Foto cortesia di MAHA NAKHON SKY WALK con Maria Pina Persichillo e Barbara Lafratta che ringrazio
Donne che trasformano il mondo
Donna diversa.
La donna dalla forte determinazione dà idee e impulso al cambiamento è farfalla in continua trasformazione raggiunge luoghi, cavalca il vento catarsi magica si dispiega veloce non permette le si levi ali o tolga voce.
Donna fautrice di grandi progetti con fatica è ogni dì combattente mai trascura della famiglia gli affetti animata in ciò che fa da spirito ardente per gli obiettivi posti è vita dura imperterrita a testa alta senza paura.
Spesso dagli altri viene isolata c’è chi per i risultati prova invidia invece d’essere d’esempio ed emulata, non si perde d’animo e porta allegria per cambiare il mondo basta un sorriso guarda in alto e cuore in paradiso.
Donna artefice di grande prodezza che cambiano in meglio il mondo dediche per te son perle di saggezza ispirazione nascente dal profondo ed è uno dei momenti culminanti nella trasformazione abbraccia tutti quanti.
Recensione a cura di Arcangelo Galante nel sito Alidicarta.
Intenso componimento, che celebra la forza e la determinazione delle donne. La donna descritta dall’autrice è come una farfalla in continua trasformazione, che cavalca il vento e raggiunge luoghi lontani. Non permette che le vengano tolte le ali o la voce; è una combattente, animata da uno spirito ardente, che non trascura gli affetti familiari. Nonostante le difficoltà, tiene alta la testa senza paura e, spesso viene isolata dagli altri, ma invece di lasciarsi abbattere, porta allegria e sorrisi. È quindi un’artefice di cambiamenti positivi nel mondo e le sue azioni sono perle di saggezza che ispirano chiunque la incontri. La sua trasformazione è un momento culminante e abbraccia tutti con il suo cuore aperto. Bella poesia, molto apprezzata e condivisa nel suo riflessivo contenuto.
Arcangelo Galante •
Mujer diferente.
La mujer de fuerte determinación da ideas e impulso al cambio es mariposa en continua transformación llega a lugares, cabalga el viento catarsis mágica se despliega rápido No se le quita las alas ni la voz.
Mujer promotora de grandes proyectos con esfuerzo es cada día luchador nunca descuida a la familia los afectos animada en lo que hace de espíritu ardiente para los objetivos fijados es vida dura Con la cabeza en alto, sin miedo.
A menudo se aísla de los demás hay quien siente envidia por los resultados en lugar de ser ejemplo y emulada, no se desanima y trae alegría para cambiar el mundo con una sonrisa Mira al cielo y al corazón.
Mujer artífice de gran proeza que cambian el mundo para mejor dedicatorias para ti son perlas de sabiduría inspiración de lo más profundo y es uno de los momentos culminantes en la transformación abraza a todos.
Nella foto la grande mistica tedesca Ildegarda di Bingen, che ammiro tantissimo.
Mese di marzo dedicato alle donne, condivido il mio articolo del mese (Dara Magazine).
POETESSE E MISTICISMO
“Fin dall’antichità, i movimenti mistici hanno influenzato la letteratura e l’arte. Per mistica s’intende l’esperienza che si ha in uno speciale stato di connessione con il Divino e che è possibile sperimentare in qualsiasi religione e in qualsiasi processo spirituale personale. Ci sono stati uomini e donne che, avendo fatto questo tipo di esperienze, si definiscono mistici, trasferendo quelle esperienze nell’arte e nella poesia. Nel caso delle donne, a causa della condizione di un sistema e di norme che le hanno oppresse nel tempo, hanno cercato uno spazio dove poter esprimere i propri sentimenti, i propri pensieri, il proprio dolore, la propria tristezza, la propria gioia, le proprie preoccupazioni, il proprio amore e disamore, i propri desideri e la propria esperienza spirituale… il convento e la rinuncia alla vita sociale furono il modi, e quello spazio invisibile, che è quello dell’anima, il cammino verso il misticismo. Intendere la poesia come arte del soliloquio e la spiritualità come momento individuale, è perfettamente amalgamato per l’incontro con la fede, Dio e quelle altre realtà. Cito alcune poetesse mistiche: Ildegarda di Bingen, Santa Chiara d’Assisi, Matilde di Magdeburgo, Hadewijch di Anversa, Margherita Porete, che appartennero allo splendore mistico del Medioevo dei Paesi Bassi; Santa Caterina da Siena, Italia; Santa Teresa di Jesús e Luisa de Carvajal y Mendoza, dalla Spagna; Mirabai e Lalleswari, dall’India; Rabi’a el Adawiya e Abda bint Shuwal, mistici dell’Islam. In America Latina, Sor Juana Inés de la Cruz, della Nuova Età dell’Oro spagnola, e Concha Urquiza, contemporanea, entrambe messicane; María Raquel Adler, ebrea di origine europea, convertita al cattolicesimo e poetessa contemporanea argentina. Festeggiamo tutte le donne del mondo.”
Mes de marzo dedicado a las mujeres, comparto mi artículo del mes (Dara Magazine). En la foto la gran mística alemana Hildegarda de Bingen, a quien tanto admiro.
POETISAS Y MISTICISMO
“Desde épocas antiguas, los movimientos místicos han influido en la literatura y el arte. Se entiende como mística a la experiencia que se tiene en un estado especial de conexión con lo Divino y que es posible experimentar en cualquier religión y en cualquier proceso personal espiritual. Han habido, hombres y mujeres que por tener ese tipo de vivencias se designan místicos, trasladando esas experiencias al arte y la poesía. En el caso de las mujeres, debido a la condición de un sistema y normas que las han oprimido a través del tiempo, buscaron un espacio, donde plasmar su sentir, sus pensamientos, sus dolores, sus tristezas, sus alegrías, inquietudes, su amor y desamor, sus deseos y experiencia espiritual… el convento y la renuncia a la vida social fueron las vías, y ese espacio invisible, que es el del alma, el camino al misticismo. Entendiendo a la poesía como arte de soliloquio y a la espiritualidad como un momento individual, se amalgama perfectamente para el encuentro con la fe, Dios y esas otras realidades. Cito a algunas mujeres poetas místicas: Hildegarda de Bingen, Santa Clara de Asís, Matilde de Magdeburgo, Hadewijch de Amberes, Margarita Porete, quienes pertenecieron al resplandor místico de la Edad Media de los Países Bajos; Santa Catalina de Siena, Italia; Santa Teresa de Jesús y Luisa de Carvajal y Mendoza, de España; Mirabai y Lalleswari, de la India; Rabi’a el Adawiya y Abda bint Shuwal, místicas del islam. En Latinoamérica, Sor Juana Inés de la Cruz, del Siglo de Oro novohispano, y Concha Urquiza, contemporánea, ambas mexicanas; María Raquel Adler, judía de origen europeo, conversa al catolicismo y poetisa contemporánea de Argentina. Celebremosa todas las mujeres del mundo.”
Marlene Pasini
Link de la Revista interactiva, pag 34 mi artículo
Within the stillness of nature peacefully prevailing all around, within the soft embrace of the star-strewn firmament celestial bodies woven together, silvery-moulded threads abound, upon your delicate shoulders in grace like a regal majestic cloak to protect you tenderly for a whole new eternity accompanying you warmly in your cosmic ascent. Within the fragrances I glide in the wee hours, I soak, of the night-blooming jasmine stretching my arms open wide to hold you gently, within my shrine, touching finely your silky hair and caressing your aura divine.
Your image! Your essence! Your presence – still there – and your absence amidst light and obscurity omnipresent, everywhere, yet gone, dissipated into the ether..
Gone forever yet perpetually here!
Have no fear! The astral beauty with the earthly pain the consolation invokes as carefully selecting their own hues to mingle and mix in their own reign while dancing upon the palette of blues brushing tunes of emotional strokes upon the canvas of novel experiences. And the harp divine, an eternal minstrel, constantly unfurls melodies so fine of memories of a distant past woven seamlessly with symphonies into the fabric of the present era as long-concealed keys resurface one by one, neither slowly nor fast, to unravel the most precious of treasures pulling our mournful hearts from the furnace and free our blurred and tearful minds till the chests unveil their ancient secrets which are to, in all eternity, last till our soul the long-sought serenity finds.
II Igniting Boundless Love
In the quest of our depths, light is the eternal desire and many go to great lengths to even approach the source. A mere spark proves ample to kindle the passion ablaze and set all our senses on fire an omnipresent life force. Let everyone’s heart ignite the torch of pure love within a beacon in the night, exiting the deceitful maze, Casting its radiance beyond borders, Where each beautiful new thing is bound to, at long last, begin illuminating all humanity, a Phoenix rising from the ashes fed by the holy pyre and towards new adventures rushes into the heavenly empire it is supposed to enter finding its ancestral birthright merging the powerful with the tender ridding itself from all ego and tire so as with the almighty Source to unite.
Irene Doura-Kavadia
The hardest thing – to bid adieu…. Hence, let us say, until we meet again…. Up there…. To you, Mom. Love you.
Dilogia
I.
Abbraccio Etereo
Nella quiete della natura imperversando pacificamente tutt’intorno, dentro il morbido abbraccio del firmamento stellato corpi celesti intrecciati insieme, abbondano fili modellati in argento, sulle tue delicate spalle con grazia come un manto regale maestoso per proteggerti teneramente per un’eternità completamente nuova accompagnandoti calorosamente nella tua ascesa cosmica. Dentro le fragranze scivolo nelle prime ore, mi immergo, del gelsomino notturno allargando le braccia per tenerti dolcemente, nel mio santuario, toccando finemente i tuoi capelli setosi e accarezzare la tua aura divina.
La tua immagine! La tua essenza! La tua presenza – ancora qui – e la tua assenza tra luce e oscurità onnipresente, ovunque, eppure andata, dissipata nell’etere..
Andata per sempre eppure perennemente qui!
Non avere paura! La bellezza astrale con il dolore terreno la consolazione invoca selezionando attentamente le proprie tonalità mescolarsi e mescolarsi nel proprio regno mentre balla sulla tavolozza del blues melodie pennellate di colpi emotivi sulla tela di nuove esperienze. E l’arpa divina, un eterno menestrello, spiega costantemente melodie così belle di ricordi di un passato lontano intrecciato senza soluzione di continuità con le sinfonie nel tessuto dell’era attuale mentre le chiavi a lungo nascoste riemergono uno per uno, né lentamente né velocemente, per svelare il più prezioso dei tesori tirando fuori dalla fornace i nostri cuori tristi e liberare le nostre menti offuscate e in lacrime finché gli scrigni non sveleranno i loro antichi segreti che devono durare per tutta l’eternità finché la nostra anima non troverà la serenità tanto cercata.
II
Accendere l’amore sconfinato
Nella ricerca delle nostre profondità, la luce è il desiderio eterno e molti fanno di tutto anche solo avvicinarsi alla fonte. Una semplice scintilla si rivela sufficiente per accendere la passione in fiamme e infiammare tutti i nostri sensi una forza vitale onnipresente. Lascia che il cuore di tutti si accenda la torcia del puro amore interiore un faro nella notte, uscendo dal labirinto ingannevole, Proiettando il suo splendore oltre i confini, Dove ogni bella cosa nuova è destinata, finalmente, ad iniziare illuminando tutta l’umanità, una fenice che risorge dalle ceneri alimentato dalla sacra pira e corre verso nuove avventure nell’impero celeste dovrebbe entrare ritrovare il suo diritto di nascita ancestrale fondendo il potente con il tenero liberandosi da ogni ego e stanchezza così come con la Fonte onnipotente per unirci.
Irene Doura-Kavadia
La cosa più difficile: dire addio…. Quindi, diciamo, fino a quando ci rivedremo…. Lassù…. A te, mamma. Ti amo.
Immagine per gentile concessione di Pixabay.com
*****
Recensione della poesia, di Irene Doura-Kavadia “Abbraccio etereo” , a cura di Elisa Mascia
I. Abbraccio etereo
Una dedica poetica che Irene Doura-Kavadia scrive per la persona più amata al mondo che è la mamma, ogni parola nata dal cuore vi rimane con un’orma profonda ad espressione di eterna gratitudine.
La poetessa, immersa nel silenzio della natura, trascrive in versi poetici le immagini che, mentre le dipinge, le dà le giuste sfumature di tenui colori rimarcandone i contorni quasi ad imprimerli in un materno e coccoloso abbraccio che si estende nello spazio stellato stellato dove s’intersecano corpi celesti ammirando le tenerezze sottili di un velo qual manto celeste che da lassù protegge colei che sta assumendo nuova forma nella fusione con l’eternità.
Nel contempo avverte la presenza della donna più cara che adesso è la poetessa a cullare tra i delicati aromi di gelsomino e la protezione in un abbraccio che soltanto figlia che ha amato così tanto la sua mamma adesso le sa restituire accompagnandola ogni attimo dissipato nell’etere e percepito tra la luce e l’oscurità celata nella solitudine di amore e dolore e nell’esortazione a ” non avere paura” .
Continua il dolce cantico, inno alla bellezza celeste mescolata con la sofferenza terrena sopra una tavolozza contenente nuances di esperienze melodiose di novità e brividi di forti emozioni accompagnate dall’ “arpa divina” e cercano di trovare una soluzione di conforto per spiegarne la motivazione e svelare il tesoro della speranza insita nei cuori addolorati e che, tra le lacrime, pensieri annebbiati dai ricordi s’inerpicano nei luoghi rocciosi per comprendere i segreti più antichi dell’anima e trovarne sollievo e serenità. Elisa Mascia – Italia 29-2-2024
II
Recensione della poesia di Irene Doura-Kavadia “Accendere l’amore sconfinato” a cura di Elisa Mascia
Accendere l’amore sconfinato.
La poetessa Irene Doura-Kavadia segue a scrivere la seconda parte del cantico, inno alla bellezza eterna soffermandosi all’amore senza limiti e pone l’attenzione sulla luce tanto bramata e necessaria per esplorare il profondo dell’anima.
È il mistero del fuoco che anche in piccolissima quantità ha la capacità di accendere ai nostri sensi enormi fiamme che poi provocano una forza vitale di grande energia permanente.
Irene fa una calda e precisa invocazione affinché ogni cuore umano sia portatore di una torcia ardente d’amore che dal singolo divenga faro di luminosità nella notte più buia e si diffonda oltre ogni limite e confine.
L’auspicio, espresso con parole efficaci usate dalla poetessa, è la tanto invocata resilienza che, dalle ceneri del fuoco che ha alimentato la “sacra pira” , si possa risorgere rinascendo per essere più forti di prima, per poter vivere nuove sfide e avventure nell’impero dei cieli dove ciascuno possa essere in perfetta uguaglianza dei diritti riservati ai ricchi e potenti allo stesso modo che ai poveri e deboli.
Il messaggio della chiusa, nel dispiego delle due poesie sta certamente nel confermare la fusione dell’uguaglianza nel regno dei cieli e nella previa liberazione di ogni forma di egoismo e fatica per essere uniti all’originaria Fonte dell’Onnipotente.
Nella difficoltà dell’estremo saluto materno è manifestazione di fede e speranza di potersi rivedere “Lassù” terminando con le parole più belle e significative al mondo: “mamma” e”ti amo ” , l’amore e le mamme hanno il potere di cambiare l’universo.
Elisa Mascia-Italia 1-3-2024
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Reseña del poema de Irene Doura-Kavadia “Abrazo etéreo”, editado por Elisa Mascia
I. Abrazo etéreo
Una dedicatoria poética que Irene Doura-Kavadia escribe para la persona más querida del mundo que es su madre, cada palabra que nace del corazón queda ahí con una profunda huella como expresión de eterno agradecimiento.
La poetisa, inmersa en el silencio de la naturaleza, transcribe las imágenes en versos poéticos que, mientras las pinta, les da los matices adecuados de colores suaves, resaltando sus contornos como para imprimirlos en un abrazo maternal y tierno que se extiende hasta el fondo. espacio estrellado donde ‘se cruzan los cuerpos celestes admirando la sutil ternura de un velo como un manto celeste que desde lo alto protege a quien va tomando una nueva forma en la fusión con la eternidad.
Al mismo tiempo siente la presencia de la mujer más querida que ahora es el poeta para acunarla entre los delicados aromas del jazmín y la protección en un abrazo que sólo una hija que tanto amaba a su madre puede ahora devolverle acompañándola. con cada momento disipado en el éter y percibido entre la luz y la oscuridad escondido en la soledad del amor y el dolor y en la exhortación a “no tener miedo”.
Continúa el dulce canto, un himno a la belleza celestial mezclado con el sufrimiento terrenal sobre una paleta que contiene matices de experiencias melodiosas de novedad y estremecimientos de emociones fuertes acompañadas por el “arpa divina” y trata de encontrar una solución reconfortante para explicar la motivación y revelar el tesoro de esperanza inherente a los corazones afligidos y que, entre lágrimas, pensamientos nublados por los recuerdos, trepa a los lugares rocosos para comprender los secretos más antiguos del alma y encontrar alivio y serenidad.
Elisa Mascia – Italia 29-2-2024
II
Reseña del poema de Irene Doura-Kavadia “Enciende el amor sin límites” editado por Elisa Mascia
La poetisa Irene Doura-Kavadia continúa escribiendo la segunda parte de la canción, un himno a la belleza eterna, centrándose en el amor sin límites y centrándose en la luz tan anhelada y necesaria para explorar lo más profundo del alma.
Es el misterio del fuego que, incluso en cantidades muy pequeñas, tiene la capacidad de encender enormes llamas en nuestros sentidos que luego provocan una fuerza vital de gran energía permanente.
Irene hace una cálida y precisa invocación para que cada corazón humano sea portador de una antorcha encendida de amor que desde el individuo se convierte en un faro de luminosidad en la noche más oscura y se extiende más allá de todos los límites y fronteras.
La esperanza, expresada con eficaces palabras utilizadas por la poetisa, es la tan invocada resiliencia de que, de las cenizas del fuego que alimentó la “pira sagrada”, podamos resurgir, renaciendo para ser más fuertes que antes, para poder experimentar nuevos desafíos y aventuras en el imperio del cielo donde todos pueden estar en perfecta igualdad de derechos reservados tanto para los ricos y poderosos como para los pobres y débiles.
El mensaje final, en el desarrollo de los dos poemas, ciertamente consiste en confirmar la fusión de la igualdad en el reino de los cielos y en la liberación previa de toda forma de egoísmo y esfuerzo por unirse con la Fuente original del Todopoderoso.
En la dificultad del saludo materno final es una manifestación de fe y esperanza de poder volver a vernos “Allá arriba” terminando con las palabras más bellas y significativas del mundo: “mamá” y “te amo”, El amor y las madres tienen el poder de cambiar el universo.
I nostri sogni sono la Pace Il fruscio delle foglie del nostro cuore sotto le stelle luminose L’ombra della calma del pomeriggio I nostri occhi pieni di frutti d’amore Le gocce del nostro sudore ogni volta che ci abbracciamo La nostra finestra aperta sulle ferite del mondo I segni sulle nostre mani stanche I fiori che sbocciano nel nostro cortile Le parole confortanti dei nostri antenati morti
La pace è guardare l’infinito con gli occhi pieni di lacrime Il gioco dei bambini alla luce della felicità Le nostre canzoni si sono rivolte alla folle luna piena di primavera Il giorno che passò ma non scomparve nell’oscurità vorace Il sonno giusto del guerriero della bontà La morte dell’odio e della rabbia Il sorriso della mamma nel gioco di suo figlio
La pace è il respiro libero della vita, quando tutte le persone si uniscono con armonia.
Christos Dikbasanis
BREVE BIOGRAFIA
CHRISTOS DIKBASANIS è poeta, scrittore e studioso di religioni. Nacque a Salonicco, in Grecia, dove si laureò presso la Facoltà Teologica dell’Università Aristotele. Ha conseguito un Master presso la Scuola Teologica con specializzazione in Studi Religiosi. È stato incluso nella “Grande Enciclopedia della letteratura greca moderna” delle pubblicazioni di Haris Patsi e nel Who’s Who dei giornalisti. È stato insignito di numerosi premi nazionali e internazionali per le sue poesie.
WHAT IS PEACE?
Our dreams are Peace The rustling of the leaves of our heart under the bright stars The shadow of the afternoon calm Our eyes full of fruits of love The drops of our sweat every time we hug each other Our open window to the wounds of the world The marks on our tired hands The buds of desires which are blooming in our yard The comforting words of our dead ancestors
Peace is gazing at infinity with tearful eyes The play of small children under the light of happiness Our songs addressed to the crazy full moon of Spring The day that passed but did not disappear in the ravenous darkness The righteous sleep of the warrior of goodness The death of hate and rage Mother’s smile in the game of her child
Peace is the free breath of life, when all the people unite each other with harmony
SHORT BIOGRAPHY
CHRISTOS DIKBASANIS is a poet, writer and scholar of religions. He was born in Thessaloniki, Greece, where he graduated from the Theological School of the Aristotle University. He holds a Master’s Degree from the Theological School with a specialization in Religious Studies. It has been included in the “Great Encyclopedia of Mondern Greek Literature” of Haris Patsi publications and in the Who’s Who of journalists. He has been honored with many national and international awards for his poems.
In collaborazione con il poeta, giornalista nicaraguense Carlos Jarquin, riceviamo l’interessante articolo d’opinione scritto dalla scrittrice venezuelana Isbelia Farías López, intitolato: J. Larios: Evoluzione musicale. In questo articolo l’autrice descrive in modo eloquente la carriera di un artista, poliedrico, un emigrante che fa la storia attraverso la musica lontano dalla patria dov’è nato, un esempio per i giovani…
Foto cortesia di J. Larioscantautore Nicaragüense
J. Larios: Evoluzione musicale
Di Isbelia Farías López
Il musicista e compositore nicaraguense J Larios ha subito una trasformazione significativa dal suo arrivo negli Stati Uniti nel 2022. Questo cambiamento ha segnato l’inizio di una nuova fase nella sua vita e carriera, dandogli la libertà e gli strumenti per esplorare e sviluppare la sua passione per la musica in profondità.
Creando il proprio studio in casa, Larios ha potuto affinare le sue capacità di produzione musicale e dedicarsi alla scrittura delle proprie canzoni. Questa esperienza è stata fondamentale nella sua crescita artistica, definendo la sua identità di musicista e compositore, permettendogli di esprimere le sue esperienze ed emozioni in modo autentico e unico attraverso la musica.
L’ascesa della sua carriera musicale ha portato con sé sia impegno che motivazione. Man mano che le aspettative sul suo lavoro e sulle sue prestazioni aumentano, J. Larios si sente spinto a migliorarsi continuamente. Sebbene questa promozione abbia generato cambiamenti nel suo stile di vita e nelle sue responsabilità, continua a mantenere un profondo legame con il suo paese d’origine, il Nicaragua.
Ispirato da una varietà di influenze musicali, sia locali che internazionali, J Larios trova la sua voce artistica nella fusione di stili e culture diverse. Sia sul palco che in studio, cerca di trasmettere autenticità ed emozione attraverso la sua musica.
Ha progetti entusiasmanti all’orizzonte, tra cui collaborazioni sorprendenti e l’uscita del suo prossimo album intitolato “Cuello Blanco”, J Larios si impegna a offrire nuove esperienze ed emozioni ai suoi fan. Il suo viaggio come compositore, produttore, cantante e scrittore è un viaggio di scoperta e crescita costante, guidato dalla sua passione per la musica e dal desiderio di condividere la sua arte con il mondo.
In una recente intervista con lo scrittore spagnolo José Luis Ortiz, ha espresso di sentirsi ispirato da una varietà di influenze musicali. Dagli artisti locali come Katia Cardenal e Guardabarranco, a figure internazionali come Silvio Rodríguez e Mercedes Sosa, trova ispirazione in coloro che hanno lasciato un segno indelebile nella scena musicale. Il suo impegno per l’autenticità e l’innovazione lo porta a cercare nuove forme di espressione e creatività nel suo lavoro, dalla produzione alla performance e alla scrittura.
Nel processo di pubblicazione della sua musica, questo artista segue un approccio strategico che include un’attenta pianificazione della data di uscita, il coordinamento con i distributori e una solida strategia di promozione. Mira a mantenere l’interesse del pubblico e ad aumentare la sua portata attraverso piattaforme digitali e versioni fisiche. Attraverso questo processo, continua a connettersi con il suo pubblico e a condividere la sua passione per la musica con il mondo.
In conclusione, la storia di J Larios è quella di un artista in continua evoluzione, spinto dalla passione per la musica e dal desiderio di condividere la sua arte con il mondo. Il suo viaggio dal Nicaragua agli Stati Uniti è stato segnato dalla ricerca di autenticità, innovazione e connessione con il suo pubblico.
Con ogni nuovo progetto, J Larios continua a esplorare nuove forme di espressione e creatività, portando la sua musica a nuovi livelli e lasciando un segno indelebile sulla scena musicale. Nel seguente link potete godervi il tema musicale più recente di J. Larios in collaborazione con Oliver Tmm. https://youtu.be/vmVVpTefidw?si=6QSSv_bwEYZHAFyP
Circa l’autrice:
Isbelia Farías López (Venezuela), è scrittrice, relatrice in vari convegni di filosofia ed educazione, curatrice di mostre artistiche e redattrice di contenuti. In quest’ultimo ambito di lavoro si è specializzata in questioni femminili e sessualità. Laureata in Filosofia presso l’Università di Zulia (2010). Ha conseguito un master in Filosofia presso la sua alma mater (2013) e sta studiando per accedere alla laurea in Orientamento in Sessuologia presso il Centro di Ricerca Psicologica, Psichiatrica e Sessuologica del Venezuela.
Contatto: isbeliafarias@gmail.com
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En colaboración con el poeta, periodista nicaragüense Carlos Jarquín, nosotros recibimos el interesante artículo de opinión de la autoría de la escritora venezolana Isbelia Farías López, titulado; J. Larios: La evolución musical. En este artículo la autora nos describe de manera elocuente la trayectoria de un artista, polifacético, emigrante que hace historia a través de la música lejos de la patria que lo vio nacer, todo un ejemplo para los jóvenes… J. Larios: La evolución musical
Por Isbelia Farías López
El músico y compositor nicaragüense J Larios ha experimentado una transformación significativa desde su llegada a Estados Unidos en 2022. Este cambio marcó el comienzo de una nueva etapa en su vida y carrera, brindándole la libertad y las herramientas para explorar y desarrollar su pasión por la música en profundidad.
Estableciendo su propio estudio en casa, Larios ha podido perfeccionar sus habilidades en producción musical y dedicarse a escribir sus propias canciones. Esta experiencia ha sido fundamental en su crecimiento artístico, definiendo su identidad como músico y compositor, permitiéndole expresar sus experiencias y emociones de manera auténtica y única a través de la música.
El ascenso en su carrera musical ha traído consigo tanto presión como motivación. A medida que las expectativas sobre su trabajo y desempeño aumentan, J. Larios se siente impulsado a superarse a sí mismo continuamente. Aunque este ascenso ha generado cambios en su estilo de vida y responsabilidades, sigue manteniendo una conexión profunda con su país de origen, Nicaragua.
Inspirado por una variedad de influencias musicales, tanto locales como internacionales, J Larios encuentra su voz artística en la fusión de diferentes estilos y culturas. Tanto en el escenario como en el estudio, busca transmitir autenticidad y emoción a través de su música.
Con proyectos emocionantes en el horizonte, incluyendo colaboraciones sorprendentes y el lanzamiento de su próximo álbum titulado ‘Cuello Blanco’, J Larios está comprometido con ofrecer nuevas experiencias y emociones a sus seguidores. Su trayectoria como compositor, productor, cantante y escritor es un viaje de descubrimiento y crecimiento constante, impulsado por su pasión por la música y el deseo de compartir su arte con el mundo.
En una entrevista reciente concedida al escritor español José Luis Ortiz, expresó que se siente inspirado por una variedad de influencias musicales. Desde artistas locales como Katia Cardenal y Guardabarranco, hasta figuras internacionales como Silvio Rodríguez y Mercedes Sosa, encuentra inspiración en aquellos que han dejado una marca indeleble en la escena musical. Su compromiso con la autenticidad y la innovación lo lleva a buscar nuevas formas de expresión y creatividad en su trabajo, desde la producción hasta la interpretación y la escritura.
En el proceso de lanzamiento de su música, este artista sigue un enfoque estratégico que incluye la planificación cuidadosa de la fecha de lanzamiento, la coordinación con distribuidores y una sólida estrategia de promoción. Su objetivo es mantener el interés de la audiencia y aumentar su alcance a través de plataformas digitales y lanzamientos físicos. A través de este proceso, continúa conectando con su audiencia y compartiendo su pasión por la música con el mundo.
En conclusión, la historia de J Larios es la de un artista en constante evolución, impulsado por la pasión por la música y el deseo de compartir su arte con el mundo. Su viaje desde Nicaragua hasta Estados Unidos ha sido marcado por la búsqueda de autenticidad, la innovación y la conexión con su audiencia.
Con cada nuevo proyecto, J Larios sigue explorando nuevas formas de expresión y creatividad, llevando su música a nuevas alturas y dejando una marca indeleble en la escena musical. En el siguiente enlace pueden disfrutar del más reciente tema musical de J. Larios en colaboración con Oliver Tmm. https://youtu.be/vmVVpTefidw?si=6QSSv_bwEYZHAFyP
Sobre la autora:
Isbelia Farías López (Venezuela), es escritora, ponente en diversos congresos de filosofía y educación, curadora en exposiciones artísticas y redactora de contenidos. En esta última faceta laboral se ha especializado en temáticas femeninas y de la sexualidad. Graduada en Filosofía por la Universidad del Zulia (2010). Realizó un máster en Filosofía en su alma mater (2013) y cursa estudios para acceder al grado en Orientación en Sexología en el Centro de Investigaciones Psicológicas, Psiquiátricas y Sexológicas de Venezuela.
Contacto: isbeliafarias@gmail.com
Foto cortesia di Isbelia Farías López ( Escritora venezolana)
Continua con Pietro La Barbera, conduttore radiofonico, scrittore e ideatore del progetto “La Voce del Buio” e “Teatro nel Buio” per dare la possibilità di vedere, ascoltando, a chi non vede ed Elisa Mascia di San Giuliano di Puglia (Italia). poetessa, scrittice, declamatrice, divulgatrice culturale nel mondo Il secondo Recital Poetico Internazionale organizzato in collaborazione con Carmen Flores e Yanni Tugores “Voci poetiche, attraversando gli oceani” insieme “Alla ricerca della Vera Bellezza” conoscendo non una ma diverse anime speciali tra le quali conosceremo meglio : – CARMEN FLORES San Vicente de Cañete Lima PERÙ. Poetessa e insegnante. Vincitrice di numerosi premi all’interno e all’esterno del suo paese e membro di numerose istituzioni poetiche. La sua opera appare in diverse antologie nazionali e internazionali, ha poesie musicate e tradotte in francese. Tra i suoi premi ci sono: EL Chasqui de Oro, assegnato dal Ministero della Pubblica Istruzione per la sua poesia e carriera letteraria, e il Premio Estrella del Sur Desde Uruguay Al Mundo (Uruguay), per la sua poesia e il meritorio lavoro culturale. Ha 5 libri pubblicati.
ESSENZA DELLA DONNA
Sono l’architettura delle mie radici ancestrali ascolto la musica segreta delle stelle che rimane prigioniera nel mio mondo
Sento il fuoco nelle vene sento voci che mi abitano come un tatuaggio attaccato alle mie ossa sono la traccia del dolore che cancellò la mia colpa sento ancora il ghiaccio pungente nell’anima
Eppure risorgo dai miei abissi, instancabile guerriera
Di fronte al miracolo della vita, un universo nuovo si nutre del mio sangue ascolto i suoi battiti al ritmo del mio cuore un grido dal mio ventre scuote i miei sensi cerco con i miei segni di scoprire la biografia del mio spirito guardo il corpo della poesia inondato dal mistero della luce.
LA PIETRA
Dall’abissale solitudine del mio mondo si svela davanti ai miei occhi un’enorme pietra nuda Il suo spirito mi affascina, la sento viva. Tocco la sua pelle di secoli entro nelle sue infinite viscere Sento l’urlo straziante delle sue ferite tra le voci umane come anelli spezzati che fluttuano nel firmamento oscuro Ascolto la lingua antica Degli alberi Dai fiumi Degli oceani il rumore delle stelle arde nella sua memoria come una musica incessante la pietra è un grido di secoli Nel suo spirito prevale la storia del Cosmo la Parola si inchina davanti alle mie radici ancestrali Dal cuore della pietra nasce il condor con le sue ali impregnate di libertà.
Traduzione in italiano a cura di Elisa Mascia
– YANNI TUGORES. URUGUAY. Scrittrice, prologista e promotrice culturale. Numerosi premi dentro e fuori i confini per il suo lavoro e la sua gestione culturale, sociale e umanitaria. Ha partecipato a diverse antologie in Uruguay e all’estero. Molte delle sue poesie sono state musicate e tradotte in 3 lingue. Direttrice fondatrice di “Esquina Cultural La Paz” per 10 anni. Giurata in numerosi concorsi, compilatrice di antologie internazionali e organizzatrice di concorsi internazionali. Co-organizzatrice del Premio Internazionale “Stella del Sud dall’Uruguay al Mondo”. Ha 13 libri pubblicati.
NON FERMARTI La tua marea di lingue e di mani. Attraversa il mio deserto, soffiami l’aria calda con raffiche di sogni. Non fermarti; alle tue labbra ricordi d’oblio respiri dispettosi. Non ci sono più colori sul mio viso che ho sempre ritenuto eterno. Non fermarti; il conforto nel sangue che scorre, ricordi fuorvianti. Né la pioggia, né la notte, né la schiuma, lascialo restare un momento. Non fermarti; la tua marea di lingue e di mani, nemmeno nella tua pelle l’accordo cosa hai fatto al ritmo della mia musica poco prima del concerto.
Non fermarti; la scricchidare di quella carne saporita, con tutto il suo condimento. Né il forse, né il perché, né il domani, Beh, se ti fermi… I miei versi si fermeranno.
SOGNO E MORTE DI UN POETA
Il poeta sogna soli sbiaditi. Le vocali lo urlano e mutano la sua arte. È tentato dal frutto ma non lo raggiunge. Corre come un cavaliere in fuga e si blocca nella mente. Vuole piantare il polline dell’inchiostro sulla carta. Trascina le parole, diluisce il pensiero L’uomo piange, il poeta non può. Versa impotente il suo veleno lirico che lo culla, lo zittisce e lo uccide.
*** Continua con Pietro La Barbera, locutor de radio, escritor y creador del proyecto “La Voce del Buio” y “Teatro nel Buio” para dar la posibilidad de ver, escuchar, a quienes no pueden ver. y Elisa Mascia de San Giuliano di Puglia (Italia). poeta, escritor, declamador, divulgador cultural en el mundo Segundo Recital Poético Internacional organizado en colaboración con Carmen Flores y Yanni Tugores “Voces poéticas, cruzando los océanos” juntos “En busca de la Verdadera Belleza” conociendo no una sino varias almas especiales entre ellas conoceremos mejor : – CARMEN FLORES San Vicente de Cañete Lima PERÚ. Poeta y profesora. Multipremiada dentro y fuera de su país y miembro de varias instituciones poéticas. Su obra figura en varias Antologías nacionales e internacionales, tiene poemas musicalizados y traducidos al francés. Entre sus premios se destacan: EL Chasqui de Oro, otorgado por el Ministerio de Educación por su poesía y trayectoria literaria y el Premio Estrella del Sur Desde Uruguay Al Mundo (Uruguay), por su poesía y meritoria labor Cultural. Posee 5 libros publicados.
ESENCIA DE MUJER
Soy la arquitectura de mis raíces ancestrales escucho la música de los astros Secreto que permanece cautivo en mi mundo siento el fuego en mis venas escucho voces que me habitan como un tatuaje adherido en mis huesos Soy la huella del dolor que borró mis culpas Aún siento el punzante hielo en el alma Sin embargo me yergo desde mis abismos Guerrera infatigable Ante el milagro de la vida un nuevo universo se nutre de mi sangre escucho sus latidos al ritmo de mi corazón un grito desde mi vientre estremece mis sentidos intento con mis signos descubrir la biografía de mi espíritu miro el cuerpo del poema inundado del misterio de la luz
LA PIEDRA
Desde la soledad abismal de mi mundo se revela ante mis ojos una inmensa piedra desnuda su espíritu me cautiva la siento viva toco su piel de siglos ingreso a sus entrañas infinitas Oigo el grito desgarrador de sus heridas entre voces humanas como eslabones rotos flotando en el firmamento oscuro escucho el lenguaje milenario De los árboles De los ríos De los océanos arde en su memoria el rumor de los astros como una música incesante la piedra es un grito de siglos en su espíritu prevalece la historia del Cosmos se inclina la Palabra ante mis raíces ancestrales del corazón de la piedra nace el cóndor con sus alas impregnadas de libertad
– YANNI TUGORES- URUGUAY. Escritora, prologuista y promotora cultural. Multipremiada dentro y fuera de fronteras por su obra y su gestión cultural, social y humanitaria. Participó de varias antologías en Uruguay y en el extranjero. Varios de sus poemas fueron musicalizados y traducidos a 3 idiomas. Directora-fundadora “Esquina Cultural La Paz” desde hace 10 años. Jurado en varios concursos, compiladora de Antologías internacionales y organizadora de concursos internacionales. Co-organizadora del Premio Internacional “Estrella del Sur desde Uruguay al Mundo”. Tiene 13 libros publicados.
NO DETENGAS
No detengas; tu marea de lenguas y de manos. Traspasa mi desierto, abanica mis aires calientes con ráfagas de sueños. No detengas; a tus labios recuerdos de olvidos rencorosos alientos. En mi rostro ya no hay los colores que pensé siempre eternos. No detengas; el consuelo en la sangre que corre, engañosos recuerdos. Ni la lluvia, la noche o la espuma que se quede un momento. No detengas; tu marea de lenguas y de manos, ni en tu piel el arreglo que le hiciste al compás de mi música, poco antes del concierto. No detengas; el crujir de esa carne sabrosa, con todo su aderezo. Ni el tal vez, ni el por qué, ni el mañana, pues si te detienes… Se detendrán mis versos.
SUEÑO Y MUERTE DE UN POETA
Sueña el poeta con soles desleídos. Las vocales le gritan y mutan su arte. Se tienta con el fruto mas no lo alcanza. Corre como jinete desbocado y se vara en la mente. Quiere sembrar polen de tinta en el papel. Arrastra las palabras, diluye el pensamiento llora el hombre, el poeta no puede. Impotente vuelca su lírico veneno que lo adormece, enmudece y mata.
Continua con Pietro La Barbera, conduttore radiofonico, scrittore e ideatore del progetto “La Voce del Buio” e “Teatro nel Buio” per dare la possibilità di vedere, ascoltando, a chi non vede ed Elisa Mascia di San Giuliano di Puglia (Italia). poetessa, scrittice, declamatrice, divulgatrice culturale nel mondo Il secondo Recital Poetico Internazionale organizzato in collaborazione con Carmen Flores e Yanni Tugores “Voci poetiche, attraversando gli oceani” insieme “Alla ricerca della Vera Bellezza” conoscendo non una ma diverse anime speciali tra le quali:
– ROCÍO CARDOSO Nata a Montevideo. Risiede a Punta del Este dal 2006. Poetessa e scrittrice per ragazzi. Responsabile culturale. Presidente degli Incontri Internazionali di Letteratura. Presidente dell’Associazione Artisti Donne Maldonado. Si è distinta per il suo impegno in difesa delle Donne, in Argentina, Colombia, Cile, Costa Rica, Ecuador, Spagna, Perù, Porto Rico e Uruguay. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua carriera e il suo lavoro culturale in Uruguay e all’estero. Ha pubblicato venti libri di poesie, tre libri di racconti, un romanzo e dieci libri per bambini. Partecipa a più di 45 antologie e libri collettivi. Le sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, tagalog e italiano
Offuscamento della pioggia negli orologi
Il mio tempo non è sull’orologio… Avevo finito il tempo!… Dolce Maria Loynaz
I
Sceglie di abbandonarti tra le mura del silenzio per essere testimone di quel nuovo equilibrio
niente è sublime nel cuore della notte dove fioriscono le statue negli orologi senza tempo
Mentre cancella la sua goffaggine le vertigini si interrompono nel canto tardo degli uccelli che fuggono dalla sua desolazione
II
Quell’angoscia avvolta che non ha potuto dimenticare batte nella tua anima
in quello spazio soffoca il silenzio tremante di sogni simulati
È un punto fermo nell’oscurità dell’infinito Per provare essere all’improvviso noia sul cammino
ma nella sua fragilità senza affanno, né desiderio basta resistere davanti alla clessidra per non morire prima del tempo
III
Ogni mattina sorge il sole roteando nella sua luce concentrica
in quella sete estiva la sua pelle è petalo emanando un profumo di gelsomino
il suo silenzio ancorato sta crollando tra le pietre per cadere nauseante nelle ore
i secondi sono aria fresca nell’offuscamento di pioggia sugli orologi
Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia
– PROF. NELSON GUERRA. Nato a Montevideo, Rep. Orientale dell’Uruguay, il 19 gennaio 1943. È scrittore e artista visivo. Narratore, poeta, conferenziere, coordinatore di laboratori letterari. Ha pubblicato diversi libri di narrativa e poesia. Ha diretto i laboratori letterari di Maldonado del Ministero dell’Istruzione e della Cultura e quelli della Direzione della Cultura dell’Amministrazione Comunale di Maldonado, nella capitale e in altre città di quel Dipartimento. Nel campo della creazione poetica ha sviluppato nuovi formalismi, tra cui quello che più si è distinto nell’universo ispanofono è “Guaroj”. Attualmente dirige i laboratori virtuali dell’Associazione degli Scrittori d’Interni- AEDI Uruguay.
GUAROJ DI ZUCCHERO
Assorbito nel caffè, quasi di notte svelare un chiarore lunare con il cucchiaio pieno di scintillii disegno di geroglifici di zucchero e penso: dov’è? Cosa ne sarà di lei? e il suo nome di ieri suona come mai prima d’ora Il suo sorriso nella foto batte a volte e la pioggia cade sulla finestra. Assorbito nel caffè, quasi di notte Disegno geroglifici di zucchero.
LA BUONA TRAPPOLA
La poesia sa che la sto leggendo. Spia le mie reazioni. Mi guarda fissa. La offusco col fumo della sigaretta, o col vapore del caffè, sui versetti già letti e si comporta come se fosse distratta, come se mi lasciasse libera. Sembra che non mi parli. Questo non ha niente a che fare con me E all’improvviso risalta il nome di uno sconosciuto, con una dolce energia inspiegabile, che produce un improvviso tremore tipografico. Lì noto l’impostura. Lo pseudonimo. E quando nomina un oggetto di scena Inés, sussurra: “Lei”. La poesia vampirizza i miei ricordi e diventa mia. All’improvviso tace. Ma so che domani, che un giorno, forse più tardi, mi dirà qualcos’altro, di me, di lui e di Lei.
Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia
*** Continua con Pietro La Barbera, locutor de radio, escritor y creador del proyecto “La Voce del Buio” y “Teatro nel Buio” para dar la posibilidad de ver, escuchar, a quienes no pueden ver. y Elisa Mascia de San Giuliano di Puglia (Italia). poeta, escritor, declamador, divulgador cultural en el mundo Segundo Recital Poético Internacional organizado en colaboración con Carmen Flores y Yanni Tugores “Voces poéticas, cruzando los océanos” juntos “En busca de la Verdadera Belleza” conociendo no una sino varias almas especiales entre ellas:
– ROCÍO CARDOSO Nació en Montevideo. Reside en Punta del Este desde el año 2006. Poeta y escritora infantil. Gestora Cultural. Presidente de los Encuentros Internacionales de Literatura. Presidente de la Asociación Mujeres Artistas de Maldonado. Distinguida por su compromiso en defensa de la Mujer, en Argentina, Colombia, Chile, Costa Rica, Ecuador, España, Perú, Puerto Rico y Uruguay. Ha recibido varios reconocimientos a su trayectoria y quehacer cultural en Uruguay y el exterior. Ha publicado veinte libros de poesía, tres libros de cuentos, una novela y diez libros infantiles. Participa en más de 45 Antologías y libros colectivos. Sus poemas fueron traducidos al inglés, francés, tagalo e italiano
Ofuscación de lluvia en los relojes
Mi hora no está en el reloj… ¡Me quedé fuera del tiempo!… Dulce María Loynaz I
Elije abandonarse en los muros del silencio para ser testigo de ese nuevo equilibrio
nada es sublime en la espesura de la noche donde florecen estatuas en relojes sin tiempo
mientras va borrando su torpeza el vértigo interrumpe en el canto tardío de los pájaros que huyen de su desolación
II
Esa angustia amortajada que no ha logrado olvidar palpita en su alma
en ese espacio sofoca el silencio tembloroso de sueños simulados
es un punto detenido en la oscuridad del infinito para intentar ser de repente hastío en el camino
pero en su fragilidad sin afán, ni anhelo solo resiste frente al reloj de arena para no morir antes de tiempo
III
Cada mañana sale el sol girando en su concéntrica luz
en esa sed de verano su piel es pétalo desplegando perfume a jazmines
su silencio anclado se va quebrando entre las piedras para caer nauseabunda en las horas
los segundos son aire fresco en la ofuscación de lluvia en los relojes
– PROF. NELSON GUERRA. Nace en Montevideo, Rep. Oriental del Uruguay el 19 de enero de 1943.Es escritor y artista plástico. Narrador, poeta, conferencista, coordinador de talleres literarios. Ha publicado varios libros de narrativa y de poesía. Ha dirigido los talleres literarios de Maldonado del Ministerio de Educación y Cultura y los de la Dirección de Cultura de la Intendencia Municipal de Maldonado, en la capital y otras ciudades de ese Departamento. En el campo de la creación poética ha desarrollado nuevos formalismos, de los cuales el que más se ha destacado en el universo hispanoparlante es el “Guaroj”. Actualmente dirige los talleres virtuales de la Asociación de Escritores del Interior- AEDI Uruguay.
GUAROJ AZUCARADO
Absorto en el café, casi en la noche desovillando un resplandor de luna con la cuchara henchida de destellos dibujo jeroglíficos de azúcar y pienso: Dónde está? Qué será de ella? y su nombre de ayer me suena a nunca Su sonrisa en la foto late a veces y cae en la ventana de la lluvia. Absorto en el café, casi en la noche dibujo jeroglíficos de azúcar.
LA BUENA TRAMPA
El poema sabe que lo estoy leyendo. Espía mis reacciones. Me mira fijo. Lo nublo con humo de mi cigarrillo, o con vapor de café, sobre los versos ya leídos y él hace como que se distrajo, que me deja en libertad. Parece no hablarme. Que nada tiene que ver conmigo Y de improviso destaca el nombre de una desconocida, con una suave energía inexplicable, que produce un súbito temblor de tipografía. Allí advierto la impostura El seudónimo. Y donde nombra a una Inés de utilería, susurra: “Ella”. El poema vampiriza mis recuerdos y se vuelve mío. De pronto calla. Pero yo sé que mañana, que algún día, tal vez luego, va a decirme algo más, de mí, de él y de Ella.
Continua con Pietro La Barbera, conduttore radiofonico, scrittore e ideatore del progetto “La Voce del Buio” e “Teatro nel Buio” per dare la possibilità di vedere, ascoltando, a chi non vede ed Elisa Mascia di San Giuliano di Puglia (Italia). poetessa, scrittice, declamatrice, divulgatrice culturale nel mondo Il secondo Recital Poetico Internazionale organizzato in collaborazione con Carmen Flores e Yanni Tugores “Voci poetiche, attraversando gli oceani” insieme “Alla ricerca della Vera Bellezza” conoscendo non una ma diverse anime speciali tra le quali:
– MARCO MARTOS (1942), Piura, Perù. Ha pubblicato trenta libri di poesie, tra cui “Poesía Junta” (2O12), “Castillos en el aire” (2021), “L’inaudito che ti viene dalla Via Lattea” (2023). Le sue poesie o libri sono stati tradotti in greco, francese, portoghese, italiano, ungherese, olandese, inglese, tedesco, cinese. Ha vinto il Premio Nazionale di Poesia del Perù. Ex presidente dell’Accademia Peruviana della Lingua.
RITO Oggi, ieri e domani, oggi, in questo momento, nel punto fermo dove succede tutto e niente, per purificare il dialetto della tribù mettendo ogni parola al suo posto, Parla la poesia, parla poco, adempiendo al suo obbligo, e senza che nessuno la inventi, la diffonda o la disordina, mostra l’ordine e il disordine della vita, ordine, disordine e frenesia. E affinché la tribù sia felice utilizza parole della lingua odierna beh le parole dell’anno scorso appartengono alla lingua dell’anno passato e le parole del prossimo anno attendono un’altra voce. E nel punto immobile dove tutto e niente succede, quella voce è questa voce.
UCCELLI
Virgilio, Omero, Dante e Petrarca Sono uccelli che volano ad alta quota, svaniscono all’alba dell’immensità celeste e sussurrano come uccelli il linguaggio degli uomini, ma sono anche uomini che parlano come gli uccelli il linguaggio dei cieli.
LA BELLA ESTATE DI CESARE PAVESE
Mi piace immaginare Cesare Pavese respirando l’aria dei mari del Sud, baciare le ragazze che gli piacevano del suo modo peculiare di parlare spagnolo, che si sentiva soddisfatto del loro sorriso italiano, con il libro che firmava all’imbrunire, alla locanda del molo, prima di partire. Lo ricordavano con affetto, senza nostalgia, avendo saputo che era la strada per arrivarci nelle parole dei sogni, a Belbo, a Roma, a Milano, alla Firenze che vide Dante, ai partigiani amanti della libertà. Cesare aveva un modo di scrivere frenetico, di una perfezione non ricercata che scopre chiunque arrivi alle sue pagine, storie, poesie, cronache e disperazione. È vero che la morte è arrivata con occhi belli d’amore Lo spirito di Cesare Pavese vaga tra le sue mirabili pagine e nei mari del Sud.
Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia – Italia
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– LAURA BOLLI IRIBARREN. Risiede a Concepción del Uruguay, Entre Ríos, Argentina. Professoressa, poetessa, scrittrice e ricercatrice indipendente di afroamericanismo. Docente. AMBASCIATRICE UNIVERSALE DELLA PACE. Designata dal Cercle Universal Des Ambassadors de la Paix. Svizzera/Francia. MEMBRO VOLONTARIO dell’ISTITUTO per l’UGUAGLIANZA, LA DIVERSITÀ e l’INTEGRAZIONE (IARPIDI) Argentina. MEMBRO REDAAL. RETE DEGLI AFRICANISTI DELL’AMERICA LATINA. MEMBRO DELL’ALADAA INTERNATIONAL, ASSOCIAZIONE LATINOAMERICANA PER GLI STUDI DELL’ASIA E DELL’AFRICA. MEMBRO DELL’OSSERVATORIO UNIVERSITARIO INTERNAZIONALE DELLA CULTURA IMMATERIALE E DEL VILLAGGIO GLOBALE, dell’Università di Valencia. Cattedra UNESCO. Spagna. Tra gli altri. Premi nazionali e internazionali.
AMORE
Cancella i fogli d’amore, come ho scritto versi amorosi, Quanto è solitaria la solitudine, e camminare liberamente attraverso la vita, cancella i fogli d’amore e la pagina è bianca, Ho scritto versi d’amore e sono rimasti in sospeso, come la solitudine accompagnata da chi è solo, come fantasie incompiute. Ho scritto versi d’amore, come le opere dei geni. Ho scritto versi d’amore, e la vita li portò attraverso i venti degli uragani, le onde verso l’oceano. Vento e marea, marea di vita, lì nella danza del tempo. Gli occhi più belli e sinceri attendono, Li aspetto e basta…
Tutti i diritti riservati. Prof.ssa Laura Bolli Iribarren. Argentina.
TRAMONTO
Cala il pomeriggio, è un bel tramonto, Si sente la musica in lontananza, rondini, passeri, il canto degli uccelli e qualche cane che abbaia. Cantano e senza saperlo la loro compagnia mi fa sognare. È una sera primaverile quasi estiva, Gli alberi con le loro foglie verdi mi sorridono mentre si muovono, mi accarezza la brezza e il piacere di non fare nulla. Solo loro e io.
Tutti i diritti riservati. Prof.ssa Laura Bolli Iribarren. Argentina.
*** Continua con Pietro La Barbera, locutor de radio, escritor y creador del proyecto “La Voce del Buio” y “Teatro nel Buio” para dar la posibilidad de ver, escuchar, a quienes no pueden ver. y Elisa Mascia de San Giuliano di Puglia (Italia). poeta, escritor, declamador, divulgador cultural en el mundo Segundo Recital Poético Internacional organizado en colaboración con Carmen Flores y Yanni Tugores “Voces poéticas, cruzando los océanos” juntos “En busca de la Verdadera Belleza” conociendo no una sino varias almas especiales entre ellas:
– MARCO MARTOS (1942), Piura, Perú. Ha publicado treinta libros de poesía, entre ellos “Poesía junta” (2O12), “Castillos en el aire” (2021,) “Lo inaudito que te viene de la Vía Láctea” (2023) Poemas o libros suyos han sido traducidos al griego, francés, portugués, italiano, húngaro, holandés, inglés, alemán, chino. Ha obtenido el Premio Nacional de Poesía del Perú. Expresidente de la Academia Peruana de la Lengua.
RITO Hoy, ayer y mañana, hoy, en este instante, en el punto inmóvil donde todo y nada sucede, para purificar el dialecto de la tribu colocando cada palabra en su lugar, habla la poesía, habla poco, cumpliendo su obligación, y sin que nadie la invente, esparza o desordene, evidencia el orden y desorden de la vida, orden y desorden y furor. Y para que la tribu quede contenta usa palabras del lenguaje de hoy pues las palabras del año pasado pertenecen al lenguaje del año pasado y las palabras del próximo año esperan otra voz. Y en el punto inmóvil donde todo y nada sucede, esa voz es esta voz.
PÁJAROS
Virgilio Homero, Dante y Petrarca son pájaros de alto vuelo, se difuminan en el amanecer de la celeste inmensidad y bisbisean como pájaros el lenguaje de los hombres, pero son hombres también que hablan como pájaros el lenguaje de los cielos.
EL BELLO VERANO DE CESARE PAVESE
Me gusta imaginar a Cesare Pavese respirando el aire de los mares del Sur, besando a las muchachas que gustaban de su peculiar manera de hablar el español, que se sentían satisfechas con su sonrisa italiana, con el libro que firmaba al anochecer, en la posada junto al muelle, antes de partir. Lo recordaban con afecto, sin nostalgia, haberlo conocido era la manera de llegar en las palabras de los sueños, a Belbo, a Roma, a Milán, a la Florencia que vio a Dante, a los partisanos amantes de la libertad. Cesare tenía una frenética manera de escribir, de una no buscada perfección que descubre cualquiera que se acerque a sus páginas, cuentos, poemas, crónicas, y la desesperación. Es cierto que llegó la muerte con los bellos ojos del amor. Vaga el espíritu de Cesare Pavese en sus páginas admirables y en los mares del Sur.
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– LAURA BOLLI IRIBARREN. Reside en Concepción del Uruguay, Entre Ríos, Argentina. Profesora, Poeta, Escritora e Investigadora Independiente en Afroamericanistica. Conferencista. EMBAJADORA UNIVERSAL DE LA PAZ. Designada por Cercle Universel Des Ambassadeurs de la Paix. Suisse/France. MIEMBRO VOLUNTARIO del INSTITUTO para la IGUALDAD, DIVERSIDAD e INTEGRACIÓN (IARPIDI) Argentina. MIEMBRO DE REDAAL. RED DE AFRICANISTAS DE AMÉRICA LATINA. MIEMBRO DE ALADAA INTERNACIONAL.ASOCIACIÓN LATINOAMERICANA DE ESTUDIOS DE ASIA Y ÁFRICA. MIEMBRO DEL OBSERVATORIO UNIVERSITARIO INTERNACIONAL DE CULTURA INMATERIAL Y ALDEA GLOBAL, de la Universitat de Valencia. Cátedra UNESCO. España. Entre Otros. Premios Nacionales e Internacionales.
AMOR
Borre hojas de amor, como escribí versos amando, como sola es la soledad, y anda suelta por la vida, borre hojas de amor y la página en blanco, escribí versos de amor y quedaron en suspenso, como la soledad acompañada de los solos, como las fantasías inconclusas. Escribí versos de amor, como las obras de los genios. Escribí versos de amor, y la vida los llevó por vientos huracanados, las olas al Océano. Viento y marea, marea la vida, allí en el baile del tiempo. Los ojos más bellos y sinceros esperan, yo simplemente los aguardo…
Cae la tarde, es un bello atardecer, se escucha música a lo lejos, golondrinas, tijeretas, canto de pájaros y ladridos de algún perro. Me cantan sin saberlo y su compañía me hace soñar. Es un atardecer de primavera casi verano, los árboles con sus hojas verdes me sonríen al moverse, la brisa me acaricia y el placer de no hacer nada. Solo ellos y yo.
Se potessi essere qualcun altro per un giorno, chi saresti e perché?
Sono contenta di me stessa e non desidero mai di vestire i panni altrui per avere più successo, per avere più soldi e benessere economico e nemmeno per fare cambio con la salute di chiunque altra persona.
Per rispondere alla domanda e casca a pennello che in questi giorni mia figlia è in viaggio per una vacanza in luoghi fantastici e spettacolari della Thailandia.
Contrariamente a quanto si possa pensare di essere mamma super preoccupata e in ansia invece mi sto vivendo questo viaggio come fossi là grazie anche alla condivisione di foto e video che veramente fanno sì di immedesimarsi ed essere in giro a visitare il Tempio o fare il giro turistico nella giungla, immergermi nelle acque tiepide della piscina indicata dalla guida come quella sicura per fare il bagno mentre nell’altra, dai colori azzurro forte e verde scuro, ci sono le sabbie mobili e pertanto pericolosa.
Mi accontenterei di un giorno soltanto essere mia figlia per vivermi di persona la bellezza della vacanza rilassante.
Sento il sibilar del vento, interrompe questo silenzio assordante che ormai riempie ogni momento della tua assenza desbordante, dinanzi agli occhi passa lo scenario del tempo imprigionato nell’immaginario
che vaga con velocità infinita più del suono delle tue parole attratte nel cosmo da una calamita, speranza consola al cuor che duole aspetta senza sosta un tuo pensiero di serenità e pace come sempre foriero.
Silenzio è mentre brilla il sole scioglie la rugiada cristallizzata dell’assenza grida la mente che solo te vuole, nell’istante interminabile è presenza non importa se reale o immaginata nel silenzio echeggia l’essere amata.
Ripete, amore, la tua voce a conferma nel dialogo interiore trova sollievo che quando è vero la Terra trema e nuovamente nel qui ed ora ricevo. Silenzio interrotto da interminabili minuti da orologio lancette e numeri erano caduti
e non poter tempo segnare sostituiti da battiti di cuore che sa ancora amare.