programma speciale #Terzo_Incontro_Internazionale_di_Poesia
A cui parteciperanno per la prima volta 6 poeti da 6 paesi arabi
1: Muhammad Rahal dall’Algeria 2: Aziz Al-Muntaser dal Marocco 3: Fadwa Attia dall’Egitto 4: Fadwa Al-Tiyani dal Marocco 5: Elham Issa dall’Organizzazione della Siria 6: Orphan RNA dal Libano
E nomi molto difficili nella letteratura mondiale, Jared Hugo Challen, Presidente dell’Unione UHE nei cinque continenti nel mondo, con i poeti più importanti attivi nella letteratura mondiale, con gli ambasciatori dell’Unione Europea
Partecipazione degli ambasciatori dell’Unione Europea
Amici da diversi paesi dei cinque continenti, dai paesi dell’Italia , Francia , Perù , Colombia , Belgio, Venezuela , Portogallo , Grecia e molti altri paesi
Fuso orario arabo
8 am Colombia 2 pm Algeria
8 pm Colombia corrisponde alle 4 pm Siria
8 am Egitto 3 pm Egitto
8 am Colombia corrispondente alle 2 pm Marocco
Otto del mattino e coincideva con le quattro del Libano
Nota che poetico le interiezioni saranno in messicano, spagnolo, brasiliano , argentino e altre lingue straniere.
special program #Third_International_Poetry_Meeting
In which 6 poets from 6 Arab countries will participate for the first time
1: Muhammad Rahal from Algeria 2: Aziz Al-Muntaser from Morocco 3: Fadwa Attia from Egypt 4: Fadwa Al-Tiyani from Morocco 5: Elham Issa from the Syria Organization 6: Orphan RNA from Lebanon
And very difficult names in world literature, Jared Hugo Challen, President of the UHE Union on the five continents in the world, with the most prominent poets active in world literature, with the ambassadors of the European Union
Participation of ambassadors from the European Union
Friends from different countries of the five continents, from the countries of Italy , France , Peru , Colombia , Belgium, Venezuela , Portugal , Greece and many other countries
Arabic time zone
8 am Colombia time 2 pm Algeria time
8 pm Colombia time corresponds to 4 pm Syria time
8 am Egypt time 3 pm Egypt time
8 am Colombia time corresponding to 2 pm Morocco time
Eight in the morning and coincided with four o’clock Lebanon time
Note that poetic interjections will be in Mexican, Spanish, Brazilian , Argentine and other foreign languages.
Ciao amici, noi siamo molto emozionati e festeggiamo con voi che pochi giorni fa abbiamo ricevuto la grande notizia che una delle nostre canzoni:
“Un llanto sefardí”,
è entrata nella hit list della radio Efilog, in Israele, entrata nel mese di Luglio, nella posizione numero 95. Mille grazie a Yehudi Malik Sheeran, direttore della radio Efi-log in Israele, all’intero comitato radiofonico e a tutti gli ascoltatori. Questa canzone è stata scritta da me e Teresa, in un’occasione speciale in cui ci siamo recati a Córdoba (Spagna) e stavamo passeggiando per il suo quartiere ebraico. Anche se questa canzone era rimasta in un cassetto, l’abbiamo recuperata solo un anno fa, l’abbiamo arrangiata, ed è stato allora che, tramite il nostro caro amico, il poeta e scrittore nicaraguense Carlos Javier Jarquín, abbiamo incontrato Rafaela Vardi, cantante e cantautrice israeliana. , che ha tradotto la canzone, l’ha eseguita con me e ha anche montato il video che ora condividerò con voi.
Hello friends, we are very excited and we celebrate with you that a few days ago, we received the great news that one of our songs “Un llanto sefardí”, has entered in the list of the hits parade, in the radio Efilog, in Israel, it entered in the month of July, in the position number 95. Many thanks to Yehudit Malik Sheeran, director of Efi-log Radio, to the Radio Council and to all the listeners. This song was written by Teresa and me, on a special occasion when we travelled to Cordoba (Spain), and we were walking through its Jewish quarter. Although this song was left in a drawer, we recovered it, just about a year ago, and arranged it, and it was then, when through our dear friend, Nicaraguan poet and writer Carlos Jarquín, we met , רפאלה ורדי Refaela Vardi, Israeli singer and composer, who translated the song, interpreted it with me, and also edited the video that I will now share with you.
We hope you like it!!!!
Hola amigos, no sentimos muy emocionados y celebramos con ustedes que hace unos días recibimos la gran noticia que una de nuestras canciones “Un llanto sefardí”, ha entrado en la lista de éxitos en la radio Efilog, de Israel, entró en el mes de julio, en el puesto número 95. Muchísimas gracias a Yehudi Malik Sheeran, director de Efi-log radio en Israel, a todo el consejo de la radio y a todos los oyentes. Esta canción la escribió Teresa y yo, en una ocasión especial en que viajamos a Córdoba (España), y paseábamos por su barrio judío. Aunque esta canción quedó en un cajón, la recuperamos apenas hace un año, y la arreglamos, y fue entonces, cuando a través de nuestro querido amigo, poeta y escritor nicaragüense Carlos Javier Jarquín, conocimos a Rafaela Vardi, cantante y compositora israelí, quién tradujo la canción, la interpretó junto a mí, y además editó el video que ahora compartiré con ustedes.
La mia Pale Moon un favore da chiederti E per esorcizzare il grande Manitou Tu ed io una volta eravamo indiani In una delle mie altre vite ero Sioux
Per compiacere la mia dolce luna Stasera solo per uscire Il mantello del giorno e della notte Come sorgerà nell’oscurità dell’alba
Non gettare nell’alto zenit Per abbassare e andare da qualche altra parte A New York ti incontrerò al porto La libertà di leccare il cielo
Oro la mia Luna in statua Getta con cura Con infinito rispetto dalla sua testa Il partito della corona per andare a Sioux
Stu Leavenworth prigione aeroptera Il leone indiano trova lì Dentro la cella attraverso la finestra Ottieni Dolce la mia luna non con spreco
San assassino incarcerato con bugia L’indiano Leonardo il Peltier Proteggi Le Termopili sono in Le Black Hills del Dakota “in bianco
Lo troverai prigioniero a Leavenworth Per dipingere i ricordi di ieri Lo troverai sulla tela piegato Momenti di pittura indiana
Colline nere come il Partenone Scene intorno agli accampamenti Totem al centro di tutti E invece di quadrati fuochi ovunque
Intorno a ‘Caine indiani danzanti Come cavalli di trebbiatrice Là vedrai gli angeli rossi In cavallo grezy il loro capo leggendario
Tubi di pace come di guerra Per mandare fumo nel cielo acqua che brucia pallidi ”diavoli” Villaggi bruciano accampamenti
Anziani saggi e una lacrima Attraverso i graffi del dolore La peste nera per diffondere terrore Drepanophore tra le scene
Diavoli bianchi per violentare le donne Tra gemiti e grida per urlare Scene aperte in fumo incrociato Scene inferno davanti a loro impallidisce
Proiettili per correre più veloce di cervo Frecce e archi piegarono i corpi Versarono di nuovo il loro sangue nelle Black Hills Rosso dipinto come la libertà
Se un’immagine vale più di mille parole Allora scrisse la storia dei Sioux Raccontata da teloni nella sua cella Nelle pareti grigie coloro che ascoltano tacciono
Stai davanti alla mia buona luna E se lo sguardo dei puri trova Corona di libertà dei fori Sopra la testa della criniera
I prigionieri non dovrebbero essere così Coloro che hanno combattuto duramente per lei Immagino che la corona in tale vada Nella libertà di Peltier di Cuor di Leone
È uno di quei primati che nessuno invidia, anzi, evita.
Passare più della metà della propria vita in prigione, per qualcosa che non si è fatto. Per Leonard Peltier è la sua tragedia personale, reale.
L’attivista indiano nordamericano, uno degli ultimi Lakota, è dietro le sbarre dal 1977 (34 anni), quando fu condannato per l’omicidio di due agenti dell’FBI dopo una sparatoria in un campo nel Dakota del Sud.
Peltier non smise di lottare per i diritti degli indiani nordamericani nemmeno dalla sua cella, dove fu trovato dopo un processo truccato. La sua condanna si basava sulla testimonianza della sua ragazza, che anni dopo ritrattò la sua testimonianza, dicendo di essere stata ricattata dall’FBI per dire ciò che aveva detto.
Lo stesso Peltier non ammise mai la sua colpevolezza e attribuì la sua prigionia al fatto di essere stato un membro attivo dell’American Indian Movement (AIM), fondato nel 1968 e che rivendicava gli evidenti diritti delle tribù native; nel 1973 entrò in conflitto armato per diversi giorni con gli agenti federali nel Dakota del Sud. https://www.youtube.com/watch?v=LUCoqtPy9DE
”UNA PICCOLA STORIA PER GIOVANI E ANZIANI” { Esperienza nell’aldilà }
Il loro amato maestro restava silenzioso come il vento nel giardino, come faceva sempre quando voleva lasciare loro spazio nel tempo, per consolidare le cose importanti e anche per godersi la sua passione preferita.
Così, anche dopo essersi ritirato, iniziò il noto rito del fumo, scolpendo come uno scultore devoto con lo speciale utensile multiuso, la piccola fossetta di fuoco che gli soffocava nel palmo della mano.
Finché non finì e cominciò lentamente e con leggerezza a soffiare piccoli ciuffi del suo tabacco preferito, premendoli delicatamente con il pollice fino al fondo, dalla sua lunga bocca di cioccolato.
Quella che si posò sulle sue labbra dopo, dopo essersi vantato di lei prima e aver provato la sua forza e visto che andava bene, la appoggiò di lato così come la fiamma che accese subito dopo..
Iniziò a tirare lentamente e in modo costante finché non vide la fiamma, che dondolava come un genio, sopra il braciere…
Non appena giunse il momento di chiudere il ballo, lei si appoggiò all’indietro e scomparve nel fumo e divenne fumo anche lei…
Le lunghe nuvole sottili che espelle dal lato delle labbra, diffondendo un meraviglioso e leggero aroma di tabacco, sotto il gazebo…
Ma anche un piacevole piacere, misto a tranquillità di fronte al loro amato maestro, una profonda soddisfazione dei suoi sensi assuefatti.
Un piacere che non ha mai consigliato a nessuno, come ha detto più volte e in molti modi, anche se le raccomandazioni non sono mai uguali all’osservanza, come ha detto..
“Non guardate me che fumo leggermente i miei figli, certo che non mi raccomando come modello di salute…
Come vi ho già detto, nel bene e nel male ho mangiato il mio pane, che sabato di sole che domenica mattina, come dice il poeta….
“Dal momento in cui nasci muori, lo sai perché lo ignori, non smette di accadere…”
Diceva colui che ammirava i poeti, i bambini che non sono mai cresciuti… spiegando che a loro e solo ai bambini, l’universo confida le verità indicibili che desidera rivelare al genere umano…
“LA MORTE NON VI TEME FIGLI MIEI”
L’unico assoluto della vita è la morte e non c’è nessun residente permanente sul pianeta terra figli miei, siamo tutti inquilini che siamo venuti per un po’ e prima o poi partiremo, viaggiatori transitori dell’universo..
Per quanto posso adesso che sono vivo perché se muoio chissà dove andrò o dove mi porteranno i miei figli e se lì ci saranno dei chioschi, figuriamoci se avranno il mio tabacco da fiuto preferito.
Anche se da quello che ho sentito in paradiso c’è tutto tranne il fuoco, il diavolo lo ha portato con sé all’inferno.
Ma non permette di fumare in lei come qui, perché nuoce gravemente alla salute di quelli dell’inferno come dice lui e tortura i fumatori..” disse spassionatamente irridendo le passioni della sua anima, quella che non temeva la morte , diffondendo come fumo il profumo dell’umorismo intorno a lui…
Non abbiate paura della morte figli miei, non pensatela necessariamente come una cosa brutta, se volete la mia opinione vi dico che può essere una cosa buona.
Non dimentichiamo che quasi tutte le testimonianze di coloro che hanno vissuto la cosiddetta esperienza post-morte, dicono di essersi sentiti bene come non si erano mai sentiti in vita loro. Parlano di un senso di completezza e libertà assoluta che non avevano mai provato prima, di un indescrivibile senso di amore e gentilezza.
Forse è per questo che nessuno voleva tornare al proprio corpo e alla vita, vedendo tutta la propria vita scorrere davanti a sé come una pellicola in un attimo e distinguere tra il bene e il male.
Se non altro un indizio in più, che il nostro essere divino sa nel profondo cosa è bene e cosa è male…” disse il saggio e continuò…
Foto cortesia di Angela Kosta e Graciela Diana Pucci
POESIE DA GRACIELA DIANA PUCCI (ARGENTINA)
Graciela Diana Pucci Fontana è nata a Buenos Aires, in Argentina, dove risiede ancora oggi. Lei è di nazionalità: Italo – Argentina. Graciela è l’editore della sua rivista Letteraria e d’Arte “Literarte”, dichiarata con interesse culturale dall’Onorevole Consiglio Deliberativo di Vicente López, Buenos Aires, Argentina (2002) nonché dal Segretario alla Cultura della Presidenza della Nazione Argentina (2010). Il primo numero è stato pubblicato nel novembre 2001 e può essere trovato sul sito web:
Nel novembre 2003, Graciela ha fondato “Bohemias de Literarte”, un incontro culturale che si tiene mensilmente nella città di Vicente López-Argentina, dove si incontrano scrittori, artisti, musicisti e altri rappresentanti di varie discipline artistiche. Insieme a due colleghi, Graciela ha dato il benvenuto a “Gente de Literarte” su Radio FM Signos de Munro, Provincia di Buenos Aires, questo programma dedicato all’arte in generale. Nel 2003, Graciela ha ricevuto il premio Ratelco (in Radio e Televisione per la Comunità” e il Premio Pilas 2004, entrambi in ambito culturale. Nel 2000 ha iniziato come presentatrice radiofonica nel programma chiamato “Queja urbana” su FM Instituto de Olivos. Nel 2002, Graciela ha diretto “La voz de Cartelera”, il programma di interesse generale del FM Fénix de Martínez. Nello stesso anno, ha co-organizzato “Un café, el arte y Usted”, un programma culturale trasmesso quotidianamente da FM Manantial nella città di Olivos. Nel 2006 iniziò a collaborare al programma radiofonico Cultura y Diversión en Acción, trasmesso da Radio Valladollid nello Yucatán, in Messico. Le prime poesie, Graciela le scrisse durante la sua adolescenza. Nel 1996 ha iniziato a frequentare una rivista letteraria e, incoraggiata dal coordinatore, ha pubblicato le sue prime creazioni sui media locali e su diversi giornali delle province argentine. Alcune delle sue poesie sono state tradotte in: portoghese, inglese, catalano e italiano, trasmesse in varie trasmissioni radiofoniche.
A GUELFO PUCCI
Sei qui -come quando bambina- ti vedevo soltanto la sera il giorno una successione di bambole senza senso non c’eri e c’eri nell’odore del cuscino nei pantaloni impeccabilmente appesi nella giacca che abbracciavo quando mi faceva male al di là del petto.
Sei qui -come quando ero adolescente- il tuo sguardo da uccello mutilato faceva nido nei miei occhi -Impotente davanti all’autorità che disapprovava-
Sei qui -come quando ero quasi adulta- mi rifiutai di vestire di bianco (ti ricordi?) tacesti di nuovo cos’altro potevi fare? la tua anima fu d’accordo con la mia complice di uno sbaglio
Sei qui -come quando ti regalai tre soli- illuminarono il duro lavoro che t’impose la vita trascinavi dolori antichi ferivano i tuoi sogni cancellavano il tuo sorriso
ti regalai anche le mie parole trasformate in poemi -le feci volare insieme al tuo nome- arrivarono a destinazione, senza ritardi
Oggi non ci sei ma sei con me accompagni il mio sonno – inquieto come il tuo- la tua figura mi guida ancora sei accanto a me
Perché dicono che non sei vivo?
LAMPI E PAZZIA
Affiorano in me scure sensazioni e ritorno nell’albergo di infortuni mi rifiuto di restare il sangue evade sentieri -scorre senza senso- altera pensieri stravolge emozioni
Mi vedo sbriciolata e infima Le mie mani afferrano lampi di lucidità delle labbra sputano parole profane
Cado
Sprofondata nella pazzia (senza carezze guaritrici né braccia che mi riscattino) trovo quell’altro essere
non mi impietosisco
lo uccido
Il mio cuore batte con sangue nuovo soltanto una tristezza dimora nell’anima è il dolore pagano lo sfratto sorrido.
ISTINTO DA LUPO
Brandendo solitudini ferisco la notte essa si dissangua in paesaggi estranei
io nottambula e assetata – come uccello imbavagliato vago in ombre -pazza diranno alcuni- non m’intimidiscono
sconfiggo le mie corazze ridono? No nemmeno piangono abbozzano uno stupore osceno e fanno traboccare la mia insonnia
voglio dormire
poi svegliarmi nelle sinuosità del mio tempo dove le carezze non disperino ed i baci si spargano nella mia bocca senza domande con risposte certe
dormo
un miagolio di gatto in calore scuote il letargo è la mia altra voce – istinto da lupo
mi scortico
allora vesto il corpo con antico abbigliamento e assisto alla nascita di quella che sono sempre stata
A cura di Angela Kosta Direttore Esecutivo della Rivista MIRIADE Accademica, giornalista, poetessa, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice, promotrice
Ci sono case che non ci appartengono nonostante il vissuto passato dentro, sono quelle della nostra infanzia, dove abbiamo trascorso gli anni migliori, ma di cui le poche tracce sbiadiscono nel tempo, nonostante ci siano rimaste impresse nel profondo. È la nostalgia dolce della vita che ci accompagna, mentre tutto lentamente scompare.
Teuta Dhima (Valona, 1974) ha completato gli studi pre-universitari presso la scuola secondaria pedagogica “17 Nëntori” di Tirana (sezione insegnanti). Ha conseguito gli studi universitari presso l’Università di Tirana, Facoltà di Filologia, sezione di Lingua e Letteratura Albanese. Ha completato la Scuola Nazionale di Biblioteconomia e il corso di specializzazione di 1 anno presso la Biblioteca Nazionale . Dal 2017 lavora come bibliografa presso la Biblioteca pubblica di Durazzo. Ha collaborato con recensioni, articoli, reportage, saggi e analisi sui giornali: “Dyrrah”, “Sintagma”, “Fjala”, “Nacional”, “Liberale”, “ExLibris”. Ha redatto, corretto e fatto recensioni di tanti libri di poesie e romanzi, per le case editrici “2M” e “Jozef”. Ha partecipato a Seminari e Convegni: Seminario Internazionale di Lingua e Letteratura a Pristina, Convegno presso l’Università “Dhimitër Xhuvani” e “Aleksandër Moisiu”. Ha pubblicato due volumi di poesie: “Lus Tokën” “Prego la Terra” (2021); ” A che pensa un girasole”“Përse mendohet një luledielli” (2023). Progetta e modera le attività organizzate dalla biblioteca, dedicate al libro. Organizza e modera gli incontri del Club del Libro “Gjergj Vlashi” e molte tante altre attività culturali.
Prefazione di Alisa Velaj del libro:” A che pensa un girasole” di Teuta Dhima
In ogni poesia di un autore, nella sua specificità, ognuno di noi, si ritrova in modo diverso. Ci sono poesie in cui senti l’oblio, ce ne sono altre in cui provi un amore sconfinato per l’umanità. Poi ci sono poesie che provocano calde correnti di pensiero nel cervello e nel cuore. La poesia di Teuta Çiku (Dhima) mi dà quest’ultima sensazione, in relazione all’amore, alla natura, alla bellezza e a tutto ciò che è umano. Sono discorsi genuini, integri, pieni di sensazioni di aromi, di petali sparsi qua e là, nell’aria tra due esseri. L’aria tra una persona e un fiore. L’aria tra l’uomo e le acque. Importante è che ci sia aria in spazi infiniti e amore senza limiti declinato in tutte le sue svariate forme.
“Perché pensa un girasole” è il titolo di questo volume. Come mai un fiore sta lì a pensare? Per di più un girasole, come mai anche lei si mette a pensare come se fosse in grado di ragionare e in seguito di essere così somigliante agli esseri viventi? Non basti che sia esatamente il fiore del sole? Le domande nei titoli sono decisamente retoriche. L’importante è che la domanda generi altre domande e quindi continuare in questa linea senza finire fino alla fine. Come il pensiero, come i fiori, come le calde correnti del pensiero quando ti fermi e vedi un intero prato di girasoli. Il girasole è proprio la donna con il suo sguardo che emerge dalla profondità dell’anima, dall’amore.
Di che cosa pensa un girasole
mai qualcuno riuscirà a capire.
Col tempo il sole i suoi frutti maturerà
prosperoso come la ragazza giovane, si rallegrerà!
È l’amore che fa maturare i frutti dei sogni di una donna, e d’altra parte, l’amore matura e fiorisce più magnificamente dentro ad una bella donna. Flusso di gioia, flusso di prosperità e pienezza, come la ragazza, quella ragazza che diventi donna, lei, esile femmina alla luce dell’amore, come un fiore di raggi.
Nella poesia “Il Ruscello” si canta ai due amanti che dondolano nella culla di Eros. Leggiamo i versi: “Il Ruscello” Il letto lo separava un ruscello /i corpi sotto istinto uniti,/a spruzzi si trovano bagnati./Scossi da tremiti, uniti, divisi/come due pesci rimasti sulla ghiaia.
I pesci della ghiaia sono spesso un po’ abbagliati dal calore del sole.
Come gli amanti che bevono tutti i flussi stregati delle passioni impazzite per placare la sete di corpi. Per placare la sete di quel confine limite più profondo delle acque incandescenti dell’amore. Sì, la donna può essere perduta e in seguito cadere in uno stato strano di dimenticanza e la sua canzone in questo caso, diventa un po’ triste e malinconnica. Ma il suo spirito rigenerativo non lo permette. Poiché la donna del canto e il canto della donna non devono essere abbandonate dai rinnovamenti.
“Chiedi l’autunno quanto ti dolgono le foglie cadute,
domandi, e la stagione riderà di te.
La loro caduta, è la sua esistenza.
L’autunno, come te non si dimentica mai
donna che rigeneri memorie.
L’autunno sa perché è autunno. Quindi una donna dovrebbe sapere perché è una donna. L’autunno sa che il cerchio ciclico della vita sarà completato e che le è capitata di avere la missione più difficile: appassire. Ma perché la natura possa rinascere, deve prima passare dall’autunno e dall’inverno.
I rinnovi sono più belli dopo l’oblio di sé in due stagioni. Si può dimenticare l’autunno, ma la donna in nessun modo. Lei deve camminare con una memoria primaverile anche quando le foglie cadono e cadono. Perché il discorso della donna, nella vita e nella poesia, è più caldo, più bello, molto più vicino all’amore, proprio quando scorre tra i petali. Che siano girasoli o qualsiasi altro fiore.
RISPECCHIO
Si vedono gli alberi sopra lo stagno
la corteccia squamosa ruvida,
prende il suo splendore.
Si rompono i corpi alti
sullo specchio torbido
che il venticello fa ondeggiare poco e piano.
Si vedono gli alberi sopra lo stagno
Assomigliano alle donne con i capelli sciolti al vento
che si pettinano e s’abbelliscono.
Sussurrando, chiedono alla brezza:
– Siamo belle? –
E lei non risponde,
soffia solo lievemente agitando i rami
che si inarcano come braccia in un avvincere.
Accarezza loro i corpi,
che, nel tempo, rimangono solidi.
Fischia l’assenso in un elogio per dire: sì!
che si diffonde e va lontano con il zefiro.
Si vedono gli alberi sullo stagno.
Davvero belli:
questo loro lo sanno…
Traduzione in italiano a cura di Valbona Jakova
Foto cortesia di Valbona Jakova
Biografi: Teuta Dhima
Teuta Dhima ( Vlorë, 1974)Ka kryer studimet parauniversitare pranë shkollës së mesme pedagogjike “17 Nëntori” në Tiranë (dega mësuesi).Studimet Universitare pranë Universitetit të Tiranës, Fakulteti Filologjik, dega Gjuhë dhe letërsi shqipe. Ka kryer Shkollën Kombëtare të Bibliotekonomisë dhe kursin 1-vjeçar të specializimit, pranë BKSh- së. Që prej vitit 2017- e në vazhdim, punon si bibliografe pranë Bibliotekës Publike Durrës. Ka bashkëpunuar me recensione, artikuj, reportazhe, ese, dhe analiza në gazetat: “Dyrrah”, “Sintagma”, “Fjala”, “Nacional”, “Liberale”, “ExLibris”.Ka redaktuar, korrektuar e recensionuar libra me poezi, romane, për shtëpitë botuese“2M” dhe “Jozef”.Pjesëmarrëse në Seminare e Konferenca: Seminari Ndërkombëtar i Gjuhës dhe i Letërsisë në Prishtinë,Koferenca pranë Universitetit “Dhimitër Xhuvani” dhe “Aleksandër Moisiu”. Ka botuar dy vëllime me poezi: “Lus Tokën”(2021); “Përse mendohet një luledielli” (2023).Ideon dhe moderon veprimtaritë që organizon biblioteka, kushtuar librit. Organizon dhe moderon takimet e Klubit të Librit “Gjergj Vlashi” si edhe shumë veprimtari të tjera kulturore.
Parathënia nga : Alisa Velaj. Libri i Teuta Dhima me titull “Përse mendohet një lule dielli”
Në secilën poezi të një autori e gjen veten në mënyra të ndryshme. Ka poezi ku ndjen harrimin, ka të tjera ku ndjen dashurinë e pakufi ndaj njerëzores. Ka pastaj poezi, që të shkaktojnë ca rryma të ngrohta mendimi në tru e në zemër. Poezia e Teuta Çikut (Dhimës) më jep këtë të fundit ndjesi, në lidhje me dashurinë, natyrën, të bukurën e gjithçka tjetër njerëzore. Janë ligjërime të çiltra, plot ndjesi aromash, prej petalesh të hapërdara andej-këtej, nëpër ajrinë mes dy qenieve. Ajrinë mes njeriut dhe një luleje. Ajrinë mes njeriut dhe ujërave…E rëndësishme është se ka ajër dhe dashuri pa kufizim.
“Përse mendohet një luledielli” është titulli i këtij vëllimi. Po përse mendohet një lule? Për me tepër një luledielli përse u dashka të mendohet dhe ajo? A nuk i mjafton që është lulja e diellit? Pyetjet nëpër tituj patjetër se janë retorike. E rëndësishme është se pyetja lind pyetjen dhe kështu nuk merr dot fund gjer në fund. Si mendimi, si lulet, si rrymat e ngrohta të mendimit kur sheh një lëndinë të tërë me luledielli. Luledielli është femra me vështrimin e saj nga shpirti, nga dashuria.
“Përse një lulediell mendohet, asnjëherë nuk do ta kuptojë njeri. Frytet do t’ia pjekë dielli e plotë dhe e begatë do t’i gëzohet atij.”
Është dashuria që ia pjek femrës frytet e ëndrrave të saj dhe në anë tjetër, ajo dashuria, piqet e lulëzon më bukur brenda një gruaje të bukur. Rrymë gëzimi, rrymë begatie e plotnie, si femra në dritën e dashurisë, si lulja e rrezeve.
Në poezinë “Përroi” i këndohet dy të dashuruarve që përkunden në djepin e Erosit. Lexojmë vargjet: “Shtratin ua ndante një përrua,/trupat nën instikt bashkuar/lagur janë prej stërkalash./Rrëqethur, bashkuar, ndarë/si dy peshq të mbetur në zall”. Peshqit e zajeve janë shpesh paksa të zalisur nga ngrohtësia e diellit. Si të dashuruarit që pijnë tërë përrenjtë e harbuar të pasioneve çmendurake. Duke shuar etjen për trupa. Duke shuar etjen për kufirin më të thellë të ujërave të ndezura të dashurisë. Po gruaja mund të përhumbet nëpër vetharrime dhe kënga e saj të pikëllohet paksa. Nuk duhet. Sepse gruan e kënges dhe këngën e gruas nuk duhet ta braktisin përtëritjet.
“Pa pyete vjeshtën nëse i dhimbsen gjethet e rrëzuara, pyete dhe ajo do të qeshet me ty. Rënia e tyre, është egzistenca e saj.
Vjeshta e di pse është vjeshtë. Ashtu gruaja duhet ta di pse është grua. Vjeshta e di se rrethi ciklik i jetës do kryhet dhe se asaj i ka ndodhur të ketë misionin më të vështirë: vyshkjen. Po që natyra të rilindë, duhet të kalojë mes vjeshtës e dimrit më parë. Përtëritjet janë më të bukura pas vetharrimeve në dy stinë. Mund të vetharrohet pra vjeshta, por kurrsesi gruaja. Ajo le te ecë me kujtesë të pranëvertë edhe kur gjethet rrëzohen e rrëzohen. Sepse ligjërimi i gruas, në jetë dhe në poezi është më i ngrohtë, më i bukur, më i afërt për dashurinë, atëherë kur rrjedh nëpër petale. Qofshin ato luledielli apo të çfarëdo luleje tjetër.
Pasqyrim
Shihen pemët mbi pellg,
lëvorja e ashpër rreshkë
shkëqimin e tij mori.
Thyhen trupat shtatlartë
mbi pasqyrën e turbullt
që puhiza valëzon nga pak e ngadalë.
Shihen pemët mbi pellg,
ngjajnë me gra flokëlëshuara në erë
që krihen e zbukurohen.
Duke fërshfëritur pyesin erën:
A jemi të bukura?
E ajo nuk iu përgjigjet,
veç fryn e lehtë dhe iu trazon degët
që harkohen si krahë në përqafim.
Ua përkëdhel trupat,
që kohës i qëndrojnë solid.
E fishkëllen në një pooo miradie,
që përhapet e shkon larg me puhizën.
Shihen pemët mbi pellg…
Janë me të vërtetë të bukura
dhe ato këtë e dinë…
Foto cortesia della copertina del libro di Teuta Dhima
Bozorboyeva Muhlisa Amanovna. Studentessa del 3° anno dell’Accademia delle Arti dell’Uzbekistan, Istituto Nazionale di Pittura e Design intitolato a Kamoliddin Begzod. Responsabile del club “Kizlarjon” presso l’istituto. Vincitrice di numerosi concorsi e forum internazionali: 1° classificata del concorso internazionale “Russian Talents” tenutosi nel 2024, vincitrice del Gran Premio del concorso internazionale “Young Artist” nel 2023. Vincitrice del forum “Legendary Youth” tenutosi a Tashkent il 5-6-7 settembre 2023. “Oriental Diamonds” è un gruppo di giovani artisti le cui poesie sono pubblicate sulla rivista internazionale “MT.Kenya Times”. Partecipa regolarmente al festival “Fine and Applied Arts” tenutosi a Tashkent ogni anno e occupa un posto d’onore. Insegnanti: Yigitali Tursunnazarov Kamoliddin Khazratkulov
Bozorboyeva Muhlisa Amanovna. 3rd year student of the Academy of Arts of Uzbekistan, National Institute of Painting and Design named after Kamoliddin Begzod. Head of the “Kizlarjon” club at the institute. The winner of many international competitions and forums: the 1st place winner of the international competition “Russian Talents” held in 2024, the winner of the Grand Prix of the international competition “Young Artist” in 2023. The winner of the “Legendary Youth” forum held in Tashkent on September 5-6-7, 2023. “Oriental Diamonds” is a group of young artists whose poems are published in “MT.Kenya Times” international magazine. He regularly participates in the “Fine and Applied Arts” festival held in Tashkent every year and takes pride of place. Teachers: Yigitali Tursunnazarov Kamoliddin Khazratkulov
Olimova Muslima è nata il 7 agosto 2007 nella città di Asaka, nella regione di Andijan. Attualmente è una studentessa del 1° anno presso la Tashkent University of Information Technologies. Ha molti certificati e una medaglia d’oro.
La fede dei miei genitori mi ha dato forza. Sono nato ad Asaka, nella regione di Andijan, in una famiglia di intellettuali. Tutti i miei successi odierni sono dovuti al sostegno dei miei genitori fin dall’infanzia. I miei genitori mi hanno insegnato a leggere e scrivere, mi portavano libri ogni settimana. La mia infanzia è stata trascorsa nell’attività sociale, lavorando su me stesso. Le porte chiuse in faccia mi hanno incoraggiato a essere più forte, ad andare più audacemente verso il mio obiettivo e ho raggiunto tutto questo. Il premio non è importante per me, è importante che io possa farlo ed essere riconosciuto. Mi ha reso una persona forte quando ero uno studente. Durante questo periodo, mi sento come una persona riscoperta come Sebbene io sia una persona positiva, sono un candidato il primo anno è stato un po’ difficile. Ma il processo di adattamento è nella mia psiche ha aperto nuovi orizzonti. Ho dedicato il mio tempo ad imparare di più. Studio, ricerca I miei sforzi non sono stati vani. Per la prima volta, con l’intenzione di andare all’estero, ho seguito un corso in una materia che avevo studiato poco. Varie Il fatto di aver acquisito esperienza in questi ambiti ha avuto un ruolo importante nel mio diventare finanziariamente indipendente. I miei genitori hanno un ruolo importante in tutto. Fin dall’infanzia, tutto è sempre il meglio Aspiravo. Nessuno mi ha fatto pressione, non mi ha posto limiti dicendo: “Sei una ragazza”. Ringrazio i miei genitori. “Ovunque sia mia figlia, sa cosa dire e quale strada percorrere sa”, dicono. I miei genitori hanno un ruolo importante nel mio successo. Essendo onesta e fedele ai miei genitori e lavorando su me stessa costantemente, ogni momento ho imparato a usarlo in modo efficace. Pertanto, dal punto di vista finanziario, nessuno non mi sono preoccupata. Da quando avevo 16 anni, ho cercato di mantenermi e coprire i miei bisogni. Il mio stile di vita, i miei sogni e i miei obiettivi, che mi sono sempre promessa, mi danno forza danno motivazione.
Olimova Muslima was born on August 7, 2007 in the city of Asaka, Andijan region. She is currently a 1st-year student at the Tashkent University of Information Technologies. She has many certificates and a gold medal.
My parents’ faith gave me strength. I was born in Asaka, Andijan region, in a family of intellectuals. All my achievements today are due to the support of my parents since childhood. My parents taught me to read and write, they brought me books every week. My childhood was spent in social activity, working on myself. Doors closed in my face encouraged me to be stronger, to move more boldly towards my goal and I have achieved all these. The award is not important for me, it is important that I can do it and be recognized. It made me a strong person when I was a student. During this period, I feel like a person rediscovered as Although I am a positive person, I am an applicant the first year was somewhat difficult. But the process of adaptation is in my psyche opened up new horizons. I devoted my time to learning more. Study, research My efforts were not in vain. For the first time, with the intention of going abroad, I took a course in the subject that I had studied little. Various The fact that I gained experience in these areas played a big role in my becoming financially independent. My parents have a big role in everything. From childhood, everything is always the best I aspired. No one put pressure on me, did not set limits saying, “You are a girl.” I thank my parents. “Wherever my daughter is, she knows what to say and what path to walk knows”, they say. My parents have a great role in my success. Being honest and true to my parents and working on myself constantly, every moment I learned to use it effectively. Therefore, from the financial side, none I didn’t bother. Since I was 16 years old, I tried to support myself and cover my needs. My lifestyle, dreams and goals, which I have always promised myself, give me strength gives motivation.