Dopo la pausa natalizia Pietro La Barbera ed Elisa Mascia riprendono il viaggio culturale ” Alla ricerca della vera bellezza” con Letizia Caiazzo – Sorrento, Napoli pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Pietro La Barbera ed Elisa Mascia hanno ripreso il programma della domenica sera, 14 gennaio 2024
“Alla ricerca della Vera Bellezza” conoscendo l’anima speciale della grande artista, scrittrice e poetessa di Sorrento: Letizia Caiazzo

LETIZIA CAIAZZO
Residente a Pian di Sorrento (Na), Artista, Poetessa, Saggista, Diploma Accademico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, da sempre ha coltivato la passione per l’Arte che ha profuso, in qualità di Docente e per decenni, a generazioni di giovani. Molto attenta alle varie espressioni artistiche, ha sperimentato le tecniche più svariate, proponendosi e imponendosi anche nella Cyberpittura. Tale percorso eclettico e multivalente, intrapreso con forza, determinazione ed eccellenti scaturigini dell’estro, le ha permesso e le consente tutt’oggi d’essere protagonista di Grandi Mostre e Cataloghi d’Arte inerenti e, inoltre, d’essere lei stessa organizzatrice e collaboratrice di Mostre ed Eventi con relative pubblicazioni, per la promozione dell’Arte, della Letteratura, della Pace e della Solidarietà. Le sue opere pittoriche sono anche presso Musei, Gallerie, Collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero.
Numerose anche le opere letterarie in cui, da sola o con altri Autori, ha dimostrato d’essere valida Poetessa, pluripremiata in Italia e all’estero poiché in grado di emozionare fortemente i fruitori con liriche su vari temi, dall’amore ad un purissimo erotismo, da scenari naturalistici a un rigoroso ed esemplare impegno sociale.

LETIZIA CAIAZZO
Letizia Caiazzo è artista di raffinata cultura umanistica e protagonista assoluta, per quanto concerne le arti visive, della Computer Art. Però il suo talento si esplica altresì nella poesia. I suoi versi sempre di altissima spiritualità si lasciano apprezzare per eleganza stilistica e proprietà assoluta di linguaggio con accenti di intimismo che mai degenera in decadente romanticismo.
Memore della grande lezione dell’Ermetismo il suo verso risulta sempre asciutto e scattante con bagliori luministici e sonori di splendida fragranza. A questa sonorità certamente avrà molto giovato la lettura dei testi dannunziani che sappiamo essere straordinariamente coinvolgenti.
Vastissima la gamma dei sentimenti che fanno capolinea nelle sue composizioni: si va dalla melanconia sempre sostenuta da virile consapevolezza, al dolore visto in chiave agostiniana di salutare catarsi, dalla nostalgia del passato più o meno lontano alle aspirazioni di un eden idilliaco vagheggiato per sé e per l’umanità intera. Imprescindibile comunque per lei il desiderio di libertà che è cifra determinante per ogni poeta . Libertà di volare a guisa di gabbiano che si appresta a scavalcare il muro oltre il quale non c’è timore alcuno di essere preda di insipienti cacciatori. Libertà di volare come la farfalla che sceglie le sue dolci prede, ovvero i fiori su cui posarsi. Non è forse la poesia lo strumento principe con cui Letizia ha inteso e intende continuamente liberarsi dalla quotidianità? Solo la poesia potrà sostituire il “sole spento” che l’odierna civiltà capitalistica del benessere ci sta riservando. Leo Strozzieri 2017
Leo Strozzieri, critico e storico dell’arte, laureato in filosofia; ha fondato numerose
realtà museali e pubblicato monografie per numerosi artisti con le più
prestigiose case editrici.

LETIZIA CAIAZZO

Domande per Letizia Caiazzo (Italia) 14-1-2024

·         Ti prendi sempre la totale responsabilità dei tuoi successi e dei tuoi fallimenti?
Dei miei fallimenti si, sicuramente capisco, con il senno di poi, che qualcosa non ho curato come doveva essere curato, non ho valutato bene le precarietà che potevano crearsi, pertanto non sono riuscita ad avereun esito positivo e me ne assumo tutta la responsabilità e  le conseguenze; per i successi mi prendo il merito solo al 50X100. Riconosco che  ho successo per la mia bravura, per l’impegno, per essere volitiva nel raggiungere i miei obiettivi, per gli sforzi fatti  e che faccio,per migliorarmi sempre di più, per sperimentare ,per cambiare ma poi ci sono altre componenti che determinano il successo, un po’ di fortuna che non guasta mai, l’ambiente, le persone giuste intorno a te , il tempo meteorologico, le atmosfere che si creano, la magia di incontri casuali,  e come si suol dire: ti devi trovare al posto giusto nel momento giusto, e quando succede ciò il successo è assicurato.

·         Quale nuova abitudine “positiva” hai acquisito ultimamente?
Per natura sono un’istintiva, mi entusiasmo facilmente e parto, parto per creare, programmare, fare, ma in questi ultimi tempi ho adottato l’abitudine d’ agire con più calma e serenità, e di non essere precipitosa e ho adottato anche di prendere la vita con un po’ di leggerezza, e di non essere molto  critica e severa con me stessa

·         Ridi spesso durante il giorno o sei sempre seria? 
La giornata è un poco come la vita: un po’ gioiosa ricca di positività e un po’ anche di tante negatività, ma la mia ironia e il mio ottimismo, anche nei momenti più critici, mi aiuta a superare gli ostacoli e ad andare sempre avanti. Si, rido spesso e a volte anche da sola.

·         Come cambierebbe la tua vita se diventassi consapevole che sei l’unico responsabile della tua felicità?
Bella domanda, continuerei a vivere come  sempre, non concentrandomi certo,  solo su me stessa, ma cercando di trasmettere , amore, compassione, sostegno  a chi ne ha bisogno, sono convinta che condividere  le nostre storie, i nostri successi come anche i nostri fallimenti, sia un arricchimento; da soli non si va da nessuna parte ,  non si è felici da soli, siamo esseri sociali  quindi se fossi io sola responsabile della mia felicità, non sarei felice, diventerei triste, egoista e forse anche cattiva

·         Cosa cambieresti nella tua vita, se quest’ultima, dovesse essere d’esempio per tutta l’umanità?
Non cambierei nulla, forse cercherei di diventare meno esigente e perfettina, ma continuerei a seminare l’amore per il bello. Sono convinta che apprezzare le cose belle, naturalmente in tutti i campi artistici e non, apprezzare il bello della natura e dell’uomo renderebbe tutti più sensibili,  buoni e rispettosi dell’altro e  dell’ambiente. Potremmo vivere veramente in fratellanza e in armonia

·         Hai la certezza che dentro di te ci sono poteri e capacità immense? 
Si, ne sono certa, e sono convinta che ogni essere umano possiede grandi capacità per affrontare tutte le situazioni che ti si presentano, all’occorrenza diventi capace e ti meravigli anche di averle, le scopri al momento, quando le metti in pratica per superare disagi, ostacoli, malattie, perdite, ma anche nelle opportunità belle che la vita ti regala. In ogni circostanza che la vita ti presenta, si  scoprono capacità, strategie, coraggio,  che ti permetteranno di affrontare qualsiasi situazione. 

·         Di fronte alle difficoltà ti chiedi: ” Quale opportunità/ dono c’è in questa situazione?”
Essere positivi comporta anche il non avvilirsi, il non deprimersi quando ti capitano situazioni davvero  brutte come malattie, perdita di una persona cara, delusioni, problemi in famiglia, problemi sul lavoro; sono davvero tanti i problemi da affrontare, ma  io cerco sempre di trovare il lato positivo, una via che può farmi affrontare il cambiamento, cerco una via di fuga che mi potrà portare a una rinascita e devo dire che la mia via di fuga  e l’Arte tutta

·         Sei convinta che per cambiare il mondo devi cambiare te stessa?
Certo, so  bene che per avere un mondo migliore devo contribuire anche io  pertanto cerco di  farlo non restando indifferente di fronte alle ingiustizie, alle prepotenze, alla mala educazione, ai soprusi, cerco di intervenire, naturalmente con l’esempio in primis, con l’educare alla bellezza, con l’approfondimento  dei problemi, con il dialogo, con lo stare insieme rispettando l’altro e rispettando le regole  del vivere civile. L’Ass. culturale Ars Harmonia Mundi, di cui sono Presidente si propone proprio questi obiettivi e con mostre, presentazioni di libri, conferenze, convegni si cerca di sensibilizzare sempre di più le persone ad amare il Bello, a mettere in primo piano la Cultura, lo studio , l’approfondimento dei problemi che affliggono il nostro Pianeta.

Sul filo d’un feeling

HAIKU

Letizia Caiazzo SUL FILO D’UN FEELING

ISBN 978-12-80786-56-2 Prima edizione: dicembre 2022 © Pluriversum Edizioni Ferrara

214 pagine

149 x 210 mm, Al. 90 mm

Prezzo: 15,00

DESCRIZIONE

Autrice di numerose raccolte di liriche, solo propne o in “arte collaborativa” con vari altri Poeti di riconosciuto livello expressivo, e comunque sempre a dialogare con le sue intriganti e icastiche cyberimmagini, da vari anni Letizia Calazzo s’e approcciata anche alla particolarissima poesia haiku con intenso impegno di studio e di testimonianze espressive (sempre apprezzate, e già negli esomli, dalle più importanti Associazioni internazionale dedicate ad analizzare stoticamente e lemerariamentne, nonché, al tempo, a divulgare e promuovete specie in Occidente tale antichissimo incedem lirico tipico del Sol Levante) riuscendo a pervenire, nel tempo, a conseguite l’inserimento nei più esclusivi sodalizi dell’haiku nel mondo. Il presente volume costituisce, quindi, un prestigioso esordio in cui, alla bellezza dei versi, al fascino degli scenari esteriori e interiori, all’emozione pura che viene raggiunta in ogni singolo hailat, vissuto ed espresso con assoluta immersione identitaria che riunisce il descrivere occidentale al più profondo “sentire” orientale, l’Autrice assembla particolarissime, nuove, ma egualmente sortileghe cyberpimure e semplici fotografie che, tramite particolari proposizioni di ambienti, soggetti e delicate cromie, ottimizzano tragitti paralleli di Estasi.

L’AUTORE

Residente a Pian di Sorrento (Na), Artista, Poetessa, Saggista, Diploma Accademico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “Federico II di Napoli, da sempre ha coltivato la passione per l’Arte che ha profuso, in qualità di Docente e per decenni, a generazioni di giovani. Molto atterna alle vane espressioni artistiche, ha sperimentato le tecniche più svariate, proponendosi e imponendosi anche nella Cyberpittura. Tale percorso eclettico e multivalente, intrapreso con forza, determinazione ed eccellenm scarungini dell’estro, le ha permesso e le consente tun’oge d’essere protagonista di Grandi Mostre e Cataloghi d’Arte inerenti e, inoltre, d’essere lei stessa organizzatrice e collaboratrice di Mostre al Eventi con relative pubblicazioni, per la promozione dell’Arte, della Letteratura, della Pace e della Solidarietà. Le toe opere pimoriche sono anche presso Musei, Gallerie, Collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero. Numerose anche le opere letteratie in cui, da sula o con altri Autori, ha dimostrato d’essere valida Poetessa, pluripremiata in Italia e all’estero poiché in grado di emozionare fortemente i fruitori con liriche su vari temi, dall’amore ad un purissimo erotismo, da scenari naturalistici a un rigoroso
ed esemplare impegno sociale.

RESIDENZA AUTORE: CAMPANIA

Haiku dal libro Sul filo di un feeling di L. Caiazzo

canto di grilli-
fra papaveri rossi
un fiordaliso

fresco mattino-
ferma sotto il sole
ti desidero

la luna piena
rischiara la lunga via-
afgane in fuga

un mare estivo
sassi e donne distratte
e sempre sole

La brezza di Kiev
Fredda più della neve
Ferma il mio cuore

La grande Croce
Sulla montagna scura
Invoca Pace

nudi gli alberi
foglie sparse al vento-
il tempo vola




Poesie dal libro Riflessi d’Amore li Letizia Caiazzo e Nuccio Mula

Occhi incantati

Occhi incantati
guardano lontano
l’incanto del mare
l’indaco del celo

Occhi incantati
rivivono la magia
di un amore passato
di giochi infiniti
di gioie mai spente

Occhi incantati
si perdono nella luce
d’un arcobaleno

In balia di colori
mai sbiaditi

di girotondi gioiosi
di danze appassionate

Profumo di te

Nell’aria profumo
di te

di te pioggia, vento, sole
aurora, giorno, notte

di te oggi, ieri, domani
di te oltre il Tempo 

http://alessandria.today/2024/01/15/riprendono-gli-incontri-con-i-poeti-del-mondo-del-programma-bilingue-italiano-spagnolo-alla-ricerca-della-vera-bellezza-articolo-di-elisa-mascia-san-giuliano-di-puglia-campobasso-con-letizia-c/

Poesie e Silloge poetica di Stefania Giammillaro presentata dal poeta Fabio Petrilli, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Note Biografiche
Stefania Giammillaro (Messina, 1987). Avvocato e Dottoranda in diritto processuale civile all’Università di Pisa. Ha all’attivo due pubblicazioni: Metamorfosi dei Silenzi, Edas, Messina, 2017, e L’Ottava Nota – Sinfonie Poetiche, Ensemble, Roma, 2021. L’unica sua novella Nuncintedda è stata pubblicata, con altri suoi componimenti, nell’antologia I Blu Books – Quaderni Collettivi, Vol. II, a cura di Valeria Serofilli, Felici Editore, 2020. Ha conseguito diversi riconoscimenti negli anni, a livello locale e nazionale. Si è esibita in diverse performance poetiche, delle quali si ricorda Ciuri ri Puisia, tenutasi a Torino nell’ambito del Festival Indipendente di Poesia Trasfusioni, ideato ed organizzato dall’associazione teatrale Lo scatolino – Ars in code, e la partecipazione alla seconda edizione del Festival Voci – La poesia dialettale, curato ed organizzato dall’associazione culturale de Le Cicale Operose di Livorno. Dal 2022 è curatrice della sezione poesia della Libreria indipendente Civico 14 di Marina di Pisa. In tale veste ha ideato e curato diverse Rassegne ed eventi culturali di cui si ricorda la Rassegna Giovani in Poesia e Un (A) Mare di Versi – Dialoghi d’autore, patrocinata dal Comune di Pisa e dall’Assessorato al Turismo, che ha visto la partecipazione di ben otto poeti del calibro, fra i tanti, di Davide Rondoni e Beatrice Zerbini, oltre che aver conseguito un soddisfacente seguito.
E’ stata ospite di alcune trasmissioni radiotelevisive dove ha avuto modo di presentare le sue sillogi edite e parlare del suo modo di intendere la poesia, quali: EccellenzeItaliane sul canale OdeonTv, StoryTime sulla frequenza Radio5, e su Telespazio Messina all’interno della rubrica Parla Con me.
Dal 2023 cura gli eventi poetico-letterari al Caffè Letterario Volta Pagina di Pisa e fa parte della redazione interna del Lit-blog “Le Finestre de L’Irregolare”, nato da un’idea del poeta, scrittore, critico letterario David La Mantia.
Alcuni suoi inediti sono stati pubblicati sul quotidiano di rilievo nazionale La Repubblica, nella rubrica La Bottega della Poesia, delle sedi di Bari e di Napoli e su diversi Blog quali: LaRosainPiù, VersoLibero, LeParolediFedro, PoetiOggi.
Fa parte, con tre suoi componimenti, dell’Antologia poetica Riflessi – Rassegna Critica alla Poesia Contemporanea, Edizioni Progetto Cultura, 2023, curata da Patrizia Baglione, ricevendo la nota critica di Davide Toffoli.

Prefazione

“Se non fossi così come sono, non dovrei scrivere le mie sinfonie.”
GUSTAV MAHLER


Il “lavoro” del poeta, come quello del compositore, è essenzialmente contenuto in questa precisa affermazione del grande compositore boemo-austriaco Gustav Mahler. Da essa personalmente traggo un valore universale, secondo cui riconoscere la propria realtà equivale a Esistere nella propria certezza umana e per questo a compiere ciò che è nella natura stessa del proprio Essere. In altre parole riconoscere ciò che siamo diventa l’elemento di trasparenza e di verità con cui entriamo in una relazione inequivocabile, il tratto di autenticità della vita stessa. Ecco che quindi il principio di tutto ciò che facciamo risiede nella natura di ciò che siamo. Per il poeta – secondo quello che ci indica Pessoa – questo si traduce nel “lavoro” di una misteriosa orchestra. Egli scava dentro di sé, apre il suo corpo per accogliere le luci e le ombre della propria anima, i suoni dolci e i toni più gravi, alla ricerca del suo mistero. Solo così può compiersi pienamente la sua missione, nella naturale vocazione di dirci e donarci ciò che soltanto il poeta ha saputo scardinare e ricomporre dentro l’abisso della sua anima, dentro l’impercettibile, il minuscolo, il muto e il fragilissimo scorrere della vita, o – per dirla con le parole del maestro Pessoa – fino a conoscersi o riconoscersi come una sinfonia.
Una sinfonia dunque è ciò che siamo, ed è quello che di sé ci svela anche la poetessa Stefania Giammillaro con la sua seconda opera edita, L’Ottava Nota, una molteplicità di sinfonie che tracciano la scansione intima e profonda del suo Io attraverso i silenzi, le trame, dentro lo smarrimento di un confinamento, tra le ombre, fino a giungere a quel riscatto che, nella narrazione memoriale di ogni esistenza, è alla base del perenne processo di metamorfosi vitale.
Ho conosciuto Stefania nel bel mezzo del generale spaesamento che ha investito le nostre vite durante il primo periodo di confinamento dovuto all’emergenza Covid-19. L’ho incontrata la prima volta proprio nella sua poesia e nelle note dell’inconfondibile accento siciliano della sua lingua, in quella traccia lirica che sarebbe poi diventata una delle sinfonie di questa raccolta – quella del confinamento appunto –, prima ancora che mi capitasse poi di avere la fortuna e il privilegio di conoscerla personalmente. Mi colpirono allora la musicalità dei suoi versi ed il loro sapore, antico e familiare allo stesso tempo, come quando si colgono e si coniugano insieme la raffinatezza accurata ed elegante di un tempo remoto – caratteristica verbale unica tra l’altro della lingua siciliana, che è lingua d’origine della Giammillaro – , con la semplicità genuina di atmosfere domestiche colme di cure generose e di affetti sinceri.
Da lì ad accogliere l’invito di curare questa raccolta di sinfonie poetiche il tempo è stato breve, sebbene a causa dell’emergenza sanitaria il tempo tanto fragile che stiamo attraversando abbia completamente perso le sue routine e di linearità e ancora, mentre scrivo, ci capiti di trascorrerne molta parte tra isolamenti domiciliari, la chiusura di varie attività sociali e culturali, ancora confinati dal blocco degli spostamenti e dal limite dei coprifuochi.
Proprio il tempo invece, quello incalzante e spesso travagliato della vita, con i suoi moti di esistenza e di coscienza, è uno dei cardini della poetica di L’Ottava Nota, una raccolta di poesie – o meglio di sinfonie – in cui il vissuto della Giammillaro, poetessa messinese, si afferma con il ritmo incalzante di un metronomo che scandisce il tempo di tutta l’opera e nel quale il lettore viene totalmente assorbito nella musicalità delle sue liriche fino a diventarne irrimediabilmente contrappunto vivo, chiamato a riempire gli spazi vuoti con il proprio vissuto, come nei versi di Inquieto vivere:
“ Sei cuoio di membra
fuoco di speranza
svanita dal tempo che scorre,
che inesorabile passa …
o in quelli di Impronta, dove l’incedere di “orme nitide lungo il cammino” segna il tempo del riscatto, quello in cui ogni esistenza può riconoscersi e deve condursi per redimersi e rinascere a vita nuova:
“ Ed io che ti osservo, Mondo,
mi fermo a pensare che il tempo è lento,
E spero,
che la Terra mi sia lieve,
oltre queste barriere di cui lascio
eterna testimonianza ai posteri.
Così, ciclicamente rinasco. ”

Fare poesia redime, ci libera, ci assolve. Questo il poeta ci dona: una luce nuova nella quale ogni cosa può rinascere a forme e a sensi completamente rinnovati. Così dal travaglio d’animo e di esistenza da cui nasce la poesia ogni cosa acquista nuovo significato, persino il tempo, nel suo fluire, lento o incalzante che sia.
Ma se questo è vero e vale per la poesia, è altrettanto vero che “in ogni poesia che vive, un po’ il poeta muore”, e allora sta a chi ne riceve il dono far sì che la luce della poesia risplenda a svelare il senso di ogni cosa e anche il tormento originale del poeta.
Mi vengono in mente le parole della grande poetessa americana Sylvia Plath:
«Mi sentivo ed ero un libro con righe chiare di parole sensibili e taglienti, nessuno sapeva intravederne le fragilità, si pungevano e andavano via. Sono sempre stata e mi son sempre sentita come un libro aperto, circondato da analfabeti».
Nella raccolta di Giammillaro accade proprio questo: è la vita stessa che si fa poesia, fino al punto in cui i sentimenti e le esperienze individuali diventano un sentire comune, nel fluire di un viaggio lirico in cui la poetessa ci conduce attraverso l’amore e le sue contraddizioni, facendo largo e validissimo uso dei suoni linguistici e musicali della sua terra, lasciandocene così assaporare tutta la bellezza e la nostalgia per un mondo siciliano passato ma pur sempre vivo dei cari ricordi giovanili.
La sua è una ricerca accurata non solo della parola ma dell’intero verso e più classicamente persino della sua costruzione metrica, al punto che le pagine de L’Ottava Nota sembrano scritte proprio come i fogli della partitura musicale di una polifonia barocca, in cui la sovrapposizione di più linee melodiche coesistono nell’insieme armonico dell’intera opera.
Il ‘versare’ ritmico della poetessa messinese è a volte incalzante, come nei tipici movimenti della fuga in cui, proprio come per una linea musicale, un verso va in fuga e altri poi inseguono in procedimenti imitativi, mentre alte volte è più simile a un madrigale come nel caso dei numerosi componimenti in omaggio alla lingua dialettale siciliana. Ma qualunque sia il tempo battuto, nella partitura generale delle cinque sinfonie di cui si compone L’Ottava Nota – cifra che nel titolo della raccolta è evocata dal simbolo dell’infinito che tutto racchiude in sé – l’elemento coerente che delinea tutta la composizione è proprio la caratteristica virtuosa che nelle composizioni barocche si assume quale tono fondante della polifonia, il basso continuo, la linea ostinata e grave su cui le cinque sinfonie della raccolta accordano la loro linea melodica.
L’invito che rivolgo al lettore è quello di trovare la propria linea musicale e di non restare “analfabeta” rispetto alla bella e preziosa partitura poetica che è L’Ottava Nota.
In quanto a me, che per natura tendo a non affrettarmi mai in niente, non desidero che restarmene saldamente ancorato ai versi della dolcissima poesia “A Nonnicedda ru me cori”, scritta interamente in siciliano, che per primi mi hanno svelato il mondo poetico e umano della poetessa Giammillaro:
Quasi ca sa vulissi alliccare lentamente ogni singolo mumentu… –.
Non resta che cogliere quindi, e assaporare, il gusto di ogni singolo momento, con calma e raffinatezze barocche, e se o quando il tempo dovesse davvero incalzarci, ci basterà allora il dono della partitura delle Sinfonie poetiche di L’Ottava Nota.
Capiremo così pienamente quello che intendeva Gustav Mahler a proposito delle sinfonie, e cioè che “Una sinfonia deve essere come il mondo. Deve contenere tutto”, che non è poi lontano dal potente messaggio che il grande poeta bomeo-austriaco Rainer Maria Rilke, contemporaneo di Mahler, ci consegna con questi sublimi versi:
Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano.

A te, lettore o lettrice, ti sia piena l’esperienza dell’Essere, e autentico il sentire di queste cinque sinfonie.
Pisa, 20 Gennaio 2021
Vincenzo Mirra


Poesie:

Dis-Innesto

Sono carne e sabbia,
vento e rabbia.
Quanto ancora mi sia concesso sbagliare
Non è dato sapere.
Lo richiede,
il ticchettio dell’orologio in cucina
che scandisce
il tempo della colpa
pesata al netto di una tara assolta
da una fragilità che non ammette
essere, un’umana accettazione
di sé.
Sono luce e sono ombra
Sono vuoto e ostilità recondita,
sono altalena… senza sosta.
Asettica, decido di indietreggiare
Affilando lame amare al mio destino.
Mi rifletto nello specchio
E guardo in prospettiva
L’occhio del ciclone da cui ero fuggita

E ci casco
Ingenua, illusa, avvilita.
Rinasco? Riesco?
Non c’è via d’uscita.


Manifesto inconscio

Vorrei, tu fossi
Il lenzuolo che cerco nelle fresche mattine d’autunno
Pronto a coprire ogni spazio rimasto aperto
In un sonno senza sogno…
Dal sapore freddo.
Vorrei tu fossi un labirinto esterno al mio cuore,
in cui “perdersi per poi ritrovarsi”
sia l’unica condizione
per raggiungere la via d’uscita,
in mancanza di un filo d’Arianna
che ci indichi la strada di casa.
Vorrei, tu fossi marmo, scolpito dal vento,
diamante scarlatto
di ogni tormento.
Vorrei fossi il mio tutto ed il mio niente
Completamento del mio essere
Affinché non mi aggrappi a te per evitare di cadere,
ma tu sia sempre, la ragione sufficiente
per rialzarmi da sola
con i gomiti sbucciati dalla gente,
precipitata nella voragine della mia mente,
appagata da quel riscatto che, ogni volta, mi consente
di vivere la luce del presente
con te
al mio fianco.


Cavalcavia

Prendo appunti su uno scoglio – scosto,
granelli di sabbie mobili, raccolti
sui piedi arrugginiti dalla luce di un tramonto.
Risorgo, mi guardo intorno e, attendo…
Di rientrare nel bozzolo
Dove tutto è azzerato al nulla
E nulla, è servito a niente.

Coerenza indifferente.

È saggio, chi mente
È furbo, chi pretende
Di rilanciare gli stessi dadi
Puntando su una nuova scommessa.
Mentre io, dimessa mi affaccio appena
Dall’alveare a cui sono costretta.


In-tanto

Colleziono sassi
Che scandiscono minuti;
pronuncio parole
che racchiudono attimi;
Mi raccolgo in Silenzi
Che stimolano Universi.
E’ il cosmo che si piega
In un incontro,
in un dipinto autografo
sciolto al caldo
delle speranze disattese,
futili,
scomode pretese…

E’ un girotondo che richiede
La pazienza di giungere alla chiusa del cerchio,
affinché Giotto possa riprovarci ancora,
senza l’ausilio di un bicchiere

Rotto –
Dai trucchi del mestiere.

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Pubblicazione di Elisa Mascia autrice del blog nonsoloarteepoesiablog Magiche Emozioni dell’anima

Fabio Petrilli presenta la poetessa Rita Greco e la sua silloge poetica ” La gioia delle incompiute “. di Elisa Mascia – San Giuliano di Puglia -Campobasso



Fabio Petrilli presenta la poetessa Rita Greco e la sua silloge poetica ” La gioia delle incompiute ” .

PREFAZIONE

Ciò che resta con sé

“Tenersi stretta la gioia / delle incompiute”, recita l’incipit di una poesia di Rita Greco. E questa incompiutezza dell’oggetto e del soggetto, delle cose e dell’essere, permea del suo illudente bagliore di soglia l’intera, rocciosa escursione di versi cantati in un rovescio di sé, all’esterno, guardando la morte, che si sconta vivendo, da un davanzale. L’incompiuto non è solo una presa d’atto dell’interminabile processo evolutivo e involutivo della res che resta nascosta come un’ombra, un animale tra siepe e tana, ma si intreccia anche a una nostalgia della potenza. Qui si procede a ritroso. Si vuole rasentare il guscio dell’uovo originario, la sua carica eversiva, la sua condensazione, sintesi del Tutto. L’io è un lume minuscolo che si allinea alle luci pulviscolari del circondario cosmico e antropico.
Rita Greco scrive per stare luministicamente dentro le cose e sta dentro le cose aspettando la deflagrazione, lo scoppio del seme, la fioritura del germoglio. Su ogni sillaba aleggia un’aria di giardino dove a prevalere sono le aiuole delle “Composite”, una specie botanica impronta di compostezza e complessità, sorgente puntiforme che si estende in un ricorso dolente a ciò che già si possiede, a volte un tu indefinito e trascolorante, a volte la sera del canto solitario “nella culla dolce del chissà”. Tutto il paesaggio dell’incompiuto appare, minuzioso e raccolto, nello spazio di un lumen – limen, in una fiammella di preghiera, in un lirismo di stagioni dove tutto è e resta in gestazione.

Alfonso Guida, San Mauro Forte, giugno 2021

Biobibliografia

Rita Greco è nata e vive a Mesagne (Br). Ha pubblicato le raccolte di poesie “Perché ho sempre addosso un cielo” (2007) e “La gioia delle incompiute” (Ladolfi Editore, 2021, prefazione di Alfonso Guida). Ha conseguito diversi riconoscimenti in premi letterari a livello nazionale, tra i quali la segnalazione al premio Lorenzo Montano con la raccolta inedita “La lettera mancante”, il terzo posto per la poesia inedita al Concorso Nazionale di poesia “Città di Chiaramonte Gulfi”, il primo posto con la prosa poetica “Il dio della crepa” e il terzo posto con “La gioia delle incompiute” al premio nazionale di poesia “L’arte in versi”. È stata ospite del Festival Internazionale di Poesia Civile e Contemporanea del Mediterraneo, del Festival internazionale di poesia “Pollino in versi” e di “Colpi di voce”, maratona letteraria di Bologna in lettere. Suoi testi sono apparsi su vari blog, antologie e riviste letterarie, su “La Repubblica”, nel tredicesimo volume “Sud I poeti” e su “Secolo Donna 2023 – Almanacco di poesia italiana” (Macabor editore).

Testi tratti da La gioia delle incompiute (Ladolfi editore, 2021)


Bisogna aspettare
allenare la pazienza
abitare la faticosa sedia della pausa
dignitosamente immobili
superstiti indecisi se vivere
sia ancora un miracolo
o una punizione.
Come un giocattolo rotto
mi assedia il tempo perduto
e non mi rimedia quello che resta

le facce sgargianti delle possibilità
attorno alle mie mani incapaci.

*

Si danno le spalle per tutto il giorno
ognuno intento al proprio solco
marciando risoluti al soldo del dovere.

La sera li chiude allo stesso tavolo
più dei coltelli che sminuzzano il cibo
sono armi gli occhi che guardano nel piatto.

Solo di notte resiste una traccia
quando lui nell’istante
in cui riemerge dal sonno
trovandola
la abbraccia.

*

Poco sopra il ginocchio
si ferì

un graffio largo
nella cieca caduta
della gioia
un precipitare verso
braccia tese
eccomi!
eccoti!

Abitare un abbraccio
può guarire?

Sciocca bambina
folle di tenerezza!

*

Tolsi l’orologio dal polso
per liberarmi del tempo
e quello mi prese
tutto il corpo

c’è così tanto da mettere a posto

non ce la farò
a morire ordinata.

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Fabio Petrilli presenta la poetessa Silvia Rosa e il suo libro “Tutta la terra che ci resta “

Foto cortesia di Silvia Rosa

Silvia Rosa vive e insegna a Torino. Tra le sue pubblicazioni: le raccolte poetiche Treceri/Passaggi, (Editura Cosmopoli, Bucarest 2023), edizione bilingue romeno /italiano, con traduzioni di Eliza Macadan, Tutta la terra che ci resta (Vydia Editore 2022), Tempo di riserva (Giuliano Ladolfi Editore 2018; nuova edizione bilingue spagnolo /italiano, Tiempo de reserva/Tempo di riserva, con traduzioni di Antonio Nazzaro, Ediciones en danza, Buenos Aires 2022), Genealogia imperfetta (La Vita Felice 2014), SoloMinuscolaScrittura (La vita Felice 2012), Di sole voci (LietoColle Editore 2010 – II ediz. 2012); i volumi antologici: Bestie. Femminile animale e Confine donna: poesie e storie di emigrazione (Vita Activa Nuova 2023 e 2022), di cui è rispettivamente coautrice e curatrice; l’antologia foto-poetica Maternità marina (Terra d’ulivi 2020), di cui è curatrice e autrice delle foto; l’antologia Italia Argentina ida y vuelta: incontri poetici (ebook edito da Versante Ripido/La Recherche 2017), in cui ha tradotto e intervistato otto autrici e autori argentini; il saggio di storia contemporanea Italiane d’Argentina. Storia e memorie di un secolo d’emigrazione al femminile (1860-1960) (Ananke Edizioni 2013 – II ediz. 2014). È direttrice della rivista digitale “Poesia del nostro tempo”, redattrice della testata online “NiedernGasse” e della rivista “Margutte” e collabora con i blog “Portosepolto” e “Fara Poesia”. Suoi testi poetici sono stati tradotti in spagnolo, serbo, romeno, greco, portoghese e turco. La sua attività completa, qui:
https://www.larecherche.it/biografia.asp?Utente=silviarosa&Tabella=Biografie

Testi tratti da “Tutta la terra che ci resta” di Silvia Rosa
(Vydia Editore 2022, collana Nereidi, prefazione di Elio Grasso)

La Signora ha un sorriso ineffabile,
le mani in PE-HD, Santa protettrice
della città, Gioconda velata dei nostri
balocchi, Regina di tutti i destini,
scruta dal suo schermo in plexiglass
chi passa, chi si ferma in sordina,
chi si piazza davanti alla sorte, occhi
negli occhi, per due euro rivela il futuro
che attende i giusti e gli ingiusti, identico.
Sul palmo che odora ancora di caffè
e sudore legge gli amori messi a tacere
dai frantumi del giorno, desideri incagliati
al fondo di un frappè al limone, l’animale
guida di peluche che protegge il cammino,
in quale linea la connessione funziona
di testa di cuore – quattro tacche – di vita.
Dona speranza a chi attende, a distanza
di un metro, una voce, di sentire il calore
del fiato sul collo, fosse l’ultima volta
o la prima

















Vittorio sgomberi e traslochi
vieni a prendere in blocco
il nostro futuro, il cassonetto
ha il soffitto sfondato e fuoriescono
in fila i rigurgiti delle nostre esistenze
di prima: è una casa senza più porte
spalancata da un colpo di tacco,
è una vergogna osservare quanto
era nostro e ci viene sottratto.
Come in un sito archeologico siamo
rovine di fasti mediocri e oggetti in disuso
ci raccontano, mentre la voce fuori campo
ripete che andrà tutto bene, ma noi
non abbiamo più un posto, siamo
topi, blattelle che si nascondono negli odori
di muffa, vorremmo uscire di notte
correre in tondo sulle paratie difettose
dei nostri sogni, cibarci di ogni menzogna.
Vittorio sgomberi e traslochi
manda un WhatsApp di conferma, rispondi













È nota la gracilità vegetale di certi sorrisi,
altamente deperibili nell’attesa di una spunta
che accerti, con il supporto del wi-fi,
l’esistenza di una connessione d’intenti,
una prospettiva fertile, il principio di una passione
ecologica e maneggevole. A tal fine studiamo,
dall’età di sei anni in poi, manuali di istruzioni
di tutte le epoche, approfondendo al bisogno
le dinamiche degli scambi emotivi,
sotto la supervisione di guru d’assalto.
Così lastrichiamo la strada di buone intenzioni
e di messaggi, come le miche di Pollicino,
e forti del nostro istinto e dei mille anelli
di Saturno che ci danno alla testa con le loro
cosmiche oscillazioni, scivoliamo con stile
su bucce di banana come trappole di colore
nelle circonvoluzioni della materia grigia





















In caso di necessità rompere il vetro:
uscire dal campo recettivo, seguire
le coordinate che conducono alla curva
dello stupore, dopo una rotazione di 360°
favorire l’orogenesi della spina dorsale
diritta, per meglio fissare il teorema della creazione,
allenare il terzo occhio, la ghiandola pineale,
il sesto senso, darsi alla melatonina in giuste
dosi, alleggerire le pupille vedette dal vizio
delle proiezioni, trafugare la frenesia degli amanti
e riprodurne gli aromi, dilatare il quotidiano
in campiture di bianchi perla, non scambiare
con nessun altro bene la scorza di protezione,
accettare l’imprinting di un animo bifido.
Soprattutto, individuare subito, per prima,
fra tutte le altre evenienze, l’uscita d’emergenza

Prefazione libro di Silvia Rosa

L’età della profusione
di Elio Grasso

In poesia come si può lavorare incaricando i toni di grigio di attribuire vitalità alla lingua? Occorre augurarsi che l’orientamento dei vivi non perda la strada di casa nonostante svariati congegni ticchettino dentro e fuori le loro tasche. Perché troppi colori tolgono verità al tempo, e chi lo occupa con la sua scrittura potrebbe vantarsi di possedere pezzi di mondo che non esistono più. D’altronde se il cielo perdesse le caratteristiche del suo arco accadrebbe ciò che gli antichi temevano: lo svanire nel nulla dei commerci divini con le rappresentazioni inventive, amorose, e belliche. In poesia si lavora senza smania d’originalità, in onore di lingua-madre e terra, riconoscendo questo intreccio di posizione fin nelle più remote radici. È così che le forme diventano quelle necessarie, insostituibili, guardiane di ciò che continua a trasformarsi mentre la gran parte degli uomini scompare e altri arrivano.
Ecco che Silvia Rosa, accuratezza visiva alla mano e nella borsa cose difficili da descrivere, ottiche e microcircuiti d’energia oltrepassanti la forza umana, percepisce (e, a valle, scrive) acutamente la verità e le relazioni di un ammasso estetico-tecnologico che da Ovest a Est, da Cupertino a Shenzen, ha occupato tutti i territori geografici, casalinghi e infine corporali. È la terra dopo l’onda di maremoto informatica a trovarsi addosso queste nuove quaranta poesie (numero non certo casuale), la terra che ci resta a ridosso dell’aggravamento, che né destrezza né ingegno hanno evitato s’avviasse verso un imbuto pernicioso.
E d’opera si tratta, scritta custodendo le zone più remote delle biblioteche senza la pretesa di riempirle come fosse terapia chimica. Una sorta di resistenza dove l’io manca, ma non per difetto di figura e dialogo, ma perché se l’autrice strenuamente vuole opporsi all’involucro trasparente e impenetrabile, a tenuta stagna (Calasso) in cui siamo avvolti, e guardare verso l’esterno, deve farsi messaggera e meridiano della storia. Via dalla competenza di sé, dalla rovinosa auto-prodigalità. Le ottiche non hanno (per fortuna) coscienza, non quella che alcuni vorrebbero, ma Rosa ne utilizza la funzione in forma canonica poiché sente lo spazio davanti a sé come tutto tranne convenzione, e prima che lo spazio sbiadisca al limite del documentabile deve a ogni costo posare la propria verità poetica. Cos’altro aspettarsi, dunque, dal mondo? In quest’epoca dominata da trasformazione vanitosa (si sono notate le vanterie tecnologiche quando applicate ad alcune parti del corpo umano?) e illodevole, in molte delle poesie non sono rari gli accenni a voci stese fra colate di cemento come intendessero asciugare gli incubi. Nei perimetri delle città del mondo si sta provenienti da un esilio dello sguardo che un tempo cercava davvero lode per quegli immediati dintorni ormai svaniti dal nostro campo ottico. Ora lode deve ampliarsi oltre i confini orbitali degli oggetti tecnologici, al seguito di teorie misteriose che però reggono il funzionamento di tutti i device, tanto che risulta persino semplice avere pensieri affettuosi per quelle antiche sonde, i due Voyager lontani ormai miliardi di chilometri dalla Terra. Una sorta di transumanesimo senza fili capace, per una volta, di sviluppare commozione per oggetti costruiti nel secolo scorso. È lo spazio più nero, di cui le poesie dell’opera sono riflesso: lontane da discipline dottrinali, con generosità di linguaggio spingono verso estese impressioni sensoriali.
Le stanze componenti Tutta la terra che ci resta non hanno nulla a che fare con vecchi depositi, testimonianza di certezze preliminari riconosciute sconvenienti, troppo o troppo poco rivolte al naufragio esistenziale: per tutto il Novecento abbiamo assistito ai massacri corporali mentre la cognizione del tempo e dello spazio diventava una schiuma inaccessibile. Abbiamo rivolto lo sguardo, pertanto, all’attuarsi dell’ibridazione digitale con le sinapsi cerebrali, dando il via alla più rassegnata possibilità che mente umana abbia mai conosciuto. Comunque sia, alcuni poeti e poetesse ammettono la smisurata testardaggine della poesia a saggiare quanto la lingua ancora può. Umano è il personale ricominciare daccapo, con modi e sistemi ritenuti “glaciali” nel confronto con esperienze novecentesche ampiamente storicizzate. Sembra inverosimile? O proprio in questo libro iniziamo ad avvertire una posizione poetica basata su parole già conosciute ma distese ora in una culla pronta ad accogliere? Poesia cruda, figlia di una tempra capace di attraversare l’atmosfera schiumosa che noi stessi abbiamo generato, qualcosa che riconosciamo inevitabile pur attraversando i deludenti tsunami editoriali in voga. Ecco, si dovrebbe reagire alla perdita sensoriale per acchiappare al volo chi, ancora accordato al corpo, contrasta la profusione di cose e aggiunge parole diverse a quante ancora attendono d’essere usate.
Sono innumerevoli le tracce elettroniche diffuse oltre l’atmosfera, dopo aver saturato gli incontri psichici, Rosa ne conosce le traiettorie, rivelandole nelle poesie che si trasformano, aggirando i fenomeni, in detector che faranno la storia: ce ne accorgeremo in futuro, dopo lo sfinimento dell’esultanza attuale per l’inflazione. Non soltanto “poetica” (qui le virgolette sono d’obbligo), poiché possiamo essere certi che gli algoritmi invadono ogni campo accerchiando il pensiero. L’esercizio pratico diventerà, col tempo, una prova della resistenza, oltre che senziente meraviglia nel pieno della lingua. In esso i versi enunciano: l’attuale efficacia di bit non coscienti dovrà ancora battersi con i movimenti oculari organici, strettamente legati a una bocca che sorride e che invita a toccarsi.
Dunque, è possibile evadere (arduo, sì) da sequenze digitali e vagheggiamenti di potere transumano, rompendo il vetro, come certi cartelli invitano in caso di pericolo. La scorza reale di una poesia cerca interlocutori, e spiega come il corpo può ruotare la spina dorsale e cogliere in pieno la natura stessa della creazione. Appaiono istruzioni complicate, così è complicato dare valore conoscitivo alla scrittura, e ai più turba persino sfiorare le parole per dirlo. Bisogna essere fedeli alla visione, e individuare subito il varco. Rosa lo ha incontrato, immaginando dapprima la sua struttura, poi scrivendolo nel patirne l’attraversamento. La storia passata dell’autrice non è scomparsa per questo, ma ha trovato intesa con l’epoca perdonando l’insufficienza degli attrezzi – ecco, la pretesa è custodia di quella realtà giunta fin qui e che ora viene assalita da invisibili orditori. Se persino la morte è perdere peso digitalmente, preferiremmo perderlo così come è sempre stato fin dall’inizio della vita sul pianeta: rovesciandoci – dove finisce la terra – in molecole organiche, e poi in atomi, in favore della galassia.

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Il poeta Fabio Petrilli presenta oggi la poetessa Silvia Rosa e il suo libro “Tutta la terra che ci resta”. Pubblicato da Elisa Mascia. San Giuliano di Puglia – Campobasso

Una poesia di Danijela Cuk

Foto cortesia di Danijela Cuk

POESIA

La poesia è amore,
cuore dorato e scritto con amore,
lei è una parte di me e di ogni mio momento, giorno,
mi rende felice quando scrivo lettere speciali,
con cui raggiungo il cuore e i sogni di qualcuno.

La poesia parla in versi
e l’anima sente,
arricchisce, non ferisce e non può ferire,
lei è speciale perché dice tutto,
ciò che le labbra non dicono.

Regalo una parte di me con la poesia,
Porto un sorriso e provo felicità,
lei è qualcosa che vive in me
e che non butterò mai fuori dal mio cuore.

La poesia è il linguaggio del corpo senza una sola parola pronunciata,
ascoltala e basta, la sentirai anche tu,
ciò che gli occhi non vedono, lo vede l’anima,
quando lascia entrare i testi in lui e quando li sente.

Danijela Ćuk

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Pubblicazione di Elisa Mascia autrice

Pubblicazione di poesie e presentazione del giovane poeta Jorge Daniel Tejeda Palafox

Poesie e biografia del poeta Jorge Daniel Tejeda Palafox

Stella

C’era una volta
Il 10 ottobre 2012,
mercoledì pomeriggio,
una creatura speciale,
mi stava aspettando
non lo avrei mai immaginato.
È stato un giorno normale!
Un’altra noiosa giornata del college.
Così ho camminato fino a casa.
Ho aperto la porta
e lei era lì
Il suo nome è Stella,
ha detto mamma.
Ha abbaiato e urinato.
Una bimba Schnauzer molto divertente e carina.
Ho deciso di rispettare il nome di battesimo.
La depressione e la testardaggine hanno invaso i miei giorni.
Ma quando arrivò Stella
immediatamente tutto ciò scomparve.
Il suo nome ha un significato :
“Luce di soccorso o Salvezza”
Lei era da quel giorno fino ad ora la luce nella mia vita.
Non solo una cagnolina, ma una vera compagna.

Yako

Questa è la breve storia
in una poesia
Sopra lo stellare bianco Schnauzer chiamato
Yako,
un cane solitario di circa un anno
che vagava per le strade
non aveva una casa per essere al sicuro
fino a mercoledì pomeriggio,
9 aprile 2013
Mamma, mio fratello ed io l’abbiamo visto.
La gente ha osato prenderlo a calci.
Poi venne da me con grazia e tenerezza.
L’ho preso senza pensarci due volte.
E mamma ha guidato l’auto con tutti noi dentro.
Un nuovo amico per noi,
per Stella e Kika il vecchio barboncino albino.
Yako, diminutivo di Giacomo (“soppiantatore”, “da essere seguito”),
è il dono che mi ha mandato il cielo.
Dio mi ha benedetto con un cane maschio.

Kid (Nino)

La gente dice che i gatti sono creature speciali,
misteriose e spirituali.
La vita ha deciso di darmi
un gatto bambino
il cui sesso era sconosciuto dopo tre mesi di cura.
Primo nome è stato “Katie”.
Poi è stato corretto e in realtà
è stato rinominato “Kid” per un gatto maschio.
“Kid”* come variante della parola inglese “Bambino”.
Giocoso, allegro
Eppure, abbastanza enigmatico,
Kid è il Gatto Stellare per me
L’astuzia è la sua principale virtù.
E la sua presenza avvolge sempre.
Brilla come una stella celeste.

Nota: *Il nome “Kid” essendo “Bambino” come nome generico, passa al termine “Nino”, come nome proprio.

A Dio

Padre dell’Universo
Signore del mondo
Proprietario dell’oro
Mio creatore
Ecco le mie parole.
Con amore
Con fede
Con speranza
con forza
con giustizia
Con saggezza
Con temperanza
Tutto è Tuo, il potere e la gloria
per i secoli dei secoli, mio amato Signore.
Grazie, grazie, grazie, grazie.

A proposito dell’autore:

Jorge Daniel Tejeda Palafox è nato il 3 gennaio 1993 nella città di Xalapa, Veracruz. Ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Ives University di Xalapa, ottenendo la laurea il 4 ottobre 2019. È fondatore del suo marchio aziendale che porta il suo nome, Jorge Daniel con il record legale incentrato sulla capacità, formazione e istruzione aziendale e accademica. Come impresa extra, ha stabilito il suo marchio “Coconscienza e Salute” ad agosto del 2022 dopo aver affrontato recentemente il cancro ai testicoli. Jorge, è accreditato dall’Organizzazione Internazionale TEFL nell’insegnamento della lingua inglese. Lavora anche come articolista, giornalista, traduttore bilingue, Community Manager, conferenziere e imprenditore autonomo.

***
Poemas y biografía del poeta Jorge Daniel Tejeda Palafox

Estrella

Érase una vez
El 10 de octubre de 2012.
miércoles por la tarde
Una criatura especial me estaba esperando.
nunca me lo esperé
Fue un dia normal
Otro día tedioso de la universidad.
Así que caminé desde allí hasta casa.
Abrí la puerta
y ahí estaba ella
Su nombre es Estrella, dijo mamá.
Ella ladró y orinó. Una bebé Schnauzer muy divertida y linda.
Decidí respetar el nombre de bautismo.
La depresión y la terquedad invadieron mis días.
Pero cuando llegó Estrella
Todo eso desapareció inmediatamente.
Su nombre tiene un significado, “Luz de rescate o Salvación”
Ella fue desde ese día hasta ahora la luz en mi vida.
No sólo una perra, sino una compañera verdadera.

Yako

Esta es la breve historia
en un poema
Sobre el estelar Schnauzer blanco estelar llamado
Yako,
Un perro solitario de un año aproximadamente
Vagando por las calles
Sin un hogar para estar a salvo
Hasta el miércoles por la tarde,
9 de abril de 2013
Mamá, mi hermano y yo lo vimos.
La gente se atrevió a patearlo.
Entonces vino a mí con gracia y ternura.
Lo tomé sin pensarlo dos veces.
Y mamá condujo el auto con todos nosotros adentro.
Un nuevo amigo para nosotros,
para Estrella y Kika la vieja caniche albina.
Yako, diminutivo de Jacobo (“suplantador”,
“a ser seguido”), es el regalo que me envió el cielo.
Dios me bendijo con un perro macho.

Kid (Nino)

La gente dice que los gatos son criaturas especiales.
Como misteriosos y espirituales
La vida decidió darme
un gato bebé
Cuyo sexo se desconocía luego de tres meses de cuidados
Primero, fue “Katie”.
Se corrigió y en realidad
se renombró como “Kid” para un gato macho.
“Kid”* como variante de la palabra “Niño” en inglés.
Juguetón, alegre
Y, sin embargo, bastante enigmático,
Kid es el ‘Gato Estelar’ para mí
La astucia es su principal virtud.
Y su presencia siempre envuelve.
Brilla como una estrella celestial.

Nota: *El nombre “Kid” al ser “Niño” como sustantivo genérico, pasa al término “Nino”, como un nombre propio.

A Dios

Padre del Universo
Señor del Mundo
Dueño del oro
Mi creador
Aquí tienes mis palabras.
Con amor
Con fe
Con esperanza
con fuerza
con justicia
Con prudencia
Con templanza
Todo es tuyo, el poder y la gloria
por los siglos de los siglos, mi amado Señor.
Gracias, gracias, gracias.

Sobre el autor:

Jorge Daniel Tejeda Palafox nació el 03 de enero de 1993 en la ciudad de Xalapa, Veracruz. Finalizó la licenciatura de Ciencias de la Comunicación en la Universidad Ives de su natal Xalapa, obteniendo su titulación el 04 de octubre de 2019. Es fundador de su propia marca empresarial que lleva su nombre de pila, Jorge Daniel con su registro legal enfocada en la capacitación, formación y educación empresarial y académica. Como emprendimiento extra, estableció su marca “Coconsciencia y Salud” en agoisto de 2022 después de encarar al cáncer testicular recientemente. Jorge, cuenta  con una acreditación por la Organización Internacional De TEFL en la Enseñanza de Inglés. También, se desempeña como articulista, periodista, traductor bilingüe, Community Manager, conferenciante y empresario autónomo.

Lucia Arena invia un testo e foto da pubblicare

” Il mio intento, oltre ad aprezzare l’iniziativa, è quello di valorizzare l’impegno sociale di questa scuola di musica”
Lucia Arena

La musica ha un’importanza fondamentale nell’ambiente sociale associativo. Essa rappresenta uno strumento di aggregazione e condivisione tra le persone, in grado di creare una forte coesione all’interno del gruppo. Grazie alla sua natura universale e trasversale a ogni cultura; la musica è in grado di superare barriere linguistiche o culturali che altrimenti potrebbero impedire l’incontro tra diverse comunità. Il legame giovanile attraverso le capacità musicali rende ogni evento ancora più unitario e impegnato nella reciproca collaborazione. Attraverso concerti ed eventi sociali organizzati dalle associazioni si sono resi protagonisti conclamando un forte legame con il Progetto Fiaba – Regione Calabria della Casa delle Fiabe di Annamaria Vezio. In questo modo la musica diventa non solo un mezzo d’espressione artistica ma anche uno strumento efficace per promuovere valori etici, morali e solidali nella società.
Nel Concerto di Natale 2023 della Nuova Sinfonia Academy si sono espresse diverse capacità giovanili musicali. Gli spettatori sono rimasti incantati dalle performance dei musicisti, che hanno dimostrato una giovane maestria nell’esecuzione delle composizioni natalizie più famose guidati dai Maestri: O. Breitzetel, S. Modaffari. L’orchestra diretta dal Maestro T. Nucera ha saputo guidare l’ensemble con precisione e passione, creando un’atmosfera magica nella Chiesa di San Carlo (Rc) gremita di persone.
Le voci della Nuova Sinfonia Academy:   F. Tripodi, A. Mangiola, G. Modaffari, D. Curatola, V. Sorbilli, G. Romeo si sono fuse perfettamente insieme creando una sinfonia armoniosa che ben si armonizza con il clima festivo e le tradizioni coinvolgenti per il pubblico presente. Il talento dei musicisti è stato evidente fin dall’inizio del concerto quando hanno eseguito le prime note della serata con grande emozione ed eleganza. Gli applausi scroscianti al termine dell’esibizione dimostrano l’apprezzamento del pubblico verso questi giovani musicisti che continuano a regalare emozioni attraverso la loro arte ed i loro piccoli “esperimenti musicali” Ogni evento diventa così ancora più coinvolgente e unitario grazie alle capacità musicali dei partecipanti. Questo legame giovanile è prezioso e va coltivato perché rappresenta uno strumento importante per lo sviluppo personale e sociale dei ragazzi.
La condivisione della propria arte musicale permette infatti di imparare a lavorare insieme, ad ascoltarsi reciprocamente ed esprimersi liberamente attraverso le note della musica. La Nuova Sinfonia Academy si conferma ancora una volta tra le migliori realtà artistiche sul territorio, un arricchimento costruttivo sociale e grazie alla sua costante ricerca artistica e all’impegno nella formazione dei giovani talentuosi musicisti.
Il Costante impegno costruttivo nella ricerca della tradizione e della cultura rende importante ogni impegno sociale. Per questo motivo è importante valorizzare con entusiasmo la promozione di iniziative culturali ed educative volte a diffondere i valori dell’arte, della musica, delle lingue straniere e dei mestieri artigianali tipici del nostro territorio. Integrando in esso le giovani generazioni e guidandole alla scoperta di talenti e capacità che possono arricchire il loro futuro. Sono esempi utili da seguire. Infine, integrando le nuove generazioni nella società civile si può costruire un mondo più inclusivo ed equanime per tutti. I giovani sono portatori di idee fresche e innovative che possono contribuire al progresso sociale del territorio se adeguatamente supportate.
Testo di Lucia Arena

©️ foto: Nuova Sinfonia Academy

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Illuminiamo l’Umanità, luce irradiata dal Panorama Internazionale Letteratura Festival PILF 2024


Il Panorama International Literature Festival 2024 inizia con “Illuminate Humanity: A Candlelit Pledge”
/ Notizie / Edizione degli scrittori

Atene (Grecia): l’attesissimo Panorama Internazionale Letteratura Festival 2024, ospitato dalla Writers Capital Foundation, ha intrapreso il suo viaggio letterario il 1° gennaio 2024, con un’inizio  toccante e simbolico: il programma “Illuminate Humanity: A Candlelit Pledge”.

Questo evento inaugurale ha catturato l’essenza della collaborazione globale, poiché persone provenienti da diversi angoli del mondo, inclusi stimati delegati, si sono unite virtualmente per partecipare alla cerimonia a lume di candela. L’atto metaforico di accendere le candele è servito come impegno universale a diffondere gentilezza e compassione, dando il tono al tema generale del Festival di abbracciare l’umanità attraverso la letteratura.

Allo spettacolo luminoso hanno contribuito delegati e appassionati di letteratura provenienti da diversi paesi. L’incontro virtuale ha visto l’accensione di un caleidoscopio di candele, a simboleggiare l’impegno collettivo a illuminare il mondo con le virtù della gentilezza e della compassione.

Il Candlelit Pledge ha visto un’incoraggiante dimostrazione di unità, sottolineando la missione del Festival di unire le culture attraverso il linguaggio universale della letteratura. I partecipanti hanno condiviso i loro momenti a lume di candela sulle piattaforme dei social media, favorendo un senso di connessione globale.

“Il programma ‘Illuminate Humanity’ segna l’inaugurazione del Panorama International Literature Festival 2024 con un gesto profondo e simbolico. La letteratura ha il potere di trascendere i confini e questo programma esemplifica la nostra dedizione collettiva alla promozione di un mondo più compassionevole e comprensivo”, ha affermato Preeth Nambiar, Presidente della Writers Capital Foundation.

Man mano che il Festival si svolge, i partecipanti possono aspettarsi una serie di eventi letterari, discussioni approfondite e sessioni coinvolgenti che promettono di trascendere i confini culturali. Panorama International Literature Festival 2024 non è semplicemente una celebrazione delle parole ma un appuntamento globale per le menti desiderose di esplorare il vasto panorama delle esperienze umane attraverso il mezzo della letteratura.

***

Panorama International Literature Festival 2024 Begins with “Illuminate Humanity: A Candlelit Pledge”
/ News / By Writers Edition

Athens (Greece): The much-anticipated Panorama International Literature Festival 2024, hosted by The Writers Capital Foundation, commenced its literary journey on January 1st, 2024, with a poignant and symbolic initiation— the “Illuminate Humanity: A Candlelit Pledge” program.
This inaugural event captured the essence of global collaboration, as people from diverse corners of the world, including esteemed delegates, united virtually to participate in the candlelight ceremony. The metaphorical act of lighting candles served as a universal pledge to spread kindness and compassion, setting the tone for the festival’s overarching theme of embracing humanity through literature.

Delegates and literature enthusiasts from various countries contributed to the luminous spectacle. The virtual gathering witnessed a kaleidoscope of candles being lit, symbolizing a collective commitment to illuminating the world with the virtues of kindness and compassion.

The Candlelit Pledge saw a heartening display of unity, underscoring the festival’s mission to bridge cultures through the universal language of literature. Participants shared their candlelit moments on social media platforms, fostering a global sense of connection.

“The ‘Illuminate Humanity’ program marks the inauguration of Panorama International Literature Festival 2024 with a profound and symbolic gesture. Literature has the power to transcend borders, and this program exemplifies our collective dedication to fostering a more compassionate and understanding world,” said Preeth Nambiar, President of The Writers Capital Foundation.

As the festival unfolds, attendees can expect an array of literary events, insightful discussions, and engaging sessions that promise to transcend cultural boundaries. Panorama International Literature Festival 2024 is not merely a celebration of words but a global rendezvous for minds eager to explore the vast landscape of human experiences through the medium of literature.

Foto cortesia della Writers Capital Foundation International, grazie per la condivisione e pubblicazione al presidente Preeth Padmanabhan Nambiar

Illuminiamo l’Umanità con la luce degli scritti poetici e letterari dal Panorama Internazionale Letteratura Festival 2024

Pubblicazione articolo dell’autrice Elisa Mascia amministratrice e creatice del blog nonsoloarteepoesiablog Magiche Emozioni dell’Anima

Il primo gennaio 2024 inizia con la pubblicazione dei vincitori alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale della Writers Capital Foundation International

Inizio dell’anno 2024 con eccellente notizia per i vincitori del Premio alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale

Foto cortesia dalla Sede centrale della Writers Capital


Il 23 dicembre 2023 tramite la piattaforma di Zoom ha avuto luogo un incontro indimenticabile di artisti e poeti in collegamento da molti Paesi del mondo che hanno partecipato alla Biennale Agiografia Iconografia Internazionale 2023.
L’incontro è stato condotto mirabilmente dalla segretaria generale della Writers Capital Foundation International, prof. Irene Doura-Kavadia, che ha invitato tutti i presenti ad esprimere i loro messaggi di pace in prossimità del Santo Natale e per rimarcare il grande successo dell’evento Biennale Agiografia Iconografia Internazionale invitando la sottoscritta ad esprimere un pensiero per l’esperienza vissuta nell’ambito dello stesso di seguito trascritto:

“Nel dare il Benvenuto a ciascuno di voi artisti e poeti partecipanti a questo incontro unico e speciale voglio innanzitutto esprimere la mia gratitudine al presidente della Writers Capital Foundation International dott. Preeth Nambiar per avermi affidato il compito di dirigere il maestoso evento della Biennale Agiografia Iconografia Internazionale in Italia che ho accolto con umile spirito di espletare una missione nel rispetto doveroso verso la promozione e divulgazione dell’arte e della cultura poetica e letteraria in funzione del lavoro di squadra continuativo con la segretaria generale Irene Doura-Kavadia e gli altri membri del team direttivo ma anche verso i tanti artisti, poeti e scrittori che posseggono grandi talenti e noi tutti siamo da anni impegnati a far emergere le opere da essi create.
Ringrazio ugualmente l’Accademia Tiberina nelle persone di Antonietta Micali e Franco Spada per aver profuso impegno e affiancato il grandioso progetto della Writers Capital International Foundation.
Profonda gratitudine ugualmente per il vescovo di Costantinopoli…
Tutto ciò mi ha consentito di intraprendere una nuova esperienza nel mondo artistico e poetico non scisso ma che si intersecano spesso dando origine ad opere di unicità emozionale che trascende di spiritualità vissuta dai singolo e condivisa per uscire dalla particolarità e poter tendere il più possibile verso l’universalità.
Come secondo punto importante di riferimento è stato senz’altro aver avuto l’opportunità di interagire con poeti e artisti di tutto il mondo ed entrare oltre che nella loro espressione artistica anche nella cultura e nelle tradizioni popolari impregnate di grande valore e spiritualità.”
Elisa Mascia – Italia

Nel tardo pomeriggio del primo gennaio 2024 con grande sorpresa e immensa gioia è stata resa pubblica anche la classifica dei partecipanti premiati della Biennale Internazionale di Agiografia e Innografia 2023
che mi onora pubblicare e condividere sulle pagine di Alessandria today Magazine dove sono autrice da molti anni.

Artisti eccezionali premiati per i profondi contributi alle Arti Sacre

Foto cortesia della Biennale Agiografia Iconografia Internazionale pubblicata dalla Writers Capital

–” La Writers Capital International Foundation Italy ha pubblicato con orgoglio gli illustri vincitori della Biennale Internazionale di Agiografia e Innografia 2023, una celebrazione virtuale che ha riunito artisti eccezionali provenienti da tutto il mondo per riconoscere e onorare i contributi eccezionali alle ricche tradizioni delle Sacre Arti.”
Dalla Sede centrale
https://youtu.be/b-CsVvJc1T4

PREMIATI DELLA CATEGORIA IGNOGRAFIA:
Premio:
Kostas Vassilakos (Grecia)
Dott.ssa Pipina Elles (Australia)
Fotini Georgantaki-Psychogiou (Grecia)
Soula Violari (Grecia)
Premio Speciale della Giuria:
Sandor Halimosi (Ungheria)
Florena Iavarone (Italia)
Christos Dikbasanis (Grecia)
Premio Internazionale:
Maruzzella Parodi (Cile)
Margarita Salirrosas Sánchez (Perù)
Raymond N. Whitaker Jr (Stati Uniti)
Ivonne Sanchez Barea (Spagna)
Martha Domínguez (Bolivia)
Sofia Skleida (Grecia)
Premio Giovani:
Androniki Atzemoglou (Grecia)
Pantelis Hatzis (Grecia)
VINCITORI DELLA CATEGORIA AGIOGRAFIA/ICONOGRAFIA:
Premio :
Avgoustinos Velnidis (Grecia)
Eleni Kanelli (Grecia)
Nafsika Martzeli (Grecia)
Konstantina Martzeli (Grecia)
Eleni Gennimata Kamperi (Grecia)
Panicos Panagi Hatzidakis (Cipro)
Premio Speciale della Giuria:
Stella Sorotou (Australia)
Rosa Pappa-Vezyrtzi (Grecia)
Matina Sioki (Grecia)
Carmen Granda (Ecuador)
Kiki Cheirakaki (Grecia)
Premio Internazionale:
Kyriaki Giagounidou Kasidou (Grecia)
Argy Pappas Tsiota (Grecia)
Safta Elena (Romania)
Vasiliki Zahou (Grecia)
Premio Giovani:
Maria Gida (Grecia)
Argyro Lyberopoulou (Grecia)
Veroniki Hanusova (Repubblica Ceca)
Efi Totta (Grecia)
L’annuncio di questi stimati vincitori segna un momento significativo nel mondo delle Arti Sacre, mettendo in mostra la diversità e il profondo talento all’interno dei generi Agiografia e innografia. La Writers Capital International Foundation Italy esprime gratitudine a tutti i partecipanti per il loro prezioso contributo a questa celebrazione globale.

Inchiostri mitici: la Biennale di agiografia e innografia 2023 trascende i confini in uno spettacolo virtuale

La Writers Capital Intl Foundation organizzerà “Mythic Inks”: una grande celebrazione della Biennale di agiografia e innografia 2023

Immagine cortesia dalla Sede centrale della Writers Capital International Foundation

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http://alessandria.today/2024/01/02/partecipanti-e-vincitori-alla-biennale-agiografia-iconografia-internazionale-2023-di-elisa-mascia/

Pubblicazione di Elisa Mascia – Italia

Voglio essere luce di Elisa Mascia

Poesie gennaio 2024

Voglio essere luce.

Le parole scritte libere o in rima
sono perle preziose d’ispirazione
nate dal cuore e asciugano lacrima
esprimono dell’attimo l’emozione
condivise nell’universo sono luce
che benessere al fratello produce.

Dall’oscurità dell’odio e della guerra
ciò che dal cuore nasce si trasforma
nella pace dei semi nella fertile Terra
dell’arte e del canto è misura e norma
diffuse qual luce splendente di stelle
fuoco scintillante di mille fiammelle.

Luce tra le mani  viso illuminano
buio non c’è nelle tenebre della notte
spiraglio e speranza a chi è solo donano
e l’augurio che non vi siano più lotte
ciascuno sia specchio luminoso
e il bene diventi un uragano vorticoso.

Elisa Mascia 1-1-2024

Quiero ser luz.

Palabras escritas libremente o en rima.
son preciosas perlas de inspiración
Nacido del corazón y lágrimas secas.
expresan la emoción del momento
compartido en el universo son la luz
qué bienestar produce al hermano.

De la oscuridad del odio y la guerra
lo que sale del corazón se transforma
en la paz de las semillas en la fértil tierra
del arte y el canto es la medida y norma
se extiende como la luz brillante de las estrellas
fuego que brilla con mil llamas.

La luz entre las manos ilumina la cara.
No hay oscuridad en la oscuridad de la noche.
Luz y esperanza da a los que están solos.
y la esperanza de que no haya más peleas
que cada uno sea un espejo luminoso
y lo bueno se convierte en un huracán arremolinado.

Elisa Mascia 1-1-2024

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Voglio essere luce,di Elisa Mascia

Pubblicazione di Elisa Mascia di San Giuliano di Puglia autrice di Alessandria today Magazine

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