della madre, ma anche un più profondo arrivo emotivo o spirituale, come la maternità stessa è spesso vista come una forza trasformativa e di fondazione nel mondo naturale.

Misticismo e spiritualità:

Il poema è infuso con un senso di misticismo, in particolare nelle strofe successive. La descrizione della stanza che si restringe in un granchio, e la luna argentata bollente sulla tazza della medicina, crea un’atmosfera di surrealismo, mescolando il mondo fisico con quello mistico. L’immagine di “il feto suona come la maturazione del frutto” fonde l’idea di gravidanza, crescita e ciclo vitale con la maturazione del frutto, un processo naturale che significa maturazione e preparazione per una nuova fase della vita.


Inoltre, il vento “si radica lungo la parete e canta appassionatamente”, aggiungendo una qualità eterea al poema. Il vento qui è raffigurato come un’entità vivente, che canta con passione, che sottolinea la connessione mistica tra la natura e le forze della vita. Il “ritmo magico” e le stelle e foglie sovrapposte esaltano ulteriormente il senso di trascendenza, suggerendo che l’interconnessione della vita è oltre la comprensione umana, ma è sentita profondamente e intuitivamente.

Temi di collegamento e trasformazione:

Il poema esplora l’interconnessione della vita, come si vede in frasi come “gli intestini si connettono all’infinito” e “i cuori secchi cominciano a sciogliersi.” Queste linee indicano l’idea che tutta la vita è intrecciata in un ciclo continuo di nascita, crescita, decadimento e rinnovamento. La menzione delle “dita strette e strette” alla fine del poema suggerisce un momento di intima connessione, dove vita, amore ed esistenza si uniscono in un potente abbraccio emotivo. La tenuta delle dita potrebbe simboleggiare il legame tra madre e figlio, così come i legami universali che uniscono tutti gli esseri viventi.

Conclusione:

LITTLE LA LA di Nguyễn Thị Thuỳ Linh è una meditazione lirica sui cicli della vita, sul ruolo della maternità e sulle forze mistiche che legano tutte le cose viventi. Attraverso immagini vivide e simbolismi evocativi, la poetessa cattura la fragilità e la bellezza dell’esistenza, dalla nascita alla morte e tutto ciò che c’è in mezzo. Il poema suggerisce che la vita è una serie di momenti interconnessi, ciascuno fugace ma significativo, e che la natura stessa è sia una metafora e una guida per comprendere i misteri dell’esistenza umana. Con la sua miscela di immagini naturali e profondità spirituale, LITTLE LA LA offre una profonda riflessione sulla transitorietà della vita e sul potere duraturo dell’amore e della connessione.

LITTLE LA LA

La La diventa una piccola farfalla

Il terreno è pieno di impronte floreali

Il colostro infuso all’alba bianca

Dolce aroma tutto nell’aria

La La diventa una piccola farfalla

Abbraccia l’erba morbida piena di gocce disegnate

Gli uccelli che cantano sulla porta

In mezzo alle grida e alle risate


La La diventa una piccola farfalla

Nascondersi dopo l’ autunno

I venti diventano anche così intestini

Lei è qui! La madre è qui…

La stanza si restringe in un granchio

Le signore dai capelli argentati spingono in avanti

Il vecchio letto è tremante, anche la madre trema

La luna d’argento sta bollendo sulla tazza della medicina

Madre si appoggia sui dipinti colorati completamente

Il feto suona come maturazione del frutto

Il vento si radica lungo la parete e canta appassionatamente

Il ritmo magico si eleva, per un momento:

Le stelle si sovrappongono alle foglie

Il seno si allunga al cielo

Gli intestini si connettono all’infinito

I cuori secchi cominciano a sciogliersi

Le dita si tengono strette e strette…

Nguyễn Thị Thuỳ Linh – Vietnam .









Analytical Critical Reading of LITTLE LA LA by Nguyễn Thị Thuỳ Linh .
By : Kareem Abdullah . Iraq .
Introduction:

LITTLE LA LA by Vietnamese poet Nguyễn Thị Thuỳ Linh is a poignant and evocative work that weaves together themes of life, birth, nature, and the mystical connections between them. The poem is full of rich, sensory images and metaphors that blur the line between the physical and the spiritual, creating an atmosphere that is both delicate and profound. Through the recurring image of La La as a small butterfly, the poet captures the fragile beauty of life and the cyclical nature of existence, blending personal and universal themes.

Imagery and Symbolism:

One of the central motifs of the poem is the butterfly, symbolizing transformation, fragility, and the innocence of childhood. La La, described as a “small butterfly,” represents a state of purity and new beginnings, as butterflies are often associated with birth and metamorphosis. This image of La La as a butterfly also serves as a metaphor for the fluid and fleeting nature of life itself.

The poem also uses strong nature imagery to convey its themes, such as “the ground is full of flower footprints” and “the soft grass full of dew drops.” These images evoke a sense of freshness and newness, suggesting a connection to the earth and a cycle of life that is constantly being renewed. The “sweet aroma all in the air” reinforces the theme of natural beauty and the sensory experiences that are intertwined with the stages of life.

Life, Death, and Motherhood:

The poem moves through a series of stages, beginning with innocence, represented by La La’s transformation into a butterfly, and then progressing into deeper, more complex themes of life and death. There is a noticeable shift in tone as the poem progresses, especially when the poet writes, “The winds also become so intestines” and “She’s here! Mother is here…” The mention of the intestines as a metaphor for the wind could suggest a deeper connection to the physical and biological processes of life, perhaps referencing birth, the mother’s role, and the connection between the body and the natural world.

The presence of the mother is a constant force in the poem, symbolizing care, protection, and the cyclical nature of life. The mother’s arrival is marked with urgency and tenderness, indicated by “She’s here! Mother is here…” This line signifies not only the literal arrival of the mother but also a deeper emotional or spiritual arrival, as motherhood itself is often seen as a transformative and grounding force in the natural world.

Mysticism and Spirituality:

The poem is infused with a sense of mysticism, particularly in the later stanzas. The description of the room shrinking into a crab, and the silver moon boiling on the medicine cup, creates an atmosphere of surrealism, blending the physical world with the mystical. The image of “the fetus sounds like fruit ripening” merges the idea of pregnancy, growth, and the life cycle with the ripening of fruit, a natural process that signifies maturation and preparation for a new phase of life.

Additionally, the wind “roots along the wall and passionately sings,” adding an ethereal quality to the poem. The wind here is portrayed as a living entity, singing with passion, which underscores the mystical connection between nature and the forces of life. The “magical rhythm” and the overlapping stars and leaves further enhance the sense of transcendence, suggesting that life’s interconnectedness is beyond human understanding, yet it is felt deeply and intuitively.

Themes of Connection and Transformation:

The poem explores the interconnectedness of life, as seen in phrases like “the intestines get connected endlessly” and “dry hearts begin to melt.” These lines point to the idea that all life is intertwined in a continuous cycle of birth, growth, decay, and renewal. The mention of the “fingers hold tight and closely” at the end of the poem suggests a moment of intimate connection, where life, love, and existence come together in a powerful, emotional embrace. The holding of fingers could symbolize the bond between mother and child, as well as the universal bonds that unite all living things.

Conclusion:

LITTLE LA LA by Nguyễn Thị Thuỳ Linh is a lyrical meditation on the cycles of life, the role of motherhood, and the mystical forces that bind all living things. Through vivid imagery and evocative symbolism, the poet captures the fragility and beauty of existence, from birth to death and everything in between. The poem suggests that life is a series of interconnected moments, each one fleeting but significant, and that nature itself is both a metaphor and a guide to understanding the mysteries of human existence. With its blend of natural imagery and spiritual depth, LITTLE LA LA offers a profound reflection on life’s transience and the enduring power of love and connection.

LITTLE LA LA

La La becomes a small butterfly

The ground is full of flower footprint

The colostrum infused in white dawn

Sweet aroma all in the air



La La becomes a small butterfly

Hug the soft grass full of drew drops

The birds singing in the doorway

In the middle of the cry and laughter



La La becomes a small butterfly

Hiding after autumn fall

The winds also become so intestines

She’s here! Mother is here…



The room shrinks into a crab

Silver-haired ladies push forward

The old bed gets fluttered, the mother trembles also

The silver moon is boiling on the medicine cup



Mother leans on the paintings colored fully

The fetus sounds like fruit ripening

The wind roots along the wall and passionately sings

Magical rhythm rises, for a moment:

The stars overlap the leaves

Breasts stretch out into the sky

The intestines get connected endlessly

Dry hearts begin to melt

The fingers hold tight and closely…

Nguyễn Thị Thuỳ Linh – Vietnam .


https://alessandria.today/2025/03/14/il-critico-letterario-prof-kareem-abdullah-scrive-lanalisi-dettagliata-della-poesia-little-la-la-di-nguyen-thi-thuy-linh-pubblicazione-di-elisa-mascia-italia/

ADDHEMAR SIERRALTA NÚÑEZ (Bellavista, Callao), Perù ospite dell’intervista di Pietro La Barbera ed Elisa Mascia nel programma: “Alla ricerca della vera bellezza” con la partecipazione di Carmen Flores – Perù

Foto cortesia dello screenshot con Pietro La Barbera, Elisa Mascia, Carmen Flores e Addhemar Sierralta


ADDHEMAR SIERRALTA NÚÑEZ (Bellavista, Callao, Perù, 1943) Poeta, narratore, saggista e giornalista.  È inoltre un ingegnere chimico, ha conseguito un master post-laurea in amministrazione, è professore universitario, relatore internazionale e consulente aziendale.  Ha visitato diversi Paesi sia per attività letterarie che commerciali.  Ha scritto in vari stili: poesie, romanzi, narrativa (storie), libri storici, saggi e dirige un settimanale digitale di notizie internazionali e collaborazioni letterarie.  Tiene un programma radiofonico settimanale con commenti sugli eventi mondiali di attualità.  Ha pubblicato più di 20 libri in Perù e all’estero e ha partecipato a decine di antologie internazionali.  Nel 2024 ha pubblicato “Para ellas…con amor”, un libro di poesie per giovani donne e “Mis animalitos…mis amores ciertoes”, un racconto sugli animali domestici con disegni da colorare.  Ha ricevuto premi giornalistici e riconoscimenti letterari.

Domande Intervista
1-È meglio chiedere e vergognarsi per un minuto o non chiedere e pentirsi per tutta la vita?

In questo caso vale la pena chiedere, in quel momento, perché si elimina una carica negativa per tutta la vita. Conoscere qualcosa, nonostante la vergogna probabile, è quindi meglio.

2- Una lotta deve essere combattuta più per vincere o per convincere?

Se la lite è verbale, il modo migliore per vincere è evitare di perdere la comunicazione positiva con l’avversario e mantenere la fiducia tra i due. Riusciremo a convincere solo se mostriamo i benefici del nostro punto di vista e sarà una situazione vantaggiosa per tutti.

3- Dobbiamo governare la mente o la mente deve governarci?

La mente è come un computer, con file di informazioni, in grado di essere usati per prendere decisioni… ma non si tratta di governarci, ma di usare la mente per questo.

4- Per attaccare meglio bisogna difendere bene o per difendere meglio bisogna attaccare bene?

Quello che bisogna fare è evitare il bisogno di attaccare e di essere attaccati. Questo si ottiene se le nostre azioni sono sempre orientate a ottenere -con amore per i nostri simili, parole e risultati adeguati- una convivenza rispettosa, calda e in pace.

5- È più importante sapere di più e capire meno o è più importante capire di più e sapere di meno?

Tra il sapere e la comprensione, il reale si dà in questo modo: è meglio capire e anche se arriviamo a conoscere di più dobbiamo imparare che l’intesa è sempre positiva perché sapendo di più possiamo, senza offendere, comprendere ed aiutare chi ha più bisogno di noi. Bisogna lasciarsi alle spalle l’orgoglio.

6- Non sbagli mai quando fai la cosa giusta o sbagli sempre quando fai la cosa sbagliata?

Nessuno è perfetto, solo Dio. Facendo la cosa giusta ci sono volte in cui puoi sbagliare e anche fare la cosa sbagliata puoi avere ragione.
Il semplice esempio è quando guidando un’automobile in modo sicuro e regolamentare si può avere un incidente e trasgredendo le regole di guida si può evitare lo stesso incidente. Mi è successo una volta che una persona non mi ha visto e ha iniziato a attraversare la pista e l’unico modo per evitarlo era accelerare per superarlo.

7- La paura di perdere è sempre più forte o il desiderio di vincere è sempre più forte?

La mia esperienza di vita era orientata ad eliminare le paure perché sapevo che ci sarebbero stati momenti negativi e dovevano servirmi da esperienza per essere positivi e superarli. Il desiderio di vincere è stato orientato a crescere e fare le cose bene, che per ragionamento logico mi ha aperto le porte per ottenere risultati.

8- È sempre più difficile capire chi siamo o è sempre più difficile essere chi vorremmo essere?

Per rispondere a questa domanda andrò a gestire questo concetto: mi ha facilitato raggiungere uno stato di felicità quando sapevo che se fossi una persona che poteva dare a quelli che mi circondano quello che si aspettavano da me stavo già arrivando ad essere chi mi piaceva essere. Stranamente non c’era nessuna difficoltà in entrambi i casi.

Dedicato alla moglie del Direttore del Collegio Italiano Antonio Raimondi, in Perù, dove lei ci preparava il pranzo quando studiava nel 1956.

LA MAMMA

“Gnocchi” al vino Chianti
“Signora” Capasso “buona signora”
con il miglior condimento italiano
Quanto amore in casa
all’ora di pranzo
La moglie del “Presidente”
nel quarto collegio
La “mamma” di Claudio e Romano
Ha cercato con tutte le sue forze di dare “amore”
la guerra è alle nostre spalle
Le camicie nere di Mussolini
Quanto gli mancava la sua campagna
quei mandolini e quelle canzoni
ma nelle loro storie “lontane”
ci ha raccontato di Garibaldi
del conte di Cavour
di Romolo e Remo
dal circo romano
e il Vaticano
quando “dopo tanti anni”
guardando “allora” i balconi solitari
da quella sala da pranzo di una volta
una lacrima mi scende
con il ricordo dell’inno di Mamelli
“Fratelli d’Italia”…
che non tornerà mai più
“Addio amici”
“Addio, brava mamma” …

2. Poesia romantica di una dichiarazione d’amore…

NON SO SE DOVREI…

Non so se scriverti…
Non so se capisco il tuo dolore
nemmeno se pianti le tue radici congelate
Inseguendo frutti senza fiori
o nascondi i tuoi scintillii
dopo le notti senza mattina.

Non so se dovrei guardarti…
mentre lo scintillio emana dai tuoi occhi
con i colori dell’oblio dell’amore
e riflettono i loro fuochi dormienti
in quest’alba senza dolore
tutto ciò che si aspettano per oggi.

Non so se dovrei amarti…
ma ci sono ragioni e sole
tenerezza liberata e ideale
e una strada eterna molto vicina
che attende entrambi.

Non so se dirtelo…
Non lo so… ma ti amo.

3. Poesia dedicata alla Vergine di Guadalupe…

SIGNORA MORA

Forse esisti negli spazi
nella mente delle storie
nello spirito del popolo
e nel cuore di rame
della signora dei nopales…

Le stelle si radunano ancora
come fossero belle corone
che portano alle preghiere
santi che piangono silenziosamente
alla ricerca di essenze celestiali…

C’è il sorriso indigeno
di Diego che oggi lo negano
dolorosa anima americana
che vive nei secoli
nella speranza dei dolori
e nel pianto che ripara
Alla mia oscura e buona Signora
la bella Vergine di Guadalupe…

Poesia riflessiva che riflette sull’umanità…

DOLORE

Mi fanno male le ossa
mi fanno male e sento freddo.
Mi fanno male gli occhi miei
mi hanno ferito in modo netto e diretto.
I miei passi mi fanno male
mi fanno male perché riecheggiano.
Mi fanno male le mie mani
Mi fanno male perché non guidano.
Le mie voci mi fanno male
mi fanno male senza sinfonia.
Le mie azioni mi feriscono, mi feriscono
perché le guardano
e muoiono, muoiono

Hola Hola gente maravillosa!!  ¡¡Feliz domingo!!
Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos.
Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida.
Junto a Pietro La Barbera continuamos  nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza” conociendo el alma especial de Addhemar Sierralta Nunez
presentado de nuestra amiga poetisa gestore cultural de Perù Carmen Flores a quien agradezco su disponibilidad y colaboración para presentarnos a personas especiales, hoy presenta

ADDHEMAR SIERRALTA NÚÑEZ (Bellavista, Callao, Perú, 1943) Poeta, narrador, ensayista y periodista. Es también Ingeniero Químico, siguió Post Grado de Maestría en Administración, catedrático universitario, expositor internacional y asesor y consultor de empresas. Tanto en actividades literarias y empresariales ha visitado diversos países. Ha escrito en diversos estilos : poesía, novela, narrativa (cuentos), libros históricos, ensayos y dirige un semanario digital de noticias internacionales y colaboraciones literarias. Tiene un programa semanal de radio con comentarios de actualidad mundial. Ha publicado más de 20 libros en el Perú y en el extranjero y participado en decenas de antologías internacionales. El 2024 publicó “Para ellas…con amor”, libro de poemas para mujeres jóvenes y “Mis animalitos…mis amores ciertos” historia de mascotas con dibujos para colorear. Fue distinguido con premios periodísticos y reconocimientos literarios.

ENTREVISTA
1-¿Es mejor preguntar y avergonzarse por un minuto o no preguntar y arrepentirse toda la vida?
En este caso vale preguntar, en ese instante, ya que eliminamos una carga negativa de por vida. El conocer algo -pese a la vergüenza probable- es por lo tanto mejor.
2- ¿Una pelea debe pelearse más para ganar o para convencer?
Si la pelea, se supone que es verbal, la mejor forma de ganar es evitar perder la comunicación positiva con el contrincante y mantener la confianza entre ambos. Solamente lograremos convencer si mostramos los beneficios de nuestro punto de vista y será un ganar-ganar para todos.

3- ¿Debemos gobernar la mente o la mente debe gobernarnos a nosotros?
La mente es como una computadora, con archivos de información, capaces de usarse para tomar decisiones…pero no se trata de gobernarnos sino utilizar la mente para ello.

4- Para atacar mejor hay que defender bien o para defender mejor hay que atacar bien?
Lo que hay que procurar es evitar la necesidad de atacar y de ser atacado. Y eso se logra si nuestras acciones están orientadas siempre a conseguir -con amor a nuestros semejantes, palabras y logros adecuados- una convivencia respetuosa, cálida y en paz.

5- ¿Es más importante saber más y entender menos o es más importante entender más y saber menos?
Entre el saber y el entender lo real se da de esta manera: es mejor entender y aunque lleguemos a saber más debemos aprender que el entendimiento siempre es positivo ya que sabiendo más podemos, sin ofender, comprender  y ayudar a quien más nos necesita. Hay que dejar atrás el orgullo.
6- ¿Nunca te equivocas cuando haces lo correcto o siempre te equivocas cuando haces lo incorrecto?
Nadie es perfecto, solamente Dios. Haciendo lo correcto hay veces que puedes errar y también haciendo lo incorrecto puedes acertar. El ejemplo sencillo es cuando al manejar un automóvil de forma segura y reglamentariamente puedes tener un accidente y que al transgredir las normas de manejo puedes evitar ese mismo accidente. Me ocurrió una vez cuando una persona no me vio y empezó a atravesar la pista y la única forma de evitarlo fue acelerando para ganarle el paso.
7- ¿Es cada vez más fuerte el miedo a perder o es cada vez más fuerte el deseo de ganar?
Mi experiencia de vida estuvo orientada a eliminar los miedos porque sabía que habría momentos negativos y debían servirme de experiencia para ser positivo y superarlos. El deseo de ganar se fue orientando para crecer y hacer las cosas bien, que por razonamiento lógico me abrió las puertas para obtener logros.
8- ¿Es cada vez más difícil entender quiénes somos o cada vez es más difícil ser quienes nos gustaría ser?
Para responder esta pregunta me iré a manejar este concepto: me facilitó alcanzar un estado de felicidad cuando supe que si yo sería una persona que podría dar a los que rodeaban lo que esperaban de mi estaba ya llegando a ser quien me gustaba ser. Curiosamente no hubo dificultad en ambos casos.

Envío cuatro (4) poemas para que selecciones tres (3):

Dedicado a la esposa del Director del Colegio Italiano Antonio Raimondi, en Perú, donde ella nos preparaba el almuerzo cuando estudiaba en 1956.

LA MAMMA

“I gnocchi” con el vino Chianti
la “signora” Capasso “donna buona”
con la mejor sazón italiana
cuanto cariño de casa
a la hora del almuerzo
la esposa del “Preside”
en el cuartointernado
la “mamma” de Claudio y Romano
se esmeraba en dar “amore”
atrás quedó la guerra
las camisas  negras de Mussolini
cuanto extrañaba su campiña
aquellas mandolinas y cantos
pero en sus historias “lontanas”
nos habló de Garibaldi
del Conde Cavour
de Rómulo y Remo
del circo romano
y del Vaticano
cuando “doppo tanti anni”
al mirar “allora” los solitarios balcones
de aquel comedor de antaño
una lágrima aflora en mi
con el recuerdo del himno de Mamelli
“Fratelli d’ Italia “…
que jamás volverán
“adio amici”
“adio mamma buona” …

2.Poema romántico de una declaración de amor…

NO SE SI DEBO …

No se si debo escribirte …
no se si tu dolor lo entienda
ni si siembras tuis raíces heladas
persiguiendo frutos sin flores
o escondas tus destellos
tras las noches sin mañanas.

No se si debo mirarte …
mientras corren brillos en tus ojos
con colores del olvido del amor
y reflejan sus fuegos dormidos
en este amanecer sin dolor
todo lo que esperan para hoy.

No se si debo quererte …
pero hay razones y sol
ternuras liberadas e ideal
y un camino eterno muy cerca
que nos espera a los dos.

No se si debo decirte …
no se … pero te amo.

3.Poesía dedicada a la Virgen de Guadalupe…

SEÑORA MORENA

Tal vez existes en los espacios
en las mentes de las historias
en el espíritu del pueblo
y en el corazón cobrizo
de la señora de los nopales …

Aún se juntan las estrellas
como haciendo coronas bellas
que conducen a plegarias
silenciosas llorosas santas
buscando esencias celestes …

Allí está la sonrisa indígena
del Diego que hoy lo niegan
alma dolorosa americana
que vive en los siglos
en las esperanzas las penas
y en el llanto que cobija
a mi señora morena y buena
la hermosa virgen guadalupana …

Poema reflexivo pensando en la humanidad…

DOLOR

Me duelen los huesos míos
me duelen y siento frío.
Me duelen los ojos míos
me duelen de negro y blanco.
Me duelen los pasos míos
me duelen porque retumban.
Me duelen las manos mías
me duelen porque no guían.
Me duelen las voces mías
me duelen sin sinfonía.
Me duelen mis hechos duelen
porque los miran
y mueren, mueren.


Una poesia di Danijela Cuk, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Foto cortesia di Danijela Cuk

FIUME NEL CUORE

Nel mio cuore c’è una bellissima città che scorre,
quella città si chiama Rijeka,
nel cuore di chi lo visita,
vengono create nuove storie speciali.

Le persone che ci vivono,
portate il cuore e l’anima al cielo,
sono lì quando gli altri,
ho davvero bisogno di aiuto.

Separerà da sé il suo piccolo,
piccole persone comuni ma quelle che si preoccupano,
sono responsabili della nostra Rijeka speciale,
vive nel cuore di ogni essere umano.

È vero, non è perfetta come nessuno di noi lo è,
ma nasconde dentro di sé la sua bellezza,
la città che scorre porta l’amore, sappi
guarda un po’ più da vicino e ne conoscerai lo splendore.

Danijela Ćuk

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Una poesia di Danijela Cuk, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Una poesia di Kareem Abdullah recensita da Elisa Mascia

Foto cortesia di Elisa Mascia -Italia e Kareem Abdullah – Iraq

Recensione a cura di Elisa Mascia -Italia, della poesia: ” Un altro anno di attesa” scritta dal poeta Kareem Abdullah – Iraq

Il carico delle energie negative causano un crollo per la realizzazione dei progetti di vita che vengono schiacciati durante la lunga attesa che diviene un peso oneroso insostenibile da parte del poeta Abdullah, ha un effetto estenuante l’attesa come accade in qualsiasi persona al mondo quando, pur possedendo una buona dose di pazienza, non può gestire le cause esterne.
Il poeta riesce con i suoi versi a personificare la tristezza derivante da quello stato di fatto al punto che immagina che venga trasportata sulle navi pronte a togliere gli ormeggi e iniziare la partenza.
Esprime il senso di impotenza dinanzi agli scenari di combattimento della guerra dove già “sulle rive ci sono sospiri che sopprimono il concepimento della paura” poiché nonostante tutto è necessario reagire dalle grida di dolore della schiacciante sconfitta.

Tra la descrizione di scene di guerra si evince il palpitare del cuore per il sogno di una passione che forte s’imprime tra le parole e il sentimento, le illusioni e la melodia  che risuona come fossero note inserite tra le linee del pentagramma lì imprigionata può ammirare che ” tu nuoti nuda, fritta ( è la polvere azzurra di una mescolanza per dipingere ceramiche), ferita dalle lance dell’insonnia” sull’uscio della contemplazione.

Il poeta Abdullah lancia un invito all’amata di vegliare durante il suo sonno per non soccombere nella solitudine del sogno è un sentito richiamo all’attenzione e cura che sono le fondamenta essenziali prima che tutto si dilegui in lontananza dal suo sguardo.
Continua con l’intrecciarsi di memorie di giorni bui intrisi da sconfitte e l’incognita oscurità del potere e l’accentuazione della passione che sfocia nell’oceano della chiusa della poesia: “Un’altro anno di attesa ” lascia viva la speranza dell’ affacciarsi all’ alba di un nuovo giorno simbolo di iniziare anche un percorso di vita con fede sperando che si realizzino con passione e amore con l’ auspicio di: “un fresco bacio”.

Un altro anno di attesa

Riparo il crollo dei miei programmi sotto il peso della difficile attesa.
Le navi della  mia tristezza salpano a loro piacimento.
Non arrivano alle grida  dei dolori della sconfitta.
Sono trasportate dalle lingue dell’ audace desiderio.
Sulle rive ci sono sospiri che sopprimono il concepimento della paura.
Ho navigato per ore pesanti, ho sentito i minuti di perdita per coloro che gemono e gridano aiuto,
e il sibilo della sconfitta. 
Il mio sogno innocente mi spaventa
Tu nuoti nuda, fritta ( polvere azzurra), ferita dalle lance dell’insonnia
In essa imprigioni le melodie della tua luce giovanile di cristallo
bussando alle porte della contemplazione
I rami delle sorgenti  del desiderio diffondono su di essi incantesimi luminosi dell’amore
Abbi cura della mia solitudine ogni volta che il sonno mi coglie
i piaceri si dileguano dagli occhi
Indossi una veste d’orgoglio che
inumidisce l’alienazione delle finestre dei germogli del desiderio…
Considera quanto tempo hanno sprecato gli anni di guerra feroce
Da noi bruciati i campi della speranza Seminate miseria nelle lontananze dell’incontro atteso
Schiacciate dalle sue palme i fiori
Lasciate le ceneri ad allinearsi sui ricordi
Così ti precipiti a rifugiarti
avvolgendo ciò che è rimasto del sogno
Tra le rovine passi i tuoi respiri che gocciolano sotto la mia camicia
Lotti contro il potere dell’oscurità
Così  l’alba timida splende sulla soglia di un fresco bacio!
Karim Abdullah
Traduzione poetica a cura di Elisa Mascia -Italia

Breve biografia di Kareem Abdullah

Kareem Abdullah è un poeta e scrittore iracheno. È nato a Baghdad nel 1962. Kareen Abdullah è l’autore di “Baghdad in Her New dress” (Book House 2015). Il suo nome è apparso in molte importanti riviste letterarie arabe e ha vinto il premio di poesia in prosa Tajdeed nel 2016. Kareem ha pubblicato otto raccolte di poesie in arabo e le sue poesie sono state tradotte in molte lingue.

Breve biografia: Elisa Mascia
Nata a Santa Croce di Magliano (CB) – Italia. Poetessa e scrittrice,
Conduttrice radiofonica, declamatrice di poesie bilingue in lingua italiana e spagnolo. Fotografa, Critica, Conferenziera e Recensionista. Lettrice di libri e donatrice di voce. Membro fondatore e Registrata in WikiPoesia e in Movimiento Poetas del Mundo. Autrice nel quotidiano Alessandria today Magazine con circa 2000 articoli, blogger di nonsoloarteepoesiablog Magiche Emozioni dell’anima
Divulgatrice dell’arte, della cultura poetica e letteraria nel mondo. Ha pubblicato 14 collezioni Poetiche e alcuni bilingue. Presente in WikiPoesia e Wikitia, in numerose Antologie mondiali.

عامٌ آخرَ مِنَ الانتظار
أرممُ انهيار جداولي تحتَ وطأةِ الانتظار العسير تجري بما تشاءُ مراكب حزني لا تفقهُ زفرات مواجع الانكسار تطوّحها ألسنةُ الرغبةِ الجموح وعلى الضفافِ آهاتٌ تكتمُ تناسلَ الخوف أشرعتها  ساعاتٌ ثقيلة ٌ تلهجُ  تستغيث  تسمعُ دقّاتَ الخسارات وهسهسة الانكسار . يخيفني حلمي البريء تسبحينَ عاريةً  مُقَلي تجرّحها رماحُ السهرِ فيهِ تحبسينَ أنغامَ بلّوركِ الفتيَّ يطرقُ ابوابَ التأملَ يُثقلُ أغصانَ نوافير الاشتهاء عليها تنشرينَ تعاويذَ العشقِ المضيئةِ تحنّط ُ وحدتي  كلّما داهمني الوسن يختلسُ اللذّات من العيونِ  تُلبسكِ رداءَ الكبرياء  يخضّلُ غربةَ نوافذ براعم الحنين … تأملي كمْ مِنَ الوقتِ ضيّعتْ منّا  سنواتُ الحربِ الضروس تحرقُ حقولَ الأمل تزرعُ الشقاءَ في مسافاتِ اللقاء المنتظر تسحقُ مصفّحاتها الزهورَ تتركُ الرمادَ يتنضدُ فوقَ الذكرياتِ  فـ تسارعينَ  تلوذينَ  تلفلفينَ  ما بقيَ مِنَ الحلمِ بينَ الأنقاضِ تمرّرينَ أنفاسكِ تترقرقُ  تحتَ قميصي  تكافحينَ سطوةَ الظلام  فــ يلمعُ الفجرَ الخجول على أعتابِ قُبلةٍ طازجة !
كريم عبدالله

Kareem Abdullah -Iraq scrive un’analisi poetica dettagliata alla poesia: “Il divino patto d’amore” di Frieda Norma Dela Cruz – Filippine.

Foto cortesia di Frieda Norma Dela Cruz – Filippine e Kareem Abdullah – Iraq

Il Divino Patto d’Amore: Devozione e Santità nelle Relazioni Umane”
Una lettura analitica critica di “Il sacro patto dell’amore” del Dr. Frieda Norma Dela Cruz – Filippine.
Di : Kareem Abdullah – Iraq .

Titolo: “L’alleanza divina d’amore: devozione e santità nelle relazioni umane”

Il poema della Dr. Frieda Norma Dela Cruz “La sacra alleanza dell’amore” esplora il concetto di amore incondizionato, intrecciando temi di devozione spirituale, purezza e connessione divina. Il poema presenta una visione idealizzata dell’amore che è trascendente, eterno e profondamente ancorato nella fede e nella comprensione. Attraverso questo, Dela Cruz sottolinea la natura sacra dell’amore, non solo come un sentimento personale ma come un patto divino che riflette verità superiori.

Le prime righe, “Amare qualcuno incondizionatamente, una devozione all’amore, un amore di affetto profondo, senza limiti, scuote la mia anima sopra,” impostare il tono per la poesia, dove l’amore non è legato da terreno alla relazione. Questo amore non è guidato da bisogni personali o da una passione fugace, ma si fonda sul rispetto reciproco e sulla realizzazione spirituale. La forza di questo amore, secondo il poeta, sta nella sua accettazione sia del bene che degli aspetti superiori dell’altro, segnalando una comprensione profonda che trascende il giudizio o l’aspettativa.

Il tema dell’amore divino è più importante nelle righe: “L’amore è divino, onorando la legge dell’amore, per sempre forte, Un legame che non vacilla mai, dove la comprensione appartiene.” Qui, l’amore non è solo un’emozione ma un principio divino, guidato da una legge superiore che favorisce la comprensione e la compassione. L’uso del termine “per sempre forte” trasmette la permanenza e la natura incrollabile di questo legame, in contrasto con la fragilità delle relazioni umane che possono vacillare a causa di incomprensioni o egoismo.

Dela Cruz porta anche l’idea di realizzazione spirituale attraverso l’amore. La frase “La beatitudine celeste scorre nel nostro amore, non il pungiglione del desiderio”, suggerisce che il vero amore, quando fondato su un legame sacro, è libero dal dolore o dal vuoto spesso associato ai desideri transitori. La connessione tra gli amanti crea un paradiso, uno spazio di beatitudine e contentezza, che simboleggia una forma rara e idealizzata di amore che è emotivamente appagante e spiritualmente edificante.

Nella stanza, “La contentezza tesse il nostro filo, un legame felice e sacro, un impulso coeso che ci lega, rompendo ogni menzogna mondana,” Dela Cruz dipinge un quadro dell’amore come un legame forte e infrangibile che lega gli individui. Questo “legame sacro” non è basato su desideri mondani o connessioni superficiali, ma è radicato in una comprensione superiore, quasi divina. La nozione di rompere “ogni menzogna mondana” suggerisce che questo amore è in netto contrasto con le idee sbagliate della società sull’amore, spesso guidate dal materialismo o dall’ego.

Inoltre, il poeta lega l’amore ad un più alto scopo divino nelle righe, “Un amore che si concentra sul disegno naturale di Dio, dove trovo la sua presenza, Il più grande rapporto esplorato, dove verità e onestà legano.” Questo rafforza l’idea che il vero amore non riguarda solo la connessione umana ma anche l’allineamento con la volontà divina di Dio, riconoscendo la Sua presenza nella relazione. L’amore qui non è solo spirituale ma anche radicato nella verità e nell’onestà, promuovendo l’aspetto sacro del patto.

Nelle righe finali, “La nostra devozione all’amore, lasciando che Dio indichi la via, le nostre preghiere a Lui, questo nostro amore non andrà mai fuori strada. L’amore nel mio cuore, per sempre tu, Io obbedisco e ondeggio, il mio corpo, la mente e l’anima seguiranno fedelmente la tua strada”, la poetessa sottolinea la resa del sé al divino e all’amante. L’obbedienza dell’amante non è ai desideri terreni, ma alla via divina, che suggerisce che questo amore trascende ogni guadagno personale, diventando una chiamata superiore per entrambi gli individui.

In conclusione, Il Sacro Patto d’Amore della Dr. Frieda Norma Dela Cruz è un’esplorazione poetica dell’amore come legame divino ed eterno. Attraverso temi di devozione spirituale, purezza e comprensione reciproca, il poema presenta una visione idealizzata e trascendente dell’amore, che si concentra non solo sulla connessione umana ma anche sull’allineamento divino e sulla verità. Ricorda al lettore che l’amore, quando è radicato in ideali superiori, diventa una forza potente che trascende la natura fugace degli attaccamenti mondani, creando un legame sacro ed eterno tra due anime.


Il sacro patto dell’amore
Amare qualcuno incondizionatamente, una devozione all’amore,
Un amore di affetto profondo, sconfinato, eccita la mia anima.
Il mio amore è puro, onesto e libero da ogni desiderio,
La sua forza sta nell’accettare tutto, sia il bene che l’alto.
L’amore è divino, onorando la legge dell’amore, per sempre forte,
Un legame che non vacilla mai, dove la comprensione appartiene.
La beatitudine celeste scorre nel nostro amore, non il pungiglione del desiderio appassionato,
La nostra profonda connessione costruisce un paradiso, una cosa così rara.
La contentezza tesse il nostro filo, un felice e sacro legame,
Un desiderio coesivo che ci lega, rompendo ogni menzogna mondana.
Un amore che si basa sul disegno naturale di Dio, dove trovo la Sua presenza,
La più grande relazione esplorata, dove verità e onestà si legano.
La nostra devozione all’amore, lasciando che Dio indichi la via,
Preghiere a Lui, questo nostro amore non andrà mai fuori strada.
L’amore nel mio cuore, per sempre tu, io obbedisco e ondeggio,
Il mio corpo, la mia mente e la mia anima seguiranno fedelmente la tua via.
Dr. Frieda Norma Dela Cruz
Filippine ©®
Diritti d’autore riservati
Data: 08.03.2025





The Divine Covenant of Love: Devotion and Sanctity in Human Relationships”
A Critical Analytical Reading of “Love’s Sacred Covenant” by Dr. Frieda Norma Dela Cruz – Philippines.
By : Kareem Abdullah – Iraq .

Title: “The Divine Covenant of Love: Devotion and Sanctity in Human Relationships”

Dr. Frieda Norma Dela Cruz’s poem Love’s Sacred Covenant explores the concept of unconditional love, intertwining themes of spiritual devotion, purity, and divine connection. The poem presents an idealized vision of love that is transcendent, eternal, and deeply anchored in faith and understanding. Through this, Dela Cruz emphasizes the sacred nature of love, not just as a personal feeling but as a divine covenant that reflects higher truths.

The opening lines, “Loving someone unconditionally, a devotion to love, A love of deep affection, boundless, stirs my soul above,” set the tone for the poem, where love is not bound by earthly  to the relationship. This love is not driven by personal needs or fleeting passion but is founded on mutual respect and spiritual fulfillment. The strength of this love, according to the poet, lies in its acceptance of both the good and the higher aspects of the other, signaling a deep understanding that transcends judgment or expectation.

The theme of divine love is most prominent in the lines: “Love is divine, honoring the law of love, forever strong, A bond that never falters, where understanding belongs.” Here, love is not just an emotion but a divine principle, guided by a higher law that fosters understanding and compassion. The use of the term “forever strong” conveys the permanence and unwavering nature of this bond, contrasting with the fragility of human relationships that may falter due to misunderstandings or selfishness.

Dela Cruz also brings in the idea of spiritual fulfillment through love. The line “Heavenly bliss flows in our love, no passionate desire’s sting,” suggests that true love, when founded on a sacred bond, is free from the pain or emptiness often associated with transient desires. The connection between the lovers creates a paradise, a space of bliss and contentment, symbolizing a rare and idealized form of love that is both emotionally fulfilling and spiritually uplifting.

In the stanza, “Contentment weaves our thread, a happy, sacred tie, A cohesive urge that binds us, breaking every worldly lie,” Dela Cruz paints a picture of love as a strong, unbreakable bond that ties the individuals together. This “sacred tie” is not based on worldly desires or superficial connections but is rooted in a higher, almost divine understanding. The notion of breaking “every worldly lie” suggests that this love stands in stark contrast to societal misconceptions of love, which are often driven by materialism or ego.

Furthermore, the poet ties love to a higher divine purpose in the lines, “A love that centers on God’s natural design, where His presence I find, The greatest relationship explored, where truth and honesty bind.” This reinforces the idea that true love is not just about the human connection but also about aligning with God’s divine will, recognizing His presence in the relationship. The love here is not only spiritual but also rooted in truth and honesty, furthering the sacred aspect of the covenant.

In the concluding lines, “Our devotion to love, letting God lead the way, Prayers to Him, this love of ours will never go astray. The love in my heart, forever you, I obey and sway, My body, mind, and soul will faithfully follow your way,” the poet emphasizes the surrendering of the self to the divine and the lover. The lover’s obedience is not to earthly desires but to the divine path, which suggests that this love transcends all personal gain, becoming a higher calling to both individuals.

In conclusion, Dr. Frieda Norma Dela Cruz’s Love’s Sacred Covenant is a poetic exploration of love as a divine, eternal bond. Through themes of spiritual devotion, purity, and mutual understanding, the poem presents an idealized and transcendent view of love, one that centers not only on human connection but also on divine alignment and truth. It reminds the reader that love, when rooted in higher ideals, becomes a powerful force that transcends the fleeting nature of worldly attachments, creating a sacred and everlasting bond between two souls.


Love’s Sacred Covenant
Loving someone unconditionally, a devotion to  love,
A love of deep affection, boundless, stirs my soul above.
My love is pure, honest, and free of all desire,
Its strength lies in accepting all, both good and higher.
Love is divine, honoring the law of love, forever strong,
A bond that never falters, where understanding belongs.
Heavenly bliss flows in our love, no passionate desire’s sting,
Our deep connection builds a paradise, so truly rare a thing.
Contentment weaves our thread, a happy, sacred tie,
A cohesive urge that binds us, breaking every worldly lie.
A love that centers on God’s natural design, where His presence I find,
The greatest relationship explored, where truth and honesty bind.
Our devotion to love, letting God lead the way,
Prayers to Him, this love of ours will never go astray.
The love in my heart, forever you, I obey and sway,
My body, mind, and soul will faithfully follow your way.
Dr. Frieda Norma Dela Cruz
Philippines ©®
Copyright Reserved
Date: 08.03.2025

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Stefano Chiesa intervista Dimitris P. Kraniotis -Grecia

Foto cortesia di Dimitris P. Kraniotis -Grecia e Stefano Chiesa – Italia




Dimitris P. KRANIOTIS: Presidente del CIESART/Grecia /”Dottore” in letteratura, “Dottore” nella vita

Di: Stefano Chiesa
6 mar 2025

-1) Per quanto riguarda l’educazione precoce, siete consapevoli dell’enorme contributo della Grecia antica alla nostra società attuale?

Sì, assolutamente sì! L’antica civiltà greca ha avuto un profondo impatto sull’istruzione precoce, e molte delle loro idee e contributi risuonano ancora nei sistemi educativi di oggi.
I Greci furono pionieri nello sviluppo della filosofia, della logica, della matematica e della retorica, tutti fattori che influenzarono la fondazione dell’istruzione moderna. I filosofi greci, in particolare Socrate, Platone e Aristotele, hanno contribuito in modo significativo alla teoria dell’istruzione. Aristotele ha avanzato lo studio della retorica. Questo studio della lingua e del parlare in pubblico è diventato una pietra miliare dell’istruzione occidentale, in particolare in campi come il diritto, la politica e la comunicazione. I Greci hanno anche dato contributi sostanziali alla matematica e alle scienze che hanno influenzato i sistemi educativi.
L’istruzione è stata vista come un mezzo per coltivare sia il corpo che la mente a beneficio dell’individuo e della comunità. La filosofia greca antica rimane una parte centrale dei programmi educativi di oggi, e molte delle loro idee sull’etica, sulla logica e sulla politica continuano a guidare l’educazione contemporanea.

-2) Come affermato Dottore, è possibile trovare un legame tra Poesia e Medicina?

Sì, c’è una connessione affascinante e ricca tra poesia e medicina. Sia la poesia che la medicina sono profondamente interessate alla condizione umana. La poesia esplora spesso le esperienze emotive, psicologiche ed esistenziali della vita, mentre la medicina è fondamentalmente interessata alla salute umana e alla guarigione.
Vi è anche una qualità terapeutica sia per la poesia che per la medicina. In medicina, il processo di guarigione si estende spesso al di là del trattamento fisico per la cura emotiva e psicologica.
Allo stesso modo, la poesia richiede empatia per creare rappresentazioni autentiche dell’esperienza umana.
In medicina, il corpo è visto attraverso una lente scientifica, ma nella poesia può essere esplorato attraverso la metafora, il simbolo e l’emozione. In sostanza, sia la poesia che la medicina cercano di comprendere l’essere umano, anche se in modi diversi: l’uno attraverso le parole e le emozioni, l’altro attraverso la scienza e l’azione.

-3) Hai scritto 11 libri e ricevuto tante traduzioni, in una grande varietà di lingue straniere: quali sono le più rilevanti?

Considero tutti i miei libri e tutte le mie traduzioni ugualmente rilevanti. Personalmente, non posso isolarne nessuno.
Sono autore di 11 libri di poesia in 7 lingue in Grecia e all’estero: “Traces” (in greco, 1985), “Clay Faces” (in greco, 1992), “Fictitious Line” (in greco, inglese e francese, 2005), “Dunes” (in francese e rumeno, 2007), “Endogram” (in greco, 2010), “Edda”  (in francese e rumeno, 2010), “Illusions” (in albanese, 2010), “Leaves Vowels” (in italiano, 2017), “Tie of Public Decency” (in greco, 2018), “Minus one” (in spagnolo, 2022) e “Wrinkles in the coffee” (in greco, 2024). Sono anche il redattore capo dell’antologia internazionale “World Poetry 2011” (in inglese, 2011) con 205 poeti provenienti da 65 paesi.
La mia poesia è stata tradotta in 36 lingue (inglese, francese, spagnolo, portoghese, russo, italiano, tedesco, polacco, olandese, serbo, albanese, rumeno, arabo, cinese-mandarino, bulgaro, turco, ceco, giapponese, bengalese, persiano-farsi, vietnamita, gujarati, curdo, kazako, slovacco, hindi, danese, tamil, swahili, ebraico, uzbeko, ungherese, estone, coreano, ucraino e slavo macedone) e pubblicato in antologie, libri e riviste in molti Paesi del mondo.
Ritengo che il numero di lingue suggerisca che la mia poesia risuona con lettori provenienti da culture diverse.

-4) Qual è il tuo ruolo internazionale, in “CIESART”?

Sono Presidente di CIESART Grecia e vicepresidente del Consiglio consultivo mondiale della Camera Internazionale degli scrittori e artisti CIESART con sede in Spagna.

-5) E le tue attività in Italia?

Nel 2008 sono diventato Accademico presso l’Accademia Internazionale Micenei di Reggio Calabria. Nel 2009 sono diventato Accademico presso l’Accademia Tiberina di Roma. Nel 2019 sono diventato Accademico presso l’Accademia di Sicilia a Palermo. Nel 2024, sono diventato un accademico presso l’Accademia di WikiPoesia (l’enciclopedia poetica). Nel 2024 sono diventato accademico presso l’Accademia Internazionale Leopold Sedar Senghor di Milano.
Nel 2017 il mio libro “Foglie vocali” [“Leaves vowels”] è stato pubblicato a Ferrara da Pluriversum Edizioni, con alcune poesie selezionate tradotte in italiano. Nel 2023 questo libro è stato insignito del Premio Accademico Internazionale per la Letteratura Contemporanea “Lucius Annaeus Seneca” dall’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche di Bari.

-6) Ti senti vicino alla cultura italiana?

Sento davvero un senso di vicinanza alla cultura italiana, considerando i profondi legami storici, culturali e geografici tra la Grecia e l’Italia. Posso evidenziare diverse ragioni per le quali la cultura greca e quella italiana hanno in comune elementi che mi farebbero naturalmente sentire un’affinità con l’Italia, trovando ispirazione nella sua lingua, letteratura e filosofia.
Le culture dei due Paesi hanno in comune molte cose: il patrimonio mediterraneo, la letteratura e la filosofia classica, i legami estetici e artistici nella scultura, nella pittura e nel teatro, la tradizione letteraria italiana, i collegamenti linguistici e gli scambi culturali.
Infine, lo stile di vita mediterraneo con la sua enfasi sulla comunità, la famiglia e godendo dei piaceri della vita, come il buon cibo, il vino e la musica, dà un senso extra di parentela tra le culture greca e italiana.

7) Qual è il suo impegno per la pace, come ambasciatore?

Il mio impegno per la pace come ambasciatore è radicato nell’idea che le parole e l’arte hanno il potere di trasformare i cuori e le menti.
Attraverso la loro espressione creativa, i poeti possono aiutare a costruire ponti tra le culture, difendere la giustizia e l’uguaglianza e sfidare la violenza. I poeti possono promuovere un mondo in cui la pace non sia solo un ideale, ma una realtà viva e respirabile, formata dalla compassione, dalla comprensione e dal rispetto reciproco.
Come Ambasciatore della pace uso la poesia come strumento per promuovere la comprensione, l’empatia e il dialogo tra le persone, le culture e le Nazioni. Proprio come gli Ambasciatori tradizionali lavorano per promuovere la diplomazia e risolvere i conflitti, un poeta come ambasciatore della pace può farlo attraverso il potere delle parole, dell’arte e dell’espressione creativa.
Come Ambasciatore per la pace, posso usare il mio lavoro di poesia per iniziare conversazioni importanti sul conflitto, sulla giustizia e sulla riconciliazione. Partecipo a letture pubbliche, discussioni e scambi culturali che incoraggiano il discorso pacifico. Attraverso scambi culturali, festival di poesia o collaborazioni internazionali, promuovo la convivenza pacifica tra le diverse società, incoraggiando il rispetto e la comprensione reciproci.

Infine: Un poema sulla pace
Questa è la mia poesia dal titolo: “Ode all’eroe della pace”

Tu sei nato una volta
Per mille rivoluzioni
Sei morto una volta
Con mille risurrezioni

Tu hai illuminato gli ideali eterni
In casse piene di sogni
Hai soffiato le parole dei poeti
Verso venti armoniosi

Sei stato ferito da ferite senza volto
E schiaffeggiato da ingiustizie
Hai combattuto per la libertà
E vinto per la pace

Biografia di Dimitris P. Kraniotis [Grecia]
Dimitris P. Kraniotis è nato nel 1966 nella prefettura di Larissa, nella Grecia centrale, ed è cresciuto a Stomio (Larissa). Ha studiato medicina presso l’Università Aristotele di Salonicco e ha conseguito un Master of Science (MSc) in medicina presso l’Università della Tessaglia (Grecia). Vive a Larissa (Grecia) e lavora come medico (specialista in medicina interna). È autore di 11 libri di poesia in Grecia e all’estero. Direttore di un’antologia internazionale in lingua inglese (205 poeti provenienti da 65 paesi). Ha vinto premi internazionali per la sua poesia che è stata tradotta in 36 lingue e pubblicata in antologie, libri e riviste in molti paesi. È stato invitato e ha partecipato come poeta ospite a Festival internazionali di poesia in tutto il mondo. Ha ricevuto il titolo di “Laureato Uomo di Lettere” dal l’United Poets Laureate International (USA). Dottore in lettere (Litt.D.), accademico in Italia, presidente emerito del Congresso mondiale dei poeti (UPLI), presidente del 22o Congresso mondiale dei poeti (Grecia 2011), presidente della World Poets Society (WPS), direttore del Mediterranean Poetry Festival (Larissa, Grecia), presidente del comitato degli scrittori per la pace di PEN Grecia, ambasciatore del movimento “Poetas del Mundo” in Grecia, presidente della camera internazionale degli scrittori e artisti CIESART in Grecia, Presidente del Comitato scientifico del Festival internazionale di poesia di Naoussa (Grecia), Ambasciatore della Pace Universale dell’Universal Ambassador Peace Circle e membro del Movimento mondiale di poesia (WPM) e dei poeti del pianeta (POP). È stato anche professore presso il Dipartimento di Infermeria del l’Università della Tessaglia (ex TEI di Larissa, Grecia). Il suo sito ufficiale: https://www.dimitriskraniotis.com/

Stefano Chiesa


               





     



Dimitris P. KRANIOTIS: President of CIESART/Greece /”Doctor” in Literature, “Doctor” in Life

DiStefano Chiesa
Mar 6, 2025

-1) As regards early Education, are you aware of the huge Ancient Greek contribution to our present society?
Yes, absolutely! Ancient Greek civilization had a profound impact on early education, and many of their ideas and contributions still resonate in today’s educational systems.
The Greeks were pioneers in the development of philosophy, logic, mathematics, and rhetoric, all of which influenced the foundation of modern education. Greek philosophers, especially Socrates, Plato and Aristotle, made significant contributions to educational theory. Aristotle advanced the study of rhetoric. This study of language and public speaking became a cornerstone of Western education, particularly in fields like law, politics, and communication. The Greeks also made substantial contributions to mathematics and science that influenced education systems.
Education was seen as a means to cultivate both the body and mind for the benefit of the individual and the community. Ancient Greek philosophy remains a central part of educational curricula today, and many of their ideas about ethics, logic, and politics continue to guide contemporary education.
-2) As an affirmed Doctor, is it possibile to find a link between Poetry and Medicine?
Yes, there is a fascinating and rich connection between poetry and medicine. Both poetry and medicine are deeply concerned with the human condition. Poetry often explores the emotional, psychological, and existential experiences of life, while medicine is fundamentally concerned with human health, and healing.
Τhere is also a therapeutic quality to both poetry and medicine. In medicine, the healing process often extends beyond physical treatment to emotional and psychological care. Similarly, poetry has long been recognized for its healing properties, offering catharsis and a sense of connection.
Both doctors and poets must possess a deep sense of empathy and understanding. In medicine, empathy allows doctors to connect with patients, understand their suffering, and provide care that takes into account not just the body but the individual’s emotional and psychological state. Similarly, poetry requires empathy to create authentic representations of human experience.
In medicine, the body is seen through a scientific lens, but in poetry, it may be explored through metaphor, symbol, and emotion. In essence, poetry and medicine both seek to understand the human being, though in different ways—one through words and emotions, and the other through science and action.

-3) You wrote 11 books and received lots of translations, in a huge variety of foreign languages: which are the most relevant?
I consider all my books and all my translations equally relevant. Personally, I can’t single out any.
I am the author of 11 poetry books in 7 languages in Greece and abroad: “Traces” (in Greek, 1985), “Clay Faces” (in Greek, 1992), “Fictitious Line” (in Greek, English and French, 2005), “Dunes” (in French and Romanian, 2007), “Endogram” (in Greek, 2010), “Edda” (in French and Romanian, 2010), “Illusions” (in Albanian, 2010), “Leaves Vowels” (in Italian, 2017), “Tie of Public Decency” (in Greek, 2018), “Minus one” (in Spanish, 2022) and “Wrinkles in the coffee” (in Greek, 2024). Also I am the Editor-in-chief of the international anthology “World Poetry 2011” (in English, 2011) with 205 poets from 65 countries.
My poetry has been translated into 36 languages (English, French, Spanish, Portuguese, Russian, Italian, German, Polish, Dutch, Serbian, Albanian, Romanian, Arabic, Chinese-Mandarin, Bulgarian, Turkish, Czech, Japanese, Bengali, Persian-Farsi, Vietnamese, Gujarati, Kurdish, Kazakh, Slovak, Hindi, Danish, Tamil, Swahili, Hebrew, Uzbek, Hungarian, Estonian, Korean, Ukrainian and Slavic Macedonian) and published in anthologies, books & magazines in many countries around the World.
I consider that number of languages suggests that my poetry resonates with readers across different cultures.
-4) What is your international role, in “CIESART”?
I am President of CIESART Greece and Vice President of the World Advisory Council of the International Chamber of Writers & Artists CIESART based in Spain.
-5) What about your activities in Italy?
In 2008, I became an Academician at the International Academy Micenei in Reggio Calabria. In 2009, I became an Academician at the Academy Tiberina in Rome. In 2019, I became Academician at the Academy of Sicily in Palermo. In 2024, I became an Academician at the Academy of WikiPoesia (the poetic encyclopedia). In 2024, I became an Academician at the International Academy Leopold Sedar Senghor in Milan.
In 2017 my book “Foglie vocali” [“Leaves vowels”] was published in Ferrara by Pluriversum Edizioni, with selected poems translated into Italian. In 2023 this book was awarded the International Academic Award for Contemporary Literature “Lucius Annaeus Seneca” by the Academy of Arts and Philosophical Sciences in Bari.
-6) Do you feel close to Italian Culture?
I indeed feel a sense of closeness to Italian culture, considering the deep historical, cultural, and geographical ties between Greece and Italy. I can highlight several reasons why Greek culture and Italian culture have commonalities that would naturally make me feel an affinity with Italy, finding inspiration in its language, literature and philosophy.
The cultures of the two countries share many things in common: the shared mediterranean heritage, the classical literature and philosophy, the aesthetic and artistic connections in sculpture, painting, and theater, the italian literary tradition, the language connections and the cultural exchanges.
Finally, the mediterranean lifestyle with its emphasis on community, family, and enjoying the pleasures of life, such as good food, wine and music- gives an extra sense of kinship between Greek and Italian cultures.

7) What is your Commitment to Peace, as Ambassador?
My commitment to peace as an ambassador is rooted in the idea that words and art have the power to transform hearts and minds.
Through their creative expression, poets can help build bridges between cultures, advocate for justice and equality, and challenge the violence. Poets can foster a world in which peace is not just an ideal but a living, breathing reality, shaped by compassion, understanding, and mutual respect.
As an ambassador for peace I uses poetry as a tool for fostering understanding, empathy, and dialogue between people, cultures, and nations. Just as traditional ambassadors work to promote diplomacy and resolve conflicts, a poet as an ambassador for peace can do so through the power of words, art, and creative expression.
As an ambassador for peace, I can use my poetry work to start important conversations about conflict, justice, and reconciliation. I participate in public readings, discussions, and cultural exchanges that encourage peaceful discourse. Through cultural exchanges, poetry festivals, or international collaborations, I promote peaceful coexistence between different societies, encouraging mutual respect and understanding.
8) Finally: A Poem about Peace This is my poem with the title: “Ode to the peace hero”
You were born once
For a thousand revolutions
You died once
With a thousand resurrections

You enlightened eternal ideals
Into chests full of dreams
You blew poets’ words
Into harmonious winds

You got hurt by faceless wounds
And slapped injustices
You fought for freedom
And won for peace

                Biography of Dimitris P. Kraniotis [Greece]
Dimitris P. Kraniotis was born in 1966 in Larissa Prefecture in central Greece and he grew up in Stomio (Larissa). He studied Medicine at the Aristotle University of Thessaloniki and obtained a Master of Science (MSc) in Medicine at the University of Thessaly (Greece). He lives in Larissa (Greece) and works as a medical doctor (internal medicine specialist). He is the author of 11 poetry books in Greece and abroad. Ηe is also the Editor-in-chief of an international anthology in English (205 poets from 65 countries). He has won international awards for his poetry which has been translated in 36 languages & published in anthologies, books & magazines in many countries. He has been invited and participated as guest poet in International Poetry Festivals around the World. He was awarded as “Laureate Man of Letters” by the United Poets Laureate International (USA). He is Doctor of Literature (Litt.D.), Academician in Italy, President Emeritus of the World Congress of Poets (UPLI), President of the 22nd World Congress of Poets (Greece 2011), President of the World Poets Society (WPS), Director of the Mediterranean Poetry Festival (Larissa, Greece), Chairman of the Writers for Peace Committee of PEN Greece, Ambassador of the Movement “Poetas del Mundo” in Greece, President of the International Chamber of Writers & Artists CIESART in Greece, President of the Scientific Committee of the International Poetry Festival of Naoussa (Greece), Universal Peace Ambassador by the Universal Ambassador Peace Circle and member of the World Poetry Movement (WPM) and Poets of the Planet (POP). He was also Professor of the Department of Nursing of the University of Thessaly (former TEI of Larissa, Greece). His official website: https://www.dimitriskraniotis.com/

Stefano Chiesa

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