Poesie e racconti di Mirko Marasco, di Elisa Mascia

Per conoscere giovani poeti e scrittori

Foto di Mirko Marasco

Descrizione del libro

” Lasciati trasportare in un viaggio attraverso le pagine di questo libro. Purezza d’anima è una raccolta di poesie e racconti che ti emozionerà toccandoti il cuore. Scopri la bellezza dell’amore, della natura e della pace, ma anche la durezza della guerra attraverso le parole di Mirko Marasco. Questa raccolta i ti farà pensare, riflettere è rimarrà con te a lungo dopo che avrai letto l’ultima pagina. Con versi avvolgenti e una scrittura coinvolgente, l’autore ci conduce alla scoperta di quei luoghi lontani e segreti che ognuno ha dentro di sé e che ci consentono di superare i momenti difficili e di trovare l’equilibrio interiore.”

Mirko Marasco, vero nome Filippo D’Aiello, Luogotenente della Guardia di Finanza e Cavaliere Precettore del Sovrano Ordine dei Cavalieri Templari, è un poeta italiano che vive a Napoli.

Ha iniziato a scrivere poesie da ragazzo, ma solo negli ultimi anni ha deciso di condividere le sue opere con il mondo.

Le sue poesie sono state pubblicate in diverse antologie di poesia in Italia e all’estero.

Marasco è un appassionato della natura, dell’amore e della musica.

Queste passioni si riflettono spesso nelle sue liriche, dove la bellezza del mondo naturale è descritta con grande maestria e sensibilità.

Le sue parole sono ispirate anche dalle esperienze di vita e dalle sfide che ha dovuto affrontare lungo il suo cammino.

Egli crede che la poesia possa essere uno strumento per trasmettere un messaggio positivo e per ispirare le persone a fare la differenza nel mondo.

Spera che i suoi versi possano essere un modo per comunicare l’amore e la speranza che lui prova per l’umanità e per la natura che ci circonda.

Carriera letteraria

Nel 2018 ha pubblicato il primo libro di una trilogia intitolato “Dentro un sogno” vincendo il Premio Olmo a Raviscanina (CE) come “Amico della cultura letteraria”.

Nel settembre del 2022 gli è stato riconosciuto alla XXIII edizione del “The Grand Award to Excellence” – Tra le parole e l’Infinito, il Gran Premio al Merito Culturale nella Basilica di San Francesco da Paola sita in Napoli.

Nel settembre del 2021 a Pozzuoli (NA) in occasione della XXII edizione del “The Grand Award to Excellence” – Tra le Parole e l’Infinito, gli è stato conferito un prestigioso premio nel mondo letterario quale “Elogio alla Carriera”.

Nel gennaio 2021 è stato nominato International Ambassador of Peace dalla “World Literary Forum For Peace And Human Rights”.

Raccolta di poesie e racconti di Mirko Marasco, di Elisa Mascia

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Il poeta Fabio Petrilli presenta Annalisa Ciampalini, di Elisa Mascia

La poesia è magia che unisce le anime meravigliose dell’Universo

Foto cortesia di Annalisa Ciampalini

Annalisa Ciampalini è nata a Firenze nel 1968. Ama da sempre la poesia e la matematica, la musica e la natura. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta L’istante si dilata con Ibiskos Editrice, nel 2014 la raccolta L’assenza edita da Ladolfi Editore. Nel 2018 pubblica Le distrazioni del viaggio con Samuele editore, libro tradotto in spagnolo da Antonio Nazzaro. Nel 2022 pubblica Tutte le cose che chiudono gli occhi (peQuod) nella collana “portosepolto” diretta da Luca Pizzolitto. Suoi contributi appaiono su diverse antologie edite da Fara editore. Insieme a Giancarlo Stoccoro ha contribuito al libro Pierino Porcospino e l’analista selvaggio (ADV Publishing House 2016) volume che raccoglie testi di diversi autori. Fa parte della redazione del blog letterario Bottega Portosepolto e gestisce la rubrica It’s friday! per farapoesia di Alessandro Ramberti.

Prefazione
di Valeria Serofilli

È coerente il percorso di Annalisa Ciampalini, la strada espressiva intrapresa e condotta con costanza. Si muove tra visione e riflessione, buio e ricerca di luce, corporeità e nitidezza. Non è casuale il titolo di questa sua raccolta: “Tutte le cose che chiudono gli occhi”. È adeguato allo specifico dei testi che compongono la silloge e anche al percorso più ampio a cui si è fatto cenno in precedenza. La chiusura degli occhi è un gesto in apparenza minimo, quasi impercettibile, eppure in grado di contenere vasti orizzonti di significati e di simboli. In primo luogo, il punto che separa ed unisce la veglia dal sonno (e quindi dal sogno) e la morte dalla vita. In quel gesto minimo è racchiuso il tutto. È anche un gesto di estrema dolcezza e delicatezza, che tuttavia esprime anche la forza di una necessità che è altresì, potenzialmente, una scelta. Chiudere gli occhi vuole poter dire anche schierarsi altrove, scegliere di non vedere, non guardare, rifugiarsi in un mondo altro, differente. L’esergo, tratto dai versi di Silvia Bre, contribuisce anch’esso a determinare l’atmosfera, l’approccio, il punto di vista: “Come quando in una qualche stagione / spicca l’istante che la farà nostra”. Il libro della Ciampalini parla della ricerca di quell’attimo, di quella stagione, di quel tempo che si distingue perché rivela ciò che veramente siamo, l’essenza. A tutto ciò si collega anche l’inizio del libro, la lirica iniziale: “I nostri corpi complementari / il tuo chiarore / la mia esile oscurità. / Tua è la pietra dell’inverno / il seme dormiente nel giaciglio scuro / le mani che sanno dove premere. / A me resta l’albero lontano / il bianco che si accumula piano / il fiore pallido / esitante tra le dita”. La cito nella sua totalità perché contiene in sé molte parole chiave, molti spunti utili ed illuminanti. Prima di tutto una diversità che però risulta essere “complementare”. Tutto ciò ci riporta ai contrasti fondamentali a cui si è fatto cenno
all’inizio di questa disanima. Dicotomie che costituiscono il filo rosso dell’intera raccolta. Chiarore e oscurità, innanzitutto, che fa pensare anche a quegli occhi, a quelle palpebre aperte e chiuse evocate nel titolo. La poetessa si descrive di riflesso, per contrasto, appunto. Nei confronti di un destinatario reale, un “tu” a cui si rivolge, un compagno di viaggio, o forse di vita. Ma quell’essere in carne e ossa potrebbe essere anche a sua volta un simbolo, una metafora: potrebbe essere la vita stessa, o forse la poesia, o forse il doppio che ciascuno di noi ospita dentro di sé, la controparte della propria luce e del proprio buio. La complementarità che è necessaria per definire noi stessi in rapporto al mondo. Non sono mai puramente descrittivi i riferimenti della Ciampalini. Il giaciglio scuro, l’albero lontano il fiore pallido, non sono richiami estetici o un contorno. Si tratta dell’essenza, del punto di confine che allo stesso punto separa ed unisce due modi di essere e di vedere. La silloge si muove tra gli estremi del tempo, inteso come sequenza cronologica ma anche come susseguirsi di calore e gelo, buio e oscurità. Ancora una volta questo contrasto è essenziale: il buio si distingue dalla luce e ognuno concede all’altro senso e significato. Ci sono varie poesie in questo libro dedicate all’inverno, alla stagione che attende inesorabile. Sappiamo che arriverà, ma non è un caso che la poetessa sottolinei più volte l’impossibilità di farsi trovare pronti, preparati. L’inverno non è solo la controparte dell’estate. È una condizione più ampia, una stagione interiore. Interessante, è giusto confermarlo, è l’intreccio che si crea nelle liriche di questa raccolta tra il clima meteorologico e lo
del tempo umano. Tra i colori del cielo e gli stati d’animo. “La fragilità sta nel verso che non dura / scriverlo su carta / voltarsi per leggerlo di nuovo / e il segno muore. / Il verso frontale volitivo e pieno / la parola stretta sotto la palpebra che duole / e poi il vuoto”. Questi versi riassumono bene l’intento, l’approccio a
cui si è fatto riferimento: la caducità di ogni cosa umana, ribadita, confermata. Ma, accanto ad essa, la volontà e la necessità di scrivere su carta quella fragilità che è punto di partenza e di arrivo allo stesso tempo. Così come la stessa palpebra che muore ma conferma di essere stata viva con l’atto stesso di provare dolore. Per trovare nelle liriche della Ciampalini un chiarore di speranza, bisogna attendere una lunga, adeguata riflessione sul contrasto fondamentale. “La luce sulla soglia / è promessa di futuro / un sogno bisbigliato all’orecchio. / Un’alba che vince / la sua stessa agonia”. La luce non è certezza, è promessa. Non è una realtà conseguita e assoluta. È un sogno. Ma è un sogno essenziale alla vita stessa. Proprio perché nasce dalla certezza reale del dolore ma sa andare oltre. Nonostante tutto. A dispetto di tutto. Una silloge matura, consapevole, questa di Annalisa Ciampalini. Percorsa con attenzione al dettaglio, alla sfumatura. Mai distratta da frasi roboanti ma vuote. L’autrice si muove all’interno di simboli costanti e fondamentali esplorando un’ampia gamma di richiami e di rimandi. Il dolore è alimento di tutti i versi, e la conquista di una stagione di luce, anzi di un istante di luce, passa attraverso una lunga serie di immagini di
fragilità e di oscurità, il processo necessario per acquisire una visione nitida, accurata: “Le parole – poche, solo d’annuncio / si dispongono a contorno della scena. / Luce condivisa, forma circolare di un’idea. / Perfetta, mai pronunciata aderenza”. Alla fine della silloge e della strada espressiva da essa percorsa, resta una ferita che non si cuce. Ma il libro della Ciampalini è una interessante e sincera testimonianza in versi della volontà della poesia di aprire le palpebre sul dolore individuale e sul buio del mondo, trattenendo, nel riflesso, la scommessa della luce.

Poesie tratte da “Tutte le cose che chiudono gli occhi”



Mai vorrei occupare
uno spazio più grande di questo.
Sottrarre ai fiori il colore
sconvolgere la calma del bosco d’autunno.
I miei sono luoghi piccolissimi
punti in fuga
a stento trattenuti dalle foto.
Ho poche pietre, pochi oggetti
una minuscola vita.
Mi assopisco nell’anima
di chi sente nell’alba un presagio,
guardo la sua mano, altissima, nel cielo
senza chiedermi come
sia diventata luce.

**

Con le parole sostituiva assenze, privazioni, rifiuti
costruendo con compunzione piccole aureole
per uomini semplici e scene insignificanti.
(Ghiannis Ritsos)

L’inverno sarà qui tra poco
e come al solito non siamo preparati.
Non riusciamo a immaginare la morsa del gelo
in queste stanze pensate sempre nel sole.
I più anziani si spostano nel retro della casa
voltano le spalle al mare
creano un tempo sottile in cui splendere ancora.



Foto copertina del libro di Annalisa Ciampalini

Il poeta Fabio Petrilli presenta Annalisa Ciampalini, di Elisa Mascia

Poesia di Elisa Mascia

Amore e timore…si assomigliano

Foto web

Amore e Timore…si assomigliano.

AMORE E TIMORE.

Quando nasce un amore

tutto fila con fluidità come l’ olio.

Risate fragorose, scherzi piacevoli,

non si teme di nulla.

Cresce poi quel sentimento piano piano

alimentato da dolci parole sussurrate,

sussulti di felicità, pulsazioni, brama.

Ci si sorprende sempre più spesso

a pensar all’ altro

e pensiero non ti abbandona neanche un istante.

Abbracciate le menti ormai

ed ecco sorge il timore

che termini il meraviglioso dell’ amore.

Timore che manchi cibo per l’ animo.

Timore che si resti in solitudine

e non si possano cavalcare le onde dell’ impossibile

senza di quell’ amore vitale.

Elisa Mascia

Amore e timore… si assomigliano, di Elisa Mascia

L’angolo della poesia della domenica, di Elisa Mascia

Una poesia per riflettere

Foto di Elisa Mascia

Non implorerò mai più il tuo amore.

La felicità di vivere insieme la dolcezza

del sentimento che genera un vortice

che sul cuore arriva come una carezza

nell’aria si diffonde e all’universo dice

quanto immenso è l’amor mio per te

non ci sono domande nessun perché.

Eppure non basta averne certezza

talvolta s’insinua pensiero opprimente

che non appoggia la consapevolezza

multidimensionale dal cuore alla mente

e invece ti ostini a credere che mendichi

ciò che ti viene donato,sai che ti dedichi

ogni giorno con cure e attenzioni,

accarezzi il cuore con pioggia di stelle

ogni momento presente regali emozioni

invii musica, le canzoni più belle.

Si offusca mente e pensiero mescolato,

al negativo che sommerge amor donato.

L’amore non è mai implorare

ma è sempre donare .

Elisa Mascia 3-8-2023

Nunca volveré a rogar por tu amor.

La felicidad de experimentar la dulzura juntos

del sentimiento que genera un torbellino

que llega al corazón como una caricia

en el aire se esparce y al universo le dice

que inmenso es mi amor por ti

no hay preguntas ni por qué.

Sin embargo, no es suficiente estar seguro

a veces un pensamiento abrumador se cuela en

que no apoya la conciencia

multidimensional del corazón a la mente

y en cambio persistes en creer que ruegas

lo que se te da, sabes que te dedicas

todos los días con cuidado y atención,

acariciar el corazón con lluvia de estrellas

cada momento presente regalos emociones

envías música, las canciones más hermosas.

Embota la mente y el pensamiento mezclado,

a lo negativo que sumerge el amor dado.

El amor nunca es m

endigar

pero siempre es donar.

Elisa Mascia 3-8-2023

Immagine Google

Una poesia di Elisa Mascia

Il poeta Fabio Petrilli presenta la poetessa Rossella Patti, di Elisa Mascia

Poesie di Rossella Patti

Foto cortesia di Rossella Patti

Raffaella Rossi è nata ad Avellino nel 1983 e vive in un piccolo paese di provincia, dove svolge la professione di insegnante. Laureata in Archeologia presso l’Università degli Studi di Salerno, dal 2007 si occupa di poesia visiva, ponendo l’attenzione su forme di comunicazioni verbali, accompagnate da forme visive. Il messaggio poetico è sviluppato facendo convergere al segno grafico altri tipi di segni, mettendo l’accento proprio sulla semanticità di questi ultimi.

Ha pubblicato una silloge di poesie dal titolo “Stagioni e Riti” nel 2011. Nel 2023 ha pubblicato la raccolta poetica ”Epidermide Rara” con Eretica Edizioni. L’autrice ha ricevuto l’attenzione da parte di alcuni blog di poesie già con le sue prime poesie, ottenendo una prima traduzione in lingua spagnola per conto di “Laboratori Poesia”. Le sue poesie e recensioni poetiche per altri autori, sono fruibili on line e in una serie di antologie poetiche pubblicate dalle case editrice che hanno ritenuto meritevole la sua poesia ai concorsi. Per l’autrice, la poesia è la parola dell’anima, è un mezzo di comunicazione importante e salvifico, con funzioni anche demiurgiche. La poesia è un dono d’amore per se stessi e per gli altri.

PREFAZIONE

Epidermide rara vuole rappresentare il contatto a pelle con l’amore vero, quello in cui la rarità diventa lo spessore principale, spessore che si assottiglia con i baci, le carezze, la protezione e il volersi scambiare pelle e anima. Epidermide rara è un naufragare nell’amore. Amore come essenza, condivisione, accettazione dell’invisibile, rarità ma anche ustione, cicatrice e taglio profondo. L’amore è forse l’unica realtà ancora rara nel mondo, perché non è inserito in uno schema e non è un concetto a sfondo unico, le sue manifestazioni sono tante. L’amore come la poesia, sono essenze che vanno accolte nel silenzio e nella solitudine, nel sentire la vita anche sfio- rando l’inferno, è come poggiare l’orecchio sul mondo e cogliere l’inesprimibile. La poesia, nata prima ancora della scrittura, è un mezzo di comunicazione molto potente: la parola deve essere rara e forte, in un mondo che tende a generalizzare e creare sistemi sempre più fitti, dove emergere con parole e sentimenti nobili, diventa molto difficile. I poeti non possono chiudersi in strutture mentali, devono e hanno il diritto di comunicare, già la poesia in sé è un atto di amore e di condivisione. Accogliere la poesia, l’amore, la solidarietà, l’amicizia, co- municare, provare ad accettare l’invisibile, resta una delle conquiste più rare nel mondo.

– Consumate la pelle di baci e di carezze. Consumate la bocca con la lingua e non sprecate i vestiti senza farveli togliere. Perché sotto la pelle c’è il cuore e nella bocca c’è il respiro.

– Ho sempre desiderato che le parole fossero musica note scale parole accordate tonalità maggiori minori. Se le parole uscissero da un’arpa da un violino profumassero di legno della Scandinavia sarebbe leggero il suono. Se le parole fossero musica uscissero dalle mani dal corpo dagli occhi dalla pelle. Se le parole fossero musica…

-Tra essenza ed assenza cambia una vocale. Tu sei l’essenza dell’assenza ma tra onde e segmenti sei pura presenza.

Il poeta Fabio Petrilli presenta la poetessa Raffaella Rossi, di Elisa Mascia

L’angolo del poeta internazionale Asoke Kumar Mitra – India

Traduzione poetica di Elisa Mascia

Ho fatto la traduzione in italiano della poesia scritta in inglese dal poeta amico Asoke Kumar Mitra

Il tempo.

Risuona il tempo offerto dalle mani di Dio.
Le onde del mare prendono forme
ammirano senza età
sabbia e pietre.
E ora la tua canzone
è melodia nel flusso e riflusso della marea.
Adesso una promessa,
mai più vedrai il mio viso alla tua porta.
Il vento tira delicato.
Meraviglia infinita.
Solitudine intangibile.
Splendido dimoro in te
come un abisso buio.
Da dove emerge il tempo?
Momenti Interminabili di follia,
questo pomeriggio,
son ritornati.

Traduzione in italiano di Elisa Mascia della poesia inglese di Asoke Kumar Mitra
5-8-2019

Time.

The time offered by the hands of God resounds.
The waves of the sea take shape
they admire without age
sand and stones.
And now your song
it is melody in the ebb and flow of the tide.
Now a promise,
never again will you see my face at your door.
The wind is gentle.
Infinite wonder.
Intangible solitude.
I dwell in you splendidly
like a dark abyss.
Where does time come from?
Endless moments of madness,
this afternoon,
they are back.

Italian translation by Elisa Mascia of the English poetry of Asoke Kumar Mitra
08/05/2019

L’angolo del poeta internazionale: Asoke Kumar Mitra – India

Le ultime novità del performer-artista-fotografo Filippo Papa, di Elisa Mascia

Appuntamento d’agosto con Filippo Papa

Catania – 2023

FILIPPO PAPA

Amor Vincit Omnia

PERFORMANCE

PERFORMANCE EVENTO ITINERANTE: Casalvecchio Siculo (ME)

“Un intimo atto d’amore”

Filippo Papa

Amor Vincit Omnia è il nuovo progetto performativo dell’artista Filippo Papa. Dopo il grande successo di “Regeneration” svoltasi presso la Biennale Amedeo Modigliani di

Venezia e aver ricevuto il “Premio Alto Merito Arte Performativa” dalla giuria del Premio

“Le nove Muse”, l’artista ha realizzato una nuova performance itinerante che ha avuto il suo inizio nella città dove vive: Catania. Filippo Papa è stato ospite del “Festival della

Cultura Siciliana” Senza Remore a cura di Renato Basile e adesso continua con la seconda tappa che si svolgerà nel bellissimo borgo di Casalvecchio Siculo in provincia di

Messina. L’artista passa dalla cosmopolita grande città, al tradizionale piccolo borgo siciliano perché il messaggio d’amore che la performance vuole trasmettere non ha confini. Papa sarà ospite d’onore della manifestazione dal titolo: 1° Notte degli artisti a cura di MoNuGallery a Casalvecchio Siculo la notte di “San Lorenzo” il 10 agosto 2023.

La filosofia del progetto parte da un accurato studio durato diversi anni, una ricerca legata

alla rappresentazione di amore e pace, considerati come la vera forza e l’essenza stessa

del genere umano. Amor Vincit omnia vuole essere un omaggio ed una rilettura

dell’omonima e celebre opera di Caravaggio al quale Papa si è sempre sentito molto

vicino per poetica e stile. Caravaggio riusciva a catturare la luce e a “scriverla”

raccontando luci e ombre della realtà della sua epoca. La frase Amor Vincit Omnia ha un

significato talmente profondo e potente nella sua semplicità da rappresentare il miglior

messaggio che si possa comunicare per conferire speranza e positività verso se stessi ed

il prossimo. L’amore vince su ogni cosa è un monito che tutti dovremmo ricordare

sempre per sentire conforto e forza, specialmente in questo periodo difficile che il mondo

intero sta affrontando.

Durante la performance l’artista in posizione “Fetale” si mostrerà nudo e disteso a terra

intento ad abbracciare delicatamente ed amorevolmente la metà di una sfera dipinta color

oro – la rappresentazione metaforica stilizzata del nostro pianeta spaccato in due in balia

degli eventi attuali che ne hanno causato una rottura – la cui restante metà sarà invece

adagiata a terra vuota.

La sensazione dello spettatore sarà quasi come vedere un momento dilatato nel tempo in

quanto l’atto performativo durerà per oltre un’ ora diventando dogma di amore per noi e per gli altri per non dimenticare da dove proveniamo, celebrando e proteggendo la terra in

un equilibrio surreale.

Durante l’atto performativo è prevista l’interazione del pubblico che potrà scrivere su fogli

di carta forniti un messaggio d’amore e pace da inserire sulla seconda parte del globo

aperto. Lo spettatore interagendo potrà unire i suoi pensieri a quelli degli altri in modo da

riempire questa metà di globo colma d’amore.

In conclusione il performer prenderà la metà di globo dorato con i messaggi degli

spettatori all’interno per ricongiungerla con l’altra parte in modo da suggellare i messaggi

al suo interno che diventeranno parte integrante di esso. L’utilizzo del color oro è stato

scelto per esaltare e rendere sublime il messaggio ed il gesto d’amore primigenio nei

confronti dell’umanità.

Inoltre l’oro rappresenta da sempre la luce perché ricorda il sole trasmettendo un senso di

calore e forza. Si ritiene che possa essere anche un simbolo di apertura, liberazione,

sblocco ed espansione. Ancora una volta l’espressione della nudità è presente nella

ricerca di Papa. In questo atto performativo l’essere nudi è come ritornare alle origini a

partire dal momento della nostra nascita.Appena nati la nostra prima azione è stata quella

di toccare nostra “Madre” che ci fa avvicinare al suo seno per nutrirci. All’interno della

performance di Papa “la madre” è simbolicamente la “terra” simbolo anche della divinità

primigenia.

Dobbiamo prenderci cura di nostra madre, amare la terra che ci nutre salvaguardando

l’ambiente e facendo scelte consapevoli per non danneggiare la natura.

BIOGRAFIA

Filippo Papa nasce a Leonforte (EN) il 24/10/1986 dimostra ecletticità e versatilità

spaziando tra fotografia, performance, graphic design, promozione culturale

internazionale, videoarte e installazioni, pittura e scrittura. Fra le più emblematiche

mostre personali nel mondo: Treanime nel 2012, Archai nel 2016, Il Canto della Pietra nel

2017, Aqua nel 2018, Contrasto & Contesto nel 2019, Pathos/Mathos nel 2021 e

Omniscient nel 2022. Ha ottenuto numerosi premi, riconoscimenti e pubblicazioni

intercontinentali. Nel 2012 una sua foto è stata selezionata a livello mondiale sul sito di

Vogue. Nel 2014 e nel 2016, le sue opere sono state pubblicate nel programma televisivo

“Tgr Mediterraneo” – Rai 3, visibile in Italia e all’estero. Nel 2020/21 Papa viene inserito

tra una élite di artisti di fama mondiale: “protagonisti dell’Atlante dell’Arte

Contemporanea” edito dalla storica casa editrice De Agostini ed il prestigioso “56°

Catalogo dell’Arte Moderna” edito dalla Giorgio Mondadori.

Nel 2022 vince il “Premio Italia per la fotografia” assegnato dalla Biennale Internazionale

d’arte di Asti. Viene inoltre insignito del “Premio di Alto Merito Arte Performativa” dato

dalla giuria del Premio Intercontinentale di letteratura “Le Nove Muse” per il suo impegno

internazionale nell’innovazione artistica in questo ambito. A tal proposito crea la tecnica

inedita dello “Skin Collage” che applica per la prima volta a livello mondiale nella performance art “Le poesie delle Muse”. Questo atto performativo rientra nella serie

artistica ideata insieme al poeta Joan Josep Barcelo denominata “Performance Art &

Poetry” ovvero la realizzazione di performance art che uniscono la corporeità a parole e

poesie. Papa e Barcelo studiano l’espressione dell’arte attraverso nuove tecnologie.

Inaugurano per la prima volta a livello mondiale la performance art dal titolo “Poetry Box”

iniziata già nel 2021 e perfezionata nel corso del 2022. Inventano il neologismo

“Holoperformace” che rappresenta la creazione di atti performativi con la presenza di

performer reali e olografici, la loro prima Holoperformace è “Regeneration” ospiti della

“Fondazione Amedeo Modigliani” a Venezia. In contemporanea Filippo Papa presenta la

mostra personale di fotografa con le poesie di Barcelo dal titolo “Omniscient” pubblicando

il catalogo omonimo edito da Edizioni Setteponti.

Nel 2023 continua la collaborazione con Barcelo inventando un nuovo neologismo la

“Metaperformance” realizzano la prima performance art live al mondo nel “Metaverso” dal

titolo “Eros Captivity”. Grazie al suo impegno artistico riceve il “Premio Speciale Arte e

Poesia” conferitogli dalla giuria del “Premio Intercontinentale “Le nove Muse” a Napoli e

viene scelto per rappresentare gli artisti della prestigiosa “Accademia Tiberina” già

Pontificia di Roma al “Menotti Art Festival” di Spoleto.

L’artista attualmente vive a Catania e lavora in giro per il mondo.

L’EVENTO

Sito: Event “1° Notte degli artisti” Casalvecchio Siculo (ME)

Data: 10 agosto 2023

Orario: dalle ore 20:00

Ingresso: Gratuito

Per ulteriori informazioni

Web: http://filippopapa.com/

mail: press@filippopapa.com

Ufficio stampa

Artista Filippo Papa

Le ultime novità del performer- artista- fotografo Filippo Papa, di Elisa Mascia

Foto cortesia inviate da Filippo Papa

Poesia di Antonietta Micali nella traduzione in catalano e spagnolo a cura di Joan Josep Barcelo, Elisa Mascia

La poesia è magia che unisce

Foto cortesia di Antonietta Micali

Una buona notte poetica

Nuovi giorni

E che la notte arrivi
avvolgendo in un abbraccio,
paure e delusioni.

I sogni
attendono come madri
per consolare,
carezzare l’animo.

L’amore rimane in attesa,
annulla rabbie
ci prende per mano.

La vita indica nuove vie,
da percorrere con fatica
senza alcun rimpianto.

La grande porta
della vita,
apre i suoi battenti
all’amico sole.

Giorni nuovi,
attendono l’onda,
mentre la luna lucente,
ruffiana rapisce il mio sguardo.
.
.
Una bona nit poètica

Nous dies

I que arribi la nit
embolicant en una abraçada,
pors i decepcions.

Els somnis
esperen com a mares
per a consolar,
acariciar l’ànim.

L’amor roman a l’espera,
cancel•la ires
ens agafa de la mà.

La vida mostra nous camins,
per fer-los durament
sense cap penediment.

La gran porta
de la vida,
obri els seus batents
a l’amic sol.

Nous dies,
esperen l’onada,
mentre la lluna brillant,
rufiana roba la meva mirada.
.
.
Una buena noche poética

Nuevos días

Y que llegue la noche
envolviendo en un abrazo,
miedos y decepciones.

Los sueños
esperan como madres
para consolar,
acariciar el ánimo.

El amor permanece en espera,
anula iras
nos lleva de la mano.

La vida muestra nuevos caminos,
para hacerlos duramente
sin ningún arrepentimiento.

La puerta grande
de vida,
abre sus batientes
al amigo sol.

Nuevos días,
esperan la ola,
mientras la luna brillante,
pícara roba mi mirada.
.
.
Antonietta Micali

Traduzione a cura di Joan Josep Barcelo

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

La poesia unisce il mondo, di Elisa Mascia

La poesia di Ilaria Palomba e la traduzione di Joan Josep Barcelo, di Elisa Mascia

La poesia è magia che unisce il mondo

Foto cortesia di Ilaria Palomba

È un tempio la finestra
che dà sul cortile interno,
come morta la città dorme,
immota guardo i tetti e il cielo,
il campanile e il gelso,
ricordo il tuo odore
senza sperare, senza sognare,
solo l’immagine sbiadita di te,
una sagoma nell’acqua,
sul presente una croce.
.
.
La finestra és un temple
amb vista al pati interior,
com a morta la ciutat dorm,
immòbil miro les teulades i el cel,
el campanar i la morera,
recordo la teva olor
sense esperar, sense somiar,
només la imatge esvaïda de tu,
una silueta a l’aigua,
en el present una creu.
.
.
La ventana es un templo.
con vistas al patio interior,
como muerta duerme la ciudad,
inmóvil miro los techos y el cielo,
el campanario y la morera,
recuerdo tu olor
sin esperar, sin soñar,
sólo la imagen desvanecida de ti,
una silueta en el agua,
en el presente una cruz.
.
.
Ilaria Palomba

Traduzione in spagnolo e catalano a cura di Joan Josep Barcelo

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

Il mondo della cultura poetica e letteraria si unisce al dolore della famiglia di Stefano Capasso, di Elisa Mascia

La dipartita di un poeta nel lasciare la grande eredità culturale resta un vuoto incolmabile

Foto cortesia di America Santiago che ringrazio

Il mondo dell’arte e della poesia si unisce per esprimere la vicinanza alla famiglia per la perdita di Stefano Capasso, grande poeta contemporaneo e divulgatore della cultura poetica e letteraria nel mondo, che ha rappresentato e continuerà a rappresentare l’Italia oltre per la sua arte poetica anche per le sue doti umane esemplari.

Stefano Capasso, sei stato tu, grande mente di arte e poesia contemporanea che nel 2019 mi hai invitata ad entrare in un nuovo percorso culturale mondiale come se mi avessi preso per mano per presentare le mie poesie al mondo intero. Piango la tua dipartita Stefano Capasso ma resterai sempre presente nella mia vita culturale. Vicinanza alla famiglia tutta e a chi ti ha voluto bene.

Accolto nel cielo tra gli uomini giusti.

Elisa Mascia – Italia

Cari amici, oggi siamo qui a scrivere a nome di Stefano… Che l’altra sera ci ha lasciati … Senza aver il tempo di salutarvi tutti come avrebbe voluto. Ed eccoci qui, a farlo noi per lui…a farvi sapere che fino alla fine ha cercato di portare avanti i suoi progetti letterari… Ed anche quando il corpo ormai stanco aveva smesso di collaborare…la sua mente poetica’ lucida …colta e geniale…non si è mai arresa!! Lui da domani non ci allieterà o sorprenderà più con nuovi versi..ma siamo sicuri che rileggendo le sue bellissime poesie il suo ricordo rimarrà sempre vivo nella nostra memoria. Dopo una brillante carriera lavorativa che lo aveva visto ricoprire ruoli di grande responsabilità…stefano aveva trovato nello scrivere una fonte di rinascita che lo teneva vivo …che lo appassionava … Che lo portava a diffondere quei sentimenti a lui cari… Quali amore…pace .. fratellanza giustizia … E tutti quei valori che lui aveva a cuore!… Proprio come Nella trilogia di ” Salvemos el Planeta” dove lui poneva l’attenzione sul dovere di preservare il futuro delle nuove generazioni…!! Inoltre, era ormai da un po’ di tempo che lavorava instancabilmente ad un progetto difficile ma allo stesso tempo affascinante…la rivisitazione della divina commedia in chiave moderna…rapportata ai nostri giorni ….in cui dimostrava come molti versi danteschi avessero correlazioni sorprendenti con tematiche attuali…!! Ebbene Questa bellissima opera rimarrà forse incompiuta ma ci impegneremo a divulgare il suo minuzioso ..splendido ed affascinante lavoro di scrittura… ! Ed adesso… chissà…. ci piace immaginarlo lì magari a passeggiare tra le stelle proprio con Dante …e con tanti altri grandi poeti!! I suoi scritti sono insegnamenti eterni…un prezioso regalo che lascia a tutti noi ..ed ai suoi nipotini… che un giorno leggendolo conosceranno la grandezza umana ed artistica del proprio nonno! Ciao Stefano … “E quindi uscimmo a riveder le stelle.” ..E da oggi la più bella e splendente sarai tu!! Con infinito amore…per sempre ….i tuoi figli

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El mundo del arte y la poesía se une para expresar la cercanía de la familia por la pérdida de Stefano Capasso, gran poeta contemporáneo y divulgador de la cultura poética y literaria en el mundo, que ha representado y seguirá representando a Italia no solo por su arte poético sino también por su ejemplar calidad humana.

Stefano Capasso, fuiste tú, una gran mente del arte y la poesía contemporánea quien en 2019 me invitó a entrar en un nuevo viaje cultural mundial como si me hubieras tomado de la mano para presentar mis poemas al mundo entero. Lamento tu fallecimiento Stefano Capasso pero siempre estarás presente en mi vida cultural. Proximidad a toda la familia ya los que te han querido.

Acogido en el cielo entre los hombres justos.

Elisa Mascia – Italia

Foto cortesia di Stefano Capasso
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