Recensione di Pier Carlo Lava alla poesia Sogno da bambina di Elisa Mascia

Foto di Elisa Mascia


“Sogno da bambina” di Elisa Mascia è una poesia che esplora con dolcezza e profondità il desiderio e la determinazione insiti nel cuore di ogni donna fin dalla più tenera età. Mascia dipinge il quadro di un sogno che viene curato e affinato con cura e passione, paragonandolo a un ricamo pazientemente intessuto con un fusello. La poetessa cattura la resilienza e la determinazione necessarie per perseguire questo sogno, nonostante le incognite e i sentieri sconosciuti che si incontrano lungo la strada.

La poesia utilizza la metafora del parapendio per descrivere l’oscillare tra le altezze e le profondità del percorso di vita, un viaggio mosso dal vento dei pensieri e delle aspirazioni. La volontà di “acchiappare” il sogno e la difficoltà di “dire addio” a ciò che è stato tanto desiderato sono sentimenti comuni a molti, e Mascia li esprime con una semplicità toccante.

Il momento di gioia nel vedere il sogno finalmente realizzato è descritto come un trionfo personale, con la consapevolezza che il vero posto di questo sogno è sempre stato nel cuore. La poesia si chiude con una nota di soddisfazione e realizzazione, sottolineando la bellezza del viaggio e del raggiungimento del sogno.

“Sogno da bambina” è una celebrazione della perseveranza, dei desideri profondi e della bellezza dei sogni che ci accompagnano fin dall’infanzia. Elisa Mascia con il suo stile semplice ma evocativo, ci invita a riflettere sulla forza dei nostri sogni e sulla dolcezza del loro compimento.

Sogno da bambina, di Elisa Mascia

Ogni donna fin da bambina
rincorre il sogno di vita più bello
lo ricama e intesse con fusello
s’impegna e sempre di più lo affina.
Intraprende nuovi sentieri
determinata vuol che si realizzi
percorre incogniti indirizzi
suggeriti spesso anche da bizzosi pensieri.
Si sale e si scende da parapendio,
portata dal vento e lì arrivare
come voler quel sogno acchiappare,
con mano toccare, non saper dire addio
e raggiungere a qualsiasi costo
il sogno da sempre accarezzato
finalmente gioia nel vederlo realizzato
consapevole che sol nel cuore è il suo posto.
Recensione di Pier Carlo Lava 28-5-2024

Momenti di poesia: Il Sogno da Bambina. Recensione della Poesia di Elisa Mascia a cura di Alessandria today https://alessandria.today/2024/05/25/momenti-di-poesia-il-sogno-da-bambina-recensione-della-poesia-di-elisa-mascia-a-cura-di-alessandria-today/

Fabio Petrilli ed Elisa Mascia presentano la Collezione Poetica ” Respiro…con il cuore” , prefazione di Roberto Collari, impaginazione e pubblicazione a cura di Pietro La Barbera

Foto copertina del libro ” Respiro…con il cuore”

Dall’ideazione di un sogno del poeta Fabio Petrilli di pubblicare in una Silloge le sue poesie estendendo l’invito alla poetessa Elisa Mascia per poter donare ai lettori, oltre all’ originalità dei versi poetici, anche trasmettere il messaggio che la poesia è ” magìa” che abbatte barriere e costruisce ponti d’unione in questo caso generazionale. Così da una semplice domanda di Fabio: “Vogliamo scrivere un libriccino di poesie insieme ( poesie mie e tue )?” è nata la Silloge poetica ” RESPIRO…CON IL CUORE ” in collaborazione con il poeta Roberto Collari, che ha redatto l’ esclusiva e coinvolgente prefazione, e dello scrittore – presentatore radiofonico Pietro La Barbera, che oltre a curare la redazione della postfazione ha realizzato l’impaginazione e pubblicazione in Amazon dell’opera poetica.
Elisa Mascia maggio 2024

” È ufficiale, ecco a voi il mio primo libro di poesie ( silloge poetica ) ” Respiro …con il cuore ” in collaborazione con la poetessa e divulgatrice culturale Elisa Mascia .
Sono emozionato e non ho molte parole da esprimere. 

Ringrazio il poeta Roberto Collari per la prefazione, Pietro la Barbera per la postfazione e il restante lavoro attuato .

Grazie a chi ha creduto in me , mi ha supportato
E grazie a me che non ho mai mollato .

I sogni solo se si vuole si realizzano . “
Fabio Petrilli
Grazie e Buona Lettura !!
Se volete potete già acquistarlo


RESPIRO…con il CUORE https://amzn.eu/d/anP6PoJ

Foto cortesia di Fabio Petrilli
Foto di Elisa Mascia

Comunicato stampa da Mohammad Rahal dall’Algeria, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto cortesia di Mohammad Rahal


Svizzera 🇨🇭

🔴#cinema

#Festival_Internazionale_del_Cinema_Orientale_di_Ginevra (FIFOG)

   Con conoscenza e riconoscimento cinematografico reciproco

La 19a edizione del Festival Internazionale del Cinema d’Oriente (FIFOG) si svolgerà dal 10 al 16 giugno 2024 a Ginevra.  Dopo aver celebrato La Résistance nel 2020 e L’Espoir nel 2021,

         La Liberté au Female nel 2022 e Le Rêve nel 2023, la nuova collezione mette in risalto la conoscenza e il riconoscimento reciproco.  FIFOG 2024 vuole quindi promuovere le opere cinematografiche invitando tutti a conoscere e riconoscere se stessi e gli altri, che sono le condizioni fondamentali per vivere insieme.

Sotto gli auspici della Commissione svizzera per l’UNESCO, questa nuova edizione è diretta dalla scrittrice libanese Joumana Haddad, la cui penna continua a invocare il riavvicinamento tra Oriente e Occidente, affermando reciprocità e uguaglianza.

            Per una settimana Ginevra e le sue città si riempiranno di colori orientali.  Verranno proiettati più di cinquanta film, accompagnati da una trentina di ospiti provenienti dall’Est e dall’Ovest, per deliziare il pubblico del festival.

Nella sezione panoramica, il festival rivela, attraverso performance speciali, ricche opere strettamente legate al tema del festival, che rappresentano, in tutti i loro aspetti, il potere dell’emozione e della poesia.  Pertanto, la resistenza delle donne afghane, la lotta dei tibetani per la propria esistenza, la resistenza dei libanesi e la resilienza specifica del Nord Africa emergono come temi principali in questa nuova edizione.

Il festival è anche l’occasione per premiare i film.  Due giurie, il Comitato del Concorso Internazionale dei Lungometraggi e il Comitato del Concorso Internazionale dei Cortometraggi, assegneranno il Premio FIFOG Oro e il Premio FIFOG Argento.  La Giuria della Scuola e la Giuria dei Giovani premieranno i migliori due cortometraggi presentati in programma.  Questa edizione è anche l’occasione per presentare il lavoro degli artisti ginevrini.

Domani, mercoledì 22 maggio 2024, alle 13:30, si terrà una conferenza stampa per la partecipazione del festival, in presenza o online, alla presenza di Diane Heaney, Vice Presidente della FIFOG, Taher Hoshi  , Direttore Tecnico della FIFOG, e Bahishta Notani, Presidente dell’Associazione Ora (Associazione per i Diritti delle Donne Afghane).  René Longuet, presidente dell’Associazione svizzero-tibetana per l’amicizia, e Rahman Kalilur, programmatore del Bangladesh 🇧🇩

Muhammad Rahal

Switzerland 🇨🇭

🔴#cinema

#Geneva_International_Festival_of_Oriental_Cinema (FIFOG)

  With knowledge and mutual cinematic recognition

The 19th edition of the International Film Festival of Oriental Geneva (FIFOG) will take place from 10 to 16 June 2024 in Geneva. After celebrating La Résistance in 2020, and L’Espoir in 2021,

        La Liberté au Female in 2022, and Le Rêve in 2023, the new collection highlights knowledge and mutual recognition. FIFOG 2024 therefore wants to promote cinematic works by inviting everyone to know and recognize themselves and others, which are the basic conditions for living together.

Under the auspices of the Swiss Commission for UNESCO, this new edition is headed by the Lebanese writer Joumana Haddad, whose pen continues to call for rapprochement between East and West, in stating reciprocity and equality.

           For a week, Geneva and its cities will be filled with oriental colors. More than fifty films will be shown, accompanied by about thirty guests from the East and West, to delight festival-goers.

In the panorama section, the festival reveals, through special performances, rich works closely related to the festival’s theme, representing, in all their aspects, the power of emotion and poetry. Thus, the resistance of Afghan women, the struggle of Tibetans for their existence, the resistance of the Lebanese, and the specific resilience of North Africa emerge as major themes in this new edition.

The festival is also an opportunity to reward films. Two juries, the International Feature Film Competition Committee and the International Short Film Competition Committee, will award the FIFOG Gold Prize and the FIFOG Silver Prize. The School Jury and Youth Jury will reward the best two short films presented in the programme. This edition is also an opportunity to showcase the work of Geneva artists.

Tomorrow, Wednesday, May 22, 2024, at 1:30 pm, a press conference will be held for the festival to participate, whether face-to-face or online, in the presence of Diane Heaney, Vice President of FIFOG, Taher Hoshi, Technical Director of FIFOG, and Bahishta Notani, President of the Ora Association (Afghan Women’s Rights Association). René Longuet, President of the Swiss-Tibetan Friendship Association, and Rahman Kalilur, a programmer from Bangladesh 🇧🇩

Muhammad Rahal

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Comunicato stampa da Mohammad Rahal, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Pietro La Barbera ed Elisa Mascia in collaborazione con Carmen Flores presentano Edith Fernandez Caruso – Argentina

Foto locandina creata da Pietro La Barbera

Apprezzo l’opportunità di poter vedere l’intervista in differita e sono rimasta davvero stupita da tanta sensibilità umana espressa, da tanto misticismo ed espressione poetica, Edith Fernández Caruso ci offre un nuovo sguardo su come l’arte si manifesta in modo olistico e, soprattutto, ammira il suo pensiero filosofico sulla non appartenenza.  “Niente ci appartiene” solo amore, pace in ogni cuore.  Sono molto emozionata ed esprimo grande ammirazione dal fatto che avessero trovato in lei la vera bellezza dell’anima.  Poche persone e poeti riescono a trasmettere l’arte così profondamente e con tanta saggezza divina e con un umanesimo meraviglioso e pieno di luce!  Bravisima!!  Grazie mille cara Carmen Flores per averla presentata ad Elisa Mascia e Pietro la Barbera.  È stata un’esperienza molto arricchente!”

Luisa Camere

▪Edith Fernández Caruso, è nata il 14 giugno nella città di Lanús, Buenos Aires, Argentina.

▪Lic.  in Scienze della comunicazione.
▪Scrittore, Ballerino e Coreografo.  Insegnante Nazionale di Danza, Danzaterapeuta e Manager Culturale.
▪Presidente fondatore di “Scrittori del Sud”.
Presidente di Asolapo Internazionale.
Segretario della Società Argentina degli Scrittori, (S.A.D.E. Lanús), periodo, 2012/2014
Verbale Segretario del Círculo de Letras Clamor.
Durante la sua gestione, ha ricevuto l’eredità di detto gruppo, nel 2019 attraverso il suo Presidente Onorario, la poetessa e scrittrice Roma Rotela.  È il gruppo più emblematico che opera nella Sade Nacional per via dei famosi scrittori e personaggi importanti che sono passati di lì e quello con la storia più lunga che opera in quel luogo.
▪Membro di vari Gruppi Letterari:
“El Rincón Lírico”, al Café Tortoni.
APOA, (Associazione Poeti Argentini).
ACAPAS, (Associazione Civile Argentina dei Poeti, Alfonsina Storni tra gli altri.
▪Presidente di Giuria in Concorsi Nazionali ed Internazionali.
▪Convocato per diversi articoli giornalistici nazionali ed internazionali, nonché in diversi spazi radiofonici in Argentina e all’estero.
▪Ha ricevuto importanti riconoscimenti per il suo lavoro e la sua carriera nel suo paese, come ad esempio.  nella Camera Onorevole dei Deputati della Nazione Argentina e in vari paesi dell’America e dell’Europa.
▪ Generi trattati:
Poesia, racconto, romanzo, saggio e letteratura per bambini e ragazzi.

– LIBRI DI EDITH FERNÁNDEZ CARUSO
Gli amori più segreti della storia
(Saggio romanzo)
Storie per bambini
(Orrore e morte)
Saggio sul romanzo
Lo slogan
(Romanzo)
Un ottobre senza sole
Romanzo per bambini e ragazzi
La signora in blu
Romanzo
Serie di:
Storie vere
Racconti profetici
Poesie dalla fine del mondo
Racconti dalla fine del mondo
Poesie d’oro per bambini

Domande per Edith Fernandez- Argentina

-1) In quale momento hai acquisito la consapevolezza di avere un grande talento?
Prima di tutto quando ho sentito i primi applausi di mio nonno spagnolo alla fine della mia prima commedia scritta all’età di sei anni, sull'”Opera di liberazione della mia Patria”, dove ogni sabato nella galleria del cortile andaluso di casa mia, rappresentavo un Atto, quando è arrivato l’ultimo, mi sono accorta che in quei quattro Atti mi ha seguito attentamente, non ha mai detto niente, probabilmente per non inibirmi, ma che sabato scorso non lo dimenticherò mai, c’erano tre parole che ho gridato con tutto fervore: VIVA LA PATRIA!  E ancora oggi ricordo l’abbraccio forte di mio nonno, con gli occhi pieni di lacrime e che rispondeva, VIVA!  Poi, ho letto i miei primi lavori ai miei genitori, familiari e amici e loro erano emozionati, mi hanno chiesto di scrivere ancora, ho visto i loro volti che mi guardavano con attenzione, ho vinto concorsi nella mia città, Lanús e a Buenos Aires, ero ancora ragazza e poi nella mia adolescenza.  Con il passare del tempo, mi sono accorta quando i miei coetanei mi hanno riconosciuta, poi sono arrivati gli inviti, i riconoscimenti, le proposte, ecc., l’ho preso con assoluta tranquillità poiché so benissimo che nulla ci appartiene.

-2) L’arte del fare, dell’impegno costante diventa un valore aggiunto nel mondo dell’arte?
Mi impegno sempre nel sociale, questo è un plus molto importante.

-3) Quanto è importante circondarsi di persone con cui si crea la giusta empatia?
Estremamente importante e arricchente.

-4) La sensibilità che metti nel tuo approccio artistico va solo usata oppure anche protetta?
Entrambe le cose, usata e protetta.

-5) La creatività deve obbligatoriamente passare attraverso un travaglio interiore?
Certo che no, non scrivo per catarsi, scrivo per mestiere di scrittore.

-6) Cosa rappresenta per te il silenzio?
Il silenzio per me è un maestro, è una voce che mi ispira, è una melodia che mi contatta con idee e anche con esperienze, mie e altrui, per riversarle su un pezzo di carta deserto.

-7) Cosa fai oggi che non sapevi fare un anno fa?
Dare priorità a ciò che realmente ce l’ha.

-8) Cosa significa per te essere generosi artisticamente parlando?
È mettere a nudo l’anima attraverso la Danza e le Lettere.

Poesie
1-   “Quando il sole illumina le lacrime, un arcobaleno nasce nell’anima”
Edith Fernández Caruso

Prendo i colori dall’Arco
che un giorno furono luminosi,
erano gli anni della prima infanzia,
era il primo dolore e la prima gioia.
Era il rosso, era il sangue,
era il sudore di Cristo,
era la culla bianca,
il mazzo di chiavi e il miracolo,
era la vita ed era speranza.
Era Bécker e le sue rime
tesoro, colore arancione,
era la copertina,
era quel libro,
che quel pomeriggio d’autunno mi regalò.
Era il cortile andaluso,
era il nonno
e il giallo del sole
che si eclissava,
non ricordo l’anno
ma era il primo
che si fece notte, al mattino.
Era il giardino segreto, quello, il mio
era verde,
era vero che accarezzava,
era la poesia
era il teatro
in quell’infanzia felice si accomodavano.
Era il (ciano)costume del mio vestito
azzurro celeste
sottile scivolava,
era bellezza sulla scena eterea,
era il sacro ufficio,
era la danza.

Era il colore del mare
quella mattina
suono di schiuma bianca indaco,
era vertigine,
era l’ estasi,
l’orizzonte che mi guardava da lontano.
Era luce violetta ed era pace,
era oliva
allo spuntare dell’alba,
era la vita che rinasceva,
rinascevo ancora una volta, qui nella mia anima!

Dalla serie: Poesie dalla fine del mondo
Edith Fernández Caruso
©Diritti riservati

2- Le cinque piaghe di Cristo,
tagliate ad Almería
ricamate in silenzio
di malve ed erbe pregiate
coperte di mantelli neri
di luna bianca che fuggiva,
Non sono fuggita dagli zingari
ma sì dall’oliveto
con grida di voci fredde.

Non volevo dirti niente
non volevo, anche se volevo
la squadra nera spinse
fonte delle mie lacrime
spingeva nell’oliveto
insieme a due che conoscevo
la squadra nera codarda
senza madre, senza patria, senza vita
in quella notte tanto fredda.

Hanno eseguito la mia canzone
negli strumenti e nelle rime
donne, neri, zingari
di luna bianca che fuggiva
per il resto non c’è certezza.
nessuna tomba, nessuna croce,
solo la mia voce in un’eco
di malve ed erbe pregiate
le cinque piaghe di Cristo
ricamate, di Poesia!

©Edith Fernández Caruso — Buenos Aires, Argentina

3- Mentre la fiamma brucia, la quiete prende forma
e il silenzio è rotto dalle parole,
un dolore disegnato, un attimo desiderato
sulla tela nuda diventa
ed è incisa nel legno, la figura accurata
la preghiera che ammorbidisce la pietra
e si eleva un suono, celestiale, commosso
che trascende e prosaico si eleva.
Una dolce canzone, pentagramma e dolore,
la ninna nanna di un bambino che sogna,
un domani migliore, una storia d’amore,
formeranno una rotonda, una ruota,
con i testi al suon, della musica che insegue,
del teatro, della scultura e della danza,
resterà il sottile, il segno o il simbolo  alla fine,
che abbellisce la vita ordinaria.
È l’Arte che vive, è l’Arte che passa.
È l’arte, che viaggia attraverso il tuo sangue e il mio sangue!

Traduzione poetica dallo spagnolo all’italiano a cura di Elisa Mascia

***


Biografia


▪Edith Fernández Caruso, nació un 14 de Junio en la Ciudad de Lanús, Buenos Aires, Argentina.
▪Lic. en Ciencias de la Comunicación.
▪Escritora, Bailarina y Coreógrafa. Profesora Nacional de Danzas, Danzaterapeuta y Gestora Cultural.
▪Presidenta Fundadora de “Escritores del Sur”.
Presidenta de Asolapo Internacional.
Secretaria de la Sociedad Argentina de Escritores, (S.A.D.E. Lanús), período, 2012/2014
Secretaria de Actas del Círculo de Letras Clamor.
Durante su gestión recibe el Legado de dicho grupo, en el año 2019 a través de su Presidenta Honoraria, la poeta y escritora, Sra Roma Rotela. Es el grupo mas emblemático que funciona en la Sade Nacional por los célebres  escritores e importantes figuras que han pasado por allí y el de mas trayectoria funcionando en dicho lugar.
▪Integrante de diversos Grupos Literarios:
“El Rincón Lírico”, en el Café Tortoni.
APOA, (Asociación de Poetas Argentinos).
ACAPAS, (Asociacion Civil Argentina de Poetas, Alfonsina Storni entre otros.
▪Presidenta de Jurado en Certámenes Nacionales e Internacionales.
▪Convocada para diversas notas periodísticas Nacionales e Internacionales, como así también en distintos espacios radiales de Argentina y del exterior.
▪Recibió importantes distinciones por su labor y trayectoria en su país, como por ej. en La Honorable Cámara de Diputados de La Nación Argentina y en diversos países de América y Europa.
▪ Géneros que abarca:
Poesía, Cuento, Novela, Ensayo y Literatura Infanto Juvenil.

– LIBROS DE EDITH FERNÁNDEZ CARUSO
Los Amores mas secretos de la historia
(Novela Ensayo)
Cuentos Infantiles
(Horror y muerte)
Novela Ensayo
La Consigna
( Novela)
Un Octubre sin sol
Novela Infanto-Juvenil
La Dama de Azul
Novela
Serie de:
Cuentos Verídicos
Cuentos Proféticos
Poemas del fin del mundo
Cuentos del fin del mundo
Poemas Dorados para Niños
***
Preguntas y RESPUESTAS
1) En que momento tomaste conciencia de tener un gran talento?

Primero cuando escuché el primer aplauso de mi abuelito español al finalizar mi primer Obra de Teatro escrita a los seis años, sobre la “Gesta libertadora de mi Patria”, donde cada Sábado en la galería del patio andaluz de mi casa, representaba un Acto, al llegar el último, me dí cuenta que durante esos cuatro Actos me siguió con atención, nunca dijo nada, seguramente para que no me inhibiera, pero ese último Sábado jamás lo olvidaré, fueron tres palabras que grité con todo fervor: ¡VIVA LA PATRIA! y aún hoy recuerdo el abrazo apretado de mi abuelo, con los ojos llenos de lágrimas y contestando, ¡VIVA!. Luego, leí mis primeros trabajos a mis padres, familia y amigos y se emocionaban, me pedían que escribiera mas, veía sus rostros mirándome con atención, gané concursos en mi ciudad, Lanús y en Buenos Aires, era una niña aún y luego en mi adolescencia. Al correr el tiempo, tomé conciencia cuando mis pares me reconocieron, ahí vinieron las invitaciones, distinciones, propuestas, etc, lo tomé con absoluta calma ya que sé perfectamente que nada nos pertenece.

2) ¿El arte de hacer, del compromiso constante se convierte en un valor añadido en el mundo del arte?
Siempre me involucro en el compromiso social, eso es un plus muy importante.

3) ¿Qué tan importante es rodearte de personas con las que creas la empatía adecuada?
Sumamente importante y enriquecedor.

4) La sensibilidad que pones en tu planteamiento artístico ¿solo se debe utilizar o también se debe proteger???
Las dos cosas, utilizar y proteger.

5)  ¿La creatividad necesariamente tiene que pasar por una lucha interna???
Por supusto que no, yo no escribo por catarsis, yo escribo desde el oficio de escritora.

6)  ¿Qué significa para ti el silencio?
El silencio para mi es un maestro, es una voz que me inspira, es una melodía que me contacta con las ideas y también con las vivencias, propias y ajenas, para volcarlas en un desierto papel.

7) ¿Qué estás haciendo hoy que no sabías hacer hace un año?
Dar prioridad a lo que realmente lo tiene.

8) ¿Qué significa para ti ser generoso artísticamente hablando?
Es desnudar el alma desde la Danza y desde Las Letras.

***
Poemas
1-
“Cuando el sol ilumina las lágrimas. un arcoiris nace en el alma”
                                          Edith Fernández Caruso

Tomo del Arco los colores
que un día fueron luminosos,
eran los años de la edad primera,
era el primer dolor y el primer gozo.

Era el rojo, era la sangre,
era el sudor de Cristo,
era la cuna blanca,
el manojo de llaves y el milagro,
era la vida y era esperanza.

Era Bécker y sus rimas
tesoro, color naranja,
era la tapa,
era aquél libro,
que esa tarde de otoño me obsequiaba.

Era el patio andaluz,
era el abuelo
y el amarillo del sol
que se eclipsaba,
no recuerdo el año,
pero fue el primero,
que se hizo noche, en la mañana.

Era el jardín secreto, ese, el mío
era verde,
era verdad que acariciaba,
era el poema
era el teatro,
en esa infancia feliz se acomodaban.

Era el cian de mi vestido
azul celeste
sutil se deslizaba,
era belleza en la escena etérea,
era el sacro oficio,
era la danza.

Era el color del mar
esa mañana
añil sonido de espuma blanca,
era el vértigo,
era el éxtasis,
el horizonte que de lejos me miraba.

Era luz violeta y era paz,
era olivo
al despuntar el alba,
era la vida que renacía,
renacía una vez más,aquí en mi alma !

De La Serie: Poemas del Fin del Mundo
Edith Fernández Caruso
©Derechos Reservados

2-
Las cinco llagas de Cristo,
cortadas en Almería
bordadas en el silencio
de malvas y hierbas finas
cubiertas de mantos negros
de luna blanca que huía,
no huía de los gitanos
pero si del olivar
con gritos de voces frías.

No quise decirte nada
no quise, aunque quería
la escuadra negra empujaba
fuente de lágrimas mías
empujaba al olivar
junto a dos que conocía
la escuadra negra cobarde
sin madre, patria, sin vida
en esa noche tan fría.

Mi canción ejecutaron
en instrumentos y en rimas
mujeres, negros, gitanos
de luna blanca que huía
de lo demás, no hay certeza
ni sepultura, ni cruz,
solo mi voz en un eco
de malvas y hierbas finas
las cinco llagas de Cristo
bordadas, de Poesía !

©Edith Fernández Caruso — Buenos Aires, Argentina

3-
Mientras arde la llama, la quietud toma forma
y el silencio se rompe en palabras,
un dolor dibujado, un momento anhelado
en el lienzo desnudo se torna
y se graba en madera, la figura certera,
la plegaria que ablande la piedra
y se eleva un sonido, celestial, conmovido
que trasciende y prosaico se eleva.
Una dulce canción, pentagrama y dolor,
el arrullo de un niño que sueña,
un mañana mejor, una historia de amor,
formarán, una ronda, una rueda,
con las letras al son, de la música en pos,
del teatro, la escultura y la danza,
quedará la sutil, marca o símbolo al fin,
que embellezca, la vida ordinaria.
Es el Arte que vive, es el Arte que pasa.
es el arte, que por tu sangre y mi sangre Viaja!

Edith Fernandez Caruso

Agradezco la oportunidad de poder ver la entrevista por diferido y realmente me he quedado admirada de tanta sensibilidad humana expresada, de tanta mística y expresión poética. Edith Fernández Caruso
nos ofrece una nueva mirada de cómo se manifiesta el arte en forma holística  y sobretodo admirada de su pensamiento filosófico de la no pertenencia. “ Nada nos pertenece “ solo el amor, la paz en cada corazón. Me quedé muy enternecida y admirada de que si hayan encontrado la verdadera belleza del alma en ella. Pocas personas y poetas pueden transmitir el arte así tan profundo y con mucha sabiduría divina y con  un humanismo maravilloso lleno de luz ! Bravisimo!! Gracias mil querida Carmen Flores por presentarla y a  Elisa Mascia y a Pietro la Barbera por presentarla. Fue una experiencia  muy enriquecedora!”
Luisa Camere – Perù

Foto cortesia di Edith Fernandez Caruso – Argentina
Foto estratta dalla registrazione del programma

Fabio Petrilli presenta il poeta Roberto Collari e il suo libro “Anatomia d’un uomo” edita con la ControLuna editrice nel 2024, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto copertina del libro di Roberto Collari ” Anatomia d’un uomo”

Roberto Collari è nato a Nuoro il 31 luglio 1998 e vive a Lanusei.
Autore delle seguenti sillogi:
Canticum Mundi edita da Placebook Publishing nel 2022;
Interludio e Nostalgia, due sillogi poetiche, edite dalla G. C. Lisi editrice.

Anatomia di un uomo edita con la ControLuna editrice nel 2024

Con i suoi testi è presente in oltre cinquanta antologie, quotidiani e volumi accademici internazionali venendo tradotto in cinese e in spagnolo.
Vincitore di oltre cento riconoscimenti letterari internazionali, tra i più importanti:

Premio Stesicoro alla Carriera.
Candidatura Premio Kafka alla Carriera 2024.
Laurea Honoris Causa in Lettere da parte del Centro Sarmathiano degli Alti Studi Filosofici e Storici.
Ambasciatore Culturale della Pace da parte della Federazione Brasiliana degli Accademici delle Scienze, Lettere e Arti.
Premio per gli Alti Meriti Culturali.
Vincitore del Premio nazionale “Segni di Pace”. Il Premio Nazionale “Segni di Pace” è promosso da una coalizione di organizzazioni della società civile che indica persone meritevoli per il Premio Nobel per la Pace, su approvazione del Norwegian Nobel Institute.
L’Associazione Culturale Internazionale “La Rosa Bianca” gli conferisce il Titolo Onorifico di Cavaliere della Pace e della Concordia.
Titolo di Alfiere dell’Arte e della Poesia da parte dell’Accademia Internazionale di cultura dei Bronzi.
Premio della Cultura da parte dell’Accademia Universale “Giosuè Carducci”.
Nel 2021 gli viene conferito il “Premio Dante Alighieri” per la poesia.
Premio Miglior Autore Under 25 alla 30^ ed. del Premio Letterario Internazionale Ossi di Seppia.

Prefazione

Il poeta è un’esteta che attraverso l’istinto diventa cantore di bellezza, che scioglie fili dorati di memoria per cogliere dal sol nascente la sovranità del pensiero, erudita disaminache l’avvolge in un alone d’amore.
Roberto Collari dona risalto e fantasia alla sua giovinezza nell’incanto di ciò che assimila fortemente nel silenzio, quando la natura intorno diventa soliloquio delle sue elucubrazioni.
Certamente il poeta è sempre lì, come un saggio d’altri tempi per trasfondere in realtà sentimenti e ideali, tangibili valori di vita.
Il poeta non si stacca dal regno dell’amore, consapevole che gli slanci emotivi percorrono atmosfere e sentieri dove tutto è poesia nella poesia, dove la purezza fiorisce la tempra là, dove gli angeli sorridono agli uomini. Ebbene il fluido espressivo che Roberto Collari esterna ad ogni sole che sorge, placa dolori, fiorisce speranza e mira orizzonti lontani, dove la natura è ancora incolume, lontana da tuoni e temporali:
Luce
che nella valle dei miei pensieri
incanti l’anima, l’abbandono e solitudini esistenziali
nel canto del crepuscolo.
Ebbro d’amor, bramosia d’affetto,
tra prigionie la fine delle speranze, decadenza…
ma nuovi amori… oh! Terra mia.

Per il poeta la vita è come una strada che conduce a nuovi paradisi, è come la natura che fiorisce in ogni stagione; è come un altare con lumi e fiori che non si separano dal vangelo umano, quello che Dio ha donato al mondo.
La bellezza, infine, suscita sempre l’amore, e l’amore è quel sorriso che riempie gli occhi di beatitudine; in questa dimensione risplendono i concetti del poeta della Costa Smeralda, tra nobili sensazioni qual fioritura di uno spirito che incarna l’aurora nel mattin sereno…
Roberto Collari, con le sue emozioni, sprigiona lampi d’amore con la voce degli angeli;si veste di quella natura che si rinnova in primavera, e decora la vita al sol gioir di veder splendere ogni felicità con i color cangianti che giungono dal cosmo.
Pascoli affermava: “Sola e vera grandezza è l’esser buoni”. Ebbene, devo affermare che proprio con buona la poesia di Collari ci trasporta in un mondo nuovo, dove l’alitar della vita non si allontana mai da una giornata di sole che il poeta vive nel cuore.

Cav. Gianni Ianuale
Fondatore dell’International Vesuvian Academy
Premio della Cultura della Presidenza
del Consiglio dei Ministri Marigliano di Napoli

Poesie
Anatomia d’un uomo

Non son che
viluppo inestricabile
di pensieri erranti:
Crisalide d’ombra
d’un remoto sentire,
ch’io mai seppellirò,
poiché il corpo mio
aspira al cielo.

Luce

Risuona l’ora
della mia esistenza,
oramai prossima
alla sua fine.
L’aria del mattino
accorda il mio sentire:
Questo corpo è luce,
La mente è vita.

Solitudini esistenziali

Lascia ch’io rimanga solo
Ove il corpo non conosce paure,
ove il mondo non è corrotto
da miserie e bramosia dell’avere,
ove la mente può innalzarsi
oltre i confini del tempo.
Lascia ch’io rimanga solo
nel silenzio dei miei pensieri.

Alla morte

In quest’oceano senza rive,
irrompe la melodia
d’un tuo sussurro.
Levo gli ormeggi
ed innalzo le vele:
S’intravede l’ultimo
bagliore d’un sole
che so mi condurrà
dinanzi alla tua presenza.

Foto cortesia di Roberto Collari

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Fabio Petrilli presenta il poeta Roberto Collari “Con i suoi testi è presente in oltre cinquanta antologie, quotidiani e volumi accademici internazionali venendo tradotto in cinese e in spagnolo.Vincitore di oltre cento riconoscimenti letterari internazionali…”, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Cerimonia di Premiazione Sabato 25 Maggio 2024. Pasturo.

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo – momento della cerimonia

PREMIO INTERNAZIONALE DI LETTERATURA “PER TROPPA VITA CHE HO NEL SANGUE” ANTONIA POZZI” VIII EDIZIONE 2024
Cerimonia di Premiazione Sabato 25 Maggio 2024. Pasturo.

Ci sono momenti che sono i veri motori che fanno provare intensamente le emozioni della vita. Anche quest’anno, come membro della Giuria, ho potuto condividere quei bellissimi momenti con tanti amici e poter fare i miei complimenti a tutti gli autori premiati.
Un grandissimo e forte abbraccio di cuore a tutti e i miei speciali complimenti alla mia cara Caterina Silvia Fiore per l’ottima organizzazione del Premio. È stato un piacere rincontrarci tutti insieme.

Caterina Silvia Fiore Silvio Raffo Giovanni Ronzoni Tiziana Mainoli Filippo Papa Giancarlo Giambra Giovanni Gentile Lorena Marcelli Elham Hamedi Davide Rocco Colacrai

Foto cortesia di Joan Josep Barcelo

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Premio Internazionale di Letteratura “PER TROPPA VITA CHE HO NEL SANGUE” ANTONIA POZZI” VIII EDIZIONE 2024

Sabina Darova presenta: ” La poetessa e scrittrice albanese Valbona Jakova viene per la prima volta ad Asti a promuovere il suo ultimo libro con la raccolta di poesie “ Sul crinale del cuore”, pubblicato dalla casa editrice Besa|muci, e vincitrice del premio FIORINO D’ORO a Firenze. Mi è piaciuta molto la motivazione e ho preferito  portarlo anche all’auditorio di oggi”…, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto cortesia di Valbona Jakova

Sabina Darova presenta Valbona Jakova al Centro Artistico Culturale Albanese
“ Margarita Xhepa” Asti!

La poetessa e scrittrice albanese Valbona Jakova viene per la prima volta ad Asti a promuovere il suo ultimo libro con la raccolta di poesie “ Sul crinale del cuore”, pubblicato dalla casa editrice Besa|muci, e vincitrice del premio FIORINO D’ORO a Firenze. Mi è piaciuta molto la motivazione e ho preferito  portarlo anche all’auditorio di oggi:

“Coerente con il fluire inarrestabile del proprio nome, Valbona Jakova ci fa sentire verso a verso, il suo intenso bussare alle porte della Vita per essere ed esserci, dopo la sua infinita erranza per le periferie dell’esilio. Conseguentemente, la sua è una poesia urgente ed epifanica nell’uso della lingua letteraria, che apre alla evasione dai penitenziari del sopruso, poggiando la Parola “Sul crinale del cuore”, alla ricerca del lievito madre dei sentimenti, senza concessioni né abdicazioni, ma con un suono alto a punta di cristallo, perché cesellato dal dolore e distillato dal pensiero.”

Bellissimi apprezzamenti che ci aiutano oggi ad aprire il sipario di questo nuovo incontro di “Tea Room”, insieme con la direzione del Centro Artistico Culturale Albanese, “Margarita Xhepa”, a conoscere meglio la nostra l’ospite.
Oggi Valbona nella sua presentazione viene accompagnata da me e dal poeta e l’amico, Fatmir Gjata.


Ma chi è Valbona Jakova?
Valbona Jakova  vive da 33 anni con la sua famiglia a  Brescia  e lavora come mediatrice linguistica e culturale.
Lei è figlia di Frano Jakova, compositore che ha ricoperto alcune importanti cariche istituzionali in ambito culturale e nipote del noto drammaturgo Kolë Jakova e dei politici Tuk e Filip Jakova.

Valbona Jakova scrive in due lingue, quella di lingua madre (albanese) e quella di adozione, in italiano. Oltre a scrivere poesie e prosa, lei è anche traduttrice. In lingua albanese dall’ italiano, ha tradotto i grandi classici come Neruda, Ungaretti,  Bellintani, Costa e il poeta americano Jack Hirschman.
In lingua italiana invece, ha tradotto poeti albanesi contemporanei come Nikolle Loka, Migena Arllati, Luan Rama, Muharrem Kurti, Engjell  Berisha e tanti altri.
È vincitrice del secondo Premio del Concorso AlberoAndronico del 2011 con una raccolta di poesie “ La tempesta delle ore“. Ha vinto ancora altri numerosi premi in concorsi internazionali di poesia.
Ma entriamo nel merito libro: “Sul crinale del cuore” di Valbona.
Subito dal titolo si intuisce che si parla di un amore sublime. E chi non ha scritto dell’amore? Questo sentimento che tormenta le anime da quando è stata creata la parola?

Valbona, con le sue poesie ci porta in un mondo d’amore che non può essere privo di ombre e di “finestre chiuse”, di non avere il suo carico di dolore che fatica a tradursi in parola, di rifiuti e di lontananze, ed è spesso inarrivabile. Lei si interroga attraverso la parola per aiutare se stessa e gli altri che attraverso la lettura aiuta a scoprire se stessi, con lo scopo di stanare i sentimenti del proprio io, e di avere un approccio più giusto.
La sua poesia è concettuale, filosofica, immediata, sentimentale, piena di ritmo, fluida e ricca di figurazioni, creando concordanze tra la natura e l’uomo con forza ed energia. Il suo verso ti fa rimanere folgorato.
Valbona ha vissuto una parte della sua vita in Albania, in un sistema totalitario e cibato dalla letteratura del realismo socialista, formato dal modello russo.
Con la caduta del muro di Berlino i cancelli delle porte chiuse si sono aperti, e come un fiume in pieno primavera, tanti artisti si sono trovati in un nuovo mare dove sentivano di guidare da soli e in piena libertà le loro navi: quindi scoprire e costruire. Una di loro è stata anche lei.

Sabina: Valbona, dal momento che la tua vita ha compreso i due mondi, quello albanese e quello italiano, come si sono fusi nella tua creazione letteraria in poesia?
Valbona: I poeti s’incontrano in tanti punti, a prescindere dallo stilo che preferiscono. Ognuno di loro tende a scegliere quello stile che la rappresenti meglio, secondo i gusti che caratterizzano la sua personalità. Dire la verità, anche se scrivevo quando ero in Albania, non ero certa che ciò che scrivevo, fosse poesia. Poi mi dicevo, è inutile che scrivo di nascosto per nascondere la mia propensione sulla scrittura. Sapevo che non potevo pubblicare, non avevo questo diritto. Riflettevo su ogni situazione che mi impressionava e avevo scelto di tacere e rimuginare con la mente, i miei tanti pensieri sul futuro. Quando è arrivato il momento propizio, la mia mente era già preparata per questa fusione. Col cuore richiamavo bellezze da conoscere che mi indirizzavano verso strade dove potevo imparare tutto ciò che mi era stato negato di sapere e in questi ambiti, mi sono immersa a capofitto.
Sabina: La tua poesia sembra legata a una dimensione filosofica. Richiami sempre nei tuoi versi il mondo interiore.
Ci sono stati dei filosofi che ti hanno ispirato? Qual è stato il percorso umano esistenziale che ti ha portato alla poesia?
Valbona: Penso che non succeda solo a me. Quando nasce una poesia, noi la sentiamo come l’acqua dello spirito che scorre nelle nostre vie interiori. La dimensione filosofica, è la nostra ricerca, la nostra curiosità per capire e scoprire il fenomeno: Poesia! Non dico talento, perché molto riduttivo che una persona nasca con un solo talento e l’uomo, forse senza saperlo, nasce con alcuni talenti. La parola talento racchiude tanti significati e a volte sembra molto generica, la scrittura preferirei chiamarla, dono.
Non so se sia un dono del nostro DNA in generale o della formazione del nostro cervello in particolare che, casualmente, corrisponde a tali esigenze connesse con delle proiezioni di immagini nella nostra mente con la quale continuiamo a chiacchierare e a fare pressioni per tradurle in parole. C’è una contradizione poi, perché a volte la poesia nasce tutta intera, compresa la sua architettura esterna, in modo spontaneo.
A volte la poesia va ricercata dal momento che ci ha convinto che non possiamo vivere senza di essa. Qualunque sia, è un insieme di tante cose nata per darci gioia, dunque è un dono da tramandare per noi e per altri.
Per quanto riguarda la filosofia, devo dire che mi ha attratta sempre. Mi sono resa conto che a tratti, la filosofia è un rompicapo ma fa bene essere così, dobbiamo interrogarci su tanti aspetti della vita.
Il percorso esistenziale che mi ha portato alla poesia, è stato un filone parallelo alla filosofia con i suoi elementi affini in comune, seppure non molti. Così con scatti, mi hanno fatto balzare nel campo fertile della parola dove tante volte, guardavo il volto sorridente delle forme e dei concetti filosofici.
È stata la consapevolezza che dovevo progredire, che dovevo recuperare gli anni passati in stand by, anni morti, sepolti ingiustamente. Glielo devo ai miei genitori, agli occhi tristi di mio padre che si sentiva in colpa, senza avere nessuna colpa, alla “profezia” di mia madre che spesso mi diceva: non ricamare! Per il tuo futuro ti serviranno solo i libri! Per progredire, sapevo benissimo che dovevo chiedere aiuto agli italiani.
Sabina: Pasolini diceva che la poesia non è altro che trasformazione dell’odio in amore.
Conoscendo la storia di Valbona come una persona che ha sofferto nella sua gioventù la persecuzione del sistema comunista, che rapporto ha la tua poesia con il passato? Come sono tradotte le ombre delle finestre chiuse dentro in te?
Valbona: Pasolini ha detto bene. Io cerco sempre di non odiare. Quando scrivo una poesia, cerco di concludere con un po’ di ottimismo o frasi d’amore. Le ingiustizie del passato mi hanno acuito uno sguardo attento verso la giustizia che mi fa riflettere su ogni situazione umana, ancora oggi. Ricordo le mie amiche d’infanzia alle quali spesso e volentieri veniva dato l’ordine di non creare l’amicizia con me, piccola internata. Spesso mi chiedo perché loro non avevano paura e non so se un giorno glielo chiederò.
Per quanto riguarda “le ombre del passato”, ho cercato sempre di non riversare sui miei figli, un dolore mai provato. Ho insegnato a loro il coraggio ed elementi di giustizia umana, per aprire finestre e strade con merito. 
Sabina: Nel tuo libro parli molto della misteriosa presenza di Dio nel mondo. Sottolinei che, sebbene i segni del Mistero diventino così evidenti in rapporto diretto al tipo di società che si va costruendo, che non mancano i ciechi, responsabili dello stato disperato della società. Gli echi di questa situazione sono le urla delle ferite di chi vuole superare da secoli questa tragedia e ancora non ci si riesce. Perché dalle rovine del pensiero, fuori dal Tempo e dalla Storia, non può nascere nulla di nuovo.
Valbona: Io ho sentito la presenza di Dio, sin da bambina. Ricordo quando ci hanno internato e per la prima volta ci hanno portato a Gramsh di Elbasan, eravamo solo quattro sorelle, i due fratelli sono arrivati dopo. Ho anche una foto da bambina, scalza, che stavo seduta sull’erba proprio perché mi piaceva tanto vedere il sole quando tramontava. La nonna materna aveva tutte le immagini dei santi e mi parlava della storia di ciascuno. Io poi, cercavo di vederli nel cielo. Si vede che tutto è un progetto, io avevo il dono dell’immaginazione.

Sabina: Che rapporto abbiamo noi albanesi con il tempo e la storia? Esiste una consapevolezza di ciò che è accaduto nei tempi passati e odierni?
Valbona: Il futuro di qualsiasi nazione o popolo, appartiene a tutti. I popoli devono riconoscere il bene superiore per trovare la guida migliore. Per un popolo colto è più facile distinguere il bene dal male e non basta. In primis è la conoscenza della storia in tutte le sue varie tape epocali e imparare dagli errori del passato. Il futuro deve scegliere gli uomini veri, non eco centristi o egoisti, uomini coraggiosi che col cuore fanno gli interessi di tutti e scelte giuste.
Sabina: Come ho citato prima, tu sei anche una brava traduttrice. Che cosa ne pensi, un poeta è soddisfatto di se stesso quando traduce le sue poesie in un’altra lingua?
Valbona: Non sempre. Sono perfezionista di natura. Quando una poesia viene tradotta in un’altra lingua, inevitabilmente si rompono tanti equilibri della sua composizione, l’armonia fra suoni, sparisce il suonare della lingua dell’origine e subentra l’altra che, nelle orecchie del traduttore esce dal tono, dunque stona. Questa è la prima impressione che il traduttore cerca di aggiustare. Quello che ho capito e che cerco di riuscire a trovare è la melodia che tasta la musicalità giusta delle parole, quelle parole che scorrendo danzano da un verso all’altro con grazia seguendo la loro melodia corale. 

Sabina leggo: Tra il filo bianco d’ordito che penetra
                        Come luce il rosso della seta.
                        La tenera spada incognita
                        Apre uno squarcio celeste
                        solo per un attimo, ed io,
                        dal presente, contemplo il mio futuro.

Come la vedi il tuo futuro? Dove vuole arrivare la tua poesia, nasconde un messaggio?
Valbona: Secondo il mio parere, è bene che la poesia contenga un messaggio. Solo così la poesia compie la sua missione per cui è nata. La poesia è testimone di un’epoca, con il suo messaggio, con la sua idea, con le sue parole scelte da chi l’ha scritta. La poesia che contiene tutti questi ingredienti, che nasce in un momento preciso della storia, rappresenta la storia per oltrepassare i tempi! Il futuro appartiene ai nostri figli e per il bene di tutti, auguro un futuro molto migliore del nostro!

Foto cortesia di Valbona Jakova e Sabina Darova

Dal grande Omero ad oggi con il contest poetico proposto dalla CIESART della Grecia, la poesia di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto cortesia del post della Ciesart Grecia

CIESART GRECIA nel suo spirito di rendere omaggio alle figure illustri della storia universale.   Fa l’appello a lasciare il suo lavoro in PROSA O IN VERSI al grande OMERO.

Il nome Hómēros è una variante ionica dell’eoliano Homaros.  Il suo significato è ostaggio, pegno o garanzia.  Secondo una teoria il nome deriverebbe da una società di poeti chiamata Omeridi (Homēridai), che letteralmente significa “figli di ostaggi”, cioè discendenti di prigionieri di guerra.  Poiché questi uomini non furono mandati in guerra perché la loro lealtà sul campo di battaglia era messa in dubbio, non morirono.  Pertanto, quando non esisteva la letteratura vera e propria, cioè la letteratura scritta, a loro veniva affidato il compito di ricordare la poesia epica locale e, con essa, gli eventi passati.

Lascia questo link accompagnato dalle tue lettere:
Nome
Paese
Numero di iscrizione

Il 20, 21, 22, 23 e 24 maggio 2024

Apprezziamo la vostra partecipazione.

Dott. Dimitris P. Kraniotis
Presidente CIESART GRECIA

Dottor Xhanti Hondrou-Hill
Direttore Generale CIESART GRECIA

Il dottor Mg.  Francisco Heredia
VICE PRESIDENTE E FONDATORE CIESART GLOBAL

Pubblicato in:
http://ciesart.blogspot.com/2024/05/ciesart-grecia-homenaje-homero.html

Titolo: Celebrare uomo illustre.

Nella storia dell’umanità persone distinte
che da secoli resistono esemplari
né gli eventi né la morte le ha estinte ma sono punti di riferimento secolari.

Omero vicissitudini per gloria vinte
peripezie e viaggi per terre e mari
ostaggio, pegno, garanzia sutele tinte
igual di lui, riconosciuto, nessuno è pari.

Il nome deriverebbe da società di poeti
da ricerca significa “figli di ostaggi”,
discendenti di prigionieri di guerra

dal compito di ricordare in modi concreti
la poesia epica dei vari personaggi
canta l’inespugnabile bellezza della terra.
Elisa Mascia 21-5-2024

***
CIESART GRECIA en su ánimo de dar homenaje a los personajes Ilustres de la historia universal.  Hace la Convocatoria para dejar su obra en PROSA O VERSO al gran HOMERO.

El nombre de Hómēros es una variante jónica del eólico Homaros. Su significado es rehén, prenda o garantía. Hay una teoría que sostiene que el nombre proviene de una sociedad de poetas llamados los Homéridas (Homēridai), que literalmente significa «hijos de rehenes», es decir, descendientes de prisioneros de guerra. Dado que estos hombres no eran enviados a la guerra al dudarse de su lealtad en el campo de batalla, no morían en él. Por tanto, cuando no había literatura propiamente dicha es decir escrita, se les confiaba el trabajo de recordar la poesía épica local y, con ella, los acontecimientos pasados.

Dejar en este enlace acompañado de sus letras:
Nombre
País
Número de Miembro

Los días, 20, 21, 22 ,23 y 24 de Mayo 2024

Agradecemos gentilmente su participación.

Dr. Dimitris P. Kraniotis
Presidente CIESART GRECIA

Dra. Xhanti Hondrou-Hill
Directora General CIESART GRECIA

Dr. Mg. Francisco Heredia
VICE PRESIDENTE & FUNDADOR CIESART GLOBAL

Publicado en:
http://ciesart.blogspot.com/2024/05/ciesart-grecia-homenaje-homero.html

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Guardando al passato continua l’ispirazione poetica da Omero al contest culturale proposto da CIESART GRECIA, la poesia di Elisa Mascia che pubblica in Alessandria today da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Il poeta Fabio Petrilli presenta il poeta Marco Pelliccioli – Bergamo con alcune poesie del libro ” Nel concerto del tempo” e biografia, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto cortesia di Marco Pelliccioli (Bergamo)


da URBANE

IV.

C’è da chiedersi
se anche questo scavo
bracci di gru, cataste, sagome arancioni,
diventerà una forma
di vetro spiroidale, come quella
che preme sulla quinta

o se un giorno sboccerà
ancora una bottega, un fioraio
come all’angolo di via Pietro Maroncelli

dove distratto compro
una rosa gialla
nel locale sporco di terra
forbici, e petali caduti.

da NUOVI VOCABOLARI

I

L’uomo, alla porta, sbuffa la farina caduta sul grembiule, non conosce “early adopters”, plance, processi di validazione. Non ha pianificato conti in “kappa” o “identikit”. Vuole soltanto vendere il suo pane, ed è perplesso dal piano di rilancio dell’uomo-gelatina, malconcio eppur firmato: pantaloni arrotolati sopra la caviglia, auricolari, lampade alogene nel fiato.

III

Con la borsa a tracolla, il monociclo elettrico, “in call”, discorre sommesso di piani aziendali – “delta” “revenues” “mark up” –, immemore dei tralci e dei pedali spinti sui crinali, quando perdersi per strada, le scarpe slacciate, la luna sopra il sole, era la meraviglia inutile dei campi, pestare le zolle della vigna.

LO STORPIO

In sella al suo triciclo rosso
pedalava contro la tempesta
avvolto nella giacca a vento
le gambe attorcigliate
a spingere i pedali.

Chi si affacciava non capiva
la sua corsa solitaria
ma la pioggia scrosciava,
evaporava, sulla faccia
di lui che non fugge davanti al suo dolore
ma disegna con amore un inno
alla vita lungo la salita.

E andiamo così,
tu avanti, io dietro,
nell’aria leggera
che scorre sul Lambro
e, forse, chissà, domani già io
sarò lì davanti, e dietro poi tu
a tenermi per mano

ma adesso che batte
questo poco di sole
e l’aria d’inverno
sembra di primavera, corriamo
al mio tre
insieme nel prato.

NOTA BIOGRAFICA

Marco Pelliccioli (Bergamo 1982) vive tra Monza e Milano.
Ha pubblicato C’è Nunzia in cortile (LietoColle, 2014), L’orfano (LietoColle-Pordenonelegge, 2016), L’inganno della superficie (Stampa2009, 2019) e la plaquette Il sogno del pesce gatto (Stampa2009, 2023). Del 2015 è il romanzo A due passi dal treno (Eclissi), segnalato dal Premio Calvino. Scrive racconti per ragazzi (Gallucci, Einaudi) ed è presente in Giovane poesia italiana (Pordenonelegge, 2020), un’antologia tradotta anche all’estero.
Collabora con quotidiani e riviste, per i quali scrive recensioni e articoli dedicati alle principali figure poetiche del Novecento italiano. Cura diverse iniziative culturali, come i corsi annuali di Poesia italiana e straniera dal Novecento a oggi  per il Teatro Fontana e la rassegna Nuove questioni di poesia per la Casa della cultura di Milano.

ALETTA LIBRO

Figura di rilievo e voce autonoma della nostra nuova poesia, Marco Pelliccioli ci offre qui, nella spoglia concretezza viva del suo stile, un ampio quadro di personaggi e situazioni in cui un passato anche lontano viene a porsi sottilmente in confronto con la mutata realtà dell’oggi. Nel concerto del tempo procede essenzialmente nei termini di una narrazione condotta attraverso la memoria da una voce fuori campo, una “controfigura” che riporta a galla volti spesso familiari in una galleria di umili apparizioni. Nel suo pacato ed efficace alternarsi di prosa poetica e versi, Pelliccioli oscilla tra dimensione orizzontale e verticale, portando sulla scena oggetti domestici e amuleti, dettagli di quotidianità, senso di nascita e morte, presenze e sparizioni, piante e piccoli animali, parole prelevate da un dire talvolta dialettale. Ecco allora l’Angiolina, l’Agnese, la Nunzia o la Martina, e insieme a loro anche l’Alberto e lo storpio, la loro “epica sconnessa”, nel “tempo che indocile non passa”. Si tratta di un tempo che è anche il tempo storico, con sottostanti riferimenti a vicende accadute ed entrate nella cronaca, se non negli annali. Ci troviamo di fronte a “invisibili creature / che nuotano nel cielo”, offerte dal poeta che coglie al contempo l’affacciarsi problematico di una contemporaneità divenuta, come è sempre più evidente, meccanica e tecnologica. Il percorso dell’opera si svolge in una sorta di articolata coerenza poematica, fitta di rimandi interni, nell’impeccabile controllo stilistico di una musica che passa dal recitativo al canto sommesso, in momenti di un netto realismo, non senza aperture oniriche, con tratti di un’efficace e oggi insolita, ma innovativa, lieve coloritura espressionistica.

Foto copertina del libro ” Nel concerto del tempo”

Angela Kosta traduce i versi poetici a Nurul Hoque

Foto cortesia di Nurul Hoque

ANGELA KOSTA TRADUCE I VERSI DEL POETA BENGALESE NURUL HOQUE


Nurul Hoque è nato nel villaggio di Porikot dell’Unione di Gunabati sotto Chauddagram upazila a Comilla (ex – Tripura) in Bangladesh.

Nurul è poeta, romanziere ed editore. La sua conoscenza della letteratura è piuttosto ampia. Nurul è abile nel comporre poesie, filastrocche, racconti e canzoni. La sua carriera come scrittore iniziò quasi tre decenni fa. Nurul è elogiato in tutto il mondo per il suo instancabile lavoro. Nurul è stato eletto il Laureato di Litteratura Del Mondo nel 2018 dal World Nation Writers Union, Kazakistan (www.wnwu.org).

Attualmente Nurul è il Direttore Esecutivo della Fondazione Munir Mezyed per le Arti e la Cultura, in Romania. Nel 2020 ha curato l’antologia Internazionale del Mondo Odyssey nonché l’antologia Di Poeti Bengalesi Contemporanei, (2024).

Inoltre, Nurul è anche il Capo coordinatore di Odyssey International (con sede in Romania).

Nurul ha scritto diversi libri, 30 dei quali sono ben noti nella sua lingua madre, il bengalese, nonché alcuni libri in inglese.

Nurul è l’editore della rivista mensile Amader Buriganga, che viene pubblicata a Dhaka regolarmente. Inoltre, è il Fondatore e il Presidente della Buriganga Foundation Bangladesh. 

A giorno d’oggi, la sua poesia, famosa per la sua eleganza e intimità, copre una varietà di temi, principalmente la pace, la natura, l’amore, la femminilità e la divinità. I suoi scritti si concentrano sull’importanza dell’inglese per una società mondiale multilingue e per la comunicazione interculturale tra le nazioni; la necessità di un’educazione basata sui valori per i giovani nel contesto della globalizzazione; con ciò, Nurul desidera promuovere la pace, la fratellanza, la consapevolezza dell’ecologia e l’amore per la natura.

Nurul ha conseguito il Diploma in Ingegneria Meccanica e la Laurea in Ingegneria (AMIE) presso lo Swedish Bangladesh Institute of Technology, Kaptai, Bangladesh.

La sua vita sociale è stata piena di diversità. A volte era uno studente, a volte un impiegato di un negozio di relazioni e a volte un manager. Nurul ha completato la sua istruzione attraverso tantissime lotte che ha dovuto affrontare. Poco dopo aver conseguito il diploma di ingegnere, egli è entrato a far parte di Vrinel Corporation, una società di costruzioni internazionali registrata negli Stati Uniti, come assistente ingegnere nel progetto di costruzione dell’unità idroelettrica 3 di Karnafuli. Durante quel periodo, aveva l’onore di essere l’assistente di Mr. Kim, l’ingegnere numero 3 al mondo.

Nel 1980, dopo aver perso il lavoro, purtroppo Nurul è rimasto disoccupato perciò ha deciso di esplorare, viaggiare ed attraversare Bangladesh, il suo paese natale. In seguito, Nurul ha lavorato come ingegnere ed è stato il Direttore di progetto in molti progetti importanti, tra cui il progetto del gasdotto Bakhrabad, il fertilizzante ureico di Chittagong, la diga di chiusura del fiume Feni e il progetto di telecomunicazione in fibra ottica della ferrovia del Bangladesh con le più grandi società di costruzioni del mondo come GEC, Regno Unito, Shimuzu Construction Company, Giappone, Taisai Construction Company, Giappone, Toyo Engineering, Giappone, NKK Japan Italmontagi Pvt. Ltd., Singapore, ecc.

Nurul scrive fin dall’infanzia. La sua attività letteraria non si fermò nemmeno dalle avversità della sua vita personale. Oltre a contribuire alle pubblicazioni quotidiane, mensili, periodici e settimanali prestigiosi di Bangladesh, egli scrive regolarmente testi letterari su vari siti internazionali di poesia, quali vengono trasmessi anche sul canale televisivo Bangladesh Television. Il celebre poeta Al Mahmud, ritiene che Nurul Hoque abbia messo la sua poesia a disposizione della società, instancabilmente per diversi anni. Come abbiamo citato sopra, la sua scrittura è piena di spontaneità e riflette sul: tempo, l’amore, la natura, la realtà e naturalmente della pace e l’armonia.
Con la sua creatività, Nurul è come un albero di baobab radicato in un terreno fertile, irrigato da fiumi di cui diffonde l’aria fresca della pace, l’amore, l’umanità e la fratellanza a livello globale. Le sue poesie in inglese hanno attirato molti lettori in tutto il mondo. Nurul è cittadino nativo di Bangladesh, ma in termini dei pensieri, del cuore, della creatività e dell’espressione, è un cittadino globale. Egli è una persona dolce e umile, oltre che un grande ammiratore e amante dell’universo. Le sue poesie sono state tradotte in varie lingue tra cui in: rumeno, taiwanese, uzbeko, giapponese, spagnolo, cinese, italiano ed albanese.

Nurul è membro ufficiale dell’Unione degli Scrittori delle Nazioni Mondiali (con sede in Kazakistan), quale nel 2018 gli conferì il Diploma Internazionale “TEMIRQAZYQ- Il Miglior Poeta e Scrittore nel Mondo (www.wnwu.org).

Nurul è stato invitato in molti convegni in Sud – Est asiatico come ospite ed oratorio principale.

Nurul ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali per il suo speciale contributo alla letteratura.


UN’ELEGIA DI FOGLIE CADUTE


Un’onda sbagliata controcorrente

Un flutto tiro d’acqua sul prato

Nel mezzo, nessun altro c’è

Allora perché i sogni in frantumi vanno?

Persino le piume grigie del tempo cadono

Che male c’è se un fiume diventi?

Le donne come foglie appassite e cadute sono? 

In abbondanza cadono,

Come i fiumi che cambiano percorso e argini, 

Perdendo il loro ritmo fluido.

Pure tu cambierai 

Se cambi, puoi farlo

Il sedimento nell’addome che hai 

Accumulato poco a poco, 

Si espleterà alla fine anche?

Non importa se si esaurisce, 

Non importa se i fiumi scorrono 

Sto scrivendo un requiem di foglie cadute 

E mentre le scrivo, 

Senza parole rimango.



Traduzione di Angela Kosta Accademica, giornalista, poetessa, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice.

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