Recensione del racconto “Giovanni il bizzoco” di Antonio de Curtis a cura di Elisa Mascia
Recensione.
L’autore, Antonio De Curtis, esplica una descrizione dettagliata nel racconto di “Giovanni il bigotto” del mondo materiale e della spiritualità unica nel genere “sui generis” del protagonista Giovanni ed è come se il lettore /trice lo avesse conosciuto personalmente nonché avesse visitato quei luoghi tanta è la minuziosità di particolari recepiti e l’aver usato lemmi specifici del territorio ove si svolge la vita del cosiddetto “bigotto”.
Era persino punto di riferimento della gente del paesino per i prodotti genuini che produceva accuratamente nel suo orto nonostante fosse schivo e in disparte da tutti. Uomo molto umile e rispettoso.
Non sorrideva mai, molto devoto, fervido credente, solitario, viveva ai margini del paese.
Non luminosa la sua angusta dimora così come poca o alcuna luce sprigionava il suo ombroso carattere però dinanzi al quadro della Madonna delle Grazie lume sempre acceso.
Si evince il dualismo di luce e ombra del singolo e che poi nel suo lavoro Giovanni riesce ad essere uomo di condivisione, dal cibo alla fatica del duro lavoro quotidiano.
La preghiera era il punto di forza soprattutto la sera prima di dormire e soltanto lui raccomandava la sua anima a San Francesco e a Gesù affinché la custodissero durante il sonno.
Questo racconto è
ricco di scene e di presentimenti vissuti con partecipazione emotiva non da spettatore e chi legge rimane coinvolto nelle parole che travolgono l’animo e la mente fino ad accompagnare Giovanni al dolce trapasso nella luce della fede, della Madonna, dell’amore materno e della passione pura per la sua amata Nunziatina che l’accolgono in cielo tendendo la sua mano dedita al Santo Rosario e un sorriso abbozzato sulle labbra chiuse per sempre.
Grazie infinite per le grandi emozioni trasmesse all’autore.
Il dolore lacera l’anima, ma la speranza benda le sue ferite. Oggi è inevitabile sperimentare la desolazione che abita il cuore umano, è notevole vedere che spesso ci troviamo di fronte al fardello e alle fatiche che accompagnano la nostra permanenza terrena, a volte sentiamo che la vita è così crudele perché dal momento in cui nasciamo il medico la prima cosa che aspetta è vederci piangere ed è in questo preciso momento in cui cominciamo a respirare, abbiamo già l’opportunità di appartenere ad un mondo che non conoscevamo, mentre la madre sorride in piena gioia, non è più il dolore del parto per il quale lamentarsi è la vita espressa in tenerezza che si sviluppa e cresce nelle sue braccia; è un mistero, un sublime miracolo, in questo processo ogni essere ha la sua esperienza che cambia per sempre la sua storia, alcuni hanno avuto il calore, la cura come l’amore dei suoi genitori, altri sono stati abbandonati, cresciuti sotto il tetto e il riparo di altre famiglie, Questa verità è così forte e comune che è sempre stata così; è deplorevole che nel XXI secolo si continui a vivere.
Allo stesso modo, ogni individuo ha il proprio percorso verso la realizzazione personale, ma in questo viaggio troviamo il peso che c’è nell’intimo del cuore, per le ferite, le emozioni mal gestite e i sentimenti più forti che contribuiscono necessariamente alla vita o alla morte; questo è pienamente riflesso in bontà o azioni inaudite che le persone sono in grado di trasmettere in varie caratteristiche influenzate dall’ambiente.
Eppure l’uomo possiede un’intelligenza ragionevole per pensare e agire in piena libertà trasformando il momento in idilliaco presente; anche minacciato dal ricordo del passato abbiamo la capacità di scegliere dalla libertà interna i nostri pensieri, comportamenti, entusiasmo e speranza per esistere; perché nessuno degli esseri umani può toglierci la forza e il pensiero interiore, questo non svanisce poiché, è diventato un continuo vigore che merita all’uomo una vita con senso nelle varie capacità creative, quelle persone che sperimentano eccelso godimento nell’apprezzare il mondo che li circonda, la gioia per l’arte e di cui non può privarsi hanno già scoperto il grande tesoro che custodisce il loro essere.
Dove si rallegra l’Anima per abitare nel corpo? La verità è che il mistero ci accompagna in questa terra dove siamo viandanti, ma c’è una realtà molto più intensa che scopriamo ad ogni passo, questa realtà è l’amore immerso in tutta la grazia, il dolore e la libera decisione che questo comporta, allo stesso modo, accettare l’esistenza nella sua pienezza, ci libera dalla morte precoce e acquisiamo un’elevazione spirituale dell’anima, Tuttavia bisogna trovare la forza interiore che è la brezza dolce mentre il fuoco del dolore ci abbraccia con le sue fiamme e ci porta a conoscere gli abissi nell’essere più profondo delle persone, Tale conoscenza ci ricorda che nell’umanità ci sono esseri umani di nobile cuore e anche di cuore perverso e quindi noi decidiamo di essere quello che siamo.
È indispensabile che ogni giorno troviamo il senso vero, senso per il quale esistiamo, anche se la notte è oscura, l’anima ha la sua propria luce splendente, Questo lo otteniamo attraverso il pensiero positivo che ci permette di vedere oltre l’oscurità e l’amore che è la migliore cura del cuore, indipendentemente dalle circostanze del presente.
L’autrice è la scrittrice e poeta nicaraguense Aracelly Diaz .
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Nacimos para pensar y actuar con plena libertad
septiembre 14, 2023
Por Aracelly Díaz Vargas
El dolor desgarra el alma, pero la esperanza venda sus heridas. En la actualidad es inevitable experimentar la desolación que habita en el corazón humano, es notable ver que frecuentemente nos enfrentamos a la carga y fatigas que acompañan nuestra permanencia terrenal, a veces sentimos que la vida es tan cruel pues desde el instante que nacemos el médico lo primero que espera es vernos llorar y es en este preciso momento cuando empezamos a respirar, ya tenemos la oportunidad de pertenecer a un mundo que no conocíamos, mientras la madre sonríe con plena alegría, ya no es el dolor del parto por el cual quejarse es la vida expresada en ternura que se desarrolla y crece en sus brazos; es un misterio, un sublime milagro, en este proceso cada ser tiene su propia experiencia que cambia para siempre su historia, algunos tuvieron el calor, cuidado como el amor de sus padres, otros sin embargo, fueron abandonados, crecieron bajo el techo y abrigo de otras familias, esta verdad es tan fuerte y común que siempre ha sido así; es lamentable que en pleno siglo XXI se sigue viviendo.
Así mismo, cada individuo tiene su propio sendero en dirección a la realización personal, pero en este viaje encontramos el peso que hay en lo más íntimo del corazón, por las heridas, emociones mal gestionadas y los sentimientos más fuertes que contribuyen necesariamente a la vida o la muerte; esto es plenamente reflejado en bondad o acciones inauditas que las personas somos capaces de transmitir en diversas características influidas por el entorno. Sin embargo, el hombre posee inteligencia razonable para pensar y actuar con plena libertad transformando el momento en idílico presente; aun amenazado por el recuerdo del pasado tenemos la capacidad de elegir desde la libertad interna nuestros pensamientos, conductas, entusiasmo y esperanza para existir; puesto que a los seres humanos, nadie en lo absoluto puede quitarnos la fortaleza y pensamiento interior por que esto no desvanece ya que, se ha convertido en un continuo vigor que amerita al hombre una vida con sentido en las diversas capacidades creativas, aquellas personas que experimentan excelsos gozos en apreciar el mundo que les rodea, el deleite por el arte y de lo cual no puede privarse ya han descubierto el gran tesoro que guarda su ser.
¿Dónde se regocija el Alma para habitar en el cuerpo? Lo cierto es que el misterio nos acompaña en esta tierra donde somos caminantes, pero existe una realidad mucho más intensa que vamos descubriendo en cada paso, esta realidad es el amor inmerso en toda la gracia, el dolor y la libre decisión que esto conlleva, así mismo, aceptar la existencia en su plenitud, nos libera de la muerte temprana y vamos adquiriendo una elevación espiritual del alma, sin embargo es preciso encontrar la fuerza interior que es la suave brisa mientras el fuego de la pesadumbre nos abraza con sus llamas y nos lleva a conocer los abismos en el ser más profundo de las personas, dicho conocimiento nos recuerda que en la humanidad hay seres humanos de noble corazón como también de corazón perverso y por lo tanto nosotros decidimos ser lo que somos.
Es imprescindible que cada día encontremos el sentido verdadero, sentido por el cual existimos, aunque la noche sea oscura, el alma tiene su propia luz resplandeciente, esto lo logramos a través del pensamiento positivo que nos permite ver más allá de la oscuridad y del amor que es la mejor cura del corazón sin importar las circunstancias del presente.
La autora es escritora y poeta nicaragüense.
El Sol De las americas
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Solo è chi resta dinanzi al tramonto immobile, lontano dalla gente allontanatasi per mancato tornaconto o perché si parla sinceramente pur sapendo che si crea un vuoto si vive così in un mondo ignoto.
La regola che accompagna la lealtà non si finge un’amicizia che non esiste si fa strada con la profonda sincerità con rispetto affianca e persiste durevole nel tempo e il bene moltiplica che si fa dono di presenza amica.
È così che si tiene distante la solitudine se è l’amore l’arma più forte quella vincente se dà gratitudine apre non una ma cento porte per vivere sereno e tranquillo cuore aperto a tutti senza alcun sigillo.
Non si finge un’amicizia, non maschera, miglior la solitudine da mattina a sera.
Elisa Mascia 12-9-2023
Un testo nel quale, l’autrice, sottolinea come l’essere soli di fronte al tramonto, lontani dalla gente che si allontana, per mero interesse o mancanza di sincerità, permette di vivere in un mondo sconosciuto. Lealtà e schiettezza sono le regole che accompagnano l’amicizia vera, senza finzioni o falsità, consentendole di persistere nel tempo, moltiplicando il tempo e donando una presenza della quale sempre ci si può fidare. L’amore è l’arma più potente, giacché
tiene lontana la solitudine, regalando gratitudine e aprendo molte porte, prestando attenzione a non fingere, perché, allora, meglio sarebbe vivere la solitudine, da mattina a sera.
Ci sono stati tempi durante i quali le guerre hanno temprato gli acciai, e sulle montagne di morte, eressero nuovi templi. C’erano tempi così impuri, con tradimenti ai fratelli, e tra i rumori assordanti del fato, sono stati comprovati pietosi sogni. Ho potuto idealizzare quella pace così imponente e silenziosa, radicata nei nostri corpi, destino casuale e molto grave. E ho deciso di difendere la pace sull’ansioso scorrere dei minuti, concedendo la mia testimonianza, e la mia più grande fede. In cambio di acciai ho offerto, un impegno imponente. –
Traduzione e interpretazione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia
Recensione di Elisa Mascia alla poesia Pace in eternum di Gustavo M. Galliano
Per l’autore della poesia “Pace in eterno” diventare testimonial del bene più prezioso del mondo, che consiste nel seminare e difendere la pace su questa Terra, avviene in seguito ad esperienze di odio o dell’ immaginario molto vicino alla realtà, culminato durante le guerre vissute.
C’è un rituale che si ripete e perpetra nei tempi delle guerre “temprare degli acciai” che è proprio quel trattamento termico che permette di donare maggior durezza all’acciaio per essere più efficace all’utilizzo di annientare e massacrare al tal punto da erigere nuovi templi sulle montagne di morte.
Inoltre c’erano dei tempi durante i quali gli atti impuri erano tanto gravi che, oltre ad allontanare dalla grazia di Dio, danneggiano, con il tradimento, i propri fratelli e tra i rumori della sorte si sono rivelati sogni pietosi cosicché l’unico ideale posto come traguardo è stato di divulgare la pace che è già radicata geneticamente e che risuona nell’imponenza del silenzio.
In prima persona l’autore ha preso il vessillo della pace per combattere e difendere i princìpi pacifici con le “armi” della fede donando la propria testimonianza e in cambio “dell’acciaio” ha offerto il profuso impegno che è veramente necessario per vincere le lotte e guerre quotidiane sulla Terra.
Traducción e interpretación poética en español por Elisa Mascia
Revisión del poema Pace in eternum de Gustavo M. Galliano por Elisa Mascia
Por el autor del poema “Paz eterna” ser testimonial del bien más precioso del mundo, que consiste en sembrar y defender la paz en esta Tierra, tiene lugar después de experiencias de odio o de lo imaginario muy cercano a la realidad, culminado durante las guerras vividas.
Hay un ritual que se repite y perpetra en los tiempos de las guerras “templar aceros” que es precisamente ese tratamiento térmico que permite dar mayor dureza al acero para ser más eficaz al uso de aniquilar y masacrar hasta el punto de erigir nuevos templos en las montañas de muerte.
También hubo tiempos en los que los actos impuros eran tan graves que, además de alejarse de la gracia de Dios, dañan, con la traición, los propios hermanos y entre los ruidos del destino se han revelado sueños piadosos, de modo que el único ideal puesto como meta ha sido difundir la paz que ya está enraizada genéticamente y que resuena en la imponencia del silencio.
En primera persona el autor tomó la bandera de la paz para combatir y defender los principios pacíficos con las “armas” de la fe dando su testimonio y a cambio “del acero” ofreció el compromiso profuso que es realmente necesario para ganar las luchas y guerras diarias en la Tierra.
Il caminetto acceso, un bicchiere di whysky, la ceneriera colma, la Marlboro che fuma, Chopin in sottofondo.
E corrono i ricordi ed i rimpianti e ripercorro tutta la mia vita, ch’è stata bella vita, avventurosa di certo l’ho vissuta intensamente. Ho percorso le strade sconosciute di città diroccate e senza voci, e poi la lunga via per Samarcanda cercando tra le pietre il mio destino.
Ho cercato la pace tra i palmizi nell’arido deserto di Atacama, seguendo d’una zinghera rumena la strana profezia che mi legava, ad una donna dai capelli biondi. E quella donna alfine l’ho trovata.
M’apparve in un tramonto rosso e d’ambra bella come una rosa ancora in boccio, lievi le vesti a disegnarle il corpo la sua bocca uno scrigno di promesse, e gli occhi verdi come due smeraldi.
E non ci fu bisogno di parole. Le nostre mani corsero a cercarsi unimmo in un istante i nostri fiati, ci sussurrammo sotto voce i nomi.
E finalmente fummo anime incatenate, mentre nel cielo azzurri tra nubi di ciniglia volava un aquilone.
Percorremmo le strade dell’amore le lunghe notti degli incantamenti, guardammo l’onde frangersi alla riva e la risacca cancellare l’orme, che lasciavamo sulla sabbia rosa.
Lasciammo il mondo per un nostro mondo fatto di meraviglie e di portenti, dove avevano un posto anche le fate, e gli elfi che danzavano nei prati, le creature del giorno e della notte, astri infuocati e polvere di stelle e lacrime opaline dalla luna.
Vivemmo in una lunga primavera cogliemmo i frutti dolci dell’estate, ci avvolse la malinconia d’autunno la neve e le burrasche dell’inverno.
Ci parve poco il tempo, forse il destino, il fato, o il signore del mondo, altro disegno aveva, per noi altro destino.
Fu come un breve volo di farfalla o come il vento che accarezza il grano, come un raggio di sole all’improvviso.
Il tempo ch’é il signore delle vite fece scorrere gli ultimi granelli nell’ottusa clessidra che stringeva. Si spense come una candela al vento, stringendo le mie mani tra le sue.
E nelle notti sempre troppo lunghe quando i ricordi tornano a bussare, anche se il tempo un poco l’ha lenito mi prende ancora quel dolore antico.
Cassandra Aligoskoufi traduce in greco la poesia di Joan Josep Barcelo
Foto cortesia di Cassandra Aligoskoufi
Foto cortesia di Joan Josep Barcelo
Il poeta, artista e divulgatore culturale di Palma di Maiorca ringrazia l’artista poetessa greca Cassandra Aligoskoufi per la traduzione di una sua poesia
” I miei più sinceri ringraziamenti alla mia amica Cassandra Alogoskoufi che mi ha reso immensamente felice con la sua traduzione greca della mia poesia.”
la mia pelle è blu lavanda
come il sogno che invade i campi di un’isola dimenticata
oltre un lontano risveglio
tra le braccia di colui che rubò il nome al mare
joan josep barcelo
Traduzione in greco a cura di Cassandra Alogoskoufi
Δέρμα μου της λεβάντας μπλε πελιδνό,
όπως ένα όνειρο εισβολέας στο αποξεχασμένο μου νησί,
στα πέριξ η απόσταση αφυπνιζει,
στην αγκαλιά των χεριών εκείνου που έκλεψε το όνομα της θαλασσας.
translation in Greek by Cassandra Alogoskoufi
My most sincere thanks to my friend Cassandra Alogoskoufi who has made me immensely very happy with her Greek translation of my poem.
Presso la Benemerita Biblioteca Nazionale di Costa Rica
Grazie a tutto il team della Benemérita Biblioteca Nacional Costa Rica per il supporto in questa presentazione di Canto Planetario: Hermandad en la Tierra (H.C. Editores, Costa Rica). Grati anche a quanti si sono uniti a noi in questo bellissimo evento letterario-artistico.
un abbraccio planetario
Carlos Jarquin
Nel pomeriggio di questo 7 settembre si è svolta la Presentazione dell’antologia “Canto Planetario” compilata da Carlos Javier Jarquín presso la Benemérita Biblioteca Nacional Costa Rica Miguel Obregón Lizano.
I nostri più sinceri ringraziamenti alla signora Laura Rodríguez Amador Direttore della Benemérita Biblioteca Nacional Miguel Obregón Lizano, Sñr., Hámer Salazar direttore generale di H.C. I redattori, Nicole Sancho (fotografa), la giornalista Nohelia Reyes Molina e Alonso Sánchez Mejia, direttore del quotidiano La Nueva Prensa de Costa Rica, per tutto il sostegno fornito in questo evento.
Ringraziamo anche i rappresentanti del Costa Rica nel Canto Planetario che hanno partecipato a questa presentazione.
Hámer Salazar, Ana Anka (Perù, residente in Costa Rica), Esmeralda Méndez Gutiérrez,
José Eduardo Torres Madrigal, Ligia Calderón Valerín, Miguel Fajardo Corea, Natalia Esquivel Benítez, Óscar Leonardo Cruz Alvarado
Carlos Jarquín (Manager e Compilatore).
Un ringraziamento va a tutti coloro che si sono uniti a noi sia di persona che virtualmente.
Qui puoi guardare e assistere alla presentazione del CANTO: PLANETARIO, FRATELLANZA NELLA TERRA 🌎
Condividiamo le foto ufficiali dell’evento scattate dalla fotografa professionista: Nicole Sancho, Nicco Photo (Instagram, @nicco_photo) e ringraziamo per la cortesia.
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Gracias a todo el equipo de la Benemérita Biblioteca Nacional Costa Rica por el apoyo en esta presentación de Canto Planetario: Hermandad en la Tierra (H.C. Editores, Costa Rica). También agradecido con los que nos acompañaron en este hermoso evento literario-artístico.
Un abrazo planetario
Carlos Jarquín
La tarde de este 7 de septiembre realizamos la Presentación de la antología “Canto Planetario” compilada por Carlos Javier Jarquín en la Benemérita Biblioteca Nacional Costa Rica Miguel Obregón Lizano.
Nuestro sincero agradecimiento a la Sra., Laura Rodríguez Amador Directora de la Benemérita Biblioteca Nacional Miguel Obregón Lizano, Sñr., Hámer Salazar director general de H.C. Editores, Nicole Sancho (fotógrafa), periodista Nohelia Reyes Molina y Alonso Sánchez Mejia director del periódico la Nueva Prensa de Costa Rica por todo el apoyo brindado en este evento.
También agradecemos a los representantes de Costa Rica en Canto Planetario que se dieron cita en esta presentación.
Hámer Salazar, Ana Anka (Perú, residente en Costa Rica), Esmeralda Méndez Gutiérrez,
José Eduardo Torres Madrigal, Ligia Calderón Valerín, Miguel Fajardo Corea, Natalia Esquivel Benítez, Óscar Leonardo Cruz Alvarado
Carlos Jarquín (Gestor y Compilador).
El agradecimiento es extensivo para todos los que nos acompañaron tanto de manera presencial como virtual.
Aquí puede disfrutar de la presentación de CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA 🌎
PERFORMANCE EVENTO ITINERANTE: Isola di Maiorca (Isole Baleari)
“Amore per il pianeta”
Filippo Papa
Amor Vincit Omnia, il progetto performativo itinerante dell’artista Filippo Papa, che ha
avuto già due tappe in Italia, sbarca a Maiorca nelle Isole Baleari. Questa volta l’artista
sarà insieme al poeta Catalano Joan Josep Barcelo. La coppia artistica si ricongiungerà in
un atto che vedrà l’unione di performance e poesia, cardine della loro ricerca espressiva.
L’evento sarà live il 18 settembre 2023, non aperto al pubblico ma divulgato
successivamente attraverso video e foto.
La filosofia del progetto parte da un accurato studio durato diversi anni, una ricerca legata
alla rappresentazione di amore e pace considerati come la vera forza e l’essenza stessa
del genere umano. Amor Vincit omnia vuole essere un omaggio e una rilettura
dell’omonima e celebre opera di Caravaggio al quale Papa si è sempre sentito molto
vicino per poetica e stile. “L’amore vince su ogni cosa” è un monito che tutti dovremmo
ricordare sempre per sentire conforto e forza, specialmente in questo periodo difficile che il
mondo intero sta affrontando.
Durante la performance l’artista Filippo Papa in posizione “Fetale” si mostrerà nudo e
disteso a terra intento ad abbracciare delicatamente e amorevolmente una sfera nuova
diversa dalle tappe precedenti. Essa rappresenterà sempre la stilizzazione del nostro
pianeta e sarà un’opera d’arte realizzata appositamente dal poliedrico Joan Josep Barcelo
che si esprime come artista attraverso la pittura.
La posizione fetale e la nudità dell’artista Filippo Papa rappresentano un ritorno alle nostre
origini a partire proprio dalla nostra nascita. Appena nati la nostra prima azione è stata
quella di toccare nostra “Madre” che ci fa avvicinare al suo seno per nutrirci. All’interno
della performance “la madre” è simbolicamente la “terra” ma anche la divinità primigenia.
Josep Barcelo declamerà le sue poesie tematiche creando un suggestivo connubio fra gestualità corporale e voce. Il messaggio di questa terza tappa è fortemente legato all’amore per la terra e alla sua salvaguardia ambientale. Per questo la sfera sarà costituita da materiali naturali e la
location scelta è una scogliera sul magico mare blu di Maiorca. Dobbiamo prenderci cura di nostra madre, amare la terra che ci nutre proteggendo l’ambiente e facendo scelte consapevoli per non danneggiare la natura.