La poetessa, scrittrice Rajashree Mohapatra- India scrive l’analisi dettagliata alla poesia: “Nei tuoi fiumi ondeggiano le nuvole” di Kareem Abdullah -Iraq

Foto cortesia di Rajashree Mohapatra – India

Poesia: “Nei tuoi fiumi ondeggiano le nuvole”
Dott.Karim Abdullah – Iraq


Rajashree Mohapatra- India: Lettura critica della poesia : “Nei tuoi fiumi ondeggiano le nuvole”

Questa poesia è un’esplorazione ricca e sensuale del desiderio, della seduzione e dell’insaziabile nostalgia, infusa con immagini naturali vivide e riferimenti biblici.
Di seguito un’analisi dei suoi temi, struttura, immagini e tono, con particolare attenzione all’interpretazione dei suoi molteplici significati.

Desiderio e seduzione:

La poesia parla di un anelito travolgente, quasi istintivo, incarnato nella figura di Eva, simbolo biblico della seduzione. L’oratore è consumato con passione e fascino, e sono raffigurati come vino che è sia incantevole e torturante.

Le immagini di maturità, fame e seduzione fondente esaltano l’attrazione fisica ed emotiva del desiderio insoddisfatto.

Natura e corpo:

La natura si fonde con il corpo umano, con paesaggi (fiumi, boschi, foreste) utilizzati per riflettere i contorni del desiderio e del corpo. Ciò crea una sorta di familiarità tra il mondo interiore del poeta e il mondo esteriore, poiché la natura funge da simbolo di passione e fertilità.

Ribellione e amore proibito:

I riferimenti a Eva, alla costola di Adamo e ai fichi “non ancora maturi sui rami della ribellione” indicano una lotta contro le restrizioni o norme sociali. La poesia raffigura il desiderio come una forza che è sia creativa che distruttiva, in piedi sul bordo del proibito.

Nostalgia e mancanza di soddisfazione:

Il poema è permeato da sentimenti di attesa e decadenza (“radici marcite dall’attesa per i vermi”). Il desiderio del poeta rimane inestinguibile, e questo si riflette nelle immagini di frutteti abbandonati.

Struttura e stile

La poesia è scritta in uno stile di versi liberi, senza un modello ritmico o rimando regolare, che riflette la natura organica e fluida dei suoi temi. La lunghezza delle linee varia e le frasi spezzate (enjambment) sono usate per generare un senso di fretta e frammentazione, che riflette il tumulto emotivo del poeta.

La poesia è diviso in stanze sciolte, ognuna delle quali cambia leggermente la messa a fuoco – dal cosmico (fiumi, nuvole) all’intimo (petto, costole, labbra), e poi ritorna alle ampie immagini naturali (foreste, ruscelli secchi). Questa oscillazione tra il personale e l’universale amplifica la dimensione emotiva del testo.

L’uso frequente della “O” (O) conferisce un carattere classico, come se il poeta stia invocando o soliloquiando un’ispirazione mistica.

Simbolismo e similitudine

Le immagini della poesia sono ricche, sensuali e piene di simboli:

Elementi naturali:

Fiumi, frutteti, foreste e corsi d’acqua secchi evocano significati di fertilità, crescita e ferocia. Ma è spesso associato con la decomposizione o l’abbandono (“radici in putrefazione”)


Riferimenti biblici:

Eva e la costola di Adamo inquadrano il poema in una narrazione del peccato originale, nella quale Eva appare sia come seduttrice che come essere degno di venerazione. “Frutti di fico” simboleggiano il frutto proibito, che non è ancora maturo, indicando un desiderio allettante e irraggiungibile.

Il corpo come geografia:

Il corpo è rappresentato come terra (“la scintilla dei seni”), mescolando il sensuale e il metaforico. Questo crea una connessione sensoriale tra il desiderio del poeta e l’oggetto del desiderio.

Fuoco, scintille:

Il fuoco (“illuminando la tavola del desiderio”) raffigura l’intensità e la serietà della passione, mentre le “scintille” simboleggiano momenti fugaci di connessione o ispirazione.

Detenzione ed emancipazione:

“Uccelli imprigionati nei miei sogni cercano il tuo ruggito” e “Luce pulsante nelle preghiere labiali” evocano un desiderio di liberazione, sia fisicamente che emotivamente. Le immagini di chiusura di alberi aperti e radici concimate suggeriscono la possibilità di una rigenerazione, anche se non realizzata.

Tono e stato d’animo

Il tono è appassionato, riverente e talvolta pieno di sofferenza. Il poeta oscilla tra santificazione e disperazione. L’umore è di un’inebriante nostalgia, sempre sfumato dalla tensione tra euforia e frustrazione. La sensualità del poema è bilanciata da un sentimento nascosto di tristezza, poiché i desideri del poeta rimangono sempre insoddisfatti.

Esegesi

Al suo centro, il poema esplora il paradosso del desiderio: è una forza creativa che alimenta l’immaginazione, ma è anche una fonte di tormento quando non è soddisfatta. Il personaggio di Eva incarna questa contraddizione -, simbolo di seduzione e ideale irraggiungibile.

La preoccupazione del poeta per esso suggerisce un conflitto interno – forse tra i vincoli della società e l’emozione personale, o tra immaginazione e realtà.

Le immagini naturali ancorano il poema in un ambiente mitologico primitivo, dove le emozioni umane sembrano vaste e selvagge come valli e foreste. Tuttavia, i simboli ricorrenti della decomposizione e dell’abbandono suggeriscono il prezzo del lungo desiderio – l’inerzia emotiva o la perdita.

Rajashree Mohatra – India


Nei tuoi fiumi ondeggiano le nuvole

Oh, notte, coperta dalla sete dei giardini, accovacciata nelle pieghe delle lenzuola notturne,
Oh, tu che sporgi nel terreno della gabbia toracica,
i tuoi fichi maturano ancora sui rami della ribellione,
e la scintilla dei seni accende la tavola del desiderio,
e tu trasudi tentazioni dalla costola di Adamo,
Oh, tu che danzi per la passione delle melodie dell’infatuazione, e nei quaderni, battezzati con piogge di incantesimi di lussuria,
versi i tuoi profumi, potenti, nella coppa dell’immaginazione,
le colombe imprigionate nei miei sogni cercano il tuo tubare,
la scintilla pulsante nelle preghiere delle labbra,
e il sospiro versato risveglia le offerte nell’oscurità,
non ha forse gemuto per le tue foreste per aprire i tronchi dei loro alberi, per impollinare le radici in cui i tonchi  dell’attesa hanno corroso,
e bevendo da tradimento che dimentica l’amore  ..??!!!
I tuoi giorni sono così lunghi, tremanti come il tremore della solitudine invernale, stordita.
Le tue ciglia di farfalla sono leggere, le avvolgono in sogno,
ma la mia finestra è ferita dall’angoscia del canto della privazione.
I rottami delle mie barche giacciono ancora sulla pupilla dell’alluvione.
Uno strano inganno cresce tra le sue macerie, cullando il mio allontanamento. I tuoi torrenti stanno travolgendo il punto di liberazione dall’oscurità dell’abisso. Ogni volta che apro il tesoro dei segreti, gli incantesimi della seduzione sono liberati, alti e svolazzanti, danzando sotto il mio salice.
La tua lampada attira la bontà dell’alcova  e un mormorio scandaloso.
Chi, quando si china miete l’ ardore nelle tende del tumulto e accende fin dall’inizio il sanguinamento delle strade minate e raccoglie il vino dietro le porte del delirio?!
Poesia di Kareem Abdullah -Iraq
Lettura e traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia -Italia








د. كريم عبد الله – العراق

……………

هذه القصيدة استكشافٌ غنيّ وحسيّ للرغبة، والإغواء، والحنين غير المُشبَع، وقد غُمرت بصور طبيعية حيّة وإشارات توراتية. أدناه تحليلٌ لموضوعاتها وبنيتها وصورها ونبرتها، مع التركيز على تفسير معانيها المتعدّدة.

الرغبة والإغواء:

تدور القصيدة حول توقٍ عارم، يكاد يكون غريزيًا، يتجسد من خلال شخصية حواء، الرمز التوراتي للإغواء. يستهلك المتحدث الشغف والانبهار، وقد صُوِّرا كأنهما خمران ساحران ومعذّبان في آنٍ معًا.

تُعزز صور النضج، والجوع، والإغواء الذائب الجاذبية الجسدية والعاطفية للرغبة غير المُحققة.

الطبيعة والجسد:

تمتزج الطبيعة مع الجسد الإنساني، حيث تُستخدم المناظر الطبيعية (الأنهار، والبساتين، والغابات) لعكس ملامح الرغبة والجسد. وهذا يخلق نوعًا من الألفة بين العالم الداخلي للشاعر والعالم الخارجي، إذ تعمل الطبيعة كرمز للشغف والخصوبة.

التمرّد والحبّ المحرَّم:

تشير الإشارات إلى حواء، وضلع آدم، والتين “الذي لم / ينضج بعد على أغصان التمرّد” إلى صراع ضد القيود أو الأعراف الاجتماعية. تصوّر القصيدة الرغبة كقوة مبدعة ومدمّرة في آنٍ واحد، تقف على حافة المحرَّم.

الحنين وعدم الإشباع:

تخترق القصيدة مشاعر من الانتظار والتحلّل (“جذور تعفنت من انتظار السوس”). يظل شوق الشاعر دون ارتواء، وينعكس ذلك في صور البساتين المهجورة.

البنية والأسلوب

القصيدة مكتوبة بأسلوب الشعر الحر، دون نمط إيقاعي أو قافية منتظمة، وهو ما يعكس طبيعة موضوعاتها العضوية المتدفقة. تتفاوت أطوال الأسطر وتُستخدم الجمل المتقطعة (enjambment) لتوليد إحساس بالعجلة والتشظي، وهو ما يعكس الاضطراب العاطفي للشاعر.

تنقسم القصيدة إلى مقاطع فضفاضة، كل منها يغيّر التركيز قليلًا — من الكوني (الأنهار والغيوم) إلى الحميمي (الصدور، الأضلاع، الشفاه)، ثم تعود إلى الصور الطبيعية الواسعة (الغابات، المجاري الجافة). هذا التذبذب بين الشخصي والكوني يُضخّم البُعد العاطفي للنص.

الاستخدام المتكرر لـ “يا” (O) يُضفي طابعًا كلاسيكيًا، كما لو أن الشاعر يتوسّل أو يُناجي إلهامًا غامضًا.

الرمزية والتشبيهية

صور القصيدة غنية، حسيّة، ومليئة بالرموز:

العناصر الطبيعية:

الأنهار، والبساتين، والغابات، والمجاري الجافة، تُثير معاني الخصوبة والنمو والتوحّش. لكنها غالبًا ما تُقرَن بالتحلّل أو الهجر (“جذور تعفنت”)، ما يشير إلى توتر بين الحيوية والفقد.

الإشارات التوراتية:

حواء وضلع آدم يُؤطران القصيدة في سردية الخطيئة الأصلية، حيث تظهر حواء كمُغوية وككائن جدير بالتبجيل في آنٍ معًا. ترمز “ثمار التين” إلى الفاكهة المحرّمة، التي لم تنضج بعد، ما يدلّ على رغبة مُغرية بعيدة المنال.

الجسد كجغرافيا:

يُصوّر الجسد كأرضٍ (“شرارة الصدور”)، فيمزج بين الحسيّ والمجازي. هذا يخلق ارتباطًا حسيًا بين رغبة الشاعر ومحلّ الشوق.

النار والشرر:

تصوّر النار (“إشعال مائدة الرغبة”) شدة الشغف وخطورته، بينما ترمز “الشرارات” إلى لحظات خاطفة من الاتصال أو الإلهام.

السجن والانعتاق:

“الطيور المسجونة في أحلامي تبحث عن هديلكِ”، و”الضوء النابض في صلوات الشفاه” تُثير شوقًا للتحرر، جسديًا وعاطفيًا. تُوحي الصور الختامية للأشجار المنفتحة والجذور المُخصبة بإمكانية التجدد، وإن كانت غير مُحققة.

النبرة والمزاج

النبرة عاطفية، تبجيلية، وأحيانًا مليئة بالمعاناة. يتأرجح الشاعر بين التقديس واليأس. أما المزاج فهو حنين مسكر، مشوب دومًا بالتوتر بين النشوة والإحباط. تتوازن حسّية القصيدة بشعور خفي بالحزن، إذ تبقى رغبات الشاعر على الدوام عصية على التحقق.

التفسير

في جوهرها، تستكشف القصيدة مفارقة الرغبة: فهي قوة إبداعية تُغذي الخيال، لكنها أيضًا مصدر للعذاب حين لا تُشبع. وتُجسّد شخصية حواء هذا التناقض — رمزٌ للإغواء ومثلٌ أعلى بعيد المنال.

إن انشغال الشاعر بها يوحي بصراع داخلي — ربما بين قيود المجتمع والعاطفة الشخصية، أو بين الخيال والواقع.

تُرسّخ الصور الطبيعية القصيدة في إطار أسطوري بدائي، حيث تبدو المشاعر البشرية شاسعة وغير مروّضة كالأودية والغابات. ومع ذلك، توحي الرموز المتكررة للتحلّل والهجر بثمن التوق الطويل — الجمود العاطفي أو الفقد.

***

بقلم الشاعرة الهندية: راجاشري موهاترا .

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راجاشري موهاترا: قراءة نقدية في قصيدة: الشاعر كريم عبد الله

راجاشري موهاترا  نشر بتاريخ: 25 نيسان/أبريل 2025

“في انهاركِ يتلاطمُ الغيم”

أيّتها الليليت المكسوة بعطشِ البَساتين، القابعة في حنايا شراشفِ الليل، أيّتها النافرة في تضاريسِ قفصِ الصدر، تينكِ لمّا يزل ينضجُ على أغصانِ التمرّدِ، وشرارةُ الثديينِ تقدحُ في مائدةِ الرغبةِ، وأنتِ تنضحينَ بالأغراءِ مِنْ ضلعِ آدم، أيّتها الراقصةُ على شَبَقِ أنغامِ التولّهِ، وفي الدفاترِ معمّدة بأمطار تعاويذ الشهوةِ، اسكبي عطوركِ جبارةً في كأسِ الخيال، العصافيرُ المحبوسة بأحلامي تبحثُ عنْ هديلكِ، عنْ البريق النابضَ في صلواتِ الشفتينِ ’ والشهقةِ المنسكبة توقظُ القرابينَ في الحلكةِ، ألَمْ يَئِنُ لغاباتكِ تفتحُ سيقانَ اشجارها، تلقّحُ جذوراً نخرَ فيها سوسَ الانتظار، وتشربَ الجوعَ مِنْ غدران يعشقها النسيان ..؟؟!!!، طوووووويلةٌ أيامكِ مرتعشةٌ كـ ارتعاشةِ وحدةِ الشتاء، خفيفةٌ أهدابُ فراشاتكِ تلتحفُ الحلم، لكنَّ نافذتي مجروحة بلوعةِ أغنيةِ الحرمان، حطامُ زوارقي للآنَ تجثو على بؤبؤِ الطوفان،  ينمو في ركامها دَغَلٌ غريبٌ يهدهدُ غربتي، وسيولكِ جارفةٌ حدَّ الانعتاق مِنْ ظلمةِ الهاوية، كلّما فتحتُ خزانةِ الأسرارِ تنعتقُ مفاتنُ الغوايةِ، عاليةً ترفرفينَ راقصةً تحتَ صفصافتي، وسراجكِ يرسمُ طبتَ المخدعِ وهمهمةً مفضوحةً، مَنْ إذا ينحني يحصدُ اللهفةَ في خيامِ الصخب، ويُشعلُ بالابتداء نزفَ الطرقاتِ الملغومةِ، ويحصدُ الخمرةَ خلفَ ابوابِ الهذيان؟!.

My critical analysis of the poem of Prof. Kareem Abdullah is here .He had edited my critical review ( originally in English) , translated into Arabic language and in Italian by Elisa Mascia

Poem: “In your rivers the clouds flutter”
Dr.Karim Abdullah – Iraq


Rajashree Mohatra- India: Critical reading of the poem : “In your rivers, clouds flutter”

This poem is a rich and sensual exploration of desire, seduction and insatiable nostalgia, infused with vivid natural images and biblical references.
Following is an analysis of its themes, structure, images and tone, with particular attention to the interpretation of its multiple meanings.

Desire and seduction:

The poem speaks of an overwhelming, almost instinctive longing embodied in the figure of Eve, biblical symbol of seduction. The speaker is consumed with passion and fascination, and are depicted as wine that is both enchanting and torturing.

Images of maturity, hunger and dark seduction exalt the physical and emotional attraction of unsatisfied desire.

Nature and body:

Nature merges with the human body, with landscapes (rivers, woods, forests) used to reflect the contours of desire and body. This creates a kind of familiarity between the inner world of the poet and the outer world, since nature acts as a symbol of passion and fertility.

Rebellion and forbidden love:

The references to Eve, Adam’s rib and “not yet ripe figs on the branches of rebellion” indicate a struggle against social restrictions or norms. The poem depicts desire as a force that is both creative and destructive, standing on the edge of the forbidden.

Nostalgia and lack of satisfaction:

The poem is permeated by feelings of expectation and decadence (“roots rotted from waiting for worms”). The poet’s desire remains unquenchable, and this is reflected in the images of abandoned orchards.


Structure and style

The poem is written in a free verse style, without a regular rhythmic pattern or rhyming, reflecting the organic and fluid nature of its themes. The length of the lines varies and broken phrases (enjambments) are used to generate a sense of haste and fragmentation, reflecting the poet’s emotional turmoil.

Poetry is divided into loose rooms, each of which slightly changes focus – from the cosmic (rivers, clouds) to the intimate (chest, ribs, lips), and then returns to the wide natural images (forests, dry streams). This oscillation between the personal and the universal amplifies the emotional dimension of the text.

The frequent use of the “O” (O) gives a classical character, as if the poet is invoking or soliloquiating a mystical inspiration.

Symbolism and similarity

The images of poetry are rich, sensual and full of symbols:

Natural elements:

Rivers, orchards, forests and dry streams evoke meanings of fertility, growth and ferocity. But it is often associated with decomposition or abandonment (“rotting roots”)


Biblical references:

Eve and the rib of Adam frame the poem in a narrative of original sin, in which Eve appears both as a seductress and as being worthy of veneration. ” Fig fruits” symbolize the forbidden fruit, which is not yet ripe, indicating an attractive and unattainable desire.

The body as geography:

The body is represented as earth (“the spark of the breasts”), mixing the sensual and the metaphorical. This creates a sensory connection between the poet’s desire and the object of desire.

Fire, sparks:

The fire (“illuminating the table of desire”) represents the intensity and seriousness of passion, while the “sparks” symbolize fleeting moments of connection or inspiration.


Detention and emancipation:

“Birds trapped in my dreams seek your roar” and “Pulsating light in lip prayers” evoke a desire for liberation, both physically and emotionally. Closed images of open trees and fertilised roots suggest the possibility of regeneration, even if not realised.

Tone and mood

The tone is passionate, reverent and sometimes full of suffering. The poet oscillates between sanctification and despair. The mood is one of intoxicating nostalgia, always faded by the tension between euphoria and frustration. The sensuality of the poem is balanced by a hidden feeling of sadness, as the poet’s desires always remain unfulfilled.

Exegesis

At its core, the poem explores the paradox of desire: it is a creative force that feeds the imagination, but it is also a source of torment when it is not satisfied. The character of Eve embodies this contradiction -, symbol of seduction and unattainable ideal.

The poet’s concern for it suggests an internal conflict – perhaps between the constraints of society and personal emotion, or between imagination and reality.

The natural images anchor the poem in a primitive mythological environment, where human emotions seem vast and wild as valleys and forests. However, the recurring symbols of decomposition and abandonment suggest the price of long-term desire – emotional inertia or loss.

Rajashree Mohatra – India


In your rivers the clouds wave

Oh, night, covered by the thirst of the gardens, crouched in the folds of the night sheets,
Oh, you who protrude in the soil of the rib cage,
your figs still ripen on the branches of rebellion,
and the spark of the breasts lights the table of desire,
and you exude temptations from the rib of Adam,
Oh, you who dance for the passion of the melodies of infatuation, and in the notebooks, baptized with showers of lust’s spells,
you pour your perfumes, powerful, in the cup of imagination,
the doves imprisoned in my dreams seek your cooing,
the spark pulsating in the prayers of the lips,
and the sigh poured awakens the offerings in the darkness,
has it not groaned for your forests to open the trunks of their trees, to pollinate the roots in which the weevils of waiting have corroded,
and drinking from treachery  who forgets love ..??!!!
Your days are so long, trembling like the tremor of winter solitude, stunned.
Your butterfly eyelashes are light, they envelop them in dreams,
but my window is wounded by the anguish of the song of deprivation.
The wreckage of my boats still lies on the pupil of the flood.
A strange deception grows among its rubble, cradling my estrangement. Your torrents are overwhelming the point of liberation from the darkness of the abyss. Every time I open the treasure of secrets, the spells of seduction are released, high and fluttering, dancing under my willow.
Your lamp attracts the goodness of the alcove and a scandalous murmur.
Who, when he bends down, reaps the ardor in the tents of the tumult and lights from the beginning the bleeding of the mined streets and collects the wine behind the doors of delirium?!

Poetry by Kareem Abdullah -Iraq

Foto cortesia del prof Kareem Abdullah -Iraq

Pietro La Barbera ed Elisa Mascia ” Alla ricerca della vera bellezza” con Sandra Blanco -Uruguay presentata da Yanni Tugores

Foto dello screenshot di inizio programma bilingue italiano-spagnolo  con Pietro La Barbera, Elisa Mascia, Sandra Blanco e Yanni Tugores

SANDRA BLANCO. Scrittrice, artista visivo, editrice, oratore, responsabile culturale. Fondatrice e direttrice della comunità letteraria Versos Compartidos. Titolare dell’etichetta editoriale e del portale letterario Versos Compartidos.
Ha 6 libri pubblicati (poesie, racconti, romanzi). Ha partecipato ad antologie nazionali e bilingue in Italia, Brasile, Giordania e Romania.
Ha scritto per testate giornalistiche in Cile e Messico, Prensamerica e CONAPE.
Ambasciatore di Pace per il Cercle Univ. Ambassadeurs de la Paix (franco-svizzero). Ambasciatrice di Pace per mille millenni di Pace. Rappresentante dell’Argentina.  Ambasciatrice della Parola, a cura del Museo della Parola in Spagna.
Membro a vita del Palazzo dei Poeti con sede a Quito, Ecuador.
Membro onorario della Cattedra per la Pace del Parlamento Internazionale degli Stati per la Sicurezza e la Pace, affiliato all’ONU.
Ha tenuto conferenze sulla cultura della pace in centri educativi e sportivi. Ha scritto i prologhi a più di settanta libri di autori nazionali e internazionali. È stata giudice in diversi concorsi letterari.
Ha partecipato a mostre di pittura nel Comune di La Paz, nel Municipio di Montevideo e nell’annesso del Palazzo Legislativo.
Ha presentato innumerevoli libri di autori nazionali e internazionali in diversi eventi.
Ha ricevuto diversi premi per il suo lavoro e le sue attività, tra cui il Premio Vassoio dei Deputati e il Premio Costituzione della Repubblica del Congresso Argentino, e il Premio Figura Culturale Nazionale e Internazionale del Palazzo Legislativo, nella Sala dei Passi Perduti.

Domande

1- Cosa ti ha ispirato a scrivere poesie? Ti ricordi il momento esatto in cui hai capito che le parole potevano essere un rifugio o una ribellione?

Ho iniziato a scrivere poesie per aiutare mio figlio in un concorso di poesia letteraria al liceo quando era in quinta o sesta classe, Quella fu la prima volta che scrissi una poesia e risultò che la poesia vinse un premio mi emozionai molto e quello fu il mio inizio nella poesia già prima avevo fatto incursione nel racconto ma la poesia fu quella la detonazione del fatto che io cominciassi a scriverla.

2- La poesia nasce più dal dolore o dallo stupore? E nel tuo caso, quale dei due è più spesso la scintilla?

La poesia nasce più dal dolore perché è un sentimento più intenso dello stupore anche se scriviamo anche dallo stupore e scriviamo anche dall’amore dall’illusione, dalla speranza, il dolore è un sentimento così profondo, così intenso, così intimo, che risveglia molte emozioni che ci scuotono l’anima e ci portano a riversare tanti sentimenti in un foglio sotto forma di poesia.

3- Quanto di te, della tua vita reale, c’è nei tuoi versi? E quanto è invenzione, maschera, sogno?

Nella mia poesia c’è molto della mia vita reale nelle poesie d’amore principalmente e nelle poesie tristi ultimamente anche se a volte gli scrittori arrivano ad inventare. Ci situiamo in situazioni conosciute e riflettiamo le nostre emozioni davanti ad esse, ma di solito sono le nostre emozioni, i nostri sentimenti che riempiamo in un poema.

4- Scrivere poesia oggi: lo consideri un atto di resistenza, di bellezza o di sopravvivenza?

Scrivere un poema io credo che sia una congiunzione delle tre, è un atto di resistenza che deve vestirsi di bellezza, ma che ci aiuta anche per poter sopravvivere all’emotività, alla sensibilità, che abbiamo i poeti.
Essere in grado di esprimere al mondo ciò che abbiamo dentro quello che pensiamo, quello che sentiamo, quello che sogniamo, quello che desideriamo, lasciare plasmati i nostri amori, le nostre miserie, la nostra felicità e la nostra tristezza Scrivere una poesia è un modo per sopravvivere alla vita di resistere all’esistenza disegnando l’esistenza di bellezza.

5- Hai mai censurato una poesia, o parte di te stesso, per paura che fosse “troppo”? E cosa significa per te esporti attraverso la scrittura?

Non ho mai censurato una poesia, ciò che l’ispirazione detta è quello che uno deve scrivere e una volta che abbiamo messo i nostri sentimenti sulla carta non è più nostro per appartenere al mondo.
Credo che tutti i poeti ci esponiamo ma se un verso, una strofa, o tutto un poema arriva a sensibilizzare il lettore, valeva la pena scriverlo valeva la pena esporsi

6- Che ruolo gioca il silenzio nella tua creatività? Cosa succede dentro di te nei momenti in cui le parole falliscono?

Non ho sempre bisogno di silenzio per sviluppare la mia creatività, spesso in mezzo al trambusto del compito quotidiano nasce un’idea, una frase, un verso che risveglia una poesia che riesco a scrivere fluentemente.
Non capita molto spesso che le parole falliscano, ma penso che questi brevi periodi, nel mio caso, è dove l’ispirazione rimane come dorme. Si
assomigliano a un roseto in cui a volte ci abbagliano con le rose più belle e di diverse dimensioni, altre volte la vediamo sbocciare meno e altre dobbiamo aspettare che arrivino quei fiori. Ma sappiamo che fioriscono sempre.

7- In un mondo sempre più veloce e superficiale, pensi che la poesia possa ancora cambiare qualcosa, lasciare una traccia concreta?

In ogni epoca la poesia ha lasciato il segno. È vero che questo mondo gira sempre più veloce ed è sempre più superficiale, ma ho la certezza che la poesia continua a mobilitare sentimenti, inondando l’anima di chi la scrive e di tanti che la leggono e si identificano con essa.
Credo che se solo possiamo cambiare e lasciare un segno su qualcuno che ci ha letto, abbiamo già contribuito con la nostra parte, affinché la poesia realizzi il cambiamento di cui il mondo ha bisogno.

8- Se potessi parlare al tuo io adolescente attraverso una singola poesia, quale sceglieresti e perché?

Non credo di poter scegliere una sola poesia per parlare con me stesso da adolescente. Avrei bisogno di molti, alcuni che parlassero d’amore perché ho avuto e ho tanto amore nella mia vita, altri che parlavano di speranza, perché c’è sempre speranza nel nostro passaggio per il mondo, e qualcuno che parlasse di resilienza, perché tante volte dobbiamo appendere la vita sulla spalla e continuare ad andare avanti nonostante il dolore, la tristezza, le disgrazie, perché la vita continua e vale sempre la pena di viverla.

Poesie

1- SCOPRIMI ORA

Scopri la notte che copre le mie spalle
deflora i petali di questo corpo addormentato
respira il mio respiro al ritmo del tuo,
viaggia nel mio seno e accoccola la tua energia.

Lavami la schiena con onde giganti,
strappa l’assenza con dolci versi,
piega le crepe rompendo lo spazio
che creano aurore boreali che non abbiamo mai sperimentato.

Scoprimi ora e riposa nel mio grembo
Rendimi prigioniero, schiavo della tua bocca,
possano i versi fiorire in calici coraggiosi
lascia che la terra brilli e dipinga le tue ore.

Scoprimi ora e prendi la mia anima
e semina parole che trascendono la storia
il verso guerriero, la lettera coraggiosa,
la tua rivoluzione di baci che mi fa innamorare.

2- LE TUE LABBRA SULLE MIE

Di notte il vento arrivò innamorato,
Nei suoi germogli mi coprì di mille sospiri
ed ero l’invidia della luna tra le tue braccia
ed ero vita nelle acque del tuo fiume,
Mi hai portato in paradiso per mano
in posti in cui non sono mai stato prima,
Mi hai lusingato con un bouquet di emozioni
e hai fuso i battiti del tuo cuore con i miei.

E sentivo che la notte era piena
e che tutte le strade erano nostre
e ho sentito il tuo profumo nei miei capelli
e sentivo che eri nel mio destino
e ho sentito che i tuoi occhi a poco a poco
si illuminarono quando guardarono nei miei
e ho sentito il profumo dei fiori
sigillando le tue labbra sulle mie.


3- A VOLTE

A volte la vita rimane statica,
come un giorno senza vento, senza brezza,
senza sorrisi, né sguardi complici.
E giungono le ore severe e furtive
dove le illusioni deragliano
e la speranza vola via…molto lontano
lasciando a mani vuote l’anima nella carne cruda.
E devi portare la vita sulle tue spalle
e continui ad andare avanti
perché non c’è altra alternativa
perché l’unica possibilità
è vivere,
ricordare e cercare di essere felici.

Traduzione poetica a cura di Elisa Mascia, poetessa, scrittrice italiana

Hola Hola gente maravillosa!!  ¡¡Feliz domingo!!
Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos.
Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida.
Junto a Pietro La Barbera continuamos  nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza” conociendo el alma especial de  Sandra Blanco – Uruguay
presentada de nuestra amiga poetisa gestore cultural Yanni Tugores a quien agradezco su disponibilidad y colaboración para presentarnos a personas tan especiales

Biografia

SANDRA BLANCO. Escritora, artista plástica, editora, disertante, gestora cultural. Fundadora y Directora de la Comunidad Literaria Versos Compartidos. Titular del sello editorial, y portal literario Versos Compartidos.
Tengo 6 libros publicados, (poesías, cuentos, novela). He participado de antologías nacionales y bilingües, en Italia, Brasil, Jordania y Rumania.
He escrito para medios de prensa en Chile y México, Prensamerica y CONAPE.
Embajadora de Paz por el Cercle Univ. Ambassadeurs de la Paix (Franco – Suizo). Embajadora de Paz por Mil Milenio de Paz. Rep. Argentina.  Embajador de la palabra, por el Museo de la Palabra en España.
Miembro vitalicio del Palacio del Poeta con sede en Quito, Ecuador.
Miembro de Honor de la Cátedra para la Paz, del Parlamento Internacional de los Estados para Seguridad y Paz, afiliada a la ONU.
He impartido charlas de cultura de paz en centros de enseñanza y deportivos. Prologué más de setenta libros de autores nacionales e internacionales. He sido jurado de varios concursos literarios.
He participado en exposiciones pictóricas en Municipio de la Paz, Intendencia de Montevideo y Anexo del Palacio Legislativo.
He presentado una innumerable cantidad de libros en diferentes espacios de autores nacionales e internacionales.
He recibido varios premios a mi obra y a mi actividad, destacando entre ellos, Bandeja de Diputados y Constitución de la República, en el Congreso Argentino y Personaje nacional e internacional de la Cultura en el Palacio Legislativo, Salón de los Pasos Perdidos.

Preguntas

1- Qué fue lo que te inspiró a escribir poesía? ¿Recuerdas el momento exacto en que te diste cuenta de que las palabras podían ser un refugio o una rebelión?


Comencé a escribir poesía para ayudar a mi hijo en un concurso literario de poesía en el liceo cuando él estaba en quinto o sexto año de bachillerato, ahí fue la primera vez que escribí una poesía y resultó que la poesía ganó un premio me emocioné mucho y eso fue mi comienzo en la poesía ya antes había incursionado en el cuento pero la poesía fue ese el detonante de que yo empezara a escribirla.


2- ¿La poesía surge más del dolor o del asombro? Y en tu caso ¿cuál de los dos es más a menudo la chispa?


La poesía surge más del dolor porque es un sentimiento más intenso que el asombro si bien también escribimos desde el asombro y también escribimos desde el amor desde la ilusión, la esperanza, el dolor es un sentimiento tan profundo, tan intenso, tan íntimo, que despierta muchas emociones que nos sacuden el alma y nos llevan a volcar tantos sentimientos en un papel en forma de poesía.


3- ¿Cuánto de ti, de tu vida real, hay en tus versos? ¿Y cuánto es invención, máscara, sueño?


En mi poesía hay mucho de mi vida real en los poemas de amor principalmente y en los poemas tristes últimamente aunque a veces los escritores también llegamos a inventar. Nos situamos en situaciones conocidas y reflejamos nuestras emociones ante ellas, pero generalmente son nuestras emociones, nuestros sentimientos los que volcamos en un poema.


4- Escribir poesía hoy: ¿lo consideras un acto de resistencia, de belleza o de supervivencia?


Escribir un poema yo creo que es una conjunción de las tres, es un acto de resistencia que tiene que vestirse de belleza, pero que nos ayuda también para poder sobrevivir a la emocionalidad, a la sensibilidad, que tenemos los poetas. Poder expresar al mundo lo que tenemos dentro lo que pensamos, lo que sentimos, lo que soñamos, lo que anhelamos, dejar plasmados nuestros amores, nuestros desamores, nuestra felicidad y nuestra tristeza Escribir un poema es una forma de sobrevivir a la vida de resistir a la existencia pintándola de belleza.


5- ¿Alguna vez has censurado un poema, o una parte de ti mismo, por miedo a que fuera “demasiado”? ¿Y qué significa para ti exponerte a través de la escritura?

No nunca censuré un poema, lo que la inspiración dicta es lo que uno tiene que escribir y una vez que volcamos nuestros sentimientos al papel ya deja de ser nuestro para pertenecer al mundo.
Creo que todos los poetas nos exponemos pero si un verso, una estrofa, o todo un poema llega a sensibilizar al lector, valió la pena escribirlo valió la pena exponerse


6- ¿Qué papel juega el silencio en tu creatividad? ¿Qué sucede dentro de ti en los momentos en que las palabras fallan?


No siempre necesito silencio para desarrollar mi creatividad, muchas veces en medio del bullicio de la tarea diaria surge una idea, una frase, un verso que despierta un poema que logro escribir fluidamente.
No sucede muy a menudo que las palabras fallen, pero pienso que esos periodos cortos, en mi caso, es donde la inspiración queda como dormida. Se
asemejan a un rosal en donde algunas veces nos deslumbran con las rosas más hermosas y de diferentes tamaños, otras veces la vemos florecer menos y otras tenemos que esperar a que lleguen esas flores. Pero sabemos que siempre volverán a florecer.


7- En un mundo cada vez más rápido y superficial, ¿crees que la poesía todavía puede cambiar algo, dejar una huella concreta?


En todas las épocas la poesía ha dejado huella. Es verdad que este mundo cada vez gira más rápido y es más superficial, pero tengo la certeza de que la poesía sigue movilizando sentimientos, inundando el alma de los que la escribimos y de muchos que la leen y se identifican con ella. Creo que si tan solo podemos cambiar y dejar huella en alguna persona que nos haya leído, ya hemos contribuido con nuestro granito de arena, para que la poesía realice el cambio que el mundo necesita.


8- Si pudieras hablar con tu yo adolescente a través de un solo poema, ¿cuál elegirías y por qué?


No creo poder elegir solamente un poema para hablar con mi yo adolescente. Necesitaría varios, algunos que hablaran de amor porque tuve y tengo mucho amor en mi vida, otros que hablaron de esperanza, porque siempre hay esperanza en nuestro transitar por la mundo, y alguno que hablara de resiliencia, porque muchas veces debemos colgar la vida al hombro y seguir avanzando a pesar del dolor, de la tristeza, de los infortunios, porque la vida continúa y siempre vale la pena vivirla.


Poemas

1- DESCÍÑEME AHORA

Desciñe la noche que cubre mis hombros
desflora los pétalos de este cuerpo dormido
respira mi aliento al compás del tuyo,
recorre mi seno y anida tus bríos.

Desciñe mi espalda con olas gigantes,
arrebata la ausencia con  versos mullidos,
doblega las grietas quebrando el espacio
que gestan auroras  que no hemos vivido.

Descíñeme ahora y descansa en mi vientre
hazme prisionera, esclava de tu boca,
que los versos florezcan en cálices valientes
que destellen la tierra y que pinten tus horas.

Descíñeme ahora y arrebata mi alma
y siembra palabras que trasciendan la historia
el verso guerrero, la letra valiente,
tu revolución de besos que a mí me enamoran.


2- TUS LABIOS EN LOS MÍOS

En la noche llegó el viento enamorado,
en sus brotes me cubrió con mil suspiros
y fui envidia de la luna entre tus brazos
y fui vida en las aguas de tu río,
me llevaste al paraíso de tu mano
a lugares que jamás había ido,
me alagaste con un ramo de emociones
y fundiste tus latidos a los míos.

Y sentí que la noche era plena
y que nuestros eran todos los caminos
y sentí tu fragancia en mi pelo
y sentí que eras tú en mi destino
y sentí que tus ojos poco a poco
se encendían al mirase en los míos
y sentí el aroma de las flores
al sellar tus labios en los míos.



3- A VECES

A veces la vida queda estática,
como un día sin viento, sin brisa,
sin sonrisas, ni miradas cómplices.
Y llegan las horas estrictas y sigilosas
donde descarrilan las ilusiones
y la esperanza vuela lejos… muy lejos
dejando las manos vacías
y el alma en carne viva.
Y hay que cargar la vida al hombro
y seguir avanzando
porque no hay otra alternativa
porque la única posibilidad
es vivir, recordar y tratar de ser feliz.

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Il prof Kareem Abdullah -Iraq dalla lettura   stilisticamente critica del dipinto: “Offerta di amore eterno” – scrive, della poetessa e artista Rajashree Mohapatra – India.

Fotomontaggio con l’artista Rajashree Mohapatra, l’opera d’arte e il prof Kareem Abdullah -Iraq

Una lettura stilisticamente critica del dipinto: “Offerta di amore eterno” – dalla poetessa e artista Rajashree Mohapatra – India.
Da: Karim Abdullah – Iraq.

Il dipinto “Offerta di amore eterno” dell’artista e poetessa indiana Rajashree Mohapatra possiede qualità artistiche che riflettono una miscela magistrale di simbolismo culturale e stile visivo stupefacente. Attraverso le osservazioni fatte sul dipinto, che uniscono profondità poetica e spirituale, siamo invitati in un mondo di contemplazione artistica, rivelando sia dimensioni estetiche e simboliche che emergono dalle sue pennellate creative.

La donna: un simbolo di bellezza e santità
Il dipinto si apre con un’immagine vivida di una donna adornata nel miglior abbigliamento tradizionale indiano, i suoi lunghi capelli neri che scorrono graziosamente lungo la schiena. Questa donna rappresenta una femminilità radiosa e un’antica autenticità. In piedi di fronte a un tempio, con il suo corpo rivolto lontano da noi, crea un equilibrio visivo tra l’umanità e il sacro. La sua posizione incarna un atto spirituale che evoca serenità e tranquillità, rafforzando il suo ruolo di figura di riverenza e grazia.

I fiori: un linguaggio simbolico con un significato profondo
Nelle sue mani, la donna tiene un bouquet di fiori di loto rosa, una pianta profondamente legata alla spiritualità indiana. Il loto è visto come un simbolo di purezza e illuminazione spirituale. La scelta di questi particolari fiori non è casuale, in quanto esprimono amore eterno e pace interiore. La donna che li tiene rappresenta lo spirito di donazione e purezza, che aggiunge una dimensione di profondità sia religiosa che poetica al dipinto. I brillanti fiori di loto rossi che si innalzano accanto a lei simboleggiano l’amore appassionato e il coraggio, creando un equilibrio tra bellezza e forza.

Il tempio: la presenza mistica nel contesto spaziale
La donna sta davanti a un antico tempio incastonato tra gli alberi, circondato da un’atmosfera tranquilla. Il tempio, con la sua architettura senza tempo, suggerisce una connessione al passato, aggiungendo un’aura mitica alla scena. Mentre il tempio appare lontano, la donna, rappresentante dei rituali spirituali, rimane vicino ad esso in una posizione meditativa, riflettendo il profondo rapporto tra umanità e spiritualità.

Lo spazio e l’atmosfera spirituale
L’artista usa spazi ampi per evocare un senso di chiarezza spirituale e armonia interiore. Il cielo calmo e l’ambiente sereno contribuiscono a un senso di quiete e tranquillità, che si riflette nell’espressione della donna. Con gli occhi chiusi in una profonda contemplazione, aggiunge un elemento di mistero e spiritualità al dipinto, invitando lo spettatore a immergersi in questo spazio sacro e riflettere sul suo messaggio più profondo.

Tecniche stilistiche e simbolismo
Tecnicamente, l’artista impiega colori tenui e sottili che fanno la transizione tra toni chiari e ombre delicate, dando alla pittura profondità e ricchezza visiva. La luce si diffonde delicatamente attraverso i colori, migliorando il senso di trasparenza e luminosità interiore-un elemento spesso trovato nell’arte spirituale.

La donna del dipinto, nella visione dell’artista, incarna il simbolo della sacralità e della bellezza eterna. La sua scelta di fiori di loto e la struttura geometrica del tempio la collocano al centro del concetto di “santità”, dove sembra che l’artista intenda rappresentare un momento di devozione spirituale e di totale abbandono al sacro.

Conclusione
Attraverso la sua composizione simbolica e spaziale, l’artista Rajashree Mohapatra in “Offering of Eternal Love” esprime la nozione di amore senza tempo e di abbandono spirituale che trascende i confini materiali del mondo.
Il dipinto non è solo una rappresentazione visiva, ma un viaggio interiore verso la pace spirituale, invitando lo spettatore a immergersi nella contemplazione e riflettere sul rapporto tra l’umanità e il divino.


A Stylistic Critical Reading of the Painting: “Offering of Eternal Love” – by the Poet and Artist Rajashree Mohapatra – India.
By: Karim Abdullah – Iraq.

The painting “Offering of Eternal Love” by the Indian artist and poet Rajashree Mohapatra possesses artistic qualities that reflect a masterful blend of cultural symbolism and stunning visual style. Through the observations made about the painting, which combine poetic and spiritual depth, we are invited into a world of artistic contemplation, revealing both aesthetic and symbolic dimensions that emerge from her creative brushstrokes.

The Woman: A Symbol of Beauty and Sanctity
The painting opens with a vivid image of a woman adorned in the finest traditional Indian attire, her black long hair flowing gracefully down her back. This woman represents radiant femininity and ancient authenticity. Standing in front of a temple, with her body turned away from us, she creates a visual balance between humanity and the sacred. Her stance embodies a spiritual act that evokes serenity and tranquility, reinforcing her role as a figure of reverence and grace.

The Flowers: A Symbolic Language with Profound Meaning
In her hands, the woman holds a bouquet of pink lotus flowers, a plant deeply connected to Indian spirituality. The lotus is seen as a symbol of purity and spiritual enlightenment. The choice of these particular flowers is no accident, as they express eternal love and inner peace. The woman, holding them, represents the spirit of giving and purity, which adds a dimension of both religious and poetic depth to the painting. The bright red lotus flowers rising beside her symbolize passionate love and courage, creating a balance between beauty and strength.

The Temple: The Mystical Presence in the Spatial Context
The woman stands before an ancient temple nestled among trees, surrounded by a peaceful atmosphere. The temple, with its timeless architecture, suggests a connection to the past, adding a mythical aura to the scene. While the temple appears distant, the woman, representing spiritual rituals, remains close to it in a meditative stance, reflecting the profound relationship between humanity and spirituality.

The Space and Spiritual Atmosphere
The artist uses expansive spaces to evoke a sense of spiritual clarity and inner harmony. The calm sky and serene environment contribute to a sense of stillness and tranquility, which is reflected in the woman’s expression. With her eyes possibly closed in deep contemplation, she adds an element of mystery and spirituality to the painting, inviting the viewer to immerse themselves in this sacred space and reflect on its deeper message.

Stylistic Techniques and Symbolism
Technically, the artist employs soft, subtle colors that transition between light tones and delicate shadows, giving the painting depth and visual richness. The light gently scatters across the colors, enhancing the sense of transparency and inner glow—an element often found in spiritual art.

The woman in the painting, in the artist’s view, embodies the symbol of sacredness and eternal beauty. Her choice of lotus flowers and the geometric structure of the temple situate her at the heart of the concept of “sanctity,” where it seems the artist intends to depict a moment of spiritual devotion and complete surrender to the sacred.

Conclusion
Through her symbolic and spatial composition, artist Rajashree Mohapatra in “Offering of Eternal Love” expresses the notion of timeless love and spiritual surrender that transcends the material boundaries of the world. The painting is not merely a visual representation but an internal journey toward spiritual peace, inviting the viewer to immerse in contemplation and reflect on the relationship between humanity and the divine.

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Il prof Kareem Abdullah -Iraq esegue una lettura stilisticamente critica del dipinto: “Offerta di amore eterno” – dalla poetessa e artista Rajashree Mohapatra – India, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Eva Lianou Petropoulou e due sue poesie

Foto cortesia di Eva Lianou Petropoulou – Grecia


Ecco la mia poesia

Devo scrivere una poesia
Una poesia che serva da pacificatrice
tra Dio e l’umanità
tra fratelli e sorelle
tra me stessa e il mio umore

Devo trovare i versi
Essere completamente diversa dal passato
e così nuova da adattarsi al presente

Ho bisogno di una verità
giustificata e accettata

Ho bisogno di scrivere una nuova storia
un nuovo libro sulla vita

Ogni singolo giorno è una nuova scoperta
Le persone diventano malvagie
Il fallimento si verifica a così tanti livelli
e l’amore viene sostituito dal cibo

Le persone sono divise
tra coloro che amano il cibo
tra coloro che amano l’umanità

Ho bisogno di scrivere una poesia sulla paura
e sull’oscurità

Ma molte stelle brillano
Quindi non dobbiamo avere paura dell’oscurità.
Ma abbiamo sicuramente bisogno di riorganizzare nella nostra mente cosa sia l’ignoto?

Le persone sono divise
Tra coloro che amano il cibo
tra coloro che amano l’umanità

È così difficile pensare con lo stomaco pieno
Le persone hanno dimenticato di amare e diventano
schiave del loro stomaco
piccoli servitori di questo grande stomaco
che non può filtrare nulla

La poesia unisce le persone
La poesia viaggia più veloce delle parole sconosciute che rimangono non nate
nella mente di un autore…

Bisogno di scrivere una poesia
sulla felicità
il sorriso dei bambini

Il viaggio che non finisce mai…

Chi è il capitano della barca?

©®Eva Petropoulou Lianou


Una poesia per la FAME…

1.
Fame
Eva Petropoulou Lianou

Mi fanno male i denti
Fame al mattino
Al pomeriggio
A tarda notte

Umani mangiano umani
con i loro occhi
con le loro orecchie
E ne vogliono di più
dopo aver lasciato le ossa
in mezzo alla strada

…….



Fame
Una virtù che può uccidere l’uomo più gentile

La fame
è la curiosità per la vita dell’altro
come se io non avessi vita
come se non avessi alcun interesse a creare un futuro migliore

Impara a mangiare e mangiare
nelle case degli altri
quando non ci sono.

Impara ad andartene
nella loro ombra
Mi chiedo perché dobbiamo usare il pane o il cucchiaio

È molto meglio con le mie mani
Le mie bianche mani innocenti
Mangiando parole
Mangiando notizie
Mangiando bugie
Mangiando promesse
Mangiando come se il domani non arrivasse mai
Il passato non finirà mai…

©®Eva  Petropoulou Lianou
Candidato ufficiale al Premio Nobel per la Pace 2024
Pluripremiata Scrittrice di letteratura per bambini
Poeta internazionale



Here my poem


I need to write a poem
A poem that will serve as peacekeeper
Between the God And Humanity
Between the brothers and sisters
Between my self and my mood

I need to find the verses
Be completely different from the past
And so new to fit in the present

Need to have one truth
Justified and accepted

Need to write a new story
A new book about the life

Every single day is a new discovery
People become evil
Failure earn in so many levels
And love is replaced with food

People are divided
Between those who love the food
Between those who love the humanity

Need to write a poem about the fear
And the dark

But many of stars are shining
So must not affraid of darkness. But definitely need to re organize in our mind what the unknown is like?

People are divided
Between those who love the food
Between those who love the humanity

Is so, difficult to think with the stomach full
People forgot to love and they become
Slaves of their stomach
Little servants of this great stomach
That cannot filtre anything

Poetry unites people
Poetry travels more fast than the unknown words, that remain unborn
In the mind of an author…

Need to write a poem
About the happiness
The smile of the childrens

The journey that never ends….

Who is the captain of the boat??

©®Eva Petropoulou Lianou


A poem for HUNGER….

1.
Hunger
Eva Petropoulou Lianou

My teeth hurting
Hunger at the morning
At the afternoon
Late at night

Human eat human
With their eyes
Their ears
And want it more
After left the bones
In the middle of the street


…….

2nd

Hunger
A virtue that can kill the most kind man

Hunger
is the curiosity of the life of the other
As i have no life
As i have no interest in creating A better future

Learn to eat and eat
To the others houses
When they are not in.

Learn to leave
In their shadows
I wonder why we must use forg or spoon

Is much better with my hands
My white innocent hands
Eating words
Eating news
Eating lies
Eating promises
Eating like the tomorrow will never come
The past will never end….

©®Eva Petropoulou Lianou
Official candidate for Nobel Peace prize 2024
Multi AwardedAuthor children literary
International poet  

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Dr Prasana Kumar Delai -India condivide alcune sue poesie

Foto cortesia del Dr Prasana Kumar Delai -India


RIMANGO IN SILENZIO!

Anche se rimango in silenzio senza dire una parola,
Il tuo amore, il tuo viso e il tuo sguardo cresceranno e brilleranno.
Sono testimone del tuo amore, con gli occhi bassi.
E tutta la tua grazia indica la profondità.
Qualcuno ha rubato il tuo cuore e la tua mente.
Ogni volta che il ricciolo dei tuoi capelli cade,
Appari ancora più bella, come una fata.
Con un sorriso angelico leggo nei libri.
Desidero rimanere per sempre solo nella tua anima.
Nella mente e nel petto, tra le braccia e nell’abbraccio.
E nei tuoi occhi e nei tuoi ricordi illimitati.

©️®️Dr Prasana Kumar Dalai@India.


DOLORE PER TUTTA LA VITA!

Camminando da solo, ti ho incontrata
Diluviava e ti perdesti da qualche parte
Come se un sogno fosse svanito lontano da me
Ed è un po’ difficile dimenticarti ora
In un attimo sei diventata la mia vita
Poi mi hai dato dolore per tutta la vita
Nella notte di pioggia il mio cuore si è spezzato
Ricordo il tuo viso bagnato che appariva splendido
Non hai mai rivissuto i ricordi
Mi sembra di sentirti qui stasera
Come nel tempo te stessa  eri una volta
Il mio viaggio d’amore ha catturato gli sguardi malvagi
La lingua è silenziosa mentre il mio cuore si spezza
Sembri felice e non sei mia.

©️®️Dr Prasana Kumar Dalai@India.


PIÙ CHE MAI PRIMA D’ORA!

La Dea della purezza tu sei per me
Io faccio schiudere il dolore e anche il piacere
Il mio sonno spesso si interrompe per la prima volta
E vedo il mattino strofinandomi gli occhi
La luce del sole diventa più luminosa con te
Il mio giorno sorge da dietro le nuvole leggere
Il chiaro di luna mi lenisce con tutta la sua grazia
Il mio umore vibrante si nasconde dentro di me
Se mi incontrassi, la tristezza sarebbe mia
Ti consolerei anche se sono a pezzi
Le mie stelle si spezzano e iniziano a cadere senza sosta
Desidero sempre di più il tuo cuore novizio
Cova in me più che mai.

©️®️Dr Prasana Kumar Dalai@India


LA SPERANZA NON BRUCIA MAI!

Verso quella terra di fata turchina dove la luna sorride
Andrò a indossare il mio abito preferito in questa terra verde
Dove l’insieme dei fiori sorride vivacemente
E la vite argentata sboccia con boccioli di diamante
Dove in una foresta un uccello dorato porta l’estasi
In una barca fatta di nuvole fluttuanti che vanno alla deriva nel cielo
Dove la speranza non brucia mai e il loto non piange mai
La vita sulla terra, piena di separazioni e unioni, non è mai un sogno
Costruita con verità e sogni, disillusa solo dai sogni
Ingannato dalla verità ingannevole, non schiacciarmi come un fiore.

©️®️Dr Prasana Kumar Dalai@India


Lettura e traduzione poetica in italiano di Elisa Mascia: poetessa, scrittrice, promotrice culturale nel mondo



I REMAIN SILENT !

Even if I remain silent without any word
Your love ,face and gaze ‘ll grow & glow
I am witness to your love ,downcast eyes
And all your grace indicates the depth
Someone has stolen your heart & mind
Whenever the swirl of your hair falls
Even more beautiful you look, like a fairy
With cherubic smile I read in the books
I cherish to stay forever only in your soul
In mind and bosom , arm and embrace
And in your eyes & memories unlimited.

©️®️Dr Prasana Kumar Dalai@India.

GRIEF FOR THE LIFE TIME !

Walking alone ,I did come across you
It poured and you got lost somewhere
As if a dream had passed away from me
And it’s a bit hard to forget you now
Just in a moment you became my life
Then you gave grief for the life time
On the rainy night my heart was broken
I remember your wet face looking great
You have never gone through memories
I feel like feeling you here this evening
As you and the very weather used to be
My journey of love caught the evil eyes
Tounge is silent though my heart breaks
You look happy and you are not mine.

©️®️Dr Prasana Kumar Dalai@India.

MORE THAN EVER BEFORE !

The Goddess of purity you are to me
I do hatch pain and my pleasure as well
My sleep often breaks for the first time
And I see the morn by rubbing my eyes
The sun light becomes brighter with you
My day rises from behind the thin clouds
The moonlight soothes with all the grace
My vibrant mood is hiding nearby me
If you met me, sadness would be mine
I would console you though I’m broken
My stars break to start falling nonstop
I want your novice heart more and more
It incubates in me more than ever before.



©️®️Dr Prasana Kumar Dalai@India

HOPE NEVER BURNS !

To that land of blue fairy where the moon smiles
I ‘ll go wearing my favourite suit in this green earth
Where the assembly of flowers smile sprightly
And the silver vine blooms with diamond buds
Where in a forest a golden bird brings ecstacy
In a boat made of floating clouds drifting along the sky
Where hope never burns and the lotus never cries
Life on earth full of separation and union is never a dream
Built with truth and dreams, disillusioned by the dreams only
Fooled by the deceptive truth, crush me not like a flower.

©️®️Dr Prasana Kumar Dalai@India

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Il poeta Dr Prasana Kumar Delai – India condivide alcune sue poesie, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Danijela Cuk e una sua poesia

Foto cortesia di Danijela Cuk

UNA DONNA SPECIALE

Tu…una bellissima donna,
che porta la tua forza con sfida,
che nemmeno tutte le tempeste della vita possono
sconfiggi il sorriso sul tuo viso…
Quel sorriso che ti ha vestito le labbra
in un colore speciale,
e tuttavia dietro il quale si nascondono così tanti segreti…

Tu leonessa che percorri i mari delle tue sfide,
nonostante me stesso e tutti quelli che mi circondano,
che hanno calpestato ma non hanno calpestato,
che stavano rompendo ma non rompendo…

Tu che trasformi i tuoi difetti in perfezione,
e non te ne vergogni, ma li sopporti con coraggio,
proprio come le virtù che ti rendono ciò che sei…

Tu sei semplicemente così imperfettamente perfetto,
Stai bruciando di vita come una valanga,
Come un uragano pulisci tutto ciò
che ti purifica…

E respiri, e vivi, e ami,
così modesto eppure ricco,
abbastanza per la tua felicità
e allo stesso tempo continui a viaggiare ambiziosamente
ancora alla ricerca di me stesso.

E questo non è un peccato…
Viaggia perché la vita è un viaggio,
lunga ma di breve durata…
Quindi, sfrutta al meglio ogni giorno,
Tu, meraviglioso viaggiatore della vita…

Approfitta di ogni giorno per viaggiare…
Perché non sai mai quando ti troverai di fronte a un muro!

Daniela Cuk

Valbona Jakova e la sua poesia recensita da Robert Martiko

Foto cortesia di Valbona Jakova e Robert Martiko


KUR NUK KËRKOHET SHPËTIM APO NGUSHËLLIM, POR THJESHT DËSHMOHET BOTA ASHTU SIÇ ËSHTË, E ZHVESHUR, E FTOHTË, REALE.
Rreth poezisë “Kënga e ëmbël e dunave”, me autore Valbona Jakova
Poezia “Kënga e ëmbël e dunave” është një meditim mbi përjetimin e kohës, rrënjët e qenies dhe kufijtë e ekzistencës njerëzore në përballje me natyrën e amshuar dhe të pamëshirshme. Në strukturën e saj poetike, ajo ndërthur imazhe të fuqishme të natyrës, sidomos të shkretëtirës dhe dunave, si metafora të harresës, kalimit të kohës dhe shpërbërjes së kujtesës. Filozofikisht, kjo poezi mund të lexohet si një reflektim mbi përkohësinë e jetës njerëzore dhe përpjekjen për të gjetur një domethënie në kufijtë e harresës, duke u endur në territore ku historia është vetëm jehonë dhe materia bëhet gjurmë e një shpirti të humbur.
Figura e trupit të hapur të çasteve, që zbërthejnë të tashmen, është një imazh që në fenomenologji sugjeron përjetimin e kohës si një përbërje çastesh të shpalosura, njëkohësisht të pranishme dhe të kaluara. I ngjan konceptit të Bergson për “kohën e pastër” (la durée), që nuk matet në mënyrë mekanike, por përjetohet si një rrjedhje e brendshme, si një vetëdije që kapërcen ndarjen klasike ndërmjet së tashmes dhe së kaluarës. Përshëndetja e dikurshme që “ngjallet për të shëruar fjalë” lë të kuptohet për rolin e kujtesës, që ndonëse e zhdukur, ringjallet përmes gjuhës dhe ndjesisë poetike si një mënyrë për të kapërcyer boshllëkun e humbjes.
Pjesa tjetër e poezisë e thellon këtë përjetim duke e vendosur shpirtin në një vend ku koha dhe hapësira ndahen nga forca-arketip si dielli, era, shkretëtira, entitete që gjykojnë, përvëlojnë, shkatërrojnë dhe ruajnë. Këto janë simbole të përjetësisë natyrore, që sfidojnë subjektin njerëzor. Shpirti që “derdhej në një figurë hyjnore” mund të lexohet si një përpjekje për t’u bashkuar me një realitet që e kapërcen materien, një gjendje të ndërmjetme ku vetë qenia synon të dëgjojë jehonën e vetvetes në përjetësi.
Jehona e hapave të udhëtimit dhe kockat që kërkëllijnë mbi dunat janë imazhe të prekshme të historisë së humbur, të kalimit të njerëzve mbi tokën që nuk i mban mend me emra, por vetëm si tinguj, si dridhje të largëta. Poezia futet në një rrjedhë që mund të shihet si tragjike, ku liria e njeriut është gjithmonë e kërcënuar nga fati i pashmangshëm i harrimit dhe shkatërrimit, ashtu siç sugjeron edhe jehona përpëlitëse në fund, ku çdo kujtim bëhet pluhur dhe këngë e hidhur e dunave natën.
Në strofën e fundit, poezia nxjerr në pah një shpirt që nuk pranon të ndërtojë iluzione mbi atë që është tashmë e fikur -nuk ndërton “grataçela në zemra të vdekura”, por qëndron i zhveshur përballë një bote që ekziston pa zbukurime dhe pa pretendime shpëtimi. Kjo nuk është më një thirrje për kthim te ndjeshmëria njerëzore, por një pohim i qetë i asaj që është: dunat që këndojnë, lule të përgjakura që shuhen, gishta që numërojnë tinguj -të gjitha janë shenja të një realiteti që vepron dhe shfaqet pa nevojën për domethënie të jashtme. Poezia nuk kërkon shpëtim nga harresa, as nuk i jep një zë nostalgjisë: ajo dëshmon mënyrën e të qenit të botës -të ftohtë, të pavarur, të bukur në thyerje -ku edhe kujtimi është vetëm një dridhje e përkohshme mbi sipërfaqen e kuarcit.








QUANDO NON SI CERCA SALVEZZA O CONSOLAZIONE, MA SEMPLICEMENT IL MONDO VIENE TESTIMONIATO COSÌ COM’È, NUDO, FREDDO, REALE.
Intorno alla poesia “Il dolce canto delle dune”, di Valbona Jakova
La poesia “Il dolce canto delle dune” è una meditazione sul vivere del tempo, sulle radici dell’essere e sui limiti dell’esistenza umana di fronte alla natura eterna e spietata. Nella sua struttura poetica, lei riesce a intrecciare potenti immagini della natura, in particolare del deserto e delle dune, come metafore dell’oblio, del passare del tempo e della dissoluzione della memoria. Filosoficamente, questa poesia può essere letta come una riflessione sulla caducità della vita umana e sul tentativo di trovare un significato ai confini dell’oblio, vagando in territori dove la storia è solo un’eco e la materia diventa la traccia di un’anima perduta.
La figura del corpo aperto degli istanti, che dispiega il presente, è un’immagine che in fenomenologia suggerisce l’esperienza del tempo come una composizione di momenti in dispiegamento, simultaneamente presenti e passati. Assomiglia al concetto bergsoniano di “tempo puro” (la durée), che non viene misurato meccanicamente, ma viene vissuto come un flusso interiore, come una coscienza che trascende la divisione classica tra presente e passato. Il saluto di un tempo che “sorge per guarire le parole” allude al ruolo della memoria, che, sebbene estinta, viene rianimata attraverso il linguaggio e il sentimento poetico come mezzo per superare il vuoto della privazione, della perdita. Il resto della poesia approfondisce questa esperienza collocando l’anima in un luogo in cui tempo e spazio sono separati da forze archetipiche come il sole, il vento, il deserto, entità che giudicano, bruciano, distruggono e proteggono. Questi sono simboli dell’eternità naturale, che sfidano il soggetto umano.
L’anima che “si riversa in una figura divina” può essere letta come un tentativo di unione con una realtà che trascende la materia, uno stato intermedio in cui l’essere stesso aspira a percepire l’eco di sé nell’eternità.
L’eco dei passi del viaggio e le ossa che scricchiolano sulle dune sono immagini tangibili di una storia persa, del passaggio di uomini su una terra che non li ricorda per nome, ma solo come suoni, come vibrazioni lontane. La poesia entra in un flusso che può essere visto come tragico, dove la libertà umana è sempre minacciata dall’inevitabile destino di oblio e distruzione, come suggerisce l’eco convulso alla fine, dove ogni ricordo diventa polvere e il canto amaro delle dune di notte.
Nell’ultima strofa, la poesia rivela un’anima che si rifiuta di costruire illusioni su ciò che è già estinto – non costruisce “grattacieli in cuori morti”, ma si erge nuda di fronte a un mondo che esiste senza ornamenti e senza pretese di salvezza.
Non si tratta più di un invito a tornare alla sensibilità umana, ma di una silenziosa affermazione di ciò che è: dune cantore, fiori insanguinati che appassiscono, dita che contano i suoni: sono tutti segni di una realtà che agisce e appare senza bisogno di significati esterni.
La poesia non cerca la salvezza dall’oblio, né dà voce alla nostalgia: testimonia il modo d’essere del mondo – freddo, indipendente, bello nella sua vulnerabile fragilità – dove persino la memoria è solo un fugace tremolio sulla superficie del quarzo.


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Continua con Pietro La Barbera ed Elisa Mascia Alla ricerca della vera bellezza ospite del 18-5-2025 : Sabrina Morelli, poetessa e promotrice culturale – Italia

Foto screenshot dell’ inizio del programma Alla ricerca della vera bellezza con Sabrina Morelli, Pietro La Barbera ed Elisa Mascia -Italia

Biografia
Sono nata a Roma, ho conseguito gli studi classici nell’anno 1989 presso il Liceo Giosuè Carducci. Quelli giuridici nell’anno 1993 presso l’Università Sapienza di Roma, senza però esercitare la professione di avvocato, perchè mi sono appassionata all’informatica.
Ho seguito il triennio nell’anno 1990 presso la Wall Street Institute di Roma come programmatrice di linguaggio C Cobol, Unix e programmi Windows.
Sono madre di due splendidi ragazzi e purtroppo vedova da settembre 2020.
Dopo la morte di mio padre e la malattia di mio marito, nel 2018 ho iniziato a scrivere poesie, un amore per la letteratura che mi ha accompagnato sin dai miei studi classici sopratutto negli autori come Saffo, Platone, Boudelaire, Alda Merini.
Sono amministratore di due gruppi poetici e faccio parte di altri gruppi che mi hanno conferito diversi premi letterari.
Mi reputo un cantautrice dell’anima, la mia poesia varia dall’amore al dolore.
Il mio scopo è comunicare le mie sensazioni e condividerle con chi mi segue e riconosce attraverso I miei versi la loro intensità.

COLLABORAZIONI
– Attualmente lavoro come speaker radiofonica per un programma culturale su Radio Studio 107 Milano e come conduttore televisione su Lombardia TV e Sky.
– Membro del Senato Accademico dell’Accademia Culturale Internazionale Cartagine 2.0;
-Direttrice Dipartimento Radiofonico Accademia Tiberina di Roma;
– Socia a vita della Società Dante Alighieri;
– Accademico Associato Accademia Tiberina di Roma dal 2023;
– Giurata nella giuria estera del Festival Mondiale della poesia e narrativa club Kiwanis Castellammare di Stabia;
-Giurata nella giuria di poesia Internazionale Lettere Al Sempione 2024 con la Collaborazione casa editrice Orofino
-Vicepresidente Premio Letterario Europeo 2024;
– Vicepresidente Premio Parlamento europeo Comunicare          L’Europa.
-Membro Onorario di Wikipoesia;
-Socio Associazione Assosinderesi Award;
– Accademico Onorario Accademia di Letteratura e Arte Nazionale Ruggero II di Sicilia;
– Sono stata un’inviata pubblicista presso la Rivista d’arte e letteratura Live Show Magazine, attualmente scrivo per le testate web FAI.Informazione, LIVE Roma e Alessandria Today.
PREMI e CANDIDATURE
– Premio Boston Academy 2021 per l’antologia in inglese “That word called love” – CTL       Edizioni;
– Premio Spoleto Arte 2021;
– Premio Bassano Del Grappa 2021;
– Premio Menotti Art Festival di Spoleto 2022;
– Menzione di merito Habere Artem 2022;
– Premio Margherita Hack 2022;
– Premio Dickens 2022;
– Accademico Università AUGE 2023;
– Premio Internazionale Comunicare l’Europa 2023;
– Premio Spoleto Meeting Art 2023;
– Premio Biennale Di Milano 2023;
– Premio Dante e gli artisti Spoleto Arte 2023;
– Premio Modigliani 2023;
– Ambasciatore D’Arte 2023;
– Ambasciatore di pace e poesia nel mondo 2023;
– Premio Giovani Europei 2023;
– Premio Menotti Art Vallo Di Nera 2023;
– Selezionata per la vetrina di Casa Sanremo Writers 2023;
– Premio alla Carriera Letteraria Associazione San Zenobi concorso Litterae Florentinae 2023;
– Premio Accademico Accademia Cartagine 2.0 del Senato della Repubblica;
– Premio alla Carriera e Accademico D’Onore UNIVERSUM ACADEMY SWITZERLAND
– Candidata al Premio Strega Poesia 2023 con la Silloge dedicata ai malati di tumore “Un attimo di vita” Edizioni Pan Di Lettere gemellata con il Bambino Gesù per devolvere il 70% dei diritti d’autore alla costruzione di un centro Cure Palliative Pediatriche Fondazione ONLUS;
– Premio alla Carriera letteraria The Grand Award of Execellence “Tra le Parole e L’infinito” 2023;
– Quinto posto Premio Mondiale Nosside 2023
– Candidata al Premio Campiello 2023 con il romanzo “Sophìa la ragazza Indaco” della
DC Edizioni;
– Premio Costiera Arte 2023;
– Proposta al Premio Strega 2024 con la silloge Némesis Valenziani edizioni;
– Premio del Presidente Cygnus Aureus 2024;
– Secondo posto Silloge Inedita Premio Montefiore 2024
– Primo posto Premio Teresa Cognetta 2024
– Diploma D’onore Premio Internazionale per dire no alla violenza Il Canto di Dafne 2024
-Terzo Posto premio G.Belli – F.Lammi Accademia Tiberina di Roma.
– Secondo Posto Premio Internazionale Assosinderesi Awards.

La solitudine è un privilegio?
Purtroppo per me no, la mia solitudine è dovuta alla perdita di mio marito morto 5 anni fa ed alla perdita del mio papà, la solitudine mi spaventa devo essere sincera anche se ho due meravigliosi ragazzi e la mia mamma.
Sicuramente nei rapporti diventa un privilegio se ti permette di staccarti dalle persone aride la cui compagnia ti arreca solo dolore e sofferenza.

C’è più gioia quando ci si incontra?
Sicuramente sì, amo avere intorno a me tante persone buone e trasparenti, sono cresciuta in una famiglia del Sud con tavolate di 20 persone e tanti zii e cugini.
Amo la confusione, quella bella, le risate, gli abbracci.
Il mio lavoro di Accademica, Vicepresidente di diversi premi, conduttrice radio e TV poi mi permette di conoscere tanta bella gente che ti lascia sempre un’emozione diversa.

È giusto vivere per quello che si fa?
È giusto vivere senza dover subire soprusi, abbiamo lottato per avere libertà di pensiero e parola sempre nel rispetto altrui, il mio motto è non fare mai agli altri quello che non vorresti facessero a te, quindi nel mio lavoro e nelle mie collaborazioni io non mi sono mai imposta ma ho sempre condiviso.
Per me ha più valore il Noi dell’Io.

Si fanno più domande quando non ci sono risposte?
Le domande si dovrebbero fare sempre e dove non ci sono risposte ancora di più, perché la chiarezza nelle cose deve essere comunque al primo posto.

Quanto infastidisce l’assenza dell’ascolto?
A me tantissimo, io ascolto sempre tutti, perché ognuno può insegnare qualcosa che non conosciamo e viceversa.
Chi non ascolta non vive il prossimo ma lo usa, a prescindere il suo pensiero.

È meglio aggiungere vita al tempo?
È meglio aggiungere tempo alla vita, prendere il tempo e viverlo perché la vita fatta di corse continue senza dare tempo alla propria anima di rigenerarsi è un pezzo di vita perso, soprattutto mai dare per scontato il tuo tempo e la tua vita.

La fortuna esiste o si provoca?
Bella domanda, secondo me esiste una sorta di libro che è in teoria il nostro destino, però le pagine siamo noi a scriverle.
Sicuramente nel testo poi ci sono i soliti refusi che per me corrispondono alle cose brutte che accadono e che assolutamente vorresti cancellare, ma il libro è oramai già stampato.

È vero che chi ama non può essere razionale?
Per me chi ama e razionalmente irrazionale, si ama con la ragione del cuore e quel pizzico di euforia mentale che rende ogni rapporto un’opera geniale ma contraddittoria, del resto come lo è la vita.
La razionalità è solo un modo per studiare la maniera più intrigante di stupire chi ami in modo folle.

La poesia è più vicina all’animo quando è più profonda?
La poesia per me è la canzone dell’anima, segue le corde del nostro stato d’animo, briosa con sonetto o poemetto quando siamo felici, madrigale, prosa o rime più tecniche quando siamo tristi e più riflessivi.
Non c’è una regola, le parole arrivano dalla mente e vengono cantate dal cuore.
Sicuramente il dolore riesce a far vibrare ogni strumento della nostra esistenza in modo più profondo ed incisivo e per questo motivo possono nascere poesie o pensieri che difficilmente si dimenticano.

Poesie

Italiano

Un attimo di vita

Lo sento sulla pelle il tuo respiro,
un affanno di quel sospiro
che ci ruba il tempo.
L’eternità esiste,
sotto la carne persiste
in quell’anima che si invola,
che trasmuta fluendo
in un ciclo di energia alterno.
Ora non parlare,
regalami solo i battiti
di questo tuo cuore così stanco,
accanto a te ho capito
il valore di ogni cosa,
un autunno che sarà infinito.
Cercami tra il tuo sguardo
e il mio viso,
intreccia le tue dita
a quel barlume di una speranza
che tradendoci, non ha rubato
la dignità di ogni momento.
Vorrei fermare il mondo,
annullare ogni cronologia,
ogni stagione e avere
un continuo tramonto,
da guardare insieme,
da rivivere in un universo
tutto nostro in un immortale spazio.
In questo istante siamo solo noi,
possiamo esistere
oltre il limite del possibile,
in una mano
che si sfiora e cerca ancora,
un attimo di quella vita
che ti abbandona.





Un attimo d’autunno

Coriandoli si elevano
in un tramonto quasi etereo ove,
l’imbrunire incombe muto,
per dar all’estate il suo saluto.
Nuvole si bagnano
tra aride pendici
di un vento attonito,
ghirlande e messi
si adornano tra alloro e gherigli
di un tempo astenico.
Solingo e rauco
il grido agreste di un nuovo sole,
s’appresta ad adornar
di frusti d’oro viali
di ranuncoli e viole.
Vermiglio diviene
il solstizio di una nuova stagione,
come la vita che spegnendosi
si rincarna in un diversa astrazione.
Mutando il suo manto
l’estate si arresta e scompare,
in quell’attimo di autunno
che struggente incombe e traspare.

HO VISTO

Ho visto il mondo racchiuso in un respiro che si affanava alla vita, gracili occhi ridevano in un tramonto che sembrava eterno.

Ho visto la costanza nel voler essere sempre guerrieri, in quell’alterno mutare di un male che non perdona, ma consuma ogni singolo istante.

Ho visto piccoli sprazzi di luce divenire giganti, in un corpo che non grida ma divora attimi senza mai un lamento, solo quella preghiera che possa
condurli in un nuovo giorno.

Ho sentito la mia insulsa esistenza dinnanzi a tutto questo coraggio,
dove ogni mio pensiero diveniva inutile dispendio di una vita vera.

Ho visto la loro guerra, le carezze rubate prima del dolore, le ansie e quell’amore così potente da spezzare il buio di un destino tanto amaro.

Prima di loro la mia vista era opaca, velata da quell’esistenza che ci rende ciechi spettatori di noi stessi, non sappiamo cosa sia sorridere nonostante la morte sia nel cuore.

Ho visto bambini che nei loro letti sembravano fragili angeli pronti a volare verso un cielo stanco, eppure, nel loro viso nessuna felicità mi è parsa più intensa e terrena.

Io ho visto…. Quella dimensione che cambia ogni nostro valore definitivo e costante…

Io ho visto…. Quella forza di continuare ad essere imbattibili nonostante le inutili speranze.

Hola Hola gente maravillosa!!  ¡¡Feliz domingo!!
Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos.
Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida.
Junto a Pietro La Barbera continuamos  nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza” Hoy nos quedamos en Italia para conocer el alma especial de  Sabrina Morelli

Biografia

Nací en Roma, completé mis estudios clásicos en 1989 en el Liceo Giosuè Carducci. Los de Derecho en 1993 en la Universidad La Sapienza de Roma, sin ejercer la profesión de abogado, porque me apasionaba la informática.

En 1990 asistí al curso de tres años en el Wall Street Institute de Roma como programadora de programas en C, Cobol, Unix y Windows.
Soy madre de dos maravillosos niños y lamentablemente viuda desde septiembre de 2020.
Tras la muerte de mi padre y la enfermedad de mi marido, en 2018 comencé a escribir poesía, un amor por la literatura que me ha acompañado desde mis estudios clásicos especialmente en autores como Safo, Platón, Boudelaire, Alda Merini.
Soy administradora de dos grupos de poesía y formo parte de otros grupos que me han otorgado varios premios literarios.
Me considero una cantautora del alma, mi poesía va desde el amor hasta el dolor.
Mi objetivo es comunicar mis sentimientos y compartirlos con quienes me siguen y reconocen su intensidad a través de mis versos.
COLABORACIONES

– Actualmente trabajo como locutora de radio en un programa cultural en Radio Studio 107 Milano y como presentador de televisión en Lombardia TV y Sky.

– Miembro del Senado Académico de la Academia Cultural Internacional Cartagine 2.0;

-Director del Departamento de Radio de la Academia Tiberina de Roma;
– Miembro vitalicio de la Sociedad Dante Alighieri;

– Académico asociado de la Academia Tiberina de Roma desde 2023;
– Miembro del jurado extranjero del Festival Mundial de Poesía y Narrativa del club Kiwanis Castellammare di Stabia;

-Jurado en el Jurado Internacional de Poesía Cartas a los Sempione 2024 con la colaboración de la editorial Orofino

-Vicepresidente del Premio Literario Europeo 2024;

– Vicepresidente del Parlamento Europeo Premio Comunicar Europa.

-Miembro Honorario de Wikipoesia;

-Miembro de la Asociación Premio Assosinderesi;

– Académico Honorario de la Academia Nacional de Literatura y Arte Ruggero II de Sicilia;
– Fui corresponsal freelance de la revista de arte y literatura Live Show Magazine, y actualmente escribo para las revistas web FAI.Informazione, LIVE Roma y Alessandria Today.

PREMIOS Y NOMINACIONES

– Premio de la Academia de Boston 2021 por la antología en inglés “That word called love” – CTL Edizioni;

– Premio Spoleto Arte 2021;

– Premio Bassano Del Grappa 2021;

– Premio Menotti Festival de Arte de Spoleto 2022;

– Mención de Honor Habere Artem 2022;

– Premio Margherita Hack 2022;

– Premio Dickens 2022;

– Universidad Académica AUGE 2023;

– Premio Internacional Comunicar Europa 2023;

– Premio de Arte del Encuentro de Spoleto 2023;

– Premio Bienal de Milán 2023;

– Premio Dante y los artistas Spoleto Arte 2023;

– Premio Modigliani 2023;

– Embajador del Arte 2023;

– Embajador de la Paz y la Poesía en el Mundo 2023;

– Premio Jóvenes Europeos 2023;

– Premio Menotti Art Vallo Di Nera 2023;

– Seleccionado para la muestra Casa Sanremo Writers 2023;

– Premio a la Trayectoria Literaria Asociación San Zenobi Concurso Litterae Florentinae 2023;

– Premio Académico Accademia Cartagine 2.0 del Senado de la República;

– Premio a la trayectoria y académico honorario UNIVERSUM ACADEMY SWITZLAND

– Candidata al Premio de poesía Strega 2023 con la colección dedicada a los pacientes de cáncer “Un attimo di vita” Edizioni Pan Di Lettere se hermana con el Bambino Gesù para donar el 70% de los derechos de autor a la construcción de un Centro de Cuidados Paliativos Pediátricos Fundación ONLUS;

– Premio a la Trayectoria Literaria Gran Premio a la Excelencia “Entre las Palabras y el Infinito” 2023;

– Quinto puesto Nosside World Award 2023

– Candidata al Premio Campiello 2023 con la novela “Sophìa la chica índigo” de

Ediciones DC;

– Premio Costiera Arte 2023;

– Propuesta para el Premio Strega 2024 con la colección Ediciones Némesis Valenziani;

– Premio Presidente Cygnus Aureus 2024;

– Segundo puesto Colección Inédita Premio Montefiore 2024

– Primer lugar Premio Teresa Cognetta 2024

– Diploma Honorífico Premio Internacional por Decir No a la Violencia Il Canto di Dafne 2024

-Tercer Premio Premio G.Belli – Academia F.Lammi Tiberina de Roma.

– Segundo Lugar Premios Internacionales Assosinderesi.



Preguntas

¿Es la soledad un privilegio?
Lamentablemente para mí no, mi soledad se debe a la perdida de mi esposo que falleció hace 5 años y a la perdida de mi papá, la soledad me asusta tengo que ser honesta aunque tenga dos hijos maravillosos y a mi mamá.
Ciertamente en las relaciones se convierte en un privilegio si te permite desprenderte de personas áridas cuya compañía sólo te trae dolor y sufrimiento.

¿Hay más alegría cuando nos encontramos?
Definitivamente sí, me encanta tener mucha gente buena y transparente a mi alrededor, crecí en una familia del sur con mesas de 20 personas y muchos tíos y primos.
Me encanta la confusión, la bonita, la risa, los abrazos.
Mi trabajo como Académico, Vicepresidente de varios premios, conductor de radio y TV me permite entonces conocer mucha gente hermosa que siempre te deja con una emoción diferente.

¿Es correcto vivir por lo que haces?
Es correcto vivir sin tener que sufrir abusos, luchamos por tener libertad de pensamiento y expresión siempre con respeto a los demás, mi lema es nunca hagas a los demás lo que no quisieras que te hicieran a ti, por eso en mi trabajo y en mis colaboraciones nunca me he impuesto sino que siempre he compartido.
Para mí, nosotros somos más valiosos que yo.

¿Hacemos más preguntas cuando no hay respuestas?
Siempre hay que hacerse preguntas y donde no hay respuestas más aún, porque la claridad en las cosas debe venir siempre primero.

¿Qué tan molesta es la falta de escucha?
A mí me gusta mucho, siempre escucho a todos, porque cada uno puede enseñarnos algo que no sabemos y viceversa.
El que no escucha no vive el prójimo sino que lo aprovecha, independientemente de sus pensamientos.

¿Es mejor añadir vida al tiempo?
Es mejor agregarle tiempo a la vida, tomar el tiempo y vivirlo porque la vida hecha de continuas carreras sin darle tiempo a tu alma para regenerarse es un pedazo de vida desperdiciado, sobre todo nunca des por sentado tu tiempo y tu vida.


¿La suerte existe o se provoca?
Buena pregunta, en mi opinión existe una especie de libro que es en teoría nuestro destino, pero somos nosotros quienes escribimos las páginas.
Seguramente en el texto hay las típicas erratas que para mí corresponden a las cosas malas que pasan y que absolutamente querrías borrar, pero el libro ya está impreso.


¿Es cierto que quienes aman no pueden ser racionales?
Para mí, los que amamos y somos racionalmente irracionales, amamos con la razón del corazón y esa pizca de euforia mental que hace de cada relación una obra de genialidad pero contradictoria, como es la vida.
La racionalidad es sólo una manera de estudiar la forma más intrigante de sorprender a quien amas de una manera loca.


¿La poesía está más cerca del alma cuando es más profunda?
Para mí la poesía es el canto del alma, sigue las cuerdas de nuestro estado de ánimo, animada con un soneto o un poema cuando estamos felices, madrigal, prosa o rimas más técnicas cuando estamos tristes y más reflexivos.
No hay ninguna regla, las palabras vienen de la mente y se cantan desde el corazón.
Seguramente el dolor puede hacer vibrar de forma más profunda e incisiva cada instrumento de nuestra existencia y por ello pueden nacer poemas o pensamientos difíciles de olvidar.

Poemas

Un momento de vida

Siento tu aliento en mi piel,
una falta de aliento de ese suspiro
Eso nos roba el tiempo.
La eternidad existe,
bajo la carne persiste
en esa alma que vuela,
que transmuta al fluir
en un ciclo de energía alterno.
No hables ahora
Sólo dame los latidos del corazón
de este corazón tuyo tan cansado,
a tu lado entendí
el valor de todo,
Un otoño que no tendrá fin.
Buscame en tu mirada
y mi cara,
entrelaza tus dedos
a ese rayo de esperanza
quien al entregarnos, no robó
La dignidad de cada momento.
Quisiera detener el mundo,
cancelar todo el historial,
cada temporada y tener
una puesta de sol continua,
para mirar juntos,
para revivir en un universo
Todo nuestro en un espacio inmortal.
En este momento sólo estamos nosotros.
podemos existir
más allá de los límites de lo posible,
en una mano
que toca y busca de nuevo,
un momento de esa vida
que te abandona.



Un momento de otoño

El confeti se eleva
en una puesta de sol casi etérea donde,
El anochecer se acerca silenciosamente,
para despedir el verano.
Las nubes se mojan
entre laderas áridas
de un viento asombrado,
Coronas y cultivos
Están adornados con laurel y almendras.
de un tiempo asténico.
Solitario y ronco
el grito rústico de un nuevo sol,
se está preparando para adornar
de avenidas doradas látigos
de ranúnculos y violetas.
El bermellón se convierte
el solsticio de una nueva estación,
como la vida que se desvanece
Se reencarna en una abstracción diferente.
Cambiando su abrigo
El verano se detiene y desaparece,
en ese momento de otoño
que se alza y brilla conmovedoramente.



YO VI

Vi el mundo encerrado en un aliento que luchaba por vivir, ojos frágiles riendo en un atardecer que parecía eterno.

Vi la constancia en querer ser siempre guerreros, en ese cambio alternado de un macho que no perdona, sino que consume cada instante.

He visto pequeños destellos de luz convertirse en gigantes, en un cuerpo que no grita sino que devora instantes sin jamás una queja, solo esa oración que puede guiarlos hacia un nuevo día.

Sentí que mi existencia era insignificante ante todo este coraje, donde cada pensamiento mío se convirtió en un desperdicio inútil de una vida real.

Vi su guerra, las caricias robadas ante el dolor, las angustias y ese amor tan poderoso que rompió la oscuridad de un destino tan amargo.

Ante ellos mi vista estaba apagada, velada por esa existencia que nos hace espectadores ciegos de nosotros mismos, no sabemos lo que es sonreír aunque la muerte esté en el corazón.

He visto niños en sus camas que parecían frágiles ángeles dispuestos a volar hacia un cielo cansado y, sin embargo, en sus rostros ninguna felicidad me parecía más intensa y terrena.

Yo vi…. Esa dimensión que cambia todos nuestros valores definitivos y constantes…

Yo vi…. Esa fuerza para seguir siendo imbatible a pesar de las esperanzas fútiles.


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Sabrina Morelli intervistata da Pietro La Barbera ed Elisa Mascia nel programma bilingue italiano-spagnolo Alla ricerca della vera bellezza, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Lettura critica del titolo del dipinto “Per i tuoi occhi autunnali!” dell’artista Mehrangiz Talaiezadeh – Iran.Di: Kareem Abdullah – Iraq.

Foto cortesia di Mehrangiz Talaiezadeh- Iran, Kareem Abdullah –Iraq e l’opera d’arte ” Per i tuoi occhi autunnali”

Una lettura critica del titolo del dipinto “Per i tuoi occhi autunnali!” dell’artista Mehrangiz Talaiezadeh – Iran.
Di: Kareem Abdullah – Iraq.

Il titolo del dipinto: “Per i tuoi occhi autunnali!” dell’artista Mehrangiz Talaiezadeh, racchiude in sé un profondo simbolismo e un profondo significato. L’autunno, con tutte le sue implicazioni, è una stagione di cambiamento e trasformazione, dove le foglie cadono e i colori virano verso calde tonalità di giallo e arancione. “Occhi autunnali” può essere visto come un riferimento a uno sguardo profondo e contemplativo, che incarna la saggezza e la maturità che derivano dal tempo.
L’artista iraniana potrebbe aver utilizzato questa immagine per evidenziare la capacità dell’occhio umano di interagire con le trasformazioni emotive e spirituali, proprio come si reagisce alla stagione autunnale. “Occhi autunnali” potrebbe anche simboleggiare la bellezza che cambia e sboccia in diverse fasi, rappresentando la flessibilità dell’anima e la sua capacità di adattamento.  Questo dipinto potrebbe trasmettere un messaggio sulla bellezza interiore e sulla riflessione sulla profondità delle cose, invitando l’osservatore a riflettere sui cicli della vita e sui suoi cambiamenti.

A Critical Reading of the Painting Title “For Your Autumnal Eyes!” by the Artist Mehrangiz Talaiezadeh – Iran .
By: Kareem Abdullah – Iraq .


The title of the painting, “For your autumnal eyes!” by artist Mehrangiz Talaiezadeh, carries within it a great deal of symbolism and meaning. Autumn, with all its associations, is a season of change and transformation, where leaves fall and the colors shift into warm shades of yellow and orange. “Autumnal eyes” can be seen as a reference to a deep, contemplative gaze, one that embodies the wisdom and maturity that come with time.
The Iranian artist may have used this imagery to highlight the human eye’s ability to interact with emotional and spiritual transformations, much like how one reacts to the season of autumn. “Autumnal eyes” could also symbolize beauty that changes and blossoms in different stages, representing the flexibility of the soul and its capacity to adapt.
This painting might carry a message about inner beauty and reflection on the depth of things, inviting the viewer to think about the cycles of life and its changes.

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Il prof Kareem Abdullah e la lettura critica del titolo del dipinto “Per i tuoi occhi autunnali!” dell’artista Mehrangiz Talaiezadeh – Iran., pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Ester Abreu Vieira de Oliveira e la sua opera “Uscendo dall’ombra:”

Foto cortesia della copertina del libro   “Uscendo dall’ombra:”


Con la sua opera “Uscendo dall’ombra:”, Ester Abreu Vieira de Oliveira mette in luce la produzione letteraria delle scrittrici, principalmente quelle che vivono nello Stato di Espírito Santo (Brasile); presenta spettacoli femminili in società con personaggi femminili del periodo medievale e del XIX secolo, nella penisola iberica; L’osservazione delle produzioni femminili è stata premiata per la loro performance sociale e/o politica e sottolinea anche il ruolo dell’Academia Feminina Espírito-Santense de Letras (AFES) come stimolatore della produzione femminile in ambito culturale.
La varietà di stili e generi serve al lettore come mezzo per esprimere affermazioni sulla produzione femminile.
L’opera Saindo da Sombra: Una donna in primo piano sull’autore contiene recensioni e saggi di opere poetiche, opere in prosa e libri per bambini. Dichiara che continuerà a rendere omaggio all’AFESL, perché questa entità esiste dal 1949, anno della sua fondazione, ed è stata un esempio della produzione letteraria delle donne Capixaba, con diverse pubblicazioni antologiche.
La prima onorata è la santa patrona della cadeira 31, in AFESL, Vilma Almada, cadeira a cui appartiene l’autore. Seguono questa sonettista Beatriz Monjardim, decana dell’Accademia, e seguono Josina Drumond (a Jô) che fu presidente dell’AFESL e vicepresidente dell’Accademia di Lettere Espírito-santense e dell’Accademia di Lettere Espírito-santense (AEL) come mecenate Antonieta Tatagiba, alla cadeira 32, che è anche patrona della cadeira 02, all’AFESL.
Tra gli altri autori, con testi analizzati dall’autore, non specificatamente: Stella Leonardo, corrispondente AFESL di fama internazionale;  Judithe Leão Castello Ribeiro, prima presidente dell’AFES; La prima donna a ricoprire la carica di Deputata dello Stato di ES e patrona della Cadeira 1; Lidia Besouchet, patrona di cadeira 32; Maria Helena Teixeira, prima donna a ricoprire la carica di presidente dell’AEL, dopo la sua fondazione avvenuta diversi anni prima, è ora la patrona dell’AFESL, nella catena 40.
Uno strato con farfalle, in omaggio a una scrittrice, segue una dichiarazione di Guilhermina (Guilly) Furtado Bandeira, patrona della sedia 39 dell’AFESL, secondo cui una scrittrice è come una farfalla, che, imprigionata in un bozzolo, con fatica lo abbandona per volare in alto.






Com a obra Saindo da sombra, Ester Abreu Vieira de Oliveira destaca as produções literárias da mulher escritora, principalmente daquela que habita o Estado do Espírito Santo (Brasil); apresenta atuações da mulher na sociedade com personagens femininas do período medieval e do século XIX, na Península Ibérica; faz observações de produções gerais da mulher premiada por sua atuação social e/ ou política, e, ainda, destaca o papel da Academia Feminina Espírito-santense de Letras (AFES) como estimuladora da produção da mulher nesse caminhar cultural.
A variedade de estilo e gênero serve ao leitor como um veículo de afirmações sobre a produção da mulher.
Na obra Saindo da Sombra: A mulher em foco a autora coloca resenhas e ensaios de obras poéticas, de obras em prosa e de livro infantil. Ela declara seguir como norte prestar homenagem à AFESL, pois essa entidade desde 1949, ano de sua fundação, tem sido um exemplo das produções literárias das mulheres capixabas, com vários lançamentos de antologias.
A primeira homenageada é a patrona da cadeira 31, na AFESL, Vilma Almada, cadeira a que a autora pertence. Segue a essa a sonetista Beatriz Monjardim, a decana dessa academia, e a seguir Josina Drumond (a Jô) que foi presidente da AFESL, é vice-presidente da Academia Espírito-santense de Letras e tem na Academia Espírito-santense de Letras (AEL) como patrona Antonieta Tatagiba, na cadeira 32, que é também patrona da cadeira 02, na AFESL.
Entre outras escritoras, com textos analisados pela autora, não foram esquecidas: Stella Leonardo, a correspondente da AFESL de renome internacional;  Judithe Leão Castello Ribeiro, a primeira presidente da AFES; e primeira mulher a ocupar o cargo de Deputada Estadual do ES e patrona da Cadeira 1; Lidia Besouchet,  patrona da cadeira 32; e Maria Helena Teixeira, a primeira mulher a ser presidente da AEL, depois de oitenta e um anos de fundação, e hoje é patrona da AFESL na cadeira 40.
A capa, com borboletas, como uma homenagem à mulher escritora, seguiu uma declaração de Guilhermina (Guilly) Furtado Bandeira, patrona da cadeira 39 na AFESL, de que a mulher escritora é como a borboleta, que prisioneira de um casulo, com esforço, dele sai para sobrevoar. 


Con la obra Saindo da sombra, Ester Abreu Vieira de Oliveira destaca las producciones literarias de la mujer escritora, principalmente de aquella que habita el Estado de Espírito Santo (Brasil); presenta las actuaciones de la mujer en la sociedad con personajes femeninos del período medieval y del siglo XIX, en la Península Ibérica; hace observaciones sobre producciones generales de la mujer premiada por su actuación social y/o política, y, además, destaca el papel de la Academia Femenina Espírito-santense de Letras (AFES) como estimuladora de la producción de la mujer en este camino cultural.
La variedad de estilo y género sirve al lector como un vehículo de afirmaciones sobre la producción de la mujer.
En la obra Saindo da Sombra: A mulher em foco, la autora incluye reseñas y ensayos de obras poéticas, de obras en prosa y de libros infantiles. Ella declara seguir como norte rendir homenaje a la AFESL, pues esta entidad desde 1949, año de su fundación, ha sido un ejemplo de las producciones literarias de las mujeres capixabas, con varios lanzamientos de antologías.
La primera homenajeada es la patrona de la silla 31, en la AFESL, Vilma Almada, silla a la que pertenece la autora. A ella le sigue la sonetista Beatriz Monjardim, la decana de esta academia, y después Josina Drumond (la Jô) que fue presidenta de la AFESL, es vicepresidenta de la Academia Espírito-santense de Letras y tiene en la Academia Espírito-santense de Letras (AEL) como patrona a Antonieta Tatagiba, en la silla 32, que también es patrona de la silla 02, en la AFESL. Entre otras escritoras, cuyos textos fueron analizados por la autora, no se olvidaron: Stella Leonardo, la corresponsal de la AFESL de renombre internacional; Judithe Leão Castello Ribeiro, la primera presidenta de la AFES; y la primera mujer en ocupar el cargo de Diputada Estatal del ES y patrona de la Silla 1; Lidia Besouchet, patrona de la silla 32; y Maria Helena Teixeira, la primera mujer en ser presidenta de la AEL, después de ochenta y un años desde su fundación, y hoy es patrona de la AFESL en la silla 40.
La cubierta, con mariposas, como un homenaje a la mujer escritora, siguió una declaración de Guilhermina (Guilly) Furtado Bandeira, patrona de la silla 39 en la AFESL, de que la mujer escritora es como la mariposa, que prisionera en un capullo, con esfuerzo, sale de él para sobrevolar.

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