Dalla Silloge poetica “Potevo dirtelo soltanto così” leggiamo tre poesie
Potevo dirtelo soltanto così
Giulia Sonnante
Stralcio della Prefazione di
Ivano Mugnaini
Le poesie di questo libro erigono ponti e tracciano strade. Soprattutto tra luoghi, tempi e persone che a rigor di logica non sarebbero collegabili, non dovrebbero avere, per le leggi della fisica, punti di connessione. La poesia però non si cura della logica e la fisica la trasforma, la crea e la distrugge, la distrugge e la ricrea ex novo. In “Potevo dirtelo soltanto così”, la prima traccia di questa “dislocazione” è rilevabile a partire dal titolo. Per riuscire a esprimere qualcosa che non si potrebbe e/o non si dovrebbe dire, è necessario spostare l’asse semantico (e di conseguenza l’asse del mondo, l’intero pianeta minuscolo, immenso e immensamente complesso chiamato Terra). Il tutto senza avere la forza di Atlante, re della Mauretania che per primo rappresentò il mondo per mezzo di una sfera e per questo motivo si diceva che portasse il cielo sulle spalle. Un poeta sa di non poter sostenere tale peso; sa che basta un granello di sabbia a schiacciare il suo universo. Ma, sa altrettanto bene, il poeta, che non può fare a meno di modificare le leggi di ciò che dovrebbe restare immodificabile ed inesprimibile. Perché ciò che sente di dovere esprimere rappresenta tutto ciò che ha e tutto ciò che è. Di conseguenza fa ricorso a un trucco: nell’atto di ammettere di non potere dire in realtà dice tutto, andando oltre i muri e il filo spinato di ogni secolo, di ogni guerra, di ogni odio, di ogni silenzio. Il trucco correlato, anch’esso fondamentale, è espresso da Giulia Sonnante nel sottotitolo della raccolta “Poesie tra le righe”. Un po’ come alludere, come in una sciarada, a ciò che non si vede con uno sguardo immediato, un po’ come l’inchiostro usato da antichi cospiratori, quelli che si scambiavano frasi in codice che i nemici e i carcerieri non dovevano essere in grado di decifrare. Accade allora, nella poesia della Sonnante, che la “metafora” non sia soltanto una tecnica, ma sia l’essenza della poesia stessa, la trasposizione dall’indicibile in direzione dell’esprimibile, la trasformazione dell’impossibile nel possibile. Nell’ambito di ciò che si colloca “tra le righe”. Ma in fondo, in poesia (e forse non solo in poesia) ciò che si colloca e ha vita tra le righe è tutto. È il tutto.
Tratto da: Nota di Antonella Vairano
Credo che la poesia abbia bisogno solo di pane e di uomini che hanno benedetto il cuore, e nella poesia della Sonnante trovo intera la densità della vita e dell’amore e l’anima non si distrae mai.
La natura della scrittura è sismica pur lasciando le ‘cose’ immobili, e la resa tra ragione e passione, che spesso emerge dai versi, è solo apparente, poiché altro non è che vitalismo vigorosissimo, di parole che sanno guardare l’universo con il coraggio degli eroi e con la probità degli umili che sanno costruire solidamente senza vanti e promesse.
3 Poesie (tratte da Potevo dirtelo soltanto così – poesie tra le righe – Talos Editore, Cosenza, 2023)
Notturno
Ti amo così
appena voltato l’angolo.
Sono forme primordiali di vita,
atomi aggregati
in un liquido viscoso
notturno.
Ma io voglio davvero aiutarti
nella dura battaglia, darti il fianco
far perire il brando al brandir la lama.
C’è troppo vento e stanche ossa
per restar ritti.
Ma guerriero inetto sono che
si ripara dietro sé stesso.
Poi la sera arriva,
se tu sapessi
ascoltarla come la sento io!
Dimmelo. T’infurieresti.
Ginocchio nell’incavo del ginocchio
braccia chiuse sul cuore ed io che
dimentico il mio nome e ritrovo
il tuo.
Le luminarie
Voi, se avete qualcosa,
uscite a veder le luminarie che
sono sempre tristi.
Come sono le reti dei pescatori?
– domandava Pablo Neruda –
Tristi, rispondeva il postino.
Così io, le luminarie sono tristi,
sbavano luce
dagli angoli della bocca
perché non possono piangere.
Ed allora, tornate indietro
ripercorrendo la stessa via
rasentando lo stesso muro
nelle vostre giubbe
di piuma d’oca.
Non potete reggere
il peso delle luminarie e
l’aria è gelida
sulle tempie rasate.
Ed io, poi, un’altra volta,
poserò la guancia
sul cuscino
bianco come i bambini che
non sono stati
alla festa.
I girasoli
Non voglio che tu legga
le mie poesie,
me ne vergogno.
Ed hai sorriso dicendomi che
è vero, vorremmo che
nessuno mai le leggesse.
Che giocassero, libere e scabre,
ma nel cortile dabbasso
o nell’atrio sinistro
del cuore.
Vorremmo metterle a riparo
da brucianti venti e glaciali soli
nell’ignoto viaggio d’andata.
Ma io, no.
Vorrei sentissero
gelidi fragorii sul dorso nudo,
vorrei soffiassero
al sole di luglio, persiane
serrate e livide del pomeriggio.
Vorrei perdessero briciole
dalla bocca smodata e
debordante di risa,
vorrei fossero rovesciate
e amate lì, sopra un letto d’alba.
Vorrei corressero così forte
da sciogliere tutti i versi come lacci,
le parole come stretti gambali,
i punti come fermagli e
le paure come fosse.
Vorrei guardassero
ogni volta
negli occhi come girasoli
di fronte
a qualunque sole.
Breve Biografia
Giulia Sonnante (1973) vive a Castellana Grotte, cittadina del sudest barese, nota per le sue incantevoli grotte di origine carsica.
Anglista, traduttrice e counselor, traduce testi dall’inglese e dal francese nel registro psicologico e/o letterario.
Scrive sul Blog Circolo letterario Vento Adriatico, ideato da Antonella Vairano.
“Potevo dirtelo soltanto così – Poesie tra le righe” edita da Talos Edizioni, Cosenza, 2023, è la sua prima raccolta poetica.
Quando il giorno sprofonda nell’oblio, un grande vuoto si impossessa del mio cuore. Fuggo via da me stessa. Tra i ricordi cerco te, la’, dov’e’ l’ essenza tua… ma di te non c’e’ più traccia, ne’ l’ombra del tuo amore. Resto attonita e con me la triste luna. . . FUJO DE MI MATEIXA
Quan el dia s’enfonsa a l’oblit, un gran buit s’apodera del meu cor. Fujo de mi mateixa. Entre els records et busco, allà, on és la teva essència… però de tu no hi ha ja rastre, ni l’ombra del teu amor. Em quedo atònita i amb mi la lluna trista. . . HUYO DE MÍ MISMA
cuando el día se hunde en el olvido, un gran vacío se apodera de mi corazón. Huyo de mí misma. Entre los recuerdos te busco, allí, donde está tu esencia… pero de ti no hay ya rastro, ni la sombra de tu amor. Me quedo atónita y conmigo la luna triste. . . Concetta La Placa (Cettina La Placa Tumminelli)
Traduzione in catalano e spagnolo a cura di Joan Josep Barcelo
– Sei stato affascinato dal linguaggio; per te, sicuramente, le parole significano molto di più di quanto dice il dizionario; ciò che evocano è altrettanto importante, non solo con il loro significato, ma con il loro suono. Cos’è la poesia? Chi è un poeta?
– Il linguaggio è qualcosa che si offre nella elasticità della parola, e la parola singola ha una valenza policromatica di notevole splendore. Molto spesso e da più parti mi viene chiesto cosa sia mai la poesia, perché si scrive poesia, a chi è diretta la poesia, chi è un vero poeta. Confesso che sono quasi sempre imbarazzato perché al momento non so cosa rispondere di preciso e mi arrampico sugli specchi alla ricerca di definizioni accettabili e credibili. Eppure si scrive poesia da millenni e la poesia non è mai morta, ben vegeta verso dopo verso sulla bocca di cantori sempre pronti a declamare un canto. Senza voler scovare vocaboli altisonanti ci basterà iniziare col dire che la poesia è principalmente musica, ritmo che specialmente con l’endecasillabo ritorna nel segno che la penna incide. Ma questa musica vien fuori da quel mistero che tutti noi conserviamo nel nostro sub conscio, nel luogo segreto del pensiero, che avviluppa le nostre circonvoluzioni cerebrali e diviene canto. Il canto si eleva per dire, per esprimere, per comunicare, prendendo le mosse dall’immaginazione e dalle esperienze di un vissuto, riorganizzando sentimenti, e suggerendo variegate polivalenze naturali. La poesia va là dove il pensiero coglie quello che si rivela evidente, in una specie di transizione tra il colloquio e gesto letterario. Si offre in una vertigine che ignora il punto di arrivo nei brividi di una potenza che inebria e coinvolge.
– Approfondendo la tua poesia, qual è la tua ispirazione o motivazione quando scrivi?
– Non mi piace indagare sull’ispirazione, perché sono sempre sicuro che l’incipit di una poesia è una semplice scintilla che scatena nel nostro intimo il profondersi del verso.
– Devi essere abbastanza sicuro di ciò che viene pubblicato e per questo è essenziale non sognare o affrettarsi. È importante scegliere buoni lettori della poesia che si scrive, prima di tutto che conoscano la poesia e abbiano letto poesie sufficienti e diversificate, e in secondo luogo, che siano disposti ad esprimersi con sincerità. Un poeta che non riesce a digerire le critiche avverse è in grande svantaggio. Ci racconti un po’ della tua vita e della tua attività letteraria?
– Sono molto titubante nel rispondere alla domanda “scegliere buoni lettori” perché accade proprio l’inverso ! E’ il lettore che sceglie l’autore da leggere. Ed oggi buoni lettori sono veramente una rarità vuoi per il diffondersi dei famosi telefonini che uccidono il colloquio, vuoi per la carente cultura dei giovani. – Raccontare la mia vita non è semplice perché io continuo a sostenere di aver avuto due vite parallele. Quella del medico impegnato 24 ore su 24 per oltre 50 anni di professione, nella sospensione carismatica dell’ascolto, e la vita di poeta che ha segnato profondamente tutto l’arco della mia ormai lunga esistenza. Sin da bambino sono stato affascinato dall’endecasillabo, e leggevo con avidità il Corriere dei piccoli con le sue vignette ricche di versi sempre con endecasillabi.
– La Poesia: da dove viene? Dove sta andando? A cosa serve la poesia?Perché si scrive poesia?
– L’assoluto nella sua interezza, nella sua intima coerenza, nella sua unità con il mondo giunge a circoscrivere l’esistenza umana nello spazio di un’apparizione, di una emersione momentanea dello spirito, simile alla vita delle foglie che improvvisamente si staccano dal ramo.
Il poeta segue questa strada accidentata perché l’intero percorso del passato alberga nel suo animo ed egli si piega a meditare per esprimersi alla ricerca di un’indagine alla forma di un appello che richiede ascolto. La fine del pensiero logico si richiama a qualcosa che trapassa registrando le mancanze innominate, incolori, informi, per redigere il segnale di un aperto indefinito, proteso verso un orizzonte policromatico.
Si scrive ancora poesia perché il processo di trasformazione generazionale va compiuto con la consapevolezza che siamo convolti sempre in un processo che fermenta, nel principio di uno sconvolgimento che non trova mai una conclusione attraverso i decenni e diviene tensione, tono, lacerazione, nel movimento appena accennato della danza.
Si scrive poesia perché una pagina riempita di un sentimento conferisce più colore alla giornata rispetto ad una pagina bianca, perché dire chi siamo, cosa vogliamo, è un atto rivoluzionario; perché non ci si può presentare agli altri sotto mentite spoglie in eterno. Bisogna riuscire a esporsi, a mettersi a nudo, a mostrare un pezzo di pelle affinché si possa essere riconosciuti e cercati. Si scrive poesia per catturare probabili sintonie, perché condividere umori e sentimenti significa partecipare al mondo dell’altro, e l’altro si rispecchia nel verso ascoltato. Al pari di uno strumento che abbia corde sufficienti per proporre melodie.
– Pensi che il poeta “evolve” nella sua scrittura? Come è cambiato il tuo linguaggio poetico negli anni?
– Un buon poeta deve assolutamente inseguire la perfezione e per questo attraverso gli anni ha una maturazione della sua scrittura. Io ho attraversato un tragitto ricchissimo, e dai primi passi intrisi della poesia classica, con l’ammirazione di poeti come Gabriele D’Annunzio e Giacomo Leopardi, ho immerso la mia esperienza nell’ermetismo e nella sperimentazione viva negli anni 60 – 80 dello scorso secolo. Ora la mia poesia credo che sia piana e leggibilissima, facile da comprendere e da assorbire, molto attenta al ritmo ed alla musicalità del verso.
– Il tuo ultimo libro: “Riflessi e velature“ , pubblicato quest’anno. Cosa possiamo aspettarci da lui? Come e perché è nata questa raccolta di poesie?
– Il mio ultimo volume di poesie ha una delicata storia sociale. Agli inizi dell’anno fui invitato da una giovanissima casa editrice “La valle del tempo” a pubblicare le ultime mie cose. Accettai, e non solo hanno pubblicato immediatamente la silloge, ma mi hanno offerto la direzione della collana “Frontiere della poesia contemporanea”. La critica è stata benevola e ho ricevuto il plauso in tutta Italia.
– Distinzioni tra poeti. Quali sono state le tue prime letture poetiche e quali autori ti hanno influenzato? Quali sono i tuoi modelli poetici? Potresti indicare un poeta degno della tua considerazione?
– Ho già detto prima che le mie prime letture sono state arricchite dalle poesie di Gabriele D’Annunzio e di Giacomo Leopardi. Ma non posso dirti con precisione quale autore sia stato modello per la mia scrittura. Ho letto centinaia e centinaia di poesie ed ho digerito centinaia di volumi per cui il mio bagaglio è alquanto ricco e ogni verso mi rende sempre più ricco. Per tale ragione non scelgo un poeta solo da tenere in considerazione, ma molti autori da Quasimodo a Ungaretti, da Giovanni Raboni a Moravia, da Fortini a Scotellaro e così via.
– Unicità / molteplicità lirica. Ci sono molte poesie o solo una?
– Secondo me esiste una sola eterna “poesia”, la quale si esprime in modalità diverse, ma sempre dentro i canoni del ritmo, della sillabazione, della musicalità
– Intimità / trascendenza: da quale punto di vista dovrebbe essere affrontata la poesia?
– Difficile la risposta, perché è sottinteso che nella composizione poetica si manifesti come magma imprescindibile l’intimità, e nello stesso tempo la trascendenza, il sospeso, il sociale vengono ad affacciarsi nel pensiero e nella espressione di un autore.
– Come scrivi. Forma, estetica o messaggio? Le poesie nascono da un momento, da un’influenza emotiva o sono, al contrario, il risultato di meditazione, misurazione, studio?
– Tutto quello che hai detto è valido ed è possibile sottolinearlo. Le poesie nascono da un momento emotivo, da una illuminazione estemporanea, da un fulmine che si immerge nelle nostre circonvoluzioni cerebrali e accende quella scintilla che diventa verso. Una volta messo su carta il “segnale” subentra un momento di attenzione particolare, per la necessità di soppesare culturalmente quello che hai scritto.
– Qual è il ruolo della metafora nella poesia?
– La metafora è parte integrante della poesia, è un momento di particolare attenzione che si adatta al pensiero dominante e cerca di suggerire varie illuminazioni, quasi da bacchetta policromatica.
– Cosa ne pensi dei nuovi modi di divulgazione dell’arte e della cultura poetica e letteraria, sia su pagine Internet, forum di cyber-letterari, riviste virtuali, blog, ecc.?
– Variegata anche qui una risposta. Ritornando alla metafora ho visto che moltissimi pseudopoeti oggi giocano con la metafora estrema, proponendo una groviglio di frasi intercambiabili che alla fine non valgono un acca. Molto difficile la valutazione di tutto quello che viene immesso nella “rete”. Ci sono blog validissimi che propongo grazie a Dio testi ottimi, ma contemporaneamente si incontrano in Internet delle insulse composizioni che vorrebbero essere poesie. Purtroppo qui casca l’asino! Spesso queste poesiole ricevono decine e decine “mi piace”, illudendo l’autore che si eleva a “vate”.
– La fede, la speranza e la carità nel percorso personale e spirituale.
– Io sono un cristiano dai mille dubbi. Non chiedermi di più. Credo si aver vissuto nella semplicità e nella corretta impostazione morale, ma ho mille tentennamenti nel credere nel post mortem-
– Ai giovani poeti e scrittori che si accingono a scrivere quale consiglio ti sentiresti di dare loro?
– Molto semplice. Prima di dichiararvi poeti leggete con amore quanto è stato scritto in precedenza dagli autori storicizzati. Non cadete nel vacuo tentativo di sentirvi novelli “sperimentatori” semplicemente rinnovando le gesta di precedenti realizzati.
– Cosa ritieni sia stato determinante per riuscire a raggiungere gli obiettivi e i risultati attuali?
– Parli dei miei risultati? Credo che la mia modestia, il mio rigore intellettuale, la mia preparazione classica, la mia dedizione all’ascolto , siano stati determinanti nella valutazione complessiva del mio operato poetico.
– Il messaggio che intendi trasmettere con le tue poesie è il medesimo che viene recepito o hai avuto modo di riscontrare differenze? Se sì, dovute a cosa?
– Non sono del parere che io debba per forza trasmettere un messaggio. La poesia, dal punto di vista tecnico, è semplicemente un genere letterario in versi, caratterizzato da un piano denotativo e da uno connotativo, ma dal punto di vista emotivo nessuno riesce a dare una risposta concreta, universale e valida per tutti. Essa è poesia perché suscita o vorrebbe suscitare diverse emozioni che variano da persona a persona. L’uomo non ha mai cercato di “inventare” una poesia, poichè essa nasce dal proprio animo, e tutti noi avvertiamo la necessità di esprimere i nostri sentimenti. Fortunatamente tutta la mia poesia è ed è stata recepita dai lettori, e quasi sempre è riuscita a evidenziare emozioni ed a riattivare sentimenti.
” Fuente cosmica” libro di poesie di Carmen Flores
Biografia di Carmen Flores.
È nata a San Vicente de Cañete Lima Perù. Poetessa e professoressa, Membro della Commissione delle scrittrici del PEN International del Perù, Membro della Direzione della Società Peruviana dei Poeti. Le sue opere figurano nelle seguenti Antologie: Per Amore del Pianeta Municipalità di Punta el Callao, La Poesia Nos Une, 50 poeti peruviani, Parole senza frontiere, Confini senza parole. La sua poesia è stata tradotta in francese. Anthologie de poeteses péruviennes, Alcune voci, Poesia peruviana cilena. È stata invitata dalla Casa del poeta cileno peruviano e dal consolato generale del Perù nella città di Valparaiso nel 2007. Incontro Binazionale di Poesia Perù -Uruguay nel Prestigioso Istituto Raúl Porras Barrenechea dell’Università di San Marcos. È stata invitata a partecipare ai Servizi Virtuali Internazionali. Il suo poema Distamcia Infinita è stato musicato dal catautore Manolo Palacios. Ha ricevuto il Premio El Chasqui d’Oro dal Ministero della Pubblica Istruzione per la sua poesia e la carriera letteraria e il Premio Stella del Sud Dall’Uruguay al mondo per il suo meritorio lavoro culturale . È stata invitata alla Radio Ecos Poetics di Madrid Spagna. È stata invitata a presentare il suo poemario Amalgama alla Fiera Internazionale nel 2002. Ha pubblicato le poesie “Magia poetica” nel 1999 “Profilo di Donna” nel 2001 “Algama” nel 2004 “Oltre la Metafora” nel 2006 “Sorgente cosmica” in 2017 In progetto una nuova poesia. È presente nell’ Antologia Internacional Essenza Poetica IV Esquina Cultural la Paz Uruguay.
1- Perché hai cominciato a scrivere? C’è un’immagine nella tua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler diventare poetessa?
Ho iniziato a scrivere fin da giovanissima tuttavia l’evento che mi ha spinto a scrivere è stata la delicata morte di mio padre. Fu allora che uscì il mio primo libro di magia poetica.
2- Ci racconti il tuo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi? Cos’è rimasto, cos’hai perduto, e cos’hai guadagnato?
Il mio rapporto con la scrittura è magnifico perché quando scrivo ho la sensazione di liberarmi. È come una catarsi che mi permette di conoscere me stessa. Attraverso la poesia ho guadagnato molti amici.
3- Qual è il tuo pubblico ideale? A che lettore pensi quando scrivi?
La mia poesia è rivolta a tutti i tipi di pubblico, tuttavia molti dei miei lavori si concentrano sulla femminilità e sull’esperienza di essere donna. Mi piace stimolare l’interesse anche tra i più giovani, sono stata invitata alle scuole primarie e secondarie perché credo che attraverso l’arte si impari.
4- Che relazione c’è tra la scrittura e la società, con le tue influenze politiche e culturali? E come convivono questi aspetti nella tua produzione letteraria?
Nel mio lavoro poetico tratto alcuni problemi sociali e politici perché credo che il poeta non dovrebbe essere indifferente alle ingiustizie, sia nel mio paese che nel mondo. Tuttavia, questo di solito non è l’obiettivo principale dei miei lavori, nei miei testi di solito esploro la natura, l’amore per il pianeta, la famiglia e mi identifico con il dolore umano.
5- In che misura gli incontri (con altri scrittori, poeti, intellettuali) hanno influito nella tua poetica?
Ho avuto la fortuna di aver trovato scrittori di alto profilo lungo il mio cammino come la straordinaria poetessa Elvira Ordoñez, Gladys Maria Pratt, poetessa e compositrice nazionale, e la professoressa Graciela Briceño, tra gli altri. Sono stati come insegnanti per me perché ho imparato attraverso loro.
6- Quali autori t’hanno formata maggiormente e come sei arrivata a loro?
Mi è sempre piaciuto leggere perché ritengo che i libri siano una porta aperta alla conoscenza. Questo interesse mi ha motivata a iscrivermi a seminari per migliorare le mie capacità letterarie. È in questi che ho incontrato il nostro vate universale Cesar Vallejo, l’opera di Octavio Paz e la poesia di Walt Whitman, che diventeranno grandi riferimenti nella mia poesia.
7- La storia è piena di libri rifiutati dalle case editrici e di libri che non sono stati immediatamente compresi dai lettori. Tu che rapporto hai con il rifiuto? E in che modo è cambiato nel tempo? Quanto conta, oggi, l’apprezzamento dell’opera nel tuo approccio al testo, e che rapporto hai con il mercato?
Ritengo di avere un rapporto molto stretto con il mondo letterario. Ho avuto la fortuna di essere stata invitata più volte a condividere i miei testi con i miei colleghi. Anche se stanno diventando sempre meno popolari, gli autori si incontrano ancora in centri culturali e università come il prestigioso Istituto Raul Torres Barrenechea, la Casa Museo Ricardo Palma, tra gli altri.
8- Che rapporto hai con il mondo letterario? Esiste ancora un luogo ideale di incontro/scontro tra autori?
La poesia si è evoluta nel tempo e sono sorti cambiamenti. Ad esempio, la poesia oggi di solito affronta temi quotidiani. In passato la poesia era più ermetica, aveva una struttura più rigida sia nel metro che nella forma. Ritengo che la forma libera della poesia moderna consenta agli scrittori di espandere più liberamente il loro discorso poetico.
9- E per finire, un gioco: se potessi scegliere solo tre libri da consigliare, quali sarebbero e perché?
Leaves of Grass di Walt Wiithman, che presenta una filosofia molto profonda e umanistica Piedra de Sol di Octavio Paz, è una bellissima poesia romantica L’opera completa del nostro vate universale Cesar Vallejo
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Carmen Flores.
Nació en San Vicente de Cañete Lima Perú.Poeta y profesora Miembro de la Comisión de Escritoras del PEN Internacional del Perú, Miembro de la Directiva de la Sociedad Peruana de Poetas.Su obra figura en las siguientes Antologías: Por Amor al Planeta Municipalidad de la Punta el Callao, La Poesía Nos Une, 50 poetas peruanas, Palabras sin fronteras, fronteras sin palabras. Su poesía a sido traducida al francés. Anthologie de poéteses péruviennes, Algunas Voces, Poesía Peruana Chilena. Ha sido invitada por la casa del Poeta Chileno Peruano y al Consulado General del Perú en la Ciudad de Valparaiso en el 2007. Encuentro Binacional de Poesía Perú Uruguay en el Prestigioso Instituto Raúl Porras Barrenechea de la Universidad de San Marcos. Ha sido invitada a Rcitales virtuales Internacionales. Su poema Distamcia Infinita ha sido musicalizado por rl catautor Manolo Palacios .Ha recibido el Premio El Chasqui de Oro por el Ministerio de Educación Por su poesía y trayectoria literaria y el Premio Estrella del Sur Desde Uruguay al Mundo por su meritoria y labor Cultural . Ha sido invitada a la Radio Ecos Poéticos de Madrid España. Ha sido invitada a presentar su poemario Amalgama en la Feria Internacionale en el 2002. Ha publicado los poemarios “Magia poética” en 1999 “Perfil de Mujer” en 2001 “Algama” en 2004 “Más allá de la Metáfora” en 2006 “Fuente Cósmica” en 2017 En proyecto un nuevo poemario. Está presente en la Antología Internacional Esencia Poética IV Esquina Cultural la Paz Uruguay.
Preguntas 1. ¿Por qué empezaste a escribir? ¿Hay alguna imagen en tu memoria que te conecte con el momento en el que decidiste ser poetisa?
Empece a escribir desde muy joven; sin embargo, el evento que me impulsó a escribir fue el sensible fallecimiento de mi padre. Fue entonces cuando surgió mi primer libro magia poética.
2. Cuéntanos sobre tu relación con la escritura y como ha cambiado con el tiempo. ¿Que significa escribir hoy y que significaba en sus inicios? ¿Qué has perdido y que has ganado?
Mi relación con la escritura es magnifica porque cuando escribo siento que me libero. Es como una catarsis que me permite conocerme a mi misma. A través de la poesía he ganado muchas amistades.
3. ¿Quién es tu publico ideal? ¿En qué lector piensas cuando escribes?
Mi poesía esta dirigida para toda clase de público, sin embargo, muchas de mis obras tienen como enfoque a la feminidad y la experiencia de ser mujer ser mujer. También me gusta fomentar el interés en los más jovenes, he sido invitada a los colegios de primaria y secundaria porque considero que a través del arte también se aprende.
4. ¿Qué relación hay entre la escritura y la sociedad con tus influencias políticas y culturales? ¿Cómo conviven estos aspectos en tu producción literaria?
En mi obra poética abarco algunas problemáticas sociales y políticas porque considero que el poeta no debe ser indiferente a las injusticias, ya sean de mi país o del mundo. No obstante, este no suele ser el foco principal de mis obras, en mi lírica yo suelo explorar la naturaleza, el amor al planeta, la familia y me identifico con el dolor humano.
5. ¿En qué medida los encuentros con otros poetas, escritores y intelectuales han influido en tu poesia?
He tenido la suerte de haber encontrado en mi camino escritores de altura como la destacada poeta de Elvira Ordoñez, Gladys Maria Pratt poeta y compositora nacional, a la catedrática Graciela Briceño entre otras. Ellos fueron como maestros para mi porque aprendí a través de ellos.
6. ¿Qué autores te marcaron más y cómo llegaste a ellos?
Siempre me ha gustado la lectura porque considero que los libros son una puerta abierta al conocimiento. Este interes me motivo a inscribirme en talleres para impulsar mis habilidades literarias. Es en estos donde me encuentro con nuestro vate universal Cesar Vallejo, la obra de Octavio Paz y la poesía de Walt Whitman, quienes se volverían grandes referentes en mi poesía.
7. ¿Qué relación tienes con el mundo literario? ¿Existe todavía un lugar para que los actores se reúnan?
Yo considero que tengo una relación muy cercana con el mundo literario. He tenido la suerte de ser invitada muchas veces para compartir mis textos con mis colegas. Aunque cada vez se vuelven menos populares, los autores todavía se reúnen en centros culturales y universidades como por ejemplo el prestigioso instituto Raul Torres Barrenechea, la Casa Museo Ricardo Palma, entre otros.
8. ¿En qué estado se encuentra hoy la literatura moderna? ¿Ve usted alguna deficiencia en comparación con el pasado? ¿Le parece que hay algún detalle interesante?
La poesía con el tiempo ha ido evolucionando y han surgido cambios. Por ejemplo, la poesía actualmente suele tratar con temáticas cotidianas. En el pasado, la poesía era más hermética, tiene una estructura mas rígida tanto en métrica como en forma. Siento que la forma libre de la poesía moderna permite a los literatos se expandan con más libertad en su discurso poetico.
9. ¿Si pudieras elegir solo tres libros para recomendar cuales serían?
Hojas de Hierba de Walt Wiithman, la cual presenta una filosofía muy profunda y humanista Piedra de Sol de Octavio paz, es una poesía romántica muy hermosa La obra completa de nuestro vatio universal Cesar Vallejo
Poesia di Carmen Flores
LIBERTAD
En la soledad de mi mundo solo Yo puedo oír el bramido de mis huesos desde los sombríos abismos se eleva mi espíritu respiro la libertad del aire los bosque obras de arte escucho el canto de los jilgueros que alborotados danzan en la piel denuda de los árboles Veo con el corazón la Magia del arquitecto percibo la Vía Láctea desbordando una marejada de estrellas Oigo el lenguaje de los Astros gravitar en círculos invisibles la luna besa el rostro del mar el alba vence los océanos de la noche Ansío el amor del creador Para conquistar el Universo ***
LIBERTÀ
Nella solitudine del mio mondo Solo io posso sentire il ruggito delle mie ossa dagli abissi oscuri il mio spirito si eleva Respiro la libertà dell’aria le foreste opere d’arte Sento il canto dei cardellini che danzano agitati nella pelle denudata degli alberi Vedo con il cuore la Magia dell’architetto percepisco la Via Lattea travolgendo una marea di stelle Sento il linguaggio delle Stelle gravitare in cerchi invisibili la luna bacia il volto del mare l’alba domina gli oceani della notte Bramo l’amore del creatore Per conquistare l’universo
ESENCIA DE MUJER
Soy la arquitectura de mis raíces ancestrales escucho la música de los astros Secreto que permanece cautivo en mi mundo
siento el fuego en mis venas escucho voces que me habitan como un tatuaje adherido en mis huesos Soy la huella del dolor que borró mis culpas Aún siento el punzante hielo en el alma
Sin embargo me yergo desde mis abismos Guerrera infatigable
Ante el milagro de la vida un nuevo universo se nutre de mi sangre escucho sus latidos al ritmo de mi corazón un grito desde mi vientre estremece mis sentidos intento con mis signos descubrir la biografía de mi espíritu miro el cuerpo del poema inundado del misterio de la luz.
– ESSENZA DELLA DONNA
Sono l’architettura delle mie radici ancestrali ascolto la musica segreta delle stelle che rimane prigioniera nel mio mondo
Sento il fuoco nelle vene sento voci che mi abitano come un tatuaggio attaccato alle mie ossa sono la traccia del dolore che cancellò la mia colpa sento ancora il ghiaccio pungente nell’anima
Eppure risorgo dai miei abissi, instancabile guerriera
Di fronte al miracolo della vita, un universo nuovo si nutre del mio sangue ascolto i suoi battiti al ritmo del mio cuore un grido dal mio ventre scuote i miei sensi cerco con i miei segni di scoprire la biografia del mio spirito guardo il corpo della poesia inondato dal mistero della luce.
DISTANCIA INFINITA
Nuestro diálogo se rompió cuando tu voz se hizo CENIZAS
Y me quede con mi esencia cautiva de tus recuerdos Ha pasado el tiempo en tu SENDERO sin retorno sin embargo te siento cerca en los SURCOS del poema En el fruto de nuestra sangre En los árboles que aúllan tu ausencia En la soledad que se eterniza en la fronda En la PROLONGACIÓN de tus raíces
En mis sueños
En el agua que corre y nutre el VIÑEDO
En el viento que galopa en mi ventana En la paz de la tarde donde los pájaros danzan en sus nidos
En el ASTRO que te vio nacer.
– DISTANZA INFINITA
Il nostro dialogo si è interrotto quando la tua voce è diventata CENERE
E sono rimasta con la mia essenza prigioniera dei tuoi ricordi Il tempo è passato sul tuo CAMMINO senza ritorno, tuttavia ti sento vicino nei SOLCHI della poesia Nel frutto del nostro sangue Negli alberi che urlano la tua assenza Nella solitudine che nelle fronde si eternizza Nell’ESTENSIONE delle tue radici
Nei miei sogni
Nell’acqua che scorre e nutre la VIGNA
Nel vento che galoppa attraverso la mia finestra Nella pace del pomeriggio dove danzano gli uccelli nei loro nidi
Nell’ASTRO che ti ha visto nascere.
Traduzione poetica dallo spagnolo all’italiano a cura di Elisa Mascia
Juan Antonio V Delgadillo racconta il suo sogno e l’importanza della poesia
” Quando ero bambino, immaginavo un mondo unito per mezzo dell’Amore di Dio in noi. Un mondo in cui ciascuno, vivendo in libertà, potesse portare agli altri il tesoro più scelto dei suoi doni e talenti; il suo frutto.”
Più tardi, ho trovato nella poesia il Linguaggio Universale con cui la Divinità si esprime attraverso l’essere umano, ed è stato allora che ho potuto riconoscere la risposta empatica nel mondo oggettivo, delle persone che hanno sogni simili e con frequenze vibrazionali affini, lettori, colleghi poeti, scrittori, musicisti e artisti.
Essere un catalizzatore nell’ambito poetico-letterario mi è stato dato in modo naturale, quasi senza rendermene conto, da alcuni anni, e quello che è iniziato come una semplice convivenza sui social network per condividere Poesia da alte frequenze come la gratitudine, l’amore, la tenerezza e la Coscienza sono diventati, dopo questi cinque anni, un’enorme rete di fratellanza poetica che si estende su tutta la faccia della Terra. Una fraternità multirazziale, multilingue, multidimensionale, internazionale, intercontinentale e inter-gruppo in cui ciò che ci unisce è la frequenza vibratoria più di qualsiasi regola, criterio, impegno o condizione limitante. Non siamo un gruppo poetico circoscritto, siamo una fraternità globale che nella libertà si abbraccia con la poesia e che collega molti gruppi poetici e artisti liberi, augurando sempre a ciascuno, e in generale, successo nei loro raggruppamenti e in tutti i loro progetti. Fondatori di innumerevoli gruppi poetici e creatori digitali con migliaia di seguaci fanno parte della nostra fraternità.
In verità, abbiamo l’enorme gioia di fraternizzare con tante grandi anime poetiche in tutto il globo, e contiamo sempre sulla benedizione del Creatore nei nostri eventi, perché senza prevederli, questi si rivelano avere un successo straordinario, per cui non ci resta che seguire il favore del Cielo, festeggiando con gioia e ringraziando per tante benedizioni.
Lunga vita alla poesia!
Juan Antonio V. Delgadillo
***
Cuando era niño, imaginé un mundo unido por medio del Amor de Dios en nosotros. Un mundo en el que cada uno, viviendo en libertad, pudiera aportar a los demás lo más selecto del tesoro de sus dones y talentos; su fruto.
Más tarde, encontré en la poesía el Lenguaje Universal con el que la Divinidad se expresa a través del ser humano, y fue entonces que pude reconocer la respuesta empática en el mundo objetivo, de aquellos con sueños semejantes y en frecuencias vibratorias afines, tanto lectores, como colegas poetas, escritores, músicos y artistas diversos.
Ser un catalizador en el ámbito poético-literario se fue dando de manera natural, casi sin darme cuenta, desde hace algunos años, y lo que empezó como una sencilla convivencia en las redes sociales para compartir Poesía desde altas frecuencias como lo son la gratitud, el amor, la ternura, y la Conciencia, se convirtió al cabo de estos cinco años en una enorme red de hermandad poética que se extiende por toda la faz de la Tierra. Una fraternidad multirracial, multilingüe, multidimensional, internacional, intercontinental e inter grupal en la que lo que nos une es la frecuencia vibratoria más que cualquier regla, criterio, compromiso o condición limitante. No somos un grupo poético circunscrito, somos una fraternidad global que en libertad se abraza con poesía y que conecta a muchos grupos poéticos y a artistas libres, siempre deseándole a cada uno, y en general, éxito en sus agrupaciones y en todos sus proyectos. Fundadores de infinidad de grupos poéticos y creadores digitales con miles de seguidores forman parte de nuestra fraternidad.
Verdaderamente, tenemos la enorme dicha de confraternizar con tantas grandes almas poéticas a lo largo y ancho del globo, y siempre contamos con la bendición del Creador en nuestros eventos, ya que sin anticiparlos, estos resultan teniendo un éxito extraordinario, por lo que solo nos queda seguir con el favor del Cielo, festejando con júbilo y agradeciendo por tantas bendiciones.
La quarta dimensione della bellezza di Franco Leone
Giovedì 5 ottobre 2023 il nostro EVENTO UNICO nel suo genere “CARAVAGGIO E DON PASQUALE UVA: QUANDO GLI ULTIMI DIVENTANO PRIMI”
⭐⭐⭐⭐LA QUARTA DIMENSIONE DELLA BELLEZZA
Nella suggestiva cornice del Chiostro del Museo Don Pasquale Uva a BISCEGLIE alle ore 18.00 andrà in scena su un maxischermo a LED ad altissima definizione la Bellezza dipinta da Caravaggio il pittore dell’umanità ultima, confrontata con la Luce delle opere di Don Uva, il sacerdote degli ultimi. Ringrazio il dott. Marcello Paduanelli regista e organizzatore dell’evento, il dott. Paolo Telesforo per l’organizzazione, il vescovo di Bisceglie S.E.R. Monsignor Leonardo D’Ascenzo, il dott. Graziano Urbano e il dott. Alfredo Nolasco che ci affiancheranno in questo viaggio dentro le emozioni. Saranno suonate dal Maestro Pasquale Rinaldi ai flauti storici e dal Maestro Mauro Del Grosso al liuto, le musiche del Seicento, tra cui anche quelle dipinte nei quadri di Caravaggio, in particolare i due mottetti dipinti nel “Riposo durante la Fuga in Egitto”, di cui uno identificato da me per la prima volta in assoluto dopo 526 anni.
Nota importante: Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno scritto messaggi meravigliosi nel post precedente di Napoli a cui non sono riuscito a rispondere per via dei troppi impegni artistici incombenti e per via del mio lavoro di dottore informatico che viene prima di tutto.
” Lei, tutto quello che era stata e non fu” libro di Alberto Longhi
L’angolo della poesia
Foto cortesia di Alberto Longhi
Il poeta Fabio Petrilli presenta alcune poesie di Alberto Longhi
6
Spesso rimpiango ciò che è stato;
in altra luce cerco energie
per prendere di nuovo fiato,
per cancellare vecchie apatie.
Ci provo, ma adesso non trovo
la serenità di un bel nuovo.
28
Ho perso tempo,
con te.
Non fraintendermi:
con te il tempo non esisteva;
c’eravamo soltanto noi due,
come se nient’altro esistesse
oltre a quello che vivevamo.
Il mio più gran rimpianto
è che sia durato ben poco,
quell’infinito lasso di tempo
che avevo perso,
con te.
45
Si avvicina l’inverno,
e in silenzio mi chiedo
quanto, davvero, valga
quell’infimo valore
delle promesse elettorali
che quelle volte mi facesti.
Questa è la considerazione,
sola, che posso fare:
promesse elettorali,
grandi illusioni che mi hai dato.
Biografia
Alberto Longhi (Venezia, 1992) è laureato in Lettere antiche presso l’Università degli Studi di Milano.
Docente di discipline letterarie presso gli istituti di istruzione secondaria, si dedica anche alla ricerca in àmbito filologico e letterario da indipendente e alla scrittura poetica.
Numerose sue poesie sono da lui stesso pubblicate nella sua pagina Instagram @lepoesie_dialberto.
Premessa
Nei precedenti volumi della mia raccolta poetica, caro lettore, cara lettrice, hai letto diversi temi: dalle poesie di riflessione scritte in tram ai pensieri filosofici, o filosofeggianti, se preferisci; dalle storie sul presente quotidiano alla storia di un passato lontano che, nonostante le avversità iniziali, fu dall’esito tutto sommato felice.
Quella che leggerai in questo volume invece, caro lettore, cara lettrice, è la storia di un’illusione: di un lunghissimo amore che fu, ma in realtà non c’è mai stato (da parte altrui).
In quel periodo, alla fine di quell’amore illusorio, ascoltai sui social una riflessione sull’amore e le sue forme, e dentro me la feci mia, in tutto e per tutto: pensandoci bene, il vero amore, quello che si definisce «con la A maiuscola», non è quello del tempo insieme, dei baci e degli abbracci, del ridere e del divertirsi; il vero amore si capisce alla fine di una relazione, perché quello è il momento in cui tu comprendi davvero quanto ami una persona e quanto per te lui o lei abbia significato, e per questo ne soffri la mancanza, in quel momento. Certo, tu mi potresti controbattere, caro lettore, cara lettrice, che questa è forse la parte brutta; ma se ben ci pensi, in realtà la parte più brutta dell’amore è quella in cui ti dimentichi di una persona: non nel senso dell’esistenza, ma nel senso di quando, riparlandone o ripensandoci, provi solo un’enorme indifferenza.
Ed è con questo spunto, caro lettore, cara lettrice, che voglio lasciarti alla lettura di questo mio nuovo piccolo libro: riflettendoci bene, forse dovremmo imparare a goderci di più i momenti in cui abbiamo il cuore spezzato, perché solo allora capiamo davvero che cos’è l’amore, per ricordare quante energie abbiamo sprecato in quell’illusione che fu, per andare veramente avanti e imparare a donare quelle energie a chi, davvero, le merita.
In quale momento hai acquisito la consapevolezza di avere un grande talento???
Penso sia stato in momenti di grande dolore e perdita. Poter esprimere quel dolore, quelle mutilazioni, fu quando fluì in me la poesia che fu la mia catarsi e la mia liberazione. Quando sono stata colpita dal cancro nel 1994, è stata la mia grande produzione! È stato quando mi sono ritrovata con Dio e mi sono relazionata con Lui, è stata così
la mia relazione umana l’ho potuta esprimere poeticamente perché la sensibilità era presente a fior di pelle. Sentire l’amore di Dio, mi ha dato pace , forza, era un’epoca di resilienza, di redenzione. Il mio “Poemario Mutilata in mille modi” lo riflette.
Posso anche aggiungere che nella mia adolescenza c’era un libro Parliamo d’Amore , di José Godard , che influenzò su di me per creare poesia. Fu in quel periodo che mi innamorai della poesia con le Rime del Romantico del secolo , Gustavo Adolfo Becquer . Pablo Neruda e altri ancora.
L’arte del fare, dell’impegno costante diventa un valore aggiunto nel mondo dell’arte???
Credo che se siamo tutti creatori ,in diverse aree e se vogliamo dare un valore aggiunto dobbiamo essere costanti, perseverare, impegnarci per migliorare , in modo che abbiano un valore aggiunto.
Nell’arte di creare poesia per esempio: siamo artigiani con la parola. Per avere più coraggio dobbiamo lavorare sodo con la parola e lucidarla come con un “colapasta” ( setaccio) per poterlo valorizzare usando figure retoriche o usando stili diversi sia in metrica che in versi liberi. Che abbia musicalità, che possa toccare i cuori, che possa trasformare e abbellire una poesia.
Quanto è importante circondarsi di persone con cui si crea la giusta empatia??
Crea un impatto molto positivo poiché essere empatici ci porta ad essere
più sensibili, tolleranti con le persone che ci circondano e impariamo gli uni dagli altri, ci aiutiamo, miglioriamo la comunicazione e diventiamo più produttivi ed efficienti perché sviluppare l’empatia con il nostro gruppo è valore aggiunto alla nostra sana convivenza e così condivideremo gli stessi scopi e progetti con maggiore rispetto ed efficacia.
La sensibilità che metti nel tuo approccio artistico va solo usata oppure anche protetta???
Deve anche proteggersi , ogni artista dimostra di avere una sensibilità molto profonda, avere una grande sensibilità con le persone, oggetti , dove usando i sensi possa percepire ciò che l’artista trasmetterà quindi deve proteggersi perché è lui quello di quella sensibilità di percepire con i suoi sensi le bellezze che ci offre.
La creatività deve obbligatoriamente passare attraverso un travaglio interiore ???
Certo che sì, è una lotta interna, è una metamorfosi, è una trasformazione, chi non cresce non vive né si realizza poeticamente. Si deve praticare, e così si trasformerà in un’opera di maggiore qualità.
Cosa rappresenta per te il silenzio??
Per me il silenzio è vitale, il silenzio mi trasporta a ere in spazi semplicemente evocandolo e stando davanti al palco vivendo, sentendo e percependo le bellezze o le privazioni di questo mondo . Con il silenzio si fa una pausa che ci serve per analizzare, scrutare, è un momento di calma, di Respiro ma per il bene. Ci serve per interiorizzare e creare poesia dall’interno per esteriorizzare. Io non potrei scrivere poesie in mezzo al trambusto, ho bisogno di quiete, calma, pace.
Cosa fai oggi che non sapevi fare un anno fa???
Io credo nell’apprendimento perpetuo. Ogni anno si cresce e si aumenta nella conoscenza. Presenziare a Corsi di linguaggio “Talleres” con il Presidente della Real Academia de la Lengua Marco Martos , e altri Mistici e a tema dell’Erotismo con Miguel Ángel Zapata mi hanno permesso di crescere nella mia poesia così come il Laboratorio dei Sonetti . Ammiro a Petrarca, che fu colui che introdusse il Sonetto nelle letterature europee.
Come vedi la tua vita artistica tra un anno, quali cambiamenti pensi che ci saranno???
In questi anni precedenti la pandemia c’è stata un’esplosione poetica in quanto la virtualità si sono aperti molti spazi e piattaforme che mi hanno influenzato a pubblicare due dei miei poemi , Mutilada de mil modi e Carichi d’Amore in co-authoring con Margarita Salirrosas .
L’anno prossimo mi vedo pubblicare
un Poemario in più . Inoltre , di rimanere un gestore culturale in Utopia Poetica Universal con sede in California . Vorrei lavorare con gli sponsor per premiare i migliori poeti o per organizzare un evento presenziale qui in California.
– Raccontami di un libro, spiegandomi il perché, che ti rappresenta profondamente e che ti ha cambiato l’esistenza…
Paco Yunque di César Vallejo, scrittore peruviano. Opera di letteratura per bambini.
Paco Yunque ci racconta una storia molto commovente e triste, che mi ha colpito molto per il suo contenuto umano e straziante, una storia basata sulla realtà, sul bullismo.
Attraverso la storia di Paco Yunque, César Vallejo si è rivelato contro le ingiustizie dell’abuso del potere dell’uomo contro l’uomo, con quest’opera ci mostra la sua grande sensibilità e amore per i bambini diseredati, che nessuno difende.
Ritrovo in Paco Yunque l’importanza dell’empatia, della giustizia e della solidarietà per combattere il bullismo e creare un ambiente scolastico sano e sicuro per tutti gli studenti.
Vallejo ha colto l’abuso di potere da parte delle autorità e una professione docente senza valori.
Come persona, mi identifico con quest’opera poiché riflette le ingiustizie ancora si verificano e sono in vigore oggi.
Paco Yunque ha influenzato molto la mia vita, tanto che sono stata insegnante di educazione della prima infanzia in California per 30 anni e conosco l’impatto negativo ed emotivo che ha un bambino vittima di bullismo, così profondamente radicato nella sua vita nel 21° secolo e che potrà influenzarlo per tutta la vita.
Questo lavoro mi ha sensibilizzato a tal punto che è il mio impegno di vita essere la voce dei bambini in modo che si sviluppino bene in tutti i loro ambiti e possano avere successo nella loro vita in futuro. Soprattutto, che siano felici e che nessuno tagli loro le ali affinché possano assaporare con gioia e pienezza i nettari della vita.
***
LUISA CÁMERE QUIROZ
¿En qué momento tomaste conciencia de que tenías un gran talento???
Pienso que fue en momentos de mucho dolor y pérdidas. Poder expresar ese dolor, esas mutilaciones, fue cuando fluyó en mi la poesía que fue mi catarsis y mi liberación . Cuando me dio el cancer 1994, fue mi gran producción! Fue cuando me reencontré con Dios y me relación con el fue mas cercana así como
mi relación humana la pude expresarme poéticamente porque la sensibilidad estaba presente a flor de piel. Sentir el amor De Dios, me dio paz , fortaleza, fue una época de rescilencia, de redención. Mi Poemario Mutilada de mil maneras lo refleja.
También puedo agregar que en mi época adolescente hubo un libro Hablemos de Amor , de José Godard , que influenció en mi sino para crear poesía. Fue en esa época que me enamoré de la poesía con las Rimas del Romántico del siglo , Gustavo Adolfo Becquer . Pablo Neruda y más .
¿El arte de hacer, del compromiso constante se convierte en un valor añadido en el mundo del arte???
Considero que si , todos somos creadores ,en diferentes áreas y si queremos darle un valor agregado tenemos que ser constantes, perseverar, adquirir un compromiso para mejorar , para que tengan un valor agregado.
En el arte de crear poesía por ejemplo : somos artesanos con la palabra, para que tenga mas valor debemos de trabajar arduamente con la palabra y pulirla como con un cernidor para poder darle mas valor usando figuras retóricas o usando diferentes estilos ya sea en métrica o en verso libre. Que tenga musicalidad, que pueda tocar corazones. Que pueda transformar y embellecer un poema.
¿Qué importancia tiene rodearte de personas con las que creas la empatía adecuada???
Crea un impacto muy positivo ya que ser empaticos nos lleva a ser
más sensibles, tolerantes, con las personas que nos rodean y aprendemos unos de otros, nos ayudamos, mejoramos la comunicación y nos volvemos mas productivos y eficientes porque desarrollar la empatía con nuestro grupo es valor agregado a nuestra convivencia sana y
Así compartiremos los mismos fines y proyectos con mayor respeto y efectividad.
La sensibilidad que pones en tu planteamiento artístico solo debe usarse o también debe protegerse???
Debe de protegerse también , cada artista demuestra tener una sensibilidad muy profunda, haber poseído una gran sensibilidad con las personas objetos donde usando los sentidos pueda percibir lo que van a transmitir el artista por lo tanto debe de protegerse porque el es el de esa sensibilidad de percibir con sus sentidos las bellezas que nos ofrece.
¿La creatividad necesariamente tiene que pasar por una lucha interna???
Claro que si , es una lucha interna
Es una metamorfosis , es una transformación, el que no crece no vive ni se realiza poéticamente. Se tiene que practicar, y así se vas transformar a una obra de mas calidad.
¿Qué significa para ti el silencio???
Para mi el silencio es vital, el silencio me transporta a eras a espacios con tan solo evocarlo y estar tu frente al escenario viviendo sintiendo palmando las bellezas o penurias de este mundo . Con el silencio se hace una pausa que nos sirve para analizar, escrudiñar es un momento de calma, de
respiro Pero para lo bueno. Nos sirve para auto internalizar y crear poesía desde dentro para sacarlo afuera. Yo no podría escribir poesía en medio del bullicio. Yo necesito quietud, calma, paz.
Qué estás haciendo hoy que no sabías hacer hace un año???
Yo creo en el aprendizaje Perpetuo . Cada año uno crece y aumenta en conocimiento. AtenderTalleres con el Presidente de la Real Academia de la Lengua Marco Martos , y otros Talleres de
Místicos y Erotismo con Miguel Ángel Zapata me han permitido crecer en mi poesía así como el Taller de Sonetos . Admiro
a Petrarca quien fue el que introdujo en Soneto a las literaturas europeas.
¿Cómo ves tu vida artística dentro de un año, qué cambios crees que habrá???
Estos años anteriores vin la pandemia hubo una explosión poética ya que vin la virtualidad se abrieron muchos espacios y plataformas que me influenciaron para publicar dos de mis poemarios , Mutilada de mil maneras y Cargaditos de Amor en co- autoría con Margarita Salirrosas .
El próximo año me veo publicando
un Poemario más . Además , de seguir siendo gestora cultural en Utopía Poética Universal cin sede en California . Me gustaría trabajar con sponsors para poder premiar a los mejores poetas o para Organizar un Evento Presencial aquí en California.
El próximo año me veo publicando
un Poemario más . Además , de seguir siendo gestora cultural en Utopía Poética Universal cin sede en California . Me gustaría trabajar con sponsors para poder premiar a los mejores poetas o para Organizar un Evento Presencial aquí en California.
– Háblame de algún libro, explicando por qué, que te represente profundamente y haya cambiado tu existencia…
Paco Yunque de César Vallejo, escritor peruano. Obra de literatura infantil .
Paco Yunque, nos narra una historia muy conmovedora y triste, que me impactó muchísimo por su contenido humano , desgarrador, una historia basada en la realidad, sobre el acoso escolar.
A través de la historia de Paco Yunque , César Vallejo se reveló contra las injusticias del abuso del poder del hombre contra el hombre, con esta obra nos muestra su gran sensibilidad y amor por los niños desposeídos, que nadie defiende.
Rescato en Paco Yunque , la importancia de la empatía, la justicia y la solidaridad para combatir el bullying y crear un entorno escolar seguro y saludable para todos los estudiantes.
Vallejo plasmó el abuso del poder por parte de las autoridades y de un magisterio sin valores .
Como persona, me identifico con esta obra ya que refleja las injusticias que hasta hoy en día suceden y están vigentes.
Paco Yunque, Influenció mucho en mi vida, tanto que he sido profesora de Educación Inicial en California por 30 años y sé del impacto negativo y emocional que tiene un niño víctima de acoso, bullyng, tan arraigado en pleno siglo XXI y que le puede afectar por toda su vida.
A mí me sensibilizó esta obra de tal manera que es mi compromiso de vida ser la voz de los niños para que ellos se desarrollen bien en todas sus áreas y puedan tener éxito en su vida futura. Sobre todo que sean felices y que nadie les corte las alas para que puedan saborear las néctares de la vida con gozo y plenitud.
Continua il viaggio alla ricerca della vera bellezza
Margarita Salirrosas de Verdeguer
Qual è la cosa più importante nella tua vita oggi?
È la mia famiglia, il posto migliore per vivere e invecchiare. Soprattutto perché ho superato le barriere per scrivere che è molto importante per me oggi.
Vivi la scrittura per essere felice o per rendere felici gli altri ?
Scrivere mi dà felicità che si completa quando i miei lettori viaggiano con me, sentendo che scrivo le loro storie, che le avevano dimenticate.
Rincorrere i sogni per una vita intera aiuta a rimanere giovani?
I sogni sono il desiderio di raggiungere qualcosa, sono i progetti di cui vogliamo raggiungere gli obiettivi. Il cervello è una macchina che non si blocca se è in costante attività.
Qual è il tuo rapporto con il giudizio altrui?
Quando il giudizio degli altri è positivo o porta una buona intenzione mi sento molto bene. Mi dà nutrimento, perché penso di fare la cosa giusta. Quando è negativo, analizzo e se posso spiegare o chiedere spiegazioni, entrambi i giudizi mi danno una lezione. Sono rispettosa delle forme individuali di ogni persona.
Quanto è importante la ricerca, la sperimentazione nel tuo modo di scrivere? I tempi cambiano rapidamente, dobbiamo essere consapevoli di ciò che vogliono i nostri interlocutori e dobbiamo ricercare e sperimentare le novità, magari creare nuovi concetti.
Ritieni di essere sulla strada giusta per trovare la tua vera autenticità creativa?
Importantissima e un po’ presuntuosa la risposta, anche se questo è il sogno dello scrittore e anche se ho il mio stile poetico, sto pian piano a migliorare sempre. La mia poesia sarà sempre cuore a cuore.
Cosa significa per te essere generosi artisticamente parlando?
Dire sempre la verità, con buone maniere. Correggere con delicatezza e privazione. Lusingare perché ti ha davvero toccato l’anima, anche se sei in competizione. Fa parte dell’essere grande.
16. Quale aspetto del tuo modo di essere autore ti gratifica maggiormente?
Come persona, che la mia poesia arrivi al ricordo custodito nei cuori dei miei lettori. Come autrice, che la mia poesia ottenga il rispetto dei miei saggi critici. Grazie per la generosità. È un immenso Premio e un grande orgoglio essere qui.
– Parlami di un libro, spiegandomene il perché, che ti rappresenta profondamente e abbia cambiato la tua esistenza…
L’opera che ha cambiato la mia vita in una nuova speranza, è “L’AMORE NEI TEMPI DEL COLERA” di Gabriel García Márquez, scrittore colombiano. Quest’opera è stata pubblicata nel 1985. Parla del vero amore che perdura e supera le avversità di una vita. È un omaggio all’amore, alle avventure, al tempo, alla vecchiaia e alla morte. Credo che la felicità immensa e meritata arrivi un giorno, è un’illusione che ci aiuta a mantenerci eternamente giovani di spirito. Quand’ero molto giovane lessi “I Promessi Sposi ” di Manzoni, che insieme alla Divina Commedia sono per gli italiani le due grandiose opere, che ci parlano dell’immenso amore, tra due che si amano, Dante arriva al misticismo dell’amore per la sua amata.
*****
Margarita Salirrosas de Verdeguer
Qué es lo más importante en tu vida hoy?
Es mi familia, que es el mejor lugar para vivir y envejecer. Especialmente porque he vencido las barreras para escribir que es muy importante para mí hoy.
Vives escribiendo para ser feliz o para hacer felices a los demás ?
Escribir me da felicidad que se completa cuando mis lectores viajan conmigo, sintiendo que escribo sus historias, que las tenían olvidadas.
¿Perseguir sueños durante toda la vida te ayuda a mantenerte joven?
Los sueños son los anhelos de alcanzar algo, son los proyectos cuyas metas queremos lograr. El cerebro es una máquina que no se anquilosa si está en actividad constante.
¿Cuál es tu relación con el juicio de los demás?
Cuando el juicio de los demás es positivo, o conlleva una buena intención me siento muy bien. Me alimenta, porque pienso que estoy haciendo las cosas bien. Cuando es negativo, analizo y si puedo explico o pido explicación, ambos juicios me dan una lección. Soy respetuosa de las formas individuales de cada persona.
¿ Qué importancia tiene la investigación y la experimentación en tu forma de escribir? Los tiempos cambian aceleradamente, debemos estar al tanto de lo que quieren nuestros interlocutores y hay que investigar y experimentar lo nuevo, a lo mejor crear nuevos conceptos.
¿Crees que estás en el camino correcto para encontrar tu verdadera autenticidad creativa?
Importantísimo y un tanto presuntuosa la respuesta, aunque ese es el sueño del escritor, aunque tengo mis propias formas, estoy llana a mejorar siempre. Mi poesía siempre será de corazón a corazón.
¿ Qué significa para ti ser generoso artísticamente hablando?
Decir siempre la verdad, con buenos modos. Hacer corrección con delicadeza y en privaz Halagar porque realmente te llegó al alma, aunque estés en competencia. Es parte de ser grande.
¿ Qué aspecto de tu forma de ser autor te gratifica más?
Como persona, que mi poesía llegue al recuerdo guardado en los corazones de mis lectores. Como autor, que mi poesía logre el respeto de mis sabios críticos. Gracias por tanta generosidad. Es un inmenso Premio y grande orgullo estar aquí.
– Háblame de algún libro, explicando por qué, que te represente profundamente y haya cambiado tu existencia…
La obra que cambió mi vida a una nueva esperanza, es “EL AMOR EN LOS TIEMPOS DEL CÓLERA” de Gabriel García Márquez, escritor colombiano. Esta obra se publicó en 1985. Trata sobre el verdadero amor que perdura y supera las adversidades de toda una vida. Es un homenaje al amor, las aventuras, el tiempo, la vejez y la muerte. Creo que la felicidad inmensa y merecida llega algún día, es una ilusión que nos ayuda a mantenernos eternamente jóvenes en espíritu. Muy jovencita había leído, “Los Novios” de Manzoni, que junto a la Divina Comedia son para los italianos las dos grandiosas obras, que nos hablan del inmenso amor, entre dos que se aman, Dante llega al misticismo del amor por su amada.
Carichi d’amore, scritto a quattro mani da due poetesse peruviane
IL LIBRO DI POESIA PER BAMBINI “CARICHI DI AMORE”, UN INGEGNOSO DONO DI AMORE E TENEREZZA, DI SCOPERTE SINGOLARI, CHE È RACCOMANDATO PER IL PIANO LETTORE IN PERÙ. LE SUE AUTRICI SONO MARGARITA SALIRROSAS SÁNCHEZ E LUISA CÁMERE QUIROZ
Di: Samuel Cavero Galimidi (Presidente AEADO), scrittore, dottore in scienze dell’educazione:
“Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla lettura del libro di poesia per bambini “CARICHI D’AMORE” delle sue autrici LUISA CÁMAER QUIROZ E MARGARITA SALIRROSAS SANCHEZ. Il cui illustratore ADRIAN MILECTICH è un bambino della famiglia di una delle autrici. Prima di tutto, grazie, grazie, per avermi dato l’onore di partecipare a questa cerimonia di presentazione di questo bel libro, molto ben edito dal prestigioso gruppo editoriale Arteidea, diretto dal compagno e amico Jorge Luis Roncal. Bellissimo libro, in un formato nuovo e molto attraente, per attirare i bambini. In carta couche da 140 grammi, un po’ difficile nelle pubblicazioni di questi tempi per gli altissimi costi che significa farlo in questo tipo di formato e carta.
Ora, desidero raccogliere, come offerta per questo libro, le espressioni molto sentite di Elizabeth Monopoli, scrittrice e poeta peruviana, che non ha che elogi per le autrici e questo libro. Ci dice Elizabeth Monopoli si tratta di “un meraviglioso poemario infantile lavorato a quattro mani. La musicalità, presente in ognuna delle sue poesie in prosa, direi in versi, intreccia magistralmente i versi di entrambe le autrici come se si trattasse di un solo grande poema”. Infatti, quello che vediamo è che c’è una divina sincronia, una mutua sinergia per offrire poesie che sembrino anche di una sola autrice. Sono belle poesie dove è difficile, forse impossibile, dire quale sia megliore. Entrambe poetesse con immenso amore e passione per i bambini, così per i loro ricordi di bambine, della terra che le ha viste crescere, dei luoghi più emblematici, anche di altri della nostra bella patria, intrecciano singolari versi che meritavano di essere pubblicati e così nobili commenti.
Da parte sua la scrittrice poetica Carmen Flores, che cito, spicca nel vedervi CARGADITOS DE AMOR di Luisa Cámere e di Margarita Salirrosas, entrambe eminenti educatrici (mi scuserete se il mio computer, è a volte insolente, viziato, e contro la mia volontà ha messo la mia tastiera, senza la mia autorizzazione “svitate educatrici”. In verità, la sana follia dei poeti e degli scrittori così ben intenzionati dalla ragione e dall’ingegno, ci porta a opere altissime, a prodigi di scrivere e pubblicare libri che non passeranno mai nell’oblio.
Devo dire, riverenti, rispettose, ammirevoli, sono insegnanti abnegate con molti anni dedicati all’insegnamento, Luisa Cámere da varie scuole negli Stati Uniti, Margarita Salirrosas dalla nobilissima docenza universitaria, anche con molti anni di esperienza nel Magistero Nazionale Peruviano (oltre ai suoi figli, nipoti e pro-nipoti), in modo tale che entrambe trasuntano una dedizione totale che si può notare nella dedica, nel fervore indeclinabile per Guadalupe e Garagay, così in ognuno dei versi che danno forma a questo singolare poemario.
Carmen Flores sottolinea in particolare che “sono versi dedicati al mondo infantile, il cui scopo è risvegliare nella sua tenera età la sensibilità e stimolare la sua immaginazione grazie alla fantasia della parola”. Spicca in esse l’amore delle autrici, Margherite e Luisa, per l’infanzia.
Atala Matellini, un’altra eminente creatrice, poetessa altrettanto amata di traiettoria, fama e straordinaria sensibilità, che, con grande successo, oggi ci accompagna nella presentazione di questo libro in questa libreria, Icona del sapere, come è la LIBRERIA CAFÉ VALLEJO a San Isidro, così tranquilla, sempre elegante, su un grande viale e un luogo bellissimo, davvero emblematico, pieno di tesori, come i libri.
E Atala Matellini sottolinea in questo libro ciò che è anche molto degno di nota, “la tenerezza infantile. E che ogni verso raccoglie luoghi della costa, sierra e giungla del Perù”. Allo stesso modo spicca quel senso di dinamiche e di collegamenti che fanno di questo libro di poesia un raffinato profumo di nostalgia.
Come se non bastasse, un poeta di fama mondiale, il caro Dr. Marco Martos si unisce a quel coro di voci poetiche, per evidenziare come Presidente dell’Accademia Peruviana della Lingua altri aspetti che meritano oggi di essere evidenziati in CARICHI D’AMORE. Marco Martos avverte che c’è un sonetto, come nel poema di Luisa Cámere “Il mio fiore preferito” (p.61).
Ma ci sono anche versi poetici, che ci ricordano cantautori di fama, come Rafael de León, Manuel López Quiroga, Antonio Quintero e Federico García Lorca. Ma troviamo anche versi poetici nella grande produzione poetica di Rafael Alberti, Premio Nazionale di Poesia, grande figura preminente della lirica spagnola, e di Gabriel Mistral, un’altra grande maestra, nientemeno che il Premio Nobel per la letteratura, per citare solo alcuni poeti di fama universale.
Sono molto popolari le filastrocche e ninna nanna infantili, poiché essendo composizioni semplici e avendo rime, sono ideali per accompagnare con musica ed essere cantate, quindi sono molto facili da ricordare. Le filastrocche di solito hanno rima, cioè la ripetizione dei suoni alla fine dei versi. Le rime possono essere assonanti (corrispondono solo le vocali a partire dalla vocale tonica) o consonanti (corrispondono vocali e consonanti a partire dalla vocale tonica). Perciò si avverte nella lettura di queste poesie, nei versi, la loro grande sonorità.
Il Dr. Marco Martos, come chi si iscrive, avverte anche che Luis Cámere e Margarita Salirrosas si vestono con il verso libero. Se qualcuno le avesse chiesto prima di pubblicare, vi avrebbero detto che cercano l’economia delle parole. Esse sono tutto amore, ogni tenerezza, ogni passione, tutto donarlo con l’anima distaccata da ricordi e immagini sensoriali.
Il Dr. Martos sottolinea, e cito, sul retro del libro: “Le poetesse con attento ritmo di ogni verso, colorato e pieno di grazia. Le poesie, hanno una presenza attiva del peruviano… cerca di intronizzare i nostri valori nel cuore e nella mente dei bambini, senza imporre loro nulla, … con sorprendenti scoperte”.
Mi è piaciuta molto l’espressione finale di Marco Martos “con scoperte sorprendenti”. Scoperte che ogni lettore potrà scoprire acquistando questo libro (dedicato dalle sue autrici) e leggendolo ai suoi figli, nipoti, pronipoti, figliocci, pupilli.
In verità, è molto vero. Il libro offre molteplici letture e interpretazioni. I ritrovamenti sono dietro ogni verso per coloro che possono identificarsi e dove li trasporta, dalla memoria, la nostalgia, i ricordi, i sogni, quei ritrovamenti in versi che ci invitano a svelarli, piuttosto che profanarli.
Voglio oggi, come un raccolto personale, apportare quel senso didattico, didattico, che è nel libro. Non è un caso che le dinamiche offerte per i bambini e le rimembranze dei bambini nelle poesie siano 7-7, a due mani. Sette, è un numero primo, è un autografo, un numero intero molto appariscente, usato da poeti criptici e umani come César Vallejo, ed essendo che tutti qui presenti rendiamo in qualche modo omaggio a Vallejo, che scrisse anche poesie per bambini, come quella poesia ricordata “A mio fratello Miguel” (in verità l’ha scritta per bambini di tutte le età, come noi), quando ci dice:
Fratello, oggi sono nel sostegno della casa,
dove ci fai una mancanza senza fondo!
Ricordo che giocavamo a quest’ora, e mamma
ci accarezzava : «Ma figli…»
Ora io mi nascondo,
come prima, tutte queste preghiere
E spero che tu non mi tradisca.
Per la sala, il corridoio, oltre i corridoi.
Poi ti nascondi e io non ti trovo.
Mi ricordo che ci facevano piangere
Fratello, a quel gioco.
Il numero 7 sembra per la prima volta nel poema 62 o LXII di Trilce, e riappare «nelle sette cadute di questo pendio infinito», si estende nei versi della Spagna, allontana da me questo calice: «verrà in sette vassoi l’abbondanza» (ll, Battaglie)
Nella parte finale voglio sottolineare, come ho detto, quel senso educativo così nobile nelle autrici, di cercare di far parte del piano lettore come proposta educativa socializzante con questo bel libro, tutta un’offerta lirica. Quindi le dinamiche del pensiero creativo, di esercitare la creatività e l’immaginazione, così utilizzate in classi per bambini e giovani, ma anche in tesi di laurea, master e dottorato in Educazione, Con quel senso giocoso ed esperienziale del gioco e della ricreazione per insegnare poesia, diventano qui molto vere, un modello da seguire. E ovviamente, le dinamiche sono dinamiche.
Per tutto ciò che ho detto, non mi resta che congratularmi, con effusione, amicizia, fratellanza poetica e affetto a Margherita e a Luisa, tremende poetesse. Ma anche con grandi valori spirituali che esse, fin dai loro atti più semplici, lo dimostrano sempre. Sono come due potenti magneti che si attraggono l’un l’altro, che ci attraggono, che ci illuminano con la loro equazione di luce, che attirano i bambini con la loro poesia, e dal loro libro ci chiamano a rendere loro un caloroso omaggio e a tributarli almeno oggi applausi.
I.- DINAMICA
VELERITO
Margarita Salirrosas Sánchez
La mia piccola barca a vela
si è persa oltreoceano,
le piaceva navigare.
Era bianca e blu.
Sembrava molto fresca e pulita
Che bellezza! di giocattolo,
con capitano e mozzo.
Salpò velocemente per i mari!
ha conosciuto molti luoghi.
Ha dimenticato che era un giocattolo.
Ha dimenticato che era un giocattolo,
ed è andato in mare sicura di sé.
Il capitano ha comandato.
Ha solo obbedito, il mozzo.
La mia barca a vela è distrutta
affonderà nel mare veloce
il mio ampio mare è feroce,
perderò la mia barca,
Io resterò nelle mie abitudini.
Voglio un aereo veloce.
‘Tutti i diritti riservati’
Piura, 01 settembre 2022
AEREO
Luisa Cámere Quiroz
Voglio ora un aereo veloce
Che mi sollevi con le sue ali
decorato con i suoi abiti
il pilota a vivavoce
dice dall’alto parlante:
“vedano i luoghi incantati
il cielo è limpido”.
Non vuole rimanere statico
Dicono che sono molto gentile
Perché non sono spettinato.
Perché non sono trasandato,
soffia il vento vigoroso.
Oh no! , pioggia frettolosa
E il nostro aereo in avaria
piloterò con attenzione.
Tra le nuvole soffici
atterrano lentamente.
Allacciare le cinture di sicurezza.
I motori tremano tanto
Ce ne andremo in camioncino.
‘Tutti i diritti riservati’
Los Angeles, 1 settembre 2022
“CARICHI D’AMORE”, va cercando molte strade, arriverà lì, ai bambini che iniziano a vivere e dove trova un cuore di bambino, ti farà sognare, ricordare, Vorrai conoscere quei luoghi della tua patria così belli sotto il sole con notti di luna piena o con la luce delle lucciole.
Luisa Cámere Quiroz e Margarita Salirrosas Sánchez, apprezziamo la vostra curiosità e il desiderio di avere il nostro “CARICO D’AMORE”
Piura, 16 aprile 2023
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EL LIBRO DE POESÍA PARA NIÑOS “CARGADITOS DE AMOR”, UNA INGENIOSA ENTREGA DE AMOR Y TERNURA, DE SINGULARES HALLAZGOS, QUE SE RECOMIENDA PARA EL PLAN LECTOR EN PERÚ. SUS AUTORAS SON MARGARITA SALIRROSAS SÁNCHEZ Y LUISA CÁMERE QUIROZ
Por: Samuel Cavero Galimidi (Presidente de AEADO), escritor, Doctor en Ciencias de la Educación
Me ha sorprendido gratamente la lectura del libro de poesía para niños CARGADITOS DE AMOR de sus autoras LUISA CÁMAER QUIROZ Y MARGARITA SALIRROSAS SANCHEZ. Cuyo ilustrador ADRIAN MILECTICH es un niño, familia de una de las autoras. En primer lugar, gracias, gracias, por darme ese honor de participar en esta ceremonia de presentación de este bellos libro, muy bien editado por el prestigioso grupo editorial sello editorial Arteidea, que dirige el compañero y amigo Jorge Luis Roncal. Bellísimo libro, en un novedoso y muy atractivo formato, como para atraer a los niños. En papel couché de 140 gramos, algo difícil en publicaciones en estos tiempos por los altísimos costos que significa hacerlo en este tipo de formato y papel.
Ahora bien, deseo recoger, a manera de ofrenda por este libro, las expresiones muy sentidas de Elizabeth Monopoli, escritora y poeta peruana, quien no tiene sino elogios para con las autoras y este libro. Nos dice Elizabeth Monopoli se trata de “un poemario infantil maravilloso trabajado a cuatro manos. La musicalidad, presente en cada uno de sus poemas en prosa, yo diría en verso, entreteje magistralmente los versos de ambas autoras como si se tratase de un solo gran poema”. Efectivamente, lo que vemos es que hay una divina sincronía, una mutua sinergia para ofrecer poemas que parezcan incluso de una sola autora. Son bellos poemas donde es difícil, quizá imposible, decir quién se luce mejor aquí. Ambas poetas con inmenso amor y pasión por los niños, así por sus recuerdos de niñas, del terruño que las vio crecer, de los lugares más emblemáticos, igualmente de otros de nuestra hermosa patria, entretejen singulares versos que merecieron editarse y tan nobles comentarios.
Por su parte la escritora poeta Carmen Flores, a quien cito, destaca en los veros de CARGADITOS DE AMOR de Luisa Cámere y de Margarita Salirrosas, ambas muy destacadas educadoras (van a perdonar que mi ordenador, es decir mi computadora sea a veces insolente, malcriada, y contra mi voluntad haya puesto mi teclado, sin mi autorización “desatadas educadoras”. En verdad, la sana locura de los poetas y escritores tan bien intencionados desde la razón y el ingenio, nos lleva a obras cumbres, a prodigios de escribir y publicar libros que nunca pasarán al olvido.
Debo decir, reverente, respetuosa, admirándolas, son maestras abnegadas con muchos años dedicados a la docencia, Luisa Cámere desde varias escuelas en los Estados Unidos, Margarita Salirrosas desde la muy noble docencia universitaria, también con muchos años de experiencia en el Magisterio Nacional Peruano (amén de sus hijos, sobrinos y nietos), de tal manera que ambas trasuntan una entrega total que se puede advertir en las dedicatorias, en el fervor indeclinable por Guadalupe y Garagay, así en cada uno de los versos que dan forma a este singular poemario.
Carmen Flores destaca en especial que “son versos dedicados al mundo infantil, cuya finalidad es despertar en su tierna edad la sensibilidad y estimular su imaginación gracias a la fantasía de la palabra”. Destaca en ellas el amor de las autoras, Margaritas y Luisa, por la niñez.
Atala Matellini, otra muy destacada creadora, poeta muy querida igualmente de trayectoria, renombre y extraordinaria sensibilidad, quien, con gran acierto, hoy nos acompaña en la presentación de este libro en esta librería, ícono del saber, como es la LIBRERÍA CAFÉ VALLEJO en San Isidro, tan quieto, apacible, siempre elegante, en una gran avenida y un lugar precioso, en verdad emblemático, cargado de muchos tesoros, como son los libros.
Y Atala Matellini destaca en este libro lo que también es muy digno de destacar, “la ternura infantil. Y que cada verso recoge lugares de la costa, sierra y selva del Perú”. Igualmente destaca ese sentido de dinámicas y de eslabones que hacen de este libro de poesía un fino perfume de añoranzas.
Como si esto fuese poco, un poeta de talla mundial, el querido Dr. Marco Martos se aúna a ese coro de voces poéticas, para resaltar como Presidente de la Academia Peruana de la Lengua otros aspectos que merecen hoy resaltar en CARGADITOS DE AMOR. Marco Martos advierte que hay un soneto, como en el poema de Luisa Cámere “Mi flor Preferida” (Pág.61).
Pero también hay coplas, que nos recuerdan a copleros de renombre, como Rafael de León, Manuel López Quiroga, Antonio Quintero y Federico García Lorca. Pero también hallamos coplas en la gran producción poética de Rafael Alberti, Premio Nacional de Poesía, gran figura preminente de la lírica española, y de Gabriel Mistral, otra gran maestra, nada menos Premio Nobel de literatura, para sólo mencionar algunos poetas de renombre universal.
Son muy populares las coplas infantiles, ya que al ser composiciones sencillas y tener rimas, son ideales para acompañar con música y ser cantadas, por lo cual son muy fáciles de recordar. Las coplas suelen tener rima, esto es, la repetición de sonidos al final de los versos. Las rimas pueden ser asonantes (coinciden solo las vocales a partir de la vocal tónica) o consonantes (coinciden vocales y consonantes a partir de la vocal tónica). Por ello se advierte en la lectura de estos poemas, en los versos, su gran sonoridad.
El Dr. Marco Martos, como quien se suscribe, advierte también que Luis Cámere y Margarita Salirrosas se lucen con el verso libre. Si algún pedido les hubiera hecho antes de publicar, les hubiese dicho, busquen la economía de las palabras. Y es que ellas son todo amor, toda ternura, toda pasión, todo darlo con el alma desprendida de recuerdos e imágenes sensoriales.
El Dr. Martos destaca, y lo cito, en la contraportada del libro: “Las poetas con cuidadosas del ritmo de cada verso, colorido y lleno de gracia. Los poemas, tienen una activa presencia de lo peruano… busca entronizar valores nuestros en el corazón y en la mente de los infantes, sin imponerles nada, …con sorprendentes hallazgos”.
Me gustó mucho esa expresión final de Marco Martos “con sorprendentes hallazgos”. Hallazgos, que cada lector podrá descubrir al adquirir este libro (dedicado por sus autoras) y leerlo a sus hijos, nietos, nietas sobrinos, ahijados, pupilos.
En verdad, es muy cierto. El libro ofrece múltiples lecturas e interpretaciones. Los hallazgos están detrás de cada verso para quienes se puedan identificar y hacia donde les traslada, desde la memoria, la nostalgia, los recuerdos, los sueños, esos hallazgos en versos que nos invitan a develarlos, más que profanarlos.
Quiero hoy, como una cosecha personal, aportar ese sentido didascálico, didáctico, que está en el libro. No es en vano que las dinámicas ofrecidas para los niños y las remembranzas infantiles en poemas sean de 7 a 7, a dos manos. Siete, es un número primo, es un autonúmero, un número entero muy llamativo, usado por poetas crípticos y tan humanos como César Vallejo, y siendo aquí que todos los aquí presentes le rendimos de alguna manera homenaje a Vallejo, que también escribió poesía para niños, como ese recordado poema “A mi hermano Miguel” (en verdad lo escribió para niños de todas las edades, como nosotros), cuando nos dice:
Hermano, hoy estoy en el poyo de la casa,
donde nos haces una falta sin fondo!
Me acuerdo que jugábamos esta hora, y que mamá
nos acariciaba : «Pero hijos…»
Ahora yo me escondo,
como antes, todas estas oraciones
vespertinas, y espero que tú no des conmigo.
Por la sala, el zaguán, los corredores.
Después, te ocultas tú, y yo no doy contigo.
Me acuerdo que nos hacíamos llorar,
hermano, en aquel juego.
El número 7 parece por primera vez en el poema 62 o LXII de Trilce, y reaparece «en las siete caídas de esta cuesta infinita», se extiende en los versos de España, aparta de mí este cáliz: «vendrá en siete bandejas la abundancia» (ll, Batallas)
En la parte final quiero destacar, como he dicho, ese sentido educativo tan noble en las autoras, de intentar formar parte del plan lector como propuesta educativa socializadora con este bello libro, toda una ofrenda lírica. De allí que las dinámicas, dinámicas del pensamiento creativo, de ejercitar la creatividad y la imaginación, tan usadas en clases para los niños y jóvenes, pero también en tesis de licenciatura, maestría y doctorado en la especialidad de Educación, con ese sentido lúdico y vivencial, del juego y la recreación para enseñar poesía, se vuelven aquí muy ciertas, un patrón a seguir. Y claro, las dinámicas, dinámicas son.
Por todo lo dicho, no me queda sino felicitar, con efusión, amistad, hermandad poética y cariño a Margarita y a Luisa, tremendas poetas. Pero además con grandes valores espirituales que ellas, desde sus actos más sencillos, lo demuestran siempre. Son como dos poderosos imanes que se atraen entre ellas, que nos atraen, que nos iluminan con su ecuación de luz, que atraen a los niños desde su poesía, y desde su libro nos convocan a rendirles un caluroso homenaje y tributarles cuando menos, hoy, aplausos.
***
I.- DINÁMICA
VELERITO
Margarita Salirrosas Sánchez
Mi velero pequeñito
se ha perdido en ultramar,
le gustaba navegar
era blanquiazul bonito.
Lucía muy limpiecito
¡Qué belleza! de juguete,
con capitán y grumete.
¡Zarpó aprisa por los mares!
conoció muchos lugares,
olvidó que era un juguete.
Olvidó que era un juguete,
y se fue a la mar confiado.
Mandó el capitán porfiado,
solo obedeció, el grumete.
Mi velero está al garete,
se hundirá en la mar veloz
mi ancho mar está feroz,
perderé allí mi barquito,
me quedaré muy solito.
quiero ahora un avión veloz.
‘Todos los derechos reservados ‘
Piura, 01 de septiembre de 2022
AVIONCITO
Luisa Cámere Quiroz
Quiero ahora un avión veloz
Que me eleve con sus alas
adornado con sus galas
el piloto a viva voz
dice por el altavoz
vean los sitios encantados
está el cielo despejado
No quiere quedarse estático
dicen que estoy muy simpático
Porque no estoy despeinado.
Porque no estoy despeinado,
sopla el viento vigoroso
!Oh no!, lluvia presurosa
Y nuestro avión averiado
pilotearé con cuidado
Por las nubes suavecito
descenderán despacito.
Ajustar los cinturones.
Tiemblan mucho los motores
nos vamos en camioncito.
‘Todos los derechos reservados ‘
Los Angeles, 01 de septiembre de 2022
“CARGADITOS DE AMOR”, va buscando muchos caminos, llegará allí, a los niños que empiezan a vivir y donde encuentre un corazón de niño, te hará soñar, recordar, querrás conocer esos lugares de tu patria tan bellos bajo el sol con noches de luna llena o con la luz de las luciérnagas.
Luisa Cámere Quiroz y Margarita Salirrosas Sánchez, agradecemos vuestra curiosidad y deseos de tener a nuestro “CARGADITOS DE AMOR”