Se avessi le ali Che potrei volare A un ritmo fulmineo Come un colibrì Ravviverei la mia ricerca Resterei sospeso in movimento Per vedere attraverso la nebbia Così potrei trovare il nettare balsamico perduto Per curare la mia anima ferita Ravvivare il mio cuore Mescolarlo con le mie poesie Per condividerlo come antidoto Alla sofferenza tutto intorno Alì Imran
If I had the wings That I could flap At a lightning pace Like a hummingbird I would invigorate my quest Stay suspended in motion To see through the fog So I may fnd the The lost balmy nectar To heal my wounded soul Revitalize my heart Mix it with my poems To share it as an antidote To the suffering All around. Ali Imran
Oltre il verde delle tende si spacca la voce del cielo accolgo la pioggia a lenire il suono di questa aria insonne ti scrivo nell’attesa del tuo scrivermi centellinato e nella sospensione quotidiana in cui mi lasci ritrovo il peso dei corpi celesti e delle nubi i silenzi degli a capo la tua barba corta che contiene tutto il mio inverno.
Más allá del verde de las cortinas se rompe la voz del cielo doy la bienvenida a la lluvia para calmar el sonido de este aire insomne te escribo mientras espero que me escribas poco a poco y en la suspensión cotidiana en que me dejas encuentro el peso de los cuerpos celestes y de las nubes los silencios de las cabezas tu barba corta que contiene todo mi invierno.
Més enllà del verd de les cortines es trenca la veu del cel dono la benvinguda a la pluja per calmar el so d’aquest aire insomne t’escric mentre espero que m’escriguis a poc a poc i en la suspensió quotidiana en què em deixes trobo el pes dels cossos celestes i dels núvols els silencis dels caps la teva curta barba que conté tot el meu hivern. . . Gaia Boni
Momento di ringraziamento (Lancio di ‘La società delle bugie’)
Aeroamigos per sempre Di Jorge Eduardo Bustos* Benvenuti, miei cari Aeroamici, familiari, parenti e altri assistenti a questo bel evento mentre festeggiamo in doppio e con indelebile giubilo il quarantasettesimo anniversario del nostro ingresso nella Forza Aerea Colombiana ed essere referenti, in qualche modo, di vari personaggi del romanzo ‘La società della menzogna’, scritto da uno dei presenti e il cui lancio è oggi e qui, con noi come protagonisti. Questo 27 marzo 2025 compiamo 47 anni dal nostro arrivo alla amata Scuola di Sottufficiali dell’Aeronautica Colombiana… ¡ ‘così si va alle altezze’! Ringraziamo, in primo luogo, i nostri padroni di casa la signora Maribel Lombo e suo marito Luis Alberto Arévalo, ‘cursito’ come dice Fernando Cañaveral, che ancora una volta ci aprono le porte della loro accogliente casa in questo tranquillo posto a Tabio, Cundinamarca, per fare questo incontro annuale e poterci esprimere la nostra gratitudine e i nostri sentimenti fraterni. È da sottolineare e corrispondere, naturalmente, la presenza e il sostegno che tutti i membri delle nostre famiglie ci hanno dato nel difficile cammino percorso fino ad ora, e, sicuramente, di ciò che manca. Senza questo prezioso supporto difficilmente saremmo arrivati dove siamo e raggiungere ciò che abbiamo raggiunto. Amati familiari, i presenti, gli assenti e coloro che sono andati lontano, voi siete stati, siete e sarete i pilastri più significativi della nostra esistenza in questo andare e venire di là per qua e acli, tenetelo per certo. Parole distaccate ci meritano in questo momento i nostri vecchi idolatri: papà, mamme, nonni e nonne; alcuni ancora ci confortano con la loro presenza e a cui dobbiamo il nostro sostegno e compagnia senza restrizioni. Altri, forse la maggioranza, quelli che ci hanno preceduto, continuano a farlo con la loro presenza eterea che rafforza e guida i nostri stanchi passi. Per gli uni e per gli altri, comprese qui le nostre amate mogli, così come i fratelli, cugini, zii, figli e nipoti, i nostri rispetti, ringraziamenti e ammirazione per sempre. Non c’è moneta o parola che possa pagare ed esaltare il prezzo del suo sforzo, dedizione, fiducia, sostegno e dedizione per noi. Aeroamigos, è un momento di riflessione e ringraziamento, anche, naturalmente! , arrivare a queste istanze; a questi elevati e complessi, per non dire fragili rami dell’albero della vita, per i quali ora vaghiamo con un po’ di prudenza, evidente rischio e cura attenta; come ci avvertono loro, i nostri grandi amori, così come i nostri figli e nipoti; gli uni e gli altri a volte con impazienza o stretta tolleranza di fronte ai nostri scoppi e chocheras. Quest’ultimo, forse perché, anche se lo neghiamo o cerchiamo di nasconderlo, ci è difficile vedere, ascoltare bene e discernere rapidamente come facevamo fino a qualche anno fa.
Aeroamigos per sempre Nonostante tutto, è un privilegio aver scalato e raggiunto queste calende, non solo accompagnati dai nostri, ma, in qualche modo, da ognuno di voi, cari Aeroamigos. È ammirevole e plausibile il fatto che siamo ancora insieme. Lodevole che restiamo uniti e possiamo godere di un altro anniversario con alcuni membri di quella ragazzina che ha coinciso nel marzo del 78 nella nostra bella alma máter: ESUFA! , là, nella fredda Madrid, solariego villaggio cundinamarqués del mai dimenticare.
ESUFA, anima master ¡Che emozione mi ha crispato l’anima quando Toñito Acero, a distanza, ci ha condiviso in questi giorni i successi musicali di 47 anni fa! Li ricordate?: Rasputin, YCA e I Will Survive. Queste e altre canzoni come quella di Pedro Navaja risuonano nelle mie orecchie e mi sembra di starle ascoltando come lo facemmo per quegli anni gloriosi. Evocazione che mi stropiccia l’anima e incita la voglia di danzarli e cantarli come in quel ieri imperituro. Ricordate alcuni dei suoi versi più accattivanti e chi li interpretava? Alla fine, con altre domande che farò, forse ci sarà un premio a sorpresa per chi le risponde in modo corretto. Se ce n’è più di uno lo rifacciamo tra questi. Per questo, «Orecchio alla scatola!» , come ci diceva il sergente Cruz… quello del machete! È ammirevole, anche, che, dopo aver appeso l’uniforme, smettere di formare e dare parte in relazione continuiamo uniti, sia attraverso le reti e il gruppo WhatsApp che ci tiene in contatto; anche se non tutti scriviamo, rispondiamo o facciamo discorsi lunghi e dicenti come quelli del nostro sempiterno presidente Eduardo Yepes. Tuttavia, sappiamo che tutti noi che facciamo parte di questo gruppo leggiamo e ascoltiamo di tanto in tanto ciò che pubblichiamo. Lo facciamo per essere al corrente del gossip che ci tiene aggiornati, rallegra il tempo e evoca momenti piacevoli… Inoltre, per ricevere quei baldacchini d’acqua fredda quando qualcuno si ammala, è ricoverato in ospedale o se ne va temporaneamente ad aspettarci dove lo fanno Varguitas, Gerena, Alzate, López e tanti altri che hanno condiviso con noi circostanze inedite come la volta, in mancanza di posate, ci è toccato usare la carta come cucchiaio per mangiare. ¡ Come dimenticare quei terreni faticosi che abbiamo fatto in Barro Blanco o la salita al trotto alla collina della pietra…! Scusate queste lacrime e parole fragranti dal sapore e dall’odore di vecchio. Per tutto ciò che ho detto e molte altre cose che lascio alla penna per evitare di emulare Eduardo quando ci invia i suoi messaggi più che espliciti, faccio un appello a condividere un po’ di più la vita, ora che possiamo e siamo ancora in condizioni. Vi ripeto: incontriamoci più spesso, con il pretesto di qualsiasi cosa, anche solo per darci un abbraccio, berci un rosso in un Juan Valdez o dovunque; non aspettiamo per farlo in un ospedale o, ancora più triste, in una sala di veglia!
Enciso, Triviño e Bustos Ora voglio fare a nome degli Aeroamigos un riconoscimento e un’esaltazione speciale per il nostro scrittore Wilson Rogelio Enciso. I suoi romanzi, racconti e scritti, anche se di finzione sociale, come quelli di Rotula, portati in una forma magico-letteraria riflettono la realtà e l’idiosincrasia del nostro paese e, in particolare, nella sua più recente opera pubblicata: “La società della menzogna”. So che in questo e in altri alcuni dei suoi personaggi potrebbero essere creazioni a nostra immagine e somiglianza o caratterizzare in modo trasfigurato molti di noi: i suoi ‘Aeroamigos del alma y letras’, come a volte Enciso pubblica nelle reti e lo racconta nelle sue ammirevoli interviste. Vi invito ad acquistare, leggere e diffondere le vostre opere tra i vostri familiari, amici e ambienti sociali. Opere che sono nostre e delle quali facciamo parte, siamo presenti, in un modo o nell’altro, ve lo assicuro! Testi stampati e impastati che, tra qualche anno, quando sicuramente non saremo più qui, ci manterranno in vigore e letteralmente vivi attraverso i loro controversi personaggi di finzione sociale. Non date più un’occhiata a questa prima Raccolta di ‘Racconti Subcontinentali Imperfetti’ e quella che sta arrivando. Vi assicuro che vi rovinerà l’anima.
Raccolta numero uno di racconti Opere disponibili in formato cartaceo e digitale sulle piattaforme di Amazon. Inoltre, in copertina morbida, su Autoreseditores e su wrenciso.com, con spedizioni a ovunque tu sia, voglia o abbia bisogno. Quanti di noi sono citati in questa raccolta di ‘Racconti subcontinentali imperfetti’? Per esempio, nel racconto ‘La Tiendecita’, quella di don Agustín! , anche se qui ha un altro nome. Sapete a quale negozio si riferisce Enciso e com’è il nome che lì ha dato a don Agustín? Vi invito ad identificare chi potrebbero essere, tra gli altri, i seguenti personaggi del vostro nuovo romanzo intitolato ‘La società della menzogna’: L’agguerrito agente speciale Nicolás Tibaduiza Martínez, anche se non esercita più nulla di simile e a ciò che si dedica ora dà segni di essere quello che rimpiange; il dottor Ismael Paz Villarreal a cui quasi tutti consultiamo quando ci viene attorcigliata la pigna o qualcuno ce la inganna; Fernando Arismendi il più forte e robusto degli amici; Edgardo a cui diciamo il nostro leader e che in queste pagine cerca di rattoppare le ali di Icaro con osso duro; Adalberto al quale hanno operato più volte nell’Ospedale Nazionale Centrale e che è anche protagonista in ‘Racconti subcontinentali imperfetti’… e a tanti altri personaggi e luoghi diffratti che appaiono in questa e almeno sette delle sue opere di finzione sociale e in più di quindici racconti che pubblica ogni mese su Revista Latina NC, Stati Uniti, Italia, Argentina, Panama e nelle loro reti. Insisto, alcuni di noi appaiono o si affacciano in almeno sette dei suoi romanzi e nelle due raccolte di racconti subcontinentali.
Aeroamici del l’anima ¡Sì! , gli Aeroamigos sono testimoni d’eccezione di buona parte della loro ispirazione novata di quegli anni ottanta, novanta e primi decenni del presente secolo. Inoltre, siamo protagonisti, sia in sette dei suoi romanzi, forse per quello del numero sette, come dicevamo, si ricordano perché? , come nelle vostre raccolte di racconti subcontinentali e narrazioni romantiche… vi assicuro senza timore di sbagliarmi. Solo noi, i suoi compagni di corso, sappiamo da dove Enciso ha preso gran parte delle tante storie e personaggi così vicini o almeno simili a quelli di quella ragazzina sfrenata del marzo del ’78, quarantasei anni fa, anche se ci sembra che sia stato ieri! Per i presenti, grazie mille per la loro partecipazione e assistenza; per quelli che per qualsiasi motivo non hanno potuto venire, sappiamo che sono con noi, dovunque sia, così come noi siamo con loro, compresi quelli che ci hanno anticipato e se ne sono andati in lontananza”. Come accadde al nostro caro, mai dimenticato e sempre ben ponderato ‘Grillo’. Uno dei protagonisti di questo romanzo: ‘La società della menzogna’. Sapete con quale nome Enciso avrebbe immortalato qui Eliberto Gerena, il suo più stretto amico e compagno di aspirazioni letterarie là negli anni ottanta quando lo accompagnò alla casa editrice la Oveja Negra a portare il suo primo manoscritto? Ora, per favore, godiamoci una serata di ricongiungimento e ricordi dopo il delizioso pranzo che ci attende per commemorare il nostro 47o anniversario istituzionale e fare il lancio internazionale del romanzo numero undici pubblicato da Wilson Rogelio Enciso: ‘La società della menzogna’, in cui, così come in almeno altre sette e in varie delle sue raccolte di racconti e narrazioni, insisto, qualcosa di più che familiare potremmo imbatterci là fuori, noi e i vostri lettori in tutto il mondo. Faremo anche la lotteria che vi ho annunciato. Tenete pronte le vostre risposte.
Ranch, fiori, romanzo e pietra Grazie, abbracci e buon appetito. *Bustos, Jorge Eduardo, tecnico elettronico presso FAC-ESUFA, specialista in comunicazioni aeronautiche presso la IAFFA, ingegnere di volo, pilota, licenza della Federal Aviation Administration dell’università di Embry Riddley, Daytona, USA, con 19.800 ore di volo e ancora al servizio dell’aviazione. Inoltre, persona umanitaria in tutti gli ambiti della vita e chi crede di dare è ricevere.
Momento de agradecimiento (Lanzamiento de ‘La sociedad de la mentira’)
Aeroamigos por siempre Por Jorge Eduardo Bustos* Bienvenidos, mis estimados Aeroamigos, familiares, allegados y demás asistentes a este bonito evento cuando celebramos por partida doble y con inmarcesible júbilo el cuadragésimo séptimo aniversario de nuestro ingreso a la Fuerza Aérea Colombiana y ser referentes, de alguna manera, de varios personajes de la novela ‘La sociedad de la mentira’, escrita por uno de los presentes y cuyo lanzamiento es hoy y aquí, con nosotros como protagonistas. Este 27 de marzo de 2025 cumplimos 47 años de haber llegado a la amada Escuela de Suboficiales de la Fuerza Aérea Colombiana… ¡’así se va a las alturas’! Les agradecemos, en primer lugar, a nuestros anfitriones la señora Maribel Lombo y a su esposo Luis Alberto Arévalo, ‘cursito’ como dice Fernando Cañaveral, quienes una vez más nos abren las puertas de su acogedor hogar en este apacible lugar en Tabio, Cundinamarca, para hacer este encuentro anual y podernos exteriorizar nuestra gratitud y sentimientos fraternos. Es de resaltar y corresponder, desde luego, la presencia y el apoyo que todos los integrantes de nuestras familias nos han brindado en el arduo camino recorrido hasta ahora, y, seguramente, de lo que falta. Sin este invaluable soporte difícilmente habríamos llegado hasta donde estamos y lograr lo conseguido. Amados familiares, los presentes, los ausentes y los que partieron a lontananza, ustedes han sido, son y seguirán siendo los pilares más significativos de nuestras existencias en ese ir y venir de allá para acá y acullá, ténganlo por seguro. Palabras apartes nos merecen en este momento nuestros idolatrados viejos: papás, mamás, abuelos y abuelas; algunos todavía nos confortan con su presencia y a quienes les debemos nuestro apoyo y compañía irrestrictos. Otros, quizá la mayoría, los que se nos adelantaron, lo siguen haciendo con su presencia etérea que fortalece y guía nuestros cansados pasos. Para unos y otros, incluidas aquí nuestras amadas esposas, así como los hermanos, primos, tíos, hijos y nietos, nuestros respetos, agradecimientos y admiración por siempre. No existe moneda ni palabra que pueda pagar y exaltar el precio de su esfuerzo, dedicación, confianza, apoyo y entrega para con nosotros. Aeroamigos, es momento de reflexión y de agradecer, también, ¡desde luego!, el llegar a estas instancias; a estas elevadas y complejas, por no decir frágiles ramas del árbol de la vida por las que ahora merodeamos con algo de precaución, evidente riesgo y atento cuidado; como nos lo advierten ellas, nuestros grandes amores, así como nuestros hijos y nietos; unos y otros a veces con impaciencia o apretada tolerancia frente a nuestros arrebatos y chocheras. Esto último, quizá porque, así lo neguemos o intentemos esconder, se nos dificulta ver, escuchar bien y discernir con rapidez como lo hicimos hasta hace algunos años.
Aeroamigos por siempre Pese a todo, es un privilegio haber escalado y alcanzado estas calendas, no solo acompañados de los nuestros, sino, de alguna manera, de cada uno de ustedes, queridos Aeroamigos. Es admirable y plausible el hecho de permanecer todavía juntos. Encomiable que nos mantengamos unidos y podamos disfrutar de un aniversario más con unos cuantos integrantes de aquella muchachada alborotada que coincidió en marzo del 78 en nuestra bonita alma máter: ¡ESUFA!, allá, en la fría Madrid, solariego pueblo cundinamarqués del jamás olvido.
ESUFA, alma máter ¡Qué emoción me crispó el alma cuando Toñito Acero, a la distancia, nos compartió en estos días los éxitos musicales de hace 47 años! ¿Los recuerdan?: Rasputín, YCA y I Will Survive. Estas y otras canciones como la de Pedro Navaja retumban en mis oídos y me parece estarlas escuchando como lo hicimos por aquellos gloriosos años. Evocación que me arruga el alma e incita las ganas de bailarlas y cantarlas como en aquel ayer imperecedero. ¿Recuerdan algunos de sus versos más pegajosos y quiénes las interpretaban? Al final, con otras preguntas que haré, quizá haya un premio sorpresa para quien las responda de manera acertada. Si hay más de uno lo rifaremos entre estos. Por esto, «¡Oído a la caja!», como nos decía el sargento Cruz… ¡el del machete! Es admirable, también, que, tras colgar el uniforme, dejar de formar y dar parte en relación sigamos unidos, así sea mediante las redes y el grupo de WhatsApp que nos mantiene en contacto; aunque no todos escribamos, contestemos o echemos discursos largos y dicientes como los de nuestro sempiterno presidente Eduardo Yepes. Sin embargo, sabemos que todos los que hacemos parte de este grupo leemos y escuchamos de vez en cuando lo que publicamos. Lo hacemos para estar al corriente del chisme que nos mantiene al tanto, alegra el rato y nos evoca momentos gratos… También, para recibir esos baldados de agua fría cuando alguien se enferma, es hospitalizado o se despide temporalmente para esperarnos donde lo hacen Varguitas, Gerena, Alzate, López y otros tantos que también compartieron con nosotros circunstancias inéditas como la vez que, a falta de cubiertos, nos tocó usar la cédula como cuchara para comer. ¡Cómo olvidar aquellos fatigosos terrenos que hicimos en Barro Blanco o la subida al trote a la loma de la piedra…! Disculpen estas lágrimas y palabras entrecortadas con sabor y olor a viejo. Por todo lo anterior y muchas otras cosas que dejo en el tintero para evitar emular a Eduardo cuando nos envía sus mensajes más que explícitos, hago un sentido llamado para que compartamos un poco más la vida, ahora que podemos y aún estamos en condiciones. Les reitero: reunámonos más seguido, so pretexto de cualquier cosa, así sea solo para darnos un abrazo, tomarnos un tinto en un Juan Valdez o donde sea; no esperemos para hacerlo en un hospital o, más triste aún, ¡en una sala de velación!
Enciso, Triviño y Bustos Ahora quiero hacer en nombre de los Aeroamigos un reconocimiento y exaltación especial para nuestro escritor Wilson Rogelio Enciso. Sus novelas, relatos y escritos, aunque de ficción social, como los rotula, llevados en una forma mágico-literaria plasman la realidad e idiosincrasia de nuestro país y, en especial, en su más reciente obra publicada: “La sociedad de la mentira”. Sé que en esta y en otras algunos de sus personajes podrían ser creaciones a imagen y semejanza nuestra o caracterizar de manera trasfigurada a varios de nosotros: sus ‘Aeroamigos del alma y letras’, como a veces Enciso publica en redes y lo cuenta en sus amenas entrevistas. Los invito a que todos adquirieran, lean y difundan sus obras entre sus familiares, amigos y entorno social. Obras que son nuestras y en las cuales hacemos parte, estamos presentes, de una u otra manera, ¡les aseguro! Letras impresas y empastadas que, en unos años, cuando con seguridad ya no estemos por aquí, nos mantendrán vigentes y literariamente vivos a través de sus controversiales personajes de ficción social. No más échenle una ojeada a esta primera Compilación de ‘Relatos Subcontinentales Imperfectos’ y a la que viene en camino. Les aseguro que les arrugará el alma.
Compilación número uno de relatos Obras disponibles en formato impreso y digital en las plataformas de Amazon. También, en tapa blanda, en Autoreseditores y en wrenciso.com, con despachos a donde quiera sea que usted esté, quiera o necesite. ¿Cuántos de nosotros somos citados en esta compilación de ‘Relatos subcontinentales imperfectos’? Por ejemplo, en el relato ‘La Tiendecita’, ¡la de don Agustín!, aunque aquí tenga otro nombre. ¿Saben a qué tienda se refiere Enciso y cómo es el nombre que ahí le puso a don Agustín? Los invito a que identifiquen quiénes podrían ser, entre otros, los siguientes personajes de su nueva novela titulada ‘La sociedad de la mentira’: El aguerrido agente especial Nicolás Tibaduiza Martínez, aunque ya no ejerza nada parecido y a lo que se dedica ahora dé muestras de estar de aquello arrepentido; el doctor Ismael Paz Villarreal a quien casi todos consultamos cuando se nos enreda la piola o alguien nos la enreda; Fernando Arismendi el más fortacho y fornido de los amigos; Edgardo al que le decimos nuestro líder y quien en estas páginas intenta remendar las alas de Ícaro con hueso duro; Adalberto al que operaron varias veces en el Hospital Nacional Central y quien también es protagonista en ‘Relatos subcontinentales imperfectos’… y a tantos más personajes y lugares difractados que aparecen en esta y en al menos siete de sus obras de ficción social y en más de quince relatos de los que publica cada mes en Revista Latina NC, Estados Unidos, Italia, Argentina, Panamá y en sus redes. Insisto, algunos de nosotros aparecemos o nos asomamos en al menos siete de sus novelas y en las dos compilaciones de relatos subcontinentales
Aeroamigos del alma ¡Sí!, los Aeroamigos somos testigos de excepción de buena parte de su novata inspiración de aquellos años ochenta, noventa y primeras décadas del presente siglo. Además, somos protagonistas, tanto en siete de sus novelas, tal vez por aquello del número siete, como le decíamos, ¿se acuerdan por qué?, como en sus compilaciones de relatos subcontinentales y narraciones románticas… les aseguro sin temor a equivocarme. Solo nosotros, sus compañeros de curso, sabemos de dónde Enciso sacó gran parte de tantas historias y personajes tan cercanos o al menos parecidos a los de esa alborotada muchachada de aquel marzo del 78, ¡cuarentaisiete años hace, aunque nos parezca que eso solo fue ayer! Para los presentes, muchas gracias por su participación y asistencia; para los que por cualquier motivo no pudieron venir, sabemos que están con nosotros, donde quiera sea, así como nosotros con ellos, incluidos los que se nos adelantaron y partieron a lontananza”. Como le pasó a nuestro querido, jamás olvidado y siempre bien ponderado ‘Grillo’. Uno de los, al parecer, protagonistas de esta novela: ‘La sociedad de la mentira’. ¿Saben con cuál nombre Enciso habría inmortalizado aquí a Eliberto Gerena, su más cercano amigo y compinche de aspiraciones literarias por allá en los ochenta cuando lo acompañó a la editorial la Oveja Negra a llevar su primer manuscrito? Ahora, por favor, vamos a disfrutar de una tarde de reencuentro y remembranzas tras el delicioso almuerzo que nos aguarda para conmemorar nuestro cuadragésimo séptimo aniversario institucional y hacer el lanzamiento internacional de la novela número once que publica Wilson Rogelio Enciso: ‘La sociedad de la mentira’, en la cual, así como en al menos otras siete y en varias de sus compilaciones de relatos y narraciones, insisto, algo más que familiar podríamos toparnos por ahí, nosotros y sus lectores alrededor del mundo. También haremos la rifa que les anuncié. Tengan listas sus respuestas.
Rancho, flores, novela y piedra Gracias, abrazos y buen provecho. *Bustos, Jorge Eduardo, técnico electrónico en FAC-ESUFA, especialista en comunicaciones aeronáuticas en la IAFFA, ingeniero de vuelo, piloto, licencia de la Federal Aviation Administration de la universidad de Embry Riddley, Daytona, USA, con 19.800 horas de vuelo y aún al servicio de la aviación. Además, persona humanitaria en todos los ámbitos de la vida y quien cree que dar es recibir.
Foto cortesia della Dra Hc Maria Elena Ramirez -Venezuela e Kareem Abdullah e
Lettura Critica e Analisi Stilistica di “LA LIBERTÀ È PACE NELLA GUERRA DELLA VITA” del Dr. Hc Maria Elena Ramirez – Venezuela. By: Kareem Abdullah – Iraq .
Il testo del dott. Hc Maria Elena Ramirez dal titolo “La libertà è pace nella guerra della vita; non è niente, è tutto” è una riflessione profonda sui temi della libertà, della lotta interna e della resilienza. In questo lavoro, l’autrice usa un linguaggio carico di immagini poetiche, potenti metafore e un tono ispiratore per trasmettere un messaggio di miglioramento personale e empowerment nel contesto delle lotte quotidiane che l’umanità affronta.
1- Struttura e tono: Il testo è strutturato in modo coerente, con un flusso che porta il lettore da un’affermazione iniziale a una riflessione finale sui valori fondamentali della vita umana. L’autrice inizia con un’affermazione forte: “La libertà è pace nella guerra della vita; non è niente, è tutto”, che evidenzia il paradosso inerente alla libertà. La libertà, nella sua visione, non è una condizione statica o un bene dato, ma un processo continuo che si conquista attraverso la lotta e la resilienza.
Il tono dell’autrice è ispiratore e motivante, elemento centrale del suo stile. In tutto il testo, la dott. Ramirez usa una prosa che mescola la saggezza con la chiarezza di un messaggio filosofico e umano, invitando il lettore a riflettere sulla propria vita e sulle difficoltà che affronta.
2-Uso della metafora: Uno degli strumenti stilistici più importanti nel testo è la metafora. L’autrice usa il concetto di “guerra della vita” per descrivere le lotte interne ed esterne che tutti affrontiamo durante la nostra esistenza. Questa metafora è centrale nel testo, poiché stabilisce un contrasto tra la vita come campo di battaglia e la pace come stato ideale raggiunto attraverso la lotta costante.
La metafora del “arcobaleno che calma la tempesta” è particolarmente significativa. L’arcobaleno, un fenomeno naturale associato alla speranza e alla calma dopo la tempesta, è usato qui per illustrare come la resilienza, quella capacità di superare le avversità, diventi il ponte tra la sofferenza e la pace interiore.
Un’altra metafora chiave è la “guerra interna” e l’immagine della “clessidra che scuote i sogni”, che suggerisce l’effimera del tempo e come, affrontando la lotta interna, Dobbiamo imparare a gestire le nostre aspettative e ad accettare la trasformazione che avviene nel corso della vita.
3- Resilienza e valori umani: Un aspetto chiave del testo è l’importanza che dà alla resilienza, che viene descritta come una parte essenziale della libertà. La resilienza non è solo una capacità di affrontare le avversità, ma anche un valore che, secondo l’autrice, deve far parte dell’essere umano nella sua ricerca della pace. Questa idea è rafforzata dalle nozioni di coraggio, responsabilità e pazienza, che l’autrice indica come elementi spirituali e potenti che devono guidare la vita di una persona.
L’autore sottolinea che l’autenticità non si trova nella perfezione, ma nella capacità di essere se stessi e non seguire ciecamente gli altri. Questa affermazione mette anche in discussione l’idea di cosa significhi essere “sufficienti”, suggerendo che il riconoscimento e l’accettazione di se stessi sono essenziali per la pace interiore.
4- L’empatia come fonte di pace: Nel testo l’empatia è indicata come un valore fondamentale per raggiungere la pace, sia a livello personale che collettivo. L’autrice suggerisce che l’empatia è la via verso la pace in un mondo turbolento, perché permette di capire e connettersi con gli altri in modo genuino. La metafora del “timone” e l’immagine di “sopportare l’alta marea” rafforzano l’idea che dobbiamo imparare a gestire le difficoltà con forza e chiarezza, confidando nella nostra capacità di navigare in tempi difficili.
5- Il simbolismo del sole nascente: La fine del testo è segnata dall’apparizione del sole nascente, che simboleggia la rinascita, la speranza e l’inizio di una nuova tappa. Questa immagine rafforza l’idea che, nonostante le difficoltà, c’è sempre un’opportunità per ricominciare da capo e continuare il cammino verso la libertà e la pace. È un simbolo di ottimismo e determinazione, che chiude il testo con una nota positiva ed incoraggiante.
Conclusione: In sintesi, il testo della dott. Hc Maria Elena Ramirez è una chiamata alla riflessione profonda sui valori che sostengono la vita umana: libertà, resilienza, autenticità ed empatia. Attraverso un uso efficace di metafore e un tono motivazionale, l’autrice invita i lettori ad affrontare le difficoltà della vita con coraggio, senza arrendersi e mantenendo la pace interiore. La guerra della vita, nella sua visione, non è solo una lotta esterna, ma anche una battaglia interna che richiede una continua ricerca di equilibrio e di connessione con l’essenziale.
LA LIBERTÀ È PACE NELLA GUERRA DELLA VITA; NON È NIENTE, È TUTTO.
Che non ti manchi mai la voglia di lottare nella vita, perché la pace è il risultato del raggiungimento dei tuoi obiettivi.
La resilienza fa parte di quella libertà sognata in mezzo a un’infinità di emozioni come arcobaleni che calmano la tempesta, di sfide considerate come un’avventura per poter superare ogni ostacolo e continuare nella vita con libertà davanti ad ogni battaglia, ma senza arrenderci. Il coraggio, la responsabilità e la pazienza devono essere l’essenza spirituale, sapiente e potente di noi stessi che ci guida.
La guerra interna mette nelle mani il tempo in una clessidra sgranando i sogni, essere duri al momento di non piegarci e mantenere la libertà incondizionata con la vittoria sulle spalle con dignità, forse con l’onore di sapere che siamo sufficienti, l’autenticità non viene dalla perfezione, si tratta di non essere uguali al resto, si tratta di essere diversi, senza male. L’egoismo fa parte della guerra che la vita mette alla prova.
VITTORIA, LIBERTÀ E PACE.
L’empatia avvolge la pace nei cuori dell’umanità, sa vivere nella turbolenza tenendo il timone con forza, la rettitudine di pensare chiaramente ogni decisione di fronte a soluzioni difficili e conflitti, sopportare l’alta marea, anche lasciare che l’acqua entri e esca fino a vedere arrivare la calma; allora verranno gli uccelli annunciando che il male è passato, uscirà il sole nascente riprendendo la strada con libertà di pace, con amore.
Dottoressa Hc Maria Elena Ramirez CEO FONDATORE EDITORE DI HUMANITY MAGAZINE GLOBAL “ARTICOLO DI MOTIVAZIONE “ Diritti riservati dell’autore
Lectura Crítica y Análisis Estilístico de “LA LIBERTAD ES PAZ EN LA GUERRA DE LA VIDA” por Dra. Hc Maria Elena Ramírez – Venezuela. By : Kareem Abdullah – Iraq .
El texto de la Dra. Hc Maria Elena Ramírez titulado “La libertad es paz en la guerra de la vida; no es nada, es todo” es una reflexión profunda sobre los temas de la libertad, la lucha interna y la resiliencia. En esta obra, la autora utiliza un lenguaje cargado de imágenes poéticas, metáforas poderosas y un tono inspirador para transmitir un mensaje de superación y empoderamiento personal en el contexto de las luchas cotidianas que enfrenta la humanidad.
1- Estructura y tono: El texto está estructurado de forma coherente, con un flujo que lleva al lector desde una afirmación inicial hasta una reflexión final sobre los valores fundamentales de la vida humana. La autora empieza con una afirmación contundente: “La libertad es paz en la guerra de la vida; no es nada, es todo”, que resalta la paradoja inherente a la libertad. La libertad, en su visión, no es una condición estática ni un bien dado, sino un proceso continuo que se conquista a través de la lucha y la resiliencia.
El tono de la autora es inspirador y motivacional, lo cual es un elemento central de su estilo. A lo largo del texto, la Dra. Ramírez utiliza una prosa que mezcla la sabiduría con la claridad de un mensaje filosófico y humano, invitando al lector a reflexionar sobre su propia vida y las dificultades que enfrenta.
2-El uso de la metáfora: Una de las herramientas estilísticas más destacadas en el texto es la metáfora. La autora utiliza el concepto de “la guerra de la vida” para describir las luchas internas y externas que todos enfrentamos a lo largo de nuestra existencia. Esta metáfora es central en el texto, pues establece un contraste entre la vida como un campo de batalla y la paz como el estado ideal alcanzado a través de la lucha constante.
La metáfora del “arcoíris calmando la tormenta” es particularmente significativa. El arcoíris, un fenómeno natural asociado con la esperanza y la calma después de la tormenta, se usa aquí para ilustrar cómo la resiliencia, esa capacidad de superar las adversidades, se convierte en el puente entre el sufrimiento y la paz interior.
Otra metáfora clave es la “guerra interna” y la imagen del “reloj de arena desgranando los sueños”, lo cual sugiere la efimeridad del tiempo y cómo, al enfrentar la lucha interna, debemos aprender a manejar nuestras expectativas y aceptar la transformación que ocurre a lo largo de la vida.
3- Resiliencia y valores humanos: Un aspecto clave del texto es la importancia que le da a la resiliencia, que se describe como una parte esencial de la libertad. La resiliencia no solo es una capacidad para enfrentar la adversidad, sino también un valor que, según la autora, debe formar parte del ser humano en su búsqueda de paz. Esta idea se refuerza con las nociones de valentía, responsabilidad y paciencia, que la autora señala como elementos espirituales y poderosos que deben guiar la vida de una persona.
La autora subraya que la autenticidad no se encuentra en la perfección, sino en la capacidad de ser uno mismo y no seguir ciegamente a los demás. Esta afirmación también pone en cuestión la idea de lo que significa ser “suficiente”, sugiriendo que el reconocimiento y la aceptación de uno mismo son esenciales para la paz interior.
4- La empatía como fuente de paz: En el texto se señala la empatía como un valor fundamental para lograr la paz, tanto a nivel personal como colectivo. La autora sugiere que la empatía es el camino hacia la paz en un mundo turbulento, pues permite entender y conectar con los demás de manera genuina. La metáfora del “timón” y la imagen de “soportar la marea alta” refuerzan la idea de que debemos aprender a manejar las dificultades con fortaleza y claridad, confiando en nuestra capacidad para navegar en tiempos difíciles.
5- El simbolismo del sol naciente: El final del texto está marcado por la aparición del sol naciente, que simboliza el renacimiento, la esperanza y el inicio de una nueva etapa. Esta imagen refuerza la idea de que, a pesar de las dificultades, siempre hay una oportunidad para empezar de nuevo y continuar con el camino hacia la libertad y la paz. Es un símbolo de optimismo y determinación, que cierra el texto con una nota positiva y alentadora.
Conclusión: En resumen, el texto de la Dra. Hc Maria Elena Ramírez es un llamado a la reflexión profunda sobre los valores que sustentan la vida humana: libertad, resiliencia, autenticidad y empatía. A través de un uso efectivo de metáforas y un tono motivacional, la autora invita a los lectores a enfrentar las dificultades de la vida con valentía, sin rendirse y manteniendo la paz interior. La guerra de la vida, en su visión, no es solo una lucha externa, sino también una batalla interna que requiere una continua búsqueda de equilibrio y de conexión con lo esencial.
LA LIBERTAD ES PAZ EN LA GUERRA DE LA VIDA; NO ES NADA, ES TODO.
Que nunca te falten las ganas de luchar en la vida, pues la paz es el resultado alcanzando tus metas.
La resiliencia forma parte de esa libertad soñada en medio de un sin fin de emociones como arcoiris calmando la tormenta, de desafíos considerados como una aventura para poder superar cada obstáculo y seguir en la vida con libertad al frente de cada batalla, pero sin rendirnos. La valentía, la responsabilidad y la paciencia debe ser la esencia espiritual, sabía y poderosa de uno mismo que nos guíe.
La guerra interna pone en manos al tiempo en un reloj de arena desgranando los sueños, ser duros al momento de no doblegarnos y mantener la libertad incondicional con la victoria sobre los hombros con dignidad, tal vez con el Honor de saber que somos suficientes, la autenticidad no viene de la perfección, se trata de no ser iguales al resto, se trata de ser diferentes, sin maldad. El egoísmo forma parte de la guerra que la vida pone a prueba.
VICTORIA, LIBERTAD Y PAZ.
La empatía envuelve paz en los corazones de la humanidad, saber vivir dentro de la turbulencia sujetando el timón con fuerza, la rectitud de pensar con claridad cada decisión ante soluciones difíciles y conflictos, soportar la marea alta, incluso dejar que el agua entre y salga hasta ver llegar la calma; entonces vendrán las aves anunciando que ya lo malo ha pasado, saldrá el sol naciente retomando el camino con libertad de paz, con amor.
Dra Hc Maria Elena Ramirez CEO FOUNDER EDITOR OF HUMANITY MAGAZINE GLOBAL “ARTÍCULO DE MOTIVACIÓN “ Derechos Reservados Del Autor
Foto cortesia di Isabel Pisani -Argentina e Kareem Abdullah -Iraq
Lettura critica e analitica della poesia “I Poeti” di Isabel C. Pisani – Argentina. Scritto da: Karim Abdullah – Iraq.
La poesia “I poeti” di Isabel C. ci invita a… Pisani, poeta argentino, a riflettere sul ruolo del poeta nella società e nell’esistenza umana. In questa poesia, Pisani affronta temi quali il destino, la redenzione, la creatività artistica e la ricerca di significato, il tutto in un contesto di profonda contemplazione e consapevolezza letteraria.
1. La scrittura come strumento di resistenza e redenzione Fin dall’inizio della poesia, Pisani presenta la scrittura come mezzo di resistenza all’oblio e al destino. Nella prima riga dici: “Scriviamo per non dimenticare il nostro destino”. Il termine “fato” si riferisce a un destino inevitabile. La scrittura viene quindi rappresentata come un mezzo per affrontare lo scorrere del tempo e l’inevitabile destino. Allo stesso tempo, il poeta riconosce il potere trasformativo delle parole: “Per spegnere il fuoco con parole nobili”. La scrittura si presenta come uno strumento che non è solo una necessità, ma un mezzo per “risvegliarci” dalle difficoltà della vita, rappresentate dalla “strada secca” e dal “tragico sprofondare” nelle rocce scure, che indicano sfide esistenziali. 2. Ricerca spirituale e connessione con il sacro Nella seconda strofa, Pisani introduce l’idea che i poeti scrivono “per immergersi nella divina Torah”. Si tratta di una ricerca non solo estetica, ma anche spirituale, in cui la scrittura diventa mezzo per stimolare lo spirito umano. Questa ansia si riflette nell’immagine del “telaio dei sogni”. Perché la scrittura non nasce solo dal pensiero, ma anche dal subconscio e dalla profonda contemplazione di questioni immateriali. Inoltre, il verso “credere di essere i proprietari dell’uccello e della tigre” indica un paradosso che mette in luce la duplice forza della natura umana: addomesticamento e ferocia. L’immagine dell’uccello (caratterizzato da un comportamento gentile) contrasta con quella della tigre (simbolo di forza e aggressività), riflettendo la complessità dell’essere umano e il suo rapporto con l’ambiente.
3. La scrittura come mezzo di connessione emotiva e sociale Nella terza strofa, Pisani continua a presentare la scrittura come mezzo per entrare in profonda connessione con il mondo naturale e sociale: “Per calmare la quercia e il pino”. Gli alberi, simbolo di forza e longevità, rappresentano un legame con la natura, mentre il “patchwork di dolori” e il “ricamo di abbracci” indicano il ruolo della poesia nella guarigione e nella consolazione, e nell’espressione della sofferenza e della solidarietà. Aggiunge anche la frase: “Pretendiamo giustizia per l’oppressore o perdoniamo i vicini”. Qui la scrittura appare come un mezzo per affrontare questioni di giustizia e riconciliazione nella società.
4. La scrittura come mezzo di fuga e di affermazione Le strofe finali della poesia hanno un tono più umoristico e filosofico: “con note allegre e un cuore errante”. “Jolly Melodies” presenta qui una sorta di ironia e leggerezza che contrasta con le riflessioni precedenti, dimostrando che l’atto poetico non è solo un mezzo per affrontare il destino e le difficoltà, ma anche una celebrazione della libertà creativa. L’espressione “cuore errante” si riferisce a una ricerca costante, a un viaggio senza una meta fissa, che può essere considerato una metafora della vita stessa, che è incerta e piena di interrogativi. Infine, il verso “Non moriamo senza un destino” sottolinea l’importanza della scrittura come mezzo per lasciare un segno nel mondo, per trascendere la morte e l’oblio.
5. Stile e tecniche letterarie La poesia è caratterizzata dalla capacità di creare musicalità e fluidità attraverso l’uso di tecniche quali la ripetizione, la metafora e l’assonanza. La ripetizione del verbo “scriviamo” all’inizio di ogni strofa funge da elemento strutturale che collega i versi e sottolinea che la scrittura è un atto continuo, inarrestabile e vitale. Le immagini evocate attraverso sostantivi e aggettivi, come “fuoco”, “annegamento”, “la Torah” e “laghi magici”, creano un’atmosfera ricca e suggestiva che consente al lettore di immergersi nel processo creativo e meditativo del poeta.
Conclusione “I Poeti” di Isabel C. Pisani riflette profondamente sul ruolo del poeta nella società e sul suo rapporto con il sacro, la natura e la società. Il poeta presenta la scrittura come un atto liberatorio e trasformativo, capace di affrontare le avversità, risvegliare la consapevolezza spirituale e morale e, allo stesso tempo, offrire spazio alla redenzione e alla guarigione emotiva. In questo contesto la scrittura diventa un potente strumento non solo per l’individuo, ma anche per la società, capace di esprimere le esperienze umane più profonde.
poeti Scriviamo per non dimenticare il nostro destino, Per spegnere il fuoco con parole nobili E resuscitiamo i vivi dalla strada secca O dal tragico annegamento nelle rocce nere.
Scriviamo per immergerci nella divina Torah, Per turbare lo spirito e il telaio che tesse i sogni, Per dipingere laghi magici o colline miserabili, Credere che l’uccello e la tigre siano nostri.
Scriviamo per calmare la quercia e il pino, Per rattoppare i dolori e ricamare gli abbracci, Chiediamo giustizia per l’oppressore o perdoniamo i nostri vicini.
Con melodie allegre e un cuore vagabondo Scriviamo per arredare la casa poetica con versi E contrabbandieri nei versi, non moriamo senza un destino.
Isabel C. Pisani – Argentina.
Lectura crítica y analítica de la poesía “Poetas” de Isabel C. Pisani – Argentina . By : kareem Abdullah – Iraq .
La poesía “Poetas” de Isabel C. Pisani, autora argentina, nos invita a reflexionar sobre el papel del poeta en la sociedad y la existencia humana. En esta obra, Pisani aborda temas como el destino, la redención, la creación artística y la búsqueda de significado, todo dentro de un marco de reflexión profunda y conciencia literaria.
1- La escritura como herramienta de resistencia y redención Desde el inicio de la obra, Pisani presenta la escritura como una forma de resistencia al olvido y al destino. La primera estrofa declara: “Escribimos para no olvidar nuestro sino”, donde el concepto de “sino” remite a un destino preestablecido. Aquí, el acto de escribir se posiciona como un medio para enfrentar el inexorable flujo del tiempo y la fatalidad. Al mismo tiempo, se reconoce el poder transformador de la palabra: “para sofocar el fuego con nobles palabras”. La escritura, entonces, no solo se presenta como una necesidad, sino también como un medio para “resucitar indemnes” de las adversidades de la vida, simbolizadas en el “camino seco” y el “naufragio fatal”, aludiendo a las dificultades existenciales.
2- La búsqueda espiritual y la conexión con lo divino En la segunda estrofa, Pisani introduce la idea de que los poetas escriben para “hurgar en el salmo divino”, lo cual denota una conexión con lo sagrado y lo trascendental. El uso del salmo implica una búsqueda no solo estética, sino también espiritual, donde la poesía se convierte en una herramienta para inquietar el alma humana. Esta inquietud se refleja en la imagen del “telar de los sueños”, sugiriendo que la escritura es un acto que no solo surge del pensamiento, sino también del inconsciente y de la reflexión profunda sobre lo inefable. Además, el verso “para creernos del hornero y del tigre los dueños” aporta una paradoja que resalta el poder dual de la naturaleza humana: la domesticariedad y la salvajidad, conceptos que se cruzan a través de las imágenes del hornero (un ave de comportamiento aparentemente dócil) y el tigre (un símbolo de fuerza y agresividad). Este contraste refleja la complejidad del ser humano y su relación con el entorno.
3- La poesía como vínculo emocional y social En la tercera estrofa, Pisani continúa presentando la poesía como una forma de vinculación profunda con el mundo natural y social: “para acunar al roble y al pino”. Los árboles, símbolos de fortaleza y longevidad, representan la conexión con la naturaleza, mientras que “zurcir las penas” y “bordar los abrazos” nos habla de la función de la poesía como un medio para sanar y consolar, para articular el sufrimiento y la solidaridad. La mención de “reclamar al injusto o indultar al vecino” introduce un componente ético y social en la poesía, sugiriendo que la palabra escrita también tiene la capacidad de abogar por la justicia y la reconciliación.
4-El acto de escribir como una forma de evasión y afirmación La última estrofa de la obra refleja un tono más lúdico y filosófico: “Con canto jocoso y corazón peregrino”. Aquí, el “canto jocoso” introduce una ironía y ligereza que contrasta con las reflexiones anteriores, mostrando que el acto poético no es solo una forma de enfrentarse al destino y a las dificultades, sino también una celebración de la libertad creativa. La expresión “corazón peregrino” sugiere una búsqueda constante, una travesía sin un destino fijo, lo que puede interpretarse como una metáfora de la vida misma, que es incierta y llena de preguntas. Finalmente, el verso “no morir sin destino” resalta la importancia de la escritura como un medio para dejar una huella en el mundo, para trascender más allá de la muerte y el olvido.
5- Estilo y técnica literaria La obra se caracteriza por una gran musicalidad y fluidez, producto del uso de recursos como la anáfora, la metáfora y la aliteración. La repetición del verbo “escribimos” al inicio de cada estrofa actúa como un ancla estructural que da cohesión a la pieza y subraya la idea de que la escritura es una acción constante, incesante y vital. Asimismo, las imágenes evocadas a través de los sustantivos y los adjetivos, como “fuego”, “naufragio”, “salmo”, “lagos de magia”, crean una atmósfera rica y sugerente que permite al lector sumergirse en el proceso creativo y reflexivo de la autora.
Conclusión Poetas de Isabel C. Pisani es una reflexión profunda sobre el rol del poeta en la sociedad, su relación con lo divino, lo natural y lo social. La autora nos presenta la escritura como un acto liberador y transformador, capaz de enfrentar la adversidad, despertar la conciencia espiritual y ética, y, al mismo tiempo, ofrecer un espacio de redención y sanación emocional. En este sentido, la poesía se convierte en una herramienta poderosa no solo para el individuo, sino también para la comunidad, capaz de articular las experiencias humanas más fundamentales.
POETAS
Escribimos para no olvidar nuestro sino, para sofocar el fuego con nobles palabras y resucitar indemnes del seco camino o del naufragio fatal contra rocas macabras.
Escribimos para hurgar en el salmo divino, para inquietar el alma y el telar de los sueños, para pintar lagos de magia o un cerro anodino, para creernos del hornero y del tigre los dueños.
Escribimos para acunar al roble y al pino, para zurcir las penas y bordar los abrazos, reclamar al injusto o indultar al vecino.
Con canto jocoso y corazón peregrino escribimos para perlar el verso a retazos y, huyendo en estrofas, no morir sin destino.
ISABEL C. PISAN – Argentina.
قراءة نقدية وتحليلية لقصيدة “الشعراء” لإيزابيل سي. بيساني – الأرجنتين . بقلم : كريم عبدالله – العراق .
تدعونا قصيدة “الشعراء” لإيزابيل سي. بيساني، الشاعرة الأرجنتينية، للتفكير في دور الشاعر في المجتمع والوجود البشري. في هذه القصيدة، تتناول بيساني مواضيع مثل القدر، والفداء، والإبداع الفني، والبحث عن المعنى، وكل ذلك في إطار من التأمل العميق والوعي الأدبي.
1. الكتابة كأداة مقاومة وفداء من بداية القصيدة، تقدم بيساني الكتابة كوسيلة للمقاومة ضد النسيان والقدر. في السطر الأول تقول: “نكتب لكي لا ننسى مصيرنا”. حيث يشير مصطلح “المصير” إلى قدر محتم. وهكذا، تُصوِّر الكتابة كوسيلة لمواجهة جريان الزمن والمصير الحتمي. في الوقت نفسه، تدرك الشاعرة القوة التحويلية للكلمة: “لكي نخمد النار بكلمات نبيلة”. إذ تُعرض الكتابة كأداة ليست فقط ضرورة، بل وسيلة “لإحياء أنفسنا” من صعوبات الحياة، والتي تمثلها “الطريق الجافة” و “الغرق المأساوي” في الصخور المظلمة، وهو ما يشير إلى التحديات الوجودية. 2. البحث الروحي والاتصال بالمقدس في المقطع الثاني، تدخل بيساني فكرة أن الشعراء يكتبون “لكي يغوصوا في التوراة الإلهية”. هذا يشير إلى بحث ليس فقط جمالي، بل أيضًا روحاني، حيث تصبح الكتابة وسيلة لإثارة الروح البشرية. وتنعكس هذه القلق في صورة “نول الأحلام”. إذ إن الكتابة لا تأتي فقط من الفكر، بل أيضًا من اللاوعي ومن التأمل العميق في الأمور غير المحسوسة. بالإضافة إلى ذلك، يشير السطر “لكي نصدق أننا مالكو العصفور والنمر” إلى مفارقة تسلط الضوء على القوة المزدوجة للطبيعة البشرية: الترويض والوحشية. وتتناقض صورة العصفور (الذي يتسم بالسلوك اللطيف) مع النمر (رمز القوة والعدوان)، ما يعكس تعقيد الكائن البشري وعلاقته مع بيئته.
3. الكتابة كوسيلة للارتباط العاطفي والاجتماعي في المقطع الثالث، تواصل بيساني تقديم الكتابة كوسيلة للارتباط العميق بالعالم الطبيعي والاجتماعي: “لكي نهدئ البلوط والصنوبر”. تمثل الأشجار، التي تعد رمزًا للقوة وطول العمر، ارتباطًا مع الطبيعة، بينما يشير “رقع الأحزان” و “تطريز الأحضان” إلى دور الشعر في الشفاء والتعزية، وفي التعبير عن المعاناة والتضامن. وتضيف أيضًا السطر “نطالب بالحق للظالم أو نغفر للجيران”. وهنا، تظهر الكتابة كوسيلة لتناول قضايا العدالة والمصالحة في المجتمع.
4. الكتابة كوسيلة للهروب والتأكيد تتسم آخر مقاطع القصيدة بنغمة أكثر فكاهة وفلسفية: “بأنغام مرحة وقلب رحالة”. هنا، يقدم “الأنغام المرحة” نوعًا من السخرية والخفة التي تتناقض مع التأملات السابقة، مما يظهر أن الفعل الشعري ليس فقط وسيلة لمواجهة القدر والصعوبات، بل أيضًا احتفال بالحرية الإبداعية. وتشير عبارة “قلب رحالة” إلى بحث دائم، إلى رحلة بلا وجهة ثابتة، وهو ما يمكن أن يُعتبر استعارة للحياة نفسها، التي هي غير مؤكدة ومليئة بالأسئلة. وأخيرًا، يظهر السطر “لا نموت بلا مصير” التأكيد على أهمية الكتابة كوسيلة لترك أثر في العالم، لتجاوز الموت والنسيان.
5. الأسلوب والتقنيات الأدبية تتميز القصيدة بقدرتها على خلق موسيقية وتدفق من خلال استخدام تقنيات مثل التكرار، والاستعارة، والسجع. إذ يعمل تكرار الفعل “نكتب” في بداية كل مقطع كحامل هيكلي يربط الأبيات ويؤكد على أن الكتابة هي فعل مستمر، لا يتوقف، وحيوي. كما أن الصور التي تُستحضر من خلال الأسماء والصفات، مثل “النار”، “الغرق”، “التوراة”، “البحيرات السحرية” تخلق جوًا غنيًا ومفعمًا بالإيحاءات التي تسمح للقارئ بالغوص في العملية الإبداعية والتأملية للشاعرة.
الخلاصة تعتبر “الشعراء” لإيزابيل سي. بيساني تأملًا عميقًا في دور الشاعر في المجتمع، وعلاقته بالمقدس، والطبيعة، والمجتمع. وتعرض الشاعرة الكتابة كفعل تحرري وتحويلي، قادر على مواجهة الشدائد، وإيقاظ الوعي الروحي والأخلاقي، وفي الوقت نفسه، تقديم مساحة للفداء والشفاء العاطفي. وفي هذا السياق، تصبح الكتابة أداة قوية ليس فقط للفرد، بل أيضًا للمجتمع، قادرة على التعبير عن التجارب الإنسانية الأكثر عمقًا.
الشعراء نكتب لكي لا ننسى مصيرنا، لكي نخمد النار بكلمات نبيلة ونبعث أحياءً من الطريق الجاف أو من الغرق المأساوي في الصخور السوداء.
نكتب لكي نغوص في التوراة الإلهية، لكي نزعج الروح والنول الذي ينسج الأحلام، لكي نرسم بحيرات سحرية أو تلالاً بائسة، لكي نصدق أننا مالكو العصفور والنمر.
نكتب لكي نهدئ البلوط والصنوبر، لكي نرقع الأحزان ونطرز الأحضان، نطالب بالحق للظالم أو نغفر للجيران.
بأنغام مرحة وقلب رحالة نكتب لكي نؤثث البيت الشعري بالآيات ومهربين في الأبيات، لا نموت بلا مصير.
Concetta La Placa – Italia e Kareem Abdullah -Iraq
Lettura critica stilistica della poesia “QUANDO VERRAI” di Cettina La Placa Tumminell . Italia. By : Kareem Abdullah . Iraq .
La poesia “QUANDO VERRAI” di Cettina La Placa Tumminell si presenta come una riflessione profonda sulla solitudine, l’attesa e l’amore eterno, utilizzando una serie di immagini potenti e simboliche per esprimere il desiderio di un incontro che si prolunga nel tempo, ma che rimane costante e ineluttabile. Il tono lirico e la struttura semplice ma intensa della poesia la rendono un esempio di grande eleganza stilistica.
1-Struttura e ritmo:
La poesia si sviluppa attraverso una serie di strofe che seguono una metrica libera, priva di rigide costrizioni formali. La scelta di non aderire a una struttura fissa consente alla poetessa di esplorare la fluidità del tempo e dell’attesa, temi centrali nella composizione. Il ritmo è dolce e meditativo, con una cadenza che invita alla riflessione. La ripetizione di “Sarò” (sarò ad attenderti, sarò qui) crea un effetto di continuità e determinazione, enfatizzando l’impegno e la costanza dell’attesa.
2- Tematiche e simbolismo:
Il tema principale della poesia è l’attesa di un incontro che sembra lontano nel tempo, ma che è caratterizzato da una speranza incrollabile. La poetessa gioca con l’idea del tempo che si dilata, come evidenziato dal passaggio da “anni” a “secoli”, una metafora della distanza e della lunghezza del desiderio. La solitudine delle notti e il riferimento al cielo notturno, con le “stelle più lontane” che “continuano imperterrite a brillare”, suggeriscono una solitudine che, pur essendo dolorosa, è anche costellata da una speranza inalterata, simile alla luce delle stelle.
Un altro elemento significativo è il richiamo alla natura, in particolare ai ciliegi in fiore, simbolo di rinnovamento e di speranza. Il ritorno della “Primavera” rappresenta il trionfo dell’amore e della vita, che si rinnova con l’arrivo dell’amato. Questo collegamento con la natura suggerisce l’idea che l’amore sia un processo ciclico e vitale, che trascende il tempo e rinnova il mondo.
3- Uso della lingua e delle immagini:
Il linguaggio della poesia è semplice ma estremamente evocativo. Le immagini naturali e cosmiche, come il “cosmo palpitante di vita e d’amore”, contribuiscono a creare un’atmosfera quasi trascendente. La scelta di parole come “eterno”, “lungo e sofferto”, “imperterrite” conferisce alla poesia una dimensione epica, accentuando il conflitto interno tra l’attesa dolorosa e la speranza inalterata.
La ripetizione di concetti legati alla costanza (“sarò ad attenderti”, “io ci sarò”) evidenzia la forza dell’impegno, mentre il contrasto tra la sofferenza dell’attesa e la dolcezza della primavera e dei ciliegi in fiore fornisce un equilibrio emotivo che riflette l’intensità dei sentimenti della poetessa.
4- Conclusioni:
La poesia di Cettina La Placa Tumminell è un raffinato esempio di lirismo che esplora l’attesa come esperienza universale, purtuttavia immersa nella singolarità del desiderio. La poetessa mescola il personale e l’universale, utilizzando immagini potenti di solitudine, speranza, natura e amore eterno. La sua scrittura è fluida e ricca di simbolismi, che invitano il lettore a riflettere sul proprio viaggio interiore e sul significato profondo dell’attesa. Il tono meditativo e la delicatezza dell’espressione fanno di questa poesia un’opera di grande impatto emotivo e stilistico.
QUANDO VERRAI
Ancora nelle notti di solitudine, così come nel firmamento le stelle più lontane continuano imperterrite a brillare Io sarò ad attenderti come sempre, in tutti questi anni, diventati ormai secoli. Sarò qui, in questo cosmo palpitante di vita e d’amore , in eterna attesa di te. Sarà un viaggio lungo e sofferto ma io ci sarò. Quando giungerai a me sarà di nuovo Primavera e i ciliegi saranno in fiore per noi.
Antonello Pacifico ( Classe 1981) è nato a Benevento . Vive a San Bartolomeo in Galdo , una cittadina situata in provincia di Benevento .
Antonello , a parer mio , è un grande atleta e lo ha dimostrato anche questa volta arrivando nei primi posti della prestigiosa maratona di Roma 2025 ( 42 km) . Tutto ciò è il frutto di un costante impegno e di una forte passione che ha portato Antonello sulle vette più alte dello sport italiano .
Antonello ha partecipato e ha ricevuto numerosi premi nelle seguenti competizioni sportive :
– Roma – Ostia mezza maratona 21km , 2020 – Passiata di San Diodoro a San Marco dei Cavoti , 13 km nel 2010 . – Roma – Ostia mezza maratona 21km, 2023. – Pescara Mezza maratona 21km , 2019. – Roma mezza maratona 21km , 2023. – Barletta mezza maratona 21km , 2020. – Telese 10km, 2021. – Telese 10km , 2024. – Maratona di Roma 42km, 2025. – Venafro 10km nel 2023. – Ponte Landolfo 10km , anno 2024.
Complimenti Antonello, rappresenti l’orgoglio di San Bartolomeo in Galdo ( BN) . Continua così e non fermarti mai. Ti auguro il meglio Fabio Petrilli 24 Marzo 2025 .
( Fabio Petrilli , poeta e scrittore internazionale / collaboratore del quotidiano di Alessandria Today ).
Immergersi nell’arte di POKHRELIAN STANZAS (POKHRELI NODI)
I poeti di tutto il mondo stanno sperimentando con POKHRELIAN STANZAS (POKHRELI NODI)!
Mi dà immenso piacere vedere i miei nodi Pokhreli riconosciuti a livello globale e essere utilizzati dai poeti nella creazione di poesie. Molto recentemente dopo il primo numero di questo articolo di tesi pubblicato in inglese.sahityapost.com dal Nepal sotto il titolo DEBUTTO DEL POKHRELI NODO NEL MONDO DELLA POESIA (March26, 2024), Editore e poeta internazionale del nostro tempo Devil Bosa (James Tian) nella sua rivista mp.weixin.qq.com da Henan, Cina il 6 aprile 2024 ha pubblicato l’articolo intitolato ‘Famoso poeta nepalese Santosh Kumar Pokharel e il suo nodo Pokhreli’ con il link indicato https://mp.weixin.qq.com/s/PqYVqR7C8F0R8W8T1Co8uA in tre lingueInglese, cinese e giapponese. Questo articolo che proclama il debutto di una composizione, struttura totalmente nuova per la poesia , proposto dal poeta multilingue Santosh Kumar Pokharel è stato globalmente condiviso. Molti poeti da tutto il mondo sono stati trovati apprezzando bene questa struttura di poesia. Alcuni hanno già iniziato a creare le loro poesie sotto #pokhreliknot. Forum internazionale di letteratura, un gruppo in Facebook, che è anche un’organizzazione registrata, ha già visto poemi di poeti internazionali sotto #pokhreliknots sulla sua parete.
Parti del contenuto qui sotto sugli aspetti teorici e morfologici dei #pokhreliknots sono stati pubblicati nel numero precedente di questa rivista, e ora questo numero discute più dettagli con l’incorporazione di altre due Pokhrelian Sonnet Stanzas
Immagina, un poema è in una cornice fissa con parole selezionate che trasmettono un messaggio significativo in uno schema di rima ai lettori, e più se è breve, diretto e segue un modello perfettamente impostato che è esteticamente piacevole e semanticamente saturo, Questo non sarà un beneficio per i poeti nella creazione della poesia?
Santosh Kumar Pokharel, poeta plurilingue del Nepal, ha intrapreso un’odissea poetica, introducendo al mondo una nuova e affascinante forma di verso: il Nodo Pokhreli. Questa struttura innovativa, caratterizzata da un design conciso ma al tempo stesso incisivo, segna la possibilità di una significativa deviazione, in futuro, dalle forme poetiche tradizionali, offrendo ai poeti una nuova tela su cui dipingere i loro capolavori lirici. A differenza della prosodia classica che richiede una notevole lunghezza per esprimere le idee di un poeta, i Nodi di Pokhreli sono troppo precisi, arroccati e con rima e esprimono splendidamente le opinioni. Diversamente dalle espressioni haiku, i nodi pokhreli sono limitati e fanno rima. Si può dire che il Pokhreli Knot è una vittoria sui moderni versi in bianco e brevi poesie con poche parole e può servire scopo di espressione poetica di osservazioni spiritose.
Al centro del nodo di Pokhreli si trova il suo formato triangolare, che si dispiega con un ritmo ipnotizzante e simmetria. Ogni strofa inizia con una parola monosillabica, si espande gradualmente nella complessità sillabica e poi si contrae di nuovo in una parola monosillabica che rispecchia quella iniziale in rima. Questa progressione strutturata, esemplificata da modelli quali 1-2-1, 1-2-3-2-1 e 1-2-4-3-3-2-1 e denominata morfosemantictriangle e 1-2-3-3-2-1,1-2-3-4-3-2-3-2-2-5-5-4-3-2-2-1 e così su come noto come trapezium morfossemofemica, infonde al verso un senso di equilibrio e armonia, guidando il lettore attraverso un viaggio di scoperta linguistica.
Approfondiamo l’affascinante arazzo di Pokhreli Knots, ognuno un testamento alla versatilità e potenza della forma:
TRIANGOLO MORFOSEMANTICO
**Nodo trimetrico TRENTET (1-2-1):** 1. Pensa NO WINK Restringere 2. LINK SUL Brink 3. Racconta IL MONDO Incantesimo 4. Buono Sotto Umore 5. Muto NON SARÀ RUDE. 6. VITA HA UN Vive 7. PACE NON A cessare
**Nodo pentametrico PENTET (1-2-3-2-1):** 1. I VEDRÀ CHE COSA PUÒ VENIRE VIA volare
2. Perché TU PIANGI DOPO NAUGHTS SU DI LORO FIE
3. Mentire NON PER SEMPRE SI TIE Ciao (C)(R)
**Nodo eptametrico HEPTET (1-2-3-4-3-2-1):** 1. I AMERÀ TU TANTO DOVRESTI CREDERE NELLE MIE PAROLE TI DICO Perché.
2. Vai A LEI CHIEDI A LEI PER UN FAVORE SE SI FA VEDERE OTTIENI GO. (C)(R)
TRAPEZIUM MORPHOSEMANTIC 1. **QUADRET (1-2-2-3):** VITA HA UN Cento Vives
2. PACE NON Semplicemente cessare
**Nodo esametrico HEXET (1-2-3-3-2-1):** 1. I VEDRÀ NON SGOMENTO CHE COSA PUÒ VENIRE VIA volare
2. Perché TU PIANGI DOPO IL NULLA MIGLIORE BOUT CON LORO FIE (C)(R)
**OTTETTO (1-2-3-4-4-3-2-1):** 1. I AMERÀ TU TANTO NON TE LASCERAI DOVRESTI CREDERE NELLE MIE PAROLE TI DICO Perché. (C)(R) **Decametric Knot DECTET (1-2-3-4-5-5-4-3-2-1)** TRAPEZIO MORFOSEMANTICO
Voi, Da lontano Mi ha seguito Non mi importava Non ho risparmiato molto Il mio tempo per una mera Chiama; la mia fortuna Ho la tua melodia Colori Imbue! (C)(R)
Amore Ha fatto lampeggiare I suoi occhi allora Non poteva rimanere Come sono impazzito Ero lei, lei? non sicuro! Sapeva che ero troppo pura Lei mi avrebbe adorato Dal profondo del suo cuore Concordo Non si libererà Dove! (C)(R)
Sonetti Un Sonetto può essere creato splendidamente con questo schema sillabico fisso. Leggiamo le Stanze di Pokhrelian qui sotto. NODO DI POKHRELI **Nodo sonnet SONNET (1-2-3-4-5-6-7-7-6-5-4-3-2-1) ** TRAPEZIO MORFOSEMANTICO 1. Amore
Se La bontà dell’amore Da là Avverrà presto Come responsabile, chi dovrebbe Dare cucchiaino d’argento I miei occhi sono lì per lei Le questioni non devono dissuadermi Se l’amore è perfetto e puro Entrambi dovremmo essere sicuri Frontiere oltrepassate Ascolta, cuore mio! Nessun ritorno Live! (C)(R) (innamorato) Santosh 30 marzo 2024. Nepal.
Presentazione di un altro Love Sonnet!
Pokhrelian Stanza #pokhreliknot #pokhreliknots
SONETTO (1-2-3-4-5-6-7-7-6-5-4-3-2-1)
TRAPEZIO MORFOSEMANTICO 2. TU SEI MIO
Tu Al mio I pensieri vengono Diventare premuroso Io e ti scrivo I miei nodi e altri qualche Per compiacerti tu che abiti Il mio cuore è lontano Ho visto un tuo sogno E ho perso tutto il mio spirito Giuro ora di scrivere Diverse canzoni Solo per te Nel tuo Lieu. -(in amore)Santosh 8 aprile 2024. Nepal Tutti i diritti riservati (C)(R)
Pokhrelian Stanza #pokhreliknot #pokhreliknots
SONETTO (1-2-3-4-5-6-7-7-6-5-4-3-2-1)
TRAPEZIO MORFOSEMANTICO 3.
POETA UN VEGGENTE
A Poeta Posso mostrarti Modi di seguire O non è una tua scelta Ha condiviso con tutta la sua voce Desideri attenzione si potrebbe pagare Ha già detto questo Felice diventare si può Ma tutto da solo La verità è stata mostrata Nessuna lamentela Più tardi Saw.
A differenza dei sonetti di Shakespeare, le Pokhrelian Stanzas (#pokhreliknots) hanno schemi speciali di rime basati su conteggi sillabici che aumentano al centro e poi diminuiscono alla linea conclusiva rispecchiando quella iniziale.
Ogni stanza di Pokhreli Knot forma un triangolo morfologico, la linea centrale che culmina all’apice, creando una struttura visivamente suggestiva e armoniosa. In caso di due linee che condividono lo stesso numero di sillabe, al centro della stanza si forma un trapezio che dà un aspetto estetico ancora migliore. A differenza delle forme tradizionali dell’haiku, il Pokhreli Knot permette l’espansione in settate, ottetti a deceti, duodecets, sonetti e oltre, offrendo ai poeti ampio spazio per la creatività e l’espressione.
Inoltre, la scelta deliberata di parole con specifici conteggi sillabici assicura non solo l’integrità strutturale del poema ma anche la rima senza soluzione delle parole monossilabili iniziali e finali, dando un senso di unità e coesione al verso. Inoltre, il potenziale delle linee intermedie per la rima aggiunge un livello di musicalità e profondità ad ogni stanza, arricchendo l’esperienza uditiva del lettore. Ulteriore composizione di poesie sotto Pokhrelian Stanza (#pokhreliknots) ha portato a incontrare rarità di parole monosillabiche che rimano per l’inizio e le linee conclusive. Per alleviare questo problema i poeti possono andare per più di una sillaba fino a due o tre parole sillabiche e poi questa struttura sarà girata a morphoractangulotrapezium.
Pokharel’s Pokhreli Knots è una testimonianza della bellezza e versatilità di questa forma innovativa, invitando i poeti a esplorare nuove vie di espressione creativa e a spingersi oltre i confini della tradizione poetica. Attraverso la sua meticolosa struttura e precisione ritmica, il Pokhreli Knot affascina l’immaginazione e tocca l’anima, lasciando un segno indelebile nel mondo della poesia per le generazioni a venire. Il diritto d’autore è unicamente di Santosh Kumar Pokharel che ha proposto questa nuova struttura della poesia le Pokhreli Stanzas (Nodi Pokhreli). (C)(R) Pokharel.santosh@gmail.compoetsantosh@gmail.com, spokharel14@yahoo.com Facebooklink https://www.facebook.com/pokharel.santosh?mibextid=ZbWKwL
Santosh Kumar Pokharel è un poeta globale del nostro tempo. Il poeta multilingue Pokharel scrive in sei lingue e ha pubblicato sei libri. Le sue migliaia di poesie dedicate a diversi percorsi di vita hanno trovato posto nei media di tutto il mondo. Un poeta eccezionalmente devoto, ha offerto un nuovo stile di poesia per il mondo della poesia. Siamo orgogliosi di pubblicare questo articolo del poeta Santosh Kumar Pokharel che ha glorificato il suo paese con i suoi notevoli contributi alla letteratura mondiale. Speriamo che il suo debutto di Pokhreli Knots inizerà una nuova era specialmente per coloro che amavano l’haiku e i versi in bianco.
Delving into the Artistry of POKHRELIAN STANZAS (POKHRELI KNOTS)
Poets worldwide are experimenting with POKHRELIAN STANZAS (POKHRELI KNOTS) !
It gives me immense pleasure seeing my Pokhreli Knots globally recognized and being used by poets in crafting poems. Very recently after the first issue of this thesis article published in english.sahityapost.com from Nepal under the heading DEBUT OF POKHRELI KNOT IN THE POETRY WORLD (March26, 2024), Editor and International poet of our time Devil Bosa (James Tian) in his magazine mp.weixin.qq.com from Henan, China on April 6, 2024 issue published the article titled ‘Famous Nepali poet Santosh Kumar Pokharel and his Pokhreli Knot’ with the given link https://mp.weixin.qq.com/s/PqYVqR7C8F0R8W8T1Co8uA in three languages-English Chinese, and Japanese. This article proclaiming debut of a totally new for the poetry composition, structure, propounded by multilingual poet Santosh Kumar Pokharel was globally shared. Many poets from around the world have been found well appreciating this poetry structure. Some have already started crafting their poems under #pokhreliknot. International Forum of Literature, a group in the Facebook, which is also a registered organisation, has already witnessed few poems by international poets under #pokhreliknots on its wall.
Parts of the below content on theoretical and morphological aspects of the #pokhreliknots were published in the previous issue of this magazine, and now this issue discusses more details with incorporation of two more Pokhrelian Sonnet Stanzas
Imagine, a poem is in a fixed frame with selected words that convey a meaningful message in a rhyming scheme to the readers, and more if it is short, direct and follows a perfectly set pattern which is aesthetically pleasing and semantically saturated, won’t this be a benefit to the poets in poetry creation?
Santosh Kumar Pokharel, multilingual poet from Nepal has embarked on a poetic odyssey, introducing the world to a mesmerizing new form of verse: the Pokhreli Knot. This innovative structure, characterized by its concise yet impactful design, marks a possibility of a significant departure, at some point of future, from traditional poetic forms, offering poets a fresh canvas upon which they can paint their lyrical masterpieces. Unlike classical prosody that takes a substantial length to express the ideas of a poet, Pokhreli Knots are too precise, pert, and rhymed and they beautifully express the views. Unlike Haiku expressions Pokhreli Knots are confined and rhymed. It can be said that the Pokhreli Knot is a win over the modern blank verses and short poems with a very few words and can serve purpose of poetic expression of witty remarks.
At the heart of the Pokhreli Knot lies its triangular stanza format, which unfolds with a mesmerizing rhythm and symmetry. Each stanza begins with a monosyllabic word, gradually expands in syllabic complexity, and then contracts back to a monosyllabic word that mirrors the opening one in rhyme. This structured progression, exemplified by patterns such as 1-2-1, 1-2-3-2-1, and 1-2-3-4-3-2-1 and named as morphosemantictriangle and 1-2-3-3-2-1,1-2-3-4-4-3-2-1 1-2-3-4-5-5-4-3-2-1 and so on as known as morphosemantic trapezium, imbues the verse with a sense of balance and harmony, guiding the reader through a journey of linguistic discovery.
Let’s delve into the mesmerizing tapestry of Pokhreli Knots, each one a testament to the form’s versatility and power:
TRIANGLE MORPHOSEMANTIC
**Trimetric Knot TRENTET (1-2-1):** 1. THINK NO WINK SHRINK 2. LINK ON THE BRINK 3. TELL THE WORLD SPELL 4. GOOD UNDER MOOD 5. MUTE WON’T BE RUDE. 6. LIFE HAS A VIVE 7. PEACE NOT TO CEASE
**Pentametric Knot PENTET (1-2-3-2-1):** 1. I WILL SEE LET WHAT MAY COME WAY FLY
2. WHY YOU CRY AFTER NAUGHTS ON THEM FIE
3. LIE WILL NOT FOR EVER YOU TIE BYE (C)(R)
**Heptametric Knot HEPTET (1-2-3-4-3-2-1):** 1. I WILL LOVE YOU SO MUCH YOU SHOULD BELIEVE IN MY WORDS TELL YOU WHY.
2. GO TO HER YOU ASK HER FOR A FAVOR IF SHE’LL SHOW YOU GET GO. (C)(R)
TRAPEZIUM MORPHOSEMANTIC 1. **QUADRET (1-2-2-3):** LIFE HAS A HUNDRED VIVES
2. PEACE WILL NOT SIMPLY CEASE
**Hexametric Knot HEXET (1-2-3-3-2-1):** 1. I WILL SEE NOT DISMAY LET WHAT MAY COME WAY FLY
2. WHY YOU CRY AFTER NAUGHT BETTER BOUT WITH THEM FIE (C)(R)
**OCTET (1-2-3-4-4-3-2-1):** 1. I WILL LOVE YOU SO MUCH WILL NOT YOU LEAVE YOU SHOULD BELIEVE IN MY WORDS TELL YOU WHY. (C)(R) **Decametric Knot DECTET (1-2-3-4-5-5-4-3-2-1)** MORPHOSEMANTIC TRAPEZIUM
You, From far Did me pursue I did not care Did not much I spare My time for a mere Call; my fortune Got your tune Colors Imbue! (C)(R)
Love Flashed in Her eyes then Couldn’t remain As I went insane I was her, she? not sure! She knew I was too pure She would me adore From her heart’s core I agree Won’t free Dove! (C)(R)
SONNETS A Sonnet can be crafted beautifully with this fixed syllabic pattern. Let’s read the below Pokhrelian Stanzas. POKHRELI KNOT **Sonnet Knot SONNET (1-2-3-4-5-6-7-7-6-5-4-3-2-1)** MORPHOSEMANTIC TRAPEZIUM 1. LOVE
If Love’s boon From yonder Shall happen soon As liable, who should Give silver spoon My eyes are there for her Issues shall not me deter If love’s perfect and pure We both should be sure Passed frontiers Listen, heart ! No return Live! (C)(R) (in love) Santosh March 30, 2024. Nepal.
Introducing another Love Sonnet!
Pokhrelian Stanza #pokhreliknot #pokhreliknots
SONNET (1-2-3-4-5-6-7-7-6-5-4-3-2-1)
MORPHOSEMANTIC TRAPEZIUM 2. ARE YOU MINE
You To my Thoughts do come Thoughtful become I and write to you My knots and other some To please you who inhabits My heart from far is alit I saw a dream of yours And lost all my wit I vow now to write Several songs Just for you In your Lieu. -(in love)Santosh April 8, 2024. Nepal All rights reserved (C)(R)
Pokhrelian Stanza #pokhreliknot #pokhreliknots
SONNET (1-2-3-4-5-6-7-7-6-5-4-3-2-1)
MORPHOSEMANTIC TRAPEZIUM 3.
POET A SEER
A Poet Can show you Ways you follow Or not it’s your choice He shared with all his voice Wish attention you might pay He already did this say Happy become you may But all on your own The truth been shown No bemoan Later Saw.
Unlike Shakespeare’s sonnets, Pokhrelian Stanzas (#pokhreliknots) have special rhyme schemes based on syllabic counts increasing to center and then reducing at the concluding line mirroring the starting one.
Each Pokhreli Knot stanza forms a morphological triangle, the central line culminating at the apex, creating a visually striking and harmonious structure. In cases of two lines sharing the equal syllabic counts at the middle of the stanza forms a trapezium which gives even a better aesthetic look. Unlike traditional forms of haiku, the Pokhreli Knot allows for expansion into septets, octets to dectets, duodecets, sonnets, and beyond, providing poets with ample room for creativity and expression.
Moreover, the deliberate selection of words with specific syllabic counts ensures not only the structural integrity of the poem but also the seamless rhyming of the opening and closing monosyllabic words, lending a sense of unity and cohesion to the verse. Furthermore, the potential for intermediary lines to rhyme adds a layer of musicality and depth to each stanza, enriching the reader’s auditory experience. Further composing poems under Pokhrelian Stanza (#pokhreliknots)has led to encounter rarity of monosyllabic words that rhyme for the starting and the concluding lines. To ease this trouble the poets can go for more than one syllable up to two to three syllable words and then this structure will be turned to morphoractangulotrapezium.
Pokharel’s Pokhreli Knots stand as a testament to the beauty and versatility of this innovative form, inviting poets to explore new avenues of creative expression and push the boundaries of poetic tradition. Through its meticulous structure and rhythmic precision, the Pokhreli Knot captivates the imagination and touches the soul, leaving an indelible mark on the world of poesie for generations to come. Copyright lies solely with Santosh Kumar Pokharel who propounded this new poetry structure the Pokhreli Stanzas (Pokhreli Knots). (C)(R) Pokharel.santosh@gmail.compoetsantosh@gmail.com, spokharel14@yahoo.com Facebooklink https://www.facebook.com/pokharel.santosh?mibextid=ZbWKwL
Santosh Kumar Pokharel is a Global Poet of our time. Multilingual poet Pokharel writes in six languages and has published six books. His thousands of poems dedicated to different walks of life have found places in media worldwide. An exceptionally devoted poet, he has offered a new style of poetry making for the poetry world. We take pride releasing this article of Poet Santosh Kumar Pokharel who has glorified his country with his notable contributions to the world literature. We hope his debut of Pokhreli Knots will kick off a new era specially for those who loved Haiku and blank verses.
Tutto passa come l’acqua che scorre, tutto passa e niente dura per sempre, la nostra unica vita va senza ritorno e solo la passione d’amore rimane per sempre.
Rimane il desiderio che qualcuno ci ami, parole: “non posso vivere senza di te”, rimane l’attesa e la speranza inestinguibile che il cuore di qualcuno batterà solo per noi.
Vogliamo un abbraccio quando l’amore si respira nella notte perlacea, quando le stelle bruciano al posto delle candele. Vogliamo dirci ti amo con il canto del chiaro di luna, mentre il desiderio diventa sempre più grande.
Sogniamo una tenerezza calda e tremante, mani infuocate per riscaldarci con passione, per dimenticare tutto ciò che ci circonda e perderci in alcuni occhi magici.
Il desiderio d’amore non finisce mai, vive nell’anima di ogni momento, con la primavera in noi rimane per sempre e nell’abbraccio dell’anno dura senza tempo.
Gordana Sarić Montenegro
THE DESIRE FOR LOVE REMAINS
Everything passes like flowing water, everything passes and nothing lasts forever, our only life goes to non return only the desire for love remains forever.
The longing remains for someone to love us, words: I can’t live without you, there remains waiting and unextinguished hope that someone’s heart will only beat for us.
We want a hug when love smells in the pearly night, when stars burn instead of candles, we want: I love you, with the moonlight song while the craving grows bigger and bigger.
We dream of warm, trembling tenderness fiery hands to warm us with passion to forget everything around us and get lost in some magical eyes.
The desire for love never ends lives in the soul of every moment, with spring in us forever remains and in the embrace of the year lasts timelessly.
GORDANA SARIĆ MONTENEGRO
Gordana Sarić, montenegrina, insegnante di francese e latino, ha pubblicato 25 libri di poesie, prose d’amore e per bambini. Le sue 30 poesie in ordine alfabetico vengono insegnate nelle scuole primarie. Ha ricevuto numerosi premi internazionali. È un gigante della cultura mondiale, selezionata tra le 50 donne indimenticabili del mondo dall’Accademia dell’Alta Intelligenza, Presidente JEANETTE EUREKA TIBURCIO del Messico, vincitrice del PLATINASTIG AIGLE dell’UHE del Perù, Presidente Carlos Hugo Guerido Chalen, Nel SENATO DI ROMA ha ricevuto il premio DONNA DIVINA per la sua poesia ECCEZIONALE e per il suo contributo alla cultura mondiale, alla pace, ecc. È ambasciatrice della pace in molti Paesi: Belgio, Italia, Marocco, Romania, India, ecc.
Gordana Sarić, de Montenegro, profesora de francés y latín, ha publicado 25 libros de poesía y prosa de amor e infantil. Sus 30 poemas alfabéticos se enseñan en escuelas primarias. Ha recibido numerosos premios internacionales. Es una gigante de la cultura mundial, seleccionada entre las 50 mujeres inolvidables del mundo por la Academia de Alta Inteligencia, Presidenta JEANETTE EUREKA TIBURCIO de México, ganadora de PLATINASTIG AIGLE de UHE de Perú, Presidente Carlos Hugo Guerido Chalen, en el SENADO DE ROMA recibió el premio MUJER DIVINA por su poesía EXCEPCIONAL y su contribución a la cultura mundial y a la paz, etc. Es embajador de la paz en muchos países, Bélgica, Italia, Moroco,Rumania, India, etc.
Foto cortesia di Frieda Norma Dela Cruz- Filippine e Kareem Abdullah -Iraq
Un’analisi stilistica critica di “L’orologio del vincitore” dal Dott. Frieda Norma Dela Cruz- Filippine . Di : Kareem Abdullah – Iraq .
Il poema della Dott. Frieda Norma Dela Cruz, “L’orologio del vincitore,” è una meditazione sul tempo, il ritmo di vita e la saggezza che accompagna il successo vero. La poesia presenta una riflessione filosofica sulla natura ciclica dell’esperienza umana, sottolineando l’importanza dell’equilibrio, della pazienza e della consapevolezza nel cammino verso la realizzazione. Attraverso le sue immagini, la struttura e la profondità tematica, il poema invita i lettori ad esplorare il concetto di tempo come risorsa preziosa, non da sprecare ma piuttosto da assaporare, mentre il “vincitore” impara a navigare nelle sue sfide.
Tema e messaggio Il tema centrale di “L’orologio del vincitore” ruota attorno alla comprensione e alla padronanza del tempo. La metafora dell’orologio non significa un passaggio lineare e meccanico di ore, ma una connessione più profonda e spirituale con il tempo – una consapevolezza dei momenti giusti per agire, aspettare, parlare o rimanere in silenzio. Ogni stanza segna una fase distinta della vita, illustrando i diversi bisogni e le esperienze che si incontrano, dal dolore e la lotta alla gioia e la realizzazione.
Il messaggio del poema è chiaro: il vero successo non si trova nel l’azione frenetica e frettolosa o nel l’ozio passivo, ma in un ritmo misurato che abbraccia sia l’azione che la riflessione. L'”orologio del vincitore” non è per uccidere il tempo, ma per vivere in armonia con esso, riconoscere i suoi cicli e sfruttare al meglio ogni momento prezioso.
Immagini e simbolismo Dela Cruz utilizza immagini ricche e basate sulla natura in tutto il poema. Il tempo è personificato attraverso la metafora di un orologio, ma questo orologio non è un orologio convenzionale; è uno che riflette i ritmi organici della vita. Il “vincitore” sa quando sbocciare, proprio come i fiori – non si affrettano, ma piuttosto si sviluppano nel loro tempo. Questa rappresentazione naturale si estende ad altre metafore come le “ombre” e la “luce”, che rappresentano diversi stati emotivi, e le “lacrime” e le “risate” che catturano l’esperienza umana di dolore e gioia. L’immagine ricorrente dello “spazio” – dall'”abbraccio della solitudine” allo “spazio vuoto” in cui si trova la forza tranquilla – aggiunge un ulteriore strato alla riflessione del poema sul tempo. La solitudine non è presentata come isolamento ma come spazio di introspezione, un luogo in cui si coltiva la vera forza interiore, enfatizzando ulteriormente la filosofia dell’equilibrio del poema.
Struttura e forma Il poema segue una struttura libera, lirica, con un ritmo regolare, utilizzando brevi linee evocative che trasmettono un senso del passaggio del tempo in modo controllato e meditativo. La qualità simile a un ritornello delle strofe – ognuna delle quali inizia con “A time for…” – crea un flusso ritmico, imitando il ticchettio di un orologio. Questa struttura rispecchia la natura ciclica e ricorrente delle varie fasi della vita, rafforzando l’idea che il tempo non è lineare ma iterativo. L’uso del parallelismo di Dela Cruz, come si vede nella ripetizione delle frasi “Un tempo per…”, serve non solo ad unificare le idee del poema ma anche a evidenziare i contrasti intrinseci tra diversi aspetti della vita. Questi contrasti – tra azione e riposo, luce e ombra, lavoro e tempo libero – suggeriscono che tutti i momenti, gioiosi o dolorosi, sono parte integrante della comprensione olistica del tempo e della crescita personale. Linguaggio e tono Il linguaggio del poema è chiaro, accessibile e ricco di risonanza emotiva. L’uso di Dela Cruz di aggettivi descrittivi come “costante,” “assertivo,” e “delicatezza” attira l’attenzione sulle qualità sfumate che caratterizzano il “vincitore ideale.” Queste parole aiutano a stabilire un tono di saggezza, calma e riflessione, suggerendo che il vero successo non è un risultato forte o drammatico, ma una padronanza tranquilla e costante delle sottigliezze della vita. Il tono della poesia è un equilibrio tra l’essere filosofico e l’essere intimo. Invita il lettore a riflettere sulle esperienze personali offrendo allo stesso tempo una visione universale della condizione umana. C’è una sollecitazione gentile verso la consapevolezza e la presenza, incapsulata nelle righe: “Ogni prezioso secondo, sentito e pienamente conosciuto, / Un seme di vita, che viene accuratamente seminato.” Sfumature filosofiche Al suo centro, il poema parla di una meditazione filosofica più profonda sul tempo e sull’esistenza. Riecheggia temi presenti in varie tradizioni filosofiche, tra cui lo stoicismo e il taoismo, dove l’idea di vivere in armonia con il momento presente è fondamentale. Il “vincitore” non corre semplicemente contro il tempo, ma piuttosto si allinea con esso, comprendendo il flusso e riflusso della vita. Il poema suggerisce che la vittoria non sta nel dominare il tempo, ma nel coesistere con esso – riconoscendo quando agire e quando ritirarsi, quando parlare e quando ascoltare. Inoltre, il concetto di “pazienza” gioca un ruolo critico nella filosofia generale del poema. Il “vincitore” è qualcuno che capisce il valore di aspettare il momento giusto, e le ricompense che la pazienza può portare. Il riferimento del poema a “cose destinate” implica un senso di destino o ordine naturale, suggerendo che ci sono momenti nella vita che richiedono non solo l’azione ma anche un riconoscimento del tempo al di fuori del proprio controllo. Conclusione “L’orologio del vincitore” è un poema profondo e perspicace che esplora la relazione multiforme che gli esseri umani hanno con il tempo. Attraverso immagini ricche, un linguaggio riflessivo e una struttura organica, la dott. Frieda Norma Dela Cruz presenta una visione del successo che è radicata nell’equilibrio, nella pazienza e nella comprensione. La poesia ci ricorda che il tempo non è solo un orologio che ticchetta, ma un compagno prezioso che deve essere vissuto con consapevolezza e cura. In definitiva, l'”orologio del vincitore” è un simbolo di vivere deliberatamente, facendo contare ogni momento e abbracciando sia il lato attivo che quello passivo della vita. L’orologio del vincitore Il mondo gira, un inseguimento costante e affrettato, Ma i vincitori sanno, un ritmo diverso e misurato. Non balzi frenetici, né ore inutili e sprecate, Ma sapere quando sbocciare, come fiori pazienti. Un tempo per alzarsi, con forza e mano ferma, Voce assertiva, per prendere una giusta posizione. E poi a cedere, quando la dolcezza è dovuta, Alla pace passiva, dove nascono le verità più morbide. Un tempo per le anime di intrecciarsi e fondersi, Per la compagnia, un amico fedele e affettuoso. E poi cercare, nell’abbraccio della solitudine, La forza silenziosa, trovata in uno spazio vuoto. Un tempo per le ombre, dove il cuore può piangere, Per la giusta collera, che l’anima sia sollevata. E poi per la luce, dove brucerà la fiamma pura dell’amore, Un tocco tenero, a cui lo spirito anela. Un tempo per il lavoro, dove i muscoli si distendono, Per il lavoro artigianale, per resistere al sole e alla pioggia. E poi per risata, dove gli spiriti si librano, Per momenti giocosi, bussando alla porta. Un tempo per le lacrime, per lavare via il dolore, Per la marea del dolore, che svanisce e non resterà. E poi per gioia, un bagliore luminoso e brillante, Un sorriso radioso, un sogno luminoso e pieno di speranza. Un tempo per affrontare con coraggio ciò che è sbagliato, Stare in piedi e combattere, dove la giustizia ci rende forti. E poi farsi da parte, quando le battaglie cessano, Trovare rifugio, e conoscere un momento di pace. Un tempo per le parole, per dire la verità onesta, Condividere la saggezza di una gioventù vibrante. E poi per il silenzio, dove risiedono i pensieri, Ascoltare profondamente, dove si nascondono le risposte nascoste. Un tempo per la fretta, quando i momenti svaniscono, Per decisioni rapide, alla luce del giorno. E poi per la pazienza, dove il cuore può aspettare, Per le cose destinate, quel tempo sarà consacrato. L’orologio del vincitore, un tesoro, capito, Non uccidere il tempo, ma vivere come dovrebbero. Ogni secondo prezioso, sentito e pienamente conosciuto, Un seme di vita, che è accuratamente seminato. Dr. Frieda Norma Dela Cruz Filippine Marzo 18, 2025
A Critical Stylistic Analysis of “The Winner’s Clock” by Dr. Frieda Norma Dela Cruz- Philippines . By : Kareem Abdullah – Iraq . Dr. Frieda Norma Dela Cruz’s poem, “The Winner’s Clock,” is a meditation on time, the rhythm of life, and the wisdom that accompanies true success. The poem presents a philosophical reflection on the cyclical nature of human experience, emphasizing the importance of balance, patience, and mindfulness in one’s journey toward fulfillment. Through its imagery, structure, and thematic depth, the poem invites readers to explore the concept of time as a precious resource, not to be squandered but rather savored, as the “winner” learns to navigate its challenges. Theme and Message The central theme of “The Winner’s Clock” revolves around the understanding and mastery of time. The clock metaphor signifies not a linear, mechanical passage of hours, but a deeper, more spiritual connection with time — an awareness of the right moments to act, wait, speak, or remain silent. Each stanza marks a distinct stage in life, illustrating the varying needs and experiences one encounters, from sorrow and struggle to joy and fulfillment. The poem’s message is clear: true success is not found in frantic, hurried action or in passive idleness, but in a measured pace that embraces both action and reflection. The “winner’s clock” is not about killing time, but about living in harmony with it, recognizing its cycles and making the most of every precious moment. Imagery and Symbolism Dela Cruz employs rich, nature-based imagery throughout the poem. Time is personified through the metaphor of a clock, but this clock is not a conventional timepiece; it is one that reflects the organic rhythms of life. The “winner” knows when to bloom, just as flowers do — they do not rush, but rather unfold in their own time. This natural imagery extends to other metaphors like the “shadows” and the “light,” which represent different emotional states, and the “tears” and “laughter” that capture the human experience of both pain and joy. The recurring image of “space” — from “solitude’s embrace” to the “empty space” in which one finds quiet strength — adds an additional layer to the poem’s reflection on time. Solitude is presented not as isolation but as a space of introspection, a place where true inner strength is cultivated, further emphasizing the poem’s philosophy of balance. Structure and Form The poem follows a loose, lyrical structure with a regular rhythm, using short, evocative lines that convey a sense of the passage of time in a controlled, meditative manner. The refrain-like quality of the stanzas — each beginning with “A time for…” — creates a rhythmic flow, mimicking the ticking of a clock. This structure mirrors the cyclical and recurring nature of life’s various phases, reinforcing the idea that time is not linear but iterative. Dela Cruz’s use of parallelism, as seen in the repetition of “A time for…” phrases, serves not only to unify the poem’s ideas but also to highlight the inherent contrasts between different aspects of life. These contrasts — between action and rest, light and shadow, labor and leisure — suggest that all moments, whether joyful or painful, are integral to the holistic understanding of time and personal growth. Language and Tone The language of the poem is clear, accessible, and rich in emotional resonance. Dela Cruz’s use of descriptive adjectives such as “steady,” “assertive,” and “gentleness” draws attention to the nuanced qualities that characterize the ideal “winner.” These words help to establish a tone of wisdom, calm, and reflection, suggesting that true success is not a loud or dramatic achievement, but a quiet, steady mastery of life’s subtleties. The tone of the poem balances between being philosophical and intimate. It invites the reader to reflect on personal experiences while offering universal insights into the human condition. There is a gentle urging toward mindfulness and presence, encapsulated in the lines: “Each precious second, felt and fully known, / A seed of life, that’s carefully sown.” Philosophical Undertones At its core, the poem speaks to a deeper philosophical meditation on time and existence. It echoes themes found in various philosophical traditions, including Stoicism and Taoism, where the idea of living in harmony with the present moment is key. The “winner” does not simply race against the clock, but rather aligns with it, understanding the ebb and flow of life. The poem suggests that victory lies not in dominating time, but in coexisting with it — recognizing when to act and when to withdraw, when to speak and when to listen. Moreover, the concept of “patience” plays a critical role in the poem’s overarching philosophy. The “winner” is someone who understands the value of waiting for the right moment, and the rewards that patience can bring. The poem’s reference to “destined things” implies a sense of fate or natural order, suggesting that there are moments in life that require not just action but also an acknowledgment of timing beyond one’s control. Conclusion “The Winner’s Clock” is a profound and insightful poem that explores the multifaceted relationship humans have with time. Through rich imagery, reflective language, and an organic structure, Dr. Frieda Norma Dela Cruz presents a view of success that is rooted in balance, patience, and understanding. The poem reminds us that time is not merely a ticking clock, but a precious companion that must be lived with awareness and care. Ultimately, the “winner’s clock” is a symbol of living deliberately, making each moment count, and embracing both the active and the passive sides of life. The Winner’s Clock The world spins ‘round, a constant, hurried chase, But winners know, a different, measured pace. Not frantic leaps, nor idle, wasted hours, But knowing when to bloom, like patient flowers. A time to rise, with strength and steady hand, Assertive voice, to take a rightful stand. And then to yield, when gentleness is due, To passive peace, where softest truths accrue. A time for souls to intertwine and blend, For fellowship, a loyal, loving friend. And then to seek, in solitude’s embrace, The quiet strength, found in an empty space. A time for shadows, where the heart may grieve, For righteous anger, that the soul is relieved. And then for light, where love’s pure flame will burn, A tender touch, for which the spirit yearns. A time for labor, where the muscles strain, For crafted work, to weather sun and rain. And then for laughter, where the spirits soar, For playful moments, knocking at the door. A time for tears, to wash the pain away, For sorrow’s tide, that ebbs and will not stay. And then for joy, a bright and shining gleam, A radiant smile, a waking, hopeful dream. A time to face, with courage, what is wrong, To stand and fight, where justice makes us strong. And then to step aside, when battles cease, To find retreat, and know a moment’s peace. A time for words, to speak the honest truth, To share the wisdom of a vibrant youth. And then for silence, where the thoughts reside, To listen deep, where hidden answers hide. A time for haste, when moments slip away, For swift decisions, in the light of day. And then for patience, where the heart can wait, For destined things, that time will consecrate. The winner’s clock, a treasure, understood, Not killing time, but living, as they should. Each precious second, felt and fully known, A seed of life, that’s carefully sown. Dr. Frieda Norma Dela Cruz Philippines March 18, 2025