Una poesia dal Perù e la recensione dall’Italia, di Elisa Mascia

Foto cortesia di Antonio Escobar Mendivez – Perù

In che momento vieni alla mia riva

con l’aratro del tuo sentimento

e apri i solchi del tuo pensiero

e seminare il tuo seme con amore?

Viaggiatrice illuminata

Com’è delicata la tua voce si ripete sopra la rugiada!

Sopra i rami canta il fiume

ed è un bacio il tremore delle tue pupille

Meravigliose ripetitive rose lilla

e lo splendore delle dalie ti danno vigore.

Si sentono i tuoi passi sul nascere

di trifogli e felci.

Bellissimo tappeto!

Ascolta il canto della tenera allodola

cammina ondulata con un dolce trotto.

Perché non andiamo a fare un giro in barca?

Nella luce della sera, nella tua laguna?

Ci baceranno le labbra della luna

e la tua bocca di fragola sarà un lago

dove la fiaccola dell’amore appago

e si accende di nuovo la mia fortuna.

Antonio Escobar Mendivez

***

L’ispirazione poetica profondamente romantica che muove come le corde di un violino nella composizione di una dolce musica in cui anima e cuore si esprimono in una melodia che accarezza la mente ponendole in sintonia tra loro,

l’evocazione del momento in cui, il protagonista della poesia,chiede alla donna amata che arriva a far parte della sua esistenza nella similitudine del sapiente gesto di colui che, dopo aver preparato il terreno fertile, è pronto a ricevere il seme del sentimento più elevato dell’amore che sparge tra i solchi ben delineati del pensiero,

ne ascolta la voce fresca e cristallina, della “viaggiatrice illuminata” , che si riversa sui rami degli alberi nel gorgogliare del ruscello in simbiosi con il trepidante bacio nello sbatter di ciglia sulle pupille che avviene circondato dai tenui colori delle “rose lilla” e dalie che, nel significato legato all’amore e ai sentimenti, pianta regale o bouquet ricevuti con entusiasmo grazie alla bellezza dei suoi fiori e ai suoi petali dai colori accesi, donano vigore ed esprimono amore e affetto.

Della viaggiatrice illuminata si odono i passi danzanti sopra un meraviglioso tappeto di nascenti trifogli e felci mentre ascolta il canto delle allodole.

Nell’ ispirazione non poteva mancare la conclusione dell’invito a fare un giro insieme nella penombra della sera quando la luce del giorno cede il posto al chiaror della luna riflessa nella laguna dov’è fantastico l’incontro delle labbra in un bacio infinito al sapore di fragola che fa’ si che si calmi la passionale fiamma dell’amore e si accende di nuovo la speranza di un fortunato futuro.

Recensione redatta a cura di Elisa Mascia

¿En qué momento vienes a mi orilla

con el arado de tu sentimiento

y abres los surcos de tu pensamiento

y siembres con amor de tu semilla?

Viajera iluminada ¡Qué sencilla

se repite tu voz sobre el rocío!

Encima de las ramas canta el río

y es un beso el temblor de tus pupilas

Bonitas se repiten rosas lilas

y el fulgor de las dalias te dan brío.

Se sienten tus pisadas en el brote

de tréboles y helechos ¡Bella alfombra!

Escucha el canto de la tierna alondra

ondulada camina en suave trote.

¿Por qué no vamos de paseo en bote

en la luz de la tarde, en su laguna?

Nos besarán los labios de la luna

y tu boca de fresa será un lago

donde la antorcha del amor apago

y se enciende de nuevo mi fortuna.

Antonio Escobar Mendivez

La inspiración poética profundamente romántica que se mueve como las cuerdas de un violín en la composición de una dulce música en la que corazón y alma se expresan en una melodía que acaricia la mente, poniéndolos en armonía entre sí,

la evocación del momento en que el protagonista del poema pide a la mujer amada que venga a ser parte de su existencia a semejanza del gesto sabio de quien, después de haber preparado la tierra fértil, se dispone a recibir la semilla de el más elevado por el amor que se esparce entre los surcos bien definidos del pensamiento,

escucha la voz fresca y cristalina del “viajero iluminado”, que se derrama sobre las ramas de los árboles en el gorgoteo del arroyo en simbiosis con el beso tembloroso en el parpadeo de las pestañas sobre las pupilas que se produce rodeado por la suave colores de las “rosas lilas” y de las dalias que, en el sentido vinculado al amor y a los sentimientos, planta o ramo regio recibido con entusiasmo gracias a la belleza de sus flores y sus pétalos de vivos colores, da vigor y expresa amor y cariño.

Los pasos de baile de la viajera iluminada se escuchan sobre una maravillosa alfombra de tréboles y helechos en ciernes mientras escucha el canto de las alondras.

En la inspiración no podía faltar la conclusión de la invitación a dar un paseo juntos en el crepúsculo de la tarde cuando la luz del día da paso a la luz de la luna reflejada en la laguna donde se encuentra el encuentro de los labios en un infinito. beso de sabor es fantástico de fresa que hace que la llama apasionada del amor se calme y se encienda nuevamente la esperanza de un futuro afortunado.

Reseña escrita por Elisa Mascia – Italia

Maria La Rosa presenta il suo libro di poesie “Le rose di Maria”, di Elisa Mascia

Foto cortesia di Maria La Rosa

Dalla Sicilia presentiamo il libro di poesie ” Le rose di Maria” della poetessa Maria La Rosa

Filo D’erba

Per ore e ore

sto qui

fermo

ad ammirare e contemplare

un esile filo d’erba

non c’è niente di più magico

annusare tutti i ricordi

da ogni fiore profumato

che il vento da in dono

nell’impasto del pane del cielo

Sento il silenzio

la meraviglia

la consapevolezza della sacralità muta

di una semplice rosa

il mio cuore vibra

di incantevole rarità

La Cerva

Sopra il tetto

la cerva ha occhi grandi

non si addormenta.

Esce

di giorno a vegliare

e ore nel buio a non vacillare

proteggerà i monti, i mari

non la vanità

proteggerà l’innocenza delle proprie mani pure

incarnate nella tela Innocente del grembo

nell’immensa

Verità.

PREFAZIONE

Scrivere la prefazione di una silloge a una poetessa come Maria La Rosa è un compito arduo, pressoché impossibile, perché mentre si prova a descriverla lei già è mutata, emigrata verso un’altra esperienza poetica e la sua descrizione risulterebbe già datata prima di iniziarla.

Non è lei che ha scelto la poesia, ma la Poesia che ha scelto Maria. Forse neppure essa stessa controlla la sua incontenibile ispirazione e la

sua propensione a comporre. Forse è addirittura inconsapevole delle sue potenzialità artistiche: scrive perché quello sa e deve fare. Ma volendole attribuirle un titolo, un’etichetta, chi è Maria La Rosa poetessa? Sicuramente un petalo che svolazza sopra le brutture del mondo, la bellezza sublimata dall’imprevedibilità, il soffio di vento

improvviso e inaspettato, quanto di più imponderabile un lettore potrebbe aspettarsi. E chi è la Maria La Rosa donna? È una poesia d’amore di Jacques Prévert, una bottiglia di vino rosso “Mille e una Notte Donnafugata” sorseggiato in riva al mare della sua Sicilia, il “cigno nero” ossia l’improbabile che governa la nostra vita.

O più semplicemente, Maria La Rosa è una bravissima poetessa.

Non potendo dare un titolo a un quadro astratto, non potendo definire in senso limitativo un’artista a 360°, possiamo leggere i suoi versi. L’eremo della nostra poetessa è l’Etna, la Sicilia, fonti d’ispirazione inesauribili e privilegiate. Forse lei stessa appartiene solo al suo vulcano e alla sua terra, ma i suoi versi e i suoi sentimenti appartengono a tutti. Ma cos’è la poesia per lei? Tutto, tranne che un atto egoistico, una sua necessità interiore. È un donarsi agli altri, scavando a fondo nei loro animi, arrivando dove nessun altro poeta riesce ad arrivare.

Si dice che la poesia è di chi la legge. Nel caso di Maria, la sua poesia non è di nessuno. La poesia di Maria è onirica, evocativa, evanescente, liquida, talvolta crea stordimento, e se si rileggono due volte gli stessi versi non avranno mai lo stesso significato: cambiano ed emigrano insieme all’autrice. Mi auguro che questa prefazione costituisca un punto di partenza e non un punto di arrivo. Invito pertanto ogni lettore a non cercare le risposte alle proprie domande, ma solo a lasciarsi andare, immergendosi nelle splendide poesie di Maria La Rosa.

Franco Fratini

Dedico questa Silloge a tutti i sognatori, a chi ama la poesia, la luna e il sole, a chi legge tra le pagine del cielo scoprendo la vera bellezza dell’universo, a chi dedica ogni giorno un sorriso alla vita.

Maria La Rosa

BIOGRAFIA

Maria La Rosa è nata il 25 marzo del 1962 a Santa Maria di Licodia alle pendici dell’Etna in provincia di Catania.

Proviene da una famiglia umile, papà contadino e mamma casalinga, da piccola era molto coccolata e amata.

Dopo la scuola media ha intrapreso un diploma di specializzazione sartoriale, che ha frequentato per alcuni anni.

La sua passione è l’arte e tutto ciò che la emoziona, come la poesia che è arrivata un po’ dopo, ma di cui ora non può fare a meno. Sono una sola cosa e senza di essa Maria morirebbe.

Per lei la poesia è come l’acqua che disseta, il pane che nutre, è come l’amore. “Le rose di Maria” è la sua prima silloge di poesie.

Maria La Rosa

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Dall’Argentina all’Italia il trap , poeta e scrittore Marx Bauzá intervistato da Pietro La Barbera ed Elisa Mascia


Domande per Marx Bauza
Ci sono dei casi in cui le bugie sono ammesse o bisogna dire sempre la verità?

Tutto dipende dal contesto. Se la tua vita è in pericolo o non sei abbastanza connesso con qualcuno che fa domande invasive e inappropriate, non ti sembra sbagliato mentire o fingere di proteggerti dalla crudeltà del mondo. A volte si crea una possibile narrativa o finzione che permette di vivere con meno drammaticità di quella esistente. La vita è valutare le cose per nome e cercare la leggerezza che sta alla base delle giornate. Certe storie vanno raccontate in prima persona, perché solo uno conosce le sofferenze e le sofferenze sopportate per costruire la bellezza che accompagna la virtù del nostro essere. Lo dico ridimensionando la visione della cultura occidentale di questi elementi fondamentali della filosofia classica. È necessario dividere i capelli. Dire le cose con il loro nome è vitale ma è anche importante per costruire il mondo in cui vogliamo abitare. Alcuni potrebbero vedermi come un antieroe o un cattivo, ma solo uno sa quanto sia stato complesso il viaggio dell’eroe per diventare la persona splendente che siamo. Uno può essere carbone nelle profondità della terra o può essere un brillante diamante incastonato che lampeggia davanti all’iride. La verità è immanente negli occhi. La menzogna cade sotto il suo stesso peso. L’essenza delle cose è lì per sorprenderci in ogni momento. Nietzsche ci ha lasciato qualcosa di questo nel suo libro. Credo in una moralità che ci eleva come esseri umani e da quel luogo penso e sento. Cerco di essere coerente con le mie idee.

Che cos’è una persona, la mente o il corpo?

In un mondo che è continuamente disumanizzante, considero più che importante ripensare permanentemente noi stessi come specie. Cosa siamo se non riusciamo a connetterci con il dolore o la sofferenza degli altri? Pensiamo, ad esempio, a ciò che sta alla base della Pietà di Michelangelo. Pensiamo lì alla nostra più tenera umanità, contemplando quella scena tra due esseri gettati nell’inevitabile. È vitale connettersi con ciò che siamo come corpo sociale. Non siamo isole. Siamo almeno arcipelaghi, oceani o continenti. Siamo neuroni collegati in una rete che forma sinapsi. Siamo un corpo abitato dal linguaggio. È questo che ci permette di configurarci come persone al di là di ogni impalcatura, più o meno percepibile, che dà struttura a ciascuna nostra emozione o pensiero. La mia vita è andata via in questo. La poesia, l’arte concettuale o la trappola sono solo maschere per il linguaggio del possibile.
Produrre arte è importante quanto preparare la colazione o bere il mate per un amico. Onestamente mi è difficile lasciare andare la vitalità che sgorga dall’inconscio collettivo. Costruiamo noi stessi a partire da accordi sociali, a volte solenni e ampollosi, a volte precari e banali. E lì, in mezzo, accade la vita umana. L’essere è ontologicamente importante per il pieno risveglio della coscienza, ma come latinoamericano non posso ignorare la visione di Rodolfo Kusch della relazione intrinseca tra l’essere e l’essere, qui e ora, in armonia con il mondo in cui abitiamo.


Cos’è la libertà?

Ho vissuto per un periodo in una strada chiamata Libertad. A volte ho la sensazione che quel paesaggio abiti ancora nella mia memoria. La libertà è una bella parola. Pertanto non dobbiamo permettere che l’estrema destra ce lo tolga, tolga la dignità delle persone usandola come scudo. La libertà è qualcosa che ci permette di svilupparci come esseri umani che fanno parte di un corpo sociale. Diffidate sempre dei progetti di destra che lo presentano da un punto di vista egoista e individuale. In questo senso, mi piace molto di più la visione del grande liberatore latinoamericano José de San Martín, quando disse: “Siamo liberi, il resto non ha alcuna importanza”. Là il patriota essenziale parlava di sbarazzarsi dei gioghi oppressivi che sottomettono le società, mai i semplici individui. Il vero eroe è collettivo, pensa agli altri e deve loro se stesso. Lotta ogni giorno per trasformare la realtà e cambiarla a beneficio della stragrande maggioranza.

Esiste un modo giusto di affrontare la sofferenza?


Sì, naturalmente. Come sopravvissuto al bullismo, al liceo, posso dirti di sì. Nel mio caso, ho scelto di trasformare quel dolore e quella sofferenza lottando per cause nobili, giuste e belle. La lotta è una buona strada verso la dignità o la vera felicità. Quando Papa Francesco parla di Fratelli tutti, mi sfida da un luogo collettivo. Sono umano e soffro. Il significato della vita è lavorare duro per riconfigurare il dolore che la realtà quotidiana offre. Come diceva Silo, il dolore può essere superato grazie al progresso della medicina o della tecnologia.
Soffrire con una profonda meditazione su ciò che voglio veramente per la mia vita. Nichiren Daishonin dice che l’inverno si trasforma sempre in primavera. Questo è un invito a pensare ai cicli della vita che, come afferma Vivaldi, sono materia prima per la creatività e lo sviluppo delle arti.

Cos’è che dà significato e senso alla vita?

Il progetto vitale. Pensiamo come esseri umani nel contesto in cui viviamo. Sviluppare una strategia e seguirla. Non allontanarti troppo da quell’asse. Tienilo sempre a mente. Un caffè con un amico. Un buon tè con una fetta di torta, in un pomeriggio invernale. Un giro di amici condito con pane fatto in casa. Rivederci nella vita che nasce e si sviluppa attorno a noi. Contempla una rosa finché i nostri occhi non si polverizzano, come direbbe Alejandra Pizarnik. Lottare per l’espansione dei diritti. Mai dare certe cose per scontate, come suggerisce Rosa Luxemburg. Rileggere Antonio Gramsci ogni volta che la destra avanza. Alzarsi ogni volta che cadiamo. Aiuta a sollevare la persona caduta. Essere considerato. Ringrazia. Ricordatevi che albeggia ogni giorno e che anche se non lo vediamo, il sole è sempre lì, come diceva Marilina Ross dopo la dittatura argentina. La luce e il canto degli uccelli al mattino. Avere almeno un amico che ci salvi dalla crudeltà del mondo. Consideratelo come un antico mantra. La delicatezza, il sottile. Il flusso eterno di cui parlava Eraclito.

L’umanità è diretta nella direzione giusta o sbagliata?

È molto difficile per me rispondere a questa domanda perché nasconde una trappola. Non tutte le persone e le culture sul pianeta Terra sono uguali. Mi piace chi usa la tecnologia per migliorare la vita delle persone, chi produce cultura come alimento essenziale e lavora la terra per sconfiggere la fame, le malattie o la morte. Mi piace molto la cosmogonia che hanno molti popoli indigeni di Abya Yala, la nostra America. Una visione che fa un uso sostenibile delle risorse naturali e non saccheggia Pachamama, Madre Terra. Un’altra enciclica di Francesco ci invita a pensare questo: Laudato si. Non esiste un pianeta B. Ne abbiamo solo uno. Dobbiamo ripensare noi stessi come specie. Ridurre l’inquinamento. Riciclare il più possibile. Riutilizzare alcuni oggetti che cadono nell’obsolescenza programmata. Sii più rispettoso dell’ambiente. Promuovere politiche volte a pensare al riscaldamento globale e ad agire di conseguenza per le generazioni future. Ripensare noi stessi come specie implica superare la fame, costruire società più egualitarie, dove gli esseri umani si sviluppino in modo integrale. Abbiamo la responsabilità sociale di prendere il meglio dei nostri antenati e proiettarci nel futuro. Ciò significa accettare che il fascismo o il totalitarismo debbano essere sempre ricordati. Bertold Brecht lo diceva già: “Le persone che dimenticano il proprio passato tendono a ripetere la storia”.


Quand’è che si cresce e si diventa pienamente adulti?

Quando vedi che il tuo progetto di vita è sulla buona strada e ottieni un certo rispetto da parte della tua comunità. Quando puoi guardare la tua famiglia negli occhi e sapere che hai fatto qualcosa di bello nella tua vita. Maturare significa riconoscersi allo specchio, al di là dei capelli grigi, con l’esperienza vissuta che va condivisa con chi viene. Adoro il verbo condividere. È il mio verbo preferito. Il mio aggettivo preferito è etereo. Il pronome che amo di più è noi.

Cosa significa vivere una buona vita?

Credevo nella felicità delle piccole cose. Faccio ancora. Ho semplicemente ampliato la mia visione della realtà. Ora che il mio nome ha sfumato certi confini mi permetto di godere di grandi cose. Per me vivere bene non significa accumulare molto lusso e sontuosità. Sono una persona umile e nonostante questo ho costruito per me un percorso fuori dalla piccola città in cui vivo, dalla mia provincia, dal mio Paese o dall’America Latina; per così dire. Ho ampliato da tempo le mie reti in tutto il mondo. Ho pubblicato in antologie in portoghese o in Cile con Slavoj Žižek. Il Trap mi ha aperto le porte in molti paesi. Alcuni culturalmente distanti come l’Arabia Saudita o il Giappone. Non ho perso il mio splendore. Non ho perso la strada. Rimango fedele a me stesso. Le mie convinzioni rimangono intatte. Puoi vederlo in canzoni come FMI o Ninja Subtropical. In questo senso, essere membro della Writers Capital International Foundation mi ha permesso di generare bellissimi legami con persone di diverse nazioni; come l’India, la Grecia o Panama. Ho dovuto esporre un’installazione contro la guerra, intitolata Peace and Love, che purtroppo non perde la sua attualità.

Si può vivere con poco ed essere felici?

Potere. Forse anche la povertà non è un bene. Ecco perché lavoro sempre duramente per l’espansione dei diritti. Combattere per la pace, utilizzando la nonviolenza come metodo di azione, è possibile. Combattere il capitalismo che incombe ferocemente sulla dignità delle persone è un compito quotidiano. Dimostrare la perversità, l’ipocrisia e il cinismo del Fondo monetario internazionale non è cosa da poco. Quell’organizzazione opprime solo il popolo. Vuole vederli tristi per sottometterli agli interessi di un pugno di speculatori finanziari, che non possono essere commossi dalla sofferenza che generano. Famigerati e corrotti, hanno storicamente dimostrato di distruggere il potenziale umano di diverse nazioni. Qualcuno doveva semplicemente alzare la voce contro l’ingiustizia. Questo è necessario. Il denaro non fa la felicità, ma ho visto a Tucumán, la mia città, bambini morire di malnutrizione all’inizio del secolo, a causa delle politiche disastrose del Fondo monetario internazionale. Credimi, non è una cosa bella. Combatterli mi rende felice. Tanto che a volte mi sento il León Gieco o la Mercedes Sosa del trap.

***
Biografia:

Marx Bauza. Sono nato a San Miguel de Tucumán, in Argentina, in una calda e piovosa domenica di novembre del 1980, lo stesso anno in cui venne assassinato John Lennon, nel pieno della più sanguinosa dittatura militare Argentina. Vivo alla periferia di Las Talitas, vicino a una foresta di yunga. Il mio lavoro orbita attorno a una costellazione che comprende poesia, narrativa, arte contemporanea, umorismo, musica e cinema.

Faccio trap dalla periferia della scena, sempre al limite con gli altri generi musicali; come il folk o la milonga. Nel mio album Gold esploro le finzioni basate sulla mia vita personale e sociale, come l’impegno per cause giuste, nobili e belle. A volte bevo birra. La mia pizza preferita è quella alla rucola ma con difficoltà e con qualche fatica riesco ad acquistare quella speciale. Nell’album rendo omaggio alla storia della musica e cito personaggi imprescindibili per la cultura generale, come le figure di Eva Perón o Cristina Fernández de Kirchner. Ciò è chiaro senza smettere di puntare il dito contro istituzioni nefaste e perverse come il Fondo monetario internazionale.

***

Preguntas para Marx Bauzá

¿Hay casos en los que se permite mentir o siempre se debe decir la verdad?

Todo depende del contexto. Si tu vida está en peligro o no estás lo suficientemente conectado a alguien que hace preguntas invasivas e inoportunas, no me parece mal mentir o fingir para preservarse de la crueldad del mundo. A veces, uno crea una narrativa posible o ficción que le permite vivir con menos drama del que existe. La vida se trata de dimensionar las cosas por su nombre y buscar la levedad que subyace en los días. Algunas historias deben ser contadas en primera persona, porque solamente uno sabe los sufrimientos y padecimientos que ha atravesado para construir la belleza que acompaña la virtud de nuestro ser. Digo esto redimensionando la visión que hace la cultura occidental de estos elementos fundamentales de la filosofía clásica. Es necesario hilar fino. Decir las cosas por su nombre es vital pero también es importante construir el mundo que queremos habitar. Algunos podrán verme como antihéroe o villano pero sólo uno sabe lo complejo que ha sido el viaje del héroe para constituirnos en la persona resplandeciente que somos. Uno puede ser carbón en lo profundo de la tierra o puede ser un diamante tacelado y brillante que destella ante el iris. La verdad es inmanente a los ojos. La mentira cae por su propio peso. La esencia de las cosas está allí para sorprendernos a cada instante. Algo de ello nos dejó Nietzsche en su libro. Creo en una moral que nos eleve como seres humanos y desde ese lugar me pienso, me siento. Trato de ser consecuente con mis ideas.

¿Qué es una persona, mente o cuerpo?

En un mundo que está en continua deshumanización, considero más que importante repensarnos permanentemente como especie. ¿Qué somos si no logramos conectar con el dolor o sufrimiento ajenos? Pensemos, por ejemplo, en lo que subyace a La Piedad de Miguel Ángel. Pensémonos allí en nuestra más tierna humanidad contemplando esa escena entre dos seres arrojados a lo inevitable. Es vital conectar con aquello que somos como cuerpo social. No somos islas. Somos como mínimo archipiélagos, océanos o continentes. Somos neuronas conectadas en red haciendo sinapsis. Somos un cuerpo habitado por el lenguaje. Es éste el que nos permite configurarmos como personas más allá de todo andamiaje, más o menos perceptible, que le da estructura a cada una de nuestras emociones o pensamientos. En ello se me ha ido la vida. La poesía, el arte conceptual o el trap son sólo máscaras del lenguaje de lo posible. Producir arte es tan importante como preparar el desayuno o cebarle mates a un amigo. Honestamente me cuesta desprenderme de la vitalidad que mana del inconsciente colectivo. Nos vamos construyendo a partir de acuerdos sociales, a veces solemnes y rimbombantes, a veces precarios y mundanos. Y allí, en el medio, la vida humana acontece. El ser es importante ontológicamente para el despertar pleno de la conciencia pero como latinoamericano no puedo soslayar la mirada de Rodolfo Kusch en cuánto a la relación intrínseca entre el ser y el estar, aquí y ahora, en armonía con el mundo que habitamos.

¿Qué es la libertad?

Yo viví un tiempo en una calle llamada Libertad. A veces siento que ese paisaje aún habita mi recuerdo. La libertad es una palabra hermosa. Por ello, no debemos permitir que la ultraderecha nos la arrebate para quitarle dignidad a las personas usándola de escudo. La libertad es algo que nos permite desarrollarnos como seres humanos que somos parte de un cuerpo social. Desconfíen siempre de los proyectos de derecha que la plantean desde un lugar egoísta e individual. En este sentido, me gusta mucho más la visión del gran libertador latinoamericano José de San Martín, cuando dijo: “Seamos libres, lo demás no importa nada”. Allí hablaba el patriota imprescindible de desprendernos de los yugos opresores que someten a las sociedades, nunca a los meros individuos. El verdadero héroe es colectivo, piensa en el otro y se debe a él. Lucha a diario para transformar la realidad y cambiarla para el beneficio de las grandes mayorías.

¿Existe una forma correcta de afrontar el sufrimiento?

Sí, desde luego. Cómo sobrevivente de bullying, en la escuela secundaria, puedo decirte que sí. En mi caso, elegí transformar ese dolor y sufrimiento militando por causas nobles, justas y lindas. La lucha es un buen camino hacia la dignidad o la felicidad verdadera. Cuando el papa Francisco habla de Fratelli tutti me interpela desde un lugar colectivo. Soy humano y sufro. El sentido de la vida es trabajar arduamente para reconfigurar el dolor que ofrece la realidad diaria. Como dijo Silo, el dolor puede ser superado gracias al avance de la medicina o la tecnología. El sufrimiento con la meditación profunda en torno a lo que quiero verdaderamente para mi vida. Nichiren Daishonin dice que el invierno se convierte siempre en primavera. Esto es una invitación a pensar los ciclos de la vida y como bien plantea Vivaldi, eso es materia prima para la creatividad y el desarrollo de las artes.

¿Qué le da sentido a la vida?

El proyecto vital. Pensarmos como seres humanos en el contexto que nos toca vivir. Elaborar una estrategia y seguirla. No corrernos demasiado de ese eje. Tenerlo siempre presente. Un café con un amigo. Un buen té con una porción de torta, una tarde de invierno. Una ronda de mates cebados con pan casero. Vernos en la vida que nace y se desarrolla alrededor nuestro. Contemplar una rosa hasta pulverizarnos los ojos, como diría Alejandra Pizarnik. Luchar por la ampliación de derechos. No dar nunca por sentado ciertas cosas, como plantea Rosa Luxemburgo. Releer a Antonio Gramsci cada vez que avancen las derechas. Levantarnos cada vez que nos caemos. Ayudar a levantar al caído. Ser considerado. Dar las gracias. Recordar que amanece cada día y que aunque no lo veamos, el sol siempre está cómo dijo Marilina Ross después de la dictadura argentina. La luz y el canto de los pájaros por la mañana. Tener al menos un amigo que nos salve de la crueldad del mundo. Sostener eso como un mantra antiguo. La delicadeza, lo sutil. El eterno fluir del que hablaba Heráclito.

¿La humanidad va en la dirección correcta o incorrecta?

Me cuesta mucho responder esa pregunta, ya que esconde una trampa. No todos los pueblos y culturas del planeta Tierra son iguales. Me gustan aquellos que usan la tecnología para mejorar la vida de las personas, los que producen cultura como alimento esencial y trabajan el suelo para que el hambre, la enfermedad o la muerte sean superados. Me gusta muchísimo la cosmogonía que tienen muchos pueblos originarios del Abya Yala, nuestra América. Una visión que hace un uso sustentable de los recursos naturales y no que expolia a la Pachamama, la madre Tierra. Otra encíclica de Francisco nos invita a pensar esto: Laudato si. No hay planeta B. Tenemos uno solo. Debemos repensarnos como especie. Reducir la contaminación. Reciclar lo máximo posible. Reutilizar ciertos objetos que caen en la obsolescencia programada. Ser más amigables con el ambiente. Impulsar políticas tendientes a pensar el calentamiento global y actuar en consecuencia para las generaciones futuras. Repensarnos como especie implica superar el hambre, erigir sociedades más igualitarias, donde el ser humano se desarrolle de manera integral. Tenemos la responsabilidad social de tomar lo mejor de nuestros antepasados y proyectarnos hacia el futuro. Esto implica aceptar que el fascismo o el totalitarismo deben recordarse siempre. Ya lo dijo Bertold Brecht: “Los pueblos que olvidan su pasado, tienden a repetir la historia”.

¿Cuándo creces y te conviertes en un adulto pleno?

Cuando ves que tu proyecto vital se encamina y lográs cierto respeto de tu comunidad. Cuando podés mirar a tu familia a los ojos y sabés que has hecho algo bonito con tu vida. Madurar implica reconocerse ante el espejo, más allá de las canas, con la experiencia vivida que debe ser compartida con los que vienen. Me encanta el verbo compartir. Es mi verbo favorito. Mi adjetivo favorito es etéreo. El pronombre que más amo es nosotros.

¿Qué significa vivir una buena vida?

Antes creía en la felicidad de las pequeñas cosas. Lo sigo haciendo. Simplemente he ampliado mi visión de la realidad. Ahora que mi nombre ha desdibujado ciertas fronteras me permito disfrutar de las grandes cosas. El buen vivir no es para mí acumular mucho lujo y suntuosidad. Soy una persona humilde y a pesar de ello me he construido un camino fuera de la pequeña ciudad en la que vivo, mi provincia, país o latinoamérica; por decirlo de algún modo. Ya hace tiempo que he expandido mis redes a través del globo. He sido publicado en antologías en portugués o en Chile junto a Slavoj Žižek. El trap me ha abierto las puertas en muchos países. Algunos distantes culturalmente como Arabia Saudita o Japón. No he perdido el brillo. No he perdido el rumbo. Sigo fiel a mí mismo. Mis convicciones siguen intactas. Lo pueden ver en canciones como FMI o Ninja Subtropical. En este sentido, ser miembro de Writers Capital International Foundation me ha permitido generar vínculos hermosos con gente de diversas naciones; como India, Grecia o Panamá. Me ha tocado exponer una instalación contra la guerra, titulada Peace and Love que lamentablemente no pierde vigencia.

¿Se puede vivir con poco y ser feliz?

Se puede. Igual tampoco está buena la indigencia. Por eso siempre brego arduamente por la ampliación de derechos. Luchar por la paz, usando la no violencia como método de acción, es posible. Dar batalla al capitalismo que se cierne feroz sobre la dignidad de las personas es una tarea de todos los días. Mostrar la perversidad, hipocresía y cinismo del Fondo Monetario Internacional no es algo menor. Esa organización sólo oprime a los pueblos. Quiere verlos tristes para someterlos a los intereses de un puñado de especuladores financieros, que no logran conmoverse ante el sufrimiento que generan. Infames y corruptos, han demostrado históricamente destruir el potencial humano de varias naciones. Alguien simplemente debía levantar la voz contra la injusticia. Eso es menester. El dinero no hace a la felicidad pero he visto en Tucumán, mi pueblo, morir niños por desnutrición a principios de siglo, por culpa de las políticas nefastas del FMI. Creánme, no es algo hermoso. Luchar contra ellos me hace feliz. Tanto, que a veces me siento el León Gieco o la Mercedes Sosa del trap.

Biografía:
Marx Bauzá. Nací en San Miguel de Tucumán, Argentina, un caluroso y lluvioso domingo de noviembre de 1980, el mismo año en que asesinaron a John Lennon, en medio de la más sangrienta dictadura militar argentina. Vivo en las afueras de Las Talitas, cerca de un bosque de yungas. Mi obra orbita en torno a una constelación que incluye a la poesía, la narrativa, el arte contemporáneo, el humor, la música y el cine.

Hago trap desde la periferia de la escena, siempre en derredor de los límites con otros géneros musicales; como el folk o la milonga. En mi disco Oro exploro ficciones basadas en mi vida personal y social, como ser comprometido con las causas justas, nobles y lindas. A veces tomo birra. Mi pizza favorita es la de rúcula pero a duras penas y con cierto esfuerzo puedo comprar la especial. En el disco hago sendos homenajes a la historia de la música y menciono a personas ineludibles para la cultura general, como las figuras de Eva Perón o Cristina Fernández de Kirchner. Esto claro sin dejar de señalar con el dedo a nefastas instituciones perversas como el Fondo Monetario Internacional.

https://www.youtube.com/live/0qQvUB4zTGE?si=gVeh8N3htPy_Cav-

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Davide Colletta, giovane poeta italiano

Pochi giorni fa a Como, ho ricevuto un riconoscimento davvero inatteso. Sono stato premiato come 1º classificato nella sezione Poesia Inedita della X Edizione del Premio Internazionale di Letteratura Città di Como.
Ancora più importante è stata la motivazione di questo premio, scritta da Milo De Angelis, un poeta che ammiro da sempre, una colonna portante della poesia del secondo novecento:

“Davide Colletta, Dire la morte (2023): Davide Colletta compie un viaggio appassionato lungo i sentieri della fine, la scruta e la disegna con lo sguardo al tempo stesso preciso e tremante di chi l’ha vissuta in tutto il suo pathos irrimediabile, consapevole che morire significa perdere anche la morte.”

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Tra i giovani poeti italiani spicca il nome di Davide Colletta, di Elisa Mascia

Il mio canto Planetario e le due Antologie

Aracelly Diaz Vargas intervista Gabriela Franco

Foto cortesia di Gabriela Franco

Gabriela Franco è stata invitata a far parte dei 6 cantanti che hanno eseguito la versione ufficiale spagnola dell’inno “Mi Canto Planetario” dall’antologia CANTO PLANETARIO, ha eseguito anche la sua versione. Nella foto Franco mostra la copertina del Volume I, di CANTO PLANETARIO: FRATELLANZA SULLA TERRA (H.C Editores, Costa Rica). Libro compilato da Carlos Javier Jarquín.

Per natura siamo chiamati a dare il massimo

Di Aracelly Diaz Vargas

L’esistenza si mette in relazione con l’iconalità divina dell’essere umano, comprendendo che questa non è meramente irrazionale, poiché è dotata di sapienza e di doni che ogni persona in particolare possiede, è una grazia che è stata concessa gratuitamente a ciascun individuo, essendo capace di brillare ed elevarsi alla grandezza che è tipica della sua natura ed avendo trovato questo tesoro ornato di rubini lo insegue con enorme entusiasmo fino a possederlo completamente, sentendo tale sensazione lo spinge a continuare a lavorarci, ma è necessario che tutti i talenti siano stimolati in tutti i modi possibili, per questo è necessario incontrare persone capaci di vedere la grazia che si irradia nella nostra Anima. Purtroppo non tutti troviamo le stesse opportunità per sviluppare le nostre potenzialità.

Con apprezzamento e immensa ammirazione vi presento attraverso questo mezzo una talentuosa cantante ecuadoriana, che da quando aveva sei anni impressiona con la sua voce. Sto parlando della cantante, compositrice, interprete e produttrice musicale María Gabriela Franco Carrera, conosciuta nel mondo artistico come Gabriela Franco. La sua carriera musicale ha impressionato molte persone che apprezzano la sua dolce voce sui palchi e sulle piattaforme digitali. A partire dal 2007, al Festival Municipale delle Arti all’Aperto di Guayaquil, nel corso della sua carriera ha eseguito innumerevoli spettacoli, con la sua musica, in Ecuador, Argentina, Uruguay e Spagna.

Con ogni talento siamo tutto il presente di cui l’umanità ha bisogno, siamo la luce che può illuminare e trasformare altre vite, per natura siamo chiamati a dare il meglio dalla grandezza della nostra Anima, allo stesso modo dedizione, impegno e passione diventano baluardo della realizzazione dei nostri sogni, siamo quindi coraggiosi nella ricerca instancabile delle nostre più alte aspirazioni. Che i doni ci sono stati donati gratuitamente per il bene comune e universale, non disperiamo di fronte alle onde tempestose dell’esistenza, ma lasciamoci piuttosto incontrare da grandi personalità con la loro storia che hanno ragioni per vivere. La nostra ospite, riguardo alla sua motivazione nella sua carriera musicale, ci dice quanto segue:

—La più grande motivazione nella mia carriera musicale è sempre stata la volontà ferrea di catturare sensazioni, emozioni, sentimenti attraverso una canzone…arrivare attraverso una melodia, di qualsiasi genere, nei principali modi possibili… uditivi con la mia voce, e/o visivi attraverso i gesti del mio viso e i movimenti del mio corpo, con un tema, un video o uno spettacolo e ottenere una risposta, che sia un sorriso, un ricordo, una lacrima o un atteggiamento positivo verso ciò che sto cercando di dire. Dal punto di vista dei testi direi che la mia motivazione costante è “raggiungere il cuore delle persone”.

Utilizzo le esperienze mie o altrui, l’amore per i miei genitori, mio figlio e la mia famiglia, oppure l’empatia verso le persone che incontro, tradotta in amicizia o ammirazione, o perché no? sentimenti negativi derivanti da tradimento, disprezzo o disinteresse e altri difficili da assimilare ma che poi generano apprendimento ed esperienza valida per continuare ad affrontare la vita. Allo stesso modo, quel desiderio instillato dai miei genitori, di contribuire a tutte le azioni positive nel tempo, che è stato bello poter fare con le canzoni.

Gabriela Franco è una delle bellissime voci che danno una tonalità eccezionale all’inno Mi Canto Planetario, dalla maestosa compilation CANTO PLANETARIO: BROTHERHOOD ON EARTH, (H.C EDITORES, Costa Rica, 2023). Per quanto riguarda la tua partecipazione, ti pongo la seguente domanda, cara Gabriela: —Cosa ha significato per te essere stata invitata a partecipare come cantante all’inno CANTO PLANETARIO?

—Nel corso della mia carriera ho avuto l’opportunità di incontrare grandi persone, alcune del mio Paese, altre dell’estero… Le ho incontrate per caso, anche se credo fermamente che nulla accada se non è predestinato. Con alcuni ho lavorato a lungo, con altri non così a lungo, ma si stanno facendo progressi. Questi personaggi sono stati come stelle che guidano i miei passi da seguire in questa lunga carriera di quasi 16 anni ininterrotti di lavoro nella musica… un periodo bellissimo della mia esistenza!

Così ha incrociato il mio cammino Carlos Javier Jarquín, nato in Nicaragua e residente in Costa Rica, manager e compilatore della straordinaria compilation di CANTO PLANETARIO, progetto che si è concretizzato dopo qualche tempo di attesa e grazie alla tenacia di questo grande poeta, scrittore e produttore. Sono stato contattato per far parte del gruppo di artisti provenienti da tutto il mondo che avrebbero cantato l’inno creato dallo scrittore e compositore nicaraguense. Pedro Alfonso Morales Ruiz. Questa designazione come artista del gruppo Talent, per unire le voci in questo inno, ha significato un altro passo da gigante nella mia vita musicale, per il quale sono immensamente grato, non potrebbe essere diversamente, è ovviamente possibile.

Cara Gabriela, nella tua versione di ‘Mi Canto Planetario’, il videoclip ha immagini meravigliose, a cosa è ispirata ciascuna immagine?

—Ho lavorato sulle immagini della mia versione di Mi Canto Planetario con il mio produttore audiovisivo Carlos Castro, amico e fan fedele che conosco da anni, complice di tutte quelle occasioni in cui voglio esprimere qualcosa di specifico con un video. E dopo aver visto i bellissimi lavori individuali dei miei colleghi, ho sentito che l’obiettivo principale del mio video avrebbe abbracciato anche l’essere umano, perché chi altro, esseri umani rispettosi dei loro pari, amorevoli, semplici, consapevoli, potrebbero leggi l’opera Canto Planetario, riflettendo sulla necessità di salvare il nostro pianeta: la purezza dell’aria, il mantenimento del flusso dell’acqua, il contributo alla produttività della terra, la tutela delle specie. Se ci rispettiamo a vicenda, ci uniamo e non discriminiamo, qualsiasi lotta che vogliamo intraprendere sarebbe fattibile. Siete invitati ad acquistare la vostra copia di CANTO PLANETARIO sulla piattaforma Amazon in formato digitale e con copertina morbida.

Vi invito a godervi il videoclip che abbiamo amorevolmente preparato:

Di Aracelly Díaz Vargas

Scrittrice, poetessa ed editorialista nicaraguense

***

Por: Aracelly Díaz Vargas -Oct 23, 2023122

Periódico El Sol

Home Cultura

Gabriela Franco fue invitada a ser parte de los 6 cantantes que interpretaron la versión oficial en español del himno “Mi Canto Planetario” de la antología CANTO PLANETARIO, ella también realizó su versión. En la foto Franco, muestra la portada del Volumen I, de CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA (H.C Editores, Costa Rica). Libro compilado por Carlos Javier Jarquín.

Por naturaleza estamos llamados a dar lo mejor

***

La existencia está relacionada con la iconalidad divina del ser humano, comprendiendo que este no es meramente irracional, pues está dotado de sabiduría y dones que posee cada persona en particular, esto es una gracia que se le ha concedido gratuitamente a cada individuo, siendo capaz de pulirlo y ascendiendo a la grandeza que es propia de su naturaleza y habiendo encontrado este tesoro adornado de rubíes lo persigue con enorme entusiasmo hasta poseerlo totalmente, sentir tal sensación le impulsa a seguir trabajando en ello, pero es necesario que todo talento sea estimulado de todas las formas posibles, para ello es menester encontrarnos con personas que sean capaces de ver la gracia que irradia en nuestra Alma. Lamentablemente, no todos encontramos las mismas oportunidades, para desarrollar nuestros potenciales.

Con aprecio e inmensa admiración les presento a través de este medio a una talentosa cantante ecuatoriana, que desde los seis años de edad, impresiona con su voz. Hablo de la cantante, compositora , intérprete y productora musical María Gabriela Franco Carrera, conocida en el mundo artístico como Gabriela Franco. Su trayectoria musical ha impresionado a muchas personas que disfrutan de su dulce voz en los escenarios y plataformas digitales; dando inicio en el año 2007, en el Festival de Artes al Aire Libre municipio Guayaquil, a lo largo de su carrera ha realizado innumerables shows, con su música en Ecuador, Argentina, Uruguay y España.

Con cada talento todos somos el presente que la humanidad necesita, somos la luz que puede iluminar y transformar otras vidas, por naturaleza estamos llamados a dar lo mejor desde lo grande de nuestra Alma, así mismo, la entrega, esfuerzo y pasión se convierten en baluarte de la realización de nuestros sueños, seamos pues valientes en la búsqueda incansable de nuestras aspiraciones más excelsas. Que los done se nos han dado gratuitamente para el bien común y universal, no desesperamos ante las olas tempestuosa del existir, antes bien conozcamos a grandes personalidades con su historia que tienen motivos para vivir. Nuestra invitada, sobre su motivación en su carrera musical nos dice lo siguiente:

—La mayor motivación en mi carrera musical ha sido siempre, la férrea voluntad de plasmar desde una canción, sensaciones, emociones, sentimientos… llegar a través de una melodía, de cualquier género que fuere, de las maneras principales posibles… auditiva con mi voz, y/o visual a través de los gestos de mi rostro y movimientos de mi cuerpo, con un tema, vídeo o show y conseguir una respuesta, sea una sonrisa, un recuerdo, una lágrima o una actitud positiva hacia lo que yo esté pretendiendo decir. Líricamente diría que mi motivación constante es «llegar al corazón de la gente».

Me valgo de vivencias mías o ajenas, del amor hacia mis padres, a mi hijo y a mi familia, o de la empatía hacia personas que voy conociendo, traducida en amistad o admiración, o también por que no? sentimientos negativos producto de la traición, el desprecio o desinterés y otros duros de asimilar pero que luego generan aprendizaje y experiencia válida para seguir enfrentando la vida. Así mismo de ese deseo inculcado por mis padres, de contribuir a toda acción positiva en el tiempo, que ha sido lindo poderlo hacer con canciones.

Gabriela Franco es una de las hermosas voces que le dan una tonalidad excepcional al himno Mi Canto Planetario, de la majestuosa compilación CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, (H.C EDITORES, Costa Rica, 2023). Sobre su participación le he realizado la siguiente pregunta, estimada Gabriela: —¿Qué ha significado para usted haber sido invitada a participar como cantante en el himno de CANTO PLANETARIO?

—En el curso de mi trayectoria he tenido la oportunidad de conocer grandes personas, algunas de mi país, otras del extranjero… las he conocido por azar, aunque firmemente creo que nada sucede si no está predestinado. He trabajado con algunos largo tiempo, con otros no tanto, pero se va haciendo camino. Esos personajes han sido como estrellas que van guiando mis pasos a seguir en esta larga trayectoria de cerca de 16 años ininterrumpidos de trabajo en la música… ¡un hermoso tiempo de mi existencia!

Es así que se cruzó en mi camino Carlos Javier Jarquín, nacido en Nicaragua residente en Costa Rica, gestor y compilador de la extraordinaria compilación de CANTO PLANETARIO, un proyecto que llegó a concretarse luego de algún tiempo de espera y gracias a la actitud tesonera de este gran poeta, escritor y productor. Fui contactada para formar parte del grupo de artistas del mundo que cantarían el himno creado por el escritor y compositor nicaragüense Pedro Alfonso Morales Ruiz. Esta designación como artista del grupo de talentos, para unir voces en este himno, ha significado otro paso gigante en mi vida musical, de lo cual estoy inmensamente agradecida, no podía ser de otra manera, claro que sí.

¿Querida Gabriela en su versión de ‘Mi Canto Planetario’ el videoclip tiene imágenes maravillosas, en que está inspirada cada imagen?

—Las imágenes de mi versión de Mi Canto Planetario las trabajé con mi productor audiovisual Carlos Castro, amigo y leal fan al que conozco desde hace años, cómplice para todas aquellas ocasiones en que deseo expresar con un video algo específico. Y es que habiendo visto los hermosos trabajos individuales de mis colegas, sentí que el enfoque principal de mi vídeo iba a abarcar también al ser humano, porque quién si no, los humanos respetuosos de sus semejantes, amorosos, sencillos, conscientes, van a leer la obra Canto Planetario, reflexionando sobre la necesidad de salvar nuestro planeta: la pureza del aire, mantener el caudal del agua, aportar a la productividad de la tierra, la protección de las especies. Si nos respetamos, nos unimos, no discriminamos, sería viable cualquier lucha que queramos librar. Están invitados a adquirir su ejemplar de CANTO PLANETARIO en la plataforma de Amazon en formato digital y pasta blanda.

Les invito a disfrutar del videoclip que hemos preparado con mucho cariño:

Por Aracelly Díaz Vargas

Escritora, poeta y columnista nicaragüense

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La cantante ecuadoriana Gabriela Franco e la canzone del “Mio Canto Planetario”, di Elisa Mascia

Mai più, poesia di Antonietta Micali con la traduzione di Joan Josep Barcelo, di Elisa Mascia

Foto cortesia di Antonietta Micali

Mai più …

Ti ho incontrato
una sera d’estate
piena di sogni.
Mi trascinasti
in riva al mare,
mentre tremavo di paura,
mi strappasti il cuore,
mentre urlavi il tuo piacere.
Le tue parole…
come lame taglienti,
entravano dentro l’anima.
Avrei preferito morire,
ma ero lì…
esanime,
senza vestiti e dignità.
Come bestia
che si nutre di carne,
facevi di me la tua preda.
Mentre mi dimenavo,
le tue mani colpivano
il viso, fino a stringere il collo.
Quale punizione per una donna
che ha avuto in dono la bellezza?
Sangue, che insieme a lacrime
segni il viso, senza dolore,
in una notte di luna,
dinnanzi ad un mare nero.
Sola,
la schiuma del mare,
lambisce il corpo,
steso sulla sabbia
ad attendere un’alba,
che mai rivedrò.
.
.
Mai més …

Et vaig conèixer
una tarda d’estiu
plena de somnis.
Em vas arrossegar
fins a la vora del mar,
mentre tremolava de por,
em vas esquinçar el cor,
mentre cridaves el teu plaer.
Les teves paraules…
com fulles afilades,
entraven dins l’ànima.
Hauria preferit morir,
però era allà…
sense vida,
sense roba i dignitat.
Com una bèstia
que s’alimenta de carn,
em vas fer la teva presa.
Mentre em retorçava,
les teves mans copejaven
la cara, fins a estrènyer el coll.
Quin càstig per a una dona
qui tenia el do de la bellesa?
Sang, que juntament amb llàgrimes
marcaven el rostre, sense dolor,
en una nit de lluna,
davant d’un mar negre.
Sola,
l’escuma del mar,
llepa el cos,
estirat a la sorra
esperant una albada,
que mai tornaré a veure.
.
.
Nunca más …

Te conocí
una tarde de verano
llena de sueños.
Me arrastraste
hasta la orilla del mar,
mientras temblaba de miedo,
Me rasgaste el corazón,
mientras gritabas tu placer.
Tus palabras…
como cuchillas afiladas,
entraban en el alma.
Hubiera preferido morir,
pero estaba allí…
sin vida,
sin ropa y dignidad.
Como una bestia
que se alimenta de carne,
me hiciste tu presa.
Mientras me retorcía,
tus manos golpeaban
la cara, hasta apretar el cuello.
¿Qué castigo para una mujer
que tenía el don de la belleza?
Sangre, que junto con lágrimas
marcaban el rostro, sin dolor,
en una noche de luna,
frente a un mar negro.
Sola,
la espuma del mar,
lame el cuerpo,
tumbado en la arena
esperando un amanecer,
que nunca volveré a ver.
..
.
Antonietta Micali

Traduzione poetica di Joan Josep Barcelo

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

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È poesia! Con Antonietta Micali e la traduzione di Joan Josep Barcelo, di Elisa Mascia

L’angolo poetico con Irene Doura-Kavadia e Joan Josep Barcelo, di Elisa Mascia

Poesia della Pace

Goddess of PEACE

In our neighbourhood
the sirens resound –
make them stop,
be silent forever
so birds can chirp

Peace, O! goddess,
spread the wings
across the Universe –
of white doves
so children can play…
.
.
Dea della PACE

Nel nostro quartiere
risuonano le sirene –
fateli smettere,
tacendo per sempre
così gli uccelli possano cinguettare

Pace, Oh! dea,
spiega le ali
attraverso l’Universo –
di colombe bianche
così i bambini possano giocare…
.
.
Deessa de la PAU

Al nostre barri
ressonen les sirenes –
feu-les aturar,
que callin per sempre
perquè els ocells puguin cantar

Pau, Oh! deessa,
estén les ales
a través de l’Univers –
de coloms blancs
perquè els nens puguin jugar…
.
.
Diosa de la PAZ

En nuestro barrio
las sirenas resuenan –
haced que se detengan,
que guarden silencio para siempre
para que los pájaros puedan cantar

¡Paz, Oh! diosa,
extiende las alas
a través del Universo –
de palomas blancas
para que los niños puedan jugar…
.
.
Irene Doura-Kavadia

Traduzione poetica in catalano e spagnolo a cura di Joan Josep Barcelo

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Dal Premio alla carriera all’espressione di gratitudine dell’artista Silla Maria Campanini – Italia


PREMIO ALLA CARRIERA
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Writers Capital Foundation CONGRATULAZIONI, SILLA MARIA CAMPANINI!

Una standing ovation per l’incredibile Silla Maria Campanini! Il tuo Lifetime Achievement Award al PIAF 2023 è una testimonianza della tua brillantezza artistica e dedizione. Hai dipinto la tua eredità nelle vibranti tonalità della creatività, e il mondo applaude il tuo capolavoro)

***

Annunciamo i vincitori del prestigioso Panorama International Arts Awards 2023 –
E’ un momento importante questo, in quanto stimati critici, curatori, ed artisti, chiamati a coprire il ruolo di Giuristi , si sono espressi , seguendo le linee guida proposte dal Presidente di Giuria, l’illustrissimo Prof. Nuccio Mula, stimato critico internazionale, portandoci a celebrare i talentuosi artisti e la loro creatività.
Il tema di quest’anno verteva sul “Respiro, l’elemento dell’aria”.
Gli artisti, selezionati in entrata, si sono confrontati su questo stupendo tema, attraverso il metodo espressivo a loro più congeniale.
Pittori, scultori, fotografi, grafici ci hanno proposto opere significative e di ottima qualita’ .
La valutazione verteva proprio sulla loro validita’, dal compendio tra originalita’, tecnica e messaggio veicolato, senza escludere che ogni Giurista detiene una propria soggettivita’ di gradimento e valutazione-
Amo evidenziare che la maggioranza assoluta degli artisti era potenzialmente meritevole.
Per quanto mi riguarda, tutti i partecipanti al “Festival Panorama “, sono i vincitori, ed hanno il mio, sia pur umile riconoscimento.
Per tanto volgo a tutti loro le mie sentite congratulazioni, con tanta stima e rispetto. Tanti auguri a tutti i partecipanti al festival, siete tutti vincitori – tutti eccellenti artisti, e che la creativita’ vi, ci accompagni sempre.

Ringrazio di cuore la Writers Capital Foundation nelle persone del suo Ill.mo Presidente, prof. Preeth Padmanabhan Nambiar , la preg.ma Segretaria Generale, prof. Irene Doura-Kavadia e tutto il Consiglio per questo speciale Premio che mi e’ stato riservato ! Premio inaspettato e quindi profondamente gradito.
Questo prestigioso riconoscimento lo terro’ stretto al cuore, come segno di cordialita’, amicizia, collaborazione , una collabrazione perpetrata negli anni , un riconoscimento per l’impegno e la passione profusa nella nostra attivita’ amorevole delle Arti e Umanitaria-
Rinnovo i miei ringraziamenti!! Con stima e rispetto,
Silla Maria Campanini

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Espressione di gratitudine dell’artista Silla Maria Campanini per il Premio alla carriera, di Elisa Mascia

Evento artistico mondiale: il prof. Preeth Padmanabhan Nambiar conferisce il Premio alla carriera all’artista Silla Maria Campanini, di Elisa Mascia

Faro d’ispirazione per le generazioni future: Silla Maria Campanini – artista

SILLA MARIA CAMPANINI: DIPINGERE SOGNI, DARE FORMA A REALTÀ – UNA VITA DI BRILLANTEZZA ARTISTICA: DICHIARAZIONE DEL PREMIO

È con immenso onore e profondo rispetto che conferiamo il prestigioso Premio alla carriera a Silla Maria Campanini al Panorama International Arts Festival (PIAF) 2023. Questo riconoscimento costituisce la testimonianza di una vita dedicata con passione all’arte, trascendendo i confini convenzionali dell’arte, della creatività e introducendo gli spettatori in un regno in cui l’immaginazione danza con la realtà.

Nata tra i pittoreschi paesaggi della Bologna italiana, il viaggio di Silla nel mondo dell’arte è iniziato con un innato fascino per le sfumature della terra e la vivacità dei colori. Fin dai suoi primi giorni ha mostrato una rara affinità con il pennello e la tela, manifestando un legame unico con l’essenza metafisica dell’arte.

L’odissea artistica di Silla non solo l’ha portata a creare capolavori ma anche a condividere la sua saggezza. Come educatrice d’immagine e consulente di pittura, ha trasmesso conoscenza e ispirazione a generazioni, promuovendo un’eredità che risuona ben oltre le sue coste natali. La sua influenza si è estesa a tutte le istituzioni pubbliche, dove la sua esperienza ha illuminato il percorso degli aspiranti artisti.

La sua tela, un santuario di pensiero innovativo, dipingeva narrazioni di pace e fratellanza, trascendendo i confini geografici. Ad ogni tratto, intrecciava storie che armonizzavano il subconscio collettivo, invitando gli spettatori in un’incantevole spedizione alla scoperta di sé.

Acclamate a livello internazionale, le sue opere hanno trovato il loro giusto posto in libri d’arte, cataloghi, gallerie prestigiose e stimati musei, diventando una fonte di ispirazione per gli appassionati d’arte di tutto il mondo. Alfredo Pasolino, luminare del mondo dell’arte, ha catturato succintamente l’essenza delle sue creazioni:

“Opere pittoriche realistiche, metafisiche, simboliste che rivelano la tensione autobiografica dell’artista, in una forma narrativa fantastico-realistica ricca di presagi e intuizioni”.

Eppure, al di là della sua genialità individuale, Silla è diventata la spina dorsale della Writers Capital International Foundation e del Panorama Festival. I suoi instancabili sforzi e la sua dedizione disinteressata hanno forgiato instancabilmente connessioni, riunendo una comunità diversificata di artisti e scrittori sotto la nostra bandiera condivisa. I suoi contributi sono stati la pietra angolare su cui sono fioriti i nostri Festival, diventando fari di creatività e scambio culturale.

Nell’onorare Silla Maria Campanini con il Premio alla carriera, riconosciamo non solo il suo genio artistico ma anche il suo inestimabile ruolo come forza unificante nella comunità artistica globale. Possa la sua eredità continuare a ispirare generazioni, ricordando a tutti noi il potere di trasformazione dell’arte.

Presentato con la più profonda ammirazione e gratitudine,

PREETH PADMANABHAN NAMBIAR

Presidente del Comitato per il Premio del Panorama International Arts Festival

Fondatore e CEO della Fondazione Writers Capital International

Leggi qui:

http://www.panoramafestival.org

wcifcentral@gmail.com

***

SILLA MARIA CAMPANINI: PAINTING DREAMS, SHAPING REALITIES – A LIFETIME OF ARTISTIC BRILLIANCE: AWARD STATEMENT

It is with immense honour and deep respect that we bestow the prestigious Lifetime Achievement Award upon Silla Maria Campanini at the Panorama International Arts Festival (PIAF) 2023. This accolade stands as a testament to a life devoted passionately to art, transcending the conventional boundaries of creativity and ushering viewers into a realm where imagination dances with reality.

Born amidst the picturesque landscapes of Italy’s Bologna, Silla’s journey into the world of art commenced with an innate fascination for the hues of the earth and the vibrancy of colours. From her earliest days, she displayed a rare affinity for the brush and canvas, manifesting a unique connection with the metaphysical essence of art.

Silla’s artistic odyssey not only led her to create masterpieces but also to share her wisdom. As an image educator and painting consultant, she imparted knowledge and inspiration to generations, fostering a legacy that resonates far beyond her native shores. Her influence stretched across public institutions, where her expertise illuminated the path for aspiring artists.

Her canvas, a sanctuary of innovative thought, painted narratives of peace and brotherhood, transcending geographical confines. With each stroke, she wove stories that harmonized the collective subconscious, inviting beholders on an enchanting expedition of self-discovery.

Internationally acclaimed, her works found their rightful places in art books, catalogues, prestigious galleries, and esteemed museums, becoming a source of inspiration for art enthusiasts globally. Alfredo Pasolino, a luminary in the art world, succinctly captured the essence of her creations – “Realistic, metaphysical, symbolist pictorial works that reveal the artist’s autobiographical tension, in a fantastic-realistic narrative form full of omens and intuitions.”

Yet, beyond her individual brilliance, Silla became the backbone of the Writers Capital International Foundation and Panorama Festival. Her tireless efforts and selfless dedication tirelessly forged connections, gathering a diverse community of artists and writers under our shared banner. Her contributions have been the cornerstone upon which our festivals have flourished, becoming beacons of creativity and cultural exchange.

In honouring Silla Maria Campanini with the Lifetime Achievement Award, we recognize not only her artistic genius but also her invaluable role as a unifying force in the global artistic community. May her legacy continue to inspire generations, reminding us all of the transformative power of art.

Presented with deepest admiration and gratitude,

PREETH PADMANABHAN NAMBIAR

Chairman, Panorama International Arts Festival Award Committee

Founder & CEO, Writers Capital International Foundation

Read here: https://www.writersedition.com/silla-maria-campanini-painting-dreams-shaping-realities-a-lifetime-of-artistic-brilliance-award-statement/

http://www.panoramafestival.org

wcifcentral@gmail.com

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Evento artistico della Writers Capital Foundation International di premiazione alla carriera di Silla Maria Campanini – Italia

AWARDS 2023 DEL FESTIVAL DELL’ARTE – WRITERS CAPITAL FOUNDATION INTERNATIONAL, di Elisa Mascia

Cerimonia di Premiazione dei vincitori Awards 2023

IL PANORAMA INTERNATIONAL ARTS FESTIVAL CELEBRA I TALENTI ECCEZIONALI: PIAF AWARDS 2023

Complimenti ai partecipanti e ai vincitori del Premio del Festival dell’arte indetto dalla Writers Capital Foundation International.

Molti i nomi prestigiosi che hanno esposto le loro creazioni artistiche in questa vetrina mondiale sempre attenta alla divulgazione delle Arti in generale.

Oltre alla partecipazione è essenziale, poter avere l’opportunità di condividere le proprie opere con la consapevolezza che ciò è meravigliosamente gratificante per inviare messaggi che ciascuno recepisce secondo le proprie emozioni ed è positivo il riscontro del mettersi in “ascolto dell’altro” in una chiave universale che apre a 360° le conoscenze e il conseguente arricchimento personale e sociale.

Nell’augurare ed esprimere le congratulazioni a tutti indistintamente,

“Sempre uniti dall’arte e dalle emozioni trasmesse e recepite”, si pensa già al prossimo Evento del Festival della Poesia 2024.

Grazie alla Writers Capital Foundation International per essere presente e vicina agli artisti, poeti, musicisti ecc. di tutto il mondo per promuovere e diffondere arte e poesia.

Autrice: Elisa Mascia

PANORAMA INTERNATIONAL YOUTH AWARD FOR ARTS 2023 🏆

Tra i vincitori c’è anche il nome di :

• Fabio Petrilli / San Bartolomeo in Galdo ( BN) / Italy 🇮🇹

che si esprime così:

” Ringrazio immensamente tutto lo staff della Writers Capital Foundation per avermi concesso l’opportunità di partecipare a questo prestigioso Panorama Internazionale delle Arti 2023 . Sono onorato di ricevere questo importantissimo premio come vincitore da parte della giuria. Un ringraziamento speciale va a Joan Josep Barcelo, Irene Doura-Kavadia e al Presidente Preeth Padmanabhan Nambiar.

Auguri a tutti.”

https://fb.watch/nVRLff7t5J/

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