Foto cortesia di Maria del Pilar Lopez Amorelli
Biografia di
Pilar è un’artista poliedrica della Città Autonoma di Buenos Aires. Durante l’adolescenza si trasferisce nella provincia di Salta dove inizia a realizzarsi come artista e attualmente risiede. Appena arrivata si unì al coro della parrocchia di San Lorenzo “Gonzalito Saravia” e cominciò a scrivere. Successivamente ha studiato presso l’Istituto di Belle Arti “Tomás Cabrera”, che gli ha fornito gli strumenti necessari per svilupparsi plasticamente e realizzare così sia mostre individuali di pittura sia partecipare a mostre collettive esponendo pittura, scultura in legno e rilievo; dipingere dal vivo; partecipare al coordinamento ed esecuzione della pittura murale; oltre ad essere stata insegnante di intaglio del legno. Allo stesso modo, la frequentazione del laboratorio teatrale nella provincia di Salta guidato da Jorge Renoldi, grazie al quale ha partecipato a lavori di strada e a diversi adattamenti di opere teatrali, finisce per plasmare la percezione delle figure, del colore e del movimento che gli danno così tanto intrigo e cerca di catturare nel suo lavoro.
Tra i luoghi in cui ha esposto ci sono il Museo Civico della provincia “Casa de Hernández”, “Plaza de Almas”, “Bar Malverde”, Gallerie Palacio, Gallerie Tomás Cabrera “A”, Consiglio Deliberativo Comunale, tutti nella provincia di Salta. Oltre alle mostre virtuali nazionali presso Iglú Galería e mostre internazionali in Libia, Spagna e per la Writers Capital Foundation, ha tenuto un discorso all’Ospedale Italiano di Buenos Aires.
Lo studio dell’inglese e dell’italiano alla Dante Alighieri di Salta gli ha permesso di confrontarsi più direttamente con artisti stranieri. Ha tradotto diverse poesie e saggi per lo scrittore Santosh Kumar Pokharel e ha anche pubblicato poesie in occasione di eventi di “Writers Capital Foundation”, “Induscroll.com”, “Writes, arts, letter and humanities digital journal”, “Punjabi writer settimanale giornale” da New York, “Comunità letteraria di lettori Pájaros del Alma”, tra gli altri giornali e riviste digitali e nella rivista culturale del nord-ovest argentino “Pájaro Cultural”. Ha anche recitato poesie nel programma “Il mondo della poesia” condotto da Toufiq Zohur per Uddan TV e ha partecipato a numerosi concorsi nella casa editrice Gold della Colombia, è stata finalista e attualmente partecipante a 15 antologie come risultato di essi, inoltre di aver pubblicato con detto editore il suo primo libro “Effetto Phoenix”. Partecipa anche all’antologia “MA: Antologia di poesie sul poeta Kazi Masuda Saleh” a cura di Abu Zubier Mohammed Mirtillah.
Nome completo: María del Pilar López Amorelli
Paese dell’Argentina
E-mail: mlopezamorelli@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/pilar.lopezamorelli/
Instagram: https://www.instagram.com/pilarlopezamorelli/
Sono i momenti più complessi che ci permettono di aprire gli occhi. Penso che sia fondamentale che, quando si parla di integrazione, ci si concentri davvero sull’accettazione delle differenze e non solo sull’intenzione di omogeneizzare la società secondo un parametro più semplicistico.
È difficile raccontare esperienze in prima persona, ma quale nozione migliore di quella vissuta e sentita in prima persona, soprattutto per temi delicati come la disabilità, o meglio, le diverse abilità, perché quando si dice “disabilità” si vuole dedurre che esiste minore capacità in alcune persone e, siamo sinceri, tutti abbiamo un grado inferiore di capacità in determinate situazioni, siano esse fisiche, emotive o intellettuali.
Mi considero una sopravvissuta alla vita o un sopravvissuto, se vuoi. Quando ero ragazza ho avuto un grave incidente a cavallo mentre ero in vacanza con la mia famiglia a Salta. Ero andata a cavallo con mio fratello e per qualche motivo il mio era scappato. Sono caduta, ma il mio piede è rimasto intrappolato nella staffa, quindi mi ha trascinato per alcuni blocchi finché all’improvviso non si è fermato.
Sono stata in coma per quasi tre mesi con diversi tipi di lesioni; da fratture e contusioni a un ictus massiccio. Sebbene fosse un caso estremamente grave, grazie a Dio, la paralisi era temporanea.
L’inizio della mia guarigione è stato molto difficile e doloroso, ma una grande donna era lì per aiutarmi a superarlo: mia nonna. Ogni volta che vedeva che c’era qualcosa che era difficile per me, mi guardava, sorrideva, alzava il pollice in segno di approvazione e diceva: “IO POSSO”, e quelle due paroline potenti facevano sì che, ogni volta che le sentivo c’era qualcosa che per me era difficile fare, una forza imbattibile emergeva e distruggeva i miei dubbi, e “HO SEMPRE POTUTO”.
Grazie alla mia spinta, ma anche all’eccellente gruppo dei professionisti ALPI a Buenos Aires (dove vivevo), sommato all’indispensabile supporto della mia famiglia e dei miei amici, ho potuto vivere un periodo di riabilitazione più sereno: in breve tempo sono passata dall’uso della sedia a rotelle al deambulatore, poi ai bastoni canadesi e infine a camminare da sola.
La mia famiglia è stata essenziale per me per andare avanti, poiché è fondamentale avere un buon sostegno e stimoli importanti, soprattutto a livello emotivo e affettivo, per realizzare un’impresa del genere e non arrendersi nei tentativi. Allo stesso modo, gli insegnanti della scuola familiare che mi hanno aiutata a recuperare le conoscenze che avevo già imparato, hanno svolto un ruolo molto importante nel mio reinserimento a scuola.
Una volta trasferitomi a Salta, pur subendo discriminazioni in diversi ambiti, ho cominciato a guarire la mia anima grazie al fatto che ho iniziato il mio percorso lungo la via dell’arte: sono entrata a far parte del coro della Parrocchia di San Lorenzo e col tempo ho iniziato a scrivere, dipingere, intagliare il legno, avventurarmi nel lato del rilievo, per poi reindirizzare un po’ il percorso e iniziare a recitare in un laboratorio teatrale e avventurarsi nella conoscenza di altre lingue.
Nonostante questo, che è un caso particolare, anziché cercare di porre fine alle differenze, bisogna lavorare a partire da lì, non per omogeneizzare la società, ma per rafforzare l’autostima di ciascuno, a partire da ciò che ciascuno è il personale come unico e irripetibile e non guidato dalla prospettiva dell’altro, perché, purtroppo, ci sarà sempre qualcuno che non ci accetta come siamo.
Biografia de
Pilar es una artista multifacética oriunda de la Ciudad Autónoma de Buenos Aires. Durante su adolescencia se mudó a la provincia de Salta donde comenzó a realizarse como artista y reside actualmente. Al llegar ingresó al coro de la parroquia de San Lorenzo “Gonzalito Saravia” y comenzó a escribir. Más adelante estudió en el instituto de Bellas Artes “Tomás Cabrera”, lo que le brindó las herramientas necesarias para desarrollarse plásticamente y de esta forma realizar tanto muestras individuales de pintura como participar en muestras grupales exhibiendo pintura, talla en madera y relieve; pintar en vivo; participar en coordinación y realización de pintura mural; además de haber sido profesora de talla en madera. Asimismo, el asistir al taller de teatro de la provincia de Salta a cargo de Jorge Renoldi, gracias al cual participó en un trabajo callejero y varias adaptaciones de obras teatrales, termina de darle forma a la percepción de las figuras, el color y el movimiento que tanta intriga le dan e intenta plasmar en su obra.
Entre los lugares en los que expuso se encuentran el Museo de la Ciudad “Casa de Hernández” de la provincia, “Plaza de Almas”, “Bar Malverde”, Galerías Palacio, Galerías “A” del Tomás Cabrera, Concejo Deliberante de la Ciudad, todos en la provincia de Salta. Además de exposiciones virtuales nacionales en Iglú Galería e internacionales en Libia, España y para Writers Capital Foundation. Por otra parte, dio un speech en el Hospital Italiano de Buenos Aires.
El estudiar inglés e italiano en la Dante Alighieri de Salta le permitió involucrarse de forma más directa con artistas extranjeros. Realizó la traducción de varios poemas y ensayos para el escritor Santosh Kumar Pokharel y también publicó poesías en eventos de “Writers Capital Foundation”, “Induscroll.com”, “Escribas, artes, letras y humanidades diario digital”, “Punjabi writer weekly newspaper” de New York, “Comunidad literaria de lectores Pájaros del Alma”, entre otros diarios y revistas digitales y en la revista cultural del noroeste argentino “Pájaro Cultural”. También recitó poesías en el programa “The world of poetry” conducido por Toufiq Zohur para Uddan TV y participó de numerosos concursos en la editorial Gold editorial de Colombia quedando como finalista y participando actualmente de 15 antologías como resultado de los mismos, además de haber publicado su primer libro “Efecto Fénix” con dicha editorial. Participa también en la antología “MA: Anthology of poems on Poet Kazi Masuda Saleh” editada por Abu ZubierMohammed Mirtillah.
Nombre completo: María del Pilar López Amorelli
País: Argentina
Mail: mlopezamorelli@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/pilar.lopezamorelli/
Instagram: https://www.instagram.com/pilarlopezamorelli/
Son los momentos más complejos los que nos permiten abrir los ojos. Creo que es crucial que, al hablar de integración, realmente se haga foco en aceptar las diferencias y no quede solamente en una intención de homogeneizar a la sociedad bajo un parámetro más simplista.
Es complicado relatar vivencias en primera persona, pero qué mejor noción que las vividas y sentidas en carne propia, sobre todo para temas tan sensibles como ser el de la discapacidad, o, mejor dicho, el de las capacidades diferentes, porque al decir “discapacidad” se quiere inferir que hay menor capacidad de algunas personas, y seamos francos, todos tenemos un menor grado de capacidad bajo determinadas situaciones, ya sean físicas, emocionales o intelectuales.
Me considero una sobreviviente de la vida o una superviviente, si se quiere. Cuando era chica tuve un accidente a caballo bastante grave mientras estaba vacacionando junto a mi familia en Salta. Había ido a andar a caballo con mi hermano y por alguna razón, el mío se desbocó. Yo caí, pero mi pie quedó enganchado del estribo, de manera que me arrastró algunas cuadras hasta que de repente se detuvo.
Estuve en coma casi tres meses con distintos tipos de heridas; desde fracturas y hematomas hasta derrame cerebral masivo. Si bien era un caso extremadamente serio, gracias a Dios, la parálisis fue temporal.
El comienzo de mi recuperación fue muy difícil y dolorosa, pero una gran mujer fue quien estuvo presente para ayudarme a sobrellevarlo: mi abuela. Siempre que veía que había algo que me costaba, me miraba, sonreía, levantaba su pulgar en signo de aprobación y decía: “YO PUEDO”, y esas dos palabritas tan poderosas, hicieron que, cada vez que sintiera que había algo que me costaba hacer, me surgiera una fuerza imbatible y arrasara con mis dudas, y “SIEMPRE PUDE”.
Gracias a mi empuje, pero también al excelente grupo de profesionales de ALPI de Buenos Aires (donde vivía), sumado al apoyo indispensable de mi familia y amigos, pude transitar un período de rehabilitación más apacible: en poco tiempo pasé de necesitar silla de ruedas a un andador, luego bastones canadienses y más tarde caminar por mis propios medios.
Mi familia fue imprescindible para que pudiera salir adelante, ya que es fundamental tener un buen apoyo y una estimulación importante, sobre todo desde lo emocional y anímico para realizar semejante hazaña y no desfallecer en el intento. Asimismo, las maestras de la escuela domiciliaria que me asistieron para recuperar el conocimiento que ya había aprendido, tuvieron un rol muy importante en mi reinserción al colegio.
Una vez que me mudé a Salta, aunque sufrí discriminación en distintos ámbitos, comencé a sanar el alma gracias a que inicié mi recorrido por el camino del arte: ingresé al coro de la Parroquia de San Lorenzo y con el tiempo empecé a escribir, pintar, tallar madera, incursionar por el lado del relieve, para luego redireccionar un poco el rumbo e iniciarme en la actuación en un taller de teatro y aventurarme en el conocimiento de otros idiomas.
Independientemente de esto, que es un caso en particular, más que tratar de acabar con las diferencias, hay que trabajar desde allí, no para homogeneizar a la sociedad, sino para fortalecer la autoestima de cada persona, partiendo desde lo que cada uno es en lo personal como ser único e irrepetible y no guiarse según la mirada del otro, porque, lamentablemente, siempre va a haber alguien que no nos acepte como somos.






